Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi

Epifania del Signore 03/01/2013
Dio parla la lingua della gioia
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da
oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo
visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All'udire questo, il re Erode restò
turbato e con lui tutta Gerusalemme (...).
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in
cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi
accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io
venga ad adorarlo» (...).
Magi voi siete i santi più nostri, naufraghi sempre in questo infinito, eppure sempre a
tentare, a chiedere, a fissare gli abissi del cielo fino a bruciarsi gli occhi del cuore
(Turoldo).
Messaggi di speranza oggi: c'è un Dio dei lontani, dei cammini, dei cieli aperti, delle dune
infinite, e tutti hanno la loro strada. C'è un Dio che ti fa respirare, che sta in una casa e non
nel tempio, in Betlemme la piccola, non in Gerusalemme la grande. E gli Erodi possono
opporsi alla verità, rallentarne la diffusione, ma mai bloccarla, essa vincerà comunque.
Anche se è debole come un bambino.
Proviamo a percorrere il cammino dei Magi come se fosse una cronaca dell'anima. Il primo
passo è in Isaia: «Alza il capo e guarda». Saper uscire dagli schemi, saper correre dietro a
un sogno, a una intuizione del cuore, guardando oltre.
Il secondo passo: camminare. Per incontrare il Signore occorre viaggiare, con l'intelligenza
e con il cuore. Occorre cercare, di libro in libro, ma soprattutto di persona in persona.
Allora siamo vivi.
Il terzo passo: cercare insieme. I Magi (non «tre» ma «alcuni» secondo il Vangelo) sono un
piccolo gruppo che guarda nella stessa direzione, fissano il cielo e gli occhi delle creature,
attenti alle stelle e attenti l'uno all'altro.
Il quarto passo: non temere gli errori. Il cammino dei Magi è pieno di sbagli: arrivano nella
città sbagliata; parlano del bambino con l'uccisore di bambini; perdono la stella, cercano un
re e trovano un bimbo, non in trono ma fra le braccia della madre.
Eppure non si arrendono ai loro sbagli, hanno l'infinita pazienza di ricominciare, finché al
vedere la stella provarono una grandissima gioia. Dio seduce sempre perché parla la lingua
della gioia.
Entrati in casa videro il Bambino e sua Madre... Non solo Dio è come noi, non solo è con
noi, ma è piccolo fra noi. Informatevi con cura del Bambino e fatemelo sapere perché
venga anch'io ad adorarlo. Quel re, quell'Erode, uccisore di sogni ancora in fasce, è dentro
di noi: è il cinismo, il disprezzo che distrugge i sogni del cuore.
Ma io vorrei riscattare le sue parole e ripeterle all'amico, al teologo, al poeta, allo
scienziato, al lavoratore, a ciascuno: hai trovato il Bambino? Cerca ancora, accuratamente,
nei libri, nell'arte, nella storia, nel cuore delle cose; cerca nel Vangelo, nella stella e nella
parola, cerca nelle persone, e in fondo alla speranza; cerca con cura, fissando gli abissi del
cielo e del cuore, e poi fammelo sapere perché venga anch'io ad adorarlo.
Aiutami a trovarlo e verrò, con i miei piccoli doni e con tutta la fierezza dell'amore, a far
proteggere i miei sogni da tutti gli Erodi della storia e del cuore.
(Letture: Isaia 60, 1-6; Salmo 71; Efesini 3,2-3a. 5-6; Matteo 2, 1-12)

Battesimo del Signore – Anno C 10/01/2013
Se lo Spirito incendia il legno secco del nostro cuore
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano
in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con
acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei
sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo,
stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea,
come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho
posto il mio compiacimento».
Viene dopo di me colui che è più forte di me e vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco, vi
immergerà nel vento e nel fuoco di Dio. Bella definizione del cristiano: Tu sei "uno
immerso" nel vento e nel fuoco, ricco di vento e di fuoco, di libertà e calore, di energia e
luce, ricco di Dio.
Il fuoco è il simbolo che riassume tutti gli altri simboli di Dio. Nel vangelo di Tommaso
Gesù afferma: stare vicino a me è stare vicino al fuoco. Il fuoco è energia che trasforma le
cose, è la risurrezione del legno secco del nostro cuore e la sua trasfigurazione in luce e
calore.
Il vento: alito di Dio soffiato sull'argilla di Adamo, vento leggero in cui passa Dio
sull'Oreb, vento possente di Pentecoste che scuote la casa. La Bibbia è un libro pieno di un
vento che viene da Dio, che ama gli spazi aperti, riempie le forme e passa oltre, che non sai
da dove viene e dove va, fonte di libere vite.
Battesimo significa immersione. Uno dei più antichi simboli cristiani, quello del pesce,
ricorda anche questa esperienza: come il piccolo pesce nell'acqua, così il piccolo credente è
immerso in Dio, come nel suo ambiente vitale, che lo avvolge, lo sostiene, lo nutre.
Gesù stava in preghiera ed ecco, venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in
te ho posto il mio compiacimento». Quella voce dal cielo annuncia tre cose, proclamate a
Gesù sul Giordano e ripetute ad ogni nostro battesimo.
Figlio è la prima parola: Dio è forza di generazione, che come ogni seme genera secondo la
propria specie. Siamo tutti figli nel Figlio, frammenti di Dio nel mondo, specie della sua
specie, abbiamo Dio nel sangue.
Amato. Prima che tu agisca, prima di ogni merito, che tu lo sappia o no, ad ogni risveglio,
il tuo nome per Dio è "amato". «Tu ci hai amati per primo, o Dio, e noi parliamo di te
come se ci avessi amato per primo una volta sola. Invece continuamente, di giorno in
giorno, per la vita intera Tu ci ami per primo» (Kierkegaard).
Mio compiacimento è la terza parola, che contiene l'idea di gioia, come se dicesse: tu,
figlio mio, mi piaci, ti guardo e sono felice. Si realizza quello che Isaia aveva intuito,
l'esultanza di Dio per me, per te: come gode lo sposo l'amata così di te avrà gioia il tuo Dio
(Is 62,5)
Se ogni mattina potessi ripensare questa scena, vedere il cielo azzurro che si apre sopra di
me come un abbraccio; sentire il Padre che mi dice con tenerezza e forza: figlio mio, amato
mio, mio compiacimento; sentirmi come un bambino che anche se è sollevato da terra,
anche se si trova in una posizione instabile, si abbandona felice e senza timore fra le
braccia dei genitori, questa sarebbe la mia più bella, quotidiana esperienza di fede.
(Letture: Isaia 40,1-5.9-11; Salmo 103; Tito 2,11-14;3,4-7; Luca 3,15-16.21-22)

Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
17/01/2013
stampa quest'articolo segnala ad un amico feed

Enviar

Nozze di Cana, il capostipite dei segni
II domenica
Tempo ordinario - Anno C
(...) Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le
rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai
servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la
purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù
disse loro: «Riempite d'acqua le anfore»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo:
«Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono (...).
Il mondo è un immenso pianto e Gesù dà avvio alla salvezza partendo da una festa di
nozze. Anziché asciugare lacrime, colma le coppe di vino. Sembra quasi sprecare la sua
potenza a servizio di una causa effimera, un po' di vino in più, eppure il Vangelo chiama
questo il «principe dei segni», il capostipite di tutti.
Perché a Cana Gesù vuole trasmettere il principio decisivo della relazione che unisce Dio e
l'umanità. Tra uomo e Dio corre un rapporto nuziale, con tutta la sua tavolozza di emozioni
forti e buone: amore, festa, gioco, dono, eccesso, gioia. Un legame sponsale, non un
rapporto giudiziario o penitenziale, lega Dio e noi. Gesù partecipa con tutti i suoi alla
celebrazione, e proclama così il suo atto di fede nell'amore tra uomo e donna, lui crede
nell'amore, lo ratifica con il suo primo prodigio. Perché l'amore umano è una forza dove è
custodita la passione per la vita, dove l'altro ha tutta la tua attenzione, dove la persona
viene prima della legge, dove la speranza batte la rassegnazione. Dove nascono sogni.
La Chiesa, come Gesù, dovrebbe attingere vino dall'amore degli uomini, custodirlo,
inebriarsi e offrirlo alla sete del mondo. Gesù prende l'amore umano e lo fa messaggio,
parola di Dio. Con le nozze l'uomo scende al nodo germinale della vita, e Gesù dice:
l'incontro con Dio è la tua primavera, fa germogliare vita, porta fioriture di coraggio, .
«E viene a mancare il vino». Il vino, in tutta la Bibbia, è il simbolo dell'amore felice tra
uomo e donna, tra uomo e Dio. Felice e sempre minacciato. Simbolo della fede e
dell'entusiasmo, della creatività, della passione che vengono a mancare.
Non hanno più vino, esperienza che tutti abbiamo fatto, quando stanchezza e ripetizione
prendono il sopravvento. Quando ci assalgono mille dubbi, quando gli amori sono senza
gioia e le case senza festa. Ma ecco il punto di svolta del racconto. Maria, la madre attenta,
sapiente della sapienza del Magnificat (sa che Dio ha sazia gli affamati di vita), indica la
strada: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Il femminile capace di unire il dire e il fare! Fate il suo Vangelo, rendetelo gesto e corpo,
sangue e carne. E si riempiranno le anfore vuote del cuore, si trasformerà la vita, da vuota a
piena, da spenta a felice.
Più Vangelo è uguale a più vita. Più Dio equivale a più io.
A lungo abbiamo pensato che al divertimento Dio preferisse il sacrificio, al gioco la
gravità, e abbiamo ricoperto il Vangelo con un velo di tristezza. Invece a Cana ci sorprende
un Dio che gode della gioia degli uomini e se ne prende cura. «Dobbiamo trovare Dio

La lieta notizia del Vangelo non è l'offerta di una nuova morale migliore. E i profeti. che rende la storia un luogo senza più disperati. per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio. il migliore scrittore del NuovoTestamento crea una tensione. Riavvolse il rotolo. E seguono le prime parole ufficiali di Gesù: oggi la parola del profeta si è fatta carne. Gesù ritornò in Galilea. Viene come fonte di libere vite. il suo primo sguardo va sempre sulla povertà e sulla fame dell'uomo. e secondo il suo solito.. dove era cresciuto. da parte loro. dove Luca.. che libera e da luce. . di amore. Gesù si inserisce nel solco dei profeti.. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa. a rimettere in libertà gli oppressie proclamare l'anno di grazia del Signore». Per questo nel Vangelo ricorre più spesso la parola poveri. lo aiutano a capire se stesso. chi è davvero. ai ciechi. 1-5.Anno C (. e da dove cominciare se non dai prigionieri? Gesù non è venuto per riportare i lontani a Dio. dove è chiamato ad andare: lo Spirito del Signore mi ha mandato ai poveri. agli oppressi. li prende e li incarna in sé. di intelligenza. di sabato. gli occhi di tutti erano fissi su di lui. 4-11. Scriveva padre Giovanni Vannucci: «Il cristianesimo non è una morale ma una sconvolgente liberazione». di relazione. entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. di lavoro.. E si schiera. 1 Corinzi 12.) In quel tempo. gioiosi. a uomini e donne senza speranza. aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me.. lo riconsegnò e sedette. sta dalla parte degli ultimi. Adamo è diventato così. Letture: (Isaia 62. per questo Dio prende la carne di Adamo. Buona notizia di Gesù non è neppure il perdono dei peccati. perché sia chiaro a tutti che cosa è il regno di Dio: vita in pienezza. ai prigionieri. mai con gli oppressori. più nobile o più benefica delle altre. Da subito Gesù sgombra tutti i dubbi su ciò che è venuto a fare: è qui per togliere via dall'uomo tutto ciò che ne impedisce la fioritura. Gv 2.. veggenti. che non la parola peccatori. ma per portare Dio ai lontani. Trovarlo dentro la nostra felicità terrena». Un racconto di una modernità unica.) Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». che si dipana come al rallentatore: Riavvolse il rotolo. non è imparziale Dio. (Bonhoeffer). una aspettativa con questo magistrale racconto.Venne a Nàzaret. Salmo 95. Non è moralista il Vangelo. non più oppressi. ma creatore di uomini liberi. di creatività. lo riconsegnò all'inserviente e sedette (. per aprirli a tutte le loro immense potenzialità di vita.a proclamare ai prigionieri la liberazionee ai ciechi la vista.1-11) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 24/01/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio è sempre dalla parte dell'uomo III Domenica Tempo ordinario . Nella sinagoga.precisamente nella nostra vita e nel bene che ci dà. qualcosa che porta gioia. Il primo sguardo di Gesù non si posa mai sul peccato della persona.

che come gli abitanti di Nazaret non riusciamo a vedere: «Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao. o il falegname. libertà e pienezza. Un Dio sempre in favore dell'uomo e mai contro l'uomo. (Letture: Neemìa 8. l'idraulico. È ciò che accade nelle famiglie.. e l'altro invece di essere una finestra di cielo.4. perché la storia diventi "altra" da quello che è.8-10.. tra amici. so lasciarmi sfiorare almeno dal pensiero enorme che quella persona che conosco così bene ha in se un pezzetto di Dio. 1 Corinzi 12. contro tutte le chiusure interne.. Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico. Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria (. cura te stesso. una benedizione che cammina. profezia di casa mia. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao. il postino. di futuro e di spazi aperti. parole di grazia!Ma l'entusiasmo passa in fretta. Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». e tutti nella sinagoga di Nazaret capiscono di aver ascoltato parole nuove. è solo il figlio di Giuseppe. non è costui il figlio di Giuseppe? L'hanno chiuso nelle loro categorie.12-30. ancora più importante. il cui nome è gioia. L'abitudine spegne il mistero e la sorpresa. fallo anche qui!». Nomi di Dio.. la sua strada per la pienezza dell'umano.. Luca 1. Ma la vita si spegne quando muoiono le attese. e schiera la sua potenza di liberazione contro tutte le oppressioni esterne. Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». la maestra. oppressi. tra genitori e figli. cosa lo fa felice. che fanno bene. © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 31/01/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Non si può uccidere la profezia IV Domenica Tempo Ordinario-Anno C In quel tempo. Non ci bastano belle parole. i compaesani hanno già catalogato Gesù. per quali persone spera e trema?. fallo anche qui. un generale nemico. che guarisce il lebbroso di Siria. ma solo i suoi vantaggi.5-6. 2-4. . Gesù ha presentato il suo programma per un mondo senza più disperati. Dico di conoscerlo.La buona notizia è che Dio mette l'uomo al centro. e non si aprono alla sorpresa. poveri. tra gli sposi. E Gesù risponde raccontando un Dio che protegge la vedova straniera di Sarepta.. Che non ha patria se non il mondo.14-21). una profezia? C'è profezia nel quotidiano. E poi. che sa di vento. ciechi.)». Salmo 18. che non ha casa se non il dolore dell'uomo. Nella sinagoga di Nazaret è allora l'umanità che si rialza e riprende il suo cammino verso il cuore della vita. cosa lo fa soffrire. Infatti la parola chiave è "liberazione". ma cosa so del mistero di quella persona? Per che cosa batte il suo cuore.1-4. E senti dentro l'esplosione di potenzialità prima negate. nella tua patria!”». e dimentica se stesso per lui. Dice ai suoi compaesani: voi non cercate Dio. energia che spinge in avanti.

2 Sam 8. ma non ucciderla. Per una Nazaret che si chiude cento altri villaggi gli apriranno le porte. un altro cielo. Non noi però. Anche nelle situazioni senza uscita. 1 Corinzi 12. ma passa in mezzo a loro. Anche la nostra Chiesa e il nostro Paese oggi traboccano di mistici.Adorano un Dio sbagliato e la loro fede sbagliata genera il più sbagliato degli istinti: un istinto di morte. sognatori.25. mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio. non importa se è vuota e l'ho tirata in secco. ma sulla tua parola getterò le reti».. un'altra vita! Raccoglierai per la vita. Vogliono uccidere Gesù. Perché si può ostacolare la profezia. portato alla luce. un punto bianco. Gesù. .. come sempre negli interventi di Dio. la barca della tua vita? c'è una missione per te. Nella battaglia per la vita l'uomo sarà salvato. Quello che manca sono gli ascoltatori. 6. un improvviso vuoto. Non fugge. Quando ebbe finito di parlare.) Quattro pescatori sono lanciati in un'avventura più grande di loro: pescare per la vita. non si nasconde.13.21-30). Gesù sale anche sulla mia barca. in cui vive. «Sarai pescatore di uomini»: li raccoglierai da quel fondo dove credono di vivere e non vivono. mostrerai loro che sono fatti per un altro respiro. con più respiro e luce. Simone rispose: «Maestro. Quella stessa di Pietro. Ma per gli uomini non è così: pescare significa «catturare vivi». vide due barche accostate alla sponda (.4-5.2). attraversa la violenza e si rimette in cammino dietro al suo ideale. Manchiamo noi che non sappiamo vedere l'infinito all'angolo della strada. Salmo 70. non si arrende. portare a galla la persona da quel fondo limaccioso.17-19.13. non solo per preti o suore: se pescare non significa dare la morte.31-13. è il verbo usato nella Bibbia per indicare coloro che in una battaglia sono salvati dalla morte e lasciati in vita (Gs 2. © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 07/02/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio riempie le reti della nostra vita V Domenica Tempo ordinario Anno C In quel tempo. il mistero rannicchiato sulla soglia della nostra casa. abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla.. triste. accade qualcosa di incongruo. ma lui passa in mezzo a loro si mette in cammino. ma lo Spirito di Dio.) Sedette e insegnava alle folle dalla barca. ma portare a vivere meglio. a portata di quella furia. La sua vitalità è incontenibile perché viene da Dio. protetto dall'abisso dove rischia di cadere.. Luca 4. che è per tutti. coraggiosi. sul ciglio del monte con una folla che urla. stando presso il lago di Gennèsaret. un "ma": ma egli passando in mezzo a loro si mise in cammino. Un finale a sorpresa. allora in questa nostra «epoca delle passioni tristi» un grande lavoro è da compiere. Pescare produce la morte dei pesci. Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano (. (Letture: Geremia 1. senza speranza. e dice anche a me: Vuoi mettere a disposizione la tua barca. disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». profeti.

3-8. in denaro. Perciò. Gesù intuisce in me fioriture di domani.Sulla tua parola getterò le reti. si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto. tentato dal diavolo. per lui nessun uomo coincide con i suoi fallimenti. futuro. Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore. di' a questa pietra che diventi pane». (. quella doppia direzione che sola conduce al cuore della vita. Salmo 137.. ha una sovrana indifferenza per il passato di Simone. Hai dubbi? Dio manderà segni e visioni a scioglierli. Vanno dietro a lui e vanno verso l'uomo. adorerai: a lui solo renderai culto”». Dio tuo. La prima tentazione: che queste pietre diventino pane! Pietre o pane? È una piccola alternativa. contare più degli altri? Io so la strada: vénditi! Ognuno tentato verso Dio: bùttati dal tetto. perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Mi incantano la delicatezza e la sapienza con le quali il Signore Gesù si rivolge a Simone. Luca 5. bensì con le sue potenzialità. pieno di Spirito Santo. paralisi del cuore. rilancia la vita: delicatezza. Non si interessa dei suoi peccati. ma quando furono terminati. Si è sentito amato. . il pane è vita ma più . Gesù. Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l'uomo”». Ognuno tentato verso gli altri: vuoi comandare. importi. crede nella forza dell'amore che ha visto. e in lui a tutti: . se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me. Pietro in quegli occhi ha visto l'amore per lui. (Letture: Isaia 6. donerai vita. 1 Corinzi 15.tu sarai: Tu donerai vita. tanto Lui manderà angeli a sostenerti. ha paura: allontanati da me.non temere: Dio viene come coraggio di vita. 1-2. per quaranta giorni. Lasciarono tutto e lo seguirono. Sono i «futuri di cuore».) Le tre tentazioni di Gesù sono le tentazioni dell'uomo di sempre. Tu sarai pescatore. e si fida. gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria. Simone. non si impone mai. sente che la sua vita è al sicuro accanto a Gesù. spalanca: Né di pietre né di solo pane vive l'uomo. E le reti si riempiono. Senza neppure chiedersi dove li condurrà. Il diavolo lo condusse in alto. che Gesù apre. . tutto sarà tuo». Che cosa spinge Pietro a fidarsi? Non ci sono discorsi sulla barca. E Gesù ha una reazione bellissima: trasporta Simone su di un piano totalmente diverso. Tre parole con cui Gesù. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio. Non mangiò nulla in quei giorni. Tentazione significa in realtà fare ordine nelle nostre scelte e nelle relazioni di fondo: ognuno tentato verso se stesso: hai fame? Dì che queste pietre diventino pane! Trasforma tutto in cose da consumare.. perché sono un peccatore. coraggio. ma sguardi: per Gesù guardare una persona e amarla era la stessa cosa. maestro di umanità. pronuncia parole che creano futuro: Non temere. Il pane è buono ma più buona è la parola di Dio. 1-11) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 14/02/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio non cerca schiavi ma figli liberi I Domenica di Quaresima Anno C In quel tempo. 1-11. ebbe fame. Siamo fatti per cose più grandi. davanti a questa potenza e mistero.lo pregò di scostarsi da riva: Gesù prega Simone. libera dalla paura.

segui le mie strade. Pietro disse a Gesù: «Maestro. ma. pura ricerca del proprio vantaggio. Vive di Vangelo e di creature: dalla sua parola sono venuti la luce. Gesù prese con sé Pietro. essere rifiutato. e ti seguiranno. è tutto così difficile da capire e da vivere. Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. facendo mercato di se stessi. 8-13. poltrone o denaro facile. Un Dio a tuo servizio. Egli non sapeva quello che diceva. la morte. e avrai tutto. La seconda tentazione è una sfida aperta a Dio. chiedi a Dio un miracolo» ciò che sembrerebbe il più alto atto di fede . bensì ciò di cui. con fiducia!. generosi e amanti.a occhi chiusi. ci fanno riflettere: a che serve gonfiarsi di soldi e di poteri. se vendi l'anima? Vuoi «possedere» le persone? Assicuragli pane e potere. che stava per compiersi a Gerusalemme. ha messo i suoi discepoli davanti allo sconcerto del primo annuncio della passione: il Figlio dell'uomo deve soffrire molto. mio amico. dice. persone buone come angeli. E i dubbi sono legione. Il diavolo fa un mercato con l'uomo. invece.. «Buttati giù. un mercimonio. È come se Gesù dicesse: tu non cerchi Dio ma i suoi benefici.. ho davvero bisogno. che portano non ciò che io desidero. apparsi nella gloria. (Letture: Deuteronomio 26. Esattamente il contrario di Dio. Romani 10. Sei venuto tu. una per Mosè e una per Elìa». 1-13) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 21/02/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar L'incontro con il Padre ci illumina II Domenica di Quaresima Anno C In quel tempo. Ma Gesù non vuole «possedere» nessuno. una per te. l'eterno in noi. fratello mio. Eppure quando invece di angeli vengono la malattia. Ciò che ci fa vivere è la nostra fame di cielo: L'uomo vive di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Non cerchi il Donatore. videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.vita viene dalla bocca di Dio. Mentre pregava. tutti ci domandiamo: Perché Dio non interviene? Dove sono gli angeli che ha promesso? Dio invia angeli. amore mio: parola pronunciata da Dio per me. che non fa mai mercato dei suoi doni. Mentre questi si separavano da lui. eppure contano di più altre cose: le creature. 4-10. il respiro che ci fa vivere. Dio non cerca schiavi ossequienti. E allora . venire ucciso. ma figli che siano liberi. quando si svegliarono. E quanti hanno seguito le strade del Nemico dell'umanità. se ci rimetti in umanità. un fallimento. venditi alla mia logica. il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Facciamo tre capanne. vendendo la loro dignità in cambio di carriera. gli affetti. le relazioni. ma solo i suoi doni. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno. Salmo 90. il cosmo e la sua bellezza. è bello per noi essere qui. Ed ecco. (.) Gesù è a una svolta della sua missione. se poi perdi vita. e parlavano del suo esodo. la caricatura.ne è. forse a mia insaputa. Nella terza tentazione il diavolo rilancia: prostrati davanti a me. due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa. Luca 4. Il pane è indispensabile.

per aver subito tale sorte? No. Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei. verso il mistero di Dio. (Letture: Gènesi 15. a rovistare nel passato e nel peccato. un battesimo di luce e di silenzio. pignolo. ciò che ascolti. Pregare trasforma.. raccontano la vita come una ascensione verso più luce e più cielo. come Agostino: tardi ti ho amato. Nel contatto con il Padre anche la nostra realtà si illumina. 17-4. toccati dalla gioia. tu diventi ciò che contempli. E che fare con le croci? Fissare gli occhi solo su di esse o all'opposto ignorarle? Dio fa di più: ci regala quel volto che gronda luce. che bello! Vorrei che questo momento durasse per sempre. una bellezza. Gesù sale su di un monte. tu sei bellezza». Salmo 26. ascende. ciò che è nascosto appare in tutta la sua chiarezza ed evidenza. che è gravida di luce.. puoi negare Dio. e ne sei illuminato a tua volta. Pregare ti cambia dentro. Perché tutto ha senso. su cui tenere fissi gli occhi per affrontare il momento in cui la vita gronda sangue.. È bello essere uomini. Restituiamogli il suo volto solare: un Dio bello. E una voce diceva: è bello stare su questa terra. sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise. come molti pensano? Il Tabor dice «no». I monti sono come indici puntati verso il cielo. Luca 9. Noi invece abbiamo ridotto Dio in miseria. grembo di fioriture.28b-36) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 28/02/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Senza amore non ci sarà futuro III Domenica di Quaresima Anno C (. entri in intimità con Dio. Ma non è facile negarlo quando sei nel silenzio della tua camera o della natura. Scriveva il filosofo latino Seneca: fino a che sei all'osteria. Pietro fa l'esperienza che Dio è bello e lo annuncia. un Dio da gustare e da godere.) Prendendo la parola.anche lui si ferma. Bellezza tanto antica e tanto nuova. Il cristianesimo è proprio la religione della penitenza e della mortificazione. vuole vederci chiaro. come Francesco: «tu sei bellezza. Facciamo qui tre tende. cresce. dalla dolcezza di Dio? Vi è mai successo di dire come Pietro: Signore.17-18. un amore che cantavano dentro. credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No. ciò che ami.. si trasformò. Preghi e ti trasformi in Colui che preghi. dentro una umanità che pian piano si libera. io vi . È bello vivere. che ha un cuore di luce. perirete tutti allo stesso modo. ed è davanti al Padre che va per cogliere il senso profondo di ciò che sta per accadere. senso per sempre.. l'abbiamo mostrato pedante. destinazione futuro. un senso positivo. Siamo mai saliti sul Tabor.1. ma se non vi convertite. Filippesi 3. 5-12. La preghiera è mettersi in viaggio: destinazione Tabor.. Allora credere sarà come bere alle sorgenti della luce.? Si trattava di una luce. come il volto di Gesù: Mentre pregava il suo volto cambiò di aspetto. lampada ai tuoi passi è la Parola e il cuore di Dio. O quelle diciotto persone. io vi dico. come Gesù nell'orto degli ulivi.

verso i figli ad esempio. ancora sole pioggia cure perché quest'albero. 1-6. Dice invece: Se non vi convertirete. Dio della speranza: ancora un anno. ama in perdita. Così faremo anche noi. Dobbiamo fondare vita e società su altre fondamenta che non siano la disonestà e la corruzione. Invece il contadino sapiente. altrimenti vi distruggerete. A conquistare lo sguardo fiducioso di Dio verso gli altri.10-12. Nessuno si salva da solo. e allora germoglierà. incidenti. pioggia. ama senza contraccambio. Non serve fare la conta dei buoni e dei cattivi. Mi consegna un anticipo di fiducia. chino su di me. Alla serietà di queste parole fa da contrappunto la fiducia della piccola parabola del fico: il padrone pretende frutti. 13-15. con il cuore nel futuro. 1 Corinzi 10. ancora un giorno. È tutta una società che si deve salvare insieme. realizza ciò che spera. Salmo 102. fiducia. che talvolta non capiamo. ma se non vi convertite..) Che colpa avevano i diciotto uccisi dal crollo della torre di Siloe? E le vittime di terremoti. 1-9) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 07/03/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Un Padre che non rinfaccia ma ama IV Domenica di Quaresima Anno C Enviar . Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti. ma non ne trovò. E ciò che tarda verrà (Letture: Esodo 3. non li ha da 3 anni. dice: «ancora un anno di cure e gusteremo il frutto». Eppure continua a inviare germi vitali. Sono come il fico della parabola: ancora un poco e metteranno le gemme! Perché l'albero dei figli è buono. la violenza del più forte. che mi conforta e mi incalza a serietà e impegno. La fiducia dei genitori è come una vela per i figli. Dio contadino. non ci sarà futuro. che sono io. Per lui il frutto possibile domani conta più della mia sterilità di oggi. (. perirete tutti allo stesso modo». Mai come oggi capiamo che tutto nell'universo è in stretta connessione: se ci sono milioni di poveri senza dignità né istruzione. Lui crede in me prima ancora che io dica sì. la prepotenza del più ricco. ma non ne trovo. farà tagliare l'albero. ortolano fiducioso di questo piccolo orto in cui ha seminato così tanto per tirar su così poco. è buono e darà frutto. Anche Gesù ha avuto la forza di non voler vedere subito i risultati. soffre e muore anche l'uomo. Convertirci al comando nuovo e ultimo di Gesù: «amatevi!» Amatevi. Senza. Ama per primo. sole. li sospinge in avanti. Si è impegnato a essere credibile senza pretendere di essere creduto. se la natura è sofferente. O ci salviamo tutti o periamo tutti: mai come oggi sentiamo attuale questo appello accorato di Gesù. La fiducia è profetica. pur tra le crisi. Luca 13. bisogna riconoscere che è tutto un mondo che non va.1-8a. Il vangelo è tutto qui. li ha soltanto sperati. sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero. tra peccato e sventura.. il seme seminato è buono. sarà tutto il mondo ad essere privato del loro contributo. perirete tutti. sono forse più peccatori degli altri? La risposta di Gesù è netta: Non c'è rapporto alcuno tra colpa e disgrazia. che finora non hanno prodotto frutto.dico. malattie. Allora disse al vignaiolo: “Ecco. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”».

Dio.Un Padre che infine esce a pregare il figlio maggiore. perché prima era come fuori di sé. così tanto.1-3. vuole reintegrarlo in tutta la sua dignità e autorità di prima: mettetegli l'anello al dito! E non ci sono rimproveri. 2 Corinzi 5.Allora ritorna in sé.. perché gli conviene. Un padre aveva due figli. il Dio in cui crediamo è così. Non ha figli da buttare. Non a mani vuote. viveva di cose esterne. un figlio che gli augura la morte. non sa che farsene delle scuse. Forse perché si accorge di amare il padre? No. ho sbagliato. rimpianti.Ma non si accontenta di sfamarlo.. la festeggia. forse gli appare un debole. però. Allora Dio è così? Così eccessivo. o un vecchio un po' fuori dal mondo.. la patisce. di riempire il vuoto del cuore. Per lui perdere un figlio è una perdita infinita. ma che non si può amare. la provoca. le nostre ridicole scuse. in cerca di felicità. Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. in cerca di se stesso. però il suo cuore è altrove.)». I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». raccolte tutte le sue cose. vede il suo ragazzo rovinato dalla fame. rimorsi. mai una piccola soddisfazione per me e i miei amici. un cuore di servo e non di figlio. è di più: amore. e tenta di spiegare e farsi capire. E si prepara la scusa per essere accolto: avevi ragione tu. Probabilmente non ne ha una grande opinione. Luca 15. forse un avaro. ma abbraccia. perché ha fretta di capovolgere il dolore in abbracci.Un padre che non rinfaccia. vuole una festa con il meglio che c'è in casa. Pochi giorni dopo. dammi la parte di patrimonio che mi spetta". esclusivamente amore. partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto (. Cerca la felicità nel principio del piacere.Un padre che corre incontro al figlio. Il più giovane dei due disse al padre: "Padre. Un padre che ama la libertà dei figli. L'obiettivo di questa parabola è precisamente quello di farci cambiare l'opinione che nutriamo su Dio.17-21. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Continua a non capire nulla di suo padre. Se ne va.11-32).. Neanche lui ha una grande opinione di suo padre: un padre padrone. (Letture: Giosuè 5. Un padre che non è giusto. Ma i ribelli in fondo chiedono solo di essere amati.Il fratello maggiore intanto continua la sua vita tutta casa e lavoro. Lo rivela la contestazione finale al padre: io sempre qui a dirti di sì. è assente. un giorno. alle prese con l'infelicità che deriva da un cuore non sincero. la attende. Salmo 33. Il principe ribelle è diventato servo. Ma si risveglia dal suo sogno in mezzo ai porci a rubare le ghiande. il più giovane.In quel tempo. perché il suo sguardo non vede il peccato del figlio. Il primo figlio pensa che la vita sia uno sballo. è un adolescente nel cuore.9-12. si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 15/03/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar . sono stato uno stupido. pretende l'eredità: come se il padre fosse già morto per lui. che si può o si deve ubbidire. Immensa rivelazione per cui Gesù darà la sua vita. Riflette e decide di tornare. e alla fine non si sa se ci sia riuscito. Un Padre che è il racconto del cuore di Dio: lascia andare il figlio anche se sa che si farà male. così esagerato? Sì. il figlio più giovane. dice il racconto.

in una terribile. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna.. e si lascerà uccidere da quel potere ritenuto di origine divina. compiuta per di più dagli uomini del sacro. Ora Mosè. Il perdono è il solo dono che non ci farà più vittime e non farà più vittime.. nella sua dignità. Va e d'ora in poi non peccare più: ciò che sta dietro non importa. vai verso il nuovo. Tante persone vivono come in un ergastolo interiore. da errori passati. ci ha comandato di lapidare donne come questa. si pone di qua o di là. Una trappola ben congegnata. Ed ella rispose: «Nessuno. legittimata da un Dio terribile e oscuro. nella sua grandezza e inviolabilità. Che si può mettere a morte. amante non della vita ma della morte. Tuttavia. il santo che rende giusti. importa il bene possibile domani. con parole taglienti e così vere che nessuno può ribattere. chinatosi di nuovo. che per scribi e farisei non è una persona. «Chi di voi è senza peccato getti per primo la pietra contro di lei». va' e d'ora in poi non peccare più».Gesù apre le porte delle nostre prigioni V domenica di Quaresima Anno C (. a chiunque incontri. di un cuore amorevole che ci prende in braccio e. Contro la quale i difensori di Dio commettono un peccato più grave del peccato che vogliono punire. Più avanti compirà qualcosa di ancor più radicale: metterà se stesso al posto di quella donna. Una donna su cui gli uomini possono fare la massima delle violenze. udito ciò. ci ama per quello che siamo. di tutti i colpevoli.) Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio. nella Legge. si porta. la posero in mezzo. né fuori né dentro noi. Signore». Donna senza nome. per la prima volta. scriveva per terra. Una donna ferita nella persona. Quelli. è una cosa. perdonando ogni errore. Gli scribi e i farisei gli condussero una donna. dove a loro va bene. getti per primo la pietra contro di lei». Nessuno ti ha condannata? Neanch'io ti condanno. Va'. terribilmente sbagliata idea di Dio.Gesù butta all'aria tutto il vecchio ordinamento con una battuta sola. e porta lo stesso amore. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro. A raccontare di una mano. dove sono? Nessuno ti ha condannata?». si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato. al posto di tutti i condannati. Davanti a quella donna Gesù china gli occhi a terra. spezzando così la catena malefica là dove essa ha origine. Gesù si chinò e scriveva col dito per terra. questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. venuto a portare non la resa dei conti ma una rivoluzione radicale dei rapporti tra Dio e uomo. e la donna era là in mezzo. Gesù apre le porte delle nostre prigioni. Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. ogni dolore. se ne andarono uno per uno. muoviti da qui. Schiacciate da sensi di colpa. Ecco la giustizia di Dio: non quella degli uomini ma quella di Gesù. . che si prende. e di conseguenza tra uomo e uomo. Sa bene che solo uomini e donne liberati e perdonati possono dare ai fratelli libertà e perdono. come preso da un pudore santo davanti al mistero di lei. sciogliendo ogni ferita... E. poiché insistevano nell'interrogarlo. Tu che ne dici?». si conduce. Lo lasciarono solo. E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno. per porre Gesù o contro Dio o contro l'uomo. e abortiscono l'immagine divina che preme in loro per crescere e venire alla luce. smonta i patiboli su cui spesso trasciniamo noi stessi e gli altri. cominciando dai più anziani. lo stesso perdono.. Gli fa male vederlo calpestato in quel modo. il giusto che giustifica..

sono stata chiamata a svolgere alcuni seminari su tematiche di mia competenza. Sono proposte cronache. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 19/03/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar «Quando gli parlai di famiglie in affido» di Lia Sanicola* Non ci siamo ancora riavuti dallo choc dell'elezione del Papa argentino Francesco che ci ha fatto vivere momenti indimenticabili. Giovanni 8. Nella colonna a fianco un banner propone l'acquisto a modico prezzo dell'ebook che raccoglie i testi pubblicati da Avvenire tra il 12 febbraio e il 3 marzo scorsi. Lo spazio è ancora aperto e chi è interessato può aggiungere la propria testimonianza (avendo l'avvertenza di evitare testi chilometrici e di rispettare le regole basilari di Internet. Mio marito Daniele. cioè ad esempio.it. 16-21. Alcuni anni fa. piemontese. Salmo 125. o anche solo limitarsi a leggere le innumerevoli attestazioni di affetto. le aspettative e anche le emozioni e i sentimenti presentati da tanti con semplicità e intensità. dallo stupore all'euforia. dei contatti che avevo avuto in Argentina e delle impressioni che ne avevo raccolto. 8-14. 1-11) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 16/03/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Le speranze suscitate dal Pontefice «Il Papa "preso quasi alla fine del mondo". ha vissuto 30 anni in Argentina. Un sacerdote amico ci suggerì di rendere visita all'arcivescovo di Buenos Aires e si adoperò per farci avere un appuntamento. non scrivere tutto in lettere maiuscole). Mi suggerì di incontrare il decano della facoltà di Lavoro Sociale dell'Università del Salvador – l'ateneo retto dai Gesuiti –.(Letture: Isaia 43. Uno spazio sul quale si sono da subito concentrati i click dei visitatori. Fu un colloquio intenso durante il quale Bergoglio si interessò del mio lavoro. fino al termine del pontificato. È poi presente un'ampia selezione del supplemento speciale ad Avvenire di domenica 24 febbraio e tutti i discorsi pronunciati da papa Ratzinger nell'ultimo scorcio del suo ministero petrino. . interviste.avvenire. Abbiamo pianto. riso e poi… abbiamo ricordato. dove successivamente fui invitata a svolgere alcune lezioni. al punto che in 3 giorni si sono superati ampiamente i 500 messaggi. tra cui l'affido familiare. editoriali e contributi che hanno raccontato la notizia della rinuncia di papa Benedetto e quanto accaduto nei giorni successivi. durante un viaggio in Argentina come "professore visitante" dell'università di Mar del Plata. È l'invito che campeggia con evidenza nella Home Page www. i desideri. che abbiamo ottenuto nel giro di 24 ore. Filippesi 3. che si ispira al poverello di Assisi e domanda al "popolo" di pregare per lui: quali speranze suscita in voi il nuovo Pontefice? Scrivetelo (in non più di 15 righe)».

dissero: «Signore. avendo come punto di riferimento la dottrina sociale della Chiesa. nella vita.In quella circostanza gli raccontai anche del mio impegno culturale con la famiglia. come il gesto emozionante del vescovo di Roma che si inchina. Volgete lo sguardo a Colui che è posto in alto». Ne fu interessato e colpito. dando venerazione e onore a ogni figlio della terra? . E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro.) Mentre ancora egli parlava. *Famiglie per l'Accoglienza © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 21/03/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar L'amore eterno penetra nel tempo Domenica delle Palme Anno C (. vedendo ciò che stava per accadere. colui che si chiamava Giuda. gli consegnai il mio libro sull'affidamento familiare e gli parlai dell'associazione "Famiglie per l'Accoglienza" a cui ci eravamo dedicati per anni. Il giorno prima. Gesù gli disse: «Giuda. Ma Gesù intervenne dicendo: Lasciate! Basta così!». Questo incontro e l'elezione del papa Francesco. impressi nella nostra memoria. e al tuo ritorno ti lava i piedi. lo guarì. con un bacio tu tradisci il Figlio dell'uomo?». ci disse che una sua sorella aveva fatto accoglienza di un bambino e parlammo anche delle sfide dell'affido familiare. Che cinge un asciugamano e si china a lavare i piedi ai suoi. Sono i giorni supremi. per la cordialità con cui siamo stati accolti e messi a nostro agio. ecco giungere una folla. uno dei Dodici. «Volete sapere qualcosa di voi e di Me? – dice il Signore –. Ci fece dono di un libro sulla cattedrale di Buenos Aires ed in seguito ci scrisse un biglietto. al balcone di San Pietro. E. li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Chi è Dio? Il tuo lavapiedi. ci viene da dire: ma Tu sei tutto matto. i giorni del nostro destino. chiedendo preghiera e benedizione. Il cristianesimo è scandalo e follia. E io. Vi do un appuntamento: un uomo in croce. In ginocchio davanti a me. l'appuntamento di Dio è stato un altro: uno che è posto in basso. ci rendono più responsabili e grati di fronte alla Presenza che ha cambiato la nostra vita ed assumono oggi una luce che splenderà sempre nella nostra quotidiana esistenza. per la semplicità del suo tratto.. Allora quelli che erano con lui. di fronte all'uomo che atteggiamento ho? Quanto somigliante a quello del Salvatore? Sono il servitore del bisogno e della gioia di mio fratello? Sono il lavapiedi dell'uomo? Ve la immaginate una umanità dove ognuno corre ai piedi dell'altro? Dove ognuno si inchina davanti all'uomo. E Lui a ribadire: sono come lo schiavo che ti aspetta. toccandogli l'orecchio. dobbiamo colpire con la spada?». per il senso dell'humour che ha dimostrato in più momenti. Le sue mani sui miei piedi. come a Pietro. giovedì. al suo primo apparire. Davvero.. Conserviamo un ricordo vivissimo di quell'incontro.

Fondamento della fede cristiana è la cosa più bella del mondo: un atto d'amore totale. le mani cariche di aromi. e anche l'innamoramento. e divampa. Le donne. è risorto. Non spezza nessuno. Una notazione temporale che ha il potere di riempirmi di speranza: perché dice che è fissato un limite alla tenebra.. Dio è così: è bacio a chi lo tradisce. La croce è domanda sempre aperta.6-11. che non capiamo. Filippèsi 2. ma ciò in cui crediamo è la vittoria della croce. entrate. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: "Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori. versa il proprio sangue. Luca 22. poi il sole ritorna. ma non andrà oltre. 4-7. sostenendolo con i loro beni in ciò che era necessario. (Letture: Isaia 50. (. La suprema bellezza della storia è quella accaduta fuori Gerusalemme. giorno senza più tramonto Pasqua di Risurrezione Anno C Il primo giorno della settimana. un argine al dolore: tre ore può infierire. L'avevano guardato morire.La croce è l'immagine più pura e più alta che Dio ha dato di se stesso. povero e nudo.. per morir d'amore. così sarà anche nei giorni della nostra angoscia. Sono quelle donne che l'avevano seguito dalla Galilea. non trovarono il corpo del Signore Gesù. con ciò che hanno. Sono quelle che stavano sotto la croce. Con lui avevano assaporato la ricchezza del «più che necessario». la vittoria della vita» (Pascal). Non chiede più sacrifici a me. Dove un amore eterno penetra nel tempo come una goccia di fuoco. «Ciò che ci fa credere è la croce.) Èancora buio e le donne si recano al sepolcro di Gesù. giorni di libertà felice. come le donne. il centurione. so di non capire. Ma poi lo stupore. c'è bellezza. 14-23. (Jan Twardowski) Si fece buio su tutta la terra da mezzogiorno fino alle tre. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo. E noi qui disorientati. il ladro. ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. spezza se stesso. ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui. Non versa il sangue di nessuno. «Per sapere chi sia Dio devo solo inginocchiarmi ai piedi della Croce» (Karl Rahner). al mattino presto (le donne) si recarono al sepolcro. che nella Croce c'è attrazione e seduzione. Così fu in quel giorno. impaurite. E nessuno a soccorrerlo. sulla collina dove il Figlio di Dio si lascia inchiodare. come solo loro sanno. Ora vanno al sepolcro: ciò che le muove non è un atto di . Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e. tenevano il volto chinato a terra. Salmo 21. Alla fine però ciò che convince è di una semplicità assoluta: Perché la croce / il sorriso / la pena inumana?/ Credimi / è così semplice / quando si ama. Vanno a prendersi cura del suo corpo. portando con sé gli aromi che avevano preparato. germogli di un mondo nuovo. Dopo duemila anni sentiamo. sacrifica se stesso per me.56) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 28/03/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Pasqua. sia crocifisso e risorga il terzo giorno"».

Colossesi 3. Lo amano ancora. la sua azione è germinare vita. Si innesta su di una ferita. a porte chiuse. Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani. cui appartiene il vivere. non era con loro quando venne Gesù. (Letture: Atti 10. Non sono le apparizioni che fanno credere. I Vangeli raccontano la risurrezione di Gesù con i due verbi del mattino dell'uomo.. stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Salmo 117.. né le vesti sfolgoranti. credono non per le parole degli angeli. non una speranza segreta. saranno perdonati. Venne Gesù. fiorire vita. Perché cercate colui che è vivo? Bellissimo nome di Gesù: Lui è il vivente. svegliarsi e alzarsi.. su di una assenza patita dolorosamente. è risuscitato. ma per la parola di Gesù. colui che continuamente vive. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me. ma un atto d'amore. non saranno perdonati». la custodia amorosa della sua Parola. Luca 24. si è alzato. 1-4.. ed esse ricordarono le sue parole.Anno C (. Come se i nostri giorni fossero una piccola risurrezione quotidiana. Detto questo. Non è qui. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. anche io mando voi». a coloro a cui non perdonerete. Detto questo. gli angeli non bastano perché la fede venga alla luce: Ricordatevi come vi parlò: bisogna che io sia crocifisso e risorga. . uno dei Dodici. su di una perdita. perché nell'uomo si imprime e persiste solo ciò che ci sta davvero a cuore. 1-12) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 04/04/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Nel cuore del cielo il nostro alfabeto d'amore II Domenica di Pasqua . Vangelo custodito anche nei giorni della perdita e dell'assenza. credono perché ricordano. Come è contrastata la fede di Pasqua! Quasi fossero doglie di parto. Adesso tutto esplode. Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco. Credono prima di vedere. chiamato Dìdimo. Principio di ogni incontro con il Vivente è. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Il racconto di Luca è di estrema sobrietà: «entrarono e non trovarono il corpo del Signore». A coloro a cui perdonerete i peccati. ciò che fa credere è sempre la sua Parola. anche per noi. un vuoto pieno solo di domande. ma è il vivente. Le donne hanno conservato quelle parole perché le amano. soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. avete fame di colui che vi ha riempito di senso le vite. Tommaso. Tutto si blocca. come uno che non è più un morto. mostrò loro le mani e il fianco. l'autore della vita: la sua missione. e la Pasqua un giorno senza più tramonto.fede nella divinità di Gesù. io non credo». 37-43. ma è ciò che rimette in marcia la vita: «non è possibile amare la divinità di Cristo se non amando prima la sua umanità» (Heidewick di Anversa). Le donne ricordano. Non solo è vivo adesso. Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Voi state cercando il vostro tesoro perduto. 34a. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. semplicemente. Ma la tomba vuota non basta. l'assenza del corpo di Gesù entra dolorosamente in loro come uno smarrimento.) «Pace a voi!». E alla desolazione si aggiunge paura: due uomini vestiti di lampi.

tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli
rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai
creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». (...)
Anoi giovò più l'incredulità di Tommaso che non la fede degli apostoli (Gregorio Magno).
Tommaso ci è più utile degli altri. Perché ci mostra quale grande educatore fosse Gesù:
aveva formato Tommaso alla libertà interiore, al coraggio di dissentire per seguire la
propria coscienza.
Erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per paura dei Giudei. Una
comunità chiusa, impaurita, a porte sbarrate; Tommaso no, lui va e viene, è un coraggioso
(aveva esortato i suoi compagni: andiamo anche noi a morire con lui!). Lì dentro si sentiva
mancare l'aria.
Abbiamo visto il Signore, qui, quando tu non c'eri, gli dicono. E lui: se non vedo con i miei
occhi non vi credo.
Tommaso è un prezioso compagno di viaggio, come tutti quelli, dentro e fuori della chiesa,
che vogliono vedere, vogliono toccare, con la serietà che merita la fede; tutti quelli che
sono esigenti e radicali, e non si accontentano del sentito dire, ma vogliono una fede che si
incida nel cuore e nella storia.
Che bello se anche nella Chiesa fossimo educati con lo stile di Gesù, che formava più alla
serietà e all'approfondimento, alla libertà e al coraggio, che non all'ubbidienza. P. Vannucci
esortava: non pensate pensieri già pensati da altri. Per non fare spreco dello Spirito.
Poi il momento centrale: l'incontro con il Risorto. Gesù invece di imporsi, si propone, si
espone: Metti qui il tuo dito; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco. Gesù rispetta la
sua fatica e i suoi dubbi; rispetta i tempi di ciascuno e la complessità del vivere. Non si
scandalizza, si ripropone con le sue ferite aperte. La risurrezione non ha richiuso i fori dei
chiodi, perché la morte di croce non è un semplice incidente da superare, è invece qualcosa
che deve restare per l'eternità, gloria e vanto di Cristo, il punto più alto, la rivelazione
massima dell'amore di Dio. Nel cuore del cielo sta, per sempre, carne d'uomo ferita. Nostro
alfabeto d'amore.
Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Ecco una beatitudine che sento finalmente mia, le altre le ho sempre sentite difficili, cose
per pochi coraggiosi, per pochi affamati di immenso.
Finalmente una beatitudine per tutti, per chi fa fatica, per chi cerca a tentoni, per chi non
vede, per chi ricomincia. Beati voi... grazie a tutti quelli che credono senza necessità di
segni, anche se hanno mille dubbi, come Tommaso. Sono quelli che se una volta potessero
toccare Gesù da vicino - vedere il volto, toccare il volto - se una volta potranno vederlo,
ma in noi, anch'essi diranno: Mio Signore e mio Dio!
(Letture: Atti 5, 12-16; Salmo 117; Apocalisse 1,9-11.12-13.17.19; Giovanni 20,19-31)
© riproduzione riservata
Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
11/04/2013
stampa quest'articolo segnala ad un amico feed
Quella domanda: mi ami tu?
III domenica di Pasqua - Anno C

Enviar

(...) Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi
ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse:
«Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di
Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse:
«Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi
bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e
gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le
mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi
dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà
dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio.
E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
Gli Apostoli sono tornati là dove tutto ha avuto inizio, al loro mestiere di prima, alle parole
di sempre: vado a pescare, veniamo anche noi; e poi notti di fatica, barche vuote, volti
delusi.
L'ultima apparizione di Gesù è raccontata nel contesto della normalità del quotidiano.
Dentro di esso, nel cerchio delle azioni di tutti i giorni anche a noi è dato di incontrare
Colui che abita la vita e le persone, non i recinti sacri.
Gesù ritorna da coloro che l'hanno abbandonato, e invece di chiedere loro di inginocchiarsi
davanti a lui, è lui che si inginocchia davanti al fuoco di brace, come una madre che si
mette a preparare da mangiare per i suoi di casa. È il suo stile: tenerezza, umiltà, custodia.
Amici, vi chiamo, non servi. Ed è molto bello che chieda: portate un po' del pesce che
avete preso! E il pesce di Gesù e il tuo finiscono insieme e non li distingui più.
In questo clima di amicizia e semplicità, seduti attorno a un fuocherello, si svolge il
dialogo stupendo tra Gesù e Pietro.
Gesù, maestro di umanità, usa il linguaggio semplice dell'amore, domande risuonate sulla
terra infinite volte, sotto tutti i cieli, in bocca a tutti gli innamorati che non si stancano di
sapere: mi ami? Mi vuoi bene?
Semplicità estrema di parole che non bastano mai, perché la vita ne ha fame; di domande e
risposte che anche un bambino capisce perché è quello che si sente dire dalla mamma tutti i
giorni.
Il linguaggio del sacro diventa il linguaggio delle radici profonde della vita. La vera
religione non è mai separata dalla vita.
Seguiamo le tre domande, sempre uguali, sempre diverse: Simone, mi ami più di tutti?
Pietro risponde con un altro verbo, quello più umile dell'amicizia e dell'affetto: ti voglio
bene. Anche nella seconda risposta Pietro mantiene il profilo basso di chi conosce bene il
cuore dell'uomo: ti sono amico. Nella terza domanda succede qualcosa di straordinario.
Gesù adotta il verbo di Pietro, si abbassa, si avvicina, lo raggiunge là dov'è: Simone, mi
vuoi bene? Dammi affetto, se l'amore è troppo; amicizia, se l'amore ti mette paura. Pietro,
sei mio amico? E mi basterà, perché il tuo desiderio di amore è già amore.
Gesù rallenta il passo sul ritmo del nostro, la misura di Pietro diventa più importante di se
stesso: l'amore vero mette il tu prima dell'io. Pietro sente il pianto salirgli in gola: vede Dio
mendicante d'amore, Dio delle briciole, cui basta così poco, e un cuore sincero.
Nell'ultimo giorno sono certo che se anche per mille volte avrò tradito, il Signore per mille
volte mi chiederà soltanto questo: Mi vuoi bene? E io non dovrò fare altro che rispondere
per mille volte, soltanto questo: Ti voglio bene.
(Letture: Atti 5, 27b-32. 40b-41; Salmo 29; Apocalisse 5, 11-14; Giovanni 21, 1-19)
© riproduzione riservata

Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi
18/04/2013
stampa quest'articolo segnala ad un amico feed

Enviar

La voce di Cristo, guida verso la vita
IV Domenica di Pasqua
Anno C
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse
mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia
mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano
del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
Le mie pecore ascoltano la mia voce. È bello il termine che Gesù sceglie: la voce. Prima
ancora delle cose dette conta la voce, che è il canto dell'essere. Riconoscere una voce vuol
dire intimità, frequentazione, racconta di una persona che già abita dentro di te, desiderata
come l'amata del Cantico: la tua voce fammi sentire. Prima delle tue parole, tu.
Ascoltano la mia voce e mi seguono. Non dice: mi obbediscono. Seguire è molto di più:
significa percorrere la stessa strada di Gesù, uscire dal labirinto del non senso, vivere non
come esecutori di ordini, ma come scopritori di strade. Vuol dire: solitudine impossibile,
fine dell'immobilismo, camminare per nuovi orizzonti, nuove terre, nuovi pensieri.
Chiamati, noi e tutta la Chiesa, ad allenarci alla sorpresa e alla meraviglia per cogliere la
voce di Dio, che è già più avanti, più in là.
E perché ascoltare la sua voce? La risposta di Gesù: perché io do loro la vita eterna.
Ascolterò la sua voce perché, come una madre, Lui mi fa vivere, la voce di Dio è pane per
me. Così come «la voce degli uomini è pane per Dio» (Elias Canetti).
Per una volta almeno, fermiamo tutta la nostra attenzione su quanto Gesù fa per noi. Lo
facciamo così poco. I maestri di quaggiù sono lì a ricordarci doveri, obblighi,
comandamenti, a richiamarci all'impegno, allo sforzo, all'ubbidienza. Molti cristiani
rischiano di scoraggiarsi perché non ce la fanno. Ed io con loro.
Allora è bene, è salute dell'anima, respirare la forza che nasce da queste parole di Gesù: io
do loro la vita eterna. Vita eterna vuol dire: vita autentica, vita per sempre, vita di Dio, vita
a prescindere. Prima che io dica sì, Lui ha già seminato in me germi di pace, semi di luce
che iniziano a germinare, a guidare i disorientati nella vita verso il paese della vita.
«Nessuno le strapperà dalla mia mano». La vita eterna è un posto fra le mani di Dio. Siamo
passeri che hanno il nido nelle sue mani. E nella sua voce.
Siamo bambini che si aggrappano forte a quella mano che non ci lascerà cadere.
Come innamorati cerchiamo quella mano che scalda la solitudine.
Come crocefissi ripetiamo: nelle tue mani affido la mia vita.
Dalla certezza che il mio nome è scritto sul palmo della sua mano, dice il profeta, con una
immagine dolce, come di ragazzi che si scrivono sulla mano le cose importanti, da non
dimenticare all'esame; da questa vigorosa certezza, da non svendere mai, che per Dio io
sono indimenticabile, che niente e nessuno mai mi potrà separare e strappare via, prende

per quanti sono affidati al mio amore e alla mia amicizia. e Dio è stato glorificato in lui. ma di quale amore? Parola così abusata. Vi do un comandamento nuovo. 27-30) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 25/04/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Amare l'altro con lo «stile» di Gesù V Domenica di Pasqua Anno C Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo]. Non si tratta di una nuova ingiunzione. e imparare quindi a dare come faceva Gesù: non come un ricco ma come un povero che riceve. Apocalisse 7. ciascuno maestro dell'altro. Allo stesso modo anche i due sposi devono amarsi come due maestri. ciascuno messo in cammino verso orizzonti più grandi. ma della regola che protegge la vita umana. Vi do un comandamento nuovo. . della tua storia. dei tuoi occhi accesi. del tuo coraggio. che vi amiate gli uni gli altri. ama il prossimo tuo come te stesso. colui che mi fa camminare per nuovi sentieri. e nell'amore l'altro diventa il mio maestro. Dove sta la novità? Già nell'Antico Testamento era scritto ama Dio con tutto il cuore. Per amare devo guardare una persona con gli occhi di Dio. dicevano i rabbini. che ha la forza dolce delle nascite. e la vita diventa immensamente più felice e libera. E pensare davanti al povero: sono io il povero. mano da cui non si rapisce. perché contiene il brivido emozionante della scoperta dell'altro. con il meglio di te. fatto ricco di te. Salmo 99. (Letture: Atti 13. Io vado dall'altro come ad una fonte. Figlioli. così amatevi anche voi gli uni gli altri. 14-17. 43-52. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Se Dio è stato glorificato in lui. con un gesto di solidarietà o un momento di condivisione. così amatevi anche voi gli uni gli altri. Amare sovrasta tutto questo. Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato. dove sono riassunti del destino del mondo e la sorte di ognuno: «abbiamo tutti bisogno di molto amore per vivere bene» (Maritain). che spalanca sogni. Giovanni 10. Allo stesso modo anche il povero che incontro o lo straniero che bussa alla mia porta li posso guardare come fossero i «nostri signori» (san Vincenzo de Paolis). Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Come io ho amato voi. come colui che ti dà il gusto del vivere. che ti appare non più come un oggetto ma come un evento. La novità del comando sta nella parola successiva: Come io ho amato voi. meraviglia. quando adotto il suo sguardo luminoso divento capace di scoprirne tutta la bellezza e grandezza e unicità. incanto del vivere. Sì. cuore da cui non si strappa. 9. Allora lo posso amare. anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Noi confondiamo spesso l'amore con un'emozione o un'elemosina. ancora per poco sono con voi. che ti fa nascere. E da questo si sprigiona fervore. come un mendicante d'amore. 14.avvio la mia strada nella vita: essere anch'io. e mi disseta. parola che a pronunciarla male brucia le labbra. Lasciarsi abitare dalle ricchezze dell'altro.

ma come Gesù. ti lasci incontrare dal Signore. cosa potrei comprare con le mie monetine?» (M. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Apocalisse 21. allora e solo allora la sua Parola. osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.. lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome. non osserva le mie parole. i vostri signori. Proprio come continua il Vangelo oggi: e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. molti gesti di carità. Padre Figlio e Spirito Santo. se non ci fossi tu. Se uno mi ama. Figlio tenero. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. con il suo stile unico. Padre saldo. voi crediate». 31-35) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 03/05/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Chiamati a lasciarci amare da Dio VI domenica di Pasqua Anno C In quel tempo. con la sua creatività: ha fatto cose che nessuno aveva fatto mai. e la parola che voi ascoltate non è mia. un gesto. non bastano per quasi nulla. prima che avvenga. abitati da Dio intero.1-5. si accoglie. non da solo. perché il Padre è più grande di me. quando avverrà. come Zaccheo. molte preghiere o sacrifici? No. ma del Padre che mi ha mandato. con il lasciarsi amare. Vi lascio la pace.21-27. Se mi amaste. che non solo è amore. Amare comincia con una resa. Spirito vitale. scoccano dardi di sole. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Giovanni 13. Non come la dà il mondo.. Ma il Paràclito. Gesù disse: «Se uno mi ama. (Letture: Atti 14. impossibile per noi la sua misura. Ve l'ho detto ora. non riesce. allora sarà lui a trasformarti in tutte le tue azioni. osserverà la mia parola. io la do a voi. Affermazione così importante da essere ribadita subito al negativo: chi non mi ama non osserva le mie parole. dai più piccoli. Ci hanno spesso insegnato che l'incontro con il Signore era il premio per le nostre buone azioni. Noi siamo il cielo di Dio. Dio non si merita. Chi non mi ama. . con i capovolgimenti che ha portato. Un cielo trinitario è dentro di noi. perché. ma esclusivamente amore. Come Lui. Il Vangelo però dice altro: se. Io sono un campo dove circola vento. vi rallegrereste che io vado al Padre. Marcolini). Salmo 144. Nei momenti difficili. fatelo a partire dai più stanchi. non ce la può fare.Non dice quanto vi ho amato. con la sua eleganza gentile. I cristiani non sono quelli che amano (lo fanno in molti sotto tutte le latitudini) ma quelli che amano come Gesù: se io vi ho lavato i piedi così fate anche voi. vi do la mia pace. «Capisco che non posso fare affidamento sui pochi centesimi di amore che soli mi appartengono. lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Una limpida constatazione: solo se ami il Signore. cade pioggia di vita. Come si fa ad amare il Signore Gesù? L'amore verso di lui è un'emozione. il tuo desiderio e la tua volontà cominciano a coincidere.

allo stringersi a Lui come un bambino si stringe al petto della madre e non la vuol lasciare. perché per lui è vita. si staccò da loro. salendo in cielo. le parole dette «in quei giorni» e le nuove conquiste della mente e dell'anima che lo Spirito induce. con il grembo che s'inarca come una vela. poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. Lo Spirito vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.22-29. Ci è rivolta qui una delle parole più liberanti di Gesù: il centro della fede non è ciò che io faccio per Dio. buone o cattive. Una affermazione colma di bellissimi significati profetici. Marcolini). continua ancora a covare le menti e a librarsi. ma ciò che Dio fa per me. io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso. . gloriosa di vita nuova. Testimone che la maledizione non appartiene a Dio. gli piaccio! Dice bene di me e mi augura il bene: nelle mie amarezze e nelle mie povertà io sono benedetto. ma alla fede. alla relazione affettuosa con Dio. in cielo. Che ha preso carne nel grembo di una donna rivelando la segreta nostalgia di Dio di essere uomo. Salmo 66. Due verbi: Insegnare e Ricordare. esperto di evasioni! (M. si staccò da loro e veniva portato su. Apocalisse 21. Li condusse fuori verso Betània e. nelle mie fatiche benedetto. Giovanni 14. Io non sono degno. Dio dice bene di me! Io gli piaccio! Così come sono. Mentre li benediceva. Che ora. Il primo posto nel Vangelo non spetta alla morale. crepe nei muri delle prigioni: mio Dio. Colui che in principio covava le grandi acque e si librava sugli abissi. Poi li condusse fuori verso Betània e. l'uscire dalle paludi del cuore inventandosi un balzo. creatore. li benedisse. squarci di luce nel buio più nero.. finché non siate rivestiti di potenza dall'alto». 23-29) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 09/05/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Quella gravità che attira verso l'alto Ascensione del Signore Anno C «Ed ecco. un dinamismo. li benedisse.Simone Weil usa questa delicata metafora: Le amiche della sposa non conoscono i segreti della camera nuziale. porta con sé la nostra nostalgia di essere Dio. Sono i due poli entro cui soffia lo Spirito: la memoria cordiale dei grandi gesti di Gesù e l'apprendimento di nuove sillabe divine. Chi è colui che sale al cielo? È il Dio che ha preso per sé il patire per offrirmi in ogni mio patire scintille di risurrezione. Ed essi si prostrarono davanti a lui. sugli abissi del cuore. in tutti i miei dubbi benedetto. ma quando vedono l'amica diversa. Al centro non stanno le mie azioni. Gesù lascia un dono e un compito: predicate la conversione e il perdono. alzate le mani. allora capiscono che a trasformarla è stato l'incontro d'amore. Una lunga benedizione sospesa in eterno tra cielo e terra è l'ultima immagine di Gesù. Conversione: indica un movimento. alzate le mani. il Totalmente Altro che viene e mi rende altro.22-23. 10-14. eppure mi benedice. ma voi restate in città. (Letture: Atti 15.. Mentre li benediceva. ma quelle di Dio. 1-2.

10. La possibilità. in bilico tra terra e cielo. di non arrendersi mai. Perché non se ne va altrove. forza ascensionale verso più luminosa vita. osserverete i miei comandamenti. se ne andava il loro amore. ci sia qualcuno più grande del nostro cuore: nostro Difensore. perché quando anche il cuore ci accusi. ricordare Domenica di Pentecoste Anno C In quel tempo. e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. E questo perché fino all'ultimo giorno Lui ha le mani che grondano doni. e la parola che voi ascoltate non è mia. che la carne è fatta cielo. conversione che ci mette in equilibrio. di ripartire sempre. ma sarà raccolto goccia a goccia e vissuto per sempre. insegnare. Se uno mi ama. lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». contro la logica del mondo dove vincono sempre i più furbi i più ricchi i più violenti. finiva la presenza. (Letture: Atti 1. lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome. per dono di Dio. Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate. per trasformarle. ma anche una forza di gravità che punta verso l'alto. penetra. Perché quando siamo sterili e tristi. il Dio vicino. come fuoco che illumina la notte: Creatore e Consolatore. che solleva maree e vulcani. di solitudine nemica.46-53) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 16/05/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Rimanere. Annunciare il perdono: la freschezza di un cuore rifatto nuovo come nella primavera della vita. non "contro" di noi. quella che ci fa eretti. "Uno accanto a noi". Dovevano essere tristi piuttosto. La conclusione del racconto è a sorpresa: i discepoli tornarono a Gerusalemme con grande gioia. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Come fanno le beatitudini. il loro amico. a nostro favore. sia colui che riempie la casa. Invece no. Ed è come una nostalgia di cielo. Luca 24. .24-28.1-11. È la gioia di vedere in Gesù che l'uomo non finisce con il suo corpo. E la nostra vita. Il Padre vi darà un altro "Paràclito": nome che significa "Colui che è chiamato accanto". e mi basta: che la sua misericordia è infinita! Dio è una primavera infinita. un albeggiare continuo. osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama. ma una su tutte. Io so poche cose di Dio. Che non esiste nel mondo solo la forza di gravità che pesa verso il basso. Ma il Paràclito. Ebrei 9. ma entra nel profondo di tutte le vite. Cristo è asceso nell'intimo di ogni creatura. ma del Padre che mi ha mandato. che la nostra vita è più forte delle sue ferite. di ricominciare. Salmo 46.19-23. il loro maestro. che mette verticali la fiamma e gli alberi e i fiori. Perché quando siamo soli. fa volare ad altezze nuove i pensieri. È la gioia di sapere che il nostro amare non è inutile. per suo dono. non osserva le mie parole. sulla misura di quelli di Cristo. sia accanto come vento che porta pollini di primavera.Significa il coraggio di andare controcorrente. che avvolge. dà slancio a gesti e parole.

di pienezza. vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. in nessuno dei giorni. tutte le case sono ora il cielo di Dio. Lui rimane con me. per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». di quando passava e guariva la vita e diceva parole di cui non si vedeva il fondo. fonte di libere vite. e i discepoli sono colti di sorpresa.1-11. per sempre. Vi insegnerà ogni cosa: lo Spirito ama insegnare. vi guiderà a tutta la verità.8-17. dentro pensieri e conoscenze nuovi. perché non parlerà da se stesso. rimarrà per sempre. (Letture: Atti 2. e il cosmo. non era programmato. ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Se anche io non sono con Lui. La mia. Tre verbi pieni di bellissimi significati profetici: «rimanere. Lo Spirito non si lascia sequestrare in luoghi particolari che noi diciamo riservati alle cose del sacro. Lui non mi dimenticherà. nessuna distinzione da fare. Vi ricorderà tutto: vi riporterà al cuore gesti e parole di Gesù. Lo Spirito è già qui. perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Se anche lo dimenticassi. Tocca ogni vita. è fuoco e vuole per la sua Chiesa coscienze accese e non intorpidite o acquiescenti. la tua. disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi. abitare il Vento e il Fuoco. Il racconto degli Atti degli Apostoli lo sottolinea con annotazioni precise: venne dal cielo d'improvviso un vento impetuoso e riempì tutta la casa. nel Vangelo di oggi. E la liturgia fa eco: del tuo Spirito Signore è piena la terra. La casa dove gli amici erano insieme. ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Romani 8. Apparvero lingue di fuoco che si posavano su ciascuno. su ciascuno di noi. Giovanni 14. non come fosse un dogma astratto ma come un accadimento di vita. è creatore e vuole creatori. lo Spirito della verità. La Trinità si delinea in filigrana. Lo Spirito non sopporta schemi. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 23/05/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Ciò che è del Padre è anche nostro Santissima Trinità Anno C In quel tempo. sospingere avanti e insieme: con lui la verità diventa comunitaria. Su ciascuno. vi insegnerà ogni cosa.23-26). Qui sacra diventa la casa. Tutto quello che il Padre possiede è mio. Egli mi glorificherà.15-16. ritrovano la loro pienezza: abitare il futuro e la libertà. . non individuale. come nomadi d'Amore. Venne d'improvviso. accompagnare oltre verso paesaggi inesplorati. Lo Spirito porta in dono un sapore di totalità. di completezza che Gesù sottolinea per tre volte: insegnerà ogni cosa. Salmo 103. Quando verrà lui. In Lui l'uomo. Che rimanga con voi. Nessuno è solo. ha riempito la casa. Pentecoste è una festa rivoluzionaria di cui non abbiamo ancora colto appieno la portata. è un vento di libertà.Rimarrà con voi per sempre. Nessuno escluso. non erano preparati. insegnare e ricordare». una azione che ci coinvolge. ricorderà tutto.

vita nella casa. l'ha detto Gesù: ero straniero e mi avete accolto. la pienezza della sua missione consiste in questo: che tutto ciò che è suo sia anche nostro.. ma un flusso aperto che riversa amore.. Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». non un circuito chiuso. alla querce di Mambre: arriva uno sconosciuto all'accampamento e Abramo con dolce insistenza lo forza a fermarsi e a mettersi a tavola. le idee. le ricchezze. la pace. E noi vorremmo capire se è Dio o se sono solo dei viandanti.) i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni.. Tutto circola nell'universo: pianeti e astri e sangue e fiumi e vento e uccelli migratori. È l'economia della vita. Come nel racconto della ospitalità di Abramo. Vorremmo distinguere ciò che non va distinto. un germe divino incamminato. Uno e Tre. Ma essi risposero: «Non .. All'inizio è uno solo. Una casa aperta a tutti gli amici di Gesù. oltre sé. allora anche l'uomo sarà uomo solo nella comunione. per motivi diversi. e sia di qua che di là.Anno C In quel tempo (. Forse qui c'è lo scintillio di un rimedio per la nostra epoca che sta appassendo come il grembo di Sara: riprendiamo anche noi il senso dell'accoglienza e ci sarà vita nella tenda. per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Ci sono capitali accumulati che sottraggono vita ad altre vite. i personaggi sono tre. ciò di cui si vanta. Giovanni 16. intelligenze cui non è permesso di fiorire e portare il loro contributo all'evoluzione dell'umanità. Perché quando accogli un viandante. dove ci sono tante vene strozzate che ostruiscono la circolazione della vita. Il segreto della Trinità è una circolazione di doni dentro cui è preso e compreso anche l'uomo. la creatività. che si ammala se si ferma. e vene troppo gonfie dove la vita ristagna e provoca necrosi ai tessuti. che si spegne se non si dona. verità. (Letture: Proverbi 8. si soffre.. tu accogli un angelo. poi senza spiegazione apparente. cioè diamo gioia a Dio e ne ricaviamo per noi godimento e pienezza. E questo contrasta con i modelli del mondo.. La gloria per Gesù. Dio gode nel mettere in comune. intelligenza fuori di sé. 22-31. linee tracciate sulle carte geografiche che sono come lacci emostatici. Ciò per cui Cristo è venuto: trasmettere se stesso e far nascere in noi tutti un Cristo iniziale e incompiuto. La gloria di Gesù diventa la nostra: noi siamo glorificati. Nel dogma della Trinità c'è un sogno per l'umanità.. ha un premio: la fecondità di Sara che sarà madre. 12-15) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 30/05/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Siamo ricchi di ciò che doniamo Santissimo corpo e sangue di Cristo . 1-5. quando facciamo circolare le cose belle.. L'ospitalità di Abramo al Dio Viandante. i sorrisi. buone e vere. Salmo 8. l'amore. Se Dio è Dio solo in questa comunione di doni. Tutto quello che il Padre possiede è mio.Lo Spirito mi glorificherà: prenderà del mio e ve lo annuncerà. Romani 5.

«è» un'anima-corpo senza separazioni. In tutta la Bibbia l'uomo non «ha» un corpo. (Letture: Genesi 14. Non conta la quantità ma l'intensità. Quel «tutti» è importante. Tutti mangiarono a sazietà. Gesù avanza questa pretesa irragionevole e profetica (voi date da mangiare) per dire a noi. Ma gli apostoli non sono in grado. giorni più sereni. Sono santi e peccatori. non quella della ragione. ma nella prodigiosa e creativa moltiplicazione del cuore. Per i discepoli Gesù aveva finito il suo lavoro: aveva predicato. olio e vino sulle ferite.inizia con una richiesta illogica di Gesù ai suoi: Date loro voi stessi da mangiare. saziare. una casa dove si condividono pane e sogni. che non consistono nella moltiplicazione di beni materiali. Gli apostoli hanno a cuore la gente. 1 Corinzi 11. un pane ogni mille persone. era sufficiente. Per Gesù no. risanato. E vedrai che il tempo e il cuore donati si moltiplicheranno. a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». Salmo 109. lui non ha mai mandato via nessuno. il bicchiere d'acqua fresca. Luca 9. Il miracolo della condivisione dei pani e dei pesci . Diventato casa: «fateli sedere in gruppi». sinceri o bugiardi. allora. hanno soltanto cinque pani. Il Vangelo trabocca di miracoli compiuti sui corpi di uomini. il cuore sognatore di chi condivide anche ciò che non ha. Lui non riusciva ad amare l'anima e a non amare i corpi: «parlava alle folle del Regno di Dio e guariva quanti avevano bisogno di cure».. il tuo pane. Così Dio immagina la sua Chiesa: capace di insegnare. il collaudo di un mondo nuovo. 11b-17) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 06/06/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Il Signore della compassione X Domenica Enviar . Egli prese i cinque pani e i due pesci. un po' di tempo e un po' di cuore. anche il tempo che non hai. li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. C'erano infatti circa cinquemila uomini (.abbiamo che cinque pani e due pesci. bambini. Gesù non li ascolta. ma nello spartire con gli altri il poco che hai. respirante. nessuno escluso. è sera ormai e siamo in un luogo deserto.. aveva nutrito la loro anima. che la fine della fame non sta nel mangiare a sazietà. uomini. alzò gli occhi al cielo. da solo. La sorpresa di quella sera è che poco pane condiviso con gli altri è sufficiente. donne di Samaria con cinque mariti e altrettanti divorzi. recitò su di essi la benedizione. vuole fare di quel deserto. donne. Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo donato alla fame d'altri. è come se dicessero: lascia che ognuno si risolva i suoi problemi da solo. Dona. ma solo in parte. I corpi guariti diventano come il laboratorio del Regno. donne. battiti danzanti del cuore. Mandali via. accogliere senza escludere nessuno. di ogni nostro deserto. alla Chiesa tutta di seguire la voce della profezia. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste. di imparare a ragionare con il cuore. metteteli in relazione tra loro.il Vangelo non parla di moltiplicazione . 23-26. 18-20. Capace di operare miracoli. capace come gli apostoli di accettare la sfida di mettere in comune tutto quello che ha. liberato. che facciano casa. Vedrai che torneranno a te ore più liete.). guarire. Sono bambini.

e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. lasciandosi ferire da ogni gemito. se lo carica sulle spalle. sono due vedove. Quel buco nero che inghiotte la vita di una madre.. ecco. perché a me? Cosa ho fatto?» Nessun segnale ci dice che quella donna fosse credente più fervida di altri. aveva solo quel figlio. il verbo usato per la risurrezione. Si accosta alla bara. non quello di trasformare una bara in una culla. ma Dio ascolta il suo gemito. Ma non si accontenta di asciugare lacrime. Vede il pianto e si commuove. Ed egli lo restituì a sua madre. agli affetti che soli ci rendono vivi. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio. Una donna. è il suo dolore. e si fa vicino. Entra in città da forestiero e si rivela prossimo: chi è il prossimo? Gli avevano chiesto. sorgi. Gesù non sfiora il dolore. Levati. Vedendola. il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Il Vangelo dice che Gesù fu preso da grande compassione per lei. e sono due madri che piangono. il Signore amante della vita. Nessuno. che si avvicina a chi piange. che per lei era tutto. restituisce il ragazzo all'abbraccio. e molta gente della città era con lei. guarirlo se possibile. Luca 7. Salmo 29. 17-24. (Letture: 1Re 17.. Si avvicinò e toccò la bara. àlzati!». cerca di consolarlo. Quando fu vicino alla porta della città. ne ascolta il gemito. E tutti glorificavano Dio dicendo: è sorto un profeta grande! Gesù profetizza Dio. E lo restituì alla madre. veniva portato alla tomba un morto. Chi si avvicina al dolore altrui. Quella donna non prega. ma il miracolo di stare accanto a chi soffre. questa dismisura del male su spalle fragili? Il Vangelo non dà risposte. Poi disse: «Ragazzo. Perché questo accanirsi. E ci convoca a operare «miracoli». alzati. forse. La prima risposta del Signore è di provare dolore per il dolore della donna. Quel freddo improvviso e spaventoso che ti stringe la gola e sai che d'ora in poi niente sarà più come prima. Sono gli ingredienti di base del racconto di Nain che mette in scena la normalità della tragedia in cui si recita il dolore più grande del mondo. Ciò che fa breccia nel cuore di Gesù. Gesù si recò in una città chiamata Nain. non prosegue ma si ferma. Che piange con noi quando il dolore sembra sfondare il cuore. Si avvicina a una persona che. Gesù consola liberando. in cuor suo sta maledicendo Dio: «Perché a me. mentre i portatori si fermarono. 11-19. Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. vicino come una madre al suo bambino. penetra dentro il suo abisso insieme a lei. dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi» (. che cammina per tutte le Nain del mondo. alzati in piedi.). 11-17) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 13/06/2013 . il Dio della compassione. Quante storie così anche oggi. quante famiglie dove la morte è di casa. come lui a Nain. all'amore. la supplica universale e senza parole di chi non sa più pregare o non ha fede. Gàlati 1. dico a te.Tempo ordinario Anno C In quel tempo. non piangere. Quella donna era vedova. la tocca. un corteo. Due vite precipitate dentro una sola bara. dal divino sentimento della compassione. mostra solo Gesù che piange insieme alla donna. unico figlio di una madre rimasta vedova. una bara. e dice dolcemente: donna. parla: Ragazzo dico a te. alleviarlo. di un padre privati di ciò che è più importante della loro stessa vita. alle relazioni d'amore nelle quali soltanto troviamo la vita.

) volgendosi verso la donna. L'amore conta. il germe divino che attende la risurrezione anche nel cuore dell'ultima prostituta. Gesù ne indica il cuore: ama. Dal poco al molto amore: Gesù.13. Salmo 31. il fariseo che l'aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta. l'asse portante del rapporto con Dio. va in cerca di persone e ambienti pronti a dargli affetto. come tanti altri. bocca. per fissarsi sul germe intatto. chiedere perdono.. Gesù vede oltre le etichette: arriva una donna e dove gli altri vedono solo una peccatrice. non gli chiede permesso. ti rende infelice o avido o cinico.3). vale. L'amore non fa peccati. pesa più del peccato. questa donna invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi.stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar L'amore conta. ma ricevere e restituire amore. uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui (. oltre doveri o obblighi. Il cristianesimo non è un intreccio complicato di dogmi e doveri. è più utile per questo nostro mondo dell'opera più grandiosa: la rivoluzione portata da Gesù. il profumo. tu non mi hai dato un bacio. Simone era molto religioso e molto duro. Gesù cambia il paradigma della fede: dal peccato all'amore. possibile a me. Sono gesti contro tutti i rituali. 7-10. Un Vangelo che ci contesta e ci conforta.Vedendo questo..19-21.. se lo soffochi. capelli.36-8. profumo su di lui. Molto le è perdonato perché molto ha amato. ogni giorno. possibile a tutti.)». saprebbe chi è. E Dio guarda il cuore. Una spiga conta più di tutta la zizzania del campo.. Forse perché viveva la fede come osservanza delle regole divine e non come risposta all'amore di Dio. Bastava. Va diritta davanti a lui. anche se muto e nascosto. tutti i doni e tutti i doveri (M. i baci? È la lingua universale in cui è detto il cuore. Dio desidera essere amato.) Ed ecco. La rivoluzione evangelica: passare dal poco al molto amore. Leggo questo racconto grondante di lacrime e d'amore. Quella donna ha ascoltato il profondo bisogno di ricevere e dare amore.. Lei sa. lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli (.. Gesù allora (. perché ha molto amato (. con tutte le sue fibre. E gode vedendo la donna uscire da un rapporto scadente di contabilità o di baratto con il Signore.) Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati. portò un vaso di profumo (. che si fa largo dentro il groviglio delle nostre contraddizioni morali. L'amore contiene tutto. non lo annulla. pur confessato ed espiato. e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!». Perché quell'eccesso.. . Quella donna mostra che un solo gesto d'amore.16. che apprezza. È il bene invece che revoca il male di ieri e lo cancella. un bisogno che. lui vede un'amante: ha molto amato. Ai quali Gesù non si sottrae. grondante di vita. (Letture: 2 Samuele 12. che quello strano rabbì non l'avrebbe cacciata. e provo a guardare come guarda Gesù. lacrime. Galati 2.. Luca 7. che vanno oltre lecito e illecito. e spiccare il volo negli spazi della libertà e del dono. L'errore che hai commesso non revoca il bene compiuto. le carezze. Non è il peccato. fa una cosa inaudita tanto è sconveniente: mani. Bellet). hai fatto tutto. che ognuno di noi ha dentro. disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi.). una donna. una peccatrice di quella città. saputo che si trovava nella casa del fariseo. pesa più del peccato XI Domenica Tempo ordinario Anno C In quel tempo. Simone. con una carica affettiva veemente.

Ed è lui stesso a tracciare il vero volto del Figlio dell'Uomo che deve soffrire molto. la senti sopra. la salute. Ma Pietro non sa che cosa lo aspetta. vita... Ma come? Gesù non dice «prenda la mia croce». 18-24). il lavoro. Passione che sacrifica se stessa. sotto. tu puoi. nelle parole. In Gesù c'è un presente di parole mai udite. Partorire vita più grande. Galati 3. perché c'era il grave rischio di annunciare un Messia sbagliato. Pietro risponde con la sua irruenza: tu sei il Cristo di Dio. Il tempo e il cuore che mi ha preso. non impone risposte. Luca 9. Merini). preghiera sono il grembo in cui si chiarisce l'identità profonda. una mano che ti prende le viscere e ti fa partorire (A. una creatura di fuoco e luce. altri dicono Elìa. lo spazio che occupa in me. di gesti mai visti. nei pensieri.Anno C Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. ma voi chi dite che io sia? Preceduta da un «ma». in cui ti senti docile fibra dell'universo. Gesù. Qualunque sia il tuo stato di vita. «non come un esecutore di ordini ma come un artista sotto l'ispirazione dello Spirito» (Maritain). Il progetto è unico. Silenzio. chi dicono che io sia?».10-11. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle. solitudine. passione d'amore.) Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare.26-28. altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi. nella giornata. ma la sua. Seguire Cristo significa portare avanti il suo progetto. come in contrapposizione alle risposte della gente: dicono che sei un profeta. diversa da tutte. E in quest'ora speciale Gesù pone la domanda decisiva. Sono i momenti in cui la verità si fa come tangibile. (Letture: Zaccaria 12. non serve riandare ad Elia o a Giovanni. qualcosa da cui poi dipenderà tutto: fede. che deve tracciare. maestro di umanità. Allora il passato non basta.13. ciascuno la sua. i tuoi talenti e le debolezze. . ma ognuno percorrerà la sua strada libera e creativa. prendere il Vangelo su di te e collaborare con Cristo alla sua stessa missione. intorno a te come un manto luminoso. Severamente.. La croce è la sintesi del Vangelo. ma la presa. con le tue fatiche. venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». La risposta di Gesù ci sorprende ancora: ordinò severamente di non dire niente a nessuno.1. Una passione che nessuna tomba può imprigionare.. scelte. bocca di Dio e dei poveri.. chi dite che io sia?». lieta e creativa. l'età. ma contiene il cuore pulsante dei miei giorni di credente: Chi sono io per te? Non è in gioco l'esatta definizione di Cristo. il suo progetto.. Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno (. il suo cuore. Quella di Gesù non è una domanda per esaminare il livello di conoscenza che gli apostoli hanno di lui. il suo braccio. Se qualcuno vuole venire dietro a me. allo stesso sogno di una umanità incamminata verso una vita buona. la sua bocca. ti conduce con delicatezza a cercare dentro di te. Il messia di Dio. Salmo 62. che non è già tracciata. Dio è passione. Essi risposero: «Giovanni il Battista. prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. rinneghi se stesso.© riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 20/06/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La domanda decisiva «Chi sono io per te?» XII Domenica Tempo ordinario .

ma offre la gioiosa fatica di aprire strade nuove. Mentre camminavano per la strada.Anno C (. li rimproverò e si avviò verso un altro villaggio. che ci rappresentano tutti. Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti. Non ha bisogno di mezzi forti o di segni prodigiosi. Gesù invece intende eliminare il concetto stesso di nemico. Lui custodisce sentieri verso il cuore dell'uomo. Ad essi. Come accade anche ai tre nuovi discepoli che entrano in scena nella seconda parte del Vangelo. Gesù aveva cento case di amici e amiche felici di accoglierlo a condividere pane e sogni. gli uccelli nidi. altri cuori da fasciare. Chi vuole vivere tranquillo e in pace nel suo nido non potrà essere suo discepolo. senza sicurezza. Ma essi non vollero riceverlo. che capovolge la logica della storia. Il Signore inventore di strade: c'è sempre un nuovo villaggio con altri malati da guarire.) Vuoi che scenda un fuoco dal cielo e li consumi? La reazione di Giacomo e Giovanni al rifiuto dei Samaritani segue la logica comune: farla pagare. occhio per occhio. E costui rispose: «Signore. sottoposta a rischio. non cova risentimenti. ma io non ho dove posare il capo. e gioia. Con la metafora delle volpi e degli uccelli Gesù traccia il ritratto della sua esistenza minacciata dal potere religioso e politico.) Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. a esodi. E si misero in cammino verso un altro villaggio. quella che dice: i nemici si combattono e si eliminano. ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». permettimi di andare prima a seppellire mio padre». il rischio di essere . E il Vangelo diventa viaggio. Che difende chi non la pensa come lui. i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore. Nella concisione di queste parole si staglia la grandezza di Gesù. perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.. Si voltò e li rimproverò. A un altro disse: «Seguimi». Noi siamo abituati a sentire la fede come conforto e sostegno. a percorsi. come canta il salmo: beato l'uomo che ha sentieri nel cuore (84. Quando videro ciò.6). a continui passaggi. un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». Ma questo Vangelo ci mostra che la fede è anche altro: un progetto che non assicura una esistenza tranquilla.. Eppure non era esattamente così. E si avviò verso un altro villaggio. spazio aperto. che ha futuro e fiducia. Gesù si voltò. E invita il nostro cristianesimo a diventare così. c'è sempre un'altra casa dove annunciare pace. vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».. tu invece va' e annuncia il regno di Dio». via da percorrere.. pane buono che nutre. dice: Le volpi hanno tane. (.© riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 27/06/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Guardare avanti per vivere in pienezza XIII domenica Tempo ordinario . E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi.

incoerenze. ma avanti. Se ti fermi all'esistente. Tu fa cose nuove. Di tutto questo lui ha gettato il seme. di un mondo lontano da Dio.. Gesù insegna uno sguardo nuovo per muoverci nel mondo: la terra matura continuamente spighe di buonissimo grano.rifiutati e perfino perseguitati. il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Insegna un modo nuovo di guardare l'umanità: la vede come un campo traboccante di un'abbondanza di frutti. ma si chiarisce con ciò che segue: Tu va e annunzia il Regno di Dio. ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe. Mancano operai del bello. ma non a lamentarsi. 1.) Quando entrerete in una città e vi accoglieranno. Dio è vicino. mietitori del buono. Gesù manda discepoli. né sacca. 51-62) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 04/07/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Operai del bello. tanti dolori solitari attendono una carezza per sbocciare alla fiducia. Gàlati 5. Lascia che i morti seppelliscano i loro morti. Luca 9. La messe è abbondante. progetti. e reca frutti di libertà. Di gente che. Salmo 15.13-18.. né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada (. Diceva loro: «La messe è abbondante. perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco. un altro mondo sta nascendo. ma sono pochi quelli che vi lavorano. Ma Gesù dice qualcosa di molto più importante: il mondo è buono. che gli appartengono. di violenza. vi mando come agnelli in mezzo a lupi. esperienze di giustizia e pace. Una frase durissima che non contesta gli affetti umani. non vivi in pienezza. fallimenti. di consapevolezza. ai grandi campi della vita. e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”»(. Perché si oppone e smonta il presente. Mai è stato così vicino! Viviamo oggi un momento epocale di rinascita spirituale. a un Dio che viene dall'avvenire.19-21. di salvaguardia del creato. manca chi lavori al buono di oggi. tanti cuori inquieti cercano solo un piccolo spiraglio per aprirsi verso la luce. al già visto. per seminarvi il futuro. mangiate quello che vi sarà offerto. è un immenso laboratorio di idee nuove. Sa che il padre suo ha seminato bene nei cuori degli uomini: molti di essi vivono una vita buona. Noi abbiamo sempre interpretato questo brano come un lamento sul tanto lavoro da fare e sulla scarsità di vocazioni sacerdotali o religiose. ma ad annunciare un capovolgimento: il Regno di Dio si è fatto vicino. di inganno. Noi abbiamo bisogno di freschezza e il Signore ha bisogno di gente viva. quando le sue logiche sanno di superficialità. (Letture: 1Re 19. . vicino alla tua casa. 16. non portate borsa.. guarite i malati che vi si trovano.). mietitori del buono XIV Domenica Tempo Ordinario-Anno C In quel tempo. come facciamo noi.. Questo mondo che a noi sembra avviato verso la crisi. C'è tanto bene sulla terra. come chi ha posto mano all'aratro. di rinascita alla vita. nessuno lo potrà sradicare dalla terra. al già pensato. Manca però qualcosa.. non guardi indietro a sbagli..

A questi lui dice: Andate: non portate borsa né sacca né sandali. Percorri l'uomo e arriverai a Dio (Sant'Agostino) . con tutta la tua anima. colpito. sì. Seguono poche righe. Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore. Ma quello. c'è solo l'illusione di poter amare Dio senza amare il prossimo.Anno C In quel tempo. ma con un "di più" di bontà. non attraverso un 'di più' di forza. faccia a terra. non ce la fa. e il tuo prossimo come te stesso». C'è il mistero del male. La bontà non è soltanto la risposta al male. lo irradieranno: « se in noi non è pace. lo emaneranno tutto attorno a loro. Salmo 65. e più belli.10-14. L'appuntamento con Dio è sulla strada di Gerico.Vannucci). 14-18.1-12... ad opporvi al male. ma è anche la risposta al non-senso della vita (P. Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». decisive non sono le cose. a combattere la violenza. che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gli disse: «Hai risposto bene.) Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico. È il volto eterno dell'uomo. ma non sono più forti. (Letture: Isaia 66. Come non ha nulla da dimostrare una donna incinta: ha un bambino in sé e questo basta. se in noi non è ordine non creeremo ordine» (G. disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». non daremo pace.. Un sacerdote scendeva per quella medesima strada.contadini che sappiano far crescere i germogli di un mondo più giusto. ci sono i lupi. con tutta la tua forza e con tutta la tua mente. in cui è condensato il dramma e la soluzione di tutta intera la storia umana. Oltre la carne e il dolore dell'uomo non c'è Dio. un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro. I messaggeri vengono portando un pezzetto di Dio in sé. Vi mando disarmati. di una mentalità più positiva. il pericolo di una religiosità vuota. ma non vinceranno. non ci sono il tempio e il culto solenne. © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 11/07/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Chiamati a diventare samaritani XV Domenica Tempo ordinario . l'illusione di sentirci a posto perché credenti. Vede l'uomo a terra. fa' questo e vivrai». Nessuno può dire: io faccio un'altra strada. Se hanno un pezzetto di Vangelo dentro. Per questo non hanno bisogno di cose. più umana. Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico (. Luca 10. uno dei racconti più brevi al mondo. Ci salveremo tutti insieme. Un uomo: non sappiamo il suo nome. ma sappiamo il suo volto: ferito. Galati 6. Decisivi non sono i mezzi. Non dice: vi mando allo sbaraglio. mostrano Dio in sé. Ricoeur). al martirio. Non hanno nulla da dimostrare. Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Forse sono più numerosi degli agnelli. nessuno può dirsi estraneo alle sorti del mondo. volendo giustificarsi.17-20). Vi mando come presenza disarmata. terrore e sangue. Il mondo intero passa per la strada che va da Gerusalemme a Gerico. o salvezza non sarà.. passa oltre. Il primo che passa è un prete. lo aggira. un uomo di Dio.

. Mentre erano in cammino. Impara l'amore dall'amore ricevuto. un eretico. Ma il Signore le rispose: «Marta. che non le sarà tolta».15-20. Diventa anche tu samaritano. non da avversari. la quale. ma lui non «passa oltre» quando incontra qualcuno. Allora ama il prossimo tuo. che hanno pagato per te. Non c'è umanità possibile senza la compassione. Perché l'esperienza di essere stato amato gratuitamente.. Ha una meta. Ella aveva una sorella. fasciò. grondano di umanità. e Gesù lo accoglie con gioia. come per il buon Samaritano. un nemico. tu ti affanni e ti agiti per molte cose. Come il perdono: non è un sentimento. la fatica del dolore della gente negli occhi. Quando una mano gli apre una porta. Maria ha scelto la parte migliore. lo ospitò. si avvicinò. lui sa che lì dentro c'è un cuore che si è schiuso all'amore. non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». mangiare in compagnia sorridente è un dono. perché l'uomo sia promosso a uomo. Gesù entrò in un villaggio e una donna. un uomo fortunato.. ogni incontro diventa una meta. ascoltava la sua parola. mentre erano in cammino. Invece un Samaritano. Questo è il nuovo decalogo. di nome Marta. Ma chi è il mio prossimo? Gesù risponde: tuo prossimo è chi ha avuto compassione di te. Forse pensa: Ma perché Dio non interviene lui a salvare quest'uomo? Dio interviene sempre. bellissima. ma lo fa attraverso i suoi figli. Il racconto di Luca adesso mette in fila dieci verbi per descrivere l'amore: lo vide. quelli che ti hanno salvato. ma di una cosa sola c'è bisogno. il meno sentimentale dei sentimenti.. una donna di nome Marta lo ospitò. pagò. Allora riposare nella frescura amica di una casa. ama i tuoi samaritani.. Marta invece era distolta per i molti servizi. ma amici XVI domenica Tempo ordinario . mosso a pietà. versò. lo portò. fino al decimo verbo: al mio ritorno salderò. Sono termini di una carica infinita. rialzato. scese. che grondano di luce. risana in profondità chi ha subito violenza e si è sentito calpestato nell'anima. .25-37) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 18/07/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio non cerca servitori. Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico. La compassione non è un istinto. Non è spontaneo fermarsi. i nuovi dieci comandamenti.Il secondo che passa è un levita. Marta... perché la terra sia abitata da "prossimi". per tutti. il più concreto: prendere su di me il destino dell'altro. gli si fa vicino. di nome Maria.. si prese cura. caricò. Per lui. ma una decisione. Allora si fece avanti e disse: «Signore. Ha la stanchezza del viaggio nei piedi. un obiettivo.Anno C In quel tempo. Luca 10. anche una sola volta nella vita. riempie di senso per lungo tempo la vita. Salmo 18.10-14. La sua risposta al dolore del mondo sono io. si mosse a pietà. il meno zuccheroso. Gerusalemme. Colossesi 1. attraverso di me. inviato come braccia aperte. seduta ai piedi del Signore. (Letture: Deuteronomio 30. ma una conquista.

il fiuto per saper scegliere ciò che fa bene alla vita. 38-42) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 25/07/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Per pregare bene serve fame di vita XVII domenica Tempo ordinario . tu ti affanni e ti agiti per molte cose. non cerca delle persone che facciano delle cose per lui. emozioni. Luca 10. va direttamente nella loro casa. sogni. (Letture: Gènesi 18. dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano. A tutti ripete: attento a un troppo che è in agguato. quando ebbe finito. ha iniziato cioè dalla parte giusta il cammino che porta al cuore di Dio. seduta ai piedi del Signore. anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore. non solo di scambio di servizi. Per il resto dei suoi giorni a ogni incontro avrà donato ciò che Gesù le aveva seminato nel cuore. E li sento tutti e due felici. «Maria ha scelto la parte migliore». lei di avere un rabbi tutto per sé. a cui nessuno insegna. estromesse dalla formazione religiosa. dite: “Padre. venga il tuo regno. non il cuore generoso di Marta ma l'agitazione. 24-28. che si perda nelle troppe faccende di casa: tu. per lei che è donna. che affanna. Mi piace immaginare questi due totalmente presi l'uno dall'altra: lui a darsi. Colossèsi 1.Anno C Gesù si trovava in un luogo a pregare. E il Vangelo deve diventare vero nel cuore della vita. le dice Gesù. ciò che regala pace e forza: perché l'uomo segue quelle strade dove il suo cuore gli dice che troverà la felicità (sant'Agostino). Da quel momento la sua vita è cambiata. ascoltava la sua parola.Gesù entra nella casa di due donne d'Israele. Lui totalmente suo. e per questo non può non essere diventata apostola.prima le persone. sapienza. e perdona a noi i nostri peccati. Marta. come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Maria. Perché Dio non cerca servitori. Tu puoi condividere con me pensieri. affettuosamente come si fa con gli amici. tu puoi stare con me in una relazione diversa. Sapienza del cuore. sia santificato il tuo nome. lei totalmente sua. insegnaci a pregare. lui di aver trovato un nido e un cuore in ascolto. Gesù. Ed egli disse loro: «Quando pregate. . sei molto di più. poi le cose. rimprovera Marta. che distoglie il volto degli altri. a lei e a ciascuno di noi . Marta . ma amici. Maria è diventata feconda. Salmo 14. ma non contraddice il suo servizio bensì l'affanno.sembra dire Gesù. Gesù non sopporta che Marta sia confinata in un ruolo di servizio. grembo dove si custodisce il seme della Parola. a un troppo che può sorgere e ingoiarti. Marta. uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore. 1-10. perché quello è il luogo dove la vita è più vera. A Maria doveva bruciare il cuore quel giorno. ma gente che gli lasci fare delle cose dentro di sé. lei a riceverlo. conoscenza. e non abbandonarci alla tentazione”».

di ogni bellezza. Per Gesù no. 21-21. Non tanto: insegnaci delle preghiere. Il nome contiene. le poche cose indispensabili per ripartire ad ogni alba a caccia di vita. Dacci il pane nostro quotidiano. Venga il tuo regno. si perde la vita vera XVIII domenica Tempo ordinario – Anno C E disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. 12-14. E dalla sfiducia e dalla paura tiraci fuori. Non abbandonarci alla tentazione. Insegnaci a pregare. mostraci come si arrivi davanti a Dio. Nel linguaggio corrente la parola «pregare» indica l'insistere. delle formule o dei riti. va imparato ogni giorno di nuovo. 1-13) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 01/08/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Illusi dai beni. cui chiedere. dandoci se stesso. ma di non essere lasciati soli a lottare contro il male. E la prima cosa da chiedere: che il tuo nome sia santificato. Libera il futuro. «Pregare è aprirsi. pregare equivale a creare legami. Perché «Dio non può dare nulla di meno di se stesso» (Meister Eckhart). dona la forza per salpare di nuovo ad ogni alba verso terre intatte. con cuore fanciullo e adulto insieme. Bisogna avere molta fame di vita per pregare bene. quella che contiene più vita di qualsiasi altra. la pace. nasca la terra nuova come tu la sogni. nella fame dei fratelli. il portarlo a cambiare atteggiamento. E noi. caldo. da fratelli. primo fra tutti quello del Padre: «quando pregate. tutta la persona: è come chiedere Dio a Dio. il convincere qualcuno. Il Padre Nostro non va solo recitato. (Letture: Genèsi 18. E perdona i nostri peccati. chiedere che Dio ci doni Dio. Non ti chiediamo di essere esentati dalla prova. e da ogni ferita o caduta rialzaci tu. Dona a noi tutti ciò che ci fa vivere. Per Gesù. poiché non ho dove mettere i miei raccolti? . nel linguaggio biblico. Egli ragionava tra sé: «Che farò.«Signore insegnaci a pregare!». Luca 11. Padre. sulle ginocchia della vita: nelle carezze della gioia. Colossèsi 2. con la gioia silenziosa e piena di pace della zolla che si offre all'acqua che la vivifica e la rende feconda» (Giovanni Vannucci). 23-32. insieme. come si attacca la bocca alla fontana. Tutte le preghiere di Gesù riportate dai Vangeli (oltre cento) iniziano con lo stesso termine «Padre». che adesso conosciamo come il perdono potenzia la vita. È riattaccarsi alla vita. la parola migliore con cui stare davanti a Dio. lo doneremo ai nostri fratelli. evocando nomi e volti. dite: Padre». togli tutto ciò che invecchia il cuore e lo rinchiude. vicino. entrambi indispensabili per la vita piena. di ogni bontà. nel graffio delle spine. pregare è riattaccarsi di nuovo a Dio. nel giorno del buio. la nuova architettura del mondo e dei rapporti umani che il Vangelo ha seminato. adesso. necessari giorno per giorno. fonte sorgiva di ogni vita. per tornare leggeri a costruire di nuovo. Salmo 137. ma: insegnaci il cuore della preghiera. ci dà tutto!» (Caterina da Siena). un Dio affettuoso. Samaritano buono delle nostre vite. il pane e l'amore. e a noi stessi. un Dio che non si impone ma che sa di abbracci. «ma.

Per due motivi: fa dipendere la sua sicurezza e il suo futuro dai suoi beni materiali. per non essere cresciuto verso più consapevolezza e verso più amore. Non offre soluzioni già predisposte. Perché Cristo non è venuto per sostituirsi all'uomo. relazioni libere e liberanti. ripòsati. Vuoi vita piena? Non cercarla al mercato delle cose. a più consapevolezza. Chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi? Gesù rifiuta decisamente l'idea di fare da arbitro tra due fratelli in contesa. privo della sapienza sulla vita. 1-5. di sole cose. hai a disposizione molti beni. 2. di chi sarà?». non colma il cuore né il futuro. Anzi di solo pane. di un Dio fonte di libere vite. Non è un uomo avido o un disonesto il protagonista. È ricco ma solo: non c'è nessun altro attorno a lui. non è cattivo. Stolto questa notte dovrai restituire la tua vita. l'uomo muore. per molti anni. Luca 12. Poi dirò a me stesso: Anima mia. Colossesi 3. Per quell'uomo senza saggezza la morte non è un accadimento sorprendente ma il prolungamento delle sue scelte: in realtà egli ha già allevato e nutrito la morte dentro di sé. In alleanza con lui. di solo benessere. «Crescere a più libertà. nessuno è nominato nel racconto. Il segreto della vita buona sta nel crescere verso più amore. l'ha fatto con la sua mancanza di profondità. che il filo della vita ha il capo solo nelle mani di Dio. questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. e gli altri per lui. Non di solo pane vive l'uomo. più consapevolezza e più libertà. 9-11. che lo conducano verso gli altri e verso Dio. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio. Intende rispondere a una domanda di felicità. questo è il cammino della vita spirituale» (Giovanni Vannucci). una sempre maggiore profondità. Ma Dio gli disse: «Stolto. bevi e divèrtiti!». che devi scoprire e percorrere da te. Un uomo ricco aveva avuto un raccolto abbondante e diceva tra sé: Che cosa farò? Demolirò i miei granai e ne ricostruirò di più grandi. l'uomo non è più un semplice esecutore di ordini ma un libero inventore di strade. E oggi il Vangelo traccia proprio alcuni passi di questa crescita. (Letture: Qoelet 1. mangia. non ha la sapienza del vivere. è povero di relazioni e d'amore perché gli altri contano poco nella sua vita. 2. È già morto agli altri. C'è poi un secondo motivo per cui quell'uomo è stolto. lampada per il tuo sentiero. manca di consapevolezza che ricchezza promette ma non mantiene. Salmo 89. ma è «stolto». ma la sua parola come luce per i tuoi passi. Dì a mio fratello che divida con me l'eredità. Come dirà poco oltre: perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? È il tema delicato ed emozionante della libertà umana. Sposta il tuo desiderio. quasi volesse disamorarci della vita e delle sue semplici gioie. non fa del male. 13-21) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 08/08/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Dio è al servizio della nostra felicità Enviar . Gli unici beni da accumulare sulla terra per essere felici sono relazioni buone con le persone.Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. 21-23. meno della roba e dei granai. a più amore. E quello che hai preparato. Con questa parabola sulla precarietà Gesù non disprezza i beni della terra.

32-48) © riproduzione riservata . 6-9. li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se tornando il padrone li troverà svegli. che solo lui ha mostrato cingendo un asciugamano. perché si imprima bene. perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Il solo che servirò perché è il solo che si è fatto mio servitore. Marcolini). hanno cinti i fianchi. in verità io vi dico. Ebrei 11. fatevi borse che non invecchiano. Secondo momento: nella notte i servi vegliano e attendono il padrone.. Anche quando è notte. Luca 12. 1-2. Dio. il grande assente. Questo Dio è il solo che io servirò. dove ladro non arriva e tarlo non consuma (. le mani colme di doni. Con quel poco che hai. Gesù disse ai suoi discepoli:«Non temere. quando le ombre si mettono in via. Hanno le lucerne accese. il momento straordinario. tutti i giorni e tutte le notti della mia vita. È l'immagine clamorosa che solo Gesù ha osato.quando dice così assicura qualcosa di importante . La sua assenza ci pesa. a essere interamente per lui. che se ne va e affida la casa ai suoi servi. il tuo Paese. Se Dio fosse qui visibile. di Dio nostro servitore. e non si vede l'ora che giunga il momento degli abbracci). Ci ha affidato la casa grande che è il mondo. piccolo gregge. perché è notte.. ma non come una minaccia o un rendiconto che incombe. . chi si muoverebbe più? Un Dio che si impone sarà anche obbedito. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina. perché ne siamo custodi con tutte le sue creature. si stringerà le vesti ai fianchi. quando la disperazione fa pressione alla porta del cuore. nell'ora che non immaginate. eppure è la garanzia della nostra libertà. non si lascerebbe scassinare la casa. sublime di questo racconto. non mollare.. come puoi. come in principio l'Eden ad Adamo. Come l'amata io lo attenderò. Perché poi arriva il terzo momento.XIX Domenica Tempo ordinario-Anno C In quel tempo. 8-19. che crea e poi si ritira dalla sua creazione. Allora non chiamiamolo più padrone.) Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli. mai più. E se ne va.li farà mettere a tavola e passerà a servirli. Vale molto di più accendere una piccola lampada nella notte che imprecare contro tutto il buio che ci circonda. continua a lavorare con amore e attenzione per la tua famiglia. li troverà così. la tua comunità. Viene. ma non sarà amato da liberi figli.. Salmo 31. quando accade l'impensabile: il signore si mette a fare il servo! Dio viene e si pone a servizio della mia felicità! Gesù ribadisce due volte. ben sveglio: non voglio mancare l'appuntamento più bello della mia vita!» (M. inevitabile. viene il Figlio dell'uomo» (. Nell'ora che non immaginate viene il figlio dell'uomo. In verità vi dico. Viene ogni giorno ed ogni notte e cerca un cuore attento. beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro. desidera essere desiderato. (Letture: Sapienza 18. incombente. chino davanti a noi. «Come un innamorato. La parabola del signore e dei servi è scandita in tre momenti. beati quei servi (si attende così solo se si ama e si desidera.). l'atteggiamento sorprendente del signore: e passerà a servirli. un tesoro sicuro nei cieli. Tutto prende avvio per l'assenza del signore. Anche voi tenetevi pronti perché. la madre terra. E se. il Dio di Gesù Cristo. Così Dio ha consegnato a noi il creato. cioè sono pronti ad accoglierlo. giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba. meglio che puoi. quando la fatica è tanta. È il capovolgimento dell'idea di padrone: il punto commovente.

8-10. ma tra chi pensa e chi non pensa" (Card.49-53) . Sono venuto a portare il fuoco sulla terra. se in una famiglia vi sono cinque persone. l'alta temperatura morale in cui avvengono le vere trasformazioni del cuore e della storia. a ciò che tocca violenza e armi. nella casa o nella comunità. Ricordo la sorpresa. i lebbrosi.invito forte e disatteso! . Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Un invito pieno di energia e di futuro. di chi non si attacca al denaro. D'ora innanzi. Pace apparente. io vi dico.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 15/08/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Quel fuoco che rompe la falsa pace XX Domenica Tempo ordinario-Anno C In quel tempo. madre contro figlia e figlia contro madre.siate profeti anche scomodi. quando ascoltavo padre Turoldo dire: io mi sento mandato a rompere le false paci dei conventi. non accodatevi all'opinione della maggioranza. ma risvegliarla! E la pace di chi si dona. fate divampare la goccia di fuoco che lo Spirito ha deposto in voi. scruta i segni dei tempi e avanza: "la differenza decisiva non è tra chi crede e chi non crede. Siamo discepoli di un Vangelo che brucia dentro. rotta da un modo più evangelico di intendere la vita. appassionati di Dio e dell'uomo. vi dico. senza fuoco? Al tempo di Gesù le donne e i bambini erano senza diritti. su egoismi e silenzi. suocera contro nuora e nuora contro suocera». non tanto mettere in pace la coscienza. arricchire. e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato. una fede sonnifero? Disinteressati a tutto. Così è il cristiano. ma la divisione. Salmo 39. da qualcuno che vuole riproporre il sogno di Dio. che ci infiamma qualche volta almeno. Siate un po' profeti . oppure abbiamo una fede che rischia di essere solo un tranquillante. saranno divisi tre contro due e due contro tre.1-4. Forse quando va in frantumi un vecchio equilibrio. cioè l'urto inevitabile con chi pensa che vivere è dominare. Martini). di chi ama. divertirsi. Credo che tutti abbiamo avuto la fortuna di conoscere uomini e donne ardenti. E come vorrei che divampasse! Stare vicino a Lui è stare vicino al fuoco. li chiama al suo banchetto. si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre. ma divisione. Sono venuto a portare il fuoco. (Letture: Geremia 38. ai problemi ambientali.. Ebrei 12. i poveri trattati con disprezzo. convinti che un altro mondo è possibile. dice il Signore. rivolto alla folla cioè a tutti: non seguite il pensiero dominante. quella che si rompe non è una pace autentica ma una situazione sbagliata.Tra chi si domanda che cosa c'è di buono o di sbagliato in ciò che accade. intelligente e libero. e chi non si domanda niente. medita sulla vita e sulla bibbia. di chi non vuole dominare né vendicarsi diventa precisamente la spada. fa di un bambino il modello e dei poveri i principi del suo Regno. Giudicate da voi. fondata su mancanza di saggezza. e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No. di averli visti passare fra noi come fuoco e come spada. Pensate che io sia venuto a portare la pace? No. Luca 12. i ciechi. liberante. La fede è abbracciare il suo progetto di vita. E Lui si mette dalla loro parte. invia le donne ad annunciare la Pasqua. gli schiavi in balia dei padroni.4-6. passivi di fronte alle ingiustizie. Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra..

per i più bravi: tutti possono passare. l'operaio di Dio con le mani segnate dal lavoro. vi sono ultimi che saranno primi. Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio. eravamo in piazza ad ascoltarti. voi. Ed ecco. La fede autentica scende in quel tuo profondo dove nascono le azioni. voi venite da un mondo diverso rispetto al mio. non ne avevano la vita trasformata. voi invece cacciati fuori. difendere la croce come simbolo di una civiltà. cercheranno di entrare. tutte le tue relazioni. dal cuore buono. Ti riconosce non perché fai delle cose per lui. . Dio non ti riconosce per formule. dicendo: “Signore. E lui: non so di dove siete. Infatti quelli che bussano alla porta chiusa hanno compiuto sì azioni per Dio. riti o simboli.© riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 22/08/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Gesù riconosce i suoi figli in ogni angolo del mondo XXI domenica tempo ordinario . Allontanatevi da me. Infatti quelli che vogliono entrare si vantano di cose poco significative: abbiamo mangiato e bevuto con te. da un altro pianeta. Oltre quella porta Gesù immagina una festa multicolore: verranno da oriente e occidente. io vi dico. Non basta mangiare Gesù che è il pane. Il sogno di Dio: far sorgere figli da ogni dove. ascoltare prediche. comincerete a bussare alla porta. Allontanatevi da me.. Per la porta stretta entra «chi ha addosso l'odore delle pecore» (papa Francesco). Sforzatevi di entrare per la porta stretta. Prima di tutto è sfatata l'idea della porta stretta come porta per pochi.. Avete false credenziali. Per la porta larga vuole passare chi crede di avere addosso l'odore di Dio. Così noi possiamo partecipare a messe. e di questo si vanta. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. dirci cristiani. occorre farsi pane. La conclusione della parabola è piena di sorprese.) «Sforzatevi di entrare per la porta stretta. non so di dove siete. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta. Non so di dove siete: i vostri modi di vedere gli altri sono lontanissimi dai miei. riti e preghiere. La misura è nella vita. La sua Parola è vera solo se diventa carne e sangue. voi tutti operatori di ingiustizia. non significa che abbiano accolto davvero il suo Vangelo. ma questo può essere solo un alibi. Quando il padrone di casa chiuderà la porta. ma nessuna azione per i fratelli. e da là erompe a plasmare tutta intera la tua vita. ma perché hai mani di giustizia. i pensieri. ma perché con lui e come lui fai delle cose per gli altri. Verranno da oriente e da occidente. Ma egli vi dichiarerà: “Voi. dal nord e dal sud del mondo e siederanno a mensa. perché molti. da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.Anno C (. non vi conosco. Perché le cose di Dio e le cose dell'uomo sono indissolubili... i sogni. Non vi conosco. ascoltarlo parlare. emozionarsi. È la porta del servizio. A molti contemporanei di Gesù succedeva proprio questo: di sedere a mensa con lui. ma tutto finiva lì. e vi sono primi che saranno ultimi». aprici!”. quando vedrete Abramo. Là ci sarà pianto e stridore di denti. preso tra incensi. voi tutti operatori di ingiustizia!”. rimasti fuori. ma tutto questo non basta. voi busserete: Signore aprici. Li raccoglie. ma non ci riusciranno. Il riconoscimento sta nella giustizia. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”.

.. non per modestia. Luca 13.) Diceva agli invitati una parabola.. e che non crea inclusione. è il posto di Dio. sia servito per primo e meglio. per dire all'altro: prima tu e dopo io. (Letture: Isaia 66. variopinti clandestini del regno. né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini. reagisce opponendo a quella ricerca di potere un gesto eloquente e creativo: Quando sei invitato va a metterti all'ultimo posto. Invitarlo però era correre un bel rischio. arrivati ultimi e da lui considerati primi. che parlano al cuore. di mandare in crisi padroni e invitati. Perché chiunque si esalta sarà umiliato. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Ed ecco che. va' a metterti all'ultimo posto. E poi. tu sei più importante di me. perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico. Sono i legami normali che garantiscono l'eterno equilibrio del dare e dell'avere. La pedagogia di Gesù è «opporre ai segni del potere il potere dei segni» (Tonino Bello).per una offerta di felicità. Ma non per umiltà.)». Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. rivolto a colui che l'aveva invitato. Gesù amava i banchetti. venuto per servire e non per essere servito. non invitare i tuoi amici. All'ultimo posto non per umiltà ma per rovesciare. notando come entrare nella sala era entrare in un clima di competizione. per invertire la scala di valori su cui poggia la nostra convivenza e per delineare un altro modo di abitare la terra.Anno C (. ma perché tu. li adottava a simbolo della fraternità e a pulpito del suo annuncio di un Dio e un mondo nuovi. lui che con le pecore sperdute.. e chi si umilia sarà esaltato». sono i legami che tengono insieme un mondo che si difende e si protegge. presso un capo dei farisei. fratello. notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno. Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena. il rischio di gesti e parole capaci di mettere sottosopra la cena. perché non ci sia un altro invitato più degno di te. da tutti gli angoli del mondo. e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. segni che tutti capiscono. notando come sceglievano i primi posti. aggiunge: Quando offri un pranzo o una cena. ma per creare fraternità. 18-21.. Li riconosce perché sanno il suo stesso odore. Vedendo la corsa ai primi posti. non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini. 11-13. perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu abbia il contraccambio (. 5-7. 22-30) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 29/08/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio regala gioia a chi produce amore XXII domenica Tempo Ordinario . non metterti al primo posto. quando sei invitato. la difesa dei tuoi beni e gli interessi del tuo gruppo. osservando come si dissolveva in invidie e rancori il senso della cena insieme che è la condivisione. vado all'ultimo posto non perché io non valgo niente. Ebrei 12. diceva agli invitati una parabola. Salmo 116. che segue la legge un po' gretta della reciprocità e del baratto. Gesù li riconosce dall'odore. vieni più avanti!”. L'ultimo posto non è una condanna. malate si è mischiato per tutta la vita. sofferenti. Invece.

Ebrei 12. non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che. (Letture: Siràcide 3. i figli. i fratelli. vuole invece adesioni meditate. i tuoi amori saranno custoditi più vivi e più luminosi. Salmo 67.29) © riproduzione riservata l Vangelo A cura di Ermes Ronchi 05/09/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Gesù ci insegna ad amare di più XXIII Domenica Tempo ordinario . E il risultato che ottiene non è una limitazione ma un potenziamento. le diresti la crocifissione del cuore. dagli ultimi della fila.. Non si tratta di una sottrazione. la madre. in perdita. mature e libere. La croce: e noi la pensiamo metafora delle inevitabili difficoltà di . Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me. dona in perdita a coloro che davvero hanno bisogno e non possono restituire niente. Gesù non illude mai. non può essere mio discepolo. Infatti il verbo centrale su cui poggia tutta l'architettura della frase è: se uno non mi ama di più. Seconda condizione: Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me. se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro. Gesù. ma di una addizione. la moglie. È la legge della vita: per star bene l'uomo deve dare. chiarendo bene che cosa comporti andare dietro a lui. ma per generosità.. la garanzia che se stai con Lui. dagli uomini del pane amaro. Gesù ha un sogno: un mondo dove nessuno è escluso. Radicali. i figli. Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre. (. ciechi. troverai la gioia e il senso pieno del vivere nel fare le cose non per interesse.Anno C (. e invece ne sono la risurrezione.. con i suoi affetti. dona senza contraccambio. Chi di voi. le sorelle e perfino la propria vita.Ma c'è. E indica tre condizioni per seguirlo. Perché alla quantità di discepoli preferisce la qualità. la moglie. Gesù è il sigillo..) «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre. vedendo la folla numerosa che lo segue.) Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi. storpi. dicendo: “Costui ha iniziato a costruire. Sarai beato: perché Dio regala gioia a chi produce amore. non può essere mio discepolo. 17-20. Accogli quelli che nessuno accoglie. le sorelle e perfino la propria vita. Gesù non ruba amori. «E sarai beato perché non hanno da ricambiarti». non strumentalizza entusiasmi o debolezze. Il discepolo è colui che sulla luce dei suoi amori stende una luce più grande. ma non è stato capace di finire il lavoro”. alla periferia del tuo. non può essere mio discepolo». volendo costruire una torre. e ti riguarda: Quando offri una cena invita poveri..22-24. crea comunione con chi è escluso dalla comunione. non può essere mio discepolo. tutti coloro che vedono comincino a deriderlo.. si volta per metterla in guardia. Parole che sembrano dure. quanto contano gli affetti. i fratelli. un altro mondo. una città da costruire partendo dalle periferie. Dice Gesù: Tu sai quanto è bello dare e ricevere amore. aggiunge un "di più".28-29. senza contraccambio. amando per primo. non può essere mio discepolo. Sarai beato. se lo tieni con te. zoppi. la madre. 18-19. Matteo 11. io posso offrirti qualcosa di ancora più bello. eccessive.

La terza condizione: chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi. Filèmone 9b-10. Luca 14. e quindi sono e valgo». E questo scandalizzava i farisei:Questi peccatori sono i nemici di Dio! E Gesù per tre volte a mostrare che Dio è amico di quanti gli sono nemici. là dove un figlio soffre e si perde. disarmato amore che non si arrende. Pubblicani e prostitute sono lontani da Dio! Stai lontano da loro! E Gesù a raccontare che Dio è vicino a quanti si sono perduti lontano. nella penitenza. Gesù possiede la chiave dell'andare fino in fondo alle ragioni dell'amore. pieno di gioia se la carica sulle spalle. Gesù accoglieva i peccatori e mangiava con loro. (.L. o per il colore della sua pelle. Ma nel Vangelo la parola "croce" contiene il vertice e il riassunto della vicenda di Gesù. prendi la porzione di dolore che ogni amore comporta. Allora le due prime condizioni: Amare di più e portare la croce si illuminano a vicenda.ogni giorno.) Le tre parabole della misericordia sono davvero il Vangelo del Vangelo. dalla illusione che ti fa dire: «io ho. chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me.Anno C In quel tempo. Salmo 89. 12-17. Lascia giù le cose e prendi su di te la qualità dei sentimenti. 25-33) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 12/09/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio è amico di quanti gli sono nemici XXIV Domenica Tempo ordinario . Sale dal loro fondo un volto di Dio che è la più bella notizia che potevamo ricevere. della malattia da sopportare. I farisei. Loro pensano di conoscere... ma per la qualità dei suoi sentimenti (M. va a casa. perché ho trovato la mia pecora. ma ad amare di più. nell'osservanza della legge. se ha cento pecore e ne perde una. non può essere mio discepolo. accumulo. finché non la trova? Quando l'ha trovata. ma un atto di libertà: esci dall'ansia di possedere. nei sacrifici. King). quella che si era perduta”. La rinuncia che Gesù chiede non è innanzitutto un sacrificio ascetico. non inganna e non tradisce. Prendi su di te una porzione grande di amore. non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta. è nella paura della pecora smarrita. di circoscrivere i luoghi di Dio: Dio è nel tempio. Scribi e sacerdoti si ribellano a questa idea di Dio. Gesù abbatte tutti questi recinti: Dio è nella vita. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte. i moralisti dicono: troverai Dio . I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. Allora nominare Cristo e il Vangelo equivarrà a confortare la vita. altrimenti non ami. nella religione. Un uomo non vale mai per quanto possiede. altrimenti non vivi. Impara non ad avere di più. (Letture: Sapienza 9. più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. dei problemi della famiglia. Croce è: amore senza misura e senza rimpianti. Che va fino alla fine. 13-18. è accanto all'inutilità della moneta perduta. Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi. nella fame del figlio prodigo.

L'ultima nota è una gioia. essi vi accolgano nelle dimore eterne». non fuggire più. io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta. il suo inseguimento per steppe e pietraie. creare una rete di amici. cioè vita. una felicità che coinvolge cielo e terra. 1 Timoteo 1. mettendo in scena perdita e ritrovamento. . perché. ai debitori. non è punita. Da che cosa nasce la felicità di Dio? Da un innamoramento! Questo perdersi e cercarsi. ma è a rischio della vita. fa ciò che Dio fa verso ogni uomo: dona e perdona. La pecora perduta non torna da sé all'ovile. non genera più esclusione ma amicizia. che non va più verso l'accumulo ma verso il dono. madre in ansia che non ha figli da perdere. dovunque tu sia. lui non ci perde mai. pagliuzze d'oro nella corrente e nel fango. ma è trovata. Luca 15. Io non fuggirò più. egli compie un gesto profetico. 1-32) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 19/09/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Non si può servire Dio e la ricchezza XXV Domenica Tempo ordinario . una contentezza. La parabola del fattore infedele si chiude con un messaggio sorprendente: l'uomo ricco loda il suo truffatore.Anno C (. che convoca amici e vicini.come risultato dei tuoi sforzi. sotto lo sporco e i graffi della vita. perché aveva agito con scaltrezza. 7-11. e se ne perde uno solo la sua casa è vuota. non trova lei il pastore. 12-17. un modo geniale: adotta la strategia dell'amicizia. Salmo 50. certo. quando questa verrà a mancare. verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. in noi e negli altri. Dio è l'Amata che gira di notte nella città e a tutti chiede una sola cosa: avete visto l'amato del mio cuore? Sono io l'amato perduto.. lo troverà sotto tutta la spazzatura raccolta nella casa. sottolineano la pena di Dio che cerca. l'amministratore capisce che verrà licenziato e allora escogita un modo per cavarsela. ma intanto cambia il senso. sotto difetti e peccati. Con questa scelta. Sorpreso a rubare. E mostra come anche noi. possiamo scovare. Così da malfattore diventa benefattore: regala pane.13-14. I figli di questo mondo. che accende la lampada e si mette a spazzare ogni angolo e troverà il suo tesoro. ma caricata sulle spalle. infatti. rovescia la direzione del denaro. questo ritrovarsi e perdersi di nuovo. Lo fa per interesse. è la trama del Cantico dei Cantici.) Il padrone lodò quell'amministratore disonesto. cancellando parte dei loro debiti. (Letture: Esodo 32. perché sia più leggero il ritorno. lasciati abbracciare. Un Dio donna-di-casa che ha perso una moneta. olio. Dio è in cerca di me. rimette i nostri debiti. un piccolo grande tesoro anche se in vasi di creta. Le tre parabole. non è pentita. Ebbene. ma molto di più la gioia quando trova. Se anche noi lo perdiamo. Ecco allora la passione del pastore.. e ci sarà gioia libertà e pienezza. Tutte e tre le parabole terminano con un identico crescendo. inconsapevolmente. Un Dio pastore che è in cerca di noi molto più di quanto noi cerchiamo lui. Gesù dice: sarà Dio a trovare te.

Se invece legge comune fossero la sobrietà e la solidarietà. umanissimo e gioioso. Un povero.) C'era una volta un ricco. stava alla sua porta. 10-13) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 26/09/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Le piaghe del povero. Altrimenti nessun povero ci sarà che apra le porte della casa del cielo.. Il messaggio della parabola è chiaro: le persone contano più del denaro. Morì anche il ricco e fu sepolto. Sono ottimi servitori ma pessimi padroni. Fatevi degli amici. bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco. Salmo 112. 4-7. su cui fermare l'attenzione. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco. nel loro abbraccio riconoscente si annuncerà l'abbraccio di Dio. La parabola inverte il paradigma economico su cui si basa la società contemporanea: è il mercato che detta legge. aveva puntato tutto sull'amicizia. è il ricco. La parabola del ricco senza nome e del povero Lazzaro inizia con il tono di una favola e si svolge con il sapore di un apologo morale: c'è uno che si gode . l'obiettivo è una crescita infinita. e Lazzaro accanto a lui. di nome Lazzaro. perché aveva agito con scaltrezza. crescerebbe la vita buona. dentro un paradiso generato dalle nostre scelte di vita. 1-8. Cominci a pensare al denaro. li abbandoni o li sfrutti. Amici che vi accolgano nella casa del cielo: prima di Dio ci verranno incontro coloro che abbiamo aiutato. Amicizia diventata comandamento. (. giorno e notte. meno denaro è male. più denaro è bene. ma può diventare un idolo e gli idoli sono crudeli perché si nutrono di carne umana. 1 Timoteo 2. Allora gridando disse: "Padre Abramo. non l'accumulo ma l'amicizia. coperto di piaghe. perché soffro terribilmente in questa fiamma"». che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo. Luca 16. Qui il Vangelo regala una perla: fatevi degli amici con la disonesta ricchezza perché quando essa verrà a mancare vi accolgano nelle dimore eterne.Anno C In quel tempo. elevata a progetto di vita. oppure saranno loro a sfruttare la situazione.. sono solo dei mezzi utili per crescere nell'amore e nella amicizia.. Non coltivi più le amicizie. ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. e ogni giorno si dava a lauti banchetti. perdi gli amici. carne di Cristo XXVI domenica Tempo ordinario . la condivisione e la cura del creato. Il denaro non è in sé cattivo. Stando negli inferi fra i tormenti. aggrediscono le fibre intime dell'umano. Non potete servire Dio e la ricchezza. che apra cioè fessure per il nascere di un mondo nuovo. alzò gli occhi e vide di lontano Abramo. (Letture: Amos 8.Il personaggio più interessante della parabola. Nessuno può servire due padroni. figura di un Signore sorprendente: il padrone lodò quell'amministratore disonesto.. Affermazione netta: il denaro e ogni altro bene materiale. fatta misura dell'eternità. abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua. mangiano il cuore. e questo ti chiude progressivamente in una prigione.

gli Apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge. e cercare di colmare l'abisso di ingiustizia che ci separa. Weil). ed esso vi obbedirebbe.Anno C In quel tempo. 19-31) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 03/10/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar La fede. il povero esiste» (S. Questo baratro separava i due personaggi già in terra: uno affamato e l'altro sazio. forse era perfino uno che osservava tutti i dieci comandamenti.4-7. (Letture: Amos 6. gli dirà. non lo ha umiliato. potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”. avevo freddo. Il ricco non ha neppure infierito sul povero. tutto ciò che poteva regalare a quel naufrago della vita dignità e rispetto. 1 Timoteo 6. Il ricco poteva colmare il baratro che lo separava dal povero e invece l'ha ratificato e reso eterno. Perché il cammino della fede inizia dalle piaghe del povero. non condanna la buona tavola. mi hai regalato un sorso di vita. Il Dio che trovi è più sicuro del Dio che lasci» (san Vincenzo de Paoli). corpo di Dio. un «niente» che può «tutto» XXVII Domenica Tempo ordinario .15). 1. L'eternità inizia quaggiù. senza giri di parole. finché avrò mangiato e bevuto. eppure intuiamo che era lì presente. lascia la preghiera e vai da lui. del ben vestire. Il messaggio è racchiuso in una parola posta sulla bocca di Abramo. non si leva contro la cultura della bella casa. ma la lenta maturazione delle nostre scelte senza cuore. Non lo vede. ero solo. uno in salute e l'altro coperto di piaghe. non lo tocca: Lazzaro non esiste. tutte le parole. abbandonato. Tocchiamo qui uno dei cuori del Vangelo. quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare. stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi. l'inferno non sarà la sentenza improvvisa di un despota. un superficiale spensierato. l'ultimo. hai asciugato una lacrima. Invece «il primo miracolo è accorgersi che l'altro. ogni singolo gesto di cura. Questo è il comportamento che san Giovanni chiama. Che cosa ha fatto il ricco di male? La parabola non è moralistica. Lo sbaglio della sua vita è di non essersi neppure accorto dell'esistenza di Lazzaro. non c'è.la vita. Salmo 145. riportare uomo fra gli uomini colui che era solo un'ombra fra i cani. e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso . Luca 16. Il cuore della parabola non sta però in una sorta di capovolgimento nell'aldilà: chi patisce in terra godrà nel cielo e chi gode in questa vita soffrirà nell'altra. il cui battito arriva fino al giorno del giudizio finale: Avevo fame. Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape. al quale ben presto la vita stessa presenta il conto. Il male è l'indifferenza. e tu hai spezzato il pane. la parola "abisso". carne di Cristo. omicidio: chi non ama è omicida (1 Gv 3. uno che vive in strada l'altro al sicuro in una bella casa. non gli parla. lasciare intatto l'abisso fra le persone. 11-16. un grande abisso è stabilito tra noi e voi. «Se stai pregando e un povero ha bisogno di te. Chi di voi. pronto a contare ad una ad una tutte le briciole date al povero Lazzaro e a ricordarle per sempre. non lo riguarda. Nella parabola Dio non è mai nominato.

e sgorga spontanea la richiesta: accresci in noi la fede. Luca 17. se ha un servo ad arare. ho visto il mare riempirsi di gelsi. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».Anno C Enviar . ma nella Parola. È il nome dell'opera compiuta da Gesù. aumentare la fede. Allora ne basta un granello. discepoli del Vangelo riempire l'orizzonte di imprese al di sopra delle forze umane. ma di qualità della fede. Come lui anch'io sarò servo. non per essere servito. quando rientra: Vieni e mettiti a tavola? E che termina con una proposta spiazzante. Gesù ha appena avanzato la sua proposta "unica misura del perdono è perdonare senza misura". custodendo con tenerezza coloro che gli sono affidati. ma il soffio è tuo. per ottenere risultati impensabili. nella sua fragilità. gli dirà. 13-14. venuto per servire. come briciola. La sua gioia è servire la vita. Allora capisco che chiedere «accresci la mia fede» significa domandare che questa forza vivificante entri come linfa nelle vene del cuore. che umanizza. che pianta alberi di vita nel deserto e nel mare. Gesù però non esaudisce la richiesta. non quella sicura e spavalda ma quella che. Ho visto. perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi. che libera. 2-3. Salmo 94. «Noi siamo i flauti. Ha la forza di sradicare alberi e la leggerezza di farli volare sul mare: se aveste fede come un granello di senape. proverbialmente il più piccolo di tutti i semi: non si tratta di quantità. 2-4. che agli Apostoli appare un obiettivo inarrivabile. accrescere. perché non tocca a Dio aggiungere. Io ho visto alberi volare. senza cercare il proprio vantaggio. nello stile tipico del Signore: Quando avete fatto tutto dite: siamo servi inutili. fuori metafora. quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato. Leggera e forte. potrete dire a questo gelso sradicati. poca. non può farlo: essa è la libera risposta dell'uomo al corteggiamento di Dio. Capiamo bene: servo inutile significa non determinante. Mai nel Vangelo è detto inutile il servizio. Gesù cambia la prospettiva da cui guardare la fede. indica che la forza che fa crescere il seme non appartiene al seminatore. anzi esso è il nome nuovo. introducendo come unità di misura il granello di senape. che per la propria piccolezza ha ancora più fiducia nella sua forza. scommette sulla gratuità. che inizia come una fotografia della realtà: Chi di voi. al di là delle loro forze. anzi meno di poca. Da soli non ce la faremo mai. La fede è un niente che è tutto. in una società che pensa solo all'utile. 2 Timoteo 1. (Letture: Abacuc 1. non decisivo. 2. Servo inutile è colui che. 5-10) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 10/10/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed La fede è libera risposta all'amore di Dio XXVIII Domenica Tempo ordinario .quel servo. Signore» (Rumi). che la forza che converte non sta nel predicatore. ha ancora più bisogno di Lui. Segue poi poi una piccola parabola sul rapporto tra padrone e servo. il nome segreto della civiltà. perché questo è l'unico modo per creare una storia diversa. dite: “Siamo servi inutili. senza vantare meriti. Fede come granello. 6-8.

con un'ansia di guarirli. la guarigione li separerà. perché intuisce che la salute non viene dai sacerdoti. Allora corro da lui. e si prostrò davanti a Gesù. Ed entrare in contatto con la madre di tutte le parole religiose: «grazie». già viene in aiuto. nove giudei e un samaritano insieme. le persone se ne vanno così presto! Affrettiamoci ad amare. una risposta.. Lo farò in silenzio e con un sorriso. furono purificati. ritornati persone piene. ma non so che cosa.. Sono purificati non quando arrivano dai sacerdoti. te la rendo nel canto. Notiamo il dettaglio: subito.). di salute.(. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio.. dal grido universale della carne che soffre. ma dal rapporto vivo con lui. quando non ce la fai e tendi le mani. Gesù disse loro: Andate a presentarvi ai sacerdoti. non dall'osservanza di leggi e riti. Nove sono guariti. qualcuno verrà. Voglio fare come quello straniero: domani inizierò la mia giornata tornando a Dio con il cuore. pensare è ringraziare. mi stringo a lui. come un bambino alla madre. Il grido del bisogno è ricco di fiducia: qualcuno ascolterà. 2 Timoteo 2. Il terzo passo: ti ringrazio è compiuto dallo straniero. una parola: «grazie». abbi pietà di noi!». E lo stesso farò poi con quelli di casa. ma donandogli una cosa. E il poeta Turoldo: io vorrei dare una cosa al mio Signore. La sofferenza li ha uniti. Nove dei guariti non tornano: scompaiono nel vortice della loro felicità. Nel racconto possiamo distinguere i tre passi fondamentali del cammino del credere: ho bisogno / mi fido / ringrazio e mi affido. La fede è la libera risposta dell'uomo al corteggiamento di Dio. un eretico straniero torna indietro e lo fa perché ascolta il suo cuore. Ma a questa fede manca qualcosa. Per Gesù conta il cuore e il cuore non ha frontiere politiche o religiose. di amore. nella mani dell'altro. Unico.. dentro gli abbracci ritrovati. Insieme pregano Gesù ed egli: appena li vede.. E mentre essi andavano. Appena li vide. all'infuori di questo straniero?» (. uno solo ha risposto. non recitando preghiere. furono purificati.11-19) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 17/10/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar . La sua fretta mi ricorda un verso bellissimo di Twardowski: affrettiamoci ad amare. Salmo 97. Tutti hanno ricevuto il dono. ma da Gesù. che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù.. Il centro del brano è l'ultima parola: la tua fede ti ha salvato.. vedendosi guarito. come l'amato all'amata. Uno di loro. ai suoi piedi. ma uno solo è salvato. libere. e i sogni e il futuro.. di tutto. gli vennero incontro dieci lebbrosi. maestro. (Letture: 2 Re 5. Per fede. dalla nostra fame di vita. di senso. perché siamo debitori. ma mentre camminano. una relazione.. Luca 17. sui passi della fede. E mentre andavano. Poi «mi fido». appena li vede. Il filosofo Hegel dice: denken ist danken. la vita che mi hai ridato. senza aspettare un secondo di più. La fede nasce dal bisogno. quando ciascuno mette la propria vita. una dimensione fondamentale: la gioia di un abbraccio. ecco. tornò indietro lodando Dio a gran voce. Dieci lebbrosi all'ingresso di un villaggio.) Entrando in un villaggio.14-17. per ringraziarlo. Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti».8-13.. I dieci si fidano di Gesù e sono guariti. Era un Samaritano. una reciprocità.

quella che avrebbe potuto fiaccare la vedova della parabola. Con l'immagine della vedova mai arresa Gesù vuole sostenere la nostra fiducia: Se un giudice. È la stanchezza di scommettere sempre sull'invisibile.) «In una città viveva un giudice. 8-13. Il pericolo che minaccia la preghiera è quello della stanchezza: qualche volta. che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. 1-8) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 24/10/2013 . Gesù ha una predilezione particolare per le donne sole che rappresentano l'intera categoria biblica dei senza difesa. questo canale aperto in cui scorre l'ossigeno di Dio.). spesso pregare stanca. non vuol dire «subito». non siamo abbandonati. il Padre sa di cosa avete bisogno.. 2 Timoteo 3. maestra di preghiera: ogni giorno bussa a quella porta chiusa. prontamente? Li farà a lungo aspettare? Ci perdoni il Signore. Disse una parabola sulla necessità di pregare sempre senza stancarsi mai. fragile e indomita. il laboratorio di un mondo nuovo. un aiuto. ma a volte la sensazione è proprio questa.. Dio esaudisce o no le nostre preghiere? «Dio esaudisce sempre: non le nostre richieste. sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del tempo. ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno. le sue promesse» (Bonhoeffer). La preghiera è il respiro della fede (papa Francesco): pregare è una necessità. Per un po' di tempo egli non volle.La preghiera è il respiro della vita XXIX Domenica Tempo ordinario . abbattono le mura. Questo respiro. il respiro del loro amore. Salmo 120. perché se smetto di respirare smetto di vivere. che è in tutto all'opposto di Dio. La preghiera è un «no» gridato al «così vanno le cose». anche Dio può stancare. prima di chiedere un dono particolare. E il Vangelo ne trabocca: sono venuto perché abbiate la vita in pienezza. anche noi: quante preghiere sono volate via senza portare una risposta! Ma allora. come per due che si amano. Seconda certezza: un granello di senape di fede. alla quale lei non cede.. una grazia.. È il respiro della vita. 14-4. forte e dignitosa. È il primo vagito di una storia nuova che Dio genera con noi. che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. come lui vorrà. alla fine ascolta. In quella città c'era anche una vedova. non vi lascerò orfani. Il primo miracolo della preghiera è rinsaldare la fede. 2. Come lei. ma «sicuramente». le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”» (. che egli prende in carico e ne fa il collaudo. ma non come io vorrei. Dio interviene. Luca 18. che nessuna sconfitta abbatte. (Letture: Esodo 17.Anno C (. che Dio non risponda così prontamente e che ci faccia a lungo aspettare. una vedova si recava ogni giorno da lui e gli chiedeva: fammi giustizia contro il mio avversario! Che bella figura. del grido che non ha risposta. una piccola vedova che non si lascia fiaccare. farla poggiare sulla prima certezza che la parabola trasmette: Dio è presente nella nostra storia. Così di questa donna sola: c'era un giudice corrotto in una città. Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti che gridano a lui. viene prima di tutto. vedove orfani poveri. i suoi prediletti. Ma quel prontamente di Gesù non si riferisce a una questione temporale. dato che questa vedova mi dà tanto fastidio.

. Mentre il fariseo costruisce la sua religione attorno a quello che lui fa. In essa è riassunto un intero discorso: “sono un poco di buono. ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini. adulteri. capaci di incontro vero.6-8. L'unico che si salva è lui stesso. (Letture: Siracide 35. Salmo 33.16-18. Il pubblicano invece dal fondo del tempio non osava neppure alzare gli occhi. non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo» (. È un Narciso allo specchio. vorrei tanto essere diverso. 2 Timoteo 4. Il fariseo è irretito da una parola che non cessa di ripetere: io. io pago le decime. io non sono. non perché più umile del fariseo (Dio non si merita. è vero. ladri. e allora tu perdona e aiuta”. Vita e preghiera percorrono la stessa strada: la ricerca mai arresa di un tu. Ma tutto ciò che segue è sbagliato: ti ringrazio di non essere come gli altri. Gesù. rendendola autentica.. che viene e trasforma. Il fariseo non ha più nulla da ricevere. Ha dimenticato la parola più importante del mondo: tu. in cui riconoscersi.stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il pubblicano e quel «tu» che salva XXX Domenica Tempo ordinario . ma così non sto bene... ladri. per il quale Dio non serve a niente se non a registrare le sue performances. ma ancora non ce la faccio. Come deve stare male il fariseo in un mondo così malato. rivolgendosi a chi si sente a posto e disprezza gli altri. uomo o Dio. La seconda parola è: peccatore. mostra che non si può pregare e disprezzare. non sono contento. come una vela che si inarca al vento – a un Altro più grande del suo peccato. dove è il male che trionfa dappertutto! Il fariseo: un buon esecutore di precetti. stando in piedi. amati e amabili. come fa il fariseo. Luca 18. neppure con l'umiltà). Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. io. onesto ma infelice. non con gli amici. Eppure il fariseo inizia la preghiera con le parole giuste: O Dio. Pregare può diventare in questo caso perfino pericoloso: puoi tornare a casa tua con un peccato in più. nessuna relazione funziona.) «Il fariseo.15-17. io. non con Dio. Io digiuno. ti ringrazio. Si apre alla misericordia.20-22. ingiusti. si batteva il petto e diceva: Abbi pietà di me peccatore.). fermatosi a distanza. adorare Dio e umiliare i suoi figli. nulla da imparare: conosce il bene e il male e il male sono gli altri. adùlteri. pregava così tra sé: “O Dio. ingiusti. tutti disonesti e immorali. a questa straordinaria debolezza di Dio che è la sua sola onnipotenza.. Il pubblicano invece. il pubblicano la fonda su quello che Dio fa. Se metti al centro l'io. La sua preghiera non è un cuore a cuore con Dio. Non nella coppia. Le regole sono semplici e valgono per tutti. e neppure come questo pubblicano. ma perché si apre – come una porta che si socchiude al sole. Due parole cambiano tutto nella sua preghiera. è un confronto e un giudizio sugli altri.Anno C (.9-14) © riproduzione riservata . quello che fa fiorire il nostro essere. L'insegnamento della parabola è chiaro: la relazione con Dio non segue logiche diverse dalle relazioni umane. è solo una muta superficie su cui far rimbalzare la sua soddisfazione. Il pubblicano tornò a casa sua giustificato. La prima parola è tu: Tu abbi pietà.. ci provo.

Dio viene ancora alla mia tavola. Avanti. Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. se restituisci ciò che hai rubato verrò a casa tua». come per leggere se stesso e tutto ciò che accade da un punto di vista più alto. salì su un sicomòro. perché doveva passare di là. un Dio alla portata di tutti. che nessun peccato arriverà mai a cancellare. Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. anziché chiudersi nei loro limiti e arrendersi. Ma Zacchèo. Se Gesù avesse detto: «Zaccheo. disse al Signore: «Ecco. in alto. se ho rubato a qualcuno. su ciò che ancora manca ad una vita piena. Sono poche parole: fretta. ma dall'avvenire. seguendo il vento del desiderio che gonfia le vele. diventando figura di tutti coloro che.. accogliere. intimo come una persona cara. verso un Dio che viene non dal passato. Zaccheo ha un handicap (la bassa statura) e un desiderio (vedere Gesù) e.Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 31/10/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Lo sguardo di Gesù libera l'uomo XXXI Domenica Tempo ordinario . l'amante scopre di essere amato.) Allora corse avanti e. poi si converte: incontrare uno come Gesù fa credere nell'uomo. manco io.Anno C (. Ognuno ha una dimora da offrire a Dio. oggi devo fermarmi a casa tua. perché oggi devo fermarmi a casa tua».. Perché il quotidiano è abitato da un oltre. Zaccheo sarebbe rimasto sull'albero. sotto l'urgenza del richiamo di cose lontane.». Sull'albero. verso il proprio oggetto d'amore. e coprire il male di bene. a questo conflitto tra due forze che potrebbero annullarsi.. «Devo» dice Gesù.. Apro la casa del cuore a Dio e la gioia e la vita si rimettono in moto. Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo. E il passaggio del . Vedendo ciò. restituisco quattro volte tanto» (. ma che dicono sulla conversione più di tanti trattati. gioia.). Signore. io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e. cercano soluzioni. Nella vita avanza solo chi agisce mosso dal desiderio e non dalla paura. ed è subito festa: Zaccheo. Allora corse avanti e salì su di un albero. Gesù passando alzò lo sguardo. manca l'ultima pecora. lui si libera dalle cose: «Metà di tutto è per i poveri e se ho rubato. Il cercatore si accorge di essere cercato.. Ora può abbracciare tutta intera la sua vita. risponde con creatività e coraggio.. Quando giunse sul luogo. Oggi mi fermo a casa tua. incontrare un uomo così rende liberi. scendi subito. Infatti la casa di Zaccheo si riempie di amici. devo fare casa con te per un intimo bisogno: a Dio manca qualcosa. scendi. manca Zaccheo. Lo sguardo di Gesù è il solo che non si posa mai per prima cosa sui peccati di una persona.. Correre. ma interpella la parte migliore di ciascuno. ma sempre sulla sua povertà. Il pubblicano di Gerico prima incontra.. incontrare questo sguardo che ti rivela a te stesso fa nascere. alzatosi. ti conosco bene. La sua parola è la sola che non porta ingiunzioni. Zaccheo cerca di vedere Gesù e scopre che Gesù cerca di vedere lui. non sarebbe successo nulla. difetti e generosità. per riuscire a vederlo. Se gli avesse detto: «Zaccheo scendi e andiamo insieme in sinagoga». inventano alternative senza timore di apparire diversi. tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».

Salmo 144. io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e. Il cercatore si accorge di essere cercato. Ma Zacchèo. Il pubblicano di Gerico prima incontra. «Devo» dice Gesù. se restituisci ciò che hai rubato verrò a casa tua». devo fare casa con te per un intimo bisogno: a Dio manca qualcosa.1-10) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 31/10/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Lo sguardo di Gesù libera l'uomo XXXI Domenica Tempo ordinario . che nessun peccato arriverà mai a cancellare.. Se Gesù avesse detto: «Zaccheo.) Allora corse avanti e. manca Zaccheo. risponde con creatività e coraggio. Se gli avesse detto: «Zaccheo scendi e andiamo insieme in sinagoga». 2 Tessalonicesi 1. verso un Dio che viene non dal passato. incontrare questo sguardo che ti rivela a te stesso fa nascere. in alto. Gesù passando alzò lo sguardo. uno sconfinare nella gioia e nella condivisione. non sarebbe successo nulla. Zaccheo sarebbe rimasto sull'albero. diventando figura di tutti coloro che. Sull'albero. l'amante scopre di essere amato. 22-12. ed è subito festa: Zaccheo. sotto l'urgenza del richiamo di cose lontane. a questo conflitto tra due forze che potrebbero annullarsi. Allora corse avanti e salì su di un albero. gioia.2.. Avanti. restituisco quattro volte tanto» (. accogliere. .. scendi subito. Zaccheo ha un handicap (la bassa statura) e un desiderio (vedere Gesù) e. verso il proprio oggetto d'amore. Sono poche parole: fretta. Apro la casa del cuore a Dio e la gioia e la vita si rimettono in moto. Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. (Letture: Sapienza 11. Vedendo ciò. su ciò che ancora manca ad una vita piena. ma che dicono sulla conversione più di tanti trattati. ma dall'avvenire. seguendo il vento del desiderio che gonfia le vele. oggi devo fermarmi a casa tua.Signore lascerà un segno inconfondibile: un senso di pienezza e poi il superamento di sé. Luca 19. Lo sguardo di Gesù è il solo che non si posa mai per prima cosa sui peccati di una persona. perché oggi devo fermarmi a casa tua». Perché il quotidiano è abitato da un oltre. per riuscire a vederlo. poi si converte: incontrare uno come Gesù fa credere nell'uomo. cercano soluzioni.. Quando giunse sul luogo. manca l'ultima pecora. Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia.). scendi. salì su un sicomòro. tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».Anno C (. Signore. se ho rubato a qualcuno. inventano alternative senza timore di apparire diversi. Nella vita avanza solo chi agisce mosso dal desiderio e non dalla paura. anziché chiudersi nei loro limiti e arrendersi. ma interpella la parte migliore di ciascuno. perché doveva passare di là. ti conosco bene. 11-2. La sua parola è la sola che non porta ingiunzioni. disse al Signore: «Ecco. Zaccheo cerca di vedere Gesù e scopre che Gesù cerca di vedere lui. alzatosi. incontrare un uomo così rende liberi.2. ma sempre sulla sua povertà. Correre. come per leggere se stesso e tutto ciò che accade da un punto di vista più alto. Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo. manco io.

Anno C (. portando non limiti o rimpianti.» (1Cor 2. e coprire il male di bene. sette volte vedova e mai madre.. non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire. Gesù adopera l'immagine degli angeli per indicare l'accesso ad una realtà di faccia a faccia con Dio.. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. non è pallida ripetizione infinita. Dio viene ancora alla mia tavola.) «C'erano dunque sette fratelli: il primo.. morì senza figli.. No. perché sono uguali agli angeli e. un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho (Lc 24. né orecchio udì mai. Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito.. uno sconfinare nella gioia e nella condivisione. Saranno come angeli. è adoperata dai sadducei come caricatura della fede nella risurrezione dei morti: di quale dei sette fratelli che l'hanno sposata sarà moglie quella donna nella vita eterna? Per loro la sola eternità possibile sta nella generazione di figli.2. sono figli di Dio». lui si libera dalle cose: «Metà di tutto è per i poveri e se ho rubato. non cancella gli affetti. non cancella l'umanità.». Oggi mi fermo a casa tua. ma danno e ricevono amore ancora. Quelli che risorgono non si sposano. . senza gelosie e senza esclusioni. finalmente capaci di amare bene. come è solito fare quando lo si vuole imprigionare in questioni di corto respiro. il Risorto dirà: non sono uno spirito. ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti. ma una impensata capacità di intensità e di profondità. 2 Tessalonicesi 1. Da ultimo morì anche la donna. Perché ciò che nel mondo è valore non sarà mai distrutto. rompe l'accerchiamento.. Ora può abbracciare tutta intera la sua vita.Infatti la casa di Zaccheo si riempie di amici.1-10) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 07/11/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar È l'amore che vince la morte XXXII Domenica Tempo ordinario .. dopo aver preso moglie. 11-2. dilata l'orizzonte e «rivela che non una modesta eternità biologica è inscritta nell'uomo ma l'eternità stessa di Dio» (M. Quelli che risorgono non prendono moglie né marito. difetti e generosità. creature incorporee e asessuate. di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». alla risurrezione. poiché sono figli della risurrezione. La risurrezione non cancella il corpo. Luca 19.2. 22-12. ma scoperta «di ciò che occhio non vide mai. L'eternità non è durata. Facciamo attenzione: Gesù non dichiara la fine degli affetti. La storiella paradossale di una donna. né mai era entrato in cuore d'uomo. (Letture: Sapienza 11. La donna dunque. Salmo 144.. Marcolini). un Dio alla portata di tutti. perché la risurrezione della carne rimane un tema cruciale della nostra fede. Ogni amore vero si aggiungerà agli altri nostri amori.9). Dio non fa morire nulla dell'uomo. non per asserire che gli uomini diventeranno angeli. Ognuno ha una dimora da offrire a Dio.36). nella discendenza. per sempre. intimo come una persona cara. E il passaggio del Signore lascerà un segno inconfondibile: un senso di pienezza e poi il superamento di sé. ma intensità. Lo trasforma. Gesù. Perché amare è la pienezza dell'uomo e di Dio.

Avrete allora occasione di dare testimonianza. 1-2. il cuore di tenebra che distrugge. ma di vivi. il mistero del mondo. di Isacco. ma custode innamorato di ogni mio frammento. Non nel disimpegno. Il Dio di Isacco. dall'altro il versante della tenerezza che salva. di Giacobbe. Una sillaba breve come un respiro.. vive solo se Isacco e Abramo sono vivi. ma che contiene la forza di un legame. Al di là di profeti ingannatori. segue un punto di rottura dove tutto cambia. che il Signore fa sì che il nome di quanti ama diventi parte del suo stesso nome. ma il significato. 2 Tessalonicesi 2. Se lo leggiamo attentamente notiamo che ad ogni descrizione di dolore. la vostra liberazione è vicina. alzate il capo. nel chiamarsi fuori. anche se l'odio sarà dovunque. “con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”. il segreto dell'eternità. ribadita da Matteo 10. La nostra risurrezione soltanto farà di Dio il Padre per sempre. Luca 20. 5. . Vangelo dell'oggi ma anche del domani..) «Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno.) Con il suo linguaggio apocalittico il brano non racconta la fine del mondo. Così totale è il legame. Salmo 16.. un tornante che apre l'orizzonte. La vita – l'umano in noi e negli altri – si salva con la perseveranza. di Abramo.30: i vostri capelli sono tutti contati. ecco quella espressione struggente: Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. di Giacobbe. trascinandovi davanti a re e governatori. Il vangelo ci conduce sul crinale della storia: da un lato il versante oscuro della violenza. degli uomini e delle loro lacrime. il Dio che è mio e tuo. Il Dio più forte della morte è così umile da ritenere i suoi amici parte integrante di sé. a causa del mio nome.Il Signore è Dio di Abramo. Legando la sua eternità alla nostra. Scegliendo sempre l'umano contro il disumano (Turoldo). ma l'amore. io vi darò parola e sapienza.. cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere» (. (Letture: 2 Maccabei 7. In questo «di» ripetuto 5 volte è racchiuso il motivo ultimo della risurrezione. non abbiate paura. umile. Dio non è Dio di morti. non giudice che incombe. consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni. 27-38) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 14/11/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Vincere il male con la perseveranza XXXIII Domenica Tempo ordinario – Anno C (. 16-3. 9-14. loro appartengono di Dio. mostra che ciò che vince la morte non è la vita. indissolubile e reciproco. Nel caos della storia lo sguardo del Signore è fisso su di me. la breccia della speranza: non è la fine. contro la potenza mortifera e omicida presente nella storia e nella natura. e che significa: Dio appartiene a loro. quotidiano lavoro che si prende cura della terra e delle sue ferite. del domani che si prepara nell'oggi. solo se tu e io vivremo. ma nel tenace. In questa lotta contro il male. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa.

col suo ordine fondato sulla forza e sulla violenza. perseverare vegliando su ogni germoglio della vita che nasce. io non mi arrendo. salva te stesso!» per tre volte. gli uomini forti: se sei il re usa la forza! «Salva. 2 Tessalonicesi 3. il re!» Sono scandalizzati i devoti. guardate lontano e oltre.) E disse: «Gesù. un re con una derisoria corona di spine che muore ostinatamente amando. Anche quando tutto il lottare contro il male sembra senza esito. Sulla terra intera e sul piccolo campo dove io vivo si scaricano ogni giorno rovesci di violenza. lo prendono in giro: «guardatelo. L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio. alzate il capo. Salmo 97. E appare un re giustiziato. ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». gli uomini religiosi: ma che Dio è questo che lascia morire il suo eletto? Si scandalizzano i soldati. La violenza si autodistruggerà (M. 5-19) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 21/11/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Un re che si dona. Perché so che il filo rosso della storia è saldo nelle mani di Dio. il simbolo dell'odio. Marcolini).. già comincia a essere rovesciato dalle sue stesse logiche. Tutti odiano quell'uomo. Il Vangelo si chiude con un'ultima riga profezia di speranza: risollevatevi. 19-20. Sollevate il capo. In piedi. E gli si accostavano per dargli da bere aceto. salva. 7-12. perché la realtà non è solo questo che si vede: viene un Liberatore. l'aceto è il suo contrario. ma non vinto. Rispondere alla grandine piantando nuovi frutteti. a testa alta. lo rigettano. liberi: così vede i discepoli il vangelo. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». un Dio esperto di vita.. ma io non mi arrendo. Seminare. se è lui il Cristo di Dio. Luca 21. Perché il mondo quale lo conosciamo. che muore amando XXXIV Domenica Tempo ordinario . un re che noi possiamo rifiutare. per ogni raccolto di oggi perduto impegnarmi a prepararne uno nuovo per domani. della pena di morte? No. hanno bisogno di un supplemento d'amore. Di che cosa hanno bisogno questi che uccidono e deridono e odiano il loro re? Di una condanna definitiva. nel mondo sembrano vincere i più violenti. Sta morendo e lo deridono tutti. la vostra liberazione è vicina. i più crudeli. i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso. cadono piogge corrosive di menzogna e corruzione. Qualcosa vale di più: l'amore vale più della vita. C'è forse qualcosa che vale più di aver salva la vita? Sì. tu che sei condannato alla stessa pena? (. E Dio si . Che cosa posso fare? Usare la tattica del contadino.Perseveranza vuol dire: non mi arrendo. piantare. attendere. Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Il vino nella Bibbia è il simbolo dell'amore.Anno C In quel tempo il popolo stava a vedere. (Letture: Malachia 3. ma che non potrà mai più rifiutare noi. l'eletto».

vederTi piangere le lacrime nostre oppure sorridere come nessuno (D. percorsi dai passi di Dio. Salmo 121. 12-20. Guarda alla povertà. E si preoccupa fino all'ultimo non di sé ma di chi gli muore accanto. quando «nei giorni che precedettero il diluvio gli uomini mangiavano e bevevano. per riportarla a casa. come un padre o una madre guardano al dolore e alle necessità del figlio. Non ha nessun merito da vantare questo malfattore. per nessuno. lo porta con sé. uno almeno che intuisce e usa una espressione rivelatrice: non vedi che anche lui è nella stessa nostra pena. Turoldo). per abbracci. fa molto di più. per accoglienza. ha sentieri nel cuore. Perciò anche voi tenetevi pronti perché.. Luca 23.. allora le porte del cielo resteranno spalancate per sempre per tutti quelli che riconoscono Gesù come loro compagno d'amore e di pena. Ma Dio non guarda alle virtù. (Letture: 2 Samuele 5. l'altro. E se il primo che entra in paradiso è quest'uomo dalla vita sbagliata. Dio vicinissimo nella passione di ogni uomo. un termine latino che significa avvicinarsi.. 1-3. Inizia l'«Avvento». Il Vangelo ricorda i giorni di Noè. Sarai con me: la salvezza è un regalo. 35-43) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 28/11/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Avvento.. tutto bene. Gesù disse ai suoi discepoli: «[. Dio sulla stessa croce dell'uomo. si gioca il tutto per tutto per conquistare l'uomo.. il Regno di Dio avanza per inclusioni. per respingimenti alle frontiere. camminare verso. veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. dice il salmo. e che a sua volta si mette in cammino: per riscoprirTi nell'ultimo povero.M. qualunque sia il loro passato: è questa la Buona Notizia di Gesù Cristo. Che gli si aggrappa: Ricordati di me quando sarai nel tuo regno. L'avvento è tempo di strade. Che entra nella morte perché là va ogni suo figlio. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro. un tempo per desiderare I Domenica di Avvento Anno A In quel tempo. L'avvento è tempo di attenzione. al bisogno. tutto si rimette in cammino e si avvicina: Dio. viene il Figlio dell'uomo». solo bene. Che bella definizione di Gesù.. mai. Colossesi 1.] Vegliate dunque. nitida semplice perfetta: niente di male. noi. E Gesù non si ricorda. prendevano moglie e marito e . Ma Dio non guarda ai meriti. che però sa aggrapparsi al crocifisso amore. per separazioni. se lo carica sulle spalle come fa il pastore con la pecora perduta e ritrovata. Perché il primo dovere di chi ama è di essere con l'amato. Dio nel nostro patire. nell'ora che non immaginate. il nostro cuore profondo. perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. ritrovarTi negli occhi di un bimbo.mette in gioco. Tutto si fa più prossimo. C'è un malfattore. Non ha virtù da presentare questo ladro. nel regno: sarai con me! E mentre la logica della nostra storia sembra avanzare per esclusioni. non un merito. Costui non ha fatto nulla di male. L'uomo d'avvento è quello che.

Che viene nel tempo delle stelle.. ti tocca nella tua vita quotidiana. come un ladro. L'angelo Gabriele entrò da lei. allora ti accorgi della sofferenza che preme.11-14.) Il Vangelo di Luca sviluppa il racconto dell'annuncio a Maria come la zoomata di una cinepresa: parte dall'immensità dei cieli. Panikkar). delle forze di bontà e di bellezza all'opera in ciascuno. Lo senti che ad ogni pagina Gesù ripete: non vivere senza mistero! Ti prego: sotto il familiare scopri l'insolito. dell'occasione di vita che è il Vangelo. Sono impegnati a vivere. I giorni di Noè sono i giorni della superficialità: «Il vizio supremo della nostra epoca è di essere superficiale» (R.. attendevano vegliando sotto le stelle i compagni non ancora rientrati all'accampamento dopo la battaglia. Avvento: tempo per attendere. Che ogni cosa che diciamo abituale. quanto Dio c'è. sotto il quotidiano osserva l'inspiegabile. nella tua casa.non si accorsero di nulla». della mano tesa. noi. E dei mille doni che i giorni recano. sposarsi sono azioni della normalità originaria della vita. di nome Giuseppe. Entrando da lei. Lo fa in un giorno di festa. Avvento: tempo per desiderare e attendere quel Dio che viene. quelli dagli occhi profondi e trasparenti che sanno vedere quanto dolore e quanto amore. senza rumore e clamore. a semplicemente vivere. Invece occorre l'attenzione vigile delle sentinelle. (Letture: Isaia 2. Attendere è declinazione del verbo amare. restringe progressivamente lo sguardo fino ad un piccolo villaggio.1-5. Brecht). Loro. fra le stelle. a una vergine. chiamata Nàzaret. dice il Vangelo di oggi. con una metafora spiazzante. perché qualcosa o qualcuno manca. che non ruba niente e dona tutto. Con il rischio però che la routine non faccia avvertire la straordinarietà di ciò che sta per accadere: e non si accorsero di nulla. incamminato nel mondo. in silenzio. Salmo 121. Si accorgono di lui i desideranti. quelli che vegliano in punta di cuore. di quanto Dio vive in noi: «Il vostro male è di non rendervi conto di quanto siete belli!» (Dostoewski). nel tempo delle lacrime oppure quando dici a chi ami le parole più belle che sai. La vergine si chiamava Maria. come un desiderante. riferisce Giulio Cesare. È bello pensare che Dio ti sfiora. occupata nelle sue faccende e nei suoi pensieri. del diluvio. Alimentarsi.37-44) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 05/12/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Dio ci chiama ad aprirci alla gioia Immacolata Concezione In quel tempo. promessa sposa di un uomo della casa di Davide. al lume delle stelle. accende la sua lucerna e attende che io mi incammini verso casa. l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea. piena di grazia: il Signore è con te» (. Anche Dio. al primo piano di una ragazza tra le tante. Come i soldati romani detti «desiderantes» che. . Romani 13. senza apparenza. ti accorgi di quanta luce. disse: «Rallègrati. degli occhi che ti cercano e delle lacrime silenziose che vi tremano. Matteo 24. possa inquietarti (B. poi ad una casa.

26-38) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 12/12/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Lo «scandalo» della misericordia III Domenica di Avvento-Anno A In quel tempo. che si è chinato su di te. 3-6. E lo dice a ciascuno di noi: ognuno pieno di grazia. La seconda parola dell'angelo svela il perché della gioia: sei piena di grazia. Giovanni. non una sottomissione remissiva. «il più grande» di tutti entra in crisi: sei tu o no quello che il mondo attende? Il profeta dubita e Gesù continua a stimarlo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!» (. avendo sentito parlare delle opere del Cristo. cerchiamo: la gioia. che era «anche più di un profeta». sei pieno di grazia! Dio è dentro di te e ti colma la vita di vita. riempita di Dio. Usa l'intelligenza e poi pronuncia il suo sì.La prima parola dell'angelo non è un semplice saluto. mai risuonato prima nella bibbia o nelle sinagoghe. (Letture: Gènesi 3. a pronunciare quel "sì" così coraggioso che la contrappone a tutto il suo mondo. sii felice». Marcolini). Immacolata la dice il popolo cristiano. Il suo nome è: amata per sempre. per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». in autonomia. sono la serva del Signore.20. tutti amati come siamo. ai poveri è annunciato il Vangelo. rallegrati. che era in carcere. inginocchiati. fai questo o quello. tale da turbare Maria: sei colmata. Ancora l'angelo è inviato nella tua casa e ti dice: rallegrati. viene e porta una promessa di felicità. liberamente. Ma semplicemente: apriti alla gioia. Efesini 1. Salmo 97. Serva è parola che non ha niente di passivo: serva del re è la prima dopo il re.) Giovanni. Non è piena di grazia perché ha detto "sì" a Dio. Un termine nuovo. Non chiede: prega. piccoli o grandi ognuno riempito di cielo. «chaire. come hanno detto profeti e patriarchi. con il suo bisogno di capire. che la proietta nei disegni grandiosi di Dio» (M. È lei personalmente a scegliere. i lebbrosi sono purificati. Dio si avvicina e ti stringe in un abbraccio. Luca 1. tutti i giorni. ma una domanda: come è possibile? Sta davanti a Dio con tutta la sua dignità umana. si è dato a te e tu ne trabocchi. 11-12. i sordi odono. colei che collabora. i morti risuscitano. Ed è la stessa cosa. buoni e meno buoni. ognuno amato per sempre. La prima parola di Maria non è un sì. per quello che siamo. Teneramente. «La risposta di Maria è una realtà liberante. ma perché Dio ha detto "sì" a lei prima ancora della sua risposta. la roccia che sfidava il vento del deserto. come una porta si apre al sole. La storia di Maria è anche la mia e la tua storia. 9-15. Piena di grazia la chiama l'angelo. con la sua maturità di donna. E questo mi conforta: anche se io dubito la fiducia di Dio in me . Eccomi. che crea insieme con il creatore. Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista. gioisci. gli zoppi camminano. dentro vibra quella cosa buona e rara che tutti.. che allora ha la potenza di un sì libero e creativo. si è innamorato di te. senza rimpianti amata. letteralmente inaudito..

Gesù non ha mai promesso di risolvere i problemi della storia con i miracoli. allora capiranno chi è il Signore che noi cerchiamo di amare e di incarnare: è davvero il Dio amante della vita. di fronte a tanto male.7-10. È lo scandalo della piccolezza.10. con Lui. ma guarisce il cuore. essendo promessa sposa di Giuseppe. ed è sempre l'utopia che fa la storia.1-6. il lavoro oscuro ma inarrestabile del seme che fiorirà. per trasformarlo. E acquistiamo pienezza quando rompiamo le pareti e il nostro cuore si riempie di volti e di nomi!» (Evangelii gaudium.. Ha promesso qualcosa di più forte ancora: il miracolo del seme. Matteo 11. Gesù è una goccia di fuoco caduta dentro di noi e non si spegne. 274). più felice. Salmo 145. gli zoppi camminano. tutti hanno una seconda opportunità. prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.2-11) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 19/12/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar Il Signore rende più grande il cuore IV Domenica di Avvento – Anno A Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria. il deserto con i suoi veleni si espande e corrode le terre più belle del nostro paese. di fronte al fatto che con Gesù cambia tutto: non è più l'uomo che vive per Dio. la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele». stanca: i ciechi riacquistano la vista. E noi viviamo di lui e lui dilata da dentro le nostre capacità di amore perché diventiamo santuari che irradiano amore: chi crede in me compirà opere ancora più grandi (Gv 14. più grande a qualcuno che non ce la fa da solo.resta intatta. Ma quelle sei opere sono l'utopia di un tutt'altro modo di essere uomini. nessun deserto si è coperto di gigli.8. è Dio che vive per l'uomo. la vita più umana. questo è già sufficiente a giustificare il dono della mia vita. ma che Dio entra nelle ferite del mondo. nell'agire io come agisce Dio. Letture: Isaia 35. Giacomo 5. Sono il centro della morale cristiana. se riesco ad aiutare una sola persona a vivere meglio. Sono le mani di Dio impigliate nel folto della vita. È bello essere popolo fedele di Dio. Gli uomini vogliono seguire il Dio della vita. che invece di bruciare i peccatori. È lo scandalo della misericordia. Gesù elenca sei opere non per annunciare un fiorire di miracoli all'angolo di ogni strada. che significa “Dio con noi”. . fragile.12) «Perciò. ai poveri è annunciato il Vangelo. più bella. Beato chi non si scandalizza di me. [. Le sei opere d'amore che Gesù elenca non hanno cambiato il mondo.. E se noi siamo capaci di rendere. che consiste proprio nel fare anche noi ciò che Dio fa. Gesù è un Dio che non misura i meriti. dubitare. i sordi odono. che viene a prendersi cura dei piccoli. come annunciava il Battista.] Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco. per un lebbroso guarito milioni d'altri si sono ammalati. n. a guarire la vita malata. siede a tavola con loro. anzi. Perché è umano.

accrescerà. prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto. Mentre stava considerando queste cose ecco che in sogno un angelo. e non c'è spazio per nulla e per nessuno. che poi è Dio stesso. Sotto l'immagine di un angelo Dio gli dice: Non temere di prendere con te Maria. Dio non ha voluto che Maria fosse povera d'amore.. tua sposa. con i progetti di vita andati in frantumi. quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati. e più gli uomini cresceranno in umanità.18-24) © riproduzione riservata Il Vangelo A cura di Ermes Ronchi 28/12/2013 stampa quest'articolo segnala ad un amico feed Enviar In una famiglia le sorti del mondo Santa famiglia . renderà più grande la vita. Un conflitto emotivo e spirituale: da un lato l'osservanza della legge (l'obbligo di denunciare Maria) e dall'altro il suo amore. dove rimase fino alla morte di . Gesù salverà: allargherà. il peccato è ciò che rende piccola la tua persona. i sogni. Salverà dal peccato. Romani 1. Giuseppe. i poveri. (Letture: Isaia 7. la cui radice ish ha. Ma basta che la corazza della legge venga appena scalfita dall'amore. Nel Vangelo di Matteo per tre volte vengono angeli: per annunciare la vita di Gesù. nella notte. espanderà lo spazio della tua umanità. dilatare. il rimpicciolimento del cuore. più scopriranno la divinità che ha messo la sua tenda in ciascuno di noi. Sorpresa assoluta della creatura che arriva a concepire l'inconcepibile. prendi con te il bambino e sua madre. Non temere. Qualcosa che però strazia il cuore di Giuseppe. Dio si è fatto uomo. che all'opposto è l'atrofia del vivere.1-7. In fondo.10-14. Perché ogni evento d'amore è sempre decretato dal cielo. fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Ella darà alla luce un figlio e tu Lo chiamerai Gesù! Egli salverà il popolo. Egli si alzò. Maria lascia la casa del sì detto a Dio e va nella casa del sì detto al suo uomo. Il nome "Gesù". E l'uomo giusto. in ebraico Jeshuà. Povera di tutto. ci ricorda che l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio. Giuseppe non si dà pace. continua a pensare a lei. che lo Spirito irrompe e agisce. Salmo 23. Non temere.. entra in crisi: non volendo accusarla pubblicamente (denunciare Maria come adultera e farla lapidare) pensò di ripudiarla in segreto. a Pasqua per annunciare che quella vita ha vinto la morte. per proteggerne la vita dalla ferocia di Erode. Vannucci). spazio per le creature. religione equivale a dilatazione (G.Prima che andassero a vivere insieme (passava un anno tra il matrimonio e la convivenza) Maria si trovò incinta. ci va da donna innamorata. è innamorato. che si sente tradito.Anno A I Magi erano appena partiti. sarebbe stata povera di Dio. la parola preferita con cui Dio apre il dialogo con l'uomo. il cielo. L'augurio di Natale che vorrei fare a ciascuno di voi e a me per primo: Che il Signore renda il tuo cuore spazioso! Giuseppe fece come gli aveva detto l'angelo e prese con sé la sua sposa. Dio interviene sempre in favore della vita. mani indurite dal lavoro e cuore intenerito e ferito. Matteo 1. deriva dal verbo "salvare". il proprio Creatore. come primo significato quello di allargare. Dio viene e crea spazio in me. gli parla. a sognarla di notte.

oggi come allora . quella storia di fuggiaschi ricercati a morte è la storia di milioni di famiglie ancora oggi. Poi tocca a Giuseppe studiare la strada. I bambini ti chiamano a conversione.. Giuseppe rappresenta tutti gli uomini che prendono su di sé il peso della vita di un altro. con fiducia. le cose decisive . fanno tutto ciò che devono fare. e ogni amore fa tutt'uno con il mistero di Dio. fioriscono creature che faranno fiorire la storia. senza indicare la strada e la data del ritorno? Dio interviene così: non ti protegge dall'esilio.. nello stringersi amoroso delle vite. benedette. Tocca a noi scegliere gli itinerari più sicuri. Erode però viene giocato dai Magi e da Giuseppe. Sognatori e concreti. 13-15. Dickinson) una vertigine. Mille Erodi ancora oggi emanano morte. una direzione verso cui partire. senza contare fatiche e senza accumulare rimpianti. che hanno tanta luce quanta ne serve al primo passo.) Fuggi in Egitto! Perché l'angelo comanda di fuggire. di luce e di vita. in silenzio. più sacra ancora la vita perseguitata. non ti custodisce dalla notte. innamorate e silenziose. Colossesi 3. danno ordini al futuro buono del mondo. La vocazione alla famiglia è santa. 14-17a. quelli che senza proclami e senza ricompense. ma dentro la notte. è nel nostro profondo ed ecco che l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio. cuore a cuore. E quel Bambino non toccato dal male è tutti i bambini. Giuseppe prese il bambino e sua madre e fuggì in Egitto. Quella vicenda di persecuzioni. disarmati eppure più forti di ogni Erode. semplicemente. Salmo 127. perché c'è Qualcuno che veglia anche nella notte. Le sorti del mondo si decidono dentro una famiglia.accadono dentro le relazioni e gli affetti. quelle che non dicono mai "basta" all'amore che il bambino esige giorno e notte.19-23) © riproduzione riservata . Un ultimo pensiero va a chi vive sulla propria pelle un fallimento matrimoniale o familiare: non temete! Dio ha anche per voi progetti di amore e di gioia. come lei. 3-7. Che tuttavia indicano davvero poco. Maria incarna tutte le madri. anche quando noi dormiamo. dove il solo fatto di esistere è già un'estasi (E. perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall'Egitto ho chiamato mio figlio». misurare la fatica dei più deboli e portarli se necessario. Nel loro sguardo c'è tutta l'eternità che ci attende. Matteo 2. Nel coraggio quotidiano di moltissime persone. (Letture: Siracide 3. (. che sono tutte.Erode. ma dentro l'esilio. senza garantire un futuro. Perché è vocazione ad amare. quanto quella di una monaca di clausura o di un missionario. Non vi torna in mente la fuga in Egitto di Giuseppe con Maria e il Bambino ogni volta che una famiglia straniera bussa alla nostra porta e chiede aiuto? È storia sacra che si ripete: sacra è la vita. 12-21. Maria è tutte le donne che inventano risorse di intelligenza e di forza per farlo crescere. Scopriteli.