ANNO 6 N° 26 – Febbraio 2017

PERIODICO DELLA PICCOLA CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA DI PISA
CON ALCUNI CONTRIBUTI DELLA CASA COTTOLENGO DI FIRENZE

“Un seme di speranza dal Mar Rosso” è questo il titolo della biografia di questa “piccola
grande Suora”, missionaria Cottolenghina in Kenya, che ha speso tutta la sua vita per
Dio e per la salvezza delle anime, affrontando difficoltà e sacrifici. La Suora, come il
Padre Fondatore del Cottolengo, fu sempre animata dalla speranza, la speranza del
Paradiso e dell’unione con Dio.
Suor Maria Carola nacque il 3 aprile 1877 a Cittadella (Padova) da buona famiglia
cristiana, gli fu dato il nome di Fiorina, nome che sa di primavera e bellezza.
Fin da bambina ha un cuore che sa amare, dedicando questo suo amore ai genitori ed ai
numerosi fratelli. Fiorina ha sentito molto presto il desiderio di offrire a Dio tutta la sua
vita, pregando con fervore e grande fede anche fino a tarda notte. Partecipa a un corso
di esercizi spirituali, presso le suore Dorotee di Cittadella che frequenta sia pure con
sacrificio: parte al mattino prestissimo e ritorna verso le venti. In questo periodo si
sviluppa il suo amore verso Dio ed il suo desiderio di espandere questo amore verso gli
altri. Una grande gioia, una pace singolare invade la sua anima.
Alla fine di questi esercizi spirituali le Suore, intuendo il suo desiderio, la indirizzano
dalla Madre Generale dell’Ordine a Vicenza, per un colloquio che l’aiuti a trovare la sua
strada.

Ogni giorno alla Piccola Casa riserviamo un momento ricco di stimoli ai nostri ospiti.
All’interno dei nostri laboratori si svolgono diverse attività, sempre volte a tener
conto delle esigenze di ogni singola persona, avendo cura di valorizzare i loro punti
di forza. Tra le attività svolte al mattino l’educatore Francesco aiuta i nostri ospiti a
mantenere viva la loro capacità di scrittura. Anche solo riuscire ancora a scrivere il
loro nome per noi è una vittoria. Non scordiamo che il loro tempo, il tempo degli
anziani, è un tempo che scorre molto lentamente e lasciamo che questo possa
scorrere nel più piacevole dei modi. Ecco che allora stiamo costruendo un nostro
giardino personale all’interno del “Laboratorio Bianco” con l’aiuto dell’educatrice
Giovanna. Un giardino con un albero simbolo della vita, che aiuterà gli ospiti ormai
costretti a vivere lontani da quella vita che li
ha visti in stretto rapporto con la natura (a
differenza nostra ormai alle prese con la
tecnologia) a ritornare a contatto con quegli
elementi, toccandoli e trasformandoli.
Una delle attività svolte nel nostro reparto
“Beato Paleari” è il laboratorio sensoriale. Toccare e manipolare rimangono per
tutta la vita importanti modalità di interazione con l'ambiente: anche il gusto e
l'olfatto svolgono un ruolo chiave nella conoscenza del mondo. Attraverso il
nostro “Laboratorio 5 Sensi” si offre la possibilità di sviluppare-mantenere e
stimolare gli ospiti con una serie strutturata di attività sensoriali. Durante questa
attività con gli ospiti siamo riusciti a realizzare il nostro "Libro Tattile" con l'aiuto
pratico nel ritaglio, nel posizionamento, nella scelta dei materiali di alcuni di loro.
Questo libro si è rivelata una fonte molto stimolante anche per gli ospiti più
compromessi, attraverso la stimolazione dell'uso del tatto come una vera e propria "educazione al tattile", riconoscendo
le diverse sensazioni che i materiali trasmettono. (Federica – Animatrice Piccola Casa di Firenze)
E’ da poco passata la giornata della memoria, una giornata importante che ci ha permesso di ricordare un triste
avvenimento della nostra storia. La Shoa, il termine ebraico utilizzato per indicare lo sterminio degli ebrei durante la
seconda guerra mondiale, ha segnato profondamente chi ha vissuto quegli anni e continua a toccarci anche a 80 anni di
distanza. Quel senso di impotenza davanti a tanti corpi privati della dignità non ci abbandonerà mai ma se non
raccontiamo presto la nostra memoria si dimenticherà di tanta atrocità.
Ecco che i racconti dei nostri ospiti possono aiutarci a mantenere vivo il ricordo.
Abbiamo intervistato due nostri ospiti che hanno vissuto in prima persona quegli anni.
Le loro storie, le loro sensazioni ci hanno catapultato in una realtà ormai lontana ma che
fa parte di un passato che non possiamo e non dobbiamo dimenticare.
Loris, 96 anni, ha combattuto 4 anni in Africa, apparteneva all’aviazione ma non gli piace
essere definito un combattente anzi si reputa fortunato ad aver combattuto e nel
contempo ad essere riuscito a non uccidere mai nessuno, la sua coscienza non lo avrebbe
sopportato. Definisce la sua esperienza una disavventura. Ci racconta di come in quegli
anni riuscì a scappare alla morte per quattro volte e tra queste ci colpisce la sua fuga da
un campo di concentramento. Di fatti deportato in un campo, poiché catturato dal
controspionaggio, spaccava la legna per la cucina e ripuliva le marmitte e lì a volte capitava di cibarsi di fango e pietre,
tanta era la fame. Ma una notte, con un suo compagno, decise di accucciarsi nei cunicoli dove defluivano gli escrementi
e quando si fece notte e le guardie si addormentarono scapparono. Fu una breve fuga dopo poco vennero riportati nel
campo di concentramento. Dove di 21.000 mila prigionieri ne ritrovò soltanto 5.000. La visione di bambini, vecchi e
donne ridotte a pelle e ossa lo impressionò molto e si commuove a ricordarli.
Graziano preferisce riflettere insieme a noi e lo fa definendo Hitler “un pazzo”. Anche lui ha vissuto e combattuto in
guerra e questo lo ha privato della sua infanzia. Infatti a soli 10 anni è stato costretto a
lavorare per portare il pane ai suoi 5 fratelli. Il padre all’epoca era in guerra come
pompiere a Napoli. Ha visto portare via suo cugino e non lo ha mai visto più tornare, ci
dice “le SS si mettevano sulla strada e prendevano i ragazzi più abili per lavorare”.
Anche alcune delle ospiti del Cottolengo di Pisa ci hanno raccontato alcuni dei loro tristi
ricordi legati alla guerra.
Maria Luisa conosceva una famiglia di ebrei che viveva illegalmente in un edificio dove
c’era un comando tedesco. In questa famiglia ebrea il
marito veniva nascosto nel materasso. Mentre il figlio
veniva travestito da ragazza e si mimetizzava con le altre
bambine. La famiglia di Maria Luisa invece era sfollata in
Brianza, dove non hanno subito il flagello della guerra.
Ricorda che quando venne liberata la gente ballava per le strade il “boogie - woogie”.
Tornò a Pisa con la famiglia sopra un camion scoperchiato.
Anna Maria racconta che dopo le leggi razziali, gli ebrei venivano “accusati” dal regime
come poco intelligenti e ignoranti. Anna ricorda con dispiacere quando gli ebrei vennero
cacciati dalle scuole e tutti piangevano. Lei ci tiene a dire che ci furono tanti pisani che
aiutarono gli ebrei. Anna Maria ricorda dell’eccidio di Sant’Andrea. I soldati italiani che
tornavano dal fronte si mettevano subito gli abiti civili per non farsi prendere dai
tedeschi. Dopo il bombardamento si riparò a Gello. Il marito era stato imprigionato in
Africa e poi mandato in America, ma nel 1949 tornò dagli States.
Ida negli anni della guerra abitava a Vecchiano. Uno dei momenti più brutti fu quando dal paese i tedeschi portarono via
7 persone e le rastrellarono nelle cave. Ogni giorno lei e suo padre raccoglievano la paglia, quando un caccia e un
quadrimotore li sorvolarono e quest’ultimo si schiantò. Dall’aereo ancora in volo spuntarono tre palline bianche, che si
rivelarono essere tre paracadutisti. Arrivati a terrà notò che uno aveva il naso rotto e si misero in fuga.
La famiglia di Lina S. invece conosceva Pardo Roques e famiglia. Li consideravano molto
eruditi. Ricorda anche l’eccidio degli ebrei in via San’Andrea. Dopo il bombardamento
della città di Pisa si rifugiarono ad Asciano. Anche li arrivarono i tedeschi e presero suo
padre. Vedendo però la sua età avanzata lo chiamarono “vecchio” e gli dettero due
sberle: ma ebbe però la vita salva!
Giuseppina P. dopo il bombardamento della città si rifugiò con la mamma e due fratelli
ad Asciano (ricorda che vi arrivarono in sella alla moto). Ad asciano trovarono rifugio da
una signora soprannominata “la gobba” che viveva assieme a quattro figli. Quando non
c’era da mangiare andavano al mercato nero di Lucca o rubavano nei campi. Nella casa
in cui si erano rifugiati passavano quotidianamente trenta soldati tedeschi.
Storie toccanti e drammatiche che hanno si riaperto delle ferite ormai indelebili ma
che permettono a noi troppo lontani da quei tempi di poter mantenere viva la memoria. Siete voi la nostra memoria!
Anche quest'anno con l'avvicinarsi del periodo Natalizio abbiamo pensato
di fare una piccola recita che ha aperto nei cuori dei nostri ospiti l'attesa
della nascita di Gesù. Abbiamo deciso di utilizzare come tema principale
la lettera pastorale del nostro Padre Lino Piano "Chiamati alla Santità".
Con l'occasione i nostri ospiti hanno interpretato tre figure chiave per La
Piccola Casa: Beato Francesco Paleari, Fratel Luigi Bordino e Suor Maria
Carola, richiamando l'attenzione attraverso delle immagini anche a San
Giuseppe Cottolengo, raccontando le vite dei nostri Santi e Beati per poi
toccare il tema centrale del Santo per eccellenza: "GESÙ".
Attraverso la rappresentazione avvenuta domenica 18 dicembre i nostri
cari ospiti hanno potuto conoscere più a fondo coloro che hanno fatto
tanto per " La Piccola Casa della Divina Provvidenza" e si sono sentiti
protagonisti nella " CHIAMATA ALLA SANTITÀ " che tutti possiamo
ottenere vivendo in maniera piena la nostra vita e soprattutto la nostra
fede. Un ringraziamento speciale per l' impegno a Suor Laura e Suor
Noemi. (Federica – Animatrice Piccola Casa di Firenze)

MENTRE A PISA …

Quest’anno al Cottolengo di Pisa, per gli auguri
di Natale, abbiamo organizzato una recita che
rappresentava la natività. Grazie all’aiuto di
Filomena abbiamo scritto il copione con le
battute dei vari ospiti che hanno partecipato in
numerosi. Le prove che abbiamo fatto sono
state divertenti ed importanti per acquistare
sicurezza. La recita si è svolta in Chiesa. I
riflettori erano puntati sulla capanna, con
Giuseppe interpretato da Giulio e Maria
interpretata da Carla S. Tutti i narratori erano
disposti in semicerchio. Ognuno ha narrato un
po’ di storia della natività, a partire
dall’Arcangelo Gabriele alla venuta dei Rei Magi.
Tutti si sono impegnati ad imparare bene le loro
parti e hanno recitato benissimo! La festa si è
poi spostata nell’atrio della struttura dove ad
aspettarci c’era la merenda offerta dai Cavalieri di Malta, anche loro presenti alla recita. C’era veramente tanta gente,
operatori, amici e parenti. E’ stata una bella festa! (Fabiana – Animatrice Piccola Casa di Pisa)

Martedì 13 febbraio sono venuti a trovarci i clown
dell’associazione “Ridolina”. Si tratta di
un’associazione senza scopo di lucro che trova
ispirazione nella “terapia del sorriso”. Il fine è quello
di umanizzare la degenza nei reparti ospedalieri,
soprattutto nei reparti pediatrici e oncoematologici.
Carla ci racconta qualcosa di quel pomeriggio:
“Abbiamo avuto il piacere di accogliere i clown, un
gruppo di ragazzi allegri e simpatici. Ci siamo divertiti
molto e abbiamo detto loro che saremmo stati felici
di accoglierli con piacere, di nuovo. Il divertimento è
stato da ambo le parti, anche loro hanno cantato e
ballato con noi. Avevano l’argento vivo in corpo, ed
hanno contagiato tutti. Dopo questo pomeriggio
trascorso con estrema felicità, siamo tornati nelle nostre stanze più allegri di prima.”
Sono venti anni che possiamo fare affidamento sulla disponibilità affettuosa di questi sposi. Sono persone impegnate
nel lavoro ed in vari compiti per la loro comunità parrocchiale. Ciononostante si sono sempre dedicati a noi anche nei
momenti in cui avevano difficoltà di salute. Quando è mancata la nostra cara Licia Catola è stato Giuseppe a prendersi
cura della sua sepoltura. Maria Rita è venuta diverse volte a rallegraci con il coro delle “Allegre note”, formato dai
bambini della sua parrocchia. Quest’anno Giuseppe ha dimostrato la sua abilità nel costruire il presepe grande dietro la
Chiesa e quello nel reparto di Santa Agnese. Qualche tempo fa Giuseppe ha compiuto un’impresa: ha accompagnato
Giulio, accanito tifoso della Juventus, a Torino per vede una partita (partita che ha vinto la Juve per sette a zero!). Si può
immaginare la gioia del nostro caro Giulio! C’è sembrato giusto e doveroso dedicare un piccolo discorso di
ringraziamento a questi nostri Amici sul nostro giornalino. Deo gratias e che il Signore vi benedica! Con gratitudine,
Maria Luisa – portavoce degli ospiti di Pisa

Per Simonetta
Per capire chi è Simonetta c’è una sola
parola: “dolcissima”. Buona, bella e
affettuosa. Amore mio: ogni giorno amo
chiamarla così. E’ cara, sensibile, altruista,
affezionata e a me piace riempirla di baci e
di carezze. Lei capisce quello che le dico e mi
ripete che io sono il suo amore. Non so dirvi
altro di lei perché sono soffocata dai suoi
bacetti tanto dolci e desiderati. Simo cara, ti
voglio tanto bene!
Duomo di Pisa, 11 febbraio 2017: Alcuni dei (Carla Salutini, Ospite della Piccola Casa di Pisa)
nostri ospiti e volontari di Pisa alla
Celebrazione Eucaristica nella XXV Giornata
Mondiale del Malato.
(Sopra il nuovo stendardo realizzato dai Volontari
dell’Associazione Volontariato Cottolenghino)
Pensiero Religioso
“E se vogliamo perdonare agli altri,
dobbiamo prima perdonare a noi stessi i
Al maestro Michele del Pecchia, che con la sua musica nostri difetti … Il che significa anzitutto
ha fatto ballare e cantare i nostri ospiti … al maestro saperli generosamente accettare.”
Claudio che è venuto a
(Etty Hillesum – Middelburg 1914, Auschwitz
suonare e cantare per
1943)
noi! Un grazie va anche
al Maestro Meozzi che
da anni con grande
perseveranza ci offre la
sua esperienza PROSSIMI APPUNTAMENTI
musicale.
- 19 febbraio: Carnevale a Pontasserchio
“Quando la musica inizia, non esiste - 22 febbraio: Uscita in città
nient’altro, dimentichi il mondo e le - 23 febbraio: Festa dei compleanni
sue preoccupazioni e ti lasci - 26 febbraio: Carnevale a Viareggio
travolgere dal turbine di note che - 28 febbraio: Festa di Carnevale in casa
sale in cielo.” - 5 marzo: Pomeriggio con i ragazzi del
(Cécile Ludwig) catechismo della parrocchia del Carmine

Pro manoscritto – circolare interna
Redazione: Via Mazzini 61, 56125 Pisa
Tel. 050 23709 – Fax 050 20354
Email: cottopisanews@gmail.com
http://assistenza.cottolengo.org/index.php
Il giornalino è consultabile nella pagina di Pisa