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INGEGNERIA NATURALISTICA:
nozioni e tecniche di base

C E

I l manuale “Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base” è stato elaborato da CSEA (Società Consortile per Azioni)
nell'ambito del progetto formativo finanziato dalla REGIONE PIEMONTE, DIREZIONE OPERE PUBBLICHE, DIFESA DEL SUOLO,
ECONOMIA MONTANA E FORESTE, con la Misura C Azione 2 “Formazione nel Settore Forestale” del Piano di Sviluppo Rurale 2000-
2006 della Regione Piemonte (Reg CE 1257/99), realizzato con il contributo congiunto di Comunità Europea, Stato Italiano e
Regione Piemonte.

Il manuale è destinato al personale impiegato nei cantieri delle sistemazioni forestali e dell'Ingegneria Naturalistica, ed è in
distribuzione gratuita presso:

REGIONE PIEMONTE
Direzione Opere Pubbliche, Difesa del Suolo, Economia Montana e Foreste
Corso Stati Uniti, 21
10123 Torino

le modalità di distribuzione sono reperibili sul sito:
www.regione.piemonte.it/IRUHVWHFPVIRUPD]LRQHKWPO

e all’indirizzo formazioneforestale@regione.piemonte.it

Per informazioni sul contenuto tecnico della pubblicazione:
vincenzomaria.molinari@regione.piemonte.it
luca.deantonis@regione.piemonte.it

Il manuale “Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base” è di proprietà della Regione
Piemonte: la riproduzione parziale o totale dei testi e delle immagini deve essere autorizzata.

Autori: Luca De Antonis e Vincenzo Maria Molinari
Impaginazione grafica: Luca Castelli
Revisione testi: Viola Erdini
Coordinamento attività formativa: Valerio Motta Fre
Realizzazione versione digitale: Marco Pignochino

Si ringraziano gli istruttori di Ingegneria Naturalistica, i progettisti e direttori lavori impegnati nel
cantiere didattico realizzato nel maggio 2007 presso il Parco Naturale Alta Val Pesio.
Si ringraziano inoltre la Direzione e il personale del Parco Naturale Alta Val Pesio per la disponibilità
e il supporto fornito nell'ambito delle attività svolte.
Si ringraziano infine Pierpaolo Brenta (I.P.L.A.) e Riccardo Lussignoli (Ente Parco Alta Val Pesio) per
la fattiva collaborazione a tutti gli aspetti organizzativi inerenti il cantiere formativo.

alla scelta ed all'utilizzo di materiali ed attrezzature. Non meno importante risulta infine il piano umanistico e sociale che attiene all'evoluzione della cultura. dell'educazione e della formazione in materia ambientale. volto alla formazione e all'aggiornamento di operatori specializzati e redatto contemporaneamente allo svolgimento di un corso tecnico-pratico realizzato nel maggio 2007. contemporaneamente. con lo studio e l'interpretazione della dinamica dei fenomeni e degli equilibri dell'ecosistema. nonché all'applicabilità delle tecniche naturalistiche negli ambiti di intervento. PRESENTAZIONE La tutela dell'ambiente interessa ormai numerose discipline del sapere e dell'attività umana: sul piano giuridico. Si conclude ricordando che gli interventi eco-compatibili di sistemazione del territorio consentono di risolvere molti problemi di dissesto idrogeologico permettendo. Il manuale si collega con le pubblicazioni regionali già realizzate a supporto della manodopera che opera in ambito forestale ed ambientale. Per realizzare con successo le opere di Ingegneria Naturalistica è fondamentale il coinvolgimento di tecnici esperti di problemi connessi alla stabilità dei versanti e alla ricostituzione della compagine vegetale. evidenziando le opportunità offerte dall'Ingegneria Naturalistica. questa disciplina. nonchè attraverso l'impiego di manodopera specializzata e di direttori lavori preparati. sul piano tecnico. sperimentata e collaudata da anni anche nella nostra Regione. Sviluppando la materia trattata con particolare attenzione alle problematiche inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro. di salvaguardare o recuperare l'ambiente ed il paesaggio. Tutela del Suolo ed Opere Pubbliche Bruna Sibille . L'Assessore regionale allo Sviluppo della Montagna e Foreste. sul piano scientifico. ormai recepita a livello normativo e tecnico. fonte di materia prima (viva e morta) per gli interventi in esame ed occasione di impiego per la manodopera locale. costituisce un ulteriore motivo di cura e gestione del patrimonio forestale. ci si prefigge l'intento di sviluppare le culture professionali per una maggiore qualificazione della realtà produttiva regionale. con interventi volti alla mitigazione di rischi ed impatti. In questo ambito si inserisce il presente manuale dal titolo “Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base”. con l'emanazione di leggi e regolamenti e con l'applicazione di vincoli e controlli.

MATERIALI FERROSI E GEOSINTETICI pag.31 Installazione del cantiere pag.01 LE FUNZIONI E LE FINALITÀ DELL’INGEGNERIA NATURALISTICA 02 AMBITI DI INTERVENTO L’INSTABILITÀ DEI TERRENI .05 Frane e fenomeni erosivi pag.26 Macchine movimento terra pag.06 Colamenti rapidi di terreno saturo pag.19 Materiali ferrosi pag.34 Sicurezza ed ergonomia Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .28 Attrezzature e macchinari per costruzioni in legname e pietrame pag.15 Legname pag.31 Scavi pag. 01 INTRODUZIONE pag.LAVORAZIONI .SICUREZZA ED ERGONOMIA pag.21 Materiali geosintetici 04 ASPETTI CANTIERISTICI MACCHINE ED ATTREZZATURE DA CANTIERE .06 Crolli in roccia pag.FRANE E FENOMENI EROSIVI pag.07 Flussi incanalati indice 03 MATERIALI DA COSTRUZIONE MATERIALE VEGETALE VIVO .PIETRAME .18 Pietrame pag.04 L’instabilità dei terreni pag.12 Materiale vegetale vivo pag.06 Scivolamenti di masse di terreno pag.LEGNAME .26 Macchine e attrezzature da cantiere pag.28 Attrezzature per lavori forestali e manutenzione del verde pag.

72 Palificate semplici pag.105 Bibliografia essenziale Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .62 Canalizzazioni pag.89 Grate vive pag.05 TECNICHE COSTRUTTIVE TECNICHE DI RIVEGETAZIONE pag.68 Sistemi drenanti OPERE IN LEGNAME indice pag.100 Manufatti di sostegno pag.72 Opere in legname pag.48 Tecniche di inerbimento pag.75 Palificate vive di sostegno (a parete singola e doppia) pag.52 Impiego di specie arbustive ed arboree pag.100 Opere in pietrame pag.93 Briglie in legname e pietrame OPERE IN PIETRAME pag.101 Opere spondali 06 BIBLIOGRAFIA pag.58 Impiego di reti in fibra naturale CANALIZZAZIONI E SISTEMI DRENANTI pag.48 Tecniche di rivegetazione pag.

Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

01 Le funzioni e le finalita’ dell’Ingegneria Naturalistica introduzione 01 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

ferro e acciaio. Il ricorso a interventi classificati nell'ambito § ridurre il più possibile l'impermeabi. Ingegneria Naturalistica. limitando l'azione dell'erosione ed quei cittadini che hanno a cura l'ambiente e a Questa disciplina prevede l'utilizzo del effettuando il consolidamento dei terreni maggior ragione di quelli che a vario titolo materiale vegetale vivo e del legname unitamente al recupero dei processi ecologici e (amministratori. dell'Ingegneria Naturalistica si verifica quando lizzazione dei suoli creando e mantenendo si voglia conseguire almeno una delle finalità di spazi verdi e diffondendo l'impiego della seguito sintetizzate: vegetazione nella sistemazione del territorio. scarpate e sponde. dall'attività dell'uomo. assicurando il corretto assorbimento condividere le principali azioni che devono drenaggio di versanti. fenomeni di ruscellamento incontrollato che si Spesso le tecniche di Ingegneria Naturalistica verificano sui versanti per mancata gestione rappresentano la soluzione ottimale in molti della rete di smaltimento secondaria delle interventi di consolidamento superficiale e acque. § creazione o ricostituzione di un ambiente naturale degradato attraverso l'impiego della Tutte queste sono solo alcune delle misure che vegetazione locale. rivegetazione. possono ridurre le cause di innesco di quella § sistemazione idrogeologica e consolida- miriade di dissesti puntuali da cui spesso si mento del territorio. (fig. evitando così che essere intraprese per la salvaguardia del L'eventuale impiego del cemento deve essere l'acqua non assorbita si disperda in superficie introduzione territorio: limitato allo stretto indispensabile e comunque con velocità che possono diventare erosive. consolidamento e piogge. descritte succes- manutenzione delle aree boscate e delle aree È bene sottolineare che l'Ingegneria sivamente nelle tipologie esaminate.01 I l degrado territoriale e il dissesto idrogeologico che caratterizzano determinati ambiti della nostra regione del dissesto e di misure per la sistemazione e il recupero del territorio si stanno diffondendo sempre più le tecniche di Ingegneria L'Ingegneria Naturalistica mette a disposizione un ventaglio di tecniche.compatibili. dell'apparato radicale al fine di consolidare e del materiale vegetale vivo. funzionari e professionisti come materiale da costruzione. piste e sentieri. nel terreno delle acque. acque che si avvallano soprattutto su strade.1) in al reinserimento paesaggistico di ambiti tecnici. versanti. particolarmente efficaci per la sistemazione di corsi d'acqua e di richiedono sempre di più l'attenzione di tutti Naturalistica. imprese e operai) lavorano nell'ambito abbinamento in taluni casi con materiali degradati dal dissesto idrogeologico o professionale della sistemazione e recupero inerti come pietrame e massi. del territorio. ma è un importante strumento pioniera. marginali costituite spesso da coltivi ormai Naturalistica ha dei limiti e non è la “panacea abbandonati e invasi dalla vegetazione per tutti i mali”. originano fenomeni ben più ampi. come quelle di § effettuare una periodica e corretta rinforzare il terreno con l'intreccio delle radici. § mantenere “giovane e flessibile” la in modo tale da non impedire lo sviluppo del Tale obiettivo può essere ottenuto con la vegetazione spondale con periodici tagli di materiale vegetale: infatti fondamentale è corretta gestione della vegetazione presente o selezione ed eliminare la vegetazione in alveo favorire e permettere la diffusione con l'impiego di tecniche che prevedono l'uso che impedisce il regolare deflusso delle acque. terra. affinchè vengano fatte scelte legname. sintetiche e permette di risolvere l'obiettivo di proteggere con la vegetazione la Chi ha vissuto nell'ultimo ventennio i vari un'ampia gamma di problematiche di superficie del suolo dall'effetto battente delle fenomeni alluvionali e di dissesto non può che rivegetazione. talvolta anche in § osservare sul territorio e intercettare i modo integrato con altre tecniche tradizionali. Figura 1 02 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . da considerare e utilizzare. fibre vegetali e Le tecniche di rivegetazione infatti hanno consapevoli e il più possibile eco . con sicuri benefici sotto più § gestire e regimare in modo corretto le profili. § recupero ambientale e inserimento paesag- Nell'ampio panorama di attività di prevenzione gistico di luoghi e infrastrutture.

02 L’instabilità dei terreni- frane e fenomeni erosivi ambiti di intervento 03 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

ghiaie. di terreni di varia granulometria (ciottoli. sabbie. mentre l'interazione ghiaie con ciottoli con il mare produce altri tipi di depositi.1). SCHEMA DI TERRAZZAMENTO FLUVIALE: deposizione di materiali alluvionali in limi. attraverso i fenomeni vulcanici e con lentissimi movimenti (centimetri all'anno) che ambiti di intervento producono l'innalzamento di alcune catene montuose. il ghiaccio. § la trasformazione dei minerali all'interno delle rocce al variare delle pressioni e delle Figura 1 Evoluzione e dinamica della superficie terrestre temperature con l'approfondirsi dei sedimenti (fig. ed è parte dell' evoluzione della superficie terrestre. terremoti. I materiali deposti dai corsi d'acqua al variare delle velocità delle correnti danno luogo alla formazione di sedimenti sciolti. il suo deposito e la successiva sedimentazione. 04 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . frane).3). alluvioni ed attività torrentizie. La superficie della Terra evolve infatti con: § la produzione di nuovo materiale proveniente dalle profondità della terra. § l'erosione dei rilievi da parte di agenti quali la pioggia. Figura 2 maremoti o tsunami.2). sabbie limose L'evoluzione dinamica della superficie terrestre (geodinamica) può avvenire in ghiaie e sabbie tempi lentissimi (fig. che a loro volta evolvono in maniera particolare. ghiacciai determina la formazione di terreni sono schematizzate le alternanze di: con caratteristiche granulometriche particolari (terreni morenici) e molto materiale residuo limi argillosi rimane a formare grandi coni detritici alla base dei fronti rocciosi (fig. § il trasporto del materiale solido da parte dei corsi d'acqua. il vento le variazioni della temperatura.4). argille) (fig. cioè stabilizzazione e consolidamento nel tempo fino a diventare roccia.02 L’INSTABILITA’ DEI TERRENI L 'instabilità delle formazioni rocciose e di terreno è sempre presente in natura. ma talvolta procede in modo rapido con manifestazioni anche sabbie con frazioni ghiaiose spettacolari (eruzioni vulcaniche. Anche il flusso dei funzione della granulometria.

escavazione di inerti o deposito di materiali sterili.5). ma Figura 4 spostamenti di masse di terreno e roccia Figura 5 apparentemente stabilizzato talora si hanno situazioni che possono comprendere più fenomeni insieme. Le cause che possono dar luogo ad una instabilità possono essere come si è visto . in altri casi si è verificata una relazione con l'intensità della precipitazione: ad esempio nei colamenti rapidi per saturazione e fluidificazione dei terreni superficiali. § erosioni generalizzate di versanti o di sponde di corsi d'acqua. 2) valle a “U”. Per alcuni tipi di frane si è riscontrata una evidente relazione fra l'innesco delle instabilità e la lunghezza del periodo 1) di precipitazione che li ha 2) preceduti. I meccanismi più importanti che danno luogo a fenomeni franosi possono essere in generale (fig. FRANE E FENOMENI EROSIVI Figura 3 Detrito di falda 02 alla base di fronti rocciosi Tutti i fenomeni di dissesto si generano per una calcareo-dolomitici perdita delle condizioni di stabilità da parte dei terreni e delle rocce. 3) § colamenti rapidi di terreno saturo § trasporto di materiale solido in acque di ruscellamento su versanti 1) valle a “V”. esondazioni etc… In generale esiste un rapporto evidente di causa ed effetto tra le piogge e i movimenti franosi. § fenomeni di desertificazione o inaridimento ambiti di intervento di suoli per motivi climatici o a seguito di disboscamenti.6): § crolli di roccia § scivolamenti di masse di ter- reno. 05 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .del tutto naturali. dovuta a grandi fratturazioni e Conoide di deiezione di un torrente. generata dall’erosione fluviale (flussi incanalati) (fig. In altri casi (crolli di roccia e grandi movimenti franosi) la relazione con le precipitazioni o con particolari situazioni climatiche appare più incerta. prodotta dall’erosione glaciale Talvolta questi fenomeni sono 3) valle “tettonica”. singolarmente individuabili. ma possono essere anche legate all'attività umana: § processi di saturazione del suolo ad opera di forti e/o prolungati periodi di pioggia.

h2 20 m § presenza di sollecitazioni dinamiche (vibrazioni. sismi. L'evoluzione di questi fenomeni di instabilità è di solito preceduta da 0m 2 1 fessurazioni e abbassamenti della zona superiore ed è usualmente rapida nella fase finale di collasso (fig.7). di alcuni metri al secondo. anche improvvisamente. I meccanismi che possono innescarsi sono in generale lo scivolamento o il ribaltamento di masse rocciose. pianori. La nicchia di distacco è individuabile in versanti con pendenze medie. ecc. 4) Colamento Colamenti rapidi di terreno saturo Questi dissesti si sviluppano in stretta concomitanza con gli eventi piovosi di forte intensità. Spesso non Figura 6 Meccanismi di instabilita’ è visibile una zona di accumulo al piede della frana. cioè formata da una combinazione di elementi curvi e piani lungo i quali si verificano traslazioni e rotazioni della massa coinvolta. mentre il materiale fluidificato può percorrere grandi distanze e spesso raggiunge i corsi d'acqua. da limosa ad argillosa. per distacchi da 1) Crollo 2) Ribaltamento pareti rocciose o da versanti a elevata pendenza. piazzali). La mobilizzazione avviene con velocità elevate. talora imputabile ad attività umane (scavi. Le sollecitazioni (ad esempio la spinta dell'acqua) che gravano su queste formazioni generano uno scivolamento di massa lungo una superficie che può essere piana (scivolamenti planari). ma più spesso è una curva simile ad un arco di circonferenza (scivolamenti 3) Scivolamento rotazionali).02 Crolli di roccia Questi dissesti si generano. § esistenza di uno stato di sollecitazione. a causa di: § aumento della pressione dell'acqua nelle fratture presenti nella massa rocciosa. ma può anche essere più complessa. § pressione generata dalla formazione di ghiaccio nelle fratture. Tale movimento spesso si esaurisce verso valle in forma di colata. esplosioni). Le zone di 06 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . Ro h 10 m Scivolamenti di masse di terreno Le frane da scivolamento interessano solitamente terreni a granulometria molto fine. campi. andando ad aumentare considerevolmente il materiale solido da essi trasportato. La superficie di scivolamento è normalmente concava. spesso a valle di zone meno pendenti (terrazzi. che hanno favorito la concentrazione e la penetrazione nel terreno di elevate quantità d'acqua. ed evidenziano un rapporto di causa ed effetto rispetto a eventi di pioggia prolungati.). re ambiti di intervento na Il fenomeno di caduta o scoscendimento di masse rocciose può Pla ale coinvolgere ulteriori masse di materiale instabile presente sui pendii ion taz ed alimentare flussi detritici. e avvengono per saturazione e successiva fluidificazione dei terreni incoerenti di superficie. tagli. ma anche strade.

9 . (fig. contenimento e difesa. sempre in pochi minuti e quindi. passerelle etc.7: nicchia di distacco esempio è sufficiente che la superficie di nella porzione scivolamento di un movimento franoso si trovi Figura 7 sommitale di una frana 07 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .7). limite tecnologico di tutte le opere usualmente I fenomeni si innescano e si esauriscono quasi utilizzate per le sistemazioni del territorio. in una classifica per grado di pericolosità. In relazione alle dimensioni del fenomeno. la sottoescavazione e l'aggiramento delle difese spondali e degli attraversamenti (ponti. La possibilità di intervento umano sul dissesto idrogeologico è sempre molto limitato. Ad Fig. all'intensità Flussi incanalati delle spinte in atto. Questa massa in tecniche di Ingegneria Naturalistica per movimento ha le caratteristiche di un fluido ad risolvere i fenomeni di instabilità delle porzioni elevata densità. per evidenziare il instabilità.8: evoluzione di un fenomeno saturazione d’acqua: si individuano così vere e non sovraccaricare il terreno. risultano essere i punti volumi di roccia instabile superino l'ordine di maggiormente vulnerabili verso questo tipo di grandezza di qualche metro cubo. franoso in un “flusso incanalato” proprie valanghe di roccia (rock avalanche) § assicurare la massima protezione antierosiva. L'instabilità delle sponde genera un continuo aumento dei materiali trasportati.). spesso incanalate in linee di drenaggio cemento armato e/o con sistemi di consolidamento ambiti di intervento o incisioni. a valle di terrazzi o locali a profondità dell'ordine delle decine di metri o che i Figura 8 02 depressioni. Un flusso incanalato (debris flow) è il prodotto trovano applicazione le tecniche tradizionali o quelle di dell’instabilità di una massa di detriti solidi che tipo naturalistico.8) o flussi detritici (debris flow) ovvero flussi di fango o lave torrentizie (mud flow).inflessione del pendio. I dissesti si manifestano con uno passive di consolidamento. dato l'enorme squilibrio esistente tra l'entità delle sollecitazioni che la natura è in grado di mettere in campo e la resistenza che le tecniche di intervento possono opporre. alla natura dei terreni coinvolti.tab I) si muove per effetto della gravità e della Risulta evidente la maggior efficacia delle presenza di acqua (fig. L'abbassamento del fondo degli alvei può produrre lo scalzamento. grossolani e dalla maggiore o minore § impiegare opere relativamente leggere per Fig. questi Il quadro dei dissesti precedentemente descritto può processi si collocano subito dopo i crolli in essere affrontato entro tali limiti con opere attive o roccia. (rock avalanche) (fig. dove risulta di L’evoluzione del fenomeno dipende dalla maggior importanza nell'intervento: maggiore o minore presenza di blocchi § ottenere il massimo effetto drenante. Questi fenomeni vanno generalmente ad alimentare il trasporto di materiale solido da parte di torrenti e fiumi ed è responsabile di notevoli fenomeni di dissesto delle sponde e del fondo degli alvei. che prevedono l'infissione di pali trivellati e tiranti. scivolamento ed evolvono rapidamente in realizzate con infrastrutture e manufatti in muratura o colate. più superficiali di terreno. andando ad incrementare ulteriormente la forza erosiva del corso d'acqua.

tiranti.02 TABELLA I: CORRELAZIONE FRA LE PRINCIPALI TIPOLOGIE DI DISSESTO E LE PIU’ IMPORTANTI TECNICHE DI INTERVENTO (sono possibili integrazioni tra diverse tecniche tradizionali e naturalistiche) Meccanismo di Interventi di sistemazione con Sistemazioni con tecniche di Ingegneria Naturalistica Altri interventi dissesto tecniche tradizionali Crolli in roccia Interventi attivi (miglioramento della Interventi attivi (miglioramento della massa rocciosa): Abbattimento e demolizioni di masse rocciose massa rocciosa): chiodature. riprofilatura pendii) Interventi passivi (difesa di Interventi passivi (difesa di infrastrutture): infrastrutture): rilevati paramassi in terra rinforzata ambiti di intervento posa di barriere paramassi.a. consolidamenti mediante rivegetate . della pendenza micropali posa di antierosivi. difese in massi Scogliere in massi rivegetate. gradonate vive d’acqua inerbimento della superficie risistemata Flussi incanalati Briglie in c. gradonate vive. Allargamento della sezione di deflusso e di sponda cementati. palificate vive di sostegno spondali opere di manutenzione spondale 08 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . gallerie artificiali Ribaltamento di Chiodature. tiranti Reti metalliche con geosintetici antierosivi e rivegetazione (disgaggi.a. rivegetazione della superficie risistemata Colate Muri di contenimento Palificate semplici. anche con Palificate vive di sostegno scogliere di contenimento Rimodellamento versanti con riduzione rotazionali tiranti. inerbime nto della superficie risistemata Colamenti rapidi Geosintetici e fibre naturali con funzione antierosiva. briglie filtranti in c. o Briglie in legname e pietrame barriere in funi metalliche in massi cementati Casse di laminazione e aree di invaso Rinaturalizzate Deviatori di valanghe di detriti in terra rinforzata Erosioni Muri di contenimento Grate vive Pannelli di rete armata a contatto + in scarpate antierosivi e rivegetazione Erosioni Muri spondali. di terreno saturo palificate semplici. muri di sostegno Sistemazione e rivegetazione del solo accumulo di frana Riprofilature in roccia lastre e moli rocciose Scivolamenti Sistemi drenanti superficiali con tecniche naturalistiche Trincee drenanti profonde.. gabbionate rivegetazioni spondali. planari monitoraggio inclinometrico e piezometrico Scivolamenti Muri di contenimento. ricostruzione pendii in terra rinforzata .

scoronamento. su cui effettuare le operazioni di riprofilatura. rimodellamento dei pendii) Opere di difesa passiva Opere di difesa attiva gallerie (chiodature. disgaggio ambiti di intervento Superficie di scivolamento Area di accumulo Opere di difesa attiva (riprofilature. 02 Nicchia di distacco. posa di reti paramassi a contatto) valli Figura 9 Caratteristiche tipiche degli eventi franosi e delle opere di difesa attiva e passiva 09 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

02 ambiti di intervento 10 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

03 Materiale vegetale vivo- legname.pietrame- materiali ferrosi materiali da costruzione e geosintetici 11 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

evitando quindi l'introduzione di § geosintetici e fibre naturali specie esotiche. L'obiettivo è quindi di favorire il più possibile la ricolonizzazione della zona di intervento da parte della vegetazione. la scelta. aggrega e drena il terreno con le radici. per l'azione § appartenenza alla vegetazione locale (autoctona) combinata dei diversi fattori determinanti la sua alterazione (fig. § rispetto delle caratteristiche ecologiche dell'area di intervento § capacità di resistere ad avversità quali presenza o ristagno di acqua. sia da solo che insieme ad altri materiali.2 m di terreno. pietrame. spessori dell'ordine di 1 . § la capacità delle radici di resistere allo strappo e al taglio. forza Il pietrame. svolgono funzioni complementari e § possesso delle necessarie caratteristiche biotecniche trovano impiego nella costruzione e montaggio delle opere di Ingegneria Naturalistica. particolare a più rapido sviluppo e con esteso e profondo apparato radicale. come già sottolineato. erosiva del corso d'acqua. corretto utilizzo e l'attecchimento del materiale vegetale vivo risultano essere di § legname sostanziale importanza. che trasformerebbero le opere realizzate in fattori di inquinamento materiali da costruzione biologico. sempre in associazione al materiale vivo. il § materiale vegetale vivo. 12 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . Nelle opere più complesse la funzione strutturale viene per lo più svolta dal legname. § la capacità di drenare i terreni. rappresenta quindi la struttura dell'opera. in media. va gradualmente e all'asportazione dovute a vari fattori. § pietrame Devono quindi essere impiegate solo specie autoctone. Il materiale vegetale. imitando i processi della natura e accelerandone l'opera. i geosintetici e le fibre naturali. in tecnica dell'Ingegneria Naturalistica. oltre a svolgere una funzione di protezione antierosiva. La protezione areale dall'erosione è inoltre efficacemente svolta dalla copertura erbacea.03 I materiali normalmente utilizzati nei lavori con tecniche di Ingegneria Naturalistica sono: MATERIALE VEGETALE VIVO Ai fini della completa riuscita degli interventi di Ingegneria Naturalistica. tempo di sommersione sotto forma di reti antierosive. Il suo impiego § la capacità di resistere a fenomeni franosi e all'erosione. quanto più è in grado di resistere all'erosione e Quest'ultimo. tanto più protegge il suolo dalla pioggia con la progressivamente con lo sviluppo e l'azione consolidante sua parte fuori terra e consolida. assorbendo e traspirando l'acqua. con l'impiego di arbusti pionieri autoctoni: il loro apparato radicale è in grado di consolidare. L'effetto combinato della cotica erbosa e della copertura arbustiva/arborea pioniera comporta Figura 1 anche il miglioramento del bilancio idrico del suolo. E' proprio il materiale vegetale vivo a caratterizzare la disciplina Tra queste vanno scelte le specie aventi le migliori caratteristiche biotecniche. o fornisce comunque un § la capacità di aggregare e consolidare superficialmente il terreno con lo sviluppo importante contributo alla struttura delle opere in legname e/o delle radici. cioè tipiche della § materiali ferrosi vegetazione locale del luogo di intervento. i materiali ferrosi. che si degrada. La rivegetazione può essere ottenuta impiegando: § specie erbacee § arbusti § alberi Nelle operazioni di consolidamento e stabilizza- zione del suolo le specie più idonee sono generalmente legnose. nel trascorrere di alcuni decenni. Infatti. dell'appararato radicale a sostituire la funzione di sostegno e Possiamo quindi stabilire dei criteri di scelta delle specie vegetali: consolidamento del legno da costruzione.1). esso viene usato come materiale da Le attitudini biotecniche sono: costruzione.

sono privi della copertura vegetale. di norma. composti da semi di generi una più rapida copertura del suolo e quindi rende massimo l'effetto di diversi: esistono sul consolidamento e regimazione delle acque superficiali. Ricordiamo che la talea è un acqua o in condizioni di aridità. segmento di fusto separato dalla pianta madre. cioè tipiche della vegetazione locale. e quindi materiali da costruzione in grado di colonizzare anche suoli poveri di sostanze nutritive (specie Le specie erbacee vengono distribuite sul pioniere) e di iniziare quei processi che permetteranno l'arrivo di altra terreno impiegando miscugli vegetazione più evoluta. Al tempo stesso l'impiego di talee assicura. L'impianto della vegetazione potrà essere eseguito con l'impiego di materiale vegetale proveniente da vivai. astoni. generalmente rustiche e con grande capacità di adattamento. Al fine della rivegetazione di siti che. e il fusto deve essere ben lignificato. avventizie e di dare vita in breve tempo ad un altro esemplare completamente § esigenze specifiche di acidità nel terreno. se è disponibile localmente del fieno ricco di seme (fiorume) da spargere sulle superfici da inerbire. e intervento è anche utile valutare: ramaglia viva. (Tab. Al tempo stesso. (fig. capace di produrre radici § grado di attecchimento. È evidente quindi che mercato ditte specializzate l'impiego contemporaneo di piantine e di talee rappresenta spesso la migliore che riproducono a richiesta soluzione. sviluppato. cioè talee. anche sotto il profilo ecologico. anche dagli § capacità di sviluppo radicale in presenza di arbusti e dagli alberi vicini al luogo dell'intervento. (fig. fermo restando la fondamentale importanza dell'utilizzo esclusivo di le composizioni specifiche specie autoctone. a causa dell'uomo o della Natura. II) ordinate dal cliente. le piantine sono impiegate a Figura 3 radice nuda o sono dotate di un contenitore o di un pane di terra: il rapporto chioma/radici deve essere favorevole all'apparato radicale.Per determinare la scelta delle specie da In alternativa il futuro popolamento vegetale potrà essere ottenuto attraverso 03 impiegare sulla base delle varie situazioni di l'impiego di materiale non proveniente da seme. è possibile intervenire anche con la messa a dimora di specie arbustive e arboree. che si deve presentare ben conformato.2) Figura 2 13 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . generalmente prelevati direttamente in natura.3) § tendenza alla sciafilia (“ricerca dell'ombra”) La capacità di diffusione per talea è posseduta solo da alcune specie arbustive e o eliofilia (“ricerca della luce”). i risultati ottenuti sono certamente i migliori. arboree.

75 1000 Fino a 24 Salice eleagno (3) Salix eleagnos SCOP. 90 1800 6 – 10 Salice da vimini Salix viminalis L. 70 1100 Fino a 10 Salicone* Salix caprea L.l. 14 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . 5 1300 Fino a 5 * l’impiego del “salicone” come talea è assolutamente sconsigliato. Salix myrsinifolia SALISB. 75 75 1300 1700 2-6 2-5 Salice bianco (1) Salix alba L. 90 600 Fino a 4 6 Salice cinerino (6) Salice nero (2) Salix cinerea L. m Salice rosso (5) Salix purpurea L. 100 1600 2–6 Salice glauco (4) Salix daphnoides VILL.m.03 TAB II: impiego dei salici nell’Ingegneria Naturalistica materiali da costruzione 1 2 3 4 5 IMPIEGO DEI SALICI NELL’INGEGNERIA NATURALISTICA NOME VOLGARE NOME SCIENTIFICO % LIMITE SVILUPPO ATTECCHIMENTO PER TALEA ALTITUDINALE IN ALTEZZA m s.

LEGNAME 03
Il legname da costruzione impiegato nei lavori di Ingegneria Le caratteristiche di un buon legno da costruzione vanno analizzate
Naturalistica è costituito da pali tondi scortecciati di specie di alberi essenzialmente in base ai seguenti parametri:
con buona resistenza meccanica e durabilità, facilmente § peso specifico (massa volumica) ovvero densità del legno;
reperibili: nell'arco alpino queste caratteristiche si ritrovano § resistenza del legno alle sollecitazioni (trazione, compressione,
esclusivamente nel tondame di larice o castagno. taglio, flessione);
Il diametro dei pali non deve essere inferiore ai venti centimetri: può § durabilità nel tempo.
essere impiegato tondame di minor diametro limitatamente ad alcune Il peso specifico è dato dal rapporto tra la massa del legno in

materiali da costruzione
opere non aventi funzione di sostegno, mentre nelle opere in ambito determinate condizioni di umidità e il suo volume geometrico.
idraulico si preferisce arrivare all'utilizzo di pali di diametro ancora più La massa del legno cresce anche all'aumentare dell'umidità, finchè
elevato (30 cm e oltre). viene raggiunta la completa saturazione.
I pali devono essere sempre scortecciati per tutta la loro lunghezza Considerando, a titolo di esempio, tre specie legnose molto comuni, si
e devono essere il più possibile rettilinei, con limitata conicità. possono avere i seguenti valori (nelle medesime condizioni di
Non devono essere presenti difetti del fusto (fig.4), quali: umidità):
§ eccentricità degli anelli di accrescimento; § abete bianco: 400-450 kg/m3
§ fessurazioni radiali; § castagno, quercia: 700-750 kg/m3
§ fessurazioni periferiche; § larice: 700-750 kg/m3
§ callosità; § pioppo: 330-350 kg/m3
§ cipollature; Le caratteristiche di resistenza meccanica alle sollecitazioni variano
§ sinuosità del contorno; invece al variare della direzione della sollecitazione rispetto
§ marcescenze ed evidenza di attacco da parte di parassiti. all'allineamento delle fibre, e sono riportate nelle seguenti tabelle III e
IV, insieme alle caratteristiche di resistenza di alcune specie legnose
all'attacco parassitario e alla relativa durabilità.

DIFETTI DEL LEGNO

ECCENTRICITA’ FESSURE RADIALI
FESSURE PERIFERICHE CIPOLLATURE

CALLOSITA’ SINUOSITA’ ATTACCO BIOLOGICO
Figura 4
15
Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base

03
materiali da costruzione

Figura 5 Figura 6

Figg. 5-6: il larice, insieme con il castagno, è una delle specie preferite per caratteristiche di resistenza, durabilità, buona conformazione del tronco
e reperibilità, nell’impiego per la costruzione di opere di Ingegneria Naturalistica

TABELLA III: CARATTERISTICHE DI DURABILITA’ DEL LEGNAME

Specie legnosa Resistenza Resistenza Idoneità all’uso Durabilità naturale di vari legni e possibilità di impiego
all’attacco di Funghi all’attacco di Insetti nelle opere di I.N. PD = poco durabile;
Abete bianco PD NR no D = durabile;
Abete rosso PD NR no MD = molto durabile;
Larice ED R sì ED = estremamente durabile;
Pino silvestre D NR sì NR = non resistente;
Castagno MD R sì R = resistente;
MR = molto resistente

[Tratto da: “Le opere in legno nella sistemazione dei torrenti montani”, A.R.P.A.V. 2000, modificato]

16
Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base

03
TABELLA IV: FATTORI CHE RIDUCONO LA DURABILITA’ DEL LEGNAME

Origine dell’alterazione Tipo di degradazione Effetti della degradazione

ABIOTICA Degradazione da agenti Degradazione e ossidazione del
(non dovuta ad organismi vivi) atmosferici legname da radiazione solare
Usura meccanica (azione dovuta a Rottura degli elementi in legno ed
frane e correnti d’acqua) erosione di frammenti di

materiali da costruzione
superficie

BIOTICA Attacchi da animali con lesioni Gallerie ed escavazioni da insetti
(dovuta ad organismi vivi) di tipo meccanico

Alterazioni e modificazioni Alterazioni della parete cellulare
di tipo strutturale provocata da Batteri.
Carie provocate da Funghi

Figura 7 Figura 8

Figg. 7-8: degradazione del legname per attacco biotico
17
Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base

9: ciottolame di provenienza fluviale. Fig. o di volume medio insufficiente (problemi di instabilità delle opere di difesa e sostegno): il volume medio dei massi da scogliera non deve essere inferiore a 0. § massi d'alveo troppo arrotondati e lisci. quali: § pietrame serpentinoso con contenuto di amianto (nocivo per la salute). di grosse dimensioni Fig. oppure dagli alvei di corsi d'acqua (dove sia praticabile e autorizzabile il prelievo) o da cave di prestito. con conseguente instabilità delle strutture).0. in massi di cava o reperiti in alvei (scogliere rivegetate). materiali da costruzione essenzialmente per incrementare la possibilità di drenaggio delle acque di infiltrazione.10: massi d’alveo per la formazione di scogliere Figura 10 18 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .3.03 PIETRAME Nei lavori di Ingegneria Naturalistica il pietrame può essere impiegato: Figura 9 § per la costruzione di opere di contenimento o di difese spondali. § come materiale per la fondazione di opere di sostegno o idrauliche. § come materiale di riempimento di strutture in legname o di trincee scavate nei pendii. Il reperimento del pietrame da utilizzare (generalmente ghiaie e ciottoli oppure massi) può avvenire sul luogo di cantiere. Occorrerà evitare l'utilizzo di materiali pietrosi non idonei.6 metri cubi. § pietrame proveniente dalla demolizione di rocce molto tenere e fortemente fratturate (problemi di assestamento eccessivo del materiale di riempimento e di cattivo drenaggio e intasamento.

trattenendo anche ciottolame e piccoli volumi di Per ancorare correttamente le strutture al suolo. poste a contatto con queste di acciaio utilizzate per le chiodature devono infatti attraversare per superfici. altrimenti occorrerà fare ricorso alla spinta di mezzi materiali da costruzione § rivestimenti di scarpate per la stabilizzazione superficiale (pannelli di reti e/o funi). ma talvolta occorre utilizzare anche delle funi in acciaio piegatura e l'appuntitura. della mazza. previa esecuzione di un elevata resistenza sono usate per il rivestimento di scarpate e pendii.in metallo. la infissi al suolo.più spesso . a seconda tecniche di Ingegneria Naturalistica. per collegare le opere di Ingegneria Naturalistica ad ancoraggi infissi ad Come sarà meglio specificato nelle parti del manuale dedicate alle una certa distanza.12: barra e graffa in tondino di acciaio ad Figura 13 aderenza migliorata per la giunzione Fig. MATERIALI FERROSI 03 Il ferro e l'acciaio vengono utilizzati come accessori essenziali nelle elementi di ancoraggio in legname o . evitando che queste roccia. mm. al fine di evitare danni al legname: le barre precedentemente rimodellati. chiodi e cambre vengono applicati per battitura agli Le reti in acciaio a maglie esagonali o a maglie romboidali ad elementi sui quali si vuole realizzare la giunzione. Si impiega invece l'acciaio penetrare quasi ogni genere di terreno consentendo anche di effettuare in barre ad aderenza migliorata di diametro generalmente di 10 12 l'iniezione di malta cementizia. briglie. § ancoraggio di strutture (tondini e barre ad aderenza migliorata. bulloni ecc. bulloni) in quanto costosi e non con apposite macchine perforatrici a rotazione e che sono in grado di idonei agli utilizzi dell'Ingegneria Naturalistica. che vengono trivellati prodotti tipici di ferramenta (chiodi. preforo con trapano o trivella.. Le reti. sono in intero i diametri dei pali posti a contatto tra loro. con particolare riferimento ai del tipo di suolo e delle spinte che la struttura deve contrastare. Occorre tener conto che l'infissione manuale di questi elementi con l'uso profilati e tubolari). chioderia. risulta agevole solo in caso di terreni a granulometria fine e poco pietrosi. Figura 12 Figura 11 Fig.11: graffe per l’ancoraggio di reti in fibra naturale di elementi strutturali in legname Fig. aderenza migliorata aventi grande diametro (da 20 a 32 mm). vive di sostegno. Le maglie di ancoraggio di questi pannelli di rete hanno possano scivolare lungo il piano di posa o ribaltare. A fronte del rischio di deformazione dell'ancoraggio in barre durante Nella costruzione delle opere in legname (palificate semplici. palificate l'infissione è opportuno ricorrere all'utilizzo di profilati ad H. grado di stabilizzarle.13: barra di ancoraggio in una grata viva 19 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . tipicamente utilizzate nei lavori civili per le armature del calcestruzzo. si impiegano dimensioni tipicamente variabili tra i 2m x 2m e i 3m x 3m. con buona aderenza e vincolate con barre e funi. confezionando (anche in cantiere) chiodi della lunghezza Di solito le strutture in legname si appoggiano direttamente agli ancoraggi necessaria e graffe (dette anche cambre o caviglie) attraverso il taglio. seguenti ambiti: Il più semplice sistema di ancoraggio in acciaio è quello delle barre ad § giunzione di elementi strutturali nelle opere in legname (filo di ferro. caviglie. grate vive ecc) è raro che vengano usati i I più elaborati tipi di ancoraggi sono i micropali. tecniche costruttive. graffe. viti. meccanici (miniescavatore) o alla trivellazione di un preforo.).

16: ancoraggio per rete a contatto armata con funi Figura 14 Fig.03 materiali da costruzione Figura 16 Fig.15: posa di rete metallica a maglia esagonale Figura 17 Fig.17: ancoraggio di un’opera in legname (grata viva) mediante barre filettate tipo “diwidag” in foro Figura 15 intasato con malta cementizia 20 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .14: graffa utilizzata in una giunzione ortogonale Fig.

con il vantaggio di agevolare la ripresa vegetativa. intrecciati secondo una trama e un ordito. agave o juta) intrecciati a costituire reti a maglie aperte. MATERIALI GEOSINTETICI 03 I geosintetici sono un'ampia famiglia di prodotti derivati dall'industria tessile.durante il delicato periodo che Figura 18 intercorre tra la fine dei lavori e l'affermazione della copertura Figura 19 Fig. Fig. drenaggio. Per quanto attiene alle reti in fibra naturale. § georeti e geogriglie: sono costituite da bandelle o nastri di materiale sintetico saldati tra loro in intrecci che presentano maglie molto più larghe. risulta evidente come . § biotessuti: sono materiali biologici (fibre naturali di cocco. materiali da costruzione In linea generale. Nell'arco di alcune stagioni. in modo da far fronte in maniera specifica a differenti esigenze di impiego. Vengono impiegati per il rinforzo e per il miglioramento della capacità dei terreni a sopportare i carichi. Svolgono peraltro una efficace azione di ripartizione dei carichi su ampie superfici. geogriglie). La loro principale funzione è quella del drenaggio dei terreni. protezione dall'erosione. utilizzati a protezione di superfici in naturale pendenza. in maniera analoga ad altri geosintetici (georeti. ma anche supporto allo sviluppo della vegetazione nella fase iniziale di crescita. Le fibre di cocco sono quelle che presentano maggiore durabilità e resistenza. i geosintetici possono essere in prima approssimazione suddivisi in: § geotessili tessuti: materiali plastici in filamenti resistentissimi. Biodegradabili. seppure con parametri caratteristici inferiori. pertanto vengono impiegate nel rinforzo dei terreni.19: reti in fibra naturale di cocco (non ancora inerbita) 21 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . geotessili. della gomma e delle materie plastiche e di materiali bituminosi. § geotessili non tessuti: materiali plastici in filamenti e fibre assemblate in modo caotico (da cui la denominazione di non-tessuti). in base alla loro struttura e alle loro caratteristiche. svolgono una funzione antierosiva e di supporto allo sviluppo della vegetazione. l'efficacia di tali reti si riduce. incrementando la fertilità del terreno. Proprio le fibre naturali rappresentano quindi il supporto ottimale allo sviluppo degli inerbimenti. Negli interventi di Ingegneria Naturalistica l'uso di geosintetici svolge diverse funzioni: filtro. frutto del rimodellamento della morfologia locale. rispetto a quelle dei geotessili. trattenendone le particelle più fini e riducendo l'evaporazione idrica a vantaggio del mantenimento di condizioni microclimatiche più umide. di juta costituiscano l'unica difesa del terreno dall'erosione superficiale a opera delle acque di pioggia e di ruscellamento. § geomembrane: sono teli di materiale plastico (in genere polietilene) usati per l'impermeabilizzazione.18: reti in fibra vegetale . Vasto è inoltre il campo di utilizzazione negli interventi di contenimento e stabilizzazione delle frane. grazie alle buone caratteristiche di capacità filtrante della loro struttura. Spesso le loro elevate prestazioni tecniche assicurano diverse azioni congiunte. ma viene progressivamente sostituita dallo sviluppo della vegetazione erbacea.questi materiali. con la degradazione delle fibre. a costituire maglie molto fitte.

con funzione antierosiva e di supporto alla rivegetazione. GEORETI. 22 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . GEOGRIGLIE: costituite da intrecci di nastri o bandelle saldate tra loro a formare teli resistentissimi a maglie aperte. Hanno spiccate caratteristiche di miglioramento della capacità filtrante dei terreni. formano teli regolari a maglie aperte.03 TAB V: RAPPRESENTAZIONE SCHEMATICA DEI PRINCIPALI GEOSINTETICI (schema semplificato) materiali da costruzione GEOTESSILI TESSUTI: costituiti da resistentissime fibre sintetiche intrecciate con trama e ordito a costituire maglie molto fitte. GEOMEMBRANE: teli in materiale sintetico per impermeabilizzazione RETI IN FIBRA NATURALE: costituite da intrecci di fibre di juta. agave o cocco. GEOTESSILI NON-TESSUTI: costituiti da fibre sintetiche assemblate in modo caotico. Sono utilizzati per migliorare la capacità portante di sottofondi stradali e nel rinforzo dei terreni. Rinforzano i terreni consentendo la rivegetazione. Sono biodegradabili. ma omogeneo.

20-21-22: geostuoia tridimensionale e suo impiego nella rinaturalizzazione di un versante Figura 21 Figura 22 23 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . Figura 20 03 materiali da costruzione Figg.

24: geotessile nontessuto Figura 25 Figura 26 Fig. 25: geotessile tessuto Fig.03 materiali da costruzione Figura 22 Figura 24 Fig. 23: geogriglia monodirezionale Fig. 26: geotessile tessuto 24 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

lavorazioni. 04 Macchine ed attrezzature da cantiere. sicurezza ed ergonomia aspetti cantieristici 25 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

il tracciamento di piste e la cilindrata 3. potenze installate sono appunto dell'ordine di Altamente specializzate per il movimento terra 115÷180 kW. di una vasta gamma di macchinari per la e inoltre può essere ancorato a punti fissi movimentazione di terre e roccia: BRACCIO (speroni di roccia. § miniescavatori Le pale caricatrici gommate vengono § ragni meccanici utilizzate in questo ambito quando è prevista § pale caricatrici gommate una movimentazione di grandi masse di terra.6). cilindrata 1.5÷2. Figura 1 Figura 2 canaloni o briglie. (skid loader): queste risultano inoltre molto utili nelle operazioni di riempimento e Per l'impiego su versanti ripidi ed effettuare compattazione di palificate a doppia parete operazioni di profilatura e regolarizzazione.7). Tali macchinari allestita con il materiale di scavo 26 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . con benna applicata a mezzi a CINGOLI in spazi ristretti sono le minipale gommate due o tre bracci (figg.5 ÷ 5.elevata.5 ÷ 8. DA CANTIERE hanno come organi di movimento una coppia BENNA di ruote e una coppia di bracci meccanici.5 l) che consentono: § la realizzazione di banchine. utilizzato per piccole demolizioni. ma anche per l'infissione di ancoraggi in legno o acciaio. a causa della forte pendenza del versante o privi di possibili piste.04 MACCHINE E ATTREZZATURE sono mezzi di scavo che.2: parti meccaniche di un escavatore cingolato ragni meccanici (figg.4 m3) sono invece dotate di minore potenza e di utilizzo principale degli escavatori velocità operativa. al posto dei cingoli.3-4). In luoghi di difficile accesso.2 - sistemazione di scarpate rappresenta il campo 1. nonché per effettuare la pulizia di impluvi.3÷2. risultano preferibili mezzi aventi masse e ingombri minori.5 t. alberi o grandi massi) mediante cavi d'acciaio messi in trazione da un aspetti cantieristici § escavatori idraulici cingolati verricello. § terne gommate con retroescavatore in particolare nel modellamento di vaste minipale gommate (skid loader) § superfici con riporto di materiale o nella RALLA realizzazione di grandi rilevati (fig.8 l e capacità benna di 1.1-2). § l'applicazione di svariati utensili sul braccio quali il martellone idraulico. peso 7. si ricorre all'impiego dei Fig.8 t. Il ragno può essere anche Le attività di escavazione prevedono l'utilizzo modificato per funzionare con 4 ruote motrici.1: escavatore in fase di caricamento su una rampa Fig. peso 1.5). Le (fig. che consentono al mezzo di mantenere un assetto AVAMBRACCIO Macchine per movimento terra di lavoro pressochè orizzontale anche su forti pendenze. ma notevolmente versatili cingolati di potenza medio . (fig. tracciamenti e scavi a sezione ristretta anche dove lo spazio di manovra risulta assai scarso. In ambito montano la movimentazione di Le terne gommate con retroescavatore massi d'alveo e di cava per sistemazioni (potenza 60 ÷ 80 kw. Nei lavori di Ingegneria Naturalistica vengono spesso utilizzati i miniescavatori (potenza 15÷30 kW. idrauliche.

Figura 6 04 Fig.3: ragno meccanico impegnato in lavori di scavo su versanti ibridi aspetti cantieristici Fig.5: schema meccanico di pala caricatrice gommata I bracci di traslazione sono anche dotati di ruote per più rapidi spostamenti al di fuori del punto di lavorazione 27 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . Fig.4: ragno meccanico dotato di avambraccio telescopico.6: terna gommata con 4 ruote motrici sterzanti e benna autoscaricante Figura 5 Figura 3 Figura 4 Fig.

) (fig.8: trapano a rotazione.10: motosega adattata a scortecciatrice meccanica trattore forestale con gru (fig. potenza installata dell’ordine di 60KW molatura e piegatura ferri. considerando che la maggior parte di questi cantieri viene installata in area montana e collinare. operativi sono dell’ordine di 3. Fig.9: affilatura della punta del trapano dell'ambito e del tipo di lavorazione. Figura 7 roncola. tesatura di cavi. quali: § decespugliatori. corsi d'acqua e versanti utilizzano principalmente motoseghe di varia dimensione e potenza (figg. Attrezzature per lavori forestali e Figura 8 manutenzione del verde Le squadre addette alla selezione della vegetazione di sponde. § falciatrici e tosaerba. taglio.18) § scortecciatrice meccanica (figg.7: skid loader. cunei ecc.13) Fig. la mazzetta. I pesi § utensili manuali di percussione (martello.2 t. Si noti la gabbia di protezione § utensili manuali di scavo (pala. ascia. § tagliasiepi.10-11) § § utensili manuali di taglio e potatura (cesoie. altri utensili. vanga. funzionante con motore a scoppio 28 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .15-16). Impiego collaterale hanno.04 Attrezzature e macchinari per le Figura 10 costruzioni in legname e pietrame Oltre alle macchine e alle attrezzature già descritte.17) § Figura 9 § autocarro fuoristrada a 4 ruote motrici § betoniera idroseminatrice (fig. spesso con difficoltà di accesso e aspetti cantieristici mancanza di allacciamenti per l'energia elettrica e l'acqua: § motogeneratore § trivella a rotazione § motosega § trapano a rotazione e percussione. nel cantiere di Ingegneria Naturalistica vengono anche impiegati frequentemente i seguenti equipaggiamenti. mazza). che accede ai comandi piccone. elettrico o a motore (fig. dell’operatore. zappa) del mezzo dalla parte anteriore. in funzione Fig. spostamento legname (zappino).8) § verricello § carriola § motocarriola a cingoli Fig.

Figura 11 Figura 13 04

aspetti cantieristici
Fig.11: scortecciatrice meccanica

Fig.13: utensili di taglio e potatura
Figura 12

Figura 14

Fig.14: trancia per ferri

Fig.12: lama per scortecciatura manuale
29
Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base

04 Figura 15 Figura 17
aspetti cantieristici

Fig.17: trattore forestale

Figura 18

Figg.15-16: utilizzo di motosega
Figura 16

Fig.18: idroseminatrice leggera

30
Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base

INSTALLAZIONE DEL CANTIERE prima di effettuare la messa a Figura 19 04
dimora della vegetazione,
Prima di dare inizio alla fase esecutiva occorre occorre accertarsi della non
ispezionare i luoghi per prendere visione tossicità dell'acqua fornita e
delle condizioni di lavoro. dell'esistenza di adeguate fonti
L'esecutore dovrà assumere tutte le alternative (opere di presa,
informazioni necessarie in merito alle opere da sorgenti, bacini di raccolta o corsi
realizzare (con particolare riguardo alle di acque naturali, ecc.) da cui, in
dimensioni, alle caratteristiche e ai particolari caso di necessità (irrigazioni di
costruttivi specifici, ai materiali da impiegare), soccorso nei periodi di siccità), si
nonché alla quantità, all'utilizzazione e possa attingere, provvedendo a

aspetti cantieristici
all'effettiva disponibilità di acque per trasportare l'acqua necessaria
l'irrigazione e la manutenzione. all'innaffiamento tramite
Deve essere aperta solo la viabilità di autocisterne o altri mezzi sul
cantiere strettamente necessaria e occorre luogo della sistemazione.
prevedere la realizzazione di opere per
garantire la sua percorribilità, la stabilità delle
superfici e il drenaggio delle acque superficiali.
Va considerato l'utilizzo di mezzi già citati come SCAVI
il ragno, che non ha bisogno di viabilità; è
necessario pensare anche al ripristino e Re l a t i va m e n t e a g l i s c av i ,
sistemazione di eventuali vie di accesso aperte possiamo dire che l'asportazione
con il cantiere, affinché non siano causa di di materiali che derivano da
dissesto idrogeologico e degrado ambientale. fenomeni di frana può compor-
I lavori di abbattimento o estirpamento di tare rischi per la presenza di
Fig.19: disgaggio manuale di masse rocciose e terreno instabile
alberi e arbusti devono essere condotti in masse instabili al di sopra
modo da evitare ogni danno alla vegetazione dell'area di cantiere, e pertanto deve essere
da conservare e dovranno essere preceduti da eseguita con attenzione. compatibile con le esigenze di sicurezza),
eventuali operazioni di “martellata forestale” Gli scavi di sistemazione fanno parte di quelle utilizzando mezzi come gli escavatori cingolati,
secondo la vigente normativa. operazioni preliminari necessarie sia per la i ragni meccanici, nonchè i mezzi manuali e
Procedendo con i lavori di sistemazione e le messa in sicurezza del cantiere da ulteriori personale specializzato (rocciatori -
operazioni di messa a dimora, occorre dissesti, sia per la realizzazione dei lavori disgaggiatori). La riprofilatura del versante
effettuare una pulizia del terreno da tutti i previsti e per la riuscita nel tempo delle opere può avvenire ingenere mediante una
materiali di risulta e rifiuto presenti sull'area, stesse. compensazione di scavo e riporto ottenuta
che dovranno essere allontanati dal cantiere e Tali operazioni consistono nella riprofilatura attraverso l'asportazione della “corona”
portati alla discarica pubblica o su aree e rimodellamento di versanti e scarpate che instabile della frana e la ricolmatura della zona
appositamente predisposte. sono stati oggetto di eventi franosi (fig.19) e sottostante.
Nelle operazioni di scavo preliminare, è nel consolidamento di quelle porzioni di roccia Quando i fenomeni di instabilità interessano
opportuno l'accantonamento della terra di o terreno instabile che non possono essere versanti rocciosi, ovvero si ha a che fare con
scotico, vale a dire l'asportazione dello strato ulteriormente asportate. problemi di crolli in roccia o di distacco e
superficiale di terreno e il suo stoccaggio Gli interventi di sistemazione delle superfici in rotolamento massi, le operazioni di
provvisorio per il futuro reimpiego. Al fine di pendenza devono raggiungere un aspetto sistemazione possono prevedere il disgaggio
contenere lo sviluppo di specie infestanti e finale dei luoghi che rappresenti anche la manuale o meccanico di blocchi di roccia.
mantenere le condizioni di fertilità, i depositi di soluzione più stabile. L'asportazione di materiale (terra e blocchi
terra possono essere inerbiti con la semina di Il rimodellamento dei pendii franosi deve rocciosi) da versanti detritici deve, per quanto
adatti miscugli di specie erbacee e irrigati nelle essere sempre previsto, mediante operazioni possibile, avvenire con andamento
stagioni siccitose. di scavo e riporto (asportazione del ciglio di discendente, dalla sommità verso il basso.
In merito all'approvvigionamento di acqua, frana, ripristino della pendenza media Di norma si procede con la realizzazione di
31
Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base

per mezzo di escavatore cingolato.04 rampe. anche trasportati con elicottero (fig. Le caratteristiche della terra agraria di provenienza esterna devono essere adatte alla natura dell'opera. per Figura 20 raggiungere il limite superiore della frana. 2) POSIZIONAMENTO RAGNO IN SOMMITA’ Importante risulta essere l'allontanamento 3) DISCESA E di acque: infatti. occorre rilevare l'eventuale DELLA NICCHIA DI FRANA NE presenza di “venute” d'acqua dai versanti o di LO fenomeni di ristagno nelle porzioni NA pianeggianti dell'area di intervento. Unitamente alle operazioni di movimento terra sui versanti.20: schema di intervento di rimodellamenti e riprofilature di versanti 32 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . modellate con le NICCHIA DI FRANA pendenze necessarie allo scolo delle acque. ma occorrerà procedere a RIPRESA GN drenare il terreno e a convogliare le acque a MATERIALE DI RA zone già in grado di riceverle naturalmente. prima di procedere ad ogni SCORONAMENTO tipo di lavorazione.20).40° Fig. FRANA L DE per scaricarle senza danni nei corsi d'acqua. spesso risulta necessario procedere alla messa in sicurezza di blocchi. aspetti cantieristici A scavo terminato le superfici pianeggianti ricavate devono essere continue. Si ricorda che CINGOLATO l'acqua è il principale elemento di destabilizzazione e modificazione delle 6) SECONDA RIPRESA caratteristiche geotecniche dei terreni. funi e reti metalliche.21- 22). senza SCORONAMENTO affossamenti o rilievi. Il CON ESCAVATORE RAGNO raccordo con il suolo va realizzato escludendo rotture di pendenza e ristagni idrici (figg. Nel corso CA degli scavi e della posa in opera di manufatti di SU sostegno non dovranno essere sepolte o chiuse 4) PRIMA O tali risorgenze. tener conto della condizioni locali e permettere lo sviluppo del materiale vegetale messo a dimora. La mancata osservanza di queste A IT precauzioni può determinare seri L SA problemi sia all'attecchimento di alcune 5) TRACCIAMENTO 1) tipologie di materiale vegetale sia alla RE PISTA ESCAVATO stabilità delle costruzioni. In aree di difficile accesso si può ricorrere a mezzi più leggeri. lastre rocciose e scarpate mediante chiodature. MATERIALE DI FRANA E DISPOSIZIONE CON ANGOLO DI SCARPATA 30° .

massi d’alveo e massi di cava. per la realizzazione di un’area nella quale il torrente può espandersi. Fig. dissipando la sua energia. Grande cura è stata dedicata alla sistemazione delle superfici ed agli inerbimenti.23: movimentazione di grandi massi di cava con escavatore cingolato.21-22: vasta operazione di movimentazione di terra. nella ricostruzione di un versante franato 33 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .Figura 21 Figura 22 04 aspetti cantieristici Figura 23 Figg.

motocarriola e autocarro ) Tutti i macchinari. con la pubblicazione problematiche di sicurezza sono legate strutture e rivegetazione) del testo “Interventi di sistemazione del all'ambiente esterno di lavoro. § lavorazioni accessorie manuali o meccaniche quali il riempimento delle Figura 24 aspetti cantieristici Le squadre impegnate in un cantiere di strutture con materiale drenante. nell'ambito degli operai forestali. anche § lavori di disgaggio manuale (impiego di in conseguenza di eventi esterni che utensili manuali e attrezzatura professionale possono determinare brusche variazioni del idonea a lavori in esposizione) livello delle acque nell'intorno del cantiere § scavo e profilatura con mezzi manuali e § la possibilità di rotolamento. di essere condotta avendo ben presente il scortecciatura. o la rottura di funi. elicottero) (figg. § il possibile ribaltamento di mezzi in manovra prevede. nonché gli utensili da taglio carichi sui versanti (impiego di gru a cavo. ma anche verricelli. pala caricatrice) e la figure professionali quali: rivegetazione (impiego di idroseminatrice e utensili manuali per la messa a dimora) § addetti ad impianti di sollevamento a fune e § eventuale abbruciamento dei residui oleodinamici vegetali (impiego probabile di combustibili) § conducenti di mezzi di cantiere § manovali In tutte queste lavorazioni. possono costituire fonti di pericolo.04 SICUREZZA ED ERGONOMIA § taglio piegatura e preparazione di barre Per quanto attiene alle problematiche di metalliche sicurezza nell'utilizzo di tutte le attrezzature e Le analisi delle situazioni di pericolo devono § impiego di chioderia varia (montaggio delle macchinari forestali si rimanda alla attenta sempre essere messe in relazione con le strutture) lettura della documentazione già predisposta attività di cantiere. i mezzi semoventi ausiliari § approvvigionamento e movimentazione di ed i loro carichi. operazioni da svolgere. il Ingegneria Naturalistica possono essere ricoprimento con terra (carriola. di taglio e montaggio delle rispetto delle norme di sicurezza e la strutture protezione individuale (figg. da pendii o Figura 25 § movimentazione di materiale con sponde. le operazioni § la possibile interferenza tra le macchine e gli di: operai che possono venirsi a trovare nel loro § taglio della vegetazione (impiego di raggio di azione motosega. da pendii o meccanici (impiego di utensili manuali e di sponde. di utensili elettrici e di rifiuti deve per le operazioni di carico e scarico. utensili da § la presenza di acqua in alveo. dumper. (impiego di pala caricatrice e utensili manuali. di macchinari posti in situazioni sbancamenti e scavi a sezione ristretta instabili (impiego di escavatore e di utensili manuali) § la caduta di materiale.26-27-28). decespugliatore. costituite.24-25) la manipolazione di prodotti chimici. che aumenta taglio) la pericolosità di queste lavorazioni. § trasporto a discarica dei materiali di risulta nella movimentazione di carichi sospesi. 34 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . il movimento di § motoseghisti macchine operatrici determina situazioni di § muratori pericolo per: § rocciatori e disgaggiatori.in alveo e/o su versante . da motocarriola. di § movimentazione manuale di pali in legname carburanti. a seconda degli ambiti. al numero di § utilizzo di utensili elettrici e a motore territorio con tecniche di Ingegneria persone coinvolte nelle attività e al tipo di (montaggio delle strutture) Naturalistica” e del “Manuale del Boscaiolo”. Il ciclo dei lavori in un cantiere di Ingegneria § la possibile interferenza tra le macchine Naturalistica . tenendo conto che le § utilizzo di utensili manuali (montaggio delle dalla Regione Piemonte. di masse movimentate escavatore cingolato o ragno meccanico) § la possibilità di rotolamento .

e degli organi di lavorazione per gli altri utensili § Verificare il livello del lubrificante specifico per la catena della motosega § Segnalare la zona di intervento esposta a livello di rumorosità eleveto § Verificare che le altre persone siano a distanza di sicurezza Durante l’uso § Eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata § Controllare che altri operatori non si portino a interferire pericolosamente con la propria lavorazione § Non manomettere le protezioni § Spegnere l’utensile nelle pause di lavoro § Non eseguire le operazioni di pulizia con organi in movimento § Evitare il rifornimento di carburante col motore in funzione e non fumare Dopo l’uso § Pulire la macchina § Controllare l’integrità dell’organo lavoratore § Provvedere alla registrazione e alla lubrificazione dell’utensile § Segnalare eventuali malfunzionamenti DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE § Guanti § Occhiali e visiera § Calzature di sicurezza § Vestiario di sicurezza § Protettori auricolari § Elmetto 35 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . materiali su cui si effettua la lavorazione aspetti cantieristici MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI Prima dell’uso § Verificare l’integrità della protezione per le mani § Verificare il funzionamento dei dispositivi di accensione e arresto § Controllare il dispositivo di funzionamento ad uomo presente § Verificare la tensione e l’integrità della catena della motosega. appoggi. TAB.VI: RISCHI. funi. PREVENZIONE E PROTEZIONE 04 RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO §Tagli e abrasioni §Rumore §Proiezione schegge §Incendio §Pericoli esterni: cedimento di sostegni.

Nylon. fascia interna in teflon e fori di aspetti cantieristici areazione. giallo. rinforzati avvolgenti. i cuscinetti auricolari rovesciabili e soffici per favorire l’adattamento alla testa dell’operatore. in commercio possiamo trovare altri tipi di campo visivo. estendesse per tutto il girocoscia (360°). 36 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . Devono avere colori inserti. in rete di Nylon o metalliche. dotati di una calotta salvacalcagno. disponibili in diverse misure. rosso). provvisti di in materiale sintetico. CUFFIE E INSERTI ANTIRUMORE (norme CEN di riferimento EN 352 e EN 458) Le cuffie devono avere: le coppe di protezione regolabili. però. Gli inserti auricolari possono essere multiuso (gomma. essere provvisti di: cuffie antirumore. E’ importante che un puntale d’acciaio. ecc. OCCHIALI ecc. GUANTI ANTITAGLIO Gli occhiali devono essere dotati di (norma CEN di riferimento EN 388) protezioni laterali o di montature I comuni guanti da lavoro in bosco sono in cuoio. gli scarponi devono poter essere sganciati velocemente in caso di infortunio. trattati al cromo e capaci di resistere ai fili rotti dei trefoli delle funi § antiscivolo. di colori sgargianti (arancione. SALOPETTE E GAMBALI una buona presa e resistono alle perforazioni (norma CEN di riferimento EN 381-1) Quelli specifici per i lavoratori con la motosega devono essere muniti di STIVALI E SCARPONI imbottiture di sicurezza composte da più (norma CEN di riferimento EN 345) stratidi stoffa o da un insieme di filamenti Gli stivali devono essere: alti. In funzione del tipo di e devono sempre permettere un ampio lavoro. guanti multiuso rinforzati che permettono PANTALONI. in grado di l’imbottitura rivesta almeno la parte sopportare pesi statici pari a 1500 Kg (15 anteriore ed interna del pantalone kN). plastica morbida VISIERE. confezionati con materiali polietilene. in lanapiuma. con lenti otticamente neutre nella parte interna della mano. giallo.). su spalle e braccia. rigidi. è consigliabile sostituirli impermeabili e traspiranti e dotati di in media ogni 4 anni. di (protezione a 180°).04 Figura 26 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE CASCHI GIACCHE (norma CEN di riferimento EN 397) (norma CEN di riferimento EN 381-1) Prodotti prevalentemente in materiale Devono essere indumenti aderenti ma non plastico fotodegradabile (es. canaletta centrale per eliminare l’acqua piovana. o (norma CEN di riferimento EN 166) monouso. Le visiere possono essere in plastica trasparente antiriflesso. rosso) ed facilmente visibili in bosco (arancione. meglio se si una suola antisdrucciolo. guanti: § per motoseghisti. con polsini elastici e imbottitura antitaglio sul dorso della mano § per teleferisti.).

Figura 27 04 aspetti cantieristici Figura 28 Figg.27-28: esecuzione di lavorazioni su pendii ripidi: il personale è vincolato da funi 37 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

.. Fig.SOSTE NEL RAGGIO DI AZIONE DI MACCHINE OPERATRICI.....INTERFERENZE NELLE LAVORAZIONI..MANOVRE SENZA VISIBILITA’.. NO! . NO! ..29: regole elementari di sicurezza 38 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .04 Figura 29 aspetti cantieristici NO! ....

Figura 30 04 CADUTA MATERIALI DALL’ALTO NO SI’ aspetti cantieristici NO STRUTTURA SI’ DA COSTRUIRE 39 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

04 Figura 31 RIBALTAMENTO aspetti cantieristici SI’ NO SI’ 40 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

Una chiara ed immediata segnalazione può evitare gravi incidenti 41 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . 04 Figura 32 Figura 33 aspetti cantieristici Fig.32: in cantiere deve essere disponibile e pronta all’uso la dotazione antincendio e di pronto soccorso Fig. Chi è autorizzato ad accedere deve comunque essere munito dei dispositivi di protezione individuale (DPI) Figura 34 Fig.33: il cantiere deve essere perimetrato con recinzione idonea.34: l’area di cantiere è riservata agli operatori.

casco Figura 38 con visiera e cuffie antirumore. guanti.04 Figura 35 Figura 36 aspetti cantieristici Figura 37 Figg. quali carrucola di rinvio. indumenti antitaglio e calzature di sicurezza) vi sono altre importanti dotazioni. cinghie e funi. imbracature. 42 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .35-36-37-38: oltre ai dispositivi di protezione individuale (DPI: occhiali. movimentando materiali e attrezzature senza eccessivo sforzo. moschettoni e dispositivi che consentono di operare su pendii molto scoscesi in totale sicurezza.

.MA COSI’ aspetti cantieristici SI’ NO POSTURA SCORRETTA POSIZIONE INSTABILE DISTANZA CORRETTA DPI MANCANTI DALL’OPERATORE POSTURA CORRETTA ATTREZZI PER STABILIZZARE IL TAGLIO DPI COMPLETI NO SI’ In queste immagini istruttori ed allievi in cantiere didattico hanno rappresentato ed evidenziato le modalità scorrette con le quali può essere eseguita una lavorazione 43 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . ... ACCENSIONE ED USO DELLA MOTOSEGA 04 NON COSI’..

.....MA COSI’ POSTURA SCORRETTA DELL’OPERATORE SINGOLO aspetti cantieristici PALO TRATTENUTO CON UN PIEDE DPI NON IN USO POSTURA CORRETTA LAVORAZIONE STABILE DPI IN USO PALO BEN VINCOLATO CON CAMBRA PROVVISORIA PALO TRATTENUTO POCO EFFICACEMENTE: PROBLEMI DI VIBRAZIONE In queste immagini istruttori ed allievi in cantiere didattico hanno rappresentato ed evidenziato le modalità scorrette con le quali può essere eseguita una lavorazione 44 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . UTILIZZO DEL TRAPANO A MOTORE 04 NON COSI’.

GIUNZIONE DI PALI IN LEGNAME 04 NON COSI’....MA COSI’ aspetti cantieristici GIUNZIONE IN POSIZIONE INSTABILE OPERATORE ALLINEATO ALLA TRAIETTORIA DEI MEZZI POSIZIONE SCORRETTA DELLE MANI DPI NON IN USO GIUNZIONE DI ELEMENTI STABILI POSTURE CORRETTE OPERATORI NON ALLINEATI ALLA TRAIETTORIA DELLA MAZZA DPI IN USO In queste immagini istruttori ed allievi in cantiere didattico hanno rappresentato ed evidenziato le modalità scorrette con le quali può essere eseguita una lavorazione 45 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . ..

MA COSI’ aspetti cantieristici DPI INCOMPLETI DPI COMPLETI POSIZIONE SCORRETTA POSIZIONE CORRETTA In queste immagini istruttori ed allievi in cantiere didattico hanno rappresentato ed evidenziato le modalità scorrette con le quali può essere eseguita una lavorazione .E POI SEMPRE COSI’! TRASCINAMENTO LEGNAME CARICHI SOSPESI LAVORI IN ESPOSIZIONE 46 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .... .. SCORTECCIATURA 04 NON COSI’...

05 Tecniche di rivegetazione tecniche costruttive 47 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

preceduta da eventuali operazioni di § stabilizzare il terreno.4). Ove possibile. provvedendo e proprie zolle erbose precedentemente asportate in modo corretto e ben successivamente alla risemina se la germinazione non sarà regolare e conservate. radicali. il cosiddetto “materiale di scotico”. suolo. particolarmente adatta su § proteggere il terreno dall'erosione superficiale dovuta all'azione terreni poco acclivi. tenendo in considerazione il clima e la quota del preparato con l'asportazione dei ciottoli più grossi e con un'eventuale sito di intervento. In ogni caso. con idoneo miscuglio di graminacee e leguminose ed eventualmente di specie arbustive. prodotti fitoormonici e sostanze mi- glioratrici del terreno (fig. fattori topografici).3). rivegetazione di luoghi posti a quote elevate e poco fertili. la ricopertura del seme va effettuata con rastrelli a mano per evitare fenomeni di degradazione. Tecniche di inerbimento La ricostituzione della cotica erbosa può avvenire mediante una semina Gli inerbimenti hanno lo scopo di: manuale (a spaglio).1-2). In alcuni casi può essere valutato l'impiego di vere La semina viene effettuata in giornate senza vento. Ai fini dell'ottenimento dei migliori risultati occorre utilizzare gli strati più § l'eventuale interramento del seme a una profondità ottimale di 2 . concime.1-2: inerbimento mediante idrosemina (fig. con il medesimo criterio di scelta delle specie idonee alla semina manuale (figg. 48 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .05 TECNICHE DI RIVEGETAZIONE Le semine possono essere effettuate solitamente tra l'inizio dell'autunno e l'inizio della primavera. Figura 1 Figura 2 tecnica adatta all'inerbimento di superfici ampie e in pendenza.3 superficiali del terreno. per riformare cm. clima. collanti. Tale intervento è particolarmente valido nelle operazioni di uniforme. collocandolo quindi nella sua Il tipo di miscuglio da impiegare deve essere adatto alle caratteristiche posizione originaria. terreno. richiede: battente delle precipitazioni e dal ruscellamento superficiale. attraverso l'azione consolidante degli apparati preparazione del piano di semina. dopo la semina si provvede inoltre a una bagnatura del zolle devono essere reimpiegati nel più breve tempo possibile. miscuglio di sementi idonee. le superfici che saranno seminate. il tutto distribuito in una unica soluzione con speciali macchine irroratrici a forte pressione (idroseminatrici) Fig. la terra di scotico e le eventuali ed erpici a sacco. La tecnica dell'idrosemina prevede l'impiego di una miscela composta da acqua. concimazione. negli strati profondi. La tecnica della semina manuale (a spaglio). che viene eseguita con attrezzatura a pressione. previste (variabili tra i 10 e i 50 g/m2) su un suolo che abbia una Negli inerbimenti devono essere utilizzate specie erbacee adatte ai presenza di terra accettabile. § lo spargimento uniforme delle sementi nelle misure e nelle dosi § ricostruire la vegetazione e le condizioni di fertilità. ed evitando che tale suolo fertile venga utilizzato del luogo di intervento (vegetazione. se possibile. L'inerbimento delle superfici può essere ottenuto anche con la semina idraulica ( idrosemina ). che sia stato precedentemente tecniche costruttive diversi tipi di terreno.

montate su mezzi mobili e dotate di agitatore meccanico che garantisca l'omogeneità della miscela.).4: caricamento dell’idroseminatrice Fig. soprattutto nei versanti esposti a sud.40 g/m2) di graminacee e leguminose ed eventuali specie arbustive. costituita da fibre naturali (paglia.Figura 3 La semina idraulica su terreni in pendenza tramite l'impiego di motopompe 05 volumetriche. contribuendo a creare buone condizioni per la germinazione (fig. cellulosa. anche alla distribuzione di una coltre protettiva del suolo. trattenuta eventualmente da una rete in polietilene fissata a terra con picchetti di legno o talee. Nei casi in cui risulti necessario aumentare la parte organica si potrà quindi provvedere.5: idrosemina su coltre protettiva di paglia 49 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .3: miscuglio di sementi e concime Figura 4 Figura 5 Fig. prevede l'uso di collanti e consiste in una miscela che assicuri: §la fornitura e spargimento di miscuglio (35 . l'umidità del suolo. § la fornitura e distribuzione di idonea quantità di fertilizzanti a lenta cessione (150 g/m2). Fig.5). ecc. ecc. manterrà. § la fornitura e somministrazione di collanti o sostanze colloidali naturali che impediscano all'acqua assorbita di disperdersi e che assicurino l'aderenza dei prodotti al terreno. Tale substrato è quindi utilizzabile anche nel caso di semina manuale: la distribuzione del seme avverrà prima della posa della paglia e quest'ultima. tecniche costruttive § la fornitura e distribuzione di sostanze organiche (paglia. fieno. su terreni a scarsa pendenza.).

costituita percentual. Figura 7 mente anche da fibre di legno o da pasta di cellulosa. In questi casi può essere opportuno eseguire la semina sul terreno sia prima sia dopo la posa di tali protezioni (figg.05 La coltre protettiva. caratterizzano l'idrose- mina a fibre legate e l'idrosemina a spessore.6-7-8: sistemazione di una scarpata stradale con l’allestimento di terre rinforzate e palificate. verrà descritto il possibile utilizzo di reti in fibra naturale per la protezione del suolo e il trattenimento di materiale tecniche costruttive organico somministrato per incrementare la fertilità del terreno.6-7-8-9-10-11). Commercialmente esistono poi varianti del mulch che. 50 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . prende il nome di idrosemina con mulch. L’inerbimento è stato effettuato con idrosemina su rete in fibra naturale di juta. poste sopra una base in massi. Più avanti nel testo. a seconda della concentrazione e della composizione. Figura 6 Figura 8 Figg. se distribuita con la semina idraulica.

LI CAPACITA’ 5000 LITRI Fig.10: idroseminatrice leggera Figura 11 IDROSEMINATRICE FISSA SU AUTOCARRO 70 Q.9: tipologie di idroseminatrice Fig.11: idroseminatrice a rimorchio: viene attivata dalla presa di forza del trattore agricolo 51 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . CON MOTOCOMPRESSORE CAPACITA’ 2000 LITRI tecniche costruttive IDROSEMINATRICE LEGGERA CON MOTOCOMPRESSORE CAPACITA’ 500 LITRI POSIZIONABILE SU AUTOCARRO O PICK-UP Fig.Figura 9 IDROSEMINATRICE TRASPORTABILE Figura 10 05 SU AUTOCARRO.

in montagna il periodo di riposo è più lungo Inerbimenti rispetto alla pianura. . VII). In linea di massima. infatti. VII: calendarizzazione delle opere che prevedono l’impiego del materiale vegetale 52 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . da piantine a radice nuda o in contenitore. riducendo così i rischi di erosione. corrispondono maggiori riserve di nutrimento per la pianta. sotto forma di talee. tanto più grandi saranno le dimensioni del fusto. Tagli forestali La messa a dimora non dovrà comunque essere eseguita in periodi di gelate. ecc. astoni. A maggiori diametri. nè in periodi in cui la terra è totalmente satura periodo ottimale d'acqua in conseguenza di pioggia o di disgelo. soprattutto Pianura . Montagna tecniche costruttive Messa a dimora piantine Fatto salvo l'impiego di fasciname minuto e di ramaglia viva. TAB. Sia le talee sia le piantine da vivaio. che . che danno buoni risultati solo in condizioni ottimali di fertilità e insolazione. l'epoca migliore per l'esecuzione dei lavori è l'autunno per la pianura e la primavera per la Sfalci manutentivi montagna. le Inerbimenti talee vengono preparate all'uso per lunghezze variabili in funzione della tecnica di Ingegneria Naturalistica adottata e con diametro non Sfalci manutentivi inferiore ai 2 cm.sotto forma di talea . ramaglia viva.05 Impiego di specie arbustive e arboree Messa a dimora di piantine e di talee Interventi Come già è stato spiegato. le piante arbustive Approvvigionamento talee e arboree possono essere ottenute da seme (non di frequente utilizzo). l'esecuzione dei lavori in primavera comporta tempi più brevi per la rivegetazione del terreno. che Messa a dimora piantine interessa un periodo dell'anno la cui lunghezza è in funzione della quota alla quale si opera. Tab.Collina Messa a dimora talee quelle a radice nuda. periodo inadatto In genere è consigliabile effettuare la messa a periodo limitatamente adatto o a rischio dimora degli alberi tra metà ottobre e metà aprile. evitando la fase di congelamento del periodo adatto se si impiegano piantine con pane di terra o in contenitore terreno (v.non ha Tagli forestali ancora sviluppato le radici dal fusto e che quindi supererà più agevolmente la carenza nutrizionale e idrica che si avrà subito dopo la Approvvigionamento talee messa a dimora. devono essere messe a dimora durante il riposo vegetativo. oppure da Messa a dimora talee parti di piante.

con temperature calde impreviste. il pericolo di disidratazioni provocate dal contatto con l'aria è sempre presente: in queste situazioni è consigliabile l'impiego di autocarri furgonati o con cassoni telonati e una preventiva bagnatura del materiale. è bene che una etichetta. Nelle operazioni di messa a dimora di piantine. occorre prevedere qualche accorgimento per il trasporto del materiale vegetale sul cantiere di lavoro. Nasce quindi un'esigenza di conservazione di tale materiale che si può ottenere in celle frigorifere oppure in pozze di acqua fredda continuamente ricambiata. se previsti e necessari. Le piante non idonee. Per ciascuna fornitura di alberi. vanno conficcati Figg. malate e di forma irregolare devono essere scartate. come accade nel montaggio “a strati” delle palificate di sostegno a doppia parete: la stagione di costruzione delle opere è quindi condizionata dal periodo nel quale è Figura 14 possibile mettere a dimora la vegetazione. Nell'impossibilità di disporre di luoghi dove accumulare il materiale a bassa temperatura. di varie dimensioni talee emettano germogli e radici prima dell'esecuzione dei lavori. Figura 13 La messa a dimora delle piante a radice nuda deve essere effettuata in un periodo più ristretto (da 05 metà novembre a metà marzo).mentre per le piante messe a dimora con zolla di terra o per le conifere in generale il periodo può essere esteso dall'inizio di ottobre a fine aprile o anche all'inizio di maggio (figg. se i luoghi di approvvigionamento e di stoccaggio della vegetazione non coincidono con le aree di intervento. specie. tanto più grandi saranno le distanze da percorrere.attraverso una iscrizione chiara e indelebile . si può ritardare la ripresa della attività vegetativa (sia pure per breve tempo) collocando il materiale in siti di stoccaggio a quote più elevate e Figura 15 freddi rispetto alla zona di intervento.12: talee preparate. Figura 12 Determinate tecniche di Ingegneria Naturalistica prevedono l'impiego contemporaneo di materiali tecniche costruttive inerti (terra e pietrame) e vivi. Alcune tecniche consentono di effettuare l'impianto quasi senza limiti stagionali (contenitori. sia per talee sia per le piantine radicate arboree o arbustive. Si procede quindi disponendo uno strato di terra sul fondo delle buche e rimuovendo ciottoli o materiali estranei: su questo strato di terra verrà sistemata la radice. Soprattutto durante stagioni tardo-invernali o primaverili. varietà e numero nel caso in cui la pianta faccia parte di un lotto di piante identiche). sia adulti sia giovani. al fine di evitare che le Fig. ma per i soggetti messi a dimora a stagione avanzata.13-14-15: messa a dimora di piantine nella buca di piantagione prima della posa delle piante e devono affondare di almeno 30 cm oltre il fondo della buca. ecc. fornisca . In generale.tutte le indicazioni utili al riconoscimento delle piante (genere. quali ad esempio delle irrigazioni di soccorso in stagione secca.). i tutori. 53 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . zolle imballate in teli di plastica saldati a caldo. devono comunque essere previste cure particolari per assicurarne l'attecchimento.13-14-15). Anche il prelevamento delle talee da piante vicino al cantiere viene effettuato durante il periodo di riposo della vegetazione (fig.12). apposta su ciascun esemplare. I notevoli quantitativi di talee o astoni che in molti lavori devono essere impiegati possono rendere necessario un approvvigionamento anticipato rispetto alla fase di esecuzione dei lavori.

e non lasciare sacche d'aria: la completa compattazione sarà § la corretta polarità nella posa.05 La pianta deve essere posata in modo che il colletto radicale si trovi al migliori risultati per via delle maggiori quantità di sostanze di riserva livello del fondo della conca di irrigazione e la radice non deve essere possedute. che deve rimanere § le opportune cautele nella conservazione e nel trasporto. in quanto producono una maggiore massa di radici. che favoriscono Fig. in modo da non § il rispetto dell'epoca di prelievo e di impiego. Per la successiva messa a dimora occorre rispettare la polarità delle talee prelevate: ciò significa che le talee e gli astoni devono essere disposti con la cima . la ripresa vegetativa. non squilibrare la pianta. altrimenti si avrebbe un forte rischio che germogli e radici non vengano emessi. lignina di varia forma o dimensione. Le talee devono essere poste preferibilmente in orizzontale. la radicazione si sviluppa solo da gemme nelle vicinanze del taglio di base. In merito alla tecnica di messa a dimora di talee. la buca di piantagione viene poi colmata La messa a dimora per talea richiede quindi alcuni accorgimenti: con terra di scavo. l'epoca del taglio e dell'utilizzo delle talee è legata al periodo di riposo vegetativo delle diverse specie. fenomeni di precoce disidratazione. né compressa. mentre nelle talee posate verticalmente nel terreno. può essere necessario in ogni buca due particolari tecniche. sia di eventuali shelter (tubi inclinato verso il basso (con la faccia tagliata che guardi il terreno). né spostata. La pianta può essere dotata sia di dischi pacciamanti di cellulosa e § la spuntatura o potatura della parte aerea con un taglio netto. ottenuta attraverso una abbondante irrigazione. marciumi e parassiti. Nella posa orizzontale si ha una più uniforme distribuzione lungo il fusto di sostanze immagazzinate nelle gemme. Fra le tecniche di messa a dimora di piantine e/o di talee si descrivono Per la messa a dimora di alberi.16: gradonata viva l'emissione di radici. È opportuno ricordare che talee di diametri superiori ai 2 cm e di lunghezza non inferiore ai 50 cm assicurano 54 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . plastici o reticelle con funzione di protezione della pianta dall'azione di roditori). Le talee devono risultare esenti da traumi meccanici della scorza (ammaccature e sbucciature della corteccia). rispetto a quelle poste in senso verticale. questo materiale. che favorirà inoltre § la posa quasi orizzontale. al fine di ridurre i rischi di eccessiva perdita d'acqua (disidratazione). eventualmente con aggiunta di terra fine. un metro dal suolo. Come già descritto. § la necessità che non ci siano mai sacche d'aria a contatto con la Le legature dell'eventuale tutore devono circondare il tronco e parte interrata. che non deve essere posta a circa 20 cm al di sotto delle prime ramificazioni. e comunque sporgente per non più di 5 cm. astoni. Nei soggetti più sviluppati la legatura più alta va indicativamente § la buona qualità del terreno di riempimento. ramaglia Figura 16 viva. organici o chimici. per far sì della pianta in modo da formare intorno al colletto una piccola conca. che sia il più possibile a contatto con la terra e non vi siano quindi si effettua una prima irrigazione. opere.parte di diametro minore . da qui l'opportunità di compattare il terreno e di vengono disposte in modo che. attraverso la loro azione. danneggiare le radici.che guarda l'esterno dell'opera o verso il cielo (nel caso degli astoni di una copertura diffusa). dritta. la più bassa a eccessivamente pietroso. mescolare alla terra del letame o dei concimi misti. compattazione della terra va eseguita con cura. il tutore evitare il più possibile l'inserimento a posteriori delle talee nelle tecniche costruttive serva d'appoggio alle piante. § l'inserimento della talea nel terreno per almeno l'80% della sua Dopo il riempimento della buca. una volta preparato (ossia portato alle dimensioni richieste dalle opere in costruzione) deve essere immediatamente impiegato. La § la corretta scelta delle specie vegetali. la terra residua va sistemata al piede lunghezza. Il posizionamento orizzontale o suborizzontale infatti favorisce la radicazione in più punti lungo il fusto.

Per la sistemazione di un versante vengono realizzati più linee di gradonate vive. § la potatura delle talee. in numero rispettivo di almeno 20 talee (diametro minimo 2 cm) al metro e/o 5 piantine radicate al metro.19: schema di gradonata viva 55 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . eseguite con interassi di 1. tecniche costruttive o talee e piantine radicate.16-17-18-19) è Figura 17 Figura 19 05 un tipo di intervento per il consolidamento di pendii e scarpate attraverso la messa a dimora di materiale vegetale vivo. con una pendenza verso l'interno dello scavo del 10% circa. § la ricarica della banchina con terra di scavo. come precedentemente descritto. La sequenza di costruzione comprende: § lo scavo manuale o meccanico di una banchina profonda almeno 50 cm. § la messa a dimora orizzontale di talee.La gradonata viva (figg. lasciando sporgere le talee solo per pochi centimetri. utilizzando per il riempimento delle banchine inferiori il materiale di scavo di quelle soprastanti.3 m. partendo generalmente dalla base del pendio fino alla parte più alta.5 . Figura 18 Figg.17-18: gradonate vive Fig.

05 GRADONATA VIVA: DETTAGLI DI LAVORAZIONE tecniche costruttive 56 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

ecc. vale a dire gli inerbimenti e la messa 05 22) è una tecnica di messa a dimora per la a dimora di talee e piantine. netti della testa delle § la manutenzione delle conche al piede delle piante e il ripristino della loro talee. Figura 22 Quando si devono effettuare concimazioni e Figura 20 irrigazioni si deve avere l'avvertenza di non eccedere nei dosaggi e nelle frequenze di distribuzione. essere anche impiegate § l'eventuale potatura delle piante arboree e arbustive. dimensioni. § il contenimento della vegetazione infestante. attecchito. lunghe in genere da 50 cm a 1 m. di posa con barre Gli interventi manutentivi più comuni sono: tecniche costruttive metalliche di grosso § la sostituzione di fallanze. nei fori. le opere di Ingegneria che prevede l'impiego di talee di grosse Naturalistica richiedono. successivi all'ultimazione dei lavori. naturalmente insieme agli ancoraggi metallici. occorre sempre prevedere un periodo da rivegetazione di versanti. § il rifacimento di opere o di parti di esse danneggiate (risemina di § inserimento delle talee porzioni. ottenendo così una maggiore rivegetazione del § il controllo e la sistemazione dei danni prodotti dall'erosione. a seconda delle condizioni dei luoghi. a seconda dell'andamento § infissione in profondità meteorologico. rimodellamento del terreno come da progetto. § gli eventuali interventi contro parassiti animali e vegetali. § l'irrigazione ordinaria oppure straordinaria. con sega manuale. Talvolta può essere opportuno effettuare interventi ancora nei 4 . che forniscono § rifilatura a margini calore e umidità alla pianta. ossia di piante o talee che non hanno diametro.L'infissione di talee a chiodo (figg. versante. sione operativa: Figura 21 Le cure colturali permettono la sopravvivenza di un numero di piante § realizzazione di prefori adeguato alla funzionalità delle opere e ne facilitano la crescita. scarpate e sponde. 57 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . che renderebbe le piante più sensibili agli stress idrici e poco adatte ad assolvere alle funzioni per cui sono state impiegate. dedicare alle cure colturali. in quanto potrebbero produrre effetti indesiderati. di grosse tronchesi o § l'eventuale posa di pali tutori. che possono risultare di vitale d a p o s a r e a s e g u i t o d e l l ' e ve n t u a l e importanza soprattutto nei primi due anni.20-21. difendendola dalle infestanti. come paglie di cereali.). attraverso l'uso verticalità. come uno sviluppo radicale superficiale. Questi particolari interventi colturali si rendono sovente necessari negli stadi iniziali e soprattutto nelle situazioni stagionali più sfavorevoli. inserite obli.5 anni con la seguente succes. § l'apporto di sostanze pacciamanti. che favorisce lo Le talee a chiodo possono sviluppo radicale e le specie meno aggressive. Sin dalla fine dei lavori. con utilizzo di una § l'eventuale concimazione. In tutti gli interventi di rivegetazione. mazza. § uno sfalcio iniziale nelle formazioni vegetali molto dense. quamente. come ancoraggio delle reti in fibra naturale. l'effettuazione di alcuni interventi.

se le condizioni di di juta. quando sia necessaria dell'apparato radicale dell'erba seminata o cm. metallica.05 Impiego di reti in fibra naturale telo. in parti. per l'utilizzo di acciaio necessitano però di appositi idonei In altre parole. livellamenti e spietramenti. potranno essere accerchiate.23).28- che temporaneamente lo protegge 29). ecc. chiodature. quindi di rocce acuminate e massi: le eventuali ceppaie presenti. saranno inserite tra una maglia e § qualche volta può essere consigliabile tecniche costruttive temporanea . terrosi e penetrabili. che gradualmente le sostituirà nell'azione di danni alla corteccia. per questo.27). La funzione antierosiva delle reti è appuntite. staffe ad “U”. creare svuotamenti con la buca d'impianto.23: posa di rete in fibra naturale di juta 58 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .26). come picchetti di alle tecniche di inerbimento descritte (semina § supporto alla rivegetazione. § è possibile posare reti metalliche sopra le consolidamento del terreno con lo sviluppo § le talee non dovranno sporgere per più di 5 reti in fibra naturale. sbucciature o altre lesioni alla corteccia. inoltre occorre che siano di piantine tra le maglie della rete. si sgretoleranno. senza particolare sforzo e senza produrre critiche. ancoraggio potranno anche essere utilizzate manuale e idrosemina) per rivegetare il pendio colare agli inerbimenti. ma non coperte con le reti in fibra naturale. agave o cocco). § i teli vanno stesi affiancati l'uno con l'altro con una leggera sovrapposizione (10 . se stabili e ben radicate.) devono essere in numero adeguato per prevenire qualsiasi fenomeno di svuotamento. di strappo dei teli o apertura dei lembi e § ai fini della rivegetazione anche con specie devono essere posati. essendo l'altra delle reti. spuntoni. posare reti in fibra naturale è mazze. sia esso in pendenza sia in situazioni quasi pianeg- gianti. queste. mediante profilature. § difesa dall'erosione superficiale § a protezione di pendii sufficientemente § in ogni caso occorre come minimo ricorrere provocata dalle acque di pioggia. avendo cura utilizzati nell'Ingegneria Naturalistica. di sollevamento del Fig. dall'erosione in attesa che si completi l'azione Figura 23 “protettiva” della vegetazione (figg. necessarie nel caso in cui. opportunamente dell'erba. a causa di forti pendenze: le reti in dimora fra le maglie della rete (fig. § il piano di posa deve essere il più possibile privo di sporgenze. in modo da permettere l'infissione attecchimento si presentano particolarmente fornendo sostanza nutritiva alla vegetazione. le reti in sufficientemente conficcati nel terreno in modo di non compromettere l'integrità del telo e non fibra naturale svolgono le funzioni di : da penetrare negli strati più compatti (fig. dopo aver praticato nel terreno effettuare la semina delle specie erbacee prima costituite da materiali biodegradabili (fibre sottostante un preforo mediante una barra e dopo la stesura delle reti. far aderire al suolo le reti antierosive (figg.20 cm) e devono sempre aderire al terreno in ogni punto: è anche possibile provvedere alla “cucitura” dei teli con legature da effettuarsi con cordame (fig.24-25). grosse talee (diametro minimo 5 cm) da e controllare il corretto attecchimento utilizzare a chiodo. perché queste. a fronte anche di eventuali operazioni di una maggiore stabilizzazione superficiale dei delle piantine e/o talee che vengono messe a potatura successive al loro inserimento e terreni. E' quindi fondamentale il rispetto di queste modalità operative: § prima della posa delle reti deve essere effettuata la lavorazione del terreno. la testa abbia comunque riportato ancoraggi. indipendenti da quelli utilizzati per come conferire al terreno una “seconda pelle”. dall'alto arbustive e arboree può essere prevista la posa Come si è visto nel capitolo relativo ai materiali verso il basso. § gli ancoraggi al terreno (picchetti.

se opportunamente rimodellati Figura 26 tecniche costruttive Figura 25 Fig.Figura 24 05 Figg.24-25: le reti in fibra naturale hanno ampiamente dimostrato la loro utilità nel costituire resistenze all’erosione e supporto alla rivegetazione di versanti.26: giunzione puntuale tra teli di rete in juta. mediante legature 59 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

mediante l’uso di graffe Fig. con impiego di barre filettate Figura 29 Fig.05 Figura 28 Figura 27 tecniche costruttive Fig.27: ancoraggio al suolo di reti in fibra naturale.28: ancoraggio al suolo di rete in fibra naturale e rete metallica.29: particolare del fissaggio al suolo di reti e sviluppo di una talea a chiodo 60 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

05 Canalizzazioni e sistemi drenanti tecniche costruttive 61 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

anziché realizzare i traversi di canaletta deve essere opportunamente collegamento tra i pali stessi. La sponda. nei quadri in legname così costituiti sui 62 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . Le zone di rinfianco e raccordo con il terreno circostante devono essere opportunamente rivegetate. che. favorendo la stabilizzazione dell'opera. § infissione nel terreno di pali scortecciati di legno durabile di latifoglie o conifere autoctone (larice. § posa. però. collocata in uno scavo che consenta l'afflusso dell'acqua dalle zone laterali senza provocarne Figura 1 il sifonamento. § fissaggio longitudinale di elementi di lunghezza variabile da 2 a 4 m ai pali di ancoraggio. di Figura 3 sezione trapezia. si può prevedere la costruzione di canalizzazioni in legname e pietrame. ai fini dello sviluppo idraulica delle acque di superficie. in assenza di regimazione dei giunti fra le pietre. mediante chiodi o graffe.1-2-3: fasi costruttive di una l'impianto di talee di specie arboree o arbustive canalizzazione in legname dotate di elevata capacità vegetativa. metalliche aperte. Nei casi dove la capacità di trasporto solido è elevata. in tutto l'arco alpino. di lastroni o blocchi di Figura 2 Come già ricordato. possono verificarsi precipitazioni di fortissima § inerbimento del terreno di riempimento intensità. mente i pali infissi mediante ancoraggi in ancorate al suolo mediante tirafondi. il e pietrame raccordo tra canaletta e zone laterali può essere realizzato anche mediante la posa di reti. con angolazione corrispondente alla parete dello scavo. saturazione della coltre di terreno superficiale. in lamiera di acciaio si ritiene preferibile vincolare ulterior- corrugata e zincata. Si procede con: § scavo della sezione prevista dal progetto con mezzo meccanico o a mano. dalla pendenza ottenuta in intervalli di alcuni metri. di forma semicircolare. I tirafondi di ancoraggio rendono la canaletta solidale al terreno e possono essere costituiti da picchetti in acciaio o da barre filettate cementate a fondo foro e imbullonate. anche con Figg. pietrame intasati con materiale terroso. castagno. poiché in fase costruttiva e dalla periodica attività di eventuali episodi di piena con trasporto di tecniche costruttive manutenzione. di diametro non inferiore a 20 cm). La struttura può essere completata e La capacità di smaltimento e la durata delle irrigidita dall'inserimento nella parte canalizzazioni utilizzate dipendono dalla loro sommitale di una traversa in legno a sezione di deflusso. posti alla quota di fondo alveo e alla sommità della sponda. possono della radicazione per favorire la stabilità generare fenomeni di dissesto del suolo per dei materiali. materiale solido (in particolare ramaglie) Di diffuso utilizzo sono le canalette la sezione di deflusso potrebbe ostruirsi.05 CANALIZZAZIONI lati e sul fondo.

Figura 4 SCAVO IN ALLARGAMENTO 05 SITUAZIONE INIZIALE A SEZIONE TRAPEZIA REGOLARE.4: canalizzazioni: schemi costruttivi 63 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . Traversa (sconsigliabile in presenza di trasporto solido) INFISSIONE PALI tecniche costruttive 1) PALI INFISSI A 2) MESSA IN OPERA DELLE CONTATTO DEL TERRENO TRAVATURE ORIZZONTALI SPONDALE (CORRENTI) eventuale picchetto di ancoraggio 3) POSA DI TRAVERSI giunzione a pali alterni A FONDO ALVEO giunzione per canalette E INIZIO RIVESTIMENTO a incastro in pendenza o a salti CON PIETRAME DI FORMA 4) COMPLETAMENTO IRREGOLARE DEL RIVESTIMENTO giunzione semplice Canaletta in legname e pietrame Fig.

5: canalizzazione in legname e pietrame con salti Figura 6 tecniche costruttive Figg. per favorire il corretto scarico delle acque in un torrente Figura 8 Figura 7 64 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .6-7-8: fasi costruttive di un breve tratto di canalizzazione in legname e pietrame.05 Figura 5 Fig.

che deve essere privo di nodi. al fine di garantirne la funzionalità. per intercettare le acque che. e disponendo opportunamente geosintetici antierosivi a protezione dello stesso. alcune canalette in tecniche costruttive terra possono anche essere impermeabilizzate mediante rivestimento in polietilene ad alta densità.9) è in genere previsto per la raccolta e lo smaltimento di acque provenienti da altri sistemi di drenaggio. Data la rigidità della struttura. aperture o fessurazioni. e rivegetate con una semina manuale o a pressione. nonché quelle di ancoraggio al suolo. assicurando così l'allontana- mento di tutte le acque convogliate nella rete di scolo. L'impiego di canalette in tavolame di legno (fig. rivestite mediante reti in fibra naturale o geosintetici. L'utilizzo tipico di queste strutture è costituito dai taglia-acqua posti lungo le piste forestali. A tal fine risultano essenziali le modalità di collegamento tra i vari elementi. caratterizzati da pendenze e Figura 9 Fig.10: canalizzazione di acque quanto l'entità delle precipitazioni e il realizzata con pali di legno notevole trasporto di massa sui versanti e pietrame. (ad esempio larice o castagno) avente spessore minimo di 5 cm: fondamentale è la qualità del Figura 10 materiale. costituita evidentemente da più tratti anche sovrapposti nelle sezioni terminali. deve essere tale da evitare qualsiasi interruzione. Le canalette in tavole di legname devono essere realizzate con elementi di legname stagionato e durabile. Tutte le opere di convogliamento delle acque superficiali necessitano di periodiche operazioni di manutenzione. in Fig. che potranno essere realizzate attraverso chiodatura o graffatura metallica. possono essere realizzate canalette in terra. interesserebbero un’area in frana 65 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . Si possono avere quindi canalette in terra.9: canaletta in tavolame di larice 05 velocità di deflusso dell'acqua non elevate. Viene utilizzata possono pregiudicarne l'efficacia. effettuando uno scavo avente sagoma trapezia. spesso necessitano di pozzetti di raccordo tra i vari tratti costituenti l'intera canalizzazione.In altri casi. da monte. Inoltre l'assemblaggio della struttura.

calcestruzzo). I due fenomeni che possono compromettere sostanzialmente la funzionalità di queste strutture sono: § l'interruzione della continuità dell'opera (rottura): avviene in genere per crollo delle sponde. asportando così l'intera struttura insieme al suolo su cui è posata. § il sifonamento: quando l'acqua non raggiunge la canalizzazione perché vi passa sotto (sottoescavazione): si deve tener presente che questo fenomeno può interessare anche canalette realizzate con le modalità Schema di sifonamento longitudinale di una canalizzazione tradizionali (acciaio.11: effetti indesiderati connessi alle opere di canalizzazione delle acque 66 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . che vengono sifonate. che subiscono un progressivo interramento. dovuto alla saturazione del terreno. oppure quando il trasporto di massa è tale da mobilizzare anche il terreno a profondità superiori rispetto al fondo della canalizzazione. Fig. anche se eseguite a regola d'arte. quali: § l’eccessiva permeabilità delle canalette. § canalette poste in posizione sporgente rispetto al profilo del pendio. dovuta a difetti di montaggio. § inadeguatezza o assenza di consolidamento delle sponde e cattivo raccordo della struttura con le superfici laterali. § canalizzazioni troppo infossate. possono danneggiarsi in seguito a episodi di avversità atmosferica. § la marcescenza del tondame di legno (soprattutto se non scortecciato).05 Figura 11 CANALIZZAZIONE Schema di sifonamento Perdita da una canaletta trasversale di una canalizzazione e conseguente innesco di (sezione) instabilità per saturazione dei terreni tecniche costruttive AVVALLAMENTO RIGONFIAMENTO Tutti i tipi di canalizzazione. (pianta e sezione) A questi casi limite possono aggiungersi diversi errori di costruzione.

15: sifonamento longitudinale di una canaletta in pali di legno (non scortecciati e di dimensioni non idonee) 67 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .14: corretta posa in opera di canaletta in Figura 13 terra. Sotto: interruzione e sifonamento di canaletta in acciaio Fig. ben ancorata e con particolare cura nel raccordo tra le sponde e il manufatto (a lato): un pronto inerbimento eviterà fenomeni di sifonamento. su un percorso ad elevata pendenza.12-13: canalizzazione in acciaio corrugato. Figura 12 Figura 14 05 tecniche costruttive Figg. protetta da geosintetico. regolato da briglie Figura 15 Fig.

fino al limite consentito dalla permeabilità dei terreni riempimento con materiale interessati. a partire dal quale il livello dell'acqua (acqua di falda) cresce man mano che vi affluiscono le acque di precipitazione che si infiltrano (fig.16). Come già evidenziato nel paragrafo precedente. L'acqua di infiltrazione ha un effetto positivo di ricarica delle riserve utilizzabili da tutti gli organismi viventi. fino tecniche costruttive a provocare smottamenti e frane. la regimazione di acque per evitare l'infiltrazione si effettua con le canalizzazioni di superficie. ma spesso occorre intervenire anche sulle acque che riescono a infiltrarsi in profondità. I terreni meno permeabili (generalmente quelli più fini. ma localmente può avere effetti negativi: in un versante la presenza di acqua può infatti ridurre la stabilità dei terreni. o quelli più di scavo non selezionato addensati) costituiscono quindi una sorta di fondo del serbatoio poroso. una parte raggiunge il sottosuolo (acque di di grande diametro e infiltrazione). Figura 16 Figg.17: trincea drenante con Figura 17 Una parte delle acque di pioggia che raggiungono il suolo rimane in superficie tubo-dreno spiroidale (acque di ruscellamento).16: dinamica delle acque di infiltrazione Figura 19 68 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .18-19: cunei filtranti in legname e pietrame posti a sostegno e acque di ruscellamento drenaggio di viabilità minore Figura 18 acque Quota di falda di infilt razione sbocco in un corso d’acqua Fig.05 SISTEMI DRENANTI Fig.

I sistemi drenanti su un versante sono rappresentati dall'insieme delle opere che devono Nei casi in cui l'acqua affiori su una superficie in pendenza. che costituisce il corpo drenante § la posa nello scavo di un tubo microfessurato di adeguato della trincea. eventualmente rivestito da geotessile nontessuto.20). d'acqua). All'effetto di drenaggio meccanico si accompagnerà un x NO! Trincee perpendicolari alla drenaggio attivo dovuto all'azione di pompaggio dell'acqua a livello delle radici che si saranno sviluppate con la crescita linea di massima della vegetazione. ed eventualmente Figura 20 pietrame reperito in loco. consistente in posti in perforazioni suborizzontali.possibilmente .dreno) (fig. utilizzando escavatori a tre bracci. tubo . sarà necessario ancorare opportunamente i materiali di riempimento dello scavo (fascine vive e morte.17) è costituita da uno scavo. con una diminuzione significativa della capacità di saturazione dei terreni. corsi essere allestita una struttura di consolidamento e drenaggio. per ragioni di sicurezza delle pareti di scavo. può 05 intercettare le acque di infiltrazione del sottosuolo e recapitarle ai collettori naturali (impluvi. tubi microfessurati denominata cuneo filtrante (figg. siano esse costituite da trincee drenanti.DRENO COLLETTORE PRINCIPALE LUNGO LA LINEA DI MASSIMA PENDENZA Fig. A seconda della pendenza del piano di posa pendenza della struttura. § la posa di ramaglie e fascine morte. quindi riempito con materiale pietroso di granulometria uniforme. Il riempimento in pietrame viene quindi coperto con i risvolti del geotessile e lo scavo diametro. affioramento delle acque e a convogliarle in un collettore Una trincea drenante (fig. viene completamente richiuso con materiale terroso (fig. costruttiva prevede: Il fondo e le pareti dello scavo vengono quindi rivestiti con la posa di materiale geosintetico ad tecniche costruttive azione filtrante (geotessile nontessuto). scavo impermeabilizzato.21).con fascine di materiale vegetale vivo. Lo scavo viene pendenza del versante.18-19). che viene eseguito con ragno meccanico o con escavatori cingolati.20: il drenaggio dei versanti 69 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . cunei filtranti o altro. CUNETTONE DI SUPERFICIE MATERIALE CIOTTOLAME DI SCAVO DRENANTE GEOTESSILE ORIENTAMENTO NON TESSUTO DELLE TRINCEE DRENANTI SU UN VERSANTE TUBO . riducendo un materiale ghiaioso) destinata a intercettare la superficie di fattore destabilizzante e contribuendo a contenere la probabilità che si verifichino i dissesti. Le trincee più posto alla base dell'opera stessa. in almeno due fasi. § riempimento della parte sommitale della trincea con terra e . in Nel caso del drenaggio con fascinate la sequenza approfondimento. Le tecniche di drenaggio. di dimensioni assai variabili (da 1 ad (canaletta metallica. consentono l'abbassamento della falda un'opera in legname (palificata a doppia parete riempita con acquifera. § l'esecuzione di uno scavo lungo la linea di massima Alla base dello scavo vengono posati tubi microfessurati di adeguato diametro. profonde devono essere eseguite. dotate di capacità di propagazione vegetativa. tubazione) alcuni metri).

05 Figura 21 CANALETTA IN TERRA INERBITA tecniche costruttive SCAVO DI 1^ FASE SCAVO DI 2^ FASE MATERIALE GHIAIOSO DRENANTE GEOTESSILE DI RIEMPIMENTO NON TESSUTO GEOTESSILE NON TESSUTO TUBO DRENANTE SPIRIDALE (MOLLA DI ACCIAIO + GEOSINTETICO TUBI DRENANTI 400.21: tipologie di trincea drenante 70 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . 800 mm) MICROFESSURATI FASCINE VIVE GEOCOMPOSITO A ELEVATO SPESSORE + TUBO DRENANTE FASCINE MORTE 200 mm Fig. 600.

05 Opere in legname tecniche costruttive 71 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

comunque avere altezza superiore a 50 cm Nel caso di superfici in erosione. Il ricarico di terreno fertile. provenienti dalle precedenti formare linee continue sul versante. con il terrazzamento e la vegetare e in grado di emettere radici dal diminuzione delle pendenze della scarpata. ricollocazione del terreno franato. stabilizzazione della porzione più superficiale Tra due ordini di palificate Profilo originario del terreno: di suolo: l'azione di consolidamento è svolta può essere prevista la la prima operazione è sempre dagli ancoraggi e dallo sviluppo dell'apparato stesura di reti in fibra la RIPROFILATURA! radicale delle piantine e delle talee messe a naturale (juta.del diametro minimo di 2 cm . 3 volte il diametro del tondame utilizzato. Il terreno viene 24 32 mm. ottenendo i monte. in funzione delle caratteristiche coltre superficiale di del terreno. il miglioramento della capacità di trattenuta delle acque da fusto. cocco) con funzione antie. piegate in testa per favorire tecniche costruttive tondame scortecciato idoneo e durabile di mina o semina manuale a la tenuta del palo a terra latifoglia (castagno) o conifera (larice) di spaglio. costituendo un gradone. soprattutto nei punti di affioramento. Le talee devono essere in numero di parte del versante (figg. tra i quali i più usati funzione che deve essere come distanziatori sono i tondini in acciaio ad aderenza svolta in misura prevalente tra i pali Legatura dei pali migliorata. collocate a scacchiera (fig.di Particolare attenzione dovrà quindi essere rivolta al drenaggio e alla regimazione delle acque specie arbustive o arboree con alta capacità di superficiali. Il foro di ancoraggio viene in questi casi iniettato con Ai fini del miglioramento della stabilità del terreno svolge una funzione fondamentale la corretta e malta cementizia. che non deve migliori risultati di trattenuta di materiale con l'impiego di palificate a pali sovrapposti. utile ad ottenere la formato una banchina di posa. adeguata infissione dei piloti di ancoraggio: i migliori risultati vengono conseguiti con l'impiego di pali L'altezza della struttura può essere aumentata in legno. la posa di talee e piantine dietro la struttura e l'inerbimento di tutte le Subito a monte della palificata. ciati). possono essere previsti to a dilavamento e rotolamento di ciottolame e pietrame. data la maggiore difficoltà di infissione. almeno 20-30 al metro. Barre d’ancoraggio in acciaio Per la costruzione di una palificata semplice rosiva. infissi con un mezzo meccanico (miniescavatore + martellone idraulico) a interassi pari a 2 - sovrapponendo più pali orizzontali (scortec. da consolidare e rivegetare. ottenendo nel contempo. i piloti metallici consentono una terreni sciolti relativa- maggior profondità di infissione. anche di diametro inferiore a 20 cm. disposto Le modalità di costruzione e Rivegetazione perpendicolarmente alla linea di massima di posa delle palificate con talee pendenza. per Su versanti ciottolosi e pietrosi è sicuramente preferibile. di micropali o altri ancoraggi trivellati. oppure a operazioni di movimento terra o anche da aree esterne al cantiere. picchetti d’ancoraggio anche TALEE A CHIODO Per soddisfare particolari esigenze di riale superficiale sogget- consolidamento. linee alterne. Possono essere utilizzate come nei terreni più grossolani e pietrosi. soprattutto mente omogenei.1) (detta anche “palizzata”) si utilizza inerbito mediante idrose. infissi a profondità variabili da 1 a 2 da tali strutture. con Le palificate possono essere disposte a l'impiego di materiali inerti terrosi e dello “scotico” accantonato. agave. con densità di circa 3 piloti al metro lineare. ottenere: La profondità dei piloti può essere § il consolidamento della incrementata. al fine di alle barre con filo di ferro m. vengono necessaria stabilità della struttura stessa e del terreno (fig. Possono essere (fig. dimora dietro la paleria posata sul terreno. assume la massima importanza la (palificate semplici a pali sovrapposti). diametro minimo 20 cm. legato e fissato a valle da picchetti semplici dipendono dalla e/o piantine Talee utilizzate (piloti) in legno o metallici. insieme a queste o in 72 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . ai fini della ricostituzione dell'andamento originario del pendio.7). costipando il suolo in modo ottimale.5-6). inserite talee .3). sistemi di ancoraggio profondo.05 OPERE IN LEGNAME alternativa possono essere Figura 1 PALIFICATE SEMPLICI messe a dimora piantine (”PALIZZATE”) Palificate semplici radicate in numero di circa Le palificate semplici sono opere utili alla 5 soggetti al metro lineare. contenere una maggior quantità di terreno a l'utilizzo di piloti in acciaio (tondini ad aderenza migliorata di diametro minimo 24 mm). dopo aver superfici interessate dai lavori rappresentano la componente vegetale dell'opera . con l'impiego §la rivegetazione e il consolidamento di superfici in erosione. § la trattenuta di mate.

in modo che le stesse non sporgano per più di un quinto della loro lunghezza e comunque non oltre i 5 cm: la spuntatura o potatura della parte aerea deve essere effettuata con un taglio netto. all’elemento di ancoraggio (”pilota”) 73 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .4) 3. è possibile procedere alla stesa di reti in fibra naturale.2). Fissaggio dei pali agli ancoraggi tramite chiodatura.10 cm per piloti verticali in legno e per soluzioni con impiego di pali orizzontali sovrapposti). 4. A completamento della sistemazione del versante. il tondame scortecciato di latifoglia o conifera deve avere un diametro minimo di 20 cm (8 . al fine di migliorare le caratteristiche nutrizionali del substrato. 7. eventualmente avvalendosi del mezzo meccanico (miniescavatore + martellone idraulico). Infissione dei piloti di ancoraggio alle distanze previste (di norma da 30 a 80 cm). posate nelle zone intercluse tra i vari ordini di palificate ed eseguendo una semina manuale o idraulica in modo diffuso su tutto il pendio sia prima sia dopo la posa delle reti (fig. castagno Teli in rete di fibra su terreno fine e ricaricati accuratamente per evitare la formazione di o quercia naturale di cocco. bullonatura Fig. Nel caso delle palificate a pali orizzontali sovrapposti è possibile inserire la vegetazione tra un palo e l'altro. ancorate e non appoggia sul terreno con picchetti in acciaio ben aderenti al terreno. Disposizione dei pali orizzontali (correnti) a monte dei piloti di ancoraggio. Figura 4 Figura 3 In relazione all'impiego del materiale legnoso. Successione operativa 1. Gli strati di materiale vegetale dovranno essere possibilmente posati di larice. quali il castagno e il larice. sacche d'aria. (fig. si sottolinea come sia di fondamentale importanza l'impiego di paleria scortecciata e di specie con caratteristiche meccaniche e di durabilità ottimali. Realizzazione di banchine tramite scavo manuale o meccanico. avendo cura di separare gli stessi con dei cunei in legname al momento della posa della paleria. con l'eventuale tracciamento dei percorsi per il transito di un miniescavatore.Figura 2 5. Pali 20 cm 6. nel caso di impiego NO! di più linee di palificate. inclinato verso il basso (con la faccia tagliata che guardi il terreno). 2. in presenza di substrati poveri di scheletro La rete sormonta la palificata pietroso. tecniche costruttive Dopo l'operazione di riporto del terreno si procederà alla potatura (“spuntatura”) delle talee. utilizzando la terra proveniente dalle operazioni di agave o juta regolarizzazione del terreno e con l'eventuale aggiunta di terreno più fertile. ai fini di un corretto convogliamento delle acque le banchine dovranno essere realizzate in pendenza nella direzione di scarico prevista.4: particolare della legatura dei pali orizzontali o legatura. Disposizione di talee e/o piantine radicate di specie arbustive e/o 05 arboree dotate di elevata capacità di vegetare e in grado di emettere Rete in fibra naturale ancorata radici dal fusto interrato (minimo 20 talee e/o 5 piantine al metro a terra e sul palo lineare).

al fine di Palificate semplici allineate. delle palificate semplici serve a favorire mento. assieme alla posa di al massimo la trattenuta antierosivi è di fondamentale del deflusso superficiale importanza per il completa. delle acque mento dell'intervento ed eviterà Figura 6 la formazione di un tipico difetto di messa in opera. Si è già detto inoltre che. fig. altrimenti si dovrà tecniche costruttive ricorrere ad altre tecniche di consolidamento superficiale. il principale DISPOSIZIONE DI PALIFICATE SUI VERSANTI problema che può verificarsi nell'impiego di questa tecnica è la difficoltà di infissione dei piloti in legno. in basso a una linea di impluvio destra). può essere opportuno pre- vedere il rimodellamento delle scarpate per ottenere pendenze compatibili anche con una rivegetazione naturale delle La disposizione alternata superfici. consistente nello svuotamento della L’inclinazione verso palificata (v. Un pronto inerbi. favorisce l’afflusso delle acque superficiali in un solo asse di drenaggio ATTENZIONE! Allo svuotamento della parte mediana della palificata 74 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . qualora si incontrino formazioni ghiaioso - ciottolose o moreniche: in tal caso occorre procedere all'infis- sione di piloti metallici (tondini o profilati).05 Relativamente ai limiti Figura 5 Figura 7 costruttivi .7. favoriscono il convogliamento stabilizzare il versante di lavoro delle acque lungo assi di drenaggio preferenziali e di favorire un appoggio continuo del traverso in legna- me.

da cui deriva anche la Anche in questo caso può risultare più valido l'impiego di una struttura denominazione della struttura come “palificata ad infissione”. Il tondame utilizzato. § il consolidamento spondale. sistemazione. di legno idoneo e durabile posa e non gravano di ulteriori sovraccarichi il versante oggetto di di latifoglia (castagno) o conifera (larice). Anche queste strutture sono ancorate strutture tradizionali. Al tempo stesso un vantaggio è costituito dal fatto che alla base da pali in legno o tondini in acciaio ad aderenza migliorata (del esse non risentono di variazioni anche significative dell'assetto del piano di diametro minimo di 32 mm). a paragone delle i pali orizzontali sovrapposti (correnti). richiede un minore volume di scavo. correnti veloci siano in grado di provocare lo essere aumentate sia la lunghezza e la dimensione degli ancoraggi. in ambito tecniche costruttive conferire alla stessa maggiore stabilità e capacità di consolidamento possono fluviale e torrentizio.25 cm. traversi. integrata.8). e per la possibilità che. costituita ad esempio da una palificata poggiante su una fondazione Il completamento dell'opera si ha con il riempimento dello spazio residuo di massi da scogliera. sia quella svuotamento della struttura. Posa di monte di una strada della terra interrato (minimo 100 talee e del materiale e/o 5 piantine radicate per metro vegetale quadrato di facciata esterna). alternati alla posa PALIFICATA VIVA DI SOSTEGNO AD UNA PARETE di talee o piante disposte vicine orizzontalmente. che vengono infissi nel pendio. dei traversi in legname. Per analoghe ragioni di leggerezza e durabilità. Le palificate vive di sostegno a una parete costituiscono una evoluzione Il limite di impiego è dato essenzialmente dall'entità delle spinte del terreno delle palificate semplici. infissi con la e/o arboree dotate di elevata benna di un Posa del corrente capacità di vegetare e in grado Situazione iniziale: di base miniescavatore. particolarmente quando sono poste nelle posizioni più alte del L'elevazione di questa struttura consente il recupero di quote maggiori versante stesso. data dall'inserimento di pali trasversali (traversi) tra che possono verificarsi e dal non elevato peso dell'opera. esecuzione di un preforo L'ambito tipico di impiego è mediante trivella agricola pertanto: § il consolidamento di scarpate a monte di tracciati stradali.Palificate vive di sostegno con le strutture di tipo tradizionale: possono quindi essere disposte sopra 05 massi da scogliera o muri. rispetto alle palificate di sostegno a doppia Un altro limite di impiego è dato dall'utilizzo quale difesa di sponda. di seguito descritte. appar- tenenti a specie arbustive Primo corso di Profilatura del terreno. I migliori risultati nella realiz- zazione dell’opera si ottengono quando sia possibile effettuare agevolmentel'infissione dei traversi nel versante e quando siano previsti montanti verticali o piloti che stabilizzino la parte in Elevazione della struttura con elevazione della struttura (fig. potatura delle talee e inerbimento della scarpata 75 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . ha diametro di 20 . previa di emettere radici dal fusto scarpata erosa sul lato appuntitura. rispetto alla palificata semplice e. Le palificate vive di sostegno ad una parete possono anche essere validamente integrate La connessione fra correnti e traversi viene eseguita mediante chiodatura con barre d’acciaio Ancoraggio. per parete. individuato fra il pendio e la parete in legname con strati di materiale terroso Figura 8 proveniente dallo scavo stesso o riportato.

Il riempimento della struttura deve essere di dovrà avere le medesime caratteristiche già norma effettuato a strati. secondo le modalità e con essere interrate fino al colletto radicale. Posa del primo ordine di elementi traversi e piloti verticali in legname potranno Figura 9 longitudinali (correnti). o graffe in acciaio ad sortire maggiore effetto drenante e aderenza migliorata (di diametro 12 . In corrispondenza all'incrocio tra correnti.7 m). spuntatura o potatura della parte aerea delle operando anche eventuali sagomature in talee deve essere effettuata con un taglio 76 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . La struttura procede in elevazione con la del piano di posa della struttura. massimo grado di compattazione interna. per evitare la formazione di sacche rotazione. mentre le piantine radicate dovranno tondini o graffe. dell'ordine di 5° . al fine di ottenere il indicate per le palificate semplici. questo deve infissi profondamente nel terreno (almeno ripetizione della successione operativa da 1 a essere eseguito con una lieve contropendenza 1. disposti posteriormente ai evitare di creare punti di debolezza e operare tecniche costruttive infissi nella parete di scavo per la gran parte correnti. secondo le modalità già minimo 20 .1.5 . netto. così collegamenti più efficaci (figg. Figura 10 lieve contropendenza verso monte. In taluni casi può essere prevista la tagliata che guardi il terreno). raggiungere più elevati valori di peso specifico infissi.05 Successione operativa corrispondenza dei punti di contatto. 2. e 3. d'aria: le talee dovranno sporgere per non più 5.20°. in modo da traversi nella parete di scavo. eseguire sempre la giunzione tra i correnti in posa degli elementi longitudinali (correnti). ciò comporta la essere a contatto con la parete di scavo e sagomatura a punta della estremità dei garantire una ottimale radicazione. di lunghezza effettuarsi le giunzioni con legature. previa foratura del tronco (con punte da del materiale di riempimento. Ai fini della stabilità della quadrato di facciata esterna). l'infissione potrà terreno fine. Si procede quindi alla disposizione per strati di 5° . chiodi. in posizione suborizzontale e essere agevolata dalla realizzazione di un ricaricati accuratamente con materiale preforo mediante trivellatrice portatile a terroso. ecc. caratteristiche nutrizionali del substrato sul 4. normalmente variabile da 3 a 6 m e diametro graffe. in oppure da pali in legno di diametro non corrispondenza di un traverso inferiore.14 mm). inclinato verso il basso (con la faccia 6. trasversali. I piloti. Il terreno riportato può essere quindi lunghezza pari alla somma dei diametri che addizionato con ciottolame. a interassi da 1 a 2 m (normalmente talee e/o 5 piantine radicate per metro 1. ovvero con trapano del diametro di 10 . costruttive. mediante terreno più fertile. dell'ordine 9. a formare il primo ordine di di talee e/o piantine radicate (minimo 100 traversi. Il materiale struttura potranno essere realizzati appositi vegetale deve avere lunghezza prossima o pari incastri tra i pali e l'infissione profonda dei alla profondità della struttura. staffe. in legno durabile di descritte per le giunzioni longitudinali e latifoglia (castagno) o conifera (larice). Gli strati di traversi e l'eventuale loro rinforzo con materiale vegetale devono essere posati su “puntazze” metalliche.5m).20°. Collegamento dei traversi ai correnti con di 5 cm. la l'impiego dei materiali di cui al punto 3. 7. secondo le diverse varianti 9.. per quanto quelli trasversali (traversi) saranno inferiore a 10 cm. Il legname 8.25 cm. ove sia necessario devono vincolare. possono essere costituiti da correnti e traversi si potrà optare per una Considerato che l'opera viene realizzata in tondini di acciaio ad aderenza migliorata di disposizione allineata o alternata dei traversi ai parte ad infissione. 1.16 mm). avendo cura però di limitati a quanto necessario per permettere la T o tubolari disposti anteriormente ai correnti. opportunamente scortecciato. Giunzione longitudinale degli elementi realizzato con materiale terroso e materiale mediante incastro e chiodatura con tondini. Nella formazione dei successivi ordini di verso monte. della loro lunghezza. Preparazione e sagomatura a punta degli quale verrà messo a dimora il materiale elementi trasversali e loro infissione con una vegetale. i volumi di scavo saranno diametro minimo 32 mm. da 9 a 17). al fine di migliorare le battitura. ovvero da profilati a vari livelli della struttura. Scavo di sbancamento per la realizzazione disposizione di piloti verticali di ancoraggio 10. di vegetale.

Figura 11 Figura 12 05 tecniche costruttive Figura 13 Figura 14 77 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

05 tecniche costruttive Figura 15 Figura 16 Figura 17 78 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

La palificata di sostegno a doppia parete è un manufatto costituito da una sorta di cassone in pali di legno.18-19) sono Figura 18 05 strutture autoportanti utilizzate di regola nella ricostruzione di versanti che sono stati interessati da fenomeni franosi. Anche in questo caso può risultare più valido l'impiego di una struttura integrata. la funzione drenante può essere ulteriormente migliorata usando esclusivamente materiale ghiaioso. Le palificate possono anche essere validamente integrate con le strutture di tipo tradizionale: possono quindi essere disposte sopra massi da scogliera o muri. eventualmente avvolto in geotessile nontessuto con specifica azione filtrante (cuneo filtrante). e per la possibilità che. pali di legno durabile di latifoglia (castagno) o conifera (larice). Un adeguato ancoraggio (di profondità di almeno 1. chiodatura con barre Il materiale di riempimento può essere quello derivante dagli scavi.20). Altezze pendio in erosione ancoraggi. particolarmente in formazioni fini (sabbie.5 m) deve essere previsto.25 cm. con una vastissima gamma di varianti costruttive.Le palificate vive di sostegno a doppia parete (figg. ecc. particolarmente nelle posizioni sommitali. Lo spessore minimo della struttura è dell'ordine del metro (tipica è la profondità di 1. Come già evidenziato in merito alle palificate ad infissione. Disposizione a traversi allineati Disposizione a traversi alternati Un altro limite di impiego è dato dall'utilizzo quale difesa di sponda. che possono verificarsi e dal non elevato peso dell'opera. Situazione iniziale: Escavazione alla base. limi. I materiali impiegati per la costruzione sono. PALIFICATA VIVA DI SOSTEGNO A DOPPIA PARETE Esse possono svolgere una funzione di sostegno. il Completamento della limite di impiego è dato essenzialmente dall'entità delle spinte del terreno riprofilatura del terreno. Il riempimento con materiale di scavo fine può talora creare problemi di svuotamento della struttura. 79 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . per un'altezza che non supera il doppio della base. a paragone delle Inerbimento e potatura delle talee strutture tradizionali. per analoghe ragioni di leggerezza e durabilità. posa dei correnti e degli anche in strutture con la facciata esterna inclinata (fig. costituita ad esempio da una palificata poggiante su una fondazione di massi da scogliera. In compenso esse non risentono di variazioni anche significative dell'assetto del piano di posa e non gravano di ulteriori sovraccarichi il versante oggetto di sistemazione. riempito di materiale inerte e di materiale vegetale. scortecciati e di diametro minimo 20 . Le palificate di sostegno a doppia parete trovano il loro campo di impiego nella sistemazione dei versanti. in ambito fluviale e torrentizio.5 m). mediante piloti in legno o acciaio (tondini del diametro di 32 mm o profilati) posti anteriormente alla parete di monte e/o a quella Le connessioni tra correnti e traversi di valle: in casi particolari possono prevedersi ancoraggi profondi con avvengono mediante impiego di micropali trivellati.). correnti veloci siano in grado di provocare lo svuotamento della struttura. della terra tecniche costruttive sostegno a gradoni. Elevazione della struttura ad aderenza migliorata eventualmente con aggiunta di ciottolame per migliorare le condizioni di con contestuale posa del materiale vegetale drenaggio e di peso della struttura. Posa del primo maggiori possono essere raggiunte con la disposizione delle palificate di corso di traversi. contenimento al piede e consolidamento strutturale dei pendii. in tal caso è consigliabile rivestire l'interno della parete di valle con una rete in fibra naturale o sintetica. e del materiale vegetale analogamente a quanto descritto per le strutture più semplici.

Riempimento con terra ciottolame drenante trattenuto da una e rivegetazione rete in fibra naturale A B c di cocco D E A= giunzione longitudinale con graffatura su taglio retto B= giunzione ortogonale effettuata con chiodatura (barra 12 mm in foro 10 mm) C= giunzione di 2 correnti su traverso mediante chiodatura inclinata F D= giunzione longitudinale con graffatura su taglio obliquo E= giunzione ortogonale su incastro a sedia F= giunzione ortogonale con chiodatura G G= giunzione ortogonale con graffatura Fig.19: varianti costruttive nella costruzione di una palificata viva di sostegno a doppia parete 80 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .05 tecniche costruttive Figura 19 PALIFICATA DI SOSTEGNO CON TRAVERSI ALLINEATI Riempimento con Riempimento con terreno fine.

16 mm). ove sia necessario avere un maggior effetto drenante e raggiungere più elevati valori di peso del materiale di Sagoma 2:1 riempimento. 4.00 devono vincolare. infissi.00 2. da porre anteriormente al corrente interno e/o esterno.20°. dell'ordine di 5° . ovvero terreno più fertile. in legno durabile SEZIONE QUADRATA: di latifoglia (castagno) o conifera (larice).in funzione della necessità di migliorare i parametri di drenaggio. o materiale più selezionato proveniente anche 3. 5.5 a 2 m (normalmente da 1.50 substrato sul quale verrà messo a dimora il materiale vegetale. o graffe in acciaio ad aderenza migliorata (di diametro 12 . Giunzione longitudinale degli elementi mediante incastro e chiodatura con tondini di lunghezza pari alla somma dei diametri che 2. 81 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .0 a 1.5 m). a interassi da 0. questo deve essere eseguito con una lieve contropendenza verso monte. effettuato a SEZIONE RETTANGOLARE: l’altezza non deve mai essere strati. al fine di ottenere il massimo grado di superiore al doppio compattazione interna.14 mm). secondo le modalità e con l'impiego dei materiali di cui al punto 3. operando anche eventuali sagomature in corrispondenza dei punti di contatto. densità o sviluppo vegetativo: al terreno riportato può essere quindi aggiunto del ciottolame. compattazione. Viene quindi impiegato il materiale di scavo. Posa del primo ordine di traversi e fissaggio ai correnti sottostanti con chiodi o graffe. Riempimento della struttura.00 dall'esterno . Il legname di massima stabilità dovrà avere le medesime caratteristiche già tecniche costruttive indicate per le strutture precedentemente illustrate. mediante battitura. 2. Scavo di sbancamento per la realizzazione del piano di posa della struttura.Figura 20 Successione operativa 05 RAPPORTI GEOMETRICI ALTEZZA/BASE 1. 3. Realizzazione di ancoraggi alla base della struttura. struttura in condizioni opportunamente scortecciato.25 cm. di lunghezza normalmente variabile da 3 a 6 m e diametro minimo 20 . previa foratura del tronco (con punte da trapano del diametro di 10 . Posa del primo ordine di correnti. 6. e realizzato con della base materiale terroso e materiale vegetale. al fine struttura in condizione di stabilità minima di migliorare le caratteristiche nutrizionali del 1.

ma anche di trasporto solido del corso d'acqua possano attrezzi manuali (pale). la spuntatura o potatura della parte non in corrispondenza dei traversi. già descritti in precedenza. (particolarmente se la faccia tagliata che guardi il terreno). siano piantine radicate di specie arbustive e/o esse a parete semplice o doppia. così collegamenti più efficaci. dovranno essere interrate fino al colletto § posizionamento delle giunzioni tra i correnti radicale. non a conclusione di queste. Nella formazione dei successivi ordini di chiodi o graffe. 82 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .05 7. avendo cura però di I limiti di applicabilità delle palificate di Figura 22 eseguire sempre la giunzione tra i correnti in sostegno sono sostanzialmente: corrispondenza di un traverso inferiore. materiale vegetale deve avere lunghezza § prematura degradazione del tondame utiliz- prossima o pari alla profondità della struttura. determinare lo svuotamento e la Nel caso della disposizione con traversi disarticolazione della struttura. sporgenza dei tronchi sulla facciata anteriore 8. si possono Figura 21 arboree dotate di elevata capacità di vegetare elencare i seguenti possibili difetti di e in grado di emettere radici dal fusto interrato costruzione: (minimo 100 talee e/o 5 piantine radicate per § mancanza o inefficacia degli ancoraggi. scavo e garantire una ottimale radicazione. dopo il montaggio della struttura adeguando i sistemi di fondazione e lignea: in tal modo però si dovrà comunque ancoraggio. mentre le piantine radicate metodi di conservazione sbagliati. disposizione allineata o alternata dei traversi ai vari livelli della struttura. suborizzontale e ricaricati accuratamente con § errori nella scelta. ovvero procedere alla posa del materiale vegetale a ricorrendo ad altre tipologie (opere in strati. non più di 5 cm. quando terreno all'interno della struttura avvalendosi correnti d'acqua veloci e la capacità di del mezzo meccanico (benna). sacche d'aria: le talee dovranno sporgere per errori nell'allestimento e nelle potature.). La struttura procede in elevazione con la della struttura è eccessiva). e pietrame). nel caso in fondazione della palificata. Il § svuotamento della struttura in legname. in posizione strutturale del legname nel tempo. Con la quando il pendio sia in grado di produrre spinte disposizione allineata risulta più agevole il eccessive in direzione parallela al piano di riempimento con mezzi meccanici. necessario a sostituire la funzione tecniche costruttive posati su terreno fine. metro quadrato di facciata esterna). ripetizione della successione operativa da 1 a §fessurazione del tondame nella giunzione con 7. ecc. zato (particolarmente se si impiega legname in modo da essere a contatto con la parete di non scortecciato). l'effetto positivo è dato dall'aumento delle caratteristiche di rigidezza della struttura. Disposizione per strati contigui di talee e/o In riferimento alle palificate di sostegno. aerea delle talee deve essere effettuata con un § fessurazione della testata dei traversi con taglio netto. cui questo venga effettuato. durante le operazioni di riempimento. alternati. Gli § assenza del materiale vegetale vivo (talee e strati di materiale vegetale devono essere piantine). soprattutto se vengono inseriti correnti e traversi si potrà optare per una senza praticare il preforo con il trapano. inclinato verso il basso (con la “apertura” del tronco. per motivi Questi problemi possono essere risolti operativi. avendo comunque cura di compattare e distribuire il § nella funzione di difesa spondale. per evitare di creare punti di debolezza e operare § nella funzione di contenimento e sostegno. gestione e posa del materiale terroso per evitare la formazione di materiale vegetale vivo (specie inadeguate.

Figura 23 Figura 24 05 tecniche costruttive Figura 25 Figura 26 83 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

05 PALIFICATA VIVA A DOPPIA PARETE .DETTAGLI DI LAVORAZIONE MODALITA’ DI SCAVO POSIZIONAMENTO E GIUNZIONE TRA CORRENTI DI BASE tecniche costruttive 84 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

VIENE LAVORATA LA FACCIA INFERIORE DEL TRAVERSO! 85 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .DETTAGLI DI LAVORAZIONE PREPARAZIONE E GIUNZIONE DI TRAVERSI SUI CORRENTI. 05 PALIFICATA VIVA A DOPPIA PARETE . INTESTATURA DEI TRONCHI tecniche costruttive PER L’APPOGGIO.

VIENE LAVORATA LA FACCIA INFERIORE DEL CORRENTE! 86 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .05 PALIFICATA VIVA A DOPPIA PARETE .DETTAGLI DI LAVORAZIONE POSA. PREPARAZIONE E GIUNZIONE DEI CORRENTI SUPERIORI tecniche costruttive PER L’APPOGGIO.

05 PALIFICATA VIVA A DOPPIA PARETE .DETTAGLI DI LAVORAZIONE TIPOLOGIE DI INCASTRO INFISSIONE ANCORAGGI tecniche costruttive INCASTRO MEDIANTE TAGLIO OBLIQUO INCASTRO A SEDIA INCASTRO A SEDIA TIPO “SVIZZERO” 87 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

05 PALIFICATA VIVA A DOPPIA PARETE .DETTAGLI DI LAVORAZIONE RIEMPIMENTO CON TERRA E MATERIALE VEGETALE tecniche costruttive 88 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

1. e/o inserzione talee L'operazione deve essere completata con l'inerbimento mediante Georete + rete idrosemina e l'impianto di talee e piantine radicate all'interno dei quadri in elettrosaldata legname. Su L= 1 1. soggetti a blocchi di pietra fenomeni di erosione.1. Le grate vive non sono opere di sostegno. a costituire maglie quadrate o rettangolari (tipicamente di 1 m x 1 m. di legno idoneo e durabile di latifoglia (castagno) o conifera (larice). 1. oppure su opere di sostegno. Le fasi operative inerenti la costruzione di una grata viva in condizioni ordinarie (con ancoraggi a infissione) sono di seguito analizzate per una situazione tipica di intervento.5 m. Il caso tipico di applicazione è nella sistemazione delle scarpate a monte di tracciati stradali. ~ 30° 70° Piloti metallici Palificata a 14 20mm doppia parete L= 1. e distanziati tra loro da 1 a 2 metri. dei tronchi orizzontali.di svolgere una funzione di contrasto delle spinte del versante. Le grate vive possono svilupparsi ad altezza notevole. tecniche costruttive mediante tondini o graffe in acciaio ad aderenza migliorata. per una profondità non inferiore a 1.5m scarpate ripide (oltre 50°) è opportuno non elevare la grata oltre i 6 m.5 m x 1.25 cm. altrimenti occorre che il profilo venga gradonato per non pregiudicare la stabilità della struttura.5m x 1. La grata può poggiare direttamente sul terreno. o che la grata sia realizzata in due porzioni. L'ancoraggio alla scarpata può essere effettuato mediante piloti in legno o con tondini in acciaio. quali palificate a doppia parete.5m Prima della costruzione della struttura occorre che il terreno della scarpata sia ripulito da cespugliame e ciottoli.in linea generale . superficialmente riprofilato ed Georete + idrosemina eventualmente protetto con reti antierosive o con una rete elettrosaldata.0 .5 2m 89 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . Il tondame utilizzato. La struttura è costituita da una serie di tronchi verticali.5 m x 2 m. muri in pietrame o scogliere.Grate vive Figura 27 05 TIPOLOGIE UTILIZZATE NELLA MESSA IN OPERA DI GRATE VIVE A CAMERA Le grate vive in legname rappresentano una valida tecnica di sistemazione di scarpate anche nel caso in cui ci siano elevati valori di pendenza (da 40° a oltre 60°) e non sia possibile ridurre l'inclinazione del pendio con movimenti di terra. se non con l'utilizzo di ancoraggi speciali.5 m. La funzione prevalente svolta dalle grate vive è quella di realizzare un Cordolo in consolidamento superficiale di scarpate e pendii molto inclinati. né sono in grado . 1 m x 2 m. 2m x 2m). viti o bullonature. Su questi vengono fissati. ha diametro di 20 . permettendo così anche l'impiego di altre tipologie. purchè le Piloti in legno + idrosemina scarpate oggetto di sistemazione siano opportunamente sagomate. aderenti alla scarpata. Maglia ~ 1m x 1m 1. sempre scortecciato.

evidenti in tutte quelle situazioni in cui le garantendone l'aderenza al terreno. In caso di evidente tendenza al distacco di fondazione di pietrame costipato. anche con la realizzazione di quest'ultimo caso l'inerte riportato andrà a canalizzazioni a monte dell'opera. fluidificazione di suolo. o più vegetazione e abbattimento (disgaggio) di opportunamente. prevede l'infissione (previa eventuale In tutti questi casi si dovranno adottare sistemi formazione di preforo con trivella) di tondini in speciali di ancoraggio che aumentino la barre di acciaio ad aderenza migliorata di capacità di contrasto da parte della struttura.14 mm). I pali costituenti la travatura orizzontale. A seconda delle situazioni di impianto e dei fasi costruttive ed elementi di una grata viva substrati presenti. Intercettazione e allontanamento delle quadri. vincolati con legature con filo di ferro. gli ancoraggi possono ovvero ricorrere a più idonee opere di sostegno essere disposti a fianco dei montanti verticali e contenimento del versante. Può essere previsto il solo 1. infissi. inoltre.16 mm). oppure possono attraversarli. Profilatura della scarpata con taglio della inerbimento con idrosemina. Montaggio delle travature orizzontali.28-29-30-31-32: 8. Stesura della rete in fibra naturale. oppure su un ciottolame. previa foratura del tronco (con punte da trapano del diametro di 10 . superfici in scarpata sono caratterizzate dalla Figura 30 6. collegate ai montanti mediante incastro e chiodatura con tondini di lunghezza pari alla somma dei diametri che devono vincolare. Realizzazione di punti di ancoraggio al suolo: presenza di forti spinte del terreno o di notevoli la tipologia più comunemente utilizzata altezze. e fissaggio da una rete in fibra naturale o metallica. Gli ancoraggi sono quindi costituiti da una parte interrata (di lunghezza non inferiore a 1 m) e da una parte Figura 28 fuori terra di lunghezza pari al diametro del montante verticale o di lunghezza superiore (nel caso si decida di far poggiare sull'ancoraggio anche la paleria orizzontale descritta al punto successivo). I limiti costruttivi delle grate vive risultano 5.05 Successione operativa rivegetazione e si procede alla posa del Figura 29 materiale vegetale. In acque. diametro di 24-32 mm. Disposizione dei montanti verticali in legno. previo riporto di terreno fertile. 7. l'infissione di talee eventuali masse rocciose. costituite da pali in legno. mediante battitura. ben travi della struttura e potrà essere contenuto aderente alla superficie di scarpata. in acciaio ad aderenza migliorata (di diametro 12 . Figg. si scelgono le modalità di 90 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . occupare il volume individuato tra montanti e 3. direttamente nel pendio o la rivegetazione dei 2. o graffe. con picchetti di acciaio. nonché del contesto in cui l'opera viene inserita. possono appoggiare sulla parte sporgente degli ancoraggi. pietrame o di fenomeni di manufatto di sostegno (muratura esistente. si effettua la posa di scogliera o palificata a doppia parete). una rete metallica elettrosaldata sopra il telo di rete. Le grate vive possono poggiare su una tecniche costruttive 4.

05 GRATA VIVA: DETTAGLI DI COSTRUZIONE Figura 31 Preparazione della base dei montanti tecniche costruttive Trasporto e posizionamento dei montanti Figura 32 Collegamento del montante al corrente intermedio esterno della palificata di sostegno 91 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

05 GRATA VIVA: DETTAGLI DI COSTRUZIONE tecniche costruttive Foratura delle travi della grata Fissaggio delle travi ai montanti mediante chiodatura L’operatore. ai fini della sicurezza. è ancorato a monte mediante attrezzatura specifica per il lavoro in esposizione Particolare dell’appoggio di base 92 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

Briglie in legname e pietrame Figura 33 05 Schema di briglia in legname e pietrame con platea antierosione in massi Si tratta di opere idrauliche. se disponibile ed idoneo. reperito anche sul posto. di diametro non inferiore a 30 cm. per convogliare il deflusso delle acque da monte a valle del salto. idoneo e durabile di latifoglia (castagno) o conifera (larice). da riempire in seguito con materiale pietroso di adeguata pezzatura e di forma irregolare e scabra. Sono utilizzate per: § la stabilizzazione e la correzione del profilo di fondo (cioè della linea che individua l'andamento altimetrico del fondo) in alvei e impluvi. onde impedire l'aggiramento della struttura da parte dell'acqua. 93 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . Le briglie in legname e pietrame vengono costruite in modo analogo alle palificate di sostegno a doppia parete. è inoltre opportuno prevedere una buona penetrazione delle ali nelle sponde. Il tratto di alveo immediatamente a valle della struttura deve essere pavimentato con pietrame per evitare fenomeni di scalzamento. riducendo la pendenza media del corso d'acqua con l'inserimento di salti per rallentare la velocità della corrente.33-34). realizzate e gaveta a coda di rondine trasversalmente negli alvei. § la trattenuta di materiale solido o legnoso trasportato dalle acque. Hanno in genere una tipica sagoma a trapezio rovesciato. con la parte centrale (gaveta) ribassata rispetto alle parti laterali (ali). utilizzate per la regolazione dei corsi d'acqua e la correzione della loro pendenza (figg. Presentano buona adattabilità agli asse- stamenti dovuti a movimenti delle sponde e possono essere messe in opera anche in luoghi di difficile accesso. predisponendo un cassone di contenimento mediante tecniche costruttive incastellatura di pali in legno scortecciato.

SCALA 1:100 Dovendo realizzare un “cassone” in legname. sarà opportuno valutare soluzioni costruttive di tipo tradizionale (briglie in tecniche costruttive cemento e/o massi). cerca di sollevarla). presente sotto la VISTA IN struttura. Se le spinte idrodinamiche (dovute alla velocità dell'acqua. ben ammorsati e fondati nel terreno.05 Questo tipo di struttura necessita di una Figura 34 manutenzione costante che preveda lo Schema di briglia in legname e pietrame a sezione trapezia. cui sono PIANTA soggette le opere tradizionali. il che determina minori problematiche in relazione ai fenomeni di sifonamento (quando l'acqua passa sotto la struttura. SEZIONE LONGITUDINALE SCALA 1:50 Il corpo della briglia è costituito da: 1) una parte di fondazione. che rappresenta il salto tra monte e valle della struttura. 94 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . erodendo tutto il terreno sulla quale poggia) e di sottospinta idraulica (quando l'acqua. costituita da un intaglio a forma di trapezio rovesciato (gaveta). atto a convogliare il deflusso liquido e da ali laterali. Il piano di appoggio della struttura deve essere uniforme e privo di sporgenze. con una eventuale contropendenza compresa tra i 5° e i 10°. saldamente ancorata al fondo alveo con le stesse modalità già descritte per le palificate di sostegno. le modalità costruttive sono simili a quelle della palificata di sostegno a doppia parete. alla quantità di acqua e alla VISTA FRONTALE SCALA 1:50 presenza di molto materiale solido trasportato) risultassero eccessivamente elevate. 3) una parte sommitale. ma vanno a costituire una struttura di aspetto analogo alle briglie in muratura. Queste opere sono strutture drenanti. ben ammorsate nelle sponde. normalmente usate nell'ambito delle sistemazioni idrauliche. costituita da massi di ca 30° idonea pezzatura. 4) a valle del salto è in genere prevista una platea di dissipazione dell'energia dovuta al moto del flusso idrico. 2) una parte in elevazione. svuotamento periodico del retrostante bacino E’ evidenziato il raccordo tra l’opera idraulica e l’alveo naturale con rivestimenti in massi di raccolta: appare utile perciò prevedere sempre delle vie di accesso per ogni opera.

soprattutto corrispondenza di un traverso inferiore. disposti che possa fuoriuscire dalla struttura del a incastro (figg. meglio se a spigoli vivi. pietrame che viene collocato nelle parti a diretto contatto con l'esterno. Particolare cura va in modo da costituire dei cassoni di dedicata alla copertura della struttura. in Si può quindi preve- aggiunta. il quale dovrà essere comunemente previsto per le palificate di subito ricoperto da uno strato di terra per sostegno.36: riempimento della porzioni di facciata. I fori. così da realizzare la sagoma prevista riempimento dovrà essere compattato. Si ricorda Le giunzioni tra i correnti. l'utilizzo di graffe in acciaio. In tal caso il materiale di Figura 35 05 traversi. conseguente scal- devono attraversare completamente i pali che zamento dell'opera. che può contenimento del materiale drenante. da realizzarsi con le che il legname da impiegarsi deve avere ottime modalità operative già precedentemente caratteristiche di durabilità. che essere effettuata con semitronchi o con possano essere agevolmente riempiti con tondelli in legname allineati e chiodati. corso in progetto. briglia con pietrame Le ali della briglia possono essere di pezzatura grossolana ulteriormente riempite con terra e materiale 95 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . e pietrame di elevate accuratamente collocato in modo da evitare dimensioni. che i tronchi siano perfettamente poggianti in In modo analogo va tutti i punti di contatto con quelli sottostanti.35-36) dovrà del tratto di fondo essere costituito da pietrame di pezzatura alveo con massi di grossolana. materiale pietroso di riempimento. si intendono vincolare. sia posato manualmente. Le chiodature si devono essere Fig.37- manufatto: a tal proposito è opportuno che il 38-39). deve essere illustrate. con la caratteristica forma preferibile la costruzione a traversi allineati. realizzati sempre sulla faccia inferiore salto. Può essere previsto. per la quale dell’elemento da lavorare. per formare il piano di posa del può essere minore rispetto a quello materiale vegetale.35: preparazione dello scavo effettuano con tondini in acciaio ad aderenza previste le neces- migliorata (di diametro 12 . che garantiscono maggiore dei traversi alla base della struttura. fra di nell'ambito delle sistemazioni idrauliche di loro sfalsate in altezza per non creare una tecniche costruttive alvei torrentizi montani. di diametro fondo alveo e il leggermente inferiore a quello del tondino. abrasione superfi- I vari corsi dovranno essere preparati in modo ciale. al fine di sicurezza nei riguar- Figura 36 evitare fuoriuscite di materiale dal fondo del di di erosione e cassone. La gaveta viene generalmente realizzata in Nelle briglie in legname e pietrame risulta posizione centrale. dere il rivestimento Il materiale di riempimento (figg.Si procede quindi alla posa dei correnti e dei vegetale vivo (talee). l'interasse utilizzato tra i tronchi dopo corso. In impiego di mezzi meccanici. cioè nelle Fig. anche per una miglior trattenuta del assicurarne l'attecchimento.16 mm) di sarie misure atte a lunghezza pari alla somma dei diametri che evitare l'erosione di devono vincolare. devono essere sempre eseguite in opportunamente scortecciato e. deve essere di continuità di punti deboli nella struttura. diametro non inferiore a 30 cm. curata la superficie previa eventuale costituzione di piccoli posta a valle del incastri. trapezia rovesciata. Per lo stesso taluni casi può risultare preferibile l'incastro di motivo deve essere previsto un infittimento massi in lastre.

poste a valle del salto Figura 39 96 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .37-38-39: costruzione di una briglia con platea di dissipazione in massi e legname.05 Figura 38 Figura 37 tecniche costruttive Figg.

Figura 40 Figura 41 05 tecniche costruttive Figura 43 Figg.40-41-42-43: fasi costruttive di una briglia con ali molto pronunciate Figura 42 97 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

05 Figura 44 tecniche costruttive 98 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

05 Opere in pietrame tecniche costruttive 99 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .

Dove quindi manualmente. con la tecnica delle talee a Figura 1 chiodo. ottenendo spessori della si prevede di impiegare materiale struttura generalmente di circa 0. talvolta arboreo/arbustivo. al fine di ottenere il miglior arboree. e avviene a partire da un piano di base delle talee possa essere posta a contatto fondazione ricavato con scavo a pareti verticali Figura 2 della scarpata terrosa retrostante l'opera. Per la posa in anche proveniente da fuori cantiere. Queste strutture sono caratterizzate da buona deformabilità (assorbono gli assestamenti del terreno) e capacità di drenaggio. Figura 3 100 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .5 m. antichissime. la scogliera dovrà essere più ridotti verso l'alto. da un Il muro in pietrame a secco è una struttura di solo strato di massi: sarà così possibile sostegno perfettamente drenante. al avente di norma profondità dell'ordine del fine di permettere la radicazione della metro. materiale vegetale durante la costruzione dei utilizzando pietrame di varia dimensione. richiede manodopera dimensioni minori. sono opere di sostegno il cui movimentare blocchi di elevata pezzatura tra i massi e consentire l'insediamento della utilizzo ha . per I muri in pietrame. regolarizzato e stabilizzato con la stesura di A tal proposito è opportuno mettere a dimora - u n o s t ra t o d i m a g r o n e c e m e n t i z i o. piede di versanti e scarpate. Caratteristico è l'impiego di irregolare. La di uno o più strati successivi. rivegetarla anche dopo la sua costruzione. a secco o con malta opera vengono utilizzati escavatori. nella zona di riempimento con terra . blocchi di dimensioni maggiori con quelli di talee e/o piantine di specie arbustive e tecniche costruttive mente di quelli a secco. materiale di idoneo diametro.il L'elevazione avviene per strati regolari. Le operazioni di rivegetazione saranno pietrame di forma spigolosa e irregolare L'elevazione avviene attraverso la formazione realizzate attraverso inerbimenti manuali o a raccolto sul luogo di costruzione. nel senso della profondità.3 m3 a oltre 1 m3) e di forma vegetazione. occorre stendere strati di terra vagliata. avendo cura di non danneggiarlo di volume comunque movimentabile con la posa del materiale pietroso. ma vari strati.05 OPERE IN PIETRAME Le scogliere intasate con terra e incastro possibile e la massima stabilità della rivegetate sono opere di sostegno struttura. nel caso in cui le radici o l'estremità di specializzata. inserendo nei vani. in grado di ottenere l'intasamento dei vani vuoti presenti cementizia. particolar. alternando i pressione e potranno essere impiegate anche costruzione di muri in pietrame. Dopo la formazione di ogni ordine di Manufatti di sostegno ottimamente impiegate per il contenimento al massi. costituita.nelle regioni alpine . Il fondo dello scavo può essere vegetazione.origini media (da 0.

in Occorre da subito ricordare che questi manufatti. sopra della quota corrispondente al livello raggiungibile dalle piene soprattutto in zone alpine: in tale ambito infatti l'attività torrentizia è stagionali.3 1 m3 ) e di forma irregolare: la al posizionamento nei vani tra i massi di eventuali zolle di erba provenienti quota di elevazione non deve superare quella della sponda naturale. . sotto della quota di fondo alveo e può anche essere intasata con Nel caso in cui non si giudichi opportuno procedere all'impiego di astoni e calcestruzzo.3 nontessuto a 0. caratterizzata da elevate capacità di trasporto di massa e detriti.la parte in elevazione dalla quota di fondo alveo è anch'essa realizzata in provvedere. stagione riproduttiva della fauna ittica. .la parte di fondazione della scogliera è realizzata in massi di cava di inoltre dovrà sporgere sul paramento per non più di 5 cm. a fronte anche di adeguata pezzatura (non inferiore a 0. secondo le modalità m3).6 metri cubi) sul piano di posa Figura 4 Figura 5 101 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base . E' molto approfondita.l'inerbimento diffuso delle sponde viene effettuato mediante semina a 05 spaglio o idrosemina. alle operazioni di rivegetazione della struttura si potrà comunque . che prevedono l'impiego questa parte superiore.1 eventuali operazioni di potatura successive alla posa. intasamento con terra agraria e rivegetazione paramento esterno profilo 1/1 = 45° + elevazione +fondazione + profilo di scavo eventuale cementazione eventuale massi di forma irregolare dei vani stesura di ed elevata pezzatura geotessile (volume medio da 0. devono essere realizzati in periodi che non interferiscono con la tecnica delle talee a chiodo.l'eventuale inserimento nella porzione superiore della scogliera di talee di contrastare l'attività erosiva dei corsi d'acqua.3 m3. mediante la semina (manuale o idraulica) di miscugli erbacei. talee. da precedenti sbancamenti: tali operazioni potranno essere effettuate . preferibilmente. nel senso della profondità.8 m3 . massi di cava di adeguata pezzatura (0. Opere spondali . dovrà essere di diametro superiore ai 3 cm. Tra le opere idrauliche finalizzate a costituire difese spondali per . talora superiore a 0.i vani presenti tra i massi vengono intasati con terra di scavo o successivamente alla costruzione dell'intera opera.il materiale vegetale (talee) dovrà essere di lunghezza tale da tecniche costruttive Caratteristiche evidenti di queste tipologie di opere in alveo sono: raggiungere il contatto con la superficie terrosa di scavo retrostante la struttura e. la scogliera dovrà quindi essere costituita. intasamento con terra dei vani durante la costruzione della struttura. materiale di idoneo diametro. a fronte di un ottimale proveniente da fuori cantiere. da un solo ordine di massi: sarà così possibile di mezzi d'opera per l'effettuazione di scavi in alveo e movimentazione di rivegetarla anche dopo la sua costruzione inserendo nei vani. con la materiali. in quanto deve essere realizzata tutta al di già illustrate nelle precedenti tipologie costruttive. nel caso in cui si voglia impiegare materiale arboreo/arbustivo. la scogliera in massi di specie arbustive dotate di elevata capacità di vegetare si effettua al di cava rivegetata risulta essere quella di più vasta applicazione.

8mc Fig.05 Figura 7 Figura 6 DA EVITARE!!! profilo esterno molto inclinato Q = 20 50 anni utilizzo di massi piccoli TR e arrotondati tecniche costruttive utilizzo di massi serpentinosi Portata ordinaria contenenti amianto fondo cementazione alveo superficiale fondazione > 2m scarsa profondità di scavo e di fondazione massi med > 0. rinverdita con impianto di talee arbustive ed inerbimento DA EVITARE!!! innalzamento rispetto al piano di campagna delle difese spondali utilizzo di pietrame non idoneo 102 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .6: schema di difesa spondale in massi di lava intasati con terra agraria.

8-9: scogliere rivegetate mediante inerbimento 103 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .Figura 8 05 tecniche costruttive Figura 9 Figg.

104 Ingegneria Naturalistica: nozioni e tecniche di base .10-11:scogliere rivegetate con l'impiego di talee di Salix spp.05 tecniche costruttive Figura 10 Figura 11 Figg.

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