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LA SVOLTA
COSTANTINIANA
di

MARTA SORDI

tiniano

Anno Costan

della mostra “Costantino” realizzata dal Museo Diocesano a Palazzo Reale. La piccola edizione rappresenta così anche un omaggio alla grande studiosa dell’Università Cattolica di Milano che tanto si era appassionata a questo evento e periodo storico. Centro Culturale di Milano 2 3 . in primo luogo ai Cristiani. che ci invita a rendercene lettori. Tale evento è al centro. “La svolta costantiniana” di Marta Sordi.LA SVOLTA COSTANTINIANA Siamo alle soglie della celebrazione del 1700° anniversario di una svolta epocale: nel febbraio del 313 l’imperatore Costantino e Licinio emanano l’editto di Milano che concede per la prima volta la libertà religiosa a tutti i sudditi dell’impero. dalla casa editrice Jaca Book. nel momento in cui scriviamo. mentre nel corso del 2013 mentale e insuperabile che rende ragione della portata e delle conseguenze di quel fatto storico. per questa pubblicazione. che qui presentiamo (senza l’appapero romano” ed è stato gentilmente concesso.

prima per l’impero romano e poi per l’intero Occidente. una nuova concezione del rapporto religione-politica ed anche di quello persona-stato. fonda nei singoli la potestà di seguire la religione che ciascuno avesse voluto». nell’Editto di Milano. Veyne e tanti altri). dopo varie ondate di repressioni e persecuzioni violente. benevolmente concessa dallo stato romano proprio grazie all’apporto del testo qui pubblicato e dall’apporto di studiosi di varia provenienza e formazione (da G. dà il senso della novità e della portata della “novità costantiniana”: «Totalmente ed esclusivamente di Costantino . Non più semplice tolleranza. è decisivo comprendere che l’intento di voler fon- cialmente la terribile persecuzione decretata da Diocleziano nel 303). stabilisce con essa un rappor4 . ma libertà. riconoscendo un’altra istanza come originaria. Non è arbitrario dire che qui troviamo il fondamento di quella che in tempi moderni abbiamo imparato ad apprezzare come la laicità dello Stato: lo Stato. to che potrà poi essere di collaborazione o dialettico. È una rottura profonda con il culto di Stato e il suo formalismo. ma è un rapporto con altro da sé.è il concetto di libertà religiosa secondo cui il diritto della divinitas di essere adorata come vuole.anche i diritti dell’uomo è un’idea che Costantino. Il senso profondo della rivoluzione costantiniana non implica quindi una separazione tra religione e politica e nemmeno relativizzare la visione religiosa. metà del Novecento . Non semplicemente un allargamento della “tolleranza religiosa”. Si tratta di trarne le conseguenze culturali. Qui c’è in nuce quel riconoscimento della libertà che riconosce che lo Stato non è la fonte assoluta del potere. l’insistenza sul valore della libertà della persona per stabilire il modo e la forma del suo rapporto con il divino. tale da portarlo a considerare necessario inserire. mostra di avere ben presente e che inserisce nelle scelte politiche. il contenuto dell’Editto è infatti “sconvolgente” per la mentalità dell’epoca: Noi dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto abbiamo risolto di accordare ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno nostri sudditi dia pace e prosperità. Di fronte ad aspetti della mentalità contemporanea ove si pensi di negare che la morale e la libertà siano correlate a una trascendenza divina (basti ricordare che accade in quella americana). Nega sia la pretesa etica dello fenomeno religioso. oggi spesso confusi. che scaturisce dall’accordo di Milano (…) deli- 5 . ma il primo documento che sgancia la struttura dello stato romano dal patto con Dio è sì fondamentale per ogni dimensione (compresa quindi quella politica). nella tradizionale visione romana del concetto della pax deorum (da intendere non solo come “pace” ma come “patto” con gli dei) come fondamento dello Stato. superando i luoghi comuni persistenti : la svolta di Milano segna.è l’acuto giudizio di Marta Sordi . proprio a partire dalla libertà religiosa.313-2013. Bonamente a P.che indicava l’uso politico della religione come mo- Proprio la sovrapposizione dei concetti di tolleranza e libertà. 1700 anni dall’Editto di Costantino: la prima affermazione pubblica della libertà religiosa Dove sta la novità dell’Editto di Milano del 313? Non è la prima volta che l’impero romano manifesta segni di tolleranza verso il cristianesimo. perché. Si riconosce così a Costantino una esperienza umana eccezionale sul piano religioso nel 312. come nota sempre Marta Sordi: “La piena libertà religiosa. proprio perché basato su un rapporto libero di ciascuno con il divino.

“L’accordo di Milano rappresenta un equilibrio ideale concreti. 154 ss.” È il caso allora di chiedersi oggi: è stato il cristianesimo o la politica laica scaturita dalla rivoluzione francese ad aver scoperto il principio della libertà religiosa e ad aver fecondato la storia dell’Occidente con la convinzione che la dimensione politica non sia in grado di colmare l’aspirazione alla libertà e alla felicità dell’uomo e della società? litica. convinti che il limite alla sempre possibile egemonia del potere sia la religiosità vera.” (J.porto con la divinità fondamentale problema politico e si proclama nello stesso tempo aconfessionale. rappresenta l’inizio e il fondamento persistente dell’idea occidentale di libertà. a presentare una breve Antologia di testi relativi all’epoca del Concilio e alla dichiarazione conciliare . in quanto Stato. ecumenismo e politica. il nuovo dualismo in essa contenuto. fonda una prospettiva in cui la libertà è il perno di un equilibrato rapporto tra le esigenze della religiosità e quelle della politica. Sul piano della storia del principio della libertà religiosa ci limitiamo. particolare 7 . la natura teologica della divinità. Ratzinger. Nuovi saggi di ecclesiologia. Cinisello Balsamo. la ricostruzione critica del senso della svolta storica di Costantino e lo sviluppo della storia del principio della libertà religiosa.a cui fa seguito una raccolta dei più recenti interventi di Benedetto XVI sul tema. amore profondo alla libertà dell’uomo dalla quale potrà scaturire una rinnovata forma di convivenza civile rispettosa dell’identità di tutti. di uno Stato in cui il rapporto fra religione e politica nasce non dalla legge scritta. Andrea Caspani razione di autorità statale e sacrale. riesce a conservare” (M.di cui ricorre il 50° anniversario e il connesso Anno della Fede . 1987. pp. il quicquid est divinitatis in sede caelesti. ma in nome della sua inconfessata incompetenza a decidere. Sordi) ni che si intrecciano in questo anniversario. Chiesa. non in nome di un razionalismo scettico. ma dalla legge non scritta. Ratzinger: veniva messa in questione tutta l’antica idea di stato ed è comprensibile che lo stato antico vide nella negazione della sua totalità un attacco ai fondamenti stessi della sua esistenza (…) fatto” tra stato e Chiesa.) Se quindi sul piano storico la decisione di Costantino introduce una “sana laicità” della dimensione politica non è da ignorare certo che nel corso della storia (ma già in successivi atti di governo dello stesso Costantino) sia la Chiesa sia lo Stato non siano riusciti a trovare sempre un adeguato bilanciamento 6 Arco di Costantino. e il diritto della divinità ad essere adorata come vuole fonda la libertà di tutti a praticare il proprio culto e la propria fede religiosa secondo coscienza. per restare nei termini di questo contesto editoriale. come ci ricorda un bel testo dell’allora cardinal J. Ci auguriamo che tutti questi spunti favoriscano il desiderio di approfondire il senso della “laicità positiva” della politica come grande risorsa della nostra tradizione religiosa e civile.

ma un simbolo solare e Costantino sacerti studiosi del rebbe rimasto. fossero consistiti solo in una ripresa dell’editto di Serdica. cenminoranza. un adoratore del sole. come. per alcuni anni ancora. a cui Costantino trovò comodo. dare credito. che essendo usurpatore. ebbe nel 1955 l’onore di uno dei con questi studiosi rapporti generali del X Congresso Internazionale di Studi che Costantino non fu Storici e che si è protratta per alcuni anni. Il misterioso segno adottato da Costantino nel 312 non sarebbe pertanto di Serdica. la sua propaganda era diretta soprattutto ai sudditi pagani. in tutto l’occidente. sarebbe corretto concludere con questi Se la svolta del 312 studiosi che Costantino non fu in alcun modo autore della e il documento che svolta del 312/3. come certi studiosi del secolo scorso hanno sostenuto. il cosiddetto editto di Milano. monogramma di Cristo o croce monogrammatica) che aveva visto in sogno o in visione ed attribuì al Dio dei Cristiani la vittoria che con ristabilire la pace religiosa e la tolleranza era fortemente sentita negli stessi ambienti pagani e i persecutori intransigenti dovevano cercare sostegni e consensi nell’opinione pubblica ormai stanca del sangue versato: Massenzio.LA SVOLTA COSTANTINIANA di MARTA SORDI N egli anni fra il 306 e il 312. nel corso della campagna contro Massenzio fece rappresentare sugli scudi e sulle insegne il misterioso segno (croce. negli ripresa dell’editto anni dello scontro con Licinio. lo aveva capito tori legittimi sul terreno della tolleranza. Francesco) 9 . quando Costantino. di consensi aveva bisogno più di ogni altro. che gli iniziatori della tolleranza furono ne derivò nel 313. anche se. fossero trovata apologetica degli scrittori Cristiani della sua corte. in collegamento in alcun modo autore col dibattito sull’autenticità della Vita Constantini di Eusebio della svolta del 312/3 8 Piero della Francesca. del resto. è la famosa «questione costantiniana». S. governando su Roma. sostenuto. secolo scorso hanno Questa. Massenzio e Licinio e non Costantino e che l’attribuzione a il cosiddetto editto quest’ultimo di una «conversione cristiana» nel 312 fu una di Milano. Se la svolta del 312 e il documento che ne derivò nel 313. in breve. consistiti solo in una Lattanzio ed Eusebio. come un segno cristiano. sollevata negli anni ’30 del XX secolo dal Gregoire e corretto concludere ripresa dalla sua scuola. sarebbe che. Leggenda della vera Croce: Il sogno di Costantino. 1452-1459 (Arezzo.

nuità. con l’assunzione dei caratteri del trionfo. ma che aveva. ma anche un’attitudine nuova nei confronti di una vita cerimoniale urbana». come spesso è stato fatto. Il carattere eccezionale e rivoluzionario della scelta fatta da Costantino nell’ot- 11 . Oggi questo modo di impostare il problema è superato: la cronologia tradizionale. che formavano l’esercito di Costantino e sulle masse italiche e romane. da religione perseguitata la pregiudizio moderno della pura strumentalizzazione politica della religione e tenere conto invece dell’importanza anche politica che Per accostarsi correttamente alla problematica di questa svolta. pure nella maggior parte pagane. Io credo che per accostarsi correttamente alla problematica di questa svolta. cit. è necessario sgomberare il terreno dal pregiudizio moderno della pura strumentalizzazione politica della religione e tenere conto invece dell’importanza anche politica che la scelta religiosa della divinità a cui affidare l’impero 10 . perché Massenzio non era stato mai un persecutore e nessuno poteva accusarlo di intolleranza verso i Cristiani. anche se più che alla religiosità personale di Costantino e alla sincerità o meno della sua conversione. un carattere di eccezione. a mio avviso. del rapporto che. che per secoli aveva avuto nel Campidoglio il suo centro.LA SVOLTA COSTANTINIANA cato politico o religioso della conversione di Costantino e della sincerità di essa. già prima di Costantino. 63) l’importanza Costantino non si pose in alternativa a Massenzio perché questi non era stato mai un persecutore. è una conferma. aveva assunto nell’impeconto solo degli interessi politici immediati e dell’ine della proclamata alleanza col Dio dei Cristiani poteva avere sui soldati delle Gallie. Il nuovo cerimoniale dell’adventus. senza il tradizionale rendimento di grazie a Giove Capitolino. e l’assimilazione. rivelano. ma con la valorizzazione degli incontri col senato e col popolo e della pubblica laetitia. ma Costantino non si pose in alternativa a Massenzio con una proposta di tolleranza. a causa del carattere ci sia stata una svolta. l’autenticità della Vita Constantini appare ai più cosa certa. su cui giustamente il Fraschetti insiste. La tolleranza era popolare. nei Panegirici come nell’arco trionfale dell’adventus al trionfo. i Cristiani avevano impostato con Roma. p. anche se i dati da essa contenuti. non solo per il modo improvviso e drammatico con cui veniva proposta nel cuore di una campagna militare. che la tradizione ricorda per tutti i predecessori di Costantino e che non può essergli attribuita perché ovvia. È l’atteggiamento che ritroviamo in Ambrogio e che caratterizzerà più tardi l’impero romano-cristiano. in massima parte pagani. inaugurato da Costantino e ripreso dai suoi successori Cristiani. come è stato giustamente notato dal Fraschetti (op. nel rifiuto di Costantino di salire in Campidoglio per ringraziare della vittoria Giove Ottimo Massimo religiosa. che nel giro di pochi anni fece del Cristianesimo. ma in rottura con la tradizione religiosa dell’impero salire in Campidoglio per ringraziare della vittoria Giove Ottimo Massimo. Il silenzio di tutte le fonti su questa ascesa. fin dal inizio. altrettanto deciso della sua tradizione religiosa. la scelta di quest’ultimo apparirebbe incomprensibile. l’attenzione di alcuni fra gli studiosi più recenti è rivolta alle condizioni che ne resero possibile la politica e alla situazione religiosa dell’impero nella varietà delle sue componenti. Costantino si propose come «liberatore» di Roma da un «tiranno» e come salvatore dell’impero per ispirazione e con l’aiuto di Dio (instinctu divinitatis come dirà l’iscrizione dell’arco posto dal Senato) ed decisa di quelle di Aureliano e Diocleziano. che colloca nel 312 la «svolta» cristiana non è più messa in dubbio seriamente da nessuno e così pure la versione delle fonti cristiane contemporanee (Lattanzio ed Eusebio) che attribuiscono a Costantino e non a Massenzio o a Liposto da Costantino sugli scudi e sul vessillo. rispetto a quelle. Si poneva in rottura con la tradizione religiosa dell’impero e si concretizzava. che Costantino si preparava a strappare al suo rivale. e consumava «la rottura della connessione indissolubile nella stessa Roma tra esercizio del potere politico e pratica del sacerdozio».

a Treviri o ad mente alla presenza stessa dell’imperatore. non di Costantino. di cui si prende cura direttamente il Dio l’imperatore rivela ormai per questi dei. che. il sole è chiamato col nome tradizionale della pietà greca e romana (ibid. Si è parlato di «evidenti matrici stoico platoniche» di questa preghiera. Non c’è dubbio che la divinità suprema dai molti nomi che l’autore del Panegirico del 313 pone al centro del suo di- Costantino trascura i responsi degli aruspici. che. 26. Cerere. che. continuamente. secondo il credo degli stoici. Il Panegirico del 313 è tutto un’esaltazione della vittoria contro Massenzio e una celebrazione dell’origine divina di questa vittoria: contrari alla spedizione erano i responsi degli aruspici e i collaboratori dell’imperatore. basta confrontare il linguaggio negirici pronunziati davanti allo stesso Costantino nel 307 e nel 311 nei quali gli dei sono nominati continuamente con i loro nomi tradizionali. 21. ciò che colpisce però è la strana circospezione e l’evidente disagio con cui l’autore. Il Panegirico con una preghiera al summe rerum sator (ibid. la misteriosa divinitas del 313 è lasciata invece deliberatamente innominata e l’autore insiste 13 . o non sono nominati o sono nominati dell’imperatore – per dire che sono «dei minori» che si occupano «di noi». Vittoria. ma immanente del mondo. senza esitazioni né reticenze. che nulla era mutato nella religiosità di Costantino: per rendersi conto del mutamento. Certo Costantino ha – egli dice – un rapporto segreto con quella «mente divina» che. prima ancora che dagli autori Cristiani. che è tutto incentrato sulla religiosità solare di Costantino. soprattutto. che pure lo accompagnavano. Mercurio. che non summus deus della religione solare. piccoli mortali. trascura i responsi degli aruspici.1). creatrice di tutto.2). Il retore si domanda quale dio e quale praesens maiestas lo abbia spinto. parla del politeismo tradizionale e di quella che era direttamente da Dio. la devozione verso i templi e i santuari. Giove. Libero. delegata la cura dei piccoli mortali diis minoribus. 18. modellando la sua azione sulla clemenza del deus ille mundi creator et dominus (ibid. Mercurio. mira a stabilire tradizioni religiose monoteizzanti o monoteistiche esistenti nell’impero. non di Costantino.1ss) «che volle avere tanti nomi quante sono le lingue dei popoli e di cui non possiamo sapere come egli stessa voglia essere chiamato». la divinità ispira costantemente l’imperatore. un anonimo retore pagano del 313 tobre del 312 emerge. trasforma in catene le spade tolte ai prigionieri nemici aperto alle porte di Roma un avversario a cui la divina mens ibid.LA SVOLTA COSTANTINIANA Il carattere eccezionale e rivoluzionario della scelta fatta da Costantino nell’ottobre del 312 emerge in un panegirico pronunziato ufficialmente alla presenza stessa dell’imperatore. e disprezza gli dei del paganesimo.5). che ad Aquileia. nel discorso del 310. secondo la tradizione giudaico-cristiana). mens divina immanente al mondo o autore trascendente (extrinsecus) di ogni movimento. una formula elegante per giustificare il rifiuto che l’imperatore rivela ormai per questi dei summus deus della religiosità solare e non è incompatibile con l’immagine che di tale divinità si era stabilita dell’impero dal III secolo in poi: tuttavia. piccoli mortali. o potenza trascendente tura. dalla celebrazione che di essa fece. 13. potestà suprema posta al di sopra di tutti i cieli con la sua dinastia (divina suboles tua) al governo. Apollo. Giove Capitolino. 7 Apollo noster) e con lui sono nominati. Nel racconto particolareggiato delle vicende militari della campagna d’Italia. e di Costantino viene messa in evidenza. o non sono nominati (salvo Roma e fastidio neppure ai Cristiani) o sono nominati – e questo è sisono «dei minori» che si occupano «di noi». che pure lo accompagnavano.2. Libero. a lui solo si degna di manifestarsi (ibid. di cui si prende cura direttamente il Dio supremo. un anonimo retore pagano del 313. che 12 è certamente un pagano.4 Apollinem tuum…ibid. Giunone la Vittoria e. e disprezza gli dei del paganesimo. 16. 2.

dovremmo ammettere che qualche cosa di nuovo e di eccezionale era avvenuto in quell’anno nella religiosità di Costantino e che egli aveva abbandonato il paganesimo tradizionale. secondo cui la tolleranza religiosa è il perdono concesso dalla clemenza imperiale ad un errore. creatore e provvidente. secondo cui il diritto della divinitas di essere adorata come vuole fonda nei singoli «la libera potestà di seguire la religione che ciascuno avesse voluto» (ibid. Se il Dio a cui Costantino attribuiva nel 313 la sua vittoria fosse stato semplicemente. a favore del CristiaIl cosiddetto editto nesimo. Questo vista di Costantino già nell’inverno fra il 312 e il 313. che.2) e che non solo capovolge la concezione (che Licinio aveva contribuito con Galerio ad elaborare nell’editto di Serdica). Tipica invece della mentalità di Costantino. ma anche il risarcimento dei danni subiti e il fra il 312 e il 313 15 . il rapporto esistente tra le varie religioni dell’imdi Milano toglie al pero e. nella forma conservata da Eusebio (H. è il rescritto pubblicato da Licinio a Nicomedia il 14 giugno del 313. non si vede perché il retore mettesse tanto impegno per restare nell’indeterminato. ma che riproduce.LA SVOLTA COSTANTINIANA Anche se non avessimo le fonti cristiane e dovessimo dipendere esclusivamente dall’anonimo panegirista pagano del 313. è infine il concetto di libertà religiosa. 44. soprattutto. «ai Cristiani e a tutti» la libertà di seguire la religione che vogliono. nel quale si poteva in ben nota della religione solare. Nella ricerca di un linguaggio comune che potesse essere monoteistica. religione di stato e Nominando per primi i Cristiani e isolandoli rispetto a tutti prepara indubbiamente gli altri. le decisioni da prendere per prime (in prima ordinanda) appaiono quelle che riguardano la divinitatis reverentia sede del cielo. IX. frutto di una scelta arbitraria (Lact. non aveva nascosto il suo fastidio per gli dei della tradizione (al punto che il retore evita di nominarli in sua presenza) ed aveva volto la sua devozione a un misterioso Dio supremo. prisi rivela il punto ma dell’incontro di Milano. essa si ritrova. ibid. avanzate dall’ignoto panegirista del 313 sulla natura della divinità che ha dato la vittoria a Costantino. Insomma. 48). come nel 313. nell’uno e nell’altro caso.5) è lo stesso testo pubblicato poco dopo da Licinio in Palestina. nel linguaggio necessariamente sintetico del documenLact.E. soprattutto.). l’accordo raggiunto nelle trattative tra Costantino e Licinio nell’incontro di Milano del febbraio del 313 e l’estensione alle province del vinto Massimino dei risultati di tale accordo. il rapporto dell’impero con la religione paganesimo tradizionale tradizionale. dovremmo ammettere che qualche cosa di nuovo e di eccezionale era avvenuto in quell’anno nella religiosità di Costantino sul fatto che ha tanti nomi quante sono le genti e che non è possibile sapere come essa stessa voglia essere chiamata. proprio per assicurarsi l’apil suo carattere di poggio della divinità gli imperatori concedono. nel cosiddetto editto di Milano. Questo si rivela il punto di stato romano. condizione da lui posta al collega pagano per un accordo. nella forma conservata da Lattanzio (De mort. anche se sulla campagna del 312 non avessimo le fonti cristiane e dovessimo dipendere esclusivamente dall’anonimo panegirista pagano del 313. anche se comune alla mentalità ormai dominante nell’impero. dedicato nel 315 dal senato e dal popolo romano a Costantino. questa deliberata volontà di evitare ogni possibile sia di quella più antica che di quella solare.2 pro arbitrio suo atque ut isdem erat libitum) ma rovescia anche. il documento si rivela frutto di un compromesso. nell’incontro destinato a risolvere i massimi problemi politici dell’impero. è «l’idea di alleanza con la divinità». Totalmente ed esclusivamente di Costantino. 34. ibid. affermando che. il Sole. il cosiddetto editto di Milano toglie al paganesimo il passaggio al tradizionale il suo carattere di religione di stato e prepara Cristianesimo come indubbiamente il passaggio al Cristianesimo come nuova nuova religione dello religione dello stato romano. Questa stessa circospezione. quando scrive al governatore di vista di Costantino dell’Africa Anulino e al vescovo di Cartagine Ceciliano perché i Cristiani ottengano non solo la restituzione dei beni già nell’inverno confiscati. si ritrova nelle immagini dell’arco di trionfo. fra il paganesimo di Licinio e la nuova religiosità di Costantino: il «qualsiasi divinità ci sia nella sede 14 del cielo» corrisponde. possa essere placata e propizia a noi e a tutti coloro che sono posti sotto il nostro potere» (ibid.

la persecuzione dioclezianea. Si può osservare che Costantino non usò la stessa intran- la religione solare e tollerò simboli solari non solo sull’arco dedicato dal senato e dal popolo nel 315. dopo la morte dell’ imperatore. vantaggi immensi proverranno pure agli affari pubblici». che era stata sua e di suo padre. dopo aver deciso (e questo coincide. che «se mi fosse stata riferita da un altro e non da Costantino stesso da un altro e non da non crederei» . è ormai una superstizione del passato. la persecuzione dioclezianea. avverte Eusebio. E mentre pregava gli apparve una visione fosse stata riferita straordinaria – una visione. al di sopra del sole. fece chiamare «gli iniziati di tale dottrina» (il greco dice mystai e l’allusione è forse a Osio di Cordova) e domandò chi fosse quel dio e che cosa significasse la frase della visione. conforme alle leggi e santissima…Infatti. nella Vita Costantini. egli cercava dunque un dio che lo aiutasse. lo aveva avuto custode del suo regno e alleato sempre. come nelle oligarchie municipali da cui venivano gli oratori dei panegirici. secondo Lattanzio.LA SVOLTA COSTANTINIANA La più tradizionale delle pratiche religiose romane. Lo stupore fu immenso in lui e in tutto dopo aver deciso di l’esercito. con il racconto del panegirista pagano del 313 e ne spiega le reticenze). Giove ed Ercole. all’inizio della campagna contro Massenzio. pieno di incertezza. Gli risposero che quello era il Figlio unigenito dell’unico e solo Dio e che il segno apparso era 17 . corrisponde esattamente al Panegirico del 313 dal cui esame siamo partiti: Costantino lascia agli altri gli dei minori e si dedica al culto del summus deus. Sopraggiunse la notte e gli apparve in sogno il Cristo di Dio con il segno che aveva visto in cielo e lo esortò a farsene uno somigliante e a servirsene come difesa contro i nemici. ma anche sulle monete da lui coniate sino al 320. ancora una volta. Ma il racconto di CoUna visione stantino continua: egli invocò nella preghiera il dio di suo straordinaria. Fin qui la versione riferita da Costantino ad Eusebio prima della sua morte. era preoccupato per le arti magiche a cui quest’ ultimo faceva ricorso ed era convinto che fosse impossibile vincerlo senza l’aiuto divino. e. e che quest’ultimo rivelò.: egli disse di aver visto nel cielo. quella che aveva provocato. che lo seguiva in marcia e che fu spettatore – non onorare nessun è ancora la versione di Costantino – del miracolo. la descrizione del famoso labaro) e. secondo Lattanzio. se essi venerano sommamente Dio. quella che aveva provocato. molti anni dopo la campagna del 312. che Costantino sentì come il superamento e la precisazione della religione solare. non come l’ abbandono e il rinnegamento di essa. Egli si altro dio fuorché quello domandava. consa- 16 pevole che gli dei della tetrarchia. per Costantino. che aveva onorato per tutta la sua vita il Dio sommo (ton olon theon). era il Sole. che cosa mai significasse che aveva visto quella apparizione. l’imperatore. non erano stati capaci di aiutare Severo e Galerio contro lo stesso Massenzio e che solo suo padre.27). di mantenere i contatti con i ceti della burocrazia e dell’esercito che lo appoggiavano e tra i quali. la nuto ormai suo consigliere ecclesiastico. Il giorno seguente egli discusse la cosa con gli amici e fece costruire l’insegna (segue. a stento tollerata nel culto pubblico. La più tradizionale delle pratiche religiose romane. avverte padre. mentre il Costantino stesso non giorno stava già declinando. la non immediata rottura di Costantino con i simboli del culnella genesi stessa della sua «conversione». chiedendogli di rivelargli che fosse e di stendergli Eusebio. Non credo si tratti soltanto dell’opportunità. nel cap. a stento tollerata nel culto pubblico dono dallo stato di denari destinati «per le spese dei servitori della religione cattolica. che «se mi la sua destra.31. Secondo la versione di Costantino. pur non proibendone ancora l’esercizio pubblico. che già suo padre aveva onorato: e non c’è dubbio che questo summus deus a cui Costanzo Cloro aveva tributato il suo culto. riportata da Eusebio nella Vita (I. un trofeo crederei (…) e fece della croce fatto di luce e una scritta su di esso che diceva costruire l’insegna Con questo vinci. Lo stesso Costantino nel 319 vieta con pene gravissime la professione privata dell’aruspicina. Perciò aveva deciso di non perdere il tempo con gli dei vani e di onorare soltanto il dio di suo padre. lo definisce sprezzantemente praeteritae usurpationis officia. è ormai una superstizione del passato.

aveva sentito questa conversione come il superamento di una religiosità incompleta. che condiziona da questo momento il comportamento di Costantino. e da renderlo certo di un rapporto assoluto col Dio sommo. aveva sentito questa conversione come il superamento di una religiosità incompleta. Ciò che ci garantisce dell’autenticità della testimonianza di Eusebio. nella confessione di una dipendenza totale dell’uomo dalla divinità. non come il rinnegamento di un religione falsa: nella visione il dio dai molti nomi aveva assunto un nome e il simbolo di Cristo era apparso sul Sole tramontante. il perfetto integrarsi di questa versione con quella che emerge in modo indipendente dal panegirista pagano del 313. Questo in sintesi il racconto di Costantino ad Eusebio. che per i Romani aveva la sua origine nel rito espiatorio. e le sciagure militari del III. nasce da una esigenza religiosa certamente sincera ed autentica. che ci assicura cioè che egli riferisce con fedeltà le parole di Costantino e che non ne ha falsato il pensiero. sia nei confronti dei colleghi e dei rivali sia nel confronto dei soldati e dei sudditi: tale idea nasce dalla stessa esigenza religiosa di Aureliano e di Diocleziano. lo impegna alla riconoscenza dello stato verso il Dio che gli ha dato la vittoria. C’è inoltre un particolare nella versione di Costantino che un Cristiano non aveva interesse ad inventare: egli era ancora.LA SVOLTA COSTANTINIANA segno di immortalità e trofeo di vittoria sulla morte. né comporta un mutamento radicale delle proprie vedute e della propria vita. La religiosità di Costantino convertito resta. capace di assumere efficacemente la difesa dell’im- Alla vigilia della spedizione contro Massenzio. ma che non percepisce ancora la natura interiore del Cristianesimo. Lo storico non è obbligato ovviamente a credere alla realtà della visione di Costantino. la convinzione che i disastri che colpivano l’impero fossero provocati dalla rottura della pax deorum. alla vigilia della spedizione contro Massenzio. Questa idea.5. tale da sconvolgere il suo comportamento verso la religione tradizionale e verso la stessa religione solare. vertice dello stato. la convinzione che i disastri che colpivano l’impero fossero provocati dalla rottura della pax deorum da parte dello stato che tollerava gli «empi» Cristiani. il cui temperamento. neppure alla tradizione religiosa giudaico-cristiana. con la psicosi di una «epoca di angoscia». pax divom nella sua formulazione più arcaica. al constituendam inluxisse patiantur. di probabile origine etrusca del pangere clavum (da cui il termine pax) non è estranea del resto. quella della ricerca del dio più forte. che con la religione tradizionale non era affatto incompatibile. Questa fu per i Cristiani motivo di tolleranza e principio di libertà religiosa 19 . La concezione della pax deorum (e dell’ira deorum. pacem et veniam… ut hodiernum riproposero alle diem et ad huius salutem conservandam et ad rem publicam masse e. Ben difficilmente però uno storico non prevenuto può negare che nel 312 Costantino abbia avuto un’esperienza religiosa eccezionale. della tradizione religiosa romana. almeno negli anni immediatamente successivi al 312. Cicerone. poi. poi. non come il rinnegamento di un religione falsa 18 pero. strettamente collegata con la religiosità dello stato. come rivela il precedente di Apollo. il concetto di pax deorum. che solo ora si manifesta per lui come il Dio unico e si identifica col Dio dei Cristiani. apparsogli in un tempio della Gallia secondo il panegirista del 310. la tipica religiosità romana. e convertendosi al Cristianesimo dal culto solare. sembra essere stato naturalmente portato alle visioni Mitra al centro e il Sol Invictus «soprannaturali». un devoto del Sole. un devoto del Sole. è innanzitutto. riguarda Costantino più come imperatore che come uomo. epidemie. che è il suo contrario) subisce l’occupazione di Alarico e i pagani accusano praesen- «epoca di angoscia». e convertendosi al Cristianesimo dal culto solare. minum et consilio gubernatur. Questo rapporto è centrato sull’idea di alleanza con Dio. Si può osservare che questa concezione era valida sopratcon la psicosi di una tutto nell’età arcaica. e che nell’ultima repubblica e durante motivi politici ne esigevano l’applicazione. al vertice dello stato. riproposero alle masse e. nella Pro Rabirio perduellionis reo 2. ci conserva una solenne preghiera per ottenere la pax deorum con la quale egli invoca da Giove Ottimo Massimo e da tutti gli altri dei e dee quorum Le grandi catastrofi opere et auxilio multo magis haec res publica quam ratione honaturali del II secolo.

Lo rivela l’episodio dei Baccanali del 186 a. Lo stesso atteggiamento. sia nel rapporto imperatore-dei.. della pax divinitatis con il termine che permette un incontro non polemico fra il politeismo pagae giudaico. integralmente fedele e nel 313 a Milano fa. 16. nell’ammettere il fallimento della grande persecuzione.8). il più fanatico dei persecutori. De mortibus per.. l’alleanza col Dio più forte o con l’unico Dio che si è manifestato res publica. sottoscrive a Milano il rinnegamento del rescritto di Serdica e giudica opportuno. della questione religiosa. l’antico collaboratore di Galerio. 48. torna ad essere un aspetto imprescindibile della politica dell’impero. anzi della questione cristiana. alla vigilia dello scontro decisivo col rivale di Oriente. e rimane così viva nella polemica fra Cristiani e Pagani. il banco di prova dei rapporti fra gli imperatori: solo per acquistare l’appoggio di Costantino nella lotta contro Massimino. la pax deorum fu però per i Cristiani (come era stata prima per altri gruppi estranei alla tradizione romana).LA SVOLTA COSTANTINIANA tia tempora… malis infestatissima… quod colitur Christus… idola minus coluntur ( 9). in cui Galerio. Licinio. è considerato obiettivo primario per la sicurezza e il bene dello stato: come nell’età arcaica e come nella crisi del III secolo. A questa alleanza Costantino è. o. a suo modo. la cui premessa non potrebbe essere più esplicita: il ristabilimento della pax deorum.7 e 18. nel luogo in cui fu proclamato imperatore nel 306 21 . pregarlo per lui. un atteggiamento dello stesso genere si trova alla base di quel documento pateticamente sincero e pateticamente contradditorio che è l’editto di Serdica del 311. assunto con più consapevolezza. Al centro della polemica pagano-cristiana e radice delle più importanti iniziative persecutorie. ricompare nel cosiddetto editto di Milano (Lacta.C. motivo di tolleranza e principio di libertà religiosa. la «politica verso la divinità». XXXIX. meglio. quando il timore di violare divini iuris aliquid mescolato alle frodi umane indusse i consoli e il senato a concedere il permesso di celebrare i sacra proibiti in un numero ristretto di persone si quis tale sacrum sollemne et necessarium duceret (Liv. sia nel rapporto imperatore-Dio. imitare Costantino nelle sue visioni e 20 La statua di Costantino a York (Eburacum). che i Cristiani se ne impossessano da Tertulliano ad Ambrogio per capovolgerla. per la prima volta nella storia dell’impero.2).

con una piena parità di diritti e non senza una certa preferenza. dedicato dal senato nel 315 d. ma in nome della sua confessata incompetenza a decidere.10. l’altro la concessione massima.6). nella logica della più arcaica pietas romana. ma dalla legge non scritta.E. alle altre religioni dell’impero e alla stessa religione tradizionale che cessava di essere. di uno Stato in cui il rapporto fra religione e politica nasce non dalla legge scritta. forse nel settembre dello stesso 313. Il rapporto fra religione e politica nasce non dalla legge scritta. che consideravano l’ac- 22 Arco di trionfo di Costantino. la religione dello Stato. come si è già notato. non in nome di un razionalismo scettico. il quicquid est divinitatis in sede caelesti. alle decisioni già prese a Milano.). ma dalla legge non scritta. e il diritto della divinità ad essere adorata come vuole fonda la libertà di tutti a praticare il proprio culto e la propria fede religiosa secondo coscienza. come al tempo di Gallieno. per la quale la religione era innanzitutto un’alleanza fra Roma e la divinità.3). De mort. in quanto Stato. De mort. Nella «politica verso Dio» di Costantino. il con- cordo di Milano. La piena libertà religiosa. e il diritto della divinità ad essere adorata come vuole fonda la libertà di tutti a praticare il proprio culto e la propria fede religiosa secondo coscienza senza una certa preferenza. ma si affiancava. particolare 23 . 49. tale editto non aggiungeva niente. la cui morte avvenne poco dopo. rappresenta teplici condizionamenti concreti.7ss. 46. permettessero a lui di essere l’unico imperatore e alla religione da lui scelta. attribuendo vilmente ai suoi subordinati la colpa della persecuzione (Lact. la ricerca di una possibilità di coesistenza col collega pagano. la religione Questo era nella logica degli imperatori del III e IV secolo.LA SVOLTA COSTANTINIANA Il Cristianesimo non veniva soltanto tollerato e riconosciuto lecito.C. che scaturisce dall’accordo di Milano. evolvendosi. delinea l’immagine di fondamentale problema politico e si proclama nello stesso tempo aconfessionale. Esse ebbero nella storia dell’impero un’importanza fondamentale: in seguito ad esse il Cristianesimo non veniva soltanto tollerato e riconosciuto lecito. Con l’ultimo editto di Massimino. solo per acquistare in extremis l’appoggio di Costantino contro cide ad emanare nel maggio del 313. a Nicomedia o in to che concede ai Cristiani la piena libertà e la restituzione dei beni ecclesiastici ( . per celebrare la vittoria su Massenzio. la natura teologica della divinità. in attesa che i rapporti di forza. in materia di legislazione religiosa. l’accordo di Milano era soltanto una fase interlocutoria. riesce a conservare. del resto. per la salvezza di Roma e del suo impero. l’uno la richiesta minima. H. IX. La fragilità di questo equilibrio non tardò a manifestarsi ed esso si spezzò con la rottura dell’equilibrio di forze fra Costantino e Licinio. che dal suo Dio aspettava più la salvezza dell’impero che la salvezza dell’anima. alle altre religioni dell’impero e alla stessa religione tradizionale che cessava di essere la religione dello Stato farsi apparire un angelo incaricato di insegnarli una preghiera da far recitare ai soldati (Lact.

[…] In questo. non soltanto per gli individui. non tanto una fede soprannaturale quanto una esigenza religiosa. orig. gli ha permesso di perfezionarsi nella sua natura di popolo. ha reso l’Evangelo accessibile ai poveri. non implica solo il diritto di professare pubblicamente un culto. Inoltre dichiara che il diritto alla libertà religiosa si fonda realmente sulla stessa dignità della persona umana quale l’hanno fatta conoscere la parola di Dio rivelata e 24 25 . il cristianesimo è penetrato nella civiltà occidentale. ma per le comunità. La conversione di Costantino. In ciò consiste il dovere della Chiesa di lavorare a far sì che la civiltà renda accessibile alle masse la vita cristiana. ma di disporre dello spazio umano necessario per ordinare la vita secondo le esigenze della propria religione. proprio perché si è avuta una Cristianità. cioè proprio a quelli che non fanno parte delle «élite». Ma il problema è sapere se non sia auspicabile proprio che l’Evangelo possa esten[…] Per essere Cristiani. questo popolo presenta i difetti tipici di ogni popolo. Per molti. […] Proprio perché. 1968 (ed. L’appartenenza al cristianesimo richiedeva quindi una forza di carattere di cui la maggior parte degli uomini è incapace. educativo. Il contenuto di una tale libertà è che gli esseri umani devono essere immuni dalla coercizione da parte dei singoli individui. all’uomo della strada. Lungi dal falsare il cristianesimo. in forma individuale o associata. Soltanto questo può permettere il mantenimento di una tradizione popolare. Perciò.ANTOLOGIA La preghiera come problema politico. il cristianesimo è stato non tanto un impegno personale quanto una tradizione sociale. Infatti. di gruppi sociali e di qualsivoglia potere umano. Marietti. Questa estensione del cristianesimo a un immenso popolo. Indubbiamente. è stato reso possibile l’immenso popolo cristiano che è quello dell’Occidente medievale e barocco. che deve essere considerata un diritto umano fondamentale. è stata ostacolata durante i primi secoli dal fatto che andava sviluppandosi all’interno di una società i cui quadri sociali e le cui strutture culturali gli erano ostili. a partire dal IV secolo. hanno bisogno di un ambiente che li aiuti. Questo Concilio Vaticano dichiara che la persona umana ha il diritto alla libertà religiosa. Non c’è cristianesimo di massa senza Cristianità. d’altra parte. di agire in conformità ad essa: privatamente o pubblicamente. ASPETTI GENERALI DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA Oggetto e fondamento della libertà religiosa 2. la libertà religiosa. così che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza né sia impedito. eliminando questi ostacoli. una religione ha il diritto di creare sul piano familiare. 1965). E ancora una volta può farlo solo creando condizioni che rendano il cristianesimo possibile ai poveri. che rientra nella sua essenza. la Chiesa non rivendica nulla che non sia valido per ogni società religiosa. culturale e sociale le istituzioni di cui ha bisogno per assicurarsi sopravvivenza e sviluppo. […] La Chiesa ha quindi il dovere assoluto di rendersi accessibile ai poveri. pp. 9-14. entro debiti limiti.

e il suo esercizio. Gli americani lo sanno per esperienza . la persona umana si ripiega su se stessa. trascendono per loro natura l’ordine terrestre e temporale delle certamente rispettare e favorire la vita religiosa dei cittadini. cosicché l’uomo. però.[…] 5. Perciò ognuno ha il dovere e quindi il diritto di cercare la verità in materia religiosa. natia Polonia e in Europa orientale. senza l’apertura al trascendente. una volta conosciuta la verità. oggettiva e universale. Si tratta di una bene (cfr Spe salvi. occorre aderirvi fermamente con assenso personale. per sua stessa natura. non la si può negare senza intaccare nel contempo tutti i diritti e le libertà fondamentali. sant’Ambrogio ricorda che «l’istituzione del potere deriva così bene da Dio. A motivo della loro dignità. gli uni rivelano agli altri la verità che hanno scoperta o che ritengono di avere scoperta. e non riesce nemmeno a sperimentare un’autentica libertà e a sviluppare una società giusta. con i quali in forma privata e pubblica gli esseri umani con decisione interiore si dirigono a Dio. Ad un tale obbligo. la cui natura trascendente non deve essere ignorata o trascurata. La libertà religiosa non è patrimonio esclusivo dei credenti. una volta rispettato l’ordine pubblico informato a giustizia. 24). però evade dal campo della sua competenza se presume di dirigere o di impedire gli atti religiosi. La verità. inoltre. 46). possa sempre meglio conoscere l’immutabile verità. Inoltre gli atti religiosi. (1 gennaio 2011) 2. Nel suo commento al Vangelo di Luca. soprattutto in campo religioso. Pochi hanno compreso ciò così lucidamente come Papa Giovanni Paolo II. ma anche un appello alla responsabilità personale. È elemento imprescindibile di uno Stato di diritto. E Dio rende partecipe l’essere umano della sua legge. per mezzo dello scambio e del dialogo con cui. va cercata in modo rispondente alla dignità della persona umana e alla sua natura sociale: e cioè con una ricerca condotta liberamente. tutti gli esseri umani. per mezzo della quale Dio con sapienza e amore ordina. non riesce a trovare risposte agli interrogativi del suo cuore circa il senso della vita e a conquistare valori e principi etici duraturi. non può essere impedito. Si fa quindi ingiuria alla persona umana e allo stesso ordine stabilito da Dio per gli esseri umani. con i quali l’essere umano si dirige immediatamente verso Dio: e tali atti da un’autorità meramente umana non possono essere né comandati. sotto la sua guida soavemente provvida. Libertà religiosa e rapporto dell’uomo con Dio 3. che la religione e la moralità costituiscono “sostegni indispensabili” per la prosperità politica. Questo diritto della persona umana alla libertà religiosa deve essere riconosciuto e sancito come diritto civile nell’ordinamento giuridico della società. essendone sintesi e vertice. in tante occasioni. Per questo ogni persona è titolare del sacro diritto ad una vita integra anche dal punto di vista spirituale.la stessa ragione. egli ci ricordò come la storia evidenzi. che “in un mondo senza verità. Senza il riconoscimento del proprio essere spirituale. sono dalla loro stessa natura e per obbligo morale tenuti a cercare la verità. però. Esige inoltre il coraggio di impegnarsi nella vita civile.quasi ogni città di questo Paese possiede i suoi monumenti che rendono comune ed un senso di responsabilità nei confronti dei meno fortunati. Il diritto alla libertà religiosa non si fonda quindi su una disposizione soggettiva della persona. qualora sia rispettato l’ordine pubblico informato a giustizia. con l’aiuto dell’insegnamento o dell’educazione. Quanto sopra esposto appare con maggiore chiarezza qualora si consideri che norma suprema della vita umana è la legge divina. In una parola. E sono pure tenuti ad aderire alla verità una volta conosciuta e ad ordinare tutta la loro vita secondo le sue esigenze. Dio ha creato l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza (cfr Gen 1. gli esseri umani non sono in grado di soddisfare. Essa è “la car- sviluppo integrale.27). espressa nel suo discorso d’addio. che riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione. in modo rispondente alla loro natura. dirige e governa l’universo e le vie della comunità umana. la libertà perde il proprio fondamento” e una democrazia senza valori può perdere la sua stessa anima (cfr Centesimus annus. Per cui il diritto ad una tale immunità perdura anche in coloro che non soddisfano l’obbligo di cercare la verità e di aderire ad essa. la libertà è sempre nuova. comunichi con altri in materia religiosa e professi la propria religione in modo comunitario. utilizzando mezzi idonei per formarsi giudizi di coscienza retti e veri secondo prudenza. in quanto sono persone. Infatti l’esercizio della religione. 26 del viaggio apostolico negli USA (16 aprile 2008) La libertà non è solo un dono. dotate cioè di ragione e di libera volontà e perciò investiti di personale responsabilità. E non si deve neppure impedirgli di agire in conformità ad essa. che si deve quindi costringerlo ad agire contro la sua coscienza. eterna. Però la stessa natura sociale dell’essere umano esige che egli esprima esternamente gli atti interni di religione. quando si nega ad essi il libero esercizio della religione nella società. portando nel pubblico ragionevole dibattito le proprie credenze religiose e i propri valori più profondi. in primo luogo quella concernente la religione. che colui che lo esercita è lui stesso ministro di Dio» (Expositio Evan- 27 . ma sulla sua stessa natura. L’uomo coglie e riconosce gli imperativi della legge divina attraverso la sua coscienza. ma dell’intera famiglia dei popoli della terra. allo scopo di aiutarsi vicendevolmente nella ricerca. consiste anzitutto in atti interni volontari e liberi. Il diritto alla libertà religiosa è radicato nella stessa dignità della persona umana. Queste parole profetiche fanno eco in qualche modo alla convinzione del Presidente Washington. se non godono della libertà psicologica e nello stesso tempo dell’immunità dalla coercizione esterna. né proibiti.

22 settembre 2011). per il dialogo interreligioso nel Mediterraneo (Milano. (2 agosto 2012) convocato il Concilio senza indicargli problemi concreti o programmi. nel rispetto dell’altro e nel contesto delle leggi che mirano al bene di tutti. così come che assomigliava a quella della Chiesa antica. La tolleranza religiosa esiste in diversi paesi. eppure esse indicano chiaramente una verità centrale sulla persona umana. «i buoni amano la libertà. È necessario passare dalla tolleranza alla libertà religio- 29 . Tuttavia. la logica della testimonianza piuttosto che dell’egemonia si traduce oggi nell’impegno per la libertà di religione. di cui non può mai essere consentita la deliberata soppressione. e altresì il progetto educativo da loro giudicato valido e pertinente. Sarà questa un’occasione privilegiata. come anche della libertà di cambiarla.gelii secundum Lucam. con la sua nascita. quindi nessun uomo è padrone di un altro uomo. Non si rende giustizia alla famiglia. La libertà religiosa. di presentare la loro proposta di vita nella sua interezza e al tempo stesso esercita una funzione limitatrice rispetto alle sempre ricorrenti tentazioni egemoniche. sicché divenne nuovamente visibile l’intimo ordinamento della fede al tema della libertà. per chità. o augusto imperatore. Un altro elemento possiamo ricavare dall’insegnamento di sant’Ambrogio. infatti garantisce la possibilità a tutte le componenti di una società plurale. di carattere etico (cfr Discorso al Parlamento Tedesco. l’interpretazione di questo diritto alla libertà nel contesto del pensiero moderno gione presupponesse l’inaccessibilità della verità per l’uomo e che. Lo Stato è a servizio e a tutela della persona e del suo «ben essere» nei suoi molteplici aspetti. L’alternativa tra egemonia e testimonianza è davvero cruciale. Si tratta anzitutto della Dichiarazione sulla libertà religiosa. ma essa non impegna molto perché rimane limitata nel suo raggio di azione. pur presentando ancor oggi molti nodi critici che domandano ulteriori approfondimenti. poiché. 25 novembre 2012) di proporre la vita buona del Vangelo in tutti gli ambiti dell’umana esistenza. La libertà non è un privilegio per alcuni. Ambrogio le accompagna un’altra qualità: l’amore per la libertà. E Sant’Agostino. perché riguarda il bene della comunità intera. in qualche modo. con la sua vita e con i suoi insegnamenti. che è fondamento di un ordine adeguato alla dignità della persona umana. se lo Stato non sostiene la libertà di educazione per il bene comune dell’intera società. dal momento che impedisce di monopolizzare lo spazio pubblico. però. in quanto diritti fondamentali alla libertà dell’uomo. che è solido fondamento della convivenza sociale: nessun potere dell’uomo può considerarsi divino. sei un uomo» (Epistula 51. tredici anni dopo la conclusione del concilio. Fu questa la grandezza Inaspettatamente. Papa Giovanni Paolo II sia arrivato da un Paese in cui la libertà di religione veniva contestata dal marxismo. senza con questo violare il diritto dello Stato nel suo proprio ordinamento: i Cristiani pregavano cristianesimo. 2). a cominciare dal diritto alla vita. Tali parole potrebbero sembrare strane agli uomini del terzo millennio. È stato certamente provvidenziale che. fondata sul matrimonio e aperta alla vita. Eppure essa non basta. realizzando alcune conquiste decisive per il progresso spirituale dell’umanità e diede inizio alla libertà religiosa. IV. virtù pubblica per eccellenza. spostasse la religione dal suo fondamento nella sfera del soggettivo. un diritto prezioso che il poteva essere estranea alla fede cristiana. Beirut in Libano (14 settembre 2012) di scegliere e di praticare la religione. richiesta e preparata con grande sollecitudine soprattutto dall’episcopato americano. Ambrogio lo ricorderà coraggiosamente all’imperatore scrivendogli: «Anche tu. l’incontro con i grandi temi dell’età moderna non avvenne nella grande Costituzione pastorale. D’altra parte. laiche e religiose. ci mostra come la seconda delle due posizioni sia più adeguata alla natura stessa della verità. in tutte le sue dimensioni. La fede cristiana rivendicava la libertà alla convinzione religiosa e alla sua pratica nel culto. Ognuno può allora vedere come la legislazione e l’opera delle istituzioni statuali debbano essere in particolare a servizio della famiglia. come si legge in un’altra sua lettera.11). Non pretendono una egemonia e non possono sottrarsi al dovere della testimonianza» . soprattutto la libertà di religione e di culto. La prima qualità di chi governa è la giustizia. che era entrata nel mondo con la pretesa che lo Stato non potesse decidere della verità e non potesse esigere nessun tipo di culto. appare le. 29). superando una concezione meramente positivista dalla quale non possono derivare indicazioni che siano. ha portato nel mondo il principio della libertà di religione. Si trova qui uno dei principali elementi della laicità dello sempre. che egli considera elemento discriminante tra i governanti buoni e quelli cattivi. pertanto. Per fortunata coincidenza ricorre nel 2013 l’anno costantiniano. quando il pensiero giuridico romano incontrò la novità cristiana. una tale concezione non 28 27. vale a dire a partire da tosto la responsabilità di ciascuno. nella misura in cui viene superata la concezione di uno Stato confessionale. A livello civile e anche politico. La dottrina della tolleranza. i reprobi amano la servitù» (Epistula 40. la cui importanza è emersa solo poco a poco con la ricezione del Concilio. bensì in due documenti minori. ma un diritto per tutti. Dalle sue ragioni più intime.

un raggio di verità illumina tutti gli uomini. Sarebbe un idolo. Non è una violazione delle verità fondanti della fede. La verità può essere conosciuta e vissuta solo nella libertà. a cooperare armoniosamente al bene comune. la chiara distinzione e l’indispensabile collaborazione tra le due. nonostante le divergenze umane e religiose. pur nella necessaria distinzione. perché. e qualche volta poco conforme. e alla religione di vivere liberamente senza appesantirsi con la politica dettata dall’interesse. Nessuna società può svilupparsi in maniera sana della commistione o dell’opposizione. occorre pregare di più. innanzitutto. e il giusto posto dell’uomo nel disegno di Dio. Occorre richiamare continuamente il posto di Dio nella vita personale. alle credenze religiose. Sappiamo bene che la verità non esiste al di fuori di Dio come una cosa in sé.passo da compiere non è una crepa aperta nella fede religiosa. familiare e civile. perciò all’altro non possiamo imporre la verità. La presa di coscienza di questo rapporto appropriato permette di comprendere che esiste una sorta di unità-distinzione che deve caratterizzare il rapporto tra lo spirituale (religioso) e il temporale (politico). ma una riconsiderazione del rapporto antropologico con la religione e con Dio. Quindi sesso di alcuno. mantenendo la necessaria distanza. Il rapporto appropriato si fonda. Per questo la sana laicità (unità-distinzione) è religiosa adeguata. perché ambedue sono chiamati. Una tale laicità sana garantisce alla politica di operare senza strumentalizzare la religione. a tale scopo. ma è sempre un dono che ci chiama a un cammino di assimilazione sempre più profonda alla verità. E soprattutto. sulla natura dell’uomo – dunque su una sana antropologia – e sul pieno rispetto dei suoi diritti inalienabili. il quale vuole esprimere la propria alterità attraverso e nei miei fratelli umani.[…] litica con gli apporti della religione. La verità si può sviluppare soltanto nella relazione con l’altro che apre a Dio. solo nell’incontro di amore la verità si dischiude. 30 31 . o addirittura contraria.

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