You are on page 1of 15
1

1

Indice

 

.

.

.

.

.

 

.

 

.

 

.

 

.

 

.

 

.

 

.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

.

 

.

p.

17

Prefazione

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

19

1. Diabete, la peste

 

»

23

1.1. Il mondo di oggi ci vuole tutti malati e tutti dia- betici

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

.

»

23

1.2. Il terreno minato del diabete

 

.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

.

.

.

»

31

1.3. Il caso Sandlers e i conigli polio-resistenti .

 

.

.

.

.

»

43

1.4. Due complicanze a lungo termine dell’eccessiva presenza di glucosio nel sangue. La nefropatia dia- betica e la retinopatia diabetica

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

»

48

1.4.1. La nefropatia diabetica 1.4.2. La retinopatia diabetica

.

»

»

48

53

1.5. Il punto sul diabete

 

.

 

.

 

.

 

.

 

.

 

.

 

.

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

.

 

»

58

1.6. L’indice insulinico degli

 

.

»

69

1.7. La formidabile controprova dei Pimas

 

»

74

2. Schema nutrizionale di riferimento in caso di diabete .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

.

»

79

2.1.

Dieta in caso di diabete di tipo 1, diabete-lada e diabete di tipo 2

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

»

79

2

INDICE

3. Il diabete di tipo 1

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

p.

83

 

»

83

»

85

»

96

»

101

»

102

.

 

»

105

»

108

»

115

3.1. Debellare il diabete con entusiasmo e prudenza

3.2. Diabete di tipo 1, un mondo che ti crolla ad- dosso

3.3. Ho il diabete di tipo mellito

3.4. Un anno di riflessioni sul diabete di tipo 1

3.5. Diabete di tipo 1 e cambiamento di alimentazione in bimba di 20 mesi

3.6. Farine bianche, alimento killer e diabete

3.7. Ci sto arrivando per gradi

3.8. Bambina di 7 anni con diabete mellito di tipo 1

3.9. Una rivoluzione alimentare in famiglia

3.10. Salute splendida e stress da dipendenza glicemica » 127

» 120

3.11.

3.12.

3.13.

Diabete di tipo 1 e panico ingiustificato di fronte alla glicemia tabellare Diabete di tipo 1, insulina e ipoglicemie

Vittoria in corso su diabete di tipo 1, su miopia e su vitiligine

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

»

»

131

134

138

4.

5.

Il diabete LADA .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

4.1.

Non mi rassegno alla sindrome LADA

.

.

.

.

.

.

4.2.

Una glicemia a 137 bastò a collocarmi tra i diabe- tici .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

Il diabete di tipo 2 .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

5.1.

Strategia vincente contro glicemia alta e ogni forma di diabete

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

»

»

»

»

155

155

157

163

163

3

INDICE

5.2. Diabete di tipo 2, metformina e

 

p.

169

5.3. Diabete, emicrania e pensieri

»

172

5.4. La formula vincente, non solo per il

 

»

175

5.5. Un pilastro di sostegno per la lotta al diabete

 

»

180

5.6. Mia madre diabetica di tipo 2 e insufficiente renale

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

.

.

»

188

6. Il distacco dai farmaci

 

»

199

6.1. Ipertensione, ipercolesterolemia e diabete mel- lito tipo 2 .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

199

6.2.

Intuivo che l’insulina e i farmaci non servivano a

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

205

7. Diabete e digiuno

 

7.1. Un ingegnere civile impegnato nella ricostruzio- ne di se stesso .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

211

7.2. Esperienze drenanti su diabete e glicemia

 

»

216

7.3. Non più indici glicemici ma punteggi insulinici

 

»

218

8. Il vegan crudismo e la sconfitta del diabete

 

»

223

8.1.

Vegan-crudismo miracoloso e glicoemoglobina al valore eccezionale di 5,9 mm/dl

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

223

8.2.

Diabete guarito e medico

 

»

227

8.3.

Mi avevano catalogato come diabetico 5 mesi fa e stavo a 115 chili

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

229

8.4.

Una scioccante diagnosi di

 

»

231

8.5.

Stanno succedendo cose dell’altro mondo

 

»

234

4

INDICE

 

8.6.

Regressione naturale del diabete mediante plant-based diet

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

.

.

.

p. 237

9.

Il diabete gestazionale

 

»

249

9.1. Inaspettata e laconica diagnosi di diabete ge- stazionale

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

.

»

249

9.2. Diabete gestazionale e mamma al settimo cie- lo

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

»

254

10.

Il diabete insipido

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

261

10.1.

Diuresi, ritenzione idrica e diabete insipido

 

»

261

11.

Approfondimenti e

 

»

269

11.1. Zucchero-saccarosio, dolce droga assassina. »

269

11.2. Radicali liberi, stress ossidativo e chiave fla- vonoica al

 

»

284

11.3. Una ventina di buoni consigli per i diabetici (ma anche per gli altri)

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

.

»

307

Bibliografia .

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

311

 

Sitografia

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

 

.

.

.

 

.

 

.

 

.

»

311

Riviste

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

312

 

.

Sull’Autore

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

»

313

 

5

Prefazione

«Le cause del diabete sono pressoché sconosciute», dicono i medici. Non si sa bene se lo dicano per ferma convinzione, per convenienza, oppure facciano gli gnorri per cattiva coscienza. Confessare infatti una circostanza del genere significherebbe autoaccusarsi di misfatto continuato e perseverante contro la salute del mondo. Da dove arrivano gli appelli continui al con- sumo del «po’ di tutto», dove «tutto» significa carne e pesce e uova e latte, se non dalla classe medica? Eppure le statistiche dimostrano inequivocabilmente il lapalissiano collegamento tra carne-uova-pesce-latte e diabete mellito. Il diabete è infatti illu- stre sconosciuto o quasi presso tutte le comunità vegetariane e soprattutto tra quelle vegane del mondo. Al contrario, esso è presente a livelli epidemici e in rapporto direttamente propor- zionale dovunque si mastica sangue e si succhia mammella di mucca in continuazione. Le cause genetiche poi non smorzano affatto il problema. Il bimbo che nasce già diabetico lo può solo aver rovinato nella propria pancia la sua disattenta o disinformata mammina, ipno- tizzata dai martellamenti in favore delle proteine animali. Fatto sta che anche il medico più possibilista tende a dire che la gua- rigione dal diabete senza trattamento è cosa estremamente rara. Prima che l’ormone insulina venisse isolato nel 1922 da F.G. Banting e C.H. Best, la maggior parte dei pazienti semplice- mente moriva. Il diabete non curato, lasciato a sé e privo di correttivi nutri- zionali-comportamentali, porta alla chetosi ovvero

6

PREFAZIONE

all’accumulazione di chetoni (composti organici come l’acetone) nel sangue, derivati dalla demolizione dei grassi. Che poi il diabete sia un vero e proprio terreno minato è un fatto accertato. Gli stessi medici ne parlano con circospezione, e mettono sempre le mani avanti. I giochi ormonali tra insulina e glucagone, i meccanismi di assorbimento delle sostanze, gli equilibri salini tra calcio e potassio, concorrono tutti a rendere il problema delicato. L’igienismo naturale è una grande risorsa. È un po’ l’altra metà del cielo per la stessa medicina, in quanto porta con sé una serie di verità fondamentali che alla medicina mancano. Quando l’opera di integrazione sarà avvenuta, tra qualche de- cina di anni, vorrà dire che molte cose saranno state cambiate nel mondo medico, e che il giuramento a Ippocrate avrà perso finalmente quel sapore di beffa che oggettivamente ha nei no- stri giorni. È per questo che esistono le cliniche igienistiche specializza-

te,

dove si ottengono regolari e sistematici recuperi, spettacolo-

se

guarigioni da situazioni difficili che la medicina aveva giu-

dicato irreversibili e irrecuperabili. Ma non si tratta di cure o di

prescrizioni, e nemmeno di particolari sostanze o cibi da assu-

mere a contrasto. Si tratta piuttosto di sgombrare la mente da pensieri negativi,

di assumere un atteggiamento positivo e fiducioso, di seguire

una prassi purificatrice capace di dare massimo potere alle strumentazioni interne sulle quali il nostro corpo può contare. Si tratta di applicare, con giudizio-prudenza-progressività il principio del de-condizionamento, della de-dipendenza dal farmaco, e di arrivare alla cura della non-cura, a un periodo di assoluto riposo fisiologico e mentale, e quindi al ripristino in- tegrale di tutti i delicatissimi congegni auto-guaritivi del corpo (che si erano ossidati, disabituati e atrofizzati), il quale

7

PREFAZIONE

corpo, solo a quel punto, è in condizione di riacquistare la sua totale funzionalità. L’igienista naturale serio è uno scienziato vero, dotato anche

di tecnica e di esperienza clinica, che crede fermamente nel fe-

nomeno intrinseco della auto-guarigione. Egli gode di un van- taggio di posizione rispetto al medico, proprio grazie a questa particolare illuminazione che è di tipo scientifico e non sempli- cemente fideistico, che lo porta ad agire di conseguenza senza tentennamenti e ad aspettare con pazienza e fiducia non la ve- nuta del Messia, ma i buoni risultati del lavoro affidato in esclu- siva ai meccanismi corporali di auto-ripristino. La medicina, in generale, non ci crede, è scettica sull’auto- guarigione, è priva di fede, sospettosa, e non sa trovare nulla di meglio che prevenire col vaccino e ricorrere al farmaco. La medicina ama avocare a sé, più che al corpo, tutti i possi- bili metodi di cura. Se essa non riesce a curare, vuol dire che non esistono altre vie. È per questo che la nostra attuale civiltà po-

trebbe essere benissimo definita la Civiltà del Farmaco. Ecco allora la necessità di fare una precisa e responsabile scelta di campo. Nessuno può sostituirsi alla volontà personale, alla voglia di puntare alla salute e non semplicemente a una si- tuazione di schiavitù irreversibile dal farmaco e dalle cure me- diche. Più di qualsiasi altra cosa, la salute dipende dall’equilibrio vitale e stabile che riusciamo a mantenere nel nostro corpo. Salute come equilibrio naturale e ribilanciamento interno, o

se vogliamo come omeostasi, in termini più tecnici. Tutti sembrano essere d’accordo su questo basilare concetto.

Ma poi, all’atto pratico, ognuno devia e tende a voler interveni-

re sulla chimica del proprio sangue e della propria circolazione. Ognuno vuole dare la sua impronta e forzare le condizioni in- terne del corpo, con cure specifiche, con alimenti

8

PREFAZIONE

strani, con farmaci eccitanti o inibitori, con assurdi e saturanti carichi vitaminico-minerali. Tutti pensano di saperla più lunga del proprio sistema immu- nitario. Non capiscono un fatto fondamentale, e cioè che i loro

colpi di mano, i loro blitz, i loro interventi invasivi, vanno tutti a scapito e a disturbo dei delicatissimi equilibri interni. Tutte queste azioni, tutte queste cure, tutte queste interferen- ze, rientrano in quella pratica che si chiama end-gaining, ovvero ricerca medica del vantaggio immediato. Quel guadagno rapido ed istantaneo che ignora però gli effetti duraturi e gli effetti col- laterali di lungo periodo. La salute non è una questione di breve periodo. Non si può con essa impostare la strategia del «vivere alla giornata». Cer- to, non sempre il vantaggio immediato è condannabile. Ma è solo nelle emergenze che è giusto ricorrervi.

Del resto, sgombriamo il campo da ogni equivoco. Nessuno

al mondo vi può guarire e chi afferma il contrario è un ciarlata-

no, un millantatore, medico o non medico poco importa.

Nessuno vi può guarire all’infuori del vostro sistema immu- nitario.

Vi hanno trasformato in perfetti drogati? In insulino-

dipendenti? Non serve odiare o covare sentimenti di vendetta. L’unica rivincita possibile è quella di dimostrare a voi stessi e al- la fallace medicina che la guarigione è tutt’altro che un obietti- vo impossibile.

9

DIABETE

Nel diabete, il sintomo inequivocabile è l’aumento di zuc- chero nel sangue. Ovvio che, se il pancreas produce insulina in modo stentato, aumenta il materiale zuccherino circolante nel sangue. Come è pure ovvio però che agendo sui sintomi appena elencati si elimina il sintomo, si spegne la famosa spia rossa, ma si lasciano le cause di malattia al loro posto, e la malattia diventa cronica. Il problema grosso è che la medicina, per suo metodo e prin- cipio, non va mai a chiedersi il perché delle cose. Come mai si comporta così? Trattasi di una motivata strategia. Sarebbe in- fatti pericoloso ed autolesionistico conoscere e far conoscere le motivazioni delle malattie. Segnerebbe il suo declino verso la catastrofe professionale. Spiegare con cura le cause, porterebbe la gente a capire i suoi problemi, a trovare delle contromosse e ad autoguarire senza farmaci. E questa sarebbe autentica disgrazia per le capienti ta- sche di Big Pharma e del suo piazzista Ordine Medico interna- zionale. Porsi domande sulle cause di malattia non conviene affatto. Porterebbe a un clamoroso divorzio con la farmacologia, che oggi sguazza felice e supernutrita, potendo praticare indisturbata e a pieno ritmo il suo hobby preferito che è il vampirismo commerciale, ovvero il succhiamento delle risorse economiche dai mercati. Porsi domande significherebbe capire che non è il pancreas a fare le bizze, e a secernere meno insulina, ma è piuttosto il san- gue lento, viscoso e lipotoxemico, ubriaco di B12 e di cadave- rina, ad impedire con la sua patologica lentezza che l’insulina arrivi in tempo nei punti nevralgici. Porsi domande significherebbe in altri termini scivolare nel degrado infernale dell’igienismo, dove nessuno ti sponsorizza e nessuno ti ricopre più di banconote e di premi, di diplomi e di regali, di cattedre e di riconoscimenti, di viaggi-omaggio in

10

1. DIABETE, LA PESTE PILOTATA

località esotiche. Significherebbe perdere tutti gli enormi vantaggi che deriva- no dalla professione medica e dall’appartenenza all’Ordine. Se qualche medico non rispetta le regole, viene prontamente defenestrato e radiato. «Vuoi diventare forse medico-igienista? Va pure, che ci ri- diamo anche sopra!» È l’ammonimento dell’Ordine medico ai suoi adepti più irrequieti. Guai se i diabetici del pianeta Terra si mettessero in testa di guarire. Un miliardo di diabetici e quasi-diabetici garantiscono un flusso enorme e continuo di risorse e costituiscono il piatto forte della pirateria medico-farmaceutica, secondo forse al solo filone degli ipertesi dove dominano le statine e le eparine di ma- iale. Sarebbe una catastrofe. Sarebbe la rovina per cuochi, far- macisti e dietologi, per la porco-economia e la bovino- economia. Meno domande si pongono in campo medico e meglio è. Que- sta è la paradossale regola del gioco. La patologia è in aumento verticale in tutto il pianeta. Come mai il bambino nasce sano e, in poco tempo, si ritrova con le beta cellule del pancreas atrofizzate? Non c’entrano forse gli svezzamenti innaturali a base di proteine animali e di omo- geneizzati? Non c’entrano forse le vaccinazioni infantili? C’entrano sì. Ma l’onere della prova sta a carico di chi accusa. Fin quando non arrivano prove sicure al 100%, l’assassino e lo stupratore sono da considerarsi innocenti, e possono continuare la loro opera di bene. Si sa poi che le funzionalità delle beta cellule, che inizialmen- te si rivela esistere su livelli minimi, anziché svilupparsi subi- sce una apparentemente inesplicabile e misteriosa distruzione di tipo autoimmune. Si sa pure che, come tutto ciò non bastasse, al deficit di se-

11

DIABETE

crezione insulinica si associa una secrezione di glucagone, che è l’ormone antagonista dell’insulina. È ovvio poi che quanto detto per il diabete autoimmune gio- vanile vale anche per l’enorme grappolo delle malattie autoim- muni che tormentano e devastano, nota bene in esclusiva, il solo genere umano. Con tutti i miliardi gettati al vento per la ricerca sul cancro, e per la promozione delle pesti inventate dalla prima all’ultima, non si trovano i mezzi economici per dimostrare che tutte le malattie autoimmuni, dal Parkinson all’Alzheimer, dalla SLA alle fibromialgie, dalle allergie alle celiachie, sono tutte costrui- te nei primi anni di vita, quando mediante la pediatria, cioè il ramo più corrotto e pericoloso della medicina, si costringono i bambini umani alle peggiori sopraffazioni e ai peggiori avvele- namenti in atto sul pianeta? Si può forse pensare che il passaggio dal latte di mamma (di formula naturale basso-proteico-zuccherina identica a quella della frutta) allo svezzamento verso l’omogeneizzato virulento e cadaverinico sia priva di drammatici effetti scioccanti, di- struttivi, sballanti ed impazzenti per un sistema immunitario in- fantile ultrasensibile e in via di formazione? Siamo seri una buona volta. I soldi per la salute non si trova- no perché non si vogliono trovare. Troppi gli scheletri nell’armadio della pediatria e della medicina. Il più grande e autorevole pediatra del mondo, il dottor Ro- bert Mendelsohn, non era certo pazzo quando invitò le mamme americane e del mondo a stare molto alla larga dalla pediatria, se ci tenevano davvero a salvare i loro bambini e a preservarli in salute. Uno dei più grandi e più dimenticati medici americani, il cele- bre dottor Sandlers, non era per niente pazzo quando dalla ra- dio ammoniva le mamme di stare alla larga dai latticini, dalle merendine, dai lecca-lecca, dai gelatini e dalle cole, se

12

1. DIABETE, LA PESTE PILOTATA

volevano davvero salvare i loro bambini dalla poliomielite. Servirebbero molti soldi per sovvenzionare queste ricerche e capire meglio la situazione. Perché mai farlo? E chi ha i mezzi per farlo? Si può mai chiedere all’oste di sovvenzionare una ricerca se- ria che dimostri la pericolosità del vino, del caffè e della birra? Si può mai pretendere dai macellai, dai casari, dai farmacisti, che vengano a fornirti le prove dei loro misfatti a base di B12, di ferri-eme, di Omega-3-ittici, di cadaverine, statine, insuline ed eparine? Si può mai chiedere allo Stato di sovvenzionare una ri- cerca seria che dimostri la pericolosità del fumo, quando tra i suoi monopoli ci sono anche i tabacchi? Si può mai chiedere alla Sanità Nazionale, che tiene in depo- sito armamentari a base di costosissimi Tamiflu, di spendere mi- liardi per dimostrare che le vaccinazioni portano dritte sparate alle mine a scoppio ritardato, alle malattie autoimmuni, e persi- no alla demenza? I manuali medici dicono e non dicono, ammettono e non am- mettono. Loquaci dove gli comoda, misteriosi dove c’è dell’imbarazzo. La loro laconicità è disarmante, sia sul diabete che sulle malattie autoimmuni. A volte, le confessioni mediche sono disarmanti. Prendo quanto scrive il Nuovo Roversi, sponsorizzato dalla Sanofi Aventis, e ognuno si faccia poi le sue brave deduzioni. «La carenza di insulinizzazione epatica, associata alla relativa iperglucagonemia che l’accompagna, determina un aumento della produzione endogena a livello epatico e renale di glucosio, che porta iperglicemia». L’iperglicemia a questo punto diventa cronica e determina pure l’insorgenza autoimmune di insulino-resistenza periferi- ca mediante il fenomeno della «glucotossicità», un vero e pro- prio circolo vizioso, alla fine del quale c’è lo sviluppo della

13

DIABETE

chetoacidosi diabetica e di altre complicazioni del diabete mel- lito, tipo retinopatia, nefropatia, neuropatia e complicanze neu- rovascolari. Tutte cose scongiurabili con 3-4 iniezioni di insuli- na al giorno. Peccato che tali «miglioramenti» del controllo metabolico, ba- sati su questi tamponi insulinici, provochino una aumentata fre- quenza degli episodi ipoglicemici gravi, limitando la percorribi-

lità di questa strada. Il fatto sconvolgente però è che questa stra-

da si percorre, eccome si percorre.

Se pensiamo che non esiste la malattia diabete, ma solo la ma- lattia diabetizzante di chi ha la pessima tendenza a mangiar ca- daveri di pesci, granchi, volatili e quadrupedi, c’è di che man- giarsi le unghie.

Molto ci sarebbe da dire sulle malattie collaterali. La retinopatia diabetica deriva da microangiopatie che colpi-

scono i piccoli vasi dell’organo ottico. Il 15% dei ciechi, prima

di

perdere la vista, hanno una storia di appartenenza alla scomo-

da

categoria dei diabetici, affetti da gravi retinopatie. Anche la nefropatia diabetica merita essere citata, dopo che

studiosi seri come Kimmelstiel e Wilson hanno dimostrato co-

me i noduli renali, presenti nei glomeruli, non sono altro che spie

di una lesione renale causata dal diabete.

Nel diabetico poi, ogni ferita si trasforma in ulcera suppuran- te, perché attraverso queste ferite il corpo inquinato scarica le so- stanze velenose in più.

Mali di testa, pizzicorii, disturbi visivi e debolezza generale sussistono nonostante il grande appetito. Il diabetico mangia e mangia, mentre l’organismo suo non può assimilare perché gli alimenti introdotti nell’intestino si corrompono a causa della febbre interna, sempre esistente nei mangiatori di cibi non della specie. I casi sono due. O la gente si è messa a mangiare mer- da, confondendola con l’oro colato, oppure le vaccinazioni, la

14

1. DIABETE, LA PESTE PILOTATA

pubblicità televisiva, e la maledizione di Caino, hanno reso del tutto imbecille il genere umano.

Grazie per essere arrivato fino a questo punto.

Se desideri continuare la lettura di Diabete”, approfondire l’argomento e sostenere il lavoro di Valdo Vaccaro,

Acquista ora la tua copia Integrale del libro. (sarà disponibile a fine Luglio 2016!)

Integrale del libro. (sarà disponibile a fine Luglio 2016!) www.librivaldovaccaro.com/presentazione Riceverai anche gli

Riceverai anche gli speciali bonus che Hygea Edizioni ha riservato per tutti i lettori di questa edizione.

Rimani sintonizzato, riceverai presto aggiornamenti sulla tua casella di posta elettronica.

15