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• CORPO D’ESERCITO
NELL’ANNO 1860

ISTRUZIONI 4LLE TRUPPE
E RAPPORTO AL MINISTERO DELLA GUERRA
DI

S. E. H GENERALE GIALDINI

VOGHERA CARLO
SUCCESSORE G. CASSONE E COMP.
TIPOGRAFO DI S. M.

Firenze, 1869.

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DEL

V CORPO D’ESERCITO
NELL’ANNO i809

ISTRUZIONI ALLE TRUPPE
E RAPPORTO AL MINISTERO DELLA GUERRA
DI

S. E. IL GENERALE CIALDLM

VO«aERA CARLO
SUCCESSORE G. CASSONE E COHP.
TIPOGRAFO DI S. M.

Firenze, 18G9.

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Estratto dalla Minata Miìilart Italiana Digitized by Google .

egli non esita a far escire da Firenze tutte le sue forze per ritardare. avanza contemporaneamente su Firenze per Val d’Arno. Il comandante militare di Firenze non può disporre per la difesa che di una sola divisione superiore in effettivo a ciascuna delle due divisioni nemiche . il Governo Pontificio invade la Toscana. Mentre il Regno Italiano trovasi ad avere impe- gnato le sue forze di terra e di mare in una guerra germanica. . Manda una brigata con artiglieria e cavalleria ad Incisa c l'altra a Mootelupo. nel mentre che una seconda divisione. Mentre fa sorvegliare dalla cavalleria i movimenti nemici . dopo aver battuto le Maremme ed essersi impadronita di Livorno. DEL f CORPO D'ESERCITO Primo periodo delle manorre campali per le dirisioni di Firenze Perugia e Liromo. ma inferiore di molto alle forze nemiche sommate as- sieme. l’investi- mcnto della capitale. se non altro. DairUmbria viene direttamente su Firenze per Val di Chiana una divisione.

va a riunirsi coll’altra a S. Ma quando finalmente arriva ad afferrarne lo scopo facendo . —4— Oneste brigale lianno ordine di opporre la più ga- gliarda resistenza. coll’ordine di staccare un posto d’av- viso a Pancoli. Riuscendo a prevenire la congiunzione delle divi- Digitized by Google . e con rapida manovra or- dina il concenlramento di tutte le sue forze sopra di S. Calvana. e l’allra d'incisa quelle di Rignano e Pontassieve. e convergendo a destra per Ponte Rosso il . molte o poche. Crocifisso. prendessero quella strada. quella di Honiclupo la posizione di Lastra. per essere rapidamente informalo se per avventura forze nemiche. Vichiomaggio e Mercatale. pigliando a sinistra per Martignana. Casciano. Casciano. ritira rapida- mente da Montelupo e da Incisa tulle le sue forze. Monlesperloli e Cerbaia. . Dudde. L’altra divisione respinta da Montelupo contro- marcia sino ad Empoli. Il generale difensore di Firenze rimane perplesso c non intende subito la manovra nemica. Ed infatti favorite dal terreno riescono da una parte e dall’altra a respingere le forze pontificie. La divisione respinta da Incisa si ritira fin presso Figline. e per la strada di Galluzzo le porla a S. sempre seguire c sorvegliare da qualche cavalleria le mosse delle due divisioni pontificie. e quindi. Per debita cautela manda un plotone di cavalleria ad Imprunela. Il nemico persuaso della diflìcoltà di forzare le ben difese posizioni di Montelupo ed Incisa finge ri- tirarsi da ambe le parli. il quale spinga alcune vedette fin verso Mugnano. Greve. ed in caso di rovescio di sostenere in ritirala. Casciano nella speranza di prevenire la congiunzione delle di- visioni nemiche. Casciano. si dirige a S.

Digitized by Google . a Monteboni od a Galluzzo. quando le forze di attacco e di difesa siano giunte tutte sul luogo. 2” A combattimento di reggimento a reggimento. egli potrà tentare la sorte delle armi a Percussina. Egli è evidente che questo progetto può facilmente dar luogo tanto a Montelupo quanto ad Incisa .senta a S. iJ sioni nemiche. come si disse. Ma arrivando tardi. Perugia e Livorno. . Cascia no una fa- zione campale di divisione a divisione. 5“ Esige un buon servizio d’avamposti. 1° A combattimento di battaglione a battaglione nel primo scontro delle vanguardie . egli può battere successivamente l’una e l’altra.. fian- cheggio ed esplorazione . grandi e lontane scoperte di cavalleria . in con- dizioni però di marcata inferiorità. 7“ E per ultimo pre. stabilendo che -le forze nemiche ed amiche arrivino ad Incisa ed a Montelupo successivamente. 3“ A combattimento di brigata a brigata. i® Permette (su larga scala) l’impiego di bersa- glieri 0 di altri cacciatori per uso di vanguardia. trovandosi superiore in forza a ciascuna di esse. 6“ Domanda un servizio non interrotto di rap- porti ed informazioni . Qui avrebbe fine il primo periodo di manovre cam- pali per le truppe delle divisioni di Firenze.

o meglio a Monleboni. Converrà dunque che il coinballimenlo abbia luogo a Percussina. Il generale (l’armata ClALDIM. ed oltre a ciò è troppo vicino a Firenze. Non si potrebbe quindi rappresentarvi una bat- taglia senza recar gravi danni ed esporci ad incal- colabili indennità. —6— NOTA. Pare che i dinlorni di S. punto indicato come nodo di strade. quantunque delle posizioni mi soddisfino incompletamente. Digitized by Google . Galluzzo. Casciano sieno copcrli di vili. alcune forze nemiche concentrandosi nei distretti accennano ad irrompere nel nostro terri- torio. vale a dire quando l'Austria occupava il qua- drilatero. Primo periodo delle manovre campali per le divisioni di Bologna e di Parma. Supponendoci ancora nelle condizioni anlece<lenli al 1866. tro- vasi forse nelle stesse condizioni .

Almazio. benché di- sponga di scarse pur decide di uscire dalla forze . Spilamberto. da Reggio a Brescello. fa- cendo intanto occupar Parma e lasciandovi presidio. Questi. di un battaglione al più. e per Pimazzo cerca sbucare alle spalle delle truppe di Bologna. In tale disposizione le varie sue frazioni di truppa appartenenti alle avanzate hanno parecchi scontri di poca significanza col nemico. Il comandante generale di Bologna si decide a tener fermo a Rubiera. Ma il nemico per Guastalla e Brescello si porta ra- pidamente su Reggio col nerbo delle sue forze. andar incontro nemico. simulando con qualche forza un nuovo at- tacco sul Panaro. Nizzola. informato dai municipi di Nizzola e di Spilamberto del movimento . Ma battuto a Rubiera si ritira a Castel- franco ove . sostenendole con riserve a Rubiera. ove passa il Pa- naro. coll’appoggio del forte Urbano e del pic- colo torrente incassato Panaro. Martino d’Este e Carpi . e qualora sbucasse al dai distretti . Col grosso delle sue forze occupo Modena e spinge delle forti avanzate. per aver tempo di richiamare tutte le sue forze. Martino d'Este a Novellara e Reggiolo. L’esercito nostro sparso su tutta la superficie del regno non è pronto alla difesa. da S. piazza. Campo Gagliano e Ganaceto. sorvegliarne le mosse e possibilmente ritardarne i progressi fino aU’arrivo degli attesi rin- forzi. da Carpi a Novi e da Carpi alla Concordia. arriva a respingere il nemico. da Reggio a Guastalla. Spinge delle scoperte di cavalleria sulle varie strade da Reggio a Parma. Il comandante del presidio di Bologna. Il comandante delle truppe italiane. piglia invece col grosso la strada di S. S. a Reggio.

e nei campi di Anzola ha luogo un combat- timento decisivo nei quale il nemico ha la peggio per cui si ritira su Modena inseguito dai nostri sin presso Castelfranco. di rapporti e d'infor- mazioni. di sorveglianza. Qui ha fìne il primo periodo. / Hi pare che anche questo progetto possa facilmente dar luogo: 4” A combattimento di battaglione a battaglione nel primo scontro delle avanzate. Una parte del nostro esercito vi accorre a difesa. 4° Mi pare inoltre che permetta su vasta scala l'impiego della cavalleria. 3° A combattimento di brigata a brigata con tutte le armi a Castelfranco ed Anzola . Il generale d'armata ClALDim. E questa forte di- Dìgitized by Google . 5° E per ultimo presenti largo campo al servizio d'avamposti. dei bersaglieri o di altri cacciatori . Secondo periodo per ambe le parli. . Truppe nemiche sbarcate in diversi punti dell’Italia meridionale tentano usufruire le scissure politiche e promuovere un’insurrezione generale. si ritira rapidamente dietro il torrente Sa- moggia. 2° Ad un combattimento di reggimento a reggi- mento a Rubiera. nemico .

Grici- gnano e Fiesole . 4® E ilnalmente per quella di Vicchio. Pietro a Sieve. . di arrivare a pochi chilometri da Firenze Dìgitized by Google . Calenzano c Sesto . Frattanto manda scoperte di cavalleria per tutte le strade che da Val di Sieve discendono a Firenze: 1° Per quella cioè di Barberino. secondo le mosse del nemico. Ma giunto a Roncaliccio.. . 2® Per quella di S. il quale con numerose forze disceso nella valle del Po balte l'armata italiana . parte su Pescara . che sa cu- stodita da poche forze. riceve notizie positive che tanto da Perugia quanto da Livorno erano arrivali rinforzi a Firenze. Olmi. Le informazioni aggiungono che le forze italiane erano già escile da Firenze per venirgli incontro. lusingandosi d'impadronirsene facilmente. la costringe a ritirarsi dietro An- cona . Tali riconoscenze di cavalleria hanno ordine di avan- zare sino a che trovino truppe italiane. In tale stalo di cose il nemico dirige a marce for- zate e per la via più breve (la strada cioè detta delle Filigare) due piccole divisioni su Firenze. 3® Per l’altra di Borgo S. s’impa- dronisce di Bologna ed obbliga i presidii del quadri- latero a racchiudersi ciascuno nella sua fortezza. —9— versione era Io scopo evidente del nemico. presso S. Piero a Sieve Vaglia ecc. gli sembrerà più conveniente. . Dicomano e Ponlassieve. ch'è la continuazione delle Filigare. parte su Foligno . Casa- gliola. lungo il corso del torrente. di modo che il generale italiano potea disporre di forze quasi doppie delle sue. Il generale nemico decide allora di non compro- mettersi più oltre e si arresta. avendo tempo per prendere poi il partito che. Lorenzo. e non tro- vandone. Cavallina.

c per quanto abbia fatto. frequentissimo in guerra. Il generale italiano sa che il nemico partiva da Bologna per la via delle Filigarc. c cade neH’crrore. piccoli posti di selle od olio cavalli per far correre gli avvisi. Lorenzo. e sa in modo sicuro che la strada della Porretla è completamente sgombra di truppe nemiche. La 2* a S. Nel dubbio adunque egli crede suo debito di ob- bedire ai consigli della prudenza. Piero a Sieve. — 10 — prender voce. vedendo balenarsi innanzi la speranza ardita di ballerò separatamente le quattro colonne italiane. prende la risoluzione di non ritirarsi senza combattere. La 4" a Vicchio. non potè procurarsi informazioni esatte in proposito. Il nemico invece. E siccome imporla che queste riconoscenze di ca- valleria tengano informalo il generale d’ora in ora lascieranno dietro di sò. Ma ha molla ragione di temere che da Faenza e da Forlì arrivino altre colonne nemiche con movimento concertalo sopra Firenze. di volere abbracciar troppo e tenere dapertutto. scaglionali a regolare distanza. La 3* a Borgo S. ecc. La 1* deve attendere ordini a Cavallina. Egli quindi divide le sue forze in quattro colonne e le dirige per le quattro strade predette neH’alla valle del Sieve. bene informalo delle disposi- zioni nostre e della forza approssimativa di ogni co- lonna . . Per tal modo si lusinga il generale italiano di chiu- dere ogni adito al nemico e di batterlo dovunque si presenti. arrestare qualche persona intelligente per averne notizie. Digilized by Google .

La notte porla consiglio. ed il generale italiano ne approfitta per mandar ordini onde tulle le colonne concorrano nel giorno seguente ad un attacco simul- taneo. la scompiglia e la respinge in breve tempo. benché udisse che si combatteva presso S. Però non è facile di notte tempo di scavalcare conlralTorli e percorrere lunga via nelle montagne. Egli quindi si porla frettoloso a S. All'alba dcH indomani il generale nemico copre di qualche difesa il ponte di Borgo S. A peggio andare poi egli potrà sempre ritirarsi . Battuta e respinta questa colonna si ritira per donde venne. —M— Egli calcola che le due colonne laterali. Lorenzo nei cui din- torni. vi lascia a custodia del ponte e del pae. e si dirige a Borgo S. ed essendo molto superiore di forze. per quella almeno di Faenza o per l’altra di Forli. arriveranno lardi e che frattanto egli ha tempo di battere le due co- lonne centrali . Al primo apparire della colonna italiana per la strada di Vaglia e Cornelole. avendo maggior distanza da percorrere. Il combattimento ha luogo in prossimità di Casanuova. attendeva ordini e non si era mossa. Quindi. secondo il solilo. Tutto ciò deve accadere in un giorno. lascia qualche forza con artiglieria a custodia del paese e Digitized by Google . trovandosi sempre superiore in forze. Piero. egli rallacca vigorosamente. balle la 2* colonna centrale giunta per la strada di Fiesole la quale. vi passa il Sieve. Piero. come accade quasi sempre in simili casi. col vantaggio di vederle arrivare se- parale e senza possibile concerto nè legame fra loro. Lorenzo. se non per la strada delle Filigare.sc un paio di battaglioni due pezzi e qualche ca- con valleria. gli ordini arrivano lardi e non possono essere eseguiti colla desiderala opporlunilìi.

Lorenzo. a ca- gione dei presidii lasciati a S. Poco dopo il suo ritorno a Borgo S. Piero a Sieve ed a Borgo S. La sua vittoria quindi è più contra- stata e meno completa. L’avviso di questo fatto persuade il generale nemico a ricondursi prontamente a Borgo S. Ma la i* colonna italiana respinta a Rabatta su Vicchio. Lorenzo ci viene assalito dalle due colonne italiane provenienti (la S. Digil ized by Coqg. se- condo gli avvisi delle sue scoperte. mentre egli si dispone a com- battere a Rabatta. e va a prendere posizione a Rabatta per attendervi la colonna italiana di destra. Piero a Sieve. non vedendosi inseguita.Ie . e dalla terza che ricomparisce per la strada di Fiesole ed Olmi. avendone finalmente rice- vuti. Piero a Sieve. Anche a Rabatta egli si trova superiore di forze. Le poche forze ivi lasciate non possono reggere lun- gamente all’urto simultaneo delle due colonne. Lorenzo. Lorenzo per as- sicurarsi la strada di Faenza. sorveglia sempre movimenti delle i altre colonne italiane per mezzo della sua cavalleria. Il generale nemico tien testa a queste tre colonne con rara fermezza. Oltre ciò le truppe sono enorme- mente stanche. si ar- resta e fatta certa per mezzo dei suoi esploratori che il nemico si era ritirato da Rabatta ritorna len- tamente indietro verso Borgo S. Ma intanto la colonna di sinistra arrestata a Ca- vallina in attesa d’ordini. — <2 — del ponte . si è mossa all’attacco di S. die riindn- tando la valle del Sieve sta arrivando da Viccliio. La colonna italiana di destra si ritira lentamente ed in buon ordine su Vicchio. non quanto però nei combattimenti precedenti. e vi concorre pur anche la 2*colonna battuta a Casanova. Inutile a dirsi che. e si ri- tirano incalzate e malconce.

5" Che penetrando con forze inferiori fra di. i versi corpi di un’armata complessivamente superiore. A parer mio non si otterrebbe utilità pratica dalle grandi manovre campali. è fal- lace. 2“ Che il sistema di voler abbracciare il nemico. Il generale nemico sopraffatto si risolve finalmente a battere in ritirata per la strada di Faenza. a condizione però di saper fare rapido ed esatto calcolo delle distanze di tempo e di terreno che separano i varii corpi d'armata nemici. Qui hanno termine le grandi fazioni campali da me ideate por esercizio delle truppedisponibilichecomando. 4“ Che manovrando contro forze superiori. Io mi proposi di porre sott’ocebio col mezzo delle presenti manovre campali : 1“ Che si può lottare vantaggiosamente contro forze' di gran lunga superiori le quali non arrivino unite e compatte. di arrivarvi e di congiungersi. im- porta nell’ora del combattimento aver che fare con forze inferiori. presentar forze dovunque. col progetto d'impedirne la congiunzione battendoli Digitizad by Google . se non riuscissero con tutta evidenza a dimostrare la verità di un qualche precetto militare ed risultati funesti a cui conduce quasi i sempre un erroneo concetto. tener tutte le strade. è rovinoso sempre. — 13 — AH’udire il forte cannoneggiamento accelera il passo ed arriva a tempo di concorrere alla battaglia. a abbia a meno che non si fare con un nemico che si lasci avviluppare e che permetta tranquillamente ai nostri corpi d’armata se- parati e diretti per marce convergenti ad un punto comune. 3“ Che l’applicazione pratica di questi prinerpii ha però limiti inesorabili che non si possono eccedere senza pericolo. per vincere presto e bene.

Non intendo in- segnarle a nessuno. giacché una sola sconfina può divenire rovina. convicn vincere in ogni combalti- mcnlo. Digitized by Google . Il generale d’armata CiALomi. ma credo possa giovare il dimo- strarle praticamente ai giovani militari. perchè le le- zioni pratiche meglio delle teoriche parlano contem- poraneamente ai sensi ed al pensiero e restano scolpile più a lungo nella memoria. —u— separalamcnle . Sono verità vecchie e note a lutti.

46* id. Una batteria e mezza della 2* brigata del 9* reggimento d’ar- tiglieria. S. Comandante — Colonnello brigadiere cav. 21* battaglione bersaglieri. De Vecchi.a Brigata. id. id.a Brigata. id. Digitìzed by Google . 45* reggimento fanteria (su tre battaglioni). 44* Id. Comandanto la brigata — Maggior generale cav. 43* reggimento fanteria (su tre battaglioni). 5* e 6* squadrono del reggimento lancieri d'Aosta. Marò do la Roche. l. — 15 — Fonnaiìone delle Irappc del l" Corpo d'esercilo che presero pie alle grandi manovre. Brigale della 1‘ dkisione atlka. id. 3° 0 4* squadrone del reggimento lancieri d’Aosta. Una batteria o mezza della 2* brigata del 9* reggimento d'ar- tiglieria. 11* battaglione bersaglieri.

34’ battaglione bersaglieri. Comandante la brigata — Maggior generalo cav. cav. 35* id. ìd. (due sole comp. 61* id. Due squadroni dei lancieri di Milano.gen. Comandante la brigala — Magg. id. Scalia. Do Fornari. id. Brigata della 3* divisione attiva. 36* battaglione bersaglieri. 8* reggimento fanteria (quattro battaglioni). id. aggregato al . id. id. Digitized by Google . . id. 16* id. 28° id.36*). Una batteria o mozza della 4' brigata del reggimento d ar- tiglieria. Eberhardt (S^periodo). Brigata della 4* divisione attiva. Una batteria o mezza della 3* brigata del 6* reggimento d’ar- tiglieria. Una batteria o mezza della 2* brigata del 7’ reggimento d’ar- tiglieria. id. ìd. ìd. Comandante la brigata — Maggior generale cav. 3* 0 4’ si)uadrono lancieri di Milano. 3* reggimento granatieri (quattro battaglioni). 16 — Brigata della t divisione attiva. 21* reggimento fanteria [due battaglioni). ìd. Duo squadroni del reggimento eavalloggeri di Lodi. Cavalchini (l'pcriodo) Id. 10* battaglione bersaglieri. 22* ìd. fanteria id. 34* id. 57* id.38* id. Id.

Un reggimento formalo da due battaglioni del 5* reggimento fanteria o due del 6' reggimento fanteria. id. 5‘ divisione attiva. 12* battaglione bersaglieri. N. Le brigato della 2* o 5‘ divisione agiscono l’una contro l'altra Ira Parma e Bologna. Comandante la brigata — Maggior generale cav. Una batteria e mezza della 1* brigata dell’8* reggimento d’ar- tiglieria. . 3* c 1* divisioni. o quello della 3*c4* la at- taccano. — Nelle manovre del 1* periodo lo due brigale della 1* divisione difendono Firenze. Brigala della. u la attaccano lo altro due. B. Nel 2* periodo difendono Firenze le quattro brigato della 1‘. Tarditi. 5* 0 6* s(iuadroni del reggimento cavalleggeri di lodi. 20* id. Un reggimento formalo da duo battaglioni del 37* reggimento fanteria e duo del 38° reggimento fanteria.

Digitized by Google . Boero di Settime. Colonnello Peyssard. C^atrlfranc» ed Ani«la. direttore d’artiglieria in Firenze. Maggior generale Lanzavecchia di Buri. Maggior generale Fessone. Id. Fasi.-). Giudici. lancieri di Milano. Giudici. comandante il 5° fanteria. id. Maggior generalo Eberhardt. comandante la brigata Livorno. lancieri Aosta. id. dircttoro del genio in Bologna. comandante la brigaU Sicilia. Colonnello Cugìa. FmImI di Hablera. Vandone. comandante il 22° fanteri. comandante il regg. Id. FailonI di Montelupo. Giudici. Doglio. Colonnello Araldi. Id. Id. — <8 — GIUDICI DI CAMPO. comandante la brigata Abruzzi. il regg. Fasioni d’Iaelaa. 37* id.

Id. Id. Digitized by Googlc . Id. Maggior genuralc Ferrerò. Bussono. Lanzavecchia di Buri. Maggior generalo Ferrerò. Vandone. Posi. Caselano. Boero di Settime. Boero di Settime. Boglio. comandante la divisiono di l’arma. Id. Id. Colonnello Cugia Id. Luogotenente generale Bixio. comand. Id. Peyssard. comandante la divistone di Pe- rugia. Id. Giudici. Id. Peyssard. la brigata granatieri di Lombardia. Id. Faiioni in Val di Slevr. Id. Bessono Colonnello Araldi. i9 — l'aslone di S. Boglio. Id. Cavalchini. Lanzavecchia di Buri Id. Giudici. Id. Cugia.

che soddisfa l’occhio non solo. Gli accampamenti devono presentare la prescritta regolarità di distribuzione. che dev’essere suggel- lato e che non si potrà disuggellare senz’ordine del capitano.to. Digitized by Coogle . — 20 — Pro-memtria alle Dìtìsìodì per le grandi manom. Oltre le munizioni da salve. Avanposll. Aeeanpanienll. Mpaliloni a palla. il soldato avrà seco la sua dotazione di munizioni a palla. La confusione negli attendamenti mostra chiaro che le truppe sono mal comandate. Ma le porterà rac- chiuse neU’apposito sacclic'. le Durante i truppe non accamperanno mai senza coprire d’avam- posti il fronte ed i fianchi loro. due perìodi di grandi fazioni campali. ma facilita le comunicazioni ed i servigi del campo. Il fronte di battaglia degli accampamenti sarà naturalmente verso la via presumibile del nemico.

e che tutti devono rispettare i giudizi loro come or- dini miei. Le incumbenze e le attribuzioni speciali dei giudici di campo sono chiaramente delineate nei paragrafi 20 e 31 delle Istruzioni Ministeriali deU’11 giugno anno corrente. palinglle interne ed eilerne. Per i posti d’avviso basta la sola cavalleria. de- vono eseguirsi colla maggiore formalità ed accura- tezza. di infondere bene nei loro dipendenti l’idea che i giudici di campo sentenzieranno inappellabilmente. Giudici di campo. ecc. Le ronde. Hancl. mero almeno. — 21 Ronde. le quali soddisfano allo scopo meglio delle pat- tuglie composte di un’arma sola. Digitized by Google . Così dice esplicitamente il § 20® delle citate Istruzioni. posti d’avvlM. durante le grandi fazioni campali. Desidero che possibilmente il soldato abbia due ranci caldi se non tutti i giorni . vale a dire prima c dopo i combattimenti della giornata. Raccomando ai signori comandanti delle divisioni attive. Per le pattuglie esterne diesila preferenza alle miste. Nel secondo periodo sarà conveniente ch’essi si rechino da me mattina c sera. palluglie inlerne ed esterne. nel maggior nu-. a scanso di possibili gare e di altri inconve- nienti. De- sidero pur anco che le due parti combattenti pren- dano fra loro gli opportuni concerti onde i simu- lati combattimenti abbiano luogo dopo il rancio del mattino..

Si potrà però opporla sempre alla cavalleria nemica. Frattanto può essere grandemente utilizzala nelle lontane scoperte. Digitized by Google . precedere e coprire le colonne che avanzano a combattere. ecc. a fianco. Solo una lunga guerra ci insegnerà come ormai convenga servirsene. i hanno pur quello di iniziare il bersaglieri conibaltiinento. Siamo epoca di Iran. qualora la manovra sia di possibile esecuzione. raggrupparsi a fronte. a tergo e dovunque sia necessario. a slanciare la cavalleria sui fuggiaschi. Desidero che nell'impiego de’ bersaglieri abbia ri- lievo l'importanza crescente che la trasformazione delle armi a fuoco va loro assegnando di giorno in giorno. oltre aH’ufficio di esploratori e di fiancheg- giatori. col- mare gl’ intervalli e le lacune. pattuglie. sguernire di artiglieri le bat- terie nemiche. dalla quale usciremo modificando la lattica e l’educazione della cavalleria. posti d’avviso. Ma nei combattimenti conviene astenersi daH’impiegarla in attacchi di fronte diretti od obliqui contro le linee nemiche. c dal gettarla là dove a mezzo della carica sarebbe inevitabilmente distrutta dalla intensità de' fuochi moderni. giacché poco si apprese in proposito a Solferino ed a Sadowa. Impiego del bersaglieri od allrl cacciatori. in sizione. Ed infatti. ed a qualche dimostra- zione sui fianchi o sulle spalle del nemico. La maggiore gittata e precisione delle nuove armi a fuoco rendono problematico l’impiego della cavalleria nei combattimenti di oggidì. collegare le frazioni combattenti. Convien limitarsi. sino a che il problema non venga risolto. comunica- zioni. — 22 — Impiego della cavalleria.

salvo casi rari ed eccezionali. Le masse profonde. Tale uso può riuscire conveniente quando un concentra- menlo d’ artiglieria nemica rechi sommi danni. Non si dimen- tichi poi che Tartiglieria sparpagliata è di poco effetto. convenendo che anche la seconda linea resti spiegata. È vecchio costume degli artiglieri di sprecare il loro fuoco a controbattere Tarliglieria nemica. le colonne serrate non potrebbero oggigiorno essere portale impunemente sotto il tiro nemico. L'artiglieria sia sempre proietta da sufficiente scorta. Ha. deve essere lasciato ai bersaglieri il còmpito di paralizzare il servigio delle batterie nemiche. Amerei vedere qualche piccolo concentramento d’ar- tiglieria eseguito con molta rapidità per colpire di fianco 0 di sbieco il nemico. o lutto al più piegala in colonna aperta qualora si trovi a portata del fuoco nemico. o quando qualche pezzo nemico occupi una di quelle importanti e fortunate posizioni che convien prendere ad ogni costo. 'Torna più oppor- tuno ed utile che l’artiglieria diriga suoi fuochi sulle i linee e sulle colonne di fanteria e di cavalleria ne- mica. . qualora divenga bersaglio ai tiri di cacciatori nemici converrà difenderla con cacciatori nostri. 33 ImiiiefcA dell’arUKilerla. L’efficacia dell’artiglieria viene accresciuta dalla con- venienza delle posizioni da cui fa fuoco. La trasformazione delle armi a fuoco esercita la sua influenza anche sull’impiego della fanteria. Impiego delia fanteria. L’or- dine sottile ottenne esclusiva prevalenza per le linee di combattimento.

stabiliscono che non si abbia a far fuoco sul supposto nemico ad una distanza minore di 100 passi per la fanteria e di 300 per rartiglieria. distanza che colle armi attuali dovrà essere dai 5 600 passi. e per comandarle e condurle si richiede non solo molla risoluzione. Ricordiamo di conservare qualche riserva pel mo- mento decisivo della lotta. Rimane da indicare la ragionevole distanza fra le linee combattenti e fra i fuochi di battaglia. Le Istruzioni del Ministero. e determina soltanto il massimo ravvicinamento nel quale è lecito far fuoco. — 24 — Cosi pure non conviene spingere colonne d’allacco contro posizioni. Distanza tanta da superare rende assai difficile e pericoloso il còmpito delle colonne di at- tacco. Riserve. Guardiamoci da questo errore che toglie ogni verosimiglianza alla finta battaglia. sino a che fesperienza d'una lunga guerra sorga a stabilirla con maggior precisione. E ciò affine di evitare ogni possibile disgrazia. i di cui fuochi difensivi non siono altamente depauperati ed illanguiditi. Ma questo limite corrisponde allo scopo a cui in- tese il Ministero. dcll’11 giugno anno presente. Ragion vuole che l’aumento nella gittata delle armi moderne porti seco per logica con. ma ben anche somma perspi- Digitizad by Google . che le truppe non risentendo danno alcuno dal fuoco nemico si avvicinino soverchiamente le une alle altre. sempre nei simulacri di combattimento. UIsUbm tra le linee cosibalteiill. ai almeno in massima generale.seguenza l’aumento Succede quasi della distanza fra le linee combattenti.

Al disotto delle linee continue dei fuochi di fanteria si possono aggiungere sciami di bersaglieri. Nell’occupare una posizione per combattere bisogna trovarsi in grado di saper soddisfare all’ occorrenza a tre diverse necessità. La 1* di respingere il nemico. 25 — cacia e pratica opportunità. Trattandosi di posizioni in collina o montagna im- porta di coronarle bene senza riguardo alcuno all’al- lineamento. Se nelle aperte e larghe vallate basta tenere il basso e limitarsi ad esplorarne le colline fiancheggiantl e lontane. nelle valli ristrette importa invece di occu- pare le alture adiacenti con forze che fiancheggino ed accompagnino la marcia delle colonne. Quando poi i versanti delle alture che racchiudono la valle sono coperti di folto ed alto bosco. Ad ogni modo sarà sempre minore inconveniente di avanzare le linee. Valli e gole. che rendono possibile o più facile di fare ciò che con- viene. Le posizioni di colline o montagne permettono poi di mettere al coperto facilmente. Oceapaiione delle po«lEÌou1. La 2* di avanzare. Fa d’ uopo quindi provvedere a tutti quei piccoli dettagli. La 3* di retrocedere. e siano sufficienti per resistere ad un improvviso urto nemico. e di occultare quindi al nemico. se l’inef- ficacia dei fuochi dimostra essere tropfio distanti. le riserve. di quanto sarebbe il farle retrocedere. la colonna Digilized by Google . i carri. la cavalleria ecc.

Imboscale e sorprece. Ma pure in via d’istruzione e per eccitare la reciproca sorveglianza. Boschi. Ed allorché la valle vie più reslringendosi diventa una gola. la colonna si arresterà sino a che la gola sia complelamenle in inano de' suoi. — 20 — che segue il basso.scala e qualche sorpresa possono farsi di giorno e più facilmente di notte. Stanno più nel dominio della guerra di partigiani. giacché combattendo nel- rinlerno si vengono ad uguagliare le condizioni del combattimento. a breve distanza. Dfgitized by Google . qualche iinbo. Nella gran guerra le imboscale e le sorprese hanno poca 0 niuna importanza ed in generale i grandi ca- pitani non se ne occuparono mai. non avanzerà mai prima di esser falla sicura che il bosco venne diligenlemenle esplo- ralo e trovalo sgombro dal nemico. Il terreno di montagna. si presterà a tal uopo. nel quale avrà luogo la mag- gior parte delle fazioni campali. L’esplorazione dei grandi boschi richiede mollo cri- terio e non può ottenersi completa se non per mezzo di successive catene di quadriglie. flancheggialori. sostenute da opportune riserve. L’attacco di un bosco difeso da buona fanteria dev’essere preceduto da un nudrito fuoco d’artiglieria. secondo il nostro linguaggio. Dovendo difendere un bosco conviene portarne la difesa sul lembo estremo.

Anche questo è un esercizio utilissimo che non si deve dimenticare nè disprezzare. l'onlegno dello truppe. che dovranno sempre più frequenti a misura farsi che le circostanze andranno divenendo più incalzanti e gravi. I signori comandanti delle truppe eserciteranno i loro dipendenti nella trasmissione di brevi rapporti. Terminate le fazioni campali i signori generali di divisione mi rimetteranno il loro rapporto complessivo e particolareggiato. — 27 — l'amiialeasloni fra le colaane d’uno alesao corpo. Ciò riesce difficilis- simo nella guerra di montagna. Amo sperare che questa saggia ed importantissima raccomandazione non sarò dimenticata da nessuno. im- porta che ciascuna frazione trovi mezzo di mantenersi in relazione col comandante superiore e possibilmente anche colle colonne più vicine. Digitized by Google . Quando un corpo d’armata diviso in parecchie co- lonne comunica e manovra per diverse strade. Rapporti. Il Ministero della guerra nel § 33 delle citate Istru- zioni 11 giugno 1869 raccomanda che i corpi si stu- dino di mantener sempre il massimo ordine e la maggior calma nelle truppe dipendenti.

Il generale d'armata ClALDlNI. le riflessioni e le deduzioni che il concetto e l’esecu- zione di queste manovre potranno suggerirmi. — 28 — Questo Pro-memoria presenta un breve quadro delle massime ed avvertenze principali. che la S. I Digilized by Google . 3 settembre 1869. Dopo le grandi fazioni campali. V. e quando avrò ri- cevuto i vari rapporti delle divisioni. si ado- prerà a porre in rilievo ed in evidenza pratica nelle prossime esercitazioni campali per istruzione de' suoi dipendenti e sovra tutto per quella dei giovani mili- tari che vi assisteranno. V. Pisa. manderò alla S.

Perugia e. Commissioni |^r danni. tanto nel primo che nel secondo periodo faranno diri- Digitized by Google . Avuto riguardo alla speciale formazione da me data alle truppe per lo prossime fazioni campali. Nel secondo periodo le faranno dirigere alTuflIcio postale di Firenze. IsIraiioDÌ ed inerlenze diverse per le grandi fazioni campali. In primo luogo potranno cosi stabilire un utile confronto fra le diverse condizioni in cui sarà il terreno prima e dopo l’occupazione dello truppe. anticipatamente i luoghi di possibile combattimento e di pro- babile accampamento. In secondo luogo potranno con op- portuna anticipazione avvertire il generale comandante della convenienza di combattere o di accampare altrove. Nel primo petio<lo delle fazioni campali i corpi appartenenti allo divisioni di Bologna o di Parma si faranno dirigere le let- tere tutte all’uIRcio postale di Bologna . Commissioni prescritte dalla Note Ministeriale 29 aprilo 1869. Tali Commissioni non dovranno limitarsi soltanto a ricono- scere i danni recati ma con previdente solerzia visiteranno . 1 corpi appartenenti alle divisioni di Firenze. ove col mezzo della ferrovia manderanno giornalmente a ritirarle. ove del pari manderanno giornalmente a ritirarle. Raccomando caldamente la nomina delle Commissioni per la ricognizione o stima dei danni che recheranno le truppe. conviene che ogni bri- gata abbia la sua Commissione pei danni. Li- vorno. Serviilo poetale. valendosi di un qualsiasi mezzo di trasporto.

che l'impresa dovrà somministrare. Palella ^1 bivacco. mandandole a ritirare per raezro della ferrovia allorché saranno ad Incisa ed a i'ontelupo. il comandante superiore delle truppe lo avvertirà subito ai corpi e verrà impedito con ogni mezzo di severa sor- veglianza che il soldato no vada in cerca e pretenda trovarne. precedendo lo truppe sul luogo destinato a serenare riconosceranno subito se vi sia paglia . onde non avvenga che il soldato si abbandoni al selvaggio costume di tagliar alberi e siepi. Anche su questo articolo raccomando ai signori comandanti superiori dello truppe somma previdenza o sorveglianza. . Le Commissioni pei danni . Ambalanse. . fattosi carico della sua quota. ospedali ed ammalati. potrebbe non giungere per cause impreviste ed in allora convien rime- diarvi acquistandola sul luogo o nei dintorni ed attenendosi in ciò alle norme precedentemente indicate per l'acquisto della paglia. e per mezzo di rapida stima no contratteranno la quantità suf- flciente al bisogno e non più.Siano informati i signori comandanti superiori delio truppe che nelle prossime fazioni campali verrà assegnata un'ambu- Dìgitized by Google . e questi la dividerà alle compagnie. e per mezzo di un trasporlo qualunque quando invece saranno a S. Qualora si accampi in un luogo dove la paglia manchi as- solutamente. L'intendenza generale ha disposto onde sulle vie che percor- reranno le truppe non manchi la legna necessaria per cuocere i ranci c pei salutari fuochi notturni. — 30 — gore lo loro lettore nll ufTicio postale di Pirenzo . Ogni corpo. Lega* gel ranci e pel fuochi notturni. Facciasi noto ai corpi non potersi ammettere che il soldato abbia ad irnpadruuirsi illegalmente della paglia che per avven- tura si trovi in prossimità di un accampamento. Ma colla miglior volontà del mondo la legna. Dopo ciò si vieterà severamente al soldato di cercarne e prenderne per conto suo. Cascinno ed in Val di Sieve. assegnerà a ciascun battaglione la parte che gli cor- risponde.

Ad evitare però ogni possibile ingombro di ammalati. Essi poi no faranno avvertiti i varii Co- muni. Incisa. rac- comando alle divisioni di Parma e di l’ologna di lasciare a Uodena od a Bologna non solo tutti gli individui che cadessero ammalati durante il 1* periodo. Por facilitare il parziale conccnlramenlo ed il più spedito ritorno ai rispettivi presidiidi qualche Corpo o Brigata più lontani dal terreno prescelto per le prossime fazioni campali. Avvisi al Prefelli. Verrà stabilito un ospedale di campagna nelBorgo di S. Avverto i signori Generali Comandanti delle divisioni attive di dare previo o confidenziale avviso ai signori Prefetti delle provincio i di cui presidii verranno tolti o diminuiti a cagione dello prossimo manovre campali. di non procedere a quella di S. Digitized by Google . e dopo questa di non passare in Val di Sieve senza avere successivamente inviati i loro ammalati più gravi allo spedale di Firenze ed i piu lievi agli ospedali delio rispettive divisioni. Lo- renzo intorno a cui si riuniranno tutto le truppe dopo parecchi giorni dinon interrotte fatiche. Bologna e Firenze vengano informati dai rispettivi Generali di divisione degli agglomeramenti e scontri di truppe che avranno luogo a Rubiera. Lo armi a cavallo dovranno venire e ritornare per tappe. raccomando del pari. Cosi pure sarà opportuno che i signori Prefetti di Modena . ma ben anche tutti coloro che evidentemente non sembrassero in grado di sostenere lo marce 0 lo fatiche del 2* periodo. Castelfranco. Anzola. Ca- sciano e Val di Sieve. dopo le fazioni di Incisa e Hontelupo. Ferrovia. Montelupo. S. Perugia e Livorno. —3 — < lanza ad ogni brigata o che inoltro ve ne sarà qualcun’ altra di riserva. Casciano. Ed alle divisioni di Firenze. il Ministero della guerra accorda facoltà di valersi della fer- rovia pel trasporto di truppe a piedi.

Per qualsiasi caso eccezionale che. dei vari attrezzi da campo e degli oggetti di vestiario di cui possono abbisognare. per lo truppe che devono prender parte alle grandi fazioni cam- pali. Conoscono lo manovre progettate e ne sanno la durata. saranno esaudite dall intcndenza militare. 1* settembre 1869. Ma ho luogo di credere che le loro ragionevoli richiesto. l'Intendenza militare non avesse facoltà di risolvere. Essi sono quindi in grado di avere esatto criterio dei mezzi di trasporto. Pisa. si rivolga a me. Digitized by Google . — 32 — Trasporti ed attreiil da campo. la S. avutane autorizzazione dal Ministero. Il generale d'annata ClALDINI. Bene inteso che convien stare negli stretti limiti del necessario. I signori Generali di Divisione conoscono a quest’ora la for- mazione che adottai. nel cui lodevole zelo ho piena fiducia e de’ cui modi concilianti abbiamo motivo di lodarci. V. fatte con opportunità.

— 33 — DEL 1800. i rapporti dei si- >. V.nori Generali di Divisione e di Brigala che pre- sero porle alle grondi fazioni campali. Tali rapporti uniti alle osservazioni che già feci sul terreno mi pongono in grado di redigere il mio rapporto generale. pure adempio 3 Dìgitized by Googlc . Mostrano inoltre che l'eseguite manovre campali diedero luogo a riflettere. E quanliinque io non possa dir cosa che l’E. che le buone massime di guerra sono fami- gliari a coloro che li scrissero. Rapporti. Ilo l'onore ili rimcltcrc :ill’ E. PARTE PRIMA. non sappia a quest'ora. di colore. Diversi di volume. a ragionar molto. e questo sarà senza dubbio uno dei principali vantaggi che produ.sscro. di siile. V. liilti questi rapporti però mostrano palesemente che sodi principii dell’ arie i militare.

con maggior freddezza. Ma qualora si sappia contenerlo e trarne profitto . che vuol essere saviamente condotto ed usu- fruito. nessuno rassegnarsi alla parte del vinto. di cui li dotò natura. esso feconda le terre che bagna. Nessuno voleva cedere. Analogo era il sen- timento che animava gli uflìciali inferiori e gl’individui di bassaforza nei finti combattimenti. Mi si dice che nelle armale germaniche queste eser- citazioni procedano con maggior calma. Anzitutto devo riconoscere e riferire all’ E. come potentissimo motore dell’ intelligenza umana. che dall’alto al basso vi fu impegno e zelo grandissimo neH’eser. Sarebbe ora ozioso il discutere se l’arnor proprio eccessivo sia pregio o difetto. E meglio delle nostre dichiarazioni Io assicurano le testimonianze spontanee Digitized byXTòògle . Farmi più pra- tico ed utile di prendere gli Italiani come sono e di considerare il grande amor proprio. V. l'onleKno delle truppe. La condotta delle truppe durante le fazioni cam- pali fu superiore ad ogni elogio. Il torrente devasta ed isterilisce allorché stra- ripa.uzione delle manovre campali. Zelo ed amor proprio. benché persuaso di portar acqua al mare e clic le tuie parole giungeranno forse inutili 0 superflue almeno. L’amor proprio poi degli Uflìciali Generali e Superiori preposti ad un comando fu messo in giuoco in singoiar maniera c mi apparve talvolta cosi eccitato da recarmi mera- viglia e da sembrarmi soverchio. — 34 — al debito mio.

nei limili del possibile e del ragionevole. Del resto il dottor BaroHio. Essi furono fedeli esecutori delle istruzioni previdenti date dal Direttore generale dei servizi amministrativi presso codesto Ministero. si recò in persona sul luogo. I libri e le scuole insegnano i buoni principii teorici del nostro mestiere. ma la loro ap- plicazione pratica deve farsi all’ aperto. K penoso per noi di non potere istruirci praticamente senza recar molestie (|uotidiane più o meno gravi a chi ne circonda. si erano forse allarmali delle conseguenze che ne temevano. che nuovi a (jueslo genere di militari csercizii. alla vera guerra. capo del servizio sanitario. fu . Senza ciò l’ esercito nostro rimar- rebbe al paragone in un grado di pericolosa infe- riorità. capo del d’intendenza. precorrendo le truppe. La cifra totale degli ammalali ne’ due periodi delle grandi manovre. La salute delle truppe fu eccellente poiché di am- malati non si ebbe in media che poco più del due per mille al giorno. si erano procurale tutte servizio le al coperto un gran risorse necessarie per porre numero ammalali nel supposto che potesse dive- di nire esageralo e che invece fu tenue come dissi. il quale. Lorenzo ch’ebbe a sostenere il peso di tulle lo truppe riunite c della cui opera eflìcace dobbiamo grandemente lo- darci. deve rasso- migliare. — 35 — delle aulorilà municipali e degli abitanti stessi. I municipi! poi furono sommamente cortesi e va ricordato in singoiar modo quello di Borgo S. Condizioni igieniche e servizio sanitario. ed il commi-ssario Piolti. il commendatore Lerici. che durarono 15 giorni compiuti.

scotta- ture. E ciò in omaggio alla con- Digitized by Google . ossia rottura del braccio. 64 In totale. così classificati : 33 Per escoriazioni ai piedi prodotte dalle scarpe. Tra i 539 ammalati sono compresi 64 feriti per cause accidentali. contusioni. 4 Per lesioni gravi. II rapporto del medico-capo fa osservazioni impor- tanti ed opportune sulla ncccssiu'i : 1“ di dotar l’armata di veri infermieri meritevoli di tal nome: 2“ di or- dinare le compagnie sanitarie sullo stile germanico: 3“ di concedere il cavallo a tutti i medici militari : 4“ di modificare gli zaini d'ambulanza. 12 Per leggere distorsioni al piede ricevute in terreni rotti e montagnosi. i cofani trop|)o pesanti e le dotazioni del materiale farmaceutico : 5" di sopprimere rarmainento degli infermieri e di apporre la croce di neutralizzazione alle ambulanze. ne segue media giornaliera degli ammalati fu clic la incirca del 2 per mille come si accennò precedente- mente. — 36 — di 539. come grafiìalure. distor- sione del piede con frattura del malleolo. ecc. ecc. Ora la forza delle varie truppe clic vi presero parte essendo di 180i1. come risulta dal rapporto del medico-capo. 15 Per altre lesioni leggere. zaini ed altro materiale. I 64 feriti gravi e leggeri per cause accidentali fu- rono in media 4 1|4 per giorno. e (piindi in media di 36 al giorno. c così pure di munire del bracciale di neutralizzazione tutto il personale ad- detto al servizio sanitario. cofani.

0. 73. ne consegue che la media del danno giornaliero recato da ogni singolo individuo fu di L. Il pane ed i viveri furono distribuiti a dovere e riconosciuti di buona qualità. il corpo sanitario e tutti i varii addetti suoi sul campo di battaglia. siano dessi amici 0 nemici. ma ben anche per la costruzione dei forni da campagna in ferro. clic nei panificii delle divisioni territoriali s’istituiscano scuole pratiche per la panificazione non solo. Avuto riguardo quindi allo forza (18. Pane e viveri. Mi sensbra quindi meritevole di considerazione la proposta del signor contabile principale delle sussistenze militari.489 30. Tutti questi varii dati statistici vennero desunti dai rapporti che i comandanti generali delle divisioni attive Dìgitized by Google . Tutto il personale d’in- tendenza militare fece compito suo con sommo zelo il e l’impresa corrispose lodevolmente agl’impegni suoi. Le indennità poi danni recati nei due periodi delle manovre ammontano a L. — 31 — venzione internazionale sanzionata dal nostro Goverho. 0. E poiché le manovre durarono quindici giorni.000 uomini) che prese parte alle grandi fazioni campali. Indennità pel danni rcenll. ogni soldato recò un danno complessivo di L. 03. 13. relativamente al modo di considerare e trattare i feriti. e perciò legge dello Stato. I forni da campagna funzionarono assai bene e mostrarono (juanla e quale importanza vadano pren- dendo nella vita economica di un esercito.

— 38 — mi trasmisero. t-arp^Wflo. Ma l'errore più probabile è (picllo delle duplicazioni c per conspffucnza si può quasi asserire. die . le salite c le discese degli argini alti e frequenti nel Polesine e nel Veneto furono su- perale a prezzo solo di sforzi giganteschi e con irre- parabile perdita di tempo. Digitized by Googl .se rac- chiudono inesattezze. Questi si potevano trainare senza . il numero quadrupedi ed il modo de’ di attaccarli.soverchie dillì- coltà nelle pianure lombarde e piemontesi. Sono spaventevoli gli inconvenienti che nascono in guerra dall’eccessiva lentezza del carreggio. i porti parziali sieno concordi nel giudicare il carreggio dell’esercito troppo grave. dalla dillicollà con cui guadagna la cima di un’erta salita. AH’cpoca delle manovre non erano ancora applicate le recenti istruzioni pel treno emanate dall’ K.gerire il carreggio fissando rigorosamente il peso del carico. Possono peccare di qualclie inesattezza. la riforma radicale clic le sta in animo di efl’clluare so- stituendo leggeri carri in ferro agli attuali troppo massicci e pesanti. allo scopo di alle<. V. E ad onta del miglioramento ottenuto mercè le . Non fa quindi meraviglia che lutti ra|i. saranno in piìi c non in meno del vero. V. Ma l’espe- rienza dimostrò nel tSCO quanto costi il farlo per le strade della media e bassa Italia. clic affrontano le maggiori pendenze senza darsi briga di addolcirle con lunghe risvolte. Nel 1866 le strade sabbiose del Fer- rarese e dei distretti.savie istruzioni sovraccennate è da augurarsi clic la condi- zione delle finanze venga a consentire all’ E.

Basti farne cenno ed esprimere il desiderio die nella mi- sura dei nostri mezzi vi si vada provvedendo. ma bensì per trarli in salvo dai passi didìcili. 11 battaglione che l’cbbe in prova in pochi minuti otteneva il caffè su- bito dopo la sveglia. discende nei rampi e ritorna sulle strade. È que- stione che dev’essere studiata bene e domanda solu- zione soddisfacente. l’arti- glieria alleggerita del colonnello Mattel non potrebbe conservare i carri pesanti e le enormi prolunghe. Le nuove esperienze a cui venne sottoposto il carro- cucina nei due periodi delle fazioni campali. aggravandone così le condizioni. non già per difen- derli. — 39 — traversa il Ietto di un torrente. Carrowincina del maggiore Invili. Avvertasi che alleggerendo il carreggio converrà pur anche diminuire il peso e cambiare la forma delle cassette contenenti il bagaglio degli ufiìciali. Non è questo il momento di enumerarli. esce dal terreno arenoso 0 molle di fango. Al grand’ all mangiava un primo rancio caldo e giunto alla lappa. Quelle scorte dedicate a spingere. Ciò depaupera il numero dei combattenti. a tirare. appena stabilito il Digitized by Google . La più facile mobiliu'i del carreggio servirà inoltre a ridurre le troppo numerose scorte che si danno attualmente ai convogli di carri. L’esercito che avrà quanto prima. a sostenere i carri vi gettano naturalmente armi e bagaglio e quando sono vinte daH’improba fatica finiscono per salire sui carri stessi. dimo- strarono quali e quanti vantaggi possa recare alla truppa in marcia una simile innovazione la quale venne già sperimentata in Prussia. io spero.

— 40 — campo. Vuol dire aver le truppe sempre nudrile ad ore ed intervalli convenienti. riceveva il secondo rancio. Nè ciò basta. c nudrile in modo igienico. suc- cedo che la distribuzione del rancio ha luogo nel cuor della notte. cuocerlo senza dif- ficollìi di sorta. valendosi dei solili mezzi. poiché tra- sportandone facilmente le marmitte da un luogo al- piQ'tirsd by Google . Vuol dire averle sempre pronte a riprendere il cammino ed a combattere. Il carro-cucina adunque giova alla disciplina. Dopo lunga e faticosa marcia il soldato arriva affamato ed accampa sopendo che solo dopo tre o quallr' ore potrà ricevere il suo rancio. non avevano rancio alcuno al grand’ all e giunti alla lappa potevano otte- nerlo sollaiilo tre o qualtr'ore dopo. Cuocere il rancio mentre le truppe marciano per distribuirlo appena si arrestano. Aggiungasi poi che la distribuzione del rancio forzosamente ritardata toglie molle ore al riposo ed al sonno del soldato con danno evidente della sua salute e del suo vigore. L'adozione del carro-cucina eserciterà molla inIUienza sulla disciplina delle truppe e diminuirà grandemente la somma dei donni che reca in guerra il loro passaggio. Ninna meraviglia quindi se durante quelle tre 0 qualtr’ore di terribile aspettativa. giova alla salute delle truppe in marcia e riesce nlìlo (hd pari negli accantonamenti c ne’ quartieri. A quelle notturne escursioni del soldato in cerca di cibo devesi attri- buire gran parte dei disordini e delle violenze che talvoltacommette. vuol dire raggiungere un ideale dietro cui si affaticarono indarno pel passato. E sic- come nella pluraliU'i dei casi la guerra si fa in estate. egli va giro- vagando c cercando modo di calmare con minor ri- tardo la fame che lo tormenta. Gli altri battaglioni invece. una pioggia battente e anclie sotto quando non si arrivo ad accendere fuoco alcuno nei campi.

mi pare ebe avremo fatto un gran passo nella via del progresso facilitando la distribuzione del cibo caldo alle truppe e ponendole per tal modo in condizioni di migliore igiene.sa da V. Zaini. Qualche generale nel suo rapporto accenna al so- verchio peso de' zaini ed alla necessità di ri<hirnc le dimensioni ed il contenuto. la cui importanza si sarà senza dubbio di già alfacciata anche a V. o di studiare un altro modo per far portare a! soldato il suo indispensabile bagaglio. che nei calori so(fo(. E. È bensì vero che con malintesa sollecitudine Digitized by Google . sarà facile mo- dificarlo e correggerlo. — 41 — l’allro si semplifica la qiieslione dei locali per le cu- cine e per le distribuzioni dei ranci. E. r tava {piella seria considerazione in cui fu pre. E se adottando il carro-cucina si vorrà inoltro mu- nire il soldato di un gamellino che resista al fuoco e permetta di cuocere un rancio individuale a quelle frazioni di truppe che per una causa qualunque si trovino separate dai carri reggimentali.anti ilell’estate vedemmo in campagna gemere e cadere sotto il peso dello zaino. di maggiore disciplina e di massima mobilità. ha forse difetti di esecuzione. ritengo che questo sistema meriti speciale attenzione e serio esame. Ciò poco monta.. Il carro cucina che fu messo a prova è forse troppo pesante. ben meri. Per tutte queste considerazioni. La convenienza di alleggerire il nostro soldato. Per ultimo la cotlura del rancio esige una (piantità di combustibile di gran lunga inferiore alla competenza di legna fissata dal regolamento ad ogni soldato.

Ma quand’anche venisse data questa progressiva e ginnastica educazione al soldato che trovasi sotto le armi. come usossi nel passato. di ottanta car- tucce. . oppressa dal peso divenuto insolito. al cappotto. di un piccozzino. di una mar- mitta. vestite in fretta c spinte in cam- pagna quasi sempre in pieno luglio od agosto. al keppy. del sacco a tenda della tasca a pane . dico. al fucile. soccombe e cade. se non si vuol rinun- ciare ai vantaggi della grande mobilità cb’è divenuta condizione essenzialissima della guerra moderna. Cannoni Malici. quella po- vera gente.42 — non si educa abbastanza il soldato in tempo di pace alle fatiche della guerra e che i comandanti di corpo non esigono sempre che le truppe portino lo zaino completo ne’ quotidiani esercizii. allo zaino completo coll’ag- giunta della coperta da campo. So nei simulali combattimenti delle fazioni campali non si poteva avere argomento per giudicare la git- by Google . Alla vigilia d'una guerra vengono richiamate il più tardi che si può. affogata dal sole. asfissiata dalla polvere. . alla giberna. di due 0 pane o biscotto c tre razioni di ipialcbe volta. le classi però che sono in congedo illimitato smetterebbero sempre gran parte delle abitudini mi- litari. della borraccia . Nell’ impossibilità adunque di dare un’educazione preparatoria che abitui l’intero esercito a sopportare quando si voglia sì enormi fatiche. convien porre il suo vestiario ed il suo bagaglio in armonia col clima nostro e colle nostre abitudini. di un badile ecc. Quella povera gente passando cosi bruscamente dallo sciolto e leggero vestito del contadino.

mentre die quelli dciratluale artiglieria sono obbligati a di- scendere ad ogni ostacolo un po’ grave. Cli straordinarii vantaggi die possono trarsi dalla sua' mobilità sono tali e tanti die dovreb- bero disarmare i suoi tenaci oppositori se pure ne restano ancora. e le grandi Digitized by Google . La veloce rnobililìi ormai incontrastabile di (jucsla nuova artiglieria. Tulli coloro die os. anclie per terreno rotto e scabroso. la velocità iniziale e l'esallezza di tiro deinuovi cannoni Malici.servarono cannoni Mattei in queste manovre i campali fanno voli perchè ne venga largamente do- talo l’esercito. Facili ridotti. la Iraielloria. A metà della salila il secondo pezzo fu arrestalo probabilmente da un muccliio di pietre smosse. abbiamo però potuto apprezzarne la straordinaria leggerezza e mobilità unite (e qui sta l'importante] ad una somma solidità. in breve tempo c per la massima pendenza. le manovre di forza non ebbero però carattere d’inverosimile ese- cuzione nel caso di vera battaglia. E notisi ebe se vi fu fatica per portare i pezzi su quelle cime. sul Monte Cerro. Ma Tainlo di pochi soldati della scorta bastò a rimetterlo in cammino e la sezione arrivò senz’altro inciampo. Il tiro al bersaglio lia già praticamente dimostrala la bontà del sistema de’ nostri fucili ridotti. Imponenti alture alla cui vetta non si giunge per islrade tracciale nè per sentieri battuti apparvero co- ronate dai cannoni Mattei. — 43 — Iella. Io stesso seguii allenlamenle collo sguardo la sezione che il 10 di settembre ritirandosi dalla Tavcrnaccia salì il Monte Cerro. presenta il singolare privilegio di traspor- tare gli inservienti senza pericolo di sorta.

non si vedono apparire le chieste riserve. Fra le molte conseguenze della trasformazione su- bita in questi ultimi tempi dalle armi da fuoco. Tutti sappiamo che sul campo di battaglia non è sempre facile nè spedilo di trovare ciò che si cerca. e di cui si era già avuto un primo saggio nel campo di Foiano dell’anno scorso. non arriva però a scemare il desiderio nè la convenienza di vedere armata la nostra fanteria di un nuovo fucile che all'intensità dei fuochi ed alle buone qualità del fucile ridotto ag- giunga i vantaggi importantissimi di una traiettoria più tesa. che il soldato porta seco. Ed il ritardo delle sospirate munizioni potrebbe produrre l’abbandono di una posizione importante ed c.sercilare un’influenza funesta suirosito generale della giornata. Se questo risultato basta a renderci tranquilli per ogni possibile eventualità. Qualche bat- taglione può trovarsi in circostanze eccezionali c vedersi senza mezzo di continuare il fuoco. è sentita da tutti. bruciata l’ ultima cartuccia. c lo sarà maggiormente in ragione della forza che combattendo rimanesse priva di munizioni. — i4 — manovre hanno posta maggiormente in evidenza l’im- ponciitc intensità de’ fuochi che se ne ottengono. Una nuova distribuzione delle ar- Digilized by GoogU . Tutti sappiamo quanto sia lungo ed angoscioso il tempo allorché. di una maggiore gittata e di un calibro minore. Tale pos- sibile eventualità è grave. Illscrve di monizioni per la fanteria. I. vie quella di un troppo rapido consumo della dotazione (li cartucce.c necessità di provvedere all'uopo è ricono-sciula.

che ogni brigata abbia un certo numero di muli per portare a dorso una riserva-munizioni al seguilo dei batta- glioni bersaglieri. sa al pari di me che gran parte della fan- teria intervenuta alle grandi faziotii campali giungeva dalle provincio meridionali nella scorsa stale. montagnose mi pare che ciò non possa bastare. Le catene ed i sostegni stessi non approfittano abbastanza degli accidenti del terreno per coprirsi o mascherarsi. La scuola impor- tantissima di cacciatori dev’essere studiala meglio e più saggiamente applicala. La fanteria dunque non era preparala allo recenti modilìcazioni che le nuove armi da fuoco impongono alla piccola lattica. o di un’altra frazione di fanteria che vada dove non potrebb’essere seguila da cassoni di artiglieria. Il ser- vigio gravoso che pesò sulle truppe dell’ Italia me- ridionale non permetteva che ne venisse coltivala rislruzionc (pianto in altre meno aggravale divisioni. i di cui cassoni dovrebbero poi custodire lo riserva-munizioni per la fanteria. . per cui avrebbe subito perdite gravissime. — 45 — tiglicric potrà in grcTn parlo supplire al caso. E quasi ignara od immemore delle precauzioni da prendersi contro i fuochi dei fucili a retrocarica moslrossi troppo allo scoperto. . Ma al punto a cui già ne siamo. essendo intimamente convinto clic si debba venire senza ri- tardo aH'orliglieria reggimentale. vale a dire ad asse- gnare in guerra ai singoli reggimenti di fanteria fiualche pezzo. Stimo prudente. V. per esempio. L'E. Fanteria. fors'anche indispensabile. e pei casi che saranno frequenti da noi in cui il teatro della guerra comprende zone .

Ma confesso ebe di questo generale difetto delle fazioni campali io mi preoccupo poco. e nel ripiegarle e concen- trarle. senza confusione. Qual compenso di questo (>rrore notai. senza rompere la continuità delle linee. maggior sicurezza nello stendere ed aprire le truppe senza cadere in disordinato sparpagliamento. un’ora sola (li vero combattimento insegnerà a tutti la distanza che la gittata dei fucili moderni e l’intensità dei loro fuochi assegna oggigiorno alle linee di battaglia. Un’ora. La fanteria cammina bene. molta disinvoltura nel muoversi anche delle piccole frazioni e molta sicurezza nel concorrere al- l'assieme del movimento generalo. Conviene però acquistare maggior pratica. con soddi- sfazione. Vidi con dispiacere alcune cariche di cavalleria contrarie affatto ai principii ed ai precetti da me ri- cordati nel l*ro-ìneinon'a che diodi alle divisioni prima d’incominciare le manovre campali. Tali cariche però Digitized by GoDgIc . accampa con disinvol- tura e fa il servizio di avamposti in modo soddisfa- cente. Ma in quanto al servizio di perlustrazione pare ancora al disotto del bisogno e molto lontana dal grado a cui deve giungere. Cavalleria. del logico c del possibile. in onta delle più calde raccomandazioni ed istruzioni. li portava con frequenza a ravvicinare le linee combattenti oltre i limiti del verosimile. — 46 — 11 facile entusiasmo de’ soldati. Il che prova che l’obbiettivo della manovra era bene afferrato e che dal più al meno tutti sapevano orientarsi nel labc- rinto boschivo in cui frequentemente si trovarono. senza condensamento.

La cavalleria venne largamente impiegata nei due periodi delle fazioni campali al servigio di lontane perlustrazioni. forza e direzione. posti d’avviso e trasmissioni d'ordini e notizie. Essa si prestò con lodevole zelo a quei faticosi servizii. in modo palese ed inequivoco. poicliè lunjji dal produrre una falsa idea intorno alla loro convenienza ed opportunità. >’è di ciò feci meraviglia alcuna. Non saprei terminare l’articolo che la riguarda senza sottoporre all'alto giudizio dell’ E. nelle quali la parte del nemico sia rappre. V. sarebbe stata irremissibil- mente distrutta. giacché il dilTicile ufficio della perlustrazione. E sic- come l’importanza massima delle perlustrazioni lontane c sagaci non potrebbe essere posta in dubbio. il modo d’irradiarla in tutti i sensi e mantenerla pertinacemente a contatto del nemico. la trasmissione di rapporti concisi ma esatti sulla sua presenza. non sono cose facilinè possono pretendersi senza lunga e hen intesa educazione.scntata da qualcheduno. e di esercitarla al tiro. la convenienza di munire la cavalleria di una carabina o fucile corto. ne segue che conviene assolutamente approfittare di ogni circostanza e di ogni mezzo per esercitarvi la caval- leria. colla si- cura e chiara indicazione del luogo. . che la cavalleria caricando in quelle date condizioni di terreno ed in mezzo ad una tre- menda cerchia di fuochi. — il — non riuscirono di funesto esempio. ed in quello di avamposti. resero tutti persuasi. Ma tutti i ge- nerali si accordano a riconoscere che nel servigio importantissimo di perlustrazione e nei rapporti sulle mosse del nemico l’istruzione della cavalleria lasci molto a desiderare. Ma una tale educazione non potrà farsi fuorché in fazioni grandi o piccole.

di scorreria. Ma anche in questo caso vuoisi ripetere ciò che dissi anteriormente. preoccupata dell’ arti- glieria e delle colonne nemiche. Ma frattanto conviene pn'i che mai che riilHcialc d’ar- tiglieria si faccia attento osservatore e sia munito per . Frattanto è fuor di dubbio che in altre armate c specialmente nella francese e nella prussiana vi si pensa seriamente. Ariiglieria. di avam- posti e posti d'avviso la cavalleria si vede oggigiorno impotente contro le sensibili ofl'ese die pochi fantac- cini astuti possono recarle. In generalo il venne fatto col servigio d'artiglieria massimo impegno e col più soddisfacente discerni- mento. — 48 — Nei servigi di perlustrazione. Mono poche eccezioni. L’eloquente esperienza di un vero combattimento darà a tutte le armi idee esatte intorno alla potenza del fucile moderno ed alle necessarie cautele e distanze che dovranno prendere sid campo di battaglia. Sono persuaso che questo sia pur anche il voto della gran maggioranza degli nnìciali di cavalleria. .Nella sola fazione di S. le posizioni successive che occupò furono opportune e convenientissime. a proposito del soverchio ed inverosimile riavvicinamento delle lince di battaglia parziali o generali. In com- ples. Piero a Sieve osservai una sezione che dalla bassa valle del Garza si ostinava a battere l’elevato contrafforte del monte Cascioli sotto il fuoco vivissimo c continuato di molti cacciatori nascosti nel bosco che ne copre il fianco. mostra tenere in poco conto i fuochi de’ cacciatori che molte volte ravvici- nano.so forse l’artiglieria preoccupata della direzione che deve dare a' suoi fuoclii .

che impedendo di udire il fragore de’ fuochi c dando al fumo una determinata direzione. — 49 — regolamento di carte topografiche c di ottimo cannoc- chiale. Risultati questi che tornano a lode dell'artiglieria 0 dimostrano come il servigio vi sia fallo con intel- ligenza e con zelo. a fatali equivoci. La fìtta alberatura che copre la maggior parte del nostro terreno nasconde per tal maniera i movimenti delle truppe.f. senza spiacevoli casi malgrado le ardue e frequenti difficoltà del terreno. Per quanto la deficienza di cavalli e la necessità di economie lo consentano. E noi dico per promuovere l'istruzione de’ pontieri che possono essere. conduce a sbagliati criterii. che riesce malagevole Io scoprirle senza di- ligente c continuo esame del teatro su cui si com- batte. A misura quindi che la armi e la distanza fra i combat- gittata delle tenti si fanno maggiori. e che non si ebbero a lamentar disgrazie in uomini nò in cavalli durante ì due periodi delle fazioni cam- pali. afiinchè possa rendersi ragione di quanto osservi ed eviti cosi di cadere in qualche funesto errore. 4 Digitized by Google . Dai rapporti avuti si rileva che le manovre di forza vennero eseguile senza stento. La prudenza sua non sarà poi mai troppa quando avvenga che fra la sua batteria e le lontane colonne nemiche vi siano truppe nostre. importa che cresca del pari l'oculatezza e la riflessione deiruflìciale d’artiglieria. sarebbe desiderabile che una certa quantità di materiale da ponti seguisse le truppe nelle annuali grandi manovre.l da ponte. Si è talvolta traiti in inganno da un vento impetuoso. Eqalpap.

del carreggio. dell’altezza degli argini. Telegrafi Mmp*. sia per evitare il disastro di una rottura. — 50 — come sono infatli. È desiderio generale che venga coltivala non solo la . Sarà sempre utile di mo. Ma il personale destinato a quel servizio era insufficiente per numero e per istruzione. sia per trovarsi subito in misura di combattere sull’opposta sponda. nelle misure di ritirata. nelle loro abituali residenze. dei cavalli che devono passare e final- mente in ragione della natura delle rive. della bassezza del pelo d’acqua e della qualitii del terreno da percorrere per arrivarvi e per uscirne. nelle disposizioni di combattimento. convenientemente esercitati e con minor spesa. La campagna del 1866 impose alla telegrafia militare un lavoro faticoso ed improbo. Sarà utile di mostrare praticamente come e perchè il passaggio d’un importante corso d’acqua in presenza od in prossimità del nemico debba dirsi una delle più difficili c delicate operazioni militari. deli’ingombro che procura un equipaggio da ponti. Ma invoco il materiale da ponti per istruzione nostra. 1 telegrafi da campo adollati da tutte le armate europee divennero ormai indispensabili per non tro- varsi in condizioni di relativa inferiorità. Oltre ciò sarà sempre utile d’istruire le truppe nei passaggi spediti dei ponti militari colle speciali cautele che devono accompagnarli.strare praticamente le diflìcollà che vi si incontrano ed il tempo che vi s’impiega prima di tutto in ragione del loro sviluppo e poi in ragione della forza . Conviene assuefarci olla mole che presenta quel grande impedi- mento ed a tener calcolo negli ordini di marcia.

Di- sporsi all’iinprovviso su terreno sconosciuto. è il mezzo artificiale e meccanico con cui si muovono ordinatamente le truppe. avanza e retrocede. si assot- tiglia e si conden. — 51 — speciale istruzione del personale telegralìco-niililare. si fraziona t si riunisce. la necessità di dare alle truppe una istru- zione preparatoria per le grandi manovre campali clic le ponga in grado di eseguirle più correttamente e di trarne sotto ogni rapporto maggiori vantaggi. appro- fittando di tutti gli accidenti che man mano si vadano scoprendo. son cose difficili ed alle (|uali non si arriva che per gradi. la quale è la base d’ ogni buona educazione militare.ssiime disposizioni c forme molte e diverse sotto l’impulso d’una sola mente. ripiegarsi e chiudersi senza .sa ed a. quel tutto che si chiama esercito. è l’anello che collega le varie armi e forma quell'assieme. ma elle si provveda al miglior modo di riprodurlo. Da quanto venni esponendo emerge in modo pa- lese. (piando il licenziamento delle classi lo depauperi an- nualmente.scompiglio. I corpi vi imparano la parto regolamentare della loro speciale e tattica istru- zione. sotto il comando di un uomo solo. a parer mio ed a parere dei signori generali di divisione. condursi in ogni caso con lutti i criterii di un vero combaltimenlo. . H'cceKfii(à di preparare le troppe alle fazioni campali. che cammina c si arresta. e non vi si arriva coi soli esercizii di piazza d'arme. La piazza d’arme non dev'essere disprezzata troppo nè esclusivamente idolatrata. prepararsi all'attacco ed alla difesa. aprirsi e stendersi senza sconnessione.

— 62 — Ma alle istruzioni di piazza d’arme devono poi tener dietro quelle dei campi e delle grandi fazioni cam- pali. qualche terreno od incolto la di cui frequente sterile e prolungata occupazione non possa recar danno nè riuscire gravosa all’erario. o meglio ancora in varii piccoli campi d’istruzione le truppe destinate ad eseguire le grandi fazioni campali. Libertà d’ailone e suol llnlll ludlspensoblll. Non havvi dubbio che alTine di trarre un vero pro- fitto pratico dalle grandi fazioni campali importa che. converrà cercare qualche località opportuna. Converrà condurvi ed eser- citarvi le truppe in piccola scala. aggiun- gendovi una sezione d’artiglieria e qualche cavalleria per esercitarla nel servizio di perlustrazione. a non molta distanza dai varii presidii. terreno a comprendere il valore di un fosso. Converrà addestrarli pazientemente a spiegarsi. La piazza d’arme insegna il modo di eseguire un dato movimento. I campi e le grandi manovre ne dimostrano Io scopo. Tutte sono necessarie. ne addi- tano l'opportunità. Sono cose diverse ma utili ed in- dispensabili del pari. converrà in allora riunire anticipatamente ed annualmente in uno. In tutte le divisioni. Ritengo la cosa possibile. ad ad approfittare di tutti gli accidenti del aprirsi. Converrà aumentar quindi la forza sino a contrapporre l’intero reggimento d’una brigata all’altro. come dissi. diuna crocevia. tutte hanno il loro grado irrecusabile di importanza. cominciando dal mettere in presenza due compagnie c poi due batta- glioni. di un bosco e via dicendo. . di un bivio. se però noi fosse.

Bla non vi ha ragione per cui non si debba giungere a rappresentare con molta verità le mosse e le manovre che Io precedono. giacché le fazioni combinate dietro accordi prestabiliti potranno talvolta offrire gradito spettacolo. la grande scuola delle fazioni campali stia principalmente in tutto quell’assieme di studii. Anzitutto non deve esser lecito di affaticare eccessivamente le truppe con marce troppo lunghe o privandole del necessario riposo. rimanendo stabilito che nelle ore di Digitized by Google . l’altro di tregua. di disposizioni che conducono poi alla battaglia. uno di guerra. Varie considerazioni però possono consigliare di porre qualche limile ragionevole alla libertà d’azione da concedersi ai comandanti in capo. a fine di cir- coscrivere il terreno delle manovre campali e dare indirizzo e base alle operazioni delle due parti com- battenti. per quanto si faccia. ma riescono sempre infeconde al punto di vista dell'istruzione che si cerca. di movimenti. reputo convenientissimo che si sta- bilisca un’orditura strategica qualsiasi. Ciò premesso. Ma credo poi convenga concedere libertà di azione a chi comanda in capo in un campo e nell’altro. Per me credo che il gran vantaggio. Do poca importanza ai fìnti combattimenti appunto perchè troppo lontani dal vero. Non si arriverà mai a rappresentare con sufGciente verosimiglianza il combattimento. — sa- per quanto sia possibile. di criterii. riescano fedele simulacro della guerra. Ma ne do moltissima alla manovra. e ritengo che non saremo mai sufficientemente esercitati nel- l’arte diilìcile di maneggiare molte truppe e di ap- prezzare con occhio strategico un vasto teatro di guerra. Panni quindi che le 2i ore della giornata debbano essere divise in due periodi. e ne sarei perciò molto avaro. Ciò si comprende.

chi debba cedere e ritirarsi. E così pure credo necessario venga determinalo il raggio d’azione per ogni corpo operante proporzionato alla sua forza reale o tutt’ al più alia sua forza su piede di guerra. a cagion d'esempio. dar torlo all’uno . Mi pare che rnlTicio di giudice di campo sia dif- ficile e delicato assai. Decidere cosi su due piedi chi abbia torlo o ragione. Seguire attentamente tutte le fasi di un combattimento per trovarsi sempre colla necessaria opportunità là dove accada uno sconcio. Sentenziare fra i contendenti. grande e faticosa mobilità. domanda sonno pratico non solo ed c. che un semplice battaglione manovri sulla scala di una divisione. sarà d’uopo poi richiamarvi chi scostandosene troppo venisse ad alte- rare il concetto fondamentale del tema.spe- rienza grandissima. chi meriti di esser posto fuori di combattimento o considerato come pri- gioniero. per molli che sicno. ma ben anche criterio facile c pronto. chi possa rimanere od avanzare. onde non succeda. Accordando facoltà ai comandanti delle truppe com- battenti di manovrare a loro agio entro limili pre-i stabiliti di un tracciato strategico. richiede nei giudici di campo.tregua ninno abbia a muovere dal luogo nel quale accampò. Giadicl di campo. Queste considerazioni ed altre che ometto mi fanno desiderare qualche disposizione moderatrice che serva a completare rarcliiteltiira delle fazioni campali c ne assicuri meglio revidenlc utilità precludendo la via a lullociò che potrebbe farsi di inutile o di dannoso.

~ 5» —
e ragione aH’allro senza produrre gare sterili o peri-
colose, senza offendere nè disgustar nessuno pro- ,

nunziar giudizi! equi ed autorevoli, onde siano facil-

mente accolti e rispettati, esige latto squisito, una non
comune superiorità di mente e di carattere, esige
finalmente ed incontestabilmente la superiorità del
grado, alla quale in fin de’ conti tulli si acquetano o
si rassegnano.
Sarà quindi necessario die i giudici di campo ab-
biano un grado od almeno un’ anzianità superiore a
chi comanda le frazioni di truppe dichiarale in fallo,
se non si vuol dar. luogo a possibili inconvenienti di
natura diversa da quelli che sì cerca prevenire o cor-
reggere. '

Ed infatti sfogliando i varii rapporti che ho l’onore
di dirigerle, potrà l’E. V. convincersi che se i verdelli
dei giudici di campo vennero sempre obbediti per
virtù degli ordini dati, non furono però in ogni cir-
costanza tenuti per giusti nè opportuni.
Sarà prudente inoltre che i giudici di campo si

limitino a riparare sul luogo agli sconci ed alle assur-
dità di parziale esecuzione, astenendosi dall’entrare
nel merito generale della fazione, di cui il concetto
e la condotta derivano esclusivamente da chi comanda
in capo.
Tali cautele mi sembrano indispensabili per evitare
che l’uflicio dei giudici di campo, nuovo fra noi, dia
risultali assai lontani da quelli che l’E. V. volle trarne

creandoli arbitri e moderatori nelle grandi fazioni
campali.

Digiliz,ed by Google

66 —

Uip«lliloiie delle manovre ehe non riescono.

Quando una manovra per errori di dettaglio e di esecu-
zione venne a fallire in modo chiaro ed evidente, credo
possa convenire, prima di passar oltre, che i generali
comandanti i due campi contrarii chiamino a confe-
renza gli ulliciali allìne di mostrar loro per (filali
ragioni la manovra mancò. E tornerà senza dubbio
di molto profitto il ripeterla l’indomani evitando o
riparando gli errori della vigilia.

Cembaltimenll a faoco.

Per le ragioni esposte poc’ anzi credo inutile che
i finti combattimenti sieno frequenti e soverchi. Si

potrebbe conservarli soltanto per gli scontri di divi-
sione a divisione. Ma per quelli di brigata a brigala,
di reggimento a reggimento stimo siifiicienle di distri-

buire quattro 0 cinque cartucce al più ad ogni sol-
dato di fanteria ed una carica per pezzo all'artiglieria.
Ritengo che ciò basti per disegnare le due opposte
linee di battaglia, marcare i diversi movimenti, indicare
le successive posizioni dei due avversarii.
1 finti combattimenti di forze minori dovrebbero
farsi in bianco, ossia senza far fuoco, limitandosi a
studiare diligentemente il modo di disporsi in presenza
del nemico, ad interpretar bene il terreno e ad istruire
la truppa a coprirsi, a po.starsi, a muoversi.
Si avrebbe per tal modo una grande economia di
cartucce, vale a dire di spesa, e così si potrebbero

:d by Googic

ripetere a miglior mercato simili esercitazioni nella
misura che sembrasse necessaria. Quando il fuoco ò
impegnato, le correzioni sono generalmente poche e
fors’anche inconciliabili col breve tempo concesso alla
battaglia dalla limitata dote di munizioni. Qualora
invece, accordando il tempo necessario alle corfezioni,

non ne risulti spreco inutile di cartucce, sono persuaso
che le correzioni verranno fatte con sommo vantaggio
deH’islruzione. Ed accadrà poi che lo truppe meglio
preparate al combattimento, per mezzo di queste pa-
zienti e dettagliate esercitazioni di compagnia e di

battaglione, eseguiranno più tardi il simulacro di bat-
taglia da divisione a divisione con maggior esattezza,
accordo, concatenazione c correzione.

Conferenie.

AHinchè tutti possano imparar qualche cosa alla
scuola delle grandi fazioni campali, conviene che,
seguendo 1’ esempio già dato da qualche generale,
vengano istruiti gli uflìciali tutti per mezzo di appo-
site conferenze nei rispettivi corpi dell’ argomento

strategico che s’intende di svolgere e delle svariate
considerazioni tattiche che il terreno prescelto andrà
di mano in mano presentando. Nò ciò basta. Conviene
pure che il corpo de’ soli’ ulTiciali ne abbia contezza,
e conviene inoltre che ogni capitano formando il cir-
colo, con linguaggio semplice, chiaro e succinto,
spieghi alla compagnia l’intima ragione del movimento
o del combattimento che si va ad eseguire nella
giornata.
Questa mia proposta non sarà ricevuta con ischerno
da quanti, al pari di me, vissero lungamente col sol-

E per quanto siano sva- riali gli accidenti del terreno circostante. per trarne giudiziose ed utili conseguenze. Un tal metodo altro non è infin dei conti fuorché un campo d’istruzione ottimo per la scuola tattica. ove si ritorna ogni sera. Si possono considerare le poche forze disponibili in tempo di pace per le grandi manovre come parte di un esercito immaginario e stabilire che due o più divisioni reali ed effettive si muovano di concerto ed in armonia con molte altre che non esistono ma che si suppongono. In tal caso non si può agire che su di un raggio assai limitalo come ognun vede. Egli ò perciò che lo riguardo piuttosto come un esercizio prepara- torio per le grandi manovre e nulla più. per molla che sia l’immaginazione del comandante in capo. sanno che solo per giusti criterii accorda o nega la sua fiducia a chi lo guida. di rassomi- assumere in breve tempo il carattere gliarsi tutte e di di continue emonotone ripetizioni. Si possono eseguire grandi fazioni campali muo- vendo allorno ad un campo prestabilito da cui si parte ogni mattina. Non v’ha dubbio che questo sistema . Alla fine delle grandi fazioni campali nuove con- ferenze dovrebbero aprirsi per sottoporre le eseguite manovre a ponderale riflessioni. sanno eh’ ei ragiona più di quel che si crede. le supposizioni strategiche e lecombinazioni tattiche non jiotranno a meno di essere assai poche. insuflìcientc per la scuola strategica. i^nfroDto fra I varll melodi per eseguire grandi faaioni campali. — 58 — dato ed avendolo eonosciulo da vicino e non da lontano.

Immaginai soltanto una invasione nemica per dar luogo alla guerra. Fu la sola ipotesi che mi permisi. Riuscirebbero forse con maggiori sembianze di verità. Ma temo che pochi lo comprendano bene e sappiano . Mi decisi dunque per un terzo sistema più semplice e modesto. Aggiunsi una orditura strategica onde avessero le manovre limiti c guida. ed afildai alle manovre stesse la cura di porre in rilievo l’importanza del terreno sul quale venivano eseguite. per esempio il corpo di stato maggioro. si stanchi.sgusti. si confonda. Ciò che si fece con sei brigate di 3000 uomini in- circa potrebbe ripetersi con sei ilivisioni su piede di guerra. sembrandomi invece convenientissimo per esercitare alle mosse strategiche un corpo scelto di ufiiciali. si di. ne convengo. Temo infine che questo metodo non riesca sul terreno di grande profitto all'i. il quale consiste nel prendere le cose come sono. Il sistema è grandioso. è seducente. nella sua pra- tica applicazione. Ed in tal caso basterebbe che lo studio si facesse sulle carte ed a porte chiuse. arriverebbe giorno in cui le più importanti posizioni del nostro suolo c la rete strategica dello Stato sarebbero famigliari aH'escrcito. Lo manovre sarebbero eseguibili senza neces- sitii di cambiamento alcuno. ma forse più pratico. Assegnando dun(|ue ogni anno un diverso teatro allo future grandi manovre.permette Inrghe viste strategiche ed esercita straor- dinariamente l’ingegno del generale in capo che deve muovere coordinatamente un numero considerevole un campo quanto nel- di divisioni ipotetiche tanto in l'altro. . Temo che la massa degli ulhciali trasportata e trattenuta a lungo nelle regioni del- l'astratto e dell'ipotetico.seguirlo nel suo continuato sviluppo.struzione generale delle truppe.

(1* Periodo).solenne obbiettivo delle nostre manovre e delle nostre fatiche. Il supposto nemico. Digitized by Google . — 60 — E cosi. Ecco le ragioni principali della mia preferenza per questo genere di grandi manovre. Giacché mi parrebbe oppor- tuno di scegliere fra tulli il migliore. nel alle truppe. i dati necessarii per determinareil metodo (la seguirsi in avvenire. . sbucando dai distretti manto- vani. per decidere con esatto criterio se meglio con- venisse di azzardare un combattimento. Al comandante di questa piazza debolmente munita . o di tempo- reggiare sino aH’arrivo degli attesi soccorsi. Il confronto delle diverse prove falle in quest’anno potrà poi fornire all’ E. PARTE SECONDA. aveva varie strade por dirigersi su Bologna. 'iisioni di C'«s(cIfraneo e di Ansala. quello cioè che sembri più fecondo d’istruzione pratica per l'esercito e quindi più vantaggioso al servigio della Corona e dello Stato. le grandi ma- dare istruzione novre andrebbero contemporaneamente dimostrando come e dove si possa difendere il nostro paese. V. unico e . premeva di conoscere con ogni possibile anticipazione la via prescelta dal nemico e le forze di cui dispo- neva.

— 61 —
Due mezzi vi sono per iscoprire le mosse e le forze
nemiche i confidenli spontanei o pagali o
: le esplo-
razioni militari.
Le notizie dei messi, dei confidenti, delle spie sono
talvolta infedeli, spesso erronee, quasi sempre insuf-
ficienti per mancanza di giusto e pratico apprezza-
mento.
Le esplorazioni militari, purché fatte in una scala
lai^a e concatenala, possono fornire una somma di
dati diversi, dal cui raffronto emerge più facilmente
e sicuramente la verità.

Di ciò persuaso il difensore di Bologna ,
lasciala
una parte delle sue forze nella piazza si reca col- ,

l'altra aModena, e di là irradia le sue perlustrazioni
per le molle vie che conducono ai distretti.
Le sue pattuglie incontrano in più luoghi quelle
del nemico che respingono o dalle quali sono re-
spinte. Ai primi scontri delle pattuglie succedono com-
battimenti avamposti, di sostegni, di riserve che
di
si concentrano, si condensano, avanzano o retroce-
dono qua e là con qualche disordine, ma dovunque

con sufficiente intelligenza.
Le mosse del nemico che per Bre.scello si dirigo
,

su Beggio, sono indovinale, ed i nostri tengono fermo
a Rubiera quanto basti per raccogliere le forze sparse
in perlustrazione e tentare poi più indietro la sorte
delle armi.
A Castelfranco, appo^iandosi al forte Urbano, co-
prendosi col Panaro, torrente incassalo a rive dritte,
guadabile in pochi posti e non sempre, ed a cava-
liere della via Emilia, giudicarono i nostri di accet-
tare il combattimento. 11 nemico, indebolito dai pre-
sidii scaglionali che avea lasciato dietro di sé, non si
presentò con superiorità di forze a Castelfranco e vi
iu respinto.

Digitized by Google

— 62 —
L’indomani, evitando un nuovo attacco di fronte,
girò per S. Almazio, Spilamberto e rimazzo, alline
di riuscire alle spalle dei nostri. Un simile movi-
mento, qualora fosse stalo eseguito da forze prepon-
deranti, poteva produrre conseguenze funeste per le
truppe di Bologna, poiché battendole le avrebbe al-

lontanate dalla piazza, e fors’anco ne avrebbe chiusa
loro la via.
Ma il comandante delle forze italiane, conscio dcl-
Timportanza di quel movimento, e persuaso forse
della superiorità del nemico si ,
ritirò rapidamente
dietro la Samoggia, raddoppiando la sua sorveglianza
sul fronte e sui fianchi.
Pare che il nemico, giudicando molto esteso il fronte
dei nostri, decidesse di riunire le sue forze per ca-
dere sul centro delle truppe di Bologna. Accadde in-

tanto che i nostri, ingannati da falsi rapporti, cre-
dettero che il nemico portasse l’attacco per Calcara,
e fors’anclie per Crespellano sul loro fianco sinistro,
c si prepararono alla difesa. Di tali movimenti infor-
malo il nemico, argomentò che si cercasse di guada-
gnargli la destra, per cui cambiò subito di progetto.
Tenendo forte al centro, vale a dire al ponte della
Samoggia sulla via Emilia, avanzò la sua sinistra per
Budrie a Tomba, ed eseguendo cosi un cambiamento
di fronte venne a cadere sulla destra dei nostri ad
Anzola, coprendo in pari tempo le sue comunicazioni
più dirette coi distretti, vale a dire la strada di S. Gio-
vanni in Persiceto.
A questo movimento, ideato ed eseguilo con abi-
lità, rispose non meno abilmente il comandante delle
truppe di Bologna, volgendo improvvisamente il suo
fronte di battaglia e concentrando le sue forze. Il ne-
mico venne respinto.
Col comballimcnlo di Anzola ebbe termine il primo

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periodo delle fazioni campali eseguile dalle truppe di
Bologna e di Parma.
Sono la sorveglianza dei rispellivi generali di divi-
sione Ferrerò e Cosenz, il maggior generale Tardili
sostenne la parie nemica, ed il mfiggior generale Ca-
valcliini quella dei nostri. L’uno e l’allro diedero alla

fìnta guerra ogni possibile sembianza di verità e la

condussero con molta intelligenza e perizia.

Osservazioni.

1* L’importanza delle lontane scoperte di caval-
leria venne dimostrala in queste fazioni campali. La
piazza di Bologna aveva un raggio di perlustrazione
di 80 c più chilometri ,
vale a dire polca conoscere
le mosse del nemico a tre marce di distanza. Il pe-
ricolo di perdere qualche frazione di cavalleria nelle
lontane esplorazioni non ha importanza nò può eser-
citare influenza alcuna sulle sorti della guerra. K un
piccolissimo sacrificio largamente compensato dai ri-

sultali che un generale può trarne.
2* La pianura bolognese è più favorevole alla di-
fesa di quanto il sia airoffesa. Senza dubbio è questo
un insigne vantaggio per la piazza di Bologna. I molli
corsi d’acqua che la solcano, gli argini successivi che
l’attraversano, i suoi villaggi di case raggruppale e
compatte, le sue cascine solide e frequenti,
la sua al-

beratura fitta erendono assai difllcile il
continua
còmpilo del nemico che vuol avanzare, ed agevolano
invece quello del difensore che cerca d’impedirlo.
3* Temendo di essere presi di fianco , si pensò
di tenere fortemente a destra e a sinistra punti troppo
lontani, per cui ne risultò talvolta un fronte di bat-
taglia mollo esteso ed assottigliato ,
debole quindi c

che vuol essere lungo quanto si possa. in caso di rovescio comprometteva le comunicazioni del nemico. il nemico. Avuto riguardo al suo effettivo. Spilam- berlo e Pimazzo doveva essere eseguito con quasi tutte le forze onde presentasse sicure garanzie di suc- cesso. che dev’essere breve e proporzionalo alla forza di cui si dispone. perchè. Quello di Spilamberlo e Pimazzo. la- sciando quattro battaglioni e due pezzi a Castelfranco. prima di attaccare i nostri presso Anzola. Poteva quindi essere battuto e spinto nell’alta valle del Panaro. ma poteva essere as- solutamente decisivo. Ma il primo. — 6i — pericoloso. con quello di azione. L’uno dunque era temerario. Almazio. riuscendo vitto- rioso. 6* Fra i due predetti movimenti giranti havvi dif- ferenza massima in quanto ai risultali che ne pote- vano venire. Questo invece per Budrie e Tomba ve le avrebbe respinte. mentre il secondo le co- priva. 4* Il movimento girante per S. il nemico avea le sue colonne tutte collegate e sotto la mano. ma doveva es- sere relativamente infecondo. 7" Avendo latitudine di esecuzione . lasciando all’altra tutti i Digitized by Goo* . non doveva una delle parli comballenli racchiudersi nei limili della difesa quasi passiva. senza mezzo di riguadagnare la sua base. 5* Il movimento girante deH’indomani per Budrie e Tomba venne eseguilo invece in ottime condizioni. avrebbe allontanato le truppe di Bologna dalle colline e dalla piazza. Non convien confondere il raggio di sor- veglianza. L’altro fu cauto. riusciva alle spalle dei nostri con soverchia inferio- rità.

onde chi intende girare non si trovi giralo. è lo strategico. e quello deH'azione restringersi invece nei limili esalti della forzo. quello cioè che portando la . Deduzioni. qua- lora però non ponga in pericolo le nostre comuni- cazioni. che: 1“ Le lontane cd intelligenti perlustrazioni della cavalleria sono gli occhi del generale in capo. mentre frat- tanto ci gira un fianco dairallro. e quindi rivolgersi alle altre. 2“ L’indole della pianura bolognese favorisce la difesa della piazza. per- fetto. li giro strategicamente sterile può essere so- vente opportuno per superare dilficollà tattiche. 4“ Per riuscire ne’ movimenti giranti conviene eseguirli con forze prevalenti. 65 — vantaggi dell'oflensiva. non conviene rimanere inope- rosi. 8“ Il solo giro concludente. mio. Bisogna decidersi e cadere con tutti i nostri mezzi sulle forze nemiche più vicine. 6® A forze uguali non si deve compromettere la linea d’operazione per girare il fianconemico cosa . 5® A porilji approssimativa di forze è grave er- rore il dividerle nello scopo di circondare il nemico. fecondo e. direi. avendo contezza si- cura del movimento. Quando il nemico divide le sue forze per tenerci a bada da un lato. sono la base de’ suoi criterii. Dalle premesse osservazioni ne segue a parer . 3“ li raggio di sorveglianza deve estendersi fino ai confini estremi del possibile. che può farsi appena quando si è numericamente o moralmente superiori.

coll’altra avanza da Livorno che occupò anticipatamente. e con ottimo divisa- mento gira Incisa dalla sinistra e Montelupo dalla destra. Risolve quindi di esaminarle di fianco. (1* Periodo). coll’or- dine di difendere quelle due . lo separa dalla sua base senza compromellere perciò le comunicazioni del corpo operarne. e manda una pic- cola brigata ad Incisa. Un simile movimento non veniva a compro- mettere per nulla la linea naturale delle sue comu- nicazioni e delia sua ritirata (lo stradale di Siena). procedendo per Val di Chiana in Val d'Arno con una parto delle sue forze. Il nemico ha parecchi scontri di avanzate coi nostri d’importanza crescente. 1>* Nel caso presente ed in altro analogo rimane dimostrata la convenienza pel difensore di Bologna di tenersi stretto alla collina e di non lasciarsene staccare. Per ciò che riguarda Incisa. si che. Il difensore di Firenze dispone di forze alquanto inferiori a quelle del nemico sommate assieme. e si prestava d’altronde a un possibile concentràmenlo. un’altra a Montelupo. e quindi Digitized by Google . il nemico partendo da Figline per S. Firenzevede minacciata da un supposto nemico. — 66 — massa delle forze sulla linea di operazione del ne- mico.strette ed arrestare così ildoppio attacco diretto su Firenze dall’est e dall’ovest. Ma dopo avere tastate a piu riprese quelle due posizioni. Non esita però a prendere un partito.Hontebnoni. rende omaggio alla loro forza reale e rinuncia ad attaccarle di fronte. Faslonl di Incisa. Monlclupo e . Biagio e S. Piero al Terreno.

nè di cedere alla tentazione. mantenendosi nel prudente riserbo che era consigliato dalla situa- zione. avendo. Ma in ambo i luoghi credettero i nostri di non doversi allontanare. consimile nei due posti. vi passò il torrente e si arresti) nelle posizioni di Gi- nestra. Donato. Carcheri c Villa Staccoli. aveva senza dubbio per iscopo di attirare nostri in i posizioni meno opportune. a peggio andare. avendo cosi dietro di lui due ponti suH’Arno da usu- fruire in ogni evenienza. Altrettanto in forma analoga accadeva intorno a Montelupo. Questa manovra del nemico. quello cioè della ferrovia presso la Pineta e quello fra Scivi e Signa. In quanto poi alla minaccia che sembrava racchiu- dere il movimento del nemico sul fianco d’incisa e di Montelupo. Le posizioni immediate che contornano al sud-est il fianco di Incisa parvero suflìcientissime alla difesa. discese in Val di Pesa a Ginestra. Vito. vale a dire di gettarsi a dirittura su Dìgitized by Google . L'indomani mattina pronunciando vieppiù il movimento occupò Marliano e S. Il nemico di nottetempo mosse da Empoli a S. mostrò con quasi tutte le sue forze sopra si S.Montelupo.si limitò ad osservare il nemico da Malmantile. Cosi pure il difensore di . e guadagnando per una strada improba Bottinaccio e Bulica. Donato potesse condursi a dirittura su Firenze e giungervi prima dei nostri. il ponte sull’Arno che le permetteva di passare sulla destra del fiume. Romolo. meno favorevoli alla infe- riorità numerica in cui si trovavano. la quale poi nulla poteva temere per le sue comunicazioni con Firenze. Il fatto sta che il nemico rinunciò in ambi i luoghi ad ulte- riori attacchi. — 67 — per Fratelli eil altre posizioni di cui la carta tace il nome. accennando nello stesso tempo come per S.

ed un allacco a tergo. La brigata d’incisa vi pervenne per S. Lastra eCasellina. reso più vi- vace dall'importanza e daU’opportunilà del momento. (juella di Monlelupo per Mal- inanlile. Le sue truppe provenienti dairattacco di Monlelupo vi giunsero jrcr Val di Pesa. e così pure alla Percussina . Era desiderabile che. Ma prevalsero. 11 nemico sapeva molto bene che sa- rebbe seguilo a breve disianza dalle forze d’incisa e diMonlelupo. le altre procedenti dall’at- tacco d’incisa vi arrivarono per Val di Greve. e che una città come Firenze non poteva essere completamente sguernita di triijipe. Alla concentrazione del nemico seguì quella dei nostri a Galluzzo. Casciano. presa sul serio. Donalo c Monleripaldi. ten- tando di batterlo in dettaglio. ponsò saggiamente di con- centrarsi e di indurre così i nostri ad un combatti- mento decisivo in altro terreno. polendo giungervi da ambi lati prima dei i nostri. Casciano. il difensore di Firenze avesse prevenuto a S.sporre a gravi danni i vigneti del paese. Il conccntramenlo ebbe luogo a S. considerazioni di altra natura. — 68 — Firenze. Casciano l’arrivo delle forze nemiche e ne avesse impedito la congiunzione. e quindi egli rinunciò a còmbatlere a S. per non e. non fu nè doveva essere dico. per meglio ditfondere prati- camente l’istruzione strategica. c do- vevano prevalere . vale a dire nel suo ultimo baluardo. debole forse ma suiricienle ad arrestarlo . Ed infatti. qualche tempo. persuaso il nemico che non avendo molla superiorità di forze non conviene avventurarsi su di una popolosa città senza battere prima e disperdere le forze che la proteggono. nel Dìgitized by Google . rimasta Egli si fra una resistenza di sarebbe duncpie trovalo fronte . quella minaccia. Venne dunque limitala la difesa alle adiacenze di Monlebuoni.

Treggiaia e Tavernaccia. U (jua- lora il nemico dal Cerro fosse disceso in molla forza Dini. Due mezzi si offrivano per dar fine a ijuesta simu- lala battaglia.. ed e>itò temendo un agguato. dove per altro era stalo prevenuto e dove trovò gagliarda re- sisf^za. Op- ricacciarlo per pure. le lru[)pe fresche di Monte- all’allacco di Villa buoni. Bomola ed il Poggio de’ Scopeti concentrandole tutte nelle posizioni di . Il nemico parve sorpreso deH’abbandono delle pre- dette posizioni. (lasciano i nostri ritirarono le forze che avevano occupato Pcrcussina. pote- Digitized by Googlc . nè ebbe altro signi- ficato fuorché ([nello di un’azione tattica priva d’im- portanza strategica. Nella notte precedente all' avanzare del nemico da S. Montehnoni. di donde era venuto. lenendo sempre fermo a Montehnoni. zioni opportune per una debole dimostrazione contro MonteUnoni. contro cui riunì maggiori i suoi sforzi. Ma fatto sicuro per mezzo delle sue ricognizioni del conccn- tramenlo operato (bii nostri prese tutte le disposi. potevano lusingarsi. Per consc"uonzn Io scontro (li Mon- leluioni non olFri altro interesse. e per un attacco deciso olla Tavernaccia. Kaltignano. Occupata la Tavernaccia. che ([Itasi non avevano comballiilo irrom. . malgrado la di lui superiorità nuinerica . rifiutare la destra e ritirarla su Villa bini. che più raccolte c meno stanche del nemico. Un ritorno offensivo delle truppe di Fi- renze. accen- nando ad impadronirsi di Monte Cerro. ed eseguire così un cambiamento oblifjuo di fronte indietro. estrema destra dei nostri. pendo aU’improvviso sulla destra del nemico. nel procedere all’attacco della Treggiaia il nemico sma.sclierò palesemente il proposito suo di spuntare la nostra destra. — 69 — suo ulliino ridotto.

separarlo dalla sua linea naturale di ritirata e porlo in una cri- tica situazione. Ma appena il generale di Firenze ne iniziava l’esecuzione. Comprendo quindi ed approvo i movimenti giranti eseguili abilmente attorno ad Incisa e Montelupo. il maggior generale Scalia ed il brigadiere De Vecchi per quelle di Montelupo. sostennero l’antica loro riputazione di ufllziali espertissimi ed intelli- genti. conviene senza dubbio di adoperarsi a trasportare l’attacco su l’uno dei fianchi. come Incisa e meglio ancora Montelupo. 1* Oiielora una posizione presenti serie diflìcoltà ad un attacco di fronte. Digitized by Google . — 70 — vano sbaragliarlo. che pose fine alle fazioni campali del primo periodo. il nemico per molivi ignoti siasi ritirato da Incisa e da Montelupo senza attaccare nostri senza trarre i . preferendo quello che si avvicina più o si allontana meno dalle buone condizioni strategiche. Osservazioni. per imprevisto malinteso fu dato il segnale di cessare il combatti- mento. comandante le forze nemiche . II luogotenente generale Cadorna . malgrado le diflicollù ed i pe- ricoli che l’accompagnavano. comandante le truppe di Firenze. Ma non comprendo del pari nò posso approvare che dopo tante fatiche. E pure meritano lode i maggiori generali Mazè così de la Roche e De Pomari per le fazioni d’incisa . dopo marce montuose e notturne. spingerlo contro TAmo. ed il luogotenente generale Bixio. I vantaggi strategici di questo secondo partito lo fecero forse preferire.

Altrimenti inosservato sin presso S. 2* Malgrado quanto dissi nella precedente osser- vazione. . a Montelupo. in confronto della vera dotazione di guerra. Non si deve inferire da ciò che grosse frazioni di truppa col seguito corrispondente di carri numerosi e pesanti possano manovrare per terreni e strade con- simili. nè la sua marci. Le parti erano diverse. che possono essere compensali sol- tanto da splendidi risultali strategici. troppo a piè fermo ad Incisa. ma ben anco dell’attacco. — 71 — profitto alcuno dal movimento girante. devo però riconoscere che la difesa fu troppo passiva. Vito. Le truppe di Firenze erano sulla stretta difensiva. fuorché quello di una sterile minaccia. Le armate non abbandonano le strade militari senza suprema necessità. di scompigliare l’at- tacco. ma chiara- mente delineate. di allontanare il troppo vicino nemico. Anche quando si è chiusi in una for- tezza non si può prescindere da qualche sortita. Non si deve mai porre in dimenticanza che anche nei combattimenti difensivi conviene opportunamente alternare la resistenza e l’attacco. AU’invasore corrispondeva dunque di conser- vare l’iniziativa del movimento. e rare volte riescono a farlo senza grandi sagrifici. 3* I movimenti giranti attorno Incisa e Monte- lupo furono eseguibili ila piccole colonne leggere di carreggio. Non cercavano quindi il ne- mico. nel mattino dell 3. ma l’altendevano nelle posizioni prescelte a difesa. nè su di un raggio il nemico non poteva giungere sufficiente. a Montebuoni. af- fine di ritardare gli approcci. Ad Incisa e Montelupo il servizio di sorve- 4* glianza non fu fatto a dovere.a notturna da Empoli a Ginestra sarebbe riuscita occulta tanto ed ignorala. non solo.

(lasciano era palese. anziché rima- nere inopcro. a Montehuoni posizioni pre. ~. con direzione concentrica alla Treggiaia.. si lacera. Prevenendo la congiun- zione delle forze nemiche si poteva batterle in det- taglio.sempre di mantenere la concatenazione delle varie colonne. Egli è obbligato cosi a manovrare su -Lt-n.si spezza. per la natura del terreno. . Devesi invece tener lontano il nemico il più che si possa. 8* Ad ogni modo. randosi dalla Tavernaccia. ed osserva. e per difetto di assieme falliscono talvolta le meglio ideate operazioni. I fuochi nemici. si agglo- merarono troppo sulla Treggia ia. I (.. 7* La convenienza di combattere a S. i . a Paltignano c Boniola sulla destra. mentre fuochi i nostri. so- venti impossibile. . do- vevano produrre danni gravissimi. devo approfittarne gettandosi in mezzo e se- parando vieppiù le frazioni nemiche.sa. giandosi a Pictti sulla sinistra. Arrivando alquanto tardi si poteva attaccarle mentre erano sull’orlo della valle col Pesa a tergo.. 6* Nella guerra di montagna è difììcile . non giungendo in tempo. Ciò non era compromettente. non mai quella di prima. partendo da una cerchia ragguar- devole. — lì — 5* Nella fazione diMontebuoni difensori riti. che daH’alto vede. Senza inesorabili molivi non conviene addossare la difesa al punto che si vuol pro- teggere. anziché permettere che si ricongiun- gano e si rannodino. era irrecusabile. Ne’ combattimenti poi. rispondendo al nemico da quella posizione. l’attacco si scuciscc. perché si copriva il fascio di strade che conducono alla Taver- naccia. erano naturalmente divergenti. e la difesa. soeltc e che dovevano far la parte di 2* linea. si condensarono. Ragioni strategiche e tattiche Io consigliavano del pari. . . alla Treggiaia.DOgle . con- veniva prender posizione alla Pcrcussina appog- .

Deduzioni. Lbi attacca arriva senza lena. dal basso all’alto sono tangenti c quindi più elììcaci.sario. passi per S. K quello il momento I. 2* La miglior difesa ò senza dubbio l’ofTesa. Cintoja alta. riposatacon gente stanca dall'alto al basso’ diventa preponderante anche per legge di gravità. al sud ed al sud-ovest di Firenze. S. Questa formola geo- metrica nella sua pratica applicazione ha per limite il valore tattico del terreno e la forza di cui si dispone. assicurando il dominio sulle strade e sulle valli del Pesa. del Greve e del Cesto. 6* Attaccare il nemico in posizione per lui peri- colosa. Spedaluzzo. 4" I fuochi dall’alto al basso sono ficcanti. ed il difensore gua- dagna tempo e tiene in riserva le sue ultime posi- zioni. traccerà il limito della difesa al sud-est. piegìii per Val Terzona. Avrà sempre buon giuoco chi lotta con un nemico im- mobile. 1‘ La maggiore estensione del raggio di difesa allontana la cerchia deiroffesa. 1* Incisa c Monleliipo sono stretto di grande im- portanza. 3* Nella guerra di montagna ù più facile difen- dere die attaccare. Montemagni. strategicamente o tatticamente. offre garanzia anticipata di vittoria.’urto di gente del contr’atlacco.(liuna scala più vasta e faticosa. 5* La linea che partendo da Montelupo segua Val di Posa. . e cada sopra Incisa. Piero al Terreno. Monte Scalari. sono i perni della difesa aH’est cd all’ovest di Firenze. Angelo a Vico. Chi è sull’alto non deve scoprirsi più del neccs.

giunte al punto assegnato a ciascuna. Ma nel dubbio di riuscire veramente a prevenirlo. Decide di andare incontro al nemico. luogo opportuno. e per la strada delle Fi- ligare si dirige prestamente sulla capitale. crede debito di prudenza di precludergli ogni via. Divide perciò le sue forze in quattro colonne e le dirige : La 1" per Pontassieve e Dicomano a Vicchio. Il nemico intanto giunto a Roncaliccio. aveva tratto rinforzi da Perugia e da Livorno per cui veniva a riunire forze quasi . sapendo Firenze munita di poche truppe. Queste quattro colonne. devono attendervi ordini ulteriori. La 4" per Val Marina ed Osteria delle Croci a Ca- vallina. concepisce il progetto d’impadronirsene. vale a dire sotto il forte S. La 3* per Pralolino e Val Garza a S. per un combattimento decisivo. a parer suo. . Martino di S. 74 — 2“ PERIODO. Parte da Bologna colle forze che ha sotto la mano. La 2* per Val Mugnone e Val Fistona ad Olmi. Il generale comandante a Firenze presago di un . pericolo imminente. Piero a Sieve. vale a dire le quattro strade che da Val di Sieve discendono a Firenze. che spera di prevenire neH'alta Val di Sieve. Un nemico qualunque padrone del bacino del Po. viene Dioiti. Piero a Sieve. doppie di quelle dellavversario.

t (2" Periodo). si colloca fra il bivio di Roncaliccio. forma il piano di battere l’una dopo l’altra. e collegandosi così col Monte Cascioli. posizione importantissima sulla sua si- nistra . La lotta quindi tra Spugnole e Trebbio fu l’atto più importante del combattimento. e con Spugnole . Fazione di S. Risolve di arrestarsi spiare la marcia e . manda tutti i suoi carri sulla strada di Scarperia e attende. La nostra colonna diretta a S. in- formata dalle sue scoperte della presenza del nemico. Ma accadendo dietro la cresta di Poggio Oennaro. sua estrema sinistra. il nemico pronuncia l’attacco da Trebbio sul fianco di Spugnole. Martino. e calcolando che non possono sbucare simultaneamente in Val di Sieve. e per Cornetole sale a destra sul Monte Ca- scioli che va a cadere sopra Cardelole. per ca- dere a dirittura su Tagliaferro. In presenza di tali disposizioni. l’arrivo delle nostre colonne. L'importanza di quella mossa. Ciò posto. — 75 — esattamente informato delle forze e delle disposizioni de’ nostri. non poteva essere osservata da chi si trovasse presso il forte o nella valle. ben valutata dai nostri. occupa Trebbio ed il forte S. Cangialla e Serbognano. appoggian- dosi ai vari caseggiati ed alla chiesa di Cornetole. li consiglia alla più vigorosa resistenza. S’impossessa subito di Spugnole. sua estremo destra. Piero a Sieve. Tiene il fondo della valle a destra e sinistra del Garza . avanza lentamente e con cautela. A Tagliaferro lascia la riserva e più dietro il carreggio. Piero a Siete. ! .

Ma rallacco principale e che riesce si è quello che per Cardelole e le falde orientali del monto offriva adito meno scabroso. Quando la valle si apre come quella dei Garza a S. Erano le dicci in circa del mattino. Padrone il nemico di Monte Cascioli. Osservazioni. e . Ma l’attaccante. Piero a Sievc fu troppo sparso c palesò un lusso di attacchi forse soverchio ed inutile. — 76 — Contemporaneamente il nemico attacca il centro dei nostri. si prepari a ricevere il nemico nelle varie posizioni da cui può es- sere offeso. Inquieto però della presenza dei nostri a Monte Cascioli. la ritirata dei nostri diviene necessità stringente. sul quale con- duce qualche artiglieria. poteva avanzare in gui. incerto del come e dove sarà attaccato. vale a dire lo forza poste nel basso a cavallo del Garza. sta bene che il difensore.sa da cadere per Carzavecchia e Briano dietro Tagliaferro. lo attacca in tulli i sensi e lo fa battere dalle artiglierie collocale innanzi al forte di S. più per trattenere che per respingere. Piero a Sieve . Ma lo fa debolmente. Dìgitized by Google . 1“ Il combattimento di S. prescelto il punto più vulnerabile 0 più conducente a risultali.se Spugnole avesse ceduto sarebbe ormai impossibile. e da cui. Martino. E ciò forse per prepararsi mag- movimento offensivo della sua destra giori risultati dal al Trebbio. seguendo l’anda- menlo del contrafforte. A questo puntosi fa cessare il combattimento. e valendosi della superiorità delle sue forze. deve concentrarvi forze rpeponderanti e prescindere dagli attacchi secondari.

ci fucila a tergo e ci cagiona perdile enormi. se era della superiorità del nemico poteva prendere posi. rovesciarlo col mas- simo vigore c poi sparire al passo di corsa. dietro cui il terreno si avvalla e discende per lungo tratto. ofl'riva miglior giuoco alla colonna che fosse venuta in aiuto suo. dove la valle restringendosi offre campo migliore alla di- fesa. per- chè esponendosi ad essere battuto rischiava di non andare a S. appiattarsi. ritrarsi dal ciglio della posizione.sò sicuramente. Piero a Sieve. il nemico giungendo sull’alto. Venendo al caso pratico. impicciolirsi. bastava l’attacco vittorioso del Trebbio. 4“ Notai molla precipitazione neiraltacco. per decidere la ritirala dell'intera colonna. Pietro a Sieve. a Tagliaferro per esempio. sover- Dìgitized by Google . è critico assai e richiede mollo sangue freddo e grande accorgimento. e far a meno deH’altro attacco di Monte Cascioli. e la fiducia di essere soc- corso da qualcuna delle colonne laterali. stendersi al suolo e quindi sorgere simultaneamente quando il nemico apparisce stanco e senza fiato. — 77 — Ed in ciò principalnienle sta il vantaggio dell’of- fensiva. che presentava ottimo condizioni strate- giche. 3" Nella guerra di montagna il momento di ab- bandonare una posizione vivamente attaccata. respingerlo. Il ri- sultalo sarebbe stalo lo stesso. 2“ La colonna dei bene informala nostri. ma le perdite assai minori. . Il comandante ci pen. A questo dunque conveniva destinare maggiori forze. ma forse prevalsero neU’animo suo gli ordini che aveva di re- carsi a S. Conviene dunque fìn- gere d’andarsene . Tali considerazioni mancavano però di valore. e d'altronde perchè atti- rando il nemico neirinlcrno della valle. zione più indietro. Se si parte senza precauzione alcuna.

le due di destra e si- nistra. che pos- sono giungervi da quattro strade d’olire Appennino. — 78 — chia ostinazione nella difesa. dev’e. e dovrei conchiuderne che tulli non si rendono ben conto delle forze nè de’ fuochi che allronlano. grandi o piccole.sscre preceduto da 4* Sul campo di battaglia molli camminano alla cieca. Non si poteva dunque sperare da questa nè da Digitized by Google . Delle quattro nostre colonne. dietro la quale il terreno si avvalla. 2* Le frazioni staccate. un energico contr’allacco. 5* La difesa di Firenze trova in Val di Sieve luogo opportuno per arrestare le forze nemiche. Deduzioni. dandole l’indirizzo che si vuole ed ottenendo il vero risultalo che si cerca. 1* Quando si è superiori in forze bisogna ese- guire rallacco che sembra più decisivo colla maggior somma possibile di mezzi. dirette l’una a Vicchio e l’altra a Cavallina. dovevano ne- cessariamente arrivare più lardi al rispettivo loro de- stino. 3* Nei combattimenti di montagna l'abbandono di una posizione. Così si domina meglio la situazione strategica. senza creare altre com- plicazioni di attacchi secondari. avendo maggiore strada da percorrere. (2* Periodo). perchè non prendono in esame il terreno nè le forze nemiche. F«sione d'Olmi. devono avere ordini nella previsione di ogni possibile caso.

quando anche partita più tardi da Firenze. e perciò non mosse. vi lascia un paio di battaglioni. però colle dovute regale di prudenza. vittorioso a S. Piero a Sieve.Ma nello stesso tempo fa battere la destra per la strada di Cardetole a Luliano Vecchio da una colonna di cinque battaglioni con una sezione di artiglieria ed un plo- tone di cavalleria. intorno al quale è più che mai necessario di avere idee nette e chiare. Di questo iinporlan- tissimo argomento. Lorenzo. Le sue istruzioni le imponevano di attendere ordini ad Olmi. — 79 — quella soccorso alcuno ai nostri che combattevano a S. lambendo il piede delle col- line potevano arrivare a Cardelole in tempo forse di cambiare intieramente la faccia delle cose. perchè non corse in aiuto dei suoi ? Eppure per la strada di Luliano Vecchio. Col grosso delle sue forze ei procede per la sinistra del Sieve da S. . Dìgitized by Google . doveva trovarsi già a posto quando tuonava il cannone nei dintorni di S. Piero a Sieve. Ma la colonna che per Val Mugnone fu diretta ad Olmi. non avendo più lunga strada da fare. Lorenzo al grosso delle sue forze. parlerò più tardi. Perchè non mosse. due pezzi e qualche cavalleria a custodia del forte. Frattanto il nemico. Questa colonna aveva inoltre il mandalo di lo sbocco dal ponte di Borgo facilitare S. muove ad attaccarli immediatainenle ma . Lorenzo. in faccia a Borgo S. e stabilisce a Colle Barucci un forte posto d’osserva- zione per sorvegliare la colonna che deve giungere a Cavallina ed essere tenuto al corrente di ogni suo menomo movimento. del ponte e del paese. Piero a Sieve ed erano sopraffatti dalla superiorità del nemico. Informalo dell’arrivo dei nostri ad Olmi. sulla destra stessa del Sieve. Piero a Borgo S.

Sbucando quindi im- peluosanicnle dal ponte. dopo aver battuta la pianura con qualche artiglieria. dopo ostinato combattimento arriva alla line ad im- possessarsene.sizione . le molte case e più indietro le gro. la ([uale guadagnando la strada che parte da II Piano e conduce a Vaicava. Poi attacca risoluta- mente il poggio d'olmi e la villa Martini di fronte e di fianco.Martini. Il Sieve. le di cui falde settentrionali cadono su Castellare ed il Piano.sse fattorieche la popolano e stabilisce lo sua destra . si dispone a com- battere. sicché il combattimento vi acciuista un grado di molta inten- Frattanto usando con sagacia e con economia siu'i. di cui aveva udito il lontano fragore. già in allarme pel precedente combattimento. Occupa alla sua sinistra il Poggio Castagnolo. Fi fa subito attaccare il Poggio Castagnolo dalla colonna che arriva per la strada di Cardatole e che da Luliano Vecchio per menj aspro pendio pro- cede ad espugnarlo alle spalle. ed avvertita da’ suoi esploratori e dal polverio delle strade die il nemico si avvicinava. bassissimo in quel giorno. quello il'Olmi e la villa . di tempo della sua superioribi. diri- gendo da principio le sue forzo al campanile di Olmi ed alle case di Luliano Kuovo. manda un’altra forte colonna con due pezzi Mattei ad es[)ugnare il contraf- forte che sovrasta a Castellare. da cui il nemico colla sua artiglieria fulmina tosto la villa Martini. tiene nella valle la chiesa d’Olmi. sulla estrema parte del contrafforte compreso fra il torrente Fistona ed il fosso di Fratta. la sgombra dai nostri. il Castagnolo già soverchiato e lo stesso Poggio d’Olrni Digitized by Google . che sono però validamente difesi. era guadabile quasi dovunque. Presso firicignano stanno i carri e le riserve. Ciò doveva facilitare il compito del nemico. La perdita di quella po. — 80 — La nostra colonna.

batte la valle e la strada seguita dai nostri. 2* Le truppe di seconda linea e di riserva non doveano senza necessità mostrarsi al ponte sino a che lacerchia dei fuochi della prima linea non fosse svi- luppata completamente ed assorbisse tutta l’attenzione della difesa. 3* Lo sbocco della valle. I" K presumibile die in guerra. col tiro de’ quali. 4* La difesa senza esporsi. die vi concentra dodici pezzi. assai più ristretto ad Olmi di quanto il sia a S. richiedeva ad ogni modo di cs. Oppure conveniva. il ponte di Borgo S. Osservazioni. poteva valersi delle truppe di destra per impedire o contrastare al nemico il pas- saggio del Sieve mal preparalo e poco sostenuto dalla 6 Digitized by Google . ed era il meglio forse. senza compromettere le posizioni che occupava. Lorenzo sarebbe stato rotto. in faccia al nemico postato ad Olmi . sono liillc circoslonze die pongono i nostri in piena ritirata. — 8< — diveniilo ormai insoslenibilo . Cessa in allora il combattimento poco prima delle (> pomeridiane. La villa Martini vien subito occupata dal nemico. di passarlo alquanto superiormente al ponte. vera e non finta. precauzione questa che fu presa in una scala insuflicienle. potendo fuochi i deH’uno concorrere efllcacemente alla difesa deH'altro. Il passaggio del Sieve. rendeva op- portuno di espugnarne i due fianchi. Il doppio attacco in questo caso mi parve conveniente. reso più ellicace dalla opportuna e poco elevata situazione di quell'altipiano. Piero a Sieve.sere gagliarda- mente preparato e protetto dall’artiglieria.

sizioni. -Bigifee(i-by Googlc . Il più piccolo rovescio basterebbe a produrre una confusione irrimediabile e rovinosa. bisogna adoperarsi a riparar subito al disordine die nasce nelle compagnie e ne’ battaglioni. Deduzioni. argini e siepi •'i* n sbucando da ponti o strade incassale in presenza del nemico. devono abbandonare l’ordine di colonna e spiegarsi. Sormontando ostacoli. 2* seconda linea e tjuando la la riserva per forza di circostanze sono raggiunte dal tiro dell’artiglieria nemica. La difesa fu sempre troppo inchiodala al suolo delle sue po. senza prima allontanarlo dalla riva op- posta. 1* Non si deve arrisebiare in prc. attenta e docile ai comandi ed ai segnali è destinala a vincere.senza del nemico ilpassaggio di un corso d’acqua sia pure di poca . ‘3* La passiva immobilitii della difesa permette all’attacco di manovrare impunemente ed a suo bel- l’agio. come fossi. 4* La truppa ebe nelle peripezie di una giornata campale si conserva ordinata sempre. 0 per effetto di manovra o per mezzo di molta artiglieria. i: pericoloso di condurre aH’attacco gente disordinata. importanza. — 82 — sua artiglieria.

ed avvia lutti i suoi carri per la strada Faentina al di sopra di Pa- li icaglia. Tali non erano di troppo. Stende un secondo fdo telegrafico fra Borgo S. Piero a Sieve per mezzo di un fdo telegrafico. Tutti sanno d’altronde che nella guerra di montagna soffre quasi sempre più l'allaccanle dell’al- laccalo. e stabilisce grossi posli d’osservazione a Fraticelli e S. che sa esser giunta in quella sera ed accampata a Viccliio. Lorenzo con S. difficili e ben sostenute. Piero a Sieve di ritirarsi su Borgo S. Giovanni Maggiore con ordine di esplorare da una parte la strada di Fi- gliano c Scarperia. dovea lasciarne a Borgo S. Lo- renzo ed il quadrivio poco oltre il Mugello. Non dimenticando però le necessarie precauzioni riunisce Borgo S. Oltre ciò aveva prudentemente lasciato qual- che forza a S. giacché le precauzioni condizioni del nemico andavano peggiorando. e manda ordine alle forze lasciale in S. Fin qui le cose procedevano liolamcnle pel nemico. attaccando posizioni forti. dall’altra quella di Mucciano. Lo- renzo qualora venissero soverchiale. (2* Ppriodii). — 83 — Faiionc di Vespi^aaao. Piero. onde avere con rapidità successive notizie. Destina un altro paio di battaglioni e di pezzi a tutela del paese e del ponte. Lo- Digitized by Google . Ei pernolla a Borgo S. Ei doveva aver sofferto gravi perdite nei due pre- cedenti fatti. Lo- renzo deciso di parlire l’indomani di buon mallino aH’inconlro dell’allra colonna noslra . c gli ollenuli successi lo conforlavano a seguire nel suo primo divisarnento.

Da ciò ne viene che il suo spiegamento si opera in soverchia prossimità dei nostri. che avvisati del suo arrivo stanno prendendo posi- zione a Vespignano. Sulla destra invece s’innalza fortemente a Vespignano. fa scorrere sotto la fitta alberatura che copre il terreno compreso tra il fiume e la strada di Vicchio molti battaglioni. che dal Sieve guida a Pino e Pruno. i quali stringono Pesciola con una cerchia di fuoco. scopre i nostri. questi partendo da Borgo S. e valendosi del- l’arco che fa il Sieve in quel punto. In tale stalo di cose. — 84 — ronzo . Digitìzed by Google . Lorenzo per la strada di Vicchio. c che per conseguenza avrebbe soflerto perdile enormi. preferisce di spiegarsi sulla strada innanzi Rabalta. oltre il quale torna ad abbassarsi. senza coniare i posti d'osservazione stabiliti in vari punti. Il nemico preferisce concentrare la somma de’ suoi sforzi contro la sinistra de’ nostri. approfittando della notte. Aggiungasi poi che ilcomandante delle nostre truppe. mandava ordini opportuni per portare l’indomani simultaneamente le sue quattro colonne contro il nemico. che la sua prima linea si porta troppo sotto a Vespignano e Pesciola che la sua seconda linea e le sue riserve risultano troppo aderenti alla sua linea di battaglia. . Il contrafforte sul quale stanno le truppe di Firenze scende gradatamente da Vespignano a Pesciola. Trattandosi di vera guerra il nemico si sarebbe spiegalo sulla strada che dietro Rabalta lambendo Poggio Secco tocca Mezzaslrada e conduce a Muc- ciano. Ma desiderando limitare il danno ad una minor zona di terreno. ed il suo declivio viene a smarrirsi presso la strada di Vicchio. e dopo sensibile avvallamento si rialza di nuovo per formare un cocuzzolo.

Ciò vedendo. L’infuriare frattanto del nemico sulla sinistra dei nostri vi richiama successivamente quasi tutte le loro forze. La posizione era presa. Un’ora dopo si udiva il cannone da S. Pe- sciola era fulminata dalla sua artiglieria. e l'altra battuta il giorno innanzi a S. con danno della verosimi- . il combatti- mento vivace ed alternato da molli attaccbi e con- tr'attaccbi. e di là guadagnano alla corsa l’alto di Ye- spignano. La nostra colonna di Cavallina. Così succede che due battaglioni di bersaglieri nemici nascosti dalla frondositù del ter- reno si gettano quasi di sorpresa sul cocuzzolo di cui parlai. — 86 — Mentre eseguivasi quell'importante movimento. Piero pigliavano l’ofrensiva di concerto e fugavano le poche forze che il nemico vi avea lasciate. rimasta inoperosa fino a quel momento. Piero a Sieve. In seguito di ciò feci cessare il combattimento poco prima delle 9 antimeridiane. alcune frazioni di fanteria della sinistra nemica si spìngono in sostegno de’ bat- taglioni bersaglieri. Ma peccò dal principio al fine di soverchio riavvicinamento ed agglomeramento delle due linee combattenti. I nostri difendono con vigore la loro buona c con- catenata posizione. Il fuoco fu intonso. Osservazioni. per cui (Vespignano) rimane troppo la destra sguernita e scoperta. debolmente difeso dalle poche forze che vi si trovavano. 1* Il riavvicinamento delle linee combattenti e la prossimiu'i della seconda linea alla prima furono mag- giori in questa fazione . dovevano i nostri cedere il terreno c ritirarsi.

doveva quindi attaccare la destra e non la sinistra della posizione. Doveva dunque farlo col minor pericolo suo. Egli non era ormai in situazione da rischiar molto per correr dietro a vantaggi strategici di cui non avrebbe potuto approfittare. Se ne indicò la cagione. Pare impossibile che non sieno stati sco- perti due battaglioni nemici che quasi lo sorpre- i sero. pro- cedettero con ordine e con assieme. addossato al Sieve e chiuso in parte nell’arco che fa sotto Pesciola. occorrendo.. A premeva lui di battere e di respingere la nostra colonna. ma in una tes- situra troppo densa ed esclusivamente conforme alla tattica che ha preceduto la trasformazione delle armi da fuoco. 4“ A Vespignano si mancò completamente di sor- veglianza. jierchè la ragione tattica così consigliava e perchè stra- tegicamente conveniva a lui di conservarsi il mezzo di raggiungere. come quello che minacciava la linea di ritirata dei difensori. che poteva trovarsi respinto.-j-J by Googlc . D gi ti. lo stradale di Faenza. 2* Le truppe. temo fosse stata impiegata tutta a Pesciola. Venne eseguito però in condizioni molto azzardate pel nemico. ina giovi il rilevare questo difetto troppo frequente e quasi direi troppo costante onde si cerchi di correggerlo.sultati strate- gici. Ad ogni modo. perchè non si tentò di respingerli immcdialamente con una carica alla baionetta della riserva? Temo che di riserva non ce ne fosse jiiù . Senza dubbio l’attacco diretto contro la sinistra 3* della posizione conduceva a maggiori ri. sì in un campo che nell’altro. — 86 — glianza e con pericolo di generare false idee.

nò trarne vantaggio se favorevoli. la situazione del nemico poteva divenire disperata. Piero a Sieve. L’avviso poi che le due colonne nostre di sinistra pigliando Toffensiva attaccavano S. 2* Chi manca di sorveglianza si espone ed essere sorpreso. Ed infatti. Periodo). Fare il contrario sarebbe follia. e chi è sorpreso agisce sempre a caso. I risultati del combattimento a Vespignano non fu- rono cosi pienamente favorevoli pel nemico come quelli del giorno precedente. Ma dopo un combattimento in- fausto non può ricondur subito le truppe a com- si battere. 1* Calcola sagpiamcnle in gnorra chi rischia poco per ottener mollo. — 87 — Deduzioni. ed oltre ciò il movimento di ritirata le aveva Digitized by Google . 3* Rimanendo senza riserva non si può riparare alle inaspettate eventualità se contrarie. Un antico aforisma dice che il campo di battaglia resta a colui che è ridlimo a porre in gioco la sua riserva. ma si ritirarono lentamente. Lorenza. si capisce facilmente che. riflettendovi. i ma per salvarsi. in ordine e per riprendere posizione presso Viccbio. I nostri cedettero il ter- reno. Fazione di Oorgo K. se la colonna battuta ad Olmi nel pomeriggio del giorno innanzi fosse contemporanea- mente ricomparsa. mu- tava l’aspetto delle cose e costringeva il nemico ad approfittare del tempo non più per battere nostri.

Le colonne no. l’incalzare delle notizie contrarie calma e la necessaria riflessione. Le sue truppe intanto per istinto infallibile compren- dono ed esagerano la gravità del momento. Il frettapossibile ritorna a Borgo S. Vi arri- vano poco dopo battaglioni da lui lasciati a S. l’urgenza. In breve le avrà tutte quattro sulle braccia. collegandosi a destra colle Pergole coprendo la sua sinistra coll’occupazione e di Poggio Secco. Lorenzo. La sua linea di battaglia veniva così a presentare un angolo saliente alle Pergole. Baldan- zose il giorno prima. oggi lo ac- cusano. Piero a Sieve. La colonna nostra di sinistra intanto. cadono ora nello sgomento. Lorenzo disposizioni erronee e viziose che doveano comprometterlo gravemente. il di cui abbandono deve impensierirlo. In tali condizioni si pigliano quasi sempre cattivo misure. Col resto si pone all’Erla. Lorenzo. — 88 — spinte forse nemico nella maggior troppo lungi. Donnino. prudente e saggio nell’esecuzione fino a quel mo- mento.stre di Cavallina e di S. protendendosi dalle Pergole verso Fortuna. prende per resistere e combattere presso Borgo S. il di cui trasporto diventa impossibile. I tre combattimenti soste- nuti gli avranno dato un numero considerevole di feriti. procedente Googlc . I suoi esploratori gli recano notizie gravi da tutti i lati. contrafforte di S. o poco meno sul . l’altra di Vicchio non vedendosi insegnila si arresta. innanzi la strada di Borgo S. Piero avanzano. La fretta. col fronte a S. quella di Olmi ritorna. Ieri portavano a cielo il loro generale. toglie la Quindi è che il nemico audace nel concetto ma . Lorenzo a Fraticelli. Piero i malconci e scompigliati. a cavallo dello strada Faentina . Spiega la metà delle sue forze. si commettono quasi sempre funesti errori. ri- volto a Borgo S.

Lorenzo. difeso da forze troppo inferiori per offrire ga- gliarda e lunga resistenza. Il nemico. L’altra di S. e seguendo randamenlo stesso del contrafforte accennano a spuntarlo completamente avanzando verso il Poggio. Il combattimento si sosteneva intanto a S. la quale. Mezz’ora dopo si mostra da Olmi l’altra colonna battuta il giorno innanzi. Donnino ed all’Erla. Lo- renzo arriva e si spiega sulla strada che partendo ilalla Fabbrica di Cristallo passa pel Convento de’ Cappuccini ed il Paradiso. avvertito allora dalla sua sinistra che la colonna di Viccliio sembra retrocedere per venire anch’essa sul campo di battaglia. a fine di cadere sulla strada di S. Ma la distanza da percorrere non le permetteva di giungere colla desiderala anticipazione. Stretto da vicino dalla colonna Dìgitized by Google . per quanta diligenza facesse. — 89 — da Cavallina. Respinto il nemico da Poggio Secco. manda le sue ri- serve al quadrivio di S. afline poi di riuscire per Figliano sopra Fraticelli e S. superalo colle do- vute cautele il Sieve ed il paese di Borgo S. Giovanni Maggiore. Giovanni Maggiore. con or- dine di custodir bene quella posizione d' interesse supremo e di sorvegliar Mucciano. quando la colonna dei nostri proveniente da Viccliio per Rabatta sale ad impadronirsi di Poggio Secco. pronunzia l’altacco contro l'Erla. Donnino. Piero a Sieve diretta su Borgo S. aprono i nostri un nudrilo fuoco d’artiglieria sul fianco dcH’Erla. iniziava un niovimenlo girante deci- sivo e mortale pel nemico. dirigendosi a Scarperia. Giovanni Maggiore a Mucciano. Quindi attacca subito il conlrafTorte di S. La posizione dell’Erla è divenuta insostenibile ed il nemico l’abbandona in fretta coprendo la ritirala con successivi scaglioni.

La ritirala di quelle truppe nemiche da S. sotto la protezione di 6 pezzi ivi posti in batteria . Donnino si fa disastrosa. ossia al centro della linea. L’ordine di battaglia preso dal nemico in questa circostanza formava un angolo quasi retto col vertice saliente alle Pergole. nè poteva essere altrimenti. Arrivano però a guadagnare S. i quali subito dopo si ritirano ancb'essi a S. ove si riaccende il comballimenlo. poiché la nostra colonna gi- rante per Scarperia e Figliano arriva già presso Fra- ticelli e la cascina I Boschi. Giovanni . Googlt . e benché cinto da forze superiori. Menlrc ciò accadeva le forze nemiche coni- all’Erla. Giovanni Maggiore. Giovanni Maggiore. Donnino si vedono scoperte alle spalle e minacciale a destra . Ma quando appunto per mezzo di fuochi intensi e riuniti dovevasi rendere palese reffetluato concenlramenlo e condensare in un punto solo le lotte parziali della manovra. — go- di Vicchio e da quella d’Olmi . che attacca contempo- raneamente. Osservazioni. contemporanea- mente alle forze rimaste fino a quel momento in Fra- ticelli. baltenli a S.Maggiore passando por la cascina I Boschi. poteva verosimil- mente prolungare la difesa. Mi vidi quindi costretto a far cessare il combattimento prima di quello che sarebbe stalo opportuno e che avrei desideralo. prende posizione al quadrivio di S. vennero meno le munizioni e particolarmente poi all’artiglieria. Il nemico a prezzo di enormi sacrifizi era riuscito a concentrarsi al quadrivio di S. Lina Dhit'. Giovanni Maggiore.

E per poco che vi si rilletla. si comprenderà come il menomo scacco soflerto aH’Erla compromet- tesse le truppe combattenti a S. qualora fossero state respinte e cacciate indietro. ove. Donnino scopren- . Donnino. soprafTalto in un posto. dovevano cadere perpendicolar- mente sul fianco dell'Erla. poterono guadagnare S. done le spalle.simile disposizione . lungo il con- trafforte stesso e nella direzione di Fraticelli sfilarono sotto il fuoco dei nostri sin oltre Fortuna e quasi sino alla cascina I Boschi. di munizioni. 4‘ L’assoluta impossibilità di fare altrimenti per difetto di tempo o por pressione nemica. conduce sempre a pessimi risul- tati. Quindi le cose erano congegnate per modo che. 2* Le truppe nemiche stese a battaglia sul con- IralTortc di S. oppure la necessità indeclinabile di proteggere e custodire qualche grosso convoglio di vettovaglie. I. dove il nemico si concentrò per ultirno a prezzo di sagrificii enormi e rischiando di perdere l’ unica sua via di ritirata . contraria afTatlo ai buoni prin- cipii della tattica . piegando a destra.a ritirala in tal modo eseguita sul fronte di battaglia deirawersario è sempre ed inevitabilmente funesta cagionando perdite incalcolabili. vi era la posizione indicala ed opportuna per lui. Giovanni Maggiore mercè la batteria di ti pezzi collocala opportunamente alla cascina I Boschi. . e come la jìcrdila di S. portando ingombro e con- fusione sull’unica strada che rimaneva alla ritirala. il nemico doveva da quel momento cedere anche nel- l’altro. di forili o d’altro può scusare un ordine di soltanto la scelta di battaglia cosi vizioso e di una posizione tanto sfavo- revole. Donnino espo- nesse il fianco destro dell’Elia. Poco lungi e poco sopra del Mugello. 3* Ritirandosi invece come fecero.

Fu (|uasi un circolo che si venne a descrivere attorno al nemico dando cosi buon giuoco a lui die slava nel centro. Donnino. Conveniva ricordare l’indole sua ardita ed intraprendente. permetteva al nemico di spiegarvi le sue forze in ordinanza cor- retta e continua. con fianchi bene appoggiati. la terza da Olmi venne alf attacco del- l'Erla e la quarta da Rabatta si diresse a Poggio Secco. L’ima prese per Scarperia e Figliano per cadere su Fraticelli. Pareva saggio quindi di riparare all’errore del giorno precedente imponendo alle nostre forze una azione simultanea non solo. avrà Dir‘--!dbyGoOglc . e riflettere clic i successi suoi della vigilia erano dovuti alla separazione delle nostre co- lonne. attraversando lo stradale faentino. si separarono troppo e dimenti- carono di collegarsi giungendo sul terreno di com- battimento. forse per soverchia fiducia nel successo. Gio- vanni Maggiore separato da Fraticelli per profondo avvallamento solcato da un rigagnolo. Ciascuna delle quattro colonne avrà avuto probabil- mente la sua particolare riserva. 5* Le quattro nostre colonne. 6* L’allacco condotto in questo modo n: cjI' h poi che non si era pensalo ad una proporzionata riserva. In tale posizione trovava un buon fronte di battaglia boschivo in parte con ottimi salienti per l’artiglieria. Giovanni Maggiore a Muc- ciano. ma ben anche più collegata e riunita. di appoggiare la sua destra a S. ed aveva per ultimo alle spalle ed a propizia distanza la strada di Fossato a Panicaglia ed al Cantone per collocarvi e spiegarvi all’ occorrenza la sua riserva. e la sua sinistra a Mucciano presso cui il terreno si avvalla del pari ed è contornato dall’Elsa torrente. l’altra mosse dai Cappuccini contro S. slava a cavallo della sua via di ritirata. — &2 — La strada che corre da S. vale a dire.

Ma in tal caso la riserva altro non era fuorché la 2* linea della colonna a cui apparteneva. Deduzioni. 1* Prima conseguenza e primo pericolo di una falsa posizione in guerra sono le misure sconsigliale ed istantanee che l’urgenza stringente dei casi sugge- risce e che la riflessione avrebbe respinto o corretto. dovevasi impegnare non più di tre colonne contemporaneamente e tenere la 4* in riserva. 2* È vizioso l’ordine di battaglia che conduce naturalmente il nemico ad avvilupparci . Mancava dunque una riserva generale. ossia di una intera colonna. disprezzarono forse troppo le dillicoltà lattiche e le difese del nemico. il combattimento non avesse a cessare troppo presto. senza assottigliar troppo le linee. Digitized by Google . accenna ad accer- chiare il nemico. stando alle sode massime di guerra. mosse da buon istinto strategico. 7* La colonna di destra che si diresse a Poggio Secco e l’altra di sinistra che avanzò sopra Fraticelli. 3* Air opposto è buono l’ordine di battaglia che. die non avrebbe dovuto esser minore di un 4“ delle forze totali. E perciò. Volendo al più presto precludergli ogni via di ritirala si condussero con tale rapidità che fu mestieri arre- onde starle e più particolarmente quella di Fraticelli. che rende concentrici i suoi fuochi e divergenti i nostri e lo colloca paralellamente alla nostra via di ritirala. — 93 — impegnato una parie delle sue forze tenendo l’altra in riserva. rende convergenti i nostri fuochi o copre le nostre comunicazioni.

— 9i — 4* La Principal via di ritirala. 6* La fermezza e la buona collocazione di uno scaglione di artiglieria rendono grandi servigi nelle ritirale. vuole esser tenuta sgombra da carri. 9‘ I grandi capitani si studiarono sempre di com- prendere l’indole del loro avversario ed il suo modo di far la guerra affine di tenerne calcolo. da feriti. Ricordiamoci di Rivoli. nò la mancanza di una riserva. 7* La fiducia nel successo non giustifica il difetto di collegamento e di coesione fra le varie frazioni clic concorrono ad una stessa operazione oflensiva. 8' La speranza di circondare il nemico è seguita spesso da crudeli disinganni. L’uno e l’altro meritano speciale menzione per lo zelo loro e rinlelligcnle operosità nell’ esecu- zione di queste fazioni campali. 10" Conviene eseguire colla massima opportunità quelle mosse strategiche dal cui esito dipende la vit- toria. da dispersi. o* La ritirala parallela al fronte di battaglia ne- mico costa sempre molto sangue e conduce spesso ad un disastro. che dimostrarono . Il luogotenente generale Cadorna comandò le quattro colonne provenienti da Firenze ed il luogotenente generale Cosenz le truppe che rappresentarono il nemico. senza però disprezzare nè dimenticare le pre- cauzioni c le misure di dettaglio lattico che ne rendono più sicura o più facile la riuscita. per quanto si possa.

Eberbardt e De Vecchi . manifeslando anche in tale circostanza che rintelligcnza ed il buon volere abbondano neH’esercito italiano. OSSERVAZIONI GENERALI. — 95 — nuovamente quanta sia la perizia c l'esperienza di entrambi nelle cose di guerra. Basti il dire che tutti gareg- giarono di zelo. Tarditi. Scalia. Le cose non procedendo sempre in guerra nqlla esatta misura delle previsioni. non consentendomi i limili di un rapporto di andar oltre. che non risparmiarono cure nè fatiche per condurre le loro truppe secondo le buone massime dell' arte militare. i generali Mazè de la Rocbe. Debbo pure ricordare con lode nomi dei coman- i danti delle sei brigate. il generale in capo si limita talora ad eseguire un movimento preparatorio ritardando gli or- Digitized by Google . IbIbI«II*« del gCBcrail sabaKerai. E taccio altri nomi. persuaso di aver tempo innanzi a sè. De Pomari. Succede pur anche che.sai diverse da quelle che il generale in capo aveva presentite e cal- colate nel dar loro istruzioni ed ordini. che tutti posero il massimo impegno nell’ eseguire questa simulata guerra. succede talvolta che i comandanti dei corpi d’esercito e delle divisioni si trovano d’improvviso in circostanze as.

la posizione dei generali subalterni può divenire dilFicile molto e delicata se mancano di ordini 0 se gli ordini che hanno sono dettati in tutl’ altra previdenza e non corrispondono quindi alle mutate circostanze. Esigerla sistematicamente senza misura di tempo nè di circostanze. Spogliare adunque o rivestire di libera iniziativa in modo costante ed indeterminato i generali subalterni riuscirebbe pericoloso del pari ed assurdo. Devono essi agire di lor propria iniziativa trovandosi senz’ordini Devono completarli o modifi- ? carli quando li ravvisano insuflicienti od inopportuni? La questione racchiude una vitale importanza come ognun vede. per una soluzione soddisfacente del difficile problema. Togliere ogni iniziativa ed in qualsiasi circostanza ai comandanti dei corpi e delle divisioni tornerebbe rovinoso nei casi repentini ed impreveduti. sia percliè li giudica prematuri. che non vi è nulla di assoluto in guerra. Fra due i estremi opposti. e molto meno trattandosi di una questione grave e delicata quant’c quella di decidere se l’iniziativa debba essere pre- scritta 0 vietata sempre ai generali sommessi ad un comando in capo. sopravvenendo qualclie fatto grave ed inaspettato. fra il sempre e il mai mi pare vi . che pur sogliono accadere in guerra. In ambi casi.sia posto per una formola conciliante ed opportuna. sia percliè attende nuovi avvisi. migliori informazioni. dati più sicuri per decidersi. Prima di tutto convien riflettere. ISei casi normali ed ordinarii. quando cioè tutto procede secondo le previsioni e le viste del comaiHlo . — 96 — fiini ulteriori. fra il .sì ed il no. condurrebbe a sostituire l’azione rotta e sconnessa dei corpi e delle divisioni aH'assieme simultaneo e concorde che l’unitìi di comando imprime agli eserciti.

vi è quasi sempre qualche generale che tiene ordini speciali e determi- nali. una stretta. ogni iniziativa die venisse concessa o diiesta ai comandi subalterni. come quella che ten- derebbe a menomare e rendere illusoria l'unità di comando. forza e vita degli eserciti. 2" Airisolamcnlo e alla perdita di comunicazioni per effello di errore o di comballimenlo. di osservare uno sbocco. Pei soli casi eccezionali e slraordinarii adunque sembra indicala e conveniente l'iniziativa e la libertà di azione dei comandanti dei corpi d’armata e delle divisioni. d’impadronirsi di un altro e via discorrendo. dal compiere il suo mandato. un luogo importante. una posizione. quando le sue disposizioni bastano all'uopo e jirovvedono alle eventualità die si presentano. nè debba porre in disparte gli ordini avuti per agire a suo talento. di occupare un paese. £ se questo urta inaspettatamente col nemico. Allorquando un esercito incontra nemico ed im- il pegna battaglia prevista od imprevista. — 97 — in capo. di custodire un ponte. ma ben anclie dannosa ogni li- bertà d’azione. di difendere un punto. senta ed accada non possa mai prescindere.Ma i casi eccezionali e slraordinarii non sono poi mollo svariali e volendo riassumerli si può ridurli quasi lutti. A me pare che un generale avente ordini di simile natura per quanto veda. sarebbe superflua non solo. senza conir’ ordine. come per esempio di mascherare una piazza. inaspellali. improvvisi col nemico. La maggioranza degli altri generali avrà ricevuto un ordine di marcia senz’ altro scopo determinato fuorché quello di concorrere ad una mossa dell’intiero esercito. di proteggere vettovaglie c munizioni. essi 7 Digitized by Google . 1" A scontri prematuri.

Tutti però generali che di lor propria iniziativa i eseguiscono un movimento qualsiasi. Se finalmente comandante di un corpo o di una il divisione. Ma a rendere più facili e sicure le risoluzioni da pigliarsi in quei critici momenti gioverà la forma e la sostanza degli ordini del comandante in capo.iò comprende non solo l’uso materiale dell’armi ma ben anche tulli quei mo- vimenti che la situazione del momento consiglia. — 98 — non possono rimanere inoperosi. Dovranno avvicinarsi al suono del cannone se lontani. Un generale che ignora dove siano gli altri corpi d’ar- mata. agire ofTen- sivarncnte se diviene necessario. che ignora la concatenazione delle mosse par- ziali ed il loro scopo comune. Un generale poi che non avesse altra missione . per forza di combattimento o per virtù di manovra venne balestrato fuori del suo cammino e separalo dall’esercito. La man- canza di ordini non saprebbe scusarlo. fuorché quella di attender ordini in un dato luogo. ragion vuole ch’ei si consideri. Dovranno adoperarsi con ogni mezzo ad ottenere notizie ed a rendersi conto esatto di quanto succede. In circostanze simili l’iniziativa èun dovere. che ignora il piano di campagna e ciò che va facendo il nemico. commetterebbe non più un errore ma un fallo gra- vissimo se non accorresse dove si combatte aflìne di recar aiuto a’ suoi. coni’ ò di fallo. devono fare in modo che il comando in capo ne sia subito infor- mato. qual corpo staccalo e provveda di sua iniziativa a’ casi suoi. l'inazione un errore. collegarsi o prender posizione se vicini. quand’anche non siono per conto loro compromessi nè minacciali. perchè in campagna esiste sempre l’ordine sottinteso di respin- gere il nemico che ci assale. r. non sa a Dir izc j by Google .

— 99 — clic parlilo aUenersi nel caso di scontro improvviso e di calaslrofe inaspcllala. nociva e quindi la condanno. Manca dei dati ncccssarii per formare crilerii esatti. La conoscenza del piano generale. e deve quindi abliandonarsi molle volle nll'azzardo. Al di là di questi limili la credo dissol- vente. Dessaix avvialo a Novi contrammarciò sopra Marengo appena intese dal fragore del cannone che la battaglia vi era impegnala. E cosi potranno essi supplire al difetto degli ordini colla loro propria iniziativa e con piena conoscenza di causa. Egli sapeva che il Primo Console dava la caccia all’esercito austriaco e temendo gli potesse sfuggire aveva spedilo molteplici ricognizioni Digitized by Google . dcl- rohbiettivo a cui tende ed inline delle mosse del ne- mico. Per tal modo nei casi imprcvediili ed allori he mancano gli ordini. potrà marflenersi nel concetto generale c saprà come ritornarvi qualora se ne fosse scostato per ishaglio o prepotenza di circostanze. degli avveni- menti giornalieri e delle mosse di ogni singola fra- zione porrà generali subalterni in grado di apprezzare i al suo giusto valore quanto accada d'inaspettato e d’improvviso.sima e perciò obbligatoria. In tali limiti reputo l’iniziativa loro utilis. Da quanto venni dicendo emergerà chiarissima la mia opinione che l’iniziativa da accordarsi o da chie- dersi ai generali dipendenti dal comando in capo debba essere limitala esclusivamente ni casi straor- dinarii e quando fan loro difetto gli ordini superiori. Conviene adunque che il comando in capo di un esercito in campagna informi suoi i generali suhal- lerni dei movimenti di ogni singolo corpo o divisione. cadauno potrà almeno orientarsi. dello scopo che vuol raggiungere giornalmente.

La sua missione di cercarlo a Novi diveniva dunque inutile e perciò risolse di raggiungere celercmenlc il campo di battaglia. ai ragionamenti. ai criterii militari. un combaltimenlo insigni- ficante con una vera battaglia. In simili casi imporla grandemente di non confon- dere uno scontro parziale. che ne additava l’indirizzo. V. ogni combattimento offre materia di Digitized by Google . Un assieme di fazioni successive che svolgono e sviluppano un dato tema si avvicina in qualche mi- sura alla vera guerra c porla seco per conseguenza un lungo seguilo di pratici insegnamenti. ^3en nisuUato pratico del metodo sef^ulto nelle grandi fazioni eunipali. ogni posizione. H cannone di Marengo avveniva cliia- ramenle Dcssaix che Teserei lo di Melas era trovalo. Ogni mossa. Il primo presentò due gruppi. Tulli sanno quanT opportuna tor- nasse quella sua celebrala risoluzione. ed apriva i largo campo alle riflessioni. ho diviso le fazioni campali in due periodi. Le fazioni del 1“ come quelle del 2“ periodo ebbero una orditura. Secondo le istruzioni dell’ E. Ma egli non avrebbe potuto prenderla senz’essere pienamente istrutto delle intenzioni del generale in capo c dello stalo giornaliero delle cose. l’altro da quelle del versante mediterraneo. — 100 — in tulli i sensi. Tuno formalo dalle truppe d’olire Appennino. 11 secondo poi le raccolse e le comprese tulle in una operazione comune di simulata guerra. una connessione strategica. onde potessero esercitarsi in piccola scala cd in prossimità delle loro rispettive guarnigioni. limili e lo scopo.

E ciò nello scopo di giudicare praticamente e sotto ogni punto di vista quanta libertà d’azione convenga concedere e da ([uali vincoli debba e. senza fisonomia di scuola tanto nelle disposizioni da prendersi sul terreno ([uanto nelle osservazioni critiche a cui danno luogo. o la sua sbagliala applicazione. c di tracciare rapidamente un sistema approssimativo per la difesa di Firenze. Per ultimo mi diede campo di rilevare l’iiidole di- fensiva della pianuia di Bologna che aggiunge valore a quella piazza. Questo metodo permetteva inoltro di dimostrare con r|ualclie verosimiglianza le conseguenze funeste acuì può comlurre in guerra un falso concetto non solo. . primo luogo ciii mi parve giusto dal momento In che per «piesla prima prova io non accordava intera libertà d’azione. variata c successiva sulla pratica applicazione dei buoni principii tattici e strategici. o come parte d’un piano generale. attira cd assorbe l’in- teresse di quanti vi prendono parte n può essere in doppia guisa considerato e giudicalo. (ili lungamente la min cri- errori sui quali esercitai tica furono ispirali. Essendo questa la prima prova che si faceva da noi delle grandi manovre campali. Per tal modo l’applicazione pialica dei principii tattici e strategici si presenta da sò frequente e spon- tanea senza forma magistrale. Finalmente desiderando che le grandi fazioni campali gettino radici nell’ esercito importa . ma ben anche l’esagerazione di un buon principio.ssere moderala e ristretta. Mi sembri) poi sulliciente per pro- muovere una discussione ampia. o come l'atto solo. — 101 — discussione e di critico esnine. consigliali od ordinali tutti da me. mi parve conve- niente ed utile di andar per gradi e di limitare nel primo saggio la libertà d azione. cosa di cui pochi si preoccu|)ano oggidì.

- Di " i>. La vittoria stessa copre col suo splendido manto molli errori e moltissime mende agli occhi del pubblico che ne rimane incon- sapevole.sercilo sentimenli assai diversi. Le grandi manovre furono per noi una novità. Tulli poi vi piglieranno maggiore sciol- tezza e disinvoltura nel condurre e muover truppe secondo le logiche esigenze della guerra. svegliereb- bero forse neire. Le finte manovre visitale e conosciute nella loro più nascosta intimità. Se dunque le grandi fazioni si presentano col carattere leale di una vasta scuola pratica. saranno salutale con gioia. Ma se racchiudessero invece una minaccia. — 102 a parer mio che nessuno ne ritorni offeso o disgu- stato. un pericolo per chi vi assiste. Anche in Prussia ed in Austria le grandi fazioni cam- pali diedero la prima volta mediocri risultali. A tulli piacerà di raccogliervi istruzione ed esperienza. che scosse e destò straordinariamente Tamor proprio di chi vi esercitava un comando. abbaglialo com’è dal fascino dei risultati. svelano sempre maggior numero d’imperfezioni e di errori dei veri comballimenli a cui pochi spollalori assistono. È lecito sperare che altrettanto sia per accadere da noi. a ninno di riportarne umiliazioni ed ama- rezze. l’esecuzione delle grandi fazioni campali andrà per- fezionandosi. Ouando l’abitudine le avrà reso fainigliari. e neH’applicare alla pratica que' principii che ciascuno imparò sui libri e nelle scuole. Meglio preparale le truppe ed esercitate nello ope- razioni secondarie della guerra. Google . e più educata la fan- teria all’ordine sparso ed alle varie modificazioni che le nuove armi da fuoco impongono alla piccola tattica. Ma in se- guilo di anno in anno le cose vi andarono migliorando. l’ainor proprio non passerà i con- fini deH’ulile e le cose procederanno con maggior calma e maggior profitto.

concepisce il progetto di batterle separata- mente. la quale pochi passi indietro si restringe e diventa una vera (jola. di modo che un improvviso accordo. — 103 — l'oiireUo delle grnndl fazioni eanpall. Tutto al più si ottiene di respingerlo. ma che si tiene con prudenza all’entrata di una valle. come la valle del Garza a S. D’altronde poi vi si opponeva la natura stessa del terreno favorevole alla difesa. Digitized by Goo^le . Il concetto teoricamente esatto del generale nemico dovea fallire nella pratica applicazione. Cosa io mi proponessi di dimoslrarn praticamente col mezzo manovre fu detto nel mio pro- delle grandi gramma manovre istesse. Egli ne attacca tre e le respinge. ed una azione simultanea fra tutte quattro erano sempre possibili e probabili. ma a caro prezzo 0 senza vantaggi che compensino in qualche misura le soverchie perdite. Egli non avea quindi tempo bastante per batterle una ad una in guisa da disfarle e ridurle al- Eimpotenza. Non si distrugge un nemico anche inferiore che non si avventura lontano. non poteva olTrirgli la probabilità di sorprendere Firenze vuota di truppe. Piero a Sieve e quella del Fistona ad Olmi. anche battendo le quattro colonne. in- formato che il comandante di Firenze avanza le sue truppe divise in cpiattro colonne e per quattro strade diverse. ma alla fine le (piattro colonne agendo di concerto lo battono com- pletamente. Il concetto del generale nemico d’altronde. delle Il generale nemico giungendo in Val di Sieve. perché le nostre colonne giungevano sejiarate da troppo breve distanza.

Egli dunque arrischiava molto. come credeva. a che dividere le sue forze? Nel dubbio il nostro generale credette far opera prudente chiudendo ogni via che da Val di Sievc .stanza e la natura del terreno non consentivano di separare abbastanza le quattro nostre colonne per aver tempo c mezzo di disfarlo successivamente prima che riuscissero a concertarsi ed a riunirsi. Per cui la lotta intrapresa poteva bensì dargli cpialclio effìmero trionfo. per cui. Prima di tutto ei non era ben certo di prevenirvi il nemico e cosi sceglieva per punto di riunione delle sue colonne una valle che poteva essere. errore gravissimo. lungi dal sorprenderla cu- stodita da scarse truppe. ma non giù un grande risultato stra- tegico. forse tutto. dovendosi in guerra seguire il sistema opposto. per ottener poco 0 nulla. Meritevole di biasimo fu del pari il difensore di Firenz» quando divise le sue forze in quattro colonne col progetto di concentrarle in Val di Sieve. Arrivando in Val di Sieve era informato dei rinforzi giunti a Firenze. come fu anticipatamente occupata dairawcrsario. E per ottenere uno sterile e parziale trionfo il ne- mico si esponeva intanto ad aver che fare alle quattro colonne contemporaneamente col pericolo manifesto di vedersi sopraffatto e di perdere ogni via di ritirata. La breve di. . la trovava invece difesa da forze doppie delle sue. — 104 — L’andamento naturale delle valli avrebbe ricondotte e riunite sopra Firenze le colonne stesse ch’egli si affa- ticava a battere al loro affacciarsi in Val di Sievc. Se poi era persuaso di giungere snU’allo Sieve prima del nemico. Al nemico adunque altro saggio partito non rimaneva fiiorchò quello di rinunciare subito nH’impresa c di ritornare a Bologna.

che co. sapevano o doveano sapere che si era andati Essi in Val di Sieve aH’inconlro di un nemico inferiore in forze alle nostre colonne sommale assieme. Era dunque opportuno. i mandanti delle quattro colonne avessero avuto facoltà e coraggio (l'iniziativa. o ipialora il nemico attaccasse invece una colonna vicina. Ma avrebbe dovuto ridellere che ciascuna delle sue quallro colonne era inferiore d'assai alle forze nciniche e che. correva pericolo di non poterle concentrare.s- simo attacco nemico. Importava. si aggiunse la natura poco pre- vidente delle istruzioni date alle colonne. di lor pro- pria iniziativa. a peggio andare. Ad accrescere vieppiù la gravità delle circostanze da lui stesso creale. Se le colonne più vicine a quella in pericolo. ma molto superiore a cadauna di esse. Importava che ciascuna sapesse bene cosa doveva fare nel caso di essere direttamente assalila. Per conseguenza egli le esponeva ad essere battute iso- latamente senza sicurezza di arrivare in tempo a soc- correrle. giungendo lardi in Val di Sieve. avessero marcialo nella direzione del coniballimenlo. — 105 — guida a Firenze. Il nemico intanto poteva esser giunto in Val di Sieve o slava per arrivarvi. poiché mancavano di ordini.si sa- Digitized by Googlf' . era necessario che ogni colonna portasse seco istruzioni ed ordini nella previdenza di un pro. . la quale doveva inevitabilmente soccombere qualora non fosse soccorsa con ellicace opportunità. E così il sistema delle sue cautele cattivo veniva a comprometterlo grandemente ed a gettarlo ili una critica situazione. le quali doveano recarsi al luogo indicalo per ciascuna ed ivi attender ordini. giacche questo era proprio il caso di valersene. 11 tuono del can- none indicava dunque che il nemico era comparso e che era alle prese con una delle quattro colonne.

è rovinoso sempre a meno che non si abbia a fare con un nemico che si lasci avviluppare c che permetta tranquillamente ai nostri corpi d’armata. E le conse- guenze dell’ error suo potevano poi esser fatte più gravi dal modo iiiiprevidcnle cd incauto col quale aveva avanzato le sue colonne senz’ordini e senza istruzioni. e condurle in Val di Sieve per una o due strade al più. Queste critiche osservazioni sid concetto supposto. Bastava tenerle riunite. le quali non arrivino unite 0 compatte. poiché le deduzioni generali che emergono dal con- cetto delle seguilemanovre sono. Il concetto del difensore di Firenze fu dunque er- roneo. . di arrivarvi e di congiungersi. 2* Il sistema di voler abbracciare il nemico. a condizione però di saper fare rapido ed esalto calcolo delle distanze di tempo e di terreno che separano i varii corpi d’armata nemici. Volendo abbracciar troppo e tener dappertutto corse pericolo d’osser battuto dovunque. presentar forze dovunque è fal- lace. — 406 — rebbe risparmialo il sacrificio infecondo della co- lonna comballente e coslrello il nemico a ritirarsi sin dal primo momento. permettono di dedurne alcune conseguenze. Eccole : 1* Si può lottare vantaggiosamente contro forze di gran lunga superiori. che servì di base alle mosse dei due campi contrarii. Ma mi vedo ricondotto naturalmente al mio punto dipartenza. se- parali e diretti per marce convergenti ad un punto comune. te- nere tutte le strade. se non m'illudo. quelle stesse massime alle quali accennai nel pro- gramma delle grandi fazioni campali e che mi pro- posi per tal mezzo di richiamare alla memoria e di mostrare praticamente. Eppure il suo compilo non era difficile avendo forze doppie del nemiro.

6* Che in simili casi una mezza vittoria non basta. io volli contemporaneamente per mezzo delle grandi fazioni campali additare. 3* Penetrando con forze inferiori fra i diversi corpi di un’ armata complessivamente superiore. limili naturali. DlfcMi di Fircoie. in luogo opportuno. benché in modo fugace ed incom- pleto. col progetto d'impedirne congiunzione haltendoli se- la paratamente. 4* Manovrando contro forze superiori importa neU’ora del combattimento di aver die fare con forze inferiori alline di vincere presto e bene. Dopo di avere ricordati e praticamente sviluppali questi antichi c saggi precetti deH’arle militare. Digitized by Google . e scavalcare poi. Casciano. conviene vincere in ogni combattimento. A queste massime o deduzioni aggiungerei sol- tanto. tirai una corda al grand’ arco deH’Arno facendole lambire Val di Pesa fino alla foce del Terzona a monte di S. — 107 — Vapplicazione pratica di questi principi! ha 3* però limiti inesorabili che non si possono eccedere senza pericolo. a mio avviso. le valli minori del Greve c del Cesto. Da Montelupo ad due strette forti ed impor- Incisa. tantissime il cui valore venne posto in evidenza nel primo periodo delle manovre campali. 7* Che il punto prescelto pel concentramenlo dei varii corpi di un esercito dev’essere talmente lontano dal nemico ch'ei non possa occuparlo anticipatamente. della difesa mo- i bile di Firenze. giacché una sola sconfitta può divenire rovina.

come i immensa cortina. quanto la gia- citura di Pistoia che par messa proprio ad ultima tutela dello shocco di quelle strade e di quella valle. di Serravalle in Val Nievole per mezzo dei monti Albani. le dirsi sjiese che vennero dedicate a f|uesle manovre cam- pali. onde lutti osservassero da vicino e cogli occhi loro rimporlanza militare di (pici luogo. E per ultimo mancò tempo per dimostrare come non vi sia mollo da preoccuparsi di Val Bisenzio nè del modo di concatenare Val Ombrone con Val di Sieve. Marcello e della Porretta. s’appoggiano sui due punti. da cui si tengono simultaneamente le due strade di S. L’alta Val di Sieve si allaccia poi ad Incisa e fornia sistema per mezzo del fiume stesso che discende a Ponlassieve. li con- giungono solidamente e chiudono all’ovest la valle (leH’Arno nel suo massimo allargamento. DaH’allra parte Montelupo si unisce alla stretta non meno forte. — 108 — Condussi quindi le truppe neU’alla Val di Sieve. ove shocca nell’Arno. E mancò del pari l’occasione di porre in rilievo tanto la posizione di Valdibrana in Val Ombrone. cose queste a cui si può sempre c facilmente prov- vedere. quali. se delle molte riflessioni e deduzioni a cui diedero . non meno importante. Non jiotranno perdute le ore. nel quale con- vengono quattro strade principali d' oltre Appennino c dove un corpo di esercito trova terreno opportuno per tenersi sulle difese e per passare all’ oflensiva. Mancò una manovra che permettesse di richiamare l’attenzicne mditaro suirimportanza dei monti Albani c della stretta di Serravalle nel tracciato generale della difesa di Firenze. le fatiche. C'onrluslonc.

conoscendo del pari libri. se degl’infiniti discorsi. Ma l’educazione di un grand’esercito non si forma. senza cui non si fa nulla di bene. o sono un ideale di filosofico di e lontana attuazione. Fece dunque opera saggia e patriottica il Ministero nel preparare ai giovani militari mezzi i tutti di una larghissima istruzione. al di sopra del- l’ingegno e del valore havvi qualche cosa di mistc- Digitized by Google . il terreno e il i soldato. — 109 — luogo. riunendo lo studio aH’e.sale e del completo di- sarmo sono sogni un pio desiderio. io spero. benché ciò non basti .‘U’esercito e la sicurezza dello Stato. non si sostiene che a prezzo di crescenti studii e di per- severanti perfezionamenti. non si sviluppa. All’infuori della scienza c deU’arle.sempre. qualche ricordo nella mente dei giovani militari.spe- rienza. . e fino a chele potenze europee conservano i loro formidabili eserciti. Accumulando maggior somma possibile di cogni- la zioni pratiche e teoriche. Coloro che hanno la vocazione dell’armi e la fede nella carriera. che la sollecitudine del Ministro della guerra aggiunse le grandi fazioni campali quale complemento alle annuali esercitazioni. apprezzamenti c crilerii clic provocarono rimarrà qualche traccia. Fu specialmente per addestrarli a leggere al più presto ed a comprendere quel gran libro che si chiama il terreno. Le teorie della pace univer. ed educando ranimo loro a (|uclla tenipra a quella forza di carattere che richiedono supremi i comandi. Ad ogni dillicile modo. sul senno o suH'ahilità dei (piali riposeranno in breve le sorti d(. Di più non potrebbero. ne approfitteranno. avranno fatto quanto l’onesto militare deve fare per mettersi in grado di servire la patria e di combatterne i nemici. prudenza consiglia a noi di mantenere e migliorare il nostro.

rimane sconfortato e perplesso innanzi a questo ter- ribile enigma dell'arte militare. E trionfa in modo da poter partire tranquillamente per Mantova. a Canne. più favolose. e sconfitte toccate in condizioni favorevoli dallo stesso capiinno. come il segreto della vita sfugge allo scalpello anatomico. Dalla sua vittoria dipende la salute della patria a luì cara quanto ad altri mai. Annibale vincitore alla Trebbia. La storia quasi sempre ossequente ai fatti compiuti ed ai risultati palesi trova modo di spiegar tutto. chi conosce famigliarmente il campo di battaglia e vede trionfi ottenuti in circostanze im- possibili. 'l'iiulelìnibilp. ma non si arriverà mai a dimostrare in modo convincente ed appagante come e perchè viva un uomo. Il segreto intimo. Ciò malgrado il vincere sarà pur sempre supremo compito e supremo desiderio di ogni generale. . — no - rioso. Ebbene. e ne dipende pur anche la feli- ciu'i della sua carriera e la pace della sua vita.Napoleone sbaraglia a Rivoli forze triplici delle sue nelle condizioni più strane. al Trasimeno. Ma Tamor proprio e gl'inleressi nazionali favoriti Dioii:?ed by Googlc . è disfatto a Zaraa. più incom- prensibili che dar si possano. havvi un fato die sovrasta ni destini delle battaglie. Quello stesso Napoleone diciannov' anni più tardi in tutta pienezza del suo genio è vinto a Waterloo la in condizioni normali. arcano della vittoria si cela alla lente analitica. dal medesimo genio di guerra. vincitore sempre e dovunque. alle porte del suo paese. come e perchè un generale trionfi. quasi equilibrate. Si potrà dire come sia morto un uomo. ed allorquando un ingegno mediocre avrebbe potuto apparentemente bastare all'iiopo. Ma chi è del mestiere. (i’ijjnolo. lasciando un esempio che nessuno oserà mai d'imitare. perchè sia stato bat- tuto un generale.

19 ottobre 1868. e sorrideranno sempre al vincitore. Clii vinse è un grand' uomo. un inetto. La causa dei vinti piacque finora al solo Catone.DIM. 9510921 J) . o mollo peggio.U. Pisa.od ofTcsi daH’esilo di una campaf^na non tengono conto delle intenzioni ed a seconda dei risultati sen- tenziano sommariamente ed inappellabilmente. Cosi fu. Cdi Dei sorrisero. cosi sarà. Il generale d'armalu Cl. un eroe. Chi fu vinto è un ignorante.

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