Storia dell’arte contemporanea

~ Comparato con Ottocento

Nell’ottocento gli artisti cominciano a rappresentare la realtà diversamente. Alcuni storici dell’arte ritengono che le avanguardie inizino un secolo prima, che non riguardino solo il periodo romantico ma anche quello impressionista. Inoltre fu importante l’avvento della macchina fotografica. Sir Joshua Reynolds, Omai, 1776, olio su tela, cm 236x144,7 In questa immagine, Reynolds, presidente della Royal Academy, aveva scelto non un regnante ma un polinesiano. Omai, era stato portato dal capitano dal capitano Fuck in terra. Questo soggetto ha un carattere antropologico. La scelta non è quella della bellezza classica, ma della bellezza incorrotta, primitiva. John Singleton Copley, Watson e il pescecane, 1778, olio su tela, cm 182x230 L’immagine ci offre un aneddoto quotidiano. L’arte qui descrive la realtà. Watson è colui che ha commissionato il quadro e colui che viene morso dal pesce cane. L’artista rappresenta il terrore. In primo piano ci sono il protagonista e il pesce cane e in secondo piano gli altri personaggi (Personaggi in forma triangolare). Il quadro è realista. È come se l’arte fosse mimesi della realtà. Il pesce cane sembra una citazione al tema biblico. Jacques-Louis David, Il giuramento degli Orazi, 1784, olio su tela, cm 330,2x426,7 Esposto al Salon nel 1785, venne realizzato nel 1784. L’immagine racconta una storia complessa senza tempo: narra la chiamata alle armi. Gli Orazi giurano fedeltà al padre, ma nella concezione di David celebrano la patria. La situazione è quasi teatrale, poiché è inserita in uno spazio architettonico, la luce sembra quella del teatro: di fronte luminosa, dietro scura. L’esperienza può essere costruita secondo un’organizzazione narrativa precisa, come se stessimo leggendo un libro. La madre e la sorella sono collocate in una zona chiusa in sé stessa. I guerrieri hanno una forma aperta. La prospettiva ha un punto di fuga, tra le else delle spade. David si fa promotore di un’avventura, di una storia e la ambienta in epoca classica. ~ Gavin Hamilton, Il giuramento di Bruto, 1768, incisione, cm 29,2x27,1

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Jacques-Louis David, La morte di Marat, 1793, olio su tela, cm 161,9x128,5 La morte dell’eroe. Marat viene ad essere immortalato nel momento culminante della storia. Marat è un martire della repubblica. Questo personaggio a causa di una malattia può stare solo in una vasca, dove lavora per il popolo, ma viene tradito. Il momento è prosaico e di lavoro, egli non vive nella ricchezza. David dedica il quadro a Marat stesso, anno II della rivoluzione francese. LO SPAZIO DELLA MORTE ~ Cristo di Caravaggio, David ha rappresentato un uomo del suo tempo rendendolo eroico citandolo, dipingendo il braccio gettato verso terra David, Napoleone al passo del Gran Sambernardo, 1800 David non rappresenta solo personaggi del popolo ma anche i regnanti. Napoleone viene rappresentato a cavallo seppure storicamente traversò le Alpi in groppa ad un mulo. Il cavallo esalta l’immagine del condottiero. In secondo piano c’è l’esercito. Un altro elemento cruciale è la testa di Napoleone alla stessa altezza della testa del cavallo per esaltare la sua forza. Nella pietra l’autore incide i nomi di Napoleone, Annibale, Carlo Magno. Tutti personaggi dall’idealità eroica che hanno traversato le Alpi con i loro eserciti. Antoine-Jean Gros, Napoleone sul campo di battaglia di Eylan, 1808, olio su tela, m 5,33x8 Napoleone sta attraversando un campo di battaglia. L’immagine è più sfuggevole, il dipinto è più realistico e meno idealizzato del precedente. Jacques-Louid David Ritratto di Mr. Cooper-Penrose, 1802, olio su tela, cm 129,5x96,5 Un commerciante collezionista d’arte Ritratto di Madame de Verniac, 1799, olio su tela, cm 142,8x109,8 Aristocratica Sono differenti, quello maschile viene ritratto nella sua verità. Invece la donna viene ritratta in modo ideale, è vestita come una divinità: Giunone.

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Francisco De Goya Y Lucientes, La famiglia di Carlo IV, 1800-1801, olio su tela, cm 280,5x335,9 L’ambientazione è una galleria d’arte. Goya rappresenta i personaggi con prudenza, non vi è l’invecchiamento e la bellezza, mettendo in luce l’aspetto psicologico: la corte è disgregata, il regnante è lontano da sua moglie (colei col bimbo in braccio). Tutti questi aspetti sono di verità. Il mito della monarchia è distrutto. Nel quadro c’è anche il pittore che si rappresenta in ombra. Velázquez, Las meninas L’autore si rappresenta nel quadro col gioco dello specchio. Francisco Goya, Il 3 maggio 1808, 1814, olio su tela, 266 cm × 345 cm Madrid, Museo del Prado L’artista guarda al mito del disfacimento di Napoleone. Raccoglie 80 incisioni in cui l’artista rappresenta un episodio storico fissato precisamente, Goya non racconta il fatto individuale (vedi Copley) ma quello storico del popolo. L’arte è funzionale alla rappresentazione della realtà e alla sua descrizione. Nel quadro le truppe francesi fucilano le truppe spagnole sospettate di complicità. La fucilazione è all’aperto di fronte ad una città silenziosa. Goya costruisce un’immagine narrativa. I soldati sono di schiena e senza volto, sono come dei fantocci senza identità, poiché non rappresentano il potere (personaggi triangolari). La persona si offre al sacrificio umano e religioso e affianco il prete si piega, questo implica una denuncia alla chiesa. Goya trasferisce il concetto dell’eroe al popolo, ma è nel contempo antieroe perché è senza nome.

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Francisco Goya, Saturno divora uno dei suoi figli, 1820-1823, olio su tela, cm 145x82,8 Gli artisti vanno verso l’irrazionalità invece Goya rappresenta il grottesco. Egli riprende la letteratura e pone l’accento sull’irrazionalità Il nero è quello della coscienza e il carattere è conturbante. Johann Heinrich Füssli Disperazione dell’artista sulla grandezza degli antichi frammenti, 1770-1780 L’artista si confronta con il passato, la percezione sta nel passato. Rappresenta gli scavi. L’irrazionalità sta nella malinconia. Heinrich Füssli, Incubo, 1781, olio su tela, m 1,16x1,27 L’arte non è Mimesis (imitazione della realtà) ma sta di fronte alla letteratura. William Turner, Tempesta di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi, 1812, olio su tela, cm 144,7x236,5 Turner rappresenta le forze della natura. Cerca di tradurre gli effetti della natura che ha provato su di lui in immagini. L’immagine di Annibale è solo il pretesto perché il vero soggetto è quello della natura: la tempesta. Vi è la smaterializzazione della natura. La forza della natura soverchia l’esperienza dell’uomo. L’idealità qui è naturale non umana come in David. Alcuni dipinti del 700 sono capisaldi e ispiratori della storia dell’arte successiva. L’arte vista come strumento di comunicazione che varia nelle diverse epoche. La principale novità rispetto a prima nel 700: • si afferma la borghesia che chiede agli artisti una diversa rappresentazione rispetto al passato (es. soggetto: mercante): • l’esperienza della bellezza con canoni classici riconosciuti passa a bellezza individuale. Cioè il bello non è più astratto e classico, ma un bello che è il carattere delle cose rappresentate, ciò riguarda anche il personaggio che da sfondo passa a soggetto di rappresentazione del sentimento; • concetto di libertà nazionale: David parla al suo popolo, eleggendo un eroe. All’inizio dell’800 lo studio dell’arte si accompagna alla filosofia: I principi generali sull’arte pittorica (Sheghel). Nello scritto si ritrova la pittura che deve tendere alla poesia, all’universalità (confluenza di storia, filosofia, letteratura e poesia). Nell’800 l’esperienza romantica si verifica attraverso l’esperienza del paesaggio. Théodore Géricault La zattera della Medusa, 1818-19, olio su tela, 491x716 cm, Musée du Louvre Rappresenta una sciagura: il naufragio della nave della flotta francese avvenuto nell’816. Il dipinto è romantico perché racconta una storia realmente accaduta ed è soprattutto un fatto politico, perché è una critica ai privilegi coloniali diretta ai colonizzatori. Nell’immagine i superstiti

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sono solamente il capitano e gli ufficiali, mentre il popolo muore. La pesante accusa e verso lo stato che non protegge il suo popolo La struttura è geometrica perché l’immagine è piramidale, questo implica il movimento dell’occhio che è costretto a muoversi su piani diversi, lungo i quali si compie la narrazione. L’emozione rappresentata non è idealizzata, ma provata dall’autore stesso. Il colore dà uniformità omogeneizzando la scena (non è naturale).

Eugène Delacroix, La barca di Dante, 1822 Fu allievo di Géricault. Già in questo quadro fa fruttare gli insegnamenti del suo maestro. Il quadro è molto neoclassico e rappresenta il momento in cui Dante e Virgilio stanno traghettando il fiume dei dannati e la barca e simbolo di salvezza. Eugène Delacroix, Il massacro di Scio, 1824 olio su tela 417 cm × 354 cm, Musée du Louvre, Parigi Nel quadro si trova l’esperienza della luce e del colore (come in Géricault), le figure sono piegate su sé stesse e formano una linea sinuosa come si evince dal corpo della donna. Sulla destra si ritrova la potenza del cavallo. Nella stessa esposizione del 1824, Ingres rappresenta Il voto di Luigi XIII, questo era il quadro maggior considerato durante tutta l’esposizione, la critica non era ancora pronta a subire il cambiamento. Eugène Delacroix, La liberta che guida il popolo, 1830, olio su tela, 260 cm × 325 cm Museé du Louvre Il quadro rappresenta il pensiero politico personale dell’artista. La composizione è triangolare citando il suo maestro Géricualt, La zattera della Medusa. Anche i corpi abbandonati e le assi di legno sulla strada richiamano alla zattera. È importante l’elemento del borghese che ferma la rivoluzione. Da una parte il quadro documenta la situazione politica del 1830 e il credo politico dell’arista, dall’atra la figura della donna è simbolica perché rappresenta la patria. Eugène Delacroix, La morte di Sardanapalo, 1827, Louvre Cita un tema letterario: il sultano sa di dover morire e porta con se le donne dell’Harem (=luogo riservato alla vita delle donne). Il letto rosso arriva fino al primissimo piano. Si rappresenta il desiderio del viaggio fino in oriente, i caratteri sono erotismo ed esotismo.

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Eugène Delacroix Donne di Algeri nei loro appartamenti 1834, Louvre L’autore rimane colpito dagli Harem e da tutto il mondo orientale.

Ingres, L’odalisca con la schiava, 1840 Igres, La grande odalisca, 1814 La mano dell’artista disegna la realtà, la classicità. Delacroix è meno attento alla perfezione della rappresentazione, ma più vicino alla rappresentazione del sentimento che lo avvicina alla cultura esotica. William Turner Fu un artista estremamente colto, insegna alla Royal Accademy, gli interessa principalmente far apparire la natura come un tutt’uno. Per Turner è essenziale rappresentare il pittoresco. La bellezza non è tradizionale, ma differenziata, selvaggia, essenziale e varia. William Turner Tempesta di neve, battello a vapore al largo di Harbour's Mouth, 1842 Rappresentazione del progresso che combatte contro la natura, però quest’ultima vince sempre. William Turner, L’incendio alla camera dei Lord, 1835 Non rappresenta la gente o il dolore, ma la natura in tutta la sua forza (l’uomo è presenza infinitesimale). William Turner, Il mattino dopo il diluvio, 1843 L’immagine è costruita attraverso esperienza della luce. La natura diventa il centro dove si compiono i destini degli uomini e il quadro perde completamente ogni struttura o punto di fuga (assenza di prospettiva). John Constable, Dedham Vale vista da East Bergholt, 1825 Rappresenta la verità della natura. Constable è l’artista delle cose quotidiane invece Turner delle visioni. 6

Constable, il carro di fieno, 1822

Constable, Cattedrale di Salisbury, 1831

Nel 1820 gli artisti sopravvivono grazie a committenze e alle esposizioni Constable compie un grandissimo passo avanti dipingendo quadri raffiguranti i cieli, le nuvole e le montagne. Caspar David Friedrich, Monaco sulla riva del mare, 1809-1810, Alte Nationalgalerie Gran parte dello spazio è dedicato alla natura. All’uomo viene riservato un ruolo inferiore e spesso religioso. Nella natura vede la manifestazione divina. L’orizzonte è basso e infinito nel Mare del Nord, ci si riferisce al tema dell’infinito, dello sconosciuto, sapere che non ha confine. Il paesaggio viene esaltato a livello emozionale e l’emozionalità viene usata per descrivere la spiritualità dell’infinito.

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