Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi

07/01/2010
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Dal cielo aperto scese la vita di Dio
Battesimo del Signore Anno C In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo
a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti
dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono
degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco,
mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in
preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come
una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il
mio compiacimento». Al centro del brano non è posto il battesimo di Gesù, raccontato
quasi come un inciso, ma l'aprirsi del cielo: «Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera
ed ecco il cielo si aprì». Come si apre una breccia nelle mura, come quando si aprono le
braccia agli amici, all'amato, ai figli, ai poveri. Il cielo si apre sotto l'urgenza dell'amore di
Dio, sotto l'impazienza di Adamo, sotto l'assedio dei poveri e nessuno lo rinchiuderà più.
Guardo spesso il cielo chiuso sopra la mia città, lo guardo con le sue stelle appassite, e
cerco un pertugio come quello sul Giordano, un graffio d'azzurro, uno strappo nel grigio,
per leggere, da là, dalla luce, dalla mia parte alta, tutto ciò che è accaduto e accade nella
mia vita. Ma anche l'aprirsi del cielo è secondario: scese su di Lui lo Spirito Santo. Spirito
è parola che dice vita, dal primo respiro di Dio che accese la fiamma misteriosa della vita
nel petalo di argilla che è Adamo, da prima ancora quando «aleggiava sulle acque»,
covando l'origine della vita. Santo significa sostanzialmente di Dio. «Scese lo Spirito
Santo» si può quindi tradurre così: «Scese la vita di Dio». Alito che rianima la fiamma
smorta, respiro profondo dell'essere, soffio di primavere. E poi fu una voce: «Tu sei il mio
figlio amato». Il brano è come una miniatura di tutto il Vangelo e ne racconta alcune delle
verità più alte. Racconta la Trinità per simboli: una voce, un figlio, una colomba; racconta
Gesù: il Figlio che si fa fratello, che si immerge solidale nel fiume dell'umanità; racconta
l'uomo: un fratello che diventa figlio. E parla di me: il cielo che si apre, lo Spirito e la Voce
sono accaduti, sono scesi anche sul mio battesimo: vita di Dio in me, dilatazione del cuore,
incarnazione che non si arresta, io amato come Gesù, Dio che preferisce ciascuno, ognuno
figlio prediletto. Nella Bibbia figlio è un termine tecnico, dal significato preciso: figlio è il
somigliante al padre, colui che compie le stesse sue azioni, che prolunga nella sua vita la
vita del padre. Allora ti prende come un desiderio di fare qualcosa che assomigli a ciò che è
detto di Gesù: «Passò nel mondo facendo del bene e guarendo ogni male». Sintesi ultima,
essenziale, struggente, bellissima della vicenda di Gesù, ma anche di ognuna delle nostre
vite. Passare nel mondo facendo del bene, splendendo per un istante anche se nessuno
guarderà il tuo lucente sguardo. Anche un solo gesto così rende più grande l'universo.
(Letture: Isaia 40,1-5.9-11; Salmo 103; Tito 2,11-14;3,4-7; Luca 3,15-16.21-22).
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Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
14/01/2010
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Dio viene come festa e come gioia
II Domenica Tempo Ordinario-Anno C In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di
Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.

Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose:
«Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori:
«Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale
dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite
d'acqua le anfore»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e
portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono (...). Con tutte le
situazioni tragiche, le morti e le croci d'Israele, Gesù dà inizio alla sua missione quasi
giocando con dell'acqua e con del vino. Schiavi e lebbrosi gridavano la loro disperazione e
Gesù comincia non da loro ma da una festa di nozze. Deve esserci sotto qualcosa di molto
importante: è il volto nuovo di Dio, un Dio che viene come festa. A lungo abbiamo pensato
che Dio non amasse troppo le feste degli uomini. Il cristianesimo ha subìto come un
battesimo di tristezza. Dice un filosofo: «I cristiani hanno dato il nome di Dio a cose che li
costringono a soffrire!». Nel dolore Dio ci accompagna, ma non porta dolore. Lui benedice
la vita, gode della gioia degli uomini, la approva, la apprezza, se ne prende cura. Scrive
Bonhoeffer: dobbiamo amare e trovare Dio precisamente nella nostra vita e nel bene che ci
dà. Trovarlo e ringraziarlo nella nostra felicità terrena. Una festa di nozze: le nozze sono il
luogo dove l'amore celebra la sua festa. Ed è lì che Gesù pone il primo dei segni: il primo
segnale da seguire nelle strade della vita è l'amore, forza capace di riempire di miracoli la
terra. «E viene a mancare il vino». Il vino, in tutta la Bibbia, è simbolo di gioia e di amore,
ma minacciati; la vita si trascina stancamente, occorre qualcosa di nuovo: Gesù stesso,
volto d'amore di Dio. Il vino che viene a mancare è esperienza quotidiana: viene a mancare
quel non-so-che che dà qualità alla vita, un non-so-che di energia, di passione, di
entusiasmo, di salute che dia sapore e calore alle cose. Come uscirne? A due condizioni.
«Qualunque cosa vi dica, fatela». Fate il suo Vangelo; rendetelo gesto e corpo; tutto il
Vangelo, il consiglio amabile, il comando esigente, la consolazione, il rischio. E si
riempiranno le anfore vuote della vita. «Riempite d'acqua le anfore». Solo acqua posso
portare davanti al Signore, nient'altro che acqua. Eppure la vuole tutta, fino all'orlo. E
quando le sei anfore della mia umanità, dura come la pietra e povera come l'acqua, saranno
offerte a Lui, colme di ciò che è umano e mio, sarà Lui a trasformare questa povera acqua
nel migliore dei vini, immeritato e senza misura. A Cana, gli sposi non hanno meriti o
diritti da vantare. La loro povertà non è un ostacolo, ma una opportunità per il Signore, un
titolo per il suo intervento. Dio viene anche per me che non ho meriti; viene come festa e
come gioia, come vino buono, e conta non i miei meriti ma il mio bisogno. (Letture: Isaia
62,1-5; Salmo 95; Prima Lettera ai Corinzi 12,4-11; Giovanni 2,1-12)
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21/01/2010
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I poveri, principi del Regno di Dio
III Domenica Tempo Ordinario - Anno C In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la
potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro
sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo
solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta
Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto
annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà
gli oppressi e proclamare l'anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò
all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora
cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Luca ci

racconta la scena delle origini, scena da stampare nel cuore. Lo fa quasi al rallentatore, per
farci comprendere l'estrema importanza di questo momento. «Gesù arrotola il volume, lo
consegna, si siede. Tutti gli occhi sono fissi su di lui». Risuonano le prime parole ufficiali
di Gesù, «oggi la parola di Isaia diventa carne»: si chiudono i libri e si apre la vita. Dalla
carta scritta al respiro vivo. Dall'antico profeta a un rabbi che non impone pesi, ma li
toglie, non porta precetti, ma libertà. L'umanità è tutta in quattro aggettivi: povera,
prigioniera, cieca, oppressa. Sono i quattro nomi dell'uomo. Adamo è diventato così, per
questo Dio diventa Adamo. Con quattro obiettivi: portare gioia, libertà, occhi nuovi,
liberazione. E poi con un quinto perché spalanca il cielo, delinea uno dei tratti più belli del
volto di Dio: «proclamare l'anno di grazia del Signore», un anno, un secolo, mille anni, una
storia intera fatta solo di benevolenza, perché Dio non solo è buono, ma esclusivamente
buono, incondizionatamente buono. I primi destinatari sono i poveri. Sono loro i principi
del Regno, e Dio sta alla loro ombra. È importante: nel Vangelo ricorre più spesso la parola
poveri, che non la parola peccatori. La Buona Notizia non è una morale più esigente o più
elastica, ma Dio che si china come madre sul figlio che soffre, come ricchezza per il
povero, come occhi per il cieco, come libertà da tutte le prigioni, come incremento
d'umano. Dio non mette come scopo della storia se stesso, ma l'uomo; il Regno che Gesù
annuncia non è un Dio che riprende il potere su una umanità ribelle e la riconduce
all'ubbidienza, per essere servito, ma il Regno è un uomo gioioso, libero da maschere e da
paure, dall'occhio luminoso e penetrante, incamminato nel sole. Un sublime
capovolgimento. Dio dimentica se stesso, non di sé si ricorda, ma di noi: non offre libertà
in cambio di ossequio, ama per primo, ama in perdita, ama senza contraccambio. La parola
chiave del programma di Gesù è libertà, ripetuta due volte. Come mi libera Cristo? «Cristo
è dentro di me come una energia implacabile, fintanto che tutto il nostro essere non diventa
luminoso; dentro di me come germe in via di raggiungere la maturazione; come un sogno
di pienezza di vita, indomabile e attivo, un desiderio di libertà» (G. Vannucci); come un
lievito mite e possente che trasforma il mio pianto in danza, il mio sacco in veste di gioia.
(Letture: Neemia 8,2-4.5-6.8-10; Salmo 18; 1 Corinzi 12,12-30; Luca 1,1-4; 4,14-21)
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Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
28/01/2010
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Dallo stupore nasce la sapienza
IV Domenica Tempo ordinario - Anno C In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella
sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano
testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e
dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi
citerete questo proverbio: "Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a
Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!"». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun
profeta è bene accetto nella sua patria.(...). «Fai anche da noi i miracoli di Cafàrnao!». Più
che Dio vogliono miracoli, il cielo a portata di mano a garantire salute e benessere. Anch'io
preferisco apparizioni e prodigi ai profeti, come loro: assicura pane e miracoli e saremo
dalla tua parte! Moltiplica il pane e ti faremo re (Gv 6,15). Gesù stesso ha dovuto
affrontare la tentazione dei miracoli: buttati, verrà un volo di angeli a portarti! Ma Gesù sa
che con il pane e i miracoli non si liberano le persone, piuttosto ci si impossessa di loro.
Dio invece non si impossessa di nessuno, Dio non invade, si propone. Perché l'uomo non
ama colui chi si impone: sarà anche ubbidito, ma non amato. E Dio vuole essere amato da

questi liberi, splendidi e meschini figli. Non farò miracoli qui, dice Gesù, li ho fatti a
Cafarnao e a Betsaida, il mondo è pieno di miracoli eppure non bastano mai, non fanno
credere: Gesù risuscita Lazzaro e i farisei decidono non di seguirlo ma di ucciderlo! Il
punto di svolta del racconto è in una domanda: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Che
un profeta sia un uomo straordinario, una personalità eccezionale, siamo pronti ad
accettarlo. Ma che la profezia sia di casa nella casa del falegname, in uno che non è
neanche sacerdote o scriba, che ha le mani segnate dalla fatica, come le mie, che ha più o
meno i problemi che ho io, con quella famiglia così così, ci pare impossibile. Ma lo Spirito
accende il suo roveto all'angolo di ogni strada. La Parola è dispersa in sillabe in ogni volto.
Non sprechiamo i nostri profeti! Nessuno è profeta in patria: è detto a me che non so più
ascoltare con attenzione, guardare con meraviglia le persone di tutti i giorni. L'abitudine ha
spento l'incanto. Eppure non devo cercare lontano per intuire l'eco della voce di Dio, lo
scintillio della sua luce: basta che riprenda a guardare con occhi nuovi, come se fosse la
prima volta, ciò che credo di conoscere bene: i volti di chi mi vive accanto, il quotidiano
ritorno della luce, le parole della preghiera che ripeto distratto, i riti dell'amicizia e
dell'amore... I miracoli accadono davvero. Io li ho visti: ho visto genitori risorgere dopo il
dramma atroce di un figlio morto, famiglie disarmarsi e perdonare la violenza subita,
donne violate e tradite riprendere a sorridere e ad amare, persone capaci di dare tutto per
un familiare o un bimbo sconosciuto, ho visto la primavera. I miracoli sono perfino troppi,
per chi ha l'occhio puro. Salviamo lo stupore! È l'inizio della sapienza. (Letture: Geremia
1,4-5.17-19; Salmo 70; 1 Corinzi 12,31-13,13; Luca 4,21-30).
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Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
04/02/2010
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Ripartire dal poco per donare tutto
V Domenica del Tempo Ordinario - Anno C In quel tempo, (...) quando Gesù ebbe finito di
parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone
rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua
parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti
quasi si rompevano. (...) Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù,
dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva
invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure
Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone:
«Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono
tutto e lo seguirono. Tirate le barche a terra lasciarono tutto e lo seguirono. Senza neppure
sapere dove sarebbero andati, dove li avrebbe condotti! Lasciano il lago e trovano il
mondo. Tutto è cominciato con una notte buttata, le reti vuote, la fatica inutile. Un
gruppetto di pescatori delusi, indifferenti alla folla eccitata e al Maestro. E Gesù entra con
delicatezza nelle loro vite, prega Simone di staccarsi un po' dalla riva. Lo prega: notiamo la
finezza del verbo scelto da Luca: «Simone, per favore, ti prego!». Gesù maestro di umanità
ci insegna quali sono le parole che, nel momento difficile, trasmettono speranza ed energia:
non l'imposizione o la critica, non il giudizio o l'ironia, neanche la compassione. Ma una
preghiera che fa appello a quello che hai: per quanto poco; a quello che sai fare: per quanto
poco! Pietro, hai una barca, hai delle reti: ripartiamo da questo. Prendi il largo e getta le
reti per la pesca. E si riempiono. Dio riempie la vita, dà una profondità unica a tutto ciò che
penso e faccio; riempie le reti di ciò che amo e la vita di futuro. Simone si spaventa:
«Allontanati da me perché sono solo un peccatore!». Gesù sulle acque del lago ha una

Beati voi. ma non può essere un alibi per chiudersi a Dio e al futuro. il futuro che conta più del presente e di tutto il passato.) diceva: «Beati voi. che ora avete fame.1-11) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 11/02/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La nostra felicità è nel progetto di Dio VI Domenica Tempo Ordinario-Anno C In quel tempo. Ti impedisce di accontentarti. ricerca di felicità. ma perché è con voi contro il dolore. sono invece la bella notizia che Dio regala gioia a chi produce amore. non giudica. la tua vita va bene per fare qualcosa per gli uomini. chiedo perdono. conforta la vita ma poi la incalza.. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti». Non temere. Povero sono io quando ho bisogno d'altri per vivere. perché diventerete ricchi. nel suo nucleo ultimo. non è deluso di me. ricchi. che se uno si fa carico della felicità di qualcuno il Padre si fa carico della sua felicità. perché riderete. perché è con voi che Dio cambierà la storia.. Avete il cuore al di là delle cose: c'è più Dio in voi. Davanti al Vangelo delle beatitudini provo ogni volta la paura di rovinarlo con le mie parole: so di non averlo ancora capito. quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame. Beati voi che piangete. perché sarete nel dolore e piangerete. Guai a voi. non minimizza. non con i potenti. che ora ridete. Ed è il futuro che si apre. il tuo guscio di noce. non nell'altro mondo! Beati. Le sentiamo difficili eppure amiche: perché non stabiliscono nuovi comandamenti. perché vostro è il Regno.reazione bellissima. Gesù ha moltiplicato la capacità di star bene! Beati voi. di sincerità. continua a stupirmi e a sfuggirmi. Non vale la pena parlare del peccato: il bene possibile domani vale più del male di ieri. Beati voi. non più degli altri». e le reti piene oggi più di tutti i fallimenti di ieri. Salmo 137. mi affido. (Letture: Isaia 6. ecco. 1 Corinzi 15. Vuol dire: cercherai uomini. Beati: parola che mi assicura che il senso della vita è nel suo intimo. un'altra vita! E il miracolo del lago non consiste nelle barche riempite di pesci. poveri. Luca 5.1-11. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.1-2. «Sono le parole più alte del pensiero umano» (Gandhi). Ti fanno pensoso e disarmato. Guai. ma mi affida il suo vangelo: seguimi. Tu sarai». Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché. siete come anfore che possono contenere pezzi di cielo e di futuro. poveri. Non risponde: «Non è vero. non basto a me stesso. Beati non perché Dio ama il dolore. il miracolo grande è Gesù che non si lascia impressionare dai miei difetti. La parola «povero» contiene ogni uomo. a causa del Figlio dell'uomo. la felicità è nel progetto di Dio. Gesù dà fiducia. Il peccato rimane. neppure assolve. riempie le reti ma poi te le fa lasciare lì.3-8. non sei peccatore. già adesso. Ci saremmo aspettati: beati perché ci sarà un capovolgimento. Ma guai a voi. tutti quelli che l'ingiustizia del mondo condanna alla sofferenza. di giustizia. un altro cielo. perché sarete saziati. li raccoglierai da quel fondo dove credono di vivere e non vivono. Beati voi. Beati voi. vivo perché accolto. mostrerai loro che sono fatti per un altro respiro. la vostra ricompensa è grande nel cielo. anche tu puoi fare qualcosa per gli uomini e per Dio. Guai a voi. perché avete già ricevuto la vostra consolazione. quando tutti gli uomini diranno bene di voi. anche la tua barca va bene! La tua zattera. ma le persone: i poveri senza aggettivi. che ora piangete. Sarai pescatore di uomini. riaccendono la nostalgia prepotente di un mondo fatto di bontà. che ora siete sazi. non nelle barche abbandonate. Il progetto di Dio è più profondo e più delicato. Un . parole di cui non vedi il fondo. poveri! Non beata la povertà. No. Gesù (. è più vicino a chi ha il cuore ferito. perché avrete fame. Pronuncia due parole: «Non temere. perché vostro è il regno di Dio.

ma dai volti. E ciò che sembra essere il massimo della fede. allora ti seguiranno! Ma Gesù vuole liberare. non impossessarsi dell'uomo. Clément). lui sa che il potere non ha mai liberato nessuno. Forse non risponde a tutto ciò che io . ma quando furono terminati. Da me agli altri: io so come conquistare il potere! Tu ascoltami e ti darò il potere su tutto. imprigionano il pensiero e gli affetti (ho visto gente con case bellissime vivere solo per la casa) Diceva Madre Teresa: ciò che non serve.. spettacolo. Il male del mondo non sarà vinto da altro male. per farsi argine al pianto. È l'invito a non accontentarsi. ma per una insurrezione dei cuori buoni e giusti. intreccia il suo respiro con il mio. è nel Padre Nostro. gli affetti. È come se il diavolo dicesse a Gesù: Vuoi cambiare il mondo? Allora usa il potere. Salmo 1. non a modo mio.. Siamo fatti per cose più grandi. occupa i posti chiave. (Letture: Geremia 17. a non ridurre i nostri sogni a denaro. la forza. le cose sono tiranne. Gesù risponde «no»: «Io so che Dio è presente. Dio è già in me forza della mia forza». ma più vita viene dalla Parola di Dio. Vuoi salvare il mondo con niente. autorità. pieno di Spirito Santo. La prima tentazione: pietre o pane? Una piccola alternativa che Gesù apre. è vicino. 1 Corinzi 15. il pane dà vita. Per farti navigare avanti. Guai a voi ricchi: state sbagliando strada. spalanca. Gesù. Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo"». pesa! E la felicità non viene dal possesso. non sono quelle. a Dio. si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto. ma più importanti ancora sono altre cose: le creature. Il mondo non sarà reso migliore da chi accumula denaro. sulla misura di quello di Dio. che riguardano il comportamento sessuale..)». per moltiplicare il coraggio. ma quelle che vanno a demolire la fede» (O. le relazioni. Le tre tentazioni di Gesù nel deserto. L'ultimo gradino è una sfida aperta a Dio.. il pane è buono. è nel riflesso più profondo delle tue lacrime. di' a questa pietra che diventi pane».20-26). Dio naviga in un fiume di lacrime (Turoldo): non ti salva dalle lacrime. sono le tentazioni dell'uomo di sempre. ma nelle lacrime.17. (.. Buttati verranno gli angeli. un mercato con l'uomo. Se accogli le Beatitudini la loro logica ti cambia il cuore. Né di pietre né di solo pane vive l'uomo. E possono cambiare il mondo. ma offre per primo. Dio è presente. demolisce la fede facendone l'imitazione: «Chiedi a Dio un miracolo». ma dentro il pianto.. E gli angeli mi sono attorno con occhi di luce. Non di solo pane vive l'uomo! Il pane è buono. C'è un crescendo nelle tre prove: vanno da me. per quaranta giorni.angelo misterioso annuncia a chi piange: il Signore è con te. Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"». Fa un commercio. Esattamente il contrario di come agisce Dio. tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni.12. fino alla sfida. ne è invece la caricatura: non fiducia in Dio ma ricerca del proprio vantaggio. è indispensabile. Dopo aver esaurito ogni tentazione.. ebbe fame.) Gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio. Il diavolo chiede ubbidienza e offre potere.16-20. Luca 6. ad esempio. che non fa mercato dei suoi doni. gèttati giù di qui. © riproduzione riservataIl Vangelo A cura di Ermes Ronchi 18/02/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dalla fiducia in Dio la vera forza I Domenica di Quaresima Anno C In quel tempo. con l'amore. addirittura con la croce? Sei un illuso! Cosa se ne fa il mondo di un crocifisso in più? Vuoi avere gli uomini dalla tua parte? Assicuragli pane. sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano" (. non amore di Dio ma amore di sé. dà in perdita. non ti protegge dal pianto. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio. il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato. senza niente in cambio. «Le grandi tentazioni non sono quelle di cui è preoccupato un certo cristianesimo moralistico.5-8. agli altri. ma a modo suo.. Poi il tentatore alza la posta. forza della tua forza.

apparsi nella gloria. ascoltatelo!» (. che diceva: «Questi è il Figlio mio. allora lui camminerà avanti. Dio benedice con persone cui poter dire.chiedo. Mentre parlava così. nella donna dei 7 demoni vede la discepola. Chi ascolta Gesù. ma non con un volo di angeli. Facciamo tre capanne. venne una nube e li coprì con la sua ombra.. Salmo 26. come Pietro sul monte: è bello essere con te! Mi basta questo per sapere che Dio c'è.. E dalla nube uscì una voce.. E il tuo cuore ti dirà che tu sei fatto per la luce. che hanno il coraggio di essere ingenuamente luminosi nello sguardo. Luca 9.. Egli non sapeva quello che diceva. (Letture: Genesi 15. 28-36) © riproduzione riservataIl Vangelo A cura di Ermes Ronchi 04/03/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar .1-13) © riproduzione riservataIl Vangelo A cura di Ermes Ronchi 25/02/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Chi ascolta Gesù viene trasformato II Domenica di Quaresima Anno C In quel tempo. " terza strada è nel verbo che è il vertice conclusivo del racconto: ascoltatelo. Pietro disse a Gesù: «Maestro.) Mentre questi si separavano da lui. Dio ti benedice ponendoti accanto persone dal volto e dal cuore di luce. ti rende più te stesso. Il volto di Gesù è il volto alto dell'uomo. che stava per compiersi a Gerusalemme (.8-13. 5-12. altrove siamo sempre di passaggio. non le ombre o il negativo. 17-18. eppure avrò tutto ciò che mi serve. Mentre pregava. nel sorriso. che Dio è luce. dipinta però su di un fondo d'oro. ebbero paura. La Trasfigurazione inizia già in questa vita (conosciamo tutti delle persone luminose. All'entrare nella nube. l'eletto. luminoso e prezioso che è il nostro essere creati a immagine e somiglianza di Dio. in Zaccheo vede il generoso. salute o fortuna. diventa come lui. nel giudizio. qui possiamo sostare. L'intera vita altro non è che la gioia e la fatica di liberare tutta la luce e la bellezza che Dio ha deposto in noi: «il divino traspare dal fondo di ogni essere» (Teilhard de Chardin). e parlavano del suo esodo. volti di anziani bellissimi. Salmo 90. due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa. Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. La benedizione di Dio non é ricchezza. è bello per noi essere qui. La trasfigurazione è la festa del volto bello di Cristo. " è necessario poi conquistare lo sguardo di Gesù che in Simone vede la roccia. Ed ecco. dentro questa umanità che si va trasfigurando. allenare cioè gli occhi a vedere la luce delle cose e delle persone.). siete di Dio non della tenebra. Romani 10.4-10. come fossimo finalmente a casa. la scrittura del cuore: Dio ha un cuore di luce. il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Luca 4. Io devo confermare l'altro che ha luce in sé. nelle cui rughe si è come impigliato un sole) e il Vangelo indica alcune strade: " la prima strada è la preghiera (e mentre pregava il suo volto cambiò di aspetto) che rende più limpido il volto.. Interviene. perché ti mette in contatto con quella parte di divino che compone la tua identità umana.1. luce da gustare. Filippesi 3. una per te. Noi tutti siamo come un'icona incompiuta. È bello stare qui. (Letture: Deuteronomio 26.. Il salmo 66 augura: Il Signore ti benedica con la luce del suo volto. Ascoltarlo significa essere trasformati. io già ti condanno. 17-4.. ma semplicemente la luce: luce interiore. una per Mosè e una per Elìa». su questa terra che è gravida di luce. Il volto del Tabor trasmette bellezza: è bello stare qui. Se ti guardo cercando le tue ombre. luce per camminare e scegliere. È bello essere uomini: voi siete luce non colpa. Il volto è la grafia dell'anima. bensì con tanta forza quanta ne basta al primo passo. Gesù prese con sé Pietro.

10-12. © riproduzione riservataIl Vangelo A cura di Ermes Ronchi 11/03/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar È la vera fiducia che libera dal male IV Domenica di Quaresima Anno C (.Salvezza è portare frutto non solo per sé ma per altri III Domenica di Quaresima Anno C In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei. simbolo di speranza e serietà. 1-9.. 1-6. Si accontenta di un forse.. Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei. ma non ne trovo. non solo per sé. mi pota. affaticato attorno alla zolla di terra del mio cuore. non un richiamo alla conversione. che pretende giustamente dei frutti. portate qui il vestito più bello e fateglielo . Il Vangelo è tutto qui. Amatevi. io vi dico. Salvezza è portare frutto. «Forse. ed è chiamata a guardarsi dentro. Che colpa avevano quei diciotto uccisi dalla caduta della torre di Siloe? È Dio che manda il terremoto? Per castigare qualcuno distrugge una città? Gesù prende le difese di Dio e degli uccisi: la mano di Dio non produce morte. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire. non sono più degno di essere chiamato tuo figlio». uno stoppino fumigante sono sufficienti a Dio per attendere e sperare.. lo taglierai"». altrimenti perirete tutti. si aggrappa a un fragile forse. l'anno prossimo porterà frutto». come un contadino. ma non ne trovò. finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. così per star bene l'uomo deve dare. si prende cura come nessuno di questa vite. Dio è amore e l'amore non conosce altro castigo che castigare se stesso. di questo piccolo orto che io sono. per aver subito tale sorte? No. Racconti di morte. ma il contadino paziente e fiducioso: «voglio lavorare ancora un anno attorno a questo fico e forse porterà frutto». ancora un giorno. Salmo 102. l'asse attorno al quale gira la storia non è il peccato. gli si gettò al collo e lo baciò. se no. per la fame e la gioia d'altri.. Nella parabola del fico sterile chi rappresenta Dio non è il padrone esigente. sento le sue mani ogni giorno. Luca 13. Convertirsi è credere a questo Dio contadino. se non imbocca altre strade. La gente interroga Gesù su fatti di cronaca. un 11 settembre di anni fa. nel Vangelo. Gesù l'ha messo come comando che riassume tutto: amatevi. Come il fico che per essere autentico deve dare frutto. 1-8. ma per altri. 1 Corinzi 10. Smettila di pensare che l'esistenza si svolga nell'aula di un tribunale. Ma quello gli rispose: "Padrone. Chi soffre si chiede: che cosa ho fatto di male per meritarmi questo castigo? Gesù risponde: niente. in vite impaurite e inutili. Ma il padre disse ai servi: «Presto. Per lui il bene possibile domani conta più della sterilità di ieri. questa terra andrà in rovina perché fondata sulla sabbia della violenza e dell'ingiustizia. il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. o in vendette. ma vi abbiamo letto solo un fatto di cronaca. darai frutto! Dio. Se non vi convertirete.13-15. (Letture: Esodo 3. ho peccato verso il Cielo e davanti a te. gli corse incontro. perirete tutti. ebbe compassione. suo padre lo vide. Il figlio gli disse: «Padre. darà frutto! Tu sei buono. Allora disse al vignaiolo: "Ecco. lascialo ancora quest'anno. Se l'uomo non cambia. se non si converte in costruttore di pace e giustizia. mi lavora. Due torri gemelle sono crollate. di questo campo seminato. non hai fatto niente.) Quando era ancora lontano. e grandi domande. perirete tutti allo stesso modo (. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?". pioggia e lavoro: quest'albero è buono. sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero. Prendendo la parola. Dio non spreca la sua eternità in condanne. altrimenti vi distruggerete tutti. ma se non vi convertite. In questo forse c'è il miracolo della pietà divina: una piccola probabilità.) Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti. ancora sole. È la legge della vita. Ancora un anno.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. abbandonando le comodità dell'ovile. ci ha comandato di lapidare donne come questa. Quelli. gioiosi e amanti. torna per fame. Fausti). perché essa. Il giovane parte e fa naufragio. che ama senza misura. obbedienti e scontenti. un giorno. ma da figli liberi. si avventura a sperimentare fino in fondo la sua libertà» (G. (.17-21. Il peccato dell'uomo è di essere schiavo invece che figlio di Dio (S. Qui sento palpitare il cuore di Dio. Eppure nel momento in cui la notte è più profonda. chinatosi di nuovo. cominciando dai più anziani. Il Padre non chiede rimorsi o penitenze.1-3. Questo Padre buono non vuole una casa abitata da servi. Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita.. Non torna per amore. Cercava un buon padrone. a lui non interessa giudicare e neppure assolvere.11-32) © riproduzione riservataIl Vangelo A cura di Ermes Ronchi 18/03/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La fiducia contro la «prima pietra» V Domenica di Quaresima Anno C In quel tempo (. poiché insistevano nell'interrogarlo. Tuttavia. e tenero come una madre nel saper accogliere. udito ciò. Salmo 33. perché legge suprema di Dio è che l'uomo viva.. Scrive il grande teologo Johann Baptist Metz: «il primo sguardo di Gesù non va mai sul peccato delle persone. dando fiducia e libertà. scriveva per terra. non il pareggio tra dare e avere. per convertirmi proprio da quell'idea. E inizia il viaggio di ritorno. non è la paura che libera dal male. la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro. Il più giovane se ne va.) Ogni volta davanti a questa parabola mi si allarga il cuore. Il centro della parabola è un Padre buono. non la limita. mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi.. un disequilibrio gioioso. quasi ingiusto. l'abbraccio e la festa di un Padre più grande del nostro cuore. C'è qualcosa in noi che si aggrappa ai nostri peccati e non lascia che Dio cancelli il nostro passato e ci offra un inizio completamente nuovo» (H. in cerca di felicità. Ma al padre non importa il motivo per cui un figlio ritorna.91. era perduto ed è stato ritrovato». si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato. forse perché si credono servi. Una donna trascinata lì a forza. Vannucci). ma aprire un futuro di vita. ma sempre sulla sofferenza». trattami da servo». nella Legge. getti per primo la pietra contro di lei». senza neppure chiedere se è pentita. non è la penitenza. gli corse incontro. forte come una roccia nel saper attendere. Accettare l'amore è forse più difficile che darlo. E. vivi. anzi: «se c'è una preferenza nell'amore-passione è proprio verso la pecorella smarrita. Sta rischiando la morte. sento gioia e un grande stupore. Al solo muovere il piede già mi ha visto. non è mai contro la mia libertà. ma un «di più» di vita. io cammino. Dio è padre solo se ha dei figli. lui corre. Il Padre non si oppone. ammazzatelo. mangiamo e facciamo festa. 2 Corinzi 5. Tu che ne dici?». Ora Mosè. ma perché la morte gli cammina a fianco. non osava ancora. lì comincia a spuntare il giorno: «allora rientrò in se stesso: io qui muoio di fame». nell'angoscia di morire. e Gesù ne prende subito le difese. lui mi interrompe. E cominciarono a far festa. io parlo: «non sono degno. Nouwen). forse perché non si sentono amati. Vuole salvarmi dal mio cuore di servo e restituirmi un cuore di figlio. gli si gettò al collo e lo baciò». Luca 15. Non è il rimorso. in modo illogico. (Letture: Giosuè 5.10-12. «Accettare il perdono di Dio è una delle più grandi sfide della vita spirituale. se ne andarono uno per uno. la fiducia. Non perché è pentito. questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. e tutto il mio vagabondare nel buio. il libero ribelle diventa schiavo. Prendete il vitello grasso.indossare. «lo vide da lontano. Gesù scriveva.. non osava più cercare un padre: «trattami come un servo». Il suo dramma sono due figli che non si amano.) gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio. lo sguardo fisso a . e tanto basta.

Qualcosa che non riesco a capire e che pure mi chiama. e i suoi singhiozzi. così devono scomparire dal cerchio dei suoi amici. Salmo 125. Un gesto bellissimo: si alza davanti alla donna peccatrice. azzerato: «Tu sei più grande dei tuoi peccati. deve all'uomo che è in croce. non rimane più nulla. se ha come intenzione la morte. E la sua crudeltà spesso. E allora è venuto. mi disarma. Al cuore del Vangelo c'è questo lungo patire.1-11) © riproduzione riservataIl Vangelo A cura di Ermes Ronchi 25/03/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dal cuore trafitto di Dio la vera vita Domenica delle Palme Anno C Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». Se ne andarono tutti. e non dentro di sé. ma c'è di più: ha fiducia in noi. la sua tenerezza. vicino. il Dio perduto. Gesù le ridona l'innocenza delle origini. impotente e affascinato. troppo spesso.8-14. e le sue lacrime. vede noi oltre noi. con le sue spine e i suoi rovi. che userà sul calvario. ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». come ci si alza davanti alla persona attesa e importante. dalle navate delle chiese. si è incarnato e si è messo a gridare insieme a loro lo stesso grido radicato nell'angoscia e nella speranza. E un giorno Dio non ha più sopportato. dai cortili dei templi. le parla. ha raggiunto i suoi figli. La terra. non ha più potuto trattenersi. perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni. Contro nessuno. e l'umiltà di lasciare cadere di mano tutti i sassi. Un perdono così facile e immediato non è rischioso? Gesù non è rivolto al passato di una persona. con le sue primule e i sempreverdi e. Loro due soli. Nessuno le aveva parlato. là in mezzo. evita perfino di incrociare il nostro sguardo. ogni tanto. un Dio che muore per amore. Qualunque cosa quella donna abbia fatto. ma al suo futuro. Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Chi è senza peccato scagli per primo la pietra. Perdona perché per lui il bene di domani conta più del male di oggi. Giovanni 8. (Letture: Isaia 43.terra. giustamente. Gesù rimane solo con la donna. e Gesù si alza. Signore. La croce non ci è stata data per capirla. l'amore e la pace perduti. mi ferisce. ogni volta. si avvicina. E disse: «Gesù. dove sono? Non qui devono stare. con tutto il rispetto che so dare. Mi perdona per un atto di fede in me: nel mio inverno vede primavere che sbocciano. È calato il silenzio. come dal suo campo visivo. non solo è buono e misericordioso e non tiene conto. Evita perfino di guardarci in faccia quando ci lasciamo prendere dai nostri furori di accusare e di farci giustizia. Perché io possa essere con lui e come lui. nel suo amore. cominciando dai più vecchi. Non è più la peccatrice. E io. come una madre che . Poche scene del Vangelo ispirano tanta consolazione come questa: Gesù si alza. non lancerò mai più pietre. Lui la chiama donna. egli invece non ha fatto nulla di male». Dove sono? Quelli che sanno solo lapidare e seppellire di pietre. Quelli che sanno solo vedere peccati intorno a sé. unito. ma per aggrapparci e farci portare in alto. di amare bene». La terra è un immenso pianto. concedimi la gioia di vederti mentre ti alzi e ti fai vicino. Essere in croce è ciò che Dio. Va' e d'ora in poi non peccare più. Perché Gesù è venuto? Perché la terra intera risuona di un grido: grido di dolore e di nostalgia per il paradiso perduto. L'amore conosce molti doveri.16-21. Risuonano le sei parole che nel Vangelo bastano a cambiare una vita. sei la tua capacità di amare ancora. cancellato. ma solo ogni tanto e come di nascosto. tu che sei condannato alla stessa pena? Noi. con il nome che ha usato per sua madre a Cana. ma il primo di questi doveri è di essere insieme con l'amato. la possibilità di essere fedele domani e dopodomani. dove sono? Gesù vuole che scompaiano gli accusatori. E. Perché Gesù è salito sulla croce? Per essere con me e come me. è donna di nuovo. Filippesi 3. ti prometto. L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio.

Chiunque. né tradimenti. Luca 22. Solo un Dio non scende dalla croce. Non c'è nulla che possa separarci. La storia cambia: il violento non avrà in eterno ragione della sua vittima. in cui si apre il sepolcro. Entra nella morte perché là va ogni suo figlio. anche se tu non mi vorrai. e ama. da una notte all'altra. di terribile silenzio. no. ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo. se lui è vivo.6-11. Per questo sono qui. ma se la sua persona. E nel giardino è primavera. il suo bilancio è negativo. Nell'alba di Pasqua non a caso chi si reca alla tomba sono quelli che . ma l'amore. Io vengo a prenderti anche nelle profondità dell'inferno. portando con sé gli aromi che avevano preparato. potendolo. che una vita come la sua non può andare perduta. con ciò che hanno. Nella storia umana manca un corpo al bilancio della violenza. mi tocca. Pasqua ci invita a mettere il nostro respiro in sintonia con quell'immenso soffio che unisce incessantemente il visibile e l'invisibile. ammalarsi lei per guarire suo figlio. i suoi conti sono in perdita. al mattino presto le donne si recarono al sepolcro. la terra e il cielo.. non trovarono il corpo del Signore Gesù. Notte della Risurrezione in cui la carne indossa l'eternità. scendi dalla croce. prega il ladro. né morte. Solo la croce toglie ogni dubbio. non apparentemente. risponde Gesù. capi. «Oggi sarai con me in paradiso». Cristo ha preso il proprio slancio nel cuore di una notte: quella di Natale " piena di stelle. le mani cariche di aromi. Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Il bellissimo nome che gli danno gli angeli: Colui che è vivo! Io sento che qui è la scommessa della mia fede: se Cristo è vivo. semina gioia. soldati. Manca un corpo alla contabilità della morte. Perché Cristo è risorto? Dio l'ha risuscitato perché fosse chiaro che un amore così è più forte della morte. Vanno a prendersi cura del corpo di lui. in cui il Verbo si fa carne. rinasce ora dal cuore trafitto del suo creatore. qui. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e. il ladro: «Se sei Dio. uomo o re. e appena girerai lo sguardo troverai uno.4-7. Lui. È ancora buio e le donne si recano al sepolcro di Gesù. mi chiama. Come il sole. Solo fra di loro non ha nemici. La croce è l'abisso dove Dio diviene l'amante.. ma realmente vivo. Nel corpo del crocifisso l'amore ha scritto il suo racconto con l'alfabeto delle ferite. quella di Pasqua: notte di naufragio. Così respira la fede. se tu mi vuoi. Notte dell'Incarnazione. il Verbo e la carne. Non tanto se vive il suo insegnamento o le sue idee. salva te stesso».. conquistaci.).56) © riproduzione riservataIl Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/04/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dal buio della notte all'alba della vita Domenica di Pasqua Risurrezione del Signore Anno C Il primo giorno della settimana. «Ricordati di me». «Tu che hai salvato gli altri.14-23. che grida: ti amo! Sono i giorni del nostro destino: l'uomo uscito dalle mani di Dio. respira con me. Il vero nemico della morte non è la vita. seguendo la bussola del cuore. per poterti avere sempre con me. «Forte come la morte è l'amore»! dice il Cantico.vuole prendere su di sé il male del suo bambino. allora crederemo». Salmo 21.. vuoto e risplendente nel fresco dell'alba. Lo dicono tutti. Ma io continuerò a morire d'amore per te. di buio ostile. di angeli. Il racconto di Luca è di estrema sobrietà: entrarono e non trovarono il corpo di Gesù. dove veglia un pugno di uomini e di donne totalmente disorientati. Gesù non ha nemici fra le donne. fai un miracolo. il presente e l'oltre. non c'è inganno sulla croce. Filippesi 2. Al buio. Solo se tu mi vuoi. scenderebbe dalla croce. adesso. come solo le donne sanno. imponiti. Il primo segno di Pasqua è la tomba vuota. né male.) Quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?» (. entrate. eternamente inchiodato in un abbraccio. Non simbolicamente. non idealmente. di canti " e lo riprende in un'altra notte. Perché i suoi figli non ne possono scendere. (Letture: Isaia 50. solo il nostro Dio. (.

17. non saranno perdonati». Giovanni 20. paura dei Giudei. Ciascuno può essere un guaritore ferito. Ecco Gesù: non si scandalizza di tutti i miei dubbi. mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei. (Letture: Atti 10. Non ti puoi sbagliare! Tommaso si arrende. tocca!». di come lo avevano abbandonato. Salmo 117. per dolore.1-9 oppure Luca 24. Salmo 117. c'è Dio nelle ferite.12-16. Le ferite sono l'alfabeto del suo amore. scende sulla nostra vicenda di dubbi e di sconfitte. Si arrende alle ferite che Gesù non nasconde.1-4. ma si avvicina a me.9-11. venne Gesù. e ogni cuore è stanco.34. non una semplice promessa. anzi esibisce: il foro dei chiodi. stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Il ricordo. ma anche e soprattutto paura di se stessi. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me. al massimo può far nascere una scuola di pensiero. Proprio quelli che parevano colpi duri o insensati della vita. illumina altri e ti illuminerai. puoi entrarci con una mano. da esse non sgorga più sangue. A coloro a cui perdonerete i peccati. tende le mani. ma ne è la continuazione. la prima parola che da otto giorni accompagna il Risorto: Pace a voi! Non un augurio. Noi tutti siamo qui sulla terra per fare cose che meritano di non morire. Eppure Gesù viene. non da una rievocazione. (. anche io mando voi». ci hanno resi capaci di comprendere altri.. Le ferite sono sacre. il discepolo amato. la conseguenza. di venire in aiuto. Colossesi 3.37-43. Detto questo.hanno fatto l'esperienza dell'amore di Gesù: le donne. soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. rimarginato e chiuso le ferite del Venerdì Santo. toccalo.19. non pretende la mia fede piena. lo squarcio nel fianco. è iniziata. Ecco da dove nasce la fede cristiana. per debolezza. Quella sua pace scende ancora sui cuori stanchi. per quanto appassionato. è Gesù. il frutto maturo. per disgrazia. dal suo esserci qui. piaghe che non ci saremmo aspettati. Come dice Isaia: guarisci altri e guarirà presto la tua ferita.12-13. Penso alle ferite di tanta gente. Chi si fa vicino. non ti giudica ma ti incoraggia. Giovanni 20. vivo. pensavamo che la Risurrezione avrebbe cancellato. stendi la tua mano. La nostra debolezza diventa una forza. Tommaso si arrende alla pace. rinnegato così in fretta. a porte chiuse. E invece no! Perché la Pasqua non è l'annullamento della Croce. non si impressiona per la mia fatica di credere. Il Risorto non porta altro che le ferite del Crocifisso.112) © riproduzione riservataIl Vangelo A cura di Ermes Ronchi 08/04/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Quella pace che sgorga dalle ferite II Domenica di Pasqua Anno C La sera di quel giorno. L'abbandonato ritorna da quelli che sanno solo abbandonare. «Venne Gesù e si rivolge a Tommaso» Nel piccolo gregge cerca proprio colui che dubita: «Metti qua il tuo dito. Apocalisse 1. La fede nasce da una presenza. adesso. A Tommaso basta questo gesto. «E sta in mezzo a loro». il primo della settimana. Detto questo. C'è aria di paura in quella casa. è in voi.. la Maddalena. dal fatto che Gesù sta lì. il tradito si mette di nuovo nelle mani di chi lo ha tradito. a coloro a cui non perdonerete. come una benedizione immeritata e felice. Nelle ferite c'è l'oro. come una goccia d'oro. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Porta l'oro delle sue ferite.19-31) © riproduzione riservataIl Vangelo A cura di Ermes Ronchi 15/04/2010 .) Venne Gesù. tradito. (Letture: Atti degli Apostoli 5. Tutto ciò che vivremo nell'amore non andrà perduto. mostrò loro le mani e il fianco. ma una affermazione: la pace è qui. non basta a rendere viva una persona. ma luce. saranno perdonati. sono loro i primi a capire che l'amore vince la morte.

Gli disse per la terza volta: «Simone. il verbo sublime dell'amore assoluto.stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Le tre domande di Gesù a Pietro: così Dio abita il cuore dell'uomo III Domenica di Pasqua Anno C In quel tempo. Gesù disse a Simon Pietro: «Simone. Apocalisse 5. non chiede spiegazioni. ma rimane la richiesta dell'amore assoluto. figlio di Giovanni. ma non rimane neppure nei termini esatti della questione: infatti mentre Gesù usa un verbo raro. Ed ecco la seconda domanda: Simone figlio di Giovanni. se anche per mille volte avrò sbagliato. ti voglio bene. Gesù dimostra il suo amore abbassando per tre volte l'esigenze dell'amore. e gli disse: «Signore. Solo così l'amore è vero. Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. per la seconda volta: «Simone.27b-32. la Roccia. tu lo sai che ti voglio bene». quando Cefa. figlio di Giovanni. mi ami?». figlio di Giovanni. (. Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. ebbe paura di una serva. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?». adesso? La nostra santità non consiste nel non avere mai tradito. quotidiano. l'amicizia almeno. ma nel rinnovare ogni giorno la nostra amicizia per Cristo. all'affetto. in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi. a guarirlo alla radice dai tre rinnegamenti. ne accetta il limite e adotta il suo verbo: Pietro. quello dell'amicizia e dell'affetto: ti voglio bene. usando ancora il suo verbo. Signore. per lui nessun uomo è il suo peccato. quello più rassicurante. La prima domanda: Mi ami più di tutti? E Pietro risponde dicendo sì e no al tempo stesso. Gesù non rimprovera. rallentando il suo passo sulla misura del discepolo. Tre domande. Non osa parlare di amore. (Letture: Atti degli Apostoli 5. lo sai. Salmo 29. L'umiltà di Dio.. ognuno vale quanto vale il suo cuore: Pietro.. Gli rispose: «Certo. mi ami? Gesù ha capito la fatica di Pietro. fino a che le esigenze di Pietro. Pietro risponde ancora di sì. quello dell'agàpe. Le tre domande di Gesù sono sempre diverse. detto questo. aggiunse: «Seguimi». mi vuoi bene? Gli domanda l'affetto se l'amore è troppo. tu lo sai che ti voglio bene». uno dei dialoghi più affascinanti di tutta la letteratura. non ricatta emotivamente. Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. il ritmo del suo cuore diventano più importanti delle esigenze stesse di Gesù. non accusa. è Gesù a cambiare il verbo. Nella terza domanda. si aggrappa all'amicizia. mi ami tu. ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani. si avvicina al suo cuore incerto. è lui che si pone in ascolto di Pietro.40b-41. mi vuoi bene?». E. non gli interessa giudicare e neppure assolvere. abbassa quella esigenza alla quale Pietro non riesce a rispondere. Gli rispose: «Certo. così umano. il Signore per mille volte mi chiederà solo questo: Mi vuoi bene? E io non dovrò fare altro che rispondere per mille volte: Ti voglio bene.11-14. la sua misura d'affetto. ma lo fa come se non avesse capito bene. se l'amore mette paura. come nella sera dei tradimenti. Pietro risponde con il verbo umile. semplicemente un po' di bene. Gli disse: «Pascola le mie pecore». Giovanni 21. In verità. Signore. tu conosci tutto. 1-19) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 22/04/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar . E da parte di Pietro tre dichiarazioni d'amore a ricomporre la sua innocenza. E io so che nell'ultimo giorno.) Quand'ebbero mangiato. tu sai che ti voglio bene». così nostro: io ti sono amico. e chiede di meno: non più il confronto con gli altri. Gli disse di nuovo. Non si misura con gli altri. Gesù e Pietro. mi ami più di costoro?». e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». attorno al fuoco nel cortile di Caifa.

di arrivare fino ai nemici. Figlioli. tu mi interessi. è salute dell'anima. Ascoltare qualcuno è già dirgli: tu sei importante. allo sforzo per far fruttare i talenti. Ciascuno può essere mano da cui non si rapisce. . fermare tutta l'attenzione proprio su quanto Gesù si impegna a fare per noi. se appena mi avvicino un po' al Signore. Apocalisse 7. Subito raddoppiata: nessuno le strapperà mai dalla mano del Padre. Le mie pecore ascoltano la mia voce. come innamorati cerchiamo quella mano che scalda la solitudine.43-52. Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato. Vita per sempre. Il nostro destino è inseparabile da quello di Dio. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 29/04/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Lasciarsi amare per capire la verità V Domenica di Pasqua Anno C Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo]. per mettere in pratica i comandamenti. custodire e lottare. Con il suo modo unico di iniziare dagli ultimi. anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.14. Come io ho amato voi. Il primo strumento per tessere un rapporto. sempre. Dalla certezza che a Dio l'uomo importa inizia l'avventura di coloro che vogliono. mani che sollevano la donna adultera. con la sua stessa missione: essere nella vita datore di vita. Se Dio è stato glorificato in lui. Lo si fa così raramente. riversata dentro. di lasciare le novantanove pecore al sicuro. Ascoltare: il primo di tutti i servizi da rendere a Dio e all'uomo è l'ascolto. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. così amatevi anche voi gli uni gli altri. Le mani di Dio. Lo specifico del cristiano non è amare (lo fanno molti.14-17: Giovanni 10. a richiamarci all'impegno. Ed io con loro. Anche a noi l'uomo importa. «Nessuno le strapperà dalla mia mano». come bambini ci aggrappiamo forte a quella mano che non ci lascerà cadere. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Ma perché la Sua voce merita di essere ascoltata? Gesù risponde: perché io do loro la vita eterna. Pregare è ascoltare Dio. vita di Dio che è donata. anche se non è ancora e mai il Cristo. come io vi ho amato. camminare e liberare. La vita eterna è un posto fra le mani di Dio. prima di tutte le mie risposte. Come passeri abbiamo il nido nelle sue mani. Tutti sono lì a ricordarci i nostri doveri. Io e il Padre siamo una cosa sola». Ed è importante. Salmo 99. sulla terra. Notiamo la forza di questa parola assoluta: nessuno. ancora per poco sono con voi. (Letture: Atti degli apostoli 13. mani inchiodate in un abbraccio che non può terminare. mani che scrivono nella polvere e non lanciano sassi a nessuno. Poterlo dire a coloro che amo: nessuno vi strapperà via. e Dio è stato glorificato in lui. Nessuno ci porterà via dalle mani di Dio. Molti cristiani rischiano di scoraggiarsi perché non ce la fanno. è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. come un seme che inizia a muoversi. come crocefissi ripetiamo: nelle tue mani affido la mia vita. per una volta almeno. senza condizioni. E allora è bene. Ogni discepolo. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Amatevi. Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. dovunque. Il Padre mio. respirare la forza che nasce da queste parole di Gesù: io do loro la vita eterna. è però un Cristo iniziale.. a partire dalla mia famiglia.9.27-30). mani impigliate nel folto della vita. Mani di pastore contro i lupi.Gesù offre all'uomo la vita eterna IV Domenica di Pasqua Anno C In quel tempo. mani che proteggono la mia fiamma smorta. Ciascuno pastore di un minimo gregge: hanno nomi e cognomi i miei agnelli. e alcuni in un modo che dà luce al mondo) ma amare come Cristo. che me le ha date. Amare è ascoltare. e poi offerte perché io ci riposi e riprenda il fiato del coraggio..

Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. adesso?». Noi avremmo detto: se osservi la mia parola arriverai ad amarmi. La seconda caratteristica: «Come io ho amato voi». Chi non mi ama. Amore che ti fa debole eppure fortissimo: debole verso colui che ami. 21-27. Ma come Lui: con quel sapore. che diventa sorgente. Un fondamento così umile. ma apre strade.La prima caratteristica dell'amore evangelico: amare come Cristo. Nessuno mai amerà quanto Lui. ma del Padre che mi ha mandato. (Letture: Atti degli Apostoli 14. ma al futuro e che esprime il rispetto emozionante di Dio. per la prima volta. ma in guerra contro tutto ciò che fa male. non formula un comando. ma anche a lasciarci amare: è nel dare e nel ricevere amore che si pesa la beatitudine della vita. Amore che legge l'oggi. così puro. io la do a voi. sempre possibile. Amore che indica passi. Gli uni gli altri significa inoltre reciprocità. Vi lascio la pace. vi do la mia pace. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Giovanni 13. vi rallegrereste che io vado al Padre. Salmo 144. È un amore che perdona ma non giustifica ogni sbaglio. Non come la dà il mondo. L'amore non nasce da uno sforzo di volontà. E ripete a Pietro e a me: il tuo desiderio di amore è già amore. «Se mi ami osserverai la mia parola» e non esprime un ordine. È l'uomo. Ma il Paràclito. Non: quanto Cristo. non osserva le mie parole. Se mi amaste. Cefa. ma intuisce già il domani del cuore. almeno un passo in avanti. Tutto poggia sulla prima parola «se».)». Ma se il male è contro di Lui allora è agnello mite che non apre bocca. che non chiude mai in un verdetto. non dalla mia bravura: amare comincia con il lasciarsi amare. il sentimento più importante e dirompente del mondo umano: l'amore. in qualsiasi situazione. Dio della legge e non . la Roccia. con quello stile. in quella forma. Ogni uomo. Amore guerriero e lottatore. l'amore viene da Dio. impresa impossibile all'uomo. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi".31-33. se stessi e il cuore dell'essere. e la parola che voi ascoltate non è mia.34-35) © riproduzione riservataIl Vangelo A cura di Ermes Ronchi 06/05/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar È amando che si capisce la Parola VI Domenica di Pasqua Anno C In quel tempo. Entra nella nostra parte più intima e profonda. non un verbo all'imperativo. lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome. lo stoppino smorto. L'amore cristiano è anzitutto un amore ricevuto. E non gli importa di quando nel cortile di Caifa. guai se ci fosse un aggettivo a qualificare chi merita il mio amore e chi no. ma non l'ipocrisia dei pii e dei potenti. osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Come Gesù quando fa emergere la verità profonda di Pietro: «Mi ami tu. così libero. perché vede Dio come uno specchio su cui far rimbalzare i propri meriti. riservato ai più bravi. Amore è intelligenza e rivelazione. Come un'anfora che si riempie fino all'orlo e poi tracima. Ama il giovane ricco ma attacca l'idolo del denaro.. Con quel suo amore creativo.1-5. Giustifica la fragilità. Non siamo più bravi degli altri. siamo più ricchi. che non guarda mai al passato. Non siamo chiamati solo a spenderci per gli altri. il confronto ci schiaccerebbe. così fragile. così paziente. amare è capire più a fondo: Dio. Apocalisse 21. nessuno escluso. ha avuto paura di una serva. ma apre una possibilità. Gesù rivendica per sé. Ricchi di Dio. Se uno mi ama. Gesù evoca immagini potenti e dure come una macina al collo. Gesù disse: «Se uno mi ama. la canna incrinata. accolto. Se il male aggredisce un piccolo. «se tu ami». senza avvertire che questa logica capovolge il Vangelo. E subito rovescia il nostro modo di pensare.. perfino l'inamabile. Terza caratteristica «Amatevi gli uni gli altri»: tutti. farai. che bussa alla porta del cuore e attende: se ami. perché il Padre è più grande di me (. lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. ma con estrema delicatezza.

la Parola si accende. Volare a osservare la sua Parola. entra in te e produce vita. su tutta la terra.della grazia. un flusso che non viene mai meno. Poi li condusse fuori verso Betània e. anche nel tempo delle malattie e delle delusioni. L'amore mette una energia. una liturgia segreta e intima. e noi invece abbiamo subito capito male come se Gesù avesse detto: a osservare i miei comandamenti. «E. in te. Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno. così è scritto. Dio non si merita. La Parola fa vivere. gli innamorati volano». li benediceva». ad assicurare che la vita è più forte delle sue ferite. (Letture: Atti degli Apostoli 15. veniva portato su. Vita che cresce. . «E. ma una parola bella sul mondo.22-29. si ospita. una energia che scende dall'alto. è molto di più. Perché la nostra vita non avanza per colpi di volontà ma per una passione.23-29) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 13/05/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La benedizione «infinita» di Gesù Ascensione del Signore Anno C In quel tempo. soffia nelle vele. i sapienti corrono. ti incalza. a cui possiamo sempre attingere. Un Dio che ama la vicinanza. si stende come una nube di primavera sulla storia intera. Di questo voi sarete testimoni: il Cristo doveva patire e risuscitare. traccia strade. forse non sei ancora casa di Dio. Una in-finita benedizione che rimane tra cielo e terra. e ti pare di volare. Quella benedizione è la sua parola definitiva. Solo se hai scoperto la bellezza di Cristo partirà la spinta a vivere il suo Vangelo. bella e beata. che abbrevia instancabilmente le distanze. L'ultima immagine di Gesù sono le sue mani alzate a benedire. una gioia in tutto ciò che fai. Di questo voi siete testimoni. dalla sua vita buona. una luce. un calore. Giovanni 14. tutte le altre liturgie sono maschere del nulla. Custodiamo allora i riti del cuore. Ed essi si prostrarono davanti a lui. Una benedizione ha lasciato il Signore. Ed ecco. La benedizione è questa forza più grande di noi che ci avvolge. Mentre li benediceva. Forse non troverà mai una vera dimora. ma voi restate in città. Apocalisse 21. su ogni persona.10-14. non una condanna o un lamento. Solo se la ami. nel suo nome annunciate a tutti la conversione e il perdono. porta Dio in te. non è più terminata. illumina. prenderemo dimora presso di lui. Ma se non pensi a lui. consola. E la passione nasce da una bellezza. In me l'amore per Gesù sgorga dalla bellezza che ho intuito in lui. in cielo.1-2. non un giudizio. E invece no. e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati. La Parola salva. in cielo». sull'uomo caduto e sulla vittima. raggiunge ciascuno di noi. li benedisse. poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.22-23. c'è molto bene in ogni uomo. finché non siate rivestiti di potenza dall'alto». Se non c'è rito nel cuore. se non gli parli dentro. porta pane. Come la prima di tutte le benedizioni: Dio li benedisse dicendo «crescete e moltiplicatevi». tornerò a voi. la Parola non coincide con i comandamenti. di fiducia nel mondo: c'è del bene in te. in noi e attorno a noi. di stima. io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso. alzate le mani. ci incalza. Nella Bibbia la benedizione indica sempre una forza vitale. semina i campi della vita. Un detto medioevale afferma: «I giusti camminano. è tracciata sul nostro male di vivere. se non lo ascolti nel segreto. solo un povero riparo. mentre li benediceva. di enorme speranza in me. alzate le mani. cominciando da Gerusalemme. si staccò da loro e veniva portato su. Salmo 66. Poi una seconda serie di espressioni: verremo a lui. non è mai finita. E prenderemo dimora: in me il Misericordioso senza casa cerca casa. Ma una cosa Lui mi domanda: essere un frammento di cosmo ospitale.

le persone più buone e felici. è andato oltre e nel profondo. non un dovere ma una opportunità: nascere di nuovo. come da quella del sepolcro. Chi non mi ama. Se uno mi ama. vento che spalanca le porte. nella luce dell'alba. rompe gli schemi. lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome. Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate. Effusione di vita: Dio effonde vita. che apre futuro. La lingua nativa di ogni uomo è l'amore. Ogni creatura. Non quello di uno smemorato. È un atto di fede che porta . mia vita.Sono le ultime parole di Gesù. Vannucci). nel rigore della pietra. mio fuoco.2ss). ci raggiunge tutti e ci trascina in alto con lui. ma del Padre che mi ha mandato. di sangue. Luca 24. Lo Spirito non solo ricompone la frattura di Babele. Non ha creato l'uomo per reclamarne la vita. Ebrei 9. età. ma una offerta. per dire che lo Spirito conosce e feconda tutte le strade della vita. è nel profondo del creato. ma quello di un creatore: che ti fa ripartire ad ogni alba verso terre intatte. La liturgia ambrosiana prega così: «O Dio. dilaga. come dono. fa di più: parla la lingua comune. l'alta temperatura dell'anima che si oppone all'apatia del cuore.1-11. leggero e quieto come un respiro: «Alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito santo» (Gv 20. Non al di là delle nubi. Viene lo Spirito. che hai mandato lo Spirito. originaria che è in ciascuno e che viene prima di tutte le divisioni di razza. Salmo 46. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. effusione ardente della tua vita d'amore». Gesù non è salito verso l'alto. e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. in ogni rinuncia per un più grande amore» (G. nativa. Meraviglia del primo giorno: «com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa?» Lo Spirito di Dio si rivolge a quella parte profonda. nella musica delle costellazioni. Viene lo Spirito. Siede alla destra di ciascuno di noi. che dimentica il male. Non è un comando. secondo il vangelo di Giovanni. e la parola che voi ascoltate non è mia. non dipende dalla storia ma la fa dipendere dal suo vento libero e creativo. la vita è più bella. e parole di fuoco (Atti 2. nell'esperienza di Paolo. nel racconto di Luca. È piena. è energia imprudente. ma per risvegliare la sorgente sommersa di tutte le sue energie. Ci fa tutti vento nel Vento. Lo Spirito è il debordare di un amore che preme. Ma il Paràclito. È piena anche se non è evidente.19-23.10. di stanchezza e di forza. cultura. vedrai. come energia. si apre la strada verso il cuore dell'uomo. Nella Messa di Pentecoste. di festa e di dolore. ripeteremo parole tra le più forti della Bibbia: del tuo Spirito Signore è piena la terra (salmo 103). bellezza. osserverete i miei comandamenti. non osserva le mie parole.24-28.22). (Letture: Atti degli apostoli 1. " il perdono. di pace e sogno d'amore. E nel giardino è primavera. Seguendo Gesù. fa salpare la tua vita come una nave prima arenata. Tre modi diversi. osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. di follia. ma al di là delle forme. Nella sua ascensione. L'abbraccio del crocifisso che non può più annullarsi. Effusione ardente: lo Spirito porta in dono il bruciore del cuore dei discepoli di Emmaus. La Parola di Dio diventa mia lingua. E la Pasqua: i massi rotolati via dall'imboccatura del cuore.22). coraggio. anche se ci appare piena invece di ingiustizia. ricchezza. «nell'abbraccio degli amanti. Viene lo Spirito. mia passione.46-53) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 20/05/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Apre tutte le porte il «respiro» di Dio Pentecoste Anno C In quel tempo. il sole più luminoso. " la conversione. lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». genio diverso per ciascuno (Gal 5. Tutta la terra. con le tre cose essenziali: " ricordare la croce e la Pasqua. nazione.

superamento di sé. (Letture: Atti 2. 15-16. Allora capisco perché la solitudine mi pesa tanto e mi fa paura: perché è contro la mia natura. ma è sorgente di sapienza del vivere: se Dio si realizza solo nella comunione. Quando verrà lui. vi guiderà a tutta la verità. Giovanni 14. Cerca la bellezza salvatrice. Il mondo è un immenso santuario. 817. L'uomo è relazione oppure non è. Dogma che non capisco. l'amore. Egli mi glorificherà. del legame d'amore. mette in moto. Davanti alla Trinità mi sento piccolo e tuttavia abbracciato dal mistero. Allora capisco perché quando sono con chi mi vuole bene. lo Spirito. ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. la morte. su me e sugli altri. Guardati attorno. Che in Dio si scoprono nuovi mari quanto più si naviga (Luis De Leon). 1-11. 23-26) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 27/05/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La Trinità. Abbracciato. ma in una sapienza del vivere custodita nella vicenda terrena di Gesù. per un lungo corroborante cammino. Abbracciato dentro un . Che nel Vangelo scopri nuovi tesori quanto più lo apri e lo lavori. suscita energie. Una sapienza sulla nascita. come un bambino. abbraccio.gioia e fiducia in tutti gli incontri. La gioia di sapere. con questo suggeritore meraviglioso. Il dogma della Trinità non è un trattato dove si cerca di far coincidere il Tre e l'Uno. Gesù se ne va senza aver detto e risolto tutto. per fessure quasi invisibili. Anche se ci pare impossibile. Che la verità è più grande delle nostre formule. La verità tutta intera di cui parla Gesù non consiste in formule o concetti più precisi. perché non parlerà da se stesso. L'uomo è creato non solo a immagine di Dio. Piena è la terra. In principio a tutto. ci inserisce in un sistema aperto e non in un sistema chiuso: lo Spirito vi guiderà alla verità tutta intera. C'è in Dio reciprocità. Trinità: un solo Dio in tre persone. I dogmi non sono astrazioni ma indicazioni esistenziali. ma " con lo Spirito " inventori di strade. ma ora non potete portarne il peso». così sarà anche per l'uomo. per Dio e per me. Ad immagine e somiglianza quindi della comunione. per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». che non siamo dei semplici esecutori di ordini. Ha fiducia in noi. sugli abissi del mondo e in quelli del cuore. «Ho ancora molte cose da dirvi. Entra per porte chiuse. In principio aveva detto: «Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza». La festa della Trinità è come uno specchio: del mio cuore profondo. E instancabile il respiro di Dio porta pollini di primavera e disperde le ceneri della morte. perché mi assicura che Dio non è in se stesso solitudine. disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi. In principio a tutto. qualcosa che mi lega a qualcuno. lo Spirito della verità. sto così bene: perché realizzo la mia vocazione. che gli fa dire: «io sono la verità» e. scambio. c'è la relazione. l'amore in ogni amore. ma ancor meglio ad immagine della Trinità. la vita. ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Tutto quello che il Padre possiede è mio. e del senso ultimo dell'universo. infinita sapienza del vivere Domenica dopo Pentecoste Solennità della Santissima Trinità Anno C In quel tempo. che l'oceano della sua essenza vibra di un infinito movimento d'amore. eppure liberante. L'essenza di Dio è comunione. ascolta gli abissi del cosmo e il respiro del cuore: la terra è piena di Dio. Egli è qui. incontro. dalla bocca di Gesù. Romani 8. Salmo 103. perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. ci insegna il segreto per una vita autentica: in principio a tutto ciò che esiste c'è un legame d'amore.

ecco il meglio di me».. da solo. piaghe. C'è tutto l'uomo in queste parole. perché vuole che la nostra fede si appoggi non su delle idee. ma nel condividerlo. olio e vino sulle ferite. voracemente. dare speranza. Gesù replica invece con un ordine che inverte la direzione del racconto: date loro voi stessi da mangiare. La prima riga di questo vangelo la sento come la prima riga della mia vita: sono io uno di quegli uomini. Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci. Dal pane al corpo.1-5. poveramente: «ecco il corpo». li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. il suo nome: creaturache-ha-bisogno. ha detto Gesù.. gli apostoli intervengono: mandali via perché possano andare a cercarsi da mangiare. Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare».. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni. di qualcuno che si accorga di me e poi mi sospinga oltre. C'è tutta la missione di Gesù: accogliere. Ma Gesù non ha mai mandato via nessuno. con ogni dolore. lega la sconfitta della storia al pane negato. unica strada per una . un po' di tempo e un po' di cuore. sentimenti. gioie. che la fine della fame non consiste nel mangiare a sazietà. dà. due pesci. Il Signore non manda via perché lui per primo ha bisogno di comunione. Ma il giorno declina. Vive di comunione. Sulle colonne dell'avere troveremo solo ciò che abbiamo dato ad altri. Troppa fame ha l'uomo e Dio ha dovuto dare la sua carne e il suo sangue» (Divo Barsotti).12-15) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 03/06/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar E venne «Colui che si prende cura» Santissimo Corpo e Sangue di Cristo " Anno C In quel tempo. spartendo il poco che hai. a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». Gesù prese a parlare di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. con ogni peccato. «Date»: un ordine che attraversa i secoli. alzò gli occhi al cielo. e non. Ma la sorpresa di quella sera è che poco pane condiviso tra tutti è sufficiente. luogo dove è detto il cuore. (Letture: Proverbi 8. ma su di una Persona. che echeggerà nel giorno del Giudizio: avevo fame e mi avete dato da mangiare. di Dio e di cure. Romani 5. guarire. Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo donato. semplicemente. Egli prese i cinque pani e i due pesci. di pane e di assoluto. quasi niente. Cristo dà il suo corpo. offerto come pane. recitò su di essi la benedizione. Salmo 8. ogni sorriso. La cosa più vicina a noi. La festa del Corpo di Cristo. dice che «né a noi né a Dio è bastata la Parola. il bicchiere d'acqua fresca. sacramento di incontri. C'erano infatti circa cinquemila uomini. il tuo pane. «Ecco il mio corpo». casa della fatica. che arriva fino a me. ho bisogno di cure. assorbendone storia. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». vive donandosi. Non abbiamo che cinque pani e due pesci. volto modellato dalle lacrime e levigato dai sorrisi. bisogna pensare alle cose pratiche. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste. Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. la mia divinità. per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». come ci saremmo aspettati: «ecco la mia anima. perché dare è la legge della vita. C'è il nome di Dio: Colui-che-si-prende-cura. è poco. Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.. il mio pensiero.vento in cui naviga l'intero creato e che ha nome comunione. Dio che lega la nostra salvezza a un po' di pane donato. Giovanni 16. luce.22-31.

Gesù guarda al di là delle etichette: arriva una donna. . Luca 9.36-8.. oltre doveri o obblighi. come se avesse una specie di conto da regolare con il Signore. portò un vaso di profumo. oltre lecito e illecito. hai fatto tutto. disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi. Un solo gesto d'amore. La fede non è un intreccio complicato di dogmi e doveri. Ed ecco. lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli (. È il bene invece che revoca il male di ieri e lo cancella. Questo basta.23-26.. possibile ogni giorno. Un momento esplosivo del Vangelo. li profuma. ama poco» (. (Letture: Genesi 14. 1 Corinzi 11. non a mani vuote. Viene con quello che ha. L'errore che hai commesso non rèvoca il bene compiuto. Salmo 31. Una spiga conta più di tutta la zizzania del campo. lui vede un'amante: ha molto amato. gioiosa. uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Galati 2. come tanti altri.13. Invece colui al quale si perdona poco. gli altri vedono una peccatrice. mi commuove.16. stando dietro. Ecco una donna venne" con un vasetto di profumo. fino a bruciare in un solo gesto un intero patrimonio di calcoli e di tristezze.).) E.3).11-17) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 10/06/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Ogni gesto d'amore avvicina a Dio XI Domenica Tempo Ordinario " Anno C In quel tempo. che mette prepotentemente al centro l'amore: questa donna ha molto amato.. solo per il corpo. più che pentimento. che rovescia convenzioni e ruoli. Salmo 109. è più utile al mondo dell'azione più clamorosa. lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. e che rivela amore.18-20. ed effondersi negli spazi della libertà e della creatività.felicità che sia di tutti. poi li asciugava con i suoi capelli. Qualcosa per il corpo di Gesù. che sa le sorgenti della gioia. il profumo e le carezze e i baci? Già nella legge antica Dio aveva chiesto per sé un altare per i profumi. Bagna i suoi piedi con le lacrime. È la rivoluzione totale di Gesù. li asciuga con i capelli. È la nostra identità. Ai quali Gesù non si sottrae. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati. Non è il grande contabile del cosmo. saputo che si trovava nella casa del fariseo. Ogni gesto umano compiuto con tutto il cuore ci avvicina all'assoluto di Dio. Gesù gode il fiorire dell'amore. volgendosi verso la donna. una donna. con ciò che esprime amore. Sono gesti imprevisti. profumata. chiedere perdono.7-10.. Luca 7. li bacia. Questo Dio che ama il profumo e le carezze. non con un discorso di belle parole. Gesù ne indica il cuore: ama. (Letture: 2 Samuele 12. li baciava e li cospargeva di profumo. non lo annulla. una peccatrice di quella città. possibilità di vita profonda. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. cominciò a bagnarli di lacrime. anche muto e senza eco. Ogni gesto d'amore è sempre decretato dal cielo. con una carica affettiva veemente. Bastava. che apprezza.. Non con la cifra corrispondente (da dare ai poveri). L'amore vale più del peccato. dell'amicizia. oltre la legge. perché ha molto amato.. ma è offerta di solarità. nuovi.) Tu non hai unto con olio il mio capo. le carezze e i baci sono la lingua universale dove è detto il cuore. possibile a tutti. vede la donna uscire dalla contabilità del dare e dell'avere. del canto. Ma perché questi gesti eccessivi. Un Vangelo che ci provoca. dell'opera più grandiosa. nel Cantico dei Cantici il profumo prolunga la presenza dell'amato. ci contesta e ci incoraggia.19-21. (. quando ha lasciato la stanza. piangendo. presso i piedi di lui.

dai capi dei sacerdoti e dagli scribi. nessuno fra i giorni. deve dare la sua risposta. Salmo 62. Luca 9. La verità è ciò che arde. perfette. La Croce è invece la sintesi della sua storia: scegli per te una vita che sia il riassunto della mia vita. Essi risposero: «Giovanni il Battista. sottintesa. «Chi sono io per te?» Non è la definizione di Cristo che è in gioco. Ciascuno. Gesù stesso offre l'inizio della risposta: il Figlio dell'uomo deve soffrire molto. la perderà. prenda la sua croce e mi segua. altrimenti non vivi. ma fame di pane e di assoluto. Amore vincente. rinneghi se stesso. con il tuo cuore. Cristo non è ciò che dico di lui.13. Nulla mai: due parole assolute. «Il Tuo nome brucia su tutte le labbra: Tu ardi» canta Efrem Siro. Poi. La seconda domanda arriva diretta. o «chi sono io». Non è un invito alla rassegnazione. Le folle chi dicono che io sia? La risposta è bella e sbagliata. che ha Dio nel sangue. da cui «nulla mai ci separerà» (Rom 8. prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. a tutti. la tua fatica.26-29. La terza domanda. totali. Pasqua è la prova che Dio procura vita a chi produce amore. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle. non occorreva Gesù per questo. Che inganno può nascondere uno che morirà di dolore e di amore per te? Disarmato amore che non è mai entrato nei palazzi dei potenti se non da prigioniero. voce di Dio e suo respiro. a conquistare la sua infinita passione per Dio e per l'uomo. li ama. Ecco chi è: un Crocifisso amore. ma chi perderà la propria vita per causa mia. né Dio né l'uomo. Se qualcuno vuol venire dietro a me. altrimenti non ami. Galati 3. come se i Dodici appartenessero ad un'altra logica. che i nemici non li teme. (Letture: Zaccaria 12. esplicita: Ma voi chi dite che io sia? Preceduta da un «ma». Chi vuole salvare la propria vita. Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». venire ucciso e risorgere il terzo giorno».10-11. per tutto ciò che vive sotto il sole. catechismi. Non servono studi. letture. «Il Figlio dell'uomo " disse " deve soffrire molto.© riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/06/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar È l'amore disarmato quello che salva XII Domenica del Tempo Ordinario " Anno C Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. essere rifiutato dagli anziani. perché niente è ovvio. Allora domandò loro: «Ma voi. Prendi su di te la tua porzione d'amore. ma a far fiorire di più la zolla del cuore. Se Cristo non è io non sono. altri uno degli antichi profeti che è risorto».18-24) © riproduzione riservata . il tuo peccato e la tua gioia. Gesù ci educa alla fede attraverso domande. non è le mie parole ma la mia passione. la salverà». Non un invito a patire di più. Amore indissolubile. chi dicono che io sia?». Scrive Cristina Campo: ci sono due mondi / noi siamo dell'altro.38). ma ciò che vivo di lui. venire ucciso e poi risorgere. Allora chiudere tutti i libri e aprire la vita. ma quanto di lui vive nella tua esistenza. è diretta a me: ma tu chi dici che io sia? Gesù non chiede una risposta astratta: «chi è Dio». né il bene né il male. che non ha assoldato guardie. diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me. Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. Dicono che sei un profeta: una creatura di fuoco e di luce. mette in questione ciascuno di noi: tu. chi dite che io sia?». mai finita. Accetta la porzione di croce che ogni passione porta con sé. Ed è una risposta in-finita.1. dove non c'è inganno. e oltre il grande arco del sole. altri dicono Elìa. Niente fra le cose.

Un altro disse: «Ti seguirò. i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore. quotidianamente dipendente dal cielo. Il primo personaggio che entra in scena è un generoso e dice: Ti seguirò.16. io ti darò il segreto della vita autentica! Il Vangelo è sempre un inno alla vita.19-21. ma prima lascia che mi congedi da quelli di casa. Eppure risponde: Pensaci. prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». se non in Dio. La fede spalanca orizzonti più grandi. Non alla nostalgia. E costui rispose: «Signore. Quando videro ciò. Così è Gesù: nudo amore che deve essere amato in nuda povertà. Chi si volta indietro non è adatto al Regno. Signore. Il secondo riceve un invito diretto: Seguimi! E questi risponde: sì.13-18. tu invece va' e annuncia il regno di Dio». come posso pensare di farcela io? Ma Gesù non cerca eroi incrollabili per il suo regno.1. Ma allora chi è adatto? Chi non si è mai voltato indietro? Non Pietro. A un altro disse: «Seguimi». Gesù replica con parole tra le più dure del vangelo: Lascia che i morti seppelliscano i morti! Parole che dicono: è possibile essere dei morti dentro. Eppure seguirlo è scoprire una ricchezza che mai avrei immaginato. indica la priorità del cuore. come Pietro. Ma essi non vollero riceverlo.51-62) . una risposta al nostro bisogno di felicità.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 24/06/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Amare Gesù in nuda povertà XIII Domenica del Tempo Ordinario . ma all'orizzonte che si apre. è diventare ricchi. compito di umanità. Una richiesta delicata e naturale. ma a ciò che ti viene donato. all'unica domanda: mi vuoi bene? (1 Re 19. Mentre camminavano per la strada. non di cose. Infine il terzo dialogo: Ti seguirò. colme di volti amici. Le parole di Gesù sono sempre. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. intrisa di paure. vivere una vita spenta. Gesù non ha una casa. non guardare a ciò che ti mancherà. un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». dovunque tu vada! Gesù deve avere gioito per lo slancio. quello che sta in cima ai tuoi pensieri. vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». di luce. di opportunità. anche quelle dure. dovere di figlio. Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. ma ne trova cento sul suo cammino. non Giacomo e gli altri. Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti. Non ce l'hanno fatta i Dodici. Signore. La richiesta più legittima che si possa pensare. che sappiano rispondere «sì». ma uomini e donne autentici che sappiano sceglierlo ogni giorno di nuovo. tenebrosa. incremento di umanità. E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi. Parole dure che sottintendono però: segui me. una religiosità oscura.Anno C Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. solo strada. Neanche un nido. Non un posto dove posare il capo. ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». di luoghi o nidi. ma di incontri. Solo permettimi di andare prima a seppellire mio padre. Tre brevi dialoghi su come seguire Gesù. La risposta di Gesù: Non voltarti indietro. Gàlati 5. ogni volta. deve aver apprezzato l'entusiasmo giovane di quest'uomo. Luca 9. Salmo 15. neanche una tana. ma alla strada e ai grandi campi del mondo. La cosa da fare prima. Non guardare alle difficoltà. È così duro il cammino senza amici e senza affetti! Tutto si gioca attorno a una parola-simbolo: «prima». permettimi di andare prima a seppellire mio padre». perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. ancora strada. il tuo Dio o il tuo idolo. è adatto per il regno di Dio». scoperta di bellezza. Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro.

Quante volte è nominata la casa in questo brano! La casa. La pace non è semplicemente la fine delle guerre: Shalom è pienezza di tutto ciò che desideri dalla vita. Non passate da una casa all'altra. ma nel bruciore del cuore dei discepoli. Se vi sarà un figlio della pace. né sacca. Perché l'incisività del messaggio non sta nello spiegamento di forza o di mezzi.1-12. prima dite: "Pace a questa casa!". La pace è relazione. più vicino a te di te stesso. quando l'anziano perde il senno e la salute. per un contagio buono. Dite loro: Dio è vicino. dei ruoli. Il cristianesimo dev'essere significativo nel nostro quotidiano. E la portano a due a due. Il Regno è il mondo come Dio lo sogna. nessuna di cui non ci si possa prendere cura. nel denaro. vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Poi l'annuncio: è vicino. e che ha nome: Dio. ma nessuna incurabile. perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco. Solo un bastone cui appoggiare la stanchezza e un amico a sorreggere il cuore.Anno C In quel tempo. né denaro. perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. comporta due in pace. è qui. contagio buono XIV Domenica del Tempo Ordinario . come guaritore della vita. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno. Senza cose. Guariscono i malati. senza nulla di superfluo. condivide un po' di tempo e un po' di cuore con te. Diceva loro: «La messe è abbondante. né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. ti tocca. dite loro: è vicino a voi il Regno di Dio. Anche per questo saranno perseguitati. Restate in quella casa. la pace.17-20) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi . è qui il Regno di Dio. In qualunque casa entriate. Comporta almeno un altro. La guarigione comincia dentro. altrimenti ritornerà su di voi. Semplicemente uomini. si è avvicinato. perché risalti il primato dell'amore. Dove la vita è guarita. sta come roccia la Parola di Dio. Galati 6. Partono senza cose. luce. a sostenere la casa. in attesa dei molti che siano in pace. Lì la Parola è conforto. Luca 10. dei tutti che siano in pace. Gesù affida ai discepoli una missione che concentra attorno a tre nuclei: Dove entrate dite: pace a questa casa. perché capovolgono tutta una gerarchia di valori.14-18. forza. L'abbondanza di mezzi forse ha spento la creatività nelle chiese. Salmo 65. prendersi cura. nel numero. del pane. non portate borsa. La forza del Vangelo. nei mass-media. il luogo più vero. Partono senza pane. non sta nell'organizzazione. come intenzione di bene. lì scende come pane e come sale. (Letture: Isaia 66. mangiando e bevendo di quello che hanno. sta in quella forza che ti fa partire. nei giorni delle lacrime e della festa. E poi la casa. verso quella radice pura che è prima del denaro. e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"». il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. mangiate quello che vi sarà offerto. quando qualcuno si avvicina.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/07/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar L'annuncio. quando l'amore sembra lacerarsi. anzi senza nemmeno le cose più utili. Ancora oggi passa di cuore in cuore. perché non si vive da soli. Esistono malattie inguaribili. dove la vita può essere guarita. né sacca. guarite i malati. la vostra pace scenderà su di lui. confermare che Dio è vicino.10-14. Il viaggio dei discepoli è come una discesa verso l'uomo essenziale. dove la pace è fiorita. guarite i malati che vi si trovano. nei figli buoni e in quelli prodighi. Portano pace. ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe. I tre nuclei della missione: seminare pace. e del cristianesimo.

i nuovi dieci comandamenti.] chi è mio prossimo?». Ogni strada del mondo va da Gerusalemme a Gerico. non da avversari. è l'indifferenza. ma una conquista. Colossesi 1. lasciandolo mezzo morto. si prese cura. Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada. fino al decimo verbo: al mio ritorno salderò il debito se manca qualcosa. fasciò. caricò. Il giorno seguente. pagò.15-20. Luca 10. Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Allora ricordati di amare i tuoi samaritani.10-14. tirò fuori due denari e li diede all'albergatore. con gratitudine. si mosse a pietà. buono o cattivo. via maestra verso l'assoluto! Invece un samaritano che era in viaggio lo vide. Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico. Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' così».Anno C In quel tempo. Li devi amare. [. Maestro. Misericordia " avere cuore per il dolore " non è un istinto. Anche un levìta. perché l'uomo sia uomo. Questo è il nuovo decalogo. dice Gesù. che era in viaggio. che gli portarono via tutto. Guai se ci fosse un aggettivo. un uomo spirituale. violati. Quel prete non troverà mai Dio. lo percossero a sangue e se ne andarono. un oceano di uomini derubati. con le vene aperte. È questo il nome eterno dell'uomo. quelli che ti hanno salvato. oltre la carne dell'uomo non c'è lo spirito. forse ha paura. un pezzo di te.. Gli si fece vicino. la vita sia amica. un prete. «Percorri l'uomo. scese. ascoltare il respiro.. hanno versato olio e vino sulle tue ferite. Anche tu diventa samaritano. Invece un Samaritano. poi lo caricò sulla sua cavalcatura. quando lo vide. Non dimenticare chi ti ha soccorso e ha pagato per te. Per caso. dicendo: "Abbi cura di lui. lo portò in un albergo e si prese cura di lui. che cosa devo fare per essere vivo. gli fasciò le ferite. passò oltre. un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro. scende da cavallo. ciò che spenderai in più. umiliati. ha compassione e si avvicina. versò. non è spontaneo fermarsi.08/07/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Una terra abitata da prossimi XV Domenica del Tempo Ordinario . passandogli accanto. te lo pagherò al mio ritorno". (Letture: Deuteronomio 30. E nulla di ciò che è umano ti può essere estraneo. un sacerdote scendeva per quella medesima strada e. Il primo che passa. allora ti accorgi che quell'uomo è tuo fratello. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». naufragati per ogni continente. ne ebbe compassione.. vedere gli occhi. la sorte del mondo e il destino di ognuno. ogni uomo aggredito e che ha bisogno. e riversato affetto in cuore. Salmo 18. lo portò. per essere uomo vero? Gesù risponde con un racconto in cui è racchiusa la possibile soluzione della storia. un extracomunitario d'oggi. Va e anche tu fa lo stesso. una proposta per ogni uomo. Un uomo. versandovi olio e vino. mostra misericordia. e raggiungerai Dio». Ma cosa c'è oltre? Oltre il dolore. giunto in quel luogo. si avvicinò. Il racconto di Luca mette in fila dieci verbi per descrivere l'amore: lo vide.25-37) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 15/07/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar . E poi da loro imparare.. Può essere perfino un disonesto. È l'uomo. Ma chi è il mio prossimo? Gesù risponde: tuo prossimo è chi ha avuto compassione di te. Un samaritano: uno straniero. con festa. credente o no. dei nostri o straniero. un brigante anche lui. con gioia. passa oltre. bensì il nulla. Il mondo geme. dice sant'Agostino. Il vero contrario dell'amore non è l'odio. gli si fece vicino. Bisogna avvicinarsi. Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti. c'è un immenso peso di lacrime in tutto ciò che vive. Uomo. vide e passò oltre. la terra sia abitata da «prossimi». vide e ne ebbe compassione. ricco o povero. fatti prossimo.

non contesta il cuore generoso di Marta ma l'agitazione. per lei che è donna. sia santificato il tuo nome. Ed egli disse loro: «Quando pregate. Maria ha scelto la parte migliore.L'ascolto. Gesù entrò in un villaggio e una donna. A tutti. ma amici. cercate e . quando ebbe finito. ma ciò che Dio fa per me. lui di aver trovato un nido e un cuore in ascolto. tu ti affanni e ti agiti per molte cose. ma gente che gli lasci fare delle cose dentro di sé. Il centro della fede non è ciò che io faccio per Dio. mentre erano in cammino. Lui totalmente suo.24-28. Il primo servizio da rendere a Dio " e a tutti " è l'ascolto. Marta Marta tu ti affanni e ti agiti per troppe cose.38-42) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 22/07/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio esaudisce sempre le sue promesse XVII Domenica Tempo Ordinario . che si perda nelle troppe faccende di casa: Tu. Ti siedi ai piedi di Cristo e impari la cosa più importante: a distinguere tra superfluo e necessario. Imparerò a passare da un Dio sentito come dovere. di nome Maria.. a un troppo che può sorgere e ingoiarti. non contraddice il servizio ma l'affanno.) Ebbene. è Marta. Maria seduta ai piedi del Signore ascolta la sua parola. Tu non sei le cose che fai. Luca 10. insegnaci a pregare. lei a riceverlo. dite: "Padre. tra illusorio e permanente. Gesù. a cui nessuno insegna. Dare un po' di tempo e un po' di cuore. Colossesi 1. condividere non solo servizi. ma pensieri. non persone che facciano delle cose per lui. uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore. come per il buon samaritano. sogni. In me le due sorelle si tengono per mano. non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».. a un Dio sentito come stupore. che non le sarà tolta». Ella aveva una sorella. io vi dico: chiedete e vi sarà dato. sia impoverita in un ruolo di servizio. Perché Gesù non cerca servitori. la quale. E li sento tutti e due felici. «prima la persona poi le cose». come santa Maria: ha fatto grandi cose in me l'Onnipotente. Con loro passerò da un Dio sentito come affanno. Libero di parlare alle donne. seguendo la strada tracciata per la prima volta dall'angelo dell'annunciazione: mettere a parte le donne dei più riposti segreti del Signore. un contagio di luce quando sei vicino alla luce. sei molto di più. troppo correre. ripete: attento a un troppo che è in agguato. ogni incontro diventa una meta. tu puoi stare con me in una relazione diversa. lui a darsi. Allora una sorta di contagio ti prende quando sei vicino a uno come Lui. emozioni. troppi desideri. Marta.Anno C Gesù si trovava in un luogo a pregare. venga il tuo regno. e non abbandonarci alla tentazione». (. Per lui. Ma il Signore le rispose: «Marta. affettuosamente raddoppia il nome. dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano. conoscenza. ma di una cosa sola c'è bisogno. tra effimero ed eterno. le escluse. lo ospitò.1-10. come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». (Genesi 18. le dice Gesù. Dice Gesù: non ti affannare per nulla che non sia la tua essenza eterna. lei totalmente sua. di nome Marta. Un rabbi che entra nella casa di due donne. Mi piace immaginare questi due totalmente presi l'uno dall'altra. Gesù non sopporta che Marta. Allora si fece avanti e disse: «Signore. troppo lavoro. Salmo 14. è dall'ascolto che comincia la relazione. non «passa oltre» quando incontra qualcuno. lei di avere un rabbi tutto per sé. Gerusalemme. primo servizio a Dio XVI Domenica del Tempo Ordinario " Anno C In quel tempo. come agli apostoli. e perdona a noi i nostri peccati. a un Dio sentito come desiderio. Gesù ha una meta. seduta ai piedi del Signore. Marta invece era distolta per i molti servizi. ascoltava la sua parola. sovranamente libero di andare dove lo porta il cuore. anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore. sapienza. ma non tira mai dritto. è Maria.

. non di sinagoga. A Gesù sta a cuore la causa dell'uomo oltre a quella di Dio: non vuole che la preghiera diventi un dialogo chiuso. E imparo a pregare senza mai dire io. ottengo però sempre un volto di Padre e il sogno di un abbraccio. «Amico prestami tre pani perché è arrivato un amico». mangia. Per Gesù no: pregare equivale a evocare dei volti: quello del Padre e quello di un amico. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 29/07/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Povertà e libertà: i bagagli della vita XVIII Domenica del Tempo Ordinario . Dio si coinvolge. Nel linguaggio corrente la parola «pregare» indica l'insistere. Poi dirò a me stesso: Anima mia. Pregare per noi equivale a chiedere. Ma Dio gli disse: "Stolto. il pane per mio fratello è un fatto spirituale (Berdiaev).] disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così " disse ": demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. il perdono. Nessun nome. questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita.20-32. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto» (.troverete. La parabola mette in scena tre amici: l'amico povero.Anno C In quel tempo Gesù [. Un uomo ricco ha avuto un raccolto abbondante. sapore di pane.) «Signore insegnaci a pregare!» Tutte le preghiere di Gesù riportate dai Vangeli (oltre cento) iniziano con la stessa tipica parola: «Padre». ognuno è per l'altro. nessuno nel cuore. Se pregando non ottengo la cosa che chiedo. ripòsati. Un particolare mi colpisce: non c'è nessuno attorno a quest'uomo. Egli ragionava tra sé: "Che farò. il balbettio del figlio piccolo. ma sempre Tu e nostro: il tuo Nome. Da duemila anni ripetiamo il Padre Nostro. nessun volto. fino alla fine del tempo. bevi e divèrtiti!". senza mai dire mio. Pregare cambia la storia.12-14..1-13). il portarlo a cambiare atteggiamento. Una domanda enorme corrode le nostre preghiere: Dio esaudisce? «Dio esaudisce sempre. per molti anni. E quello che hai preparato. ma che faccia circolare l'amore (i tre pani) nel corpo del mondo. nessuno nella casa. che senza essere attesi sono venuti. il nostro pane. Salmo 137. mescola le sue lacrime con le mie. il regno. (Letture: Genesi 18. È la parola del bambino. carico di fame e di stanchezze. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». È parola di casa. ma non siamo diventati fratelli e il pane continua a mancare. il modo migliore per rivolgersi a Dio.. Tu perdona. Luca 11. e il cui senso è «papà. il dialetto del cuore. Nella preghiera di Gesù l'uomo si interessa della causa di Dio (il nome. intreccia il suo respiro con il mio. Ricco e al centro di un deserto! La ricchezza . babbo». che mi hanno chiesto pane e conforto. Ma specifico di Gesù. il convincere qualcuno. è il termine originario «Abbà» che i Vangeli riportano nella lingua di Gesù. «Nella moltitudine delle preghiere giudaiche non si trova un solo esempio di questa parola "Abbà" riferita a Dio» (Jeremias). esclusivamente suo. ma non le nostre richieste bensì le sue promesse» (Bonhoeffer): Io sarò con te. Tu dona. l'aramaico. bussate e vi sarà aperto. il male). Solo in Gesù: Abbà-papà. hai a disposizione molti beni. l'amico del pane e il viaggiatore inatteso. non di tempio. la volontà) e Dio si interessa della causa dell'uomo (il pane. Una storia di amicizia svela il segreto della preghiera.. che rimane sullo sfondo ma è in realtà una figura di primo piano: rappresenta tutti coloro che bussano alla mia porta. Il Padre nostro mi vieta di chiedere solo per me: il pane per me è un fatto materiale. di chi sarà?". Colossesi 2..

La tua vita non dipende dai tuoi beni. che non nutre sospetti. felicità vera? Non andare al mercato delle cose. non è ovvio.crea un deserto di relazioni autentiche. perché la felicità dipende da due cose: non può mai essere solitaria e ha a che fare con il dono. Non dai beni.21-23. non perché cattivo. desidera dell'altro. povertà e libertà fanno riscoprire la bellezza del mondo e la bontà delle cose. muore. Vuoi vita piena. Fragile e precaria è la vita ma non perché finisce. cuore luminoso. La vera fortuna di noi servi inaffidabili consiste nel fatto di avere un padrone così. innestate tra loro. gli aprano subito. li farà mettere a tavola e passerà a servirli. da che cosa dipende allora la vita? Da tre cose: dalla tua vita interiore. siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze. è più di quanto non si aspettasse. un tavolo. i miei beni. E queste tre cose devono essere in comunione. in modo che. Gesù non disprezza i beni della terra.. In questa migrazione verso la vita. non è scontato stare svegli. un mondo dove l'evidenza non sia: più denaro è bene. Quell'attesa fino all'alba ha il potere di emozionare e sorprendere Dio. Genera infatti in lui una risposta quasi eccessiva.1-5. Allora sei vivo.. Ed è il . meno denaro è male. Un uomo che ripete continuamente un unico aggettivo «mio»: i miei raccolti. che «amore e luce ha per confine». Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli. Colossesi 3. da una sorgente che non è in te ma in Dio. il mondo. E ti dice: tu puoi.9-11. Questa ossessione del mio.) Siate pronti.. offre invece una risposta alla domanda di felicità. di sole cose l'uomo muore. Solitario.2. i miei magazzini. Salmo 94. le cose soffocano gli affetti veri. Dio ha un cuore di luce e ti affida la casa. Le cose promettono ciò che non possono mantenere.2.. quando arriva e bussa.. un'incessante ricerca di felicità. in convince. sul denaro e non sull'amore. risponde il visitatore. dalle persone accanto a te. dice Gesù. (Letture: Qoèlet 1. La fiducia del mio Signore mi conquista. anzi stai già morendo. E il monaco: anch'io sono in viaggio. e come gustarle senza bisogno di possedere. Ha investito sul prodotto sbagliato. Infatti: «Stolto. la sua vita ruota attorno ad esse. solo perché sempre incamminata verso un altrove. li troverà così. Luca 12. il cuore si ammala. Il monaco replica: e tu come mai hai solo una sacca con te? Ma perché io sono in viaggio. un mondo come Dio lo sogna. Dio ha fede nell'uomo. questa notte morirai». Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli. beati loro! (. e non possa non essere. la mia vita. pieno di fiducia verso di noi.. in verità io vi dico. le persone. ma perché poco intelligente. Un uomo solo e non felice. quasi volesse disamorarci della vita.. una sedia. esultante. E se. Il Vangelo dà per scontato che la vita umana sia. hai allevato. non è un fatto dovuto o un obbligo. Stolto. anzi di solo pane. Le cose dominano il suo futuro. anima mia. Sposta il tuo desiderio su altro. Gesù disse ai suoi discepoli: «(.13-21) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 05/08/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La bellezza di un Dio che si fa servo XIX Domenica del Tempo Ordinario " Anno C In quel tempo. E conversando gli domanda: come mai hai così poche cose nella tua cella? Un letto. isolato. con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese. mi fa dire: beato sei tu perché Dio ha fede in te.. Un padrone parte e affida la sua casa ai servi. Vivere così è un lento morire. una lampada. giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba. hai nutrito la morte dentro di te.)». L'uomo non vive di solo pane. si stringerà le vesti ai fianchi. Un giorno un visitatore arriva nella cella di un monaco del deserto.

1-2. un eccesso. lo stesso destino dell'anima. trasmettere vita. il momento straordinario. La bellezza di un Dio così fa avanzare la mia fede. L'Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo è l'icona del nostro futuro. che stava per partorire. e un drago. La fede avanza per scoperta di tesori. Metto ancora la mia gioia nelle loro mani!». Ami Dio? Diventerai come Dio». che veglia sui tesori di Dio. Indossare la luce. ma affamato di sole. il servo sostiene.8-19. Dov'è il tuo tesoro lì è anche il tuo cuore. il servo ascolta e apre il cuore. mio salvatore. «Ami la terra? Terra diventerai.. un vaso di nardo. Il . ciascuno di noi. I dogmi che riguardano Maria. in una città di Giuda. (Letture: Sapienza 18. Un tesoro di persone e di speranze è il motore della vita. e la passione nasce da una bellezza. Sufficiente a mettersi in viaggio verso Colui che ha nome amore. Il segno della donna nel cielo evoca santa Maria. Perché l'uomo è uno. salutò Elisabetta. capaci di incantarmi con un di più. ma per una passione. la Chiesa di Dio. capaci di lottare contro il male (il drago rosso). Ebrei 11. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria. Dio non è il Padrone dei padroni. La vita cresce non per obblighi o divieti. Lo indica benissimo la lettura dell'Apocalisse: vidi una donna vestita di sole. sono indicazioni esistenziali valide per ogni uomo e ogni donna. 32-48) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 12/08/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Siamo germogli di luce nel mondo Assunzione della Beata Vergine Maria In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa. Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio. ma che il Creatore non spreca le sue meraviglie: anche il corpo è santo e avrà. L'uomo diventa ciò che ama. Questi è il solo che io servirò perché è l'unico che si è fatto mio servitore. con tutta la gioia di un padre sorpreso da questi suoi figli. il servo aiuta. trasfigurato. Entrata nella casa di Zaccarìa. anticipazione di un comune destino: annuncia che l'anima è santa. farsene custodi (vestita di sole). Contiene la nostra comune vocazione: assorbire luce. portatori di vita. quando accade l'impensabile: Dio da padrone diventa servitore: vi dico che si stringerà le vesti ai fianchi (è l'abbigliamento del servo) li farà sedere a tavola e passerà a servirli. scrive Agostino. Il padrone castiga.. ma anche l'intera umanità. una veglia fino all'alba. è il servitore della vita.. il bambino sussultò nel suo grembo. Ciò che per me è più prezioso è ciò che più amo. essere nella vita datori di vita (stava per partorire): vestiti di sole. gli ultimi due spiccioli gettati nel tesoro del tempio. pastore delle costellazioni e pastore dei cuori. sublime di questa parabola. il padrone giudica.punto commovente.] E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto». l'abbraccio e il pane dati al più piccolo. Non abbiamo pensato abbastanza a che cosa significhi avere un Dio nostro servitore. La festa dell'Assunta ci chiama ad aver fede nell'esito buono. ma la bellezza e la vitalità della Donna sono più forti della violenza di qualsiasi drago. il futuro è minacciato. non per doveri. coraggioso e mai arreso. viene una voce: «questi miei figli mi sorprendono. non cedere al grande male. Salmo 32. che veglia fino alle porte della luce.. che ci metterà a tavola e passerà a servirci. anche me. positivo della storia: la terra è incinta di vita e non finirà fra le spire della violenza. un perdono con tutto il cuore. questo piccolo gregge. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! [. Luca 12. il padrone detta ordini. ben più che un privilegio esclusivo. 6-9. piccolo cuore ancora vestito d'ombre.]». Da quello stupore di Dio. perché ha guardato l'umiltà della sua serva [.

19a. dal crederti buono e giusto. Santa Maria ci aiuta a camminare occupati dall'avvenire di cielo che è in noi come un germoglio di luce. Là ci sarà pianto e stridore di denti. non è questo. È un mondo più bello. L'insegnamento è chiaro: fatti piccolo. come un bambino che si fida delle mani del padre. È aperta e sufficiente per tanti.12. voi tutti operatori di ingiustizia!".. che mantiene e prolunga il giuramento irrevocabile di Dio: Dio li benedisse (Genesi 1. Sono pochi quelli che si salvano. senza nessun altra presenza. non so di dove siete. Hanno accolto Dio per mille vie diverse. Salmo 44.1-6a. e la porta si farà grande. non sono migliori di noi o più umili. Quello che Gesù offre non è solo rimandato per l'aldilà. e vi sono primi che saranno ultimi». (Letture: Apocalisse 11. i sacrifici. dove ci sono costruttori di pace. più piena. del suo giudizio. o molti? Gesù non risponde sul numero dei salvati ma sulle modalità. ma non perché ami gli sforzi. comincerete a bussare alla porta. dicendo: "Signore.. Nel Vangelo profetizzano per prime le madri. In questo momento aperta. Allora comincerete a dire: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze". da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta. ma si accoglie XXI Domenica del Tempo Ordinario " Anno C . benedicendo le creature e facendo grande Dio. Verranno da oriente e da occidente. Luca 1. Se la porta è piccola. più gioiosa se vissuta secondo il vangelo.10ab. la tua bravura. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta. I piccoli e i bambini passano senza fatica alcuna. Allontanatevi da me. Tu fai piccolo Dio nella misura in cui Lui diminuisce nella tua vita. Perché se ti centri sui tuoi meriti. a chi porta un mistero. voi invece cacciati fuori. aprici!". ma non ci riusciranno. Dice: la porta è stretta. per passare devo farmi piccolo anch'io. le fatiche. Ma egli vi risponderà: "Non so di dove siete". onesti sempre. Dio non si merita si accoglie. «L'anima mia magnifica il Signore». Dio mi benedice con la tua presenza. La prima parola. Magnificare significa fare grande. Ma come può la piccola creatura fare grande il suo Creatore? Tu fai grande Dio nella misura in cui gli dai tempo e cuore. Ed ecco.20-27a. se ti centri sulla bontà del Signore. vengono da oriente e da occidente e sono folla e entrano. cercheranno di entrare. e lo estende da Maria a ogni donna. io vi dico. possa benedirti con la mia presenza. la prima germinazione di pensiero. e dalla paura di Dio. 1 Corinzi 15. perché molti. Ma egli vi dichiarerà: "Voi. e allora la vita di tutti è più bella. Ad abitare la terra come lei. l'elenco dei meriti. non hanno più meriti di noi. ma è salvezza che inizia già ora. rimasti fuori. non passi. . tantissimi. la porta è larghissima. sgònfiati di presunzione. Poterlo pensare e poi proclamare a chi ci sta vicino. quando vedrete Abramo. a chi condivide strada e casa. i portafogli gonfi.28). vi sono ultimi che saranno primi. Stretta perché è la misura del bambino: «Se non sarete come bambini non entrerete!». che non sia quella del mistero di Dio pulsante nel grembo. la porta è strettissima. più umano. a chi porta un abbraccio: «Tu sei benedetto». a ogni creatura. uomini dal cuore puro. voi. Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio.39-56) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 19/08/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio non si merita. infatti la grande sala è piena. Prima parola di Elisabetta. l'inizio di ogni dialogo fecondo è quando sai dire all'altro: che tu sia benedetto. lascia giù tutti i tuoi bagagli. La porta è stretta ma aperta.Vangelo presenta l'unica pagina in cui sono protagoniste due donne. «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo».

. (Letture: Isaia 66. dare per primo. storpi. Nel seguito della Parabola la porta da aperta si fa chiusa e una voce dura dice: «Voi. ottenere il proprio appagamento. perché non ci sia un altro invitato più degno di te. Salmo 116. Ebrei 12. dirà allora l'ospite. se vado in chiesa ma non accolgo Dio dentro. né parenti. ma per servire. un mondo dove gli uomini sono finalmente diventati fratelli. e chi si umilia sarà esaltato». ed è così che io raggiungo pienezza. erano andati in chiesa. gesti. va' a metterti all'ultimo posto. Invece. notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno. 5-7. parole. Luca 13. ciechi. né fratelli. Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto.. culture.. mi cambia pensieri. Mi dà i suoi occhi. prevalere. e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: "Cèdigli il posto!". E li cercherà in me nell'ultimo giorno. Perché chiunque si esalta sarà umiliato. il posto di Gesù. Più Dio equivale a più io. non può mai essere solitaria. L'ultimo posto non è un castigo. oltre la gratificazione della reciprocità.Salvezza è accogliere Dio in me. quando sei invitato. senza divisioni. trovandoli. L'ha dimostrato con quel gesto che sembra dire ad ognuno dei commensali: «Tu sei più importante di me.) La gente sta ad osservare Gesù e Gesù osserva gli invitati. quattro segmenti del cerchio caldo degli affetti. che aprono finestre su di un mondo nuovo: dare in perdita. provenienze diverse. spalancherà la porta. il Dio dell'accoglienza mi insegna gesti di accoglienza e di comunione. di colori. una mensa imbandita e un turbinare di arrivi. competere. E sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Dio che entra e mi trasforma. non so di dove siete». perché poi anche loro ti inviteranno e il cerchio si chiude nell'eterna illusione del pareggio contabile tra dare e avere. A colui che ha scelto di stare in fondo alla sala è riservato questo nome intenso e dolce: amico. E così si fa amico di Dio. vieni più avanti!". (.. che eternamente altro non fa che considerare ogni uomo più importante di se stesso. Può accadere. motore di vita XXII domenica del Tempo Ordinario Anno C Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. 22-30) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 26/08/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar L'amore senza calcoli. non invitarli. Amico. 18-21. In questa piccola frase è contenuto il doppio segreto della felicità: essa ha sempre a che fare con il dono. perché cresca la mia parte divina. e un pezzo del suo cuore.. eppure avevano seguito la legge. Sono come stranieri. Quando offri una cena invita poveri. una sala colma. è il posto di Dio.. non metterti al primo posto. Lo garantisce la Croce di Cristo. dare senza contraccambio. La porta è stretta ma bella. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. C'è un incrociarsi di sguardi in quella sala che è la metafora della vita: conquistare i primi posti. Diceva agli invitati una parabola. emozioni. Il Dio della misericordia mi insegna gesti di misericordia. Gesù propone un'altra logica: Tu vai a metterti all'ultimo posto. Amico di Dio e degli altri. Doni un po' di . venuto non per essere servito. è il posto di chi ama di più. perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: "Amico. prima vieni tu». di chi fa spazio agli altri. Quando offri una cena non invitare né amici. né vicini ricchi: belli questi quattro gradini del cuore in festa. zoppi. Nel Vangelo il verbo «amare» si traduce sempre con il verbo «dare». vieni più su. Tutti abbiamo sentito con dolore questa accusa: vanno in chiesa e fuori sono peggio degli altri. illusi che vivere sia vincere. E.11-13. Ecco di nuovo quattro gradini che ti portano oltre il cerchio della famiglia e degli affetti. infatti l'attraversano rumori di festa.

ripeti le sue scelte.1720. ma a capirle a fondo sono bellissime. ma in un «sì» detto a una cosa più bella ancora. «Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me. i suoi figli.. non può essere mio discepolo»: «portare» è ben più di «sopportare».. altrimenti non ami. il coraggio di volare alto. sua moglie. la moglie. i figli. io solo posso farti rintracciare la felicità.». sono difficili. dicendo: "Costui ha iniziato a costruire. saggio ma in fondo scontato. Vangelo stravolgente e contromano. E sarai beato perché agisci come agisce Dio. Salmo 67. una folla numerosa andava con Gesù. affinché la forza giovane del Vangelo sia sempre come una breccia di luce. prendi la porzione di dolore che ogni amore comporta. «Se uno viene a me.. Sembrano le parole di uno fuori dalla realtà. Io solo». madre. Spezzano la conchiglia per trovare la perla. . Sembrano una crocifissione e sono una risurrezione del cuore. non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che. 1. le difficoltà e le sofferenze della vita. di un esaltato: «Io ho qualcosa di più bello delle esperienze più belle che puoi fare sulla terra. gioia. tutti coloro che vedono comincino a deriderlo. se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro.22-24. che sapeva amare come nessuno. 18-19. volendo costruire una torre. che convoca un altro modo di essere uomini. come molti. 7-14) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 02/09/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La felicità che solo Gesù può dare XXIII Domenica Tempo ordinario-Anno C In quel tempo. non può essere mio discepolo». preferisci quelli che lui preferiva. Le parole di Gesù bruciano. (. Io ti offro un bene ancora più grande e bello. le sorelle e perfino la propria vita. «il totalmente Altro che viene affinché la storia diventi totalmente altra da quello che è» (Barth). non può essere mio discepolo. ma sulla conquista. Chi di voi. moglie o marito. la madre. Dice Gesù: io posso darti più di tutti gli affetti della famiglia. che non toglie niente. Ebrei 12. Luca 14. Si tratta di una scelta attiva: scegli per te una vita che assomigli a quella di Gesù: pensa i suoi pensieri. ma di una addizione. dal volto dell'altro. quanto fa vivere. (Letture: Siracide 3. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me. Il centro di queste frasi non sta in una serie di «no» detti alle cose belle e forti della vita. È come se Gesù dicesse: tu sai quanto è bello voler bene a padre. non può essere mio discepolo. perfino pericolose se capite male. Allora capiamo che il cristiano non è figlio di una sottrazione. aggiunge forza. come forse tutti abbiamo sperimentato. quella parola contiene il vertice e il riassunto della vicenda di Gesù. «Portare la propria croce» è una espressione forte che non si riduce a un invito alla rassegnazione. e non mi ama più di quanto ami suo padre. che Dio solo ha e nessun altro può dare. Prendi su di te la tua porzione d'amore altrimenti non vivi. nel cielo di Dio.28-29. ai figli.. ma non è stato capace di finire il lavoro". Invita i più poveri dei poveri e assicurati che non possano restituirti niente. profondità. sua madre. i fratelli. L'accento delle frasi non è sulla rinuncia..felicità a qualcuno e subito la riattingi. Nessuno ha mai detto «Io» con questa forza e con questa pretesa. «croce» non è la metafora di tutte le fatiche. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre. quanto fa bene.) Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi. E sarai beato perché c'è più gioia nel dare che nel ricevere.. come chi impara l'amore senza calcolo che solo fa ripartire il motore della vita. moltiplicata. vivi una vita come la sua.

]. in cerca di felicità. Uno. Si direbbero quasi delle sconfitte di Dio. Padre. Questo Gesù non lo ami se non lo conosci. perché ho trovato la mia pecora. ma se arrivi a conoscerlo non lo lasci più. quella che si era perduta"» [. 25-33). E lui lo interrompe. Questo inizio. per convertirlo proprio dal suo cuore di servo. ma non può accontentarsi. Il discepolo è uno che sulla luce dei suoi amori stende una luce più grande. Il padre vuole salvare anche lui dal suo cuore di servo: «tu sei sempre con me. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». finché non la trova? Quando l'ha trovata. Il fratello maggiore torna dai campi ed entra in crisi: «io ti ho sempre ubbidito. affamato. come loro. per restituirgli un cuore di figlio. Che non toglie amori. va a casa. né di condanna né di assoluzione. Per questo non emana verdetti. semplicissimo e favoloso. «può rubare le ghiande ai porci. e spesso il gesto di rivolta non era che il preludio a una dichiarazione d'amore. ma sempre sulla sofferenza. Ha misurato tutto sulla contabilità del dare e dell'avere. Un Dio differente. gioiosi e amanti. e tu non mi hai dato neanche un capretto». si perde un figlio. non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta. Il Padre non si oppone. nessuna lascia trasparire come questa il cuore di Dio. ma . Il più giovane se ne va. trattami da servo. che dona eternità a tutto ciò che di più bello portiamo nel cuore. per guarirla. ne aggiunge. diverso non solo da quello dei Farisei. perché il primo sguardo di Dio non si posa mai sul peccato dell'uomo. Il libero ribelle è diventato servo. E la sua «fede diventa l'infinita passione per l'esistenza» ( Kierkegaard ). Allora si ricorda del pane di casa. si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. L'uomo nasce con il cuore malato di cose grandi e le piccole non saziano. se per paura o per pentimento.12-17. e lo «vede quando è ancora lontano». Salmo 89. se per fame o per amore. pieno di gioia se la carica sulle spalle.. Provvidenza» (Mazzolari). Nessuna pagina al mondo raggiunge come questa il centro del nostro vivere. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 09/09/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Quel padre che difende la libertà XXIV Domenica del Tempo Ordinario " Anno C In quel tempo. (Letture: Sapienza 9.13-18. e si mette in cammino. Si è persa una pecora. Il Dio di queste parabole è un Dio che và dietro anche a uno solo.9-10. Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi. chiama gli amici e i vicini e dice loro: "Rallegratevi con me.che Cristo è intensificazione dell'umano. se ha cento pecore e ne perde una. Un uomo aveva due figli. Questa crisi del ribelle l'abbiamo tutti vissuta. non sono degno.. è sufficiente a mettere Dio in cammino. Ma la storia ha una svolta drammatica: il figlio si trova a pascolare i porci. non è mai contro la libertà. non sono degno. Tutto! Avrà capito? Padre. uno solo di noi. Al padre non importa il motivo per cui il figlio ritorna. un cuore in festa. apre la parabola più bella. Crudeltà questa? No. delle sole ghiande. ma da figli-liberi. Al centro di tutto sta un Assoluto che offre la sua luce sulla vita e sulla morte. che nominarlo equivale ad incrementare la vita. Il suo dramma sono due figli entrambi insoddisfatti. un giorno. come un salariato. E invece l'amore vince proprio perdendosi dietro a chi si era perduto. obbedienti e scontenti. tutto ciò che è mio è tuo». forse perché si credono servi. ma anche dall'immagine che noi ancora ci portiamo in cuore: un Padre che non vuole una casa abitata da figli-servi. si perde una moneta. a lui basta che si metta in viaggio. Luca 14. Filèmone 1. e per di più sbandato.

Hai rubato? Ora comincia a dare. Grazie di essere Padre a questo modo. ora invece il dono le apre: mi accoglieranno in casa loro. la più umana delle soluzioni.12-17. non chi ha più soldi. Questa conclusione sorprendente è il nodo cruciale del racconto che ha il suo punto di svolta in una domanda: e adesso che cosa farò? La soluzione adottata è quella di continuare la truffa. ciò che è giusto e perfino ciò che non lo è! Non c'è comandamento più gioioso e più nostro.ai debitori. perché aveva agito con scaltrezza: il padrone loda chi l'ha derubato. e lo sono anch'io che ho sprecato tanti doni di Dio. E non solo qua. amatevi come io vi ho amato. Sono l'eterno prodigo. La ricchezza di solito chiude le case. Sono la tua agonia e la tua gioia. ma nella vita eterna. 1 Timoteo 1.. ne rovescia il significato. la veste nuova. Che fare? In tutte le nostre scelte il principio guida è sempre lo stesso: fare ciò che Dio fa. Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore. olio .. la festa. infatti. [. E contiene la saggezza del vivere: chi vince davvero nel gioco della vita? Chi ha più amici.132) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/09/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Accolti dagli amici in Paradiso XXV Domenica del Tempo Ordinario . che pone le persone prima dei suoi interessi. Salmo 50.. la più consolante. ai tuoi debitori. siediti subito e scrivi cinquanta". Gesù commenta la parabola con una parola bellissima: «Fatevi degli amici con la ricchezza». fa di ciò che ha un sacramento di comunione.. che accoglierà me. cuore di tutta l'etica cristiana. Mi piace questo Signore al quale la felicità dei figli importa più ancora della loro fedeltà.vita . Sono il tuo figlio. L'amministratore disse tra sé: "Che cosa farò. Hai causato lacrime? Ora rendi felice qualcuno. ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione?" [. (Letture: Esodo 32.7-11. Perché il disonesto.. Sei stato disonesto? Ora copri il male di bene. non Dio. opera verso i debitori allo stesso modo con cui Dio continuamente opera verso l'uomo: dona e perdona. e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. sarà accolto nel Regno? Perché lo sguardo di Dio non cerca in me il male che ho commesso. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: "Tu quanto devi al mio padrone?". proprio con le braccia degli amici. Ma nelle braccia di chi hai aiutato ci sono le braccia di Dio. Lo chiamò e gli disse: "Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione. ma attorno a te: ai tuoi poveri. I figli di questo mondo.mi prendo lo stesso il tuo abbraccio. eppure accade qualcosa che cambia il senso del denaro.. Luca 15.] Il padrone lodò quell'amministratore disonesto.. Gli disse: "Prendi la tua ricevuta.13-14. prima del suo grano e del suo olio.]. Non guarderà a te. verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Essi. rimette a noi i nostri debiti.. Siate misericordiosi come il Padre. Notiamo le parole precise di Gesù: fatevi degli amici perché essi vi accolgano nella casa del cielo. E adesso che cosa farò? Senza volerlo l'amministratore fa qualcosa di profetico. tira su muri. installa allarmi. Quello rispose: "Cento barili d'olio". un modo davvero divino. L'amministratore trasforma la ricchezza in strumento di amicizia. Il padrone lodò l'amministratore disonesto. donando ciò che potete e più di ciò che potete. anzi di allargarla. La migliore strategia che Dio propone: coprire il male di bene. perché aveva agito con scaltrezza. perché non potrai più amministrare". ai tuoi amici. di coloro . regala pane. fedele solo nel poco e solo di tanto in tanto. hanno loro le chiavi del paradiso.Anno C In quel tempo. ma il bene che ho seminato nei solchi del mondo.

nelle loro piaghe è Dio che è piagato. Un giorno il povero morì e fu portato nel seno di Abramo. ai due estremi dell'abisso dopo. Se Gesù dà al povero il nome del suo amico Lazzaro. Ma Abramo rispose: «[. Lazzaro è così vicino da inciamparci. nello straniero. perché ho cinque fratelli. il ricco è sepolto in basso: ai due estremi della società in questa vita. Il suo peccato è l'indifferenza: non un gesto.] Se non ascoltano Mosè e i profeti.. Il vero contrario dell'amore non è l'odio.4-7. «Morì il povero e fu portato nel seno di Abramo. non una briciola.1. Non è la morte che converte. Salmo 112. per cui l'altro neppure esiste. Il povero. Allora capiamo che l'eternità è già iniziata ora. Morì anche il ricco e fu sepolto negli inferi [. per dire che ogni povero è un amico di Dio.!» «Neanche se vedono un morto tornare si convertiranno!». nel più piagato. manda Lazzaro con una goccia d'acqua sul dito (il ricco vede il povero in funzione di se stesso dei suoi interessi) mandalo ad avvisare i miei cinque fratelli. è portato in alto. coperto di piaghe. se non dei cani.. Lazzaro. La parabola del ricco senza nome e del povero Lazzaro è una di quelle pagine che ci portiamo dentro come sorgente di comportamenti più umani. Luca 16.. ogni povero abbia anche per me un nome d'amico. È lì dove un uomo non ha attorno a sé nessuno. la seconda pelle di una persona. ma la vita stessa. Un povero di nome Lazzaro. nel cuore di Dio XXVI Domenica del Tempo Ordinario " Anno C C'era un uomo ricco che indossava vesti di porpora e di lino finissimo e ogni giorno si dava a lauti banchetti.11-16.. manda Lazzaro [. e il ricco neppure lo vede. è nel piccolo. Non c'è miracolo che valga il grido dei poveri: sono parola di Dio e carne di Dio: «qualsiasi cosa avete fatto a uno di questi piccoli l'avete fatto a me!» Nella loro fame è Dio che ha fame.1-13) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 23/09/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Amici dei poveri.. bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco. (Letture: Amos 6. Il povero ha il nome dell'amico di Gesù.. spesso il denaro diventa come la seconda natura. ma l'indifferenza. che l'inferno è solo il prolungamento delle nostre scelte senza cuore.]». Il ricco è senza nome perché si identifica con le sue ricchezze. «Ti prego. (Letture: Amos 8. Nella parabola Dio non è mai nominato. La terra è piena di Lazzari. 1 Timoteo 6. Lui c'è.19-31) ..1-8. solo qui fa un'eccezione.. Luca 16. Non sono i miracoli o le visioni a cambiare il cuore. a ricordarle per sempre. morì il ricco e fu sepolto nell'inferno». benedetto nella sua prosperità. Cerchi Dio? Non è nel ricco. Chi non si è posto il problema di Dio e dei fratelli davanti al mistero magnifico e dolente che è la vita non se lo porrà nemmeno davanti al mistero più piccolo che è la morte. è solo un'ombra fra i cani.] nella casa di mio padre.] disse: «Padre Abramo. Il male più grande che noi possiamo fare è di non fare il bene. non una parola al povero Lazzaro.. 1 Timoteo 2. Lì dove io ho paura di essere. In che cosa consiste il peccato del ricco? Nella cultura del piacere? Negli eccessi della gola? No. stava alla sua porta. eppure intuiamo che era presente. non saranno persuasi neppure se uno risorgesse dai morti». Il Vangelo non usa mai dei nomi propri nelle parabole. Salmo 145..con cui avrò creato comunione. pronto a contare ad una ad una tutte le briciole date al povero Lazzaro.4-7. Dio è nella vita. li ammonisca perché non vengano in questo luogo di tormento [.

gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». e non attraverso miracoli spettacolari. né rivendicazioni. Inutile in italiano significa che non serve a niente. neanche Gesù l'ha mai fatto.2. Fede vera non è piantare alberi nel mare. non di quantità. Potrete dire a questo gelso sradicati e vai a piantarti nel mare. a cominciare dalla madre. Fede vera è nel miracolo di dire: voglio essere semplicemente servitore di quelle vite che mi sono affidate: mio marito. Gli apostoli dissero al Signore: accresci in noi la fede. ma quanto amore metti in ciò che fai. Qui è riassunto l'universo del cuore. che di nulla hanno bisogno se non di essere se stessi. ed esso vi obbedirebbe.2-4. basta pochissima fede. Ho visto il mare riempirsi di alberi. Ho visto gelsi volare sul mare. più importante della ricompensa e dei successi. Mi bastano allora grandi campi da arare. di uomini donne malati peccatori discepoli. ma con il miracolo quotidiano di un amore che non si arrende. nella loro casa. e occhi nuovi di speranza. e dopo mangerai e berrai tu"? (. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare"». il nostro mondo di dolore e di mistero. incapace. il padrone lo metterà a tavola e passerà a servirlo). Un granellino microscopico. ho visto uomini e donne di fede. non per essere servito. servi senza pretese. 2 Timoteo 1. si affida.13-14.Anno C In quel tempo.. né secondi fini. potreste dire a questo gelso: "Sràdicati e vai a piantarti nel mare". quasi niente: è questione di qualità. venuto per servire. Salmo 94. che ci sorprende con l'aggettivo «inutili». ho visto mura invalicabili di odio dissolversi.. Aumenta la fede: perché senza fede non c'è vita umana. Ma non è questo il senso della parola originaria: servi non tanto inutili..5-10) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi .) Così anche voi. Una parola che sembra contraddire altri passi del Vangelo (beato quel servo. Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape. La prima: Signore. Nel Vangelo tutte le preghiere. l'anziano che ha perso la salute. dite: "Siamo servi inutili. ma quella che nella sua fragilità ha ancora più bisogno di Dio. ma che non si aspettano un utile. stanno dentro due sole domande. gli dirà. Il servizio è più vero dei suoi risultati. che non ricercano un vantaggio. Servitore come il mio Signore. Non una fede sicura e spavalda. mia moglie. che nella sua piccolezza ha ancora più fiducia in Lui. e non avanzo neppure la pretesa della sua guarigione. stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi. Scrive Madre Teresa di Calcutta: nel nostro servizio non contano i risultati.© riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 30/09/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La potenza di un granellino di fede XXVII Domenica Tempo Ordinario. portare problemi senza soluzione. con un coraggio da leoni. la seconda: aumenta la nostra fede.6-8. quando avete fatto tutto dite: siamo servi inutili. che agiscono senza un fine che non sia la sola motivazione d'amore.. Se aveste fede quanto un granellino di senape. se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge. Fuori metafora: ho visto missionari vivere in luoghi impossibili. quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato. un granellino di fede. abbi pietà. Fede che una forza immensa penetra l'universo. finché avrò mangiato e bevuto. a partire dai genitori. (Letture: Abacuc 1. Luca 17. Chi di voi. i miei figli. e si abbandona. quando rientra dal campo: "Vieni subito e mettiti a tavola"? Non gli dirà piuttosto: "Prepara da mangiare.2-3. Come sarebbe possibile vivere senza fidarsi di qualcuno? Noi ci umanizziamo per relazioni di fiducia. Anche voi.

Ha intuito che il segreto non sta nella guarigione. e poter sfiorare il suo oceano di pace e di fuoco. dentro la salute. Ritornare uomini. ai suoi piedi. Dieci lebbrosi fermi a distanza. l'unico salvato trova la salute e un Dio che fa fiorire la vita in tutte le sue forme. la nostra terra avrà un futuro. Andate. la tua fede ti ha salvato!». E gli disse: «Àlzati e va'. 2 Timoteo 2. che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù. e si prostrò davanti a Gesù. E mentre andavano furono guariti. solo occhi e voce. ma nel Guaritore. Siete già guariti. Appena li vide. come un seme. Uno solo torna. entra in chi si alza e cammina per un anticipo di fiducia concesso a Dio e al proprio domani. gli vennero incontro dieci lebbrosi. all'infuori di questo straniero?». Il cuore di questo racconto risiede però nell'ultima parola: la tua fede ti ha salvato. e passa da guarito a salvato. Si mettono in cammino. abbi pietà di noi!». Eppure quanti di questi guariti sono anche salvati? Nove dei lebbrosi guariti non tornano: si smarriscono nel turbine della loro felicità.8-13. per ringraziarlo. E Dio prova gioia per la loro gioia come all'inizio aveva provato dolore per il loro dolore.07/10/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar È la salvezza la vera guarigione XXVIII Domenica del Tempo Ordinario"Anno C Lungo il cammino verso Gerusalemme. Luca 17. anche se ancora non lo vedete. bisognoso di contraccambio. È il Donatore che vuole raggiungere non i suoi doni. Uno di loro. Ma Gesù voleva essere disubbidito. Era un Samaritano. quasi che Dio fosse in cerca del nostro grazie. come una profezia. Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». per esserle fedeli in profondità» (Bonhoffer). con i suoi. mani neppure più capaci di accarezzare un figlio: Gesù. ritornare a Dio: sono queste le due tavole della legge ultima. perfino al nemico. «Talvolta bisogna andare contro la legge. I nove guariti trovano la salute. un lungo corteo gioioso che accompagna l'annuncio. alle volte l'ubbidienza formale è un tradimento più profondo. un Dio la cui gloria non sono i riti ma l'uomo vivente. E mentre essi andavano. Salmo 97. e la speranza è più forte dell'evidenza. (Letture: 2 Re 5. maestro. entra con il primo passo. È finita la distanza. abbi pietà. Come fa Gesù con la legge del sabato. senza aspettare un secondo di più.14-17.11-19) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 14/10/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar . la famiglia. Ma chi vuol stare con l'evidenza si rassegni ad essere solo il custode del passato. con il cielo. furono purificati. tornò indietro lodando Dio a gran voce. è salvo non perché paga il pedaggio della gratitudine. ma perché entra in comunione: con il proprio corpo. con Cristo: gli abbraccia i piedi e canta alla vita. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio. Il futuro entra in noi molto prima che accada. Solo per questo anticipo di fiducia dato a ogni uomo. gli abbracci ritrovati. Si mettono in cammino e la strada è già guarigione. Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. perché prova dolore per il dolore del mondo) dice: Andate dai sacerdoti. Non tornano anche perché ubbidiscono all'ordine di Gesù: andate dai sacerdoti. E appena li vede (subito. vedendosi guarito. di vita che non viene meno. i due movimenti essenziali d'ogni salvezza. Nel lebbroso che torna importante non è l'atto di ringraziare. che dona pelle di primavera ai lebbrosi. Entrando in un villaggio. Il Vangelo è pieno di guariti.

per ricevere in dono il suo sguardo. (Letture: Esodo 17. chiede al giudice di essere vero giudice.Anno C In quel tempo. E così accade nel nostro andare da Dio: pregare è in fondo chiedere a Dio di darci se stesso. mai finito.) «In una città viveva un giudice..): «Due uomini salirono al tempio a pregare (. studiare. Salmo 120. lo ami sempre. ma sentire che la nostra vita è immersa in Dio.) Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti. dormire e nello stesso tempo pregare? Innanzitutto pregare non significa recitare preghiere.). E una vedova si recava ogni giorno da lui: fammi giustizia! Che bella immagine di donna forte. E poi per riaprire i sentieri. fragile e indomita. di essere se stesso..)».. Perché Dio è un dono che non ha termine. 8-13. ma poi disse tra sé: "Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno. Gesù diceva ai suoi discepoli (. Quand'è che la preghiera sonnecchia? Quando si raffredda il desiderio» (sant'Agostino). stando in piedi.2. che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente (. Pregare sempre si può: la preghiera è il nostro desiderio di amore. C'era un giudice corrotto in una città. sia fatta la tua volontà. Ma Dio esaudisce le preghiere? Sì.13).23). Ma come si fa a pregare sempre? A lavorare. Vanno sempre riaperti i sentieri del Dio amico. Non per ricevere dei doni ma per accogliere il Donatore stesso. 2 Timòteo 3. La vedova chiede giustizia a chi fa la giustizia. Dio esaudisce sempre. E Caterina da Siena aggiungeva: ma dandoci se stesso ci dà tutto... . In questa donna. Se ami qualcuno. Ma allora perché pregare sempre? Non perché la risposta tarda. Per mostrarci che bisogna pregare sempre senza stancarsi Gesù ci invita a scuola di preghiera da una povera vedova. Se tu desideri sempre. «Il desiderio prega sempre. il sentiero che conduce alla casa dell'amico si coprirà di rovi.. ma non le nostre richieste bensì le sue promesse (Bonhoeffer): il Padre darà lo Spirito Santo (Lc 11. tu preghi sempre. Ed è tutta la prima parte del Padre Nostro: sia santificato il tuo nome. Il fariseo. le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi"». Gesù disse ancora questa parabola (. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 21/10/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Infelice chi guarda solo a se stesso XXX Domenica del Tempo Ordinario . che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. Che è come chiedere Dio a Dio: donaci te stesso! Il grande mistico Maister Eckart diceva: Dio non può dare nulla di meno di se stesso. 14-4.. Per un po' di tempo egli non volle.. Lungo tutto il vangelo il Maestro rivela come una predilezione particolare per le donne sole e le rende strumento di verità decisive. per amare con il suo cuore. Pregare è come voler bene. ma solo l'espressione del sentimento.Anno C In quel tempo. anche se la lingua tace.La lezione di preghiera della vedova XXIX Domenica Tempo Ordinario . Qualsiasi cosa tu stia facendo non è il sentimento che si interrompe. che andava da lui e gli diceva: "Fammi giustizia contro il mio avversario". che siamo circondati da un mare d'amore e non ce ne rendiamo conto.... io e il Padre verremo a lui e prenderemo dimora in lui (Gv 14. 1-8).. Luca 18. dato che questa vedova mi dà tanto fastidio. E il Signore soggiunse: «(. dignitosa. ma perché la risposta è infinita. che non si arrende all'ingiustizia e nessuna sconfitta l'abbatte. Gesù mostra due cose: il modo di chiedere (con tenacia e fiducia) e il contenuto della richiesta. Se non lo percorri spesso. incontrare persone. Non si prega per ricevere ma per essere trasformati. In quella città c'era anche una vedova.

ma si batteva il petto dicendo: "O Dio. Non si confronta con Dio. uomo o Dio. Gesù. ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini. io. Mentre il fariseo costruisce la sua religione attorno a quello che lui fa. Il pubblicano non osava neppure alzare gli occhi. non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo. e allora tu perdona e aiuta». vento che fa ripartire. ma non gli riusciva a causa della folla. perché era piccolo di statura.. Onesto e infelice: chi guarda solo a se stesso non si illumina mai. nel Padre Nostro. tutti mormoravano: «È entrato in casa di un . denuncia anche a noi i rischi della preghiera: non si può pregare e disprezzare.. abbi pietà di me peccatore". ma perché si apre " come una porta che si socchiude al sole. a differenza dell'altro. Ci si allontana dagli altri e da Dio. lo so. cercava di vedere chi era Gesù.. Io vi dico: questi. io. fermatosi a distanza. stregate. non perché più umile del fariseo (Dio non si merita. che non cessa di ripetere: io. ingiusti. perché doveva passare di là. con un peccato in più.20-22.6-8. capo dei pubblicani e ricco. In essa è riassunto un intero discorso: «sono un ladro. adorare Dio e umiliare i suoi figli. Il fariseo ha dimenticato la parola più importante del mondo: tu. ti ringrazio.. sta male al mondo: l'immoralità dilaga. Il fariseo inizia con le parole giuste: O Dio. è solo una muta superficie su cui far rimbalzare la propria auto sufficienza. tornò a casa sua giustificato.16-18. Che è un modo terribilmente sbagliato di pregare. vorrei tanto essere diverso. a questa straordinaria debolezza di Dio che è la sua unica onnipotenza. Ma tutto ciò che segue è sbagliato: ti ringrazio di non essere come tutti gli altri. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo". Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo. nulla da imparare: conosce il bene e il male. la disonestà trionfa.15-17. come il fariseo. ladri. Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. non ci riesco. Invece.) Un uomo. scendi subito. In fondo è un infelice. Il tuo regno. Dio è come se non esistesse. io pago le decime. e neppure come questo pubblicano. Il pubblicano invece. amati e amabili.9-14) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 28/10/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Incontrare Gesù rende libero l'uomo XXXI Domenica Tempo ordinario-Anno C (.. Due parole cambiano tutto nella sua preghiera e la fanno vera. salì su un sicomòro. non serve a niente. è vero. ma così non sono contento. per riuscire a vederlo. capaci di incontro vero. io peccatore. si batteva il petto e diceva: Abbi pietà di me peccatore. ingiusti. non sono onesto. Quando giunse sul luogo. L'unico che si salva è lui stesso. rivolgendosi a chi si sente a posto e disprezza gli altri. La prima parola è tu: Tu abbi pietà. ma con gli altri. Si apre alla misericordia.pregava così tra sé: "O Dio. il nostro pane. come una vela che si inarca al vento " a un Dio più grande del suo peccato. 2 Timoteo 4. (Letture: Siracide 35. Il fariseo non ha più nulla da ricevere. Luca 18. che può renderci «atei». È un Narciso allo specchio. neppure con l'umiltà). Vedendo ciò. e gli altri sono tutti disonesti e immorali. quello che fa fiorire il nostro essere. Io digiuno. La seconda parola è: peccatore. perché oggi devo fermarmi a casa tua». di nome Zacchèo. Salmo 33. adùlteri. modello di ogni preghiera. perché chiunque si esalta sarà umiliato. il pubblicano la edifica attorno a quello che Dio fa. ma così non sto bene. chi invece si umilia sarà esaltato». in cui riconoscersi. mai si dice «io» o «mio». ladri.. Allora corse avanti e. si torna a casa. io. Il fariseo è affascinato da due lettere magiche. Il pubblicano tornò a casa sua giustificato. adulteri. ma sempre «tuo» o «nostro». Vita e preghiera percorrono la stessa strada: la ricerca mai arresa di un tu. e il male sono gli altri.

restituisco quattro volte tanto» (.2.. so che sei un ladro. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. come quando si inginocchia e lava i piedi ai discepoli. e così diventa creativo. Dio alla portata di ognuno. Apro la casa del cuore a Dio. 2 Tessalonicesi 1. gioia. io ti conosco bene. di parlargli non spera. si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi " i quali dicono che non c'è risurrezione " e gli posero questa domanda: (. Ma non del tuo peccato. I sadducei propongono a Gesù una storia paradossale per mettere in ridicolo l'ipotesi stessa della risurrezione. il ricco diventare amico dei poveri: «Metà di tutto ciò che ho è per loro» Come se i poveri fossero la metà di se stesso. incontrare un Dio che non fa prediche e non condanna ma che si fa amico moltiplica l'amicizia.1-10). deve farlo per un suo intimo bisogno: a Dio manca qualcosa. scendi. che dicono sulla conversione più di tanti trattati. © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 04/11/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Non Dio dei morti ma dei viventi XXXII Domenica Tempo ordinario . con fiducia. l'amante scopre di essere amato: Zacchèo. Infatti vediamo la casa di Zacchèo riempirsi di amici. Oggi a casa tua. di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». manca l'ultima pecora. Zacchèo vuol dire «Dio si ricorda». se restituisci ciò che hai rubato verrò a casa tua. piccolo di statura. ha un obiettivo: vuole vedere Gesù.. incontrare un uomo così rende liberi. e la gioia e la vita si rimettono in moto. cerca la soluzione: l'albero.2. Luca 19. poi si converte: incontrare uno come Gesù fa credere nell'uomo. non condanna. C'è un Rabbi che riempie di gente le strade. disse al Signore: «Ecco. alla risurrezione. Il cercatore si accorge di essere cercato. Ci . Salmo 144. morì senza figli.22-12. Ma questo piccolo-grande uomo non ha complessi. quel frammento puro che nessun peccato arriverà mai a cancellare. vieni! (Letture: Sapienza 11. non prendono né moglie né marito (. Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito. annullando ogni distanza. manca Zacchèo. Poche parole: fretta. ma sempre dal basso verso l'alto. «Devo» dice Gesù. dopo aver preso moglie. io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e. che va diritto al cuore e interpella la parte migliore di ciascuno. ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti. Zacchèo agisce in nome non della paura ma del desiderio. inventa.). Zacchèo prima incontra. Signore. ha davanti a sé un muro. come un familiare. se ho rubato a qualcuno. incontrare questo amore fa amare. al punto che Zacchèo.peccatore!». Sulla soglia attendo: La mia casa è aperta. Credetemi: Zacchèo sarebbe rimasto sull'albero. alzatosi.. oggi devo fermarmi a casa tua. Zacchèo cerca di vedere Gesù e scopre che Gesù cerca di vedere lui. non umilia. intimo come una persona cara... va' controcorrente. La casa di Zacchèo è la mia. e invece di nascondersi dietro l'alibi dei suoi limiti. Perché Gerico è su ogni strada del mondo: per ogni piccolo c'è un albero.Anno C In quel tempo. Lo sguardo di Gesù: il solo sguardo che non giudica. Dio non ci guarda mai dall'alto in basso. manco io. bensì del tuo tesoro si ricorda. per ognuno uno sguardo. devo fermarmi! Dio deve cercarmi.)». con infinito rispetto. accogliere.) C'erano dunque sette fratelli: il primo.. Tanta gente. respira un'energia che lo fa correre avanti e salire in alto. Dio nella casa: alla mia tavola. Se Gesù avesse detto: Zacchèo. Gesù passando alzò lo sguardo: guarda quell'uomo dal basso verso l'alto. La donna dunque. Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia.11-2. e perciò libera. Da ultimo morì anche la donna. Ma Zacchèo.

donerà non limiti o rimpianti. come prolungamento del presente. In Dio e nell'uomo urge lo stesso bisogno di dare la vita.). terremoti. Il crinale della violenza che distrugge. il segreto dell'eternità. Una sillaba breve come un respiro. senza gelosie e senza esclusioni. Verranno giorni in cui di tutto quello che vedete non sarà lasciata pietra su pietra. un bisogno di fecondità. Salmo 16. Ogni amore vero che abbiamo vissuto si sommerà agli altri nostri amori. nei sette fratelli preme un'ansia di dare la vita. In quel tempo sarà inutile il matrimonio.. ma racconta il bisogno di Dio di dare vita. Gesù disse: «Verranno giorni nei quali. non vi terrorizzate. Perché nessuno sarà più possesso di nessuno. mentre alcuni parlavano del tempio. E noi in mezzo. che vola nella luce. perché prima devono avvenire queste cose. Quelli che risorgono non prendono moglie né marito. Dio non è Dio di morti. (Letture: 2 Maccabei 7. di mia madre" Se quei nomi. ma di vivi». sale. non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». e: "Il tempo è vicino". Dio «di»: in questo «di» ripetuto cinque volte è contenuto il motivo ultimo della risurrezione. Se quel legame si dissolve è il nome stesso di Dio che si spezza. ma con il nome di quanti ha amato. reggere. dice Gesù. e quella donna mai madre e vedova sette volte. ma non inutile l'amore. Alla fine. di Gesù. dall'altro il versante pacificato da una immagine minima e fortissima: neppure un capello del vostro capo andrà perduto. eccetto l'uomo. nella bellezza. l'ansia umana diventa ansia divina quando Gesù afferma: e saranno figli di Dio. ma l'uomo resterà. nell'ardore. a figli da amare. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni.16-3. Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 11/11/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Viene un Dio esperto d'amore XXXIII Domenica Tempo Ordinario-Anno C In quel tempo. forse perché percepita più come durata che come intensità. quando esse staranno per accadere?». C'erano sette fratelli. Perché amare è la pienezza dell'uomo e la pienezza di Dio. di Isacco. indissolubile e reciproco. di chi sarà nell'ultimo giorno? Non sarà di nessuno. e che significa: Dio appartiene a loro. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: "Sono io". ma non è subito la fine» (. quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno. ma una impensata capacità di intensità e di profondità. Questo Vangelo ci fa camminare sul crinale stretto della storia: da un lato il versante oscuro della violenza che distrugge: guerre.. Il Dio più forte della morte è così umile da ritenere i suoi amici parte integrante di sé. illuminare. Niente è eterno sulla terra. «Il Signore è Dio di Abramo. Non resterà pietra su pietra. mentre in primo luogo è il modo di esistere di Dio. che il Signore giunge a qualificarsi non con un nome proprio. Luca 20. di Isacco. Gli domandarono: «Maestro.9-14. Quando avverrà tutto questo? Gesù non risponde al quando. rendere bello l'amore. Il loro compito sarà custodire. loro appartengono a Dio. Gli angeli non sono le creature gentili e un po' evanescenti del nostro immaginario. penetra. Così totale è il legame. di quello che vedete. La fede nella risurrezione non è frutto del mio bisogno di esistere oltre la morte. 27-38).1-2. Dio di Abramo.sono molti cristiani come sadducei: l'eternità appare loro poco attraente. All'inizio. 2 Tessalonicesi 2. perché sono figli della risurrezione. Dio di mio padre. il versante della tenerezza che salva. un dinamismo che trapassa.5. Saranno come angeli. di custodire vite all'ombra delle sue ali. che era ornato di belle pietre e di doni votivi. di Giacobbe. mantenendo chiaro il confine. quelle persone non esistono più è Dio stesso che non esiste. menzogne. . Nella Bibbia gli angeli hanno la potenza di Dio. ma che contiene la forza di un legame. Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Per questo li farà risorgere: solo la nostra risurrezione farà di Dio il Padre per sempre. frammento su frammento.

Ogni atto umano perseverante nel tempo si avvicina all'assoluto di Dio.perché il quando è adesso. I giorni dell'uomo sono pena e affanno. Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».5-19) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 18/11/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Un Dio che si sacrifica per l'uomo XXXIV Domenica. Che al centro dell'universo non pone se stesso. cioè rivelatore del senso della storia e delle forze che la guidano. con lacerazioni e germogli. [dopo che ebbero crocifisso Gesù. uno solo dei capelli e tutto il mio mistero? Mi colpisce una parola: sarete odiati da tutti. È l'infinita cura di Dio per l'infinitamente piccolo: un solo capello del capo interessa al Signore. i due nomi che il Vangelo dà al nemico dell'uomo: Padre della menzogna e omicida fin dal principio.Il Vangelo di oggi ci aiuta a delineare alcuni tratti del Regno. i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso. se capita. trasfigurati. rimessi in piedi.7-12. viene un Dio esperto d'amore.Anno C Solennità di Cristo Re In quel tempo. se è lui il Cristo di Dio. Sta vicino alle croci di oggi. ma che si sacrifica lui per l'uomo. Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Gesù indica come camminare: con perseveranza. Salmo 97. Al di là di guerre. dice il salmista. Ma dov'è il suo regno. l'uomo nella sua interezza.. (Letture: Malachia 3. tu che sei condannato alla stessa pena? Noi. ma la vita piena dell'uomo. i due elementi distruttori del mondo. salvi se stesso. a un servizio sfoci nella verità della vita. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». l'inganno del mondo che ama la morte dicendo di amare la vita. a una intuizione. smascherano l'inganno del denaro e del potere. Riconoscono che Gesù salva altri e non pensa a salvare se stesso. Cristo re dell'universo. Adesso il mondo è fragile. ma l'uomo salvato e guarito. venuto come se non fosse venuto. guariti. che come obiettivo della storia non mette la propria gloria o l'adorazione. ma non per caso. Per Lui nulla è insignificante di ciò che appartiene all'amato. ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». 2 Tessalonicesi 3. ma come progetto. Qui è posta l'immagine nuova di Dio. l'eletto». non si toglie.. Invece del quando. non occasionalmente. (. proclama la liturgia. Ogni giorno un mondo muore e un mondo nuovo nasce.). l'assoluta novità cristiana: un Dio che non chiede sacrifici all'uomo. ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. di odio e cataclismi. fragili la natura e l'amore. Quello di oggi non è un Vangelo sulla fine.. ma un testo «apocalittico». dov'è mai la terra come Lui la sogna. perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni.1920. giustamente. Regale è . Luca 21. Cosa c'è più affidabile di un Dio che si perde a contarti i capelli in capo? Che ama come innamorato ogni fibra dell'amato. Il cristiano non evade. L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio. Ci sono due mondi. E disse: «Gesù. con perseveranza: nella perseveranza salverete la vostra vita. loro sono dell'altro. egli invece non ha fatto nulla di male». e se ne prende cura. sta in mezzo al mondo e alle sue piaghe. Riconoscono in Gesù una storia di uomini e donne salvati. Salverete la vita significa la renderete libera da inganno e da violenza. Il primo è rivelato dalle parole dei capi del popolo: ha salvato gli altri. Ogni volta che perseveri e vai fino in fondo a un'idea. fortuitamente.. Discepoli odiati: perché contestano la logica del mondo. la nuova architettura del mondo e dei rapporti umani? Lui. oltre la stessa morte.] il popolo stava a vedere.

a tutti noi che nascondiamo in fondo all'anima la tentazione o la capacità di una cultura di morte. Una frase sola.prega l'ultimo respiro di vita. risponde l'immortale. Vegliate dunque. Colossesi 1. che non riusciamo a gustare i giorni e i mille doni. Sarai con me. perché siamo distratti.12-20. perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà». Ma che facevano di male? Niente. Non è dell'angelo della morte che parla il . di giustizia e di pace. Sarai con me . Il tempo dell'attenzione. Solo ricordati e mi basta . Questo è bastato ad aprirgli il cuore: il ladro intravede in quell'uomo non solo buono.risponde l'Amore. È lì. I giorni di Noè: mangiavano e bevevano gli uomini in quei giorni. l'annuncio di un regno di bontà e di perdono.prega il ladro morente. per accorgerci. senza sapere perché. Il tempo dell'Avvento è un tempo per svegliarci. Ecco il nostro Re: uno che ha la forza regale e divina di dimenticare se stesso dentro la paura e la speranza dell'altro.1-3. in quell'uomo. dei germogli che nascono. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 25/11/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar È Avvento. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata. 35-43). Salmo 121. di questo pianeta depredato. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. Ed è in questo regno che domanda di entrare. la consacrazione suprema della dignità dell'uomo: nel suo limite più basso l'uomo è sempre e ancora amabile per Dio. come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano. dimenticandosi.prega la paura. Un altro diluvio. Ti terrò con me . Luca 23. Non solo nel ricordo. Intuisce che quel cuore pulito è il primo passo di una storia diversa. prendevano moglie e marito. per oggi e per domani. senza accorgersi neppure di chi ti sfiora nella tua casa. Ma a vivere senza mistero. fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca. Non c'è nulla e nessuno di definitivamente perduto. in lui. il cuore di chi rivolge le sue ultime parole per gli uomini a un assassino e. Infatti. prendevano moglie e prendevano marito. È possibile vivere così. e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo. Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè. basta solo la sincerità del cuore. nel ladro ucciso. ma esclusivamente buono. Per questo non siamo felici. erano solo impegnati a vivere. Ricordati di me .risponde l'Amore. il tempo dell'ascolto I Domenica di Avvento Anno A In quel tempo. per essere attenti a ciò che sta accadendo. lunga ora tra le doglie e il parto. Attenzione è rendere profondo ogni momento. un possibile futuro diverso. l'inizio di una umanità nuova.davvero questo amore che si inabissa. in una quotidianità opaca: e non si accorsero di nulla. Sintesi ultima di tutte le possibili preghiere. (Letture: 2 Samuele 5. il solo che non ha nulla a che fare con la violenza e con l'inganno. In queste parole è racchiuso il segreto della regalità vera: niente di male. Non ci accorgiamo che questa affannosa ricerca di sempre più benessere sta generando un rischio di morte per l'intero pianeta. innocenza mai vista ancora. Due uomini saranno nel campo. uno verrà portato via e uno lasciato. nell'amato. ma in un abbraccio forte. nessun seme di odio. Avvento è il tempo magnifico che sta tra il gemito delle creature e la venuta di Signore. di semplicità sublime: non ha fatto nulla di male. di chi ti rivolge la parola. così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Noi siamo così distratti. Ricordati . nessuno che non possa sperare. Il secondo tratto del volto del re è rivelato dalle parole del malfattore appeso alla croce: egli invece non ha fatto nulla di male. Tempo per guardare in alto e più lontano. senza accorgersi di cento naufraghi a Lampedusa.

arabo ed ebreo. Convertitevi! Più che un ordine è una opportunità: cambiate strada. vicino a tutti. Rivelazione che nella vita il . il leone e il bue. ti cambia la vita. Io ho qualcosa di prezioso che attira il Signore. altrimenti ciò che porta non ci sta. Vieni pure come un ladro. ma di due modi diversi di vivere nel campo della vita: uno vive in modo adulto.11-14a.. viene con le mani piene. e infatti non è la morte che viene adombrata in questa piccola parabola. Con me vivrai solo inizi. uno è chiuso solo dentro la sua pelle. il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. il divino in noi. Romani 13. Per ora. armato di luce. ha consumato distanze.. prendi quello che è prezioso per te. Cerco di capire: Dio non è un ladro di vita. ti obbliga a fare il vuoto in te di cento cose inutili. non ruba niente. ma l'incontro. azioni. perché il regno dei cieli è vicino!». questo povero cuore. Signore. raddrizzate i suoi sentieri!». E frutti buoni. Se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro. una forza im-mane. tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.1-5. (Letture: Isaia 2. Dio che viene. confessando i loro peccati. bianco e nero. uno vive affacciandosi sull'infinito. Salmo 121. Vivrai vento e fuoco. Il Regno dei cieli e la terra come Dio la sogna. come la ricchezza attira il ladro: è la mia persona. con me il cielo è più vicino e più azzurro.) La frase centrale dell'annuncio del Battista suona così: il regno dei cieli è vicino. rete che raccoglie insieme. Prendilo. solo il profeta vede i passi di Dio. Non si è ancora realizzata? Non importa. uno è chino solo sul suo piatto. e miele. Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore. la fa ricca di volti. Dickinson). Mi ha sempre inquietato l'immagine del Signore che viene di soppiatto come un ladro nella notte. (. Matteo 24. Tra questi due uno è pronto all'incontro con il Signore. quello che vive attento. Ma l'incontro con Lui è rapinoso. dona tutto. portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi. non si torna indenni dall'incontro col fuoco. l'altro non si accorge di nulla. uno infantile. uno è generoso con gli altri di pane e di amore. Dio è vicino. questo nulla fragile e glorioso cui però Lui stesso ha donato un cuore. Noi andiamo chiamati dal futuro. «Stare vicino a me è stare vicino al fuoco» (Vangelo apocrifo di Tommaso).Vangelo.. e ci sono cento fratelli. pensieri. il suolo più fertile. e alberi forti. prima buona notizia. Giovanni. Sono le stesse parole con cui inizierà la predicazione di Gesù. in armonia. il bambino e il serpente (parola di Isaia). il sogno di Dio è il nostro futuro che ci chiama. Mette a soqquadro la tua casa. La forza che cambia le persone è una forza non umana. Avvento è l'annuncio che Dio è vicino. Il grande Pellegrino ha camminato. il sole più caldo. di orizzonti. Allora Gerusalemme. per una nuova architettura del mondo e dei rapporti umani. musulmano e cristiano. uomo e donna. convertitevi. Ciò che converte il freddo in calore è la vicinanza del fuoco. entra e cresce dentro. il fiume della mia vita che mescola insieme fango e pagliuzze d'oro. La seconda buona notizia: allora la mia vita cambia. il lupo e l'agnello. Il Signore è un ladro ben strano. venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi. e ridonamelo poi. Ciò che mi converte è un pezzetto di Cristo in me. di luce. E lui.37-44) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 02/12/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La buona notizia del Dio vicino II Domenica di Avvento Anno A In quei giorni. Ma «non è la Rivelazione che s'attarda / sono i nostri occhi non ancora pronti» (E..

speranza. gli zoppi camminano. nella passione e nella fedeltà d'amore. Grande domanda che permane intatta: perseveriamo dietro il Vangelo o cerchiamo altrove? Giovanni è colto dal dubbio. I fatti che Gesù elenca non hanno trasformato il mondo. i sordi odono. Un seme di fuoco è sceso dentro di noi e non si spegne.1-10. avendo sentito parlare delle opere del Cristo. e la speranza laboriosa del contadino. Partorire un frutto buono! Quando Dio si avvicina la vita diventa feconda e nessuno è più sterile. Dio viene al centro della vita non ai margini di essa (Bonhoeffer). frumento buono nonostante la erbe cattive del nostro campo. ma con un elenco di fatti: ciechi. ma trasgredire un sogno. guariscono. la laboriosa costanza del seme.1-12. II lettura). sordi. Sta a noi ora moltiplicare quei segni (voi farete segni ancora più grandi dei miei). Con Cristo è già iniziato. eppure quei piccoli segni sono sufficienti perché noi non consideriamo più il mondo come un malato inguaribile. Un sogno grande come quello di Gesù. nella tenacia dell'onestà. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 09/12/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il vero miracolo. come il contadino: Guardate l'agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra (Giacomo. Giovanni. storpi. i lebbrosi sono purificati. la loro vita cambia. vuol dire che sto sbagliando qualcosa nel mio rapporto con il Signore. un tutt'altro modo di essere uomini. Raggiunge e tocca quella misteriosa radice del vivere che ci mantiene diritti come alberi forti. ma come seme che diventerà albero. bello come quello di Isaia. altruismo). Beato chi . e la fiducia di Dio resta intatta. Salmo 71. (Letture: Isaia 11. Perché il peccato non è trasgredire delle regole. Gesù non ha mai promesso di risolvere i problemi della storia con i miracoli. e Dio continua a volermi bene. ai poveri è annunciato il Vangelo. La fede è fatta di due cose: occhi che sanno vedere oltre l'inverno del presente. Il terzo centro dell'annuncio di Giovanni: portate frutti degni di conversione. i morti risuscitano.cambiamento è possibile sempre. eppure Gesù non perde niente della stima immensa che nutre per lui: «È il più grande!» I dubbi non diminuiscono la statura di questo gigante dello spirito. apertura agli altri. che permette speranze nonostante le macerie. fa fiorire. per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Io dubito. Ed è di conforto per tutti i nostri dubbi: io dubito. mettendo tempo e cuore nell'aiutare chi soffre. Ha promesso qualcosa di più forte ancora: il miracolo del seme. che era in carcere. Fino a che c'è fatica c'è speranza. che nessuna situazione è senza uscita. Matteo 3. si rimettono in cammino hanno una seconda opportunità. un piccolo seme III Domenica di Avvento Anno A In quel tempo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista. guarisce. nella fame di giustizia. Viene nel cuore della vita. «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». fiducia nella vita. lebbrosi. Scrive Alda Merini: la fede è una mano / che ti prende le viscere/ la fede è una mano / che ti fa partorire. 4-9). La risposta ai nostri dubbi è semplicemente questa: se l'incontro con Lui ha prodotto in me frutti buoni (gioia. porta vita. Dove il Signore tocca. Se invece non sono cambiato. Sei tu? Gesù non risponde con argomentazioni. al centro della vita come quello di Giovanni. quando mi impegno a ridurre la distanza tra il sogno grande dei profeti e il poco che abbiamo fra le mani. se sono sempre quello di prima. Romani 15. nel curare ogni germoglio che spunta. coraggio. per grazia.

non parla mai. essendo promessa sposa di Giuseppe. ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (. Non temere. poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente. a meno che non ci facciamo un Cristo a nostra misura e addomestichiamo il suo messaggio: non stava con la maggioranza. Giacomo 5. il primato dell'amore. Giuseppe suo sposo. l'uomo dei sogni. non ferisce l'armonia. nella crisi. sono le prime parole con cui nella Bibbia Dio apre il dialogo con gli uomini: la paura è il contrario della fede. nel dramma. i sogni che lo abitano: anzi. cerca invece un sì plurale. Unico miracolo di cui abbiamo bisogno. della libertà. ha cambiato il volto di Dio e le regole del potere. Ogni giorno di vita offerto è una annunciazione .7-10. la coinvolge tutta. La sua grandezza è amare qualcuno più di se stesso. pensò di ripudiarla in segreto. non è da Dio. se hai paura. nelle oasi di verità e di amore che sottraggono il cuore al deserto. con un pugno di amici. Ma è insoddisfatto della decisione presa.). non temere di prendere con te Maria. scava spazio nel suo cuore e accoglie quel bambino non suo. parla dentro le famiglie. anche se non è il genitore.1-6a. negli slanci. che diventa creativo perché è la somma di due cuori. del futuro. nel dialogo.10. farlo felice. secondo Matteo l'angelo parla a Giuseppe. di molti sogni e moltissima fede. della paternità. farlo crescere.2-11) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 16/12/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il sogno di Giuseppe. preferisce l'amore per Maria. perché lì si gioca la buona battaglia della vita. prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. e continua a pensare a lei. perché è innamorato di Maria.non trova in me motivo di scandalo. presente fin dentro i suoi sogni. ma sa ascoltare il proprio profondo. Beato chi lo sente come piccolo e fortissimo seme di luce. insegnargli il mestiere di uomo. Qualcosa che però strazia il cuore di Giuseppe: non volendo accusarla pubblicamente pensò di ripudiarla in segreto. Generare un figlio è facile. nei dubbi. Gesù: un uomo solo. Giuseppe prende con sé la madre e il bambino. Al tempio Dio preferisce la casa. Padri e madri si diventa nel corso di tutta la vita. Giuseppe. Perché Dio non fa paura. Gesù portava scandalo e lo porta oggi. figlio di Davide. Per amore di Maria. amarlo. (Letture: Isaia 35. Sorpresa assoluta della creatura che arriva a concepire l'inconcepibile. non avere paura. di fronte a tutti i mali del mondo. tua sposa. gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe. ecco. goccia di fuoco che vive e geme nel cuore dell'uomo. al giusto e alla vergine innamorati. Maria si trovò incinta. allo sposo e alla sposa insieme. Chi ha ragione? Sovrapponiamo i due Vangeli e scopriamo che l'annuncio è fatto alla coppia. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. tua sposa. Salmo 145. dice Matteo. L'annunciazione ha luogo nelle case. ma essergli padre e madre. E tutto con i mezzi poveri. al suo amor proprio. Però. dentro le nostre case. e il più scandalosamente povero è stata la croce.. Dio è all'opera nelle nostre relazioni. Secondo il Vangelo di Luca l'Annunciazione è fatta a Maria. e per Dio.8a. è tutta un'altra avventura. E diventa vero padre di Gesù. il proprio Creatore. gesto d'amore IV Domenica di Avvento Anno A Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria. Non temere di prendere con te Maria. Matteo 11. l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio. Dio non ruba spazio alla famiglia. mentre stava considerando queste cose. ha messo la persona prima della legge e il prossimo al mio pari..

Dio manda un sogno. anzi quando il Figlio di Dio è partorito da una donna. di vedere l'orizzonte completo. Egli si alzò. senza segnare la strada e la data del ritorno? Perché Dio non salva dall'esilio. Ogni volta un annuncio parziale. il perno del futuro. Egli si alzò. ebbe paura di andarvi. La grande ruota del mondo aveva sempre girato in un unico senso: dal basso verso l'alto. ecco. un figlio. l'infinito è nel frammento. Ed è così che non ci lascia vivere senza mistero. nella notte. il nodo della vita. prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto. nel quotidiano coraggio di una. annunciatori dell'infinito. un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati. perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall'Egitto ho chiamato mio figlio». fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». tanta forza quanta ne serve per la prima notte. dal piccolo verso il grande. Un Dio che fugge nella notte! Perché l'angelo comanda di fuggire. Salmo 23. Un granello di sogno caduto dentro gli ingranaggi duri della storia basta a modificarne il corso. non ti evita il deserto ma è forza dentro il deserto. perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno». Erode invia soldati. si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret. dove rimase fino alla morte di Erode. Quando Gesù nasce. prendi con te il bambino e sua madre. ma solo «tanta luce quanto basta al primo passo» (H. Ma. Maria e Giuseppe " Anno A I Magi erano appena partiti. senza garantire un futuro. quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati. Il Natale non è sentimentale ma drammatico: è l'inizio di un nuovo ordinamento di tutte le cose. l'eterno si fa mortale. la conversione della storia. Eppure per partire non chiede di aver tutto chiaro. Le cose decisive " oggi come allora " accadono dentro le relazioni. di infinite creature innamorate e generose che sanno "prendere con sé" la vita d'altri. che è un'avventura di pericoli. Giuseppe è il modello di ogni credente. anche se passa per il lontano Egitto. quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode. cuore a cuore. Non una festa di buoni sentimenti. prendi con te il bambino e sua madre e va' nella terra d'Israele. Avvertito poi in sogno. «Giuseppe prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto». dal debole verso il forte. Newman). modello di ogni credente Santa Famiglia di Gesù. Morto Erode. A Giuseppe basta un Dio che intreccia il suo respiro con quello dei tre fuggiaschi per sapere che il viaggio va verso casa.1-7. Le sorti del mondo si decidono dentro una famiglia: un padre. Matteo 1. non protegge dalla notte ma nella notte. in cui la fede e affetti sono forza l'uno per l'altro. Romani 1. un enorme bisogno di noi. di strade. sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».quotidiana. una profezia di breve respiro. prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d'Israele. una madre.10-14. ma nell'esilio. di rifugi e di . Per tre volte Giuseppe sogna. (Letture: Isaia 7. ma il giudizio sul mondo.18-24) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 23/12/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Giuseppe. il movimento della storia per un istante si inceppa e poi prende a scorrere nel senso opposto: l'onnipotente si fa debole. di tante. Dio ci benedice ponendoci accanto persone come angeli. e talvolta " per i più forti tra noi " ponendoci accanto persone che hanno bisogno. Ogni figlio che nasce ci guarda con uno sguardo in cui ci attende tutta l'eternità.

e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. come fu in principio. di ogni maternità. «Nel cuore della pietra Dio sogna il suo sogno e di vita la pietra si riveste» (Vannucci). ma si fa lui stesso polvere plasmata.. 12-21. ma di più: carne. di mani che accettano doni. Se accogli vanità diventerai vuoto. parola vertice di ogni agire di donna. E se tu devi morire anche lui conoscerà la morte. inermi eppure più forti di ogni faraone. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui. esistenza umana. Giuseppe rappresenta tutti i giusti della terra. C'è santità e luce in ogni vita. se accogli luce darai luce. Canetti). E se tu devi piangere. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio (. non solo uomo. tutto. nessun'altra storia può risalire più indietro.. fragile ma solidale. perchè l'anima nasca in Dio (M. quella che illumina ogni uomo. con un canto. Accogliere: parola bella che sa di porte che si aprono. qualcosa di Dio in ogni uomo. Dio non si merita. «Accogliere» verbo che genera vita. La mano di Dio su tutte le creature del cosmo e «il divino traspare dal fondo di ogni essere» (Tehilard de Chardin). presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. prendendo su di sé vite d'altri. in principio. fanno ciò che devono fare.). Colossesi 3. (Letture: Siracide 3. la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. tutti coloro il cui «compito supremo nel mondo è custodire delle vite con la propria vita» (E. Il vasaio si fa argilla di un piccolo vaso. Dio non plasma più l'uomo con polvere del suolo. nulla. se accogli disordine creerai disordine attorno a te. di cuori che fanno spazio alla vita. 3-7. e i suoi non lo hanno accolto. Nasca nuovo e diverso: nasca figlio! Il Verbo di Dio è come un seme che genera secondo la propria specie. Da allora c'è un frammento di Logos in ogni carne. In principio. E così fanno: concreti e insieme sognatori. volare più in alto di questa che contiene l'inizio di tutte le cose: tutto è stato fatto per mezzo di Lui. Veniva nel mondo la luce vera. Ma i suoi non l'hanno accolto. Parola semplice come la mia libertà. uomini e donne che. perché l'uomo diventa ciò che accoglie in sé. 19-23) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 30/12/2010 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar In ogni uomo un frammento di Dio II Domenica dopo Natale In principio era il Verbo. Venne fra i suoi. Giovanni inizia il suo Vangelo con una poesia. anche lui imparerà a piangere. mortale. Perché Dio si è fatto uomo? Perché Dio nasca nell'anima. Non solo si è fatto Gesù.14-17a. a quanti invece l'hanno accolto ha dato il potere di diventare figli. Cristo nasce perché io nasca. Salmo 127. con un volo d'aquila che proietta subito Gesù di Nazaret verso l'in principio e verso il divino. Bambino a Betlemme e carne universale.sogni. ma che poi si acquieta dentro una parola semplice e bella: accogliere. ma che c'è un filo rosso il cui capo è saldo nella mano di Dio. Matteo 2. Non solo degli esseri umani ma perfino della pietra. Eckart). 13-15. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. tutti quelli che senza proclami e senza ricompense. Dopo il suo Natale è ora il tempo del mio Natale: Cristo è venuto ed è in noi come una forza di nascite. sono parole che ci mettono in rapporto con l'assoluto e con l'eterno. in silenzio. Egli era. Il Verbo entra nel . In principio era il Verbo e il Verbo era Dio. Nessun altro canto. E il Verbo si è fatto carne. vivono l'amore senza contare fatiche e paure. eppure il mondo non lo ha riconosciuto. si accoglie. Nulla di nulla senza di lui. Dio non può che generare figli di Dio. Un racconto grandioso che ci da un senso di vertigine.

8-12.1-4. La profondità ultima del Natale: Dio nella mia carne.3-6. Giovanni 1. Efesini 1.15-18.1-18) © riproduzione riservata . Salmo 147. E destino di ogni creatura è diventare carne intrisa di cielo. Ecco la vertigine: la vita stessa di Dio in noi.mondo e porta la vita di Dio in noi. (Letture: Siracide 24.