E-Learning: teoria e metodo

INTRODUZIONE

Questo modulo vuole offrire agli studenti le conoscenze di base dell’e-learning come modalità
d’insegnamento innovativa nella didattica, affinché essi siano in grado di applicarla come valore
aggiunto e non semplice supporto “di moda” delle attività didattiche tradizionali. Il modulo parte da
una panoramica sui “Principi generali” su cui si fonda l’e-learning e sugli elementi essenziali perché
si verifichi un corretto ed efficacie uso di questa modalità di insegnamento. La seconda unità
didattica, “Teorie”, sarà incentrata sulle principali teorie dell’apprendimento e l’applicazione di esse
all’e-learning. Nella terza unità didattica, “Metodi e Professionalità”, s’illustreranno i metodi e le
forme che l’e-learning può assumere (formale/informale; puro/blended), le tecniche di valutazione e
le professionalità coinvolte nel progetto. La quarta, ed ultima, unità didattica, “Utenze, Prospettive e
Criticità”, illustra le diverse utenze alle quali un’iniziativa di e-learning può rivolgersi, le
prospettive future dell’e-learning ed infine, le principali problematiche ed aspetti critici dell’e-
learning. Al termine di ogni unità didattica sarà verificato il grado di apprendimento attraverso un
questionario di 10 domande a risposta multipla che consentiranno allo studente un’auto valutazione
del suo stato di avanzamento sulla materia.

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E-Learning: teoria e metodo
– I Unità Didattica – Lezione 1

PRINCIPI GENERALI

Definizione di E-Learning
Internet ha aumentato incredibilmente le possibilità d’approcci flessibili per l’apprendimento.
Molte sono le promesse e le aspettative riguardo alle potenzialità che la tecnologia può offrire per
rivoluzionare le modalità di apprendimento.
Molti istituti di istruzione hanno risposto offrendo corsi di e-learning totalmente on line oppure
offrendo modalità on line in aggiunta alle modalità di insegnamento tradizionale.
Numerose sono le definizioni entrate in uso che si pongono in contraddizione con atri termini di
vecchio conio: web learning, formazione a distanza (FAD), digital learning, on line learning e
digital education.
In questo corso si propone una definizione che fa leva sul potenziale etimologico del termine e-
learning ovvero “apprendimento elettronico”, pertanto si definisce l’e-learning: quell’insieme di
dinamiche di apprendimento più o meno strutturate o supportate, che una persona può
mettere in atto attraverso le più diverse applicazioni su internet.
Da questa definizione si evince, quindi, che la Rete, risulta essere elemento discriminante perché si
possa parlare di e-learning, come dire che se le applicazioni non viaggiano in rete non si tratta di e-
learning, ecco allora che il termine “on line learning” (apprendimento on line) sarà qui inteso
intercambiabile al termine “e-learning” che è invece definito dal Joint Information Systems
Committee (2004, p. 10) come:“l’apprendimento facilitato e sostenuto attraverso l’uso delle ICT
(Information and Communication Tecnology)”
Inoltre, volendo dare la precedenza al concetto di apprendimento più che a quello di formazione si
includono nel dominio dell’e-learning anche occasioni di apprendimento che la persona vive in
autonomia e spesso in modo poco consapevole, anche lontano dai contesti strutturati e formali dei
mondi dell’educazione e della formazione.
Esso può riguardare una serie di attività a sostegno della didattica o dell’autodidattica, ma l'e-
learning non è limitato alla formazione scolastica, essendo rivolto anche ad utenti adulti, studenti
universitari, insegnanti, ecc. ed anche nella formazione aziendale, specialmente per le
organizzazioni con una pluralità di sedi.

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Life-long learning
In un’economia fordista una formazione continua era molto meno necessaria di quanto invece non
lo sia nella società dell’Informazione e della Globalizzazione. Ciò che si apprendeva a scuola e
all’Università poteva bastare per una vita di lavoro, magari per lo stesso impiego per una vita intera.
Per far fronte alle sfide poste dalla società attuale, caratterizzata dall’espansione dei mercati su scala
globale e dall’incremento esponenziale della conoscenza in circolo nel sistema e dalla flessibilità
del lavoro sempre crescente, si parla di long-life learning, ovvero apprendimento continuo e
costante per tutta la vita del singolo individuo. L’Unione Europea dà la seguente definizione di
long-life learning:

 ogni attività finalizzata di apprendimento, sia esso formale o informale, intrapreso allo
scopo di migliorare competenze, skills e conoscenze (2003).

Un tale cambiamento radicale nella gestione dell’identità professionale e personale e del rapporto
vita professionale e vita privata, trova maggiore applicazione e più favorevoli condizioni in alcune
società come quelle anglosassoni, piuttosto che in altre, grazie ad un background culturale in cui i
valori di intraprendenza, autonomia individuale, mobilità fisica e sociale, nonché il lavoro come
missione di vita, trovano un posto più centrale nella gerarchia dei valori dominante e condivisa.
Non si tratta però solo di una questione culturale o di volontà individuale. Proiettarsi in un’ottica di
long-life learning comporta grandi sforzi non solo personali ma anche a livello di sistema per offrire
a tutti i cittadini e lavoratori opportunità adeguate, non solo attraverso i tradizionali istituti formativi
(scuola ed università) ma anche attraverso nuove entità come università virtuali, corporale
university (università aziendali), comunità di pratica, nonché attraverso forme creative di
partenariato tra settore pubblico e privato.
Non si tratta solo di partecipare ad uno o più corsi (post-diploma, post-laurea, master, ecc) e quindi
usufruire di una formazione strutturata, piuttosto di proseguire autonomamente l’apprendimento
nelle molteplici occasioni di lavoro e di vita. Si tratta, quindi, di una svolta più radicale, di un
atteggiamento diverso e un cambio di mentalità nei confronti della propria formazione. Alle persone
viene richiesto un alto grado di autonomia, di proattività, sacrificio, flessibilità e creatività
individuale oltre che un orientamento sul lungo periodo.
Queste doti elencate sono coltivabili a partire da un sistema formativo aperto e moderno e
all’interno d’organizzazioni in cui le persone supportano da professionisti dell’orientamento
(counseling). Cioè, doti che emergono grazie al contributo di un sistema organizzativo ed

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è evidente. L’e-learning ha molto da offrire al mondo del long-life learning. dal momento che risponde alla crescente esigenza di flessibilità di accesso alla propria auto- formazione. generazionale (più sensibili i giovani dei meno giovani). di genere (gli uomini più sensibili delle donne).istituzionale che incentiva e premia la creatività e l’intraprendenza individuali. La causa del long-life learning è una causa nobile. la profondità di analisi e la capacità di meta riflessione. Non a caso da un’indagine dell’Unione Europea si evidenzia come esistano profonde differenze nella percezione dell’importanza del long-life learning tra i cittadini europei. bensì ad un e-learning in senso lato che arrivi ad includere anche percorsi autonomi su Internet. quanto alla propria acculturazione e crescita personale possibilmente nella direzione di una maturazione personale e sociale in senso lato. l’e-learning si rende disponibile ad una platea enormemente più ampia rispetto a quella di coloro che hanno la possibilità di accedere ad un’iniziativa messa a disposizione da un’azienda o da un un’organizzazione di appartenenza. educazionale (più sensibili i più scolarizzati). 4 . non avendo a che vedere solo la propria impiegabilità e il proprio contributo ad uno sviluppo meramente economico. In questo caso. costituendone per certi versi un’emanazione. produttivo e sociale. gran parte dell’apprendimento degli adulti ha luogo al di fuori del contesto dell’educazione formale. Gli studi sull’apprendimento informale evidenziano che. Sono evidenti gli ostacoli che un tale approccio all’apprendimento possa incontrare: dalla mancanza di tempo alla difficoltà di conciliare gli impegni professionali con quelli familiari. generalmente messo in atto dentro confini istituzionali (a scuola o in azienda). anche se le persone potrebbero non riconoscerlo come tale. facendo emergere un divario di area geografica (più sensibili i paesi anglosassoni che quelli latini). per portare a termine dei compiti o prendere delle decisioni. ma soprattutto le abilità cognitive di alto livello come l’alfabetizzazione e dimestichezza ai contenuti informatici. In questo caso ci si riferisce non solo all’e-learning strutturato. La questione long- life learning quindi tocca il cuore di tutti i principali meccanismi del sistema educativo. la negoziazione di significati.

cioè mezzi di 5 . • la valorizzazione di: multimedialità: effettiva integrazione tra diversi media per favorire una migliore comprensione dei contenuti. • COLLABORAZIONE – l'uso di strumenti di discussione in grado di supportare l'apprendimento collaborativo più dell'aula. detta "piattaforma tecnologica" (Learning Management System. specie in ambito informatico. • l’impiego del personal computer (eventualmente integrato da altre interfacce e dispositivi) come strumento principale per la partecipazione al percorso di apprendimento. • il monitoraggio continuo del livello di apprendimento. che possono accedere ai contenuti dei corsi in qualsiasi momento e in ogni luogo in cui esista una connessione on line. Tutti i sistemi di e-learning devono prevedere alcuni elementi essenziali. che sono: • l’utilizzo della connessione in rete per la fruizione dei materiali didattici e lo sviluppo di attività formative basate su una tecnologia specifica. • FLESSIBILITÀ – l’apprendimento può aver luogo in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. quando per comunicare un'informazione riguardo a qualcosa ci si avvale di molti media. Uno studio dello Joint Information Systems Committee del 2004 ha individuato sei principali dimensioni dell’e-learning: • CONNETTIVITÀ – l'accesso alle informazioni è disponibile su scala mondiale. sia attraverso il tracciamento del percorso che attraverso frequenti momenti di valutazione e autovalutazione. • un alto grado di indipendenza del percorso didattico da vincoli di presenza fisica o di orario specifico. • INTERATTIVITÀ – la valutazione di apprendimento può essere immediata e autonoma. Si parla di contenuti multimediali. • MOTIVAZIONE – le risorse multimediali possono rendere l’apprendimento divertente. LMS). • ESTENSIONE DELLE POSSIBILITÀ – i contenuti multimediali possono rafforzare ed estendere l’apprendimento tradizionale. E-Learning: teoria e metodo – I Unità Didattica – Lezione 2 Elementi essenziali dell’E-Learning L'e-learning sfrutta le potenzialità rese disponibili da Internet per fornire formazione sincrona e/o asincrona agli utenti. La multimedialità è la compresenza e interazione di più mezzi di comunicazione in uno stesso supporto o contesto informativo.

comunicazione di massa diversi: immagini in movimento (video) immagini statiche (fotografie). dell’e-learning come FAD di “terza generazione” che si distingue dalle due precedenti (CBT e WBT) per il fatto di abilitare dinamiche di apprendimento collaborativo e sociale tra reti di persone e contenuti.) oppure di pratiche di e-learning che si verificano interamente on line. la seconda generazione invece si sviluppa alla fine degli anni sessanta del secolo scorso e integra l’utilizzo degli stampati 6 . Differenze con le altre forme di FAD Spesso si confonde l'e-learning con le altre forme di formazione a distanza comunemente conosciute come FAD. interagisce con esso. Si parla. invece. In questo senso i forum di discussione sincrona o asincrona ricoprono un ruolo di primaria importanza per la creazione di una comunità di studio nella quale l’utente può confrontarsi eliminando così il pericolo dell’abbandono. La categorizzazione più in voga vuole l’e-learning come il naturale compimento ed evoluzione delle altre forme di FAD. interattività con i materiali: per favorire percorsi di studio personalizzati e di ottimizzare l’apprendimento. supporto telefonico. workshop. Le forme dell’e-learning possono variare da quelle cosiddette blended learning (apprendimento ibrido o misto) in cui la componente online si affianca alla formazione di stampo tradizionale (interventi in aula. di cui si parla spesso come una delle principali criticità nell’utilizzo del metodo e-learning. L'Interattività è la caratteristica di un sistema il cui comportamento non è fisso. L’e- learning. in un modo qualunque. anche se è talmente istituzionalizzato dalla nostra cultura e dalle istituzioni educative che non viene più considerato tale. Quando l’utente trasmette. interazione umana: con i docenti/tutor e con gli altri studenti . tramite le tecnologie di comunicazione in rete. musica o testo. La FAD di prima generazione nasce con l’avvento del sistema ferroviario e porta alla veicolazione di materiali didattici per via postale (i famosi corsi per corrispondenza). infatti.per favorire. il sistema può deviare dal suo comportamento prefissato ed adeguarsi alle esigenze dell'utente. non è sinonimo di formazione a distanza anche se ne rappresenta una componente sempre più importante. un'informazione al sistema che sta utilizzando. La formazione a distanza è in realtà vecchia quanto la stampa ed il libro è la sua massima espressione. grazie a questa interazione. seminari ecc. ma varia al variare dell’imput dell’utente. la creazione di contesti collettivi di apprendimento.

on line. CBT Il Computer Based Training o CBT ("insegnamento basato sul computer") è un metodo di insegnamento basato sull'uso di speciali programmi didattici per computer o di altro software dedicato (in forma di CD-ROM. Per ovvi motivi. 7 .con materiali audio-visivi e CDROM (includendo quindi il CBT. si tratta di un approccio particolarmente efficace per insegnare l'uso di applicazioni software. In realtà la componente Internet e/o web e la presenza di una tecnologia specifica come l’LMS distingue l'e-learning da altre versioni di formazione a distanza. spazio on line appositamente dedicato e ad accesso riservato). come i Computer Based Training (CBT) e le procedure di monitoraggio e tracciamento degli utenti lo distinguono dai Web Based Training (WBT). la prima generazione di e- learning). ma senza possibilità di tenere traccia degli accessi e della partecipazione delle persone e senza servizi a valore aggiunto. Sono tuttavia diffusi anche programmi per lo studio delle lingue o di altre materie non informatiche. on line. Il CBT in senso stretto può evidentemente coesistere ed essere integrato con altre forme di insegnamento che impiegano il computer in altri modi. Può essere applicato nella formazione a distanza o nel contesto di un apprendimento autodidatta. quasi tutte le applicazioni moderne sono dotate di un tutoria in linea e si possono considerare un esempio di software per il CBT. EL (e-learning) Programmi di formazione su supporto digitale. DVD-ROM e così via) ma non on line. con servizi a valore aggiunto e con la possibilità di tenere traccia degli accessi e della partecipazione delle persone (grazie ad una “piattaforma”. WBT È una modalità di formazione a distanza che si avvale dell'aiuto di un tutor o docente on line. è un programma di formazione su supporto digitale. per esempio la formazione a distanza e l’e-learning.

Il learning management system presidia la distribuzione dei corsi on-line. Gli LMS spesso operano in associazione con gli LCMS (learning content management system) che gestiscono direttamente i contenuti.LMS Un learning management system (LMS) è la piattaforma applicativa (o insieme di programmi) che permette l'erogazione dei corsi in modalità e-learning. 8 . mentre all'LMS resta la gestione degli utenti e l'analisi delle statistiche. il tracciamento delle attività on-line. l'iscrizione degli studenti. Parleremo della tecnologia LMS nel dettaglio più avanti nella prossima lezione dedicata appunto alla tecnologia dell’e-learning.

risultati dei momenti valutativi. il tracciamento delle attività on-line. manuali. istruttori. Un learning management system (LMS) è la piattaforma applicativa (o insieme di programmi) che permette l'erogazione dei corsi in modalità e-learning. la frequenza ai corsi e-learning e una verifica delle conoscenze. infatti. La maggior parte dei sistemi tiene conto dello studente principiante. ecc. mentre all'LMS resta la gestione degli utenti e l'analisi delle statistiche. Attualmente si sta procedendo ad una loro standardizzazione mediante SCORM. i codici categoria virtuali e la ripartizione delle risorse (sedi della riunione. In un sistema LMS più completo si possono anche trovare strumenti quali l'amministrazione di competenza. la consegna.). le certificazioni. stanze. dovunque e in qualunque momento. E-Learning: teoria e metodo – I Unità Didattica – Lezione 3 TECNOLOGIA LMS Una componente base dell'e-Learning è la piattaforma tecnologica (Learning Management System o LMS) che gestisce la distribuzione e la fruizione della formazione: si tratta. l'analisi d’abilità. La maggior parte dei LMS è strutturata in maniera tale da facilitarne. tempo di fruizione. ecc). Normalmente un LMS consente la registrazione degli studenti. Gli LMS spesso operano in associazione con gli LCMS (Learning Content Management System) che gestiscono direttamente i contenuti. di un sistema gestionale che grazie alla tecnologia SCORM. Il learning management system presidia la distribuzione dei corsi on-line. l'iscrizione degli studenti. 9 . la pianificazione di successione. permette di tracciare la frequenza ai corsi e le attività formative dell'utente (accesso ai contenuti. facilitandone l'auto-iscrizione e l'accesso ai corsi. l’accesso e la gestione dei contenuti.

SCROM Lo SCORM. • Tracciamento e memorizzazione delle interazioni degli studenti con i learning object (obiettivi formativi). 10 . Oggi. • Un LCMS gestisce l'importazione e la pubblicazione dei learning object. • Composizione e modularizzazione delle unità didattiche fondamentali. lo scambio di contenuti digitali in maniera indipendente dalla piattaforma. dotate di modularità. reperibilità. per potergli rispondere. La compatibilità della piattaforma si rende necessaria solamente per "capire la lingua" dell'oggetto e. le ultime specifiche dello standard sono relative alla versione 1. Learning Object (LO) Un learning object è un’unità d’istruzione per l’e-learning. nell'e-Learning. Lo SCORM definisce. le specifiche relative al riutilizzo. interpretando i messaggi che gli vengono passati. I learning objects costituiscono particolari tipi di risorse d’apprendimento autoconsistenti. chiamate learning object (LO). è tecnicamente un "modello virtuale" (reference model). tracciamento e catalogazione degli oggetti didattici (learning object). "Shareable Content Object Reference Model" (Modello di Riferimento per gli Oggetti di Contenuto Condivisibili).3 (detto anche SCORM 2004) anche se il più utilizzato rimane ancora lo SCROM 1. La piattaforma di e-learning ha solo il compito di dialogare con l'oggetto.2. come ad esempio: • Creazione. che ne consentono la possibilità d’impiego in contesti diversi (approfondiremo nella lezione sui Contenuti). riusabilità e interoperabilità. cioè una raccolta di specifiche tecniche che consente. primariamente. gestione e memorizzazione dei contenuti didattici. se necessario. riutilizzabile. Ciò è possibile in quanto lo SCORM definisce al suo interno le caratteristiche che dovrebbero essere supportate dal Learning Management System (LMS).LCMS Il learning content management system (LCMS) è un modulo software presente nelle piattaforme di e-learning che riunisce tutte le funzionalità necessarie alla gestione dei contenuti per l'insegnamento on-line. i "mattoni elementari" con i quali vengono strutturati i corsi. "pacchetti" indipendenti in grado di soddisfare uno o più obiettivi didattici.

Il linguaggio con cui si comunica è lo Javascript che viene interpretato da una API (Application programming interface) che funge da ponte tra i dati che i due elementi (LMS e LO) si trasmettono.xml. Un materiale didattico SCORM è un file con estensione . prende il nome di SCO. Questo principio è alla base dello standard in quanto. Il tutto viene archiviato nella sezione in un file chiamato imsmanifest. a seconda del fatto che l'oggetto sia preposto a comunicare con un LMS o ad essere un oggetto di un supporto che non comunica con la piattaforma di e-learning. tra i formati più comuni per costruire SCO possiamo citare l'HTML. la data dell'ultima modifica fino ad arrivare ai vari livelli d’aggregazione tra i vari oggetti.zip. ogni learning object deve avere le seguenti caratteristiche: • Essere catalogabile attraverso dei metadati (campi descrittivi predefiniti) in modo da poter essere indicizzato e ricercato all'interno del LMS. Lo SCORM quindi non specifica un formato di file che può rappresentare l'oggetto didattico: qualsiasi formato può essere incluso in un pacchetto SCORM. ad esempio il tempo passato all'interno di una certa lezione. alla descrizione con metadati ed al suo funzionamento all'interno di un LMS. rispettando le direttive di costruzione. Il linguaggio con cui l'oggetto SCO comunica con la piattaforma di e-Learning è lo Javascript.Per essere compatibile con lo standard SCORM. se invece è un oggetto di supporto prende il nome di ASSET. Viene ad esempio richiesto l'autore.pif. I campi descrittivi richiesti sono molti. Java o altri formati più chiusi o meno diffusi. che contiene all'interno diverse sezioni relative alla struttura. i risultati conseguiti in un test e i vincoli previsti per passare all'oggetto successivo. Flash. passandogli dei dati utili al tracciamento dell'attività del discente. • Essere riusabile: l'oggetto deve essere trasportabile su qualsiasi piattaforma compatibile senza perdere di funzionalità. oppure . non tutti obbligatori. l'oggetto e la piattaforma non devono essere modificati per attivare le funzionalità di tracciamento e catalogazione. • Poter dialogare con l'LMS in cui è incluso. Il dialogo avviene attraverso dei dati che passano dal LO al LMS e dal LMS al LO. Se questo oggetto è programmato per comunicare con la piattaforma. la versione. 11 .

con l’obiettivo di organizzare il sapere e l'informazione depositati in rete secondo un'architettura dinamica e cooperativa. Con il termine web semantico. Con l'interpretazione del contenuto dei documenti che il Web Semantico propugna. realizzabile analizzando."oltre. Tim Berners-Lee.Web semantico Originariamente il web è stato pensato per la divulgazione. che sono basate solo sulla presenza nel documento di parole chiave senza tenere conto del contesto d’utilizzo del documento. file. rendendone chiaro il loro contesto e ciò che essi significano. immagini. si intende la trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML. la quale contiene informazioni circa il contenuto e la posizione di un libro. di contenuti ipertestuali. ovvero rintracciare una particolare occorrenza del documento. all'interpretazione e. Parallelamente alla sua crescita esponenziale c’è stata la produzione di un’enorme mole di dati che risultano poi difficili da gestire. letteralmente "dato su un (altro) dato". • localizzazione. che consiste nell’individuare l’esistenza di un documento. dopo" e dal latino datum "informazione" . • gestione risorse. • interoperabilità semantica. Un esempio tipico di metadati è costituito dalla scheda del catalogo di una biblioteca. saranno possibili ricerche più evolute ed intelligenti delle attuali. Metadato Un metadato (dal greco meta. termine coniato dal suo ideatore. che consiste nel permettere la ricerca in ambiti disciplinari diversi grazie ad una serie di equivalenze fra descrittori. ossia gestire le raccolte di documenti grazie all’intermediazione di banche dati 12 . cioè dati riguardanti i dati che si riferiscono al libro. più in generale. è l'informazione che descrive un insieme di dati. e così via) siano associati ad informazioni e dati (metadati) che ne specifichino il contesto semantico. all'elaborazione automatica. Da qui nasce l’idea di aggiungere una descrizione ai dati rendendo chiaro il loro contesto e ciò che essi significano. con le eventuali limitazioni. • selezione. ed altre operazioni specialistiche come la costruzione di reti di relazioni e connessioni tra documenti secondo logiche più elaborate del semplice link ipertestuale. La funzione principale di un sistema di metadati è quella di consentire il raggiungimento dei seguenti obiettivi: • ricerca. valutando e filtrando una serie di documenti. che rifletta una sorta di semantica collettiva. in un formato adatto all'interrogazione. Un altro contenuto tipico dei metadati può essere la fonte o l'autore dell'insieme di dati descritto oppure le modalità d'accesso. in modo semplice. ritrovare e trovare.plurale: data).

13 . così che la loro essenza possa essere catturata da un’unica concisa descrizione. l'organizzazione dei titoli delle tematiche nel catalogo di una biblioteca serve non solo come guida all'individuazione dei libri associati ad una tematica. inoltre servono per capire come determinati argomenti specifici siano correlati a (o derivati da) i titoli generali delle tematiche stesse. ovvero ottenere informazioni sull’effettiva disponibilità del documento. I campi di una collezione di metadati sono costituiti da informazioni che descrivono le risorse informative a cui si applicano. permettono il recupero di documenti primari indicizzati attraverso le stringhe descrittive contenute in record: schede in cui vengono rappresentate le caratteristiche più significative o le proprietà peculiari dei dati in questione. in modo sintetico e standardizzato. ma anche come guida a quelle che sono le tematiche esistenti nell'“ontologia” di una biblioteca. e cataloghi. fornisce a sua volta una via di recupero dei dati stessi. con lo scopo di migliorarne la visibilità e facilitarne l’accesso. Ad esempio. infatti. I sistemi di metadati strutturati in modo gerarchico sono più propriamente noti come schemi od ontologie. Entrambi i termini esprimono degli oggetti per determinare degli scopi o per rendere possibili delle azioni. • disponibilità. I metadati. che.

anche piuttosto diversi fra loro. Questi servizi. lavagne condivise (interactive whiteboards) e videoconferenze e così via. multimediali: si tratta di audio-video conferenze attivate tra due o più persone. document repository. Chat e Istant Messaging Il termine chat (in inglese. I software di ambiente collaborativo possono gestire anche l'apprendimento asincrono (che non necessita la presenza degli utenti nello stesso momento): forum di discussione. comunicazione 1 a1 o molti a molti. ovvero. comunicazione 1 a molti esclusivamente vocali o testuali: di fatto sono poco praticate (eccetto ascoltare una stazione radiofonica in diretta su Internet). comunicazione 1 a molti. a seconda della quantità di persone a cui ci si rivolge e della ricchezza del canale informativo: 1. accesso ai materiali didattici o a materiali di supporto. quelli che i paesi di lingua inglese distinguono di solito con l'espressione "online chat". l'aula virtuale (o ambiente collaborativo) è la metodologia didattica che permette l'interazione (soprattutto in modalità sincrona) fra gli utenti: si tratta. complessivamente. infatti. 3. comunicazione 1 a 1 o molto a molti. 4. 2. sistemi di istant messaging. multimediale: è il caso delle cosiddette aule virtuali in cui si trasmette in diretta internet un seminario (in gergo webinar) a cui gli studenti collegati in rete possono partecipare per esempio facendo domande via chat testuale o vocale. E-Learning: teoria e metodo – I Unità Didattica – Lezione 4 STRUMENTI Tool per la comunicazione sincrona Se la piattaforma tecnologica risulta essere una componente fondamentale per l'e-learning. Si possono distinguere 4 principali modalità di comunicazione sincrona. chat testuali o vocali. viene usato per riferirsi ad un'ampia gamma di servizi sia telefonici che via Internet. esclusivamente vocali o testuali: telefonate on line (tecnologia Voip). letteralmente. "chiacchierata"). o delle cosiddette lavagne virtuali in cui più persone lavorano ed interagiscono su uno stesso file in tempo reale. di strumenti che favoriscono la comunicazione immediata tramite chat. hanno tutti in comune due elementi fondamentali: il fatto che il dialogo avvenga in 14 .

tempo reale, e il fatto che il servizio possa mettere facilmente in contatto perfetti sconosciuti,
generalmente in forma essenzialmente anonima. Il "luogo" (lo spazio virtuale) in cui la chat si
svolge è chiamato solitamente chatroom (letteralmente "stanza delle chiacchierate"), detto anche
channel (in italiano canale), spesso abbreviato chan.
Fra gli informatici, il servizio di chat con la storia e la tradizione più importanti è certamente la
Internet Relay Chat (IRC), fondamentalmente basata sullo scambio di messaggi testuali. A questa
tecnologia, che ancora oggi mette in comunicazione milioni d’utenti ogni giorno, è associata
un’intera sottocultura (diversificata in decine di "sotto-sottoculture" per i principali server). Da
questo contesto deriva gran parte della terminologia che anche altri sistemi di chat su rete hanno
ereditato. IRC, un tempo unico servizio di chat su Internet, è oggi affiancata dalle webchat (spesso
in java) ospitate da server autonomi e da numerose altre tecnologie; sono molto utilizzate, in
particolare, le applicazioni di instant messaging come ICQ o MSN Messenger, che in genere
integrano anche posta elettronica (e quindi comunicazione asincrona) e interazione multimediale.
Sono anche molto diffusi (forse non altrettanto utilizzati) i servizi basati sul Web, come gli applet di
chat offerti da molti portali, tipicamente a supporto di comunità virtuali formatesi attorno a
strumenti come forum o message board.
I diversi servizi di chat possono essere catalogati sotto due tipologie principali:

 1-on-1, come gli istant messaging;
 group chat.

Alla prima categoria appartengono i servizi di chat che principalmente permettono di chattare con
una persona alla volta. I contatti di questo tipo di chat sono personali e contenuti in una rubrica,
spesso archiviata on-line in modo che sia raggiungibile da ogni terminale collegato alla rete
internet. Le finestre di conversazione sono una per ogni contatto con cui si sta chattando. Rispetto
alla chat di gruppo la chat 1-on-1 ha delle funzionalità multimediali avanzate come l'invio di audio
e video, clip audio ed animazioni personali e condivisione di cartelle. Fra i tanti, i servizi più usati
di questo tipo sono MSN Live Messenger, Yahoo! Messenger, Google Talk e Skype. Solitamente i
nick in questi servizi sono legati ad un indirizzo mail o ad un account identificativo.
Le group chat, invece, hanno le potenzialità di mettere in comunicazione centinaia di persone allo
stesso momento, in quanto i messaggi vengono inviati a tutte le persone che in quel momento sono
collegate al gruppo (solitamente chiamato canale o stanza). I canali si possono differenziare per i
loro contenuti tematici e per la lingua usata dai loro utenti. La finestra di conversazione è una per
ogni canale. Vi è comunque la possibilità d'inviare, in modo analogo agli instant messaging,

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messaggi in una conversazione "privata" tra due singoli utenti (anche nota come query). Le chat di
gruppo come IRC sono principalmente testuali e con elementi multimediali ridotti o assenti. I nick
degli users (i soprannomi) non sempre sono legati ad un account permettendo così un maggior
anonimato.
Con il passare del tempo ed il potenziamento del web, le differenze fra la chat 1-on-1 e le chat di
gruppo diminuiscono: se con le chat di gruppo come IRC è sempre stato possibile inviare anche
messaggi ad una singola persona, i servizi di chat 1-on-1 si stanno orientando verso la possibilità di
utilizzare anche chat di gruppo (sebbene tale fuzione sia a volte disattivata dai gestori del server in
seguito a polemiche e controverse derivanti da tale utilizzo).

Videoconferenza
Si definisce videoconferenza la combinazione di due tecnologie:

 La videotelefonia, che permette di vedere soltanto il proprio
interlocutore;
 La videoconferenza vera e propria, che permette a più persone di
condividere un unico canale di comunicazione.
La videoconferenza per la didattica a distanza è la nuova frontiera dell'apprendimento di gruppo (in
aule attrezzate e l'ausilio di un tutor in presenza che garantisce e stimola l'interazione in tempo reale
col docente e tra gli allievi), sia individuale con n. studenti collegati contemporaneamente con un
docente che interagisce in tempo reale tramite comunicazioni internet (e-mail, chat, ecc.).
Oltre alla possibilità di vedere il proprio interlocutore, la videoconferenza permette a volte di
disporre di:

 un pannello di controllo dove sono indicati i soggetti partecipanti;
 uno spazio di lavoro virtuale comune, in cui tutti i partecipanti possono
condividere testi, immagini, tabelle ed altre informazioni;
 con l'ausilio di tutor didattici ed organizzativi-motivazionali in aula, una
lezione in videoconferenza permette la delocalizzazione della formazione
al posto dello spostamento delle persone, creando nelle sedi distaccate lo
stesso ambiente fertile per l'apprendimento, almeno tanto quanto avviene
nell'aula trasmittente. Un esempio molto all'avanguardia è l'esperienza di
teledidattica in videoconferenza dell'Università di Camerino portata

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avanti a partire dall'a.a. 1998/99 e che per target di studenti raggiunti,
modalità organizzative e numero di sedi collegate rappresenta a tutt'oggi
un esempio unico. (Nascita, motivazioni, organizzazione e studi in
materia possono essere letti su www.videoconf.it).
La videoconferenza rappresenta l'interazione sincrona in audio, video e dati fra due o più soggetti.
La possibilità di comunicare in videoconferenza dipende dalla disponibilità d’apparati che
supportano la cattura, codifica, trasmissione e decodifica di audio e video, e dalla capacità degli
apparati stessi di colloquiare secondo un protocollo standard comune.
Lo standard indica che la funzionalità minimale da garantire per una videoconferenza è l'audio;
l'audio stesso costituisce uno degli elementi che determinano in prima battuta la buona riuscita di
una videoconferenza. Se l'audio risulta affetto da rumori, distorsioni oppure eco, si vanifica l'utilità
della videoconferenza. Questi problemi sono amplificati nel caso in cui l'incontro non avvenga nella
lingua madre. In generale, se ci sono problemi legati alla qualità dell'audio, la videoconferenza
risulterà completamente inefficace.

Tool per la comunicazione asincrona
Gli strumenti sincroni e asincroni di comunicazione, collaborazione e veicolazione dei contenuti
sono una componente rilevante dell’”anima collaborativa” di internet, importanti per rispondere
all’esigenza di coinvolgimento e di contatto umano.
Possono essere così classificate:

 tool asincroni 1 a 1: è il caso delle e mail;
 tool asincroni 1 a molti: è il caso di neswletter, seminari on line registrati
e FAQ (domande frequ Il rischio di drop-out nell’EL è più alto che nella
formazione tradizionale enti con relative risposte);
 tool asincroni molti a molti: è il caso di mailing list, forum di
discussione, delle billboard e degli shoutbox (in questa categoria
rientrano anche blog e wiki).

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Il risultato più straordinario da questo punto di vista è senza dubbio Wikipedia (www. L’anonimità del contributo non è richiesta ma è comune. promuovendo un rovesciamento radicale dei presupposti dei blog. In questo processo si possono liberamente modificare o eliminare per sempre i contributi di altri. a meno che non siano presenti sistemi di filtro. .wikipedia.org). attraverso cui si assemblano prospettive individuali. 18 . facendo grande uso di rimandi di tipo ipertestuale e associazioni libere tra concetti. di ripristino dei contenuti precedenti o di restrizione nell’accesso.Wiki A differenza dei blog i wiki non nascono attraverso un filtro personale ma piuttosto su un filtro di contenuti. La tensione continua al miglioramento continuo del prodotto rende il wiki uno strumento interessante in chiave enciclopedica. enciclopedia universale digitale che beneficia di un continuo processo d’estensione e che promuove l’associazione tra concetti. contesti. naturalmente se è in mano ad una comunità coesa e motivata. Il Portland Pattern Repository è stato il primo wiki in assoluto ed è stato creato da Ward Cunningham nel 1995. chi contribuisce redige collettivamente un testo (che eventualmente include componenti multimediali). categorie e concetti. Nel caso dei wiki. sempre più diffusi specie nei contesti professionali.

tracce audio. simulazioni. Trattandosi. sottotitolazione. 19 . esercitazioni interattive. quali ad esempio l'emissione in commercio di film per l'home video. contributi video. ad oggi. esso è giustificato principalmente per interventi su ampia scala. salvando . navigazione. E-Learning: teoria e metodo – I Unità Didattica – Lezione 5 CONTENUTI e TUTORAGGIO Contenuti I contenuti dei corsi didattici possono essere progettati in diversi formati: pagine HTML. di un intervento dispendioso in termini economici. contributi audio. In qualsiasi caso.ad esempio - una presentazione in formato HTML). Authoring Si definisce DVD Authoring il procedimento di confezionamento di un dvd in tutte le sue numerevoli funzionalità. test. multiangolo. si tratta di contenuti realizzati in modalità multimediale e possono essere costruiti ad hoc (attraverso software di authoring) o essere stati modificati da materiale già esistente in formato elettronico come ad esempio gli eBook (anche in modo molto semplice. animazioni 2D o 3D. Sono considerate authoring le seguenti funzioni di un dvd: menu e/o menu animati.

spesso si ritiene che l’approccio pragmatico/produttivo dell’e-learning. i LO sono: autoconsistenti: costituiti da uno o più assets. Interoperabilità: i materiali didattici devono essere predisposti per poter essere distribuiti su qualsiasi piattaforma tecnologica e per garantire la tracciabilità 20 . interoperabili: possono funzionare su diverse piattaforme che erogano materiali didattici (LMS) grazie all’attenzione data agli standard (SCORM) che definiscono le regole di impacchettamento e ordine di fruizione dei LO. riusabili: per la loro autonomia in diverse situazioni di apprendimento.) per l’acquisizione di conoscenza rispetto ad un obiettivo formativo. Nella fattispecie. modulari: aggregabili con altri LO. A questo proposito. finalizzato al risparmio di tempi e costi nella fase di progettazione e produzione dei materiali didattici. ecc. LO sono unità autoconsistenti. è la questione della granularità. ovvero la dimensione di un LO per permetterne l'aggregazione con un altro LO. Di grande importanza. personalizzando così tempi e modalità di approccio ai contenuti.LO (Learning Object) Lo sviluppo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha avuto significative ripercussioni anche sulle modalità di apprendimento. Gli esperti di e-learning sostengono che i materiali didattici dovrebbero essere costruiti ad hoc in modo da garantire le quattro principali caratteristiche della formazione online: modularità: il materiale didattico deve essere composto da moduli didattici. stimolando la formazione di nuove risorse didattiche. sia l’orientamento che giustifica la realizzazione di LO. un video. in quanto rappresentano un’unità minima costituita da uno o più assets (elementi minimi costituiti da un’immagine. Interattività: l'utente deve interagire con il materiale didattico. che deve rispondere efficacemente alle necessità motivazionali dell'interazione uomo- macchina Esaustività: ogni LO deve rispondere a un obiettivo formativo e portare l'utente al completamento di tale obiettivo. reperibili: grazie alla marcatura dei metadati. chiamati anche Learning object (LO) in modo che l'utente possa dedicare alla formazione brevi lassi di tempo (indicativamente 15/20 minuti di tempo).

multimediale. dell'azione formativa. questa componente viene sacrificata. I compiti del tutor sono: agire sulle attività del singolo e del gruppo attraverso gli strumenti di comunicazione sincrona e asincrona disponibili. completano una piattaforma di e-learning. soprattutto per quanto riguarda la formazione aziendale. Tutoraggio Una delle maggiori criticità dell'e-learning rispetto alla formazione tradizionale è l'apparente mancanza del docente. che nell'e- learning ha un tasso di rischio notevolmente più alto rispetto alla formazione tradizionale. Tali strumenti. L'assenza di questa figura viene sopperita con una serie di figure e di servizi che sono la spina dorsale della metodologia didattica: il tutor e la comunità di pratica. che vengono interpretati dal browser nella sua interazione con il LCMS server per costruire l'oggetto documentale. Un oggetto di apprendimento (LO) può contenere inoltre specifiche del livello di ingresso. Le azioni di tutoraggio supportano la formazione degli utenti per quanto riguarda l'approfondimento degli argomenti di studio e per la motivazione: il Tutor di formazione agisce in modo da limitare l'effetto abbandono dell'apprendimento prima del termine della formazione (drop-out). SCORM. appunto. Da un punto di vista tecnico. a volte però. A tal fine sono stati individuati quindi degli standard (AICC. come abbiamo visto. relazionarsi con gli esperti di contenuto per aiutare gli utenti nella formazione. del contesto di applicazione. anche la corretta sequenza di contenuti del percorso formativo. in SCORM e successivi. associati al LMS. IMS) che devono essere implementati per garantire la comunicazione fra diversi sistemi e fare in modo che un Learning Object concepito su una piattaforma possa essere integrato in un'altra. il test con le sue caratteristiche e. distribuire i materiali didattici e di supporto. dei prerequisiti. che permettono un reale e fattivo processo di apprendimento. 21 . Attualmente lo standard che va per la maggiore è SCORM. L'evoluzione tecnologica ha portato alla realizzazione di sistemi Learning Content Management System (LCMS) che si occupano della gestione dei contenuti sia nella fase di creazione che nella fase di erogazione. dialetti specializzati di XML come EML ed altri. i Learning Object sono oggetti descritti tramite specifiche XML e/o.

In queste comunità gli individui mirano ad un apprendimento continuo e hanno consapevolezza delle proprie conoscenze. Nella prospettiva di un graduale affermarsi del Web semantico. Le comunità di pratica Le comunità di pratica e di apprendimento sono gruppi sociali che hanno come obiettivo finale il generare conoscenza organizzata e di qualità cui ogni individuo può avere libero accesso. infatti. i forum. lavorare e studiare. Non esistono differenze di tipo gerarchico: tutti hanno uguale importanza perché il lavoro di ciascuno è di beneficio all’intera comunità. a prendere ciò che di meglio produce ognuno dei collaboratori. non esistono spazi privati o individuali. piuttosto che quello. e il web semantico. È questa una concezione che si differenzia notevolmente dalle società di tipo individualistico come quella occidentale dove tra gli uomini prevale la competizione e manca quella collaborazione che invece funge da motore pulsante nelle comunità di pratica. in quanto tutti condividono tutto. Tra le più importanti ricordiamo i wiki. Questo metodo costruttivista punta ad una conoscenza che si costruisce insieme e rappresenta un modo di vivere. Chi entra in questo tipo di organizzazione mira ad un modello di condivisione. sostenere ed animare i dibattiti. che accentua l'aspetto "reticolare" dell'apprendimento. 22 . aiutare gli studenti a pianificare il proprio lavoro. favorire ed innescare dinamiche di apprendimento tra gli studenti. della componente "elettronica" o "virtuale". riassumere e sintetizzare le varie attività. Chi ha conoscenza e la tiene per sé è come se non l’avesse. concordi nella valutazione standardizzata delle classificazioni dei materiali. La finalità è il miglioramento collettivo. si può immaginare facilmente (ma già oggi è concretamente realizzabile) un percorso di apprendimento e formazione autogestito che veda il discente spostarsi attraverso diversi portali e siti. Oggi sono molte le iniziative che vedono nel lavoro di gruppo (dove con gruppo può anche intendersi l’intera umanità) l’essenza stessa della conoscenza. Recentemente è stato utilizzato anche il termine web learning. gestire le aree di collaborazione degli LMS. diverse piattaforme (gestite da diverse autorità). Le comunità di pratica tendono all'eccellenza. ormai scontato. dei test e dei livelli di ingresso e di uscita nel processo formativo. far emergere domande esplorative.

In altre parole. valore aggiunto che non potrebbe essere raggiunto con strumenti e approcci tradizionali. il fattore determinante per la sostenibilità didattico-formativa dell’e-learning è la capacità di sfruttare efficientemente le potenzialità intrinseche delle tecnologie nel processo educativo del discente in modo da arricchirlo e migliorarlo. Il concetto di sostenibilità si lega inoltre. migliorare. può garantire reale valore aggiunto alla didattica. Ad esempio. Le condizioni che possono determinare una reale sostenibilità dell’e-learning sono varie e mutevoli. efficacia ed efficienza del processo di insegnamento/apprendimento basato sull’uso estensivo delle ICT e sulle TEL (il Technology Enhanced Learning in e-learning è l’insieme dei possibili modi di usare le ICT per arricchire. E-Learning: teoria e metodo – I Unità Didattica – Lezione 6 Sostenibilità dell’E-Learning Il concetto di sostenibilità in campo e-learning è di estrema importanza e delicatezza. con il concetto di valore aggiunto: un intervento formativo di tipo e-learning è sostenibile nel momento in cui offre un valore aggiunto rispetto ad un intervento formativo di tipo tradizionale. ad esempio. la sostenibilità didattico-formativa all’interno di un contesto scolastico spesso non collima con la sostenibilità economica o con quella delle risorse da mettere in campo. a doppia mandata. L’e-learning collaborativo. La sostenibilità è. dilata i tempi dedicati allo studio e presuppone maggiore impegno (gestionale e temporale) da parte dei formatori. avremmo un e-learning sostenibile dal punto di vista didattico-formativo- 23 . è spesso considerato il più efficiente. ottimizzare il processo di apprendimento. come la cartina al tornasole della qualità. infatti. In generale. la sostenibilità dell’e-learning non vuol dir altro che domandarsi “quando” e “se” serve l’e-learning nel processo di insegnamento/apprendimento. ed il concetto stesso di sostenibilità acquisisce significati differenti a seconda del contesto preso in considerazione e degli obiettivi da raggiungere. Ad esempio. gli fa acquisire abilità nell’uso delle ICT e competenze di problem solving. poiché offre quella interazione sociale tra i discenti che dà valore aggiunto al processo di apprendimento. In questo caso. favorendo i differenti stili e ritmi di apprendimento e offrendo agli studenti flessibilità in termini di studio). ma. Un approccio e-learning diviene invece sostenibile nel momento in cui l’uso del computer in particolare. l’uso del computer a supporto delle strategie e tecnologie didattiche non è sufficiente da solo a dare quel valore aggiunto all’e-learning e a renderlo sostenibile dal punto di vista didattico-formativo. di converso. e delle ICT in generale.

tali blended solution sono probabilmente meno sostenibili se si prende in considerazione la dimensione organizzativo-gestionale o economica dell’intervento formativo. invece. magari per una non adeguata progettazione didattica o per la mancanza di e-content validi. ad esempio. una blended solution pensata e proposta per risolvere problemi logistici e organizzativi è sì sostenibile in questa specifica dimensione (logistico- organizzativa). ma anche contenutistico (con la veicolazione di validi e-content). Soluzioni miste non sono solo alternanza di studio in presenza (lezioni frontali) e a distanza (on-line training). quindi un maggiore valore aggiunto. Le soluzioni miste di e-learning (e-learning content driver e collaborative e-learning) sono spesso considerate quelle più sostenibili da un punto di vista didattico-formativo. 24 . ma molto probabilmente non lo è dal punto di vista didattico-formativo. ma anche qui bisogna fare attenzione. ma anche da scelte logistiche (riduzione di lezioni frontali per mancanza di aule). Nella didattica universitaria. in quanto prodotto di una necessità pratica (risparmiare tempo e risorse). poiché apportano i vantaggi tipici di entrambi gli approcci. In tal senso. Di converso. ma probabilmente non sostenibile da un punto di vista organizzativo-gestionale-economico (magari per mancanza di tempo. bensì sono l’integrazione di metodi e strumenti didattici tipici di entrambi gli approcci.pedagogico (offrendo un apprendimento collaborativo. costruttivista e mutato). In tal senso le blended solution possono essere considerate le più sostenibili da un punto di vista non solo didattico-formativo. di strutture e di strumenti). i motivi che spesso muovono i docenti ad adottare una blended solution sono dettati da scelte didattiche (recupero di tempo-aula a vantaggio della veicolazione del know-how del professore).

MARTINOTTI. 2006.videoconf. Milano.osix. ELLOUMI.org www.learning. Theory and practice of on line learning. NETGRAFIA http://it. BIBLIOGRAFIA ANDERSON.groove. G. 2004.org/wiki/E-learning http://www. F.wikipedia. ISBN: 0-919737-59-5.net www..athabascau. Athabasca University.it www.net 25 . McGraw-Hill.telepa.wikipedia.. E-learning.it www.com/easyteach/ www. T.. cde.ca/online_book. F. DEL FIORE..

 Componente cognitiva: La persona che apprende è condizionata dalle modalità attraverso cui organizza l’informazione nella propria mente. è un fenomeno complesso e multi-dimensionale. È per questo motivo che viene data la precedenza alla trattazione delle teorie dell’apprendimento rispetto ad altri corpus teoretici affini. in questo corso si vuole dare risalto al processo di apprendimento più che all’insegnamento. E-Learning: teoria e metodo – II Unità Didattica – Lezione 1 TEORIE Principali teorie dell’apprendimento Coerentemente con il cambiamento di paradigma descritto nella prima lezione (long-life learning). mettendo al centro della questione la persona prima delle istituzioni o organizzazioni chiamate a strutturare il processo formativo. Questa caratteristica. L'e-learning sfrutta le potenzialità rese disponibili da Internet per fornire formazione sincrona e/o asincrona agli utenti. che possono accedere ai contenuti dei corsi in qualsiasi momento e in ogni luogo in cui esista una connessione on line. per comprendere come e perché persone diverse apprendono diversamente è necessario scomporre la questione nelle sue principali componenti:  Componente sociale: La persona che apprende è condizionata dall’ambiente e dal contesto in cui è cresciuta e in cui vive e lavora. L’apprendimento.  Componente pedagogico/esperienziale: La persona che apprende è condizionata dai metodi e dalle esperienze attraverso cui è stata educata e formata.  Componente biologica/genetica: La persona che apprende è condizionata dalla struttura del proprio cervello. porta a definire alcune forme di e-learning come "soluzioni di insegnamento centrato sullo studente". unita alla tipologia di progettazione dei materiali didattici. infatti. 26 .  Componente emotiva: La persona che apprende è condizionata dalle emozioni positive e negative che ha vissuto.  Componente disciplinare: La persona che apprende è condizionata dalla struttura e dalle regole di uno o più specifici campi disciplinari e di pratica. che vive e che associa all’apprendimento.

Skinner. Secondo il comportamentismo c’è apprendimento quando si stabilisce una connessione prevedibile tra un segnale nell’ambiente (lo stimolo). il costruttivismo. una persona che apprende. pensiamo per esempio quanto sia importante l’emotività rispetto alle strutture cognitive. pertanto. Il Comportamentismo Secondo il Comportamentismo l’apprendimento è un processo di progressivo adattamento del soggetto alle richieste di un ambiente esterno. fondato sul dialogo tra diverse discipline. influenzato dai precedenti studi di Thorndike (1913). tra imput dell’ambiente e output dell’individuo. Le componenti sopra elencate sono talmente compenetrate tra loro che è molto difficile e rischioso arrivare a conclusioni univoche rispetto all’incidenza di una rispetto all’altra. In sintesi questi tre filoni ci dicono che si apprende quando:  si è chiamati a mettere in atto un comportamento di adattamento a un ambiente esterno. un comportamento (la risposta) e una conseguenza positiva (rinforzo).La complessità del fenomeno dell’apprendimento si misura proprio perché. un’altra non apprende) non è facile distinguere tra loro le cause che lo hanno generato. Si apprende quindi per adattarsi alle contingenze degli eventi e degli obiettivi: ogni persona ha una propria “storia di 27 .  si mettono in moto le proprie strutture e capacità cognitive per assegnare un significato e un valore alla realtà esterna (cognitivismo). Lo studio dell’apprendimento deve essere. dominante dai primi decenni del secolo scorso fino agli anni ’60. Tale adattamento avviene attraverso l’acquisizione di abitudini dettate da associazioni tra stimoli e risposte.  si costruiscono degli artefatti concreti attraverso un processo cooperativo tra più persone (costruttivismo). dato un determinato fenomeno finale (per esempio. rispondendo a determinati stimoli (comportamentismo). Come l’esperienza e la pratica il legame tra stimolo e risposta si fa più forte e il tempo che intercorre tra segnale e il comportamento si riduce sempre più. è considerato il padre del comportamentismo (o behaviorismo) e dai suoi studi derivano gran parte dei dati sperimentali alla base della teoria comportamentista. I principali filoni teorici dell’apprendimento sono il comportamentismo. il cognitivismo. Pavlov (1927).

di esplicite procedure di lettura (come distinguere fatti da opinioni). quali la composizione testuale. 28 . L’efficacia di questo metodo è stata dimostrata per l’insegnamento di procedure matematiche e computazionali. Sebbene la versione purista di questa corrente teorica sia spesso criticata. somma di tutte le esperienze passate fatte di connessioni tra segnali. la comprensione di testi. escludendo emozioni. o programmazione. 4. nonostante il ruolo passivo di colui che apprende. I materiali di apprendimento devono essere adeguatamente progettati per favorire e facilitare l’apprendimento. fare domande e fornire un feedback sulle risposte. comportamenti e conseguenze. 3. All’insegnante spetta il ruolo di determinare le abilità/capacità necessarie a mettere in atto il comportamento desiderato per poi assicurarsi che gli studenti se ne impossessino in modo graduale. Prove on line o forme di valutazione di altro genere dovrebbero essere integrate nel processo di apprendimento per verificare il livello di ricezione dello studente e per fornire un feedback appropriato. Il comportamentismo considera rilevanti solo i dati percettibili. idee ed interiorizzazioni. che è considerato un “ricettacolo di conoscenza”. risulta invece meno efficace per l’insegnamento in aree del saper meno strutturate. Gli studenti devono ricevere un feedback in modo che essi possano controllare come stanno procedendo e adottare misure correttive qualora necessario. dalla teoria alla pratica. Gli studenti devono essere sottoposti a prove per determinare se hanno o non hanno raggiunto il risultato formativo. del vocabolario delle lingue straniere. le sue varie forme possono risultare ancora efficaci per acquisizione di conoscenza fattuale. di concetti e fatti propri delle scienze naturali e delle scienze sociali. 2. dei materiali dovrebbe essere in sequenza da semplice a complesso. se hanno o non hanno raggiunto gli obiettivi formativi della lezione on-line. Rispetto all’e-learning questo assunto si traduce in un’interazione didattica completamente gestita dal sistema informatico. Il computer è visto come strumento ideale per presentare alcuni contenuti. Agli studenti dovrebbero essere comunicati in modo esplicito i risultati del loro apprendimento in modo che essi possano porsi delle aspettative e auto valutare se stessi. applicata nei primi modelli come il CAI (Computer Assisted Istruction) e di CBT (Computer Based Traning). APPLICAZIONE ALL’E-LEARNING 1. I sistemi di istruzione e di insegnamento che si fondano su una visione comportamentista dell’apprendimento puntano a condizionare il comportamento dello studente utilizzando rinforzi selettivi.rinforzi”. La progettazione. l’analisi delle letterature o dei trend storici. da noto a sconosciuto.

si è assistito ad un progressivo proliferare e ramificarsi degli studi di impostazione cognitivista. Grande attenzione viene riposta dai teorici cognitivisti all’apprendimento concettuale. I docenti non sono più esclusivamente degli esperti (come voleva il comportamentismo) ma agiscono da supervisori che accompagnano i discenti nel processo d’apprendimento. E-Learning: teoria e metodo – II Unità Didattica – Lezione 2 Cognitivismo Se le teorie comportamentiste partono dall’assunto che l’apprendimento è un processo di adattamento del soggetto alle richieste di un ambiente esterno. si focalizzano sulla trasmissione al discente di modelli mentali. intesa non come magazzino nel quale si accatastano conoscenze e abilità ma come struttura elaborata e connessa. lo studente processa simboli e informazioni. i cui principali teorici sono il filosofo dell’educazione Dewey e gli psicologi dell’educazione Vygotsky. i cambiamenti di comportamento sono studiati attentamente. Piaget. È passivo nell’interpretazione della realtà. ma come indicatori di quello che sta succedendo nella mente di coloro che apprendono. come nel comportamentismo. Anche in questo caso. L’apprendimento viene di conseguenza studiato analizzando i cambiamenti nelle strutture cognitive del soggetto e nella sua personalità. Bruner e Tolman. I sistemi di istruzione e di insegnamento che si fondano sul cognitivismo. ma è attivo nella decisione di mettere in pratica un comportamento. Per operare con efficacia in ogni situazione lo studente dovrà dominare tre differenti tipi di abilità cognitive:  strategie per la risoluzione dei problemi. Il cognitivismo non rappresenta un corpus compatto. Il superamento del comportamentismo porta in primo piano la mente. le teorie cognitiviste prima e costruttiviste poi rovesciano il presupposto. Dall’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso. Quando apprende. assumendo che sia l’individuo ad adattare l’ambiente esterno alle proprie esigenze di conoscenza e di strutturazione della realtà. 29 . Questi ultimi guardano alla realtà oggettiva utilizzando la propria visione del mondo (realtà cognitiva) come modello di riferimento. il cui principale obiettivo è il dominio di una procedura di problem solving piuttosto che la memorizzazione di conoscenza fattuale come auspicato dal modello comportamentista. né nei modelli teorici di riferimento né nell’impostazione metodologica. dal momento che questa risulta filtrata da modelli mentali imposti socialmente.

scoprire strategie cognitive adatte ad un determinato contesto. Obiettivo ultimo dell’insegnamento sarà quello di dare la possibilità agli studenti di osservare. L’insegnante. di valutazione e revisione). offrendo spunti. Questo richiede una sequenza di compiti sempre più complessi.  strategie di apprendimento (abilità di esplorare campi nuovi. Altre teorie dell’apprendimento di stampo cognitivista (Rogers. Maslow. provvede all’impalcatura su cui si reggerà il controllo autonomo di ogni studente sui processi di apprendimento. di aumentare le conoscenze in un argomento familiare. di pianificazione strategica. Per arrivare all’applicazione di questo corpus teorico all’e-learning è necessario approfondire la visione del cognitivismo nei confronti di due aspetti dell’apprendimento: la memoria e le differenze individuali. feedback e promemoria. di riconfigurare la conoscenza di cui si è in possesso). di monitoraggio. un’impalcatura per l’apprendimento che consenta agli studenti di affrontare i dettagli forti di una solida visione generale. differenti situazioni per il problem solving. argomento che si affronterà nelle prossime due lezioni. 30 . L’apprendimento sequenziale deve essere effettuato in modo tale che il discente si impossessi delle molteplici capacità richieste da un’attività e scopra le condizioni in cui applicarle. inventare. 1943) collegano l’apprendimento al bisogno di crescita della personalità. 1951.  strategie per la gestione del sapere a livello cognitivo (capacità di determinazione degli obiettivi. con un coinvolgimento della persona a livello emotivo ed affettivo oltre che cognitivo.

da cinque a nove. La Psicologia cognitiva guarda l'apprendimento come la trasformazione di un’informazione. 1960). andranno perdute. La quantità di informazione trasferita alla memoria a lungo termine è determinata dalla qualità e 31 . poiché gli esseri umani hanno capacità di memoria a breve termine limitate. Secondo Miller (1956). se non vengono trasferite immediatamente alla working memory. per compensare la limitata capacità di memoria a breve termine. L'e-learning deve presentare materiali e usare strategie che consentano agli studenti di elaborare i materiali didattici in modo efficiente. Dal momento che la working memory ha una capacità limitata. Dopo che l’informazione è processata dalla working memory sarà memorizzata nella memoria a lungo termine. Quindi. La formazione on line deve utilizzare strategie per consentire agli studenti. E-Learning: teoria e metodo – II Unità Didattica – Lezione 3 Il Cognitivismo e la memoria I cognitivisti vedono l'apprendimento come un processo interno che coinvolge: memoria. pensiero. durante la quale lo studente utilizza diversi tipi di memoria. e metacognizione. le informazioni dovrebbero essere raggruppate in sequenze significative. di trasferire le informazioni alla working memory e quindi di conservarle nella memoria a lungo termine. non sarà trasferita alla memoria a lungo termine per la conservazione. astrazione. Se la struttura cognitiva in questione non è presente significa che devono essere inclusi nel processo di apprendimento strategie pre istruttive e advance organizers. che accedono ai materiali didattici. riflessione. Le informazioni sono ricevute attraverso i sensi dell’apparato sensoriale prima che la trasformazione si verifichi. i progettisti dei corsi di e-learning devono accertarsi che sia presente un’opportuna struttura cognitiva per consentire al discente di elaborare le informazioni. La quantità di informazioni trasferite alla working memory dipende dalla quantità di attenzione che è stata data all’informazione in entrata e se le strutture cognitive sono in grado di dare un senso a tali informazioni. cioè organizzatori preliminari all’avanzamento dell’apprendimento (Ausubel. motivazione. Le informazioni sensoriali persistono nell’apparato per meno di un secondo. le informazioni dovrebbero essere organizzate o segmentate in unità di dimensioni adeguate per agevolarne la memorizzazione. La durata nella working memory è di circa 20 secondi e se le informazioni nella working memory non sono trattate in modo efficiente. Egli suggerisce che le informazioni siano frazionate in significative unità di misura.

Gli studenti utilizzano il loro sistema sensoriale per registrare l’informazione sotto forma di sensazione/emozione. video). essere usate strategie per rendere le informazioni il più possibile visibili. L’elaborazione più profonda. Il deposito in memoria si verifica quando una struttura cognitiva esistente muta per includere le nuove informazioni. il ritmo o andamento dell’informazione e le modalità di consegna (audio. Durante l’assimilazione. immagini. La psicologia cognitiva sostiene che le informazioni sono immagazzinate nella memoria a lungo termine. tuttavia. come nelle reti. in forma di nodi che si connettono tra loro a formare relazioni. la grafica. Secondo Stoyanova e Kommers (2002). le dimensioni del testo. Dovrebbero essere utilizzate strategie per consentire agli studenti di individuare e prestare attenzione alle informazioni in modo che esse possano essere trasferite alla working memory. Dovrebbero essere evitate le sensazioni non essenziali per consentire agli studenti di prestare attenzione solo alle informazioni importanti. l'informazione cambia per adattarsi alle strutture cognitive esistenti. Applicazione all’e-learning 1. Dovrebbero. ecc).  le informazioni critiche per l'apprendimento devono essere evidenziate in modo che 32 . Per facilitare un’elaborazione più profonda. Le informazioni tracciano una mappa che mostra i principali concetti di un argomento e le relazioni che collegano tali concetti dovrebbero essere inclusi nel materiale per didattico. non devono essere sovraccaricati di sensazioni.dalla profondità del trattamento effettuato dalla working memory. gli studenti dovrebbero essere incoraggiati a creare le proprie mappe d’informazioni. L’informazione trasferita dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine è assimilata o depositata nella memoria a lungo termine. gli attributi dello schermo (a colori. infatti. Gli studenti devono ricevere le informazioni sotto forma di emozione prima che la percezione e il trattamento possano verificarsi. Per esempio: la corretta localizzazione dell’informazione sullo schermo. quindi. Strategie per promuovere la percezione e l’attenzione per l'apprendimento on-line sono quelle elencate di seguito:  le informazioni importanti devono essere messe al centro dello schermo per la agevolarne la lettura da sinistra a destra. ciò potrebbe essere controproducente per il processo di apprendimento. la creazione di mappe concettuali richiede riflessione critica ed è un metodo per rendere palese la struttura cognitiva degli alunni. animazioni. la maggior parte delle associazioni. le nuove informazioni acquisite si formano nella memoria.

Le domande presentate prima della lezione facilitano il richiamo della conoscenza già esistente e così aiutano gli studenti ad 33 . 2.  il livello di difficoltà del materiale deve corrispondere al livello cognitivo del discente.  gli studenti devono essere informati del perché dovrebbero seguire la lezione. Dovrebbero essere utilizzate strategie per consentire agli studenti di recuperare informazioni esistenti nella memoria a lungo termine per dare un senso alle nuove informazioni. Mayer (1979) ha condotto una meta-analisi sullo studio degli “organizzatori preventivi”. in modo che essi possano prestare attenzione ai contenuti in tutta la durata della lezione. in una lezione on-line. e ha rilevato che tali strumenti sono efficaci quando gli studenti stanno imparando da testi dal contenuto sconosciuto. Gli studenti devono saper collegare le nuove informazioni alle informazioni correlate già memorizzate nella memoria a lungo termine. gli “organizzatori preventivi” servono a fornire un quadro di riferimento per l'apprendimento (cosa so? Cosa voglio sapere? Cosa ho imparato?)  fornire modelli concettuali che gli studenti possano utilizzare per recuperare modelli mentali esistenti e alimentare la struttura cognitiva che essi avranno bisogno di utilizzare per imparare la lezione nel dettaglio. quindi.  utilizzare domande pre-istruttive per impostare le aspettative degli studenti e attivare la loro struttura della conoscenza attuale. Un advance organizer di tipo comparativo può essere utilizzato per ricordare allo studente la sua conoscenza pregressa nel settore e. Poiché la maggior parte dei corsi contiene materiali che sono nuovi per gli studenti. gli studenti possano concentrare l’attenzione su di esse. Ad esempio. un advance organizer narrativo può essere utilizzato per aiutare ad aggiungere i dettagli della lezione. Link ad entrambi i materiali (versioni più semplici e più complesse) possono essere utilizzati per ospitare gli studenti a vari livelli di conoscenza. in modo che lo studente possa nello stesso tempo seguire e fare collegamenti tra il materiale didattico. Le strategie per facilitare l’uso di schemi pre esistenti sono elencate di seguito:  utilizzare advance organizers per attivare una struttura cognitiva esistente e fornire le informazioni includendo i dettagli della lezione. possono essere utilizzate delle rubriche per approfondire i dettagli organizzate in modo da consentire agli studenti di prestare attenzione ed elaborare le informazioni in esse contenute. aiutarlo nell’elaborazione.

ogni voce. Una mappa concettuale generale serve come panoramica per la lezione on- line. Via via che la lezione procede. essa può essere lineare.  utilizzare test di prova sui prerequisiti attiva la struttura della conoscenza necessaria per l'apprendimento di nuovi materiali. Alla fine della lezione. quindi. I materiali dell’e-learning dovrebbero presentare non più di cinque o nove voci sullo schermo per agevolare e rendere efficace il trattamento della working memory. di contestualizzare l'apprendimento e. sintetizzare. 34 . di facilitare l’elaborazione profonda. analizzare. viene presentata e suddivisa in sotto-voci. gli studenti con diversi background e diverse conoscenze possono scegliere il percorso più appropriato per ripassare le conoscenze propedeutiche prima che gli vengono presentate le nuove informazioni. e valutare facilitano l'apprendimento di livello superiore e rendono il trasferimento alla memoria a lungo termine più efficace. Dovrebbero anche essere incluse strategie on line che consentano agli studenti di applicare le informazioni nella vita reale. 4. o a ragnatela. Le strategie che richiedono agli studenti di applicare. questi dovrebbero essere presentati come una mappa concettuale così da mostrare la loro organizzazione. della mappa generale delle informazioni. gli studenti dovrebbero essere invitati a creare proprie mappe di informazioni durante il processo di apprendimento oppure una sintesi delle attività alla fine. imparare meglio i materiali didattici e motivarli a trovare altre risorse aggiuntive per raggiungere l’obiettivo formativo della lezione. L’e-learning può sfruttare le capacità visive e di trasformazione del computer per presentare mappe delle informazioni o per chiedere agli studenti di generare loro mappe delle informazioni utilizzando appositi software di mapmaking. Dovrebbero essere utilizzate altre strategie che incoraggino l’elaborazione più profonda per aiutare a trasferire le informazioni al deposito della memoria a lungo termine. Per facilitare un’elaborazione più profonda. la mappa generale viene mostrata di nuovo ma con le relazioni tra le voci illustrate. Le informazioni dovrebbero essere segmentate per evitare il sovraccarico durante il trattamento da parte della working memory. Se ci sono molti elementi da imparare in una lezione. Con la flessibilità dell’e-learning. 3. gerarchica.

Lo stile cognitivo si riferisce alla modalità preferita dallo studente di elaborare/trasformare l’informazione. prendendo in considerazione il Myers-Briggs Type Indicator (Myers. Nel Kolb Learning Style Inventory (LSI. quindi. che hanno una preferenza per le attività di sperimentazione e preferiscono applicare ciò che imparano a situazioni di vita reale e andare al di là di quanto è stato presentato. invece. giudizio contro percezione. e cercare nuove informazioni su vari argomenti. Kolb. Esistono studenti. La percezione riguarda il modo in cui gli studenti sentono e assorbono le informazioni che li circondano. Diversi strumenti sono utilizzati per determinare gli stili di apprendimento degli studenti. e. o di risolvere i problemi. A loro piace provare le cose ed imparare dalla loro esperienza. Così. L’e-learning può provvedere a soddisfare le differenze individuali attraverso la determinazione di tale preferenza degli studenti e fornendo adeguate attività di apprendimento sulla base dello stile di apprendimento dello studente. di ricordare. invece. di pensare. L'osservazione riflessiva. cioè il modo tipico e personale. lo stile cognitivo è un altro indicatore delle differenze individuali. Lo stile cognitivo è 35 . Kolb suggerisce che due componenti costituiscono la nostra esperienza di apprendimento: percezione e trasformazione (o elaborazione) . pensiero contro sensazione. interagisce e risponde all’ambiente di apprendimento. L’elaborazione può essere di due tipi la concettualizzazione astratta e la sperimentazione attiva. Lo stile di apprendimento si riferisce al modo in cui un allievo percepisce. 1978) utilizza una scala di misura dicotomica: estroversione contro introversione. si riferisce al bisogno o desiderio degli studenti di prendere del tempo per pensarci su e riflettere sui materiali didattici. Esistono studenti che hanno una preferenza per la concettualizzazione astratta ai quali piace imparare fatti e cifre. che può avvenire attraverso le esperienze concrete o attraverso le osservazioni riflessive. esso è un misuratore delle differenze individuali. essa è legata al modo in cui gli studenti capiscono ed elaborano le informazioni che vengono assorbite dopo la percezione. rilevamento contro intuizione. E-Learning: teoria e metodo – II Unità Didattica – Lezione 4 Il cognitivismo e le differenze individuali La scuola cognitiva riconosce l'importanza delle differenze individuali. Le esperienze concrete si riferiscono al desiderio degli studenti di imparare cose che hanno un significato personale nella vita. l’importanza di includere una varietà di strategie da utilizzare nell’e-learning per accogliere tali differenze. La seconda componente è la trasformazione. 1984) l’autore esamina il modo in cui gli studenti percepiscono ed elaborano le informazioni.

i riflessivi preferiscono un’alta presenza del docente. in modo che gli studenti possano selezionare le attività più appropriate in base al loro stile preferito. i valori. e sono meno influenzati dal rinforzo sociale. Ally e Fahy (2002) hanno riscontrato che gli studenti con diversi stili di apprendimento hanno diverse preferenze per il tipo di sostegno. 2. per esempio. dovrebbe essere fornito un adeguato sostegno agli studenti con i diversi stili di apprendimento. Le personalità field-indipendent hanno un approccio analitico con l'ambiente. e le interazioni sociali. auto-studio). e vedono il docente solo come un coach o un aiutante. 1977). Gli studenti orientati all’osservazione riflessiva. Oltre alle attività di base. l'istruttore e visto come l'esperto. I materiali di e-learning dovrebbero includere attività adatte ai diversi stili di apprendimento. Essi preferiscono che tutte le informazioni siano disponibili per l'apprendimento. Gli studenti orientati all’esperienza concreta preferiscono esempi specifici in cui essi possono essere coinvolti. Le informazioni devono essere presentate in modi diversi tenendo conto delle differenze 36 . Applicazione all’e-learning 1. preferiscono osservare attentamente prima di intraprendere qualsiasi azione. Esse tendono ad evitare l'interazione con gli altri. Essi preferiscono metodi attivi di apprendimento che li facciano interagire con i colleghi per ricevere feedback e informazioni. Agli studenti orientati alla concettualizzazione astratta piace più lavorare con le cose e i simboli e meno con le persone. Al contrario gli studenti orientati alla sperimentazione attiva preferiscono imparare facendo pratica attraverso progetti e discussioni di gruppo. meno differenziato. A loro piace lavorare con la teoria e condurre analisi sistematiche. mentre gli attivi preferiscono una bassa presenza del docente. invece. 3. Le personalità field-dependent vivono gli eventi in modo più globale. Una delle dimensioni dello stile cognitivo che ha implicazioni per l’e-learning è la distinzione tra personalità field-dependent e field independent (Witkin e altri. A questi piace il lavoro di gruppo e il feedback tra pari. e si rapportano alla pari. Gli individui field-dependent hanno un maggiore predisposizione alla socialità rispetto alle personalità field-independent. Gli individui field-independent sono in grado di imparare in modo più efficace in condizioni di motivazione personale (ad esempio.considerato una dimensione della personalità che influenza gli atteggiamenti. Questi studenti preferiscono metodi che consentono loro di interagire con i colleghi e ricevere solo assistenza dal docente. sono in grado di distinguere le figure separatamente dal loro sfondo. Ad esempio. Essi tendono a creare propri criteri per valutare le situazioni.

visiva per incoraggiarne la codifica. dal noto al non noto) e usare un approccio basato sulla competenza dove agli studenti è indicata la possibilità di utilizzare diverse strategie per completare la lezione. Le strategie potrebbero includere la descrizione dei vantaggi derivanti dal seguire la lezione. 37 . FIDUCIA: Usare strategie che preannuncino un risultato e che informino gli studenti cosa aspettarsi dalla lezione. Agli studenti piace sapere come stanno procedendo. se gli studenti non sono motivati. in tal modo il mantenimento di interesse in tutta la sessione di apprendimento. Keller & Suzuki. 4. CONFIDENCE. Secondo la Teoria dual-codifica (Paivio. Ove possibile le informazioni dovrebbero essere presentate in forma testuale. Informare gli studenti del risultato della lezione e fornire un costante incoraggiamento per completare la lezione. e come si può usare ciò che hanno imparato in situazioni di vita reale. RILEVANZA: Informare gli studenti dell’importanza della lezione e come ne potrebbero beneficiare seguendola. Questa strategia contribuisce a contestualizzare l'apprendimento e rendere più significativo. infatti. SODDISFAZIONE: Fornire un feedback sulle prestazioni e consentire agli studenti di applicare ciò che hanno imparato in situazioni di vita reale. individuali nell’elaborazione e per agevolare il trasferimento alla memoria a lungo termine. 1988): ATTENZIONE: catturare l’attenzione degli studenti all'inizio della lezione e mantenerla viva durante tutta la lezione. 1981). SATISFACTION) per motivare i discenti durante l’apprendimento (Keller. 1983. La questione è se usare la motivazione intrinseca (che muove dall’interno dello studente) o la motivazione estrinseca (guidata dal docente). Tuttavia. Non importa quanto sarà efficace il materiale on-line. strategie di motivazione estrinseca devono essere utilizzate per quegli studenti che sono motivati dall’esterno. Le informazioni Dual-codificate sono processate in diverse parti del cervello. Annunciare il risultato attraverso un percorso graduale (dal semplice al complesso. non impareranno. Il materiale di e-learning deve comprendere un’attività all'inizio della sessione di apprendimento per agganciare gli studenti. Keller ha proposto un modello ARCS (ATTENTION. e piace contestualizzare ciò che stanno imparando mediante l'applicazione nella vita reale. Gli ideatori di materiali d’apprendimento on-line dovrebbero utilizzare strategie di motivazione intrinseca (M’alone. Gli studenti dovrebbero essere motivati ad apprendere. 1986). RELEVANCE. verbale. con una conseguente maggiore codifica. le informazioni ricevute in diverse modalità (testuale e visiva) saranno elaborate meglio che quelle presentate in un unico modo (solo testuale).

Conclusioni Riassumendo. invece. Utilizzare strategie on line che facilitano il trasferimento dell’apprendimento per incoraggiare l'applicazione in modi diversi e in situazioni di vita reale. Trasferire le informazioni a situazioni di vita reale potrebbe aiutare gli studenti a sviluppare un significato personale e contestualizzare le informazioni. 1998). La quantità di informazioni elaborate dipende dall’importo che è percepito. 6. Incoraggiare gli studenti ad utilizzare le loro abilità metacognitive per aiutarli nel processo di apprendimento (Meyer. 38 . utilizzando i casi della vita vera. Sternberg. gli studenti devono avere la possibilità di esercitarsi in compiti ed in progetti che utilizzano applicazioni e informazioni della vita reale. La scuola costruttivista. la psicologia cognitiva suggerisce che gli studenti ricevono e processano informazioni che devono essere trasferite alla memoria a lungo termine per essere immagazzinate. di cui parleremo nella prossima lezione. Inoltre. e verificare i loro progressi. se necessario. e l'importo immagazzinato dalla memoria a lungo termine dipende dalla qualità del trattamento della working memory. e devono comprendere strategie per facilitare l'alto livello di elaborazione per il trasferimento di informazioni alla memoria a lungo termine. 1998. 5. creano conoscenza personale per rendere il materiale significativo. suggerisce che gli studenti costruiscono la conoscenza personale dall'esperienza di apprendimento stessa. Nell’apprendimento on-line gli studenti devono avere la possibilità di riflettere su ciò che stanno imparando. Lezioni on-line efficaci devono utilizzare le tecniche che permettono agli studenti di sentire e percepire le informazioni. La metacognizione è la capacità di uno studente di essere consapevole delle proprie capacità cognitive e di utilizzare queste capacità per apprendere. La simulazione di una situazione reale. deve essere parte della lezione. collaborare con gli altri studenti. Domande di auto valutazione ed esercizi che riguardano l’intera lezione sono buone strategie per consentire agli studenti di verificare come stanno procedendo. Dopo che gli studenti acquisiscono le informazioni. in modo che possano utilizzare la loro abilità metacognitive per migliorare il loro apprendimento.

astratto e indipendente da un contesto di riferimento. Il discente deve essere portato a prendere delle decisioni autonomamente e viene chiamato ad esplorare i problemi in prima battuta. per poi passare ad avvalersi delle teorie in modo funzionale alla loro risoluzione (e non il contrario). 1966). Al contrario. spesso si verifica in modo particolarmente felice quando è supportata da qualcosa di più concreto. perché è lì ed esiste”. 1929 e Bruner. sostiene che “la costruzione di conoscenza che ha luogo nella testa di chi apprende. una torta. mentre è compito del docente creare le attività d’apprendimento che più gli/le si confacciano. dal momento che la conoscenza è vista come strettamente collegata a una situazione concreta e come prodotto di una collaborazione sociale e comunicazione interpersonale. il costruttivismo rispetto al cognitivismo considera perno dell’apprendimento da una parte la relazione che s’instaura tra il soggetto in apprendimento e i propri pari. esaminato e ammirato. La conoscenza è un’operazione di costruzione personale di significati che il soggetto attiva tutte le volte che vuole comprendere la realtà che lo circonda. Il costruttivismo vuole che l’apprendimento prenda forma a partire dalle conoscenze pregresse di chi apprende: lo studente occupa una posizione centrale nel processo formativo. L’insegnante perde la propria funzione di depositario indiscusso di un sapere universale. Papert (1980). tra cui l’apprendimento situato e il problem-based learning. ma come il risultato di una dimensione collettiva d’interpretazione della realtà. come una casa Lego. uno dei maggiori teorici di questo filone teorico. accettare e promuovere l’inevitabile confronto tra più prospettive individuali è uno degli scopi fondamentali del costruttivismo. La nuova conoscenza non si costruisce solo in base a ciò che è stato acquisito in passate esperienze e come elaborazione ricettiva. una poesia o un documento. In questa prospettiva. dall’altra quella tra il soggetto e un artefatto conoscitivo che egli o ella contribuisce a costruire. E-Learning: teoria e metodo – II Unità Didattica – Lezione 5 Costruttivismo Nasce come corrente teorica interna al cognitivismo (sulla base dei lavori di Piaget. ma anche e soprattutto attraverso la condivisione e la negoziazione di significati 39 . Questo prodotto potrà essere mostrato. non esistono conoscenze “giuste” e conoscenze “sbagliate”. discusso. come non esistono stili e ritmi d’apprendimento ottimali. L’apprendimento non è quindi solo visto come un’attività personale. indipendente e solitaria di dati. In questa prospettiva hanno preso forma alcuni sotto-filoni teorici più specifici.

rielaborare le conoscenze possedute in funzione di esigenze nuove promuove un pensiero creativo. aumenta la capacità di trovare soluzioni ottimali nel minor tempo possibile. 1994) perché il vero sapere è quello che aiuterà ad acquisire altro sapere. Scopo della formazione non sarà più quello di proporre al soggetto un sapere codificato. La progettazione didattica deve quindi connotarsi come operazione aperta e flessibile d’adattamento alle necessità emergenti. L’obiettivo ultimo non è l’acquisizione totale di specifici contenuti prestrutturati e dati una volta per tutte. ma si limita ad indicare una serie di presupposti che devono essere rispettati per rendere l’attività formativa realmente rispondente alle esigenze contingenti.  il loro lavoro è valutato come se fosse un prodotto autentico. In un gruppo di lavoro o d’apprendimento cooperativo il fatto di potersi scambiare nuove idee e opinioni.  partecipano in attività autentiche con connessione al mondo reale.  hanno accesso a strumenti distribuiti per un apprendimento significativo. bensì quello di assumersi il compito di far conoscere al soggetto stesso le specifiche conoscenze di cui ha bisogno (Papert.  collaborano con i propri pari per la risoluzione di problemi concreti. Presentare più fattori significativi in una situazione problematica sviluppa nel discente un’attività di indagine funzionale alla produzione di decisioni efficaci. Il costruttivismo non ha quindi sviluppato un modello didattico univoco. il problem solvine e le simulazioni risultano delle ottime strategie didattiche: non essendo finalizzate alla memorizzazione di numerose definizioni.  le conoscenze sono rappresentate in modalità diverse. 40 . riescono a fare interiorizzare un concetto applicandolo ad un’attività pratica. bensì l’interiorizzazione di una metodologia di apprendimento che renda progressivamente il soggetto autonomo nei propri percorsi conoscitivi. Jonassen (2001). Ritiene che le persone apprendano più facilmente ed efficacemente quando:  vengono coinvolte in processi attivi di apprendimento. sostiene che le tipologie di supporto all’apprendimento programmate in un dato contesto con ogni probabilità non potranno mai essere trasferite in un altro.espressi da una comunità di interpreti. attraverso la condivisione di competenze diversificate. altro esponente influente di questa corrente teorica. Il costruttivismo vuole che si permetta allo studente di attivare un’esplorazione attiva. lo studio dei casi. In quest’ottica. consona ai propri interessi e motivazioni: l’esperienza d’apprendimento si basa su un processo di riadattamento flessibile della conoscenza preesistente in funzione dei bisogni posti dalla nuova situazione formativa.

allora le strategie che promuovono l'apprendimento multi-contestuale dovrebbero essere utilizzate per assicurarsi che gli studenti possano. Mezirow (1991) si rifà sia al costruttivismo che al cognitivismo per spiegare come le persone imparano. Egli vede l'apprendimento come "il processo che utilizza una prima interpretazione per elaborare una nuova o revisitata interpretazione del significato delle esperienze al fine di orientare le azioni future ". quindi. Gli studenti dovrebbero costruire le proprie conoscenze. originando la riflessione sulle cosiddette comunità di pratica.  la situazione incontrata durante il processo di apprendimento. con la necessità emergente che ogni persona sviluppi capacità metacognitive e di pensiero critico. L’apprendimento Trasformativo significa "trasformare in modo riflessivo le credenze. che vede come qualcosa di contestuale. L’applicazione all’e-learning 1. Nell’e-learning dovrebbero essere utilizzate attività d’apprendimento che consentono agli studenti di contestualizzare le informazioni. Non da ultimo il costruttivismo ha il merito di aver promosso la contaminazione degli ambiti tradizionali di studio e ricerca sull’apprendimento con le discipline manageriali ed organizzative. appunto. L'apprendimento deve essere un processo attivo.Oggi il cosruttivismo riscuote successo in quanto maggiormente coerente alle dinamiche di cambiamento imposte dalla società dell’Informazione e dall’economia della conoscenza. piuttosto che accogliere i dati dal 41 . applicare le informazioni in ogni contesto. Se l’informazione deve essere applicata in molti contesti.  le condizioni di comunicazione. La maggiore enfasi. Nella sua teoria di trasformazione.  il processo in cui avviene l'apprendimento. gli atteggiamenti. è posta dal costruttivismo nel processo d’apprendimento.  l'immagine di sé del discente. Mantenere gli studenti attivi facendo attività significative risulta un processo ad alto livello che facilita la creazione di significato personalizzato. Mezirow ha sostenuto che l'apprendimento coinvolge cinque contesti interagenti:  il quadro di riferimento o di significato in cui si colloca la prospettiva di apprendimento. Chiedere agli studenti di applicare le informazioni ad una situazione pratica è un processo attivo che facilita l’interpretazione personale e la rilevanza. 2. i pareri e le reazioni emotive che costituiscono il nostro schema di significato o trasformare le nostre prospettive di significato".

in modo che i singoli membri del team possono beneficiare l’uno dei punti di forza dell’altro. in modo che essi possono dare un senso alle informazioni. la divisione dovrebbe essere basata sul livello di competenze e sullo stile di apprendimento dei singoli membri del gruppo. e permette loro di utilizzare le proprie competenze metacognitive. On line. dal momento che gli studenti devono prendere l'iniziativa di apprendere. l'apprendimento è lo sviluppo di nuove 42 . Gli studenti dovrebbero avere il controllo del processo di apprendimento. in un modo che può non essere adeguato per tutti gli studenti. oppure può essere chiesto agli studenti di tenere un diario durante il processo dell’apprendimento per incoraggiare la riflessione e l’elaborazione. gli studenti hanno bisogno di tempo per riflettere ed interiorizzare le informazioni. Gli studenti saranno inoltre in grado di utilizzare i punti di forza di altri studenti. docente. piuttosto che riceverle filtrate da un docente il cui stile o background può differire dal loro. e di imparare dagli altri. ciò dà loro la possibilità di contestualizzarle e personalizzarle da sé. Quando si dividono gli studenti per formare i gruppi di lavoro. gli studenti accedono alle informazioni di prima mano. 4. Gli studenti dovrebbero avere tempo e occasione per riflettere. Secondo Heinich e altri (2002). 5. La costruzione della conoscenza è facilitata da una buona istruzione interattiva on line. L'apprendimento deve essere fatto in modo che sia significativo per gli studenti. Nell’e-learning. Ci dovrebbe essere una forma di scoperta guidata in cui gli studenti sono autorizzati a decidere in merito agli obiettivi di apprendimento. 3. e per contribuire allo sviluppo di un significato personalizzato. In una lezione tradizionale. di interagire con gli altri studenti e con l'istruttore. Nell’e-learning. L’apprendimento collaborativo e quello cooperativo dovrebbero essere incoraggiati per facilitare l'apprendimento costruttivista. invece. ma con un orientamento da parte del docente. Compiti e progetti dovrebbero consentire agli studenti di scegliere attività significative per aiutarli ad applicare e personalizzare le informazioni. Includere domande in merito al contenuto della lezione può essere utile durante tutta la lezione per incoraggiare gli studenti a riflettere ed elaborare le informazioni in modo significativo e rilevante. Il materiale d’apprendimento dovrebbe includere esempi che si riferiscono agli studenti. il docente contestualizza e personalizza le informazioni per soddisfare le proprie esigenze. L'apprendimento deve essere interattivo per promuovere un apprendimento di livello superiore e la presenza sociale. gli studenti accedono alle informazioni direttamente. 6. 7. e dal fatto che la tabella di marcia dell’apprendimento è deciso dallo studente. Lavorare con altri studenti dà agli studenti l’esperienza della vita reale di un lavoro di gruppo.

Nel processo di trasformazione. tra studente e studente. gli studenti interagiscono con il contenuto. attitudini e come lo studente interagisce con le informazioni e con l'ambiente. con gli altri studenti. e per promuovere l’apprendimento di trasformazione. 43 .conoscenze. Gli studenti ricevono i materiali didattici attraverso la tecnologia. elaborano le informazioni e poi le personalizzano e contestualizzano. per fa sì che sia una vera e importante esperienza d’apprendimento. Garrison (1999) ha sostenuto che la progettazione dell’esperienza educativa deve prevedere un rapporto traversale tra docente e studenti. L'interazione è anche fondamentale per la creazione di un senso di appartenenza e di un senso di comunità per gli studenti on-line. e con i docenti per verificare. competenze. e tra studente e contenuto. confermare le idee e per applicare ciò che hanno imparato.

 sia supportato a superare possibili inibizioni e a sviluppare gli atteggiamenti più favorevoli possibili verso l’apprendimento. arte e scienza di educare i bambini. nata in contrapposizione alla Pedagogia. Sviluppato nel contesto delle scuole monastiche europee medievali. 1970). Il modello pedagogico prevede che l’insegnante decida per il bambino che cosa vada imparato. gli adulti dovranno assumersi la responsabilità delle proprie decisioni d’apprendimento (self-directed learning.  metta in relazione con la propria esperienza quello che apprende.  sia motivato ad apprendere. Knowles. in senso lato. Nel tempo. per persone di tutte le età. Si comprende bene come questo tipo di modello risulti particolarmente adeguato per rispondere al 44 . La maggior parte di queste condizioni si potrebbe applicare anche all’apprendimento dei bambini ed è per questo motivo che talvolta viene utilizzato il termine andragogia per riferirsi all’educazione centrata sui bisogni del discente.  apprenda a orientarsi autonomamente nell’informazione. E-Learning: teoria e metodo – II Unità Didattica – Lezione 6 Teoria dell’Andragogia Si definisce Andragogia “l’arte e la scienza di aiutare gli adulti ad apprendere” (Knowles. come debba essere imparato. 1995). rimarcando il ruolo e l’importanza dell’esplorazione attiva (exploratory learning Kashihara. Si assume che la persona vada responsabilizzata e coinvolta rispetto a tutto il processo di apprendimento. quando lo si debba fare e in che modo l’apprendimento sarà valutato. di scoprire le cose da soli nonché apprendere dall’esperienza e dagli errori. il modello assume che la persona debba memorizzare solo i precetti e i concetti che gli vengono proposti. è spesso usata come sinonimo di insegnamento. L’Andragogia è una disciplina strettamente collegata alle correnti teoriche del costruttivismo con l’obiettivo di studiare le dinamiche che distinguono l’apprendimento degli adulti da quello dei bambini. e quindi. 1975). mantenendo un atteggiamento di sottomissione e di obbedienza. Secondo Knowles (1973) è importante che il discente:  sappia perché è importante imparare qualcosa. L’Andragogia parte da presupposti radicalmente diversi rispetto alle condizioni più favorevoli per l’apprendimento. Coinvolti in fase di pianificazione del programma formativo. la pedagogia è diventata il modello di riferimento anche per l’educazione degli adulti e.

né il collegamento ad altre risorse digitali sul Web costituiscono di per sé l’e-learning. Alcune tecniche particolarmente adeguate sono l’analisi di casi studio. Entrano inoltre in gioco alcune motivazioni interne: il desiderio di una maggiore soddisfazione nel lavoro. basato sulla teoria dell’apprendimento. quando la persona riesce a trovarlo significativo. l’autostima e la qualità della vita (Gemini. Gli studenti vanno supportati nella presa di consapevolezza del bisogno d’apprendimento.  possibilità per gli studenti di co-progettare con i docenti il percorso e le attività formative. imposto dalla società dell’Informazione e dall’economia della conoscenza.  messa in atto dell’analisi dei bisogni formativi. anche e possibilmente all’interno del proprio contesto di attività lavorative. Istruzione on line si verifica quando gli studenti utilizzano il Web per percorrere una sequenza di istruzioni. inoltre è coerente con il bisogno psicologico degli adulti di provvedere autonomamente a se stessi e di dimostrarlo agli altri. Questa unità didattica si conclude con la proposta di un modello. oltre a discussioni e lavori di gruppo e di esercizi di auto valutazione. che mostra quali sono le componenti importanti che dovrebbero essere utilizzate nella progettazione di materiali on-line. individuando il divario tra lo stadio attuale e quello auspicato. Né l'immissione di informazioni sul Web. infatti.  progettazione di una serie di esperienze di apprendimento che gli studenti possano mettere in atto in maniera autonoma con materiali e persone.bisogno di auto-imprenditorialità nella propria formazione. 2002):  ambiente fisico con una molteplicità di risorse accessibili e con un clima umano positivo. Gli ambienti d’apprendimento progettati secondo il modello andragogico saranno così caratterizzati (adattato da Gemini. La loro esperienza personale rappresenta la base su cui il nuovo apprendimento andrà rapportato e la varietà delle esperienze dei partecipanti a un gruppo di lavoro o di studio è la risorsa su cui il docente dovrà far leva. gli esercizi di simulazione e assunzioni di ruolo.  disponibilità e la competenza del docente nell’organizzare le risorse al servizio delle richieste specifiche degli studenti.  valutazione dei risultati a partire dal grado di soddisfacimento dei bisogni formativi precedentemente esplicati. Il modello andragogico si traduce nella messa a disposizione dello studente di una serie di risorse e strumenti adeguati per ottimizzare il tempo dedicato alla formazione. per esempio quando si rende conto che questo potrà aiutarlo a risolvere un problema reale che ha di fronte. La motivazione dell’adulto all’apprendimento scatta. per 45 . 2002).

Esempi di attività di apprendimento sono: i materiali di lettura testuale. Se gli studenti pensano di avere le conoscenze e le competenze. Attività dell’allievo Nell’e-learning dovrebbero essere previste una varietà di attività di apprendimento per raggiungere i risultati della lezione e per ospitare le esigenze individuali dei discenti. Attività di apprendimento differenziate dovrebbero essere utilizzate per ospitare i diversi stili di apprendimento. Gli studenti sceglieranno la strategia appropriata per soddisfare le loro esigenze di apprendimento. possono andare a completare l'attività formativa on line per imparare i dettagli della lezione. Gli studenti devono sapere quali sono i prerequisiti richiesti in modo che essi possano capire se sono pronti per la lezione. in modo che sappiano che cosa ci si aspetta da loro e saranno in grado di valutare quando hanno raggiunto i risultati della lezione. e per raggiungere risultati e obiettivi di apprendimento. Preparazione dell’allievo Possono essere usate svariate attività di apprendimento preventive per preparare gli studenti ai dettagli della lezione. o la visualizzazione di immagini o video. Una mappa concettuale può essere predisposta per stabilire la struttura cognitiva esistente. dovrebbe essere loro permesso di sostenere la prova finale della lezione. per aiutarli ad imparare i dettagli della lezione. Gli studenti dovrebbero essere informati sull’importanza di seguire la lezione on line mostrando quali saranno i vantaggi per loro. Le componenti fondamentali sono descritte di seguito. e per ottenere non solo il loro collegamento. Gli studenti dovrebbero essere informati dei risultati di apprendimento della lezione. Dovrebbe essere prevista un’auto-valutazione per l'inizio della lezione per consentire agli studenti di controllare se hanno già le conoscenze e le competenze insegnate nella lezione on-line. ma anche la loro motivazione ad imparare la lezione on-line.completare l'attività di apprendimento. includere i dettagli della lezione. l'ascolto di materiali audio. Dovrebbe essere fornito un “organizzatore preventivo” (advance organizer) per organizzare i dettagli della lezione on-line o per colmare quello che gli studenti già sanno o ciò che hanno bisogno di sapere. Fornire i prerequisiti agli studenti serve anche ad attivare la struttura cognitiva per aiutarli a capire i materiali. L’auto valutazione aiuta anche gli studenti ad organizzare i materiali della lezione e a riconoscere i materiali importanti durante la lezione. Una volta che gli studenti sono pronti ad affrontare la lezione. e attivare le strutture esistenti degli studenti. Gli studenti possono svolgere attività di ricerca su Internet e collegarsi alle 46 .

Sarebbe auspicabile l'interazione tra lo studente e gli altri studenti. Gli studenti hanno bisogno di interagire con l’interfaccia per l'accesso al materiale on line. Gli studenti dovrebbero essere in grado di interagire all'interno del loro contesto. Interazione dell’allievo Una volta che gli studenti hanno completato le attività di apprendimento. formare delle reti sociali. di personalizzare le informazioni e costruire il proprio significato. se necessario.biblioteche on line per acquisire ulteriori informazioni. anzi dovrebbe rendere più semplice possibile agli studenti dare un senso alle informazioni per trasferirle al magazzino sensoriale e poi alla memoria a breve termine per l’elaborazione. e stabilire una presenza sociale. devono essere inclusi per consentire agli studenti di controllare il modo in cui procedono. Dovrebbero essere comprese le applicazioni per esercizi durante la lezione on-line per stabilire l'importanza dei materiali. L'interfaccia non dovrebbe sovraccaricare i discenti. regolare il loro metodo di apprendimento. tra lo studente e l'istruttore. per promuovere un’elaborazione ad un livello più elevato e portare a termine la lezione. o dovrebbe essere richiesto agli studenti di creare loro una sintesi della lezione. in modo che possano. Gli studenti devono interagire con il contenuto per acquisire le informazioni necessarie per formare le conoscenze di base. saranno coinvolti ad una varietà di interazioni. 47 . Attività pratica. in modo che possano essere creativi e andare al di là di quanto è stato presentato nella lezione on- line. con feedback. e tra lo studente e gli esperti per collaborare e partecipare alla conoscenza condivisa. La preparazione di un diario di apprendimento consentirà al discente di riflettere su ciò che hanno imparato e di dare un proprio significato personale alle informazioni. Il trasferimento Si dovrebbero offrire agli studenti l’opportunità di trasferire ciò che imparano ad applicazioni reali. Dovrebbero essere fornite sintesi.

costruttiviste hanno contribuito in diversi modi alla progettazione di materiali didattici on-line. quelle cognitiviste per insegnare i principi e processi (come). e continueranno ad essere utilizzati per sviluppare materiali didattici per l’e-learning. l'apprendimento on-line sarà sempre più diversificato per rispondere alle diverse culture di apprendimento. stili e motivazioni. L'uso di learning object per promuovere la flessibilità e il riutilizzo di materiali on-line e per soddisfare le esigenze dei singoli studenti sarà più comune in futuro. Materiali di apprendimento on-line saranno progettati in piccoli e coerenti segmenti. in cui ai discenti è data la possibilità di costruire da sé i propri significati delle informazioni presentate durante le sessioni on line. in modo che possano essere ridisegnati per diversi studenti e contesti diversi. Si assiste ad un passaggio verso l'apprendimento costruttivo.Uno sguardo al futuro Le teorie comportamentiste. cognitiviste. Le strategie comportamentiste possono essere usate per insegnare i fatti (che cosa). Infine. 48 . quelle costruttiviste per insegnare l’applicazione personale alla vita reale e l’apprendimento contestuale.

learning. Theory and practice of on line learning.osix. ISBN: 0-919737-59-5 DEL FIORE. T. 2006 NETGRAFIA http://it.wikipedia.com/easyteach/ www. F.videoconf.it www.. MARTINOTTI.groove.. F. ELLOUMI.net 49 . G.telepa. 2004.it www..net www.org/wiki/E-learning http://www. cde. E-learning.wikipedia. Athabasca University.athabascau. BIBLIOGRAFIA ANDERSON.ca/online_book. Milano.org www.. McGraw-Hill.

In altre parole. per un e-learning finalizzato ad essere praticato nel contesto controllato di una piattaforma. ecc. Si potrà inoltre prevedere un curriculum partecipatorio. Si tratta di un lavoro che in buona parte dei casi sarà messo in atto in modo strutturato da un team dedicato di formatori. distinguendolo da un’azione di un altro tipo (per esempio puramente informativa). a partire dai quali si selezioneranno dei metodi e delle tecniche coerenti per abilitare l’apprendimento fino ad arrivare alla scelta di sistemi adeguati per valutarlo. lasciando aperta a modifiche la progettazione a seconda di come si sviluppa il corso e della risposta dei soggetti in formazione.) per poi arrivare a determinare alcune modalità coerenti di verifica dell’apprendimento (per esempio sostenere un esame a scelta multipla). dal momento che si tratta dei tre processi che definiscono lo spessore formativo dell’intervento. uno degli aspetti dell’universo e- learning più sconosciuto ai ricercatori. in cui agli studenti non viene semplicemente prescritto una volta per tutte 50 . valutazione dell’apprendimento. attività eseguite dallo studente. E-learning formale – esperienza formativa strutturata – Al di là dei diversi orientamenti o filoni teorici. una didattica è definita dalla coerenza e armonia di tre ordini di elementi: obiettivi del programma formativo. il processo didattico richiede l’esplicitazione di alcuni obiettivi. In altri casi invece ricadrà sotto l’esclusivo dominio del soggetto in formazione. affrontare un certo esercizio. ma sempre partendo da una chiara formulazione degli obiettivi. Il processo descritto può essere portato avanti in maniera sequenziale: una volta determinato l’obiettivo di un intervento formativo (per esempio lo sviluppo della competenza X) si passa alla definizione delle attività che lo studente sarà chiamato ad intraprendere (per esempio leggere un determinato testo. E-Learning: teoria e metodo – III Unità Didattica – Lezione 1 METODO E PROFESSIONALITÀ Progettare. Tale sequenza potrà altresì essere gestita ricorsivamente. implementazione e valutazione formativa. implementare e valutare l’e-learning L’anima di un’iniziativa e-learning risiede nella fase di progettazione. si parlerà quindi di dinamiche di “auto-formazione” su internet.

di messa in discussione di assunti. per esempio: approccio critico: capacità di analisi indipendente e critica dei testi. Partendo da una chiara descrizione del profilo professionale obiettivo. in parte legati ai risultati da ottenere (che l’organizzazione di appartenenza o l’istituto erogatore dovrà comprendere ed esplicitare). prima ancora di determinare gli obiettivi di apprendimento. 51 . una diagnosi organizzativa. una diagnosi a livello di ruolo. all’interno del modello delle competenze dovranno essere descritte le singole competenze. Risulterà più facile formare le persone giuste e sulle cose giuste al momento giusto. L’analisi del fabbisogno formativo a partire da un modello delle competenze ha lo scopo di identificare le aree in cui la formazione è necessaria. di interpretazione e giudizio dei dati e dei risultati. Viene generalmente praticata all’interno di contesti altamente strutturati quali quello delle grandi imprese. in cui si è spesso chiamati a ristrutturare il proprio profilo di competenze in tempi molto brevi nonché a determinare autonomamente nuovi obiettivi. di formulazione di opinioni e di critiche originali. e “saper essere” (per esempio saper essere il leader del proprio gruppo di lavoro). ma non può essere trascurato da nessun tipo di istituto formativo nella direzione di una maggiore personalizzazione dell’offerta. Pur essendo ampiamente applicato.cosa devono imparare e fare. può risultare troppo statico e quindi inadeguato alla dinamicità e complessità dei contesti di lavoro odierni. ma viene chiesto un contributo più attivo alla negoziazione e rinegoziazione delle attività. dall’altra strettamente connessi alla situazione di partenza degli studenti. Come determinare gli obiettivi formativi Alla determinazione degli obiettivi formativi concorreranno elementi di diversa natura. Un classico modello di competenze è quello basato sulla tripartizione tra “sapere” (per esempio sapere quali sono i principi di base della formazione in aula). “saper fare” (per esempio saper progettare e gestire un progetto formativo in tutte le sue fasi). specialmente nei contesti della grande impresa. che distingue tre tipologie di analisi possibilmente integrabili tra loro: una diagnosi a livello individuale. Un interessante modello per l’analisi del fabbisogno formativo è quello proposto da Fortunato (2005).

prendendo in esame vincoli di natura finanziaria. 52 . attraverso strumenti per l’analisi delle competenze. indipendentemente dalla persona che andrà a ricoprirlo. la motivazione allo sviluppo. Nel caso della diagnosi di ruolo. a chi gestisce strategicamente lo sviluppo e a chi è chiamato ad interagire con il ruolo in questione. Nella diagnosi individuale. Questa tipologia è particolarmente adatta a situazioni in cui all’interno di un’organizzazione si voglia proporre la creazione di un nuovo ruolo o il cambiamento di uno vecchio. l’analisi viene fatta esclusivamente sul ruolo. il fabbisogno formativo viene ritagliato ad hoc sulle motivazioni e competenze pregresse dei singoli studenti. una definizione della struttura dei contenuti. in generale. con un occhio di riguardo ai prerequisiti per la partecipazione alle attività. Nei contesti scolastici o universitari. Infine nel terzo caso. oltre alla messa a punto di un modello delle competenze e di un’analisi del fabbisogno formativo. si parte dai bisogni di sviluppo dell’organizzazione per cui si lavora.In tutti e tre i casi ci si baserà sullo scarto tra esigenze di sviluppo delle persone e la situazione attuale. distinguendo quelli intermedi da quelli finali. Dovranno essere valutati attentamente l’attitudine alla formazione via computer oltre che. a livello di conoscenze informatiche di base e dominio pregresso dei contenuti. dall’altra di esplicitare e prendere a riferimento la rete di collegamenti tra le differenti tematiche. si farà invece riferimento ai ruoli che i propri diplomati potranno ricoprire nei mercati lavorativi di sbocco. Sono integrate all’analisi schede per valutare le conoscenze le prestazioni e le potenzialità attuali. Il profilo dei bisogni emerge generalmente attraverso interviste approfondite all’interno dell’organizzazione. Questo tipo di diagnosi viene messa generalmente in atto nei periodi di grande trasformazioni indotti da nuovi piani strategici o da fusioni/acquisizioni. In questo caso. ponendosi da una parte il problema di come adeguare ai nuovi media materiali didattici originariamente pensati per interventi di tipo tradizionale. in relazione più o meno stretta ad un ruolo da ricoprire. gli strumenti principali sono le interviste alla dirigenza e le cosiddette analisi di clima (rispetto a come i dipendenti percepiscono l’organizzazione). Specificatamente per un corso di e-learning. un’esplicitazione e strutturazione degli obiettivi formativi. Tali obiettivi dovranno rispecchiare il modello delle competenze adottato e i risultati dell’analisi del fabbisogno formativo. sarà necessario incorporare altri elementi alla progettazione: una valutazione dell’integrabilità dell’e-learning nel contesto che lo ospiterà. tecnologica e pratica. una profilazione dell’utenza.

lasciando aperta la possibilità di rimodellare il progetto a seconda delle necessità emergenti durante il corso. Naturalmente. In generale si distinguono due principali modalità di valutazione. Come valutare l’apprendimento degli studenti La valutazione o assessment del grado di raggiungimento degli obiettivi formativi rappresenta generalmente l’ultima componente dell’iter didattico. Nella maggior parte dei casi. coinvolgendo più attivamente il discente nel rapporto con i contenuti e con le relazioni di cui si 53 . Come scegliere le attività La fase di progettazione di un intervento formativo non dovrebbe mai considerarsi completamente conclusa. Può prevedere molteplici attività e formati per la presentazione o costruzione dei contenuti: dai documenti testuali e multimediali alle chat. la valutazione formativa assegna un ruolo più importante all’auto-valutazione da parte degli studenti di come si sta apprendendo. dalle simulazioni alle esercitazioni. ed è per questo che in molti casi si preferisce rimandare la valutazione ad un esame tradizionale in presenza. dai forum alle videoconferenze. internet rappresenta un’opportunità per proporre in itinere modelli complementari di assessment. una definizione dei tempi richiesti per il completamento dell’intervento. La scelta delle attività dovrà partire dalla consapevolezza che da una parte ci sono obiettivi determinati. anche grazie al feedback da parte di docenti e tutor. cercando di tenere in debito conto i diversi ritmi di apprendimento legati alle nuove tecnologie e il tempo legato alle attività parallele. nel caso dei test se non degli esami on line esiste il problema di autenticazione della persona che è effettivamente dietro lo schermo. alla progettazione fa seguito l’implementazione dell’intervento che prevede lo svolgimento di una o più attività didattiche. In ogni caso. Nonostante tutto. inoltre la scelta sarà limitata da che cosa il gruppo di progettazione è in grado di mettere tecnicamente a punto e dalle risorse finanziarie in gioco. E-learning può essere proposto puro o in modalità blended (cioè contestualmente ad attività formative tradizionali). dall’altra potenzialità dei singoli strumenti coerentemente con gli stili di apprendimento propri di ciascuna categoria di utenti. La valutazione sommativa prevede la misurazione puntuale (test) di dati oggettivi relativamente al raggiungimento degli obiettivi formativi indipendentemente dalla comprensione dei processi attraverso cui sono stati raggiunti.

internet: abilita gli studenti all’auto-monitoraggio del proprio apprendimento durante il corso (sef- assesment). supporta la valutazione incrociata tra studenti (peer-assessment). segnando dei link a risorse complementari piuttosto che inviare dei messaggi dei forum. In tutti i casi si tratta di risorse che rimarranno archiviare nel sito e si accumuleranno come eredità del corso per gli anni a venire. per esempio attraverso griglie di valutazione disponibili on line.costituisce il processo formativo (capitalizzando sugli interessi specifici di ciascun soggetto). abilita tutor e docenti a fornire regolarmente un feedback personalizzato agli studenti. In questo modo si incrementano la flessibilità e la diversità delle valutazioni e gli studenti sono più facilmente formati ad esercitare una propria capacità di critica e valutazione dell’operato proprio e altrui. per esempio via e-mail. Gli stessi studenti potranno essere invitati ad apportare dei contributi ai contenuti. attraverso per esempio test on line di valutazione. 54 . In particolare.

valutare e mettere a sistema input informativi destrutturati. comunicazione e confronto. Dovrebbe essere così. che si prendono pro-attivamente carico della propria formazione e sviluppo. il più delle volte basato sulla trasmissione di conoscenza da un docente a un gruppo di studenti. Per rimanendo questo modello il più efficace per alcuni segmenti di utenza. Si tratta di un fenomeno di massa che coinvolge. su internet si può facilmente sperimentarne uno alternativo. Molta della speculazione e della pratica intorno ai temi della formazione e dello sviluppo parte da un tacito assunto: la modalità più efficace per apprendere è quella di prendere parte ad una qualche forma di corso. in misura e modalità diverse. sono spesso in grado di auto- valutare i propri progressi di apprendimento lungo direttrici definite e sono coloro che maggiormente si avvantaggiano delle opportunità offerte dal mondo internet. maggiormente attrezzate dal punto di vista degli strumenti cognitivi per gestire la complessità dell’informazione. in cui la persona decide in autonomia quello che è necessario apprendere e ha a disposizione un immenso corpus di informazioni. Come abbiamo visto i modelli didattici di matrice comportamentista e pedagogica sostengono che la persona apprenda in modo più efficiente quando etero-diretta. tutti soggetti chiamati nella vita di tutti i giorni a valorizzare. Questi soggetti. per le attività di comunità è una soluzione a disposizione gratuita di tutti coloro che abbiano una connessione internet. più mobili nel mercato. manager d’impresa piuttosto che funzionari della Pubblica Amministrazione. per la creatività e generazione di testi (blog e wiki). anche per le fasce più deboli dello stesso mercato. membri attivi delle associazioni e singoli cittadini. Questa tipologia di e-learning a buon mercato (ma non necessariamente di qualità inferiore) rappresenta un’opportunità maggiore per le fasce più alte del mercato del lavoro: maggiormente auto-motivate alla crescita professionale. per converso. La ricerca di internet per la ricerca di informazioni (per esempio tramite Google). per la comunicazione e la condivisione (e mail e forum).esperienza formativa non strutturata - Si intende l’utilizzo libero di internet a scopi di ricerca. pilotata da un docente che definisce per suo conto quello che è necessario apprendere e come farlo. quell’insieme sempre più numeroso di individui che passano da un contratto di collaborazione ad un 55 . studenti come giovani inoccupati. occasioni e persone per farlo. E-Learning: teoria e metodo – III Unità Didattica – Lezione 2 L’E-learning informale .

Questa modalità formativa potrebbe inoltre risultare dispersiva e rischiosa allorquando la persona non fosse in grado di valutare la pertinenza e l’attendibilità delle fonti informative con cui viene di volta in volta in contatto. per queste categorie. scelta delle attività. di conoscenza e competenze che li renda maggiormente distinguibili e insostituibili in un mercato del lavoro altamente dinamico. L’affermarsi di questo tipo d’accesso ubiquo ad internet (agevolato dalla diffusione delle tecnologie Wi-Fi) comporta una contaminazione di esperienze e dinamiche di apprendimento reali e “virtuali”. formali e informali che rendono il panorama tanto più ricco quanto più complesso. nelle biblioteche. Si dovrà inoltre considerare che. Le esperienze di e-learning informale possono generare valore a due livelli per la persona: sedimentandosi. possibilmente sulla base di chiari obiettivi e punti di arrivo se non di un modello delle competenze conosciuto. come bagaglio di conoscenze ed esperienze più o meno sconnesse l’una dall’altra (che in ogni caso abilitano un processo di “ristrutturazione cognitiva” rispetto al proprio modo di leggere la realtà). in atto autonomamente dal soggetto. la rapidità di accesso attraverso internet a nuova informazione e a nuovi contatti rappresenta un’arma in più per adeguarsi alle richieste di aggiornamento e flessibilità. Si dovrà però considerare che in contesti di lavoro altamente routinizzati o scpecialistici. sempre più spesso. D’altro canto.altro e hanno più di altri l’esigenza di costruirsi un differenziale competitivo. scuola o abitazione: negli internet cafè e negli hotel. Da questo punto di vista. Si noti che spesso l’analisi dei bisogni a cui ci si riferisce nel secondo caso. in viaggio per studio o affari. quando affrontate e filtrate attraverso un’analisi dei bisogni informativi e formativi messa. valutazione dell’apprendimento). nei caffè e in altri luoghi pubblici e privati. quando per esempio uno studente viene invitato a studiare su un libro o ad ascoltare una lezione senza aver ben chiari gli obiettivi formativi di fondo. non viene fatta né per le attività che la persona intraprende in Rete o in altri contesti non strutturati. spesso in modo non strutturato e inconsapevole. In altre parole quando ricadono sotto il dominio della persona tutti gli step del processo formativo (determinazione degli obiettivi. nei musei. né tanto meno nei contesti formali della formazione tradizionale. trascorrere molto tempo su internet per la propria auto-formazione potrebbe essere interpretato come distrazione se non come minaccia al senso di appartenenza all’organizzazione. si creano momenti informali di utilizzo della Rete all’interno di contesti diversi da quelli del proprio ufficio. acquisendo un più altro spessore formativo. coloro che riempiono la rete di contenuti dovrebbero porsi il problema di quelli che saranno i differenti percorsi di navigazione e gli obiettivi 56 .

nel perseguimento di alcuni obiettivi di sviluppo e di meta-riflessione sul proprio percorso di crescita. Il processo formativo arriva al suo massimo compimento quando lo studente è in grado autonomamente di capire in ogni circostanza la propria esigenza formativa. Una soluzione di compromesso è quella che prevede che il soggetto sia supportato da un esperto nella formulazione e nella scelta di uno o più obiettivi di auto-formazione. L’e-learning informale rimane in ogni caso un’occasione straordinaria e poco esclusiva per allargare e sprovincializzare il proprio ventaglio di opportunità informative e formative. maturato attraverso esperienze formative più strutturare. preferibilmente.che spingeranno l’utente nei siti messi a disposizione. L’opportunità è maggiore per coloro che da una parte sono forti di raffinati strumenti cognitivi e linguistici (si pensi a quanto possa servire conoscere perfettamente l’inglese). assistita da un supervisore od orientatore. La ricerca scientifica è scarsa rispetto alle determinanti della qualità e dell’efficacia dell’e-learning informale. 57 . tradizionalmente abituate a riconoscere come formative esclusivamente attività che siano in qualche modo certificabili in relazione alle tradizionali discipline accademiche. Attraverso l’e-Portfolio lo studente si da degli obiettivi e verifica i propri progressi sulla base di un modello di competenze appositamente predisposto. gli stessi studenti potrebbero altresì mantenere un proprio blog o. un e-portfolio per riflettere sulla conoscenza appresa e metterla a sistema. consapevole dei percorsi di sviluppo a cui può aderire o che può creare. e l’intero sistema formativo è chiamato a riconoscerne l’importanza. Il modello presuppone un cambiamento sostanziale nel modo di concepire il proprio long-life-learning. In questo caso le attività su internet subentrerebbero a livello di approfondimento. La sfida è grande per le istituzioni formali. come ambito di dominio personale che richiede pro-attività e intraprendenza. la gestione di un e-Portfolio prevede la redazione. dall’altra hanno un grado di esperienza professionale e personale sufficientemente elevato per mettere in atto autonomamente un processo formativo. È plausibile che la sua efficacia aumenti in quelle situazioni in cui lo studente abbia già un discreto dominio del settore d’interesse. E-Portfolio L’e-Portfolio è uno spazio on line dedicato in cui una persona può archiviare i propri lavori e altri materiali digitali. L’istituzione formativa potrebbe prevedere gruppi di discussione per avviare un confronto tra gli studenti sui percorsi di navigazione seguiti rispetto ad un problema o un argomento comune. Allo stesso modo. completamento e aggiornamento. di una serie di documenti a supporto di un percorso di sviluppo personale. A differenza del blog.

58 . a cui potrà acconsentire l’accesso selettivo esternamente (per esempio verso potenziali datori di lavoro).mantenere un e-Portfolio consente alla persona di avere sempre pronta in formato digitale una presentazione dello stato dell’arte del proprio lavoro.

che prevede la misurazione di come i partecipanti reagiscono al processo formativo. e viene attuata grazie alla somministrazione di test pre-corso e post-corso. alla fine dell’intervento formativo. in ambito aziendale si possono prendere a riferimento l’incremento della 59 . considerando che il successo di un programma on line non solo è più difficilmente determinabile rispetto a quello di un corso in presenza. Da una parte si tratta di organizzare un sistema di monitoraggio dell’andamento dell’intervento formativo. che distingue 4 livelli consecutivi di valutazione:  livello di reazione.  livello di risultato. dal momento che il campo è ancora giovane e la ricerca scarsa.  livello di apprendimento. che prevede periodici momenti di verifica e valutazione nonché alcune modalità per retro-agire sul processo formativo in corso. E-Learning: teoria e metodo – III Unità Didattica – Lezione 3 LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL’E-LEARNING La questione della verifica della qualità dell’e-learning è particolarmente importante. prevede il confronto con un gruppo di controllo costituto da persone che non vi hanno partecipato. la cui valutazione è finalizzata a rilevare possibili modifiche nei comportamenti come conseguenza della partecipazione al corso. in cui la valutazione ha l’obiettivo di misurare quanto il livello di conoscenza e di competenze dei partecipanti è cambiato come conseguenza del corso. ma in molti casi è anche più difficilmente raggiungibile. Dall’altra si tratta di determinare fin dalla fase di progettazione dei parametri chiari e misurabili per andare a capire. bensì anche di una metodologia per valutare l’efficacia dell’intervento stesso all’interno del contesto in cui viene proposto. che prevede la misurazione dei risultati imputabili alla partecipazione all’intervento. Uno dei modelli più utilizzati a questo proposito è quello di Kirkpatrik (1996). Si tratta di una questione di primaria importanza per l’e-learning. Come monitorare e valutare l’intervento formativo La realizzazione di un programma formativo non richiede solamente la messa a punto di strumenti di valutazione dell’apprendimento. se questo ha portato ai risultati sperati e se quindi gli obiettivi formativi dichiarati sono stati raggiunti.  livello di comportamento. viene attuata grazie alla somministrazione a caldo di smile sheet (☺).

generalmente forniti dalle grandi imprese multinazionali che sono quelle che maggiormente investono in e-learning. enti e soggetti promotori). la questione è però troppo generica e nel contesto di ogni singolo progetto sarà necessario specificare che cosa si intenda per qualità. Così posta. Le prospettive sulla questione sono molteplici e danno origine a domande diverse:  l’e-learning è efficace per abilitare un apprendimento duraturo?  se si. in quali contesti e per quali gruppi di utenti?  come differenti tipi di soggetti rispondono all’e-learning?  quanto pesa la scelta della piattaforma o delle metodologie?  il più ampio contesto socio-culturale può fare la differenza?  in quali casi si può contare su un ritorno sull’investimento (ROI) positivo?  è corretto comparare e-learning e formazione tradizionale per una valutazione della qualità? Una possibile risposta al problema della qualità è quella di imporre degli standard di qualità. l’abbattimento dei costi. che difficilmente contempla la varietà dei portatori di interesse sull’iniziativa (studenti. un turnover ridotto o un aumento del ROI dell’investimento in formazione. la fase successiva all’intervento sarà una delle più delicate dal momento che da una parte l’utente sarà chiamato a mettere in pratica quello che ha appreso in un contesto specifico con possibili difficoltà a livello della “trasferibilità” su ciò che ha appreso. Anche se spesso non contemplata dal processo formativo. produzione. Per questi motivi è necessario valutare criticamente i dati disponibili. In realtà la valutazione dovrà essere puramente tecnica e svolta in modo indipendente da soggetti terzi che raggruppano sviluppatori. l’aumento della qualità. complicata dalla grande varietà di modalità di accesso alla conoscenza disponibile on line. Particolarmente difficile risulta la scelta di parametri attendibili e soddisfacenti per una valutazione quanto più scientifica possibile di come e quanto bene apprendano gli studenti. Si tratta di un approccio “difensivo”. Sarà opportuno ripetere questo tipo di valutazione (ad eccezione della prima) una volta trascorso un periodo di tempo dal termine del corso (cosiddette valutazioni di follow-up). e utenti. Dagli studi effettuati emerge che rispetto alla formazione d’aula l’e-learning faccia risparmiare fino al 70% del tempo per dominare una stessa area di contenuto. dall’altra le persone cominceranno a dimenticare. C’è inoltre il rischio che la valutazione della qualità sia inficiata dal fatto che coloro che la promuovono (generalmente chi compra una piattaforma o alcuni contenuti per l’e-learning) siano troppo interessati a dimostrare la bontà dell’intervento per giustificare l’investimento fatto. conclusione piuttosto ovvia dal momento 60 . designer.

I due autori Hughes e Attwell (2002) propongono un modello di valutazione della qualità attraverso l’analisi congiunta di cinque categorie di variabili ritenute determinanti per il successo di un progetto e-learning: 1.  confronto tra programmi di e-learning diversi (benchmarking). caratteristiche e problemi relativi all’hardware e software. di lunga o breve durata. politici (chi commissiona e sostiene l’azione). ecc.  valutazione delle caratteristiche della specifica piattaforma (una valutazione spesso viziata dal fatto di essere proposta dall’azienda che la vende). linguistici (dominio della lingua). abilità fisiche). 5. attraverso l’analisi dei feedback degli studenti e la conseguente rilevazione degli errori. modalità di accreditamento e certificazione.che si consente allo studente di selezionare i contenuti di interesse evitando di affrontare quello che già sanno. 61 . età. flessibilità e autonomia concesse. Variabili tecnologiche: connettività (più o meno veloce). Variabili individuali: motivazione. audio). pagine viste ed esercitazioni fatte. modalità di esame. selezione e reclutamento degli studenti.  calcolo del ritorno sull’investimento. media utilizzati (testi. caratteristiche fisiche (sesso. 4. esperienze pregresse di apprendimento (positive. 2. Variabili contestuali: fattori socio-economici (situazione di partenza degli studenti). attraverso indagine diretta o valutando il livello di partecipazione e interazione nelle attività on line. negative. Variabili pedagogiche: caratteristiche dei sistemi di supporto allo studente. culturali (importanza data all’e-learning in quello specifico contesto). metodologie utilizzate. In alcuni casi si adotta un approccio pragmatico alla valutazione della qualità. Variabili dell’ambiente di apprendimento: caratteristiche dell’ambiente fisico circostante e del contesto organizzativo/istituzionale. optando per una valutazione di alcuni suoi specifici aspetti:  valutazione delle caratteristiche dell’interfaccia utente (rilevabile mediante questionari di user perception).  rilevamento della quantità di accessi effettuati.). più o meno recenti. 3. video.  valutazione dei risultati conseguiti dagli studenti. attitudine e familiarità con la tecnologia.  valutazione sistemica. Si comprende bene come la questione della qualità sia ben più complicata. tipologia di soggetto di studi.

nonché i possibili cambiamenti di atteggiamento e comportamento oltre che i livelli acquisiti di conoscenza (vedi modello di Kirckpatrick).La ricerca futura ci dirà quali variabili di questo modello risultano di maggiore impatto di altre e in quali condizioni. 62 . È altresì importante che si valutino i risultati sul lungo termine oltre che sul breve.

I suddetti modelli sono i modelli più comuni d’integrazione. cioè. considerare l’e-learning come momento propedeutico o di follow up rispetto alla formazione tradizionale. Si opta. entra in gioco l’e-learning per obiettivi formativi diversi. 3. Di seguito se ne riportano alcuni esempi per ciascun modello di integrazione sopra 63 . 4. considerando l’e-learning come completamento della formazione tradizionale: laddove non riesce ad arrivare per limiti propri la formazione tradizionale. o viceversa. considerando l’e-learning come occasione per la messa in discussione o in applicazione di ciò che si è appreso attraverso la formazione tradizionale. principalmente (ma non solo) a causa del suo limite connaturato. La ragione principale per questo tipo d’integrazione è da ricercarsi in una presunta non autosufficienza dell’e-learning a sostenere un intero progetto formativo. quindi. considerando che attività on line e attività off line possono essere integrate seguendo molteplici criteri: 1. La scelta del modello entra in gioco nella fase intermedia di scelta delle attività. quell’e-learning proposto nel contesto di iniziative di formazione tradizionale o comunque compendiato da qualche forma di intervento faccia a faccia. Impostare un progetto formativo in modalità blended richiederà inizialmente lo stesso tipo di azioni e attenzioni richieste per l’organizzazione di un progetto di e-learning puro o di sola formazione tradizionale: si parte dall’analisi dei fabbisogni formativi e delle caratteristiche dell’utenza. per il modello misto quando si crede che l’assenza totale di contatto in presenza. infatti. quello di mantenere fisicamente isolati tra loro i protagonisti del processo formativo. 2. o viceversa. considerando l’e-learning come rinforzo della formazione tradizionale: quello che si è appreso in aula lo si “sedimenta “ o approfondisce attraverso le attività on line o viceversa. E-Learning: teoria e metodo – III Unità Didattica – Lezione 4 E-learning puro vs e-learning blended Molto spesso l’e-learning è proposto ad integrazione piuttosto che in sostituzione rispetto ai programmi in presenza. o viceversa. controllabili dall’istituzione formativa. Si definisce. per poi definire le attività formative e quindi le modalità di verifica. tra il docente e i discenti e tra i discenti. e-learnig “blended” o “misto”. possa pregiudicare il successo del progetto e favorire l’abbandono.

critica e confronto su argomenti su cui i partecipanti sono già documentati. sul sito web del corso (per esempio all’interno dei forum di discussione). tipicamente. In alternativa. può essere l’aula ad essere destinata a queste attività lasciando all’apprendimento autonomo sui materiali on line il compito “trasmissivo”. mettendo a disposizione dello studente contenuti e persone (esperti o colleghi) dislocati in altri parti del mondo. in questo caso l’e-learning è tipicamente proposto come moduli o testi di approfondimento. Allo stesso modo l’interazione a distanza su internet potrà essere utilizzata per far conoscere tra loro i partecipanti. sitografia a disposizione. Quando il corso sarà concluso. di modo tale che successivamente in aula il docente possa contare su un livello condiviso. 4. esercitazioni o altri tipi di attività per mantenere attuali e praticate le conoscenze apprese. potrà altresì essere utilizzato per mantenere in vita i contatti e il senso di comunità tra i partecipanti. può essere utilizzato per “abbattere le mura dell’aula” e orientare gli studenti verso siti e comunità di esperti a cui non avrebbero altro modo di accedere. 2. riducendo la possibilità che si creino preferenze sulla base delle caratteristiche fisiche. è quello che spesso avviene nel mondo dei campus americani dove. Si consideri che con l’avanzata dei computer portatili e l’accesso senza fili alla Rete (WiFi) accade sempre più spesso che nel contesto di una lezione in aula gli studenti navighino su internet per un approfondimento immediato degli stimoli proposti dal docente. Come per il secondo modello. da questo punto di vista. Allo stesso modo. tipicamente. l’opportunità di utilizzare l’e-learning in modo propedeutico alla formazione tradizionale è quella di allineare le conoscenze di base “in entrata” di tutti i partecipanti ad un corso. Internet. quando in presenza di piccoli numeri di studenti. tipicamente l’aula viene utilizzata per consentire ai partecipanti ad un progetto formativo di incontrarsi faccia a faccia per condividerne gli obiettivi e le sorti. Sul versante opposto. slide riassuntive. gli studenti vengono chiamati a mettere in discussione gli argomenti oggetto di trattazione in aula o a renderli applicati attraverso casestudies ed esercizi di problem solving. attraverso l’e-learning si potranno proporre ai partecipanti aggiornamenti sui contenuti. l’opzione opposta di integrazione (formazione tradizionale come propedeutica o di 64 . nonché per consentire quelle relazioni fiduciarie e motivazioni all’apprendimento utili per affrontare l’e-learning. la classe è utilizzata come momento di analisi. l’on line potrebbe essere utilizzato per proporre simulazioni ed esercitazioni propedeutiche alla pratica reale on-the-job. quello che la formazione in presenza non riesce a perseguire rispetto all’on line è il superamento di barriere spazio temporali. 3.enunciato: 1.

In altre parole. follow-up rispetto all’e-learning) rimane poco esplorata anche se molto plausibile sul piano motivazionale. possano autonomamente portare a risultati formativi migliori rispetto ad un loro utilizzo congiunto. al riguardo esiste una letteratura ricchissima ma altrettanto contraddittoria.  Gli obiettivi formativi sono limitati. anche se bisognerà prestare grande attenzione alla coerenza tra le due componenti e a non sovraccaricare gli studenti di lavoro.  Si crede che i partecipanti siano sufficientemente motivati e a proprio agio con la tecnologia da poter provvedere al completamento dell’azione formativa senza l’aiuto di 65 .  il grado di costrizione esercitato sullo studente.  la fiducia nelle potenzialità dell’intermediazione tecnologica.  la fiducia nelle capacità dei partecipanti. è richiesta una semplice presa di consapevolezza di contenuti lineari.  le costrizioni spazio temporali in essere. alla base del modello blended c’è la convinzione che né la formazione tradizionale né l’e-learning.  la tipologia di obiettivi e contenuti formativi. sarà più probabile che si opti per l’e-learning puro quando:  questo consente un notevole risparmio sui costi.  Si crede che la relazione formativa mediata dalla tecnologia non sia troppo limitante rispetto a quella che potrebbe instaurarsi faccia a faccia.  è impossibile chiedere ai partecipanti di spostarsi dalla propria sede di residenza e di lavoro. è invece meno evidente perché in alcuni casi si scelga un modello completamente on line. per esempio. se risulta abbastanza chiaro il perché in molte occasioni ci si limiti alla formazione in presenza (visto il carattere di novità dell’e-learning). sempre o in determinate fasce orarie (si pensi ai disabili o a studenti che vivono dall’altro capo del mondo). Indipendentemente dal modello seguito. una situazione in cui il datore di lavoro sente che può in un certo senso permettersi di “rischiare”. nonché molteplici filoni di pensiero e prese di posizione. Partendo da questa assunzione. Sembra che l’e-learning puro sia in voga per la formazione imposta per legge. In quali casi e contesti l’e-learning puro sarà preferito all’e-learning blended? Per rispondere si dovrà considerare una serie di variabili. tra cui:  i costi delle due alternative.

trasformandola in un momento d’interazione con gli studenti piuttosto che di pura trasmissione d’informazioni. 66 . dal momento che faccia a faccia è più facile giocare sul fattore comunicativo della condivisione degli intenti e dei linguaggi e del mettere in comune qualcosa tra i discenti e con i docenti. Allo stesso modo. incontri faccia a faccia. Potrebbe per esempio essere il caso della formazione “in entrata” imposta da un’azienda ai neo assunti: in questo caso l’utente non ha alternative se non portare a termine qualunque tipo di soluzione gli venga proposta. dal confronto tra le due opzioni emergono in generale le criticità dell’e-learning. elementi importanti per poi affrontare le parti on line. attraverso l’e- learning. Al contrario. Al contrario. Emerge pure che l’e-learning può rappresentare un’occasione di confronto anche per coloro che lo praticano: un docente che utilizza per la prima volta nuovi format d’insegnamento on line. Questa opportunità di meta riflessione sulle pratiche consolidate d’apprendimento e insegnamento. uno studente potrebbe. si comprende bene come il dibattito tra e-learning puro contro e-learning blended sia tutt’altro che scontato. È esemplare il caso di un insegnante di scuola superiore che afferma che da quando utilizza il forum on line con i propri studenti ha cambiato modo di affrontare l’aula. potrebbe trovarsi a riflettere e a mettere in discussione quelle che sono le sue abitudini e stili consolidati di insegnamento. prendere consapevolezza del proprio stile preferenziale d’apprendimento e iniziare a sperimentarne di nuovi. Dai punti enunciati. ha un potere contrattuale così alto nei confronti dello studente che può imporgli l’e-learning puro. l’inserimento di parti in presenza può essere utile per costruire o rafforzare la motivazione all’apprendimento e la fiducia reciproca dei partecipanti. è una delle più grandi occasioni offerte dall’e-learning.  Quando l’organizzazione che propone l’e-learning.

questo team di sviluppo può essere molto più grande. Una persona che svolge più ruoli esercita maggiore controllo sulla creatività ma ha anche un carico di lavoro doppio. 67 . sono ancora più preziosi se possiedono anche la capacità e il desiderio di apprendere nuove competenze in altri settori. qui di seguito dettagliatamente descritti. per far questo supervisiona e indirizza tutti i contributi dei membri del gruppo di lavoro. negli istituti di istruzione no-profit. man mano che la popolarità di internet continua ad aumentare. E-Learning: teoria e metodo – III Unità Didattica – Lezione 5 LE PROFESSIONALITÀ DELL’E-LEARNING Il team che sviluppa un corso di e-learning è composto da sei ruoli chiave: Project Manager. Esperto della materia o Autore. per esempio lo sviluppatore Web e il programmatore potrebbero essere la stessa persona. è più probabile che poche persone ricoprano più ruoli. ciascuno di questi sei ruoli può essere a sua volta suddiviso in ulteriori livelli di specializzazione professionale. coloro che possiedono una forte competenza in almeno una delle zone sopra descritte sono già considerati preziosi nel campo dello sviluppo della formazione. In ogni caso. Vale la pena notare che. vengono introdotti software di sviluppo e altre applicazioni di sviluppo che siano in grado di combinare e automatizzare compiti diversi in un unico pacchetto. in cui i bilanci sono stretti. alla conoscenza del processo produttivo. Ci sono vantaggi e svantaggi in questo. Project Manager Si prende carico di coordinare la messa a punto della soluzione nel rispetto dei limiti di tempo e di spesa. ogni membro si adopera a collaborare con gli altri lungo tutto il processo di sviluppo. le competenze di natura organizzativa e finanziaria. Affianca. Grafico. Tuttavia. Sebbene il team è composto di ruoli distinti. Macromedia Flash è un esempio: permette ai suoi utenti di creare interazioni basate sullo script senza realmente scrivere affatto un codice di programmazione e di esportare automaticamente i risultati in un formato per il web senza avere profonde competenze di sviluppatore web. Programmatore. Istructional Designer. Nelle grandi organizzazioni commerciali. Sviluppatore web.

Esperto della materia Il SME (Subject Matter Export) si occupa della selezione delle fonti.  fornire agli altri membri del team una copia leggibile di qualsiasi materiale scritto. È altresì essenziale che l’esperto della materia si impegni a collaborare con il team durante il processo di sviluppo e garantire che i contenuti del corso on line siano di facile accesso e interessanti per gli studenti. • SVILUPPO del processo di authoring e di produrre i materiali. Dovrà garantire il suo impegno di tempo nel progetto. ma emergono determinati processi generici dalle loro caratteristiche comuni. gli esami e le assegnazioni. È responsabile dei contenuti del corso on line garantendo che siano una valida alternativa ai contenuti forniti in un corso tradizionale. • PROCESSO DI VALUTAZIONE: determinare l’impatto dell’istruzione. degli eventi e dei materiali che fanno parte dei contenuti formativi. Instructional designer È il regista della produzione dell’e-learning. • DESIGN: specifica come avverrà il processo di apprendimento.  garantire una corrispondente pedagogica tra gli obiettivi del corso. Si prenderà altresì carico di revisionare i prodotti che vengono messi a punto. • APPLICAZIONE: il processo di installazione dell’istruzione nel mondo reale.  identificare i materiali che richiedono il diritto d'autore. e fornire le istruzioni di design con le necessarie informazioni. Esistono centinaia di modelli di progetti d’istruzione. si distingue per analiticità. gli altri compiti che svolge l’esperto della materia sono:  individuare e/o creare libri. oltre a dimostrarsi capace di comunicare con gli altri membri del team senza usare un linguaggio tecnico. organizzazione e capacità relazionale e di comunicazione. delle persone. attività e gli esami necessari per rafforzare il nuovo apprendimento. le esercitazioni. Questi processi sono descritti da Seels e Glasgow come segue: • ANALISI: il processo di definizione di ciò che deve essere imparato. 68 . letture e altre risorse. Devono predisporre esercizi. i contenuti.

il progettista dell’istruzione:  agisce come sviluppatore web. in qualità di project manager. i pulsanti. gli sfondi. Un esempio di tale modello è disponibile presso http://teleeducation. link un elenco di requisiti e FAQ. Altri compiti dello sviluppatore web sono:  aiutare gli esperti della materia (o docenti) ad utilizzare gli strumenti per creare le loro pagine web e di sostenere il corso una volta completato. incarichi e assegnazioni.  fornisce consulenza sul modo migliore per presentare le informazioni. descrivere ai docenti come i loro corsi possono essere prodotti utilizzando un modello organizzativo coerente che offra agli studenti la conoscenza degli obiettivi d’apprendimento. come l’e-mail e le chat. creare e adattare le risorse dell’istruzione.  scrive dichiarazioni sui risultati di apprendimento.  organizza la tecnica di produzione e dei servizi.  mette in sequenza le attività. quindi.  valuta le istruzioni. risorse.  aiutare l’insegnante o tutor ad utilizzare gli strumenti necessari per rendere il corso interattivo.nb. Gli sviluppatori web devono mostrare esempi di contenuti on line e opzioni interattive che sono a loro disposizione. una descrizione del contenuto.In termini pratici.  agisce.  contribuisce a determinare.  agisce come redattore. di solito.  contribuisce a rendere consapevoli gli esperti della materia di adeguate strategie pedagogiche e le diverse opzioni. valutazione d’informazioni. Essi dovrebbero.  mette in sequenza i risultati di apprendimento. Sviluppatore web Una delle sfide del progettare un corso on line è contribuire a creare un clima di fiducia nel processo fin dalle fasi iniziali di sviluppo.  collaborare con il grafico per concettualizzare le schermate. le finestre e gli elementi di testo nel programma: 69 .ca/content/eastwest/template.

il grafico collabora con lo sviluppatore web e l’autore per creare un unico look del corso. grafica. Il suo lavoro è determinato dai bisogni degli studenti. Altre applicazioni che stanno diventando sempre più importanti nel visual design sono quelle che creano le immagini vettoriali(in contrapposizione alla bitmap). Le immagini che gli studenti. ma imparare soltanto una volta come muoversi all’interno del template. per le immagini nel formato web. Grafico (Visual Designer) A partire dalle indicazioni fornite dall’Istructional Designer e dal Writer. audio e animazioni. L’uso di questi elementi comuni crea familiarità per gli studenti on line e permette loro di seguire parecchi corsi. dei docenti e dal contenuto del corso stesso. Per i grafici. nel frattempo. Il grafico garantisce anche alla facoltà di avere un costante sostegno nella progettazione di elementi grafici coerenti. Photoshop ha aggiunto un’applicazione aggiuntiva. Per coloro che sviluppano in particolare per il web. I materiali dei corsi possono essere migliorati mediante l’inserimento di disegni tecnici. gli sviluppatori web possono agire come graphic designer. fotografo. che determina il “look and feel” dell’interfaccia. l’importanza di una progettazione grafica non può essere esagerata. soprattutto quelli nuovi all’apprendimento on line. chiamata ImageReady. s’incarica di mettere a punto il layout e l’interfaccia delle pagine. Il Word Wide Web ha trasformato internet in un interessante media visivo. integrando le funzionalità del corso in un comune modello (template) istituzionale. in termini di produzione. per esempio collabora con il sound designer sulla musica o collabora con il programmatore su questioni di funzionalità. quando i corsi sono in fase di aggiornamento o di revisione. regista e come editor dei video.  creare lo storyboard dalla progettazione. Adobe Photoshop è stato per anni il software per eccellenza. una buona progettazione e sviluppo della grafica spesso consumano le maggiori quantità di tempo in un progetto. In un gruppo più grande lo sviluppatore web si consulta con gli altri membri del team per gli ulteriori aspetti del programma. In un piccolo staff di produttori di e-learning. per esempio Adobe Illustrator e Macromedia Freehand. Anche se il web permette ai media educativi di contare sempre più sulla rappresentazione. incontrano in un corso di e-learning spesso possono impostare il tono della loro esperienza formativa. Quando il contenuto è in fase di sviluppo. illustrazioni.  creare l’interattività. nonché eventuali animazioni 2D o 3D o altre soluzioni di grafica avanzata. 70 . fotografie per aiutare ad interpretare il contenuto dei corsi. tuttavia.

una conoscenza di base delle classi di strumenti di programmazione e le loro capacità. LINGUAGGI BASATI SUL CODICE OPEN SOURCE HTML Java Javascript 71 . Un chiaro vantaggio del linguaggio di programmazione basato sul codice è che spesso sono software open source. e ognuno sembra avere il suo strumento di lavoro preferito. Ci sono molte applicazioni software disponibili per i programmatori. I programmatori dovrebbero sforzarsi di fornire. di contro può essere costoso e le aziende che pubblicano questi programmi software li aggiornano spesso. Di seguito è riportato un elenco parziale dei linguaggi che i programmatori utilizzano per un corso on line. costringendo gli sviluppatori che si affidano a queste all’acquisto delle nuove versioni. Per esempio questi linguaggi consentono il trattamento dei dati degli utenti immagazzinati sul web attraverso moduli. ai membri del team di sviluppo. il che rende le versioni precedenti presto obsolete. Nella maggior parte dei team produttivi la programmazione è trattata separatamente come una disciplina altamente specializzata. ma permettono soprattutto qualche generazione automatica di codice. però si possono individuare dei vantaggi dell’uno e dell’altro. mentre i software commerciali GUI richiedono una minore conoscenza tecnica per utilizzare il codice di programmazione. In generale ci sono due classi di questi strumenti: il linguaggio di programmazione basato sul codice e interfaccia user grafico (GUI) dei programmi di authoring. Il programmatore utilizza strumenti software specializzati per consentire l’interattività suggerita e desiderata in un corso on line. Il linguaggio basato sul codice esige che i programmatori usino un linguaggio di programmazione privato per creare le applicazioni che possono poi essere applicate su Internet. I programmi grafici GUI authoring possono consentire processi simili. Ci sono i sostenitori dell’uno e dell’altro tipo di strumenti e non è chiaro stabilire ancora chi ha ragione. E-Learning: teoria e metodo – III Unità Didattica – Lezione 6 LE PROFESSIONALITÀ DELL’E-LEARNING – PARTE SECONDA – Programmatore e Autore Multimediale Il programmatore è il responsabile per la funzionalità del programma.

Sarà dotato di creatività e di stile sintetico e pregnante. 72 . che provvede ad indicare in che modo i diversi media dovranno essere integrati tra loro nel copione. Tecnico audio e video Durante la fase di pre produzione si occupa della selezione e della preparazione delle location per le registrazioni. Flash Director Authorware Microsoft. sono quelle di seguito brevemente descritte. NET Visual Basic Adobe GoLive Photoshop Illustrator Altre figure professionali. Writer Si tratta del responsabile dei testi e degli script. non minori ma non sempre presenti in situazioni di budget limitato. Perl XML PHP MY SQL PACCHETTI SOFTWARE PRIVATI DI SVILUPPO DEL WEB GUI Macromedia Dreamweaver. in fase di post produzione si occupa invece del montaggio dei suoni e delle immagini registrate.

73 . convergendo vero una semantica comune. La varietà di figure professionali coinvolte nel processo apre una delicata questione di comunicazione e di linguaggi. È troppo grande il rischio di una progettazione che. verifica il funzionamento del sistema in diverse condizioni operative. grafici e tecnici). cosa più importante. Lo standard pedagogico non deve essere compromesso. stressando la componente tecnologica. gli umanisti saranno accusati dagli informatici di scarsa concretezza e di incomprensione della natura del lavoro con le tecnologie. in quanto essa dipende fortemente dalle tecnologie e dal rapido mutamento ed obsolescenza di esse. che generalmente finisce per essere chi ha poi la capacità operativa di fare le cose (quindi programmatori. dimentichi di mettere al centro obiettivi di apprendimento e bisogni dell’utenza finale. agli informatici verranno recriminate una ristrettezza di vedute e rigidità nel risolvere i problemi. nonché la rispondenza dei nuovi contenuti agli script di partenza. Tipicamente. Utilizzare questi principi e gli orientamenti proposti aiuterà tutte le parti interessate a sviluppare un e-learning di qualità in modo che tutti i loro sforzi siano premiti e. onde evitare che finisca per prevalere la visione del “più forte”. valuta l’accessibilità e l’usabilità del prodotto. Le differenti “visoni del mondo” in gioco rendono molto difficile il lavoro collaborativo. Conclusioni Abbiamo visto che lo sviluppo efficace del materiale formativo dipende molto dalla pianificazione e dalla collaborazione da parte di diverse persone qualificate ad utilizzare gli strumenti giusti. viceversa. Le conflittualità si risolveranno solamente quando gli uni avranno dedicato abbastanza tempo per cercare di comprendere al meglio la natura del lavoro e del punto di vista altrui.Revisore della qualità Attento ai dettagli e con un’ottima conoscenza della tecnologia. Questi requisiti sono anche più importanti e cruciali nello sviluppo dell’apprendimento on line e multimediale rispetto alla formazione tradizionale. indipendentemente dal media utilizzato. In un team multi disciplinare nessuno potrà tirarsi fuori da nulla. garantirà la soddisfazione dei discenti. individuando i problemi (bug).

. ISBN: 0-919737-59-5 DEL FIORE.net 74 . 2006 NETGRAFIA http://it. Theory and practice of on line learning.ca/online_book.wikipedia. McGraw-Hill.learning.. F.groove.wikipedia. 2004.net www. cde. E-learning.athabascau.osix.videoconf. BIBLIOGRAFIA ANDERSON.org/wiki/E-learning http://www.. Milano. G.. MARTINOTTI.it www.org www. Athabasca University.it www.telepa. ELLOUMI.com/easyteach/ www. T. F.

sarà molto diversa da quella di un lavoratore giudicato per ciò che produce. Al contrario. Ancor prima delle teorie e delle tecniche che verranno messe in campo. sarà la comprensione profonda dei presupposti e dei vincoli contestuali e individuali che ci indicherà la strada da seguire. andando a far luce su una serie di variabili troppo spesso trascurate da chi studia e chi pratica l’e- learning. un cambiamento. nonché la variabile che determina la scelta di intraprendere o meno l’avventura dell’e-learning. non solo nei metodi ma anche nella cultura organizzativa su cui si va ad intervenire. Questi fatti incideranno sulla motivazione all’utilizzo dell’e-learning: quella che può avere uno studente. PROSPETTIVE E CRITICITÀ Non è sufficiente dominare le teorie e disporre di tutte le risorse necessarie per dar vita ad un progetto e-learning di successo. per il quale l’apprendimento è attività ed esigenza primaria. stili d’apprendimento preferenziali. Nella maggior parte dei casi. 75 . infatti. infatti. Trattandosi d’innovazione. In molti casi si procede. aprendo un problema complesso di gestione del cambiamento. che non aiutano a comprendere il motivo per cui un’iniziativa di e-learning sia così difficile da far decollare e portare al successo. Preventivamente all’avvio di una possibile iniziativa andrà attentamente valutato il contesto istituzionale. limiti di tempo e di mobilità. l’e-learning richiede. Allo stesso modo. culturale e logistico all’interno del quale l’e-learning troverà spazio. terreno più o meno fertile per una sua maturazione: dalle grandi aziende alle università alle piccole e medie imprese. di volta in volta l’e- learning metterà in questione abitudini e norme consolidate. In questa lezione affrontiamo quindi il problema delle utenze e dei contesti d’uso dell’e-learning. attraverso una serie di supposizioni e generalizzazioni. si dovranno considerare le caratteristiche individuali dei singoli soggetti in apprendimento: attitudine nei confronti della tecnologia. E-Learning: teoria e metodo – IV Unità Didattica – Lezione 1 UTENZE. organizzativo. questo genere di lavoro dovrebbe rappresentare il punto di partenza per ogni progettazione. la differenza la farà il modo in cui l’e- learning verrà proposto e recepito dai suoi destinatari.

si presuppone che un giovane studente abbia maggiore familiarità con i linguaggi delle nuove tecnologie rispetto a quanto possano averne gli adulti delle generazioni precedenti. L’e-learning a scuola Nella società dell’informazione. pragmaticità e mutazione delle forme dei media visuali. Inoltre. Gli insegnanti stentano a stare al passo con il cambiamento e riscontrano sempre più frequentemente l’inadeguatezza dei modelli tradizionali d’apprendimento. fattore che non si traduce necessariamente in maggiore motivazione ma piuttosto in una diversa motivazione. universitario o dei corsi di formazione professionale. quanto più il ruolo della scuola è centrale per consegnare alla persona quegli strumenti per interpretare e gestire la complessità del mondo reale e di quello dell’informazione. l’e-learning può rivestire un ruolo importante. infatti. In questi ambienti. cambiate radicalmente le modalità attraverso cui i giovani si avvicinano all’informazione e ai rapporti sociali. A differenza di una persona già impegnata professionalmente. l’avvio di programmi e-learning di un certo spessore è sempre il risultato di grandi sforzi organizzativi e d’aggiornamento riconversione di competenze che è molto spesso difficile avviare e portare a compimento. scolastico. con conseguenze rilevanti rispetto a come percepiscono la relazione formativa e l’apprendimento. 76 . lo studente ha come principale obiettivo quello di formarsi. rappresenta il destinatario naturale d’interventi formativi e di conseguenza anche dell’e-learning.Il mondo dello studio La figura dello studente. computer e telefoni cellulari ha favorito un’evoluzione rapidissima dei linguaggi dei giovani. nella direzione di maggior sintesi. Un uso massiccio di televisione. spesso soffrono della mancanza d’esperienza e di riferimenti per dare concretezza e dimensione a quello che apprendono. dal momento che può offrire al corpo docente un punto d’osservazione privilegiato sul linguaggio e sulla cultura giovanile per intercettarne le peculiarità così da poter ricostruire la relazione formativa su nuove basi. La riflessione sull’adeguatezza dell’e-learning per l’universo studentesco non può infine prescindere dalla presa in analisi dei contesti istituzionali all’interno dei quali gli studenti sono inseriti e quindi in primis scuole e università. Con l’avvento dei media digitali sono. Tale riconciliazione è quanto mai necessaria. i giovani accettano di miglior grado modalità d’apprendimento orientate alla teoria o di non immediata utilità. se a differenza degli adulti in età lavorativa. che così come sono proposti sono sempre meno attraenti per gli studenti. la scuola vive un momento di grande mutamento. In secondo luogo. In un tale contesto.

in modo strutturato o attraverso iniziative autonome.  E-learning come abbattimento delle mura dell’aula. l’e-learning passa attraverso i canali altamente strutturati delle piattaforme commerciali. Coxon (2003) rileva che l’e-learning dovrà lasciare al docente una certa flessibilità per controllare il ritmo e la direzione dell’apprendimento. o di applicativi specifici.Posto che alcuni programmi ministeriali mancano d’aggiornamento rispetto a quella che è la realtà sociale e produttiva odierna.  E-learning come opportunità d’arricchimento della didattica tradizionale. perlomeno nel contesto italiano. Se si escludono i tradizionali campi dell’apprendimento delle lingue e dell’informatica. all’accesso a documentazione. difficilmente. si tratta di progetti di esperimenti portati avanti autonomamente da singoli docenti. per lo più di software Open Source a disposizione. coinvolgendo e inglobando nel processo formativo persone e risorse accessibili on line (si pensi ai gemellaggi virtuali tra scuole di paesi diversi.  E-learning per l’aggiornamento e la formazione continua dei docenti. Queste iniziative sono il più delle volte realizzate con il supporto di fondi ministeriali per l’innovazione messi a disposizione centralmente dall’istituto all’inizio dell’anno scolastico e vengono attuate nelle aule computer (spesso affollate e poco disponibili).  E-learning come nuova occasione di accesso ai contenuti formativi per coloro che non sempre possono essere presenti in classe (gli assenti). In molti casi. consapevoli che questa possa essere affrontata da molteplici prospettive. Si comprende bene quindi che parlare di e-learning a scuola significhi in realtà toccare il cuore di una questione più ampia. esperti e a comunità di apprendimento in Rete). che si servono gratuitamente sulla Rete.  E-learning come momento di educazione dei giovani all’utilizzo consapevole e critico dei nuovi media nelle differenti occasioni di studio ma anche di vita della persona.  E-learning come strumento privilegiato per lo sviluppo di alcune capacità degli studenti disabili. attraverso gli utilizzi relativi della multimedialità e degli strumenti collaborativi. molti dei contenuti e dei metodi che gli insegnanti sono chiamati a trasmettere agli studenti sono necessari più che mai prima d’ora. attraverso uno specifico utilizzo della multimedialità. attraverso soluzioni intuitive e che non richiedano troppo tempo per imparare ed essere utilizzate. Le applicazioni di maggiore successo sembrano essere quelle che fanno leva sulle pratiche correnti 77 . Il problema è capire in quali modi nuovi proporli.

In ogni caso.di insegnamento. dall’altra una mancanza di tempo da parte degli insegnanti o comunque una scarsa valorizzazione del tempo dedicato. Ne è un esempio il software Easyteach (http://www. considerato anche che si tratta di personale già di per sé poco motivato da stipendi poco remunerativi. ma con molte più funzionalità. ma il rischio è che si allarghi ancora di più il gap di 78 . Dalla ricerca emerge inoltre che una percentuale sempre più rilevante degli studenti (più i maschi delle femmine) utilizza internet di propria iniziativa per navigare in Rete. i docenti rimarcano l’assenza di sistemi di verifica dell’eventuale apprendimento. 2005) ha messo in luce come i problemi maggiori per un’affermazione più cospicua dell’e-learning siano da una parte i costi della dotazione informatica e di connessione (da parte di molti c’è la percezione che l’e-learning sia semplicemente questo). verificando a casa la bontà di quanto il professore ha detto in aula.com/easyteach/). ma crede che i propri insegnanti non vedano di buon occhio questo genere di attività di e-learning informale enfatizzandone più i limiti che non le opportunità. allo stesso modo. l’impossibilità di avere il controllo dell’utilizzo dello strumento sembra tenere lontani i docenti da far leva su questo tipo d’esperienze per promuovere dinamiche più strutturate di apprendimento. per svago ma anche per la ricerca d’informazioni. nonché rischi di dispersività e di alienazione di fronte alla macchina. Il docente può cadere nella tentazione di assumere una posizione radicale di difesa del proprio status e dei propri metodi. Da parte loro. Dalla stessa ricerca emerge un forte bisogno degli studenti ad essere formati sul corretto utilizzo di internet. che consente all’insegnante di utilizzare una lavagna interattiva come se si trattasse di una lavagna tradizionale. l’opportunità è quindi quella di far leva sulla diversità di stili di insegnamento propri di ciascun docente. una recente ricerca condotta con 1000 studenti di istituti tecnici e licei italiani (Osservatorio ANEE. per migliorarle: applicazioni che siano allo stesso tempo nuove e familiari.learning. Non è facile per le scuole prendere posizioni univoche di fronte alla necessità del cambiamento dettata dalla rivoluzione digitale e dai rapidi mutamenti sociali promossi dalla globalizzazione economica e mediatica. si pensi alla pertinenza dell’utilizzo di un forum on line per quei docenti che già promuovono le discussioni in aula. sulla loro differente familiarità con le tecnologie e sui diversi livelli di motivazione. necessità particolarmente urgente se si tiene conto che essi tendono a non mettere in discussione l’affidabilità della fonte informativa (per una comprensibile immaturità nello sviluppo dello spirito critico). Non è da escludere che alcuni insegnanti si sentano minacciati dal fatto che gli studenti possano utilizzare il web per smascherare la loro possibile impreparazione o scarso aggiornamento. Sotto questo profilo. A livello di scuole medie superiori.

una visione a cui fare poi afferire. sapendo bene che una classe virtuale può essere a volte più numerosa di quanto non lo possa essere una reale. con un potenziale decremento del numero di professori necessario. partecipata e condivisa rispetto al ruolo dell’educazione fornita. trattandosi di educazione in senso lato più che di formazione specialistica. l’opportunità di cercare il dialogo e la convergenza attraverso nuove modalità d’accesso all’informazione rappresenta un percorso difficile che chiama in causa una riflessione ad alto livello sul ruolo della scuola nella società contemporanea. o di quanto capillarmente potrà diffondersi questo sistema tra tutti i docenti. D’altra parte. 79 .comunicazione con il mondo degli studenti. strategicamente. Quello che è certo è che i docenti non possono essere lasciati soli in questo processo ma vanno supportati e motivati rispetto alla possibilità di mettere in atto il cambiamento. Questa visione dovrà altresì affrontare altre questioni. quale quella di fino a che punto l’e-learning nella scuola dell’obbligo possa sostituire il rapporto umano. Ogni istituto si dovrà dotare di una visione forte. anche l’e-learning. fino a mettere in discussione ruolo ed identità di insegnanti e studenti.

l’e-learning fa la sua avanzata all’interno dell’istituzione universitaria attraverso progetti pilota. più o meno strutturati. di fare formazione e consulenza ai singoli professori che decidono di intraprendere azioni di questo tipo. Inserita in un contesto di crescente diversificazione delle agenzie formative. proposti da singoli docenti ai loro studenti sia attraverso l’adozione a livello di facoltà o di corso di laurea in una piattaforma on line. orientato alla teoria e ancora in grandissima parte fondato sul modello trasmissivo (professore in cattedra e studenti sui banchi a prendere appunti). L’e-learning consente di abilitare allo studio coloro che non possono partecipare alle lezioni con la propria presenza perché lavorano o hanno poco tempo. L’approccio di un’università nei confronti dell’e-learning può essere precursore o attendista: i precursori si distinguono per una forte volontà politica nei confronti dell’e-learning e per la presenza di professori intraprendenti e competenti al loro interno. Specialmente nel contesto italiano. Generalmente. In quanto veicolo di attività supplementari e complementari rispetto a quelle che gli studenti portano 80 . perché sono molto isolati geograficamente o perché sono disabili e hanno problemi negli spostamenti. Il centro s’incarica di gestire centralmente la piattaforma o le piattaforme in uso. L’e-learning può far sentire il suo impatto a più livelli sull’offerta formativa. E-Learning: teoria e metodo – IV Unità Didattica – Lezione 2 L’e-learning all’Università Per eccellenza L’Università è il luogo deputato all’alta formazione e alla conservazione e trasmissione dei saperi. abilitando: 1. 2. allargare il proprio bacino di utenza e promuovere l’innovazione didattico-formativa. un allargamento del bacino d’utenza dell’università. Una diversificazione ed un arricchimento del servizio offerto agli studenti. in molti casi viene fondato un centro di competenze interno all’università che in qualche modo istituzionalizza l’innovazione. l’e-learning rappresenta una straordinaria opportunità a disposizione dell’università per differenziare i canali di utilizzo e creazione di conoscenza. Quando l’e-learning raggiunge un certo livello di massa critica. l’e-learning può rappresentare una rottura forte per la necessità di assegnare allo studente una posizione centrale nel processo formativo. importante per la formazione on line ancor più che in quella tradizionale. nonché di promuovere iniziative e-learning verso il territorio o verso bacini di utenza impossibilitati a frequentare l’università.

nonché di individuare nuove direzioni su cui investire in futuro. grafico. si tratterà di promuovere l’e-learning verso tutti quei docenti (la maggior parte) che ancora non sono coinvolti. mettendo in campo una serie di misure ed incentivi. Inoltre come per la scuola. un’occasione d’innovazione delle metodologie didattiche in uso. Una volta superata la fase sperimentale ed eventualmente istituito un centro di competenza (risolto quindi un problema di natura organizzativa). l’utilizzo di Internet a scopi di ricerca o di aggiornamento può rappresentare un efficiente strumento per l’auto formazione continua degli stessi docenti. tra le altre. tecnico audio e video. instructional designer. esperto della materia. le università si troveranno di fronte all’esigenza di diffondere su scala più ampia l’e-learning al proprio interno (quindi verso docenti e studenti). L’università potrebbe proporre i propri contenuti a clienti esterni e al territorio (aziende. avanti nel contesto dell’aula. l’e-learning si trasforma nella leva per cambiare le modalità didattiche in uso. Si tratta di un passaggio difficile e di lungo periodo che richiede la risoluzione. ecc. 81 . Un’occasione di riutilizzo dei materiali formativi verso l’esterno. revisore della qualità). In alcuni casi. Una volta conclusi i progetti pilota messi in atto da singoli professori intraprendenti o adottata una piattaforma a livello di facoltà. writer. 3. tutor. In questo caso ci si dovrà chiedere quali azioni e incentivi si potranno mettere in gioco per sensibilizzarli all’adozione dell’e-learning. l’e-learning rappresenta un plus di servizio che l’università propone ai propri utenti. o video delle lezioni). LA QUESTIONE DELLA DIFFUSIONE. i materiali formativi sono facilmente diffondibili attraverso la Rete. per esempio sottoforma di moduli di approfondimento o learning objects.). 4. e per sperimentarne di nuove. programmatore. LA QUESTIONE DELLE COMPETENZE. di alcune questioni 1. 2. Dovrà essere messa in campo un’attenta analisi rispetto a come formare queste persone e attraverso quali canali. Una volta tradotti in formato digitale (per esempio sotto forma di testi. project manager. slide. pubbliche amministrazioni. generalmente nella direzione di una più attiva partecipazione dello studente. Stabilire un dialogo con il territorio consentirebbe all’istituzione formativa di vagliare la rilevanza e l’adeguatezza della conoscenza prodotta per il mondo esterno. Di fronte ad una possibile estensione dell’innovazione dalla piccola alla grande scala emerge un problema di formazione dei profili professionali che si occupano dell’e-learning (docenti.

Lavorando sull’integrazione e sul bilanciamento di formazione in aula e d e- learning secondo il modello blended si potranno soddisfare utenze diverse con un’offerta maggiormente personalizzata. LA QUESTIONE DELLA VESTE ISTITUZIONALE. Quando non rappresenta pura trasposizione della trasmissione frontale d’aula sul nuovo media (per esempio mettere on line gli appunti delle lezioni). La ricerca “e. 5. Per essere diffuso su larga scala l’e- learning dovrà essere immediatamente distinguibile e riconoscibile in una sua veste istituzionale da professori e studenti. si salvaguarderanno le preferenze dei singoli docenti rispetto ad un utilizzo più o meno consistente dell’e- learning. LA QUESTIONE DELL’INNOVAZIONE. Un sito comune (contenitore di una o possibilmente più piattaforme) a livello di facoltà o di università potrebbe essere la soluzione più opportuna. 3. con una perdita di centralità dei primi a favore di una maggiore autonomia dei secondi. Il cambiamento culturale richiesto comporta fatica e resistenze a vari livelli. LA QUESTIONE DELLE UTENZE.University” sull’adozione dell’e-learning nelle università italiane mette in luce alcuni fattori che incentivano la penetrazione dell’innovazione (vantaggi) e altri che la ostacolano (ostacoli). LA QUESTIONE DELLA CULTURA. l’adozione dell’e-learning richiede un cambiamento culturale a docenti e studenti. 4. VANTAGGI OSTACOLI • Una politica d’ateneo esplicita • La paura degli studenti all’isolamento e • Il passaparola positivo tra i docenti della solitudine • Il commitment da parte dei presidi di • La scarsa consapevolezza dei docenti facoltà delle potenzialità • La costituzione di gruppi di lavoro tra • Mancanza di modelli da seguire docenti • Difficoltà di coordinamento di orari e • La possibilità per i docenti di utilizzare tempi 82 . l’e- learning andrà promosso come momento di riflessione sulle pratiche in uso e come occasione per avvicinare la formazione alle esigenze degli studenti. Specie nel contesto tradizionale italiano. Allo stesso tempo. L’e-learning rappresenta un’occasione per personalizzare l’offerta formativa sulle esigenze di mobilità e di tempo di persone diverse. 6.

83 . formando i docenti e supportandoli in fase di pianificazione ed implementazione. nella prospettiva del servizio offerto agli studenti. si dovrà affrontare il problema della pluralità di canali di accesso alle risorse messe on line dall’università: dalla casella di posta elettronica ai servizi amministrativi (iscrizione agli esami. Ad alcune di queste mancanze può sopperire un centro di competenza efficiente. Da questo punto di vista l’opportunità è quella di far convergere tutte le attività in un’unica piattaforma tecnologica a cui lo studente possa accedere attraverso un login nella prospettiva di un campus virtuale integrato. pagamento tasse. ecc. Infine. I docenti andranno rassicurati rispetto alla paura di perdere il loro ruolo e sulla tutela della proprietà intellettuale dei contenuti. test on line di valutazione • Assenza di incentivi monetari e di carriera • Mancanza dell’affiancamento dei tutor • Difficoltà a conteggiare le frequenze • Paura dell’impoverimento della relazione con gli studenti. che si incarichi di colmare le lacune di competenze tecnologiche e didattiche nel gestire le attività di e-learning.) dallo spazio web personale all’e-learning.

L’e-learning nella grande impresa La grande impresa è stata precorritrice dell’introduzione dell’e-learning all’interno delle proprie strategie formative. maggiore efficacia a livello di costi. rispetto ai lunghi tempi per avviare un intervento in aula. lo rende più appetibile per le urgenze formative “dell’ultimo minuto”. 24 ore su 24 e dovunque ci si trovi. Esistono delle sostanziali differenze nei confronti dell’e-learning tra grandi imprese. sempre più tipiche in un ambiente economico iper- competitivo. E-Learning: teoria e metodo – IV Unità Didattica – Lezione 3 L’E-LEARNING NEL MONDO DEL LAVORO Nel mondo della produzione. la questione dell’e-learning è vissuta in modo assai diverso da quanto avviene nel settore dell’educazione e formazione. piccole e medie imprese (PMI) e pubblica amministrazione (PA). la disponibilità immediata dell’e-learning. l’utenza è più matura e anziana. Inoltre. Prima di tutto. possibilità di offrire programmi formativi maggiormente personalizzati e personalizzabili. 84 . riduzione del tempo sottratto al lavoro. incontro con la necessità di una forza lavoro maggiormente dispersa a livello geografico. l’apprendimento per essere efficace deve essere significativo e più legato alla pratica del lavoro di tutti i giorni nonché a strumenti e metodi di cui si percepisce l’applicabilità. quindi. La formazione è on line è stata fin da subito considerata un’alternativa a buon mercato rispetto ad una formazione tradizionale che prevede spostamenti sul territorio di grandi numeri di persone con altissimi costi di viaggio e di soggiorno nonché costi aggiuntivi relativi alla loro assenza dal posto di lavoro. I primi studi hanno dimostrato che i principali motivi che spingono le grandi imprese a preferire l’e- learning alla formazione tradizionale sono: minimizzazione dei costi di viaggio e spostamenti.

All’interno delle grandi imprese e dei gruppi multinazionali, chi si occupa di e-learning tipicamente
è il responsabile per la formazione e o in generale il dipartimento per la Gestione delle Risorse
Umane. La misura della penetrazione dell’e-learning è data dalla percentuale di fondi allocati a
iniziative di e-learning sul totale del budget per la formazione, nonché sulla percentuale dei
dipendenti che fruiscono dell’e-learning sul totale della popolazione dell’impresa
Tipicamente le grandi imprese affrontano la questione dell’e-learning attraverso lo sviluppo o più
spesso l’adozione di una piattaforma commerciale di Learning Management System (LMS) o
Learning Content Management System (LCMS), prodotti originariamente concepiti proprio a
partire dalle esigenze di una grande impresa. Le piattaforme nascono, infatti, per riuscire a gestire
l’accesso contemporaneo di grandi numeri d’utenti, monitorare gli accessi e la partecipazione degli
utenti, proporre contenuti standardizzati e riutilizzabili.
In realtà la piattaforma rappresenta solamente il contenitore e non risolve il problema di quali
contenuti e attività proporre, in che modo e attraverso quale tipo di supporto da parte di formatori e
tutor.
Da un’importante indagine su un campione di 183 grandi imprese manifatturiere operanti in
Australia (Boulton, 2005) emerge che una percentuale prossima al 50% delle grandi imprese si
affida a fornitori esterni, società appositamente dedicate a confezionare pacchetti di contenuti
standard per l’e-learning. Il restante 50% si divide più o meno equamente tra chi sviluppa
internamente i contenuti e chi si rivolge ad un fornitore esterno per un prodotto personalizzato sui
propri bisogni.
L’e-learning è principalmente utilizzato per:

lo sviluppo di competenze e di skills relative all’utilizzo delle ICT (pacchetto Office e
applicativi più avanzati);
conoscenze e competenze relative a profili professionali specifici;
formazione obbligatoria per legge (per esempio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro).
Una buona parte delle grandi imprese rende disponibile l’e-learning attraverso la propria intranet
aziendale, sottoforma di corsi on line a catalogo. Una percentuale prossima al 40% li offre
attraverso il modello blended, integrati in un progetto formativo che prevede anche una parte d’aula.
Solo un quarto delle grandi imprese oggetto di studio presenta invece stabilmente integrate
all’interno della propria offerta di e-learning soluzioni avanzate come videoconferenze, streaming
audio/video o sistemi di portfolio e mentoring on line, una percentuale destinata ad aumentare nel
prossimo futuro.
Rispetto alla valutazione dell’efficacia dell’e-learning, in molti contesti viene adottato il modello di

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Kirkpatrik (vedi terza lezione della terza unità didattica del presente modulo).
Ad un primo livello, la percezione e soddisfazione degli utenti è sostanzialmente positiva. Come per
la formazione tradizionale, risulta però molto difficile qualificare e quantificare possibili incrementi
della performance di lavoro direttamente imputabili al traning a cui si è partecipato; nonostante la
disponibilità di semplici formule per il loro calcolo, il ritorno sull’investimento e il costo di
sviluppo medio per ora di contatto on line rimangono perlopiù sconosciuti. Questo genere
d’incertezze rende più difficile promuovere la causa dell’e-learning all’interno del contesto
aziendale, in cui una qualsiasi azione deve necessariamente portare ad un qualche ritorno
economico per giustificare di essere intrapresa. Nei contesti delle aziende più illuminate, questo
problema viene però riformulato e ridimensionato, dal momento che si considera la formazione
come un asset (fonte di valore) che porterà i suoi frutti sul lungo periodo oltre che sul breve.

L’e-learning nella piccola e media impresa
A differenza della grande impresa, l’e-learning nelle Piccole e Medie imprese (da 1 a 250 addetti)
trova maggiori difficoltà di implementazione. Scarsa consapevolezza delle potenzialità e poca
disponibilità di denaro e di tempo rappresentano i principali ostacoli che tengono ancora lontane le
PMI dal mondo dell’e-learning. Inoltre la stragrande maggioranza delle tecnologie, metodologie e
strategie per la formazione on line sono state sviluppate pensando alla grande impresa e quindi sono
difficilmente trasferibili a contesti con specificità e bisogni molto diversi quali quelli delle PMI.
Va affrontata anzitutto una questione di natura culturale, che riguarda il grado di importanza
assegnato all’interno dell’azienda alla formazione, in generale; si distingueranno PMI che operano
in settori maturi e che dipendono da commesse fisse, da PMI che invece operano in settori ad alto
tasso di innovazione e che sono sollecitate a tenersi costantemente aggiornate e competenti. Spesso,
il forte orientamento alla produzione e la dinamicità delle attività quotidiane, caratteristiche
connaturate nelle PMI, rende la percezione della formazione come un’attività di secondaria
importanza, specie quando formale e proposta da un ente esterno lontano dalla vita reale
dell’impresa. Quello che maggiormente conta è l’apprendimento on the job, le strategie personali
messe in atto quotidianamente sul posto di lavoro per risolvere i problemi contingenti e fare andare
avanti al meglio la macchina produttiva.
Di fronte alla necessità di scegliere come sviluppare i materiali formativi ci si trova di fronte a due
alternative: provvedere da se stessi (generalmente con l’aiuto di un consulente) allo sviluppo, per
arrivare ad un prodotto potenzialmente ritagliato sui bisogni e linguaggi concreti ma con costi e
tempi di realizzazione spesso proibitivi: affidarsi a corsi preconfezionati proposti da enti esterni (per

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esempio associazioni di categoria) che in più di un caso risulteranno dispersivi e poco significativi
per coloro che ne prendono parte.
Una soluzione di compromesso e di valore può essere quella di costituire piccoli raggruppamenti
d’imprese (per contiguità di settore o di posizione all’interno della catena del valore) per
condividere, a partire da un bisogno formativo comune, costi di implementazione nonché
conoscenze e problematiche similari. Sotto la direzione di esperti, si potrà dar vita ad alcuni portali
“di comunità” in cui le imprese troveranno un programma di lavoro definito che includa la
partecipazione in sessioni sincrone e asincrone di comunicazione attraverso cui poter condividere
con le altre imprese conoscenze pre-competitive (non differenzianti per la costruzione del valore
aggiunto sul mercato). All’interno di ogni network di imprese si potrà inoltre far leva su uno o più
imprenditori considerati dalle altre imprese un modello da seguire o un leader di opinione.

L’e-learning nella Pubblica Amministrazione
L’affermazione dell’e-learning nelle PA è molto più lenta rispetto a quanto avviene nella grande
impresa. In Italia si riscontrano forti variazioni rispetto alla penetrazione dell’e-learning tra i
Comuni e le Province, notevolmente più arretrati rispetto a Regioni e PA centrale. Spesso l’e-
learning viene proposto mutuando i modelli adottati nel contesto della grande impresa, e quindi
utilizzando una piattaforma commerciale e avvalendosi in buona parte dei casi degli stessi fornitori
e consulenti esterni. Si fa quindi perlopiù ricorso a corti a catalogo, con scarsa personalizzazione dei
contenuti e puntando sullo sviluppo di competenze trasversali quali quelle informatiche di base e di
lingua straniera (prevalenti) ma anche di comunicazione, di contabilità ordinaria, di gestione
dell’ufficio. L’e-learning è quindi vissuto quasi esclusivamente in chiave di prodotto e non in
chiave strategica di processo. Nell’approccio di processo l’e-learning rappresenta un’occasione per
riorganizzare i processi formativi collegabili in modo più stretto con gli obiettivi di sviluppo
aziendale garantendo coerenza tra i sottosistemi di gestione delle risorse umane: valutazione delle
competenze e dei risultati di lavoro, sistema premiante, percorsi di carriera. L’e-learning nella
maggior parte dei casi è finanziato con fondi propri e diretto a soddisfare le esigenze formative di
dirigenti e tecnici prima di ogni altra figura. Si riscontra una frammentazione dei centri decisionali
rispetto all’avvio e alla gestione di un progetto e-learning (generalmente tra area formazione,
informatica, comunicazione e organizzazione), che spesso non facilita la promozione di un
programma condiviso.
Per l’affermazione dell’e-learning concorrono fattori di natura politica, tecnologica e culturale. In
molti casi si dovrà affrontare la diffidenza, ad alti livelli, sull’efficacia dello strumento

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it).(comprensibile ma non confermata su basi di ricerca).telepa. sull’esempio della televisione per la PA (www. attraverso un approccio graduale. la necessità di una maggiore capillarità nella diffusione della dotazione informatica. nonché resistenze culturali al cambiamento da parte di settori del personale scarsamente orientati e motivati alla crescita. si dovrà tener conto che parallelamente all’utilizzo di internet per la formazione dei propri dipendenti. La soluzione adottata dovrà necessariamente mediare tra cambiamento e stabilità. piuttosto che alcune grandi imprese attraverso programmi di corporale social responsibility. 88 . Al riguardo un’esperienza degna di nota è quella di City council (Comune) di Edimburgo (Scozia) che ha promosso nelle aule informatiche pubbliche un corso multimediale interattivo per educare gli homeless alla corretta gestione del budget quotidiano. Un’altra interessante opportunità è quella di utilizzare la Rete per proporre all’esterno programmi di formazione per le fasce più svantaggiate della popolazione. un’opportunità che non si lasciano perdere le ONG che popolano la sempre più importante realtà del terzo settore. Non da ultimo. le PA possono trovare nella rete un importante strumento per condividere tra loro le buone pratiche.

2005) prevede che la percentuale della spesa in formazione che verrà esternalizzata è destinata a crescere negli anni a venire. nonché dei relativi servizi/consulenza. L’outsourcing coinvolge tutti gli anelli della catena del valore dell’e-learning: fornitura di 89 . Questo trend non risparmia il settore della formazione e la società ASTD (American Society of Training and Development. • progressiva integrazione tra le piattaforme. per la maggior parte composto dalla vendita o affitto di qualche forma di piattaforma. presenta alcuni trend di sviluppo: Dal lato della domanda: • aumento del ricorso all’outsourcing da parte dei dipartimenti formazione o risorse umane. che a loro volta sono un sintomo della maturità del mercato. E-Learning: teoria e metodo – IV Unità Didattica – Lezione 4 PROSPETTIVE FUTURE Linee di sviluppo: mercato e open source Il mercato mondiale dell’e-learning. • progressiva affermazione delle soluzioni Open Source. fusione specializzazione degli operatori. Dal lato dell’offerta: • processi di acquisizione. per concentrarsi su quello che si sta fare meglio e non disperdere l’energia. In un contesto iper competitivo in cui è fondamentale accelerare e innovare per restare in vita. sulla base del 29% registrato nel 2005. Prendono piede parallelamente all’affermazione di standard per la produzione e l’erogazione dell’e- learning. Superata la fase iniziale di alta “polverizzazione” (tante piccole aziende con un’offerta “fatta in casa”) questo ultimo diviene maggiormente concentrato nelle mani di gruppi più grandi. Si tratta di linee di sviluppo strettamente connesse l’una con l’altra. tutto quello che non rappresenta il nucleo della produzione del valore aggiunto viene commissionata ad esterni. Outsourcing Il processo di outsourcing (far fare ad un’impresa esterna dei pezzi di lavoro invece di farli internamente) è una delle soluzioni che le imprese di tutti i settori mettono in atto in risposta alle sfide dell’economia della conoscenza.

fornitura di tecnologia abilitante. I modelli di business emergenti privilegiano l’accesso sull’acquisto. Al riguardo. sistemi informativi che integrano le applicazioni per l’e-learning e il knowledge management con i sistemi di pianificazione delle attività di business. 90 . Parallelamente.connettività. fornitura di servizi e consulenza. Grazie ad un processo di progressiva flessibilizzazione e apertura degli standard (Commissione Europea. Acquisizioni. delle simulazioni e delle piattaforme d’aula virtuale. Integrazione tra le piattaforme Il processo d’integrazione non coinvolge solamente piattaforme LMS e LCMS (con un trend di sostituzione delle prime con le seconde da parte di chi ha acquistato le prime) ma anche le piattaforme di aula virtuale. Il notevole risparmio di costi e la possibilità di collaborare a distanza attraverso internet sono i fattori di maggiore incentivo. per quanto riguarda l’assemblaggio dei contenuti multimediali o l’erogazione di alcuni semplici servizi. 2005) l’integrazione è destinata a coinvolgere altri generi di applicativi (per esempio simulazioni e giochi). nuovi attori vanno a ricoprire mercati di nicchia emergenti come quelli dei giochi. ma anche per sviluppare servizi e consulenza a pagamento per chi decide di adottare soluzioni Open Source. la Commissione Europea (2005) ritiene promettenti le cosiddette smart suites. Le aziende sono sempre più alla ricerca di una “super-piattaforma” in cui siano già integrate tutte le funzionalità. fusioni e specializzazioni Da un’indagine commissionata dall’Unione Europea (Danish Technological Istitute. Si tenga inoltre conto che. si ricorre sempre di più all’outsourcing verso imprese di paesi in via di sviluppo (per esempio l’India). fornitura di contenuti. in via di grande diffusione. per allargare o completare il proprio ventaglio di competenze e d’offerta (integrando per esempio una piattaforma di aula virtuale ad una LCMS). un ambiente che a sua volta si interfacci facilmente con il resto delle applicazioni informatiche aziendali. 2005) emerge che si è avviato un processo che vede i grandi operatori del settore dell’e-learning acquisirne di minori o fondersi con altri. si tratti di pay per use per la connettività e la tecnologia o di pay per view per i contenuti.

ma non è così.mit.edu) sono.groove. tra cui:  un’economia in fase d’espansione. attraverso l’accesso libero ad un codice sorgente. o piuttosto forniscono servizi di supporto o di consulenza all’istallazione e al corretto utilizzo di un Software Open Source. In un modo o nell’altro tutte le linee di sviluppo descritte evidenziano il progressivo processo d’evoluzione della componente tecnologica alla base dell’e-learning in commodity. così da trasformarsi in canale informale di e-learning. La filosofia Open Source è alla base del fenomeno del Peer to Peer (P2P). a disposizione gratuita di tutti gli utenti della Rete materiali e risorse relativi ai corsi del MIT. risorsa ormai disponibile in abbondanza a cui l’utente tende a non associare più valore aggiunto e a considerare intercambiabile.net) ha stabilito che il software libero. A prima vista. l’Open Source Institute (www. senza l’obbligo dell’azienda che fa profitto a destinare una percentuale del guadagno (royalty) alla comunità Open Source sviluppatrice. invece. Sempre di più. L’idea alla base delle applicazioni Open Source è che la risorsa informatica venga progressivamente perfezionata attraverso l’accesso continuo di esperti. possa entrare a far parte di un’offerta commerciale. specialmente nei settori dell’educazione e dell’alta formazione (scuola e università). nel nome della perfettibilità degli stessi attraverso il feedback degli stessi utenti. il buon andamento del mercato dell’e-learning è soggetto ad alcune forze (driven di mercato) da cui non può prescindere. In ogni caso. sembrerebbe che il movimento Open Source comprenda ricadute esclusivamente negative sul mercato dell’e-learning. Nel 2004. 91 . quando assemblato con altri software o con servizi per promuovere il suo sviluppo. L’iniziativa OpenCourseWare del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston sposa lo sconfinamento del concetto di Open Source ai contenuti: attraverso un sito web (hppt://ocw. Il P2P è altresì utilizzato per creare spazi di lavoro collaborativo attraverso software come Groove (www. il P2P si è progressivamente allargato allo scambio on line di ogni genere di file. Si sono quindi creati i presupposti per la nascita di nuove società (o di nuove linee di business lanciate da società esistenti) che integrano un pezzo di software Open Source in un applicativo più complesso. Dal fenomeno dello scambio di file musicali.Open Source Per Open Source si intende il lavoro volontario di una comunità aperta di programmatori che.osix. che consente agli utenti della Rete di scaricare un certo tipo di software per condividere con altri utenti alcune risorse presenti sul disco fisso del proprio computer. infatti.net). mette a punto e migliora continuamente software applicativi disponibili gratuitamente sulla Rete. Le piattaforme e-learning Open Source sono a tutti gli effetti in diretta competizione con le piattaforme commerciali. il valore per cui si è disposti a pagare è associato ad una componente di servizio e consulenza.

 un’attenzione al valore dell’efficienza e della performance da parte delle organizzazioni in cui viene adottato. un alto tasso di penetrazione della tecnologia.  la rispondenza dell’e-learning ai sistemi legislativi e ai regolamenti delle nazioni e dei contesti in cui trova applicazione. 92 . una propensione alle riforme organizzative. nonché. per il settore pubblico.  l’accettazione culturale dell’e-learning.

è molto alto. Si pensi per esempio ad un learning object che contenga un link ad una ricerca da fare su internet e a comunità on line attraverso cui intraprendere attività collaborative. per esempio attraverso la combinazione di quelli esistenti. E-Learning: teoria e metodo – IV Unità Didattica – Lezione 5 PROSPETTIVE FUTURE – PARTE SECONDA – Contenuti e metodi Al di là delle nuove applicazioni tecnologiche destinate a stravolgere il panorama dell’e-learning. abilitando l’esplorazione dei collegamenti tra differenti prospettive e fonti informative su uno stesso contenuto. crediamo che il futuro richieda di prestare una sempre maggiore attenzione ad aspetti di contenuto e di metodo. la ritenzione dell’informazione è agevolata dall’utilizzo di metafore. altrimenti è possibile “riempire d’emozioni” i contenuti attraverso l’estetica (ricorrendo per esempio a soluzioni altamente coinvolgenti sul piano della grafica e della multimedialità) nonché attraverso il gioco o attività che prevedono una partecipazione attiva del soggetto (per esempio le simulaizoni). oltre a ridurre la sensazione di fatica nel processo di apprendimento. Spesso l’emozione si genera dalla motivazione della persona. aneddoti ed esempi. Riempire d’emozioni il contenuto L’associare un contenuto ad un’emozione agevola la memorizzazione. Quali nuove modalità di presentazione/gestione dei contenuti e quali metodi alla base dell’e-learning emergeranno? Sul piano dei contenuti si possono individuare alcune linee di sviluppo. Coinvolgimento emotivo e gratificazione sensoriale potrebbero risultare particolarmente adeguati per quelle utenze (knowledge workers) che fanno un uso estensivo del computer per la propria 93 . Inventare nuovi format Il margine creativo per l’invenzione di nuovi format di presentazione dei contenuti per l’e-learning. L’intersezione tra diversi format favorirà il processo di contaminazione multidisciplinare. Allo stesso modo.

Lo stesso successo di nuovi contesti formativi come quello delle comunità di pratica si spiega con l’accresciuta importanza del metodo duraturo sui contenuti destinati a invecchiare sempre più velocemente. Il file potrà poi essere riversato on line. l’importanza di dotarsi di un metodo coinvolge tutti i settori di lavoro e ambiti di studio e interesse. Attraverso questo genere di testi gli studenti hanno la possibilità di formalizzare delle conoscenze. interazione). ma richiede un sostanziale cambiamento nei metodi di fare. Su internet potrà essere modificato e lavorato in vari modi. il processo di generazione di contenuti non è più prerogativa esclusiva dei docenti. Come si è più volte voluto evidenziare l’e-learning non si esaurisce nella veicolazione o nella costruzione di nuovi contenuti. wiki e altri strumenti emergenti di comunicazione sincrona e asincrona. Questo tipo di lavoro potrà trasformare in formative delle attività che. per poi proporre in modi sempre nuovi quei contenuti on line. concepire e vivere da protagonisti la formazione (motivazione. Attraverso attrezzature professionali o telecamere e microfoni incorporati nei dispositivi portatili. In molti casi si tratterà di forme più o meno complesse di contenuti multi-autore. I discenti hanno l’opportunità di mettere a punto nuovi contenuti originali maggiormente contestualizzati e personalizzati.attività lavorativa e desiderano “staccare la spina” attraverso attività più gratificanti e meno impegnative a livello cognitivo. portando ad un più alto grado di significatività una serie di informazioni di cui sono entrati in possesso nel contesto delle lezioni a cui hanno partecipato e dello studio autonomo. ogni occasione formativa. per la riflessione o l’approfondimento personale o per una sua riproposizione verso utenze diverse. iniziativa. curiosità. o incorporato in learning object. altrimenti. in cui l’enfasi si sposta dall’apprendere (learn) al learning to learn (imparare ad apprendere). blog o in altri formati. dal momento che le pratiche sono dei metodi prima ancora che dei contenuti di lavoro. Registrare e riutilizzare Entrare nell’ottica dell’e-learning significa audio e video registrare tutto il registrabile. può essere facilmente registrata dall’agenzia formativa che la propone o dalla persona che la vive. formale o informale che sia. In una società dell’informazione. Generare contenuti Attraverso blog. Come costruirsi quindi un solido metodo per affrontare la 94 . per il soggetto avrebbero una valenza esclusivamente informativa.

portando a sintesi l’apprendimento formale e informale. sono quindi chiamati ad imparare a prendere autonomamente le decisioni relative al proprio apprendimento. ma anche attraverso strumenti avanzati per la visualizzazione e la strutturazione della conoscenza come le mappe concettuali. autonomi e auto-diretti. Si tratta di un metodo sempre più finalizzato a riconoscere e a risolvere i problemi complessi (multi sfaccettati) del mondo di tutti i giorni e di quello a venire (quindi problemi significativi). curriculare ed extra curriculare. Anche come antidoto ad una situazione d’eccesso di informazione. in cui il rischio paradossale è quello che (proprio in quanto tale) l’abbondanza scorra inosservata. promuovendo una graduale trasformazione della figura del docente e del formatore da “trasmettitore di contenuto” a trasformatore di metodo”. Da questo punto di vista apprendere significa comporre la rete quella composta da informazioni. In definitiva avere un metodo equivale a sapersi districare nella complessità del mondo esterno. I singoli. In proposito. persone e prospettive all’origine dei problemi e dei fenomeni complessi.complessità delle opportunità formative e del mondo reale. fornendo loro supporto attraverso counsellor e professionisti dell’orientamento. riflettervi e sistematizzare la conoscenza generata. nonché. ma con chi e a che cosa ci si connette. ottimizzando il potenziale dell’e- learning e di tutte le altre occasioni di apprendimento? È innanzi tutto necessario diventare responsabili “imprenditori” del proprio percorso di crescita. Si è visto come questa componente risulti ancora più importante quando si ha che fare con l’e-learning che non con altre opportunità formative. L’enfasi sul metodo porta una progressiva centralità della componente metacognitiva dell’apprendimento: è indispensabile riconoscere ogni occasione o momento dell’apprendimento in quanto tali. In questo caso. In questa prospettiva. 95 . l’e-learning che conta di più non ha a che vedere con le cose che si fanno on line. teorico e pratico. le ICT non vengono in soccorso esclusivamente come strumenti per la stesura di testi e le registrazioni audio e video. riconciliando teoria e pratica e servendosi di volta in volta del mix delle prospettive disciplinari più utili. non più in attesa di qualcun altro che ci dica cosa dobbiamo apprendere e come dobbiamo farlo. si è in grado di riconoscere la dimensione ecologica (e quindi connessa) delle diverse occasioni formative. come le organizzazioni. per prenderne consapevolezza. alle scuole e alle altre agenzie formative spetta il ruolo di educare le persone a prendersi carico della propria auto-formazione. Attraverso un proprio metodo.

Al contrario attraverso l’approccio multi-tasking a schermo in cui ogni attività è continuamente interrotta da altre. sono strettamente correlai l’uno all’altro e vanno rapportati all’utilizzo di internet e delle tecnologie digitali in generale oltre che all’e-learning in senso stretto. è necessario esserne ben consapevoli. Procedendo orizzontalmente attraverso salti e connessioni tra attività diverse. al computer come al proprio telefonino. E-Learning: teoria e metodo – IV Unità Didattica – Lezione 6 RISCHI E CRITICITÀ DELL’E-LEARNING (E DEL MONDO DIGITALE) L’e-learning porta con sé grandi opportunità ma anche alcuni rischi che per molti versi rappresentano l’altra faccia della stessa medaglia. ma anche perché la carta sembra essere più adatta ai ritmi naturali di accesso e gestione dell’informazione e del carico cognitivo. Troppo spesso elusi da una lettura accecata da un eccesso d’entusiasmo rispetto alle opportunità offerte dall’e-learning. È così che flessibilità. velocità d’accesso. la persona sviluppa nuove dinamiche cognitive in risposta ai ritmi del computer. personalizzazione e abbondanza di informazione si tramutano da elementi positivi in negativi o comunque dall’impatto ancora non sufficientemente compreso a livello scientifico. non solo perché la lettura su carta è più agevole e veloce rispetto a quella su schermo. con il rischio di disabituarsi alla riflessione calma approfondita e finendo per rimanere in superficie. Per tenerli sotto controllo. l’e-learning e le tecnologie digitali si possono e si devono utilizzare meglio di quanto molto spesso non si faccia. 96 . Esserne al corrente non deve di certo comportare il rinnegare le straordinarie opportunità offerte dalla Rete. ma semplicemente sapere che internet. Velocità e frammentazione La prima cosa che si nota in un giovane cresciuto con le tecnologie digitali. è la velocità con cui accede all’informazione e procede nella gestione contemporanea di più compiti. Molte persone tendono a stampare i materiali relativi a moduli ipertestuali o multimediali di e-learning. si guadagna in velocità ma si rischiano di sviluppare comportamenti schizofrenici possibilmente fonte di stress e di una diminuzione nella capacità di concentrazione.

comunque l’obiettivo di partenza (sto cercando una cosa e mi metto a guardare. comporta che quello che la persona non considera utile e meritevole in un determinato momento venga eliminato dal ventaglio delle opportunità prese in considerazione. Portando questa logica gli estremi. Allo stesso modo. l’eccesso di opzioni interattive nei moduli e-learning può portare al disorientamento tra l’informazione. ognuno finisce per consolidare e in qualche modo isolarsi in un proprio individuale universo di conoscenza e di riferimenti (di qui il termine Balcanizzazione. comporta un eventuale rischio di sviluppare un approccio utilitaristico e del tipo “mordi e fuggi” alla propria auto-formazione. È così che nei moduli e-learning e nelle pagine web multimediali. a partire dai propri obiettivi e interessi. attenzione e risorse cognitive in attività senza dubbio piacevoli ma che esulano dalla formazione o. 97 . Al contrario. Inoltre. specialmente in una società mediaticamente dominata dalla televisione. che catalizzano l’attenzione in misura ben maggiore dei testi. rischiano di ricalcare il modello del serf-service (di qui il termine McDonaldizzazione). McDonaldizzazione e balcanizzazione Il sapere di avere a portata di mano una qualsiasi risorsa informativa. leggere o “seguire” un’altra). per coloro che affrontano il modulo ipertestuale linearmente e sequenzialmente (cioè senza cliccare sulle parole che costituiscono dei link). 2002). ne comporta il rischio di dispersività. Sustein. con ripercussioni ancora poco conosciute quanto a capacità di relativizzare l proprio punto di vista.Dispersività Se l’abbondanza pressoché infinita d’informazione sul web ne rappresenta la sua più straordinaria risorsa. il potere in mano della persona di poter scegliere in ogni istante che cosa approfondire. di apprezzare la varietà e di sviluppare il senso della collettività. sicuramente pratico ma limitante in un’ottica di visione d’insieme dei contenuti e del processo. vengono meno i vantaggi legati ala nuova organizzazione dell’informazione. aspetti formali e di complemento potrebbero prendere il sopravvento sugli aspetti sostanziali. quando proposte come unica soluzione o portate agli eccessi. L’organizzazione efficientistica dei contenuti sul modello dei learning objects e le possibilità di personalizzazione del percorso. Un’altra fonte di dispersività è possibilmente rappresentata dalle componenti visivo/dinamiche. Il lasciarsi trasportare dalla navigazione può implicare che si finisca fuori rotta disperdendo tempo. con difficoltà a capire quali siano gli obiettivi didattici.

il fenomeno va a rafforzare il trend del “self-service”. e se è vero che trascorrere molto tempo su interne privi il soggetto di momenti di socializzazione faccia a faccia è altrettanto vero che attraverso l’interazione on line si creino nuove opportunità per poi incontrarsi di persona. promuovendo dinamiche di convergenza piuttosto che di divergenza di prospettive nonché. Anche a causa della varietà di prospettive e delle tipologie di persone in gioco. Sembra invece provato da evidenza empirica il rischio di addiction o dipendenza da internet per chi ne fa un uso pesante. si sta procedendo illegalmente. lo si fa attraverso una copia parziale o totale di uno o più documenti altrui reperiti su internet. Se considerato a livello aggregato. ma in assenza di rielaborazione si mette a punto un documento che non è personalizzato sui bisogni della propria utenza e possibilmente non fa leva sui punti di forza del proprio approccio ai contenuti o su un contesto ben determinato. la ricerca non ha ancora prodotto risultati soddisfacenti. in particolar modo per quel che riguarda strumenti di comunicazione quali chat o e-mail. possibilmente e paradossalmente. il maturare di un approccio attendista ad un proprio sviluppo più profondo (se tanto c’è già tutto su internet a cosa serve investire sulla formazione?). Seppure si possa obiettare che l’originalità arriva proprio dall’assemblaggio di contenuti provenienti da fonti diverse. attraverso una manifesta violazione della normativa sulla tutela della proprietà intellettuale. È così che vengono. e che da un artigianato di prodotto ci si stia muovendo verso un artigianato del bricolage. 98 . Il fenomeno va ad intaccare tutti gli step del tradizionale processo formativo: utilizzano il copia incolla i docenti per preparare le slide della lezione o predisporre i materiali formativi. seppur limitatamente. quando non si cita la fonte. così come gli studenti per mettere a punto una presentazione o tesina. Si deve inoltre tenere ben presente che. Utilizzare questo sistema non significa necessariamente pregiudicare la qualità del prodotto. Dipendenza e isolamento sociale Nel mondo accademico. il dibattito sulla possibilità che l’utilizzo estensivo del computer e di internet porti ad isolamento sociale è molto acceso.Copia-incolla Il fenomeno del copia-incolla è universalmente noto a tutti gli utenti della Rete: invece di predisporre un prodotto informativo/formativo da zero. controbilanciati gli effetti straordinari di internet quanto a diversificazione delle fonti informative e a personalizzazione dei contenuti. Spaccando in due la platea tra “apocalittici” ed “integrati” assume spesso toni radicali e ideologici che non aiutano a comprendere la natura e la portata del fenomeno.

su internet e non. Sono.Un’obiezione all’utilizzo estensivo dell’e-learning è quindi quella di coloro che sostengono che il computer e i media digitali in generale sono già troppo utilizzati per tutta una serie di altre attività. Tutte le differenti forme di sovraccarico cognitivo presentate sono da ostacolo per l’attivazione di dinamiche profonde di apprendimento. testi. lì si potrà facilmente recuperare. dal momento che vengono messi a lavoro più canali percettivi contemporaneamente. internet e le tecnologie digitali forniscono alle persone molteplici opportunità per registrare in ogni istante e a loro futuro riuso. Quale quindi il bisogno di sforzarsi nel memorizzare un’informazione se si ha la possibilità di reperirla su internet? Il rischio è quindi quello che si viva sì un contesto estremamente diversificato di opportunità informative e formative. Il sovraccarico si può percepire anche a livello delle singole unità formative multimediali: l’utilizzo congiunto di immagini statiche. il sovraccarico può arrivare dalla gestione multi-tasking dei propri documenti di lavoro. 99 . Oggi. materiali audiovisivi e grafica è molto impegnativo a livello cognitivo. fonte di stress per le persone che diminuiscono la capacità di concentrazione e tendono inconsapevolmente a mettere in atto delle strategie di selezione dell’informazione. audio e video. dalle navigazioni su internet e dalle gestioni delle e-mail. infatti. immagini. obiezione che non è destinata a venir meno quando l’e-learning approderà a pieno titolo sulla televisione di casa (anche detto t-learning) e sul telefonino. nella consapevolezza che quando quei contenuti serviranno realmente. ma che le si affronti con più superficialità. Non da ultimo. Sovraccarico cognitivo e informativo L’integrazione dell’e-learning all’interno di un curriculum formativo è operazione complessa. Disincentivo a memorizzare Prima della nascita dei primi papiri la conoscenza doveva essere trasmessa oralmente per non essere persa per sempre. Il risultato può essere che gli studenti finiscano per percepire un sovraccarico di lavoro e una mancanza di coerenza tra i differenti tipi di materiali proposti e tra attività in aula e attività on line. quantità pressoché infinite di documenti testuali.

soprattutto nella misura in cui si sottostimi l’importanza della componente di vicinanza fisica per lo sviluppo di alcune importanti competenze. finendo per appartenere alla persona in quanto fisicamente unico e in quanto destinato a rimanere nel tempo e ad essere sfogliato nelle librerie.Perdita della componente di fisicità Il limite più grande dell’e-learning rispetto alla formazione in presenza è evidentemente la perdita della componente di fisicità nella relazione formativa. Una volta superato questo iter. In generale si tratta della sfera del saper essere e del sapere comportarsi. per sua natura. parallelamente all’avanzata dei nuovi media e dei nuovi modelli. viene meno la capacità di analisi critica e la consapevolezza delle implicazioni dell’intervento che si sta mettendo in atto. Al contrario. Ogni moda prevede un’evoluzione attraverso più stadi: • una fase iniziale di entusiasmo incondizionato. 100 . viene pienamente istituzionalizzato e non la si percepisce più come di secondaria importanza. In questo caso più che ad un rischio si è di fronte ad un limite intrinseco all’e-learning. • una fase di sottovalutazione delle opportunità. l’informazione in digitale è asettica. viene cancellata così come memorizzata ed è destinata ad essere più transitoria. non si tocca e non si odora. • una fase di disillusione. Moda Quando una qualsiasi cosa viene promossa ed accettata in quanto “di moda”. Anche se probabilmente in pochi desidererebbero che la formazione delle maestre d’asilo o l’educazione fisica passassero esclusivamente attraverso questi strumenti. un libro si impugna ed odora. il rischio sussiste. un’innovazione giunge allo stadio di maturità. I contenuti di una lezione in presenza si completano e contestualizzano attraverso la vicinanza fisica con i propri pari e con il docente. Sconfinamento al saper essere La flessibilità e la ricchezza di possibilità offerte dall’e-learning potrebbero indurre in tentazione chi lo promuove a estenderlo ad ambiti formativi per i quali risulta poco appropriato. una ragione in più per promuovere la sopravvivenza dei vecchi media e dei modelli formativi tradizionali.

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