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Londa perfetta

Ing. Silvano DOnofrio

Sommario
Londa perfetta .................................................................................................................................................. 1
Gravitational wave......................................................................................................................................... 2
Levoluzione ................................................................................................................................................... 4

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Gravitational wave

Il 14 settembre 2015, alle 9.50 e 45 secondi ora di Greenwich, unonda gravitazionale


generata dalla fusione di due buchi neri di 29 e 36 masse solari ha attraversato i due
rivelatori Ligo (a Hanford, nello stato di Washington, e a Livingston, in Louisiana).

Che sar mai, avrete pensato quando ne stato dato lannuncio, latmosfera piena
di onde.
E no, cari amici! Quella rilevata non stata una onda qualsiasi. E non stata nemmeno
una cosa semplice rilevarla.

Il segnale captato infatti denominato GW150914 (gravitational wave), stato rivelato


dagli algoritmi di analisi che operano in tempo quasi-reale, sviluppati dalla collaborazione
Ligo-Virgo, ed stato poi confermato da successive analisi pi accurate.
Per identificare questo evento, captato dalle antenne gravitazionali dellesperimento
americano Ligo nel settembre 2015, stato necessario confrontare la forma del segnale con
dei modelli che sono il risultato di decine di anni di studi teorici e numerici delle equazioni
della relativit generale

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In pratica i due buchi neri man mano si sono avvicinati fino a fondersi formando un unico
buco nero di 62 masse solari. Questo evento cosmico avvenuto quasi un miliardo e mezzo
di anni fa, quando sulla Terra facevano la comparsa le prime cellule in grado di utilizzare
lossigeno. Londa gravitazionale che ha emesso, della durata di circa un quinto di secondo,
il primo segnale gravitazionale rivelato dalluomo.
Fine della storia? Neanche per sogno! In effetti questa prima rivelazione diretta, seguita da
una seconda a pochi mesi di distanza, il giorno di Santo Stefano (prodotta in questo caso
dalla fusione di due buchi neri di 7 e 14 masse solari), rappresenta un evento epocale per la
fisica, soprattutto perch sancisce, dopo quasi mezzo secolo di incredibili sforzi
sperimentali, la nascita di una nuova branca: la cosiddetta astronomia gravitazionale.

Vabb, penserete voi, dove sta il sensazionalismo dellevento?


Beh! per prima cosa lesistenza delle onde gravitazionali sono state previste da Einstein
esattamente un secolo fa ed stata cos dimostrata in modo diretto e con una significativit
statistica da non lasciare ombra di dubbio.
Le onde gravitazionali costituiscono un mezzo di osservazione complementare alla
radiazione elettromagnetica, che alla base dellastronomia tradizionale, ma anche ai
neutrini e ai raggi cosmici. Losservazione delluniverso attraverso le onde gravitazionali
permetter di studiare con un dettaglio senza precedenti fenomeni celesti che coinvolgono
oggetti compatti, come stelle di neutroni e buchi neri e in futuro, forse, anche di
osservare i primissimi istanti di vita delluniverso.

Perch ne parliamo a distanza di pi di un anno?

Il primo aspetto fondamentale lespansione della rete di rivelatori. Nella prima met del
2017 Virgo (interferometro costruito a Cascina Pisa) completer lupgrade e si
aggiunger ai due rivelatori Ligo. Avere una rete di almeno tre rivelatori un requisito
fondamentale per localizzare con ragionevole accuratezza la posizione della sorgente.
Nel 2018-2019 prevista lentrata in funzione dellinterferometro giapponese Kagra,
costruito sottoterra, per ridurre limpatto del rumore sismico, e con specchi raffreddati a
20 Kelvin per ridurre il rumore termico. Intorno al 2022 dovrebbe essere la volta di Indigo,
una copia di Ligo, che verr costruito in India.
Il motivo sta nel fatto di ridurre le fluttuazioni del rumore strumentale. In pratica se un
segnale osservato in pi rilevatori con caratteristiche coerenti di forma donda e ampiezza
si ha un segnale pulito e la certezza sullorigine della osservazione.

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Levoluzione

Le stelle da cui ebbero origine i due buchi neri la cui fusione ha generato le prime onde
gravitazionali mai rilevate direttamente nacquero circa 2 miliardi di anni dopo il big bang.

Nel giro di appena 5 milioni di anni, le due stelle, che formavano un sistema binario e
avevano masse comprese fra le 30 e le 100 masse solari, si trasformarono in buchi neri che
iniziarono a ruotare uno attorno allaltro in orbite sempre pi strette, per poi fondersi circa
10,3 miliardi di anni dopo. Il segnale di onde gravitazionali cos generato (evento chiamato
GW 150914) stato rilevato da LIGO il 14 settembre 2015: 1,2 miliardi di anni pi tardi.
Le misurazioni dei due rivelatori Ligo erano una lievissima increspatura dello spazio-
tempo prodotta, in un punto remoto del cosmo, da questo catastrofico evento.

Sistemi binari di buchi neri.


Tutto ha origine come abbiamo capito da un sistema binario di buchi neri.
Un sistema binario in astronomia indica un sistema di due oggetti (di solito stelle, ma
anche pianeti, galassie, asteroidi o addirittura di buchi neri) cos vicini tra loro da essere
legati dalla reciproca attrazione gravitazionale, e orbitano attorno ad un centro di massa
comune.
Esistono anche vortici di tre buchi neri supermassicci legati tra di loro in un abbraccio
vorticoso. E il caso del sistema, conosciuto con la sigla SDSS J150243.091111557.3,
identificato inizialmente come quasar distante da noi oltre 4 miliardi di anni luce.
Due dei tre mostri cosmici sono separati da circa 400 anni luce e si muovono luno
rispetto allaltro a una velocit di circa 100 km/s, cio quasi 400.000 km/h.

Londa gravitazionale.
Ma veniamo a noi. Ovvero come si forma londa gravitazionale.
La storia inizia nel 1963 con un articolo di Philip C. Peters e John Mathews, pubblicato
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sulla rivista Physical Review Letters, in cui si calcola lenergia gravitazionale emessa da un
sistema binario composto da due stelle, che per semplicit si assume siano due masse
puntiformi, che si muovono a velocit molto minori di quella della luce.
Si parte dal principio che lenergia totale si deve conservare, quindi la perdita di energia
dovuta alle onde gravitazionali deve essere in qualche modo compensata.
Vediamo come.

Il sistema binario possiede anche unenergia orbitale, che quella che permette alle due
masse di muoversi sullorbita ellittica o circolare su cui si trovano, quindi lunico modo per
soddisfare la conservazione dellenergia che lenergia irraggiata in onde venga
compensata da una variazione uguale e contraria dellenergia orbitale.
Questo implica che le due masse debbono via via avvicinarsi, in un moto che
progressivamente sempre pi veloce.

In questa fase di spiraleggiamento, londa gravitazionale emessa ha una frequenza che


istante per istante uguale a 2/T, dove T il periodo orbitale, cio il tempo che le masse ci
mettono a percorrere lintera orbita.
Siccome il raggio dellorbita diventa progressivamente pi piccolo, anche T diminuisce nel
tempo e quindi la frequenza (1/T) dellonda gravitazionale cresce.

Inoltre, siccome le due masse si avvicinano, lenergia emessa per unit di tempo aumenta,
e quindi lampiezza dellonda cresce. Si ha dunque un segnale che ha la forma caratteristica
di una sinusoide di ampiezza e frequenza crescente nel tempo che, se riprodotta come onda
acustica, viene chiamata chirp (cinguettio), perch assomiglia al canto di certi uccelli.

Per capire meglio diamo una occhiata alla immagine.

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Nella figura mostrato un esempio di segnale gravitazionale emesso in un processo di
coalescenza (il processo in cui due corpi si attraggono, spiraleggiando uno verso laltro,
fino a fondersi) di due buchi neri, simile al primo rivelato da Ligo.

Zona viola.
La parte del segnale emessa durante la fase di spiraleggiamento dei due corpi visibile
nella zona viola.
Questa parte del segnale simile sia che i due corpi siano buchi neri, sia che si tratti di
stelle di neutroni. Le stelle di neutroni sono estremamente compatte, infatti hanno una
massa comparabile con quella del Sole, ma un raggio di 10-15 km (mentre, per avere un
confronto, il Sole ha un raggio di 700.000 km).
Bisogna dire a questo proposito che su un sistema binario di due stelle di neutroni fu
osservato che le due stelle si muovevano su unorbita ellittica con un periodo orbitale di
circa 8 ore e fu compreso che, misurando con estrema accuratezza e per un tempo
sufficientemente lungo il periodo, si sarebbe potuto verificare se esso diminuisce come
predetto dalla relativit generale a causa dellemissione di onde gravitazionali.
Questa misura stata eseguita monitorando il sistema per decine di anni. Nel 1993 Hulse e
Taylor ricevettero il premio Nobel per aver dimostrato grazie a questa osservazione,
sebbene solo in maniera indiretta, lesistenza delle onde gravitazionali.
Ok andiamo avanti.

Zona rossa.
Quando i due corpi si avvicinano il campo gravitazionale nelle loro vicinanze diventa
estremamente intenso ed entra nel regime detto di campo forte.
Per descrivere il segnale emesso in questa fase non si possono pi usare le approssimazioni
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utilizzate per calcolare il segnale di chirp (masse puntiformi, velocit piccole rispetto a
quelle della luce ecc.) e bisogna integrare le equazioni di Einstein utilizzando computer
potenti e veloci.
Per ricavare la parte del segnale in questa fase ci sono voluti decine di anni di studi teorici
e numerici, condotti a partire dagli anni 80 del secolo scorso.
Oggi sono disponibili banche di forme donda sufficientemente accurate da poter essere
confrontate con i dati sperimentali e, dal confronto del segnale osservato con queste forme
donda, si sono potute stimare le masse dei due buchi neri, rispettivamente pari a 29 e 36
masse solari, e la massa del corpo finale, pari a 62 masse solari. Questultima inferiore
alla somma delle masse iniziali, perch una parte della massa stata trasformata in energia
e irraggiata in onde gravitazionali.

Zona blu.
Ma la storia non finisce qui, perch il corpo finale continua a oscillare e quindi a emettere
onde gravitazionali finch lo spaziotempo non si acquieta. questa parte del segnale che
ci d le informazioni pi interessanti sulla natura del corpo celeste che si forma alla fine
della coalescenza.
Infatti la teoria della relativit generale stabilisce che un buco nero oscilla emettendo onde
gravitazionali a frequenze ben precise, che dipendono solo dalla sua massa e dal suo
momento angolare (che legato alla velocit di rotazione)

Avendo misurato la massa del corpo finale e il


suo momento angolare, si pu calcolare la
frequenza del modo principale di oscillazione
previsto dalla teoria e confrontarla con la
frequenza dellultima parte del segnale
mostrato.
I dati e la previsione teorica sono risultati
essere in ottimo accordo e, cos, stato
possibile stabilire che loggetto in questione
era un buco nero di 62 masse solari.