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DEILiniFlGEIIZl

3>SXiZiA

BTOWLIA

SULL INSEGNAMENTO DEL DIRITTO CITILE

PROLUSIONE
ORLI,

AVVOCATO

Jltarace
PROHUMZIATA IL DI 7 SOVEHBRE DEL l844
PER Ii'lPERTURi DEL SUO STUDIO

Historia

DI

temporum , lux
memoriae , magi-

vei-o testis

vcritaUs

De

vita

sera vitae
Cicero.

GIUREPRUDENZA

nuiua vetustatis.

oratore. Lili. a. cap. IX.

WHWI H

IN NAPOLI 1844
DALLA. TIPOCBAFIA DI PORCELLI

Strada Mannesi num.

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Signori

Tj

antica usanza di coloro, che imprendo-

no a svolgere

gli

o ad esporne
varne

strarne

pregi
lutile,

neghittose

me

le
,

alti

parti

concetti di

e tentare

una scienza,

economia

di segnalarne

per iscuotere

il

bello

di

rile-

mo-

di

in tal guisa le

menti

a quel

subli-

d invaghirle

conserto di ragione.

Questo costume imita


delle belle arti.
raviglia
il

la

le

seducenti attrattive

Invero; sorprendente

che cinvade

quale grandioso per

alla vista di
la

creazione

la

ma-

un quadro,
,

stupendo

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4
disegno, interessante per lo insieme e per

))nl

ralleggiainento delle sue figure, fa


chio

rijiosi

si

si

compiaccia

che roc-

lo spirito

rapisca una estasi spontanea e deliziosa

ordinario
1

umano ingegno

dillicile

con ventura
rate

ci

del-

fecondate ed abbellite dalle

immagini della fervida fantasia.

vivaci

Ma

effetto

non costante delle invenzioni

se

impresa

di miglior

certo sarebbe

al

ridir

successo le cose gi nar-

o disputar degnamente ci che fu mostro

da mille

in

intelletti

fama splendida ed

mille

modi; e sempre con

estesa.

Ritcssere le laudi della giureprudenza nel punto

di

palesarne

be promettere
sti

trovati

scipline.
di

insegnamento

se ad alcun

di

mano

al

sommo

n ripo-

nelle sue di-

merito

aspirare nel periglioso aringo,

strappar

non potreb-

n nuove scoperte
curiosit dei dotti

alla

Che

lo

fosse

lecito

bisognerebbe

scrittoi* degli uffici

e delle leggi la sua penna maestra, per ritrarre

con

eloquenza

dal sapere
telletto

le

animata dal

genio

interne funzioni dell

e retta

umano

in-

resplicamento successivo delle sue for-

ze operanti sullarcano magistero della natura,

mosso dalla mano

invisibile

di

un Creatore in-

5
finito

da cui unicamente procede

pro-

la sintesi

digiosa delle leggi.

Solo allora vedremmo

che luomo immer,

rimembran-

ripetendo le

impressioni

so nella profondit dellanima sua

do

che apprese

ci

e legando

transitorie

rando
questi

mi

efficacia

da

lui

pensieri isolati

quelle

di

meditando

passi

scibile

prime

le

ed

idee

di

pri-

campi dello

che

ri-

dagli effetti visibili alle cause

im-

montando

egli

mediate

da queste

compa-

coscienza

la

inoltrati ne vasti

confesserebbe

schiettamente

principi pi lontani

ai

quindi alle origini pi occulte

col

favore di

opportuni regressi e trapassando da priorit in


priorit

esser giunto sul confine dei secoli al

cospetto di un Essere anteriore ad ogni tempo;

innanzi

cui

ascoltarne

gli

prostra lumana ragione per

si

augusti decreti, per esemplarne

sistemi delle scienze

gimenti

le

gli ordini dei politici

reg-

basi del governo civile delle na-

zioni.

Fu

questo

babilmente

donde

il

cammino retrogrado che pro-

percorse

trasse

il

Ottimo Massimo

il

prisco senno latino

magnifico
,

e su

di

pronunziato
cui modell

di

Dio

la so-

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6
vrana idea del giusto

forma
sa

tralucente ne diversi periodi della vita ci-

vile

signoreggia ed in-

che

legislazione. Idea viva, alluo-

romana

la

della cittk eterna

bolici

Numa

di

non meno

Pompilio

del pontificato patrizio

astrusi

tra

ghi del sacerdozio popolare

e tra

pi lar-

che per

costi-

le

tuzioni imperiali, proteggitrici e vindici dei

mi

celesti

alla

giureprudenza

gnificato filosofico

romano

(1)

dir

si

intesa

potrebbe intor-

ampio

nell

che sopra ogni

del

altro

per gradi e compiutamente avverato,

scere

nelle

progresso

alterato

il

na-

scader della scienza

dell

essere civile di lui

quando perplesso

mondo

lo

epoche

grandi

quando

si-

mirata qual fu nel popolo

offre

il

dom-

una verace Religione.

di

Questo presso a poco

no

sim-

riti

ordinamenti

tra gli

e quando

raegliorato dalla influenza delle sue stesse vicen-

de e

dall

impero

dei

suoi fati inesorabili

che Polibio sapientemente

(iJ Cicero.
gihus. Lib. a.

scrisse,

si

che quel po-

De Natura Deorum. Lb. a. - De LeDe Ojiciis. Lib. i. Epictetvs apud r->

RiAEVM. Dissert. Epictct. Lib.


versQ iuiis principio

cap. i4-

in principio.

De WH-

7
hen pu

polo

non superato dagli avvenire

viventi

ma

[i).

perch divisiamo esser prudenza lo abban-

11

donare a chi ebbe

sapere in retaggio le cure

il

cos gravi ricerche

di

da

essere anmtrato

e scendere, senz altro

indugio, a palesare del novello insegnamento le


parti

r ordine, e

toma

nostro credere

vole

non impossibile

se

anco

fors

pregi

se

pur

presuneme alcuno.

di

lice

ci che fa d

infruttuoso e disage-

apprendere appunto

uopo che sappia chi aspira ad av-

vocar con successo

o a giudicar con plauso,

separando dalle discipline delle due legislazioni

romana e vigente

leggi

dalle nozioni principali


tite

accompagnate

ma profondamente

del diritto canonico. Queste serbano

zo tra
cessario

gli

facile

estremi e son quasi

contatto e varco

dall antico

ragionevole.

marie categorie comporranno

il

il

punto

il

inevitabile

ed entrar nel nuovo

naturale

patrie

la notizia delle

e dei feudi

municipali

sen-

mez-

di

per

neuscir

con metodo

Laonde

tre pri-

corso di giure-

prudenza iu questanno scolastico e ne seguenti:

(t) Hislor. Lib. 4

5.

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8
1.

Il

2.

Il diritto

Le

Egli

romano

leggi civili vigenti.

vero

che con gravi argomenti

sostenuto poter divenire pi


stretto

'

nelle sue istituto .

patrio precedente la militare in-

congiunto col pontiQcio.

vasione,

3.

diritto

vantaggioso

si

pi

e meglio ordinato lo studio delle leggi,


del codice civile

se la spiegazione

e regina,

si

fatta

adornasse della discussione del

unica
diritto

romano, a misura del bisogno ed a seconda delle


materie occorrenti. Mosse
e sublime

tore

compiuta

dall

sua parte

in ogni

evidente per sapienza

pensiero

il

noi una

aver

piena per precetti,

per metodo

legata

ma non

sottentrata alle moltiplici,

innova-

legislazione

sistematiche

dottrine di quel diritto.

Ma
il

ripiegando sopra noi stessi e discutendo

disegno nel tribunale della verit col soccorso

dell esperienza, lo

troveremo meglio commende-

vole per lo scopo che praticabile nello effetto.

L indole
pline

la

natura

r economia

dei principi

il

fini

disci-

varianze

le

richiederebbero ad ogn istante un

cenno delle teoriche romane


gace

due

delle

complesso

tornerebbe inutile

il

quale

se pieno

se fu-

farebbe

D.igitizt

9
intoppo al corso libero delle idee, intraltemite,

e ad ogni passo distolte.

Altronde

co

serbare inviolato

il

metodo

anti-

senza derogar con profitto dalle credenze

invecchiate e raflcrme

dall autorit

sarebbe peccato imperdonabile

uso

dell

nazione.

Spinti noi dal desiderio di cogliere

sospirato

mezzo

le

de

tra gli estremi,

di pertinace osti-

ed

il

invogliali dal-

prime scoperte, se non peregrine e stupen,

almanco non comuni ed assurde

trammo

nei

cammino

visammo

nella legislazione

maestoso

ma

eretto

romana un
volgere

col

disegnato da menti diverse


stile

e che nel
delle

lebili

virt

tutto
,

dei

inol-

delle meditazioni, e rav-

vario

note

inde-

fortune

delle

di

fregiato

serba le

vizi

edifizio

secoli

dei

che laccompagnarono dal suo na-

dei rovesci

scere fino agli ultimi periodi della sua vecchiez-

za e della sua decadenza.


In quella legislazione
altra

tiene

il

primo seggio

come

in

qualunque

la storia

stretta ai racconti dimprese guerriere

bizioni di
civili

regno

ma

non

di

larga dispensicra di

custode delle memorie dei popoli

latrice delle cause morali

ri-

amfatti

sve-

e degli cDetli irrevo-

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10
dei

cabili

loro

In

e de^ loro costumi.

istituti

questo senso la storia, a credere di Cicerone, (1)


rit

vita

il

la

della

nunzio

il

testimonio dei tempi, la luce della vevita

la filosofia

la

assistito

mano

Dessa

la

come

delle loro leggi:

mente

maestra della

la

in

fine

sperimentale delle nazioni. Posseder-

aver sotto

la

memoria

dell antichit.

tutti

cognizione esatta

se avessimo personal-

momenti

del

loro

di

vivere civile e politico (2).

(/) Hisloria vero

testis

memoriae, magstra

ptionein j vult eliam

que dignis

temporum

lux veritats

vilae^ nuntia vetustatis

temporum desiderai

ruin ratio ordincm

quoniam

vita

Rc-

mcmoria-

in rebus tnagnis

primum, deinde acta

consilia

regionutn desori-

poslea eventus

expectantur, et de consiliis significari quid scriptor probet,


et in

rebus gestis

dictum
tur

sit

quid actum

declarari non solum

sed etiam quomodo

et

ut causae explicentur pinnes

tiae, vel temeritatis :

cum de eventu
casus

vql

aut

dica-

vel sapien-

hominumque ipsorum non solum

res

gestae, sed etiam qui fama oc nomine excellant^ de cuiusqiee

vita

ac natura.

De

oratore.

Diosrsivs Aucjrsjssbssij.

Diodokus Sicvlus. Lib.

J.

Lib.

2 , cap.

Antiquit.

De fabulosis

lLisivs. Epistol. ad Lacerao.

Lib.

IX et

Roman.

Lib.

V.

antiquorum gestis.

FUI.

fa) Frjhciscus Baco, Deaugumentis scientiarum.


cap. 4 pff totum.

XI'.

lib.

11
L importanza di questa verit innegabile

fa

veduta da molti, e fu annunziata elegantemente

da Gucomo Cujcio

quando solevo ripetere

amo

che t istoria delle antichit romane era quelt

di oro col quale pescava nella giureprudenza (1).

La giureprudenza per

presso

sperde nella incertezza delle


dei tempi

caligini

ma

romani

tradizioni e

si

nelle

acquista fisonomia propria,

severa con le leggi delle dodici tavole

si

palesa inflessibile e benigna nel mentre stesso,

per

le

massime

filosoGa

della stoica

molto prima che

invalse

libera repubblica divenisse

la

patrimonio dei Cesari. Questi tre momenti conro-

trassegnano

mano, e

sue tre grandi divisioni, cio a di-

re

le

tre grandi aspetti

lo storico

il

dommatico

L aspetto storico
to

va inteso per

to servile
nit

alla

misteriose

il

fUoso/ico.

materie relative allo sta-

dipendenza

ed

diritto

nel senso d insegnamen-

le

del

filiale

formole

alle

ff) Pjrnttvs Mjssobws,

in

t'ita

alle solen-

comandate

le

Jjcobi Cvjjcii (aj.

(a) Sulla necestit della storia per bene apprendere la giureprudenza,


leggete, tra

molli

dentia hiuorica',

il

storiae univei sae

duziooc

l'orazione di
trattato di

et

eius

alla atoi'ia civile di

Abtohio ScoLTtacio.

Faxacesco BiLODiau.

cum

Ve

D*

jurit pra-

institutione hi-

iuritprudciitia coniunctione

Fuiau

rintro-

Giai{! 0 Iie, louti 1.

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12
quali in lulla la distribuzione di quelle .discipli-

ne accennano

alla

rapida energia dei principi,

e sovente ingomberano

il

sentiero delle ragio-

nevoli conclusioni che se ne inducono.


te disposizioni intorno ai servi
al

figli ,

padri

di

nozze

alle

tutele

de
t

matrimoni

diramate sopra le cose e sopra

ne acquista

o se ne dispone

dominio e Ja proprie-

il

usanze di quel popolo

onore

di

frammischiate ad ora
vivi

e durevoli

lunga fatica

ma

non

invece

un cenno fugace, e per quanto basti a non

ignorarne affatto

la

notizia.

Seria ponderazione riscuoto)!

anche oggi pregiate


c

se ne possie-

del pari ci che riguarda le spente

ad ora co provvedimenti

di

manumissioni

ai

per rispetto

alle

ai

co quali se

meritano

loro rapporti co

ai

come

ed

e co patroni

famiglia

alle

modi

loro stato

di

Le mol-

liberti

ai

poi le materie

delle istituta.

Sopra

intratterremo con attenta disamina

teremo con metodo

sintetico

di esse

le

dispu-

ed accurato

le

svolgeremo applicandole con severit logica, e


qual

si

addice alla dignit della scienza,

indi-

visa per dal

valore, quasi diremo artistico del

giureconsulto.

Questi tutto lo spiega in mostia.

13
quando

ed

traduce

occorrenze dei

attua

quelle

dottrine alle

annonLamente consociando

casi,

r astratto dei principi col concreto della pratica

r eccellenza del

Le materie

sapere

con

prudenza

la

bene oprare.

del

del diritto

gor di osservanza
agli occhi

chi

di

romano

ritenute in vi-

aprono un vasto orizzonte

vago

con suc-

d iniziarsi

cesso nei suoi sacri e ne suoi misteri. Ci che

nelle leggi
te

invariabile,

di

si

precetto positivo, permanen-

ben

si

riposa

si

discipline.

cosiffatte

addmanda

medesime. Questo

tnalica delle

su cui

il

dom-

gran perno

aggira la serie

fruttuosa

Dessa vince e soprasta

generalit dei concetti

alle

la parie
il

le

ammirate , poco o nulla giovano

quali,

comeche

ai bisogni della

sociale.

vita

Da

ultimo

la misteriosa dottrina dei patrizi,

degenerata in popolare insegnamento

non

di-

venne scienza, che quando, favorita dai principi

alberg nelle aule imperiali.

Roma non ebbe


bisogni.

leggi suggerite

dai

comuni

Nella loro creazione raramente vi pre-

se parte

lari

dispute privale porsero vasto argoiuen-

le

autorit del governo. I casi partico-

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u
loquacilk degli oratori ed alld

to alla

ca de sapienti.

genza degl
e fino

umor

interessi

vizi

della setta

cupidigia

la

polemi-^
la

ingegno contaminarono

dell

diver-

gelosie,

le

ra*

la

gione e la giustizia.
Opinioni
sformate

tante guise

in

parziali

volere di Giustiniano.
principi filosofici

reconsulti

e per

Ond che

la notizia dei

diverse scuole dei giu-

delle

massime della stoica

cause

tante

furon leggi per

pugnanti

come

entra

necessario elemento nello studio bene inteso del


diritto

romano.

L audace

fondatore

riva al Tevere

assoluta

durata

cessori

presso

(1).

Le

nuova colonia

in

avvicendarsi dei tem-

impero sacro e perpetuo

ed

arbitraria dominazione, co-

poco

sotto

decisioni del

re

suoi

momento

suc-

detta-

per le condizioni delle cose e delle persone,

te

massime

replicate e volte in

Ci) To'
lis

della

che con

doveva

pi divenir
costitu

wr

Ktrof

tradizionali

tto

ius

co-

ab

il-

constitutum pr lege enti Diorrrsivs Alicjrhjss. Lib.

X. cap. I. I re potevano ben dirsi la legge viva


come Filore diceva di Moise. ripov
lante

e par-

De

Fila Moysis. Lib. 2

pag. 5o6.

15

dai

re divulgati

dei

editti

inrorme legislazione

mondo.

dei conquistatori dei

Gli

ed

prraitiva

la

stluivano

leggi

Romolo sono

superstite le curiate

forse

dell' indole

ma

di

scritte

medesima

Tulio Ostilio

(2).

(1).

va-

Di

Alcune
di

Nu-

Anco Marzio

(3).

si

di

preconi

comuni

levan quanto

contano

(t J Nobs RomuluSy vt Libitum iMPEBiTjrERJT. TjciTvs. Annoi. Lib. 3 cap. 26.

ngcs ajBVBHB. Idem. Annoi,


romanae, sine certa lege

agere

instituit

populus primunt

sine iure certo

de O, 1.

parola manus indica precisamente larbitrio, l'oppo-

sto del giusto precetto delle leggi


accipitur, id est ri

^uam ex

gis

principio

cap. 1. Initio civUatis

omniaque mjeu a regibus gubernabantur.

PotteoEivs. L. 2

La

Urbem Romam a
lib-

MESDUS-.In

manus pr potestate

suse potestjtis et sbbitbio suo, magubernabant ( reges ). Gotuoindici. Leg. - Aggiugnete Diosigi di

certis legibus

notis,

il quale nel libro X. delle sue antichit roSed quamdiu regnatum est in urbe,
scrive cosi
mane
jBBiTBio
Htcs diiimcbontur , quod rune ebjt reo.
MEGVM

Alicasnasso,

xs/s(/r f Riscontrate di pi

MOLO
riti A.

Plutarco

Cassiodoro, Foriorum. Lib.

De

romano imperio,

(2) Diohtsius

nella vita di Ro-,

IF,

cap. io. Gea~

liber singularis.

Alicabsass, Antiquit, Roman,

lib.

Roman,

lib.

cap. i4

(3J Diorrsius Alicarhass.


cap. 28 et 65 Tacitus. annui,
.

IJistor.

lib.

cap.

Antiquit.
lib,

3 , cap. 26. Lirivs.

u3.

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1G
Qnoste per Io appunto sono
regie

che

famose leggi

le

ovvero Sesto

Publio

Paprio

spose in libro e pubblic nellet


nio

superbo (1), e che col cader

il

pienamente disusarono
ricadde sotto

Le

pubblica (4).

cullo religioso

fasti

credute

le

della

aggiuse

si

re-

equo

e costanti
;

se

non

preparate dai giu-

reconsulti nelle loro disputazioni

Ci) Diohtsivs

dell

circondate da

stettero riverite

invenzioni pretorie

romana

fine

il

ogni diritto

di
,

creazione legislativa vi

altra

che

Esse

e fonte

diritto

si

XII tavole segnarono norme cer-

prudenza nei

civile

costui

di

Espulsi quei re,

consoli nell antica incertezza (3),

leggi delle

te di

(2).

di-

Tarqui-

di

derogarono

Aiicjssjss. Lib. 3 cap. So.

C2J PoxpoNius. L, 2 . 3 ff, de O. I.


( 3J Ilcmque caepit pcpulus romanus incerto magis iure
et consuetudine ali
altri legge regi
(
)

legem. Idem, ibidem. .


praetermissa

ad dictam

C4J Finis acqui

iuris.

Fons omnis puhlici


cap. 34.
tore.

Lib.

legem.

Tjcttus. Jnnal. Lib. 3, cap. iy.

et privati iuris.

Lirius. Hist. Lib, 3

Cicero.

De

legibus. Lib. 2 , cap. u3.

cap.

43

et

iic. lib.

XFI.

123

ij6.

et

quam per latam


3 Bikkersboek. Opera, tom, 2 ,

cap. 1.

44 dlaius

Fico de

Geuws.

De

Ora-

Noct. Ac-

universo iuris principio, cap.

17
aggiunsero,

mitigarono ed alterarono, invece di

custodire illesa la prisca ed incorrotta autorit


delle leggi originarie
civile speciale,

ritto

sicch ne nacque un di-

bipartito nelle sanzioni le-

gittime e negli euremi del pretore (1).

Impertanto tutta

serie analitica

la

successivi del diritto civile

dei fonti

a cominciar dalle

costituzioni imperatorie sino a giugnere alle leggi

XII tavole

delle

indagine

senza

chiude

la necessit di

possesso della parte scientifica

denza

Quei

latina.

quanto

senato
solo

quando ne

mento

si

1'

la

la

sembra opporsi

non guardia

alla

2.3.

y11.

5 Jf de O.

L. 2

cap.

25. Bnis.msics.

Practor. Joasses

Cau

delle leggi.

ma

ciediamo vera. Vedete Lino. Lib.

Cap.

dui

un con-

Fu compensa-Que-

opinione di Vico. D<; uni-

i3t c

SYSivs licar'Sss. Lih. lOy cap.

Lib.

utoril

perdita di

fece acquisto la plebe.

verso iuris princip. cap.

dei

patrizio per soste-

declinante

anno

di scapito signorile,

sta idea

la

condizioni

le

fu braccio

poteva

esso rinfranc

offrono in dodici

esigevano

romano

(i) Il pretore

nere come meglio

della giurepru-

vetusti frammenti composti

dal primo genio legislativo

categorie

una

cui invano si pretende al

di

et

Ciceno

i.

I.

noi impertanto

passim. Dia-

pw

Cvjacvs.

De

Caccina.

Ohsavat,

veri, signijic.

i^hs. Lexicon

foce

ead. voce.

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18
1('inpi

('(1

bisogni

una siepe era


l

muro

il

od una zona

ze

cura

delle

successoria

della suit

ricchez*

la

im-

maestoso

il

tutele

legami

sacro

diritto

il

proprie*

noz-

la misteriosa religion delle

provvida

la

trasmission

allorch

dello

formava

terra

di

cilli

divisrio

Vi sculto

za del cilladino.

perio paterno

quella

tli

le

libera

la

indissolubili

regole del do-

dei contratti, e sin le roz-

minio, del possesso,

ze forme della giuridica procedura.

La

forza per

convicn

lloma

civile

su

di

dai

dalla

cui

cos

di

di quelle

leggi

essenziali

verace

del cittadino

id(;a

di

del suo governo

ceppo

incalmno e da cui rampollano


dei

diritti

siioi

dominio.

difficili

potest

la

dalla politica costituzione

caratteri

diramazioni
glia

ripeterla

Recarsi

indagini

di
in

citt

di

pugno

ed augurarsi

il

di

le

famifilo

di

seguirlo

con successo, meditando negli avanzi delle me-

morie dei giureconsulti a noi tramandate da Triboniano

con

le

pandette

vana ed impossibile
litici

to

opra presso che

conciossiach

che mossero Gicstiniaxo

del corpo del diritto

india scelta

e che

delle materie

nell

fini

po-

ordinamen-

lo

punirono

guidarono
d irrevo-

Oigiti

19
oslracisnio

cabile

nella

fiorenti

sentenze

le

del principato

de giureconsulti

vigore

nel

meno

sino ai giorni

repubblica

libera

infelici

di

Adriano.

Gilstimano non contento

ficando

ne

mutando

togliendo ed aggiiignendo

sommi

quei

di

solo esilio

al

brutt dell attentato sul vero

pensatori

le

alle

dottri-

quali

invece

conservar doveva inviolate ed intere


posito

...

(t)
est

non

addcnlcs

gum
in

emblemi

tomano

De

Just.

di

est

oetcri

et

i6

ris c/V///A, procj".

toni.

i.

Icct.

^dt.

sive

HE'

Z. 3

di que-

libr.

Ot-

et citi-

Cliap- 44- P^S


<y,

Cap.

6',

et

iS-

I.ib.

ii

Commentar, hi-

Bartolowaei Fau. Franciscus

lib.

Ic-

erat

Hll

G/vnox. Vccadcncc

Franciscus Consahus

lustiniano

Far.

qiiifl

DiNKF.nsiioEK negli

Tiubojhano. Obscivaliancs. 4-

Fabeii. Conicctur. Lib.

De

il

nnne

....

....

dcjinitmn

nel suo Anliti'iboniano.

et

/las

ilaqtic si

ime enucleando. Leggete

Giustiniano presso

de Feinpire roniain.

Tomvs

Tics.

quid iam hahcrc visnut

MULTA AUTE M TALIA EKANT

hoc decisimi

attentati di

Kvs.

si

per

compilazio-

parlcs i>cm illas mine toicntes

fEDITIOSUM

illis

cap.

della

ex nndtis dcniqnc optimmn cligentcs

IO Cod.

tc

celerit

auteni fcrilatcn nostrani Jccimtis

posiTA

sti

La

Mutantcs quidem

rcctc

come de-

e monumento storico

sapienza

di

avvenire (1).

gli

retti-

JJjttwr-

de ime novo, ntonics Cos-

q. Cregoru's Tuolosanus. De

lurc

Digitized by

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20
no
i

r alTrcllamcnlo nel gran lavoro, confusero

comitali esaminatori

degli

scritti

sero un metodo sensibilmente

e produs-

perturbalo nella

disposizine delle materie. Infine, questa insupe-

im-

rabile inloleranza divenne pi funesta per la

perizia personale dei colleghi di Triboniano,

pel difetto della piena notizia

nomi

dei

fin

coloro che

di

unwerso. Lib.

degli

avevan

li

passim

iurispritd.

sore di

Triboniano Antonio Scoltingio


iic

sit

et

winana

parles siias vede iniplcssc

/iiit

ojficiuin,

conccdiinus ctam

DILIGE1S'21A, FIDE,

ASM

triennii

sime

quod

Tn'boquidein

non utique e a qua oportue-

FASTO ADEO ATQUE IMSTENSO

SOS FISI pERExiGuuu,

spalium impcnsum J'uisse


usa adhttc

innuiiicras

scnatusconsnlta

innumera

posuissct

dolcmus gravisleges

quae

si

integi-e

in-

ubi vis pro-

absolulissiiiiasque lurisconsultoruni interpretatio-

ncs accurate suhiccissct

rnmana

ct iic integri qui,

tane vigentes

inmimcras constitiitioncs

nuinera edicta praetcrmiscrit

lia

Hoc

quum

CUT EXACTE ELIUASDO HE DECE QVIDEW SVFFE-

c/ssENT

dem

nulli prorsus inji-

REEIOIONB FUISSE PEnSATVUIAE-

GERRIME FERIMUS ISSUPER


OPERI

stesso difen-

nella orazione,

haec potestas

non

BJT

claruere, scripta supprcsscrit,

dice,

ciamur

Lo

dispensarsi dal rilevare queste colpe;

niarii, egli

iiliquc

dettati

Tribonianus ^ qiiod lurisconsiiltoruin, qui

stante libera rcpublica

non pu

Chuistusus Thouasivs. De

tH. ii ~

per totum

Naewis

ciilpandtis

scritti

o qiiam egregie de iuris pruden-

de sua actatc

et

de postcris J'uisset mcritns.

Digilized by

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21
e sopra

quali

alTalicavano

si

senza

coscienza del proprio fatto,

la

narono

cosicch

impresa

la

scienza e le pruove

Teodosio

a Gil'stiniano

meritasse

il

dei

loro errori.

compianse della barbarie dei

si

non

di

trovarsi

nome

riverito

di

quasi alcuno che

giureconsulto (1); e

francamente quest ultimo Augusto dice:


raris et qui vlx invenire pntnerint

hrts

rum

Ex
et

Antiquae autem sapienliae librorum

xime Tribonianus

(t) Snepe nostra


,

tur,

clciiicntia dubitavit
,

quibus arles

TJM PJVCI RJRIQVE EXTITERISJ

civiLis sciEsriJ uiTjRESTUR


tristi pallore,

nx

(2)
lor

(2).

capiam ma-

vir excellenlissimus praebuit,

ut tantis pracmiis

ct

et
.,

quae causa facestudia

QUI

nutriun-

PLEAE lUniS

in tanto luciibrationum

vsvs jvt alter receperit soliditatcm


Con. Tueodos. Nocella de cod. au-

pcr/cctac doctrinae.
clor.

li-

quo-

NEC NOUIN, NEC ERUDITISSIMI QVIDEM

IN LEGinUS COMPUJRES I/OMINES NOEEIUNT

rct

con

fonti della

giovane, circa un secolo innanzi

il

tempi suoi e

flagranti

c termi-

involando per sempre

distruzione dei molliplici volumi

la

co-

sempre divisanumle

mitali procedelloro quasi

V.

Ex

oifi

xi[ji.wrTs)y

nvttptuy

Txt
IT

wpoeiryopixf

popoli

01

xi

poKicr

itoW'h xat

tyf.-iuffxoy.

Coiistit.

f^fjpuptyirr

txp

xxi

trio-

fpoS'pct

^eSvxty-

/y.

Digitized by

Google

22
IN QUIBUS MULTI

FUERANT ET

ERUDITIS-

IPSIS

SIMIS JIOMINIIWS lyCOGNITI (i).

Adunque

concetto di Giustiniano

il

futura

ciet

unopera

di

manc pure, per dolo-

delle tre doti caratteristiche di

ogni buona compilazione


fregiarsi

e delle quali alme-

cio a dire

della fedelt e del metodo

Non

scienza del diritto

presente

ed

della scella,

(2).

dubbio altres che

quali esse sono al

alla so-

privo essenzialmente del merito

originale,

roso accidente,

no doveva

per al-

ed

grandioso od utile alle lettere

tro

pandette

nelle
sia

molti

riposta la

frammenti che

compongono evidentemente dimostrano

le

che

se fossero giunte sino a noi le opere di coloro,

donde
ra

si

dottrinale
ni

estrassero,

che storica delle

legislative,

getto

favorito

(t) Constit.
("aj

cap.

24

et

avremmo avuto una

since-

completa e metodica discussione, non

28

et

De

Orla

De

men

prescrizio-

da molti secoli sono

ed insieme penoso

Tanta, II.

Grviua.
ii 4

che

diverse

delle

il

sog-

anima-

confirinalione digestorum.

et progrcssii iuris cwilis.

Lib. i

de Romano Imperio, Liber singularis. Cap,

Gjbdos, Uist, de

la dccad,

de tcnpire

l'O-

main, chap. 44

Digitized

23
lo

od inlcnninabili poleniicho

le

le

doli!

d(i

Lo

Europa.

nazioni di

lui-

di

svariale

epigrafi

proposte alla molliludine frammentaria del digesto

depongono da un

lato di

questa

e dall altro denunziano la trascuranza

anco

se

reo talento di coloro che

il

verit
,

e for-

la uiulilu-

rono (I).

Nel codice poi

appena

si

ravvisano nei re-

scritti

dei principi quid vigor di concetti, e quel

nerbo

di locuzione:

ambo

note cospicue deiran-

(i) Assicura la storia e la stessa

dette

elle

XII

le

Elio

(a),

da Ateio Capitohe

un lavoro completo

come

(b).

Lucio

Gaio

vi

aveva

fat-

raccoglie da molli suoi

si

(c).

sopra

primitiva legislazione di

la

Queste opere avrebbero sparso gran luce

responsi

RAniio

pen-

delle

da Sesto Elio, Lucio Aciuo

Messala, da A.ntistio Lf.heone, Servio SoLpi-

cio, e forse

to

economia

molti comcnti furon composti sulle leggi del-

tavole

Ottone

stima di doversi

Roma,

c la (piale

Eve-

conoscere con profon-

dit (d).

(a)

ff.

TuRHEBts ad Cicek. De

(Il)

Plisius. Hist. lini. Uh.

(<)

L.

'i (/Hii

J}\ de

in

O.

ititi,

I.

sist.

A,.

Icgib.
!^

lil>-

a cap. a3.

cap. i3.

i8, ao, aa

a cl 4 Jf

ff".

de in

iits

vocandn

ari. frucl. laes. L. 48

J}'.

Jf'.

ff.

de usucapionih. L. a33, a34, a35, a3G, 237

cl

!..

de pn-

L. 43 J/- nti L. lui. de aduit. L. Q{}\ de incelici, riiiii. Lde Coiiei^. L. uh. ff' de fin- reguiid. L.^.ff'. de liti^ios.

ctis-

iilt.
i;i

aJS^. de eerbor.

signijical.
(d) Prefnl. Ioni. 3

TUcsaur. tur. do. cap'

f).

piig' 44*

Digitized by

Coogle

21
tico

stile

responsi. Trasferito

(lei

sede originaria e dal

sen

impero dalla

confine

sul

d Italia

barbarico, e quasi sul limitare di Tracia, decadde


la prisca

che

maest delle leggi.

nobile sentimento

Il

animava prese abito e

le

figura di

provve-

dimento richiesto dalla necessit dei tempi, dai


delle persone

favori

governanti

(lei

no

tutto

in

si

pareri

di

sulti

discordi

scuola

offre

un

ammasso

dei

vecchi

costituzioni

imperiali

per potest

ma

gelosie

le

intermi-

giurecon-

Le

raro ribellante di

di cullo

furie

ambizioni

sangue, poste allato,

di

volute da principi uguali

diflerenti

zione, di carattere.
le

roma-

bene spesso per opinioni e per

un aggregato non

diritto

il

mirato qual ,

individuali

mostra

c qual

modo che

suo complesso

il

sto

e talvolta dalle simpatie

per

d inclina-

sospetti,

suggerirono

leggi di

infine,

quel medesimo libro,

in

a molte benigne massime, le quali respirano tutta

la

umanit dei Cesari e

la pietosa

mansuetu-

dine del Cristianesimo.

Non rimane adunque


correre

sideri

che

aflin
la

di

altro

cammino da per-

raggiugnere la

storia

qual noi

sul cominciar del lavoro.

Ma

meta
la

dei de-

disegnammo

dessa poi sem-

25
prc veridica e sincera?

Non sempre

certo;

al

vicende dei

poich sformata variamente dalle

e dalle passioni degli uomini.

secoli

Nella infanzia dei popoli

ricorrenti

bis^

gni e le incessanti necessit occuparono la co-

Una

lidiapa attenzione de fondatori degl imperi.

moltitudine

di

fatti

Gli anni

interesse di alcuno.

taciti

mini

celeri

ed incuriosi

succedevano

si

geste degli uo-

le

sperdevano nella densa caligine

si

ranza

non risvegliava

passaggieri

ed

il

primo

noda naluralinente con

la

dell

igno-

storia si ran-

di ogni

filo

favola. I sacerdoti

sapienti e primi reggitori delle

nazioni

regi-

strarono nei loro ricordi gli avvenimenti pi considerevoli


ria

to

non

dell

epoca

fu altro

cui vissero

in

avver negli esord

si

vide

e la sto-

che una cronaca incolta. Tandi

Roma

la qual

non

lineamenti di una storia pensata che nel

VII secolo della sua fondazione


incertezza

fa

(1).

In tanta

uopo diligentemente raccorre

(t ) Lirivs. Epilome. Lib. 53. Justinus. in pmefat. AvaesEVS Lib. 4 Lirivs. Hisioriar. Lib. 53 cap. 3g. Ci.

De

cero.

Lib.

Oratore. Lib. 2

cap.

12

Poiraius, Histor.

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2G
i

isolali

falli

con

gli

lutti

tra loro

ralTionlarli

coordinarli

a noi pervenuti,

altri riscontri sino

ad un

soggettarli
in

modo

tal

tentare

e severa

analisi rigorosa

ed

col possente soccorso della critica,

iudurre conseguenze

non sicu-

se

almen probabili, senza cadere nella servit

re,

predominio

delle

opinioni

o cedere

al

stemi

elTelli

ameudue

funesti

che

adldi sopra

trovali dello

assunto

gegno

indissolubilmente connessi alle

si

de si-

per qualunque

in-

memorie

dei tempi.

Se noi osiamo
gimento

di

civile

arrischiare un avviso sul reg-

Roma

difforme dalla credenza

in

di

certo qual

sapere e per autorit, non temeremo


ni

di

una censura implacabile

invece una cortese riconoscenza

ma
,

sveglialo la meditazione dei dotti


sit

di coloro

scintilla

ai

quali agita

del genio (1).

(i) La opinione che


Tommaso Dempstero sivvai. Aniquit.

noi

La

il

per

fulmi-

spereremo

per aver
e

ri-

curio-

la

petto la sacra

verit serba inviolati

seguiamo fu annunziala da

Paralipoinen'i cui

Roman.

modo

uomini famosi

Caj>.

XV.

Jojsuem

pag. 67

llo-

lu j>i

ampiamente sviluppata dal celebre Lodovico Valeriani


nel libro intitolato,

Leggi

delle dodici Tavole.

Ma noi

dob-

Digiti?

27
cd

iinprcscrillibili

luce
alle

mezzo

di

ombre

suoi; c se quando Ira-

dirilli

alle

tenebre

discoprirla con fidanza^

raggio

al

ignoranza

dell

della incertezza fosse

dire

elenim foret in

di

o
<U

e di palesarla con co-

Quintiliano

sliidiis

interdetto

Supervacuus

longior labor, si nihil

cerci melius invenire praeierllis

li-

[1),

Uispctto alla vera idea del governo primiti-

Liamo vendicare
esempio su di
va

cpiasi

tazione, intitolata.

contro alla

Fico

onore del primo

Damiano Romano

orgine della giurisprudenza

lo ave-

Edizione di Napoli,

fatti storiti

romana

moderna opinione del signor D. Giambattista


poicli

si

tratta di

che dovremo disculerc, annunziamo franca-

mente, che quando non

ma

Napoli

alla nostra

qiicslo a'Siinlo.

cvidcniemciitc dimostrato in una erudita disser-

alle cose,

ci

riuscito di dar

nuova

abbiamo seguilo pienamente chi

ceduto. Niente nuovo in questo

mondo. La

ci

gloria della

novit rara ed serbata a chi specula in materie


positive,
ci

dall

come

si

la storia e sono le leggi.

accusa del plagio, cade a proposito

Giovanni Corvino che qui ripetiamo

for-

pre-

non

Per difenderil

ricordo di

Et cnim novum

nihil hodic dieilur, et fatui simus^ si primam Icguin doetri-

nam

nohis arrogare

audeamus

(a).

(ij De Institulionc oratoria. Lib. V. Gap.


tati

nemo

praescribcrc potcst

patrocinia personarum

xiiLUANus.
(a)

De

6-

Feri-

non spatiuin temporin, non

non privilcgimn

rcgionuin.

Tek-

uelandis firginilnis, n. 3,

Pniefat. in Instil. Justininni,

Digitized by

Google

28
vo

Roma

di

credenza dei pi raffermata dal-

sapienza del Vico, che uno sialo selvaggio e

la

quasi ferino tenessero

che remote; che


tisse

due ordini

in

uomini in quell epo-

gli

fondatore dello impero spar-

il

della citt

abitanti

gli

in

uno, cento nobili, ossien padri composer lordine


signorile fondato sopra

lenni

quali

mediante

il

trasmettevano

soltanto

nozze so-

diritto delle

religion degli auspici

la

pubblica e privala ragione

ai

pe

e perci venir que-

chiamati patrizi.

sti

Essi costituivano la classe che dicevasi


lo

loro ogni

figli

il

quale formava poi

comizi

esclusivamente dei privilegi della

popo-

e godeva

legittima cit-

tadinanza della repubblica. Nell altro, slava una


genia vagabonda

ribalda

un padre dimostrabile

senza

la fortuna di

plebe abbietta, condan-

nala a bagnar di sudore le glebe che dissoda-

va

priva di nozze

scema

di

Questa stupenda

(i)

propriet

di

di auspici

serie

di pensieri

Dignit G6

r opera. Lib.

i.

Cap.

67

68. Lib. 5

Idea dellopera

principio, passini,

sop/tiac.

vera nei

Scienza nuova, passim., e segmitninenle Lib.

Elutnciill.

ittris

ogni ragion civile (1).

-2.0,

et

in

2/, 22.

i.

Conclusione del-

Dissert.

De

nnifcrso

Dissert. de conslanlia philo-

29
concelli e

riposfi

di

civili

Roma

nei legamenti delle

importante

distinzione

molla contesa

mostrer

AI reggimento dello

relazioni

pu ben meritare una

nascente,

la

stato.

che

chiarita

senza

plebe partecipe. 1.
2.

propriet

Alla

3. Alle nozze solenni ed ai privi-

dei campi.

che ne derivano, molto pria dei tumulti di

legi

Canuleio. Solo

si

auspici e dai sacri

primi

vedr esclusa; non gi dagli

ma

perch rimossa

dal diritto a prendere

magistratura.

dall alta

ma

ci

SI

bene per quella naturale preponderanza, che

non a causa

di

da una generazione

di

fortunata per talenti

per coraggio

di

miseri,

di

e rette da

(|uanto al

rivolg;va nella

mente

gno

sia

tro

par che
di

ma

esercita sopra intere trib

si

ristretta

anche nelle

un

diritto

in

cui

unico

uniforme.

tutti

per

uomini ben

civile,

per cognizioni, per vir-

deboli c dignoranti,

nazioni liherissiinc

e per

degradazione

dubitare

tempo
gli

del

statuti

concesso

della rozza

Romolo

nuovo re-

pria di ogni aldella

eslege

della

selvaggia natura di quei primi ospiti

sette

colli.

Al njczzogiorno, un gruppo

di

dei

colonie clru-

Digitized by

Google

30
schc o greche

vano per

arti

c popoli antichi
per commercio

italiani

grand Era di Pitagora (1). Tra

la

ed ir levante,

di

fiori-

e presagivano

il

sellenlrione

costa al Lazio ed allEtruria,

sorgeva la Sabina; terra ferace di virt guerriera

chiara per domini religiosi professati in quel

tempo

per progressi

grado eminente

Roma

di

scientifici

cultura

giunta ad

sicch da

e costumi e cerimonie e sacri

riti

lei

con

un

ebbe
l

as-

sunzione di Ninna sul trono vacante del primo


fondatore della monarchia (2)
la dotta Etruria

dissimi

composta

forti, stretti tra

-Al

settentrione,

di dodici popoli flori-

loro con la lega tucmnn-

nla, fasciavano la nascente colonia (3) - Citt fa-

moso alzavano
e

vivi

riveriti

il

capo dominatore: e sono ancor

nella storia

nomi

di

Lanuvio,

di

Tuscolo, di Ardea, di Gabio, di Fidenc, di Crostunierio e di Alba: Alba, augusto seggio di antichi

re

-,

possente per diuturno impero

("tj

Vico.

philosophiac.

Ve

universo

iiiris

princpio -

Gap. i6. Scienza nuova. Lib.

lo dei principi

Alba madre

De

constaniia

i. SlaLilinieu-

dichiarazione alla degnila io5.

{2) PiuTjncuus. in vita Nuinae.


C3J Vico (le Universo iuris principio,
Lirius. Ilist. Lib. V. in principio.

loe. cit. cap.

3t

Digilized by

Google

31

Roma

(li

averla distrutta

di

neri

tra

rendo

alle

Numitore

che

Romolo

di

nome

deserto ed or-

(2).

Roma pende

colo-

imposero

sulla stes-

incerta la storia,

nascimento, o

il

di arditi pclasghi,

(3)

la

vecchio principe, avolo di

riconoscesse

della forza

(t )
et

sicoli

di

gli

da una mano

trio

ferm Romolo

tomba

sa fondazione di

gatine

Tulio Ostilio (1)

lungi dall esser luogo

nia albana

glio

furori di

cui radici

era invece recinto di religione

se da

sparse al vento lo sue ce-

militari

L Aventino
sua sede

che dop

.spenta dulia ligiia matricida,

alla citta

il

([uali

me(

fu-

nome pa-

poscia tradotto nel sacro

DiuyyMCs uc.inyMSSEKsia,

nliijuit. Iloin. Lib. /

2.

f2j

T.iynjs.

(hwinio

(lei

Ilislor.

Romani,

antiehi popoli italiani.

I.ih.

PwTJncnvs. In
tat.

cap.

natur.

Ilistor.

Georg.

in

Sopra

Lib.

gli Etruschi.

3 cap. S pag.

Lib,

Roniulo, in princip.

SEnrtus

il

a more nella storia degli

Saggio di lingua etnisca

IjASzt.

c di altre antiche d' Italia. Muli.f.r -

C3J Plkus.

Italia avanti

Micai.i.

i.

c lo stesso

PiiMus.

vers.

opcr.

4D9

82
ci-

Pt-^-

Tinenvs. Oiiacst. problein. 60. Pagi in greco non significa

clic

Jrza

risponde

.al

iivs SuLixvs. Polystor. Cap.

vis
1

dei latini.
-

l edete Juf

Coecilivs apud Stha-

EoNE-u Lib. V. Romani ipsins urbis nomcn latinvu laso2 V.U

csic voluerunt.

AlAcnonivs. Saturnal.

f.ib.

3 cap.

<j.

Digitized by

Cooglc

32
Vaenzia

di

venerando ed opporlator

di

morte

a chi follemente lo pronunziasse (1).

Adunque

r indole che

il

vandosi nella

non potevano essere del-

un

uomo

que

forse facinoroso

per

Non

gran Vico dipinge (2).

Italia

ogni

gitivo

sol canto

o civilmente retto

coltivalo

Ro-

convenuti nello asilo aperto da

molo a loro salvezza

ne conseguila che

fosse fruito di giuste


,

nozze

comun-

turbolento povero e fug-

o per brutture

delitti

tro-

che non fosse

dalla propria

patria.

In vero

quello asilo

za distinzione

di

promise a

si

carattere

tulli,

sen-

ingenuo o servile

(1) Il tribuno della plebe Valerio

Sorano fu ucciso per

tale inavvertenza.

(2)

dubbio scio

asilo

desse principio

alla nascente

popolazione, se questa costasse di tre elementi, come erede


\

NiBBunR. Hist. romaine, tom.

zione

si

le

opinioni

pruovano
si

non

verit storiche

di gravi scrittori

esistenza di

chiam Romolo

aprisse da costui

va

etrusco

creasse col ratto sabino.

ze comuni e

societ.

p. /p2,cio a diredcl-

I.

r elemento romano, sabino cd

la

popola-

quali invincibilmente

Roma prima

o che almeno

dopo

o se

Sembrano ambe creden- Noi noteremo appresso

dell

uomo

l'asilo d

l sua elezione a

forte

che

imiiunit

si

capo della nuo-

'

3:3

mentre

tel

proteggere

stesso per ricovrar tutti

rendere partecipi

tutti

tura cittadinanza (1).

abbozzi

questi primi

seguendo

della

polo de
comizi

patrizi

soli

di

goder

Imperciocch

pi.

susseguirono

per trib

do moglie
sabino

meno
stituir

soli

come

questi

popolo

soli

di

n alcun

crede

si

gli

tutti

ma

abitatori

di loro

innanzi

cam-

padri non precedettero,

poteva probabilmente aver

adulti

po-

il

del dominio dei

divisione

e per curie
(

sor-

avenratto

al

figli,

molto

c niente albiUo numerosi per co(2).

comizi ugualmente non pf)levano comporsi

di

la

essi

corso di

costare

formar

di

di

il

eterna

citt

ge spontanea T impossibilit

tutti

della fu-

un popolo

che dovendo esser patrizio

ancora esisteva nella repubblica

che gravissimi

storici

quel

dine

e dove questa

assicurano

luogo dove

mizio

deliberava delle leggi,

si

non

e nel punto

chiamarsi

adunava

co-

la moltitu-

sulla regia proposizione

della guerra, della ele-

(tj Lirivs, Plvtrcbvs. D/oursivs zicarhjss,

toc. cit%

(jJ Ibitlem.

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zione

padri

magistrati (1) e degli stessi

elei

come appresso vedremo.

ebber terre

questi

esclusivo

trib

(2)

come per
numero

qual poi

il

curie

rammentare

che da

qui giunti

senso opposto

^ger romanus

tribus appcllatae,

con

usa quasi sempre nel


(4).

Diosrsivs ucjissmss.

lo dice

Lib. 2 .

apertamente

Plv

Ramnensium

Tilientiuin

tjuo

Lucerum.

De

L autorit

tante. Questa legge

si

Gaius L. a38
di.

ij.
i.

(4J Lirius Lib- i et passim. Plutarchus


Gsllius, Noct. actic. Lib. io cap. ao. Plebs
cives sine senatoribus.

Fjtr.-

priivih diyisus in partes tres

(3) Lucius Florus. Histor- roman. cap.

la vo-*

aggrega-

universale

lingua latina. Lib. ly. cap. g pag.

gnifieat.

il

Roinulo.

(a) Oltre agli storici citati


aofiB:

gli storici

si

patrizi

ai

(ij Liyivx. Th.


in

secondo

stimiamo superfluo

tutti

addiraanda

zione degli uomini

TJ icnvs,

erano

suddivise in trenta,

e quindi in capi

per uno (3).

si

si

uomini, a ragion di due moggiate

degli

ce popolo

per quante

agro romano

1'

tre porzioni
le

o dominio fondiario

poich Romolo spart ugualmente in

Jf.

De

in

Romulo.

est caeteri

P'erbor. si-

questo giureconsulto impor-

estrasse dal coiuento che lo stesso

35

questo quadro eseguito a

romano

cittadino

deir esercizio pieno dei

Non cade
rio

di
,

mento.
si

(1)

del

tratti

erano ine-

vi

irrescindibili.

plebe fosse de-

la

nello statuto origina-

diritti

partecipava alla potest pub-

concorreva negli

di

atti

reggi-

politico

questa prima categoria di privilegi ben

riferisce

guerra
ti

Roma. Essa

erano

lui

dubbio che

in

corata dei maggiori

blica

che

diritti

che del pari da

renti, e

gran

un cenno rapido

aggiugniaiiio

nuove

deliberar

il

conchiuder pace

scegliere

senato

il

leggi

eleggere

muover
magistra-

proclamare lo stes-

so re (2).

L imperio civile fondato


fidato a
citata

Romolo

in

monarchia e con-

fu libera elezione della con-

moltitudine, ancor prima che

se r asilo (3)

L assunzione

si

schiudes-

al principato di

Ser-

giiireconsulto aveva tessuto sulle leggi delle XII. tavole.

Aggiugnete
C-tJ

Inslit.

lust.

Lxb,

Ltrivs^ Plvtrcbvs

tit.

$. 4*

Dionrsivs Alicarsjss.

loc.

citai.

(a) Riscontrate
nella

(3)

'gli

stessi

orazione pr Sexto.

Histor. Lib, 4

4-

scrittori

di pi

Cap. 65 e lo

Cicerone

stesso

Livio.

Roman.

Lib. a.

c 7*

Dioxrsivs. Alicrx^ss.

ntqttt.

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vio Ttillio

per voto

fii

ripulse patrizie.
gliere quei moti
te di Servio

zion servile

di

plebe prepotente sulle

valse ad opprimere o disto-

losservare scolpito nella fron-

obbrobrioso marchio della condi-

(1).

questa medesima categoria

la uccisione della sorella,

po albano e

quando reduce

vincitore nel sanguinario

Caetcmm ami honorem ( reginm J non


tibi

convenire persuasimi nnbis est

ac yinriiTiiii

appartiene

si

alii

tuanle

rlie

la

che

riferisce

Clone.

Or

la

nc numerosa

la

eleiione

niegarsi

qtiain

fosse

sUita

e falla dalla plebe

ac

fjctis

prima
lumul-

proclamazione ehhe luogo advocata con~

voce concio vale in buon Ialino mollitudie lumulluaria,

come bene

spiega Cicf.rojir.

ad atticvu

Lib.

4.

3.

(1) Riscontrale, olire agli storici anzinolali,

BO. Cap. VII. Ben

Numa

tjuam

giacch DioKtc dAlicaiusasso

Oratio pr Cluentio. cap. 34^ et Episl,


Epist.

gravilatem

in te

Romolo

di

del srnalo

non pu

magis

quod te uvius colo-

iiiiilluiiKjne

sapienliam animadverliiitus non tani verbis

della creazione

cam-

dal

compro-

oh genus regiuni

Uitn

tvm reno m a\ive

niB DVCE.M riABuiMus

eiocti.

il

prode Orazio codile, accusato per

del

giudizio

si

sa,

che due

altri re di

Tarquinio Prisco furono stranieri

te partecipi

a quel patriziato

Lucio Flo-

Roma,

cio

e per nien-

nel quale solo consisteva

ogni ragion civile, a credere dei

jii.

37
messo
al

sperava pieni ed universali

gli

omaggi

suo valore. In quel rincontro; primo,

dre pretese

di

giudicarne

Ostilio rimesso

pa-

decreto del popolo

affare al

il

poscia fu da Tulio

dal quale fu pienamente assoluto (1). Della stes-

sa tempera sono

condanna

la

di

minata dalla plebe nei comizi


il

decretato trionfo

N pu

dell

comunion del connubio


assunti tra

di Alba, cre

da Livio

in

(ij Liyivs. Lib.


(i) Liyivs.
(3)

Si sa

decenviri

lalo

loc.

1
,

rogationein

SENATCS

Lib. 3, cap

cento senatori

cap.

delti

frasi

la

i6.

anno

omnm

Dioxrsjus. Lib

di

Roma

3o

oiior del

Tum

3.

furon sottoposti

che deposto

ina concesso

accepcrunt.

tratti

quel re

Popidum

trionfo

dalla plebe
Tcilio.

primura

POPOLI lusso trumphaluiH

63

di

legge Ora/.ia promossa dal sud-

convocati dal tribuno

(3).

della

plebei fossero anche

giudizio popolare

al

fiutato dai padri

tributi

queste

consoli chiesero

senatorio

che prima

vii.

che con

dello consolo
i

Sono memorabili

dai vinti.

ed

padri in senato. Tulio Ostilio do-

po r eccidio

riferiti

ordine

a credere

esitarsi

(2)

consoli Orazio e Valerio

ai

nell'aperto dissenso

Coriolano ful-

tributi

Aggiiigiielu Diojiioi

il

conso-

che fu
nei

Ornncs tribus
sime

est.

ri-

comizi

eam

auctoritate

Liyivs. Ilislor.

dAucarnasso Lib. XI.

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38
albanuny Rotnam traducere

FIT.4TEM DARE PLEBI


re

mam

urbem

animo

in

prmores

est

unam rempublicam

ci-

in patres lege-

facere>,

e Livio immediatameote soggiugne queste significanti

nis

parole

Roma

interim crescit lbae

DVPLicATUR civiUM NVMERUS

nio Prisco

pur

elesse

senatori plebei fir-

egli

MANDi SVI REGNI CAUSA

secondo che

stesso storico (2). Espulsi

10

Valerio Publicola

dopo

scelse nella plebe

re

morte

la

non meno manifesti che


la plebe

di

forse

lascia in

(t) Lirivs. Lb,

seg-

La
un

1.

ro-

spartizione

tale

assunto

il

pedestri lo

DioHrstus. Lib. 2.-PiuTJacuvs

Romulo.
(2) Linvs. Lib.

1.

Gap. 35

(3J DioHrsivs Aucahuss.


verta che
11

Bruto
di

irrefragabili.

gratuito servigio militare de soldati

in

narra

anno 214,

era priva del dominio delle ter-

re poste nell agro romano.

mulea non

1
,

Al certo, che documenti son

gio in senato (3).

questi

pi degni, e loro

rui-

(1). Tatqui-

il

sommo Vico

pi esalto ed

il

Lib.

5 pag. 28 j.

meglio informato delle cose romane.

Elementi della scienza nuova. Deghita' 91, ed


zto lo chiama
tor.

De

Si av-

riguarda questo storico, come

morum romanorum

Ugo Gro-

dUlgentissimus ohserva-

Iure belli et paeis. Lib, 3 cap. 2.

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39
conferma
legioni

le

no

affralite

stipendi

gli

flglie

debito nella plebe

Il

(1).

erario

all

dotar

di

di

le

lui

onerosi imposti alla clien-

gli altri ullcl

pruovano ad evidenza essere nella plebe me-

tela

desima dominio fondiario

non

ci

amarezze

anco dovizie,

fors

tempi di Romolo (2).

dai remati

fin

rifornir

di

corrispondere pel patro-

di

tutto. Allorch Coriolano, tra le

dell esilio

meditava

attentato colpe-

vole di rendere la patria serva dei suoi nemici

entrato nel territorio

armi volsche
dri

non devast che

ch autrice

cro

bando

del,

plebe ed

la

cospirano

Puro

allo

pa-

monte sa-

ritirata sul

stesso
,

defi

consentiti tra

patti

(3).

scopo

che

essendosi a

serbasse inviolata

si

questo sistema Gno

o in quel torno.

alla testa delle

campi della plebe, per-

padri nella

quel tempo stabilito

(i)

romano

rispettando le possessioni

all*

anno

di

Roma

centurioni eran lutti plebei

385,

Riscon-

trate gli storici citati.

(a)

doveri reciproci dei patroni e dei

minutamente

desci'ilti

da Dionigi

a delle sue anticbil romane, da

d'

Romolo
(3)

(la

clienti

Plutarco

nella vita di

Poi.ib;p nelle sue storie. Lib. i. pag. 4^9*

Questo avvenimento ebbe luogo, presso

no 203

munione

di

sono

licarmasso nel libro

Roma

vale a dire

^6 anni prima

delle nozze atisjiicate ai

poco

lan-

della co-

plebei.

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legge

la

Icilia

plebei

ai

dell

Queste

crale.

Aventino e

immune

il

qiiiritarlo

monte

Vico

dire di

pur conobbero

j)lcbci

(1).

nozze solenni

le

fregiarono dell eminente diritto

si

potest

della suil

quanto

senza padrone

che suona dominio pieno, ottimo,

al

consegnarsi

di

annuale tributo

di

stava sul dorso di quel


legittimo

altre leggi sa-

le

disponevano

leggi

anche innanzi

bandito asilo

al

mani avevan promiscui con


e

religione

disporre per testamento

di

quanto possedevano, ^tuabonk assicura

di

patria

della

e connubi

impunit

che

ro-

albani e lingua,

gli

e ragion civile (2).

Certo che nissuno sino ad ora . sospettalo della

(i) Riscontrale

Vico.

li.

De

nuova. Lib.

ria

zioni

gli altri

lii>.

Aggiugnele Lucio Floiio


il

donne

quale sostiene
i

le

nel

capo

Scienza

della sua sto-

pace tra

la

romani in dote

sostanze degli avi

noi cita-

annotazioni

custodia dei princi-

che dopo

sabini diedero ai

128.

principi

dei

da

storici

principio .

iuris

slabiliinento

tavola cronologica, e

alla

pi

Livio e

UHwerso
I

Ecco un

le

due na-

alle di

loro

altra origine di

propriet.
(a)

dem

Albjk

initio

uliintur lingua

utrique siiuin

cum wmanis
,

consentiebant, ut qui ea-

cssc/itque latini

Uabereht becem

tainen et

itaqiie etsi seorsitn

mutua iungbbast

coynuBtJ, ET Albae commvxibus vreBJXTva sacbis} au-

QU TURA CIVILI A HABEBAXT COMMUXIA. GcOginpllia,

lib. 3.

u
civica degradazione del popolo progenitore dei

Marte. Se poi piace

di

Tigli

nione comune

seguire la opi-

di

notiamo che Livio

Alicarnasso e Plutarco narrano


giorni

di

Roma

nascente,

Un

difettavan di mogli.

talami

nuziali

r espediente
to

di

profughi dello asilo

colpo audace, masche-

donne

di

religione, provvide di

quei celibi guerrieri, e con


ratto

uii

mezzo ad una

in

Diomoi

di

rato dei simboli


i

che nei primi

devotamente esegui-

festa

solenne

Romolo

gett le fondamenta della novella popolazione.

Le

congiunzioni

farro

furono

da

lui

Questi e

ce durevole (1).

non

primi accoppiamenti che vide


del suo impero.

mai alcuno
al

di

celibato nel

trario

col

furono

nella culla

tace la storia sul punto, se

comune consorzio
si

ipotesi
la

che per con-

assume che ciascim

ro menasse in moglie

ed impugnar

altri

Roma

quei ribaldi fosse rimase fedele

fermamente

qualunque

santificate

antico del Lazio e simbolo di pa-

frutto

di lo-

una donna. Laonde per

che piaccia inacutir

lo

ingegno

penna, sar sempre vero che

(i) Dioyrsivs Jucjnnjss. Lb. 2. T/stnius, Lib. 3,


tlegi 4.

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42
non

se

tutti

gran

che soperchiavano
senato

in

che non

che

sia

padri

chiaraavan

si

patrizi

coloro

di

cos

nel parlar del ratto

Livio

nozze

esprimenti

che

ebbero nozze co-

sabino e poi de matrimoni che seguirono


voci

che non sedevano

sacrate, solenni.

originarie,

alinen

cento

ai

non potevano essere

muni

parie

civili

usa

ed auspicate (1).

Questi argomenti inoppugnabili persuadono della

coeva

del connubio tra

promiscuit

dini avversi

sione sul Gianicolo (2).

se

lo

dileguerebbe

Innanzi tutto

XII

stesse leggi delle


;

Ma

se dubbio restas-

eloquente tenore delle

tavole.
divieto ingiunto

il

delle nozze plebee,

due or-

ancora della terza seces-

prima

presuppone

il

patrizi

ai

spiacen-

fatto

(i) Histor. Lib- I. Illas tamen in matrimonio

CIBTJTE FORTVlfJRUU Omnium, CiriTATISQUE^


charius

Aumano

cliiama liberi.

generi

sit

Diosigi

liberum foro

d*

che ne

pile a

683 j

senatori di

trettanti

il

fa

il

numero

infine

certi dei

delle

la

in so-

(JUO nihil
figli

comunione

li

nei

donne ra-

connubi plebei

Romolo non furon che

ne aggiunse

et

Alicarwasso e Plutarco

citati fanno ascendere


luoghi
O

cb

cento

ed

al-

sabina.

Paralipomena ad Ioshbu
(a.) Tuouas Dbupstbrvs.
67.
H osiKutf. Antiquit. Roman. Cap.

XV

Digitaf

43
te,

sua frequenza;

la

infine

lilo,

apparve
il

nell

anno

supremo magistrato

ne spegneva

La
nubii

ma

IV

tratta

se nell XI.

non

proscrizione

con

insieme

pubblicata

quando Appio Claudio

ultima

con

lidar

stomi e principi
s

saria

infinse

altr

(i)

ma

uomo da

ragion dei connubi


l

Livio testimonia questi

fatti

vale a dire

non doveva trapassar

anno

in quel termine dovevansi pubblicare le leggi

pio Claudio

rivesti

mut

Tal

(1).

addietro legge

da scaltra poli-

consiglio suggerito

la potest decenvirale

uomo

quel

os di supplire alla neces-

precetto proibitorio non era per

comune,

rimutando co*

proscrivendo per sempre tra

la

scoperse

si

ed

omissione

due ordini

a so-

uso lo smisurato poter dei dieci

agognando ad impero assoluto

che

cio

riuscito

si

scr-

si

nellanno secondo della prorogata signoria

a dire

non

precisamente de iure con-

contrario la proibizione

Che per

legge.

divieto

decenviri lennero

e che col suo volgere

quella

essa

in

cui

potest.

la

tavola
,

prime mal pa-

le

Di piu, quel

in

su

iii

inlerdetlo.

che
che

che Ap-

carattere e personaggio e fu creduto

di virt e di giustizia

r antica perfidia

che prolungato

e divenne tiranno

il

potere,

della citt.

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44
ed

lica,

in

un momento credulo propizio

co ingegno decenvirale ed

al bie-

immode-

voglie

alle

rate di regno.

Qui

duabus

iniquarum legum additis, quihus,

tabulis

decemviri, scrive Cicerone

nubi A, haec
sent

fatti

provvidero

successioni indistinte
gentilit

nosciute
ai

alla suil

(3)
;

plebe

nella

liberti (4).

no decenvirale

la

fi).

per

indiflereute per es-

dal sacro rito del farro (2).

effetti

stesse leggi

decenviri permisero

stessi

matrimonio per uso

il

senza e per

Le

gli

con-

ne plebei cum patricibus es-

ut

iNHUMANissiMA LEGE sauxerunt

In
tutti

illi,

eliam quae disiunclis populis tribui solent

tutele

alle
all

ed

agnazione

alle

alla

tanto maggiormente rico,

che partecipate

quanto

tace in quelli avanzi del sen-

pur essa ge-

patria potest
,

J de Republica Lib. 2 Gap. 3j.


Fiacco. Gap. 34 ~ Gellivs. Lib. 3.

(2) Cicero pr

Gap. 2 Petrus Pituevs ad LL.Mosaic.


.

et

Roman, Ut. A FI,

Fed la Tavola. FI.


C3J Tavola V.
(4) Riscontrate la tavola

modo

generale

non

si

e VI. In queste

distinguono

si

parla per

patiii dai plebei

distinzione che avrebbe dovuto farsi ccrtameule

primi soltanto
civili.

Si

si

libertiis

fosse

appartenuto

se ai

esercizio dei diritti

istestato morixur, cui suus heres noe

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45
nericamenle espressa ed

illimitata

senza distin-

guerla per favor di ceto o privilegio di perso-

ne

In verit questo presidio

(1).

plebe

orrendo abuso della

nell

Vietava

alla potest paterna. Virginio

amici ne sostennero

gli

mandarono che se ne attendesse


crudele

il

invoc dalla

legge di spedir giudizio sopra per-

la

sona soggetta
assente

infelice Virginia.

decenviro

concedente, accolse

il'

diritti

era

doed

ritorno,

negante in prima

poi

richiami e rimise al d se-

pronunziar su quel piato. Qual pruo-

guente

il

escit, ast

patronus, patronque liberi escint, ex e familiA

EAM FAMiLiAM pToximo pecunia

ur

duitor. Riscontrate

TOFREDO, nei quattro fonti del diritto,


delle

leggi

XII

tavole, c su

la

il

tavola

Go-

suo comento alle

VI

spezialmente:

GraviisA nello stesso luogo, Tf.rrasson ugualmente nella

giureprudenza

storia della

famoso Alessaruro
li
,

Vedete

Cosicch
5

ne.

ed in preferenza

la

il

Tavola IV.
alla

XII

si

crede

il

provvedi-

legge regia.

precetto importante preesisteva al decenvira-

a questo assunto

il

posto alla sua potest.

LL.

^Qsaic,

Dwyrsjvs

lit.

come norma comu-

fatto di

richiese di voler giudicare,

Collcct.

nostro

tavole.

noli che

si

patria potest

questo non fece che riprodurlo

Consuona

padre

il

Alessandro nei suoi giorni genia-

d'

a proposito delle leggi delle

(i)

mento intorno

to

Orazio, che

il

appunto perch sottoAlicbsss.

Lib.

2.

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Googlc

46
va maggiore

la misteriosa

non eran propri


era

di

uffizio degli

comuni

premio

usarne era

modi versavano
aggirava

ai

dei

il

Tito Livio

che descrive questi

fatti

licarsasso nel

quale pienamente concorda con lo storico

romano. La patria potest trae


tavole.

Romolo

la

comune

a'

XII

due primi

nella sfera del diritto pubblico;

regie, e perci fu

dalle

ed

conseguirli

cittadini.

terzo nella ragion privata (2). Di

il

(i) Riscontrate

a.**

ordini,

auguri: disaminarli e deci-

nel libro 3. delle sue storie, c Diohigi d'

libro

due

entrambi. Prenderli e rife-

derne era debito dei magistrati

si

patria

della

superstizion degli auspici to-

glie fede alla storia. Dessi,

rirli

pieno

nei plebei? (1).

potest

dell' esercizio

ius vitae et necis

orgini pi remote che

contempla nelle leggi, dette

due ordini: Patri

illosque ter

venumdandi

in liberos

Ter-

ius esto.

tium venumdati et mnumissi e patria potestate exeunto.

DioHrs. HAiicAeUs, Lib.

2, cap.

VABHi Bartolomeo Marliaho.

Mbaola.

De

Scacciati

come

Re

scrisse

L. Vili.
(a)

ff.

26

- Consultate

leges

Gio-

Romuli e Paolo

rimasero non come leggi scritte

usi ricevuti le regie

Dioarsws. Halicamass,
ito

Ad

legibus Romuli.

e fedelmente

de

ma

osservarono.

Quindi Ulpia-

mor bus

esse rcceptum.

Lib. V. cap. 2

ius patriae potestatis

si

his qui sui vel alieni iiiris sunt.

Vabrone de lingua

latina lib.

V. cap. 8. Festus

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47
questo partecipava

va

plebe,

la

perch incapace delle

pubblica (1). Ecco

ed

modo

qual

in

come van
si

manca-

di quelli

cariche della re-

alte

distinte

cose,

le

assolve e concilia lappa-

rente contraddizion de sistemi (2).

verbo

Verbo

Foscellini

spectio.

Ciceho.

spectio -

Lexicon totius latiniuti* -

Philippica a.

antiquo iure civium romanorum. Lib.

Argelatds ad Sicohiuk. Lib.

giienli -

De

Sigohius.

i,
i,

cap.

ao e

se-

cap. 8. n. 69.

(1) Nissuno nega che ogni affare o pubblico o priva-

non

to

s'

imprendesse senza consultar

De

divinatione

cap.

1,

lib.

cap.

ne crearono

numero

soli

altri

gli

3 , cap. 14.-

auguri non fnronefae tre;

un quarto Servio Tullio:

cinque plebei

Cicero.

VaLEaius Maximus. Lib.

Aulvs Geluits. Noct.Actic. Lib.

I.

Tutti anche concordano, che


poscia ne aggiunse

il

16.

gli auspici.

nel 4 ^^

a quindici. Livius. Lib. 8. Epit. 89. -

dipendevano

auspici

le

in6ne ne accreldie

Siila

nozze solenni

Se dai

e questi

si

anno 809 , risulta inconcepibile,


come quel breve numero di auguri supplisse nella popoottennero dalla plebe

losa

Roma
Mon

(3)

pubblici e privati negozi.

tutti

si

obbietti che in conlbrmit delio assunto

o nulli o pochi esser dovettero

perch quasi

lutti

pere che in

Roma

la

il

carattere ingenuo

degradazione volontaria per

le

si

nou

a sa-

perdeva con

brutture del delitto e

nessi del debito sino alla famosa legge Petilia.

origine

servi nella repubblica,

partecipi delle giuste nozze.

scarsa dello stato servile

questa

ne va congiunta

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V eccellenza

del patrizialo non fu

dunque

Roma germe originario della di lei politica


stituzione
ma divenne nella successione
,

tempi

ampiezza

di facolt

men

plebe non

noveravano

si

nerbo

si

chiama

di potere

braccia ausiliarie
le lettere

le arti,

balordi,
accorti

gli

con

Questa
,

frase
fu

istrumento

aggregazione dei vinti e dei

ampliava tostato e riforniva di


mestieri,

il

commercio, e

forsan-

riputate esercizi indegni dei bellicosi qui-

(a).

La

legge Petilia de nexu lu pubblicata da Quinto Pe-

Ne

consolo, r anno 4*7-

tilio

brama
tata

essi

terzo stato.

il

uo'altra copiosissima, cio

riti

soli miseri,

fomite di novit

cattivi in guerra. Questa

co

pur con

quella classe infine che

agiati

gli

moderna

costanza di carattere sulla

dotta, pi debole e bisognosa. Nella

spiensierati

gli

dei

ordine prepotente per altezza di lumi,

classe

in

co-

fu

occasione la disonesta

dell'inesorabile Lucio Papirio ferocemente eserci-

comecb invano,

bitore Caio Pubblio

(a) Tacitds. .Ann. Lib.

pudico e sventurato suo de-

sul

Livio. Lib. 8. cp. 28.

XI4 cap.

che di Tito Livio. Lib. a cap. 4-

a8. MAcnilVELLi. Discorsi sopra le De

Non si saprebbe

della prodigiosa popolazione di Bonia


di Servio Tullio contava

43ooo

la

abitanti

quale
,

assegnare altra causa

non pi

de quali

uiaine. Discours prlninaire

tardi della et

gSooo

zio dell armi. Dioavsics. Lib.


4 pag. aaS. Besofobt.

La

atti al servi-

repiibliqiic ro-

pag. XI.

Dflitized by

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19
potentissimo

mutamenti

di

anime vigorose

produsse

La plebe

za di pochi (1).

ma

la

impero.

comune contro

presidio di salvezza

prusi

intoleranti

tacendo

pali

sopra

sue forze

destini

11

Ca-

de

della repubblica

(t) DiOKrsivs LicjRfiSS. Antiquit.

Ros/rls

Antiijuit.

plebiscito

5.

si

Jojy-

5.

promosso dal tribuno Caio Terenzio Arsi

avesse la plebe, ri-

da Livio in queste gravi parole.

cap. *4

Lih,

Roman. Lib. j cap.

sa, e che dimostra qual potere


ferito

so-

abbandono

riscosse dal codardo

Allora essa senti tutta la influenza delle

nulei.

KES.

la tracotan-

tonante voce degricilii, degli Arsa

la

Questa
feroci

(juinquc

t>iri

crearcntiir

quod populus

Histor. Lib.

'i

Icgibus de imperio conse ius dedcrit et con-

sulari scribcndis

sulem usurum

non ipsos libidincm ac licentiam suam pr

in

lege habituram.

Prendiamone un esempio da Plutarco,

Romolo, secondo

vita di

Pompei

cos

si

(fucili

il

che eran chiamali

patrizi avevano gi pi parte alcuna negli

lamente nome
consiglio

parere
nasse

Jigura onorifica

piuttosto per costume

i efuali

affari.,

ma

so-

radunandosi in

che per esporvi

il

loto

stavano tacitamente ascoltando ci che egli ordie se ne partivano

poi col non avere alcun jlt/io

VST AGGIO SOPRA La CERTE


ESSI

quale nella

traduzione del

la elegantissima

esprime: Ncppur

l'OLGARE,

CHE

PRIMI AD INTENDERE QUELLO CHE

DI ESSERE STATI
SI

ERA FAITO.

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50
spinse al racquisto dei suoi

due

predominio

te pel

con

civile

e della gelosia. Assumere


in

mano

sol

corpo

recarsi
in

un

usurpali, e

difilli

fondere

fu

per pi

del governo

freni

membra

le

armi dell odio

le

magistrali maggiori,

ribelle

oggetto dintestine discordie.

secoli

La

zioni,

virt

il

de precetti

perples-

nesso delle san-

il

avviluppati ed

frasi,

senso dubbio delle

reo ta-

11

lento decenvirale dett leggi oscure e


se.

da quell islante pugnarono furiosamen-

celi

da quel culto religioso, dalle ceri-

irrescindibili

monie, dalle superstizioni, dai sacri

riti

degli au-

ponliGcato; tulli
guri, dalle prerogative di quel
inerenti allordine signorile, resero
di

ed

arbitri

responsi

del foro
se.

tosa

La
,

iulerpretazioui

le

casta patrizia

(i) Plutarciius iu

LYBIUS. Hisl. Lib.

dotta

Romulo

1.

LERius -M ammus. Lib.

iJ.

De

Juciiciis.

cap. 8.

sospet-

palladio dello

Lil>.

Dionysius.

pag. 45g-

SiGONius.

dispulazioni

superba

come

cap. li. Revardus. in

Ad. Lib. V.
IV. pag. 22

trovali

quei

le

indarno o poco fruttuo-

ma sempre

serb

patrizi custo-

diradar le dubbiezze

man mano per

Sorsero
i

delle leggi e della repubblica (1).

a.

Po-

Gellius. Noct.

XU Tabulas.
Lib.

Gap.

cap 9.

Va,-

51
e domini di fede fallace

stalo

mezzo

uomo

sino a che nel

e Tiberio Coruncano, primo ponteGce

segreti,

plebeo

V. secolo Gneo Flavio non disvelasse

del

consolare

trionfale

e giure-

consulto di gran fama sul cominciar del VI.

se-

colo pubblicamente non insegnasse quel diritto


astruso ed occulto (1).

Le

leggi Siila

e Calpurnia furono

gran cangiamento:

sistema delle furmole di rito

soltentr a

delle azioni. Tutto questo fu

Gheo Flavio pubblic

(i)

ma

Vili. cap.

Lib.

cap. XI.

cap.

I. ~

Sopra
tore.

et Epist.

Lib.

oratore.

lopera incessante

lavoro

anno

Ro-

di

7 ff. De O. I. Li~
Cicerosb. Orai, pr Murena,

Lib.

Cesare

lumai. Lib.

cap.

Lib

-.

36. cap. 1.

I.
si

ff.

in

Giu-

14.

e tutti gli autori die

35

De

Microbio. Sa-

Tiberio Coruncano ne parlano: Livio. Epit


.

De O. /.-Livio

6 ff.

Cap. 20. Sketohio

Cap. 40. Solino. Cap. 3


1.

Epist.

Nat. Lib. 33.

Ilist.

Actic. Lib.

Ammiano Marcellino
die natali

0.

Lib.

6 cap. g.
riscontrate Cicerobe. De Ora-

Noci.

Cap. 61. L. 3.

De

De O.

L. 3

Punio,

4<^.

segreti patrizi,
/.

luogo citato

Di

ad Atticvm.-

cap.

Avlo Gellio.

Censoriso
lio

il

Il

quello

449- Vedete Pompomio. . 2

no.

al

del

furieri

legge Ebuzia lo comp.

la

Giovesnle. Satira 8

Lib.
vers.

18

4~-

ocrupaiio della storia filile di

Roma.

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52
e

pretorio

del diritto

dell

elemento
giustizia

della

r amministrazione

fu

filosofico

dominazione patrizia pass nella scienza


genio giuridico

Roma che

di

trasform

si

che dalla
fu

il

da

che era divenne plebeo e comune (1).


Coruncano segn un era novella nelle glorie

quiritario

alle menti
della giureprudenza latina e schiuse

per lo innanzi ignote

altre vie

re la riposta

un tempo gi molto vicino

in

civilimento

ma

Marzio

come

Cicerone

attesta

Gr accia

abundanlissimus
arlitm (2).

e IV.

li/luxil eiiun

rivulus

amnis

Queste
secolo

le

di

come

non

hanc urbem

ni

tUarion

leiiuis

disciphnarum

che

aveva gi domi

sul

popoli

De

Repiiblica Lib.

et

cadere del Y.
d Italia

e le sue

Romaiiie.
Ct) Ortoijn. Histoire de la Lgislation
iSa et i86.

Ci)

sed

allevarono e crebbero nel

si

Anco

discipline

precipitando dallalto,

che

invade e rapisce

quidam

fece

il

riversarono sul Lazio,

si

fiumana,

ampia

Roma

Egli

universale in-

e quando la repubblica prese for-

e le arti greche

III.

all

popolare statuto. Sin dal regno

di

tutto

onde penetra-

delle leggi.

filosofia

2 .

ig.

53
stavano

aquile
sette

colli

mende

per piombare

numero

il

non bast un

talch

giustizia

in

citt

dello stato

richi

Aveva smisura-

aveva esteso

abitanti

il

dispensar

tezza del patrizio pontificato.

ed

tra (beo

ai plebei tutti

onori de magistrati

gli

dei suoi

sol pretore (1) a

commercio, accomunato

dai

e tre-

celeri, inattese

sulle pi lontane regioni.

tamente ampliato

il

atto di lasciarsi a volo

in

ca-

al-

fermento civile

11

svilupp ben presto in rivalit letteraria, ed


suoi

figli si

apprendere

severi studi delle scienze e le di-

lettose occupazioni

Da
to

ma

(i)

delle

quest epoca

patrizie

ni

la

le

greca

Inslit.

L, 2

Lb.

intellet-

reduce nel suolo

anno a 8 ()

28 ff.

27

(2).

sole invenzio-

tenner luogo di universale


filosofia

anno 5o8.

FHiLUS. In

amene

lettere

non pi

pretore urbano fu crealo

Il

regrino r

videro in Atene, in Mitilene in Rodi

De

O.

ita-

il

pe-

Theo-

I.

Cosradi. de praclore pe-

regrino.
, in Brutuu. Cap, go. De Ojfficiis.
Idem ad diversos - Lib. 4- Epist. 7 e
- SyETOEWs. De tiaris rethoribus. Cap.

faj Cicero
cap.

Epist. 3

PjTERevLus. Hist. Lib.


Cap.

SrETomvs

in

Cap. 84. Peisius. Epist.

cap

Caesare.

5g.

Taciivs

Cap.

56

10. Lib. 1. et Lib.

Lib. 1.
lib.
1

et 2.

in yigricol.
in

August.

3 Epist. Jil.
.

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5i
massime

lico, indolc le

bisogni

degli

precetti

col

uomini

atroci, le

consoci

bene dei negozi

con lintervento dellequit

civili

istituzioni.

nanzi

vivesse

che

lo astratto

Socrate

e temper

La
s

filosofia,

vinse litalica,

in-

impigliava nel-

scuola ionica gareggi

la

ai

scopo dei

importevole rigo-

rismo delle antiche

accomod

lo

ma non

che da Pitagora aveva ricevuto

forme pi concrete e pi sensibile esplicamento.


Platone

visit

Egitto

viaggi in Italia

ed

innest la dottrina dell illustre allievo di Anas-

sagora

ai

del

dettati

divino figliuol

di

Mne-

sarco (I).

Socrate

rivoc dalle stelle la filosofia e

di ricetto

tra

del costume

clam
i

gli

uomini

fu principe

gran sentenza

la

mali dell

uman

nella

morale, e pro-

che F autore

genere era stato colui

pruno aveva separato dalla comune


utilit

tolo

Questo ramo

fSlJ.

del primato

ftj Pljto

in

prese

di

filosofia

nome

De

di
,

tutti

che

il

propria

la

ebbe

il

ti-

dal suo autore,

Tiinoco.

(2) Cicero. Tnsciilan. Quacst. Lb.


CTiLtjsvs.

le

riform la scienza

Jnslit.

Orator. Lih.

1.

5 Cap. 4 - Qviu.

cap.

io.

.)

e per

boulk dei precelli

la

Una

per

lilosolia

quasi sola signo-

Roma

reggi nelle accademie di

(1).

fondala sulla

tutla

prati-

ca, e nata col probabilismo dottrinale, era im-

potente per espugnare in un colpo T indole au-

modiOcando-

stera del genio latino. Bisognava,


la

renderla connaturata agli uomini

vevano professarla

e rattemprandola

a conforto ed aiuto
renze

civili

pubblica. L

ne piacque
natura

che nei frangenti

all'

dizione

uomo

in

serbare intatto lar-

tempo

in ogni

ogni periglio

Orazio per indicare

con-

in ogni

parve degno eser-

fonti del sapere,

LAccanon racco-

mand che gl' insegnamenti di Socrate.


Rem libi Socraticae potemnt ostenderechariae- Ars.
vers.

3 io

e Cicerone chiama

Socrate: oirinvs

ilio

il

p'ossius

De

Sectis.

rivs, Polystor. to. 2. pars.

f.

Poct.

maggior discepolo di

noster Plato, de

officiis - lb.

C2J Seneca. De breritate vitae. Cap. 14.


L trstus. Manuductio ad Stoicam philosopkiatn
Dissert,

la

non pie-

cizio dei conquistatori delluniverso (2).

(i)

Zeno-

Vincere

bisogni della vita

gar mai 'ad alcun potere


bilrio deir

politici della re-

romana.

alterezza
i

volgerla

nelle occor-

dei principi di

inflessibilit

dominare

non meno,

che do,

2.

Justus
Lib.

/.

Cap. ig. 3 Mouuo.

cap.

n.

tgt.

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56
demia e

Sloa

la

ino produsse

amicarono

frutti

desimate discipline
riche

del

giusto e

buono e

La nota

mette

in

si

caratteristica

tutti

sente che

due imme-

combinate teo-

onesto non solo

dell

equilibrio

diritti

pi

e questo jncal-

scolpita

la

doveri degli uomini

La

esprime.

Fu

quale dopo

il

che

perfetto e ragionevole tutti

si

cinge nel fisico.

rone

ma

fronte al

in

idea del giusto

idea che

giustizia cir-

conda r uomo nel mondo morale come


lo

equo.

dell

romano per

diritto

delle

gustati nelle

del

squisiti

aria

creduta innata da Ciceprimi cenni di Pitagora

e le pi estese disputazioni

di

Platone

se con maravigliosa eloquenza nel

lespo-

primo libro

delle sue leggi.

perci asserzion gratuita

prima

dell et

ricongiunta

la

di

il

ti

ma

che

fosse

che lunione ebbe vita dal

commercio reso frequente a quei


,

purit filosofica allo spirito dei

concetti legislativi

cia

sostenere

Augusto non ancora

di

con

la

Gre-

e dal meglio discoperto diritto delle gen-

che

greci sapienti fossero scacciati da

Ro-

per disdegno ignorante delle loro dottrine:

che da ultimo

lautorit

pretoria pi consultas-

57
se nel fatto

e meglio nei sensi di

La

ben molti
I

citrice

ed

Auvin-

ma

solo

no

proteggevano.

si

Il

roma-

Roma

popoli vinti d Italia

de

secoli innanzi al principato di

rapporti internazionali tra

no non
,

non ultima

delle genti fu cura

gusto.

credenze.

smentisce cosiffatte

storia

diritto
ni,

pr-

utilit

sovvenisse alle bisogne dei litiganti.

tica

pregiavano

si

Il

collegio

si
,

si

conoscevarispettava-

deFeciali fu

quasi una istituzione diplomatica (1).

Il

pretore

peregrino, creato lanno 508, fu magistrato speciale

r uso
le

per render ragione


di

massime

La

(2).

agli stranieri

ma

con

affatto diverse dal diritto civi-

reciprocanza scientiGca e letteraria

tra la Grecia ed

il

Lazio nacque gi prima della

seconda guerra punica: leccelsa scuola di Pitagora risorse in diverso sembiante sotto
flussi

forma
nio

dello stoicismo
dell

romano

ingegno italico

gl

in-

e fu la seconda

differente,

per ge-

dal greco.

Desso

fecondato sulle rive del Tevere

C i) Cicero de

rin-

legibus- li. a.

fa) Vedete Gustjvo Kvgq^ Histore da Droit romain.


S-

tSS; e nella noia

/. i

documenti da

lui citati, e

iSt.

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58
vigori

grandemente

assoluto

lo stato

e domin con imperio qaasi

foro

il

ne studio prediletto dei

la

scuola

bellicosi

e diven-

ed indomabili

dai tempi coevi alla loro esi-

quiriti. Questi, sin

stenza politica, ebbero contezza piena dei greci


istituti

grecamente parlarono innanzi che scop-

inviarono di fre-

piasse

la

guerra Tarantina

quente

ai

temuti oracoli, di Delfo

na

e tributi

offerte

argomenta

si

e di Dodaa ragion

che bene

mondo

mistica metropoli del

antico

(1).

(i) Diosrsjus Hlicjrhassess. - Aniquit,


Lib.

1.

Roma

Cap.

1 ^

Era rocca

poi Palatino, e

Fu

monte Palatio

sul

in latino

(>is

senza
)

Noi qui arriscbiamo' un avviso

rola greca.

Romanan

So.

certamente fu prima di Romolo.

zione greca.-

si

origine prettamente ellenica della

di fondacliiamatcr

dubbio pa-

sulla inesisten-

za di Romolo , come nome proprio di persona \ ma si


bene lo crediamo nome preso per mostra di valore , cio
per aver convertito la rocca aperta in citt murata. Egli

ben a ragione

Jl condidit

con muri

cbiam Romolo perch era T uomo

si

forte della rocca

Evandrina.

uriem di Livio non vale altro, che chiuse

la terra

dasse

Roma.

tiene

come

aperta

Ilistoriar. Lib.

incerta

non

/.-Di

origine di

Urbs ab urbo appellala

est,

che Romolo fon-

gi

vero, lo stesso storico

Roma.

vrbjre

Lib. 6 Histor.

est aratro definire;

Dio

59
Assai prima di Augusto fiorirono, senza dub-

quei famosi giureconsulti, che professando

bio,

alla scoperta

dottrna

ammaestramenti

gli

della doppia

apportarono nella giureprudenza

tro-

quoo

ct

Vkkus

VBBS CONDEHDJ JDHIBE&I SOIBST. L. 2gff, dc VBth,

ait

uiem appellari curvaiuram aratri

significat.

Sjllustw.
iani

De

Bello Catilinar. 5* 6. attribuisce ai Tro-

r origine della

La

citt.

distinzione tra la terra aperta

atvum e

la terra

murata urbs fu avvertita da Giovahni Temporario

Chro~

nolog. Demonstrat. Lib. 3. e da Filippo Cluvehio. Italia antiqua.

PuNto.

Lib.

3.

Lib. 5. cap. 5'] et 58. dice

Histor. natur.

veteres graccas fusse

easdem pene^ quae nane sunt ( lite-

rae ) latinae.

Qcihtiliaso rileva che


Institit.

Orat. Lib.

Yarrone
la

la

pronunzia romana colica.

cap. 6.

nellopera de lingua latina. Lib. 6;

quale se ne sono perduti

Yarrone faceva

la

opera del-

primi tre libri; e ne quali

derivazione etimologica delle parole

e nell altra de re rustica, pruova che moltissime parole


latine sono di greca origine.

Yarrone era stimato da Ci-

cerone eccellentissimo antiquario

vedetene ci che ne

dice in Bruto.

Orazio riconosce

quando permette

la lingua greca

di creare

co fonte cadant, parce detorta.

Lo

madre

della latina,

nuove parole, per Ji


.

g'rae-

Ars. Poctic.

Vs. 53.

pruovano, Mario Corrado, de lingua

latina, epist.

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60
vali
i

in

del proprio ingegno

imprimendo

massime

delle

indelebili

caratteri

gran parte dettale dalla setta

appartenevano.

Catone scrisse

essa

in

scientifica

le

ed

favorite,

cui

regole

sue

ad JojsKEU. KGELUK CnoTTJM: Eliamsi a latinis hominibus graecac litcrae jutb vrbeu cokditjm recbptje
FUTSSENT.
Si risconlrino inoltre

asteniamo di arrecare
fianico StefAho

cap,

seguenti scrittori, de quali ci

autorit

le

apologia pr Dioursio Alicrsass.

i8-

TVALcnio,

Ilislor.

critica

Scaligero. Coniectur.

HEM. De

linguae latinae. cap.

.5.

Varro-

JUarcvm 'Eereutiuu

in

lingua Ialina, pag. 42.

Si aggiunga a tutto questo che molle leggi originarie


di

Roma,

e le stesse delle dodici tavole

in gran parte

sopra

le

ateniesi.

riiroii

modellale

non

Questa opinione

offende, n decide della missione dei legali eletti o per

rinvenirle, o per crearle. Ciascuno pu rimanere

nella

sua credenza. Vedete sopra questo punto.

Cicerone

Pro Fiacco cap. 26 Lo


-

stesso

De

legibus.

Lib. 2. cap. 25.

Diodoro Siculo. Eibliotheca

Lino.

Ilistor.

Lib. 3

Ilistorica.

Lib,

12.

Cap. 3 i.

Diouigi d Alicareasso. Antiquit. Roman, Lib. 10.


Plivio. Epist. Lib, 8. Epist. a4>

Ateheo. Lib. 6 cap. 21.


SnitiAco. Lib. 3 . Epist. 2.

Aurelio Vittore. De

\>iris

illustribus, cap.

2/

in

ir-

OlQr-

Gl
Aquilio le sue stipulazioni, Manilio le sue for>

mole, Muoio

componesse
le

le

sue cautele, innanzi che Livio

sue storie

le

Cicerone concepisse

sue filippiche, Virgilio creasse

Orazio

con. le

sue odi ispirate

lestro divino di Pindaro

Eneide, ed

rivaleggiasse

(1).

ginio.

Isidoro.

Originimi. Lb.

Eusebio

O ROSSO

Cap.

/.

In Ckronico.

Lib.

3.

Cap.

3.

L. #7 ff. Finium regundorum.


lice , die il diritto romano deriv

Anzi Tribomano

dagli istituti Ateniesi e Lacedemoni.


Jnslit.

De

TU.

jure naturali

Giacomo Gotofdedo
%'iUs.

Lib.

die

(i)

Cap. 4

2.
i

geni, et cimi.
iuris ci-

giureconsulti romani fossero quasi tutti ad-

detti alla setta stoica,

gro cliiama

dimostra nei Fontes

lo

'

in

non pu

un responso

la

Masomma sa-

rimettersi in forse.
lIosoGa stoica

pienza L. 2 ff. De legibus , e lo dimostrano evidentemente il CuJAcio. Obscrvat. Lib. 26. Cap. 40 , il MeBiLLio.
Ro.
5.

Observat. Lib.

cap.

e seguenti, lo

Schiltb-

Manuduclio pltilosophiae ad Jurisprudentiam. cap.


5.

Eeerardo Ottone.

Dissertai.

De

1.

Stoica Juriscon-

sultomm philosopkia. Cubisti axvs Gerardus Meisterus.


De philosopkia lurisconsultorum romunorum stoica e pre,

cisamente GiorAUUi

A SORBA

Ortloff.

De

t injluencc de

la philosophie stoicienne sur la iurisprudcncc romainc.

O aroLAN

Histoire de la lgislation tv/naine. pag. jyt.

Digitizeti

by

Googic

2
Ed

pur falso

mano

che

spinto da Porcio Catone

bando

supposto

Cameade

di

il

senato ro-

fulminasse

ranza o sorpresa della sua varia eloquenza


invece

il

e de suoi compagni per igno;

ma

porse motivo al consiglio esser costui

oppugnatore ostinato degli

stoici

e perci inve-

fondamenta del carattere nazionale (1):


mostrarsi per vaghezza difensore durevole di ogni
stire

le

contraddittoria sentenza

e quindi

scuotere le

basi della costante immobilit degli

umani giu-

dizi

(2)

allettare gl ingegni

col soccorso di una favella,

ad

ogni assurdo

quanto

sottile tanto

seducente e lusinghiera. Cameade, non fu proscritto

per

novit

la

perch lasci dubitare


della militar disciplina

(i)

Ei

(iv

sppus fuisset

yp
,

delle
dell
,

sue dottrine

abbandono

ma

licenzioso

e della uniforme giu-

oux

itr

av

>

tyei: nisi Ciry-

non essem ego. Era questo

usato dello

Cameade riferito da Diogene Laerzio. Lib. IV. n.


62, ~ Scd is C Camcades ) vt coltra stoicos, quos stu-

di

DTOsissjuB SEUPBR RBPSLiSBAT


geniuin eius exarserat.
et

et

quorun disciplinam in-

Cicero. Tuscul.

V.

quaest. Lib.

de Natura Deoruni Lib. 2. Libbstbr ( Cjrbeades )

in

stoicos invehebatur.

C2J Cicero De Natura Deorunt. Lib. 1. Cap. 5


Idem Academic. quaest. Lib. 4
9'
-

et

25

63
reprudenza

men

di

per seguire

(1)

robusta istituzione.

ad una gelosia

politico misto

pericolosi

diletti

Fu dunque un
di setta

fine

e non

gd la ignoranza della buona filosofia che persuase la espulsione dei legati Ateniesi.

che

'

la filosofia fosse gi vigorosa e

matura

nei tempi precedenti la legazione di Cameade,'

pruova

si

cizio

in

modi

mille

e massime

della giuridizione pretoria.

inventava

derogava

aggiugneva

vetusto rigor delle leggi

dall eser-

pretore, se

Il
,

mitigava

il

noi faceva che sulle

opinioni dei giureconsulti che

assistevano (2)

sul parere de centumviri ai quali presiedeva (3).

(t) PLVTjncnus

Caton. maior. pag. 349 e 35o,

in

(sj Jo^ynEs PoLLETvs- Historia Jori romani. Lib.

|.

passim.

Jus praetorium

quod practores introdurerunt, jdiu-

est

tudi., vel supplekdi


iia

De

ff.

lust.

et

Iure

ed

alle sue facolt

al

consultate Giovanmi
iiae

vel

conRicEEDi

iuris cwilis

propter utililatem puhlicam. Pjpihijhvs. L.

Romanae, passim.

main. pag. 4*4

gra^

In quanto al potere del pretore,

perch assumesse questi arbitri

Augusto Bach.
Lib. i. -

Hugo.

Ilistor.

Jurispruden-

Ilisloire

du

droit r-

Eiseccio. Historia edictuum praetor.

$.

et sequent.

(3J Put WS. Epist, Lib. V. Epist.

qui centum-

riralibiis praesidet.

Digitized by

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C^i

Quelli euremi, quelle derogazioni,


quelle aggiunzioni

e quei temperamenti non erano


che portati

della

stoica filosofia, attuati dal

seconda dei casi che

Quel magistrato
slativa

vocar leggi

con

mancante

contendenti

per forme

destreggiando

guida di teoriche certe

de botto

et

verit,

la

Per

il

suo

ma

aneli esse solenni

dellapplicazione filosofica
fine,

autorit legi-

bisogno, dispensava giustizia ed

al

ai

ma

la

di

e costituito nella impossibilit di pro-

occoireva
potere

senno pratico, a

appresentavano.

si

ma con

delle

la scorta

medesime.

In

aequo iudicabat flj.

definizione del diritto a credere di Ulpiano, non che Varie del


buono e

deir equo.

CO

L.

1 Jf.

furon rivoli di questa fonte

Jc luslilia

et iure. -

scorso \ielono di far rilevare

Le

tem-

angustie di

uii

le differenze specifiche

giusto, dell onesto, dell equo, del

buono

didel

nel senso stoico.

Coloro che saran vaghi di meglio istruirsene, consultino:


Cicerone.

De

pag. 3.

Dokello. Commentar. lur.

et lur.

Inslit.

e lo
lust.

OJficiis.

Ilugero
in

Tit.

Lib. /.- Curver, opera, toni. VII.

nelle

civ.

in Ut.

note per toUim

de Justitia

et

De

lust.

Vvlteio.

Jure ; e sopra tutti

il

Cove ANO. Variar. I.ect. Lib. i. Cap. i8 et ig


dove
,
magistralmente tratta questo argomento, come pure si riscontrino Lessio e SoTO Traci. De Justitia et Jure.

65
peramenl giuridici
tenere

cautele,

diritto di ri-

il

pegni pretori, le dilazioni

ecce-

le

e tutte le maniere per

zioni del dolo


li

le

qua-

le

senza violare la legge o manomettere lin-

teresse delle parti

tando

della prudenza
leggi

arbitra

magistrato, ascol-

il

ed

consigli della ragione

latine

maniere che

suggerimenti

corpo

dal

delle

ed n pur sede

son trapassate

in

quelle che di presente ci governano (1).

Ecco

in

modo

qual

la filosofa stoica fu

indigena del suolo latino


reconsulti romani

intrinsecata nei loro costumi

e nelle loro dottrine

ed ecco come e per qual

via inform le stesse leggi

dei

del suo spirito sistematico.

suoi precetti e

estinse col declinar dell imperio


gli rigoglioso

stianesimo.

nelle istituta

Le

per

I tre

gl influssi

ghi del digesto

doverose
,

il

anzi

si

germodel Cri-

da Triboniano

consigli di morale.

sparse

in

molti luo-

nei rapporti del matrimonio

della patria potest

(i J Riseonlrate

quel germe

benigni

precetti registrati

non sono che

insinuazioni

pianta

tutta propria dei giu-

delle

tutele

trattato di Me?iochio.

delle

De

ob-

arbilrariis

iudicanlium.

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6G
sono della stessa tempera. Essi non

bligazioni,

esprimono alcuna sanzione forzante


e non comandauo

delle leggi

consorzio dei

curare la

Ma

que-

della diflicoltk d intender


del

necessario

e dei legislatori per pro-

filosofi

felicit degli

uomini e dello nazioni (2).

un intervallo infinito e nocevole tramezza

e separa
lazione.
,

bene posseder quella

ste senza

uora

persuadono

depongoiio della essen-

influenza della filosofia morale sulla pote-

ziale

st

,(l)

il

diritto

vto,

Il

romano

dalla vegliante legis-

comunque evidente

Le

0 trascurato o inavvertito.

pi r opera della natura che


si

reclamano dai bisogni

ai

tempi ed alle condizioni

convenienza

di

precetti

si

dell

sociali
,

sono

uomo. Esse
conformano

si

stato si-

leggi

per opportuna

convertono

in coscien-

za dei popoli. Per conseguirsi questo scopo de-

Ci ) Gerjbdus Noodt. In lidio l'aulo-

(2) Quos ( Zalmcum


vidclicet

hoc

non omnia

(jtioijuc legis

et

Charondam )

putauit esse

Cap. ioimitatus Plato

fersvjdere auqvid.

ac minis cogere. Cicero.

De

legihus. Lib. 2.

Cap. 6.

Anche
rale e di

riguarda

le

LL. CC.

vigenti contengono consigli di

buona condotta. N
le

pieno

il

primo

mo-

libro che

persone, e segnatamente quando esse parlano

del mairi inonio e della patria potest.

67
si derato

e nel mentre stesso importante

uopo preconoscere

abitudini,

le

variet,

del proprio paese

costumi

inclinazioni

le

e le quali non

le
si

fa

usanze

le

le

vicende

scorgono

meglio che nello specchio fedelissioao delle leggi.

La macchina

napolitana

della legislazione

rivolgeva sul gran perno del diritto romano.

ben

po

altri

dicci sistemi legislativi, invalsi di

tempo

in

dinastie

o per imperio

o per autorit

genza dei conquistatori


cetti,

e crearono

non meno nello

delle

uso

di

o per indul-

massime

tra di noi

spirito delle

tem>

succedenti

ne modificarono

si

Ma

leggi

pre-

particolari,
,

che nella

pratica del foro.

Le

francesi

venuteci

oltremonte

ed ac-

colte dalla sapienza dei nostri augusti Sovrani,

sono semi stranieri tradotti in suolo, se non ingrato

poco disposto

certo

al

mento. Di qui nascono

dine e r involontario regresso


cordi delia trascorsa et

al

loro incre-

insensibile desuetuall

antico

provvedimenti. Questo pendio tanto inen


verte

ri-

desideri di pi adatti

per quanto pi procede

dall

si

rin-

ntima na-

tura del popolo avvalorata dal volgere di molti


secoli.

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G8
Quanto

frappone tra

si

digesto ed

il

non vana erudizione

codici

ma

nuovi

invece ne-

cessaria sapienza del giureconsulto.

codice civile non potendo in s compren-

Il

dere r enorme variet dei casi, e non essendo

ancor giunto

all

muove

rimando

sto

fre(piente

bile

legamento che avvince

spetto della Francia

ve leggi
)

Que-

dall irrescindi-

presente al pas-

il

Questo avviso esprimeva Portalis

sato.

quando

egli

co-

al

offriva le

le

sarebbe cosa desiderabile

e losservanza

la notizia

leggi anteriori alla sua pubblicazione.

delle

va

della sua vita

ottavo lustro

richiama ad ogni istante

nuodice-

che ogni materia potess essere regolata dalle

Ma

leggi.

in

mi uso antico

una seguela non

stabilito

simili

una opinione

del testo preciso sopra cia-

difetto

scuna materna

costante e bene

una massima ricevuta,

interrotta di decisioni

tengon luogo di legge (l).

Le

legislazioni

rispetto

all

bisogno

le

altra

che
di

suggerisce

(i) Dsroiirs prliminnre.


Lc^isUil.

Tom.

I.

succedono

si

necessario
il

n.

senno

sono

supplimento.
le

Il

crea, la ra-

io in Jn et li.

Tkorie du code cwd.

una

Locr,

(i!)

gione le modifica
la

opinione

le

separa

inano del tempo lacilameute

le

riunisee

1
,

chi mai potrebbe arrogarsi

giureconsulto,

fetto

Legge del ai

(i)

il

ma

(1).

vanto di per-

allorch ignorasse della pa-

di

maggio 1819 preposta

edi-

all

zione del codice per Io re^no delle -due Sicilie. Art.


e 2

Sed

leges postcriorcs

L.

tratiae sint.

37

ad

priorcs pcrtinent

nisi con-

28. f. de legibus.

et

L' indole delle leggi

civili

che

regolano

ci

dall

anno

1819 meramente derogatoria. Esse inr.ludono, anzi preprecedenti. Questo

scrivono la contezza delie legislazioni


assunto

incontrastabile.

1808 preposto
vanza
aver

-12

di ottobre

comandarne

la osser-

aggiugneva che esso solo poteva essere citato ed

forza di legge nel

dunque abroganti
menti razionali
osserva

ai

Le

regno.

ci che vi

leggi

era di antico

gidici e nulla di piu

Tovllier. droit

eivil fran^ais.

maggio 1819 messa

legge de 21

erano

francesi

e perci le

non potevano servire die per argo-

legislazioni anteriori

La

decreto de

11

codice civile, nel

al

to.

si
1

come bene
t5j.

n.

in fronte alla edi-

zione del codice per lo regno delle due Sicilie parla in

diverso

modo. Essa invece

dice per contrario

di dichiarale tutto abolito

delle

due

Sicilie

matiche

continueranno

romane

ge', le leggi

reali

nmn aver

le costituzioni,

ngno

forza di leg-

capitoli, le pr.im-

dispacci, le consuetudini generiili clo-

rali e tutte le altre disposizioni

servate dal

che nelle materie che Jonnano og-

getto delle disposizioni eontenute nel codiee per lo

gennaio 1806.

11

legislative

non

piii

che signiiica, che

le

u-.-

di-

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70
cui vive gli statuti e le

in

Iria

nam

usanze ? Quis-

iurisconsullus vere nominarelur ? richiedeva

Eum

a s

medesimo Cicerone.

va

qui legum et consueludinis eius

jy ciriTATE UTERENTUR,

ad agendum

et

genio della morale ed

Il

ripiglia-

qua privali

ad respondetidum,

ad cavendum

et

dicerem

il

peritus

et

(i).

est

sistema di religio-

ne, congiunto alt indole del governo, alle affezio-

ni

al carattere ed

condizioni

tutte
le

un popolo

relazioni di

le

che formano

vita

me

agli affetti dei cittadini;

pra

lo

colore ed impulso

ed

spirito

il

pur

co-

e che influendo so-

cuore di

tutti

partifamente

come

leggi vive

bisogno, e quindi sono necessario elemento del retto

insegnamento
ch

ai

concordato del 1818

il

tempi nostri.

vigente nel regno

cosi debb essere

ristorato

di

De

Oratore

nobili, et

rare..

che delle
delle quali

nostri sere-

Sovrani.

nissimi

(t)

civili

ne occuparono

se

poi-

non meno

osservanza

provvedimnti

lungameute e seriameuie

essendo anche esso legge

delle materie canoniche in esso contemplate

medesime nel senso

et

ci che

cos alle idee

verse legislazioni precedenti sotleutrano


al

fsiche

compongono

questo

le politiche

qualit e

L.

a.

Lib.

1.

Cap. 48. Turpe

est patricio

caussas oranti ius, in quo, vcrsarctur, igno.

O.

I.

non pu non muovere V

disporre

inlelletto

volont del magistrato medesimo

la

questo ci

che si deve per conseguenza conoscere dalt onorato interprete delle leggi (1).

gloria caduca disputar di cose forsticrc,


degli statuti di genti lon-

inquisire sulle origini

tane

narrarne

zioni

storia

la

divinar per esse

o mal

ed ignorar poi
nostri padri

la

mar corredo

vagliarne

sin

le

conoscere

o pellegrino

quelle istituzioni- che ci ressero


stagione

vita

pagna con

della propria

mente
civilt

r ordine dei tempi

mutamenti

per cosi lunga

dei

nostri

di

o per-

concittadini.

invaghisce dei patri ricordi,

la

sti-

contezza di

o perch non interamente

cadute dalla memoria


Colui che

reame

la

e le quali tuttora sussistono,

ch rivocate in

geste de

le

storia di questo

inutile

condi-

le

avvenire

sorti

progresso

il

messe

le

accomvicende

con

riscontro

col variar de sistemi

co

regno. Egli vedr che non dalla

meschianza. delle molte leggi obbedite, non me-

no

in

Italia

ricresceuti

che nel reame

sotto e

inondazioni barbariche

(i) Vjlerjasi. Sulle leggi

ne

dopo
sia

le

nato

delle dodici tavole. Discorso

preliminare.

Digilized by

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un

misto e confuso

diri Ilo

caraltere

(1)

ma

in

per precelli

vece

e per

po-

esser sorlo a

di

co a poco nella nostra Napoli un corpo di legislazione al possibile perfetto

pio agli

Se

il

altri

magno

dell

sua conversione

Chiesa ed

dignit della

un altro

di

suo

cospir con

alla eccelsa

nascimento

al

Eusino

inevitabile

precipizio nelle province italiane


la

ed esem-

traslazione

la

sponde

romano verso

diritto

il

per

Costantino

della sede imperiale sulle

spinse

foriero

popoli di Europa.

diritto

modellato in vero su di quel grande originale,

ma

e megliorato dalla bont dellEvange-

lenito

Le

lio.

leggi di

Roma

coltivarono esclusiva-

si

mente dal sacerdozio. S. Gregorio


III

Nicol

Lucio

III

Gregorio

Giovanni Vili

Lion IV furono pontefici zelantissimi


discipline
stro
le

quelle

di

e molto contribuirono al di loro lu-

ed alla di loro osservanza (2). Poca o nulla

alterarono le passaggiere incursioni dei Visi-

CO

MuRToni. Antquiiat.

Ilalicae.

Disserta

(a) Gregorius M. Lih. XII. Epist. 5i


Episl.

53

XI. Quaest.
Jinal.

Caos.

Nocella ia3
i.

XVI.

- et

Grtiasvs. Gap.

Cap. Lator.

De

Lib.

XI.

38 Causa

pignoribus

Quaest. 3. Distinct.

TESERRj. Remiti Atpiitanicar, Cap.

XXII.

X. cap.

XVI. pag. aig

3.
et

Con.

Al~
sequ.

Oigiliztiu L,
-

(.,.1

73
degli

goti,

Cominciarono a dettar leg-

bench ispide e scarse,

e la pi lunga

Vandali,

dei

degli Eruli.

signoria
gi

Unni,

da Teodorico Amalo

ma

codice di leggi scritte

si

Ostrogati guidati

gli
il

primo onore

deve

di

un

alla secolare do-

minazione de Longobardi. Sino alla discesa di

Teo-

costoro

non

dosiano

e poche altre costituzioni imperatorie,

il

si

osservava che

breviario di Aniano e

Lo

longobarde perdette in

spirito delle leggi

Italia

che

e per quanto le

ingiuste

editto

GrOZIO

Luca da Penne

(1),

il

giudicassero
,

PuFFENDORFIO,

Giannon'e (3)

di

Teodorico.

di

originaria ferocia delle nazioni germani-

il

il

il

incolte

Boerio

moderni Gianvincenzo Gravina ,

il

codice

il

le pregiarono il

MoNTESQUIEU

Muratori

ed

e fra

(4).

Il

(2),

merito

coteste leggi, che tanto influirono sui nostri

('/J

In prolegomenis ad Histor. Gothomm, pag. 68

Ca) Esprit des

lois.

Livn a8. Chap. 2

(3) Istoria civile. Lib. V. Gap. V. qaae ( leges loagobardorum J caeteris excellentiores habitae sunt. AbtbvKvs Dock. De auctoritate itais cifilis. Lib. 1 . cap. V.

n.

XI.
C4J In praefatione ad legef longobard.

to.

t>

part. 2 .

pag. 6.

Digitized by

Coogle

7.4

sistemi e sulle nostre usanze

no

tempi pi vicini ne

ai

ripete

cifico

della religione

penetrata

le ire implacabili
leffee solenne

fice

come capo

tari

riconobbe

men

e non

Grimoaldo

quali

che Ro-

ed Astolfo nelle di-

verse materie del matrimonio

dei servi, delle

fissarono sanzioni legislative

successioni,

rammentarono

mon-

del

chiese

questo principe

Rachi

romano Ponte-

il

le

tutte

di

debell

li

Liulprando (2). Questi in

di

una

cuore di

nel

Gregorio

quelli avari conquistatori.

(3)

si-

vive le trac-

sua origine dal concorso pa-

la

ce (1)

do

e delle quali

furon

le virt

le

nelle

convenienze

pudiche del Cristianesimo (4).

prutii scrvatur istud ius longobardof/J In provincia


cosl scilvova il irggente
et illud EXPEDJT SCIRB ,
,

rum

Tapia nel i6o8. Ius regni


cam. X,
(a)

De

IV

Lib.

ad

adnotat-

ruhri-

mundualdis.

Giaknoke.

Istoria civile to.


Tit. 8.

i>

Lib.

y.

P'

LL. Longobard. apud Lis-

(3) L. IV. Lib. 2


Muratori in praeDEBROciuit in codice Leguni barbaror.
.

fatione ad LL. Longobard.


Capohe. Discorso sopra la storia

delle leggi

pa-

(4)

trie.

Tomo

pag. 43>

Si osserva die

premettevano

c/ in notis.

principi ed

alle loro costituzioni

a4

giureconsulti
il

santo

nome

cnstiam
di Dio.

io
Permisero
soggiogati

dominatori longobardi

ai

popoli

con quelle leggi che

vivere

di

lor

meglio tornasse in grado. Cos nacque pel regno

per

stesso e
i

uomini moltiplici

stessi

gli

comunque

quali

ingomberassero

statuti,

non per

escludevano (1).

si

Longobardi questo co-

INelle leggi dei Visigoti,

e dei re

stume

onde non

vede praticato

si

lice

In nomine Domini.

lust. Proatn. verbo -

Mvratori praef. In LL. Longobard


mini
1

Egign rex

mania

In nomine Do-

si

arresero al predominio re-

perch eran usi a rispettare in Ger-

sacerdoti

Instit.

Cviacivs. ibid.

ec. ec.

Longobardi facilmente

ligioso in Jtalia

dubitare delle

a Costa. In

loro vere credenze religiose. Jakus

pi dei magistrati e degli

stessi

re

cactcrum, ncque animadvertcre , ncque vincere, ncque verbcrare quidem nisi

poenam

Sacerdotibvs permissum

nec ducis iussu

adesse bellantibus credunt.

sed velati

non quasi

in

Deo imperante, quem


De mor. Gemi. .

Tacitus.

Se un padrone abusava della moglie del servo

VII.

amendue
tum Deo,
nicali.
(1)

questi divenivano liberi


ut aliquis

CasAR.

De

homo cum

bello gallico.

quia non est piaci-

aliena uxore debeat for-

Lib. VII. Gip. 87 .

Bene considerato un nostro storico

che T in-

dole delle leggi longobarde fu meramente personale. Pecchia. Storia politica e civile del regno di Napoli, to.

pag. 3a e 34* Merlin Rep. verb. coutdme e

che

cita.

gli

autori

Questa opinione universale e bea fondata

presso tutti

pubblicisti.

Digilized by

Google

76
Coleste leggi pel diuturno impero in queste
parli

intrinsecarono nei patri costumi ed an-

ammirano

cor

si

stiti

agl' insulti

litici

molte consuetudini super-

Normanno-Svevo

codice

II

(1).

in

dei tempi ed ai rivolgimenti po,

nato e

reso di pubblica ragione pel senno del secondo

Federico Tassembramento pi cospicuo di ordinazioni

che fosse mai comparso nel me-

civili

dio evo.

Contiene

template)

le

dale

Nonnanni

ed a

sicuri

come

gnuoli

Angioini,

Tedeschi

Dinastia regnante

o aggiunsero

Le

(i)

regie che

Aragonesi,

gli

e Onalmente

gli

Spa-

la felicissima

o variarono, o derogarono,

ma non mutarono o

precedenti codici di Federico e

ne

a precetti

lui

stirpi

sottenlrarono alla Casa S ve-

altra

gli

(2), recata tra

e ridotta per

palesi (3).

tutti

r una dopo
,

molte materie con-

tra le

adombrata dai longobardi

noi dai

ra

fondamenta della giureprudenza feu-

Grozio dimostra questo assunto

spensero

gli usi invalsi

nella introduzio-

alla storia del Goti.

Ci) Fcudoriim iura ab Italia


jluxcrut.

(3)

De

Bodisvs.

geograGca delle due


ronE. Opcr.

citai.

universam

in

republica ~ Lib.

Giuseppe Galanti.

Nuova

Sicilie,

tom,

66 pag.

1/^0.

Europam

pag. ii 3

descrizione

pag. 52

storica e

C-

7T
sicch cutuulatamenle, e costituzioni
li

c consuetudini

ei n

e prammatiche

c capito-

e dispacci

e governato sino ai primi momenti

retto

della militare occupazione.

rivolgendo

dalla convenienza

sguardo

io

astratta alla necessit concreta in cui versiamo,

ciascuno rimarr convinto di richiedersi anche


osci

ma

di

e non

raro

di

nel

in giudizio

rannodano

reprudenza

agli

sate dal seno del

dopo

la

soppressione

loro rendite

efficacia dei titoli

muovono

ap-

dotazioni river-

e luoghi

pii

tanti or,

risorti

e la incamerazione delle

ne impegnano a dispute copiose

e frequenti intorno

le

o dimenticate

Le

demanio pubblico a

vescovati

o alla prisca giu-

adempimento e

plicazione di quei precetti.

dini religiosi

serbati intatti

numerose che

quistioni

usi andati

reclamano

strettissi-

compromessi

diritti

vecchio foro,

e proposti nel nuovo


s

T osservanza

Molti

quelle leggi.

alla esistenza

validit

e delle ragioni che

quali

comunque

essi

ed

pr-'

quasi spente

nullameno rientrano per forma

estrinseca e per vigore di essenza sotto la san-

zione
civile.

delle
Il

leggi

diritto

miste

precedenti

il

codice

amministrativo sterile leggcn-

Digitized by

Gopglc

78
per chi non una sulTiciente suppellettile

(la

di cognizioni

riposa,

si

del diritto

feudale, su del quale

come sopra base

e sostegno.

Le

si

or-

dinarie occupazioni dei magistrati amministrativi,

ramo contenzioso

addetti al

non versano

risolvono che contese impegnate sopra


zi

ben larghi

sti

dell

tra

suscitate

antichi feudatari

gli

ben

contese, che a

con
gli

que-

tra

infine tra privati:

trattarle e deciderle, fan ri-

r assoluto bisogno

sentire
statuti

abbattuto baronaggio: contese

comuni a vicenda

di

preconoscere

gli

e la giureprudenza feudale del regno

lei

diritti

avan-

gli

prerogative

le

abusi di quelli ordini

freni

e
fin

gik rapiti ed assorti

dal torrente impetuoso delle riforme del secolo.

Se

pel

ci

non sar
co ? In

tutti

civile

civile

tempi ed in

dall antichit

ritto

diritto

di

contezza piena del

la

si

pi

remota

tutti

quanto
diritto
i

rilievo

canoni-

popoli

la scienza

sin

del di-

riputata indistinta dalla cogni-

zione delle cose divine e dagli usi sacerdotali.

Cicerone

indignava perch ai suoi giorni po-

pregiasse

co

si

te

lodava

il

diritto

Coruncani e

seppero riunire

iu

grado

pontificio
gli

cd altamen-

Scipioni

eminente

la

quali

duplico

79
dollrina

Valerio

(1).

Massimo stim Manlio

Torquato

degno della

pubblica ammirazione

dacch peritissimo del

diritto

rimonie pontiflcali (2).

Lo

ed Aulo Gellio (4) ebbero

sommo

Servio Sulpicio

scipline.
to

in

conto di

uomo

ambe

le di-

dotto in

e delle ce-

civile

stesso Cicerone (3)

Velleio Patercolo (5) encomi Quin-

Mucio perch autore

nell

uno e

nell altro

diritto.

lo

moderne opinioni

sopra

antiche

scuole

(i)

De

()

Lib. F.

(3J

De

questo

concordi

furon

canonico

di

in

si

discostano dalle

argomento.

antico culto del diritto

Oratore. Lib. 3.

Gap. 8

n.

Claris oratorbus.

Tutte le

ravvisare nel diritto

romano

(6)

Gap. 33.
3.

Gap. 4^.

(4) Noci. ctic. Lib. FI. Gap. 12.


(5) Ilistor. Lib. XI. Gap. 26.

() La

Chiese ed

erano considerati

il

clero seguivano
chierici

il

diritto

romano ed

come uomini perfettamente

romani. Quindi massima ed esclusiva era

la perizia del sa-

dominazioni

cerdozio in quelle discipline presso tutte le

Larhariche: ut onuiis ecclesiarum ardo lege romana viverct.

LL. Longohard.

praticava presso

Lib. 3. Tit. 1. L. 3'] -

Lo

stesso si

Franchi, GonstU. Cwtarii. ann. 56 o.

m
Digitized

by

Google

80
e r iiisegiiamenlo
turale equit

della buona morale

la giustizia civile

la

modo

il

na-^

di ain-

ministrarla(l). Alessandro III., Innocenzo III.,

Gregorio IX.

loro

furoa pontefici

Le

nella ragion civile.

istruiti

di

costituzioni spirano la sapienza delle leg-

romane e

gi

Innocenzo IV.

profondamente

la

bont dei principi

cattolici.

Que-

pregi le resero accette ed ammirate sino al

sti

punto

di assumersi a regole dai giudicanti nelle

Ed

controversie del foro (2).

in vero, di quanti

beneGzl non sono state prodighe

nere

le

massime

dell

Evangelio

art.

i3 apud Bjiuzivu tom.

elle

seguirono.

r ALDUS de

Vedete

all

Lsx ripVjru. Tit.58

miraculis S, Benedicti, Lib.

legis iudices eeclesiasticas res sub

romana

280:

instituta

colti

. i.

3.

Quod

Salicae

lege eonslilutas

Ir Carsotess. Epist. n.

legum Novellarum quas commendat

Ecclesia. Consultate tutti gli altri

dal Ddcnge.

jdrk~

cap. 2 pars 2

Tom.

discernere perfecte non possent.

del

pag. p, e nelle altre leggi

n. 8. - pag. 3o8. Acta S. Martini.

romana

uman ge-

le virt

Glossar. Voce.

et

servai

monumenti rac-

Lex rouaka.

to.

IV.

pag. i55.
(1)
(a)

delle

Montesquieu. Esprit, des

lois.

Livre 38 cliap. ^o.


.

Galanti. Nuova descrizione geografica e politica

due

Sicilie,

sloire dit droit

tom.

pag.

canon. Pari. 2.

to]

noi.

1.

Durasd. Hi~

Chap. VII. pag. a55.

81
Cristianesimo

lo zelo

del sacerdo-

incessante

zio? (1).
Nella lunga e tenebrosa notte del medio ero,
scienze,

le

lettere,

le

discipline

le gentili

e profughe dalle sedi native

timidite

gi

in-

som-

merse nel sangue e nel fuoco dal ferro barbaro,


ricovrarono

si

del

penetrali

nei

(i) ]N lill omiiilms saecuHs reperla est, vel $ccta


rclligio,

nionis

bonum

Augumcnt.

Tanta rum
cipes
,

Lib.

Scientiariirn.

priidenlia

FU.

Cap.

cum

populiqiie ebristiani plurimi, qui

de potcslale contenderent
et decisiones admitterent.
iuris civilis.

Lib.

i.

NOLDV.t Coariyus.

ut prin-

pontifcibiis

eonini constilutiones

Baco

t.

et aequitate

iiislilia

vel

vero individuale depres-

quantuiii Sam.ta fides Christiana. Franciscus

sit

De

evaltavit

qnae in tantum commii-

lev aut disciplina,

vt1

Lonum

In

santuario.

iudicia,

Artuurus Dock. De auctoritate

Cap. PII.

In pra^alionc iurU

Aggiugnetc Ah~
canonici.

Cvia-

civs. In pratfat. in IP" Decretai Robertsos, Introduction

a [

histoire

de Charles

P'.

Scct.

Rys. Bienfaits de

t.

la rligion ckivtienne, per tolum.

Riscontrate sopra questa materia


ronian.

Histor.

Dogmat.

DE MrsBSBVG. De
ius ciuile

5-

Havubold.

'38. et

christianae

Inst. lur.

i3p., II.

rcligionis

C. AEtr.

ai et effectu in

Rocco. lus canonicum ad ciailem iurispmdcn-

tiam peijicundam quid attulerit ; e con ispezialil leggete


la dotta

memoria

uisme sur

di

Troplosg.

le droit ciail

De

Cinjluence dit

cliristia-

des Romains. Paris iS^3.

Digilized by

Google

82
questo asilo di religione e

pace

di

accese la face del sapere

si

dirad le caligini

r alba serena

fu

di

Europa

illumin le altre nazioni e

quel giorno lucentissimo e

di

rinacquero le dottrine

sospirato, in cui

quale

alla

che splendendo

e riverberando sul resto

Italia

in

aliment dai

si

fiamma,

dellaltare la sacra

ministri

ogni

di

specie.

Alle

fecondanti

cristiane

influenze

il

diritto

canonico va lEuropa debitrice della megliorata


della mitigata servit (1),

ragion delle persone,


del ripruovato
giudizi

(i) L.

(3)

libertinaggio (2), della santit dei

della

Cod. Theodos.

1.

Cod. Theodos.

De

dei

procedimen-

De Emend-

Servii. L. iinic.

semplicit

Munuinission. in Eccles.

C2j GoTHoFneovs Comment. ad L. 2 Cod. Theodos.


sponsalibns, et ad L. 1 einsdem cod. De infuni. pae~
L. 3 o. Cod. Ittslin. ad Legein luiiis coplihat. et orbit.
.

De

Halli

de adulteriis. Gothofredus. Comment. ad L.

Theodos
ig.

Dolibus- Tertuluanus.

Ljct jSTivs. Divin.

(3)
citis.

De

L. 3 cod.

cod.

De

De

eiusd. cod.

De forni,
principio

et
et

Jn,stit.

Speclacid.

cod.

Cap.

Cap. 70.

De fde

Theod.

Euptiis. L.

De

test,

eiusd. cod.

et

De

instrum.

L.

doltbus et L. 1

credilo, vcl bonor. poss. L. 1. cod fusi.

impclr. act. sub.

fine uno

Ficus.

De

universo

iuris

83
ti

(1)

della rallemprata atrocit delle

della proscrizione dei

pene

(2),

giudizi di Dio,

detti

condizione de

della rilevata

naturali

figli

(3),

equit tutelare nei contratti e nelle pre-

della

scrizioni

e sino del patrocinio delle

i);

citt

municipi assunto dalla Chiesa contro le in-

dei

usurpazioni

tolerabili

dalismo

X De prubalionibus X De libcll. oblat.

(i) Cap. XI.

Ecclcs.

Uniucrs. pars. 3 .
tit,

mutuis

De

ii 3 et

Cap.

Tit

2.

De

Fjx-EstEK. lus
Boermeiius. lus,

2.

2 et 3 . PiasuiKc.

iiuliciis. .

Lib.

CaJ Tertuluanvs.
GVsriEvs. Epist

tit.

De

1.

petit.

XF X

Cap.

Cap. III.

Eccles. Lib. 2.

X De

ognor redivivo feu-

dell

(5)

Judiciis et

in

cosi

4
Cap.
-

spectac.

Sermon.

ig-Dirvs Au-

cap.

2.

2.

(3J Eoi>eUa 8g. Gqthofredvs. Commcnt. ad L. 1 cod.


Theodos..De naturalib liberis. L. 5 10 et 11 end- Itisi.
,

De

naturai, liber.

n.

12

et

Boeumerus.

Cap. I

sTiJsvs Thouasivs
Cap.

et

Dissert.

Ius. Eccl. Lib

Qui Jilii

De

IP.

Tit. lj-

sint Icgitim. Ciitn-

usu practico legitimat,

2.

(4) Boehmervs. Oper


,

Flx

X De Jide

instrumcnt.

iuris

et

1. tit. 2. n.

cit. lib.

40- Cap. 10

Cap. libi 12 De rescriptis in FI.


Cap. Jin. X De praescriplionib Ctrrjcius. ad cap. Figitanti X De pracscrptionib. Rittersuusivs Differcnt,
cirilis

canonici

(5J Muratori.
lic. -

L. 26

et

Lib.

Dissert.

3o cod.

18

lust.

3 cap.
,

4^

De

5"^

Anliqu,

ha-

Episrop. Aiidicnt. L. 8

Digilized by

Google

8i
Qucsli ed

innumeri giovamenti

altri

denza

ed

utile

civile

nonico, ed indicarono

mini del foro

del diritto ca-

bello

il

ed

legislatori

ai

modi

possibili

diedero

si

quasi sempre indivise

Le due

quod

cara

ECCLESISTICI

SET

tente

gran cammino della ci-

debent

esse

ET

his

di

scrive-

profecto iuris

CIFILIS COGN ATIO

TANTA FUIT

UT QUI ALTERUM AB ALTERO DIFULSISMANCUS QUI FERO UTRUMQUE CONIUN,

XISSET OyiN! L lUDE


Gli

giu-

velerum iursconsultorum exem-

si port'o

pla nobis

FISA

il

uo-

percorsero

Everahoo Ottone non dubit

vilt.

re

mano

la

agli

una maggior

di

perfezione degli ordinamenti sociali.

reprudenze

operati

sparsero sulla giurepru-

dalle migliori credenze,

CUMULATUS

II

A RE RETUR

esempi dei nostri maggiori


autorit della ragione

forza irresistibile

se

si

la

1
( ).

prepo-

rinvigoriscono

di

consideri che con la re-

staurazione del potere legittimo in questo rea-

me, divennero

cod-

eius.

De

defensorib.

la cwiUsat. en Europe,

CO

Praclcctio

raclalum.

De

vive ed

leggi

Gvizot.

imperanti le dot-

histoir-

gnrcd. de

dcuxicme logon.

Canonica -

Ad

F/tipuRicr

BocKELMAStn

Diffcrentiis iuris ciuilis et canonici.

85
trine canoniche, intorno

della Chiesa,

quieti

matrimonio,

al

ai

padronati,

commiste

Materie son queste confinanti o

norme
i

civili

due

delle

giuridi-

Ignorare o poco inchiedersi di cos

ed

riposti

r ordine
cui

alle

intese a discernere

confondevoli

spesso

limiti

zioni.
cati

massimamente

dili-

tradire

mancare alla missione

degli studi,

vi destinate,

insegnamenti

utili

ac>

agii

ai benefici.

o giovani; vai quanto rendervi

indegni di quella toga che ambile di assumere.

Spontaneamente
rannodano

si

ai

termini del patrio diritto

principi

codice

del

La

civile.

fisonomia della primitiva condizione politica de


Galli

come pure

dei

e dei Germani fu

Celti

quella di una supremazia sacerdotale (1).

mani apportarono nelle Gallie con


vilt
gli

ma

le inondazioni

germaniche oppressero

uomini, insanguinarono

risommerso

nell antica

gognoni

Visigoti

(t) Cjesjr.

cunt. Monit.
ogni cosa

si

Sali

De bf Ho gallico

in

le

passava

t>elul

Goti,

Ripuarl

Bor-

Lib. VI. Cap. 6.

LL. fVisigothor.

moribus german, Cap.

province, e tulio fu

barbarie.
i

ro-

le leggi la ci-

Sas-

Cjn-

58

iom. IV. pap.

Deo imperante. Tacitos

De

Vii.

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Coogle

80
soni,

Frisoni,

prainmonlarono
quali

Franchi succcssivanicnlc

a brano a brano se ne disputarono

minio. Cento popoli,

gislazione uniforme,

come

perci

professava
tato

per
alle

che

fosse

si

di

non disposte

sopra

deboli
di

per lo pi

libro

grandi

costoro

le

convertirono

si

potenti usurparono

sorse nello scompigliume una fe-

divennero feudi

terra
i

limi-

resto obbed

Il

piccoli siati e di famiglie,

che poi

feudatarie negli

e nei primi tempi

donde nacque

terza stirpe;

non esser

uomo

vinto o vincitore

idtimi periodi della seconda,

della

ogni

perch semplici tradi-

in

repente in consuetudini.

derazione

le-

nazionali ed im-

merigge.

quali

le

romano pi

gli abitanti

ciascun popolo

di

do-

eran personali e

diritto

Il

province

nelle
leggi

zioni e

sua.

la

potevano avere

ogni borgata

norma per

fu

trib

il

n usanze comuni. Le legbarbare

genti

di

ogni

so-

dindole, di religione, di

carattere diverso non

gi

si

in quelle desolale regioni, delle

il

brocardico

senza signore (1).


piccoli

citt

dmalti

villaggi

C i) Merlis. Reper. Voc. Frane

si

dipendenti da

reggevano con

Jlku.

87
Le coosueludiui ^e-

r autorit degli usi propri.

non eran nien che sessanta

nerali

sommavano a

ticolari

Irecimto.

scuglio di tante leggi


te

dubbie

didicili

r attenzione

Il

un solo

in

a consultarsi

stato

Brettagna compose

salemme
presso

ridestarono

per

re

solo

suetudini,
lirle

za

pi

Geru-

di

ap-

in

VII. Questo

Tours del 1452

udziale di tutte le condi

questa la grand' epoca, nella qua-

la

massima

di

appartiene

di

pubblico

diritto,

approvare

riformarle, di surrogarle,

di

tutti

alle
,

distinse

le
di

che
conabo-

(2).

Tra

me

Fu

ferm

si

si

Carlo

di

ordinanza

GolTredo

che poscia comparve nel regno

Carlo IX.

al

Luigi pi

gloria fu

la

le celebri assise di

una compilazione

suetudini

le

S.

ma

sovrano
volle

(1)

me-

incer-

Filippo Augusto die-

dei principi.

de regolamenti generali e particolari


di

par^

le

discrde

popoli

Gallie

vi

Franchi

mutaron no-

ebbero pi durevole stan-

diuturna dominazione. Essi furon quindi


felici

conquistatori

(ij Cjscusi. Monitum

(2) Merliu.

Reper, voc.

e regolarono

in ssis. toni.

primi

V. pag. ii5.

Coutnie.

Digilized by

Google

88
r acquisto e

la

Irasiiiissioiie

che involarono
tura feroce

ai

di quelle propriet

Eran per

(1).

ruvide

di

vinti

maniere

loro leggi eran sanguinarie e crudeli

bero re
di

forma

giustizia.

cetti

di

glio

prima che
s

intitol

che

leggi

queste

tra

Dai Franchi trasse

Childelberto

sono

quali

di

(O

gli

unici

origine la prima stir-

illustri

monumenti
I

non

(3).

gli

II.

editti

superstiti

dei

sino

Merovingi lasciarono la

62 apud. Lisdebbogjvv. Mjrcvl~

1,12- Gregorius Tuvroseisis

(2) StDOSivs Apolusaris. Epist. Lib. IV.


Dvs. De dissensione filior. Ludovici Pii. Lib.

(3) LL. Salic. TU. 44


ioni. 1 pag. 164.
(4) Questi edili!

sliaua

cio la

De

mi-

S. Martini. III. 23.

raciil.

scritta

che gener Clotorio

(4).

Salic. n.
I.

la

Eran me-

salica

apparisse

amendue

a noi pervenuti

ICS. Jorinul.

non eran pre-

stato.

la

che patto consentito

pe dei Merovingi

Eb-

convenzioni fermate al-

occorrenze

le

costumi

ma

(2).

amministrazion

loro stabilimenti

ragione

r uopo per

governo

di

na-

di

perci le

Bjlvzio.

Esprit, dcs

iois,

-P

i.

i.

I.

NithjrGap.

1.

CjNciAnvtt

'

comparvero
toni..

4^ apud.

anno 5g5

column.

Lirrc 3 o. chap.

iq

dell

era cri-

MoSTSSQVihu

ij.

Digiti'

89
Francia nello stato
rolingi

seconda stirpe

tennero

d infanzia sociale (1). I

tra

guerre

che a

Ca>

quelli successe

mani uno scettro insicuro per

le

r avvicendarsi perpetuo
di

civili

di desolazioni

moresche,

di politici sconvolgimenti.

questa seconda progenie nacquero Carlo Martclfo

Pipino e Carlomagno.

Il

genio creatore

di

questo principe diede alla Francia leggi cer-

te

e palesi, che

sero non
rapporti

meno
civili,

dissero capitolari. Questi res-

si

lo stato delle persone,


i

che

loro

loro costumi, le loro propriet.

Lessenziale riforma che Carlomagno rec in atto,

prese

anch' essa le mosse

dalla sapienza rin-

chiusa nei sacri canoni e ne regolamenti con-

Lion IV rinnov

ciliari.

rio di occidente

ed

so agli oracoli
della Chiesa.

secolo

stizia.

come

agli

il

Carlomagno

estinto

impe-

del Valicano e

lo regal della colle-

piccolo

di

devoto e sommes-

statuti

I.

nata in Italia nel

codice di ragione e di giu-

Per ammansare

soggetti

in lui

egli fu

Adriano

zione di Dionigi

ed

lispida ritrosia dei suoi


,

cre vescovi e vesco-

( i) Vedete Leoveov, Histoire des institutions Metwingiennes. Paris

1842.

Digitized by

Coogle

90
vali

altri

ne aggiunse

ed illuminali

valenti
siastici

ampli

d accademie

circond di uomini

si

tempi pi

ecclefon-

e riempi delle prescrizioni ca-

terza stirpe

v migliori

gli

giuridizione del clero

la

gran parte delle sue

noniche

La

che scelse tra

condizioni

le

costituzini

attualmente regnante
di

regno

al risorgimento

vicini

un campo pi

libero

(1).
)

tro-

incontr

delle scienze

e pi disposto per dar

forza e legamento ai vari rami del governo e

per sospingere

popoli sul cammino

rosa di principi

ze prepararono

po

nata.

materiali copiosi per un cor-

unica

S insegnava

nel regno di Luigi

cipe fu

il

nume-

con moltiplici ordinan-

uniforme ed ordi-

Sotto di questa stirpe rinacque

romano.

quali

legislazione

di

del ben'

stirpe quella serie

Di questa

essere.

il

il

diritto

boriva

gi nei monasteri

giovane (2). Questo prin-

primo che annunziasse

il

bando delle

n. 6,
(i) STErttVvs BJI.UZIUS. In praejat. ad Capti,
- Addii. I. Lib- 7 Caet sequ. Idem. lo. 2 pag. Si

pilul. -

na.

Tiioujsisvs

Pars. 2

lib.

3.

Vetus et nova Ecclesiae

EaiHJitTnus. Fila

Caroli

discipli-

Magni

IlEGEiriscH. Ilisloircs de Charlemagnc. pag. 384-

tom. 14. pag. 4S5.


C2J Rccucil de thisloire de Francc.

91
pratiche disumane

onde ridondavano

le pre-

cedenti legislazioni. Egli intese a riforbire

stumi dei popoli

a ripurgare

Filippo Augusto

dizi.

orme con plauso


presa

cui visse

fu prodigio

che

del

Di

sulla terra.

felicit

istituzioni

di

dell

lui

tempo.
pro-

concede anche

lui

sono cento

famosi stabilimenti

deco-

fu

suo

la religione^ se

beatitudine nel cielo,

la

forme

im-

talenti superiori al secolo

di

Egli pruov col fatto

la

ricalc le

comp

di piet incomparabile

diadema

ro del

mette

ne

figlio

S. Luigi

tuttora imperfetta dei suoi antenati.

Questo sovrano
in

suo

ma

co-

ordine dei giu-

ammiuistrazione della giustizia

utili

le

ri-

T in-

troduzione degli appelli, labolizione dei

com-

battimenti giudiziari,

mag-

gior

consesso

nome

in fine lorigine del

giudicante

parlamento (1)

di

conosciuto

sotto

il

magistrato famoso

che col volgere degli anni surrogato

alla corte

reale

e moltiplicato in tutte le province di quel

reame

>

cre dotta

stabile e riverita giurepni-

denza.

C>J Mostesqviev. Esprit des


et sequ.

Recucii des Ardonnances

to.

2 pag.

221

lo.

lois.
.

to.

i3 pag.

Liv.
1

28 chap. 5 /

pag. 3So

38 1

4-^8.

Digitized by

Coogle

92
L avviamento degl ingegni

ed impetuoso allo scopo

Fu

fezione.

in

una legislazione costante ed individua.

tissimo di

rico
tiero

IV non

si

il

XIII Luigi

Er-

avanz molto nello stesso sen-

XIV non

Luigi

Errico III tent lopra stu-

fece qualche passo

e della per-

Francia desiderio antico e ferven-

Dopo Carlomagno,
penda

dirigeva celere

si

dell unit

saggi miglior ventura;

sicch pare che la Provvidenza serbasse ad et

pi lontana e procellosa
leggi

il

nei primi anni del secolo

mezzo a

tanti infortuni,

sapienza nei codici che


quali,

distingue

si

riposato ordinar delle


della Francia

rivolgimenti politici

(1).

il

XIX

partorirono

un monumento
si

civile,

in

di civile

pubblicarono, e tra

per ampiezza, per or-

dine, per dignit di principi mirabilmente disposti.

La prima rappresentanza non molto


del lavoro

seconda lo tenne

la

terza ne prese serio pensiero

il

sincalsc

in pregio

rinomato

la

Cam-

bacrs ne present di quel codice tre progetti


diversi

ma

(2)

il

governo consolare

(i J Merliv. Repertoir.
(a) il

primo

fmtlidoro anno

Vedete

il

del
li.

rapporto

(Jambacrs

Voc. Code.

9 agosto lygi
,

il

sul

il

codice civile scritto


2..

il

3.

secondo

terso del a4 pririale

Ediz. di Parigi voi.

colse

del a 3

anno

dallo

IV^. -

stesso

93
merito dellesecuzione.
dice,

imposto

vo

ripigliato

commissione

dopo

al

codice civile porta

vedesse la luce

convenzione
i

anno

di vita
gi

trasformava

si

comunque

tribuna

la

delia

trono imperiale

in

marosi della repubblica tranquillavano nel

seno della monarchia. L indole licenziosa,


sperdimento delle fortune private
za

di

dalla

marchio della poli-

il

gli

quando

legislati-

offerse

si

un quadrimestre.

di

finir

predominante che

tica

ed

un

sospeso per

del corpo

ripulse del tribunato

le

disegno del nuovo co-

Il

12 agosto 1800

il

ogni

legame legittimo

la

il

di-

debolez-

soggiacquero al

vigore del consolato ed alla filosofia dei giureconsulti


Il

codice civile, sebben ricco di pregi

per immune

da colpe.

Tutto

ad ottenersi. Entrano come elementi della

sua composizione

1. Il

diritto

( i) Leclerq. Droit romain. dans


nvcovRT.

luris

(1).

ses rapports avcc le

deux

legslatioas.

Delinsti-

tutionum lustiniani

cum

romano

romani elemento secundum ordincm

droit franqais et les principcs des

eiusqite

non

un bene impos-

tutto ordinatamente disporre


sibile

prevedere e

cum

notis

ad

texlus

explicationcm

iure gallico collatione.

Digitized by

Coogle

2.

Le

Le ordinanze

(1). 3.

consuetudini

Esso

quanto

messo

al

diritti

ed

ed

patria potest
rilasciata

buon grado

dei coniugi

rapporti dei

ai

figli

nuzzar

le

men

famiglie

(5)

le

di-

eccettui lo spirito di mi-

si
il

in ordine ai

naturali

qual rammenta pur trop-

che prevalevano

le vertigini

tecario

se

la

non uno scopo deter-

successioni

le

minato (4)

in
;

un maggior com-

sposizioni lasciano desiderare

pimento

divorzio

al

secondo quasi com-

il

tempo

del

opinioni

delle

risente
alla

prima troppo

po

rea-

4. L antica giureprudenza (3).

(2).

li

il

sistema ipo-

per lincertezza degli acquisti e pe

(iJ Bovbdet de RicnEUBOVRO. Nouveau coutdmierc


Cours des couidincs gnrales et particuliers de France.
(a) Iraufert

et autres.

Recueil gdniral des anciennes

loy de France.
(3)

XV

Dal secolo

si

cominciarono

degli arresti dei parlamenti,


lenti, quelle di

di

Lamoignon

(4) Tovluer,
("5
) Uva. De
ner

giies.

compilazioni

figurano eccel-

Brodeau, di Brillon,

Droit ciyilfrangais. io. IV. n. 141 et 148.


la necessit et des moyens de parfecton-

passini.

BvRETEr.

di

Demssart.

di

la lgislaiion hipothecaire -

poiques

le

tra le quali

Guido Papoe,

Troplosg

Du

Gresier.

Des

regime hypothcaire

liorations de cc systdm.

Trait des

liy-

privileges et Itypoih,

oii

vucs d'am-

95
dei

rischi

ad ipoteca, a

prestili

possibile preveggenza

immobiliari

con

inerenti ai

come pure

tazione;

e dei minori

ritate
le

dei

iscrizioni

iliolivo dell'

donne ma-

immuni dal pubblicar

fatti

loro crediti

esige pi seria

meditazione, e maggiore accordo tra


nello interesse dell universale

stabiliti

materia delle prescrizioni

c vasta
unisona

n uniforme

fondi venuti in contrat-

pel favor delle


,

im-

dominicali

diritti

in ogni

principi
la

nuova

non

sua parte

il

ti-

tolo dei beni mobili esibisce la inesatta distin-

zione di pensieri

come

dottrina

la

delle ser-

vit sovente reclama spiegazione ne pronunziati

ed armonia nei precetti.

Lo

'

stalo

civile

necessita di pi

ampie misu-

re conservatrici della certa integrit delle per-

sone e delle famiglie

go

stesso,

vorrebbe che nel luo-

si

e non divisamente,

fonnalira del matrimonio

al

si

provvedesse alle

riconoscimento dei

figli

naturali ed alla loro legittimazione; inGne

agli

alti

Le

di

adozione (1).

varie e inolliplici dichiarazioni legislative

(i) IIvTTEJu
liorations doni

il

tT

OaiGsr

De

t lat

citil

et

des am-

est jitsceplildc.

Digilized by

Google

90
sopra laate materie contemplale

naturalmente

arrecano lontane

conseguenze dedotte da prin-

cpi posati sopra

ciascuno argomento.

corpo

di

segno delle
persone

Un

istituta

cio

la

pagna r andar necessario

delle materie

e riproduce

te

propriet

ed

delle cose

stesse origini,

nelle

che

grandi categorie,
ti

e degli

Inoltre; la

poggia

le

lit

del

e della suscet-

le

tre

scientifica del codice civi-

diritto

3. Libert
:

lemmi fondamentali

davanti alla legge: 2. in-

diritti

dominio

ri-

spontanea liberalit.

sopra quattro

dipendenza del
ligiose.

modi-

diramazioni dalle

tante

raggruppano sotto

si

economia

1. parit dei

delle successioni, dei contratdi

alti

cogna-

alle diverse

ficazioni della capacit personale


tivit

scom-

secondo che incontra

diversi rapporti

ai

disulle

cose e da ultimo sulle svariate

sulle

Giustiniano

di

maniere onde acquistarne

mandi

vasto

legislazione teorica modellato sul

civile

4'.

tere luguaglianza dei

credenze re-

dalle

ed

individuale

Divieto
diritti,

di

inviolabi-

compromet-

stabilire

line-

guaglianza delle fortune per via di convenzioni


private.

Ricevono questi principi esplicamento e

rr

siste-

Dighized.

97

ma

1." Delle teori-

dalla pi efficace influenza

che del
di

tali

romano

diritta

scuola

nella quale

quali sono

alle

erudirono

si

attiene

si

altra

di

argomento e

Errico UI, nota sotto

Blois

renti

(1)

sull

am-

Carlo

IX

di

sul foro clericale (2)

nome

XIV

testamenti

loro fornite

e
,

(i).

XV
le

quelle

concernenti le dona-

sostituzioni

3."

ordinanza di

di

mirante alla polizia del regno (3)

dei due Luigi,


zioni

pramma-

ed a quanto

Francesco

di

ministrazione della giustizia


sullo stesso

fran-

Carlo VII data in Bourges, re-

di

lativa alla ecclesiastica giuridizione


vi

per la

trascegliersi

retta intelligenza del codice civile; la


tica sanzione

det-

2. Delle ordinanze reali, di

cesi compilatori.

mezzo

presi

e di equit naturale, gi profes-

filosofia

sati dalla

donde son

Delle

e le

difle-

consuetudini.

Anche
.

non

diritto

il

vigenti.

sede nelle leggi

scritto

codice civile

Il

gli

attribuisce osservan-

za intera nelle molte materie


le servit

delle obbligazioni

(i) Del

iSag.

(a) Del

(3)

56 i e

dell usofrutto, del,

modi

dei

d in-

566 .

Del 1679.

(f) Del

1731

1735 e 177.

Digilized by

Googl

98
Icrprclarlc

Ma

della vendila,

rabilincnle siip[)lito

bisogni

to ai

disposizioni
li

delle locazioni

sapienza del nostro

la

mancamenti

ai

nelle vigenti

registrate

per vari decreti

seguilo

ne formano

leggi

il

reali

che

di

legislazioni

queste

vedonsi strette con


le

due

dopo un funesto e non breve

di-

pace indissolubile le due potest,

di

vorzio

leggi civi-

pubblicate in

compimento.

In queste leggi appunto


nodi

provvedu-

mediante o novelle o deroganti

e carrcllorie e miglioratrici

(1).

legislatore nii-

avventurosa unione gi preparala dalla

diplomatica transazione di marzo

1818.

L ordine adunque degli studi nella parte pi


sentita e

chi

vago

sembra
dilo

dello

pi necessaria

dire nella giureprudenza


di

senza

della storia civile di

(i) Articoli

scibile

e quale

si

5go

iiSg, 1648, 176

691

ogni

preliminare
legislazione.

1G08

notizia

Da

lei

agi, 660, 671, 674 n35,

1^53, 1754, 1758,1769, 1762,


5i6, 5i8 , 584 ^92,

695, 1089, 1112, i4o4


,

cio a

riuscire completo, spela

17GGJ pari agli articoli: 5i5,

iGo5

addice a

professarla nel foro nai)olilano

che non possa

fruttuoso

'58a

1612 delle LL. CC.

1699

iGoo, iGoi,

99
dipende

il

ne cognizioni
scientifiche

in

per

dei popoli

vita

uma-

analitico di quasi tulle le

filo

sta

lei
lei

pienamente

delle

lunque atteggiamento. Ed

questo senso V in-

in

segnamento che assumiamo ricever dalla


suo primo elemento

il

lezioni sul
ritto
s

proceder con

tessuto organico

romano che

storia

le

pre-

non meno del di-

della vigente legislazione

cammino

inlreccer sul

idee

discopre la

si

situazione ed in qua-

in ogni

rilievo

il

col diritto patrio e col

canonico nelle materie importanti.

Per quanto

buon metodo

risguarda

verace natura del cittadino e la

dominante

di

trascuri

inutile

disusati

con

gli

che

aiuti

che

quel popolo

Lo
patrio
quali

ed

quei giureconsulti,

ingombero
s

per

stesso

intermedio

ai

si

svaniti

tenacemente
illustrandola
le

memorie

dominante e legislatore.

non mancheranno
rimandi

porgono

a noi

costume guider

diritto

il

la

pre-

dall altro

de precetti

insista

sveli

si

filosofia

parte viva di quel sistema

sulla

di

romano

diritto

il

esige che da un lato

reali

esposizione del

canonico

ai

soccorsi della storia,

dispacci

prima urgenza a sapersi

del

provvedimenti di

siccome quelli,

che

Digiiized by

Google

100
kn

distinto

ridizioni

Ira

altro

limiti delle

due giu-

e sciolto gran parte dei dubbi

che

presentavano nel foro sulla interpretazione ra-

si

gionevole e

sull esatta

tuzioni pontificie
la

applicazione delle costi-

e delle supreme regalie del-

Corona.

Le

leggi civili

ne impegnano a maggior cuEsse sono

ra e miglior forma d insegnamento.


la

immagine riassunta del gran quadro

delle

pan-

dette e del codice.

Le due

migliaia de loro articoli

to la miriade
scritti

kn surroga-

frammentaria del digesto ed

re-

imperatori (1).

Spiegar quelle leggi per corso di disposizioni e per occasione d incontro lo

togliere al

chiarezza.

lavoro
Il

vantaggi

pregio

dell

nel

i. frimaio

Mositeur. pag. a56

Storia del diritto romano.


Sle-sso

dissero

Bigot

che

opera consister me-

pronunzialo

(i) PoRTALis. discorso

legislazione nel

stesso

ordine e della

dell

anno VII

riferito

all

accademia di

a3 novembre i8o3)

da Berrut-Saint-Pbix.

Sez. IV. cap. V. in

-De Preamekeu

Gay

fin.

Lo

nella espo-

sizione dei motivi del codice civile al corpo legislativo.

DAguesseau. Mercuriale XIII.


sue opere.

to.

pag.

i5j delle

101
ad istituzione teo-

gito ia ridurre ogni materia

coordinarla agli elementi che la produs-

rica,

sero

e poi

di quella

svilupparne

ap-

principi,

plicandoli ai casi maggiori che da questi rile'

vano

affinch

alla disputazione

trine astratte di
i

principi

Ben
ed

in

si

talento

forense

si

rivestano le

forme concrete

scolastico

dot-

avvicinino

si

uso ed alla pratica comune.

all

sa

il

addestri

si

che uomini sommi

Francia

con incredibile

mutato r aspetto

alla

in

Germania
n quasi

fatica

giureprudenza

rior-

dinandola con diverso metodo, o fregiandola di


peregrine scoperte

dopo

tato decomentari di

trovaniento inaspet-

il

Gaio

e degli avanzi le-

-,

gisl^vi del popolo romano


rie

e per isciagure.

Non

si

grande per glo-

nega

che

inces-

so perfezionativo nelle scienze e nelle arti, co-

me

in ogni

chi

ben comprende

r uomo

trovato

umano

dal volere di

debbe

Dio

ma

considerato che la giureprudenza

scienza,'

ma

arte

per

leffetto

da

nullameno va
,

di applicazione

gevole per r ingegno di

seguirsi

missione imposta al-

lalta

chi la

non
,

solo

men

professa

pre-

che

della persuasione che la dialettica

e r attitudine efficace di chi la tratta e la svol*

Digitized by

Google

102
ge, a seconda delle occasioni

mo

ingenera nell ani-

del magistrato.

Invano nel foro mirabilmente


ro le massime astratte

stupende innovazioni
precetti

la

si

disputerebbe-

si

commenderebbero

miglior

il

riscontro

le

dei

cammino per

necessit di torcere

incontrar novello sentiero.

Indarno

bero

del gran metodo, se

meriti ed

non

co principi

tativa di coloro

il

a vincere
all

il

aspet-

sacro deposito delle loro

della loro fortuna

della loro vita

quello che pi ne importa

di

che ripongono nelle mani de-

uomini di legge

sostanze

rilevereb-

causa a destreg-

a persuadere

si

corrispondendo con successo

partito,

gli

profitti

riuscisse nella propria

si

giarsi

dell

onor pro-

prio e delle loro famiglie.

Non
goroso

di

dubbio che lanimo giovanile


forze

meglio

presago delle sue

compiace delle

nire

li

delle generiche cognizioni

si

to

dellintelletto

di

freni

che

umano

viste universa-

alimento gradi-

che sempre sdegnoso

intolerante di angustie

all infinito

ond ebbe origine.

una scienza viva

vi-

avve-

sorti

e bella,

gorosa, fondala sul concreto

Ma.

una, ri-

e/Jicacc,

acconiQ-

quando
,

non agogna

lt)3

dola alla pratica, e proporzionala allindole del

paese in cui
.

ralil

'Mon

e del tempo

fiorisce

di leggieri

vole sottigliezze

misero

innesta

s'

L essere

in sul saldo

acconcia

aU azio-

propriet importante della

un vano e

riuscirebbe

non mirasse

se

ad

attuarsi

quindi non si proponesse uno

aspirando all'avvenire, mediante

effettivo,

radici

la quale

trastullo

fuori dell uomo

le

giacch f astratto sfu-

e si perde in verbali e fri-

m altra

ne appunto
vera scienza

non

se

delle cose effettive

scopo

se le gene^

di cui si vale sono campale in aria e co-

stano di mere astrattezze

ma

che corre

fondala sul concreto

che essa

nel passato

riverberanti

nel doppio specchio della storia e della immagi-

Per via

di questo indirizzo pratico

la

scienza diventa arte e concorre effcacemente

ai

nazione.

pi'ogressi civili

uopo

acci F inchiesta dulie ap-

non pregiudichi

plicazioni inutili
culativa

ma

non

che

sia

alla parte spe-

troppo generica

n troppo minuta e ristretta; perch

facilmente nel vago

il

la grettezza poi e l'angustia

garbano agli

spiriti

il

generico

minuto nel prolisso:


dei particolari

desiderosi di spaziare

larga e di abbracciare al possibile

le

non
alla

varie al-

Digitized by

Google

lOi
tinenze

un

degli oggelli.

temperamento giova ricordarsi che per

giusto

ultimo

Per osservare al proposito

scienza

la

deve

essere proporzionala al

luogo ed all et in cui


ch luso di applicare

vive

si

costanze lemporarie locali,

importante come

che stanno pi a cuore

dine

la fa

studioli, delle

la rende viva

negozi

la

biblioteche

ed elegante della

dei suoi cultori

vita civile, e
,

tenzione
scibile
;

ritira

dalla solitu-

al teatro animato
infine

ad imprimervi (

Per riportar questo vanto

caduca

at-

le

d Firn-

abilita

ciascuno

altres

con mi-

marchio della propria individualit (1).

re non ampliare

Lo

e le faccende

dal chiasso puerile e

pronta del genio nazionale

il

Oltre-

trapassare dal morto silenzio degli

scondito delle aule scolastiche

sura J

comunica alla scien-

za una specie di giovent


tuale

vero generico alle cir-

il

stringere e

dello spirito

immenso

mestieri

non

ordine

ma

la

ridur-

distrarre lat-

degli

vita

studi.

breve e

c sovente accade che colui che ben

parla di molle discipline, mal ragioni o scarsa-

(i)

pag.

ViHCEHZo Gioberti. Del Buono


i

Nell avvertenza,

5 e 19.

Digitata

105
.mente possegga quella

Una

istituto.

cui

dedicato per

si

delle principali cagioni

po-

della

vert intellettuale degli uomini la febbre urento di apparire sapienti

dovunque

chi

che

non

men

le discipline

che per legge della

rimedi che

umana

poco a poco e presto


gegni e

le

cose

utili

{J
/

Nvsqujt

(2) E'pw
irt

fiior,

J"f

est qid

xxi voXKciy xx

Leggete

la ciotta

tentate di cogliere

xxpoi ftyxl
<y>pfKi pxix

>

ceroxvxJtiy. JCssoFOir.

Michele Baffi, pronunziata

T anno i84^.

(3) Natura tamcn injtrmtatis humanae tardiora


Temedia quain mala
,

sic

XXTctTpi'/JttP

Cap. VII.

apertura degli studi

extinguuntur

il

e tersa orazione latina del professore

della nostra regia universit,


nell

ubique est. Episi. 2 .

TXVTX

Kott

Memorabil. Lib. 4>-

o giovani

in--

opprimono che

si ravvivano (5).

Adunque

lenti

corpi crescono

si

la

(2):

sono pi

estinguono , cos gt

si

pi facilmente

gli studi

luogo (1)

consumano

fragilit

mali, e come

alcun

in

necessarie

apprendere

vita e vietano di

nella moltiplice erudizio-

Ricordiamoci del bel detto di Seneca, che

jie.

et

sunt

ut corpora lente augescunt, cito

ingenia sludiaque oppresseris Jdcilius

qiutm rerocaueris,' Tacitvs.

f'ita

Agricolae,

Cap.

3.

Digitized by

Googte

106
mezzo

diflcil

estremi. Medi-

perigli degli

profondamente, ed accoppiare

tar le leggi

sentita

Ira

notzia di queste

sofa

e della storia debbessere

stri

desideri

delle

alla

presidio della filo-

il

vostre

meta dei vo-

la

Filosofia

vigilie.

morale per, propria e quasi madre della ro-

mana

non meno

slazioni

che

infruttuose le leggi.

non generica e
e

di

delle succedenti legi-

poich senza costume

effetti

di

Storia

le

leggi

che

se vero che lo sprito


degli scrittori che
divisibili

vita

nei

si

raggio

di

luce

contemplano.

informa

sull

indole

prescelgono a compagni in,

nelle

occorrenze

della

penser classicamente, se

si

gli stu-

ricondurranno alla severit dei principi

e saranno
delizie

grandi

degl ingegni

Questi
dall

e sin negli ozi e ne diporti, sar inne-

gabile che
di

si

travagli

si

svelatrice di cause

racconti;

memoria eterna

che rischiara

son vane ed

speciale e civile

onor

originali
giovanili.

avvezzeranno

si

dell

al

sublime

spronati

esempio, entreranno nel glorio-

so aringo delle scienze per pareggiarli.

gusteranno

greci e latini le

piaceri della vittoria,

Questi

pur quando

107
rimarraoDo

sconfitti

animoso.

nello jcontro

cuore sar colmo di morale operante

non

e disumano egoismo.

di sterile

Peferle nella eletta

Seneca

Tacito

r ampiezza

narrabili

Gran maestro

sono ine-

d^

imprime nelle menti

e ne

decreti di Dio,

moder-

eloquenza e ad un

di

perfettissimo

precetti del bel dire

tutto epiloga

quelli sovrastano ai

pendi. Filosofo profondo

zione

che

tatti Cli-

Egli supera gl ingegni

r antichit per quanto


tempo orator

del senno latino

pr^.

ni intelletti.

Zbnofonte

schiera

Plutarco ; e sopra

CERONE. Di questo scrittore


in lui

Il

diffusiTa

esempi

offre gli

stti-

svolge con penetra-

misteri della natura, gli

arcani del cuore umano, e

svela con eloquenza

imponente e maravigUosa. Nelle tusculane, ndle


accademiche
nel fato

nella natura degli

medita

dd

discute e dipinge

nei

i.

fini,

principi

della filosofia predominante al suo tempo. Nelle


leggi

rapisce al

cielo

darle albergo sulla terra

dispone e discopre

men

del retto

che

del buono, dell equo.


stra

la idea del giusto


:

per

negli ufiic asseml*aj

essenza e le relazioni non


dell

onesto

dell utile

sin nelle lettere si

mo-

la sovranit della sua scienza tra glinter-

Digilized by

Google

108
lampi del suo genio creatore. In ogni pas-

'rolli

so delle sue opere preziose sincontra ci che


cospira agli elementi primari da noi disputati
costituenti la piena scienza della

romana giure-

prudenza (1).

Non
te

vi

sgomenti e non

dillcolt

della impresa

T apparen-

vi arretri

tust delle dottrine. Esercitatevi a meditare

incessante travaglio
di riflettere

eviti

si

ro non

po

cia

si

si

fatiche.

intenderlo.

disceme

per

regge per

esso tale

comune a

avvezzatevi

figli

di Plinio

tutti

di

sol
gli

oscuro ogni libro

Sappiate

eletta

lo

accozzare

C i)

impronta

la

perch eterno

uomini ed a

tutti

annununico

secoli.

mostrerete

vi

terra

ve-

il

del tem-

la fortuna di chi

questa Italia

dagl' Iddii

Riscontrale

mat. pag.

che

a credere

alunna e madre insieme di ogni pae-

se j
,

tormento

al

. .Voi o giovani, cosi operando


degni

con

e combinare, e conseguirete la pal-

,ma delle vostre


se

ve-

vi distolga la

le

per rendere pi

genti sparse

Havmboid.

146. not, C. e

Jnstit. iuris

rjuac

bello il cie-

addolcire

roman.

Futnero, De

hrorum Ciceronis xthoricoruin

ad

iis

hist.

riti,

Jog-

partibiis

ius specta/it.

li

,,

109
con la parola

nffralellare

barbare favelle disgiunti

umano

sorzio

cresce

il

ne occupa

la

tutte

di

Europa

le

ed in breve

nazioni del

giureprudenza

Roma

e da noi

la

in libro

del

rinacque nel-

appresero

le nazioni

prest dall Italia le dottrine di-

il

diritto

canonico

gli usi feudali


;

frutto squi-

maggior snno del sacerdozio. Fino

gelida. Inghilterra vide con la conquista de

manni sorgere un accademia


voce

(i)

di

(1).

(2).

La Francia

sito

esser

quale nata tra

tra noi

sputate nella scuola di Bologna


ridotti

mondo

vostro debito, ripensando che ora

noi con la mistica

r XI secolo

dare a ciascuno con^

e gentilezza

patria comune a

popoli discordi e da

Lanfranco e degli

di

altri

diritto

electa

per la

giureconsulti

Terra omuiuin terrarum alnmna eaclem

Dumine Deum

la

Nor-

et parens

quae caelutn ipsum clarus faceret,

sparsa congregaret imperia, ritusque molliret et tot po-

pulorum

discordes, ferasque linguas sermonis

contraheret

commercio

colloquia et bumanitatem homini daret

breviterque una cunctarum gentium in toto orbe patria


ieret.

Plisius. Uist. natur. Lib, 3. cap. 3.

(i) Et hucusijue maxima laus debelur Italis^^qui prue


reliquis nationibus christianis las

TMVRus Duck, De

cirits illustrrvst. Ar~

authortatc et usu iuris cmlis, Lib,

Cap. y. nurn. i6.

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migrarono

che

JO
per

d Italia

una colonia

fondare sulle rive

scientifica.

La

scuola

erudita, chiamata aurea dal Gravina,

non

illustr

del Tamigi

la Francia

se prima

QATi non dettasse


prudenza

fatta

gimento della

noi

in

milanese Andrea Al-

il

Bourges

seppellir nellobblio

sapere della nostra Napoli.

il

dottrine dei padri nostri furono

simi albori

scorcio

giure-

e delle lettere.

filosofia

rinomanza ed

Le

di

se partecipiamo alle glorie d Italia

non dobbiamo colpevolmente


la

lezioni

tersa ed elegante pel congiun-

apparsi nel

del

secolo

XV.

serenis-

napolitano

cielo

Essi precorsero

sullo
ri-

il

lucente meriggio della pi colta giureprudenza.

Al regno

di

Napoli

nota

il

Tiraboschi

noi

siamo debitori dei primi sforzi che in questo


colo

si

fecero

a squarciare

involgeva ogni cosa (i). Nostro 5

pur combattuto, del trovamento


te

(2).

quando

prima

gli altri

di quest

popoli

si

se-

la densa nube che


il

vanto, sia

delle pandet-

epoca fortunata
reggevano

alla spar-

(i) Storia della letteratura italiana, tom. IV. LiL. i.

Gap. 6.
(a) Riscontrate quanto

GisPAUE CiroME nel


trie.

tom.

riferisce

il

dotto

Consultore

discoiso sulla storia delle leggi [>a-

pag. y8 uot. 2

ed Ewnico Brehcrmamko

Ili
con stabilimenti singolari e con credenze

tita

avemmo

tradizionali,

legislazione

e permanen-

leggi scritte

Normanno-Svevo

codice

Il

ti.

sistema

fu

per quanto concedevano

dizioni di quei giorni

di

con-

le

emendato e lodevole.

Dalle costituzioni di Guglielmo

il

huom si

tras-

sero le riforme della giuridizione gallicana (1).

regno degli Aragonesi forma un era

Il

cissima per le scienze e per le lettere.

queste dalla strage orrenda

annidarano

si

La

sui

margmi

dinando
tili

Panormita fecondarono

no

scienze

le

rono

Sebeto.

Alfonso

Fer-

I,

Federico furon cari alle muse gen-

I,

e Pomponio Leto

Costantinopoli

di

del placido

reggia fu loro domicilio

feli-

Campate

le arti

Giovan Fontano

gl

coltivarono le lettere

educarono

il

ingegni, caldeggiaro-

gli

favori-

uomini, e spinsero

nella sua storia delle pandette, e nelle

due dissertazioni

aggiunte sulla repubblica di Amalfi e sulla guerra de Pisani.

Ct) Duac

istae constitutiones Caroli

Siculi hodiemum usuin muUutn


Francis ci
naia

coram indice

bus in rem
lUissis
lio,

constitutionem

coram

XFII

et

Guiluikt

ex ^uo iuxta
perso-

ecclesiastico conveniuntur } in actioni-

saeculari. Fasnciscus

Dominicis, cap.

toia,

M.

illustrant }

clerici in actionibus in

De Rote. De

X et in append. Noy-

coUat. Conci-

pag- g/6.

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112
Napoli

nostra

la

mezzo

gloria. In

teraria
destini

si

alla generale

mostr

anche

gran sentiero

sul

della

sua

commozione

let-

piena

sollecita

giureprudenza.

la

de suoi

pur

Parl

essa linguaggio augusto, pria che Alciati schiu-

desse le labbra e che .Cujacio

profusa erudizione.

LESSANDRO scrissc sullo


CROBio

men

di

Egli

che

filologo

di

pi decenni la

segnalata

e de suoi seguaci. Se

la

vi

trasport

A-

adorn dei

si

giureconsul-

di

ed

scuola

di

anticip

Cujacio

pianta benigna frutti-

copiosamente in Francia,

che

Gellio e di Ma-

di

ricongiunse le due discipline

to

fic

Stile

suoi giorni geniali.

pregi non

esponesse con

famoso Alessandro

Il

il

Alciati fu

germoglio

italico

seme napoli-

di

tano (1).

(i) Il

lodato Consullor

pag. gg, noi. 7 del tomo

Capone

nell

rileva tulli

opera citala a

luoglii delle ope-

re eruditissime e famigerate del d Alessanuro, ne quali


tratta di

argomenti di legge

spiegati ed

Egli ne tesse

soccorso della filologia

opportunamente che

libri dieruni

pressi la

zocchi

prima \olta in
Reca maraviglia

Roma
,

che

il

il

e nota

genialium furono im-

anno

iSaa pel Maz-

nostro diligentissimo

Lorenzo Giustiniani non abbia dato luogo


della

illustrali col

catalogo

elegante giureprudenza nelle sue

degli scrittori del regno di Napoli.

al

precursore

memorie

storiche

d altro lato

ap*

113
Noi che beviamo a larghi
2oni oltramontane

sorsi

propina-

le

che giudichiamo alta ne-

ccssit rinvenir la sapienza negli scritti

ch

dotti e laboriosi

prudenza

rie della nostra

noi

il

le

giure-

di

siamo pur troppo ingrati ed imme-

sommo gradimento

porta

nia

che da un quarantennio

sopra argomenti

allagano la penisola

'

come-

Napoli

dotto Savignt
annunziasse.

il

vedere che queste prime gIo>


dal fondo della Germa-

le rilevi

prima ancora che

il

Capone tra

Alemanno giureconsulto

L'

scrive

questo modo
Alssjsdbo d Albsssdro nolo a Napoli
tanno i4^iy ebbe a maestro Filblfo: egli cominei per
essere avvocato ma abbandon questa professione a mo:

tivo

degli abusi che rinvenne nelC amministrazione

giustizia

la sua vita

ci

della

poco nota poich [ opera che

fissato la sua riputazione, comparve t armo iSaa,

ui

an-

no pria della sua morte.


Quest' opera intitolata

Dibkvu gesislvu

impressa per la prima volta in


lio stata

Roma

libri sex,

ed

t anno iSaa in fo-

spesso contentata, e sulle stesse forme degli au-

tori classici.

Composta

piano di Aulo Gelilo,

sullo stesso

Fi

attesta la scienza del suo autore.

si trovano delle ri-

cerche fiologiche sopra diversi frammenti delle pandette;


e la restituzione delle leggi delle

quasi

hanno

XII

tavole, della quale

parti sono autentiche.

Gli autori che dopo

trattalo lo stesso argomento,

non hanno consultato

tutte le

questo eccellente lavoro. Ilistoire

yen-dge.

to.

du

pag. aoj. Chap.

droit
-

romain

ati

mo-

Precursori della

nuova scuola.

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Hi
mori degli

membri con

Forse raro chi

benefizi.

aviti

ansia profonda

e qual

ri-

addice

si

ad anime generose, rapile dalle maraviglie della


scienza e dall
tre

amore del

suol natio

aggiravano tra congetture ed ipotesi


e la giureprudenza

fia

che men-

nazioni straniere vagavano incerte

le

XVIII ebbero

nell

si

la filoso-

del secolo

ingresso

ferma ed estesa signoria

tra noi

nella scuola storica, di cui fu padre lincomparabile Giambatista Vico

gemme

che furon

(1)

preziose della sua corona le opere maravigliose

e coeve del Gravina, del Giannone

(i)
si

Lo

lume della Francia

stesso

formato sopra

ne parla un

Udiamo come
Ma ogni uomo di~

italiani^

gli originali

distinto scrittor francese.

pende dai suoi predecessori; se ha vigore ed


vince^ e seguendo

nondimeno

Ogni uomo grande

pensieri.

ed

originale ;

il

avesse preceduto,

Machiavelli

il

ne generale
gete

la

gomenti

Graviha ed

QuiEH vagheggi molto t

li

che niuno lo

credendo

molti era stato precorso,

quali rinvengonsi nella sua opera


il

ad un tempo seguaee ed

Montesquieu

da

intelletto

orme, espone nuovi

le loro

dellAu-

Moi/tssquiev

il

Italia

tali sono

Vico

il

le

orme dei

il

Bodino

Mohtes-

Lermihier. Introduzio-

allo studio del dritto

psg- *02 e ao 3 . Leg-

dimostrazione che tesse fjuesto autore degli ar,

che persuadono di avere

il

sommo

scrittore

dello spirito delle leggi meditalo sulle opere precisamtule

del

Gravia c del Vico,

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115
Lisio

del d Asti

e pi tardi quelle de due

Genovesi

Dunt

del Cirillo

del

gieri

del

Pagano

e di

fama risonante dei no-

Ingelosito lanimo alla


stri

maggiori

la.

Ricordando quali

ci

che ora noi siamo

furono

essi

'

cercate di superar-

conoscerete

e farete presagio di

che saremo per essere. Cingetevi o giovani

ci
di

invidiatela

del Filan-

mille.

altri

virt,

costumi,

di

calda voglia

di scienza, di

per quanto decoroso e sublime. Sprezzate


bassi alTetti

le

ignobili tendenze

dante vanit di mente e di maniere

da Cicerone quali premi

tate

enm

his

( disciplinis )

expelendam videmus
lahor

hotieslus

dore decoraliir
des

damnis

estis

incumbite

utililati, et

CiJ

vilia

ut

vcrus
,

De

iuslus

atqite

praemis atque splen-

vincults

verberibus,

Qnamobrem

pergite

ut

atque in id studium in quo


et vobis

honori

et amicis

reipublicae emolumento esse possitis (l).

o giovani che ambite

Ex

maxime

aulem hommim atque frau-

tgnommiis

adolescenles

nobile

cum

morte multantur.

exiliis,

facilis

honoribus

ed ascol-

vi aspettino:

dignitatem

et

degra-

la

reverendo

Oratore.

Lih.

il

I,

la

toga! Grande,

carico che assumerete,

Cap. Vili

et

XLIII.

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116
quando

ombra

all

nome

vi saluteranno col

della inviolabile

di giureconsulti

religione

ramento. Voi allora prometterete


dici

del giusto

de* miseri',
rotti

presidio

de,

spavento de

tristi

, f

del

deboli

sollievo

incor-

oracoli

giu-

essere vin-

di

di virt, di sapienza, 'di probit (1). Nelle

votre

mani

si

adder

universale

dall

sacro

il

deposito delle fortune private, linestimabile te-

soro dell onore


s

della

comune

fiducia

for-

anco dalle vostre labbra potranno dipendere

un giorno

dello imperio e della patria.

destini

Se mancherete turpemente a voi

stessi

vi

colpiranno congiunte, la maledizione di Dio e

ma

lesecrazione degli uomini;


fedeli agli alti

fama

se vi mostrerete

impegni che assumeste, la vostra

superstite

ultimo fato

all

,'

passer lu-

minosa nelle memorie dei secoli: essa prolungher la vostra vita

e come voi

diverrete

lizia

dei presenti

ne

r ardente desiderio

il

foste la de-

vivo

il

peren-

|l

(i) Est

enim

sine dubio

degli avvenire.

domus

iurisconsulti tolius ora-

culum civitatis. Cicero, ibidem. Cap. 4^. Degnamente


"anno sviluppalo questo elegantissimo pensiero, il Cuiacio.
De lustitia et Iure. toni. F li pag. 3. Il Dorar
j4d L,
1-ff-

in

pracfaliane ad Lh.

De

Orla

et

progressu

iuris cicilU.

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