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N°2

Art. 21 Costituzione Italiana: Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la Parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

GIUGNO 2010

Cos'è il collettivo 808?

Nella città di Asti, come in molte altre province italiane, sembra che nessuno si renda conto di ciò che sta accadendo. L'indifferenza e l'ignoranza della maggioranza delle persone di fronte ai numerosi problemi di questa società, non possono far altro che generare e alimentare confusione e insicurezza. Il collettivo 808 ri-nasce con l'intento di realizzare qualcosa di concreto contro tutto questo, dando un'informazione alternativa e soprattutto offrendo la possibilità di auto-organizzarsi per provare a cambiare le cose. È un collettivo apartitico e libero dalle logiche del sistema, aperto a chiunque abbia voglia di portare il proprio contributo alla lotta, che non impone un modo di pensare ma aiuta a scoprire il proprio, liberandosi dai preconcetti e dalle menzogne della società del consumo e dello spettacolo. Se anche tu hai un cervello capace di pensare autonomamente, e sei stanco di essere un complice passivo dell'avidità del capitalismo, dei soprusi delle autorità e dei politicanti, unisciti a noi e lotta per quelle libertà che non si concedono, si prendono! Le riunioni si tengono tutti i Giovedì alle 16:30 in Via Brofferio n° 135 alla Casa del Popolo.

PUBBLICAZIONE APERIODICA D’INFORMAZIONE LIBERA E CONTRO IL SISTEMA A CURA DEL COLLETTIVO 808

AgEndA deL RiBeLLe
14-06 19-06 20-06 Torino via Po 18 Aula Guzzo - h 16:00 Seminario media alternativi con Radio BlackOut, Infoaut, Indymedia Modena - Corteo contro i Centri di Identificazione ed Espulsione Asti - Via Allende 13 - h 18:00 Presentazione Incrociata dei libri:
Quell'africana che non parla neanche bene l'italiano

Sommario:
- Palindromi e Palingenesi...... Pag. 2 - Lacrime e Sangue.................. Pag. 4 - Via Allende..............................Pag. 6 - Una simpatica carogna..........Pag. 6 - Per riflettere sulla riforma gelmini............. Pag.10 - La natura è stanca..................Pag.12 - Perché vegetariani?............... Pag.14 - Come si fa............................... Pag.16 - L’angolo dell’ hacking............Pag.17 - La Sindone: un falso d’autore......... Pag.18

di Alberto Mossino
Gli africani salveranno l'Italia di Antonello Mangano Dal 7 al Bologna - Centro sportivo Allende 11 - 07 Mondiali Antirazzisti 2010

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KRISIS più di un miliardo di clienti abbindolati e sottomessi!

Palindromi e Palingenesi
Prendiamo il femminismo. Oggi la donna emancipata dal tradizionale ruolo di “angelo del focolare” non è altro che un segmento di mercato. La radicalità che ha contraddistinto il femminismo si è dissolta in un oceano di paillettes, cosmetici, botulino e qual altro oggetto di consumo. A spacciarsi per femministe oggi sono donne che pretendono la stessa possibilità di Arrivare e Consumare di cui dispone l'uomo, donne che hanno accettato in toto i canoni estetici imposti da una società maschilista, donne che credono che Simon de Beauvoir sia una marca di jeans o un profumo. La fetta del sistema dei bisogni che si rivolge esclusivamente al gentil sesso è la più grande. Il trittico produci consuma crepa non discrimina nessuno. E la controcultura? Da un paio d'anni a questa parte Kerouac non è più solo uno scrittore ma anche una linea d'abbigliamento. Stessa sorte è toccata alla tradizione della sinistra, oggi “socialismo tascabile”, con i suoi miti (di Che Guevara ne hanno fatto una maglietta, un portachiavi, una spilla e infine un peluche per i compagni più teneri) con i suoi riti e con i libri nostalgici alla “quelli erano bei tempi….”. Il tardo capitalismo è un obeso bulimico, che tutto inghiotte e metabolizza e rigetta come merce o spettacolo.

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e sue contraddizioni sono sotto gli occhi di tutti: Ratzinger che dice di aiutare i poveri con indosso le sue scarpette rosse di Prada, il cappello di ermellino e le dita inanellate, lo sfarzo della Città del Vaticano che nonostante le sue sconfinate ricchezze non paga l'ICI su tutte le innumerevoli proprietà immobiliari disseminate sul territorio italiano, gli assillanti appelli all'otto per mille che dicono serva ad aiutare i paesi del Terzo mondo, mentre dai registri del Vaticano emerge che i proventi dell'otto per mille sono così suddivisi: 35,7% al sostentamento del clero, 43,7% per esigenze di culto (costruzione di nuove chiese, manutenzione di quelle esistenti, costi dei tribunali ecclesiastici e della catechesi), 12% alle diocesi e solo un misero 8,6% alle missioni nel Terzo mondo. Per non parlare degli scandali e relativi insabbiamenti riguardo la pedofilia.

Un mostro tentacolare e fagocitante che è riuscito a colonizzare terreni a lui ostili e a renderli fruttuosi, addomesticando tendenze che portavano in sé il germe per una società diversa. E non c'è forza politica, oggi, tra quelle che agiscono a livello parlamentare, capace di opporsi a questo mostro. La sinistra, sempre più divisa e impalpabile, è l'emblema di un'incapacità di leggere il presente e di fornire una vera alternativa al modello di sviluppo capitalista. Quella del palindromo (parola che può essere letta da sinistra verso destra e viceversa, ad es. osso, onorarono, ereggere… N.d.R.) è la figura che meglio si adatta all'attuale situazione politica.

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isogna aprire gli occhi e non lasciarsi abbindolare da questi falsi profeti simoniaci e pederasti, chi crede veramente in Dio deve abbandonare questi sporchi e inutili intermediari e rivolgersi direttamente a Lui. Dopo tutto se Egli è onnipresente perchè bisogna andare in una Chiesa per pregarlo? Le religioni sono nate per dividere gli uomini, inventate dai più furbi per sottomettere i più deboli, Dio, se esiste, è Uno solo per tutti, e di sicuro non vi giudica in base a quanto denaro donate a chi vi dice in che modo pregarlo!

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La Sindone: un falso d'autore
a sindone di Torino, un telo di lino di circa quattro metri per uno, apparve per la prima volta nel 1353 presso Troyes, nel cuore della regione di Chartres e Reims. Il telo reca una doppia immagine, fronte e retro, di un cadavere nudo, rappresentato secondo i canoni e le proporzioni dell'arte gotica dell'epoca: figura rigidamente verticale, gambe e piedi paralleli, tratti del viso più caratterizzati di quelli del corpo. La presenza di segni di ferite in perfetto accordo con il racconto evangelico della passione poteva fare supporre che quella fosse un'immagine impressa dal corpo di Cristo sepolto, stranamente mai menzionata nei testi sacri, nè rappresentata iconograficamente nel primo millennio. Nel 1389 il vescovo di Troyes inviò però un memoriale al papa, dichiarando che il telo era stato "artificiosamente dipinto in modo ingegnoso", e che "fu provato anche dall'artefice che lo aveva dipinto che esso era fatto per opera umana, non miracolosamente prodotto". Nel 1390 Papa Clemente VII emanò di conseguenza quattro bolle, con le quali permetteva l'ostensione ma ordinava di "dire ad alta voce, per far cessare ogni frode, che la suddetta raffigurazione o rappresentazione non è il vero Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario". lla testimonianza storica del pontefice di allora, possiamo oggi aggiungere la conferma scientifica della datazione al radiocarbonio effettuata nel 1988 da tre laboratori di oxford, Tucson e Zurigo, su incarico della diocesi di Torino e del Vaticano: la data di confezione della tela si situa tra il 1260 e il 1390, e l'immagine non può dunque essere anteriore.

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Ulteriore prova condotta a dimostrazione della falsità della Sindone è stata fornita nel 1981 da alcuni studi svolti dal gruppo di ricerca STURP e dal gruppo di ricerca di B. Bollone, che hanno dimostrato come non vi siano sul telo tracce di sangue, se non di microscopiche e di gruppo sanguigno AB, che non esisteva ai tempi di Gesù, essendo comparso solo 1000 anni fa dall'incrocio dei tipi A e B. In entrambi i casi qui menzionati, è stata la Chiesa stessa a commissionare gli esperimenti e a verificare la falsità della Sindone. Nonostante addirittura un papa abbia proclamato a gran voce che non si trattava del vero sudario di Cristo, il Vaticano per secoli ha continuato e continua ancora a proporre ai suoi fedeli l'adorazione di un telo che altro non è che un falso d'autore ben riuscito. i è da poco conclusa l'ostensione del 2010, la Chiesa e i media hanno presentato la Sindone come una reliquia sacra e decine di migliaia di pellegrini creduloni hanno affollato la città di Torino per assistere al grande evento. Questo enorme show è costato circa 3 milioni di euro di soldi pubblici. Sicuramente avrà fatto girare un bel po' di soldi fra accoglienza dei pellegrini e gadget vari della Sindone (molti dei quali prodotti e sponsorizzati dal Vaticano stesso), gonfiando le tasche dei soliti approfittatori. Insomma, Cristo fa girare l'economia. Tutto questo dovrebbe far indignare chiunque, dall'ateo più convinto al fedele più sincero, perchè la Chiesa dovrebbe essere un'istituzione religiosa attenta alle anime dei suoi fedeli, non un'Industria del profitto attenta al portafogli dei suoi consumatori creduloni. La Chiesa infatti non ha più nulla di sinceramente spirituale, è la multinazionale più potente al mondo, con

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Le diverse fazioni politiche divergono su delle inezie, ma tutte condividono un medesimo approccio alla realtà che giustifica come necessaria l'attuale condizione economica. Mancando una vera opposizione, la politica parlamentare si è trasformata in mera farsa, diventando anch'essa spettacolo, al punto tale che il posto privilegiato di onorevoli e politicanti è il palinsesto televisivo, dove questi danno vita a delle vere e proprie performance fatte di sbraiti, insulti, grugniti. Le legislature si alternano o si susseguono ma nulla di sostanziale cambia. La dicotomia destrasinistra si risolve in una contrapposizione palindromica che tende a giustificare se stessa e che lascia invariato lo stato delle cose. D'altronde, gli esiti prodotti dal tardo capitalismo hanno dimostrato l'inefficacia di una politica riformista, basata sull'idea di compromesso e di graduale progresso, in quanto tale impostazione ha finito per tornare utile alla creazione di un capitalismo migliore, cioè più efficace.

Di fronte ad un tale orizzonte diventa necessaria un'opposizione pura al sistema capitalista, che tutto mercifica e corrompe e che dopo aver colonizzato il tempo libero e la fantasia con un astuto uso dello spettacolo e dell'industria culturale, ora cerca di eliminare ogni giudizio critico con una strategia sotterranea, che tollera solo ciò che può essere convertito in carne da macello da esporre sulla piattaforma del mercato o ciò che dà una parvenza di democrazia o di apertura ad un sistema che in realtà, come testimoniano gli ultimi vent'anni, calpesta tutto ciò che è diverso e non conforme quante sono le culture locali annientate dalla globalizzazione?Un'opposizione pura significa dire no ai palindromi (cioè alle alternative che dietro ad una parvenza capovolgente propongono una medesima realtà) e portare avanti una proposta palingenetica, capace di svelare le dinamiche del sistema per non farsi intrappolare e divorare da questo e nel contempo perseguire una politica di antagonismo autentico, che non arretri davanti a nulla e che miri alla costruzione di una società diversa. Il nostro no al capitalismo è un no politico, etico ed esistenziale. Le ragioni per un cambiamento radicale sono sotto gli occhi di tutti. Ma questi occhi bisogna aprirli.

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LACRIME E SANGUE
È scoppiato il 6 dicembre del 2008, l'incendio che non ha mai smesso di bruciare la Grecia intera. Il 6 dicembre, quando il quindicenne Alexandros (“Alexis”) Grigoropoulos fu freddato dalla pallottola di un poliziotto, nel quartiere anarchico di Exarchia ad Atene. Una terribile ed infame vicenda che ci riporta alla memoria troppi nomi, troppi volti di uomini e donne assassinati dallo Stato e dal suo braccio armato. In quel giorno il silenzio delle città elleniche venne prepotentemente rotto dalle esplosioni delle molotov dei rivoltosi, dalle vetrine spezzate, dalle sassaiole e dalle grida dei manifestanti, soffocate invano dai lacrimogeni dei servi in divisa. Migliaia di persone scesero per le strade a manifestare tutta la loro indignazione nei confronti di una classe dirigente ingorda e corrotta (la più corrotta dell'UE, seguita dall'Italia, che tuttavia si trova al primo posto per quanto riguarda evasione fiscale e stipendi dei parlamentari), tutta la loro esasperazione nei confronti di una politica sociale disastrosa che ha portato al progressivo e legalizzato furto di libertà e autonomia, una politica criminale che ha causato lo sfacelo del diritto all'istruzione, al lavoro e alla casa; problemi di proporzioni catastrofiche, che si manifestano ormai inequivocabilmente anche qui da noi: basti pensare al decreto Gelmini che sta distruggendo la scuola pubblica, al vertiginoso aumento di lavoratori lasciati a casa o in cassa integrazione, alle persone in attesa di una casa popolare, alle quali il diritto all'abitare viene continuamente negato (nella sola Provincia di Asti sono più di 600 le persone che vivono quotidianamente questa drammatica situazione). In quel giorno di dicembre, nei principali capoluoghi greci, il sangue di Alexis incendiò la rabbia e l'insofferenza di lavoratori, disoccupati, studenti e militanti stanchi di subire i soprusi e le ingiustizie di politicanti e mercanti.

L'angolo dell'Hacking

di prozac@ecn.org Http://prozac.dyndns.info In questo numero parleremo finalmente di come installare una distribuzione free di Linux che risulta essere una delle distribuzioni piu' user-friendly: Ubuntu. (al momento della scrittura del seguente articolo e' uscita la versione 10.04). Ubuntu e' un Sistema Operativo Linux basato su' Debian, l'aspetto subito positivo di Ubuntu e' la facilita' di installazione, di riconoscimento delle periferiche, molto semplice e intuitivo. Ubuntu usa il Desktop di Gnome, mentre Xubuntu usa Xfce e Kubuntu usa KDE ma l'architettura e' praticamente la stessa. Nell'articolo spieghero' molto semplicemente alcuni passi per installare una versione base di Ubuntu. Prima di tutto vogliamo capire se vogliamo usare tutto l'hard disk oppure solo una partizione e lasciare sopra il M$ gia' installato. Inseriamo il ns. bel cd che ci siamo scaricati la ISO e masterizzato dal sito ufficiale. Appena parte ci si presenta un menu' di scelta di lingua, quindi alcune opzioni per procedere all'attivita'. Se si vuole prima provare prima di installare si sceglie la prima opzione altrimenti si procede direttamente con l'installazione. Alla richiesta del •gpartizionamento•h si puo' procedere in 3 diversi modi: la prima ci propone di usare tutto l'hard disk, la seconda se si vuole montare Ubuntu con M$ e decidere quanto spazio dedicargli, la terza per operare manualmente (verra' spiegato piu' avanti in altri articoli). Ricordiamoci che Linux vede gli Hard Disk come device •gHDA•h per il primario, •gHDB•h per il secondario e poi a ruota per gli altri. A questo punto ci chiedera' ancora 4 infoz (nome utente, password della root) e siamo pronti per lanciare l'installazione. Molto importante e' l'installazione di GRUB che ci permette di scegliere in un menu' iniziale quale Sistema Operativo usare. E' consigliabile avere una connessione internet gia' attiva per fare gli update durante l'installazione. Una volta finito si procede con il reboot del Sistema. A questo punto si presentera' GRUB chiedendoci quale Sistema far partire, scegliere appunto Ubuntu. Carichera' tutto il Sistema e ci presentera' un menu' dove inseriremo il nostro nome utente e la password che abbiamo scelto. Ricordiamoci che l'utente non possiede privilegi di Admin ma solo Root e' il SuperVisor. Nel prossimo articolo parleremo' di come procedere con alcuni comandi base. Link: Per scaricare Ubuntu http://www.ubuntu.it/

Oggi, a distanza di quasi due anni, quel fuoco di rivolta e desiderio di cambiamento non si è spento, e da allora si susseguono ininterrottamente assalti ai commissariati, proteste e mobilitazioni, scioperi nazionali, assedi del parlamento, occupazioni ed esperienze di autogestione; tenuti sotto il più rigoroso silenzio dai mezzi di “informazione”, manovrati dal potere e terrorizzati che qualcuno possa seguire il “deleterio” esempio. I Greci hanno deciso di opporsi e combattere: non hanno nessuna intenzione di pagare la crisi dei padroni e delle banche, di piegarsi al piano di austerità che Unione Europea e Fondo Monetario pretendono dal governo di Atene, in cambio dei 110 miliardi di euro che dovrebbero sanare il debito pubblico della Grecia (debito superiore solo a quello dell'Italia, che ancora una volta segue fedelmente il paese ellenico). Un deficit che il precedente presidente

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KRISIS greco ha negato fino a quando è stato impossibile tacere la rovinosa bancarotta; e l'ha fatto con dichiarazioni troppo simili a quelle recentemente rilasciate dal nostro premier riguardo all'ormai “imminente uscita dalla crisi” dell'Italia. Un premier, il nostro, che tra una citazione mussoliniana e l'altra ci invita all'ottimismo, e intanto vara una manovra finanziaria che taglia 113 miliardi di euro agli enti pubblici. Il popolo greco ha pronunciato all'unanimità un fermo e deciso no al piano di “lacrime e sangue”, che prevede la riduzione del salario (da mille a 800 euro al mese), il taglio delle ferie, l'allungamento dell'orario di lavoro, l'innalzamento dell'età pensionabile, la riduzione delle garanzie e l'aumento dell'IVA e delle tasse sui beni al consumo. Un piano non dissimile da quello approvato il 25 maggio dal governo italiano, che colpirà come al solito le fasce più deboli, tagliando su sanità e cultura, ritardando di sei mesi l'accesso alla pensione e prevedendo il blocco dei contratti nel pubblico impiego. Il popolo greco ha deciso che sarà qualcun altro a versare lacrime e sangue: saranno quei governanti e quelle banche che hanno rovinato il paese con insaziabile avidità di potere e denaro; saranno quei governanti e quelle aziende che dopo aver privatizzato i guadagni, ora socializzano le perdite chiedendo sacrifici per il “bene comune”. Un'operazione che ci ricorda da vicino l'approvazione del piano di sostegno alla Grecia da parte dell'Italia: una vera e propria truffa che prende i soldi dalle nostre tasche e li consegna alle banche tedesche, francesi e italiane con cui è indebitato il paese ellenico. Da noi la sistematica distruzione di ogni futuro lascia ciascuno nella solitudine della propria condizione, nell'irrilevanza sociale e politica, nella retorica razzista, demagogica ed ignorante della Lega Nord; che peraltro non fa che pronunciare il lessico comune di un'intera classe politica, un lessico che cancella la solidarietà tra gli oppressi, che nega la distinzione tra chi ha troppo e chi nulla e scatena la più meschina guerra tra poveri. Al di là del canale di Otranto hanno deciso di resistere. E tutti tremano: nei consigli di amministrazione delle banche, delle aziende, nei parlamenti. Dinnanzi alla rivolta dei greci, che in questo nuovo maggio lottano per sé e per gli altri, è l'ora di porsi delle domande, è l'ora di ottenere delle risposte. Da quanto tempo chi ci governa ci chiede di pagare in parti uguali il conto dei padroni, degli imprenditori, dei politici, dei militari? Da quanto tempo la maggioranza delle persone pensa che tutto questo sia perfettamente normale, assolutamente naturale? Da quanto tempo questo sistema sociale si propone come l'unico esistente e desiderabile, come il migliore possibile? Quanto sei ancora disposto a sopportare? Quante lacrime, quanto sangue vuoi ancora versare? J. W. Infaust

I consigli di nonna krisis
In questo mondo dove tutto è preconfezionato e pronto per essere consumato, dove nulla si ripara ma tutto si butta via, dove lo spreco è all'ordine del giorno, bisogna re-imparare a costruire, aggiustare, recuperare. Per questo abbiamo deciso di darvi in ogni numero un consiglio, una piccola idea su un qualcosa di semplice e utile che possiamo fare per andare contro questo sistema che ci vorrebbe tutti incapaci e spreconi. Non più produci-consumacrepa ma recupera-inventa-crea!

L'ANGOLO DEL COME SI FA

Ecodetersivo piatti e lavastoviglie fai-da-te Cosa serve:
3 limoni 400 ml di acqua 200 g di sale 100 ml di aceto bianco.

Come si fa: Tagliare i limoni in 4-5 pezzi togliendo solo i semi (è più semplice tagliandoli a rondelle). Frullarli con un mixer insieme ad un po' d'acqua e al sale. Per evitare intasamenti del filtro della lavastoviglie, frullare a lungo e molto finemente la poltiglia. Per evitare che restino residui sulle stoviglie, controllare l'efficacia del proprio frullatore. Mettere la poltiglia in una pentola, aggiungere tutta l'acqua e l'aceto e far bollire per circa 10 minuti, mescolando. Quando il preparato si è addensato, metterlo ancora caldo in vasetti di vetro: si crea un sottovuoto che conserva il detersivo più a lungo. Come si usa: In lavastoviglie: due cucchiai da minestra del detersivo fai-da-te (non mischiarlo a quello classico). A mano: a piacere; in caso di stoviglie molto unte, basta aggiungere sulla spugnetta un po' di detersivo classico. Consigli utili: Per ottenere un detersivo omogeneo e più efficace, è consigliabile ripassarlo in frullatore una volta intiepidito.

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VIA ALLENDE
Il 10 Aprile 2010 sei famiglie e la rete per il diritto alla casa Coordinamento Asti Est, hanno sottratto all’abbandono e all’incuria un edificio di proprietà pubblica, situato in Via Allende numero 13, per usarlo come domicilio e come luogo di incontro aperto a tutti coloro che vogliono reagire alle ingiustizie di questa società. Un gesto che hanno spiegato più volte, un gesto contro l'immoralità del lasciare inutilizzato un patrimonio pubblico a fronte dell'emergenza casa e a fronte del sempre più impattante consumo del suolo. Anche ad Asti la crisi si fa sentire e avere un reddito dignitoso comincia ad essere un problema per molte persone, e sicuramente lo è di più per una famiglia. Vivere con un sussidio di disoccupazione, con una cassa integrazione o una mobilità senza prospettive rende ormai difficoltoso soddisfare anche i bisogni più importanti come quello di avere una casa. Pagare un affitto comincia a gravare troppo sulla spesa famigliare (non a caso nel 2009 gli sfratti per morosità hanno avuto un’impennata quasi doppia rispetto al 2008 e tripla rispetto al 2007) . Case popolari ad Asti come in tutta Italia sono ridotte al lumicino e questo vuol dire che avere una casa popolare è quasi un miraggio. Al momento in graduatoria ci sono più di 600 famiglie in attesa di un alloggio popolare a fronte di poco più di 35 alloggi disponibili. La città è piena di edifici vuoti e la palazzina occupata il 10 Aprile ne è un esempio: costruita con il contributo di tutti noi e lasciata vuota e abbandonata per anni. Altri 1700 alloggi vuoti di banche e assicurazioni (quelli che hanno creato la crisi di cui oggi siamo vittime) continuano ad esser vuoti. Perché il comune non li utilizza per coprire questo momento di crisi? L’occupazione di Via Allende deve servire da esempio per comprendere che il modo migliore di risolvere i problemi è quello di autorganizzarsi e agire.

I POPOLI DEI PAESI PIU POVERI:
7,5 MILIONI di umani ogni anno muoiono di fame. I paesi industrializzati impiegano 2/3 della loro produzione di cereali per l'allevamento del bestiame destinato ai macelli. Per questo hanno bisogno di terreni. Hanno pensato bene di accaparrarsi i terreni migliori del terzo mondo. Con l'attuale produzione di legumi e cereali si potrebbe sfamare l'intera popolazione mondiale. Nel "Sud" della nostra terra la produzione di mangimi destinati all'occidente è stata incentivata. I mangimi destinati agli allevamenti intensivi produrranno tonnellate di carne che andrà a costituire la dieta inequilibrata del "Nord" del mondo. In questi paesi ormai l'emergenza sanitaria è costituita dall'obesità e da tutte le malattie connesse alla sovralimentazione, mentre il Sud del mondo si vede sottrarre proteine vegetali con cui potrebbe garantire la sopravvivenza dei suoi figli. É stato calcolato che per produrre un Kg di carne bovina sono necessari 10Kg di soia. Basta fare un' approssimativa stima di quante persone si riempiono la pancia con 10 Kg di soia e quante con 1Kg di carne......... ETICA E GUSTO: Non mangiare muscolo animale non vuol dire rinunciare al gusto!!!
Come dimostrazione allego due ricette semplici,buone e al 100% SENZA CARNE!!

TAGLIATELLE CON FUNGHI E POMODORI
Ingredienti: 200g di funghi, 8 cucchiai d'olio extravergine, 300g di pomodori, sale, peperoncino, 400g di tagliatelle. Procedura: Cominciate con la pulizia dei funghi, puliteli dalla terra e dategli una rapida lavata sotto l'acqua corrente, asciugateli, affettateli, metteteli in un tegame con l'olio e la polpa dei pomodori sbucciati e passati al setaccio; dopo qualche minuto di cottura a fuoco allegro, fateli cuocere a fuoco moderato per circa mezz'ora, a tegame coperto, aggiustate infine di sale e insaporite con il peperoncino. Mettete sul fuoco la pentola per la cottura della pasta; Cuocete le tagliatelle al punto giusto e scolatele, riversatele in una zuppiera, conditela con la salsa di funghi e pomodoro . È pronto per essere servito!

PIATTO UNICO DI LENTICCHIE, PORRI E CAROTE
Ingredienti: 400g di Lenticchie (non quelle in scatola), 3 porri, 5 carote, brodo vegetale,1 cipolla, 8 Cucchiai di olio extravergine, polvere di curry. Procedura: Tagliare le cipolle in piccoli cubetti e farli dorare nell'olio. Intanto tagliare i porri e le carote in sottili cerchi, aggiungerli alle cipolle. Fare cuocere per circa 15 minuti( fino a quando il porro incomincia ad afflosciarsi). Aggiungere le lenticchie. Riempire ora il tegame di acqua fino a coprire le lenticchie. alzare la fiamma e aggiungere il brodo vegetale(circ. un dado). Insaporire a piacimento con il Curry. Quando l'acqua incomincia a bollire abbassare la fiamma,coprire il tegame e lasciar cuocere fino a quando le lenticchie sono morbide. Il piatto è pronto per essere servito!! Per gustarlo al meglio potete anche preparare dei crostini di pane; Fate dorare in forno del pane del giorno precedente spennellando ogni fetta con olio extra vergine.

UNA SIMPATICA CAROGNA
Via Fratelli Olivero 2, San Rocco, antico rione cittadino. Prima della industrializzazione sede di chiese, conventi, caserme, confraternite, case patrizie. Poi quartiere popolare, case/fabbriche, laboratori di sellai, fabbri e falegnami, residenze di operai. I primi lotti di alloggi iacp sono stati costruiti qui, quando la gescal (contributo su salari e stipendi, fino al 75) finanziava l'edilizia residenziale pubblica. Quegli alloggi sono stati quasi tutti venduti ai loro assegnatari, durante la prima ondata di privatizzazioni, negli anni settanta. Finiti nel marcato immobiliare, adesso possono essere di chiunque. Alcuni sono rimasti dell'atc (Agenzia Territoriale per la Casa). Proprio in uno di quelli, segnato dalla vetustà e dall'incuria, di fronte al 2 di via Fratelli Olivero, abita Alaa El Din, appena uscito dall'emergenza, dopo sei contrastati rinvii dell'esecuzione dello sfratto. Due adulti e due minori in 50 metri quadri. Meglio del ritorno in Egitto prospettato dall'assessore. Alaa non ha perso il buon umore, ormai è uno di noi, prima porta i bambini a scuola e poi si unisce agli altri dell'associazione. Ha ricevuto da pochi mesi la nazionalità italiana accompagnata dalle congratulazioni del Sindaco, la esibisce con amara ironia. Se si ha presente la storia di questo quartiere, in particolare dei ceti popolari Che l'hanno abitato, gli avvicendamenti tra una migrazione e l'altra, non è

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KRISIS proprio un caso che Alaa adesso abiti qui con tutta la famiglia. Tra i piemontesi sono venuti i veneti e i meridionali e adesso è il turno dei nord-africani. Il quartiere di San Rocco è stato un quartiere antifascista. Alcune storie di antifascismo militante, a cavallo della lotta di liberazione e negli anni seguenti, sono iniziate qui. Eo Baussano è nato qui nel 1903. Partigiano comunista, esiliato e deportato, una sorta di gigante buono (alto 1,80; 90 Kg di peso) che si è prodigato in azioni di salvataggio, durante l'alluvione del 48. Una scuola elementare porta il suo nome. Altre storie di antifascismo sono ricordate nella toponomastica. Come quella dei fratelli Olivero. Il 29 novembre del 1944 era in corso un massiccio rastrellamento in tutta la regione sud dell'astigiano, dove si erano formate le giunte popolari di governo. In uno scontro nei pressi di Revigliasco cadono quattro partigiani, altri cinque vengono catturati e fucilati a Felizzano. Tra loro c'erano tre fratelli, Carlo, Oscar e Walter Olivero. Questo passato antifascista sembra davvero morto. In questo quartiere adesso si vota massicciamente lega e pdl. Ma non è detto che sarà sempre così. Samuele lo sa. Tutti noi lo sappiamo. Basta non farsi prendere troppo dalle apparenze. La talpa scava, prima di vedere la luce. L'esecuzione dello sfratto è per le dieci e mezza, ma alle nove siamo quasi tutti lì. E' il terzo accesso, il Comune ha già pagato un rinvio. Mille euro, ma la morosità dell'inquilino è ormai di un anno. La famiglia minacciata di sfratto è di cinque persone con tre minori, di cui due in età scolare. Il capofamiglia ha perso il lavoro, a causa della “crisi”. Situazione sempre più frequente. Naufraghi dello sviluppo, di questo si tratta, di persone che devono affrontare circostanze asprissime imposte da altri, minacce che vengono da un altrove mai ben identificato. Ma di queste circostanze i nostri interlocutori istituzionali parlano di malavoglia o in modo notarile. Noi ne parliamo a ragion veduta da otto mesi. Non è un monologo inutile, rafforza la nostra coscienza dei fatti e delle situazioni, delle cose che si possono fare e di quelle che si devono fare. Arrivo in bicicletta, trai primi. Fa un freddo cane, tira un vento di tramontana. Sul portone trovo l'inquilino. Ci presentiamo lì. Ha l'aspetto di quelli che partono da paesi lontani per non tornare. Io li vedo così, giovani, la fermezza e la calma nei gesti e nei lineamenti. All'associazione era venuta la moglie. Abiti tradizionali, quel copricapo da madonna, persone ormai frequenti nel nostro paesaggio urbano. Aveva commentato la proposta dell'assessore, quella della scissione della famiglia in centri di accoglienza e dormitori. Una critica aspra, un rifiuto fermissimo, l'espressione di sentimenti forti di indignazione, di cultura rifiutata, sono musulmani. Questa mattina aspetta in casa con alcune amiche, non è rassegnata al peggio che si prospetta. Due bambini sono a scuola, il più piccolo è all'asilo nido. Una sentenza della Cassazione, emessa proprio ieri, condannerebbe tutta la famiglia al ritorno al paese di origine. “A difesa dei confini nazionali”, pazzesco, incivile. Arrivano gli altri, Luca attacca lo striscione, qualcuno passa di lì e si ferma a leggere. Curiosità, disapprovazione ? Chi lo sa. Certo non si fermano neppure a fare domande. Arrivano due digos. Siamo più preoccupati del solito e non abbiamo alcuna certezza sull'esito dell'azione. Non abbiamo alternative da opporre. Con le immobiliari è più facile misurare le nostre certezze. Sono senza ombra di dubbio una controparte. I loro titolari li classifichiamo tra i responsabili sociali e morali di questo scempio del diritto all'abitare. Ma questi titolari non hanno nemmeno un volto, la faccia nel confronto con noi ce la mettono gli avvocati, le loro ragioni di mercato ci arrivano per interposta persona. Possiamo immaginarli come i componenti della banda bassotti, spersonalizzati dunque un po' disumani. Questa mattina invece dalla parte della proprietà, non c'è una immobiliare.

Perché vegetariani?
Prendere la decisione di non mangiare più carne ha conseguenze non solo per gli animali, ma anche per l'ambiente, per il "sud" del mondo e per noi stessi.

GLI ANIMALI:
Gli animali destinati al macello per la maggior parte sono allevati in allevamenti intensivi dove vengono loro impediti gli istinti più basilari. A causa della mancanza di spazio manifestano gravi patologie psicologiche: galline che si uccidono a beccate tra di loro, suini che si divorano la coda l'un l'altro, cannibalismo dalla madre verso i piccoli nei conigli.... Per risolvere questi problemi gli allevatori ricorrono a pratiche di menomazione brutali,ma all'ordine del giorno. Ai suini vengono tagliati i denti e la coda, ai pulcini il becco, il tutto spesso senza anestesia. I vitellini destinati al macello vengono strappati subito dopo la nascita alla madre, allevati in box larghi pochi cm ,dove non hanno la possibilità di sdraiarsi, nutriti con una dieta inadeguata e carente di ferro per renderli anemici. È cosi che viene prodotta la carne bianca e tenera, tanto amata dai consumatori. Per legge gli animali al momento del macello devono essere storditi. Frequentemente questo accade solo in parte a causa della rapidità delle linee di macellazione. Quindi molte volte sono coscienti quando vengono sgozzati, decapitati o buttati nell'acqua bollente( a seconda della specie animale).

L'AMBIENTE:
Gli animali vengono anche chiamati "Fabbriche di proteine alla rovescia". Questo perchè gli animali allevati consumano molte più proteine di quante ne producano: la maggior parte viene spesa per il funzionamento dell'organismo e solo una minima parte viene trasformata in carne. Di conseguenza, servono molti più terreni e acqua per produrre mangime per gli animali,che non per produrre cibo vegetale direttamente per gli umani, e questo causa deforestazione, scarsità di acqua, erosione del suolo e l'aumento della quantità di pesticidi usati in agricoltura. Se le persone si nutrissero direttamente di legumi(ricchi di proteine), frutta e verdura( ricca di vitamine) anziché usare gli animali come "intermediari" servirebbero molte meno terre, acqua, sostanze chimiche(concimi, pesticidi) ed energia.

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KRISIS La nostra inchiesta ci ha avvertito che incontreremo una famiglia di piccoli artigiani ex operai, di lavoratori salariati, il risparmio investito in quell'unico alloggio. Prima arriva il loro avvocato. Lo conosco, è disponibilissimo. Mi avverte che saranno possibili delle intemperanze, soprattutto se non sapremo proporre delle alternative. I suoi clienti arrivano in tre, più il fabbro che qualcuno di noi riconosce come il vicino della porta accanto. Sono aggressivi e rancorosi. Padre, figlio e nipote. I primi due in abiti dimessi, da lavoro, grandi e grossi con un'aria niente affatto pacifica. La nipote è una donna giovane, arruffatissima ma elegante. L'avvocato tenta una presentazione formale per indurre un certo fair play, ma è inutile. Prima esitano a stringere mani, poi si lasciano andare ad una sequela di invettive, di giudizi sommari, di indignazione. Sparano le loro parole in direzione di tutti i presenti. Quelli meno graditi siamo noi. Io tento un approccio, di fronte a tanta ostilità riesco solo a balbettare, sono troppo irrigidito. Samuele dura più a lungo ma non avvicina di un millimetro le nostre ragioni alle loro. Insistono, vogliono cacciare i loro inquilini (dicono che sono furbi e con poca voglia di lavorare). Si considerano vittime di intollerabili vessazioni: la morosità, le spese che devono pagare, la mobilità della signora a seguito di licenziamento, tutto viene messo nel conto da presentare all'inquilino, a noi, all'ufficiale giudiziario. Nemmeno la più pallida idea di poteri, interessi e responsabilità che trascendono quella situazione. Un accumulo di malessere non sciolto, che non lascia spazio a sentimenti di solidarietà o di semplice condivisione. Difficile considerarli dalla parte del problema. In ogni caso sono la prova evidente di una coesione sociale irrimediabilmente rotta. Tra noi quello più sciolto è Claudio. Riesce persino a sorridere, riesce a farsi riconoscere. Conosce la storia più prossima del quartiere, conosce molte persone, il più anziano è stato operaio, può aver fatto il famoso sciopero per la casa del 69. Con lui scorre qualche parola, cade qualche diffidenza. Non credono che la situazione possa mutare, se non nel senso da loro auspicato, mettendo tutto nel conto dell'inquilino. Arriva l'ufficiale giudiziario. Non è tranquillo, ci siamo noi ma ci sono anche tre bambini, si rende conto che non è facile mettere la famiglia sulla strada o nelle mani delle assistenti sociali del Comune. Si rivolge a noi, come vecchie conoscenze. Cosa avete da proporre. La promessa di un nostro impegno al “tavolo delle emergenze”, un nuovo presidio davanti al 350. Per il suo ruolo è meno che niente. Luca decide di telefonare in assessorato ma da quella parte arriva la solita risposta, i centri di accoglienza ci sono, le case popolari non ci sono. Abbiamo un foglietto, passato dalle assistenti sociali alla madre dei tre bambini. E' il consiglio, scritto a mano, di accettare l'accoglienza del Comune per evitare conseguenze peggiori. Il sottinteso è la sottrazione dei bambini. Una vergogna. Fa ancora più freddo. L'ufficiale giudiziario decide di trasferire la discussione al riparo dell'alloggio. E' al terzo piano, l'ultimo. Io salirò in conclusione. L'alloggio è modestissimo, non vale i 350 euro del canone. Se vanno via questi inquilini, quelli che seguiranno saranno ancora migranti. Qui la mano passa a Luca, a Egle, a Oreste. I più autorevoli e dialoganti tra noi. Zio e nipote non intendono ragioni. E' un dialogo tra sordi. E' un dialogo impossibile, perché contrappone un umanissimo bisogno di abitare alla rancorosa necessità di mettere a valore una proprietà, un alloggio a suo tempo acquistato. E' la voce della Lega che parla. Parla quel che è rimasto di una antica idea di umanità, di comunità. Quando si tratta di migranti solo i soldi sono un argomento negoziabile. Per i proprietari non importa da dove vengono, purché ci siano, subito. Soldi e cinismo, soldi e sopraffazione. Vince il più forte. La sfida mercantile era già partita sulla strada. E' stata la signora elegante, operaia in mobilità, a dire: Perché non ve li prendete voi, perché non pagate voi ?

KRISIS - la creazione di organismi vegetali con operazioni di ' taglia e cuci ' genetico con il conseguente offuscamento del patrimonio della pianta. Sempre riguardo a questi mostri genetici è interessante questo fatto accaduto in Olanda che fa parlare da solo l'istinto animale di fronte a tale scempio: in una fattoria un agricoltore lascia due serbatoi di mais nel magazzino, uno normale e l'altro Ogm. Uno viene saccheggiato e divorato dai topolini e indovinate un po? Quello pieno di Ogm rimane intatto. Curioso inoltre quanto le notizie e le informazioni riguardo al problema ambientale, dateci dai media e dai giornali, siano scarse e fumose, nonostante sia un argomento di interesse generale. Il culto della notizia porta a dare spazio ai temi ambientali solo in caso di eventi catastrofici o luttuosi. L'uomo sempre di più sta perdendo la sua sensibilità per il mondo in cui è. Si sta dimenticando di quello che lo circonda e da dove arriva: dalla terra, dalla natura, sempre più nascosta e stanca. La terra è la casa, la mamma comune di tutti, che da sempre ci ha ospitato e solo per questo dobbiamo averne cura e rispetto, riscoprirla e attraverso di essa riscoprirci.

Mentre leggi il Golfo del Messico si tinge di nero! Dalle viscere del pianeta fuoriescono 50milla barili di grezzo al giorno. Restituisci alla lobby petrolifera ciò che le appartiene!

Insomma perché l'ambiente faccia notizia ci vuole un'altra Chernobyl o un'altra Haiti. Si parla di ambiente solo quando da esso provengono minacce: gli incendi estivi, l'inquinamento delle città, le petroliere affondate ecc…

Prima che le terre emergessero, nel mare esistevano già forme viventi,e quando le rocce dell' Himalaya saranno consumate e finite come sedimenti nel mare, questo, conterrà ancora delle forme di vita.

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KRISIS Anche in una situazione così concitata non si smette di pensare. C'è un baratro di incomprensione che ci separa da un bel pezzo di società. Non c'è nessun automatismo tra coscienza e essere sociale. Si può essere proletari e al tempo stesso animali della giungla. Sapere che non c'è niente di scontato è persino tranquillizzante. E' tranquillizzante sapere che la parola e il sentimento della parola, solidarietà e comunione (comunismo), sono l'unica forza che abbiamo. Il nostro problema è quello di moltiplicare di senso questa parola, propagarne fedelmente l'eco, senza affidarla ai media. Il problema è quello. Non basta un megafono, di cui necessariamente facciamo uso, anche adesso. Non so chi abbia detto, bene allora è l'associazione a mettere i soldi necessari, non so chi abbia negoziato con quei rabbiosi proprietari dell'alloggio 300 euro per un rinvio dell'esecuzione della sfratto a fine mese. Qualcuno di noi lo ha fatto. Qualcuno di noi ha subito detto, dobbiamo fare al più presto una cena di autofinanziamento. Anche le cene possono essere uno strumento delle nostre azioni. Sodalizi a tavola, non impersonali collette. Un breve preambolo per spiegare le intenzioni. Persone che sentiamo vicine e che possono finanziare la nostra filantropia ce ne sono. Gli avvocati, gli ufficiali giudiziari, i giornalisti, gli agenti della digos, i volontari non inseguiti dagli assilli della precarietà, ci sono persone disposte ad uscire dai loro ruoli per un gesto di solidarietà. Si può fare, sicuramente non ci vendiamo l'anima. La filantropia come propedeutica alle nostre azioni più incisive, come esercizio dello stare insieme, per affrontare meglio le cause di questo problema sociale. Ma se non riusciamo a costruire questo nesso sarà tutto inutile. Di associazioni che mettono un po' d'olio per lubrificare questo sistema di sfruttamento ce ne sono fin troppe. Abbiamo negoziato con l'avvocato e i suoi clienti i 300 euro in cambio del rinvio. Sciolta la tensione alcuni di noi se ne sono andati. Quelli rimasti hanno formato un piccolo corteo fino al famigerato 350 di corso Alfieri, alla ricerca dell'ennesimo incontro con l'assessore. Ma Stefano della digos ci aveva già avvertito che l'assessore era assente per impegni elettorali. I digos sono in tanti questa mattina, sono gentili come sempre ma la nostra intenzione di occupare l'assessorato è uno spettro che non tranquillizza nessuno. La parola di Luca è al megafono, chiara e forte contro l'ingiustizia. Una semplice testimonianza dell'esserci. C'è qualcuno che non ha dato il cervello e l'anima all'ammasso. C'è la convinzione che, trattandosi di un processo di liberazione dall'oppressione e dal bisogno, l'essere in pochi è solo un ostacolo tra gli altri. Mentre eravamo lì, a ripetere come altre volte la nostra rabbia, la nostra analisi e le nostre proposte, è passata una land rover di quelle verdi, una sorta di ljeep militare. La guidava il proprietario anziano, l'ex operaio, dal quale ci eravamo separati mezz'ora prima. Ci ha visti, ci ha fatto le corna, con un vistoso gesto del braccio, ghignando è passato via. Una simpatica carogna.

La Natura è stanca
Una colata di asfalto bollente avvolge le radici di un albero per la nascita di un nuovo marciapiede, un pesce sulla costa con la testa dentro anelli di plastica si dimena cercando di liberarsi per tornare ad essere pesce, un gabbiano ricoperto di denso liquido nero si pulisce istintivamente le penne, e speranzoso guarda il cielo. Queste sono alcune delle tristi immagini che l'umanità intera sta offrendo al mondo in cui vive. Ormai la sensibilità dell'uomo verso l’ambiente è passata in secondo piano, sostituita dalle corrosive logiche del consumo, della guerra e del guadagno ,cause principali del disastro ambientale, operate soprattutto dai 'grandi potenti' del mondo senza distinzione per nessuno. La continua costruzione di centri commerciali, l'inquinamento delle industrie, la creazione di mostri ecologici, il disboscamento per fini economici o bellici sembrano eventi scollegati tra di loro, ma non è così. Infatti questi avvenimenti che sembrano tanto comuni, o almeno fatti passare per tali, in verità si insinuano perfettamente nella logica del potere attuale, dove l'importante è consumare, apparire, competere e fregarsene di quello che può comportare. Da questo atteggiamento si riesce a capire quanto siano ipocriti e falsi gli individui che ci governano, primi promotori del disastro, che organizzano tra di loro incontri ambientali e propongono soluzioni inutili (la semplice diminuzione di emissioni in atmosfera, la proposta di giornate senza uso di automobili nei centri urbani…) nascondendo il nocciolo del problema, che sarebbe la distribuzione dell'umanità sulla crosta terrestre e la distribuzione delle ricchezze, causate dal sistema capitalista attuale. Sono degni di citazione alcuni episodi in grado di destare riflessioni interessanti sulla situazione attuale dello stato di cose, in cui non esiste più alcun freno morale: - l'entusiasmo per alcuni scienziati di Taiwan dopo la nascita di tre maialini fosforescenti, alle cui madri erano stati modificati i geni;

- il ritrovamento di mercurio, benzina e derivati, pesticidi nel cordone ombelicale di alcune mamme americane; - l'assorbimento da parte degli alimenti prodotti dall'agricoltura di 60-70 mila kg l'anno di pesticidi che vanno a finire nei nostri stomaci e nell'atmosfera; - la caccia delle balene, delle foche per scopi commerciali spacciata come ricerca scientifica;

Asti 9 marzo 2010 C. S.

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Per riflettere sulla riforma Gelmini:

L’ipotesi di Calamandrei
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l'11 febbraio 1950 Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. . Allora che cosa farebbe per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

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