Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi

05/01/2012
Immersi in Dio, amati per sempre
Battesimo del Signore Anno B
In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io
non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con
acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da
Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall'acqua,
vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una
voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Il racconto del Giordano ci riporta alla genesi, quando la Bibbia prende avvio con una
immagine d'acqua: in principio... lo spirito di Dio aleggiava sulle acque (Gen 1,2) come un
grande uccello in cova su di un mare gonfio di vita inespressa. L'origine del creato è scritta
sull'acqua. Allo stesso modo anche la vita di ognuno di noi ha inizio nelle acque di un
grembo materno. Essere immersi di nuovo nell'acqua è come esserlo nell'origine, il
battesimo parla di nascita, come fa la voce dal cielo che scende su Gesù: tu sei mio Figlio.
Voce che è anche per me; voce in cui brucia il cuore ardente del cristianesimo: io sono
figlio; il mio nome è: amato per sempre. Io ho una sorgente nel cielo, che si prende cura di
me come nessun altro al mondo. E nasco della specie di Dio, perché Dio genera figli
secondo la propria specie. In te ho posto il mio compiacimento. Una parola inusuale, la cui
radice porta una dichiarazione d'amore gioioso verso ciascuno: «mio compiacimento»
significa: tu mi piaci!
Una definizione della grazia di Dio: prima che tu faccia qualsiasi cosa, come sei, per quello
sei, tu mi dai gioia. Prima che io risponda, prima che io sia buono o no, senz'altro motivo
che la gratuità di Dio, perché la grazia è grazia e non calcolo o merito o guadagno, la Voce
ripete ad ognuno: io ti amo. Gesù vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere come una
colomba. Noto la bellezza del particolare: il cielo si squarciò, si lacerò, si strappò. Come
un segno di speranza si stende sull'umanità questo cielo aperto, aperto per sempre, e non
chiuso come una cappa minacciosa e pesante. Aperto come si aprono le braccia all'amico,
all'amato, al povero: c'è comunicazione tra terra e cielo.
Da questo cielo aperto e non più muto viene come colomba lo Spirito, cioè la vita stessa di
Dio. Si posa su di te, ti avvolge, entra dentro, a poco a poco ti modella, ti trasforma
pensieri, affetti, speranze secondo la legge dolce, esigente, rasserenante del vero amore.
Battesimo significa etimologicamente: immersione. Il battezzato è uno immerso in Dio.
Adesso, in questo momento immerso; in ogni momento, in ogni giorno immerso in Dio,
come nel mio ambiente vitale, dentro una sorgente che non viene meno, dentro un grembo
che nutre, fa crescere, riscalda e protegge. E fa nascere. Io nella sua vita e Lui nella mia
vita. Come donna gravida di una vita nuova, io vivo due vite, la mia e quella di Dio. Sono
uno e due al tempo stesso. Ormai indissolubile da me è Dio, io non più separato da Lui.
Nel Battesimo è il movimento del Natale che si ripete: Dio scende ancora, entra in me,
nasce in me perché io nasca in Dio; perché nasca nuovo e diverso, con in me il respiro del
cielo.
(Letture: Isaia 55,1-11; Salmo: Isaia 12,2-6; 1 Giovanni 5,1-9; Marco 1,7-11).

12/01/2012
Trovare la chiave del cuore
II Domenica Tempo ordinario Anno B
In quel tempo, Giovanni (...) disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli,
sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo
seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbi - che, tradotto, significa
maestro -, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove
egli dimorava e quel giorno rimasero con lui (...). Uno dei due che avevano udito le parole
di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea (...). Egli incontrò per primo suo fratello
Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» - che si traduce Cristo - e lo condusse da
Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai
chiamato Cefa», che significa Pietro.
Un Vangelo che profuma di libertà, di spazi e cuori aperti: Giovanni indica un altro cui
guardare, e si ritrae; due discepoli lasciano il vecchio maestro e si mettono in cammino per
sentieri sconosciuti dietro a un giovane rabbi di cui ignorano tutto, eccetto una immagine,
una metafora folgorante: ecco, l’agnello di Dio! Ecco l’animale dei sacrifici, l’ultimo nato
del gregge che viene immolato presso gli altari, ecco l’ultimo ucciso perché nessuno sia
più ucciso. Ma nelle parole di Giovanni sta anche la novità assoluta, il capovolgimento
totale del nostro rapporto con Dio. In tutte le religioni il sacrificio consiste nell’offrire
qualcosa (un animale, del denaro, una rinuncia...) al dio per ottenere in cambio il suo
favore. Con Gesù questo contratto religioso è svuotato: Dio non chiede più sacrifici, ora è
Lui che viene e si fa agnello, vale a dire sacrifica se stesso; Gesù non prende nulla, dona
tutto.
Gesù si voltò e disse loro: che cosa cercate? Sono le sue prime parole nel Vangelo di
Giovanni. Le prime parole del Risorto saranno del tutto simili: Donna, chi cerchi?
Cosa cercate? Chi cerchi? Due domande, un unico verbo, dove troviamo la definizione
stessa dell’uomo: l’uomo è un essere di ricerca, con un punto di domanda piantato nel
cuore, cercatore mai arreso. La Parola di Dio ci educa alla fede attraverso le domande del
cuore. «Prima di correre a cercare risposte vivi bene le tue domande» (Rilke). La prima
cosa che Gesù chiede non è di aderire ad una dottrina, di osservare i comandamenti o di
pregare, ma di rientrare in se stessi, di conoscere il desiderio profondo: che cosa desideri di
più dalla vita?
Scrive san Giovanni Crisostomo: «trova la chiave del cuore. Questa chiave, lo vedrai, apre
anche la porta del Regno». Gesù, maestro del desiderio, fa capire che a noi manca
qualcosa, che la ricerca nasce da una povertà, da una assenza che arde dentro: che cosa ti
manca? Salute, denaro, speranza, tempo per vivere, amore, senso alla vita, le opportunità
per dare il meglio di me? Ti manca la pace dentro? Rivolge quella domanda a noi, ricchi di
cose, per insegnarci desideri più alti delle cose, e a non accontentarci di solo pane, di solo
benessere. Tutto intorno a noi grida: accontentati! Invece il Vangelo ripete la beatitudine
dimenticata: Beati gli insoddisfatti perché saranno cercatori di tesori. Beati voi che avete
fame e sete, perché diventerete mercanti della perla preziosa.
Maestro, dove dimori? La richiesta di una casa, di un luogo dove sentirsi tranquilli, al
sicuro. La risposta di Gesù ad ogni discepolo è sempre: vieni e vedrai. Vedrai che il mio
cuore è a casa solo accanto al tuo.
(Letture: 1 Samuele 3,3b-10.19; Salmo 39; 1 Corinzi 6, 13c-15, 17-20; Giovanni 1,35-42)

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l Vangelo A cura di Ermes Ronchi
19/01/2012
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Convertirsi è girarsi verso la Luce
III domenica Tempo ordinario Anno B
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il Vangelo di Dio, e
diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel
Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone,
mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a
me, vi farò diventare pescatori di uomini» (...)
Siamo al momento fresco, sorgivo del Vangelo. C'è una bella notizia che inizia a correre
per la Galilea ed è questa: il tempo è compiuto, il regno di Dio è qui. Il tempo è compiuto,
come quando si compiono per una donna i giorni del parto. E nasce, viene alla luce il
Regno di Dio. Gesù non spiega il Regno, lo mostra con il suo primo agire: libera, guarisce,
perdona, toglie barriere, ridona pienezza di relazione a tutti, anche a quelli marchiati
dall'esclusione. Il Regno è guarigione dal male di vivere, fioritura della vita in tutte le sue
forme. A questo movimento discendente, di pura grazia, Gesù chiede una risposta:
convertitevi e credete nel Vangelo. Immagino la conversione come il moto del girasole, che
alza la corolla ogni mattino all'arrivo del sole, che si muove verso la luce: «giratevi verso
la luce perché la luce è già qui». Credere nel Vangelo è un atto che posso compiere ogni
mattino, ad ogni risveglio. Fare memoria di una bella notizia: Dio è più vicino oggi di ieri,
è all'opera nel mondo, lo sta trasformando. E costruire la giornata non tenendo gli occhi
bassi, chini sui problemi da affrontare, ma alzando il capo, sollevandolo verso la luce,
verso il Signore che dice: sono con te, non ti lascio più, ti voglio bene.
Credete nel Vangelo. Non al Vangelo ma nel Vangelo. Non solo ritenerlo vero, ma entrate e
buttarsi dentro, costruirvi sopra la vita, con una fiducia che non darò più a nient'altro e a
nessun altro. Camminando lungo il mare di Galilea, Gesù vide… Gesù vede Simone e in
lui intuisce la Roccia. Vede Giovanni e in lui indovina il discepolo dalle più belle parole
d'amore. Un giorno guarderà l'adultera e in lei vedrà la donna capace di amare bene. Il suo
sguardo è creatore. Il maestro guarda anche me, e nonostante i miei inverni vede grano che
germina, una generosità che non sapevo di avere, capacità che non conoscevo. È la totale
fiducia di chi contempla le stelle prima ancora che sorgano. Seguitemi, venite dietro a me.
Non si dilunga in spiegazioni o motivazioni, perché il motivo è lui, che ti mette il Regno
appena nato fra le mani. E lo dice con una frase inedita, un po' illogica: Vi farò pescatori di
uomini. Come se dicesse: «vi farò cercatori di tesori».
Mio e vostro tesoro è l'uomo. Li tirerete fuori dall'oscurità, come pesci da sotto la
superficie delle acque, come neonati dalle acque materne, come tesoro dissepolto dal
campo. Li porterete dalla vita sommersa alla vita nel sole. Mostrerete che l'uomo, pur con
la sua pesantezza, è fatto per un'altra respirazione, un'altra aria, un'altra luce. Venite dietro
a me, andate verso gli uomini. Avere passione per Cristo, che passa e si lascia dietro larghi
sorsi di vita; avere passione per l'uomo e dilatare gli spazi che respira.

l'uomo che non è libero. Marco 1. Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Volesse il cielo che tutti i cristiani fossero autorevoli. esci da lui. fa vivere meglio. non di predicare ma di diventare Vangelo. Ha autorità chi non soltanto annuncia la buona notizia.] insegnava. Mi ha sempre colpito l'espressione dell'uomo posseduto: che c'è fra noi e te Gesù di Nazaret? Sei venuto a rovinarci? Gesù è venuto a rovinare tutto ciò che rovina l'uomo. 1-5. in tutta la regione della Galilea. Che aiutano a vivere meglio. Di fatto. Gesù ha autorità perché si misura con i nostri problemi di fondo. una sapienza sulla vita e sulla morte.10. Salmo 24/25. successo. straziandolo e gridando forte. Questo Vangelo mi aiuta a valutare la serietà del mio cristianesimo da due criteri: se come Gesù. Lo vediamo dal seguito del racconto: C'era là un uomo posseduto da uno spirito impuro. dato con autorità. 1 Corinzi 7.. Come la gente di Cafarnao. La buona notizia è un Dio che libera la vita. Questo Vangelo ci riporta la freschezza della sorgente. paure. è venuto a portare spada e fuoco. ma la fa accadere.. vanno in rovina le spade e diventano falci. padroni del cuore. uscì da lui.. Tutti furono presi da timore. lo stupore e la freschezza dell'origine: la gente si stupiva del suo insegnamento. Perla della creazione è l'uomo libero e amante. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». egoismi. mi oppongo al male dell'uomo. si spezza la conchiglia e appare la perla. dicendo: «Che vuoi da noi. sull'amore. È a questi desideri sbagliati. dove nominare Dio equivale a confortare la vita. E lo spirito impuro. La sua fama si diffuse subito dovunque. e il primo di tutti i problemi è «l'uomo posseduto». Tace e se ne va questo mondo sbagliato. Va in rovina. sono autorevoli soltanto le parole che accrescono la vita. a demolire ciò che lo imprigiona. Gesù insegnava come uno che ha autorità. depressioni.. denaro.(Letture: Giona 3. E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». [a Cafàrnao. come aveva sognato Isaia. entrato di sabato nella sinagoga. (. 14-20) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 26/01/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il Signore è venuto a liberare l'uomo IV domenica Tempo Ordinario . in tutte le sue . nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare. tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo. E il mezzo c'è: si tratta non di dire il Vangelo. che Gesù dice due sole parole: taci. a rovinare tutto ciò che non è amore. sulla paura e sulla gioia. Ed ecco.Anno B In quel tempo. ma di fare il Vangelo. anche noi ci incantiamo ogni volta che abbiamo la ventura di incontrare qualcuno con parole che trasmettono la sapienza del vivere. Per edificare il suo Regno deve mandare in rovina il regno ingannatore degli uomini genuflessi davanti agli idoli impuri: potere. Gesù. tutt'uno con ciò che annunci: una buona notizia che libera la vita. 29-31.).

E la rialza. Un giorno e una sera per pensare all'uomo. Miracolo così povero di contorno e di pretese. Il Signore ti ha preso per mano. trovare vita in pienezza. subito andò nella casa di Simone e Andrea. dopo il tramonto del sole. da frequentare. una notte e un'alba per pensare a Dio. (Letture: Deuteronòmio 18. far stare bene le persone. gioia e tormento insieme tu sei... una briciola di liberazione da ciò che ci reprime dentro. come forza trasmessa a chi è stanco. immergersi nella sorgente segreta della forza. Lui ascolta. e subito gli parlarono di lei. uscì in un luogo segreto e là pregava. da lì risalire intriso di Dio e annunciarlo. ritmata sulle tre occupazioni preferite di Gesù: immergersi nella folla e guarire. La suocera di Simone era a letto con la febbre.Anno B In quel tempo.] Al mattino presto [. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. l'inizio della buona notizia. Gesù alza. Egli disse loro: «Andiamocene altrove. la preghiera. nella sua bellezza giovane. La donna si alzò e si mise a servire.. come padre o madre a dare fiducia al figlio bambino. [.. ma cerchiamo i gesti di Gesù. [. l'annuncio che è possibile vivere meglio. Tutto parte dal dolore del mondo. Il miracolo è.[. impossibile amarti senza pagarne il prezzo in moneta di vita! Impossibile amarti e non cambiare vita e non gettare dalle braccia il vuoto e non accrescere gli orizzonti che respiriamo.. Marco 1. dove Gesù neppure parla. Cristo. Salmo 94. Impossibile amarti impunemente. la riconsegna alla sua andatura eretta.] lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!».forme. 1Corinzi 7. Ci sono nella vita sorgenti segrete. Un gesto così può sollevare una vita! Quando era ancora buio. anche tu fa lo stesso. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano. parla. così poco vistoso. se come lui porto aria di libertà. 15-20. E Gesù tocca. nei villaggi vicini perché io predichi anche là. si accosta. fa sorgere la donna. uscito dalla sinagoga..] Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni. e là pregava. 3235. che rovini in me tutto ciò che non è amore. prende le mani. del prendersi cura.. Quante cose contiene una mano.. gioiosa.. Un verso bellissimo di Padre Turoldo dice: Cristo. Non cerchiamo di fronte al dolore innocente risposte che non ci sono. in compagnia di Giacomo e Giovanni. da ciò che soffoca la nostra umanità. si avvicina. alla fierezza del fare.] si ritirò in un luogo deserto. buona. vivere una vita bella. Dolce rovina. mia dolce rovina. Contano i gesti. gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Venuta la sera. Gesù. come un desiderio di affetto.] Marco ci presenta il resoconto della giornata-tipo di Gesù. eleva. la febbre la lasciò ed ella li serviva.. 21-28) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 02/02/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Mano nella mano con l'Infinito V Domenica Tempo ordinario . perché io . È il verbo della risurrezione. da tutte le maschere e le paure. Mano nella mano. prendi per mano qualcuno. Ma Simone e quelli che erano con lui [. e prende per mano.

invece di lasciarlo solo e lontano.46). di stringere forte la mia mano. E Gesù è costretto a rivelare Dio. E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. Si sottrae. un rifiuto del cielo. niente per questi pochi minuti viene prima di te. sii purificato!». come testimonianza per loro». Gesù assediato dal dolore. A nome nostro il lebbroso chiede: che cosa vuole veramente Dio da questa carne piagata. Nessun sacerdote l'avrebbe fatto. ma perché lo vietava la Legge: quell'uomo era un castigato da Dio. ma rimaneva fuori. non solo per paura. È costretto . 6-7. supera le regole. Infine il terzo momento: Maestro. ammonendolo severamente. 16-19. dove dirgli: Sto davanti a te. l'Infinito e il mio nulla così: mano nella mano. E intuisco Gesù felice di questa domanda grande e sommessa. E Gesù.vivo delle mie sorgenti. sofferenze e pazienza. invece. Ed è la nostra dichiarazione d'amore. non cerca il bagno di folla. tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città. 1-4. in luoghi deserti. in un crescendo turbinoso (la sera la porta di Cafarnao scoppia di folla e di dolore e poi di vita ritrovata) sa inventare spazi. Ci insegna a inventare quegli spazi segreti che danno salute all'anima. E aggrapparmi forte: è questa l'icona mite e possente della buona novella. A nome di ogni creatura dice una frase bellissima: «Se vuoi. dove niente sia più importante di Dio. che lo obbliga a rivelarsi: «Se vuoi». spazi di preghiera. un reietto. cerca le frontiere del male per farle arretrare. cerca altri uomini per farli star bene. puoi purificarmi!». Tocca l'intoccabile. E la prima di esse è Dio. Il lebbroso non ha nome né volto. Il suo futuro è appeso a un «se». La legge ordina «Starà solo. e venivano a lui da ogni parte. da queste lacrime? Cos'è la volontà di Dio? Sacrifici. perché è ogni uomo. Con tutta la discrezione di cui è capace: «Se vuoi». lo accoglie e lo tocca. Cerca altri villaggi dove essere datore di vita. fuori dell'accampamento» (Lv 13. Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto. Marco 1. 29-39) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 09/02/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La buona novella: il Signore guarisce VI Domenica Tempo ordinario . Ne ebbe compassione.Anno B In quel tempo. 1 Corinzi 9. Perché di questo Lui ha bisogno. venne da Gesù un lebbroso. Uomo e Dio. (Letture: Giobbe 7. E. Andiamo altrove a sollevare altre vite. che fai qui? Tutti ti cercano! E lui: Andiamocene altrove. a stringere altre mani. per un tempo che so breve non voglio mettere niente prima di te. Il più malato dei malati. come dicono i sacerdoti? O un figlio guarito?. lontano. che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi. tese la mano. va'. 22-23. Un lebbroso. a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto. puoi guarirmi». non di ricevere onori. È uno che c'è ma non esiste. lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno. Salmo 146. La sua malattia non è solo fisica. Ama l'inamabile. abbatte le barriere. lo toccò e gli disse: «Lo voglio.

rinnovando goccia a goccia la vita. prostitute. 1 Corinzi 10. con forza. un sorriso.Anno B Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao. Si recarono da lui portando un paralitico. Ripetiamocelo. ma so che lotta con me contro ogni mio male. Salmo 31. È la buona novella: invece di un Dio che condanna. se non Dio solo?». Marco 1. con emozione. dico a te – disse al paralitico –: alzati. che guarisce la vita. Il lebbroso guarito disobbedendo a Gesù si mise a proclamare e a divulgare il fatto. tutti testimoniano. funziona davvero.a dire una parola ultima e immensa sul cuore di Dio: «Lo voglio: guarisci!». che fare questo dona una grande felicità. dopo alcuni giorni. (Letture: Levìtico 13. da san Francesco in avanti. con pace. scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e. L'immondo. 1-2. e molti di questi. a causa della folla. Persone piene di Gesù oggi riescono a fare le stesse cose di Gesù. Ciò che è scritto qui non è una fiaba. il castigato. stella a stella la notte. E tutti quelli che l'hanno preso sul serio. Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati. Lo mostra Gesù. A me dice: «Lo voglio: guarisci!». calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta. un gesto di affetto. Eternamente Dio vuole figli guariti. a ogni pagina. Lo voglio: alzati!». Ha ricevuto e ora diventa donatore: dona attraverso gesti e parole la sua l'esperienza felice di Dio. Non conosco i tempi. ed egli annunciava loro la Parola. e sono diventati a loro volta guaritori. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 16/02/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il Signore salva senza porre nessuna condizione VII Domenica Tempo ordinario . il Dio che fa grazia. diviene fonte di stupore e di Vangelo. funziona così. e hanno toccato i lebbrosi del loro tempo. sorretto da quattro persone. Dio è guarigione! Non conosco i modi. ti sono perdonati i peccati». Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti . vedendo la loro fede. prendi la tua barella e cammina"? Ora. Io sono certo della volontà di Dio. 40-45). disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati". Prendere il Vangelo sul serio ha dentro una potenza che cambia il mondo. Non potendo però portarglielo innanzi. e sono migliaia e migliaia. disse al paralitico: «Figlio. Pieni di Gesù fanno miracoli. fatta un'apertura. Lo voglio. Sono andati dai lebbrosi del nostro tempo: barboni. conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé. 45-46. Alla figlia di Giairo sussurra: «Talità kum. E subito Gesù. A Lazzaro grida: «Lo voglio: vieni fuori!». oppure dire "Àlzati. 31-11-1. tossici. li hanno toccati. perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra. Gesù. sono letteralmente guariti dal loro male. So che non sarà moltiplicando i miracoli. prendi la tua barella e va' a casa tua».

un corpo-anima. quella dei quattro portatori. Lo invidio. non senza condizioni. dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!». la freccia liberata nell'aria. Immagino la sorpresa. non senza espiare la colpa! E Gesù interviene: Cosa è più facile? Dire: i tuoi peccati ti sono perdonati.. E rivela che Dio salva senza porre condizione alcuna. Lui. per il mare futuro. perché la grazia è grazia e non merito o calcolo. non del paralitico. l'uccello che spicca il volo. secondo i farisei. come per Adamo che dopo il frutto proibito si rintana dietro un cespuglio. Senza merito. la carovana che si rimette in marcia. ti sono perdonati i peccati. siamo chiamati a portare uomini e speranze. un tutt'uno. senza separazioni. fantasiosi. I quattro barellieri ci insegnano a essere come loro. creativi. strappano l'ammirazione del Maestro: Gesù vista la loro fede. se si può dire così. E poi: Dio non perdona a questo modo. forza che la rende verticale e la incammina verso casa. 2 Corinzi 1. una contrazione. o: alzati e cammina? Gesù per l'unica volta nel Vangelo dice apertamente il perché del suo miracolo: lega insieme perdono e guarigione. con intelligenza operosa. come tutti i malati. 1-12) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 23/02/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Il regno di Dio è vicino. Gesù vede e ammira una fede che si fa carico. Una fede che non prende su di sé i problemi d'altri non è vera fede. per la pura gioia di vedere un figlio camminare libero nel sole. Sei perdonato. A credere anche se altri non credono. forse la delusione del paralitico. Essi dicono: Dio solo può perdonare. 18-22. Il peccato invece blocca la vita. è un colpo di verticalità. per ogni uomo immobile nella sua barella. sapersi incantare per questa divina forza ascensionale che ci risana dal male che contrae e inaridisce la vita. fidiamoci I domenica di Quaresima Anno B Enviar . unisce corporale e spirituale. Finita l'andatura eretta. senza condizioni. Invece: figlio. un colpo di vento nelle vele. domanda la guarigione. mostra che l'uomo biblico è un'anima-corpo. Marco 2. Perdonare è nel Vangelo è un verbo di moto: si usa per la nave che salpa. finiti i sentieri nel sole! Il peccato è come una paralisi nelle relazioni. a essere leali anche se altri non lo sono. una riduzione del vivere. 21-22. e tutti si meravigliarono e lodavano Dio. «Sei perdonato». Perché ha grandi amici: forti. Il perdono di Cristo non è un colpo di spugna sul passato. 18-19. Attingere alla meraviglia. è molto di più: un colpo di remo. Non si è cristiani solo per se stessi. non così. Una doppia bestemmia. Sente parole che non si aspettava. un corpo che non lo tradisca più. un irrigidimento. la loro. senza espiazione. a sognare anche per chi non sa più farlo. Per sentieri nel sole. Tutti si meravigliarono e lodavano Dio. (Letture: Isaia 43. Il paralitico di Cafàrnao. tenaci.se ne andò. Salmo 40. 24b-25.. paralizzato dalla paura. con questo peso di umanità sul cuore e sulle mani. Sono il suo magnifico ascensore. del dolore e della speranza di un altro.

adotta. il male è ciò che fa male all'uomo. È ciò che fa Gesù che. la felicità. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti. Prendendo la parola. mite e possente energia. e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. con il lamentare la caduta dei valori. è qui. Viene perché il mondo sia totalmente diverso. 12-15) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Finestre di cielo aperte sul Regno II Domenica di Quaresima Anno B In quel tempo. ma ci ricorda l'essenziale: essere tentato vuol dire dover scegliere. E sarà il Regno. che è qui. Dopo che Giovanni fu arrestato. La buona notizia che Gesù annuncia è l'amore. Il suo annuncio è un «sì». come seme in grembo di donna. Credi nel Vangelo equivale a dire: fidati dell'amore. E non ti lascia più se tu non lo lasci. proclamando il Vangelo di Dio. E questo dono è il Regno di Dio: che è vicino. a differenza di Luca e Matteo. Ti dà il suo respiro.In quel tempo. sceglie. egli annuncia. Prima di lui e dopo di lui. 1 Pietro 3. quel sorriso che intuisco in Gesù mentre dà avvio alla sua missione con un gioioso annuncio: il regno di Dio è vicino. dove si può trovare la pienezza della vita. scrive padre Turoldo. in disparte. la seduzione vincente del mondo come Dio lo sogna. come forma della terra. il suo sorriso. devi prima conoscere la bellezza di ciò che sta succedendo. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. che è dentro di te. Vuoi vincere il male? Non basta il tuo sforzo. come forma del vivere. Noi moriamo. ha detto «basta». viene. perché adoriamo cose da nulla. (Letture: Genesi 9. Non viene come un riformatore religioso. E vinci quando scegli l'amore più grande. credeteci. come forma di Dio. Marco 1. Dio viene e guarisce la vita. il farsi vicino del Regno: Dio ha guardato. A tutti e senza misura. Gesù andò nella Galilea. Il male è presente. 8-15. e lotta con te e il cuore e il mondo cambiano. bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. fa sua la parola generatrice di tutto il suo messaggio: il «Regno di Dio». accusare la cattiveria dei tempi. nei quaranta giorni di prova nel deserto. la sua vita. Gesù prese con sé Pietro. Non possiamo iniziare la Quaresima con il volto accigliato. loro soli. lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni. perché scegliamo amori da nulla. ma prima di tutto come un messaggero di una novità straordinariamente promettente. Ricomincia da qui. Scegliere è vivere. fidatevi di questa cosa buona che è nata. Gesù vince la tentazione scegliendo. la grandezza di un dono che viene da altrove. Come se questa fosse la via per far trionfare il bene. Pietro disse a . già accaduto e che sempre accade. molti sono venuti come profeti e hanno cominciato con il denunciare il male. o come un contestatore moralistico. 18-22. dai fiducia all'amore in tutte le sue forme. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. E oppone alla seduzione di un mondo secondo Satana. e non un «no». ma con un sorriso. il contenuto delle tentazioni di Gesù. un mondo altro dove si può vivere bene. Scegliere il bene più grande. e sceglie la bellezza e la forza di un evento. Salmo 24. convertitevi e credete nel Vangelo». ha visto la sofferenza. Gesù sceglie un'altra via: piuttosto che denunciare. Il Vangelo di Marco non riporta. La tentazione è sempre una scelta tra due amori. tentato da Satana. Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte. Vuoi vincere il male dentro e fuori di te? Gesù stesso indica la via.

per aprire finestre di cielo. non lo splendore del miracolo. ai miei abbracci. Il volto di Gesù sul monte è il volto ultimo dell'uomo. Il Vangelo non evidenzia nessun particolare della trasfigurazione. al mio svegliarmi al mattino. il simbolo primo di Dio. il suo cuore di luce. se non Gesù solo. 1-2.. dove l'uomo si sente finalmente a casa: qui è bello stare! Altrove siamo sempre lontani. mi imbevo e godo della luce. È un evento che ci riguarda tutti. Romani 8. insieme con Pietro.] Gesù porta i tre discepoli sopra un monte alto. È come sbirciare per un attimo dentro il Regno. Salmo 115. perché erano spaventati. mi illumino. cosa sarà del cuore? È come quando il cuore è in festa e la festa si comunica al volto.10-13. Ma questo Vangelo ci porta una notizia ancora più bella: la trasfigurazione non è un evento che riguarda Gesù solo. se non quello delle vesti diventate splendenti. è una luce custodita in un guscio di creta. Quel volto è il luogo dove è detto il cuore. è bello per noi essere qui. vederlo come una forza possente che preme sulla nostra vita. (Letture: Genesi 22. deve discendere da uno stupore. dona ali alla nostra speranza: il male e il buio non vinceranno. la più vicina al cielo. guardandosi attorno. e di festa sono anche i vestiti. 31b-24. 2-10) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Finestre di cielo aperte sul Regno II Domenica di Quaresima Anno B Enviar .Gesù: «Rabbì. al quale possiamo e dobbiamo partecipare. per essere vigorosa. Avere fede è scoprire. per trasformarci. facciamo tre capanne. quella che Dio sceglie per parlare e rivelarsi. Non sapeva infatti che cosa dire. Il nostro cuore è a casa solo accanto al tuo. una per te. La montagna è la terra dove si posa il primo raggio di sole e indugia l'ultimo. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio. Infatti lassù appaiono Mosè ed Elia.. La sua vocazione è liberare la luce. quale non sarà lo splendore del corpo? E se così è il corpo. da un innamoramento.9a. al mio lavoro. Il Vangelo di questa domenica offre il risultato: mi giro e trovo il sole. la bellezza del vivere. o meglio. con loro [. E si trasfigurò davanti a loro. gli unici che hanno veduto Dio. Marco 9. La conversione è come il movimento del girasole. in viaggio. un pregiudizio positivo: Adamo ha. Ma se così luminosa è la materia degli abiti che coprono il corpo. non videro più nessuno. la sua esclamazione stupita: che bello! ci fanno capire che la fede per essere pane. sono irradiato. Alimenta un pregiudizio sulla bontà dell'uomo. non è questo il destino dell'uomo. L'entusiasmo di Pietro. Il Vangelo della Trasfigurazione mette energia. al quale noi assistiamo da spettatori. Pietro ne è sedotto. una per Mosè e una per Elia». questo girarsi verso la luce. ridare gusto a ogni cosa che faccio. Tutta la vita prende senso e si illumina. Ciò che seduce Pietro non è l'onnipotenza di Dio. da un «che bello!» gridato a pieno cuore. la terra che si innalza nella luce. Il Vangelo di domenica scorsa chiedeva: convertiti. l'amato: ascoltatelo!».15-18. è il presente del futuro. ma la bellezza del volto di Gesù. prende la parola: che bello essere qui! Facciamo tre capanne. il fascino dell'infinito. E improvvisamente.

in disparte. il simbolo primo di Dio. guardandosi attorno. il suo cuore di luce. Il nostro cuore è a casa solo accanto al tuo. Tutta la vita prende senso e si illumina. 31b-24. la sua esclamazione stupita: che bello! ci fanno capire che la fede per essere pane. non è questo il destino dell'uomo. perché erano spaventati. è il presente del futuro. Prendendo la parola. È un evento che ci riguarda tutti. Ma se così luminosa è la materia degli abiti che coprono il corpo. per trasformarci. Il Vangelo di questa domenica offre il risultato: mi giro e trovo il sole. La montagna è la terra dove si posa il primo raggio di sole e indugia l'ultimo. un pregiudizio positivo: Adamo ha. cosa sarà del cuore? È come quando il cuore è in festa e la festa si comunica al volto. facciamo tre capanne. con loro [. ridare gusto a ogni cosa che faccio. quale non sarà lo splendore del corpo? E se così è il corpo. Non sapeva infatti che cosa dire. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio.9a. Gesù prese con sé Pietro. la bellezza del vivere. ai miei abbracci. deve discendere da uno stupore. Il Vangelo della Trasfigurazione mette energia. Il volto di Gesù sul monte è il volto ultimo dell'uomo. una per Mosè e una per Elia». Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti.10-13. non lo splendore del miracolo. insieme con Pietro. 1-2. questo girarsi verso la luce. al mio lavoro. E improvvisamente. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. e di festa sono anche i vestiti. La conversione è come il movimento del girasole. dove l'uomo si sente finalmente a casa: qui è bello stare! Altrove siamo sempre lontani. vederlo come una forza possente che preme sulla nostra vita. 2-10) © riproduzione riservata . loro soli. una per te. Pietro ne è sedotto. dona ali alla nostra speranza: il male e il buio non vinceranno.In quel tempo. non videro più nessuno.] Gesù porta i tre discepoli sopra un monte alto. se non quello delle vesti diventate splendenti. Alimenta un pregiudizio sulla bontà dell'uomo. Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte. sono irradiato. è una luce custodita in un guscio di creta. l'amato: ascoltatelo!». per essere vigorosa. per aprire finestre di cielo. mi illumino. il fascino dell'infinito.. Salmo 115. Infatti lassù appaiono Mosè ed Elia. Ciò che seduce Pietro non è l'onnipotenza di Dio. E si trasfigurò davanti a loro. ma la bellezza del volto di Gesù. se non Gesù solo.15-18. Marco 9. quella che Dio sceglie per parlare e rivelarsi. è bello per noi essere qui. in viaggio. Quel volto è il luogo dove è detto il cuore. Romani 8. bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. da un «che bello!» gridato a pieno cuore. L'entusiasmo di Pietro.. o meglio. Il Vangelo di domenica scorsa chiedeva: convertiti. gli unici che hanno veduto Dio. la terra che si innalza nella luce. da un innamoramento. (Letture: Genesi 22. mi imbevo e godo della luce. prende la parola: che bello essere qui! Facciamo tre capanne. È come sbirciare per un attimo dentro il Regno. Avere fede è scoprire. Il Vangelo non evidenzia nessun particolare della trasfigurazione. Pietro disse a Gesù: «Rabbì. La sua vocazione è liberare la luce. Ma questo Vangelo ci porta una notizia ancora più bella: la trasfigurazione non è un evento che riguarda Gesù solo. la più vicina al cielo. al mio svegliarmi al mattino. al quale noi assistiamo da spettatori. al quale possiamo e dobbiamo partecipare.

meno denaro è male. pecore e colombe e. [.] Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». All'avvicinarsi della Pasqua. la profanano. o del più violento. Biscontin). soprattutto se debole. casa di Dio III Domenica di Quaresima Anno B Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. né ad altre leggi: quella del più forte. se bambino.. Casa di Dio è la vita. gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi. Un gesto inatteso. È solo danza. Non adottare con Dio la legge scadente della compravendita di favori.. tavoli e monete. Profanare l'uomo è il peggior sacrilegio che si possa commettere. Non per una sfida a colpi di miracolo.) perché lui dia qualcosa a te. il coraggio di un eroe sul campo di battaglia (C. Non fare mercato del cuore! Non sottometterlo alla legge del più ricco. la brandisce e attraversa l'atrio del tempio come un torrente impetuoso. con le pecore e i buoi. Fuori devono stare. e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». ma perché tutt'altro è il tempio di Dio: è lui crocifisso e risorto.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 08/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Ogni vita è un tempio. siamo solo dei cambiamonete. E se una vita vale poco. Leggi sbagliate che stanno dentro la vita come le pecore e i buoi dentro il tempio di Gerusalemme: la sporcano. i cambiamonete. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi. politiche o individuali. la forza.. o del più astuto.]. tempio fragile. La cosa che più mi colpisce e commuove in Gesù è vedere che in lui c'erano insieme la tenerezza.. Perché Lui sulla mia pietra ha posato la sua luce. quasi imprevedibile: Gesù che prepara una frusta. risuonano carichi di profezia: Non fate della casa del Padre mio un mercato! Del tempio di Gerusalemme. un'offerta. A ogni credente Gesù ripete il suo monito: non fare mercato della fede. la dolcezza di una donna innamorata e la determinazione. animali.. . che travolge uomini. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio. di ogni chiesa. questo gesto. fuori dalla casa di Dio. e Gesù rovescia il nostro tavolo: Dio non si compra ed è di tutti. non sacrificare la tua famiglia sull'altare di mammona. il suo tempio più santo. che nasce dal traboccare dell'energia» (Osho). se crediamo di coinvolgere Dio in questo giuoco mercantile. Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» [. Se facciamo così. La triste evidenza che oggi determina il bene e il male. I Giudei presero la parola: Quale segno ci mostri per fare queste cose? Gesù risponde portando gli uditori su di un altro piano: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo riedificherò. la nuova etica sostiene: più denaro è bene. Sotto questa mannaia stolta passano le scelte. Casa di Dio è l'uomo: non fare mercato della vita! Non immiserirla alle leggi dell'economia e del denaro. Non vendere dignità e libertà in cambio di cose. ma soprattutto del cuore. e le parole che lo interpretano. che è l'uomo. dove tu dai qualcosa a Dio (una Messa. e in lui ogni fratello. Noi siamo salvi perché riceviamo. non sprecare il cuore riducendo i suoi sogni a oro e argento. una candela.. niente comunque vale quanto una vita. Ma «l'esistenza non è questione di affari. là seduti. Non si compra neanche a prezzo della moneta più pura. bellissimo e infinito.

sono felice. Noi non siamo cristiani perché amiamo Dio. e noi come lui: «abbiamo bisogno di tanto amore per vivere bene» (J. Tra Dio e il mondo. perché chi crede abbia la vita. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto. A queste parole la notte di Nicodemo si illumina. che continua nel presente. .(Letture: Esodo 20. ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. ma a misura di fioritura e di abbraccio. Terra amata.. perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio (. di tenerezza. Cristo. di amicizia porta in me la forza di Dio. due realtà che tutto dice lontanissime e divergenti. Lui. qualsiasi intenzione punitiva. Il versetto dal quale scaturisce la storia di Dio con noi. il ponte su cui si incontrano e si abbracciano finito ed infinito: l'amore. perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. queste parole tracciano il punto di convergenza. spalanca una finestra sull'infinito. e gli animali e le piante e la creazione tutta. è il mondo intero che è amato. il versetto dello stupore che rinasce ogni volta. per indicare un'azione che è da sempre. Dio. E non solo l'uomo. Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto. questo niente cui ha donato un cuore. aumenta la forza. La vita degli amati non è a misura di tribunale.. neppure per assolverci nell'ultimo giorno. ma chi non crede è già stato condannato. ma abbia la vita eterna. Chi crede in lui non è condannato.)». E se Egli ha amato il mondo. e non conosce altra punizione che punire se stesso. non ce ne rendiamo conto» (G.22-25. Dio non ha mandato il Figlio per giudicare il mondo. qualsiasi paura. sta dentro la vita come datore di vita e ci chiama ad escludere dall'immagine che abbiamo di Lui. Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama. È il versetto centrale del quarto Vangelo. ma perché il mondo sia salvato. la terra è amata. Tanto da dare suo Figlio: Dio ha considerato ogni nostra persona. «È l'amore che fa esistere» (M. non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo. Ha amato me quanto ha amato Gesù. umano in Dio. Maritain). ad ogni ascolto. 1 Corinzi 1. In questo brano Giovanni ci consegna il nucleo incandescente del suo Vangelo: Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio. troverà il coraggio. Dio ha tanto amato.13-25) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 15/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio ci ama tanto da dare suo Figlio IV Domenica di Quaresima Anno B In quel tempo. il suo verde. di reclamare da Pilato il corpo del crocifisso. divino nell'uomo.1-17. dice Gesù. e il mondo ne è intriso: «immersi in un mare d'amore. L'amore non fa mai paura. infatti. i suoi spazi. Blondel). E questo sarà per sempre: io amato come Cristo. più importante di se stesso. i suoi figli. venuto come intenzione di bene. anch'io devo amare questa terra. prima impensabile. la sua bellezza. Salmo 18. i suoi fiori. Ogni mio gesto di cura. a escludere per sempre. Vannucci). Giovanni 2. A Dio non interessa istruire processi contro di noi. il fariseo pauroso. Dio ha amato: un verbo al passato. Quando amo in me si raddoppia la vita. così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo.

la conserverà per la vita eterna (. Il chicco di grano e la croce. se non tanto. Gloria di Dio non è il morire. che era di Betsàida di Galilea. caduto in terra. un qualsiasi seme: nessun segno di vita. vogliamo vedere Gesù». un guscio spento e inerte. Nel ciclo vitale come in quello spirituale «la vita non è tolta ma trasformata» (Liturgia dei defunti). ma sulla vita. dell'ambiente di lavoro e chiamato al molto frutto. se invece muore. Se il chicco di grano. produce molto frutto. pare oscurare tutto il resto. In verità. il frutto in seme. (Letture: 2 Cronache 36. non uno che si sacrifica per l'altro .. e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. non perdita ma espansione. rimane solo. 4-10. 1421) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 22/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Morire a se stessi moltiplica la vita V Domenica di Quaresima Anno B In quel tempo. lo scopo verso cui tutto converge. guardate la croce. Giovanni 3. rimane solo. almeno un po' E fare così perché così fa Dio. L'accento non è sulla morte. il verbo che regge l'intera costruzione è «produrre»: il chicco produce molto frutto. Chi ama la propria vita. ma il molto frutto buono. Una frase difficile e anche pericolosa se capita male. caduto in terra. il fiore in frutto. se volete vedermi. il seme muore alla sua forma ma rinasce in forma di germe. in verità io vi dico: se il chicco di grano. guardate il chicco di grano. non morire. se invece muore. La risposta di Gesù dona occhi profondi: se volete capire me. ci impegniamo non per convertire le persone.Dio ha tanto amato. della famiglia. Se non per sempre. almeno per oggi.seme e germe non sono due cose diverse. seminato nei solchi della storia. e noi come Lui: ci impegniamo non per salvare il mondo. Vogliamo vedere Gesù. che in realtà è un forziere. Efesìni 2. Osserviamo un granello di frumento. 14-16. Grande domanda dei cercatori di sempre. non muore. Se sei generoso di te. due immagini come sintesi ardente dell'evento Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. produce molto frutto.ma tutto trasformato in più vita: la gemma si muta in fiore.)». L'azione principale. non muore. ma per amarle. mentre invece è l'inganno di una lettura superficiale. 19-23. Caduto in terra. perché può legittimare una visione doloristica e infelice della religione.. Ipotesi o necessità. e gli domandarono: «Signore. sono la stessa cosa . ma per amarlo. tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. l'ha già salvato Lui. di tempo cuore . la perde e chi odia la propria vita in questo mondo. Salmo 136. Ogni uomo e donna sono chicco di grano. Questi si avvicinarono a Filippo.. Filippo andò a dirlo ad Andrea. domanda che sento mia. un piccolo vulcano di vita. Un verbo balza subito in evidenza per la sua presa emotiva: morire.

non perdi ma moltiplichi la vita. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. no. supremo atto d'amore Domenica delle Palme Anno B (. «Salva te stesso. dove già respira la risurrezione. su tutta la terra. ma il primo di questi è di essere con l'amato. uno a destra e uno alla sua sinistra. ma partecipe della eterna passione di Dio e dell'uomo. chiedono pane. Non spettatore. le infinite croci del mondo. Contemporanea a me è la croce. Solo un Dio non scende dal legno. Gesù. in eterno risorgente. I cristiani invece stanno vicino a Dio nella sua sofferenza» (Bonhoffer). La seconda icona è la croce. Il nostro è il Dio differente: è il Dio che entra nella tragedia umana. se ti dedichi. in alto.. quando scorrono i giorni del nostro destino. E la mia fede è contemplazione del volto del Dio crocifisso. «Per sapere chi sia Dio devo solo inginocchiarmi ai piedi della Croce» (Karl Rahner). tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni.. in questa settimana santa. salva te stesso scendendo dalla croce!» (.intelligenza. allora crederemo».20-33). e ci trascina fuori. Dio entra nella morte perché là va ogni suo figlio.. uno scienziato o un innamorato al tuo scopo. scuotendo il capo e dicendo: «Ehi. cammino dietro a Cristo. «La Croce non ci fu data per capirla ma perché ci aggrappassimo ad essa» (Bonhoeffer): attratto da qualcosa che non capisco ma che mi seduce. qualsiasi re. che si consuma e fiorisce. Con lui crocifissero anche due ladroni. mi aggrappo alla sua Croce. Ebrei 5. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». . Gesù è così: un chicco di grano. e in ogni settimana del tempo. allora produci molto frutto. solo il nostro Dio. Se sei generoso.. tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Io sono cristiano per attrazione: attirerò tutti a me.7-9. Salmo 50. morente in eterno. l'immagine più pura e più alta che Dio ha dato di se stesso. come un atleta. allora riusciamo a sentire che Cristo è in agonia fino alla fine dei tempi. piangono per aiuto.) «U<i>omini vanno a Dio nella loro tribolazione. voglio abitare la croce. con sé. entra nella morte perché là va ogni suo figlio. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 29/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La Croce. nel suo amore. una croce. Perché l'amore conosce molti doveri.31-34. Quelli che passavano di là lo insultavano. Infatti se noi crediamo che Cristo è in ogni uomo. Qualsiasi uomo. deve all'uomo che è in croce. è ancora crocifisso oggi in infiniti fratelli. allora.) Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti. Così fan tutti. Ma dalla morte risorge come un germe di vita indistruttibile. (Letture: Geremia 31. tutti. potendolo. Essere in croce è ciò che Dio. Sale sulla croce per essere con me e come me. perché io possa essere con lui e come lui. che tutti insieme formiamo l'unico corpo di Cristo. Giovanni 12. scenderebbe dalla croce.

in quell'alba del primo giorno dopo il . che è vincere la violenza prendendola su di sé. ha soltanto il suo amore che si ribella all'assenza di Gesù: «amare è dire: tu non morirai!» (Gabriel Marcel). che è quello di dare la vita anche a chi ti dà la morte. Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. per morire d'amore. Marco 14. buio nel cielo e buio nel cuore. E noi qui disorientati. ma poi stupiti. più alta.Qualsiasi altro gesto ci avrebbe confermato in una falsa idea di Dio. quando era ancora buio. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 05/04/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Cristo è la Risurrezione e la vita Pasqua di risurrezione Anno B Il primo giorno della settimana. l'attore di un evento che si è consumato una volta per tutte nel giardino fuori Gerusalemme.). L'ha capito per primo un estraneo. sulla collina. è lo svelamento supremo di Dio. Ha visto che questo mondo porta un altro mondo nel grembo. e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». c'è seduzione e bellezza. del più spietato. Il sepolcro è aperto come il guscio di un seme. Da allora. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo. del più armato. E vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 1-39). vuoto e risplendente. povero e nudo. Rahner).. «per sapere chi sia Dio devo solo inginocchiarmi ai piedi della Croce» (K. e divampa. Non ha niente tra le mani. come le donne. Il sepolcro è spalancato. Che cosa ha visto in quella morte? Non un miracolo. un soldato esperto di morte. dapprima. E fuori è primavera. perché. ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro (. La suprema bellezza della storia è quella accaduta fuori Gerusalemme. Manca un ucciso alla contabilità della violenza. La nostra fede poggia sulla cosa più bella del mondo: un atto d'amore perfetto. È un pagano ad esprimere il primo atto di fede cristiano: costui era figlio di Dio. dove il Figlio di Dio si lascia inchiodare. come il centurione. e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. che è servire non asservire.. quello che Gesù amava. che è un disarmato amore. La croce è l'abisso dove Dio diviene l'amante. Solo la croce toglie ogni dubbio. Ha visto il capovolgimento del mondo. Salmo 21. non porta aromi come le altre donne. più bella che Dio ha dato di se stesso. 4-7. Il Signore Gesù non è semplicemente il Risorto. Maria di Magdala esce di casa quando è ancora notte. La croce è l'immagine più pura. (Letture: Isaia 50. sentiamo che nella Croce c'è attrazione.6-11. 1-15. Il segno è un corpo assente dalla tomba. e questo vuol dire che il carnefice non avrà ragione della sua vittima in eterno. Manca un corpo alla contabilità della morte. dove la vittoria era sempre del più forte. come i santi. Correvano insieme tutti e due. forma breve: Marco 15. Ha visto il supremo potere di Dio. non la risurrezione. 47. Dove un amore eterno penetra nel tempo come una goccia di fuoco. nel fresco dell'alba. Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino. i suoi conti sono in perdita. Filippesi 2.

sabato. Un evento concluso? No. Se noi tutti insieme formiamo il corpo di Cristo, allora
contemporanea a me è la croce, e contemporanea a me è anche la Risurrezione. Chi vive in
lui, chi è in lui compreso, è preso da lui nel suo risorgere.
Cristo è il Risorgente, adesso. Sorge in questo momento dal fondo del mio essere, dal
fondo di ogni uomo, dal fondo della storia, continua a risorgere, a immettere con la mano
viva del creatore germi di speranza e di fiducia, di coraggio e libertà. Cristo Gesù risorge
oggi, energia che ascende, vita che germina, masso che rotola via dall'imboccatura del
cuore. E mi indica la strada della pasqua, che vuol dire passaggio ininterrotto dall'odio
all'amore, dalla paura alla libertà, dall'effimero all'eterno. Pasqua è la festa dei macigni
rotolanti via, adesso, dalla bocca dell'anima. E ne usciamo pronti alla primavera di vita
nuova, trascinati in alto dal Cristo Risorgente in eterno.
Cristo non è semplicemente il Risorto, non è solo il Risorgente, egli è la Risurrezione
stessa. L'ha detto a Marta: io sono la Risurrezione e la vita (Gv 11,25). In quest'ordine
preciso: prima la risurrezione e poi la vita. Ci saremmo aspettati il contrario. Invece no:
prima viene la risurrezione, da tutte le nostre tombe, dal nostro respiro insufficiente, dalla
vita chiusa e bloccata, dal cuore spento, dal gelo delle relazioni. Prima la risurrezione di
noi, «né caldi né freddi, né buoni né cattivi; di noi, i morti vivi» (Ch. Peguy) e poi la vita
piena nel sole, e poi la vita meriterà finalmente il nome di vita.
La sua Risurrezione non riposerà finché non sia spezzata la tomba dell'ultima anima, e le
sue forze non arrivino all'ultimo ramo della creazione. E il mondo intero sarà carne risorta
per la tua carne, crocefisso Amore (B. Forte).
(Letture: Atti 10, 34a. 37-43; Salmo 117; Colossési 3, 1-4; Giovanni 20, 1-9)
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l Vangelo A cura di Ermes Ronchi
12/04/2012
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Credere senza aver visto
II Domenica di Pasqua - Anno B
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo
dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse
loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco (...)Tommaso, uno dei
Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri
discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il
segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel
suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con
loro anche Tommaso (...)
È la domenica di Tommaso e di una beatitudine che sento mia: Beati quelli che non hanno
visto eppure credono! Le altre le ho sentite difficili, cose per pochi coraggiosi, per pochi
affamati di immenso. Questa è una beatitudine per tutti, per chi fa fatica, per chi cerca a
tentoni, per chi non vede, per chi ricomincia. Siamo noi quelli di cui parla Gesù, noi che
non abbiamo visto eppure di otto giorni in otto giorni continuiamo a radunarci nel suo
nome, a distanza di millenni e a prossimità di cuore; di noi scrive Pietro: «voi lo amate pur
senza averlo visto» (1Pt 1,8).

Otto giorni dopo venne Gesù, a porte chiuse. C'è aria di paura in quella casa, paura dei
Giudei, ma soprattutto paura di se stessi, di come lo avevano abbandonato, tradito,
rinnegato così in fretta. Mi conforta pensare che, se anche trova chiuso, non se ne va'. Otto
giorni dopo è ancora lì: l'abbandonato ritorna da quelli che sanno solo abbandonare.
Viene e sta in mezzo a loro. Non chiede di essere celebrato, adorato. Non viene per
ricevere, ma per dare. È il suo stile inconfondibile. Sono due le cose che porta: la pace e lo
Spirito.
Pace a voi. Non un semplice augurio o una promessa futura, ma una affermazione: la pace
è a voi, vi appartiene, è già dentro di voi, è un sogno iniziato e che non si fermerà più. Io vi
porto questo shalom che è pienezza di vita. Non una vita più facile, bensì più piena e
appassionata, ferita e vibrante, ferita e luminosa, piagata e guaritrice. La pace adesso.
Soffiò e disse loro: ricevete lo Spirito Santo. Su quel pugno di creature, chiuse e impaurite,
scende il vento delle origini, il vento che soffiava sugli abissi, che scuote le porte chiuse:
ecco io vi mando!
Scende lo Spirito di Gesù, il suo segreto, il suo mistero, ciò che lo fa vivere, il suo respiro
stesso: vivrete di ciò di cui vivo io. Lo ha sperimentato Paolo: non son più io che vivo, è
Cristo che vive in me. Lo ha comunicato a tutti: Voi siete già stati risuscitati con Cristo
(Col 3,1). Già risorti adesso, per una eternità che già mette le sue prime gemme. In quel
soffio Gesù trasmette la sua forza: con lo Spirito di Dio voi farete le cose di Dio. E la
prima delle cose da Dio è il perdono.
Tommaso, metti qua il tuo dito nel foro dei chiodi, stendi la mano, tocca! Le ferite del
Risorto, feritoie d'amore: nel corpo del crocifisso l'amore ha scritto il suo racconto con
l'alfabeto delle ferite, indelebili ormai come lo è l'amore.
Gesù che non si scandalizza dei miei dubbi, ma mi tende le sue mani. A Tommaso basta
questo gesto. Non è scritto che abbia toccato. Perché Colui che ti tende la mano, che non ti
giudica ma ti incoraggia, è Gesù. Non ti puoi sbagliare!
(Letture: Atti 4,32-35; Salmo 117; 1 Giovanni 5,1-6; Giovanni 20,19-31.)
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Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
19/04/2012
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Quel tocco del Risorto che trasfigura
III Domenica di Pasqua
Anno B
(...) «Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho».
Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora
ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una
porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono
queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le
cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora (...) disse loro:
«Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome
saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da
Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Non sono un fantasma! Mi colpisce il lamento di Gesù, una tristezza nelle sue parole, ma
ancor più il suo desiderio di essere toccato, stretto, abbracciato come un amico che torna:
Toccatemi. E pronuncia, per sciogliere le paure e i dubbi, i verbi più semplici e più
familiari: Guardate, toccate, mangiamo! Non a visioni d'angeli, non a una teofania gloriosa,
gli apostoli si arrendono ad una porzione di pesce arrostito, al più familiare dei segni, al più
umano dei bisogni. Gesù vuole entrare nella vita concreta dei suoi, esserne riconosciuto
come parte vitale. Perché anche il Vangelo non sia un fantasma, un fumoso ragionare, un
rito settimanale, ma roccia su cui costruire, sorgente alla quale bere. La bella notizia: Gesù
non è un fantasma, ha carne e sangue come noi. Questo piccolo segno del pesce, gli
apostoli lo daranno come prova: noi abbiamo mangiato con lui dopo la sua risurrezione (At
10,41). Perché mangiare è il segno della vita; mangiare insieme è il segno più eloquente di
una comunione ritrovata, che lega insieme e custodisce e accresce le vite, figlio delle
nostre paure o delle nostre speranze.
Il Risorto non avanza richieste, non detta ordini. La sua prima offerta è «stare in mezzo» ai
suoi, riannodare la comunione di vita. Viene e condivide pane, sguardi, amicizia, parola.
Non chiede, regala. Non chiede di digiunare per lui, ma di mangiare con lui. Vuole
partecipare alla mia vita e che io condivida la sua. Ma in un sentimento di serenità, di
distensione.
Infatti la sua prima parola è: pace a voi! Pace, che è il riassunto dei doni di Dio. È la
serenità dello spirito che ci permette di capirci, di fare luce nei nostri rapporti, di vedere il
sole più che le ombre, di distinguere tra un fantasma e il Signore. Solo il cuore in pace
capisce. Infatti, il Vangelo annota: Aprì loro la mente per comprendere le Scritture. Perché
finora avevano capito solo ciò che faceva comodo, solo ciò che li confermava nelle loro
idee. C'è bisogno di pace per cogliere il senso delle cose. Quando sentiamo il cuore in
tumulto è bene fermarci, fare silenzio, non parlare.
Mi consola la fatica dei discepoli a credere, il loro oscillare tra paura e gioia. È la garanzia
che la risurrezione di Gesù non è una loro invenzione, ma un evento che li ha spiazzati. Lo
conoscevano bene, il Maestro, dopo tre anni di strade, di olivi, di pesci, di villaggi, di occhi
negli occhi, eppure non lo riconoscono. Gesù è lo stesso ed è diverso, è il medesimo ed è
trasformato, è quello di prima ed è altro. Perché la Risurrezione non è semplicemente
ritornare alla vita di prima: è andare avanti, è trasformazione, è il tocco di Dio che entra
nella carne e la trasfigura.
(Letture: Atti degli apostoli 3, 13-15. 17-19; Salmo 4; 1 Giovanni 2, 1-5; Luca 24,35-48)
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Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
26/04/2012
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Il buon pastore che offre la sua vita
IV Domenica di Pasqua Anno B
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le
pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede
venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un
mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e
le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la
mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche

i lupi di oggi. Sottese all'espressione di Gesù: «il mercenario vede venire il lupo e fugge perché non gli importa delle pecore» intuisco parole che amo e che sorreggono la mia fede. mi importa di voi. un solo pastore.11-18) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 03/05/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Amore. bello. E lo ripete a ciascuno: mi importano i passeri del cielo ma voi valete più di molti passeri. A Dio l'uomo importa. ma a me. gli amici. Solo con un supplemento di vita. "dare la vita" significa per prima cosa dare del nostro tempo. coloro che si affidano a noi. dell'acqua che dà vita alla steppa arida. del grembo di donna che dà vita al bambino. È per questo che dà la vita: la sua vita per la mia vita.. vince. 1 Giovanni 3. il pastore vero che ha a cuore cose importanti. perché se il Pastore muore le pecore sono abbandonate e il lupo rapisce.1-2.. è. 8-12. in ascolto attento. frutti di Dio V Domenica di Pasqua Anno B Enviar . per poi riprenderla di nuovo». essere tutto per l'altro. che ha il coraggio di non fuggire. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita. di un pur minimo gregge che ci è consegnato: la famiglia. Dare la vita. Giovanni 10. sgridando il vento: Sì. potremo battere coloro che amano la morte. discepoli che vogliono come lui sperare e costruire. libertà. vero. «Io sono il Pastore buono» è il titolo più disarmato e disarmante che Gesù abbia dato a se stesso.). Ricordo il grido degli apostoli in una notte di tempesta «Signore. Anche noi. Offro la vita significa: Vi do il mio modo di amare e di lottare. E tu sai che quando diciamo a qualcuno «tu sei bello» è come dirgli «io ti amo». dare vita e liberare. al punto che egli considera ogni uomo più importante di se stesso. uccide. Salmo 117. pastore vero.quelle io devo guidare. occhi negli occhi. Ed è come se a ciascuno di noi ripetesse: tu sei importante per me. Il gesto specifico del pastore buono. mi importano anche i gigli del campo ma tu sei molto di più di tutti i gigli dei campi. cioè forte. la cosa più rara e preziosa che abbiamo. Questa è la mia fede: io gli importo. non ti importa che moriamo?» e il Signore risponde placando le onde. la sua. Qui affiora il filo d'oro che lega insieme tutta intera l'opera di Dio: il lavoro di Dio è da sempre e per sempre offrire vita. è inteso nel senso della vite che dà linfa ai tralci. (. le pecore importano. non distratti. Nel vivere quotidiano. Suonano pressappoco così: al mercenario no. coraggio. Tutte. Eppure questa immagine non ha nulla di debole o remissivo: è il pastore forte che si erge contro i lupi. Con queste parole Gesù non intende per prima cosa la sua morte in Croce. Questo è dirgli: tu mi importi. Tu il Pastore bello. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge. il gesto più bello che lo rende letteralmente il "pastore bello". Tu sei il solo pastore che per i cieli ci fa camminare. mi importa la vostra vita. il pastore bello nel suo impeto generoso. per cinque volte: «Io offro la vita». siamo chiamati ad assumere il ruolo di "pastore buono". (Letture: Atti degli apostoli 4.

lo pota perché porti più frutto. Mio padre mi portava nella vigna dietro casa e mi diceva: è la vite che va in amore! Quella goccia di linfa mi parla di me e di Dio.) Nel brano tutto ruota attorno ad una immagine concreta e ad un verbo: la vite e dei tralci. All'inizio della primavera sui tralci potati affiora una goccia di linfa che luccica sulla punta del ramo. ma Dio in noi. non devi costruire qualcosa. proviene da Dio. Rinunciare al superfluo equivale a fiorire. non viene mai meno.. e io in lui. Potare non significa amputare. voi i tralci. sono le parole che usa anche l'amore umano. Non c'è amore senza libertà. Chi rimane in me. il vasaio si è fatto argilla. chiedete quello che volete e vi sarà fatto». significa dare vita... Nessuna vite sofferente porta buon frutto. porta molto frutto.1-8) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 10/05/2012 . vi puoi sempre attingere. qualsiasi contadino lo sa. Rimanere insieme. Dio è in me. una sola linfa. non di penitenze. libertà non c'è senza coraggio. come radice che invia energia verso tutti i rami. Perché gloria di Dio non è la sofferenza ma il molto frutto. Solo mantenere quello che già è dato. devi solo aprire strade. lo pota perché porti più frutto.. io tralcio: io e lui la stessa cosa! Stessa pianta. ma base della mia esistenza: nutrirmi della linfa della mia vite. 1 Giovanni 3. (. E capisci che sono inserite in qualcosa di vivo! Rimanete in me. Non solo Dio con noi. Cristo vite. Dio è in me. così neanche voi se non rimanete in me. Ogni tralcio che in me non porta frutto. unica radice. E amore libertà e coraggio sono la linfa e i frutti di Dio in noi. il seminatore si è fatto seme. Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. stessa vita. perché senza di me non potete far nulla. lo taglia. Salmo 21. aprire canali a quella linfa. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca. conosciamo tutti delle persone che sembrano mettere gemme. in frutti d'amore. Dice a me. poi lo raccolgono. Non devi inventare niente. Così Dio mi vuole. 26-31. Non sono parole astratte. con dentro il sapore di Dio. piccolo tralcio: «Ho bisogno di te per una vendemmia di sole e di miele». non condizionamento. Prima di tutto devo essere sano e gioioso io. ma come linfa vitale. È come se Gesù dicesse: non ho bisogno di sacrifici ma di grappoli buoni. le vedi germogliare e fiorire. Che ha il gusto di tre cose sulla terra: amore coraggio e libertà. Dio è in me per prendersi cura più a fondo di me. Ogni tralcio che porta frutto. nonostante tutte le forze che ci trascinano via. e ogni tralcio che porta frutto. Voi siete già puri. 18-24. Io sono la vite. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite. (Letture: Atti degli apostoli 9. ma che tu fiorisca. il verbo «rimanere». prenderne coscienza: c'è una energia che scorre in te. dice che c'è un amore che sale dalla radice del mondo e mi attraversa.In quel tempo. nonostante tutte le distanze e i lunghi inverni. Il primo passo è fare memoria che già sei in lui. a causa della parola che vi ho annunciato. Giovanni 15. che lui è già in te. il Creatore si è fatto creatura. Rimanete in me e io in voi. Il nome nuovo della morale evangelica è «frutto buono». In Cristo il vignaiolo si è fatto vite. Il dono della potatura. Se ci guardiamo attorno. Lui in me e io in lui come figlio nella madre. non come un padrone. madre nel figlio. una vita che viene da Dio e va in amore. lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Una sola condizione.

In un rapporto di comunione. non dipende da me. un mio desiderio. Vannucci). mi guarda e mi ama. canale non intasato. amore a prescindere. un faccia a faccia. che mentre io lo ferisco. sulla via giusta. Amicizia. in te e attorno a te qualcosa muore. che non manda mai via nessuno. ci puoi vivere dentro. Lo specifico del cristiano non è amare. si amano le persone ad una ad una. E la prima cosa che muore è la gioia.. che cinge un asciugamano e lava i piedi ai suoi. Non semplicemente: amate. anche io ho amato voi. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. 7-10. Gv 15. Il Vangelo mi dà una certezza: l'amore non è un sentimento. Non basta amare. Parola dolce. allo stesso modo in cui ne parlava Gesù: amico è un nome di Dio. L'amore è reale come un luogo. Che io sia amato dipende da lui. rimarrete nel mio amore. Il Vangelo è da ascoltare con attenzione. (Letture: Atti degli apostoli 10. come quando si chiude una vena nel corpo. E poi offre la parola che fa la differenza cristiana: amatevi come io vi ho amato. Salmo 97. perché l'amore scenda e circoli nel corpo del mondo. dimorate. Ma è amare come Cristo. ma ha mille segni della sua presenza che lo nutre. umanissimo rito che è teologia. Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me. L'amore è. dal Padre al Figlio. non si mendica (Michele Do). come il sangue nelle vene. un continente. ne va della nostra felicità. Ci sono anche amori violenti e disperati. lo scalda. come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Chiamati ad amare come Cristo VI Domenica di Pasqua Anno B In quel tempo. 1 Giovanni 4. in molti modi.. C'è un fluire. L'amicizia che non si impone. Voi siete miei amici.)». potrebbe essere solo un fatto consolatorio. Una pagina di Giovanni in cui pare custodita l'essenza del cristianesimo. Come lui si è fatto canale dell'amore del Padre.34-35. abitate. una tenda. io ho amato voi. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.44-48. musica per il cuore dell'uomo. Non si ama l'umanità in generale. 25-27. Come il Padre ha amato me. è una realtà. ed è cosa da Dio: amore unilaterale. È la casa in cui già siamo. dice gioia e uguaglianza. questo lo fanno in molte persone. Come la linfa nella vite. Se osserverete i miei comandamenti. Ma perché farlo? Gesù risponde: perché la vostra gioia sia piena. Non più servi. Aggiunge: amatevi gli uni gli altri. le cose determinanti della nostra fede. Il nostro compito è decidere se rimanere o no in questo amore. come un bimbo nel grembo della madre: non la vede. non si finge. Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. lo culla: «il nostro problema è che siamo immersi in un oceano d'amore e non ce ne rendiamo conto» (P. qualcosa prodotto da me. un fiume grande d'amore che scorre dal cielo. 9-17) . che parla di Dio. ne va della nostra gioia. e nel farlo conforta la vita. L'amore è. asimmetrico. una reciprocità. rimanete in questo amore. L'amore è da prendere sul serio. così ognuno farsi vena non ostruita. Se ti chiudi. non andatevene. ma amici. Che poi è un sintomo: ti assicura che stai camminando bene. Rimanete nel mio amore. una forma di possesso o di potere. dal Figlio a noi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici (. Rimanete. incondizionato.

sempre c'è. bensì una parola che mi ha rubato il cuore.).. non una risposta a tutto. Il verbo greco suona così: Il Signore agiva in sinergia con loro. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato. la vita e la persona di Cristo. mi ha legato a sé e legandomi mi ha liberato.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/05/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Chiamati a dare vita a ogni creatura Ascensione del Signore Anno B In quel tempo. ma il Vangelo. assoggettate. c'è sempre in me forza della mia forza. forza ascensionale del cosmo. Non è andato in alto. E per farlo sceglie creature imperfette. imporranno le mani ai malati e questi guariranno». un Signore che mi ha convinto e mi ha sedotto. Bella definizione di Gesù offerta oggi dal Vangelo: Il Signore è energia che opera con i credenti. Annuncio un progetto verso cui cammino e che spero di riuscire. fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio (. ma chi non crederà sarà condannato. in ogni angolo della terra. Il Signore Gesù. in ogni parola fresca e viva. Il versetto che chiude il Vangelo di Marco apre il mio Vangelo: Il Signore operava insieme con loro. Il Vicino-lontano è la forza del cuore. sulla sua passione più grande: dare vita ad ogni creatura. Infatti se io dovessi dire del Vangelo solo ciò che riesco a vivere. come me. Niente altro. Perché io non sono mai con le mie sole forze. occupate i posti chiave. dopo aver parlato con loro. intrecciata alla mia debolezza la forza di Cristo. ma avanti. Ognuno di noi riceve oggi la stessa missione degli Apostoli: Annunciate. Molte volte ho udito un'espressione che suonava come lamento: con le mie sole forze non ce la farò mai! Ma parlare di sole mie forze è una frase senza senso cristiano. . in ogni gesto di bontà. Non la soluzione di tutti i problemi. Non dice: organizzate. assente e più presente che mai. «Ascensione non è un percorso cosmico geografico ma è la navigazione del cuore che ti conduce dalla chiusura in te all'amore che abbraccia l'universo» (Benedetto XVI). parleranno lingue nuove. «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura». Come noi. prenderanno in mano serpenti e. era parte della loro energia. se berranno qualche veleno. dovrei tacere subito. dalla fede fragile. pace della mia pace. a vivere. Ma io non annuncio me stesso e le mie conquiste. Le ultime parole del Signore ci permettono di gettare uno sguardo sul cuore di Gesù. radice delle mie radici. un giorno. non recherà loro danno. ma semplicemente proclamate. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni. L'ascensione del Signore è una festa difficile: come far festa per una persona cara che ci lascia? Ma Gesù non se ne è andato. Egli è il Vicino-lontano (Margherita Porete): oltre il cielo e dentro tutte le creature.. se non dai nostri sguardi. costruisce con te quando costruisci pace. alto e più intimo a me di me stesso. [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Cristo opera con te.

20b) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 24/05/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Lo Spirito che dà vita alla Parola Domenica di Pentecoste Anno B In quel tempo. la discesa dello Spirito santo. Ma noi possiamo attingere ad un fuoco che non viene mai meno. 35). Da duemila anni lo Spirito ripete incessantemente nei cristiani la stessa azione che ha . Cinquanta giorni dopo Pasqua. e anche voi date testimonianza. 2). Ti fa comprendere che dove tu finisci inizia il mondo. e ogni casa è suo tempio. li spinge a pensare in grande a guardare lontano: il mondo è tuo. che apre respiri e orizzonti e ti fa pensare in grande. che non ha luoghi autorizzati o riservati. Giorno di Pentecoste e ci domandiamo: come agisce lo Spirito santo. più di quanta ne abbia io stesso.. Perché crede in loro. Matteo 28. raccontata dagli Atti degli Apostoli con la mediazione dei simboli. Egli mi glorificherà. che cosa fa in noi e per noi? Dice l'angelo a Maria: Verrà lo Spirito e porterà dentro di te il Verbo (Luca 1. vi guiderà a tutta la verità. sorrisi. (Letture: Atti degli Apostoli 1. prima di tutto. che io vi manderò dal Padre.E partirono e predicarono dappertutto. che la fine dell'isola corrisponde all'inizio dell'oceano. accensione del cuore lungo la strada e sua giovinezza. ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 1-11. dilata lo sguardo. la voglia di vivere. dentro una casa. Efesìni 4. folate di dinamismo e di futuro. che dove questa tua vita termina comincia la vita infinita. lui spalanca finestre. Il vento. accende fiammelle d'amore. Lo Spirito tiene acceso qualcosa in noi anche nei giorni spenti. nella stanza al piano alto. egli darà testimonianza di me. poi: all'improvviso un vento impetuoso riempì tutta la casa (Atti 2. Che non sai da dove viene e dove va. lo Spirito della verità. Tutto quello che il Padre possiede è mio. perché siete con me fin dal principio (. Ha fiducia in me. Quando verrà lui. per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». lo Spirito della verità che procede dal Padre. Noi nasciamo accesi. da dove lo sguardo può spaziare più lontano e più in alto. sa che riusciremo a contagiare di Spirito e di nascite chi ci è affidato.). Salmo 46. che porta fecondità e smuove le cose immobili. Il Signore chiama gli undici a questa navigazione del cuore. perché non parlerà da se stesso. Un gruppo di uomini e donne nella stanza al piano superiore (Atti 1. «Lo Spirito è il vento che fa nascere i cercatori d'oro» (Vannucci). crede nell'uomo. Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito. Mentre tu sei impegnato a tracciare i confini di casa tua. 13). in una casa qualunque. perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. e la cosa più semplice: la voglia da amare la vita. 1-13. affermazione della libertà dello Spirito. Tu confini con Dio. capacità di perdonare. che conduce pollini di primavera e disperde la polvere.. Poi il simbolo del fuoco. 19a. poi i colpi duri della vita possono spegnerci. simbolo di interiorità e di accoglienza. La casa. Dice Gesù ai discepoli: Verrà lo Spirito e vi riporterà al cuore tutte le mie parole. i bambini sono accesi. allo Spirito.

Tra i quali però alcuni ancora dubitavano. Dice che la vita. anima. dare vita alla Parola. 1-11. (Letture: Atti 2. Alla sorgente di tutto. battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. mi è rivelato che Adamo non è creato semplicemente ad immagine di Dio. Dice Matteo: «Gesù avvicinatosi a loro…». Poi un giorno succede che una di queste parole all'improvviso si accende. gli undici discepoli andarono in Galilea. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli. E qui scopro la sapienza del vivere. ogni vita. In questa frase. ma. Galati 5. alle mie pene.26-27. il legame. il Vangelo. senza presa sul cuore. Salmo 103. Ed ecco. Figlio. E la reazione di Gesù alla difficoltà. Sulla teologia della Trinità il Vangelo non offre formule o teorie. 16-25. sul monte che Gesù aveva loro indicato. Gesù scegli nomi che abbracciano. come una lettera indirizzata a me. è posta la relazione. Per dire Dio. Spirito Santo. come cose che so da sempre. contemporanea ai miei sogni. In principio a tutto. È lo Spirito che mi ri-corda (letteralmente: mi riporta al cuore) le parole di Gesù. mi pare di sentirla per la prima volta. Creatore o Verbo o Spirito. l'oceano della sua essenza vibra di un infinito movimento d'amore. che si abbracciano. sono nomi che vibrano d'affetto. e più profondamente. Respiro santo: Dio non è in se stesso solitudine.Anno B In quel tempo. I nomi che Gesù sceglie per mostrare il volto di Dio. Al cuore. respira pienamente quando si sa accolta. bussa ancora alla mia porta. Giovanni 15. Il terzo nome. Battezzate ogni creatura nel nome del Padre. non elaborato mentale: e ti tocca quel Dio «sensibile al cuore» sognato da Pascal. alla fatica dei suoi è bellissima: non li rimprovera. significa alito. si fa vicino. Quando lo videro. presa in carico. sono nomi che l'uno senza l'altro non esistono: figlio non c'è senza padre. 16. scritta per me. Ancora non è stanco di avvicinarsi. di farsi incontro. a somiglianza della . Le fa germe vitale. ma più esattamente. abbracciata. E affida anche a me. intuisco come il dogma della Trinità mi riguardi. la pagina del Vangelo palpita. fino alla fine del mondo». Lo fa ad esempio quando leggo il Vangelo: per anni mi accade che le parole scivolino via. di legami. che vivono l'uno dell'altro. non alla mente. io sono con voi tutti i giorni.12-15) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 31/05/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar All'origine c'è un legame d'amore Santissima Trinità . Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. elemento costitutivo di Adamo. di famiglia. non li riprende. ma il racconto del monte anonimo di Galilea e dell'ultima missione affidata da Gesù agli apostoli. dello Spirito. insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. decisiva per ogni antropologia cristiana. Essi però dubitarono. creato da principio «a sua immagine e somiglianza». sia parte di me. respiro. nonostante le mie incertezze. Eternamente incamminato verso di me. Padre. ai miei dubbi. si prostrarono.compiuto in santa Maria: incarnare il Verbo. letteralmente. Padre e Figlio. del Figlio. né il padre è tale se non ha figli.

il Vangelo. quando ti pare di volare. Ancora non è stanco di avvicinarsi. Io sono con voi tutti i giorni. impolverarsi. dentro la morte. non lasciamola dissolversi. alla fatica dei suoi è bellissima: non li rimprovera. (Letture: Deuteronomio 4. Ed ecco. 14-17. né il padre è tale se non ha figli. si prostrarono. E qui scopro la sapienza del vivere. fino alla fine del mondo». Non dimentichiamo mai questa frase. ogni creatura dentro l'oceano dell'amore di Dio. di famiglia. 32-34. di legami. ci muoviamo. io sono con voi tutti i giorni.Anno B In quel tempo. Sono con voi. Dice Matteo: «Gesù avvicinatosi a loro…». Eternamente incamminato verso di me. abbracciata. non li riprende. Il termine battezzare nella sua radice significa immergere. Fate discepoli tutti i popoli. Dice che la vita. l'oceano della sua essenza vibra di un infinito movimento d'amore. respiriamo. E la reazione di Gesù alla difficoltà. battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. sia parte di me. ti separerà dall'amore. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli. presa in carico. Battezzate ogni creatura nel nome del Padre. Alla sorgente di tutto. La natura ultima dell'uomo è di essere legame d'amore. dentro gli abbandoni e le cadute. gli undici discepoli andarono in Galilea. sono nomi che l'uno senza l'altro non esistono: figlio non c'è senza padre. significa alito. In principio a tutto. che si abbracciano. Gesù scegli nomi che abbracciano. Tra i quali però alcuni ancora dubitavano. Sulla teologia della Trinità il Vangelo non offre formule o teorie. Per dire Dio. A immagine di un Padre che è la fonte della vita. Figlio. Immergete. che vivono l'uno dell'altro. I nomi che Gesù sceglie per mostrare il volto di Dio.. respiro. del Figlio. Padre e Figlio. dice Gesù. creato da . insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Spirito Santo. Nulla. letteralmente. di uno Spirito che accende di comunione tutte le nostre solitudini. mai. elemento costitutivo di Adamo. quando ti sfiora la morte. anima. fino alla fine del mondo. ogni vita. nonostante le mie incertezze. intuisco come il dogma della Trinità mi riguardi. il legame. Padre.Trinità. ma. Io sono uomo quanto più sono simile all'amore. rendetela consapevole che in esso siamo. sono nomi che vibrano d'affetto. battezzandoli. respira pienamente quando si sa accolta. bussa ancora alla mia porta. Quando lo videro. Nei giorni in cui credi e in quelli in cui dubiti. dello Spirito. di farsi incontro.16-20) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 31/05/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar All'origine c'è un legame d'amore Santissima Trinità . senza condizioni. Matteo 28. E affida anche a me. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Romani 8.. 39-40. Salmo 32. si fa vicino. a immagine di un Figlio che mi innamora ancora. è posta la relazione. ma il racconto del monte anonimo di Galilea e dell'ultima missione affidata da Gesù agli apostoli. sul monte che Gesù aveva loro indicato. Il terzo nome. dentro le vostre solitudini. Essi però dubitarono. Respiro santo: Dio non è in se stesso solitudine.

questo è il mio corpo». il batticuore. ma più esattamente. Poi prese un calice e rese grazie. battezzandoli. mai. senza paure. Incalzante come una dichiarazione: nelle mani. Nulla. ogni creatura dentro l'oceano dell'amore di Dio. come il pane che mangio. Lo esprime con una formula felice san Leone Magno: la nostra partecipazione al corpo e al sangue di Cristo non tende ad altro che a trasformarci in quello che riceviamo. Si trasforma in me e mi trasforma a sua somiglianza. Immergete. respiro. gesto. dentro gli abbandoni e le cadute. si fa cellula del mio corpo. Romani 8. lui assorbe il mio cuore. ti separerà dall'amore. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza. sia di Dio che dell'uomo. E allora capiamo che Dio non è venuto nel mondo con il solo obiettivo di togliere i nostri peccati. lo diede loro e ne bevvero tutti.16-20) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 07/06/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar È tutta l'umanità la «carne» di Dio Santissimo Sangue e Corpo di Cristo – Anno B Mentre mangiavano. questo è il mio corpo. dentro le vostre solitudini. Prendete. non lasciamola dissolversi. di prendere. La parola iniziale è precisa e nitida come un ordine: prendete. decisiva per ogni antropologia cristiana. Fate discepoli tutti i popoli. lo scopo: prendete. . fare proprio il suo corpo che. Gesù non chiede ai discepoli di adorare. fino alla fine del mondo. e più profondamente.. rendetela consapevole che in esso siamo. ma chiede come prima cosa di tendere le mani.principio «a sua immagine e somiglianza». quando ti sfiora la morte. La natura ultima dell'uomo è di essere legame d'amore. pensiero. Non dimentichiamo mai questa frase. Nei giorni in cui credi e in quelli in cui dubiti. contemplare. Dopo aver cantato l'inno. Io sono uomo quanto più sono simile all'amore. prese il pane e recitò la benedizione. senza condizioni. che è versato per molti. Il termine battezzare nella sua radice significa immergere. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo. pregare quel Pane. Dio in me: il mio cuore lo assorbe. nel regno di Dio». dicendo: «Prendete. 14-17. In quella invocazione «prendete» si esprime tutto il bisogno di Gesù Cristo di entrare in una comunione senza ostacoli. stringere.. Matteo 28. visione riduttiva. come pane. dice Gesù. Salmo 32. di uno Spirito che accende di comunione tutte le nostre solitudini. ci muoviamo. senza secondi fini. 39-40. uscirono verso il monte degli Ulivi. a immagine di un Figlio che mi innamora ancora. A immagine di un Padre che è la fonte della vita. Qui è il miracolo. In questa frase. nell'intimo tuo voglio stare. Creatore o Verbo o Spirito. lo spezzò e lo diede loro. Io sono con voi tutti i giorni. e diventiamo una cosa sola. 32-34. Sono con voi. mi è rivelato che Adamo non è creato semplicemente ad immagine di Dio. respiriamo. impolverarsi. (Letture: Deuteronomio 4. quando ti pare di volare. dentro la morte. nella bocca. a somiglianza della Trinità.

22-26) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 14/06/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Nel cuore di tutti il seme di Dio XI Domenica del Tempo Ordinario . gesto.». Dio si è vestito d'umanità. che nutre di sé. amore libero che cerca corrispondenza. Dice Gesù nel vangelo: i miei discepoli non digiunano finché lo sposo è con loro. le persone sole. Nel suo corpo Gesù ci da tutta la sua storia..Anno B In quel tempo. vuol dire: fate vostro questo mio modo di stare nel mondo. Marco 14. Come uno sposo che si dà alla sposa. ma Dio è anche madre. più alto. Ed è anche sposo. continuamente immette in noi e nel cosmo le sue energie in forme germinali: il . al punto che l'umanità intera è la carne di Dio: quello che avete fatto a uno di questi l'avete fatto a me. Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno. Che possiamo tutti diventare ciò che riceviamo: Corpo di Cristo. disabili. Perché il corpo di Cristo non sta solo nell'Eucaristia. 11-15. anche voi braccia aperte inviate alla terra. ammalati. ascolto.. ciò che lo univa agli altri: parola.3-8. (Letture: Esodo 24.. cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra» [. di come amava. Accade nel regno di Dio come quando un uomo semina. vita immensa in questa vita piccola. Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che. del suo corpo i suoi figli. Siamo abituati a pensare Dio come Padre. anziani. Prendete questo corpo. è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno. Molto più del perdono dei peccati è venuto a dare: è venuto a dare se stesso. il corpo di Cristo è sull'altare del fratello.12-16. racconta Dio con la freschezza di un germoglio di grano. quando viene seminato. Non fa ragionamenti. Dio nell'uomo. perché Vangelo e vita camminano nella stessa direzione.]. come gioiva. intensità e tenerezza. più potente: portare cielo nella terra. che è il fiorire della vita in tutte le sue forme. portatore di quell'amore che ci è necessario per nascere. sguardo. come piangeva. E l'incontro con lui è come per gli amanti del Cantico: dono e giubilo. Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno. Gesù parla delle cose più grandi con una semplicità disarmante. ma. quando viene seminato sul terreno. dei poveri. spiega l'infinito attraverso il minuscolo seme di senape. E sarà l'inizio di un umile e magnifico viaggio verso lo Sposo si è fatto sposo dell'ultimo fratello. fecondità e fedeltà. piccoli.Il suo progetto è molto più grande.].. Dio è il seminatore infaticato della nostra terra. Ebrei 9. che ci rende suoi partners. apre il libro della vita. quelle colpite dal terremoto di questi giorni. di notte o di giorno. Il Corpo di Cristo è sull'altare dell'Eucaristia. dorma o vegli. simili a lui. Salmo 115. il seme germoglia e cresce [. forestieri. cuore. Perché la vita delle creature più semplici risponde alle stesse leggi della nostra vita spirituale.

assicura Gesù. si chiamerà Giovanni».. che appare minoritaria eppure è vincente. un altro è il nostro compito: gli uccelli verranno e vi faranno il nido. contadini del Regno dei cieli. Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. nei figli. Guardi un piccolo seme accolto nel cavo della mano. abbia bisogno il buon grano di Dio per maturare: nelle persone. Qui è tutta la nostra fiducia: Dio stesso è all'opera in seno alla terra. in alto silenzio e con piccole cose. Senza alcun intervento esterno.nostro compito è portarle a maturazione. in coloro che mi appaiono distratti. Per Elisabetta si compì il tempo e diede alla luce un figlio. seminiamo buon grano: semi di pace. (Letture: Ezechiele 17. Ma. Nessuno ne è privo. Siamo un pugno di terra in cui Dio ha deposto i suoi germi vitali. Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Zaccarìa. il Battista.. Tutti furono meravigliati. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia. giustizia. perché la mano di Dio continua a creare. vengono da Dio. Il seme ci convoca ad avere occhi profondi e a compiere i gesti propri di Dio. Senza voli retorici: il granello non salverà il mondo. Marco 4. nessuno è vuoto. La seconda parabola mostra la sproporzione tra il granello di senape. pronto a esplodere. I figli vengono alla luce come compimento di un progetto. nonostante i nostri dubbi. per la straordinaria energia segreta che hanno le cose buone. Mentre il nemico semina morte. All'ombra del tuo albero. In tutte le persone.22-24. Salmo 91.6-10. che a volte giudico vuoti o senza germogli. coraggio. se appena il sole e l'acqua e la terra. E nessuno può sapere di quanta esposizione al sole. e si rallegravano con lei.). nei giovani. il giorno dopo si è aperto un fiore. Ma sua madre intervenne: «No. Noi non salveremo il mondo. La prima parabola sottolinea un miracolo di cui non ci stupiamo più: alla sera vedi un bocciolo.. fiducia. Lo facciamo scommettendo sulla forza della prima luce dell'alba. al sole della vita. dei fratelli troveranno riposo e conforto. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre.26-34) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 21/06/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Giovanni. Dio matura.. All'istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua. il più piccolo di tutti i semi. il seme germoglia e cresce. Ecco: Che tu dorma o vegli. e parlava benedicendo Dio (. Caduti da una stella nelle braccia della madre. 2 Corinzi 5. nel mondo e nel cuore. «dono di Dio» Natività del Battista Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. portano con sé scintille d'infinito: gioia (e i vicini si rallegravano con la madre) e . lo diresti un grumo di materia inerte. noi come contadini pazienti e intelligenti. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Ma nella sua realtà nascosta quel granello è un piccolo vulcano di vita. Com'è pacificante questo! Le cose di Dio fioriscono per una misteriosa forza interna. vere e belle. e il grande albero che ne nascerà. di notte o di giorno.

dire-bene come il Creatore all'origine (crescete e moltiplicatevi): la benedizione è una energia di vita. Qualcosa di grande e di consolante: i miei difetti.. Non nascono per caso. una forza di crescita e di nascita che scende dall'alto. a se stessi. Zaccaria incide il nome del figlio: «Dono-di-Dio». Luca 1. fino a quando la donna fu madre e la casa. Entrato. il sacerdote tace ed è la donna a prendere la parola: si chiamerà Giovanni. quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Giacomo e Giovanni.parola di Dio. Atti 13. Il passaggio tra i due testamenti è un tempo di silenzio: la parola. Ma Gesù. Salmo 138. Il genitore è solo l'arco che scocca la freccia. casa di profeti. per farla volare lontano. ci avvolge. cacciati tutti fuori. e ci fa vivere la vita come un debito d'amore che si estingue solo ridonando vita. Stava la parola murata dentro. 57-66. disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta. e ora non ha più niente da dire. la mia poca fede non arrestano il fiume di Dio. la Parola sarà un Altro. alla loro vocazione. noi preti. fuorché a Pietro. Indicazione che mi fa pensoso: quando noi credenti. non mandiamo più nessun messaggio a nessuno. E non permise a nessuno di seguirlo.. al mondo. Elisabetta ha capito che la vita. (Letture: Isaìa 49. 1-6. tolta al tempio e al sacerdozio. davanti al mistero di ogni culla. ma per profezia. Dio traccia la sua storia sul calendario della vita. diventiamo afoni. Ma egli. Cosa sarà. con venerazione. Eppure il dubitare del vecchio sacerdote non ferma l'azione di Dio. ma dorme». prese con sé il padre e la madre della bambina e . E lo deridevano. oltre ad essere dono che viene dall'alto? Cosa porterà al mondo? Un dono unico e irriducibile: lo spazio della sua gioia. E questa è anche l'identità profonda di noi tutti: il nome di ogni bambino è «dono perfetto». il Signore della vita che porta salvezza XIII Domenica del tempo ordinario Anno B (. Che l'identità del suo bambino è di essere dono.) Stava ancora parlando. e non nel confine stretto delle istituzioni. Sarà «voce».80) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 28/06/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Gesù. Un rivoluzionario rovesciamento delle parti. l'amore che sente fremere dentro di sé. Benedire subito. proprio come il Battista. Zaccaria era rimasto muto perché non aveva creduto all'annuncio dell'angelo. insignificanti. Che sarà mai questo bambino? Grande domanda da ripetere. Perché disturbi ancora il Maestro?». che i figli non sono nostri: appartengono a Dio. Non ha ascoltato. smarriamo il riferimento alla Parola di Dio e alla vita. soltanto abbi fede!». Ha chiuso l'orecchio del cuore e da allora ha perso la parola. ci raggiunge. sono un pezzetto di Dio. e la profezia di una parola unica che Dio ha pronunciato e che non ripeterà mai più (Vannucci). Nel loro vecchio cuore i genitori sentono che il piccolo appartiene ad una storia più grande. che in ebraico significa: dono di Dio. 22-26. e subito riprende a fiorire la parola e benediceva Dio. udito quanto dicevano. fratello di Giacomo. disse al capo della sinagoga: «Non temere. si sta intessendo nel ventre di due madri.

. 21-43) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 05/07/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed È la vita ordinaria la liturgia di Dio XIV Domenica del Tempo Ordinario . disse loro: «Perché piangete? Non è morta questa bambina. dico a te. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum». ma è lei. Aver fede: che cosa significa? La fede è un atto umanissimo. non c'è niente dopo la morte. Non era lecito per la legge toccare un morto. (Letture: Sapienza 1. un bambino appena svezzato è il mio cuore. Entrato. In ognuno di noi c'è una vita che è giovane sempre: allora. E subito la fanciulla si alzò e camminava. 7. lascia che la sua Parola riprenda a mormorare in cuore. Dormono. Marco 5. La sua mano nella mia mano. 2 Corinzi 8. Ma la fede biblica è che Dio è Dio dei vivi e non dei morti. ho fiducia nella madre mia. 2. su ogni fiore. su ogni donna ripete la benedizione di quelle antiche parole: Talità kum. Gesù cacciati fuori tutti. la lotta. Salmo 29. e si è portata via il mio sole? Secondo Gesù il contrario della paura non è il coraggio. che le «creature del mondo sono portatrici di salvezza e in esse non c'è veleno di morte. sostenerla. qualunque sia la porzione di dolore che portiamo dentro. soltanto continua ad aver fede». Dio non ha creato la morte» (Sap 1. io ti dico: àlzati!». il sogno. risplendi.quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. 13-15. ma dorme». ma Gesù profuma di libertà. prende con sé il padre e la madre. qualunque sia la porzione di morte. come tutti i nostri che ci hanno preceduto e che sono in attesa del risveglio. aveva infatti dodici anni. anche se la tua fede non ha nulla di eroico. Anche se dubiti. Dorme. Cammina ed è Giairo. allora. il padre. È aderire: come un bambino aderisce al petto della madre. il Signore ripete: Talità kum. La prende per mano. E ci insegna che bisogna toccare la disperazione delle persone per poterle rialzare. Gesù gli cammina vicino. che il suo Nome salga alle labbra con un'ostinazione da innamorati.13-15. Lo deridono. (. e per Dio l'ultimo risveglio è sulla vita. sei un illuso.) Gesù cammina verso la casa dove una bambina è morta. ricompone il cerchio vitale degli affetti. Chi è Gesù ? Una mano che ti prende per mano. giovane vita. Ma come è possibile non temere quando la morte è entrata in casa mia.9. alzati. Giunsero alla casa e vide trambusto e gente che piangeva. ma la fede: Tu continua ad aver fede. A ciascuno di noi. è solo lei che può risollevarsi: alzati. il cerchio dell'amore che fa vivere. che significa: «Fanciulla. Lui può aiutarla. ti sbagli.Anno B Enviar . con quella stessa derisione con cui dicono anche a noi: tu credi nella vita dopo la morte? Ti inganni. da scovare a fatica nel fondo dell'animo. vitale. risorgi. così io aderisco al Signore. Poi prende per mano la bambina. Su ogni creatura. E le disse: «Talità kum. come una parentesi tra questo sole e il sole di domani. Tu porti salvezza. offre un cuore perché possa appoggiarvi il suo dolore: «Non temere. E lei si alza e si mette a camminare. su ogni uomo.13-14). a dettare il ritmo. riprendi la fede.. che tende alla vita e si oppone all'abbandono e alla morte. rivivi. 23-24. Bambina alzati».

il suo bellissimo cuore fanciullo: «Non vi poté operare nessun prodigio» scrive Marco. E lì non poteva compiere nessun prodigio. Che un profeta sia un uomo straordinario. L'amore non è stanco: è solo stupito. nell'infinito dei cieli. le sue mani diventano forti a forza di stringere manici. Riscoprire ogni frammento. con i problemi di tutti.7-10. Noi cerchiamo Dio. con le donne.2-5. Che cosa li scandalizza? Scandalizza l'umanità. (Letture: Ezechiele 2. nulla di divino. Ma che la profezia sia nel quotidiano. di Giuda e di Simone [. il pastore di costellazioni. con il sole. il suo modo di avere coraggio e come piangeva e come gridava. Il nostro Dio non nutre rancori o stanchezze. con mani da carpentiere. ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. anche di pochi. Ed era per loro motivo di scandalo. la casa degli amici. A Nazaret va in scena il conflitto perenne tra quotidiano e profezia. perché il Vangelo rivela proprio questo: che il divino è rivelato dall'umano. A Nazaret pensano: «Il figlio di Dio non può venire in questo modo.. Marco 6. la prossimità. nel profeta della porta accanto. il figlio di Maria. anche uno solo. Giunto il sabato. la resina. Una intuizione luminosa di Heidewick di Anversa: «Ho capito che questa è la compiuta fierezza dell'amore: non si può amare la divinità di Cristo senza amare prima la sua umanità». il fratello di Giacomo. immettono un «di più» dentro la normalità della vita. con il vento. ma la gioia impenitente di inviare sempre e solo segnali di vita attorno a sé. Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.. Eppure è proprio questa la buona notizia del Vangelo: che Dio si incarna dentro l'ordinarietà della vita. e la sua carne bambina e poi la sua carne piagata. entra dove la vita celebra la sua mite e solenne liturgia. che Dio ha il volto di un uomo. e poi il suo amore per il profumo di nardo a Betania. con gli uccelli. con gli amici. 2 Corinzi 12. carismatico. Se sceglie questi mezzi poveri non è Dio». rimanevano stupiti e dicevano [. anche di uno solo. in uno che non ha cultura e titoli. si mise a insegnare nella sinagoga. questo ci pare impossibile. ascoltando. ogni fremito di umanità nel Vangelo. L'amante respinto continua ad amare anche pochi. Salmo 122.1-6) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 12/07/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed A due a due per annunciare la luce Enviar . di Ioses. sa riconoscere il legno al profumo e al tatto. Gesù cresce nella bottega di un artigiano.In quel tempo. ma subito si corregge: «Solo impose le mani a pochi malati e li guarì». Poi l'ordinario instaura di nuovo la sua dittatura. Il Dio rifiutato si fa ancora guarigione. Amare l'umanità di Gesù. con i fiori. Gesù al rifiuto dei compaesani mostra il suo candore. fa delle case un tempio. tra i suoi parenti e in casa sua». con il pane e con il vino. Il suo modo di avere paura. Ma lo Spirito scende proprio nel quotidiano. il sudore di chi lavora.. E molti. cercare tutte le molecole di umanità di Gesù: il suo rapporto con i bambini. Ed era per loro motivo di scandalo. ce lo aspettiamo.]: «Non è costui il falegname. non c'è nulla di sublime. quando invece è inginocchiato a terra con le mani nel catino per lavarci i piedi.]?».. All'inizio parole e prodigi di Gesù stupiscono. le mani segnate dalla fatica. il suo naso fiuta le colle.

lungo i secoli hanno spento la creatività della Chiesa. non abbattetevi per un rifiuto: c'è un'altra casa poco più avanti. andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. andatevene. del denaro. deve parlare e guarire nei giorni delle lacrime e in quelli della festa. Salmo 84. partiti. il luogo dove la vita nasce ed è più vera. Invece le cose. ma nel fuoco interiore. © riproduzione riservata . né denaro nella cintura. E proclamarono che la gente si convertisse.12-15. è vicino a te con amore. All'angolo di ogni strada germoglia l'infinito. e guarisce la vita. nella casa. Il loro messaggio è conversione: giratevi verso la luce. un altro villaggio. In questo mondo altro.. dell'apparire. (Letture: Amos 7. Perché. E il Vangelo deve essere significativo lì. I dodici. Sono partiti a due a due. l'uomo è portato a dubitare perfino di se stesso. è già in questo accompagnarsi. La povertà dei discepoli fa risaltare la potenza creativa dell'amore. mani e sorrisi che aprono case e ristorano cuori. E non deprimetevi per una sconfitta. se è solo. Proclamano: «ci sono due mondi noi siamo dell'altro» (Cristina Campo). abbracciata dal cerchio degli affetti che fanno vivere. ungevano con olio molti infermi e li guarivano. contestano il mondo dell'accumulo. voi vivrete di fiducia: fiducia in Dio. l'uno al passo dell'altro. E non ad uno ad uno. senza parole. perché la luce è già qui. scacciavano molti demòni. ungevano con olio molti infermi e li guarivano. che non farà mancare nulla. né sacca. Marco 6. proclamarono che la gente si convertisse. Le loro mani sui malati annunciano: Dio è già qui. un altro cuore. la forza non risiede nei grandi mezzi materiali. Marcolini). La prima predicazione è senza parole. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero.» (M. nel suo contagio misterioso e lucente. Ecco il punto di approdo: la casa. Solo un bastone a sorreggere il passo e un amico a sorreggere il cuore. Ed essi.. Ma i dodici avevano un fuoco. «Bagaglio leggero impone il viaggio e cuore fiducioso. il denaro. quando il figlio se ne va.13-14.. Efesini 1. Se in qualche luogo non vi ascoltassero.. Quello dei dodici è un viaggio dentro l'uomo più autentico. che apriranno le loro case. con il loro stile di vita. Il fuoco si propaga col fuoco. Entrati in una casa lì rimanete. girati verso di lui. ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. al rifiuto i discepoli non oppongono risentimenti solo un po' di polvere scossa dai sandali. un amico per appoggiarvi la solitudine. e fiducia negli uomini. con niente. liberato da tutto il superfluo: non portate né pane né sacca né denaro. quando l'anziano perde il senno o la salute. rimanetevi finché non sarete partiti di lì. L'annunciatore deve essere infinitamente piccolo. i mezzi. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane. Un bastone per appoggiarvi la stanchezza. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa. Partono i discepoli a due a due. Domani non so se qualcuno aprirà la porta ma confido nel tesoro d'amore disseminato per strade e città. perché la nostra vita non dipende dai nostri beni.7-13). solo così l'annuncio sarà infinitamente grande. Partono forti di una parola e di un amico: ordinò loro di non prendere nient'altro che un bastone.XV Domenica Tempo ordinario-Anno B In quel tempo.

di preparare nuove missioni. E ciò che offre alla gente è per prima cosa la compassione. che le nostre vite sono delicate e fragili. Ed egli disse loro: «Venite in disparte [. Un particolare: venite in disparte. Se ancora c'è chi si commuove per l'ultimo uomo. Quando impari il sentimento divino della compassione. Fare tutto ciò che sta in te. ma non quelli dei suoi amici. C'era tanta gente che non avevano neanche il tempo di mangiare. cioè riposati. e riposatevi un po'». Un sano atto di umiltà. Rinuncia al suo riposo. portando con sé un santuario di bellezza che solo Dio può accendere.. uno sguardo che abbia commozione e tenerezza. Ritornare poi nella folla. Stare con Gesù.. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto. Prendiamo questa parola. Gesù sa che non è il dolore che annulla in noi la speranza. Gesù insegna una duplice strategia: fare le cose come se tutto dipendesse da noi. e lui ti offre il primo insegnamento: «come guardare». Facciamo in modo di non privare il mondo della nostra compassione. (Letture: Geremia 23. Gesù mostra una tenerezza come di madre nei confronti dei suoi discepoli: Andiamo via. lo guardi agire. con impegno e dedizione. e poi lasciar fare tutto a Dio. Per lui prima di tutto viene la persona. Gesù cambia i suoi programmi.1-6. perché erano come pecore che non hanno pastore [. con leggerezza e fiducia. prima ancora di come parlare. ogni tanto smetti di farle»..]. gli smarrimenti.. E quando. Lo sguardo di Gesù va a cogliere la stanchezza.30-34) . e poi farle come se tutto dipendesse da Dio. le energie limitate. non al loro.13-18. Efesini 2. Più di ciò che fai a lui interessa ciò che sei: non chiede ai dodici di andare a pregare. Scrive sant'Ambrogio: «Si vis omnia bene facere. bella come un miracolo.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 19/07/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il riposo. Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. la salute profonda del cuore.. per imparare da lui il cuore di Dio. Molti però li videro partire e capirono. solo di prendersi un po' di tempo tutto per loro. sceso dalla barca vede la grande folla il suo primo sguardo si posa.] accorsero là a piedi [. nella consapevolezza che non siamo noi a salvare il mondo. ma è questa goccia che può dare significato a tutta la nostra vita» (Teresa di Calcutta). come filo conduttore: la compassione. il moto del cuore che muove la mano a fare. il provare dolore per il dolore dell'altro. Ma qualcosa cambia i programmi: sceso dalla barca vide una grande folla ed ebbe compassione di loro. sulla povertà degli uomini e non sulle loro azioni o sul loro peccato.]. ebbe compassione di loro. non i risultati ottenuti ma l'armonia. la fatica dei suoi. se vuoi fare bene tutte le tue cose.. questo uomo avrà un futuro. Marco 6... È un gesto d'amore.].. Salmo 22. del tempo per vivere. e [. consapevoli che «ciò che possiamo fare è solo una goccia nell'oceano. il mondo si innesta nella tua anima. ma l'essere senza conforto. quel sano gesto di umiltà XVI Domenica del Tempo ordinario – Anno B Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto [. Sceso dalla barca. e riposatevi un po'. come sempre nel Vangelo.. egli vide una grande folla. Stai con Gesù.]. di uno che vuole loro bene e li vuole felici. con me. le parole e i gesti seguiranno. in disparte. aliquando ne feceris. non è il morire.

È tutto! Per una misteriosa regola divina.]. hanno fame.. Neanche per questo di oggi riusciamo a vedere il «come». sul monte. [. profaniamo le cose: l'aria. e attorno è primavera. La fame finisce non quando mangi a sazietà. dopo aver reso grazie. vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». Andrea. senza pensare se sia molto o se sia poco. [. c'è una santità perfino nella materia. Più ancora che un miracolo.. [. evento decisivo per comprendere Gesù. il pane. è come se dicesse: io faccio vivere. . Allora Gesù prese i pani e. La moltiplicazione dei pani è un evento che si è impresso in modo indelebile nei discepoli. piccola ricchezza di un ragazzo. simbolo di freschezza e novità. li diede a quelli che erano seduti. Primo miracolo. C'è tanto di quel pane sulla terra che a condividerlo basterebbe per tutti. Invece di pensare: che cosa sono cinque pani per cinquemila persone? Sono meno di niente. è vita da che viene in dono da altrove e va oltre noi. A Gesù nessuno chiede nulla. non è nostro. ma lui mette tutto a disposizione. Se ci consideriamo tali.] Alzàti gli occhi. ma che cos'è questo per tanta gente?». di un pane che non finisce.] Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Lui ha pane per tutti. Giovanni riassume l'agire di Gesù in tre verbi «Prese il pane. Il Vangelo neppure parla di moltiplicazione ma di distribuzione. nel luogo dove Dio è più vicino. donare. è lui che per primo si accorge e si preoccupa: «Dove potremo comprare il pane per loro?». Come avvengono certi miracoli non lo sapremo mai.. E mentre lo distribuivano il pane non veniva a mancare. tutto quello che incontriamo.. le cose hanno una sacralità. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. che richiamano subito l'Eucaristia. e mentre passava di mano in mano restava in ogni mano. io moltiplico la vita! Lui fa vivere: con le sue mani che risanano i malati. ma quando condividi fosse pure il poco che hai. un segno: fessura di mistero. fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci. E la mia fame? Dà tutto quello che ha. quando il mio pane diventa il nostro pane accade il miracolo.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 26/07/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La condivisione è il vero pane XVII Domenica del Tempo Ordinario . ma che possono fare dell'intera mia vita un sacramento: prendere. Chiede cura. come per il pane del miracolo (i dodici canestri di pezzi). fame di Dio.. quanto ne volevano [.] Gli disse allora uno dei suoi discepoli. anche lui una primizia d'uomo. e lo stesso fece dei pesci. perfino nelle briciole: niente deve andare perduto. rese grazie e distribuì». Alla sua generosità corrisponde quella del ragazzo: nessuno gli chiede nulla. rendere grazie. Ci sono e basta. con le parole che guariscono il cuore. Quando a vincere è la generosità.. Qualcuno ha pani d'orzo. l'unico miracolo raccontato in tutti i vangeli. inutile sprecarli. l'acqua.Anno B In quel tempo. con il pane che significa tutto ciò che alimenta la vita dell'uomo Cinquemila uomini.. C'era molta erba in quel luogo. Noi non siamo i padroni delle cose. l'orzo è il primo dei cereali che matura. la terra..

come un pane che si distrugge per dare vita: chi mangia di me non avrà fame. la cui risposta è semplice e folgorante: come allora ha dato la manna. Rispose loro Gesù: «In verità. oggi si distribuisce come pane. Fame di vita più grande. condivisione saranno dentro di noi sorgenti di Vangelo. Uno dei vertici del Vangelo: ciò che dà pienezza alla vita del mondo è un pane dal cielo. ed è la sua fortuna. E di felicità. La domanda diventa supplica. (Letture: 2 Re 4. Gli sposi hanno fame l'uno dell'altra e poi di un frutto in cui si incarni il loro amore. che cosa porti? Grande domanda. ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo.Impariamo ad accogliere e a benedire: gli uomini.. chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete. fame di cielo.1-15) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 02/08/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il pane del cielo donato dal Padre XVIII Domenica tempo ordinario Anno B (. Dio non pretende. Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita. Dio dà. di carezze e di sogni. Poi la risposta si completa: ciò che il Padre dà è un pane che dà la vita al mondo. Due parole semplicissime eppure chiave di volta del Vangelo: Dio dà. L'uomo è l'unica creatura che ha Dio nel sangue (Vannucci).1-6. Salmo 144. Annuncia la sua pretesa assoluta: io posso colmare tutta la vostra vita. come sta scritto: "Diede loro da mangiare un pane dal cielo"». quello vero. in verità io vi dico: non è Mose che vi ha dato il pane dal cielo. C'è una fame più grande. Dalle sue mani la vita fluisce illimitata e inarrestabile. Fame di amare e di essere amati. la vita. Gesù di Nazaret.. far fiorire. Un verbo così semplice: dare. Il bambino ha fame di sua madre che lo nutre di latte. E la folla capisce e insieme a noi dice: Dacci sempre di questo pane. La pienezza è un pezzo di Dio in noi. Uno dei nomi più belli di Dio: Dio è nella vita datore di vita. Dare. Giovanni 6. Il giovane ha fame di amare e di essere amato. Dio non esige nulla. Eterna. comando: Dacci! Sempre! Gesù risponde con le parole decisive: sono io il pane della vita. Io sono il divino che fa fiorire l'umano! Io . Dio. senza un perché che non sia l'intimo bisogno di fecondare. fame di felicità e di pace per noi e per gli altri. Dio offre.42-44. Nel Vangelo di domenica scorsa Gesù distribuiva il pane. Dio non chiede. e nel respiro. Ma tu. e poi a condividere: accoglienza. chi crede in me non avrà sete. mai! L'uomo nasce affamato. mai!». dona tutto. che racchiude il cuore di Dio. fruttificare la vita. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».) Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto. dacci sempre questo pane». la bellezza. Allora gli dissero: «Signore. fame di Dio. il pane. a quel punto: ci hai fatti per te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te (sant'Agostino). senza condizioni. oggi ancora Dio dà. Efesini 4. più intensa. benedizione. E quando hai raggiunto tutto questo e dovresti sentirti appagato.

in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui. Non solo diventare più buono. cui aggiungere sempre qualche nuova definizione dogmatica o etica. 2-4.. ogni vita. il senso ultimo nel tempo e nell'eterno è vivere di Dio. lo assimilo e si dirama per tutto l'essere. solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. Ai funerali di don Primo Mazzolari. Salmo 77. 24-35) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 09/08/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Quel pane vivo disceso dal cielo XIX domenica Tempo ordinario Anno B (. E anche i suoi figli faranno come lui. che mi trasforma nel cuore. 12-15. energia. Chi crede in me. Si dà e scompare. In verità. vitale. Nessuno può venire a me se il Padre non lo attira. e diventiamo una cosa sola. coraggio.sono un pane che contiene tutto ciò che serve a mantenere la vita: amore. il corpo di Cristo.. Dio nell'uomo. calore. disceso dal cielo.. un suo parrocchiano ebbe a dire: ci bastava guardarlo. energia inesauribile che alimenta la vita. Credere è come mangiare un pane. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». mi trasforma in lui. Che indica cento cose. quotidiano. senso. nel corpo. nel tempo e nell'eterno. ma la prima è vivere. questo è il pane che discende dal cielo. se non lo attira il Padre che mi ha mandato. una calda corrente d'amore da far entrare. viene a me. Non si diventa cristiani se non per questa attrazione. perché chi ne mangia non muoia. Mangiare è questione di vita o di morte. Per noi era pane. Io sono il pane della vita. umile come il pane. bellezza. e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Io sono il pane vivo. Il verbo di questo Vangelo è «mangiare». Dio in me: il mio cuore lo assorbe. libertà. vita immensa in questa . 17. Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Non perché qualcuno abbia visto il Padre. affinché sboccino amore e libertà. lui assorbe il mio cuore. pensieri. si faranno pane buono. lo assaporo in bocca. pace. Giovanni 6. canto. Mi ha molto colpito un anziano sacerdote francese che porgendo il pane della comunione soleva dire: che possiamo diventare ciò che riceviamo. Ne va della tua vita. Io sono cristiano per attrazione: mi attira un Dio buono come il pane.. Efesini 4.) Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Così semplice. 20-24. Perché giunga a maturazione l'uomo celeste che è in noi. ma una vita divina da assimilare. ma avere Dio dentro. Gesù in me si trasforma in cuore. non certo per via di indottrinamento o di crociate. Ed è il senso di tutta la storia: portare cielo nella terra. Nessuno può venire a me. Partecipare al corpo e al sangue di Cristo non tende ad altro che a trasformarci in quello che riceviamo (Leone Magno). (Letture: Esodo 16. tutta la vita. lo faccio scendere nell'intimo. Dio è così: una questione di fondo. nell'anima. Il cristianesimo non è un corpo dottrinale. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti. sentimenti. vederlo passare. Il segreto.

all'amare. profondità? O stiamo nutrendoci di superficialità. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna. disceso dal cielo. (. ma chiamata a fiorire in Dio. se accogliamo pensieri di vangelo. intolleranze. Se ci nutriamo di Vangelo. 30 .5.vita piccola. miopie. È l'incalzante. Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Salmo 33/34. Sono convinto che lo diverrò: una cosa sola con lui. Non basterà questa vita forse. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». mangiare quel pane buono. di liquidazione che accumulo con il mio lavoro e di cui potrò godere alla fine dell'esistenza. bellezza. E ogni volta ribadisce il perché di questo mangiare: per vivere. 4-8. martellante certezza da parte di Gesù di possedere qualcosa che capovolge la direzione della vita: non più avviata verso la morte. 41-51). Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo. perché viviamo davvero. Giovanni 6. E diventiamo ciò che ci abita. non si riduce però al rito della Messa. respirare quell'aria pulita. in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue. Molto più del perdono dei peccati è venuto a portare: è venuto a dare se stesso.) Negli otto versetti di questo Vangelo Gesù per otto volte ripete: Chi mangia la mia carne vivrà in eterno. egoismi. del suo Spirito è piena la terra. Io non sono ancora e mai il Cristo. Dio si è vestito d'umanità. (Letture: 1 Re 19. «Mangiare il pane di Dio» è nutrirsi di Cristo e di Vangelo.. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. ma lui ha promesso. non avete in voi la vita. continuamente. al punto che l'umanità intera è la carne di Dio. il Vangelo dà forma al nostro pensare. al sentire. ma io sono questa infinita possibilità (Turoldo). Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui». La vita eterna è . di bontà e di bellezza essi ci fanno uomini e donne della bellezza. Gesù disse loro: «In verità. 2. Il corpo di Cristo non sta solo sull'altare. Ha la vita eterna. Domandiamoci allora: noi di che cosa ci nutriamo? Di che cosa alimentiamo cuore e pensieri? Stiamo mangiando generosità. Infatti: quello che avete fatto a uno di questi l'avete fatto a me. La «vita eterna» non è una specie di «trattamento di fine rapporto». © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/08/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Cibarsi di Cristo per avere la vita eterna XX domenica Tempo ordinario Anna B In quel tempo. insensatezze? Se accogliamo in noi pensieri degradati questi ci riducono come loro. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. non avrà.. Ha promesso e io lo credo. Efesini 4. Mangiare la carne e il sangue di Cristo.

già cominciata: una vita diversa. lascio che tu assorba il mio cuore. Che è il fine della vita. Giovanni 6. se non gli è concesso dal Padre». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. giusta. E vuole trasmetterlo. le sue lacrime. nella sua carne e nel suo sangue. le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. bella e beata. dopo aver ascoltato. 15-20. io voglio per me e per i miei una vita che sia vera e piena. che non sono tanto il materiale fisiologico che componeva il suo corpo. Voglio lunghi giorni e che siano felici. ma includono la sua vita tutta intera. invece che con i tre classici voti. perché l'uomo si faccia come Dio. per una cristificazione: un pezzo di Dio in me perché io diventi un pezzo di Dio nel mondo. È molto bello questo dimorare insieme. fino alla carne inchiodata. (Letture: Proverbi 9. la sua vicenda umana. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». che ha in sé la vita stessa di Gesù. non rassegnati. sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo. Gli uomini quando amano dicono: vieni a vivere nella mia casa. Sì. Gesù. «Chi mangia la mia carne dimora in me e io in lui». di tutto se stesso. dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Efesini 5. per gustarla? (Salmo 33.) . la mia casa è la tua casa. Fino al dono di sé. Li voglio per me e per i miei. Cristo possiede il segreto della vita che non muore. Ma la vita eterna interessa? Domanda il salmo responsoriale: C'è qualcuno che desidera la vita? C'è qualcuno che vuole lunghi giorni felici. Siamo cercatori di vita. Dio lo dice a noi. Su. (.13). 51-58) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 23/08/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La Parola di Dio. 1-6. Il fine della storia: Dio si è fatto uomo per questo. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me. la carne non giova a nulla. Salmo 33/34. Al momento della professione il monaco armeno antico. il suo respiro divino. molti dei discepoli di Gesù. disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? È lo Spirito che dà la vita.. affamati di vita.Anno B In quel tempo. Mangiare e bere Cristo significa essere in comunione con il suo segreto vitale: l'amore. le sue mani di carpentiere con il profumo del legno. i suoi abbracci. parola di vita eterna XXI domenica Tempo ordinario . E noi lo diciamo a Dio perché il nostro cuore è a casa solo accanto al suo.. non disertori: allora troveremo risposte. la casa che si riempie del profumo di nardo e di amicizia. «Uno con te»! E lascio che il mio cuore assorba te. buona. Le troveremo nella vita di Gesù. fino al sangue versato. Gesù Cristo entra in noi per produrre un cambiamento profondo. e che di due diventiamo finalmente una cosa sola. profonda. le sue passioni. si consacrava a Dio con queste parole: voglio essere uno con Te! Una sola cosa con te.

apre carezze e incendi. un Dio che va a morire d'amore. Tu solo hai parole di vita. Dio solo. Tu solo. consapevole della crisi in atto. Gesù vede profilarsi l'ombra del fallimento: molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. 21-31. E mi viene in aiuto la stupenda risposta di Pietro: Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna. spalanca la pietra del sepolcro.) "Questo popolo mi onora con le labbra. Ed ecco la svolta del racconto: forse volete andarvene anche voi? C'è un velo di tristezza in Gesù. e soprattutto un appello alla libertà di ciascuno: siete liberi. Efesini 5. ne sciolgono la durezza. Dure le parole sulla montagna: ama i tuoi nemici. mantengono vivo un pezzetto di Dio in me. 60-69) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 30/08/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Gesù Cristo è il cuore felice della vita XXII Domenica Tempo ordinario . la mia carne dà la vita al mondo. Dopo il lungo discorso sul pane dal cielo e sulla sua carne come cibo.Anno B « (. andare o restare. Tu solo.. questa autorità. Giovanni 6. Ma c'è anche fierezza e sfida. dei riti. 15-17. Danno vita al cuore. questa è la religione del corpo a corpo con Dio. (Letture: Giosué 24. voi osservate la tradizione degli uomini». 18b. insegnando dottrine che sono precetti di uomini". 1-2. apre strade e nuvole e incontri. Finita la religione delle pratiche esterne. vince il gelo. Tu solo hai parole: Dio parla.. Un inizio bellissimo. allargano e purificano il cuore. che fanno viva per sempre la vita. io trasmetto la vita di Dio. il cielo non è vuoto e muto.Giovanni mette in scena il resoconto di una crisi drammatica. E poi nessuno aveva mai parlato di Dio così: un Dio che non versa sangue. andate o restate. e la sua parola è efficace e tagliente. una porzione di cielo. la danno ad ogni parte di me. Nessun altro c'è su cui poggiare la vita. E lo motivano chiaramente: questa parola è dura. Chi può ascoltarla? Dura era stata anche per il giovane ricco: vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri. versa il suo sangue. Ed esclude un mondo intero. Nessuno aveva mai detto io con questa pretesa. degli obblighi. ma il suo cuore è lontano da me. Vita allo spirito. Trascurando il comandamento di Dio. Ma ciò che Gesù propone adesso non è una nuova morale più o meno ardua. ma scegliete seguendo quello che sentite dentro! Sono chiamato anch'io a scegliere di nuovo. fino a diventare una cosa sola con lui. ma una visione ancora più rivoluzionaria. Invano mi rendono culto. Chiamata di nuovo la folla. si fa cibo per l'uomo. Parole di vita eterna. diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo . se uno ti colpisce porgi l'altra guancia. vive di verità altrimenti si ammala. che si fa piccolo come un pezzo di pane. a questa parte divina deposta in noi. viviamo e respiriamo: togli il tuo respiro e siamo subito polvere. una fede ancor più dura da comprendere e da accettare: io sono il pane di Dio. Parole che danno vita anche al corpo perché in Lui siamo. che portano in dono l'eternità a tutto ciò che di più bello abbiamo nel cuore. Parole che danno vita. Non ho altro di meglio. Danno vita alla mente perché la mente vive di libertà altrimenti patisce. Salmo 33.

superbia... ma il suo cuore è lontano da me. Questo popolo mi onora con le labbra. dissolutezza. Salmo 14. ma avere «il cuore lontano» da Dio e dai poveri. recitare formule con le labbra. possa renderlo impuro. entrando in lui. C'è bisogno di purificare la sorgente. gli portavano i malati. come è scritto «Dio vide e tutto era cosa buona». la terra. ogni specie di cibo. su Maria Maddalena. Ci guardiamo dentro e vi troviamo di tutto. quei pregiudizi così duri a morire. di sporcarle o di illuminarle. Gesù scardina ogni pregiudizio circa il puro e l'impuro. Scorri il Vangelo e passa l'ombra di una perenne freschezza. e solo al cuore. Dovunque arrivava. mendicanti ciechi lo chiamavano. su Pietro pentito. omicidi. Il grande pericolo è vivere una religione di pratiche esteriori. Ma il ritorno al cuore non basta. tutto ciò che è cascame culturale. adultèri. le disquisizioni vuote.14-15. di mani lavate o no.21-23) © riproduzione riservata . di evangelizzare le nostre zone di durezza e di egoismo. E attribuisce al cuore.. amare la liturgia per la musica. che rendono impura la vita. malvagità.18. i milioni di pellegrini. almeno che la sua ombra passasse come una carezza sulla loro umanità dolente. Marco 7. adulteri.. l'incenso. guardandoci con lo sguardo di Gesù: il suo sguardo di perdono sulla donna adultera. Veniva da villaggi e campagne dove il suo andare era come un bagno dentro il dolore. calunnia... inganno. E diceva: «Dal di dentro infatti. escono i propositi di male: impurità.6-8. Occorre lo sguardo di Gesù. E ora gli chiedono di tradizioni. Sono le cose che escono dal cuore dell'uomo a renderlo impuro». «tradizione di uomini». prostituzioni. anche cose delle quali ci vergogniamo: dal cuore vengono le intenzioni cattive. Dio non è presente dove è assente il cuore. malvagità. cioè dal cuore degli uomini. 21b-22. «Non c'è nulla fuori dall'uomo che entrando in lui possa renderlo impuro. invidia. il corpo dell'uomo e della donna sono puri. perché con Cristo sei tornato al cuore felice della vita. avidità. che apre cammini. furti. i fiori. le esteriorità. (Letture: Deuteronomio 4. Allora cadono le sovrastrutture. Gesù si mostra durissimo contro il rischio di una religione esteriore. sguardo che trasforma. Che aria di libertà con Gesù! Apri il Vangelo ed è come una boccata d'aria fresca dentro l'afa dei soliti discorsi. Rivendica la purezza di ogni realtà vivente. stoltezza». un vento creatore che ti rigenera. 1-2. un elenco impressionante di dodici cose cattive. emozionarsi per i grandi numeri. di formalismi vuoti! Ed ecco che Gesù inaugura la religione del cuore. di abluzioni di stoviglie. omicidi. Non sono le pratiche esteriori che purificano. è più facile lavare le mani che lavare le intenzioni. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». la possibilità di rendere pure o impure le cose. donne di Tiro e Sidone cercavano di toccargli almeno la frangia del mantello.. Il cielo.27. Giacomo 1. la linea dell'interiorità. che ci fa abbandonare il peccato passato e ci apre a un futuro buono. 17-18.che.

qualcosa che sta nella bocca dell'uomo. Ora sono totalmente per te. Primo servizio da rendere a Dio e all'uomo è l'ascolto. Nella Bibbia leggiamo di una preghiera così bella da incantare il Signore.. dove ti pare di essere al sicuro. cioè: Apriti! Come si apre una porta all'ospite. gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua. attraverso le quali passi il vento della vita. Ma più egli lo proibiva. insieme al respiro e alla parola. uscito dalla regione di Tiro. come si apre uno scrigno prezioso. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. icona di ognuno che venga alla fede. i blocchi. un cuore che ascolta!» E Dio risponde. che possano diventare feritoie. venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Apriti agli altri e a Dio. chiuso. Senza. Di questa sola è detto che il Signore rimane affascinato. pieni di stupore. Portarono a Gesù un sordomuto. Poi con la saliva toccò la sua lingua. emise un sospiro e gli disse: «Effatà». felice: «Poiché non mi hai chiesto ricchezza. Nella notte che precede l'incoronazione. passando per Sidòne. È la prima azione. Non il braccio o la mano. una finestra al sole. si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E subito gli si aprirono gli orecchi. più essi lo proclamavano e. coinvolgente: ti do qualcosa di mio. lontano dalla folla. Lo prese in disparte. e che invece non solo è pericolosa. non c'è parola vera. anche con le tue ferite. dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!». Gesù. lontano dalla folla. mostra che i nostri corpi sono laboratorio del Regno.. guardando quindi verso il cielo. è mortale. gli disse: Effatà. Instancabilmente. Guardando quindi verso il cielo. ora conti solo tu. Gesù. sembra dire. racconta così il percorso di guarigione per ogni credente. è molto di più. per . che non può comunicare. Come una carezza. cioè: «Apriti!». simboli dello Spirito. si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. tutto questo avrai insieme al dono di un cuore che ascolta!» Dono da chiedere sempre. come l'artista che modella delicatamente il volto che ha plasmato. ma mentre lo fanno innalzano barriere di incomprensione. Allora Gesù lo prese in disparte. Prima gli orecchi. Il primo passo per guarire. Un uomo imprigionato nel silenzio.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 06/09/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La bellezza di aprirsi a Dio e agli altri XXIII Domenica Tempo ordinario . Io e te soli. le braccia all'amore. né potenza. luogo santo di incontro con il Signore. le rigidità. aprirsi: Effatà. Apriti. ma ha degli amici. E seguono gesti molto corporei e delicati: Gesù pose le dita sugli orecchi del sordo. Eppure privilegiato: non ha nessun merito per ciò che gli sta per accadere. Gli altri parlano. Li immagino occhi negli occhi. Gesto intimo. né lunga vita. ma le dita. Simbolo eloquente: sa parlare solo chi sa ascoltare. una piccola comunità di gente che gli vuol bene e lo porta davanti a Gesù. Il sordomuto. all'opera con il corpo dell'uomo. E subito gli si aprirono gli orecchi. e Gesù che prende quel volto fra le sue mani. Esci dalla tua solitudine.Anno B In quel tempo. E comandò loro di non dirlo a nessuno. il giovane Salomone chiede a Dio: «Donami un cuore docile. è abbandonare le chiusure.

lui non è un uomo del passato. e voleva i suoi pensatori e poeti della vita. non basta neppure il presente (sei il Messia). prenda la sua croce e mi segua. che ci risolva i problemi. Ma a Gesù non basta. anzi con un crocifisso amore. chi dice che io sia? Il Signore ci educa alla fede attraverso domande. e nasceranno parole profumate di vita e di cielo. invece Dio vince attraverso la debolezza. Ma egli. Tutti cercano un Dio vincitore. La gente dice che sei Elia o il Battista. Giacomo 2. Gesù insegnava con le domande. Eppure non basta ancora. non da spettatori passivi. chi dice che io sia?». Satana! Perché tu non pensi secondo Dio. Gesù è una fede in cammino. risorgere. (Letture: Isaia 35. Dio viene dal futuro più inatteso: cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto. Noi cerchiamo di vincere con la forza. altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Marco 31-37 ) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 13/09/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio si propone con un disarmato amore XXIV Domenica Tempo ordinario Anno B In quel tempo. Signore un cuore che ascolta. noi vogliamo imporci con la violenza. fosse pure "il più grande tra i nati da donna". disarmato amore. ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo. Volete sapere davvero qualcosa di me e al tempo stesso di voi? Vi do un appuntamento: un uomo in croce. Uno che è posto in alto. dai capi dei sacerdoti e dagli scribi. primo dei credenti: Tu sei il Cristo. Perché è solo con il cuore che si ascolta. che trovi la soluzione. che non spezza . ma secondo gli uomini». con esse stimolava la mente delle persone per spingerle a camminare dentro di sé per trasformare attivamente la loro vita. venire ucciso e poi risorgere. E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. in principio Dio creò il punto di domanda e lo depose nel cuore dell'uomo. Soffrire molto. Dio si propone con l'amore. 1-5. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto. disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me. e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente. chi dite che io sia?». rimproverò Pietro e disse: «Va' dietro a me. Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista. 4-7. venire ucciso e. voltatosi e guardando i suoi discepoli. e ciò che sta per accadere capovolgerà radicalmente l'immagine di Dio e. non è sufficiente un passato che ritorna (sei un profeta). che sciolga i nodi. Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. di conseguenza. non uno che si faccia uccidere. Salmo 145. E cambia la domanda. la perderà. Ed egli domandava loro: «Ma voi. anche l'immagine dell'uomo. Perché chi vuole salvare la propria vita. Faceva questo discorso apertamente.il sordomuto che è in noi: donaci. Parole che entrano in conflitto frontale con tutto ciò che l'uomo si aspetta per il senso della propria esistenza e persino per il senso di Dio. Che è bacio a chi lo tradisce. la salverà». La gente. ed essere rifiutato dagli anziani. la fa esplicita e diretta: Ma per te. come sorgente di sapienza. Non un Messia sconfitto. Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». rinneghi se stesso. chi sono io? Pietro risponde. Convocata la folla insieme ai suoi discepoli. dopo tre giorni. Era un maestro dell'esistenza.

come un abbraccio. non rimprovera i suoi. non accoglie me. presi dalle loro piccole storie. Come Pietro ogni discepolo è chiamato personalmente ad amare questa domanda. come acqua sorgiva.] giunsero a Cafàrnao. preso un bambino.. Le sue mani sui miei piedi. geniale di gestire le relazioni: non giudica. e loro invece di condividere il suo dramma parlano di carriere e di posti: chi è più grande tra noi? Sembrano totalmente disinteressati a lui e alla sua storia. sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti». Chi è il Dio? Il mio lavapiedi. chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». sempre incompiute. 5-9a: Salmo 114. Centore). 27-35) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 20/09/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar I servitori salveranno il mondo XXV Domenica del Tempo Ordinario .nessuno. Giacomo 2. Gesù e i suoi discepoli [. Oggi. E. In ginocchio davanti a me. È solo accoglienza e tenerezza. abbracciandolo. servitore. non li ripudia né li rimanda a casa per questo. di qualcosa di vitale: sta raccontando ai dodici che tra poco sarà ucciso. Dio è così. come dice Paolo. Marco 8. È insieme con i suoi migliori amici. Gesù allora inventa una strategia per educarli ancora: per vincere la paura. Gesù lungo la strada sta parlando di un argomento di estrema importanza. il cristianesimo è scandalo e follia.Anno B In quel tempo. quando ci prende dentro. . accoglie me. Io l'ho molto amata. lo pose in mezzo a loro e. bambino. non accusa. hanno solo tanta paura di quella prospettiva di morte. ti confesso felice che Tu sei per me quello che la primavera è per i fiori. lo abbracciò e disse: chi accoglie uno di questi bambini accoglie me. Prima di tutto mette i discepoli. ci cattura tutti dentro il suo risorgere e ci trascina in alto con sé. sarebbe imperdonabile. Ed essi tacevano. Signore. Dio è un bacio. li accompagna con forza e tenerezza dentro il suo sogno. amava ripetere don Benedetto Calati. Tutto il Vangelo racchiuso in un abbraccio. dall'immagine ideale dell'Onnipotente. Sedutosi. sotto la luce di quel limpidissimo e stravolgente assunto: chi vuol essere il primo sia l'ultimo e il servo di tutti. tanta paura da rimuoverla perfino dai discorsi. un grande dello spirito. quello che il vento è per l'aquilone. Immagino la stretta al cuore di Gesù. chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo. dove il solo fatto di esistere è già un'estasi» (Emily Dickinson). giovedì. 14-18. Davvero. Prima ancora. lo pose in mezzo.. spezza se stesso. disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome. e noi con loro. E poi un terzo appuntamento a Pasqua. Dato a «un bambino. E invece ecco emergere in piena luce il suo metodo creativo. Quando fu in casa. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. tra amici. ma colui che mi ha mandato». l'appuntamento sarà un altro: uno che è posto in basso. «E col tuo fiato m'apri spazi al volo» (G. Oggi il Vangelo offre tre nomi sorprendenti di Gesù: ultimo. (Letture: Isaia 50. Che cinge un asciugamano e si china a lavare i piedi ai suoi. Poi spiega questa parola inedita con un gesto inedito: Prese un bambino. Chi sono io per te? Attorno a questa domanda si gioca la fede di ciascuno. lui ha capito che i dodici non sono uomini dal cuore vuoto o banale. per un atteggiamento che tra uomini. e chi accoglie me. le ho dato molte risposte. così lontani dal nostro sentire spontaneo.

Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo. Il mondo sarà salvo quando il servizio sarà il nome nuovo della civiltà (chi vuol essere il primo si faccia il servo di tutti) e nessuno sarà escluso. Trasferito nel nostro mondo: si può essere uomini di Cristo senza essere uomini della chiesa. chi è amico della vita è dei nostri. i deboli. ai nostri piccoli. Semini amore. quell'uomo non era dei nostri. si identifica con i piccoli: chi accoglie uno di questi bambini accoglie me.16-4. perché seguono l'amore. Salmo 53. non perderà la sua ricompensa.30-37) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 27/09/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar I cristiani. come Gesù. in verità io vi dico. capirai ti abbracciare Dio. Allora il sogno di Gesù dalla periferia del mondo arriverà a conquistare il centro della città dell'uomo. non sarà mai il faraone a mandare liberi i suoi schiavi. Si può essere di Cristo senza appartenere al gruppo dei dodici. amici dell'uomo e della vita XXVI DOMENICA Tempo ordinario-Anno B In quel tempo. Invece Gesù ad affermare: chiunque aiuta il mondo a fiorire. della famiglia e della comunità. Maestro. aiuti a guarire l'oceano di male che c'è nel mondo? Allora sei di Cristo. O quella del Siracide. Quanti lo seguono. abbracciando loro. la vita possono attendere. in coloro che sono in fondo alla fila. della chiesa e della società. Potessimo dire. Giacomo 3. perché non ci seguiva». abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo. saranno posti i piccoli.. lui sa bene che il mondo non sarà salvato dagli editti dei re o dalle decisioni dei potenti. Non ripetiamo l'errore dei discepoli che alzano steccati: gli uomini sono tutti dei nostri e noi siamo di tutti. perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. senza neppure saperlo. e sono capaci di fare miracoli per liberare un uomo dall'ingiustizia. sono amici della vita.12. Ma Gesù disse: «Non glielo impedite.)».Poi Gesù fa un passo ancora oltre. perché il regno di Gesù è più grande della chiesa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me. Giovanni disse a Gesù: «Maestro. è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare (.. negli ultimi. Quando tu. la felicità. o solo per far nascere un sorriso sul volto di qualcuno che piange. Agli apostoli non importa che un uomo sia liberato dalla nera presenza del demonio. L'uomo malato viene dopo. i poveri. e la chiesa finirà mentre il regno dei cieli è eterno. Lui è nei piccoli. La salute. a quelli che ci sono affidati: ti metto al centro della mia vita e ti abbraccio. .3. Quando al centro di ogni progetto. (Letture: Sapienza 2. A loro interessa prima di tutto la difesa del gruppo.17-20. Marco 9. l'indemoniato può aspettare. Secondo la bella definizione di Origene: i cristiani sono amici del genere umano. del movimento: l'istituzione è posta prima della persona.

La soluzione è una mano convertita. la corruzione troppo forte. più vitale di ogni norma. dove tutti sono dei nostri. la relativizza. il tuo piede. fidati. Non dare sempre la colpa del male agli altri. Un sorso d'acqua per essere di Cristo. adottato per dire la serietà con cui si deve pensare al senso della vita. Il male si è annidato dentro di te: è nel tuo occhio. se il tuo piede. Chiaro che sì. Gesù dice: tu porta il tuo bicchiere d'acqua. tutta la tradizione religiosa. impotenti. per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Gesù passa oltre lecito e illecito. commette adulterio verso di lei. Come si converte la mano? Offrendo un bicchiere d'acqua. Ma dall'inizio della creazione Dio li fece maschio e femmina. domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie.25-29. ma una sola carne. Chiunque vi darà un bicchiere d'acqua non perderà la sua ricompensa. Quella che chiedono a Gesù è una cosa ovvia e risaputa. Giacomo 5. Salmo 18. . Marco 9. A casa. la fa semplice.38-43. alle situazioni esterne. Alcuni farisei si avvicinano a Gesù per metterlo alla prova. porta la questione su di un piano più alto: per la durezza del vostro cuore Mosè scrisse per voi questa norma. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». C'è dell'altro. Così non sono più due.Il Vangelo termina con parole dure: Se la tua mano. ripudiato il marito. se il tuo occhio ti scandalizzano. ci ripropone il sogno di un mondo di uomini le cui mani sanno solo donare. il male è troppo diffuso. Perché la sofferenza per una vita sbagliata. alcuni farisei si avvicinarono e. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 04/10/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il peccato? Trasgredire il sogno di Dio XXVII Domenica del Tempo Ordinario Anno B In quel tempo. è nella tua mano. e se lei. gioca al rialzo. per una vita fallita è senza paragoni con ogni altra sofferenza. «se è lecito a un marito ripudiare la moglie». il peggio non prevarrà.1-6. Tante volte ci sentiamo frustrati. per metterlo alla prova. È un linguaggio figurato. tagliali. i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. ne sposa un altro. La soluzione non è in una mano tagliata. Gesù semplifica la vita. è nel tuo cuore. È consolante. la tua mano. i cui piedi percorrono i sentieri degli amici. Gesù prende le distanze dalla legge. lo permetteva. Gesù ripete un aggettivo: Il tuo occhio. e per questo tutti amici di Dio. Ma Gesù. incisivo. Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù. talvolta essa è solo il riflesso di un cuore duro e non della volontà di Dio. convertilo. un mondo dove fioriscono occhi più luminosi del giorno. commette adulterio». Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra. (Letture: Numeri 11. afferma che non tutta la legge ha autorità divina.47-48). uomo senza frontiere. avallata dalla Parola di Dio. Cerca il tuo mistero d'ombra e cambialo. più importante.45. alla società alla tua infanzia. tutti amici del genere umano. come al suo solito.

colui che divide. moltiplicazione di vita XXVIII Domenica. tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». il sogno di Dio. «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra. Ci prende per mano e ci accompagna a respirare l'aria degli inizi. Salmo 127. accenderla. cemento della casa. cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi. ne sposa un altro. (Letture: Genesi 2. commette adulterio. un tale gli corse incontro e.oltre le strettoie di una vita immaginata come esecuzione di ordini. la peggior nemica del sogno di Dio sulle sue creature. lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va'. gettandosi in ginocchio davanti a lui.. Chi non alimenta un amore dolce e umile. cioè agisca come Dio. Gesù getta le basi per la libertà del cristiano: norma di comportamento non è mai una legge esterna all'uomo. insieme a persecuzioni. Tempo Ordinario. cominciano nel cuore.2-16) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 11/10/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Seguire Cristo. Egli allora gli disse: «Maestro. hai già commesso adulterio nel cuore. noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». non fu così. il sogno di Dio. ma solo l'amore che dentro riaccende il volto. mentre Gesù andava per la strada. e avrai un tesoro in cielo. prima della durezza del cuore.9-11. se non Dio solo. Il ripudio e l'adulterio. non commettere adulterio. a condividere il sogno sorgivo.) Pietro allora prese a dirgli: «Ecco. Il vero peccato non è trasgredire una norma. non frodare. gli domandò: «Maestro buono. ma trasgredire un sogno. è già un separato e un adultero. a inventare gesti e parole che abbiano la gioiosa forza di congiungere le vite e di mantenere vivo l'amore. si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. (. collante del mondo. Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui. e la vita eterna nel tempo che verrà». Marco 10. «L'uomo lascerà il padre e la madre. L'uomo non divida.. Egli è profezia di comunione. commette adulterio». non testimoniare il falso. che non riceva già ora. sta ripudiando il sogno di Dio. in questo tempo.. Il Nemico invece ha come nome «il Separatore». chi non dà loro tempo e cuore. ma ispirarla. Chi non si impegna a fondo per le sue relazioni. e se lei. si impegni a cercare ciò che unisce e non ciò che divide. la «sclerocardìa». Fa incontrare le vite. Ebrei 2. iniziale di Dio: in principio. Tu conosci i comandamenti: "Non uccidere. onora tuo padre e tua madre"». non rubare. il sorriso. lavori su di sé per non cadere nella durezza di cuore. Chi vive con durezza di cuore. che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». ripudiato il marito. con cuore fariseo. non sono un atto formale o giuridico. e vieni! Seguimi!». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono.18-24. lo sappiamo da tutto il Vangelo.. L'uomo non separi quello che Dio ha congiunto». rinnovarla. sta ripudiando l'amore. Dal principio Dio congiunge le vite! Questo è il suo nome: «Dio-congiunge». intelligenza e fedeltà. A lui non interessa regolamentare la vita. le unisce. Anno B In quel tempo. vendi quello che hai e dallo ai poveri. le ha ripudiate. Sta tradendo il respiro degli inizi. Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo. .

chi è davvero. Con i poveri. Quello che Gesù propone più ancora che la povertà è la condivisione. Il denaro è diventato la sua carta d'identità. con fiducia. interroga Gesù per sapere la verità su se stesso. Allora capiamo che il «Regno di Dio verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme» (Giovanni Vannucci). © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 18/10/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Creati per essere serviti da Dio XXIX Domenica del Tempo Ordinario .Anno B In quel tempo. E in più fa un'esperienza da brivido. quanto un uomo libero e in comunione. per cieli nuovi e terra nuova. sguardo come d'innamorato. il suo nome e cognome. Ciò che il Maestro d'umanità sogna non è tanto un uomo spoglio di tutto. è semplicemente il giovane ricco. come si è riempita di volti la casa di Zaccheo. Che ogni discepolo vero può pregare così: «con gli occhi nel sole / a ogni alba io so / che rinunciare per te / è uguale a fiorire» (Marina Marcolini). vuole estendere a livello di massa le relazioni buone della famiglia. Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. pesano le relazioni.. ma come rapporto con gli altri. riferisce Marco: Gesù fissò lo sguardo su di lui e lo amò. con slancio.. fino ad oggi. il dare e il ricevere amore. 7-11. È questo che intende Gesù. Ebrei 4. (Letture: Sapienza 7. Potete bere il calice che io bevo. dicendogli: «Maestro. o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?» [. Il tuo denaro ai poveri. Più che la rinuncia. è la libertà. ma di moltiplicazione di vita: lasciare tutto ma per avere tutto. Vuol sapere se è vita o no la sua. Salmo 89. Le bilance della felicità infatti che cosa pesano sui loro piatti? L'oro. uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». per un cuore moltiplicato. tutto ciò che sei deve diventare strumento di comunione. Seguire il Vangelo non è rinuncia. fin da ragazzo ha sempre osservato la legge: è davvero una bella persona. Quel giovane corre un grande rischio. sente su di sé lo sguardo di Gesù. Per tutti. . E non è in grado di sopportarla. Marco 10. il ricco che ha detto: ecco metà dei miei beni li dò ai poveri. Capovolgere la vita: prima le persone e dopo le cose. è «un tale» di cui non sappiamo nulla se non che è molto ricco. 12-13. contro la povertà. nella tua gloria. Gesù ha un progetto di umanità. Gli risposero: «Concedici di sedere. Corre: un gesto vivo che esprime entusiasmo e desiderio. Lo vediamo dal seguito del racconto. e hanno tutti un nome. vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo».Un tale corre incontro al Signore. La vita si riempie di volti e di legami buoni. Nel Vangelo altri ricchi si sono incontrati con Gesù. e tu con me. lo «spread». Seguire Cristo non è un discorso di sacrifici. l'indice della Borsa? No. si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni. quando sorprende il giovane con la sua proposta: il tuo denaro dallo ai poveri! Tutto ciò che hai.]. perché hanno scoperto il loro più autentico essere non in ciò che possiedono. ecco noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. ma incarnare un'altra logica del vivere. 17-30). Infatti notiamo che non ha un nome. i figli di Zebedèo. parla e pone domande grandi. cosa avremo in cambio? Avrai cento fratelli e sorelle e madri e figli. Pietro allora prese a dirgli: Signore. Si getta ai piedi di Gesù.

Ma io tremo. Chiamarono il cieco. E non come riserva di viltà. non vuole con sé uomini umiliati o schiavi. Tra voi però non è così! Credono di dirigere il mondo con la forza. per amarti. quali dighe abbattete con questa fame di primeggiare. Sal 32. il servo no. sedeva lungo la strada a mendicare. si inchina davanti a te. Mc 10. il mistico. splendidi.35-45) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 25/10/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il tempo della divina compassione XXX Tempo Ordinario Anno-B In quel tempo. Cristo ci libera dalla paura delle paure: quella di Dio. Il padrone fa paura.) il figlio di Timèo. dicendogli: «Coraggio! Àlzati. ma per essere servo». sostiene. la differenza cristiana. cinge un asciugamano. il nome nuovo della civiltà. Non tiene il mondo ai suoi piedi. Servizio: il nome esigente dell'amore. il servo no. prendendosi cura della felicità dell'altro. quale mondo sbagliato generate con questa volontà di potenza! E spalanca l'alternativa cristiana.. Il padrone giudica e punisce. Sia il servitore di tutti. (Letture: Is 53.. per lasciarsi stupire da te. La più sorprendente di tutte le definizioni di Gesù..Giovanni.. unanimi nella gelosia. Chi vuole diventare grande: Gesù non condanna questo desiderio. è inginocchiato lui ai piedi delle sue creature. per servirti. liberi. Gesù capovolge l'immagine tradizionale di Dio... I grandi della terra dominano e opprimono gli altri. Sentendo che era Gesù Nazareno. E il cieco gli . ma è Dio che esiste per te. è il servo di tutti. il discepolo preferito. in funzione di te. se penso alla brocca e all'asciugamano. ho paura. anzi lui stesso promette una grandezza. liberi.3a. nobili. il nome di Dio: «Non sono venuto per farmi servire. non spezza la canna incrinata ma la fascia come fosse un cuore ferito.. qui e per sempre. Eppure ve la immaginate un'umanità dove ognuno corre ai piedi dell'altro? E si inchina non davanti ai potenti del mondo. Eb 4. il Signore dei signori. non ha troni. Non sei tu che esisti per Dio. e i tuoi piedi sono fra le sue mani. chi sarà nostro padrone? Il credente non ha nessun padrone.). Anzi. Se Dio è nostro servitore. il più spirituale. ma come grandezza d'animo. come prodigio di coraggio. le dà una bellezza che stordisce: siamo stati creati per essere amati e serviti da Dio. Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide. chiede di occupare il primo posto.14-16. Gesù. fieri. da questi imprevedibili. probabilmente perché avrebbero voluto chiederlo loro! Ed è come se finora Gesù avesse parlato a vuoto: «Non sapete quello che chiedete». E gli altri dieci compagni immediatamente si ribellano. abbi pietà di me!» (. eppure è servo di ogni uomo. per conoscerti. Parole che danno una vertigine: Dio mio servitore! Vanno a pezzi le vecchie idee su Dio e sull'uomo: Dio non è il Padrone dell'universo. il Re dei re. mentre Gesù partiva da Gèrico (. che era cieco. lui e suo fratello. regali.10-11.2a. ma davanti all'ultimo? Pensiamo attentamente a che cosa significhi avere un Dio nostro servitore. voi non sarete così! Gesù prende le radici del potere e le capovolge al sole e all'aria. Bartimèo. ma che diventino grandi..) Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». ti chiama!» (. talvolta meschini figli che noi siamo.

che ancora vibra nell'aria. alzati. Se un giorno io sentissi. come tutti. Ha bisogno. il suono vero delle sue parole. Gesù insegna instancabilmente qualcosa che viene prima di ogni miracolo. 46-52). queste stesse parole rivolte a me.7-9. E subito. il rapporto con Cristo è l'avvio della guarigione di tutta l'esistenza. ogni cristiano si orienta nella vita senza vedere. E Gesù gli disse: «Va'. che per prima cosa qualcuno lo ascolti: ascolti le sue ferite. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/11/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Amare Dio per amare l'umanità In quel tempo. l'ultimo comincia a riscoprirsi uno come gli altri perché chiamato con amore. secondo le parole di Gesù: «Sono venuto perché abbiate la vita. solo sull'eco della parola di Dio ascoltata con fiducia là dove risuona: nel vangelo. . grida. sempre: ci fanno un po' paura. una prova per vedere che cosa portiamo nel cuore. Ma è proprio sulla povertà dell'uomo ciò su cui si posa sempre il primo sguardo di Gesù. prima che come cieco. E improvvisamente passa Gesù. sono là dove noi non vorremmo mai essere. nel gemito e nel giubilo del creato. perché i poveri disturbano. verso quella voce che lo chiama. negli eventi della storia. di riempire di speranza il dolore del mondo. Che bella questa espressione amorevole di Gesù: «Cosa vuoi che io ti faccia?». tutto sembra eccessivo. la tua fede ti ha salvato». uno che gli voglia bene! Guarisce nella voce che lo accarezza. ciò che temiamo di più. ed ecco che tutto sembra mettersi di nuovo in moto. orientandosi solo sulla parola di Cristo. "lo getta". Ebrei 5. Marco 10. sono il lato doloroso della vita. Noi saremo come Cristo non se faremo miracoli. Salmo 125. uno che non permette all'uomo di arrendersi. ma se sapremo far sorgere nel mondo il tempo della divina compassione. non sulla moralità di una persona. un di più illogico e bello. una dinamica nuova in tutto ciò che fai. quella piena». ti chiama». Credere fa bene. la sua fame. Il cieco comincia a guarire già nell'accoglienza e nella compassione di Gesù. «Balza in piedi» e lascia ogni sostegno. per precipitarsi. non si alza in piedi. nella coscienza. seduto lungo la strada come chi si è fermato e si è arreso. si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». insegna la compassione. la fede produce una vita buona. "ma balza in piedi".rispose: «Rabbunì. non si toglie il mantello. E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. esagerato: il cieco non parla. che rimane l'unica forza capace di far compiere miracoli ancora oggi. (Geremia 31. con un brivido. uno che ha fatto naufragio.1-6. ma sul suo dolore: «Coraggio. La fede è questo: un eccesso. Un mendicante cieco: l'ultimo della fila. Come lui. che cosa chiederei al Signore? Una domanda che è come una sfida. La folla fa muro e lo sgrida. che io veda di nuovo!». La fede è qualcosa che moltiplica la vita. Guarisce come uomo. senza vedere. la sua speranza. Bartimeo comincia a gridare: Gesù abbi pietà di me! Perché il peggio che ci possa capitare è di innamorarci della nostra cecità.

un atto di coraggio. coprirlo di un bene che si espande oltre lui. un angolo di armonia. perché «Dio non fa altro che questo..23-28. Amerai. perché tu sia felice" (Dt 6. Marco 12. perdono. Ascolta. forza. Ebrei 7.2-6. sono le orme di Dio. Fa tenerezza un Dio che chiede: «Ascoltami. L'averli separati è l'origine dei nostri mali. Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore. un'intuizione illuminante.. di cui è orgoglioso.28b-34) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 08/11/2012 . per favore. Amare è avere un fuoco nel cuore. (Letture: Deuteronomio 6. questo vorrai anche per il tuo prossimo. ma semplicemente.Ma amare che cosa? Amare l'Amore stesso. La novità sta nel fatto che le due parole fanno insieme una sola parola. la sua pienezza felice: «Questi sono i comandi del Signore vostro Dio. Come per te desideri amicizia e dignità. Dio prega di essere amato. La risposta di Gesù inizia con la formula: shemà Israel. non una ingiunzione. Amerò ogni briciola di cosa bella che scoprirò vicino a me. e bada di metterli in pratica. l'altro è come se dimorasse dentro di lui» (A. Non c'è altra risposta al desiderio profondo di felicità dell'uomo. Ama questa polifonia della vita.Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta. cuore.. un abbraccio rassicurante. Se amo Dio. Amare «è tenere con tenerezza e passione Dio e l'uomo dentro di sé: se uno ama. Perché l'amore trasforma. Eckhart). Non obbedire a regole né celebrare riti. Amami!» Invocazione. perché io ti amo. nessun'altra risposta al male del mondo che questa soltanto: amare. e farai risplendere l'immagine di Lui che è dentro di te. Amerai Dio con tutto il tuo cuore. desiderio di Dio. anima. mente. Se Lo amerai. o Israele. inonda il mondo. Amerò ciò che Lui più ama: l'uomo. Voglimi bene. Eppure il suo è un comando nuovo. Casati). ognuno diventa ciò che ama. sua radice è un'invocazione accorata. Come per te ami libertà e giustizia così le amerai anche per tuo fratello. Quasi un terzo comandamento: ama anche te stesso. l'unico comandamento. e vuoi che fioriscano talenti e germogli di luce. Amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma amare come? Mettendosi in gioco interamente. amo ciò che lui è: vita.]". Gesù non aggiunge nulla di nuovo rispetto alla legge antica: il primo e il secondo comandamento sono già nel Libro. perché l'amore genera vita sul mondo. Perché chi ama così ritrova l'unità di se stesso. Ama il tuo prossimo come te stesso. insieme a Dio e al prossimo..1-3).. tutto il giorno: sta sul lettuccio della partoriente e genera» (M. Amare è desiderio di fare felice qualcuno. va verso gli altri. Non c'è altro comandamento più grande di questi». Cuore del comandamento.. sarai simile a Lui. cioè creatore di vita. Salmo 17. compassione. bellezza. Che cosa c'è al centro della fede? Ciò che più di ogni cosa dona felicità all'uomo: amare. meravigliosamente: amare. Gesù sa che fare questo è già la guarigione dell'uomo. ascolta popolo mio. Il aecondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima [.

Conta quanto peso di vita. Gesù non bada alla quantità di denaro. mai insignificante un gesto di bontà cavato fuori dalla nostra povertà. Tanti ricchi ne gettavano molte. durante tutta la sua predicazione. tutto quanto aveva per vivere». Tutto ciò che riusciamo a fare con tutto il cuore ci avvicina all'assoluto di Dio. se l'intera Chiesa di Cristo si riconoscesse non da primi posti. ha sempre mostrato una predilezione particolare per le donne sole. un niente ma pieno di cuore. Ma. Il motivo vero e ultimo per cui Gesù esalta il gesto della donna è nelle parole «Tutti hanno gettato parte del superfluo. venuta una vedova povera. ma dalla generosità senza misura e senza . amano i primi posti. Lei invece. Il Vangelo vi contrappone la seconda scena. quelli che sorreggono il mondo sono gli uomini e le donne di cui i giornali non si occuperanno mai.. non «quanto» la gente offriva. quanto di lacrime e di speranze è dentro quei due spiccioli. il compito di trasmettere il suo messaggio. il cuore con cui si dona XXXII Domenica Tempo ordinario Anno B In quel tempo. di generosità. I ricchi gettavano molte monete. Quanto più Vangelo ci sarebbe se ogni discepolo. di accudimento. nella sua miseria. La prima scena è affollata di personaggi che hanno lo spettacolo nel sangue: passeggiano in lunghe vesti. di onestà. che vorrebbe solo scomparire dietro una delle colonne del tempio.] Gesù.. avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. vi gettò due monetine. Due spiccioli. Ma. danno ciò che fa vivere. anche quando pensi di non possedere nulla. Loro sono quelli che danno di più. La santità: piccoli gesti pieni di cuore. quelli dalla vita nascosta. I primi posti di Dio appartengono a quelli che. in ognuna delle nostre case. che amano passeggiare in lunghe vesti. così povera. vi ha gettato tutto quello che aveva. Come la vedova povera.stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Non conta quanto ma il modo. prestigio e fama. quanto cuore. Notiamo il particolare: osservava «come». ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. di giornate a volte cariche di immensa fatica. da molti inseguita con accanimento. che fanno un soldo. ricevere saluti nelle piazze. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. di attenzione. osservava come la folla vi gettava monete. Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi. Ora affida al gesto nascosto di una donna. Essi riceveranno una condanna più severa». Anche Lui darà tutto. ha in sé qualcosa di divino. è una realtà patita da tanti con disagio. fatta solo di fedeltà. rivolti ai genitori o ai figli o a chi busserà domani. con mille gesti non visti da nessuno. essere riveriti per strada. regalano vita quotidianamente. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. chiamati a sé i suoi discepoli. Non è mai irrisorio. Gesù se n'è accorto. Allora. unico. vi gettò due monetine. lei ha gettato tutto quello che aveva. chiama a sé i discepoli e offre la sua lettura spiazzante e liberante: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Questa capacità di dare. gesti di cura. tutto ciò che aveva per vivere»: la totalità del dono. disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova. venuta una vedova povera. tutta la sua vita. [Seduto di fronte al tesoro. Seduto davanti al tesoro del tempio Gesù osservava come la folla vi gettava monete.Questa riduzione della vita a spettacolo la conosciamo anche noi.

Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti. facendo leva su due punti di forza.]. . Per la sua fragilità l'uomo cerca appoggi. linguaggi. ma il significato del mondo.] Quando vedrete accadere queste cose. La nostra forza è che «Dio non ha chiuso il suo cuore e la sua strada passa ancora sul nostro mare d'Esodo. A noi spetta assecondare la sua creazione. comportamenti.. la luna non darà più la sua luce. che non profetizza la fine del mondo. Ed è appoggiando una fragilità sull'altra che sosteniamo il mondo.calcolo. mare inquieto. Salmo 145. sappiate che egli è vicino. dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo. Marco 12. Cadono molti punti di riferimento. mare profondo. cerca legami e amore.. Dio è dentro la nostra ricerca di legami. La prima verità è che il mondo è fragile: in quei giorni. le stelle. I nostri familiari sono il linguaggio di Dio. dalla audacia nel dare. Allora dentro la fragilità drammatica della storia possiamo intuire come le doglie di un parto. come il passaggio dall'inverno alla primavera. il sole si oscurerà. Io sono tanto fragile da aver sempre bisogno degli altri. l'economia. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. sapete che l'estate è vicina. (Letture: 1 Re 17. il Vangelo tornerebbe a trasmettere il suo senso di gioia.20). in questa felice follia. Ebrei 9. Allora. perché ha su di sè il suo Vento di vita.». ma ogni giorno c'è un mondo che nasce. la sua quotidiana catechesi. sacramento della sua grazia. vecchie cose vanno in frantumi: costumi. «Ogni carne è intrisa d'anima e umida di Dio» (Bastaire). 38-44). anche se non ne vediamo le orme» (Salmo 77. la famiglia e la nostra stessa vita sono molto fragili. come un uscire dalla notte alla luce. dopo quella tribolazione. Il primo: quando vedrete accadere queste cose sappiate che Egli è vicino. ma anche le istituzioni.. Gesù disse ai suoi discepoli: «In quei giorni. Ma dopo si tratta di ricostruire.. la società. le stelle cadranno dal cielo. il tocco della sua presenza. Quanto morir perché la vita nasca (Clemente Rebora). il suo respiro di liberazione. La speranza ha l'immagine della prima fogliolina di fico: Dalla pianta di fico imparate: quando spuntano le foglie. Non solo il sole. Ma la seconda verità è che ogni giorno c'è un mondo che muore. la luna non darà più la sua luce. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 15/11/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il tesoro di bontà del nostro tempo XXXIII Domenica Tempo Ordinario-Anno B In quel tempo. Il secondo punto di forza è la nostra stessa fragilità. le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. [. ma ci sono anche sentori di nuove primavere. è alle porte [. Ben vengano certe scosse di primavera a smantellare ciò che merita di essere cancellato. la luna.. 10-16. Un Vangelo sulla crisi e contemporaneamente sulla speranza. Come una nave che non è in ansia per la rotta. il sole si oscurerà.. 24-28. il Signore è alle porte. viene attraverso le persone che amiamo.

1-3.11-14.Il profeta Daniele allarga la visione: «Uomini giusti e santi salgono nella casa delle luci. tra voi non sia così. circondato di legionari armati. uomo regale. ma il mio regno non è di quaggiù». . come fogliolina di primavera. più libero e santo. I grandi della terra dominano e si impongono. Il confronto di due poteri opposti: Pilato. (Letture: Daniele 12. libero e disarmato. in ciascuna delle nostre case. si combattono. i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei. altrimenti la ragione sarà sempre del più forte. Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re (. per non sprecare i giusti del nostro mondo. senza maschere e senza paure. ma non del mondo. Ebrei 10. se il mio regno fosse di questo mondo. Chi la verità ha reso libero. Salmo 15. Gesù. lontano da me. l'altro sulla forza della verità. ma per servire. Dove si fa violenza. è dipendente dalle sue paure. da mille luoghi salgono nella casa della luce: sono coloro che inducono me e tutto il mondo a essere più giusto. Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. per non dissipare il tesoro di bontà del nostro tempo. oppure altri ti hanno parlato di me?». dove risplenderanno come stelle». chi è più uomo? È libero chi dipende solo da ciò che ama. Invece Gesù non ha mai assoldato mercenari. quel tesoro che germina anche. Che cosa hai fatto?». Pilato e Gesù. Nel suo regno no! Anzi è il re che si fa servitore dei suoi: non sono venuto per essere servito. non è mai entrato nei palazzi dei potenti. uno di fronte all'altro. Gesù rispose: «Dici questo da te.18.)». sono molti. Due uomini. Gesù dice: non passa di qui il mio regno. i miei servi avrebbero combattuto per me: il potere di quaggiù ha l'anima della guerra. Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?».24-32) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 22/11/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La regalità di Cristo è pienezza d'umano Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo Anno B In quel tempo. il denaro e l'io sono aggressivi e voraci. del più violento. Chi dei due uomini è più libero. non ha mai arruolato eserciti. Un potere si fonda sulla verità delle armi e della forza. ma perché propone la trasformazione di «questo mondo». Guardiamo a loro. del più crudele. Dunque tu sei re? Il mio regno però non è di questo mondo.. I regni della terra. Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo. I servi dei re combattono per i loro signori. «Metti via la spada» ha detto a Pietro. si nutre di violenza. Il suo regno è differente non perché riguardi l'al di là. Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». vicino a me. dipende solo da ciò in cui crede. dove si abusa. se non da prigioniero. Gesù rilancia la differenza cristiana consegnata ai discepoli: voi siete nel mondo.. Marco 13. Sono come stelle. dove il potere.

mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. 33-37) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 29/11/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Tempo di Avvento. nella luna e nelle stelle. che soffre. ma per produrre vita. Pilato poco dopo questo dialogo esce fuori con Gesù e lo presenta alla folla: ecco l'uomo. Vannucci). versa il suo sangue.Un re che non spezza nessuno. e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti. Ma la fede ci permette di intravedere che la fine di un certo tipo di Chiesa può portare a un nuovo modo di vivere la fede. 5-8.. pieno di cuore e di verità. Apocalisse 1. spezza se stesso. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Il presente porta nascite nel grembo.. a sentirci parte di una immensa vita. La regalità di Cristo non è potere ma pienezza d'umano. libero e convinto. Ci saranno segni nel sole. il tempo di santa Maria nell'attesa del parto. Pilato non può capire. che si contorce come una partoriente (Is 13. risollevatevi e alzate il capo. (Letture: Daniele 7. cresce l'indifferenza religiosa. dove l'altro conta più della tua vita. con le braccia aperte. dove si dona tutto e non si prende niente. Ed è stato involontario profeta: perché il re è visibile proprio lì. viene il Liberatore I Domenica di Avvento Anno C In quel tempo. prendendosene cura.. l'iscrizione derisoria da inchiodare sulla croce: questo è il re dei giudei. nella luna e nelle stelle. Salmo 92. amore come nessuno. non sacrifica nessuno. l'istituzione ecclesiastica perde fiducia. a guardare in alto. tempo delle donne: solo le donne in attesa sanno cosa significhi davvero attendere. al balcone dell'universo lo presenta all'umanità: ecco l'uomo! l'uomo più vero. Questo è il modo regale di abitare la terra. a percepire il cosmo pulsare attorno a noi. È il nostro atto di fede: il regno di Dio viene. Il Vangelo ci prende per mano. diminuiscono le vocazioni. e ne fa il titolo della condanna. sulla croce. non versa il sangue di nessuno. Quando cominceranno ad accadere queste cose. Libero come nessuno. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. È un tempo di crisi.8). più essenziale.. Dove si muore ostinatamente amando. Ma «quanto morir perché la vita nasca» (Rebora). vero come nessuno. . perché la vostra liberazione è vicina (. C'è una crisi della Chiesa. sacrifica se stesso per i suoi servi. si limita all'affermazione di Gesù: io sono re. Affacciato al balcone della piazza.). Che io ho sconfitto. il più autentico degli uomini. Che patisce. Il re. e sulla terra angoscia. Giovanni 18. ed è più vicino oggi di ieri. 13-14. ci porta fuori dalla porta di casa. intensificazione d'umanità: «il Regno di Dio verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme» (G. Ma non si attende solo la nascita di Gesù. Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole. L'Avvento è il tempo che prepara nascite. accrescimento di vita.

Ci sarà sempre un momento in cui ci sentiremo col cuore pesante. a non fermarci all'oggi. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 06/12/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Nessuno è così piccolo da non poter essere profeta II domenica di Avvento (Anno C) (. scoraggiati. un dirottarsi dai soliti binari. Salmo 24. un lungo elenco di re e sacerdoti.25-28. ma su rispetto della natura. non gli permetto di mangiare nel mio piatto. le inietta un'estasi. a perdersi nel deserto. figlio di Zaccarìa. esperto di nascite. guardate in alto e lontano. 1 Tessalonicesi 3. ogni monte e ogni colle sarà abbassato. vicino come la vita. che è più grande di noi. che fa dei poveri i principi del suo regno. quasi maestosa. com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore. molte volte. perché la vostra liberazione è vicina. predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.12-4. ed è che non può esserci disperazione finché ricordo perché sono venuto sulla terra. c'è un Liberatore. di una storia che non basta più a se stessa. via dalle regge e dai cortigiani. chi mi ha mandato qui. Ho provato anch'io lo scoraggiamento.. È il Dio che sceglie i piccoli. Gente dalla vita verticale. dove Dio viene. Questo mondo contiene Lui! Che Viene. cui basta un uomo solo che si lasci infiammare dalla sua Parola.Anche la crisi economica e finanziaria ci sta dicendo che dobbiamo cambiare strada e favorire un altro modello di economia. Un mondo più buono e più giusto. lontano dalle grandi capitali. a testa alta.2. che improvvisamente subisce uno scarto. vicino come il cuore. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!». di chi sono al servizio. Alzatevi. in cammino su tutte le strade. Luca 21. sobrietà e solidarietà. (Letture: Geremia 33. fragile e immensa. a non appesantirlo di paure e delusioni: «state attenti a voi stessi. che è insostenibile.34-35). ma a guardare avanti: questo mondo porta un altro mondo nel grembo.14-16. La Parola. E chi sta venendo: allora vedranno il Figlio dell'uomo venire con grande potenza e gloria. che i vostri cuori non si appesantiscano».) la parola di Dio venne su Giovanni. che è qui. viene come l'estasi della storia. Il Vangelo ci insegna a leggere il presente e la storia come grembo di futuro. Egli percorse tutta la regione del Giordano. spianate. . nel deserto. Il Vangelo d'Avvento ci aiuta a non smarrire il cuore. che è come un uscire da sé. vicino come il respiro. come la sapete voi. Il motivo è questo: fin dentro i muscoli e le ossa io so una cosa. le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie.. che «abbatte i potenti». raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito. occhi alti e liberi: così vede i discepoli il Vangelo. non gli permetto di sedere sul trono del mio cuore. non fondato sulla logica della crescita infinita. Luca dà inizio al racconto dell'attività pubblica di Gesù con una pagina solenne. un sollevarsi sopra le logiche di potere. ma non gli tengo il posto. un dirottamento: un sassolino del deserto cade dentro l'ingranaggio collaudato della storia e ne muta il passo: la Parola di Dio venne su Giovanni nel deserto. Uomini e donne in piedi.

e a portarla a compimento sarà Colui che l'ha iniziata.. accontentatevi delle vostre paghe». Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».Chi conta nella storia? Erode sarà ricordato solo perché ha tentato di uccidere quel Bambino. La voce dipinge un paesaggio aspro e difficile. Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua. monti spianati. di abbandoni patiti o inflitti. Il profeta però vede oltre. le vie tortuose diventeranno diritte e quelle impervie. perché il profeta assicura «Ogni uomo vedrà la salvezza». che cosa dobbiamo fare?».8-11. Ma parola di Dio viene ancora. burroni colmati. spianate». ma viene colui che è più forte di me. Ogni uomo? Sì. Pilato perché l'ha condannato a morte. potenza di parto di un mondo nuovo e felice. «Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore. riguardo a Giovanni. dell'uomo verso il suo cuore.. Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi. Ogni burrone sarà riempito. 4-6. esattamente questo: ogni uomo. Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno. (. 1-6) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 13/12/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Gesù accende la vita e la rende felice III domenica di Avvento Anno C In quel tempo. che voglia diventare «sillaba del Verbo» (Turoldo). vede strade che corrono diritte e piane. Un'opera imponente e gioiosa. case e oliveti. Perché nessuno è così piccolo o così peccatore. Nella storia conta davvero chi comincia a pensare pensieri buoni. Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche.). e chi ha da mangiare. ne dia a chi non ne ha. che cosa dobbiamo fare?».. di gente semplice e vera. Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Filippesi 1. Per il viaggio mai finito dell'uomo verso l'uomo. una mappa di ferite mai guarite. i burroni scoscesi sono le trincee scavate per non offrire bersaglio e per meglio uccidere. faccia altrettanto». le folle interrogavano Giovanni. è sempre in volo in cerca di uomini e donne dove porre il suo nido. L'esito è certo. si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo. nel deserto. Raggiungerà ogni uomo. che ha i tratti duri e violenti della storia: le montagne invalicabili sono quei muri che tagliano in due villaggi. i pensieri di Dio. e neppure davanti al mio contorto cuore. Poiché il popolo era in attesa e tutti. Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro. Dio viene e non si fermerà davanti a burroni o montagne. gli porrà la sua Parola nel grembo. ogni monte abbassato.. raddrizzate i suoi sentieri. (Letture: Baruc 5. . a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. La parola di Dio venne su Giovanni. Luca 3. È anche la nostra geografia interiore. dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». sono l'isolarsi per paura. dove tutto ciò che è umano trovi eco nel cuore di Dio. nessuno conta così poco da non poter diventare profeta del Signore. Salmo 125. 1-9. E soprattutto di Dio verso l'uomo.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria. È il più forte. che è la morte delle cose morte e la loro resurrezione.Un Vangelo di comportamenti concreti. La prima: chi ha due tuniche. Viene uno più forte di me e vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Una regola d'oro. anzi di più. lo condivido con te. le ha accese e rese felici. Giovanni il Battista propone tre regole. 2-6. in una città di Giuda. La prima regola per il nostro abitare la terra: prenderci cura gli uni degli altri. Luca 3. ma a partire da me e dai miei comportamenti più minuti: onesto perfino nelle piccole cose. nella luce e nel calore. semplicemente. perché è l'unico che «battezza nel fuoco». l'insaziabilità è la radice di ogni corruzione: deridere le leggi. sfruttare le persone. il dono. alzarsi in piedi davanti a lui. Non approfittate del ruolo per umiliare. perché è l'unico che parla al cuore. Ogni nostro gesto umano apre finestre sull'infinito. un ritorno al semplice quotidiano. ne dia una a chi non ne ha. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A . l'insurrezione degli onesti. 14-18a. con tenacia. La terza regola è per i soldati. sempre. Invece dell'accumulo. prima il rispetto: che è guardare negli occhi l'altro. Un piccolissimo verbo: «dare qualcosa». invece dello spreco la sobrietà. ricominciare dalla legalità. 4-7. un ritorno alle nostre relazioni interpersonali come strada per il venire di Dio nel mondo. come davanti a un principe. 10-18) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 20/12/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Natale. a condividerlo. in tutti i campi: non maltrattate e non estorcete niente a nessuno. Perché tu vali quanto me. Infatti il modo con cui ci rivolgiamo agli uomini raggiunge Dio. sazierebbe la fame di tutti. Gesù ha acceso milioni e milioni di vite. il bambino sussultò nel suo grembo. Salmo: Is 12. dopo i voli sul venire di Dio per monti e burroni. Filippesi 4. per chi ha ruoli di autorità e di forza. basterebbe per tutti. vendersi per denaro. Entrata nella casa di Zaccaria. (Letture: Sofonìa 3. salutò Elisabetta. non abusate della vostra forza per far piangere. E lo segui. Così semplice da sembrare scontata: il ritorno dell'onestà. Giovanni conosce la strada buona: prendersi cura dell'onestà. e chi ha da mangiare faccia altrettanto. in cui si riassume il gesto sul quale saremo giudicati (cfr Matteo 25). Sempre lo stesso principio: prima le persone. Questo fa di lui il più forte. E il più amato. È il più forte. Non esigete nulla di più: perché la cupidigia di denaro è l'idolo assoluto. Gesù. come salvezza della storia comune. La bestemmia è mettere le cose prima delle persone. La seconda regola: Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato. ha la forza del fuoco che trasforma le cose. e tu non hai. La nuova legge di un altro mercato. l'uomo ha Dio nel sangue IV Domenica Avvento Anno C In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa. che si può semplificare così: ciò che io ho. che da sola basterebbe a cambiare la faccia della terra: condivisione. A non sprecarlo. C'è tanto pane nel mondo che.

potenti e umili. perché Maria porta Dio con sé e contagia d'assoluto chiunque incontra: benedetta tu fra le donne. nel «più grande canto rivoluzionario d'avvento» (Bonhoeffer). Questo è il Vangelo che. E l'anziana. fatte o accolte. hanno il passo di Dio. 5-10. Salmo 79. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto». che ogni corpo è una finestra di cielo. che dentro il battito umile e testardo del suo cuore batte un altro cuore. che produce crescita d'umano e moltiplicazione di vita. È sempre in ritardo sulla fame di abbracci. dove Dio giunge scende una benedizione. il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. che sono tutte benedette. Una giovane donna aperta. è riempita di Spirito. Maria si mise in viaggio in fretta. Guidacci). come un passo di danza a due. 1-4a.45). E dove Dio giunge. stringono aria). portata dal futuro che è in lei. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 27/12/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed La famiglia. che emana libertà e giovinezza.che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco. c'è un sussulto del cuore. Come in Genesi: Dio li benedisse dicendo «crescete e moltiplicatevi». e non si spegnerà più. in tutte le sue forme. le migliori che ho. salutò Elisabetta. L'anima danza per il mio amato. che l'uomo ha Dio nel sangue. la visita di Dio abbia l'effetto di una musica. Mi stupisce che in Maria. L'amore ha sempre fretta. Va leggera. un vento che fa fremere la vela della vita. ritornati in sé. che scardina la storia. Ognuno portatore di Dio. Il Natale è certezza e memoria che c'è della santità in ogni carne. una ragazza gravida di Dio. raccontando la visita di Maria ad Elisabetta. (Letture: Michea 5. prima scuola di santità Enviar . una stanchezza finita per sempre. nella prima dei credenti. investe la storia dei potenti e li rende uguali a tutti gli altri. Ebrei 10. senza troni. come per il piccolo Giovanni./ inizio di un cerchio / che un amore più vasto / compirà» (M. Le più belle che so. e insieme pesante di vita nuova. appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi. come un esame da superare. che investe il mondo dei ricchi e lo capovolge (le loro mani sono vuote. M'incanta che la presenza di Dio produca poi l'effetto di una forza di vita e di giustizia dirompente. 39. Entrata nella casa di Zaccaria. E poi coinvolge poveri e ricchi. che è una forza di vita che dilaga dall'alto. perché Dio cerca madri per incarnarsi ancora. sazi e affamati di vita. Maria sente Dio venire come un tuffo al cuore. Mentre noi istintivamente sentiamo la prossimità di Dio come un dito puntato. anche lei colma di una vita impensabile. Allora Maria canta: magnifica l'anima mia il Signore. Due donne sono i primi profeti del nuovo testamento. finalmente. e le immagino «a braccia aperte. Quel peso che mette le ali e fa nascere il canto. di una lieta energia. Nell'ultimo tratto di strada verso Natale ci fa da guida santa Maria. Luca 1. incinta di luce. racconta anche che tutte le nostre visite. Che mi piace tradurre così: cerco nel cuore le più belle parole per il mio Dio.

papà. no. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso (. ma una bontà. incarnato e quotidiano. che sa anche tirarsi indietro. Dio verso l'umanità. familiare. vissute.Santa Famiglia .. puri nel cuore. a Betlemme. lì c'è Dio. tessono tenaci legami d'amore.20-22.41-52) © riproduzione riservata . È dalla porta di casa che escono i santi. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Sante. angosciati. l'annuncio che è possibile una santità non solo individuale. Non ci sono due amori: l'amore di Dio e l'amore umano. seduto in mezzo ai maestri. con grande fatica. La santa Famiglia di Nazaret porta un messaggio a tutte le nostre famiglie. padre e madre. e malintesi.Anno C (. Santità non significa essere perfetti. visibile e segreto. un contagio di santità dentro le relazioni umane. come a Nazaret. Stava così bene con loro. costruttori di pace. e sua madre gli disse: «Figlio. sapranno essere felici. nel desiderio di abbracciarsi. Santità non significa assenza di difetti. lontano dai riflettori. di buon vicinato. e il suo nome più bello è: amore. incomprensione esplicita: ma essi non compresero le sue parole. quelli che sapranno dare e ricevere amore e che. no. più importante ancora di quello della Chiesa. condivisa. Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». lui padre non autoritario. La famiglia è il primo luogo dove si assapora l'amore e. d'aiuto e collaborazione. Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.1-2. quindi. perché ci hai fatto questo? Ecco. Per anni impara l'arte di essere uomo guardando i suoi genitori vivere: lei teneramente forte. Come poteva altrimenti trattare le donne con quel suo modo sovranamente libero? E inaugurare relazioni nuove tra uomo e donna. 24-28.) Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio. (Letture: 1 Samuele 1. tuo padre e io. con viscere di misericordia per tutti. e lo chiama: abbà. Anche oggi tante famiglie. mentre li ascoltava e li interrogava. in gesti. ma dell'amore vivo e potente. giusti. E il loro parlare era: sì. La casa è il luogo dove risiede il primo magistero. C'è un unico grande progetto. C'è angoscia causata dal figlio adolescente. Al vederlo restarono stupiti.)... in silenzio. Ora in cima ai pensieri di Dio c'è l'amore. Luca 2. il genitore verso il figlio. sì. nella pazienza di ascoltare. con fatica e gioia. Che sta in una carezza. in un soprannome affettuoso. nella parola scherzosa che scioglie le tensioni. un solo amore che muove Adamo verso Eva. Gesù lascia i maestri della Legge e va con Giuseppe e Maria che sono maestri di vita. una santità collettiva. 21-24. ma pensare i pensieri di Dio e tradurli. si gusta il sapore di Dio. E non parlo di amore spirituale. La famiglia è il luogo dove si impara il nome di Dio. che con Dio adotta il linguaggio di casa. miti. ti cercavamo».. neanche le relazioni tra Maria Giuseppe e Gesù lo erano. imparate da loro: erano poveri. 1 Giovanni 3. Che vuole estendere quelle relazioni a livello di massa e dirà: voi siete tutti fratelli. Salmo 83. Scese con loro a Nazaret e stava loro sottomesso. In quella casa dove c'è amore. me verso l'amico. paritarie e senza paure? Le beatitudini Gesù le ha viste. per questo. mai passiva. in un cibo preparato con cura. straordinarie nelle piccole cose.