Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi

02/01/2009
stampa quest'articolo segnala ad un amico feed

Enviar

Amare la vita, far nascere Dio in sé
II Domenica dopo Natale In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era
Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui
nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la
luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. [...] Veniva nel mondo la luce
vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di
lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono
nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio
sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Dopo il
Natale di Gesù viene il nostro natale: a quanti l'hanno accolto ha dato il potere di diventare
figli di Dio. Sintesi estrema del Vangelo: per questo è venuto, è stato crocifisso ed è risorto.
Ci troviamo proiettati nel centro incandescente di tutto ciò che è accaduto e che avverrà.
C'è un potere in noi, non una semplice possibilità, ma di più, una energia, un seme potente:
diventare figli di Dio. Il Figlio si fa uomo perché l'uomo si faccia Figlio. Come si diventa
figli? In tutte le Sacre Scritture figlio è colui che continua la vita del padre, gli assomiglia,
si comporta come Dio: nell'amore offerto, nel pane donato, nel perdono mai negato.
Diventare figli è una concretissima strada infinita. Una piccola parola di cui trabocca il
Vangelo, ci spiega con semplicità il percorso. La parola è l'avverbio come. Che da solo non
vive, che rimanda oltre, che domanda un altro: Siate perfetti come il Padre, siate
misericordiosi come il Padre, amatevi come io vi ho amato, in terra come in cielo. Come
Cristo, come il Padre, come il cielo. Ed è aperto il più grande orizzonte. Non realizzerai
mai te stesso se non provi a realizzare Cristo in te. Io non sono ancora e mai il Cristo, ma
io sono questa infinita possibilità (David Maria Turoldo). Più Dio equivale a più io. Più
divinità in me significa più umanità. Dio è intensificazione dell'umano. Il Padre genera e
comunica vita. Figlio diventi tu quando solleciti negli altri le sorgenti della vita; quando
ridesti luce e calore, generi pace e alleanza, ridoni speranza. Dio è amore; come
assomigliare all'amore? Nel Vangelo il verbo amare ha sempre a che fare con il verbo dare:
non c'è amore più grande che dare la vita. Vita contiene tutto ciò che possiamo mettere
sotto questo nome: gioia, libertà, coraggio, perdono, generosità, pane, luce, leggerezza,
energia. In lui era la vita e la vita era la luce. Cerchi luce? Ama la vita, prenditene cura,
contiene Dio, da Lui contenuta. Amala, con i suoi turbini e le sue tempeste, ma anche, e sia
sempre più spesso, con il suo sole e le sue rose. E poi vai, amorosamente, là dove la vita
chiede aiuto, sentendo in te la ferita di ogni ferita. Ha fatto risplendere la vita, ma i suoi
non l'hanno accolto. Io non rifiuto Dio, ma neppure lo accolgo. Questo è il dramma.
Rimango a mezza strada, perché so che Dio in me brucia, non mi lascia indenne. Ma se
Dio fosse nato anche mille volte a Betlemme, ma non nasce in te, allora è nato invano
(sant'Ambrogio). (Letture: Siracide 24,1-4.8-12; Salmo 147; Efesini 1,3-6.15-18; Giovanni
1,1-18)
© riproduzione riservata
Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
08/01/2009
stampa quest'articolo segnala ad un amico feed
Ognuno è il «prediletto» di Dio

Enviar

Battesimo del Signore Anno B In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me
colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi
sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in
quei giorni, Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E,
subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come
una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il
mio compiacimento». Gesù è il figlio che si fa fratello, che si immerge solidale non tanto
nel Giordano, quanto nel fiume dell'umanità, che sempre scorre a rischio sul confine tra
deserto e terra promessa, tra fallimento e fecondità della vita. Lo fa perché ogni fratello
possa diventare figlio. Il cuore del Vangelo di Marco è in questa parola: «Tu sei mio figlio
amato». La lieta notizia è una calda voce di padre che ti chiama figlio. Sostanza di ogni
battesimo: ognuno è il figlio prediletto di Dio. Dio preferisce ciascuno. Uscendo dall'acqua
vide i cieli aprirsi. Il mondo nuovo si presenta come una apertura del cielo: il cielo si apre,
vita ne entra, vita ne esce. Si apre e accoglie, come quando si aprono le braccia agli amici,
ai figli, ai poveri, all'amato. Il cielo si apre, sotto l'urgenza dell'amore di Dio, l'impazienza
di Adamo, l'assedio dei poveri, e nessuno lo richiuderà più. Si apre e dona. Su ogni figlio
scende una colomba simbolo dello Spirito, respiro di Dio. Questa immagine del cielo
aperto continua a indicare la nostra vocazione: alzare gli occhi su pensieri altri, su vie alte
che sovrastano le nostre vie; sentire che nella nostra vita sono in gioco forze più grandi di
noi; che dipendiamo da energie che vengono da altrove, da una fonte fedele e che non
viene meno, che alimenta la nostra vita; che non abbiamo in noi la sorgente di ciò che
siamo. Con questa fede possiamo anche noi aprire spazi di cielo sereno, da cui si affacci la
giustizia per la nostra terra, dono che diventa conquista. Possiamo aprire speranza, abitare
la terra con quella parte di cielo che la compone. Allora ti prende come una nostalgia, un
desiderio di fare qualcosa che assomigli a ciò che è detto di Gesù: «Passò facendo del
bene, guarendo la vita da ogni sorta di male» (At 10); sintesi ultima, essenziale, struggente
e bellissima della vicenda di Gesù, ma anche di ognuna delle nostre vite. Passare facendo
del bene è il senso del nostro pellegrinaggio sulla terra. Passare fra le cose e le persone
senza prendere, solamente amando, donando, perdonando, accendendo, aprendo spazi di
cielo sereno. Lo farò ricordando che «Dio non spegnerà uno stoppino dalla fiamma
smorta» (Is 42) che a Lui basta un po' di fumo, lo lavora, lo circonda di cure e di speranza,
«gli alita sopra» (cf Gn 2, 7) fino a che ne sgorghi di nuovo la fiamma. L'uomo non è mai
finito per sempre. Ricordando il Dio dell'umile presagio di fuoco, Dio della nostra fragilità,
Signore della debole fiamma e della grande speranza! (Letture: Isaia 55,1-11; da Isaia 12; 1
Giovanni 5,1-9; Marco 1,7-11).
© riproduzione riservata
Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
15/01/2009
stampa quest'articolo segnala ad un amico feed

Enviar

Giovanni disse: ecco l'agnello di Dio
II Domenica Tempo Ordinario-Anno B In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi
discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù (...) disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i suoi due
discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora (...) disse loro: «Che cosa
cercate?». Gli risposero: «Rabbì " che, tradotto, significa maestro ", dove dimori?». Disse
loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno
rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le
parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò

per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» " che si traduce
Cristo " e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone,
il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» " che significa Pietro. Avere gli occhi di
Giovanni. Vedere Gesù venire verso di noi. Riuscire a scorgerlo mentre viene sempre più
vicino: Dio in cerca di noi, braccia inevitabili. Sentirsi desiderato e cercato, è solo questo
che salva le malattie dell'anima. La missione di Gesù è condensata da Giovanni in una
frase sola: Ecco l'agnello di Dio. Parole folgoranti che a ogni Eucaristia noi rilanciamo
verso i cieli e verso un piccolo pane. Ecco l'agnello, ecco l'animale dei sacrifici, l'ultimo
nato del gregge, il sangue versato, il grido innocente che riempie ogni sera il tempio
nell'ora dei sacrifici. Ecco l'ultima vittima, immolata perché non ci siano più vittime.
L'ultimo ucciso perché nessuno sia più ucciso. Dio non chiede a noi sacrifici, si sacrifica
per noi. Non chiede offerte, è invece lui che offre se stesso in olocausto. Ecco l'agnello di
Dio: ecco la morte di Dio perché non ci sia più morte. E noi possiamo solo affacciarci, con
un senso di vertigine, ai bordi di questo abisso. Come i due discepoli di Giovanni che
iniziano a seguire Gesù. Che cosa cercate?: prime parole del Gesù storico, prime parole del
Cristo Risorto: Donna, chi cerchi? Domande. La storia del rapporto tra Dio e l'uomo è una
storia di domande e di ricerca. Entrambi cercatori: uno d'amore, ed è l'uomo; l'altro
d'amore, ed è Dio. Con questa domanda Gesù si rivolge ai nostri desideri profondi, fa
appello non all'intelligenza, non alla volontà, non alle emozioni o alle scelte, ma a qualcosa
di più vitale e profondo ancora, fa appello al cuore. Cuore incompiuto. Gesù, maestro del
desiderio, ti chiede di comprendere te stesso: che cosa ti manca, di che cosa hai fame,
quale sete urge. Solo avviando queste risposte, troverai la tua identità, incompiuta e
incamminata. Ogni cuore d'uomo porta scritto: più in là! Gesù non chiede innanzitutto
sacrifici, rinunce, impegni e sforzi. Ti chiede di entrare dentro te stesso, di conoscere il tuo
cuore, di pellegrinare verso il tuo intimo, per capire che cosa ti appaga profondamente, che
cosa sazia le profondità della tua vita, e ti dà gioia veramente. Inizio del Vangelo di Gesù.
E di ogni cammino spirituale. Dove abiti, Signore? L'esperienza cristiana è esperienza
d'incontro, di relazione e poi di fedeltà. Si fermarono fino a sera: anch'io lo incontrerò solo
se mi fermerò, se mi prenderò del tempo per l'ascolto del cuore, per l'ascolto di quelle
domande che fanno viva finalmente la vita. (Letture: 1 Samuele 3,3-10.19; Salmo 39; 1
Corinzi 6,13-15.17-20; Giovanni 1,35-42).
© riproduzione riservata
Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
22/01/2009
stampa quest'articolo segnala ad un amico feed

Enviar

L'uomo è fatto per un'altra luce
Terza Domenica Tempo ordinario Anno B Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella
Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è
vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone
e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù
disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono
le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni
suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi
lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
Camminando lungo il mare di Galilea, Gesù vide" In un giorno qualunque, in un luogo
qualunque Gesù cammina e guarda. Vede Simone e in lui intravede Cefa, la Roccia. Vede
Giovanni, ma nel pescatore indovina il discepolo dalle più belle parole d'amore. Un giorno

guarderà l'adultera e in lei vedrà non la peccatrice, ma la donna. Il maestro ha camminato
anche in me; mi guarda, e nel mio inverno vede grano che germina, una generosità che non
sapevo di avere, intuisce melodie che non ho ancora espresso. Sguardo che rivela, crea,
coinvolge: Venite dietro a me. Prima parola che contiene tutte le altre; doppia parola che
contiene la strada e il suo perché. I quattro del lago seguono Gesù non perché attratti dalla
sua dottrina, ma perché sentono che di lui si possono fidare. Come loro, io ho bisogno di
un Dio affidabile. La mia fede si appoggia su una croce, incredibile (idiozia per i greci e
follìa per i giudei) ma affidabile, in cui non c'è inganno. Venite dietro a me. Perché? La
ragione di tutto è nel pronome personale, dietro a me; il motivo oltre il quale è impossibile
risalire è Lui. Affidarsi precede la missione: diventare pescatori di uomini. I quattro
sapevano pescare. Ma «pescatori di uomini» è una frase inedita, un po' illogica, nulla di
simile nelle Scritture. E significa: vi farò cercatori di uomini, come se foste cercatori di
tesori. Mio e vostro tesoro è l'uomo. Voi tirerete fuori gli uomini dall'invisibile, come
quando tirate fuori i pesci da sotto la superficie delle acque, come dei neonati dalle acque
materne, li porterete dalla vita sommersa alla vita nel sole. La vostra missione è
intensificare la vita. Cercateli in quel loro mondo dove credono di vivere e non vivono, che
credono vitale e invece è senza ossigeno. Mostrate che l'uomo, pur con la sua pesantezza, è
fatto per un'altra respirazione, un'altra luce. I pescatori che sapevano solo le rotte del lago,
scoprono dentro di sé la mappa del cielo, del mondo, dell'uomo. Come loro ti seguirò,
Signore, perché tu avanzi verso la verità dell'uomo, accrescimento sei d'umano, e rendi
sicuro ogni passo, non lasciandoti dietro altro che luce. Ti seguirò, Signore, fammi
diventare cercatore del cuore profondo, pescatore di luce sepolta. Ti seguirò, anche
percorrendo solo la strada tra il lago e la mia casa, continuando a fare il mio lavoro, ma lo
farò in modo luminoso e così umano che forse parlerà di Te. Ti seguirò, perché mi interessa
solo un Dio affidabile che faccia fiorire l'umano. (Letture: Giona 3,1-5.10; Salmo 24; 1
Corinzi 7,29-31; Marco 1,14-20)
© riproduzione riservata
Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
25/02/2016
stampa quest'articolo segnala ad un amico feed

Enviar

Dio ama per primo, ama in perdita, senza condizioni
III Domenica Quaresima - Anno C
In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue
Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici (...) Gesù disse loro: «Credete
che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi
dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone,
sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli
abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso
modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua
vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre
anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque!(...)" Ma
quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e
avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai”».

Che colpa avevano quei diciotto uccisi dalla della torre di Siloe? E i tremila delle Torri
gemelle? E i siriani, le vittime e i malati, sono forse più peccatori degli altri? La risposta di
Gesù è netta: smettila di immaginare l'esistenza come un'aula di tribunale. Non c'è rapporto
alcuno tra colpa e disgrazia, tra peccato e malattia. La mano di Dio non semina morte, non
spreca la sua potenza in castighi.
Ma se non vi convertirete, perirete tutti. È tutta una società che si deve salvare. Non serve
fare la conta dei buoni e dei cattivi, bisogna riconoscere che è tutto un mondo che non va,
se la convivenza non si edifica su altre fondamenta, e non la disonestà eretta a sistema, la
violenza del più forte, la prepotenza del più ricco.
Mai come oggi capiamo che tutto nel mondo è in stretta connessione: se ci sono milioni di
poveri senza dignità né istruzione, sarà tutto il mondo ad essere privato del loro contributo,
della loro intelligenza; se la natura è sofferente, soffre e muore anche l'uomo.
Su tutti scende l'appello accorato e totale di Gesù: Amatevi, altrimenti vi distruggerete. Il
Vangelo è tutto qui. Senza questo non ci sarà futuro. Alla serietà di queste parole fa da
contrappunto la fiducia nel futuro nella parabola del fico: da tre anni il padrone attende
invano dei frutti, e allora farà tagliare l'albero. Invece il contadino sapiente, che è un
“futuro di cuore”, dice: «Ancora un anno di lavoro e gusteremo il frutto». Dio è così:
ancora un anno, ancora un giorno, ancora sole pioggia cure perché quest'albero è buono;
quest'albero, che sono io, darà frutto.
Dio contadino, chino su di me, su questo mio piccolo campo, in cui ha seminato così tanto
per tirar su così poco. Eppure lascia un altro anno ai miei tre anni di inutilità; e invia germi
vitali, sole, pioggia, fiducia. Per lui il frutto possibile domani conta più della mia inutilità
di oggi.
«Vedremo, forse l'anno prossimo porterà frutto». In questo forse c'è il miracolo della fede
di Dio in noi. Lui crede in me prima ancora che io dica sì. Il tempo di Dio è l'anticipo, il
suo è amore preveniente, la sua misericordia anticipa il pentimento, la pecora perduta è
trovata e raccolta mentre è ancora lontana e non sta tornando, il padre abbraccia il figlio
prodigo e lo perdona prima ancora che apra bocca.
Dio ama per primo, ama in perdita, ama senza condizioni. Amore che conforta e incalza:
«Ti ama davvero chi ti obbliga a diventare il meglio di ciò che puoi diventare» (R. M.
Rilke). La sua fiducia verso di me è come una vela che mi sospinge in avanti, verso la
profezia di un'estate felice di frutti: se ritarda attendila, perché ciò che tarda di certo verrà
(Ab. 2,3).
(Letture: Esodo 3,1-8.13-15; Salmo 102; 1 Corinzi 10,1-6.10-12; Luca 13,1-9).
© riproduzione riservata
Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
05/02/2009
stampa quest'articolo segnala ad un amico feed

Enviar

Quando l'ascolto «rialza» una vita
V Domenica Tempo ordinario - Anno B Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa
di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a
letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola
per mano [...]. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli
indemoniati [...]. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma
non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò
quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e
quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti

primo servizio: l'ascolto. dove Gesù neppure parla. così poco vistoso. Il suo futuro è appeso ad un "se" seminato nel cuore di Dio. incantando il Signore. Ma parlano i suoi gesti. Ma . va'. a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto. perché io predichi anche là. La mano che ti solleva riaccende la fretta dell'amore e dice: guarisci altri e guarirà la tua vita. e memoria degli uomini a Dio. che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi. E poi la vita si diramerà verso altri villaggi. Gesù ha un cuore che ascolta. un messaggio. desiderio di calore. Ricordati. Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto. da questi anni di dolore? Gli scribi di ogni epoca ripetono che il dolore è punizione per i peccati. (Letture: Giobbe 7. a sollevare altre vite. il servizio amoroso a ogni vita.16-19. E. A nome nostro il lebbroso chiede: che cosa vuole Dio per me? Cosa vuole da questa carne sfatta. Va verso il dolore. Gesù a Cafarnao è assediato dal soffio del male. che questa vita è un soffio. E poi di vita ritrovata. Gesù cerca ancora terre di dolore. supplica Giobbe. cerca le frontiere del male per farle arretrare. Non ha nome né volto il lebbroso. alla statura alta.1-4. o imperscrutabile volontà di Dio. E la prese per mano. La mano nella mano è forza trasmessa a chi è stanco. prendere la mano. nel giorno memoria di Dio agli uomini. Altrove. verso un altrove di dolori e di attese. si immerge negli occhi della donna. non lo evita. E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. ammonendolo severamente. voce di ogni creatura. un incontro. stringere mani. prega e annuncia. ma rimaneva fuori. in luoghi deserti. venne da Gesù un lebbroso. una parola. Lui che «deve» andare in cerca delle mie febbri. 1 Corinzi 9. Primo culto a Dio e all'uomo. Prende la tua mano chi ha amore. La guarigione del corpo ha come scopo la guarigione del cuore. nel coraggio del servizio. Lui che ama ricordarsi di me. fiducia di ogni figlio bambino verso il padre. Gli parlarono di lei. tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città. Marco 1. puoi guarirmi. quando un volto. un soffio amaro. o maestro di vita. lo toccò e gli disse: «Lo voglio. una carezza riaccendono in me la speranza e la strada. Un giorno e una sera per pensare all'uomo. Miracolo così povero di apparato. Egli disse loro: «Andiamocene altrove. Per loro Giobbe è un caso teologico. quel cuore da re che Salomone aveva chiesto. e venivano a lui da ogni parte. e alla sera la porta della città scoppia di folla e di dolore. sii purificato!». un alito basta per essere amati.22-23. alla fierezza dell'andare e del fare. È Lui che ha bisogno di guarire la vita. alzare creature. per questo infatti sono venuto!». invece. 29-39) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 12/02/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il nostro è il Dio della compassione VI Domenica Tempo ordinario Anno B In quel tempo. Con tutta la discrezione di cui è capace dice solo: se vuoi. puoi purificarmi!». nei villaggi vicini.cercano!». nessuna paura. perché è ogni uomo. La rialzò: Gesù eleva la donna. lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno. Andiamo altrove. la stringe forte chi ha cuore per te. nella notte cercatore di Dio. Salmo 146. Ed è appoggiando così una fragilità sull'altra che si sostiene il mondo. La suocera di Simone era a letto con la febbre. A volte può bastare molto poco per sollevare una vita: ascoltare. In tre quadri rapidissimi Marco delinea i tratti del volto di Gesù: un uomo che guarisce. Poi però sta a me coltivare la vita risorta. 67. come testimonianza per loro». Nella vita datore di vita. la riconsegna all'andatura eretta. una notte e un'alba per pensare a Dio. C'è un crescendo turbinoso di malattie e demoni. tese la mano. avvicinarsi. Davanti a Dio non c'è altro merito che essere piccoli. Gesù si avvicinò. E si mise a servire. Mano di Dio quotidiana. da questo corpo piagato. Ne ebbe compassione.

Per i sacerdoti il lebbroso è un caso. guarisci! Eternamente Dio vuole figli guariti. con un gesto. una voce per esistere dentro il vuoto. Sentirsi toccati è una delle esperienze più belle e vitali.45-46. che porta il peso e il rischio della loro speranza. Non conosco i tempi. insegnano i quattro sconosciuti portatori dell'uomo. che scavalcano la folla. poi giù nella stanza: nella forza della loro amicizia aveva ritrovato le sue ali infrante. la fa stendere. Con la compassione. © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 19/02/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La vera fede si fa carico degli altri VII Domenica Tempo ordinario Anno A Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao. mi parla da vicino. la fa toccare. non ha paura. Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati. sulle loro spalle gli pareva di volare. fatta un'apertura. poi in alto sul tetto. Questa comunione di fede. per lui è un fremito. ed egli annunciava loro la Parola. che muove e genera gesti. Si recarono da lui portando un paralitico. inventano una strada che non c'è. ti sono perdonati i peccati».. Non potendo però portarglielo innanzi. dice di una mano che ti stringe le viscere: provò compassione. alzati.31-11. per ribrezzo. Ti sono rimessi i peccati.. con una voce " che toccano " una carezza " l'abisso del dolore. questi solo lascia tracce di vita. Veduta la loro fede. per Gesù è una lama nella carne. L'uomo . E la sua carne moriva di solitudine. Dal male di vivere. Per gli scribi è un teorema. ma so per certo che non accadrà moltiplicando interventi miracolosi. Dio è guarigione. a causa della folla. (. chi sa sfiorare il tuo intimo di luce o di piaga. Gesù. A me. stella su stella la notte. Gesù. La fede del lebbroso invece palpita: Dio è il Dio della compassione o non è! Cosa vuoi per me? Quello che dicono gli scribi o vuoi guarirmi? La svolta del racconto non è contenuta in una riflessione. patisce con me. È l'eloquenza di toccare il male tremendo: da troppo tempo nessuno toccava più il lebbroso. guarisci. per paura. (Letture: Levitico 13. ma in un verbo che indica l'essere preso allo stomaco. scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e.1. ma quella di coloro che lo portano. per le strade. danneggiano una casa d'altri. questa catena di fiducia solleva e dà coraggio. le dita sono più eloquenti delle parole: Gesù rompe i tabù. è il tuo guaritore. ma so che egli rinnoverà battito su battito il cuore. disse al paralitico: «Figlio. Ma per lui l'uomo è sempre puro e vale più della legge. La parola. La mano parla prima della voce. La guarigione comincia quando qualcuno si avvicina e mi tocca con amore. se non Dio solo?». Salmo 31. veduta la loro fede.) L'hanno sollevato quattro amici. che fa quasi violenza alla mano.1-2. Il dolore non domanda spiegazioni. vuole partecipazione. dopo alcuni giorni. a Lazzaro. pieni dell'incoscienza e della forza di chi ama e ha fiducia. 1 Corinzi 10. Chi sa toccarti davvero. ma le solleva. invece di ribadire concetti. calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Una fede che non si fa carico d'altri non è vera fede. alla figlia di Giairo. toccare il lebbroso è diventare impuro per la legge. Marco1. Una carezza più della legge. il suo cuore moriva di assenze. con questo peso d'umano sul cuore e sulle mani: Chiesa che non proclama verità astratte sopra il dolore delle persone. per obbedienza alla legge. Non ne conosco tutti i modi concreti. Perdonato per la fede d'altri.in quella teologia Dio è assente. lui che neppure camminava. sorretto da quattro persone. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta.40-45). Essere come loro. disse: i tuoi peccati ti sono rimessi. vedendo la loro fede. alla suocera di Simone ripete: lo voglio. viene dopo: lo voglio. non quella del paralitico.

Sono quattro gli annunci di Gesù: " È finita l'attesa. Stava con le fiere e con gli angeli. allora come si fa a ritenere importanti le regole? Ma le regole non sono un debito da pagare a Dio. Finito il tempo della fame. là dove tutto si decide. Salmo 40. fame di senso e fame di Parola. il salpare della nave. L'uomo è come una corda tesa tra i due. la strada di Dio. e quando vuole fare l'angelo diventa bestia». un ponte. l'avviarsi della carovana. Il regno di Dio è il riassunto delle nostre speranze. Dio è vicino a te. non penitenza. una preghiera. offre una risorsa: «Cambia strada. " Il regno è vicino.24-25. se il perdono è dato gratuitamente. non per i «buoni» ma per me. Convertitevi e credete nel Vangelo. non c'è accusa dei peccati. tentato da Satana. proclamando il vangelo di Dio. Se basta così poco per essere perdonati. una nuova "ragione" per orientarti nel mondo». Dio è un imperativo di libertà. Dammi le mie gambe! Tutto qui è un gioco di simboli: il perdono e la guarigione del paralitico. non sono due fatti in successione. Ma il credente sa. Gesù andò nella Galilea. convertitevi e credete nel Vangelo». E vi rimase quaranta giorni tentato da Satana. Finito il ciclo dei giorni sempre uguali. " Convertitevi. estasi. e andarsene libero nel sole. mentre in realtà porge un invito. Gesù predicava il Vangelo di Dio e diceva: il tempo è compiuto. " Credete al Vangelo: riprova l'emozione di dare ascolto vero a queste parole. Lo Spirito lo sospinse nel deserto. via della vita per muovere verso il proprio fine.. e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. . forse deluso: ma non è questo il mio problema.Anno B In quel tempo.. ritrovarle è ritrovare una vita verticale e una strada nel sole. un cammino sul ciglio di due abissi.18-19. dentro il suo cuore. un fallimento che ti blocca. solo la gioia di chi ritrova la strada della vita. ma è la carne immobile che domanda cammini. quella prigione odiata. che porta scritto "più in là". per un Dio luminoso. È il luogo dell'uomo il quale. Perché ogni tentazione è sempre una scelta tra due amori. Strano perdono: che non è domandato. (Letture: Isaia 43. in quale mare naufragare. Il perdono è detto con un verbo di moto che annuncia partenze.1-12) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 26/02/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar In cammino sull'abisso dell'amore I Domenica di Quaresima. Con me vivrai solo inizi. ma prendere su il lettuccio. nessuna condizione. sempre. È un annuncio buono per tutti. il peccato allontanato e il lettuccio sollevato come un fuscello. ma un unico evento. Dopo che Giovanni fu arrestato. non c'è merito alcuno. ora si apre il tempo del Verbo come pane in tutti i solchi della vita. verso la scelta. Il comandamento base di tutta la legge biblica dice: ho posto davanti a te la vita e la morte.è rimasto senza parole. Marco 2. ma la supplica silenziosa contro un peso che aderisce a te e ti paralizza. non c'è espiazione della colpa. Ed è possibile per grazia. sono ciò che permette all'uomo di camminare verso la pienezza. scegli! Scegli la vita. sentieri nel sole. quello della luce di Dio. eppure il Vangelo è chiaro: Gesù è sospinto dallo Spirito in un pellegrinaggio verso il luogo del cuore. perché Dio stesso si è fatto vicino in Gesù. con amore. 2 Corinzi 1. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Sceglierlo è salvarsi. solo saper accogliere il dono.21-22. la nuova architettura del mondo e dei rapporti umani. uno sbaglio che ti pesa addosso. «non è né angelo né bestia. lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni. Il peccato è raccontato come una paralisi. Noi percepiamo questo verbo come una ingiunzione. intensificazione di vita. Può apparire strano che sia lo Spirito a spingere Gesù verso la prova.18-22. E questo scandalizza i benpensanti di sempre. e il regno di Dio è vicino. dice Pascal. io ti indico la via per le sorgenti.

una per Mosè e una per Elia». non della forza. Marco 1. Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte. gli artisti. Tutto ciò che Gesù ha detto è vero perché il suo corpo splende. balbetta: è bello per noi stare qui.18-22. quale sarà la bellezza del corpo? E se così è il corpo. come forma della storia. Marco 9. come sarà il cuore? Allora Pietro. e possiamo solo camminare non sostare. nella bellezza delle cose. cuore di luce dentro ogni creatura. altrove siamo sempre stranieri. . Gesù prese con sé Pietro. Ma ora io so che «alle sorgenti della bellezza. per l'uomo sfigurato che pesa forse sulla tua memoria.. è posto Gesù di Nazaret» (O. dell'intelligenza. Altrove non è bello. fiamma delle cose. i puri. in disparte. La nostra vocazione altro non è che la fatica tenace e gioiosa di liberare tutta la luce e la bellezza seminate in noi: verità dell'uomo è una luce custodita in un guscio di fragile argilla. Dalla domenica del deserto al Vangelo della luce. Sul monte il volto di Gesù brilla di un contenuto che lo travolge. Scendi dal monte e ti rimane nella memoria l'eco dell'ultima parola: Ascoltate Lui. nella bontà delle persone.16). Il mondo è intriso di luce. (Letture: Genesi 22. perché qui siamo di casa. anticipo del Regno: Regno di luce e di tenerezza perché il suo Corpo è luce e tenerezza.12-15) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 05/03/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La «via lucis» che nasce dall'ascolto II Domenica di Quaresima " Anno B In quel tempo. come forma di Dio. «Una nube li coprì e venne una voce: Ascoltate Lui». (Letture: Genesi 9. abbi fiducia nell'amore in tutte le sue forme. Regno di bellezza e di grazia perché il suo Corpo è bellezza e grazia. Signore. della pace e dell'energia di quelle falde di fuoco presenti nel cosmo. Romani 8.15-18. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. dal volto intriso di luce. nei sacramenti. Clèment). Il mistero di Dio è ormai tutto dentro Gesù. vale a dire: fidati dell'amore. Salmo 24. ma fondati sull'amore. qui è la nostra identità: abitare anche noi una luce. lo sanno gli innamorati. lo sanno tutte le religioni. la visione non fu che un attimo. È bello stare qui: il nostro cuore è a casa soltanto accanto al tuo. di una energia che non si ferma al volto. La nostra via lucis è l'ascolto.9.31-34. Non fidarti di altre cose. con Elia. è bello per noi essere qui. facciamo tre capanne. Credi. Salmo 115. Se la veste è luminosa sopra ogni possibilità umana.per te. perché erano spaventati (. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti. Prendendo la parola. I cristiani altro non sono che coloro che hanno creduto all'amore (1 Gv 4.1-2. «la luce della trasfigurazione che è l'energia stessa di Dio» (G. ma tracima verso l'esterno e cattura la materia degli abiti: Le sue vesti divennero bianche come nessun lavandaio sarebbe capace. rapito su un carro di fuoco e di luce. stordito e sedotto da ciò che vede. talvolta scintilla breve talvolta fiume di fuoco. tutta la bibbia converge su Cristo. neppure al corpo intero. Il Padre prende la parola ma per scomparire dietro la parola del Figlio.. una per te. La buona notizia che Gesù annuncia è l'amore. Con Mosè.8-15.10-13. Non sapeva infatti che cosa dire.2-10). come forma del vivere. davanti a questa bellezza. Sali sul monte per vedere e sei rimandato all'ascolto. Regno di incontri che lega insieme in un nodo di stupore le sei presenze sul monte. Stare qui. Quella luce. Dio è qui e guarisce la vita. 1 Pietro 3. Pietro disse a Gesù: «Rabbì. Sul Tabor il corpo di Gesù trasfigurato racconta Dio.). bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E sento la pressante dolcezza di questa preghiera: riparti da una buona notizia. del denaro. Ma come tante cose belle. Palamas) è ancora disponibile: nella Parola. loro soli.

La croce di Cristo è immeritato eccesso. Salmo 18. non è questione di luoghi (dove si adora? A Gerusalemme o sul monte Garizim?). Non per una sfida a colpi di miracolo. Gesù instaura la religione dell'interiorità. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi . con venerazione. necessario e benedetto: «è per la devozione dei pellegrini. Nel Vangelo vediamo Gesù frequentare talvolta il tempio. ma per una alternativa: tutt'altro è il tempio di Dio. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi. Dio non si merita. Se potessimo imparare a camminare nella vita. i cambiamonete. I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio. tu che ci hai fatti così. Quando i Giudei gli chiedono di giustificare il suo gesto. di forza. si accoglie. fuori dal cuore.1325). È profezia che si rivolge ancora oggi agli abili custodi dei templi. Quell'evento è ancora rivelativo dell'autentica fede evangelica. tanta polvere delle strade di Palestina. c'è il bene più antico del male. villaggi e polvere. Di autenticità. ma molto più spesso la vita. come aveva pensato la Samaritana.1-17. che in noi c'è il bene più forte del male. campi. tentato di instaurare con Dio la legge del mercato.22-25. Ma che interpella ciascuno. a camminare nel cosmo facendo di ogni passo un pellegrinaggio sacro! L'ultima parola del Vangelo oggi dice: «Egli infatti sapeva quello che c'è in ogni uomo». pecore e colombe e. Gesù porta gli uditori su di un altro piano: Distruggete questo tempio e io lo riedificherò. (Letture: Esodo 20. Gesù insegna che Dio ci raggiunge nella vita di tutti i giorni. 1 Corinzi 1. prende su di sé il male e lo porta fuori dal mondo. gratuità assoluta. ricordati che siamo deboli e cadiamo facilmente. avevano ripreso possesso delle loro postazioni. e non a quella dell'istituzione o delle cose. gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi. la salvezza. divina follia. di rinnovare in sé l'eterno errore di pensare che Dio. va fino in fondo alla linea della persona. e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». nella vita interiore e in quella degli altri. case.© riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 12/03/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Gesù porta l'uomo sulla via del cuore III Domenica di Quaresima Anno B Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. lo inchioda sulla croce. O Dio. là seduti. di tenebra nel cuore dell'uomo. che conosci cosa c'è di ansie.. di paura. ma ricordaci anche che siamo tuo tempio. con le pecore e i buoi. e l'amore di domani. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Giovanni 2. è per le elemosine»! Eppure il gesto di Gesù non è rimasto senza effetto. Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» (. ma di spirito e verità.. che in quelli dove è coinvolto denaro. ma che sacrifica se stesso per noi. lago. la croce si possano meritare. recuperate le loro bestie. Il denaro scorreva di nuovo di mano in mano. suo tempio fragile e bellissimo e infinito. Il capovolgimento portato da Gesù è un Dio che non chiede più sacrifici. e li invita a credere più nei progetti dove sono coinvolte persone. di cuore. porta l'uomo sulla via del cuore. Non è questione di templi.) Probabilmente già un'ora dopo i mercanti.

Dio ha tanto amato. nessun sacerdozio. L'amore non conosce altro castigo che castigare se stesso. e rispettando la sua paura lo renderà fedele fino alla fine. Il Padre dà il figlio. preghiamo. (Letture: 2 Cronache 36. E che sono inganni \ lo so. che tutto dice lontanissimi. Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto. amate sono le creature di fango e di perla. è condannare la condanna. sentirmi amato. ma chi non crede è già stato condannato. anzi. Dacci oggi.14-16. e tutti e due sappiamo \ che non potrò \ non ingannarmi ancora (Turoldo). sguardo sull'abisso di Dio. Dio ha tanto amato. per mettermi in cammino. non lo condanna. «Noi non siamo cristiani perché amiamo Dio. Ha tanto amato da dare il suo figlio. così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo. Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama» (Paul Xardel). la risposta del Vangelo è tutta in quell'umile verbo: dare. e li seduce. che «alle spalle mi urta. Promette felicità e libertà. Non è venuto per condannare. nessuna cattedra. Salmo 136. perché le loro opere erano malvagie. L'amore ti fa. l'anti eroe.] Chi fa la verità viene verso la luce. perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. considerando ogni uomo più importante di se stesso.4-10. Ha tanto amato il mondo: terra amata è la nostra. non che io lo amo.1923. con la mia verità di ombre e di paure. è paziente con le sue lentezze. perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. E vedo che Gesù non lo giudica. Se ti domandi che cosa significa amare. Non sono un eroe. infatti. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo. Da allora.19/03/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Amati da Dio: è il mistero della vita IV Domenica di Quaresima Anno B In quel tempo. Giovanni 3. coraggioso al punto di esporsi nel momento più tragico della storia al Calvario. se non c'è amore. Il figlio dà la vita. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto. Dio. ma oggi mi basta. La salvezza è che Lui mi ama.14-21) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 26/03/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar . non sono cattivi. Chi crede in lui non è condannato. nessun profeta potrà mai dire Dio. di fronte mi circonda e su di me pone la mano» (Salmo 139). ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce. Allora l'unica eresia è l'indifferenza " il contrario dell'amore " che sventa anche le trame più forti della storia di Dio. Signore. Signore. Guardo a Nicodemo. Tra i due termini... Efesini 2. sì: la croce è «il giudizio del giudizio» (Massimo il Confessore). preferiscono le tenebre perché l'angelo della notte si maschera da angelo della luce e li inganna. estranei. perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio». Da dove viene questo dramma del preferire la notte? Da dove il tremendo fascino del nulla? E so di poter dire. Dio e mondo. il Vangelo indica un punto di incontro. Parola dove la mia fede prende anima e respiro: nucleo incandescente della storia. nella vita. [. Tra Dio e mondo ciò che stabilisce il contatto è l'amore. e ogni passo è penetrare più a fondo dentro l'amore. ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo. che scivola da Gesù furtivo tra le ombre della sera. ma abbia la vita eterna. con l'eco che hanno le cose grandi: i tuoi figli. allontanare la lontananza. Ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce. si ingannano facilmente. incomunicabili. il pane che ci fa vivere. datore di vita.

Gloria dell'uomo è il molto frutto di vita. Tuo è solo ciò che hai donato. attirerò tutti a me. Il centro della frase non è il morire. Così è ogni uomo: un quasi niente che però contiene invisibili e impensate energie. tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci.Dal nulla il frutto di una vita nuova V Domenica di Quaresima Anno B In quel tempo. e ama a tal punto. Eloì. in lui splende la gloria del Padre e la gloria dell'uomo. Innalzato. che non è andato alla morte col sorriso sulle labbra. Chicco di grano che prendi in mano e sembra una cosa morta. Non dare. mentre passa ed è già oltre. Ebrei 5. verso la mia casa. Questi si avvicinarono a Filippo. mi segua.]. rimane solo. il suo amore inerme e lucido. Alto sui campi della morte. ma con un atto di fede. verso la mia gloria. Vivere è dare vita. si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. lemà . Padre salvami. Seguire Cristo.]. ma il molto frutto. Poiché è uomo di carne e di paure. nella terra arida del mio lavoro. dolce e implacabile. che era di Betsàida di Galilea. e gli domandarono: «Signore. Chi vuole lavorare con me. la gloria dell'umano. Gesù. (Letture: Geremia 31. gioia. Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!» [. è amore che seduce. In verità. non propone una dottrina. un cuore pronto a gemmare di pane e di abbracci.. ma Lui prende questo quasi niente e lo salva. non muore. la conserverà per la vita eterna. lontano dal clamore e dal rumore. là sarà anche il mio servitore [. e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.. libertà. Come accade per l'amore: è tuo solo se è per qualcuno. Filippo andò a dirlo ad Andrea. Chi ama la propria vita. Se uno mi vuole servire. realizza il disegno creatore del Padre: restaurare la pienezza. il quasi niente: io non ho cose importanti da dare. Alto sui campi della vita. L'anima mia è turbata. rinnovando le sue opere. E mi attira.31-34. ne ricava molto frutto. è già morire. la perde e chi odia la propria vita in questo mondo. Perché mi dicono che ha avuto paura come un coraggioso. che ha amato la vita con tutte le sue fibre. il suo amore inerme e virile insieme. se invece muore produce molto frutto. Lo sguardo del Signore è sulla fecondità. L'unica visione che ci è concessa è la sequela. mentre è un nodo di vita. non sul sacrificio.. Mi possono togliere tutto il Vangelo. una cosa dura e spenta. Giovanni 12. nella terra buona della mia famiglia. caduto nel silenzio. così noi vediamo Gesù solo camminando dietro a lui. collaborando al suo compito: portare molto frutto. seminato giorno per giorno. se invece muore.20-33) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 02/04/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Quella morte che rivela il cuore di Dio Domenica delle Palme " Anno B (. Come Mosè che vede Dio solo di spalle.. Gesù rispose loro: «È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. vogliamo vedere Gesù». caduto in terra. Se il chicco di grano caduto in terra non muore.. e dove sono io. Un chicco di grano. uomo esemplare. Gloria di Dio è una terra che fiorisce.) Quando fu mezzogiorno. glorifica il tuo nome». ma non i turbamenti di Gesù. Per rispondere alla richiesta che interpella ogni discepolo: vogliamo vedere Gesù. Gesù gridò a gran voce: «Eloì. senza smania di visibilità e di grandezza. Salmo 50.. in verità io vi dico: se il chicco di grano. Padre. unico modo per vederlo. rimane solo.7-9. produce molto frutto. Gesù è amore fatto visibile. dove pulsano germogli. mi segua. Sarò un chicco di grano. nella terra amara dei giorni delle lacrime. Alle tre. verso il molto frutto. Mi danno tanta forza come per uno trovare un tesoro. l'uomo che mette gemme di luce e di amore.

«A fare il cristiano non sono i riti religiosi. dando un forte grido. nelle notti. ecco la prima parola di un uomo. Io so che non capirò mai la croce. rivelazione del cuore di Dio. sono con Gesù. Dio mio. Solo un Dio non scende dal legno. Ma se è affidato al Padre. gridavano.. Veramente quest'uomo era Figlio di Dio! Quando la Parola di Dio è diventata grido. La Chiesa nasce. E chi ama di più si prepari a patire di più» (sant'Agostino). e non ho saputo avvicinarmi. Correvano insieme tutti e due. Uno corse a inzuppare di aceto una spugna. ma il patire di un Dio appassionato. Primo nucleo di Chiesa. Si consegna alla Notte. La fede è abbandonarsi all'abbandonato amore. come le donne al Calvario. non possono staccare gli occhi da lui... di far tremare la pietra di ogni nostro sepolcro. quella del più forte. ma il partecipare alla sofferenza di Dio» (Dietrich Bonhoffer). Il centurione. quello che Gesù amava [. Giunse intanto anche Simon Pietro. ma avvolto in un luogo a parte. disse: «Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!». Ecco l'uomo! Appare al balcone dell'universo il volto di Gesù intriso di sangue. Ogni grido.] vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là.47). un soldato esperto di morte. ma Cristo non è venuto perché lo comprendessimo. chiama Elia!». Scendi dalla croce.. Che cosa ha visto nell'agonia di un morente da fargli pronunciare il primo atto di fede cristiano? L'esperto di morte in quella morte ha visto Dio. lasciandoci semplicemente sollevare da lui. può sembrare una sconfitta. vediamo se viene Elia a farlo scendere». ha il potere. guardano Gesù con lo stesso sguardo di passione con cui Dio guarda l'uomo. Le donne. Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. dalla contemplazione del volto del crocifisso. l'uomo non regge questo amore. ogni abbandono. Salmo 21..1-15. Udendo questo. si abbandono all'Altro per gli altri. «Amare significa patire e appassionarsi. senza che noi lo sappiamo. alcuni dei presenti dicevano: «Ecco. spirò. ultimo nucleo fedele. e il sudario " che era stato sul suo capo " non posato là con i teli. Si chinò. la fissò su una canna e gli dava da bere. Ma Gesù. Allora entrò . dicendo: «Aspettate. che lo seguiva. che significa: «Dio mio. ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. L'ha visto nella morte. Morire così è cosa da Dio. (Letture: Isaia 50. rappresentandoci tutti nei nostri abbandoni. Filippesi 2. Ecco il Figlio di Dio! Ciò che appare non è lo splendore dell'eterno. ma non entrò. da cima a fondo. «Dio prima patì e poi si incarnò. Ma se scende non è Dio. Lo vedo in Cristo.4-7.. Gesù non ha avuto nemici tra le donne. oggi come allora. ma perché ci aggrappassimo alla sua croce. nelle desolazioni. perché mi hai abbandonato?».»). che si trovava di fronte a lui. non nella risurrezione.sabactàni?».6-11. avendolo visto spirare in quel modo. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 09/04/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Chi ha conosciuto l'amore crederà Pasqua di risurrezione del Signore Maria di Màgdala [. è ancora la logica umana che vince. si immergono in lui. è troppo limpido. Caritas est passio» (Origene). vide i teli posati là. e passa dall'abbandono di Dio («perché mi hai abbandonato?») all'abbandono a Dio («nelle tue mani. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo. Patì vedendo la condizione dell'uomo. poi è diventata muta. Il velo del tempio si squarciò in due. nei sentieri indifesi della storia dell'uomo. solo fra loro non aveva nemici.]. Marco 14. Il dolore sotto cui vacilla è il dolore di tutti gli uomini: molte volte ho visto il volto di Dio cosparso di sangue lungo le strade della vita sempre uguale. Patì perché l'amore è passione. che stavano ad osservare da lontano.

Nella storia umana manca un corpo per chiudere in pareggio il conto degli uccisi. Colossesi 3. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura. il tradimento di Pietro in atto di fede. E i discepoli gioirono al vedere il Signore (. Un detto medievale afferma: i sapienti camminano. i giusti corrono. Vide i teli posati là./ non ti vedrò Signore» (C. bello perché la vita si riaccende di vita. questo pianeta di tombe. chiamato Dìdimo. Giovanni ha il cuore pronto a bruciare la distanza tra Gerusalemme e il giardino.). l'intelligenza del cuore. dove le piaghe della vita possono distillare guarigione. solo gli innamorati volano. mostrò loro le mani e il fianco. Corrono. Pasqua è il tema più arduo e più bello di tutta la Bibbia. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso . Chi ama o è amato capisce di più.Cremonesi). che cioè egli doveva risorgere dai morti. se credo. che Gesù amava. Anche di Pietro è detto che vide.Tommaso.1-4. il suo bilancio è in deficit. Giovanni 20. Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco. Maria corse da Simone e dall'altro discepolo. il primo della settimana. Pasqua: «Il buon profumo di Cristo è odore di vita per la vita» (2 Cor 2. È pronto perché amato: «ti vedrò nell'amore avuto e dato. che è il tirarci fuori dalla perdizione. 1-9) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 16/04/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Arrendersi all'amore come Tommaso II Domenica di Pasqua -Anno B La sera di quel giorno. tra i segni e il loro significato. dalle acque che ci minacciano. stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei. dove il carnefice non ha ragione della sua vittima in eterno.16). chi ama è sempre in ritardo sulla fame di abbracci. la maledizione in benedizione. merita la fretta dell'amore: l'amore ha sempre fretta. dove il male non vince. Giovanni crede perché i segni sono eloquenti solo per il cuore che sa leggerli. Arduo perché va contro ogni evidenza e ogni logica.. Il primo segno di Pasqua è il sepolcro vuoto.. Salmo 117. il mio difetto in energia nuova. venne Gesù. corse più veloce. capisce più a fondo. ma non che credette. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». e vide e credette.37-43. Manca un corpo al bilancio della violenza. correvano insieme Pietro e Giovanni. Giovanni arriva prima di Pietro. i suoi conti sono in perdita. uno dei Dodici. Giovanni entrò. il corpo assente. capisce prima. L'amato ha «intelletto d'amore» (Dante). io non credo». tra i teli posati là e il corpo assente..34a. Detto questo. Manca un corpo alla contabilità della morte. verso un mondo nuovo. e la vita ha fretta di rotolare via i macigni dall'imboccatura del cuore. Pasqua non porta solo la «salvezza». perché hanno ansia di luce. sospinti da un cuore in tumulto. ma la «redenzione». vide e credette. Perché tutti corrono nel mattino di Pasqua? Che bisogno c'era di correre? Tutto ciò che riguarda Gesù non sopporta mediocrità. che è molto di più. la croce in gloria../ Ma se altro è il tuo cielo. che era giunto per primo al sepolcro.anche l'altro discepolo. L'altro discepolo. che è trasformare la debolezza in forza. Pasqua solleva la nostra terra. quello che Gesù amava. e a credere in essa. non era con loro quando venne Gesù. (Letture: Atti degli Apostoli 10. arriva per primo a capire il significato della risurrezione. la fuga in una corsa trepida.

nonostante il loro cuore inaffidabile e il mio cuore lento: venne Gesù e stette in mezzo a loro.. toccate. e non per essere acclamato. «Non sono un fantasma». ma il Dio intrecciato con la mia vita. un fantasma non ha carne e ossa. credevano di vedere un fantasma. E lo stesso fa anche con me. non da una rievocazione. se tardo ad aprire «otto giorni dopo» è ancora lì.) Aria di paura in quella casa. (Letture: Atti 4.. egli lo prese e lo mangiò davanti a loro [. paziente di segni e di pace. si arrende all'amore che ha scritto il suo racconto sul corpo di Gesù con l'alfabeto delle ferite. altri ti porteranno. la proiezione di un bisogno. Mio come lo è il respiro e.. Stette in mezzo a loro: Gesù si fa presenza. e disse a Tommaso. resta qui. Viene.32-35. tendi la tua mano. di come si erano comportati nella notte del tradimento.. così come il mattino di Pasqua alle lacrime di Maria. corpo offerto ai dubbi e alle paure dei suoi amici.. 1 Giovanni 5. che a sua volta non lo esclude: comunità. rispettoso perfino delle nostre paure: venne Gesù ancora a porte chiuse. come vedete che io ho». Tommaso. Mi conforta pensare che.1-6. è Gesù. Salmo 117. nei giorni del dubbio. e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate. ci chiede di arrenderci a un vangelo concreto. Paura dei Giudei. che non evoca il Dio dei libri. quando credere è solo desiderio di credere: si propone di nuovo. senza. mostrò loro le mani e i piedi. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito. certo. non ti puoi sbagliare. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati. attento ai dubbi dei suoi amici. un sogno troppo bello per essere vero? Per aiutare la mia fede pronuncia allora i verbi più semplici e più familiari: «Guardate. senza. Dentro una comunità che per otto giorni contiene e porta anche l'incredulità di uno dei suoi membri migliori. Tommaso non crede. il Dio degli altri. Il ricordo.. di . © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 23/04/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Un Dio che si fa vita quotidiana III Domenica di Pasqua Anno B Mentre essi parlavano di queste cose. Eppure Gesù viene. Tommaso si arrende. La Chiesa è nata da una presenza. Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». ma anche e soprattutto paura di se stessi. E passa dall'incredulità all'estasi: «Mio Signore e mio Dio».1931). La fede non è nata dal ricordo di Gesù. Mio perché è parte di me. al massimo può far nascere una scuola. di mani. per quanto vivo. come l'amata del Cantico dice: «Il mio amato è per me e io sono per Lui». assenza e poi più ardente presenza. Sconvolti e pieni di paura. Lascia gli altri dieci al sicuro e si avvicina a colui che dubita: metti qua il tuo dito. A Tommaso basta questo gesto: colui che si mette nelle tue mani.. non basta a rendere viva una persona. eppure non se ne va. indelebili come l'amore di Dio. non si dice che abbia toccato.]. non sarei. Si fa umile e concreto. Giovanni 20. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore. un'emozione. se trova chiuso.(. della propria viltà. Dicendo questo. Gesù viene. altri saranno testimoni e memoria viva. luogo della fede. rimane lì con il gruppo. per te. non sentirti escluso. Il lamento di Gesù giunge fino a me: chi sono io per te? Qualche idea vaga. Voglio custodire in me questo aggettivo come una riserva di coraggio per la mia fede: Mio Signore! Piccola parola che cambia tutto. ma per andare in cerca proprio dell'agnello smarrito nel piccolo gregge degli undici. disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Mio come lo è il cuore e.. voce che non giudica ma incoraggia. Così tu quando è debole la tua fede. Gesù non se ne va. non vivrei. mangiamo insieme!».

guardate». di villaggi. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita. di bicchieri d'acqua. Perché finora abbiamo capito solo ciò che ci faceva comodo. con gli istinti. il gesto quotidiano della vita che va e continua. «Nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono». è sangue vivo dei giorni. conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. Salmo 4. un Dio capace di piangere. Lui è l'amico che dà sapore al pane. con il dolore o la carezza di una creatura. Con la formula solenne delle rivelazioni. 1 Giovanni 2. ma nel suo mangiare con me pane e sogni. capace. Io do la . di olivi. Gesù è lo stesso ed è diverso. è il sangue della primavera del mondo. «Avete qualcosa da mangiare?». Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Io sono il pastore bello. Ma dove oggi toccare il Signore? Forse lo tocco quando Lui mi tocca: con il bruciore del cuore.pane. Gesù afferma: Io sono il buon pastore. E mi assicura che la mia salvezza non sta nei miei digiuni per lui. Gesù disse: «Io sono il buon pastore. di occhi negli occhi. di pesci. dopo tre anni di strade. lì lo posso toccare. Il perdono è la certezza che nulla e nessuno è definitivamente perduto. (Letture: Atti degli Apostoli 3. Ha braccia anche per me. offerta mai revocata e irrevocabile di comunione. e la bellezza del pastore. se leggi con passione e intelligenza la Parola. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Cristo non è un fantasma. è questo il filo rosso dell'intera opera di Dio. Perché la Risurrezione non è semplicemente ritornare alla vita di prima: è trasformazione. se ti fai mendicante affamato di senso. il suo fascino stanno in questo slancio vitale inarrestabile. E il respiro stretto del cuore entra nel respiro largo del cielo. la sua vicinanza è un contagio di vita. «Aprì loro la mente per comprendere le Scritture». Siamo stati capaci di conciliare il Vangelo con tutto: con la logica della guerra. è offrire vita. tornando. abbandona le pecore e fugge. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Il primo gesto del Signore è. Ciò che il pastore offre è la vita. Lo conoscevano bene Gesù. dice letteralmente il testo greco. L'Opus Dei. per toccare e farsi toccare. sempre. Per farci capire cosa intende per «buono». perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. e il lupo le rapisce e le disperde.13-15. con l'idolo dell'economia. di rendere la mia speranza amore. Mangiare è il segno della vita. con una gioia eccessiva. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio». di una comunione ritrovata. farlo insieme è il segno più eloquente di un legame rifatto. eppure ora non lo riconoscono. è il trionfo della vita.1-5a. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. è vestito di umanità. anfora che si esercita a ricevere più vita. per poi riprenderla di nuovo. carezza e sudore.35-48) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 30/04/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il segreto della vita consiste nel dare IV Domenica di Pasqua Anno B In quel tempo. riaccensione del cuore spento. una offerta di comunione: «toccatemi. e do la mia vita per le pecore. così come il Padre conosce me e io conosco il Padre. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge. a un Dio che ha deciso di farsi carne e ossa. con le piaghe della terra. è il medesimo ed è trasformato.17-19. Io sono il buon pastore. un solo pastore. E non so immaginare migliore avventura: io sono vaso che accoglie vita. nella gioia di vedere la vita fiorire in tutte le sue forme. Luca 24. di briciole. è quello di prima ed è altro. La gente è il corpo di Dio. con una gioia umilissima. il grande lavoro di Dio. Il mercenario " che non è pastore e al quale le pecore non appartengono " vede venire il lupo. per cinque volte ripete il verbo offrire.

e io in lui. vince. perché se il pastore muore le pecore sono abbandonate e il lupo rapisce. il vasaio argilla. Questo ho imparato da Gesù. mani trafitte offerte a Tommaso. (Letture: At 4. E con il diventare pastori buoni. il Creatore creatura. All'inizio della primavera. come hanno compreso gli apostoli: della vite che dà linfa al tralcio (Giovanni). entri nella malattia. mani che scrivono nella polvere e non scagliano pietre. salita misteriosamente lungo il tronco. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi. mani che proteggono la fiammella smorta. mani impigliate nel folto della vita. poi lo raccolgono. che il segreto della vita è dare. Non un comando ma il comando. mani di pastore. Rimanete in me e io in voi. Avevamo sempre pensato che Dio fosse il buon padrone del campo. non come voce che impone ma come il segreto della vita. chiedete quello che volete e vi sarà fatto. Dare la vita è innanzitutto offrire il segreto della vita. Ogni tralcio che in me non porta frutto. Dio è in me. sillaba per sillaba. lo gettano nel fuoco e lo bruciano. attraverso . minimo gregge affidato alle nostre cure. il solo che per i cieli mi fa camminare (Turoldo). il vignaiolo attende che la linfa. come una goccia. Tra poco cominceranno a profumare i fiori della vite. mani sugli occhi del cieco. 1 Gv 3. l'ha inventata ma soprattutto la scrive. Ma perché per stare bene ogni uomo deve dare? Perché questa è la legge della vita. voi i tralci. nostro pane che ci fa quotidianamente dipendenti dal cielo. che la vita è dono. il seminatore si è fatto seme. Dio è in me. mio padre diceva: è la vite che va in amore! Se la stessa linfa scorre in Cristo vite e in me tralcio. perché io sia intriso di Dio. Sal 117. che l'asse della storia è il dono. Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. a causa della parola che vi ho annunciato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli». il contadino operoso e fiducioso. Voi siete già puri. dell'ulivo innestato che trasmette potenza buona al ramo selvatico (Paolo).11-18) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 07/05/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Una linfa d'amore che porta la vita V Domenica di Pasqua Anno B In quel tempo.8-12. e ogni tralcio che porta frutto. donare. porta molto frutto. non come padrone ma come linfa vitale. Le mani di Dio: mani di pastore contro i lupi. allora anche la mia vita porterà. voi i tralci». Se non dai amore. mai. Dare la vita qui è inteso nel senso primo. di uno che essendo l'autore della vita (Pietro). Se non dai vita attorno a te. Ma ora Gesù afferma qualcosa di assolutamente nuovo: «Io sono la vite. lo taglia. All'apparire di quella lacrima sui tralci. come radice delle mie radici. Da quelle mani nessuno mi rapirà mai. in questo momento. si affacci alla ferita del tralcio potato. quello che ti fa pastore bello e fa bella la tua vita: il comando di offrire. perché senza di me non potete far nulla. che respira in ogni mio respiro.1-2. un'ombra invecchia il cuore. lo pota perché porti più frutto. In Cristo il vignaiolo si è fatto vite. i più piccoli tra i fiori. Il Vangelo si chiude con una frase solenne: questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio. sulle tavole di carne che sono io. La felicità di questa nostra vita ha a che fare con il dono. così neanche voi se non rimanete in me. Chi rimane in me. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite. Gv 10. Perché così fa Dio. uccide. Dio è in me. belli. che ogni uomo per stare bene deve dare. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca. di un piccolo.vita: offrire la vita non significa per prima cosa morire. Io sono la vite. come una lacrima. Come passeri abbiamo il nido nelle sue mani. Linfa divina che ci fa vivere.

E perfino le mie spine ha fatto rifiorire. Voi siete miei amici. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Gesù indica le condizioni per stare dentro l'amore: osservate i miei comandamenti. dipendenza oscura o necessità storica. non ubbidienza ma espansione. il nome nuovo della morale evangelica non è sacrificio ma fecondità. Questa è la perfezione: maturare e dimenticarsi nel dono. Non di penitenze c'è bisogno. C'è una linfa che sale dalla radice del mondo. Tutto procede un traguardo. Non vi chiamo più servi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. è qui. e in alto apre la corteccia che sembrava secca e morta e la incide di fiori e di foglie. perché il servo non sa quello che fa il suo padrone.18-24. noi siamo già in Dio. Il brano è tutto un alternarsi di misura umana e di misura divina nell'amore. Resto nell'amore se faccio le cose che Dio fa. Viene da Dio. nessuna vite. Nessun albero consuma i propri frutti. non vive. trasforma il calore del sole in profumo e il buio della terra in colore. Non voi avete scelto me. Tutto ha inizio da un fatto: tu sei amato (. sale lungo i ceppi di tutte le vigne. non rinuncia ma centuplo. Parole centrale oggi: «rimanete in me». Non basta amare. siamo percorsi da Lui. Gesù non dice semplicemente: amate. E poi «portare frutto». che pianta la sua tenda in mezzo al nostro accampamento. frutti buoni. dice che un amore percorre il mondo. è dentro. Viene da prima di me e va oltre me.. Dio è già in noi. Che non sono il decalogo. e dice a questo piccolo tralcio: «Ho bisogno di te per una vendemmia di sole e di miele». 1 Giovanni 3. ma di frutti con dentro un buon sapore di vita. potrebbe essere solo mero opportunismo. ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga. sono offerti per la gioia e l'alimento delle altre creature.così io ho amato voi). anche io ho amato voi. Quella linfa. anche di un grappolo solo. (Letture: Atti degli Apostoli 9. un sintomo grande: il tuo è un cammino buono. di tutte le vite. L'amore ha ali di fuoco (sant'Ambrogio) che incidono di gioia il cuore. rimarrete nel mio amore. ma prima ancora il modo di agire di Dio. ma vi ho chiamato amici. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. se fate ciò che io vi comando. ma amore. che tante volte ho visto tremare sulla punta del tralcio. essi sono portati. dolce e amico: questo vi dico perché la gioia vostra sia piena. scorre nelle vene dell'essere. perché se non ci amiamo . ve lo conceda. se questo respiro cessa.. colui che libera e fonda alleanze. a dissetare l'arsura delle cose.vene d'amore. La gioia è un attimo immenso. Se osserverete i miei comandamenti.1-8) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 14/05/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La misura dell'amore è dare senza limiti VI Domenica di Pasqua Anno B In quel tempo. Rimanete nel mio amore.26-31. Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me. ad un misterioso segnale della terra e del sole. non c'è da cercarlo lontano. quella goccia d'amore. perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome. che neppure arriva più a stupirci. La liturgia propone una di quelle pagine in cui pare custodita l'essenza del cristianesimo. perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. ne deriva una conseguenza: ogni essere vivente respira non soltanto aria. E per un miracolo. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Ho bisogno di te. Giovanni 15. perché senza i vostri tralci la vite è sterile. è umile immagine di Dio.

1 Giovanni 4. sottile come il respiro. Salmo 97. perché la senti cantare dentro. Undici uomini che non hanno capito molto del Vangelo. di pane. Nel Vangelo il verbo amare è sempre tradotto con il verbo dare (non c'è amore più grande che dare la vita). dentro un verbo brevissimo. come lampada nel buio. fra veleni e fatiche. di veste. assente e meno assente che mai. continuo a starci. se berranno qualche veleno. Gesù se ne va! Con un atto di enorme fiducia negli uomini «Ce la farete» dice. Amore che non protegge. ma solo per comunione ed empatia d'amico. ma chi non crederà sarà condannato. Cristo se ne va con un atto di fede nell'uomo. Cristo non si è spostato di luogo. cioè tutto. E poi di nuovo la misura assoluta dell'amore. oltre il cielo e dentro tutte le cose. non recherà loro danno. oltre ogni forma e più intimo a me di me stesso. di accompagnarli ancora. imporranno le mani ai malati e questi guariranno». di libertà e di conflitti sembrano chiudersi con un bilancio fallimentare: undici uomini impauriti che stanno a fissare il cielo. materia di cui è fatto Dio e respiro dell'uomo. loro capivano il regno di Israele. che spiega tutto: dare. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni. dice uguaglianza e gioia. 44-48. l'amicizia. i testacoda della volontà. 9-17) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 21/05/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Un'assenza che è ardente presenza Ascensione del Signore Anno B In quel tempo. Tre anni di predicazione. perché l'unica misura dell'amore è amare senza misura. Ma poi ecco che è Lui ad assumere un nostro modo di amare. Noi restiamo nella storia a fidarci di un corpo assente. è andato oltre. di acqua. Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. di tempo donato. non già sentire o emozionarsi. E diventa Dio la misura dell'amore. io salverò un pezzetto di Dio in me. parleranno lingue nuove. Egli è il Vicino-lontano. è andato avanti. L'amicizia è umanissimo strumento di rivelazione: tutto ho fatto conoscere a voi: il tutto di una vita non si impara da lezioni o da comandi. possente come le grandi acque. come scrive la mistica Margherita Porete. a sorpresa. E invece di restare con loro. Il Vangelo. io non sono misura a nessuno. Lui parlava del Regno di Dio. prenderanno in mano serpenti e. da me custodito e che mi custodisce. Giovanni 15. La sua assenza è diventata una più ardente presenza. se nell'ultimo incontro domandano: «È adesso che rifondiamo il regno di Israele?». di spiegare ancora. 25-27. Conosco gli sbandamenti del cuore. Non dice neanche: amate gli altri con la misura con cui amate voi stessi. oggi parla più degli apostoli che di . L'amicizia è un mettersi alla pari. 7-10. Fra sangue e miracoli. remoto e prossimo. di strade condivise. amore che ti assedia ed è a sua volta assediato. come agnello tra i lupi. Dice invece: amatevi come io vi ho amato. a fidarci di una Voce! Io sto con la Voce. (Letture: Atti 10. Il Signore Gesù. fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato.ci distruggiamo. quasi un affare di mani. dentro il gruppo e non al di sopra. mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano. ma espone. dopo aver parlato con loro. Cristo non è andato in alto. Ma Cristo non se ne è andato se non dai nostri sguardi. lo aiuterò a incarnarsi ancora in queste strade. tra parole inascoltate e parole potenti. lui a vestirsi di una misura umana (voi siete miei amici). Allora essi partirono e predicarono dappertutto. ma dare. la senti riaccenderti e farti cuore. 34-35. di porte varcate. Io ce la farò. Dare la vita. Minacciato amore.

non ho parole.1-13. Non ho un mio amore se non è sinergia con l'amore di Dio. Essere umani ed essere respiro di Dio è la stessa cosa. Soffiò il suo respiro su ciascuno e su tutti: «Ricevete lo Spirito Santo». lo Spirito della verità. come all'origine lo ha ricevuto Adamo. ma soltanto a partire dal mondo di Dio. che io vi manderò dal Padre. non la soluzione di tutti i problemi. lo Spirito della verità che procede dal Padre. mandati a costruire fraternità Domenica di Pentecoste Anno B In quel tempo. o a quello dell'uomo che intreccia il suo respiro con quello di Dio. ma semplicemente: «Annunciate». Non le mie idee più belle. la storia di Cristo. Vorrei capovolgere questa preghiera e dire: Sono io che non ho mani se non sono le mani di Cristo. o al modo di vivere di Cristo. «Gesù venne a porte chiuse. A compiere l'identica missione: di un Figlio . L'umanità dell'uomo è la divinità in lui. E mi sembra persino facile. per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Adamo che nasce dal soffio di Dio è soffio di Dio.15-20) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 28/05/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Nati dal «respiro di Dio». Di una missione che ricevono. Molte cose ho ancora da dirvi. la sua diversità radicale rispetto a tutte le altre creature. Quando verrà lui. La Bibbia è un libro pieno di strade e di vento. e divenne un essere vivente. non desideri o sogni veri. Una famosa preghiera dice: «Cristo non ha mani se non le nostre mani. sinergia degli amori. strade che convergono e ripartono. E questo è così vero che in san Paolo non si riesce quasi mai a capire fino a che punto la parola spirito si riferisca alla terza Persona della Trinità. quando lo amo e lo respiro! L'ultimo versetto chiude il Vangelo di Marco e al contempo apre il mio: «Il Signore operava insieme con loro». Cristo. non ha piedi se non i nostri piedi». egli darà testimonianza di me. (Letture: Atti degli Apostoli 1. Niente altro. il suo lavoro è la vita. si fermò in mezzo a loro» e con un gesto inusuale mai registrato prima «alitò» su di loro. Salmo 46. Non dice: organizzate. così io mando voi». non una politica o una teologia migliori: solo il Vangelo. come Pentecoste: vento impetuoso e respiro leggero. ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. trasformazione. perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. il Vicino-lontano. io " pur con tutte le mie inconsistenze " sono respiro di Dio. Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito. «Come il Padre ha mandato me. non si spiega a partire dalla nostra appartenenza al mondo animale. Tutto quello che il Padre possiede è mio. emanate leggi. Egli mi glorificherà. Io non sono un semplice affinamento della catena animale ma diversità che viene dalla divinità. Lo Spirito presiede alle nascite. se non sono quelli venuti dal Vangelo. Lo specifico dell'umano è il divino in noi.1-11. occupate i posti chiave. Gesù risponde con una delle parole più alte per la nostra vita spirituale: «Chiunque è nato dallo Spirito è Spirito». e anche voi date testimonianza. forza del cuore. è ciò che fa vivere Dio. vita. e io con loro: «Annunciate». Lo Spirito è il respiro di Dio. vi guiderà a tutta la verità.Gesù. perché siete con me fin dal principio. ma di comunione! L'umanità dell'uomo. L'uomo è uomo per il respiro di Dio in lui. Marco 16. perché non parlerà da se stesso. Nicodemo a Gesù: «Come è possibile rinascere?». Non di confusione si tratta. ciò che fa sì che noi non siamo il primate evoluto che eravamo. con tutto il suo corteo di manifestazioni: creazione. Io che non ho voce. Nella Bibbia la parola più legata a Spirito Santo è "nascita". Ricevetelo. Che cosa? Il Vangelo. alito di vita nelle sue narici. Il verbo greco suona così: «Il Signore era la loro energia». Efesini 4.

Piccoli e abbracciati. fai avanzare. battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. come un bambino forte della forza che lo stringe. Matteo 28.1-11. come lo Spirito. Quando lo videro. il senso del suo esserci: introdurre gli uomini nella vita divina. Il battesimo ci è dato a protezione di una lunga felicità. Che i vostri figli imparino ad amare! Non c'è bisogno d'altro per affacciarsi sull'orlo del mistero. Immersione felice assicura Mosè: «Tutto questo è detto perché siate felici voi e i vostri figli!». purifichi. Della Trinità il Vangelo non offre formule o concetti. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli. per le vele del mondo. e sia sommersa.14-17. Insegnate ad essere felici dice Mosè. La Trinità ha nomi che abbracciano e fanno vivere. pur senza capirlo tutto. La sua vita non è estranea né alla fragilità né alla bellezza della carne. Eppure il dubbio non arresta l'azione del Signore.16-25. (Letture: Atti 2. dono estremo. Nella fede c'è tanta luce quanta serve per credere e tanta oscurità quanto basta per dubitare. Essi però dubitarono. che vibra di comunione.12-15. come si insegna una strada dell'anima che si è percorsa davvero. il suo testamento. sul monte che Gesù aveva loro indicato. Gesù conferisce all'uomo spirituale un potere anteriore a tutti i riti della penitenza. (Letture: Deuteronomio 4. insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Insegnate a donare. «e dello Spirito» che presiede ad ogni nascita e ad ogni ricominciamento. anche tu strada e vento. più profondo di tutte le formule di assoluzione. dice Paolo. «Alcuni. lievito. Ancora non è stanco di avvicinarsi.32-34.. non al dolore né alla felicità dell'uomo. liberi. Romani 8. ma un racconto: sul monte Gesù si avvicinò a loro. e sia sollevata dalla sua onda mite e possente! Fate entrare ogni vita nella vita di Dio. Se vivi il progetto di Cristo anche tu togli il male. Battezzare significa immergere: immergete ogni vita dentro l'oceano di Dio. Neanche Dio può stare solo. 16. grido. Salmo 32. E che cosa è questo tutto? Gesù stesso lo riassume in una parola: «Amatevi». Immersione esigente. fino alla fine del mondo». E questo fin dal principio. però. un vento in cui naviga l'intero creato. Missione della Trinità e degli Undici. sorgente dell'essere. Salmo 103. nella Croce che è amore fino alla fine. io sono con voi tutti i giorni.16-20) . un soffio. gli undici discepoli andarono in Galilea. per Paolo. di venire incontro.venuto perché tutti gli uomini si scoprano figli e vivano da fratelli. Non sono loro che portano l'annuncio. Una promessa di felicità «Battezzate nel nome del Padre»: cuore che pulsa nel cuore del mondo. dubitavano».. si prostrarono. di impegnarsi in una amata vicinanza. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Galati 5. il cuore della fede. custodi del mistero. di un crocifisso amore che toglie il peccato del mondo: «Vi do il potere di togliere i peccati». scuola di vita Santissima Trinità Anno B In quel tempo. Ed ecco. è l'annuncio che porta loro. «Insegnate a osservare tutto ciò che vi ho comandato». Questo e non altro è il compito della Chiesa. che si sentono piccoli ma abbracciati dal mistero. seme.26-27.) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 04/06/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Trinità: storia d'amore.39-40. «Battezzate ogni creatura». «e del Figlio» nella fragilità di un Dio che si è fatto carne. Giovanni 15. i piccoli abbracciati: insegnate ad amare come si insegna un'arte che si conosce bene. Sono le ultime parole di Cristo. perché immersi dentro un respiro. Il Signore non convoca le migliori intelligenze del tempo ma undici pescatori che sanno di non sapere.

22-26) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 18/06/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar . finisco per dedicargli il silenzio. gesto. ecco il meglio di me». lo splendore dentro l'argilla. Marco 14. lago. dicendo: «Prendete. la carne in casa di Dio. che nel nostro cuore metta radici il suo coraggio. ma semplicemente. il peso e il duro della croce. Il Signore non ci ha portato solo la salvezza. cuore. il centro che pulsa fino ai margini. Norma di vita è dedicare la vita.© riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 11/06/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La legge suprema dell'esistenza è il dono di se stessi Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo Anno B Il primo giorno degli Àzzimi (. la maledizione in benedizione. che è il suo progetto. Che trova casa. ad ogni comunione. il pianto in danza.3-8. uscirono verso il monte degli Ulivi. Così va il mondo di Dio. Il sublime dentro il dimesso. un intreccio di ombre e di paure. lo spezzò e lo diede loro. questo è il mio corpo». sono solo un uomo con la sua storia accidentata.. Ad ogni Eucaristia. prese il pane e recitò la benedizione. che è molto di più. Nel suo corpo Gesù ci dà tutto ciò che unisce una persona alle altre: parola. che è versato per molti. Poi prese un calice e rese grazie. Faccio la Comunione. la veste di lutto in abito di gioia. che ha bisogno di cure. la mia divinità. ma la redenzione. ha detto. lo diede loro e ne bevvero tutti. il forte dentro il debole. il corpo. Neanche Dio può stare solo. Le letture bibliche di oggi sono attraversate. redenzione è trasformare la debolezza in forza. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo. Ebrei 9. per un istante almeno. dire «sì» alla comunione. nodo che unisce ciò che era disperso. 12-16. neppure il suo sangue ha conservato: legge suprema dell'esistenza è il dono di sé. il suo lavoro dall'eternità. Quando Gesù ci dà il suo Sangue. 11-15. «Ecco il mio corpo». mi affaccio sull'enormità di ciò che mi sta accadendo: Dio che mi cerca. sono colmo di Dio. ci dà Dio che si fa uomo in ogni uomo. Salvezza è tirar fuori qualcuno dalle acque che lo sommergono. con molti deserti e qualche oasi. e non. Dopo aver cantato l'inno. Dio che è arrivato. come ci saremmo aspettati: «ecco la mia mente. Neppure il suo corpo ha tenuto per sé. Che entra. Che assedia i dubbi del cuore. e sia amica. ascolto.. sepolcro vuoto. nel regno di Dio». e quel miracolo che è il dono di sé. (Letture: Esodo 24. sguardo. poveramente. che io gli vada bene così come sono. Dio in cammino verso di me. Non ho doni da offrire. come un filo rosso. comunione. E quello che mi pare incredibile è che Dio faccia un patto di sangue proprio con me. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza. legame. unico modo perché la storia sia. la mia volontà. Salmo 115. Nel suo corpo ci dà tutta una storia: mangiatoia. da una parola che riassume il senso della festa del Corpo e sangue del Signore: «alleanza». il rosso della passione. vuole che nelle nostre vene scorra il flusso caldo e perenne della sua vita. strade. ci dà fedeltà fino all'estremo. ogni volta fatico a trovare parole. Dio in me. il tradimento di Pietro in atto d'amore.) mentre mangiavano. Ma io non devo fare altro che accoglierlo.

tanta forza quanta ne basta per il primo colpo di remo. perché sia salvata e viva». E venne uno dei capi della sinagoga. di luce. sul cuscino. La barca sta per affondare e Gesù dorme.1.. e invece Dio risponde dandomi forza. E sono qui a farmi argine e confine alla tua paura. Non ti importa che moriamo? La risposta è senza parole ma ha la voce forte dei gesti: Mi importa di te.Un granello di luce nel buio della paura XII Domenica del Tempo Ordinario . essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva. Tu mi importi al punto che ti ho contato i capelli in capo e tutta la paura che porti nel cuore. dall'arroganza di un amore che non accetta di finire. così Dio è nel cuore oscuro della tempesta. Il mondo geme con le vene aperte. che forzano il venire dell'aurora. mi importa la tua vita. Dio è presente. negli occhi che scrutano la riva. virtù da svegliare ogni giorno XIII domenica Tempo ordinario Anno B In quel tempo. minacciò il vento e disse al mare: «Taci. ma insieme a tutta la mia libertà. Ora una donna. Vorrei che il Signore gridasse subito all'uragano: Taci.8-11. bensì come vuole lui: è sulla mia barca e vuole salvarmi. e dormiva. che nasce dalla passione per la vita.. nel riflesso più profondo delle tue lacrime. lotta contro la malattia e la disperazione e Dio dorme. E il vento cessò [. non mi esenta dalla tempesta ma mi precede. [.. di forza. lo ripetono gli apostoli nella paura. gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani. Perché avete così tanta paura? C'è tanto da attraversare. sta nel riflesso più profondo delle tue lacrime. Salmo 106. Mi troverai dentro di essa. Marco 4. Come granello di senape nel buio della terra. Non interviene al posto mio ma insieme a me.Anno B In quel giorno. tanto che ormai era piena. 2 Corinzi 5. Diceva infatti: . Vorrei essere esentato dalla lotta. e che alla mia angoscia ripetesse: È finita. come lo vide. come il pastore nella valle oscura. Si destò. tanta luce quanta ne serve al primo passo. Andò con lui. come un granello di fiducia. che rimproverasse subito le onde: Calmatevi. spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio.. non t'importa che siamo perduti?». così Dio germoglia e cresce nel cuore dell'ombra. Poche cose sono bibliche come questa lite con Dio.]. Come chicco di grano nel buio della terra. calmati!». il quale. Vorrei che non sorgessero mai tempeste e invece la morte è allevata dentro di noi con il nostro stesso respiro e sangue. di nome Giàiro. L'angoscia lo contesta: Non ti importa niente di noi? Perché dormi? Svegliati! I Salmi traboccano di questo grido. tu sei importante. Mi importano i passeri del cielo e tu vali più di molti passeri. ma non come vorrei io. anzi piuttosto peggiorando. Gesù se ne stava a poppa. venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Sta nelle braccia dei marinai forti sui remi. È la nostra fede bambina che ha bisogno più di miracoli che non di presenza. Ma troppo spesso la religione si è ridotta a una gestione della paura.] ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca. nelle mani che svuotano l'acqua. mi importano i gigli del campo e tu sei più bello di loro. tanta paura motivata.35-41) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 25/06/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La speranza. udito parlare di Gesù. sta nella presa sicura del timoniere. che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici. gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. Egli non è estraneo e non dorme. lo urla Giobbe. Dio non vuole entrare in questo gioco. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. (Letture: Giobbe 38. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro.14-17.

E venne uno dei capi della sinagoga. 2. una potenza che esce da Gesù. che per questo ha ancora più bisogno di Lui. su ogni uomo scende la benedizione delle antiche parole: tu sei portatore di salvezza! «Talità kum»: alzati. ridà bellezza a ciò che è appassito. l'amore. come Gesù. Ora a tua volta darai salute. la scoperta. una potenza che esce da Gesù.1315.7. di ogni appartenenza parziale.) Il Vangelo racconta di due donne guarite. E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male (. sorretto dalla parola di Dio. 13-15). in esse non c'è veleno di morte (Sap 1. fratello sconosciuto. sarò salvata». Gesù dice: «Àlzati». «Figlia mia» dirà Gesù alla donna guarita. ora sì guarita e libera. l'esperienza risponde morte. Nel breve tragitto tra la sponda del lago e la casa di Giàiro è come se Gesù fosse ancora sulla barca in balìa della burrasca. E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male (. il vento della disperazione. Ora una donna. Salmo 29. ora che il cuore impaurito di felicità ode Dio che ti chiama per specchiarsi nei tuoi occhi. Su ogni creatura.13-15. essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva.. rivivi. verbo di ogni nostro mattino. Quella della donna è quasi superstizione. La fanciulla che dorme è la speranza. alzati! Riprendi la gioia. Fragile fede. verticalità a ciò che è stanco. che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici. Per riportare nel . Marco 5. venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. come lo vide. E noi dovremmo. farla alzare.21-43) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 25/06/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La speranza. Adesso sì sei figlia. virtù da svegliare ogni giorno XIII domenica Tempo ordinario Anno B In quel tempo. anzi piuttosto peggiorando. mio amico. risplendi! (Letture: Sapienza 1. per ciascuno Gesù ripete: «Talità kum!».. Là dove l'uomo si è fermato. perché sia salvata e viva». quando ogni giorno è come il giorno di Pasqua.«Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti. Il cuore. la lotta. seme da cui germoglierà l'albero grande. Forse poca cosa. gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. le onde della sofferenza. essere amici della fede a frammenti di ogni creatura. spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio.9. virtù bambina che occorre svegliare ogni giorno. assediato da una folla che porta il veleno della malattia e della morte. Il racconto per due volte parla di fede. Riprendiamo a sillabare lo stupore dell'esistenza: tu. giovane vita. sarò salvata». Dalla tempesta sul lago alla tempesta della vita: la gente che preme. di nome Giàiro. gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani. 2 Corinzi 8. su ogni fiore. Andò con lui. con una parola dolcissima. udito parlare di Gesù. eppure a Dio basta. tu. senza radice di veleno: tu doni salute all'anima. figlio mio!».) Il Vangelo racconta di due donne guarite.. quella di Giàiro è fede sopraffatta d'amore per la figlia.23-24. Ciascuno di noi è quella fanciulla di dodici anni nella casa del pianto. una mano che ti prende per mano.. Dio fa ripartire. mio familiare. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti. Davanti a te Dio ha gridato: «Come sei bello. Eppure nelle creature del mondo c'è salvezza: germoglio che deve ancora fiorire. dice vita. rimettere in cammino. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. tu porti salvezza. Ciascuno ha qualcosa di morto dentro. una mano che ti prende per mano. Dio ti ha fatto buono e sano. Per riportare nel mondo la speranza promessa dalla prima lettura: le creature del mondo sono portatrici di salvezza. godere di ogni segno minimo di fede. il quale.

essere amici della fede a frammenti di ogni creatura. rimettere in cammino. tu porti salvezza. La fanciulla che dorme è la speranza. «Figlia mia» dirà Gesù alla donna guarita. dice vita. tu. E molte domande: Marco ne registra cinque " il numero classico degli interrogativi in serie di cui trabocca la Bibbia ".Anno B In quel tempo. Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. su ogni uomo scende la benedizione delle antiche parole: tu sei portatore di salvezza! «Talità kum»: alzati. assediato da una folla che porta il veleno della malattia e della morte. E si meravigliava della loro incredulità. Ed era per loro motivo di scandalo. per ciascuno Gesù ripete: «Talità kum!».7. Da dove gli vengono queste cose? Da dove questo amore straniero alla terra. eppure a Dio basta. Riprendiamo a sillabare lo stupore dell'esistenza: tu. ora che il cuore impaurito di felicità ode Dio che ti chiama per specchiarsi nei tuoi occhi. farla alzare. quando ogni giorno è come il giorno di Pasqua. la scoperta. Dio ti ha fatto buono e sano. le onde della sofferenza. virtù bambina che occorre svegliare ogni giorno. 13-15). giovane vita. l'amore. Marco 5. E molti.1315. come Gesù. Forse poca cosa. Giunto il sabato. mio amico. figlio mio!». che per questo ha ancora più bisogno di Lui. si mise a insegnare nella sinagoga. rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname. La prima bella caratteristica del Gesù storico: non lascia indifferente nessun ascoltatore. sorretto dalla parola di Dio. Quella della donna è quasi superstizione. Su ogni creatura. di Giuda e di Simone? E le sue sorelle. il vento della disperazione. seme da cui germoglierà l'albero grande. con una parola dolcissima. la lotta. verbo di ogni nostro mattino.13-15.21-43) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 02/07/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Gesù profeta «straniero» in patria XIV Domenica Tempo ordinario . Il racconto per due volte parla di fede. 2 Corinzi 8. quella di Giàiro è fede sopraffatta d'amore per la figlia. ridà bellezza a ciò che è appassito. fratello sconosciuto. non stanno qui da noi?». Ciascuno ha qualcosa di morto dentro. 2. Dalla tempesta sul lago alla tempesta della vita: la gente che preme. verticalità a ciò che è stanco. Nel breve tragitto tra la sponda del lago e la casa di Giàiro è come se Gesù fosse ancora sulla barca in balìa della burrasca. Adesso sì sei figlia. Il cuore. il figlio di Maria. senza radice di veleno: tu doni salute all'anima. Là dove l'uomo si è fermato. godere di ogni segno minimo di fede. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria. risplendi! (Letture: Sapienza 1. dove lui passa fiorisce lo stupore. Dio fa ripartire.9. Ora a tua volta darai salute. alzati! Riprendi la gioia. ascoltando. Salmo 29. rivivi. Fragile fede. di ogni appartenenza parziale. Gesù dice: «Àlzati». Gesù percorreva i villaggi d'intorno. insegnando.mondo la speranza promessa dalla prima lettura: le creature del mondo sono portatrici di salvezza. Ciascuno di noi è quella fanciulla di dodici anni nella casa del pianto. ora sì guarita e libera. queste parole aliene che qui sono in esilio? Il profeta è . Eppure nelle creature del mondo c'è salvezza: germoglio che deve ancora fiorire. su ogni fiore. mio familiare. tra i suoi parenti e in casa sua». Molti ascoltandolo rimanevano stupiti. Davanti a te Dio ha gridato: «Come sei bello. E noi dovremmo. in esse non c'è veleno di morte (Sap 1. E lì non poteva compiere nessun prodigio. l'esperienza risponde morte. ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. il fratello di Giacomo.23-24. di Ioses.

Anno B In quel tempo. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa. felici i poveri. Dio ha deciso di farsi compagnia del suo popolo. l'uomo è portato a dubitare perfino di sé stesso. ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. ma subito si corregge: Solo impose le mani a pochi malati e li guarì. guai a voi farisei che imponete agli altri pesi che non toccate con un dito. perché ogni possesso ti separa dall'altro. E lì non poteva compiere nessun prodigio. andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».1-6) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 09/07/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La condivisione arricchisce la fede XV Domenica del Tempo Ordinario . conosco i suoi difetti uno per uno. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane. dice Marco. la meraviglia dolente dell'amante respinto che però continua ad amare. Non portate nulla per il viaggio. Nient'altro che un bastone a sorreggere il cammino.straniero in patria perché le sue parole vengono da un mondo altro. Partono i discepoli a due a due. ha deciso di essere nel quotidiano di ciascuno. ungevano con olio molti infermi e li guarivano. Marco 6. sono i principi del Regno. A Nazaret tutto dice: hai qui il tuo clan. sapranno almeno che un profeta è in mezzo a loro. né denaro nella cintura. e un amico a sorreggere il cuore. Di un uomo cogliamo solo la linea d'ombra. come stupore. che sei amato. anche minimi. se non diventerete come bambini. questo basta a dare senso alla vita. Se è solo. È importante questo andare a due a due. forse già domani. partiti. tu vieni e seguimi.7-10. lavoratori e contabili: amate i vostri nemici. l'eterno che si insinua nell'istante e nella creatura. questo germe nuovo di comunione. che sei capace di relazioni positive. Salviamo almeno lo stupore! Il brano si chiude con la sorpresa di Gesù. Salmo 122. guardate i fiori del campo e non preoccupatevi. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero. Infatti l'annuncio è fatto a due voci e la prima parola è questo legame. / Se ci ameremo a due a due / ci ameremo tutti. / ma a due a due. nelle cui parole cercare l'evidenza che esisti. a inventare gesti. «Non arriveremo / alla meta ad uno ad uno. Un bastone per appoggiarvi la stanchezza e un amico per appoggiarvi la solitudine. (Letture: Ezechiele 2. e così ci precludiamo lo splendore di epifania del quotidiano. profeta di profezie respinte: ascoltino o non ascoltino. per dire che di noi non è stanco. avere uno su cui contare. 2 Corinzi 12. questo è il mondo. Ed essi.2-5. Hai un lavoro. ma non nutre rancori. / E i figli rideranno / della leggenda nera / dove l'uomo piangeva / in solitudine» (P. Già lo aveva capito Ezechiele. La fede si arricchisce se la condividi. Allora si apre il conflitto tra Nazaret e questo "altrove". Come loro livelliamo tutto verso il basso: è solo un falegname. seme di fuoco in mezzo al cuore. scacciavano molti demòni. Perché tutto ciò che non serve. oggi come in esilio e un giorno. ha dissipato i suoi uomini di Dio. Perché l'uomo non è fra le . Come gli abitanti di Nazaret. una madre. anche noi siamo una generazione che ha sprecato i suoi profeti. è solo stupito.. è il fratello di Ioses. fratelli e sorelle. non ce n'è un altro. rimanetevi finché non sarete partiti di lì. pesa. né sacca.. Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. tra il quotidiano e l'oltre. Eluard). proclamarono che la gente si convertisse. lascia i morti seppellire i loro morti. lo conosco bene. L'amore non è stanco. il Dio rifiutato si fa ancora guarigione. Cosa vai cercando con il cuore fra le nuvole? E invece il giovane rabbi spiazzava figli e genitori. L'amore respinto continua ad amare. la sinagoga e il Libro.

povero di tutto. Nella casa. d'umanità guarita. di pane condiviso e di fiducia. ma non di amici. il Signore concede ciò che ha veramente promesso. Il cristianesimo deve essere significativo lì. Il mondo è un immenso dramma. Lo fa in un giorno di lacrime. ma non senza case amiche dove confortare il cuore. Sceso dalla barca. vede più lontano. per dare ali al cuore. il successo non lo esalta. Là dove la vita celebra la sua festa e piange le sue lacrime. Per farsi credere il Vangelo ha bisogno ancora oggi di un anticipo di corpo. tornano carichi d'umanità toccata.3-14. sta come roccia la Parola di Dio. invece di ributtare i suoi. Aggregano molti e questo può essere esaltante. ciò che è più necessario: concede se stesso. quando Caino si alza di nuovo. E trasmette il segreto del Regno e della vita. quando l'amarezza soffoca la speranza. Attorno a loro si addensa comunione. quando dici a chi ami parole stupefatte e che si vorrebbero eterne. in un luogo solitario. Efesini 1. e riposatevi un po'». al punto che la folla era così numerosa che non avevano neanche più il tempo per mangiare. per . scende come pane e come sale. Quasi a perdere tempo. egli vide una grande folla. (Letture: Amos 7. per dare respiro alla pace. nella casa. Perché l'abbondanza di mezzi non spenga la tua creatività e la fiducia nella potenza della Parola. Invece Gesù. L'annuncio è fatto di poche parole e di molto stile di vita. lì Dio ti sfiora. dentro i campi sterminati della missione che urge. dove è naturale la sincerità del cuore. il successo può apparire loro come la benedizione di Dio sulla missione. di lebbrosi che gridano al cielo la loro disperazione. Vangelo che consola e poi sgomenta: non portate nulla. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto. perché erano come pecore che non hanno pastore. in un luogo deserto. di vedove di Naim che piangono l'unico figlio morto.cose. Molti però li videro partire e capirono. Ed egli disse loro: «Venite in disparte. nei figli prodighi. una Parola scritta su tavole di carne. senza un luogo dove posare il capo. e riposatevi un po'. Come Gesù. ti tocca. Il luogo solitario è per parlare al cuore (cfr Osea 2). di adultere colte in flagrante e di pietre pronte alla lapidazione. subito. I discepoli. gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. in disparte. voi soli. Niente in noi postula questa nudità di croce. e si mise a insegnare loro molte cose. ebbe compassione di loro. E allora li riporta all'essenziale: Venite in disparte.7-13) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 16/07/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La compassione «tesoro» da salvare XVI Domenica Tempo ordinario Anno B In quel tempo. quando l'amore sembra finito e ci si separa. Tutto in noi domanda la vicinanza di un amico. di un capitale di incarnazione: è lo stile dei testimoni e dei martiri. Marco 6. Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Il punto di arrivo è la casa. Israele è pieno di drammi. quando l'anziano perde il senno o la salute. La vera terra promessa non è un luogo geografico ma un tempo con il Signore. vero maestro dello spirito. e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. nei giorni della festa e in quelli del dramma. Lo fa in un giorno di festa. Perché vivrai dipendente dal cielo e dagli altri. li conduce nel deserto. non la sinagoga o il tempio. L'annunciatore deve essere così: infinitamente piccolo. solo allora l'annuncio sarà infinitamente grande. con me. l'insuccesso non lo deprime: queste cose non sono altro che la superficie mobile delle onde e non la corrente profonda degli eventi. partiti a due a due. Entrati in una casa lì rimanete.12-15. e Gesù. In questo tempo in disparte. Salmo 84.

quanto ne volevano (. Lo stesso tesoro che i cristiani devono salvare oggi: il miracolo della compassione. Il problema del nostro mondo non è la penuria di pane. Il miracolo del pane racconta qualcosa di molto più grande e bello che non la semplice moltiplicazione di cinque pani e due pesci. Partiti per restare soli e riposare. ora è pronto a cambiarlo. che dona ciò che ha per vivere. ma la povertà di quel lievito che incalza e spinge a condividere. «Al mondo. uno per ogni tribù. solo dopo quel contagio di luce. Si tratta. segno di abbondanza dalla quale nessuno è escluso. Marco e Matteo ne riportano addirittura due redazioni. il pane non veniva a mancare. Andrea. simbolo della pienezza.. e lo stesso fece dei pesci. Il tesoro che porteranno con sé dalla riva del lago è il ricordo dello sguardo di Gesù che si commuove. Stare con lui è il primo lavoro di ogni inviato. fessura di mistero. una santità è iscritta perfino nella materia. che non distribuirlo. ci sono i numeri: cinque pani e due pesci formano il sette. Salmo 22.) Gli disse uno dei suoi discepoli. E mentre lo distribuiva. e mentre passava di mano in mano. Un Vangelo pieno d'inizi. rese grazie e li distribuì: tre verbi che ci ricollegano subito a ogni Eucaristia. perché «stessero con Lui». pieno di gemme che fioriscono per grazia. Il Vangelo neppure parla di moltiplicazione ma di distribuzione. li diede a quelli che erano seduti. che con la sua generosità innesca la spirale della condivisione. A non appartenere a se stessi. li manderà a predicare. Il racconto è pieno di simboli bellissimi: è ormai primavera. parola sulle cose: non devono andare perdute perché sono sacre. neppure un uomo adulto. divinamente commuoversi. Solo dopo. una primizia d'uomo.Anno B Tempo ordinario Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». dopo aver reso grazie. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. per innamorarsi di nuovo. (. primo pane nuovo. «Credo sia più facile moltiplicare il pane..). tempo di Pasqua.1-6. c'è molta erba che richiama i pascoli. Più che un miracolo è un segno. (Letture: Geremia 23.30-34) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 23/07/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar È la condivisione il vero miracolo XVII Domenica . ma al dolore e all'ansia di luce della terra. La prima cosa che i discepoli imparano da Gesù è quella di semplicemente.. Ne scelse Dodici. i Dodici imparano ad essere a disposizione dell'uomo. E ci sono anche i dodici canestri di pezzi avanzati. Efesini 2. c'è il monte grande simbolo della casa di Dio. perfino nelle briciole del pane. Prese i pani.13-18. restava in ogni mano. evidentemente. Sbarcando. Gesù è preso in un dilemma fra la stanchezza degli amici e lo smarrimento della folla. Il miracolo del pane è l'unico presente in tutti e quattro i Vangeli. di un evento decisivo per comprendere la vicenda e il messaggio di Gesù. Modello del discepolo oggi è un ragazzo senza nome e senza volto. Marco 6.essere riempiti della sua Presenza. il cristiano non fornisce pane. vide molta folla ed ebbe compassione di loro.. sempre. pane di primizia perché l'orzo è il primo dei cereali che matura. fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci». dopo aver accolto la sua persona prima ancora che il suo messaggio. Allora Gesù prese i pani e. a diventare sacramenti di comunione. Partito con un programma importante. c'è il pane d'orzo. C'è tanto di quel pane sulla terra che a . e c'è un ragazzo. scrive Marco. fornisce lievito» (Miguel de Unamuno). vero miracolo. e il Salmo del buon pastore.

ama Dio più delle promesse di Dio. E non può vivere senza mistero. e gli attori: non Mosè ha dato. E io? Amo i doni che attendo o amo il Donatore? La folla pone la terza domanda: quale segno (ancora non hanno capito!) fai perché possiamo crederti? Mosè ci ha dato la manna. ma con fede pura: Voi mi cercate solo perché avete mangiato! Gesù interroga la mia fede illusoria: io amo Dio o i favori di Dio? Abramo. Giovanni 6. entrambi quotidiani. Due parole semplicissime eppure chiave di volta del Vangelo. in perdita. aderire.. Ma non si arrende. non esige. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì. Rabbi. ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. profondità. Dio dà. Indica amore. Incompreso. ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà. Gesù è colui che mantiene viva questa vita: Dio è amore e riversa amore.24-35) . Dio è eterno e l'eternità si insinua nell'istante.17. Sono io che riapro le vie del cielo. è sempre sull'altra riva. Io sono il pane della vita. Gesù rifiuta di essere fatto re ma non rifiuta l'acclamazione a profeta. Dio non pretende. Salmo 77. (. Efesini 4. ma posso colmare tutta la vostra vita. dal Sinai al lago di Galilea.42-44. Salmo 144. ma la profezia per me cristiano. pace. Pane indica tutto ciò che ci mantiene in vita. "Dio dà". per l'intera Chiesa: essere bocca di Dio e voce dei poveri è il lievito buono che il cristiano fornisce al mondo. Lui che ha sfamato la folla. coraggio. si dona per primo XVIII Domenica Tempo Ordinario-Anno B In quel tempo. l'incontro germoglia di domande. di pane e di amore. A noi spetta però aprirci. perché ti nascondi? E Gesù svela la sua distanza: molto di più di un lago c'è di mezzo tra me e voi. vuole svegliare un'altra fame. accogliere.1-6. ma tu che cosa ci dai? Gesù risponde cambiando i tempi. Gesù annuncia la sua pretesa più alta: io faccio vivere! Ho saziato per un giorno la vostra fame. senza niente in cambio. dal passato al presente. e quel Padre ancora dà.12-15. ma Dio.condividerlo basterebbe per tutti» (David Maria Turoldo). libertà. dunque. i profeti credono nella Parola di Dio più ancora che nella sua realizzazione. (Letture: Esodo 16. La profezia gli si addice: è bocca di Dio e bocca dei poveri. di pane e di bellezza. energia. Giovanni 6.1-15) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 30/07/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio non chiede. acconsentire. ora ne diventa l'affamatore.. L'uomo nasce affamato. Dio dà. Noi viviamo di pane e di sogni. Dio. Non dà pane in cambio di potere. quando sei venuto qua?». fugge lontano. Datevi da fare non per il cibo che non dura. Sete di cielo che non si placherà con larghe sorsate di terra. Non il potere. che do senso. Credere.) IIl lago si è riempito di barche e di speranze. dignità. dire di sì. Gesù rispose loro: «In verità. quando sei venuto qua? Ti stiamo cercando. Dio non chiede.. padre dei credenti. Perché su di lui il Padre. Efesini 4.2-4. ha messo il suo sigillo». Dà per primo. entrambi necessari per oggi e per domani. Dio dà vita al mondo. Ma dal potere.20-24. forza e canto alla vita. salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. credere.. da tutto ciò che circonda il nome di re. neppure di potere sulle anime. Dio è luce e dilaga luce da lui. tutte le profondità dell'esistenza. Dio dà vita. per un pane diverso. Cosa dobbiamo fare per avere questo pane? La risposta è sorprendente: credere. Ed è la sua fortuna: ha avuto in dono un cuore più largo e più profondo di tutte le creature messe insieme. in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni. (Letture: 2 Re 4. quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli.

Salmo 33. «Siate imitatori di Dio». seme di fuoco in ogni cosa. La nervatura di tutto il brano è il verbo mangiare. che raggiunge e alimenta anche la cellula più lontana. salvezza dell'anima e del corpo. E dicevano: «Costui non è forse Gesù. Cristo fa vivere. che si insedia al centro della mia povertà come un re sul trono.41-51).© riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 06/08/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio si fa pane per la vita del mondo XIX Domenica Tempo Ordinario-Anno B In quel tempo. Obiettivo impossibile. Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. se non lo attira il Padre che mi ha mandato. tu prima di me. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti. Questa è la vita eterna. la tua vita prima della mia. gli uni per gli altri. di diventare dono e pane. La mia carne è per la vita del mondo. dare. dichiarazione d'amore da parte di Dio: per te..30-5. compagnia oltre il deserto. disceso dal cielo. viene a me. acqua e vicinanza. Io sono il pane vivo. Io sono il pane disceso dal cielo. Dio vicino a me. angelo e carezza perché noi. perché a nessun figlio prodigo basteranno mai le ghiande contese ai porci. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui. Tralcio e vite. Tre sole lettere «per» ed è il senso della storia di Gesù. con se stesso. (Letture:1 Re 19. con le persone. La storia di Elia ci aiuta a interpretare il Vangelo di oggi. per sempre. un'intima luce e angeli che non ci aspettavamo. Tre affermazioni che riassumono il brano. questo è il pane che discende dal cielo.2. Io sono pane: pane indica tutto ciò che ci mantiene in vita. protezione. i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». In verità. è Lui che invita. È disceso dal cielo perché la terra non basta. con il giorno che ci dona. parlare. con pane e acqua. Fa vivere con la Parola. e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Cercate Qualcuno che doni il coraggio di non vivere per se stessi. il nostro pane è Dio. compagnia nel deserto. guarigione. non ci arrendiamo al deserto che ci assedia. Non perché qualcuno abbia visto il Padre. Mentre le religioni orientali si concentrano sul respiro. una cosa sola. Dio stesso si fa pane e vicinanza. perché chi ne mangia non muoia. se non dà forma Lui al nostro sentire. mondo. Dio in me. Dio in ogni vena. fatevi voi stessi pane e angelo. pensare. promessa per circa cento volte nei vangeli. se l'Amato non diventa la vita di chi lo ama. Siate imitatori di Dio. Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». su fino al monte di Dio. Ogni figlio ha nostalgia del pane di casa: la nostra casa è il cielo. è Lui che attraversa deserti e crea sorprese di pane e di carezze. © riproduzione riservata . Efesini 4. Giovanni 6. di diventare tutti. Io sono il pane della vita. Io sono il Pane della vita. solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. è Lui che si incarna e vuole la comunione con me. il figlio di Giuseppe? (. vale la pena vivere e morire. carezza e angelo. in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.)». Dio sotto la mia pelle.4-8. Dio che mi abita: medicina. Nessuno può venire a me. per tutte le tue vite. Certezza di una realtà senza prove. Neanche Dio vive per sé stesso. regna e ama «per noi e per il mondo». La mia carne è per la vita del mondo. il cristianesimo ha come gesto centrale il mangiare: entra in me Pane buono. profeti troppe volte stanchi. vive. Pane disceso: il movimento decisivo della storia è discendente..

ha mandato me e io vivo per il Padre.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 13/08/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio. tutti passaggi duri per il chicco. Gesù ha scelto il pane come simbolo dell'intera sua vita. ho già patito la violenza della falce!» non diventa pane. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Semini il grano nella terra oscura. Questo è il pane disceso dal cielo. non è come quello che mangiarono i padri e morirono. il fuoco. ancor più. Perché per arrivare ad essere pane c'è un lungo percorso da compiere. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». e se lo stelo dice «basta. della stessa sua sostanza. disceso dal cielo. hai vinto il nero della terra e il bianco della neve. Gesù per otto volte ci parla di un Dio che si dona: «Prendete la mia carne e mangiate». Gesù disse loro: «In verità. così anche colui che mangia me vivrà per me. doni. e a giugno la spiga gonfia si piega verso la terra. Giovanni 6. un pezzo di pane che sappia di buono per le persone che ama. a dire: «ho finito». Poi viene la battitura. come pane dentro il corpo. dona. In questo breve Vangelo di otto versetti. quel Pane che si fa lievito in noi XX Domenica Tempo Ordinario-Anno B In quel tempo. «Mangiate e bevete di me»: mangiare e bere Cristo significa diventare luce da luce. Qui emerge il genio del cristianesimo: non più un Dio che domanda agli uomini offerte. Cristo si fa pane perché ognuno di noi prima di morire deve diventare pane per qualcuno. salire. Dio ci mette alla prova perché sa che dentro di noi c'è del buono. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. sapere che io sono il desiderio di Dio è tutta la mia forza. che mettiamo a disposizione di chi amiamo e. dice il Vangelo. farina dentro il chicco. nonostante tutte le mie distrazioni. Dio da Dio. ma non diventi pane. (Letture: Proverbi 9. la macina. ma un Dio che offre. Efesini 5. non avete in voi la vita. Salmo 33/34. 51-58) © riproduzione riservata . in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue. come lievito dentro il pane. assimilarne il nocciolo vivo e appassionato. E goccia di sangue. quasi a voler ritornare lì. 15-20. che ha la vita. sacrifici. nonostante questa mia vita superficiale e le risposte che non do. e nascono le foglioline. Ma se ti fermi lì. Per farlo occorre cogliere il segreto vitale di Gesù. Dio è pane incamminato verso la mia fame. Invece viene la mietitura. che è il simbolo di tutto quanto abbiamo di buono e di caldo e di vivo. Farsi pane è un bisogno incontenibile di Dio. 1-6. togliere la crusca perché appaia la farina. sacrifica. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. marcisce. di chi ha bisogno di essere amato. vuole soffiare via la pula perché appaia il chicco. perde se stesso dentro le sue creature. Al buono di ciascuno Dio vuole arrivare. tutta la mia pace. Per diventarlo devi andare su. Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo. Sapermi cercato. A cosa serve alla fine tutto questo? Serve a saggiarci il cuore. un lavoro tenace in cui si tolgono cortecce e gusci perché appaia il buono nascosto di ogni cuore: spiga dentro la paglia. Come il Padre. È bello a gennaio vedere le foglioline tremare mentre si alzano sopra la neve. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Il percorso del pane è quello di coloro che amano senza contare le fatiche. chicco dentro la spiga.

Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Tu solo. noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». ma ti pone le domande che guariscono dentro: che cosa accade nel tuo cuore? cosa vive in te? Che cosa vuoi per davvero? Pietro a nome nostro risponde: «Tu solo hai parole di vita eterna». Ma anche fierezza e sfida. (. che dall'inizio crea. semina. chiama.) E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me. Ed esclude un mondo intero di illusioni. Ed è una cosa povera e splendida la parola: solo una vibrazione nel vento. 2132. vive di libertà altrimenti appassisce.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 20/08/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Le parole di Gesù? Fanno viva la vita XXI Domenica Tempo Ordinario-Anno B In quel tempo. Hai parole: non solo le pronunci. «Tu solo hai parole di vita». la carne non giova a nulla.. se non gli è concesso dal Padre mio». ma scegliete! Gesù non dice quello che devi fare. Intuisco che qui è la perla. le parole che vi ho dette sono spirito e vita. conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano. ne sciolgono la durezza. ma che sa spalancare la pietra del sepolcro. (Letture: Giosuè 24. Salmo 33. purificano il cuore. sono tue. E sono parole di vita eterna: Cristo dona eternità a tutto ciò che di più bello l'uomo porta nel cuore. sei tu la loro sorgente. che allargano. un soffio leggero. Parole che danno vita anche al corpo perché in Lui siamo. Efesini 5.. chi può intenderlo?». non era vivere davvero e per sempre. geloso ed esultante come un seme di eternità. Betsaida è lì accanto. Parole che fanno viva finalmente la vita. Vengono Parole che danno vita al cuore. la Parola di Dio opera in voi che credete. viviamo e respiriamo: togli il tuo respiro e siamo subito polvere. sincere e libere come nessuno. perché la mente vive di verità altrimenti si ammala. illumina. Orienta. il tesoro: Cristo è un incremento di umano in noi. intensificazione di vita. «Tu solo hai parole che fanno viva la vita!» Dichiarazione di amore geloso ed esclusivo come un seme di fuoco. La Parola che crea universi. Da chi mai potremmo andare? Pietro poteva tornare alla sua barca. abbatte le chiusure. Gli rispose Simon Pietro: «Signore. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». quello che devi essere. dissero: «Questo linguaggio è duro. Gesù. Tu sei stato l'affare migliore della mia vita. 60-69) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 27/08/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar . «Forse volete andarvene anche voi?». Giovanni 6. che disegna mondi. Che danno vita alla mente. Dio è spirito ed è Lui che viene quando viene la sua Parola. ma le hai. seduce. Affiora tristezza nelle parole di Gesù. ma quello era appena sopravvivere. molti tra i discepoli di Gesù. Parole che danno vita allo spirito. porta carezze e incendi. non c'è barca che valga o trasporti l'eternità del cuore. a fondamento del cuore. Nessun altro c'è al centro della speranza. traccia strade. ma di ciò che viene dalla bocca di Dio. 15-17. la consapevolezza di una crisi tra i suoi. 18b. a questa anima assetata. andate o restate. e soprattutto un appello alla libertà di ciascuno: siete liberi. che apre strade e nuvole e incontri. che semina futuri. L'uomo non vive di solo pane. da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna. 1-2a. di seduzioni. disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? È lo Spirito che dà la vita. dilatano.

E libero e nuovo ritorna il Vangelo. (Letture: Deuteronomio 4. sulle porte. inganno. E diceva ai suoi discepoli: «Dal di dentro infatti. Gesù. ma prendono cibo con mani impure?».1-8. non farle uscire da te. dalle cose al cuore.] Chiamata di nuovo la folla. di lavature di bicchieri! C'era davvero di che diventare ruvidi o di che sentirsi scoraggiati. le intolleranze. invidia. E ora che cosa trova? Gente che discute di mani lavate o no. dodici cose che rendono impura la vita. Più di novecento volte nella Bibbia compare il termine cuore: non il semplice simbolo dei sentimenti o dell'affettività. campi seminati di buon grano ed erbe malate. il maestro del cuore dice: non dare loro libertà. però. perché sei tornato al cuore felice della vita. non legittimarle. ma il luogo dove nascono le azioni e i sogni. di stoviglie. Io evangelizzo il mio intimo quando a un sentimento dico: tu sei secondo Cristo.14-15. non ti do la mia casa. sempre. Gesù. via gli apparati.] farisei e scribi interrogarono Gesù: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi. escono i propositi di male: impurità. le tradizioni.17-18. adultèri. Dal cuore dell'uomo escono le intenzioni cattive: prostituzioni. furti. E il messaggio felice è anche questo: la grande libertà. passando per Sidòne. malvagità e scorre un elenco impressionante di dodici cose cattive. liberante e nuovo. almeno che la sua ombra passasse come una carezza sulla loro umanità dolente. Veniva da villaggi e campagne dove il suo andare era come un bagno dentro il dolore. possa renderlo impuro. le disquisizioni sottili e vuote. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro».. mai.. Ma nel cuore dell'uomo c'è tutto: radici di veleno e frutti di luce. E mendicanti ciechi lo chiamavano. omicidi. Scorri il Vangelo e senti l'ombra di una perenne freschezza.. Dovunque arrivava gli portavano i malati sulle piazze. esse mandano segnali di morte. donne sofferenti cercavano di toccargli almeno l'orlo del mantello. superbia. omicidi.27.Quella strada dalle cose al cuore XXII Domenica Tempo Ordinario Anno B In quel tempo [. a un altro invece dico: tu non sei secondo Cristo e non ti accolgo. i paludamenti. uscito dalla regione di Tiro. calunnia. La vera religione inizia con il ritorno al cuore. non si perde d'animo. dove si sceglie la vita o la morte.. Evangelizzare significa portare un messaggio felice. vai al cuore.. cioè dal cuore degli uomini. avidità. anzi ti benedico.. entrando in lui. non permettere loro di abitare la terra. Gesù. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo». non ti lascio sedere sul trono del mio cuore. malvagità..21-23) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 03/09/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dall'ascolto di Dio la luce della verità XXIII Domenica Tempo Ordinario Anno B In quel tempo. le nostre zolle di durezza. dai tetti. furti. Marco 7. dissolutezza. Via le sovrastrutture.21b-22. [. Giacomo 1. neppure davanti a me.1-2.6-8 Salmo 14. Decisivo è evangelizzare il cuore. e indica la strada: dall'esteriorità all'interiorità.. e ti accolgo. le maschere vuote. venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che. le costruzioni fastose. le linee oscure. neppure davanti ai più superficiali. dove si distingue tra vero e falso. . stoltezza.?». dove Dio seduce ancora e brucia il suo fuoco come a Emmaus: «Non ci bruciava forse il cuore mentre per strada. Gesù duro con gli ipocriti.

Apriti come quando cede un argine o una diga o si spalanca la pietra del sepolcro e la vita dilaga. Il mio volto fra le sue mani! E poi quel sospiro.. Ma più egli lo proibiva. Esce dall'assurdo chi impara ad ascoltare. dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!». Con quel volto fra le sue mani guarda in alto e sospira. apriti alla Parola. «E comandò loro di non dirlo a nessuno». lontano dalla folla. con una carezza sugli orecchi. chi dice che io sia?». Ma egli. Per dire: prima è l'ascolto poi viene la luce. come un Creatore che plasmi da capo l'argilla di Adamo. la sua felicità conta di più. al gemito e al giubilo del creato. come si apre una porta all'ospite.1-5. il senso di ciò che accade..)E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto.. bensì un segno che contiene quello che il Signore Gesù vorrebbe operare in ogni suo discepolo. una vita chiusa. E subito gli si aprirono gli orecchi. Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo».. e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente. e di lui infatti non sapremo più nulla. nella lingua di Gesù. Faceva questo discorso apertamente. altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Che io sia uomo di ascolto. dai capi dei sacerdoti e dagli scribi. Il Vangelo di Marco riferirà ancora solo due altri miracoli. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. arrivata così fino a noi. E sei così importante che ora le mie dita ti lavorano di nuovo. più essi lo proclamavano e. sulla bocca. la guarigione di due ciechi. Giacomo 2. Gesù lo porta in disparte. viva ancora nel rito del Battesimo. Marco 7. che non la sua gratitudine. ed essere rifiutato dagli anziani. e lascia andare a vuoto tutte le parole.) Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista..4-7a. E infine ecco la parola che salva: «Effatà». tutte le relazioni spezzate. Salmo 145. Gesù inizia a comunicare così. per un dialogo fatto esclusivamente di sguardi: Io e te soli.. capirai la verità di ciò che vedi. quello che vorrebbe realizzare con questa mia umanità infantile e immatura che non sa ascoltare e non sa dialogare. scomparso nel gorgo della vita ritrovata. Un uomo prigioniero del silenzio. guardando quindi verso il cielo. senza parole. Ed egli domandava loro: «Ma voi. Apriti. (. che ha un nodo in cuore. Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo. un nodo in gola. Solo se hai accolto in te la parola di Dio vedrai bene. voltatosi e guardando i suoi . dice Gesù all'uomo che non è ancora uomo. Non vivere chiuso. risorgere. accartocciata su se stessa come la sua lingua. E comandò loro di non dirlo a nessuno. cioè: «Apriti!». Apriti come si apre uno scrigno prezioso o una prigione del cuore. (.31-37) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 10/09/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Quella domanda: chi sono per te? XXIV Domenica Tempo Ordinario Anno B In quel tempo. una finestra al sole. «E gli condussero un sordomuto». geme per tante vite che non ce la fanno a sfuggire all'ombra dell'assurdo. un non-uomo. emise un sospiro e gli disse: «Effatà». dopo tre giorni.Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Geme il Signore il suo dolore per il dolore del mondo. si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. Entra nell'assurdo chi non sa ascoltare Dio e gli altri. Il racconto della guarigione del sordomuto non è il semplice resoconto di un miracolo. E l'uomo comincia a guarire. chi dite che io sia?». con il solo calore delle mani. pieni di stupore. Gesù aiuta senza condizioni. geme e fanno piaga in lui tutti i silenzi ostili della terra. (Letture: Isaia 35. Lo prese in disparte. innanzitutto: «sordo» infatti ha la stessa radice di «assurdo». venire ucciso e. Per lui è più importante la gioia del sordomuto. «Apriti». gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua.

rugiada. niente sei tra le cose passate. chi dice che sia il Figlio dell'uomo? Dicono che sei un profeta: una creatura di fuoco e roccia. con il tuo cuore. chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo.14-18. dicono che sei voce di Dio e suo respiro. che contiene il mio sapore di Dio.) Quando fu in casa. la tua storia. sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti». C'è un ultimo nome. carezza -: a Dio si addicono tutti i nomi. chi dite che io sia? Una domanda da custodire e amare.) La gente. adesso.. Cristo significa vivere. ma è ancora «ciò che la gente dice».27-35). disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome. ognuno caduto e risorto. come il Battista. un altro «sole e scudo» (5.. come mi ribello anch'io. Gesù non si sofferma oltre su ciò che dice la gente. lo pose in mezzo a loro e. ognuno uscito dalle mani di Dio. qualche volta sentito.4). che sia croce e dono. ma secondo gli uomini». E pone la grande domanda. (. Se qualcuno vuol venire dietro di me. ma colui che mi ha mandato». non per patire di più. Marco 8. Pietro si ribella. di fuoco e luce. quella che fa vivere la fede: E voi. E. abbracciandolo. accoglie me. senza inganno alcuno. Come Lui. Già solo nominarlo equivale a confortare e intensificare la vita. preso un bambino.. Non una persona di ieri. Un Dio di molto patire non è ciò che mi attendevo. e per questo vincente. come Elia o il Battista. rimproverò Pietro e disse: «Va' dietro a me. ma. posso avere gli stessi suoi sentimenti. Un salmo lo chiama «roccia e nido» (84. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno. (Letture: Isaia 50. Satana! Perché tu non pensi secondo Dio. cosa dici di Gesù? Ora non servono più libri o formule di catechismo. amore fino alla fine. Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo (. 13). Il Vangelo riferisce uno dei momenti di crisi tra Gesù e i discepoli. accogliente e amicale. La Bibbia è piena di nomi di Dio . libero come nessuno. sorgente. . e poi essere nella vita datore di vita. braccio forte. fuoco. come Elia. mi seduce un Gesù guaritore e camminatore.. affamato e incamminato deve dare la sua risposta.pastore. prenda su di sé una vita che sia simile alla mia.discepoli. Sedutosi. Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea. ma è anche l'abisso dove Dio diviene l'amante. ma per far fiorire di più la zolla di terra del cuore. chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?» Ed essi tacevano (. dopo tre giorni risorgerà».. Lui sa che la verità non risiede nei sondaggi d'opinione. Giacomo 2. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/09/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La Chiesa non può che accogliere XXV Domenica Tempo Ordinario -Anno B In quel tempo. le sue regole morali mi convincono. Dio affidabile. crocifisso amore. e chi accoglie me. Salmo 114. il tuo peccato e la tua gioia. perché il Signore ci educa alla fede attraverso domande: tu. non accoglie me. per me. ha detto Paolo.). tu. ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. in qualche modo sfiorato con le dita dell'anima: tu sei il Cristo. il nome che gli dà il mio patire e il mio gioire. E cominciò a insegnare loro che il figlio dell'uomo doveva molto soffrire. Ma Cristo cos'è «per me»? Per me vivere è Cristo.. una volta ucciso. il mezzo più scandalosamente povero. più Cristo equivale a più io.5-9a. Ma la croce! La croce è l'impensabile di Dio. che viene dall'averlo molto cercato. Solo allora i discepoli capiranno chi è Gesù: disarmato amore. anche se con parole sante. amante. non un ricordo. Posso seguire le indicazioni spirituali di Gesù. vino.

non un agnello del gregge. il nome segreto della civiltà. Marco 9.Parole mai dette prima. Giovanni disse a Gesù: «Maestro.16-4. l'appartenenza prima del miracolo. a raggiungere i confini del cuore. di chi lo meriti o non lo meriti. viene da un'altra storia. anziché con le due mani andare nella Geenna. si isolano da lui: meglio il buio che la luce. non una briciola di pane.17-20. Dio e l'uomo hanno oggi nomi inusuali: servitore. accoglie me. che è principio di distruzione della convivenza umana. dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue». L'istituzione prima di tutto. La Chiesa o è accogliente o non è.Per paura non lo interrogano. (Letture: Sapienza 2. perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. anziché con due occhi essere gettato nella Geenna. Invece servizio è il nome nuovo della storia. c'è un terzo gradino: «prese un bambino e lo mise in mezzo» il più inerme e disarmato. (. nel fuoco inestinguibile.. «Maestro. neppure un passero cade a terra» e come potrebbe andare perduto un bambino? Da lì parte il Signore Gesù. fa miracoli e dalle sue mani germoglia vita. c'è un secondo passaggio: «Servitore di tutti» dice Gesù. Ci oscura. chi accoglie me non accoglie me ma Colui che mi ha mandato». A questa voglia di potere. senza porre condizioni. Nei Dodici si esprime la mentalità che si dirama ovunque in tutte le vene del mondo: competere. ma parole finalmente liberate come uccelli. perché non ci seguiva». accumulare.. bambino. Il mondo nuovo. Diventate come bambini che vivono solo perché sono amati. Ma non basta ancora. comandare. quell'uomo non è dei nostri. Accogliere un bambino è accogliere Dio. Gesù contrappone il suo mondo nuovo: «Se uno vuol essere il primo sia il servitore di tutti». «La vulnerabilità della vita nella sua fragilità è il luogo da cui prende le mosse l'etica condivisa» (Ricoeur). Ma Gesù disse: «Non glielo impedite. gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo. Servo non per rinuncia. ultimo! Il servitore di tutti. «Neppure un capello del vostro capo andrà perduto.. dall'infinitamente piccolo inizia la sua cura perché nessuno si senta escluso. tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola. l'ideologia prima . Ma questo non basta. senza limiti di gruppo. per vergogna non gli rispondono. non certo essere servi.) E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo. dobbiamo difendere la nostra».3. di famiglia. come angeli. Servire: verbo dolce e pauroso insieme. «chi è il più grande?». il mondo «altro»nasce da un verbo ripetuto quattro volte nell'ultima riga del Vangelo: «Chi accoglie uno solo di questi bambini. non due spiccioli di un tesoro. imporsi. scandalo per i giudei. perché il nostro piacere è prendere. il più indifeso e senza diritti. Gesù abbraccia il più piccolo perché nessuno sia perduto. mai pensate prima.. Il volto di Dio inizia dal volto dell'altro (Levinass).. follia per i greci.. Non importa se è bravo. abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo. primeggiare. (. Giacomo 3. Sono quelle parole abissali: o ti conquistano o le cancelli per paura che siano loro ad abbattere il tuo sistema di vita. ci toglie pubblico.12... Salmo 53. il più debole tra gli ultimi! Se non sarete così. l'ultimo.) Se la tua mano ti è motivo di scandalo. il bambino per cui il solo fatto di esistere è estasi.30-37) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 24/09/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Se la profezia è mettersi in ascolto XXVI Domenica del Tempo ordinario Anno B In quel tempo. di etnìa. ma per prodigio di coraggio.

commette adulterio verso di lei. Compito dei discepoli non è classificare l'altro. Prima di tutto l'uomo. Il Vangelo termina con parole dure: «Se la tua mano. Tutti siamo "uno" in Cristo Gesù. ci porta subito oltre lecito e illecito. tagliali. Ma dall'inizio della creazione (Dio) li fece maschio e femmina. ma luminose. l'uomo senza barriere. i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. la polvere delle frasi già fatte.della verità. Profeta è chi ascolta il soffio della primavera dello Spirito. come . alcuni farisei si avvicinarono e. gettali via». delle musiche già imparate. ma ascoltarlo. che ha altri confini. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». sanno però che esiste un conflitto tra norma e vita. Ma l'annuncio di Gesù è ancora più coraggioso: ti porta dal semplice non sentirti estraneo al gettarti dentro: dentro il grido dei mietitori. ripudiato il marito. Ti porta a vivere molte vite. ne sposa un altro.) Una domanda trabocchetto: è lecito o no a un marito ripudiare la moglie? I farisei conoscono bene la legge di Mosè.4): anche questa è profezia. domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. perché tutto ciò che riguarda l'avventura umana riguarda me: «sono un uomo e nulla di ciò che è umano mi è estraneo» (Terenzio).. oltre le strettoie di una vita immaginata come esecuzione di ordini. Marco 9. (.45. A casa. ma non coincide con il Regno di Dio. per metterlo alla prova.. il tuo occhio ti scandalizzano. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». cento bocche che non sanno gridare. Salmo 18. non è paragonabile al danno che deriva dall'aver sbagliato la vita. come noi siamo di tutti. (Letture: Numeri 11. dentro lo Spirito dei profeti. Anche perdere ciò che ti è prezioso. sono invece un linguaggio figurato. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra. Ti darò cento fratelli. per trasmettere la serietà con cui si deve pensare alle cose essenziali. e se lei. Così non sono più due. cento labbra da dissetare. Giacomo 5. di cui sarai voce. e mettono alla prova Gesù in questa strettoia tra la regola e la vita. Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma.1-6. Anzi. Imparare a sentire e a lasciarsi ferire dal grido dei mietitori defraudati (Gc 5. tra il sabato e l'uomo: starà con la legge o con la persona? Gesù risponde rilanciando in alto. perché le parole di Gesù non sono l'invito a un'inutile automutilazione.25-29. Ascoltare la sinfonia del gemito di un bambino: anche questa è profezia. cento cuori su cui riposare. si può essere di Cristo anche senza appartenere alla sua istituzione. e molto dolore tra le donne ripudiate. Ascoltare il mondo e ridargli parola. Tutti sono dei nostri. storie d'altri come fossero le tue. ma una sola carne. commette adulterio». Ci invita il Signore a temere di più una vita fallita che non le ferite dolorose della vita. incisivo. La risposta di Gesù. dice.38-43. per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. perché la Chiesa è strumento del Regno. «Quando un uomo muore. il tuo piede. che non conosce la polvere degli scaffali.47-48) Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/10/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Non ripudiamo il sogno di Dio XXVII Domenica del Tempo Ordinario Anno B In quel tempo. come la mano e l'occhio. non domandarti per chi suona la campana: essa suona sempre un poco anche per te» (John Donne). Vangelo delle cicatrici. che non sai da dove viene. è di quelle che possono segnare una svolta della storia: gli uomini sono tutti dei nostri.

prima della durezza del cuore. che può durare oltre. Dio è contro la solitudine. salvezza che cammina a fianco. Cosa c'è di meglio del dovere compiuto. e che riparte da parole folgoranti: non è bene che l'uomo sia solo! Nel regno della bellezza e della gratuità. (Letture: Genesi 2. Gesù. indica una salvezza possibile e vicina. il legame. In principio. Ma l'uomo ricco non è soddisfatto: «tutto questo l'ho sempre osservato. non testimoniare il falso. e vieni! Seguimi!». nel cuore dell'Eden. era così. dice Marco. non rubare. Ci porta a respirare un sogno. Tu conosci i comandamenti: "Non uccidere. un male più antico del peccato: la solitudine. non fu così. Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono. e avrai un tesoro in cielo. è «vangelo». Inquietudine divina. invocata nel pianto. Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui. vendi quello che hai e dallo ai poveri.18-24. per cento eventi. Lui il «molto-tenero». possedeva infatti molti beni. cosa devo fare per trovare la vita? La risposta di Gesù appare solenne. Dovrei essere in pace e invece mi manca qualcosa». gli domandò: «Maestro buono. che il cuore tenero è capace di un sogno che non svanisce all'alba. mentre Gesù andava per la strada.) Una grande domanda.2-16) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 08/10/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il giovane ricco dice no al «tesoro in cielo» Triste la vita dell'«osservante» senza amore XXVIII Domenica del Tempo Ordinario Anno B In quel tempo. che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». ecco l'imperativo. estasi. che deborda dalle profezie. per quei comportamenti che producono l'indurimento del cuore e non sanno mantenere vivo l'amore: l'infedeltà. comunione. tarlo luminoso che rode le false paci dell'anima e fa nascere i cercatori di tesori. Non contaminare il sogno di Dio. tutto e sempre? Eppure all'uomo non basta.. l'aria degli inizi: in principio. onora tuo padre e tua madre"». se non Dio solo. gettandosi in ginocchio davanti a lui. e ne aggiunge un sesto. per quelli che possiedono ricchezze. un tale gli corse incontro e. gridata nel pericolo. Eva e Adamo sono l'uno per l'altro «aiuto simile». volgendo lo sguardo attorno. molto più di un supplemento di forza o di speranza. lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va'. esodo.. Dio scopre un non-bene.. (. non frodare. l'offesa alla dignità. disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile. lieta notizia che l'amore è possibile.9-11. Trinità. Ma questo non avviene a causa di una sanzione giuridica che ratifica la fine di un patto nuziale.. l'essere l'uno per l'altro non causa di vita ma di morte quotidiana. A Lui interessa che nessuno sia soffocato dalle spire della solitudine: «gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». e che è secondo il cuore di Dio. che non può essere ridotto a norma. Costitutivo della vita stessa di Dio.. Egli allora gli disse: «Maestro. non commettere adulterio. . Marco 10. Un matrimonio che non si divide non è una norma difficile da osservare. quella dell'uomo ricco e senza nome: Maestro buono. una carne sola. a respirare con il respiro di Dio. «Aiuto» è parola bellissima che riempie i salmi. L'uomo non divida quello che Dio ha congiunto. eppure quasi deludente: elenca cinque comandamenti che riguardano il prossimo. è in se stesso relazione. prima della durezza del cuore.obbedienza a norme. «Neanche Dio può stare solo» (Turoldo). Salmo 127. Ebrei 2. In principio. non frodare. ma accade a monte. tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». il primo nemico della vita. una mancanza che precede la colpa originale. entrare nel regno di Dio!». la mancanza di rispetto. Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato.. Gesù lo fissa.

Il ribelle si è arreso. propone un tesoro di persone. quali argine rompete con questa domanda. ama in perdita. E per tutta la vita resterà così. Gli risposero: «Concedici di sedere.17-30). E lo ama. Ma l'uomo segue il denaro. tutti i giorni. Tutto nasce dal fatto che Giovanni il teologo.come se prima non l'avesse neppure visto. lo fanno come dentro un universo carcerario dove quasi tutto è proibito e il resto è obbligatorio. Poi parla: vendi tutto. Potete bere il calice che io bevo. avanzare un cercatore di vita. . chiede di essere al primo posto: la ricerca del primo posto è una passione così forte che penetra e avvolge il cuore di tutti. cento fratelli. Ebrei 4. ma egli preferisce la solitudine. della più sorprendente autodefinizione di Gesù: «venuto per servire». Per il Vangelo. ma nelle mani del Pastore grande. non possederai nulla eppure godrai del mondo intero. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 15/10/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Un Dio venuto per servire l'uomo XXIX Domenica Tempo Ordinario Anno B In quel tempo. che il cuore pieno dipende non dai beni (Luca 12. nella tua gloria. Tutto sanzionato da premio o castigo. essere alla destra e alla sinistra di Cristo. come me». sarai povero e signore. Con Gesù. osservante e cupo. La passione di Dio è moltiplicare per cento quel poco che hai. è per coloro per i quali è stato preparato». dona ai poveri. l'aquila. Tutto finito? No. ci vuole troppo coraggio. egli ne preferisce uno di cose. quel nulla che sei e riempirti la vita di affetti e di luce: «ti darò un tesoro di volti. E il cuore è assente. Gli risposero: «Lo possiamo». i figli di Zebedèo. per avere e non per essere. Seguirti. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo. che la sicurezza non è nel denaro. Gesù propone all'uomo ricco la comunione.12-13. E non capisce che la felicità dipende non dal possesso ma dal dono. è stato il migliore affare della mia vita. Stare a destra e a sinistra di questa vita vuol dire bere alla coppa di chi ama per primo. dicendogli: «Maestro. che cosa scatenate con questa fame di potere. vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». L'uomo che fioriva di domande se ne va muto. E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo. quell'ultimo venerdì. il mistico. e fa dei piccoli i principi del suo Regno. L'uomo si spaventa e si rattrista per quelle tre parole. segui me. una morale senza amori. uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Marco 10. quando è disarmato amore. e non hanno la gioia: lo fanno per ottenere qualcosa. Salmo 89. invece. farsi largo. Pericolosamente: «Non sapete quello che chiedete!». o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». ama senza contare e calcolare. e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. anche voi lo berrete. il discepolo amato. se ne va camminando. il cercatore si è spaventato: la vetta è troppo lontana.7-11. a conclusione ecco un sussulto di speranza in una delle parole più belle di Gesù: tutto è possibile presso Dio. Era arrivato correndo. Non avete capito ancora a cosa andate incontro. la mia vita è sorgente di vita buona. Marco usa un verbo come per il cielo che diventa cupo: il suo volto si oscura. onesto e triste.15) ma dai volti. Osservano tutti i comandamenti. bella e beata». si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni. Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. onesti e infelici. Signore. Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». (Letture: Sapienza 7. Propone se stesso: «segui me. come lui. Quanti cristiani sono come lui. quando è voce di Dio e bocca dei poveri. Vangelo dei paradossi perenni. e vede apparire. vuol dire essere con Gesù lungo tutta la sua vita. vuol dire occupare due posti sul Golgota.

Coraggio! Incoraggiare innanzitutto. Appare un tutt'altro modo di essere da cui germina la parola di Gesù: «Tra voi non sia così!».2a..3a. servizio è il nome nuovo della storia. È così duro servire ogni giorno. Alza la voce sul rumore della folla che lo ignora. di strade e di luce. È Lui che può dare luce. annunciare la compassione di Dio equivale a confortare la vita. L'Onnipotente può solo ciò che l'amore può: servire ogni respiro. Ebrei 4. condividere la paura. «Sono venuto per essere servo». Dio non ha troni. la speranza ha la sua casa. icona di ogni uomo. di orizzonti e di compassione. Il grido è più che la parola. Con una sola . e mai gettare a terra nessuno. e inoculare coraggio. Finché c'è un grido. Un grido che è fisico ma si direbbe viscerale. La guarigione di Bartimeo è l'ultimo miracolo del Vangelo di Marco. che vedono il cuore di Dio e il senso della vita. perché così fa Dio. vegliare sui primi passi della luce. solo e al buio grida la sua disperata speranza.10-11. di più naufrago dell'esistenza di un mendicante cieco e solo? Eppure questo naufrago non è perduto. Non cercarlo al di sopra dei cieli è disceso e si dirama nelle vene del mondo. dare cuore e speranza. bisogno. che io veda di nuovo!». Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Capovolgimento. dare occhi profondi che vedono. Marco 10. è inginocchiato Lui ai piedi delle sue creature. a rimetterla in piedi. Ma questo racconto mi aiuta: nominare Cristo. di grida.35-45) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 22/10/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Ogni uomo è un mendicante di luce XXX Domenica Tempo Ordinario . frutto della fiducia in Dio. Ultimo e necessario è questo bellissimo racconto. alzati. il nome segreto della civiltà. Se Dio è nostro servitore. La più spiazzante di tutte le definizioni di Dio. in tutti quelli che gridano dolore. E il cieco gli rispose: «Rabbunì. Cosa c'è di più perduto. la tua fede ti ha salvato». così scarno e vivo. E io non so come farlo. del morente in croce che urla al cielo e alla terra il buio che ha nel cuore.Anno B In quel tempo.. Non resta che lasciarsi abitare da lui. ha ascoltato il tuo grido e ora pronuncia il tuo nome. Ed ecco dalla folla tre parole: coraggio. non sopra di te ma in basso. che sembra salire da ciò che ogni essere ha di più di profondo e di più carnale. Tra voi cose di cielo! Tra voi un altro mondo! Tra voi una storia altra. E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. I grandi della storia erigono troni al proprio ego smisurato. Un mendicante cieco. di più inutile. pieno di movimento. aiutare a ripartire. irradiare di vangelo. È il grido del bambino che nasce. mai demolire nessuno. Bartimèo.14-16. Salmo 32. invece di mietere le nostre povere messi seminare ancora ad ogni stagione. punto di rottura dei vecchi pensieri su Dio e sull'uomo.tutto ciò che sappiamo dell'amore / è che l'amore è tutto (E. c'è dentro corpo. il figlio di Timèo. Ed ecco il terzo ministero: ti chiama. cinge un asciugamano e vorrebbe fasciare le ferite della terra con bende di luce. Parole da vertigine: Dio mio servitore! Dio non tiene il mondo ai suoi piedi. che lo oltrepassa e va. benedire ciò che nasce. dolore. che era cieco (. ti chiama: è il nostro triplice ministero. mendicante di luce e di strade. Perché essere sopra l'altro è la massima distanza dall'altro. Il cuore è subito stanco. custodire germogli. non lo so davvero. (Letture: Isaia 53. mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla.Dickinson). Alzati! Rimettere in piedi. E Gesù gli disse: «Va'. il più vicino possibile alla tua piccolezza. energia.). un altro cuore! E farai così. Ma io tremo se penso alla brocca e all'asciugamano.

Nell'immenso pellegrinaggio verso la vita.. Dio interviene nella storia. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia. grida. tutto sembra improvvisamente eccessivo. che contiene la mia missione nel mondo e la mia felicità. di sincerità. una trama di situazioni comuni. l'energia della vita. e perfino la possibilità stessa di un futuro. Anche noi. mendicanti di luce. Beati voi quando vi insulteranno. un eccesso illogico e bello. anche se certi di non capirle. (Letture: Geremia 31. esagerato. speranze. si sono aperte strade nel sole.espressione Marco ci offre una delle sintesi più belle di cosa sia l'azione pastorale. Non ci stanchiamo mai di ascoltare le nove beatitudini.46-52). la vita seduta. anche se le sappiamo bene. Ebrei 5. esse non evocano cose straordinarie. che non contano niente agli occhi impuri e avidi del mondo. di coloro che molto hanno pianto. perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». Marco 10. Le beatitudini compongono nove tratti del volto di Cristo e del volto dell'uomo: fra quelle nove parole ce n'è una proclamata e scritta per me. si aggrappa alle beatitudini. Ed ecco che si libera tutta una energia compressa.7-9. diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Beati i misericordiosi. dietro ad una parola del Vangelo. Nel suo elenco ci siamo tutti: i poveri. quando ci siamo buttati nel volo. ma che sono capaci di posare una carezza sul fondo dell'anima. non si toglie il mantello: lo getta. E c'è perfino la santità delle lacrime. annuncia e porta pace. ma vicende di tutti i giorni. balza. vi perseguiteranno e. gli incompresi. soltanto chi ha il cuore in pace garantisce il futuro della terra. che devo individuare e realizzare. perché troveranno misericordia. Beati i miti. Disegnano un modo tutto diverso di essere uomini. chi è più misericordioso aiuta tutti a ricominciare. Beati i perseguitati per la giustizia. Beati i puri di cuore. Beati i miti perché erediteranno la terra. li trascinano in avanti e in alto. Il Vangelo ci presenta nelle beatitudini la regola della santità. ti chiama. di solidarietà. chi ha molto pianto vede più lontano. Beati quelli che sono nel pianto. non compito di esperti ma missione di ogni discepolo: coraggio. che ha in sé la forza di farmi più uomo. La storia si aggrappa ai santi per non ritornare indietro. i giusti. che sono il tesoro di Dio. perché avranno in eredità la terra. amici del genere umano e al tempo stesso amici di Dio. Salmo 125. mentendo. perché saranno chiamati figli di Dio. La fede è moltiplicazione di vita. fatiche.) Gesù insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito. perché saranno saziati. Lo vediamo dovunque. Rallegratevi ed esultate. perché di essi è il regno dei cieli. perché saranno consolati. Beati gli operatori di pace. abbiamo lasciato i nostri angoli bui. non si alza in piedi. i piangenti. attraverso gli uomini delle beatitudini. Su di essa sono chiamato a fare il mio .1-6. sono capaci di regalarti un'emozione profonda e vera. che amano il cielo e che custodiscono la terra. sedotti dall'eterno eppure innamorati di questo tempo difficile e confuso: sono i santi. perché vedranno Dio. di non violenza. nelle nostre famiglie come nella storia profonda del mondo: chi ha il cuore più limpido indica la strada.. alzati. Esse riaccendono la nostalgia prepotente di un mondo fatto di bontà. coloro che più hanno sofferto conducono gli altri. le vecchie strade e forse. quelli dagli occhi puri. perché di essi è il regno dei cieli. vita in pienezza. ali che non sapevamo di avere. Bartimeo non parla. lacrime: nostro pane quotidiano. almeno una volta. Ma come interviene? Lo fa attraverso i suoi amici pacificati che diventano pacificatori. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 29/10/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Nelle Beatitudini la regola della santità Solennità di Tutti i Santi In quel tempo (.

che amano passeggiare in lunghe vesti. Beati i poveri che non hanno cose da dare. Le bilance di Dio non sono quantitative. Tutti danno del loro superfluo. Non c'è vita insignificante o troppo piccola. Ma. In quel luogo. esibito. è l'ultima volta in Marco. i motivi della sua gioia. di fronte al sacerdote che controllava la validità delle monete e dichiarava a voce alta. i perché della sua fede. Gesù osserva invece le persone. «L'uomo guarda le apparenze. Lei invece. benedetto. venuta una vedova povera. le energie della mente. Come un povero. Seduto di fronte al tesoro. E ricominciamo. per la folla. e i loro beni restano intatti. il tesoro è la persona. Dio guarda il cuore» (1 Sam 16.1-3.1-12a) Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 05/11/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar È nel cuore la vera «bilancia di Dio» XXXII Domenica del Tempo Ordinario Anno B In quel tempo. ma ancor più ciò che ti fa vivere: le spinte. Mentre l'evidenza del mondo dice: «più denaro è bene.percorso. lo farà perché quotidianamente dipendente dal cielo. l'importo dell'offerta. per un mondo che ha bisogno di esempi raccontabili. Allora. di storie del bene che contrastino le storie del male. ma è capace di dare tutto. Nel Vangelo di norma i poveri chiedono e supplicano. meno cuore è male». avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. se vivrà. Allora Gesù chiama i discepoli. E Dio si occuperà della loro: «Beati voi!». 1 Giovanni 3. vi ha gettato tutto quello che aveva. di cuori puri e liberi che si occupino della felicità di qualcuno. dato solo per amore. e perciò hanno se stessi da dare. il segreto della bellezza che ha visto e goduto. vi gettò due monetine. tutto quanto aveva per vivere». meno denaro è male». tutta la fede è in due spiccioli. osservava come la folla vi gettava monete. le forze del cuore. Talvolta tutto il Vangelo è racchiuso in un bicchiere d'acqua fresca. davanti ai tredici piccoli forzieri delle offerte. agli occhi di Colui che guarda il cuore la quantità non è che apparenza. povera e sola: non ha più nessuno. nella sua miseria. Gesù nel tempio diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi. le sorgenti. con il magistero di una donna. e nota tra la folla una vedova. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo.24-28. nessuno così vuoto o cattivo da non poter donare la ricchezza delle esperienze. ma con quello del cuore. e le rimane solo Dio. Essi riceveranno una condanna più severa». che fanno un soldo. a misurare il mondo non con il criterio della quantità. quanta vita contiene. dati con tutto il cuore. (Letture: 1 Re 17.38-44) . ricevere saluti nelle piazze. nessuno è così povero o debole. gli ultimi spiccioli di vita. puoi donare ciò che hai per vivere. ora un povero non chiede nulla per sé. Il bene è detto dal cuore. ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Ma chi ha il coraggio di dare tutto. Ebrei 9. D'ora in poi. ma quanto amore vi è stato messo. a partire da me ma non per me. disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. capace di dare anche l'ultimo sorso. Tanti ricchi ne gettavano molte. Matteo 5. Gesù capovolge questa logica: «più cuore è bene. Salmo 145. le intuizioni. Salmo 23. (Letture: Apocalisse 7.10-16. lei invece dà ciò che ha per vivere. e indica un maestro della fede in una donna povera e sola. Non c'è nessun capitalismo nella carità. chiamati a sé i suoi discepoli. C'è un luogo nel tempio dove tutti passano. non è più di nessuno.2-4. è pura apparenza. Marco 12. e perciò è di Dio. Gesù siede lì. non si meraviglierà di ricevere tutto. ed ecco che il denaro si dissolve. Ciò che conta non è il denaro. invidiato. così povera. le passioni vitali. dove il denaro è proclamato.9-14.7).

come una porta. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie. non dissipiamo il tesoro di bontà delle nostre case. è alle porte. Il cielo e la terra passeranno. E questi sono come stelle. Non per anticipare la data di un futuro. di cuore e di braccia larghi quanto la speranza: «Lo Spirito e la Sposa dicono vieni! e chi ascolta ripeta: vieni». di battenti spalancati. e sono come astri del cielo e della storia: basta saperli vedere. dopo quella tribolazione. Salmo 15. Gesù disse ai suoi discepoli: «In quei giorni. «salgono invece nella casa delle luci». mai vuoto di stelle: «I saggi risplenderanno come stelle per sempre». sapete che l'estate è vicina. Cadano pure i vecchi punti di riferimento. nessuno lo sa. Oggi non c'è bisogno di grandi Profeti. ma di piccoli profeti che vivano con semplicità. senza integralismi il Vangelo nella vita quotidiana. Uomini giusti e santi. all'ultima stella del cielo e al povero «Vieni». ma il profeta dice che il cielo non sarà mai spento. come una breccia nel muro. Marco 13. in questa nostra vita che è un impasto di dramma e di delicatezza. il sole si oscurerà. agli orli murati dei nostri mondi separati. parole di porte aperte. Cristo è vicino. eppure ci educa alla speranza. uomini e donne in tutto il mondo salgono nella casa della luce: sono coloro che conservano in fondo agli occhi il riverbero della speranza.18. E se ogni Eucaristia. Cristo che è alla periferia della mia casa. ma le mie parole non passeranno. Parla di stelle che si spengono e cadono dal cielo. sta lì. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti. perché possiamo guardare oltre. in questa ospitalità reciproca troveremmo il senso dell'avvento. Per noi che viviamo di solo presente. E se ognuno dicesse a tutti e a tutto.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 12/11/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Quella «breccia di luce» sul futuro XXXIII Domenica Tempo Ordinario Anno B In quel tempo. e sono legione. ma per insegnarci a vivere giorni aperti al futuro. se ogni vita. che inducono il mondo a essere più giusto e più buono loro «risplenderanno come le stelle per sempre». Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose. Ebrei 10. sappiate che egli è vicino. della mia città. Il Vangelo non parla della fine del mondo ma del senso della storia. (Letture: Daniele 12. che hanno passione per la pace. come una breccia di luce a indicare incontri e offerte di solidarietà e di amore. Dice parole d'angoscia.24-32) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi . a Dio e ad ogni creatura «Vieni». se ogni sera della vita si chiudesse con le parole stesse con cui si chiude la Bibbia. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. in questo non sentirsi gettati via il senso della storia. la liturgia apre una porta nella parete del tempo. basta alzare lo sguardo attorno a noi: non sprechiamo i giusti del nostro mondo. eccetto il Padre». e sono molti. la luna non darà più la sua luce. dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.11-14. Quanto però a quel giorno o a quell'ora.1-3. senza chiasso. e da questa storia che sembra risucchiata verso il basso. se dicesse alla persona amata ma anche all'estraneo. uomini nuovi si accendono su tutta la terra. né gli angeli nel cielo né il Figlio. sta alle porte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. se dicesse agli uomini giusti e saggi di cui è pieno il mondo «Vieni».

i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei. chi è libero nella verità. e sia bello come i sogni. La seconda caratteristica è la verità: sono venuto per rendere testimonianza alla verità. È re chi sa amare. Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Gesù invece è l'uomo della libertà. Metti via la spada. e lo mostra attraverso due caratteristiche che si oppongono a violenza e inganno. risorgente amore.19/11/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Un regno d'amore che rende liberi XXXIV Domenica del Tempo Ordinario . ti è affidata una porzione di mondo. (Letture: Daniele 7.Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re Dell'universo . ma il mio regno non è di quaggiù». Ogni credente ha ricevuto nel battesimo lo stesso potere. oppure altri ti hanno parlato di me?». del più violento. Chiunque è dalla verità.13-14. Ad ognuno il sacerdote ha detto: Tu sei re. le menzogne e gli idoli del nostro vivere.Anno B In quel tempo. perchè l'amore possiede l'eternità. Non c'è amore più grande che dare la vita per quelli che si amano. luminoso. del più crudele. il potere ha l'anima della guerra. Il dono e non la rapina sono il perno della storia. Pilato e Gesù uno di fronte all'altro. Venga il tuo Regno. contro il suo stesso parere. altrimenti la ragione sarà sempre del più forte. si nutre di violenza. Cristo è re perché la sua figura è generativa di umanità. Re secondo Cristo è chi disarma il proprio cuore.5-8. Che cosa hai fatto?».33b-37) Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 26/11/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Alla porta del cuore in attesa di Dio Enviar . una intensificazione della vita. chi si prende cura d'altri. Giovanni 18. sia intenso come le lacrime di chi visse e morì nella notte per costruirlo. Gesù non ha mai arruolato eserciti. crea una tensione a fiorire. Alle tue mani è consegnata una porzione di storia perché tu la faccia fiorire di libertà e di tenerezza. Come aveva proclamato a Nazaret: Sono venuto ad annunciare la libertà ai prigionieri. disarmato amore. i due nomi del Nemico dell'uomo. la luce ai ciechi. ha detto a Pietro. chi smaschera gli inganni. un avanzamento dell'umano. Salmo 92. Pilato è l'uomo del potere e della paura insieme. Prima di tutto alla verità di Dio: il volto vero di Dio è un crocifisso amore. È re chi giudica l'arroganza. la devi reggere con saggezza e con giustizia. ascolta la mia voce». se il mio regno fosse di questo mondo. se non da prigioniero. Gesù rispose: «Dici questo da te. Per i regni di quaggiù l'essenziale è vincere. veggente. Signore. Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». la duplice logica di ogni potere. perché innesta bisogni inediti. ai costruttori di pace che sono loro i signori della terra. Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Lo leggiamo nelle sue risposte così franche e nitide. ma Lui dice: nel mio Regno l'essenziale è dare. Apocalisse 1. non è mai entrato nei palazzi dei potenti. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Allora chi è più uomo Due volte Pilato domanda: Tu sei re? Gesù risponde che il suo Regno non è di quaggiù. E poi la verità dell'uomo: il volto vero dell'uomo è fatto di libertà e di fraternità. per paura consegnerà Gesù alla morte. amante. Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo. I regni di quaggiù si combattono. ai poveri che sono loro i principi.

abita il quotidiano. suo fratello. E anche il germe divino. si pone in cammino a ricucire i lembi della lontananza. anche il grano attende. nella luce intima che indica la via.. Avvento è parola la cui radice latina significa: venire accanto. indica come attenderle nel tempo intermedio. ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso [. che ha sempre da nascere. Avvento è quel tempo magnifico che sta tra il gemito delle cose e la venuta di Cristo. Il quando avverranno è adesso: il cristiano non evade. e Lisània tetràrca dell'Abilène. e deve affrontare la fatica di generarsi di nuovo. di conquistare vicinanza. Tutte le creature attendono. e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti. e Filippo. in una delicatezza inattesa.. Ogni carne è intrisa di Dio.. la mano dei suoi doni. la speranza è fame di nascere del tutto. e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».25-28. Attesa e attenzione sono le due parole tipiche dell'Avvento. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. L'incarnazione non è finita. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. e viene più vicino. di portare a compimento ciò che custodiamo in noi. tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide. È sempre tempo d'Avvento. nella luna e nelle stelle. Salmo 24. Il Signore giudica me e mi trova con il cuore appesantito. È il tempo in cui tutto si fa più vicino: Dio all'uomo. lui l'unico che parla al cuore. Attesa di Dio. cosa significa attendere. Vivere con attenzione. l'altro a me. perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere. Panikkar). Attesa come di madre: la donna sa nel suo corpo. prima di tutto. ma già viene: nei piccoli gesti dei cuori puri. L'uomo non è mai nato del tutto. s'incarica di tutti i passi. curando i germogli. letteralmente cammina in mezzo. di cui ci parla il drammatico Vangelo di Luca. come talenti.14-16. (Letture: Geremia 33.12-4.2. allora. perché «la più grave epidemia moderna è la superficialità» (R. lunga ora tra doglie e parto. Colui-che-viene. che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni. Luca 21. Quando avverrà tutto questo? Gesù invece di rispondere quando avverranno le cose ultime. mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea. accade continuamente.]. Dio nasce perché io nasca. perché è la casa della vita. è il tempo più sacro. Verrà sulle nubi.. Ma invece di sdegnarsi.I Domenica di Avvento Anno C In quel tempo. viene attraverso le persone che amo e che ho accanto. mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Vivere attenti al cuore. Sono il suo linguaggio.34-36) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 04/12/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar E il deserto diventa cuore del mondo II Domenica di Avvento Anno C Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare. [. Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole. eternamente incamminato verso di me. da dentro. sempre tempo di abbreviare distanze. infinito del verbo amare. Vegliate in ogni momento pregando. farsi vicino. E invece di condannarlo. tutta la creazione attende un Dio che viene. State attenti che i vostri cuori non si appesantiscano.] State attenti a voi stessi. e le pietre e la notte. Attendere. sotto i . o sperare di essere generato. più creatore. è lui stesso che si carica della distanza. Dio ha giudicato il mondo e l'ha trovato lontano. è la porta di Dio.. più felice. Dio ha giudicato l'uomo e l'ha trovato lontano.. io al mio cuore. quel piccolo Dio che ha da fiorire in ognuno di noi. 1 Tessalonicesi 3. medicando le piaghe. Erode tetràrca della Galilea. intercede.

Ma so che deve venire. normale come il pane. «Esulterà. verrà. Nelle . dove un uomo vale quanto vale il suo cuore. la parola di Dio venne su Giovanni. di una sillaba di Dio. riguardo a Giovanni. Lontano dalle capitali e dagli imperi.) Poiché il popolo era in attesa e tutti.8-11. Chiamati ad essere profeti: metto il mio nome al posto di quello del profeta. Per questo: «Preparate le vie del Signore». com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore. Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo. Sono sette. Luca 3. lasciatevi affascinare. sopra la sua preda. le folle interrogavano Giovanni... Il quasi-nulla. quanto basta tuttavia a mutare la direzione della storia: mentre a Roma si decidevano le sorti dei popoli. solo nel deserto la goccia di fuoco della profezia può dare il suo frutto. Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche. su questo meccanismo perfettamente oliato.sommi sacerdoti Anna e Càifa. inventate vie attraverso le quali la Parola giunga fino al cuore. date ogni giorno un po' di tempo e un po' di cuore alla lettura del Vangelo. Ciascuno di noi può diventare voce di una Parola. e so che molte volte ormai la Parola è venuta sopra di me. «La Parola fu su Giovanni». figlio di Zaccarìa. orizzonti chiari. facciano risuonare parole più profonde. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!». nel deserto. perché di me non è stanca. faccia altrettanto». e non mi ha trovato. Giovanni.1-6) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 10/12/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Per stare bene l'uomo deve dare III Domenica di Avvento Anno C In quel tempo. cade un granello di sabbia del deserto. E la misteriosa e mai revocata scelta di Dio: fare storia con chi non ha storia. dove è senza maschere e senza paure. a simboleggiarne la pienezza e a convocare tutto il potere di ogni tempo e di ogni luogo. moltiplicate le strade della seduzione di Dio. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Salmo 125. raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito. si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo. afferrato. Il Vangelo chiama a confronto storia e profezia. coerenza. una parola. Anna e Caifa si spartivano il potere su quella terra assolata e passionale. Egli percorse tutta la regione del Giordano. ma di piccoli e quotidiani che. entrare nel mondo dal punto più basso. la profezia è l'estasi di una storia che non basta a se stessa. ne dia a chi non ne ha. ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». da templi e da palazzi. un granello di profezia: la Parola discese. là dove vivono. E poi. Filippesi 1. spianate. griderà di gioia per te. Nel deserto. nel deserto. La nuova capitale del mondo è il deserto di Giuda. rendi continuo come il respiro.1-9. incarnino un progetto senza inganno o violenza. Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua. scegliere la via della periferia. nel tuo eremo interiore. le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie. a volo d'aquila. Erode. (Letture: Baruc 5. e chi ha da mangiare. il dialogo del cielo. La grande storia è riassunta da Luca nell'elenco iniziale di sette nomi propri che tracciano la mappa del potere politico e religioso. Ma prima deve essere raggiunto. predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». lealtà. ma viene colui che è più forte di me. figlio di Zaccaria e figlio del miracolo. ogni monte e ogni colle sarà abbassato. mentre Pilato. Alla geografia dei potenti sfuggono però un deserto. giustizia. si rallegrerà. con perseveranza.4-6. In cinque semplicissimi termini è racchiusa la mia e la tua vocazione. da dove l'uomo soffre. come nei giorni di festa». un uomo.(. a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Ha bisogno non di grandi profeti. conquistato da Cristo.

Il profeta sa che Dio si trasmette attraverso un atteggiamento di rispetto e di venerazione verso tutti gli uomini. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Maria ed Elisabetta sono i primi profeti del Nuovo Testamento: la prima parola di Dio è la vita. In tutto il Vangelo il verbo amare si traduce con il verbo dare (non c'è amore più grande che dare la vita. Dio viene come vita. Nell'ingranaggio del mondo Giovanni getta un verbo forte. entrambe incinte in modo «impossibile» annunciano che viene nel mondo un «di più». a te. Luca 3. sussurrato. Entrata nella casa di Zaccarìa. Per due volte Luca ripete che il bambino salta di gioia nel grembo. Tu. abitate da figli inesplicabili. Aveva parlato. si riprende a tessere il tessuto buono del mondo. In quel bambino è l'umanità intera che sperimenta che Dio dà gioia. portando se non la Parola di Dio almeno il suo respiro alto dentro le cose di ogni giorno. Dio viene come gioia. due donne con il grembo carico di cielo. siano generosi di giustizia. di pace. aveva la voce dei sogni. la paura invecchia il cuore. la terra intera che freme per le energie divine che in essa sono . Mai nella Bibbia Dio aveva gridato. Nel Vangelo profetizzano per prime le madri. tuonato. Isaia 12. anche non visti. non accumulate». solo qui. Vengono pubblicani e soldati. risponde: «chi ha due vestiti ne dia uno a chi non ce l'ha». giorno per giorno. a me. «dare». il bambino sussultò nel suo grembo. il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. Tre risposte per un programma unico: tessere il mondo della fraternità. Non per minacciare. «E io. che cosa devo fare?». appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi. risponde: «chi ha da mangiare ne dia a chi non ne ha». (Letture: Sofonia 3.parole del profeta. Il primo verbo di un futuro nuovo. E l'uomo che non possiede nemmeno una veste degna di questo nome. chiunque avrà dato anche solo un bicchiere d'acqua fresca. «Non prendete. la vergine e la sterile. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/12/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio viene come vita e come gioia IV Domenica d'Avvento Anno C In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa. Dio danza di gioia per l'uomo. solo per amare. il Battista risponde alla domanda più feriale. Non di grandi profeti abbiamo bisogno ma di tanti piccoli profeti. salutò Elisabetta. che là dove sono chiamati a vivere. e si trasmette come energia liberatrice dalle ombre della paura che invecchiano il cuore. in una città di Giuda. festa di Dio.10-18). Colui che si nutre del nulla che offre il deserto. solo per amore Dio grida. Dio seduce proprio perché parla il linguaggio della gioia. che sappiano dialogare con l'essenza dell'uomo. Filippesi 4. Sofonia racconta un Dio felice il cui grido di festa attraversa questo tempo d'avvento e ogni tempo dell'uomo e ripete. c'è più gioia nel dare che nel ricevere"). È legge della vita: per stare bene l'uomo deve dare. cavallette e miele selvatico. Mentre il profeta intuisce la danza dei cieli e intona il canto dell'amore felice. costruire una terra da cui salga giustizia. perché «il problema della vita coincide con quello della felicità» (Nietzsche). di onestà. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco. Due donne. a cominciare da te. L'amore rinnova (Sofonia).4-7. ad ogni creatura: «tu mi fai felice». che sa di mani e di fatica e incide nei giorni: «che cosa dobbiamo fare?». Allora. pilastri del potere: «e noi che cosa faremo?». Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria. non estorcete nulla. viene ciò che l'uomo da solo non può darsi.14-18.

tutte. tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. varca soglie. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio.) Luca racconta due pellegrinaggi: quello verso il tempio di Gerusalemme e quello verso la casa di Nazaret.1-4a. da dialoghi. «Le mie braccia allargate sono appena l'inizio del cerchio. vi salirono secondo la consuetudine della festa. ad ogni atomo di Maria. dice Maria. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Insieme vanno a Gerusalemme. Come fa Maria con il suo Magnificat. Se non imparo a benedire chi ho accanto. Anch'io abiterò la vita con tutta la mia complessità. «Tuo padre e io angosciati ti cercavamo». Ogni prima parola con Dio abbia il primato del ringraziamento. «Delle cose di mio Padre mi devo occupare». come Maria. Il centro del cristianesimo è ciò che Dio fa per me.deposte ogni giorno. mediato da persone. fecero una giornata di viaggio. non chiederò consigli spiccioli su come si conduca una famiglia. è una finestra di luce. Dire a qualcuno «ti benedico!» significa vedere il bene in lui. che benefico agli umani sia il frutto dell'intera tua vita. che ha posto le sue mani nel folto della vita. è lui. ma nell'abbraccio di due donne. di Giovanni che sa danzare. la vita. Ad ogni frammento.39-45) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 24/12/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Santa Famiglia. è lui che guarda. Ma. sparso nel mondo e che ha nome donna (G. l'angoscia e la luce Santa Famiglia di Gesù. insieme cercano il figlio. ma idee-forza per la dilatazione della vita. è lui che innalza. Insieme. Al Vangelo. Credendo che egli fosse nella comitiva. (. Salmo 79. Ogni prima parola tra gli uomini dovrebbe avere il «primato della benedizione». è offerta di altra alleanza. allora. Maria e Giuseppe " Anno C I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. dove tutti sono fratelli e la mia famiglia è l'intera famiglia umana. Ebrei 10. e oltre. è lui che riempie. senza che i genitori se ne accorgessero. Dio viene come abbraccio. Sono i due poli dentro i quali dovrebbe battere il cuore di ogni famiglia. Vannucci) vorrei ripetere la profezia di Elisabetta: che tu sia benedetta. da incontri.. Quando egli ebbe dodici anni. portando in molti modi il Signore nel mondo. senza rivalità. La preghiera di Maria non nasce nella solitudine. senza invidia. Per dieci volte Maria ripete: è lui. trascorsi i giorni. Il Vangelo apre dimensioni insospettate del vivere. insieme ritornano a Nazaret. Questo gesto sempre più raro nelle famiglie. e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. Benedetta sei tu fra le donne che sono. con la parte di Maria che sa lodare. non ciò che io faccio per Dio. (Letture: Michea 5. seduto in mezzo ai maestri. che è il suo Vangelo: la lieta notizia dell'innamoramento di Dio. Luca 1. Famiglia santa quella di Nazaret . in uno spazio di affetto. mentre li ascoltava e li interrogava. e il buon grano. Dio viene nelle mie relazioni. non potrò mai essere felice. «Benedetta tu fra le donne!» La prima parola di Elisabetta è una benedizione che da Maria discende su tutte le donne. I genitori pensano di aver ritrovato il figlio e lui dichiara di essere figlio di un Altro. con uno sguardo di stupore. il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme. E forse verrà pronunciata anche per me la parola: Benedetto sei tu perché porti il Signore. benedette. risponde Gesù. Un Amore più vasto lo compirà» (M. prima di tutto il bene e la luce.5-10. non avendolo trovato. vocazione da imparare sempre di nuovo. mentre riprendevano la via del ritorno. con la parte di Zaccaria che fatica a credere. dalla casa di Nazaret alla casa del mondo. Guidacci). da abbracci. Passaggio di paternità.. di Elisabetta che sa benedire. di ogni credente: le cose di Dio e le persone che ci sono affidate.

C'è un dolore che pesa sul cuore. gesti e dolori. ma da Dio sono stati generati. uomo e Dio sono una cosa sola. diventa lui stesso argilla di piccolo vaso. Si cammina anche nella sofferenza. Dio. Maria e Giuseppe sono profeti. con un atto di fede negli altri. alla loro vocazione. Dialogo pacato. nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito. Neppure la migliore delle famiglie è esente dall'incomprensione e dalla crisi.41-52) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 31/12/2009 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Vita vera è essere abitati da Dio II domenica dopo Natale (. visitati da angeli e visioni. Dio ricomincia da Betlemme. venne a Nazaret e stava loro sottomesso». perché ormai terra e cielo si sono abbracciati. appartengono a Dio. conservando. Maria e Giuseppe come tanti. L'incomprensione non ferma tutto. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè.1-2. Lo stesso Vangelo. senza accuse. alla loro missione. e i suoi non lo hanno accolto.. LLa liturgia propone lo stesso Vangelo del giorno di Natale. non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo. «Perché ci hai fatto così?». E nessuno potrà più dire: qui finisce la terra. Ora è la carne che è assunta dalla Parola.) Venne fra i suoi. i quali. Cristo nasce perché io nasca. uno sfondamento del tempo verso l'eterno. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome. gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre. ai loro sogni. santa e limitata. Almeno a Betlemme. senza risentimenti. nel tempo. Come tutti i figli adolescenti. le letture oggi ci suggeriscono il movimento inverso. meditando. qualcosa di Dio in ogni uomo. qui comincia il cielo. eppure i tre si accettano di nuovo: «Gesù scese con loro. ma con una differenza: mentre a Natale l'attenzione. Da allora c'è un frammento di Logos in ogni carne. sentono che alla fine i figli non sono nostri. è lui che lo ha rivelato. eppure figlio e genitori non si capiscono. proteggendo nel cuore. la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. almeno in quel neonato. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me. «E il Verbo si è fatto carne». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Salmo 83. persino ai loro limiti. Nasca . Colui che aveva plasmato Adamo con la polvere del suolo. al mondo. Luca 2. Prima lettera di Giovanni 3. che è Dio ed è nel seno del Padre. anche se non ho tutto capito. come tutti i genitori. (Letture: Primo libro di Samuele 1. e l'emozione. il sangue sale verso il cielo. ci si rimette in cammino anche se non tutto è chiaro. e noi abbiamo contemplato la sua gloria. e luce in ogni vita.24-28. perché era prima di me».20-22. pieno di grazia e di verità. un conforto per tutte le nostre famiglie con tutti i loro limiti. Si apre per noi come uno sfondo di eternità. come santa Maria. finché un giorno si dipani il filo d'oro che tutto illuminerà e legherà.eppure non le è risparmiata l'angoscia: «Angosciati ti cercavamo». eppure non comprendono ciò che accade nella loro stessa casa. «A quanti l'hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio». Famiglia santa. erano rivolte alla discesa di Dio nella carne. che sa interrogare e ascoltare. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Gesù afferma la propria autonomia. perché Natale si conquista lentamente. l'uomo verso Dio. almeno incipiente. perché creatore e creatura si sono abbracciati e. Nessuno potrà dire: qui finisce l'uomo. ai loro amori. «Ma essi non compresero le sue parole». scende come una benedizione. parole e domande.. nella notte. Da questa famiglia santa eppure imperfetta. una consolazione. C'è santità. qui comincia Dio.21-24.

non la semplice opportunità o l'occasione di diventare figli di Dio. Salmo 147. il tuo cercare. la vitalità per spalancare le porte. 3-6. la forza. Voglio essere in te come luce e come sole. L'uomo diventa ciò che accoglie in sé. Gesù non è venuto a portare un elenco di verità. in questa fatica di credere.nuovo e diverso. Ecco la profondità ultima del Natale: Dio nell'uomo. in questi dubbi. In questa carne Cristo è. Efesini 1. Dio non si merita. «Se appena percepiamo qualcosa del significato oceanico di queste due termini. ma una forza di vita. (Letture: Siràcide 24. in questa gioia di credere. Il Verbo come forza in noi. Tu mi interessi. intravediamo il dramma immenso del Natale» (Paolo VI). Non c'è nulla della tua vita che mi lasci indifferente. Vita vera è essere abitati da Dio. Giovanni 1. Dio e uomo.12-16. La sua nascita vuole la mia nascita. l'energia. con la storia della tua casa.15-18. ma il potere. È in noi per dirci: amo la tua solitudine. anche la tua debolezza. ciò che lo abita. in questi abbandoni. afferma Giovanni. 1-4. come strada e come pane. «A quanti l'hanno accolto». per varcare le soglie. come roccia e come nido. 1-18) © riproduzione riservata . ma vita da vivere. non ci ha comunicato una teoria religiosa. si accoglie. con la storia del tuo cuore. «Ha dato il potere». amo le tue lacrime.