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Manuale didattico dedicato alle

Scuole Elementari e Medie Inferiori

di Gas
Molecole

Viaggio alla scoperta
delle risorse
L’acqua, i gas, le materie prime, le materie seconde, i loro cicli, la loro chimica, i loro rap-
porti con l’uomo e la società, sono i temi affrontati dal progetto di MATERIALITA’ del trien-
nio 1999-2002. Queste “risorse” sono analizzate attraverso esperienze pratiche e teoriche

Premessa
che costituiscono l’argomento di manuali didattici a disposizione dei docenti delle scuole
elementari e medie inferiori per aiutarli ad affrontare queste tematiche.

“Molecole di gas”, la seconda pubblicazione della collana, affronta i temi collegati alla
“risorsa gas”. Gli aspetti affrontati rappresentano una minima parte dei possibili sviluppi che
un tema simile può offrire. Sicuramente non si è potuto prescindere dall’analisi dai compo-
nenti del miscuglio gassoso più importante per la nostra sopravvivenza, l’aria, proseguendo,
poi, con l’osservazione delle caratteristiche di altre sostanze utili per la vita di tutti i giorni
come gli idrocarburi. Il manuale contiene anche considerazioni sulla pericolosità di alcuni
gas che in particolari condizioni possono portare problemi a carattere globale come l’effet-
to serra. Non dimenticando lo scopo precipuo della pubblicazione si è cercato di aggregare
una serie di esperienze didattiche utili per la programmazione scolastica.

L’elemento gas Pag. 3
Le caratteristiche dei gas che compongono l’aria Pag. 3
Altro gas importante per l’uomo... Pag. 4
...e per continuare alcune rarità Pag. 4
Le leggi fisiche dei gas Pag. 6
La velocità delle particelle gassose Pag. 6
Il volume delle particelle gassose Pag. 6
La pressione delle particelle gassose Pag. 7
La legge di Boyle Pag. 7
La legge di Charles, ovvero la legge dell’isocora Pag. 8
La legge di Gay-Lussac, ovvero la legge dell’isobara Pag. 9
Indice

Il principio di Avogadro Pag. 9
L’equazione di stato dei gas ideali Pag. 9
I gas reali ed equazioni di Van der Waals Pag. 9
I gas in natura Pag. 10
I gas atmosferici Pag. 10
L’atmosfera primordiale Pag. 10
L’atmosfera odierna Pag. 11
La troposfera Pag. 11
La stratosfera Pag. 12
La mesosfera Pag. 13
La ionosfera Pag. 13
L’esosfera Pag. 14
I gas e i viventi Pag. 14
L’azoto Pag. 14
L’ossigeno e il monossido di carbonio Pag. 15
L’anidride carbonica Pag. 16
I gas e l’acqua Pag. 17
I gas e la terra Pag. 19
Il vulcanesimo Pag. 19
Il metano Pag. 20
I gas e la società Pag. 21
Nella storia Pag. 21
Nella casa Pag. 23
In città Pag. 24
I gas serra e la Convenzione quadro Pag. 24
delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici
Il Protocollo di Kyoto Pag. 26
Gli obblighi del Protocollo di Kyoto Pag. 27
Gli altri obblighi del Protocollo di Kyoto Pag. 29
La formazione di nuovi strumenti di attuazione Pag. 29
Il gas metano a Ravenna Pag. 32
Proposte didattiche Pag. 36
1. La combustione Pag. 36
2. L’ossidazione Pag. 36
3. L’aria bruciando crea depressione Pag. 36
4. Costruiamo l’anidride carbonica Pag. 37
5. Costruiamo un estintore a CO2 Pag. 37
6. Il peso dell’aria Pag. 37
7. Pesa più l’aria calda o fredda? Pag. 37
8. Il pallone aerostatico Pag. 37
9. L’aria pesa? Pag. 37
10. Come agisce la pressione Pag. 37
11. L’esperimento di Cantoni Pag. 37
12. Il barometro a palloncino Pag. 37
13. I gas e l’effetto serra Pag. 40
Bibliografia Pag. 41

e insapore e. nei viventi è presente nelle principali molecole biochimiche. da in doppio legame È di fondamentale importanza per le combustioni. Sono molto abbondanti nei maggiori pianeti del sistema solare (Giove. Neon. inalterato. sono in grado di sopravvivere in una atmosfera costituita essenzialmente dal suo gas. la molto stabile. a tutti gli organi e tessuti. Nelle rocce associato ad altri elementi. Anidride carbonica. sia gassosi che solidi. L’ossigeno (O2). associato principalmente a Silicio. da due atomi di Azoto in greco significa “senza vita”. a da due atomi legati contatto dell’ossigeno dell’aria. Calcio. cioè da una miscela gassosa che costituisce l’atmosfera. che presentano interazioni con l’uomo e la dei gas che sua sopravvivenza. inodore. Il primo di cui ci occupiamo. che sono i suoi costituenti. vola rapida- mente alto nel cielo. L’anidride carbonica (CO2). per esempio il ferro. vocabolo greco che significa “sfera d’aria”. Negli strati più prossimi alla superficie terrestre. Alluminio. ridurle ad acqua ed anidride carbonica producendo energia. Le caratteristiche Questo involucro è costituito da ciò che comunemente chiamiamo aria. l’aria è formata in prevalenza da due gas: azoto (78%) e ossigeno (21%). anche se presente nell’atmosfera soltanto per lo 0. nella stessa quantità. _ N=N L’azoto (N2) è un gas incolore. è l’ossigeno. Essa si forma in tutte le reazioni in cui siano coinvolti l’ossigeno e il carbonio.03%. a differenza dell’ossigeno. Il restante 1% rappresenta la somma delle concentrazioni di altri gas presenti nell’atmosfera soltanto in tracce. Saturno) in quanto la loro forza attrattiva è maggiore e rappresentano i principali compo- nenti gassosi delle stelle. fiamma si spegne. senza ossigeno. leggera e trasparente. Idrogeno.03%. cioè nei primi 40-50 Km di spessore. può venire denominato il “pianeta dell’aria”. ad azoto è composta esempio nelle proteine. 3 L’elemento gas ➤ Il pianeta Terra. Ozono. Argon. data la sua importanza per gli organismi viventi. ad ogni respiro viene assorbito ossigeno che viene trasportato. Idrogeno ed Elio sono gas molto leggeri e non vengono trattenuti dalla forza di gravità terrestre. Quando respiriamo giunge ai nostri polmoni per uscirne. inodore. insapore. Altro gas molto importante è l’anidride carbonica. un gas incolore. In questa sezione descriveremo i principali gas. Carbonio e altri elementi. Elio. (da con confondersi con il termine più ampio di respirazione polmonare). Allo stato solido è presente nella gran parte delle rocce che costituiscono la crosta terrestre. si trasforma (si ossida) in ruggine. è presente soltanto per lo La molecola di 0. se sfuggito dalle mani di un bambino. in quanto gli esseri viventi non azoto legati da in triplo legame . oltre che pianeta dell’acqua. in compongono l’aria quanto il suo involucro esterno è costituito da una massa gassosa. è poco reattivo. è di fondamentale importanza per la vita degli organismi terrestri. sciolto nel sangue. È un gas molto reattivo che si combina facilmente con La molecola di ossigeno è composta molti altri elementi. cioè mal si combina con altre sostanze. O=O La sua funzione è quella di combinarsi chimicamente con le sostanze organiche presenti negli alimenti ingeriti al fine di demolirle in sostanze più semplici. Un palloncino riempito di elio. è un gas . Questo processo prende il nome di respirazione cellulare.

. incolore e. inodore.4 L’elemento gas di vitale importanza per la vita degli organismi terrestri. Un incremento della sua concentrazione nell’atmosfera. I vegetali. vale inoltre la pena di ricordare che il metano interviene nel processo di formazione delle cosiddette ‘nubi nottilucenti’. A titolo di curiosità. ovvero Giove. Il neon Il neon è un gas incolore. assor- bono l’anidride carbonica atmosferica trasformandola. ➤ Il metano (CH4). i vegetali pertanto compiono azioni fondamentali per la vita degli Molecola di Anidride Carbonica organismi viventi. Per la loro caratteristica di essere poco reattivi. ed è uno dei principali componenti dell’atmosfera dei pianeti "esterni" (più lontani della Terra dal Sole). che si consuma ed emessa CO2 che viene prodotta. xenon. naturalmente presente nel sottosuolo. come avremo modo di spiegare più avanti nel testo. con una complicata serie di reazioni fotosintetiche. è più leggero dell’aria. Ad ogni respiro.. kripton e neon. Esso appartiene al gruppo degli idrocarburi. Viene prodotto attraverso il processo di liquefazione nell'aria ed è utilizzato industrialmente per la costruzione di lampadine. La sua molecola è formata da un solo atomo di carbonio posto al centro di un tetraedro ai cui vertici si trovano quattro atomi di idrogeno. Inoltre vengono impiegati anche nelle ricerche di laboratorio. presenti nell'atmosfera terrestre in quantita- tivi marginali. Pur non essendo tossico. per l’uomo. sviluppando calore e liberando gas non inquinanti. cioè ad un innalzamento della temperatura atmosferica. nei processi di fotosinte- si.. viene immesso ossigeno. Poiché hanno la proprietà di emettere luce colorata se caricati elettricamente. inerte. d’altro canto. . il neon può diventare asfissiante nel caso in cui una sua concentrazione divenga troppo elevata nell'atmosfera. Se si fa scoccare . Saturno. Sostanza di scarto. infiammabile.e per continuare ➤ Fino ad ora abbiamo parlato dei gas maggiormente conosciuti. (CO2) Se sciolto in acqua. inodore. le sostanze organiche di più semplice composizione esistenti in natura rinvenibili sul nostro pianeta prevalentemente nelle porosità delle rocce che costituiscono la parte superiore della crosta terrestre e sono il prodotto di processi chimici e fisici svoltisi nel corso Molecola di Metano (CH4) della storia della Terra. cioè nubi visibili soprattutto di notte.. in determinate condizioni. è sicuramente la fonte di energia più pulita estratta ed Altro gas utilizzata. in sostanza organica (zuccheri). vengono anche indicati con il alcune rarità nome di “gas nobili”. secondo la reazione: CH4 + O2 = CO2 + H2O + Energia La produzione di anidride carbonica é del 25% inferiore rispetto agli altri combustibili. insegne luminose. Urano e Nettuno. è un gas di origine fossile. questo gas forma acido carbonico (CO2 +H2 O=H2 CO3) è ciò rende l’acqua debolmente acida (se in grande quantità può originare piogge acide e avere grandi effetti sui principali ecosistemi terrestri). è l’ossigeno gassoso. importante Per l’uso che ne facciamo. lampade fluorescenti. passiamo ora ad occuparci dei gas definiti “rari” . trovano applicazione nel settore dell'illuminazione e dei laser. può portare al cosiddetto “effetto serra”. Reperibile prevalentemente in giacimenti sotterranei. Sua caratteristica è quella di bruciare bene in presenza di ossigeno.

pozzolane. dove il fenomeno è su scala ampia. a parità di consumo di elettricità. viene infat- ti impiegato per riempire palloni sonda e dirigibili. Negli Stati Uniti. si possono avere altre colorazioni. si ha una intensa luce rosso-arancio. prodotto nella disinte- grazione di molti isotopi radioattivi. siderurgica ed in elettrotecnica. Può quindi raggiungere cantine e scantinati di vecchi edifici co- struiti in rocce porose. dove la circolazione dell’aria è scarsa. La grandezza che viene presa come riferimento per la rendersi conto della entità del problema è la concentrazione di radon gas espressa in Bq/m3 (Becquerel per metro cubo) ossia il numero di disintegrazioni nucleari per ogni secondo per ogni metro cubo di aria. Il radon viene generato continuamente da alcune rocce della crosta terrestre ed in particolar modo da lave. non infiammabile. estremamente volatile. in quanto più leggero dell’idrogeno e meno infiammabile. infatti l'80% dell'energia solare è dovuto alla trasformazione dell'Idrogeno in elio. quelle meno coinvolte. “viaggiando” anche per molti chilometri di distanza dal giacimento. il Friuli Venezia Giulia e il Lazio. . inodore. Viene inserito nei bulbi delle lampadine elettriche per rallentare la sublimazione del filamento. Da qui. L’inalazione di questo gas è pericolosissima. in quanto cancerogeno. Se presente in percentuale elevata può diventare asfissiante. si usa rivestire le pareti delle cantine con vernici impermeabili al gas. Casi di inquinamento da radon sono stati già scoperti in Italia e nel 1989 è iniziata una indagine da cui è emerso che le regioni più esposte all’inquinamento naturale da radon sono la Lombardia. Viene impiegato anche come diluente dell’ossigeno nelle bombole d’aria per sub- acquei. In pratica una concentrazione di 400 Bq/m3 vuol dire che vengono emesse 400 radiazioni ogni secondo. Marche e Basilicata. tufi. A seguito della ricerca effettuata sul territorio italiano è emerso che il valore della concentrazione media è risultato essere 75 Bq/m3 valore è relativamente elevato rispet- to alla media mondiale valutata intorno a 40 Bq/m3 . non tossico. L'elio è molto più leggero dell'aria e questo ha comportato il suo utilizzo per alcune attività. chimicamente molto stabile. Molecola di Neon Soltanto da qualche decennio si è scoperto che questo gas radioattivo si infiltra nelle rocce porose fino a raggiungere la superficie terrestre. alcuni graniti etc. in ogni metro cubo di aria. Il radon Questo è un gas radioattivo incolore. inodore. Insieme all’idrogeno. Liguria. Viene prodotto attraverso il processo di liquefazione e distillazione dell'aria ed utilizzato più frequente nell'industria metallurgica. l'elio è il gas più abbondante nella fotosfera solare (strato visibile in luce bianca che rappresenta a grandi linee la superficie di separazione fra il sole e la sua atmosfera). danno più luce delle comuni lampadine. I tubi al neon hanno la caratteristica di non produrre calore (luce fredda) e quindi. Se poi vi sono presenti in tracce anche altri gas nobili. ininfiammabile. L’elemento gas 5 una scintilla elettrica in tubi contenenti neon a bassa pressione. rendendoli radioattivi. stabile chimicamente. L’argon E’ gas incolore. Nell’atmosfera è il gas nobile più abbondante L’elio E’ un gas incolore. salire nelle abitazioni ed essere respirato dagli abitanti.

prendiamo una siringa. Occorre però precisare che il volume che un gas può occupare è molto maggiore della somma dei volumi delle singole particelle. È possibile far variare la velocità delle particelle gassose semplicemente aumentan- done o diminuendone l’energia. scaldare un gas significa fornire energia alle sue molecole. avendo l’accortezza di chiudere bene porte e finestre. Ora tiriamo lo stantuffo nella direzione opposta. frequenti sono gli urti e le variazioni di velocità di ogni singola molecola. ma con leggera azione narcotizzante. occupando tutto lo spazio a loro disposizione. però la somma del volume delle particelle è molto inferiore a tale valore (1 ml circa). atossico. Una bottiglia da 1 litro “vuota” e tappata contiene aria (una miscela di gas) che occupa il volume della bottiglia. un gas può occupare volumi diversi e può quindi essere facilmente compresso o espanso. ➤ In un recipiente contenente un gas. apriamo quindi una porta che immetta in un altro locale che abbia porte e finestre chiuse. Questo è ciò che accade quando ad esempio apriamo. come propellente per sonde spaziali. una sostanza si trova allo stato gassoso se le particelle che lo compongono non sono legate tra loro e possono pertanto muoversi nello spazio indipendentemente le une dalle altre. la velocità media delle molecole che lo compon- gono. particelle gassose particelle gassose La velocità delle ➤ Il movimento delle particelle non è ordinato ma caotico. le particelle escono spontaneamente dal contenitore disperdendosi nel locale e noi ne avvertiamo olfattivamente la presenza. mantenendo il numero delle particelle costante. infiammabile. abbastanza solubile in acqua. ben presto il profumo sarà avvertito anche nel nuovo ambiente. noteremmo che le molecole tendono ad occupare anche lo spazio aggiuntivo. in un ambiente chiuso. Da questa affermazione è possibile dedurre che. diminuirla. Possiamo quindi affermare che all’aumentare della temperatura aumenta l’energia e quindi la velocità delle particelle gassose. all’interno di un gas esistono pertanto molecole più lente ed altre più veloci. Possiamo verificare questa affermazione in un modo molto semplice: spruzziamo in un locale della casa del profumo per ambiente. in medicina come gas anestetizzante. Lasciamo passare un po’ di tempo in modo che le molecole si disperdano naturalmente. il volume di gas aumenta pur rimanendo inalterato il numero delle particelle. le molecole si muovono continuamente in ogni direzione e ad altissima velocità. Viene impiegato come gas illuminante.6 Le leggi fisiche dei gas Lo xenon E’ un gas incolore e inodore. La dispersione casuale delle molecole di un gas nell’ambiente viene chiamata diffusione. Il suo interno è riempito di aria. L’unità di misura del volume di un gas. Le leggi fisiche dei gas Per definizione. è il metro cubo (m3). nel Sistema Internazionale (SI). avviciniamo lo stantuffo alla sua imboccatura e iniziamo a comprimere. Per comprendere meglio ciò. per definire la velocità di un gas. . Tappiamo ora l’estremità appuntita con un dito. Si deduce che il volume di un gas non equivale alla somma dei volumi delle singole molecole ma a quello dello spazio in cui le particelle possono muoversi. raffreddarlo. Se potessimo Il volume delle aumentare il volume a disposizione. quindi un litro. il volume dell’aria si è ridotto. togliamo l’ago e liberiamola dallo stantuffo. Non potendo conoscere la velocità reale di ogni particella si adotta. chimicamente stabile. una bottiglia contenente una soluzione concentrata di ammoniaca o di candeggina.

argo pressione di un gas.013 millibar (1 atmosfera.03%. I puntini rappresentano le senti nel recipiente stesso. non . Possiamo quindi affermare che l’urto delle particelle di gas sulle pareti del recipiente crea una pressione e che pertanto si definisce pressione di un gas la pressione che le molecole del gas esercitano sulle pareti di un recipiente urtandole. ➤ Riprendiamo quanto è stato precedentemente illustrato sulla comprimibilità di un gas La legge di Boyle all’interno di una siringa. asserì che la pressione totale in un recipiente è la somma delle pressioni parziali dei gas pre.9%. dimezziamo ora il volume. Misura della mica dimostra che l’aria è costituita da tanti gas diversi (ossigeno 21%. I valori riportati sopra le figure mostrano che il prodotto PV è sempre cui possono muoversi si costante è ridotto a 2 litri. In laboratorio la misura della pressione esercitata da un gas viene effettuata da uno strumento chiamato manometro. premendo sullo stantuffo. Il vo- lume del contenitore sia di 4 litri e la pressione del gas di 1 bar. idrogeno e xenon). Lo stesso vale per gli altri gas componenti la miscela. Dalton barometrico (acqua o mercurio). particelle gassose ➤ Ogni volta che le molecole di un gas urtano contro le pareti di un recipiente. neon 0. aumenta il numero delle particelle rimane delle particelle per unità di volume e quindi aumenta il numero degli costante. è il Pascal (Pa). atm). Al posto di una siringa prendiamo ora un cilindro dotato di stantuffo mobile ma a tenuta. lo strumento che “legge” la pressione atmosferica. 1 bar equivale a 100. La forza esercitata sull’unità di superficie è detta pressione.002. tracce di elio. contenente X molecole di gas. ma i chimici adottano il bar o il suo millesimo. ma lo spazio in urti contro le pareti del recipiente: la pressione aumenta.+Pn Il che significa che ciascun gas esercita la stessa pressione che eserciterebbe se fosse presente nel contenitore da solo alla stessa temperatura (pressione parziale).000 ml o a 1 dm3. In grigio 0. Consideriamo ancora la bottiglia “piena” di aria dell’esempio precedente. indica un maggiore valore. una analisi chi. anidride carbonica 0. L’aria atmosferica esercita una pressione che normalmente equivale a 1. Abbiamo affermato che la pressione atmosferica in condizioni normali ha una pressione pari a 1 atm. kripton. 1 litro a 1. Se il 79% della miscela gassosa è costituita da molecole di azoto.79 atm.I. azoto 79%.000 l. ci troviamo in una fase di alta pressione. il liquido Ognuno di questi gas esercita sulle pareti della bottiglia una sua propria pressione. Le leggi fisiche dei gas 7 La pressione delle I chimici però spesso usano misurare i volumi in litri (l) o in millilitri (ml). 1 m3 equivale a 1. Quando la lettura è infe- riore. il numero Facendo diminuire il volume occupato da un gas. Agendo sul pistone. il momento è di bassa pressione. significa che il 79% della pressione è dovuto all’azoto. imprimono una spinta ed esercitano una forza. il millibar (mbar). L’unità di misura della pressione nel S. h indica la pressione del gas Ptot= P1+P2+P3+….000 Pascal e a circa 1 atmosfera. il volume dell’aria diminuisce. quando la lettura al barometro. molecole di gas. la pressione parziale esercitata dall’azoto in condizioni standard è quindi pari a 79/100 x 1atm= 0.

la temperatura a 0°C e il volume viene riportato in m3 o in litri (dm3). Portiamo ora il volume a 1 litro agendo ancora sul pistone. Pertanto anche la pressione è quadruplicata. ma X molecole in 2 litri. ovvero la ➤ Prendiamo un palloncino. E’ possibile osservare come il volume del palloncino vari secondo le diverse temperature. osservò che diminuendo la temperatura di 1°C. il volume dello stesso gas a 0°C diminuisce di 1/273. Il fisico Charles notò che a La legge di pressione costante. matematicamente: Rappresentazione grafica della P V = K (legge isoterma) legge Isotema: una iperbole dove P = pressione V = volume K = costante Nel caso del contenitore a stantuffo. La legge viene così enunciata: il volume di una quantità di gas. In maniera analoga. otteniamo la rappresentazione grafica della legge isoterma: una iperbole. Teoricamente a –273°C (zero assoluto). Di conseguenza. il volume di qualsiasi gas aumenta di 1/273 del suo volume a 0°C per ogni aumento di 1°C di temperatura. Abbiamo cioè raddoppiato il numero di molecole per litro. tuttavia i gas divengono liquidi prima di aver raggiunto tale temperatura. gli urti raddoppiano innalzando la pressione che si porta a 2 bar. Nell’eseguire queste trasformazioni abbiamo mantenuto costante la temperatura. gonfiamolo leggermente e poniamolo dapprima in un recipiente di legge dell’isobara vetro contenente ghiaccio quindi in un altro contenente acqua calda. in cui la pressione di riferimento è pari a 1 atmosfera (1atm=circa 1 bar). La legge può essere applicata per conoscere la variazione di volume al cambiare della pressione e viceversa. Charles. varia in misura direttamente legge Isocora e Isobara proporzionale alla temperatura espressa in gradi Kelvin (dove 1K= 1°C+273 e 0K=273). standard). e la legge non è valida per i liquidi e i solidi. questa legge può essere così verificata: V1=4 V2=2 V3=1 P1=1 P2=2 P3=4 P1V1=4 P2V2=4 P3V3=4 Ponendo i valori in un grafico. PRESSIONE (P) Possiamo quindi affermare che la pressione aumenta quando il volume diminuisce P-V=K o che la pressione esercitata da un gas è inversamente proporzionale al volume del gas. questa volta si hanno X molecole in 1 litro. . utilizzando questa semplice formula: P1V1 = P2V2 Spesso per calcolare volumi e/o pressioni. Nel 1962 Robert Boyle determinò la sua prima legge sui gas che enunciava che: per ogni quantità di gas VOLUME (V) a temperatura costante. abbiamo cioè compiuto delle trasformazioni isoterme. si preferisce considerare i gas in “condizioni standard” (STP. man- Rappresentazione grafica della tenuto a pressione costante. il prodotto dei valori della pressione e del volume è una costante e cioè. cioè il numero di molecole per litro si è quadruplicato. La legge annuncia che il volume di un gas varia in modo direttamente proporzionale alla sua temperatura assoluta.8 Le leggi fisiche dei gas abbiamo più X molecole in 4 litri. il gas non dovrebbe avere nessun vo- lume.

volumi di gas diversi contengono lo stesso numero di molecole. ovvero la legge ➤ Abbiamo visto che quando scaldiamo un gas all’interno di un recipiente chiuso. una mole di atomi contiene 6. R è una costante calcolata considerando i gas nelle condizioni standard (P=1atm. Quando invece i volumi delle particelle . ioni – pari al numero di Avogadro. ➤ Quattro sono le variabili che influenzano lo stato fisico dei gas. aumenta dell’Isocora l’energia cinetica delle particelle. V=22.02 · 1023. dove k è una costante. Per un valore iniziale di Pressione e Temperatura. dove n è il numero di moli ed R è la costante universale dei gas. T=273K. diviene quindi Gas ideali ed PV=nRT der Waals ➤ Quanto descritto precedentemente vale per i gas ideali. si ha P1=kT1 e un valore finale pari a P2=kT2 (da cui k=P2/T2). la pressione.02 · 1023 molecole. Principio Questa formula ci permette di calcolare un parametro conoscendo gli altri tre. Ad esempio. Se il gas viene scaldato in un contenitore che non permette una variazione di volume. molecole. se avviene un cambiamento di volume a pressione costante. come già per la precedente legge dell’isobara. quelli cioè in cui le molecole hanno un volume trascurabile e non interagiscono tra loro. Combinando le due relazioni abbiamo che PV=k”T dove K è una costante che dipende dal numero di particelle presenti nel gas. il volume. n=1) ed è sempre pari a 0. gas ideali La legge di Charles annuncia che il volume varia in maniera direttamente proporzionale alla temperatura assoluta e quella di Boyle. K” viene spesso indicato come K”=nR. Però K=V1/T1.0821 atm · l/moli · K (K=Kelvin). la pressione. Conseguentemente incrementa anche il numero degli urti tra le molecole e. la temperatu- L’equazione di stato dei ra. La formula ci permette di calcolare le variazioni di un parametro conoscendo gli altri tre. pertanto. una mole di molecole contiene 6. o perfetti. quindi la loro velocità. equazioni di Van La formula generale dei gas ideali. Le leggi fisiche dei gas 9 V1/T1=k La legge di Gay-Lussac. quindi sostituendo la variazione di volume diviene V2=V1 T2 /T1. è valida la relazione V2=kT2. in maniera inversamente proporzionale alla pressione. ➤ Amadeo Avogadro stabilì che a parità di volume e pressione. cioè 6.4l – volume occupato da una mole -.02 · 1023 atomi). sostituendo k nella prima equazione si ottiene di Avogadro P1= (P2/T2)T1 ovvero P1/T1= (P2/T2) che equivale a P1/P2= T1/T2 . Per mole si intende il numero di particelle . il numero di particelle. si stabilisce questa correlazione tra Pressione e Temperatura P/T=k La legge enuncia quindi che se il volume di un gas viene mantenuto costante (condizione isocora) la pressione varia in misura direttamente proporzionale alla temperatura assoluta (in gradi Kelvin).atomi.

Quando la temperatura globale cominciò a raffreddarsi. la cui vita era legata a processi respiratori aerobici. I gas in natura atmosferici ➤ L’atmosfera terrestre è costituita da una miscela di gas i cui componenti principali sono Azoto e Ossigeno.002% tracce tracce tracce tracce tracce tracce tracce variabile La quantità del vapor acqueo varia a seconda dei processi chimico-fisici biologici (evaporazione. idrogeno. i gas eruttati insieme alle colate laviche. pari allo 0. la costante b viene definita covolume. Alla concentrazione dell’ossigeno atmosferico è lega- to un importante fattore: l’irradiazione ultravioletta. I termini a e b sono costanti e sono peculiari per ogni gas. Infatti la concentrazione di ossigeno utile per la respirazione è pari all’1% dell’ossigeno attualmente presente (punto Pasteur).03% 0. erano essenzialmente formati da anidride carbonica. condensazione. evapotraspirazione ecc. ammoniaca. mentre il secondo riguarda la correzione del volume. dovettero aspettare ancora un po’ prima di vedere la luce. soprattutto.1% rispetto al quantitativo attuale del 21%). A seguito di violente eruzioni vulcaniche. ) (V-nb)=nRT V2 Il primo termine (Pressione) viene corretto per effetto dell’interazione delle molecole di gas. una seconda atmosfera si sostituì alla prima. carboni ed idrocarburi. monossido di carbonio e.) Ma non è sempre stato così. Gli organismi più complessi. si parla di gas reali e la legge generale dei gas deve essere così modificata: a (P+n2. cui seguono altri gas in minori quantità. Loro caratteristica è quella di essere molto leggeri tanto da sfuggire alla gravità terrestre disperdendosi nello spazio.9% 0. così come appare in tabella: I gas Elementi Azoto Ossigeno Argon Anidride Neon Elio Metano Cromo Biossido Idrogeno Ozono Xenon Vapor gassosi Carbonica di azoto d’acqua Simbolo N2 O2 A CO2 Ne He CH4 Cr N2O H2 O3 Xe H2O chimico Quantità 78% 21% 0. ebbero così origine gli oceani. l’idrogeno e l’ossigeno per formare rocce carbonatiche. L’idrogeno continuò a dis- perdersi nello spazio mentre gran parte dell’anidride carbonica reagì con il calcio. La quantità di radiazione ultravioletta . il vapor acqueo iniziò a condensar- si dando origine a piogge intense. vapor acqueo.10 I gas in natura non sono trascurabili e le forze di interazione sono presenti. La produzione di grandi quantità di ossigeno è da attribuirsi alla comparsa sulla Terra di primi organismi fotosinte- tizzanti che iniziarono a trasformare anidride carbonica e acqua in ossigeno e sostanza organica (nell’atmosfera primordiale l’ossigeno era presente in quantità ridotte. ➤ In origine i gas presenti nell’atmosfera avevano origine solare ed erano rappresentati da L’atmosfera primordiale idrogeno ed elio. metano. azoto.

per consuetu- dine. La troposfera E’ la porzione della atmosfera nella quale noi viviamo. circa il Come si distribuisce la 16% viene assorbito gai gas atmosferici (vapor acqueo. salendo di quota tendono a variare. sia per composizione che per concentrazione. contenendo il 75% della massa totale d’aria. gli organ- ismi primitivi. tanto irraggiamento. L’irraggiamento della Terra. I vetri di una serra lasciano passare le onde corte provenienti dal . si prende come limite esterno il valore di 3000 km di altezza. pari al 40% del totale. per primi 100 km di altezza i componenti gas- sosi sono pressoché costanti. Il Sole emette enorme quantità di energia sotto forma di radiazioni visibili (onde corte). troposfera. il 90% della radiazione riflessa possa essere “intrappolata” dall’atmosfera. nevi e ghiacci. per lo più dall’anidride carbonica e dalle nubi. In pratica è come se il nostro pianeta fosse circondato da una lastra di vetro trasparente ai raggi luminosi ad alta frequenza. la Terra riflette queste onde sotto forma di onde lunghe a bassa frequenza del tipo a infrarosso. laghi. La composizione di questo odierna intervallo spaziale non è tuttavia uniforme. gli organismi poterono lasciare le acque e iniziare a vivere sulla terraferma. Tale energia viene in parte assorbita ed in parte riflessa sia dalla superficie terrestre che dall’atmosfera. come accade all’inter- no di una serra artificiale. il 49% viene riflesso nello spazio. poco ossigeno. mesosfera. anche se. ma anche di questa almeno il 14% giunge a noi indirettamente. appunto. il bilancio totale porta ad una radiazione effettiva sulla Terra pari al 47%. Queste onde lunghe vengono pertanto intercettate dai gas troposferici. Sulla Terra però sono presenti alcune superfici riflettenti (mari. I gas che la compongono sono in continuo movimento (tropos in greco significa. cioè la perdita di energia verso lo spazio. erano costretti a vivere nelle acque ad una profondità di almeno 10 metri. stratosfera. ozono). Quindi. viene assorbito in gran parte dal vapor acqueo e dall’anidride carbonica. ionosfera. una parte. Il Sole emette energia sotto forma di onde elettromagnetiche con lunghezza d’onda piccola (onde corte). con effetto termico maggiore rispetto alle onde corte ma con minore effetto pe- netrante. anidride carbonica. Prima dello sviluppo delle alghe. Riassumendo. L’atmosfera ➤ Lo spessore dell’atmosfera odierna non è definibile con esattezza. Per questo motivo l’atmosfera terrestre viene suddivisa in 5 strati. l’11% viene diffuso sulla superficie ter- restre. così come è mostrato in figura. in parte da polveri e ceneri vulcaniche oltre che dai com- posti delle combustioni. Un ultima parte. opaca per quelli infrarossi calorici riflessi dalla terra. Si calcola che. Dell’intera radiazione solare soltanto il 26% arriva direttamente sulla superficie terrestre. movimento) e determinano tutti i fenomeni atmos- ferici compreso il riscaldamento terrestre. il 51% arriva a noi direttamente o indirettamente dopo aver attraversato l’at- mosfera. Di questo 18%. viene intercettata e riflessa dalle nubi. rag- giunge una altezza di 15 Km ed è molto densa. esosfera. quando il cielo è nuvoloso o nebbioso. e quindi inviati di nuovo sulla Terra. Con la comparsa dei primi organismi fotosintetizzanti ed il raggiungimento del punto Pasteur la profondità cui potevano spingersi le forme di vita raggiungeva già i pochi centimetri dalla superficie. Quando la concentrazione dell’ossigeno atmosferico raggiunse il 10% del totale. il 18% radiazione solare diffuso in parte dagli stessi gas. per via di un con- tinuo rimescolamento degli strati atmosferici. deserti) che rilanciano il 4% delle radiazioni nello spazio. del rimanente 74%. I gas in natura 11 che giunge alla superficie terrestre è inversamente proporzionale al contenuto di ossigeno atmosferico.

Si chiama “tri-fluoro-metil penta-fluoruro di zolfo” (CF3SF5) e viene prodotto dall’industria elettrica. Questo valore sembra essere molto basso. Ecco perché chiamiamo questo fenomeno “effetto serra”. per cui il calore rimane all’interno della serra. L’uomo emette con le proprie attività altri “gas serra” tra i quali il metano. un articolo che riportava la scoperta di un nuovo gas responsabile del riscal- damento dell’atmosfera. L’uomo ha però alterato questo equilibrio naturale. ma in realtà basterebbe un aumento di pochi gradi nella temperatura media annua per far sciogliere i ghiacci polari. invece dei 15°C oggi presenti. i CFC (cloro-fluoro-carburi) implicati anche nella creazione del buco di ozono. La circolazione generale dell’atmosfera e delle correnti oceaniche porta alla realizzazione di un equilibrio termico. In condizioni di equilibrio la temperatura media ter- reste rimane costante. Senza simili esagerazioni. in quanto le zone polari per- dono più calore per riflessione di quanto ne ricevono. l’ossido di azoto che sono normalmente tutti presenti nell’atmosfera in basse concentrazioni. Che la CO2 aumenti è un dato di fatto. Effetto serra che abbiamo visto essere insieme al vapor acqueo il principali fautore dell’effetto serra. Maggior concentrazione di gas significa maggior capacità di trattenere le onde caloriche.7°C. È comparso sul quotidiano spagnolo “El Pais” del 28/07/2000. ma non è altrettanto certo che questo incremento porterà ad un riscaldamento climatico. di cui tratteremo più avanti. dopo un periodo di clima con tem- perature più alte. è certo che un aumento moderato della temperatura media porta ad una ridistribuzione delle precipitazioni con la conseguenza che molte zone ora fertili potrebbero divenire dei deserti. Come conseguenza. L’aumento artificiale di questi gas rafforza l’effetto serra naturale. Le misurazioni effettuate rilevano che dall’inizio dell’ultimo secolo la concentrazione di tale gas nell’atmosfera è aumentata di un quarto. una volta riscaldato funge da “radiatore” di onde lunghe. sommergendo molte zone costiere anche altamente popolate. L’anidride carbonica non è però il solo gas responsabile dell’incremento del fenomeno di riscaldamento globale.12 I gas in natura sole che vengono assorbite dal suolo e lo riscaldano. mentre quelle equatoriali ne assorbono più di quanto non riescono a riflettere. . che finirebbe per consumare più anidride carbonica riportandola a valori più bassi. La presenza di questo gas nell’atmosfera aumenterebbe del 6% ogni Gli strati anno e il suo coefficiente di riscaldamento è superiore a quello dei gas finora tenuti più sotto dell’atmosfera controllo dal “protocollo di Tokio” sulle emissioni del gas di scarico (vedi capitolo “I gas e la terrestre società”). L’aumento della CO2 nell’atmosfera potrebbe incrementare la fotosintesi e quindi provocare un aumento della biomas- sa. Il suolo. Come conseguenza il livello dei mari crescerebbe. Queste onde caloriche vengono però riflesse dai vetri. l’ozono stesso. si giungerebbe ad un clima a temperature più fredde. immettendo nell’atmosfera elevate quantità di anidride carbonica. In assenza di questi gas la temperatura media terrestre sarebbe di –18°C. Tra tutti questi gas è comunque la CO2 ad avere un ruolo chiave. causando un aumento della temperatura di 0.

con punte di –93°C a 20 km di altezza. nella fascia oscil- lante fra i 13 e 1 22 km di distanza dalla superficie terrestre. Tra i 20 e i 50 km. Il buco di maggiori dimensioni è stato registrato nel 1998 quando raggiunse i 12 milioni di km2 mentre nel 1999 si è ridotto a 10 milioni di km2. che si forma per scissione della molecola di ossigeno (O2) per opera delle radiazioni provenienti dallo spazio. Si tratta di un gas instabile dalla vita breve. La mesosfera Oltre la stratosfera. Si crea cioè un “buco nella fascia d’ozono” Da tempo sono iniziate campagne di studio in quelle zone dove lo strato di ozono si è particolarmente ristretto. l’ozono che forma l’ozonosfera. l’ozono (O3). causa una rottura nella molecola di ozono. I primi dati allarmanti furono pubblicati per la prima volta nel 1985 dalla stazione inglese Antarctica Survey. Le misurazioni avevano registrato una diminuzione del 65% della concentrazione dell’ozono. fino ad una quota di 90 km. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm). È stato altresì osservato un raffreddamento della stratosfera. i dati del periodo 16-22 agosto 2000 mostrano una diminuzione del 30% dei valori rispetto a quelli registrati nei periodi 1964-1976 che hanno preceduto la scoperta del fenomeno. tumori per lo più della pelle. La presenza dei CFC. in quanto si legano al terzo atomo di ossigeno. in particolare il plancton. I gas in natura 13 La stratosfera La stratosfera è una fascia costituita da gas rarefatti che si sviluppa oltre la troposfera fino ad una altezza di 50 km. infatti. sono letali. che non potrebbero aver luogo a causa della curvatura del pianeta. In questa fascia si evidenziano le meteore. in alte concentrazioni i vegetali morirebbero. è particolarmente sensibile alle radiazione ultraviolette. Le particelle solari che giungono a contatto con i gas ionizzati danno . piccoli corpi celesti in caduta libera che. divengono incandescenti. Molecola di ozono Questa molecola è in grado di assorbire i raggi ultravioletti di origine solare. La situazione va via via peggiorando. È di fondamentale importanza per le radiocomunicazioni in quanto le onde elettroma- gnetiche vengono riflesse dalla ionosfera rendendo possibili le comunicazioni fra luoghi anche molto distanti sulla superficie terrestre. dall’odore caratteristico e pungente (in greco “ozein” significa odorare). La ionosfera La ionizzazione è ancora più spinta nella ionosfera in cui tutti gli atomi sono ionizzati. si trova una sottofascia in cui è concentrato principalmente un solo gas. una fascia in cui le temperature si portano fino a minimi di 120°C sotto lo zero e i gas sono molto più rarefat- ti rispetto agli strati sottostanti e si presentano ionizzati. che ha contribuito alla distruzione dell’ozono. gli animali sarebbero colpiti da ustioni. cloro-fluori carburi. si trova la mesosfera. che altrimenti giungerebbero sulla Terra causando la distruzione delle forme di vita. Gli ultravioletti. cioè dotati di cariche elettriche. presenti un tempo nelle bombolette spray e negli impianti di refrigerazione. L’ozonosfera ha quindi l’importante compito di filtrare la quasi totalità dei raggi UV. rilasciando molecole di O2. per attrito con i gas rarefatti. sono ormai 15 anni che l’Antartide è sotto osservazione per quanto concerne questo fenomeno. cecità. che costi- tuisce l’alimento principale di moltissime specie ittiche e base fondamentale delle catene alimentari. diminuzione verificatasi per il 95% negli strati più bassi della stratosfera. Gli atomi di ossigeno liberati sono molto reattivi e si legano tra loro a formare una molecola triatomica. È dunque facilmente intuibile il danno non solo ambientale ma anche dal punto di vista alimentare cui stiamo andando incontro. Si tratta di un gas invisibile.

la più esterna. Clostridium). a seconda dell’emisfero di riferimento. può succedere che impieghino ossigeno atmosferico quando è disponibile in certe quantità. l’azoto rappresenta un elemento fondamentale. altri (Rhizobium). Con le feci o alla morte dell’animale.14 I gas in natura luogo alle suggestive aurore boreali o australi. in quanto possono estrarlo dai nitrati o dai nitriti. ricorrendo alla denitrificazione solo in condizioni di forte carenza. gli azotofissatori forniscono cioè prodotti azotati alla pianta e ricevono in cambio le sostanze presenti nella linfa elaborata dai vege- tali. Gli ioni ammoniacali (NH4+) possono essere assorbiti direttamente dalle radici della maggior parte dei vegetali. cioè ioni nitriti o nitrati. Sono presenti soltanto ossigeno e azoto allo stato atomico e gas leggeri che sfuggono alla forza gravitazionale terrestre disperdendosi nello spazio. I batteri denitrificanti sono anaerobi facoltativi o obbligati. il processo di denitrifi- cazione è favorito quando i suoli sono scarsamente aerato. (NO2-. cioè idrogeno ed elio. l’ossigeno e l’idrogeno. le sostanze azotate tornano di nuovo al terreno per intervento di organismi decompositori. Batteri denitrificanti trasformano poi nuovamente i nitrati e i nitriti in azoto. NO3-). L’esosfera L’ultima fascia. è costituita dall’esosfera. cibandosi di vegetali. mentre altre specie pos- sono assorbire soltanto composti azotati ossidati. cioè possono vivere sia in presenza che in assenza di ossigeno.+ 1/2O2 Gli erbivori. . è indispensabile per la fertilità del terreno ed è importante per gli esseri viventi. ovvero nelle proteine. I vegetali non sono in grado di utilizzare l'azoto atmosferico ma possono assorbirlo dal ter- reno sotto forma di composti azotati. con un processo che chiamiamo fissazione dell’azoto. e i viventi ➤ L’azoto Per i cicli vitali. detti azotofissatori. causando un impoverimento di nutrienti per i vegetali. che si libera nuovamente nell'atmosfera. introducono nella loro dieta questi Schema del ciclo nuovi composti. Intervengono quindi batteri nitrificanti in grado di ossidare la sostanza organica secondo le reazioni: (Nitrosomonas) 2NH4+ +3O2 2NO2. raggiungendo i 900-1000 km di altez- za (oltre questo limite vi è lo spazio siderale). La pressione atmosferica è nulla e la temperatura elevata. La denitrificazione è pertanto la reazione inversa alla nitrificazione. poiché è presente negli ammi- I gas noacidi. L’azoto atmosferico viene “fissato” nel terreno da alcuni batteri. cedendoli poi ai carnivori che li trasformano ad dell’azoto esempio in sostanze proteiche. e trasformato in ammoniaca.+ O2 2 NO3.+ 4H++2H2O (Nitrobacter) 2NO2. si possono trovare sulle radici di alcune specie di piante (soprattutto delle leguminose) stabilendo con loro una simbiosi. o più propriamente in ioni ammoniacali. e cioè N2 + 3H2 => 2NH3. I gas principali di questa fascia sono l’azoto. Alcuni di questi batteri si rinvengono liberi nel terreno (Azotobacter.

Gli animali e i vegetali utilizzano poi l’ossigeno prodotto dalla fotosintesi per respirare. prodotto dai vegetali con i processi fotosintetici.650 Camminando a 6. sali minerali ed anidride carbonica. trasformata in energia chimica ed inglobata nella molecola di zucchero (C6H12O6). La quantità di aria inspirata e la quantità di ossigeno utilizzato sono variabili da individuo come si piò osservare dalla seguente tabella: condizioni dinamiche volume d’aria inspirato Volume di ossigeno dell’individuo( 20°C. L’ossigeno per i vegetali è un prodotto di scarto. 2% vapore acqueo. Durante la respirazione noi inspiriamo aria ricca di ossigeno. cioè per compiere quelle serie di reazioni che portano all’assunzione di ossigeno e nell’eliminazione di anidride carbonica e vapor acqueo allo scopo di fornire energia all’organismo. ed espiriamo aria che contiene anidride carbonica. 1atm) (litri / minuto) consumato (litri / minuto) Riposando a letto 6 0. I gas in natura 15 Pertanto: • Nitrificazione = formazione di nitriti e nitrati • Denitrificazione = trasformazione di nitrati e nitriti in altri composti L’ossigeno e il monossido di carbonio (CO) L’ossigeno. raggiungendo anche le 30 e più in stato di ansia o di affaticamento. Quando siamo a riposo compiamo circa 15 respirazioni complete in un minuto.200 Corsa veloce 43 2. sono esattamente l’una l’opposto dell’altra. Come sostanza di scarto. attraverso le quali vengono prodotte sostanze nutritive complesse a partire da acqua. le felci le piante superiori e alcuni batteri sono capaci di svolgere quella serie di reazioni che chiamiamo fotosintesi clorofilliana.4 km / h 26 1. La composizione dell’aria espirata da un individuo in condizioni normali è data dai seguenti valori approssimati: 16% ossigeno. tratteniamo quanto ci serve. piccole aperture a livello dell’epidermide. come tale abbandonato nell’atmosfera. 78% azoto. viene prodotto ossigeno. un pigmento presente soltanto nei vegetali. Le alghe. L’energia solare viene catturata dalla clorofilla.2 km / h 14 0. La fotosintesi può venire chimicamente così descritta: Schema della fotosintesi clorofilliana 6CO2 + 6H2O + energia solare => C6H12O6 + 6O2 L’anidride carbonica atmosferica entra nelle foglie tramite gli stomi. 4% anidride carbonica. i licheni.300 Stando in piedi 8 0. i muschi.360 Camminando a 3. è essenziale per la vita di quasi tutti gli organismi terrestri in quanto non sono in grado di respirare in sua assenza. un rifiuto e. Può venire così descritta: C6H12O6 + 6O2 => 6CO2 + 6H2O + energia Le due reazioni. ne fanno eccezione i batteri anaerobi che sono gli unici esseri viventi che non necessitano di tale gas per compiere i propri cicli metabolici. l’acqua viene assorbita dalle radici.240 Stando seduto 7 0.000 Massimo sforzo 65-100 3-4 .

Esiste anche una particolare forma di fotosintesi definita anossigenica che si riscontra in batteri anaerobi. in parte evapora dalle piante stesse (evapotraspirazione). Non si tratta quindi di un ciclo chiuso come quelli fino ad ora esaminati. Come per l’azoto. liberando anidride carbonica. utilizzando altre mo- lecole ad esempio i nitrati. esistono però dei batteri in grado di respirare in condizioni anossiche. nCO2 + 2H2A + luce Cn (H2O)n +2A dove con A si intende una sostanza diversa dall’ossigeno. A causa della stabilità del legame con l’emoglobina il CO ha dei tempi eliminazione emati- ca molto elevati: in ossigeno al 21% ( aria atmosferica ) la concentrazione di CO si dimezza in 320-330 minuti. L’ossigeno è presente in grande concentrazione nell’atmosfera sotto forma gassosa ed è con- tenuto nella molecola dell’acqua.16 I gas in natura L’ossigeno si lega ad una particolare molecola presente nei globuli rossi. anche l’ossigeno in natura è rappresentato da un ciclo. L’ossigeno terapia in camera iperbarica (3 atm) permet- te di ridurre a metà la quantità di CO nel sangue in un tempo inferiore ai 25 minuti. come già descritto in precedenza parlando dell’effetto serra. cioè che vivono in condizioni di carenza di ossigeno. In presenza di un’elevata concentrazione nell’aria inspirata. la CO2 torna all’atmosfera. Attraverso la respirazione. Una parte di anidride carbonica si trasforma in carbonati che si sottraggono al ciclo in quan- to vengono inglobati in sedimenti profondi. Questo viene consumato dagli organismi viventi con la respirazione e diventa nuovamente acqua sotto forma di vapore. In particolare. Però le eruzioni vulcaniche e le combustioni prodotte dall’uomo emettono grandi quantità di tale gas. L’impossibilità dei globuli rossi di legare ossigeno in presenza di COHb. il CO viene assor- bito rapidamente. ma aperto ed interagibile. Una grande importanza riveste il ruolo di alcuni batteri cellulosolitici. in cui i batteri costruiscono composti organici a partire da CO2 e H2O senza produzione di ossigeno. che cioè sono in grado di demolire la cellulosa. L’anidride carbonica L’anidride carbonica atmosferica viene impiegata direttamente dai vegetali per compiere i processi fotosintetici. porta all’avvelena- mento acuto da monossido di carbonio. . contenuta nelle cellule vegetali. Si tratta di una foto- sintesi batterica. l’anidride carbonica o il ferro. da questo si comprende come l’utilizzo di ossigeno a pressioni maggiori di quella atmosferica rappresenti la terapia più adatta in caso di intossicazione acuta. Il ciclo dell’ossigeno è pertanto strettamente connesso con il più vasto ciclo dell’acqua. Nessun individuo sopravvive in un ambiente dove l’ossigeno è in quantità inferiori al 15%. l’emoglobina. una piccola parte viene usata per i processi foto- sintetici che porteranno alla liberazione dell’ossigeno molecolare. il serbatoio atmosferico di CO2 si esaurirebbe in poche decine di anni. a livello degli alveoli polmonari. Somministrando ossigeno al 100% occorrono 40-80 minuti per dimez- zarne la concentrazione nel sangue. Questo legame limita la capacità di trasporto e di rilascio di ossigeno ai tessuti impedendo infatti all’ossigeno di legarsi ai globu- li rossi determinando una carenza di ossigeno a livello dei tessuti . Questa però ha una maggiore affinità (200-300 volte) con il monossido di carbonio (CO) che con l’ossigeno. causando possibili conseguenze dannose per il clima. È stato stimato che se non ci fossero tali batteri. i solfati. Le piante assorbono acqua dal terreno. ad esempio lo zolfo. andando a formare un solido legame con l’emoglobina formando la Carbossiemoglobina (COHb).

La pressione parziale dei gas stessi. metano.. il fitoplancton au- menta notevolmente e con esso. ricreando delle condizioni di vita favorevoli. (CO2. influenzano notevolmente la capacità di assorbimento. l’ampiezza e lo stato di turbolenza della superficie d’assorbimento. decomposizione ecc. abbiamo visto. O2. acido solforico. con l’aumento della temperatura. come ammoniaca. Su fondo pertanto si ha una sulla scala O2 situazione di grave anossia (assenza di ossigeno) che portano ad uno spiccato intorbidimen- to delle acque. dall'attività fotosintetica del fitoplanc- ton. in parte prodotto negli strati superficiali. l’acquacoltura. è positivo in quanto vi è equilibrio tra la massa organica prodotta e quella consumata (ricordiamo che il fitoplancton è il primo anello delle catene alimentari Tabella che permette acquatiche. L’ossigeno disciolto viene in parte consumato dagli organismi acquatici nei loro processi metabolici (respirazione. esiste una ed effettuare la lettura barriera tra stato superficiale e profondo della colonna d’acqua. l’aria disciolta in acqua contiene più ossigeno di quella contenuta nell’atmosfera (34%. si instaura una barriera termica tra di individuare i mg/l di le acque superficiali e quelle di fondo che impedisce il rimescolamento. vi sono cioè più organismi planctonici dei loro Unire con una retta. odori sgradevoli e sostanze inquinanti. . gli strati superficiali e più profondi si mescolano. ecc. in quanto condiziona non solo gli equilibri naturali delle acque ma anche tutte le attività umane ad esse collegate. anziché il 21%). H2S. proprio perché. dell’ossigeno. a causa della differenza di temperatura) e diminuisce gradualmente con l’aumentare della profondità. grazie all’aumento dei sali nutritivi contenuti nelle acque. a seconda dei valori. Inizial- mente questo processo. uno squilibrio nella catena alimentare. aumenta anche il con- tenuto di ossigeno e di massa organica.) derivano in massima parte e l’acqua dell’assorbimento di questi dall’atmosfera. decomposizione della sostanza organica termina. I gas in natura 17 ➤ I gas sciolti in acqua. Nel periodo primaver- ile. Le acque calde favoriscono la proliferazione del plancton creando acqua a saturazione. Questo fenomeno è regolato dalle proprietà fisiche e biologiche dell’acqua ed è tanto maggiore quanto minori sono la salinità e la I gas temperatura. Ben presto però l’ossigeno necessario alla con PA o PT. ecc. Il contenuto d’ossigeno nei mari nordici è superiore a quelli tropicali. e quindi il ossigeno disciolto in diffondersi. L’eutrofizzazione sta diventando un problema sempre più importante. come il turismo. al termine del ciclo vitale. Essendo l’ossigeno più solubile dell’azoto.). Anche l’anidride carbonica ha un ruolo importante nella vita degli ecosistemi acquatici. ecc. che viene definito eutrofizza- zione (dal greco eutrophòs = ben nutrito). consumatori. rendendo le acque incompatibili con la vita degli organismi. Le mareggiate possono migliorare questa situazione in quanto. sia dolce che salata. CH4. cade sul fondo agendo da substra- T1 con T2 oppure to per la decomposizione da parte dei batteri. In estate. Questo surplus. con il moto ondoso.

Nei laghi utilizzati per acquacoltura o pesca sportiva i periodi d’anossia rappresentano le cause primarie relative alle morie di pesce che si verificano. L’ossigeno viene prodotto essenzialmente dai processi di fotosintesi a carico delle piante acquatiche e delle alghe presenti ed è quindi dipendente dalla luce. caratterizzato da un rapido abbassamento della temperatura con il crescere dalla profondità. dipende dal suo bilancio termico. mentre una sua diminuzione agisce in senso opposto. Prima di esaminare come questo fenomeno si verifichi e influenzi le caratteristiche chimiche dei laghi bisogna fare una piccola premessa. infatti. Tuttavia con il progredire della stagione calda tra le acqua superficiali ed acqua pro- I movimenti delle fonde andrà formarsi un gradiente termico. cioè dalla dif- ferenza fra gli apporti e le perdite di calore. il minimo nelle ultime ore della notte) e con la stagione (aumento o diminuzione del fotoperiodo). liberando anidride carbonica nell’atmosfera. Nella stagione calda. . si avrà nel lago uno strato superficiale caldo (epilimnio) sepa- rato dalle acque profonde uniformemente fredde (ipolimnio) da uno strato di passaggio (metalimnio). come abbiamo accennato in precedenza a proposito della eutrofizzazione. La densità dell’acqua è massima a 4°C. alla fine della stagione invernale presentano una uguale temper- atura a tutte le profondità. Le condizioni anossiche in un lago si verificano quando si creano situazioni nelle quali è presente una domanda di ossigeno maggiore della quantità che l’ambiente può produrre in quel momento. in un deter- minato momento stagionale. Parte dell’anidride carbonica disciolta regola l’equilibrio dei carbonati e bicarbonati. In questa situazione di stratificazione estiva lo scambio di ossigeno tra le acque superfi- ciali e quelle profonde è quasi nullo. secondo la reazione CO2 + H2O = H2CO3 La temperatura delle acque di un bacino poco profondo come un lago. grazie alla sua azione meccanica di rimescola- mento. cioè 4°C. porta alla formazione dell’acido carbonico. se più fredda o più calda è meno densa. con una profondità di 20 metri. un suo aumento produce la trasformazione dei carbonati in bicarbonati. Anche il grado di acidità dell’acqua varia con la concentrazione di anidride carbonica. Con l’avanzamento della primavera. si sposta verso il fondo determinando un rimescolamento delle acque e riportando il contenuto d’ossigeno ad un valore uniforme per tutta la colonna d’acqua. vi sono periodi nei quali la colon- na d’acqua ha la stessa temperatura dal fondo alla superficie ed altri nei quali vi è un elevato gradiente termico. sempre più elevato e acque in un lago comunque tale da impedire il rimescolamento ad opera del vento. Se si misura la temperatura di un lago dalla superficie al fondo si ottengono. Le acque di un ipotetico lago delle regioni temperate.18 I gas in natura il quantitativo disciolto è tanto più grande quanto più grande è la sua concentrazione nell’atmosfera sovrastante. l’ossidazione microbica dalla sostanza organica può consumare completa- mente l’ossigeno disciolto nelle acque profonde determinando una situazione d’anossia. nel corso dell’anno. quindi. profili termici molto differenti. il riscaldamento dell’acqua super- ficiale aumenta ed il vento. soprattutto nella stagione calda. trasformando i bicarbon- ati in carbonati. e quindi di densità. la concen- trazione d’ossigeno disciolto varia pertanto con le ore della giornata (il massimo nelle ultime ore del pomeriggio. la sua presenza. In autunno l’acqua superficiale si raffredda e diventa più densa. In particolare. Se poi il lago è molto produttivo. determina un progressivo riscaldamento di tutta la colonna d’acqua.

queste gocce. Il magma definito “andesitico” è ricco d'acqua e d’altri componenti volatili. Il magma di tipo “riolitico” è quello più viscoso. dalla quale il magma. emissione d’anidride solforosa e d’idrogeno solforato • le mofete. ha abbassato la temperatura mondiale di 0. il magma rilascia alcuni gas nell'atmosfera. Il carattere esplosivo di alcuni vulcani deriva dal contenuto in gas del magma. Quando il contenuto in gas è invece abbondante. getti di vapor acqueo con acido borico ed altre sostanze. che può effondere sulla superficie terrestre come lava oppure eruttare con energia. ristagna in prossimità della bocca vulcanica. ha un basso contenuto di gas. invece. più è gassoso. risale energicamente in superficie. spinta dai gas. che si trova in pro- fondità. Schema di un vulcano I gas vulcanici più diffusi sono il vapore d'acqua. formazione di nubi ardenti e terremoti molto forti. Un magma “basaltico”. lanci di piroclasti. dove solidifica in una struttura che viene definita “domo lavico”. il solfuro d'idrogeno e l'anidride solforica. nelle Filippine. le eruzioni prodotte sono colate laviche molto fluide che formano apparati vulcanici poco rilevati. in misura minore. poco ricco in silice e prodot- to dal mantello profondo. più è esplosivo. dalla diffusione diretta dall’atmosfera. dove i composti dello zolfo si trasformano in goccioline d’acido solfidrico che associate all’acqua. emissioni di vapor d’acqua ad alta temperatura • le solfatare. I gas in natura 19 Altri fenomeni che determinano un aumento della concentrazione dell’ossigeno nelle acque sono dovuti all’azione meccanica del vento e della conseguente perturbazione superficiale prodotta dalle onde e. frammiste alle ceneri vulcaniche. Si riscalda. Il magma è una soluzione silicatica contenente gas e acqua. Le eruzioni vulcaniche possono presentare fenomeni secondari. collegabili probabilmente alla presenza di masse magmatiche in corso di raf- freddamento • le sorgenti calde si formano quando l'acqua superficiale penetra all'interno del terreno ed entra in contatto col magma o con la roccia calda. possono oscurare la luce del Sole ostacolando la diffusione del calore causando anche imponenti variazioni climatiche. l'anidride carbonica. assorbe gas e altri elementi chimici del magma. le eruzioni conseguenti risultano esplosive e producono ceneri e pomice formando apparati vulcanici con fianchi ripidi. la forma e i caratteri esplosivi dei vulcani variano in base alla composizione e alla quantità del magma eruttato. si innalza fino alla superficie dove sgorga con violenza. getti intermittenti d’acqua bollente ricca di silice sfruttabili per la produzione di . formano le piogge acide.5 °C. Durante le eruzioni. Nel 1991 l'eruzione del vulcano Pinatubo. emissione prevalentemente d’anidride carbonica • i soffioni boraciferi. sotto forma di piroclasti a seconda della dalla viscosità e dal contenuto di gas del magma stesso. si hanno eruzioni violente con esplosioni. ➤ Il vulcanesimo la terra I gas e Un vulcano è una frattura della crosta terrestre. Nel 1815 l'eruzione del vulcano indonesiano di Tambora (la più imponente della storia) provocò un rilascio tale di particelle che oscurarono il sole a tal punto che il 1816 fu detto "l'anno senza estate". quando ha un basso contenuto di gas non possiede l'energia necessaria per eruttare e. Nella stratosfera. Le dimensioni. tra cui: • le fumarole. pertanto. dove emerge dalle pozze bollenti o dalle fontane • i geyser. Il consumo viene invece prodotto dalla respirazione degli animali e delle piante acquatiche presenti oltre che dalla decomposizione del materiale organico disciolto o sospeso in acqua.

generalmente costituite da piattaforme dalle quali sono state perforati pozzi di sviluppo la cui produzione viene poi convogliata. disposte lungo la costa: Casalborsetti. consente di realizzare veicoli ed impianti a bassa emissione. Grottamare e Pineto per il centro meridione. Appartiene chimicamente al gruppo degli idrocarburi. fino a Crotone nella costa ionica calabrese. In Italia esiste una sola centrale geotermica a Lardarello.20 I gas in natura energia. per la sua composizione e le sue proprietà fisiche. trovando un largo impiego in diverse attività civili ed industriali. dove si provvede alla separazione dei liquidi e all’immissione nella rete di distribuzione nazionale. Il Mar Adriatico è attualmente la più importante sorgente di gas naturale in Italia. Il gas prodotto nell’off-shore Adriatico è convogliato. inoltre. può essere definito l'energia del presente e del futuro grazie alla sua purezza. mediante distinte reti di raccolta. la temperatura supera i 100 °C. I geyser della California settentrionale producono energia elettrica per le necessità di 2 milioni di persone. alla facilità di trasporto e al risparmio che apporta a chi lo utilizza. per la pressione atmosferica cui aggiunge quella della colonna d’acqua sovrastante. che vengono prodotti per precipitazioni chimiche di soluzioni calde dove il principale costituente è l’acqua. alle Centrali di trattamento. A parità di prestazioni.1 litri di benzina. Fano. in regola con le più severe norme antinquinamento europeo e statunitensi. Falconara al centro nord. il suo costo è circa tre volte inferiore rispetto a quello della benzina. Nei geyser la trasformazione in vapore dell’acqua della parte più profonda di un pozzo vici- no alla sorgente di calore avviene quando. un motore alimentato a metano richiede. Il metano. E’ da sempre considerato il carburante più economico. L’intermittenza è dovuta al fatto che fra un getto e l’altro deve passare del tempo perché all’interno si verifichino nuo- vamente le stesse condizioni e il fenomeno si ripeta. Le centrali di trattamento gas del nord Adriatico sono a loro volta collegate ad un sistema centralizzato di supervisione e controllo ubicato a Ravenna. Facendo un paragone. un costo di esercizio estremamente più basso. che bruciando hanno la proprietà di sviluppare calore. Sono state realizzate. . sostanze composte di carbonio e idrogeno. Ravenna Mare. • I depositi idrotermali di minerali. Il passaggio d’acqua allo stato di vapore provoca l’espulsione dell’intera colonna d’acqua sotto forma di getto bol- lente alto fra i 30 e i 70 metri e della durata di 10/30 minuti. anidride carbonica. attraverso una rete di sea-lines alle centrali a terra. idrocarburi superiori. Il metano (CH4) E’ un gas di origine fossile naturalmente presente nel sottosuolo e rappresenta la più pulita forma di energia che ne viene estratta. in Toscana. Il gas naturale del sottosuolo italiano è costituito prevalentemente da gas metano. un metro cubo di metano equivale ad 1. Il metano. Rubicone. limitando la produzione d’anidride carbonica. numerose instal- lazioni fisse. come rendimento. rispetto ad un motore a benzina. infatti. mescolato a piccole quantità di gas quali azoto. elimina le fumosità abbassando drasticamente le alte emissioni.

dotati di due o tre bruciatori. quindi quelle meno ricche. assumendo un aspetto simile alle "cucine economiche". Nel XVII secolo di Thomas Shirley (1664) e John Clayton (1667). Il principio fisico è molto semplice. la materia prima. l’acido nitrico e l’ossido d’azoto. All'inizio del XIX secolo ambedue effettuarono le prime applicazioni pratiche. Negli stessi anni Samuel Clegg (1761-1861) costruì un impianto di produzione che divenne il prototipo per le successive officine.vennero utilizzati anche altri prodotti. Alla metà del XVIII secolo risalgono gli studi dell'olandese Jan Peter Minckelers. Friedrich Albert Winsor nel 1810 a Londra si fece promotore della prima Società del gas.in legno. scoprì o almeno svolse attente ricerche sull’acido solforico. l'illuminazione a gas poté rimanere competitiva per almeno altri due decenni.a volte . cercando un gas in grado di sollevare le mongolfiere più economico dell'idrogeno. questo tipo di luce era. i fornelli si tramutarono in "cucine". invece. applicarono il processo di distillazione. cioè nel riscaldare. generalmente in ghisa. La sua invenzione. L'alimentazione era assicurata da un tubo esterno su cui sono collocati i vari rubinetti in ottone e . il carbone fossile viene dapprima scaldato (900-1000°C) perdendo l’umi- dità (vapor d’acqua) che contiene. una massa spugnosa utilizzata per il riscaldamento domestico e nell’industria siderurgica. e ad appli- care il nome di gas (geist che in tedesco significa SPIRITO o CAOS) a questo tipo di sostanze. Scoprì l’idrogeno solforato nel sistema umano. si indirizzò verso un sistema di illuminazione e di riscaldamento domestico. di non grandi dimensioni. nel 1609. al carbon fossile e notarono che le sostanze cosi ottenute si potevano illuminare. vengono rilasciate le sostanze volatili di più elevato potere calorico. Tuttavia grazie all'invenzione della reticella ad incandescenza ad opera dell'austriaco Karl Auer von Welsbach (1858-1929). proseguendo nella distillazione. già conosciuto dal Medioevo. fuori dal contatto dell'aria. Questo restò il mercato primario dell'industria del gas fino all'avvento del metano negli anni '50-60. L’ultima frazione prodotta con questo metodo è rappresentata dal coke. spesse volte di un grill o di un piccolo forno. I procedimenti adoperati dai due inventori erano sostanzialmente uguali anche se diverse le loro finalità. Poi.come durante la Prima Guerra Mondiale . infatti. Il gas si otteneva mediante il processo di distillazione. che chiamò termolampada. che funzionavano a carbone o a legna. ebbe tuttavia poco successo. produsse il gas cloridrico. quali il legno e la torba. Fu soltanto a partire dall'ultimo decennio del secolo scorso che il gas trovò impiego princi- palmente per la cottura dei cibi nelle abitazioni. che chiamò gas del sale. Murdoch cercava di realizzare un sistema di illuminazione economico ed efficace per gli stabilimenti industriali sorti in Inghilterra durante la Rivoluzione Industriale. I gas e la società 21 I gas e la società ➤ Il termine “gas” fu utilizzato per la prima volta dall’alchimista fiammingo Giovanni Battista Nella storia van Helmont. Lebon. gli idrocarburi. Allo scopo furono realizzati fornelli. le abitazioni e soprattutto le strade ed i locali pubblici. Il dominio in questo settore durò incontrastato sino all'avvento dell'energia elettrica. il quale. il cui sviluppo iniziò sulla fine dell'Ottocento. individuò le proprietà illuminanti del gas da lui prodotto con la distillazione del carbon fossile. Nella prima metà del XIX secolo il gas “illuminante” venne utilizzato. per lo più carbon fossile del tipo "grasso" a lunga fiamma (litantrace). per illuminare gli stabilimenti industriali. come suggerisce il termine. fu il primo a postulare l’esistenza di gas distinti dall’aria. più intensa di quanto non fosse allora quell’elettrica. Con l'avvento del nuovo secolo. In casi eccezionali . Nei mercatini dell’an- tiquariato ancora si possono trovare lampade a gas in stile Liberty dei primi anni ’30. spiegò le esplosioni della polvere da sparo sulla base della teoria dell’espansione dei gas. Nell'ultimo decennio del XVIII secolo Philippe Lebon in Francia e William Murdoch in Inghilterra eseguirono i primi esperimenti mirati alla produzione di gas per l'illuminazione. La produzione di acqua calda per il bagno delle famiglie agiate rappresentò uno degli .

in segui- to alla crisi prodotta dall'avvento dell'elettricità alla fine dell'Ottocento. I primi apparecchi scaricavano l'acqua calda direttamente nella vasca da bagno. Il gas perveniva all'interno del tamburo grazie ad una tubazione e si accendeva in un bruciatore. il 19 settem- bre i Montgolfier hanno fatto decollare dal castello di Versailles un aerostato di 1600 metri cubi con a bordo un montone e un gallo - primi esseri "terrestri" a compiere un volo .7 metri e del diametro di 13. mantenendo frenato il pallone con corde.6. Tuttavia furono presto ritirati dal mercato perché di uso non sufficiente- mente sicuro. Furono prodotti anche i ferri da stiro a gas.che hanno concluso felicemente un viaggio di 8 minuti alla presenza di Sua Maestà il Re Luigi XVI. più raffinati. sistemato in un apposito supporto. fu quella dei tostacaffè. Nel 1784 un altro francese. il più audace. L'eco dell'ec- cezionale esperimento è stata immediata. dato dal disegno e dal colore vivo del rame. in alternativa ai ferri da stiro a carbone di più difficile utilizzo. permettendo quindi all’uomo di realizzare il sogno di librarsi nell’aria. disponevano anche di un vano in cui porre a scaldare l'asciugamano: una comodità poi scomparsa. e il marchese d'Arlandes. facendo- lo volare fino a una distanza di due chilometri per 17 minuti. Avevano scoperto che l'aria calda riusciva a sollevare i fogli di carta e avevano pensato di utilizzare questo fenomeno. 29 anni. Una delle applicazioni più curiose. Hanno così costruito un pallone ad aria calda e il 4 giugno 1783 lo hanno sperimentato senza passeggeri. senza il minimo incidente. che conteneva il caffè da tostare. due ferri da stiro da utilizzarsi alternativamente: mentre se ne adoperava uno. che ebbe una certa diffusione per uso domestico. Chiamati a Parigi. Gli artigiani lattonieri. partiti dal castello della Muette nel Foto storica Bois de Boulogne. l'altro si scaldava. per integrare la cottura dei cibi ed il riscaldamento dell'acqua. per cui venivano posti su treppiedi o su mensole. e le prime ditte produttrici. In ottobre hanno eseguito i primi esperimenti di ascen- sione umana. fu senza dubbio l’impiego di gas leggeri nell’”aeronautica”. da azionare manualmente. Charles. nonostante . poterono dar sfoggio di abilità nella creazione di apparecchi di notevole impat- to decorativo. Il set completo di quelli a gas comprendeva un bruciatore. sorvolarono Parigi per 25 minuti. Fra le imprese più significative. ricordiamo quella dei i fratelli Montgolfier. Durante il volo. Furono anche creati dei ferri da stiro conte- nenti il bruciatore al loro interno. realizzerà un pallone riempito con idrogeno. Ben presto l’utilizzo dei gas venne esteso anche in altri campi. l'industria del gas cercò nuove forme di utilizzo del proprio combustibile. collegati direttamente alla rete del gas tramite un tubo di gomma flessibile. Nel giro di due anni centinaia e centinaia di persone sperimenteranno l'ebbrezza del volo e. Nel novembre dello stesso anno il medico Francois Pilatre de Rozier. L'idea di questo nuovo mezzo di trasporto venne ai fratelli Montgolfier mentre erano al lavoro nella loro fabbrica di carta ad Annonay. L'impresa dei fratelli Montgolfier e la facilità di realizzazione dei palloni aerostatici faranno scoppiare una "corsa al cielo" sia in Europa sia in America. percorrendo un totale di otto chilometri a bordo di un pallone alto 20.22 I gas e la società utilizzi del gas a partire dalla fine dell'Ottocento. costruito dai due geniali inven- tori Jacques-Etienne e Joseph-Michel Montgolfier. incredibilmente. Alcuni. L'apparecchio era costituito da un tamburo di lamiera bucherellato. i due uomini hanno salu- tato col cappello la folla festante ma per la maggior parte del tempo sono stati impegnati a spegnere le scintille che il bruciatore della mongolfiera faceva sprizzare qua e là. Il 5 giugno 1783 nella cittadina di Annonay i Fratelli Montgolfier fecero alzare in volo il primo pallone ad aria calda. Sempre alla ricerca di nuovi sbocchi. vicino Lione. collegabile alla rete. nonostante i rischi del bruciatore a bordo dei palloni. prima che le moderne tecniche aeronautiche ed astronautiche permettessero la conquista dello spazio.

ma. se il contatto col gas è prolungato nel tempo. dal fumo di legna. prodotto dalla combustione incompleta dei gas. quando proprio il primo uomo che abbia mai volato. Sempre Charles sarà il primo uomo a sperimentare il mal d'aria: giunto all'altezza di 3000 metri sarà costretto a tornare precipitosamente a terra in seguito a un violentissimo attacco di nausea Nel 1785 si verificherà il primo caso di un passeggero costretto ad abbandonare la mon- golfiera per motivi di peso. costruttore del pallone. presso Boulogne. La pericolosità del monossido di carbonio è dettata alla sua capacità di legarsi all’emoglobina del sangue riducendo l’appor- to di ossigeno ai tessuti. necessaria per la sopravvivenza dell’uomo in un ambiente in cui l’aria è molto rarefatta. un’ancora per l'atterraggio e strumenti quali termometro e barometro per misurare l'altitudine. L’impresa di Piccard fu particolarmente significativa perché egli fu in sostanza l’inventore della cabina pressurizzata. Se con l'aerostato si era risolto il problema di sollevarsi da terra. Nel 1931 e nel 1932 Auguste Piccard compì due ascensioni fino a 16500 metri di quota. George Biggin. ma più piccoli e maneggevoli. nausea e morte. costellarono i cieli di troppi insuccessi. intanto si andavano perfezionando gli aeroplani. In questa sede noi ci occuperemo solo delle forme gassose degli inquinanti domestici. di tabacco e dagli scarichi delle auto. era lungo 224 metri e aveva una velocità massima di 290 km/h. Nonostante molti pro- getti. raggiungendo per primo la stratosfera. uno degli altri due passeggeri. pensarono di sfruttare la spinta di gas più leggeri dell'aria per sollevarsi da terra e volare. davanti agli inorriditi spettatori. come la stratosfera. quando una affascinante ma obesa (100 chili) nobildonna inglese. la soluzione del problema rimase a lungo impossibile per la pesantezza delle macchine a vapore. ma è bene ricordare che viene sono molte altre. Dopo 15 minuti di volo. Il 15 giugno 1785 si verificherà invece il primo incidente mortale nella storia dell'aeronautica. Nella casa ➤ Anche in casa il problema delle fonti inquinanti è tutt'altro che risolto e diventa sempre più importante conoscere il tipo di problema per prevenire danni anche importanti alla nostra salute. il dirigibile Hindenburg che si incendiò in fase di atterraggio nel 1937. vorrà compiere un volo in pallone. Pilatre de Rozier. a partire dal gesuita Francesco Lana (1631-1687) con la sua nave volante. Per evitare di far precipitare la mongolfiera. Dal 1852 agli anni 30 di questo secolo. di carbone. Laetitia Sage. Il 7 gennaio 1785 il francese Pierre Blanchard e l'americano John Jeffries compiranno con successo la prima trasvolata della Manica con un pallone a idrogeno. Questo è un gas molto velenoso. Il pallone ad idrogeno di Charles era stato dotato di notevoli accorgimenti quali una rete di corde che avvolgeva il pallone rendendo la navicella più stabile. pur conseguendo notevoli risultati. la possibilità di dirigersi verso una meta precisa era ancora legata ai capricci delle correnti. causando emicrania. una valvola che azionata tramite una fune permet- teva la fuoriuscita del gas. Con lui è Pierre-Ange Romain. si getterà cavallerescamente nel vuoto. Partendo da questa base teorica molti. visto che è proprio quì che trascorriamo una quota importante della nostra vita. più pesanti dell'aria. È possibile evitare la produzione di questo seguendo pochi ma preziosi accorgimenti come mantenere in perfetta efficienza le apparecchiature garantendo . dato che uno dei principali respon- sabili degli incidenti che avvengono tra le pareti domestiche. incolore e inodore. I gas e la società 23 si sapesse già che questo gas è tremendamente infiammabile. vertigini. alla volta della Gran Bretagna. il pallone esploderà uccidendo gli occupanti. Con un po’ di informazione e qualche accorgimento si può contenere il rischio a livelli accetta- bili. sacchetti di sabbia come zavorra. decollerà con un pallone a idrogeno e aria calda da Wimille. Il primo di cui ci occupiamo è il monossido di carbonio. nacquero e si svilupparono i dirigibili.

Le forme di inquinamento più significative. materiali isolanti. In città ➤ Le principali fonti di inquinamento atmosferico nelle città sono rappresentate dagli impianti di riscaldamento invernali e dal traffico veicolare. la formaldeide e composti organici volatili rilasciati da mobili. La produzione di questo gas viene evitata seguendo gli accorgimenti citati per il monossido di carbonio. olio combustibile e alcuni gas di origine naturale. ma anche carta e tessuti. più alta frequenza di crisi asmatiche. usando la cappa aspirante o aprendo la finestra. con sui Cambiamenti Climatici aumento della mortalità. E’ responsabile dello smog urbano. Tutto questo produce effetti dannosi sulla salute pubblica. L’esposizione continua ad anidride carbonica può colpire il sistema nervoso centrale rallentando le reazioni biochimiche e portare a soffocamento. anch’esso prodotto dalla incompleta combustione dei gas che causa infiammazioni alle vie respiratorie e a carico delle mucose. IPCC. sono il fumo di tabacco. classi- ficati come cancerogeni. Conferma del fenomeno è stata data con la pubblicazione di documenti da parte di un istituto specializ- zato delle Nazioni Unite. Tra i prodotti di rifiuto pericolosi ricordiamo il monossido di carbonio. ed è tra le cause della pioggia acida. La situazione è andata via via peggiorando tanto che le Nazioni Unite dovet- tero elaborare il Primo Trattato Internazionale contro i cambiamenti climatici. ➤ Dai primi anni ’80 prende consistenza l’idea che le emissioni dei cosiddetti “gas serra” prodotti dall’uomo possano seriamente cambiare il clima su grande scala. denominato UN-FCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change). il doppio del limite previsto per lo stato di allarme nelle città.dovuto alla combustione del gas nei fornelli . oltre a quella dovuta ai fornelli. Altro pericolosissimo gas è il biossido di azoto.24 I gas nella società gli sfoghi verso l’esterno ed utilizzare preferibilmente caldaie a gas con camere di combus- tione sigillata. Le principali fonti di questo gas sono il traffico automobilistico e le attività industriali che non possono essere controllate. Anche l’anidride carbonica può diventare un gas pericoloso per la nostra salute. Prodotto della combustione di gas in bombole per apparecchi di riscaldamento è il princi- pale responsabile dell’aria viziata nelle stanze poco arieggiate.può arrivare fino a 800 microgrammi per metro cubo. Raramente si concentra negli ambienti fino a livelli pericolosi. il cui livello di con- centrazione nell’atmosfera è andato diminuendo. l’Intergovernmental Panel for Climate Change. infatti le combustioni che avvengono in questi macchinari producono molti prodotti di rifiuto. recenti studi hanno dimostrato I gas serra e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite che la loro presenza nell’aria comporta alterazioni a carico dell'apparato respiratorio. o più semplice- mente. approvata nella Conferenza Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo di Rio de Janeiro (giugno 1992) e ratifica- . laminati in formica. L’anidride solforosa è un gas dall’odore pungente che è presente nel fumo di carbone e di legna emesso da apparecchi di riscaldamento a cherosene. ma può acuire le difficoltà respiratorie. moquette. maggiore incidenza di tumori e di infezioni delle vie respiratorie. È meglio quin- di cambiare spesso l'aria della stanza. che spesso sono gas tossici o poten- zialmenti tossici. esposizioni concentrate e prolungate possono causare processi bronco-ostrut- tivi fino all’edema polmonare. In cucina la concentrazione di biossido di azoto . grazie alla progressiva introduzione delle marmitte catalitiche e alle campagne di controllo delle emissioni. I fumi tipici dei motori diesel e degli impianti di riscaldamento a gasolio o ad olio contengono invece polveri in cui sono presenti idrocarburi policiclici aromatici (Ipa). prodotti utilizzati per la pulizia. ovvero la “Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici”.

e per lo sviluppo dell'innovazione tecnologica nei vari settori. medi- ante azioni o contromisure che agiscono soprattutto sulle cause principali dei cambiamenti climatici. b) obblighi a medio termine volti alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici globali con azioni e contromisure che agiscono soprattutto sulla prevenzione dei possibili danni e sulla minimizzazione delle prevedibili conseguenze negative indotte dai cambia- menti climatici sull’ambiente naturale. per il trasferimento di nuove tecnologie. e soprattutto di know-how. possono così raggrupparsi: a) obblighi a breve termine volti alla limitazione delle possibilità di cambiamenti climatici globali. energetico e produttivo. c) obblighi a lungo termine volti all’adattamento dell’umanità ai cam- biamenti climatici e. che sono tenuti a rispettare gli obblighi generali di cui al para- . o comunque alla mitigazione di tali cambiamenti. indotti dalle attività umane. Nella Convenzione UN-FCCC impegni ed obblighi non sono dettagliati in termini di azioni concrete da effettuare. ad un nuovo ambiente naturale globale diverso da quello attuale e la cui evoluzione è causata appunto dai cambiamenti climatici globali. industriale. l’ambiente antropizzato e lo sviluppo socio-econom- ico. le Organizzazioni intergovernative e gli altri firmatari della Convenzione. quindi. 2-8 gennaio 1995 l’agricoltura e la produzione agro-alimentare. ecc. la salinizzazione delle falde freatiche e la distruzione degli ambienti costieri indotti dall’innalzamento del livello del mare. capaci di promuovere crescita economica e benessere sociale con impatti ambientali bassi e comunque non pregiudizievoli sugli equilibri del sistema climatico globale. I gruppi di Paesi previsti sono tre: i) tutti i Paesi aderenti alle Nazioni Unite. per finalità generali. ecc. tempi da rispettare o altro. i processi ed i prodotti industriali. la gestione dei rifiuti.. 4) obblighi di natura culturale e sociale per l'informazione del pubblico e la diffusione delle informazioni sui problemi e le implicazioni dei cambiamenti climatici sui complessi equili- bri tra sistema ambientale e sistema climatico globale. Se consideriamo gli impegni contenuti nella Convenzione sopra citata in termini di obiettivi settoriali da raggiungere. ma vengono enunciati in termini generali e suddividendoli per gruppi di Paesi a cui sono indirizzati. 2) obblighi di natura politica e socio-economica internazionale per la cooperazione inter- nazionale. modalità operative di attuazione. quali la produzione e l’uso dell’energia. la tipologia degli obblighi può essere così Immagine sintetizzata: ghiaccio e neve 1) obblighi di natura politica e socio-economica nazionale nei settori più rilevanti delle nel periodo attività umane. 3) obblighi di natura tecnico-scientifica per la partecipazione ai grandi programmi di ricerca scientifica internazionale su ambiente globale e cambiamenti climatici e ai grandi sistemi internazionali per le osservazioni globali della terra e del clima. I gas e la società 25 ta dall’Italia il 15 gennaio 1994. in particolare tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo o con economia in transizione. quali ad esempio le emissioni in atmosfera di gas ed inquinanti capaci di aumentare l’effetto serra naturale del nostro pianeta. quali ad esempio i danni all’agricoltura ed alle risorse idriche (prodotti da processi di aridificazione e desertificazione nella fascia temperata subtropicale). La convenzione contiene una serie di obblighi che i Paesi sottoscriventi sono tenuti ad osser- vare e che. mediante azioni o contromisure che agiscono soprattutto sulla programmazione dell’uso del territorio e delle risorse naturali e sulla pianificazione dello sviluppo socio-eco- nomico mondiale. nonché la formazione culturale e professionale delle nuove generazione su tali tematiche.

Questo organo. che sono tenuti a rispettare anche gli obblighi di cui al paragrafo 2 dell’art. che sono tenuti a rispettare. che è l’organo supremo e decisionale. ha posto comunque. formazione e informazione del pubblico). Il protocollo di kyoto al quale viene demandato il compito fondamentale di dare attuazione dei principi e degli impegni generali contenuti nella convenzione stessa. nonostante l’alto rischio di fallimento che da più parti si paven- tava alla vigilia di questo importante appuntamento per le apparenti intransigenze di molti Paesi in via di sviluppo e di alcuni Paesi svilup- pati quali gli Stati Uniti. vale a dire i Paesi sviluppati e quelli ad economia in transizione dell’est europeo. ma anche nel quadro più generale dello sviluppo sostenibile. anche gli obblighi di cui al paragrafo 3 dell’art. In altre parole il Protocollo di Kyoto individua e definisce operativamente solo una parte molto limitata degli impegni da attuare. un processo che al di là delle inevitabili mediazioni e delle inevitabili critiche su del globo terrestre chi ci ha perso e chi ci ha guadagnato o tra chi ne è uscito sconfitto e chi vincitore. ➤ Nella Convenzione UN-FCCC viene istituito un organo definito “La Conferenza delle Parti”. 5 (ricerca ed osservazioni sistematiche) e all’art. 4 della Convenzione. 3). . oltre quelli di cui all’art. Per quanto riguarda gli obblighi le cui finalità sono riportate nei punti b) e c) precedente- mente citati e per gli obblighi la cui tipologia è riportata nei punti 2). uno di attuazione operativa ed eventualmente altri che la stessa “Conferenza delle Parti” decidesse di istituire. iii) i Paesi sviluppati (sono 25 Paesi elencati nell’Annesso II della Convenzione). ii) i Paesi sviluppati e quelli ad economia in transizione (sono 36 Paesi elencati nell’Annesso I della Convenzione). e 4) sopra detti. 4 della Convenzione. Per svolgere questi compiti la “Conferenza delle Parti” si avvale di un “Segretariato” il cui ruolo è prevalentemente organizzativo e di assistenza. e nonostante i continui colpi di scena che si sono avuti durante la fase di discussione delle misure da attuare. Anche se molto lavoro resta ancora da fare ai fini attuativi. ed in qualche modo ha anche sancito. ha anche il compito di controllare l’effettivo svolgimento delle azioni per il raggiungimento degli obiettivi della UN-FCCC. 6 (educazione. oltre quelli precedenti. nulla di specifico viene detto nel Protocollo di Kyoto. 4 della Convenzione. la centralità dei problemi del clima glo- bale nello sviluppo socio-economico mondiale e la centralità dello sviluppo sostenibile per il futuro del nostro pianeta e per la sopravvivenza stessa dell’umanità. approvato dalla “Conferenza delle Parti” nella sua terza sessione plenaria tenuta a Kyoto dal 1 al 10 dicembre 1997. è stato avviato un processo di collaborazione mondiale su base con- Immagine termica sensuale. Il Protocollo di Kyoto. tuttavia le azioni e le misure decise a Kyoto dalla “Conferenza delle Parti” rappre- sentano un punto di partenza fondamentale non solo nella direzione delle problematiche dei cambiamenti climatici. Infatti. di “Organi sussidiari” tra cui uno di consulenza scientifica e tecnica. le misure approvate nel Protocollo di Kyoto riguardano esclusivamente i Paesi di cui al punto ii) del paragrafo precedente. se non ribadire quanto già previsto in termini generali nella Convenzione UN-FCCC.26 I gas nella società grafo 1 dell’art. è dunque un atto esecutivo contenente le prime decisioni sulla attuazione operativa di alcuni degli impegni della Convenzione UN-FCCC e precisamente degli impegni più urgenti e prioritari (quelli di cui alla lettera a) del paragrafo precedente) e relativamente ad alcuni settori delle economie nazionali (quelli di cui al punto 1) del paragrafo precedente). Inoltre.

· i perfluorocarburi. · il protossido di azoto. invece. il Giappone e la Nuova Zelanda. il risultato ottenuto dall’Australia rispetto agli altri Paesi industrializzati Nessun tipo di limitazione alle emissioni di gas ad effetto serra viene previsto per i Paesi in via di sviluppo. Poiché l’attuale andamento delle emissioni dei gas di serra sopra citati provenienti dai Paesi industrializzati e da quelli ad economia in tran- sizione avrebbe portato ad una tendenziale crescita complessiva delle emissioni di circa il 20%. la riduzione deve essere di 8%. vale a dire una riduzione effettiva che è di molto superiore a quanto possa superficialmente apparire ad una prima lettura del Protocollo. che mostrano una tendenza alla crescita delle emissioni nei Paesi sviluppati ed una Grafico tendenza alla diminuzione nei Paesi ad economia in transizione. la desertificazione e l’Agenda 21. il Canada. mentre per i rimanenti tre (che sono anche gas lesivi dell’ozono stratosferico e che per altri aspetti rien- trano in un altro protocollo: il Protocollo di Montreal) è il 1995. Possono. in termini di obblighi. detti gas di serra. Nessuna riduzione. sembra. I gas nella società 27 Kyoto. perché un tale vincolo. per gli Stati Uniti la riduzione deve essere del 7% e per il Giappone del 6%. sono: · l’anidride carbonica. la Nuova Zelanda e l’Ucraina. Particolarmente favorevole. gli obiettivi imposti dal dell’andamento Protocollo di Kyoto risultano particolarmente gravosi per i Paesi industrializzati ma soprat. delle temperature tutto per alcuni di essi quali gli Stati Uniti. ma solo stabilizzazione è pre- vista per La Federazione Russa. La riduzione complessiva del 5%. . quindi. perché significa che tutti questi Paesi dovranno in realtà procedere ad un drastico taglio delle loro emissioni tendenziali di circa il 25%. · il metano. nel loro insieme. aumentare le loro emissioni fino al 1% la Norvegia. non è uguale per tutti. lo sforzo per il raggiungimento di questi obiettivi. quantunque importante. però. la misura decisa a Kyoto di una riduzione complessiva del 5% rappresenta un grande risul- tato. Questi gas. come era stato già discusso a Rio de Janeiro nel 1992. · l’esafluoruro di zolfo L’anno di riferimento per la riduzione delle emissioni dei primi tre gas è il 1990. ma è solo un timido punto di partenza per i problemi del clima e dello svilup- po sostenibile. e precisamente nel periodo compreso fra il 2008 ed il 2012. Gli obblighi fondamentali del protocollo di kyoto ➤ Il Protocollo di Kyoto impegna i Paesi industrializzati e quelli ad economia in transizione (i Paesi dell’est europeo) a ridurre complessivamente del 5% le principali emissioni antro- pogeniche di gas capaci di alterare l’effetto serra naturale del nostro pianeta entro il 2010. invece. ma soprattutto per la cooperazione mondiale anche in altri settori delle tematiche globali quali la biodiversità. non rappresenta affatto un punto di arrivo o una grande conquista diploma- tica mondiale. Infatti per il Paesi della Unione Europea. · i fluorocarburi idrati. nel suo insieme. appare comparativamente meno gravoso. fino al 8% l’Australia e fino al 10% l’Islanda. Se analizziamo più in dettaglio gli attuali anda- menti. Per dal 1880 a oggi l’Europa.

oppure afforestazione. nell’industria e negli altri settori pro- duttivi. cioè impiantare nuovi boschi e nuove foreste su territori potenzialmente idonei o da rendere idonei.28 I gas nella società rallenterebbe. o comunque condizionerebbe.). Dunque. Ciò vuol dire che attorno al 2010 non solo questo impegno dei Paesi industrializzati verrà vanificato. nella produzione ed uso di solventi. . Uno dei principali assorbitori di gas di serra. sia come emissioni non controllate di fonti energetiche di origine fossile (carbone. il Protocollo di Kyoto. ecc. potrebbe risultare del tutto inutile. Ai fini della riduzione delle emissioni di gas di serra non va tenuto conto solo dei rilasci in atmosfera dei gas di serra provenienti dalle attività umane. che i Paesi in via di sviluppo non sono disposti a pagare perché influirebbero negativamente sul loro processo di evoluzione. ecc. intesa sia come combustione di combustibili fossili nella produzione ed utiliz- zazione dell’energia (impianti energetici. ecc. · agricoltura. intesi come discariche sul territorio. uso dei terreni agricoli. opere di forestazione iniziate dopo l’anno di riferimento: il 1990. se non si trovano nelle prossime sessioni negoziali della “Conferenza delle Parti” soluzioni adeguate e onorevoli che garantiscano ai Paesi in via di sviluppo di procedere speditamente e senza impedimenti nel loro cammino verso lo sviluppo. ma che in passato non erano sede di boschi e foreste. vanno tenute in debito conto ai fini del bilancio fra quanto rilasciato in atmosfera e quanto assorbito da boschi e foreste. Per la riduzione delle emissioni. vale a dire in termini di bilancio tra quanto complessiva- mente aggiunto all’atmosfera (rilasciato verso l’atmosfera) e quanto complessivamente sottratto dall’atmosfera (assorbito dall’atmosfera ed immagazzinato). è costi- tuito da piante. a tale data. Le azioni di forestazione possono essere di due tipi: riforestazione. coltivazione di riso. nei produzione di prodotti minerali. combustione di residui agricoli.. intesa come zootecnia e fermentazione enterica. La riduzione delle emissioni di gas di serra in atmosfera deve in definitiva essere intesa come riduzione delle “emissioni nette”. ed in particolare dell’anidride carbonica. non solo economici. Vale la pena osservare. dall’accumulo di biomassa attraverso la crescita della copertura vegetale. · rifiuti. pur essendo un ottimo punto di partenza. industria. · i processi industriali. cioè incrementare la crescita delle foreste su aree che erano già forestali e che incendi boschivi o l’azione umana hanno distrutto o depauperato. qualsiasi limitazione alle emissioni di gas di serra che si ripercuote poi nella produzione e nei consumi energetici.. ma anche degli assorbimenti che vengono effettuati dall’atmosfera attraverso idonei assorbitori che eliminano tali gas e li immagazzinati opportunamente in modo da non aumentare l’effetto serra naturale. Pertanto. ma che garantiscano altresì che gli obiettivi intermedi e finali della Convenzione UN-FCCC vengano effettiva- mente raggiunti a livello mondiale. in generale. impianti di tratta- mento ed incenerimento. le emissioni mondiali di tali gas di serra saranno cresciute complessivamente di circa il 30% in più rispetto ai livelli del 1990. tuttavia. ecc. Infatti. il Protocollo individua come prioritari alcuni settori: · l’energia. metano. a meno che tali costi non vengano interamente accollati dai Paesi sviluppati. di idrocarburi alogenati. in agricoltura. comporta oneri finanziari e costi aggiuntivi. ma anche che. petrolio e suoi derivati. nell’industria metallurgica. ecc. intesi come quelli esistenti nella industria chimica. gestione di rifiuti liquidi. esafluoruro di zolfo. trasporti. che la crescita delle emissioni di anidride carbonica e degli altri gas di serra sta attualmente avvenendo con ritmo che è circa triplo (+25% nel periodo 1990-95) di quello che sta avvenendo nei Paesi sviluppati (+8% nel periodo 1990-95).). il loro cammino verso lo sviluppo socio-eco- nomico . alberi e.

La “joint implementation”. essi vengono. modalità e tempi di esecuzione e le altre azioni bruciato e in tratteggio chiaro i necessarie per rendere operativi tali obblighi. ecc. 4. anche nell’ottica dello sviluppo sostenibile. le emissioni di gas di serra e per incoraggiare riforme politico economiche finalizzate. il Protocollo di Kyoto prescrive che i Paesi sviluppati e quelli ad econo- mia in transizione. alla riduzione delle emissioni di gas di serra. lo sviluppo e l’uso di nuove fonti di energie rinnovabili. richiamati e riconfermati. come per esempio azioni di forestazione (riforestazione e afforestazione). ovvero l’attuazione congiunta degli obblighi definiti dal Protocollo è prevista come strumento di cooperazione all’interno del gruppo di Paesi a cui è destinato il Protocollo stesso. tassazione. vengono stabiliti due nuovi strumenti attuativi: la “emission trading”. viceversa.) che favoriscono. misure da attuare. · a carattere settoriale nel campo dell’agricoltura e delle fonti rinnovabili di energia per pro- muovere sia forme di gestione sostenibile di produzione agricola sia la ricerca. Come precedentemente accennato. dal punto di vista attuativo ed In tratteggio esecutivo tutti gli altri impegni contenuti negli artt. devono essere rispettate alcune condizioni di base. cioè fra i Paesi industrializzati e quelli ad economia in transizione. 5 e 6 della Convenzione UN-FCCC. alle emissioni di metano provenienti dalle discariche di rifiuti e dalle perdite dei metanodotti e alle emissioni di quei gas di serra lesivi anche dell’ozono stratosferi- co dalle riserve di combustibili per il trasporto marittimo e per l’aviazione. I gas nella società 29 ➤ Ai fini della attuazione degli specifici impegni sopraddetti sulla limitazione delle emissioni Gli altri obblighi del protocollo di kyoto nette di gas di serra. · a carattere particolare con specifica attenzione alle emissioni di gas di serra nel settore trasporti. · a carattere politico economico per eliminare quei fattori di distorsione dei mercati (quali: incentivi fiscali. Inoltre Paesi sviluppati e Paesi ad economia in transizione vengono sollecitati a cooperare fra di loro in modo coerente e coordinato per rendere efficaci ed effettivi gli sforzi compiuti nell’esecuzione delle misure e delle azioni previste dal Protocollo. Innanzitutto. ma anche la cooperazione internazionale. devono mettere a punto. Ma. rimangono indefiniti. il strumenti di attuazione La formazione di nuovi Protocollo di Kyoto introduce formalmente alcune novità rispetto alla Convenzione UN-FCCC: oltre alla “joint implementation” vale a dire l’attuazione congiunta di obblighi individuali (di cui si discuteva già da molto tempo). i Paesi che in gruppo decidono di attuare congiuntamente i loro impegni possono al loro interno accordarsi su una distribuzione diversa degli obblighi rispetto alla . ➤ Per favorire non solo l’attuazione degli obblighi. In particolare. Tuttavia. la cooperazione dovrà riguardare Andamento della prioritariamente lo scambio delle rispettive esperienze realizzate e lo scambio delle CO2 e della informazioni e delle conoscenze acquisite nell’attuazione delle rispettive politiche e misure temperatura dal operative. esaminiamo più in dettaglio di che cosa si tratta. elaborare ed attuare politiche ed azioni operative dei seguenti tipi: · a carattere generale per incrementare l’efficienza energetica nei più rilevanti settori del- l’economia nazionale e per incrementare le capacità di assorbimento dei gas di serra rilas- ciati in atmosfera. vale a dire la commercializzazione dei diritti di emissione e il “clean development mechanism”. invece. globali. sono rimandati alle prossime sessioni della danni climatici Conferenza delle Parti. scuro il com- Tuttavia. anche se obiettivi bustibile fossile specifici da raggiungere. 1970 a oggi. sussidi. nelle loro linee generali.

si avvale già di questo strumento attuativo e lo ha notificato nella stessa sede di approvazione del Protocollo. · l’azione di cessione da parte di un Paese e di acquisto da parte di un altro Paese dei diritti di emissione non può essere sostitutiva dell’adempimento degli obblighi spettanti a ciascuno di essi. in relazione a criteri che verranno consensualmente definiti a livello comunitario. Nelle prossime sessioni della “Conferenza delle Parti” dovranno essere elaborate le linee guida e la regolamentazione necessaria. il meccanismo di attuazione degli obblighi attraverso “emission trading” non è ancora operativo. spenderebbe di più di quanto gli costerebbe acquistare la stessa quota da un altro Paese che è disposto a trasferirla. Tuttavia. l’Unione Europea dovrà complessivamente rispettare l’obbligo di riduzione del 8% delle emissioni di gas di serra. In altre parole. purché venga rispettato l’obbligo complessivo risultante dall’unione di tutti gli obblighi individuali spettanti ai singoli Paesi coinvolti. Inoltre. la commercializzazione dei permessi di emissione. che aveva generato qualche timore di un possibile disimpegno dei Paesi più ricchi e più fortemente emettitori di gas di serra. rimangono. per ora. nella esecuzione dei propri obblighi. Infatti. · il progetto congiunto deve essere ufficializzato e approvato dai Paesi coinvolti: La possibilità di avvalersi di “emission trading”. il “clean development mechanism” è un ulteriore strumento attuativo. è fondamentalmente orientato a favorire la collaborazione .30 I gas nella società distribuzione prevista dal Protocollo. e la “emission trading”. se un Paese riesce a ridurre le proprie emissioni più della quota assegnata può vendere la rimanente parte delle sue emissioni consentite ad un altro Paese che non sia in grado o potrebbe non essere in grado. nonché le modalità di controllo e di verifica. ma sottoposta alle seguenti condizioni: · tra Paese che cede e Paese che acquista un diritto di emissione deve esistere una coope- razione su un progetto finalizzato alla riduzione delle emissioni di gas di serra. la tassa sulle emissioni di anidride carbonica. la commercializzazione dei diritti di emissione non è libera. L’introduzione di strumenti economici quali la “carbon tax”. ma all’interno dell’Unione Europea ci saranno Paesi che ridurranno più del 8% e Paesi che ridurranno meno. per ridurre una certa quota delle proprie emissioni. L’Unione Europea. Pertanto. da realizzarsi congiuntamente in qualsiasi settore dell’economia. Viceversa un Paese che. è in realtà una possibilità prevista dalla stessa Convenzione UN-FCCC dove si prescrive che le politiche e le misure da attuare ai fini del raggiungimento degli obiettivi della Convenzione devono essere ottimizzati dal punto di vista costi/benefici. il Protocollo di Kyoto stabilisce che è possibile. si tratta solo di una introduzione formale di questo nuovo strumento attuativo e dei principi su cui esso si dovrà basare. di raggiungere l’obiettivo che gli spetta. l’accordo per l’attuazione congiunta degli obblighi deve essere ufficializzato notificandolo al Segretariato della Convenzione UN-FCCC il quale informerà tutte le Parti firmatarie della stessa Convenzione dell’accordo intervenuto e dei termini dell’accordo. che a differenza dei precedenti. Per quanto riguarda la “emission trading”. concorrono alla ottimizzare del rapporto costi/benefici. responsabili del rispetto dei propri obblighi individuali stabiliti dal Protocollo nel caso in cui fallisse l’azione congiunta. comunque. può acquistare tale diritto supplementare. ma supplementare all’attuazione delle rispettive azioni esecutive. trasferire i propri diritti di emissione o acquistare i diritti di emissione di un altro Paese. Infine. come risulta dalle valutazioni compiute da IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change: un organo consultivo delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici) Tuttavia. per esempio. I Paesi che decidono di agire congiuntamente.

Tale meccanismo. di dotarsi di un opportuno fondo finanziario. il Fondo della World Bank destinato alla cooperazione tra Paesi sviluppati e Paesi in via di Sviluppo sulle tematiche dell’ambiente globale ed in particolare dei cambiamenti climatici. Questo fondo deve essere ancora istituito. ecc. Anche il “clean development mechanism” non è operativo e la “Conferenza delle Parti” nelle prossime sessioni negoziali dovrà definire linee. . venga dato impulso anche ai processi di sviluppo socio-economico ed industriale nel quadro di riferimento più generale dello sviluppo sostenibile. ha la necessità. modalità di accesso e di utilizzazione. per raggiungere la massima efficacia. attraverso la attuazione degli impegni contenuti nella Convenzione UN-FCCC. regolamenti. che dovrà promuovere anche il trasferimento di tecnologie e di “know how” tra Paesi ricchi e Paesi poveri (e quindi adempiere ad altri impegni contenuti nella Convenzione UN-FCCC). I gas nella società 31 internazionale e la cooperazione tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo su programmi e progetti congiunti in modo che. guida. dell’ozono stratosferica. della biodiversità e degli oceani. a meno che non si decida di apportano le opportune modifiche al GEF (Global Environment Facility).

Spetta invece ad un italiano il primato della “scoperta” del gas metano.2 miliardi di m3 nel 1953 fino agli 11. Il gas viene a questo punto acquistato direttamente dalle aziende locali e distribuito alla rete cittadina.32 I gas e la società ➤ Il gas che utilizziamo quotidianamente nelle nostre case ha sicuramente una lunga storia Il gas metano a Ravenna che inizia dai “fuochi naturali che uscivano dalla crosta terrestre” fino ad arrivare alla sofisticata rete di distribuzione dei nostri giorni. I primi dati di produzione nazionale di gas metano risalgono al 1894 con 12. Azienda Raven- nate Energia Ambiente. Cervia e Russi gestendo direttamente. infatti Alessandro Volta fu il primo (1776) che diede dimostrazione dalla natura. Il gas al punto di consegna è disidratato e non odor- izzato. sviluppando pozzi di raccolta e condotte di bambù. .15 miliardi di m3 del 2000. caso ha pres- sione di esercizio pari a 5 bar. Di seguito riportiamo alcune specifiche tecniche e operative relative ai sistemi utilizzati per la distribuzione. I primi che storicamente incanalarono e sfruttarono i gas naturali furono i cinesi. delle reazioni e delle origini “dell’aria infiammabile naiva delle paludi”.000 Km di condotte. gestisce il servizio di distribuzione gas nei comu- ni di Ravenna. la sua pressione è quella pari a quella di esercizio dei metanodotti SNAM ovvero nel caso di AREA da pressioni che vanno da 70 bar a 12 bar. Le funzioni di queste cabine di presa sono le seguenti: decompressione del gas al fine di alimentare la rete primaria di distribuzione AREA che in gergo viene denominata feeder e che ha nel ns. Gli impianti AREA che consentono la distribuzione nel territorio possono essere schematicamente descritti nel modo seguente: • Cabine di presa (o cabine di 1° salto) • Rete primaria di distribuzione (feeder) • Cabine secondarie (o cabine di 2° salto) • Rete di distribuzione secondaria (o rete finale) Cabine di presa (o cabine di 1° salto) Il gas viene consegnato ad AREA in alcune cabine principali (dette cabine di presa) dall’attuale forni- tore leader italiano ovvero SNAM che gestisce oltre 29. a 2.000 m3 annui per passare a 6 milioni di m3 nel 1913. In particolare AREA. a partire dal terminale SNAM le apparecchiature che permet- tono di far arrivare il gas naturale direttamente nelle nostre case.

100 SMC METANODOTTO SNAM FILTRAZIONE SISTEMA SCAMBIATORI RIDUTTORI DI MISURA DI CALORE 2° SALTO FISCALE CABINA ELETTRICA RETE ENEL SCAMBIATORI RIDUTTORI SCAMBIATORI TURBOESPANSORE CONTATORE DI CALORE 1° SALTO DI CALORE GAS CALDAIE CONTATORE GAS CALDAIE CENTRALE CONTATORE TERMICA GAS CALDAIE RETE DI DISTRIBUZIONE GAS NATURALE AREA ODORIZZANTE ACQUA CALDA ENERGIA ELETTRICA Il sistema di filtrazione è normalmente costituito da una batteria di filtri a cartuccia aven- ti lo scopo di trattenere tutte le impurità solide e liquide presenti nel gas in arrivo alla cabina. nella peggiore delle ipotesi.5 °C per ciascun bar di salto di pressione. I gas e la società 33 Odorizzazione del gas per ragioni legate alla sicurezza In particolare gli impianti delle singole cabine sono così costituiti partendo dal punto di consegna effettivo SNAM: sistema di filtrazione preriscaldatori del gas alimentati da una centrale termica gruppi di riduzione con sistemi di sicurezza sistema di odorizzazione SERBATOIO DI STOCCAGGIO 11. Tale effetto. accu- mularsi in punti dell’impianto subito a valle dei riduttori stessi creando una parziale occlu- sione delle linee . se non contrastato con il preriscaldo. la diminuzione di temperatura è circa pari a 0. porterebbe il gas in uscita dai riduttori a temperature a cui si possono formare cristalli di ghiaccio (in gergo idrati) per i residui di acqua contenuti allo stato di vapore nel gas. Il sistema di preriscaldamento si rende indispensabile in quanto a seguito degli elevati salti di pressione nei riduttori posizionati a valle e delle notevoli portate orarie la temperatura del gas subisce una notevole diminuzione a seguito dell’effetto fisico conosciuto come “Joule Thompson”. tali cristalli potrebbero creare rapi- damente danni alle apparecchiature a valle dei riduttori o.

In particolare la macchina ivi installata. da 42 bar a 5 bar. I sistemi di odorizzazione possono essere costituiti da serbatoi a lambimento in cui il gas. tecniche di realizzazione e controllo. è stato a suo tempo un impianto molto innovativo per l’Italia. non è in grado di effettuare l’intero salto di pressione da 70 bar (pressione SNAM) a 5 bar (pressione del feeder AREA) ma solo. prima di distribuirlo nella rete in modo tale che sia gli utenti sia i tecnici possano rile- varne la presenza per l’acre odore derivante dalla sostanza utilizzata come odorizzante. trascina con sé tracce di odorizzante. L’energia elettrica prodotta viene immessa in rete e attualmente ceduta alla rete nazionale elettrica. installato nel 1987 e acquistato da un’Azienda francese leader nel settore. con pressione di esercizio d 5 bar. sfruttando questi salti di pressione il generatore elettrico mosso dalle 2 turbine è in grado di produrre una potenza fino a 1 Mwh. come detto. inodore e il modo più semplice per evidenziare fughe è proprio quello di immettervi determinate quantità di odorizzante. 2 turbine all’interno delle quali avviene un salto di pressione in 2 stadi (1° stadio da 42 bar a 15 bar. transitando. Rete primaria di distribuzione (feeder) All’uscita delle cabine di 1° salto il gas viene immesso nella rete primaria. Il turboespansore.34 I gas e la società I riduttori sono costituiti da un organo mobile che muovendosi all’interno della propria sede determinano una sorta di “strozzatura” in cui il gas subisce una laminazione ovvero una trasformazione fisica con perdita di pressione. 2° stadio da 15 bar a 5 bar). in quanto sfrutta energia “pulita”. Il gas naturale è. . per ragioni tecniche. I riduttori sono corredati di organi di sicurezza chiamati “monitor” che in sostanza sono degli ulteriori riduttori che entrano in funzione qualora i riduttori principali abbiano qualche anomalia e lascino transitare il gas senza alcun salto di pressione. l’organo mobile comandato in modo pneumatico (riduttore pilotato) o mediante una molla tarata (riduttore a molla) è in grado di mantenere a valle del riduttore stesso la pressione richiesta. a monte del turboespansore vi è un gruppo di riduzione che effettua il salto mancante da 70 bar a 42 bar. costituita da un sistema di produzione di energia elettrica che sfrutta l’energia di pressione altrimenti dispersa dai riduttori. chiamata feeder. Pertanto a seguito delle normative esistenti il valore di pressione pari a 5 bar rappresenta il miglior compromesso applicabile. contrariamente a quanto si pensa. è costituita da nr. oppure mediante sistemi di iniezione in cui piccole pompe elettriche dosano l’odorizzante stesso all’interno del tubo in cui fluisce il gas Una delle cabine gas (Bassette) ha una peculiarità rispetto alle altre. ivi contenuto. sotto forma di goccioline finemente polverizzate. Il sistema di odorizzazione è obbligatorio per legge in quanto necessario ai fini della sicurez- za. Poiché la macchina. Tale valore di pressione discende da 2 esigenze contrapposte di natura tecnica ovvero: pressioni elevate del gas consentono portate sufficientemente alte con perdite di carico contenute (ovvero perdite di pressione lungo lo sviluppo del tubo per attriti del gas con lo stesso) utilizzando tubi con diametro non eccessivo la pressione non può comunque superare certe soglie in quanto al crescere delle pressioni vengono richiesti materiali. norme di sicurezza che diventano di difficile applicazione o di costo eccessivo. chiamata turboespansore.

La soluzione a 0. Le cabine di 2° salto sono normalmente posizionate ai bordi di strade all’interno di armadi metallici di dimensioni contenute (1.5 mt di lunghezza. Nel caso di rete a 0. i sistemi di sicurezza connessi ai riduttori delle cabine di 2° salto prevedono anche valvole di blocco che intervengono per pressioni anomale e a seguito di condizioni di pericolo potenziale.5 a 0.02 bar il gas. Rete di distribuzione secondaria (o rete finale) La rete di distribuzione finale.02 bar o 0. come si è detto. I gas e la società 35 La rete primaria gestita da AREA è completamente costituita da tubi in acciaio che formano un reticolo e convogliano il gas alle cabine di 2°salto Cabine secondarie (o cabine di 2° salto) Le cabine di 2° salto sono allacciate. La ragione di tale ulteriore salto di pressione è da ricercarsi nella necessità di contenere al minimo indispensabile la pressione del gas che arriva ai contatori degli utenti finali in quan- to minor pressione è sempre sinonimo di minor pericolosità e di soluzioni impiantistiche più semplici. ha pressione di esercizio che normalmente è pari a 0. La soluzione a 0. non sono corredate di sistema di preriscaldo in quanto il salto di pressione non è tale da determinare la formazione di idrati A differenza delle cabine di 1° salto. Scopo di tali cabine è quello di ridurre ulteriormente la pressione dal valore di 5 bar del feed- er a quello finale pari normalmente a 0.5 bar viene utilizzata normalmente nel forese per ragioni analoghe a quelle prima espresse per il feeder ovvero rappresenta il miglior compromesso fra capacità di trasporto del tubo e normative di sicurezza a cui ottemperare.5 mt di altezza). è pur sempre un prodotto infiammabile che richiede sia attenzione nell’uso sia il rispetto di tante norme di comportamento che sovente vengono purtroppo dimenticate per eccessiva familiarità con il gas stesso. al feeder ed alimentano la rete finale di distribuzione. 1. prima di essere misurato passa da 0. che in proporzioni molto ridotte. una volta misurato dai contatori dei singoli utenti.5 bar.02 bar mediante un piccolo riduttore (riduttore finale d’utenza) che ha dimensione molto contenute nel caso di una civile abitazione e che viene installato di fianco al contatore senza richiedere accorg- imenti o cassette di contenimento particolari.02 bar viene normalmente utilizzata nei centri abitati e in particolare in città. hanno apparecchiature analoghe a quelle di 1° salto. alimentate dalle cabine di 2° salto.8 2. a tal proposito occorre sempre ricordare che il gas.5 bar. ovvero nelle case di ciascuno di noi. Nel caso di rete a 0.5 bar il gas. Le cabine di 2° salto sono normalmente costituite da: gruppo di filtrazione gruppo di riduzione con organi di sicurezza accessori tali cabine.02 bar o 0. . per quanto ormai presente in tutte le case.5 2. arriva direttamente tal quale agli impianti interni. 1 mt di larghezza.

Inserendo immediatamente un fiammifero acceso all’interno della provetta. che viene consumato. La combustione Cosa occorre Un barattolo di vetro. allontaniamo il barattolo. Riponiamo il barattolo sul coperchio. Senza aria. acqua. fiammiferi lunghi tipo da camino Come procedere Inumidiamo l’interno della provetta di vetro ed introduciamo della polvere di limatura di ferro facendo attenzione che aderisca bene alle pareti. la fiamma rinvigorisce. un fiammifero Come procedere Appallottoliamo il pezzetto di carta ed introduciamolo nella bottiglia vuota. qualcosa scompare nel volume dell’aria contenuta all’interno del barattolo lasciando uno spazio vuoto che viene riempito con l’acqua. Durante la combustione. un contenitore con acqua. un foglio di carta. L’aria è necessaria alla combustione. lasciamo cadere . Accendiamo la candela e copriamola con il barattolo di vetro facendo in modo che il bordo tocchi la base del coperchio. Ciò che scompare altro non è che ossigeno. L’ossidazione Cosa occorre Una provetta di vetro. Il colore è dovuto proprio a carbonio contenuto nella candela. Prima che si spenga del tutto. Dopo alcune ore è possibile osservare che l’acqua è salita nella provetta e che la limatura ha cambiato colore. Cioè la limatura si è combinata con l’ossigeno dell’aria (si è cioè ossidata) formando un prodotto che si chiama ossido di ferro. Dopo qualche tempo la fiamma della candela va indebolendosi. Cosa è successo all’acqua? Notiamo che risalita lungo il barattolo. la fiamma si spegnerà. facendo attenzione che non entri aria. Nella formazione di ruggine. limatura di ferro. si è formata la ruggine. non c’è fiamma. 3. Come procedere Fissiamo sul fondo del coperchio una candela e riempiamolo con dell’acqua a cui abbiamo aggiunto alcune gocce di inchiostro. L’aria bruciando crea una depressione Cosa occorre Un uovo sodo sgusciato.36 Proposte didattiche 1. cioè durante una ossidazione. una candela. il ferro sottrae ossigeno all’aria. Capovolgiamo il tutto nel contenitore con acqua. lasciandolo fino a quando la fiamma non si estingua completamente. una caraffa da oste per vino. Lo spegnimento del fiammifero dimostra che l’ossigeno si è consumato anche se non si è avuta una combustione. Le pareti del barattolo potranno risultare annerite e ricoperte da polvere di carbone. un coperchio di diametro maggiore rispetto al collo del barattolo. inchiostro liquido. 2.

che gonfierà il palloncino. come mostrato in figura. un palloncino. Mettiamo quindi del guscio d’uovo in un bicchierino di plastica contenente aceto. La candela si spegne. Fissiamo la candela ad un portacandela. il gas tende a riempire il bicchiere. 6. versiamo il bicarbonato nel palloncino fino a che non sia completamente pieno. I due composti reagiranno per creare l’anidride. Costruiamo l’anidride carbonica Cosa occorre Aceto. appoggiamo le lattine su un tavolo collegandole con la matita stessa. un bicchiere di plastica. 5. Costruiamo un estintore CO2 Cosa occorre Guscio d’uovo. Si nota che si ha una inclinazione della bacchetta dalla parte del palloncino gonfio. Anche se non lo vediamo. appoggiamo l’uovo sul collo della bottiglia. aiutandoci con l’imbuto. Prima che le fiamme si spengano. bicarbonato di sodio. L’esperimento procede gonfiando un solo palloncino e riposizionando il bastoncino nel punto di equi- librio iniziale. Collochiamo il bastoncino in equilibrio sulla matita in modo da costruire il braccio di una bilancia. Come procedere Per prima cosa dobbiamo produrre la CO2 necessaria. Il peso dell’aria Cosa occorre Due lattine. . Come procedere Riempiamo la bottiglia per circa un quarto di aceto e. 4. una bottiglia a collo stretto e un cucchiaio. questo verrà risucchiato all’interno con un gorgoglio ed una sorta di schiocco. incomincia a sfrigolare producendo anidride carbonica. accendiamola e rovesciamo il gas sulla fiamma. All’improvviso. un fiammifero e un recipiente porta candela. un bastoncino. L’aria ha dunque un peso infatti il palloncino pieno d’aria pesa di più del palloncino vuoto. nastro adesivo e due palloncini uguali Come procedere Segniamo a matita la metà esatta del bastoncino. aceto. La combustione della carta ha bruciato l’ssigeno creando una depressione tale da far risucchiare l’uovo all’interno della bottiglia. una candela. Proposte didattiche 37 il fiammifero acceso nella bottiglia in modo da incendiare la carta. A questo punto infiliamo esternamente il palloncino nel collo della bottiglia assicu- randolo bene e facciamo cadere il bicarbonato nella bottiglia agitandola. Non appena il bicarbonato incontra l’aceto. Attacchiamo alle estremità del bastoncino i palloncini sgonfi utilizzando del nastro adesivo. una matita. un imbuto.

8. L’operazione risulterà difficoltosa a causa della pressione che esercita l’aria sul foglio di giornale. L’aria pesa Cosa occorre Carta di giornale e un lungo righello. Colpiamo l’estremità libera del righello con forza. 9. quindi sale verso l’alto. se è stato gonfiato al massimo. I palloni ad aria calda volano poiché contengono aria calda e leggera. i palloni aerostatici (le mongolfiere) diventano più leggeri dell’aria circostante e si alzano in volo. Versiamo nel secchio dell’acqua bollente. un termosifone. Il pallone aerostatico L’aria calda può venire impiegata per diversi usi. Prendiamo un palloncino sgonfio e posizioniamolo a tenuta sul collo di una bottiglia. per metà della sua lunghezza. Il calore del termosifone ha scaldato l’aria presente nel palloncino. Quando l’aria o qualsiasi altro gas si riscalda. Prova 2. Quando l’aria si raffredda. forbici e colla. Come procedere Stendiamo un foglio di carta di giornale su di un tavolo. Cosa occorre Un foglio di carta velina. Incolliamone i lembi fino ad ottenere una forma a paral- lelepipedo. potrà scoppiare. L’aria atmosferica esercita sui corpi infatti una pressione pari a circa 1 chilogrammo per centimetro quadrato di superficie. Prenderà il volo. facciamo scorrere sotto il foglio. un secchiello o una pentola. cioè acquista un maggior volume. diviene più pesante e si contrae. Gonfiati con aria calda. per ogni quadrati- . un lungo righello. L’esperimento dimostra anche un altro fenomeno: l’aria calda si espande. Prendiamo un palloncino e gonfiamolo il più possibile. tagliamolo e pieghiamolo secondo quanto mostrato in figura. acqua ghiacciata Come procedere Prova 1. Quando la temperatura dell’aria aumenta. Poniamolo su un calorifero.38 Proposte didattiche 7. Collochiamo la bottiglia in un recipiente tipo secchiello in modo che rimanga ritta. Dopo un po’ di tempo il palloncino comincia a gonfiarsi. fino a far esplodere il palloncino. il che significa che. si libra nell’aria e. cercando di far sollevare il foglio. un phon Come procedere Prendiamo un foglio di carta velina. diviene meno densa (più leggera) poiché la stessa quantità di aria occupa uno spazio maggiore. Gonfiamo il pallone così ottenuto con l’aria calda ottenuta azio- nando un fon per capelli. Togliamo ora l’acqua calda dal recipiente e poniamo acqua ghiacciata. acqua calda. Il pallon- cino si sgonfia. L’aria calda è più leggera di quella a temperatura ambiente. si espande e il palloncino si gonfia. Cosa succede? Il palloncino. Pesa più l’aria calda o l’aria fredda? Cosa occorre Una serie di palloncini.

Come procedere La pressione dell’aria cambia in rapporto alle condizioni atmosferiche e questi cambiamen- ti possono fornire buone indicazioni sul tempo che farà: se la pressione cala significa che sta arrivando tempo perturbato. L’aria entrata eserciterà una pressione verso il basso sufficiente a far cadere il cartoncino. dimostrando che l’aria esercita la sua pressione in tutte le direzioni. allontanando la mano dalla provetta più piccola. Perché? L’aria preme sul cartoncino dal basso verso l’alto con una forza sufficiente a non far cadere l’acqua. Il bicchiere si svuota. Tagliamo l’imboccatura del palloncino. acqua. Il barometro a palloncino Cosa occorre Un vasetto di vetro con l’imboccatura larga. un palloncino grande. colla. Segniamo con la matita il punto esatto in cui la cannuccia tocca il cartoncino più alcune tacche sopra e sotto il segno Quando la pressione aumenta l’aria agisce con più forza sul palloncino e la cannuccia si . un cartoncino. Per misurare tali variazioni si untilizza normalmente uno strumento chiamato barometro. Proposte didattiche 39 no di 1 cm di lato viene esercitata una pressione equivalente ad un peso di 1 kg. 11. come mostrato in figura. un elastico. una bacinella Come procedere Prendiamo un bicchiere e riempiamolo con acqua fino all’orlo. un cartoncino. una cannuccia di plastica. 10. più attendibile sarà il valore fornito dallo strumento). Appoggiamoci sopra un cartoncino resistente. Capovolgiamo rapidamente il tutto tenendo con la mano anche la provetta minore. se la pressione cresce significa ritorno di tempo buono. Per quale motivo? La pressione atmosferica preme sulla provetta minore spingendola con forza nella maggiore. Come agisce la pressione Cosa occorre Un bicchiere di vetro. matita. Possiamo costruirne uno molto semplice. stendiamolo sull’apertura del vasetto. 12. Ad un certo punto ci accorgeremo che. Ora capovolgiamo con attenzione il bicchiere. In prossimità della punta ottenuta fissiamo un cartoncino. tendendolo bene in modo che non formino bolle o grinze e fissiamolo con l’elastico e la colla (migliore è la chiusura realizzata. acqua Come procedere Riempiamo la provetta maggiore di acqua ed introduciamo in questa la minore per alcuni centimetri. Tagliamo una cannuccia ad una estremità in modo da fare una punta e incolliamola al centro del “coperchio” formato dal palloncino. Abbassiamo ora un lembo del cartoncino per far entrare un po’ d’aria. questa non cade ma anzi tende a salire in quella più grande. l’acqua non si rovescerà. forbici. L’esperimento di Cantoni Cosa occorre Una provetta grande e una più piccola che entri nella prima.

40 Proposte didattiche solleva. i recipienti possono venire avvolti con fogli di alluminio lasciando scoperta una striscia che permetta la lettura del termometro. Dividiamo la classe in due gruppi consegnando a ciascun gruppo un recipiente. Ad un gruppo chiediamo di chiudere il coperchio. Ogni gruppo ha il compito di registrare le variazioni di temperatura lette ad intervalli di 1 minuto. in quanto tempo la temperatura interna dei recipienti raggiunge i 60°C e valutare perché in questo secondo caso ci è voluto più tempo. assenza della carta o pezzetto di stoffa ecc. carta e penna. i barattoli grandi da marmellata). due cronometri o orologi con indicazione dei minuti secondi. I barattoli devono quindi essere esposti al sole. Invitiamo i ragazzi a rispondere ad alcuni quesiti: · in quale dei due recipienti la temperatura è cresciuta più rapidamente e perché? · possiamo considerare questo fenomeno come analogo all’affetto serra? · Possiamo considerare queste condizioni come analoghe all’atmosfera terrestre? · Qual è stato il ruolo del pezzo di stoffa o della carta scura nei recipienti? È possibile poi fare altre indagini. due pezzi di stoffa scura o carta spessa. ad esempio. l’aria contenuta nel vasetto spinge verso l’alto facendo abbassare la cannuccia. . all’altro di lasciare il barattolo aperto. I gas e l’effetto serra Cosa occorre Due recipienti di vetro. con imboccatura larga (ad esempio. fogli di alluminio. puliti ed asciutti. rispetto all’esperimento precedente. Nel recipiente deve essere inserito un pezzo di stoffa o la carta scura e il termometro. posizionandolo in modo da leggere bene la scala graduata.e annunciare questo momento anche all’altro gruppo: è la fine dell’esperimento. Come procedere Cerchiamo di far coincidere l’esperimento con una giornata di sole. appoggiati di lato in modo che la base del recipiente riceva direttamente i raggi solari. due termometri identici che possano essere inseriti nei recipienti permettendone la chiusura. quando la pressione esterna diminuisce. al contrario. L’esperimento può essere ripetuto prendendo in considerazione diverse variabili: giornata nuvolosa. Il gruppo a cui è stato assegnato il barattolo chiuso deve prestare attenzione al momento a cui il termometro raggiunge i 60°C. Se l’esperimento viene ripetuto in queste condizioni sarà interessante confrontare. 13.

1985 L. “ECOLOGIA APPLICATA” CittàStudi. Rossetti – “GEOGRAFIA” S. 1994 Atlantide S. Carla Pavanati Bettoni – “elementi di biologia attiva” Signorelli Milano.c. – “L’acqua – Quando l’uomo incontra la natura” Atlantide. 1994 Falaschi.c. Italo Bovolenta Editore. Rambelli. F. Vistoli – “PAGURO” Calderini. G. Claudia Binelli – “GEOGRAFIA” Bompiani. Milanesi – “LA SCIENZA Dagli atomi all’uomo” La nuova Italia.l. V. .P. 1997 Augusto Biancotti. M. 1983 Bargellini. Alessandra Magistrelli – “BIOLOGIA” Paravia.r. 1976 Roberto Marchetti. Latters & C. 1993 Bisca. 1990 Alfonso Bosellini – “LE SCIENZE DELLA TERRA” Italo Bovolenta Editore. R. FISICHE E NATURALI” Signorelli Milano. S. Bibliografia 41 Mario Rippa – “LA CHIMICA”. Galizz.l. Pepoli.r. 1999 . Editori. L. Fratello. Giulianini Ricci. 1984 Luciana Monfroni. Monfroni – “SCIENZE CHIMICHE. 1990 Anna Lepre.

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