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Universit Cattolica del Sacro Cuore di

Milano

Facolt di Scienze della formazione

In aula con la LIM. Nuove sfide e nuove


possibilit per la formazione degli adulti

di Francesca Spreafico

Relatore: Piercesare Rivoltella

A. A. 2009-10
Capitolo I

La formazione degli adulti nella


societ della conoscenza.
In aula, fuori dallaula, oltre laula.

Quando unopera sembra in anticipo sul suo tempo,


vero invece che il tempo in ritardo rispetto allopera.

Jean Cocteau

1.1. Apprendere e imparare, sempre e di continuo

Agli inizi dellultimo decennio del secolo scorso,


limpulso di due grandi movimenti, da un lato la
globalizzazione, interdipendenza crescente fra
economie del mondo ed emersione di una economia
globale, dallaltro la rivoluzione tecnologica, avvento
di Internet e delle nuove tecnologie dellinformazione e
della comunicazione, ha radicalmente mutato le
culture, le societ, le consuetudini e le politiche del
pianeta.
La rivoluzione tecnologica che prende il via dagli Stati
Uniti dove leconomia, migliorando efficienza e
produttivit, ne riceve benefici immediati, spinge nel
2000 lUnione Europea, a condividere e promuovere
lobiettivo strategico diventare leconomia basata
sulla conoscenza pi competitiva e dinamica del

7
mondo, in grado di realizzare una crescita economica
sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una
maggiore coesione sociale1.
La strategia di Lisbona si traduce subito in azioni a
favore della ricerca scientifica, dellistruzione, della
formazione professionale, dellaccesso a Internet;
mutamenti strutturali, sostenibili e fruibili anche per
le generazioni future.
Diventare quindi una societ digitale, ma anche
dellinformazione e della conoscenza. La spinta verso
la societ della conoscenza rafforza in parallelo
iniziative, politiche e piani a sostegno di una
formazione continua lungo tutto larco della vita: LLL,
acronimo dellespressione anglosassone Life Long
Learning.
Il lifelong learning richiede una formazione
personalizzata e meno strutturata, rivedendo la
distinzione tra apprendimento formale e informale e il
ruolo che la rete e i media rivestono nei processi di
socializzazione e costruzione del s2.
Ma la globalizzazione, le nuove tecnologie e gli
sviluppi demografici costituiscono una sfida enorme3.
Una sfida che chiama in causa, primi fra tutti, i
sistemi di istruzione e formazione, imponendo loro
limpegno sociale ed educativo di avviare un processo
che incoraggi le persone ad un apprendimento lungo
tutto larco della vita, stimolato da progettualit

1In internet, Consiglio Europeo, Trattato di Lisbona, 2000


URL, http://europa.eu/lisbon_treaty/glance/index_it.htm

2 J. FIELD, M. LEICESTER, Lifelong learning: education across the lifespan, New


Fetter Lane, London, 2000
3
J. FIGEL, Membro della Commissione Europea, Istruzione, Formazione, cultura e
multilinguismo.

8
rinnovate e dal sostegno volto ad accompagnare il
cambiamento attraverso la qualit dei servizi e delle
prestazioni.
Presupposto individuato per lefficacia di queste azioni
quello di facilitare e rendere lapprendimento
accessibile, flessibile e aperto, adattabile ai tempi di
lavoro, personalizzato o personalizzabile, utile e
praticabile. Il computer e la oramai generalizzata
familiarit con le tecnologie dellinformazione e della
comunicazione (Tic) rappresentano per questo, come
continueranno a rappresentare, non solo gli
strumenti ma un quadro entro il quale e sar
possibile pianificare il futuro di qualsiasi intervento a
favore della formazione continua per limpatto e
lutilit straordinaria che essi esercitano, specie nei
contesti dellapprendimento e dellinsegnamento a
distanza.
Apprendere e imparare, sempre e di continuo4. Al di
l del segnale dattenzione dato dallUnione Europea,
il progetto dellapprendimento continuo prima di
tutto divenuto un imperativo personale.
Lapprendimento non pi definito trasmissione e
accumulo di contenuti: i soggetti devono diventare
pienamente protagonisti del mutamento, facendo
della formazione la leva strategica della loro crescita e
dellinnovazione la chiave del processo di
trasformazione5. Realizzare una lifelong education
richiede la capacit di integrare diverse modalit
didattiche aperte e flessibili in unottica

4
E. KNASEL , J. MEED , A. ROSSETTI, Apprendere sempre. L'apprendimento
continuo nel corso della vita, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2002, pag. 23
5 Ibidem, pag. 97

9
multidimensionale e reticolare, per un apprendimento
significativo in cui il soggetto attivo e responsabile
della strutturazione del proprio sapere, saper fare e
saper essere scegliendo, in prima persona, il proprio
percorso formativo6.
Come suggerisce Quaglino: La formazione di cui c
veramente bisogno una formazione per la persona,
senza altre e ulteriori destinazioni, n professionali,
n organizzative7.
Vi in questo un atteggiamento di generalizzata
individuale consapevolezza della difficolt a gestire e
ad affrontare la complessit, la pluralit dei ruoli,
linnovazione, linterculturalit, la societ multilingue,
la transizione, ma non senza un impegno personale di
riflessivit; un dovere evolutivo e sociale di persona
che vuol continuare ad essere protagonista e
partecipe dei cambiamenti della societ in cui vive e
agisce. Ma con quali strumenti?
La vita un processo cognitivo: vivere significa
conoscere e conoscere significa vivere. Protagora
stesso ci insegna che luomo la misura di tutte le
cose, di quelle che sono per quello che sono, di quelle
che non sono per quel che non sono8.
Parlavamo di rivoluzione digitale che ha trasformato e
continua a rimettere in gioco i nostri modelli e i tempi
della nostra vita per essere riletti, riallineati,
contestualizzati e contemporaneizzati.

6 A. CALVANI, Educazione, comunicazione e nuovi media. Sfide pedagogiche e


cyberspazio, Utet, Torino, 2001
7 G.P. QUAGLINO, Scritti di formazione 3. 1991-2002, Franco Angeli, Milano, 2006
8 In internet, URL, http://it.wikipedia.org/wiki/Protagora

Verificato il 7 ottobre 2009

10
Ed effettivamente questo passaggio epocale, nel quale
le regole con cui siamo stati educati e le nostre stesse
abitudini mentali vengono, come dire,liberalizzate,
non avrebbe futuro se non venisse interiorizzato
cognitivamente e rielaborato creativamente.
Lo sviluppo della societ dellinformazione interattiva
e della conoscenza pone quindi, subito, il problema di
una nuova creativit concettuale sulla cui base
condurre i nostri percorsi di crescita e di
adattamento9.
In effetti il processo della costruzione creativa della
conoscenza, ha accentuato la sua evoluzione, proprio
quando il sistema di riferimento entrato in relazione
al nuovo medium interattivo, Internet. Qui agiscono
elementi quali la velocit di connessione delle
informazioni, laccelerazione dei sistemi di codifica e
decodifica cerebrale, la digitalizzazione di qualunque
messaggio che stimola lapprendimento
multisensoriale, il World Wide Web che determina un
processo dinamico di estensione della riflessione, tutti
elementi che spingono verso una modificazione del
nostro essere, verso una ri-polarizzazione concettuale
dei nostri comportamenti e una rielaborazione delle
modalit con cui dare concretezza ai nostri progetti di
vita10. Cambiamenti che stanno incoraggiando,
allinterno dei processi di globalizzazione e delle
informazioni interattive, il superamento delle
personali abitudini e attitudini tradizionali, agendo
come richiamo della coscienza per una costruzione

9
B. ROSSI, Pedagogia delle organizzazioni. Il lavoro come formazione, Guerini
scientifica, Milano, 2008, pag. 144
10 Ibidem, pag. 146

11
cognitiva pi adeguata al contemporaneo sistema
globale interattivo, il cosiddetto villaggio globale.
Oggi, saper utilizzare le nuove tecnologie interattive
non semplicemente unopportunit, ma rappresenta
un elemento funzionale e necessario per abitare gli
spazi della vita pubblica e privata, il villaggio globale,
e per far parte della cittadinanza digitale.
Ritornando allora al tema e allinterrogativo posto,
soffocati come siamo da ritmi di vita pressanti,
laddove il tempo e lo spazio per apprendere
diventano categorie impraticabili nella loro essenza
filosofica e nella loro stessa natura, a quali risorse
attingere che possano essere immediatamente
praticate e che possano corrispondere alle esigenze di
apprendimento della persona, just in time?
I modelli formativi classici, che non vanno di certo
barattati con nulla nel loro essere solidi legami
tradizionali di riferimento, non bastano, tuttavia, ad
assicurare le esigenze di life long learning del singolo e
della learning society.
Allontanando ogni sospetto di banalit, va subito
detto che linnovazione tecnologica, internet e i suoi
derivati, non rappresenta il demiurgo storico che
regola le necessit delluomo moderno, esso va solo
acquisito come dato reale della nostra
contemporaneit, come fonte da sfruttare. Nella
fattispecie, va acquisito come risorsa altra, da
utilizzare come pezzo di un insieme che pu
contribuire a risolvere quei bisogni di LLL, da cui
siamo partiti.
Veniamo al punto.

12
La diffusione di Internet e il progresso delle tecnologie
multimediali, la crescente articolazione dei profili
professionali, la riconversione dei processi produttivi
e loro trasformazioni, la richiesta di flessibilit del
mercato del lavoro, pongono, quanto mai ora e
innegabilmente con un atteggiamento di maggiore
consenso, la formazione a distanza e le-learning,
come interessanti opportunit al bisogno di
formazione e aggiornamento professionale continui,
proprio nellottica del richiamo a rendere
lapprendimento facilmente e immediatamente
accessibile lungo tutto larco della vita.
Facciamo chiarezza per. Le-learning, come noto,
un settore applicativo della tecnologia
dellinformazione che, via Internet, distribuisce online
contenuti didattici multimediali diversificati, fornisce
formazione sincrona e/o asincrona agli utenti che
possono cos accedere ai contenuti in qualsiasi
momento e da ogni luogo, incoraggia e anima
lapprendimento condiviso e collaborativo. Spesso,
erroneamente, si identifica le-learning con qualsiasi
tipo di formazione erogata tramite tecnologia, ad
esempio con la Formazione a Distanza. Non cos. Ad
esempio la componente Internet e/o web e la
presenza di una tecnologia specifica, definita in tempi
recenti (parliamo della piattaforma tecnologica o Lms,
learning management system)11, distingue gi da
subito le-learning dalla Fad. Nelle-learning il

11
In internet, URL, http://it.wikipedia.org/wiki/Learning_management_system
Un learning management system (LMS) la piattaforma applicativa (o insieme di programmi) che
permette l'erogazione dei corsi in modalit e-learning. Il learning management system presidia la
distribuzione dei corsi on-line, l'iscrizione degli studenti, il tracciamento delle attivit on-line.
Verificato il 7 ottobre 2009

13
paradigma della conoscenza di tipo costruttivista
(Web Based Training), nella Fad lapprendimento
preminentemente trasmissivo (Computer Based
Training)12. Per questo si parla di e-learning di terza
generazione (o evoluzione) rispetto alla formazione a
distanza. Ci sarebbe molto da dire sui concetti, gli
oggetti, la natura e gli usi delle- learning, ma non
questa la sede.
Nello scenario delleconomia della conoscenza, diventa
necessario intendere lo sviluppo considerando il
territorio come spazio dinamico ed evolutivo che va
arricchito di opportunit di apprendimento per tutti i
soggetti che vi operano, a livello di singoli individui,
imprese ed istituzioni.
Ci nella visione che linnovazione delle competenze e
delle conoscenze rappresenti la base dello sviluppo
del contesto nazionale e locale, in rapporto allo
scenario competitivo globalizzato13. In questo senso,
la crescita del livello delle conoscenze e delle
competenze, siano esse individuali, aziendali o
territoriali, sta rappresentando la finalit comune su
cui si va concentrando limpegno dei sistemi della
formazione, dellistruzione e del lavoro, coinvolgendo

12
In internet, URL, http://it.wikipedia.org/wiki/Computer_Based_Training
Il Computer Based Training o CBT ("insegnamento basato sul computer") un metodo di
insegnamento basato sull'uso di speciali programmi didattici per computer o di altro software
dedicato (in forma di CD-ROM, DVD-ROM e cos via). Pu essere applicato nella formazione a
distanza o nel contesto di un apprendimento autodidatta. Per ovvi motivi, si tratta di un approccio
particolarmente efficace per insegnare l'uso di applicazioni software; quasi tutte le applicazioni
moderne sono dotate di un tutorial in linea che si pu considerare un esempio di software per il CBT.
Sono tuttavia diffusi anche programmi per lo studio delle lingue o di altre materia non informatiche.
Il CBT in senso stretto pu evidentemente coesistere ed essere integrato con altre forme di
insegnamento che impiegano il computer in altri modi, per esempio la formazione a distanza con l'e-
learning. Verificato il 7 ottobre 2009
13 B. ROSSI, Pedagogia delle organizzazioni. Il lavoro come formazione, Guerini

scientifica, Milano, 2008, pag. 194

14
in tale azione i diversi attori del territorio operanti
nelle diverse sfere di competenza.
Unulteriore tendenza che va evidenziandosi in
termini generali, sta poi riguardando lo sviluppo di
nuovi segmenti del sistema formativo, si tratti di
filiere, canali formativi, o di modalit integrative in cui
sono organizzati i percorsi tradizionali di
apprendimento.
Grazie alla possibilit di personalizzare i percorsi,
gestire in modo flessibile i tempi, i luoghi e i modi
dellapprendimento, facilitare il confronto e lo scambio
di conoscenze attraverso le comunit di pratiche,
questo servizio pu, in fieri, veramente produrre
apprendimento significativo, conoscenza condivisa,
educare allassunzione di responsabilit e favorire la
crescita14.
La vera rivoluzione che caratterizza la nostra epoca
non quella tecnologica, che piuttosto
unevoluzione, ma lautogestione che ogni uomo
deve apprendere a fare di se stesso, una rivoluzione
del costume umano proprio perch adeguarsi al
cambiamento e gestirlo richiede alla persona,
atteggiamenti nuovi e senza precedenti15.
Da qui ricomincia la sfida.

1.2. Formazione in aula, fuori dallaula, oltre laula

Negli ultimi anni si assistito a una grande


proliferazione di nuovi metodi fuori dallaula quali,
ad esempio, loutdoor, lindoor, i giochi aziendali, il

14Ibidem, pag. 198


15 P. DRUCKER, Le sfide di management del XXI secolo, Franco Angeli, Milano,
1999

15
teatro dimpresa, il coaching, il counselling, il
mentoring, le-learning, lanalogia scientifica e
letteraria, il cinema16
Parallelamente la formazione manageriale, centrata
prevalentemente sulla trasmissione delle
informazioni in aula, iniziava a declinare.
I tratti di questo scenario iniziavano gi a
evidenziarsi allinizio degli anni Novanta, quando
nelle aziende la sfida nel campo del management
delle risorse umane appariva afferire pi allarea
comportamentale che a quella dei contenuti, vale a
dire pi al saper essere che al saper fare17.
La sfida delle risorse umane nel campo del
management afferisce in questi anni a fattori quali il
senso didentit e di appartenenza organizzativa, la
fiducia relazionale, la capacit di operare
efficacemente in team, lo sviluppo dellautoefficacia e
dellempowerment, ecc.
Il testo di Daniele Boldizzoni e Raoul C.D. Nacamulli
ci dice anche che in questo stesso periodo, nellarea
della formazione, si assiste a un ulteriore fenomeno:
libridazione fra attivit di formazione e di
comunicazione. Questo fenomeno strettamente
legato allo specifico momento storico attraversato
dalle aziende e per lo pi legato ai processi della
globalizzazione, allinflusso delle tecnologie
dellinformazione e della comunicazione. Le
dinamiche della globalizzazione e la complessit del
mercato del lavoro richiedono alle persone di

16 D. BOLDIZZONI, R.C.D NACAMULLI, Oltre l'aula. Strategie di formazione

nell'economia della conoscenza, Apogeo,Milano, 2007, pag. 1


17 Ibidem, pag 2

16
riqualificarsi, cambiare lavoro, fare veri e propri salti
di qualit nasce lesigenza di avere competenze
trasversali, di tipo meta; occorre pensare e
progettare una formazione che sia capace di dare
non conoscenze specifiche, ma strumenti flessibili
che consentano, a loro volta, agli individui di
apprendere durante lintero corso della loro vita.
Per lorganizzazione sempre pi chiara appare la
necessit di stimare la conoscenza differenziale
competitiva e variabile fondamentale dello sviluppo
nonch fonte di ricchezza, e pertanto di acquisire
nuova conoscenza, valorizzarla e considerarla chiave
prioritaria di crescita, incrementarla e farla
pubblica, patrimonializzarla, porla in comune e
renderla facilmente disponibile e accessibile18.
In ambito istituzionale ed organizzativo cos come in
ambito formativo si rende necessario mobilitare il
soggetto stesso, le sue risorse, le sue capacit, la sua
energia, le sue possibilit reali di influenzare ci che
lo riguarda, il suo potere.
In questo caso, con la parola power non si riferisce
al potere esercitato da qualcuno su qualcun altro,
bens allempowerment, al potere interno,
caratteristico del mondo interiore della persona:
potere nel quale convergono fattori diversi e nuovi
quali
Energia, motivazione, sicurezza in s, senso di
padronanza di s. Diverse competenze e
metacompetenze assumono grande rilevanza in
relazione alla dimensione dellindividuo ed al

18
B. ROSSI, Pedagogia delle organizzazioni. Il lavoro come formazione, Guerini
scientifica, Milano, 2008, pag. 195

17
rafforzamento della sua sfera interiore: la
responsabilizzazione, la fiducia nelluso delle proprie
competenze, il pensiero operativo positivo, la
flessibilit, linnovativit, la capacit di saper
valutare e gestire le risorse disponibili, la fiducia
verso i futuri intervenienti, controllabili e non
controllabili19. Tutto questo comporta la definizione
di dispositivi e modelli attivi di formazione in cui
giocano un ruolo centrale lindividuo in formazione
ed il processo stesso di apprendimento.
Il fatto di porre al centro del processo educativo i
discenti, intesi come soggetti attivi, ridefinisce
fortemente le competenze del docente, il quale da un
lato deve svolgere unattivit pi strutturata
preparando materiale daula e pianificando
accuratamente la propria attivit, dallaltro lato, si
trova davanti ad un processo pi incerto e meno
prevedibile e quindi pi affidato alle capacit
relazionali.
Infatti, in un contesto di didattica attiva le
dinamiche di apprendimento non riguardano solo il
passaggio di contenuti, ma attengono anche ai
processi emotivi e relazionali dentro laula, i quali
debbono essere seguiti momento dopo momento,
nutrendoli, rinforzandoli e, ove risulti necessario,
contenendoli per evitare di perdere il controllo del
processo.
Negli anni novanta quindi la sfida tutta rivolta
allempowerment e alla comunicazione; i metodi
sono diversificati (outdoor, indoor, cinema, analogie,

19 D. BOLDIZZONI, R.C.D NACAMULLI, Oltre l'aula. Strategie di formazione


nell'economia della conoscenza, Apogeo,Milano, 2007, pag. 5

18
computer based training, comunicazione interna,
ecc.), potendo scegliere tra unofferta metodologica
fuori dallaula e una di aula, ciascuna delle quali
aspira ad operare in regime di monopolio.
Sono gli anni in cui il gruppo di formazione va
trasformandosi in team vero e proprio di lavoro20.
Rispetto agli anni precedenti, al docente richiesto
di essere un animatore in grado di gestire sia la
dimensione tecnica che quella psicologica dei
partecipanti, nonch un facilitatore dellanalisi e
razionalizzazione dellesperienza vissuta (Fig.1).
Il formatore deve prepararsi a questi appuntamenti
e imparare a usare modelli diversi e progettare
percorsi diversi, il pi delle volte nelle stesse
organizzazioni che lavorano e apprendono
contestualmente, con la marcata esigenza di
revisione del ruolo stesso del formatore che spesso
deve saper valorizzare la riflessione dei partecipanti
sulle loro esperienze come modalit privilegiata di
trasformazione del sapere tacito, in conoscenze e
competenze consapevoli21.

20 R. D.Di NUBILA, Saper fare formazione. Manuale di metodologia per giovani

formatori, Pensa MultiMedia, Lecce, 2005, pag. 50


21 G.P. QUAGLINO, Scritti di formazione 1978-1998, Franco Angeli, Milano, 1999

cit. in R. D.Di NUBILA, Saper fare formazione. Manuale di metodologia per giovani
formatori, Pensa MultiMedia, Lecce, 2005, pag. 49

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