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IMPIANTI PER IL TRASFERIMENTO DI ENERGIA
2.1 Introduzione
In molte zone di un velivolo è necessario disporre di energia, in modo controllato; questo è
necessario per molte attività, ad esempio per il movimento delle superfici di controllo del
velivolo, per la retrazione e l'estensione del carrello, per azionare pompe, per necessità di illuminazione, di riscaldamento, di alimentazione di apparecchiature elettroniche, ecc.
La struttura di un impianto è schematizzabile come nella fig. 3.1, ossia è costituita da un
gruppo di generazione (spesso collegato ai propulsori stessi), uno di regolazione delle grandezze fisiche in uscita (siano esse pressioni, portate, tensioni o altro) ed una rete di distribuzione che porta l’energia alle varie utenze.  

 

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se le potenze in gioco diventano più rilevanti.1 . un impianto idraulico e un impianto pneumatico per la distribuzione di energia.Principali utenze e tipi di energie necessarie Dalla tabella precedente si vede come sarà indispensabile su qualsiasi velivolo un impianto elettrico e. 2.1.3 Trasferimento di energia meccanica Per quanto riguarda l'energia meccanica i sistemi utilizzabili sono: • trasmissioni meccaniche. 3. 2. come indicato in tabella 2. Fig.2 Energie utilizzabili a bordo I metodi utilizzabili per trasferire e poter controllare energia sono vari in funzione del tipo di utilizzatore.1 .Elementi fondamentali di un impianto 2. 2.1 . Attuatori Illuminazione Riscaldamento Avionica Elettrica √ √ √ √ Pneumatica √ Idraulica √ Meccanica √ √ Tab.

ed è possibile. ma non si prestano ad un utilizzo diffuso e localizzato per i problemi che porrebbero in termini di installazione. gli altri due metodi visti vengono impiegati. Il controllo dell'energia è molto semplice dal punto di vista on/off. L'uso di motori elettrici per applicazioni nei quali il lavoro meccanico viene svolto attraverso rotazioni a bassa velocità o attraverso spostamenti richiede l'impiego di riduttori. motori elettrici. In praticamente tutti i velivoli sono presenti impianti per la distribuzione di energia sia in forma elettrica che idraulica. specialmente se quello che viene richiesto è una coppia moderata con velocità angolare elevata. 2. Disponendo di entrambe le fonti di energia sarà necessario ripartire nel modo più economico possibile i carichi fra l'impianto idraulico e quello elettrico. la trasformazione di energia elettrica in energia meccanica richiede motori che per avere dimensioni e pesi contenuti devono essere motori rotativi con elevato numero di giri. Un esempio tipico di impiego di trasmissione meccanica è costituita dai comandi di volo convenzionali dove le leve di controllo a disposizione del pilota sono collegate meccanicamente alle superfici mobili tramite cavi o leveraggi. L'energia idraulica può essere distribuita con relativa semplicità.4 Dimensionamento degli impianti per la distribuzione di energia Gli impianti per la distribuzione di energia devono essere dimensionati in modo da fornire in qualsiasi condizione di volo la potenza richiesta. alimentazione. specialmente se quello che viene richiesto è una forza elevata con velocità moderata. e l'energia elettrica dove sono richieste potenze più modeste. Le trasmissioni meccaniche consentono il trasferimento di energia meccanica dalla sorgente primaria all'utilizzatore.2 . con ulteriore aggravio in termini di peso. A pari potenza impegnata le dimensioni ed i pesi dei motori idraulici risultano decisamente inferiori a quelle dei motori elettrici. anche se più delicato. alimentazione di apparecchiature) per le quali è necessario disporre di energia elettrica. Il loro utilizzo è comunque limitato a piccole potenze per l'eccessivo peso e complicazione. Infatti anche se per porre a disposizione localmente energia meccanica è più conveniente in termini di peso ed ingombro l'energia idraulica. anche se dal punto di vista della trasformazione di energia potrebbe essere più conveniente adottare energia idraulica.• • • motori a combustione interna. I motori a combustione interna costituiscono la fonte primaria di energia in tutti i velivoli (tranne che negli alianti). energia termica. Occorre poi tener conto anche dell'incidenza delle linee di trasporto. scartato infatti l'impiego di motori a combustione interna. esiste comunque la necessità di altre forme di energia (ad esempio energia luminosa. un controllo di tipo continuo. L'energia elettrica si presta molto bene alla distribuzione ed al suo controllo. permette di realizzare motori rotativi e con maggiore semplicità anche motori lineari. in un motore che si trova in una zona dove non esistono altri utilizzatori di energia idraulica può globalmente convenire l'impiego di un motore elettrico. In linea di massima sarà conveniente utilizzare l'energia idraulica nei motori di potenza più elevata. motori idraulici. così. affidabilità e controllabilità. è evidente come sarebbe complicato avere a bordo decine di piccoli motori con potenze anche irrisorie e funzionamento discontinuo o eccezionale. la potenza viene fornita mantenendo costante 2. inoltre praticamente in tutti i velivoli è presente un impianto elettrico per soddisfare ad altre esigenze.

ad esempio: stazionamento a terra. in funzione dall'affidabilità richiesta. È comunque possibile disporre sia per gli impianti elettrici che per quelli idraulici di riserve di energia (batterie o accumulatori) utilizzabili sia come riserva di emergenza che come fonte per sopperire a punte di assorbimento. atterraggio. Si avrà così una curva discendente la quale mostra per la particolare fase la potenza massima necessaria ed il tempo per il quale devono essere forniti vari livelli di potenza. esistono infatti utenze sicuramente non utilizzabili contemporaneamente. coda d’attesa. 2. Una pura somma di tutte le potenze assorbite dagli utilizzatori porterebbe sicuramente ad un sovradimensionamento dell'impianto. Per il dimensionamento di un impianto per la distribuzione di energia occorre disporre di un elenco di tutte le utenze con specificato per ognuna di esse l'assorbimento di potenza ed il tempo di funzionamento. Ad esempio disponendo di quattro generatori un sovradimensionamento del 33% porta ad un impianto che in caso di guasto di un generatore permette ancora l'erogazione della potenza massima. Per ognuna di queste fasi è possibile determinare una curva che riporti la potenza assorbita in funzione del tempo di impiego. questa filosofia di progetto permette di dimensionare le utenze per un ben preciso valore del potenziale (tensione elettrica o pressione che sia). crociera. richiedere ancora la fornitura dell'intera potenza oppure può essere accettabile un funzionamento degradato con potenza inferiore. avviamento dei motori. In questa fase di studio occorre anche tenere conto del fatto che spesso si dispone di più generatori e questo porta ad una ripartizione del carico su più macchine. decollo. Da queste curve e dal loro inviluppo è possibile determinare la potenza da installare tenendo conto anche del fatto che per tempi brevi un generatore è in grado di fornire potenze più alte di quelle previste per un funzionamento continuo e della possibilità di disporre di accumulatori. A questo livello occorre prendere decisioni determinate dal livello di affidabilità richiesto dall'impianto.la sua energia potenziale (tensione per impianti elettrici e pressione per gli impianti idraulici): l'impianto dovrà quindi essere dotato di organi di regolazione tali da mantenere costante il potenziale al variare della potenza assorbita per tutto il campo previsto di funzionamento. rullaggio.3 . salita alla quota di crociera. discesa. In prima approssimazione questa analisi può essere fatta dividendo l'impiego del velivolo in un certo numero di fasi significative. È possibile giungere ad un'ottimizzazione della potenza da installare nei generatori mediante un'analisi dell'impiego delle varie utenze. in caso di guasto di un generatore si può infatti.