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MANUALE DI ARRAMPICATA E LAVORO SU ALBERI tecniche di treeclimbing

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MANUALE DI ARRAMPICATA E LAVORO SU ALBERI
tecniche di treeclimbing

Stampato su carta ecologica prodotta con fibre derivanti da foreste a coltivazioneintegrata sostenibile, a lunga durata, libera da acidi, bianchita con processi ecologici.

Finito di stampare nel mese di settembre 2010.

MANUALE DI ARRAMPICATA E LAVORO SU ALBERI
tecniche di treeclimbing

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tecniche di treeclimbing tecniche di treeclimbing

Il manuale “Arrampicata e lavoro su alberi. Tecniche di treeclimbing” è stato elaborato da I.P.L.A.
S.p.A. (www.ipla.org) nell’ambito di un progetto formativo finanziato dalla Regione Piemonte,
Direzione Opere Pubbliche, Tutela del Suolo, Economia Montana e Foreste, finalizzato alla forma-
zione di Istruttori forestali in tale disciplina.
Rivolto principalmente agli operatori del settore che concretamente eseguono interventi con tec-
niche di treeclimbing, il manuale viene utilizzato come testo di riferimento durante i corsi di forma-
zione realizzati nell’ambito della disciplina “Gestione del verde arboreo” ed attuati con la Misura
111, Azione 2 (Formazione professionale e informazione rivolte agli addetti del settore forestale)
del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Piemonte.
Questo volume affianca e completa la manualistica di settore realizzata dalla Regione a supporto
delle proprie attività formative, situandosi in linea di continuità con il “Manuale del boscaiolo -
Nozioni di base. Versione semplificata” disponibile in più lingue, e con il “Manuale di ingegneria Progetto e coordinamento:
naturalistica: nozioni e tecniche di base”. Regione Piemonte - Settore Politiche Forestali
Valerio Motta Fre - valerio.mottafre@regione.piemonte.it
il manuale è distribuito gratuitamente agli operatori del settore presso:
Regione Piemonte - Settore Politiche Forestali testi: Massimo Rocca e Pierpaolo Brenta, con il contributo degli Istruttori forestali di disciplina
Corso Stati Uniti, 21 - 10128 Torino Giuseppe Fassi, Manuel José Fava, Claudio Guglielminotti, Nicola Macchetto, Marco Mondo,
Tel. 011.4321487 - Fax 011.4325910 Mauro Piccione, Fabrizio Scaglia
politicheforestali1416@regione.piemonte.it
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la versione digitale del testo e le modalità di distribuzione sono reperibili all’indirizzo: Pierpaolo Brenta - brenta@ipla.org
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Il manuale “Arrampicata e lavoro su alberi. Tecniche di treeclimbing” è di proprietà della Regione foto: Luca Ferrero, Piero Bologna, Carmine Galizia
Piemonte. L’opera e i suoi contenuti sono distribuiti secondo i termini di una licenza Creative Com-
mons che permette di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappre- disegni: Emanuele Paschetta
sentare, eseguire e recitare l’opera, attribuendone la paternità, purché non a scopi commerciali
e senza alterarla o trasformarla. versione digitale: Marco Pignochino - comunicazioneforestale@regione.piemonte.it

“CREATIVE COMMONS PUBLIC LICENCE” si ringraziano per la disponibilità e la fattiva collaborazione:
Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 • ALPI-WORK, scuola italiana d’alpinismo - sci alpinismo, arrampicata
• Luigi dell’Oste, funzionario tecnico Settore Gestione Verde del Comune di Torino
I termini della licenza sono consultabili agli indirizzi • Andrea Mocellini, treeworker, docente ArborMaster
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i quali si rimanda al contenuto del presente manuale. Si precisa inoltre che le immagini e i testi
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riali iconografici senza autorizzazione della Regione Piemonte. tecnico né una pubblicità delle stesse.

Forma raccomandata per la citazione: AA.VV. Tutti gli indirizzi web presenti nel testo, compresi quelli indicati come fonti bibliografiche, si
Arrampicata e lavoro su alberi. Tecniche di treeclimbing. Regione Piemonte, Torino 2010, pp. 96. intendono verificati al 20.07.2010

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Direzione Opere Pubbliche. Economia Montana e Foreste. scuola italiana d’alpinismo . e con il “Manuale di ingegneria Progetto e coordinamento: naturalistica: nozioni e tecniche di base”. Regione Piemonte. con il contributo degli Istruttori forestali di disciplina Corso Stati Uniti. si Arrampicata e lavoro su alberi. versione digitale: Marco Pignochino .P. (www.sci alpinismo. purché non a scopi commerciali e senza alterarla o trasformarla.10128 Torino Giuseppe Fassi. 96.A. pp.Fax 011.A.Non opere derivate 2.comunicazioneforestale@regione.it/foreste/cms/formazione/manualistica. Forma raccomandata per la citazione: AA. tecnico né una pubblicità delle stesse. dei testi e dei mate. compresi quelli indicati come fonti bibliografiche. Manuel José Fava. in cui sono riportati riferimenti a ditte costruttrici o rivenditrici non rappresentano né un giudizio riali iconografici senza autorizzazione della Regione Piemonte.mottafre@regione.piemonte.piemonte. Marco Mondo.it http://creativecommons. docente ArborMaster http://creativecommons.org www. S. il manuale viene utilizzato come testo di riferimento durante i corsi di forma- zione realizzati nell’ambito della disciplina “Gestione del verde arboreo” ed attuati con la Misura 111.it Per informazioni sul contenuto tecnico della pubblicazione: la versione digitale del testo e le modalità di distribuzione sono reperibili all’indirizzo: Pierpaolo Brenta . Torino 2010. Tecniche di treeclimbing” è stato elaborato da I. esporre in pubblico. finalizzato alla forma- zione di Istruttori forestali in tale disciplina.4325910 Mauro Piccione. Si precisa inoltre che le immagini e i testi E’ vietata qualsiasi alterazione o trasformazione dell’opera o di parti di essa.p. Regione Piemonte .L.4321487 .it il manuale è distribuito gratuitamente agli operatori del settore presso: Regione Piemonte .regione. Piero Bologna.2010 2 3 . attribuendone la paternità.rocca@tiscali. Nicola Macchetto.it Il manuale “Arrampicata e lavoro su alberi.Non commerciale .piemonte. eseguire e recitare l’opera. treeworker.org/licenses/by-nc-nd/2. comunicare al pubblico.brenta@ipla. L’opera e i suoi contenuti sono distribuiti secondo i termini di una licenza Creative Com- mons che permette di riprodurre. Questo volume affianca e completa la manualistica di settore realizzata dalla Regione a supporto delle proprie attività formative. Rivolto principalmente agli operatori del settore che concretamente eseguono interventi con tec- niche di treeclimbing. Tecniche di treeclimbing” è di proprietà della Regione foto: Luca Ferrero. Carmine Galizia Piemonte. 21 .5/it/legalcode Si precisa che le immagini di copertina non rappresentano la molteplicità dei casi operativi.it “CREATIVE COMMONS PUBLIC LICENCE” si ringraziano per la disponibilità e la fattiva collaborazione: Attribuzione . per i quali si rimanda al contenuto del presente manuale. Tutela del Suolo. Fabrizio Scaglia politicheforestali1416@regione.5/it/deed.VV. Azione 2 (Formazione professionale e informazione rivolte agli addetti del settore forestale) del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Piemonte. funzionario tecnico Settore Gestione Verde del Comune di Torino I termini della licenza sono consultabili agli indirizzi • Andrea Mocellini. 011. distribuire.html Massimo Rocca . arrampicata • Luigi dell’Oste.Settore Politiche Forestali Valerio Motta Fre .massim.07. situandosi in linea di continuità con il “Manuale del boscaiolo - Nozioni di base.5 • ALPI-WORK.org/licenses/by-nc-nd/2.piemonte. Versione semplificata” disponibile in più lingue. Tel. intendono verificati al 20. disegni: Emanuele Paschetta sentare. rappre.Settore Politiche Forestali testi: Massimo Rocca e Pierpaolo Brenta. Tecniche di treeclimbing.valerio. Claudio Guglielminotti.ipla. Tutti gli indirizzi web presenti nel testo. tecniche di treeclimbing tecniche di treeclimbing Il manuale “Arrampicata e lavoro su alberi.org) nell’ambito di un progetto formativo finanziato dalla Regione Piemonte.

............................................................. 13 della chioma seguendo le linee naturali di crescita............... 13 contesto in cui sono inseriti..........3.........2........... 83 sensibilità.................... Attrezzatura per l’arrampicata ....4.....1.......................... Materiale per lo smontaggio ....2..........1....................2........ Tecniche di risalita ..... permette di operare con una potatura essenziale.. dei DPI ..... recentemente integrato e modificato (D..4....................... corde e varie tipologie di at- 2... 89 luglio 2003.........1...............2....5..... 56 trezzi. nei luoghi di lavoro....................... in particolare si evitano le ferite o il compattamento del suolo spesso causato dai mezzi mec- 3............................5........ L’arboricoltore......... PRoCeduRe di lavoRo e oRGaniZZaZione 7............................................2.. Personale ........................................................ Tale rapporto di “comunicazione” è necessario poiché. Lgs 106/2009 del 3 agosto 2009). 78 ree...................................3....2........ Recupero su palo .......................... Ancoraggio delle corde ........ INDICE 1. Svincolo da terra .........2..................................................2..................... Inoltre consente........ Posizioni di lavoro ..5....4............ 77 Con questo non si vuole contrapporre la disciplina del treeclimbing all’impiego di piattaforme ae- 6.......... Nodi per avvolgere e stringere ................................ 42 sollevamento .......................... come nella gestione del verde arboreo monumentale...............................................................................................2............ Nodi di frizione .. connettori...... permette di muoversi dall’interno all’esterno 6.....2.... un’adeguata remunerazione del lavoro ed un’organizzazione che consenta di valorizzare il 5...... allegato n. MateRiali ed attReZZatuRe ............................... 84 non verbale................................................................................................................................. Nodi per fare asole ....................................................................... Concetti di fisica ............ 6 5................ Calata dall’alto senza razioni poco invasive possono influire negativamente sullo sviluppo della pianta...................4..... anzi vi sono casi.......2............ Scelta degli ancoraggi ... 65 evitando di danneggiare l’albero come può succedere con l’impiego di macchine operatrici o di tecni- 2......4.2. 3............. 235 dell’8 4... teCniCHe di ReCuPeRo di infoRtunato fisiologia delle diverse specie di alberi e delle tecniche di lavoro (tipi e periodi di potature.......................................... 70 anni...................... per questo motivo........ o a parti degli 5........... 43 Inoltre l’attività del treeclimbing è stata negli ultimi anni oggetto di specifiche norme in materia di 7.... 87 tratta di attrezzi il più delle volte derivanti dalla disciplina alpinistica..... 19 6... garantendo alla pianta condizioni di sviluppo ottimali........ 34 7............ 44 7.................................................................... 31 Un corretto approccio professionale all’arboricoltura non esula dalla conoscenza della biologia e 3........................ 29 (teleferica semplice a corda) .........1.......... Tutela della salute e della sicurezza 5. Installazione delle corde da terra ........................ 4 5 .................................. leGislaZione ....4..... Taglio trattenuto .. Corda singola .4.......2............... per eseguire interventi di potatura........... 6 con doppia maniglia ........... 20 6.1.............. 5................ per operare al meglio......... spetta alla sensibilità dell’arboricoltore scegliere il metodo migliore per operare in sicu- 3.....3.............. consolidamento e monitoraggio..... 64 inerte .. 50 allegato n..............3..................................................................................... 49 per scopi professionali alla gestione del verde arboreo.1. Tempi ...... regolamenti del verde urbano.......3....................... di spostamento e lavoro in chio- 5...................6................ 28 6.................................... Sindrome da sospensione La disciplina si basa su un approccio diverso alla pianta.. solo ultimamente di conce- 4........................... al fine della propria ed altrui 4.........2.........................5........ Norme ambientali e paesaggistiche. 48 Questo manuale............3........... 2.......... bensì vuole esserne un’efficace integrazione. 51 sciplina esistenti............................... 50 Pur consapevoli che non sia esaustivo per tutti gli argomenti e sostitutivo di altri manuali di di- allegato n...... successivamente in Europa..........1.1.............. treeclimbing ..................... 44 sicurezza... Lancio del sagolino e issaggio Cubatura di una porzione di fusto o ramo ma e un sicuro impiego degli attrezzi di lavoro.........2.............. 3 corretta applicazione delle tecniche di salita e discesa in pianta.................................... muovendosi in sicurezza con l’ausilio di imbraghi.. da Programma dei Lavori 5.................................2....................2....................... 32 7............................. in particolare grosse novità sono state introdotte dal Decreto Legislativo n..........1..................... l’operatore ricorre a parecchi dispositivi quali corde................ Taglio libero ................. Attivazione del cantiere ....3............. 57 Essa si sviluppò nei primi anni del ‘900 in America.....4... in fase di lavoro........................ casco...................................................................................... 82 utilizzo degli attrezzi)..... Salita con ramponi ................................... 60 Il treeclimbing è una disciplina di lavoro ecocompatibile poiché permette una corretta realizzazio- 2............ 4.............. 85 Il treeclimbing è una disciplina molto pericolosa.....................1.. 51 consultare ogni qual volta si ponga un dubbio o un problema nel lavoro....................................... 14 6...... sollevamento .............. Valutazione dei Rischi..........................1.4...................................8. Caratteristiche e manutenzione 6............... 89 4......... 68 tologie e di difetti strutturali del tronco e della chioma........................ 75 canici............................................. I DPI nell’attività del congiunto del climber e del cestello elevatore garantisce i migliori risultati...........1.. 46 Pesi specifici delle principali specie Per garantire la sicurezza bisogna disporre di una forza lavoro qualificata e motivata nell’esecu- 4......................................... Ritenzione ........................... Smontaggio di una pianta che di lavoro non corrette................................1...3........ 42 zione specifica per il lavoro su pianta..................................................................... 63 2.... Recupero in corda doppia ........................................... teCniCHe di Risalita e di sPostaMento contributo di tutti gli operatori coinvolti........................................ Taglio della corda ............ seppur 3.................. 1 4................................... il presente manuale deve essere inteso come prezioso supporto didattico....1........................ 81 del 9 aprile 4......... smontaggio............ 5.................... Calata dall’alto ...... della corda .........................3........................... persino ope- 3.............................. di valutare la presenza o l’insorgere di pa- 3..... 16 6........... Doppia via ............. n................... 2 in CHioMa ............... Speedline sicurezza... 4 5. 53 si precisa che questo strumento non può e non vuole sostituire l’insegnamento diretto da parte di istruttori qualificati né l’assistenza sul cantiere da parte di personale esperto..... Esso contiene le nozioni di base per una 5.................... Lgs................................ 3................................... in cui l’intervento 3..2.................................................................... difficilmente visibili con altre tecniche d’indagine........................................................1........3....... Il Programma dei Lavori (PdL) ... Corda doppia .................. Risalita su corda doppia alberi d’alto fusto........................ 68 Il treeclimbing consente di operare su alberi radicati in luoghi non accessibili a mezzi meccanici...... Nodi di arresto .........................3................................ 45 allegato n..... Tecniche di taglio di rami e branche ......................................... teCniCHe di taGlio in Pianta ..............................3............ Nodi di servizio .....5................... INTRODUZIONE 1.......4............. riducendo al minimo l’impiego di macchine................. 6...................... Ispezione dell’albero ......54 Il treeclimbing è una tecnica di arrampicata che consente di accedere alla chioma............2.. 2.............1......................................... 45 2008)...............................................................5........... attuando un attivo e concreto rispetto per gli alberi ed il 5... 47 legnose italiane e di alcune diffuse zione dei propri compiti...... Ispezione del luogo di lavoro ............................................ 36 7................ intRoduZione .............2.2.............................. Segnalazione cantiere . redatto col contributo di più soggetti...............3.. 33 in CHioMa .........3.....................................................2............ solo con il treeclimbing o con entrambe le discipline............ 70 Altri vantaggi garantiti dall’impiego di questa disciplina si possono riscontrare col passare degli individuale (DPI) ..... 22 6.... si del CantieRe ..... Per ottenere questo risultato occorrono una buona formazione professio- specie esotiche nale.................... 52 Bibliografia .... Calare o frizionare? ... 16 e sua sequenza ..................7.........2............................................................2.................................... Risalita su corda singola .. Tecniche di spostamento in chioma ...... 38 7..... 81 rezza: solo con il mezzo meccanico....... Dispositivi di protezione 6..... Salita frazionata .................................2.................... Taglio del cimale e del fusto ...... imbragature..... deve sviluppare quindi una profonda 3............. 10 carburanti e possibili danni ambientali........................................1.............................6.................1... 7...4...... successivamente confluito nella legge quadro sulla sicurezza (D.... Personale a terra........................................ 89 4................................2............................. 61 ne del lavoro rispettando i ritmi fisiologici dell’albero........................................................................ 5 5...........................................................1......................3................2.....................1.. 95 5............... Nodi di giunzione ................ in sua assenza................ 80 L’intervento di un arboricoltore ha come fine unico il benessere della pianta e la sua messa in 3. Calata dall’alto con sicurezza...2.......... Gestione emergenze ....3.............. è destinato a tutti coloro che si avvicinano Scheda individuale della corda 5..... corretto 3...............................3........... 3............... egli infatti interagisce con esseri viventi che possiedono un proprio linguaggio....................................................... Impostazione del lavoro ..............

...........8..............7................................................................................................ 89 luglio 2003........4......................................................................... Ispezione del luogo di lavoro ......... Speedline sicurezza...........2........................ 48 Questo manuale.. 33 in CHioMa ...3..4.... 50 Pur consapevoli che non sia esaustivo per tutti gli argomenti e sostitutivo di altri manuali di di- allegato n......................................... garantendo alla pianta condizioni di sviluppo ottimali.................. 65 evitando di danneggiare l’albero come può succedere con l’impiego di macchine operatrici o di tecni- 2... recentemente integrato e modificato (D........................4...........................1..... Installazione delle corde da terra ..... di valutare la presenza o l’insorgere di pa- 3......................... 70 Altri vantaggi garantiti dall’impiego di questa disciplina si possono riscontrare col passare degli individuale (DPI) ................................................. 3....................... Sindrome da sospensione La disciplina si basa su un approccio diverso alla pianta.......... 53 si precisa che questo strumento non può e non vuole sostituire l’insegnamento diretto da parte di istruttori qualificati né l’assistenza sul cantiere da parte di personale esperto......... Nodi di giunzione ......... Tecniche di risalita .................. attuando un attivo e concreto rispetto per gli alberi ed il 5.........................4........ Calata dall’alto con sicurezza......................... L’arboricoltore..... Recupero in corda doppia ..1.... al fine della propria ed altrui 4... l’operatore ricorre a parecchi dispositivi quali corde................... per eseguire interventi di potatura.... casco...............2................ 70 anni..................... 84 non verbale...... da Programma dei Lavori 5...... successivamente in Europa.................. Per ottenere questo risultato occorrono una buona formazione professio- specie esotiche nale................4................................ un’adeguata remunerazione del lavoro ed un’organizzazione che consenta di valorizzare il 5................... 45 allegato n.................... 51 consultare ogni qual volta si ponga un dubbio o un problema nel lavoro................3...... Ancoraggio delle corde ... Nodi per fare asole ...1................... 87 tratta di attrezzi il più delle volte derivanti dalla disciplina alpinistica................. Concetti di fisica ..1.............................. 10 carburanti e possibili danni ambientali........2... 5... 20 6....... Calare o frizionare? .......... Esso contiene le nozioni di base per una 5.......2................................................................... Salita con ramponi .................2............................................................... 31 Un corretto approccio professionale all’arboricoltura non esula dalla conoscenza della biologia e 3................ 52 Bibliografia ............................................................. difficilmente visibili con altre tecniche d’indagine....... leGislaZione ................................. Caratteristiche e manutenzione 6.....3.................................................1........................ I DPI nell’attività del congiunto del climber e del cestello elevatore garantisce i migliori risultati... 4 5...................... Scelta degli ancoraggi ................................2.............. è destinato a tutti coloro che si avvicinano Scheda individuale della corda 5........... Personale a terra................2.... treeclimbing ......................... 5........1......................... egli infatti interagisce con esseri viventi che possiedono un proprio linguaggio. intRoduZione ....................... 60 Il treeclimbing è una disciplina di lavoro ecocompatibile poiché permette una corretta realizzazio- 2.. 6 con doppia maniglia .................. si del CantieRe ......................................................................................................2......... Taglio del cimale e del fusto ........... Il Programma dei Lavori (PdL) .....1. Salita frazionata ......................... 16 e sua sequenza ..1.................... 82 utilizzo degli attrezzi)........................ 44 sicurezza............................................ Tecniche di taglio di rami e branche ..........1........4.................................. 22 6...................... il presente manuale deve essere inteso come prezioso supporto didattico.....................................................3.4..... connettori.......................................... redatto col contributo di più soggetti.................................. Ritenzione ...........2................ in particolare grosse novità sono state introdotte dal Decreto Legislativo n.........1............ Norme ambientali e paesaggistiche...................................................... regolamenti del verde urbano.......................................... Lgs 106/2009 del 3 agosto 2009).............................................3....4........ spetta alla sensibilità dell’arboricoltore scegliere il metodo migliore per operare in sicu- 3.. 81 rezza: solo con il mezzo meccanico........... Segnalazione cantiere .... permette di operare con una potatura essenziale.......... 2......3............... solo con il treeclimbing o con entrambe le discipline.......................... permette di muoversi dall’interno all’esterno 6...... 4 5 .........5...2...... Calata dall’alto .. 45 2008).......2.................. riducendo al minimo l’impiego di macchine.......2....... smontaggio........................... 34 7................. seppur 3.2........2.....................54 Il treeclimbing è una tecnica di arrampicata che consente di accedere alla chioma.......... 64 inerte .................... Materiale per lo smontaggio ....................... Nodi per avvolgere e stringere ......... 77 Con questo non si vuole contrapporre la disciplina del treeclimbing all’impiego di piattaforme ae- 6.................................... 81 del 9 aprile 4.....1.........................................................................2........................ Gestione emergenze .........5.......................................... Valutazione dei Rischi...................... 6....2..........................6.......... 83 sensibilità...........................................................3........................3......................................1............. 49 per scopi professionali alla gestione del verde arboreo....... in fase di lavoro..................... Risalita su corda doppia alberi d’alto fusto........................................................................ 38 7............................. per operare al meglio...............5..1........................... 3 corretta applicazione delle tecniche di salita e discesa in pianta.......................................................3................................................................................. Attivazione del cantiere .2............ 13 della chioma seguendo le linee naturali di crescita.... corde e varie tipologie di at- 2.3..2........... 1 4........2........ Corda doppia ......... Tecniche di spostamento in chioma ...................1........ Impostazione del lavoro ..............3..........3.. deve sviluppare quindi una profonda 3......3......................2.. teCniCHe di taGlio in Pianta ............................................................................................................ Ispezione dell’albero ........... 89 4.....3..... persino ope- 3............... 16 6....... INDICE 1................ solo ultimamente di conce- 4............... 47 legnose italiane e di alcune diffuse zione dei propri compiti.................................................................................................. Svincolo da terra ...... 7........... imbragature........... Recupero su palo ..................... 50 allegato n.....................................................................5............................................... 68 tologie e di difetti strutturali del tronco e della chioma......... Taglio libero ... allegato n.... Nodi di arresto ................ come nella gestione del verde arboreo monumentale........ 2 in CHioMa .................................. 3.......... 29 (teleferica semplice a corda) ......5... 42 zione specifica per il lavoro su pianta.................... 5 5.................. Lgs........ muovendosi in sicurezza con l’ausilio di imbraghi....1.......2....2............. 85 Il treeclimbing è una disciplina molto pericolosa................... 78 ree...................2................ Inoltre consente..................... 32 7............................ successivamente confluito nella legge quadro sulla sicurezza (D... 80 L’intervento di un arboricoltore ha come fine unico il benessere della pianta e la sua messa in 3........................... 19 6. Corda singola ..... Tale rapporto di “comunicazione” è necessario poiché............ 3..... 51 sciplina esistenti.............. 95 5..........2... 44 7........... 56 trezzi....4. nei luoghi di lavoro.......... Smontaggio di una pianta che di lavoro non corrette............3........... 63 2..... Taglio della corda ........ 2........... Risalita su corda singola ......................... 75 canici..............1....... o a parti degli 5............................................. Nodi di servizio ............. anzi vi sono casi....................................................... Posizioni di lavoro ...............................3.........2........................5....... 46 Pesi specifici delle principali specie Per garantire la sicurezza bisogna disporre di una forza lavoro qualificata e motivata nell’esecu- 4................... MateRiali ed attReZZatuRe ....... 6 5................ 235 dell’8 4..1................ Lancio del sagolino e issaggio Cubatura di una porzione di fusto o ramo ma e un sicuro impiego degli attrezzi di lavoro..... 13 contesto in cui sono inseriti.............. 36 7......... 43 Inoltre l’attività del treeclimbing è stata negli ultimi anni oggetto di specifiche norme in materia di 7......................1...............2...... Attrezzatura per l’arrampicata ............. consolidamento e monitoraggio.................. Nodi di frizione .....1.......... 57 Essa si sviluppò nei primi anni del ‘900 in America...... in cui l’intervento 3.................................................... Tutela della salute e della sicurezza 5..3. Doppia via ..........4...........1............... in sua assenza............ di spostamento e lavoro in chio- 5..............4........... della corda .......... bensì vuole esserne un’efficace integrazione... teCniCHe di ReCuPeRo di infoRtunato fisiologia delle diverse specie di alberi e delle tecniche di lavoro (tipi e periodi di potature....2. n... dei DPI ............2............................................ 61 ne del lavoro rispettando i ritmi fisiologici dell’albero.............. per questo motivo....... Personale ...... corretto 3.... sollevamento .................. in particolare si evitano le ferite o il compattamento del suolo spesso causato dai mezzi mec- 3........... Taglio trattenuto ... teCniCHe di Risalita e di sPostaMento contributo di tutti gli operatori coinvolti..........................................6...................... PRoCeduRe di lavoRo e oRGaniZZaZione 7............. 14 6.......... Calata dall’alto senza razioni poco invasive possono influire negativamente sullo sviluppo della pianta... 4.......... 42 sollevamento . Dispositivi di protezione 6... 28 6.. 89 4.......................... INTRODUZIONE 1.. Tempi ................... 68 Il treeclimbing consente di operare su alberi radicati in luoghi non accessibili a mezzi meccanici............................

di proprietà pubblica e privata. Altre importanti nozioni sulle corrette tecniche di lavoro sono spesso contenute in specifici ma- saggistiche relative al bosco o al verde urbano e quelle sulla tutela della salute e della nuali adottati dalle amministrazioni comunali. nel D. n. allegato del regolamento (All. una Gli interventi sugli spazi verdi vincolati per legge. • identifica i diversi ambiti di applicazione delle norme (art. 15) munali che la salvaguardano mediante regola. parchi e i giardini storici (art. interessando proprietà pubbliche e private sotto. ad esclusione di quelli manutentivi. più limitatamente in ambito forestale. • aree annesse a edifici di proprietà di Enti pubblici o Enti Locali con più di 50 anni. LEGISLAZIONE tecniche di treeclimbing Il treeclimbing è disciplinato dal punto di vista legislativo dalle norme ambientali e pae. Per questi motivi l’operatore treeclimber.1. 6 7 . • aree verdi su cui è stato posto vincolo legislativo del D. sottoposti a tutela da parte della So- autorizzative. con indicazione di procedure I parchi e giardini di Torino compresi nell’elenco precedente. stante di monitoraggio. del 29 ottobre 1999. in treeclimbing A tal proposto si rimanda al regolamento del Verde urbano del Comune di Torino (www. redatto dal Comune di Torino e destinato agli operatori del verde urbano. n. deve conoscere l’esisten- Piemonte (comma 8. 42 del 2004. manutenzione. poste a diversi livelli di tutela. • i parchi e i giardini annessi agli immobili soggetti a vincolo ai sensi dei Decreti Legislativi ripor- ti.torino. devono es- delle figure coinvolte nella gestione del patrimo- sere preventivamente autorizzati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio del nio del verde arboreo. 2. risulta uno strumento importante al fine di eseguire il proprio lavoro in modo per operatori corretto e professionale. art. Avere un documento di riferimento. Lgs 22 gennaio 2004 n.htm). storiche. difesa e gestione. Lgs. nel rispetto delle norme ambientali e pae. za di vincoli e regolamenti che possono condi- Per interventi in giardini storici e in aree di proprietà privata comunque vincolate dalle normative zionare il proprio lavoro. 2.comune. di seguito. sivi urbani (art. Generalmente tale valenza viene riconosciuta nella sua complessità dalle amministrazioni co. alle norme urbanistico-edilizie di attua- le per ogni agglomerato urbano. nate al regolamento comunale (Norme ambientali e paesaggistiche). 1997). 490 (Testo saggistiche sovraordinate in vigore. stabiliscono tati al primo punto nonché i punti panoramici segnalati per particolare valore paesistico am- norme sulle modalità di impianto. 3). • aree annesse ad edifici situati all’interno della zona urbana centrale storica nonchè delle zone I regolamenti comunali disciplinano gli interven. ti da effettuare sul patrimonio nei diversi ambi. 42 “Codice di beni culturali e del paesaggio”. 4). Per il Piemonte risulta di riferimento il “Manuale sicurezza nei luoghi di lavoro. per tecnici del verde urbano” (Città di Torino. sono riportati in un specifico gli interventi e sanzioni in caso di infrazioni. dai piccoli spazi verdi ai parchi esten- La disciplina del treeclimbing trova ampia applicazione in ambito urbano e periurbano. • definisce e individua le aree soggette a vincoli derivanti anche da norme di carattere sovraordi- Il verde arboreo è uno dei “valori paesaggistici” che. sono parchi e giardini storici: menti. noRMe aMBientali e PaesaGGistiCHe. bientale. per le valenze estetiche. di cui. precitate è necessaria la preventiva autorizzazione del Settore Gestione Verde del Comune qualo- Non tutti i Comuni sono però dotati di un rego- ra questi interessino direttamente o indirettamente le alberate presenti. criteri tecnici sull’esecuzione de- printendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio del Piemonte. manutenzione. 15). con benefiche zione dello stesso (NUEA) e ai relativi allegati cartografici. lamento sul verde urbano.it/regolamenti/317/317. di seguito convertito Il patrimonio verde della città è un sistema vi. architettoniche e sanitarie rappresenta un elemento imprescindibile e fondamenta- • rimanda al Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC). Unico delle disposizioni legislative in materia i beni culturali ed ambientali). ReGolaMenti il regolamento urbano della città di torino: del veRde uRBano • definisce la classificazione delle varie tipologie del verde. si riportano i prin- cipali aspetti tecnici che l’operatore in treeclimbing deve considerare nei singoli con- testi in cui deve intervenire. contenente indicazioni sulle tec- niche colturali consolidate e sistemi agronomici aggiornati per una corretta gestione Tipico contesto lavorativo del verde. urbane storico-ambientali con età maggiore di 50 anni. 3). presa in • aree annesse a edifici di culto e/o di proprietà di Enti religiosi con più di 50 anni. tutelati ai sensi del Decreto Legislativo n. cura da parte di molti soggetti con responsabili- tà specifiche e differenti. vente in evoluzione che richiede un’attività co. ricadute sullo sviluppo turistico ed economico della città.

• aree annesse a edifici di proprietà di Enti pubblici o Enti Locali con più di 50 anni. Generalmente tale valenza viene riconosciuta nella sua complessità dalle amministrazioni co.comune. alle norme urbanistico-edilizie di attua- le per ogni agglomerato urbano. storiche. LEGISLAZIONE tecniche di treeclimbing Il treeclimbing è disciplinato dal punto di vista legislativo dalle norme ambientali e pae. nel D. stabiliscono tati al primo punto nonché i punti panoramici segnalati per particolare valore paesistico am- norme sulle modalità di impianto.1. art. ReGolaMenti il regolamento urbano della città di torino: del veRde uRBano • definisce la classificazione delle varie tipologie del verde. manutenzione. • definisce e individua le aree soggette a vincoli derivanti anche da norme di carattere sovraordi- Il verde arboreo è uno dei “valori paesaggistici” che. sottoposti a tutela da parte della So- autorizzative. per tecnici del verde urbano” (Città di Torino. allegato del regolamento (All. 42 del 2004. una Gli interventi sugli spazi verdi vincolati per legge. ti da effettuare sul patrimonio nei diversi ambi. di cui. presa in • aree annesse a edifici di culto e/o di proprietà di Enti religiosi con più di 50 anni. difesa e gestione. Lgs 22 gennaio 2004 n. sivi urbani (art. interessando proprietà pubbliche e private sotto. con benefiche zione dello stesso (NUEA) e ai relativi allegati cartografici. 6 7 . 15) munali che la salvaguardano mediante regola. nel rispetto delle norme ambientali e pae. bientale. con indicazione di procedure I parchi e giardini di Torino compresi nell’elenco precedente. sono parchi e giardini storici: menti. tutelati ai sensi del Decreto Legislativo n.torino. Unico delle disposizioni legislative in materia i beni culturali ed ambientali). 3). per le valenze estetiche. urbane storico-ambientali con età maggiore di 50 anni. si riportano i prin- cipali aspetti tecnici che l’operatore in treeclimbing deve considerare nei singoli con- testi in cui deve intervenire. in treeclimbing A tal proposto si rimanda al regolamento del Verde urbano del Comune di Torino (www. precitate è necessaria la preventiva autorizzazione del Settore Gestione Verde del Comune qualo- Non tutti i Comuni sono però dotati di un rego- ra questi interessino direttamente o indirettamente le alberate presenti. 2.htm). cura da parte di molti soggetti con responsabili- tà specifiche e differenti. vente in evoluzione che richiede un’attività co. Per il Piemonte risulta di riferimento il “Manuale sicurezza nei luoghi di lavoro. 1997). devono es- delle figure coinvolte nella gestione del patrimo- sere preventivamente autorizzati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio del nio del verde arboreo. Lgs. sono riportati in un specifico gli interventi e sanzioni in caso di infrazioni. • aree verdi su cui è stato posto vincolo legislativo del D. • i parchi e i giardini annessi agli immobili soggetti a vincolo ai sensi dei Decreti Legislativi ripor- ti. dai piccoli spazi verdi ai parchi esten- La disciplina del treeclimbing trova ampia applicazione in ambito urbano e periurbano. 4). Altre importanti nozioni sulle corrette tecniche di lavoro sono spesso contenute in specifici ma- saggistiche relative al bosco o al verde urbano e quelle sulla tutela della salute e della nuali adottati dalle amministrazioni comunali. di seguito. Per questi motivi l’operatore treeclimber. n. contenente indicazioni sulle tec- niche colturali consolidate e sistemi agronomici aggiornati per una corretta gestione Tipico contesto lavorativo del verde. ad esclusione di quelli manutentivi. 42 “Codice di beni culturali e del paesaggio”. stante di monitoraggio. redatto dal Comune di Torino e destinato agli operatori del verde urbano. Avere un documento di riferimento.it/regolamenti/317/317. più limitatamente in ambito forestale. architettoniche e sanitarie rappresenta un elemento imprescindibile e fondamenta- • rimanda al Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC). parchi e i giardini storici (art. • identifica i diversi ambiti di applicazione delle norme (art. manutenzione. • aree annesse ad edifici situati all’interno della zona urbana centrale storica nonchè delle zone I regolamenti comunali disciplinano gli interven. criteri tecnici sull’esecuzione de- printendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio del Piemonte. ricadute sullo sviluppo turistico ed economico della città. 2. di proprietà pubblica e privata. nate al regolamento comunale (Norme ambientali e paesaggistiche). za di vincoli e regolamenti che possono condi- Per interventi in giardini storici e in aree di proprietà privata comunque vincolate dalle normative zionare il proprio lavoro. 490 (Testo saggistiche sovraordinate in vigore. risulta uno strumento importante al fine di eseguire il proprio lavoro in modo per operatori corretto e professionale. di seguito convertito Il patrimonio verde della città è un sistema vi. n. lamento sul verde urbano. 3). noRMe aMBientali e PaesaGGistiCHe. 15). poste a diversi livelli di tutela. deve conoscere l’esisten- Piemonte (comma 8. del 29 ottobre 1999.

grandezza (altezza > 16 metri) 40 2. 39) • imposizione di interventi specifici di lotta al fine di tentarne l’eradicazione o ottenerne il conte- Gli abbattimenti di alberi in aree sottoposte a vincoli in materia ambientale (zona collinare. Soglia di salvaguardia delle alberature private La potatura degli alberi di pregio deve essere comunque effettuata con tutte le cautele previste dal Regolamento. ovvero qualsiasi attività che possa compromettere in modo diretto o indi. • colpo di fuoco batterico (agente patogeno: Erwinia amylovora). di to la fine turno. corredata da idonea documentazione a cura di un tecnico abilitato. zione complessiva (abbattimenti. Gli interventi di lotta obbligatoria sono attualmente istituiti dal Ministero delle Politiche Agricole e • affiggere direttamente con chiodi. E’ vietato l’ab. LEGISLAZIONE tecniche di treeclimbing Quercia insistente su abitazione privata. Le lotte antiparassitarie obbligatorie per le piante ornamentali attualmente riguardano le seguenti 431 dell’8 agosto 1985 “Legge Galasso”. vernici.. acidi. 16) Il regolamento stabilisce norme per i soggetti arborei individuati come alberi monumentali dalla Non è soggetto ad autorizzazione il taglio di: L. lo sviluppo e la stabilità delle piante. di Alto Pregio Naturali. di sotto delle dimensioni di seguito riportate e non classificati come alberi monumentali o di pregio. di modifica sostanziale della chioma e dell’apparato radicale che si rendessero In tutti i casi suddetti si deve comunque segnalare a priori l’inter- indispensabili devono essere preventivamente autorizzati dall’Amministrazione Comunale tramite la vento agli Uffici Comunali competenti. così come quelli individuati dall’Amministrazione Comunale come • alberi il cui abbattimento sia prescritto da sentenze giudiziarie alberi di pregio e sottoposti a particolare tutela. 8 9 . sono sottoposti a preventiva autorizzazione. previo parere del Settore Fitosani- tario Regionale per quanto riguarda il genere Platanus (Ministeriale del 17 aprile 1998 .il • processionaria del pino (agente patogeno: Thaumetopoea pityocampa). lacerazioni. Misure di lotta obbligatoria (art. 71) • causare ferite. forestale) che attesti lo stato di salute precario della pianta e la situazione di rischio potenziale A tal proposito si segnala il sito dei servizi fitopatologici della Regione Piemonte imminente per la pubblica incolumità. filo di ferro o materiale inestensibile cartelli. I privati possono effettuare abbattimenti su aree di loro proprietà. 31) 3. • bruciare sostanze di qualsiasi natura. etc. per i quali un abbandono al libero sviluppo vegetativo com. immobili sottoposti a vincolo di tutela ai sensi della Legge n. o per espresso di- Qualsiasi intervento sugli alberi di pregio riveste carattere di assoluta eccezionalità. La richiesta di abbattimento. Commissione Alberi di Pregio prevista dal regolamento stesso. nonché il deposito di fusti o bidoni di prodotti chimici. potatura drastica. zona urbana centrale storica.htm) in cui sono riportate indicazioni tecniche relative le lotte obbligatorie. Eventuali interventi di abbattimento. 50 . previa presentazione da parte del ri. la loro efficace e sicura attuazione. battimento di questi. Abbattimenti in ambito privato in aree non sottoposte a vincoli (art. 42 “Codice dei patologie: beni culturali e del paesaggio”).accertata dagli Uffici Competenti Comunali . Esse si attuano con attività di: • intensa sorveglianza del territorio al fine di individuare tempestivamente la comparsa dell’orga- nismo nocivo. stico e/o storico del Piemonte. Sindaco può emettere specifica ordinanza di abbattimento. fluviali. • alberi morti.R. • coltivazioni arboree produttive quando queste abbiano raggiun- visionali di mantenimento in sito alternative all’abbattimento. presentata agli Uffici competenti della Regione Piemonte in materia di Tutela dei Beni Ambientali. manifesti e simili. grandezza (altezza < 10 metri) 30 Nelle aree di cantiere è fatto obbligo di adottare tutti gli accorgimenti necessari ad evitare qual- siasi danneggiamento. grandezza (altezza 10-16 metri) 35 Obblighi e divieti nelle aree di cantiere (art. classe di grandezza diametro in cm del fusto a 1. smontata a seguito di deperimento Alberi di pregio e monumentali (art. sponde nimento. 3 aprile 1995 n. lesioni e rotture di qualsiasi parte della pianta.piemonte. soltanto per esemplari al esemplari allevati in forma obbligata. Tali lotte si attuano in base alle modalità previste dalla normativa nazionale vigente e dal Servizio chiedente di una relazione dettagliata a firma di un professionista abilitato (Dottore agronomo o Fitosanitario Regionale. olii. senza specifiche autorizzazioni torno. ad esempio sali. la rimonda periodica del secco e gli interventi per conservare la forma della chioma degli (salvo diverse indicazioni stabilite da normative sovraordinate esistenti). cavi.Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il cancro colorato del platano “Ceratocystis fimbriata”).Tutela e valorizzazione degli Alberi Monumentali. • cancro colorato del platano (agente patogeno: Ceratocystis fimbriata). Forestali con appositi Decreti. carbu- ranti.regione. porterebbe pericoli di scosciatura o instabilità. (http://www. per evidenti ragioni di pubblica incolumità. • versare o spargere qualsiasi sostanza nociva e/o fitotossica.30 m da terra 1.it/agri/set_fitosanit/fitopatologia/avversita/lotteobblig. Nel caso di pericolo per la pubblica incolumità . Abbattimenti in ambito privato in aree sottoposte a vincoli (art. sposto di lotta obbligatoria contro patogeni. In particolare è vietato nelle aree sottostanti. va • cinipide del castagno (agente patogeno: Dryocosmus Kuriphilus). rifacimenti giardini) dovranno essere sottoposti all’esame degli circostanti o sulle piante stesse: Uffici competenti in materia di Verde Pubblico nonché degli altri Enti di competenza. Per la zona centrale storica (ZCS) e le zone urbane storico ambientali (ZUST) i progetti di sistema- retto la salute. 40) Sono esenti dalle autorizzazioni comunali la potatura a tutta cima con la tecnica del taglio di ri. In caso di rischio di schianto andranno preventivamente individuate opere prov. del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. abrasioni.

71) • causare ferite. porterebbe pericoli di scosciatura o instabilità. previa presentazione da parte del ri. • cancro colorato del platano (agente patogeno: Ceratocystis fimbriata). carbu- ranti. di Alto Pregio Naturali. (http://www. cavi. La richiesta di abbattimento. o per espresso di- Qualsiasi intervento sugli alberi di pregio riveste carattere di assoluta eccezionalità. Abbattimenti in ambito privato in aree non sottoposte a vincoli (art.accertata dagli Uffici Competenti Comunali .it/agri/set_fitosanit/fitopatologia/avversita/lotteobblig. 8 9 . Commissione Alberi di Pregio prevista dal regolamento stesso. 16) Il regolamento stabilisce norme per i soggetti arborei individuati come alberi monumentali dalla Non è soggetto ad autorizzazione il taglio di: L. di modifica sostanziale della chioma e dell’apparato radicale che si rendessero In tutti i casi suddetti si deve comunque segnalare a priori l’inter- indispensabili devono essere preventivamente autorizzati dall’Amministrazione Comunale tramite la vento agli Uffici Comunali competenti. ad esempio sali. Esse si attuano con attività di: • intensa sorveglianza del territorio al fine di individuare tempestivamente la comparsa dell’orga- nismo nocivo. vernici. forestale) che attesti lo stato di salute precario della pianta e la situazione di rischio potenziale A tal proposito si segnala il sito dei servizi fitopatologici della Regione Piemonte imminente per la pubblica incolumità. 50 . immobili sottoposti a vincolo di tutela ai sensi della Legge n. Soglia di salvaguardia delle alberature private La potatura degli alberi di pregio deve essere comunque effettuata con tutte le cautele previste dal Regolamento. grandezza (altezza > 16 metri) 40 2. 40) Sono esenti dalle autorizzazioni comunali la potatura a tutta cima con la tecnica del taglio di ri. per i quali un abbandono al libero sviluppo vegetativo com.. potatura drastica. filo di ferro o materiale inestensibile cartelli. In particolare è vietato nelle aree sottostanti. presentata agli Uffici competenti della Regione Piemonte in materia di Tutela dei Beni Ambientali.piemonte. • coltivazioni arboree produttive quando queste abbiano raggiun- visionali di mantenimento in sito alternative all’abbattimento. lacerazioni. Per la zona centrale storica (ZCS) e le zone urbane storico ambientali (ZUST) i progetti di sistema- retto la salute.htm) in cui sono riportate indicazioni tecniche relative le lotte obbligatorie. va • cinipide del castagno (agente patogeno: Dryocosmus Kuriphilus).R. Nel caso di pericolo per la pubblica incolumità . nonché il deposito di fusti o bidoni di prodotti chimici. etc. 3 aprile 1995 n. fluviali. la loro efficace e sicura attuazione. 42 “Codice dei patologie: beni culturali e del paesaggio”).il • processionaria del pino (agente patogeno: Thaumetopoea pityocampa). 39) • imposizione di interventi specifici di lotta al fine di tentarne l’eradicazione o ottenerne il conte- Gli abbattimenti di alberi in aree sottoposte a vincoli in materia ambientale (zona collinare. sponde nimento.30 m da terra 1. per evidenti ragioni di pubblica incolumità. grandezza (altezza < 10 metri) 30 Nelle aree di cantiere è fatto obbligo di adottare tutti gli accorgimenti necessari ad evitare qual- siasi danneggiamento. corredata da idonea documentazione a cura di un tecnico abilitato. così come quelli individuati dall’Amministrazione Comunale come • alberi il cui abbattimento sia prescritto da sentenze giudiziarie alberi di pregio e sottoposti a particolare tutela. smontata a seguito di deperimento Alberi di pregio e monumentali (art. Abbattimenti in ambito privato in aree sottoposte a vincoli (art. • alberi morti. • versare o spargere qualsiasi sostanza nociva e/o fitotossica. del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. Sindaco può emettere specifica ordinanza di abbattimento. di sotto delle dimensioni di seguito riportate e non classificati come alberi monumentali o di pregio. Tali lotte si attuano in base alle modalità previste dalla normativa nazionale vigente e dal Servizio chiedente di una relazione dettagliata a firma di un professionista abilitato (Dottore agronomo o Fitosanitario Regionale. rifacimenti giardini) dovranno essere sottoposti all’esame degli circostanti o sulle piante stesse: Uffici competenti in materia di Verde Pubblico nonché degli altri Enti di competenza. previo parere del Settore Fitosani- tario Regionale per quanto riguarda il genere Platanus (Ministeriale del 17 aprile 1998 . acidi. sposto di lotta obbligatoria contro patogeni. battimento di questi. lesioni e rotture di qualsiasi parte della pianta. manifesti e simili. classe di grandezza diametro in cm del fusto a 1. di to la fine turno. lo sviluppo e la stabilità delle piante. • colpo di fuoco batterico (agente patogeno: Erwinia amylovora). grandezza (altezza 10-16 metri) 35 Obblighi e divieti nelle aree di cantiere (art. Le lotte antiparassitarie obbligatorie per le piante ornamentali attualmente riguardano le seguenti 431 dell’8 agosto 1985 “Legge Galasso”. • bruciare sostanze di qualsiasi natura. In caso di rischio di schianto andranno preventivamente individuate opere prov. olii. zione complessiva (abbattimenti. I privati possono effettuare abbattimenti su aree di loro proprietà. stico e/o storico del Piemonte. zona urbana centrale storica. ovvero qualsiasi attività che possa compromettere in modo diretto o indi. la rimonda periodica del secco e gli interventi per conservare la forma della chioma degli (salvo diverse indicazioni stabilite da normative sovraordinate esistenti). Eventuali interventi di abbattimento. Gli interventi di lotta obbligatoria sono attualmente istituiti dal Ministero delle Politiche Agricole e • affiggere direttamente con chiodi. abrasioni. sono sottoposti a preventiva autorizzazione. senza specifiche autorizzazioni torno. soltanto per esemplari al esemplari allevati in forma obbligata. Forestali con appositi Decreti. 31) 3. Misure di lotta obbligatoria (art.Tutela e valorizzazione degli Alberi Monumentali.regione.Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il cancro colorato del platano “Ceratocystis fimbriata”). E’ vietato l’ab. LEGISLAZIONE tecniche di treeclimbing Quercia insistente su abitazione privata.

etc. Alcune fra le figure citate formano il servizio di prevenzione e protezione (SPP) e. Anche quando duali che spesso collaborano per svolgere un lavoro. Lgs 106/2009 del 3 agosto 2009). 10 11 . formazione ed addestramento. se la situazione non è chiara. Dopo aver definito i ruoli delle varie figure. tanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavora- • utilizza correttamente i DPI. in particolare: • organizza l’attività di squadra in base ai mezzi disponibili ed alle misure procedurali adottate. caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile”.2).2. integrato per la sicurezza (RLS). • assicura ai lavoratori informazione. in caso di infortunio. renti i lavori su fune. corretto funzionamento e buono stato di conser. di cui si riportano le definizioni di legge e gli obblighi collaborano.2. e corretto dal D. ha poteri decisionali e di parte del lavoro al collaboratore. condizioni ambientali. il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP. il datore di lavoro si occupa della Valutazione dei Rischi (vedi cap. alcoliche e superalcoliche ai lavoratori addetti ai lavori in quota”. 2. condizione che la legge prevede sia dalla norma. prescrive che “il datore di lavoro effettua i lavori temporanei in quota sol- • osserva le misure di prevenzione adottate. è soggetta alla normativa vigente in materia di tutela misure di prevenzione e protezione per la sicurezza dei lavoratori). medico specializzato in medicina del lavoro). condizione frequente nei lavori di treeclimbing.1) e della redazione del Programma dei Lavori (vedi cap. in questo caso. con riferimento alla normativa vigente. PRePosto. previa approfondita motivazione in sede di valutazione dei rischi e suo inserimento richiesta dal committente per l’assegnazione di un incarico (situazione verificata solo occasional- nel Programma dei lavori. ha i L’art. E’ quindi verosimile che. con i propri ruoli Di seguito vengono riportati i contenuti degli articoli che individuano i soggetti responsabili della e responsabilità. e di procedure da seguire prima di intraprendere qual- siasi tipo di attività. in quanto attività lavorativa. E’ il titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore. si riportano. generalmente definita da ditte artigiane indivi- Il manuale ha lo scopo di illustrare. spesso infatti. lavorativa. • vigila sui lavoratori affinché utilizzino correttamente i DPI e si attengano alle misure di prevenzione adottate. 81 del 9 aprile 2008. una tratta di procedure ed accorgimenti finalizzati alla prevenzione degli infortuni non deve essere inte- sola persona rivesta allo stesso tempo ruoli diversi. In questo caso il datore di lavoro previsti dalla stessa. • segnala situazioni di pericolo ed inefficienza di DPI ed attrezzature. reali situazioni lavorative cui il climber deve far fronte. nei suoi diversi aspetti. Nell’ambito delle ditte che svolgono lavori in treeclimbing i iMPoRtante: il rapporto di lavoro subordinato si instaura anche quando due lavoratori autonomi principali soggetti interessati sono i seguenti. il rappresentante dei lavoratori della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Decreto legislativo n. E’ a questo scopo che indica un precisa organizzazione dell’unità dei singoli cantieri. infortunato! • decide quali procedure e tecniche operative adottare. tutela della salute e della siCuReZZa nei luoGHi di lavoRo Esistono anche altre figure. RSPP e RLS. tenendo conto delle non vengono individuate le figure di dirigente. mentre nell’unità produttiva così strutturata so come una linea guida esaustiva per l’attuazione delle norme. la respon- spesa. salute per l’esecuzione di lavori temporanei in quota. concorrono a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori con azioni volte ad sicurezza e che trattano in modo specifico i lavori su funi definendo i requisiti minimi di sicurezza e elevare il livello di sicurezza del sistema produttivo in cui sono coinvolti. • fornisce ai lavoratori i DPI idonei. • si sottopone ai controlli sanitari previsti. Il medico competente. quali il dirigente (posizione intermedia tra datore di lavoro e preposto). ha fra l’altro i seguenti obblighi: sabilità potrebbe essere attribuita al soggetto che doveva vigilare sull’operato del collaboratore • effettua la valutazione dei rischi. LEGISLAZIONE tecniche di treeclimbing 2. Il treeclimbing costituisce una realtà particolare. In realtà aziendali di maggiore entità la figura del medico è invece coinvolta in modo “per- Il principio ispiratore del Decreto 81/08 consiste nel mettere i lavoratori in condizione di operare manente” per monitorare la situazione sanitaria dei lavoratori anche in relazione alla particolarità nella maggiore sicurezza possibile. L’art. Innanzi tutto è necessario individuare le figure coinvolte nel processo produttivo ed attribuire loro ruoli e responsabilità. che eventualmente fornisce datoRe di lavoRo. il medico competente (MC. lavoRatoRe. anche per semplificare una sua eventuale più • verifica periodicamente le condizioni di idoneità. E’ la figura con poteri organizzativi e funzione di sorveglianza sui lavoratori. mente). si fa riferimento ad eccezioni ammissibili è interpellato per valutare l’idoneità sanitaria del climber. l’attività del treeclimbing. anche nel caso di ditte individuali. potrebbe essere individuato nel soggetto con maggiore esperienza. 2. approfondita consultazione. facendo riferimento alle • mette in atto le disposizioni ricevute dal datore di lavoro. 111 obbliga il datore di lavoro ad attribuire “priorità alle misure di protezione collettiva (DPC) seguenti obblighi: rispetto alle misure di protezione individuale (DPI)”. colui che collabora a predisporre le Il treeclimbing. E’ la persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro. i contenuti dei principali articoli ine- vazione dei DPI. Di seguito. in molti casi.2. in modo sintetico. 107 definisce il lavoro in quota come “attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di • gestisce le emergenze. Lo stesso articolo. tori” e che “il datore di lavoro dispone affinché sia vietato assumere e somministrare bevande • non compie di propria iniziativa azioni pericolose.

integrato per la sicurezza (RLS).2. la respon- spesa. • fornisce ai lavoratori i DPI idonei. tori” e che “il datore di lavoro dispone affinché sia vietato assumere e somministrare bevande • non compie di propria iniziativa azioni pericolose. condizione che la legge prevede sia dalla norma. nei suoi diversi aspetti. lavoRatoRe. E’ la persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro. Lgs 106/2009 del 3 agosto 2009). concorrono a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori con azioni volte ad sicurezza e che trattano in modo specifico i lavori su funi definendo i requisiti minimi di sicurezza e elevare il livello di sicurezza del sistema produttivo in cui sono coinvolti. Innanzi tutto è necessario individuare le figure coinvolte nel processo produttivo ed attribuire loro ruoli e responsabilità. In questo caso il datore di lavoro previsti dalla stessa. alcoliche e superalcoliche ai lavoratori addetti ai lavori in quota”. in quanto attività lavorativa. Il treeclimbing costituisce una realtà particolare. tenendo conto delle non vengono individuate le figure di dirigente. spesso infatti. renti i lavori su fune. si riportano. • vigila sui lavoratori affinché utilizzino correttamente i DPI e si attengano alle misure di prevenzione adottate. • segnala situazioni di pericolo ed inefficienza di DPI ed attrezzature. 2. è soggetta alla normativa vigente in materia di tutela misure di prevenzione e protezione per la sicurezza dei lavoratori). etc. il rappresentante dei lavoratori della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Decreto legislativo n. condizioni ambientali. 111 obbliga il datore di lavoro ad attribuire “priorità alle misure di protezione collettiva (DPC) seguenti obblighi: rispetto alle misure di protezione individuale (DPI)”. con riferimento alla normativa vigente. ha fra l’altro i seguenti obblighi: sabilità potrebbe essere attribuita al soggetto che doveva vigilare sull’operato del collaboratore • effettua la valutazione dei rischi. In realtà aziendali di maggiore entità la figura del medico è invece coinvolta in modo “per- Il principio ispiratore del Decreto 81/08 consiste nel mettere i lavoratori in condizione di operare manente” per monitorare la situazione sanitaria dei lavoratori anche in relazione alla particolarità nella maggiore sicurezza possibile. reali situazioni lavorative cui il climber deve far fronte. ha poteri decisionali e di parte del lavoro al collaboratore. LEGISLAZIONE tecniche di treeclimbing 2. mente). E’ la figura con poteri organizzativi e funzione di sorveglianza sui lavoratori. 2. che eventualmente fornisce datoRe di lavoRo. in modo sintetico. colui che collabora a predisporre le Il treeclimbing. RSPP e RLS. Lo stesso articolo. Di seguito. il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP. previa approfondita motivazione in sede di valutazione dei rischi e suo inserimento richiesta dal committente per l’assegnazione di un incarico (situazione verificata solo occasional- nel Programma dei lavori. quali il dirigente (posizione intermedia tra datore di lavoro e preposto). prescrive che “il datore di lavoro effettua i lavori temporanei in quota sol- • osserva le misure di prevenzione adottate.2. 81 del 9 aprile 2008. caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile”. ha i L’art. in questo caso. il medico competente (MC. il datore di lavoro si occupa della Valutazione dei Rischi (vedi cap. anche per semplificare una sua eventuale più • verifica periodicamente le condizioni di idoneità. approfondita consultazione. facendo riferimento alle • mette in atto le disposizioni ricevute dal datore di lavoro.2). anche nel caso di ditte individuali. formazione ed addestramento. in particolare: • organizza l’attività di squadra in base ai mezzi disponibili ed alle misure procedurali adottate. corretto funzionamento e buono stato di conser. • assicura ai lavoratori informazione. Anche quando duali che spesso collaborano per svolgere un lavoro. infortunato! • decide quali procedure e tecniche operative adottare. generalmente definita da ditte artigiane indivi- Il manuale ha lo scopo di illustrare. una tratta di procedure ed accorgimenti finalizzati alla prevenzione degli infortuni non deve essere inte- sola persona rivesta allo stesso tempo ruoli diversi. con i propri ruoli Di seguito vengono riportati i contenuti degli articoli che individuano i soggetti responsabili della e responsabilità. condizione frequente nei lavori di treeclimbing. potrebbe essere individuato nel soggetto con maggiore esperienza. • si sottopone ai controlli sanitari previsti. Dopo aver definito i ruoli delle varie figure. medico specializzato in medicina del lavoro). tanto se le condizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute dei lavora- • utilizza correttamente i DPI. PRePosto. L’art. mentre nell’unità produttiva così strutturata so come una linea guida esaustiva per l’attuazione delle norme. e corretto dal D. 107 definisce il lavoro in quota come “attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di • gestisce le emergenze. lavorativa. se la situazione non è chiara. tutela della salute e della siCuReZZa nei luoGHi di lavoRo Esistono anche altre figure. in molti casi. E’ il titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore.1) e della redazione del Programma dei Lavori (vedi cap.2. 10 11 . E’ a questo scopo che indica un precisa organizzazione dell’unità dei singoli cantieri. l’attività del treeclimbing. i contenuti dei principali articoli ine- vazione dei DPI. Il medico competente. e di procedure da seguire prima di intraprendere qual- siasi tipo di attività. Alcune fra le figure citate formano il servizio di prevenzione e protezione (SPP) e. E’ quindi verosimile che. in caso di infortunio. salute per l’esecuzione di lavori temporanei in quota. di cui si riportano le definizioni di legge e gli obblighi collaborano. Nell’ambito delle ditte che svolgono lavori in treeclimbing i iMPoRtante: il rapporto di lavoro subordinato si instaura anche quando due lavoratori autonomi principali soggetti interessati sono i seguenti. si fa riferimento ad eccezioni ammissibili è interpellato per valutare l’idoneità sanitaria del climber.

b) lavoratori dotati di un’adeguata imbragatura di sostegno collegata alla fune di sicurezza. e l’altra con funzione di dispositivo ausiliario. una conseguente sempre più scarsa ossigenazione del cervello fino alla perdita di coscienza e. Lo stesso Molte situazioni sfavorevoli possono condurre un operatore alla sindrome da imbrago e. da questo momento. infortunato in chioma”). • condizioni di spossatezza. responsabile dei lavori. Lgs 81/08). Le situazioni sfavorevoli risultano principalmente: • documentazione di conformità di macchine ed attrezzature. 2. Questo scenario produce un accumulo di sangue a livello delle gambe. 89 definisce il cantiere temporaneo o mobile come “qualunque luogo in cui si effettuano In caso di incidente con trauma. • documento unico di regolarità contributiva (DURC). 116 obbliga il datore di lavoro a utilizzare sistemi di accesso e posizionamento mediante funi 2. I datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti possono effettuare la valuta- curezza. 100 definisce il Piano Operativo di Sicurezza. colpi d) attrezzi ed altri accessori utilizzati dai lavoratori. ed i suoi contenuti. soprattutto qualora si verificasse un infortunio. Di particolare gravità è la sindrome da sospensione inerte. iMPoRtante: qualsiasi impostazione del lavoro che non rispetta le prescrizioni della normativa. costituisce una interpretazione che determina una autonoma e • oppressione toracica. traumi. I lavoratori autonomi devono essere in grado di esibire almeno: • iscrizione alla camera di commercio. situaZione sfavoRevole + sindRoMe da iMBRaGo > PeRdita di CosCienZa a tal fine l’art. assicurativa. 12 13 . L’art. • elenco dei DPI.1. associato a perdita di coscienza. oltre alle altre figure che totale e. detta fune di lavoro. blema non viene riconosciuto in tempi brevi. VALUTAZIONE DEI RISChI in conformità ai seguenti requisiti: La valutazione dei rischi è un obbligo che il datore di lavoro non può delegare (art.). • incompetenza tecnica. c) fune di lavoro munita di meccanismi sicuri di ascesa e discesa e dotata di un sistema autobloc. anche dei lavoratori autonomi. diretta assunzione di responsabilità. se il pro- articolo prevede che il committente o responsabile dei lavori deve verificare la regolarità ammini. le tecniche e le procedure operative. gli ancoraggi. tratta di un grave rischio per il quale risulta essenziale essere formati ed attrezzati per poter in- e) lavori programmati e sorvegliati in modo adeguato. importante che il climber sappia quando la sua attività rientra nella definizione di cantiere tem- poraneo o mobile (“cantiere edile”) e sappia rapportarsi con le ulteriori figure del procedimento. il decesso in meno di 10 minuti. contatto con parti in movimento della pianta.2. • ipotermia. anche se sensatamente motivata dalle caratteristiche della specifica realtà lavorativa e dalle pro. E’ ammesso l’uso di una fune in circostanze eccezionali in cui l’uso di una seconda fune zione dei rischi secondo una procedura standardizzata al momento non ancora disponibile. oltre ai rischi dovuti all’impiego di macchine ed attrezzature manuali e a motore. Questo prevede la redazione di un documento i cui contenuti sono indicati dall’art. le tipologie operative. fino al rende il lavoro più pericoloso e se sono adottate misure adeguate per garantire la sicurezza. LEGISLAZIONE tecniche di treeclimbing L’art. le squadre di lavoro e gli attrezzi di lavoro. anche al fine di poter immediatamente soc. La sindrome da sospensione inerte. detta fune di si. I sintomi di insorgenza della sindrome da imbrago sono: • malessere generale. • sudorazione eccessiva. pendoli. 7 “Tecniche di recupero di correre il lavoratore in caso di necessità. lavoratore autonomo etc. il posizionamento degli operatori. la sindrome si manifesta molto rapi- intervengono (committente. • colpo di calore. l’immobilità dell’infortunato è lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco è riportato nell’allegato X”. affaticamento.2. tervenire prontamente in occasione di un incidente in pianta (vedi cap. 30 giugno 2012 possono però autocertificare l’avvenuta effettuazione della stessa. alle tragiche conseguenze sopracitate. stesso decreto. etc. • vertigini. 90 definisce gli obblighi e i rapporti delle nuove figure che intervengono. Il programma dei lavori definisce un piano di emergenza. riazioni. previsto per il cantiere tem- poraneo o mobile. In questo caso è damente. • nausea. scivolamento. meteo avverse). • ipoglicemia. L’art. in particolare in materia di procedure di salvataggio (allegato XXI mento degli arti inferiori. i metodi di accesso. sono avere origine soggettiva (sottovalutazione delle capacità necessarie) o oggettiva (condizioni nale. Nel treeclimbing. Queste pos- strativa. 17 del D. l’operatore è esposto ai rischi connessi al lavoro in altezza quali caduta dall’alto.1. anche nota come sindrome da imbrago. la discesa 81/08). La patologia può insorgere con dinamiche differenti: tRauMa + PeRdita di CosCienZa > sindRoMe da iMBRaGo L’art. di seguito descritta. blematiche che da esse derivano. esco- cante volto a evitare la caduta nel caso in cui l’utilizzatore perda il controllo dei propri movimenti. in relazione ai lavori da affidare. previdenziale dei soggetti incaricati dei lavori e l’idoneità tecnico professio. • attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria. Si al sedile o ad altro strumento idoneo. agganciati alla loro imbragatura di sostegno o di calore. a prescindere da altre complicazioni di tipo medico. 28 definisce quali devono essere i contenuti del documento di valutazione dei rischi. del D. è causata dalla con- Lo stesso articolo prescrive che il datore di lavoro fornisca ai lavoratori una formazione adeguata comitanza di due condizioni: sospensione prolungata in un’imbragatura e assenza totale di movi- e mirata alle operazioni previste. 28 dello e il sostegno.1 SINDROME DA SOSPENSIONE INERTE f) il programma dei lavori deve essere disponibile presso i luoghi di lavoro ai fini della verifica da parte dell’organo di vigilanza competente. i dispositivi di protezione individuale. Lgs a) sistema comprendente almeno due funi ancorate separatamente. una per l’accesso.

• condizioni di spossatezza. di seguito descritta. associato a perdita di coscienza. • attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria. LEGISLAZIONE tecniche di treeclimbing L’art. previdenziale dei soggetti incaricati dei lavori e l’idoneità tecnico professio. I lavoratori autonomi devono essere in grado di esibire almeno: • iscrizione alla camera di commercio. 28 definisce quali devono essere i contenuti del documento di valutazione dei rischi. Nel treeclimbing. assicurativa. 28 dello e il sostegno. La patologia può insorgere con dinamiche differenti: tRauMa + PeRdita di CosCienZa > sindRoMe da iMBRaGo L’art. soprattutto qualora si verificasse un infortunio. la discesa 81/08). 12 13 .1 SINDROME DA SOSPENSIONE INERTE f) il programma dei lavori deve essere disponibile presso i luoghi di lavoro ai fini della verifica da parte dell’organo di vigilanza competente. riazioni. 100 definisce il Piano Operativo di Sicurezza. il posizionamento degli operatori. è causata dalla con- Lo stesso articolo prescrive che il datore di lavoro fornisca ai lavoratori una formazione adeguata comitanza di due condizioni: sospensione prolungata in un’imbragatura e assenza totale di movi- e mirata alle operazioni previste. VALUTAZIONE DEI RISChI in conformità ai seguenti requisiti: La valutazione dei rischi è un obbligo che il datore di lavoro non può delegare (art. L’art. 7 “Tecniche di recupero di correre il lavoratore in caso di necessità. Lo stesso Molte situazioni sfavorevoli possono condurre un operatore alla sindrome da imbrago e. L’art. importante che il climber sappia quando la sua attività rientra nella definizione di cantiere tem- poraneo o mobile (“cantiere edile”) e sappia rapportarsi con le ulteriori figure del procedimento. • vertigini. traumi. detta fune di si.1. Queste pos- strativa. • elenco dei DPI. pendoli. 89 definisce il cantiere temporaneo o mobile come “qualunque luogo in cui si effettuano In caso di incidente con trauma. • sudorazione eccessiva. sono avere origine soggettiva (sottovalutazione delle capacità necessarie) o oggettiva (condizioni nale. tratta di un grave rischio per il quale risulta essenziale essere formati ed attrezzati per poter in- e) lavori programmati e sorvegliati in modo adeguato. da questo momento. del D. In questo caso è damente. • ipoglicemia. tervenire prontamente in occasione di un incidente in pianta (vedi cap. previsto per il cantiere tem- poraneo o mobile. 30 giugno 2012 possono però autocertificare l’avvenuta effettuazione della stessa. anche al fine di poter immediatamente soc. una per l’accesso. l’immobilità dell’infortunato è lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco è riportato nell’allegato X”. costituisce una interpretazione che determina una autonoma e • oppressione toracica. blematiche che da esse derivano. in particolare in materia di procedure di salvataggio (allegato XXI mento degli arti inferiori. scivolamento. 90 definisce gli obblighi e i rapporti delle nuove figure che intervengono. blema non viene riconosciuto in tempi brevi. e l’altra con funzione di dispositivo ausiliario. E’ ammesso l’uso di una fune in circostanze eccezionali in cui l’uso di una seconda fune zione dei rischi secondo una procedura standardizzata al momento non ancora disponibile. colpi d) attrezzi ed altri accessori utilizzati dai lavoratori. i dispositivi di protezione individuale. a prescindere da altre complicazioni di tipo medico. stesso decreto. • documento unico di regolarità contributiva (DURC). I datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti possono effettuare la valuta- curezza. lavoratore autonomo etc. iMPoRtante: qualsiasi impostazione del lavoro che non rispetta le prescrizioni della normativa. in relazione ai lavori da affidare. una conseguente sempre più scarsa ossigenazione del cervello fino alla perdita di coscienza e. situaZione sfavoRevole + sindRoMe da iMBRaGo > PeRdita di CosCienZa a tal fine l’art. b) lavoratori dotati di un’adeguata imbragatura di sostegno collegata alla fune di sicurezza. 2. Di particolare gravità è la sindrome da sospensione inerte. Lgs 81/08). le squadre di lavoro e gli attrezzi di lavoro. se il pro- articolo prevede che il committente o responsabile dei lavori deve verificare la regolarità ammini. le tipologie operative. Il programma dei lavori definisce un piano di emergenza. le tecniche e le procedure operative. contatto con parti in movimento della pianta. • nausea. etc. ed i suoi contenuti. anche dei lavoratori autonomi. la sindrome si manifesta molto rapi- intervengono (committente. anche se sensatamente motivata dalle caratteristiche della specifica realtà lavorativa e dalle pro. I sintomi di insorgenza della sindrome da imbrago sono: • malessere generale. c) fune di lavoro munita di meccanismi sicuri di ascesa e discesa e dotata di un sistema autobloc. alle tragiche conseguenze sopracitate. La sindrome da sospensione inerte. meteo avverse).2. Si al sedile o ad altro strumento idoneo.2. gli ancoraggi. Questo scenario produce un accumulo di sangue a livello delle gambe.1.). il decesso in meno di 10 minuti. Lgs a) sistema comprendente almeno due funi ancorate separatamente. detta fune di lavoro. l’operatore è esposto ai rischi connessi al lavoro in altezza quali caduta dall’alto. • colpo di calore. 17 del D. fino al rende il lavoro più pericoloso e se sono adottate misure adeguate per garantire la sicurezza. 116 obbliga il datore di lavoro a utilizzare sistemi di accesso e posizionamento mediante funi 2. responsabile dei lavori. i metodi di accesso. • ipotermia. oltre alle altre figure che totale e. anche nota come sindrome da imbrago. • incompetenza tecnica. Le situazioni sfavorevoli risultano principalmente: • documentazione di conformità di macchine ed attrezzature. infortunato in chioma”). Questo prevede la redazione di un documento i cui contenuti sono indicati dall’art. oltre ai rischi dovuti all’impiego di macchine ed attrezzature manuali e a motore. affaticamento. esco- cante volto a evitare la caduta nel caso in cui l’utilizzatore perda il controllo dei propri movimenti. diretta assunzione di responsabilità. agganciati alla loro imbragatura di sostegno o di calore.

mediante un’accu. 4). cifici del cantiere devono essere riportati nel Programma dei Lavori. La scelta è tra il coricarlo in posizione laterale di sicurezza e il mantenerlo seduto • dispositivi di protezione individuale. varia- bili e non sempre del tutto prevedibili. dopo averlo raggiunto. per evitare il riflusso eccessivo e repentino di sangue al cuore. previsto dall’art. 4. degli operatori. • a disposizione di eventuali controlli da parte di organi di vigilanza competenti. modalità di intervento. Terminata la discesa. • in caso di malessere scendere immediatamente a terra o chiedere aiuto. da eseguirsi in igiene e sicurezza sul lavoro. Lo stato di coscienza o incoscienza dell’operatore colpito condiziona le • riferimenti della ditta (ragione sociale. Più probabile è invece che. 14 15 . deve essere integrato con elementi propri • prestare attenzione ai sintomi. • letto. • elenco macchine e attrezzature. di recupero appropriata. in caso di concomitanza con altre unità lavorative. A scopo esemplificativo si propone. • tecniche operative: descrizione dell’attività lavorativa. La prevenzione della sindrome da imbrago è basata su alcune regole pratiche: • sorveglianza dei lavori. n. si debba integrare il PdL con elementi propri del Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI. Il PdL. tamente la normativa. richiedendo una firma per ricevi- 2. l’infortunato in posizione seduta per consentire il ripristino delle normali condizioni di circolazione • squadra di lavoro: numero. Al momento non esiste un metodo definito per posizionare l’infortunato • misure di prevenzione adottate. iMPoRtante: per necessità di spazio sono stati riportati solo alcuni precetti della normativa di rata ispezione del luogo di lavoro e dei soggetti arborei su cui si dovrà intervenire. Nel caso di soggetto cosciente. • committente. un modello di Programma dei Lavori (allegato • in condizioni di stanchezza o spossatezza non intraprendere lavori su funi. La rilevazione di questi rischi deve essere svolta. si mantiene • nominativo responsabile dell’esecuzione lavori. • piano di emergenza. Lgs 81/08). magari con seggiolino integrato se si prevedono lunghi periodi di sospensione nel vuoto. quelli spe. giunto a terra. 116 del D. qualifiche e mansioni degli operatori presenti. art. comunque in situazioni con rischio di interferenze. scelta degli ancoraggi. esperti in materia. tipologie d’intervento. del sangue.2. del Piano Operativo di Sicurezza (POS) qualora il luogo di lavoro sia assimilabile ad un cantiere • riconoscere ed evitare situazioni a rischio. causa eccessivo ed improvviso ritorno di sangue al cuore. Si sollecita quindi ad approfondire l’argomento consultando diret- occasione di un sopralluogo preliminare. In questo caso copia del PdL dovrà essere consegnato. • non lavorare mai da soli in quota su funi. 26. anche individuali. comma 3 del D. sede. si conforta e si stimola a restare vigile. IL PROGRAMMA DEI LAVORI (PdL) mento. Sistemare l’infortunato in posizione orizzontale potrebbe provocare un arresto cardia. al titolare della ditta che svolge contemporaneamente il lavoro. e facendosi aiutare nella sua interpretazione e messa in atto da soggetti Se i rischi generali dell’attività vengono trattati nell’ambito della valutazione dei rischi. posizionamento co. come dettagliato nel cap. • utilizzare imbragature adatte al lavoro che si deve svolgere. • apprendere le tecniche di recupero ed allenarsi periodicamente con simulazioni di soccorso. Oltre ai rischi di cui si è detto nel capitolo precedente il climber è soggetto a rischi specifici. prevedibile essenzialmente per i lavori su funi. Lgs 81/08. recapiti). legati alle singole realtà in cui deve intervenire. LEGISLAZIONE tecniche di treeclimbing La rapidità è il fattore essenziale per condurre a buon fine il soccorso di un operatore colpito dalla Il Programma dei Lavori è così articolato: sindrome da imbrago. temporaneo o mobile. invita a muovere gli arti inferiori e si procede a condurlo a terra. Nel caso di soggetto non cosciente si mette in atto nel più breve tempo possibile la manovra • valutazione dei rischi specifici del cantiere. compreso e firmato da tutte le persone che intervengono sul luogo di lavoro. come allegato. si • localizzazione del luogo di lavoro. Il Programma dei Lavori deve essere: • sempre presente sul luogo di lavoro.2.

compreso e firmato da tutte le persone che intervengono sul luogo di lavoro. Il Programma dei Lavori deve essere: • sempre presente sul luogo di lavoro. giunto a terra. La prevenzione della sindrome da imbrago è basata su alcune regole pratiche: • sorveglianza dei lavori. La rilevazione di questi rischi deve essere svolta. deve essere integrato con elementi propri • prestare attenzione ai sintomi. • letto. Terminata la discesa. • utilizzare imbragature adatte al lavoro che si deve svolgere. qualifiche e mansioni degli operatori presenti. l’infortunato in posizione seduta per consentire il ripristino delle normali condizioni di circolazione • squadra di lavoro: numero. e facendosi aiutare nella sua interpretazione e messa in atto da soggetti Se i rischi generali dell’attività vengono trattati nell’ambito della valutazione dei rischi. quelli spe. Il PdL. da eseguirsi in igiene e sicurezza sul lavoro. Si sollecita quindi ad approfondire l’argomento consultando diret- occasione di un sopralluogo preliminare. comma 3 del D. causa eccessivo ed improvviso ritorno di sangue al cuore. Al momento non esiste un metodo definito per posizionare l’infortunato • misure di prevenzione adottate. esperti in materia. dopo averlo raggiunto. per evitare il riflusso eccessivo e repentino di sangue al cuore.2. magari con seggiolino integrato se si prevedono lunghi periodi di sospensione nel vuoto. 116 del D. legati alle singole realtà in cui deve intervenire. Lo stato di coscienza o incoscienza dell’operatore colpito condiziona le • riferimenti della ditta (ragione sociale. come dettagliato nel cap. anche individuali. in caso di concomitanza con altre unità lavorative. 4. del sangue. n. Nel caso di soggetto non cosciente si mette in atto nel più breve tempo possibile la manovra • valutazione dei rischi specifici del cantiere. Lgs 81/08. previsto dall’art. • apprendere le tecniche di recupero ed allenarsi periodicamente con simulazioni di soccorso. degli operatori. richiedendo una firma per ricevi- 2. • elenco macchine e attrezzature. modalità di intervento. iMPoRtante: per necessità di spazio sono stati riportati solo alcuni precetti della normativa di rata ispezione del luogo di lavoro e dei soggetti arborei su cui si dovrà intervenire. • committente. 26. In questo caso copia del PdL dovrà essere consegnato. prevedibile essenzialmente per i lavori su funi. • a disposizione di eventuali controlli da parte di organi di vigilanza competenti. Oltre ai rischi di cui si è detto nel capitolo precedente il climber è soggetto a rischi specifici. di recupero appropriata. al titolare della ditta che svolge contemporaneamente il lavoro. del Piano Operativo di Sicurezza (POS) qualora il luogo di lavoro sia assimilabile ad un cantiere • riconoscere ed evitare situazioni a rischio. IL PROGRAMMA DEI LAVORI (PdL) mento. LEGISLAZIONE tecniche di treeclimbing La rapidità è il fattore essenziale per condurre a buon fine il soccorso di un operatore colpito dalla Il Programma dei Lavori è così articolato: sindrome da imbrago. • in caso di malessere scendere immediatamente a terra o chiedere aiuto. come allegato. recapiti). 4). comunque in situazioni con rischio di interferenze. La scelta è tra il coricarlo in posizione laterale di sicurezza e il mantenerlo seduto • dispositivi di protezione individuale. un modello di Programma dei Lavori (allegato • in condizioni di stanchezza o spossatezza non intraprendere lavori su funi. sede. scelta degli ancoraggi. art. Nel caso di soggetto cosciente. • non lavorare mai da soli in quota su funi. Più probabile è invece che. cifici del cantiere devono essere riportati nel Programma dei Lavori. si conforta e si stimola a restare vigile. si • localizzazione del luogo di lavoro. 14 15 . A scopo esemplificativo si propone. • tecniche operative: descrizione dell’attività lavorativa. invita a muovere gli arti inferiori e si procede a condurlo a terra. tipologie d’intervento. si debba integrare il PdL con elementi propri del Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI. Sistemare l’infortunato in posizione orizzontale potrebbe provocare un arresto cardia. mediante un’accu. tamente la normativa. temporaneo o mobile.2. • piano di emergenza. si mantiene • nominativo responsabile dell’esecuzione lavori. posizionamento co. Lgs 81/08). varia- bili e non sempre del tutto prevedibili.

• scegliere ancoraggi che consentono di mantenere angoli di fune meno aperti.1. tenza e punto di impatto. Concetti di fisica Per uno svolgimento sicuro e professionale del lavoro di treeclimber è di fondamentale importanza conoscere alcuni semplici concetti di fisica per stimare correttamente i pesi e le sollecitazioni del sistema albero che possono condizionare la funzionalità degli attrezzi impiegati e la loro efficienza Effetto pendolo nel tempo. Inol- è lo spazio libero necessario per arrestare una caduta evi- tre nel treeclimbing molti dispositivi di protezione costituiscono il sistema operativo che consente tando l’impatto al suolo o contro ostacoli che. rende discutibile l’utilità dell’impiego di dispositivi anticaduta. In della corda. Nel treeclimbing il pendolo si verifica quando l’operatore. a parità di spostamento laterale. in particolare con la flessione delle gambe. Di seguito vengono descritti i dispositivi di protezione individuale indispensabili per una sicura La densità di ramificazioni riscontrabile in pianta molto spesso applicazione della disciplina. • escludere l’eventualità del pendolo con l’impiego di ulte- Effetto pendolo non controllato riori dispositivi di posizionamento. nell’ambito del al climber di svolgere il lavoro stesso. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing La disciplina del treeclimbing si differenzia dalle altre attività forestali ed ambientali per la ricchez. tende a tornare sulla Fattore di caduta sinistra risulta sufficiente. sono rappresentati principalmente da rami. qualora non sia controllato. 3. Tale considerazione non costituisce però un’autorizzazione al non impiego dell’anticaduta. si traduce nella capacità di assorbire l’energia prodot. utilizza per velocizzare uno spostamento o per tornare verso Il fattore sarà quindi inferiore a 1 se il corpo cade da un punto sottostante all’ancoraggio fisso il fusto della pianta da una posizione di lavoro esterna. • assumere una posizione del corpo adatta ad ammortizzare l’impatto. Effetto pendolo: il dislivello coperto dall’operatore aumenta. L’intensità dell’impatto Forza d’arresto aumenta con il crescere dell’angolo che la corda definisce È la forza che si trasmette a un corpo e a tutti i dispositivi che compongono il sistema di sicurezza fra la verticale dell’ancoraggio e il punto di partenza del pen- al momento dell’arresto della caduta. L’impatto contro il fusto o i rami è il momento pericoloso del pendolo. mantenendola entro determinati limiti. aperto corrisponde un maggiore dislivello tra punto di par- ta da una caduta. di un’errata manovra di posizionamento. è il risultato di una perdita di equilibrio o uguale a 2 se il corpo si trova al di sopra dell’ancoraggio per un’altezza pari alla corda disponibile. in quella di destra no verticale dell’ancoraggio. a Tirante d’aria: nella situazione di seguito di uno spostamento laterale. uguale a 1 se al momento della caduta il corpo è posto all’altezza dell’ancoraggio. Tirante d’aria za di attrezzature e materiali disponibili sul mercato e per la rapidità dell’evoluzione di questi. invece. con l’aumentale dell’angolo che la corda definisce fra la verticale all’ancoraggio e la posizione iniziale Fattore di caduta dell’operatore 16 17 . Per fattore di caduta si intende il rapporto tra l’altezza della caduta di un corpo e la lunghezza della Può essere un’azione volontaria o involontaria: talvolta si corda interessata dalla caduta stessa. 3. Un fattore di caduta 2 è estremamente pericoloso per lo shock che produce sul corpo in caduta e sulle attrezzature coinvolte. A parità di spostamento laterale infatti ad un angolo più Intesa come requisito tecnico di una corda. La forza d’arresto indicata tra le caratteristiche tecniche della corda è quella che viene trasmessa Per ridurre i rischi da effetto pendolo vi sono tre possibilità: ad una massa di 100 kg in occasione di una caduta di riferimento con fattore di caduta 0. quindi una maggiore accelerazione. treeclimbing.3. dolo. alcuni casi.

di un’errata manovra di posizionamento. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing La disciplina del treeclimbing si differenzia dalle altre attività forestali ed ambientali per la ricchez. con l’aumentale dell’angolo che la corda definisce fra la verticale all’ancoraggio e la posizione iniziale Fattore di caduta dell’operatore 16 17 . 3. tende a tornare sulla Fattore di caduta sinistra risulta sufficiente. Tirante d’aria za di attrezzature e materiali disponibili sul mercato e per la rapidità dell’evoluzione di questi. A parità di spostamento laterale infatti ad un angolo più Intesa come requisito tecnico di una corda. • escludere l’eventualità del pendolo con l’impiego di ulte- Effetto pendolo non controllato riori dispositivi di posizionamento. uguale a 1 se al momento della caduta il corpo è posto all’altezza dell’ancoraggio. a Tirante d’aria: nella situazione di seguito di uno spostamento laterale. invece. Tale considerazione non costituisce però un’autorizzazione al non impiego dell’anticaduta. Inol- è lo spazio libero necessario per arrestare una caduta evi- tre nel treeclimbing molti dispositivi di protezione costituiscono il sistema operativo che consente tando l’impatto al suolo o contro ostacoli che. alcuni casi. Nel treeclimbing il pendolo si verifica quando l’operatore. è il risultato di una perdita di equilibrio o uguale a 2 se il corpo si trova al di sopra dell’ancoraggio per un’altezza pari alla corda disponibile. quindi una maggiore accelerazione. Di seguito vengono descritti i dispositivi di protezione individuale indispensabili per una sicura La densità di ramificazioni riscontrabile in pianta molto spesso applicazione della disciplina. • assumere una posizione del corpo adatta ad ammortizzare l’impatto. si traduce nella capacità di assorbire l’energia prodot. treeclimbing. in particolare con la flessione delle gambe. • scegliere ancoraggi che consentono di mantenere angoli di fune meno aperti. Un fattore di caduta 2 è estremamente pericoloso per lo shock che produce sul corpo in caduta e sulle attrezzature coinvolte.1.3. aperto corrisponde un maggiore dislivello tra punto di par- ta da una caduta. Effetto pendolo: il dislivello coperto dall’operatore aumenta. a parità di spostamento laterale. nell’ambito del al climber di svolgere il lavoro stesso. sono rappresentati principalmente da rami. 3. rende discutibile l’utilità dell’impiego di dispositivi anticaduta. tenza e punto di impatto. L’impatto contro il fusto o i rami è il momento pericoloso del pendolo. qualora non sia controllato. in quella di destra no verticale dell’ancoraggio. mantenendola entro determinati limiti. Concetti di fisica Per uno svolgimento sicuro e professionale del lavoro di treeclimber è di fondamentale importanza conoscere alcuni semplici concetti di fisica per stimare correttamente i pesi e le sollecitazioni del sistema albero che possono condizionare la funzionalità degli attrezzi impiegati e la loro efficienza Effetto pendolo nel tempo. L’intensità dell’impatto Forza d’arresto aumenta con il crescere dell’angolo che la corda definisce È la forza che si trasmette a un corpo e a tutti i dispositivi che compongono il sistema di sicurezza fra la verticale dell’ancoraggio e il punto di partenza del pen- al momento dell’arresto della caduta. utilizza per velocizzare uno spostamento o per tornare verso Il fattore sarà quindi inferiore a 1 se il corpo cade da un punto sottostante all’ancoraggio fisso il fusto della pianta da una posizione di lavoro esterna. In della corda. La forza d’arresto indicata tra le caratteristiche tecniche della corda è quella che viene trasmessa Per ridurre i rischi da effetto pendolo vi sono tre possibilità: ad una massa di 100 kg in occasione di una caduta di riferimento con fattore di caduta 0. Per fattore di caduta si intende il rapporto tra l’altezza della caduta di un corpo e la lunghezza della Può essere un’azione volontaria o involontaria: talvolta si corda interessata dalla caduta stessa. dolo.

I DPI da soli non possono evitare gli incidenti ma sono dispositivi atti a minimizzarne i danni. 18 19 .2. Catena di sicurezza L’effetto carrucola può essere sfruttato per realizzare paranchi quando si devono sollevare carichi Quando si installa un sistema operativo è necessario verificare sempre che tutti i componenti (anelli importanti. maggiore è la forza esercitata nel punto di rinvio. piuttosto che trattenendo un toppo da 40 kg che. disPositivi di PRoteZione individuale (dPi) Col termine DPI. Ogni dispositivo utilizzato nel treeclimbing viene testato in laboratorio per verificarne l’idoneità a sostenere i carichi per i quali è stato costruito. generalmente 5 per dispositivi metallici e 7 per dispositivi tessili. al primo impiego. aumentando l’ampiezza dell’angolo decre- Una sollecitazione statica è il peso di un oggetto fermo. e degli La massa. ad esempio un ramo sollevato o calato len- sce la forza risultante: tamente. espresso in Newton. L’attrezzatura utilizzata subisce meno sollecitazioni sostenendo staticamente un toppo da 200 kg. determinano nel tempo una più rapida usura dei materiali. iMPoRtante: i concetti sopraindicati sono riferiti a materiali nuovi. ne sviluppa 200. la forza esercitata sulla corda. Nel caso di un angolo prossimo a 0°. • con angoli superiori a 120 ° la sollecitazione è inferiore al peso applicato. Nel treeclimbing i DPI. dispositivi di protezione individuale.5 volte caduta che viene trattenuto. costituiscono il sistema operativo che per- mette materialmente di effettuare il lavoro su fune (imbrago. • con un angolo di 120° non vi è incremento di forza. Il peso. corrisponde al peso di un oggetto indipendentemente dall’entità elementi di ancoraggio della stessa. Dividendo questo valore per un appropriato coefficiente di sicurezza. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing effetto carrucola Massa e peso Per effetto carrucola si intende la moltiplicazione delle forze a carico di una carrucola. carrucola (punto di rinvio): più è acuto. Carico di rottura. è una forza che considera la massa di fattore determinante è l’angolo che i bracci della corda definiscono rispetto all’ancoraggio della un oggetto e l’attrazione che su di esso ha la forza di gravità. la sollecitazione Sollecitazione statica e dinamica del punto di rinvio è pari al doppio del peso applicato. Il della gravità a cui è sottoposto. cioè il valore che non deve essere superato in fase operativa per garantire la sicurezza del climber. si ottiene il carico massimo di utilizzo. è in grado di sopportare solo 15 kN. corde. carico massimo di utilizzo Il carico di rottura corrisponde alla massima sollecitazione che un dispositivo sopporta prima di cedere. bloccanti etc. La loro conoscenza e la loro manutenzione sono prioritarie per svolgere in sicurezza i lavori su fune. per sua caratteristica costrut- tiva o modalità d’impiego. sono intese tutte le attrezzature che devono essere indossate e/o impiegate dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi su- scettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro. Una sollecitazione dinamica è il peso di un oggetto in movimento. è quindi consigliabile mantenere un margine di sicurezza ulteriore rispetto al carico di utilizzo. oltre alla funzione di protezione. Rappresentazione grafica della forza risultante a carico di un punto di rinvio in relazione all’ampiezza dell’angolo di fune 3.). nel momento in cui si realizza un rinvio o una deviazione. ossia i bracci delle corde risultano paralleli. sebbene entro i limiti di sicurezza. è indispensabile considerare l’effetto carrucola per proporzionare adeguatamente le attrezzature da utilizzare. del sistema) siano adeguati e proporzionati alle sollecitazioni che dovranno sopportare. L’usura infatti riduce notevolmente la resistenza delle attrezzature e le forti sollecitazioni. Ad esempio in una operazione di smontaggio è scorretto predisporre un’installazione per la quale è prevista una portata di 30 kN quando anche solo uno degli elementi. Per questo moti- vo l’attività lavorativa su fune implica una formazione professionale specifica e approfondita. espressa in grammi. cadendo. ad esempio un cimale in • a 90° la forza esercitata sulla carrucola e sugli elementi dell’ancoraggio risulta uguale a 1. anche in questo caso con materiali di portata adeguata. coefficiente di sicurezza.

Ad esempio in una operazione di smontaggio è scorretto predisporre un’installazione per la quale è prevista una portata di 30 kN quando anche solo uno degli elementi. carrucola (punto di rinvio): più è acuto. bloccanti etc.). è quindi consigliabile mantenere un margine di sicurezza ulteriore rispetto al carico di utilizzo. determinano nel tempo una più rapida usura dei materiali. cadendo. ossia i bracci delle corde risultano paralleli.2. generalmente 5 per dispositivi metallici e 7 per dispositivi tessili. carico massimo di utilizzo Il carico di rottura corrisponde alla massima sollecitazione che un dispositivo sopporta prima di cedere. al primo impiego. ad esempio un cimale in • a 90° la forza esercitata sulla carrucola e sugli elementi dell’ancoraggio risulta uguale a 1. nel momento in cui si realizza un rinvio o una deviazione. ne sviluppa 200. coefficiente di sicurezza. anche in questo caso con materiali di portata adeguata. la forza esercitata sulla corda. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing effetto carrucola Massa e peso Per effetto carrucola si intende la moltiplicazione delle forze a carico di una carrucola. I DPI da soli non possono evitare gli incidenti ma sono dispositivi atti a minimizzarne i danni. è indispensabile considerare l’effetto carrucola per proporzionare adeguatamente le attrezzature da utilizzare. piuttosto che trattenendo un toppo da 40 kg che. ad esempio un ramo sollevato o calato len- sce la forza risultante: tamente. 18 19 . Nel caso di un angolo prossimo a 0°. del sistema) siano adeguati e proporzionati alle sollecitazioni che dovranno sopportare.5 volte caduta che viene trattenuto. espressa in grammi. • con angoli superiori a 120 ° la sollecitazione è inferiore al peso applicato. per sua caratteristica costrut- tiva o modalità d’impiego. Per questo moti- vo l’attività lavorativa su fune implica una formazione professionale specifica e approfondita. aumentando l’ampiezza dell’angolo decre- Una sollecitazione statica è il peso di un oggetto fermo. corde. sono intese tutte le attrezzature che devono essere indossate e/o impiegate dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi su- scettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro. maggiore è la forza esercitata nel punto di rinvio. Una sollecitazione dinamica è il peso di un oggetto in movimento. Il della gravità a cui è sottoposto. dispositivi di protezione individuale. La loro conoscenza e la loro manutenzione sono prioritarie per svolgere in sicurezza i lavori su fune. si ottiene il carico massimo di utilizzo. cioè il valore che non deve essere superato in fase operativa per garantire la sicurezza del climber. iMPoRtante: i concetti sopraindicati sono riferiti a materiali nuovi. Dividendo questo valore per un appropriato coefficiente di sicurezza. costituiscono il sistema operativo che per- mette materialmente di effettuare il lavoro su fune (imbrago. sebbene entro i limiti di sicurezza. oltre alla funzione di protezione. Il peso. • con un angolo di 120° non vi è incremento di forza. Rappresentazione grafica della forza risultante a carico di un punto di rinvio in relazione all’ampiezza dell’angolo di fune 3. Nel treeclimbing i DPI. corrisponde al peso di un oggetto indipendentemente dall’entità elementi di ancoraggio della stessa. Carico di rottura. Ogni dispositivo utilizzato nel treeclimbing viene testato in laboratorio per verificarne l’idoneità a sostenere i carichi per i quali è stato costruito. la sollecitazione Sollecitazione statica e dinamica del punto di rinvio è pari al doppio del peso applicato. Catena di sicurezza L’effetto carrucola può essere sfruttato per realizzare paranchi quando si devono sollevare carichi Quando si installa un sistema operativo è necessario verificare sempre che tutti i componenti (anelli importanti. espresso in Newton. L’usura infatti riduce notevolmente la resistenza delle attrezzature e le forti sollecitazioni. e degli La massa. è in grado di sopportare solo 15 kN. L’attrezzatura utilizzata subisce meno sollecitazioni sostenendo staticamente un toppo da 200 kg. è una forza che considera la massa di fattore determinante è l’angolo che i bracci della corda definiscono rispetto all’ancoraggio della un oggetto e l’attrazione che su di esso ha la forza di gravità. disPositivi di PRoteZione individuale (dPi) Col termine DPI.

2. se la dotazione comprende dispositivi identici. stabilito dall’utilizzatore. i I DPI devono riportare la marchiatura europea CE che ne attesti l’idoneità all’utilizzo per il quale DPI vengono suddivisi in tre categorie: vengono impiegati. devono essere riportate nelle note informative da parte del costruttore. Climber con i dispositivi di ca. ciò I DPI devono essere soggetti ad una serie di ISPEZIONI: implica una specifica formazione professionale • da parte del lavoratore prima dell’utilizzo giornaliero. Nota informativa del costruttore: istruzioni d’uso e manutenzione nella lingua del paese di vendita L’insieme di tutte le sche- de costituisce il REGI- STRO dei DPI che deve essere sempre aggiorna- to e presente sul luogo di lavoro. • riferimenti del costruttore. • data di messa in servizio. • data ed esito delle ispe- zioni. Nel treeclimbing.seconda categoria: rischi medi con possibilità di La normativa EN 365 prescrive che le modalità di conservazione e manutenzione di ciascun DPI danni temporanei. • periodica da parte di personale competente. un dispositivo che ha subito una sollecitazione eccessiva.prima categoria: rischi lievi. come per l’uso della motosega. costantemente a conoscenza delle loro condizioni e si eviti che qualcuno utilizzi.1 Caratteristiche e manutenzione dei DPI A seconda dei rischi per i quali sono stati ideati. senza saperlo. .terza categoria: rischi elevati con possibilità di È preferibile che i DPI costituiscano una dotazione strettamente personale affinché l’operatore sia danni permanenti o morte. • dopo l’arresto di una caduta. da parte del costruttore o di personale autorizzato. Devono essere conservati in modo adeguato e sottoposti alle necessarie e previste manutenzioni. i DPI rientrano per lo più nella terza categoria. Nota informativa del costruttore relativa a un discensore. Ad ogni singolo DPI deve essere associata una SCHEDA TECNICA che riporti: • eventuale codice identificativo. . • in occasione della messa o rimessa in servizio. • data di acquisto. . • numero di lotto. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing 3. per utilizzarli. • annuale. dati identificativi dell’attrezzo protezione di base 20 21 . completa. • anno di costruzione. Da sinistra a destra: disegni sulle modalità d’impiego. scheda tecni.

• data di acquisto.seconda categoria: rischi medi con possibilità di La normativa EN 365 prescrive che le modalità di conservazione e manutenzione di ciascun DPI danni temporanei. Nel treeclimbing. • in occasione della messa o rimessa in servizio. . • numero di lotto. per utilizzarli. completa. Da sinistra a destra: disegni sulle modalità d’impiego. dati identificativi dell’attrezzo protezione di base 20 21 . devono essere riportate nelle note informative da parte del costruttore.terza categoria: rischi elevati con possibilità di È preferibile che i DPI costituiscano una dotazione strettamente personale affinché l’operatore sia danni permanenti o morte. . come per l’uso della motosega. un dispositivo che ha subito una sollecitazione eccessiva. se la dotazione comprende dispositivi identici. Devono essere conservati in modo adeguato e sottoposti alle necessarie e previste manutenzioni. ciò I DPI devono essere soggetti ad una serie di ISPEZIONI: implica una specifica formazione professionale • da parte del lavoratore prima dell’utilizzo giornaliero. • data di messa in servizio. senza saperlo. Climber con i dispositivi di ca. • dopo l’arresto di una caduta.prima categoria: rischi lievi. . MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing 3. costantemente a conoscenza delle loro condizioni e si eviti che qualcuno utilizzi. • annuale. • periodica da parte di personale competente.1 Caratteristiche e manutenzione dei DPI A seconda dei rischi per i quali sono stati ideati. scheda tecni. i I DPI devono riportare la marchiatura europea CE che ne attesti l’idoneità all’utilizzo per il quale DPI vengono suddivisi in tre categorie: vengono impiegati. i DPI rientrano per lo più nella terza categoria. • anno di costruzione. da parte del costruttore o di personale autorizzato. • riferimenti del costruttore. • data ed esito delle ispe- zioni. Nota informativa del costruttore relativa a un discensore. Nota informativa del costruttore: istruzioni d’uso e manutenzione nella lingua del paese di vendita L’insieme di tutte le sche- de costituisce il REGI- STRO dei DPI che deve essere sempre aggiorna- to e presente sul luogo di lavoro.2. stabilito dall’utilizzatore. Ad ogni singolo DPI deve essere associata una SCHEDA TECNICA che riporti: • eventuale codice identificativo.

cintura di posizionamento con attacchi laterali e La norma EN 397 relativa agli elmetti di protezione per l’indu. tra l’imbragatura e il punto di ancoraggio. dizioni di sicurezza in caso di caduta. la cintura di posizio- namento con attacco centrale (ventrale) e quelli 3. guanti. a guanti e calzature idonee. contatto con parti in movimento della pianta. A causa della sua bassa elasticità. c. imbottiti di adeguate dimensioni. devono essere Imbragatura bassa EN 813. Può costituire l’elemento di presa del corpo dell’operatore.2. Nel treeclimbing l’impiego della motosega richiede l’utiliz- zo dei seguenti DPI: casco dotato di visiera e otoprotettori. trale). confortevoli per il sostegno in sospensione. imbragatura completa in cui è evidente l’attacco si alla attività svolta. per le sole operazioni di trattenuta e/o di posizionamento non esposte al rischio di b caduta dall’alto e/o di ribaltamento. b. per garantire adeguato sostegno e trattenuta nelle operazioni quindi adottare i DPI necessari a proteggere l’operatore in di lavoro con funi. posture scorrette. per esempio in ab- b. pendoli. in genere utilizzato in caso di impigliamento. pitolo 4 “Procedure di lavoro e organizzazione del cantiere”). pantaloni antitaglio e calzature omologate per l’uso della motosega. Nel treeclimbing le fonti di rischi sono a anticaduta dorsale principalmente due: il lavoro su fune e l’uso della motosega. Può avere un sedile associabile ai cosciali nel caso di b uso per lunghe operazioni in sospensione. Imbragatura completa EN 361 to. dal basso verso l’alto. Costituisce l’elemento di presa del corpo dell’operatore e ne scivolamento. imbragatura completa in cui sono evidenti. patologie da sospensione. elmetto Peltor. i cosciali. la bretella con attacco anticaduta anteriore (sternale). EN 358 impiegati i dispositivi di seguito descritti. elmetto Petzl binamento ad un assorbitore di energia EN 355-2. Deve avere in- è necessario definire un corretto metodo di lavoro (vedi ca. Non è idonea ad arresta- Elmetto da lavoro EN 397 re in sicurezza cadute libere. in base alla valutazione dei rischi. Per minimizzare il rischio (dorsale). MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing a. Può costituire par- a. con attacchi sia laterali che centrale (ven- caso di errori e/o incidenti (rischio residuo). lazioni. nel caso di caduta di oggetti dall’alto sia in caso di impatto Se include una cintura di posizionamento con attacchi laterali dell’operatore contro ostacoli. sizionamento. in sostituzione dell’imbragatura completa. la norma raccomanda che non costituisca Differenti modelli di elmetti idonei all’attività del treeclimbing: da solo un sistema di arresto della caduta. etc. etc. te di un sistema di protezione anticaduta. con attacchi anticaduta anteriore (sternale) e/o posteriore Questi rischi vanno sempre valutati. deve garantire il sostegno in sospensione e l’arresto in con- affaticamento. Differenti tipologie di cordini 22 23 . esa. schegge. Rischi connessi al lavoro in altezza su alberi: caduta dall’al. Deve essere certificata conforme alla norma EN 813. Deve avere cintura e coscia- Pur non facendo parte dei DPI anticaduta il casco è di fon. vibrazioni. Per i rischi del lavoro su fune oltre ad un abbigliamento ade- rente adeguato. con l’applicazione delle sue estensioni normative. Svolge la dell’operatore oltre ad un attacco disposto centralmente sulla duplice funzione di protezione del capo dell’operatore sia cintura. può essere certificata nell’ambito della norma EN 358.2 I DPI nell’attività del treeclimbing laterali. escoriazioni. Il casco per il lavoro con funi deve avere una calotta ad alta protezione. a corporata una cintura di posizionamento comoda e imbottita. li imbottiti di adeguate dimensioni per un sostegno comodo damentale importanza anche nel lavoro con funi. Deve avere bretelle adeguate ai movimenti che deve fare l’operatore e cosciali Rischi connessi all’uso della motosega: ferimento da taglio. un Differenti modelli di imbragature basse dotate di sottogola di adeguata resistenza. Prima di descrivere i DPI bisogna conoscere i rischi connes. traumi. una bardatura comoda e stabile sulla testa. elmetto Kong. attacco centrale stria. allergie. ga- rantisce la protezione in particolari condizioni di lavoro e lo Cordini EN 354 sgancio del sottogola ad un determinato carico di sicurezza c Elemento di collegamento e/o di prolunga. conformi alla norma sul po- rumore. colpi di calore. traumi.

Nel treeclimbing le fonti di rischi sono a anticaduta dorsale principalmente due: il lavoro su fune e l’uso della motosega. un Differenti modelli di imbragature basse dotate di sottogola di adeguata resistenza. schegge. in base alla valutazione dei rischi. contatto con parti in movimento della pianta. i cosciali. sizionamento. pantaloni antitaglio e calzature omologate per l’uso della motosega. vibrazioni. guanti. la bretella con attacco anticaduta anteriore (sternale). con l’applicazione delle sue estensioni normative. Deve avere in- è necessario definire un corretto metodo di lavoro (vedi ca. elmetto Kong. allergie. pendoli. imbragatura completa in cui è evidente l’attacco si alla attività svolta. Non è idonea ad arresta- Elmetto da lavoro EN 397 re in sicurezza cadute libere. Può costituire l’elemento di presa del corpo dell’operatore. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing a. imbragatura completa in cui sono evidenti. per garantire adeguato sostegno e trattenuta nelle operazioni quindi adottare i DPI necessari a proteggere l’operatore in di lavoro con funi. con attacchi anticaduta anteriore (sternale) e/o posteriore Questi rischi vanno sempre valutati. dal basso verso l’alto. deve garantire il sostegno in sospensione e l’arresto in con- affaticamento. Il casco per il lavoro con funi deve avere una calotta ad alta protezione. c.2. Per i rischi del lavoro su fune oltre ad un abbigliamento ade- rente adeguato. in genere utilizzato in caso di impigliamento. Per minimizzare il rischio (dorsale). imbottiti di adeguate dimensioni. traumi. attacco centrale stria. ga- rantisce la protezione in particolari condizioni di lavoro e lo Cordini EN 354 sgancio del sottogola ad un determinato carico di sicurezza c Elemento di collegamento e/o di prolunga. Svolge la dell’operatore oltre ad un attacco disposto centralmente sulla duplice funzione di protezione del capo dell’operatore sia cintura. conformi alla norma sul po- rumore. elmetto Petzl binamento ad un assorbitore di energia EN 355-2. EN 358 impiegati i dispositivi di seguito descritti. lazioni. colpi di calore. cintura di posizionamento con attacchi laterali e La norma EN 397 relativa agli elmetti di protezione per l’indu. pitolo 4 “Procedure di lavoro e organizzazione del cantiere”). Costituisce l’elemento di presa del corpo dell’operatore e ne scivolamento. Deve essere certificata conforme alla norma EN 813. traumi. Rischi connessi al lavoro in altezza su alberi: caduta dall’al. Deve avere cintura e coscia- Pur non facendo parte dei DPI anticaduta il casco è di fon. Prima di descrivere i DPI bisogna conoscere i rischi connes. A causa della sua bassa elasticità. la cintura di posizio- namento con attacco centrale (ventrale) e quelli 3. Differenti tipologie di cordini 22 23 . dizioni di sicurezza in caso di caduta. la norma raccomanda che non costituisca Differenti modelli di elmetti idonei all’attività del treeclimbing: da solo un sistema di arresto della caduta. una bardatura comoda e stabile sulla testa. Deve avere bretelle adeguate ai movimenti che deve fare l’operatore e cosciali Rischi connessi all’uso della motosega: ferimento da taglio. a guanti e calzature idonee. a corporata una cintura di posizionamento comoda e imbottita. b. esa. devono essere Imbragatura bassa EN 813. te di un sistema di protezione anticaduta. escoriazioni. etc. patologie da sospensione. tra l’imbragatura e il punto di ancoraggio. Può avere un sedile associabile ai cosciali nel caso di b uso per lunghe operazioni in sospensione. posture scorrette. trale). può essere certificata nell’ambito della norma EN 358. confortevoli per il sostegno in sospensione. li imbottiti di adeguate dimensioni per un sostegno comodo damentale importanza anche nel lavoro con funi. Nel treeclimbing l’impiego della motosega richiede l’utiliz- zo dei seguenti DPI: casco dotato di visiera e otoprotettori. con attacchi sia laterali che centrale (ven- caso di errori e/o incidenti (rischio residuo). per le sole operazioni di trattenuta e/o di posizionamento non esposte al rischio di b caduta dall’alto e/o di ribaltamento.2 I DPI nell’attività del treeclimbing laterali. nel caso di caduta di oggetti dall’alto sia in caso di impatto Se include una cintura di posizionamento con attacchi laterali dell’operatore contro ostacoli. per esempio in ab- b. Può costituire par- a. Imbragatura completa EN 361 to. elmetto Peltor. etc. in sostituzione dell’imbragatura completa.

o essere prolungati tramite un cordino EN 354. Doppia maniglia omologata CE come sistema di risalita su corda doppia. purché con resistenza sull’asse maggiore non diretta delle funi e per il bloccaggio anti-ritorno nei sistemi di inferiore a 25 kN. so. l’operatore deve dotarsi Si tratta del dispositivo che permette all’operatore di calarsi di una seconda corda a cui si collega tramite un dispositivo lungo la fune di lavoro. dimensione e forma Differenti modelli di bloccanti variano in relazione agli impieghi di lavoro ambito lavorativo è integrata dalla norma EN 12841. Differenti modelli di assorbitori Lockjack. quando dotati di anima costituita da un cavo d’acciaio. Nel lavoro con funi non devono essere usati per ar- connessioni fisse tra DPI o per connessioni di ancoraggio si restare cadute libere.5 m. pur non soddisfacendo l’uso della doppia corda previsto dalla normativa vigente. capaci di dissipare l’energia Differenti modelli di anticaduta Differenti modelli di longe di posizionamento cinetica della caduta tramite una deformazione della loro struttura. che è dotata di un assorbitore lunghezza complessiva. generalmente nel tre. La norma EN 567 definisce i bloccanti per uso sportivo. La caduta. mentre si bloccano sulla fune stessa nel verso contrario. automatico che interrompe la discesa in caso di abbandono della presa da parte dell’operatore. in footlock o con l’ausilio di due bloccanti da piede. La linea flessibile è costituita da una fune semistatica EN 1891-A. garantisce un’efficace protezione contro le cadute dall’alto. Possono avere varie for. co. Dispositivi a funzionamento passivo per arrestare in modo progressivo una caduta libera. Posso- Assorbitori EN 355-2 no avere funzione antitaglio. spostabile inferiore a 22 kN. la quale. di energia grazie al quale. Dispositivi che possono scorrere su una fune in un solo ver- me. tra le quali scegliere in funzione delle esigenze opera. purché la sua dotta dallo stesso marchio ART. possono essere associati alla falsa forcella ROPEGUIDE pro- stituendo un sistema di protezione anticaduta. dispositivo determina il bloccaggio del meccanismo di presa eclimbing è consigliabile la chiusura a tripla sicurezza. Devono avere una resistenza sull’asse maggiore non Servono a costituire un punto fisso lungo una fune. Possono avere una prolunga tili. Nella nota tecnica del fabbricante sono chiaramente indicate le possibilità e le modalità di utilizzo di tale sistema. Può avere una funzione antipanico ed un sistema di bloccaggio sulla fune che facili. Devono avere lunghezza adeguata alla struttura di sostegno ed essere dotati di un si- stema di regolazione rapida della lunghezza. Inoltre integrata. in particolare per uso con moto- sega. Per sulla fune. oltre alla funzione di ancoraggio. Devono garantire una forza residua di arresto del Lockjack e spiderjack EN 358 corpo inferiore a 6 kN durante il processo di arresto della Sono dispositivi omologati come sistemi di posizionamento. Deve avere un sistema di sicurezza anticaduta di tipo EN 353-2. tive. ad esempio in fase di risalita. in basso a sinistra. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing Connettori EN 362 Bloccanti EN 567 EN 12841 Elementi di connessione apribili. recupero manuale. in quanto il loro meccanismo potrebbe possono usare maglie rapide certificate conformi alla norma danneggiare gravemente la fune. concepiti per essere applicati alla corda di lavoro. Non sono adatti ad arrestare cadute libere di altezza superiore a 0. che assolve alla funzione di fune di Elementi di collegamento della cintura di posizionamento alla sicurezza. Anticaduta EN 353-2 Differenti modelli di discensori Ascentree Si tratta del dispositivo anticaduta di tipo guidato su linea di ancoraggio flessibile che costituisce la protezione contro le Longe di posizionamento EN 358 cadute dall’alto. Il bloccaggio della leva di chiusura può per tutta la lunghezza della fune stessa. sostanzialmente. Deve essere sempre considerato per il loro uso definizione è un po’ riduttiva per questi attrezzi molto versa- corretto il tirante d’aria libero. Il carico applicato sul essere di tipo automatico o manuale. dice che in situazione di sospensione su una Discensori EN 341-A fune. Ascentree Petzl (certificato CE) ta il posizionamento. In Differenti tipologie di connettori. non superi i 2 m. considerando anche i connettori. e spiderjack associato a dispositivo di ancoraggio 24 25 . Si utilizzano per la risalita EN 12275-Q. struttura di sostegno o di trattenuta.

spostabile inferiore a 22 kN. quando dotati di anima costituita da un cavo d’acciaio. Per sulla fune. Si utilizzano per la risalita EN 12275-Q. Il carico applicato sul essere di tipo automatico o manuale. so. di energia grazie al quale. o essere prolungati tramite un cordino EN 354. considerando anche i connettori. Nella nota tecnica del fabbricante sono chiaramente indicate le possibilità e le modalità di utilizzo di tale sistema. Non sono adatti ad arrestare cadute libere di altezza superiore a 0. Posso- Assorbitori EN 355-2 no avere funzione antitaglio. purché con resistenza sull’asse maggiore non diretta delle funi e per il bloccaggio anti-ritorno nei sistemi di inferiore a 25 kN. Possono avere una prolunga tili.5 m. struttura di sostegno o di trattenuta. recupero manuale. Devono avere lunghezza adeguata alla struttura di sostegno ed essere dotati di un si- stema di regolazione rapida della lunghezza. Il bloccaggio della leva di chiusura può per tutta la lunghezza della fune stessa. mentre si bloccano sulla fune stessa nel verso contrario. pur non soddisfacendo l’uso della doppia corda previsto dalla normativa vigente. garantisce un’efficace protezione contro le cadute dall’alto. in footlock o con l’ausilio di due bloccanti da piede. non superi i 2 m. Deve avere un sistema di sicurezza anticaduta di tipo EN 353-2. In Differenti tipologie di connettori. Deve essere sempre considerato per il loro uso definizione è un po’ riduttiva per questi attrezzi molto versa- corretto il tirante d’aria libero. in quanto il loro meccanismo potrebbe possono usare maglie rapide certificate conformi alla norma danneggiare gravemente la fune. tive. in particolare per uso con moto- sega. e spiderjack associato a dispositivo di ancoraggio 24 25 . Ascentree Petzl (certificato CE) ta il posizionamento. che è dotata di un assorbitore lunghezza complessiva. La linea flessibile è costituita da una fune semistatica EN 1891-A. Anticaduta EN 353-2 Differenti modelli di discensori Ascentree Si tratta del dispositivo anticaduta di tipo guidato su linea di ancoraggio flessibile che costituisce la protezione contro le Longe di posizionamento EN 358 cadute dall’alto. Nel lavoro con funi non devono essere usati per ar- connessioni fisse tra DPI o per connessioni di ancoraggio si restare cadute libere. dimensione e forma Differenti modelli di bloccanti variano in relazione agli impieghi di lavoro ambito lavorativo è integrata dalla norma EN 12841. Dispositivi che possono scorrere su una fune in un solo ver- me. La caduta. capaci di dissipare l’energia Differenti modelli di anticaduta Differenti modelli di longe di posizionamento cinetica della caduta tramite una deformazione della loro struttura. dispositivo determina il bloccaggio del meccanismo di presa eclimbing è consigliabile la chiusura a tripla sicurezza. che assolve alla funzione di fune di Elementi di collegamento della cintura di posizionamento alla sicurezza. Può avere una funzione antipanico ed un sistema di bloccaggio sulla fune che facili. tra le quali scegliere in funzione delle esigenze opera. possono essere associati alla falsa forcella ROPEGUIDE pro- stituendo un sistema di protezione anticaduta. oltre alla funzione di ancoraggio. Differenti modelli di assorbitori Lockjack. Devono garantire una forza residua di arresto del Lockjack e spiderjack EN 358 corpo inferiore a 6 kN durante il processo di arresto della Sono dispositivi omologati come sistemi di posizionamento. La norma EN 567 definisce i bloccanti per uso sportivo. la quale. Possono avere varie for. Dispositivi a funzionamento passivo per arrestare in modo progressivo una caduta libera. l’operatore deve dotarsi Si tratta del dispositivo che permette all’operatore di calarsi di una seconda corda a cui si collega tramite un dispositivo lungo la fune di lavoro. Devono avere una resistenza sull’asse maggiore non Servono a costituire un punto fisso lungo una fune. Doppia maniglia omologata CE come sistema di risalita su corda doppia. co. generalmente nel tre. Inoltre integrata. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing Connettori EN 362 Bloccanti EN 567 EN 12841 Elementi di connessione apribili. concepiti per essere applicati alla corda di lavoro. automatico che interrompe la discesa in caso di abbandono della presa da parte dell’operatore. sostanzialmente. in basso a sinistra. dice che in situazione di sospensione su una Discensori EN 341-A fune. ad esempio in fase di risalita. purché la sua dotta dallo stesso marchio ART.

trattenuta da una corda lunga 3 m) e garantire una forza d’ar- corda 1891 A. tramite una puleggia rotante su un asse.3 (ad esempio una caduta di 1 m individualmente certificati EN: connettori 362. formata da 16 trefoli intrec- Moltiplicatori di ancoraggio. ad esempio.11 mm). diametro 13 mm. proteggere l’anima dall’abrasione (diametro 10. Per l’arrampicata in pianta si utilizzano corde semistatiche a sizionamento in pianta. o. diametro 10. struttura simile alle kern mantle. Possono essere usati per costituire sistemi di recupero manuale demoltiplicati. mità.5 . doppia treccia 24 trefoli. La resistenza è divisa equamente tra le due ti. componenti. Le caratteristiche interessanti di questo tipo di costruzione sono il diametro contenuto e l’ottima compatibi- Ancoraggi: a sinistra anelli di fettuccia chiusi. Per il treeclim.11. fusti di notevole diametro. 16 trefoli. in generale. cordino per nodo 566 resto inferiore ai 6 kN. Si tratta di corde che presentano una calza com- Spezzoni di corda con le due terminazioni asolate utilizzati posta da 24 trefoli intrecciati ed un’anima anch’essa di fi- per realizzare ancoraggi su strutture di dimensioni importan- bre intrecciate. dall’alto: kern mantle. servono a realizzare punti di ancoraggio intorno a strut- • per il sistema a corda doppia le corde più diffuse hanno una ture portanti o a prolungare punti di ancoraggio strutturali. riferita ad una massa di 100 kg. in modo da diminuire l’attrito sulla fune. per la risalita. a garantire la maggior parte della tenuta. La regolazione dei basso allungamento (inferiore al 5%) realizzate principalmen- movimenti si ottiene molto agevolmente con l’utilizzo di un te in poliestere e poliammide. ma concettualmente oppo- Devono avere una resistenza non inferiore a 22 kN. 12841. a destra lità con l’uso sia di nodi di frizione che di bloccanti meccani- moltiplicatori di ancoraggio ci (diametro 11 . specifici per il sistema di lavoro a corda doppia. 12275 e 795-B. a (ropeguide) destra falsa forcella regolabile (multisaver) 26 27 . fissa o meno. almeno 22 kN. Carrucole EN 12278 Dispositivi che consentono di far cambiare direzione ad una fune. Con questa omologazione si identificano vari dispositivi che kern mantle.5 mm. False forcelle: dispositivi di ancoraggio fissi o regolabili. costituiti da piastre metalliche ciati. diametro 11 mm. e da una calza che ha principalmente lo scopo di Anelli di fettuccia chiusi mediante cucitura delle due estre. si impiegano corde dette “kern mantle”. mentre l’ani- dotate di alcuni fori a cui si fissano corde o altri dispositivi ma di fibre non intrecciate serve principalmente a mantene- tramite connettori idonei. Il carico e 795-B. certificato CE. carrucola 12278 e 795-B. Le corde utilizzate come DPI dai climbers possono essere so- stanzialmente di tre tipi: Ancoraggi EN 795-B Sistema CEclimb Funi (DPI). Differenti modelli di carrucole Ancoraggi: false forcelle fisse Ancoraggi: falsa forcella regolabile Ancoraggi: a sinistra cordino per treccia valdostana. re la sezione circolare della corda sottoposta a pressione da nodi o altri dispositivi di frizione (diametro 12 – 13 mm). MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing Sistema CEclimb (certificato CE) Funi EN 1891 A Si tratta di un sistema completo per l’arrampicata ed il po. Devono sopportare in sicurezza nodo di frizione (treccia valdostana). Tutti i componenti sono un fattore di caduta pari a 0. • per il sistema a corda singola. sta: in questo caso è la calza. in abbinamento a dispositivi di bloccaggio anti-ritorno. • il terzo tipo è di diffusione recente per il sistema a corda doppia. come. di rottura in seguito a sollecitazione statica deve essere di so ai test previsti dalle norme EN 795. diametro 11 mm ma di fibre non intrecciate che garantisce circa l’80% della bing si considerano: tenuta. il sistema completo è stato sottoposto con succes. costituite da un’ani- possono essere anche molto diversi tra loro. 341.5 mm). 567.

a destra lità con l’uso sia di nodi di frizione che di bloccanti meccani- moltiplicatori di ancoraggio ci (diametro 11 . Il carico e 795-B. specifici per il sistema di lavoro a corda doppia. Le caratteristiche interessanti di questo tipo di costruzione sono il diametro contenuto e l’ottima compatibi- Ancoraggi: a sinistra anelli di fettuccia chiusi. o. La regolazione dei basso allungamento (inferiore al 5%) realizzate principalmen- movimenti si ottiene molto agevolmente con l’utilizzo di un te in poliestere e poliammide. per la risalita. struttura simile alle kern mantle. Differenti modelli di carrucole Ancoraggi: false forcelle fisse Ancoraggi: falsa forcella regolabile Ancoraggi: a sinistra cordino per treccia valdostana. in abbinamento a dispositivi di bloccaggio anti-ritorno. Le corde utilizzate come DPI dai climbers possono essere so- stanzialmente di tre tipi: Ancoraggi EN 795-B Sistema CEclimb Funi (DPI).5 mm. dall’alto: kern mantle. sta: in questo caso è la calza. 567. 16 trefoli. a (ropeguide) destra falsa forcella regolabile (multisaver) 26 27 . diametro 13 mm. trattenuta da una corda lunga 3 m) e garantire una forza d’ar- corda 1891 A. carrucola 12278 e 795-B. formata da 16 trefoli intrec- Moltiplicatori di ancoraggio. Per il treeclim. False forcelle: dispositivi di ancoraggio fissi o regolabili. e da una calza che ha principalmente lo scopo di Anelli di fettuccia chiusi mediante cucitura delle due estre.3 (ad esempio una caduta di 1 m individualmente certificati EN: connettori 362. La resistenza è divisa equamente tra le due ti. diametro 10. in generale. fissa o meno.11 mm). come. • per il sistema a corda singola. Possono essere usati per costituire sistemi di recupero manuale demoltiplicati. mentre l’ani- dotate di alcuni fori a cui si fissano corde o altri dispositivi ma di fibre non intrecciate serve principalmente a mantene- tramite connettori idonei. riferita ad una massa di 100 kg. fusti di notevole diametro. re la sezione circolare della corda sottoposta a pressione da nodi o altri dispositivi di frizione (diametro 12 – 13 mm). costituiti da piastre metalliche ciati. Carrucole EN 12278 Dispositivi che consentono di far cambiare direzione ad una fune. 12275 e 795-B.5 . tramite una puleggia rotante su un asse. ma concettualmente oppo- Devono avere una resistenza non inferiore a 22 kN. in modo da diminuire l’attrito sulla fune. si impiegano corde dette “kern mantle”. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing Sistema CEclimb (certificato CE) Funi EN 1891 A Si tratta di un sistema completo per l’arrampicata ed il po. Si tratta di corde che presentano una calza com- Spezzoni di corda con le due terminazioni asolate utilizzati posta da 24 trefoli intrecciati ed un’anima anch’essa di fi- per realizzare ancoraggi su strutture di dimensioni importan- bre intrecciate. ad esempio. Tutti i componenti sono un fattore di caduta pari a 0. Con questa omologazione si identificano vari dispositivi che kern mantle. il sistema completo è stato sottoposto con succes. 12841. costituite da un’ani- possono essere anche molto diversi tra loro. Devono sopportare in sicurezza nodo di frizione (treccia valdostana).5 mm). servono a realizzare punti di ancoraggio intorno a strut- • per il sistema a corda doppia le corde più diffuse hanno una ture portanti o a prolungare punti di ancoraggio strutturali. a garantire la maggior parte della tenuta. mità. diametro 11 mm ma di fibre non intrecciate che garantisce circa l’80% della bing si considerano: tenuta. almeno 22 kN. Per l’arrampicata in pianta si utilizzano corde semistatiche a sizionamento in pianta. doppia treccia 24 trefoli. cordino per nodo 566 resto inferiore ai 6 kN. proteggere l’anima dall’abrasione (diametro 10. certificato CE. • il terzo tipo è di diffusione recente per il sistema a corda doppia. componenti.11. diametro 11 mm. 341. di rottura in seguito a sollecitazione statica deve essere di so ai test previsti dalle norme EN 795.

Corda per ritenzione a doppia treccia: visibile l’anima a trefoli intrecciati implicando quindi la necessità di assorbire il peso dei carichi con l’intero sistema di ritenzione. Normalmente buste. que- golino ad esso legato. Differenti modelli di contenitore per sagolino di ritenzione. ma meno pratico. Una caratteristica importante è Attrezzi specifici per la salita su alberi che devono essere il rapporto tra diametro della puleggia e diametro della corda abbattuti. contenente materiale sanitario per prestare le prime cure in caso di infortunio. ad altezze anche notevoli.2. Fionda Un’alternativa interessante sono le corde con guaina intrec- Attrezzo che consente il lancio in pianta del pesino e del sa.3 Attrezzatura per l’arrampicata 3. piegabile ed il carico massimo di utilizzo. foglie o altri oggetti. La costruzione deve essere Ramponi robusta e le flange sporgenti rispetto alla puleggia per pro- teggere la corda di ritenzione. anch’essa di fibre intrecciate.3 “Anco. Cassetta pronto soccorso Carrucola per ritenzione: visibili i dati relativi all’utilizzo 28 29 . si applicano preferibilmente sopra calzature ro. Garantiscono un eleva- to carico di utilizzo. Deve essere previsto un periodico controllo per reintegrare o sostituire il materiale eventualmente utilizzato o scaduto. cioè formate da un’anima di fibre intrecciate rivestita da una guaina. Ramponi forestali contuse. Il contenuto della cassetta deve essere predisposto in rela- zione alla dimensione della squadra e alle patologie che con maggiore probabilità possono insorgere nell’ambito del lavoro in pianta: da lievi escoriazioni a gravi ferite lacero. senza dimenticare reazioni allergiche agli insetti. Contenitori per sagolino Elementi della fionda usata per il lancio del sagolino Di varia forma e dimensioni. ustioni etc. Si sottolinea l’importanza della formazione degli operatori addetti al primo soccorso. sulla carrucola sono indicati il diametro massimo di corda im- normalmente la monopunta è la più funzionale e versatile.4 Materiale per lo smontaggio Pesini Differenti modelli di pesini Corda per ritenzione a doppia treccia Corde per ritenzione Oggetti specifici per portare sulla chioma degli alberi il sa. che Corda per ritenzione con anima “toronnée” Carrucole per ritenzione potrebbero interferire con il lancio. ste presentano una maggiore elasticità ma anche una mag- giore tendenza allo scorrimento tra guaina e calza. un’ottima resistenza all’abrasione e sono Sagolini molto compatibili con attrezzature come frizioni o carrucole Cordini sottili con cui si installano le funi in pianta. È sconsigliato usare carrucole che devono essere unite Differenti modelli di carrucole impiegate per la all’ancoraggio con un connettore.2. consentono di mantenere il sagolino ordinato e libero da rami. come previsto dal D. ciata e anima composta da tre trefoli (corde toronnées). 6 “Tecniche di golino con cui installare le funi in quota (vedi cap. Possono avere diversi tipi di punta intercambiabile. Le carrucole per ritenzione sono costituite da due flange che più economico. taglio in pianta”) sono principalmente di tipo a doppia treccia. Differenti modelli di sagolini La costruzione a doppia treccia riduce l’elasticità della corda. racchiudono due pulegge di diametro diverso: la maggiore serve ad accogliere la corda di ritenzione. la più piccola è destinata alla sling di ancoraggio. 388/2003 “Disposizioni sul pronto soccorso aziendale”. raggio delle corde”). MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing 3. per la ritenzione. che deve essere almeno pari a 4. 5. Le corde utilizzate per la ritenzione (vedi cap.M. Sostituiscono il secchio. Cassetta pronto soccorso ritenzione Sul luogo di lavoro deve essere obbligatoriamente presen- te una cassetta per il primo soccorso.

Le corde utilizzate per la ritenzione (vedi cap. Differenti modelli di sagolini La costruzione a doppia treccia riduce l’elasticità della corda. ma meno pratico. 6 “Tecniche di golino con cui installare le funi in quota (vedi cap. Ramponi forestali contuse. per la ritenzione. cioè formate da un’anima di fibre intrecciate rivestita da una guaina. Cassetta pronto soccorso Carrucola per ritenzione: visibili i dati relativi all’utilizzo 28 29 . Si sottolinea l’importanza della formazione degli operatori addetti al primo soccorso. foglie o altri oggetti.3 Attrezzatura per l’arrampicata 3. 388/2003 “Disposizioni sul pronto soccorso aziendale”. la più piccola è destinata alla sling di ancoraggio. Le carrucole per ritenzione sono costituite da due flange che più economico. racchiudono due pulegge di diametro diverso: la maggiore serve ad accogliere la corda di ritenzione. si applicano preferibilmente sopra calzature ro. ste presentano una maggiore elasticità ma anche una mag- giore tendenza allo scorrimento tra guaina e calza. que- golino ad esso legato. piegabile ed il carico massimo di utilizzo. ustioni etc. Sostituiscono il secchio. Una caratteristica importante è Attrezzi specifici per la salita su alberi che devono essere il rapporto tra diametro della puleggia e diametro della corda abbattuti. È sconsigliato usare carrucole che devono essere unite Differenti modelli di carrucole impiegate per la all’ancoraggio con un connettore. consentono di mantenere il sagolino ordinato e libero da rami. un’ottima resistenza all’abrasione e sono Sagolini molto compatibili con attrezzature come frizioni o carrucole Cordini sottili con cui si installano le funi in pianta. ciata e anima composta da tre trefoli (corde toronnées).2. raggio delle corde”). MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing 3.2. che deve essere almeno pari a 4. Cassetta pronto soccorso ritenzione Sul luogo di lavoro deve essere obbligatoriamente presen- te una cassetta per il primo soccorso.3 “Anco. 5. Corda per ritenzione a doppia treccia: visibile l’anima a trefoli intrecciati implicando quindi la necessità di assorbire il peso dei carichi con l’intero sistema di ritenzione. come previsto dal D. Contenitori per sagolino Elementi della fionda usata per il lancio del sagolino Di varia forma e dimensioni. Garantiscono un eleva- to carico di utilizzo. contenente materiale sanitario per prestare le prime cure in caso di infortunio. Deve essere previsto un periodico controllo per reintegrare o sostituire il materiale eventualmente utilizzato o scaduto.M. Il contenuto della cassetta deve essere predisposto in rela- zione alla dimensione della squadra e alle patologie che con maggiore probabilità possono insorgere nell’ambito del lavoro in pianta: da lievi escoriazioni a gravi ferite lacero. Normalmente buste. La costruzione deve essere Ramponi robusta e le flange sporgenti rispetto alla puleggia per pro- teggere la corda di ritenzione. Possono avere diversi tipi di punta intercambiabile. anch’essa di fibre intrecciate. senza dimenticare reazioni allergiche agli insetti. sulla carrucola sono indicati il diametro massimo di corda im- normalmente la monopunta è la più funzionale e versatile. che Corda per ritenzione con anima “toronnée” Carrucole per ritenzione potrebbero interferire con il lancio.4 Materiale per lo smontaggio Pesini Differenti modelli di pesini Corda per ritenzione a doppia treccia Corde per ritenzione Oggetti specifici per portare sulla chioma degli alberi il sa. Differenti modelli di contenitore per sagolino di ritenzione. Fionda Un’alternativa interessante sono le corde con guaina intrec- Attrezzo che consente il lancio in pianta del pesino e del sa. ad altezze anche notevoli. taglio in pianta”) sono principalmente di tipo a doppia treccia.

• nodi di frizione. adattati appositamente per i lavori di da “impalmare” e consente la costruzione di sling regolabili. particolari di smontaggio sono impiegate anche per legare a doppia treccia a treccia singola Per carichi leggeri si impiegano paranchi costituiti rami da tagliare. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing Sling per ancoraggio Paranchi Con questo termine si definiscono svariati dispositivi di an. Paranco GRCS con winch conoscenza e sicura esecuzione devono far parte del • frizioni basculanti (ad esempio cabestan volant). Tutti i nodi riducono il carico di rottura delle corde di- chiarato dalla casa costruttrice almeno del 25-30%. tra cui il sollevamen- coraggio per carrucole ed altre attrezzature. Nodi di servizio • frizioni fissate direttamente sul fusto mediante una o due I nodi sono un importante strumento di lavoro. generalmente. In situazioni Sling per ancoraggio asolata. in base alla fase di lavoro. per la ritenzione e il soccorso. sono fatte di corda a doppia treccia Per carichi pesanti esistono dispositivi meccanici di o di corda priva di anima (hollow braid). sottostimate. Possono essere di varia fattura e dimensione in base alle necessità operative. Ad esempio il “GRCS” è costituito da una Woopie sling Fascia di ancoraggio ad anello piastra di fissaggio al fusto. un winch di derivazione Connettori nautica per sollevare o un cilindro in alluminio per fri- zionare. fatti.3. loopie sling). Sling per ancoraggio asolata. I nodi vengono suddivisi nelle seguenti categorie sul- la base del loro impiego: • nodi di arresto. In commercio si Possono essere realizzate in diverse forme: spezzoni con trovano alcuni modelli già predisposti. Sono utilizzati per varie funzioni. smontaggio. to di rami. In generale si distinguono due tipi: 3. branche. Si preferisce Fasce serratronchi l’acciaio all’alluminio in quanto garantisce una maggiore Si tratta di fasce sintetiche munite di un dispositivo resistenza a non previste sollecitazioni in torsione o con leve meccanico di tensionamento “a cricchetto”. possono essere realizzati. ancorate bagaglio tecnico di un operatore in treeclimbing. fusto. direttamente gurazioni regolabili (whoopie sling. parti di fusto) che devono essere at- terrati in modo trattenuto. E’ consigliata la ghiera con chiusura a tripla si. al fine di mante- nere un buon margine di sicurezza in caso di sollecitazio- ni importanti o. In alcune situazioni di taglio in quota si posi- zionano sopra e sotto il taglio per evitare il rischio di Differenti modelli di connettori impiegati per la ritenzione rottura longitudinale del fusto/ramo (vedi capitolo 6 Frizioni “Tecniche di taglio in pianta”). Per operazioni di ritenzione si utilizzano connettori in acciaio Paranco realizzato con carrucole doppie e nodi di frizione e con carico di rottura intorno ai 40-50 kN. Frizioni: frizione fissa Frizioni: GRCS con cilindro in alluminio Frizioni: installazione con frizione fissa Fascia serratronchi e piastra di fissaggio inserita nel fusto e paranco tipo winch 30 31 . • nodi per fare asole. Le sling. da carrucole associate a bloccanti. Quest’ultima è facile origine nautica. anelli chiusi o confi. su cui si possono inserire. la loro ver- Frizioni: cabestan volant (port a wrap) satilità e facilità di applicazione li rende di particolare aiuto nelle varie fasi lavorative. In- al fusto mediante una sling. con facilità. eventualmente. in alternativa una o entrambe le terminazioni asolate. • nodi per avvolgere e stringere. la loro fasce serratronchi. pur non essendo considerati dei DPI. • nodi di giunzione. Sono i dispositivi frenanti utilizzati per calare o frizionare carichi (rami. lizzano per fissare alcuni tipi di frizioni o paranchi al curezza. si uti- sfavorevoli. sul campo.

sono fatte di corda a doppia treccia Per carichi pesanti esistono dispositivi meccanici di o di corda priva di anima (hollow braid). branche. si uti- sfavorevoli. possono essere realizzati. Si preferisce Fasce serratronchi l’acciaio all’alluminio in quanto garantisce una maggiore Si tratta di fasce sintetiche munite di un dispositivo resistenza a non previste sollecitazioni in torsione o con leve meccanico di tensionamento “a cricchetto”. sottostimate. in alternativa una o entrambe le terminazioni asolate. fusto. E’ consigliata la ghiera con chiusura a tripla si. con facilità. generalmente. • nodi di giunzione.3. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing Sling per ancoraggio Paranchi Con questo termine si definiscono svariati dispositivi di an. lizzano per fissare alcuni tipi di frizioni o paranchi al curezza. • nodi per fare asole. sul campo. Paranco GRCS con winch conoscenza e sicura esecuzione devono far parte del • frizioni basculanti (ad esempio cabestan volant). da carrucole associate a bloccanti. Frizioni: frizione fissa Frizioni: GRCS con cilindro in alluminio Frizioni: installazione con frizione fissa Fascia serratronchi e piastra di fissaggio inserita nel fusto e paranco tipo winch 30 31 . I nodi vengono suddivisi nelle seguenti categorie sul- la base del loro impiego: • nodi di arresto. In commercio si Possono essere realizzate in diverse forme: spezzoni con trovano alcuni modelli già predisposti. to di rami. Nodi di servizio • frizioni fissate direttamente sul fusto mediante una o due I nodi sono un importante strumento di lavoro. tra cui il sollevamen- coraggio per carrucole ed altre attrezzature. in base alla fase di lavoro. Tutti i nodi riducono il carico di rottura delle corde di- chiarato dalla casa costruttrice almeno del 25-30%. Sling per ancoraggio asolata. anelli chiusi o confi. un winch di derivazione Connettori nautica per sollevare o un cilindro in alluminio per fri- zionare. parti di fusto) che devono essere at- terrati in modo trattenuto. la loro fasce serratronchi. adattati appositamente per i lavori di da “impalmare” e consente la costruzione di sling regolabili. la loro ver- Frizioni: cabestan volant (port a wrap) satilità e facilità di applicazione li rende di particolare aiuto nelle varie fasi lavorative. Sono i dispositivi frenanti utilizzati per calare o frizionare carichi (rami. eventualmente. • nodi di frizione. In situazioni Sling per ancoraggio asolata. Possono essere di varia fattura e dimensione in base alle necessità operative. pur non essendo considerati dei DPI. su cui si possono inserire. direttamente gurazioni regolabili (whoopie sling. ancorate bagaglio tecnico di un operatore in treeclimbing. al fine di mante- nere un buon margine di sicurezza in caso di sollecitazio- ni importanti o. per la ritenzione e il soccorso. Ad esempio il “GRCS” è costituito da una Woopie sling Fascia di ancoraggio ad anello piastra di fissaggio al fusto. Le sling. Per operazioni di ritenzione si utilizzano connettori in acciaio Paranco realizzato con carrucole doppie e nodi di frizione e con carico di rottura intorno ai 40-50 kN. Sono utilizzati per varie funzioni. fatti. In alcune situazioni di taglio in quota si posi- zionano sopra e sotto il taglio per evitare il rischio di Differenti modelli di connettori impiegati per la ritenzione rottura longitudinale del fusto/ramo (vedi capitolo 6 Frizioni “Tecniche di taglio in pianta”). smontaggio. In- al fusto mediante una sling. loopie sling). In generale si distinguono due tipi: 3. Quest’ultima è facile origine nautica. particolari di smontaggio sono impiegate anche per legare a doppia treccia a treccia singola Per carichi leggeri si impiegano paranchi costituiti rami da tagliare. • nodi per avvolgere e stringere.

è il savoia. Altro nodo di arresto. Nodi di arresto 3. sono ideali per passare delle collo. Il nodo inglese (deriva dal nodo semplice). utile come chiusura delle corde.3. sotto ca- rico i colli vanno in battuta e stringono. Nodo semplice doppio associato a bellunese Sequenza di esecuzione di nodo inglese semplice Sequenza di esecuzione di mezzi colli Sequenza di esecuzione di asola e contro asola Nodo savoia associato a bellunese Sequenza di esecuzione di nodo inglese doppio 32 33 . Veloci da esegui- lo scioglimento.1. serve per unire due corde dello stesso diametro. Nodo piano L’asola e contro asola è utile per l’arresto di sicurezza.3. Il più semplice nodo d’arresto è il nodo semplice o re e facili da sciogliere. corde all’operatore in pianta. se non è stretto bene si scioglie facilmente. Nodi di giunzione I nodi di arresto si eseguono alla fine delle corde per impedire che si Sequenza di esecuzione nodo bandiera Il nodo bandiera ed il nodo piano servono per collegare sfilino da dispositivi vari. anche di diametro diverso. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing 3. semplice e doppio.2. I mezzi colli sono molto utili per fare delle legature veloci. Aggiungendo delle spire al nodo semplice si ottiene un ottimo nodo di chiusura (ad esempio nodo semplice doppio). associati ad altri nodi servono per evitarne Nodo semplice associato a bellunese due corde. il nodo base.

3. sotto ca- rico i colli vanno in battuta e stringono. è il savoia. Il più semplice nodo d’arresto è il nodo semplice o re e facili da sciogliere. se non è stretto bene si scioglie facilmente. Nodi di arresto 3. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing 3. il nodo base. I mezzi colli sono molto utili per fare delle legature veloci. serve per unire due corde dello stesso diametro.1. Nodo semplice doppio associato a bellunese Sequenza di esecuzione di nodo inglese semplice Sequenza di esecuzione di mezzi colli Sequenza di esecuzione di asola e contro asola Nodo savoia associato a bellunese Sequenza di esecuzione di nodo inglese doppio 32 33 . Il nodo inglese (deriva dal nodo semplice).3. utile come chiusura delle corde. associati ad altri nodi servono per evitarne Nodo semplice associato a bellunese due corde. Altro nodo di arresto. semplice e doppio. corde all’operatore in pianta.2. sono ideali per passare delle collo. Nodo piano L’asola e contro asola è utile per l’arresto di sicurezza. anche di diametro diverso. Veloci da esegui- lo scioglimento. Nodi di giunzione I nodi di arresto si eseguono alla fine delle corde per impedire che si Sequenza di esecuzione nodo bandiera Il nodo bandiera ed il nodo piano servono per collegare sfilino da dispositivi vari. Aggiungendo delle spire al nodo semplice si ottiene un ottimo nodo di chiusura (ad esempio nodo semplice doppio).

Nodi per fare asole L’asola semplice deriva da un nodo semplice realizzato a dop- pino. ad esempio nel caso di utilizzo di paranchi. Asola semplice Sequenza di esecuzione del nodo ad otto Sequenza di esecuzione del nodo bolino L’otto è il nodo usato per collegare le corde ai punti di ancorag- gio. Sequenza di esecuzione del nodo farfalla 34 35 . stringe molto ma non è idoneo per i grossi carichi. È ammesso dalla normativa vigente in Italia per la semplicità di realizzazione e di controllo della corretta ese- cuzione. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing 3.3.3. Deve essere stretto bene (assuccare il nodo) se no può sciogliersi. Il nodo ad otto è utilizzato in molte prove per l’omologazio- ne delle corde. Il nodo farfalla permette di realizzare un’asola in qualsiasi punto della corda. Serve in tutti quei casi in cui è previsto un forte carico sull’asola realizzata. Il bolino o gassa d’amante è molto utile in quanto il nodo si scio- glie anche dopo essere stato sottoposto ad un forte carico. Si impiega generalmente per formare un’asola al capo di corde che devono essere connesse a punti d’ancoraggio. Anche dopo essere stato sottoposto a forte carico si scioglie facilmente.

È ammesso dalla normativa vigente in Italia per la semplicità di realizzazione e di controllo della corretta ese- cuzione. Sequenza di esecuzione del nodo farfalla 34 35 . stringe molto ma non è idoneo per i grossi carichi. Si impiega generalmente per formare un’asola al capo di corde che devono essere connesse a punti d’ancoraggio. Il bolino o gassa d’amante è molto utile in quanto il nodo si scio- glie anche dopo essere stato sottoposto ad un forte carico. Deve essere stretto bene (assuccare il nodo) se no può sciogliersi. Serve in tutti quei casi in cui è previsto un forte carico sull’asola realizzata. Il nodo farfalla permette di realizzare un’asola in qualsiasi punto della corda.3. ad esempio nel caso di utilizzo di paranchi. Il nodo ad otto è utilizzato in molte prove per l’omologazio- ne delle corde. Anche dopo essere stato sottoposto a forte carico si scioglie facilmente. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing 3. Nodi per fare asole L’asola semplice deriva da un nodo semplice realizzato a dop- pino. Asola semplice Sequenza di esecuzione del nodo ad otto Sequenza di esecuzione del nodo bolino L’otto è il nodo usato per collegare le corde ai punti di ancorag- gio.3.

connettori.). aste etc. è facile da sciogliere anche dopo un forte carico. pur essendo meno sicuro. In tutti i casi è obbligato- Il barcaiolo. o nodo parlato. utilizzato per formare un’asola scorsoia. Nodo bocca di lupo Sequenza di esecuzione del nodo bolino scorsoio Sequenza di esecuzione del nodo barcaiolo con mezzi colli Sequenza di esecuzione del nodo doppio inglese con asola 36 37 . Realizzando dei nodi d’arresto sul capo libero (barcaiolo con mezzi colli) si ottiene un nodo sicuro per la ritenzione di branche e rami.3. Il doppio inglese con asola. rio stringere (assuccare) il nodo prima dell’utilizzo. serve per legature definitive (stringe e non si scioglie più) su un connettore o anello. Il nodo bolino scorsoio è una gassa realizzata sulla corda stessa Nodo barcaiolo ganciato in modo che scorrendo vada a strozzare l’oggetto da trattenere. Nodi per avvolgere e stringere Nella versione ganciata. è un nodo sicuro ed utile per avvolgere e stringere una corda su qualcosa (anelli. Sequenza di esecuzione del nodo barcaiolo . MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing 3.4. Il nodo bocca di lupo è utile per unire una corda su un anello od asta. se caricato su un capo solo tende però a sciogliersi. Il boscaiolo ed il cow hitch trovano utilizzo per legare i toppi e per l’ancoraggio delle carrucole.

Il nodo bocca di lupo è utile per unire una corda su un anello od asta. rio stringere (assuccare) il nodo prima dell’utilizzo. utilizzato per formare un’asola scorsoia. è facile da sciogliere anche dopo un forte carico. o nodo parlato. è un nodo sicuro ed utile per avvolgere e stringere una corda su qualcosa (anelli. In tutti i casi è obbligato- Il barcaiolo. Il nodo bolino scorsoio è una gassa realizzata sulla corda stessa Nodo barcaiolo ganciato in modo che scorrendo vada a strozzare l’oggetto da trattenere. aste etc. se caricato su un capo solo tende però a sciogliersi. connettori. Il boscaiolo ed il cow hitch trovano utilizzo per legare i toppi e per l’ancoraggio delle carrucole. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing 3. Sequenza di esecuzione del nodo barcaiolo . serve per legature definitive (stringe e non si scioglie più) su un connettore o anello. pur essendo meno sicuro.4.3. Nodo bocca di lupo Sequenza di esecuzione del nodo bolino scorsoio Sequenza di esecuzione del nodo barcaiolo con mezzi colli Sequenza di esecuzione del nodo doppio inglese con asola 36 37 . Realizzando dei nodi d’arresto sul capo libero (barcaiolo con mezzi colli) si ottiene un nodo sicuro per la ritenzione di branche e rami. Nodi per avvolgere e stringere Nella versione ganciata.). Il doppio inglese con asola.

con cui si possono creare punti di ancoraggio mobile. sia su corda singola che su corda doppia. È bidirezionale ossia può essere usato nei due sensi sulla corda. È utile nel soccorso. Hanno grande importanza nel treeclimbing e devono essere conosciuti per la loro utilità in svariate situazioni. sotto carico bloccano.5. Il cordino di realizzazione deve avere lo stesso diametro della corda su cui è applicato. oppure per ottenere un freno su linea flessibile. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing Sequenza di esecuzione del nodo prusik Machard Nodo autobloccante di facile realizzazione. Prusik Importante nodo autobloccante.3. Il cordino di realizzazione deve essere di diametro inferiore a quello della corda su cui viene realizzato. molto versatile. È unidirezionale ossia può essere usato in un unico verso. mentre possono scorrere quando sono scarichi dal peso. Sequenza di esecuzione del nodo boscaiolo 3. Ha caratteristiche ed utilizzi simili al prusik ma è unidirezionale. Sequenza di esecuzione del nodo machard 38 39 . È fondamentale per la sicurezza realizzare un nodo di arresto come contro nodo sul capo libero. Nodi di frizione Sono i nodi che. del nodo cow hitch Bellunese Molto diffuso come nodo di frizione sulla corda di lavoro nel sistema a corda doppia. Questi nodi spesso hanno una funzione analoga a quella dei bloccanti meccanici ma rispetto ad essi sono meno aggressivi poiché distribuiscono la pressione necessaria al bloccag- gio su una superficie molto più ampia della corda. Si utilizza per seconde vie. Sequenza di esecuzione cioè blocca sulla corda su cui è applicato solo in un verso. su linea flessibile. anche in caso di soccorso.

Il cordino di realizzazione deve essere di diametro inferiore a quello della corda su cui viene realizzato. È bidirezionale ossia può essere usato nei due sensi sulla corda. con cui si possono creare punti di ancoraggio mobile. del nodo cow hitch Bellunese Molto diffuso come nodo di frizione sulla corda di lavoro nel sistema a corda doppia. Si utilizza per seconde vie. È utile nel soccorso. Nodi di frizione Sono i nodi che. Sequenza di esecuzione cioè blocca sulla corda su cui è applicato solo in un verso.3. oppure per ottenere un freno su linea flessibile.5. mentre possono scorrere quando sono scarichi dal peso. molto versatile. su linea flessibile. Sequenza di esecuzione del nodo boscaiolo 3. Ha caratteristiche ed utilizzi simili al prusik ma è unidirezionale. sotto carico bloccano. Questi nodi spesso hanno una funzione analoga a quella dei bloccanti meccanici ma rispetto ad essi sono meno aggressivi poiché distribuiscono la pressione necessaria al bloccag- gio su una superficie molto più ampia della corda. Hanno grande importanza nel treeclimbing e devono essere conosciuti per la loro utilità in svariate situazioni. Prusik Importante nodo autobloccante. sia su corda singola che su corda doppia. È fondamentale per la sicurezza realizzare un nodo di arresto come contro nodo sul capo libero. Sequenza di esecuzione del nodo machard 38 39 . anche in caso di soccorso. Il cordino di realizzazione deve avere lo stesso diametro della corda su cui è applicato. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing Sequenza di esecuzione del nodo prusik Machard Nodo autobloccante di facile realizzazione. È unidirezionale ossia può essere usato in un unico verso.

MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing Sequenza di esecuzione del nodo distel I nodi precedentemente descritti. sintetizzati nella tabella che segue. giunzione nodo piano bile e “morbido”. nodo inglese semplice nodo inglese doppio Distel Nodi per asola semplice Trova applicazione nei paranchi fare asole bolino otto come bloccante della corda di tra. devono essere noti all’operatore in tree- climbing e la loro realizzazione deve essere sicura. Principali nodi utilizzati nella disciplina del treeclimbing Categorie Nodi Nodi nodo semplice o collo Sequenza di esecuzione del nodo bellunese d’arresto nodo semplice doppio mezzi colli Treccia valdostana asola e contro-asola savoia È il nodo di frizione attualmente più utilizzato per il lavoro nel sistema a Nodi di bandiera corda doppia perché molto sensi. farfalla zione. Il loro uso corretto si deve basare sulla conoscenza delle loro caratteristiche e ambiti d’impiego. Nodi per barcaiolo avvolgere barcaiolo con mezzi colli Mezzo barcaiolo e stringere barcaiolo ganciato Deriva dal barcaiolo e serve per bocca di lupo calare carichi contenuti. bolino scorsoio doppio inglese con asola scorsoia boscaiolo cow hitch Nodi di prusik frizione machard bellunese treccia valdostana distel mezzo barcaiolo Sequenza di esecuzione della treccia valdostana Sequenza di esecuzione del nodo mezzo barcaiolo 40 41 .

bolino scorsoio doppio inglese con asola scorsoia boscaiolo cow hitch Nodi di prusik frizione machard bellunese treccia valdostana distel mezzo barcaiolo Sequenza di esecuzione della treccia valdostana Sequenza di esecuzione del nodo mezzo barcaiolo 40 41 . sintetizzati nella tabella che segue. nodo inglese semplice nodo inglese doppio Distel Nodi per asola semplice Trova applicazione nei paranchi fare asole bolino otto come bloccante della corda di tra. Principali nodi utilizzati nella disciplina del treeclimbing Categorie Nodi Nodi nodo semplice o collo Sequenza di esecuzione del nodo bellunese d’arresto nodo semplice doppio mezzi colli Treccia valdostana asola e contro-asola savoia È il nodo di frizione attualmente più utilizzato per il lavoro nel sistema a Nodi di bandiera corda doppia perché molto sensi. devono essere noti all’operatore in tree- climbing e la loro realizzazione deve essere sicura. Nodi per barcaiolo avvolgere barcaiolo con mezzi colli Mezzo barcaiolo e stringere barcaiolo ganciato Deriva dal barcaiolo e serve per bocca di lupo calare carichi contenuti. MATERIALI ED ATTREZZATURE tecniche di treeclimbing Sequenza di esecuzione del nodo distel I nodi precedentemente descritti. Il loro uso corretto si deve basare sulla conoscenza delle loro caratteristiche e ambiti d’impiego. giunzione nodo piano bile e “morbido”. farfalla zione.

nulla deve essere lasciato deterioramento avanzato del legno. anche non visibili. isPeZione del luoGo di lavoRo e richiedere particolari soluzioni operative. sebbene la porzione epigea dell’albero zione del Programma dei Lavori. Altri insetti pericolosi. Il contesto in cui si deve intervenire (luogo di lavoro) può presentare caratteristiche tali da complica- re la realizzazione dell’intervento. possono evidenziare condizioni di pericolo nei campo (non sempre positiva). E’ quindi necessaria un’ispezione accurata dei seguenti ulteriori fattori di rischio e l’adozione delle opportune precauzioni: • vicinanza di strade. in questo caso solo per l’operatore. casi di colonizzazione da più anni.1. PROCEDURE DI LAVORO E ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE tecniche di treeclimbing Il lavoro in treeclimbing necessita di una fase preliminare di lesioni e cavità. ad esempio per instabilità della pianta. spesso testimoniata dalla menti che obbligatoriamente devono essere sistematicamente morte dell’ospite o da avanzati processi di degenerazione considerati e valutati e che. Il ricorso a que. pericoli oggettivi come eccessiva vicinanza a conduttori elettrici. Piante sbilanciate o con accrescimento ir. risulta. 4. mai compromesso. isPeZione dell’alBeRo Possibili punti di ancoraggio in quota. regolare in seguito a traumi possono essere molto pericolose 5 inclusione di corteccia e punti deboli della struttura 4. In particolare la presenza di curezza a chi opera (in chioma e a terra) e realizzare in modo corpi fruttiferi di più anni di sviluppo è un chiaro sintomo di corretto ed efficace l’intervento. Di varia origine. di seguito si sintetizzano gli ele. • presenza di infrastrutture o di altre piante. devono diventare del legno. A sinistra: pianta vistosamente inclinata che richiede iMPoRtante: il climber non deve intraprendere la salita in pianta se ha valutato che non sussistono particolari accorgimenti per lavorare in sicurezza le necessarie condizioni di sicurezza. indipendentemente dalle condizioni fisiologiche e di stabilità delle piante su cui si deve intervenire. Disegno di un albero in cui si sintetizzano i principali aspetti gno.2. il prima possibile. • vicinanza di edifici. possono valutazione e pianificazione degli interventi. una procedura mentale propria dell’operatore in treeclimbing. Nel caso di piante morte è necessario stimare il tempo tra- inoltre un’accurata analisi della struttura costituisce la base scorso dal disseccamento. La loro presenza ed individuazione è determinante per la successiva impostazio- La prima valutazione viene fatta a carico dell’albero su cui ne del lavoro (vedi cap. etc. risultano calabroni. La loro presenza a livello all’improvvisazione. • presenza di linee aeree. Presenza di funghi cariogeni. si può valutare la possibilità di intervenire in condizioni da considerare: di sicurezza. Lgs punti di debolezza 81/08). Presenza di insetti xilofagi o loro tracce. in relazione alla specie e alla durabilità del suo le- sequenza dei lavori. Pertanto. del colletto può essere sintomo di un apparato radicale or- In questa fase assume un’importanza fondamentale la reda. E’ una informazione importante per evidenziare possibilità di ancoraggio e per impostare la perché. difetti strutturali. 2 rami secchi. e alto è il rischio di arrecare danni ad immobili ed in- frastrutture varie. 3 carie e lesioni. Si tratta di pato- Sebbene la sensibilità a questi aspetti e la capacità di valu. 4. 4 presenza di insetti pericolosi. stabilità ai fini della realizzazione degli interventi previsti. (art. strumento di lavoro che ha come finalità il miglioramento delle condizioni lavorative. rappresentare un elemento di instabilità. inteso come vero e proprio risulti apparentemente sana. 44 del D. api. vespe e larve di lepidotteri urticanti. Carpofori di funghi cariogeni sul fusto Gli elementi da considerare sono: 1 corpi fruttiferi di funghi agenti di degradazione del legno. di gravità variabile in sta disciplina è infatti generalmente associato a situazioni in relazione alla loro estensione e disposizione rispetto all’asse cui risultano difficili l’accesso e l’evacuazione del materiale di del fusto e delle branche. 5 “Tecniche di risalita e spostamento si deve intervenire: è necessario verificarne la sufficiente in chioma”). la produttività e soprattutto la sicurezza. 42 43 . • pendenza del terreno. al fine di garantire la massima si. Pianta con evidente cavità al pedale tale da geni secondari che intervengono in situazioni di debolezza tazione può essere maturata solo col tempo e l’esperienza in comprometterne la stabilità della pianta. condizioni atmosferiche A destra: pianta con inclusioni di corteccia definenti sfavorevoli. • confini dell’area.

nulla deve essere lasciato deterioramento avanzato del legno. Di varia origine. E’ quindi necessaria un’ispezione accurata dei seguenti ulteriori fattori di rischio e l’adozione delle opportune precauzioni: • vicinanza di strade. del colletto può essere sintomo di un apparato radicale or- In questa fase assume un’importanza fondamentale la reda. in relazione alla specie e alla durabilità del suo le- sequenza dei lavori. (art. inteso come vero e proprio risulti apparentemente sana. etc. si può valutare la possibilità di intervenire in condizioni da considerare: di sicurezza. • confini dell’area. A sinistra: pianta vistosamente inclinata che richiede iMPoRtante: il climber non deve intraprendere la salita in pianta se ha valutato che non sussistono particolari accorgimenti per lavorare in sicurezza le necessarie condizioni di sicurezza. Nel caso di piante morte è necessario stimare il tempo tra- inoltre un’accurata analisi della struttura costituisce la base scorso dal disseccamento. spesso testimoniata dalla menti che obbligatoriamente devono essere sistematicamente morte dell’ospite o da avanzati processi di degenerazione considerati e valutati e che. Il ricorso a que. isPeZione dell’alBeRo Possibili punti di ancoraggio in quota. Piante sbilanciate o con accrescimento ir. In particolare la presenza di curezza a chi opera (in chioma e a terra) e realizzare in modo corpi fruttiferi di più anni di sviluppo è un chiaro sintomo di corretto ed efficace l’intervento. sebbene la porzione epigea dell’albero zione del Programma dei Lavori. condizioni atmosferiche A destra: pianta con inclusioni di corteccia definenti sfavorevoli. 4. • presenza di infrastrutture o di altre piante. • presenza di linee aeree. risulta. Presenza di funghi cariogeni. 4 presenza di insetti pericolosi. anche non visibili. stabilità ai fini della realizzazione degli interventi previsti. 3 carie e lesioni. 2 rami secchi. in questo caso solo per l’operatore. pericoli oggettivi come eccessiva vicinanza a conduttori elettrici. Il contesto in cui si deve intervenire (luogo di lavoro) può presentare caratteristiche tali da complica- re la realizzazione dell’intervento. La loro presenza a livello all’improvvisazione. una procedura mentale propria dell’operatore in treeclimbing.1. al fine di garantire la massima si. 4. e alto è il rischio di arrecare danni ad immobili ed in- frastrutture varie. casi di colonizzazione da più anni. strumento di lavoro che ha come finalità il miglioramento delle condizioni lavorative. Pianta con evidente cavità al pedale tale da geni secondari che intervengono in situazioni di debolezza tazione può essere maturata solo col tempo e l’esperienza in comprometterne la stabilità della pianta. di gravità variabile in sta disciplina è infatti generalmente associato a situazioni in relazione alla loro estensione e disposizione rispetto all’asse cui risultano difficili l’accesso e l’evacuazione del materiale di del fusto e delle branche. api.2. di seguito si sintetizzano gli ele. il prima possibile. PROCEDURE DI LAVORO E ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE tecniche di treeclimbing Il lavoro in treeclimbing necessita di una fase preliminare di lesioni e cavità. Disegno di un albero in cui si sintetizzano i principali aspetti gno. possono evidenziare condizioni di pericolo nei campo (non sempre positiva). risultano calabroni. La loro presenza ed individuazione è determinante per la successiva impostazio- La prima valutazione viene fatta a carico dell’albero su cui ne del lavoro (vedi cap. mai compromesso. • vicinanza di edifici. 5 “Tecniche di risalita e spostamento si deve intervenire: è necessario verificarne la sufficiente in chioma”). • pendenza del terreno. 44 del D. la produttività e soprattutto la sicurezza. devono diventare del legno. indipendentemente dalle condizioni fisiologiche e di stabilità delle piante su cui si deve intervenire. rappresentare un elemento di instabilità. 42 43 . Presenza di insetti xilofagi o loro tracce. Si tratta di pato- Sebbene la sensibilità a questi aspetti e la capacità di valu. isPeZione del luoGo di lavoRo e richiedere particolari soluzioni operative. possono valutazione e pianificazione degli interventi. Pertanto. E’ una informazione importante per evidenziare possibilità di ancoraggio e per impostare la perché. Lgs punti di debolezza 81/08). regolare in seguito a traumi possono essere molto pericolose 5 inclusione di corteccia e punti deboli della struttura 4. Carpofori di funghi cariogeni sul fusto Gli elementi da considerare sono: 1 corpi fruttiferi di funghi agenti di degradazione del legno. ad esempio per instabilità della pianta. difetti strutturali. vespe e larve di lepidotteri urticanti. Altri insetti pericolosi.

Nella disciplina del treeclimbing il luogo di lavoro non è propriamente assimilabile ad un cantiere efficace e condivisa. tenendo conto della scarsa attenzione radio ricetrasmittenti montabili sul casco protettivo. quale deve essere adeguatamente formato.2. Se l’area d’intervento coinvolge anche una porzione di rete stradale è necessario posizionare ulterio- Ogni azione in quota che comporti un pericolo per il personale a re segnaletica. anche nella zona di approccio terra. quest’area comprende infrastrutture o beni che non devono essere danneggiati. deve essere precedu. al cantiere. in Ogni componente della squadra assume un incarico preciso alternativa si deve circoscrivere la zona con transenne. • possibilità/necessità di evacuare il materiale di risulta contemporaneamente allo svolgimento del • coordinamento delle attività al fine di agevolare i tempi del lavoro in chioma che. • esigenza di collaboratori in chioma e a terra (composizione della squadra). • esigenza di personale per la sorveglianza e controllo dell’area di cantiere. o che ne preveda la collaborazione. oltre pari al doppio di quello della proiezione a terra della chioma dell’albero oggetto di intervento.) sia: lavorativi e. 4. infortunio (vedi cap. • sospensioni temporanee a causa di interferenze (ad esempio. in particolare sistemi di ritenzione. • ben visibile e leggibile. diante un maggiore controllo reciproco fra i componenti della • posizionata in modo adeguato e alla giusta distanza dalla fonte di pericolo. • pertinente al pericolo che deve evidenziare. si passa alla fase La stima dei tempi tecnici previsti per il lavoro in quota. Segnalazione cantiere fiatamento della squadra. per indicarne l’inizio e. PROCEDURE DI LAVORO E ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE tecniche di treeclimbing 4. deve essere eseguita sulla base dei seguenti parametri: • stima del tempo di lavoro e sua calendarizzazione.5. 2. • scelta dell’eventuale sistema di ritenzione e dei relativi materiali (vedi cap. è l’aspetto che condiziona maggiormente l’organizzazione del lavoro. per il ti comunque alla dovuta sorveglianza. lavoro in chioma. 7 “Tecniche di recupero di infortunato in anche complessi. Personale per il minore numero di ore di luce. Impostazione del lavoro 4. a terra che indichi il disimpegno delle zone pericolose e la pron- Climber dotato di auricolare e microfono montati tezza dei collaboratori. di aumentare il livello di sicurezza. Tempi Dopo aver raccolto le informazioni relative al soggetto arboreo e al luogo di lavoro. si sospenderà il lavoro negli orari di entrata ed uscita degli alunni). transenne. soprattutto. Me. 5). successivamente. • rispetto di eventuali orari di accesso al cantiere (ad esempio. per far fronte a que- te formato per intervenire nel recupero del climber in caso di sta situazione è necessario adottare corrette tecniche di lavoro. soprattutto se questo è necessario per garantire un adeguato livello di sicurezza. • incidenza di clima e condizioni meteo (ad esempio in inverno l’orario lavorativo è contratto 4.4. oltre che in prossimità della zona interessata dai lavori. cartelli La suddivisione delle mansioni permette di ottimizzare i tempi indicatori etc. nastro segnaletico ed altri elementi.2. associa- come definito nel Programma dei Lavori (vedi cap. ta da un avvertimento/richiesta da parte del climber (operatore In situazioni di questo tipo è importante fare riferimento a quanto previsto dal codice della strada e in chioma) e seguita da una risposta affermativa dell’operatore chiedere indicazioni specifiche alla pubblica amministrazione o alla polizia municipale. cantiere) o fruitori dell’area (dal proprietario dell’area privata al fruitore del parco pubblico). 6). • scelta del sistema di arrampicata e dei relativi materiali (vedi cap. dei passanti e della loro ancor più scarsa attitudine a guardare in alto! In molti casi si tratta di giardini o parchi dotati di recinzioni che possono essere chiuse allo scopo. È importante che la segnaletica utilizzata (nastro segnaletico. Nel cercare di razionalizzare il lavoro del gruppo non bisogna esitare a coinvolgere una persona in più. in primavera per le piogge e i temporali). in molte proprietà. • disponibilità di manodopera in caso di concomitanza con le operazioni di smaltimento.3. in genere.). La comunicazione tra operatori. chioma”). deve essere chiara. sull’elmetto da lavoro La zona pericolosa in caso di lavori in treeclimbing può essere identificata con un’area avente raggio La composizione della squadra deve prevedere sempre. verbale o gestuale. necessaria anche per la valutazione econo- organizzativa dell’intervento che richiede un’ulteriore serie di considerazioni: mica dell’intervento. • interruzione programmata del lavoro a causa del traffico stradale (ad esempio in prossimità di strade che non possono essere chiuse completamente). bisogna • possibile interferenza con operatori di altre ditte (ad esempio imprese edili operanti nello stesso adeguarsi agli orari del custode). Con l’aumento della complessità della situazione lavorativa diventa di fondamentale importanza l’af. collaudata a terra prima di iniziare i lavori. il ritorno alla normale circolazione. Sulla base delle soluzioni tecniche individuate in fase organizzativa si stabilisce quanti e quali ope- ratori impiegare. segnali stradali. 44 45 . in prossimità di una scuola.6. la presenza di un collega appositamen. Spesso all’operatore in chioma. squadra si evita ad esempio l’occupazione delle zone pericolo. • adeguato rapporto numerico fra climbers e operatore/i a terra. tuttavia deve essere segnalato in modo molto accurato. se necessario si ricorre all’uso di edile. se durante le varie fasi lavorative.

PROCEDURE DI LAVORO E ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE tecniche di treeclimbing

4.3. Impostazione del lavoro 4.5. Tempi
Dopo aver raccolto le informazioni relative al soggetto arboreo e al luogo di lavoro, si passa alla fase La stima dei tempi tecnici previsti per il lavoro in quota, necessaria anche per la valutazione econo-
organizzativa dell’intervento che richiede un’ulteriore serie di considerazioni: mica dell’intervento, deve essere eseguita sulla base dei seguenti parametri:
• stima del tempo di lavoro e sua calendarizzazione; • adeguato rapporto numerico fra climbers e operatore/i a terra;
• esigenza di collaboratori in chioma e a terra (composizione della squadra); • disponibilità di manodopera in caso di concomitanza con le operazioni di smaltimento;
• possibilità/necessità di evacuare il materiale di risulta contemporaneamente allo svolgimento del • coordinamento delle attività al fine di agevolare i tempi del lavoro in chioma che, in genere,
lavoro in chioma; è l’aspetto che condiziona maggiormente l’organizzazione del lavoro;
• esigenza di personale per la sorveglianza e controllo dell’area di cantiere; • rispetto di eventuali orari di accesso al cantiere (ad esempio, in molte proprietà, bisogna
• possibile interferenza con operatori di altre ditte (ad esempio imprese edili operanti nello stesso adeguarsi agli orari del custode);
cantiere) o fruitori dell’area (dal proprietario dell’area privata al fruitore del parco pubblico); • sospensioni temporanee a causa di interferenze (ad esempio, in prossimità di una scuola,
• scelta del sistema di arrampicata e dei relativi materiali (vedi cap. 5); si sospenderà il lavoro negli orari di entrata ed uscita degli alunni);
• scelta dell’eventuale sistema di ritenzione e dei relativi materiali (vedi cap. 6). • interruzione programmata del lavoro a causa del traffico stradale (ad esempio in prossimità
di strade che non possono essere chiuse completamente);
• incidenza di clima e condizioni meteo (ad esempio in inverno l’orario lavorativo è contratto
4.4. Personale per il minore numero di ore di luce, in primavera per le piogge e i temporali).
Sulla base delle soluzioni tecniche individuate in fase organizzativa si stabilisce quanti e quali ope-
ratori impiegare. Nel cercare di razionalizzare il lavoro del gruppo non bisogna esitare a coinvolgere
una persona in più, soprattutto se questo è necessario per garantire un adeguato livello di sicurezza.
Con l’aumento della complessità della situazione lavorativa diventa di fondamentale importanza l’af- 4.6. Segnalazione cantiere
fiatamento della squadra. La comunicazione tra operatori, verbale o gestuale, deve essere chiara,
Nella disciplina del treeclimbing il luogo di lavoro non è propriamente assimilabile ad un cantiere
efficace e condivisa, collaudata a terra prima di iniziare i lavori; se necessario si ricorre all’uso di
edile, tuttavia deve essere segnalato in modo molto accurato, tenendo conto della scarsa attenzione
radio ricetrasmittenti montabili sul casco protettivo.
dei passanti e della loro ancor più scarsa attitudine a guardare in alto!
In molti casi si tratta di giardini o parchi dotati di recinzioni che possono essere chiuse allo scopo; in
Ogni componente della squadra assume un incarico preciso alternativa si deve circoscrivere la zona con transenne, nastro segnaletico ed altri elementi, associa-
come definito nel Programma dei Lavori (vedi cap. 2.2.2.), per il ti comunque alla dovuta sorveglianza.
quale deve essere adeguatamente formato. È importante che la segnaletica utilizzata (nastro segnaletico, transenne, segnali stradali, cartelli
La suddivisione delle mansioni permette di ottimizzare i tempi indicatori etc.) sia:
lavorativi e, soprattutto, di aumentare il livello di sicurezza. Me- • ben visibile e leggibile;
diante un maggiore controllo reciproco fra i componenti della • posizionata in modo adeguato e alla giusta distanza dalla fonte di pericolo;
squadra si evita ad esempio l’occupazione delle zone pericolo- • pertinente al pericolo che deve evidenziare.
se durante le varie fasi lavorative. Se l’area d’intervento coinvolge anche una porzione di rete stradale è necessario posizionare ulterio-
Ogni azione in quota che comporti un pericolo per il personale a re segnaletica, oltre che in prossimità della zona interessata dai lavori, anche nella zona di approccio
terra, o che ne preveda la collaborazione, deve essere precedu- al cantiere, per indicarne l’inizio e, successivamente, il ritorno alla normale circolazione.
ta da un avvertimento/richiesta da parte del climber (operatore In situazioni di questo tipo è importante fare riferimento a quanto previsto dal codice della strada e
in chioma) e seguita da una risposta affermativa dell’operatore chiedere indicazioni specifiche alla pubblica amministrazione o alla polizia municipale.
a terra che indichi il disimpegno delle zone pericolose e la pron-
Climber dotato di auricolare e microfono montati
tezza dei collaboratori. sull’elmetto da lavoro La zona pericolosa in caso di lavori in treeclimbing può essere identificata con un’area avente raggio
La composizione della squadra deve prevedere sempre, oltre pari al doppio di quello della proiezione a terra della chioma dell’albero oggetto di intervento. Spesso
all’operatore in chioma, la presenza di un collega appositamen- quest’area comprende infrastrutture o beni che non devono essere danneggiati; per far fronte a que-
te formato per intervenire nel recupero del climber in caso di sta situazione è necessario adottare corrette tecniche di lavoro, in particolare sistemi di ritenzione,
infortunio (vedi cap. 7 “Tecniche di recupero di infortunato in anche complessi.
chioma”).

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PROCEDURE DI LAVORO E ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE tecniche di treeclimbing

Cantiere
adeguatamente
segnalato:
a, vista frontale;
b, vista dall’alto

a b

4.7. Gestione emergenze
La pericolosità della disciplina del treeclimbing, nonostante la pianificazione degli aspetti prima indi-
cati, determina un elevato rischio residuo. Questo esige un’attenta valutazione relativa alla gestione Preposto che illustra il Programma dei Lavori
ai componenti della squadra prima di iniziare
delle emergenze che si possono verificare. L’insieme di queste valutazioni definisce il piano di emer- l’attività
genza, da inserire nel Programma dei Lavori. Il PdL deve essere redatto per ogni specifico cantiere
tenendo conto delle particolarità della situazione lavorativa come analizzata nei punti precedenti.
La sua reale efficacia è data dal dettaglio con cui viene curato e dalla precedente informazione e 4.8. Attivazione del cantiere
formazione di tutti gli operatori che intervengono sul luogo di lavoro.
Si ricorda l’importanza di intervenire tempestivamente e con rapidità, soprattutto in riferimento al Una volta affrontati gli aspetti organizzativi descritti nei capi-
rischio di insorgenza di patologie da sospensione inerte (vedi cap. 2.2.1.1). toli 2 e 4 si riportano, con funzione di promemoria, i punti da
Affinché la squadra sia affiatata ed efficace anche su questo aspetto, maturando uno schema men- verificare e predisporre prima di attivare il cantiere:
tale a cui riferirsi per un rapido intervento in caso di incidente, deve conoscere: • autorizzazioni ed eventuali notifiche preliminari;
• possibilità di comunicazione con il servizio sanitario; • stabilità della struttura albero su cui si deve operare;
• fonti di pericolo intrinseche al cantiere (es. linee elettriche); • condizioni e problematiche del luogo di lavoro;
• via d’accesso verso l’infortunato in chioma (es. corda di emergenza predisposta); • necessità di personale in termini di numero e professionalità;
• collocazione e contenuto del kit di salvataggio in quota; • descrizione dei sistemi e delle procedure operative;
• procedura di emergenza: • segnalazione adeguata del luogo di lavoro e individuazione
- avvisare il responsabile del cantiere e gli altri componenti della squadra; delle aree pericolose nelle successive fasi di lavoro;
- valutare se vi è pericolo per i soccorritori; • contenuti del piano di emergenza.
- valutare le condizioni del ferito;
Copia del Programma dei Lavori deve essere disponibile pres-
- chiamare il 118;
so i luoghi di lavoro ai fini della verifica da parte dell’organo di
- mettere in atto procedure di recupero in quota;
vigilanza competente per territorio (art. 116 del D. Lgs n. 81 del
- fare in modo che il ferito sia facilmente raggiungibile dal personale di soccorso;
9 aprile 2008, punto f).
- confortare il ferito se cosciente;
- valutare se iniziare la procedura di rianimazione se il ferito non è cosciente.

Il maggior rischio è a carico dell’operatore in chioma; per questo motivo la gestione delle emergenze
è riferita in particolare alle tecniche di recupero dell’infortunato in quota, per le quali è stato elabo-
rato un apposito capitolo (vedi cap. 7 “Tecniche di recupero di infortunato in chioma”).

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PROCEDURE DI LAVORO E ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE tecniche di treeclimbing

Cantiere
adeguatamente
segnalato:
a, vista frontale;
b, vista dall’alto

a b

4.7. Gestione emergenze
La pericolosità della disciplina del treeclimbing, nonostante la pianificazione degli aspetti prima indi-
cati, determina un elevato rischio residuo. Questo esige un’attenta valutazione relativa alla gestione Preposto che illustra il Programma dei Lavori
ai componenti della squadra prima di iniziare
delle emergenze che si possono verificare. L’insieme di queste valutazioni definisce il piano di emer- l’attività
genza, da inserire nel Programma dei Lavori. Il PdL deve essere redatto per ogni specifico cantiere
tenendo conto delle particolarità della situazione lavorativa come analizzata nei punti precedenti.
La sua reale efficacia è data dal dettaglio con cui viene curato e dalla precedente informazione e 4.8. Attivazione del cantiere
formazione di tutti gli operatori che intervengono sul luogo di lavoro.
Si ricorda l’importanza di intervenire tempestivamente e con rapidità, soprattutto in riferimento al Una volta affrontati gli aspetti organizzativi descritti nei capi-
rischio di insorgenza di patologie da sospensione inerte (vedi cap. 2.2.1.1). toli 2 e 4 si riportano, con funzione di promemoria, i punti da
Affinché la squadra sia affiatata ed efficace anche su questo aspetto, maturando uno schema men- verificare e predisporre prima di attivare il cantiere:
tale a cui riferirsi per un rapido intervento in caso di incidente, deve conoscere: • autorizzazioni ed eventuali notifiche preliminari;
• possibilità di comunicazione con il servizio sanitario; • stabilità della struttura albero su cui si deve operare;
• fonti di pericolo intrinseche al cantiere (es. linee elettriche); • condizioni e problematiche del luogo di lavoro;
• via d’accesso verso l’infortunato in chioma (es. corda di emergenza predisposta); • necessità di personale in termini di numero e professionalità;
• collocazione e contenuto del kit di salvataggio in quota; • descrizione dei sistemi e delle procedure operative;
• procedura di emergenza: • segnalazione adeguata del luogo di lavoro e individuazione
- avvisare il responsabile del cantiere e gli altri componenti della squadra; delle aree pericolose nelle successive fasi di lavoro;
- valutare se vi è pericolo per i soccorritori; • contenuti del piano di emergenza.
- valutare le condizioni del ferito;
Copia del Programma dei Lavori deve essere disponibile pres-
- chiamare il 118;
so i luoghi di lavoro ai fini della verifica da parte dell’organo di
- mettere in atto procedure di recupero in quota;
vigilanza competente per territorio (art. 116 del D. Lgs n. 81 del
- fare in modo che il ferito sia facilmente raggiungibile dal personale di soccorso;
9 aprile 2008, punto f).
- confortare il ferito se cosciente;
- valutare se iniziare la procedura di rianimazione se il ferito non è cosciente.

Il maggior rischio è a carico dell’operatore in chioma; per questo motivo la gestione delle emergenze
è riferita in particolare alle tecniche di recupero dell’infortunato in quota, per le quali è stato elabo-
rato un apposito capitolo (vedi cap. 7 “Tecniche di recupero di infortunato in chioma”).

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alcuni dei quali di seguito descritti. raggiungere agevolmente riportato dal Programma dei Lavori che l’uso di le zone d’intervento evitando o limitando la necessità di spo- quest’ultima possa rappresentare un pericolo (art. • eventuali sollecitazioni dinamiche di una caduta. Operatore su corda di risalita (corda gialla). su pianta poco ramificata. Deve essere ancorata ad una altezza su- tare di volta in volta. la corda di emergenza (corda rossa). successivamente alla salita in chioma. esiste la possibilità di arrestare varie fasi operative. stare l’ancoraggio della corda di lavoro. E’ presente anche ve fasi di lavoro. fase di risalita che di lavoro. movimento e posizionamento in pianta. poiché in caso di La stessa corda può quindi avere diverse funzioni nelle cedimento di quest’ultimo. E’ opportuno evitare branche o rami sec- Può essere in comune ai diversi operatori che lavora- chi. E’ impor- no sulla stessa pianta.1. possibilmente. delle tecniche che ne prevedono l’impiego. La scelta degli ancoraggi richiede particolare attenzione e deve essere fatta principalmente sulla base dei seguenti criteri: Corda di risalita: consente l’accesso alla chioma della • la solidità del punto scelto. sario tirante d’aria al di sotto dell’operatore). 81 del 9 aprile 2008. su un anco. Questa modalità operativa deve essere chiaramente indicata dal Programma dei Lavori Punti di ancoraggio non corretto 48 49 . 5. Si posiziona parallelamente alla cor- sizione nel contesto della chioma dell’albero che deve essere da di lavoro o di risalita e. pianta. di sicurezza (corda verde). Operatore in fase di risalita connesso alla corda 5. potrà essere utilizzata come corda di lavoro. per garan- • una corda di sicurezza. duta accidentale. di seguito ripor- re le corde. tante posizionare la corda o la falsa forcella intorno al fusto o ramo principale e sopra al ramo laterale. che deve essere nota prima di iniziare a parlare mento a forcelle naturali definite dai rami della pianta. la corda di emergenza (corda rossa) Il diametro minimo del punto di ancoraggio è indicativamente Corda di emergenza: consente al soccorritore a ter- di 10 cm ma può variare in funzione della specie arborea su ra di raggiungere l’infortunato in chioma in caso di cui si opera e di altri aspetti che l’operatore deve saper valu- incidente. 116 del D. • la funzionalità della posizione scelta. montare false forcelle. in accordo con la normativa vigente vengono di sicurezza L’ancoraggio è il punto in cui il climber decide di fissare o rinvia- definite con una precisa terminologia. centrale possibile rispetto alla chioma dell’albero. In molti casi La forcella utilizzata deve essere sufficientemente ampia da corrisponde alla corda utilizzata in precedenza per la consentire lo scorrimento della corda e l’agevole recupero risalita. E’ connessa all’imbragatura tramite Punti di ancoraggio corretto un dispositivo anticaduta ed eventualmente un assor- La funzionalità dell’ancoraggio è invece definita dalla sua po- bitore di energia. Tuttavia è necessario che. TECNICHE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing Nel treeclimbing le corde possono avere diverse fun. punto a)). Se si esclude la corda di sicurezza per le motivazioni Operatore su corda di lavoro sopra indicate è necessario adottare misure adeguate (corda gialla) su pianta molto ramificata. • peso dell’attrezzatura da lavoro. Per chi opera con il sistema a corda singola. periore rispetto alla/e corda/e di lavoro. Scelta degli ancoraggi zioni. salvo i casi in cui sia appurato e tire una rapida risalita e. di seguito. sia in l’eventuale caduta sulla forcella sottostante. oltre alla corda diretta- mente destinata a queste operazioni. connesso alla corda tale da garantire una rapida salita e semplificare le successi- raggio diverso. Il più delle volte si fa riferi- tata. Corda di sicurezza: trattiene l’operatore in caso di ca- • peso di un eventuale soccorritore. della falsa forcella. E’ presente anche per garantire la sicurezza. siano presenti: La posizione scelta per l’ancoraggio deve essere la più alta e • una corda di emergenza di comodo e libero accesso. salvo casi di necessità e di appurata solidità. Lgs n. o quan- L’operatore sarà tanto più comodo e sicuro nella sua attivi- do non sussistano i presupposti per la sua corretta tà quanto più la sua posizione risulta prossima alla verticale entrata in funzione (ad esempio in assenza del neces- dell’ancoraggio. Per garantire la sicurezza dell’operatore la solidità dell’anco- raggio deve essere tale da sostenere: Corda di lavoro: sostiene l’operatore durante le fasi di • peso dell’operatore.

la corda di emergenza (corda rossa). raggiungere agevolmente riportato dal Programma dei Lavori che l’uso di le zone d’intervento evitando o limitando la necessità di spo- quest’ultima possa rappresentare un pericolo (art. sia in l’eventuale caduta sulla forcella sottostante. su pianta poco ramificata. In molti casi La forcella utilizzata deve essere sufficientemente ampia da corrisponde alla corda utilizzata in precedenza per la consentire lo scorrimento della corda e l’agevole recupero risalita. in accordo con la normativa vigente vengono di sicurezza L’ancoraggio è il punto in cui il climber decide di fissare o rinvia- definite con una precisa terminologia. La scelta degli ancoraggi richiede particolare attenzione e deve essere fatta principalmente sulla base dei seguenti criteri: Corda di risalita: consente l’accesso alla chioma della • la solidità del punto scelto. • la funzionalità della posizione scelta. periore rispetto alla/e corda/e di lavoro. o quan- L’operatore sarà tanto più comodo e sicuro nella sua attivi- do non sussistano i presupposti per la sua corretta tà quanto più la sua posizione risulta prossima alla verticale entrata in funzione (ad esempio in assenza del neces- dell’ancoraggio. Per garantire la sicurezza dell’operatore la solidità dell’anco- raggio deve essere tale da sostenere: Corda di lavoro: sostiene l’operatore durante le fasi di • peso dell’operatore. 5. Lgs n. E’ impor- no sulla stessa pianta. per garan- • una corda di sicurezza.1. Corda di sicurezza: trattiene l’operatore in caso di ca- • peso di un eventuale soccorritore. connesso alla corda tale da garantire una rapida salita e semplificare le successi- raggio diverso. potrà essere utilizzata come corda di lavoro. E’ opportuno evitare branche o rami sec- Può essere in comune ai diversi operatori che lavora- chi. Si posiziona parallelamente alla cor- sizione nel contesto della chioma dell’albero che deve essere da di lavoro o di risalita e. 116 del D. TECNICHE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing Nel treeclimbing le corde possono avere diverse fun. delle tecniche che ne prevedono l’impiego. Questa modalità operativa deve essere chiaramente indicata dal Programma dei Lavori Punti di ancoraggio non corretto 48 49 . Per chi opera con il sistema a corda singola. E’ connessa all’imbragatura tramite Punti di ancoraggio corretto un dispositivo anticaduta ed eventualmente un assor- La funzionalità dell’ancoraggio è invece definita dalla sua po- bitore di energia. successivamente alla salita in chioma. stare l’ancoraggio della corda di lavoro. su un anco. siano presenti: La posizione scelta per l’ancoraggio deve essere la più alta e • una corda di emergenza di comodo e libero accesso. Operatore in fase di risalita connesso alla corda 5. salvo i casi in cui sia appurato e tire una rapida risalita e. la corda di emergenza (corda rossa) Il diametro minimo del punto di ancoraggio è indicativamente Corda di emergenza: consente al soccorritore a ter- di 10 cm ma può variare in funzione della specie arborea su ra di raggiungere l’infortunato in chioma in caso di cui si opera e di altri aspetti che l’operatore deve saper valu- incidente. Tuttavia è necessario che. di sicurezza (corda verde). Operatore su corda di risalita (corda gialla). alcuni dei quali di seguito descritti. E’ presente anche ve fasi di lavoro. esiste la possibilità di arrestare varie fasi operative. E’ presente anche per garantire la sicurezza. Deve essere ancorata ad una altezza su- tare di volta in volta. oltre alla corda diretta- mente destinata a queste operazioni. movimento e posizionamento in pianta. • peso dell’attrezzatura da lavoro. possibilmente. duta accidentale. • eventuali sollecitazioni dinamiche di una caduta. sario tirante d’aria al di sotto dell’operatore). Se si esclude la corda di sicurezza per le motivazioni Operatore su corda di lavoro sopra indicate è necessario adottare misure adeguate (corda gialla) su pianta molto ramificata. poiché in caso di La stessa corda può quindi avere diverse funzioni nelle cedimento di quest’ultimo. salvo casi di necessità e di appurata solidità. punto a)). che deve essere nota prima di iniziare a parlare mento a forcelle naturali definite dai rami della pianta. Scelta degli ancoraggi zioni. montare false forcelle. della falsa forcella. di seguito. Il più delle volte si fa riferi- tata. tante posizionare la corda o la falsa forcella intorno al fusto o ramo principale e sopra al ramo laterale. centrale possibile rispetto alla chioma dell’albero. fase di risalita che di lavoro. 81 del 9 aprile 2008. pianta. di seguito ripor- re le corde.

di ancoraggio. arresti la corsa del pesino.3. generalmente di polietilene o polipropilene. stema a corda singola. dal peso che può variare da 200 a Nodo impiegato per legare il sagolino doppia. Questo consentirà la calata dell’operatore da terra in caso di necessità (vedi cap. condizione indispensabile per la salita in corda del tessuto e delle cuciture. anche su en- al quale è fissato un sagolino.1. ossia un cordino che servirà per Operatore in fase di risalita connesso alla corda di sicurezza. fettuccia posizionato a strozzo al piede della pianta. Lancio del sagolino e issaggio della corda si evita così il rischio di impigliare il pesino tra i rami o di rice- La prima operazione da compiere consiste nel lanciare. ma Quando il sagolino è correttamente posizionato. vi si collega. da terra (soluzione n. sul terreno pulito o in un contenitore. si ancora effettua tenendo il sagolino tra pollice ed indice a una distanza con un connettore un capo asolato della corda ad un anello di variabile dal pesino (50-80 cm). Ancoraggio a terra con fettuccia. i pesini più utilizzati sono da 250 o 350 grammi. modo migliore rispetto al tronco. con la pratica si possono 5.1 “Svincolo da terra”). 5. Esi- stono anche altri materiali tra cui scegliere. prestando ruvida o che presentano altre cause di attrito o impedimento.1. trambi i capi. Corda singola e dalla caduta di rami sospesi. In alternativa Nella pratica del treeclimbing esistono vari metodi per anco- si può ricorrere all’uso di un’apposita fionda che consente di rag. queste si differenziano innanzi tutto in base al Posizione di lancio del pesino con l’uso della fionda giungere altezze maggiori o di forzare passaggi stretti tra rami fitti. oltre che dalla forma e consistenza sola forcella. alla corda da issare 500 grammi. rezione dell’ancoraggio prescelto. Come nel caso precedente si utilizza l’ancoraggio a terra (apposito anello di fettuccia posizionato a strozzo al pie- de della pianta) per fissare un discensore autobloccante in cui viene fatto passare il braccio ascendente della corda. sfruttando l’azione del pesino.2. conviene calare il pesino fino a terra e slegarlo prima di recuperare il sagolino per un nuovo tentativo. (Soluzione 2) 50 51 . e alla possibilità di applicarli da terra o in quota. 1 e n. con un apposito nodo (nodo sagoli- incontra in fase di discesa. Il lancio si del pesino Soluzione 1. 2) o in quota (Soluzione 1) (soluzione n. mante- nendo a terra un avanzo di corda pari almeno alla distanza dal suolo della forcella di ancoraggio in quota. vanti a chi lancia. Dopo aver issato la corda con il sagolino. per disporlo nel issare la corda. Soluzione 2. idoneo. 7. caratteristica che talvolta può risultare utile. Prima di procedere l’operatore deve indossare il casco per pro- teggersi dall’eventuale ritorno del pesino nella zona di lancio 5. Un pesino più leggero può essere lanciato ad altezze maggiori. Ancoraggio delle corde raggiungere efficacemente altezze di 20 o più metri. re leggero ed avere la tendenza a scorrere su ogni superficie. una volta sle- spesso non è in grado di opporsi alla resistenza che il sagolino gato il pesino. se necessario.2. quindi si mento di dargli la spinta verso l’alto in direzione della forcella utilizza il braccio discendente libero della corda per la risalita prescelta (esistono varie possibilità di prensione del sagolino). 3). Il sagolino deve essere disposto ordinatamente. Il lancio può essere effettuato a mano. la corda di risalita e si procede ad issarla. rare le corde. soprattutto su alberi con corteccia no-corda). in di.3. Sistema di ancoraggio con impiego di discensore che consente lo svincolo Sequenza di lancio manuale del pesino da terra in caso di necessità. inoltre deve delimitare un’area di sicurezza sufficientemente ampia per evitare di colpire altre Di seguito si descrivono 3 possibili soluzioni utilizzabili nel si- persone. se necessario si potrà agire sul sagolino. deve esse. In particolare questo accor- gimento può essere necessario perché risulti piazzato su una Il sacchetto è caratterizzato. Nodo impiegato per legare il sagolino al pesino verlo addosso in fase di caduta. sistema di lavoro utilizzato. da. corda singola o corda doppia. E’ buona norma realizzare un’asola tampo- ne sulla corda libera in uscita dal discensore. facendolo oscillare fino al mo. TECNICHE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 5. un pesino costituito da un Una volta raggiunto il punto di ancoraggio scelto o comunque sacchetto di tessuto pieno di pallini di piombo o altro materiale. L’estre. attenzione al momento in cui questa deve scavalcare la forcella Il sagolino. Installazione delle corde da terra Se il lancio non ha buon esito (non ha raggiunto o non è passato nella forcella prescelta). con una maggiore re- sistenza allo strappo. o per il lavoro. Posizione di lancio mità del sagolino opposta a quella lanciata deve essere fissata manuale affinché.

Posizione di lancio mità del sagolino opposta a quella lanciata deve essere fissata manuale affinché. soprattutto su alberi con corteccia no-corda). o per il lavoro. se necessario si potrà agire sul sagolino. 5.3.1. 3). con la pratica si possono 5. ossia un cordino che servirà per Operatore in fase di risalita connesso alla corda di sicurezza. Come nel caso precedente si utilizza l’ancoraggio a terra (apposito anello di fettuccia posizionato a strozzo al pie- de della pianta) per fissare un discensore autobloccante in cui viene fatto passare il braccio ascendente della corda. Questo consentirà la calata dell’operatore da terra in caso di necessità (vedi cap. idoneo. trambi i capi. in di. con una maggiore re- sistenza allo strappo. arresti la corsa del pesino. L’estre. sul terreno pulito o in un contenitore. quindi si mento di dargli la spinta verso l’alto in direzione della forcella utilizza il braccio discendente libero della corda per la risalita prescelta (esistono varie possibilità di prensione del sagolino). ma Quando il sagolino è correttamente posizionato. Installazione delle corde da terra Se il lancio non ha buon esito (non ha raggiunto o non è passato nella forcella prescelta). attenzione al momento in cui questa deve scavalcare la forcella Il sagolino. vi si collega. Sistema di ancoraggio con impiego di discensore che consente lo svincolo Sequenza di lancio manuale del pesino da terra in caso di necessità. caratteristica che talvolta può risultare utile. Un pesino più leggero può essere lanciato ad altezze maggiori. In alternativa Nella pratica del treeclimbing esistono vari metodi per anco- si può ricorrere all’uso di un’apposita fionda che consente di rag. Ancoraggio delle corde raggiungere efficacemente altezze di 20 o più metri. rezione dell’ancoraggio prescelto. sfruttando l’azione del pesino. condizione indispensabile per la salita in corda del tessuto e delle cuciture. Esi- stono anche altri materiali tra cui scegliere. Ancoraggio a terra con fettuccia. Corda singola e dalla caduta di rami sospesi. sistema di lavoro utilizzato. modo migliore rispetto al tronco. per disporlo nel issare la corda. un pesino costituito da un Una volta raggiunto il punto di ancoraggio scelto o comunque sacchetto di tessuto pieno di pallini di piombo o altro materiale. TECNICHE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 5. inoltre deve delimitare un’area di sicurezza sufficientemente ampia per evitare di colpire altre Di seguito si descrivono 3 possibili soluzioni utilizzabili nel si- persone. e alla possibilità di applicarli da terra o in quota. Lancio del sagolino e issaggio della corda si evita così il rischio di impigliare il pesino tra i rami o di rice- La prima operazione da compiere consiste nel lanciare. In particolare questo accor- gimento può essere necessario perché risulti piazzato su una Il sacchetto è caratterizzato. re leggero ed avere la tendenza a scorrere su ogni superficie.3.1. di ancoraggio. (Soluzione 2) 50 51 . fettuccia posizionato a strozzo al piede della pianta. se necessario. mante- nendo a terra un avanzo di corda pari almeno alla distanza dal suolo della forcella di ancoraggio in quota. facendolo oscillare fino al mo. Il lancio può essere effettuato a mano. da terra (soluzione n. una volta sle- spesso non è in grado di opporsi alla resistenza che il sagolino gato il pesino. stema a corda singola. Dopo aver issato la corda con il sagolino. Prima di procedere l’operatore deve indossare il casco per pro- teggersi dall’eventuale ritorno del pesino nella zona di lancio 5. Soluzione 2. 7. da. dal peso che può variare da 200 a Nodo impiegato per legare il sagolino doppia. vanti a chi lancia. oltre che dalla forma e consistenza sola forcella.2. 1 e n. E’ buona norma realizzare un’asola tampo- ne sulla corda libera in uscita dal discensore. prestando ruvida o che presentano altre cause di attrito o impedimento. anche su en- al quale è fissato un sagolino. generalmente di polietilene o polipropilene. deve esse.1 “Svincolo da terra”). corda singola o corda doppia. con un apposito nodo (nodo sagoli- incontra in fase di discesa. la corda di risalita e si procede ad issarla. conviene calare il pesino fino a terra e slegarlo prima di recuperare il sagolino per un nuovo tentativo. rare le corde.2. queste si differenziano innanzi tutto in base al Posizione di lancio del pesino con l’uso della fionda giungere altezze maggiori o di forzare passaggi stretti tra rami fitti. 2) o in quota (Soluzione 1) (soluzione n. Il lancio si del pesino Soluzione 1. Il sagolino deve essere disposto ordinatamente. Nodo impiegato per legare il sagolino al pesino verlo addosso in fase di caduta. si ancora effettua tenendo il sagolino tra pollice ed indice a una distanza con un connettore un capo asolato della corda ad un anello di variabile dal pesino (50-80 cm). i pesini più utilizzati sono da 250 o 350 grammi. alla corda da issare 500 grammi.

con la possibilità di calare l’operatore diversi punti all’interno della stessa chioma. per rendere la corda di lavoro lita per raggiungere la cima di un albero o per accedere a svincolabile da terra. in cui è infilato il Ancoraggio per corda doppia: corda che Ancoraggio per corda doppia: corda doppia 5. incontrare. 4) o in quota (soluzione n. una rapida In alternativa è possibile strozzare direttamente la corda con calata dell’infortunato. La più efficace. (Soluzione 4) 52 53 . diante una falsa forcella. soluzione 2. Se questa operazione risulta impraticabile per la den- unita da un connettore al capo asolato di una corda singola. data la rapidità di accesso che consente. TECNIChE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN ChIOMA tecniche di treeclimbing soluzione 3. Tale soluzione può essere utilizza. 2. • le corde svincolabili da terra sono efficaci dal punto di vista della sicurezza perché consentono. con o senza l’ausilio di un connettore. La scelta del tipo di ancoraggio della corda più opportuno al sin- gando il capo asolato con un connettore ad un anello di fet. poiché è l’unico punto di sostegno del climber. La corda è posizionata su una forcella naturale in quota e strozzata al di sotto di questa mediante un nodo ad otto. data la variabilità delle situazioni in cui si deve operare. ta per la risalita con doppia maniglia e footlock ma anche per (Soluzione 1) (Soluzione 2) no al climber di far fronte alle molteplici situazioni che può la risalita in corda singola. doppia: corda su falsa doppia: corda doppia forcella. ta ad una forza pari al doppio del peso dell’operatore a causa dell’effetto carrucola (vedi cap. 1. golo cantiere deve fare riferimento alle seguenti considerazioni: tuccia posizionato doppio o a strozzo su una forcella. da terra (soluzione n. La corda di lavoro viene ancorata in quota me. La corda è posizionata su una forcella naturale fine lavoro.). inoltre l’ancoraggio direttamente in quota richiede (biforcazione) in quota e i due capi liberi possono essere uti. • il braccio ascendente della corda ancorata a terra può esse- re esposto a danneggiamenti da parte del materiale in caduta dall’alto. scende doppia da una strozzata su una f Esistono diverse tecniche di risalita in pianta che consento- forcella naturale. Queste variano in particolare in base alla morfo- logia degli alberi e all’intervento che deve essere eseguito soluzione 3.2. sità dei rami o per altre cause si ricorre alla salita frazionata. o appositi accorgimenti. teCniCHe di Risalita capo opposto della corda. in caso di necessità (vedi cap. connesso alla fettuccia dell’ancoraggio a terra di cui si è già Ancoraggio per corda Ancoraggio per corda Di seguito si riporta una descrizione delle principali tecniche detto (soluzione 2 della corda singola). In quota la corda può essere ancorata colle. a destra corda 5. CORDA DOPPIA singola ancorata a terra (sistema aperto). Nel primo caso il carico sull’ancoraggio in quota è • l’ancoraggio in quota della corda di lavoro per interventi di Di seguito si descrivono 4 soluzioni utilizzabili per ancorare pari al peso del climber. Quest’ultima viene issata fino a portare la carrucola poco E’ frequente la necessità di associare diverse tecniche di sa- sotto l’ancoraggio in quota. per il suo recupero a soluzione 1. smontaggio etc. 3. al doppio le corde nel sistema a corda doppia. 7).4. L’uso di corda ancorata direttamente in quota presuppone un’ul- teriore risalita. orcella naturale. è consigliabile: • l’ancoraggio a terra della corda di lavoro nel caso in cui si Ancoraggio di corda singola a strozzo con posizione Effetto carrucola su corde installate: a sinistra preveda il taglio di materiale di dimensioni contenute. (potatura. nel secondo caso è pari smontaggio e potature che prevedano tagli più importanti. (Soluzione 3) • nel caso di ancoraggio a terra la forcella in quota è sogget- al fatto che il connettore non sia soggetto a leve anomale. prestando attenzione Ancoraggio di corda singola con impiego di fettuccia usata doppia o a strozzo. lizzati per la risalita con doppia maniglia e footlock.3. singola o soluzione 4. il connettore montato sul capo asolato. l’altro capo della corda Se la pianta su cui si sale deve essere abbattuta si può ricor- singola deve essere inserito in un discensore autobloccante rere alla salita con ramponi. corretta e non del connettore corda doppia (sistema chiuso). Pur non esistendo una regola generale. (Soluzione 3) issata in chioma con uso di una corda singola svincolabile da terra. un’attenta valutazione dell’adeguatezza del punto prescelto. posizionata su carrucola impiegate.1 “Concetti di fisica”). La corda di lavoro è posiziona su una carrucola doppia. è la risalita su corda installata direttamente da terra. in alcuni casi. 3).

connesso alla fettuccia dell’ancoraggio a terra di cui si è già Ancoraggio per corda Ancoraggio per corda Di seguito si riporta una descrizione delle principali tecniche detto (soluzione 2 della corda singola). data la variabilità delle situazioni in cui si deve operare. in cui è infilato il Ancoraggio per corda doppia: corda che Ancoraggio per corda doppia: corda doppia 5. ta per la risalita con doppia maniglia e footlock ma anche per (Soluzione 1) (Soluzione 2) no al climber di far fronte alle molteplici situazioni che può la risalita in corda singola. prestando attenzione Ancoraggio di corda singola con impiego di fettuccia usata doppia o a strozzo. con la possibilità di calare l’operatore diversi punti all’interno della stessa chioma. singola o soluzione 4. o appositi accorgimenti. Tale soluzione può essere utilizza. doppia: corda su falsa doppia: corda doppia forcella. un’attenta valutazione dell’adeguatezza del punto prescelto. Se questa operazione risulta impraticabile per la den- unita da un connettore al capo asolato di una corda singola. (Soluzione 3) issata in chioma con uso di una corda singola svincolabile da terra. smontaggio etc. 3. 1. per rendere la corda di lavoro lita per raggiungere la cima di un albero o per accedere a svincolabile da terra.2. con o senza l’ausilio di un connettore. 2. 3). In quota la corda può essere ancorata colle. (Soluzione 4) 52 53 . scende doppia da una strozzata su una f Esistono diverse tecniche di risalita in pianta che consento- forcella naturale. (potatura. CORDA DOPPIA singola ancorata a terra (sistema aperto). La corda di lavoro viene ancorata in quota me. L’uso di corda ancorata direttamente in quota presuppone un’ul- teriore risalita. 7).4. l’altro capo della corda Se la pianta su cui si sale deve essere abbattuta si può ricor- singola deve essere inserito in un discensore autobloccante rere alla salita con ramponi. (Soluzione 3) • nel caso di ancoraggio a terra la forcella in quota è sogget- al fatto che il connettore non sia soggetto a leve anomale. è la risalita su corda installata direttamente da terra.3. lizzati per la risalita con doppia maniglia e footlock. golo cantiere deve fare riferimento alle seguenti considerazioni: tuccia posizionato doppio o a strozzo su una forcella. posizionata su carrucola impiegate. Queste variano in particolare in base alla morfo- logia degli alberi e all’intervento che deve essere eseguito soluzione 3. Nel primo caso il carico sull’ancoraggio in quota è • l’ancoraggio in quota della corda di lavoro per interventi di Di seguito si descrivono 4 soluzioni utilizzabili per ancorare pari al peso del climber. diante una falsa forcella. per il suo recupero a soluzione 1. soluzione 2. La corda è posizionata su una forcella naturale in quota e strozzata al di sotto di questa mediante un nodo ad otto. da terra (soluzione n. in caso di necessità (vedi cap. data la rapidità di accesso che consente. a destra corda 5. La corda è posizionata su una forcella naturale fine lavoro. orcella naturale. • le corde svincolabili da terra sono efficaci dal punto di vista della sicurezza perché consentono. inoltre l’ancoraggio direttamente in quota richiede (biforcazione) in quota e i due capi liberi possono essere uti. teCniCHe di Risalita capo opposto della corda. incontrare. Quest’ultima viene issata fino a portare la carrucola poco E’ frequente la necessità di associare diverse tecniche di sa- sotto l’ancoraggio in quota. è consigliabile: • l’ancoraggio a terra della corda di lavoro nel caso in cui si Ancoraggio di corda singola a strozzo con posizione Effetto carrucola su corde installate: a sinistra preveda il taglio di materiale di dimensioni contenute. La scelta del tipo di ancoraggio della corda più opportuno al sin- gando il capo asolato con un connettore ad un anello di fet. Pur non esistendo una regola generale.). poiché è l’unico punto di sostegno del climber. corretta e non del connettore corda doppia (sistema chiuso). sità dei rami o per altre cause si ricorre alla salita frazionata. ta ad una forza pari al doppio del peso dell’operatore a causa dell’effetto carrucola (vedi cap. il connettore montato sul capo asolato.1 “Concetti di fisica”). La corda di lavoro è posiziona su una carrucola doppia. 4) o in quota (soluzione n. • il braccio ascendente della corda ancorata a terra può esse- re esposto a danneggiamenti da parte del materiale in caduta dall’alto. in alcuni casi. La più efficace. una rapida In alternativa è possibile strozzare direttamente la corda con calata dell’infortunato. al doppio le corde nel sistema a corda doppia. TECNIChE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN ChIOMA tecniche di treeclimbing soluzione 3. nel secondo caso è pari smontaggio e potature che prevedano tagli più importanti.

nella quale rinviare il capo libero della corda prima del punto di prensio- ne della mano che recupera. si recupera corda nel discensore e infine si toglie la maniglia. Per effettuare tale passaggio. A questo punto l’operatore. Questo metodo risulta vantaggioso rispetto al primo poiché il climber si trova sempre in posizione adat- ta al lavoro ed è pronto a scendere in ogni momento. Il limite di questo metodo sta nel fatto che per passare alla posizione di lavoro o per una discesa rapida in caso di emergenza è ne- cessaria comunque la manovra di cambio dal bloccante ventrale al discensore. si inserisce un discensore al di sotto dei bloccanti. Il primo. è fissato all’imbragatura ed è mantenuto in posizione ver- ticale dalla parte alta dell’imbragatura o da una bretella apposita. Il metodo che risulta più rapido e meno faticoso consiste nell’utilizzo di due bloccanti. Sequenza di risalita su corda singola con impiego di bloccante ventrale e pedale collegato alla maniglia Sequenza di risalita con discensore e maniglia. Al di sopra di questo si posiziona una maniglia che si collega al piede con un pedale e all’imbragatura con un cordino. TECNICHE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 5.1. L’operazione risulta più laboriosa e faticosa rispetto al metodo Sequenza del passaggio da bloccanti per la risalita a discensore precedente perché è necessario recuperare la corda nel discensore con la mano durante ogni frazione di salita. potrà ini- ziare la discesa. il secondo metodo è preferibile in salite brevi.4. Risalita su corda singola Per la risalita su corda singola si può scegliere tra due opzioni. agendo sul discensore. quindi si scarica dal peso il bloccante ventrale e lo si toglie. con carrucola 54 55 . I due bloccanti devono essere caricati alternativamente per consentire l’ascesa. In alternativa l’operatore può effettuare la ri- salita con un discensore connesso all’imbra- gatura ed un pedale per il piede collegato ad una maniglia di risalita. senza carrucola Sequenza di risalita con discensore e maniglia. Per facilitare il recupero della corda può es- sere d’aiuto montare una carrucola sulla ma- niglia di risalita. ventrale. molto importante è la regolazione della lunghezza del pedale per sfrut- tare al massimo l’efficacia di ogni singolo movimento. La scelta tra le due possibilità è dettata prin- cipalmente dalla lunghezza della risalita.

I due bloccanti devono essere caricati alternativamente per consentire l’ascesa.1. agendo sul discensore. si inserisce un discensore al di sotto dei bloccanti. è fissato all’imbragatura ed è mantenuto in posizione ver- ticale dalla parte alta dell’imbragatura o da una bretella apposita. molto importante è la regolazione della lunghezza del pedale per sfrut- tare al massimo l’efficacia di ogni singolo movimento. ventrale. L’operazione risulta più laboriosa e faticosa rispetto al metodo Sequenza del passaggio da bloccanti per la risalita a discensore precedente perché è necessario recuperare la corda nel discensore con la mano durante ogni frazione di salita. La scelta tra le due possibilità è dettata prin- cipalmente dalla lunghezza della risalita. Per effettuare tale passaggio. Questo metodo risulta vantaggioso rispetto al primo poiché il climber si trova sempre in posizione adat- ta al lavoro ed è pronto a scendere in ogni momento. Il primo. il secondo metodo è preferibile in salite brevi. si recupera corda nel discensore e infine si toglie la maniglia. potrà ini- ziare la discesa. Il metodo che risulta più rapido e meno faticoso consiste nell’utilizzo di due bloccanti. senza carrucola Sequenza di risalita con discensore e maniglia. Al di sopra di questo si posiziona una maniglia che si collega al piede con un pedale e all’imbragatura con un cordino. TECNICHE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 5. A questo punto l’operatore. Per facilitare il recupero della corda può es- sere d’aiuto montare una carrucola sulla ma- niglia di risalita. nella quale rinviare il capo libero della corda prima del punto di prensio- ne della mano che recupera. con carrucola 54 55 . In alternativa l’operatore può effettuare la ri- salita con un discensore connesso all’imbra- gatura ed un pedale per il piede collegato ad una maniglia di risalita. quindi si scarica dal peso il bloccante ventrale e lo si toglie. Il limite di questo metodo sta nel fatto che per passare alla posizione di lavoro o per una discesa rapida in caso di emergenza è ne- cessaria comunque la manovra di cambio dal bloccante ventrale al discensore. Sequenza di risalita su corda singola con impiego di bloccante ventrale e pedale collegato alla maniglia Sequenza di risalita con discensore e maniglia. Risalita su corda singola Per la risalita su corda singola si può scegliere tra due opzioni.4.

non è consigliabile effettuare tagli o altre operazioni che comportino rischi poiché il recupero in caso di infortunio potrebbe risultare molto complesso! Al termine della risalita non si deve oltrepassare il punto di ancoraggio senza l’ausilio di appositi dispositivi di posi- zionamento per non incorrere nel rischio di cadute che.4. tendente a 2 (vedi cap. Se i rami sono distanziati di alcuni metri può essere utile l’utilizzo di una sonda (vedi cap. di seguito. o solo con discensore quando ci sono rami a sufficienza da usare come “scalini”. 5. RISALITA SU CORDA DOPPIA CON DOPPIA MANIGLIA La doppia maniglia è un dispositivo specifico per chi adotta il sistema operativo a corda doppia. con corde di lunghezza adeguata. Nella salita frazionata può essere utilizzata anche la modalità a corda doppia. l’operatore scarica la doppia maniglia dal proprio peso per poterla spingere più in alto lungo la corda di risalita. anche se brevi. a causa della densità dei rami o della loro scarsa affidabilità come punti di ancoraggio. 3. iMPoRtante: nella salita frazionata non si deve mai superare il punto di ancoraggio della corda in uso Sequenza di risalita in footlock per non incorrere nel rischio di cadute che. la doppia maniglia collegata all’imbragatura con un cordino di lunghezza adeguata. Si tratta di una procedura che richiede un discreto impegno fisico e buona coordinazione nei movimenti. 56 57 . Particolare dei piedi nella risalita in footlock 5. in questi casi però resta da valutare la possibilità di accesso di un eventuale soccorritore. si garantisce il costante collegamento dell’operatore a terra e la possibilità di accesso ad un soccorritore in caso di infortunio. TECNIChE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN ChIOMA tecniche di treeclimbing 5. oppure di scavalcare i rami che si incontra- no durante la salita.4. ad esse l’operatore è vincolato con due discensori. potrebbero presentare un fattore di caduta elevato. “Tecniche di spostamento in chioma”).6.2. Ripetendo tale sequenza l’operatore procede nella sua salita. iMPoRtante: durante le risalite su corda con bloccanti.1). col footlock (bloccaggio della corda con i piedi).1). Con la forza delle braccia l’operatore si issa. inoltre. L’impiego delle due corde consente di avanzare passo per passo su un fusto privo di rami. Consiste nell’utilizzo alternato di due corde asolate posizionate a strozzo sul fusto o su rami di suffi- ciente solidità. anche se brevi. La salita si effettua con la modalità di risalita su corda singola con discensore e maniglia/pedale. con l’impiego di false forcelle regolabili e/o della tecnica del body trust. potrebbero presentare un fattore di caduta elevato. sia in corda singola che doppia. 3. In alternativa al footlock si possono impiegare due bloccanti meccanici da piede. La risalita si ef- fettua posizionando. tendente a 2 (vedi cap.3 SALITA FRAZIONATA La salita frazionata si utilizza quando la struttura dell’albero non consente l’installazione delle corde da terra. sulla corda doppia installata.

potrebbero presentare un fattore di caduta elevato. tendente a 2 (vedi cap. l’operatore scarica la doppia maniglia dal proprio peso per poterla spingere più in alto lungo la corda di risalita.2. anche se brevi. ad esse l’operatore è vincolato con due discensori. RISALITA SU CORDA DOPPIA CON DOPPIA MANIGLIA La doppia maniglia è un dispositivo specifico per chi adotta il sistema operativo a corda doppia. con corde di lunghezza adeguata.4. tendente a 2 (vedi cap. sulla corda doppia installata. 3. Si tratta di una procedura che richiede un discreto impegno fisico e buona coordinazione nei movimenti. anche se brevi.4. 5. oppure di scavalcare i rami che si incontra- no durante la salita. Consiste nell’utilizzo alternato di due corde asolate posizionate a strozzo sul fusto o su rami di suffi- ciente solidità. Nella salita frazionata può essere utilizzata anche la modalità a corda doppia. iMPoRtante: durante le risalite su corda con bloccanti. La salita si effettua con la modalità di risalita su corda singola con discensore e maniglia/pedale.6.3 SALITA FRAZIONATA La salita frazionata si utilizza quando la struttura dell’albero non consente l’installazione delle corde da terra. inoltre.1). Particolare dei piedi nella risalita in footlock 5.1). L’impiego delle due corde consente di avanzare passo per passo su un fusto privo di rami. “Tecniche di spostamento in chioma”). 56 57 . a causa della densità dei rami o della loro scarsa affidabilità come punti di ancoraggio. 3. in questi casi però resta da valutare la possibilità di accesso di un eventuale soccorritore. la doppia maniglia collegata all’imbragatura con un cordino di lunghezza adeguata. In alternativa al footlock si possono impiegare due bloccanti meccanici da piede. col footlock (bloccaggio della corda con i piedi). potrebbero presentare un fattore di caduta elevato. o solo con discensore quando ci sono rami a sufficienza da usare come “scalini”. La risalita si ef- fettua posizionando. non è consigliabile effettuare tagli o altre operazioni che comportino rischi poiché il recupero in caso di infortunio potrebbe risultare molto complesso! Al termine della risalita non si deve oltrepassare il punto di ancoraggio senza l’ausilio di appositi dispositivi di posi- zionamento per non incorrere nel rischio di cadute che. sia in corda singola che doppia. con l’impiego di false forcelle regolabili e/o della tecnica del body trust. Con la forza delle braccia l’operatore si issa. Se i rami sono distanziati di alcuni metri può essere utile l’utilizzo di una sonda (vedi cap. iMPoRtante: nella salita frazionata non si deve mai superare il punto di ancoraggio della corda in uso Sequenza di risalita in footlock per non incorrere nel rischio di cadute che. Ripetendo tale sequenza l’operatore procede nella sua salita. si garantisce il costante collegamento dell’operatore a terra e la possibilità di accesso ad un soccorritore in caso di infortunio. di seguito. TECNIChE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN ChIOMA tecniche di treeclimbing 5.

TECNICHE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 1 2 3 4 5 6 Sequenza della 7 8 9 10 11 salita frazionata 58 59 .

TECNICHE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 1 2 3 4 5 6 Sequenza della 7 8 9 10 11 salita frazionata 58 59 .

prima. La posizione dell’ancoraggio deve essere scelta in modo che sia funzionale alla linea di movimento che si intende seguire nella successiva fase operativa. gestire situazioni precarie. SALITA CON RAMPONI 5. si blocca. Con l’intenzione di semplificare la comprensione della tecnica e di attenersi il più possibile alla normativa vigente. Contempla la capacità di valutare la consistenza dei rami su cui ci si muove. A questo proposito è utile. se non altro. da parte degli aspiranti climbers. obiettivamente. questa deve essere posizionata su una biforcazione sufficien- temente aperta ed in un contesto privo di asperità affinché non resti impi- gliata al momento del recupero da terra. mentre in fase di risalita segue il movimento lasciando scorrere la corda. al fine di mantenere l’accesso per un soccorritore in caso di emergenza. si è scelto terminale dello smontaggio. dovreb- bero essere previste ed evitate. o che possano subire rotture in seguito a sollecitazioni anomale. conseguentemente.4.1). a questa si associa una longe di posizionamento fissata sugli attacchi laterali dell’imbra. poiché. magari superfluo in fase di risalita. La corda deve essere portata verso l’alto ad ogni passo e. Esige l’approfondita conoscenza delle attrezzature e l’abilità nell’utilizzarle con disinvoltura gatura. anche se brevi. potrebbero presentare un fattore di rivedere alcuni particolari. caduta elevato.4. E’. Per scendere è sufficiente azionare manual- mente il dispositivo nella modalità prevista. Richiede scioltezza e leggerezza nei movimenti. Nonostante ciò si auspica la volontà. • tecnica. l’installazione di una corda di emergenza da sviluppare. Il di- spositivo di frizione è connesso all’imbragatura e. di illustrare maggiormente il movimento in doppia. iMPoRtante: nella salita con ramponi non si deve mai superare il punto di ancoraggio della corda in Si è già parlato della scelta dei punti di ancoraggio delle corde. • mentale. in questo caso è però necessario valutare la possibilità di accesso di un eventuale soccor- versi in modo fluido ed evitare spostamenti inutili. maturata nel tempo e con pratica assidua. Se si prevede il superamento di rami. fissa o svincolabile che dovrebbe essere innalzata ad ogni passo. nel quale viene inserita.5. infatti. Salita con ramponi Particolare della longe di posizionamento fissata agli attacchi laterali Dispositivo di frizione per sistema e la corda di lavoro vincolata all’operatore mediante un discensore a corda doppia (particolare) 60 61 . mediante un connettore. costituisce una variante della Lo spostamento in chioma è uno degli aspetti del treeclimbing che maggiormente esaltano l’esperienza salita frazionata. teCniCHe di sPostaMento in CHioMa La salita con ramponi. Se la falsa forcella è costruita con fettuccia e connettori è bene che questi siano orientati con le ghiere verso l’esterno per evitare che si aprano a causa di sfregamenti. in questa sede sono considerati solo due dispositivi certificati per il posizionamento dell’operatore. associate a indispensabili doti di equilibrio. strozzata sul fusto e vincolata all’operatore tramite un particolare di natura: discensore. L’impiego della corda di emergenza. in situazioni di emergenza o per utilizzi ausiliari. può risultare utile nel momento Benché sia possibile spostarsi con il sistema a corda singola. da alternare alla • fisica. peraltro. continuando con l’avanzo verso terra. un’operazione che richiede particolari requisiti. E’ il requisito più difficile ritore. è necessario l’impiego di una seconda corda. La maggior parte dei climbers utilizza infatti questa tecnica per l’arrampicata in pianta. con fusto privo di rami. Nella tecnica a corda doppia si utilizza una corda di lavoro dotata di un capo asolato fissato. ma è bene uso per non incorrere nel rischio di cadute che. tendente a 2 (vedi cap. al dispositivo di frizione. si utilizza una corda asolata. anticipare i movimenti successivi disegnando linee logiche per muo- regolabile. anche se poco funzionale. le quali. anche la longe. in Oltre ai ramponi. La corda passa quindi nella falsa forcella e scende nuovamente al dispositivo di fri- zione. 3. Appurata la solidità del punto individuato si procede con l’installazione della falsa forcella. quando viene caricato col peso dell’operatore. di apprendere almeno alcune delle possibilità alternative che potrebbero tornare utili. risulta più funzionale. ed efficacia. individuare le Anche nella salita con ramponi è prevedibile l’utilizzo della tecnica a corda doppia con falsa forcella posizioni ideali da raggiungere. TECNIChE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN ChIOMA tecniche di treeclimbing 5. ammessa in caso di abbattimento della pianta.

anche se poco funzionale. in situazioni di emergenza o per utilizzi ausiliari. Esige l’approfondita conoscenza delle attrezzature e l’abilità nell’utilizzarle con disinvoltura gatura. l’installazione di una corda di emergenza da sviluppare. si utilizza una corda asolata. le quali. fissa o svincolabile che dovrebbe essere innalzata ad ogni passo. associate a indispensabili doti di equilibrio.1). anche se brevi. Contempla la capacità di valutare la consistenza dei rami su cui ci si muove. gestire situazioni precarie. da parte degli aspiranti climbers. anche la longe. conseguentemente. maturata nel tempo e con pratica assidua. Salita con ramponi Particolare della longe di posizionamento fissata agli attacchi laterali Dispositivo di frizione per sistema e la corda di lavoro vincolata all’operatore mediante un discensore a corda doppia (particolare) 60 61 . iMPoRtante: nella salita con ramponi non si deve mai superare il punto di ancoraggio della corda in Si è già parlato della scelta dei punti di ancoraggio delle corde. di illustrare maggiormente il movimento in doppia. • tecnica. mentre in fase di risalita segue il movimento lasciando scorrere la corda. risulta più funzionale. questa deve essere posizionata su una biforcazione sufficien- temente aperta ed in un contesto privo di asperità affinché non resti impi- gliata al momento del recupero da terra. o che possano subire rotture in seguito a sollecitazioni anomale. si blocca. con fusto privo di rami. si è scelto terminale dello smontaggio. La posizione dell’ancoraggio deve essere scelta in modo che sia funzionale alla linea di movimento che si intende seguire nella successiva fase operativa. al dispositivo di frizione. Nonostante ciò si auspica la volontà. costituisce una variante della Lo spostamento in chioma è uno degli aspetti del treeclimbing che maggiormente esaltano l’esperienza salita frazionata. in questo caso è però necessario valutare la possibilità di accesso di un eventuale soccor- versi in modo fluido ed evitare spostamenti inutili. se non altro. strozzata sul fusto e vincolata all’operatore tramite un particolare di natura: discensore. in Oltre ai ramponi. a questa si associa una longe di posizionamento fissata sugli attacchi laterali dell’imbra. Appurata la solidità del punto individuato si procede con l’installazione della falsa forcella. La maggior parte dei climbers utilizza infatti questa tecnica per l’arrampicata in pianta. tendente a 2 (vedi cap. Se si prevede il superamento di rami. ammessa in caso di abbattimento della pianta. 3. potrebbero presentare un fattore di rivedere alcuni particolari. prima. Nella tecnica a corda doppia si utilizza una corda di lavoro dotata di un capo asolato fissato. obiettivamente. SALITA CON RAMPONI 5. Se la falsa forcella è costruita con fettuccia e connettori è bene che questi siano orientati con le ghiere verso l’esterno per evitare che si aprano a causa di sfregamenti. nel quale viene inserita. al fine di mantenere l’accesso per un soccorritore in caso di emergenza. poiché. La corda deve essere portata verso l’alto ad ogni passo e. di apprendere almeno alcune delle possibilità alternative che potrebbero tornare utili. quando viene caricato col peso dell’operatore. • mentale. caduta elevato. un’operazione che richiede particolari requisiti. mediante un connettore. può risultare utile nel momento Benché sia possibile spostarsi con il sistema a corda singola. continuando con l’avanzo verso terra. ma è bene uso per non incorrere nel rischio di cadute che. teCniCHe di sPostaMento in CHioMa La salita con ramponi. magari superfluo in fase di risalita. infatti. Il di- spositivo di frizione è connesso all’imbragatura e. Con l’intenzione di semplificare la comprensione della tecnica e di attenersi il più possibile alla normativa vigente. anticipare i movimenti successivi disegnando linee logiche per muo- regolabile. ed efficacia. dovreb- bero essere previste ed evitate. L’impiego della corda di emergenza. in questa sede sono considerati solo due dispositivi certificati per il posizionamento dell’operatore. E’ il requisito più difficile ritore. è necessario l’impiego di una seconda corda.5. La corda passa quindi nella falsa forcella e scende nuovamente al dispositivo di fri- zione. peraltro. E’.4. A questo proposito è utile. da alternare alla • fisica. TECNIChE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN ChIOMA tecniche di treeclimbing 5.4. Richiede scioltezza e leggerezza nei movimenti. individuare le Anche nella salita con ramponi è prevedibile l’utilizzo della tecnica a corda doppia con falsa forcella posizioni ideali da raggiungere. Per scendere è sufficiente azionare manual- mente il dispositivo nella modalità prevista.

postazioni operative individuate. forcelle lontane dall’operatore con una corda stamento. ma il tipo più diffuso è la sonda tura e su un bloccante (dispositivo meccanico per corda singola. pio sostegno funzionale al raggiungimento delle mente carica col peso del corpo. Al termine dello spostamento laterale si raddoppia il posiziona- mento con l’uso della longe. è sufficiente una minima consistenza dell’ancoraggio. aumenta il rischio di pendolo incontrollato (vedi cap. presen- raggiungimento del punto individuato in partenza. generalmente per sposta- menti ampi. dell’utilizzo della e di recupero della corda.5. su distanze di 3-5 m. che può essere fissata agli attacchi laterali o all’attacco centrale dell’imbragatura. l’operatore sfrutta il principio Utilizzo della longe di posizionamento dell’opposizione Si tratta. a sua volta. in questo caso. una mano agisce ne. assumendo una postura ergonomica che migliora anche l’equilibrio: i piedi in appoggio spingono il corpo in La seconda via può anche essere costruita con direzione opposta rispetto al punto di ancoraggio. si impiega la tecnica della doppia via. motosega Gancio doppio montato sull’estremità della sonda per effettuare la spinta e il recupero della corda 62 63 . mantenendola costante. dell’operatore. Esistono sonde appositamente costruite sare la longe antitaglio singola sull’attacco centrale dell’imbraga. ta due inconvenienti: la lunghezza della corda di lavoro si riduce a metà e al di sotto dell’operatore si forma un’ansa di corda che potrebbe diventare iMPoRtante: più l’ancoraggio è alto rispetto alla posizione Longe collegata agli attacchi laterali Sequenza di utilizzo della sonda per raggiungere pericolosa se colpita da rami in caduta dall’alto. al fine di offrire al climber un dop- tuarsi a sfruttare il sostegno della corda. è necessario che il suo mento telescopico leggero e di scarso ingombro punto di ancoraggio sia di solidità tale da sostenere l’operatore che consente. scarsità di appigli per garantire la stabilità dell’operatore in movimento. piata. di installare una seconda corda di lavoro/posizionamento. Spostamento in chioma in corda doppia. ancoraggio troppo basso per l’ampiezza prevista dello spostamento. al crescere dell’an- golo tra fusto e corda. semplice e sbrigativa. portunamente. 3. l’altra mano cerca gli appigli utili per mantenere l’equilibrio fino al Questa soluzione. Se non è reperibile un ancoraggio solido è possibile fis. inserita e fissata ad un secondo sul dispositivo di frizione affinché la corda segua lo spostamento. in sostanza. scarsa solidità del ramo su cui ci si dovrebbe spostare. Si utilizza a questo scopo la tec. Impiego della doppia via per ampi spostamenti in chioma ad esempio. La scelta è determinata da condizioni come. che consentono l’azione di spinta una distanza fuori dal raggio d’azione dell’organo di taglio. ad in occasione ganci opposti. Se la longe ha solo la funzione di mantenere l’equilibrio del climber. fino alla risoluzione del una corda oltre una forcella e recuperarla dop- problema. Durante uno spostamento laterale. per questo scopo.1 DOPPIA VIA In alcune situazioni. in base alla posi- zione più o meno sospesa dell’operatore. si tratta di uno stru- gatoriamente antitaglio e. ancorandola op- Per spostarsi in modo sicuro ed efficace sui rami bisogna abi. Impiego della da valanga modificata con l’applicazione di due longe antitaglio nodo di frizione per corda doppia) posto sulla corda di lavoro. un ramo volati dall’uso della sonda. di spingere in seguito ad eventuale taglio della corda. dispositivo di frizione connesso all’imbragatura. le gambe sono l’estremità libera della corda di lavoro. nica dell’opposizione. maggiore è la possibilità di ampiezza dello spo. che vie- Particolare dei dispositivi utilizzati per la doppia via parzialmente flesse per migliorare la stabilità. TECNIChE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN ChIOMA tecniche di treeclimbing 5. Longe collegata all’attacco centrale e fissata a strozzo su Gli spostamenti in chioma possono essere age- Nel caso di impiego della motosega la longe deve essere obbli.1).

in sostanza. che consentono l’azione di spinta una distanza fuori dal raggio d’azione dell’organo di taglio. dell’utilizzo della e di recupero della corda. al crescere dell’an- golo tra fusto e corda. generalmente per sposta- menti ampi. maggiore è la possibilità di ampiezza dello spo. una mano agisce ne. forcelle lontane dall’operatore con una corda stamento. un ramo volati dall’uso della sonda. dell’operatore. ancoraggio troppo basso per l’ampiezza prevista dello spostamento. a sua volta. le gambe sono l’estremità libera della corda di lavoro. TECNIChE DI RISALITA E DI SPOSTAMENTO IN ChIOMA tecniche di treeclimbing 5. in questo caso. ma il tipo più diffuso è la sonda tura e su un bloccante (dispositivo meccanico per corda singola. portunamente. 3. l’altra mano cerca gli appigli utili per mantenere l’equilibrio fino al Questa soluzione. dispositivo di frizione connesso all’imbragatura. è sufficiente una minima consistenza dell’ancoraggio. inserita e fissata ad un secondo sul dispositivo di frizione affinché la corda segua lo spostamento.1 DOPPIA VIA In alcune situazioni. fino alla risoluzione del una corda oltre una forcella e recuperarla dop- problema. nica dell’opposizione. Impiego della da valanga modificata con l’applicazione di due longe antitaglio nodo di frizione per corda doppia) posto sulla corda di lavoro. semplice e sbrigativa. Al termine dello spostamento laterale si raddoppia il posiziona- mento con l’uso della longe. che può essere fissata agli attacchi laterali o all’attacco centrale dell’imbragatura. Spostamento in chioma in corda doppia. è necessario che il suo mento telescopico leggero e di scarso ingombro punto di ancoraggio sia di solidità tale da sostenere l’operatore che consente. scarsa solidità del ramo su cui ci si dovrebbe spostare. ad in occasione ganci opposti. Se non è reperibile un ancoraggio solido è possibile fis. Esistono sonde appositamente costruite sare la longe antitaglio singola sull’attacco centrale dell’imbraga. motosega Gancio doppio montato sull’estremità della sonda per effettuare la spinta e il recupero della corda 62 63 . pio sostegno funzionale al raggiungimento delle mente carica col peso del corpo. si tratta di uno stru- gatoriamente antitaglio e. l’operatore sfrutta il principio Utilizzo della longe di posizionamento dell’opposizione Si tratta. Impiego della doppia via per ampi spostamenti in chioma ad esempio. aumenta il rischio di pendolo incontrollato (vedi cap. si impiega la tecnica della doppia via. mantenendola costante. scarsità di appigli per garantire la stabilità dell’operatore in movimento.1). assumendo una postura ergonomica che migliora anche l’equilibrio: i piedi in appoggio spingono il corpo in La seconda via può anche essere costruita con direzione opposta rispetto al punto di ancoraggio. di spingere in seguito ad eventuale taglio della corda. La scelta è determinata da condizioni come. di installare una seconda corda di lavoro/posizionamento. al fine di offrire al climber un dop- tuarsi a sfruttare il sostegno della corda. su distanze di 3-5 m. Durante uno spostamento laterale. postazioni operative individuate. piata. presen- raggiungimento del punto individuato in partenza. in base alla posi- zione più o meno sospesa dell’operatore. Se la longe ha solo la funzione di mantenere l’equilibrio del climber. per questo scopo. che vie- Particolare dei dispositivi utilizzati per la doppia via parzialmente flesse per migliorare la stabilità. Longe collegata all’attacco centrale e fissata a strozzo su Gli spostamenti in chioma possono essere age- Nel caso di impiego della motosega la longe deve essere obbli. ancorandola op- Per spostarsi in modo sicuro ed efficace sui rami bisogna abi. ta due inconvenienti: la lunghezza della corda di lavoro si riduce a metà e al di sotto dell’operatore si forma un’ansa di corda che potrebbe diventare iMPoRtante: più l’ancoraggio è alto rispetto alla posizione Longe collegata agli attacchi laterali Sequenza di utilizzo della sonda per raggiungere pericolosa se colpita da rami in caduta dall’alto. Si utilizza a questo scopo la tec.5.

nel rispetto della loro incolumità. • avvertire il personale di terra prima di intraprendere qualsiasi iniziativa ed attendere una risposta affermativa. bensì gli aspetti tecnici per una loro sicura e corretta esecuzione. si ribadisce l’importanza di utilizzare termini e gesti comprensibili e condivisi le tagliato in occasione di un intervento di potatura tra chi opera a terra ed il/i climber/s. In assenza di questa non procede. ai punti di ancoraggio e agli altri aspetti discussi sopra • possibilità di taglio con atterramento libero del • stabilità della pianta e/o di singole sue parti. presenza di oggetti o strutture da salvaguardare nella • mantenere libere e ordinate. freno-rinvio-carico. proporzionate ai carichi. risiede nell’affiatamento della squadra: quanto è è riposta sciolta maggiore il “feeling” tra i diversi operatori. obbliga- toriamente associata all’esperienza pratica maturata. • punti di ancoraggio ideali per la ritenzione. • un freno/frizione. 6. rami piccoli e di scarso peso Toppo trattenuto in calata. sia DPI del climber che corde di ritenzione. materiale. magari in apposite sacche. che non possono essere atterrati liberamente per la • assecondare le necessità del climber. • necessità di trattenere il materiale tagliato.1. Per ritenzione si intende l’atto di trattenere il materia- A proposito di comunicazione. Le situazioni possono essere molte- trasmittenti montabili sull’elmetto. con alcun tipo di intervento. in particolare il personale a terra deve occuparsi di: essere necessario trattenere e calare. • rispettare la zona di pericolo nelle fasi del lavoro che deve opportunamente restare sgombra. attrezzature non in uso ed altri impedimenti. ed elevato il conseguente livello di sicurezza. • “funzionamento meccanico” della pianta. valutazione di stabilità con indagine in quota. • realizzare correttamente nodi. interventi di consoli- damento e ancoraggio. Costituita la squadra ideale. Ancor più che in altre applicazioni del treeclimbing. adottare dispositivi rice. di pericolo. con continuità. si passa alla fase organiz- zativa dell’intervento. ossia di apertura a consigli e stimoli di crescita provenienti da colleghi con maggiore o diversa esperienza. Per la descrizione dei singoli ele- menti si rimanda al capitolo 3 “Materiali e attrezzature”. le funi. L’attrezzatura per eseguire una ritenzione comprende Allo stesso tempo. In particolare. raccolta di semi di specie d’interesse vivaistico. componente “critica” dell’attività lavorativa. Nel presente manuale non vengono trattati i principi e le finalità dei vari tipi di potatura che si presuppone siano già parte del bagaglio culturale del climber. in molti casi risulta utile. etc. zona di caduta. • una carrucola di rinvio. Ritenzione e la collaborazione tra gli stessi. relazione agli spazi disponibili. chi opera in quota deve: sostanzialmente tre elementi: • comunicare in anticipo come intende procedere nel lavoro. in particolare riferite a: • spazi disponibili per l’atterramento del materiale • tecniche di arrampicata e movimento in pianta. • tecniche di taglio con la motosega e attrezzi manuali. Schema di sintesi delle possibilità di ritenzione in tagliato. nel tempo. • tipo di ritenzione adatto alla situazione. ni di tronco) dal peso di alcuni quintali. tanto più efficaci saranno la comunicazione e pronta all’uso 6. per evitare inconvenienti a terra. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing Le attività svolte su pianta con le tecniche del treeclimbing possono essere molteplici: potatura (di vario tipo a seconda della finalità). magari dopo • controllare il perimetro del luogo di lavoro evitando l’ingresso imprevisto di terzi e l’insorgere di fonti esterne un breve sollevamento. È ovvio che molte delle competenze a cui si fa riferimento sono di base per le altre applicazione della disciplina. • una corda. Il passo successivo per il buon esito di un lavoro condotto in treeclimbing. fondamentale risulta la formazione professionale. oltre che la non sopravvalutazione delle proprie capacità. • valutazione dei carichi per una sicura ritenzione. assai diverse tra loro. attività ludico-sportive. Quest’ultima serve a collegare gli elementi del sistema • avere occhi anche per gli operatori a terra. ricordando che dovrà invece far fronte alla ritenzione di toppi (porzio- l’ordine e la calma sono alla base della sicurezza. smontaggio di alberi morti o instabili in situazioni complesse. per lavori di po- Interventi di potatura e smontaggio richiedono infatti una maturata capacità tecnica tatura e smontaggio. • materiali idonei ai carichi da calare/frizionare. se non indispensabile. La crescita professionale del climber richiede un atteggiamento di “umiltà”. Nelle fasi finali di uno smontaggio si • mantenere sgombro il luogo di lavoro da rami. bisogna valutare quanto segue: e un ampio bagaglio di conoscenze da parte dell’operatore. sia dal punto Sacca in cui la corda di vista tecnico che della sicurezza. • resistenza dei punti di ancoraggio. o smontaggio. assolutamente. Obiettivo del presente manuale è raccogliere le informazioni fondamentali per operare in pianta in interventi di potatura e smontaggio. Ad esempio può lavoro. plici. • impiego di attrezzature idonee. Contesto di verde privato in cui è d’obbligo la ritenzione del materiale di risulta 64 65 . sistemi di ritenzione e tagli. per la complessità delle L’assegnazione di compiti precisi ad ogni operatore è uno dei principali aspetti della razionalizzazione del manovre e/o per i carichi da gestire.

con alcun tipo di intervento. • tecniche di taglio con la motosega e attrezzi manuali. • materiali idonei ai carichi da calare/frizionare. raccolta di semi di specie d’interesse vivaistico. risiede nell’affiatamento della squadra: quanto è è riposta sciolta maggiore il “feeling” tra i diversi operatori. in particolare riferite a: • spazi disponibili per l’atterramento del materiale • tecniche di arrampicata e movimento in pianta. in particolare il personale a terra deve occuparsi di: essere necessario trattenere e calare. rami piccoli e di scarso peso Toppo trattenuto in calata. ni di tronco) dal peso di alcuni quintali. etc. attrezzature non in uso ed altri impedimenti. obbliga- toriamente associata all’esperienza pratica maturata. Per ritenzione si intende l’atto di trattenere il materia- A proposito di comunicazione. Nel presente manuale non vengono trattati i principi e le finalità dei vari tipi di potatura che si presuppone siano già parte del bagaglio culturale del climber. oltre che la non sopravvalutazione delle proprie capacità. assai diverse tra loro. Costituita la squadra ideale. freno-rinvio-carico. • una corda. con continuità. tanto più efficaci saranno la comunicazione e pronta all’uso 6. che non possono essere atterrati liberamente per la • assecondare le necessità del climber. smontaggio di alberi morti o instabili in situazioni complesse. • impiego di attrezzature idonee. • un freno/frizione. Ad esempio può lavoro. Per la descrizione dei singoli ele- menti si rimanda al capitolo 3 “Materiali e attrezzature”. magari in apposite sacche. Quest’ultima serve a collegare gli elementi del sistema • avere occhi anche per gli operatori a terra. bensì gli aspetti tecnici per una loro sicura e corretta esecuzione. ai punti di ancoraggio e agli altri aspetti discussi sopra • possibilità di taglio con atterramento libero del • stabilità della pianta e/o di singole sue parti. in molti casi risulta utile. le funi. magari dopo • controllare il perimetro del luogo di lavoro evitando l’ingresso imprevisto di terzi e l’insorgere di fonti esterne un breve sollevamento. zona di caduta. 6. ricordando che dovrà invece far fronte alla ritenzione di toppi (porzio- l’ordine e la calma sono alla base della sicurezza. bisogna valutare quanto segue: e un ampio bagaglio di conoscenze da parte dell’operatore. Schema di sintesi delle possibilità di ritenzione in tagliato. • rispettare la zona di pericolo nelle fasi del lavoro che deve opportunamente restare sgombra. • “funzionamento meccanico” della pianta. per la complessità delle L’assegnazione di compiti precisi ad ogni operatore è uno dei principali aspetti della razionalizzazione del manovre e/o per i carichi da gestire. si passa alla fase organiz- zativa dell’intervento. Nelle fasi finali di uno smontaggio si • mantenere sgombro il luogo di lavoro da rami. valutazione di stabilità con indagine in quota. ossia di apertura a consigli e stimoli di crescita provenienti da colleghi con maggiore o diversa esperienza. relazione agli spazi disponibili. componente “critica” dell’attività lavorativa. La crescita professionale del climber richiede un atteggiamento di “umiltà”. plici. sistemi di ritenzione e tagli. assolutamente. materiale. È ovvio che molte delle competenze a cui si fa riferimento sono di base per le altre applicazione della disciplina. • avvertire il personale di terra prima di intraprendere qualsiasi iniziativa ed attendere una risposta affermativa. se non indispensabile. ed elevato il conseguente livello di sicurezza. • necessità di trattenere il materiale tagliato. • realizzare correttamente nodi. sia dal punto Sacca in cui la corda di vista tecnico che della sicurezza. sia DPI del climber che corde di ritenzione. per lavori di po- Interventi di potatura e smontaggio richiedono infatti una maturata capacità tecnica tatura e smontaggio. In assenza di questa non procede. • tipo di ritenzione adatto alla situazione. Ancor più che in altre applicazioni del treeclimbing. Le situazioni possono essere molte- trasmittenti montabili sull’elmetto. Obiettivo del presente manuale è raccogliere le informazioni fondamentali per operare in pianta in interventi di potatura e smontaggio. L’attrezzatura per eseguire una ritenzione comprende Allo stesso tempo. Il passo successivo per il buon esito di un lavoro condotto in treeclimbing. per evitare inconvenienti a terra. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing Le attività svolte su pianta con le tecniche del treeclimbing possono essere molteplici: potatura (di vario tipo a seconda della finalità). interventi di consoli- damento e ancoraggio. attività ludico-sportive. o smontaggio. si ribadisce l’importanza di utilizzare termini e gesti comprensibili e condivisi le tagliato in occasione di un intervento di potatura tra chi opera a terra ed il/i climber/s. nel tempo. chi opera in quota deve: sostanzialmente tre elementi: • comunicare in anticipo come intende procedere nel lavoro. • punti di ancoraggio ideali per la ritenzione. • resistenza dei punti di ancoraggio. proporzionate ai carichi. di pericolo. In particolare. presenza di oggetti o strutture da salvaguardare nella • mantenere libere e ordinate. • una carrucola di rinvio. Ritenzione e la collaborazione tra gli stessi. fondamentale risulta la formazione professionale. nel rispetto della loro incolumità. • valutazione dei carichi per una sicura ritenzione. adottare dispositivi rice. Contesto di verde privato in cui è d’obbligo la ritenzione del materiale di risulta 64 65 .1.

Un ancoraggio in quota. al fine di semplificare le successive operazioni di allestimento e sistemazione del materiale di risulta. e tale da garantire un adeguato margine di sicurezza nel caso di un eventuale cedimento del sistema di ritenzione o di movimenti anomali del materiale trattenuto. stabilita in precedenza. dovrà essere il più possibile in direzione dell’ideale zona di scarico. TECNIChE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing In alcuni casi. 3. limitare il numero degli ancoraggi di rinvio consente di contenere i tempi di lavoro. rispondere prontamente alle necessità del climber. ossia carrucola. scelto in modo oculato. devono essere privi di monconi o protuberanze che potrebbero danneggiare Sequenza dello smontaggio di un albero le corde stesse. 66 67 . come descritto più avanti. La posizione dell’ancoraggio in quota. in cui possa operare in modo comodo. per tutto il tratto interessato dallo scor- rimento delle corde di ritenzione. tenendo presente che l’”effetto carrucola” può giungere a raddoppiare la forza esercitata sul punto di anco- raggio. tenendo conto della necessità di garantire al frizionista una postazione di lavoro sicura. può essere sufficiente per smontare un’intera chioma di grandi dimensioni. può essere necessario: • associare un paranco per sollevare i carichi prima della calata a terra. in ogni caso. iMPoRtante: il fusto e le branche dell’albero su cui si sta lavorando. In quota l’ancoraggio della carrucola di rinvio deve essere proporzionato ai carichi che dovrà sostenere. Anche nella ritenzione risulta fondamentale la scelta dei punti di ancoraggio. A terra si disporrà la frizione indicativamente a 90° rispetto alla linea di caduta/calata del materiale. compatibilmente con l’architettura della pianta. più complessi.1 “Concetti di fisica”). • utilizzare ulteriori carrucole per deviare la corda di ritenzione rispetto alla direzione d’uscita dalla carrucola di rinvio. sling e fusto (vedi cap. ferme restando le opportune condizioni di funzionalità e sicurezza.

sling e fusto (vedi cap. Anche nella ritenzione risulta fondamentale la scelta dei punti di ancoraggio. limitare il numero degli ancoraggi di rinvio consente di contenere i tempi di lavoro. • utilizzare ulteriori carrucole per deviare la corda di ritenzione rispetto alla direzione d’uscita dalla carrucola di rinvio. In quota l’ancoraggio della carrucola di rinvio deve essere proporzionato ai carichi che dovrà sostenere. scelto in modo oculato. ossia carrucola. devono essere privi di monconi o protuberanze che potrebbero danneggiare Sequenza dello smontaggio di un albero le corde stesse. iMPoRtante: il fusto e le branche dell’albero su cui si sta lavorando. può essere sufficiente per smontare un’intera chioma di grandi dimensioni. in ogni caso. come descritto più avanti. al fine di semplificare le successive operazioni di allestimento e sistemazione del materiale di risulta. TECNIChE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing In alcuni casi. dovrà essere il più possibile in direzione dell’ideale zona di scarico. per tutto il tratto interessato dallo scor- rimento delle corde di ritenzione. La posizione dell’ancoraggio in quota. Un ancoraggio in quota. A terra si disporrà la frizione indicativamente a 90° rispetto alla linea di caduta/calata del materiale. può essere necessario: • associare un paranco per sollevare i carichi prima della calata a terra. rispondere prontamente alle necessità del climber. e tale da garantire un adeguato margine di sicurezza nel caso di un eventuale cedimento del sistema di ritenzione o di movimenti anomali del materiale trattenuto.1 “Concetti di fisica”). compatibilmente con l’architettura della pianta. stabilita in precedenza. 3. ferme restando le opportune condizioni di funzionalità e sicurezza. più complessi. in cui possa operare in modo comodo. 66 67 . tenendo conto della necessità di garantire al frizionista una postazione di lavoro sicura. tenendo presente che l’”effetto carrucola” può giungere a raddoppiare la forza esercitata sul punto di anco- raggio.

effetto E’ chiaro. massa. o meglio rallentare la caduta di un carico lasciando scorrere terra. che devono essere calati o frizionati. te e del comportamento professionale del personale a Frizionare significa arrestare in modo dinamico. • nel secondo caso si tratta di cimali o porzioni di fu- Non sempre è possibile o conveniente osservare questa linearità d’intervento.1 “Concetti di differenza in base alla loro posizione rispetto all’ancoraggio della carrucola di rinvio. il fri. scendendo. l’attrezzatura necessaria sarà di portata nettamente superiore. senza comunque produrre Nella fase di smontaggio infatti il fusto costituisce il una sollecitazione significativa. si definisce la sequenza dello smontaggio. ma soprattutto la capacità di stimare il peso Per pezzi posti al di sotto della carrucola sarà sufficiente un’attrezzatura con minore portata di lavoro. sollecitazione statica e dinamica. In linea generale si tende a tagliare prima tutti i rami partendo dal basso. Soprattutto in alberi con chio. peso.2. il fusto. discesa esercitano una forza pari o di poco superiore Dopo aver fatto tutte le valutazioni del caso indicate in precedenza. a seguito del taglio. a cui si rimanda (vedi cap. l’opera. nonché Per pezzi posti al di sopra della carrucola. fisica”). poi il cimale e. vanno a disporsi in verticale per effetto del peso. dell’operatore.1. sto che subiscono una caduta libera più o meno lun- me ampie ed articolate bisogna essere attenti a non tagliare prima del tempo rami o branche che potrebbero ga. è opportuno riconsiderare alcuni concetti quali la corda di ritenzione sulla frizione e sfruttando l’attrito che si genera proprio da tale scorrimento. sollecitando il sistema di ritenzione (corda. Calare o frizionare? zioni. esiste una grossa carrucola. di una porzione di fusto o di un ramo (vedi allegato n. si esegue quando l’operazione non sotto o sopra al punto di ancoraggio: può essere eseguita direttamente da terra a livello del colletto. il tratto di caduta libera. Smontaggio di una pianta e sua sequenza Il materiale da trattenere si distingue quindi sulla base della sua posizione rispetto alla carrucola di rinvio. sostegno dell’intero sistema di ritenzione. 3. a questo punto. di conseguenza è importante che sia Effetto carrucola in una fase dello smontaggio zionista dovrà obbligatoriamente frizionare per assorbire il più possibile l’energia sviluppata dal carico durante caricato nel miglior modo possibile. in fase di elevate forze in gioco da valutare e controllare. Esempio di ancoraggio di una frizione basculante su un albero diverso da quello in fase di smontaggio per compensare l’inclinazione di quest’ultimo Ramo posto al di sotto della Toppo posto al di sopra della carrucola che deve essere carrucola che deve essere semplicemente calato frizionato 68 69 . Col termine di smontaggio si intende l’abbattimento a pezzi di un albero. alla loro massa. 3 tore frizionista potrà limitarsi a calare rami pressochè immobili dopo il taglio o assecondare il movimento di rami “Cubatura di una porzione di fusto o ramo”). Per comprendere meglio la differenza tra le due situa- 6.2. carru- servire come ancoraggio per la ritenzione o per il posizionamento del climber. orizzontali che. • nel primo caso si tratta di rami. che a parità di masse da atterrare con un sistema di ritenzione. branche o parti di È la più impegnativa delle attività realizzabili in treeclimbing per effetto delle difficili condizioni di lavoro e delle esse. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing 6. l’importanza della scelta di attrezzature adegua- Calare significa far scendere lentamente un carico già sospeso alla corda di ritenzione. cola e punto di ancoraggio) con una forza molto su- periore alla loro massa.

orizzontali che. a cui si rimanda (vedi cap. • nel primo caso si tratta di rami. In linea generale si tende a tagliare prima tutti i rami partendo dal basso. sto che subiscono una caduta libera più o meno lun- me ampie ed articolate bisogna essere attenti a non tagliare prima del tempo rami o branche che potrebbero ga. 3. scendendo. • nel secondo caso si tratta di cimali o porzioni di fu- Non sempre è possibile o conveniente osservare questa linearità d’intervento. l’importanza della scelta di attrezzature adegua- Calare significa far scendere lentamente un carico già sospeso alla corda di ritenzione. Col termine di smontaggio si intende l’abbattimento a pezzi di un albero. te e del comportamento professionale del personale a Frizionare significa arrestare in modo dinamico. carru- servire come ancoraggio per la ritenzione o per il posizionamento del climber. ma soprattutto la capacità di stimare il peso Per pezzi posti al di sotto della carrucola sarà sufficiente un’attrezzatura con minore portata di lavoro. peso.2. il fri. si definisce la sequenza dello smontaggio. di una porzione di fusto o di un ramo (vedi allegato n. Calare o frizionare? zioni. a seguito del taglio. che a parità di masse da atterrare con un sistema di ritenzione. cola e punto di ancoraggio) con una forza molto su- periore alla loro massa. Smontaggio di una pianta e sua sequenza Il materiale da trattenere si distingue quindi sulla base della sua posizione rispetto alla carrucola di rinvio. sostegno dell’intero sistema di ritenzione. branche o parti di È la più impegnativa delle attività realizzabili in treeclimbing per effetto delle difficili condizioni di lavoro e delle esse. il fusto. poi il cimale e. di conseguenza è importante che sia Effetto carrucola in una fase dello smontaggio zionista dovrà obbligatoriamente frizionare per assorbire il più possibile l’energia sviluppata dal carico durante caricato nel miglior modo possibile.2. l’attrezzatura necessaria sarà di portata nettamente superiore. vanno a disporsi in verticale per effetto del peso. il tratto di caduta libera. in fase di elevate forze in gioco da valutare e controllare. senza comunque produrre Nella fase di smontaggio infatti il fusto costituisce il una sollecitazione significativa. nonché Per pezzi posti al di sopra della carrucola. discesa esercitano una forza pari o di poco superiore Dopo aver fatto tutte le valutazioni del caso indicate in precedenza. effetto E’ chiaro. l’opera. sollecitazione statica e dinamica. massa. che devono essere calati o frizionati. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing 6. si esegue quando l’operazione non sotto o sopra al punto di ancoraggio: può essere eseguita direttamente da terra a livello del colletto. o meglio rallentare la caduta di un carico lasciando scorrere terra. fisica”). alla loro massa. 3 tore frizionista potrà limitarsi a calare rami pressochè immobili dopo il taglio o assecondare il movimento di rami “Cubatura di una porzione di fusto o ramo”).1. esiste una grossa carrucola. sollecitando il sistema di ritenzione (corda. a questo punto. Per comprendere meglio la differenza tra le due situa- 6. Soprattutto in alberi con chio. Esempio di ancoraggio di una frizione basculante su un albero diverso da quello in fase di smontaggio per compensare l’inclinazione di quest’ultimo Ramo posto al di sotto della Toppo posto al di sopra della carrucola che deve essere carrucola che deve essere semplicemente calato frizionato 68 69 . dell’operatore. è opportuno riconsiderare alcuni concetti quali la corda di ritenzione sulla frizione e sfruttando l’attrito che si genera proprio da tale scorrimento.1 “Concetti di differenza in base alla loro posizione rispetto all’ancoraggio della carrucola di rinvio.

soprattutto se Con l’aumento dei diametri. che mantiene la sua posizione verticale nella caduta verso il basso. In questo modo si evita la scosciatura del ramo e. nel caso di rami di piccole dimensioni (in- feriori a 10 cm di diametro) il verificarsi della scosciatura del ramo stesso non comporta. 6.3. E’ indicato per rami tendenti all’orizzontale consentendo loro di cadere al suolo parallelamente alla posizione iniziale. effettuato con rapidità fino al com- pleto distacco del ramo. Anche nelle operazioni di smontaggio è impor- tante rifilare i tagli per eliminare sporgenze. spigoli vivi e fi- bre spezzate che potrebbero danneggiare le corde di riten- zione o trattenere pezzi in fase di calata o caduta frizionata. Rami piccoli. Tecniche di taglio di rami e branche Di seguito si riportano.1 Taglio libero Taglio di rifilatura Taglio netto lento Si parla di taglio libero quando intorno all’albero su cui si in- terviene lo spazio disponibile è tale da non richiedere la riten- zione del materiale tagliato. Nel caso di un fusto inclinato è interessante presenti in prossimità della porzione esterna della chioma dell’albero (ad esempio tetti. 6. cosa che avviene normalmente quando si tratta di prossimità del tronco. al fine di facilitare lo scivolamento della Nell’esecuzione del taglio di rami è sempre importante ot. la sfilacciatura della corteccia. rispettando il cercine. soprattutto. rischi per l’ope- ratore. Taglio con segaccio: taglio nella zona di trazione Taglio a becco di flauto Taglio netto rapido 70 71 . E’ necessario prestare tenere una superficie di taglio netta. ma non necessariamente durante un abbattimento.3. ancorare la frizione ad un altro albero in posizione opposta alla recinzioni etc. parte recisa. che viene successivamente asportato con un taglio finale. Salvo alcuni casi in cui si pratica una tacca direzio- nale. al verticale. Tale inconveniente deve essere prevenuto in caso di potatura per preservare l’integrità della chioma restante. è buona norma eseguire un primo taglio rilasciando un moncone di 40-50 cm di lunghezza dal punto di inserimento. generalmente. Possiamo considerare le situazioni seguenti: Taglio con segaccio: incisione nella zona di compressione Taglio con segaccio: si utilizza normalmente per la po- tatura. particolarmente in inverno quando la pianta non è in linfa. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing Le sollecitazioni saranno sopportate meglio se il fusto stesso Taglio netto lento: consiste in un taglio unico praticato a partire dalla zona di trazione del ramo. seguita dal taglio del legno in trazione alla stessa altezza. Taglio di un moncone di ramo attenzione alla posizione del climber che potrebbe essere colpito dall’apice del ramo. il fusto o le branche. ad una distanza tale da compen- sare l’inclinazione del fusto interessato dallo smontaggio.). al fine di evitare di danneggiare questo risulta ulteriormente ramificato. descrivendole. La definisce la bisettrice dell’angolo formato dai bracci della corda lentezza dell’operazione consente all’apice del ramo di ruotare verso il basso e di far cadere il ramo in di ritenzione. Taglio netto rapido: taglio unico a partire dalla zona di trazione. comunque verso l’interno della chioma. Un unico taglio a partire dalla zona di trazione si adatta bene a rami secchi o soggetti a scarsa tensione. Il taglio risulta inclinato rispetto all’asse del ramo. le principali tipologie di Taglio a becco di flauto: è una variante della tipologia precedente e si applica a rami tendenti taglio e le singole tecniche di esecuzione. E’ utile per evitare il contatto con ostacoli un fusto verticale. è composto da un’incisione (non una tacca) nella zona di compressione. linee elettriche. direzione di caduta dei carichi.

ma non necessariamente durante un abbattimento. E’ necessario prestare tenere una superficie di taglio netta. descrivendole. In questo modo si evita la scosciatura del ramo e. se necessario. effettuato con rapidità fino al com- pleto distacco del ramo. 6. Tale inconveniente deve essere prevenuto in caso di potatura per preservare l’integrità della chioma restante. Il taglio risulta inclinato rispetto all’asse del ramo. è composto da un’incisione (non una tacca) nella zona di compressione. rischi per l’ope- ratore. spigoli vivi e fibre spezzate che potreb- bero danneggiare le corde di ritenzione o trattenere pezzi in fase di calata o caduta frizionata. comunque verso l’interno della chioma. Un unico taglio a partire dalla zona di trazione si adatta bene a rami secchi o soggetti a scarsa tensione. la sfilacciatura della corteccia. è buona norma eseguire un primo taglio rilasciando un moncone di 40-50 cm di lunghezza dal punto di inserimento. rispettando il cercine. al fine di facilitare lo scivolamento della Nell’esecuzione del taglio di rami è sempre importante ot. Anche nelle operazioni di smontaggio è importante rifilare i tagli per eliminare sporgenze. ad una distanza tale da compen- sare l’inclinazione del fusto interessato dallo smontaggio. 6. La definisce la bisettrice dell’angolo formato dai bracci della corda lentezza dell’operazione consente all’apice del ramo di ruotare verso il basso e di far cadere il ramo in di ritenzione. Salvo alcuni casi in cui si pratica una tacca direzio- nale. Taglio con segaccio: taglio nella zona di trazione Taglio a becco di flauto Taglio netto rapido 70 71 .).1 Taglio libero Taglio di rifilatura Taglio netto lento Si parla di taglio libero quando intorno all’albero su cui si in- terviene lo spazio disponibile è tale da non richiedere la riten- zione del materiale tagliato. le principali tipologie di Taglio a becco di flauto: è una variante della tipologia precedente e si applica a rami tendenti taglio e le singole tecniche di esecuzione. che viene successivamente asportato con un taglio finale e. Possiamo considerare le situazioni seguenti: Taglio con segaccio: incisione nella zona di compressione Taglio con segaccio: si utilizza normalmente per la po- tatura. al verticale. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing Le sollecitazioni saranno sopportate meglio se il fusto stesso Taglio netto lento: consiste in un taglio unico praticato a partire dalla zona di trazione del ramo. trattenuto manualmente. Nel caso di un fusto inclinato è interessante presenti in prossimità della porzione esterna della chioma dell’albero (ad esempio tetti. Taglio netto rapido: taglio unico a partire dalla zona di trazione. E’ indicato per rami tendenti all’orizzontale consentendo loro di cadere al suolo parallelamente alla posizione iniziale. soprattutto se Con l’aumento dei diametri. nel caso di rami di piccole dimensioni (in- feriori a 10 cm di diametro) il verificarsi della scosciatura del ramo stesso non comporta. particolarmente in inverno quando la pianta non è in linfa. E’ utile per evitare il contatto con ostacoli un fusto verticale. Rami piccoli. direzione di caduta dei carichi. seguita dal taglio del legno in trazione alla stessa altezza. al fine di evitare di danneggiare questo risulta ulteriormente ramificato.3. Tecniche di taglio di rami e branche Di seguito si riportano. il fusto o le branche. Taglio di un moncone di ramo attenzione alla posizione del climber che potrebbe essere colpito dall’apice del ramo. cosa che avviene normalmente quando si tratta di prossimità del tronco. linee elettriche. soprattutto. parte recisa. generalmente. ancorare la frizione ad un altro albero in posizione opposta alla recinzioni etc.3. che mantiene la sua posizione verticale nella caduta verso il basso.

metro. tali tagli permettono di guidare i rami di trazione. non adeguata Si praticano due tacche direzionali. in presenza di rami di diametro compre. fermandosi prima che la spranga della motosega resti la corsa. al limite. che non necessitano di essere guidati in orientate nella direzione prescelta. bloccata. quindi si esegue un taglio in zona di trazione fino al distacco del ramo. non fase di caduta. che consentono principalmente di evitarne la scosciatura. prevedendo il rilascio di una cerniera che mantenga la direzione di caduta del ramo e ne rallenti ne. profonde 1/4-1/3 del diametro. Non consente di variare la direzione naturale di caduta. sopra e sotto il punto interessato. A questo punto si può procedere in sicurezza al taglio di abbattimento nella zona senza troppe pretese. In alcuni casi. Taglio sovrapposto Taglio a tacche convergenti Taglio direzionale a lamelle 72 73 . parte delle fibre compresse. Taglio direzionale a lamelle: consente di indirizzare lateralmente rami molto inclinati con dia- Taglio sovrapposto: si utilizza per rami sottoposti a metro fino a circa 25 cm. in una direzione diversa da quella determinata dal loro peso. scarsa tensione. Prima di eseguire questo taglio è necessario posizionare due fasce serra tronchi. circa 1/4 del diametro. allineato al taglio più esterno (verso la punta del ramo) ma ad una distanza da questo pari a 1/10 del dia- Si pratica una prima incisione nella zona di compressio. La tecnica prevede l’esecuzione di una tacca direzionale nella zona di compressione. tagliate in direzione obliqua rispetto all’asse del ramo fino ad aver eliminato la maggior vi lesioni alla pianta in contesto di potatura. Il taglio finale risulta allineato al pri- mo o. Taglio a tacche convergenti: serve per il taglio di cimali o rami fino a 30 cm di diametro. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing Rami medi. fino a 30 cm di diame- so tra i 10 e i 30 cm. sottoposti a forte tensione. che combaciano o si intersecano leggermente in corrispondenza della direzione di caduta scelta. leggermente più esterno. Si procede quindi al taglio di abbattimento. in zona di trazione. In questo modo si elimina gran parte del legno in compressione e si Taglio a V progressivo può procedere al taglio di abbattimento che deve essere realizzato nella zona di trazione a metà altezza delle tacche. si eseguono i tagli di seguito descritti tro. da successive lamelle. Si realizza una serie di incisioni della stessa profondità. al fine di preservare l’operatore dall’eventuale scosciatura Scosciatura causata da tecnica di taglio imprevista del ramo. Il taglio dovrà essere approfondito fino al momento in cui il ramo inizia a muoversi. sottoposti a forte tensione. definita e approfondita eventualità molto pericolosa per l’operatore e fonte di gra. Taglio a V progressivo: si utilizza per rami inclinati tendenti all’orizzontale. Consente di guidare la porzione tagliata in una di- rezione di caduta leggermente diversa da quella naturale.

profonde 1/4-1/3 del diametro. sottoposti a forte tensione. che non necessitano di essere guidati in orientate nella direzione prescelta. in presenza di rami di diametro compre. circa 1/4 del diametro. tagliate in direzione obliqua rispetto all’asse del ramo fino ad aver eliminato la maggior vi lesioni alla pianta in contesto di potatura. al limite. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing Rami medi. Taglio a V progressivo: si utilizza per rami inclinati tendenti all’orizzontale. scarsa tensione. metro. Si realizza una serie di incisioni della stessa profondità. Prima di eseguire questo taglio è necessario posizionare due fasce serra tronchi. Si procede quindi al taglio di abbattimento. non fase di caduta. parte delle fibre compresse. In alcuni casi. Consente di guidare la porzione tagliata in una di- rezione di caduta leggermente diversa da quella naturale. tali tagli permettono di guidare i rami di trazione. In questo modo si elimina gran parte del legno in compressione e si Taglio a V progressivo può procedere al taglio di abbattimento che deve essere realizzato nella zona di trazione a metà altezza delle tacche. leggermente più esterno. prevedendo il rilascio di una cerniera che mantenga la direzione di caduta del ramo e ne rallenti ne. sottoposti a forte tensione. fermandosi prima che la spranga della motosega resti la corsa. allineato al taglio più esterno (verso la punta del ramo) ma ad una distanza da questo pari a 1/10 del dia- Si pratica una prima incisione nella zona di compressio. si eseguono i tagli di seguito descritti tro. Il taglio finale risulta allineato al pri- mo o. Taglio a tacche convergenti: serve per il taglio di cimali o rami fino a 30 cm di diametro. Non consente di variare la direzione naturale di caduta. Il taglio dovrà essere approfondito fino al momento in cui il ramo inizia a muoversi. in una direzione diversa da quella determinata dal loro peso. A questo punto si può procedere in sicurezza al taglio di abbattimento nella zona senza troppe pretese. non adeguata Si praticano due tacche direzionali. in zona di trazione. fino a 30 cm di diame- so tra i 10 e i 30 cm. al fine di preservare l’operatore dall’eventuale scosciatura Scosciatura causata da tecnica di taglio imprevista del ramo. bloccata. sopra e sotto il punto interessato. definita e approfondita eventualità molto pericolosa per l’operatore e fonte di gra. La tecnica prevede l’esecuzione di una tacca direzionale nella zona di compressione. Taglio direzionale a lamelle: consente di indirizzare lateralmente rami molto inclinati con dia- Taglio sovrapposto: si utilizza per rami sottoposti a metro fino a circa 25 cm. che consentono principalmente di evitarne la scosciatura. Taglio sovrapposto Taglio a tacche convergenti Taglio direzionale a lamelle 72 73 . quindi si esegue un taglio in zona di trazione fino al distacco del ramo. che combaciano o si intersecano leggermente in corrispondenza della direzione di caduta scelta. da successive lamelle.

deve essere disponibile un ampio spazio al suolo. si inizia il taglio di abbattimento entrando di punta dietro alla cerniera e procedendo fino dell’incisione più profonda (quella nella porzione distale a lasciare un tirante di 1/4 del diametro di spessore nella zona di trazione. al fine di limitarne l’oscillazione nel momento in cui si portano nella posizione verticale di calata per effetto del loro peso. motosega. sentano legno in decomposizione si deve praticare una sorta di tacca con funzione direzionale e di ammortizzato. in direzione Prima di eseguire questo tipo di taglio è indispensabile applicare due fasce serra tronchi al di sopra dell’inserzione del ramo e orientate verso la direzione di e al di sotto della zona di taglio. varie possibilità 74 75 . Si praticano due tagli opposti di profondità tale che si in- tersechino su piani sfalsati fra loro di 1/10-1/5 del diametro. da usare come ancoraggio per per sezionare monconi di ramo di scarso peso (diametro l’impiego di tecniche di taglio trattenuto. i 30-40 cm di diametro). tagliando con inclinazione a 45° il tirante rilasciato in precedenza. Rami grandi. I tagli vanno eseguiti come indicato in precedenza per il taglio li- bero ma i rami o le branche vengono legati vicino all’inserzione sul fusto o verso l’estremità esterna.3. Questo taglio risulta utile quando non sono disponibili punti di ancoraggio sopra all’operatore e al ramo taglio sovrapposto scalato (snap cut): si utilizza da tagliare (esempio: albero con la punta spezzata da evento climatico). quindi. zato ad evitare la scosciatura del ramo che in questi casi risulterebbe estremamente pericolosa. TECNIChE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing taglio per legno marcio: nel caso di rami che pre. Successivamente si procede col taglio Si pratica una tacca direzionale profonda 1/4 del diametro. tenendo conto del loro orientamento. Non consente variazioni rilevanti della direzione naturale di caduta ed è finaliz- La tacca è definita dall’esecuzione di incisioni di profondi. Taglio trattenuto Taglio trattenuto semplice: semplice: il ramo il ramo è legato è legato verso in prossimità l’estremità distale del taglio Taglio sovrapposto scalato (snap cut). interi. Taglio di punta (mortaise) 6. rilasciando una cerniera spessa 1/10 di abbattimento. lunghezza fino a 150 cm). in zona di trazione. si incide per pochi centimetri la cerniera alle due estremità. allo stesso livello del diametro. tà decrescente a partire da 1/4 del diametro. taglio di punta (mortaise): si tratta di un taglio specifico per grossi rami o cimali inclinati (oltre re in fase di caduta.2 TAGLIO TRATTENUTO Se l’ambiente sottostante la pianta su cui si lavora non è tale da consentire la caduta libera del materia- le di risulta è necessario impiegare tecniche che consentano di trattenere rami e branche. Per eseguire il taglio di grossi rami. caduta prescelta. Normalmente il Taglio per legno marcio pezzo tagliato viene staccato a mano e lasciato cadere al suolo in uno spazio libero individuato precedentemente. rilasciando una cerniera che mantenga la dire. quindi si termina l’abbattimento zione in fase di caduta. taglio trattenuto semplice. entro i 20 cm. Si estrae la spranga della del ramo).

al fine di limitarne l’oscillazione nel momento in cui si portano nella posizione verticale di calata per effetto del loro peso. quindi si termina l’abbattimento zione in fase di caduta. motosega. varie possibilità 74 75 . si incide per pochi centimetri la cerniera alle due estremità. interi. entro i 20 cm. Non consente variazioni rilevanti della direzione naturale di caduta ed è finaliz- La tacca è definita dall’esecuzione di incisioni di profondi. Successivamente si procede col taglio Si pratica una tacca direzionale profonda 1/4 del diametro.3. in zona di trazione. rilasciando una cerniera spessa 1/10 di abbattimento. zato ad evitare la scosciatura del ramo che in questi casi risulterebbe estremamente pericolosa. sentano legno in decomposizione si deve praticare una sorta di tacca con funzione direzionale e di ammortizzato. Rami grandi. TECNIChE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing taglio per legno marcio: nel caso di rami che pre. tà decrescente a partire da 1/4 del diametro. caduta prescelta. deve essere disponibile un ampio spazio al suolo. Questo taglio risulta utile quando non sono disponibili punti di ancoraggio sopra all’operatore e al ramo taglio sovrapposto scalato (snap cut): si utilizza da tagliare (esempio: albero con la punta spezzata da evento climatico). rilasciando una cerniera che mantenga la dire. Taglio trattenuto Taglio trattenuto semplice: semplice: il ramo il ramo è legato è legato verso in prossimità l’estremità distale del taglio Taglio sovrapposto scalato (snap cut). tagliando con inclinazione a 45° il tirante rilasciato in precedenza. taglio trattenuto semplice. si inizia il taglio di abbattimento entrando di punta dietro alla cerniera e procedendo fino dell’incisione più profonda (quella nella porzione distale a lasciare un tirante di 1/4 del diametro di spessore nella zona di trazione. tenendo conto del loro orientamento.2 TAGLIO TRATTENUTO Se l’ambiente sottostante la pianta su cui si lavora non è tale da consentire la caduta libera del materia- le di risulta è necessario impiegare tecniche che consentano di trattenere rami e branche. i 30-40 cm di diametro). I tagli vanno eseguiti come indicato in precedenza per il taglio li- bero ma i rami o le branche vengono legati vicino all’inserzione sul fusto o verso l’estremità esterna. Taglio di punta (mortaise) 6. da usare come ancoraggio per per sezionare monconi di ramo di scarso peso (diametro l’impiego di tecniche di taglio trattenuto. quindi. Per eseguire il taglio di grossi rami. lunghezza fino a 150 cm). allo stesso livello del diametro. Si estrae la spranga della del ramo). in direzione Prima di eseguire questo tipo di taglio è indispensabile applicare due fasce serra tronchi al di sopra dell’inserzione del ramo e orientate verso la direzione di e al di sotto della zona di taglio. Si praticano due tagli opposti di profondità tale che si in- tersechino su piani sfalsati fra loro di 1/10-1/5 del diametro. taglio di punta (mortaise): si tratta di un taglio specifico per grossi rami o cimali inclinati (oltre re in fase di caduta. Normalmente il Taglio per legno marcio pezzo tagliato viene staccato a mano e lasciato cadere al suolo in uno spazio libero individuato precedentemente.

Anche in questa pratica si può applicare una corda per la trazione manuale da parte di un operatore di terra. spezzoni di corda e/o sling di vario genere. Se si dovesse ricorrere al sollevamento con un paranco. seguita da un taglio di abbattimento più alto di 1/10 del diametro produrrebbero in pianta un pericoloso contraccolpo per l’operatore a causa della forza di reazione sviluppata in seguito alla rottura della cerniera nel punto di massima curvatura del cimale o toppo.1 TAGLIO LIBERO Condizione essenziale per il taglio libero di cimali e porzioni di fusto è lo spazio disponibile a terra. l’ideale è che la corda di ritenzione formi un angolo tendente ai 90° con il ramo da tagliare. TECNIChE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing taglio trattenuto a bilancino. al fine di prevenire in- tronco con un apposito taglio. In mol- ti casi l’operatore ricorre all’uso di attrezzature quali leve d’abbattimento. 6. al fine di sbilanciare i pezzi verso la direzione di caduta. può effettuare un taglio unico dal basso verso l’alto. al taglio sovrapposto. rinvio: deve essere posta ad una altezza superiore rispetto alla distanza tra la cerniera e la legatura distale del della cerniera. linee aeree.4. per sollevare decisamente il ramo. si infine. quindi si effettua il taglio del ramo realizzando una tacca in direzione della carrucola. considerando sem- pre l’eventualità di rimbalzo del materiale tagliato. servirà da assolvere efficacemente la funzione di perno per il sol- a guidare il carico sospeso verso un corridoio libero per la calata. proporzionatamente allo sforzo di trazione che deve tollerare. a partire aggiunta una seconda corda di ritenzione. In questo caso il ramo viene sollevato. per facilitare la rottu- ra della cerniera: eliminando il dislivello rispetto al vertice della tacca si riduce l’elasticità della cerniera e la sua rot- Taglio trattenuto con sollevamento: tura risulta più immediata. in ogni caso lo scopo è quello di un taglio libero o anche trattenuto semplice.) che andrebbero a danneggiare oscillando al momento re questa forma della tacca. Infatti una comune tacca direzionale con base orizzontale ed apertura a 45°. per varie cause. Le legature devono essere collocate in modo che il peso posizione verticale. di seguito descritto. Se necessario può essere ti o orizzontali che sovrastano ostacoli. anche dopo il basso verso l’alto rilasciando una cerniera di spessore tale taglio. in modo tale che la cerniera si strappi nel momento in cui il cimale o toppo si trova in po- sizione pressoché orizzontale. Adottando questa tecnica. tacca direzionale per orientare lateralmente il carico. etc. taglio cimale o toppo in posizione verticale: in questa situazione. levamento. Il ramo in questione deve essere legato contemporaneamente di avere una tacca che si chiuda.4. oppure si pratica una agisce sul paranco per agevolare l’operazione di taglio e. guida il ramo in fase di calata. e da un secondo Taglio trattenuto con sollevamento: vista 6. legata sul ramo dalla parte distale (apice del ramo) facendo perno su una cerniera realizzata in prossimità dell’inserzione sul a poca distanza dalla zona di taglio. azionamento paranco Taglio trattenuto a bilancino Taglio cimale o toppo in posizione verticale 76 77 . Analogamente al bilancino si utilizza per il taglio di rami inclina. oltre alla corda di ri. generalmente orizzontale. che taglio trattenuto con sollevamento. altre piante. Il taglio si conclude procedendo dal del ramo venga trattenuto in equilibrio mantenendo la sua posizione. Si adotta per trattenere staticamente in quota rami o branche situati al Con rami perfettamente orizzontali non è possibile rispetta- di sopra di ostacoli (tetti. Determinante è la scelta della posizione della carrucola di convenienti dovuti alla rottura anticipata. formata da un primo taglio orizzontale. Su indicazione del climber l’operatore a terra Per tagliare un ramo in questa situazione si ricorre. ra della cerniera nel momento in cui il ramo raggiunge la tenzione. Il taglio di abbattimento si fa all’altezza del vertice della tacca. generalmente. Una corda supplementare legata al ramo tagliato e tenuta manualmente da un operatore a terra. si realizza una tacca leggermente inclinata verso il basso e con un’apertura di 70°. Per limitare questa criticità. Il punto di ancoraggio del rinvio deve essere molto solido. utilizzando. taGlio del CiMale e del fusto d’insieme del sistema di sollevamento taglio perpendicolare all’asse del ramo. apparentemente analoga all’abbatti- Conyfair mento al piede di una pianta verticale. mediante un paranco. con conseguente rottu- all’inserzione e verso l’apice prima di eseguire il taglio. anche in più punti. si mette in tensione la corda di trazione/ritenzione. o una corda di trazione azionata da operatori a terra. conyfair. ramo. si adotta un taglio con caratteristiche particolari.

apparentemente analoga all’abbatti- Conyfair mento al piede di una pianta verticale. Su indicazione del climber l’operatore a terra Per tagliare un ramo in questa situazione si ricorre. che taglio trattenuto con sollevamento. con conseguente rottu- all’inserzione e verso l’apice prima di eseguire il taglio. conyfair. altre piante. Adottando questa tecnica. anche in più punti.) che andrebbero a danneggiare oscillando al momento re questa forma della tacca. anche dopo il basso verso l’alto rilasciando una cerniera di spessore tale taglio. utilizzando.1 TAGLIO LIBERO Condizione essenziale per il taglio libero di cimali e porzioni di fusto è lo spazio disponibile a terra. al taglio sovrapposto. formata da un primo taglio orizzontale. può effettuare un taglio unico dal basso verso l’alto. Se necessario può essere ti o orizzontali che sovrastano ostacoli. TECNIChE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing taglio trattenuto a bilancino. Infatti una comune tacca direzionale con base orizzontale ed apertura a 45°.4. levamento. generalmente orizzontale. Se si dovesse ricorrere al sollevamento con un paranco. oltre alla corda di ri. tacca direzionale per orientare lateralmente il carico. legata sul ramo dalla parte distale (apice del ramo) facendo perno su una cerniera realizzata in prossimità dell’inserzione sul a poca distanza dalla zona di taglio. oppure si pratica una agisce sul paranco per agevolare l’operazione di taglio e. Il ramo in questione deve essere legato contemporaneamente di avere una tacca che si chiuda.4. mediante un paranco. si mette in tensione la corda di trazione/ritenzione. al fine di sbilanciare i pezzi verso la direzione di caduta. per varie cause. ra della cerniera nel momento in cui il ramo raggiunge la tenzione. si adotta un taglio con caratteristiche particolari. in ogni caso lo scopo è quello di un taglio libero o anche trattenuto semplice. ramo. Per limitare questa criticità. azionamento paranco Taglio trattenuto a bilancino Taglio cimale o toppo in posizione verticale 76 77 . quindi si effettua il taglio del ramo realizzando una tacca in direzione della carrucola. per sollevare decisamente il ramo. Il punto di ancoraggio del rinvio deve essere molto solido. al fine di prevenire in- tronco con un apposito taglio. l’ideale è che la corda di ritenzione formi un angolo tendente ai 90° con il ramo da tagliare. taglio cimale o toppo in posizione verticale: in questa situazione. Il taglio si conclude procedendo dal del ramo venga trattenuto in equilibrio mantenendo la sua posizione. in modo tale che la cerniera si strappi nel momento in cui il cimale o toppo si trova in po- sizione pressoché orizzontale. Il taglio di abbattimento si fa all’altezza del vertice della tacca. si realizza una tacca leggermente inclinata verso il basso e con un’apertura di 70°. o una corda di trazione azionata da operatori a terra. In mol- ti casi l’operatore ricorre all’uso di attrezzature quali leve d’abbattimento. rinvio: deve essere posta ad una altezza superiore rispetto alla distanza tra la cerniera e la legatura distale del della cerniera. Analogamente al bilancino si utilizza per il taglio di rami inclina. a partire aggiunta una seconda corda di ritenzione. Le legature devono essere collocate in modo che il peso posizione verticale. In questo caso il ramo viene sollevato. considerando sem- pre l’eventualità di rimbalzo del materiale tagliato. 6. Una corda supplementare legata al ramo tagliato e tenuta manualmente da un operatore a terra. guida il ramo in fase di calata. etc. linee aeree. e da un secondo Taglio trattenuto con sollevamento: vista 6. proporzionatamente allo sforzo di trazione che deve tollerare. generalmente. di seguito descritto. Determinante è la scelta della posizione della carrucola di convenienti dovuti alla rottura anticipata. per facilitare la rottu- ra della cerniera: eliminando il dislivello rispetto al vertice della tacca si riduce l’elasticità della cerniera e la sua rot- Taglio trattenuto con sollevamento: tura risulta più immediata. servirà da assolvere efficacemente la funzione di perno per il sol- a guidare il carico sospeso verso un corridoio libero per la calata. Anche in questa pratica si può applicare una corda per la trazione manuale da parte di un operatore di terra. spezzoni di corda e/o sling di vario genere. si infine. seguita da un taglio di abbattimento più alto di 1/10 del diametro produrrebbero in pianta un pericoloso contraccolpo per l’operatore a causa della forza di reazione sviluppata in seguito alla rottura della cerniera nel punto di massima curvatura del cimale o toppo. taGlio del CiMale e del fusto d’insieme del sistema di sollevamento taglio perpendicolare all’asse del ramo. Si adotta per trattenere staticamente in quota rami o branche situati al Con rami perfettamente orizzontali non è possibile rispetta- di sopra di ostacoli (tetti.

agendo sui due dispositivi di posizionamento. In base al peso. diversamente la sling della carrucola e la risultano distinte ed esenti da interferenza il contraccolpo prodotto dalla frizionatura del corda di ritenzione potrebbero schiacciare ed eventualmente toppo appena tagliato. maggiore sarà il range di spostamento a lui utile. in sostanza finché si ha la certezza che la spranga Taglio toppo in piedi tuale soccorritore. fusione e/o tranciatura dei DPI. 6. orientata in direzione del climber. b . realizzare la tacca direzionale quando ha ancora la corda di lavoro posizionata a monte della zona di taglio. discensore (o soluzione analoga). Legatura toppo nella direzione di caduta prescelta. a b 78 79 .5. Non deve sussistere alcuna interferenza tra le corde impiegate perché questo provocherebbe fenomeni di attrito e quindi abrasione. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing Taglio cimale o toppo in posizione inclinata: In alternativa si può utilizzare il sistema a corda doppia con con scarsa inclinazione si opera come per i cimali/toppi ver. assumendo una posizione di lavoro sempre adeguata. spinto oppure tirato con un’apposita corda dal personale a terra. consentendo all’operatore di estrarre la sorbire il contraccolpo assumendo una posizione ergonomi- spranga con un semplice movimento a leva. il ca.Posizione di lavoro corretta: sul tronco sopra alla sling di ancoraggio della carrucola di la spranga della motosega è orientata in direzione opposta rinvio per la ritenzione ed è collegata al climber mediante un alla posizione dell’operatore.2 Taglio trattenuto Nel caso in cui il cimale o i toppi definiti dal taglio del fusto non possono essere fatti cadere direttamente al suolo è neces- sario frizionarne la caduta. perlomeno se si valuta che la corda di ne. nel caso di toppi perfettamente verticali. Il toppo si appoggia In caso di carichi frizionati il climber deve prepararsi ad as- sul taglio orizzontale. Posizioni di lavoro Nelle operazioni di smontaggio il climber deve prestare par- ticolare attenzione alla propria incolumità. della motosega non resti schiacciata dal peso del toppo.4. a prescin- dere dal fatto che la caduta sia libera o trattenuta. Esempio di come le corde impiegate del climber per ammortizzare mento al climber. Si taglia orizzontalmente circa l’80% della sezione (4/5 del lavoro del climber non sia funzionale all’accesso di un even- diametro). Posizionamento del climber con corda di lavoro Posizionamento del climber con corda di lavoro Corda di emergenza strozzata fra e longe antitaglio strozzate sul fusto in direzioni e longe antitaglio strozzate sul fusto in direzioni la corda di lavoro e la sling di opposte (lato strozzatura longe antitaglio) opposte (lato strozzatura corda di lavoro) ritenzione 6. Con diame- tri elevati e in presenza di legno sano. no inclinato di 45° dall’alto verso il basso. I cimali e i toppi di fusto risultano sempre in posizione elevata rispetto alla carrucola di rinvio. quindi I tagli devono essere effettuati evitando che la spranga sia si taglia il materiale restante. lungo un pia. danneggiare i DPI dell’operatore. l’operatore può.Posizione ergonomica Questa configurazione consente di garantire libertà di movi. La legatura del pezzo si fa dopo l’esecuzione della tacca direzionale o. con la differenza che la tacca può avere un’apertura Altra possibilità è quella di posizionarsi con corda singola a minore. fissa o svincolabile. Le modalità di taglio sono quelle descritte sopra per il taglio libero. dalla parte opposta. rispetto all’operatore. falsa forcella regolabile. ticali. Durante lo smontaggio del fusto la corda di lavoro è strozzata a . essenziale è che la rottura della cerniera avvenga strozzo e longe antitaglio strozzata al di sopra e in direzione opposta. Taglio toppo in piedi: si utilizza per toppi di altezza limitata In ogni caso è preferibile predisporre una corda di emergenza che dopo il taglio mantengono autonomamente la loro posizio. per comodità. La carrucola è posizionata sotto alla zona di taglio. Posizione corretta per lo smontaggio frizionato del fusto pezzo così reciso viene sollevato manualmente. con braccia e gambe leggermente flesse. Più le strozzature sono situate all’opposto del fusto comunque quando il pezzo raggiunge la posizione orizzontale. Al di sopra della corda di lavoro è situata la longe di posizionamento antitaglio. dopo il taglio orizzontale.

Non deve sussistere alcuna interferenza tra le corde impiegate perché questo provocherebbe fenomeni di attrito e quindi abrasione.Posizione di lavoro corretta: sul tronco sopra alla sling di ancoraggio della carrucola di la spranga della motosega è orientata in direzione opposta rinvio per la ritenzione ed è collegata al climber mediante un alla posizione dell’operatore.2 Taglio trattenuto Nel caso in cui il cimale o i toppi definiti dal taglio del fusto non possono essere fatti cadere direttamente al suolo è neces- sario frizionarne la caduta. Con diame- tri elevati e in presenza di legno sano. 6. no inclinato di 45° dall’alto verso il basso. Al di sopra della corda di lavoro è situata la longe di posizionamento antitaglio. essenziale è che la rottura della cerniera avvenga strozzo e longe antitaglio strozzata al di sopra e in direzione opposta. assumendo una posizione di lavoro sempre adeguata. Il toppo si appoggia In caso di carichi frizionati il climber deve prepararsi ad as- sul taglio orizzontale. quindi I tagli devono essere effettuati evitando che la spranga sia si taglia il materiale restante. ticali. agendo sui due dispositivi di posizionamento. per comodità. dalla parte opposta. Si taglia orizzontalmente circa l’80% della sezione (4/5 del lavoro del climber non sia funzionale all’accesso di un even- diametro). con braccia e gambe leggermente flesse. diversamente la sling della carrucola e la risultano distinte ed esenti da interferenza il contraccolpo prodotto dalla frizionatura del corda di ritenzione potrebbero schiacciare ed eventualmente toppo appena tagliato. danneggiare i DPI dell’operatore. discensore (o soluzione analoga). Esempio di come le corde impiegate del climber per ammortizzare mento al climber.4. spinto oppure tirato con un’apposita corda dal personale a terra. Più le strozzature sono situate all’opposto del fusto comunque quando il pezzo raggiunge la posizione orizzontale. Posizionamento del climber con corda di lavoro Posizionamento del climber con corda di lavoro Corda di emergenza strozzata fra e longe antitaglio strozzate sul fusto in direzioni e longe antitaglio strozzate sul fusto in direzioni la corda di lavoro e la sling di opposte (lato strozzatura longe antitaglio) opposte (lato strozzatura corda di lavoro) ritenzione 6. dopo il taglio orizzontale.5. fissa o svincolabile. a b 78 79 . realizzare la tacca direzionale quando ha ancora la corda di lavoro posizionata a monte della zona di taglio. rispetto all’operatore. della motosega non resti schiacciata dal peso del toppo. maggiore sarà il range di spostamento a lui utile.Posizione ergonomica Questa configurazione consente di garantire libertà di movi. Durante lo smontaggio del fusto la corda di lavoro è strozzata a . Taglio toppo in piedi: si utilizza per toppi di altezza limitata In ogni caso è preferibile predisporre una corda di emergenza che dopo il taglio mantengono autonomamente la loro posizio. lungo un pia. in sostanza finché si ha la certezza che la spranga Taglio toppo in piedi tuale soccorritore. La legatura del pezzo si fa dopo l’esecuzione della tacca direzionale o. In base al peso. b . Le modalità di taglio sono quelle descritte sopra per il taglio libero. I cimali e i toppi di fusto risultano sempre in posizione elevata rispetto alla carrucola di rinvio. La carrucola è posizionata sotto alla zona di taglio. Posizione corretta per lo smontaggio frizionato del fusto pezzo così reciso viene sollevato manualmente. falsa forcella regolabile. a prescin- dere dal fatto che la caduta sia libera o trattenuta. fusione e/o tranciatura dei DPI. consentendo all’operatore di estrarre la sorbire il contraccolpo assumendo una posizione ergonomi- spranga con un semplice movimento a leva. perlomeno se si valuta che la corda di ne. nel caso di toppi perfettamente verticali. Posizioni di lavoro Nelle operazioni di smontaggio il climber deve prestare par- ticolare attenzione alla propria incolumità. con la differenza che la tacca può avere un’apertura Altra possibilità è quella di posizionarsi con corda singola a minore. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing Taglio cimale o toppo in posizione inclinata: In alternativa si può utilizzare il sistema a corda doppia con con scarsa inclinazione si opera come per i cimali/toppi ver. Legatura toppo nella direzione di caduta prescelta. il ca. orientata in direzione del climber. l’operatore può.

1. Speedline (teleferica semplice a corda) Calata rami. Solo a questo punto può dare l’ok al climber per il taglio. il frizionista.6. recuperare la corda di ritenzione e sistemarne l’avanzo (preferibilmente in una sacca) in modo che sia libera di scorrere. In caso di semplice calata il frizionista mette in tensione la corda di ritenzione prima che sia effet- Un capitolo importante del lavoro di smontaggio in treeclimbing riguarda l’impiego di teleferiche. La corda di ritenzione. lascia tra se e la frizione un’ansa di corda al fine di ammor. per la vastità e complessità dell’argomento. 6. mette in tensione la corda tra la posizione in un cabestan volant. a causa dell’intensità e direzione delle forze sviluppate durante l’utilizzo. oltre a quanto visto in precedenza. che consenta il collega- spazio utile per l’atterramento ai piedi dell’albero. Si accenna solo brevemente all’uso delle speedlines. deve occuparsi della ritenzione del materiale tagliato in quota. raggiunta la distanza di sicurezza. Nel caso di attività di smontaggio il carico. potrebbe cedere al momento dell’applicazione dei carichi.5. ad opportuna distanza dall’albero. a questo punto serve per calare il carico lungo la speedline fino al punto di scarico. • l’attrezzatura utilizzata deve avere una portata proporzionata alle elevate forze sviluppate da un ca- rico sospeso su una corda tesa. E’ obbligatorio osservare alcune condizioni: • una speedline come sopra descritta non può essere parte integrante di un sistema di ritenzione. • prima di installare una speedline è necessario valutare attentamente stabilità e solidità della struttura poiché. Nel caso di carichi molto modesti la speedline può essere costituita da una corda tesa manualmente da parte di un operatore a terra e allentata al momento dello scarico. fondo alla linea. tizzare meglio il primo momento di impatto del carico in caduta. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing Posizione corretta del frizionista Esempio di speedline in funzione 6. con un connettore in acciaio ad una carrucola posta sulla speedline stessa. Vista d’insieme di speedline 80 81 . mento visivo col climber. viene portato all’altezza della speedline dove è agganciato. quindi tesa in Uso frizione. dopo aver controllato e garantito l’ordine sul luogo di lavoro a mettono di allontanare il materiale tagliato in fase di calata. In caso di taglio di materiale pesante che deve essere frizionato l’operatore a terra si comporta direzione laterale verso la zona scelta per lo scarico dove viene inserita in una frizione. il frizionista dovrà ammortizzarne la una formazione specifica ed approfondita. è indispensabile tenderà ad oscillare o a produrre qualche tipo di shock al sistema di ritenzione. caduta lasciando scorrere la corda quanto basta per assorbire l’energia sviluppata dal carico in caduta. Non tuato il taglio. Oltre al sistema di ritenzione. Ad essa verranno applicati solo carichi statici. eventualmente sollevandolo con un paranco. quando il carico è sospeso lo cala lentamente fino a terra. preparandosi a frizionare. di particolare utilità quando non vi sia terra. che consente di allentare la corda stessa nel momento in cui il carico giunge in quota e la frizione e. generalmente come nella situazione precedente salvo che. Se il ramo è in una posizione tale per cui vengono trattate in questa sede perché. una seconda corda è fissata al fusto in posizione opportuna. deve porsi in una posizione funzionale e sicura. teleferiche di semplice configurazione che per- Prima del taglio da parte del climber. calato o frizionato. soprattutto con carichi che devono essere frizionati. Personale a terra Il personale a terra.

• l’attrezzatura utilizzata deve avere una portata proporzionata alle elevate forze sviluppate da un ca- rico sospeso su una corda tesa. deve occuparsi della ritenzione del materiale tagliato in quota. E’ obbligatorio osservare alcune condizioni: • una speedline come sopra descritta non può essere parte integrante di un sistema di ritenzione. Nel caso di attività di smontaggio il carico. Ad essa verranno applicati solo carichi statici. potrebbe cedere al momento dell’applicazione dei carichi. mento visivo col climber. In caso di semplice calata il frizionista mette in tensione la corda di ritenzione prima che sia effet- Un capitolo importante del lavoro di smontaggio in treeclimbing riguarda l’impiego di teleferiche. a questo punto serve per calare il carico lungo la speedline fino al punto di scarico. che consenta il collega- spazio utile per l’atterramento ai piedi dell’albero. caduta lasciando scorrere la corda quanto basta per assorbire l’energia sviluppata dal carico in caduta. soprattutto con carichi che devono essere frizionati. quindi tesa in Uso frizione. Se il ramo è in una posizione tale per cui vengono trattate in questa sede perché. Personale a terra Il personale a terra. oltre a quanto visto in precedenza. fondo alla linea. lascia tra se e la frizione un’ansa di corda al fine di ammor.1. raggiunta la distanza di sicurezza. La corda di ritenzione. di particolare utilità quando non vi sia terra. recuperare la corda di ritenzione e sistemarne l’avanzo (preferibilmente in una sacca) in modo che sia libera di scorrere. una seconda corda è fissata al fusto in posizione opportuna. ad opportuna distanza dall’albero. Nel caso di carichi molto modesti la speedline può essere costituita da una corda tesa manualmente da parte di un operatore a terra e allentata al momento dello scarico. TECNICHE DI TAGLIO IN PIANTA tecniche di treeclimbing Posizione corretta del frizionista Esempio di speedline in funzione 6. 6. Si accenna solo brevemente all’uso delle speedlines. quando il carico è sospeso lo cala lentamente fino a terra.6. con un connettore in acciaio ad una carrucola posta sulla speedline stessa. Oltre al sistema di ritenzione. dopo aver controllato e garantito l’ordine sul luogo di lavoro a mettono di allontanare il materiale tagliato in fase di calata.5. il frizionista. il frizionista dovrà ammortizzarne la una formazione specifica ed approfondita. Speedline (teleferica semplice a corda) Calata rami. preparandosi a frizionare. deve porsi in una posizione funzionale e sicura. Solo a questo punto può dare l’ok al climber per il taglio. eventualmente sollevandolo con un paranco. • prima di installare una speedline è necessario valutare attentamente stabilità e solidità della struttura poiché. Non tuato il taglio. a causa dell’intensità e direzione delle forze sviluppate durante l’utilizzo. per la vastità e complessità dell’argomento. è indispensabile tenderà ad oscillare o a produrre qualche tipo di shock al sistema di ritenzione. che consente di allentare la corda stessa nel momento in cui il carico giunge in quota e la frizione e. In caso di taglio di materiale pesante che deve essere frizionato l’operatore a terra si comporta direzione laterale verso la zona scelta per lo scarico dove viene inserita in una frizione. teleferiche di semplice configurazione che per- Prima del taglio da parte del climber. mette in tensione la corda tra la posizione in un cabestan volant. calato o frizionato. tizzare meglio il primo momento di impatto del carico in caduta. Vista d’insieme di speedline 80 81 . generalmente come nella situazione precedente salvo che. viene portato all’altezza della speedline dove è agganciato.

utilizzabili nelle speci- fiche situazioni d’incidente. operando sui discensori con cui sono vin- colate le corde utilizzate dall’infortunato.anello di fettuccia per ancoraggio con connettore.corda accessoria di soccorso di lunghezza pari ad almeno 3 volte l’altezza massima dell’ancoraggio in chioma. corda accessoria di soccorso.carrucola con connettore. iMPoRtante: si rimanda alle specifiche del costruttore per .cordino con 2 connettori per connessione imbragature. discensori in posizione di blocco. procedura Le tecniche di seguito riportate fanno riferimento a due condizioni fondamentali che Se le condizioni sopra riportate sono soddisfatte la tecnica è devono essere sempre soddisfatte: di semplice e rapida applicazione. all’instaurarsi della quale il • l’ancoraggio a terra delle corde utilizzate dall’operatore in decesso può avvenire in meno di 10 minuti! chioma deve avvenire con impiego di discensori.1. a lunghe almeno 3 volte l’altezza da terra del punto dell’inci- guito in tempi brevissimi. discensori in posizione di blocco con corde dall’alto le tecniche si distinguono ancora a seconda che sia necessario il sollevamento rinviate nei connettori. La lunghezza delle 2) la disponibilità di un kit di soccorso contenente le attrezzature necessarie per corde pari a tre volte l’altezza della pianta. persiste il rischio di insorgenza della sindrome da imbrago. ostacoli. poiché. trovarsi. • l’infortunato deve trovarsi in una posizione in cui possa Si tratta di prassi che devono essere adeguatamente praticate e consolidate nel proprio essere calato sulla verticale operando da terra. oltre a casi di lacerazioni con ingenti perdite di sangue. . L’esistenza di tecniche di lavoro differenti (a corda singola o doppia). . dente. Di seguito si riportano le principali soluzioni operative che consentono di recuperare in Attrezzature e condizioni necessarie: modo rapido e sicuro l’infortunato. la molteplicità di L’operatore da recuperare è vincolato esclusivamente su at- attrezzi normalmente impiegati e le diverse situazioni in cui l’eventuale collega ferito può trezzi di risalita o discesa. TECNIChE DI RECUPERO DI INFORTUNATO IN ChIOMA tecniche di treeclimbing L’operare in modo professionale nella disciplina del treeclimbing richiede la conoscenza 7. in cui incoscienti. Ancoraggio a terra che consente lo svincolo delle Nel primo caso l’operatore che esegue il soccorso opera esclusivamente da terra. o senza sollevamento dell’infortunato in quanto vincolato ad corde un dispositivo di discesa e con un corridoio di calata libero sotto di sè. b.discensore. sen- caso di incidente. l’incidente dell’operatore si verifica in fase di salita o discesa.connettore per il capo asolato della l’utilizzo del discensore posto direttamente sull’ancoraggio. richiedono la conoscenza di più procedure di recupero. garantisce la possibilità di far calare l’infortunato anche Il kit di soccorso deve prevedere: b dal punto più alto della pianta.anello di fettuccia per rinvio con connettore. • le corde utilizzate dall’operatore in chioma devono essere iMPoRtante: si ricorda che in caso di infortunio il recupero del ferito deve essere ese. Nella tipologia della calata a. svinColo da teRRa di tecniche adeguate per il recupero di eventuali operatori feriti in chioma. 1) la presenza di un operatore a terra adeguatamente formato per poter intervenire in L’operatore a terra potrà infatti intervenire direttamente. non così frequenti. . aspetto questo che intervenire. 82 83 . c. Kit di soccorso c I metodi di soccorso si distinguono in due tipologie: svincolo da terra o calata dall’alto. . in quanto sospeso a bloccanti o posizionato in situazioni da cui risulti contro asola di sicurezza sul capo libero delle impossibile la calata diretta. .carrucola doppia per rinvio. . senza spo- bagaglio tecnico al fine di una rapida ed efficace applicazione anche in situazioni di stamenti laterali resi necessari dalla presenza di rami o altri panico. 7. deve essere previsto in fase di allestimento del luogo di lavo- ro. discensori in posizione di blocco con asola e dell’infortunato. . nel corde di lavoro e di sicurezza: secondo caso deve raggiungere l’infortunato in chioma. coscienti o Tale tecnica si applica solo nei casi.pettorale con connettore. . za salire in chioma.

in cui incoscienti.anello di fettuccia per ancoraggio con connettore. trovarsi. discensori in posizione di blocco con asola e dell’infortunato. c. discensori in posizione di blocco. 82 83 . procedura Le tecniche di seguito riportate fanno riferimento a due condizioni fondamentali che Se le condizioni sopra riportate sono soddisfatte la tecnica è devono essere sempre soddisfatte: di semplice e rapida applicazione. o senza sollevamento dell’infortunato in quanto vincolato ad corde un dispositivo di discesa e con un corridoio di calata libero sotto di sè. . deve essere previsto in fase di allestimento del luogo di lavo- ro. dente. senza spo- bagaglio tecnico al fine di una rapida ed efficace applicazione anche in situazioni di stamenti laterali resi necessari dalla presenza di rami o altri panico.anello di fettuccia per rinvio con connettore. persiste il rischio di insorgenza della sindrome da imbrago. Nella tipologia della calata a. za salire in chioma. utilizzabili nelle speci- fiche situazioni d’incidente. . garantisce la possibilità di far calare l’infortunato anche Il kit di soccorso deve prevedere: b dal punto più alto della pianta.discensore.carrucola doppia per rinvio. all’instaurarsi della quale il • l’ancoraggio a terra delle corde utilizzate dall’operatore in decesso può avvenire in meno di 10 minuti! chioma deve avvenire con impiego di discensori. aspetto questo che intervenire. . L’esistenza di tecniche di lavoro differenti (a corda singola o doppia). non così frequenti. 7. iMPoRtante: si rimanda alle specifiche del costruttore per . svinColo da teRRa di tecniche adeguate per il recupero di eventuali operatori feriti in chioma.connettore per il capo asolato della l’utilizzo del discensore posto direttamente sull’ancoraggio. la molteplicità di L’operatore da recuperare è vincolato esclusivamente su at- attrezzi normalmente impiegati e le diverse situazioni in cui l’eventuale collega ferito può trezzi di risalita o discesa.cordino con 2 connettori per connessione imbragature. . poiché.pettorale con connettore. . operando sui discensori con cui sono vin- colate le corde utilizzate dall’infortunato. Di seguito si riportano le principali soluzioni operative che consentono di recuperare in Attrezzature e condizioni necessarie: modo rapido e sicuro l’infortunato. . sen- caso di incidente. in quanto sospeso a bloccanti o posizionato in situazioni da cui risulti contro asola di sicurezza sul capo libero delle impossibile la calata diretta. Ancoraggio a terra che consente lo svincolo delle Nel primo caso l’operatore che esegue il soccorso opera esclusivamente da terra. La lunghezza delle 2) la disponibilità di un kit di soccorso contenente le attrezzature necessarie per corde pari a tre volte l’altezza della pianta. 1) la presenza di un operatore a terra adeguatamente formato per poter intervenire in L’operatore a terra potrà infatti intervenire direttamente. .1. richiedono la conoscenza di più procedure di recupero. . • l’infortunato deve trovarsi in una posizione in cui possa Si tratta di prassi che devono essere adeguatamente praticate e consolidate nel proprio essere calato sulla verticale operando da terra. discensori in posizione di blocco con corde dall’alto le tecniche si distinguono ancora a seconda che sia necessario il sollevamento rinviate nei connettori.carrucola con connettore. corda accessoria di soccorso. Kit di soccorso c I metodi di soccorso si distinguono in due tipologie: svincolo da terra o calata dall’alto. coscienti o Tale tecnica si applica solo nei casi. a lunghe almeno 3 volte l’altezza da terra del punto dell’inci- guito in tempi brevissimi. TECNIChE DI RECUPERO DI INFORTUNATO IN ChIOMA tecniche di treeclimbing L’operare in modo professionale nella disciplina del treeclimbing richiede la conoscenza 7. oltre a casi di lacerazioni con ingenti perdite di sangue.corda accessoria di soccorso di lunghezza pari ad almeno 3 volte l’altezza massima dell’ancoraggio in chioma. • le corde utilizzate dall’operatore in chioma devono essere iMPoRtante: si ricorda che in caso di infortunio il recupero del ferito deve essere ese. nel corde di lavoro e di sicurezza: secondo caso deve raggiungere l’infortunato in chioma. b. ostacoli. l’incidente dell’operatore si verifica in fase di salita o discesa.

• il soccorritore deve disporre di un cordino (cordino con 2 connettori per connessione imbragature). procede a calare entrambi fino a terra agendo sul proprio discensore. Procedura 2 (corda di lavoro dell’infortunato utilizzabile) Anche in questo caso si utilizza la corda di emergenza per raggiungere il punto dell’incidente.2. Attrezzature e condizioni necessarie: • deve essere disponibile la corda di emergenza come la normativa in vigore e il buonsenso prevedono. Il soc- 1 2 corritore dovrà a questo punto staccarsi dalla corda di emergenza facendo riferimento alla corda di lavoro dell’infortunato. E’ questa la posizione migliore per guidare la discesa dell’infortunato tra i rami. TECNICHE DI RECUPERO DI INFORTUNATO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 7. Calata dall’alto 7. ne sgancia le corde e. infine. Raggiunto l’infortunato si connette al suo attacco ventrale o al ponte della sua imbragatura con il proprio cordino per connes- 3 sione. già presente. può iniziare la calata fino a terra. Con l’uso del cordino il soccorritore si connette all’infortunato utilizzando il suo attacco ventrale. 4 5 6 8 Sequenza della procedura 1 7 (il ferito è l’operatore con casco rosso) 9 Sequenza della procedura 2 (il ferito è l’operatore con casco giallo) 84 85 . Infine il soccorritore. l’anticaduta dell’eventuale corda di sicurezza non sia entrato in blocco e le eventuali longe di posizionamento possano essere allentate agevolmente. posizionato più basso rispetto all’infortunato.1 Calata dall’alto senza sollevamento Le tecniche di seguito descritte possono essere applicate esclusivamente dall’alto. discensore o con dispositivo analogo per il sistema a corda doppia. ossia raggiungendo l’infortunato. quindi allenta il discensore dell’infortunato fino ad averlo in carico. Tale tecnica trova applicazione nel caso in cui l’infortunato sia vincolato alla corda di lavoro con un Questo può essere fatto dall’operatore di servizio a terra o da uno dei colleghi dell’infortunato già presente in chioma. per connettersi all’infortunato una volta raggiunto. Procedura 1 (corda di lavoro dell’infortunato non utilizzabile) Il soccorritore sale in chioma utilizzando la corda di emergenza. previsto nel kit di soccorso.2. agendo sul discensore di quest’ultimo.

4 5 6 8 Sequenza della procedura 1 7 (il ferito è l’operatore con casco rosso) 9 Sequenza della procedura 2 (il ferito è l’operatore con casco giallo) 84 85 . Procedura 2 (corda di lavoro dell’infortunato utilizzabile) Anche in questo caso si utilizza la corda di emergenza per raggiungere il punto dell’incidente. discensore o con dispositivo analogo per il sistema a corda doppia. Con l’uso del cordino il soccorritore si connette all’infortunato utilizzando il suo attacco ventrale. Procedura 1 (corda di lavoro dell’infortunato non utilizzabile) Il soccorritore sale in chioma utilizzando la corda di emergenza. ne sgancia le corde e. previsto nel kit di soccorso. per connettersi all’infortunato una volta raggiunto. può iniziare la calata fino a terra. Attrezzature e condizioni necessarie: • deve essere disponibile la corda di emergenza come la normativa in vigore e il buonsenso prevedono. • il soccorritore deve disporre di un cordino (cordino con 2 connettori per connessione imbragature). posizionato più basso rispetto all’infortunato. Il soc- 1 2 corritore dovrà a questo punto staccarsi dalla corda di emergenza facendo riferimento alla corda di lavoro dell’infortunato. infine. Raggiunto l’infortunato si connette al suo attacco ventrale o al ponte della sua imbragatura con il proprio cordino per connes- 3 sione. Infine il soccorritore. l’anticaduta dell’eventuale corda di sicurezza non sia entrato in blocco e le eventuali longe di posizionamento possano essere allentate agevolmente. ossia raggiungendo l’infortunato.2. procede a calare entrambi fino a terra agendo sul proprio discensore. TECNICHE DI RECUPERO DI INFORTUNATO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 7.1 Calata dall’alto senza sollevamento Le tecniche di seguito descritte possono essere applicate esclusivamente dall’alto. Tale tecnica trova applicazione nel caso in cui l’infortunato sia vincolato alla corda di lavoro con un Questo può essere fatto dall’operatore di servizio a terra o da uno dei colleghi dell’infortunato già presente in chioma. E’ questa la posizione migliore per guidare la discesa dell’infortunato tra i rami. già presente. quindi allenta il discensore dell’infortunato fino ad averlo in carico.2. Calata dall’alto 7. agendo sul discensore di quest’ultimo.

il più possibile sulla sua verticale. Quando il soccorritore raggiunge l’infortunato procede a realizzare il contrappeso vincolando l’imbragatura del ferito con un connettore al capo asolato della corda ac- cessoria di soccorso. quindi utiliz- zando il proprio peso solleva l’infortunato. Sequenza della procedura di recupero con Recupero con sollevamento: impiego di sollevamento: I parte (il ferito è l’operatore carrucola di rinvio per moltiplicare la forza con casco rosso) di sollevamento 86 87 . oppure in fase di lavoro posizionato con una longe dotata di bloccante). Se l’infortunato è vicino al fusto principale o sotto ad una branca consistente si posiziona un anello di fettuccia dop- pio o a strozzo e gli si applica un connettore. conclude l’operazione con la calata. TECNICHE DI RECUPERO DI INFORTUNATO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 7. In questa situazione il ferito si trova più in alto del soccor- ritore. si può aumen- tare la resa del contrappeso variando di poco la configu- razione del materiale utilizzato aggiungendo una carrucola che avrà lo scopo di moltiplicare la forza di sollevamento. A questo punto il soccorritore si mette in tiro sul discen- sore appena posizionato e scarica quello sulla corda di emergenza allentandolo abbondantemente. o si trovi in una posizione priva di corridoio di calata. Questa tecnica si basa sul principio del contrappeso eser- citato dal corpo del soccorritore nei confronti del collega ferito. connette le due imbra- gature con un cordino e. Per prima cosa si sale verso il luogo dell’incidente Ancoraggio su fettuccia per il utilizzando la corda di emergenza già presente. la inserisce in un discensore che connette alla propria imbragatura. posizione ideale per guidare la calata verso terra. lo svincola da bloccanti e/o da altri impedimenti. dopo aver rinviato questa nel connettore dell’ancoraggio predisposto. Per fare questo la corda accessoria di soccorso non deve essere fissata all’imbragatura dell’infortunato ma su que- sta viene rinviata mediante una carrucola. o si trova particolarmente incastrato tra i rami. dopo essersi svincolato dalla corda di emergenza. si crea un recupero del ferito con sollevamento ancoraggio idoneo al di sopra dell’infortunato (almeno 1-2 metri).2. il capo asolato va fissato con un connettore al connettore dell’ancoraggio preparato per il contrappeso. Se l’infortunato è nettamente più pesante del soccorritore.2. ad esempio osta- colato da rami. quindi. Attrezzature e condizioni necessarie: è necessario reperire un punto di ancoraggio sufficientemente solido a monte dell’infortunato. Calata dall’alto con sollevamento Tale tecnica trova applicazione nel caso in cui l’infortunato sia vincolato a dei bloccanti (ad esempio in fase di risalita con ventrale e maniglia o con doppia maniglia.

2. Quando il soccorritore raggiunge l’infortunato procede a realizzare il contrappeso vincolando l’imbragatura del ferito con un connettore al capo asolato della corda ac- cessoria di soccorso. lo svincola da bloccanti e/o da altri impedimenti. dopo aver rinviato questa nel connettore dell’ancoraggio predisposto.2. dopo essersi svincolato dalla corda di emergenza. o si trova particolarmente incastrato tra i rami. la inserisce in un discensore che connette alla propria imbragatura. Questa tecnica si basa sul principio del contrappeso eser- citato dal corpo del soccorritore nei confronti del collega ferito. quindi. A questo punto il soccorritore si mette in tiro sul discen- sore appena posizionato e scarica quello sulla corda di emergenza allentandolo abbondantemente. In questa situazione il ferito si trova più in alto del soccor- ritore. Se l’infortunato è nettamente più pesante del soccorritore. quindi utiliz- zando il proprio peso solleva l’infortunato. ad esempio osta- colato da rami. si crea un recupero del ferito con sollevamento ancoraggio idoneo al di sopra dell’infortunato (almeno 1-2 metri). posizione ideale per guidare la calata verso terra. il capo asolato va fissato con un connettore al connettore dell’ancoraggio preparato per il contrappeso. TECNICHE DI RECUPERO DI INFORTUNATO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 7. Calata dall’alto con sollevamento Tale tecnica trova applicazione nel caso in cui l’infortunato sia vincolato a dei bloccanti (ad esempio in fase di risalita con ventrale e maniglia o con doppia maniglia. Attrezzature e condizioni necessarie: è necessario reperire un punto di ancoraggio sufficientemente solido a monte dell’infortunato. conclude l’operazione con la calata. si può aumen- tare la resa del contrappeso variando di poco la configu- razione del materiale utilizzato aggiungendo una carrucola che avrà lo scopo di moltiplicare la forza di sollevamento. o si trovi in una posizione priva di corridoio di calata. Se l’infortunato è vicino al fusto principale o sotto ad una branca consistente si posiziona un anello di fettuccia dop- pio o a strozzo e gli si applica un connettore. connette le due imbra- gature con un cordino e. Per prima cosa si sale verso il luogo dell’incidente Ancoraggio su fettuccia per il utilizzando la corda di emergenza già presente. Sequenza della procedura di recupero con Recupero con sollevamento: impiego di sollevamento: I parte (il ferito è l’operatore carrucola di rinvio per moltiplicare la forza con casco rosso) di sollevamento 86 87 . il più possibile sulla sua verticale. Per fare questo la corda accessoria di soccorso non deve essere fissata all’imbragatura dell’infortunato ma su que- sta viene rinviata mediante una carrucola. oppure in fase di lavoro posizionato con una longe dotata di bloccante).

soprattutto in condizioni di forte stress. molto difficile o addirittura impossibile. connetterlo a se e procedere alla calata. al momento si discostano eccessivamente dalla normativa vigente. se questa non è utilizzabile dovrà eseguire la salita con ramponi. 7. poiché. al di sopra dei dispositivi bloccanti dell’infortunato dopo averlo Situazione di recupero in cui si effettua il preso in carico connettendolo alla propria imbragatura. TECNICHE DI RECUPERO DI INFORTUNATO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 7. Le variabili sono il peso del ferito.2. Se lo svincolo del ferito risulta inattuabile. non resta che assisterlo in attesa di un elicottero di soccorso. • il soccorritore raggiunge l’infortunato e congiunge il suo sistema di frizione alla propria imbragatura mediante una carrucola sul nodo di frizione e un cordino. Esistono diver- se tecniche sviluppate appositamente per questa situazione: • il soccorritore raggiunge l’infortunato e mette entrambi in carico sul proprio sistema di frizione o su quello del collega. Il soccorritore sale sulla corda di emergenza eventualmente predisposta oppure sulla corda di lavoro del ferito. connette il collega alla propria imbragatura e lo svincola dai suoi dispositivi di posizionamento. il recupero dell’infortunato costituisce una situazio- ne che può risultare semplice. raggiunto l’infortunato sulla corda di risalita.1 Taglio della corda In situazioni di infortunio molto grave e posizione del ferito tale da richiederne il sollevamento per effettuare l’evacua- zione. le capacità tecnico-fisiche del soccorritore. ad esempio quando si prevede l’utilizzo di un dispositivo di posizionamento per la calata di due persone.2. Pertanto. per maggiori informazioni sull’argomento si rimanda ad altre pubblicazioni o siti internet dedicati (vedi bibliografia). taglio della corda dell’infortunato Questa possibilità. D’altra parte questa è la situazione ideale per realizzare un soccorso aereo.2. è molto alto il rischio di tagliare la corda sbagliata o di ferirsi. Recupero in corda doppia Molto spesso nella realtà lavorativa si riscontrano squadre che operano essenzialmente con il sistema a corda doppia e non dispongono di altro materiale per eventuali operazioni di soccorso. crea un ancoraggio con un nodo auto- bloccante a monte e su questo realizza il sollevamento del collega per svincolarlo. In questo caso l’unica soluzione è il taglio della corda che il soccorritore pratica. è da prendere in considerazione solo in caso di effettiva necessità. o l’azionamento di un dispositivo con una mano anziché due. Raggiunto l’infortunato installa una corda di soccorso accessoria alla quale si sospende con un discen- sore. • il soccorritore si connette all’infortunato e cala entrambi agendo con una mano sul proprio sistema di frizione e con l’altra su quello del collega.4. 7. con un coltello o apposite cesoie. oppure con un cordino applicato alla mano- pola del locjack.2. generalmente per l’impossibilità di agire sul bloccante della longe antitaglio o di tagliare la stessa. • il soccorritore. la posizione che assume in seguito all’incidente. il tempo a disposizione del soccorritore potrebbe non essere sufficiente per garantire la sopravvivenza del collega. non essendo più presente la chioma che lo ostacolerebbe. Recupero su palo In caso di smontaggio del fusto ormai privo di rami. Sequenza della procedura di recupero con sollevamento: II parte 88 89 . Si è scelto di non illustrare nel dettaglio questi sistemi ed altri poiché. benché favorisca la rapidità di interven- to.3. nonostante l’indubbia efficacia e l’ec- cezionalità delle situazioni di soccorso. Se l’operazione riesce il soccorritore procede a calare al suolo entrambi con il proprio discensore.

taglio della corda dell’infortunato Questa possibilità. crea un ancoraggio con un nodo auto- bloccante a monte e su questo realizza il sollevamento del collega per svincolarlo. non essendo più presente la chioma che lo ostacolerebbe. la posizione che assume in seguito all’incidente. connette il collega alla propria imbragatura e lo svincola dai suoi dispositivi di posizionamento. generalmente per l’impossibilità di agire sul bloccante della longe antitaglio o di tagliare la stessa. con un coltello o apposite cesoie.2.2. nonostante l’indubbia efficacia e l’ec- cezionalità delle situazioni di soccorso. se questa non è utilizzabile dovrà eseguire la salita con ramponi. Esistono diver- se tecniche sviluppate appositamente per questa situazione: • il soccorritore raggiunge l’infortunato e mette entrambi in carico sul proprio sistema di frizione o su quello del collega. 7. o l’azionamento di un dispositivo con una mano anziché due.2. connetterlo a se e procedere alla calata. D’altra parte questa è la situazione ideale per realizzare un soccorso aereo. Sequenza della procedura di recupero con sollevamento: II parte 88 89 . 7. Il soccorritore sale sulla corda di emergenza eventualmente predisposta oppure sulla corda di lavoro del ferito. Recupero in corda doppia Molto spesso nella realtà lavorativa si riscontrano squadre che operano essenzialmente con il sistema a corda doppia e non dispongono di altro materiale per eventuali operazioni di soccorso. raggiunto l’infortunato sulla corda di risalita.3. Se lo svincolo del ferito risulta inattuabile. Si è scelto di non illustrare nel dettaglio questi sistemi ed altri poiché. • il soccorritore. è molto alto il rischio di tagliare la corda sbagliata o di ferirsi.2. per maggiori informazioni sull’argomento si rimanda ad altre pubblicazioni o siti internet dedicati (vedi bibliografia). è da prendere in considerazione solo in caso di effettiva necessità. soprattutto in condizioni di forte stress. benché favorisca la rapidità di interven- to. il recupero dell’infortunato costituisce una situazio- ne che può risultare semplice. le capacità tecnico-fisiche del soccorritore. Pertanto. Recupero su palo In caso di smontaggio del fusto ormai privo di rami.1 Taglio della corda In situazioni di infortunio molto grave e posizione del ferito tale da richiederne il sollevamento per effettuare l’evacua- zione. Raggiunto l’infortunato installa una corda di soccorso accessoria alla quale si sospende con un discen- sore. oppure con un cordino applicato alla mano- pola del locjack. • il soccorritore raggiunge l’infortunato e congiunge il suo sistema di frizione alla propria imbragatura mediante una carrucola sul nodo di frizione e un cordino. al momento si discostano eccessivamente dalla normativa vigente. poiché. molto difficile o addirittura impossibile.4. TECNICHE DI RECUPERO DI INFORTUNATO IN CHIOMA tecniche di treeclimbing 7. il tempo a disposizione del soccorritore potrebbe non essere sufficiente per garantire la sopravvivenza del collega. • il soccorritore si connette all’infortunato e cala entrambi agendo con una mano sul proprio sistema di frizione e con l’altra su quello del collega. In questo caso l’unica soluzione è il taglio della corda che il soccorritore pratica. al di sopra dei dispositivi bloccanti dell’infortunato dopo averlo Situazione di recupero in cui si effettua il preso in carico connettendolo alla propria imbragatura. ad esempio quando si prevede l’utilizzo di un dispositivo di posizionamento per la calata di due persone. Se l’operazione riesce il soccorritore procede a calare al suolo entrambi con il proprio discensore. Le variabili sono il peso del ferito. non resta che assisterlo in attesa di un elicottero di soccorso.

2 .7 Frassino maggiore Fraxinus excelsior 9.8.6 4.6 CondiZioni dell’aniMa: Pino silvestre Pinus sylvestris 8.5 zione del difetto.2 9.9 • è presente un’ernia Robinia Robinia pseudoacacia 10.6 Sorbo domestico Sorbus domestica 10.4 N.4 Araucaria o pino di Paranà Araucaria brasiliensis .3 7.7 5.8 5. 2 PESI SPECIFICI DELLE PRINCIPALI SPECIE LEGNOSE ITALIANE E DI ALCUNE DIFFUSE SPECIE ESOTIChE Specie legnosa peso specifico SChEDA INDIVIDUALE DELLA CORDA Nome italiano Nome scientifico Stato fresco (q/m ) 3 peso commerciale 15% umidità (q/m3) Codice dati della corda dati del controllore Abete bianco Abies alba 9.5 8.5 Buono stato generale Usura minima Usura media Usura definitiva Pino domestico Pinus pinea 8. 1 ALLEGATO N.6 6.5 90 91 .2 7.8 • è evidente una parte dell’anima (strappo della guaina) Pioppo nero Populus nigra 8.2 Noce Juglans regia 9.5 6.6 .la data del previsto controllo è stata superata.4 5 • è presente la rottura interna (porzioni molli) Platano Platanus orientalis 10 6. lotto: Diametro: Acero riccio Acer platanoides 9 7 Tipo: Colore: Nome controllore Acero montano Acer pseudoplatanus 8.6 5 Gelso Morus alba 9.8 7. la stessa non dovrà essere utilizzata fino all’elimina- Pino marittimo Pinus pinaster 9.5 La corda non deve essere utilizzata se: Pioppo ibrido Populus euramericana 7.2 Prima di effettuare il controllo tecnico è necessario verificare se la corda può essere utilizzata. Carpino bianco Carpinus betulus 10 8 Carpino nero Ostrya carpinifolia 10.8 4.2 5.5 6.la corda è venuta a contatto con agenti chimici (acidi.4 Maggiociondolo Laburnum anagyroides 10 7.5 7.2 7. 4. olio.6 7.5 6.6 7.3 5 10 20 5 10 20 5 10 20 Farnia Quercus robur 10.5 Eucalipto Eucalyptus rostrata 10.5 Sorbo degli uccellatori Sorbus aucuparia 9.8 Tasso Taxus baccata 10.3 data diagnosi dei danni subiti Stato d’usura = giudizio Firma controllo alla guaina della corda punteggio tot.2 Pino d’Aleppo Pinus halepensis 10 6.2 Pioppo bianco Populus alba 8.la corda è di tipo dimamico ed ha subito un fattore di caduta superiore a 1.6 5.5 la corda dovrà essere scartata se: Biancospino Crataegus monogyna 10 7.5 Olmo campestre Ulmus campestris 10 6.4 Modello: Lunghezza: Nome del proprietario Abete rosso Picea abies 8.). Betulla Betula alba 9.la corda è stata esposta a temperature estreme (<-50°C o >80°C). Ontano bianco Alnus incana 8.9 Larice Larix decidua 9 6.7 verifica preliminare: Bagolaro Celtis australis 9.2 Ontano nero Alnus glutinosa 8. ALLEGATO N.2 Acero campestre Acer campestre 9 7.2 Douglasia Pseudotsuga menziesii 8 5.6 7.6 Se la guaina presenta uno stato d’usura definitivo la corda deve essere immediatamente ritirata dopo il controllo. Cerro Quercus cerris 11 8.la corda è di tipo semistatico ed ha subito un fattore di caduta superiore a 0. 8.6 Tiglio a grandi foglie Tilia platyphyllos 9 6.3 bruciature tagli zone sfilacciate Faggio Fagus sylvatica 10.7 Produttore: Agrifoglio Ilex aquifolium 9.8 . Castagno Castanea sativa 10 5. Cembro o cirmolo Pinus cembra 8.3.5 6.2 4. controllore controllore Eucalipto Eucalyptus globulus 9.6 Ippocastano Aesculum hippocastanum 9 5.2 da 0 a 4 punti da 5 a 9 punti da 10 a 19 punti da 20 punti in su Pino laricio Pinus laricio 8 6 Se la corda presenta uno scivolamento della guaina.5 Ailanto Ailanthus glandulosa 9 6.8 7.2 CondiZioni della Guaina Cipresso Cupressus sempervirens 8.6 Data d’acquisto: Data primo impiego: Data di controllo: Alloro Laurus nobilis 9 7.4 5.5 7. solventi.2 Olivo Olea europea 11.6 Ciliegio Prunus avium 9 6.5 . Cedro dell’atlante Cedrus atlantica 8..3 6.6 Leccio Quercus ilex 11 9.5 8.8 5.5 6.5 8 eventuali note del controllore: Salice Salix sp.8 3.8 .5 Pino montano Pinus uncinata 8.9 Rovere Quercus petraea 10.. Pino nero Pinus nigra 9 5.

la corda è di tipo semistatico ed ha subito un fattore di caduta superiore a 0.6 Ippocastano Aesculum hippocastanum 9 5.5 La corda non deve essere utilizzata se: Pioppo ibrido Populus euramericana 7.6 Se la guaina presenta uno stato d’usura definitivo la corda deve essere immediatamente ritirata dopo il controllo.2 4.5 la corda dovrà essere scartata se: Biancospino Crataegus monogyna 10 7.8 .2 Noce Juglans regia 9.5 zione del difetto. solventi.4 Modello: Lunghezza: Nome del proprietario Abete rosso Picea abies 8.8 • è evidente una parte dell’anima (strappo della guaina) Pioppo nero Populus nigra 8.2 Pino d’Aleppo Pinus halepensis 10 6.2 Prima di effettuare il controllo tecnico è necessario verificare se la corda può essere utilizzata.5 6.5 Ailanto Ailanthus glandulosa 9 6.5 Buono stato generale Usura minima Usura media Usura definitiva Pino domestico Pinus pinea 8.5 .8 3.6 6. olio.6 CondiZioni dell’aniMa: Pino silvestre Pinus sylvestris 8.5 8.8 5.5 6. Cerro Quercus cerris 11 8.7 verifica preliminare: Bagolaro Celtis australis 9.5 90 91 .8 7.5 7.5 6.8 Tasso Taxus baccata 10.la data del previsto controllo è stata superata.6 Leccio Quercus ilex 11 9.3.5 Olmo campestre Ulmus campestris 10 6.2 Olivo Olea europea 11.5 8. Castagno Castanea sativa 10 5.6 7. la stessa non dovrà essere utilizzata fino all’elimina- Pino marittimo Pinus pinaster 9.2 7. Ontano bianco Alnus incana 8.5 Eucalipto Eucalyptus rostrata 10.la corda è stata esposta a temperature estreme (<-50°C o >80°C).6 Tiglio a grandi foglie Tilia platyphyllos 9 6.4 Maggiociondolo Laburnum anagyroides 10 7.6 .3 5 10 20 5 10 20 5 10 20 Farnia Quercus robur 10.5 8 eventuali note del controllore: Salice Salix sp.la corda è di tipo dimamico ed ha subito un fattore di caduta superiore a 1.2 Pioppo bianco Populus alba 8.2 Acero campestre Acer campestre 9 7.7 Produttore: Agrifoglio Ilex aquifolium 9.5 Sorbo degli uccellatori Sorbus aucuparia 9.4 5.9 Rovere Quercus petraea 10.5 Pino montano Pinus uncinata 8.4 N.9 • è presente un’ernia Robinia Robinia pseudoacacia 10.4 5 • è presente la rottura interna (porzioni molli) Platano Platanus orientalis 10 6.6 5. Betulla Betula alba 9. 4.2 9.8 .6 7.4 Araucaria o pino di Paranà Araucaria brasiliensis .8 5.la corda è venuta a contatto con agenti chimici (acidi.8 4. Pino nero Pinus nigra 9 5.6 4. controllore controllore Eucalipto Eucalyptus globulus 9.2 .7 Frassino maggiore Fraxinus excelsior 9.2 Ontano nero Alnus glutinosa 8. lotto: Diametro: Acero riccio Acer platanoides 9 7 Tipo: Colore: Nome controllore Acero montano Acer pseudoplatanus 8. Cedro dell’atlante Cedrus atlantica 8. ALLEGATO N. Carpino bianco Carpinus betulus 10 8 Carpino nero Ostrya carpinifolia 10. 1 ALLEGATO N. 8.5 6.8.3 bruciature tagli zone sfilacciate Faggio Fagus sylvatica 10.9 Larice Larix decidua 9 6.5 7.2 CondiZioni della Guaina Cipresso Cupressus sempervirens 8.5 6.).2 5.6 Ciliegio Prunus avium 9 6.7 5.3 6. Cembro o cirmolo Pinus cembra 8.2 da 0 a 4 punti da 5 a 9 punti da 10 a 19 punti da 20 punti in su Pino laricio Pinus laricio 8 6 Se la corda presenta uno scivolamento della guaina.8 7.6 Data d’acquisto: Data primo impiego: Data di controllo: Alloro Laurus nobilis 9 7..3 7.6 Sorbo domestico Sorbus domestica 10.6 5 Gelso Morus alba 9.6 7.2 7.2 Douglasia Pseudotsuga menziesii 8 5. 2 PESI SPECIFICI DELLE PRINCIPALI SPECIE LEGNOSE ITALIANE E DI ALCUNE DIFFUSE SPECIE ESOTIChE Specie legnosa peso specifico SChEDA INDIVIDUALE DELLA CORDA Nome italiano Nome scientifico Stato fresco (q/m ) 3 peso commerciale 15% umidità (q/m3) Codice dati della corda dati del controllore Abete bianco Abies alba 9..3 data diagnosi dei danni subiti Stato d’usura = giudizio Firma controllo alla guaina della corda punteggio tot.

52 q. I pesi specifici delle specie legnose più diffuse sul nostro territorio sono riportati nell’All. tiPoloGie oPeRative (interventi in programma): teCniCHe e PRoCeduRe oPeRative (metodo di lavoro): anCoRaGGi: PosiZionaMento dei lavoRatoRi (prescrizioni particolari): 92 93 . Nome ditta: Considerando che il climber nelle normali attività definisce toppi di lunghezza contenuta. 81/08) Prima di intraprendere lavori di potatura o smontaggio è opportuno familiarizzare con le formule di RifeRiMenti ditta cubatura utilizzate in ambito forestale per una quantificazione corretta dei carichi da gestire. Data la grande diffusione di questa formula il volume che ne risulta può essere Località: definito volume commerciale.8 q/m3) lungo 2 m e con un autonomi diametro mediano di 30 cm ha un volume di 0. l’errore è però trascurabile su assorti. Accesso: Per calcolare la massa del toppo si deve usare la formula sQuadRa di lavoRo (personale coinvolto) M = v x Peso specifico (espresso in q/m3) cognome e nome mansione Il peso specifico del legno varia in relazione alle specie e al fatto che sia fresco (pianta viva) o secco Dipendenti (pianta morta). comma e) ed f) del D.5l)*l seZione anaGRafiCa di CantieRe Il volume di un toppo (V) è dato dal prodotto della lunghezza (L) per la superficie della sezione a metà Comune: della sua lunghezza. Date esecuzione lavori: menti corti (fino a 4 m).141 m3 e una massa di 1. La formula più adatta per la cubatura degli assortimenti definiti dal climber risulta quindi quella della Datore di lavoro: sezione mediana (formula di Huber) che fa riferimento al diametro misurato. 4 CUBATURA DI UN PORZIONE DI FUSTO O RAMO PROGRAMMA DEI LAVORI (Art. questi sono Sede: assimilabili a cilindri in cui l’effetto rastremazione del tronco può essere trascurato. Preposto: Su fusti interi la formula presenta un errore geometrico che è compreso tra 0 e 25%. o stimato. ALLEGATO N. Lavoratori esempio: un toppo di quercia farnia allo stato fresco (peso specifico 10. a metà della Responsabile servizio di prevenzione e protezione: lunghezza del toppo. 116. n. quindi la formu- la della sezione mediana “cuba” tendenzialmente in difetto. Lgs. 3 ALLEGATO N. Dipendenti: v = π/4 * d 2 (0. 1.

ALLEGATO N. 3 ALLEGATO N. 4

CUBATURA DI UN PORZIONE DI FUSTO O RAMO PROGRAMMA DEI LAVORI (Art. 116, comma e) ed f) del D. Lgs. 81/08)
Prima di intraprendere lavori di potatura o smontaggio è opportuno familiarizzare con le formule di RifeRiMenti ditta
cubatura utilizzate in ambito forestale per una quantificazione corretta dei carichi da gestire. Nome ditta:
Considerando che il climber nelle normali attività definisce toppi di lunghezza contenuta, questi sono
Sede:
assimilabili a cilindri in cui l’effetto rastremazione del tronco può essere trascurato.
La formula più adatta per la cubatura degli assortimenti definiti dal climber risulta quindi quella della Datore di lavoro:
sezione mediana (formula di Huber) che fa riferimento al diametro misurato, o stimato, a metà della Responsabile servizio di prevenzione e protezione:
lunghezza del toppo. Dipendenti:

v = π/4 * d 2 (0,5l)*l
seZione anaGRafiCa di CantieRe
Il volume di un toppo (V) è dato dal prodotto della lunghezza (L) per la superficie della sezione a metà Comune:
della sua lunghezza. Data la grande diffusione di questa formula il volume che ne risulta può essere Località:
definito volume commerciale.
Preposto:
Su fusti interi la formula presenta un errore geometrico che è compreso tra 0 e 25%; quindi la formu-
la della sezione mediana “cuba” tendenzialmente in difetto; l’errore è però trascurabile su assorti- Date esecuzione lavori:
menti corti (fino a 4 m). Accesso:

Per calcolare la massa del toppo si deve usare la formula
sQuadRa di lavoRo (personale coinvolto)
M = v x Peso specifico (espresso in q/m3) cognome e nome mansione

Il peso specifico del legno varia in relazione alle specie e al fatto che sia fresco (pianta viva) o secco Dipendenti
(pianta morta).
I pesi specifici delle specie legnose più diffuse sul nostro territorio sono riportati nell’All. n. 1.
Lavoratori
esempio: un toppo di quercia farnia allo stato fresco (peso specifico 10,8 q/m3) lungo 2 m e con un autonomi
diametro mediano di 30 cm ha un volume di 0,141 m3 e una massa di 1,52 q.

tiPoloGie oPeRative (interventi in programma):

teCniCHe e PRoCeduRe oPeRative (metodo di lavoro):

anCoRaGGi:

PosiZionaMento dei lavoRatoRi (prescrizioni particolari):

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ALLEGATO N. 4 BIBLIOGRAFIA

seZione valutaZione dei RisCHi
Rischio legato alle lavorazioni sul cantiere:

Pericoli specifici legati all’area di lavoro Arboricultural Association, 2004. Guide to Good Climbing Practice, 2005 Edition (First draft). AA/FAST
Si riportano i pericoli specifici dell’area in cui si interverrà per quanto possa essere rilevato in occasione del publication.
sopralluogo (ispezione albero/i e luogo di lavoro)
Bart Exterkate et alii, edizione 2005. Werken in bomen. IPC Groene Ruimte.
Comunicazione: indicare se la zona è coperta o meno dalla rete telefonica mobile, in alternativa individuare
e segnalare il primo punto coperto o il primo sito in cui è disponibile un apparecchio fisso. In alternativa
prevedere la disponibilità di un collegamento radio. Beranek G. F., first paperback edition, september 1998. The fundamentals of General Tree Work.
Beranek publication.
Rischi di interferenza: riportare le possibili interferenze con altre ditte che svolgono, anche lavori differenti,
in contemporanea, o terzi soggetti non lavoratori (fruitori, scolari, proprietari dei fondi, osservatori, etc)
Carminati M., 1998. Arboricoltura.
Comportamento:
locali d’emergenza: indicare i primi locali utili per un rapido accesso in caso di necessità. Città di Torino, 1997. Manuale per tecnici del verde urbano.

Piano di eMeRGenZa: Città di Torino, 2009. Regolamento del verde pubblico e privato della Città di Torino.
1) AVVISARE IL RESPONSABILE DEL CANTIERE E GLI ALTRI COMPONENTI DELLA SQUADRA
2) VALUTARE SE VI è PERICOLO PER I SOCCORRITORI Comin R.; Anzi A., 1999. Generalità sul tree climbing.
3) VALUTARE CONDIZIONI DEL FERITO
4) ChIAMARE 118 (riportare, in modo che possano essere lette da chi allerta il 118, la localizzazione del can-
tiere e le modalità di accesso, indicando se l’area è raggiungibile con autombulanza o con elicottero. Indica- Donzelli Peter S., Sharon J. Lilly, 2007. The Art and Science of Practical Rigging. International So-
re il punto in cui si attendono i soccorsi e il numero di cellulare a cui poter richiamare in caso di necessità). ciety of Arboriculture.
5) ATTIVARE LE PROCEDURE DI RECUPERO IN PIANTA
6) FARE IN MODO ChE IL FERITO SIA FACILMENTE RAGGIUNGIBILE DAL PERSONALE DI SOCCORSO European arboricultural council (EAC), 2002. European treworker handbook.
7) CONFORTARE IL FERITO SE COSCIENTE
8) SE NON COSCIENTE VALUTARE SE INIZIARE PROCEDURA DI RIANIMAZIONE - ABC
Frédéric Bussienne, 2007. Le syndrome du harmais. In « Grimper: le magazine de l’escalade », n.
altri numeri utili: 101, pag. 78-80.
Collocazione pronto soccorso in cantiere:
Frédéric Mathias, 2006. Editions SFA. Guide pratique de l’arboriste-grimpeur.
Coordinate cantiere:
area atterraggio elicottero: Giordano G., 1981. Tecnologia del legno, vol. 1.
ospedale più vicino:
ISA, 2004. Introduction to arboriculture: Tree Worker Safety. International Society of Arboriculture.
PRoCeduRe di soCCoRso in Pianta
Dal basso: Ispesl, 2003. Linee guida per l’uso in sicurezza delle motoseghe portatili per potatura.
Dall’alto:
Ispesl, 2003. Linee guida per l’esecuzione di lavori temporanei in quota con l’impiego di sistemi di
accesso e posizionamento mediante funi.
disPositivi di PRoteZione individuale
Ispesl, 2004. Linee guida per la scelta, l’uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individua-
attReZZi di lavoRo, MaCCHine
le contro le cadute dall’alto.
attrezzatura da lavoro per salita e discesa
Jeff Jepson, 2nd edition 2007. The tree climber’s companion. Beaver Tree Publishing.
attrezzatura per lavoro in chioma
Lilly S. J., 3rd edition 2005. The Climber’s Guide.

PlaniMetRia aRea di lavoRo: riprodurre, anche a mano, l’area di lavoro utile a trasmettere agli altri Regione Piemonte, 2003. Manuale del boscaiolo: nozioni di base.
lavoratori o al committente tutte le informazioni utili per una corretta segnalazione del cantiere e sicura
esecuzione dei lavori (accessi, delimitazioni area di lavoro, posizione pronto soccorso, deposito materiale di
risulta, segnalazione cantiere su viabilità, elementi di pericolo quali linee elettriche, manufatti, etc.).

94 95

ALLEGATO N. 4 BIBLIOGRAFIA

seZione valutaZione dei RisCHi
Rischio legato alle lavorazioni sul cantiere:

Pericoli specifici legati all’area di lavoro Arboricultural Association, 2004. Guide to Good Climbing Practice, 2005 Edition (First draft). AA/FAST
Si riportano i pericoli specifici dell’area in cui si interverrà per quanto possa essere rilevato in occasione del publication.
sopralluogo (ispezione albero/i e luogo di lavoro)
Bart Exterkate et alii, edizione 2005. Werken in bomen. IPC Groene Ruimte.
Comunicazione: indicare se la zona è coperta o meno dalla rete telefonica mobile, in alternativa individuare
e segnalare il primo punto coperto o il primo sito in cui è disponibile un apparecchio fisso. In alternativa
prevedere la disponibilità di un collegamento radio. Beranek G. F., first paperback edition, september 1998. The fundamentals of General Tree Work.
Beranek publication.
Rischi di interferenza: riportare le possibili interferenze con altre ditte che svolgono, anche lavori differenti,
in contemporanea, o terzi soggetti non lavoratori (fruitori, scolari, proprietari dei fondi, osservatori, etc)
Carminati M., 1998. Arboricoltura.
Comportamento:
locali d’emergenza: indicare i primi locali utili per un rapido accesso in caso di necessità. Città di Torino, 1997. Manuale per tecnici del verde urbano.

Piano di eMeRGenZa: Città di Torino, 2009. Regolamento del verde pubblico e privato della Città di Torino.
1) AVVISARE IL RESPONSABILE DEL CANTIERE E GLI ALTRI COMPONENTI DELLA SQUADRA
2) VALUTARE SE VI è PERICOLO PER I SOCCORRITORI Comin R.; Anzi A., 1999. Generalità sul tree climbing.
3) VALUTARE CONDIZIONI DEL FERITO
4) ChIAMARE 118 (riportare, in modo che possano essere lette da chi allerta il 118, la localizzazione del can-
tiere e le modalità di accesso, indicando se l’area è raggiungibile con autombulanza o con elicottero. Indica- Donzelli Peter S., Sharon J. Lilly, 2007. The Art and Science of Practical Rigging. International So-
re il punto in cui si attendono i soccorsi e il numero di cellulare a cui poter richiamare in caso di necessità). ciety of Arboriculture.
5) ATTIVARE LE PROCEDURE DI RECUPERO IN PIANTA
6) FARE IN MODO ChE IL FERITO SIA FACILMENTE RAGGIUNGIBILE DAL PERSONALE DI SOCCORSO European arboricultural council (EAC), 2002. European treworker handbook.
7) CONFORTARE IL FERITO SE COSCIENTE
8) SE NON COSCIENTE VALUTARE SE INIZIARE PROCEDURA DI RIANIMAZIONE - ABC
Frédéric Bussienne, 2007. Le syndrome du harmais. In « Grimper: le magazine de l’escalade », n.
altri numeri utili: 101, pag. 78-80.
Collocazione pronto soccorso in cantiere:
Frédéric Mathias, 2006. Editions SFA. Guide pratique de l’arboriste-grimpeur.
Coordinate cantiere:
area atterraggio elicottero: Giordano G., 1981. Tecnologia del legno, vol. 1.
ospedale più vicino:
ISA, 2004. Introduction to arboriculture: Tree Worker Safety. International Society of Arboriculture.
PRoCeduRe di soCCoRso in Pianta
Dal basso: Ispesl, 2003. Linee guida per l’uso in sicurezza delle motoseghe portatili per potatura.
Dall’alto:
Ispesl, 2003. Linee guida per l’esecuzione di lavori temporanei in quota con l’impiego di sistemi di
accesso e posizionamento mediante funi.
disPositivi di PRoteZione individuale
Ispesl, 2004. Linee guida per la scelta, l’uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individua-
attReZZi di lavoRo, MaCCHine
le contro le cadute dall’alto.
attrezzatura da lavoro per salita e discesa
Jeff Jepson, 2nd edition 2007. The tree climber’s companion. Beaver Tree Publishing.
attrezzatura per lavoro in chioma
Lilly S. J., 3rd edition 2005. The Climber’s Guide.

PlaniMetRia aRea di lavoRo: riprodurre, anche a mano, l’area di lavoro utile a trasmettere agli altri Regione Piemonte, 2003. Manuale del boscaiolo: nozioni di base.
lavoratori o al committente tutte le informazioni utili per una corretta segnalazione del cantiere e sicura
esecuzione dei lavori (accessi, delimitazioni area di lavoro, posizione pronto soccorso, deposito materiale di
risulta, segnalazione cantiere su viabilità, elementi di pericolo quali linee elettriche, manufatti, etc.).

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piemonte.it/sanita/sicuri/index. SITI CONSULTATI http://www.htm http://www.regione.torino.org/ http://www.piemonte.comune.it/verdepubblico/patrimonioverde/curaverde/alberate.htm 96 .it/agri/set_fitosanit/index.shtml http://isaitalia.regione.

it MANUALE DI ARRAMPICATA E LAVORO SU ALBERI tecniche di treeclimbing Stampato su carta ecologica prodotta con fibre derivanti da foreste a coltivazioneintegrata sostenibile. libera da acidi. bianchita con processi ecologici. a lunga durata. MANUALE DI ARRAMPICATA E LAVORO SU ALBERI tecniche di treeclimbing www. Finito di stampare nel mese di settembre 2010.achabgroup. .