GEAB 46

Tradotto per Informazione Scorretta http://informazionescorretta.blogspot.com Si ringraziano i traduttori: Eleonora MarcoR Trinetra Laura Marko Vittorio Alex Carlo Astabada Martina

1- Prospettiva
Crisi sistemica globale / Seconda metà del 2010: I quattro punti critici di rottura del fallimento del sistema globale
Ogni giorno le notizie confermano la vastità della crisi sistemica, ormai entrata nella fase di dissezione geopolitica globale, anche se i media iniziano solo timidamente a interpretare gli sconvolgimenti storici in atto davanti ai nostri occhi. Per LEAP/E2020, la seconda metà del 2010 corrisponderà pertanto a una nuova tappa nella dissezione geopolitica, caratterizzata da un’accelerazione delle convulsioni strategiche, finanziarie, economiche e sociali, incentrata su quattro punti critici di rottura del sistema internazionale, analizzati nel presente GEAB. Il contesto generale e` quello delineato nei precedenti report, ossia una ripresa... della crisi economica mondiale dopo un breve congelamento dovuto alle misure di stimolo. Ma prima di entrare nel dettaglio delle anticipazioni sul dispiegarsi della crisi economica e finanziaria nella seconda meta` del 2010, prendiamo atto che l'inizio di giugno 2010 offre due esempi particolarmente incisivi del collasso accelerato del sistema globale: uno in termini di governance economica globale, l'altro riguardante la capacita` di controllo degli USA verso i propri alleati. In termini di governance economica globale, ricordiamo che solo un anno fa il G20 aspirava a stabilire una nuova governance mondiale, e che gli USA credevano di poter organizzare tale nuovo sistema in funzione delle proprie priorità.

Ebbene, il 3 e 4 giugno di quest’anno non solo i ministri delle finanze dei paesi del G20, incontratisi a Busan, nella Corea del Sud, non sono stati in grado di accordarsi sulla creazione di una tassa bancaria mondiale (un’idea sostenuta da Washington, Londra e da Eurolandia), ma hanno rifiutato la proposta (unicamente) statunitense di sostenere nuovi piani di stimolo, con uno scaricabarile mascherato da ''decisione'' di lasciare che ciascun paese faccia cio` che puo` o vuole, in considerazione dei mezzi a sua disposizione. Siamo ben lontani dalle dichiarazioni ufficiali di un anno fa sul G20 come nuovo strumento centrale di governo mondiale. Al contrario, ci troviamo pienamente in una fase di ''ognun per se`'' che il nostro team aveva previsto nel caso in cui i leader mondiali avessero fallito nel mettere in discussione il Dollaro USA come valuta di riserva mondiale. In effetti, nessuno vuole piu` giocare al risiko mondiale sotto le regole americane. In assenza di un nuovo ''gioco comune'' la solidarieta` internazionale si disintegra sotto i nostri occhi. Questa situazione puo` solo peggiorare nei prossimi mesi, sfociando, piu` che in uno sganciamento, in una vera desincronizzazione politica, sociale e budgetaria dei principali poteri economici del pianeta, foriera in particolare di conseguenze tragiche per i giocatori e i mercati che dipendono dal ''corretto funzionamento'' del sistema internazionale. Se realmente siamo in una nuova fase della recessione economica sincronizzata (come dimostra il grafico seguente), il contesto per ciascuna delle maggiori potenze e` ora cosi` diverso che non puo` piu` esservi una risposta comune, tanto piu` vista l'attuale incapacita` degli USA di imporre la propria leadership.

Sincronizza

zione della nascita e caduta della produzione del mondo industriale (indice PMI) (in nero, Eurozona / in rosso, Cina / in blu, USA / in verde, Australia) - Fonte: SirCharlot, 05/2010

Riguardo all’erosione del potere statunitense, il caos diplomatico causato dalla mano pesante usata per catturare la flottiglia che trasportava aiuti umanitari a Gaza offre un esempio azzeccato. Washington si trova al momento in conflitto quasi diretto con i suoi due principali alleati mediorientali: Israele e Turchia. Ma il problema si spinge più in profondità, perché come risultato del proprio atteggiamento solipsistico, i leader israeliani stanno trasformando Israele in un fardello per la politica estera statunitense, mentre la Turchia prosegue nella sua ''Sonderweg'' il cui scopo sempre piu` dichiarato e` la ricostruzione di un'influenza geopolitica paragonabile a quella del periodo ottomano continuando al tempo stesso a proprorsi come stato risolutamente moderno. Se questi due sviluppi non colgono di sorpresa i lettori del GEAB, in quanto chiaramente descritti nelle previsioni per questi due paesi, nondimeno illustrano la crescente incapacita` di Washington nel controllare i propri alleati strategici periferici. Gli Europei sono gli ultimi alleati docili rimasti, poiche' persino il Giappone vive con crescente insofferenza la presenza di basi statunitensi sul proprio territorio. Messi in prospettiva gli eventi recenti, sintomatici dell’accelerazione della dissezione geopolitica mondiale, i quattro punti individuali di rottura nella seconda metà del 2010 sono, per LEAP/E2020, i seguenti:
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Debito pubblico occidentale: l'insolvenza diventa insostenibile Austerity europea: la crescita contestuale viene sacrificata in nome della stabilità strutturale Inflazione cinese: la Cina inizia a esportare la propria inflazione Contrazione USA: dall’”austerity di massa nascosta” all' “austerity federale imposta”

Ciascuno di questi punti subirà, nel corso della seconda metà del 2010, uno shock di grande entità che condurrà a una crisi settoriale, regionale o globale.

2 - Telescope
Debito pubblico occidentale: quando

l'insolvenza diventa intollerabile
Tra oggi e la fine del 2010 il mondo intero avrà imparato tutte le lezioni della «crisi greca». In effetti, ci sono solo due lezioni da imparare: . una per l'Eurozona, che consiste nel diventare cosciente che deve trasformarsi in un'Eurolandia e quindi cominciare un processo ragionevole di governo comune, integrando gli sforzi necessari a perpetuare il progetto politico ed economico europeo iniziato sassant'anni fa; . e un'altra, per il mondo intero, che consiste nell'ammettere che se persino l'Europa ha iniziato a scricchiolare sotto il peso del proprio debito, è perché l'intero mondo occidentale in effetti si trascina un debito eccessivo e che le sue pricipali parti costituenti sono, de facto, insolventi.

G20 debito privato (cittadini e imprese) - Fonti: FST-BIS-Guardian, 05/2010

L'insopportabile natura di questo indebitamento è duplice: colpisce sia le popolazioni indibitate che le nazioni creditrici. E tutti scopriranno, a partire dalla seconda metà del 2010, quali saranno le conseguenze di questa «insostenibile peso del debito» (torneremo al terribile e diffuso impatto sull'Occidente nei punti seguenti). Riguardo l'impatto per le nationi creditrici l'urto sarà altrettanto dannoso. Fondamentalmente, secondo il LEAP/E2020, esse devono aspettarsi di vedere i loro crediti de facto svalutati del 30% nel caso di Euro o Yen, o persino di più del 50% per i debiti denominati in Dollari o Sterline. La svalutazione avverrà o nella forma di una svalutazione pubblica o di una monetizzazione del debito (che per loro è la stessa cosa), oppure nella forma di una necessaria ristrutturazione del debito nei casi più estremi (Dubai è un esempio attuale che vede le varie compagnie che detenevano il suo debito obbligate a vendere i loro asset per riuscire a sopravvivere in un contesto di debito ristrutturato) .

Mentre questo potrebbe non essere niente di nuovo per coloro che stanno seguendo con attenzione gli sviluppi della crisi sistemica globale, la novità è che, in seguito alla «crisi greca», e alla lentezza della risposta dell'Eurozona nel prendere tutte le necessarie misure di riforma di "governo", le nazioni creditrici sono adesso molto preoccupate riguardo l'intero occidente, senza eccezioni , dato che abbiamo visto, in questa occasione, quanto sia facile provocare il panico riguardo ai debiti sovrani. Secondo il nostro gruppo i media inglesi e statunitensi, quasi «scavandosi la fossa da soli», hanno creato un pericoloso precedente nel condizionare gli investitori mondiali a spaventarsi sugli annunci di problemi coi debiti sovrani. Ora, la seconda metà del 2010 offrirà occasioni persino più preoccupanti che spingeranno gli investitori al panico. Infatti la crescita economica non è più una priorità dell'occidente: l'ostruzione subita da Tim Geithner alla riunione del G20 in Corea del Sud all'inizio di giugno è infatti una vittoria dell'Eurozona, conquistata dalla Germania, sulla visione anglosassone della crescita ad ogni costo (incluso e specialmente tramite debito). Ora la priorità è la riduzione del deficit e quindi dell'indebitamento, e i creditori occidentali non sono stati capaci di fare altro che opporsi alla proposta statunitense per nuovi piani di stimolo dell'economia, poichè erano molto stressati dall'idea un «default sovrano» della Grecia e del collasso dell'Eurozona. Ancora una volta l'ironia della storia può essere colta in questa serie di eventi: è a causa della volontà di «spezzare» l'Euro grazie alla manipolazione britannica del debito sovrano greco che gli americani ora si ritrovano isolati sulla questione di nuovi stimoli fiscali (e quindi probabilmente saranno impossibilitati a portarli avanti) perché tra le inattese conseguenze del panico organizzato attorno alla Grecia e all'Euro c'è stato il famoso «colpo di stato» di Eurolandia, del quale vi abbiamo parlato nello scorso numero del GEAB, seguito quasi immediatamente dall'adozione da parte dell'Eurozone di una politica di austerità. Di conseguenza i creditori diverranno consci (hanno già cominciato) del fatto che la diffusa austerità occidentale, mentre ancora non c'è alcuna ripresa globale, è sinonimo di un collasso a medio termine delle loro aspettative sulle esportazioni. Finora, le nazioni creditrici erano in bilico sul dilemma imposto dagli Stati Uniti: o continuare a permettere all'Occidente (e principalmente agli Stati Uniti) di indebitarsi; oppure trovarsi senza crescita, mancando le esportazioni. Chiaramente durante il G20 in Corea del Sud, il «nodo gordiano» è stato tagliato: Eurolandia e i paesi del BRIC hanno scelto di vedere che cosa accadrà nel caso scelgano di ridurre il loro debito. Gli Stati Uniti dovranno accodarsi.....come nel poker! Rimane il fatto che una componente chiave del sistema globale delle ultime decadi, cioè il crescente debito dell'Occidente, è prossima ad essere direttamente interessata a partire dalla seconda metà di quest'anno. Per il nostro gruppo, questo è un punto individuale di rottura che, da solo, può far crollare l'intero sistema finanziario mondiale dato che quest'ultimo è basato sulla fiducia in un debito occidentale illimitato, collocato fin nel cuore dei meccanismi della finanza mondiale ; esso porterà ad una accelerazione dell'enorme ridistribuzione delle ricchezza mondiale, di cui la stessa crisi è una manifestazione, e l'austerità nell'Occidente è un modo «civilile» di realizzarla.

Popolazione mondiale e proprietà degli asset globali (in rosso: percentuale della popolazione mondiale - in verde: percentuale di asset globali posseduti) - Fonti: Wider.Unu.Edu / Eflt / Christian Guthier, 2010

Austerità europea: quando la crescita contestuale è abbandonata a favore della stabilità strutturale.
Parlando dell'Eurozona abbiamo scritto di «una politica» di austerità e non di «politiche di austerità» in quanto la Germania adesso si pone come termine di paragone al riguardo e gli altri stati dell'Eurozona devono complessivamente adeguarsi . Questo è il prezzo da pagare per l'amministrazione comune che i Francesi hanno voluto e alla cui realizzazione i Tedeschi hanno infine aderito . Nel corso dei prossimi due o tre anni, emergerà un approccio comune, come capita sempre per i processi di integrazione europea , ma nel frattempo si imporrà l'approccio tedesco . In ogni caso, una cosa è certa: durante la seconda parte del 2010, le conseguenze delle decisioni europee prese in questi ultimi dodici mesi cominceranno ad essere palpabili. In termini di regolamenti interni, le nuove regole europee per il mercato finanziario e per le agenzie di rating diverranno operative da Ottobre 2010. Per la maggior parte sono state volute dall'Eurozona e mettono la City sotto un controllo senza precedenti da parte di una autorità non britannica, privandola completamente di interi mercati, tra I quali spiccano i prodotti finanziari denominati in Euro che, da ora in poi dovranno obbligatoriamente essere scambiati nell'Eurozona. La seconda parte dell'anno sarà anche caratterizzata dall'effettivo ingresso di Eurolandia nella stagione dell'austerità di bilancio, che simboleggia la fine della priorità della crescita contestuale sulla stabilità strutturale. Si possono usare due immagini per illustrare chiaramente l'importanza degli eventi attuali: le formiche hanno strappato il potere alle cicale: oppure: gli ingegneri hanno licenziato i finanzieri e gli avvocati. In definitiva, per l'Eurozona, è una questione di cercare di seguire il cammino che sembra più sicuro, senza preoccuparsi di quello che gli altri preferirebbero. Questo atteggiamento, che viene dalla parte più multilaterale del G20, mostra una tendenza generale verso «l'ognun per se», ma anche verso il fatto che gli altri paesi del G20 hanno capito l'utilità dell'approccio europeo (il

grafico sottostante mostra la natura sempre piu` controproducente per l'economia reale dell'indebitamento : l'Eurozona si è fermata prima di imboccare la strada negativa, cosa che è già avvenuta per gli Stati Uniti e per il Regno Unito) .

Contributi alla crescita del credito nel settore privato non-finanziario degli Stati Uniti, dell'Eurozona e del Regno Unito (20082009) - Fonti: FMI / Haver / Haver Analytics, 2010 Altrimenti avrebbero seguito gli Stati Uniti nell’approccio opposto. In effetti, secondo LEAP/E2020, l’Eurozona sta affrontando due importanti rischi con questa decisione: uno è quello di importanti disordini politici e sociali ; l’altro è quello di un grossa rivalutazione dell’euro nei confronti di altre valute importanti. L’ultimo punto potrebbe sembrare paradossale poiché il coro dei media internazionali canta continuamente il ritornello della debolezza dell’Euro , ma per il nostro team, la valuta di un’entità che riduce il proprio deficit ed il proprio indebitamento può solo rafforzarsi (senza tenere conto del fatto che si riduce allo stesso tempo la quantita` di valuta in circolazione). Del resto, vedremo nella sezione dei consigli che le prospettive per i tassi di cambio dell’Euro sono molto lontani dalle analisi prevalenti attualmente. Resta il fatto che la nostra squadra annota ancora una volta che un aspetto fondamentale del sistema economico mondiale di questi ultimi decenni, sia in corsa per un grande cambiamento nella seconda metà del 2010: alle insistenze dell’Eurozona, l’austerità sembra indispensabile, a svantaggio del sostegno alla crescita. Le conseguenze economiche e sociali saranno senza dubbio estremamente importanti ed i mercati saranno in seria difficoltà a non scendere sotto i loro livelli di Marzo 2009, se non ci saranno prospettive di crescita a breve e medio termine. Per la nostra squadra, è ancora un punto individuale di rottura che di per se stesso può causare un collasso dell’intero sistema finanziario mondiale poiché quest’ultimo si fonda sul credo della crescita infinita che si pone come l’indubbia scelta economica, politica e sociale. L’Eurozona e la Comunità Europea con lei, ha le capacità di indirizzare l’intero ambiente economico mondiale a causa della propria posizione di prima potenza commericale mondiale e principale mercato delle esportazioni del pianeta.

Nuove immatricolazioni veicoli privati nell’UE (confronti annuali su 12 mesi – in azzurro: i numeri del 2008; in blu: i numeri del 2009; in azzurro chiaro: i numeri del 2010; in rosso: il cambio annuale) – Fonte: SeekingAlpha, 05/2010

Ma internamente i capi dell’Eurozona (e dell’Unione Europea in generale, in quanto anche il Regno Unito è obbligato ad accodarsi poiché, come mostrerà l’estate del 2010, la sua situazione è anche peggiore di quella dei suoi vicini ), dovranno essere particolarmente coraggiosi ed esperti poiché certamente la scelta sicura della stabilità strutturale (arrestando la crescita dell’debito pubblico) creerà dolorose tensioni sociali (pensionamenti, servizi sanitari, il sistema sociale) che innescheranno disordini sociali, l'ascesa di forze politiche estremiste e rotture geopolitiche interne (crescita delle spinte per il regionalismo ). Per LEAP/E2020 contrariamente alle apparenze ed all'assunto prevalente, il coraggio richiesto e l’esperienza dovranno essere esercitate nella direzione delle classi sociali favorite e dei potenti, più che nella direzione di quelle che saranno colpite più direttamente dalle conseguenze di tagli al bilancio . Perciò la nostra squadra considera che se “l’equità ” non è al centro del processo di austerità di bilancio messo in atto in Europa, tutti i paesi coinvolti verranno immersi in un’ininterrotta successione di conflitti sociali, politici e regionali, condannando tutti i tentativi di recuperare la stabilità strutturale (che è l’unica ragione congiuntamente accettabile per l’austerità ). Il principio di mettere in pratica l’equità è semplice: coloro che soffrono le conseguenze peggiori dei tagli al bilancio dovrebbero sapere che i più favoriti sopportano i costi più pesanti in termini di pressione fiscale. Se i due membri di questa equazione politica non saranno raggiunti, allora gli stati colpiti saranno sepolti sotto le difficoltà piuttosto che uscirne. I leaders politici europei (ed anche quelli di altri paesi occidentali) devono divenire consapevoli che la crisi non solo permette di convincere la massa di persone che devono essere fatti degli sforzi per stabilizzare i bilanci nazionale e sociale, ma permette anche di far capire all’elite economica e sociale che essi devono contribuire allo sforzo comune per quanto compete loro. Da questa consapevolezza, essi devono disegnare misure concrete ed affermare una coraggiosa volontà politica: per un leader, è sempre più difficile affrontare l’elite che la gente, poiché l’elite è direttamente intorno a lui, mentre la gente sembra veramente molto lontana. Ma senza questo coraggio e l’esperienza richiesta, che deve accompagnarlo perché sia effettivo, le politiche di austerità attualmente cominciate in Europa condurranno ad una rottura socio-politica dalla prima

metà del 2011. Questa seconda metà del 2010 sarà pertanto cruciale in questo senso, poiché è qui che verrà giocata la carta dell’”accettabilità” sociale e politica dell’austerità di bilancio. Come succede spesso nei periodi difficili della storia, e questo è uno di quelli, i capi portano individualmente sulle loro spalle molta responsabilità. Il paese dove le cose saranno molto probabilmente le più difficili è certamente la Francia poiché è là che il potere politico è attualmente il meno in grado di prendere le distanze (ed ancor meno di affrontarla) dall’elite socio-economica: “il centralismo parigino (noblesse) oblige”. In ogni caso, quest’altalena di priorità al di fuori della crescita contestuale verso la stabilità strutturale iniziata dall’Eurozona, costituisce, secondo LEAP/E2020, un punto individuale di rottura del sistema attuale poiché ribalta brutalmente una dinamica chiave del sistema di questi ultimi anni.

Impatto degli incentivi economici come percentuale del PIL (2008, 2009, 2010) (percentuale cumulativa del PIL 2008) – Fonte: Econompic data, 05/2010

L’inflazione cinese: quando la Cina comincerà ad esportare la propria inflazione
Come anticipato da LEAP/E2020 nel Maggio 2009 nel GEAB nr. 35, il piano del nuovo impeto Cinese sta giungendo al termine ed apre due problemi collegati: la crescita soffoca, poiche' e` stata mantenuta artificialmente per un anno senza nessuna connessione con l'economia reale, l'inflazione sta esplodendo sotto forma di bolle speculative (proprieta` immobiliari, mercati, ...), aumento dei prezzi delle materie prime, ed in ultimo violente richieste d'aumento dei salari. Il grosso aumento degli stipendi in seguito ai recenti scioperi alle fabbriche della Honda e l'ondata di suicidi alla Foxconn mostrano che il Governo cinese (senza la cui approvazione tali aumenti non sarebbero stati concessi) ha preso molto sul serio questi violenti segnali di rivendicazioni salariali e sociali poiche' e` consapevole che ogni anno negli ultimi 22 anni la quota degli stipendi nell'economia Cinese e` sempre scesa (andando dal 56,5% nel 1983 al 36,3% nel 2005 e certamente ancora meno nel 2009). Se a lungo termine questi sviluppi sono positivi, poiché le conseguenza sarebbero di migliorare la situazione individuale dei lavoratori cinesi e di riequilibrare l’economia cinese perché a beneficio del consumo interno, a corto termine segnano un aumento delle contraddizioni sociali ed economiche interne del paese ed una nuova fase del ruolo della Cina nell’economia mondiale. Dopo aver esportato la deflazione per due decenni (dovuto alla sua capacita` come produttore a basso costo), Pechino comincera` ad esportare inflazione dalla seconda meta` del 2010 poiche' aumenti salariali del 66% non possono che riflettersi sui costi ed essi si stanno peraltro diffondendo poiche' i leaders cinesi non possono permettersi un'ondata di ribellioni sociali in un momento in cui l'economia sta rallentando (e rischia persino di contrarsi pesantemente un'altra volta) e l'Eurozona lancia un programma di riduzione del budget sinonimo di una caduta delle esportazioni a medio termine. Sul Medio Regno pesa ora il rischio stagflazione. Queste sono notizie molto cattive anche per gli Stati Uniti che dipendono massicciamente dalla Cina per rifornire di merci a basso costo le sue classi media e bassa (Wal Mart ne è il modello per eccellenza) e che non possiede più una base industriale per sostituire rapidamente i lavoratori cinesi. Questo scenario, inoltre, sta spingendo Pechino e Washington verso un aperto conflitto dall’estate del 2010 sul problema del tasso di cambio Yuan-Dollaro poiche' Pechino resistera` ad una rivalutazione della propria moneta tanto piu` mentre affronta la perdita dei costi salariali competitivi ed una considerevole instabilita` sociale, mentre Washington e` sotto pressione per un recente rialzo del Dollaro per salvare la sua ultima speranza di crescita: le esportazioni. Per l'eurozona, la combinazione di un euro debole e i crescenti costi di produzione cinesi danno una finestra di opportunità di circa sei mesi, un anno, per reintegrare una certa aliquota di produzione offshore nella EU e dintorni (Ucraina, Russia, paesi dell'Africa del nord). Dopo di che, l'apprezzamento dell'euro ridurrà proporzionalmente questa possibilità. Ma, quello che e` certo a livello globale e` che il nuovo status di “esportatore di inflazione” della Cina frantumera` uno dei cardini della globalizzazione degli ultimi vent'anni, assicurando cosi` di essere uno dei punti individuali di rottura del sistema nei prossimi sei mesi.

I problemi della Cina (in grigio: percentuale della popolazione soddisfatta della qualita` della propria vita / in arancio: percentuale che ritiene che la qualita` della loro vita migliorera` in futuro) - Fonte: OCSE, 2010

La contrazione USA: dall' “austerità di massa nascosta” all' “austerità federale imposta”
Le elezioni di meta` mandato del novembre 2010 saranno il primo test elettorale di un'America in crisi. Infatti, le elezioni presidenziali del 2008 si sono svolte sullo sfondo del collasso di Wall Street (che ha influenzato il voto a Barack Obama) pero` senza che l'intera popolazione degli USA avesse una visione chiara della portata del disastro economico e sociale a cui avrebbe portato. Ora, nel contesto di una fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico e della diffusa disillusione circa la capacità dell'amministrazione Obama di capovolgere gli andamenti negativi nell'ambito lavorativo del paese, (deindustrializzazione, confluenza della classe media in quella disagiata, crollo del mercato immobiliare, disoccupazione, eccesso di proprieta`, indebitamento degli enti locali e statali, crescente apprensione per l'incremento dei deficit federali, guerre senza fine in Iraq e Afganistan, ...) la situazione elettorale e` particolarmente esplosiva, come abbiamo gia' analizzato nell'edizione precedente, vista l'ascesa al potere dei nuovi secessionisti e del movimento ''Tea Party''. In questa sede non ritorneremo su quelle analisi.

Tasso di disoccupazione U-6 vs tasso di morosita' 2010 – Fonte: Bureau of Labor Statics / CalculatedRiskBlog, 05/2010 D'altra parte, pensiamo sia necessario mettere in evidenza il crescente stato di decadenza del clima socio-economico per un gran numero di cittadini USA e questo per due ragioni: . da una parte perché, per noi, e` un fattore determinante per le prevedere come un gran numero di Americani votera` alle elezioni di novembre 2010 . dall'altra parte, perché si tratta di un fatto riportato dalla maggior parte dei principali media statunitensi, e che e` quasi completamente ignorato dai media esteri, in particolar modo quelli occidentali. Questa crisi delle autorità locali e statali e` messa in ombra dai problemi dei deficit federali. Tuttavia, si tratta dell'altra faccia della stessa medaglia, della faccia che si scoprirà nella seconda

meta` del 2010 e che avrà un carattere doppiamente esplosivo: elettorale, come mostreranno le elezioni, e finanziario, come proveranno le conseguenza della prossima crisi del mercato dei “Munis- i bond delle autorita' locali USA. Comunque, per LEAP/E2020, la situazione e` chiara: il vicinato della maggioranza dei cittadini USA non ha smesso di peggiorare dal 2008 qualsiasi cosa dicano le statistiche e gli esperti federali. Il tasso di disoccupazione reale e` almeno tra il 15% e il 20%, mentre raggiunge il 3040% nelle citta' e nelle regioni piu' colpite dalla crisi. Mai cosi` tanti Americani sono stati dipendenti dai buoni pasto del Governo Federale che adesso contribuiscono, ad un livello senza precedenti, al budget familiare. Gli stati sono obbligati ad aumentare i loro tagli al bilancio e ad abolire ogni tipo di servizi sociali, aumentando allo stesso tempo la disoccupazione. Questi eventi si svolgono mentre l'impatto del piano di stimolo economico dell'amministrazione Obama e` condannato a raggiungere il massimo! Non c'e` niente di sorprendente nel sapere che il consumo delle famiglie non sta ripartendo, anzi sta diminuendo come mostrano le vendite al dettaglio di maggio e che il mercato immobiliare sta continuando la sua discesa verso l'inferno. Di fatto, gli indicatori piu' affidabili ed avanzati mostrano che l'economia degli USA comincera' a contrarsi nella seconda meta` di quest'anno. Lungi dal 3,5% di crescita annunciato da Ben Bernake per il 2010, il paese sara' molto fortunato, secondo il nostro team, se otterra' una percentuale positiva per l'anno in corso. Dopotutto, contrariamente agli annunci provenienti da Washington e Wall Street, l'austerità e` già all'opera per la maggioranza dei cittadini degli USA che non hanno più lavoro e/o non hanno più la casa e/o i loro debiti superano le loro proprieta`, e che non possono più pagare le rette universitarie ai loro figli, le proprie uscite o ferie senza neanche menzionare i costi della vita di ogni giorno. In aggiunta, in numerose località, non esiste piu' la raccolta regolare delle immondizie (oppure si devono pagare tasse piu' alte), e` stata abolita la consegna della posta di sabato, sono anche piu' a rischio per via della mancanza di protezione da parte della polizia, devono stare in file senza fine negli uffici statali e governativi per via dei licenziamenti del personale pubblico, e i loro figli hanno meno insegnanti in scuole che offrono meno servizi (mense, scuola bus, ...). In termini generali, sono gli enti locali e gli stati, di fatto, ad avere messo in atto ormai da molti mesi una politica di austerita' lontano dagli occhi del mondo, ed ora questa sta accelerando.

Decifit del budget per Stato, anno Fiscale 2010 (percentuale di spesa generale) - Fonte: Freerisk, 04/2010 E` quello che il LEAP/E2020 chiama ''l'austerità rampante di massa''. E` stata la componente principale dell'economia reale e della società per due anni ed e` cio` che personifica la fine, dovuta all'insolvenza, del ''consumatore USA'', che abbiamo anticipato dalla fine del 2006. L'insolvenza e` progredita con fermezza, verso i giocatori del mercato immobiliare, verso le banche, verso i produttori di automobili. Adesso che siamo alla fine dello stimolo economico, essa sta influenza gli stati, un'altra volta le banche e alla fine anche lo stato federale poiché, seguendo la messa in scena dei media sulla “crisi Greca”, la paura della bancarotta statale ha portato l'Eurozona e il resto del G20 a favorire dei budget strutturalmente bilanciati e, quindi, a bandire la persecuzione dell'indebitamento pubblico dell'Occidente. Ma senza un crescente debito pubblico, l'economia USA e` condannata a soffrire una grande crisi, poiche' nelle ultime due o tre decadi, ha prodotto solo una cosa, debito, che viene esportato. Il dollaro USA non e` altro che una lettera di credito su un'economia completamente indebitata. Cosi`, nel decidere di non aderire alla richiesta del segretario del tesoro USA, Timothy Geithner, di iniziare un altro giro di stimolo economico basato sul debito, il G20 ha condannato Washington a far fronte all'impensabile per i mercati mondiali: annunciare un'era di austerità del budget federale. Per ironia della sorte, questo passo negativo del G20 (nel lasciare ciascuno libero di fare cio` che puo`, gli altri membri del G20 non hanno osato pronunciarsi esplicitamente sulla necessita` dell'austerita` negli USA) e` direttamente collegato alle possibili conseguenze delle elezioni del novembre 2010, che vedranno gli elettori USA assestare un duro colpo al sistema di Washington e alle sue due grandi concorrenti (vedi le edizioni precedenti del GEAB), rendendo cosi` non solo possibile, ma necessaria, una ''rivoluzione mentale'' per i Repubblicani e i Democratici, se essi vogliono avere un'opportunità di vincere le elezioni presidenziali del 2010 ???NON SONO PRESIDENZIALI! FORSE INTENDONO 2012~~~. Per il nostro team, i vincoli

socio-politici interni si incontreranno con le pressioni economico-finanziarie esterne durante la seconda parte del 2010, rendendo inevitabile l'implementazione del primo grande piano di austerità del budget USA da oltre sessant'anni, combinato con il più rapida aumento della pressione fiscale degli ultimi cinquant'anni.

Pressione fiscale sugli americani piu' ricchi (1920 – 2010) – Fonti: CBO / EconIm, 05.2010

Le conseguenze di una tale (ri/e)voluzione sull'economia USA, sul commercio, sui mercati finanziari mondiali, sugli asset denominati in dollari (i cui principali rappresentanti sono i bond del tesoro USA) e sullo stesso Dollaro saranno enormi. Ritorneremo a questo tema nella sezione delle raccomandazioni di questa edizione. Cio´ nonostante, bisogna tenere a mente che dal 1945 (e forse anche dal 1930), l'economia e la finanza mondiali si sono basate sul mito di una crescita inarrestabile della locomotiva USA, che, pur avendo brevi periodi di perdita di velocità, e` rimasta stabile sotto tutti i regimi. Se la debolezza della rete sociale ha sempre richiesto che gli USA avessero una forte crescita per evitare che milioni di Americani fossero schiacciati dalla povertà, senza dubbio sarà anche peggio per il sistema finanziario e monetario mondiale che non ha nessuna rete di protezione. Se le misure di austerità Greche o Spagnole provocano tali disordini, immaginate cosa avvera` per via dell'austerità degli USA che ha bisogno di tagli al budget di almeno un trilione di Dollari nei prossimi tre o cinque anni. Questo tipo di notizie provochera' una revisione radicale del mito principale sul quale si sono basati i mercati internazionali e il sistema economico e finanziario nelle ultime decadi, garantendogli un posto di prestigio tra i quattro punti individuali di rottura del sistema globale nei prossimi sei mesi.

3-Focus Seconda serie di elementi per una metodologia dell'anticipazione politica: domande sulle fonti e sulla gestione della squadra Seconda serie di estratti dal Manuale di anticipazione politica che LEAP pubblicherà a Ottobre 2010 A.La questione delle fonti: all'origine del fallimento o del successo dell'anticipazione politica Le fonti sono i dati quantitativi dell'anticipazione. Esse sono pertanto essenziali per la qualità dell'analisi e necessitano della massima attenzione. Esse ono gli elementi che strutturano l'analisi e le stesse argomentazioni; e sono gli strumenti forniti al lettore perche' possa giudicare il valore e l'onestà del prodotto. Internet è la scelta naturale per ricercare fonti materiali. Senza di esso, l'obbiettivo di acquisire la diversità di informazioni necessaria per produrre un lavoro d'anticipazione di qualità non potrebbe essere raggiunto. Internet è la chiave sia per completare l'anticipazione sia per la convalida da parte dei suoi destinatari. Le fonti dell'argomentazione:.Per essere credibile un'argomentazione razionale deve basarsi su elementi ed informazioni che possano essere reperiti in quelle che sono le più classiche (“mainstream”) delle fonti: principali media (Bloomberg, Financial Times, Le Monde, Der Speigel, MarketWatch, ...), le maggiori istituzioni (la Fed, BCE, BRI, FMI, OCSE, ...). Questo non significa che fonti inusuali o marginali non siano utili nell'alimentare i ragionamenti, al contrario; ma le fonti mainstream sono l'unico modo per sfondare il muro di scetticismo a cui le anticipazioni spesso vanno incontro. A maggiore conferma: la maledizione che Apollo inflisse a Cassandra non fu quella di sbagliare, ma di non essere mai creduta. La mitologia greca perciò spiega chiaramente che la principale difficoltà dell'anticipazione non è solamente quella di identificare gli eventi futuri ma anche di avere la capacità per condividere questa conoscenza. E' per questa ragione che, nella sua metodologia, LEAP pone così tanta enfasi all'importanza di affidarsi essenzialmente a fonti che siano ampiamente usate ed accreditate: questo è l'unico modo per mostrare a coloro che vi prestano attenzione che gli eventi sono di fatto già “incisi nella pietra” e perciò per ridurre il rischio che l'anticipazione venga respinta a causa di argomentazioni borderline. In termini d'impatto questo rafforza considerevolmente la legittimità della previsione. Infine questo approccio s'incontra un'incontestabile realtà: nell'era di Internet con un facile accesso ad una vasta gamma di fonti “mainstream” il 90% degli elementi chiave per determinare il futuro sono di fatto dispersi tra le pagine e le figure dei media mondiali; la difficoltà oggi consiste nell'identificarli, connetterli ed interpretarli. Le fonti dei ragionamenti: D'altro canto, le fonti dei ragionamenti debbono avere una provenienza ben più vasta. Non si tratta di andare sistematicamente a recuperarle ai margini, ma è essenziale trarre beneficio da ragionamenti ed analisi che appaiono marginali o contradittori rispetto alle opinioni prevalenti del periodo, correndo persino il rischio di scartarle dopo l'analisi. Internet offre per la prima volta nella storia la possibilità di avere accesso ad analisi che non siano state subornate dalle istituzioni. Mediante un blog un singolo può “trasmettere” direttamente le sue idee, laddove prima quella stessa persona avrebbe avuto bisogno dell'approvazione di media, istituzioni ed organizzazioni per la pubblicazione delle prioprie analisi. Se questo ha innegabilmente portato ad un forte aumento delle pubblicazioni di idee bizzarre o comunque molto irrazionali, ne resta un discreto numero che permette di rendere disponibili analisi molto acute e libere da compromessi, che precedentemente non avrebbero potuto essere condivise dai

loro autori. Uno dei ruoli dell'anticipatore è, perciò, identificare e sapersi poi collegare, in maniera credibile, a fonti “riconosciute”. Riguardo cio` l'America fornisce un esempio estremo: certamente l'Internet americano ha un'incredibile gamma di fonti, incluse quelle altamente alternative o molto marginali, ma queste sono spesso caratterizzate da un sorprendente mix di contenuti molto razionali ed obbiettivi con opinioni molto personali e persino irrazionali. Si possono trovare analisi perspicaci del bilancio della Fed contenenti commenti sulla presenza di extra-terrestri in Arizona, oppure su un piano dell'ONU per rovesciare il Governo Federale di Washington: ogni analisi messa sullo stesso piano delle altre. Il caso Americano (senza eguali in Europa, Asia e neppure in Canada) sembra scaturire da un doppio fenomeno: l'indebolimento dello spirito di critica razionale alle radici del sistema educativo statunitense, privo di riferimenti esterni, in atto da trent'anni, ed una volontà quasi deliberata da parte dei leader americani di permettere a qualsiasi cosa di proliferare in modo da poter affondare qualsiasi anlisi critica in un mare di bizzarre teorie cospirative . Questo stato delle cose rinforza, per tanto, l'importanza di usare fonti "mainstream". Questo esempio illustra l'importanza dell'elaborazione delle informazioni, che consiste esattamente nel metterle in prospettiva, ed in particolare nella capacità di giustificare razionalmente le proprie ipotesi. Se non si è in grado di confermare una fonte alternativa con una classica non si può esser certi del valore dell'informazione, che verrà immediatamente fatto oggetto di dubbi e commenti critici. In questo caso si deve mettere da parte l'analisi, anche se appare allettante o convincente: niente fonte riconosciuta o nessun'altra fonte indipendente (anche se atipica), significa che non vi è nessuna anticipazione pubblicabile! Qui abbiamo un esempio della vicinanza fra alcuni aspetti del metodo di anticipazione politica e del giornalismo investigativo. Correlazione tra le fonti, la loro credibilità, e l'estensione e/o la natura del pubblico: L'anticipazione non consiste solo nel parlare del futuro; è anche parlare del futuro alle persone. Naturalmente, si possono produrre lavori di anticipazione nel contesto ristretto di aziende o istituzioni, non intesi per il grande pubblico. Ma, per esempio nel caso del GEAB, il nostro obiettivo è diffondere il più possibile l'informazione, insieme al desiderio di rendere l'anticipazione più democratica. Se la nostra analisi secondo cui anticipare il futuro diventa un elemento cruciale del potere non è errata, allora diventa sempre più importante permettere al maggior numero possibile di persone e di enti sempre più piccoli, e persino a qualsiasi cittadino con un cervello funzionante, di potersi trovare nella posizione di compiere questo genere di anticipazione da soli. Questo è il motivo per cui noi vogliamo realizzare lavori che possano essere propagati al maggior numero possibile di persone e il motivo per cui la questione sulla credibilità delle fonti è così importante. Le fonti, la loro credibilità e la dimensione e/o la natura del pubblico a cui s'intende rivolgersi sono strettamente correlate. Il quadro interpretativo di queste fonti: Come ben sappiamo, solo perché una notizia appare su Bloomberg o Le Monde non è necessariamente accurata. Fin tanto che essa è prodotta dalle forze al potere (politico, economico, ...), innanzi tutto essa rappresenta la verità che queste forze vogliono inculcare al pubblico, e, secondariamente, riguardo al futuro essa omette elementi importanti e rilevanti che sono contrari ai loro interessi. Ma questo è ugualmente vero per le fonti minori: quali punti di vista, ideologie e interessi esse servono? In realtà, è interessante osservare che questa è una domanda sensata che molti utenti di Internet si pongono: chi/che cosa sta dietro questo o quel sito web? Ciò detto, per evitare che questi dubbi uccidano qualsiasi ragionamento e risultino in una sfiducia generale, è importante comprendere che incrociando chi produce una notizia e la notizia stessa si può sempre trovare un pezzetto di informazione. Ciò che è essenziale per una chiara comprensione delle fonti è possedere una buona conoscenza di chi/che cosa le ha prodotte, per poi applicare alla notizia il corretto quadro interpretativo. Un modo di pensiero critico dovrebbe essere preminente in qualsiasi lettura di una notizia, vista come un oggetto multidimensionale che ha bisogno in una certa misura di essere interpretato. La procedura per ricercare le fonti: Come regola, la ricerca delle fonti consiste di quattro fasi:

1. innanzi tutto, un tour non focalizzato e multisettoriale dell'orizzonte: dipendentemente dal tempo e dai mezzi disponibili, questa fase consiste nell'“immergersi” nel flusso di notizie che circolano nel mondo sull'argomento che ci interessa. 2. poi, dare forma alle proprie ipotesi di anticipazione: definire di cosa l'anticipazione parlerà o dovrà parlare: a proposito di quale settore, quale campo, quale evento o tendenza sarà l'anticipazione, e in che direzione pensiamo che possa svilupparsi? 3. quindi, il tentativo di confermare le proprie opinioni mediante ricerche focalizzate: la conferma o la confutazione delle proprie ipotesi e, in ogni caso, l'adattamento di queste ipotesi alle informazioni che sono state trovate e selezionate. 4. infine, la conferma delle fonti identificate nella fase precedente (per esempio la presenza delle informazioni sui media ufficiali). Le fasi 1 e 2 sono necessariamente intrecciate tra loro, ma è intellettualmente utile essere coscienti del fatto che sono due fasi diverse.

B. La gestione della rete, un elemento chiave delle risorse umane per quanto riguarda l'anticipazione politica Se la questione « chi crea le fonti? » è importante, « chi le seleziona all'interno di un progetto di lavoro di anticipazione? » lo è altrettanto. L'obiettività a cui aspiriamo può essere ottenuta soltanto dal coinvolgimento di una diversità di persone nella ricerca, ma una diversificazione che non dovrebbe essere trasformata, come spesso accade, in specializzazione. Indubbiamente, molto spesso, svariati team diventano divisi in compartimenti stagni, ciascuno lavora alla propria nicchia, al proprio argomento specialistico. L'esperienza pratica diretta del GEAB ha dimostrato che era nell'area della ricerca delle informazioni (fonti, analisi, ...) che valeva la pena di mettere insieme una rete che includesse una vera varietà di individui con una meta comune; ma non nell'area dell'integrazione delle informazioni. Diversità della rete di ricerca : Questa rete deve essere coerente con il punto di vista che si è scelto. Nel caso del LEAP, che ha scelto il punto di vista europeo, la rete comprende individui da un numero rappresentativo di paesi dell'UE (almeno 6-10 nazioni che coprono le tre zone culturali: latina, germanica e slava). Allo stesso tempo, questa rete deve essere coerente con l'obiettivo del suo lavoro. Abbiamo visto la correlazione tra l'estensione del pubblico di riferimento e la credibilità delle fonti; esiste anche un collegamento tra l'estensione e la natura del pubblico di riferimento (ampio), gli argomenti dell'anticipazione (di ampio interesse) e gli elementi caratteristici rappresentati nella rete di ricerca, che deve mettere insieme differenze in termini di generazioni, origini, lingue e professioni. Pertanto, per anticipare gli sviluppi europei e mondiali da un punto di vista europeo è necessario che la rete di ricercatori e colleghi che partecipano rifletta la varietà interna all'Europa e la diversità sociale e settoriale delle nostre società complesse, e che abbia collegamenti con continenti diversi: cio` esclude le organizzazioni basate sulla specializzazione professionale dei colleghi (perché ciò li chiude sempre più spesso in una « torre d'avorio »), sulla centralizzazione geografica delle risorse umane (perché questo li taglia fuori dagli eventi sul territorio) e sulla selezione delle risorse umane secondo le qualifiche accademiche (al di là dei diplomi, il corso degli eventi è determinato da un grande numero di persone e circostanze). I singoli personaggi messi insieme in una rete di anticipazione non sono necessariamente in contatto diretto tra loro. Essenzialmente, il loro lavoro è quello di effettuare quotidianamente una ricerca di fonti senza alcun particolare obiettivo se non il generico argomento dello studio – nel caso del GEAB, la crisi sistemica globale – nella loro lingua, e di inviare la loro selezione senza alcun obbligo in termini di quantità e frequenza. La massa di informazione così raccolta è in più lingue, copre vari settori, ed è « multi-ideologica »; è solo così che si può ottenere uno sguardo sufficientemente oggettivo sulla realtà che si cerca di descrivere.

Ricorrere all'aiuto volontario per una parte delle risorse umane è altrettanto importante, perché permette di allargare considerevolmente i campi della ricerca (la nostra società è così complessa che nessuna organizzazione può sperare di avere esperti su tutto), rimanendo aperti a informazioni inattese (non si può ordinare cosa fare ad un contributore volontario, il che è un vantaggio in termini di varietà del contenuto almeno quanto è un inconveniente in termini della capacità di controllare la qualità del loro contributo), e consente di beneficiare di analisi non falsificate dal conformismo dei futuristi di professione, attraverso il ricorso a persone ordinarie. Coerenza della squadra di coordinamento : Queste varie fonti selezionate arrivano in un « centro di coordinamento » di ricerca e osservazione che può consistere di un gruppo molto piccolo (da due a cinque persone). Senza dubbio, se la rete deve essere costituita da una varietà di individui tra loro indipendenti, il centro di coordinamento deve al contrario essere estremamente coerente. Se esso consiste di più di una persona, ognuna di esse deve partire dallo stesso materiale, ossia tutta l'informazione raccolta dalla rete. Non si può nemmeno pensare di suddividere il centro in dipartimenti, perché questo farebbe perdere coerenza all'anticipazione, rendendola dunque molto difficile da seguire per i lettori e i destinatari. Sulla base di informazioni identiche, la squadra si incontra per discutere e ratificare suggerimenti di ipotesi. Per quanto riguarda lo staff editoriale, tale compito può essere suddiviso tra i membri del centro. E' ovvio che questo « centro di coordinamento » forma una parte della rete di osservazione delle fonti, a cui contribuisce con la propria stessa ricerca di fonti.

[NDFC: Informazione Scorretta non dà mai suggerimenti di natura economica o finanziaria] [NDFC: Questi sono i suggerimenti del LEAP che vi consigliamo di prendere con il dovuto distacco, come sempre, tenuto conto che è l'opinione di qualcuno che non siete voi. Queste opinioni non rispecchiano, nè in toto nè in parte, le opinioni di Informazione Scorretta].

Raccomandazioni strategiche e operative per la seconda meta' del 2010
Ancora una volta vogliamo ribadire che i nostri indirizzi non sono finalizzati alla speculazione a breve termine, non mirano a fare soldi, ma piuttosto a perderene meno (o addirittura nulla) dal momento che nel mezzo di una crisi sistemica globale questo è l’unico obiettivo realistico. «Bond Municipali USA»: il grande e inevitabile shock della seconda metà del 2010. Il mercato americano delle obbligazioni emesse dagli enti locali (Munis) che fornisce le risorse finanziarie per il funzionamento delle infrastrutture locali di trasporti, sanita' educazione, smaltimento rifiuti,..e' in procinto di implodere come conseguenza della crescente incapacita' degli enti locali di tenere sotto controllo il proprio indebitamento. Si tratta di un caso molto “subprime” (o molto “greco”), dal momento che il livello di informazione sullo stato di salute delle istituzioni locali americane lascia molto a desiderare e che le agenzie di rating hanno dato giudizi su queste obbligazioni in modo completamente arbitrario, e quindi opportuno per evitare possibili risentimenti da coloro che hanno in portafoglio queste obbligazioni. La crisi e' anzi in procinto di rovinare finanziariamente un gran numero di questi enti che non sono in grado di innalzare significativamente il prelievo fiscale (quando sono in grado di farlo nonostante l'pposizione dei cittadini). La fine del piano di stimolo federale e l'esaurimento delle agevolazioni fiscali legate ai “Build America Bonds” (che beneficiano dell'aiuto federale per ridurre il loro costo), annunciano un secondo semestre del 2010 molto pericoloso per questo particolare mercato finanziario in conseguenza del rallentamento dell'economia americana (e quindi di un peggioramento delle entrate fiscali), della nuova tendenza internazionale all'austerità fiscale e alla paura del sovra indebitamento delle istituzioni pubbliche. Per LEAP/E2020 non c’è dubbio che presto vedremo di nuovo in prima pagina nelle testate finanziarie quegli assicuratori monoline, come Ambac, specializzate in Munis. Fin dal novembre 2007 (GEAB nr. 19)il nostro team e' stato uno dei primi a sbandierare i problemi per Ambac, MBIA e per gli altri assicuratori monoline che sono gia' stati in prima linea con la crisi dei subprime. Si può essere certi che saranno in prima linea anche in questa futura crisi dei Munis. Le dimensioni di questo particolare mercato finanziario implicano che tale crisi sarà distruttiva a livello internazionale come quella dei subprime. Ciò detto si deve sottolineare il fatto che la proporzione di questi bond assicurati è passata da una media negli ultimi 15 anni del 60% all’8,5% del 2009; un dato che la dice lunga sulle condizioni degli assicuratori ma anche sul livello di rischio che ormai si associa ai Munis. In breve, attenzione al mercato di bond locali americani... e aspettatevi una nuova esplosione finanziaria particolarmente distruttiva per gli USA. Questa infatti portera` con se` verso il disastro un gran numero di banche americane e di fondi pensione.

Emissione di bond municipali americani – Fonte: BondInvestor 05/2010 . Valute: la tempesta si rafforzerà nella seconda metà del 2010 - le onde diventeranno anche più alte! Nel GEAB nr. 47 (pubblicato il 15 di settembre) il nostro team renderà note le sue dettagliate analisi sul processo di evoluzione del Dollaro nei mesi seguenti, basandosi sul contesto descritto in questo numero. Ma già da oggi possiamo fornirvi alcune anticipazioni di massima. Durante l’estate l’attenzione si sposterà dall’Euro, riportando il rapporto tra le valute a 1,30/1 Dollaro/Euro. Per quanto le compete la Sterlina inglese comincerà una nuova discesa nell’abisso sulla scorta delle pessime notizie sull’economia e sulle finanze pubbliche del Regno Unito. Dollaro e Yen si confronteranno con il crescente scetticismo nei confronti della capacità dei due stati di far fronte all’indebitamento pubblico (e anche privato nel caso degli USA). Per anticipare tale problema il Giappone ad esempio ha intrapreso una campagna pubblicitaria molto aggressiva volta a fare acquistare dai suoi cittadini il proprio debito pubblico, limitando così l’esposizione verso i creditori esteri (un’esposizione che risulta tuttavia limitata a paragone di quella americana). Dopo l’estate l’inevitabilità di un programma di austerità da parte degli Stati Uniti si imporrà all’evidenza di tutti, portando all'inizio una carenza di Dollari e poi la consapevolezza del collasso delle prospettive di crescita americane. L’interazione di queste due tendenze provocherà onde degne di uno tsunami (ampie e rapide fluttuazioni, in alto e in basso, del Dollaro nei confronti delle altre principali valute). Il nostro gruppo crede, infatti, che l’attuale risalita del Dollaro preluda alla sua prossima netta caduta (limitando cosi` i suoi effetti nei confronti delle altre principali valute). A completamento di questo quadro il problema della rivalutazione dello Yuan aggiungerà un pericoloso elemento geopolitico e commerciale. In ogni casi, sconsigliando fortemente qualsiasi tipo di speculazione (manovra oltremodo rischiosa in un contesto di fortissime e imprevedibili fluttuazioni di breve termine), il nostro gruppo consiglia di mantenere in portafoglio Euro e altre valute che si apprezzeranno contro Dollaro e Sterlina, le due monete verso cui si dirige la futura tempesta.

. Seconda metà del 2010: i mercati si confrontano con l’impensabile. Secondo LEAP/E2020, guardando alla seconda metà del 2010 c’è una sola domanda che interessa tutti gli attori del mercato: «Come reagiranno i mercati quando saranno consapevoli che gli USA non sono in grado di evitare un duro e lungo periodo di austerità, sinonimo di dilagante recessione?». E` un dato di fatto che si imporrà a poco a poco all’attenzione di tutti e che oscurerà qualsiasi altra preoccupazione, dal momento che tocca i principi stessi in base a cui i mercati azionari hanno funzionato a partire dagli anni ’30: il motore e' ormai rotto e non puo` essere piu` riparato senza prima essere completamente smontato. Per il nostro gruppo la reazione sara` semplicemente disastrosa, perche' una situazione di questo tipo non porta nessuna buona notizia a breve o medio termine, per praticamente nessun settore. Soprattutto perche' cio' avverra' in un contesto di tassi crescenti e di una vera e propria guerra finanziaria

mondiale per attrarre il capitale necessario al finanziamento dei deficit di bilancio, e di alta volatilita' del mercato valutario, il che rendera' le strategie di investimento alternativo (ad esempio in obbligazioni) molto incerte.

. Seconda metà 2010: le scelte per l’ultima difesa del patrimonio. In un contesto di questo tipo gli investitori dovrebbero mettersi in una posizione estremamente difensiva. Bisogna preferire l’oro, i metalli preziosi e il contante (in particolare le valute menzionate in precedenza, ma qualunque valuta va bene se non si pianifica di investire fuori dall’area di circolazione della moneta in questione). L’investimento in immobili è un’opzione ma solo sul lungo periodo (almeno dieci anni, e solo nelle aree dove c’è un forte mercato per gli affitti ), ed evitando completamente il settore commerciale, che in occidente non smaltira' gli stock immobiliari in eccesso gia' presenti sul mercato neppure in dieci anni. Inoltre vanno evitati quei micro-mercati molto di moda negli ultimi anni (Costa Rica, Marrakesh, Londra, Dubai) che subiranno in modo estremamente pesante la crisi.

Performance di alcune categorie di titoli (13/05/2009 - 13/05/2010) – Fonte: Finviz, 05/2010

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