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Ticino, Il diritto d’asilo in Svizzera tra ideali e realtà storica

un crocevia Nell’immaginario collettivo la Svizzera è percepita come “terra d’asilo” o come “fron-
dell’anarchismo tiera della speranza” per la pratica di accordare nel corso dei secoli riparo e rifugio a
internazionale profughi di differenti paesi. Questa reputazione ha trovato spesso giustificazione negli
stessi miti di fondazione della Confederazione che ne esaltano l’indipendenza e la li-
Maurizio Binaghi bertà. Non è un caso che, tra il XVII e il XVIII secolo, la pratica del diritto d’asilo si svi-
luppi in contemporanea con l’affermazione pubblica dei miti fondatori. Si pensi, per
far solo un esempio, al peso svolto dal poema Le Alpi (1732) di Albrecht von Haller, dove
si celebravano la purezza, l’indipendenza e la libertà del mondo alpino svizzero. D’al-
tronde questo stretto legame tra ideale mitico e pratica dell’asilo trova conferma anche
nei famosi versi della canzone di Pietro Gori Addio Lugano bella in cui gli anarchici
espulsi nel gennaio del 1895 salutano le «bianche di ghiacci montagne ticinesi» e ac-
cusano il governo svizzero «schiavo d’altrui» di sconfessare la sua stessa identità poi-
ché «le tradizioni offende e insulta la leggenda del tuo Guglielmo Tell».
In realtà la pratica del diritto d’asilo non è la conseguenza di alcun mito identitario co-
mune, ma – al contrario – è il diretto risultato delle differenti e conflittuali identità che
componevano l’antica Confederazione. La grande difformità di regimi politici, di lin-
gue e di religioni all’interno di un territorio formato da repubbliche aveva permesso a
molti esuli di trovare un cantone che potesse, in un modo o nell’altro, accoglierli con
simpatia e politica comprensione. Per questa ragione, il diritto d’asilo era per tradizio-
ne riservato ai singoli cantoni che regolavano indipendentemente questo loro compito.
Anche la costituzione del 1848 non riservava nessun articolo al diritto d’asilo, lascian-
done ancora la competenza ai cantoni. Il governo federale poteva intervenire in un
unico caso: obbligando gli stranieri ad abbandonare il paese.1
Fino al secondo decennio del XX secolo non esisteva un vero e proprio “diritto d’asilo”,
poiché questo diritto non aveva base legale: «Il diritto d’asilo riposava su una base
giuridica negativa: non esisteva un diritto accordato agli individui, per contro i cantoni
avevano il diritto di rifiutare l’asilo».2 Anche il termine di rifugiato politico non aveva
giustificazione giuridica: nella legislazione federale non esisteva nessun riferimento
alla nozione di rifugiato. Un rifugiato era colui che si dichiarava tale: apparteneva in
seguito alle autorità di decidere se accordare l’asilo politico.
L’ottenimento dell’asilo politico e dello statuto di rifugiato non era, in verità, sottomes-
so a severe norme. Spesso il diritto d’asilo si attuava nel semplice rilascio del permes-
so di soggiorno a stranieri che, per ragioni politiche, non potevano presentare gli indi-
spensabili documenti di legittimazione. I richiedenti, se non erano in condizione di
mantenersi economicamente e se non c’era nessuno che ne garantisse l’identità, po-
tevano essere obbligati ad abbandonare il paese. Nel 1880, in occasione dell’espulsio-
ne dal Canton Ginevra del celebre anarchico Pëtr Kropotkin, il radicale ginevrino Geor-
ges Favon criticò l’inasprimento delle condizioni di ottenimento dell’asilo, riaffermando
che la maggior parte dei richiedenti era senza documenti e sostenendo che fosse nor-
male accettare, come prova di identità, le garanzie di una persona conosciuta. 3
Le autorità, una volta rilasciato il permesso di soggiorno, stringevano con gli esuli una
sorta d’implicito “contratto sociale”: esigevano che gli stranieri ospitati limitassero le
Elenco di rifugiati italiani loro attività politiche e non mettessero in pericolo le relazioni internazionali della Sviz-
allestito dal Dipartimento
di Giustizia e Polizia del 1 L’espulsione doveva essere decretata dall’autorità federale secondo i dettami dell’articolo 70 della
CantonTicino nel 1849 costituzione federale: «La Confederazione ha diritto di espellere dal territorio svizzero quei forestieri che
mettono a pericolo la sicurezza interna ed esterna della Confederazione».

2 Walo Mina, Les répercussions des émeutes de mai 1898 au Tessin, tesi di laurea, Ginevra,1984, p.57.

3 «Noi affermiamo che Kropotkin è stato ingiustamente espulso dal cantone. […]. Se si inizia a Ginevra, o in
un cantone qualunque, a esigere dai proscritti delle carte di legittimazione, se non ci si accontenta della
notorietà e della testimonianza di uomini conosciuti, noi affermiamo che in molti casi il diritto d’asilo diviene
lettera morta: la maggior parte dei proscritti arrivano in effetti senza carte e non possono certo procurarse-
ne […]», in Daniel-François Ruchon, Georges Favon et les réfugiés de la Commune à Genève, in “Revue
Ritratto di Bakunin européenne des sciences sociales. Cahiers Vilfredo Pareto”, vol.XI, 1973, n.29, p.124.

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«l’esempio del vivere e del governare libero e repubblicano». non gode di un vero diritto d’asilo». ad adempiere alla missione di dare ai confratelli italiani. Gli esuli italiani nel Ticino (voll. dal foglio luganese Tra il 1848 e il 1855 l’appoggio governativo al movimento risorgimentale indusse però le “LaTribuna” autorità austriache a imporre una serie di blocchi commerciali che miravano a indurre l’11 maggio 1869. Lugano. Carlo Battaglini. Il blocco della fame. era rimasto relegato agli ambienti urbani di estrazione come sede di esilio prettamente borghese e anticlericale. 4 La politica d’asilo del Canton Ticino: un’efficiente rete relazionale Nel corso del XIX secolo il Canton Ticino si è distinto per una generosa politica d’asilo. richiesto da una po- litica d’asilo indipendente. la rivendicazione del diritto d’asilo. in quanto oligarchico. così decantato dai radicali. Le autorità si richiamavano al principio di neutralità che comportava una difficile mediazione tra il rispetto dei doveri internazionali. dicembre 1970. Université de Fribourg. Negli anni successivi. di fronte alle difficoltà economiche del bloc- co e all’espulsione dei lavoratori ticinesi dalla Lombardia. l’Austria chiuse più volte le frontiere alTicino e costrinse tutti gli emigranti svizzero italiani a ritornare nella madre patria. 7 Tra il 1848 e il 1855. d’altronde. quotidiani. Giuseppe Martinola. tra gli altri. confluite in un solo blocco. ad esempio. Lettera di Mazzini Ai miei Nemici pubblicata tante il pensiero politico e la vita culturale del cantone. poterono condannare il governo. Leone de Stoppani e gli esuli italiani Giovani Grilenzoni e Francesco Scalini. I radicali non vedevano gli esuli come un corpo estraneo anzi. ramo separato di una comune famiglia. perdeva valore di fronte ai bisogni concreti della popolazione. denunciare gli esuli come meri strumenti di propaganda radicale e conquistare il potere nel 1875. Cfr. Nicola Robertini. Neuchâtel. p. soprattutto in centri urbani come Locarno o Lugano. si era formato nel marzo del 1848 un comitato di sostegno alla causa italiana composto dagli elementi radicali luganesi più in vista: ne facevano parte. il Cantone a espellere gli esuli dal suo territorio. Le opposizioni cattoliche e moderate. 1992. furono circa 20’000 i Lombardi che oltrepassarono le frontiere svizzere in fuga dagli Austriaci. 4 «Sul piano internazionale. influenzati dalle idee di Mazzini. provenendo da ambienti culturali e sociali simili. in particolare. in “Bollettino Storico della Svizzera italiana”. Nei primi giorni dell’insurrezione di Milano. denaro e persino armi. redattore capo del quotidiano “Il Repubblicano della Svizzera italiana”.zera. al momento delle “Cinque giornate” e della prima guerra d’indipendenza italiana. Giuseppe Martinola. Lo straniero. come ad esempio Carlo Cattaneo. Friburgo. 6 A Lugano. che nell’agosto del 1848. 5 Il ruolo e il movimento dei rifugiati italiani inTicino durante il periodo risorgimentale sono studiati da Giuseppe Martinola. quanto a lui. furono arruolati negli apparati ideologici del partito e dello Stato (case edi- trici. significa che. La prova del blocco (1853-1855). 38 . scuole e amministrazione) influenzando in maniera impor. Cfr. per uno Stato. Nel 1848. i fratelli Giacomo e Filippo Ciani. come scriveva Carlo Battaglini. uno straniero fuggitivo non deve né violare il suo dovere di non intromissione negli affari interni di un altro Stato. e il rispetto dei diritti individuali. tipografie. 6 Si stima. 5 L’ascesa al potere del partito radicale permise la creazione di un’efficiente rete di assi- stenza agli esuli. La consapevolezza d’essere. sottoposto alla pressione politica di potenze sempre più imperialiste. Il movimento radicale fu dunque progressivamente svuota- to della sua base popolare. 1964. «il solo popolo italiano costituito a forme democratiche». il comitato organizzò le spedizioni di volontari ticinesi in soccorso agli insorti. il malcontento emerse con forza. Traité de droit constitutionnel suisse. Nei primi mesi del 1848 questo comitato aveva intensificato la sua attività esportando clandestina- mente in Italia libelli politici. 1980-1994.385. Gli esuli. Editions Idées et Calendes. né le obbligazioni che possono derivare da un trattato d’estradizione. di fronte al ritorno di Radetzky. Cfr. FondazioneTicino nostro. il governo radicale aveva avuto un forte sostegno popolare. strinsero con essi legami molto forti. L’elemento ideale.7 La presenza di Mazzini a La grave crisi economica seguita ai blocchi commerciali mostrò come la politica dei Lugano nel 1869 fu una delle ragioni che spinsero radicali ticinesi non fosse così condivisa dalla popolazione contadina e cattolica: l’in- Bakunin a scegliere Locarno flusso degli esuli. in Jean-François Aubert. I-II). accogliendolo. La spaccatura tra i radicali e l’elemento popolare si rivelò insanabile in periodo di crisi. mémoire de licence. spingeva i radicali. l’avvocato Giacomo Luvini Perseghini.

11. In piedi. dagli anni Settanta gli artigiani e gli operai anarchici correvano il rischio. Locarno. benché fallimentare nel suo tentativo di creare un modello di colonia anarchica. la presenza di Bakunin portò in Ticino un’emigrazione francese. L’esperienza del- la “Baronata”. rimase per molti anni alla guida del Ministero degli Esteri italiano. pp. tedesca. Seduta con il libro aperto la cruciale per la storia dell’esilio politico nel Canton Ticino. infine. Alla sua Tra il 1869 e il 1876 la presenza di Michail Bakunin a Locarno e a Lugano fu un momento sinistra Saverio Friscia. La grande crisi economica euro- pea. rifugiato o meno. Questa novità mise in difficoltà il sistema di acco- glienza messo a punto dai radicali ticinesi. I mutamenti delle condizioni d’asilo dopo l’Unità d’Italia L’unificazione italiana privò l’emigrazione politica molte sue ragioni: gran parte degli esuli mazziniani divennero i governanti dell’Italia monarchica. inoltre. assunse la carica di ambasciatore del Regno in Svizzera. di entrare direttamente in concorrenza con la mano- dopera indigena che era la base elettorale radicale. Se fino a quel momento i rifugiati borghesi e repubblicani erano facilmente reclutati negli apparati ideologici del partito. Addio. Milano. 1978. nuove categorie di rifugiati poterono comunque sfruttare la rete di acco- glienza sviluppatasi negli anni e trovare così asilo nel cantone.15-25. Electa. mazziniano intransigente nel 1848. che pochi Ticinesi potevano condividere. esuli italiani. I nuovi rifugiati. 8 le morti di Cattaneo nel 1869 e di Mazzini nel 1872 estinsero il movimento repubblicano. braccio destro di Mazzini nella Giovane Italia. comunardi e socialisti di usufruire della rete relazionale che si era creata a sostegno dei rifugiati risorgimen- tali. Emilio Visconti Venosta. dunque. n. garibaldino. ma. 1992 e il contributo dello stesso autore Anarchie und Befreiungsbewegungen um 1870 in der Gegend von Locarno nel volume di Harald Szeemann. i radicali ticinesi manten- nero aperte le porte del cantone alle correnti socialiste e anarchiche. scampati dalle prigioni della Comune annientata. Berg der Wahrheit. 2002. l’arrivo di Bakunin e dei comunardi parigini fece confluire in Ticino rifugiati con nuove idealità. Nei primi anni dell’Unità molti dirigenti ticinesi non condividevano la svolta conserva- trice. per moglie di Bakunin Antonia la sua forza d’attrazione e per i contatti che aveva. Gli esuli politici nella Svizzera italiana di fine Ottocento. pur favorevoli a una politica più restrittiva. spagnola e polacca. Lugano bella. Continuarono così a svolgere un ruolo di sostegno verso coloro che. L’aiuto andava agli esuli repubblicani. Pur interrotta da continui viaggi e costellata di croniche ristrettezze finanziarie. russa. come l’instau- razione del socialismo. Monte Verità. Dadò. erano ormai in fuga da una situazione internazionale avversa: esuli russi.9 Il soggiorno di Bakunin. In questo periodo mutò l’origine sociale degli esuli e la loro provenienza geografica. Ai ceti borghesi repubblicani seguirono esuli di origine proletaria che univano esilio poli- tico ed emigrazione economica. cominciata proprio in quegli anni. funse da anello di congiunzione tra Kwiatkowska vecchia e nuova emigrazione: permise ai nuovi esuli anarchici. al centro. pur venendo a esaurirsi le cause tradizio- nali di esilio. in una regione ar- retrata come la Svizzera italiana. dovevano abbandonare il loro paese. esuli francesi. Bakunin Le radici dell’emigrazione anarchica: Michail Bakunin con la sua famiglia. in “L’Almanacco”. non misero in dubbio il principio del diritto d’asilo. Francesco Crispi. s’impresse nell’immaginario tanto da rendere i monti ticinesi luoghi ideali per simili imprese. Dopo l’Unità d’Italia. antidemocratica e irredentista delle nuove autorità monarchiche. Bakunin nel Locarnese. ancora in maggioranza. scampati dalle prigioni o dai processi delle prime agitazioni sociali o dalle rivolte internazionaliste. la pre- 8 Ad esempio. 39 . Luigi Amedeo Melegari. contribuì ad accrescere l’insofferenza della popolazione locale verso l’elemento straniero. pur non comprendendo a fondo le nuove correnti politiche. per difendere le loro idee politi- che. divenne per varie legislature Ministro dell’Interno e presidente del Consiglio. Romano Broggini. Anche i conser- vatori. fuggiti dalla persecuzione dello zar. 9 Per un preciso e cronologico panorama del soggiorno di Bakunin nel Locarnese si prega di confrontare Maurizio Binaghi. I rapporti internazionali di Bakunin e le molte visite ricevute durante il suo soggior- no costruirono l’immagine di un Canton Ticino ospitale verso i rifugiati dell’Europa in- tera: accanto agli esuli italiani.

figlio del vecchio repubblicano Carlo Bellerio. di personalità di spicco sia sul piano industriale e manifatturiero. la sua presenza accanto a Garibaldi e a La “Baronata” deve la sua fama alla permanenza di Hugo al primo Congresso indetto a Ginevra dalla Lega della Pace e della Libertà fu sa- Bakunin che l'acquista nel lutata come un evento: «col suo passo pesante e lento. Bakunin aveva osservato che «sembra che il vecchio [Mazzini. la seconda moglie di Garibaldi. ma ripresero il potere nel 1890 con un’ennesima rivoluzione. grazie alla profonda amicizia dei Rusca con Garibaldi e dei Bellerio con Mazzini. che ha fatto molto male all’Italia»..Torino. 12 Edward Hallet Carr. Emilia Stadler. in Germania quelle di Blind. si alzò. si gridò qua e là. la compagna di Mazzini. l’avvocato Giuseppe Franzoni. I contatti di queste personalità con alcune famiglie di Locarno erano divenuti frequenti. L’attività politica dei Rusca nel capoluogo locarnese era d’altronde determinante: Luigi Rusca fu sindaco della città e consigliere nazionale. Antonietta.317. Sebbene avesse scelto Locarno perché consapevole che a Lugano la sua presenza accanto a quella di Mazzini non sarebbe stata gradita.. e da una moglie milanese. Bakunin poteva essere considerato dall’opinione pubblica democratica come uno dei suoi principali leader. ma anche sostenitrice dalla causa risorgimentale. salì gli scalini della piattaforma 1873 grazie alla generosità dove era seduto l’ufficio della presidenza. che io ai suoi occhi sono un eretico pericoloso. composta da un marito ticinese. una figura intellettualmente coraggiosa. Bakunin! Garibaldi. allevata dai duchi Cesarini-Sforza in una Milano aristocratica.]. Locarno e la sponda occidentale del Lago Maggiore si erano arricchite dell’arrivo. Molti radicali ticinesi vi avevano un ruolo di primo piano. Bakunin. ad esempio. in “Il Repubblicano”. Alessandro Manzoni era solito passare l’estate sul Verbano. 1977. in Russia quelle di Hertzen. 13 A questo proposito. in particolare con l’avvocato Modesto Rusca e con sua moglie Cristina Ceriani. perché in esse riscontriamo consacrati que’ principi liberali e repubblicani su cui poggia l’esistenza e la felicità della patria nostra». Milano. sia sul piano intellettuale. Si consideravano essi stessi rivoluzionari. 11 Negli anni Quaranta e Cinquanta dell’Ottocento. Nel 1867. Rizzoli. Si capisce. intima amica di Giuseppina Raimondi. tanto che nel 1872 il Congresso fu organiz- zato a Lugano. fece qualche passo verso di lui e gli diede l’abbraccio. l’«assise della democrazia europea». Da quel momento l’antica casa di Modesto Rusca assunse il nome di “casa Rusca Bellerio”. p. il filosofo Antonio Rosmini abitava a Stresa. secondo il programma reso pubbli- co dal comitato organizzatore. figlia dell’avvocato Modesto.315 e p.10 Bakunin poté godere nella città sul Verbano della fitta e sperimentata rete di sostegno che si era andata organizzando nei decenni passati. vestito come sempre trascuratamente. Felice Rusca era Commissario di Governo.11 Grazie al suo ruolo nelle rivoluzioni del 1848 e alla sua lunga prigionia nelle carceri za- riste. “Il Repubblicano” aveva solennemente scritto: «Abbiam dichiarato altre volte ed ora lo ripetiamo. I radicali sentivano di appartenere pienamente alla grande famiglia de- mocratica europea. il grecista napoletano Ruggero Borghi. 10 A proposito del suo mancato incontro con Mazzini. 1927. con di Carlo Cafiero un abito grigio sotto il quale si vedeva non una camicia ma una maglia. Vicina ai Rusca era la famiglia Franzoni. Fratelli Bocca. si recava spesso in villeggiatu- ra a Belgirate. nel mese di giugno del 1866.senza di Bakunin nella Svizzera italiana durò ben sette anni. Mazzini e Bakunin.». Lo stesso Bakunin fu chiamato a partecipare a feste di ginnastica e a premia- re vincitori di concorsi di tiro a segno. il parlamentare cantonale Giacomo Schira. Nel 1839 i radicali avevano ottenuto il potere grazie a una rivoluzione. soprattutto nella bella stagione. Nei loro rituali politici la liturgia del cittadino armato di carabina aveva un ruolo fonda- mentale. in Francia quelle di Victor Hugo. Questo incontro entusiastico di due vecchi e provati combattenti della Ri- voluzione fece un’impressione straordinaria…Tutti si alzarono e gli applausi entusia- stici non finirono più. 28 agosto 1866. il presidente. andò sposa a Emilio Bellerio. ne avrebbero tentate due anche dopo aver perso il potere a vantaggio dei conservatori: fallirono nell’insurrezione del 1876. Qualche anno dopo la seconda figlia. Ancora nel 1862 Garibaldi in persona vi trovò alloggio in occasione della sua visita a Locarno. deputato al Gran Consiglio e redattore del quotidiano “La Democrazia” e poi del giornale “L’Impavido”.Tra coloro che entrarono in contatto con il rivoluzionario russo c’erano anche il radicale Paolo Mordasini. in Nello Rosselli. divenne durante il Risorgimento un importante centro di attività repubblicana. p.12 La Lega aspirava a essere. a sua volta fratello di Giuditta Sidoli.267. che le nostre simpatie seguon in Italia le dottrine politiche di Mazzini. Nel 1855 Ruggero Borghi aveva sposato Carlotta Rusca. Quest’abitazione. l’albergatore Giacomo Franciola e l’armaiolo Angelo Bettoli. ndr] sia di nuovo a Lugano [. che avrebbe fatto da padrino ai due figli di Bakunin. 40 .13 Condividevano con Bakunin il forte accento federalista e il culto per la “rivoluzione” come fonte di progresso. più tardi ministro del Regno d’Italia e direttore del giornale liberal-conservatore “La Perseveranza”. il farmacista Paolo Garivati.

Nel 1874 il frettoloso trasferimento di Bakunin da Locarno a Lugano. con tutto ciò essendo protetto da qualcuno lo lasciano tranquillo. b. stanco e. in James Guillaume.91. Malgrado non potesse fornire un documento valido.17 «Volete voi essere vivi? Siete voi stanchi di aggirarvi inutilmente in un circolo vizioso? Di pensare senza nulla inventare? Di gridare ai quattro venti ripetendo sempre la stes- sa cosa ad un pubblico che più non vi ascolta? Di agitarvi incessantemente senza far nulla? Volete voi sfuggire alla condanna. p.27-28. disilluso. il console italiano Chiora metteva in risalto che «questo governo ha Elisée Reclus in cui afferma più volte chiesto il passaporto al signor Bakounine. bisogna dirlo. il quale è stato molto amabile con me e mi mostrato il suo bello ed immenso parco: è nuova rivoluzione. in Broggini. Invitando il nichilista Necaev a raggiungerlo a Locarno. veramente magnifico!».18 Con i suoi ospiti l’esule russo condivideva sia l’alloggio e i pochi soldi a disposizione. che è sospesa sul mondo dal quale nasceste? Volete finalmente vivere. p. Il socialismo nella storia d’Italia. Storia degli anarchici da Bakunin a Malatesta. Bakunin scriveva: «Questo è un vero buco: tutti mi sono devoti e nessuno verrà a disturbarci. 18 Michail Bakunin.16 L’epistolario e il diario di Bakunin dimostrano l’influenza che ebbe nella scelta di molte persone di eleggere il Canton Ticino a luogo d’asilo. votatevi a questa causa. creare. ho infine di partecipare» ricevuto un permesso di soggiorno di quattro anni.. Circolare ai miei amici d’Italia. Laterza. Bakunin spiegava come aveva ottenuto a Lugano il permesso di la voglia e la forza soggiorno: «Grazie all’amico Gavirati e al possente intervento dell’eccellente signor Battaglini. Lettera di Bakunin a 14 Commentando l’ennesimo rinnovo.. per sentire ancora 15 In una lettera all’amico Bellerio. secondo le fonti italiane. L’Internationale. op. Parigi. Bakunin seppe muoversi bene e sfruttare appieno il sostegno radicale (non disde- gnando neppure quello conservatore). Storia documentaria dal Risorgimento alla Repubblica. ma non avendone di essere «troppo vecchio. inventare. essere uomini? Rinunziate definitivamente al mondo borghese. Bakunin ricevette sempre il permesso di soggiorno14 . ottenendo aiuti finanziari e agevolazioni politi- che. il quale promise sempre di presentarlo. pp. 15 febbraio 1875) 16 Lettera di Bakunin del 30 maggio 1875. sia nel suo soggiorno a Locarno sia in quello successivo a Lugano. pri- ma a Locarno e poi a Lugano grazie al solerte intervento dei suoi protettori.92-104. a’ suoi pregiudizi. a’ suoi senti- menti. Bari. Bakunin elogiava il Canton Ticino come il luogo ideale per l’asilo politico grazie alle protezioni che vi aveva trovato. 41 . sebbene fosse contraddi- stinto dalle difficoltà personali e politiche susseguite al doppio fallimento della Baro- nata e dell’insurrezione di Bologna.287. Eccomi finalmente tranquillo. Bakunin poté dunque godere della protezione del vecchio leader radicale Carlo Battaglini. al magnifico clima e al basso costo della vita. pensare. agire. 1969. dell’influente Gabrini. Grazie a Bakunin. pp. Archivio Storico Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri (in seguito ASDMAE). rapporto del console Chiora del 11 novembre 1874. Errico Malatesta e Andrea Costa conobbero il loro primo di molti futuri soggiorni ticinesi. Quest’aiuto permise all’esule russo di supera- re anche la principale paura che lo perseguitava: l’espulsione.». 1864-1868. Abbracciate la sua causa. personaggi come Carlo Cafiero.15 La nuova emigrazione internazionalista e i suoi conflitti interni: due comunità a confronto Nella sua fitta corrispondenza. alle sue vanità e mettetevi alla testa del proletariato. Bakunin fu per questi giovani di tradizione repubblicana «un soffio d’aria salubre» che «aveva loro aperto gli occhi sopra nuovi e vasti orizzonti». cit. ed esso vi darà forza e vita. fu reso ancora possibile dalla rete relazionale che lo sosteneva fin dal suo arrivo in Ticino. spagnoli e nessuno ha fatto attenzione a loro». […] Nelle stesse buone condizioni sono già giunti a trovarmi francesi. e dell’intraprendente avvocato Emilio Censi. 1966. direttore del liceo e erede delle proprietà dei fratelli Ciani. In particolare. invece troppo malato. (Lugano. consigliere nazionale svizzero e futuro sindaco della città. in Gastone Manacorda. 17 Pier Carlo Masini. italiani.cit. dategli il vostro pensiero. non poté adempiere alla promessa. in molti punti troppo 434. troppo un povero galantuomo viene qui sempre molestato». Serie Moscati VI. Stock. a’ suoi interessi. op.1. Rizzoli. Milano. sembra che Battaglini partecipasse ad alcune riunioni serali in casa di Bakunin sebbene prendesse l’accortezza di non mostrarsi mai in pubblico con lui. Sono stato a fare una visita alla preparazione di una al signor Gabrini.

vol. redattori del giornale “Der Sozialdemokrat”. Eduard Bernstein e Karl Höchberg. dal signor Battaglini. ma pieno di benevolenza. Revue des idées sociales et des faits économiques” che si voleva «sperimentalista. sempre a Lugano. Battaglini ha parlato della casa nella quale ha vissuto Carlo Cattaneo che è situata ammirabilmente». guidato da Cafiero e da Malatesta.II. University of California Press. 20 «Sono stato molto ben ricevuto. che nel settembre 1876 fondò in aperta opposizione alla Ceresio la Sezione di Bellinzona. in Elisée Reclus.. p. Egli forse mi aiuterà a trovare per un buon prezzo una villa confortevole. Carlo Cafiero durante il suo soggiorno luganese cerca di la sua famosa lettera diretta «agli amici di Romagna» in cui rivendicava la necessità riordinare le file dell’Interna- per il movimento internazionalista di prendere parte attiva alla vita politica. aveva aderito alla Fratellanza internazionale.56. in particolare Franz Wiede. Correspondance. un giovane studente ticinese già vicino a Bakunin e a Reclus. un insieme più eterogeneo capeggiato da Malon. che si rivolse verso un’azione politica legalitaria e parlamenta- re. Benoît Malon and French Reformist Socialism. malgrado fossi un comunardo. Dalla seconda metà degli anni Settanta dell’Ottocento si assistette così al radicamen- to in Ticino di due comunità socialiste. uomo lento. Per le sue ricerche frequentò il Liceo cantonale.298 22 A Lugano Malon continuò la sua azione. Malon. in Franco Della Peruta.21 Tra i fautori della linea dura vi era Carlo Salvioni. Da un lato. Malatesta e Costa seguivano nella sua ortodossia.]». La reazione della Federazione italiana venne elaborata a Locarno da Cafiero alla fine del 1875 e sostenuta da Malatesta e Costa. 1992.97. nel 1872 a Lugano La fondazione di questa sezione dissidente dell’Internazionale anarchica fu subito av- versata. lettera del 7 aprile 1872. Roma. Il socialismo italiano dall’anarchi- smo alla socialdemocrazia. in Vincent K. e partecipò al Congresso della Pace e della Libertà di Berna dove firmò con Bakunin una protesta collettiva di dissidenza. Tra il 1875 e il 1876.sia le conoscenze e la rete di amicizie locali. 42 . il cui direttore Antonio Gabrini gli permise di prendere in prestito alcuni volumi della biblioteca. propose una revisione critica del pensiero bakuniniano che invece Cafiero. pubblicata a partire dal 1875 e completata nel 1894. giornale “L’Agitatore” e animò la Sezione del Ceresio che entrambi si opponevano alla che trova rifugio politica cospirativa proposta dalla Federazione italiana. assieme agli italiani Tito Zanardelli e Ludovico Nabruzzi e al cuoco svizzero Joseph Favre. senza ingannare e corrompere le masse possa penetrare nei più profondi strati sociali [. Steven. 1965. comunardo e geografo. in Democrazia e socialismo nel Risorgimento. Editori Riuniti . L’avvocato Emilio Censi gli affittò a Pazzallo una piccola casa. si impegnò a rilanciare l’attività rivoluzionaria organizzando prima nel 1877 un’insurrezione nel Matese. chiamata la Luvina. Parigi. p. esponenti di primo piano della socialdemocrazia. Grazie alle raccomandazioni di Bakunin19 il famoso comunardo francese Elisée Reclus scelse Lugano nei primi giorni di aprile del 1872 come suo luogo di esilio e ottenne la protezione del gruppo radicale locale coordi- nato da Carlo Battaglini. la “propaganda del fatto”: «La Federazione Italiana crede che il fatto insurrezionale. in opposizione a quelli che chiamavano “i baroni della Baronata”. L’influenza di questo ambiente condusse il 27 luglio 1879 Andrea Costa a scrivere. Il comunardo Benoît Malon. la società segreta creata dal rivoluzionario russo. residente prima a Chiasso e poi a Lugano. pubblicando diversi volumi e divenendo redattore dal 1° gennaio 1878 della rivista “Le Socialisme progressif. fondò il Ritratto di Elisée Reclus. 21 Il 26 ottobre 1876 Cafiero e Malatesta parteciparono come delegati al Congresso generale dell’Internazio- nale anarchica organizzato a Berna. A Lugano cominciò a concepire la monumentale opera La Géographie Universelle. I due capi anarchici ribadirono la loro intransigenza e proclamarono quella che per loro doveva essere la sola azione rivoluzionaria dell’Internazionale. p. sia il mezzo di propaganda più efficace ed il solo che.22 Grazie alle conoscenze e alle attività di Malon. un gruppo intransigente fedele all’ortodossia bakuniniana.. entrambi fermatisi a Lugano. Schleicher Frères. Partecipò inoltre all’assemblea degli Amici dell’Educazione del Popolo. Dall’altro invece. Lugano si popolò di esuli tedeschi. zionale anarchica dopo la defezione di Andrea Costa 19 Reclus conosceva Bakunin dal 1864. destinato ad affermare con delle azioni il principio socialista. e più un inventario di idee sociali che un dogmatico riassunto». poi nel 1880 un congresso anarchico a Chiasso. la terre et les hommes. Between Marxism and Anarchism. che rappresentava in 19 volumi la prima completa sintesi scientifica della geografia umana e naturale del pianetaTerra. tollerante. Berkeley.20 La presenza e la nomea internazionale di Reclus aprì le porte ad altri comunardi in fuga dalla Francia che diedero un nuovo impulso alla comunità di esuli ticinesi e al movimento internazionalista italiano.

benché ormai su po- sizioni ideologiche molto distanti dalle loro.VV.23 Sulla lista spiccavano i nomi di Carlo Battaglini e del figlio Antonio. 1973. PI. la repressione un certo periodo gli anarchici residenti inTicino governativa si intensificò: Pëtr Kropotkin fu espulso. Vite di Cafiero. Costa. Malatesta.25 Natta. Carlo Cafiero nel Cantone del Ticino. I liberali tentavano dunque di spostare nel microcosmo ticinese il conflitto in seno alla società europea. proponendo un parallelo tra la loro condizione di oppositori al regime conservatore e la situazione dei rifugiati fuggiti da governi autoritari. trovò asilo a Lugano. Pezzi e la moglie ave- vano vissuto a lungo in Ticino..215. Editori Riuniti . Malatesta di ritorno in Italia. Maffei. Il corteggiamento fatto al giornale ”L’Agitatore” e alla Sezione del Ceresio durante il biennio 1875-1877 e l’aggancio al par- tito liberale del periodico socialista “Il Lavoratore” nel 1888 rappresentavano due chiari esempi di questa politica condotta dall’opposizione radicale prima del 1890. La pressione verso la Svizzera divenne più forte. del garibaldino tici- nese Natale Imperatori e dell’esule repubblicano Ippolito Pederzolli. Anarchici. I radicali continuavano a sostenere i gruppi socialisti e anarchici. Cipriani. p. Anarchismo e socialismo in Italia. perché conside- Il primo numero de rato colpevole di aver stampato e affisso un manifesto rivoluzionario che minacciava “Il Lavoratore . nel 1884. il Ministero degli Interni italiano aveva stilato una lista delle persone ticinesi «sulle quali gli internazionalisti sanno di poter fare assegnamento in caso di bisogno». in G. p. ottennero lo stesso sostegno da parte del gruppo radicale. L’espulsione di Malatesta e la partenza di Cafiero svuotarono per alcuni anni la colonia anarchica nella Svizzera Italiana finché. 25 Vittorio Emiliani. I liberali. aveva posto nel 1882 come base d’azione Firenze.7. L’originale della lettera è conservata all’Archivio federale a Berna. in AA. Borghi. Le due comunità. e. si presentavano come il partito del progresso e della libertà e inducevano gli esuli a schierarsi contro il governo conservatore. prendendosi cura di Bakunin: conoscevano dunque molto bene gli ambienti toscani e ticinesi. b. Berneri. i radicali avevano lasciato la guida del governo cantonale ai conser- Prima circolare della vatori cattolici in pieno Kulturkampf. Nell’a- prile del 1879 Malatesta era stato colpito da un decreto di espulsione. rapporto del Ministero dell’Interno al Ministero degli Affari Esteri. Fran- cesco Pezzi. sfruttando la (20 novembre 1875) forte idealità dei rifugiati. «città in cui un gruppo anarchico omogeneo era ri- masto vivo e compatto. Si assistette così a un tentativo da parte del partito Sezione del Ceresio liberale radicale di assorbire a suo vantaggio gli esuli. Nel mese di marzo 1881 l’uccisione dello Zar Socialista” Alessandro II a San Pietroburgo si ripercosse negativamente sulla condizione degli (1 gennaio 1888) alla cui esuli in Svizzera e dimostrò alle autorità elvetiche la pericolosità dei gruppi rivoluziona- redazione partecipano per ri rifugiati sul suo territorio. dove operavano compagni fedeli come Francesco Natta. la moglie di questo Maria Luigia Minguzzi». un nuovo gruppo anarchico.24 Sopraffatto dall’estenuante sorveglianza.78. Gori. non ci sorprenderebbe vederti al bando anche nella libera Svizzera!». 24 Il 27 agosto 1881. Cafiero intratteneva ancora relazioni con i Bellerio e i Rusca che avevano ac- colto Bakunin. Perso il potere nel 1875. Milano. formato da rifugiati toscani. Una colonia anarchica sotto il segno di Malatesta Nel 1878 il fallito attentato dell’anarchico Passanante contro re Umberto I aveva provo- cato la reazione dello Stato italiano. Roma. Bompiani. ormai dieci anni prima. AFB E 21/ 5697.Periodico l’ordine sociale italiano e il re Umberto. 43 . sempre meno disposto ad accettare che il Canton Ticino desse rifugio agli esuli. Nel marzo del 1881. nel settembre del 1881 l’anarchico italiano abbandonava il Canton Ticino per raggiungere Malatesta a Londra. 1973. Enrico Bignami scriveva a Cafiero: «Non ci stupiamo punto delle vessazioni alle quali anche costì siete fatti segno. dopo lo sfratto di Kropotkin. infatti. mentre Carlo Cafiero fu arrestato e interrogato per dieci giorni. anche per ragioni di politica locale. C. Fu probabilmente a loro che si rivolsero alcu- Ritratto di Errico Malatesta ni anarchici pistoiesi quando furono perseguitati per aver pubblicato un manifesto in 23 ASDMAE. L’esistenza di una rete di protezione era denun- ciata dalle autorità italiane che sorvegliavano i movimenti degli anarchici. Sottoposta a una pressione internazionale. pur in lotta tra loro.

impiegati presso lo stabilimento Torriani di Mendrisio. […] sarto. il gruppo di Lugano si assunse il compito di fun- gere da comitato organizzatore dell’importante Congresso anarchico di Capolago. aveva molta fiducia nel gruppo luganese. faceva da tramite fra gli esu- li e le autorità locali che provvedevano – quando era possibile – a fornire ai rifugiati un permesso di soggiorno e un lavoro. ASDMAE. e condannato nel 1892 nel Regno a 8 mesi di reclusione per reato 44 . ma pare che tali riunioni non abbiano uno scopo ben definito all’infuori di quello di passare allegramente la giornata. Per sviare la polizia. Questa nuova colonia anarchica. pistojesi entrambi. l’anarchico Caserio Sante da Motta Visconti. da Barbanello (Pavia). nato il 1858 a Rovigo». spedire o ricevere gli stampati non erano di- rettamente gli internazionalisti. Gli anarchici. come centro di raccolta dei nuovi arrivi. articolo di chiara inviavano lo stampato via posta ai centri di Parigi e di Marsiglia che badavano a smista. che serviva. che serviva all’anarchico come abitazione e come laboratorio di sartoria. rappresentò per dieci anni una presenza stabile nella Svizzera italiana. Il centro della diaspora era Londra. La stampa e la diffusione dei testi di propaganda in del 14 aprile 1872.sostegno di Malatesta: a Firenze furono loro fornite delle raccomandazioni da presen- tare a Lugano.45. con vecchi amici o con semplici conoscenti: Ritratto di Andrea Costa «Quasi tutte le domeniche vengono a Lugano gli Internazionalisti Panizza Attilio e Vec- chi Argante. poi regionali. dal barbiere Maurizio Marracini. composta principalmente dal sarto Isaia Pacini.31. Italia seguivano una metodologia precisa. Bosello Dante. dove risie- deva Malatesta che. locarnese presenta un ratori a stampare manifesti e opuscoli sovversivi. negli anni le capacità organizzative degli anarchici crebbero notevolmente: prima cominciarono a proporre riunioni locali. 28 «Trovasi da qualche tempo a Lugano. dall’operaio Argante Vecchi e dallo scultore Attilio Paniz- za. Fu così. 27 Il ruolo di Pacini e di Imperatori è dimostrato dai rapporti del console Marazzi: «Il 21 andante giunse a Lugano daTrieste un giovinotto. Colpiti da mandato di cattura e non potendo possedere il passaporto per l’estero richiesto dalla legge svizzera.28 26 ASDMAE. Gli opuscoli potevano anche essere spediti direttamente in Italia a vari compagni. ma spesso delle persone a prima vista estranee al mo- vimento libertario. nel gennaio del 1891.26 Il gruppo luganese aveva stretti contatti con le altre realtà della diaspora anarchica e concentrava il suo lavoro politico nell’organizzazione del movimento socialista italiano e nella diffusione degli scritti anarchici. in un secondo tempo. Infine. rapporto del console Marazzi del 4 settembre 1888. In un primo tempo era scelta una tipografia Il giornale radicale ticinese di fiducia: nel 1888 toccò alla tipografia Berra. gli anarchici avevano inoltre imparato a sfruttare le libertà che Prima pagina de "L'Impavido" la Svizzera lasciava al movimento. in Via Nuova. Gli esuli che giun- gevano a Lugano sapevano di trovare nell’indirizzo di Via Nuova un sicuro rifugio. rapporto di Marazzi del 2 maggio 1891. PI. presso la Panetteria Luganese. Il gruppo si ritrovava in un luogo prescelto nel quale ognuno discuteva a piacimento con nuovi arrivati. PI. gli anarchici toscani ebbero diritto all’asilo grazie al sindaco di Lugano Carlo Battaglini che procurò loro il permesso di soggiorno e un lavoro. che lo collocò presso certo Molinari». con Imperatori o altri simpatizzanti ticinesi. «Sono arrivati in questi giorni e si presentarono al tipografo Natale Imperatori due giovani che le indagini qualificarono come anarchici: Mangiarotti Luigi di Pietro. b. che Sante Caserio trovò ospi- talità e un lavoro a Lugano presso la Panetteria Luganese. b. che si qualificò come disertore dall’esercito austriaco e tosto andò in cerca del sarto Pacini. ad esempio. assieme alla cartoleria di Natale Imperatori. iscritto nella leva del 1873. ispirazione bakuniniana re i pacchi verso l’Italia.27 Pacini. la sua professione o la sua futura destinazione. […] calzolaio. Il gruppo anarchico pistoiese aveva una struttura aperta. oppure introdotti da appositi corrieri attraverso la frontiera sviz- zera. in cui non esistevano obblighi di sotto- scrizione e dove nessuno era tenuto ad annunciare le sue origini. Impossibilitati dalla repressione governativa ad attuare una solida e continua azione dall’interno del paese. rapporto di Marazzi del 26 gennaio 1891. nel 1890 fu invece Natale Impe. a trasmettere. d’altra parte. A Lugano il movimento aveva il suo centro nella casa di Isaia Pacini. Sicuri del- la protezione che avevano nel Canton Ticino. Essi radunasi coi socialisti qui dimoranti. nato nel 1853. declaman- do contro la tirannia del capitale».

sviluppavano una propaganda educativa che allontanasse gli operai dall’immora- lità. essendo gli imputati affilia- Svizzero. il professare «opinioni chime- riche ma pure rispettabili» non doveva essere considerato un reato e quindi Malatesta non poteva essere estradato ma solo espulso. pressoché tutti i vizi e tutte le colpe che l’Umanità lamenta. e che era certo lo facevano con rincrescimento anche i Giudici.30 Al processo. seduto da Serafino Mazzotti freddo. 31 ASDMAE. Nella sua requisitoria Conti dichiarò apertamente che «faceva a malincuore questo proces- so.31. congiungono fede in migliori destini umani: Spinti dall’istinto sociale.31. e da Anna Kulisciov l’accusa era rappresentata dal procuratore pubblico conservatore Carlo Conti. PI. Essi cercavano così di riproporre in piccolo. «un tipo veramente meridionale. ma pure rispettabili. Meno di un anno dopo si svolse un processo contro un giovane ticinese. in un articolo dal titolo L’anarchia in tribunale. resoconto del processo inviato da Marazzi il 22 luglio 1891. Errico Malatesta fu arrestato in propaganda socialista casa di Isaia Pacini per aver infranto il decreto d’espulsione del 1879. lotta dell’uomo contro l’uomo ed in generale. Lugano». Circolo Istruttivo Humanitas. nella sua struttura federalista e nella sua azione edu- cativa e rivoluzionaria. Tra le carte poi sequestrate a Caserio fu ritrovata una lista di recapiti: tra i vari nomi era presente anche «Pacini Isaia. PI. PI.32 In questo caso il procura- pochi mesi dopo tore Conti fu meno magnanimo e chiese il massimo della pena: Achille Fontana fu il Congresso di Capolago condannato a sei anni di reclusione. rapporto del Ministero dell’Interno del 4 marzo 1892. chiamato Humanitas. sostenevano i più deboli e coloro che richiedevano un lavoro o un allog- gio. b. che pur cerca- rono e trovarono sul suolo svizzero generosa e sicura ospitalità. animata glio 1891 si aprì il processo contro Malatesta. come gli accusati stessi ebbero a dichiarare. Achille Fonta- na. nella città di Lugano. Commentando il processo.31 Il processo si concluse con una pena minima: le autorità svizzere ignorarono le pres- sioni italiane che chiedevano l’estradizione di Malatesta. Tra il 21 e il 22 lu- di Lugano. contrariando le più vitali leggi di natura. Gli esponenti del gruppo pistoiese residenti a Lugano avevano una concezione umani- stica del socialismo. ignoranza. perseguitata unicamente per le sue idee come furono perseguitati in altri tempi tanti patrioti e tanti personaggi politici. in “GazzettaTicinese”. sarto. l’azione socialista: tramite la stampa di manifesti rivoluzionari aiutavano la realizzazione pratica dell’idea- le socialista. 29 «Considerando come l’odierno stato miserando in cui. redatto dalla Società di Pochi mesi dopo il Congresso anarchico di Capolago. b. generi miseria.31. rapporto di Marazzi del 4 agosto 1892. accusato di aver rubato 200 bottiglie di vino: «tale processo eccitò in sommo grado Alla Stampa e al Popolo la pubblica attenzione e attirò molto pubblico alle udienze. PI. Considerando come lo studiare le cause che producono tali squilibrio sociale. dovrebb’es- sere suprema cura di tutti coloro. professante opi- nioni chimeriche. sibbene una persona onesta. Programma. AFB E 21/ 13965. L’anarchico fu accompagnato al confine di Basilea e lasciato libero. di cui l’anarchismo era considerato il tronco primitivo e privilegia- to. 45 . ASDMAE.29 Appello agli Operai e ai La fine della tolleranza verso gli anarchici e i provvedimenti di espulsione Contadini del Canton Ticino. perché in conclu- sione il Malatesta non è un malfattore. voluto da natura: fidando nello spirito di solidarietà che affratella gli uomini e sul concorso ed appoggio di tutti i buoni e volenterosi si è costituito in Lugano il “Circolo–Istruttivo– Humanitas”». onde suggerirne efficaci rimedi. il “Corriere del Ticino” scriveva: «Tocca alla magistratura di re- primere energicamente questi conati. Via Nuova. b. anarchici svizzeri contro l'arresto di Errico Malatesta niente altro che una pratica applicazione dei loro principi». È strano che si faccia luogo alla sola imputazio- ne di furto e non si prosegua contro chi del diritto di rubare si fa professore e paladino politico». il coronamento dell’ideale anarchico e il modello pratico della futura società postrivoluzionaria. b. ASDMAE. moralmente e materialmente l’Uomo soggiace. rapporto di Marazzi del 1 giugno 1893. appello degli ti all’anarchia e costituendo il detto reato. antagonismi di classe. 30 Processo Malatesta.21. impassibile al posto degli accusati. 32 ASDMAE. 22 luglio 1891. che al nobile sentimento della propria dignità.». che rappresentava. Centro nevralgico di tutta l’iniziativa anarchica fu la partecipazione alla redazione del giornale “L’Agitatore” e l’apertura a Lugano di un Circolo di Studi sociali. avente ai lati due gendarmi». Secondo la corte.

35 Le accuse imbarazzavano il governo svizzero. Di fronte a questo pericolo le autorità si erano già mosse su più fronti. in “Il Corriere delTicino”. nel 1898 a Ginevra fu accoltellata l’imperatrice Elisabetta d’Au- stria. Croce. Nel 1894.». La Francia aveva messo in atto nel dicembre del 1893 nuove leggi libertici- de. cercarono di com- pattare i ranghi sviluppando un nazionalismo più aggressivo e proponendo un ordina- mento politico più autoritario e repressivo. il primo ministro Francesco Crispi Sante Caserio in carcere impose in Italia l’adozione di leggi eccezionali che condannavano alla carcerazione e al domicilio coatto chi manifestava idee «contro l’ordinamento sociale». nel 1901 al presidente degli Stati Uniti William McKinley toccò la stessa sorte. le cosiddette lois scélérates. Il terrorismo anar- chico impaurì l’opinione pubblica svizzera e la preparò ad accettare. le strutture statali europee. 20 agosto 1894. incapaci di risolvere i problemi economici. Nella primavera del 1892 era esploso il terrorismo anarchico.persino nelle aule del tribunale. Svizzera 34 Per una panoramica dei fatti del 1898 e sulle sue ripercussioni inTicino si rimanda al testo di Walo Mina.cit. Nell’estate del 1894. gli Stati Uniti e la Spagna furono presto colpiti da una serie di attentati dinamitardi e di assassinii politici: nel 1894 il presidente francese Sadi Carnot fu ucciso dall’anarchico italiano Sante Caserio. tanto che più d’uno in Svizzera fece un paragone con le giornate del 1848. alle rivendicazioni operaie e al terrorismo anarchico. L’Italia aveva già aperto la strada conside- rando l’anarchismo una «associazione di malfattori» alla stregua della criminalità organizzata. Furono aumentati i poteri del governo federale. in “Il Corriere delTicino”. non si sgomenta di confessa- re d’avere adescato gli altri commentando loro un romanzo dell’Inquisizione e svolgen- do le sue ravasciolesche teorie. durante il soggiorno di Caserio (marzo-luglio 1893) esisteva una specie di accademia anarchica assai frequentata». 3 agosto 1892. 33 In pochi mesi la situazione e la percezione dell’anarchismo erano mutate radicalmen- te. l’Italia. Le esagerazioni del Matin. Quando la polizia non bastava. 34 La presenza sul territorio svizzero di persone considerate pericolose a livello europeo non passò inosservata. si notò subito la presenza di Pietro Gori a Lugano. Borghetti e Milano nella «la polizia degli stranieri in ciò che concerne gli atti che compromettono la sicurezza prigione di Lugano prima di essere espulsi dalla 33 L’Anarchia in tribunale. Nel luglio del 1894. il governo faceva intervenire l’esercito: nel 1894 le truppe stroncarono i Fasci siciliani e nel maggio del 1898 ben 200’000 militari in assetto di guerra occuparono Milano per reprimere una vera e propria insurrezione popolare. in Gli anarchici a Lugano. È strano che si processino i seduttori volgari e non i corruttori dell’intelletto. Nel 1898 la situazione si ripresentò. il vero mandante occulto dell’attentato a Carnot. Gori era accusato dall’opinione pubblica modera- ta di essere stato il «corruttore dell’intelletto» di Caserio. anche se in verità le auto- rità stimavano a circa 150 il numero dei rifugiati in Ticino. ma i numeri furono ben maggiori. Questi eventi internazionali si ripercossero sulla Svizzera. prese di posizione più intransigenti verso l’anarchismo. 35 Il giornale parigino “Le Matin” scriveva che «a Lugano. Queste leggi in- troducevano l’arbitrarietà degli arresti e furono la base giuridica che permise alla Pub- blica sicurezza italiana di reprimere il dissenso sociale. op. ad esempio. Fu creato su pres- sione della Germania un Ministero pubblico federale il cui compito era di sorvegliare Gli anarchici Gori. Il Fontana. La Francia. per esempio. 46 . Dopo l’assassinio di Carnot. nel 1900 il re d’Italia Umberto I fu colpito a morte da Gaetano Bresci. si presentò alla frontiera ticinese un’ondata di rifugiati che raggiunse una dimensione mai costatata negli ultimi decen- ni. Una campagna di stampa ben orchestrata in Francia e in Italia dipinse allora Lugano come una vera e propria «accademia dell’anarchismo» in cui poveri disperati erano vittime di lavaggio del cervello e trasformati in assassini. Tocca alla legge impedire che questi pazzi possano ancora colpire e adescare nuovi proseliti. Di fronte alla crisi economica. in con- comitanza con l’approvazione delle leggi eccezionali. come richiesto dal “Corriere del Ticino”. già confrontato con la crescita del nazio- nalismo europeo che stava mettendo in pericolo la posizione internazionale e la coe- sione interna della Confederazione.

Il diritto d’asilo è troppo sacro perché si confonda colla licenza di impunità. 36 Fu accentuata la costruzione e la valorizzazione di uno “spirito svizzero” al di sopra delle differenziazioni linguistiche. giu- dicando «desiderabili […] le misure d’insieme del mondo civilizzato contro il flagello dell’anarchia. 47 . Emilio Bossi e Francesco Chiesa. Non può certo ben meritare dalle Nazioni conso- relle quel paese che a titolo di ospitalità accarezzasse e nutrisse nel suo seno una classe intera di malfattori. Gli stessi gruppi più radicali che difendevano ancora a spada tratta il diritto d’asilo. Il presidente della Confederazione. in “GazzettaTicinese”. Casagrande . l’attività politica degli anarchici non poteva essere più ac- cettata. L’unico deputato svizzero schierato in commissione contro il pro- getto fu il radicale ticinese Germano Bruni che giudicò questi articoli «un vero e pro- prio pericolo per la libertà della parole e la libertà di stampa garantite dalla Costituzio- ne federale». partiti dalla La posizione intransigente del “Corriere del Ticino” rispecchiava il mutamento della si- Svizzera. religiose e culturali.VV.. spingendo i poveri diavoli alla rovina e a quella delle loro famiglie». rapporto del Dipartimento di Giustizia e Polizia al Consiglio federale del 31 luglio 1894. sordo com’è ad ogni sentimento di umanità […]. a rigenerare la società. il diritto d’asilo non era più da considerare applicabile: «In generale nel rifugiato politico c’è la vittima di una tirannia.». l’idea che l’anarchismo si fosse ormai posto al di fuori del «mondo civilizzato». Il commissario di Lugano Masella. della libertà e del progresso». il nuovo governo ticinese era composto rivolta nel maggio del 1898 su base proporzionale e consociativa dagli elementi più moderati del partito liberale e di quello conservatore. 37 Consiglio Nazionale.38 Si faceva strada nel mondo politico svizzero. E 21/ 13882. difese questi provvedimenti. La Svizzera dei radicali.37 Nel dicembre del 1898 una rappresentanza svizzera partecipò alla conferenza internazionale antianarchica tenutasi a Roma e sottoscrisse le misure di collaborazione tra le polizie dei diversi Stati. in lui gli istinti di belva. in “Il Corriere delTicino”. furono emarginati. in AA. Lo stesso Gori fu avvisato delle autorità di questa situazione. intendevano tuazione politica ticinese dopo il 1890. In seguito alla rivoluzione radicale dell’11 settem- andare in aiuto ai milanesi in bre e all’intervento militare della Confederazione. 1982-83. annotava però che gli anarchici stavano indirizzando la loro attenzione sulla gioventù ticinese: persino gli studenti del liceo cantonale avevano minacciato di scioperare. la peggior specie di malfattore. riuniti nel quotidiano “Idea Moderna” attorno a fi- gure come Romeo Manzoni. Bellinzona. La nostra bella patria sdegnando di accogliere sul suo suolo i corifei italiano a Berna della distruzione non macchierà sicuramente la sua gloriosa bandiera. In questo nuovo contesto. i quali preparerebbero al sicuro quelle macchine di morte destinate. E aggiunge: «È un fatto sicuro che Gori entra nelle taverne operaie e vi mangia per 36 Roland Ruffieux. Dopo più di mezzo secolo venne dunque a mancare agli esuli un im- portante fattore di sostegno ideologico. e di conseguenza nell’o- pinione pubblica.39 operai che. come ribadiva già nel 1892 il “Corriere del Ticino”. La Nuova Storia della Svizzera e degli Svizzeri. l’animo caldo di un patriota che sogna la patria libera e forte: – nell’anarchico invece non c’è che l’assassino. I liberali avevano dovuto abbandonare la linea rivoluzionaria spo- sando la stabilità. Le teorie anarchiche non si discutono più. Per questa categoria. 39 Diritto d’asilo ed anarchia. capo del servizio di polizia. p.72. Masella commentava amaro che «mal- grado le loro promesse. 6 aprile 1892. – si aborrono. fanno propaganda tra la gioventù del nostro paese. come dicono. 38 AFB. e coloro che si fanno paladini di queste idee si mettono da sé al ban- Rapporto dell'ambasciatore do della civiltà. il radicale Ruffy. Nel 1894 il Consiglio federale svizzero propose e ottenne dalle Camere federali l’accet- tazione di nuove disposizioni penali che seguivano la linea adottata dagli altri paesi europei e che miravano a colpire chi attraverso la stampa promuoveva delitti contro la sicurezza pubblica. interna ed esterna della Svizzera». 7 aprile 1894. – anzi dimo- sulla consegna alle autorità italiane strerà all’Europa come essa sappia e voglia continuare nella lotta contro i nemici di duecentocinquanta dell’ordine. mettendosi alla stregua della «peggior specie di malfattore».

La stampa elvetica e ticinese rifugiati etichettati come anarchici anche quello accolse con sollievo i provvedimenti del governo federale. in ogni tempo. un terreno politico indipendente e vitale in cui poter evolvere. una volta espulsi gli anarchici e arruolati i socialisti italiani nei loro apparati ideologici. rapporto della sessione parlamentare redatto da Mayor des Planches. per essi distruggere ed atter- rire è lo scopo immediato. in “GazzettaTicinese”. Lista degli anarchici presenti a Bellinzona Gli esuli nel nuovo secolo nel 1903.41 La Svizzera. il quale è anzitutto umanesi- mo». datato 29 giugno 1895. Solo gli ambienti vicino ai di Benito Mussolini radicali più intransigenti – tra cui i giornali “Gazzetta ticinese” e ”Idea Moderna” – pro- testarono. ”Idea Moderna” si batté contro l’espulsione del socialista Ernesto Majocchi. che grazie al suo diritto d’asilo si era sentita “diversa” e al riparo dalla vio- lenza anarchica. convinsero le autorità che gli anarchici avessero definitivamente rotto quell’implicito “contratto sociale” stipulato al momento dell’ottenimento del permesso di soggiorno. il so- spetto. 41 Nel mese di giugno del 1895 il consigliere federale Ruffy aveva ribadito di fronte al Parlamento le ragioni che avevano condotto il governo a decretare l’espulsione degli anarchici dalla Confederazione: «La Svizzera ha. 40 L’esplosione sul territorio elvetico di atti di violenza – una bomba scoppiò a Losanna e a Lugano Gori fu oggetto di un attentato a colpi di pistola – e la percezione che gli esuli stranieri stessero ammorbando quello “spirito svizzero” così faticosamente costruito. tramite l’idea sociale. In que- sto contesto. redattore con Angiolo Cabri- ni dello stesso giornale. In fondo. La Confederazione procede come procederebbe un privato: mette alla porta chi le reca il disordine in casa. 11 agosto 1897. Così il Consiglio ha sempre fatto. l’odio. come scriveva Emilio Bossi. 48 . li eccita nel parlar loro come uguali. soffocata dalla vague socialista a cui andavano i favori della nuova cor- rente radicale e del nascente partito socialista ticinese. L’e- spulsione dalla Confederazione di Pietro Gori e Isaia Pacini e di altri 21 rifugiati nel gennaio del 1895 ne fu la logica conseguenza. È per essi che si allontana la soluzione equa e pacifica dei problemi economici che ingom- brano la via. 42 A partire dal nuovo secolo. Poi una brochure a uno. si crearono attorno a 40 AFB E 21/ 6576.Tra i nomi dei Le espulsioni del 1895 non trovarono grandi opposizioni. senza reticenze. Il fatto anarchico . b. Sono essi i primi e necessari nemici di ogni progresso e di ogni riforma nel lento e faticoso cammino dell’umanità verso uno stato migliore. nel 1894 – se possiamo così dire – si risvegliò “normale” e fragile. l’emigrazione anarchica nel Canton Ticino assunse un ruo- lo marginale. Per i giovani radicali. e così farà sempre». soffocati dalla grande corrente liberale al governo. fatto largo uso del diritto d’asilo. che valgano a turbare l’ordine interno od i rapporti che la Svizzera mantiene con gli Stati esteri. Dalla seconda metà degli anni Ottanta. con l’arrivo degli esuli socialisti. ASDMAE. so- prattutto repubblicane. PI. i radicali avevano trovato un terreno fertile di azione politica e il campo libero per guidare il primo abbozzo di movimento socialista del cantone. invece. e ed è perciò che insieme all’orrore che destano così orribili fatti. un libro ad un altro e ogni giorno egli fa dei proseliti preparando lentamente il terreno». si trattava quindi di trovare. rapporto speciale di Masella inviato al Consiglio di Stato il 14 gennaio 1895. ed invece di creare sim- patie per una causa giusta ed umana. incaricato d’Affari dell’ambasciata italiana a Berna. le suscitano intorno l’avversione. ma il popolo svizzero vuole che coloro i quali godano della sua ospitalità non facciano atti. Dal 1894. L’anarchia è la nemica mortale del socialismo. socialiste e sindacaliste rivoluzionarie. invece di affrettare il trionfo della verità lo ritardano. i giovani radicali avevano ricominciato. Importanti colonie di esuli. i giovani radicali ticinesi non ebbero proble- mi a rivendicare una visione umanitaria del socialismo e a rigettare il rivoluzionarismo anarchico: «Gli anarchici attivi sono nemici dei socialisti. principalmente con lo scopo di mettere in difficoltà il nuovo governo e di distinguere tra emigrazione socialista e anarchica.fraternizzare con queste povere genti e attira i giovani con la dolcezza delle sue manie- re e il suo linguaggio. In particolare. ad arruolare i rifugiati nei loro apparati ideologici.36. nessun anarchico scrisse per i quotidiani radicali. 42 Emilio Bossi. la ripro- vazione deve essere affermata altamente. perché questi delitti di lesa umanità.

con il gli «anarchici in Bellinzona». riviste come “Pagine Libere” o “Coenobium”. Furono segnalate attività di anarchismo pacifista. rappresentò l’ultima ondata di emigrazione anarchica prima della Grande Guerra. scatola 1. uno Svizzero e non un esule. per esempio. che fu attivo a Ginevra dove fondò e diresse per decenni il giornale “Il Risveglio”. Non è un caso che l’esponente anarchico più attivo sia stato Luigi Bertoni. È difficile valutare quanto di veramente anar- di gruppo del 1914 chico ci fosse in questi movimenti individuati dalle autorità. anno 1903. 49 . che portò in Ticino Errico Malatesta e Luigi Fabbri. Nel 1903. ad esem- pio nel 1911 durante il conflitto in Libia. Il fallimento della settimana rossa del giugno 1914. soprattutto nei momenti in cui l’Italia era in guerra. Per le autorità. le autorità ticinesi segnalavano il giovane Benito Mussolini nella lista de- Luigi Fabbri (al centro. Fondo Polizia Politica. invece. 43 Attività anarchiche erano avvertite nei movimenti sinda- cappello bianco) in una foto cali e nelle manifestazioni del 1° maggio. il termine «anarchico» divenne una sorta di etichetta poliziesca da applicare a ogni elemento sovversivo: il rifugiato considerato pericoloso era bollato come «anarchico» per essere meglio sorvegliato e perseguito dalla polizia. 43 Archivio di Stato di Bellinzona.