Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi

06/01/2011
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Spirito e acqua per la vita che sorge
Battesimo del Signore Anno A In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al
Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva
impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e
tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene
che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato,
Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di
Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal
cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio
compiacimento». Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli, e vide lo
Spirito di Dio discendere come una colomba sopra di lui. Lo Spirito e l'acqua
sono le più antiche presenze della Bibbia, entrano in scena già dal secondo
versetto della Genesi: la terra era informe e deserta, ma «lo Spirito di Dio
aleggiava sulle acque». Il primo movimento della vita nella Bibbia è una danza
dello Spirito sulle acque. Come una colomba che cerca il suo nido, che cova la
vita che sta per nascere. Da allora sempre lo Spirito e l'acqua sono legati al
sorgere della vita. Per questo sono presenti nel Battesimo di Gesù e nel nostro
Battesimo: come vita sorgente. Di quale vita si tratta? Lo spiega la Voce dal
cielo: Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento.
«Figlio» è la prima parola. Ogni figlio vive della vita del padre, non ha in sé
stesso la propria sorgente, viene da un altro. Quella stessa voce è scesa sul
nostro Battesimo e ci ha dichiarati figli, i quali non da carne né da volere
d'uomo ma da Dio sono stati generati (Gv 1,13). Battesimo significa
immersione: siamo stati immersi dentro la Sorgente, ma non come due cose
separate ed in fondo estranee, come il vestito e il corpo, ma per diventare
un'unica cosa, come l'acqua e la Sorgente, come il tralcio e la Vite: la nostra
carne in Dio in risposta a Dio nella nostra carne, il farsi uomo di Dio che genera
"l'indiarsi" (Dante) dell'uomo. Il nostro abitare in Dio dopo che Dio è venuto ad
abitare in mezzo a noi (Gv 1,14), il mio Natale dopo il suo Natale. Amato è la
seconda parola. Prima che tu agisca, prima di ogni merito, che tu lo sappia o
no, ogni giorno appena ti svegli, il tuo nome per Dio è «amato». Immeritato
amore, che precede ogni risposta, lucente pregiudizio di Dio su ogni creatura.
Mio compiacimento è la terza parola. Termine raro e prezioso che significa: tu "
figlio " mi piaci. C'è dentro una gioia, un'esultanza, una soddisfazione, c'è un
Dio che trova piacere a stare con me e mi dice: tu, gioia mia! E mi domando
quale gioia posso regalare al Padre, io che l'ho ascoltato e non mi sono mosso,
che non l'ho mai raggiunto e già perduto, e qualche volta l'ho perfino tradito.
Solo un amore immotivato spiega queste parole. Amore puro: avere un motivo
per amare non è amore vero. E un giorno quando arriverò davanti a Dio ed Egli
mi guarderà, so che vedrà un pover'uomo, nient'altro che una canna incrinata,
il fumo di uno stoppino smorto. Eppure so che ripeterà proprio a me quelle tre
parole: Figlio mio, amore mio, gioia mia. Entra nell'abbraccio di tuo padre!
(Letture: Isaia 42, 1-4. 6-7; Atti 10, 34-38; Matteo 3, 13-17)

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Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
13/01/2011
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Dio sacrifica se stesso per l'uomo
II Domenica Tempo ordinario Anno A In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù
venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del
mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è
avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a
battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni
testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba
dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha
inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e
rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho
testimoniato che questi è il Figlio di Dio». Ecco l'agnello di Dio che toglie il
peccato del mondo. Ecco l'agnello, ecco il piccolo animale sacrificato, il sangue
sparso, la vittima innocente. Ma di che cosa è vittima Gesù? Forse dell'ira di
Dio per i nostri peccati, che si placa solo con il sangue dei sacrifici? Della
giustizia di Dio che come risarcimento esige la morte dell'unico innocente? No,
Dio aveva già detto per bocca di Isaia: sono stanco dei tuoi sacrifici senza
numero. Io non bevo il sangue dei tuoi agnelli, io non mangio la loro carne (cf.
Isaia 1, 11). Appare invece il capovolgimento totale portato da Gesù: in tutte le
religioni l'uomo sacrifica qualcosa per Dio, ora è Dio che sacrifica se stesso per
l'uomo. Dio non esige la vita del peccatore, dà la sua vita anche a coloro che
gliela tolgono. E dal suo costato aperto sulla croce non esce vendetta o rabbia,
ma sangue e acqua, sangue d'amore, acqua di vita, la capacità di amare
sempre e comunque. Di che cosa è vittima allora l'Agnello di Dio? Gesù è
vittima d'amore. Scrive Origene: «Dio prima ha sofferto, poi si è incarnato. Ha
sofferto perché caritas est passio», la sofferenza di Dio è figlia della sua
passione d'amore; ha sofferto vedendo il male che l'uomo ha e fa, sentendolo
far piaga nel suo cuore; ha sofferto per amore. Gesù è vittima della violenza.
Ha sfidato e smascherato la violenza, padrona e signora della terra, con
l'amore. E la violenza non ha potuto sopportare l'unico uomo che ne era
totalmente libero. E ha convocato i suoi adepti e ha ucciso l'agnello, il mite,
l'uomo della tenerezza. Gesù è l'ultima vittima della violenza, perché non ci
siano più vittime. Doveva essere l'ultimo ucciso, perché nessuno fosse più
ucciso. Giovanni diceva parole folgoranti: «Ecco la morte di Dio perché non ci
sia più morte», e la nostra mente può solo affacciarsi ai bordi di questo abisso.
Ecco colui che toglie il peccato; non un verbo al futuro, nell'attesa; non al
passato, come un fatto concluso, ma al presente: ecco colui che
instancabilmente continua a togliere, a raschiare via il mio peccato di adesso.
E come? Con il castigo? No, con il bene. Per vincere la notte incomincia a
soffiare la luce del giorno, per vincere la steppa sterile semina milioni di semi,

per disarmare la vendetta porge l'altra guancia, per vincere la zizzania del
campo si prende cura del buon grano. Noi siamo inviati per essere breccia di
questo amore, braccia aperte donate da Dio al mondo, piccolo segno che ogni
creatura sotto il sole è amata teneramente dal nostro Dio, agnello mite e forte
che dona se stesso. (Letture: Isaia 49, 3.5-6; Salmo 39; 1 Corinzi 1, 1-3;
Giovanni 1, 29-34)

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Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
20/01/2011
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Si converte l'uomo che scopre di essere amato da Dio
III domenica Tempo ordinario Anno A Quando Gesù seppe che Giovanni era
stato arrestato, si ritirò nella Galilea, (...) Da allora Gesù cominciò a predicare e
a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Mentre camminava
lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea
suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro:
«Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le
reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di
Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro
padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il
loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle
loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di
malattie e di infermità nel popolo. La parola inaugurale di Gesù, premessa a
tutto il Vangelo è: convertitevi. E subito il «perché» della conversione: perché il
regno si è fatto vicino. Ovvero: Dio si è fatto vicino, vicinissimo a te, ti avvolge,
è dentro di te. Allora «convértiti» significa: gìrati verso la luce, perché la luce è
già qui. La conversione non è la causa ma l'effetto della tua «notte toccata
dall'allegria della luce» (Maria Zambrano). Immaginavo la conversione come
un fare penitenza del passato, come una condizione imposta da Dio per il
perdono, pensavo di trovare Dio come risultato e ricompensa all'impegno. Ma
che buona notizia sarebbe un Dio che dà secondo le prestazioni? Gesù viene a
rivelarci che il movimento è esattamente l'inverso: è Lui che mi incontra, che
mi raggiunge, mi abita. Gratuitamente. Prima che io faccia qualcosa, prima che
io sia buono, Lui mi è venuto vicino. Allora io cambio vita, cambio luce, cambio
il modo di intendere le cose. Scrive padre Vannucci: «la verità è che noi siamo
immersi in un mare d'amore e non ce ne rendiamo conto». Quando finalmente
me ne rendo conto, comincia la conversione. Cade il velo dagli occhi, come a
Paolo a Damasco. Abbandono le barche come i quattro pescatori, lascio le
piccole reti per qualcosa di ben più grande. Gesù passando vide... Due coppie
di fratelli, due barche, un lavoro? No, vede molto di più: in Simone bar Jona
vede Kefa, Pietro, la roccia su cui fondare la sua chiesa; in Giovanni intuisce il
discepolo dalla più folgorante definizione di Dio: Dio è amore; Giacomo sarà

«figlio del tuono», uno che ha dentro la vibrazione e la potenza del tuono. Lo
sguardo di Gesù è uno sguardo creatore, una profezia. Mi guarda, e vede in me
un tesoro sepolto, nel mio inverno vede grano che matura, una generosità che
non sapevo di avere, strade nel sole. Nel suo sguardo vedo per me la luce di
orizzonti più grandi. Venite dietro a me: vi farò pescatori di uomini.
Raccoglieremo uomini per la vita. Li porteremo dalla vita sepolta alla vita nel
sole. Risponderemo alla loro fame di libertà, amore, felicità. I quattro pescatori
lo seguono subito, senza sapere dove li condurrà, senza neppure
domandarselo: hanno dentro ormai le strade del mondo e il cuore di Dio. Gesù
camminava per la Galilea e annunciava la buona novella, camminava e
guariva la vita. La bella notizia è che Dio cammina con te, senza condizioni,
per guarire ogni male, per curare le ferite che la vita ti ha inferto, e i tuoi sbagli
d'amore. Dio è con te e guarisce. Dio è con te, con amore: la sola cosa che
guarisce la vita. Questo è il Vangelo di Gesù: Dio con voi, con amore. (Letture:
Isaia 8, 23b-9, 3; Salmo 26; 1 Corinzi 1, 10-13.17; Matteo 4, 12-33)

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Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
27/01/2011
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Felicità, parola chiave delle Beatitudini
IV domenica Tempo ordinario Anno A In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì
sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a
parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il
regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati
i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete
della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno
misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di
pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli. (...) Le nove Beatitudini sono il cuore del
Vangelo; al cuore del Vangelo c'è per nove volte la parola felicità, c'è un Dio
che si prende cura della gioia dell'uomo, tracciandogli i sentieri. Come al solito,
inattesi, controcorrente, e restiamo senza fiato, di fronte alla tenerezza e allo
splendore di queste parole. Sono la nostalgia prepotente di un tutt'altro modo
di essere uomini, il sogno di un mondo fatto di pace, di sincerità, di giustizia, di
cuori puri. Queste nove parole sono la bella notizia, l'annuncio gioioso che Dio
regala vita a chi produce amore, che se uno si fa carico della felicità di
qualcuno il Padre si fa carico della sua felicità. Le beatitudini sono il più grande
atto di speranza del cristiano. Quando vengono proclamate sanno ancora
affascinarci, poi usciamo di chiesa e ci accorgiamo che per abitare la terra,
questo mondo aggressivo e duro, ci siamo scelti il manifesto più difficile,
incredibile, stravolgente e contromano che l'uomo possa pensare. La prima
dice: beati voi poveri. E ci saremmo aspettati: perché ci sarà un
capovolgimento, perché diventerete ricchi. No. Il progetto di Dio è più profondo
e vasto. Beati voi poveri, perché vostro è il Regno, già adesso, non nell'altra

vita! Beati, perché c'è più Dio in voi, c'è più libertà, meno attaccamento all'io e
alle cose. Beati perché custodite la speranza di tutti. In questo mondo dove si
fronteggiano nazioni ricche fino allo spreco e popoli poverissimi, un esercito
silenzioso di uomini e donne preparano un futuro buono: costruiscono pace, nel
lavoro, in famiglia, nelle istituzioni; sono ostinati nel proporsi la giustizia, onesti
anche nelle piccole cose. Gli uomini delle beatitudini, ignoti al mondo, che non
andranno sui giornali, sono loro i segreti legislatori della storia. La seconda è la
beatitudine più paradossale: Beati quelli che sono nel pianto. Felicità e lacrime
mescolate insieme, forse indissolubili. Dio è dalla parte di chi piange ma non
dalla parte del dolore! Un angelo misterioso annuncia a chiunque piange: il
Signore è con te. Dio non ama il dolore, è con te nel riflesso più profondo delle
tue lacrime per moltiplicare il coraggio, per fasciare il cuore ferito, nella
tempesta è al tuo fianco, forza della tua forza. La parola chiave delle
beatitudini è felicità. Sant'Agostino, che scrive un opera intera sulla vita beata,
scrive: abbiamo disputato sulla felicità e non conosco valore che
maggiormente si possa ritenere dono di Dio. Dio non solo è amore, non solo
misericordia, Dio è anche felicità. Felicità è uno dei nomi di Dio. (Letture:
Sofonia 2, 3; 3, 12-13; Salmo 145; 1 Corinzi 1, 26-31; Matteo 5, 1-12a)

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Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
03/02/2011
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Il sale e la luce: radici di vero futuro
V Domenica del Tempo Ordinario Anno A In quel tempo, Gesù disse ai suoi
discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che
cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e
calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta
una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla
sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella
casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre
opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». Dio è luce: una
delle più belle definizioni di Dio (1 Giovanni 1,5). Ma il Vangelo oggi rilancia:
anche voi siete luce. Una delle più belle definizioni dell'uomo. E non dice: voi
dovete essere, sforzatevi di diventare, ma voi siete già luce. La luce non è un
dovere ma il frutto naturale in chi ha respirato Dio. La Parola mi assicura che in
qualche modo misterioso e grande, grande ed emozionante, noi tutti, con Dio
in cuore, siamo luce da luce, proprio come proclamiamo di Gesù nella
professione di fede: Dio da Dio, luce da luce. Io non sono né luce né sale, lo so
bene, per lunga esperienza. Eppure il Vangelo parla di me a me, e dice: Non
fermarti alla superficie, al ruvido dell'argilla, cerca in profondità, verso la cella
segreta del cuore; là, al centro di te, troverai una lucerna accesa, una
manciata di sale. Per pura grazia. Non un vanto, ma una responsabilità. Voi

) Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te.. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai. ma io vi dico. Chi poi dice al fratello: "Stupido". come pane. ma il sale. illumina altri e ti illuminerai. Tutto un incalzare di azioni: non restare curvo sulle tue storie e sulle tue sconfitte. (. mio cuore. Quando un io e un tu s'incontrano generando un noi. non io o tu. quando. Gesù non dice «voi siete il miele del mondo». un istinto di vita che penetra le scelte.. «che ascende dalla massa del mare rispondendo al luminoso appello del sole. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. un generico buonismo che rende tutto accettabile. Gesù non annuncia una nuova morale più esigente e impegnativa.1-5). penetra in tutte le fibre della vita e diventa mia parola. Salmo 111. vesti chi è nudo. è disciolto dentro di me.10). non entrerete nel regno dei cieli. E accade quando Cristo. Il discorso della montagna vuole condurci alla radice. che sono tra le pagine più radicali del Vangelo.siete la luce. nel noi della famiglia dove ci si vuol bene. chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Il grande principio di Gesù è il ritorno al cuore. come sale. 1 Corinzi 2. che è il laboratorio dove si forma ciò che poi uscirà fuori e prenderà figura di . rispondendo all'attrazione dell'infinita luce divina» (Vannucci). Il sale conserva. qualcosa che è una forza. «Sapere» è molto più che «conoscere»: è avere il sapore di Cristo. perché se resta chiuso in sé non serve a niente: deve sciogliersi nel cibo. sarà destinato al fuoco della Geènna.. Come mettere la lampada sul candelabro? Isaia suggerisce: Spezza il tuo pane. lungo una doppia direttrice: la linea del cuore e la linea della persona. Ma poi discende sulla mensa. e chi gli dice: "Pazzo". Matteo 5. perché qui ritroviamo la radice della vita buona. Allora la tua luce sorgerà come l'aurora (Isaia 58. Allo stesso modo il discepolo ascende. sono anche le più umane. Voi siete il sale. e rilancia ciò che merita futuro.) Avete inteso che fu detto. ma voi.7-10.1-5.. deve donarsi.. guarisci altri e guarirà la tua vita. dovrà essere sottoposto al sinedrio. ma occupati della città e della tua gente. mio gesto. va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.Anno A In quel tempo. introduci in casa lo straniero.. Queste. si oppone al degrado delle cose. non distogliere gli occhi dalla tua gente.13-16) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 10/02/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Da Gesù la radice della «vita buona» VI Domenica Tempo Ordinario. quando due sulla terra si amano. Il sale dà sapore: Io non ho voluto sapere nient'altro che Cristo crocifisso (1 Corinzi 2.. (Letture: Isaia 58. nella comunità accogliente. Gesù disse ai suoi discepoli: (. lascia lì il tuo dono davanti all'altare.. nel gruppo solidale è conservato senso e sale del vivere.

cielo. e l'altro capirà l'assurdo di esserti nemico. Gesù risale alla radice prima. e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica. anche quando dice parole come queste.. umanissimo... oceano. angelo. vertigine. 1 Corinzi.. (. gesto. Dice: Chi guarda per desiderare. uomo. Tu porgi l'altra guancia. ma importante. 15). Gesù arriva al divieto della menzogna. la svolta fondamentale: passare dalla legge alla persona. tu inquini. e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti». che è come dire rivelazione di ciò che rende felice l'uomo. che è icona di Dio. il vostro dire sia sì. dalla religione del fare a quella dell'essere. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio. (. e vuol dire: se tu guardi solo per il tuo desiderio. no.17-37) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/02/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Un cuore che sa amare i nemici VII Domenica Tempo Ordinario-Anno A In quel tempo. Ma io vi dico se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra. sulla linea del cuore. non amare è un lento morire. ma contro la profondità e la dignità della persona. tu lascia anche il mantello. nel senso originario di adulterare: tu falsifichi. tu porgigli anche l'altra: sii disarmato. Così porta a compimento. Tu allora sei un adultero. Di' la verità sempre. a corpo usa e getta la persona.. Ma io vi dico: non giurate affatto. no. tu impoverisci la persona. egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni. E poi la linea della persona: Se tu guardi una donna per desiderarla sei già adultero. Non amare qualcuno è togliergli vita. Il ritorno al cuore. non incutere paura. mostra che non hai nulla da difendere.. Cioè: chi non ama uccide. . Dal divieto del giuramento. desideri una donna. (Letture: Siracide 15. che invece è abisso. anzi. se tu..16-21. chiunque alimenta dentro di sé rabbie e rancori. Perché la legge è sempre rivelazione dei comportamenti che fanno crescere l'uomo in umanità. Il desiderio è un servitore indocile. E che san Giovanni esprimerà in un'affermazione colossale: «Chi non ama suo fratello è omicida» (1 Gv 3. sì. o che ne diminuiscono l'umanità e la grandezza. è già omicida. donna. tu pórgigli anche l'altra. ma io vi dico: chiunque si adira. È necessario guarire il cuore per guarire la vita.parola. Fu detto: non ucciderai. là dove nascono i grandi «perché» delle azioni.) Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico". Pecchi non tanto contro la legge. se guardi il suo corpo per il tuo piacere. Salmo 118. atto. Perché riduci a oggetto per te. Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente". a ciò che genera la morte o la vita. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano. Non dice: se tu. È un unico salto di qualità quello che Gesù propone. dall'esterno all'interno. desideri un uomo. affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli. profondità. Matteo 5.. che danno le vertigini. allora tu pecchi contro la sua persona. le conseguenze già implicite nella legge antica. e non servirà più giurare. Allora il vangelo è facile. se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra.) Avete inteso che fu detto: occhio per occhio.

16-23. e proseguite sulla strada del cambiamento interiore. Allora capisco: io posso (potrò) amare come Dio! Ci sarà dato un giorno il cuore stesso di Dio. io ve ne darò la capacità se lo desiderate. padroni delle proprie scelte anche davanti al male. sarà il cuore di Dio e allora saremo capaci di un amore che rimane in eterno. non è «la morale dei deboli che nega la gioia di vivere» (Nietzsche). Ma la religione dei re. se me lo chiedete. la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? [. fa' tu il primo passo. e l'anima del mondo. un'eredità di comportamenti. di quello che mangerete o berrete.Anno A In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «[. infatti. di affetti.] Non preoccupatevi dunque dicendo: "Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?".].. scombina le regole ma poi rende felici.. Mi chiede di non replicare su altri ciò che ho subito. È straordinario. perdonando. verrà il giorno in cui il nostro cuore che ha fatto tanta fatica a imparare l'amore.1-2. Il cristianesimo non è una religione di servi.. Voi potete amare anche i nemici. Salmo 102: 1 Corinzi 3. Violenza produce violenza come un catena infinita. (Letture: Levitico 19. Gesù intende eliminare il concetto stesso di nemico. ma una iniziativa decisa: riallaccia tu la relazione.17-18.. Lui sceglie di spezzarla.. il regno di .] Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita. non ripaga con la stessa moneta. né per il vostro corpo. che sarà la nostra anima.38-48) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 24/02/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Cercate il Regno. attraverso la creatività dell'amore. trovate la libertà VIII Domenica del Tempo Ordinario . Matteo 5. anzitutto. non si ama infatti per decreto. offerta di un potere. [. capaci di disinnescare la spirale della vendetta e di inventare reazioni nuove. per sempre. degli uomini totalmente liberi. Il Padre vostro celeste. Tutto il Vangelo è qui: amatevi altrimenti vi distruggerete. ma porte spalancate verso delle possibilità. di valori. Amerai il prossimo e odierai il tuo nemico. E tutto questo perché siate figli del Padre vostro celeste che fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi. di forza.non la passività morbosa di chi ha paura. porgete. di conformarci agli stessi sentimenti del cuore di Dio. noi stiamo invocando di poter avere un giorno il cuore di Dio. Cosa possono significare allora gli imperativi di Gesù: amate. di quello che indosserete. potete fare l'impossibile. Ed è così che mi libero. Ma io vi dico: amate i vostri nemici. prestate? Non sono ordini. Cercate invece. che si mortificano e si umiliano e non reagiscono. ricominciando. pregate. trasmissione da Dio all'uomo di una forza divina. sa che ne avete bisogno. continuamente lacerato. Ogni volta che noi chiediamo al Signore: «Donaci un cuore nuovo» . rattoppando coraggiosamente il tessuto della vita. che fa saltare i piani.. della conformazione al Padre. Da Padre a figli: c'è come una trasmissione di eredità.

Gesù rilancia la sua sfida per un altro modo di essere uomini: non preoccupatevi delle cose.. Non è moralista il Vangelo. per cercare ciò che fa volare. delle relazioni. che è fatta di relazioni. vuoi fiorire nella vita come un giglio? Allora devi deporre dei pesi. dicendo: è sbagliato. «Il cristianesimo non è una morale ma una sconvolgente liberazione» (Vannucci).14-15. e la vita gli parla di fiducia e di Dio. pieni di cose e spaventati dal futuro. quotidianamente dipendenti dal cielo. se l'uccello avesse paura perché domani può arrivare il falco o il cacciatore. libertà. È la sfida del monaco: conosco monasteri che vivono così. il pane che basta giorno per giorno. Anzi. ciò che fa fiorire e ti mette in armonia con tutto ciò che vive. per cui non esistono feste o domeniche. una musica. Meno cose e più cuore! E troverete libertà e volo. con le più piccole creature e con Dio. giustizia per voi e per gli altri. (Letture: Isaia 49.. tutto questo lo avrete. amore. amore per voi e per gli altri. Allora: non affannatevi. non canterebbe più. ma in tutt'altra luce. c'è dell'altro che vale di più. del cuore. Ti chiediamo solo il pane sufficiente per oggi. quell'affanno che toglie il respiro. con il denaro. E a noi dice: beati i puri di cuore perché vedranno Dio. o ricordasse il temporale di ieri. come un uccello. Libera dai piccoli desideri. è peccato. Matteo 6. Gesù osserva la vita.1-5. Ma questa sfida è anche per tutti noi. cercate pace per voi e per gli altri. vi scopriranno un altare dove si celebra la comunione tra visibile e invisibile.Dio e la sua giustizia. 1 Corinzi 4. Cercate prima di tutto il Regno di Dio e queste cose vi saranno date in più. Se il giglio temesse la tempesta che domani può arrivare. Madre Teresa di Calcutta soleva dire: tutto ciò che non serve pesa! Meno cose e più cuore! Non una rinuncia. non l'affanno del di più. con il corpo. la primavera. per desiderare di più e meglio. non c'è tempo per chi si ama..]». con gli altri.. come la manna nel deserto. occupatevi della vita interiore. La vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Occuparsi meno delle cose e di più della vita vera.. per contemplare un fiore. È la sfida contenuta nella preghiera nel Padre Nostro: dacci oggi il nostro pane quotidiano. non serve. non sarebbe più una nota di libertà nell'azzurro. vedranno in tutto ciò che esiste un punto verginale e fiducioso che è la presenza di Dio. Insegna un rapporto fiducioso e libero con se stessi.. e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. [. Osservate i gigli del campo. non fiorirebbe più.2434) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 03/03/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar . dalla 'roba' diventata padrona dei pensieri. non si oppone al desiderio di cibo e vestito. Guardate gli uccelli del cielo. come uccelli e come gigli. Vuoi volare alto. Cercate il regno. ma una liberazione. Dalle cose. consapevolezza. Salmo 61.

lo scambio di vita.32. sedere a mensa. stringimi in te» (Testori). Che bastava percorrere una strada più libera e viva: fare la volontà del Padre. Matteo 7. Non vi conosco: avete proclamato Cristo. Chi edifica sull'amore non avrà una vita più facile. che ha costruito la sua casa sulla roccia [. toccare occhi. ma una esistenza nella consistenza. taumaturghi! Ma il Vangelo non chiede cose eccezionali. Signore. che abbia compagni d'amicizia e di festa. Capiva che per entrare nel suo sogno (il regno dei cieli è il mondo come lui lo sogna) non servivano lunghe preghiere. labbra. sarà simile a un uomo saggio. che sia creativo. Signore". vuol dire incontrare. l'osmosi. Ma io dirò loro: Non vi ho mai conosciuti. In quel giorno molti mi diranno: Signore. Noi diciamo: beati i profeti. soffieranno venti per gli uni e per gli altri. orecchi. voi che operate l'iniquità!". una famiglia senza problemi: strariperanno fiumi. ma nel quotidiano noi assomigliamo a Cristo. evoca l'incontro dell'uomo e della donna quando si amano e generano vita.21-27) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi . una debolezza ma avvolta d'onnipotenza. non c'è stato quel combaciare profondo. E poi c'è il terzo momento del Vangelo: la parabola delle due case. che nessun uomo sia solo. Lui: beati quelli che fanno misericordia. entrare nelle case. Lui ha detto: beati i poveri. costruisce sul nulla. spezzare il pane.26-28. stringere. Quanta gente straordinaria è lasciata fuori: profeti. Dio cerca in me ciò che ben conosce: un riflesso almeno del suo amore. ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.]». avete venerato Dio. esorcisti. con radici salde.Assomigliare a Gesù nel quotidiano IX Domenica del Tempo Ordinario " Anno A In quel tempo. in un pezzo di strada fatto con chi ha paura. toccare. che si giustificano da sé. entrerà nel regno dei cieli. Non una vita semplificata. non lo vediamo mai progettare grandi opere. In gesti come quelli di Gesù: quante volte si ferma. Signore.18. Chi non costruisce le sue relazioni sull'amore. che combaciano con la roccia. Romani 3. quello «stringiti in me. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica. compiuto prodigi. Voi non potete entrare. da aver dimenticato l'essenziale. abbiamo profetato nel tuo nome. Vale per noi tutti: meno opere e più gesti. così indaffarati nel fare. Conoscere nella Bibbia è un verbo carico di potenza e di intimità. con più gioia.21-25a.. Signore. Volontà di Dio è la mia impotenza avvolta dalla sua onnipotenza. in una lacrima asciugata. imporre le mani. Noi: beati quelli che fanno miracoli. ma è rimasto esterno a voi. Non entrano quelli che si vantano dei loro meriti. solo perché qualcuno lo chiama.28. Si ferma e si gira. ma ascoltare. Non nello straordinario. Allontanatevi da me. libero e ostinato nell'amore. scacciato demòni. Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: "Signore. in un bicchiere d'acqua fresca offerto. né le formule esatte dei dottori in teologia: non chi dice Signore.. L'essenziale è dentro queste parole: non vi conosco. non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò loro: "Non vi ho mai conosciuti. l'altra sulla sabbia. Una fondata sulla roccia. (Letture: Deuteronomio 11. che ognuno fiorisca a immagine di Dio. Salmo 30. La gente ascoltava Gesù e capiva.

pura ricerca del proprio vantaggio. che non fa mai mercato dei suoi doni. a scegliere come vivere Le tentazioni di Gesù sono anche le nostre: investono l'intero mondo delle relazioni quotidiane. amore. La terza infine riguarda la relazione con gli altri (la fame di potere. Forse non mi darà tutto ciò che chiedo. ma Gesù risponde giocando al rialzo. Così risolverai i problemi: con rapporti di forza e d'inganno. lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio. Avvicinarsi e servire. esattamente il contrario di Dio. satana! Sta scritto infatti: "Il Signore. Il pane è buono ma più buona è la parola di Dio. Dì che queste pietre diventino pane! Il pane è un bene. Il mondo è già tutto una selva di croci. un valore indubitabile. adorerai: a lui solo renderai culto"». dal cercare non Dio ma i suoi benefici. Il racconto delle tentazioni ci chiama al lavoro mai finito di mettere ordine nelle nostre scelte.10/03/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Le tentazioni di Cristo sono anche le nostre I Domenica di Quaresima Anno A In quel tempo. tu devi risolverli. ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"». Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo. ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. Allora il diavolo lo portò nella città santa. «Buttati e credi in un miracolo». io vivo della luce. non con l'amore. Nella terza tentazione il diavolo alza ancora la posta: adorami e ti darò tutto il potere del mondo. alla fine ebbe fame. la caricatura. offrendo più vita: «Non di solo pane vivrà l'uomo». amico. per essere tentato dal diavolo. tutto ciò di cui ho bisogno. cambia le leggi. eppure avrò tutto ciò che mi serve. mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene. Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"». Quello che sembrerebbe il più alto atto di fede " gettati con fiducia! " ne è. . «Non tentare il Signore»: io so che sarà con me. non come io vorrei. Prendi il potere. il pane dà vita ma più vita viene dalla bocca di Dio.Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se. Dio tuo. ma anche di te: fratello. gèttati giù. Gesù ci mette in guardia dal volere un Dio magico a nostra disposizione. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio. di' che queste pietre diventino pane». ma come lui vorrà. La seconda è una sfida aperta alla nostra relazione con Dio (un Dio magico a nostro servizio). Accende in noi una fame di cielo: L'uomo vive di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». l'amore per la forza). Se l'uomo vive di ciò che viene da Dio. Allora il diavolo lo lasciò. «Ed ecco angeli si avvicinarono e lo servivano». Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti. occupa i posti chiave. del cosmo. vuoi cambiare il corso della storia con la croce? non funzionerà. Il diavolo fa un mercato. È come se dicesse: Gesù. ma anche l'intero creato. che sei parola pronunciata dalla bocca di Dio per me. La prima tentazione concerne il rapporto con noi stessi e con le cose (l'illusione che i beni riempiano la vita). Parola di Dio è il Vangelo. gettandoti ai miei piedi. invece. Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto. non il Donatore ma i suoi doni. La seconda tentazione è una sfida aperta a Dio. Cosa se ne fa di un crocifisso in più? Il mondo ha dei problemi.

abbracciare. Per il corpo: sostiene la nostra vita biologica. perché malata o sola o povera. che conversavano con lui. nei salmi. fili d'erba davanti a Dio. acquisire che è bello amare. Accende la bellezza dei colori e degli occhi. Il cammino di Cristo è quello di ogni discepolo. che bello essere qui! Restiamo quassù insieme. Pietro prende la parola.1-7. da un innamoramento.. farò qui tre capanne. a fiorire a maturare a dare frutto. Cos'è la luce di Dio? È energia e bellezza. su un alto monte. Come il sole. Salmo 50. come se fiorissero angeli nel nostro deserto. 1-11). Gesù prese con sé Pietro. dare alla luce. che rende capaci di amare bene. una per te.verbi da angeli. Acquisire fede significa acquisire bellezza del vivere. cammino ascendente e liberante: dal buio delle tentazioni attraversato fino alla luce di Dio. in sapienza.3. Dio sorge glorioso come un sole: il sole chiama alla vita. Prendendo la parola. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/03/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Un Dio che fa risplendere la vita II Domenica di Quaresima Anno A In quel tempo. Per la mente: sapienza che fa vedere e capire. Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte. Dal deserto di pietre al monte di luce. Come la pianta che cattura la luce del sole e la trasforma in vita. una per Mosè e una per Elia». è bello per noi essere qui! Se vuoi.12-19. per dirci che Dio ha un cuore di luce. possiamo imbeverci. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ma quel volto di sole è anche il volto dell'uomo: ognuno ha dentro di sé un tesoro di luce. (Letture: Genesi 2. Come Pietro sul monte: è bello con te. intriderci della sua luce e tradurla in calore umano. perché ha un sole interiore. . Signore! Questo Vangelo è per dirci che la Quaresima più che un tempo di lutto e penitenza. Gesù ha un volto di sole.. Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione. da un «che bello!» gridato a pieno cuore. Se in questa Quaresima ognuno di noi volesse avvicinarsi e prendersi cura di una persona che ha bisogno. L'entusiasmo di Pietro. regalando un po' di tempo e un po' di cuore. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia. Romani 5. allora per lei sarebbe come se si avvicinasse un angelo. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. (. Quante volte nella Bibbia. Matteo 4. prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti». lavorare. un sole interiore. come la luce. Dalle tentazioni alla trasfigurazione. Signore.) Mentre scendevano dal monte. Per il cuore. è un girarsi verso la bellezza e la luce.7-9. che è la nostra immagine e somiglianza con Dio. esplorare. Pietro disse a Gesù: «Signore. la sua esclamazione stupita: che bello! Ci fanno capire che la fede per essere forte e viva deve discendere da uno stupore. in gioia. La vita spirituale altro non è che la gioia e la fatica di liberare tutta la luce sepolta in noi.. così noi.

ed è Dio in ciascuno. Gesù raggiunge la sete profonda di quella donna offrendo un «di più» di bellezza. Perché l'amore è la porta di Dio. e il suo agire è già messaggio: incontra. che sono una donna samaritana?» (. È maestro perché fonte di nascite: " fa nascere un incontro e un dialogo là dove sembrava impossibile. di suprema umanità. desiderio del nostro desiderio. della ricerca di ragioni forti per vivere: «Vai a chiamare colui che ami». non pretende di decidere il suo futuro. Gesù non giudica la samaritana. conosce il loro linguaggio. tra la gente del luogo e i forestieri. chiede e offre. Gesù è maestro di umanità. Ha riacceso la fiamma delle cose.1-9). Matteo 17. Ha dato sogni e canzoni bellissime al nostro andare di uomini e donne.). per ritrovare la verità e la gioia di credere in questo Dio. ma con l'umiltà di chi sa che può molto ricevere da ogni persona. che incarna il volto bellissimo di Dio. anzi: hai detto bene! Non esige che si metta in regola prima di affidarle l'acqua viva... Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu.1-4. E quello di ora. qui e nell'eternità. Basterebbe ripetere senza stancarci: ha fatto risplendere la vita. Ma la vita. 2 Timoteo 1. parla e ascolta. Quando parla con le donne Gesù va diritto al cuore. vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe (. Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar.. È il Messia di suprema delicatezza. Ha sete della nostra sete. In questo suo andare libero e fecondo fra gli stranieri. di vita. non la umilia. Dobbiamo imparare a dare come dà Gesù: non con la superiorità di chi ha tutto. Ha messo nelle vene del mondo frantumi di stelle.. quello che è «reciproca fecondazione» (R. del desiderio. instaura un dialogo vero. va verso un esito buono. non solo le sue vesti sul Tabor. non solo i nostri sogni. Gesù attraversa il paese dei samaritani.. qui. chiedi da bere a me.8b-10. Allora tutto il creato si fa trasparente e il divino traspare nel fondo di ogni essere (Teilhard de Chardin) e gronda di luce ogni volto di uomo (Turoldo). adesso. tra religione e religione. ripartire perché la vita ha senso. Salmo 32. Hai avuto cinque mariti. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 24/03/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Impariamo a donare come Gesù III Domenica di Quaresima Anno A In quel tempo. di primavera: «Ti darò .. Non solo il suo volto. Panikkar). di bontà. di tutti.seminare. quello del sentimento.). Le dice Gesù: «Dammi da bere». " fa nascere una donna nuova. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Ha dato splendore e bellezza all'esistenza. I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. San Paolo scrive a Timoteo una frase bellissima: Cristo è venuto ed ha fatto risplendere la vita. che sei giudeo. Lo è con il suo abbattere barriere: la barriera tra uomo e donna. forestiero in mezzo a gente d'altra tradizione e religione. e questo a partire dalla sua povertà: «Ho sete!». (Letture: Genesi 12.

La sorgente non è possesso. perché era un mendicante. Funzionari delle regole e analfabeti del cuore. Come il cieco del Vangelo che guarito diventa forte. Buber). corre in città. che parla il linguaggio della gioia e per questo seduce ancora. La samaritana abbandona la brocca. Una carezza di luce sul cieco. amore.un'acqua che diventa sorgente che zampilla».8). Dicono: «I poveri restino pure poveri. 5-42) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 31/03/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Chiamati alla luce della gioia di Dio IV Domenica di Quaresima Anno A In quel tempo. Salmo 94. «A partire da me ma non per me» (M. dilaga. Ed egli diceva: «Sono io!». che significa "Inviato". Giovanni 4. Chi vede cammina sicuro. fece del fango con la saliva. ma placando la sete d'altri. Alcuni dicevano: «È lui». ma è uno che gli assomiglia». dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». non provano gioia per gli occhi nuovi del cieco perché a loro interessa la Legge e non la felicità dell' uomo: mai miracoli di sabato! Non capiscono che Dio preferisce la felicità dei suoi figli alla fedeltà alla legge. Libero. Si nutre di luce e osa. A partire da me. Perché vedere è godere i volti. testimonia. un torrente che è ben più di ciò che serve alla sete. Gesù dona alla samaritana di ricongiungersi alla sua sorgente e di diventare lei stessa sorgente. si lavò e tornò che ci vedeva. ma non per me. Gesù tocca e illumina gli occhi di un mendicante che ci rappresenta tutti. a farisei. libero. Quegli andò. bellissimo progetto di vita per ciascuno: far sgorgare e diffondere speranza. Un'immagine bellissima: un'acqua che tracima. crea uno sguardo lucente che porta luce là dove si posa: «Voi siete luce nel Signore» (Efesini 5. Diventare sorgente. 5-8. quelli che sanno tutte le regole. grazia che io ricevo quando mi metto in connessione con la Fonte inesauribile della vita. senza dipendere da altri. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima. Mettono Dio contro l'uomo ed è il peggio che possa capitare alla nostra fede. che va. i colori. Chi non vede deve appoggiarsi ad altri. I farisei. ferma tutti per strada. i . Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita. che si illuminerà illuminando altri. La donna di Samaria capisce che non placherà la sua sete bevendo a sazietà. Una carezza di libertà che diventa carezza di gioia. spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe». accoglienza. a muri. altri dicevano: «No. energia di vita. sputò per terra. è fecondità. contagia d'azzurro e intorno a lei nasce la prima comunità di discepoli stranieri. che riceverà gioia donando gioia.1-2. ai genitori. bada ai fatti concreti e non alle parole. Romani 5. tiene testa ai sapienti. profetizza. la bellezza. La luce è un tocco di allegria che si posa sulle cose. che è visione nuova delle cose. Così la fede. L'acqua è vita. Una carezza di luce che diventa carezza di libertà. non ha più paura. a un bastone. (Letture: Èsodo 17. 3-7.

se tu fossi stato qui.1-41) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 07/04/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Le lacrime di Dio. E invece no. Dio te la concederà».8-14. e non viceversa. i ciechi si accontentino. Parlerà del peccato solo per dire che è perdonato. sei nato tutto nei peccati. mano viva che tocca il cuore e lo apre. se uno è peccatore non può fare queste cose».]. Quando Gesù arrivò. è possibile "operare" in nome di Dio e andare contro Dio. E il suo lucente sguardo dà lode a Dio più di tutti i sabati! Ed è una dura lezione: i farisei mostrano che si può essere credenti senza essere buoni. gli inverni.10-13a. Il peccato non spiega Dio.. che interpreta l'uomo e Dio. Risurrezione è un'esperienza che interessa prima di tutto il nostro presente e non solo il nostro futuro. Dio è compassione. Giovanni 9. (Letture: 1 Samuele 16. E Marta: so che risorgerà nell'ultimo giorno. Gesù non ci sta: «Né lui ha peccato. cancellato.. Gesù parla al presente: Io sono. Salmo 22. futuro.6-7. Come alla samaritana è ancora a una donna che Gesù regala parole che sono al centro di tutta la fede: Io ci sono e sono la vita! Sono colui che adesso. Marta disse a Gesù: «Signore. gli abbandoni. Il peccato è innalzato a teoria che spiega il mondo. Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto. da questa visione per dichiarare come essa renda ciechi su Dio e sugli uomini. Amministratori del sacro e analfabeti del cuore. Marta parla al futuro: So che risorgerà. era malato [. fa rinascere e ripartire da tutte le cadute. Efesini 5.4a. Marta rimprovera l'amico: va diritta al cuore di Gesù. Notiamo la successione delle due parole «Io sono la Risurrezione e la vita». purché si osservi il sabato! Gloria di Dio è il precetto osservato!».mendicanti continuino a mendicare. prima che i morti: . noi.1b. come si fa con chi amiamo. Si allontana subito.]. con la prima parola. e incide due parole tra le più importanti del Vangelo: Io sono la risurrezione e la vita. Ma quel giorno è così lontano dal mio desiderio e dal mio dolore.. e Gesù va diritto al cuore delle cose: Tuo fratello risorgerà. approccio ardente. gloria di Dio è un uomo che torna a vedere. che porta luce. immediatamente. poi la vita. né i suoi genitori». Nelle parole dei farisei il termine che ricorre più spesso è «peccato»: «Sappiamo che sei peccatore. trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro [.. Dolcemente. E il tuo cuore ti dirà che tu sei fatto per la luce. Nella vita degli amici di Gesù irrompono la morte e il miracolo. Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». anche i discepoli avevano chiesto: «Chi ha peccato? Lui o i suoi genitori?». Prima viene la Risurrezione. mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio. amore che fa nascere e ripartire la vita. il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. che si può essere uomini di Chiesa e non avere pietà. un certo Lazzaro di Betània. A risorgere sono chiamati i vivi. qui. fonte d'amore V Domenica di Quaresima Anno A In quel tempo.

la lingua universale dell'uomo. vieni fuori! Liberatelo e lasciatelo andare. con lui risuscitati (Efesini 2. (Gregorio di Nissa).5-6).. Alla morte di Gesù. sul Calvario. Lo ha capito per primo. Con passo libero e glorioso. infatti il primo atto di fede è quello di un lontano. Giovanni 11. ma un estraneo. Ma l'amore di Dio è più forte della morte. farò la Pasqua da te con i miei discepoli"» (. Il vero nemico della morte non è la vita ma l'amore.1-45) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 14/04/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Cristo muore per amore dell'uomo Domenica delle Palme Anno A . risorgeremo dopo la morte. del patire di un Dio appassionato. verso la statura di Cristo. non .. dove tutto ruota attorno alle due cose che toccano il nervo di ogni vita: l'amore e il dolore. allora il suo nome è anche Risurrezione. Gesù si commosse profondamente e scoppiò in pianto. creativa. Dio in te. Tre parole per risorgere. Non da un sepolcro che si apre. tre ordini che risuonano per me: esci. uno dei Dodici.Quanto volete darmi perché io ve lo consegni? In quel tempo. un centurione pagano: davvero costui era figlio di Dio. che ti trasforma.8-11. per sentieri nel sole. Romani 8. malato e amato.. Dissero allora: guarda come lo amava! Piange e le sue lacrime sono la sua dichiarazione d'amore a Lazzaro e alle sorelle. i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te.Dove vuoi che prepariamo per te. liberati e vai. Se il nome di Dio è amore. O uomo prendi coscienza della tua dignità regale. Salmo 129.a svegliarci e rialzarci da tutte le vite spente e immobili. generosa. La vita avanza di risurrezione in risurrezione. amorevole. e fa la vita più salda. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù. Lazzaro. addormentate e inutili. verso l'uomo nuovo. Risorgiamo adesso. Dio piange e piange per me: sono io Lazzaro. Forte come la morte è l'amore. (Letture: Ezechiele 37. perché tu possa mangiare la Pasqua? Il primo giorno degli Ázzimi. perché tu possa mangiare la Pasqua?». Eterna. sorridente.) In questa settimana per due volte la Chiesa si raccoglie nella lettura della Passione di Cristo. non un discepolo. andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. perché amati. io sono l'amico..12-14. Che rotola armoniosa nelle mani di Dio. verso la sua misura. La lettura più bella e regale che si possa fare. in un mondo abitato ormai dalla più alta speranza: qualcuno è più forte della morte. Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino. Il perché della nostra risurrezione sta in questo amore fino al pianto. dice il Cantico. che Gesù non accetta gli sia strappato via. a fare cose che rimangano per sempre: Da morti che eravamo ci ha fatti rivivere con Cristo. . chiamato Giuda Iscariota. Dalle lacrime di Dio impariamo il cuore di Dio. libera.

Illesum). e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».Martini). disprezzato. Il nostro Dio è differente. Matteo 26. Essere in croce è ciò che Dio. no.4-7. ricacciato indietro. con sé. come una mamma quando il figlio sta male. sul trono dell'infamia. un verme nel vento. La croce è l'abisso dove Dio diviene l'amante. deve all'uomo che è in croce. naufragato. e vorrebbe prendere su di sé il male del suo bambino. e il sudario " che era stato sul suo . pane. Con santa Maria e le donne sentiamo nostra la passione di ogni figlio dell'uomo: il mondo è tutto una collina di croci. che lo seguiva. di giorni nuovi. Dio entra nella morte perché là va ogni suo figlio. Correvano insieme tutti e due. dobbiamo anche noi sostare con queste donne accanto alle infinite croci del mondo dove Cristo è ancora oggi crocifisso nei suoi fratelli. Poi giro ancora la testa e riguardo la croce e vedo uno a braccia spalancate che mi grida: ti amo.6-11. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo. ammalarsi lei per guarire suo figlio. vita. speranza. in alto. È qualcosa che mi stordisce: un Dio che mi ha lavato i piedi e non gli è bastato. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 21/04/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Pasqua è il parto di un orizzonte nuovo Pasqua del Signore Il primo giorno della settimana. ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino. umiliato.. ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là. Per diventare chiesa. o forse lo sussurra. Restiamo accanto. ma non entrò. Salmo 21. (Letture: Isaia 50. quello che Gesù amava. Le prime «pietre viventi» sono donne. 14-27. umanità. vedendolo sulla croce. Perché è salito sulla croce? Per essere con me e come me. Perché io possa essere con lui e come lui. di un sole mai visto. e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. questo soldato esperto di morte dice: era figlio di Dio. Morire così è rivelazione. Lo vedo pendere nudo e disonorato.M. ma il primo di questi doveri è di essere insieme con l'amato. Morire d'amore è cosa da Dio. vide i teli posati là. Per trascinarlo fuori. che ha dato il suo corpo da mangiare e non gli è bastato.dallo sfolgorio di luce. sul patibolo. per non essere invadente: ti amo.. a portare conforto. nel suo amore.66). L'amore conosce molti doveri. che hanno verso Gesù lo stesso sguardo di amore e di dolore che Dio ha sul mondo. ma davanti e dentro la tenebra del venerdì. Si chinò. la chiesa nasce in quelle donne. Giunse intanto anche Simon Pietro. Proprio me? Sanguina e grida. Filippesi 2. Piccolo gregge sgomento e coraggioso: la chiesa nasce dalla contemplazione del volto del Dio crocifisso (C. C'erano là molte donne che stavano ad osservare da lontano. Solo così sentiremo a Pasqua che «rotola armoniosamente la nostra vita nella mano di Dio» (H. quando era ancora buio. e devo distogliere lo sguardo. Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro.

e a credere in essa. Chi ama è sempre in ritardo sulla fame di abbracci. Non a caso chi si reca alla tomba in quell'alba è chi ha avuto più forte esperienza dell'amore di Gesù: le donne.. E fuori è primavera. ma all'incontrario si dirige instancabilmente da morte a vita. ma avvolto in un luogo a parte (. Di vita. Maddalena. Corse allora" Può correre ora perché sta nascendo il giorno. Maria di Magdala esce di casa quando è ancora notte. la nostra povertà e la ricchezza di Dio. Maria si ribella all'assenza di Gesù: «amare è dire: tu non morirai!» (Gabriel Marcel). L'altro discepolo. sospinti da un cuore in tumulto. Cristo risorto. di nuovi orizzonti. arriva per primo a capire il significato della risurrezione. la vita ha fretta di rotolare via i macigni che la bloccano. buio in cielo. scrive Turoldo) ma a Pasqua diventa un immenso parto. vuoto e risplendente nel fresco dell'alba. Il mondo è un immenso pianto (Dio naviga in un fiume di lacrime. Giovanni 20. buio nel cuore. il discepolo amato. 37-43. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 28/04/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Dalle piaghe aperte..capo " non posato là con i teli. le doglie della vita. capisce più a fondo. Il discepolo amato ha intelletto d'amore (Dante). non sopporta indugi. Ciò che ci fa credere è la croce.». Non ha niente tra le mani. Qualcosa si muove in Maria: un'ansia. Giovanni arriva per primo al sepolcro. Corre da Pietro e dal discepolo amato:«correvano insieme tutti e due. 1-4. che tutto ciò che anche noi vivremo e faremo nell'amore non andrà perduto. Così respira la fede. come la sposa del Cantico: lungo la notte cerco l'amato del mio cuore. di lacrime asciugate. Notte della Risurrezione in cui la carne indossa l'eternità. capisce prima. Notte dell'Incarnazione.. aperto come il guscio di un seme. Chi ama o è amato capisce di più. L'esistenza non scivola ineluttabilmente come su di un piano inclinato verso la morte. da una notte all'altra. E vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. quello che Gesù amava. Pasqua ci invita a mettere il nostro respiro in sintonia con quell'immenso soffio che unisce incessantemente l'istante e l'eterno. ha l'intelligenza del cuore. 1-9). 34a. il visibile e l'invisibile. deve correre perché è il parto di un universo nuovo. eternamente risorgente in me e in ogni cosa. Colossési 3.). (Atti 10. corse più veloce. Ma ciò in cui crediamo è la vittoria della croce (Pascal): la vittoria sulla morte e sulla violenza. cioè la totalità del male. perché l'amore ha sempre fretta. di futuro. Il sepolcro è spalancato. Perché tutti corrono nel mattino di Pasqua? Corrono. un fremito. un'urgenza che cambiano di colpo il ritmo del racconto. non sarà vinto da nulla. ha soltanto la sua vita risorta: da lei Gesù aveva cacciato sette demoni.. Intuisce che un amore come quello di Gesù non può essere annullato dalla morte. apre l'immensa migrazione degli uomini verso la vita. E una attesa ardente. di speranza. luce e misericordia Enviar . in cui il Verbo si fa carne. Salmo 117.

non per essere acclamato dai dieci che credono. quando situazioni difficili o errori della comunità ti scoraggiano. mio Dio. mette gemme di luce. il primo della settimana. perché se Gesù è vivo.. beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» (. E invece no.II Domenica di Pasqua Anno A La sera di quel giorno. Detto questo. anzi. tu hai creduto. custode della luce. se tardo ad aprire. se non tocco. 19-31) . Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». lascia i dieci al sicuro e si dirige verso colui che dubita: Metti qua il tuo dito. Eppure in nessuna parte del Vangelo è detto che la fede senza dubbi. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. pur dissentendo dagli altri apostoli. mostrò loro le mani e il fianco. mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei..) «Se non vedo. corpo offerto ai dubbi dei suoi amici. (. come è possibile che io diventi madre? Non esiste fede esente da domande e da dubbi.) Tommaso. sia più sicura e affidabile della fede intrecciata alle domande (anzi la prima parola di Maria non è un «sì». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco. ti porterà la risposta. granitica. Otto giorni dopo venne Gesù. 3-9. puoi entrarci con una mano. e non essere incredulo. Mio come lo è il cuore e. come noi. E nella mano di Tommaso. che Gesù non nasconde. Ma dalle piaghe aperte non sgorga più sangue. ci sono tutte le nostre mani. E questa parola mi è di dolce. io non credo». a porte chiuse. l'avverto. Venne Gesù. uno dei Dodici. piaghe che non ci saremmo aspettati. bensì luce e misericordia.. non isolarti. fortissima compagnia. tendi la tua mano e mettila nel mio fianco.. Tommaso sperimenta la fatica di credere. mi offre due mani piagate perché ci riposi e riprenda fiato e coraggio. La vitalità di Dio mi è compagna. toccalo. Tommaso passa dall'incredulità all'estasi: Mio Signore. e disse a Tommaso. chiamato Dìdimo. tocca! A Tommaso basta quel gesto. non sarei. non vivrei. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». resta all'interno della comunità. non abbandona il gruppo.. ma credente!». c'è un colpo di lancia nel suo fianco. Colui che tende le mani verso di te. Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto. 1 Pietro 1. non a un Dio compianto. ed ha ragione. 42-47.. non andartene. non lo esclude. stendi la tua mano.. lo squarcio nel costato. senza. Non stancarti di porre le tue domande: qualcuno. rimane e il gruppo. Non ti puoi sbagliare! C'è un foro nelle sue mani.. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Salmo 117. è Gesù. energia che sale. dà appuntamenti. L'amore ha scritto il suo racconto sul corpo di Gesù con l'alfabeto delle ferite. senza. pensavamo che la Risurrezione avrebbe rimarginato per sempre le ferite del venerdì santo. Mi conforta pensare che se trova chiuso.. non era con loro quando venne Gesù. Venne Gesù. è invece una domanda.. se non metto la mano non credo!» Tommaso vuole delle garanzie. venne Gesù. voce che non ti giudica ma ti incoraggia e ti chiama. Indelebili ormai. ma per andare in cerca proprio dell'agnello smarrito. Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani. cambia tutto. non sentirti escluso. che trema. Gesù non se ne va. Tommaso però. Modello per le nostre assemblee: quando i dubbi sorgono. stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». proprio come l'amore. Mio come lo è il respiro e. Gesù viene. Giovanni 20. otto giorni dopo è ancora lì. E dico a me stesso: Io appartengo a un Dio vivo. Io appartengo a un Dio vivo! (Letture: Atti 2. a sua volta. sono i segni dell'amore. stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». quasi esibisce: il foro dei chiodi. si dilata dentro.

Ed ecco Gesù si avvicinò e camminava con loro. se soltanto lo desidero. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via. prese il pane. della parola e del pane. Pasqua è voce del verbo pèsach. Resta con noi. Così nascosta da sembrare assente. Che ha il coraggio di mettersi in cammino. Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. la Parola e il Pane si fanno strada III domenica di Pasqua Anno A (. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.) Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti. passare. pregare. La liturgia della parola. dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro. vita consegnata per nutrire la vita. e l'infinito ci attende all'angolo di ogni strada. Un Dio sparpagliato per tutte le strade. cambiandomi tre cose. Infine la parola e il pane cambiano il . perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Ed egli rimase con loro. continuamente in cerca di noi. mentre invece sta tessendo il filo d'oro della tela del mondo.© riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 05/05/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Emmaus. La liturgia del pane. proprio là dove sembrava assurdo: sulla croce. Da allora Cristo entra sempre. il cammino. in tre momenti: la liturgia della strada . Camminano. La vita di Gesù è stata un continuo appassionato consegnarsi. Ma egli sparì dalla loro vista. gli occhi. Ma essi insistettero: «Resta con noi. scrutare. recitò la benedizione. i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Quando fu a tavola con loro. chi apre brecce. Emmaus dista da Gerusalemme due ore di cammino. Gesù fa comprendere che la Croce non è un incidente ma la pienezza dell'amore. un Dio delle strade. La liturgia della strada. Il Vangelo di Emmaus si snoda. che cambia la comprensione di Dio e della vita.. il pane apre gli occhi dei discepoli: Lo riconobbero allo spezzare del pane. trasmettere. un sogno naufragato nel sangue. egli fece come se dovesse andare più lontano. Fino alla croce. Spiegava loro le scritture. C'è la mano di Dio posata là dove sembra impossibile. Anche la fede è un perpetuo camminare. un Dio vestito di umanità (Turoldo). mostrando che il Cristo doveva patire: la sublime follia della Croce è la parola definitiva che ogni cristiano deve custodire. Fa pasqua chi fabbrica passaggi dove ci sono muri e sbarramenti. due ore trascorse a parlare di quel sogno in cui avevano tanto sperato. Non dimentichiamolo: più la mano di Dio è nascosta più è potente. come una grande liturgia. benedetti dal salmo 84 dice: beato l'uomo che ha sentieri nel cuore. lo spezzò e lo diede loro. quando ci spiegava le Scritture?». capire.. Egli entrò per rimanere con loro. Rimane con me e mi trasforma. perché Dio stesso è una vetta mai conquistata. Il segno di riconoscimento di Gesù è il suo Corpo spezzato. I due camminatori scoprono una verità immensa. il cuore. perché si fa sera. chi inventa strade che ci portino gli uni verso gli altri e insieme verso Dio. Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme. La Parola ha acceso il cuore.

ma una guida che apre cammini e inventa strade. è davanti e non alle spalle. Non un pastore di retroguardie. 14. quel minimo senza il quale la vita non è vita.. il nome dell'affetto.cammino. pelle di primavera per dieci lebbrosi. Cuore del Vangelo. Il nostro non è un Dio dei recinti chiusi ma degli spazi aperti. dell'intimità. . più forte della morte (chi entra attraverso di me si troverà in salvo). vaso di nardo per 300 denari sui piedi di Gesù In una piccola parola è sintetizzato ciò che oppone Gesù. non solo la vita indispensabile. pane per cinquemila persone. apertura. magnifica. ma nella sua bocca il mio nome proprio. eccessiva. Luca 24. del cuore acceso. vita che dirompe gli argini e sconfina.. Non solo la vita necessaria. ciò che rende incompatibili il pastore e il ladro. ma la vita esuberante. rimprovera per farsi seguire ma uno che precede. E le conduce fuori. ma favoloso. (Letture: Atti 2. dal dono intermittente. 1 Pietro 1. pronunciato come nessun altro sa fare. 1721. Sa che il mio nome è «creatura che ha bisogno». il senso: Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme. Così è nella Bibbia: manna non per un giorno ma per quarant'anni nel deserto. Salmo 15. a tutti gli altri. da una fiamma. e seduce con il suo andare. Tutti coloro che sono venuti prima di me. ma le pecore non li hanno ascoltati. Non l'anonimato del gregge. in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. dell'unicità. Ad esso lui sa e vuole rispondere. non solo quel respiro. carezza per i bambini. perdono per settanta volte sette. Il ladro non viene se non per rubare. E cammina davanti ad esse. La parola immensa e breve è «vita». incalza. dove si placa tutta la fame e la sete della storia (troverà pascolo). ciascuna per nome. Cristo è passaggio. Il buon pastore chiama le sue pecore. uccidere e distruggere. sarà salvato. uno scialo di vita. pastore di libertà e di fiducia. sono ladri e briganti. 13-35) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 12/05/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il buon pastore ci chiama per nome IV domenica di Pasqua Anno A (. entrerà e uscirà e troverà pascolo. Parola indimenticabile. pietra rotolata via per Lazzaro. Io sono la porta. forse. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me. la direzione.22-33. cento fratelli per chi ha lasciato la casa. porta spalancata che si apre sulla terra dell'amore leale.) Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità. Ma il primo miracolo è stato un altro: non ci bruciava forse il cuore mentre per via ci spiegava il senso delle Scritture e della vita? Efrem Siro presta a Gesù queste parole: chi mangia me. il pastore vero. mangia il fuoco! Ricevere Cristo è essere abitati da un calore. io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza». più forte di tutte le prigioni (potrà entrare e uscire). affascina con il suo esempio: pastore di futuro. Non un pastore che pungola. E poi la conclusione: Sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.

vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto. abbiate fiducia. Che nessuna spiegazione può esaurire. umanissimo. in una vita. nel mondo. conoscete la via». ma orizzonti aperti e una meta. il sogno più grandioso mai sognato. avere fiducia. Tre parole immense. (Letture: Atti 2. come possiamo conoscere la via?». «Non ci interessa un divino che non faccia anche fiorire l'umano. al cuore. la verità e la vita» (. Abbiate fede in me. cento persone con nome e volto) che Lui ha affidato alle mie cure. Sono le parole primarie del nostro rapporto con Dio e con la vita. realizzarlo in pienezza. 13). che tende alla vita. ma che non significa nulla». ma una storia e una vita (F. ogni mattina: scacciare la paura. Senza la fede in qualcuno non è possibile vivere.20b-25. Io sono la via: la strada per arrivare a casa. verrò di nuovo e vi prenderò con me. Sono la strada: davanti non si erge un muro o uno sbarramento. Io sono la verità: non in una dottrina. in una legge migliori delle altre. agli altri. non sappiamo dove vai. venuto a mostrarci il vero volto dell'uomo e di Dio. diventare figli di Dio: i quali non da sangue. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Salmo 22. Gli disse Gesù: «Io sono la via. Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore.36-41. vitale. Shakespeare scrive «la vita è una favola sciocca recitata da un idiota sulla scena. Senza la fiducia non si può essere umani. Se no. Con Gesù la favola senza senso diventa la storia più ambiziosa del mondo. gli amici. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. a Dio. io sono la via la verità e la vita. Gli disse Tommaso: «Signore. con il cosmo con l'uomo. Un Dio cui non corrisponda il rigoglio dell'umano non merita che ad esso ci dedichiamo» (Bonhoeffer).).. per il pur minimo gregge (la mia famiglia. la mia comunità. perché dove sono io siate anche voi. Il cristianesimo non è un sistema di pensiero o di riti. Avere fiducia (negli altri. Non sia turbato il vostro cuore. In questo atto umano la fede in Dio respira. piena di rumore e di furore. Io sono: .14. Giovanni 10. non da carne. Sono la strada che non si smarrisce. Diventare consapevoli di ciò che già siamo. 1 Pietro 2. la conquista di amore e libertà.1-10) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 19/05/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Da Gesù la strada che arriva a Dio V Domenica di Pasqua Anno A In quel tempo. quelle che devono venirci incontro appena aperti gli occhi. in un libro. figli. Pienezza dell'umano è il divino in noi. di bellezza e di comunione: con Dio. nella vita di Gesù. ma in un «io» sta la verità. Vocazione di Cristo e dell'uomo è di essere nella vita datori di vita. Io vivo perché mi fido. E questo significa diventare anch'io pastore di vita per il piccolo. ma da Dio sono nati (cfr. nel futuro) è atto umano. Mauriac). Gv 1.Vocazione di Dio e vocazione dell'uomo. E del luogo dove io vado. e non c'è parola che abbia più vita dentro..

uomo libero. come muore. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Guardi Gesù. La costruzione della frase pone l'accento su miei. questa sorella della verità. per acquisire quel suo sapore . Così è Gesù: accende occhi e mani. Gesù di Nazareth? La risposta è una pretesa perfino eccessiva. (Letture: Atti degli Apostoli 6. Parole enormi. e capisci Dio e la vita. nessuna costrizione. Se mi ami. che vogliano capire. voi invece mi vedrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Gesù non impone: «Dovete osservare». perché mia vita. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più. puoi aderire e puoi rifiutarti in totale libertà: Gesù. come accoglie. questi è colui che mi ama. 1 Pietro 2.1-12) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 26/05/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il sogno di Gesù è abitare nell'uomo VI Domenica di Pasqua Anno A In quel tempo. Nel cuore. alla distruttività che nutriamo dentro di noi con le nostre paure. con pienezza. Bobin). ma di una constatazione: quando ami accadono cose. con facilità. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Non si tratta di una ingiunzione. osservi la mia vita. uno diventa ciò che ama. lo Spirito della verità. diventi come me!» Amare trasforma. come noi. nella mente. È bello che gli apostoli chiedano. e ci basta».verità disarmata è il suo muoversi libero. Nella mia esistenza più Dio equivale a più io. di calore nuovo.. Osserverete i comandamenti miei. alla sterilità di una vita inutile. ma la sua vita! «Se mi ami. parola liberante. Io sono la vita. nel corpo. Giovanni 14. La mia vita si spiega con la vita di Dio. Infine interviene Filippo: «Mostraci il Padre. lo sappiamo per esperienza: tutte le azioni si caricano di gioiosa forza. come ama. lo prendi come misura alta del vivere. osserverete i miei comandamenti. Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate. E si oppone alla pulsione di morte. Se ami Cristo. Se mi amate osserverete.. davanti alle quali provo una vertigine.1-7. E miei non tanto perché dettati da me. chi ha visto me ha visto il Padre. Più Vangelo entra nella mia vita più io sono vivo. regale e amorevole tra le creature. Salmo 32. ma perché da me vissuti. Lavori con slancio. Non si tratta di osservare i 10 comandamenti. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva. Mai arrogante. Che hai a che fare con me. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui». e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.4-9. come il fiorire di un fiore spontaneo. La tenerezza invece. Nessuna minaccia. guardi come vive. perché io vivo e voi vivrete. perfino sconcertante: io faccio vivere. Se mi amate osserverete i miei comandamenti. le passioni modificano la vita. La verità sono occhi e mani che ardono! (Ch. di intensità inattesa. Filippo.

gli undici discepoli andarono in Galilea. a più . È già data. Dentro. Gesù ribadisce che l'amore suo è passione di unirsi a me. battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Lo fa adoperando parole che dicono unione. Il termine «forza» lega insieme. l'uomo può anche dire di no a Dio. Non lo siete ora e non lo sarete mai.14-17. voi in me. come un filo rosso. Uno diventa ciò che lo abita! Gesù cerca spazi. anzi un sogno: unirsi a me. le tre letture: «Avrete forza dallo Spirito Santo» (prima lettura). Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli. mai separati. E questo mi conforta: che io sia amato dipende da Lui. E infine l'obiettivo di Gesù: Io vivo e voi vivrete: far vivere è la vocazione di Dio. è indissolubile. in voi. la mia esistenza è attraversata da una forza più grande di me. di tavole imbandite. Giovanni 14. che viene come forza ascensionale verso più luminosa vita. 15-21). © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 02/06/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Ascensione. ma Dio non può dire di no all'uomo. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. di piccoli abbracciati. Gesù ribadisce un concetto. immersi. Forza per vivere.5-8. non è da raggiungere. non è lontana. uniti. spazi nel cuore. a voi. Gesù è venuto come intenzione di bene.di libertà. a più consapevolezza. di nemici perdonati. La presenza di Cristo in me non è da conquistare. È il flusso di vita di Cristo. energia per andare e ancora andare. Tu puoi negarlo. goccia nella sorgente. abitare in me. Infatti: non vi lascerò orfani. che mi fa crescere a più libertà. di relazioni buone che sono la bellezza del vivere. «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra» (Vangelo). in una specie di suadente monotonia: sarò con voi. Salmo 65. respiro nel suo vento. sul monte che Gesù aveva loro indicato. spazi di relazione. fontana che non verrà mai meno. scintilla nel grande braciere della vita. Cerca amore. che non si esaurirà mai e che fa la vita più forte delle sue ferite. festa della fiducia Ascensione del Signore Anno A In quel tempo. insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. verrò presso di voi. Per sette volte nei sette versetti di cui è composto il brano. E il Vangelo racconta la passione di unirsi di Gesù a me usando una parola di due sole lettere in: io nel Padre. fino alla fine del mondo». potenza per nuove nascite: la mia vita dipende da una fonte che non viene mai meno. Ed ecco. Essi però dubitarono. di mitezza. lui non potrà mai rinnegarti. (Letture: Atti 8. si prostrarono. Tralcio unito alla madre vite. La sua è anche la nostra missione: essere tutti nella vita datori di vita. è dentro.15-18. io in voi. intimi. compagnia. di pace. io sono con voi tutti i giorni. non da me. raggio nel sole. Quando lo videro. 1 Pietro 3. voi in me io in voi. come donatore di vita in abbondanza (Gv 10. «Possiate cogliere l'efficacia della sua forza» (seconda lettura). mai orfani.10). incontro.

in tutti gli incontri. ma nel profondo. A lasciarsi amare. prima. ora sarà dentro di loro. Il mio cristianesimo è la certezza forte e inebriante che in tutti i giorni. non saranno perdonati». Che cosa ha comandato Cristo.16-20) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 09/06/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il soffio dello Spirito rende «unici» Pentecoste " Anno A La sera di quel giorno. Ha fiducia in me. stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». che si lasci sommergere dentro la vita di Dio. Salmo 46. in tutte le cose Cristo è presente. consacra una diversità. La casa fu piena di vento. tutto l'uomo. Detto questo. (Letture: Atti degli Apostoli 1. affida il mondo. «Battezzare» non significa versare un po' d'acqua sul capo delle persone. Gesù se ne va con un atto di enorme fiducia nell'uomo. Sa che riuscirò a essere lievito e forse perfino fuoco.amore. a coloro a cui non perdonerete. L'Ascensione è una festa difficile: come si può far festa per uno che se ne va? Il Signore non è andato in una zona lontana del cosmo. in quella linfa vitale.17-23. Ascensione è la festa del nostro destino " solo il Cristianesimo ha osato collocare un corpo d'uomo nella profondità di Dio (Romano Guardini) " che si intreccia con la nostra missione: «Battezzate e insegnate a vivere ciò che ho comandato». forza di ascensione del cosmo. Gesù lascia sulla terra il quasi niente: un gruppetto di uomini impauriti e confusi. saranno perdonati. Lo Spirito dà a ogni creatura una genialità propria. non oltre le nubi ma oltre le forme: se prima era insieme con i discepoli. A coloro a cui perdonerete i peccati. mostrò loro le mani e il fianco.. fino alla fine del tempo. e apparvero loro come lingue di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno. che dubitano ancora. a contagiare di Spirito e di nascite chi mi è affidato. un piccolo nucleo di donne coraggiose e fedeli. ma immergere! Immergete ogni uomo in Dio. Tu non devi diventare l'opposto di te . E a loro che dubitano ancora. donando speranza e amorevolezza a tutte le creature. Qui è tutto il Vangelo. anche io mando voi».] venne Gesù. Matteo 28..1-11. sottolinea Matteo. il primo della settimana. Sarò con voi tutti i giorni. soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. Detto questo. una santità che è unica. Fate questo. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me. Efesini 1. se non l'amore? Il suo comando è: immergete l'uomo in Dio e insegnategli ad amare. Ascensione non è un percorso cosmico geografico ma è la navigazione spaziale del cuore che ti conduce dalla chiusura in te all'amore che abbraccia l'universo (Benedetto XVI). [. e poi a donare amore. tutti i giorni. alle nostre paure e infedeltà. fonte di nuove nascite per altri. sposa una libertà. Li spinge a pensare in grande. più di quanta ne abbia io stesso. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Insegnate a osservare. a guardare lontano: il mondo è vostro. a noi. E ognuna accende un cuore. fatelo entrare.

«Perdonare significa de-creare il male» (Panikkar). E poi la missione: a coloro cui perdonerete i peccati saranno perdonati. Nel Cristo siamo uno. aprite porte. Giovanni 20. Come due tempi di un solo movimento. Salmo 103. 50 giorni dopo la Risurrezione. quel principio vitale e luminoso che lo faceva diverso. grandi e bambini. di fiducia. Moltiplichiamo piccole oasi e queste conquisteranno il deserto. riporti l'innocenza e la fiducia nella vita. Il perdono dei peccati è l'impegno di tutti coloro che hanno ricevuto lo Spirito. tutto intorno a voi create strade di avvicinamenti. ma di speranza. donne e uomini. un po' incoscienti. (Letture: Atti degli Apostoli 2. avviene per ciascuno: siamo perennemente immersi in Dio come nell'aria che respiriamo. alla gioia. Nello Spirito fa della mia unicità e diversità una ricchezza. fuori misura. nel soffio dello Spirito siamo unici. avviene sempre. accoglierlo. «consolidi in ciascuno di noi la certezza più umana che abbiamo e che tutti ci compone in unità: l'aspirazione alla pace. che ha reso forte il suo volto. e tenero come quello di un innamorato. Ciò che è accaduto a Gerusalemme. Allora venga lo Spirito. piccole oasi di pace in tutti i deserti della violenza. soffi via le ceneri delle paure. perché il mio piccolo io deve dilatarsi nell'infinito io divino. per essere santo. alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo. la Chiesa come Pentecoste continua è invenzione. scrive Luca. Il libro degli Atti narra che gli apostoli quella mattina parevano «come ubriachi»: ebbri. 1 Corinzi 12.1213.stesso per incontrare il Signore. riaccendete il calore. di gioia.1-11. In Gesù. all'amore» (G. Bisogna essere così per parlare di Cristo. altrimenti non riscaldi il cuore di nessuno. poesia creatrice. a coloro cui non perdonerete non saranno perdonati. come quello di un eroe. Mentre erano chiuse le porte del luogo venne Gesù. un po' fuori misura. A noi che cosa compete? Accogliere questo straordinario respiro di Dio che riporta al cuore Cristo e le sue parole e ci trasforma. Negli Apostoli respira ora il respiro di Cristo. quella intensità che faceva unico il suo modo di amare. alla vita. un po' «presi». di generosità. ricerca.19-23) © riproduzione riservata . eccessivi. Perdonate. che spingeva Gesù a fare dei poveri i principi del suo Regno. Dio ha riunificato l'umanità in un popolo di fratelli. Ubriachi. riannodate fiducia. Vannucci). La Chiesa come Corpo di Cristo è comunione.3b-7. che vuol dire: piantate attorno a voi oasi di riconciliazione.

Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 16/06/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Crediamo all'amore di Dio per noi Santissima Trinità .. forte: il verbo dare. e mi dice: in principio a tutto è il legame. la sua bellezza.Anno A In quel tempo. i suoi fiori.16-18) . festa..)».52-56. il suo verde. Giovanni 3. né quella del Verbo eterno di Dio. Nel Vangelo il verbo amare si traduce sempre con un altro verbo concreto. Daniele 3. la Chiesa. unigenito. perché è secondo la mia vocazione. Incamminato verso un Padre che è la fonte della vita. La Trinità: un dogma che può sembrare lontano e non toccare la vita.. il verbo delle mani che offrono. io mi sento piccolo e tuttavia abbracciato dal mistero. che ha la definizione più folgorante di Dio: Dio è amore. reciprocità. l'immagine di cui parla non è quella del Creatore. nessuna cattedra può dire Dio. anche il non credente può credere all'amore. centro del Vangelo di Giovanni. ci raggiunge. Piccolo ma abbracciato. In principio a tutto sta un legame d'amore. ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui (. famiglia. Un solo Dio in tre persone: Dio non è in se stesso solitudine ma comunione. Può fidarsi e affidarsi all'amore come sapienza del vivere. i suoi figli. ma abbia la vita eterna. 11-13. i suoi spazi. Giovanni indica una risposta diversa: il cristiano crede all'amore. Abbracciato dentro un vento in cui naviga l'intero creato e che ha nome comunione. Ecco perché quando amo o trovo amicizia sto così bene. (Letture: Esodo 34. non quella dello Spirito. Dio ha tanto amato il mondo. della sapienza sulla vita. Noi abbiamo creduto all'amore: ogni uomo. ma è tutte queste cose insieme. Come legame delle vite. che il Vangelo annuncia: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio». Ecco perché la solitudine mi pesa e mi fa paura. ogni donna. «Dio ha tanto amato». è il mondo che è amato. disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio. come un bambino.4-6. Invece è rivelazione del segreto del vivere. verso un Figlio che mi innamora.. la terra e gli animali e le piante e la creazione intera. che vuole portarci a confessare: noi abbiamo creduto all'amore che Dio ha per noi! Se mi domandano: tu cristiano a che cosa credi? La risposta spontanea è: credo in Dio Padre. verso uno Spirito che accende di comunione le mie solitudini. Amare equivale a dare. Dio. infatti. Se non c'è amore. l'oceano della sua essenza vibra di un infinito movimento d'amore. L'uomo è creato a immagine della Trinità. scambio. Non solo l'uomo. sulla morte. Terra amata. E se Lui ha amato. La festa della Trinità è specchio del mio cuore profondo e del senso ultimo dell'universo. sull'amore. in Gesù crocifisso e risorto. E la relazione è il cuore dell'essenza di Dio e dell'uomo. Quando nell'«in principio» Dio dice: «Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza». incontro. ci abbraccia e poi dilaga. non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo. anch'io devo amare questa terra. perché chiunque crede in lui non vada perduto. nessun pulpito. perché è contro la mia natura. È lo stesso amore interno alla Trinità che da lì si espande. pratico.8-9. 2 Corinzi 13.

Il mio cuore lo assorbe. ad ogni Comunione. la bellezza e la libertà che ho mostrato con la mia vita!». trovo il segreto della mia vita. sacri i gesti della cura e dell'amore. una cosa enorme: Dio in me. di comunione con Dio e con gli uomini e con il creato. Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo.© riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 23/06/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio si dona come cibo per vivere Santissimo Corpo e Sangue di Cristo . pezzo di terra germinata. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. pensiero. ogni volta intrecciato ad un secondo termine: mangiare. bevete il mio sangue!». Mangio e sento che compio un atto sacro. che non ha sapore. respiro. La grande sorpresa è che Gesù non dice: «Prendete e mangiate la mia sapienza. Carne e sangue indicano non la fisiologia del suo corpo. fino alla materia. l'amore. disceso dal cielo. si trasforma in me e mi trasforma in sé. Dio in cammino verso di me. È l'incalzante convinzione. Sull'altare c'è solo un piccolo pane bianco lieve come un'ala. Per essa è il mio Dio. Gesù disse loro: «In verità. che inverte il senso della vita orientandola non più alla morte ma all'eternità. il coraggio. Dio va fino all'estremo della sua incarnazione. la mia santità. la mia divinità». Se la accolgo. Cosa mi può dare questo po' di pane povero come un boccone così piccolo da non saziare neppure il più piccolo bambino? Ad ogni Comunione andiamo distratti verso l'altare. gesto. il Dio-perl'uomo. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui». mi affaccio sull'enormità di ciò che mi sta accadendo: Dio che mi cerca. in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue. Se faccio mio il segreto della vita di Cristo. diventando nell'Eucaristia pane.) Il senso della festa del Corpo e Sangue del Signore è riassunto nel brano del Vangelo da un termine continuamente ribadito: «vivere». Prima che io dica: «ho fame». che è silenzio. Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». non avete in voi la vita. almeno per un istante. lui assorbe il mio cuore. Per ben sette volte Gesù ripete che mangiare la sua carne fa vivere. che incanta e solleva la nostra umanità. di offrire qualcosa che non avevamo e di cui non possiamo fare a meno. energia e luce..Anno A In quel tempo. sacro è il lavoro. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». da parte sua. desiderato e si dona. non io mi incammino verso il Pane.. Un Dio che si fa cellula del mio corpo. bensì: «Mangiate la mia carne. profondissimo silenzio. è il Sangue del cielo che cerca nuove vene. Quando mi avvio alla Comunione. Dio che è . Dio ha detto: «Prendete e mangiate». Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Ricchi siamo della sua umanità. però. mi ha cercato. (. tutta la mia vita diventa sacra. e diventiamo una cosa sola. ma la totalità della sua umanità: «Prendete come alimento. è il Pane del cielo incamminato verso di me.

Inizia. I piccoli di cui è pieno il vangelo. E la scuola è la vita di Gesù. Gesù è il primo dei piccoli: viene come figlio di povera gente. Il maestro è il cuore. imparando il cuore di Dio.14b-16a. ma una promessa: il regno di Dio è iniziato. E se ti lasci riempire dalla pace del signore. per tutti. ed è pace e gioia nello Spirito (Rm 14. nessuno conosce il Figlio se non il Padre. che diffonde un senso di serenità nell'arsura del vivere. che sono mite e umile di cuore». voi tutti che siete stanchi e oppressi. che sono mite e umile di cuore. e mite. e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me. senza arroganza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio. Ma «un uomo vale non sulla misura della sua intelligenza. non ha in mano nessun potere e la sua rivoluzione si compie su di una croce. gli ultimi della fila che sono i preferiti di Dio. che nulla e nessuno ha mai potuto piegare. 5158) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 30/06/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio è il cuore dolce e forte della vita XIV Domenica Tempo Ordinario . un Dio materno. La pace si impara. «attraverso il riposo e la pace del vostro cuore. che dà se stesso come cibo per vivere. nasce in una stalla. Gesù non viene. Cristo si impara imparandone il cuore. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». libero come il vento. leggero come la luce. possa anch'io. Imparate dal mio cuore. amore umile e mite. Padre. E la nostra vita si rinfranca accanto alla sua. ma quanto vale il suo cuore» (Gandhi). una creatura in pace. 1Corinzi 10. Entrato in chiesa come mendicante ne uscirò come donatore. Gesù non porta precetti nuovi. e io vi darò ristoro». poi a decine. viene recando una coppa colma di pace. 16-17. Giovanni 6. 2-3. essere annoverato fra i giusti. Dopo avere sperimentato un Dio che fa vivere e nutre. Signore del cielo e della terra. «Venite a me. fra coloro che fanno vivere. che entra in questa mia casa di carne. Con piccoli gesti ma con grandi orizzonti.Anno A In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode. Un momento di incanto di Gesù davanti ai piccoli. perché queste cose le hai rivelate ai piccoli. e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. cioè il modo di amare. ai suoi: Ti rendo lode. con obblighi e divieti. perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. allora. o Padre. lungo i miei giorni. Ristoro dell'esistenza di ciascuno è un così. voi tutti. dignitoso e alto. Louf). e troverete ristoro per la vostra vita. 17). . perché così hai deciso nella tua benevolenza. La pienezza della vita si impara. senza violenza. Imparate dal mio modo di amare: umile. troveranno ristoro» (A. che siete stanchi e oppressi. Sì.arrivato. a migliaia attorno a voi saranno confortati. Venite a me. che nutrono. «Imparate da me. Padre. il discepolato del cuore. (Letture: Deuteronòmio 8. quest'uomo senza poteri. Salmo 147. A vivere si impara.

venne il suo nemico. non si riduce ad un sapere: Dio è il cuore dolce e forte della vita. non colpisce ciò che è al cuore dell'uomo. per far fiorire la steppa getta infiniti semi di vita. E far sì che porti frutto. Romani 8. mentre tutti dormivano. Prendete su di voi l'amore. centrati sul male. Questa è la attività solare. Mettiamoci sulla strada su cui Dio agisce. con dentro il gusto e il calore di Dio.11-13. partorire. confortare. promettente. fissa il suo sguardo sul buon grano. preti e religiosi. Dice Gesù: «Prendete su di voi il mio giogo. “No. (Letture: Zaccaria 9.. il pericolo. Vuoi che andiamo a raccogliere la zizzania? domandano i servi. è un re leggero. che neanche per un istante ferisce il cuore. Il Signore dice: abbi pazienza. L'uomo violento che è in me dice: strappa subito tutto ciò che è immaturo. Salmo 114. con essa sradichiate anche il grano (. rispose. Perché Dio non è un concetto. perché il tuo spirito è capace di grandi cose solo se ha grandi motivazioni positive. perché non succeda che. ma è instancabile nel generare. Funzionari delle regole e analfabeti del cuore. non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Il nostro cuore è un pugno di terra. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. adottiamo il suo stile: per vincere la notte accende il mattino. buono. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. spuntò anche la zizzania. è un tiranno amabile. La nostra coscienza chiara. vitale che dobbiamo avere verso noi stessi. ma che corriamo il rischio di restare degli analfabeti del cuore. non è una regola. puerile. per noi che ci sentiamo intelligenti. curare. per far lievitare la massa immobile immette un pizzico di lievito. Ma. 25-30). Dobbiamo liberarci dai falsi esami di coscienza negativi. seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò..) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 14/07/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio fissa il suo sguardo sul bene XVI Domenica Tempo Ordinario-Anno A In quel tempo. raccogliendo la zizzania. Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero». bello. Il Padrone. La risposta è perentoria: «No. 9. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore. la . non se ha grandi reazioni immediate. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto. Dio ha seminato in noi. perché rischiate di strappare il buon grano!». sbagliato. 9-10. Gesù espose alla folla un'altra parabola. donne e uomini. non agire con violenza. positiva. Non è uno fra i tanti maestri. La parabola racconta due modi di guardare: i servi vedono soprattutto le erbacce. cattivo. invece.)». è «il» maestro di una vita piena.bambini e anziani. dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Matteo 11. dare ristoro. seminato di buon seme e assediato da erbacce. Nel linguaggio della Bibbia «giogo» indica la legge: «Prendete su di voi la mia legge». illuminata e sincera deve scoprire prima di tutto ciò che di vitale. il negativo.

per caso. Salmo 85. il bene possibile è più importante del male presente. l'uomo pieno di gioia va. è possibile a tutti incontrare o essere incontrati. Questo è il messaggio della parabola: venera la vita che Dio ha posto in te. il peso specifico del bene è superiore. Oggi.16-19. E la spiga di domani. Tu pensa al buon grano. è il bene che revoca il male. di libertà che Dio ci consegna. E tutto il tuo essere fiorirà nella luce.24-43). su un campo non suo. custodisci ogni germoglio buono. Trovato il tesoro. mette . che muove. Dobbiamo conquistare lo sguardo positivo di Dio innanzitutto verso noi stessi: io non sono le mie debolezze. il bene è più importante del male. Ancora. lo trova uno che è intenditore appassionato e sa bene quello che cerca: Dio non sopporta statistiche. io non sono creato a immagine del Nemico e della sua notte. Dio ci seduce ancora perché parla il linguaggio della gioia. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 21/07/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il Regno «tesoro» per ogni uomo XVII Domenica Tempo ordinario . Ma se non vedo la luce in me. Matteo 13. del peccato di ieri. E anche con te stesso. da favole. (. porta avanti ciò che hai di positivo e la zizzania avrà sempre meno terreno. tra rovi e sassi.) Tesoro: parola rara. in tutta la loro potenza e vedremo le tenebre scomparire. è folgorato dalla sorpresa. di accoglienza. trovata una perla di grande valore. Facciamo che queste erompano in tutta la loro forza. il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare. ma di coltivare una venerazione profonda per le forze di bontà.Anno A In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo. ama i tuoi germi di vita.zizzania è secondaria. Romani 8. Quando è piena. dei difetti. delle debolezze.13. ma le mie maturazioni. il bene vale di più. parola di Vangelo e nome di Dio. proteggila. di generosità. Un contadino e un mercante trovano tesori. che raccoglie ogni genere di pesci. raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Davanti a Dio una spiga di buon grano conta più di tutta la zizzania del campo. in tutta la loro bellezza. Il male non revoca il bene della tua vita. sii indulgente con tutte le creature. da avventure grandi. vende tutti i suoi averi e compra quel campo. vende tutti i suoi averi e la compra. si mettono a sedere. ma a immagine del Creatore e del suo giorno. pieno di gioia. Non preoccupiamoci prima di tutto della zizzania. poi va. i pescatori la tirano a riva. anzi. (Letture: Sapienza 12. parola da innamorati.. un uomo lo trova e lo nasconde. Lo trova uno che.. non la vedrò in nessuno. di attenzione. La gioia è il primo tesoro che il tesoro regala.26-27. vende tutti i suoi averi e compra quel campo. va. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose. Nessun uomo coincide con il suo peccato o con le sue ombre.

egli vide una grande folla. appassionata. si muove per una passione. ma per avere tutto. facendola diventare come «una finestra di cielo» (Antonia Pozzi).) Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto. per scoperta di tesori (dov'è il tuo tesoro. è il segno che stai camminando bene. ma per seduzione di tesori e di perle.U. Con la loro carica di affetto e di gioia. pacificata. Matteo 13.. non più buoni degli altri. Salmo 118. Lasciano molto. 44-52) © riproduzione riservata articoli recenti 03/03/2016 Dio perdona con una carezza. ma offerta di solarità che fa rifiorire instancabilmente la rosa del mondo. La gioia è un sintomo. Tesoro e perla è Cristo per me. vibrante. e la passione sgorga da una bellezza. e mi domandano: ma Dio per te è un tesoro o soltanto un dovere? È una perla o un obbligo? È tesoro. e spero anche.7-12.. La vita non è etica ma estetica (H. Così sono i cristiani. anzi in molti tesori. dall'aver intravisto la bellezza di Cristo. ma per una passione. perché il Vangelo non è mortificazione. Ma il dono deve essere accolto. 2830. alla scoperta deve rispondere l'impegno: il contadino e il mercante vendono tutto.) Sceso dalla barca. 5. buona e non inutile. gioiosa. ma una responsabilità! E dico grazie a Colui che mi ha fatto inciampare in un tesoro. averlo seguito è stato l'affare migliore della mia vita. (Letture: 1 Re 3. di cielo. Vive chi avanza verso ciò che ama. si rivolgono a me. ma dilatazione di vita. là corre felice il tuo cuore). una festa 25/02/2016 Dio ama pe Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 28/07/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio nutre e alimenta ogni vita XVIII Domenica Tempo ordinario . Von Balthasar) nel senso che avanza non per ordini. buona e beata del Vangelo. Non è un vanto. una vita intensa..fretta. un abbraccio. di luce. di cuore. con il futuro che aprono. di Dio. lungo molte strade. Mi sento contadino fortunato. ma per guadagnare tutto. ma più ricchi: hanno un tesoro di speranza. la rosa del vivere. Sul far . la vita bella. in disparte (. almeno un po'. fa decidere: «ogni uomo segue quella strada dove il suo cuore gli dice che troverà la felicità» (sant'Agostino). avanziamo per innamoramenti e per la gioia che accendono. in molti giorni della mia vita. lo investono. un po' contadino e un po' mercante. sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Noi avanziamo nella vita non a colpi di volontà. Tesoro e perla sono nomi di Dio. sulla strada giusta. il cristianesimo non è sacrificio e rinuncia.. mercante ricco.Anno A In quel tempo (. Romani 8. con la travolgente energia. Non perdono niente.

13-21). quei pochi pesci bastano per tutti. diceva Paolo. Romani 8. a patto che diventi possibile la condivisione. quello che spartisci con gli altri si accresce: quando il pane da mio diventa nostro. verrà a dare pane a chi ha fame e ad accendere fame di cose grandi in chi è sazio di solo pane. loro non se ne andranno. L'aveva detto: «Voi farete cose più grandi di me». perché ogni gesto "totale". spezzarlo e condividerlo insieme. scesa ormai la notte in quel luogo deserto. tutta la terra da sfamare. che li vuole tutti intorno anche a mangiare. anziché diminuire si moltiplica. Ci sono molti miracoli in questo racconto. Tutti mangiano e ne rimane per tutti e per sempre. Mi intenerisce questo Gesù che non vuole allontanare da sé nessuno. (Letture: Isaia 55. Niente è troppo piccolo per non servire alla comunione. senza calcolare.1-3. che ha fatto di questo mangiare insieme il simbolo di tutta la sua vita: «quando me ne andrò e non potrò più riunirvi e darvi il pane. Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano. Noi abbiamo la terra.della sera. Il primo è quello della folla che. per quanto minimo. Niente è troppo piccolo di ciò che fai con tutto il cuore. è solo una goccia nel mare ma è quella goccia che può dare senso a tutta la sua vita (Madre Teresa). voi potrete unirvi e mangiare me». una per ogni mese dell'anno. voi stessi date loro da mangiare». fidandosi. Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». ed è possibile. non ha mai mandato via nessuno. Matteo 14. tenerli vicini a sé. e contento di questo.35. una per ogni tribù di Israele. senza mezze misure.. Secondo una misteriosa regola divina. il Dio che ama nutrire. non se ne va e resta lì con Gesù. Il terzo miracolo: quel poco pane. Ma Gesù non li manda via. Anzi dice ai discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare». Quante volte nel Vangelo lo si vede intento a condividere il pasto con altri. da Cana all'ultima cena fino a Emmaus. Ed egli disse: «Portatemeli qui»(.. senza trattenere qualcosa per sé.) I discepoli. è poco ma è tutta la sua cena. Se non li congeda Lui. Così tanto amava mangiare con gli altri. un Dio che nutre e alimenta ogni vita. presa da qualcosa che lui solo ha e nessun altro sa dare. bastano perché condivisi. È una immagine femminile di Dio. l'unico titolo per ricevere è la povertà. E lui. Davanti a Dio io non ho nessun merito da vantare se non la mia povertà e la mia fame: la mia debolezza. uomini pratici. Salmo 144. E infine: «Raccolsero gli avanzi in dodici ceste». E hanno valore anche le briciole.37-39. È poco ma è tutto. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 04/08/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar . Che diritto hanno i cinquemila di avere pane e pesce? L'unico loro diritto è la fame. suggeriscono: «Congeda la folla perché vadano a comprarsi da mangiare». gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi. ci avvicina all'assoluto di Dio. congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». il poco che sei e che hai. Il secondo sono i cinque pani e i due pesci che qualcuno mette nelle mani di Cristo. Il miracolo è che Dio ferma la fame del mondo attraverso le nostre mani quando imparano a donare.

e la sua fede lo rende capace di ciò che sembrava impossibile. Tuttavia dalla paura nasce un grido: Signore salvami! Un grido nel buio. E subito Gesù tese la mano. salvami!». Pietro domanda due cose: una giusta e una sbagliata. Sal 84. Ma chiede di andarci camminando sulle acque. Domanda bellissima. ha fede in lui. lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede. ma nei gesti quotidiani. (Letture: 1 Re 19. annodata alla nostra forza è la forza di Dio. non devia le tempeste. Come Pietro. E la barca. si impaurì e cominciò ad affondare. Poi Pietro vede Gesù camminare sul mare: «Signore. Mt 14. simbolo della nostra vita fragile. ma tu aiutami! Ed è proprio là che il Signore Gesù ci raggiunge. cominciando ad affondare. Cosa è accaduto? Pietro ha cambiato la direzione del suo sguardo. ma ci sostiene dentro le burrasche della vita. Infatti Dio è sul lago: è nelle braccia di chi rema. vedendo che il vento era forte. non fissa più il Volto ma la notte e le onde. nel gorgo che risucchia. assente. Pietro guarda a lui. Ed egli disse: «Vieni!». In pochi passi.La mano di Dio tra le tempeste XIX Domenica Tempo ordinario . comandami di venire verso di te sulle acque». «E venne da Gesù» dice il Vangelo. se guardo al Signore e alla sua forza posso affrontare qualsiasi tempesta. Non è sul mare dei miracoli che incontrerai il Signore. intanto avanza nella notte e nel vento non perché cessa la tempesta. come Pietro. Appena saliti sulla barca. perché non siamo mai soli. nella polvere delle strade come il buon samaritano e non nel luccichio di acque miracolose. mi paralizzo. fissare lo sguardo su Gesù che ti viene incontro quando intorno è buio. Dio non agisce al posto nostro. Poi la svolta: ma vedendo che il vento era forte. dalla fede che è saldezza. E dentro il grido c'è già un abbraccio: ho poca fede. se sei tu. Rm 9. I discepoli si sentono abbandonati nel momento del pericolo. il vento cessò. perché intrecciato al nostro respiro c'è sempre il respiro di Dio.9a.22-33) © riproduzione riservata . alla paura che è palude dove sprofondi. se guardo invece alle difficoltà. al centro della nostra debole fede. Chiede di andare verso il Signore. e Dio era lontano. nel vento.1-5. Ma. credo e dubito. non ha occhi che per quel volto. e questo non serve.11-13a. è negli occhi che cercano l'approdo. e tramutare la paura in abbraccio. quando è tempesta. era muto. solo a te: vieni! Con me tutto è possibile. o ai miei limiti. comanda che io venga da te sulle acque». ma tende la mano per afferrare la nostra. lasciati soli a lottare contro le onde per una lunga notte.Anno A Pietro rispose a Gesù: «Signore. perché hai dubitato?». si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. e ciascuno sostiene il coraggio dell'altro. io con le mie sole forze». Eppure un credente non può mai dire: «Io da solo. perfetta: che io venga da te. se sei tu. Quante volte anch'io. e sentire cosa ha da dire a te. ci dà forza dentro i problemi. s'impaurì e. ma per il miracolo umile dei rematori che non si arrendono. Non ci evita i problemi. Come loro anche noi ci siamo sentiti alle volte abbandonati. Ci raggiunge e non punta il dito per accusarci. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui. la sua attenzione non va più a Gesù ma al vento. dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!». gridò: «Signore. Pietro scese dalla barca.

invoca altri dèi. si modificano l'ampiezza della sua missione e il volto del Padre. ma in una convinzione profonda. grande è la tua fede! Non frequenta la sinagoga.) Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele». briciole di guarigione anche per noi. da un dialogo fra stranieri prima brusco e poi rasserenante. «È vero. Da questo incontro di frontiera. lo sentono pulsare nel profondo delle loro piaghe.. Allora Gesù le replicò: «Donna. emerge un sogno: la terra vista come un'unica grande casa.. lo apre ad una dimensione universale: No. E che questo diritto appartiene a tutti i figli di Dio. Gesù cammina e cresce nella fede. che sono tutti uguali. lo porta ad accogliere come figli i cagnolini di Tiro e di Sidone. Signore. gli ultimi».. ma per Gesù è donna di grande fede. all'unisono con il loro cuore di madre. E Gesù cambia. di pane perduto. dicendo: «Signore.) si mise a gridare: «Pietà di me. aiutami!». La donna sembra dire «fai delle briciole di miracolo. neppure i cuccioli. Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui. Dove non ci sono noi e gli altri.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 11/08/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La grande fede della donna delle briciole XX domenica Tempo ordinario . eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni.. al suo atteggiamento prima gelido («non le rivolse nemmeno una parola») e poi ruvido. Non tanto o non solo per il suo indomito amore di madre. uomo di incontri. tu sei pastore del dolore del mondo. Nella mentalità comune dei giudei i pagani erano considerati cani. Qualcosa commuove Gesù e ne cambia l'atteggiamento: è la convinzione assoluta di quella donna che tutti. (. sotto il cielo di Tiro o sotto quello di Nazaret. anche i pagani sono amati. ma solo figli e fame da saziare. non dalla razza o dalla religione. Credono che il diritto supremo davanti a Dio è dato dalla sofferenza e dal bisogno. uomini e no.) Ed ecco una donna Cananea (. grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». come . Non ha la fede dei teologi. Incontri che trasformano. E poi la risposta geniale della madre Cananea: è vero.Anno A (. una corona di figli. che non si arrende ai silenzi di Gesù. ma quella delle madri che soffrono per la carne della loro carne: esse conoscono Dio dal di dentro. è l'umiltà di chi va in cerca solo di briciole. Una donna pagana «converte» Gesù. che la incalza: Dio è più attento alla vita e al dolore dei suoi figli che non alla fede che professano. tu non sei venuto solo per quelli di Israele.. una tavola ricca di pane. Lo farebbe qualsiasi madre! La grande fede della donna non sta in formule o dichiarazioni. credenti e pagani. Dove ognuno. Gesù. Una casa dove nessuno. Baal e Astarte. Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Signore. E da quell'istante sua figlia fu guarita. Donna. ha più fame. E la svolta avviene attorno all'immagine dei cagnolini e delle briciole. che per Dio non esistono figli e no. giudei e fenici. imparando qualcosa su Dio e sull'uomo dall'amore e dall'intelligenza di una madre straniera. figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Signore – disse la donna –. Gesù dapprima si sottrae: Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini.

. come se i Dodici. 1. non appiattiti sul pensiero dominante.Anno A In quel tempo. figlio di Giona. gente che non parla mai per sentito dire. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. Simone. tutt'uno con la vita. Chi sei per me Gesù? Per me tu sei vita. bella e beata per . Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli. secondo la tradizione. chi dici che io sia? Non chiede: cosa hai imparato da me? Qual è il riassunto del mio insegnamento? Ma: Io chi sono per te? Cosa porto io a te. è ora vivo. scalda il cuore e muove la vita. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 18/08/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Cristo mi chiede: chi sono io per te? XXI DOMENICA Tempo ordinario . Pietro lo ha visto.. 13-15. Salmo 66. il Figlio del Dio vivente. e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (. Figlio: nella Bibbia «figlio» è un termine tecnico che indica uno che compie le opere del padre. Disse loro: «Ma voi. 21-28). Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista. Tu sei il Cristo. crocifisso. fossero diversi. Sogno che abita Dio e ogni cuore buono. che la sua casa è ogni uomo. La verità non è una formula. E mi accorgo che Cristo non è ciò che dico di lui. E Gesù gli disse: «Beato sei tu. Figlio del Vivente: tu porti Dio qui.6-7. i suoi successori.. La domanda di Gesù arriva oggi fino a me: Ma tu. a te darò le chiavi del regno. ma ciò che di Lui brucia in me. Pietro e. possibilità di una vita buona. chi dite che io sia?». cosa immetto nella tua vita? E non c'è risposta nelle parole d'altri. la domanda è preceduta da un «ma»: Ma voi. intrecciato ad essa.) Voi chi dite che io sia? Anzi. E il nome della vita è gioia libertà e pienezza. e con loro i cristiani tutti.29-32. che Cristo. giunto nella regione di Cesarèa di Filippo. è ciò che arde dentro. altri Elìa. fai vedere e toccare il Dio sorgente della vita. altri Geremìa o qualcuno dei profeti». perché né carne né sangue te lo hanno rivelato. coraggio e capacità di risorgere dalle cadute. uno che fa ciò che Dio fa. Vita che non finisce mai. ma il Padre mio che è nei cieli.. impara da ognuno. Pietro è roccia per la Chiesa e per l'umanità nella misura in cui trasmette che Dio è amore. fra noi. che prolunga nella sua vita un'altra vita. (Letture: Isaia 56. ha visto Gesù passare nella vita come donatore di più vita: da chi mai andremo? Tu solo hai parole che fanno viva finalmente la vita. Romani 11. domandò ai suoi discepoli: «La gente. «Prima di conoscere te io non esistevo» (Ilario di Poitiers). studi o letture. che è forza. il Figlio del Dio vivente». Gesù. Matteo 15. chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Tu sei roccia e su questa roccia fonderò la mia chiesa. Tu sei vita.Gesù. eternità. sono roccia nella misura in cui continuano ad annunciare quell'unica parola: «Cristo è il Figlio del Dio vivente». Non servono libri o catechismi. Più Dio in me equivale a più io.

Sacerdozio comune dei credenti: essere roccia che dà sicurezza.13-20) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 25/08/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Lo scandalo dell'amore disarmato XXII Domenica Tempo ordinario .. il miracolo.. Salmo 137. lasciandoti uccidere? Sei un illuso. la perderà. Ma non occorreva certo Gesù per dire questo. dei capi dei sacerdoti e degli scribi. disse a Pietro: «Va' dietro a me. Satana! Tu mi sei di scandalo. L'energia della sequela è un istinto di vita. prenda la sua croce e mi segua. Prenda la sua croce. Usa altri mezzi: il potere. ma gente che ha fruttificato appieno i suoi talenti. Anche tu sei pietra viva. Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani. Parole pericolose se capite male. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia. Delbrel). Sceglie invece i mezzi più poveri: l'amore disarmato. Una esortazione alla rassegnazione.Anno A In quel tempo. con te edifico la mia casa. il non fare violenza mai.. Pietro è chiave nella misura in cui apre porte e strade che ci portino gli uni verso gli altri e insieme verso Dio.) Gesù incominciò a dire che doveva molto soffrire e venire ucciso! Questo è lo scandalo del cristianesimo.l'intera umanità. perché non pensi secondo Dio.19-23. Ed è proprio questo che Gesù rifiuta. se la tua vita ha trovato Cristo. Rinnegarsi non significa annullarsi. il cuore limpido. La croce nel Vangelo è l'impensabile . la roccia. un Dio che entra nel dolore e nella morte perché nel dolore e nella morte entra ogni suo figlio. questo mai! Tu vuoi salvare questo mondo che ha problemi immensi. Rinneghi se stesso. questo non ti accadrà mai». ma chi perderà la propria vita per causa mia. anche tu sei chiave. garantendo: Tu crederai o non crederai. Il tuo segreto è oltre te. il perdono fino alla fine. l'abbraccio al lebbroso. Sei dentro una forza più grande. Se uno vuol venire. prenda la sua croce e mi segua. Matteo 16. Signore. rinneghi se stesso.33-36. e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me. Gesù non vuole dei frustrati al suo seguito. Se uno vuol venire dietro a me. Ma egli. come vuoi. ma secondo gli uomini!». E l'abbiamo interpretato come: soffri con pazienza. sopporta. bello e originario. non sei tu la misura del tutto. Ma io terrò Dio accanto a te (M. (Letture: Isaia 22. la troverà. stabilità e senso anche ad altri. rinneghi se stesso. essere chiave che spalanca le porte belle di Dio e la vita in pienezza. l'autorità. Vuol dire: non sei tu il centro dell'universo.. Tutti possiamo passare nel mondo come strumenti di solidità e di apertura. Ma perché dovrei voler questo? Qual è la molla? Lo rivela Gesù stesso poco oltre: se uno vuol salvare la propria vita. il mondo non sarà salvo per un crocifisso in più. Romani 11. voltandosi. Perché chi vuole salvare la propria vita. accetta. La benedizione di Gesù a Pietro (beato te. (. Simone!) raggiunge ogni discepolo: Felice sei tu... diventare sbiadito e incolore. È la sorpresa di Pietro: Dio non voglia.

Una espressione inusuale e commovente: «guadagnare» un uomo.. avrai guadagnato tuo fratello. «Fai come me. Matteo 16. Seguire Cristo non è macerarsi in sacrifici ma conquistare un'infinita passione per l'esistenza. prenda su di sé tutto l'amore di cui è capace». il povero che mai è entrato nei palazzi dei potenti se non da prigioniero. il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Per capire basta sostituire la parola Croce con la parola amore: «Se qualcuno vuole venire con me. sia per te come il pagano e il pubblicano. però. 7-9. Ogni persona vale quanto valgono i suoi amori e le sue amicizie. altrimenti non ami. prendi su di te una vita che sia il riassunto della mia vita» dice Gesù. avrai guadagnato il tuo fratello.. per esserne liberati. Se poi non ascolterà costoro. Dimentica che esisti quando dici che ami (J. se non ascolterà. Vivi le mie stesse passioni. e se non ascolterà neanche la comunità. amore come nessuno. prendi la porzione di croce che ogni amore comporta. perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. tu non chiudere la comunicazione. felice. va' e ammoniscilo fra te e lui solo. e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. Salmo 62. Se tuo fratello commetterà una colpa contro di te. arricchirsi di persone. ma fa tu il primo passo. 21-27) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/09/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il «noi». Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome. il tenero che si commuove per le folle senza pastore e per due passeri. dillo alla comunità. 1-2. il coraggioso che tocca i lebbrosi e sfida chi vuole uccidere l'adultera. in tutte le sue creature. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa. È il primo modo per de-creare il male. se ti ascolterà. (Letture: Geremia 20. lì sono io in mezzo a loro». non metterti in atteggiamento di vittima o di sudditanza di fronte al male – questo lo renderebbe più forte –. io per primo. . è la prova che Dio ama me più della propria vita. abbiamo paura del dolore. principio di vita XXIII Domenica . Queste parole tracciano le regole di base per la convivenza fraterna. non lasciare che l'offesa occupi tutta la scena. Il vero guadagno della mia vita corrisponde alle relazioni buone che ho costruito. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo. libero come nessuno. Se ti ascolterà.Tempo Ordinario Anno A In quel tempo. «acquistare» un fratello. altrimenti non vivi. Twarkowski) e troverai la vita. Tutti. Prendi la tua porzione di amore. la grazia di non aver paura di amare: sarebbe paura di vivere. uomo dalla vita buona. E troverai la vita. bella. Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te. riapri tu il dialogo. La prima: se qualcuno ti ferisce. Romani 12. Ci sia concessa. in tutte le sue forme.di Dio. E poi seguimi. prendi ancora con te una o due persone. tu va'.

La costruzione del mondo nuovo inizia dai mattoni elementari io-tu. le speranze. non per superficialità. Il Vangelo è pieno di vigne. le persone. Dio è un vento di comunione che ci sospinge gli uni verso gli altri. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. come nella stessa Trinità. Nel Vangelo di oggi un crescendo di comunità. Fino alla affermazione ultima: dove due o tre sono riuniti nel mio nome. il violento e l'inerme si tengono per mano.. forse perché fra tutti i campi. Non per interesse. gli affetti. tu và. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro (. la divina follia di prendersi cura di Caino (se tuo fratello ti ha fatto del male... È tra noi.15-20) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 15/09/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio non si merita..Una comunità si misura dalla qualità dei rapporti umani che si sono instaurati. non sarà più dimenticato. incominciando dagli ultimi fino ai primi”. forza di coesione degli atomi (Turoldo). Matteo 18. lo ritroverete unito nel cielo. nel legame. In principio ad ogni vita. preferendo coloro che lui preferiva. consiste nel mandato fondamentale di tessere nel mondo strutture di riconciliazione: ciò che avrete riunito attorno a voi. Questa parabola ci assicura che il mondo. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio. è storia santa. Ma c'è un terzo tra i due. la vigna è il preferito di ogni contadino. io sono in mezzo a loro. si accoglie XXV Domenica Tempo ordinario – Anno A In quel tempo. di vita. quello che coltiva con più cura e intelligenza. il legame. Tutto quello che legherete sulla terra. non semplicemente nel tu.) Quando fu sera. dove il giusto e il peccatore. Il potere di sciogliere e legare non ha nulla di giuridico. non per caso. in cui si reca più volentieri.7-9. ad una condizione: che siamo riuniti nel suo nome.. Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. il cui nome è Amore: collante delle vite. ricevettero ciascuno un denaro. dove Abele diventa capace della più grande follia. pensarono che avrebbero ricevuto di più..8-10.. il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga. Come potremmo non essere liberi se fra noi è la Libertà stessa? (Letture: Ezechiele 33. di audacia e sorrisi. Ciò che scioglierete avrà libertà per sempre. Il Vangelo ci chiama a pensare sempre in termini di «noi». Senza l'altro l'uomo non è uomo. ma nel suo nome: amando ciò che lui amava. Romani 13.)». unità dei mondi. sognando il suo sogno di un mondo fatto di fratelli. e ciò che avrete liberato attorno a voi. per essere liberi dal male come l'unico libero. Non semplicemente nell'io. il Signore sta tra l'io e il tu. ciò che legherete avrà comunione per sempre. di energie. Quando arrivarono i primi.).. (. dalle relazioni quotidiane. un terzo tra me e te. Salmo 94. il mondo .

Filippesi 1. nemmeno il migliore dei padroni. va' oggi a lavorare nella vigna. Un Dio ragioniere non converte nessuno. Ma la bontà va oltre la giustizia. ma il mio bisogno. Drammatico: si può essere credenti e non essere buoni! Nel cuore di Dio cerco un perché al suo agire. Non riescono a capire e si trovano lanciati in un'avventura sconosciuta: la bontà: «ti dispiace che io sia buono?». che trasgredisce le regole del mercato. dicono «non è giusto». È il Dio della bontà senza perché. che giunge benedetto e benefico. Se invece mi ritengo operaio della prima ora e misuro le fatiche.Anno A In quel tempo. che ora attende ricompensa adeguata. con quel denaro immeritato. Allora non calcolo più i miei meriti. Tanto meno basta per essere Dio. Matteo 20. Non segue la logica della giustizia. se mi ritengo un cristiano esemplare. il suo campo preferito. che ha dato a Dio tanti sacrifici e tutta la fedeltà. Dio non si merita. Perché non si accende la festa davanti a questa bontà. allora sono felice con lui. «E mentre l'uomo pensa secondo misura. è di più. a cercare operai. Dio agisce secondo eccedenza» (cardinale Carlo Maria Martini). allora posso essere urtato dalla retribuzione uguale data a chi ha fatto molto meno di me. È un Dio buono (ti dispiace che io sia buono?). Finalmente un Dio che non è un «padrone». che crea una vertigine nei normali pensieri. Neanche l'amore è giusto. che io sono vigna e passione di Dio. con i suoi bambini. aggiungere futuro. Un Dio che sa ancora saziarci di sorprese. Vuole garantire vite. è altra cosa. 6-9. è vigna e passione di Dio. disse Gesù ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. di cui ha cura uscendo per ben cinque volte. La giustizia non basta per essere uomini. ma lo fa per eccesso. per dare di più. Mi commuove questo Dio che accresce vita. 20-24. per la paga eccedente. a quattro quinti dei lavoratori.nuovo che deve nascere. sono tristi. Se l'operaio dell'ultima ora lo sento come mio fratello o mio amico. Salmo 144. rivoltosi al primo disse: Figlio. Il punto di svolta del racconto risiede nel momento della paga: comincia dagli ultimi della fila e dà a chi ha lavorato un'ora sola lo stesso salario concordato con quelli dell'alba. salvare dalla fame. Ed egli . da un buio all'altro. E capisco che le sue bilance non sono quantitative. È vero: non è giusto. perché non sono contenti tutti. ma conto sulla sua bontà. i primi e gli ultimi? Perché la felicità viene da uno sguardo buono e amabile sulla vita e sulle persone.27. si accoglie! (Letture: Isaia 55. Non è un contabile. davanti a Lui non è il mio diritto o la mia giustizia che pesano. Gli operai che hanno lavorato fin dal mattino protestano. 1-16) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 22/09/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Gesù ha sempre fiducia in ogni uomo XXVI Domenica Tempo ordinario .

pentitosi. ma siamo sterili di opere buone. nel segreto della propria casa.. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. è un ribelle. ci andò. 16). Matteo 21. è un servile. E Gesù disse loro: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. signore. Cristiani di facciata o di sostanza? Ma consolante. I due fratelli. Frutti di bontà. per un vino di festa per tutta la casa. alla gioia della casa. ma dei frutti buoni: «dai loro frutti li riconoscerete» (Mt 7. È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto. con in sé un cuore diviso. di vedere il padre e la vigna. 1-11.19). limpido cuore. la stessa idea della vigna come di una cosa che non li riguarda. sei tu il primo che ne riceve vantaggio. in ogni uomo. solo la promessa di una vita rinnovata per tutti. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». anche lavando in silenzio i piedi di coloro che ci sono affidati. E un sogno di grappoli saporosi per il futuro del mondo. ma il male che non voglio (Rm7. gioia. (Letture: Ezechiele 18. Conosce bene come siamo fatti: non esiste un terzo figlio ideale. perché si rivolge a noi che a parole diciamo «sì». che vive la perfetta coerenza tra il dire e il fare. Pentirsi significa «cambiare mentalità. Qualcosa però viene a disarmare il rifiuto del figlio che ha detto no: «si pentì». ha fiducia nelle prostitute e ha fiducia in noi. pur così diversi. Il padre non è più un padrone da obbedire o da ingannare. da capire bene. perché in Dio non c'è ombra di condanna. cambiare il modo di vedere». come parte viva. perdono. dice il profeta Ezechiele nella prima lettura. ci diciamo credenti. è forse di essere obbedito? No. ma non andò. L'alternativa di fondo è tra un'esistenza sterile e una che invece trasforma una porzione di deserto in vigna. amicizia. sempre! Allora posso cominciare la mia conversione. La morale evangelica non è prima di tutto la morale dell'obbedienza. al contrario. che dice e poi si contraddice: infatti non compio il bene che voglio. nonostante i nostri errori e i nostri ritardi. Il primo figlio che dice «no». Gesù prosegue con una delle sue parole più dure e consolanti: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. è ben di più: avere figli che collaborino. Rivoltosi al secondo. pur avendo visto queste cose. hanno qualcosa in comune: la stessa idea del padre come di un estraneo che impartisce ordini. Chi dei due ha fatto la volontà del padre? Questa volontà del padre. 15. Non si illude Gesù.rispose: Sì. ma poi. Filippesi 2. Anche se nessuno se ne accorge. gli disse lo stesso. il secondo che dice «sì» e non fa. non vi siete nemmeno pentiti per credergli». Se agisci così fai vivere te stesso. alla fecondità della terra. Dicono: «L'ultimo». i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. ma il capo famiglia che mi chiama in una vigna che è anche mia. e la propria famiglia in un frammento del sogno di Dio. In quei due figli è rappresentato ognuno di noi. Un uomo aveva due figli. Crede in noi. Salmo 23. Voi. Dio non è un dovere: è amore e libertà. libertà. Dio ha fiducia sempre. per una vendemmia abbondante.. E la fatica diventa piena di speranza. 20-32) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 29/09/2011 . 25-28. un cuore che dice «sì» e uno che dice «no». Dura la frase.

che gli consegneranno i frutti a suo tempo». i conti in pareggio. ad ogni autunno. al piccolo insetto. lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. nuovi tributi. li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini. che io non abbia fatto? È bella questa immagine di Isaia di un Dio appassionato. Su. La circondò con una siepe. Dio ha per me una passione che nessuna delusione spegne. che ricomincia dopo ogni mio rifiuto ad assediare il cuore. Questa è l'origine di tutte le vendemmie di sangue della terra. dedica alla vigna più cuore e più cure che ad ogni altro campo. ma a me. uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!». insensate e brutali: «Costui è l'erede. Mandò di nuovo altri servi. visto il figlio. E invece. vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. un altro lo uccisero. ma li trattarono allo stesso modo. i suoi soldi. a prima del delitto. Ma i contadini. nuovi vignaioli. Per prima cosa. che fa per me ciò che nessuno farà mai. io voglio sostare dentro questa esperienza: sentire di essere vigna amata. la sua casa. che non è mai a corto di meraviglie. un altro lo lapidarono. Quando verrà dunque il padrone della vigna. Il sogno di Dio non è il tributo finalmente pagato. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna. Sii il più forte. come fa ogni contadino. ma una . Il frutto che Dio attende è come quello della vite: se ogni albero si preoccupasse solo di se stesso. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono. lasciarmi amare da Dio.Anno A In quel tempo. il più crudele. prima di qualsiasi azione. alla terra nutrice: la generosità della natura è un modello per il cuore dell'uomo. Gesù non è d'accordo: il regno di Dio sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Gli risposero: «Quei malvagi. eliminalo e avrai tu il suo campo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: «Avranno rispetto per mio figlio!». che cosa farà a quei contadini?». questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi"? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: "La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata la pietra d'angolo. il più furbo e sarai tu il capo. La parabola però avanza in un clima di amarezza e di violenza. che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. un frutto solo. non è la pena scontata. Lo presero. Mi pare di intuirne l'origine nelle parole dei vignaioli. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti. la sua donna. «Che cosa farà il padrone della vigna dopo l'uccisione del figlio?» La soluzione proposta dai giudei è logica: una vendetta esemplare. è un'abbondanza di frutti. mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Non sono altro che una vite piccolina.stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il regno di Dio sarà dato a un popolo che produca frutti XXVII domenica Tempo ordinario . più numerosi dei primi. venite. una generosità magnifica offerta a tutti. proprio a me Dio non vuole rinunciare. uccidiamolo e avremo noi l'eredità!» Ascoltano quella voce primordiale e brutale che dice: prendi il posto dell'altro. dissero tra loro: «Costui è l'erede. all'uomo. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. solo di riprodursi. La loro idea di giustizia è riportare le cose un passo indietro. basterebbero pochi semi ogni molti anni. un Dio contadino che. mantenendo intatto il ciclo immutabile del dare e dell'avere. Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo.

Quello ammutolì.vigna che non maturi più grappoli rossi di sangue e amari di lacrime. i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto.. Perché gli invitati non rispondono al suo invito? Abbiamo tutti sperimentato che per far festa davvero con gli altri è necessario un anticipo di felicità dentro.] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re. Al di fuori della metafora. l'abito nuziale. 6-9: Matteo 21. La visione di Gesù è positiva: la storia perenne dell'amore di Dio e del mio tradimento non si risolve in una sconfitta. Usciti per le strade. li insultarono e li uccisero. agli incroci. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo. L'esito della storia sarà buono. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta.. Gesù. bensì grappoli caldi di sole e gonfi di luce. fotografia impietosa del fallimento del re: nessuno vuole il suo regalo. che fece una festa di nozze per suo figlio. perché non sono felici: hanno perso la gioia del cuore dietro alle cose e agli affari. 1. là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati. 33-43) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 06/10/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Al Signore sta a cuore la nostra gioia XXVIII Domenica Tempo ordinario . battaglia di potere. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l'abito nuziale. E l'invito sembra casuale. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe. e la sala delle nozze si riempì di commensali. 1-7. La sala della festa rimane vuota e triste. chi ai propri affari. Dio sogna una storia che non sia guerra di possessi. venite alle nozze!”. invece vuole esprimere la precisa volontà . ma pochi eletti». Filippesi 4. E forse perfino acini di Dio fra noi. (Letture: Isaia 5. Tre immagini riassumono la parabola: la sala della festa. Le strade.. Ecco perché i primi invitati non rispondono. la vigna generosa di frutti.». lungo le siepi. è necessario essere contenti. chiamateli alle nozze”. Allora il Dio che vive per creare gioia condivisa. nessuno partecipa alla sua gioia.Anno A In quel tempo. ma questi non volevano venire.. riprese a parlare con parabole [. quei servi radunarono tutti quelli che trovarono. ho preparato il mio pranzo. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: dite agli invitati: “Ecco. dice ai servi: «Andate per le strade. ai semafori. cattivi e buoni. Salmo 79. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze. fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. grappoli di giustizia e di onestà. il mio peccato non blocca il piano di Dio. ma gli invitati non erano degni. andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre. le strade. come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?”. 2. il Padrone non sprecherà i giorni dell'eternità in vendette. ma sia vendemmia di generosità e di pace. altri poi presero i suoi servi. Gli disse: “Amico.

di chi sono?». le sue parole. che è la luce. che indossa il guardaroba di Dio. o no. gioca al rilancio. Noi non siamo chiamati perché siamo buoni e ce lo meritiamo. Gesù risponde giocando al . rispose: «Ipocriti. Lo temiamo come il Dio dei sacrifici ed è il Dio cui sta a cuore la gioia. 114) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 13/10/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Da Dio hai ricevuto. In quella Donna è ciascuno di noi. L'abito nuziale che un commensale non indossa ed è gettato fuori. ponendo sopra di noi una piccola veste bianca.. cercatore di luce che venga a vincere le paure e le ombre che invecchiano il cuore. i suoi sentimenti. Dunque. Notate: prima i cattivi e poi i buoni. È bello questo nostro Dio che quando è rifiutato. (Letture: Isaia 25. Matteo 22. 12-14. 3. Noi lo pensiamo come un Re che ci chiama a servirlo e invece è Lui che ci serve.). con gli erodiani. a preferire coloro che egli preferiva. perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». a fare nostri i suoi gesti. 6-10a. allarga. Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». La parabola ci aiuta a non sbagliarci su Dio. con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di stelle. Filippesi 4. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione.. e dai molti invitati passa a tutti invitati: tutti quelli che troverete. Il nostro abito è Cristo! Passare la vita a rivestirci di Cristo. il primo di tutti i simboli di Dio. sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. conoscendo la loro malizia. pagare il tributo a Cesare?». le sue mani. separato. va più lontano.. di' a noi il tuo parere: è lecito. i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. il sacerdote ha detto: «Bambino mio adesso rivestiti di Cristo!». a Dio restituisci XXIX Domenica Tempo ordinario . L'abito nuziale è quello della Donna dell'Apocalisse: vestita di sole.(.che nessuno sia escluso. uno che ci impone di fare delle cose per lui e invece ci chiede di lasciargli fare cose grandi per noi. fateli entrare. Alla domanda cattiva e astuta di chi vuole metterlo o contro Roma o contro la sua gente. cattivi o buoni. la sala del mondo. l'abito da festa del creato. buona e felice da parte di Dio. lasciandoci incontrare e incantare da una proposta di vita bella. Lo pensiamo lontano.. a dirgli: «Maestro.Anno A In quel tempo. una scala di luce posata sul cuore e che sale verso Dio. e invece è dentro la sala della vita. come una promessa di felicità. Mandarono dunque da lui i propri discepoli. 19-20. Salmo 22. Gli risposero: «Di Cesare». Ed essi gli presentarono un denaro. il suo sguardo. A capire che cosa rappresenti quell'abito ci aiuta una parola sussurrataci il giorno del Battesimo quando. anziché abbassare le attese le alza: chiamate tutti! Che apre. Ma Gesù. ma perché diventiamo buoni.

Di Dio è l'uomo. Davanti a Lui. Il secondo cambio di prospettiva inserisce la dimensione spirituale. Pagate tutti le tasse per un servizio che tocca tutti. a Dio la persona. Resta libero e ribelle ad ogni tentazione di venderti o di lasciarti possedere. Ad ogni potere umano Gesù dice: non appropriarti dell'uomo. (Letture: Isaìa 45. L'uomo è cosa di Dio. non siamo dei pretendenti. Come non applicare questa chiarezza semplice di Gesù ai nostri giorni. a Dio restituisci. come davanti all'uomo. si riunirono insieme e uno di loro. verso i poeti e gli scienziati. perché sei in debito». Da Lui viene il respiro. A Cesare le cose. Avete ricevuto e ora restituite. . avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi. lui che non guardava in faccia a nessuno. «l'unico» comandamento XXX Domenica Tempo ordinario .Anno A In quel tempo.4-6. verso milioni di lavoratori sconosciuti. sicurezza. 15-21) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 20/10/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Amare. verso l'intera mia società. io ho avuto infinitamente di più di ciò che ho dato. Restituire a Cesare di cui mi fido poco? A Cesare che ruba? Sì. mi ha trasmesso affetto e valori. altro è Dio. in cui la crisi economica porta con sé un dibattito su manovre. l'evasione delle imposte. non ti appartiene. È creatura che ha Dio nel sangue. Io sono in debito verso genitori. Innanzitutto parla di un dare e avere: voi usate questa moneta. L'iscrizione recitava: divo Caesari. e se ruba gli ricorderò la voce della coscienza e il dovere della giustizia. Altro è Cesare. il mio tributo sarà quello di correggerlo. al divino Cesare appartiene. Matteo 22. Con il secondo cambio introduce l'orizzonte di Dio.rialzo. come riconoscono i farisei: allora. tasse. come al suo solito. usate cioè dello stato romano che vi garantisce strade. applicarla ai farisei di oggi che giustificano in mille modi. verso chi mi ha insegnato ad amare e a credere. medici. verso la storia di questo paese. 1. ma dei debitori grati. il seme di eternità deposto in te. insegnanti. Con il primo cambio di prospettiva muta il verbo pagare (è lecito pagare le tasse?) in restituire: quello che è di Cesare rendetelo a Cesare. Ripeti al potere: io non ti appartengo. se Cesare sbaglia. amici. giustizia. il gioire e l'amare. «Restituisci. evasione fiscale. 1-5b. Se avessimo tra le mani quella moneta romana capiremmo qualcosa d'altro. Un tessuto di debiti è la mia vita. il volere e l'operare. quell'uomo che Lui ha fatto di poco inferiore a un dio. ma al modo di Gesù. A me dice: tu non inscrivere nel cuore altre appartenenze che non siano a Dio. Salmo 95. Gesù scinde di netto l'unità di queste due parole: Cesare non è Dio. e con due cambi di prospettiva che allargano gli orizzonti della domanda. Da Dio hai ricevuto. i farisei. i talenti. quando addirittura non se ne vantino. mercati. i cercatori di Dio. suo è il giardino del mondo. 1 Tessalonicesi 1.

fa capire prima. Amerai il tuo prossimo come ami te stesso. e di Lui sono i tuoi occhi» (Turoldo). «Sul tuo corpo volteggiano angeli / come intorno a una chiesa /. Dio non è geloso.. 20-26. andare più a fondo e più lontano. non ruba il cuore: lo moltiplica. l'unico comandamento. senza gioia né gratitudine. E dice: il secondo è simile al primo. 5c-10. qual è il grande comandamento?». Domandano a Gesù qual è il comandamento grande e Lui invece di un comandamento ne elenca due: amerai Dio. L'amore rende intelligenti. Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore. Salmo 17. e amando partecipi di questa energia: quando ami. Dove sta la novità? Sta nel fatto che le due parole fanno insieme una sola parola. con tutto. Eppure dirà che il suo è un comando nuovo. tu per primo li darai. la sua parola da ascoltare come parola santa. Ama con tutta la mente. È quasi un terzo comandamento sempre dimenticato: «ama te stesso». Ama Dio con tutto il cuore: totalità non significa esclusività. saprai solo prendere e possedere. e vedrai che resta del cuore. gli amici. Questo è il grande e primo comandamento. Qual è il grande comandamento? Gesù risponde indicando qualcosa che sta al centro dell'uomo: tu amerai. Amerai Dio con tutto. Ma perché amare.. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». per amare i tuoi familiari. Amerai l'uomo è simile ad amerai Dio. (Letture: Esodo 22. L'amore rende forti. è il Totalmente Altro che viene perché la storia sia totalmente altra da quello che è. Matteo 22. Perché Dio-amore è l'energia fondamentale del cosmo. il suo grido da fare tuo come fosse parola di Dio. Gesù non aggiunge nulla di nuovo: il primo e il secondo comandamento sono già scritti nella Bibbia. allarga le pareti di questo piccolo vaso che sono io. amare con tutto me stesso? Perché portare il cuore a queste vertigini? Perché dare e ricevere amore è ciò su cui posa la beatitudine della vita. te stesso. nella Legge. Da dove cominciare? Dal lasciarsi amare da Lui. Ama Dio senza mezze misure. anzi cresce. amerai il prossimo. capaci di affrontare qualsiasi ostacolo e fatica. con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. non sarai capace di amare nessuno. fuggire o violare. che entra. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.un dottore della Legge. Se per te desideri giustizia e rispetto. porti l'impronta della mano di Dio. Se per te desideri pace e perdono. con tutto. Lui sa che la creatura ha bisogno di molto amore per vivere bene. dilata. Il volto dell'altro è da leggere come un libro sacro. Ama con tutte le forze. Se non ami te stesso. Per tre volte Gesù ripete che l'unica misura dell'amore è amare senza misura. questo tu offrirai all'altro. lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro. E offre il suo Vangelo come via per la pienezza e la felicità di questa vita. Il prossimo è simile a Dio. Noi siamo degli amati che diventano amanti. Questa è la rivoluzione di Gesù: il prossimo ha volto e voce e cuore simili a Dio. 3440) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 27/10/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar . perché sei come un prodigio. 1 Tessalonicesi 1.

dei saluti nelle piazze. fino a che realizza il suo progetto.. Il più grande è chi ama di più. relazione paritaria e affettuosa. E già questo è un primo grande capovolgimento: tutti fratelli. Gesù poi stigmatizza un secondo errore che rovina la vita: l'amore del potere. più si sente giusto. nessuno superiore agli altri. nome segreto della civiltà. Paolo oggi dice: «Avrei voluto darvi la mia vita». Dio è il grande servitore. 7-9. ma per gli altri (legano pesi enormi sulle spalle delle persone. La prima: essere o apparire. E con la sua falsa virtù fa sì che gli uomini non si fidino più neanche della virtù autentica. ne prende la radice e la capovolge al sole e all'aria e dice: tu sei grande quanto è grande il tuo cuore.8-10. Siete grandi quando sapete amare. L'ipocrita non si accontenta di essere peccatore. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”. Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.Il più grande è chi ama di più XXXII domenica tempo ordinario . bensì contro l'ipocrisia di chi fa finta. ma la rimette sul tornio e la plasma di nuovo. È l'assoluta novità di Gesù: Dio non tiene il mondo ai suoi piedi. come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. vuole apparire buono. o colui o colei che vi è vicino. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono. E allora il più grande del nostro mondo sarà forse una mamma sconosciuta. L'ipocrita dice: «Vi ho dato la legge. padre. che chiunque desideri una vita autentica deve affrontare. perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. La severità di Gesù non va contro la debolezza di chi vorrebbe ma non ce la fa. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra. si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti. 14-2. Il mondo ha bisogno d'amore e non di ricchezza per fiorire. Ipocrita (termine greco che significa "attore di teatro") è il moralista che invoca leggi sempre più dure. Salmo 130. quello celeste (. 2. o nelle foreste d'Africa. sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato». Voi siete tutti fratelli. non butta via l'argilla. Verso la nostra debolezza Gesù si è sempre mostrato premuroso. ipocrita è l'uomo di Chiesa che più si mostra severo e duro con gli altri. Servizio: nome nuovo. che lavora e ama nel segreto della sua casa. La seconda: l'amore per il potere. Ma a Gesù questo non basta. ma non fate secondo le loro opere. Il Vangelo evidenzia due questioni di fondo. sono a posto». dei primi seggi nelle sinagoghe. 1-12) . sarà vostro servo. (Letture: Malachia 1. Gesù non sopporta gli ipocriti. Gesù rovescia la nostra idea di grandezza. quando sapete farlo con lo stile di Gesù. dottore. non il padrone.. ma loro non li toccano con un dito). ma non agite secondo le loro opere. vicino a Dio (mentre è vicino solo alla propria aggressività o invidia verso i fratelli).13. Matteo 23. 1 Tessalonicesi 2. traducendo l'amore nella divina follia del servizio: sono venuto per servire non per essere servito.. perché Lui si è fatto mio servitore.. perché uno solo è il Padre vostro. come se foste superiori agli altri. o uno di voi che legge. chi invece si esalterà. perché essi dicono e non fanno (. Lui io servirò. come il vasaio che.) Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange.Anno A In quel tempo. Non fatevi chiamare maestro. e opera un ulteriore capovolgimento: il più grande tra voi è colui che serve. perché essi dicono e non fanno. Praticate ciò che vi dicono. è Lui ai piedi di tutti. se il vaso non è riuscito bene.) Chi tra voi è più grande.

Simile a qualche seme nella terra. presero anche l'olio in piccoli vasi. Il regno di Dio è simile a dieci piccole luci.© riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 03/11/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio è una voce che ci risveglia XXXII domenica Tempo ordinario Anno A In quel tempo. nascosta in Dio. hanno portato dell'olio. Sappiamo però che ha a che fare con la luce e col fuoco: in fondo. cinque sono stolte. la risposta è dura: no. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.. andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Dio come un abbraccio. chi lo sarà per me? Parabola esigente e consolante. Dateci un po' del vostro olio perché le nostre lampade si spengono. a una manciata di stelle nel cielo. aprici!”. Il senso profondo di queste parole è un richiamo alla responsabilità: un altro non può amare al posto mio. Gesù non spiega che cosa sia l'olio delle lampade. L'alternativa centrale è tra vivere accesi o vivere spenti. Vegliate dunque. una vita vuota. del coraggio sufficiente per il primo passo. Se io non sono responsabile di me stesso. signore. mentre quelle andavano a comprare l'olio. L'esistenza come un uscire incontro. arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze. Ma sorge un problema: cinque ragazze sono sagge. Fin da quando usciamo dal grembo della madre e andiamo incontro alla vita. saranno custodi della luce. Le sagge risposero: “No. le sagge invece. Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Uscire da spazi chiusi e. lo splendore di un abbraccio. perché non sapete né il giorno né l'ora». essere buono o onesto al posto mio. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po' del vostro olio. insieme alle loro lampade. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore. hanno un vaso vuoto. perché non venga a mancare a noi e a voi. Poiché lo sposo tardava. presto spenta. rappresentata come un uscire e un andare incontro. di quasi niente. le stolte presero le loro lampade. e la porta fu chiusa. Ora. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge. è saper bruciare per qualcosa o per Qualcuno.. perché le nostre lampade si spengono”. ma non presero con sé l'olio. . Ecco lo sposo! Andategli incontro! In queste parole trovo l'immagine più bella dell'esistenza umana. desiderare Dio per me. anche se intorno è notte. fino al giorno in cui usciamo dalla vita per incontrare la nostra vita. perché non venga a mancare a noi e a voi. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. si assopirono tutte e si addormentarono. a un pizzico di lievito nella pasta. Il secondo elemento importante della parabola è la luce: il Regno di Dio è simile a dieci ragazze armate solo di un po' di luce. in fondo alla notte.

Leggiamo bene il seguito della parabola: Dio non è un padrone che rivuole indietro i suoi talenti.. e uscire incontro a un abbraccio. con in aggiunta quelli che i servi hanno guadagnato. ti darò autorità su molto». ci ha risvegliato. che non mancherà. 13-18. di viti e di olivi o. Il Vangelo è pieno di una teologia semplice. 1-13) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 10/11/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar L'invito a non avere paura della vita XXXIII Domenica Tempo ordinario-Anno A In quel tempo. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento. pieno di rischi e di paure. di lavoro e di attesa. e i talenti ricevuti. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli. Ciò che i servi hanno realizzato non solo rimane a loro. I primi due servi entrano nella vita come in una possibilità gioiosa. e ne guadagnò altri cinque. è una voce che ci risveglia. Tessalonicesi 4. per mille strade. paralizzato dalla paura di uscirne sconfitto. A me basterà avere un cuore che ascolta.. forse abbiamo mollato. perché nessuno dei tre servi crede di poter salvare il mondo. una voce una parola una persona. a un altro due. a noi il compito di esserne l'estate feconda di frutti. Dio è la primavera del cosmo. Salmo 62. Dai protagonisti della parabola emergono due visioni opposte della vita: l'esistenza. ma è moltiplicato un'altra volta: «Sei stato fedele nel poco. che verrà a ridestare da tutti gli sconforti. che mi rialza dicendo che di me non è stanca. Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che. la teologia del seme.Tutte si addormentano. La nostra vera forza sta nella certezza che la voce di Dio verrà. oppure l'esistenza come un lungo tribunale. (Letture: Sapienza 6. ne guadagnò altri due. Matteo 25. Ciò che io posso fare è solo una goccia nell'oceano. Tutto invece odora di casa. come una opportunità. Il padrone non ha bisogno di quei . del lievito. ed è la nostra storia: tutti ci siamo stancati. Ma nel momento più nero. ogni volta. La parabola dei talenti è il poema della creatività. secondo le capacità di ciascuno. A uno diede cinque talenti. anche nel buio più fitto. senza voli retorici. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro (. qualcosa. a un altro uno. di fusi. 12-16. andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. sagge e stolte. ma è questa goccia che dà senso alla mia vita (A. A noi tocca il lavoro paziente e intelligente di chi ha cura dei germogli.)». È in quella voce. di inizi che devono fiorire. di lana. partendo per un viaggio. che disegna un mondo colmo di incontri e di luci. Di semplicità e concretezza. Dio non ci coglie in flagrante. l'ultimo non entra neppure. Schweitzer). poi partì. Così anche quello che ne aveva ricevuti due. ravvivarlo come una lampada. chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. come nella prima lettura.

La parabola dei talenti è un invito a non avere paura della vita. perché tutto ciò che scegli di fare sotto la spinta della paura. possibili a tutti. non fare paura. perché la paura paralizza. Matteo 25.dieci o quattro talenti.30-31. la paura di Dio. Avevo fame. la loro fame è la fame di Dio. Egli separerà gli uni dagli altri. l'avete fatto a me! Il povero è come Dio! Carne di Dio sono i poveri. impoverisce la tua storia.14-30). Non c'è neppure una tirannia. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. a ciò che sai fare. anziché sotto quella della speranza. Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria. Tutto quello che avete fatto a uno solo dei miei fratelli più piccoli. Non ci sono dieci talenti ideali da raggiungere: c'è da camminare con fedeltà a ciò che hai ricevuto. in carcere: e tu mi hai aiutato. che noi chiamiamo il giudizio finale. là dove la vita ti ha messo. Sei passi verso la terra come Dio la sogna. Non ad opere di culto verso di lui. lievito che solleva. nudo. m'incanta sempre un'immagine: gli archivi di Dio non sono pieni dei nostri peccati. ha il nome di Dio. all'anonimato. (. e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. quotidiane SOLENNITA' DI CRISTO RE ANNO A In quel tempo. preferendo i diritti dei suoi amati. avevo sete. ma qualitative. Disegna una scena dove è rivelata. siederà sul trono della sua gloria.1-6. raccolti e messi da parte per essere tirati fuori contro di noi. Sei passi di un percorso dove la sostanza della vita è sostanza di carità. Ci sono dati perché diventino a loro volta seme di altri doni. La pedagogia del Vangelo offre tre grandi regole di maturità: non avere paura. la verità ultima sull'uomo. Le bilance di Dio non sono quantitative.10-13. Soprattutto da quella che è la paura delle paure. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/11/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio ha legato la nostra salvezza a opere semplici. liberare dalla paura.19-20. questa spirale d'amore crescente è l'energia segreta di tutto ciò che vive. (Letture: Proverbi 31.. malato. è mostrato che cosa resta della vita quando non resta più niente. fedele alla tua verità. ero straniero. I servi vanno per restituire. i loro occhi sono gli occhi di Dio. ma ad opere quotidiane. senza maschere e paure. E mi sorprende. Infatti chi consegna dieci talenti non è più bravo di chi che ne consegna quattro. Se un uomo sta male anche Lui sta male. nessun capitalismo della quantità. Noi non viviamo semplicemente per restituire a Dio i suoi doni. e tutti gli angeli con lui. questo incremento di vita. Resta l'amore del prossimo.. Un Dio che ha legato la salvezza non ad azioni eccezionali. ma al culto degli ultimi della fila. Un Dio che dimentica i suoi diritti. addizione di vita per noi e per tutti coloro che ci sono affidati. Invece per il Vangelo il povero non è l'anonimo. più che la sentenza ultima. e Dio rilancia: e questo accrescimento. nell'ultimo giorno. Salmo 127. semplici. Gli archivi dell'eternità sono .) Il Vangelo dipinge una potente visione. 1 Tessalonicesi 5. come il pastore separa le pecore dalle capre. Noi abbiamo ridotto i poveri ad una categoria sociale. drammatica.

non guarderà la zizzania ma il buon grano del campo.. non esistono più. assunzione di una responsabilità enorme. Avvento vuol dire letteralmente avvicinarsi. se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino. Gli uomini dell'indifferenza. i peccati sono annullati. in cui tutto si fa più vicino: Dio a noi. Perché verità dell'uomo. di lacrime accolte e asciugate. per non averlo guardato. è accogliere Dio nella mia vita. È come un uomo. 31-46). giungendo all'improvviso.15-17. Quelli che non sanno che cosa rispondere alla grave domanda di Dio a Caino: che cosa hai fatto di tuo fratello? Il giudizio di Dio non farà che ratificare la nostra scelta di vita: via. Nel Vangelo il padrone se ne va e lascia tutto in mano ai suoi servi. io a me stesso. Tutti conosciamo che cosa comporta una vita distratta: fare una cosa e pensare ad altro. in nessun luogo.pieni sì. tracciare cammini d'incontro.. perché non sapete quando è il momento. lo dico a tutti: vegliate!». azzerati. alle loro parole. lontano da me. perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare. cacciati. ma il bene. alle domande mute e . venire vicino. E allora argomento del giudizio non sarà il male. Sono quelli che dicono: non tocca a me. di Dio è il bene.28. lasciare qualcuno e non ricordare neppure il colore dei suoi occhi. Ma attenti a che cosa? Attenti alle persone. incontrare qualcuno ed essere con la testa da tutt'altra parte. ma la parte migliore di noi. da parte dell'uomo. Atto di fiducia grande.11-12. Gesti senz'anima. In cui impariamo che cosa sia davvero urgente: abbreviare distanze. ai loro silenzi. © riproduzione riservataIl Vangelo A cura di Ermes Ronchi 24/11/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Avvento. non l'elenco delle nostre debolezze. tempo dell'attenzione I domenica d'Avvento Anno B In quel tempo. noi agli altri. semplicemente non hanno fatto nulla per loro. che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi. Quello che dico a voi. 1 Corinzi 15. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà. non mi riguarda. Matteo 25. parole senza cuore. Quale è la loro colpa? Non è detto che abbiano fatto del male ai poveri. di bicchieri d'acqua fresca donati. Salmo 22. Allora capisco che il cristianesimo non si riduce semplicemente a fare del bene. a ciascuno il suo compito. da parte di Dio. Come custodire i beni di Dio che abbiamo fra le mani? Beni di Dio che sono il mondo e ogni vivente? Il Vangelo propone due atteggiamenti iniziali: fate attenzione e vegliate.20-26. Una volta perdonati. entrare io nella vita di Dio : l'avete fatto a me! (Letture: Ezechiele 34. Entriamo nel tempo della speranza. Vivere con attenzione è l'altro nome dell'Avvento e di ogni vita vera. ma non di peccati. Poi però ci sono quelli condannati: via da me. Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione. della storia. e ha ordinato al portiere di vegliare. umiliati. non vi trovi addormentati. Grandezza della nostra fede. non li hanno aggrediti. perché avete scelto voi di stare lontano da me che sono nei poveri. bensì di gesti di bontà. vegliate. Un tempo di incamminati. fate in modo che. tanto meno in Dio.

il nostro segreto è oltre noi. ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». 1 Corinzi 1. uno spiare il lento emergere dell'alba.alla ricchezza dei loro doni. La prima: inizio del vangelo di Gesù. uno scrutare la notte. Vi fu Giovanni. che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati (. che il segreto della nostra vita è oltre noi. a ciò che accade nel cuore. e non peccare mai contro la speranza. a stringere legami è sempre una buona notizia. Il secondo verbo: vegliate.. (Letture: Isaia 63. uno slancio verso altro che deve venire.. Cristo. perché non è tutto qui. Contro la vita sonnolenta. Marco 13. Vegliate su tutto ciò che nasce. a progettare. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. perché il presente non basta a nessuno. 3-9. alle piante. se non come piccolo seme. sui germogli della luce. una direzione. Dio si propone come colui che conforta la vita e dice: «Con me vivrai solo inizi. ricchezza di intelligenza. nel piccolo spazio che mi è affidato. Quanta ricchezza di doni sprecata attorno a noi. uno straccetto di speranza almeno intravista. Figlio di Dio (. all'aria. Infatti è così che inizia la stessa Bibbia: Dio guardò e vide che era cosa buona! La bella notizia di Marco è una . al peso di lacrime di questo pianeta barbaro e magnifico.. lieta. 33-37) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/12/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Quelle «buone novelle» nella vita di ogni giorno II Domenica di Avvento . in modo da non arrendersi al preteso primato del male e della notte.19. attenzione. Sempre tempo di adottare strategie di risveglio della mente e del cuore.). perché viene una pienezza che non è ancora contenuta nei nostri giorni. sui primi passi della pace. in modo da non dissipare bellezza. di bontà. di sentimenti. Salmo 79. di vivere con attenzione. Attesa. un approdo. Io vi ho battezzato con acqua. Attenti alle piccole cose di ogni giorno. 64. che noi distratti non sappiamo vedere. 16-17. Il Vangelo di questa domenica è chiuso tra due parentesi che subito dilatano il cuore. alla sua bellezza. 2-7. un presagio di gioia. E sembra quasi una annotazione pratica. contro l'ottundimento del pensare e del sentire. vigilanza sono i termini tipici del vocabolario dell'Avvento e indicano che tutta la vita dell'uomo è tensione verso. gioiosa notizia. Ma il sigillo del senso è nel termine «vangelo» che ha il significato di bella. Vegliate perché c'è un futuro. all'acqua. sempre tempo di abbreviare distanze. un semplice titolo esterno al racconto. inizi buoni!» Perché ciò che fa ricominciare a vivere. Vegliare come un guardare avanti.. Vegliate perché c'è una prospettiva.Anno B Inizio del Vangelo di Gesù.). perché la notte che preme intorno non è l'ultima parola. Allora è sempre tempo d'Avvento. Attenti al mondo grande. contro il lasciarsi andare.

come disse il profeta Isaìa» (. il movimento epocale delle donne.. alla porta della tua casa. Giovanni vede il cammino di Dio nella polvere delle nostre strade. Questa è la testimonianza di Giovanni. che lava via gli angoli oscuri del cuore. C'è chi sa vedere i cieli riflessi in una goccia di rugiada. Profumo di vita. Salmo 84. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce. La presenza del Signore non si è rarefatta in questo mondo distratto.1-8) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 08/12/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Chiamati a essere testimoni di luce III Domenica d'Avvento Anno B Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. un Dio che fiorisce sotto il nostro sole. i sogni coltivati insieme. gravida di luce perché Dio è sempre più vicino. per rendere testimonianza alla luce. Io credo che il mondo è più vicino a Dio oggi di dieci o vent'anni fa. dentro le cose di tutti i giorni.. altre buone notizie che ogni giorno aiutano a far ripartire la vita: la bontà delle creature. il Regno di Dio non è stato sopraffatto da altri regni: l'economia. l'idolo del denaro. perché tutti credessero per mezzo di lui. vicino come il cuore. insinua in noi il sospetto che qualcosa di determinante stia accadendo. le memorie da non dimenticare. chi sei?». la bellezza seminata nel mondo che crea ogni comunione. le qualità di chi mi vive accanto. (. un giorno. quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu.persona. alla maestà. Si fa vicino nel tempo e nello spazio. viene. E ci aiuta. il rispetto e la cura per i disabili. Non proclama: sta per venire. alla potenza di Dio.8-14. Ed è subito la positività del Vangelo che fiorisce. e rischiamo di non vederlo: Dio che si fa vicino. sicuro dice: viene. Gesù. ma alla luce. che è qui. (Letture: Isaia 40. l'amore per l'ambiente.) Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: rendete diritta la via del Signore..9-11. A noi spetta conquistare sguardi di vangelo! E se qualcosa di cattivo o doloroso è accaduto. ad ogni risveglio. diretto. ma doveva dare testimonianza alla luce. Me lo assicura la libertà che cresce da un confine all'altro della terra. i diritti umani. ci scuote... Ad una cosa sola il profeta rende testimonianza: non alla grandezza. anche se non ti accorgi di lui. e sarebbe già una cosa grande. 2 Pietro 3. Giovanni non dice: verrà. Infine la parentesi finale: Viene dopo di me uno più forte di me. Non era lui la luce.. Ma semplice. buona notizia diventa il perdono. Il mondo è pieno di tracce di Dio. l'annuncio . il mercato. adesso Dio viene. tra poco. La buona notizia è una storia gravida di futuro buono per noi e per il mondo. venne come testimone. Marco 1. qualcosa di vitale.1-5. in cammino su tutte le strade. vicino come il respiro. Ma fioriscono anche altri minimi vangeli.). ci apre gli occhi. Venne Giovanni mandato da Dio. Anche se non lo vedi. continuamente. Giorno per giorno.

Chi sei tu? È rivolta anche a noi questa domanda decisiva. E mi copre col suo manto dice Isaia. il mio segreto è in sorgenti d'acqua viva che sono prima di me. né solo peccatore. del peccato. (Letture: Isaia 61. che vale molto di più accendere una lampada che maledire mille volte la notte. eco di parole che vengono da prima di me. che pure assedia il mondo. di sole possibile. e sarà la più bella definizione dell'uomo: Voi siete luce! Luce del mondo. la certezza che il rapporto con Dio crea nell'uomo e nella storia un movimento ascensionale verso più luminosa vita. io ho il coraggio di fissare lo sguardo sulla linea mattinale della luce che sta sorgendo. Io non sono ciò che gli altri credono di me. Io non sono l'uomo prestigioso che vorrei essere ne il fallito che temo di essere.del sole. 1 Tessalonicesi 5. né un santo. e farà germogliare una primavera di giustizia. La mia identità ultima è Dio. come acqua nel letto di un ruscello.10-11. Io non sono il mio ruolo o la mia immagine.1-2. La vita scorre nell'uomo.19-28). Testimone di un altro sole. che saranno dopo di me. Così noi. ognuno un profeta dove si condensa una sillaba del Verbo. ma senza di essa non è più. chi sei? Il profeta risponde alla domanda di identità con tre "no". anch'io testimone di luce. Luca 1. Io sono voce. una primavera che credevamo impossibile.6-8. Che la storia è una via crucis ma anche una via lucis che prende avvio quando. trasparenza di qualcosa che viene da oltre. ma testimone di speranza e di futuro.16-24. Ad ogni credente è affidato il ministero profetico del Battista. Per tre volte domandano a Giovanni: Tu. Egli trova la sua identità in rapporto a Dio: Io sono voce. di fiducia e smarrimento. che introducono il "sì" finale: io sono Voce. Un giorno Gesù darà la risposta. di un Dio sconosciuto e innamorato che è in mezzo a noi. nello sfrondare da apparenze e illusioni la nostra vita. dentro il quale io cerco l'elemosina di una voce che mi dica chi sono veramente. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 15/12/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Nella vita quotidiana Dio parla il linguaggio della gioia . Giovanni 1. la parola è un Altro. Anch'io sono un uomo mandato da Dio. Il nostro tempo è tempo della luce nel frammento opaco. dello sfascio. guaritore delle vite. nei momenti oscuri che mi circondano. E la risposta è come in Giovanni. senza Dio. E venne un uomo mandato da Dio. Giovanni afferma che il mondo si regge su un principio di luce. che sembra minoritaria eppure è vincente. quello di essere annunciatore non del degrado. L'uomo non è quell'acqua. sui primi passi della bontà e della giustizia.

una giovane donna qualunque: il primo affacciarsi del Vangelo è un annuncio consegnato in una casa. non evoca sottomissione remissiva. ma: Chaîre. rallegrati! Non ordina: fa' questo o quello. L'annunciazione si apre con l'elenco di sette nomi propri di luoghi e persone (Gabriele. serva del re è la prima dopo il re.. chiamata Nàzaret. di simpatia. Maria fu molto turbata. Giuseppe. Entrando da lei. . È bello pensare che Dio ti sfiora non solo nelle liturgie solenni delle chiese. Un inedito: per la prima volta in tutta la Bibbia è ad una creatura della terra. perché hai trovato grazia presso Dio. promessa sposa di un uomo della casa di Davide. nel tempo delle lacrime o quando dici a chi ami le parole più belle che sai. L'angelo le disse: «Non temere. Un giorno qualunque. come una porta si spalanca al sole. che spetta l'ultima parola nel dialogo tra il cielo e la terra: nuova dignità della creatura umana. Ed ecco.Anno B In quel tempo. un luogo qualunque. A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. Nella casa Dio ti sfiora. lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. disse: «Rallègrati. con maturità e consapevolezza. Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». non temere questo Dio bambino che farà dei poveri i principi del suo regno. Ed ecco. non temere. ma anche e soprattutto . La prima parola dell'angelo non è un semplice saluto. di nome Giuseppe. Serva è parola biblica che non ha niente di passivo. ti tocca. La risposta di Maria non è un "sì" immediato. apriti alla gioia. Tutti. Al tempio Dio preferisce la casa. Dio parla il linguaggio della gioia per questo seduce ancora. come lei. prima ancora di ogni risposta: gioisci. ma una domanda: come è possibile? Porre domande a Dio non è mancanza di fede. dai palazzi. ad una donna. piena di grazia: il Signore è con te». che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».. La vergine si chiamava Maria. con-creatrice con il creatore. riempita di tenerezza. che sarà Figlio di Dio. ma al centro della vita Dio viene. Ecco concepirai e darai alla luce un Figlio. Maria. tua parente. Nazaret. inginocchiati. Elisabetta. Davide) per indicare. Non temere l'amore. concepirai un figlio. Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo. Il nome di Maria è «amata per sempre». Maria. così lontana dalla luci della scena. Non temere se Dio non sceglie la potenza.IV Domenica di Avvento . della vita stessa di Dio. Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Dio. amati per sempre. come evento e non come teoria. La tua prima parola. l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea. Maria. Maria. prega. E subito aggiunge il perché della gioia: piena di grazia. è colei che collabora. lo fa in un giorno di festa. E l'angelo si allontanò da lei. Il suo ruolo è ricordare quest'amore che dà gioia e che è per tutti. poiché non conosco uomo?». è stare davanti a Lui con tutta la dignità di creatura. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo. / ti chiediamo di accogliere in cuore: / come sia possibile ancora /concepire pur noi il suo Verbo (Turoldo). a una vergine. E l'angelo partì da lei. gioisci. d'amore. Allora l'angelo le disse: Non temere. attraverso il numero sette che simboleggia la pienezza. vai. la totalità della vita. l'umiltà di Dio. potente e profetico: eccomi sono la serva del Signore. Galilea. Solo allora il "sì" è maturo e creativo. dai riflettori. Ma semplicemente. sii lieta. nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei. Non ai margini.nella vita quotidiana. usare tutta l'intelligenza e dopo accettare il mistero. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.

.(Letture: Samuele 7. un gruppo di pastori. la sua fame è la fame di Dio. Luca 1. ma una profezia. Mentre a Roma si decidono le sorti del mondo. Mentre si trovavano in quel luogo.8b-12. Maria si prende cura del neonato. gli ultimi. dalla città di Nazaret. quelle manine che si tendono verso la madre. odorosi di lana e di latte. che era incinta.. un no al "così vanno le cose". mentre le legioni mantengono la pace con la spada. sua sposa.. un "no" alla fame di potere. lo nutre di latte. i dimenticati. Quella notte il senso della storia ha imboccato un'altra direzione: Dio verso l'uomo. Natale non è una festa sentimentale. Allo stesso modo. Dio riparte da loro.. perché per loro non c'era posto nell'alloggio (. nella greppia degli animali. il grande verso il piccolo.) Anche Giuseppe. Lo guardano: i suoi occhi sono gli occhi di Dio. nell'incarnazione mai conclusa del Verbo. una nuvola di ali e di canto li avvolge.. dal cielo verso il basso.14a-16. ha fede in lei. È così bello che Luca prenda nota di questa unica visita. Salmo 88. sono le mani di Dio tese verso di loro. sufficiente a mutare la direzione della storia. Diede alla luce il suo figlio primogenito. Lì Maria diede alla luce il suo figlio primogenito. Dio vivrà sulla nostra terra solo se noi ci prendiamo cura di lui.. Perché il Natale? Dio si è fatto uomo perché l'uomo si faccia Dio. lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia. si compirono per lei i giorni del parto. dalla Galilea. Natale è il più grande atto di fede di Dio nell'umanità. Romani 16.1-5. C'erano in quella regione alcuni pastori. Vanno e trovano un bambino. gli anonimi. La storia ricomincia dagli ultimi. affida il figlio alle mani di una ragazza inesperta e generosa. dal tempio a un campo di pastori.. salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Dio entra nel mondo dal punto più basso perché nessuna creatura sia più in basso. lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia.. di carezze e di sogni. Lo fa vivere con il suo abbraccio.) A Natale non celebriamo un ricordo. come una madre. È bello per tutti i poveri. in questo meccanismo perfettamente oliato cade un granello di sabbia: nasce un bambino. 26-38) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 22/12/2011 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La storia ricomincia dagli ultimi Natale del Signore Messa della notte In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra (. nessuno non raggiunto dal suo abbraccio che salva. 25-27.. Cristo nasce . ogni giorno. ma il giudizio sul mondo e il nuovo ordinamento di tutte le cose. che Maria nel suo bisogno legge come una culla.. La nuova capitale del mondo è Betlemme. La stalla e la mangiatoia sono un "no" ai modelli mondani. Doveva farsi censire insieme a Maria. da una città verso una grotta.

Natale è la riconsacrazione del corpo. 1-14). Il vasaio si fa argilla di una vaso fragile e bellissimo. che nasca con lo Spirito di Dio in me. Il creatore che aveva plasmato Adamo con la creta del suolo si fa lui stesso creta di questo nostro suolo. perché Creatore e creatura ormai si sono abbracciati.perché io nasca. amato.1-6. E nessuno può dire: qui finisce l'uomo. © riproduzione riservata . La certezza che la nostra carne che Dio ha preso. Ed è per sempre. fatto sua. Tito 2. (Letture: Isaia 9. Luca 2. che la nostra storia in qualche sua pagina è sacra. qui comincia Dio. in qualche sua parte è santa.11-14. Salmo 95. La nascita di Gesù vuole la mia nascita: che io nasca diverso e nuovo.