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philosophy

L’ETERNO RITORNO in F. Nietzsche

L'eterno ritorno dell'uguale, più spesso detto soltanto eterno ritorno, in senso generale
caratterizza tutte le ontologie circolari, come quella stoica, per cui l'universo rinasce e ri-muore
in base a cicli temporali fissati e necessari, ripetendo eternamente un certo corso e rimanendo
sempre se stesso.

In senso più specifico l' eterno ritorno è uno dei capisaldi della filosofia di Friedrich Nietzsche. Il
ragionamento che sta dietro al semplice - ma spesso incompreso - concetto di Nietzsche è il
seguente:

In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte.

Ad esempio, tirando infinite volte tre dadi a sei facce, ognuna delle 216 combinazioni potrà
comparire infinite volte.

Questa chiave di lettura risulta chiara dalla lettura di un passo dei Frammenti Postumi risalente
al 1881, mentre è più criptico ed ermetico nei relativi riferimenti in La gaia scienza (1882) e in
Così parlò Zarathustra
(1885).

Nel caso specifico del discorso esistenziale, Nietzsche fa notare che (essendo le "cose del
mondo" di numero finito, e il tempo infinito) anche nella vita umana questo concetto è
applicabile: ogni evento che possiamo vivere, l'abbiamo già vissuto infinite volte nel passato, e
lo vivremo infinite volte nel futuro. La nostra stessa vita è già accaduta, e in questo modo perde
di senso ogni visione escatologica della vita. In Così parlò Zarathustra Nietzsche mostra come
il comprendere questo punto sia fondamentale nel processo di crescita spirituale che porta all'
Oltreuomo

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e non ci sarà in essa mai niente di nuovo... aforisma 341. per non desiderare più alcun'altra cosa che questa ultima eterna sanzione. a te. e tutte nella stessa sequenza e successione [. granello della polvere!". La gaia scienza. un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita. dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte.philosophy .) 2/6 . e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te. I PASSI NIETZSCHEANI L'eterno ritorno ne La gaia scienza « Che accadrebbe se un giorno o una notte. La caratteristica fondamentale dell' Oltreuomo sta proprio nella sua capacità di non pensare più in termini di passato e futuro. come tu ora la vivi e l’hai vissuta. questo suggello? » (Friedrich Wilhelm Nietzsche. ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro. Se quel pensiero ti prendesse in suo potere. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa. di principi da rispettare e scopi da raggiungere. in cui questa sarebbe stata la tua risposta: "Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina". quale sei ora. la domanda per qualsiasi cosa: "Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?" graverebbe sul tuo agire come il pensiero più grande! Oppure. Non ti rovesceresti a terra. quanto dovresti amare te stesso e la vita. e forse ti stritolerebbe. farebbe subire una metamorfosi. digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso.]. ma vivere "qui e ora" nell'attimo presente.

. chi ne percorresse uno dei due sempre più avanti e sempre più lontano: credi tu. Questa lunga via fino alla porta e all'indietro: dura un'eternità.. "Guarda questa porta carraia! Nano! continuai: essa ha due volti. era una porta carraia. non dovrà forse avere già percorso una volta questa via? Non dovrà ognuna delle cose che possono accadere. trascorsa una volta? E se tutto è già esistito: che pensi.. E quella lunga via fuori della porta e avanti è un'altra eternità.] E questo ragno che indugia strisciando al chiaro di luna. essi convengono.] Ognuna delle cose che possono camminare. questi sentieri. di questo attimo? Non deve anche questa porta carraia esserci già stata? E tutte le cose non sono forse annodate saldamente l'una all'altra.. già essere accaduta.. in modo tale che questo attìmo trae dietro di sé tutte le cose avvenire? Dunque anche se stesso? [. Ma. [.. "Tutte le cose diritte mentono. o nano. sbattono la testa l'un contro l'altro: e qui. che questi sentieri si contraddicano in eterno?".philosophy L'eterno ritorno nel Così parlò Zarathustra « "[. In alto sta scritto il nome della porta: "attimo". e persino questo chiaro di luna e io 3/6 .] proprio dove ci eravamo fermati. il tempo stesso è un circolo". Si contraddicono a vicenda. a questa porta carraia. fatta. Ogni verità è ricurva. borbottò sprezzante il nano. Due sentieri convengono qui: nessuno li ha mai percorsi fino alla fine. nano.

Non avevo già udito una volta un cane ululare così? Il mio pensiero corse all'indietro. mentre dormiva. E improvvisamente. che saltava.philosophy e tu bisbiglianti a questa porta. convulso. urlò: avevo mai sentito prima un cane urlare aiuto a quel modo? E. davanti a noi. ciò che vidi. Vidi un giovane pastore rotolarsi.] D'un tratto mi trovai in mezzo a orridi macigni. fuso in un sol grido. desolato. Ma qui giaceva un uomo! E proprio qui! il cane. [. al più desolato dei chiari di luna. [. tutto quanto in me buono o cattivo gridava da dentro di me. il serpente gli era strisciato dentro le fauci e lì si era abbarbicato mordendo. ecco. soffocato. adesso mi vide accorrere e allora ululò di nuovo. Avevo mai visto tanto schifo e livido raccapriccio dipinto su di un volto? Forse.. tirava e tirava invano! Non riusciva a strappare il serpente dalle fauci. Allora un grido mi sfuggì dalla bocca: "Mordi! Mordi! Staccagli il capo! Mordi!". in infanzia remota: allora udii un cane ululare così. Così parlavo. il mio schifo. Sì! Quand'ero bambino. così gridò da dentro di me: il mio orrore. udii un cane ululare.. la mia pietà. in questa lunga orrida via non dobbiamo ritornare in eterno?". non l'avevo mai visto.. il mio odio. davvero. di cose eterne bisbiglianti non dobbiamo tutti esserci stati un'altra volta? e ritornare a camminare in quell'altra via al di fuori. La mia mano tirò con forza il serpente. col pelo irto. stravolto in viso.. guaiolante. solo. cui un greve serpente nero penzolava dalla bocca.] Voi che amate gli enigmi! 4/6 . sempre più flebile: perché avevo paura dei miei stessi pensieri e dei miei pensieri reconditi.

fratelli. e balzò in piedi. udii un riso che non era di uomo. Così parlò Zarathustra. e ora mi consuma una sete. come lui rise! Oh. un desiderio nostalgico. che mai si placa. interpretatemi la visione del più solitario tra gli uomini! Giacché era una visione e una previsione: che cosa vidi allora per similitudine? E chi è colui che un giorno non potrà non venire? Chi è il pastore. Non più pastore. non più uomo. cui il serpente strisciò in tal modo entro le fauci? Chi è l'uomo. cui le più grevi e le più nere fra le cose strisceranno nelle fauci?[ Il pastore. che rideva! Mai prima al mondo aveva riso un uomo.philosophy Sciogliete dunque l'enigma che io allora contemplai. La nostalgia di questo riso mi consuma: come sopporto di vivere ancora! Come sopporterei di morire ora! » (Friedrich Wilhelm Nietzsche.) L'eterno ritorno nei Frammenti Postumi 5/6 . un trasformato. un circonfuso di luce. morse così come gli consigliava il mio grido: e morse bene! Lontano da sé sputò la testa del serpente. poi.

cioè la forza è eternamente uguale ed eternamente attiva: fino a questo attimo. ma in ogni caso è anche determinato e non infinito. Conseguentemente. il numero delle posizioni. in quanto la condizione complessiva di tutte le forze ritorna sempre » (Friedrich Wilhelm Nietzsche. e così via: in avanti e all’indietro! Tutto è esistito innumerevoli volte. non è “infinita”: guardiamoci da questi eccessi del concetto! Conseguentemente. lo sviluppo momentaneo deve essere una ripetizione. cioè tutti i possibili sviluppi debbono già essere esistiti. 11[316]) 6/6 . delle combinazioni e degli sviluppi di questa forza è certamente immane e in sostanza “non misurabile”.philosophy « La misura della forza del cosmo è determinata. 1881-1882. è già trascorsa un’infinità. Frammenti postumi. dei mutamenti. È vero che il tempo nel quale il cosmo esercita la sua forza è infinito. e così quello che lo ha generato e quello che da esso nasce.