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Michela Eleuteri

DISPENSE DI ANALISI MATEMATICA


Serie numeriche
Indice

1 Serie 5
1.1 Denizione di serie e prime propriet . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.2 Criteri di convergenza per serie a termini non negativi . . . . . . . . . . . . . . . 8
1.3 Serie a termini di segno variabile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

3
INDICE

4
CAPITOLO 1

Serie

1.1. Denizione di serie e prime propriet


r Denizione 1.1.1. Data una successione {an }n di numeri reali, si chiama serie associata
ad {an }n , o serie di termine generale an , la quantit

X
an
n=0

Gli elementi an si chiamano termini della serie. La successione


n
X
sn = ak .
k=0

si dice successione delle somme parziali.


Diremo che la serie convergente se la successione delle somme parziali convergente, mentre
diremo che la serie divergente positivamente [[negativamente ]] se la successione delle
somme parziali ha limite uguale a + [[ ]]. Inne diremo che la serie irregolare o
indeterminata se la successione delle somme parziali non ha limite.
Diremo inoltre che due serie an e bn hanno lo stesso carattere se sono entrambe convergenti,
X X

n n
entrambe divergenti o entrambe irregolari.

In particolare, se {sn }n convergente e sn s si ha



X n
X
s= an = lim ak = lim sn .
n+ n+
n=0 k=0

Quindi obiettivo di questo capitolo non tanto calcolare esattamente il valore di una serie
(evento piuttosto raro) ma piuttosto studiarne il carattere, cio stabilire se essa convergente,

5
1 Serie

divergente o irregolare. L'idea quella di confrontare serie pi complicate con serie-campione


pi semplici a cui faremo riferimento.

r Osservazione 1.1.2. Le serie sono solo un linguaggio diverso per trattare le successioni:
infatti, per ogni successione {an }n possiamo considerare la sua serie, e viceversa, data una qualunque
successione {sn }n , questa pu essere vista come la serie associata ad una successione {an }n , visto
che ponendo
a0 = s 0 , an = sn sn1 n 1,
n
si ha sn = ak .
X

k=0
Conformemente a quanto convenuto per le successioni, se {an }n denita solo per n n0 , anche
la successione delle somme parziali sar denita solo per n n0 come
n
X
sn = ak
k=n0

e la serie sar
X
lim sn = ak .
n+
k=n0

r Esempio 1.1.3. Sia q R, e sia an = qn . La serie associata a questa successione si chiama


serie geometrica di ragione q . Si verica facilmente che

se q = 1

n+1
2 n
sn = 1 + q + q + + q = 1 q n+1
se q 6= 1
1q

e quindi
1
se |q| < 1
1q


lim sn = + se q 1
n+
non esiste se q 1

da cui


q1 diverge a +


X 1
qn |q| < 1 converge a
n=0

1q
q 1 irregolare.


r Esempio 1.1.4. Consideriamo la seguente serie (detta serie di Mengoli)


1 1 1 1
+ + + + ...
12 23 34 45

6
1.1 Definizione di serie e prime propriet

associata alla successione


1
an = (n 0);
(n + 1) (n + 2)
1 1
visto che an = , si trova facilmente per induzione che
n+1 n+2
n
X 1
sn = ai = 1 ,
i=0
n+2

da cui segue che la serie convergente ed ha per somma 1.

Come gi accennato, il fatto di poter calcolare esplicitamente la somma di una serie assegnata
un evento piuttosto raro. Oltre alla serie geometrica e alla serie di Mengoli un altro esempio
dato da

X 1 2
=
n=1
n2 6

che interessante perch ci dice che la somma di inniti numeri razionali non razionale.
Tuttavia nella maggior parte dei casi ci si accontenta di stabilire se la serie in questione risulta
convergente, divergente oppure indeterminata.
Un primo strumento utile per studiare la convergenza della serie rappresentato dal seguente
teorema, che fornisce una condizione necessaria anch una serie risulti convergente.

Teorema 1.1.1. Se an una serie convergente, allora il termine generale an risulta


P
r n
innitesimo.

r dimostrazione. Indichiamo con sn = ak la successione delle somme parziali e con


Pn
k=0
s= k=0 ak la somma della serie. Essendo
P

sn+1 = sn + an+1

risulta
lim an+1 = lim sn+1 lim sn = s s = 0
n n n

r Osservazione 1.1.5. In generale, avere il termine generale innitesimo, non una condizione

1
suciente a garantire la convergenza della serie; controesempio la serie armonica che,
X

n=0
n
come mostra il prossimo esempio, diverge, pur avendo il termine generale innitesimo.

7
1 Serie

r Esempio 1.1.6. Dimostriamo che la serie armonica diverge. Ricordiamo che an :=


1 + n1 una successione crescente convergente a e. Si ha dunque
n

 n
1
e an = 1 + ;
n
essendo il logaritmo una funzione crescente allora
 
1 1
1 = log e log an = n log 1 + log(n + 1) log n.
n n
Sommando su n, a destra i termini si elidono due a due, e si ottiene
n
X 1
sn = log(n + 1) log 1 = log(n + 1)
k=1
k

da cui passando al limite si ha che la serie armonica maggiorata da una quantit che tende
a per n quindi diverge.

1.2. Criteri di convergenza per serie a termini non negativi


r Osservazione 1.2.1. Nelle serie a termini non negativi, le somme parziali costituiscono una
successione monotona debolmente crescente; infatti se an 0 per ogni n si ha

sn+1 = sn + an+1 sn .

Dai teoremi di esistenza del limite per successioni monotone, si ottiene il seguente risultato

r Teorema 1.2.1. Una serie a termini non negativi o converge o diverge a + (essa
converge se e solo se la successione delle somme parziali n-esime limitata). Il valore della
serie coincide con l'estremo superiore della successione delle somme parziali.

r Osservazione 1.2.2. Quanto verr detto per le serie con termini non negativi vale anche,
con le opportune modiche, per le serie con termini non positivi, e pi in generale per le serie i cui
termini sono denitivamente non negativi oppure denitivamente non positivi.

r Proposizione 1.2.3. (criterio del confronto) Siano {an }n e {bn }n due successioni
di numeri reali non negativi tali che denitivamente (cio n : n n ) an bn (in questo caso
si dice che la serie bn maggiorante della serie an ). Allora se n bn convergente, si ha che
P

n an convergente; se n an divergente, si ha che n bn divergente.


P P P

8
1.2 Criteri di convergenza per serie a termini non negativi

r dimostrazione. Siano sn e sn denite da


n
X n
X
sn = ak sn = bk .
k=1 k=1

Poich 0 ak bk per ogni k, sommando membro a membro le disuguaglianze per k = 1, . . . , n


si ottiene 0 sn sn . A questo punto le due aermazioni sono logicamente equivalenti, per
cui basta dimostrarne una sola e l'altra si ricava di conseguenza. Dimostriamo dunque la
seconda aermazione: se n an = + allora sn + e quindi dal criterio del confronto per
P

successioni anche sn + e dunque n bn = +.


P

Molto spesso il criterio del confronto viene applicato in una forma leggermente diversa, tramite
il seguente risultato.
r Proposizione 1.2.4. (criterio del confronto asintotico) Siano {an }n e {bn }n
due successioni di numeri reali positivi, tali che

an b n

allora le due serie n an e n bn hanno lo stesso carattere, nel senso che sono entrambe
P P

convergenti o entrambe divergenti.

r dimostrazione. Se an bn allora abnn 1 per n . Quindi signica che > 0


n
tale che n n
an
1< < 1 + ;
bn
per esempio possiamo scegliere = 21 , quindi si ha che denitivamente
1 an 3
< < ;
2 bn 2
essendo bn > 0 per ipotesi, questo equivale ad avere denitivamente (cio n tale che n n )
1 3
bn < an < bn .
2 2
Il risultato a questo punto segue dal teorema del confronto.

r Esempio 1.2.5. La serie



X 3n2 + 5
n=1
n3 + 2
diverge perch
3n2 + 5 3
3

n +2 n

9
1 Serie

e quindi la serie data, dal criterio del confronto asintotico, si comporta come la serie armonica
(per essere precisi 3 volte la serie armonica) che diverge come si vede pi avanti.
r Esempio 1.2.6. La serie

X e1/n 1
n=1
n
converge. Infatti dai limiti notevoli si sa che
ex 1 x per x 0
quindi siccome n si ha che 1
n
0 si ottiene
1
e1/n 1 per n
n
A questo punto allora
e1/n 1 1
2
n n
quindi la serie data, dal criterio del confronto asintotico, ha lo stesso comportamento della serie

X 1
n=1
n2

che converge.
r Osservazione 1.2.7. Il risultato precedente continua a valere se la condizione
an b n

viene sostituita dalla condizione pi generale


an
lim = ` (0, +);
n+ bn

(quindi ` anzich essere uguale a 1 come richiesto dalla condizione di essere asintotico pu essere
un numero nito diverso da zero).
r Osservazione 1.2.8. Il criterio del confronto vale solo se le due successioni {an }n e {bn }n
sono entrambe non negative; infatti, considerando le successioni
(1)n (1)n 1
an = bn = + ,
n n n
si ha che la serie an convergente, che
P
n
an
lim = 1,
n+ bn

ma la serie n bn diverge a +, in quanto somma della serie n (1)n / n, che convergente e
P P

della serie n 1/n che diverge positivamente.


P

10
1.2 Criteri di convergenza per serie a termini non negativi

r Proposizione 1.2.9. (criterio della radice nesima)


Sia {an }n una successione di numeri reali non negativi; supponiamo che

lim (an )1/n = L,


n+

con 0 L +. Allora si ha
P
L<1 n an < +
P
L>1 n an = +.

r dimostrazione. Supponiamo prima che

lim (an )1/n = L < 1.


n+

Allora per denizione di limite si ha che per ogni > 0 denitivamente



n
an L + .
2
D'altra parte, se L < 1 allora per le propriet dei numeri reali, si ha che esiste un qualche > 0
tale che L < 1 . Allora mettendo insieme le due cose si ha che denitivamente

n
an L + < (1 ) + = 1
2 2 2
da cui  n
an < 1
2
e il risultato si ottiene dal confronto con la serie geometrica di ragione 1 2 < 1.
Se invece L > 1, con un ragionamento del tutto analogo si riesce a dimostrare che
n

an > 1 +
2
per cui la serie data diverge (teorema del confronto con la serie geometrica di ragione 1+ 2 > 1).

Osservazione 1.2.10. A priori nulla si pu dire sulla convergenza della serie an quando
P
r n

lim (an )1/n = 1.


n+

Infatti si ha 1/n = + mentre 1/n2 < +, anche se per entrambe le serie si ha (an )1/n
P P
n n
1.

r Proposizione 1.2.11. (criterio del rapporto) Sia {an }n una successione di numeri
reali positivi; supponiamo che
an+1
lim = L.
n+ an

11
1 Serie

Allora si ha P
L<1 n an < +
P
L>1 n an = +.

r dimostrazione. La dimostrazione risulta per molti versi simile a quella precedente. In


particolare, se
an+1
lim =L<1
n+ an
allora per qualche > 0 denitivamente
an+1
1 .
an 2
Ragionando iterativamente si ottiene
   2  n
an+1 < an 1 < an1 1 < < a1 1
2 2 2
e di nuovo si conclude dal criterio del confronto con la serie geometrica. Se invece L > 1 si
deduce in maniera analoga che per qualche > 0 denitivamente
 n
an+1 > a1 1 +
2
e quindi la serie diverge.

r Osservazione 1.2.12. Gli stessi esempi visti per il criterio della radice nesima mostrano che
nulla si pu dire a priori sulla convergenza della serie n an quando
P

an+1
lim = 1.
n+ an

r Osservazione 1.2.13. I criteri del rapporto e della radice, come pure il criterio del confronto
forniscono solo condizioni sucienti per la convergenza. Ovviamente se una serie non soddisfa alle
ipotesi di uno di essi non detto che diverga (e nemmeno se non soddisfa alle ipotesi di alcuno di
essi).
r Osservazione 1.2.14. Sia nel criterio del rapporto che in quello della radice, se L > 1 non
solo la serie non converge ma addirittura il termine generale della serie tende a +.
Per utilizzare il seguente risultato necessario conoscere il calcolo integrale.
r Proposizione 1.2.15. (criterio del confronto serie-integrale) Sia f : [0, +)
[0, +) una funzione non negativa e debolmente decrescente; allora la serie

X
f (n)
n=0

12
1.2 Criteri di convergenza per serie a termini non negativi

risulta convergente se e soltanto se la funzione f integrabile in un intorno di +. Inoltre



X Z +
X
f (n) f (x) dx f (n).
n=1 0 n=0

r Osservazione 1.2.16. Pi in generale, se f : [k, +) [0, +) una funzione non negativa


e debolmente decrescente si ha
X Z +
X
f (n) f (x) dx f (n),
n=k+1 k n=k

e quindi la serie f (n) risulta convergente se e solo se la funzione f integrabile in un intorno


P
n=k
di +.

r dimostrazione. Fissiamo n N e consideriamo l'intervallo chiuso e limitato [n, n + 1].


Siccome f decrescente, abbiamo la catena di disuguaglianze

f (n + 1) f (x) f (n) x [n, n + 1].

Integrando membro a membro si ottiene


Z n+1 Z n+1 Z n+1
f (n + 1) dx f (x) dx f (n) dx
n n n

che equivalente a Z n+1


f (n + 1) f (x) dx f (n).
n

Posto an = f (n) e sommando su n si deduce



X Z
X n+1
X
an+1 f (x) dx an
n=0 n=0 n n=0

e cambiando variabile nella prima sommatoria



X Z
X
an f (x) dx an ,
n=1 0 n=0

dove nell'ultimo passaggio abbiamo usato l'additivit dell'integrale.

r Esempio 1.2.17. Fissato un numero reale positivo , la funzione f (x) = x decrescente


su (0, +); inoltre essa integrabile in un intorno di + se e solo se > 1. Questo permette
di provare che

X 1

< + > 1,
n=1
n

13
1 Serie

mentre
X 1
= + 1,
n=1
n
e che inoltre si ha
1 X 1

.
1 n=1 n 1
La serie
X 1
n=1
n
si chiama serie armonica generalizzata

r Esempio 1.2.18. Per ogni > 0 la funzione


1
f (x) =
x log x
decrescente su (1, +); inoltre essa integrabile in un intorno di + se e solo se > 1,
dunque

X 1
< + > 1.
n=2
n log n
Inoltre si ha

1 X 1 1 1
1

1
+ .
( 1) log 2 n=2
n log n ( 1) log 2 2 log 2

r Osservazione 1.2.19. I criteri di convergenza per le serie a termini non negativi si basano tutti
sulla propriet dell'estremo superiore, di cui gode l'insieme dei numeri reali.

1.3. Serie a termini di segno variabile


r Denizione 1.3.1. Si dice che una serie an assolutamente convergente se la
P
n
serie n |an | convergente.
P

Teorema 1.3.1. (criterio di convergenza assoluta) Sia n an una serie


P
r
assulutamente convergente; allora anche la serie n an risulta convergente e si ha
P


X X
an |an |.


n=0 n=0

14
1.3 Serie a termini di segno variabile

r dimostrazione. la serie

X
(an + |an |)
n=1

a termini positivi ed convergente perch dal criterio del confronto si ha che 0 an + |an |
2|an | e dall'ipotesi n |an | < +. Quindi
P

n
X n
X n
X
ak = (ak + |ak |) |ak |;
k=1 k=1 k=1

passando al limite, visto che entrambi i limiti a destra esistono e sono niti, si deduce la
convergenza della serie di partenza.

r Osservazione 1.3.2. Il teorema precedente non si pu invertire: infatti importante ricordare


che ci sono serie convergenti ma non assolutamente convergenti ; l'esempio classico rappresentato
dalla serie
X (1)n
n=1
n
che converge (criterio di Leibniz, vedi Teorema 1.3.2 ma non converge assolutamente (infatti si
tratta della serie armonica).
r Osservazione 1.3.3. Date due serie n an e n bn , possiamo considerare la loro somma
P P

n (an + bn ); dai teoremi sui limiti delle somme, otteniamo subito che se n an e n bn sono
P P P

convergenti, allora anche n (an + bn ) convergente, e si ha


P
X X X
(an + bn ) = an + bn ,
n n n

mentre se una convergente e l'altra divergente, o sono entrambe divergenti dalla stessa parte,
la somma diverge. Rimane escluso il caso della somma di una serie divergente positivamente con
una divergente negativamente.
Per quanto riguarda il prodotto, va invece notato che la serie n an bn non ha nulla a che vedere
P

con le serie n an e n bn , come mostrano ad esempio le serie n ((1)n +1) e n ((1)n+1 +1):
P P P P

entrambe sono divergenti positivamente, mentre la serie n ((1)n + 1) ((1)n+1 + 1) la serie


P

identicamente nulla.

r Teorema 1.3.2. (criterio di Leibniz) Sia {an }n una successione di numeri reali non
negativi, debolmente decrescente, innitesima; allora la serie

X
(1)n an
n=0

15
1 Serie

risulta convergente. Inoltre, detta s la somma della serie e sn la successione delle somme
parziali, si ha che
|sn s| an+1 (1.3.1)
che si esprime dicendo: l'errore che si commette sostituendo alla somma della serie la somma
dei primi n termini maggiorato in valore assoluto dal primo termine trascurato.

r dimostrazione. Sia sn la successione delle somme parziali. Allora si ha per ogni n N

sn+2 = sn + (1)n+1 an+1 + (1)n+2 an+2 = sn + (1)n+1 (an+1 an+2 )

e per ipotesi an+1 an+2 0 perch an decrescente, quindi

s2n+2 = s2n (a2n+1 a2n+2 ) s2n


s2n+1 = s2n1 + (a2n a2n+1 ) s2n1 .

In altri termini la successione (dei numeri pari) {s2n }nN decrescente e tende quindi (essendo
monotona) a un limite sp . Invece la successione (dei numeri dispari) {s2n+1 }nN crescente e
tende quindi (essendo monotona) a un limite sd .
Essendo poi
s1 s2n+1 = s2n an+1 s2n s0
si ha che le successioni {s2n }nN e {s2n+1 }nN risultano limitate, per cui sp e sd risultano numeri
niti. Inne
sp sd = lim (s2n s2n+1 ) = lim a2n+1 = 0
n+ n+

(perch dall'ipotesi an innitesima) quindi sp = sd e allora (per un risultato enunciato nel


capitolo delle successioni) tutta la successione ha limite e tende a questo numero sp = sd .
Quindi tutta la serie risulta convergente.
Inoltre per provare (1.3.1) si ha che detta s la somma della serie, essa verica

s2n+1 s sn n N,

quindi l'errore che si commette approssimando s o con s2n oppure con s2n+1 risulta

|s2n s2n+1 | = a2n+1

r Osservazione 1.3.4. Se nel Teorema 1.3.2 si elimina la condizione che la successione {an }n
sia innitesima, per il Teorema 1.1.1 la serie non pu convergere. Pi interessante osservare che
anche se si elimina l'ipotesi che {an }n sia decrescente, la serie n (1)n an pu non risultare pi
P

16
1.3 Serie a termini di segno variabile

convergente. Consideriamo ad esempio la successione



2/n se n pari;
an =
0 se n dispari.

Essa non negativa e innitesima, ma si ha



X
n
X 1
(1) an = = +.
n=1 n=1
n

r Osservazione 1.3.5. Come gi ribadito, dalla dimostrazione del Teorema 1.3.2 si ricava che,
detta s la somma della serie n (1)n an , si ha
P

s2n+1 s s2n n N,

e l'errore che si commette approssimando s con s2n o con s2n+1 , si pu stimare con

|s2n s2n+1 | = a2n+1 .

r Esempio 1.3.6. Sia data la serie



X (1)n
.
n=1
n
Quanti termini dobbiamo sommare in modo che sn (successione delle somme parziali) dierisca
da s (somma della serie) per meno di 100
1
?
Vogliamo determinare n in modo che
1
|sn s| .
100
Usando (1.3.1), basta determinare an+1 tale che
1 1 1
an+1 n 99.
100 n+1 100

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