Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi

05/01/2012
Immersi in Dio, amati per sempre
Battesimo del Signore Anno B
In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io
non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con
acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da
Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall'acqua,
vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una
voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Il racconto del Giordano ci riporta alla genesi, quando la Bibbia prende avvio con una
immagine d'acqua: in principio... lo spirito di Dio aleggiava sulle acque (Gen 1,2) come un
grande uccello in cova su di un mare gonfio di vita inespressa. L'origine del creato è scritta
sull'acqua. Allo stesso modo anche la vita di ognuno di noi ha inizio nelle acque di un
grembo materno. Essere immersi di nuovo nell'acqua è come esserlo nell'origine, il
battesimo parla di nascita, come fa la voce dal cielo che scende su Gesù: tu sei mio Figlio.
Voce che è anche per me; voce in cui brucia il cuore ardente del cristianesimo: io sono
figlio; il mio nome è: amato per sempre. Io ho una sorgente nel cielo, che si prende cura di
me come nessun altro al mondo. E nasco della specie di Dio, perché Dio genera figli
secondo la propria specie. In te ho posto il mio compiacimento. Una parola inusuale, la cui
radice porta una dichiarazione d'amore gioioso verso ciascuno: «mio compiacimento»
significa: tu mi piaci!
Una definizione della grazia di Dio: prima che tu faccia qualsiasi cosa, come sei, per quello
sei, tu mi dai gioia. Prima che io risponda, prima che io sia buono o no, senz'altro motivo
che la gratuità di Dio, perché la grazia è grazia e non calcolo o merito o guadagno, la Voce
ripete ad ognuno: io ti amo. Gesù vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere come una
colomba. Noto la bellezza del particolare: il cielo si squarciò, si lacerò, si strappò. Come
un segno di speranza si stende sull'umanità questo cielo aperto, aperto per sempre, e non
chiuso come una cappa minacciosa e pesante. Aperto come si aprono le braccia all'amico,
all'amato, al povero: c'è comunicazione tra terra e cielo.
Da questo cielo aperto e non più muto viene come colomba lo Spirito, cioè la vita stessa di
Dio. Si posa su di te, ti avvolge, entra dentro, a poco a poco ti modella, ti trasforma
pensieri, affetti, speranze secondo la legge dolce, esigente, rasserenante del vero amore.
Battesimo significa etimologicamente: immersione. Il battezzato è uno immerso in Dio.
Adesso, in questo momento immerso; in ogni momento, in ogni giorno immerso in Dio,
come nel mio ambiente vitale, dentro una sorgente che non viene meno, dentro un grembo
che nutre, fa crescere, riscalda e protegge. E fa nascere. Io nella sua vita e Lui nella mia
vita. Come donna gravida di una vita nuova, io vivo due vite, la mia e quella di Dio. Sono
uno e due al tempo stesso. Ormai indissolubile da me è Dio, io non più separato da Lui.
Nel Battesimo è il movimento del Natale che si ripete: Dio scende ancora, entra in me,
nasce in me perché io nasca in Dio; perché nasca nuovo e diverso, con in me il respiro del
cielo.
(Letture: Isaia 55,1-11; Salmo: Isaia 12,2-6; 1 Giovanni 5,1-9; Marco 1,7-11).

12/01/2012
Trovare la chiave del cuore
II Domenica Tempo ordinario Anno B
In quel tempo, Giovanni (...) disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli,
sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo
seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbi - che, tradotto, significa
maestro -, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove
egli dimorava e quel giorno rimasero con lui (...). Uno dei due che avevano udito le parole
di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea (...). Egli incontrò per primo suo fratello
Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» - che si traduce Cristo - e lo condusse da
Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai
chiamato Cefa», che significa Pietro.
Un Vangelo che profuma di libertà, di spazi e cuori aperti: Giovanni indica un altro cui
guardare, e si ritrae; due discepoli lasciano il vecchio maestro e si mettono in cammino per
sentieri sconosciuti dietro a un giovane rabbi di cui ignorano tutto, eccetto una immagine,
una metafora folgorante: ecco, l’agnello di Dio! Ecco l’animale dei sacrifici, l’ultimo nato
del gregge che viene immolato presso gli altari, ecco l’ultimo ucciso perché nessuno sia
più ucciso. Ma nelle parole di Giovanni sta anche la novità assoluta, il capovolgimento
totale del nostro rapporto con Dio. In tutte le religioni il sacrificio consiste nell’offrire
qualcosa (un animale, del denaro, una rinuncia...) al dio per ottenere in cambio il suo
favore. Con Gesù questo contratto religioso è svuotato: Dio non chiede più sacrifici, ora è
Lui che viene e si fa agnello, vale a dire sacrifica se stesso; Gesù non prende nulla, dona
tutto.
Gesù si voltò e disse loro: che cosa cercate? Sono le sue prime parole nel Vangelo di
Giovanni. Le prime parole del Risorto saranno del tutto simili: Donna, chi cerchi?
Cosa cercate? Chi cerchi? Due domande, un unico verbo, dove troviamo la definizione
stessa dell’uomo: l’uomo è un essere di ricerca, con un punto di domanda piantato nel
cuore, cercatore mai arreso. La Parola di Dio ci educa alla fede attraverso le domande del
cuore. «Prima di correre a cercare risposte vivi bene le tue domande» (Rilke). La prima
cosa che Gesù chiede non è di aderire ad una dottrina, di osservare i comandamenti o di
pregare, ma di rientrare in se stessi, di conoscere il desiderio profondo: che cosa desideri di
più dalla vita?
Scrive san Giovanni Crisostomo: «trova la chiave del cuore. Questa chiave, lo vedrai, apre
anche la porta del Regno». Gesù, maestro del desiderio, fa capire che a noi manca
qualcosa, che la ricerca nasce da una povertà, da una assenza che arde dentro: che cosa ti
manca? Salute, denaro, speranza, tempo per vivere, amore, senso alla vita, le opportunità
per dare il meglio di me? Ti manca la pace dentro? Rivolge quella domanda a noi, ricchi di
cose, per insegnarci desideri più alti delle cose, e a non accontentarci di solo pane, di solo
benessere. Tutto intorno a noi grida: accontentati! Invece il Vangelo ripete la beatitudine
dimenticata: Beati gli insoddisfatti perché saranno cercatori di tesori. Beati voi che avete
fame e sete, perché diventerete mercanti della perla preziosa.
Maestro, dove dimori? La richiesta di una casa, di un luogo dove sentirsi tranquilli, al
sicuro. La risposta di Gesù ad ogni discepolo è sempre: vieni e vedrai. Vedrai che il mio
cuore è a casa solo accanto al tuo.
(Letture: 1 Samuele 3,3b-10.19; Salmo 39; 1 Corinzi 6, 13c-15, 17-20; Giovanni 1,35-42)

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l Vangelo A cura di Ermes Ronchi
19/01/2012
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Convertirsi è girarsi verso la Luce
III domenica Tempo ordinario Anno B
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il Vangelo di Dio, e
diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel
Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone,
mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a
me, vi farò diventare pescatori di uomini» (...)
Siamo al momento fresco, sorgivo del Vangelo. C'è una bella notizia che inizia a correre
per la Galilea ed è questa: il tempo è compiuto, il regno di Dio è qui. Il tempo è compiuto,
come quando si compiono per una donna i giorni del parto. E nasce, viene alla luce il
Regno di Dio. Gesù non spiega il Regno, lo mostra con il suo primo agire: libera, guarisce,
perdona, toglie barriere, ridona pienezza di relazione a tutti, anche a quelli marchiati
dall'esclusione. Il Regno è guarigione dal male di vivere, fioritura della vita in tutte le sue
forme. A questo movimento discendente, di pura grazia, Gesù chiede una risposta:
convertitevi e credete nel Vangelo. Immagino la conversione come il moto del girasole, che
alza la corolla ogni mattino all'arrivo del sole, che si muove verso la luce: «giratevi verso
la luce perché la luce è già qui». Credere nel Vangelo è un atto che posso compiere ogni
mattino, ad ogni risveglio. Fare memoria di una bella notizia: Dio è più vicino oggi di ieri,
è all'opera nel mondo, lo sta trasformando. E costruire la giornata non tenendo gli occhi
bassi, chini sui problemi da affrontare, ma alzando il capo, sollevandolo verso la luce,
verso il Signore che dice: sono con te, non ti lascio più, ti voglio bene.
Credete nel Vangelo. Non al Vangelo ma nel Vangelo. Non solo ritenerlo vero, ma entrate e
buttarsi dentro, costruirvi sopra la vita, con una fiducia che non darò più a nient'altro e a
nessun altro. Camminando lungo il mare di Galilea, Gesù vide… Gesù vede Simone e in
lui intuisce la Roccia. Vede Giovanni e in lui indovina il discepolo dalle più belle parole
d'amore. Un giorno guarderà l'adultera e in lei vedrà la donna capace di amare bene. Il suo
sguardo è creatore. Il maestro guarda anche me, e nonostante i miei inverni vede grano che
germina, una generosità che non sapevo di avere, capacità che non conoscevo. È la totale
fiducia di chi contempla le stelle prima ancora che sorgano. Seguitemi, venite dietro a me.
Non si dilunga in spiegazioni o motivazioni, perché il motivo è lui, che ti mette il Regno
appena nato fra le mani. E lo dice con una frase inedita, un po' illogica: Vi farò pescatori di
uomini. Come se dicesse: «vi farò cercatori di tesori».
Mio e vostro tesoro è l'uomo. Li tirerete fuori dall'oscurità, come pesci da sotto la
superficie delle acque, come neonati dalle acque materne, come tesoro dissepolto dal
campo. Li porterete dalla vita sommersa alla vita nel sole. Mostrerete che l'uomo, pur con
la sua pesantezza, è fatto per un'altra respirazione, un'altra aria, un'altra luce. Venite dietro
a me, andate verso gli uomini. Avere passione per Cristo, che passa e si lascia dietro larghi
sorsi di vita; avere passione per l'uomo e dilatare gli spazi che respira.

fa vivere meglio. Gesù. Lo vediamo dal seguito del racconto: C'era là un uomo posseduto da uno spirito impuro. si spezza la conchiglia e appare la perla. 29-31. non di predicare ma di diventare Vangelo. La sua fama si diffuse subito dovunque.(Letture: Giona 3. Che aiutano a vivere meglio. denaro. Questo Vangelo mi aiuta a valutare la serietà del mio cristianesimo da due criteri: se come Gesù. padroni del cuore. sull'amore. Va in rovina. lo stupore e la freschezza dell'origine: la gente si stupiva del suo insegnamento. Tutti furono presi da timore. sono autorevoli soltanto le parole che accrescono la vita. Per edificare il suo Regno deve mandare in rovina il regno ingannatore degli uomini genuflessi davanti agli idoli impuri: potere. sulla paura e sulla gioia. in tutte le sue . (.. E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». vanno in rovina le spade e diventano falci. Gesù insegnava come uno che ha autorità. 1 Corinzi 7. Perla della creazione è l'uomo libero e amante. Marco 1. 14-20) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 26/01/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il Signore è venuto a liberare l'uomo IV domenica Tempo Ordinario . straziandolo e gridando forte. esci da lui. dicendo: «Che vuoi da noi. Salmo 24/25. come aveva sognato Isaia. Volesse il cielo che tutti i cristiani fossero autorevoli. dove nominare Dio equivale a confortare la vita. uscì da lui. e il primo di tutti i problemi è «l'uomo posseduto». nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare. l'uomo che non è libero.Anno B In quel tempo. una sapienza sulla vita e sulla morte. È a questi desideri sbagliati. in tutta la regione della Galilea. depressioni. tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo. Come la gente di Cafarnao. [a Cafàrnao. Questo Vangelo ci riporta la freschezza della sorgente. Gesù ha autorità perché si misura con i nostri problemi di fondo.. è venuto a portare spada e fuoco. E il mezzo c'è: si tratta non di dire il Vangelo. tutt'uno con ciò che annunci: una buona notizia che libera la vita. a rovinare tutto ciò che non è amore. Ha autorità chi non soltanto annuncia la buona notizia. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». egoismi. mi oppongo al male dell'uomo. ma la fa accadere. E lo spirito impuro. dato con autorità. 1-5.. Ed ecco. anche noi ci incantiamo ogni volta che abbiamo la ventura di incontrare qualcuno con parole che trasmettono la sapienza del vivere.10.. ma di fare il Vangelo. La buona notizia è un Dio che libera la vita. Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Tace e se ne va questo mondo sbagliato. Di fatto.] insegnava. a demolire ciò che lo imprigiona. successo.). entrato di sabato nella sinagoga. Mi ha sempre colpito l'espressione dell'uomo posseduto: che c'è fra noi e te Gesù di Nazaret? Sei venuto a rovinarci? Gesù è venuto a rovinare tutto ciò che rovina l'uomo. che Gesù dice due sole parole: taci. paure.

Cristo. Non cerchiamo di fronte al dolore innocente risposte che non ci sono. far stare bene le persone. eleva. da frequentare. vivere una vita bella.] Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni. 15-20. come forza trasmessa a chi è stanco. la riconsegna alla sua andatura eretta. [. da ciò che soffoca la nostra umanità. uscito dalla sinagoga. Dolce rovina. È il verbo della risurrezione. come padre o madre a dare fiducia al figlio bambino. l'annuncio che è possibile vivere meglio. ritmata sulle tre occupazioni preferite di Gesù: immergersi nella folla e guarire. da tutte le maschere e le paure. E la rialza. Lui ascolta. si avvicina.. Un verso bellissimo di Padre Turoldo dice: Cristo. dopo il tramonto del sole. gioiosa. una briciola di liberazione da ciò che ci reprime dentro.forme.. E Gesù tocca. subito andò nella casa di Simone e Andrea. Mano nella mano. Miracolo così povero di contorno e di pretese. prendi per mano qualcuno. Il miracolo è. Il Signore ti ha preso per mano.] Al mattino presto [. e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Ci sono nella vita sorgenti segrete. alla fierezza del fare. come un desiderio di affetto. La suocera di Simone era a letto con la febbre. in compagnia di Giacomo e Giovanni. gioia e tormento insieme tu sei. Quante cose contiene una mano. si accosta. Contano i gesti. impossibile amarti senza pagarne il prezzo in moneta di vita! Impossibile amarti e non cambiare vita e non gettare dalle braccia il vuoto e non accrescere gli orizzonti che respiriamo. perché io . del prendersi cura.. e prende per mano. buona. 3235. Salmo 94.. fa sorgere la donna. ma cerchiamo i gesti di Gesù. da lì risalire intriso di Dio e annunciarlo. la febbre la lasciò ed ella li serviva.] lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». 21-28) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 02/02/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Mano nella mano con l'Infinito V Domenica Tempo ordinario . dove Gesù neppure parla. prende le mani. trovare vita in pienezza. parla. e là pregava. una notte e un'alba per pensare a Dio. La donna si alzò e si mise a servire. se come lui porto aria di libertà. nei villaggi vicini perché io predichi anche là.[. Gesù. così poco vistoso.Anno B In quel tempo. immergersi nella sorgente segreta della forza.. Ma Simone e quelli che erano con lui [. che rovini in me tutto ciò che non è amore. 1Corinzi 7. anche tu fa lo stesso. Tutto parte dal dolore del mondo.. l'inizio della buona notizia..] Marco ci presenta il resoconto della giornata-tipo di Gesù.] si ritirò in un luogo deserto. Un gesto così può sollevare una vita! Quando era ancora buio. Impossibile amarti impunemente. Marco 1. uscì in un luogo segreto e là pregava. Gesù alza. gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. (Letture: Deuteronòmio 18.. la preghiera. Egli disse loro: «Andiamocene altrove. mia dolce rovina. Un giorno e una sera per pensare all'uomo. nella sua bellezza giovane.. Venuta la sera.. [.

lontano. Nessun sacerdote l'avrebbe fatto. perché è ogni uomo. E la prima di esse è Dio. Perché di questo Lui ha bisogno. a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto. per un tempo che so breve non voglio mettere niente prima di te. 1-4. Con tutta la discrezione di cui è capace: «Se vuoi». Il lebbroso non ha nome né volto. 1 Corinzi 9. Marco 1. E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. in un crescendo turbinoso (la sera la porta di Cafarnao scoppia di folla e di dolore e poi di vita ritrovata) sa inventare spazi. Ama l'inamabile. come dicono i sacerdoti? O un figlio guarito?. lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno. va'. 6-7. che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi. E aggrapparmi forte: è questa l'icona mite e possente della buona novella. Uomo e Dio. È uno che c'è ma non esiste.46). lo toccò e gli disse: «Lo voglio. dove dirgli: Sto davanti a te. ma rimaneva fuori. La sua malattia non è solo fisica. lo accoglie e lo tocca. 16-19. a stringere altre mani. puoi guarirmi». da queste lacrime? Cos'è la volontà di Dio? Sacrifici. non cerca il bagno di folla. 22-23. di stringere forte la mia mano. La legge ordina «Starà solo. spazi di preghiera. cerca le frontiere del male per farle arretrare. Il suo futuro è appeso a un «se». venne da Gesù un lebbroso. non di ricevere onori. E. cerca altri uomini per farli star bene. Cerca altri villaggi dove essere datore di vita. sii purificato!». sofferenze e pazienza. come testimonianza per loro». È costretto . puoi purificarmi!». Il più malato dei malati. niente per questi pochi minuti viene prima di te. dove niente sia più importante di Dio. che fai qui? Tutti ti cercano! E lui: Andiamocene altrove. Si sottrae. E intuisco Gesù felice di questa domanda grande e sommessa. Gesù assediato dal dolore. ma perché lo vietava la Legge: quell'uomo era un castigato da Dio. Ne ebbe compassione. A nome nostro il lebbroso chiede: che cosa vuole veramente Dio da questa carne piagata. un reietto. Un lebbroso. Tocca l'intoccabile. supera le regole. Ed è la nostra dichiarazione d'amore. l'Infinito e il mio nulla così: mano nella mano. Salmo 146. che lo obbliga a rivelarsi: «Se vuoi». e venivano a lui da ogni parte. E Gesù è costretto a rivelare Dio. (Letture: Giobbe 7. Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto. in luoghi deserti. abbatte le barriere. Infine il terzo momento: Maestro.Anno B In quel tempo. fuori dell'accampamento» (Lv 13. A nome di ogni creatura dice una frase bellissima: «Se vuoi. Andiamo altrove a sollevare altre vite. non solo per paura.vivo delle mie sorgenti. invece. Ci insegna a inventare quegli spazi segreti che danno salute all'anima. E Gesù. tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città. invece di lasciarlo solo e lontano. 29-39) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 09/02/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La buona novella: il Signore guarisce VI Domenica Tempo ordinario . tese la mano. un rifiuto del cielo. ammonendolo severamente.

disse al paralitico: «Figlio. Persone piene di Gesù oggi riescono a fare le stesse cose di Gesù. il castigato. Si recarono da lui portando un paralitico. un sorriso. 45-46. perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra. prendi la tua barella e cammina"? Ora. calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. funziona davvero. stella a stella la notte. ti sono perdonati i peccati». Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta. se non Dio solo?». conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé. Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati. il Dio che fa grazia. Ha ricevuto e ora diventa donatore: dona attraverso gesti e parole la sua l'esperienza felice di Dio. a causa della folla. Pieni di Gesù fanno miracoli. Non conosco i tempi. e sono migliaia e migliaia. A Lazzaro grida: «Lo voglio: vieni fuori!». sono letteralmente guariti dal loro male. funziona così. Lo voglio. L'immondo. Il lebbroso guarito disobbedendo a Gesù si mise a proclamare e a divulgare il fatto. a ogni pagina. Lo mostra Gesù. e hanno toccato i lebbrosi del loro tempo. So che non sarà moltiplicando i miracoli. Non potendo però portarglielo innanzi. Prendere il Vangelo sul serio ha dentro una potenza che cambia il mondo. che guarisce la vita.a dire una parola ultima e immensa sul cuore di Dio: «Lo voglio: guarisci!». 40-45). sorretto da quattro persone. Alla figlia di Giairo sussurra: «Talità kum. Gesù. E tutti quelli che l'hanno preso sul serio. ma so che lotta con me contro ogni mio male. dopo alcuni giorni. Marco 1. 31-11-1. con pace. ed egli annunciava loro la Parola. 1-2. rinnovando goccia a goccia la vita. che fare questo dona una grande felicità. A me dice: «Lo voglio: guarisci!». li hanno toccati. scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e. disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati". e molti di questi. con forza. da san Francesco in avanti. (Letture: Levìtico 13. Ciò che è scritto qui non è una fiaba. tossici. 1 Corinzi 10. Io sono certo della volontà di Dio.Anno B Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao. diviene fonte di stupore e di Vangelo. con emozione. Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti . prostitute. prendi la tua barella e va' a casa tua». È la buona novella: invece di un Dio che condanna. e sono diventati a loro volta guaritori. Eternamente Dio vuole figli guariti. dico a te – disse al paralitico –: alzati. oppure dire "Àlzati. vedendo la loro fede. tutti testimoniano. Salmo 31. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 16/02/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il Signore salva senza porre nessuna condizione VII Domenica Tempo ordinario . Dio è guarigione! Non conosco i modi. Ripetiamocelo. un gesto di affetto. fatta un'apertura. E subito Gesù. Sono andati dai lebbrosi del nostro tempo: barboni. Lo voglio: alzati!».

come per Adamo che dopo il frutto proibito si rintana dietro un cespuglio. tenaci. domanda la guarigione. A credere anche se altri non credono. 1-12) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 23/02/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Il regno di Dio è vicino. Sei perdonato. Finita l'andatura eretta. 18-19. Lo invidio. un corpo-anima. senza separazioni. Salmo 40. Attingere alla meraviglia. la loro. un corpo che non lo tradisca più. Marco 2. E rivela che Dio salva senza porre condizione alcuna. Una doppia bestemmia.. 21-22. del dolore e della speranza di un altro. a essere leali anche se altri non lo sono. la freccia liberata nell'aria. Una fede che non prende su di sé i problemi d'altri non è vera fede. un colpo di vento nelle vele. mostra che l'uomo biblico è un'anima-corpo. quella dei quattro portatori. è un colpo di verticalità. o: alzati e cammina? Gesù per l'unica volta nel Vangelo dice apertamente il perché del suo miracolo: lega insieme perdono e guarigione. senza espiazione. è molto di più: un colpo di remo. fantasiosi. E poi: Dio non perdona a questo modo. la carovana che si rimette in marcia. Il paralitico di Cafàrnao. forza che la rende verticale e la incammina verso casa. con questo peso di umanità sul cuore e sulle mani. sapersi incantare per questa divina forza ascensionale che ci risana dal male che contrae e inaridisce la vita. non così. Il peccato invece blocca la vita. Sono il suo magnifico ascensore. «Sei perdonato». 24b-25. 2 Corinzi 1. Il perdono di Cristo non è un colpo di spugna sul passato. Tutti si meravigliarono e lodavano Dio. non senza condizioni. Per sentieri nel sole. Gesù vede e ammira una fede che si fa carico. siamo chiamati a portare uomini e speranze. finiti i sentieri nel sole! Il peccato è come una paralisi nelle relazioni. 18-22. Non si è cristiani solo per se stessi. perché la grazia è grazia e non merito o calcolo. (Letture: Isaia 43. se si può dire così. Senza merito. Sente parole che non si aspettava. l'uccello che spicca il volo. per ogni uomo immobile nella sua barella. per il mare futuro. Lui. una contrazione. Essi dicono: Dio solo può perdonare. per la pura gioia di vedere un figlio camminare libero nel sole. con intelligenza operosa. creativi. un tutt'uno. ti sono perdonati i peccati. fidiamoci I domenica di Quaresima Anno B Enviar . come tutti i malati. a sognare anche per chi non sa più farlo. secondo i farisei.se ne andò. I quattro barellieri ci insegnano a essere come loro. non del paralitico. forse la delusione del paralitico. paralizzato dalla paura. un irrigidimento. dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!». Perdonare è nel Vangelo è un verbo di moto: si usa per la nave che salpa. strappano l'ammirazione del Maestro: Gesù vista la loro fede. senza condizioni. Immagino la sorpresa. non senza espiare la colpa! E Gesù interviene: Cosa è più facile? Dire: i tuoi peccati ti sono perdonati. Perché ha grandi amici: forti. e tutti si meravigliarono e lodavano Dio. unisce corporale e spirituale. una riduzione del vivere. Invece: figlio..

E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. nei quaranta giorni di prova nel deserto. bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. Come se questa fosse la via per far trionfare il bene. il farsi vicino del Regno: Dio ha guardato. fidatevi di questa cosa buona che è nata. credeteci. come forma del vivere. La tentazione è sempre una scelta tra due amori. Il male è presente. mite e possente energia. Noi moriamo. è qui. dai fiducia all'amore in tutte le sue forme. ma con un sorriso. fa sua la parola generatrice di tutto il suo messaggio: il «Regno di Dio». in disparte. perché scegliamo amori da nulla. devi prima conoscere la bellezza di ciò che sta succedendo. loro soli. molti sono venuti come profeti e hanno cominciato con il denunciare il male. come forma di Dio. E non ti lascia più se tu non lo lasci. Marco 1. Salmo 24. e lotta con te e il cuore e il mondo cambiano. a differenza di Luca e Matteo. scrive padre Turoldo. 18-22. perché adoriamo cose da nulla. Prima di lui e dopo di lui. 12-15) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Finestre di cielo aperte sul Regno II Domenica di Quaresima Anno B In quel tempo. Gesù prese con sé Pietro. il male è ciò che fa male all'uomo. Non viene come un riformatore religioso. Pietro disse a . che è qui. viene. il suo sorriso. sceglie. A tutti e senza misura. tentato da Satana. Viene perché il mondo sia totalmente diverso. (Letture: Genesi 9. Ricomincia da qui. ma ci ricorda l'essenziale: essere tentato vuol dire dover scegliere. E vinci quando scegli l'amore più grande. Non possiamo iniziare la Quaresima con il volto accigliato. La buona notizia che Gesù annuncia è l'amore. ha visto la sofferenza. Gesù vince la tentazione scegliendo. ha detto «basta». Scegliere è vivere. che è dentro di te. accusare la cattiveria dei tempi. E questo dono è il Regno di Dio: che è vicino. adotta. Credi nel Vangelo equivale a dire: fidati dell'amore. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti. È ciò che fa Gesù che. dove si può trovare la pienezza della vita. lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni. E sarà il Regno.In quel tempo. proclamando il Vangelo di Dio. già accaduto e che sempre accade. 8-15. E oppone alla seduzione di un mondo secondo Satana. con il lamentare la caduta dei valori. Prendendo la parola. Gesù andò nella Galilea. Dopo che Giovanni fu arrestato. come forma della terra. la sua vita. e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. un mondo altro dove si può vivere bene. ma prima di tutto come un messaggero di una novità straordinariamente promettente. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte. e sceglie la bellezza e la forza di un evento. Scegliere il bene più grande. la grandezza di un dono che viene da altrove. o come un contestatore moralistico. convertitevi e credete nel Vangelo». quel sorriso che intuisco in Gesù mentre dà avvio alla sua missione con un gioioso annuncio: il regno di Dio è vicino. Il Vangelo di Marco non riporta. Il suo annuncio è un «sì». la seduzione vincente del mondo come Dio lo sogna. Dio viene e guarisce la vita. Vuoi vincere il male? Non basta il tuo sforzo. 1 Pietro 3. la felicità. Vuoi vincere il male dentro e fuori di te? Gesù stesso indica la via. e non un «no». il contenuto delle tentazioni di Gesù. Ti dà il suo respiro. come seme in grembo di donna. egli annuncia. Gesù sceglie un'altra via: piuttosto che denunciare.

perché erano spaventati. (Letture: Genesi 22. La conversione è come il movimento del girasole. Ma questo Vangelo ci porta una notizia ancora più bella: la trasfigurazione non è un evento che riguarda Gesù solo. Alimenta un pregiudizio sulla bontà dell'uomo. al mio lavoro. E si trasfigurò davanti a loro. Il nostro cuore è a casa solo accanto al tuo. Salmo 115. mi illumino. non videro più nessuno. Il Vangelo della Trasfigurazione mette energia. la più vicina al cielo.9a. mi imbevo e godo della luce. non è questo il destino dell'uomo. quale non sarà lo splendore del corpo? E se così è il corpo. Marco 9. Ciò che seduce Pietro non è l'onnipotenza di Dio. da un innamoramento. Il volto di Gesù sul monte è il volto ultimo dell'uomo. per aprire finestre di cielo. con loro [. La sua vocazione è liberare la luce. prende la parola: che bello essere qui! Facciamo tre capanne. Il Vangelo di domenica scorsa chiedeva: convertiti. il simbolo primo di Dio. al mio svegliarmi al mattino. la terra che si innalza nella luce. guardandosi attorno. Il Vangelo non evidenzia nessun particolare della trasfigurazione. la bellezza del vivere. per essere vigorosa. ai miei abbracci. un pregiudizio positivo: Adamo ha. è bello per noi essere qui. facciamo tre capanne. dona ali alla nostra speranza: il male e il buio non vinceranno. sono irradiato. 1-2. se non Gesù solo. vederlo come una forza possente che preme sulla nostra vita. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio. E improvvisamente. l'amato: ascoltatelo!». e di festa sono anche i vestiti. se non quello delle vesti diventate splendenti. da un «che bello!» gridato a pieno cuore.. o meglio. ridare gusto a ogni cosa che faccio. Ma se così luminosa è la materia degli abiti che coprono il corpo.15-18.10-13. dove l'uomo si sente finalmente a casa: qui è bello stare! Altrove siamo sempre lontani. in viaggio. insieme con Pietro. Il Vangelo di questa domenica offre il risultato: mi giro e trovo il sole.] Gesù porta i tre discepoli sopra un monte alto. Tutta la vita prende senso e si illumina. il fascino dell'infinito. Pietro ne è sedotto. una per Mosè e una per Elia». è una luce custodita in un guscio di creta. Infatti lassù appaiono Mosè ed Elia. non lo splendore del miracolo. Romani 8. al quale noi assistiamo da spettatori. cosa sarà del cuore? È come quando il cuore è in festa e la festa si comunica al volto. L'entusiasmo di Pietro. quella che Dio sceglie per parlare e rivelarsi. È un evento che ci riguarda tutti. 2-10) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Finestre di cielo aperte sul Regno II Domenica di Quaresima Anno B Enviar . la sua esclamazione stupita: che bello! ci fanno capire che la fede per essere pane. il suo cuore di luce.Gesù: «Rabbì. È come sbirciare per un attimo dentro il Regno. è il presente del futuro.. una per te. per trasformarci. al quale possiamo e dobbiamo partecipare. La montagna è la terra dove si posa il primo raggio di sole e indugia l'ultimo. deve discendere da uno stupore. Quel volto è il luogo dove è detto il cuore. Avere fede è scoprire. ma la bellezza del volto di Gesù. 31b-24. gli unici che hanno veduto Dio. Non sapeva infatti che cosa dire. questo girarsi verso la luce.

15-18. per aprire finestre di cielo. La sua vocazione è liberare la luce. la bellezza del vivere. con loro [. mi illumino. ridare gusto a ogni cosa che faccio. da un «che bello!» gridato a pieno cuore. una per Mosè e una per Elia». 1-2. Infatti lassù appaiono Mosè ed Elia. se non Gesù solo. Ciò che seduce Pietro non è l'onnipotenza di Dio. La conversione è come il movimento del girasole. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio. il fascino dell'infinito. una per te. Pietro disse a Gesù: «Rabbì. Alimenta un pregiudizio sulla bontà dell'uomo. (Letture: Genesi 22. non è questo il destino dell'uomo. Ma se così luminosa è la materia degli abiti che coprono il corpo. il simbolo primo di Dio. se non quello delle vesti diventate splendenti. questo girarsi verso la luce. facciamo tre capanne. È come sbirciare per un attimo dentro il Regno. dona ali alla nostra speranza: il male e il buio non vinceranno..In quel tempo. La montagna è la terra dove si posa il primo raggio di sole e indugia l'ultimo. è il presente del futuro. Romani 8. Salmo 115. mi imbevo e godo della luce. l'amato: ascoltatelo!». vederlo come una forza possente che preme sulla nostra vita. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti. Pietro ne è sedotto. al mio svegliarmi al mattino. Marco 9. E si trasfigurò davanti a loro. quale non sarà lo splendore del corpo? E se così è il corpo. al mio lavoro. al quale possiamo e dobbiamo partecipare.10-13. guardandosi attorno. 2-10) © riproduzione riservata . un pregiudizio positivo: Adamo ha. Il nostro cuore è a casa solo accanto al tuo. L'entusiasmo di Pietro.. Non sapeva infatti che cosa dire. bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. sono irradiato. Il Vangelo della Trasfigurazione mette energia. perché erano spaventati. non lo splendore del miracolo. Il Vangelo non evidenzia nessun particolare della trasfigurazione. prende la parola: che bello essere qui! Facciamo tre capanne. non videro più nessuno. è bello per noi essere qui. ma la bellezza del volto di Gesù. Il volto di Gesù sul monte è il volto ultimo dell'uomo. Avere fede è scoprire. Ma questo Vangelo ci porta una notizia ancora più bella: la trasfigurazione non è un evento che riguarda Gesù solo. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. gli unici che hanno veduto Dio. 31b-24. E improvvisamente. È un evento che ci riguarda tutti. Il Vangelo di domenica scorsa chiedeva: convertiti. è una luce custodita in un guscio di creta. il suo cuore di luce. in disparte. insieme con Pietro. Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte. per trasformarci. deve discendere da uno stupore. per essere vigorosa. loro soli. Prendendo la parola. la terra che si innalza nella luce. e di festa sono anche i vestiti. al quale noi assistiamo da spettatori. da un innamoramento. ai miei abbracci. Quel volto è il luogo dove è detto il cuore. Gesù prese con sé Pietro. in viaggio. dove l'uomo si sente finalmente a casa: qui è bello stare! Altrove siamo sempre lontani. quella che Dio sceglie per parlare e rivelarsi.9a. Tutta la vita prende senso e si illumina.] Gesù porta i tre discepoli sopra un monte alto. la più vicina al cielo. cosa sarà del cuore? È come quando il cuore è in festa e la festa si comunica al volto. Il Vangelo di questa domenica offre il risultato: mi giro e trovo il sole. la sua esclamazione stupita: che bello! ci fanno capire che la fede per essere pane. o meglio.

che nasce dal traboccare dell'energia» (Osho). All'avvicinarsi della Pasqua. La triste evidenza che oggi determina il bene e il male. bellissimo e infinito.. [. Casa di Dio è l'uomo: non fare mercato della vita! Non immiserirla alle leggi dell'economia e del denaro. Se facciamo così. una candela. il coraggio di un eroe sul campo di battaglia (C. casa di Dio III Domenica di Quaresima Anno B Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. tempio fragile. Noi siamo salvi perché riceviamo. non sprecare il cuore riducendo i suoi sogni a oro e argento. E se una vita vale poco. Leggi sbagliate che stanno dentro la vita come le pecore e i buoi dentro il tempio di Gerusalemme: la sporcano. I Giudei presero la parola: Quale segno ci mostri per fare queste cose? Gesù risponde portando gli uditori su di un altro piano: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo riedificherò. i cambiamonete. A ogni credente Gesù ripete il suo monito: non fare mercato della fede. soprattutto se debole. Non vendere dignità e libertà in cambio di cose. con le pecore e i buoi. gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi. La cosa che più mi colpisce e commuove in Gesù è vedere che in lui c'erano insieme la tenerezza. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio. Non si compra neanche a prezzo della moneta più pura. tavoli e monete. la nuova etica sostiene: più denaro è bene. siamo solo dei cambiamonete. che travolge uomini. e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». Perché Lui sulla mia pietra ha posato la sua luce. meno denaro è male. là seduti.] Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». ma soprattutto del cuore. È solo danza. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi. Non per una sfida a colpi di miracolo. quasi imprevedibile: Gesù che prepara una frusta. Sotto questa mannaia stolta passano le scelte.. politiche o individuali. animali. che è l'uomo... il suo tempio più santo. Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» [. niente comunque vale quanto una vita. Non fare mercato del cuore! Non sottometterlo alla legge del più ricco. se crediamo di coinvolgere Dio in questo giuoco mercantile. o del più violento. un'offerta. ma perché tutt'altro è il tempio di Dio: è lui crocifisso e risorto. Ma «l'esistenza non è questione di affari. Un gesto inatteso. e Gesù rovescia il nostro tavolo: Dio non si compra ed è di tutti. questo gesto. e le parole che lo interpretano.. la dolcezza di una donna innamorata e la determinazione. né ad altre leggi: quella del più forte. di ogni chiesa. fuori dalla casa di Dio. . la profanano.) perché lui dia qualcosa a te. pecore e colombe e. o del più astuto.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 08/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Ogni vita è un tempio. Non adottare con Dio la legge scadente della compravendita di favori. Profanare l'uomo è il peggior sacrilegio che si possa commettere. dove tu dai qualcosa a Dio (una Messa. la brandisce e attraversa l'atrio del tempio come un torrente impetuoso. Fuori devono stare. non sacrificare la tua famiglia sull'altare di mammona. e in lui ogni fratello. la forza.]. Biscontin). risuonano carichi di profezia: Non fate della casa del Padre mio un mercato! Del tempio di Gerusalemme. se bambino.. Casa di Dio è la vita.

L'amore non fa mai paura. Cristo. perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. dice Gesù. per indicare un'azione che è da sempre. perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio (. neppure per assolverci nell'ultimo giorno. non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo. divino nell'uomo. ma perché il mondo sia salvato. troverà il coraggio. Blondel). e gli animali e le piante e la creazione tutta. «È l'amore che fa esistere» (M. La vita degli amati non è a misura di tribunale. E questo sarà per sempre: io amato come Cristo. . di amicizia porta in me la forza di Dio. ma chi non crede è già stato condannato. Vannucci). di reclamare da Pilato il corpo del crocifisso. e noi come lui: «abbiamo bisogno di tanto amore per vivere bene» (J. non ce ne rendiamo conto» (G. Dio ha tanto amato. infatti. a escludere per sempre. e non conosce altra punizione che punire se stesso. venuto come intenzione di bene. Dio ha amato: un verbo al passato. Ha amato me quanto ha amato Gesù. Dio non ha mandato il Figlio per giudicare il mondo. queste parole tracciano il punto di convergenza. perché chi crede abbia la vita. la sua bellezza.22-25.13-25) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 15/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio ci ama tanto da dare suo Figlio IV Domenica di Quaresima Anno B In quel tempo. prima impensabile. il versetto dello stupore che rinasce ogni volta. Salmo 18. qualsiasi paura. ma a misura di fioritura e di abbraccio.. ma abbia la vita eterna. Tanto da dare suo Figlio: Dio ha considerato ogni nostra persona. sta dentro la vita come datore di vita e ci chiama ad escludere dall'immagine che abbiamo di Lui. In questo brano Giovanni ci consegna il nucleo incandescente del suo Vangelo: Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio. i suoi fiori. questo niente cui ha donato un cuore. E non solo l'uomo. Lui. è il mondo intero che è amato. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto.. Chi crede in lui non è condannato. Quando amo in me si raddoppia la vita. Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto. spalanca una finestra sull'infinito. Ogni mio gesto di cura. A queste parole la notte di Nicodemo si illumina. E se Egli ha amato il mondo. e il mondo ne è intriso: «immersi in un mare d'amore. i suoi spazi. due realtà che tutto dice lontanissime e divergenti. qualsiasi intenzione punitiva. così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo.1-17. Il versetto dal quale scaturisce la storia di Dio con noi. umano in Dio.(Letture: Esodo 20. Maritain). i suoi figli. aumenta la forza. Tra Dio e il mondo. A Dio non interessa istruire processi contro di noi. È il versetto centrale del quarto Vangelo. 1 Corinzi 1.)». anch'io devo amare questa terra. la terra è amata. Noi non siamo cristiani perché amiamo Dio. che continua nel presente. il fariseo pauroso. Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama. più importante di se stesso. ad ogni ascolto. ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. il suo verde. di tenerezza. Terra amata. Dio. sono felice. Giovanni 2. il ponte su cui si incontrano e si abbracciano finito ed infinito: l'amore.

un qualsiasi seme: nessun segno di vita. guardate il chicco di grano. Se sei generoso di te. se invece muore. il seme muore alla sua forma ma rinasce in forma di germe. non perdita ma espansione. 14-16. rimane solo. Chi ama la propria vita. Un verbo balza subito in evidenza per la sua presa emotiva: morire. ma per amarle. e gli domandarono: «Signore. l'ha già salvato Lui. non muore.seme e germe non sono due cose diverse. il verbo che regge l'intera costruzione è «produrre»: il chicco produce molto frutto. ma sulla vita. Gloria di Dio non è il morire. il fiore in frutto. Salmo 136. Se il chicco di grano. e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. un piccolo vulcano di vita. in verità io vi dico: se il chicco di grano. Il chicco di grano e la croce. Giovanni 3. Gesù rispose loro: «È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. La risposta di Gesù dona occhi profondi: se volete capire me. mentre invece è l'inganno di una lettura superficiale. se invece muore. In verità. ci impegniamo non per convertire le persone. se non tanto. della famiglia. caduto in terra. almeno un po' E fare così perché così fa Dio. vogliamo vedere Gesù». Nel ciclo vitale come in quello spirituale «la vita non è tolta ma trasformata» (Liturgia dei defunti). rimane solo. guardate la croce. non muore. Questi si avvicinarono a Filippo. L'accento non è sulla morte. almeno per oggi. Una frase difficile e anche pericolosa se capita male. e noi come Lui: ci impegniamo non per salvare il mondo. sono la stessa cosa ..Dio ha tanto amato. produce molto frutto. che era di Betsàida di Galilea. Efesìni 2. il frutto in seme. Ogni uomo e donna sono chicco di grano. pare oscurare tutto il resto. tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. 4-10. domanda che sento mia. Se non per sempre.. ma il molto frutto buono.. Vogliamo vedere Gesù. 1421) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 22/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Morire a se stessi moltiplica la vita V Domenica di Quaresima Anno B In quel tempo. due immagini come sintesi ardente dell'evento Gesù. Grande domanda dei cercatori di sempre. non morire. 19-23. che in realtà è un forziere. (Letture: 2 Cronache 36. non uno che si sacrifica per l'altro . lo scopo verso cui tutto converge. la conserverà per la vita eterna (. produce molto frutto. Filippo andò a dirlo ad Andrea. ma per amarlo. dell'ambiente di lavoro e chiamato al molto frutto. se volete vedermi. perché può legittimare una visione doloristica e infelice della religione. un guscio spento e inerte. L'azione principale. Osserviamo un granello di frumento. di tempo cuore . caduto in terra. Ipotesi o necessità. la perde e chi odia la propria vita in questo mondo.ma tutto trasformato in più vita: la gemma si muta in fiore. Caduto in terra.)». seminato nei solchi della storia.

Così fan tutti. non perdi ma moltiplichi la vita. nel suo amore. Con lui crocifissero anche due ladroni. l'immagine più pura e più alta che Dio ha dato di se stesso. con sé. Infatti se noi crediamo che Cristo è in ogni uomo. cammino dietro a Cristo.) Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti. Gesù. (Letture: Geremia 31. solo il nostro Dio.20-33). Quelli che passavano di là lo insultavano. Qualsiasi uomo. come un atleta. uno scienziato o un innamorato al tuo scopo. dove già respira la risurrezione. «Per sapere chi sia Dio devo solo inginocchiarmi ai piedi della Croce» (Karl Rahner). Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. no. Il nostro è il Dio differente: è il Dio che entra nella tragedia umana. scuotendo il capo e dicendo: «Ehi. allora. piangono per aiuto. Contemporanea a me è la croce. Perché l'amore conosce molti doveri.. Essere in croce è ciò che Dio. voglio abitare la croce. . La seconda icona è la croce.7-9. tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni. entra nella morte perché là va ogni suo figlio. Salmo 50.. supremo atto d'amore Domenica delle Palme Anno B (. perché io possa essere con lui e come lui. qualsiasi re. se ti dedichi. Se sei generoso. è ancora crocifisso oggi in infiniti fratelli. uno a destra e uno alla sua sinistra. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 29/03/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La Croce. scenderebbe dalla croce. in questa settimana santa. mi aggrappo alla sua Croce. Ebrei 5. I cristiani invece stanno vicino a Dio nella sua sofferenza» (Bonhoffer). allora crederemo». E la mia fede è contemplazione del volto del Dio crocifisso. Dio entra nella morte perché là va ogni suo figlio. Ma dalla morte risorge come un germe di vita indistruttibile.31-34. tutti.) «U<i>omini vanno a Dio nella loro tribolazione. Solo un Dio non scende dal legno. e ci trascina fuori. Sale sulla croce per essere con me e come me. «La Croce non ci fu data per capirla ma perché ci aggrappassimo ad essa» (Bonhoeffer): attratto da qualcosa che non capisco ma che mi seduce. Non spettatore.. Gesù è così: un chicco di grano. che tutti insieme formiamo l'unico corpo di Cristo. salva te stesso scendendo dalla croce!» (. allora riusciamo a sentire che Cristo è in agonia fino alla fine dei tempi. allora produci molto frutto. deve all'uomo che è in croce. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». una croce. chiedono pane. e in ogni settimana del tempo. Io sono cristiano per attrazione: attirerò tutti a me. che si consuma e fiorisce. Giovanni 12. ma partecipe della eterna passione di Dio e dell'uomo. ma il primo di questi è di essere con l'amato. su tutta la terra.intelligenza. quando scorrono i giorni del nostro destino. potendolo. morente in eterno. tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. in alto.. in eterno risorgente. le infinite croci del mondo. «Salva te stesso.

c'è seduzione e bellezza. i suoi conti sono in perdita. più bella che Dio ha dato di se stesso. 1-39).6-11. dove la vittoria era sempre del più forte. Non ha niente tra le mani. è lo svelamento supremo di Dio. Il segno è un corpo assente dalla tomba. ha soltanto il suo amore che si ribella all'assenza di Gesù: «amare è dire: tu non morirai!» (Gabriel Marcel). 47. E fuori è primavera.). dove il Figlio di Dio si lascia inchiodare. e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.. Maria di Magdala esce di casa quando è ancora notte. Ha visto che questo mondo porta un altro mondo nel grembo.. ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro (. in quell'alba del primo giorno dopo il . buio nel cielo e buio nel cuore. come i santi.Qualsiasi altro gesto ci avrebbe confermato in una falsa idea di Dio. vuoto e risplendente. che è un disarmato amore. non la risurrezione. forma breve: Marco 15. per morire d'amore. Dove un amore eterno penetra nel tempo come una goccia di fuoco. nel fresco dell'alba. La nostra fede poggia sulla cosa più bella del mondo: un atto d'amore perfetto. e questo vuol dire che il carnefice non avrà ragione della sua vittima in eterno. l'attore di un evento che si è consumato una volta per tutte nel giardino fuori Gerusalemme. E vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 1-15. un soldato esperto di morte. Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. sulla collina. Manca un corpo alla contabilità della morte. (Letture: Isaia 50. sentiamo che nella Croce c'è attrazione. quando era ancora buio. La croce è l'immagine più pura. perché. non porta aromi come le altre donne. Salmo 21. Manca un ucciso alla contabilità della violenza. La suprema bellezza della storia è quella accaduta fuori Gerusalemme. L'ha capito per primo un estraneo. Da allora. Rahner). È un pagano ad esprimere il primo atto di fede cristiano: costui era figlio di Dio. come il centurione. Il Signore Gesù non è semplicemente il Risorto. che è vincere la violenza prendendola su di sé. ma poi stupiti. che è servire non asservire. Ha visto il capovolgimento del mondo. Il sepolcro è spalancato. povero e nudo. Che cosa ha visto in quella morte? Non un miracolo. 4-7. Filippesi 2. e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». Correvano insieme tutti e due. che è quello di dare la vita anche a chi ti dà la morte. Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino. più alta. Il sepolcro è aperto come il guscio di un seme. del più armato. dapprima. Solo la croce toglie ogni dubbio. come le donne. Marco 14. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 05/04/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Cristo è la Risurrezione e la vita Pasqua di risurrezione Anno B Il primo giorno della settimana. La croce è l'abisso dove Dio diviene l'amante. del più spietato. E noi qui disorientati. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo. quello che Gesù amava. Ha visto il supremo potere di Dio. «per sapere chi sia Dio devo solo inginocchiarmi ai piedi della Croce» (K. e divampa.

sabato. Un evento concluso? No. Se noi tutti insieme formiamo il corpo di Cristo, allora
contemporanea a me è la croce, e contemporanea a me è anche la Risurrezione. Chi vive in
lui, chi è in lui compreso, è preso da lui nel suo risorgere.
Cristo è il Risorgente, adesso. Sorge in questo momento dal fondo del mio essere, dal
fondo di ogni uomo, dal fondo della storia, continua a risorgere, a immettere con la mano
viva del creatore germi di speranza e di fiducia, di coraggio e libertà. Cristo Gesù risorge
oggi, energia che ascende, vita che germina, masso che rotola via dall'imboccatura del
cuore. E mi indica la strada della pasqua, che vuol dire passaggio ininterrotto dall'odio
all'amore, dalla paura alla libertà, dall'effimero all'eterno. Pasqua è la festa dei macigni
rotolanti via, adesso, dalla bocca dell'anima. E ne usciamo pronti alla primavera di vita
nuova, trascinati in alto dal Cristo Risorgente in eterno.
Cristo non è semplicemente il Risorto, non è solo il Risorgente, egli è la Risurrezione
stessa. L'ha detto a Marta: io sono la Risurrezione e la vita (Gv 11,25). In quest'ordine
preciso: prima la risurrezione e poi la vita. Ci saremmo aspettati il contrario. Invece no:
prima viene la risurrezione, da tutte le nostre tombe, dal nostro respiro insufficiente, dalla
vita chiusa e bloccata, dal cuore spento, dal gelo delle relazioni. Prima la risurrezione di
noi, «né caldi né freddi, né buoni né cattivi; di noi, i morti vivi» (Ch. Peguy) e poi la vita
piena nel sole, e poi la vita meriterà finalmente il nome di vita.
La sua Risurrezione non riposerà finché non sia spezzata la tomba dell'ultima anima, e le
sue forze non arrivino all'ultimo ramo della creazione. E il mondo intero sarà carne risorta
per la tua carne, crocefisso Amore (B. Forte).
(Letture: Atti 10, 34a. 37-43; Salmo 117; Colossési 3, 1-4; Giovanni 20, 1-9)
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l Vangelo A cura di Ermes Ronchi
12/04/2012
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Credere senza aver visto
II Domenica di Pasqua - Anno B
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo
dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse
loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco (...)Tommaso, uno dei
Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri
discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il
segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel
suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con
loro anche Tommaso (...)
È la domenica di Tommaso e di una beatitudine che sento mia: Beati quelli che non hanno
visto eppure credono! Le altre le ho sentite difficili, cose per pochi coraggiosi, per pochi
affamati di immenso. Questa è una beatitudine per tutti, per chi fa fatica, per chi cerca a
tentoni, per chi non vede, per chi ricomincia. Siamo noi quelli di cui parla Gesù, noi che
non abbiamo visto eppure di otto giorni in otto giorni continuiamo a radunarci nel suo
nome, a distanza di millenni e a prossimità di cuore; di noi scrive Pietro: «voi lo amate pur
senza averlo visto» (1Pt 1,8).

Otto giorni dopo venne Gesù, a porte chiuse. C'è aria di paura in quella casa, paura dei
Giudei, ma soprattutto paura di se stessi, di come lo avevano abbandonato, tradito,
rinnegato così in fretta. Mi conforta pensare che, se anche trova chiuso, non se ne va'. Otto
giorni dopo è ancora lì: l'abbandonato ritorna da quelli che sanno solo abbandonare.
Viene e sta in mezzo a loro. Non chiede di essere celebrato, adorato. Non viene per
ricevere, ma per dare. È il suo stile inconfondibile. Sono due le cose che porta: la pace e lo
Spirito.
Pace a voi. Non un semplice augurio o una promessa futura, ma una affermazione: la pace
è a voi, vi appartiene, è già dentro di voi, è un sogno iniziato e che non si fermerà più. Io vi
porto questo shalom che è pienezza di vita. Non una vita più facile, bensì più piena e
appassionata, ferita e vibrante, ferita e luminosa, piagata e guaritrice. La pace adesso.
Soffiò e disse loro: ricevete lo Spirito Santo. Su quel pugno di creature, chiuse e impaurite,
scende il vento delle origini, il vento che soffiava sugli abissi, che scuote le porte chiuse:
ecco io vi mando!
Scende lo Spirito di Gesù, il suo segreto, il suo mistero, ciò che lo fa vivere, il suo respiro
stesso: vivrete di ciò di cui vivo io. Lo ha sperimentato Paolo: non son più io che vivo, è
Cristo che vive in me. Lo ha comunicato a tutti: Voi siete già stati risuscitati con Cristo
(Col 3,1). Già risorti adesso, per una eternità che già mette le sue prime gemme. In quel
soffio Gesù trasmette la sua forza: con lo Spirito di Dio voi farete le cose di Dio. E la
prima delle cose da Dio è il perdono.
Tommaso, metti qua il tuo dito nel foro dei chiodi, stendi la mano, tocca! Le ferite del
Risorto, feritoie d'amore: nel corpo del crocifisso l'amore ha scritto il suo racconto con
l'alfabeto delle ferite, indelebili ormai come lo è l'amore.
Gesù che non si scandalizza dei miei dubbi, ma mi tende le sue mani. A Tommaso basta
questo gesto. Non è scritto che abbia toccato. Perché Colui che ti tende la mano, che non ti
giudica ma ti incoraggia, è Gesù. Non ti puoi sbagliare!
(Letture: Atti 4,32-35; Salmo 117; 1 Giovanni 5,1-6; Giovanni 20,19-31.)
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Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
19/04/2012
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Quel tocco del Risorto che trasfigura
III Domenica di Pasqua
Anno B
(...) «Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho».
Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora
ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una
porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono
queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le
cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora (...) disse loro:
«Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome
saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da
Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Non sono un fantasma! Mi colpisce il lamento di Gesù, una tristezza nelle sue parole, ma
ancor più il suo desiderio di essere toccato, stretto, abbracciato come un amico che torna:
Toccatemi. E pronuncia, per sciogliere le paure e i dubbi, i verbi più semplici e più
familiari: Guardate, toccate, mangiamo! Non a visioni d'angeli, non a una teofania gloriosa,
gli apostoli si arrendono ad una porzione di pesce arrostito, al più familiare dei segni, al più
umano dei bisogni. Gesù vuole entrare nella vita concreta dei suoi, esserne riconosciuto
come parte vitale. Perché anche il Vangelo non sia un fantasma, un fumoso ragionare, un
rito settimanale, ma roccia su cui costruire, sorgente alla quale bere. La bella notizia: Gesù
non è un fantasma, ha carne e sangue come noi. Questo piccolo segno del pesce, gli
apostoli lo daranno come prova: noi abbiamo mangiato con lui dopo la sua risurrezione (At
10,41). Perché mangiare è il segno della vita; mangiare insieme è il segno più eloquente di
una comunione ritrovata, che lega insieme e custodisce e accresce le vite, figlio delle
nostre paure o delle nostre speranze.
Il Risorto non avanza richieste, non detta ordini. La sua prima offerta è «stare in mezzo» ai
suoi, riannodare la comunione di vita. Viene e condivide pane, sguardi, amicizia, parola.
Non chiede, regala. Non chiede di digiunare per lui, ma di mangiare con lui. Vuole
partecipare alla mia vita e che io condivida la sua. Ma in un sentimento di serenità, di
distensione.
Infatti la sua prima parola è: pace a voi! Pace, che è il riassunto dei doni di Dio. È la
serenità dello spirito che ci permette di capirci, di fare luce nei nostri rapporti, di vedere il
sole più che le ombre, di distinguere tra un fantasma e il Signore. Solo il cuore in pace
capisce. Infatti, il Vangelo annota: Aprì loro la mente per comprendere le Scritture. Perché
finora avevano capito solo ciò che faceva comodo, solo ciò che li confermava nelle loro
idee. C'è bisogno di pace per cogliere il senso delle cose. Quando sentiamo il cuore in
tumulto è bene fermarci, fare silenzio, non parlare.
Mi consola la fatica dei discepoli a credere, il loro oscillare tra paura e gioia. È la garanzia
che la risurrezione di Gesù non è una loro invenzione, ma un evento che li ha spiazzati. Lo
conoscevano bene, il Maestro, dopo tre anni di strade, di olivi, di pesci, di villaggi, di occhi
negli occhi, eppure non lo riconoscono. Gesù è lo stesso ed è diverso, è il medesimo ed è
trasformato, è quello di prima ed è altro. Perché la Risurrezione non è semplicemente
ritornare alla vita di prima: è andare avanti, è trasformazione, è il tocco di Dio che entra
nella carne e la trasfigura.
(Letture: Atti degli apostoli 3, 13-15. 17-19; Salmo 4; 1 Giovanni 2, 1-5; Luca 24,35-48)
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Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
26/04/2012
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Il buon pastore che offre la sua vita
IV Domenica di Pasqua Anno B
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le
pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede
venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un
mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e
le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la
mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche

. vero. un solo pastore. cioè forte. Sottese all'espressione di Gesù: «il mercenario vede venire il lupo e fugge perché non gli importa delle pecore» intuisco parole che amo e che sorreggono la mia fede. bello. Tu sei il solo pastore che per i cieli ci fa camminare. Con queste parole Gesù non intende per prima cosa la sua morte in Croce. la sua. E lo ripete a ciascuno: mi importano i passeri del cielo ma voi valete più di molti passeri. 8-12. Suonano pressappoco così: al mercenario no. occhi negli occhi. coloro che si affidano a noi. non ti importa che moriamo?» e il Signore risponde placando le onde. al punto che egli considera ogni uomo più importante di se stesso.11-18) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 03/05/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Amore.quelle io devo guidare. Dare la vita. siamo chiamati ad assumere il ruolo di "pastore buono". di un pur minimo gregge che ci è consegnato: la famiglia. pastore vero. È per questo che dà la vita: la sua vita per la mia vita. Anche noi. il gesto più bello che lo rende letteralmente il "pastore bello". Ed è come se a ciascuno di noi ripetesse: tu sei importante per me. Ricordo il grido degli apostoli in una notte di tempesta «Signore. potremo battere coloro che amano la morte. Tu il Pastore bello. «Io sono il Pastore buono» è il titolo più disarmato e disarmante che Gesù abbia dato a se stesso. vince. Nel vivere quotidiano. il pastore vero che ha a cuore cose importanti. gli amici.). Tutte. frutti di Dio V Domenica di Pasqua Anno B Enviar . E tu sai che quando diciamo a qualcuno «tu sei bello» è come dirgli «io ti amo». uccide. per poi riprenderla di nuovo». Questo è dirgli: tu mi importi. A Dio l'uomo importa. le pecore importano. Giovanni 10. (Letture: Atti degli apostoli 4. discepoli che vogliono come lui sperare e costruire. per cinque volte: «Io offro la vita». Salmo 117. "dare la vita" significa per prima cosa dare del nostro tempo. del grembo di donna che dà vita al bambino. mi importa di voi. non distratti. è. sgridando il vento: Sì. dell'acqua che dà vita alla steppa arida. libertà. la cosa più rara e preziosa che abbiamo. dare vita e liberare. che ha il coraggio di non fuggire. Questa è la mia fede: io gli importo. è inteso nel senso della vite che dà linfa ai tralci. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge. Qui affiora il filo d'oro che lega insieme tutta intera l'opera di Dio: il lavoro di Dio è da sempre e per sempre offrire vita. ma a me. il pastore bello nel suo impeto generoso. in ascolto attento.1-2. 1 Giovanni 3. Il gesto specifico del pastore buono. Offro la vita significa: Vi do il mio modo di amare e di lottare. (. Eppure questa immagine non ha nulla di debole o remissivo: è il pastore forte che si erge contro i lupi. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita. coraggio. mi importa la vostra vita. essere tutto per l'altro. i lupi di oggi. Solo con un supplemento di vita.. mi importano anche i gigli del campo ma tu sei molto di più di tutti i gigli dei campi. perché se il Pastore muore le pecore sono abbandonate e il lupo rapisce.

Mio padre mi portava nella vigna dietro casa e mi diceva: è la vite che va in amore! Quella goccia di linfa mi parla di me e di Dio. ma come linfa vitale. nonostante tutte le forze che ci trascinano via. non devi costruire qualcosa. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi. Potare non significa amputare.. Perché gloria di Dio non è la sofferenza ma il molto frutto. con dentro il sapore di Dio. lo pota perché porti più frutto. (Letture: Atti degli apostoli 9. ma base della mia esistenza: nutrirmi della linfa della mia vite. E amore libertà e coraggio sono la linfa e i frutti di Dio in noi. Che ha il gusto di tre cose sulla terra: amore coraggio e libertà. e io in lui. proviene da Dio. Voi siete già puri. Rimanere insieme. una sola linfa. Giovanni 15. In Cristo il vignaiolo si è fatto vite.. Solo mantenere quello che già è dato. 26-31. porta molto frutto. Non c'è amore senza libertà. il seminatore si è fatto seme. Rimanete in me e io in voi. non condizionamento. così neanche voi se non rimanete in me. le vedi germogliare e fiorire. Ogni tralcio che in me non porta frutto. lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca. il Creatore si è fatto creatura. a causa della parola che vi ho annunciato. qualsiasi contadino lo sa. Non sono parole astratte. significa dare vita. e ogni tralcio che porta frutto. lo pota perché porti più frutto. Il nome nuovo della morale evangelica è «frutto buono». che lui è già in te. Il primo passo è fare memoria che già sei in lui. piccolo tralcio: «Ho bisogno di te per una vendemmia di sole e di miele».. poi lo raccolgono. devi solo aprire strade. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite. stessa vita. il verbo «rimanere». sono le parole che usa anche l'amore umano. ma Dio in noi. dice che c'è un amore che sale dalla radice del mondo e mi attraversa. madre nel figlio. Prima di tutto devo essere sano e gioioso io. perché senza di me non potete far nulla. Non devi inventare niente. in frutti d'amore. Dice a me. Lui in me e io in lui come figlio nella madre. Dio è in me per prendersi cura più a fondo di me. Così Dio mi vuole. una vita che viene da Dio e va in amore. aprire canali a quella linfa. io tralcio: io e lui la stessa cosa! Stessa pianta. Nessuna vite sofferente porta buon frutto. voi i tralci. non di penitenze. non come un padrone. il vasaio si è fatto argilla.) Nel brano tutto ruota attorno ad una immagine concreta e ad un verbo: la vite e dei tralci. Se ci guardiamo attorno. vi puoi sempre attingere. Una sola condizione. Ogni tralcio che porta frutto. Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. 18-24.. conosciamo tutti delle persone che sembrano mettere gemme. Rinunciare al superfluo equivale a fiorire. All'inizio della primavera sui tralci potati affiora una goccia di linfa che luccica sulla punta del ramo. lo taglia. Salmo 21. Dio è in me. non viene mai meno. chiedete quello che volete e vi sarà fatto». prenderne coscienza: c'è una energia che scorre in te. Non solo Dio con noi.1-8) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 10/05/2012 . ma che tu fiorisca. Chi rimane in me. unica radice. Cristo vite. libertà non c'è senza coraggio.In quel tempo. Io sono la vite. Dio è in me. Il dono della potatura. (. nonostante tutte le distanze e i lunghi inverni. È come se Gesù dicesse: non ho bisogno di sacrifici ma di grappoli buoni. E capisci che sono inserite in qualcosa di vivo! Rimanete in me. 1 Giovanni 3. come radice che invia energia verso tutti i rami.

un faccia a faccia. Che poi è un sintomo: ti assicura che stai camminando bene.44-48. potrebbe essere solo un fatto consolatorio. L'amicizia che non si impone. si amano le persone ad una ad una. Non basta amare. Salmo 97. anche io ho amato voi. così ognuno farsi vena non ostruita. Non semplicemente: amate. Il Vangelo mi dà una certezza: l'amore non è un sentimento. come quando si chiude una vena nel corpo. ma ha mille segni della sua presenza che lo nutre. Rimanete. Parola dolce. ed è cosa da Dio: amore unilaterale. E la prima cosa che muore è la gioia. incondizionato. rimanete in questo amore. qualcosa prodotto da me. Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me. dal Figlio a noi. asimmetrico. Lo specifico del cristiano non è amare. un mio desiderio. In un rapporto di comunione. canale non intasato. come un bimbo nel grembo della madre: non la vede. umanissimo rito che è teologia. mi guarda e mi ama. una reciprocità. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Ma è amare come Cristo. Il nostro compito è decidere se rimanere o no in questo amore. Una pagina di Giovanni in cui pare custodita l'essenza del cristianesimo. Rimanete nel mio amore. (Letture: Atti degli apostoli 10. E poi offre la parola che fa la differenza cristiana: amatevi come io vi ho amato. che non manda mai via nessuno. non andatevene. non si finge. musica per il cuore dell'uomo. sulla via giusta. 1 Giovanni 4. Il Vangelo è da ascoltare con attenzione. non dipende da me. Se ti chiudi. abitate. un continente. un fiume grande d'amore che scorre dal cielo. C'è un fluire. amore a prescindere. Come il Padre ha amato me. lo scalda. Amicizia. Non più servi. le cose determinanti della nostra fede. che parla di Dio. che cinge un asciugamano e lava i piedi ai suoi. una tenda. io ho amato voi. L'amore è. Se osserverete i miei comandamenti.. 7-10. lo culla: «il nostro problema è che siamo immersi in un oceano d'amore e non ce ne rendiamo conto» (P. L'amore è. e nel farlo conforta la vita. Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. allo stesso modo in cui ne parlava Gesù: amico è un nome di Dio.stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Chiamati ad amare come Cristo VI Domenica di Pasqua Anno B In quel tempo.34-35. L'amore è reale come un luogo. ma amici. L'amore è da prendere sul serio. non si mendica (Michele Do). Vannucci). come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 25-27. ne va della nostra felicità. rimarrete nel mio amore. dal Padre al Figlio. Non si ama l'umanità in generale. Aggiunge: amatevi gli uni gli altri. Che io sia amato dipende da lui.)». Gv 15. in te e attorno a te qualcosa muore. che mentre io lo ferisco. Come lui si è fatto canale dell'amore del Padre. 9-17) . dimorate. ne va della nostra gioia. È la casa in cui già siamo. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici (. Come la linfa nella vite. Ma perché farlo? Gesù risponde: perché la vostra gioia sia piena. ci puoi vivere dentro. come il sangue nelle vene. in molti modi. perché l'amore scenda e circoli nel corpo del mondo. Voi siete miei amici. questo lo fanno in molte persone. dice gioia e uguaglianza.. una forma di possesso o di potere. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Ci sono anche amori violenti e disperati. è una realtà.

dovrei tacere subito. Infatti se io dovessi dire del Vangelo solo ciò che riesco a vivere. c'è sempre in me forza della mia forza.. Non la soluzione di tutti i problemi. Il verbo greco suona così: Il Signore agiva in sinergia con loro. Bella definizione di Gesù offerta oggi dal Vangelo: Il Signore è energia che opera con i credenti. ma il Vangelo. assoggettate. Non è andato in alto. Ma io non annuncio me stesso e le mie conquiste. E per farlo sceglie creature imperfette. non recherà loro danno. pace della mia pace. Molte volte ho udito un'espressione che suonava come lamento: con le mie sole forze non ce la farò mai! Ma parlare di sole mie forze è una frase senza senso cristiano.. dalla fede fragile. Le ultime parole del Signore ci permettono di gettare uno sguardo sul cuore di Gesù. L'ascensione del Signore è una festa difficile: come far festa per una persona cara che ci lascia? Ma Gesù non se ne è andato. .Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/05/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Chiamati a dare vita a ogni creatura Ascensione del Signore Anno B In quel tempo. in ogni angolo della terra. «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura». bensì una parola che mi ha rubato il cuore. costruisce con te quando costruisci pace.). in ogni parola fresca e viva. Il Vicino-lontano è la forza del cuore. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni. dopo aver parlato con loro. imporranno le mani ai malati e questi guariranno». occupate i posti chiave. Il Signore Gesù. un giorno. prenderanno in mano serpenti e. Niente altro. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato. mi ha legato a sé e legandomi mi ha liberato. sulla sua passione più grande: dare vita ad ogni creatura. Cristo opera con te. sempre c'è. a vivere. radice delle mie radici. Ognuno di noi riceve oggi la stessa missione degli Apostoli: Annunciate. fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio (. non una risposta a tutto. ma semplicemente proclamate. era parte della loro energia. intrecciata alla mia debolezza la forza di Cristo. se non dai nostri sguardi. Come noi. un Signore che mi ha convinto e mi ha sedotto. in ogni gesto di bontà. Il versetto che chiude il Vangelo di Marco apre il mio Vangelo: Il Signore operava insieme con loro. la vita e la persona di Cristo. parleranno lingue nuove. [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. forza ascensionale del cosmo. come me. ma avanti. Non dice: organizzate. assente e più presente che mai. Perché io non sono mai con le mie sole forze. ma chi non crederà sarà condannato. se berranno qualche veleno. Annuncio un progetto verso cui cammino e che spero di riuscire. alto e più intimo a me di me stesso. Egli è il Vicino-lontano (Margherita Porete): oltre il cielo e dentro tutte le creature. «Ascensione non è un percorso cosmico geografico ma è la navigazione del cuore che ti conduce dalla chiusura in te all'amore che abbraccia l'universo» (Benedetto XVI).

«Lo Spirito è il vento che fa nascere i cercatori d'oro» (Vannucci). Efesìni 4. egli darà testimonianza di me. Ti fa comprendere che dove tu finisci inizia il mondo. Che non sai da dove viene e dove va. dilata lo sguardo. perché siete con me fin dal principio (.20b) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 24/05/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Lo Spirito che dà vita alla Parola Domenica di Pentecoste Anno B In quel tempo. per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito. Tu confini con Dio. simbolo di interiorità e di accoglienza. Da duemila anni lo Spirito ripete incessantemente nei cristiani la stessa azione che ha . raccontata dagli Atti degli Apostoli con la mediazione dei simboli. prima di tutto. perché non parlerà da se stesso. 35). ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Perché crede in loro. crede nell'uomo.. 2).E partirono e predicarono dappertutto. Tutto quello che il Padre possiede è mio. lo Spirito della verità che procede dal Padre. Ma noi possiamo attingere ad un fuoco che non viene mai meno. che apre respiri e orizzonti e ti fa pensare in grande. (Letture: Atti degli Apostoli 1. folate di dinamismo e di futuro. Noi nasciamo accesi. accende fiammelle d'amore. accensione del cuore lungo la strada e sua giovinezza. che dove questa tua vita termina comincia la vita infinita. nella stanza al piano alto.. Il vento. da dove lo sguardo può spaziare più lontano e più in alto. più di quanta ne abbia io stesso. che porta fecondità e smuove le cose immobili.). 1-13. 13). vi guiderà a tutta la verità. che io vi manderò dal Padre. Salmo 46. li spinge a pensare in grande a guardare lontano: il mondo è tuo. e ogni casa è suo tempio. Matteo 28. Poi il simbolo del fuoco. che cosa fa in noi e per noi? Dice l'angelo a Maria: Verrà lo Spirito e porterà dentro di te il Verbo (Luca 1. Mentre tu sei impegnato a tracciare i confini di casa tua. allo Spirito. sorrisi. la discesa dello Spirito santo. poi: all'improvviso un vento impetuoso riempì tutta la casa (Atti 2. Ha fiducia in me. Lo Spirito tiene acceso qualcosa in noi anche nei giorni spenti. che la fine dell'isola corrisponde all'inizio dell'oceano. Egli mi glorificherà. che non ha luoghi autorizzati o riservati. in una casa qualunque. Giorno di Pentecoste e ci domandiamo: come agisce lo Spirito santo. Un gruppo di uomini e donne nella stanza al piano superiore (Atti 1. poi i colpi duri della vita possono spegnerci. e anche voi date testimonianza. dentro una casa. Dice Gesù ai discepoli: Verrà lo Spirito e vi riporterà al cuore tutte le mie parole. 1-11. lo Spirito della verità. che conduce pollini di primavera e disperde la polvere. capacità di perdonare. La casa. sa che riusciremo a contagiare di Spirito e di nascite chi ci è affidato. 19a. Il Signore chiama gli undici a questa navigazione del cuore. affermazione della libertà dello Spirito. e la cosa più semplice: la voglia da amare la vita. perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. la voglia di vivere. i bambini sono accesi. Quando verrà lui. Cinquanta giorni dopo Pasqua. lui spalanca finestre.

battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. mi pare di sentirla per la prima volta. Spirito Santo. il legame. Essi però dubitarono. elemento costitutivo di Adamo. I nomi che Gesù sceglie per mostrare il volto di Dio. respira pienamente quando si sa accolta. si prostrarono. In principio a tutto. alla fatica dei suoi è bellissima: non li rimprovera. (Letture: Atti 2. di legami. sia parte di me. come una lettera indirizzata a me. senza presa sul cuore. contemporanea ai miei sogni. ma più esattamente. Padre. di famiglia. non elaborato mentale: e ti tocca quel Dio «sensibile al cuore» sognato da Pascal.26-27. Salmo 103. alle mie pene. nonostante le mie incertezze.12-15) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 31/05/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar All'origine c'è un legame d'amore Santissima Trinità . Ancora non è stanco di avvicinarsi. si fa vicino. Le fa germe vitale. Dice che la vita. dare vita alla Parola. Il terzo nome. respiro. sono nomi che l'uno senza l'altro non esistono: figlio non c'è senza padre. In questa frase. l'oceano della sua essenza vibra di un infinito movimento d'amore. ma. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Eternamente incamminato verso di me. ogni vita. Gesù scegli nomi che abbracciano. Sulla teologia della Trinità il Vangelo non offre formule o teorie. Dice Matteo: «Gesù avvicinatosi a loro…». Creatore o Verbo o Spirito.compiuto in santa Maria: incarnare il Verbo. abbracciata. è posta la relazione. di farsi incontro. Quando lo videro. È lo Spirito che mi ri-corda (letteralmente: mi riporta al cuore) le parole di Gesù. non alla mente. decisiva per ogni antropologia cristiana. Giovanni 15. ai miei dubbi. mi è rivelato che Adamo non è creato semplicemente ad immagine di Dio. come cose che so da sempre.Anno B In quel tempo. dello Spirito. anima. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli. Al cuore. bussa ancora alla mia porta. Tra i quali però alcuni ancora dubitavano. creato da principio «a sua immagine e somiglianza». Battezzate ogni creatura nel nome del Padre. 16-25. né il padre è tale se non ha figli. Lo fa ad esempio quando leggo il Vangelo: per anni mi accade che le parole scivolino via. E affida anche a me. insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. del Figlio. letteralmente. intuisco come il dogma della Trinità mi riguardi. scritta per me. e più profondamente. E qui scopro la sapienza del vivere. non li riprende. Respiro santo: Dio non è in se stesso solitudine. Poi un giorno succede che una di queste parole all'improvviso si accende. Per dire Dio. fino alla fine del mondo». io sono con voi tutti i giorni. Padre e Figlio. E la reazione di Gesù alla difficoltà. che vivono l'uno dell'altro. la pagina del Vangelo palpita. ma il racconto del monte anonimo di Galilea e dell'ultima missione affidata da Gesù agli apostoli. Ed ecco. a somiglianza della . 1-11. Figlio. Alla sorgente di tutto. presa in carico. significa alito. sono nomi che vibrano d'affetto. 16. sul monte che Gesù aveva loro indicato. gli undici discepoli andarono in Galilea. Galati 5. il Vangelo. che si abbracciano.

Tra i quali però alcuni ancora dubitavano. dentro la morte. sono nomi che l'uno senza l'altro non esistono: figlio non c'è senza padre. Nulla. né il padre è tale se non ha figli. di legami. sono nomi che vibrano d'affetto. ci muoviamo. quando ti sfiora la morte. ma il racconto del monte anonimo di Galilea e dell'ultima missione affidata da Gesù agli apostoli. Sulla teologia della Trinità il Vangelo non offre formule o teorie. Ancora non è stanco di avvicinarsi. 32-34.. intuisco come il dogma della Trinità mi riguardi. battezzandoli. Figlio. Eternamente incamminato verso di me. sul monte che Gesù aveva loro indicato. mai. ma. (Letture: Deuteronomio 4. sia parte di me.16-20) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 31/05/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar All'origine c'è un legame d'amore Santissima Trinità . di famiglia.. fino alla fine del mondo. Romani 8. Sono con voi. di uno Spirito che accende di comunione tutte le nostre solitudini. significa alito. Ed ecco. Matteo 28. ti separerà dall'amore. anima. Fate discepoli tutti i popoli. Padre. io sono con voi tutti i giorni. Gesù scegli nomi che abbracciano. alla fatica dei suoi è bellissima: non li rimprovera. E qui scopro la sapienza del vivere. Padre e Figlio. In principio a tutto. nonostante le mie incertezze. dello Spirito. non li riprende. Respiro santo: Dio non è in se stesso solitudine. Dice Matteo: «Gesù avvicinatosi a loro…». dentro le vostre solitudini. Il termine battezzare nella sua radice significa immergere. dentro gli abbandoni e le cadute. si prostrarono. respiriamo. rendetela consapevole che in esso siamo. fino alla fine del mondo». La natura ultima dell'uomo è di essere legame d'amore. gli undici discepoli andarono in Galilea. insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. dice Gesù. senza condizioni. impolverarsi. A immagine di un Padre che è la fonte della vita. ogni vita. il Vangelo.Trinità. letteralmente. creato da . Per dire Dio. l'oceano della sua essenza vibra di un infinito movimento d'amore. Spirito Santo. Non dimentichiamo mai questa frase. abbracciata. si fa vicino. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Io sono con voi tutti i giorni. Nei giorni in cui credi e in quelli in cui dubiti. Essi però dubitarono. ogni creatura dentro l'oceano dell'amore di Dio. Alla sorgente di tutto. respira pienamente quando si sa accolta. quando ti pare di volare. del Figlio. elemento costitutivo di Adamo. battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Dice che la vita. Salmo 32. Immergete. Io sono uomo quanto più sono simile all'amore. 39-40. a immagine di un Figlio che mi innamora ancora. che si abbracciano. Il terzo nome. presa in carico. E affida anche a me. Quando lo videro. non lasciamola dissolversi.Anno B In quel tempo. bussa ancora alla mia porta. di farsi incontro. I nomi che Gesù sceglie per mostrare il volto di Dio. che vivono l'uno dell'altro. E la reazione di Gesù alla difficoltà. è posta la relazione. 14-17. respiro. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli. il legame. Battezzate ogni creatura nel nome del Padre.

il batticuore. questo è il mio corpo». a somiglianza della Trinità. Qui è il miracolo. rendetela consapevole che in esso siamo. come pane. In quella invocazione «prendete» si esprime tutto il bisogno di Gesù Cristo di entrare in una comunione senza ostacoli. Gesù non chiede ai discepoli di adorare. Si trasforma in me e mi trasforma a sua somiglianza. ci muoviamo. prese il pane e recitò la benedizione. Lo esprime con una formula felice san Leone Magno: la nostra partecipazione al corpo e al sangue di Cristo non tende ad altro che a trasformarci in quello che riceviamo. Sono con voi. nel regno di Dio». battezzandoli. nella bocca. lo spezzò e lo diede loro. sia di Dio che dell'uomo. Fate discepoli tutti i popoli. pregare quel Pane.. di uno Spirito che accende di comunione tutte le nostre solitudini. Romani 8. dentro la morte. La parola iniziale è precisa e nitida come un ordine: prendete. dentro gli abbandoni e le cadute. Matteo 28. che è versato per molti. di prendere. decisiva per ogni antropologia cristiana. lo diede loro e ne bevvero tutti. contemplare. . A immagine di un Padre che è la fonte della vita. Il termine battezzare nella sua radice significa immergere. Incalzante come una dichiarazione: nelle mani. Io sono uomo quanto più sono simile all'amore. ma chiede come prima cosa di tendere le mani. si fa cellula del mio corpo. stringere. mi è rivelato che Adamo non è creato semplicemente ad immagine di Dio. ogni creatura dentro l'oceano dell'amore di Dio. Dio in me: il mio cuore lo assorbe. impolverarsi. Creatore o Verbo o Spirito.principio «a sua immagine e somiglianza». Nei giorni in cui credi e in quelli in cui dubiti. Poi prese un calice e rese grazie. 14-17. La natura ultima dell'uomo è di essere legame d'amore. E allora capiamo che Dio non è venuto nel mondo con il solo obiettivo di togliere i nostri peccati.. Immergete. questo è il mio corpo. quando ti sfiora la morte. come il pane che mangio. Nulla. fino alla fine del mondo. a immagine di un Figlio che mi innamora ancora. non lasciamola dissolversi. respiriamo. dice Gesù. senza paure. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo. respiro. senza condizioni.16-20) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 07/06/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar È tutta l'umanità la «carne» di Dio Santissimo Sangue e Corpo di Cristo – Anno B Mentre mangiavano. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza. uscirono verso il monte degli Ulivi. dicendo: «Prendete. fare proprio il suo corpo che. gesto. mai. pensiero. dentro le vostre solitudini. In questa frase. e più profondamente. nell'intimo tuo voglio stare. Non dimentichiamo mai questa frase. e diventiamo una cosa sola. lo scopo: prendete. ma più esattamente. ti separerà dall'amore. Io sono con voi tutti i giorni. lui assorbe il mio cuore. visione riduttiva. 32-34. senza secondi fini. (Letture: Deuteronomio 4. Prendete. Dopo aver cantato l'inno. quando ti pare di volare. 39-40. Salmo 32.

che è il fiorire della vita in tutte le sue forme. Marco 14. gesto. Ebrei 9. Dio nell'uomo. di come amava.]. ma Dio è anche madre.3-8. ammalati. ciò che lo univa agli altri: parola. forestieri.Il suo progetto è molto più grande.]. Il Corpo di Cristo è sull'altare dell'Eucaristia. il seme germoglia e cresce [. più potente: portare cielo nella terra. ma.. E l'incontro con lui è come per gli amanti del Cantico: dono e giubilo. Perché il corpo di Cristo non sta solo nell'Eucaristia. E sarà l'inizio di un umile e magnifico viaggio verso lo Sposo si è fatto sposo dell'ultimo fratello. fecondità e fedeltà. quando viene seminato. amore libero che cerca corrispondenza. Dice Gesù nel vangelo: i miei discepoli non digiunano finché lo sposo è con loro. Salmo 115. al punto che l'umanità intera è la carne di Dio: quello che avete fatto a uno di questi l'avete fatto a me. Accade nel regno di Dio come quando un uomo semina. Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno.12-16.. Dio si è vestito d'umanità. che nutre di sé. Ed è anche sposo. Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno.. ascolto. anche voi braccia aperte inviate alla terra. Dio è il seminatore infaticato della nostra terra.22-26) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 14/06/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Nel cuore di tutti il seme di Dio XI Domenica del Tempo Ordinario . spiega l'infinito attraverso il minuscolo seme di senape.». vita immensa in questa vita piccola. è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno. Perché la vita delle creature più semplici risponde alle stesse leggi della nostra vita spirituale. simili a lui. quelle colpite dal terremoto di questi giorni. Nel suo corpo Gesù ci da tutta la sua storia. dorma o vegli. Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che. racconta Dio con la freschezza di un germoglio di grano.. dei poveri. Non fa ragionamenti. quando viene seminato sul terreno. del suo corpo i suoi figli. come piangeva. Prendete questo corpo. più alto. piccoli. che ci rende suoi partners. Siamo abituati a pensare Dio come Padre. le persone sole. Molto più del perdono dei peccati è venuto a dare: è venuto a dare se stesso. cuore. (Letture: Esodo 24. il corpo di Cristo è sull'altare del fratello. continuamente immette in noi e nel cosmo le sue energie in forme germinali: il . sguardo.Anno B In quel tempo. vuol dire: fate vostro questo mio modo di stare nel mondo. disabili. 11-15. apre il libro della vita. portatore di quell'amore che ci è necessario per nascere. Gesù parla delle cose più grandi con una semplicità disarmante. cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra» [. come gioiva. di notte o di giorno. Come uno sposo che si dà alla sposa. intensità e tenerezza. Che possiamo tutti diventare ciò che riceviamo: Corpo di Cristo. perché Vangelo e vita camminano nella stessa direzione. anziani.

e parlava benedicendo Dio (. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Dio matura. nei giovani. coraggio. Senza alcun intervento esterno. abbia bisogno il buon grano di Dio per maturare: nelle persone. Zaccarìa. portano con sé scintille d'infinito: gioia (e i vicini si rallegravano con la madre) e . Salmo 91. 2 Corinzi 5. si chiamerà Giovanni».6-10. Noi non salveremo il mondo. il giorno dopo si è aperto un fiore. assicura Gesù. che a volte giudico vuoti o senza germogli. nessuno è vuoto.nostro compito è portarle a maturazione. contadini del Regno dei cieli. Il seme ci convoca ad avere occhi profondi e a compiere i gesti propri di Dio. perché la mano di Dio continua a creare. All'istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua. Nessuno ne è privo. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre. al sole della vita. il Battista. In tutte le persone. noi come contadini pazienti e intelligenti. Siamo un pugno di terra in cui Dio ha deposto i suoi germi vitali.. Mentre il nemico semina morte. Ma nella sua realtà nascosta quel granello è un piccolo vulcano di vita.. All'ombra del tuo albero. in alto silenzio e con piccole cose. vengono da Dio. Ma sua madre intervenne: «No. I figli vengono alla luce come compimento di un progetto. giustizia. il seme germoglia e cresce. di notte o di giorno. vere e belle. Qui è tutta la nostra fiducia: Dio stesso è all'opera in seno alla terra. Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. seminiamo buon grano: semi di pace.26-34) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 21/06/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Giovanni. in coloro che mi appaiono distratti. Caduti da una stella nelle braccia della madre. Per Elisabetta si compì il tempo e diede alla luce un figlio. il più piccolo di tutti i semi. La prima parabola sottolinea un miracolo di cui non ci stupiamo più: alla sera vedi un bocciolo. pronto a esplodere. Ma. (Letture: Ezechiele 17. La seconda parabola mostra la sproporzione tra il granello di senape. se appena il sole e l'acqua e la terra.. Marco 4.. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia. Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Ecco: Che tu dorma o vegli.22-24. un altro è il nostro compito: gli uccelli verranno e vi faranno il nido. fiducia. che appare minoritaria eppure è vincente.). Senza voli retorici: il granello non salverà il mondo. lo diresti un grumo di materia inerte. dei fratelli troveranno riposo e conforto. e si rallegravano con lei. nonostante i nostri dubbi. nel mondo e nel cuore. Tutti furono meravigliati. per la straordinaria energia segreta che hanno le cose buone. E nessuno può sapere di quanta esposizione al sole. e il grande albero che ne nascerà. Com'è pacificante questo! Le cose di Dio fioriscono per una misteriosa forza interna. «dono di Dio» Natività del Battista Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. Guardi un piccolo seme accolto nel cavo della mano. nei figli. Lo facciamo scommettendo sulla forza della prima luce dell'alba.

la Parola sarà un Altro. Un rivoluzionario rovesciamento delle parti. 1-6. Salmo 138. al mondo. ma dorme». diventiamo afoni. udito quanto dicevano. Che l'identità del suo bambino è di essere dono. Entrato. e non nel confine stretto delle istituzioni. Perché disturbi ancora il Maestro?». che i figli non sono nostri: appartengono a Dio. non mandiamo più nessun messaggio a nessuno. smarriamo il riferimento alla Parola di Dio e alla vita. Ma Gesù. alla loro vocazione. ci raggiunge. proprio come il Battista. quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. fino a quando la donna fu madre e la casa. 22-26.) Stava ancora parlando. (Letture: Isaìa 49. il Signore della vita che porta salvezza XIII Domenica del tempo ordinario Anno B (. Sarà «voce». tolta al tempio e al sacerdozio. Luca 1. cacciati tutti fuori. prese con sé il padre e la madre della bambina e . Atti 13. una forza di crescita e di nascita che scende dall'alto. Il genitore è solo l'arco che scocca la freccia.parola di Dio.. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. a se stessi.80) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 28/06/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Gesù. casa di profeti. con venerazione. che in ebraico significa: dono di Dio. e ci fa vivere la vita come un debito d'amore che si estingue solo ridonando vita. oltre ad essere dono che viene dall'alto? Cosa porterà al mondo? Un dono unico e irriducibile: lo spazio della sua gioia. il sacerdote tace ed è la donna a prendere la parola: si chiamerà Giovanni. per farla volare lontano. Non ha ascoltato. noi preti. Elisabetta ha capito che la vita. E questa è anche l'identità profonda di noi tutti: il nome di ogni bambino è «dono perfetto». Benedire subito. fratello di Giacomo. sono un pezzetto di Dio. Nel loro vecchio cuore i genitori sentono che il piccolo appartiene ad una storia più grande. la mia poca fede non arrestano il fiume di Dio. e la profezia di una parola unica che Dio ha pronunciato e che non ripeterà mai più (Vannucci). ci avvolge. Qualcosa di grande e di consolante: i miei difetti. Indicazione che mi fa pensoso: quando noi credenti. soltanto abbi fede!». disse al capo della sinagoga: «Non temere. l'amore che sente fremere dentro di sé. e ora non ha più niente da dire. E lo deridevano. insignificanti. ma per profezia. Cosa sarà. E non permise a nessuno di seguirlo. Eppure il dubitare del vecchio sacerdote non ferma l'azione di Dio.. Che sarà mai questo bambino? Grande domanda da ripetere. Non nascono per caso. Stava la parola murata dentro. fuorché a Pietro. Zaccaria incide il nome del figlio: «Dono-di-Dio». Dio traccia la sua storia sul calendario della vita. disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta. Ha chiuso l'orecchio del cuore e da allora ha perso la parola. Ma egli. e subito riprende a fiorire la parola e benediceva Dio. dire-bene come il Creatore all'origine (crescete e moltiplicatevi): la benedizione è una energia di vita. 57-66. davanti al mistero di ogni culla. si sta intessendo nel ventre di due madri. Il passaggio tra i due testamenti è un tempo di silenzio: la parola. Zaccaria era rimasto muto perché non aveva creduto all'annuncio dell'angelo. Giacomo e Giovanni.

13-15. che le «creature del mondo sono portatrici di salvezza e in esse non c'è veleno di morte. Salmo 29. risorgi. con quella stessa derisione con cui dicono anche a noi: tu credi nella vita dopo la morte? Ti inganni. Marco 5. Poi prende per mano la bambina. E ci insegna che bisogna toccare la disperazione delle persone per poterle rialzare. sei un illuso. ma dorme». 2. e si è portata via il mio sole? Secondo Gesù il contrario della paura non è il coraggio. Tu porti salvezza. che il suo Nome salga alle labbra con un'ostinazione da innamorati.9. Entrato. allora. non c'è niente dopo la morte. rivivi. il padre. 21-43) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 05/07/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed È la vita ordinaria la liturgia di Dio XIV Domenica del Tempo Ordinario . che significa: «Fanciulla. come tutti i nostri che ci hanno preceduto e che sono in attesa del risveglio.. ma è lei. offre un cuore perché possa appoggiarvi il suo dolore: «Non temere.quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. ti sbagli. Dormono. Aver fede: che cosa significa? La fede è un atto umanissimo.13-15. riprendi la fede. io ti dico: àlzati!». Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum». disse loro: «Perché piangete? Non è morta questa bambina. alzati. A ciascuno di noi. Ma la fede biblica è che Dio è Dio dei vivi e non dei morti. Anche se dubiti. lascia che la sua Parola riprenda a mormorare in cuore. La sua mano nella mia mano. La prende per mano. E lei si alza e si mette a camminare. qualunque sia la porzione di dolore che portiamo dentro. anche se la tua fede non ha nulla di eroico. è solo lei che può risollevarsi: alzati. la lotta. Su ogni creatura. aveva infatti dodici anni. che tende alla vita e si oppone all'abbandono e alla morte. (. vitale. sostenerla.13-14). su ogni fiore.Anno B Enviar . In ognuno di noi c'è una vita che è giovane sempre: allora. risplendi. Ma come è possibile non temere quando la morte è entrata in casa mia. il sogno.) Gesù cammina verso la casa dove una bambina è morta. su ogni uomo. Chi è Gesù ? Una mano che ti prende per mano. qualunque sia la porzione di morte.. dico a te. ricompone il cerchio vitale degli affetti. Gesù gli cammina vicino. E le disse: «Talità kum. il cerchio dell'amore che fa vivere. giovane vita. 2 Corinzi 8. 23-24. su ogni donna ripete la benedizione di quelle antiche parole: Talità kum. (Letture: Sapienza 1. ma Gesù profuma di libertà. Cammina ed è Giairo. Non era lecito per la legge toccare un morto. Lo deridono. ho fiducia nella madre mia. a dettare il ritmo. È aderire: come un bambino aderisce al petto della madre. Gesù cacciati fuori tutti. e per Dio l'ultimo risveglio è sulla vita. ma la fede: Tu continua ad aver fede. Bambina alzati». Giunsero alla casa e vide trambusto e gente che piangeva. soltanto continua ad aver fede». Dio non ha creato la morte» (Sap 1. da scovare a fatica nel fondo dell'animo. Dorme. così io aderisco al Signore. prende con sé il padre e la madre. 7. Lui può aiutarla. un bambino appena svezzato è il mio cuore. E subito la fanciulla si alzò e camminava. il Signore ripete: Talità kum. come una parentesi tra questo sole e il sole di domani.

Gesù cresce nella bottega di un artigiano. con il pane e con il vino. perché il Vangelo rivela proprio questo: che il divino è rivelato dall'umano. (Letture: Ezechiele 2. Giunto il sabato. sa riconoscere il legno al profumo e al tatto. le sue mani diventano forti a forza di stringere manici. E lì non poteva compiere nessun prodigio. anche di pochi. A Nazaret va in scena il conflitto perenne tra quotidiano e profezia. ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. fa delle case un tempio. la prossimità. Riscoprire ogni frammento.. ogni fremito di umanità nel Vangelo. e la sua carne bambina e poi la sua carne piagata. ma la gioia impenitente di inviare sempre e solo segnali di vita attorno a sé. carismatico. A Nazaret pensano: «Il figlio di Dio non può venire in questo modo. tra i suoi parenti e in casa sua».2-5. con i fiori. anche uno solo. non c'è nulla di sublime. con gli amici. il pastore di costellazioni. ascoltando.]: «Non è costui il falegname. con gli uccelli. il suo bellissimo cuore fanciullo: «Non vi poté operare nessun prodigio» scrive Marco. Poi l'ordinario instaura di nuovo la sua dittatura. questo ci pare impossibile. nel profeta della porta accanto. Salmo 122. il suo naso fiuta le colle. che Dio ha il volto di un uomo. Che cosa li scandalizza? Scandalizza l'umanità. con i problemi di tutti. Marco 6. le mani segnate dalla fatica. il fratello di Giacomo. Ma che la profezia sia nel quotidiano. Il Dio rifiutato si fa ancora guarigione. Il nostro Dio non nutre rancori o stanchezze. rimanevano stupiti e dicevano [.. Amare l'umanità di Gesù. All'inizio parole e prodigi di Gesù stupiscono. Una intuizione luminosa di Heidewick di Anversa: «Ho capito che questa è la compiuta fierezza dell'amore: non si può amare la divinità di Cristo senza amare prima la sua umanità». Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria. L'amante respinto continua ad amare anche pochi. il figlio di Maria. ma subito si corregge: «Solo impose le mani a pochi malati e li guarì». cercare tutte le molecole di umanità di Gesù: il suo rapporto con i bambini. la casa degli amici. L'amore non è stanco: è solo stupito. nell'infinito dei cieli.]?».In quel tempo. entra dove la vita celebra la sua mite e solenne liturgia.1-6) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 12/07/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed A due a due per annunciare la luce Enviar . 2 Corinzi 12. Se sceglie questi mezzi poveri non è Dio». di Ioses. Noi cerchiamo Dio. con il vento.7-10. E molti. Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. con le donne. quando invece è inginocchiato a terra con le mani nel catino per lavarci i piedi. si mise a insegnare nella sinagoga. il sudore di chi lavora. e poi il suo amore per il profumo di nardo a Betania. Il suo modo di avere paura. il suo modo di avere coraggio e come piangeva e come gridava.. con il sole. in uno che non ha cultura e titoli. Eppure è proprio questa la buona notizia del Vangelo: che Dio si incarna dentro l'ordinarietà della vita. immettono un «di più» dentro la normalità della vita. Che un profeta sia un uomo straordinario. anche di uno solo. con mani da carpentiere. Ed era per loro motivo di scandalo. nulla di divino.. ce lo aspettiamo. Ed era per loro motivo di scandalo. di Giuda e di Simone [. Gesù al rifiuto dei compaesani mostra il suo candore. Ma lo Spirito scende proprio nel quotidiano. la resina.

andatevene. Partono forti di una parola e di un amico: ordinò loro di non prendere nient'altro che un bastone. Partono i discepoli a due a due. All'angolo di ogni strada germoglia l'infinito. © riproduzione riservata . i mezzi. E non ad uno ad uno. rimanetevi finché non sarete partiti di lì. ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. senza parole. Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri.XV Domenica Tempo ordinario-Anno B In quel tempo. quando il figlio se ne va. Il loro messaggio è conversione: giratevi verso la luce. nella casa. E il Vangelo deve essere significativo lì. Le loro mani sui malati annunciano: Dio è già qui. non abbattetevi per un rifiuto: c'è un'altra casa poco più avanti.7-13). perché la nostra vita non dipende dai nostri beni. «Bagaglio leggero impone il viaggio e cuore fiducioso. I dodici.. E non deprimetevi per una sconfitta. il luogo dove la vita nasce ed è più vera. Ed essi. Marco 6. che non farà mancare nulla. Quello dei dodici è un viaggio dentro l'uomo più autentico.. Salmo 84. (Letture: Amos 7. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient'altro che un bastone: né pane. E proclamarono che la gente si convertisse. andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Perché.13-14. girati verso di lui. abbracciata dal cerchio degli affetti che fanno vivere. Efesini 1. In questo mondo altro. la forza non risiede nei grandi mezzi materiali. lungo i secoli hanno spento la creatività della Chiesa. Un bastone per appoggiarvi la stanchezza.» (M.12-15. il denaro. solo così l'annuncio sarà infinitamente grande. se è solo. liberato da tutto il superfluo: non portate né pane né sacca né denaro. Marcolini). scacciavano molti demòni. al rifiuto i discepoli non oppongono risentimenti solo un po' di polvere scossa dai sandali. quando l'anziano perde il senno o la salute. Il fuoco si propaga col fuoco. voi vivrete di fiducia: fiducia in Dio. un altro cuore. Se in qualche luogo non vi ascoltassero. e fiducia negli uomini. mani e sorrisi che aprono case e ristorano cuori. è già in questo accompagnarsi. un amico per appoggiarvi la solitudine. deve parlare e guarire nei giorni delle lacrime e in quelli della festa. né sacca. nel suo contagio misterioso e lucente. Ecco il punto di approdo: la casa.. né denaro nella cintura. ungevano con olio molti infermi e li guarivano. perché la luce è già qui. La prima predicazione è senza parole. Ma i dodici avevano un fuoco.. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero. ma nel fuoco interiore. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa. Domani non so se qualcuno aprirà la porta ma confido nel tesoro d'amore disseminato per strade e città. proclamarono che la gente si convertisse. dell'apparire. Invece le cose. ungevano con olio molti infermi e li guarivano. contestano il mondo dell'accumulo. partiti. Sono partiti a due a due. Proclamano: «ci sono due mondi noi siamo dell'altro» (Cristina Campo). e guarisce la vita. L'annunciatore deve essere infinitamente piccolo. con niente. è vicino a te con amore. l'uomo è portato a dubitare perfino di se stesso. del denaro. Entrati in una casa lì rimanete. che apriranno le loro case. l'uno al passo dell'altro. Solo un bastone a sorreggere il passo e un amico a sorreggere il cuore. con il loro stile di vita. La povertà dei discepoli fa risaltare la potenza creativa dell'amore. un altro villaggio.

aliquando ne feceris. Lo sguardo di Gesù va a cogliere la stanchezza. E ciò che offre alla gente è per prima cosa la compassione. Gesù mostra una tenerezza come di madre nei confronti dei suoi discepoli: Andiamo via. la salute profonda del cuore.. Sceso dalla barca. Ma qualcosa cambia i programmi: sceso dalla barca vide una grande folla ed ebbe compassione di loro. Per lui prima di tutto viene la persona. perché erano come pecore che non hanno pastore [. il mondo si innesta nella tua anima. C'era tanta gente che non avevano neanche il tempo di mangiare.13-18. Prendiamo questa parola. e poi lasciar fare tutto a Dio. Ed egli disse loro: «Venite in disparte [.]. ma l'essere senza conforto. (Letture: Geremia 23. Un sano atto di umiltà. Gesù insegna una duplice strategia: fare le cose come se tutto dipendesse da noi... e [. consapevoli che «ciò che possiamo fare è solo una goccia nell'oceano. prima ancora di come parlare. come sempre nel Vangelo. Gesù sa che non è il dolore che annulla in noi la speranza. il provare dolore per il dolore dell'altro. se vuoi fare bene tutte le tue cose. con leggerezza e fiducia. E quando.1-6..30-34) . con me. solo di prendersi un po' di tempo tutto per loro. bella come un miracolo. e lui ti offre il primo insegnamento: «come guardare». Stare con Gesù. Scrive sant'Ambrogio: «Si vis omnia bene facere. il moto del cuore che muove la mano a fare. e poi farle come se tutto dipendesse da Dio.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 19/07/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il riposo. che le nostre vite sono delicate e fragili.. del tempo per vivere. egli vide una grande folla. sulla povertà degli uomini e non sulle loro azioni o sul loro peccato.. sceso dalla barca vede la grande folla il suo primo sguardo si posa. Salmo 22. di uno che vuole loro bene e li vuole felici. Ritornare poi nella folla. di preparare nuove missioni. questo uomo avrà un futuro.] accorsero là a piedi [. e riposatevi un po'». cioè riposati. quel sano gesto di umiltà XVI Domenica del Tempo ordinario – Anno B Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto [. la fatica dei suoi. le energie limitate. Quando impari il sentimento divino della compassione. Marco 6. ogni tanto smetti di farle». Più di ciò che fai a lui interessa ciò che sei: non chiede ai dodici di andare a pregare. Se ancora c'è chi si commuove per l'ultimo uomo.]. uno sguardo che abbia commozione e tenerezza. con impegno e dedizione. Un particolare: venite in disparte.. Molti però li videro partire e capirono. Gesù cambia i suoi programmi. Stai con Gesù. Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Facciamo in modo di non privare il mondo della nostra compassione. ma è questa goccia che può dare significato a tutta la nostra vita» (Teresa di Calcutta). come filo conduttore: la compassione. e riposatevi un po'. ma non quelli dei suoi amici.. per imparare da lui il cuore di Dio. in disparte.]. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto.]. nella consapevolezza che non siamo noi a salvare il mondo. Rinuncia al suo riposo. Efesini 2. le parole e i gesti seguiranno. non è il morire. ebbe compassione di loro. gli smarrimenti. Fare tutto ciò che sta in te.. portando con sé un santuario di bellezza che solo Dio può accendere. non i risultati ottenuti ma l'armonia. lo guardi agire.. non al loro. È un gesto d'amore.

La fame finisce non quando mangi a sazietà. è vita da che viene in dono da altrove e va oltre noi. Alla sua generosità corrisponde quella del ragazzo: nessuno gli chiede nulla. Lui ha pane per tutti. Allora Gesù prese i pani e. ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'è tanto di quel pane sulla terra che a condividerlo basterebbe per tutti. c'è una santità perfino nella materia. Primo miracolo.]. [. che richiamano subito l'Eucaristia. è come se dicesse: io faccio vivere. piccola ricchezza di un ragazzo. A Gesù nessuno chiede nulla.. quanto ne volevano [. . sul monte. ma lui mette tutto a disposizione. Invece di pensare: che cosa sono cinque pani per cinquemila persone? Sono meno di niente.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 26/07/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La condivisione è il vero pane XVII Domenica del Tempo Ordinario . è lui che per primo si accorge e si preoccupa: «Dove potremo comprare il pane per loro?»..Anno B In quel tempo. e attorno è primavera. quando il mio pane diventa il nostro pane accade il miracolo. ma quando condividi fosse pure il poco che hai.] Gli disse allora uno dei suoi discepoli.. perfino nelle briciole: niente deve andare perduto. donare. fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci... l'orzo è il primo dei cereali che matura. [. rendere grazie. li diede a quelli che erano seduti. inutile sprecarli. Il Vangelo neppure parla di moltiplicazione ma di distribuzione.] Alzàti gli occhi. vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». C'era molta erba in quel luogo. È tutto! Per una misteriosa regola divina. simbolo di freschezza e novità. fame di Dio. le cose hanno una sacralità. Neanche per questo di oggi riusciamo a vedere il «come». la terra. io moltiplico la vita! Lui fa vivere: con le sue mani che risanano i malati. anche lui una primizia d'uomo. Come avvengono certi miracoli non lo sapremo mai. tutto quello che incontriamo. con le parole che guariscono il cuore. [. Quando a vincere è la generosità. come per il pane del miracolo (i dodici canestri di pezzi). Qualcuno ha pani d'orzo. ma che possono fare dell'intera mia vita un sacramento: prendere. nel luogo dove Dio è più vicino. il pane. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Giovanni riassume l'agire di Gesù in tre verbi «Prese il pane. evento decisivo per comprendere Gesù. con il pane che significa tutto ciò che alimenta la vita dell'uomo Cinquemila uomini. profaniamo le cose: l'aria.] Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. rese grazie e distribuì». di un pane che non finisce. hanno fame. Noi non siamo i padroni delle cose. e mentre passava di mano in mano restava in ogni mano. E mentre lo distribuivano il pane non veniva a mancare. l'acqua. Se ci consideriamo tali. e lo stesso fece dei pesci. non è nostro.. Andrea. La moltiplicazione dei pani è un evento che si è impresso in modo indelebile nei discepoli. Più ancora che un miracolo. Chiede cura.. E la mia fame? Dà tutto quello che ha. dopo aver reso grazie.. Ci sono e basta. un segno: fessura di mistero. senza pensare se sia molto o se sia poco. l'unico miracolo raccontato in tutti i vangeli.

di carezze e di sogni. benedizione. La domanda diventa supplica. Dio non chiede. Gli sposi hanno fame l'uno dell'altra e poi di un frutto in cui si incarni il loro amore. Poi la risposta si completa: ciò che il Padre dà è un pane che dà la vita al mondo. (Letture: 2 Re 4. Un verbo così semplice: dare. Giovanni 6. Efesini 4. mai!».) Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto. far fiorire. L'uomo è l'unica creatura che ha Dio nel sangue (Vannucci). fame di cielo. e poi a condividere: accoglienza. a quel punto: ci hai fatti per te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te (sant'Agostino). E la folla capisce e insieme a noi dice: Dacci sempre di questo pane. Nel Vangelo di domenica scorsa Gesù distribuiva il pane. mai! L'uomo nasce affamato. C'è una fame più grande. fame di felicità e di pace per noi e per gli altri. che racchiude il cuore di Dio.Impariamo ad accogliere e a benedire: gli uomini. Io sono il divino che fa fiorire l'umano! Io . comando: Dacci! Sempre! Gesù risponde con le parole decisive: sono io il pane della vita. chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete. ed è la sua fortuna. E quando hai raggiunto tutto questo e dovresti sentirti appagato. Allora gli dissero: «Signore. Dio dà. Due parole semplicissime eppure chiave di volta del Vangelo: Dio dà. Dio offre. che cosa porti? Grande domanda.1-15) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 02/08/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il pane del cielo donato dal Padre XVIII Domenica tempo ordinario Anno B (. condivisione saranno dentro di noi sorgenti di Vangelo. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». la vita. Dio. in verità io vi dico: non è Mose che vi ha dato il pane dal cielo. Annuncia la sua pretesa assoluta: io posso colmare tutta la vostra vita. chi crede in me non avrà sete. Il bambino ha fame di sua madre che lo nutre di latte.1-6. Fame di vita più grande. E di felicità.42-44. Dio non esige nulla. Uno dei vertici del Vangelo: ciò che dà pienezza alla vita del mondo è un pane dal cielo. senza un perché che non sia l'intimo bisogno di fecondare. quello vero. Dare. come sta scritto: "Diede loro da mangiare un pane dal cielo"». dacci sempre questo pane».. oggi si distribuisce come pane. Dio non pretende.. fruttificare la vita. Ma tu. la cui risposta è semplice e folgorante: come allora ha dato la manna. Dalle sue mani la vita fluisce illimitata e inarrestabile. oggi ancora Dio dà. senza condizioni. Gesù di Nazaret. e nel respiro. Uno dei nomi più belli di Dio: Dio è nella vita datore di vita. come un pane che si distrugge per dare vita: chi mangia di me non avrà fame. il pane. Eterna. Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita. dona tutto. La pienezza è un pezzo di Dio in noi. ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo. più intensa. la bellezza. Salmo 144. Il giovane ha fame di amare e di essere amato. Fame di amare e di essere amati. fame di Dio. Rispose loro Gesù: «In verità.

. e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. energia. il senso ultimo nel tempo e nell'eterno è vivere di Dio. Mi ha molto colpito un anziano sacerdote francese che porgendo il pane della comunione soleva dire: che possiamo diventare ciò che riceviamo. Io sono il pane vivo. senso. nel corpo. ma avere Dio dentro. 24-35) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 09/08/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Quel pane vivo disceso dal cielo XIX domenica Tempo ordinario Anno B (. nel tempo e nell'eterno. cui aggiungere sempre qualche nuova definizione dogmatica o etica. Mangiare è questione di vita o di morte. 2-4. Non perché qualcuno abbia visto il Padre. Chi crede in me. Partecipare al corpo e al sangue di Cristo non tende ad altro che a trasformarci in quello che riceviamo (Leone Magno). In verità. canto. una calda corrente d'amore da far entrare. Perché giunga a maturazione l'uomo celeste che è in noi. Gesù in me si trasforma in cuore. disceso dal cielo. viene a me. Io sono il pane della vita. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui. il corpo di Cristo. Il verbo di questo Vangelo è «mangiare». lo faccio scendere nell'intimo. (Letture: Esodo 16. si faranno pane buono. quotidiano. se non lo attira il Padre che mi ha mandato. un suo parrocchiano ebbe a dire: ci bastava guardarlo. affinché sboccino amore e libertà. Si dà e scompare. Il cristianesimo non è un corpo dottrinale. Dio in me: il mio cuore lo assorbe. Giovanni 6. Così semplice. pace. 20-24. umile come il pane. Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Per noi era pane. Dio nell'uomo.. ogni vita. Ne va della tua vita. tutta la vita. Nessuno può venire a me se il Padre non lo attira. Non si diventa cristiani se non per questa attrazione. vederlo passare. coraggio. Credere è come mangiare un pane. 17. pensieri. vita immensa in questa . Ed è il senso di tutta la storia: portare cielo nella terra. lo assaporo in bocca. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». nell'anima. 12-15. mi trasforma in lui. calore. Dio è così: una questione di fondo. e diventiamo una cosa sola.. Io sono cristiano per attrazione: mi attira un Dio buono come il pane. che mi trasforma nel cuore. Che indica cento cose. Nessuno può venire a me. solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. non certo per via di indottrinamento o di crociate. Salmo 77. Il segreto.sono un pane che contiene tutto ciò che serve a mantenere la vita: amore. bellezza. E anche i suoi figli faranno come lui. questo è il pane che discende dal cielo. sentimenti. in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Efesini 4. vitale. Ai funerali di don Primo Mazzolari. lui assorbe il mio cuore. ma una vita divina da assimilare. energia inesauribile che alimenta la vita. Non solo diventare più buono.) Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi.. lo assimilo e si dirama per tutto l'essere. libertà. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti. ma la prima è vivere. perché chi ne mangia non muoia.

È l'incalzante. 30 . egoismi. 2. di liquidazione che accumulo con il mio lavoro e di cui potrò godere alla fine dell'esistenza. Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».. Gesù disse loro: «In verità. al sentire. Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui». bellezza. disceso dal cielo.5. La «vita eterna» non è una specie di «trattamento di fine rapporto». Domandiamoci allora: noi di che cosa ci nutriamo? Di che cosa alimentiamo cuore e pensieri? Stiamo mangiando generosità. Se ci nutriamo di Vangelo. Sono convinto che lo diverrò: una cosa sola con lui. Io non sono ancora e mai il Cristo. al punto che l'umanità intera è la carne di Dio. Ha promesso e io lo credo. 41-51). non avete in voi la vita. insensatezze? Se accogliamo in noi pensieri degradati questi ci riducono come loro. ma lui ha promesso. respirare quell'aria pulita. martellante certezza da parte di Gesù di possedere qualcosa che capovolge la direzione della vita: non più avviata verso la morte. ma chiamata a fiorire in Dio. E ogni volta ribadisce il perché di questo mangiare: per vivere. Il corpo di Cristo non sta solo sull'altare. Mangiare la carne e il sangue di Cristo.vita piccola. ma io sono questa infinita possibilità (Turoldo). miopie. del suo Spirito è piena la terra. Molto più del perdono dei peccati è venuto a portare: è venuto a dare se stesso. 4-8. (. Ha la vita eterna. Non basterà questa vita forse. perché viviamo davvero. in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue. di bontà e di bellezza essi ci fanno uomini e donne della bellezza. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Infatti: quello che avete fatto a uno di questi l'avete fatto a me.. non si riduce però al rito della Messa. «Mangiare il pane di Dio» è nutrirsi di Cristo e di Vangelo. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/08/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Cibarsi di Cristo per avere la vita eterna XX domenica Tempo ordinario Anna B In quel tempo. Dio si è vestito d'umanità. non avrà. (Letture: 1 Re 19. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. La vita eterna è . Giovanni 6. intolleranze. se accogliamo pensieri di vangelo. continuamente. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.) Negli otto versetti di questo Vangelo Gesù per otto volte ripete: Chi mangia la mia carne vivrà in eterno. il Vangelo dà forma al nostro pensare. Salmo 33/34. all'amare. mangiare quel pane buono. profondità? O stiamo nutrendoci di superficialità. E diventiamo ciò che ci abita. Efesini 4.

molti dei discepoli di Gesù. non rassegnati. Che è il fine della vita.. Mangiare e bere Cristo significa essere in comunione con il suo segreto vitale: l'amore. che ha in sé la vita stessa di Gesù. Siamo cercatori di vita. Ma la vita eterna interessa? Domanda il salmo responsoriale: C'è qualcuno che desidera la vita? C'è qualcuno che vuole lunghi giorni felici. È molto bello questo dimorare insieme. la casa che si riempie del profumo di nardo e di amicizia. per una cristificazione: un pezzo di Dio in me perché io diventi un pezzo di Dio nel mondo. ma includono la sua vita tutta intera. profonda. bella e beata. 1-6. Efesini 5. giusta. i suoi abbracci. Fino al dono di sé. Cristo possiede il segreto della vita che non muore. che non sono tanto il materiale fisiologico che componeva il suo corpo. la carne non giova a nulla. la mia casa è la tua casa. le sue mani di carpentiere con il profumo del legno.) . dopo aver ascoltato. Gesù. «Chi mangia la mia carne dimora in me e io in lui». le sue lacrime. si consacrava a Dio con queste parole: voglio essere uno con Te! Una sola cosa con te. Voglio lunghi giorni e che siano felici. fino al sangue versato. non disertori: allora troveremo risposte. Giovanni 6.. E noi lo diciamo a Dio perché il nostro cuore è a casa solo accanto al suo. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. di tutto se stesso. Le troveremo nella vita di Gesù. Su. (Letture: Proverbi 9. se non gli è concesso dal Padre». il suo respiro divino. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me. (. Dio lo dice a noi. Sì.già cominciata: una vita diversa. sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo. per gustarla? (Salmo 33. Al momento della professione il monaco armeno antico. fino alla carne inchiodata. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». affamati di vita. 15-20. buona. dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». invece che con i tre classici voti. parola di vita eterna XXI domenica Tempo ordinario . nella sua carne e nel suo sangue. Salmo 33/34. disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? È lo Spirito che dà la vita. le sue passioni. le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Gli uomini quando amano dicono: vieni a vivere nella mia casa. e che di due diventiamo finalmente una cosa sola. «Uno con te»! E lascio che il mio cuore assorba te. lascio che tu assorba il mio cuore.Anno B In quel tempo.13). Li voglio per me e per i miei. E vuole trasmetterlo. Gesù Cristo entra in noi per produrre un cambiamento profondo. io voglio per me e per i miei una vita che sia vera e piena. 51-58) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 23/08/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La Parola di Dio. la sua vicenda umana. perché l'uomo si faccia come Dio. Il fine della storia: Dio si è fatto uomo per questo.

Vita allo spirito. Danno vita al cuore. apre carezze e incendi. che fanno viva per sempre la vita. Giovanni 6. diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo .Giovanni mette in scena il resoconto di una crisi drammatica. io trasmetto la vita di Dio. ma una visione ancora più rivoluzionaria. Tu solo. apre strade e nuvole e incontri. Dure le parole sulla montagna: ama i tuoi nemici. Non ho altro di meglio. Gesù vede profilarsi l'ombra del fallimento: molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Salmo 33. Ed ecco la svolta del racconto: forse volete andarvene anche voi? C'è un velo di tristezza in Gesù. si fa cibo per l'uomo.Anno B « (. mantengono vivo un pezzetto di Dio in me.) "Questo popolo mi onora con le labbra. Tu solo hai parole di vita. E mi viene in aiuto la stupenda risposta di Pietro: Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna. che si fa piccolo come un pezzo di pane. fino a diventare una cosa sola con lui. la mia carne dà la vita al mondo. degli obblighi. Ed esclude un mondo intero. Nessun altro c'è su cui poggiare la vita. Dio solo. voi osservate la tradizione degli uomini». un Dio che va a morire d'amore. Finita la religione delle pratiche esterne. Un inizio bellissimo. 18b. questa è la religione del corpo a corpo con Dio. una fede ancor più dura da comprendere e da accettare: io sono il pane di Dio. Parole di vita eterna. Efesini 5. ma il suo cuore è lontano da me. 21-31. Parole che danno vita anche al corpo perché in Lui siamo. Nessuno aveva mai detto io con questa pretesa. Ma ciò che Gesù propone adesso non è una nuova morale più o meno ardua. Danno vita alla mente perché la mente vive di libertà altrimenti patisce. il cielo non è vuoto e muto. allargano e purificano il cuore. (Letture: Giosué 24. questa autorità. E lo motivano chiaramente: questa parola è dura. spalanca la pietra del sepolcro.. e soprattutto un appello alla libertà di ciascuno: siete liberi. vive di verità altrimenti si ammala. versa il suo sangue. andare o restare. E poi nessuno aveva mai parlato di Dio così: un Dio che non versa sangue. la danno ad ogni parte di me. e la sua parola è efficace e tagliente. Tu solo. Ma c'è anche fierezza e sfida. a questa parte divina deposta in noi. 60-69) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 30/08/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Gesù Cristo è il cuore felice della vita XXII Domenica Tempo ordinario . 15-17. 1-2.. Tu solo hai parole: Dio parla. vince il gelo. insegnando dottrine che sono precetti di uomini". Trascurando il comandamento di Dio. consapevole della crisi in atto. una porzione di cielo. dei riti. che portano in dono l'eternità a tutto ciò che di più bello abbiamo nel cuore. Chiamata di nuovo la folla. ne sciolgono la durezza. Chi può ascoltarla? Dura era stata anche per il giovane ricco: vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri. andate o restate. Dopo il lungo discorso sul pane dal cielo e sulla sua carne come cibo. Invano mi rendono culto. ma scegliete seguendo quello che sentite dentro! Sono chiamato anch'io a scegliere di nuovo. viviamo e respiriamo: togli il tuo respiro e siamo subito polvere. se uno ti colpisce porgi l'altra guancia. Parole che danno vita.

ma avere «il cuore lontano» da Dio e dai poveri... la terra. che apre cammini. Sono le cose che escono dal cuore dell'uomo a renderlo impuro». e solo al cuore. i milioni di pellegrini. di mani lavate o no. i fiori. Il grande pericolo è vivere una religione di pratiche esteriori. Questo popolo mi onora con le labbra. di sporcarle o di illuminarle. omicidi. Ma il ritorno al cuore non basta. Rivendica la purezza di ogni realtà vivente.27.. calunnia. 1-2. l'incenso. ma il suo cuore è lontano da me. Veniva da villaggi e campagne dove il suo andare era come un bagno dentro il dolore. Scorri il Vangelo e passa l'ombra di una perenne freschezza. Gesù scardina ogni pregiudizio circa il puro e l'impuro. che rendono impura la vita. entrando in lui. inganno. di abluzioni di stoviglie. anche cose delle quali ci vergogniamo: dal cuore vengono le intenzioni cattive.. furti. Che aria di libertà con Gesù! Apri il Vangelo ed è come una boccata d'aria fresca dentro l'afa dei soliti discorsi. adulteri.. Dio non è presente dove è assente il cuore. 17-18. donne di Tiro e Sidone cercavano di toccargli almeno la frangia del mantello. avidità. emozionarsi per i grandi numeri. dissolutezza. escono i propositi di male: impurità. di evangelizzare le nostre zone di durezza e di egoismo. recitare formule con le labbra. che ci fa abbandonare il peccato passato e ci apre a un futuro buono. 21b-22. come è scritto «Dio vide e tutto era cosa buona».14-15. le disquisizioni vuote. E diceva: «Dal di dentro infatti. invidia. «Non c'è nulla fuori dall'uomo che entrando in lui possa renderlo impuro. E attribuisce al cuore.18. Ci guardiamo dentro e vi troviamo di tutto. prostituzioni. Dovunque arrivava. quei pregiudizi così duri a morire. Allora cadono le sovrastrutture. Non sono le pratiche esteriori che purificano. un elenco impressionante di dodici cose cattive. amare la liturgia per la musica. Giacomo 1. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». il corpo dell'uomo e della donna sono puri. la possibilità di rendere pure o impure le cose. tutto ciò che è cascame culturale. le esteriorità. Salmo 14. (Letture: Deuteronomio 4.. di formalismi vuoti! Ed ecco che Gesù inaugura la religione del cuore.che. Gesù si mostra durissimo contro il rischio di una religione esteriore. superbia.6-8. «tradizione di uomini». sguardo che trasforma. gli portavano i malati. malvagità. perché con Cristo sei tornato al cuore felice della vita. adultèri. cioè dal cuore degli uomini. è più facile lavare le mani che lavare le intenzioni. Marco 7. ogni specie di cibo. C'è bisogno di purificare la sorgente. omicidi. mendicanti ciechi lo chiamavano. su Maria Maddalena.. possa renderlo impuro. almeno che la sua ombra passasse come una carezza sulla loro umanità dolente. E ora gli chiedono di tradizioni. malvagità.21-23) © riproduzione riservata . guardandoci con lo sguardo di Gesù: il suo sguardo di perdono sulla donna adultera. Occorre lo sguardo di Gesù. stoltezza». su Pietro pentito. Il cielo. un vento creatore che ti rigenera. la linea dell'interiorità.

Simbolo eloquente: sa parlare solo chi sa ascoltare. chiuso. Il primo passo per guarire. si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. luogo santo di incontro con il Signore. sembra dire. più essi lo proclamavano e. Portarono a Gesù un sordomuto. e che invece non solo è pericolosa. Esci dalla tua solitudine. è molto di più. dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!». racconta così il percorso di guarigione per ogni credente. le rigidità. guardando quindi verso il cielo. È la prima azione. all'opera con il corpo dell'uomo. un cuore che ascolta!» E Dio risponde. Guardando quindi verso il cielo. le braccia all'amore. anche con le tue ferite. Apriti. Gli altri parlano. Gesto intimo.. Nella notte che precede l'incoronazione. icona di ognuno che venga alla fede. insieme al respiro e alla parola. Poi con la saliva toccò la sua lingua. ma le dita. è abbandonare le chiusure. Lo prese in disparte. per . ma mentre lo fanno innalzano barriere di incomprensione. Eppure privilegiato: non ha nessun merito per ciò che gli sta per accadere. ora conti solo tu. lontano dalla folla. Allora Gesù lo prese in disparte. gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua. lontano dalla folla. i blocchi. venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Prima gli orecchi. che non può comunicare. attraverso le quali passi il vento della vita. passando per Sidòne. né potenza. Gesù. è mortale. Primo servizio da rendere a Dio e all'uomo è l'ascolto. Un uomo imprigionato nel silenzio. felice: «Poiché non mi hai chiesto ricchezza. né lunga vita. una finestra al sole. non c'è parola vera. Senza. cioè: «Apriti!». come l'artista che modella delicatamente il volto che ha plasmato. Io e te soli. E seguono gesti molto corporei e delicati: Gesù pose le dita sugli orecchi del sordo. e Gesù che prende quel volto fra le sue mani. E subito gli si aprirono gli orecchi.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 06/09/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La bellezza di aprirsi a Dio e agli altri XXIII Domenica Tempo ordinario . Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. E subito gli si aprirono gli orecchi. Gesù. il giovane Salomone chiede a Dio: «Donami un cuore docile. ma ha degli amici. qualcosa che sta nella bocca dell'uomo. dove ti pare di essere al sicuro. come si apre uno scrigno prezioso. Ora sono totalmente per te. tutto questo avrai insieme al dono di un cuore che ascolta!» Dono da chiedere sempre. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Nella Bibbia leggiamo di una preghiera così bella da incantare il Signore. Il sordomuto. Come una carezza. Di questa sola è detto che il Signore rimane affascinato. gli disse: Effatà. Ma più egli lo proibiva.. mostra che i nostri corpi sono laboratorio del Regno. che possano diventare feritoie. Instancabilmente. uscito dalla regione di Tiro. Non il braccio o la mano. simboli dello Spirito. Apriti agli altri e a Dio. coinvolgente: ti do qualcosa di mio. una piccola comunità di gente che gli vuol bene e lo porta davanti a Gesù. cioè: Apriti! Come si apre una porta all'ospite. aprirsi: Effatà. Li immagino occhi negli occhi. pieni di stupore.Anno B In quel tempo. emise un sospiro e gli disse: «Effatà».

noi vogliamo imporci con la violenza. 4-7. Non un Messia sconfitto. Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo. non basta neppure il presente (sei il Messia). rimproverò Pietro e disse: «Va' dietro a me. invece Dio vince attraverso la debolezza. non è sufficiente un passato che ritorna (sei un profeta). rinneghi se stesso. risorgere. Giacomo 2. (Letture: Isaia 35. in principio Dio creò il punto di domanda e lo depose nel cuore dell'uomo. di conseguenza. Parole che entrano in conflitto frontale con tutto ciò che l'uomo si aspetta per il senso della propria esistenza e persino per il senso di Dio. anche l'immagine dell'uomo. dai capi dei sacerdoti e dagli scribi.il sordomuto che è in noi: donaci. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. prenda la sua croce e mi segua. non da spettatori passivi. disarmato amore. Perché è solo con il cuore che si ascolta. e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente. Perché chi vuole salvare la propria vita. Dio viene dal futuro più inatteso: cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto. come sorgente di sapienza. la salverà». Tutti cercano un Dio vincitore. Noi cerchiamo di vincere con la forza. Convocata la folla insieme ai suoi discepoli. Ma egli. Che è bacio a chi lo tradisce. Satana! Perché tu non pensi secondo Dio. Era un maestro dell'esistenza. la perderà. La gente dice che sei Elia o il Battista. e ciò che sta per accadere capovolgerà radicalmente l'immagine di Dio e. che sciolga i nodi. altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». con esse stimolava la mente delle persone per spingerle a camminare dentro di sé per trasformare attivamente la loro vita. dopo tre giorni. fosse pure "il più grande tra i nati da donna". Eppure non basta ancora. Ed egli domandava loro: «Ma voi. Soffrire molto. ma secondo gli uomini». Gesù insegnava con le domande. chi dice che io sia?». chi dite che io sia?». lui non è un uomo del passato. e nasceranno parole profumate di vita e di cielo. 1-5. E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. venire ucciso e poi risorgere. chi sono io? Pietro risponde. che trovi la soluzione. Uno che è posto in alto. Gesù è una fede in cammino. ed essere rifiutato dagli anziani. e voleva i suoi pensatori e poeti della vita. Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista. Volete sapere davvero qualcosa di me e al tempo stesso di voi? Vi do un appuntamento: un uomo in croce. E cambia la domanda. ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo. anzi con un crocifisso amore. La gente. Marco 31-37 ) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 13/09/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio si propone con un disarmato amore XXIV Domenica Tempo ordinario Anno B In quel tempo. venire ucciso e. che ci risolva i problemi. non uno che si faccia uccidere. la fa esplicita e diretta: Ma per te. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto. disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me. Dio si propone con l'amore. Ma a Gesù non basta. voltatosi e guardando i suoi discepoli. chi dice che io sia? Il Signore ci educa alla fede attraverso domande. Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». Salmo 145. Signore un cuore che ascolta. che non spezza . primo dei credenti: Tu sei il Cristo.

dall'immagine ideale dell'Onnipotente. per un atteggiamento che tra uomini. non accoglie me. 5-9a: Salmo 114. le ho dato molte risposte. bambino.. tra amici. quando ci prende dentro. Poi spiega questa parola inedita con un gesto inedito: Prese un bambino. dove il solo fatto di esistere è già un'estasi» (Emily Dickinson).] giunsero a Cafàrnao. «E col tuo fiato m'apri spazi al volo» (G. Che cinge un asciugamano e si china a lavare i piedi ai suoi. preso un bambino. Dato a «un bambino. Io l'ho molto amata. servitore. Quando fu in casa. E invece ecco emergere in piena luce il suo metodo creativo. spezza se stesso. non accusa. E. Davvero. Oggi. sotto la luce di quel limpidissimo e stravolgente assunto: chi vuol essere il primo sia l'ultimo e il servo di tutti.Anno B In quel tempo. come un abbraccio. e chi accoglie me. ti confesso felice che Tu sei per me quello che la primavera è per i fiori. Come Pietro ogni discepolo è chiamato personalmente ad amare questa domanda. Dio è un bacio. così lontani dal nostro sentire spontaneo. un grande dello spirito. Gesù e i suoi discepoli [. Signore. ma colui che mi ha mandato». Ed essi tacevano. ci cattura tutti dentro il suo risorgere e ci trascina in alto con sé. sarebbe imperdonabile. come dice Paolo. È insieme con i suoi migliori amici. lui ha capito che i dodici non sono uomini dal cuore vuoto o banale. Dio è così. chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo. E poi un terzo appuntamento a Pasqua.nessuno. Oggi il Vangelo offre tre nomi sorprendenti di Gesù: ultimo. Sedutosi. Immagino la stretta al cuore di Gesù. non li ripudia né li rimanda a casa per questo. e noi con loro. disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome. accoglie me. Prima di tutto mette i discepoli. lo pose in mezzo a loro e. non rimprovera i suoi. giovedì. sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti». come acqua sorgiva. Chi sono io per te? Attorno a questa domanda si gioca la fede di ciascuno. lo pose in mezzo. hanno solo tanta paura di quella prospettiva di morte. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. amava ripetere don Benedetto Calati. geniale di gestire le relazioni: non giudica. l'appuntamento sarà un altro: uno che è posto in basso. quello che il vento è per l'aquilone. Gesù lungo la strada sta parlando di un argomento di estrema importanza.. (Letture: Isaia 50. il cristianesimo è scandalo e follia. 27-35) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 20/09/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar I servitori salveranno il mondo XXV Domenica del Tempo Ordinario . di qualcosa di vitale: sta raccontando ai dodici che tra poco sarà ucciso. Marco 8. Giacomo 2. . 14-18. Chi è il Dio? Il mio lavapiedi. tanta paura da rimuoverla perfino dai discorsi. li accompagna con forza e tenerezza dentro il suo sogno. In ginocchio davanti a me. Gesù allora inventa una strategia per educarli ancora: per vincere la paura. Prima ancora. abbracciandolo. È solo accoglienza e tenerezza. presi dalle loro piccole storie. sempre incompiute. Tutto il Vangelo racchiuso in un abbraccio. Le sue mani sui miei piedi. chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». e loro invece di condividere il suo dramma parlano di carriere e di posti: chi è più grande tra noi? Sembrano totalmente disinteressati a lui e alla sua storia. lo abbracciò e disse: chi accoglie uno di questi bambini accoglie me. Centore).

e sono capaci di fare miracoli per liberare un uomo dall'ingiustizia. perché il regno di Gesù è più grande della chiesa.30-37) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 27/09/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar I cristiani. senza neppure saperlo. i poveri. non sarà mai il faraone a mandare liberi i suoi schiavi. si identifica con i piccoli: chi accoglie uno di questi bambini accoglie me.. Marco 9.. i deboli. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo. La salute. Quando tu. l'indemoniato può aspettare. sono amici della vita. ai nostri piccoli. è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare (. capirai ti abbracciare Dio.Poi Gesù fa un passo ancora oltre. in coloro che sono in fondo alla fila. Allora il sogno di Gesù dalla periferia del mondo arriverà a conquistare il centro della città dell'uomo. abbracciando loro. quell'uomo non era dei nostri. Agli apostoli non importa che un uomo sia liberato dalla nera presenza del demonio. negli ultimi. Il mondo sarà salvo quando il servizio sarà il nome nuovo della civiltà (chi vuol essere il primo si faccia il servo di tutti) e nessuno sarà escluso. (Letture: Sapienza 2. abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo. o solo per far nascere un sorriso sul volto di qualcuno che piange. della chiesa e della società. lui sa bene che il mondo non sarà salvato dagli editti dei re o dalle decisioni dei potenti. del movimento: l'istituzione è posta prima della persona. A loro interessa prima di tutto la difesa del gruppo. Potessimo dire. amici dell'uomo e della vita XXVI DOMENICA Tempo ordinario-Anno B In quel tempo. Quando al centro di ogni progetto. della famiglia e della comunità. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me. Quanti lo seguono. in verità io vi dico. Non ripetiamo l'errore dei discepoli che alzano steccati: gli uomini sono tutti dei nostri e noi siamo di tutti. chi è amico della vita è dei nostri. come Gesù.17-20.)». perché non ci seguiva». a quelli che ci sono affidati: ti metto al centro della mia vita e ti abbraccio. Semini amore. O quella del Siracide. non perderà la sua ricompensa.16-4.3. Giovanni disse a Gesù: «Maestro. la vita possono attendere. Invece Gesù ad affermare: chiunque aiuta il mondo a fiorire. e la chiesa finirà mentre il regno dei cieli è eterno. L'uomo malato viene dopo. Secondo la bella definizione di Origene: i cristiani sono amici del genere umano. Giacomo 3. . Lui è nei piccoli. perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Maestro. Si può essere di Cristo senza appartenere al gruppo dei dodici. la felicità.12. perché seguono l'amore. saranno posti i piccoli. aiuti a guarire l'oceano di male che c'è nel mondo? Allora sei di Cristo. Salmo 53. Ma Gesù disse: «Non glielo impedite. Trasferito nel nostro mondo: si può essere uomini di Cristo senza essere uomini della chiesa.

Tante volte ci sentiamo frustrati. Un sorso d'acqua per essere di Cristo. il peggio non prevarrà. se il tuo occhio ti scandalizzano. commette adulterio verso di lei. lo permetteva. Ma Gesù. fidati. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra. è nel tuo cuore. un mondo dove fioriscono occhi più luminosi del giorno. più vitale di ogni norma. i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. (Letture: Numeri 11. ne sposa un altro. impotenti. Come si converte la mano? Offrendo un bicchiere d'acqua. tagliali. adottato per dire la serietà con cui si deve pensare al senso della vita. tutti amici del genere umano. incisivo. Perché la sofferenza per una vita sbagliata. e per questo tutti amici di Dio. afferma che non tutta la legge ha autorità divina. Gesù prende le distanze dalla legge. la relativizza. è nella tua mano. Gesù ripete un aggettivo: Il tuo occhio. È consolante. talvolta essa è solo il riflesso di un cuore duro e non della volontà di Dio. ripudiato il marito. domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. commette adulterio».47-48). alcuni farisei si avvicinarono e. uomo senza frontiere. È un linguaggio figurato. i cui piedi percorrono i sentieri degli amici. se il tuo piede. Cerca il tuo mistero d'ombra e cambialo. avallata dalla Parola di Dio. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». gioca al rialzo. Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».38-43. la corruzione troppo forte. il male è troppo diffuso. Marco 9. C'è dell'altro. alle situazioni esterne. . il tuo piede. ma una sola carne. ci ripropone il sogno di un mondo di uomini le cui mani sanno solo donare. per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. convertilo. alla società alla tua infanzia. Così non sono più due. più importante.25-29. porta la questione su di un piano più alto: per la durezza del vostro cuore Mosè scrisse per voi questa norma. Ma dall'inizio della creazione Dio li fece maschio e femmina. Chiaro che sì.1-6. Giacomo 5.45. Non dare sempre la colpa del male agli altri. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 04/10/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il peccato? Trasgredire il sogno di Dio XXVII Domenica del Tempo Ordinario Anno B In quel tempo. la tua mano. Il male si è annidato dentro di te: è nel tuo occhio. dove tutti sono dei nostri.Il Vangelo termina con parole dure: Se la tua mano. e se lei. Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Gesù passa oltre lecito e illecito. Alcuni farisei si avvicinano a Gesù per metterlo alla prova. Salmo 18. A casa. Quella che chiedono a Gesù è una cosa ovvia e risaputa. tutta la tradizione religiosa. per metterlo alla prova. Chiunque vi darà un bicchiere d'acqua non perderà la sua ricompensa. come al suo solito. La soluzione è una mano convertita. Gesù. «se è lecito a un marito ripudiare la moglie». per una vita fallita è senza paragoni con ogni altra sofferenza. La soluzione non è in una mano tagliata. Gesù dice: tu porta il tuo bicchiere d'acqua. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gesù semplifica la vita. la fa semplice.

le ha ripudiate. e se lei. la peggior nemica del sogno di Dio sulle sue creature. Chi vive con durezza di cuore. ma ispirarla.. tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». che non riceva già ora. non commettere adulterio. lavori su di sé per non cadere nella durezza di cuore. iniziale di Dio: in principio. con cuore fariseo. non fu così. non sono un atto formale o giuridico. rinnovarla. non testimoniare il falso. Il Nemico invece ha come nome «il Separatore». si impegni a cercare ciò che unisce e non ciò che divide. colui che divide. Fa incontrare le vite. le unisce. ripudiato il marito. Anno B In quel tempo. A lui non interessa regolamentare la vita. Chi non alimenta un amore dolce e umile. e avrai un tesoro in cielo. non frodare. intelligenza e fedeltà. lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va'. cioè agisca come Dio. Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono. (. cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi. vendi quello che hai e dallo ai poveri. mentre Gesù andava per la strada. Gesù getta le basi per la libertà del cristiano: norma di comportamento non è mai una legge esterna all'uomo. la «sclerocardìa». collante del mondo. Dal principio Dio congiunge le vite! Questo è il suo nome: «Dio-congiunge». (Letture: Genesi 2. Sta tradendo il respiro degli inizi. commette adulterio. L'uomo non separi quello che Dio ha congiunto». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui. prima della durezza del cuore. non rubare. sta ripudiando il sogno di Dio. commette adulterio». gli domandò: «Maestro buono. Chi non si impegna a fondo per le sue relazioni. a condividere il sogno sorgivo. Marco 10. «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra.. Il vero peccato non è trasgredire una norma. Il ripudio e l'adulterio. onora tuo padre e tua madre"». che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Tu conosci i comandamenti: "Non uccidere. e vieni! Seguimi!». Egli allora gli disse: «Maestro.18-24. se non Dio solo. moltiplicazione di vita XXVIII Domenica. Ci prende per mano e ci accompagna a respirare l'aria degli inizi.) Pietro allora prese a dirgli: «Ecco. hai già commesso adulterio nel cuore. si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. . il sogno di Dio.. L'uomo non divida. gettandosi in ginocchio davanti a lui. è già un separato e un adultero. un tale gli corse incontro e. ma solo l'amore che dentro riaccende il volto. ne sposa un altro.oltre le strettoie di una vita immaginata come esecuzione di ordini. sta ripudiando l'amore. Salmo 127. Ebrei 2. accenderla.2-16) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 11/10/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Seguire Cristo. ma trasgredire un sogno. cemento della casa. chi non dà loro tempo e cuore. il sogno di Dio. Egli è profezia di comunione. cominciano nel cuore. il sorriso. in questo tempo. lo sappiamo da tutto il Vangelo.. e la vita eterna nel tempo che verrà». Tempo Ordinario.9-11. Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo. a inventare gesti e parole che abbiano la gioiosa forza di congiungere le vite e di mantenere vivo l'amore. «L'uomo lascerà il padre e la madre. noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». insieme a persecuzioni.

perché hanno scoperto il loro più autentico essere non in ciò che possiedono. Quello che Gesù propone più ancora che la povertà è la condivisione. Seguire Cristo non è un discorso di sacrifici. pesano le relazioni. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 18/10/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Creati per essere serviti da Dio XXIX Domenica del Tempo Ordinario . o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?» [. il dare e il ricevere amore. sguardo come d'innamorato. Ebrei 4. ma come rapporto con gli altri.. Seguire il Vangelo non è rinuncia. Infatti notiamo che non ha un nome. E in più fa un'esperienza da brivido. Ciò che il Maestro d'umanità sogna non è tanto un uomo spoglio di tutto. Si getta ai piedi di Gesù. con fiducia. fin da ragazzo ha sempre osservato la legge: è davvero una bella persona. nella tua gloria. Quel giovane corre un grande rischio. Capovolgere la vita: prima le persone e dopo le cose. Allora capiamo che il «Regno di Dio verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme» (Giovanni Vannucci). ecco noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. ma incarnare un'altra logica del vivere.]. Corre: un gesto vivo che esprime entusiasmo e desiderio. (Letture: Sapienza 7. cosa avremo in cambio? Avrai cento fratelli e sorelle e madri e figli. 17-30). come si è riempita di volti la casa di Zaccheo. Gli risposero: «Concedici di sedere. uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Che ogni discepolo vero può pregare così: «con gli occhi nel sole / a ogni alba io so / che rinunciare per te / è uguale a fiorire» (Marina Marcolini). fino ad oggi. vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». sente su di sé lo sguardo di Gesù. Vuol sapere se è vita o no la sua. è la libertà. Nel Vangelo altri ricchi si sono incontrati con Gesù. interroga Gesù per sapere la verità su se stesso. Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». e tu con me. tutto ciò che sei deve diventare strumento di comunione. 12-13. Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. chi è davvero. 7-11. quando sorprende il giovane con la sua proposta: il tuo denaro dallo ai poveri! Tutto ciò che hai.Un tale corre incontro al Signore.. lo «spread». Le bilance della felicità infatti che cosa pesano sui loro piatti? L'oro. Con i poveri. è «un tale» di cui non sappiamo nulla se non che è molto ricco. contro la povertà. La vita si riempie di volti e di legami buoni. E non è in grado di sopportarla. Potete bere il calice che io bevo. è semplicemente il giovane ricco. vuole estendere a livello di massa le relazioni buone della famiglia. per cieli nuovi e terra nuova. quanto un uomo libero e in comunione. il ricco che ha detto: ecco metà dei miei beni li dò ai poveri. Lo vediamo dal seguito del racconto. Il tuo denaro ai poveri. il suo nome e cognome. Salmo 89. Il denaro è diventato la sua carta d'identità.Anno B In quel tempo. con slancio. dicendogli: «Maestro. l'indice della Borsa? No. Marco 10. Più che la rinuncia. Gesù ha un progetto di umanità. Pietro allora prese a dirgli: Signore. parla e pone domande grandi. si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni. i figli di Zebedèo. Per tutti. È questo che intende Gesù. ma di moltiplicazione di vita: lasciare tutto ma per avere tutto. per un cuore moltiplicato. . riferisce Marco: Gesù fissò lo sguardo su di lui e lo amò. e hanno tutti un nome.

Tra voi però non è così! Credono di dirigere il mondo con la forza. il Re dei re. Sia il servitore di tutti.. (Letture: Is 53. fieri. E gli altri dieci compagni immediatamente si ribellano. prendendosi cura della felicità dell'altro. il nome di Dio: «Non sono venuto per farmi servire. lui e suo fratello. Ma io tremo. Servizio: il nome esigente dell'amore. non ha troni.) il figlio di Timèo. in funzione di te. Sal 32. ma è Dio che esiste per te. Chi vuole diventare grande: Gesù non condanna questo desiderio. regali. e i tuoi piedi sono fra le sue mani.. il servo no. quali dighe abbattete con questa fame di primeggiare. il discepolo preferito. si inchina davanti a te. I grandi della terra dominano e opprimono gli altri. Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». ti chiama!» (. la differenza cristiana. voi non sarete così! Gesù prende le radici del potere e le capovolge al sole e all'aria. Non sei tu che esisti per Dio. nobili.. chiede di occupare il primo posto. Chiamarono il cieco. ma che diventino grandi. Mc 10. mentre Gesù partiva da Gèrico (. liberi. dicendogli: «Coraggio! Àlzati. come prodigio di coraggio. E il cieco gli . è il servo di tutti. ma come grandezza d'animo. il Signore dei signori. Bartimèo.3a.Giovanni. è inginocchiato lui ai piedi delle sue creature. qui e per sempre. ma davanti all'ultimo? Pensiamo attentamente a che cosa significhi avere un Dio nostro servitore. Gesù capovolge l'immagine tradizionale di Dio. talvolta meschini figli che noi siamo. il nome nuovo della civiltà. Parole che danno una vertigine: Dio mio servitore! Vanno a pezzi le vecchie idee su Dio e sull'uomo: Dio non è il Padrone dell'universo. probabilmente perché avrebbero voluto chiederlo loro! Ed è come se finora Gesù avesse parlato a vuoto: «Non sapete quello che chiedete». anzi lui stesso promette una grandezza..) Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». non spezza la canna incrinata ma la fascia come fosse un cuore ferito. sostiene. chi sarà nostro padrone? Il credente non ha nessun padrone. Anzi. unanimi nella gelosia. se penso alla brocca e all'asciugamano. per lasciarsi stupire da te. Eppure ve la immaginate un'umanità dove ognuno corre ai piedi dell'altro? E si inchina non davanti ai potenti del mondo. il mistico. Non tiene il mondo ai suoi piedi. quale mondo sbagliato generate con questa volontà di potenza! E spalanca l'alternativa cristiana. Cristo ci libera dalla paura delle paure: quella di Dio. ma per essere servo». cinge un asciugamano. per conoscerti. Gesù. le dà una bellezza che stordisce: siamo stati creati per essere amati e serviti da Dio.. Il padrone giudica e punisce.2a. Sentendo che era Gesù Nazareno. eppure è servo di ogni uomo.14-16.). il servo no. Il padrone fa paura. per amarti. da questi imprevedibili. splendidi.. il più spirituale. Se Dio è nostro servitore. non vuole con sé uomini umiliati o schiavi. liberi.10-11. La più sorprendente di tutte le definizioni di Gesù.35-45) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 25/10/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il tempo della divina compassione XXX Tempo Ordinario Anno-B In quel tempo.. sedeva lungo la strada a mendicare. per servirti. che era cieco. ho paura. cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide. abbi pietà di me!» (.. Eb 4. E non come riserva di viltà.

una dinamica nuova in tutto ciò che fai. come tutti. Bartimeo comincia a gridare: Gesù abbi pietà di me! Perché il peggio che ci possa capitare è di innamorarci della nostra cecità. un di più illogico e bello. ed ecco che tutto sembra mettersi di nuovo in moto. che rimane l'unica forza capace di far compiere miracoli ancora oggi. che cosa chiederei al Signore? Una domanda che è come una sfida. non si alza in piedi. grida. E subito. Noi saremo come Cristo non se faremo miracoli. negli eventi della storia. insegna la compassione. nella coscienza. senza vedere. prima che come cieco. la fede produce una vita buona. il suono vero delle sue parole. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/11/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Amare Dio per amare l'umanità In quel tempo. ma se sapremo far sorgere nel mondo il tempo della divina compassione. si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Un mendicante cieco: l'ultimo della fila. tutto sembra eccessivo. seduto lungo la strada come chi si è fermato e si è arreso. uno che ha fatto naufragio. «Balza in piedi» e lascia ogni sostegno. perché i poveri disturbano. Ebrei 5. "lo getta". esagerato: il cieco non parla. Marco 10. E Gesù gli disse: «Va'. Guarisce come uomo. uno che gli voglia bene! Guarisce nella voce che lo accarezza. orientandosi solo sulla parola di Cristo. ogni cristiano si orienta nella vita senza vedere. sempre: ci fanno un po' paura. ma sul suo dolore: «Coraggio. Gesù insegna instancabilmente qualcosa che viene prima di ogni miracolo. Salmo 125. La fede è questo: un eccesso. (Geremia 31. Come lui. La folla fa muro e lo sgrida. Il cieco comincia a guarire già nell'accoglienza e nella compassione di Gesù. con un brivido. secondo le parole di Gesù: «Sono venuto perché abbiate la vita. sono là dove noi non vorremmo mai essere. ciò che temiamo di più.1-6. alzati. 46-52). nel gemito e nel giubilo del creato. che io veda di nuovo!». non si toglie il mantello. E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. Se un giorno io sentissi. per precipitarsi. una prova per vedere che cosa portiamo nel cuore. che per prima cosa qualcuno lo ascolti: ascolti le sue ferite. Ha bisogno. ti chiama». Ma è proprio sulla povertà dell'uomo ciò su cui si posa sempre il primo sguardo di Gesù. Credere fa bene. Che bella questa espressione amorevole di Gesù: «Cosa vuoi che io ti faccia?». il rapporto con Cristo è l'avvio della guarigione di tutta l'esistenza. l'ultimo comincia a riscoprirsi uno come gli altri perché chiamato con amore. quella piena». la sua speranza. uno che non permette all'uomo di arrendersi.7-9. la tua fede ti ha salvato». solo sull'eco della parola di Dio ascoltata con fiducia là dove risuona: nel vangelo. di riempire di speranza il dolore del mondo. non sulla moralità di una persona. la sua fame. E improvvisamente passa Gesù. "ma balza in piedi".rispose: «Rabbunì. sono il lato doloroso della vita. La fede è qualcosa che moltiplica la vita. . verso quella voce che lo chiama. che ancora vibra nell'aria. queste stesse parole rivolte a me.

amo ciò che lui è: vita. Voglimi bene. Amami!» Invocazione. un angolo di armonia. va verso gli altri. perché l'amore genera vita sul mondo. Ebrei 7. L'averli separati è l'origine dei nostri mali. Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore.23-28. e farai risplendere l'immagine di Lui che è dentro di te. Non c'è altro comandamento più grande di questi». ma semplicemente. La novità sta nel fatto che le due parole fanno insieme una sola parola. cioè creatore di vita. Marco 12. l'altro è come se dimorasse dentro di lui» (A. anima. un'intuizione illuminante. Amerò ogni briciola di cosa bella che scoprirò vicino a me. e vuoi che fioriscano talenti e germogli di luce.Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta.2-6. e bada di metterli in pratica. coprirlo di un bene che si espande oltre lui. Dio prega di essere amato. Se amo Dio. Non c'è altra risposta al desiderio profondo di felicità dell'uomo. Fa tenerezza un Dio che chiede: «Ascoltami. un abbraccio rassicurante. Casati). Come per te ami libertà e giustizia così le amerai anche per tuo fratello. Perché chi ama così ritrova l'unità di se stesso. perché io ti amo. per favore. Non obbedire a regole né celebrare riti.Ma amare che cosa? Amare l'Amore stesso.. perdono. nessun'altra risposta al male del mondo che questa soltanto: amare.]". perché tu sia felice" (Dt 6... compassione.. Gesù sa che fare questo è già la guarigione dell'uomo. Amerai Dio con tutto il tuo cuore. sua radice è un'invocazione accorata. inonda il mondo. ascolta popolo mio. meravigliosamente: amare. forza. Se Lo amerai. la sua pienezza felice: «Questi sono i comandi del Signore vostro Dio. Ascolta. Gesù non aggiunge nulla di nuovo rispetto alla legge antica: il primo e il secondo comandamento sono già nel Libro. Salmo 17. Cuore del comandamento. questo vorrai anche per il tuo prossimo. La risposta di Gesù inizia con la formula: shemà Israel. Amerò ciò che Lui più ama: l'uomo. mente. Che cosa c'è al centro della fede? Ciò che più di ogni cosa dona felicità all'uomo: amare. (Letture: Deuteronomio 6. o Israele. l'unico comandamento. cuore. tutto il giorno: sta sul lettuccio della partoriente e genera» (M. Amare «è tenere con tenerezza e passione Dio e l'uomo dentro di sé: se uno ama. Amerai il prossimo tuo come te stesso. insieme a Dio e al prossimo. perché «Dio non fa altro che questo. amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima [. Come per te desideri amicizia e dignità. Ama questa polifonia della vita. Quasi un terzo comandamento: ama anche te stesso. un atto di coraggio.28b-34) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 08/11/2012 . Eppure il suo è un comando nuovo. sono le orme di Dio.. Perché l'amore trasforma. Amerai.1-3). desiderio di Dio. Amare è desiderio di fare felice qualcuno. Ma amare come? Mettendosi in gioco interamente. Eckhart).. Ama il tuo prossimo come te stesso. ognuno diventa ciò che ama. di cui è orgoglioso. bellezza. non una ingiunzione. Amare è avere un fuoco nel cuore. sarai simile a Lui. Il aecondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso".

disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova. che amano passeggiare in lunghe vesti. da molti inseguita con accanimento. Tanti ricchi ne gettavano molte. Notiamo il particolare: osservava «come». Gesù se n'è accorto. Seduto davanti al tesoro del tempio Gesù osservava come la folla vi gettava monete. regalano vita quotidianamente. nella sua miseria. Essi riceveranno una condanna più severa».stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Non conta quanto ma il modo. anche quando pensi di non possedere nulla. Come la vedova povera. di giornate a volte cariche di immensa fatica. di attenzione. osservava come la folla vi gettava monete. fatta solo di fedeltà. vi gettò due monetine. Il Vangelo vi contrappone la seconda scena. Ora affida al gesto nascosto di una donna. Quanto più Vangelo ci sarebbe se ogni discepolo. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. tutto ciò che aveva per vivere»: la totalità del dono. amano i primi posti. il cuore con cui si dona XXXII Domenica Tempo ordinario Anno B In quel tempo. se l'intera Chiesa di Cristo si riconoscesse non da primi posti. il compito di trasmettere il suo messaggio. Conta quanto peso di vita. avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. quanto cuore. [Seduto di fronte al tesoro. tutto quanto aveva per vivere». ricevere saluti nelle piazze. essere riveriti per strada. Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi. che fanno un soldo. Due spiccioli.. gesti di cura. Loro sono quelli che danno di più. lei ha gettato tutto quello che aveva. venuta una vedova povera. ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. di generosità. I primi posti di Dio appartengono a quelli che. che vorrebbe solo scomparire dietro una delle colonne del tempio. quelli che sorreggono il mondo sono gli uomini e le donne di cui i giornali non si occuperanno mai. quanto di lacrime e di speranze è dentro quei due spiccioli. mai insignificante un gesto di bontà cavato fuori dalla nostra povertà. ma dalla generosità senza misura e senza . durante tutta la sua predicazione. prestigio e fama. La santità: piccoli gesti pieni di cuore. in ognuna delle nostre case. con mille gesti non visti da nessuno. Ma. La prima scena è affollata di personaggi che hanno lo spettacolo nel sangue: passeggiano in lunghe vesti. unico. di onestà. di accudimento. così povera. Non è mai irrisorio. vi gettò due monetine. un niente ma pieno di cuore.Questa riduzione della vita a spettacolo la conosciamo anche noi. Questa capacità di dare. vi ha gettato tutto quello che aveva. non «quanto» la gente offriva. ha in sé qualcosa di divino. chiama a sé i discepoli e offre la sua lettura spiazzante e liberante: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. chiamati a sé i suoi discepoli. I ricchi gettavano molte monete. è una realtà patita da tanti con disagio. tutta la sua vita. Gesù non bada alla quantità di denaro. Allora. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. danno ciò che fa vivere. ha sempre mostrato una predilezione particolare per le donne sole.] Gesù. Lei invece. Tutto ciò che riusciamo a fare con tutto il cuore ci avvicina all'assoluto di Dio.. Anche Lui darà tutto. Ma. venuta una vedova povera. rivolti ai genitori o ai figli o a chi busserà domani. quelli dalla vita nascosta. Il motivo vero e ultimo per cui Gesù esalta il gesto della donna è nelle parole «Tutti hanno gettato parte del superfluo.

. La prima verità è che il mondo è fragile: in quei giorni. I nostri familiari sono il linguaggio di Dio. mare inquieto. Come una nave che non è in ansia per la rotta. Dio è dentro la nostra ricerca di legami.. cerca legami e amore. ma il significato del mondo. è alle porte [. perché ha su di sè il suo Vento di vita. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 15/11/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il tesoro di bontà del nostro tempo XXXIII Domenica Tempo Ordinario-Anno B In quel tempo. Gesù disse ai suoi discepoli: «In quei giorni. viene attraverso le persone che amiamo. il Vangelo tornerebbe a trasmettere il suo senso di gioia.] Quando vedrete accadere queste cose. ma anche le istituzioni. Io sono tanto fragile da aver sempre bisogno degli altri. dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo. la luna. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti. 10-16. Per la sua fragilità l'uomo cerca appoggi. dalla audacia nel dare. Allora. la sua quotidiana catechesi. ma ci sono anche sentori di nuove primavere. come il passaggio dall'inverno alla primavera. A noi spetta assecondare la sua creazione. le stelle cadranno dal cielo. Ben vengano certe scosse di primavera a smantellare ciò che merita di essere cancellato. facendo leva su due punti di forza. il sole si oscurerà. (Letture: 1 Re 17. Allora dentro la fragilità drammatica della storia possiamo intuire come le doglie di un parto.calcolo. la luna non darà più la sua luce. Ed è appoggiando una fragilità sull'altra che sosteniamo il mondo. la famiglia e la nostra stessa vita sono molto fragili. sapete che l'estate è vicina. il sole si oscurerà. vecchie cose vanno in frantumi: costumi. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Il secondo punto di forza è la nostra stessa fragilità. come un uscire dalla notte alla luce. Ma la seconda verità è che ogni giorno c'è un mondo che muore. sappiate che egli è vicino. ma ogni giorno c'è un mondo che nasce. l'economia. anche se non ne vediamo le orme» (Salmo 77.]. la luna non darà più la sua luce. che non profetizza la fine del mondo. il tocco della sua presenza. dopo quella tribolazione. La speranza ha l'immagine della prima fogliolina di fico: Dalla pianta di fico imparate: quando spuntano le foglie. Cadono molti punti di riferimento. Marco 12. . Un Vangelo sulla crisi e contemporaneamente sulla speranza. Il primo: quando vedrete accadere queste cose sappiate che Egli è vicino. «Ogni carne è intrisa d'anima e umida di Dio» (Bastaire).. il suo respiro di liberazione. Ma dopo si tratta di ricostruire. Salmo 145.20)... il Signore è alle porte.. linguaggi. Quanto morir perché la vita nasca (Clemente Rebora). Non solo il sole. 24-28. La nostra forza è che «Dio non ha chiuso il suo cuore e la sua strada passa ancora sul nostro mare d'Esodo. sacramento della sua grazia. la società. le stelle. Ebrei 9. comportamenti. in questa felice follia.». 38-44). le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. [. mare profondo.

Gesù. più libero e santo. si combattono. Salmo 15. oppure altri ti hanno parlato di me?». Sono come stelle.)». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Invece Gesù non ha mai assoldato mercenari. dipende solo da ciò in cui crede. I servi dei re combattono per i loro signori. I regni della terra. dove il potere. ma perché propone la trasformazione di «questo mondo».Il profeta Daniele allarga la visione: «Uomini giusti e santi salgono nella casa delle luci. altrimenti la ragione sarà sempre del più forte. Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Chi la verità ha reso libero. Gesù rispose: «Dici questo da te. Un potere si fonda sulla verità delle armi e della forza. è dipendente dalle sue paure.. tra voi non sia così. in ciascuna delle nostre case. si nutre di violenza. Nel suo regno no! Anzi è il re che si fa servitore dei suoi: non sono venuto per essere servito. del più violento. . uno di fronte all'altro.18. Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. se il mio regno fosse di questo mondo. Il confronto di due poteri opposti: Pilato. libero e disarmato. lontano da me. Due uomini. dove risplenderanno come stelle». l'altro sulla forza della verità. i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei. ma per servire. Marco 13. per non sprecare i giusti del nostro mondo. vicino a me. non ha mai arruolato eserciti. Gesù dice: non passa di qui il mio regno. dove si abusa. sono molti. Ebrei 10. ma il mio regno non è di quaggiù».11-14. Guardiamo a loro. ma non del mondo. quel tesoro che germina anche. se non da prigioniero. Gesù rilancia la differenza cristiana consegnata ai discepoli: voi siete nel mondo. come fogliolina di primavera. da mille luoghi salgono nella casa della luce: sono coloro che inducono me e tutto il mondo a essere più giusto. (Letture: Daniele 12. non è mai entrato nei palazzi dei potenti. per non dissipare il tesoro di bontà del nostro tempo. Dunque tu sei re? Il mio regno però non è di questo mondo. chi è più uomo? È libero chi dipende solo da ciò che ama. Il suo regno è differente non perché riguardi l'al di là. I grandi della terra dominano e si impongono. Dove si fa violenza. il denaro e l'io sono aggressivi e voraci. del più crudele.1-3. «Metti via la spada» ha detto a Pietro. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re (. Pilato e Gesù. uomo regale. Chi dei due uomini è più libero. Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo. circondato di legionari armati. senza maschere e senza paure. i miei servi avrebbero combattuto per me: il potere di quaggiù ha l'anima della guerra.24-32) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 22/11/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La regalità di Cristo è pienezza d'umano Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo Anno B In quel tempo..

Che io ho sconfitto. non versa il sangue di nessuno. cresce l'indifferenza religiosa. (Letture: Daniele 7. che soffre. Vannucci). C'è una crisi della Chiesa. ci porta fuori dalla porta di casa. Dove si muore ostinatamente amando. Affacciato al balcone della piazza. . versa il suo sangue. spezza se stesso. e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti. Ma la fede ci permette di intravedere che la fine di un certo tipo di Chiesa può portare a un nuovo modo di vivere la fede. Ma «quanto morir perché la vita nasca» (Rebora). È il nostro atto di fede: il regno di Dio viene. amore come nessuno. accrescimento di vita. l'istituzione ecclesiastica perde fiducia. il tempo di santa Maria nell'attesa del parto. tempo delle donne: solo le donne in attesa sanno cosa significhi davvero attendere. 13-14. Il Vangelo ci prende per mano.. Giovanni 18. Quando cominceranno ad accadere queste cose. Il re.. diminuiscono le vocazioni. prendendosene cura. pieno di cuore e di verità. nella luna e nelle stelle. l'iscrizione derisoria da inchiodare sulla croce: questo è il re dei giudei. Che patisce. Ma non si attende solo la nascita di Gesù. nella luna e nelle stelle. dove l'altro conta più della tua vita. Pilato non può capire. perché la vostra liberazione è vicina (.8). sacrifica se stesso per i suoi servi. dove si dona tutto e non si prende niente. non sacrifica nessuno.. Apocalisse 1.Un re che non spezza nessuno. Ci saranno segni nel sole.. mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. risollevatevi e alzate il capo. viene il Liberatore I Domenica di Avvento Anno C In quel tempo. intensificazione d'umanità: «il Regno di Dio verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme» (G. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.). a guardare in alto. Salmo 92. libero e convinto. vero come nessuno. Ed è stato involontario profeta: perché il re è visibile proprio lì. e ne fa il titolo della condanna. a percepire il cosmo pulsare attorno a noi. che si contorce come una partoriente (Is 13. È un tempo di crisi. 33-37) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 29/11/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Tempo di Avvento. a sentirci parte di una immensa vita. il più autentico degli uomini. con le braccia aperte. 5-8. ma per produrre vita. sulla croce. Il presente porta nascite nel grembo. Libero come nessuno. L'Avvento è il tempo che prepara nascite. Pilato poco dopo questo dialogo esce fuori con Gesù e lo presenta alla folla: ecco l'uomo. e sulla terra angoscia. si limita all'affermazione di Gesù: io sono re. più essenziale. ed è più vicino oggi di ieri. La regalità di Cristo non è potere ma pienezza d'umano. Questo è il modo regale di abitare la terra. Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. al balcone dell'universo lo presenta all'umanità: ecco l'uomo! l'uomo più vero.

spianate. un dirottarsi dai soliti binari. che i vostri cuori non si appesantiscano». Salmo 24. di una storia che non basta più a se stessa.Anche la crisi economica e finanziaria ci sta dicendo che dobbiamo cambiare strada e favorire un altro modello di economia. Egli percorse tutta la regione del Giordano. ogni monte e ogni colle sarà abbassato. che è qui. ma su rispetto della natura. 1 Tessalonicesi 3.34-35). in cammino su tutte le strade. un dirottamento: un sassolino del deserto cade dentro l'ingranaggio collaudato della storia e ne muta il passo: la Parola di Dio venne su Giovanni nel deserto. viene come l'estasi della storia. Il Vangelo ci insegna a leggere il presente e la storia come grembo di futuro. a non fermarci all'oggi. vicino come la vita. Un mondo più buono e più giusto. cui basta un uomo solo che si lasci infiammare dalla sua Parola. raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito. Alzatevi. sobrietà e solidarietà. vicino come il respiro. È il Dio che sceglie i piccoli. che improvvisamente subisce uno scarto. come la sapete voi. non gli permetto di mangiare nel mio piatto. Luca dà inizio al racconto dell'attività pubblica di Gesù con una pagina solenne. chi mi ha mandato qui. nel deserto. che è più grande di noi.) la parola di Dio venne su Giovanni. Ho provato anch'io lo scoraggiamento. lontano dalle grandi capitali. Uomini e donne in piedi. vicino come il cuore. a testa alta. un lungo elenco di re e sacerdoti. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 06/12/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Nessuno è così piccolo da non poter essere profeta II domenica di Avvento (Anno C) (. non fondato sulla logica della crescita infinita. via dalle regge e dai cortigiani. a perdersi nel deserto. Ci sarà sempre un momento in cui ci sentiremo col cuore pesante. ed è che non può esserci disperazione finché ricordo perché sono venuto sulla terra. che «abbatte i potenti». Luca 21.25-28. E chi sta venendo: allora vedranno il Figlio dell'uomo venire con grande potenza e gloria. le inietta un'estasi. le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie. scoraggiati.. esperto di nascite. ma a guardare avanti: questo mondo porta un altro mondo nel grembo. Questo mondo contiene Lui! Che Viene.. fragile e immensa. quasi maestosa. Il motivo è questo: fin dentro i muscoli e le ossa io so una cosa. un sollevarsi sopra le logiche di potere.14-16. com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore. non gli permetto di sedere sul trono del mio cuore. predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. occhi alti e liberi: così vede i discepoli il Vangelo.12-4. perché la vostra liberazione è vicina. che è insostenibile.2. che è come un uscire da sé. Il Vangelo d'Avvento ci aiuta a non smarrire il cuore. . guardate in alto e lontano. dove Dio viene. figlio di Zaccarìa. a non appesantirlo di paure e delusioni: «state attenti a voi stessi. molte volte. (Letture: Geremia 33. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!». La Parola. Gente dalla vita verticale. c'è un Liberatore. di chi sono al servizio. ma non gli tengo il posto. che fa dei poveri i principi del suo regno.

gli porrà la sua Parola nel grembo. e chi ha da mangiare. burroni colmati. dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». di gente semplice e vera. perché il profeta assicura «Ogni uomo vedrà la salvezza». 1-6) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 13/12/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Gesù accende la vita e la rende felice III domenica di Avvento Anno C In quel tempo. di abbandoni patiti o inflitti. che cosa dobbiamo fare?».. sono l'isolarsi per paura. dove tutto ciò che è umano trovi eco nel cuore di Dio. potenza di parto di un mondo nuovo e felice. a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. . riguardo a Giovanni. Ma parola di Dio viene ancora. accontentatevi delle vostre paghe». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro. esattamente questo: ogni uomo. Poiché il popolo era in attesa e tutti. i burroni scoscesi sono le trincee scavate per non offrire bersaglio e per meglio uccidere. Raggiungerà ogni uomo. Dio viene e non si fermerà davanti a burroni o montagne. vede strade che corrono diritte e piane. raddrizzate i suoi sentieri. si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo. e a portarla a compimento sarà Colui che l'ha iniziata. E soprattutto di Dio verso l'uomo. Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi. spianate». Luca 3. che cosa dobbiamo fare?». ogni monte abbassato.. Perché nessuno è così piccolo o così peccatore. La parola di Dio venne su Giovanni. i pensieri di Dio. Un'opera imponente e gioiosa. Per il viaggio mai finito dell'uomo verso l'uomo. (. case e oliveti. Ogni uomo? Sì. Nella storia conta davvero chi comincia a pensare pensieri buoni. ma viene colui che è più forte di me. Ogni burrone sarà riempito. le folle interrogavano Giovanni. (Letture: Baruc 5. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». faccia altrettanto». monti spianati. le vie tortuose diventeranno diritte e quelle impervie. ne dia a chi non ne ha. Salmo 125. e neppure davanti al mio contorto cuore. Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua. Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno.). 4-6. L'esito è certo.Chi conta nella storia? Erode sarà ricordato solo perché ha tentato di uccidere quel Bambino. nessuno conta così poco da non poter diventare profeta del Signore. 1-9. nel deserto. Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche. È anche la nostra geografia interiore. che ha i tratti duri e violenti della storia: le montagne invalicabili sono quei muri che tagliano in due villaggi. dell'uomo verso il suo cuore. Filippesi 1.. «Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore. La voce dipinge un paesaggio aspro e difficile.8-11. Pilato perché l'ha condannato a morte. una mappa di ferite mai guarite. Il profeta però vede oltre. è sempre in volo in cerca di uomini e donne dove porre il suo nido. che voglia diventare «sillaba del Verbo» (Turoldo)..

(Letture: Sofonìa 3. 4-7. non abusate della vostra forza per far piangere. l'uomo ha Dio nel sangue IV Domenica Avvento Anno C In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa. un ritorno al semplice quotidiano. Giovanni il Battista propone tre regole. Un piccolissimo verbo: «dare qualcosa». È il più forte. ricominciare dalla legalità. Ogni nostro gesto umano apre finestre sull'infinito. alzarsi in piedi davanti a lui. che è la morte delle cose morte e la loro resurrezione. Gesù ha acceso milioni e milioni di vite. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A . prima il rispetto: che è guardare negli occhi l'altro. in tutti i campi: non maltrattate e non estorcete niente a nessuno. vendersi per denaro. Non approfittate del ruolo per umiliare. ma a partire da me e dai miei comportamenti più minuti: onesto perfino nelle piccole cose. un ritorno alle nostre relazioni interpersonali come strada per il venire di Dio nel mondo. 14-18a. Non esigete nulla di più: perché la cupidigia di denaro è l'idolo assoluto. dopo i voli sul venire di Dio per monti e burroni. come davanti a un principe. La prima: chi ha due tuniche. Una regola d'oro. Entrata nella casa di Zaccaria. che da sola basterebbe a cambiare la faccia della terra: condivisione. l'insaziabilità è la radice di ogni corruzione: deridere le leggi. Luca 3. lo condivido con te. in cui si riassume il gesto sul quale saremo giudicati (cfr Matteo 25). semplicemente. La terza regola è per i soldati. invece dello spreco la sobrietà. perché è l'unico che «battezza nel fuoco». Così semplice da sembrare scontata: il ritorno dell'onestà. con tenacia. E il più amato. anzi di più. ha la forza del fuoco che trasforma le cose. che si può semplificare così: ciò che io ho. È il più forte. per chi ha ruoli di autorità e di forza. salutò Elisabetta.Un Vangelo di comportamenti concreti. La seconda regola: Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato. e chi ha da mangiare faccia altrettanto. sempre. Filippesi 4. basterebbe per tutti. Questo fa di lui il più forte. il dono. Viene uno più forte di me e vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. e tu non hai. in una città di Giuda. 2-6. A non sprecarlo. La nuova legge di un altro mercato. Gesù. La prima regola per il nostro abitare la terra: prenderci cura gli uni degli altri. La bestemmia è mettere le cose prima delle persone. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria. ne dia una a chi non ne ha. a condividerlo. perché è l'unico che parla al cuore. nella luce e nel calore. Perché tu vali quanto me. C'è tanto pane nel mondo che. Invece dell'accumulo. sazierebbe la fame di tutti. Giovanni conosce la strada buona: prendersi cura dell'onestà. l'insurrezione degli onesti. 10-18) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 20/12/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Natale. come salvezza della storia comune. E lo segui. Infatti il modo con cui ci rivolgiamo agli uomini raggiunge Dio. Sempre lo stesso principio: prima le persone. sfruttare le persone. il bambino sussultò nel suo grembo. Salmo: Is 12. le ha accese e rese felici.

E dove Dio giunge./ inizio di un cerchio / che un amore più vasto / compirà» (M. ritornati in sé. che l'uomo ha Dio nel sangue. di una lieta energia. Maria sente Dio venire come un tuffo al cuore. che ogni corpo è una finestra di cielo. appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi. Il Natale è certezza e memoria che c'è della santità in ogni carne. E poi coinvolge poveri e ricchi. M'incanta che la presenza di Dio produca poi l'effetto di una forza di vita e di giustizia dirompente. Mi stupisce che in Maria.che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco. le migliori che ho. Mentre noi istintivamente sentiamo la prossimità di Dio come un dito puntato. che sono tutte benedette. in tutte le sue forme. come un passo di danza a due. L'anima danza per il mio amato. che scardina la storia. perché Dio cerca madri per incarnarsi ancora. una stanchezza finita per sempre. la visita di Dio abbia l'effetto di una musica. un vento che fa fremere la vela della vita. Allora Maria canta: magnifica l'anima mia il Signore. che emana libertà e giovinezza. 1-4a. Quel peso che mette le ali e fa nascere il canto. hanno il passo di Dio. investe la storia dei potenti e li rende uguali a tutti gli altri. c'è un sussulto del cuore. nella prima dei credenti. Maria si mise in viaggio in fretta. salutò Elisabetta. e non si spegnerà più. fatte o accolte. una ragazza gravida di Dio. che dentro il battito umile e testardo del suo cuore batte un altro cuore. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto». stringono aria). © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 27/12/2012 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed La famiglia. 39. (Letture: Michea 5. 5-10. Va leggera. nel «più grande canto rivoluzionario d'avvento» (Bonhoeffer). dove Dio giunge scende una benedizione. finalmente. incinta di luce. Che mi piace tradurre così: cerco nel cuore le più belle parole per il mio Dio. Come in Genesi: Dio li benedisse dicendo «crescete e moltiplicatevi». Luca 1. Ebrei 10. racconta anche che tutte le nostre visite. che investe il mondo dei ricchi e lo capovolge (le loro mani sono vuote. prima scuola di santità Enviar . come per il piccolo Giovanni. Salmo 79. Questo è il Vangelo che. Le più belle che so. senza troni. anche lei colma di una vita impensabile. perché Maria porta Dio con sé e contagia d'assoluto chiunque incontra: benedetta tu fra le donne. Guidacci). Entrata nella casa di Zaccaria. e insieme pesante di vita nuova. che è una forza di vita che dilaga dall'alto. Nell'ultimo tratto di strada verso Natale ci fa da guida santa Maria. come un esame da superare. E l'anziana. Ognuno portatore di Dio. È sempre in ritardo sulla fame di abbracci. e le immagino «a braccia aperte. raccontando la visita di Maria ad Elisabetta. Due donne sono i primi profeti del nuovo testamento. sazi e affamati di vita. potenti e umili. Una giovane donna aperta. portata dal futuro che è in lei. è riempita di Spirito. che produce crescita d'umano e moltiplicazione di vita. L'amore ha sempre fretta.45). il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.

in un cibo preparato con cura. incarnato e quotidiano.20-22. La famiglia è il luogo dove si impara il nome di Dio. e lo chiama: abbà. sì. lì c'è Dio. imparate da loro: erano poveri. C'è angoscia causata dal figlio adolescente. vissute. ma dell'amore vivo e potente. Che sta in una carezza. con viscere di misericordia per tutti. ti cercavamo».Santa Famiglia . E il loro parlare era: sì. La famiglia è il primo luogo dove si assapora l'amore e.. in un soprannome affettuoso.Anno C (. Scese con loro a Nazaret e stava loro sottomesso. angosciati. Per anni impara l'arte di essere uomo guardando i suoi genitori vivere: lei teneramente forte. puri nel cuore. Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. quindi. tessono tenaci legami d'amore. e malintesi.1-2. in silenzio.. seduto in mezzo ai maestri. (Letture: 1 Samuele 1. nel desiderio di abbracciarsi. visibile e segreto. come a Nazaret. È dalla porta di casa che escono i santi.41-52) © riproduzione riservata . E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. familiare. costruttori di pace. 24-28. Salmo 83. di buon vicinato. il genitore verso il figlio.. Santità non significa assenza di difetti. C'è un unico grande progetto. incomprensione esplicita: ma essi non compresero le sue parole. La casa è il luogo dove risiede il primo magistero. lontano dai riflettori. mai passiva. neanche le relazioni tra Maria Giuseppe e Gesù lo erano. 21-24. si gusta il sapore di Dio. Anche oggi tante famiglie. e sua madre gli disse: «Figlio. che con Dio adotta il linguaggio di casa. un solo amore che muove Adamo verso Eva. nella pazienza di ascoltare. lui padre non autoritario. E non parlo di amore spirituale. Ora in cima ai pensieri di Dio c'è l'amore. perché ci hai fatto questo? Ecco. quelli che sapranno dare e ricevere amore e che. In quella casa dove c'è amore. no. paritarie e senza paure? Le beatitudini Gesù le ha viste. Luca 2. più importante ancora di quello della Chiesa. straordinarie nelle piccole cose. Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». padre e madre. che sa anche tirarsi indietro. nella parola scherzosa che scioglie le tensioni. sapranno essere felici. tuo padre e io. Sante. ma pensare i pensieri di Dio e tradurli. papà. una santità collettiva. miti. Che vuole estendere quelle relazioni a livello di massa e dirà: voi siete tutti fratelli. Al vederlo restarono stupiti. condivisa. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso (. con fatica e gioia. mentre li ascoltava e li interrogava. l'annuncio che è possibile una santità non solo individuale. 1 Giovanni 3. e il suo nome più bello è: amore. con grande fatica. ma una bontà. d'aiuto e collaborazione. Dio verso l'umanità. in gesti. un contagio di santità dentro le relazioni umane. La santa Famiglia di Nazaret porta un messaggio a tutte le nostre famiglie. giusti. Stava così bene con loro. me verso l'amico. Non ci sono due amori: l'amore di Dio e l'amore umano. a Betlemme.. per questo.). Come poteva altrimenti trattare le donne con quel suo modo sovranamente libero? E inaugurare relazioni nuove tra uomo e donna.) Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio. no. Santità non significa essere perfetti. Gesù lascia i maestri della Legge e va con Giuseppe e Maria che sono maestri di vita.