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Mario Tronti

Il nano e il manichino
La teologia come lingua della politica

I edizione: giugno 2015


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Avvertenza

Il testo che segue la trascrizione di quattro lezioni


tenute all'Istituto per gli Studi Filoso/ici di Napolz; nel
marzo del2010. Il tempo serve per far consumare ilsu-
per/luo e conservare l'essenziale. Alla fine se ne ricavato
uno scarno andamento propositivo, nella /orma discor-
siva del parlato. Il titolo di allora recitava: Una teologia
politica per la crisi della politica. E voleva significare
questo: che la politica, per uscire dalla sua grande crisz;
doveva provvisoriamente uscire da se stessa e inoltrarsi
in terrenz; e in linguaggz; affini ed estranez; per ritorna-
re poi in s, nella sua riabilitata professione e nella sua rz~
trovata vocazione. Progetto ancora aperto e con esiti as-
saipi che incerti. Il discorso cammina su due gambe, con
un passo diverso che bisogna saper registrare: il pensare
politico e l'agire politico. Tenersi in equilibrio un lavo-
ro difficile ma entusiasmante.
Dedico, allora, questo libro alle giovani generazionz;
se ce ne saranno ancora, di intellettuali politici.

M. T.

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Cari Schmitt. Teologia politica I

Che cos' per me teologia politica lo ricaver


ciascuno di voi, autonomamente e creativamente, al
termine delle quattro tappe del cammino.
La butto qui, subito all'inizio, in un primo, unico
e solo modo.
La teologia politica uno strumento ermeneutico
indispensabile per la comprensione del Novecento. il
secolo non l'ha generata, ma l'ha fatta vivere, o rivi-
vere, ha fatto s che divenisse pensiero vissuto, pen-
siero incarnato nella Storia, la quale anche per mez-
zo di questo assurta a grande Storia.
C' un rapporto fra teologia politica ed et delle
guerre civili europee e mondiali, che bisogna in pri-
mo luogo avere presente. Va colta e preservata una
dimensione tragica del problema, senza la quale
mancheremmo il colpo della comprensione del-
l'epoca. La rinascita della teologia contemporanea
si colloca tra il1914 e il1945, fra l'inizio della Pri-
ma e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ci sar
un seguito, con una caduta di intensit, nel corso
della terza guerra, fino al1989-1991 . Il crollo del so-
cialismo chiuder una volta per tutte l'orizzonte teo-
logico-politico.
E permetter a noi, nottola di Minerva, di valutar-
ne l'intero percorso; ma anche di scrutarne un nuovo,
possibile - magari provvisorio - uso.

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MARIO TRONTJ
IL NANO E IL MANICHINO

Oggi possiamo usare il teologico-politico per de- ta, prodotta, incarnata storicamente dal Novecento
cifrare il passaggio di crisi della politica che ci attra- sta tutta qui.
versa. Il rimando alla storia del problema molto Nella Premessa alla seconda edizione (1933)- no-
utile per comprendere. Non serve certo per supera- tate intanto le date, anni Venti-Trenta- troviamo la
re il presente, per uscire quindi dallo stato di crisi. Ma specificazione cronologico-concettuale del processo
interpretare gi un po' trasformare. Per parafrasa- di secolarizzazione.
re un mio autore di riferimento, si tratta di fare un questo, siamo ancora qui dentro. La grandezza
passo indietro per poter farne due avanti. del Novecento stato il tentativo eroico di arrestare
Ripartire da Carl Schmitt la prima mossa intel- e addirittura rovesciare questo processo.
lettuale obbligata. Non la sua persona, il suo pen- La sconfitta di tale tentativo ha fatto s che il cor-
siero a risultare centrale su questo tema. Si pu sepa- so del processo riprendesse, verso altri esiti pi stabili
rare il pensiero dalla persona? Penso di s. un' ope- e sicuri, e contemporaneamente degradanti.
razione politicamente scorretta. E allora proprio per Ecco la Storia, la sua potenza, fatta di quotidiana
questo va fatta. La politica per sua natura - per la lunga durata, con questa sua escatologia profana,
sua natura moderna - un comportamento di pensie- eterno ritorno, non per del sempre eguale ma del
ro e di azione scorretto rispetto alla Storia: perch si sempre diverso, l'antico nuovo del moderno, inat-
contrappone ad essa, non accetta il suo corso e si pro- taccabile, invincibile.
pone di deviarlo.
l l In quella Premessa si scandisce cos il processo di
La mia idea di politica- avverto- pensa per capi- secolarizzazione: dal teologico all'umano-moralisti-
re, ma capisce per cambiare. co e all'economico, attraverso il metafisica. Il con-
Tecnico del diritto e scienziato della politica, ha cetto espresso meglio in L'epoca delle neutralizza-
\ detto di Schmitt Gianfranco Miglio. zioni e delle spoliticizzazioni (1929)_: d~l te~lo~ico al
Il suo pensiero arriva a conclusione della civilt metafisica, da qui al morale-umamtano e mfme al-
giuridica moderna e al tramonto della grande storia
dello Stato moderno. Verifica, certifica, l'atto di de-
cesso di un'epoca. Ma allora questo non Schmitt.
li l' economico e al tecnico.
Da qui in avanti faremo parlare molto i testi, di per
s pi eloquenti di qualunque possibile commento.
il Novecento, il Novecento del Weltburgerkrieg. Si veda, a questo proposito, Le categorie del poli-
Pensiero della fine. Non forse la teologia politica tico (il Mulino, Bologna, 1972, pp. 169-172). La suc-
pensiero della fine? cessione dei diversi centri di riferimento esprime, in
Nel1922 esce Teologia politica. Quattro capitoli quattro secoli, quattro grandi, semplici passi seco-
sulla dottrina della sovranit. Il capitolo III porta pro- lari. Questi non vanno intesi come passaggi di sto-
priamente il titolo Teologia politica. celebre il suo ria del pensiero o di storia della civilt. N on vanno le t-
incipit: Tutti i concetti pi pregnanti della moder- ti nel senso di leggi di filosofia della storia, non come
na dottrina dello Stato sono concetti teologici seco- la linea progressiva verso l'alto o verso il basso, co-
larizzati. La definizione di teologia politica scaturi- me crescita o declino; e neppure come se ogni volta

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MARIO TRONTI
IL NANO E IL MA NICHINO

non fosse esistito che un solo centro di riferimento, umanizzazione e razionalizzazione. Il pathos speci-
sussistendo sempre, piuttosto, una coesistenza plu- fico del Settecento si esprime nella pratica teorica
. ralistica di diversi processi gi in svolgimento. lo del concetto di virt (Tugend), la parola mitica di-
non parlo della civilt degli uomini nel suo comples- venta vertu, dovere (Pflicht).
so, o del ritmo della Storia universale e non posso di- Poi, nell'Ottocento, segue un secolo di commistio-
re nulla n dei cinesi, n degli indiani o degli egizia- ne apparentemente ibrida e impossibile di tendenze
ni. Insomma, si sta approntando non una gabbia di romantico-estetiche e tecnico-economiche. In realt,
sistemazione, ma un criterio di descrizione per quat- il Romanticismo del XIX secolo significa solo la fase
tro secoli di frastagliata, e tuttavia unitaria, storia eu- intermedia dell'estetica tra il moralismo del Settecen-
ropea: come sono mutate le lite-guida, come cam- to e l'economismo dell'Ottocento. Non solo l'este-
biata l'evidenza delle loro convinzioni e dei loro ar- tismo romantico che funziona al servizio dell' econo-
gomenti, il contenuto dei loro interessi spirituali, il mia; ancora di pi in unione con questa compare
principio della loro azione, il segreto dei loro succes- l'elemento tecnico come industrialismo. Esempio
si politici e la disponibilit delle grandi masse a la- caratteristico di ci la concezione materialistico-sto-
sciarsi influenzare da determinate suggestioni. rica del marxismo, che nelle sue volgarizzazioni ten-
de a spiegare il rapporto economico in base al mezzo
tecnico impiegato. Ma nel complesso, il marxismo
Quattro passaggi di/asi d'epoca vuole pensare in termini economici e perci resta nel
XIX secolo, che ' ssenzialmente eco om-ieo>:r.- -
Chiaro e particolarmente significativo come con- Sotto l'enorme suggestione di sempre nuove, scon-
versione storica unica il passaggio dalla teologia del volgenti scoperte e conquiste, sorge una religione del
XVI secolo alla metafisica del XVII, in quell'epoca al- progresso tecnico. Per le grandi masse dei Paesi in-
tissima dell'Europa, non solo dal punto di vista me- dustrializzati la fede nel miracolo e nell'aldil si tra-
tafisica ma anche scientifico: la vera e propria et sform in una religione del miracolo tecnico. In tal
eroica del razionalismo occidentale. Ma anche le modo una religiosit magica trapassa in un tecnici-
straordinarie conoscenze matematiche, astronomi- smo altrettanto magico. Il XX secolo appare cos, fin
che, di scienza naturale, si strutturavano in sistema dall'inizio, come il secolo non solo della tecnica, ma
metafisica e perfino la superstizione caratteristica anche di una fede religiosa nella tecnica.
del tempo era cosmico-razionalistica, nella forma del- Ma riprendiamo Teologia politica del1922: Teolo-
l' astrologia. gia politica I, che ha indirizzato una buona parte del
Il successivo XVIII secolo, con l'aiuto delle co- dibattito teorico-politico novecentesco. La terza par-
struzioni di una filosofia deistica, accanton la meta- te - quella che porta il titolo specifico Teologia poli-
fisica e divenne volgarizzazione in grande stile, illu- tica - si apre con la decisiva, fondativa, definizione,
minazione (Aufkliirung), appropriazione da parte di gi richiamata: Tutti i concetti pi pregnanti della
comuni scrittori dei grandi risultati del XVII secolo, moderna teoria dello Stato sono concetti teologici

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

secolarizzati. n moderno ha considerato come l'es- Bonald il fondatore del tradizionalismo. Mai tut-
senziale superamento del passato il trasferimento tavia in lui la fede nella tradizione diventa qualcosa
concettuale dal teologico al politico. Il Dio onnipo- come la filosofia della natura in Schelling, la mesco-
tente diventa l'onnipotente legislatore. Lo stato d' ec- lanza degli opposti di Adam Miiller o la fede nella Sto-
cezione acquista per la giurisprudenza un significato ria di Hegel. Per lui la tradizione l'unica possibilit
i analogo al miracolo. L'idea del moderno Stato di di- di conquist~re il contenuto che la fede metafisica
ritto si realizza con i.Ycfei~. Libniz,
~ .
nella Nova dell'uomo pu accettare, poich la ragione del singo-
methodus (1667), a esprimere pi chiaramente il sen- lo troppo debole e misera per giungere da sola alla
so filosofico dell'analogia. La giurisprudenza non ha verit. La differenza con i romantici tedeschi si rin-
pi a che fare con la matematica e la medicina: A traccia nel quadro pauroso con cui Bonald rappre-
buon diritto abbiamo trasferito il modello della no- senta il cammino dell'umanit attraverso la Storia:
stra ripartizione dalla teologia al diritto, poich Un gregge di ciechi, guidato da un cieco che proce-
straordinaria l'analogia delle due discipline. Hanno de a tentoni appoggiato a un bastone.
entrambe un duplex principium, la ratio e la scriptu- De Maistre punta dritto sul concetto di sovranit,
ra: come c' una teologia naturale, cos c' una giuri- che per lui significa decisione. E l'essenza della deci-
sprudenza naturale; come c' un libro di rivelazioni sione l'infallibilit. I due termini, infallibilit e
divine, cos c' una costituzione di comandamenti sovranit, sono perfettamente sinonimi. Ogni
umani. Ma la pi interessante esposizione politica di sovranit, sia essa Stato o Chiesa, ordinamento stata-
queste analogie si trova nei filosofi dello Stato cat- le o ordine spirituale, si comporta come se fosse in-
tolici: in Bonald, de Maistre e Donoso Corts (Le ca- fallibile, ogni governo assoluto (una massima che
tegorie del politico, cit., pp. 61-62). avrebbe potuto essere espressa con le stesse parole,
seppure da un punto di vista diverso, da un anarchi-
La quarta parte di Teologia politica I riguarda que- co). Le dottrine anarchiche, da Babeuf a Bakunin,
sti autori. I romantici tedeschi- dice Schmitt- han- a Kropotkin, dicono: li popolo buono e il magi-
no come caratteristica peculiare quella di coltivare strato corruttibile. Al contrario, de Maistre di-
il dialogo eterno: Novalis e Adam Miiller, per esem- chiara buona l'autorit in quanto tale, per il solo fat-
pio. Ma questi filosofi dello Stato cattolici avrebbe- to che sussiste: Ogni governo buono una volta che
ro certamente considerato il dialogo eterno come un stabilito. Perch nell'esistenza dell'autorit pre-
prodotto fantastico di orribile comicit. Infatti, ci sente l'atto della decisione e nelle cose pi impor-
che caratterizza la loro filosofia controrivoluzionaria tanti conta pi che si decida, che come si decide.
dello Stato la consapevolezza che il tempo richiede Lo sviluppo da de Maistre a Donoso Corts il
una decisione e, con un'energia che raggiunge il suo passaggio dalla legittimit alla dittatura. Una cresci-
apice fra le due rivoluzioni del 1789 e del1848, il ta del radicalismo controrivoluzionario che accom-
concetto di decisione viene a occupare il punto cen- pagna l'analoga crescita del radicalismo rivoluziona-
trale del loro pensiero. rio, da quello del terzo stato, del1789, a quello del

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

proletariato, del1848. Questa crescita radicale si lizzato e aggravato, sia pure in altre forme politiche.
manifesta nella sempre maggiore importanza che Si tratta della mitizzazione degli impulsi e degli
vengono acquisendo le tesi assiomatiche intorno alla ideali di grandi masse, che sono pilotati da piccoli
natura dell'uomo. Ogni idea politica prende una cer- gruppi. accaduto che dall'awio della teologia tri-
ta posizione nei confronti della natura dell'uomo nitaria della Storia, cio della dottrina di Gioacchi-
e presuppone che esso sia per natura buono o per no da Fiore, il secondo stadio, il regno del Figlio,
natura cattivo. Corts ha polemicamente radica- che ha preso il posto di quello del Padre, invece che
lizzato il dogma del peccato originale. Qui pi lu- passare a quello dello Spirito Santo, si spinto e pro-
terano che tridentino. Opera un punto di rottura con lungato molto oltre. Questo presente non ha pi
gli stessi altri due filosofi cattolici dello Stato. li suo bisogno di ricorrere a concetti teologici e nemmeno
disprezzo per gli uomini non conosce limiti; la loro a concetti teologici secolarizzati. Per le masse di-
cieca ragione, la loro vacillante volont, lo slancio ri- ventata in gran parte del tutto owia una condizione
dicolo delle loro voglie carnali gli appaiono tanto mi- di pura mondanizzazione. Sono diventate- non ose-
serevoli che tutte le parole di tutti i linguaggi umani rei servirmi di tale espressione, se non fosse gi stata
non bastano a esprimere per intero la bassezza di que- formulata dal padre gesuita Alfred Delp - inette a
sta creatura[ ... ]. La stupidit delle masse gli riesce al- Dio. In questo stadio le masse non richiedono pi
trettanto straordinaria della stupida forza dei loro n teologia n morale (C. Schmitt, Donoso Corts,
capi (Le categorie del politico, cit., pp. 75-79). Adelphi, Milano, 1996, pp. 14-15).
Tra questi pensatori della Restaurazione- perch Donoso ha sempre davanti a s, da cogliere e da co-
questo sono i filosofi cattolici dello Stato - Donoso noscere, le conseguenze estreme. Egli vede che con
Corts senz' altro quello che Carl Schmitt ha pi il teologico scompare il morale, e con esso l'idea po-
nelle sue corde. Per quattro volte, con scritti che van- litica e perci ogni decisione morale e politica viene
no dal 1922 e al 1944, Shmitt ritorna su questo paralizzata nell'aldiqu paradisiaco di una vita im-
Hobbes dell'Ottocento. Nel1950 riunir in volu- mediata e naturale, e di una corporeit libera da pro-
me tali scritti, pubblicandoli con una Introduzione. blemi. Schmitt parlava cos di Donoso gi nella Teo-
E proprio in questa troviamo una ridefinizione del logia politica del1922. E questo gli ispirava profezie
concetto di teologia politica: Con esso si intende la ben awerate: Heute ist nichts moderner als der Kampf
trasposizione di immagini e concetti teologici nel- gegen das Politische. Oggi non c' nulla di pi mo-
l' ambito del pensiero laico-politico, trasposizione derno della lotta contro la politica. Finanzieri ameri-
che ricalca all'incirca lo stile della formula un Dio, cani, tecnici industriali, socialisti marxisti e rivolu-
un Signore del mondo. Ritroveremo questa formula zionari anarco-sindacalisti si uniscono nel chiedere
nell'analisi del contrasto Peterson-Schmitt. Qui la che venga messo da parte il dominio non obiettivo
questione viene evocata perch riguarda il presente della politica sulla obiettivit della vita economica.
storico e sociologico, da cui restiamo sopraffatti. Ormai devono esistere solo compiti tecniCoorganiz-
li presente di allora, il1950, ancora il nostro, rea- zativi e sociologico-economici, ma non problemi po-

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MARIO TRONTJ

litici. n tipo oggi dominante di pensiero tecnico-eco-


nomico non consente nemmeno pi di percepire Carl Schmitt. Teologia politica II
un'idea politica. Lo Stato moderno sembra essere di-
ventato ci che Max Weber vide in esso: una grande
fabbrica (Le categorie del politico, cit., pp. 84-85).
Contro questa deriva della Storia in atto, per Sch-
mitt-Donoso la teologia va considerata come l'unico
fondamento saldo di ogni teoria politica. Senza la teo-
logia, la politica moderna perde il suo fondamento e al-
lora destinata alla crisi che oggi la sta distruggendo. Sottotitolo: La leggenda della liquidazione di ogni
teologia politica. Data di uscita: 1970. la risposta al
)
1\ /" libro di Erik Peterson, Il monoteismo come problema
politico, uscito nel1935, ma anche la discussione
della letteratura sull'argomento sviluppatasi nel frat-
tempo, che, nel complesso, aveva dato luogo a quel-
la leggenda.
La vera leggenda che per Schmitt vuole conte-
stare quella che aveva preso avvio dal libro di Pe-
terson, aveva avuto larga diffusione nel secondo do-
poguerra, poi sopravvissuta allo stesso Schmitt, ed
ancora oggi presente e dominante: secondo tale leg-
genda, la teologia politica schmittiana degli anni Ven-
ti era stata un precedente teorico, quasi di fondazio-
ne, della soluzione totalitaria in Germania.
Schmitt era stato accusato di occasionalismo da
Katl Lowith, anche se di un occasionalismo in for-
qia decisionista e non romantica (si veda Decisio-
nismo politico, in K. Lowith, S. Valitutti, La politica
come destino, Bulzoni, Roma, s.d.). La sua deci-
sione si ritroverebbe come sospesa in aria, perch
non sorretta da altro che da se stessa, con un con-
tenuto dato solo dalla casuale occasio delle situa-
zioni politiche.
Qui c' il grande tema del rapporto tra politica e
contingenza, tema machiavelliano e hobbesiano, e

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

poi marxiano, nella lettura che Althusser ha dato del Del resto, viviamo in un tempo in cui la Storia si seri-
Marx politico. ve sui giornali invece che sui libri. E allora dobbiamo
vero che das Politische schmittiano ha, come so- riprenderei una libert di movimento del pensiero,
stiene Lowith, un accento esistenziale, come l'esteti- dentro la dittatura dell'opinione maggioritaria, fuori
co, l'etico e il religioso kierkegaardiano, nel senso che dal coro del senso comune intellettuale di massa.
non si pu dire dove si trovi precisamente; senz'al- Peterson, coetaneo di Schmitt, era morto nel1960.
tro, per, si trova in un tratto di esperienza vitale. Perch alla fine degli anni Sessanta si avverte il biso-
Ma essendo un qualcosa che sovrasta il tutto, un gno di riprendere il filo della riflessione sulla teolo-
neutro, l'unico, che pu combattere la neutralizza- gia politica?
zione, il politico che annulla la spoliticizzazione. Siamo ancora dentro le guerre civili mondiali: la
In realt, Schmitt, nel giovanile Politische Roman- con/rontation tra capitalismo e socialismo nella fa-
tik (1968), aveva gi fatto i conti con l'occasionali- se della coesistenza pacifica come nuova forma della
smo soggettivo dei romantici. Aveva rilevato da Ma- Guerra Fredda.
lebranche ((il particolarissimo concetto di occasio in Schmitt si ormai immesso nella ricerca/ridefi-
contrapposizione a quello di causa. nizione, tardonovecentesca ma sempre rivoluzio-
Causa indica un legame teologico, una necessit nario-conservatrice, del nomos della terra.
spirituale e morale, origine di ((relazioni adeguate. La globalizzazione avanza, i grandi spazi, da poli-
Occasio accenna a un effetto incommensurabile, pri- tico-ideologici, si fanno economico-finanziari: ultimo
vo di oggettivit, relazione a-razionale, la ((fantasia stadio, supremo, di spoliticizzazione e neutralizza-
romantica. zione, a livello mondiale. La geopolitica si ritraduce
. .
((Ogni fatto concreto pu essere l' occasio di un ef- m geoeconom1a.
fetto imprevedibile: ad esempio, la vista di un'arancia I duellanti Peterson e Schmitt si ritrovano sul cam-
stata per Mozart il pretesto per comporre il duetto po. Diamo uno sguardo.
L ci darem la mano (C. Schmitt, Romanticismo po- Scrive Schmitt: ((Nei mutevoli raggruppamenti di
litico, Giuffr, Milano, 1981, pp. 126-127). amico-nemico della Storia mondiale la teologia pu
Ma riprendiamo la Legende della liquidazione del- diventare politica altrettanto bene in una situazione
la teologia politica. Ci troviamo di fronte alla leggen- caratterizzata dalla rivoluzione quanto viceversa in
da della liquidazione di Schmitt, ((pensato re nazista. un'altra caratterizzata dalla controrivoluzione.
Un modo comodo per non fare i conti con un pen- E aggiunge una cosa molto importante: ((Ci pro- '\
siero scomodo. Un pensiero forte, sulla linea della prio delle tensioni incessantemente mutevoli e delle
grande tradizione del realismo politico, da Machia- formazioni di fronti polemico-politici ed una que- \
velli a Hobbes, a Weber, una posizione oggi inaccet- stione di intensit (Teologia politica II, Giuffr, Mi-
tabile ai pi, perch antiliberale, non democratica, lano, 1992, p. 17).
non progressista, non umanitaria e quindi non bor- Ecco. Le tensioni polemologiche della politica,
ghese moderna. nella loro incessante mutevolezza, non si misurano

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

~f sul tratto che le caratterizza - rivoluzione o reazione ra patristica: in san Giovanni Crisostomo, in Diodo-
\\ ~:LJ -ma sulla loro intensit, ro, in Prudenzio, in Ambrogio, soprattutto in Oro-
n concetto di intensit del momento politico , sia e quindi in un certo arianesimo.
(v r r secondo me, il segno che decide la possibilit teorica Augusto viene cristianizzato, Cristo viene roma-
l" l della teologia politica, la sua possibile applicazione nizzato, diventa civis romanus.

li al tempo storico.
Il criterio del politico, quello rappresentabile
Il senso politico di questa costruzione eviden-
te. Deve essere affermata la conciliabilit tra mono-
scientificamente dato dal grado di intensit, si teismo cristiano e Impero Romano. Orosio andr ol-
dir sempre in Teologia politica II, di una associa- tre quando ricondurr la fondazione di Roma al mo-
zione o di una dissociazione, riguardo alla distin- noteismo dei cristiani. Il Dio unico e vero fond il
zione di amico-nemico (ivi, p . 20). potere romano, forte, con la scelta di un povero pa-
nota la tesi di Peterson, che poi la ripresa del- store, debole. Poi, quando si manifest la debolezza
le tesi di Origene prima, di Eusebio poi. Nella pre- dell'ordine stabilito, con gli sconvolgimenti politici
messa all'ottavo libro della sua Dimostrazione dell'an- del V secolo, allora cominci a circolare il dubbio se
nuncio evangelico [ 3] Eusebio sostiene che come se- non fosse stata proprio la cristianizzazione dell'im-
gno della venuta di Cristo era stata profetizzata la pero la causa del suo sgretolamento interno.
pace: la cessazione del pluralismo politico nella for- Ma dietro c'era l'altra domanda: Era esatto ve-
ma degli Stati nazionali, l'abbandono del culto poli- dere nella fede cristiana soltanto il monoteismo?.
teistico e demoniaco degli idoli e il pio riconosci- attraverso l'uso che facevano gli ariani del con-
mento che esiste soltanto un solo Dio sopra tutti gli cetto di monarchia divina che si pu scorgere una ri-
uomini. Per cui il monoteismo iniziato in linea di sposta a questo problema.
principio con la monarchia di Augusto. All'Impero Per l'arianesimo, il monoteismo un'esigenza po-
Romano, che pone fine alle nazionalit, appartiene litica, una parte della politica dell'impero.
metafisicamente il monoteismo. Quanto inizi con Nel momento in cui il concetto della monarchia
Augusto divenne realt con Costantino. Dopo la divina, che era soltanto il riflesso dell'immagine del-
sconfitta di Licinio, Costantino, confutando in alcu- la monarchia terrena nell'Impero Romano, entrava in
ni discorsi il paganesimo, ha trasmesso la dottrina del- contrasto con il dogma cristiano della Trinit, la di-
la monarchia divina. E non l'ha solo trasmessa: ha sputa su questo dogma doveva necessariamente tra-
imitato, con la sua monarchia, la monarchia divina. dursi in lotta eminentemente politica. Senza la so-
All'unico re sulla terra corrisponde l'unico re in cie- stenibilit teologica del monoteismo non era garan-
lo e l'unico Nomos e Logos sovrano (E. Peterson, Il tita la continuit politica. Il cristianesimo finiva per
monoteismo come problema politico, Queriniana, Bre- manifestarsi come rivoluzione, nell'ordine teolo-
scia, 1983, p. 60). gico come nell'ordine politico. quanto aveva pre-
Le idee di Eusebio hanno avuto un'enorme in- visto Celso. Si comprende cos come fosse un ur-
fluenza storica. Si ritrovano ovunque nella letteratu- gente interesse politico a spingere in un primo mo-

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

mento gli imperatori dalla parte degli ariani, e come, mentre si espandeva nell'Impero Romano. Esso si in-
d'altro canto, gli ariani dovessero diventare i teologi contra poi con quella teologia pagana secondo cui il
della corte bizantina. La dottrina ortodossa della Tri- monarca divino regna mentre gli di nazionali go-
nit minaccia seriamente la teologia politica dell'1m- vernano. Ma per i cristiani gli di nazionali non po-
' pero Romano (Peterson, op.cit., pp. 69-70). tevano governare perch l'Impero Romano aveva
Peterson riporta in nota (ivi, p. 101), dalla Patro- annullato il pluralismo nazionale. Sta in queste con-
logia greca, il pensiero di Gregorio Nazianzeno, che traddizioni l'ambiguit della pax romana, soprattut-
conviene riportare per intero: Le tre pi antiche opi- to come pax augusta.
nioni intorno a Dio sono l'anarchia, la poliarchia e la La stessa operazione che i Padri greci fanno sul
monarchia. Con le prime due si divertono i figli concetto di Dio, Agostino fa allora sul concetto di pa-
dell'Ellade e lasciamo che ancora si divertano. L' anar- ce, in pi passi della Civitas Dei. Per citarne uno:
chia significa disordine, la poliarchia rivolta (e per- Quale sfrontatezza, quale audacia, quale impuden-
ci ancora anarchia e disordine). Entrambi si risol- za, quale insipienza, o piuttosto quale demenza la lo-
, vono nel medesimo disordine e dissoluzione. Noi ro, per cui non addossano ai propri di quelle sven-
onoriamo la monarchia, ma non una sovranit con- ture, e addossano queste al nostro Cristo! Le atroci
tenuta in una sola persona. Poich anche una sola guerre civili, pi triste, anche per riconoscimento dei
persona pu essere in lotta con se stessa, mossa da loro autori, di qualsiasi altra guerra straniera e consi-
forze diverse, ma onoriamo quella sovranit che d erate non una calamit ma l'assoluta distruzione del-
costituita da uguaglianza di natura, da unanimit di la repubblica, scoppiarono assai prima della venuta di
giudizio, da identit di volere e dal concorso delle Cristo [ ... ]. Anche Augusto infatti guerreggi con
persone a formare una cosa sola con quella dalla qua- molti concittadini, e quelle guerre fecero anche mol-
le derivano, il che impossibile nella natura creata. te vittime illustri, come Cicerone, l'eloquente maestro
\ Nello stesso periodo, i Padri della Chiesa prendono dell'arte di governo (Agostino, La citt di Dio, Ei-
coscienza dell'origine giudaica del monoteismo e la naudi-Gallimard, Biblioteca della Pliade, Torino,
dottrina della Trinit diventa il fronte di lotta al tem- 1992, III, 30, pp. 137-138).
l po stesso contro giudei e pagani. Conclude Peterson: Ma la dottrina della monar-
A questo punto, dice Peterson, il monoteismo co- chia divina doveva fallire di fronte al dogma trinitario
me problema politico teologicamente finito [ . .. ] . e l'interpretazione della pax augusta di fronte all'esca-
Ma con ci era stato teologicamente spezzato il legame tlogia cristiana. In tal modo non soltanto finito teo-
tra annuncio cristiano e Impero Romano (ivi, p . 70). logicamente il monoteismo come problema politico e
Il monoteismo come problema politico era la fede cristiana stata liberata dal suo legame con
emerso dalla trasformazione ellenistica della fede l'Impero Romano, ma s1 anche realizzata la rottura
giudaica in Dio. Il Dio dei giudei venne fuso con il con ogni "teologia politica", che abusa dell' annun-
principio monarchico della filosofia greca. Questo cio cristiano per giustificare una certa situazione po-
concetto politico-teologico fu adottato dalla chiesa litica. Soltanto sul terreno del giudaismo e del paga-

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MARIO TRONTI 'IL NANO E IL MANICHINO

nesimo pu esistere qualcosa come una "teologia po- che Peterson oppone alla pace di Augusto, ha potu-
litica". Ma l'annuncio cristiano del Dio unitrino si po- to fare ci? il millennio di papi e imperatori cristia-
\ ne al di l del giudaismo e del paganesimo, in quan- ni e di una teologia della pace agostiniana ricono-
to il mistero della Trinit esiste soltanto nella divi- sciuta da entrambi fu parimenti un millennio di guer-
l nit stessa, non nella creatura umana. Cos come la re e di guerre civili [ ... ] . Le guerre civili confessionali
pace, che il cristiano cerca, non viene garantita da dell'epoca della Riforma, nel XVI e XVII secolo cri-

l nessun imperatore, ma soltanto un dono di colui il


quale "pi alto di ogni ragione" (ivi, p. 72).
stiano interessano lo ius re/ormandi della Chiesa cri-
stiana; esse riguardano controversie teologiche in-
solo nell'ultima nota del testo che Erik Peterson terne, perfino cristologiche interne. Il Leviatano di
esplicita l'obiettivo polemico della sua ricerca: il con- Thomas Hobbes il frutto di un periodo in modo
cetto di "teologia politica" stato introdotto nella let- specifico teologico-politico. A ci segu un'epoca di
teratura, per quanto io ne sappia, da Carl Schmitt, ius revolutionis e di secolarizzazione totale. La frase
Politische Theologie, Monaco, 1922. Le sue brevi con- di Hegel secondo cui "da considerare una follia dei
siderazioni di allora non erano impostate sistematica- tempi pi recenti" l'aver fatto una rivoluzione senza
mente. Qui abbiamo fatto il tentativo, sulla base di una riforma e il pensare che possa trovare in s re-
un esempio concreto, di dimostrare l'impossibilit quie e armonia una costituzione dello Stato contrap-
teologica di una "teologia politica" (ivi, pp.103-104). posta alla vecchia religione e alla sua sacralit (Enci-
Torniamo allora a Teologia politica II, e proprio al clopedia, 552) deve essere intesa come un'asserzio-
punto in cui Schmitt, mettendo a confronto Eusebio ne teologico-politica, e la teologia della Storia di
e Agostino, si riferisce a Civitas Dei, III, 30. In realt Gioacchino da Fiore un'interpretazione teologico-
questo capitolo, con la sottovalutazione di Ottaviano, politica del dogma della Trinit (C. Schmitt, Teolo-
rimpicciolito a nipote adottivo del grande Cesare- gia politica II, cit., pp. 72-75).
Ott.lviano che viene a patti con Antonio per uccide- Le tre proposizioni conclusive di Peterson -la dot-
re Cicerone e con lui la libert, Cicerone, d'altra par- trina della monarchia divina fallisce di fronte al dog-
te, caecus atque improvidus /uturorum -, dimostra ma trinitario; in tal modo liquidato teologicamente
niente di pi che la superiorit di giudizio di uno na- il monoteismo come problema politico; soltanto sul
to dopo riguardo alle vicende accadute prima. Ma terreno del giudaismo e del paganesimo pu esistere
il futuro di domani , come dice giustamente Julien qualcosa coma la teologia politica - sono proposizio-
Freund, solo il passato di dopodomani. Comunque ni, tutte e tre, che parlano il linguaggio della teologia.
il punto vero un altro: La pace mondiale dell'im- Non parlano il linguaggio della politica, pur essendo
peratore Augusto, che Eusebio glorifica, non ha po- proposizioni eminentemente politiche. Una teolo-
sto termine agli orrori delle guerre e delle guerre ci- gia che si distacca risolutamente dalla politica, come
vili [ ... ] . N Cesare n Augusto n Costantino Magno fa a liquidare teologicamente una grandezza politica
erano in grado di porre fine alle guerre e alle guerre o una pretesa politica? Se il teologico e il politico so-
civili. Ma la pace veramente cristiana di Agostino, no due ambiti oggettivamente separati- toto coelo

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

diversi-, allora una questione politica pu essere li- Il concetto di teologia politica stato introdotto
quidata solo politicamente (ivi, p. 86). Liquidazione, nella letteratura nel1922, ma la teologia cristiana esi-
dice Schmitt, non un termine teologico. semmai ste nella Storia dall'avvento dell'eone cristiano. Spic-
un termine politico. Allora si dovrebbe dire non che ca il volo nell'incontro/scontro tra irruzione ed
liquidato teologicamente il monoteismo come pro- espansione del cristianesimo da una parte e deca-
blema politico. Si dovrebbe dire che liquidato poli- denza e crisi dell'Impero Romano dall'altra. Da allo-
ticamente il monoteismo come problema teologico. ra, il suo dispositivo teorico entra in gioco quando il
Un conflitto sempre una disputa di organizzazioni conflitto sale a grandezze epocali. Non il monotei-
e istituzioni nel senso di ordinamenti concreti, una smo che verifica il dispositivo, come non il trinita-
disputa di istanze e non di sostanze. Le sostanze de- risma che lo falsifica. Non al solo livello teorico che
vono prima aver trovato una/orma, devono essersi in si inscrive la sua esistenza e sussistenza. _ piuttosto
qualche modo formate, prima di potersi contrappor- il grado di inte it_delp.olitico che iusfica la ne-
re l'un l'altra come soggetti capaci di disputa, come cessit del teologico. Ci vuole la compresenza di due
parties belligrantes. Le due parti conflittuali, per forti sovramta, due blocchi di potenza, d1 ue 1-
non cadere nelle guerre civili, devono concordare fra verse e opposte concezioni delrnondo e della vita,
di loro su una reciproca determinazione, sia essa spa- animate dal criterio dell'amico-nemico. La teologia
ziale, cuius regio eius religio, sia essa giuridica, lo ius politica non poteva entrare nella letteratura, cio ar-
publicum europaeum. La dottrina agostiniana dei due rivare a coscienza, o ad autocoscienza, che nel gran-
diversi regni si trover fino al Giorno del Giudizio de Novecento, nell'et delle guerre civili europee e
sempre di nuovo davanti a questo doppio punto del- mondiali. Quando la Storia scende di livello, quan-
la domanda che resta aperta: Quis iudicabit? Quis in- do le alternative antagoniste si spengono, la teologia
terpretabitur? Chi decide in concreto per l'uomo che politica non ha pi ragione di esistere. Allora emer-
agisce nell'autonomia creaturale la questione di che ge non l'impossibilit teologica, ma l'impraticabilit
cosa spirituale e cosa temporale e come si regola politica della teologia politica. ' quant:OaCcade og-
nelle res mixtae, che ormai nell' interim tra la venuta e gi. La rivisitazione storica clelia disputa sul concetto
il ritorno del Signore formano tutta quanta l'esisten- di teologia politica serve, certo, per conoscere una
za terrena di questa doppia essenza spirituale e tem- stagione di vero pensiero, ma serve soprattutto per
porale che l'uomo? la grande domanda di Thomas utilizzare quell'apparato teorico-storico ad altri fini. I
Hobbes. La Teologia politica del1922, a questo dop- suoi sviluppi novecenteschi post-schmittiani ci aiu-
pio punto della domanda, rispondeva con la teoria del tano ad affrontare i termini dell'attuale crisi della po-
decisionismo e dell'autonomia dell'esecuzione: , litica moderna. Ci aprono alla riflessione su quel pia-
come si vede, la questione della legittimazione della neta sconosciuto che la dimensione antropologica
Riforma e della Rivoluzione, dello ius re/ormandi e del pensare e dell'agire politico. Per questa via, ci in-
quindi, nello stadio seguente, la questione struttural- dirizzano a rimettere in gioco un concetto su cui nes-
mente diversa dello ius revolutionis (ivi, pp. 86-88). suno pi oggi spende il pensiero, perch ritenuto ac-

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MARIO TRONTI

quisito una volta per tutte dentro le regole democra-


tiche delle istituzioni occidentali. Parlo dell'idea di Walter Benjamin.
libert generalmente umana. Essa pu trovare le sue Frammento teologico-politico'':
radici in tanti luoghi. Qui se ne assume nascosta-
mente uno: quel giovane Marx che, mettendo sotto
critica la condizione di alienazione, dal lavoratore
operaio in fabbrica all'essere umano in societ, esal-
ta con metodo economico-filosofico la necessit sto-
rica di un processo di liberazione. Quella che stiamo
facendo qui una sorta di Per la critica della teologia
politica sul modello della marxiana Per la critica Un testo giovanile, datato forse 1920-1921, anche
dell'economia politica. se, per un equivoco, all'inizio postdatato, perch fu
Per concludere questa parte, occorre tin'avverten- letto per la prima volta ai coniugi Adorno, a Sanremo,
za di metodo, con le parole dello stesso Schmitt: La alla fine del1937 o agli inizi del1938, e quindi con-
teologia politica un ambito estremamente polimorfo; siderato coevo alla stesura delle Tesi sulla Storia. Inol-
inoltre essa ha due diversi aspetti, uno teologico e uno tre, il ~ontenuto sui temi del messianismo sembrava
politico, ciascuno si orienta verso i suoi specifici con- accennare a quella fase del suo pensiero.
cetti. Ci dato gi con il vincolo lessicale del termi- In realt l'occasione fu la lettura del Geist der Uto-
ne. Ci sono molte teologie politiche, poich da un lato pie, che Bloch aveva composto durante la Grande
ci sono diverse e numerose religioni, e dall'altro nu- Guerra, tra il1915 e il1917, e pubblicato nel1918.
merose specie e metodi diversi di politica. In un cam- Di questo testo l'autore dir, in un'intervista del
po cos duplice e bipolare, una discussione oggettiva 1974: Scritto contro la Prussia, contro l'Austria,
possibile solo quando le asserzioni sono univoche e le indulgente con l'Intesa, relativamente indulgente,
domande come le risposte sono chiaramente precisa- ma violentemente polemico contro il contesto capi-
te (Teologia politica II, cit., p. 41). talistico e imperialistico (si veda, in apertura, la
traduzione italiana di Nuova Italia, eseguita sulla
seconda edizione del 1923).

,., Theologisch-politisches Fragment, in Gesammelte Schrz/ten ,


Suhrkamp, Francoforte sul M., 1974-1989, II, pp. 203-204;
trad. it. Frammento teologico-politico, in Il concetto di critica nel
Romanticismo tedesco. Scritti 1919-1922, Einaudi, Torino, 1982,
pp. 171-172; inSulconcetto diStorta, Einaudi, Torino, 1997, pp.
254-255; in Scritti politici, Editori Internazionali Riuniti, Ro-
ma, 2011, pp. 67-69).

28 29
MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

Benjamin aveva conosciuto Bloch nel1919, a Ber- sperso; in quanto ricostruzione del pianeta Terra e
na, e aveva avuto con lui lunghe conversazioni. Il suo appello, creazione, conquista con la forza del Re-
interesse per i problemi della politica nasce da questo gno: Miintzer, con tutti i chiliasti rimane la voce
incontro. che chiama a questo tempestoso pellegrinaggio. E
Di quel libro aveva scritto una critica, non pub- non soltanto una nuova vita comincia nella vecchia
blicata e andata perduta. Ma ebbe modo di dire che realt: aperta diventata ogni esuberanza, aperto
dieci volte migliore del suo libro l'autore. il mondo e l'eternit[ ...]. Ne abbiamo avuto abba-
Non gli piaceva la forma espressionista del pen- stanza di storia del mondo [ ... ]. Si dilegua l'angusto
siero e dello stile del Bloch di quel periodo. Forma sfondo della scena storica, della scena politica, del-
ancora pi presente in un altro grande libro, Thomas la scena civile, penetra invece la luce dell'anima
Muntzer als Theologe der Revolittion, del1921, che [ .. . ], E inarrestabile la nostra strada della decisio-
nell'intenzione di Bloch doveva rappresentare lo svi- ne procede di l, fino a quella segreta immagine di
luppo della parte finale di Karl Marx, der Tod und senso, verso la quale fin dal principio dei tempi si
die Apokalypse. muove l'oscura, inquieta, pesante terra (E. Bloch,
Voglio dare un esempio, a uso dei giovani scritto- Thomas Muntzer teologo della rivoluzione, Feltri-
ri, di questo stile di scrittura, che, secondo Stefano nelli, Milano, 1980, pp. 201-202) .
Zecchi, autore dell'Introduzione all'edizione italiana, Chiliasmo, millenarismo, apocalittica messianica,
si innesta nel ceppo linguistico della mistica tede- voci provenienti dalla tradizione mistica tedesca, ap-
sca di tradizione eckhartiana. Zecchi riporta oppor- punto, eckhartiana: Benjamin ha la fortuna di incon-
tunamente quello che Bloch diceva del linguaggio di trarle giovanissimo sul so cammino.
Hegel: Spezza la grammatica usuale solo perch es- Spirito dell'utopia si apre con le parole: lo sono.
so deve esprimere l'inaudito, per il quale la gramma- Noi siamo. Il Thomas Muntzer, invece, con le paro-
tica finora non offre alcun appiglio [ .. . ].La sintassi le: Noi vogliamo essere sempre soltanto con noi.
della parola viene infranta l dove non appare ade- una rivendicazione della libert dello spirito con-
guata all'unica sintassi che pu fornire regole alla fi- tro l'oggettivit materiale che ci domina, che ci op-
losofia: la sintassi logico-dialettica. prime. Benjamin parte da qui. Poi riprender i temi
Il Thomas Muntzer si conclude con queste paro- del messianismo alla fine degli anni Trenta, in un al-
le: Alto sopra le macerie e le infrante sfere della tro passaggio apocalittico. Ma in quel periodo inizia-
civilt di questo mondo splende lo spirito della non le- 1919-1920 -legge Sullo spirituale nell'arte di
sradica bile utopia: nella dimora dell'assoluta mani- Kandinskij, scopre quelle necessit interiori del lin-
festazione-del-noi. Si uniscono cos finalmente guaggio che ritrover nel suo Klee.
marxismo e sogno dell'incondizionato nello stesso Non lo convince la cristologia rivoluzionaria bio-
percorso e nello stesso progetto di spedizione; in chiana, ma quando ritorner sul messianico, lo far
quanto forza del viaggio e termine di ogni luogo in sulla base della sua adesione, pi che al marxismo, al
cui l'uomo era un essere oppresso, disprezzato, di- comumsmo.

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

Un precedente immediato del Frammento teologi- tra il193 7 e il1938 (rimando alla nota dei curatori
co-politico Zur Kritik der Gewalt, scritto tra ill920 nell'edizione. italiana in Sul concetto di Storia, cit., p.
e il1921, e nel1921 pubblicato nell'Archiv /ur So- 203) . La teologia politica, ancor prima dell'uscita di
zialwissenschaft und Sozialpolitik. Teologia politica I, era tornata al centro non solo del-
Ora, si sa, Gewalt 'violenza', ma anche 'pote- la filosofia, ma della storia del tempo. E quale tem-
re', 'dominio', 'forza'. Forza che, attraverso la vio- po! Anzi, quale epoca!
lenza, si fa potere e potere che, attraverso il diritto, Si discusso molto, e si anche fatta un po' di iro-
si giustifica come dominio. Dietro c' la lettura di nia, su quel trattino fra teologico e politico: se-
Bakunin, di Stammler, di Sorel. Soprattutto di Sorel. para e/o unifica? A tal proposito, si veda Teologia e
Benjamin affronta la teologia politica dal lato oppo- politica. Walter Benjamin e un paradigma del moderno
sto rispetto a Schmitt: invece che dall' alw, potremmo (a cura di M. Porzi e B. Witte, Aragno, Torino, 2006),
dire che la prende dal basso. Come far poi Taubes. dove il tema abbastanza approfondito.
Tipica, idealtipica la distinzione benjaminiana l
lo penso che il trattino separi e unifichi nello stes-
tra violenza miti ca e violenza divina. la stessa di-
stinzione che corre tra diritto e giustizia e tra desti- l n
so tempo. teologico e il politico si incontrano sul
terreno dell'accadimento storico, quando il momen- 1
no e carattere. to della contingenza prende la forma dello stato d' ec- "
Schicksal und Charakter un altro breve scritto di cezione, e allora la necessit della decisione, la ne- \
questo periodo. cessit oggettiva di una sovranit soggettiva sale in
Se la violenza mitica pone il diritto, la violenza primo piano. Allo stato normale, si separano. Cos, \
divina lo annienta, se quella pone limiti e confini, invece, il teologico e il politico entrano, nello stesso
questa distrugge senza limiti, se la violenza mitica in- tempo, ognuno per conto suo, in crisi.
colpa e castiga, quella divina purga ed espia, se quel- Oggi, in uno stato normale, non c' solo una crisi
la incombe, questa fulminea, se quella sanguino- ddl;politica, c' anche una crisi dellateOiogia. ili-
sa, questa letale senza sangue (si veda Per la criti- congiungerle il compito messianico attuale. e il
ca della violenza, in W.B., Angelus Novus, Einaudi, tempo storico non riprende il tnpo-m~s-si.anicG,-tl.Ofl
Torino, 1976, p. 25). c~speranza c e si esca dalla crisi della politica.
C' un arco che porta da qui - attraverso gli studi Ma entriamo nel testo, leggiamo o insieme. E com-
sul Trauerspiel e soprattutto attraverso il lungo lavo- poniamolo con altri testi benjaminiani. Utilizziamo
ro intorno al Passagenwerk- alle Tesi politiche sulla la tr~duzione che si trova in Sul concetto di Storia,
Storia. dove troviamo anche le Tesi.
Analizziamo questo Frammento teologico-politico: Inizia cos: Solo il Messia stesso compie tutto
niente di pi che una paginetta, concentrata, inten- l'accadere storico e precisamente nel senso che egli
sa, fulminea, coma la violenza divina. La novit del- soltanto redime (p. 254). La relazione tra l'accade-
le novit lo definiva, mentre lo leggeva a Adorno, in- re storico e il messianico non pu essere posta dal-
ducendolo in errore, come se lo avesse scritto allora, l' accadere storico stesso. Ma non pu essere posta

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MARIO TRONTI
IL NANO E IL MANICHINO

nemmeno da un regno di Dio indicato come telos messianico lotta. Essenziale che il regno di Dio
della dynamis storica. Un ordine del profano co- non sia, dal punto di vista storico, das Zie!, la me-
struito guardando come meta il regno di Dio signi- ta, bens das Ende, la fine. Non il kratos ma illogos,
ficherebbe dare alla teocrazia un senso politico, in- dopo il the6s. Teologia, non teocrazia.
/ vece che unicamente un senso religioso. Aver Si legga il frammento Mondo e tempo, anch'esso
negato con la massima intensit il significato politi- immediatamente legato alla lettura di Bloch, datato
l
J co della teocrazia il pi grande merito del Geist quindi 1919-1920: Il problema del cattolicesimo
der Utopie di Bloch (p. 255). quello della (falsa, terrena) teocrazia. L'assioma qui :
necessario un chiarimento di questo difficile pas- l'autentico potere divino pu manifestarsi in modalit
so. Direi meglio, un'interpretazione soggettiva pos- diversa da quella distruttiva soltanto nel mondo a ve-
sibile trovarla nell'importante Tesi VI, riguardo al nire del compimento. L dove invece il potere divi-
concetto di Storia: Il Messia, infatti, viene non solo no entra nel mondo terreno, questo respira distru-
come il redentore, ma anche come colui che sconfig- zione. Perci in questo mondo non si deve fondare
ge l'Anticristo (Sul concetto di Storia, cit., p. 27). nulla di durevole e nessun assetto, per non dire poi
Prendiamo l'accadere storico come l'accaduto, co- del dominio come suo principio supremo (ivi, p.
me passato storico. Ci torneremo. Qui non si tratta 282). La mia definizione di politica: il compimento
di coglierlo cos come stato: si tratta di trattenere dell'umano non intensificato: non potenziato, non
l'immagine del passato, impossessandosi del ricordo durevole, senza volont di potenza(?), senza dominio
come balena in un attimo di pericolo. Il pericolo, (!) (ivi, p. 283). Pu darsi che questa lettura sia arbi-
che quello di prestarsi ad essere strumento della traria. Se lo , non ce ne importa pi di tanto. Leg-
classe dominante, minaccia l'esistenza della tradi- giamo il teologico-politico del Fragment alla luce del-
zione e, di conseguenza, i suoi destinatari. In ogni le Thesen sulla Storia, perch cos si deve e soprat-
epoca bisogna tentare di strappare nuovamente la tutto perch cos ci serve. Tra i primi anni Venti e gli
trasmissione del passato al conformismo che sul ultimi anni Trenta sono accadute molte cose. Siamo
punto di soggiogarla. La scintilla della speranza nell'et delle guerre civili europee e mondiali. E il
sta solo in quel passato storico, compenetrato dal- politico si carica di intensit, come accade nello sta-
l'idea che neppure i morti saranno al sicuro dal ne- to d'eccezione. Il tragico invade la Storia: non l'ab-
mico, se vince. E questo nemico non ha smesso di vin- bassa, la solleva. Benjamin arrivato da Bloch a
cere (ivi, p . 27). Marx: cammino perfetto. Bloch senza Marx non fun-
Il Messia colui che nel combattimento escatolo- ziona, come non funziona Marx senza Lenin. La dia-
gico sconfigge l'Anticristo. L'uso rivoluzionario del lettica del compimento ha le sue leggi. Bisogna meri-
passato storico l'arma decisiva di questa lotta. Il tarsele per scoprirle. Il percorso di Benjamin dal
messianico compie l'accadere storico, introducendo
( teologico al politico attraverso il messianico: pe~cor
nella storia vincente delle classi dominanti la scintil- so originalissimo, che ne fa tuttora un autore d1 cul-
la della speranza, patrimonio delle classi oppresse. Il to per le giovani mentalit antagoniste. I nomi che qui

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

chiamiamo in campo - Schmitt, Benjamin, Taubes - gno messianico. Il profano allora non certo una
hanno questo in comune: sono pensatori del tempo, categoria del regno, ma una categoria- e certamente
del proprio tempo. Pensatori forti in questo senso, una delle pi pertinenti - del suo pi silenzioso ap-
che stanno col pensiero dentro la Storia; e non la sto- prossimarsi. Nella felicit dell'umanit libera, tut-
ria delle dottrine, delle discipline, ma la Storia degli to ci che terreno aspira al suo tramonto e in quel-
eventi e dei conflitti. Solo chi apprende col pensiero la felicit destinato a trovarlo. Mentre certo l'im-
il proprio tempo pensato re /iir ewig. Dal Fragment mediata intensit messianica del cuore, del singolo
alle Thesen il pensiero politico di Benjamin si radi- uomo interiore, procede nel senso dell'infelicit, nel
calizza: nulla meglio del dialogo con Scholem docu- senso del soffrire. Vediamo come Benjamin parla
menta questo sviluppo. Scholem certifica proprio qui con il linguaggio concettuale dello Hegel della Fe-
quello che vede in Benjamin: non il metafisica che nomenologia (Sul concetto di Storia, cit., p. 255).
si traveste di politico, il teologo che si maschera da Nella fase sua pi matura, questo linguaggio va
) materialista storico; il passaggio da un campo all'al- corretto con la lingua del materialismo storico. Tesi
tro, gettata la persona viva nella Storia in atto, che XVIIa: Nell'idea della societ senza classi, Marx ha
ne fa, tra l'altro, anche un interprete della teologia po- secolarizzato l'idea del tempo messianico. Ed era giu-
litica novecentesca. sto cos (ivi, p. 53). La sciagura successiva, ancora
l Possiamo riprendere allora la lettura/commento pi che presente, fu l'elevazione a ideale (zum
del Frammento teologico-politico, dal secondo capo- Idea!) di questa idea, la sua definizione come kantia-
verso, che solo apparentemente cambia discorso: no unendliche Aufgabe, come compito infinito. Il
L'ordine del profano deve essere edificato guardan- tempo omogeneo e vuoto divenne un'anticamera
do all'idea di felicit (p. 255). La relazione tra l'or- di attesa di una futura situazione rivoluzionaria. Ma
dine profano e il messianico, il rapporto tra il Messia non vi un solo attimo che non rechi con s la pro-
e l'accadere degli eventi, elemento essenziale di una pria chance rivoluzionaria (ivi, p. 55). In ogni se-
/ filosofia della Storia. Se leggiamo hegelianamente la condo va colta e attraversata <da piccola porta attra-
filosofia della Storia come fenomenologia dello spi- verso la quale pu entrare il Messia (Tesi B, ivi, p.
/ rito, se ne deduce una relazione, conflittuale, tra or- 57). Eppure, proprio del pensiero non solo il mo-
/ dine del profano e disordine messianico. Il Messia, vimento delle idee, ma anche il loro arresto (Stillstel-
portando la redenzione degli oppressi, disordina l'or- lung) (Tesi XVII, ivi, pp. 51 e 53). Il compito deter-
dine degli oppressori. L'intensit messianica>~foP minato, che spetta al materialista storico, ricono-
-damen-taleconcetto benjaiJ;~~!lQ, ha co_m_~ ~cop_9 la_ scere il segno di un arresto messianico dell'accadere
ricerca di felicit deH'umanit libera. Disordinando, o, detto altrimenti, di una chance rivoluzionaria nella
--diCiamo nelpostro- linguaggio, l .rapporto- difo;a lotta a favore del passato oppresso. Nessun timore
~ra l'alto e il basso, tra il sopra e il sotto, tra domi- e tremore mi impedisce di definire questo passaggio,
nant1 e dominati, dall'nterno dello stesso ordine pro- pi che marxiano, addirittura leniniano. Ma qui oc-
fano diventa possibile promuovere l'avvento del re- corre richiamare il fondamentale concetto di unter-

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

driickte Vergangenheit, di passato oppresso, a favore un'interpretazione nei particolari) richiede tutt'altro
del quale vive e agisce la lotta rivoluzionaria. metodo di quello a un testo. In un caso la scienza
La mirabile Tesi XII da imparare a memoria, da fondamentale la teologia, nell'altro la filologia (W
parte dei giovani intellettuali militanti, come le paro- Benjamin, Opere complete IX, I passages di Parigi,
le di Marx per i morti della Comune. Qui c' tutto il Einaudi, Torino, 2000, N 2, 1) . Allora, uno degli
nostro Benjamin: Il soggetto della conoscenza oggetti di questo lavoro, dal punto di vista del meto-
storica di per s la classe oppressa che lotta. In Marx do, pu essere considerata l'intenzione di dimostra-
essa figura come l'ultima classe resa schiava, come la re un materialismo storico che ha annichilito in s
classe vendicatrice (die riichende Klasse), che porta a l'idea di progresso. Proprio qui il materialismo stori-
termine l'opera di liberazione (Be/reiung) in nome di co ha tutte le ragioni per distinguersi nettamente ri- ~
generazioni di sconfitti (ivi, p. 43 ). Questa coscien- spetto alle forme tradizionali del pensiero borghese.
za divenne scandalosa per la socialdemocrazia. E sap- n suo concetto fondamentale non il progresso, ma
piamo che scandalo maggiore provochi oggi. Essa - l'attualizzazione (ivi, N 2, 2).
e, come sappiamo, oggi non solo essa- si compiac- Il progresso, l'idea di progresso, appartiene alle
que di assegnare alla classe operaia il ruolo di reden- forme tradizionali del pensiero borghese. La reazio-
trice delle generazioni future. E recise cos il nerbo ne, il pensiero reazionario, ha avuto accenti antibor-
della sua forza migliore. La classe disapprese, a que- ghesi: da un punto di vista sbagliato, che ha indotto
sta scuola, tanto l'odio quanto la volont di sacrifici. il materialismo storico ad assumere l'idea borghese di
Entrambi, infatti, si alimentano all'immagine degli progresso. Ma cosa vuol dire attualizzazione con-
antenati asserviti, non all'ideale dei discendenti libe- trapposta a progresso? Un grappolo di altri fram- J
rati (ivi, p. 43). menti ce lo spiega: Perch una parte del passato sia l
n cammino di Benjamin, da teologo politico a po- investita dall'attualit, fra loro non deve sussistere
litico teologo, definito gi nella prima delle The- continuit (ivi, N 7, 7) . Per il materialista storico
sen. quella famosa dell'automa, che ha la vittoria as- importante distinguere con estremo rigore la costru-
sicurata nel gioco degli scacchi. In realt il manichi- zione di un fatto storico da ci che abitualmente vie-
no guidato dal nano gobbo, nascosto, maestro ne definita la sua "ricostruzione" . La "costruzione"
in quel gioco. Un corrispettivo di questo congegno presuppone la "distruzione" (ivi, N 7, 6). Il pri-
si pu immaginare nella filosofia. n manichino detto ma della storia e il dopo della storia di un fatto
"materialismo storico'? deve vincere sempre. Pu stanno tra loro in un rapporto dialettico, che va rap-
competere senz' altro con chiunque, se prende al suo presentato come un campo di forze polarizzate, in cui
servizio la teologia, che oggi, com' a tutti noto, il p re- e il post -si confrontano. n polarizzarsi del
piccola e brutta, e tra l'altro non deve lasciarsi vede- fatto storico non si presenta mai allo stesso modo,
re (Tesi!, in Sul concetto di Storia, cit., p. 21) . E, nel sempre nuovo. Perch il tutto avviene, appunto,
merito: Tenere sempre presente che il commento a nell'attualit. il presente che polarizza l'accadere
una realt (poich qui si tratta del commento, di in p re- e post -storia (ivi, N 7 a, 8).

38 39
MARIO TRONTI

Il materialismo storico non aspira a un'esposi-


l zione omogenea n continua della storia [ ... ].Dal Jacob Taubes.
1
momento che le differenti epoche del passato inte- La teologia politica di san Paolo
t ressano il presente dello storico in modo molto dif-

\ ferente (spesso il passato pi recente non gli interes- .


sa affatto, il presente "non gli rende giustizia"), una
1
continuit dell'esposizione della Storia impossibile
' (ivi, N 7a, 2).
Qui siamo esattamente dentro la contingenza che
ci riguarda. la nostra attualit. Benjamin ne fa, per Taubes va collocato tra Schmitt e Benjamin: non
noi, una considerazione inattuale. E cos si deve mediazione, non sintesi, un doppio, nel frattempo.
fare. Se c' una cosa che fa critica del presente, oggi, Con Taubes si capisce che la teologia politica di
{ il passato. Stando come stanno le cose, alternativo Schmitt e di Benjamin non sono alternative, non
e antagonista a ci che non ci che sar, ma ci che sono nemmeno solo complementari: sono indi-
stato. Non un principio generale, di filosofia del- spensabili l'una all'altra.
la Storia, semmai un consiglio di filosofia della poli- Dobbiamo riprendere il testo del frammento
tica. Stanti gli attuali rapporti di forza tra chi sta in benjaminiano, letto per da :raubes: Mi sembra
alto e chi sta in basso, alternativo e antagonista al XXI che il parallelo pi preciso di Romani 8 sia un te-
secolo il XX secolo. Il Novecento realisticamente sto da cui lo separano circa diciannove secoli, il
il sole dell'avvenire. Benjamin vivo e lotta insieme Theologisch-politisches Fragment di Walter Benja-
a noi: L'esposizione materialistica della Storia con- min (Die politische Theologie des Paulus, Wilhelm
duce il passato a portare in una situazione critica il Fink Verlag, Monaco, 1993; traduzione italiana: La
presente (ivi, N 7a, 5). teologia politica di san Paolo, Adelphi, Milano,
Benjamin consigliava di allontanare dalla politica la 1997, p. 133).
metafora morale: per avvicinare alla politica la metafo- Romani 8 il testo paolina dello Spirito versus la
ra teologica? Possiamo dirla cos. Cos la diceva anche legge. Anzi, la legge dello Spirito ci ha liberato dal-
lui, con disincanto, in quella notissima affermazione: la legge del peccato e della morte: Infatti ci che
' il mio pensiero sta alla teologia come la carta assor- era impossibile alla legge [ ... ] Dio lo ha reso possi-
bente all'inchiostro. Ne completamente imbevuto. Se bile (Rm 8, 3).
dipendesse, tuttavia, dalla carta assorbente, non reste- Si chiede Taubes: che cosa intende Paolo quando
rebbe nulla di ci che scritto (ivi, N 7a, 7). parla di legge? Entriamo cos subito nel problema
Paolo. Secondo Bultmann, risente dell'aura dell'uni-
versalit, per cui nella legge c' un po' di tutto, dalla
Torah alla legge naturale. Niente affatto, ribatte Tau-
bes: Egli cerca in tutti i modi di svincolarsi da quel-

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MARIO TRONTI I L NANO E IL MAN/CJ-1/NO

l'intreccio fra teologia missionaria greca ed ellenisti- gemiamo interiormente aspettando l'adozione a fi- 1
ca [ ... ].Paolo un fnatico! uno zelota, uno zelo- gli, la redenzione del nostro corpo. Poich nella spe-
ta ebraico. La sua energia interiore non la spende ranza noi siamo stati salvati. Ora, [ . .. ] ci che uno
per una chiacchiera sulla liberalit del nomos. del gi vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se spe-
tutto illiberale, ne sono convinto (sono sempre riu- riamo quello che non vediamo, lo attendiamo con
scito a fiutare le trappole di un liberale, dell'antichit, perseveranza (Rm 8, 15-25).
del Medioevo o dell'et moderna). A tale questione L'immensa tristezza e il dolore da una parte,
Paolo risponde in modo del tutto diverso, con una dall'altra l'accenno a una possibile comunit solidale,
protesta, con una trasvalutazione dei valori: non il no- fondata su una consanguineit, non secondo il san-
mos, ma chi stato crocifisso dal nomos l'impera- gue, ma secondo le promesse, sono la fondazione e
tore. Ci davvero immane e, al confronto, tutti i pic- la legittimazione di un nuovo popolo di Dio. Non
coli rivoluzionari appaiono insignificanti!. Qui c' pi il popolo dalla dura cervice, che suscita la orgh
il rovesciamento di tutta la teologia ebraico-romano- theou, l'ira di Dio (Es 32-34 e Nm 14-15), ma l'ado- ~
ellenistica dell'lite. Certo che Paolo universale, zione a figli, la redenzione del corpo, la salvezza nel-
1
ma passando per il discrimine del crocifisso, cosa la speranza, l'attesa perseverante.
che trasvaluta tutti i valori di questo mondo. il no- l'incipit del frammento benjaminiano, che gi
mos come summum bonum del tutto fuori questio- conosciamo: Solo il Messia stesso compie ogni ac-
ne. Da qui deriva la sua carica politica, il fatto di es- cadere storico e precisamente nel senso che egli sol-
sere un esplosivo ad altissimo potenziale, e ci tra- tanto redime, compie e produce la relazione tra que-
spare dal suo stesso linguaggio (ivi, p. 55). sto e il messianico stesso.
il linguaggio di Paolo che piaceva a Taubes, tan- Una frase molto difficile, commenta Taubes. Ma
to quanto il suo pensiero. una cosa chiara: esiste un Messia. Niente chiac-
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per chiere- "il messianico", "il politico"-, niente neu-
ricadere nella pauta, ma avete ricevuto uno spirito tralizzazioni, ma il Messia. Ci deve essere ben chia-
da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: "Abb, ro, qui non si intende il Messia cristiano, si legge: il
Padre!". Lo spirito stesso attesta al nostro spirito che Messia. Nessuna nebulizzazione illuministica o ro-
siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche ere- mantica. Se nulla di storico pu volersi riferito al
di: eredi di Dio, coeredi di Cristo [ ... ]. Io ritengo messianico, se il regno di Dio non il telos della dy-
che le sofferenze del momentb presente non sono namis storica, esso non scopo, termine. Sopra si
paragonabili alla gloria futura che dovr essere rive- traduceva: non meta, ma fine.
lata in noi. La creazione stessa attende con impazien- Benjaillin condivide il pensiero di Scholem se-
za la rivelazione dei figli di Dio [ ... ]. Sappiamo be- condo cui l'apocalittica non conosce passaggi inter-
ne, infatti, che tutta la creazione geme e soffre fino medi, ma pone tra l'ora e il poi un tempo della cata-
ad oggi nelle doglie del parto; essa non la sola, ma strofe, un tempo del silenzio, un tempo della distru-
anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, zione e dell'annientamento totali. Taubes non

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

sicuro che questo pensiero di Scholem sia corretto. opposto del Faust di Goethe, del nietzschiano "ogni
Taubes pi politico, almeno rispetto al Benjamin del piacere vuole l'eternit". Questa affermazione va
Fragment. E d comunque una lettura pi politica dunque letta come polemica serrata, perch Benja-
della teologia. Non condivide, ad esempio, che la teo- min vede l'orrore di tale continuazione di Goethe,
crazia non abbia alcun senso politico, ma solo un sen- di tale nostalgia della durata. Nel giovane Benjamin
so religioso. Vede piuttosto l'antitesi decisiva non fra pi forte, anche su questo tema, la dimensione del
teocrazia mistica e teocrazia politica, bens fra teo- tragico, che lo porter al fondamentale discorso sul
crazia dall'alto e teocrazia dal basso. Non vero che Trauerspiel. Si veda la conclusione del Fragment:
i concetti della teocrazia non hanno valenza politica: L'immediata intensit messianica del cuore, del sin-
Tutti i concetti cristiani a me noti hanno un poten- golo uomo interiore, procede attraverso l'infelicit,
ziale politico dirompente o possono comunque ac- nel senso del soffrire. Alla restitutio in integrum spi-
quisirlo in determinate circostanze (La teologia po- rituale, che introduce nell'immortalit, ne corrispon-
litica di san Paolo, cit., pp. 134-136). de una mondana, che conduce all'eternit di un tra-
Se la relazione tra l'ordine del profano e il messia- monto [ ... ]. Perch la natura messianica per il suo
nico , secondo Benjamin, uno dei punti dottrinali es- eterno e totale passare. Sforzarsi di tendere a questo
senziali della filosofia della Storia, nel senso che l'or- passare, anche per quei gradi dell'uomo che sono na-
dine del profano deve essere orientato sull'idea di tura, il compito della politica mondiale, il cui me-
felicit. detto nel Frammento teologico-politico, nel todo deve chiamarsi nichilismo (Sul concetto di Sto-
modo pi chiaro: Infatti nella felicit tutto quanto ria, cit., p. 155).
terreno aspira al suo tramonto, ma nella felicit sol- Questa lingua vuole un interprete, e l'interprete che
tanto destinato a trovarlo (ivi, p. 155). Destinato. adesso abbiamo sotto mano Taubes: La mia tesi
In Destino e carattere troviamo la domanda: Esiste che il concetto di nichilismo qui elaborato da Benja-
forse nel destino un rapporto alla felicit? la felicit, min rappresenta anche il filo conduttore dell"' os me"
come senza dubbio la sventura, una categoria costi- contenuto nella Prima lettera ai Corinzi e nella Lette-
tutiva del destino? Ma proprio la felicit che svin- ra ai Romani. Citiamo i due testi: Questo vi dico,
cola il felice dall'ingranaggio dei destini e dalla rete fratelli, il tempo ormai si fatto breve; d'ora innanzi,
del proprio. Non per nulla Holderlin chiama" senza quelli che hanno moglie vivano come se non l'avesse-
aestno" gli di beati. Fe_fu;it e beatitu.dit:H~--eondu ro, coloro che piangono come se non piangessero, e
~ono guin_di,__al_p.ari__deltinno_cenz;_a_, fuori dalla sfera quelli che godono come se non godessero; quelli che
.der Jestino (in Angelus Novus, Einaudi, Torino, comprano, come se non comprassero; quelli che usa-
1962, pp. 31-32). no del mondo, come se non ne usassero appieno: per-
Ecco perch ogni essere terrestre nella felicit ane- ch passa la scena di questo mondo! (l C or, 29-31);
la al suo tramonto, perch cos fuoriesce dalla sfera questo ormai farete, consapevoli del momento: or-
del destino. Commenta Taubes: La felicit si iden- mai tempo di svegliarvi dal sonno, perch la nostra sal-
tifica qui con la fugacit, con il tramonto! l'esatto vezza pi vicina ora di quando diventammo creden-

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

ti. La notte avanzata, il giorno vicino. Gettiamo te intendere qualcos' altro rispetto al canto nella Chie-
via perci le opere delle tenebre e indossiamo le armi sa cristiana: pregando si grida, si geme, si prende d' as-
della luce. Comportiamoci onestamente, come in pie- salto il cielo. Sono in gioco descrizioni, esperienze,
no giorno (Rm 13, 11-13). non theologoumena. il modo in cui Paolo esperi-
n tempo si fatto breve, l'ora della salvezza pi vi- sce la comunit nella preghiera (La teologia politica
cina, la notte passa e arriva il giorno: una sorta di di san Paolo, cit., pp. 136-139).
accelerazione rivoluzionaria, non generica, ma stori- Esperienze. Poco pi sotto, Taubes dir: Si tratta
camente determinata. Cos legge Taubes: li mondo delle esperienze che scuotono Paolo e di quelle che
svanisce, la morph di questo mondo si dilegua. La dopo il1918, finita la guerra, scuotono Benjamin
relazione con il mondo nel senso datole dal giovane (ivi, p. 141).
Benjamin politica mondiale come nichilismo, cosa il grande tema di nichilismo e potere. Un tema
che anche Nietzsche aveva compreso, che a monte di di sconcertante attualit, una delle regolarit della
tutto ci si colloca un profondo nichilismo, operante Storia. Un'eredit post-novecentesca che aspetta an-
come politica mondiale finalizzata a distruggere l'Im- cora di essere appresa con il pensiero. Questa costel-
pero Romano. Quello di Paolo uno sguardo ni- lazione Schmitt-Benjamin-Taubes forse lo strumen-
chilistico sul mondo, appunto non universalistica- to ermeneutico che pi di altri capace di salire all'al-
mente, o meglio con una visione universale capace di tezza del problema. qui in mezzo, o qui in fondo,
particolarizzarsi nel concreto. La forma di questo che si pone il problema della libert: non quella spe-
mondo, qui e ora, l'Imperium Romanum. li paral- cifica, politica, piuttosto quella generalmente umana.
lelo stupefacente, secondo Taubes, che Paolo mo- Taubes stava parlando di Benjamin in rapporto a
stra una concezione paolina della creazione, di cui Barth, naturalmente per il suo commento alla Lette-
egli vede la sofferenza e la vanit. Tutto ci sta scritto ra ai Romani, prima edizione (1918), di Benjamin in
in Romani 8: il gemito della creatura. Torniamo in- rapporto ai francofortesi , in special modo al mes-
dietro, e riprendiamo l'intera citazione da Romani 8. sianismo estetizzato di Adorno. A un certo punto,
Taubes: Aprite questo testo eleggetelo ad alta voce, alla sua maniera, esplode: Non vi nulla di imma-
poi leggete Benjamin e non cesserete pi di stupirvi. nente. Questa via non conduce da nessuna parte. Il
Romani 8, 18: lo ritengo infatti che le sofferenze del ponte levatoio si trova sull'altra sponda. E come ci
momento presente non sono paragonabili alla gloria racconta Kafka, il fatto di essere o meno prescelti non
futura che dovr essere rivelata in noi. dipende da nessuno di noi [ ... ]. dall'altra sponda
ll gemito della creatura. Chi geme? L'essere ter- che devono comunicarci che siamo liberi. Liberare
restre, o tutto quanto terreno? Anche la natura? se stessi autonomamente secondo il modello
La natura, dice Taubes, una categoria escatologi- dell'idealismo tedesco- be', quando si raggiunta.la
ca. Essa si lamenta, geme, sotto il peso della fuga- mia et e si nelle mie condizioni, c' solo da stupir-
cit, della vanit. Che cosa significa "geme"? Paolo si che oltre ai professori qualcuno prenda sul serio
spiega che anche noi gemiamo. Per preghiera, dove- un'ipotesi simile [ .. .]. necessario che accada qual-

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

cosa sull'altra sponda, solo allora, quando ci vengo- direzione divina e come sviluppo della personalit nel-
no aperti gli occhi, vediamo. Cos, non vediamo nul- la Storia (A. Dempf, Sacrum Imperium, Le Lettere,
la (ivi, p. 143 ). Firenze, 1988, p. 19). Si tratta di studi di grande pe-
Proposizione tanto forte quanto discutibile; di- so, nell'orizzonte di quella sociologia improntata alla
scutibile, proprio perch forte. Ma questo Taubes. storia dello spirito, come si esprime Franco Cardi-
Imparando a pensare cos, si fa una buona cosa. Ri- ni nella Presentazione del libro, che a sua volta aveva
guardo alla specifica affermazione, non bisogna as- preso le mosse da quegli Au/sdtze zur Religionssozio-
sumerla subito, non scartarla subito. Occorre tener- logie di Max Weber, testo di formazione per protago-
la n, presente. un'opzione possibile: nel caso estre- nisti della grande cultura novecentesca come Carl
mo, ci si pu ricorrere. Schmitt, Otto Brunner, lo stesso Alois Dempf.
C' adesso un passaggio particolare da attraversa- E allora, per tornare al tema, nel marcionismo il
re. Particolare, ma non minore. nota la quaestio di Dio neotestamentario un Dio nuovo, ignoto, buo-
Taubes, nota agli studiosi (pochi) : Walter Benjamin no, contrariamente al demiurgo del Vecchio Testa-
un marcionita moderno? Trovate lo scritto in Il prez- mento, che un secondo Dio, limitato, non, come
zo del messianesimo (Quodlibet, Macerata, 2000), nel manicheismo, un Dio del male, ma un Dio sol-
con la cura di una studiosa che ha molto, e molto be- tanto giusto, privo dell' onnipotenza nell'ordine etico-
ne, approfondito il pensiero di Taubes, Elettra Sti- spirituale del mondo. n Dio buono contro il Dio giu-
milli. Una sua monografia dedicata all'autore, (Mor- sto. n Messia viene dal primo, non dal secondo. Ec-
celliana, Brescia, 2004). curatrice anche dell'unico co il Benjamin teologo politico, cos come lo ha capito
libro di Jacob Taubes, Escatologia occidentale, scrit- Taubes. E che non ci sarebbe senza Schmitt.
to nel1947 (Garzanti, Milano, 1997), con Prefazio-
ne di un rimpianto intellettuale, Michele Ranchetti. Cosa lega i tre, Schmitt, Benjamin, Taubes? Nella
Taubes prende il problema dal lato di Scholem, in- conferenza tenuta all'Istituto di Filosofia della Freie
terprete di Benjamin. Non possiamo trattare qui il Universitdt di Berlino, pubblicata poi sulla Tage-
rapporto Benjamin-Scholem. szeitung il20 luglio 1985, cos si esprime Taubes: A
Chi era Marcione? Era l'ideatore dell'eresia gno- Plettenberg ho avuto le discussioni pi tempestose
stica, mentre Paolo era, o verr riconosciuto, come il che abbia mai fatto in lingua tedesca. n tema era la
promotore dell'ortodossia cristiana. storiografia in nuce, racchiusa nell'immagine mitica.
Dempf ci presenta il greco Marcione da Ponto, con un pregiudizio corporativo, quello per cui le im-
il suo esaltato paolinismo ostile agli ebrei, come colui magini mitiche o i termini mistici sarebbero oracoli
che trova una nuova immagine di Dio nello spirito po- vacui, duttili e obbedienti ad ogni volont, mentre la
litico-religioso siriano, dove il chiliasmo, la dottrina lingua scientifica del Positivismo avrebbe preso in ge-
del regno millenario sulla terra, d l'avvio a un mes- stione la verit. Non c' nulla di pi lontano dalla si-
sianismo politico, che fa emergere per la prima vol- tuazione reale che questo pregiudizio storicistico.
ta una coscienza della Storia come esperienza di una Nella lotta contro lo storicismo, Carl Schmitt sapeva

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

di essere d'accordo con W alter Benjamin, o pi pre- si. L'" attualit" (jetztzeit), straordinaria abbreviazio-
cisamente: Walter Benjamin sapeva di essere d'ac- ne del tempo messianico, determina l'esperienza del-
cordo con Carl Schmitt (J. Taubes, In divergente ac- la Storia sia di Walter Benjamin che di Carl Schmitt:
cordo. Scritti su CarlSchmitt, Quodlibet, Macerata, a entrambi propria una concezione mistica della
1996, p. 36). Storia, la cui lezione essenziale riguarda il rapporto
Siamo al punto. Lo storicismo dell'idealismo, lo tra ordine sacro e ordine del profano. E abbiamo
scientismo del positivismo, ambedue arciconvinti- e visto prima come l'ordine del profano non possa co-
in grado di convincere tutti - di possedere il mono- munque essere conforme al regno di Dio. Pertanto
polio della verit unica, sono le due sponde polemi- teocrazia pu essere intesa solo in senso religioso, e
che; polemologia del pensiero, che unisce la nostra non politico. Ma qui arriva l'essenziale osservazione
costellazione di autori. Le due sponde sono ancora di Taubes, da tenere ben presente: Se comprendo
presenti, con altri nomi. Tuttavia, nella sostanza, sem- qualcosa di ci che, guardando alle tesi di Carl Sch-
pre quelle. Progressisti in politica, analitici in filoso- mitt, Walter Benjamin costruisce qui come visione
fia, dettano l'ordine del giorno della prassi e delle mistica della Storia, questo: ci che esteriormente
idee. La nostra squadra, a suo modo - ripeto, a suo si compie come un processo di secolarizzazione, di
modo, teologico-politica, come l'abbiamo declinata desacralizzazione e de-divinizzazione della vita pub-
qui-, viene chiamata in campo, a trattenere prima, e blica e si comprende come graduale processo di n eu-
a contrastare poi, questa nuova cultura d'ordine, mol- tralizzazione, fino ad arrivare alla "libert del valo-
to funzionale allo stato di cose presente, che mette al re" della scienza come indice per la forma di vita tec-
sicuro l'attuale, squilibrato, rapporto di forze. nico-industriale, ha anche un volto interno, che
Nel testo poco sopra citato, Taubes ritorna alla Te- testimonia della libert dei figli di Dio in senso pao-
si VIII: La tradizione degli oppressi ci insegna che lo lina, ed quindi espressione di una riforma che sta
"stato d'eccezione" in cui viviamo la regola. Dob- giungendo a compimento (In divergente accordo,
biamo giungere a un concetto di Storia che corri- cit., pp. 38-39).
sponda a questo. Allora ci star davanti, come no- Se comprendo qualcosa di ci che Taubes qui so-
stro compito, di suscitare il vero stato d'eccezione stiene, si tratta di questo: nell'attualit nemica, nel qui
[ ... ] la cui chance sta, non da ultimo, nel fatto che gli e ora, tutto in mano agli oppressori, nel processo og-
oppositori lo affrontano nel nome del progresso, co- gettivo della Storia che accompagna e conferma l' op-
me se questo fosse la norma della Storia (Sul con- pressione, necessario andare a trovare quel volto
cetto di Storia, cit., p. 33 ). Commenta Taubes: Qui i interno, quel nocciolo irriducibile, che testimonia,
vocaboli fondamentali di Carl Schmitt vengono in- cio che salva, la libert dei figli di Dio. In senso pao-
trodotti, accolti e rovesciati nel loro contrario. Lo lina. Ovvero in senso mistico-politico? Grande te
"stato d'eccezione", dichiarato dittatorialmente in ma, che andr ripreso a parte, al momento opportu-
Carl Schmitt, dettato dall'alto, diventa in Walter no, se il tempo non si far troppo breve. Qui basti
Benjamin la dottrina di una tradizione degli oppres- questo accenno, a questo punto ancora un po' mi-

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICI-li NO

sterico. Nella libert politica, attuale forma di op- dare un popolo con Ges il Cristo del cristallo
pressione, va colta la possibilit, rivoluzionaria, che di Hobbes? Come si concilia una teologia politica
giunga a compimento il progetto antico di liberazio-. positiva con una teologia politica negativa? Per me,
ne umana. come si concilia la rivoluzione con il potere, la neces-
sit della rivoluzione con la necessit del potere?
Ma, tornando un momento indietro: perch ho C' una lettera di Taubes ad Armin Mohler, data-
preso Dempf a commento di Marcione? ta 14 febbraio 1952, molto significativa. Una breve
PerchSacrum Imperium, il grande libro di Dempf premessa, poi: E ora in medias res. Cari Schmitt (in-
su la filosofia della Storia e dello Stato nel Medioevo e sieme a Heidegger) la potenza spirituale di gran
nella Rinascenza politica, ha direttamente a che fare lunga superiore a qualsiasi chiacchiera intellettuale.
con la teologia politica, che stiamo trattando. La dia- Su questo non c' dubbio. Il fatto che entrambi, C.S.
lettica di mondo e regno la stessa dialettic~ di p~o e M.H., abbiano accolto con soddisfazione la "rivo-
fano e messianico, di ordine del profano e dtsordme luzione" nazionalsocialista, che addirittura vi abbia-
del messianico, quindi di politico~ teologie?. L~ t.eo- no "preso parte", per me costituisce ancora un pro-
)1
ria sociale, ma noi potremmo dtre la teona poliuca, blema che non posso mettere a tacere con luoghi co-
' del cristianesimo si presenta compiuta in una chia- muni come "bassezza", "porcheria" , e altre cose
ra e consapevole serie di analogie tra idea di Dio, idea , simili. I cedimenti visibili nel mondo liberal-uma-
del regno e idea della personalit (op.cit., p. 11). nistico erano sufficienti per gettarsi tra le braccia dei
Il concetto paolino della personalit come legge lemuri? evidente la risposta negativa. Tuttavia,
soggettiva dell'esistenza, e quindi come legge spiri- prosegue: arrivato a Gerusalemme un breve scrit-
tuale della libert, quello che Taubes, in divergente to, Ex captivitate salus. Altri hanno detto, "indigna-
accordo sia con Schmitt sia con Benjamin, cerca e tro- ti" , che si tratta di un'ammissione di colpa insuffi-
va in Paolo. lo sono paolino, diceva Taubes, non ciente, un tentativo per svignarsela. A noi, invece,
sono cristiano. La mia ipotesi che l'origine del cri- parso un resoconto sconvolgente, che, se non chiari-

l stianesimo vada ricercata non tanto in Ges, quanto


in Paolo. Ecco il problema da affrontare e la sua mo-
tivazione sta nel parallelismo tra Mos e Paolo (La
teologia politica di san Paolo, cit., p. 81).
Su un altro piano, ma con precisa competenza spe-
sce tutto, permette di guardare nel profondo dell'ani-
ma; non ho mai letto finora, da parte di qualcuno del-
la nostra generazione, un resoconto cos intimo e in-
sieme nobile (e sincero), una vera e propria resa di
conti con se stesso. Se solo M.H., una volta che il di-
cifica, il tema trattato da un grande studioso di Pao- scorso da rettore del1933 rimasto davanti agli oc-
lo, Giuseppe Barbaglio (si veda Ges di Nazaret e Pao- chi di tutti, oltre a qualche altra cosa [ ... ], avesse avu-
, lo di Tarso. Confronto storico, Edb, Bologna, 2005). to il coraggio di giudicare se stesso allo stesso modo,
f Paolo - sostiene Taubes - non si misura con Cristo, avrebbe indicato alla giovent tedesca in cerca di
si misura con Mos. Il loro un compito comune: la orientamento una via migliore del Feldweg, il sentie-
1
fondazione di un popolo. Ma come si concilia fon- ro di carnpagna. Si tratta del saggio Der Zuspruch

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MARIO TRONTI IL NANO E !L MAN!Cf-llNO

des Feldweges, apparso in rivista nel1949 e ripub- ma, con la guerra civile mondiale [ ... ] . Siamo di fron-
blicato nel1950. All'inizio Taubes non credeva che te a un uomo che, esattamente come Heidegger, po-
questo scritto fosse di Heidegger. Ma Buber mi dis- ne domande essenziali. In ci sta il suo fascino. Poi
se: Taubes, lei conosce Essere e tempo, ma non co- si ferma, perplesso, ma per continuare nel suo stile:
nosce Heidegger- e aveva ragione! (In divergente Mi sto inoltrando in un ambito su cui ho riflettuto,
accordo, cit., pp. 41-42). ma in cui effettivamente non posso vantare alcuna
Condivido il giudizio su Ex captivitate salus, un competenza, sebbene consideri ignoranti coloro che
grandissimo libretto. Come, a proposito del guar- se ne spacciano per competenti. Ma una questione
dare nel profondo dell'anima, consigliabile per diversa. La maggior parte dei libri sull'argomento
tutti la lettura di Glossarium: Au/zeichnungen der ]ah- sono insopportabili, non hanno la pi pallida idea
re 1947-1951, dello stesso tormentato periodo: delle forze e delle crisi autentiche. richiesto un ABC
un'antologia di pensieri geniali (traduzione italiana: democratico, ma nella prolusione inaugurale ogni li-
C. Schmitt, Glossario, Giuffr, Milano, 2001). La ge- bero docente si sente in diritto di dare un calcio nel
genstrebige Fugung tra Taubes e Schmitt uno dei sedere a Carl Schmitt, con la scusa che quella di ami-
pi illuminanti e fecondi rapporti intellettuali che so- co-nemico non la categoria giusta. Tutta la scienza
lo il grande Novecento poteva consegnarci in eredit. si mossa per soffocare il problema. A pensarci bene,
Taubes prende le distanze dallo Schmitt che diceva di grottesco, se si considera che quelle problemati-
s di essere soprattutto un giurista. Il giurista chia- che, pur avendo indotto in errore Schmitt, restano
mato a legittimare il mondo cos com': Egli un pur sempre delle grandi problematiche (ivi, p. 189).
chierico, il suo compito non di porre il diritto, ma questo il post-Novecento con cui abbiamo a che
di interpretarlo. Schmitt guidato da un unico inte- fare. Tutto tremendamente complicato. Eppure tutto
resse: che il partito, che il caos non venissero a galla, straordinariamente chiaro, se solo sappiamo scopri-
che permanesse lo Stato. A tutti i costi[ ... ]. Il giuri- re- proprio perch il tempo lo nasconde- il pensie-
sta quello che in seguito egli chiama katechon, co- ro che conta.
lui che trattiene, che impedisce al caos di emergere. Il18 settembre 1979 Taubes scrive a Schmitt. Scri-
Non questa la mia concezione del mondo, n la ve da Parigi, perch, concludendo la lettera, rileva
mia esperienza. Come apocalittico immagino che di- che anche passando attraverso Peterson molti tro-
rei: vada pure a fondo. I bave no spiritual investment veranno, dovranno trovare, la strada per Pletten-
in the world as it is (La teologia politica di san Pao- ber g. E comunque dice praticamente a Schmitt: tor-
lo, cit., p. 186). niamo a Hobbes, per leggerlo la lettre. Il great Le-
Eppure, di fronte all'incipit del primo capitolo di viathan come morta! God vuol dire che under the
Teologia politica (Sovrano chi decide nello stato immortal God abbiamo <<.peace and de/ence. E che
d'eccezione), Taubes si entusiasma. proprio cos, ]esus is the Christ>> non vuotaformula, ma pensie-
esclama. Illiberalismo aveva detto: il diritto costi- ro fondante. Per questo la macchina dello Stato non
tuzionale finisce qui. Ma qui che inizia il proble- un perpetuum mobile, un regno millenario, sin e/in e,

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICI-liNO

bens mortale, ovvero un fragile equilibrio tra un La teologia una necessit della politica. Ripeto, non
dentro e un fuori, mortale e dunque fallibile. Non della politica en gnral, che quella delle classi domi-
stato il "primo ebreo liberale", l'accenno a Spino- nanti, dei padroni del mondo, ma della politica dei su-
za, a scoprire quel "punto di frattura", ma l'aposto- balterni, dei dominati. Questi ultimi - ultimi in tutti i
lo Paolo (che pure il "primo ebreo liberale" stimava sensi- devono per capire che non basta un'apocalit-
moltissimo). Paolo, a cui io mi volgo nelle svolte epo- tica dal basso: ci vuole anche un'apocalittica dall'alto.
cali, distingueva, anche per il "politico", tra un den- Possedere la politica di chi comanda assolutamente
tro e un fuori. Senza questa distinzione siamo ab- indispensabile per chi non vuole pi obbedire.
bandonati alla merc dei troni e dei poteri costituiti, Torniamo, per decifrare il senso di queste sugge-
che in un cosmo "monistico" non conoscono un al- stioni, a Benjamin. Negli appunti preparatori alla ste-
dil. La delimitazione tra spirituale e mondano pu sura delle Tesi, troviamo frasi inquietanti (rimando,
risultare controversa, e va tracciata ogni volta di nuo- a questo proposito, a Materiali preparatori delle Tesi,
vo (un'attivit perpetua della teologia politica), ma in Sul concetto di Storia, cit., pp. 71-103 ).
se questa separazione non ha luogo, viene a mancare Ne elenco alcune senza commento, perch sembra
il respiro (occidentale), a noi come a Thomas Bob- che non ne abbiano bisogno, fin troppo chiare come
bes, che come sempre distingue tra" ecclesiastica! and sono. la forma usata in tutta questa esposizione:
civil power" (In divergente accordo, cit., p. 52). far parlare i testi, dare la parola agli autori. Abbiamo
Taubes diceva di Schmitt che era un apocalittico bisogno della loro parola; commentarla diminuir-
1
controrivoluzionario, mentre lui, Taubes, era un apo- la, a volte addirittura perderla. Invece essenziale,
calittico rivoluzionario. Questo da tenere sempre per chi legge, ritrovarla.
sullo sfondo: importante, perch ci permette di cor- Ecco un piccolo breviario benjaminiano:
reggere Schmitt con Taubes e Taubes e Schmitt con
Benjamin. Ecco il senso dell'operazione intellettuale La catastrofe il progresso, il progresso la catastrofe;
qui presentata. la catastrofe in quanto continuum della Storia;
Tuttavia, sono importanti le ultime osservazioni che il continuum quello degli oppressori;
troviamo nella lettera. necessario distinguere, per il la Storia degli oppressi un discontinuum;
politico, tra un dentro e un fuori. Nel tutto dentro, il soggetto della Storia: gli oppressi, non l'umanit;
nell'immanenza, nel monismo, siamo subalterni ai tro- (e allora il Messia?);
ni e ai poteri, siamo cio dentro l'ordine costituito. E al- il Messia tronca la Storia;
lora non siamo umanamente liberi. Tra lo spirituale e il Messia non compare alla fine dello sviluppo;
il mondano va tracciata ogni volta una demarcazione, la rivoluzione non come locomotiva della Storia (se-
condo il detto di Marx);

l
una delimitazione: questo fa Paolo, questo fa Hobbes,
questo fa Schmitt, e questo il motivo che rende falsa la rivoluzione come freno d'emergenza.
la leggenda di una liquidazione della teologia politica.
Compito della teologia politica marcare tale confine. Occorre meditare su questo decalogo.

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MARIO TRONTI IL NANO E IL MANICHINO

E nel frattempo? Il problema diventa non co- correrla in senso contrario, occorre che eschaton e ka- 1
me bisogna operare, ma come bisogna vivere. Tau- techoJ:Z siano entrambi presenti, contemporaneamen-
bes raccomanda l'als ob nicht di l Cor 7, 29-32 (e te, nel nostro orizzonte di conflitto. fuor di dub-
~bbiamo gi visitato il testo): Vorrei vedervi senza bio che per uscire dalla crisi della politica necessa-
preoccupazioni, dice Paolo. rio provocare un arresto della Storia; ma per uscire
molto, molto difficile, oggi, vederci senza preoc- dalla sua crisi, la politica deve ripiantare i piedi sulla
cupazioni nel mondo che ci circonda e che, cos terra e riorientare la testa verso il cielo. Per questo,
com', ci opprime. Siamo incerti se davanti a noi, co- un'apocalisse dal basso e un'apocalisse dall'alto, per
me nemico, sta la fine della Storia o la Storia senza essere pi chiari, rivoluzione e conservazione, a que-
fine. Nell'uno e nell'altro caso, primum vivere deinde sto punto, in questa Jetztzeit, dopo il Novecento, han-
philosophari, che io traduco cos: prima la lotta, poi no smesso di essere alternative. Sono diventate- di-
il pensiero. Ve ne sare.te acco~ti leggendo: vivere vuol ciamo meglio, devono diventare, e ripropongo
dire lottare pe:r camb1are la v1ta. un'espressione gi adoperata- non semplicemente
\
complementari, ma reciprocamente indispensabili.
Un'ultima riflessione di Taubes: Carl Schmitt Per rimanere fedele alla linea fin qui seguita, do la
pensa da apocalittico, ma dall'alto, a partire dai po- parola, anche se in maniera allusiva, ai nostri prota-
teri costituiti: io penso a partire dal basso. Ci acco- gonisti. Alle giovani menti, a cui mi rivolgo, consegno
muna l'esperienza del tempo e della Storia come ter- l'episodio che segue. Racconta Taubes: A Berlino,
mine, come termine ultimo davanti al patibolo. Que- Alexandre Kojve, che alloggiava all'albergo Berliner
sta originariamente anche un'esperienza cristiana Hof, sul Lago Diana, si trovava circondato dai capi
della Storia. Il katechon, ci che arresta, su cui posa lo della "contestazione" studentesca, Dutschke e com-
sguardo Carl Schmitt, gi un primo segno di come pagnia. A questi, tra l'altro, disse che ora per loro, che
l'esperienza cristiana del tempo della fine (Endzeit) erano le guide spirituali degli studenti, la cosa pi
venga addomesticata, adattandosi al mondo e ai suoi importante da fare era [ ... ] imparare il greco. I capi
poteri. Certamente anche la Storia come termine pu dello Sds rimasero sbalorditi. Si aspettavano di tut-
essere interpretata in tante maniere e perdere di acu- to, ma non una simile proposta. Kojve, che io ac-
tezza (G. Anders, Tempo della fine e fine dei tempi. compagnavo nella sua visita a Berlino, ripart presto.
Pensieri sulla situazione atomica). Ma soltanto attra- Gli chiesi quale sarebbe stata la sua prossima tappa
verso l'esperienza della fine della Storia, la Storia di- (era giunto direttamente da Pechino). La sua rispo-
ventata una "strada a senso unico"; cos che la Sto- sta fu: Plettenberg. Rimasi meravigliato, anche se
ria occidentale, almeno per noi, si rappresenta (In Kojve mi aveva abituato a qualche sorpresa. Poi pro-
divergente accordo, cit., pp. 33-34). segu: dove altro bisogna andare in Germania? Carl
D'accordo. Tuttavia, per sbarrare la strada a sen- Schmitt l'unico con cui valga la pena parlare (In di-
so unico della Storia di oggi, occidentale, per provo- vergente accordo, cit., p. 35).
care l'arresto di questa Storia, per cominciare a per-

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MARIO TRONTI

Gli unici con cui valga la pena parlare, vista l'at-


tuale situazione, pur stando noi nell' aldiqu e loro- Indice
tutti - nell'aldil, sono i nomi della costellazione che
abbiamo qui disegnato: Schmitt, Benjamin, Taubes,
Bloch e Kojve. Parlare: come? Parlare di politica in
lingua teologica. Perch mai, direte voi, parlare que-
sta lingua, che nessuno capisce, visto che come par-
lare in greco al tempo dell'inglese? Per questa ragio-
ne: il nano gobbo della teologia serve alla politica per
smascherare il trucco dell'automa nascosto nel ma-
Avvertenza 5
nichino della Storia.
Carl Schmitt. Teologia politica I 7
Cari Schmitt. Teologia politica II 17

W alter Benjamin. Frammento teologico-politico 29


Jacob Taubes. La teologia politica di san Paolo 41

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