Rilettura al romanzo “Furore” di John Steinbeck

Nella Sala di S. Giorgio al Corso di Reggio Calabria, il Centro
Internazionale Scrittori della Calabria ha promosso la rilettura
del libro “Furore” di John Steinbeck. Con il contributo di
numerose slides ha relazionato la prof.ssa Silvana Comi, docente
di Lingua e letteratura Inglese. Loreley Rosita Borruto,
presidente del Cis della Calabria, ha ricordato che il romanzo
"Furore" è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 e in Italia
l'anno seguente dalla “Bompiani”. Il libro fu perseguitato dalla
censura fascista, e solo dopo più di 70 anni, vede la luce la prima
edizione integrale nella nuova traduzione di Sergio Claudio
Perroni. La relatrice Silvana Comi ha esordito con un inciso di
Steinbeck “vivere vuol dire portare una cicatrice”. Dopo un
breve excursus storico di quegli anni, la prof.ssa Comi si è
soffermata sulla crisi finanziaria del 1929 che ha provocato più
di 16 milioni di disoccupati e ha ricordato anche che nel 1930 lo
scrittore John Dos Passos, aveva lanciato un appello agli
scrittori esortandoli a destarsi, a prendere coscienza delle
condizioni in cui si trovava l'umanità e a spogliarsi di
quell'irresponsabilità cinica. Steinbeck (1902 – 1968) accolse
l’invito e con i suoi romanzi ha rappresentato una letteratura
sociale militante. “Furore” narra l'epopea della 'biblica'
trasmigrazione della famiglia Joad, che è costretta ad
abbandonare la propria fattoria nell’Oklahoma e a tentare di
insediarsi in California dove spera di ricostruirsi un avvenire.
Nell'odissea della famiglia Joad, sfrattata dalla sua casa e dalla
sua terra, in penosa marcia verso la Route 66 come migliaia e
migliaia di americani, si rivive la trasformazione di un'intera
nazione. “Furore” è anche romanzo di viaggio e ritratto epico
della lotta dell'uomo contro l'ingiustizia, ed è forse il più
americano dei classici americani, da leggere oggi in tutta la sua
bellezza. Nel concludere la sua conversazione la relatrice ha
sottolineato che la fine del romanzo non si può dimenticare: è
incredibile, Steinbeck ci vuole lasciare un segno di speranza o di
disperazione? Infatti, la prof.ssa Comi termina la sua rilettura
al libro con una frase di Alfred Kazin: "il dono di Steinbeck non
consisteva tanto in una risorsa letteraria quanto in una visione
della vita profondamente armoniosa e pacifica”. John Steinbeck
è uno dei massimi esponenti della letteratura americana. Dopo
aver frequentato la Stanford University senza mai laurearsi,
compare sulla scena letteraria con opere minori finché non
raggiunge la notorietà con Pian della Tortilla (1935) a cui
seguono molti romanzi racconti e saggi tra cui Uomini e topi, La
lunga vallata, Furore - opera grazie a cui Steinbeck riceve il
Premio Pulitzer -, La luna è tramontata, La valle dell'Eden, Quel
fantastico giovedì, Viaggio con Charley. Nel 1962 gli viene
conferito il Premio Nobel per la letteratura.

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