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Tuttamialacittà Taranto

RICONVERSIONE CULTURALE

La partecipazione culturale, oltre che un diritto degli uomini e delle donne ed un importante blocco
formativo per lo sviluppo personale, la creatività ed il benessere, è anche un fattore chiave per la
valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale, poiché promuove una maggiore consapevolezza del suo
valore sociale ed economico.

Il capitale sociale e culturale di un territorio si genera quando gli interventi sul patrimonio sono occasione di
partecipazione democratica ai processi decisionali, di promozione della diversità e di dialogo interculturale,
di rafforzamento del senso di appartenenza a una comunità, di comprensione e rispetto tra i popoli,
contribuendo in tal senso a ridurre le disparità e agevolando l’inclusione sociale e il dialogo
intergenerazionale. Si guarda perciò a come attivare circoli virtuosi intorno ai luoghi della cultura,
valorizzandone il ruolo di centri di conoscenza e incubatori di creatività e innovazione sociale.

Per fare questo occorre costruire molti ponti fra quelle che sono state per lungo tempo considerate
dimensioni separate, colmare il divario tra la dimensione tangibile e intangibile, tra il patrimonio culturale e
le industrie culturali e creative di un territorio, attraverso misure volte a stimolare l’intero ciclo di creazione
/ produzione culturale / conservazione e l’interazione con le comunità, sia quelle presenti fisicamente su un
territorio che quelle virtuali.1
Lo sviluppo dell’accesso è un modello di politica che affonda le sue radici nell’Europa degli anni ’50 e ‘60,
quando si afferma l’idea della “democratizzazione della cultura”. Il suo obiettivo è di garantire pari
opportunità di accesso alla cultura attraverso l’individuazione di specifici gruppi sottorappresentati, la
messa a punto di attività/programmi finalizzati a promuoverne la partecipazione, e la rimozione di
specifiche barriere, siano esse fisiche, intellettuali, culturali/attitudinali o finanziarie. Tradizionalmente, le
problematiche di accesso sono state per lo più associate alle barriere architettoniche e finanziarie (che
peraltro rappresentano ancora oggi uno dei principali ostacoli alla partecipazione, soprattutto nel caso
delle fasce di utenza “svantaggiate”). Solo di recente si è prestata maggiore attenzione a tipologie più
“immateriali”, quali ad esempio le barriere sensoriali e cognitive, le barriere culturali (gli interessi, le
esperienze di vita), attitudinali (la cultura e l’atmosfera complessiva di un’istituzione) e tecnologiche
(mancato utilizzo delle tecnologie per potenziare l’accesso all’offerta culturale), le percezioni dei “non
pubblici” (es. percezione delle istituzioni culturali come luoghi esclusivi, riservati a persone colte e
sofisticate; rifiuto di determinate forme di espressione culturale, ritenute di scarso interesse o offensive;
bassa priorità accordata alla partecipazione culturale).2

Per mettere a punto strategie più articolate di inclusione sociale e culturale è necessario che alle politiche
di sviluppo dell’accesso si affianchino quelle di promozione della partecipazione (ai processi decisionali e
creativi, alla costruzione dei significati), che riconoscono nei pubblici di riferimento degli interlocutori attivi,
coinvolti attraverso una gamma di pratiche che vanno dalla consultazione a forme “leggere” ed episodiche

1
Si veda la Conferenza internazionale “Patrimonio culturale come bene comune. Verso una governance partecipativa del patrimonio
culturale nel terzo millennio”, Venaria Reale, Torino, 23 – 24 Settembre 2014,organizzata nell’ambito del Semestre di presidenza
italiana del Consiglio dell’Unione europea. http://www.beniculturali.it/
mibac/multimedia/MiBAC/documents/1411369321904_Conferenza_Patrimonio_culturale_come_bene_comune,_
Torino,_23-24.09.2014.pdf
2
In letteratura sono state recentemente identificate anche altre tipologie di barriere all’accesso, che secondo chi scrive possono essere
considerate come rientranti nelle tipologia dell’accesso culturale. In particolare ci si riferisce a quella emozionale, relativa alla
sensazione provata dal visitatore di non essere il benvenuto all’interno del museo e/o di non trovare il personale del museo disponibile a
rispondere alla proprie esigenze (cfr. Victoria and Albert Museum, Strategy for Access, Inclusion and Diversity, p. 17,
http://media.vam.ac.uk/media/website/uploads/documents/legacy_documents/file_upload/17806_file.pdf); e quella digitale, che si
riferisce alla presenza dei musei su Internet e alla loro capacità di creare una comunità interattiva di utenti digitali (cfr. Solima 2012, op.
cit.,p. 33).

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di coinvolgimento, da una costruzione condivisa di significati sollecitata dalla mediazione fino a una vera e
propria progettazione partecipata.

Per eliminare le barriere alla partecipazione, le istituzioni hanno a loro disposizione una ricca gamma di
strategie e prassi3, anche molto diverse tra loro, come la creazione di organismi consultivi in
rappresentanza dei giovani, delle comunità immigrate, degli utenti portatori di disabilità; lo sviluppo di
percorsi formativi finalizzati a coinvolgere attivamente i destinatari nella progettazione e/o nell’erogazione
di servizi culturali; i programmi di “collezionismo di comunità”; l’incentivazione della partecipazione dei
giovani attraverso la manipolazione dei contenuti basata su piattaforme e tecnologie informatiche a loro
familiari, o la creazione di prodotti culturali indirizzati ai loro coetanei. Queste variegate azioni sono
accomunate dall’obiettivo di diventare meno autoreferenziali, più radicati nella vita delle comunità di
riferimento e più aperti alle esigenze dei loro pubblici e dei diversi portatori di interesse sul territorio.

(da Milano & Sciacchitano, 2015)

E’ in questo contesto che si sviluppa la nostra visione di cultura, declinata nelle forme della sua più ampia
accessibilità, intesa come strutturale e concettuale; nella pianificazione strategica di politiche di
riconversione culturale del territorio e di emancipazione sociale di chi lo abita; nel recupero e nella
salvaguardia del patrimonio storico e artistico pubblico; nella certezza di adeguati e coerenti piani di
gestione dei siti; nella trasparenza degli affidi; e nella partecipazione allargata alle scelte di politica
culturale. In quest’ottica l’Ente locale deve farsi garante dei principi di seguito enunciati. Direttamente, ove
la gestione di siti ed eventi sia gestita in proprio ed indirettamente quando questi siano affidati
esternamente.

ACCESSIBILITA’

I servizi attraverso i quali le istituzioni possono garantire l’accessibilità fisica, economica e culturale ai siti
(così come in generale agli uffici pubblici) fanno riferimento a una vasta gamma di attività diverse, fornite
direttamente dall’Ente, o dai concessionari esterni dei siti per conto del Comune. Ognuno di essi
contribuisce ad accrescere la fruibilità dei luoghi di cultura rendendoli luoghi di apprendimento e di
comunità.

a) Fisica

L’Ente locale deve aprire ad un’interlocuzione stabile con le associazioni di persone con disabilità, al
fine di strutturare e conseguire un’estesa e onnicomprensiva accessibilità agli spazi ed eventi della
cultura.

Curare i servizi preliminari alle visite, quali la raggiungibilità, la segnaletica stradale e quella esterna al
sito, comunicazione di giorni e orari di apertura.

Cura dei servizi di accoglienza: disponibilità di informazioni e mappe di orientamento e, nei siti/eventi a
pagamento servizio di prenotazione e biglietteria, online e non.

Garantire l’accessibilità significa anche curare la comunicazione e preoccuparsi che le informazioni
raggiungano tutti i cittadini, in primis mediante la dotazione di un portale per eventi e bandi.

Accrescere la fruibilità di biblioteche ed emeroteche allargando, ove possibile, le fasce orarie di
fruizione e favorendo l’utilizzo delle sale mediante lo snellimento della burocrazia e la totale gratuità

3
Una ricca collezione di esempi è contenuta nel Rapporto del Gruppo di lavoro europeo sull’Accesso alla cultura. Politiche e buone
prassi nelle arti pubbliche e nelle istituzioni culturali per promuovere un migliore accesso e partecipazione alla cultura
http://ec.europa.eu/culture/our-policy-development/documents/201212access-to-culture-omc-report.pdf

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delle iniziative. La biblioteca deve diventare sempre più casa della città mediante lo sviluppo di un
cartellone di eventi culturali direttamente organizzati e gestiti dall’Ente civico. L’orientamento di questi
appuntamenti dovrà essere essenzialmente di tipo educativo e formativo, con particolare riguardo per i
bambini. Circoli di lettura e scrittura, presentazione di testi, convegni, eventi ludico-ricreativi, ecc. Gli
stessi eventi dovranno trovare realizzazione all’aperto nel periodo primaverile ed autunnale, trovando
luogo nei cortili dei palazzi pubblici di proprietà comunale.

Istituzione della mediateca civica. La Mediateca è un luogo dove vengono raccolte produzioni
multimediali contenute in vari supporti: videocassette, CD, DVD, pellicole cinematografiche. Un archivio
storico in grado di rispondere alla ricchezza e all’importanza del patrimonio archivistico locale, col
compito di diffondere la sensibilità per la conservazione della memoria storica del territorio.

b) Concettuale

Curare l’accoglienza ed i suoi linguaggi, favorendo la comprensione della pluralità dei fruitori.
Provvedere a tal proposito ad un’adeguata formazione del personale preposto all’accoglienza ed ai
servizi di guida.

Favorire l’utilizzo di strumenti di “mediazione” dei contenuti informativi: guide, cataloghi, audiovisivi,
audioguide, visite guidate ed in lingua. In tal modo strutturando l’offerta in modo pienamente godibile
a livello esperienziale, sensoriale e intellettivo. Riproduzioni palpabili dei principali reperti, pannelli
comprensibili e accessibili, video esplicativi ed introduttivi, laboratori per bambini. I pannelli esplicativi,
anche in combinazione con strumenti informativi quali apposite applicazioni per smartphone, risultano
particolarmente utili all’esterno di dimore, palazzi, monumenti e luoghi di interesse posti in luoghi
pubblici.

Condivisione dei saperi, della bibliografia e degli strumenti didattici utili agli approfondimenti ed alla
scrittura di nuovi studi attraverso la pubblicazione degli stessi on line, su portali istituzionali. 4

La segnaletica toponomastica della Città Vecchia, attualmente mancante o in pessimo stato, dovrà
essere rifatta in stile conforme alla storia, lungo tutte le vie, gli slarghi ed i vicoli. Dovrà nondimeno
riportare un breve cenno storico riguardo all’origine del suo significato.

Ove possibile gli uffici ed i siti culturali pubblici devono prevedere angoli di ristoro per garantire il
miglior agio ai cittadini fruitori.

Come per tutti gli altri ambiti amministrativi, anche per la Cultura dovrà esserci una Consulta tematica
permanente. Le Consulte sono un organismo consultivo e propositivo attraverso il quale il Comune
raccoglie democraticamente esigenze e spunti della società civile per favorire lo sviluppo sociale e
culturale del territorio. Le consulte sono suddivise in aree tematiche e vi possono aderire associazioni e
movimenti informali fra quelli iscritti nell’Albo comunale delle Libere Forme Associative che l’Ente
civico dovrà premurarsi di redigere e gestire. Le Consulte sono già previste dallo Statuto del comune di
Taranto e vanno istituite in ottemperanza alla nuova governance europea sulla partecipazione
democratica dei cittadini alla vita politica dei propri territori, recepita dalle leggi nazionali (La
Governance Europea Libro Bianco). Le Consulte devono trovare nella figura istituzionale di riferimento
(gli assessori competenti per materia) i facilitatori del processo di elaborazione delle proposte, mentre
in quella dei dirigenti amministrativi dell’ente locale, la figura tecnica in grado di supportare l’analisi
delle esigenze e soluzioni percorribili. Le decisioni prese dalle Consulte devono poi essere

4
Un esempio interessante in tal senso è quello dell’AustralianMuseum, che sul proprio sito ha creato una pagina
dedicata al tema, con una serie di indicazioni operative corredate da un ricco apparato bibliografico aggiornato
costantemente. http://australianmuseum.net.au/Writing-Text-and-Labels.

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obbligatoriamente discusse nel Consiglio comunale (o provinciale) motivandone accoglimento o
respingimento. L’Albo è il registro delle organizzazioni del territorio. Esso disciplina i rapporti di
comunicazione e collaborazione fra terzo settore, movimenti informali e Amministrazione pubblica e
consente di migliorare e coordinare la gestione dei servizi presenti sul territorio, di realizzare il miglior
impiego delle risorse pubbliche e di assicurare equità, imparzialità e trasparenza all’azione
amministrativa.

c) Economica

Per arrivare a tutti e colmare le distanze sono quanto mai opportune e d’obbligo le esenzioni dai
biglietti di ingresso dei siti pubblici per le categorie disagiate ed inoccupate.

Favorire la fruizione dei tesori artistico-culturali mediante la predisposizione di un biglietto unico che
consenta l’ingresso in siti differenti, agevolato da una mappa storico-concettuale in grado di orientare il
fruitore all’interno del patrimonio stesso. Ove non fosse possibile strutturare un biglietto unico,
garantire cooperazioni con i gestori dei siti sotto l’egida di altri enti, mediante la predisposizione di
scontistiche incrociate e promozione unica dell’intera offerta. Questa opportunità potrebbe essere
associata a sconti nelle tariffe dei mezzi pubblici e con esercizi commerciali convenzionati.

Importante è garantire la prenotazione e l'acquisto della card anche online.

Altri concetti che dovranno guidare l’Amministrazione civica sono quelli della TRASPARENZA e della
PARTECIPAZIONE.

TRASPARENZA e VALORIZZAZIONE delle PROFESSIONALITA’

Musei e poli culturali aperti ed attraversabili, la cui gestione, e almeno parte dei capitoli di spesa, possano
essere condivisi e partecipati pubblicamente. Allargare il potere consultivo agli operatori culturali della
città.

Potere consultivo a professionisti qualificati e interlocuzione costante e istituzionalizzata, consulta
comunale cultura.

Dar modo agli abitanti di poter proporre idee migliorative attraverso call pubbliche ed incontri periodici di
confronto e rendicontazione e pianificazione delle attività.

COORDINAMENTO ATTORI CULTURALI

Ciascuno è utile nel proprio ambito, l’istituzione deve coordinare le energie e mettere ordine nell’offerta.

Proposte per la CULTURA ------------------------------------------------------------------------------------------------------------

REDAZIONE della CARTA ARCHEOLOGICA di TARANTO

Va stilata la mappatura georeferenziata dei siti e delle aree di interesse storico-archeologico per la
pianificazione delle operazioni di tutela e la valorizzazione del territorio. La stessa va pubblicizzata sui siti

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istituzionali di Comune e Provincia, creando collegamenti con pagine interattive dei poli culturali della città.
Localizzazione, profondità, schede dei luoghi e degli oggetti (o gruppi di oggetti) per apprezzare l’originaria
ubicazione degli stessi. Si veda come esempio il geoportale del Comune di Torino QUI.

Inserimento di Taranto nella Rete delle Città Sotterranee d’Italia.

RECUPERO dei SITI STORICO-ARCHEOLOGICI della CITTA’

Il recupero di monumenti, palazzi e chiese della Città Vecchia, non è solo un recupero architettonico ed
artistico, ma il recupero delle origini della città, delle sue radici storiche e dei suoi usi e costumi. Per queste
ragioni il loro risanamento deve essere programmato con priorità ed accompagnato a dei piani di gestione
che ne garantiscano la fruizione continuativa nel tempo e, in tal modo, la preservazione strutturale.

L’ente comunale deve svolgere un ruolo di coordinamento e raccordo fra le strutture non di sua pertinenza,
al fine di creare percorsi che abbraccino l’intero patrimonio artistico della città, da far confluire in una
pianificazione di promozione culturale e turistica complessiva.

Tombe a camera ed ipogei devono essere recuperati e resi fruibili e accessibili a tutti.

Ricognizione di tutte le proprietà immobiliari comunali, con particolare riferimento alla Città Vecchia, e
loro catalogazione per pregio storico-architettonico. Questo costituirà il lavoro propedeutico alla stesura
del Piano di recupero dell’Isola, da condurre sia mediante azioni dirette dell’Ente civico, sia per affidamento
ai cittadini, avvalendosi de Regolamento per le gestione dei beni comuni del Comune di Taranto.

Recupero del patrimonio immobiliare dei palazzi nobiliari (Carducci, Trojlo, … ) e possibilità di candidarne
qualcuno all’affido mediante Regolamento per la gestione dei Beni Comuni. Nel caso di immobili di pregio
come quelli qui menzionati, occorrerà prevedere la regìa di professionalità tecniche comunali, oltre a quelle
previste ed opportune della Soprintendenza.

Ripristino delle antiche bàsole in Città Vecchia.

Acquedotto del Triglio, valorizzazione. La valorizzazione potrebbe avvenire mediante la collocazione di
teche esplicative ed illuminazione dal basso degli archi. Sarebbe un ottimo biglietto da visita per quanti
accedono alla città da quel versante.

Masseria Solito, recupero strutturale e funzionale. Il recupero auspicato dell’antica masseria Solito va
legato ad un percorso culturale da allestirvi all’interno, grazie al contributo dell’ass. Viola. In aggiunta a ciò
proponiamo le sale della Masseria quale ‘Casa delle Associazioni’ del territorio, colmando il vuoto della
mancanza di spazi pubblici per i cittadini. Gestione a carico di un consorzio stabile di associazioni, spese a
carico del pubblico, a valere sul bilancio del settore cultura che va adeguatamente implementato per il
rilancio del territorio. La fruizione libera e gratuita.

Antiche mura della città. Le antiche mure greche della città sono un patrimonio culturale di enorme valore
per la città e versano in totale degrado e abbandono, tanto che non se ne conosce neppure l’esistenza e la
collocazione. La valorizzazione delle antiche mura dovrebbe passare dalla collocazione di teche esplicative e
illuminazione dal basso.

Anfiteatro romano. Esperire ogni possibilità di riportare alla luce tutto ciò che è possibile dell’antico
anfiteatro sotto al Mercato Coperto, al fine di elevarlo a monumento cittadino da restituire al patrimonio
comune. Si potrebbe realizzare un percorso scoperto ed uno sotterraneo laddove le vicine costruzioni non
consentono gli scavi.

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Museo dell’archeologia industriale all’Ilva. Eseguite le necessarie bonifiche delle parti di sito contaminate
da inquinanti, rifiuti ed amianto, si dovrà mantenere parte della struttura in efficienza strutturale al fine di
farne un museo dell’archeologia industriale, come accaduto in diverse città del centro Europa. Dove la
riconversione di siti produttivi dismessi è transitata anche dalla conversione stessa dell’utilizzo degli
impianti: dalla produzione alla fruizione culturale con finalità storiche. Gli impianti dell’Ilva raccontano, loro
malgrado, un pezzo di storia di città e delle illusioni legate al grande sviluppo industriale del ‘900 in Europa.
Le strutture potrebbero essere sede di mostre permanenti sull’insediamento della fabbrica in città col
passaggio di Taranto dall’economia rurale a quella industriale, con le conseguenze socio-demografiche. I
fondi per tale opera devono essere reperiti per il tramite di un fondo pubblico-privato cui obbligare le
aziende che hanno inquinato il territorio di Taranto. Si veda a tal proposito l’esempio di riconversione
industriale di Belval, in Lussemburgo.

Parco archeologico delle mura greche, valorizzazione

Apertura di un tavolo concertativo con la Marina Militare per trovare soluzioni di couso delle isole di San
Pietro e San Paolo a scopi culturali e di turismo sostenibile. Nel primo caso con particolare riguardo per il
fortino napoleonico Laclos sull’isola di San Paolo, posta la verifica della sua idoneità statica.

Museo diffuso della città di Taranto, mediante il tracciamento di percorsi ciclopedonali storico-archeologici
fra palazzi, musei, castello, siti e paesaggi storici. Il progetto prevede anche l’apposizione di targhe
commemorative e teche esplicative in prossimità dei luoghi (perlomeno approssimativi e laddove
identificabili) che videro i grandi accadimenti storici della nostra città: sbarchi dei coloni spartani, luoghi di
battaglie memorabili, leggendario approdo di Taras sulle sponde del Tara, plastici con ricostruzioni di luoghi
importanti ma non più in essere, abitazioni dove nacquero e vissero i tarantini più illustri, ricostruzioni in
miniatura degli schieramenti nelle epiche battaglie che ebbero Taranto come protagonista.

Ufficio di orientamento turistico ‘mobile’ nei periodi di maggiore afflusso di visitatori. Una squadra che
faccia da orientamento al turista direttamente in strada e non in uffici di difficile ubicazione. Uno IAT
itinerante posto nei punti strategici della città nei periodi di maggiore affluenza di turisti. Ad esempio nei
fine settimana in primavera-estate, o durante particolari eventi, in bicicletta ed in modo distinguibile, nei
paraggi di museo, castello, all’uscita di Maricentro nei giorni di giuramento: raccolgono esigenze, danno
suggerimenti, informano sulle attività e le visite guidate che si possono fare e forniscono depliant e relativi
contatti.

Pur senza averne diretta competenza, il Comune ha l’onere di stimolare e seguire le vicende legate a siti
di importanza strategica per il rilancio culturale della città quali:

Ex convento di Sant’Antonio (competenza polo museale della Puglia)

Chiesa di Monteoliveto (competenza Regione e Curia).

Parco letterario del Galeso (competenza della Provincia). Provincia e Comune devono intercettare
contributi europei e regionali al fine di ripulire ed attrezzare le zone nei pressi dei 2 fiumi creando percorsi
per attività ricreative e culturali. L’area nei pressi del Galeso adiacente al ristorante Al Faro presenta una
struttura destinata dal Comune ad alloggi e attualmente in abbandono. La stessa sarebbe sede ideale per
un Museo di Storia Naturale, progetto che si intendeva realizzare presso Cimino. Alla foce del Gaelso
verrebbe a costituire un importante polo naturalistico-ambientale in città.

SCAVI NELLE AREE PROSPICIENTI IL MAR PICCOLO

Si legga in proposito questa intervista all’emeritoprof. Grecohttp://www.targatota.org/2015/01/tre-
domande-il-prof-emanuele-greco.html. Occorre dare il via ad una nuova campagna di indagini preventive in

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estensione in una zona ancora risparmiata dall’antropizzazione e notoriamente florida dal punto di vista
archeologico come quella prospiciente il mar Piccolo, sulla base dei quali concordare le azioni di
valorizzazione più opportune. Questo potrebbero restituire alla città aree monumentali da rendere alla
fruizione ed alla bellezza culturale del territorio. A cominciare dai giardini della Villa Peripato e
dell’ospedale Militare per appurare la presunta presenza del teatro greco di Taranto, come sostenuto dal
Lippolis e come parrebbe dal profilo ‘a cavea’ della vegetazione presente in superficie.

DENUNCE E PROPOSTE -----------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il Comune deve intercedere presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali al fine di ottenere
l’istituzione quarta soprintendenza unica di Puglia. Ciò per non vanificare storia, prospettive e risorse
dell’ex Soprintendenza archeologica di Taranto. il rischio, oltre che la dispersione di progettualità e valore,
è quello di uno scollamento fra museo e Soprintendenza in termini di scavi e ricerca, nonché riguardo agli
organismi tecnici. L’autonomia del museo archeologico, in proposito, non ha compensato fino ad ora il
trasferimento di detta Soprintendenza.

Il Comune deve garantire la fruibilità gratuita di SPAZI per la CULTURA e l’ARTE presso alcuni degli
immobili di sua proprietà. Questi vanno aperti alla città e concessi al pubblico utilizzo mediante lo
strumento dell’affidamento dei beni comuni che l’Amministrazione avrà cura di sottoscrivere nel contesto
dell’assessorato al Patrimonio.

Il teatro Fusco, una volta recuperato a livello strutturale deve essere affidato alle associazioni e compagnìe
storiche della città, come gli Amici della Musica Arcangelo Speranza, l’Orchestra ICO della Magna Grecia ed
il Box Office, accogliendo altre richieste che dovessero pervenire al Comune. In cambio della concessione il
Comune deve riservarsi quote di biglietti gratuiti per le classi disagiate, in particolare i disoccupati. E
riservarsi altresì giornate per l’allestimento del cartellone di prosa comunale, in collaborazione col Teatro
Pubblico Pugliese.

Il teatro all’interno del comprensorio degli ex Baraccamenti Cattolica, acquisito dal Demanio, deve essere
ripristinato e messo gratuitamente a disposizione dei cittadini e delle piccole compagnìe teatrali allo scopo
di educare e favorire la riconversione culturale attraverso la scena teatrale. Lo stesso dovrà essere messo al
centro di percorsi di rieducazione socio-culturale per persone in difficoltà (classi disagiate, servizi sociali,
progetti riabilitativi post-detenzione), nonché per progetti educativi per i più piccini: laboratori teatrali,
cartelloni per bambini, dopo-scuola creativi.

Recupero patrimonio storico architettonico, con particolare riferimento alla Città Vecchia. Il recupero
dell’Isola è approfondito nel documento sull’Urbanistica e prevede il ricorso a diverse forme di
finanziamento atte a risanare strutturalmente e funzionalmente edifici, strade e servizi dell’Isola, anche
mediante piani di edilizia dedicati ed un imprescindibile coinvolgimento sociale. La Città Vecchia è uno
scrigno di tesori storico-artistici ed architettonici unico e va messa al centro della riconversione culturale
della città di Taranto.

Città Vecchia bene Unesco. Taranto e la sua Provincia sono ricche di patrimoni culturali e naturalistici
inestimabili la cui valorizzazione può avvenire mediante l’inserimento fra i beni mondiali Unesco. Per
rafforzare la candidatura si potrebbe valutare l’ipotesi di candidare insieme il Borgo antico, il Parco delle
Gravine, i siti di interesse comunitario del Mar Piccolo e l’isola di San Paolo. Si darebbe così grandissimo
impulso alla cultura ed al turismo del territorio. Si vedano in proposito i siti www.whc.unesco.org e
www.unesco.beniculturali.it.

Iscrizione della Torre dell’Orologio di piazza Fontana, in Città Vecchia, nel Registro Italiano degli Orologi da
Torre.

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Riapertura siti archeologici fruibili (prevedere piani di gestione a lungo termine, agevolazioni ecc)

Archivio civico aperto e valorizzato.

Tutela dei Libri della ricca collezione della Soprintendenza e dell’ISAMG, trovando adeguata e accessibile
fruizione. Possibilmente presso siti già deputati a questo.

SOSTEGNO a ISTITUTI ed EVENTI CULTURALI

L’Ente civico deve valorizzare i beni culturali in suo possesso, o intercedere e coordinare la valorizzazione
dei beni sotto altra egida sul suo territorio. A seguire un elenco di questi e le azioni da perpetrare.

L’Istituto musicale Paisiello va statalizzato, come la quasi totalità degli istituti similari del Paese. Ciò
eliminerà la precarietà nell’alta offerta formativa dello stesso, sottraendolo alla gestione dell’ente
Provincia. In questo il ruolo del Comune deve essere di stimolo e pressione verso le istituzioni preposte.

Soprintendenza (già detto su)

ISAMG

Archivio di Stato

Il Comune deve fare richiesta per l’ottenimento del riconoscimento della “Settimana Santa tarantina,
evento turistico internazionale”, di fatto ascrivendolo al circuito delle città di Spagna con identica matrice
culturale legate alle tradizioni pasquali.

Il Paisiello Festival va supportato mediante il coordinamento ed il sostegno di eventi paralleli. Si deve dar
vita alla “Settimana Settecentesca”, un evento in cui catapultare il territorio nelle atmosfere paiselliane, in
coordinamento con le associazioni di categoria dei commercianti. Paisiello gode di grande fama all’estero, e
il Festival deve rappresentare uno dei volani di sviluppo culturale e turistico del territorio con l’aiuto di un
opportuno marketing di sostegno. Fra gli eventi paralleli da promuovere per sostenere il Festival, c’è la
proposizione di percorsi enogastronomici settecenteschi da parte dei ristoratori locali nella settimana in cui
ha luogo la rassegna; o la proposizione di vetrine a tema musicale o d’epoca da parte dei commercianti di
Borgo e Isola. Va recuperata la casa natale del compositore nel Borgo Antico, al fine di realizzare una
CASA-MUSEO con i numerosi cimeli in possesso degli organizzatori del Festival.

Museo della Storia della Città

Istituzione del museo dei Treni storici presso il deposito rotaie della stazione centrale di Taranto, luogo in
cui insiste una delle collezioni più ricche e prestigiose del Paese di treni storici. Un'attrattiva culturale e
turistica di grande qualità e fascino portata avanti dall'associazione Treni Storici di Puglia.

Rete dei musei (MArTa, Mudi, dell’arsenale, della città, etnografico, castello Aragonese)

BENI RIENTRANTI NEL PATRIMONIO DEMANIALE

Avviare dialogo con Demanio ed Enti militari per recupero e fruibilità dei siti storico-culturali del Demanio
(teatro all’interno dell’ospedale militare, valorizzazione muraglione, visite al faro, locali inutilizzati sull’ex
banchina Torpedinieri, isola di San Paolo, servitù piazza d’armi castello Aragonese, …)

UNIVERSITA’

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Realizzazione del campus universitario. L’area dell'ospedale militare sarebbe ideale per la realizzazione di
un campus universitario convertendo gli alloggi in aule, laboratori e dipartimenti e le aree all'aperto in
strutture sportive da dedicare al Cus (tutto con wi-fi libero e ampi parcheggi per biciclette). La Marina dette
già la sua disponibilità al trasferimento dell'ospedale ove si fossero trovate idonee strutture vicino alla
nuova base di Mar Grande. Si potrebbe pensare agli insediamenti militari già presenti a San Vito, in modo
da razionalizzare le aree della Marina Militare, o i capannoni Asi, o ancora, cedere definitivamente immobili
che dovessero rivelarsi oggetto di servitù. Con un campus in pieno centro si creerebbe un notevole flusso di
studenti fra borgo e Città Vecchia (dove insistono le facoltà umanistiche e l'Ateneo di palazzo Amati). In tal
modo l'università si integrerebbe meglio con la città, costituendo un incentivo per l'arrivo di studenti fuori
sede, vero volano di cultura ed economia per le città che li ospitano.

Aprire con il polo di Bari un confronto per la verifica dell’opportunità di insediare a Taranto ulteriori facoltà
e dipartimenti che fossero a numero chiuso e con eccedenza di richieste nelle università di Bari e Lecce.

Implementare la nascita di Case per gli Studenti.

Coordinare una Comunità tesa alla crescita del territorio che veda coinvolti in pianta stabile Ente civico,
Università e Centri di ricerca. La creazione di comunità attraverso l’integrazione fra università, centri di
ricerca e territori urbani contribuirebbe a stimolare e migliorare la qualità del lavoro di alto livello, a
trattenerlo e a fornire molte opportunità di crescita. L’integrazione potrebbe riguardare al contempo
l’istruzione secondaria superiore per progetti di alternanza scuola-lavoro collegati alle realtà associative
territoriali. Anche all’interno del Programma Nazionale per la Ricerca (Pnr), la previsione di risorse per
programmi di ricerca comunale da far svolgere a università e giovani ricercatori può favorire le innovazioni
sociali per il benessere, promuovere la creazione di start-up innovative e incrementare il livello di prodotti
della conoscenza applicabili a livello locale. Questa integrazione, con community locali, start-up e in
generale con un tessuto vivace orientato allo sviluppo di soluzioni innovative, aumenterebbe l’attrattività
dei centri urbani rispetto a investimenti imprenditoriali nei settori ad alta tecnologia. È così che si
potrebbero assicurare le condizioni di possibilità per investire in sistemi locali aperti all’innovazione, con
un’ampia disponibilità di lavoro qualificato.

PUBBLICA ISTRUZIONE

Arricchire i programmi scolastici delle scuole elementari con progetti volti ad aumentare la
consapevolezza dei bambini riguardo a temi fortemente formativi per la vita dei bambini quali quelli di
seguito riportati:

Proposta educativa orientata alla storia ed alla cultura locale, da dare come indirizzo ai dirigenti scolastici.

Indirizzo educativo fortemente orientato all’esperienzialità, nell’ambito dei programmi scolastici previsti.
Maggior numero di ore all’aperto, costruzione di orti didattici (finalizzati all’autoproduzione di eco-
merende per i bambini), gite in masseria o sui pescherecci, per la scoperta delle antiche tradizioni locali,
ecc. I bambini devo trovarsi quanto più possibile immersi nella natura per il loro sviluppo psico-fisico più
corretto.

Educazione all’emotività. Percorsi che aiutino i più piccoli a riconoscere le proprie emozioni, esaltare
l’importanza formativa legata ai piccoli fallimenti personali e guidarli verso la conoscenza ed il rispetto degli
aspetti legati alle proprie e altrui emozioni.

Educazione alle differenze. Percorsi improntati al riconoscimento del valore insito in tutti i tipi di
differenze.

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Laboratori di riciclo in cui recuperare e valorizzare materiali di scarto dando vita ad oggetti di uso
domestico, dotazione di compostiere in tutte le scuole elementari.

Educazione alimentare. Programmi e progetti in grado di dare agli alunni gli strumenti necessari a condurre
una sana e corretta alimentazione, orientata ai principi del non sfruttamento delle colture, al favorire le
botteghe di prossimità, le filiere corte e controllate, i gruppi di acquisto solidali (GAS), i cibi e le bevande
sani e non elaborati, alla lettura e valutazione degli ingredienti che compongono i prodotti alimentari in
commercio ed all’importanza dell’autoproduzione e dell’origine dei prodotti di consumo.

Bandi per le mense secondo criteri qualitativi orientati al consumo locale e biologico (anche se le due cose
potrebbero sembrare in contrasto ahinoi nella nostra città), alla riduzione dei prodotti congelati a vantaggio
dei freschi ed alla tracciabilità e pubblicizzazione dei bandi di mensa e dell’origine dei prodotti usati a
mensa sul sito del Comune.

EVENTI CULTURALI

Il Comune deve pianificare ed organizzare il cartellone degli eventi culturali e di intrattenimento circa un
anno prima della loro realizzazione. Questi sono i tempi per un’organizzazione che voglia produrre qualità e
che soprattutto voglia articolarli seguendo una pianificazione che abbia riguardo della trasversalità e
dell’accessibilità per la pluralità dei fruitori. Nondimeno un’adeguata pianificazione può dar luogo ad una
promozione più efficace ed efficiente anche al di fuori degli stretti confini territoriali, facendo degli
appuntamenti in programma una leva di attrazione turistica ed economica, oltre che socio-culturale.

Dovrà nondimeno offrire sostegno logistico a tutte le manifestazioni culturali e di richiamo previste sul
territorio dal Piano degli Eventi, anche ad opera di terzo settore e privati (servizi navetta e gestione
traffico, coinvolgimento della Protezione Civile, servizi igienici ecc.).

Il mese della cultura tarantina. Un ciclo di eventi culturali incentrati sulle molteplici espressioni della
cultura e delle tradizioni locali. Ingressi scontati e gratuiti al museo della città di palazzo Pantaleo, lettura di
testi di autori e poeti locali, angoli della musica di tradizione, letture di eventi storico-leggendari riguardanti
la città, percorsi fra le abitazioni e i luoghi di frequentazione dei tarantini più illustri, concerti di compositori
locali, spettacoli teatrali, approfondimenti su usi, costumi e vernacolo, proiezioni e mostre di foto e dipinti
d’epoca, narrazioni, dibattiti e convegni tematici. Il tutto da svolgersi nei cortili dei palazzi comunali e negli
slarghi della Città Vecchia ogni maggio, per una sera alla settimana.

Giornata della Memoria e della pace. Una giornata celebrativa in memoria dei caduti dei bombardamenti
aerei della “Notte di Taranto”, di Porta Napoli, via Pisanelli e dell’affondamento del rimorchiatore
“Sperone” del ’42 e ‘43. Attualmente si tiene una cerimonia commemorativa a cura dell’Associazione
Vittime Civili di Guerra e dei familiari dei caduti, ma è auspicabile che il Comune indicesse una Giornata
della memoria e della pace per ricordare e riflettere.

Riproposizione del “Premio Taranto”. Per la miglior opera narrativa a tema marinaresco dell’anno (qualche
anno fa era organizzato dalla storica testata giornalistica tarantina “La Voce del Popolo”). Lo stesso premio
può rivolgersi anche alla pittura con la premiazione del miglior dipinto che abbia come tema gli scorci della
nostra città. Quadri che potrebbero poi trovare degna collocazione a Palazzo di Città o presso altri edifici
comunali.

Festa del mare e della marineria. Una settimana in primavera con manifestazioni legate alla cultura del
mare:

 Raduno delle navi-scuola, delle golette e delle imbarcazioni d’epoca.
 Libero accesso alle navi della MM e alle imbarcazioni dei privati.

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 Piccole scuole di marineria, prove gratuite di vela, canottaggio, surf e diving in accordo con i circoli, le
scuole e le associazioni aderenti.
 Gare di pesca amatoriale.
 Crociere sui due mari in traghetto a prezzo scontato.
 Battute dimostrative di pesca-turismo.
 Dimostrazioni degli antichi mestieri marinari (maestri d’ascia, scijarule, riparatori di reti …)

Agli enti locali il compito di coordinare e promuovere questa FESTA in grado di donare a Taranto
un’immagine positiva legata al suo bene più grande. Ciò potrebbe essere fatto coadiuvandosi con la
gemellata Brest, sede francese di un grande festival equivalente (vedi QUI). Oltre al turismo verrebbe
rilanciata la cultura marinaresca della città, favorendo l’avvicinamento alle discipline del mare. In questo
modo le istituzioni creerebbero economia reale per la città e per tutti gli operatori che aderiranno alla
manifestazione-evento. Qualche tempo fa dei privati chiesero invano alla Provincia un sostegno di
400.000€ per organizzare il Festival della Marineria. Le ricadute economiche stimate ammonterebbero a
700.000 € circa.

SOSTENIBILITA’ ECONOMICA

Molte delle proposte qui contenute sono di tipo concettuale e vedono nell’Ente civico un fondamentale
ruolo di coordinamento, sostegno e promozione di azioni e cooperazioni a scopo strategico per la crescita
del territorio. Quelle che prevedono un impegno di spesa dovranno invece seguire un criterio di priorità
stabilito in base ai fondi disponibili ed all’importanza che gli interventi possono rivestire nello sviluppo
culturale della città. A tale riguardo il Comune dovrà avere massima cura nella redazione del Piano
Triennale dei lavori pubblici, anche nella sua revisione annuale. Questo dovrà diventare non solo
documento formale ma sostanziale e, oltre ad indicare precisi preventivi di spesa, trovare adeguata
copertura nella pianificazione dei bilanci di previsione e nell’intercettazione di fondi regionali, nazionali e
comunitari. A questo scopo si ritiene indispensabile dotare la macchina amministrativa di un apposito
ufficio per l’intercettazione di fondi e lo studio di bandi in grado, in particolar modo, di accorciare le
distanze fra Comune ed ente Regione, nella cui disponibilità transitano diversi di tali fondi. In grado altresì
di fungere da punto informativo, di sostegno e tutoraggio per progetti di interesse strategico che i cittadini
intendessero candidare ai fondi UE.

PARTECIPAZIONE

Come tutti gli altri ambiti di azione pubblica, anche per la Cultura si intende procedere con una
progettazione partecipata della gestione delle risorse a disposizione, della formulazione di idee e progetti,
dell’elaborazione degli eventi e, più in generale, della costruzione della politica culturale del territorio.

Da attuarsi attraverso incontri periodici fissi di costruzione e rendicontazione delle politiche e delle azioni
da sviluppare e attraverso i siti web istituzionali. Luoghi questi utili anche alla valutazione dell’offerta dei
siti e degli eventi comunali, nonché alla raccolta di proposte per migliorarle.

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