You are on page 1of 22

Treccani, il portale del sapere 10-03-15 14:46

Professioni
Enciclopedia delle scienze sociali - stampa

di Willem Tousijn

di Willem Tousijn

Professioni

sommario: 1. Introduzione. 2. Prospettive economiche. 3. Le professioni nei sociologi classici. 4.
La teoria funzionalista. 5. Il processo di professionalizzazione. 6. Le critiche alla teoria
funzionalista. 7. L'approccio dell'interazionismo simbolico. 8. Le analisi neoweberiane. 9. Il
dibattito sulle tendenze. 10. Le nuove sfide. □ Bibliografia.

1. Introduzione

Nel linguaggio corrente il termine italiano 'professione', così come il suo equivalente francese,
viene usato assai spesso in senso generico per indicare una qualunque occupazione lavorativa.
Talvolta, tuttavia, lo stesso termine e i suoi derivati (professionista, professionale, e così via)
vengono caricati di un significato più ristretto ed esclusivo, con la precisa intenzione di
distinguere una 'professione' dalle altre generiche occupazioni e in particolare dai 'mestieri'.
Questo processo di attribuzione di un significato esclusivo, che tende a individuare le
'professioni' come un sottoinsieme dell'insieme 'occupazioni', ha condotto nella lingua inglese
alla distinzione tra profession e occupation.
Secondo Carr Saunders e Wilson (v., 1954), il termine profession compare in Inghilterra nel XVI
secolo, a designare l'attività lavorativa nei tre campi della teologia, del diritto e della medicina.
Le lingue del mondo antico, che pure conosceva le figure del sacerdote, del giurista e del medico,
non possedevano un termine corrispondente. Ciò si può spiegare con le trasformazioni che
l'esercizio delle tre attività subisce nel corso del Medioevo, in particolare con la nascita e lo

http://www.treccani.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 1 de 22

Treccani, il portale del sapere 10-03-15 14:46

sviluppo di una nuova istituzione sociale: l'università. Nelle tre facoltà superiori di teologia, legge
e medicina i candidati alle tre professioni subiscono un processo di formazione prolungato e
formale che conferisce loro non soltanto e non tanto un patrimonio di conoscenze specialistiche
(all'epoca relativamente ristretto e di dubbia validità ed efficacia, almeno in medicina), quanto
una cultura generale di carattere elitario. Se si tiene presente l'assoluto predominio della Chiesa
sulla cultura dell'epoca, ben espresso dalla prescrizione per studenti e professori universitari di
prendere almeno gli ordini minori, si comprende come l'esercizio di queste attività tendesse
quasi a confondersi con la 'professione' della propria fede.
Con il processo di secolarizzazione che investe il mondo della cultura e le università il termine
'professione' perde progressivamente i suoi connotati religiosi, ma mantiene un significato
elitario ed esclusivo con il quale penetra, nel corso del XIX secolo, nel nascente sistema
capitalistico, subendo contemporaneamente un'estensione a nuove occupazioni. Questo
passaggio pone innanzitutto il problema della continuità ovvero della discontinuità
nell'evoluzione di lungo periodo delle professioni, questione assai discussa da storici e sociologi
(in genere su fronti contrapposti), sulla quale torneremo più avanti. Ma esso solleva anche altri
interrogativi importanti: quali sono le occupazioni che vengono definite come 'professioni'? In
qual modo nasce e si sviluppa il fenomeno dell'attribuzione di uno status elitario ed esclusivo?
Il punto da spiegare non è soltanto la posizione elevata che le professioni occupano nella scala
del prestigio sociale. Il loro esercizio è regolato dallo Stato con meccanismi diversi da quelli delle
altre occupazioni. In Italia ciò è particolarmente evidente: gli articoli 2229 e seguenti del Codice
civile (raccolti sotto il titolo Delle professioni intellettuali) nonché una serie di leggi
specificamente dedicate a una o più professioni ne determinano le condizioni di esercizio, a
cominciare dall'obbligo di iscrizione in albi o elenchi tenuti da ordini e collegi professionali. La
prima legge di questo tipo, relativa alla professione forense, risale al 1874. Attualmente (1995)
sono una trentina le professioni così regolate. Tra di esse troviamo medici e ostetriche, notai e
consulenti del lavoro, geometri e biologi, giornalisti e maestri di sci, fino ai recentissimi
'tecnologi alimentari'. Alcune sono professioni molto ristrette, nelle quali gli iscritti agli albi sono
poche centinaia (attuari, agenti di cambio), ma altre contano decine o centinaia di migliaia di
praticanti. In totale gli iscritti agli albi sono (all'inizio degli anni novanta) oltre 1.100.000, pari a
circa il 5% della popolazione attiva. Numerose sono le occupazioni che premono per ottenere dal
Parlamento un analogo riconoscimento: amministratori di condominio, tecnici di laboratorio,
interpreti, logopedisti, sociologi, ecc.
Anche questo fenomeno (l'intervento regolativo dello Stato) richiede di essere descritto e
spiegato. I giuristi hanno ampiamente discusso la peculiare natura giuridica delle professioni
intellettuali (v. Piscione, 1959; v. Lega, 1974; v. Catalani, 1976; v. Rossi, 1979), ma dal punto di

http://www.treccani.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 2 de 22

. contiene una critica dei monopoli occupazionali.. il portale del sapere 10-03-15 14:46 vista sociologico sorgono numerosi interrogativi. pubblicata nel 1776. considerati come ostacoli al libero movimento della forza lavoro. favorevole a una totale abolizione delle leggi di abilitazione. La ricchezza delle nazioni. non sono pochi gli economisti che ritengono che gli interessi dei clienti sarebbero meglio tutelati attraverso l'indebolimento dei monopoli professionali. Viene così individuato da Smith (ma non sviluppato) un tema che sarà analizzato a fondo solo molto più tardi: quello della fiducia. "Noi affidiamo la nostra salute al medico. 1945) pone a confronto i redditi dei professionisti con quelli dei non professionisti e dimostra empiricamente che la posizione privilegiata dei primi è da ricondursi all'azione di due potenti fattori di distorsione del mercato: i meccanismi di abilitazione professionale e le discriminazioni nell'accesso agli studi (costo elevato. 1776. Anche senza sposare la posizione estrema di Friedman. 3. Smith. it. Nel caso dei medici e degli avvocati le restrizioni all'accesso e le limitazioni della concorrenza sono considerate necessarie per assicurare ai professionisti ricompense adeguate alla delicatezza delle loro funzioni e alla fiducia che i clienti ripongono in loro. Curiosamente tale critica. In loro l'avversione per ogni forma di limitazione della concorrenza e di restrizione nell'accesso alle occupazioni coinvolge esplicitamente anche le professioni. p. non si estende alle professioni. Prospettive economiche Le difficoltà che le professioni sollevano per l'analisi economica emergono già nell'opera di Adam Smith.Treccani. disponibilità di informazioni e di reti sociali adeguate). possano funzionare. necessaria affinché le relazioni di mercato. tr. Tanta fiducia non si potrebbe sicuramente riporre in persone di condizione bassa o vile" (v.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 3 de 22 . Quali sono le reali funzioni svolte dagli ordini e dai collegi professionali? Come mai alcune occupazioni ottengono questa forma di riconoscimento statale. diretta principalmente contro le corporazioni e contro l'istituto dell'apprendistato. Già negli anni quaranta una rigorosa analisi condotta negli Stati Uniti da Milton Friedman e Simon Kuznets (v. Meno riguardi di Smith hanno avuto per le professioni gli economisti liberisti contemporanei. Le professioni nei sociologi classici http://www. la fortuna e talvolta anche la vita e la reputazione all'avvocato e al procuratore. 104).treccani. almeno in alcuni settori (i servizi professionali). mentre altre (la maggioranza) ne sono escluse? Quali differenze esistono nei meccanismi regolativi adottati nei diversi paesi? Quali effetti sociali ed economici sono generati da tali meccanismi regolativi? 2.

Tawney. su quanti fossero e cosa facessero medici.Treccani. Nulla sappiamo. attraverso la loro morale professionale. sul piano empirico.Apparentemente Émile Durkheim si differenzia su questo punto dagli altri due grandi padri della sociologia: nei suoi lavori le professioni occupano un posto rilevante. in particolare nella Prefazione alla seconda edizione de La divisione del lavoro sociale. tr.. Carr Saunders e Wilson.. 1950. l'aspetto specifico della divisione del lavoro tra occupazioni appare trascurato. Nonostante la conclamata centralità del concetto di divisione del lavoro nelle loro analisi del sistema capitalistico. avvocati. nelle quali la divisione del lavoro è governata dal principio burocratico-amministrativo ed è espressione del potere del management. Con il procedere dello sviluppo capitalistico la grande maggioranza dei lavoratori si trova a prestare il proprio lavoro in grandi organizzazioni. p. possiamo trovare un'analisi storica. dopo un secolo di sviluppo capitalistico e di progresso continuo della divisione del lavoro. ingegneri e gli altri professionisti inglesi e francesi dell'epoca. empiricamente fondata. Né in Durkheim né in Tawney. Tawney in Inghilterra.] È dunque di estrema importanza giungere a una regolamentazione. p. a una moralizzazione della vita economica. in grado di fornire. Egli auspica che l'attività industriale possa diventare una professione. pubblicata nel 1902.treccani. sia i primi contributi a quella che diventerà una vera e propria teoria delle professioni (v. in modo che i conflitti che la travagliano possano terminare e gli individui possano smettere di vivere in un vuoto morale. 1939). del ruolo delle professioni nei loro paesi ai loro tempi. il portale del sapere 10-03-15 14:46 I padri fondatori della sociologia dedicarono scarsissima attenzione alle professioni. "un vero e proprio decentramento della vita morale". 4. architetti. Durkheim. ma può venire dallo sviluppo delle corporazioni professionali. Egli muove dalla constatazione che. come quello di classe sociale (Marx) e quello di burocrazia (Weber). "lo scatenarsi degli interessi economici è stato accompagnato da una rilassatezza della morale pubblica. dalle loro opere. in quanto quest'ultima è costituita da "un corpo di persone che portano avanti il loro lavoro secondo certe regole volte a proteggere gli interessi della comunità" (v. [. nel quale si indebolisce la loro stessa moralità individuale" (v. private o pubbliche.Accenti simili ritroviamo nell'opera di Richard H. it. I concetti proposti per descrivere e interpretare questo fenomeno. troppo distante dalle attività sempre più specialistiche di una divisione del lavoro complessa.. it. http://www.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 4 de 22 . 1921.. tr. lasciano nell'ombra le professioni. Il rimedio a questa situazione non può essere trovato nello Stato.Lo studio di Carr Saunders e Wilson ricostruisce l'evoluzione storica di ben 22 professioni inglesi e si pone quindi. Parsons. 34). 120). La teoria funzionalista Occorre arrivare agli anni trenta per veder apparire sia il primo studio empirico di ampia portata sulle professioni (v. tuttavia. 1933).

it. costituisce una delle applicazioni più sviluppate e coerenti dello schema teorico di base della scuola funzionalista. Ciò deriva in primo luogo dal fatto che la malattia http://www. dalle prime ricostruzioni storiche commissionate dalle associazioni professionali o scritte da qualche illustre esponente anziano di una qualche professione. X).La soluzione a questo problema è trovata in un duplice meccanismo: da un lato l'orientamento al servizio (o alla comunità) che animerebbe le professioni. e spesso non è nemmeno in grado di fissare obiettivi precisi e concreti al lavoro che gli richiede. Questa asimmetria della relazione produttore-consumatore è particolarmente pericolosa per l'equilibrio complessivo della società. costituisce una puntuale applicazione dei concetti propri della teoria funzionalista: "La salute è inclusa tra i bisogni funzionali del singolo membro della società per cui. p. risulta disfunzionale. quali un reddito e un prestigio sociale elevati. allora. dall'altro il controllo formale e informale esercitato dalla comunità dei colleghi. Parsons. Barber. cap. Essa concepisce le professioni come occupazioni orientate al servizio. William J. l'analisi funzionalista delle professioni può essere ricondotta alla teoria funzionalista della stratificazione sociale.. così come emerge da vari contributi di Talcott Parsons. Rueschemeyer. Bernard Barber. 1963.treccani. assicurato attraverso un particolare processo di socializzazione al quale sarebbero sottoposti i candidati all'esercizio delle professioni stesse.Treccani. tr. data la natura dei valori e degli interessi in gioco: "poiché la conoscenza generalizzata e sistematica procura un potente controllo sulla natura e sulla società. 96). e protegge l'autonomia delle professioni dalle interferenze dei 'laici' (v. che applicano un corpo sistematico di conoscenze a problemi che sono altamente rilevanti per i valori centrali della società. 1951.La teoria funzionalista delle professioni. è importante per la società che tale conoscenza sia usata principalmente nell'interesse della comunità" (v. Così come è stata esposta. il portale del sapere 10-03-15 14:46 come riferimento obbligato per gli studi successivi. dal punto di vista del funzionamento del sistema sociale. soprattutto attraverso i codici etici. di cui costituisce un caso speciale: il meccanismo di controllo e di ricompense sociali può essere considerato come uno dei meccanismi della stratificazione sociale. concepita come strumento attraverso il quale le società si assicurano che le posizioni sociali più importanti siano responsabilmente occupate dalle persone più qualificate. cioè un'alta incidenza di malattia. come la salute e la giustizia. Anche la ben nota analisi di Parsons del rapporto medico-paziente (v. un livello generale di salute troppo basso. L'elevato grado di competenza scientifica necessario per esercitare le professioni solleva un problema speciale per il funzionamento equilibrato della società: il cliente non è in grado di giudicare la qualità della prestazione del professionista. Sul piano teorico esso risente dell'influenza di Tawney e contribuisce a diffondere quell'immagine apologetica delle professioni che emergeva. 1964).it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 5 de 22 . Goode. In cambio la società garantisce ai professionisti vantaggi e privilegi.

. oppure 'professioni http://www.. Etzioni. tr.Non manca. Affermazioni. il portale del sapere 10-03-15 14:46 rende incapaci a svolgere efficacemente i ruoli sociali [. Non sempre si riscontrano. Greenwood. Ciò conduce a definire alcune occupazioni. 1968). Dilemmas. implica il riconoscimento del fatto che le differenze tra le professioni e le altre occupazioni sono differenze relative: tutte le occupazioni sono collocabili su un continuum. esaminando i lavori di 21 autori. Ciò ha indotto qualcuno a individuare un vero e proprio 'approccio per attributi'.Treccani. ossia la relazione tra i diversi attributi. a differenza di quanto avviene nell'approccio funzionalista. Johnson. nobilitata in chiave funzionalista o meno. 1957). Barber.treccani. Lo sviluppo di nuovi livelli e nuovi tipi di conoscenza scientifica tende a far crescere sia il numero dei professionisti. p. Ma la lacuna più grave di queste elencazioni di attributi è che. 1972). e nessuna lista presentata da un autore coincide con quella di un altro. queste. la considerazione dell'aspetto dinamico del fenomeno professionale... 1972). 438 e 440). 5. 1964). Bell. Geoffrey Millerson (v. Ciò induce Goode ad affermare che "una società che si industrializza è una società che si professionalizza" (v... o su una scala di professionalismo. sia quello delle professioni e delle occupazioni che aspirano a essere riconosciute come professioni. nei teorici funzionalisti. nei lavori sulle professioni che possono essere ricondotti alla matrice funzionalista. Goode.] La professione medica costituisce un meccanismo del sistema sociale per far fronte alle malattie dei suoi membri [.. ha messo insieme una lista di 23 attributi: nessuno di essi però è accettato da tutti gli autori.. 1969). la loro diversa rilevanza teorica (v.. che possiedono soltanto parzialmente gli attributi delle 'vere' professioni. A risultati simili giunge la rassegna di Marc Maurice (v. che saranno ampiamente sviluppate dai fautori delle teorie tecnocratiche e dell'avvento della società postindustriale (v.. cioè al controllo della malattia" (ibid.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 6 de 22 . 1963). raramente viene discussa la coerenza interna della lista. Molto spesso tali lavori iniziano distinguendo le professioni dalle altre occupazioni in base a un certo numero di attributi (v. in base al grado relativo di possesso degli attributi speciali (v.. it. meno astratto e più descrittivo dell'approccio funzionalista. 902) e Parsons a considerare lo sviluppo delle professioni come il più importante cambiamento avvenuto nel sistema occupazionale della società moderna (v. pp. la loro importanza relativa. Il guaio è che manca l'accordo su quali e quanti debbano essere gli attributi tipici delle professioni. 1960.]. dei riferimenti precisi ed espliciti alla teoria esposta. Il processo di professionalizzazione La definizione del professionalismo come insieme di attributi speciali. 1973). come 'semiprofessioni' (v. Parsons. è organizzata sulla base dell'applicazione della conoscenza scientifica ai problemi della malattia e della salute.

istituzione di scuole di formazione specialistica. e anche qui varrebbe soltanto per alcuni gruppi di professioni ma non per altri (v.. 119). p. o 'incomplete'. Questo ci conduce a una obiezione teorica già sollevata da Goode e ribadita da Abbott: se le fasi della professionalizzazione vengono definite come una serie di 'primi eventi' (la prima scuola. il portale del sapere 10-03-15 14:46 marginali'. 1969. v. in una prospettiva diacronica. 1969). Secondo Wilensky il processo di professionalizzazione è formato da una successione di cinque fasi: comparsa di una certa attività lavorativa come occupazione a tempo pieno. le forze nascoste di cui quegli eventi sono il prodotto visibile. Hall.Ma il riconoscere che il professionalismo è una questione di grado apre anche la strada.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 7 de 22 . elaborazione di un codice etico formale. nonché i soggetti sociali che promuovono e quelli che ostacolano sia gli eventi sia i processi profondi. Nella storia delle professioni "chiaramente riconosciute" è dunque rintracciabile "una progressione costante di eventi.Treccani. E ancora: Wilensky non spiega http://www. nascita di associazioni professionali (in genere prima su basi locali. un cammino lungo il quale esse hanno tutte viaggiato fino alla terra promessa del professionalismo" (v. it. 1988). Caplow. Hickson e Thomas. e quindi soggetta alle critiche dirette contro la teoria funzionalista. ottenimento dell'appoggio dello Stato a protezione dell'attività professionale (per lo più una qualche forma di monopolio dell'attività o di protezione del titolo occupazionale). Diventa allora rilevante domandarsi se sia rintracciabile una sequenza comune di fasi o stadi attraverso cui siano passate tutte le professioni. 1968. Abbott. associazioni e così via) si vanno a cercare nella storia delle professioni e da quale significato si attribuisce a tali avvenimenti. che ne fornisce una verifica empirica applicandola alla storia di ben diciotto professioni americane. la prima associazione professionale. v.treccani. Già recepita da uno dei più accreditati e diffusi manuali di sociologia del lavoro degli anni cinquanta (v. Non mancano neppure tentativi di quantificare il grado di professionalizzazione di varie occupazioni mediante una scala costruita in base al possesso dei diversi attributi speciali (v. L'analisi di Wilensky è stata oggetto di una serie di critiche sul piano empirico come su quello teorico. 1954). La sua impostazione rimane sostanzialmente di tipo funzionalista. e così via). perché la verifica empirica dell'ipotesi di Wilensky dipende da come si rende operativa la sequenza di fasi. Sul piano empirico è stato osservato che la sequenza da lui individuata sarebbe storicamente e culturalmente specifica: non reggerebbe al di fuori degli Stati Uniti. 1964. delle quali ci occuperemo più avanti. si rischia di costruire sequenze che perdono di vista i processi sociali più complessi e profondi che determinano la professionalizzazione. In realtà la questione rimane aperta. all'idea che le singole occupazioni acquisiscano i diversi attributi del professionalismo in diversi momenti nel corso della loro evoluzione storica. cioè dipende da quali avvenimenti concreti (istituzione di scuole professionali. tr. quest'idea viene portata al successo dal contributo di Harold Wilensky. poi a livello nazionale). Wilensky. Goode.

in quanto non corrispondente alla realtà della pratica professionale. l'etica del lavoro. 1991.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 8 de 22 . che la conoscenza generale e sistematica utilizzata dalle professioni sia di uguale valore per tutti i gruppi della società. L'affermazione dell'ideologia professionale viene spiegata con la sua affinità con l'ideologia dominante nelle società borghesi: comune è il riferimento a valori come l'individualismo. in realtà. Roth.Treccani.treccani. Una seconda assunzione contestata è che la società possieda meccanismi tali da assicurare che i depositari della preziosa conoscenza professionale siano misteriosamente imbevuti di spirito comunitario. in particolare a Parsons. v. gran parte della mitologia professionale: la peculiarità della formazione ricevuta. l'altruismo e l'ideale di servizio alla società. McKinlay. l'impossibilità del cliente di valutare la prestazione professionale. 1974). la capacità delle professioni di autoregolarsi attraverso i propri codici deontologici (v. Non sempre gli eventi locali si sommano fino ad assumere un rilievo nazionale. e ancor più quelle adottate nell'approccio per attributi. una a livello di Stato e una storia locale" (v. coincidono con la definizione che i professionisti stessi forniscono della propria attività. per le quali svolgono una funzione di legittimazione dei privilegi occupazionali. Abbott. necessario a far sì che essi la usino nell'interesse di tutti. e che questo spirito comunitario sia sostenuto dalle elevate ricompense assicurate dalla società stessa. 1973. Per esempio. a partire dalle quali matura una vera e propria svolta teorica. la libera iniziativa. l'armonia degli interessi. Le caratteristiche 'speciali' delle professioni. il portale del sapere 10-03-15 14:46 adeguatamente le ragioni per le quali le varie fasi si succedono in quel determinato ordine. 6. una sopravvalutazione del grado in cui la razionalità domina il contenuto della pratica professionale e le relazioni che il professionista instaura con i colleghi e http://www. Infine viene contestata. ma almeno tre: una storia nazionale. perché la nascita della prima scuola dovrebbe precedere quella della prima associazione? Inoltre i suoi primi eventi confondono livelli geografici diversi: negli Stati Uniti "non c'è un'unica storia della professionalizzazione. p. derivata dal rilievo che i funzionalisti attribuiscono all'esistenza di valori condivisi per l'equilibrio della società.Il cuore dell'analisi funzionalista viene attaccato contestando la validità e l'universalità di alcune assunzioni. l'eguaglianza delle opportunità. La prima di queste è l'assunzione. Viene accuratamente smontata. Le critiche alla teoria funzionalista Nel corso degli anni settanta la teoria funzionalista delle professioni viene sottoposta a una serie di critiche.L'attacco muove dall'osservazione che la definizione di professione adottata dai funzionalisti. sono espressione dell'ideologia dei membri delle professioni stesse e in particolare delle loro élites. la scelta della professione come 'vocazione'. 358).

riuscì solo a scalfire il predominio delle prospettive di tipo funzionalista e tassonomico e rimase minoritario nello studio delle professioni.. ma è ricco di stimoli e suggerimenti fecondi anche per la ricerca empirica. essi interpretano e definiscono la realtà. v. risiede nella grave sottovalutazione del peso delle condizioni storiche e strutturali sulla base delle quali si manifestano i processi di professionalizzazione. Johnson. contemporaneamente alla diffusione dell'approccio per attributi e della teoria funzionalista. la cui prospettiva di studio della società. Goode.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 9 de 22 .Treccani. il grande limite della teoria funzionalista è quello di non prendere in considerazione le relazioni di potere esistenti nel fenomeno professionale (v. Lo sterile dibattito che mira a definire il concetto di professione va abbandonato. Il termine 'professione'. Il suo limite maggiore. 7. i cui fondamenti si trovano nei lavori di Hughes (v. il che contraddice la concezione delle professioni come comunità. Bucher e Strauss. 1972). in questa prospettiva. 1966) e quelle sui complessi meccanismi di conflitto e di negoziazione che governano la vita dell'ospedale.treccani. va considerato non come descrittivo ma come categoria della vita quotidiana. 1958) e Becker (v. 1962). in quanto non si tratta di un concetto scientifico e neutrale. si sviluppa un approccio alternativo che nasce proprio dal rifiuto di accettare acriticamente l'immagine delle professioni presentata dalle professioni stesse. Becker e altri. Esso è riconducibile alla scuola sociologica dell'interazionismo simbolico. assume come punto di partenza gli attori sociali e i processi attraverso i quali. Di notevole importanza è anche un contributo che ha messo in luce il carattere segmentato delle professioni e la loro mancanza di unitarietà interna (v. che implica un giudizio di valore e di prestigio. bensì di un folk concept: una parte del vocabolario disponibile ai membri dei vari gruppi sociali per interpretare e definire la realtà sociale. Lortie. organizzazione nella quale interagiscono diversi gruppi. concezione sostenuta dalle professioni stesse e dai teorici funzionalisti (v. il portale del sapere 10-03-15 14:46 i clienti. Tra le ricerche più note ricordiamo quelle sui processi di formazione e socializzazione professionale (v. Strauss e altri. 1963). in contrasto con quella 'a camicia di forza' adottata dal funzionalismo. professionali e non professionali (v. 1961. 1957). In sintesi. L'approccio simbolico-interazionista. 1961). non giunge fino alla formulazione di una vera e propria teoria delle professioni come quella funzionalista. nella reciproca interazione. http://www. tuttavia. Questo approccio. L'approccio dell'interazionismo simbolico Negli anni cinquanta e sessanta. Si comprende quindi come l'attenzione degli studiosi che si richiamano a questo approccio tenda a concentrarsi su comportamenti e processi microsociologici. al di là delle riserve sull'uso sporadico e talvolta superficiale dei dati empirici..

esclusa dai funzionalisti. 1972). il portale del sapere 10-03-15 14:46 8. come nel caso degli artisti.. cioè delle professioni stesse in quanto gruppi sociali organizzati. Riemerge con forza. ma anche di distanza sociale. eterogenea ed estremamente frammentata. di controllo occupazionale. secondo il quale con lo sviluppo della divisione sociale del lavoro e l'emergere di competenze occupazionali specializzate si vengono a creare nella società relazioni sistematiche di interdipendenza. Lungi dall'essere espressione dell'intima natura di particolari occupazioni. Le relazioni di potere determineranno se l'incertezza sarà ridotta a spese del produttore oppure del consumatore. al concetto di chiusura. e in cui i consumatori forniscono un tipo di domanda ampia. mentre l'immagine positiva delle professioni alimentata dalla teoria funzionalista lascia il posto a un'immagine negativa di gruppi corporativi arroccati nella difesa dei loro privilegi economici e sociali. La relazione produttore-consumatore viene così a essere caratterizzata da un certo grado. I primi due elementi sono particolarmente sottolineati da Terence Johnson (v. il professionalismo cede il posto a forme di patronato: tra queste spiccano il patronato oligarchico (professionisti al servizio di un'élite aristocratica. di incertezza.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 10 de 22 . esso è una forma. Queste occupazioni hanno dato origine. esplicito o implicito. un approccio alternativo che supera i limiti delle impostazioni precedenti. a causa della peculiare posizione del consumatore: è il caso della medicina. a diversi meccanismi sociali di controllo dell'incertezza: il professionalismo è uno di questi. il recupero della tematica del potere. formano una "comunità di interessi" nei confronti dell'esterno e riescono a regolare a loro favore le condizioni di mercato restringendo l'accesso dal lato dell'offerta. dei http://www.Gli elementi fondamentali del nuovo approccio sono tre: l'accento sul carattere storicamente contingente del fenomeno professionale. e l'importanza attribuita alle strategie dei soggetti collettivi. quando il potere si sposta dalla parte del consumatore.treccani. tra altre. per esempio i produttori di certi beni o servizi.Treccani. nella quale il produttore ha il potere di definire i bisogni del consumatore e il modo di provvedervi. Le analisi neoweberiane È nel corso degli anni settanta che si delinea. che comporta l'intrusione in aree di tabù sociali (accesso al corpo umano) e di particolare significato culturale (nascita. con il quale Weber definisce in Economia e società il processo mediante il quale i concorrenti per determinate opportunità economiche. quindi. la tematica dei monopoli occupazionali sollevata per la prima volta da Adam Smith. sulla base di una serie di contributi non esplicitamente collegati tra loro. storicamente. Certe occupazioni sono associate con problemi di incertezza particolarmente acuti. diretto o indiretto. anche sull'onda del nuovo clima politico dell'epoca. In altre condizioni. variabile. L'aggettivo 'neoweberiani' usato per identificare questi contributi sta a indicare il comune riferimento. per ridurre la quale sorgono varie istituzioni e meccanismi sociali. morte).

Treccani.treccani. Più precisamente. arrogandosi almeno una parte del potere di definizione dei bisogni e del modo di provvedervi. di subordinazione degli interessi individuali a quelli collettivi della professione (limitazioni alla concorrenza e alla critica tra colleghi). ossia di innalzamento collettivo dello status sociale di un'occupazione. si tratta di un 'progetto professionale' costituito da due processi: un processo di creazione e controllo del mercato dei servizi professionali e un processo di mobilità sociale collettiva. l'imprenditore capitalistico e lo Stato. si apre la strada per lo studio delle condizioni storiche che sono alla base della sua affermazione. sia esterne. parzialmente standardizzato e differenziato da altri servizi simili. Questi due processi sono costruzioni analitiche distinte che possono essere 'lette' sullo stesso materiale empirico.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 11 de 22 . sia dal lato della domanda. Anche l'etica professionale costituisce uno strumento importante ai fini della monopolizzazione. con funzioni sia interne alla categoria. cioè sulle storie occupazionali. Se si concepisce il professionalismo come fenomeno di potere (o di controllo occupazionale) storicamente contingente. Berlant. Lo strumento decisivo che permette la realizzazione di tutte queste condizioni è costituito dalla formazione e dal consolidamento di un'adeguata base cognitiva. 1977). l'unificazione e la stimolazione della domanda. e il corporate patronage (professionisti al servizio di un solo o di pochi grandi clienti. Qui il professionalismo viene concepito come il frutto di una strategia di professionalizzazione messa in atto dai membri di alcune occupazioni. intesi ora come processi mediante i quali i produttori di certi servizi riescono a imporre il proprio controllo sull'occupazione. Il lavoro più influente in questo senso è lo studio di Magali Larson Sarfatti (v. Gli esempi storicamente più significativi sono la Chiesa (in passato). ossia per una riconsiderazione dei processi di professionalizzazione. 1975). o da una parte di essi. Tra questi ricordiamo: l'individuazione di un servizio ben preciso. Attraverso questi due processi le professioni moderne sono emerse dai legami personali di dipendenza caratteristici delle formazioni sociali precapitalistiche e si sono organizzate sul modello del mercato per scambiare i loro servizi per un prezzo. Un terzo tipo di controllo occupazionale si ha quando un terzo soggetto sociale interviene nella relazione produttore-consumatore con una funzione di mediazione. di legittimazione dei privilegi professionali di fronte al potere politico e all'opinione pubblica (v. l'ampiezza e la solidità di questa base cognitiva che consentono di rivendicarne l'esclusività e quindi di costituire forme di monopolio legalmente protette. condotto sull'esperienza americana e inglese. Una conseguenza importante di questa impostazione è che essa individua elementi di forte http://www.. il controllo del processo di 'produzione dei produttori'. La strategia di creazione e controllo del mercato è un compito complesso che include vari subcompiti sia dal lato dell'offerta. come si è verificato per una parte degli avvocati in molti paesi industriali avanzati). il portale del sapere 10-03-15 14:46 medici e degli architetti al servizio delle corti italiane o inglesi nel XVI e nel XVII secolo). Sono la natura.

simboli. descrizione che lo induce a rigettare sia la tesi del dominio di una nuova classe di tecnici. la cui unità di analisi è sempre stata il singolo individuo. non direttamente legati all'influenza weberiana in quanto centrati non sul controllo del mercato bensì sul controllo del processo lavorativo. Per Freidson le professioni sono occupazioni che hanno assunto una posizione dominante nella divisione del lavoro al punto da poter operare in condizioni di autonomia. tribunali. di cui i principali sono le istituzioni della proprietà nonché le qualificazioni e le credenziali accademiche e professionali: la proprietà impedisce l'accesso ai mezzi di produzione.. comitati governativi di vario tipo. il portale del sapere 10-03-15 14:46 discontinuità tra le professioni moderne. include una preziosa descrizione analitica dei meccanismi istituzionali attraverso i quali la conoscenza formale viene tradotta in potere (credenzialismo. pone l'accento sul potere delle professioni.Treccani. e perfino alcuni vocaboli del gergo professionale. 1976). sia la http://www. lungi dall'indicare il trionfo della meritocrazia tecnocratica. non potevano mancare i tentativi di ricomprendere la tematica delle professioni all'interno di analisi più generali della stratificazione sociale.. fissazione di standard produttivi. 1979) lo sviluppo delle professioni va inquadrato nella crescita del credenzialismo che. 1979) ritiene che nella società capitalistica moderna la borghesia sia individuabile proprio in base all'adozione di meccanismi di esclusione sociale. dunque. come già Johnson. come nel caso della medicina. che sono prodotti sociali relativamente recenti. senza sottostare a quelle forme di controllo burocratico-amministrativo che si sono sviluppate nelle organizzazioni complesse (private o pubbliche).. Il suo volume del 1986. una dominanza sulle occupazioni ausiliarie che si formano nella stessa area della divisione del lavoro. Un importante contributo al nuovo approccio proviene anche dai numerosi lavori di Eliot Freidson (v. Per Noel e Jose Parry (v. La continuità reclamata dalle professioni stesse è più formale che sostanziale. Frank Parkin (v.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 12 de 22 . è soltanto una variante dei processi di stratificazione sociale che si verificano attraverso la monopolizzazione delle opportunità. implementazione delle politiche governative).treccani. formule rituali (come il giuramento di Ippocrate per la professione medica). il credenzialismo a posizioni-chiave nella divisione del lavoro. Professional powers. è usata essenzialmente come fonte di prestigio sociale e vale principalmente per alcuni elementi tradizionali incorporati dalle professioni moderne: leggende. organizzata e legittimata (anche sul terreno giuridico). riguarda innanzitutto la sfera dei giudizi tecnici e dell'organizzazione del lavoro. Anche per Randall Collins (v. Anche Freidson. ma può diventare anche. i contributi in bibliografia). Date le premesse teoriche weberiane di cui si è detto. infine. Tale autonomia. l'ascesa delle professioni configura un processo di mobilità sociale collettiva che deve indurre a rivedere e integrare le teorie tradizionali della mobilità sociale. e quelle tradizionali emerse nell'epoca medievale o addirittura tramandate dal mondo antico.

per esempio. titolo di studio (laurea oppure diploma). Non tutte queste occupazioni riusciranno a ottenere il riconoscimento statale e lo status di 'professione intellettuale'. ma i mercati del lavoro professionali. 2 e 405). pubblicitari. nella sua opera significativamente intitolata The rise of professional society. e non tutte lo vogliono: per alcune di esse (per esempio: consulenti aziendali. il numero complessivo degli iscritti agli albi professionali è cresciuto molto negli anni settanta e ottanta. di prestigio sociale. La crescita numerica delle professioni e dei professionisti è incontestabile. anche da qualche storico. con argomenti assai simili. delle professioni. Harold Perkin. tipo di protezione statale (monopolio assoluto dell'esercizio della professione. Bell. dei professionisti e delle occupazioni che premono per ottenere lo status di professione.Treccani. Tutto ciò crea non poche difficoltà agli organismi di governo e di rappresentanza degli interessi delle singole professioni e spiega la scarsissima incidenza degli organismi di collegamento interprofessionali. alcuni autori pervengono a una sorta di universalizzazione del modello professionale. In Italia. livelli di reddito. a poco più del 5% dell'occupazione complessiva (senza contare il fatto che non tutti gli iscritti agli albi esercitano effettivamente la professione). pp. scrive che "viviamo in una società sempre più professionale" e che tra il 1945 e il 1970 la società professionale ha raggiunto la sua massima espansione (v. mera protezione del titolo professionale). poteri di 'firma'. per esempio. Perkin. Dapprima si è affermata l'interpretazione positiva o ottimistica: abbiamo già ricordato la posizione assunta. 1989. Posizioni di questo genere vanno incontro a serie difficoltà di varia natura. sotto molti profili: forme di esercizio della professione (dipendenti pubblici. ripresa. facendo delle 'forze professionali' uno dei fattori propulsivi di un mutamento epocale: la transizione alla 'società postindustriale' (v. liberi professionisti. la formazione di competenze si giova più della pratica che delle istituzioni scolastiche. Per di più. comune a tutti i paesi avanzati. il portale del sapere 10-03-15 14:46 tesi opposta dell'impotenza e del declino delle professioni.treccani. come si è detto sopra. e anche al loro interno. infine. si può osservare che anche questo è un insieme assai eterogeneo. Il dibattito sulle tendenze Come altri fenomeni sociali. dai sociologi funzionalisti. Di fronte alla rilevante crescita numerica. Quanto alle 'aspiranti professioni'. 1973). anche il professionalismo non è sfuggito a interpretazioni contrastanti circa la sua evoluzione nel tempo. forme miste). di potere. monopolio parziale. le barriere all'ingresso non sono formali ma http://www. informatici) il luogo privilegiato dell'azione sociale non è lo Stato o il sistema politico. dipendenti privati. si tratta di un insieme di professioni alquanto eterogenee tra loro. ma corrisponde. in proposito. 9.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 13 de 22 . ma non equivale di per sé a una universalizzazione del modello professionale.

Derber. sia il controllo del contenuto tecnico dei compiti che svolgono. v. i professionisti hanno evitato la prima e subito soltanto la seconda (v. molto spinta in alcune professioni (come nella medicina dove ha investito le stesse specialità mediche. una 'forte' e una 'debole'. con la sua dequalificazione: non sembra davvero il caso di considerare dequalificato un chirurgo che si specializza in trapianti di cuore. la loro partecipazione alle scelte organizzative è in genere rilevante (specialmente per quanto riguarda le questioni tecnologiche) e non di rado essi ricoprono ruoli gerarchici di rilievo. McKinlay e Arches. Oppenheimer. 1973. benché poco studiata. e dall'altro la dimensione della relazione tra professionisti e clienti. L'ipotesi della http://www. Luciano. dai quali vengono spesso cooptati nel top management. il portale del sapere 10-03-15 14:46 informali (v. almeno nelle intenzioni. inclusa l'esperienza della disoccupazione (v. il management (pubblico o privato) dal quale i professionisti dipendono è riuscito a controllare la sostanza del loro lavoro solo in misura assai limitata. non è assimilabile a quello subito da operai e impiegati esecutivi. La prospettiva pessimistica sull'evoluzione delle professioni è stata espressa in varie forme. il loro lavoro è stato progressivamente burocratizzato e dequalificato e le loro condizioni di lavoro sono sempre più simili a quelle della classe operaia. Di fronte a queste difficoltà. ma non è stata tuttavia intaccata la loro autonomia tecnica. tuttavia. 1985).treccani. Questa ipotesi appare semplicistica e manca di un'adeguata evidenza empirica che la sostenga. che fa parte della teoria marxista delle classi sociali. non sembra manifestare una tendenza alla degradazione e alla dequalificazione. appare poco convincente: il tipo di controllo al quale sono sottoposti i professionisti. anche quando lavorano come dipendenti.Treccani. 1989). 1982). trascurando da un lato il potere delle professioni in quanto soggetti sociali organizzati e istituzionalizzati. che si stanno ulteriormente frammentando). Inoltre l'ipotesi forte della proletarizzazione confonde la specializzazione del lavoro. La realtà del lavoro quotidiano dei professionisti. Si può così distinguere una 'proletarizzazione tecnica' da una 'proletarizzazione ideologica': mentre il proletariato ha sperimentato entrambe. Più attente alle diverse dimensioni del problema e. Secondo la versione forte i professionisti sono ormai dei lavoratori dipendenti e in quanto tali hanno perso sia il controllo delle finalità generali e delle scelte politiche concernenti il loro lavoro. e può essere ulteriormente distinta in due versioni. Anche questa seconda versione. entrambe le versioni della proletarizzazione concentrano la loro attenzione sulla posizione lavorativa dei professionisti in quanto singoli. Infine. sono le altre ipotesi di tipo pessimistico sul destino delle professioni. Analogamente a quanto era accaduto in precedenza agli operai. alcuni marxisti hanno attenuato l'ipotesi della proletarizzazione formulandone una versione 'debole': il lavoro dei professionisti sarebbe stato assoggettato al controllo dei capitalisti per quanto riguarda le finalità generali. all'evidenza empirica. La prima utilizza il concetto di proletarizzazione.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 14 de 22 .

Krause. in uno sforzo di razionalizzazione capitalistica. un nuovo fervore di studi storiografici sull'argomento. ma con argomentazioni diverse. e tanto meno conseguono. di fronte agli attacchi provenienti dallo Stato. per esempio. Ancora più pessimistiche. di riorganizzarsi per conservare la loro autonomia e i loro privilegi. 1973 e 1988). e non tutte le strategie adottate dalle professioni sono strategie di chiusura sociale. quella di cultura anglosassone. ribadisce la capacità delle professioni. controlli sulla qualità delle prestazioni e fissazione di standard professionali (v. sotto il peso delle soverchianti forze del capitalismo organizzato e dello Stato. anche se con qualche differenza tra un paese e l'altro. obiettivi di monopolizzazione. che rende tale conoscenza più facilmente accessibile.treccani. In tema di tariffe professionali e di pubblicità. entrambi impegnati. quel conflitto tra storici e sociologi già registratosi in altri settori di studio. anche in virtù dei crescenti livelli di istruzione. Anche queste ultime posizioni sono state criticate da chi.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 15 de 22 . dominati dalle analisi neoweberiane. che ha riproposto. 10. Haug.Treccani. Il riferimento alla categoria weberiana di chiusura sociale è stato criticato sotto due profili: da un lato si è sostenuto che il concetto di chiusura sociale è troppo generale e si applica anche ad altri fenomeni sociali che poco hanno a che fare col professionalismo. dall'altro che esso è troppo restrittivo in quanto non tutte le professioni perseguono. come Freidson. avvocati. dal capitalismo organizzato e dai clienti. nel loro complesso. attendono ancora il sostegno di adeguate ricerche empiriche. costituiscono un arricchimento del quadro concettuale. erosione del monopolio della conoscenza per effetto della tecnologia dei computer. sono le conclusioni di una vasta ricerca comparata condotta sull'evoluzione di tre professioni (medici. ingegneri) in vari paesi (v. comunque. sotto molti aspetti. l'allargamento del campo di analisi a una prospettiva comparativa che faccia uscire la sociologia delle professioni dall'area geografica nella quale è nata. dall'altro hanno minato alcune delle certezze acquisite nei due decenni precedenti. il portale del sapere 10-03-15 14:46 deprofessionalizzazione si fonda sulla crescente importanza e diffusione dei seguenti fenomeni: frammentazione del lavoro professionale. sempre meno propensi ad atteggiamenti di tipo deferente verso l'autorità professionale e più inclini alla disobbedienza. Le nuove sfide provengono sostanzialmente da tre direzioni: i dubbi sollevati sull'utilità della categoria weberiana di chiusura sociale. Le nuove sfide Negli anni novanta il panorama degli studi sulle professioni presenta alcuni elementi di novità che da un lato. è più corretto parlare di http://www. e della divulgazione attuata dai mezzi di comunicazione di massa. Molti dei fenomeni in discussione. rivolta dei clienti. 1988): l'autore sostiene che la sorte delle professioni potrebbe essere quella di una morte lenta.

1990). e la relativa debolezza. piuttosto. precedette la crescita delle professioni. In Messico il consolidamento dello Stato. Come risultato di questi fattori. dell'azione delle associazioni professionali (v. paesi nei quali i processi di professionalizzazione sono stati caratterizzati da un ruolo assai più incisivo. Cocks e Jarausch. e non sono in grado di imporre standard qualitativi né sulle prestazioni professionali né sui programmi formativi. non possiede un termine specifico atto a distinguere le professioni dalle altre occupazioni: la parola Beruf mantiene in parte. in particolare sulla Germania e sull'Italia. 1987). Anche la lingua tedesca. a 'fondersi' con lo Stato stesso. Jarausch. http://www. le professioni non controllano il proprio progresso tecnologico: dipendono dall'estero. il prestigio sociale delle professioni è tutt'altro che stabile e sicuro. che furono costrette. deboli e in concorrenza tra loro e con i sindacati. in confronto all'esperienza angloamericana. Anche uno studio del caso messicano (v. per trovare spazi di sviluppo. dello Stato. Tousijn. se non preponderante. 1992).it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 16 de 22 .L'egemonia scientifica del modello di professionalismo angloamericano è stata spezzata dalla comparsa di studi più sistematici e approfonditi su altri casi nazionali dell'Europa continentale. Per il caso tedesco si è parlato di 'professionalizzazione dall'alto'. in proposito vari contributi raccolti in Burrage e Torstendahl. Su questo punto il dialogo tra storici e sociologi sembra tuttora bloccato dalle reciproche e opposte accuse: gli storici oppongono alle generalizzazioni dei sociologi le loro dettagliate ricostruzioni empiriche che li inducono a sottolineare gli elementi di continuità con il passato e la complessità dei processi di mutamento. di origine luterana. come l'italiano e il francese. interventi che si susseguono per tutto il XIX secolo (v. per varie ragioni. mentre ai sociologi i lavori degli storici appaiono semplici narrazioni di fatti. di una sostanziale discontinuità tra professioni premoderne e contemporanee e dell'esistenza di uno stretto legame tra la nascita delle professioni moderne e l'avvento del sistema capitalistico. l'antico significato di 'vocazione'. Cleaves. tra l'altro. v. Le associazioni professionali sono troppo numerose. condivisa da molti sociologi. e ciò entra in conflitto con il forte nazionalismo che caratterizza il paese. che hanno posto in dubbio innanzitutto l'idea. In un paese in via di sviluppo come il Messico. avviata dallo Stato sin dalla fine del XVIII secolo (in Prussia) mediante pesanti interventi di riforma dei meccanismi di formazione e di accesso alle professioni. 1987) ha mostrato la scarsa applicabilità della letteratura angloamericana al di fuori dei paesi di origine. Comuni all'esperienza tedesca e a quella italiana sono il ruolo decisivo giocato dallo Stato nel promuovere l'espansione del mercato dei servizi professionali.Treccani.treccani. 1990. all'inizio di questo secolo. Vi è stata di recente una ripresa di interesse da parte degli storici (anche italiani) per lo studio delle professioni. prive di qualunque preoccupazione concettuale e teorica. McClelland. il portale del sapere 10-03-15 14:46 formazione di cartelli aperti (v. 1990. v.

. Jarausch. trascurando i mutamenti che avvengono sul posto di lavoro. Militari. in quanto soggetto collettivo e organizzato. come hanno mostrato per esempio le alterne vicende dei farmacisti e delle ostetriche (in vari paesi). il portale del sapere 10-03-15 14:46 Altri contributi storiografici suggeriscono di distinguere la 'crescita delle professioni' dalla 'professionalizzazione': l'espansione numerica di una professione può comportare un abbassamento della qualità delle prestazioni. 1989). Ordinamenti giudiziari e professioni giuridiche). The system of professions. In altre parole. Magistrati. 1988): sistema giuridico. Dirigenti. sia il pericolo opposto di un appiattimento del ruolo autonomo delle professioni all'interno di processi più ampi e generali. nello studio dell'evoluzione storica delle singole professioni. http://www. opinione pubblica. come mostra uno studio del clero inglese nel periodo 1570-1730 (v. ma anche con lo Stato e con i clienti stessi (in difesa della propria autonomia e per il controllo del mercato professionale). b) evitare di concentrare l'attenzione esclusivamente sui processi di controllo del mercato e di istituzionalizzazione delle professioni. Hawkins. siano essi l'espansione del capitalismo (come in certi contributi marxisti) o le trasformazioni dello Stato. anche Artigiani. Le indicazioni emerse per la costruzione di un nuovo e più adeguato concetto possono essere così sintetizzate: a) evitare sia un approccio troppo volontaristico. A.treccani. sia per il complesso delle professioni in un singolo paese. tutto ridotto alle strategie degli attori. Classi medie. Ciò vale sia per le singole occupazioni.): ogni professione è in realtà impegnata in una incessante battaglia per la propria 'giurisdizione professionale' contro altre occupazioni confinanti. Il peso relativo delle tre arene può variare nel tempo e da un paese all'altro.Treccani. l''assunzione dell'indipendenza' (ibid. nella concreta pratica professionale. 1990). e in certi casi lo sviluppo di un aspetto della professionalizzazione contrasta con lo sviluppo di altri aspetti. d) evitare un'altra assunzione. Il processo di professionalizzazione si sviluppa su tre arene (v. (V. Abbott. ma è un processo permanente di negoziazione e di conflitto che ciascuna occupazione. la professionalizzazione è un processo complesso. bibliografia Abbott. Nel loro complesso questi e altri contributi recenti sembrano suggerire l'abbandono di definizioni troppo rigide e generali del concetto di professionalizzazione. c) evitare. luogo di lavoro.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 17 de 22 . o anche regredire. Classi e stratificazione sociale. Chicago 1988. Interazionismo simbolico. come risulta dal caso tedesco (v. fermarsi. sostiene innanzitutto con le altre occupazioni (sulla base cognitiva). che può avanzare. An essay on the division of expert labor. quella dell'unidirezionalità: il processo di professionalizzazione non è un percorso lineare che finisce con un 'traguardo' (il riconoscimento statale) o con uno 'stadio finale' (lo status di professione).

Treccani. in "Daedalus". Durkheim. 1987. pp. pp. pp. in Sociologia delle professioni. The order of professionalization. C. The professions. Cleaves. Derber. London 1933. 1800-1950. Barber. Tousijn. New York 1990. Milano 1976. 325-334.: Lezioni di sociologia. (a cura di). A. Carr Saunders. New York 1979. 51- 64. H. T. Catalani. É.L.. J. it. Bell. Carr Saunders. Tousijn... il portale del sapere 10-03-15 14:46 Abbott. it. 476-480 (tr. D.: Professioni. in "International review of law and economics". it. New York 1954.. Dingwall. Strauss. pp.S. Becker. (a cura di). Leçons de sociologie. 1982. 61 yearbook of the National Society for the Study of Education. Professionals as workers: mental labor in advanced capitalism. A respectable profession? Sociological and economic perspectives on the regulation of professional services.. 1987. in Encyclopaedia of the social sciences. The nature of a profession.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 18 de 22 . R.. Boston. C. Fenn.. a cura di W. it. 61-69). Cipolla. XCII. 91-110).treccani.. in "Work and occupations". Cal.H. P.. P. 255-276). in Sociologia delle professioni. The credential society: an historical sociology of education and stratification. Tousijn. 1961. XVIII. Jarausch.A.. Wilson. (a cura di). The long view. A. pp. Tucson. É. De la division du travail social. LXVI. Durkheim. The professions. A. pp. in Sociologia delle professioni. B.. pp. Profession and monopoly. London 1990. M. R. in Education for the professions. Caplow.. Chicago 1961. Wilson. P. Milano 1973). II. 1975. in "Journal of European economic history". Ariz. a cura di W. 669- 688 (tr. Milano 1962). K. Professions and the State: the Mexican case. Burrage. 4. Some problems in the sociology of professions.. Cocks. Mass.: La divisione del lavoro sociale. Berlant... 355- 384.. R. Bologna 1979. Professions.. P. Becker. H. Paris 1950 (tr. Bologna 1979. The sociology of work. A.. 1963. http://www. pp. Collins. Paris 1902 (tr. e altri. G. R.. New York 1954. 1973. Professions in theory and history.. New York 1973 (tr. Bucher. Chicago 1962.M..M. pp.S.. Berkeley. Bologna 1979. 37-52.. 1. it. A. Gli ordini e i collegi professionali nel diritto pubblico.A. Boys in white: student culture in medical school. The German professions.: Alcuni problemi di sociologia delle professioni. 1991. Torstendahl. Professions in process..M. a cura di W.. parziale: Le dimensioni della società post-industriale.S. The coming of post-industrial society. in "American journal of sociology".

Thomas. Hawkins.. in "American sociological review". pp. in "American sociological review". pp. Essays on health care. 1957. 1570-1730.J. XXVI.J. 92-104. New York 1958. 1988. D. XXII.. a cura di G. Napoli 1993.W.R. 194-200. Professional dominance. Hickson. III. a cura di W. it. Tousijn. D. it. M. il portale del sapere 10-03-15 14:46 Etzioni. Ambiguity and contradiction in 'the rise of professionalism': the English clergy. in "The Milbank quarterly". 1960. Deprofessionalization: an alternative hypothesis for the future. charlatanism and the emerging professions: psychology. Kuznets. Friedman. E. J.. it. 901-911... Keele 1973. Roma 1980. in "School and society". A. Haug. R. New York 1945. sociology and medicine. 37-53.. Keele 1973. Hughes. 44-55 (tr. Cambridge 1989. New Haven.C.. Goode. in Sociologia delle professioni. Is social work a profession?. in Sociologia delle professioni. M. 1915. Incomes in the professions. Professioni liberali. 2. Tousijn. pp.: Deprofessionalizzazione: un'ipotesi alternativa per il futuro. M. 1957. E. New York 1969. Cannadine e J. pp. A. LXVI. Men and their work. pp. parziale in: Sociologia delle professioni. Freidson. 1. Greenwood. E. A re-examination of the hypothesis of physician deprofessionalization. London 1970. Professionalization and bureaucratization... pp. Beier. Freidson.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 19 de 22 .A. 1989.J. Etzioni). in Professionalization and social change (a cura di P. in "Social work". Halmos.. pp. in The first modern society (a cura di A. pp. M. pp. Halmos). Jackson. Flexner. 81-94 (tr. Haug. suppl. pp. http://www. pp. E. Chicago 1970. W.. 902-914. Freidson. New York 1970. W. 171-182).R. pp. Medical work in America. New York 1969.L. Prandstraller. Frascani. Goode. in The semi-professions and their organization (a cura di A. in "Sociology".Treccani. 241-269. (a cura di). 195-211 (tr.. Conn. XXV. Professionalization in Britain: a preliminary measurement. Community within a community: the professions. Professionalization and social change. S. Profession of medicine. II. E. W. Bologna 1979. P.M.. Freidson. XXXIII. The semi-professions and their organization. in Income from independent professional practice. E.J.treccani.. P. 48-56. 137-154). Chicago 1986. Goode. 1969. Hall. 103-118).H.. Professions and professionalization.. a cura di W. in "American sociological review". Encroachment. 1968. (a cura di).: Il reddito dei professionisti.. (a cura di).. pp. Attributes of a profession. (a cura di).P. M. Professional powers. Bologna 1979. Rosenheim). The theoretical limits of professionalization. Quaderni dell'Istituto Orientale.. Campania XIX-XX secolo.

in: Società e dittatura. The rise of the medical profession: a study of collective social mobility. G. 19-123. pp.Treccani. 98-101. in "International journal of health services". pp. XIX e XX secolo. The rise of professionalism. Economic consequences of the professions. parziale: La regolazione professionale del mutamento sociale. in Professionalization and social change (a cura di P.. 161-195. Millerson. London 1976. 1964. Milano 1994. it. pp. Lonni. I professionisti della salute. J.: Classi sociali e Stato. Millerson. K. 1988. The professions and social structure. Professional socialization. Parsons. D. Krause. 183-202).. Bologna 1957. Englewood Cliffs. pp. Parry. Lega. N. Marxism and class structure: a bourgeois critique.B. teachers and engineers between democracy and national socialism. E. it. On the professional regulation of change. A. pp. Johnson.. in Professionalization (a cura di H. McKinlay. 155-170). J. Les guildes. pp. Prandstraller. Larson Sarfatti. 457-467 (tr. it. Dilemmas of professionalism. in "New society". D. Luciano. pp.P...J. New York 1990. Cambridge 1992. pp. it. Parkin. Keele 1973. 35-58). 213-227 (tr. The qualifying association.. pp. London 1972 (tr. Professions and power.: La proletarizzazione del professionista.. 1939. 1985.. McKinlay. Bologna 1985).S. XX.. C. Roma 1980. http://www. Tousijn..it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 20 de 22 . Milano 1974. The unfree professions: German lawyers. Comunità professionali nel terziario avanzato.treccani. The proletarianization of the professional. A. it. J.. T. McClelland.. il portale del sapere 10-03-15 14:46 Jarausch. a cura di W. Leeds. Tousijn... 1966. G.. Cal.. Halmos). XIV.L. Halmos). in Professionalization and social change (a cura di P. pp. F. London 1964.. in "Sociologie et sociétés". M. Mills). 119-125). Maurice. Propos sur la sociologie des professions. Bologna 1979. 1977. parziale in: Sociologia delle professioni. in "Sociologie du travail". The German experience of professionalization. Toward the proletarianization of physicians. in "Social forces". Monopolio professionale e nascita dell'Ordine dei medici. Arti maggiori. XV. Roma 1989. 213-225. Lortie. Arches. Oppenheimer. l'État et la progression du capitalisme: les professions savantes de 1930 à nos jours. in Sociologia delle professioni. T. Vollmer e D. a cura di W... Keele 1973. N. M. Parry. IV. 62-88 (tr. Berkeley. J. XVII. M. London 1979 (tr. London 1966. pp.C. 1900-1950.M. Le libere professioni intellettuali nelle leggi e nella giurisprudenza.B. 1972. a cura di G. in Sociologia delle professioni. Bologna 1979.. C... (a cura di).

Bologna 1979. Milano 1977. Piscione.L. strategie. sfide. London 1989. Milano 1959. H. pp. P. Glencoe. Doctors and lawyers: a comment on the theory of the professions. 1983. in The hospital in modern society (a cura di E. Paris 1984. Les professions liberales. The rise of professional society. Tousijn.: Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni. II. Parsons. pp. (a cura di). 536-547 (tr. XII. Wilensky. Milano 1994. New York 1968.H. 48. Rueschemeyer.. 73-90). W.A. G. 1981. M. in "Quaderni storici". 1951 (tr. J. R. Torstendahl. Vollmer. Wirtschaft und Gesellschaft. Freidson). M. 216-231). a cura di G. XVI. Bologna 1987. in "Sociology of work and occupations". Melocchi.. Roma 1980. Tawney. Le libere professioni in Italia.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 21 de 22 . 2. 1-21.S. Professioni borghesi. T. vol. in "The sociological review". Englewood Cliffs. Sociologia delle professioni. n. Removing the blinkers? A critique of recent contributions to the sociology of professions. Mills.: Economia e società. A. Prandstraller. XXXI. I.: Il sistema sociale. 17-30. pp. Napoli 1979. in Sociologia delle http://www. pp. pp.Treccani. in "Polis". Campbell. il portale del sapere 10-03-15 14:46 Parsons. VII. it. 1964. Professions. H. Strauss. Tousijn.. (a cura di). Bologna 1979. in Opere. 133-158 (tr. pp. Milano 1973). in Sociologia delle professioni.. Professionalism: the sociologist's decoy. it. parziale: L'ospedale e l'ordine negoziato. e altri. H.: Professioni. 2 voll. R. Saks. T. it. New York 1963 (tr. Vagogne. n. J. G. it... in Il potere della medicina. (a cura di). Milano 1971). 1964. (a cura di). London 1990..J. Perkin. London 1921 (tr. The acquisitive society. Oxford 1976 (tr. A. a cura di G...H.: La società acquisitiva.. Abbatecola e L.P. Smith. vol. critica a cura di R. Burrage. Ill. Weber. 1994. Tousijn.treccani. parziale: La professionalizzazione di tutti?. The hospital and its negotiated order. parziale in: Sociologia delle professioni. in The Glasgow edition of the works and correspondence of Adam Smith (ed. W. A. Skinner e W. Professioni: status.. N. An inquiry into the nature and causes of the wealth of nations (1776).. it. it. 1974. Libere professioni e fascismo. Professionalization. Sills). 125-139). spec.. Roth. in "Canadian review of sociology and anthropology". Milano 1961). The social system. LXX. Ordini e collegi professionali. pp. a cura di W. 6-51 (tr. The formation of professions.. D.. 1966.. Torino 1975). The professionalization of everyone?..L. Enti pubblici associativi.B. Tübingen 1922 (tr. in International encyclopedia of the social sciences (a cura di D. (a cura di). Todd). M. it. it. Turi. in "American sociological review". pp.. D. Rossi.M.

il portale del sapere 10-03-15 14:46 professioni. Tousijn. http://www. a cura di W. 113-135).treccani. Bologna 1979.Treccani.it/enciclopedia/professioni_(Enciclopedia_delle_scienze_sociali)/?stampa=1 Página 22 de 22 . pp.