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28 Marzo 2017 MANGIALIBRI Giulio Papadia

recensisce Quando arriva domenica di Mino Pica


La vita un insieme di cicli individuali e collettivi, specialmente in un Paese dove si parla
vanamente di temi futili e caduchi: Balotelli, Razzi, omicidi, corna e mi piace. un Paese povero,
retorico e distratto, fra un mese probabilmente si parler daltro e nessuno si ricorder di nulla.
Computer di fronte a computer, televisori di fronte a televisori, post di fronte a post: eppure nessun
addetto allascolto, ci parliamo addosso. Oggi Facebook parla di chi organizza manifestazioni a
sostegno del popolo palestinese, di una band nata 60 anni fa e di altri argomenti che passeranno
come tutto il resto. Ci sarebbe bisogno di un nuovo fuoco attorno al quale radunarsi, raccontare,
ascoltarsi. E lo potremmo fare in tutti i modi possibili: su fogli, libri, giornali, al cinema, su Myspace,
Facebook, Twitter, ebook. Quando arriva la domenica pensiamo di meritare un pasto speciale, ma
non basta. Finiamo per sentirci delusi, e il luned sera ci abbuffiamo di distrazioni, patatine e
conversazioni su WhatsApp. Forse oggi si soffre di prestalgia, di nostalgia di qualcosa che non si
ancora vissuto. Sar per questo motivo che abbiamo lossessione del futuro, la paura del domani,
langoscia per lavvenire. Eppure, malgrado tutta questa voglia di futuro, a volte sembra che non ci
sia la possibilit di chiudere col passato. La prova puoi trovarla nel fatto che nel 2014 si presenta
ancora in giro per lItalia un grande album rock, Hai paura del buio? degli Afterhours, peccato che
sia un album del 1997! Ma quando arriva il futuro? Quando arriva la domenica? Forse non esiste
pi

Il brindisino Mino Pica giornalista pubblicista e membro di spicco della corrente le Poetmodi.
Ha pubblicato Lattesa dellattesa (2008), Cucina interiore (2011), Hotel Camere di riflessione
(2013) e Otto tracce e mezzo (2014), e viene citato nel volume Letteratura del Novecento in Puglia
1970-2008. La sua ultima fatica letteraria, uscita per la casa editrice salentina Musicaos, Quando
arriva domenica, 32 capitoli per altrettanti giorni. Ogni capitolo si apre con dei consigli di ascolto
per il lettore: da Brian Eno a Einaudi fino ai Massimo Volume e ai Florence and the Machine, si pu
ricostruire una soundtrack molto particolare. Ne viene fuori un libello leggero equidistante da
saggio, antologia di racconti e pamphlet. La scelta dellautore appare perfettamente coerente col
suo percorso e coi suoi precedenti lavori, in cui ad avere un ruolo di primo piano erano lo
sperimentalismo e la contaminazione dellespressione. Quello che colpisce di Mino Pica proprio
questo, ovvero la capacit di unire prosa e poesia, riflessioni sulloggi a visioni personali. Questo
per rischia di essere anche il suo punto debole, perch lopera a lungo andare pu essere
percepita come una carrellata di riflessioni slegate, senza un filo logico. Insomma, lestrema variet
di scritti presenti, di vissuti, esperienze e opinioni, pur essendo pregevole, rischia di far smarrire
omogeneit al lavoro. Ma forse questa proprio lintenzione dellautore, che non sembra curarsi di
questo aspetto, preso dalla ricerca di qualcosa di nuovo e da una forma di scrittura che gli sia
congeniale.

http://www.mangialibri.com/libri/quando-arriva-domenica

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