Fondato nel 1948

Sped. in abb. postale
comma 20, lett. C
Art. 2 - Legge 662/96
Taxe perçue - Tariffa riscossa
To C. P. M.

Periodico della Famiglia Cottolenghina Anno 69° n. 2 aprile 2017

Non cercate tra i morti colui che è vivo
Suor Maria Carola Cecchin
Come una rosa blu
Fondato nel 1948
Sped. in abb. postale
comma 20, lett. C
Art. 2 - Legge 662/96
Taxe perçue - Tariffa riscossa
To C. P. M. sommario
3
Periodico della Famiglia Cottolenghina Anno 69° n. 2 aprile 2017

Non cercate tra i morti colui che è vivo
Suor Maria Carola Cecchin Il punto
Come una rosa blu
don Roberto Provera

Non cercate tra i morti

Fondata nel 1948
4 colui che è vivo
P. Giacobbe Elia
Anno 69 - n. 2 - Aprile 2017

Periodico della Famiglia Cottolenghina
Periodico quadrimestrale
Sped. in abb. postale
9 Suor Maria Carola Cecchin
Mario Carissoni
Comma 20 lett. C art. 2 Legge 662/96
Reg. Trib. Torino n. 2202 del 19/11/71
Indirizzo: Via Cottolengo 14
10152 Torino - Tel. 011 52. 25. 111
C. C. post. N. 19331107

Direzione Incontri Cottolengo Torino
16 Maria Guerrini
Intervista a cura di G. La Terra e S. Acquas
redazione.incontri@cottolengo.org La virtù della prudenza
l Direttore responsabile: don Emanuele Lampugnani 6
Don Roberto Provera
Chaaria poetica e devastante
l Redazione:
Caporedattore: Salvatore Acquas fr. Beppe Gaido 12
Redattori: Mario Carissoni Segno di contraddizione
l
Gemma La Terra
Collaboratori:
don Carlo Carlevaris 14
Don Emanuele Lampugnani - Fr. Beppe Associazione Laici Aggregati
Gaido - Paola Bettella - Patrizia Pellegrino -
Nadia Monari
a cura della redazione 19
Come una rosa blu
l Progetto grafico:
Salvatore Acquas a cura di Salvatore Acquas 20
l Impaginazione: Maria madre per eccellenza
Giovanni Grossi Donato Falmi 22
l Stampa: Tipografia Gravinese
Via Lombardore 276/F - Leinì Francesco, il Cottolengo e i poveri
Tel. 011 99. 80. 654 i novizi della Verna 24
La Redazione ringrazia gli autori di articoli e La divina provvidenza esiste
foto, particolarmente quelli che non è riuscita a
contattare.
Flavio Poli 26
Le dimensioni del cuore
Incontri è consultabile su:
www. cottolengo. org Vittorio Guercio 28
www.avc-onlus.org
Ancor meglio tacendo
entrate a cuore aperto Paolo Scquizzato 30
http://chaariahospital. blogspot. com/
Nella casa del Padre
31
Questa rivista è ad uso interno della Piccola
Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo) fr. Bruno Lussiana - suor Felicita Colombo
il punto
don Roberto Provera
RESURREXIT

Q ualche giorno fa,
commentando il libro
di Giobbe, sottolineavo
l'ordine, l'armonia che regge
piuttosto avanzata. La signora
mi mostra una foto incorniciata
di uno splendido ragazzino, dal
volto sorridente. E poi mi spiega:
forse verrà il momento in cui
Egli si rivelerà e tergerà ogni
lacrima dai nostri occhi, non vi
sarà più la morte, né lutto, né
l'universo, espressione della “È il mio angelo, mio figlio lamento, né affanno, Lo vorrà
sapienza infinita di Dio, che Angelo. Nella foto ha quattro davvero? Ci riuscirà infine?
l'ha creato e lo governa. Uno anni. L'anno seguente fu colpito O è una speranza da poveri
studente obiettò: “Non sarà stato da tumore alla testa. Fu operato illusi? Un misero tentativo di
invece il caso a produrre tutto due volte. Pregava: Gesù, aiutami autoconsolarci?
ciò che esiste?”. Gli risposi così: Tu, perché i medici non sono in NO.
“Hai un orologio al polso? Sì? grado di guarirmi. Sopravvisse Non si tratta di un sogno, di
Bene vuoi provare a smontarlo fino a 10 anni. Poi il Signore lo una rassicurante quanto vana
pezzo per pezzo, ingranaggio volle presso di sé”. È facile intuire fantasia. No. Egli lo vuole,
per ingranaggio? Poi afferra quanto rimasi colpito da quanto perché ci ama e, per dimostrarci
tutto nella tua mano e lancia udivo. La mamma aggiunse: fino a che punto ci ami, ha
in aria? Puoi immaginare che “Molti allora mi dicevano: Come consegnato il proprio Figlio per
ogni singolo componente, fai a credere ancora in Dio? Se noi. Posto allora che veramente
cadendo a terra, si riaggreghi esistesse un Dio buono, avrebbe lo voglia, sarà Egli in grado
perfettamente, sì da ricostituire ascoltato la preghiera del tuo di attuare questa sua volontà?
il tuo orologio in condizioni di Angelo e la tua! Invece..”. Quindi IL TERZO GIORNO LO
perfetto funzionamento?”. Già, la signora proseguì: “Ebbene HA RISUSCITATO DAI
estremamente improbabile, per io sono convinta che Dio è MORTI. Colui che sulla croce
non dire impossibile. “E credi buono non a giorni alterni. E se aveva affidato alle mani del
che l'universo – anche solo quella anche io non comprendo, sono Padre la sua vita, dopo essere
porzione infinitesimale, che finora certa che sia proprio così”. Che sprofondato nell'abisso della
abbiamo scoperto – sia meno meravigliosa lezione di fede! morte, ne è uscito trionfante per
complicato del tuo orologio?”. Sì, Quanto male ancora oggi la potenza del Padre. Davvero
Dio nella sua infinita sapienza e ottenebra il nostro mondo. la vita ha vinto la morte, il bene
potenza ha creato e accompagna Quanti fiumi di sangue hanno ha sconfitto il male. Il cielo e
questo cosmo nel cammino della inondato la storia dell'umanità. la terra nuova, la Gerusalemme
sua esistenza. Allora sorge la domanda: ma nuova non sono un'utopia
MA. Dio dov'è? Dove si nasconde il autoconsolatoria che ci siamo
Questa mattina ho fatto visita Dio sapiente e potente, il Padre inventati, ma la realtà futura che
a una famiglia di persone in età buono e provvidente? O ancora: attende la storia del mondo. n

Incontri n° 2/2017 3
meditazione pasquale P. Giacobbe Elia

“Non cercate tra i morti
colui che è vivo”

L’agire del Dio cristiano è misterioso e straordinario

D
avanti al sepolcro, seduto sulla pietra salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro:
che lo chiudeva, un angelo sconvolge Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio
le donne con un annuncio inaudito: e Dio vostro” (Gv 20,17). Col cuore in gola per
“Il Crocifisso è risorto!”. Non dice Gesù è l’emozione, corre dagli altri discepoli e annuncia
risorto, ma il “Crocifisso è risorto” (Mt 28,5), festante: “Ho visto il Signore!” (v. 18).
accentuando il modo del suo supplizio, riservato L’agire del Dio cristiano è misterioso e straordinario.
a coloro che commettevano i delitti più infami. Egli sceglie di valersi della testimonianza dei pastori
Questo il racconto di Matteo. Più articolata è la e delle donne per annunciare al mondo la nascita e
redazione di Giovanni. La domenica di Pasqua la risurrezione del suo Unigenito, mentre la Legge
“di buon mattino, quand’era ancora buio” (Gv giudaica del tempo non riteneva credibile né la
20,1), Maria di Magdala si precipita al sepolcro e testimonianza dei pastori, accusati di bestialità e
lo trova vuoto. Smarrita, corre ad avvertire Pietro di abigeato, né quella delle donne e dei bambini.
e Giovanni, che la seguono e verificano l’assenza Ma proprio in questo cogliamo un segno della
di Gesù. Nel sepolcro ora ci sono solo le bende e Sua onnipotenza e della storicità dei Vangeli. Se,
il sudario. Il mistero di Cristo, culminante nella infatti, tutto fosse stato inventato, gli evangelisti
Risurrezione, prende forma. Maria però non torna avrebbero affidato la testimonianza non a pastori
con loro a casa, ma rimane lì a piangere. A lei per e a donne, ma a notabili stimati. Al contrario,
prima appaiono gli angeli e poi il Risorto, che le illuminati dallo Spirito Santo, comprendono e
dice: “Non mi trattenere, perché non sono ancora narrano semplicemente ciò che è avvenuto, fino

4 Incontri n° 2/2017
meditazione pasquale
alla scandalosa incredulità di quello di un Dio morto per gli
Tommaso che si scioglie soltanto uomini?”.
al contatto con le piaghe del Questi misteri noi celebriamo
Redentore. Croce, piaghe e vivendo la Pasqua del Signore.
risurrezione compendiano Risorgendo, Gesù si è sottratto
visibilmente l’opera della nostra allo scorrere del tempo e si è
salvezza. fatto “contemporaneo ad ogni
Agli occhi del Principe di questo uomo”, fino alla consumazione
mondo, la Passione di Cristo, dei secoli. Padre “Tu hai
causa della nostra salvezza e disposto le cose presenti e
della propria sconfitta, è il le future e quello che tu hai
peggiore e il più inconcepibile pensato si è compiuto” (Gdt 9,5)
dei crimini; per Dio, invece, per mano di quegli uomini che e il tuo Cristo, nostro Salvatore,
la Croce è ad un tempo lo aveva creato egli stesso… Come ha rinnovato nel suo sangue
strumento e il prezzo del trionfo si può dubitare che egli darà ai la nostra vita “che ha inizio in
della carne sul peccato e sulla suoi fedeli la sua vita, quando virtù della fede, perché nella
morte. “Gesù nostro Signore è per essi, egli non ha esitato a speranza siamo contenti e
stato messo a morte per i nostri dare anche la sua morte? Perché nella sofferenza siamo pazienti,
peccati ed è stato risuscitato gli uomini stentano a credere benché il nostro uomo esteriore
per la nostra giustificazione” che un giorno vivranno con si vada disfacendo mentre quello
(Rom 4, 25). La Croce attua la Dio, quando già si è verificato interiore si rinnova di giorno in
Pasqua del Signore e la nostra: un fatto molto più incredibile, giorno” (2 Cor 4, 16). n
“chi ascolta la mia parola e crede
a colui che mi ha mandato, ha
la vita eterna e non va incontro
al giudizio, ma è passato dalla
morte alla vita” (Gv 5,24).
Pascha è termine ebraico e non
greco, come alcuni credono.
Esso non deriva dal verbo
greco paskein, patire, ma dal
vocabolo ebraico Pascha, che
significa passaggio. Cristo,
nostra Pasqua, è passato dalla
morte alla vita e ha aperto nella
sua carne l’unica via che porta al
Padre. “Che cosa mai – esclama
sant’Agostino - non devono
aspettarsi dalla grazia di Dio
i cuori dei fedeli! Infatti al Figlio
unigenito di Dio, coeterno al
Padre, sembrando troppo poco
nascere uomo dagli uomini,
volle spingersi fino al punto di
morire quale uomo e proprio

Incontri n° 2/2017 5
Don Emanuele Lampugnani spiritualità

LA VIRTÙ DELLA
PRUDENZA
Con la sapienza si costruisce la casa e con la
prudenza la si rende salda.

P
er cercare di descrivere la virtù della 2. Da dove deriva la prudenza?
prudenza, cercheremo di rispondere a tre Così intesa, la virtù della prudenza viene
domande fondamentali: principalmente dallo Spirito Santo: “Ti benedico,
- che cos’è la prudenza? o Padre, Signore del cielo e della terra, perché
- da dove deriva? hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli
- quali frutti genera? intelligenti” (cioè ai prudenti secondo il mondo)
1. Che cos’è la prudenza? “e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11, 25). È lo Spirito
In realtà, questa parola non suona tanto bene nel che ci rivela la prudenza cristiana.
mondo attuale. Prudenza per noi significa spesso
essere cauti nella guida della macchina, osservare
le regole stradali, stare attenti a non mangiare e a
non bere troppo, ecc.
Nella tradizione greca e patristica, come pure
in quella biblica, la prudenza ha un significato
ben più ampio. Anzitutto questa virtù evoca la
sapienza, ossia la capacità di vedere alla luce
di Dio i fatti e le azioni da compiere. Leggiamo
nel Libro della Sapienza: “Tutto ciò che è nascosto
e ciò che è palese io lo so, poiché mi ha istruito
la sapienza, artefice di tutte le cose” (7, 21).
Prudenza è l’equivalente quindi di sapienza: saper
comprendere gli avvenimenti e le scelte umane da
fare, alla luce del Signore.
Prudenza vuol dire anche discernimento, capacità
di distinguere, tra le azioni da svolgere, ciò che
porta a Dio e ciò che ce ne allontana, ciò che è
secondo lo Spirito di Gesù e ciò che è contro tale
Spirito: “L’uomo spirituale giudica ogni cosa”
(1 Cor 2, 15). Il discernimento è proprio di chi
ha lo spirito della sapienza di Dio e distingue nei
comportamenti quelli che rispondono al Vangelo
da quelli che sono lontani da esso.
Infine, prudenza significa senso di responsabilità,
cioè agire facendosi carico delle conseguenze delle
proprie azioni.

Incontri n° 2/2017 7
spiritualità Don Emanuele Lampugnani

Essa inoltre si accresce anche grazie
all’esercizio del discernimento,
dall’esercitarsi a giudicare con oggettività
secondo gli insegnamenti presenti nel
Vangelo.
Infine, la prudenza che ci è data dallo Spirito
Santo e dall’esercizio del discernimento, viene
pure da una certa abitudine al silenzio, alla
calma, evitando la precipitazione nei giudizi
e nelle azioni. Spesso, soprattutto nel parlare,
siamo molto imprudenti, molto insipienti
e dissennati - che è tutto il contrario della
prudenza -, perché non facciamo precedere
alle parole un momento di silenzio, di sosta,
di riflessione.
3. Quali frutti genera la prudenza
cristiana?
Da quanto detto, dovremmo già intuire
quali siano i frutti che fioriscono dalla
prudenza cristiana.
Chi la vive, chi è sapiente nel senso
evangelico, è sempre in pace con se stesso,
riconciliato con la realtà; non si fa illusioni,
perché sa valutare ogni cosa con realismo
e con concretezza, sa prevedere e pensare
prima di agire.
La prudenza genera dunque, saggezza di vita,
armonia, tranquillità d’animo e serenità,
ordine, chiarezza, pace interiore e ci rende
capaci di guardare a ciò che è essenziale.
Il santo Cottolengo fu un uomo di grande
prudenza: basti pensare alla sapienza con cui
fondò e guidò la Piccola Casa e le persone che
in essa operarono: suore, fratelli, preti e laici. A
tale riguardo riporto una bella testimonianza:
“Nella direzione delle anime, nella quale molto
si occupò san Giuseppe Cottolengo, egli mostrò
una singolare prudenza; la sua morale era né
troppo rigorosa, né troppo lassa e sapeva guidare
le anime a seconda delle diverse circostanze, in
cui le persone si trovavano, e mi accade sovente di
sentire parlare del dono particolare, che aveva il
servo di Dio di guidare le anime”.
(P.O.: Don Filippo None VI, 475). n

8 Incontri n° 2/2017
SUOR MARIA
CAROLA CECCHIN
Testimone
del Risorto

Incontri n° 2/2017 9
figure cottolenghine Mario Carissoni

M
entre la primavera ci
porta i fiori più belli
e tante creature nella
loro multiforme bellezza di un
canto alla vita e giorni danno
lode al Creatore, ascoltiamo
ogni voce, lasciamoci cullare
dai ricordi. E nel silenzio che
fa da sponda ad ogni voce,
cogliamo il messaggio nel
sussurro dell’ultimo saluto che
ci ha lasciato facendoci brillare
lacrime: una salma cullata dalle Doniamo a Lei e Voi questa prega e confida in Dio. Il
onde … che si adagia sul fondo pagina, sì da avere un minimo Parroco di Cittadella, suo
del mare … un leggero tonfo e di informazioni per una miglior direttore spirituale che ben la
poi silenzio … e nel silenzio il conoscenza e molto desiderio di conosce, si rivolge alla Superiora
compimento di un desiderio e di approfondimento. della Casa Cottolengo di
una preghiera esaudita: “che il Quinta di dieci figli, nasce Bigolino la quale l’accoglie
mio corpo si consumi come questo il 3 aprile 1877 a Cittadella subito, così il 27 agosto 1896
cero, si annienti e scompaia dopo (Padova), dove viene battezzata entra tra le suore Vincenzine
aver tanto operato e sofferto, né col nome di Fiorina. La sua nella Piccola Casa della Divina
di me resti traccia quaggiù come fanciullezza scorre normalmente, Provvidenza di Torino, e inizia
nulla resterà di esso”! di poche parole, semplice ma la sua formazione.
Non erano i piani del Signore, determinata, ama solitudine e Il 2 ottobre 1897 veste l’abito
tanto è invece rimasto: un preghiera. I genitori la additano religioso e inizia il Noviziato
fiore che ha lasciato la terra per come esempio da imitare per col nome di suor Maria Carola.
portarci a cercare ed amare il mitezza, laboriosità, intelligenza, Nell’Epifania del 1899 la
cielo, preziosa testimonianza di generosità e amore alla famiglia. Professione religiosa. Per qualche
virtù cottolenghine senza tempo In casa è l’angelo delle piccole anno presterà umili servizi come
e luogo, da conservare e amare: cure e delle attenzioni amorose cuoca in Italia.
Suor Maria Carola, Serva di Dio, per i suoi cari, felice solo di Il 28 gennaio 1905 parte per il
viva e presente in mezzo a noi! vederli contenti, senza nulla Kenya con la spedizione formata
cercare per sé. da sei suore cottolenghine
A 18 anni, dopo un corso di e due fra i primi Missionari
Esercizi Spirituali, risponde della Consolata del canonico
alla chiamata di Cristo e decide Giuseppe Allamano, il quale
di abbracciare la vita religiosa. già fin dal 1903 aveva chiesto
I genitori, pur nel sacrificio al canonico Ferrero, Padre della
del distacco, si adeguano alla Piccola Casa la collaborazione
Volontà di Dio e le permettono delle suore cottolenghine.
di presentarsi alla Madre Suor Maria Carola vive la
generale delle Suore Dorotee sua donazione totale e gioiosa
di Vicenza, da cui però non nelle incombenze quotidiane
sarà accettata. Profondamente più umili, annunciando il
addolorata ma non scoraggiata, Regno di Dio e operando per

10 Incontri n° 2/2017
Suor Maria Carola Cecchin figure cottolenghine
l’evangelizzazione e la salvezza delle anime.
Sostenuta dalla preghiera, accetta i sacrifici, le
ansie, le difficoltà della lingua, del clima e del
diverso contesto culturale. Spinta dal “Caritas
Christi urget nos”, svolge ininterrottamente per
venti anni la sua attività di “madre e sorella” dei
più poveri, in situazioni estremamente difficili.
Visita malati nei villaggi e catechizza con parole
e gesti di carità le giovani a Limuru, a Tuthu, a
Iciagaki, dove è nominata superiora. Come tale
è inviata a Magoiri, a Wambogo tra i Kikuyu, a
Egoji e da ultimo a Tigania nel Meru, dove si
ammala gravemente.
Suor Maria Carola si trova combattuta tra sete di
anime e crollo morale e fisico di tante consorelle
desiderose di rivedere la Piccola Casa. Lei, per
libera scelta sua, sarà l’ultima a lasciare il Kenya.
Nel viaggio di ritorno si aggrava e il 13 novembre
1925 muore. La sua bara sarà sepolta “là, tra le
onde del Mar Rosso, in quel tratto che rinserra la
patria di Gesù, là riposa la fredda spoglia di colei che
già gode le tenerezze dello Sposo.”. n

Suor Maria Carola Cecchin:
si conclude l’inchiesta diocesana
L’Arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia
presiede alle ore 18.30 nella Chiesa Grande della
Piccola Casa il rito di Chiusura dell’Inchiesta
Diocesana sulla Causa di Canonizzazione della
Serva di Dio suor Maria Carola Cecchin.
Il rito, si conclude con l’apposizione dei sigilli
sulle tre scatole che contengono i documenti
relativi all’Inchiesta effettuata:
due scatole saranno portate
alla Congregazione delle
Cause dei Santi presso la Santa
Sede a Roma, la terza scatola
sarà consegnata e conservata
nell’Archivio dell’Arcidiocesi
torinese. Con la consegna dei
documenti alla Santa Sede
inizierà l’Inchiesta Romana,
che verificherà l’eroicità delle
virtù di Suor Maria Carola.

Incontri n° 2/2017 11
CHAARIA
POETICA E DEVASTANTE
Poetica e maestosa nella sua natura rigogliosa e così esigente, a volte
feroce nel turbinio di problematiche che ti pone davanti ogni giorno.

Q uando ti alzi al mattino alle sei
e i tuoi occhi sono invasi dalla meraviglia
dell’alba, la giornata certamente ti sorride
ed entusiasma. Un’alba come quella di Chaaria
ha inflitto. Contemplando l’alba o fantasticando
davanti alla luna piena, offri a Dio sconfitte e
successi. Ripensi alle battaglie sostenute durante
il giorno: alla donna già operata, che speri di non
riempie il cuore e ti dà la forza per andare incontro dover riaprire a motivo di briglie aderenziali; rivivi
al tuo giorno, comunque esso si presenti. tutte le fasi del mega-intervento per carcinoma
Quando poi, quasi a mezzanotte, con il fisico a del retto che ti auguri sia riuscito, dopo sei ore
pezzi cerchi di raggiungere camera tua per trovare di lavoro. Guardi il cielo e affidi a Dio quei
ristoro nel sonno, è ancora il cielo di Chaaria due giovani: la sedicenne con il carcinoma del
ad aprirti il cuore e a mozzarti il fiato: a volte è pancreas che, dopo l’intervento di derivazione
una stellata meravigliosa, altre è la luna piena a biliare, continua ad avere ematemesi; il ragazzino
inchiodarti, attonito, con il naso in su per minuti con la perforazione intestinale da tifo, i cui visceri
di pura contemplazione. erano ridotti a matassa informe e arrossata.
La natura placa il cuore, riempie l’anima. In Abbiamo dovuto praticare una ileostomia alla
qualche modo sa lenire le ferite che la giornata ti cute. Ce la farà? E il diciottenne operato per

12 Incontri n° 2/2017
Fr. Beppe Gaido testimonianza
una perforazione di ulcera duodenale e tutti
quei carcinomi inoperabili del colon, il bambino
denutrito e malato di leucemia, il feto già morto
nel ventre materno, estratto per salvare la vita della
mamma e…
Storie e persone ti passano davanti in quegli attimi
magici, dove sei come incantato davanti al sole che
sorge o alla luna padrona della notte. Rimorsi per
quanto avresti voluto fare diversamente o meglio,
ripensamenti sulle decisioni prese, sensi di colpa
per i no, detti quando non ce la facevi più.
Eppure, nella contemplazione di questa natura
stupenda emerge anche quella calma che ti fa
dire: ho fatto quello che ho potuto ed ho dato il
meglio... così come ne sono stato capace. turbinio di problematiche che ti pone davanti
Chaaria: così poetica e maestosa nella sua natura ogni giorno.
rigogliosa, così esigente, dura, a volte feroce nel Anche in questo sta il fascino irresistibile di un
luogo che può sembrare fiabesco, quando ne
contempli la natura, o un girone infernale, quando
tutto va male in ospedale.
Chaaria: ora poetica, ora devastante... ma
certamente sempre stupenda! Una palestra
meravigliosa dove mettere alla prova dedizione e
competenze professionali.
“Che fai tu luna in ciel?”, declamava Leopardi.
Io so cosa fa: ci scalda il cuore e ci dona la pace
anche dopo la giornata più terribile. n

Incontri n° 2/2017 13
specchio dei tempi Don Carlo Carlevaris

SEGNO di
CONTRADDIZIONE
elemento costitutivo e provocante della vocazione
di chi ha scelto la sequela di Cristo.

L
e notizie provenienti quotidianamente dal La secolarizzazione, che ha il merito di farci
nostro Paese e dal mondo, ci riempiono ritrovare l’essenzialità della fede e la chiarezza delle
spesso il cuore di amarezza, sconcerto, norme di comportamento, ha portato alla perdita
dubbi. Le note dominanti di questo periodo storico di punti di riferimento certi e di sostegni all’agire
sembrano essere la precarietà, la secolarizzazione che le comunità cristiane erano in grado di offrire,
e la perdita di senso. Queste situazioni sono sino alla totale perdita del senso della vita che
determinate dalla dimensione del provvisorio molti giovani denunciano.
causato, nel sistema di vita personale e collettiva, Raccogliendo le notizie per la redazione della
dal dubbio su ogni verità, dalla delusione dei nostra Rivista “Incontri”, ci capita sempre più
progetti politici, dal fallimento di sistemi economici spesso di passare in via Cottolengo 14, dove ci
e dal rifugio in pseudo-valori alternativi. reimmergiamo in una realtà che per un verso è

14 Incontri n° 2/2017
Don Carlo Carlevaris specchio dei tempi
elemento costitutivo e
provocante della vocazione di
chi ha scelto la sequela di Cristo.
Le notizie che ci vengono dagli
ex-allievi e dalle missioni, la
posta e le rievocazioni di figure
del passato ci sono conferma
della continuità di questo modo
di essere della vita e dello spirito
del Cottolengo. n

il mosaico di tante tessere di dell’uomo, su cui paiono
queste tristezze e per un altro è rovesciarsi solo previsioni di
il volto alternativo di questo tipo tragedie e di morte.
di società. E queste testimonianze, proprio
È indubbio che la povertà, perché così diverse dalla cultura
la solitudine, l’abbandono, e dagli atteggiamenti comuni,
lo sradicamento e talune rischiano di essere incomprese,
malattie sono conseguenza come se fossero estranee
dell’indurimento del cuore a questo mondo, provocatrici o
di una generazione che, di ammirazione o di polemico
nel consumismo, nelle confronto.
trasformazioni tecnologiche, Essere ‘segno di contraddizione’
nei cattivi maestri ha trovato è stimolo a guardare alla
sollecitazioni e pressioni. vita con occhi meno svagati,
La Piccola Casa, gli uomini e
le donne che vi impegnano la
vita, la generosità degli infiniti
anonimi benefattori sono il
collettore di queste sofferte
realtà umane e ne diventano,
in qualche modo, l’immagine
alternativa.
L’ospedale, casa di cura
del n.9, le assistenti sociali,
l’accoglienza di terzomondiali
e barboni, le stesse suore dei
monasteri di clausura, “l’amico
del Cottolengo” che passa
le giornate in corsie, ci sono
apparsi ancora una volta il
volto buono di questo mondo,
testimonianza di una possibilità
reale e storica delle potenzialità

Incontri n° 2/2017 15
MARIA GUERRINI
Testimone di un amore contagioso

STA
E RVI
INT

Dietro i suoi occhi sorridenti di una cordialità
affettuosa che arriva direttamente al cuore, dietro al
suo fare semplice e gentile, c’è un mondo e una vita
dedicata agli altri con spirito cottolenghino.
16 Incontri n° 2/2017
a cura di Gemma La Terra e Salvatore Acquas volontariato

U
n donna decisa e coraggiosa, che
nonostante le difficoltà personali ha
trovato la forza di donarsi in un ambiente
in cui sono indispensabili tutti i muscoli, ma il più
importante è il cuore. Maria ne ha uno veramente
grande e forte. Incuriosisce una persona che, dopo
trentuno anni di servizio come volontaria, abbia
ancora tanto da donare.
Che cosa ti ha avvicinata alla realtà del
Cottolengo e spinta a metterti a disposizione
dei piccoli di cui il Vangelo parla, che sono il
volto di Gesù? Iniziai facendo un po’ di tutto, lavare i vetri,
Ne sentii parlare per la prima volta assistendo a un rifare i letti, spolverare, mettere i numeri o le
programma televisivo. Incuriosita e attratta, poco cifre alla biancheria dei ragazzi. Dopo quattro
dopo telefonai alla Piccola Casa, dove fui subito anni passai ai Buoni Figli della Sacra Famiglia.
invitata a venire. Mi trovai così di fronte a ragazzi con Ad un certo punto mi si chiese di accudire le
problemi gravi, epilessia, ad esempio, a volte con forte suore anziane o in carrozzella. L’idea di lasciare i
aggressività. Mi innamorai pian piano di loro, non Buoni Figli non mi sorrideva molto; chiesi allora
riuscii più a lasciarli. Ricordo in particolare Maurizio, di poter fare entrambi i servizi e, dopo un primo
che si faceva male da solo: a forza di ficcarsi le mani tentennamento dei responsabili, fui esaudita. Ben
negli occhi era divenuto cieco. Ce n’era uno che mi presto divenni Maria dei bagni, il mio compito
seguiva sempre e faceva eco al mio canticchiare. principale con le suore era, difatti, fare loro
il bagno. Fu un’esperienza, questa, profonda e
indimenticabile. Si creò subito un rapporto fatto
di dialoghi molto semplici, volevano sapere tutto
di me, facendo spesso le stesse domande.
Ci sono episodi che ti hanno segnata in questi
anni e fatta continuare?
Ho ricevuto tanto amore! I miei amici mi
aspettavano, mi accompagnavano ovunque e io
non mi accorgevo più delle loro disabilità. A me
è sempre piaciuta la fotografia e così ho scattato
tante foto insieme a loro per poi regalargliele. È
sempre stata una grande gioia per tutti! Negli anni
è nato un rapporto fraterno, questa era ormai la
mia seconda casa. Sono diventata la confidente di
tanti e qui ogni volta ricaricavo le “pile”, soprattutto
quando certi dolori personali o familiari rischiavano
di prendere il sopravvento. Ricevo una grande forza
dai pazienti e mi sono affezionata molto a tutti
indistintamente. Soffro molto quando qualcuno
viene a mancare. C’è stato un periodo nel quale,
non potendo venire per gravi ragioni familiari, mi
sentivo vuota, persa, quasi nulla aveva più senso.

Incontri n° 2/2017 17
volontariato a cura di Gemma La Terra e Salvatore Acquas

Appena potuto, ho ripreso. Qui grado di andare oltre. Qui
mi sento realizzata. si viene per dare e non per
ricevere, che so, un saluto, un
È cambiato qualcosa che,
riconoscimento, gratitudine….
a distanza di tempo, ti sembra
È fondamentale essere attenti,
di notare nei volontari di oggi
delicati, rispettosi, non avere
rispetto a quelli di ieri?
preferenze e amare tutti
C’è sempre lo stesso spirito
indistintamente, anche chi è
nell’accostarsi a chi soffre. Non arrivato ieri. Ma soprattutto fare
ci si vede tanto sovente, ma sento ogni cosa per amore di Dio, per
che tutti sono molto motivati. Lui amiamo questi fratelli più
A volte il testimone viene preso bisognosi.
da parenti che dopo avere perso
un congiunto, qui ricoverato, Quanto la fede ti ha sostenuta
in questa ormai lunghissima molto aperta, trovo anche
diventano volontari motivati da persone con cui confidarmi e
esperienza?
un forte desiderio di donazione. pregare.
È stata la fede a sostenermi in
È un amore contagioso! questo ambiente e in famiglia, Se dovessi fare un testamento
Quali le qualità di chi si dove ho una grande sofferenza. spirituale, cosa diresti a chi
accosta al Cottolengo? Quale Chiedo costantemente a Dio la verrà dopo di te?
l’atteggiamento del cuore? forza, Lui me la dà e mi aiuta Fare tutto col cuore e non
Occorre essere molto generosi, sul serio, soprattutto quando mi dubitare mai della grazia e della
aperti, longanimi, essere in sembra di non farcela. Essendo vicinanza di Dio. n

18 Incontri n° 2/2017
a cura della redazione notizie cottolenghine

ASSOCIAZIONE
LAICI AGGREGATI
alle Suore di San G. B. Cottolengo

G
iovedì 5 gennaio 2017 a Esmeraldas
e Domenica 8 gennaio 2017 a Manta
i primi Laici Aggregati della terra
d’Ecuador, alla presenza di Madre Elda, Suor
Vicemadre Mirella e la consigliera Suor Luisa,
durante la Celebrazione Eucaristica, hanno
emesso la loro Promessa a vivere il progetto di
vita dell’Associazione: Essi desiderano esprimere
l’impegno a vivere nella Chiesa e nel mondo lo
spirito e il carisma di San Giuseppe Benedetto
Cottolengo. n

Incontri n° 2/2017 19
COME UNA
ROSA BLU
io sono diversa? …siete voi che siete uguali!

U
n’adorabile bambina, Jenny. Occhi
nocciola, capelli un po’ più scuri. Quando
i capelli le cadono sugli occhi la mano
non va diretta alla fronte, prima si curva come un
fiore al primo schiudersi dei petali, poi scosta i
capelli dagli occhi.
Jenny è diversa. Diversa? Sì, diversa.
Ma chi ha detto che tutti debbano essere uguali?
Pensare, agire, apparire uguali?
Per me Jenny è come una rosa blu. Avete mai visto
una rosa blu? Ci sono quelle bianche, rosa, gialle Grandicella, stava sempre accanto alla mamma e
e una infinità di rosse. Ma blu? Un giardiniere le si attaccava alla gonna.
sarebbe felice di averne una. Per un uccellino così, volare è difficile; occorrono
Verrebbero da lontano per vederla, così rara, più forza, più fatica, più tempo. Per un uccello
diversa, bella. dalle ali normali volare è scontato, ma uno con le
Quando giunse a casa dalla clinica, una ali corte deve impegnarsi molto per apprendere.
bambolina rosa, morbida e paffuta, piangeva Non importa cosa.
sovente, più spesso degli altri bambini. Perché? Ma c’è un’altra Jenny: colei che, in un triste
Chissà, forse vedeva ombre che la spaventavano. pomeriggio d’inverno, siede in poltrona e si
Forse udiva suoni a lei sconosciuti. dondola, la bambola tra le braccia, turbata e

20 Incontri n° 2/2017
a cura di Salvatore Acquas testimonianza
confusa. Lentamente mi dice: questo che a volte balza in piedi sente musica diversa, che ha
“Mamma, Sally ha detto che e intreccia misteriosi passi di le ali corte, che ha bisogno di
sono ritardata. Cosa vuol dire? danza. È come un uccellino protezione.
I bambini dicono ‘ritardata’ e dalle ali molto corte, mi capita È come una rosa blu, delicata
ridono. Perché ridono, mamma?” di pensare. e bellissima. Talmente rare le
Quando un gattino perde la Ci sono molte cose che Jenny rose blu che ne sappiamo troppo
coda, l’udito gli si fa più acuto, non comprende. E ci sono poco.
dicono. È vero che la coda lo molte cose di Jenny che gli Sappiamo solo che hanno
aiuta a correre più veloce, ma un altri non capiscono: che è come bisogno di essere curate di più.
gatto senza coda sente meglio e un gattino senza coda, che Di essere amate di più. n
avverte i passi che s’avvicinano
molto prima degli altri micini.
Ma alcuni non sanno che un
gatto simile possa avere un udito
tanto acuto; vedono solo che gli
manca la coda.
Certi bambini sono crudeli,
guardano fisso e prendono in
giro: “gatto senza coda!”
A volte Jenny correva dalla
mamma e le si aggrappava
stretta, così, senza ragione, o
almeno senza un motivo chiaro.
Pian piano capimmo che il
mondo di Jenny era un poco
differente, e, in tanti aspetti, a
noi ignoto. Iniziammo a pensare
che vivesse in un luogo nel quale
ci saremmo potuti sentire a
disagio.
È come se Jenny vivesse
dietro uno schermo dai
colori magnifici che talvolta
la distraggono, o dove forse
una dolce musica attrae la
sua attenzione. Ma noi non
possiamo accedervi.
I pesci hanno un linguaggio e
una musica tutta loro, portata
dalle onde, dicono. Una musica
che noi non possiamo udire
perché non abbiamo orecchie
abbastanza fini.
Sì, forse Jenny ode suoni che
noi non udiamo; sarà per

Incontri n° 2/2017 21
Maria
madre per eccellenza
Giacché Dio è l’Amore,
Ella appare come una
“spiegazione” di Dio,
un libro aperto che spiega Dio

U
na delle immagini più “umane”, e quindi
più “divine”, è certamente quella della
“madre” in cui è impressa la relazione
più profonda che portiamo in noi. Per Chiara
Lubich, che ci invita a scoprire nell’amore
il cuore pulsante di tutto il Vangelo, questa
immagine è l’esempio più eloquente di ciò che
Gesù ci chiede come suo comandamento: ama
il tuo prossimo come te stesso. Maria, madre di
Gesù e madre nostra, per scelta di Dio e sua, è la
donna che meglio l’ha vissuto.

22 Incontri n° 2/2017
Donato Falmi spiritualità
«Una madre non cessa di amare
il figlio se cattivo, non cessa
d’aspettarlo se lontano, non
desidera altro che ritrovarlo,
perdonarlo, riabbracciarlo: perché
l’amore d’una madre profuma
tutto di misericordia. L’amore
di una madre è qualcosa che
è sempre al di sopra di qualsiasi
situazione dolorosa o condizione
penosa in cui si trovi suo figlio.
È un amore che non viene
mai meno di fronte a qualsiasi morte. Ho sentito dire che l’Amore, Ella appare come una
burrasca morale, ideologica recentemente una madre si è “spiegazione” di Dio, un libro
o d’altro genere, che possa gettata dal proprio poggiolo nel aperto che spiega Dio. L’amore in
travolgere il figlio. Il suo è un tentativo di salvare il bimbo che Dio è stato così grande da farlo
amore che, perché sta sopra le era sfuggito dal braccio: un morire per noi della morte più
a tutto, è desideroso di tutto atto inutile e di disperazione, ma atroce. E ciò per salvarci: appunto
coprire, nascondere. che dimostra quanto è grande come il motivo dell’amore d’una
Se una madre vede il proprio l’amore d’una madre. madre è il bene del figlio.
figlio in pericolo, non esita a Ebbene, se così è delle madri Maria, perché Madre divina, è la
rischiare ogni cosa, a buttarsi normali, si può ben immaginare creatura che più copia Dio e più ce
sulle rotaie d’un treno se cos’è di Maria, Madre umano- lo mostra. Noi dobbiamo ravvivare
minaccia di esserne travolto divina del bimbo che era Dio, e la fede nell’amore di Maria per noi,
o nelle onde del mare se Madre spirituale di tutti noi! dobbiamo credere che ci vuol bene
è in pericolo d’annegare. Maria è la Madre per eccellenza, il così. E imitarla, perché è il modello
Perché l’amore d’una madre è prototipo della maternità, quindi di ogni cristiano e la via diretta che
naturalmente più forte della dell’amore. Ma giacché Dio è porta a Dio». n

Incontri n° 2/2017 23
testimonianza I Novizi della Verna

FRANCESCO,
IL COTTOLENGO
E I POVERI
Cosa c’è in comune
fra due giganti di santità
quali sono Francesco d’Assisi e
Giuseppe Cottolengo?

L
a risposta è emersa, Casa in tutte le loro necessità
evidente, nell’esperienza e nella condivisione anche
fatta per alcuni giorni delle varie attività manuali -
alla Piccola Casa di Torino pittura, ricamo, e bricolage
da noi, novizi provenienti dal - si è ben presto trasformato
Santuario Francescano della in coinvolgimento totale. È
Verna, nei pressi di Arezzo. Il così che abbiamo intessuto
lebbroso per l’uno e la madre reti di conoscenza reciproca
di famiglia morente per l’altro, e di amicizia non solo con gli
sono stati il motivo della loro ospiti, ma anche con le suore e
conversione. I poveri, dunque. E il personale. E poiché sta scritto
quando Francesco si è spogliato date e vi sarà dato, anche noi
di tutti gli averi, ha chiamato abbiamo ricevuto tanti doni
Dio “Padre”, riaffermando spirituali. Ci ha molto colpiti
la nostra figliolanza divina.
E il Cottolengo? Rassicurava
sempre di non temere, poiché
siamo tutti figli di un buon
Padre, che si prende cura di
noi. Entrambi hanno vissuto la
povertà in maniera radicale e
nella totale fiducia nella Divina
Provvidenza, che non sarebbe
mai venuta meno.
Il nostro servizio, nell’aiuto
concreto agli ospiti della Piccola

24 Incontri n° 2/2017
l’amore reciproco fra persone
che, pur non avendo mai
vissuto insieme e provenendo
da variegate storie di vita, fa sì
che davvero i reparti possano
essere chiamati “famiglie”.
Ogni mattina, la preghiera
con la comunità cottolenghina
e l’Eucaristia ricevuta sono
state la fonte a cui attingere la
forza da sprigionare nel nostro
servizio con gli ammalati, che a
loro volta ci hanno comunicato
Cristo. A conclusione di questi
giorni di grazia anche a noi
sgorga dal cuore un grande
DEO GRATIAS, riconoscenti
alle suore, ai fratelli e a tutta
la comunità della Piccola Casa
per l’accoglienza e l’esperienza
profonda e fondamentale in
questo anno di formazione. n

Incontri n° 2/2017 25
La Divina
Provvidenza
esiste
Il Signore non poteva scegliere momento migliore…

G
rande animazione quel giorno del con conseguente arresto cardiocircolatorio e
Giubileo degli Ammalati. Il cortile nei respiratorio. Solo un intervento tempestivo può
pressi della Chiesa Grande è gremito scongiurare il peggio. Ed è qui che si manifesta
di ospiti della Piccola Casa, accompagnati per me la Divina Provvidenza nella persona di due
da volontari e operatori, che si preparano ad angeli cui devo la vita. Due suore intervengono
attraversare la Porta Santa, seguirà una solenne prontamente praticandomi il massaggio cardiaco,
celebrazione. Le prime carrozzine percorrono in attesa del defibrillatore da poco installato in
la rampa di accesso e si avviano verso la navata portineria, poi giunge l’ambulanza.
centrale, dove troveranno posto davanti ai banchi.
Vengo invitato a sistemare la carrozzina che avevo
spinto, ma accade l’imprevisto: pallido e assente
mi accascio, il mio cuore si ferma. Inizia così,
senza alcun segno premonitore, il mio personale,
piccolissimo calvario. Mia moglie, poco più
indietro è ancora ignara dell’accaduto.
Fibrillazione ventricolare, questo il termine
tecnico, dove un movimento disordinato di
vibrazione dei ventricoli rende il cuore una
pompa inefficace e incapace di fornire ossigeno
all’intero sistema; cessa la circolazione sanguigna

26 Incontri n° 2/2017
Flavio Poli testimonianza
Non conosco il motivo per il quale il Signore
abbia voluto offrirmi questa prova, ma certamente
non poteva scegliere momento migliore!
In altra situazione credo non sarei qui a
raccontarla. Parafrasando una battuta del film
Il Ciclone di Pieraccioni, posso affermare “… la
divina provvidenza esiste; c’ho le prove”.
La notizia intanto si è già sparsa per tutta la
Casa, generando una incredibile partecipazione
di preghiera, che mi accompagnerà fino al mio
ritorno, circa un mese dopo, in occasione del
Giubileo dei Volontari. Sperimenterò in quel
frangente l’affetto di amici e conoscenti, ma anche
di persone mai incontrate prima, tutte parte della
grande famiglia del Cottolengo.
Sono grato e debitore alla Piccola Casa, al nostro
Santo e a tutti per la vicinanza a me e alla mia
famiglia in questo doloroso passaggio!
Con le vostre preghiere avete interceduto presso il
buon Dio affinché mi lasciasse ancora per un po’
su questa terra. n

Incontri n° 2/2017 27
Le dimensioni
del cuore
Riflessione di un piccolo uomo

D
a anni, al largo sorriso con cui si presenta
alla mia postazione, rispondo con un
“buon giorno!”, seguito puntualmente
da un affettuoso “buon appetito!” dopo avergli
riempito il piatto. Arrivato dalla Romania tanto non posso fare quando sono dietro al bancone a
tempo fa, Costantino ora vive in una soffitta e servire ed ho preso posto a tre tavoli diversi per fare
riesce a pagare l’affitto regolarmente, lavorando quest’esperienza con più persone possibili.
quattro mezze giornate alla settimana presso Ma ho aspettato invano di vedere Paolo. Con lui
quattro anziani. Forse potrei chiedergli di accudire ho condiviso alcune sue esperienze carcerarie; il
mia moglie, quando la sua badante prende un profumo del Cottolengo che mi porto addosso lo
giorno di riposo e io la sostituisco… ha aiutato a superare momenti difficili.
Un’altra ospite, che aveva accennato un saluto Alla richiesta del suo perdono per la mia disattesa
con la mano durante la Santa Messa, mi è venuta promessa di andarlo a visitare nel nuovo carcere,
incontro e mi ha baciato sulle guance. Notato il mio mi ha sorriso: “Vittorio io ti porto sempre nel mio
smarrimento, ha cercato di spiegarmi questo slancio, cuore”.
ma non riuscivo a capire, tanta la gioia che provavo. Questi alcuni degli innumerevoli pugni
Un groppo alla gola mi ha impedito di ringraziarla. ricevuti, di quelli che fanno male al cuore, ma
Quel venerdì sera un desiderio accarezzato da tempo che mi aiutano a continuare e, a dispetto dei
si è avverato: condividere la cena in Casa Accoglienza cinquant’anni di servizio superati, mi fanno
con i suoi ospiti. Ho stretto tante mani, cosa che ancora sognare. Come?

28 Incontri n° 2/2017
Vittorio Guercio testimonianza

Vorrei entrare in Casa Accoglienza pelle al primo piano, aspettare Ma forse non sono ancora
come ospite, mettermi in coda per il mio turno, scegliere quanto disposto a lasciare la mia auto,
prendere il numero e consumare mi occorre: biancheria, calze, la mia casa, e quindi, mio
un pasto accanto agli altri. Non fazzoletti, scarpe, pantaloni, malgrado, devo ammettere che
solo: fare la fila, il giorno delle camicia, maglione e anche il lo spirito cottolenghino non
docce, per ottenere il cambio degli giaccone. “ Vestito da ignudo”. E mi è ancora penetrato del tutto
indumenti. lasciare i miei abiti per indossare sotto la pelle: continuo ad essere
Vorrei sedermi sul divano di quelli che mi vengono donati. ancora un piccolo uomo. n

Incontri n° 2/2017 29
leggiamo
un libro
a cura di Salvatore Acquas

ANCOR MEGLIO TACENDO
LA PREGHIERA CRISTIANA
Paolo Scquizzato
Effatà Editrice

«Dio se non lo cerchi lo
trovi» (Meister Eckhart)

Pregare non è dire
preghiere. E tantomeno un
domandare per avere.

È un aprirsi per essere,
via d’illuminazione per il
compimento dell’umano.
Un radicale sì alla vita.
Uno sperimentare Dio
talmente sopra tutto, che
nulla se ne può dire.
Per questo lo si pregherà
ancor meglio tacendo.

30 Incontri n° 2/2017
nella casa
del padre
consacrato definitivamente la sua umiltà, semplicità e disponibilità i
vita a Dio e ai fratelli, specialmente servizi di base, cosciente che “loro
i più bisognosi, con la professione hanno bisogno di essere accolti
perpetua. come in una famiglia”.
Ha svolto il servizio di carità negli Nel 2016 le sue condizioni
anni della formazione dapprima di salute hanno richiesto un
alla Piccola Casa nei reparti periodo di cura presso il Centro
dell’Addolorata, Buoni Figli, Fondazione Cottolengo a Manta
Ospedale, e da juniores anche a gestito da sr. Mary. A fine anno,
Biella e Mappano. dopo un periodo trascorso in
Ha conseguito i titoli ADEST e Italia, fr. Bruno è rientrato in
fr. BRUNO LUSSIANA OSS che più rispondevano alla sua Ecuador e, alla chiusura della
1968 - 2017
indole di spendersi in favore delle comunità di Manta, a inizio
persone anziane, disabili e fragili. 2017, si è trasferito con fr. René
Fr. Bruno Lussiana, nato a Nel 2001 l’obbedienza lo ha a Tachina dove si affiancano a fr.
Coazze (TO) il 6/05/1968, è portato a Tachina (Ecuador) Maurizio e fr. Pietro. Il ricovero
arrivato alla Piccola Casa della all’Hogar de los Ancianos dove i all’Ospedale di Portoviejo, a
Divina Provvidenza nel 1992 Fratelli accolgono e si prendono seguito del rapido aggravarsi
come volontario in ricerca cura di una quarantina di anziani, delle sue condizioni fisiche,
vocazionale, dopo gli studi tecnici spesso abbandonati e molto poveri. evidenzia l’esito infausto della
e un’esperienza lavorativa nel Nel 2007 arriva a Manta dove i malattia. Fr. Bruno è deceduto il
campo della meccanica, accolto Fratelli hanno aperto una seconda 25 febbraio 2017 a Portoviejo in
dall’allora Superiore generale fr. comunità in terra ecuadoriana e terra ecuatoriana, dove ha speso
Matteo Frezzato. gestiscono dal 2002 il ricovero per forse il meglio della sua esperienza
Il 25/4/1993 ha iniziato il anziani Funteman della omonima da religioso cottolenghino. Ad
noviziato e il 25/4/1995 ha Fondazione locale. assisterlo erano presenti il superiore
fatto la prima Professione nella Fr. Bruno si è dedicato generale, fratel Giuseppe Visconti,
Congregazione dei Fratelli all’assistenza diretta alle persone con la sorella Silvia e il fratello
Cottolenghini. Il 7/10/2000 ha ricoverate, svolgendo con tanta Sergio sopraggiunti dall’Italia.

Suor Felicita, nata a Galbiate accompagnò per alcuni anni le
(LC), ha emesso la 1a Professione giovani Professe.
Religiosa il 10 ottobre 1937. Il 9 agosto 1970 fu nominata
Suor Felicita, dopo la preparazione Superiora della Comunità di
professionale, svolse la sua Casa Provinciale di Milano per
missione nell’Istituto “Sacro un triennio; successivamente fu
Cuore” di Cuneo per 8 anni. Ad trasferita nelle Case “Cottolengo”
agosto 1951 fu nominata “maestra di Balocco per 3 anni e di
delle novizie” della Piccola Casa Mappano per 29 anni.
suor FELICITA COLOMBO di Torino e svolse questo servizio Dal novembre 2005 era nella
1916 – 2017 per 17 anni, dal noviziato fu Comunità di Moncalieri “Casa
poi trasferita in professato dove Maria Assunta”.

Incontri n° 2/2017 31
quante
mani Diacono Gilberto Bonansea

Quante mani, mio Signore,
quante mani. Quante mani, mio Signore,
Si protendono verso di me quante mani.
perché io le colmi di Te. Sposto lo sguardo,
Una ad una avanzano, non osservo più quelle mani,
mani di bambini, ma le mie e Tu che sei lì
di adulti, di vecchi. nell’ostia candida
Callose, raffinate, minute, grandi. e lasci che queste mie mani
servano quelle mani.
Quante mani mio Signore,
quante mani. Quante mani, mio Signore,
Facendo conca, una conca vuota, per quante mani.
ricevere Te Alzo gli occhi non vedo più
e quella conca si colma del paradiso solo le mani
che tu sai dare con il Tuo amore. ma il volto nel volto
gli occhi, il sorriso,
Quante mani, mio Signore, il sorriso di chi riceve Te.
quante mani. Questi volti, mio Signore,
Le vedo, le osservo tentando queste anime
di interpretare i sentimenti Ti desiderano.
di quelle persone,
ma in ognuno leggo un solo desiderio, Quante mani, mio Signore,
Te. quante mani….