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NICCOLO’

MENCUCCI

OLTRE IL VARCO
L’ideologia fredda

OLTRE IL VARCO
L’ideologia fredda

© MMXVI
50121 Firenze (FI)
ISBN 978–88–XXXXX–XX–X
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Prima edizione: marzo 2015
Seconda edizione: dicembre 2015
Terza edizione: novembre 2016

OLTRE IL VARCO
L’ideologia fredda

“Il fuoco delle V2 scioglierà persino i ghiacci dell’Artico!
Avremo il loro gelo!
E la sicurezza che dell’umanità tutto rimarrà impresso nel
ghiaccio.
Che mai supererà il Varco!
Per sempre!
Mai oltre il Varco!
Mai!”

(L’ arcobaleno della gravità, Thomas Pynchon, 1973)

.

INTRODUZIONE Il Varco .

.

Vattimo parlava. da oltre vent’anni. di idee.. Sarebbe riduttivo riassumere il lassismo della mia generazione in così poche righe: oltre alla questione più “filosofica” c'è anche il decadimento progressivo dell'istituzione della politica. sia del mondo del lavoro sia dei servizi. il quale va in coppia con la crisi economi- ca. . di “un’età del pensiero debole”: morti i pen- sieri dominanti. da sempre. Si è davanti nel nostro tempo della globalizzazione e dell'informazione digitale ad un propagarsi di cen- tinaia. e di complicazioni. è portatri- ce di difficoltà. se non migliaia. G. quali il comunismo e il fascismo. così nu- merose. sia personali sia intellettuali. la quale.. Cosa è la nostra genera- zione? E chi lo sa. nei riguardi della contempo- raneità. Cosa è la nostra contemporaneità? Difficile spie- garlo in un saggio così breve. scamparvene. preferirebbe allontanarsi. pur di non farsi travol- gere da una simile piena. e poco a poco scegliere la vita semplice e facile alla dialettica. specie in Italia. ora non sarebbe più necessario basare tutto un sistema in un’unica ideologia. così diverse. un ragazzo qualsiasi.

I cosiddetti “eroi” poco potevano dinnanzi alle ideologie in cui loro stessi avevano sempre creduto: si chiedeva il cambiamento. Ogni possibile approccio secondario. tra eroi in veste di clochard e nemici in giacca e cravatta. mandata a contribuire all'effimero benessere artificia- le creato in qualche paese. Sono passati oltre vent’anni dalla fine dell'“Impero del Male”. sia come figlio di un ex-idealista. è deva- stante. Non vengo certo a dire che precedentemente. riducendosi volontariamente al meccanismo la- vorativo. i macchinisti dei partiti ideologici. come tutti desideravano. dopo ol- tre quarant’anni. Violenza e degenere erano pressoché all’ordine del giorno. anche solo di attivismo vero. dopo. quando l'unico elemento che veniva modificato non era la società. o psicodramma. sia come genitore ed ex-idealista. creatosi dal ri- trovarsi. il boato distruttivo. oppure del “Socialismo . la vita di un mio coetaneo potesse essere più idilliaca. in conflitto da decenni per guerre le quali rendono vano ogni sforzo attivista. verrebbe automaticamente lasciato al- le fondazioni e a qualche anima buona ed ingenua. ma- gari cinquant’anni prima. e per certi versi era come essere dentro ad una recita. Alla fine di questa recita. ieri imperava l'iperattivismo più insensato. senza più nulla. e la con- sequenziale scelta di privarsi di interessi più utili alla vita. più facile: oggi vige il las- sismo postmodernista. bensì la men- te collettiva. come volevano gli altri.8 OLTRE IL VARCO Tutto ciò nella mente di un adolescente farebbe prevalere il pensiero “forte” dell’evasione. ora divenuto un obbligo di sopravvivenza. termine coniato dall’amministrazione Reagan.

fino al genere “rosa”. attraverso libri scolastici. e sa dove è finita l’ideologia e dove è iniziata la realtà. i due governi Reagan negli Stati Uniti. E questo solo dopo molta sofferenza personale. chi ha vissuto un periodo sa come si è vissuto. Hobsbawn. amici adulti. In particolare. Io. pagine Web. il caso Tangentopoli in Italia. enci- clopedie. di moti e scenari politici di grande spessore: la nuova repubblica russa. romanzi di qualsi- voglia genere (dal giallo di Le Carrè al dramma auto- biografico di Solzenicyn. dei propri familiari. sa quali pro e contro ha visto passare nel periodo della sua giovinezza e nell’età adulta. perla della società occidentale e della medesima cultura millena- ria. . Fino a pochi anni prima la gente aveva ancora nel- la mente. l’idea di un mondo diviso dalle forze del Capitalismo. fatto di scoperte sempre più interessanti. o professori. la fine dell’era Mitterrand in Francia. e da quelle del Socialismo. con Berlino unita dopo trent’anni di divi- sione tra le due Repubbliche. l’ho potuta solo studiare. film storici. come tutti quelli della mia generazione. le testimonianze vissute sono forse le più importanti in relazione a tutti gli scritti e i fil- mati pervenutici: rappresentare un evento storico colmerebbe solo la sete della conoscenza e della ri- cerca. e testimonianze dirette e non.INTRODUZIONE 9 Reale”. assieme ai ricordi dell'infanzia. da oltre settant’anni anima dei popoli Balcani e urali. ma non quella dell’empatia e dell’animo. la Thatcher in Inghilterra. la riunificazione delle due Germanie. partorito dalla mente dello storico marxista E. agli occhi della vecchia e nuova gene- razione si pone un nuovo secolo. come il capolavoro di Kundera).

golpe. Si parla di un tema molto difficile e complesso. ora. non poteva non dare benefici. dati e scene avvenute e a loro volta conseguenza di altre. e del superamento di ogni livello di sicu- . che tutti credevano potes- se succedere. quasi labirintico per la mole di eventi. che si scindono e producono sempre più energia. fatto di agenti segreti. sottolineo. Pynchon. attacchi mirati alle potenze nemiche o non alleate. divenne il simbolo dell’epoca: così importante fu la sua esplosione da cancellare due città (Hiroshima e Nagasaki). in sen- so non solo letterale. rinascite e prevaricazioni una dopo l’altra. sempre più determinanti. sul secondo cinquantennio. per una terza guerra mondiale. Si ripartì dopo la guerra con la credenza che se precedentemente l'ideologia fascista poteva rovinare con la dittatura interi popoli. e tale fu la deflagrazio- ne di altre due “bombe”. quasi un seguirsi di reazioni concatenate di atomi in fissio- ne. Non è un caso che questo susseguirsi di azioni e reazioni ricordi il procedimento di detonazione della bomba atomica. Dal 6 agosto 1945 la bomba. Divenne al tempo stesso anche un deterrente. crolli. e che invece non è mai accaduta. “L’arcobaleno della gravità” (1973). Il “Varco” inteso nel titolo del saggio è la violazio- ne della realtà da parte dell'idea: come viene accen- nata nell’opera mastodontica (che. ho solo studiato a livello di autodidatta) di T. pur parlando della seconda guerra mondiale.10 OLTRE IL VARCO Perché in questo conflitto. guardava a quella successiva. con il trionfo delle due “bombe” (Comunismo e Capitalismo) su di essa. Ammetto che la scelta è stata ardua. di terrorismo. alla fine il nodo centrale era l’idea.

anche dal solo punto di vista temporale. paranoie e disagi. alle paranoie e ai deliri politici. dopo aver violato i confini tra terra e cielo con il razzo V2 di Von Ghreim. alle contraddizioni. e sono sopravvissuti parzialmente a tutte le idiosincrasie. La sola com- ponente ideologica (tralasciando altri elementi di eguale importanza) basterebbe per rendere la Guerra Fredda il conflitto più criptico della storia. . facendo vivere l’astratto delle idee nella vita reale. dannandosi. Ma qualcosa è avanzato da questo periodo. in fondo. Concludo affermando che. Il superamento delle possibilità umane ha portato a credere reale l'irreale.INTRODUZIONE 11 rezza fatto dagli uomini. i “veri” figli della guerra fredda non sono tanto i genitori. e il più la- cerante e emotivamente possente. e di milioni di morti a loro nome. Questi sono i dolori quando si va oltre il varco. di stereotipi. Non pochi sono i figli che hanno dovuto subire gli effetti di questa trasmissione involontaria. e viceversa. ma i fi- gli stessi: i primi l’hanno vissuta interamente. ed è stato “trasmesso” ai secondi. Un’epoca di due idee. tutte idee decisamente impossibili da accettare. Eppure alcuni le han- no accettate. o le accettano.

.

CAPITOLO PRIMO Lo spacco tra due realtà .

Decine di migliaia di morti furono la croce della guerra. chi a combattere fino alla fine i russi e a ingerire la pillola di cianuro pur di non essere presi vivi. superiore sia in tempo sia in spazio a quello antecedente: ottanta milioni di morti in più. e chi a morire negli Appennini per mano partigiana o nazista. In meno di sei anni due imperi. con un tonfo finale. E di fatto era la fine del conflitto più assurdo del secolo. votati secondo la loro propaganda all’immortalità. come in un’opera musicale. poco tempo dopo il suicidio del Fuhrer A. o in Russia tra le nevi. Il loro fu un grande contributo: in pochi anni erano riusciti a mandare in guerra milioni di propri connazionali. finirono nella polve- . successiva a quella tedesca (l'otto Maggio. chi a suicidarsi gettando i propri aerei nelle portaerei americane. e due giorni dopo di Nagasaki. sgan- ciata l’6 agosto del 1945 sopra le teste degli abitanti di Hiroshima. con soli due anni extra! Il tut- to. la quale si concluse con l’arresa del Giappo- ne. non però di tamburi e di piatti: la Enola Gay. Le nuove decisioni Tutto inizia da dove c’è una fine. Hitler) e a quel- la italiana (con la condanna a morte per il Duce Mus- solini).

lasciando fortunatamente integro il Ponte Vecchio). S. ponti abbattuti. ma solo dopo Jalta il di- sprezzo divenne odio. Stalin. poco dopo l'inizio della guerra. e la crisi dovuta alla spartizione della Germania all'indo- mani della conferenza di Jalta. dove la maggior parte dei ponti venne fatta saltare per ritar- dare l’avanzata inesorabile degli Alleati. formidabile espressione delle sugge- . bombardate e rase al suolo dalle battaglie interne. Un fattore particolare di questo conflitto era stato il paventarsi al potere di due ideologie violente e po- puliste. ma questa non venne considerata nel panorama bellico come una vera e propria “nemica giurata dell’Occidente”. con J. E non si può certo dire che i danni siano stati mi- nori: decine di monumenti perduti per sempre. Durante e prima della guerra godette di un certo disprezzo da parte dei go- verni americani ed europei. Per riassumere gli effetti dirompenti che comportò la Grande Guerra al mondo intero si potrebbe porta- re ad esempio il celebre poemetto di T.CAPITOLO PRIMO 15 re delle loro città. ovvero la terza ideologia. anche di origine medievale (un esempio è Firenze. Questo era il bilancio dell'epoca. e terrore. Il comunismo. quali l'istituzione del Patto Atlantico. quali il fascismo e il nazionalsocialismo. era già al potere da oltre vent’anni. e ora sarebbe doveroso co- munque fare un’osservazione riguardo a questo breve e devastante periodo bellico passato. dive- nute la forza scatenante della guerra e consequenziale alla crisi economica abbattutasi in Europa dopo il 1929. Eliot “La terra desolata”. stragi e distruzioni di cittadelle. La divenne per i popoli anticomunisti nel secondo dopoguerra per motivi diversi.

In poche parole.16 OLTRE IL VARCO stioni e degli orrori della guerra. laddove le ideologie mostrarono la parte peggiore fomentando l’odio razziale. si vol- le proseguire sostenendo. da una guerra così mastodontica. Oppure “L’Allegria” di G. Vittorini e in Francia A. accetteranno la sua politica: alcuni ridaranno indietro la tessera. Camus. mai accaduto nella storia umana. come fecero all’epoca Calvino. un rinnovato spirito di democrazia e di civil- tà per le libertà riconquistate (lo stesso I. in danni. Nonostante la fine di queste ideologie. Una scelta d'adesione ideologica molto ambigua. e del senso di smar- rimento e di devastazione dovuti ad un simile atto. la disparità di idee. come la seconda nessuno si sarebbe aspettato un simile at- tivismo. Ungaretti. Come in Ita- lia. la vio- lenza civile. abusi. la chiusura mentale e l’autarchia nel senso più ampio di termine. davanti alla scoperta dei gulag a metà degli anni cinquanta. Inghilterra e Austria ci fu un rinnovo dello spirito democratico. quella in coppia col vincitore statunitense: la Russia di Stalin. se non il fascismo e il nazi- smo. con l’ordinamento di repubbliche e stati autonomi. pur parlando di un con- flitto materialmente “minore”. Di fronte a simili effetti. anche in Francia. incentrato sul sentimen- to di fratellanza e di universalismo per i morti e i ca- duti. morti. Germania. maturato dai volontari delle guerre partigiane. e la co- gnizione di tutti i loro terrificanti danni all'umanità. alla soppressione e all'annichi- limento di ogni “alterità”. Calvino cita il grande vigore presente nei partigiani). sia fisica sia astratta. genocidi. perché non tutti gli intellettuali di si- nistra. l’autore de . e l'incen- tivo alla distruzione. ci fu un effetto inaspettato.

altri minimizzeranno gli effetti collaterali. cercando nel frattempo di creare un nuovo or- dine politico subito dopo gli esiti finali. per fron- teggiare il nemico comune. P. il fa- to si abbatté. D.CAPITOLO PRIMO 17 “Lo straniero” e “La peste”. si intendeva proseguire la guerra contro Berlino e To- kyo. Ma poi. come il caso del conterraneo del già citato A. e purtroppo recidive. l’eminente filosofo esistenzialista J. nel dicembre del 1941. Si prospettò una rinascita ideologica quindi di- sturbante. W. pronto a ri- tentare la conquista di Mosca non curandosi del ce- lebre inverno moscovita. con presenti F. Stalin. il quale continuerà a sostenere. con la pro- clamazione dell'Europa libera. a Jalta e a Potsdam. dall'altra le tragedie immani. sia di quella nazi- sta. fino ad ignorarli del tutto. pur di mantenere inalterato il programma di propaganda politica. Forse è eccessivo dire che era già destino che il mondo si sarebbe ritrovato diviso dopo pochi anni dalla fine della guerra. fautore dell'arresa sia dell’armata napoleonica in passato. per gli americani l’alleato della nazione che pro- grammò a tradimento l’attacco di Pearl Harbor. Roosevelt. Per i sovietici venne visto come un novello Napoleone. al pari dei partiti sov- venzionati dal PCUS. A. quasi schizofrenica: da una parte la con- vinzione del valore effettivo dell'ideologia nonostante i rischi e le complicanze controproducenti. Nella prima conferenza. l'istituzionalizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e il celebre smembra- . le direttive della dittatura. non era innegabile che l’alleanza intrabellica fosse solo di comodo. già accadute in tutta Europa. Hitler. del febbraio del 1945. Camus. Churchill e J. Sartre.

a vedersi in un partito piuttosto che nella nazione. La conferenza di Jalta attualmente viene conside- rata come lo spartiacque tra la Seconda Guerra Mondiale e la guerra Fredda. Truman al posto di F. abbandonata a sé stessa. Hitler. e Attlee. e quella filo-americana ad ovest. Roosevelt. In quella conferenza la Germania. co- me è già stato sottolineato. In realtà. con la Repubblica Democratica Tede- sca di Berlino. venne decisa fin dopo Jal- ta. la ne- cessità quasi vitale a schierarsi. e si estese per tutta l'Europa influenzando defini- tivamente tutti gli assetti e gli organi politici in fase di rinascita (come la Francia e l'Italia). venne suddivisa in quattro parti (in aggiun- ta alla Francia). uscito vincente dalle elezioni britanniche. e sull'eventua- le risarcimento bellico: per Stalin doveva essere ne- cessariamente elevato invece che moderato come per le altre nazioni. oltre l'inevitabile disarmo di quest'ultima. nel castello di Potsdam. poco prima del suicidio di A.18 OLTRE IL VARCO mento della Germania (allora pensato come un pro- getto “provvisorio”) tra le nazioni vincitrici come eventuale risarcimento. l'idea della Germania di- . La divisione. la creazione di ideologie cammi- nanti. con H. D. determinando il futuro politico delle amministrazioni locali: la nascita di partiti “bipolari”. Nella seconda. con la Repubblica Federale Tedesca di Bohn. si puntò sui nuovi confini terri- toriali della Germania e della Polonia. viventi nel tessuto quotidiano e sociale. già avviatasi con la prima (e non cita- ta) conferenza di Teheran. il cui simbolo sarebbe stata la divisione apportata alla Germania: quella so- vietica ad est. ormai prossimo alla morte.

CAPITOLO PRIMO 19 visa era presente fin da Teheran. L'ultimo motivo riguarda più la condizione umana. e quindi il fatto che spieghi e determini tutto quanto.” . di un'epoca. oppositore della presidenza Roosevelt. in un articolo del Corriere della Sera. Sempre Sergio Ro- mano commenta questo ultimo punto: “Ma le vicen- de storiche sono il risultato di una molteplicità di fat- tori che sfuggono quasi sempre al loro controllo. da sempre interessata a cercare il fulcro genitore di un evento storico. il secondo sulle voci del partito repubblicano. mentre Jalta fu quella in cui venne realizzata tale decisione. parlando di un convincimento da parte di Stalin alla cessione di metà Europa ad un presidente molto stanco e malato. Secondo il critico Sergio Romano. il mito di Jalta nacque per tre motivi: il primo fu uno scritto di Charles de Gaulle (irritato per non essere stato invitato a Jalta): “La so- vietizzazione dell'Europa Orientale non era che la conseguenza fatale di quanto era stato convenuto a Jalta”.

come richiamo al passato. tenta di riconquistare) e all'Ungheria. non sociale. promotrice della rivoluzione leninista del 1917. o quella ideologica del “socialismo reale”. e delle sue idee prima considerate pura teoria. anche se il danno era comunque considerevole. per tutto il conflitto sotto l'egida delle istituzioni sovietiche e della loro burocrazia. Ma solo da un punto di vista politico. Tale scelta era tra l'altro non arbitraria: coloro i quali poterono seguire l'America furono le nazioni liberate dalla oppressione tirannica dei regimi con- quistatori. . stavolta non lo era. Ma se la madre di solito è sempre certa. garanti di sostegno e programmi economici di con- tributo per la ricostruzione delle nazioni colpite dalla guerra. Il continente si pose la scelta di seguire o la super- potenza economica per eccellenza. Il neonato europeo L'Europa nacque alla fine del conflitto. e ora realtà. come accadde all'Ucraina (che oggi il presidente Pu- tin. l'URSS. quali gli Stati Uni- ti. mentre coloro i quali ancora gravavano in- torno all'URSS furono costretti ad essere assorbiti.

ora suo custode e difensore. i principali ac- cordi sulle tariffe commerciali. durante la presidenza Nixon. e all'oro che veniva continuamente svaluta- to pur di mantenere stabile il dollaro. e allo stes- so tempo venne approvato il GATT. ora NATO.CAPITOLO PRIMO 21 L'economia americana era di nuovo in moto grazie alle politiche interne e al buon esito della guerra. In quella decade l'America si ritrovò a fronteggiare una grave crisi economica dovuta: ai co- sti di una guerra stavolta non riuscita. . quella del Vietnam. nella località di Brettonwoods. mo- tore principale di tutto il periodo). il quale però era sua volta dipendente dal va- lore dell'oro. do- po la violazione degli accordi di Jalta da parte di J. firmati nel 1944. elemento supplemen- tare alla Banca Mondiale. Venne istituito il Fondo Monetario Internazionale per la promozione dello stanziamento finanziario di ricostruzione dei paesi arresisi ed alleatisi. ca- pace addirittura di aiutare le nazioni distrutte con in- genti sussidi. Tale sistema rimarrà attivo fino agli an- ni Settanta. sotto il governo Roosevelt: vennero confermate le regole delle relazioni commerciali e fi- nanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo. il quale procedette all'espansionismo dei pro- pri confini (molto probabilmente fu da qui che si svi- luppò tutto il dispregio per la parte antagonista. Negli Stati Uniti vennero elaborati dei progetti di economia mondiale. sotto il controllo di una politica monetaria economica. mettendo il dollaro americano come principale valuta di scambio per tutte le monete del mondo. Alla fine venne deciso di sospenderlo. Stalin. a patto che rientrino all'interno del Pat- to Atlantico. e che contribuiscano al blocco occidentale.

come tutte le altre. Un esempio di questo “miracolo economico” è ri- scontrabile anche nella mia terra d'origine: la Del Tongo per oltre un trentennio era una delle più im- portanti aziende nella produzione di cucine e sog- giorni in Italia. Se per la NATO la libertà politica e gover- nativa del paese alleato rimaneva illesa. il Comintern. fallita negli anni Novanta. che in poco tempo divenne una delle principali aziende di motocicli al mondo. nonostante trent'anni prima era. una vera e propria perla nata dagli abissi. sono due fratelli di origine con- tadina. fino alla costruzione di veri e pro- pri complessi industriali (uno dei più grandi. la cui maggioranza era diretta da persone di provenienza disagiata. dando anche sostegno alla ricerca e alla com- mercializzazione di opere nate nel palinsesto bellico. quasi al pari della Scavolini. come a sua volta diverse aziende. il cui obbligo princi- pale era quello di seguire pedissequamente le diretti- ve del PCUS e dell'ideologia del Partito. I proprie- tari. come tutti. i quali fecero partire l'attività. nel Comin- .22 OLTRE IL VARCO Il piano Marshall prevedeva l'aiuto monetario a fondo perduto per la riattivazione dello sviluppo lo- cale. come purtroppo è accadu- to per la Lebole. dalla gastronomia alla metallurgia. Come accadde per la UnoAR e per molte al- tre aziende. tutt'ora viventi. arriva a coprire pressoché un chilometro qua- drato). Ci si augura che non lo raggiunga tanto presto. della Piaggio). istituita nel Conicom. da piccole botteghe. da ex operai divenuti in poco tempo veri e propri indu- striali. cadde nella profonda crisi. quali lo scooter (la “Vespa”. Per i paesi sovietici venne a sua volta stipulato una specie di NATO. a Tego- leto.

con pene varie. nei celebri gulag. scuola). anche dell'Armata Rossa. oramai figli del Grande Fratello più che dei loro genitori. ovvero campi di lavoro forzato e di rieducazione ideologica nella gelida re- gione della Siberia. Un esempio della ferocia della dittatura stalinista lo si potrebbe ritrovare sia in “1984” di G. Un altro era stato il perseguire l'intento di uccidere un “nemico della nazione”. residente fin dagli anni Venti. La stessa pratica era al suo tempo propagandata dal PCUS. Stalin attuò diverse persecuzio- ni e processi “farsa” per l'eliminazione di tutti i po- tenziali nemici del regime e dell'ideologia imperante. Infatti. al muro dei fucilati. anche privato. fino agli alti comandi del go- verno. a denunciare i pos- sibili sovversivi. anche il proprio padre o madre. assassi- nato in Messico. Tutto questo era tipico in un paese totalitario. e al confino in Siberia. come la propria . nonostante l'esi- lio forzato a questi: fu il caso di Lev Trovsky. dopo le prime purghe staliniane. diventava suddito dell'URSS. dagli amici ai propri parenti. co- me il fatto di essere ascoltati e registrati da migliaia di “cimici” (radio ricevitori) fissate in ogni locale (bar. verso il medesimo pubblico. ristorante. al palo degli impiccati. come a sua volta tutti coloro che facevano parte dell'area sovietica. Orwell: il Partito esortava i più piccoli. senza distinzioni di classe o rango: dal più povero contadino incapace di seguire totalmente le direttive del governo quali l'inventario e l'esproprio di parte dei suoi beni e prontamente condannato alla prigio- nia o alla fucilazione.CAPITOLO PRIMO 23 tern il paese perdeva la direttiva politica e la sua in- dipendenza nazionale. dal 1946 J.

per combattere qualsiasi sostenitore delle idee comuniste o detrattore di quelle americane. Rari erano i paesi in cui una o più di queste politiche non furono approvate dal governo in carica. la polizia segreta della Berlino Est. scrittori. specie in pa- tria: negli Stati Uniti. oppure al sostegno delle azioni militari. a metà degli anni Cinquanta. Mc Carthy. ma non per questo contrarie a quelle della NATO. molti dei quali non riuscirono a dimostrare le proprie ragioni e . come registi. nacque un particolare tipo di “caccia alle streghe”. ai danni di un drammaturgo insospettabile. come il rifiuto all'installazione di basi NATO in tutto il territorio.24 OLTRE IL VARCO abitazione. diventando quasi speculare alle de- nunce del PCUS. indetta dal senatore repubblicano J. Ma il più importante di tutti era la decisione di non favorire i partiti legati alla ideologia comunista. quali politici o attivisti. sia artistico. La situazione degenerò completamente quando vennero messi alla sbarra anche moltissimi personag- gi del mondo sia istituzionale. attori. come nel film “Le vite degli altri”. Anche la parte filo-americana presentava dei limiti e dei condizionamenti alquanto discutibili (seppure non così violenti come quelli staliniani): la maggior parte delle politiche interne erano sì libere da qual- siasi condizionamento. incen- trato sullo spionaggio da parte di un membro della STASI. creando an- che disagi sociali tra i più giovani e anche all'interno delle famiglie. e scatenando le prime forme di quella che molti sociologi chiamano “paranoia socia- le”. Il fatto esplose anche nelle università. oppure l'obiezione all'aiuto nell'arricchimento delle scorte delle armi nucleari.

come lui. tra i più assurdi: nell'ultimo decennio della sua esistenza manifestò deliri e paranoie riguardanti una cospira- zione. la stessa in cui gravita il romanzo “L'arcobaleno della gravità”: davanti all'assenza di una qualsiasi protezione da parte dello Stato ci si sen- te soli davanti al terrore di essere plagiati. Chaplin (risiedette in Svizzera fino alla morte) e in parte ad E. che contribuì con i suoi servigi. Un fattore speciale in questo conflitto è stato quel- lo della paranoia. attraverso bombardamenti o insurrezioni interne. ma passò il resto della sua vita a Cuba). di som- mergibili nazisti. credute dalla CIA “sospette”. all'epoca tali deliri vennero cre- duti effettivi sintomi di una grave forma di depres- sione psicotica. come accadde per C. tutti po- trebbero essere dei potenziali nemici dello Stato. Era improbabile che una persona. Oggi si è scoperto che buona parte delle paranoie di He- mingway erano fondate. una persecuzione contro di lui. dovuta alla fase disforica del suo mai curato disturbo bipolare. potesse essere perseguitava dalle agenzie governative. dei sabotatori capaci di far saltare governi. grazie alla scoperta di un dossier governativo incentrato sulle attività di He- mingway dagli anni Cinquanta fino alla sua morte. alla ricerca. la propria vita o quella dei propri cari. le armi atomiche potrebbero spazzare via la . in ogni istante potrebbe arrivare l'op- pressore. Hemingway (non perse la cittadinanza. indetta dalla CIA. In particolare fu il caso dello scrittore americano. mai accreditate del tutto. e di compro- mettere la propria libertà.CAPITOLO PRIMO 25 vennero costretti all'esilio. durante la seconda guer- ra mondiale. o maniaco-depressivo. entrambi di simpatie antiamericane.

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vita dalla Terra, oppure, nella migliore delle previ-
sioni, il fallout nucleare delle bombe ad idrogeno (la
potentissima bomba Zar, di oltre trenta megatoni!)
potrebbe impedire la vita per decenni, o crearne de-
forme, non umana, “alterata”; in ogni occasione in
cui non si è svegli si potrebbe essere vittima di un la-
vaggio del cervello, portando alla fine della propria
identità, della propria esistenza personale, e della
propria libertà (termine caro all'America). In genera-
le questi sarebbero i punti chiave di questa paranoia
ideologica, e non ci sarebbe da stupirsi tanto per i
suoi effetti secondari, e per il disagio che infonde-
rebbe agli altri.
Cos'è la paranoia? La paranoia è quando la tua
mente rende realistico ciò che è impossibile ed assur-
do, rendendolo irreale, folle: una realtà parallela che
non dovrebbe esistere e che, invece, non solo esiste,
ma è vivente, dentro chiunque la viva come vera. Può
arrivare a dominare la vita, a mascherarsi da “esisten-
za”, e diffondersi con chiunque le creda. La sua eli-
minazione può portare grande beneficio in cui non vi
ha mai creduto, ma desolazione in chi vi ha riposto la
propria vita. Così fu la paranoia, così fu l'ideologia. E
così fu in questa guerra, eternamente “fredda”, di-
plomatica e sempre sul filo del rasoio, o meglio di
una spada, come quella di Damocle, pronta ad ucci-
dere il malcapitato.

Scontro tra idee

Gli anni cinquanta furono per l’Europa il rilancio
delle proprie economie locali, grazie agli ingenti inve-
stimenti del piano Marshall e alle sovvenzioni per la
ricostruzione delle città distrutte dai bombardamenti
locali. In Francia, a simbolo della reinassance, diven-
ne celebre la canzone cantata dall’usignolo di Parigi,
Edith Piaf, “La vie en rose”: il simbolo della Reinas-
sance era una via arricchita di petali di rosa; il simbo-
lo della nuova età dell’oro.
In Italia la rinascita fu specialmente nel boom
economico, un prorompente termine giornalistico (in
questo periodo i media erano stati creatori di diversi
termini ancora oggi presenti nell’immaginario collet-
tivo, quale l’omonimo termine di questa guerra) che
segnalò, come uno sparo di cannone, il riavvio della
futura settima potenza mondiale.
La ripartenza avvenne sì nella quinta decade del
secolo ma ebbe gli albori alla fine degli anni Quaran-
ta, nei primi governi De Gasperi, con le intuizioni
economiche di Luigi Einaudi, primo presidente effet-
tivo della Repubblica Italiana (in linea teorica il pri-
mo in assoluto sarebbe stato Enrico de Nicola, anche

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se solo nel periodo della Costituente). Attraverso un
programma di riduzione della spesa pubblica, attuato
in tre anni, e della ripresa come moneta nazionale
della lira, alquanto svalutata dopo la fine del Fasci-
smo a causa delle gravi pressioni durante la parentesi
della Quota Novanta con la sterlina inglese, il debito
pubblico venne ridotto drasticamente, portando an-
che ad una pressione fiscale tra le più basse
dell’epoca.
Si può dire che l’Italia stava affrontando economi-
camente una sorta di quarta rivoluzione industriale,
(si precisa che la terza accadde trent’anni prima, in
piena era Giolittiana). Decisiva nella partenza
dell’Italia quale nuovo stato della nascente Comunità
Europea fu la sua Costituzione: in elaborazione fin
dagli albori della votata Repubblica, dopo il ripudio
della monarchia sabauda al referendum popolare del
giugno 1946 con uno stacco di un milione e mezzo di
voti, venne stesa con l’unione di tutti i gruppi parte-
cipanti alle lotte partigiane e alla liberazione naziona-
le (socialisti, comunisti, cattolici, laici, moderati, libe-
rali) e varata il primo gennaio del 1948.
Tra le più speciali in Europa, aveva il vanto di es-
sere stata al tempo una delle più all’avanguardia e tra
le più complete. Ora ha il difetto di essere program-
matica in molti suoi articoli, e di essere rigida al pun-
to che eventuali modifiche non possano essere attua-
te con emendamenti o semplici votazioni; necessita
della formazione di una corte costituzionale approva-
ta quasi unanimemente dal Parlamento, per avviare i
procedimenti di modifica. In tutto l’arco repubblica-
no ci furono tre tentativi, mai portati completamente
a termine.

nel 1922. fon- dò dopo il suo licenziamento dall’Avanti. civili e militari. poiché ideologicamente l’Italia. su Roma. né con i socialisti. bensì con i fascisti. molto attiva nelle sue convinzioni ideologiche. era stata ristorata dal movimento partigiano.CAPITOLO PRIMO 29 Un’unità di diverse fazioni politiche nella stesura della carta fondamentale della Repubblica poteva apparire per l’epoca (e forse anche oggi) come qual- cosa di miracoloso. l’istanza della credenza ideologi- ca non nacque né con i partigiani né con i comunisti. B. con gravi sconfitte (Caporetto) e con la dannunziana “vittoria mutilata”. Non c’era questo rischio in quel preciso momento storico. giornale socialista anti-interventista. sostenuti grazie al sostegno di un popolo uscito dalla guerra con molte vittime. come già af- fermato. disturbata nel frattempo da una continua crisi di governo senza precedenti. Uscito dalla Grande Guerra come volontario. Mussolini. se si pensa alle diatribe tra i so- stenitori della rivoluzione comunista e i sostenitori dello stato borghese liberale. ed era. il suo giornale. O forse no? La Storia del Fascismo è indissolubilmente legata a quella del suo fondatore. antagonista ai primi. nella lotta alla liberazione nazionale. col quale cominciò a sviluppare i suoi pro- positi di ordine e comando. un dittatore capace di tut- to. e lo con- verse in una marcia. con più di sette governi in un quinquen- . Paradossalmente. In quel tempo la gente credeva ancora che tutto po- tesse accadere. “il Popolo d’Italia”. Si accaparrò il disagio della popolazione. malgrado tutto. e li rese possibili con la formazione dei Fasci italiani di combattimento (1919).

non seppe come comportarsi davanti all’ascesa populista del fu- turo Duce: col senno di poi. Non volendo rischiare. quella tricolore per il PNF e quella bianca per l’opposizione) all’eliminazione dell’opposizione. fino alla proclamazione delle leggi fascistissime nel 1925-1926. su- bito dopo quella fisica di Matteotti (sempre Renzo de Felice sull’accaduto parla di un omicidio non preme- ditato. con l'ottenimento di maggiori poteri e maggior controllo direzionale. fu lasciato tutto al re Vittorio Emanuele II. E da lì avvenne tutto. L. non doveva essere ucciso.. e l’uso della forza militare contro i fascisti. Dai brogli elettorali del “Listone” (le due cartelle.30 OLTRE IL VARCO nio. qualora fosse stato scelto alla guida del paese piuttosto di L. sarebbe stato adottato per questo fenomeno la scelta dello stato d’assedio. anche l'impensabile..). ma solo sequestrato. per intimidire il suo partito. Mussolini fu per l’Italia un momento in cui l’ideologia (fascista) dava oltre alla violenza anche . anzi. Facta. il deputato socialista rapito dalla milizia nel 1924 e trovato morto poco dopo. o con l’inizio di una guerra civile. Facta l’ottuagenario Giolitti. e popolani divisi chi dall’una e chi dall’altra parte. Un omicidio. tra militari e fascisti. L’allora capo di governo. il quale diede a Mussolini l’incarico di istituire un governo. perché non si sapeva se in fondo la Marcia potesse sfociare o con la totale resa incondizionata e la fuga di Mussolini in Svizzera (il biografo Renzo de Felice scoprì che effettivamente Mussolini sarebbe scappato qualora fossero state impiegate le forze armate). sa- rebbe stato gravoso. Era una previsione per l’epoca molto rischiosa. ma casuale: Matteotti.

Quello spirito ideologico presente fin dagli albori della Guerra Fredda. eppure pur sempre “accettata” dagli altri governi eu- ropei e americani: il grande controllo statale e la dif- fusione di istituzioni di prevenzione e di sostegno economico (IRIF. per l’Italia provenne dalla certezza che l’ideologia po- tesse. poi esploso del tutto con il Ses- santotto e con le manifestazioni universitarie e sociali. rendendosi reale. an- .. Ungaretti.poi arrivarono i veri colpi di stato). IMIF) resero l'Italia di Mussolini una delle miglior all'epoca. E. essere qualcuno e valere. come G. in cui ognuno poteva realizzarsi. senza mai scivolare in veri e propri atti totalitari. La creazione di una figura forte. Pirandello. per passare poi ai circoli fa- scisti nell’adolescenza. utopico. prima non esplicita (le sue prime manovre di dominio e di potere vennero compiute sempre all'interno degli apparati liberali..CAPITOLO PRIMO 31 l’ordine. Era una dittatura. arrivando al tesseramento.. di uno Stato blin- dato. ottenendo ad- dirittura il primato di essere una delle prime forme al mondo di stato sociale. Nel fascismo si diventata fascista fin dall'infanzia: un ragazzo fin dalle elementari era obbligato ad en- trare nei Giovani Balilla. garantire quel mondo teoriz- zato. Gadda e L.). tanto da essere seguita dagli Stati Uniti col “New Deal” e la nascita del “Welfare state”. C. IMPSF. di una macchina delle vite di una nazione dava pur sempre una forma di sicurezza e di protezione che l’Italia reclamava dopo la fine della Guerra: in quel ventennio diversi intellettuali e scrittori aderiro- no al “Manifesto degli intellettuali fascisti”.. poi effettiva (. pur avendo idee del tutto estranee alla linea di partito.

Per quanto fosse tutto lega- to all’obbedienza e al vincolo dittatoriale. contraria alla priva- zione delle libertà di pensiero. Gramsci. di repubblica: per questi c'era o il confino (esilio forza- to in qualche zona sperduta dell’Italia. di espressione politica e di opposizione alla violenza imperante e all’oppressione delle leggi sulla popolazione più indi- fesa. . come accadde al fragile A. i quali non poterono sfidare alle elezioni il Partito a causa dei brogli e soprattutto della scarsa presenza politica. e a tutto ciò che comportava. sottovalutò la potenza di fuoco degli atti di Mussoli- ni. assieme ai comunisti. e che in questi trovò la morte (rilasciato prima per ragioni di salute. Eppure se si credeva nel Fascismo. all’ideologia in questo caso. pa- radossalmente uno dei pochi che. per gli italiani dava garanzia di un futuro. come la Cala- bria o la Basilicata. Tra i primi oppositori diretti furono i socialisti dell’omonimo partito. si stava svilup- pando una forza nemica ad essa. Fuori dai partiti ci furono anche individui che crede- vano in qualcosa che poteva essere altro all'infuori del Fascismo. o addirittura l’isolamento. questo sen- so di appartenenza a qualcosa. Pavese e C. nella na- scente Repubblica non era più pensabile credervici: a vincere sono stati gli antifascisti. qualcosa che sapeva di democrazia. Levi) o i lavori forzati. all'interno del PCI. nel suo lun- go itinerario burocratico e legislativo. morì poco dopo per le gravi condi- zioni riportante nella sua prigionia. dopo. e il prezzo da pagare era l’accettazione ad essa. meta di prigionia per gli scrittori C. Fin dalla proclamazione dello Stato Fascista. non i fascisti.32 OLTRE IL VARCO che questo obbligatorio. o almeno così re- citano le voci ufficiali).

e da una parte si ha l’ideologia fa- scista crollata e vincitrice quella antifascista. Era un amore dettato dal desiderio di un riscatto. senza pietà. il crollo dello stato fascista. solo negli anni Novanta vennero riconsiderati come “patrioti” in un discorso di L. Montale.CAPITOLO PRIMO 33 In alcuni casi. tutta la fa- tica di umanisti. Ma si amava anche l’ideologia antifascista per evitare che il fascismo distruggesse tutto il lavoro. intellettuali. Fo. P. L’Italia è libera. Perché questi amori per le ideologie? Chissà. tutto finisce. certe personalità non potevano dav- vero convivere con il Partito. co- me i viventi G. al male e all’oppressione. moderati. né tanto meno vivere: molti di loro o vennero trucidati da alcune milizie in accordo con i servizi segreti. o bastonati a morte. capace e sicuro di sé davanti all’Europa e all’America. in Francia. come per il giovanissimo editore degli “Ossi di Seppia” del poeta E. che nel frattem- po non risparmiava abusi sugli immigrati meridionali e settentrionali nel tentare di riuscire nel “Sogno Americano”. la svolta nei governi Badoglio paralleli a quelli Mussolini nella “Repubbli- ca di Salò” (coadiuvata da giovani repubblichini. alla guerra. le continue sconfitte. l’arresto da parte del Re nel luglio del 1943 a Mussolini. poeti contrari alla violenza. scrit- tori. come fu per il caso dei fratelli Rosselli a Parigi. Così. cercato e voluto da intere generazioni. Albertazzi e D. Era un amore scelto per combattere contro uno stato bestiale e contro le restrizioni ap- . statisti. con l’entrata in guerra. idealisti e legati all’idea di unità nazionale. la sua fine e la fucilazione all’ex Du- ce. Violante). Gobetti. Si amava l’ideologia fascista per la garanzia di essere ita- liani sotto uno Stato unito e forte.

un amore per uno stato migliore.34 OLTRE IL VARCO portate a decenni di conquiste nel diritto e nella so- vranità nazionale. Ora gli antifascisti avevano l’opportunità di ricrea- re la nazione. che decideranno. . di non ricadere più nel baratro del Fa- scismo e di poter contare sulla propria ideologia. l’identità del cittadino italiano. e non nazionali. Ciò determinerà l’importanza dei partiti ideologici. nelle loro varie linee di pensiero vigenti. nel secondo dopoguerra: si creeranno due partiti centrali.

CAPITOLO SECONDO Una follia .

forse peggiore dei prigio- nieri nei gulag. malato da tempo. e di dissociare l’intento del sociali- smo reale dall’immagine del fu Padre della Patria. tra il 1957 e il 1959. Durante una conferenza del PCUS. Krusciov. Stalin. I compiti e i giochi Il mondo. ebbe un grande sussulto quando salì al potere del Partito. di cac- cie alle streghe e di discriminazioni e blocchi. il ri- formista N. lo stesso segre- tario generale propose di de-stalinizzare l’intero ap- parato comunista. ora criminale vero e proprio. era ve- nuto il momento di fermare questa escalation di paz- zie. In quegli anni un folto numero di intellettuali in tutta Europa decise di estraniarsi dai diversi partiti comunisti a causa dello scandalo mondiale riguardan- te l’esistenza di questi campi di concentramento e di lavoro in Siberia. esponente moderato: in un mondo ormai saturo di battaglie ideologiche. dei fucilati a morte e dei condannati per tradimento. successivamente denunciato da grandi scrittori in altrettante grandi opere letterarie. dopo la morte del dittatore J. .

arrivando a far esiliare vita na- tural durante tutti gli scrittori eterodossi alle linee del Partito) e di burocrazia (coloro i quali erano all’interno del sistema avevano benefici di gran lunga superiore a qualsiasi “cittadino”.CAPITOLO SECONDO 37 come il già citato “Arcipelago Gulag”. per quanto taciuto dal Cominform. venne fatto dif- fondere in Europa per mezzo di espedienti fortunati: un esempio fu la corrispondenza segreta epistolare tra il giornalista fiorentino I. grazie alla crescente corruzione). Scop- piata la rivoluzione. Fin dagli inizi degli anni Cinquanta gli intellettuali di sinistra venivano fatti soggiornare in Russia per brevi periodi. Il fatto. Oltre alla disillusione si intravedeva anche l’accensione dei fuochi in Ungheria. delle scuole e delle istituzioni mi- gliori. Montanelli e un unghe- rese. portando questa rivoluzione ad una risolu- zione abbastanza prevedibile: il governo venne re- staurato. quando la popo- lazione intraprese diversi colpi di stato per allonta- nare le influenze comuniste dai governi eletti. con guide e viaggi all’interno degli im- pianti industriali. Non tutti avranno il coraggio di abbandonare le file del partito: alcuni rimarranno ignorando addirittura le atrocità messe in atto. per propagandare fieramente la grandezza dell’URSS e nello stesso momento sminuire le voci reali su presunti disagi ed eccessi di potere sulla po- polazione in fatto di lavoro (il mito di Stakanov non reggeva più da molti anni!). la Russia non esitò a usare l’esercito. sotto la falce e il martello del PCUS. Chiaramente opere discriminatorie su tali eventi venivano tacciate dai critici del Partito comunista ita- . di istruzione (la censura era ai massimi livelli.

Accettò l’incarico di finanziere se- greto. premiato cinque anni prima da Stalin per il contributo alla formazione nel dopo- guerra del partito. come accadde per la pubblicazione del libro di Solzenicyn. L’allora segre- tario di partito P. come la mancanza di fondi e il sostegno da parte del PCUS e dei quotidiani nazionali come l’Unità. . più familiari. venne presa la decisione di sganciarsi dal PCI. Nenni. proprietario della celebre azienda di macchine da scrivere. e programmare e distribuire eventuali sostegni economici per le famiglie. nel frattempo. chiese aiuto ad uno dei più illumi- nati ingegneri ed industriali dell’Italia del miracolo economico. tanto da avviare diversi progetti per la costruzione di nuovi ambienti di lavoro. dove l’SPD rigettava la radice marxista della rivoluzione. Egli era interessato molto alla modernizzazione del ruolo operaio e della realtà sociale italiana. con mense aziendali. tra comunisti marxisti e sociali- sti riformisti. A. La sua attenzione alla questione sociale corrispose alle esi- genze dei socialisti alla promulgazione di alcune ri- forme sul lavoro. con la dissociazione diretta ai fatti di Mosca.38 OLTRE IL VARCO liano. nonostante ciò comportasse assumersi dei grandi rischi. solo che in questo caso venne compiuta la divisione per concentrarsi maggiormente nei ri- guardi degli accordi sindacali tra operai e datori di lavoro. Un altro fatto importante fu la divisione interna di quest'ultimo partito. Nel partito Socialista Italiano. oppure fatte ritardare. in contemporanea con la Germania Ovest. asili nido per le madri. Olivetti.

del partito Comunista. patrocinato dalla DC. In Italia esisteva. i partiti obbligarono la messa in onda con tale formato per motivi futilmente morali: c'erano personalità politi- che che erano arrivare ad inneggiare addirittura alla corruzione del colore verso il buoncostume. Ma entram- be. Ma questo è solo uno dei tanti giochi di potere presente nella realtà italiana. i partiti venivano finan- ziati continuamente. però utilizzato prettamente per l’informazione regionale.CAPITOLO SECONDO 39 Era illegale da parte di privati il finanziamento dei partiti per via del conflitto d’interessi che vi potrebbe scaturire. nell’uso del . del partito Socialista. per finire. sempre di potere. l’ente pubblicitario depositario dei guadagni delle trasmissioni televisive della RAI. al principio. Se prima si parlava di divisioni di potere per motivi ideologici. il risulta- to è un forte ritardo. qualche anno dopo nacque RAI 2. il PCI dal PCUS e dai piccoli pro- venti dell’attività giornalistica dell’Unità. e anni dopo. si tratta di giochi. dalla SIPRA. con gli sviluppi tecnologici del tubo catodico. quando tutte le tele- visioni d’Europa stavano passando dal B/N al colore. ma veri e propri divertissment nei confronti degli idealisti e degli elettori in generale. come tutt’oggi. Tra gli anni Settanta e Ottanta. Tutti e tre erano finanziatori dei partiti gra- zie ai guadagni ricavati da programmi come “Caro- sello”. di un decennio. ora. RAI 3. Malgrado questo. RAI 1. proprio grazie alla SIPRA. tralasciando in questo momento la propria ideo- logia. il Programma Naziona- le. anche da parte di contribuenti esteri: la Democrazia Cristiana veniva finanziata oltre che dalla parte cattolica del Vaticano anche dai sin- dacati americani. come se si dovesse discutere dell'infanzia.

40 OLTRE IL VARCO nuovo formato. forse unico . in realtà tale politica diede un prezioso contributo alla compra- vendita a prezzi stracciati di diverse reti commerciali (come fece la Fininvest di S. Germania ed Inghilterra. nel 1985. ma l'inizio di un grande vizio. con il 50 % dei voti più uno. Berlusconi). ora con un maggiore spazio di ricezione e di diffusione. nel mentre già attivo in Francia. Fino alla nascita di Mediaset vigeva in Italia il mo- nopolio esclusivo delle reti nazionali alla RAI. con la prematura morte dell’ingegnere Olivetti. Tornando negli anni Sessanta. al tempo fece scal- pore il tentativo di De Gasperi di far approvare una riforma elettorale. come ulteriore premio di maggioranza. nel 1990. “La giornata di uno scrutatore” di I. a inizi anni Settanta. la politica italiana si trovava ad affrontare le pressioni americane nell’informatica. Nel frattempo. impedendo alla Olivetti di poter essere competitiva con l’evoluzione progressiva del modo di intendere “scrittura”: l’arrivo delle telescriventi e dei sistemi di videoscrittura. e della legge Mammì. resero obsoleta la macchina olivettiana. considerata dall’opposizione come “legge truffa” (cit. L’idea minava certamente il senso stes- so di democrazia bipolare (maggioranza ed opposi- zione). La fine del periodo aureo della Olivetti coinciderà con la fine del sostegno economico nei confronti dei socialisti. ma garantiva sicuramente maggiore sostegno alla “stabilità precaria” degli esili governi storici. con il varo del decreto Berlusconi. Solo durante i governi di Craxi il monopolio venne messo in discussione. avrebbe ottenuto in Parlamento oltre il 65 % dei seggi. Calvino): il partito vincitore delle elezioni.

il quale diede un decisivo contributo alle sorti . la quale si ritrovò alla guida di una guerra assurda un giovane cattolico facoltoso dalle grandi speranze. Non era nemmeno in America. il Centro America. e sempre più indebitata. ora in fermento per il crollo dell’immagine Staliniana. deteneva un grande fatturato. Per quanto possa sem- brare un piano geniale. prima incrinatura nell’ideologia fantastica del socialismo. che si diffuse a macchia d’olio. l’azienda si è ritrovata priva di buone entrate. In poco tem- po arrivò alla bancarotta. davvero. e venne commissariata e messa dentro il piano di sostegno economico. cercando di accaparrarsi i danni prodot- ti. Un ot- timo piano. di- venuto sostegno militare e ideologico della Revolu- cion. tra divisioni e giochi. quan- do il governo approvò l’articolo 18. l'incapacità degli esecutivi nel mantenimento e nel- la pubblicità dell'industria nazionale. o in ge- nerale in Europa. C'era un caos. per mantenere attive alcune importanti attività nazionali ora sull'orlo del fallimento. fino a raggiungere l’Asia. quasi globale.CAPITOLO SECONDO 41 nel panorama internazionale: la pianificazione di un piano di sostegno economico industriale italiano. invece è solo un tentativo di mascherare. Il caso della Motta è esemplare: produttrice di dolci stagionali. Comunque. non solo in Italia. l’Arabia. Dal 1959 fino al 1963 entrerà negli occhi di una generazione l’immagine di un ex-medico di origini argentine. effettivamente qualcosa stava accadendo. non potendo ven- dere fuori stagione. obbligando i da- tori di lavoro alla stipulazione di un contratto a tem- po indeterminato (ovvero il mantenimento degli im- piegati stagionali per tutto l’anno).

Negli anni Sessanta l’intera Asia Minore sarà ri- versata di stragi. omicidi politici e guerre brevi. tra le fazioni più controverse degli ultimi cinquant’anni. in concomitanza con le ribellioni dei popoli conquistati e colonizzati. ora in cerca di una patria.42 OLTRE IL VARCO di un paese centrale nella posteriore crisi internazio- nale. .

ove anche i malavitosi vi potevano rimpin- guare le proprie finanze. gridarono i comu- nisti cubani. Castro entrarono all’Havana dopo la fu- ga repentina del presidente filo-americano F. molti cuori si erano accesi per quello straordinario evento. un'intera generazione stava assistendo via radio e via televisione (per chi al tempo poteva permettersela) al trionfo del combat- tente Che Guevara. simbolo del comunismo trionfan- te sul capitalismo borghese. dopo aver passato mesi a cercare invano di impe- dire l’avanzata inesorabile dei ribelli castristi. La ribellione e il controllo “Hasta la revolucion siempre”. La storia della rivoluzione cubana aveva diversi antecedenti storici: tra i primi il già citato regime filo- occidentale. dedito alla speculazione industriale e commerciale delle rotte navali e della produzione na- zionale. quando le truppe di F. che segnò il tono della successiva decade. Batti- sta. nonché l’effige del Capodanno 1959. con investimenti sull’intrattenimento e sul gioco d'azzardo (si ricordi il . Questo urlo di ribellione fu il titolo dell’anno. Fu un momento storico.

Non era di con- seguenza un popolo artefice del proprio destino. complici furono anche grazie le compartecipazioni di diversi intellettuali dell’epoca come il francese J. anche dalle manovre esterne dell’imperialismo degli Stati Uniti. non più operaia come quella del febbraio 1917 nella decadente Russia zarista. del proprio cammino ideologico e politico. celebra l’apertura del governo di Batti- sta ai loro interessi imprenditoriali e alle loro idee di “sviluppo”). ma ribelle. Fu un tale successo la rivoluzione da diventare simbolo delle lotte che da lì a poco avrebbero in- fiammato le città europee. Infatti que- sti continuò a perpetrare la sua idea di rivoluzione fi- . il ricchissimo affarista Hyman Roth. Cuba doveva essere liberata. Sartre. de Beauvoir.P. assieme alla compagna S. Trovsky. attraverso la tanto proclamata rivoluzione. quando uno degli antago- nisti principali della pellicola. come l'industrializzazione e l'aumento dell'occupazione lavorativa e delle condi- zioni igienico-sanitarie-scolastiche). il quale voleva rinforzare. con un controllo navale. Da decenni il paese era manovrato. oltre dai regimi in- terni. nel 1959. detto “El Comandante”. ma suddito di altrui potenze “sfruttatrici” (la mente di questi oppo- sitori anti-dittatoriali era sempre cieca agli effettivi benefici di tali regimi.44 OLTRE IL VARCO film “Il padrino Parte II”. le acque dei Caraibi da eventuali approdi nemici (nazisti o sovietici). Che Guevara. il quale inter- vistò. Non fu la sola economia capitalistica ad essere sta- ta il movente contro cui scagliare la rivoluzione. E. oramai celebrato dei circoli di sinistra come il prosecutore dell’internazionalizzazione di L.

corri- spondente alla fine del mondo. la crisi. unico caso nella Storia in cui il DEFCOM (livello di allerta nazionale e di mobili- tazione del sistema di difesa) raggiunse il grado 2. ovvero quello di Ca- stro. aiutato a volte da volontari e da contadini. penetrando all’interno delle Americhe. un anno dopo (aprile 1961. Il regime falsamente democratico di Battista venne cambiato con uno per nulla democratico. e creò malcontento sociale a causa della povertà dilagante per effetto dell’embargo americano. Ad aggiungere altro disagio alla si- tuazione ci pensò il conflitto sventato nel 1961. in Bolivia. Castro diede sì vita ad un ottimo sistema sanitario civile ma bloccò freddamente tutte le opposizioni. Tutto questo fu un sogno. Da questa scelta scoppiò la crisi di Cuba. il quale non riconobbe mai la sua sovranità.CAPITOLO SECONDO 45 no alla fine. E lì trovo la morte. puntati sull’America. fallito questo colpo di stato.ottobre 1962). F. fino a qualche anno fa indiscusso Presidente. F. con- siderata come uno dei momenti più vicini al passo da Guerra “fredda” a “calda”. dal fratello. nazionalizzò tutte le aziende private americane instal- lando diverse cooperative. fino al cuore delle tribù sudamericane. . accettando la proposta di costruire diversi missili balistici nella co- sta cubana. si concluse con un accor- do diplomatico tra Kennedy e Krusciov. Cuba si avvicinò sempre di più all’URSS. ovvero alla tanto temuta “Terza Guerra Mondiale”. Fortunatamente. quando il governo di J. un’illusione. mai sostituito se non dopo cinquantanni. su una scala crescente dall’innocuo 5 al fatale 1. Kennedy appoggiò uno sbarco nella Baia dei Porci di dissidenti pronti alla controrivoluzione.

come quello dello Scià in Iran. Altri casi storici di indipendenza erano quella re- clamata ad esempio dalla contemporanea Algeria. Francia. Gli Stati Uniti non vennero mai consi- derati come potenza colonizzatrice. come invece ne ebbero gli . per la Fran- cia fu una sorta di “Cuba”. per mezzo di consorzi industriali mai toccati da governi. i quali. il quale fu attivo sulla questione fino alla sua prematura morte. attraverso governi dipendenti dalla capitale e politiche economiche di sfruttamento delle risorse locali (le piantagioni di tè indiane o di cotone nelle pianure cinesi furono alcune delle merci più vendute). per proteggere l'attivi- tà loro. venivano comprati “a tavolino”.46 OLTRE IL VARCO Gli effetti della liberazione di Cuba furono all’epoca i più vistosi. pa- tria del romanziere A. Camus. In- ghilterra e Germania. e molte altre. seppur priva di ribelli ca- rismatici. saranno destinare ad incor- rere a gravi problemi di stabilità. Belgio. ma non necessariamente gli unici. ma nonostante molte di queste riusciranno ad ottenerla. essendo a digiuno di interessi prettamente democratici e di idee nazio- nalistiche “risorgimentali”. e solo dopo una lunga guerra le venne con- cessa la libertà politica. Anche la Libia si stava ribel- lando. Per oltre un secolo diversi stati furono allineati dalle politiche dei grandi Imperi coloniali quali Spagna. perché era basata solo sul controllo di alcune risorse economiche locali (petrolio in Ara- bia ad esempio). per la natura im- plicita del loro imperialismo: un tipo di colonizzazio- ne non politica. dato che nel frattempo diverse nazioni africane e sudamericane si stavano mobilitando per favorire la propria liberazione e la propria indipendenza dalla secolare colonizzazione vittoriana.

tra l'altro instabile e particolarmente problematica da gestire. Per raggiungere la sua stabilità democratica l'Europa dovette affrontare secoli di tragedie. all'insegna di un'u- nione sotto lo spirito di una nazione cinese. fino ad arrivare ad accettare la scelta democratica. Un altro esempio era il Vietnam. assassini nella notte.CAPITOLO SECONDO 47 Stati europei durante il periodo post-Restaurazione. Pochi erano stati i casi di liberazione che avevano portato ad un regime nazionalista: la Cina di Mao si era liberata dal suo millenario Impero con una mo- numentale marcia dei contadini. come per Cuba. finirà in una ditta- tura molto chiusa alle istanze sovietiche e alle apertu- re commerciali. fino agli anni Novanta. molti di questi erano legati. uno dei motivi che spinse alla guerra aperta e all'indipendenza fu la decisione di se- guire. come in Libia. come Che Guevara. alla propria tribù originaria. più che allo Stato. guer- re. di una repubblica cinese. bombardamenti di napalm nelle città. completamente devastato dalla guerra decennale in cui si vedeva l’America e la Russia come giocatori in questa maca- bra scacchiera fatta di torture brutali. paventando sola povertà dilagante. e quindi di occupare e conquistare altri territori. quando. Siao Ping sulle idee anti-capitalistiche porterà ad un notevole incremento dell'economia na- zionale. nei vil- laggi e nelle risaie. quando l’alleggerimento ideo- logico di D. fino a raggiungere i primi posti nella classifi- ca dei più alti PIL del mondo. questi paesi non sapevano come affrontare la necessità di riunirsi tutti allo stesso tavolo. complotti. Fu la miccia di quella che si . l’idea dell’internazionalizzazione.

Tutto ciò dovrebbe essere fuori da ogni conflitto fisico. con la preferenza alla cac- cia alle tribù. sia per volontà americana. l'URSS obbligò la popolazione a convivere con ruderi meccanici di infida qualità.48 OLTRE IL VARCO potrebbe considerare come la più gravosa non tanto per il Vietnam. sia politica. Sempre nell'ambito della libertà. e continuavano a progettarsi tra di loro congiure e sabotaggi. sia per volontà sovietica. attiva da parte delle mino- ranze. nel con- dividere e commercializzare prodotti tra le parti (da- to che non si volle seguire lo stile americano della re- sa commerciale dei mezzi ex-bellici. I pochi governi africani in carica godevano invece di un’altissima corruzione interna e del bene- . sia economica. sia negli “elettrodomestici”. laddove c'era un effettivo impedimento. anzi. ma per l’America. sia ideologica. C’è da ammettere che in quell’epoca pretendere una libertà economica quasi globale era quasi utopi- co. con l'effetto collaterale di compiere stragi di civili. La questione democratica è sempre stata un nodo particolarmente difficile per le popolazioni decolo- nizzate: alla base di un dialogo e di una diplomazia democratica ci dovrebbe essere la coesistenza pacifi- ca (ma non passiva. erano in guerra tra di loro. nel riconoscere tutte le parti quali elementi di unità di un insieme collettivo. ove la maggior parte degli stati si basavano sull’assenza di qualsiasi forma di dialogo. fuori da ogni crisi civile o mal- contento insabbiato. una sua mancan- za totale si poteva intravvedere nel centro Africa. per il pote- re. quasi sempre al- tamente sofisticati e all’avanguardia. sia nelle “autovetture”). per dar voce alle loro problematiche) e la li- bertà.

si cercava anche di aprire il fuoco contro l'avanzata dei Viet- cong nelle altre nazioni dell'Indocina. grazie all’avvento dei sistemi informatici. . Anni dopo. ma non ne erano così finanziate. Oltre a questi baluardi strategici ci fu- rono casi in cui l'unica opzione concessa era quella dello scontro diretto. segretamente. si andava a cercare nuove tecnologie puntate al controllo ossessivo della parte avversaria. per bloccare l'imperialismo americano. mai puniti perché protetti segretamente dalle nazioni più poten- ti del mondo. e altre dall'URSS. all’inizio fu per scopi mi- litari. mentre in patria si tentava di aprire le porte alle minoranze afroamericana. ma col passare degli anni poté essere adottato anche per scopi didattici e universitari. pur di impedire la diffusione del comunismo. si parlava di ditta- ture comandate da veri e propri psicopatici assassini. e persino il cinema). erano libere sia nella politica sia nel denaro. finì solo duran- te la presidenza Nixon. L. O per lo meno non esplicitamente: alcune si facevano finan- ziare segretamente dall’America. nacque quella “virtuale”. in battaglia. oltre alla guerra fisica. progettato negli anni Sessanta per unire a livello di telecomuni- cazione tutti gli Stati Uniti. Kissinger. impedendo la comparsa di altre “Cuba”. fino ad allora malviste nelle elezioni e in particolare in tutte le istituzioni (scuola. sostenuta da pa- dre M. Tale sistema. come ARPAnet. architetti di eccidi e massacri violentissimi.CAPITOLO SECONDO 49 ficio di non essere allineate con nessuna delle due superpotenze. università. pur di evitare l’avanzata del comunismo in Africa. Era difficile cercare una via diplo- matica quando. King. con l’aiuto dell’allora mini- stro H. uffici amministrativi. Durante la presidenza del democra- tico Kennedy.

a questo si seguì la sempre più grande difficoltà a sostenere la corsa agli armamenti nucleari. nel 1957). ancora prettamente ipertestuale e molto complesso. venne ulte- riormente arricchito. .50 OLTRE IL VARCO nato prettamente per il controllo di eventuali cospi- razioni e trasmissioni di messaggi nemici. anche questo iniziato sotto una prospettiva molto ottimista con la creazione della bomba Zar. mentre si combattevano. Eppure. La guerra “virtuale” per l’URSS fu un grosso defi- cit che non riuscì mai ad arginare. per quanto fosse stata la prima a lanciare nello spazio un satellite arti- ficiale (lo Sputnik. quasi un parassita nella loro florida economia sfruttatrice. davanti alla loro sete di controllo e di dominio sul mondo. e l'incapacità a sostenere il sistema buro- cratico e politico. Fu necessario aspettare all’incirca dieci anni prima che al CERN venisse progettato un sistema di comu- nicazione ipertestuale più semplice e allo stesso tem- po più veloce del predecessore: il WEB. anche questi nati dai giganteschi complessi informatici della Difesa. portando nel 1983 alla nascita di Internet. nel luogo dove la civiltà nacque stava per essere partorita una barbarie. poco fruibile ai nuovi consumatori dei personal computer.

L'amore e l'odio Quello che si sta per trattare è un argomento estremamente attuale. cri- stiani copti). fino al termine della Grande Guerra. dello Scià. data non solo la sua continuità ma anche le varie am- biguità e le molteplici componenti che l'alimentano. volto a controllare tutte le comunità religiose islamiche che coabitavano il colos- sale Impero Turco-Ottomanno (sciiti. quasi insanabile. lasciando gli stati sganciatisi dall’ex impero facili prede delle altre nazioni. sunniti. l’ebraismo trovava invece sempre più fortuna nella sua speranza politica della creazione di uno Stato d'Israele. dove l’islamismo perse la sua rea- lizzazione politica. nella zona della Mezza- luna fertile e nella penisola anatolica. Da oltre mezzo millennio. Prima di iniziare sarebbe doveroso fare un passo in- dietro. speculatrici delle loro risor- se. È molto difficile determinare mo- tivi e scelte causali di questo conflitto tutt'ora attivo. delicato e dalla interpretazione molto controversa. Nel frattempo. Gli eventi della Prima guerra mondiale portarono allo sfacelo tutto l’organismo governativo. il governo era dell’Imperatore. prospettiva nata pochi decenni . secoli prima in conflitto religioso.

solo proprio alla fine del secondo conflitto mondiale venne deciso da parte delle Nazioni Unite la creazione dello Stato d'I- sraele. che già comportò diversi scontri con la presente popolazione araba.C. perché l’anno dopo Siria. perpetuato da un movimento attivo dalla fine dell’Ottocento. per certi versi innamorati della propria discendenza e della . Il mondo ebraico dovrà aspettare fino al 1947. e nel 1947 venne definitivamente concesso al popolo ebraico il suo stato. Sulla questione ancora oggi non si riesce a trovare prove sufficienti per schierarsi totalmente contro o a favore di una delle due popolazioni: si ha davanti due popoli entrambi legati alla propria terra. nonché futura protago- nista del successivo embargo petrolifero di inizi anni Settanta. patrocinata dagli stati della futura Lega Araba. per riuscire a rag- giungere l’obbiettivo tanto agognato. dove poter vivere in pace e sicurezza. Anche se da vent’anni vi era nella Palestina un’immigrazione ebraica vastissima. due anni dopo la fine dell’Olocausto. nel I-II secolo D. Nulla fu fatto per conciliare le due popolazioni. fu la prima delle innumerevoli guerre territoriali che vedevano da una parte Israele. lontano dai pregiudizi e dalle false accuse antisemite. e dall’altra la Palestina.52 OLTRE IL VARCO prima ma in realtà desiderata fin dai tempi della dia- spora dell’imperatore Tito. ovve- ro il sionismo. Egitto e Iraq dichiararono apertamente guerra al neo-stato d’Israele. Teoricamente. diviso in modo da far convivere teoricamente le due etnie avverse. sostenuta dagli Stati Uniti e dall’ONU. Dopo la guerra il movimento riteneva che gli ebrei avessero bisogno di un proprio Stato.

la tolleranza tra le due reli- gioni e i due modi di vivere. sede di tre religioni: la moschea mussulmana. chi per semplice tradizione (tra la diaspora e la rinascita sono passati quasi due millenni. Gerusalemme.CAPITOLO SECONDO 53 tradizione secolare che li rapporta a quella breve stri- scia di terra (si legga il libro dell'Esodo). Israele non poteva vivere fuori dal suo Stato. per quanto possa sem- brare banale. Francia ed Inghilterra erano sul punto di iniziare una battaglia che avrebbe devastato il pre- cario equilibro dell’Asia Minore. con al centro la sua Ber- lino. non con tutte le guerre successive. La prima. il tempio ebraico e il sepolcro cristiano. occidentale cristiana- ebraica e mussulmana araba. già citata. La maggior parte dei profughi della guerra furono ospitati dall’allora scià del Liba- . furono bloccate per volere inedito dalle minacce sia dell’URSS sia degli USA. non era possibile. Dal 1952 al 1978 si succedettero oltre quattro guerre: Guerra arabo-israelita del 1948. La seconda iniziò con la nazionalizzazione del ca- nale navale britannico da parte dell’Egitto e con l’occupazione da parte delle forze israelite della peni- sola del Sinai. al timore che la guerra potesse peggiorare le diplomazie maggiori. essendo completamente diversi. fu l’inizio della divisione mondiale tra le due culture. chi per questioni stori- che e politiche innegabili. la Guerra dei sei giorni del 1967 e la guerra del Kippur del 1973. un tempo più che sufficiente per radicare tradizioni e popoli). hanno dirit- to a vivere in quel territorio. e le popolazioni arabe della Palestina non potevano a lo- ro volta trovare un’altra terra in cui vivere. la crisi del Suez del 1956.

Dayan. la Striscia di Gaza (diventata indipendente dalla prima guerra arabo-israelita) e al- tri terreni. il Sinai. nel frattempo sempre più interessate ad ammassare truppe a ridosso dei confini. La terza. tutti giovani atleti. cinque anni dopo a Camp David lo stato d'Israele decise di restituirgli la Peni- sola del Sinai. Rabin e M. portò all’ennesima rivolta contro le nazioni limitrofe. venne fatto un attacco preventivo. tra i quali ci furono alcuni che . nacque dall’attacco a sorpresa dell'Egitto e della Siria.54 OLTRE IL VARCO no. al comando di Y. nel giorno sacro dello Yom Kippur. il quale se ne pentì a causa dei conflitti di potere che si erano instaurati con l’ospitalità di quest’ultimi. a patto che l’Egitto riconoscesse lo Sta- to e s’impegnasse a future relazioni diplomatiche tra questi. la parte orientale di Gerusalem- me. un gruppo di terroristi arabi entrarono segretamente nei palazzi del Villaggio Olimpico di Monaco di Baviera (Munich 1972) per rapire i rappresentanti olimpici dello Stato d’Israele. La quarta. dappri- ma prossimi alla vittoria. la strategia miracolosamente funzionò. portando allo sbaraglio gli altri eserciti e conquistan- do la Cisgiordania. del 1973. il Golan. Non ci fu solo la guerra a creare disagio e terrore per gli israeliti: un anno prima dell’accensione della quar- ta guerra arabo-israelita. la “Guerra dei sei giorni”. che destabilizzarono il potere. allo- ra rispettivamente capo di Stato Maggiore e ministro della Difesa. Fu l’unica guerra in cui Israele riuscì ad accaparrarsi più di quanto gli fosse stato possibile. Tutto questo non portò ad alcun miglioramento. e si concluse con l’insperata ripresa dell’esercito israeliano contro gli occupanti.

i quali comporta- rono a concatenazioni di cause-effetto tra una loro azione terroristica e una filo-palestinese: dopo la morte di uno dei membri dell'organizzazione. il primo ministro G. un ae- reo veniva dirottato. non solo arabi o di qualsiasi altra etnia. preferirono uccidere a sangue fred- do tutti gli atleti. Meir promosse una squadra di agenti segreti assassini la cui unica missio- ne era l’uccisione semi-terroristica dei mandanti di quell'organizzazione. in cui si sottolineò. Finì in tragedia: per quanto le forze dell’ordine arrivarono ad offrire ai terroristi alcuni elicotteri di fuga. un' epocale polemica scoppiata nel 1894 dall'accusa di tradimen- to nei confronti dell'omonimo ufficiale francese. Gli eventi vennero raccontati al cinema nel 2005. e poi farli saltare in aria con delle granate lanciate dentro gli abitacoli degli elicotteri. fu al tempo uno dei prin- cipali commentatori dell’Affaire Dreyfus. “Munich”. Fu un tale shock per la nazione che. di . con le Brigate Rosse e gli anonimi terroristi della Banca Nazionale dell’Agricoltura (Piazza Fontana. Spielberg. quasi per vendetta. “Settembre Nero”. Tornando però al movimento sionista. col senno di poi. Theodor Herzì. ci sarebbe da sottolineare per l'appunto il motivo che avrebbe portato alla sua nascita. in particolare proprio nell'Ottocento. oppure un ufficio postale o un'ambasciata veniva fatta esplodere da delle bombe- carta. anche in Italia la “moda bombarola” era arrivata. per la regia di S.CAPITOLO SECONDO 55 persero la vita nel tentativo di scappare o di rivoltarsi contro i rapitori. 1968) e della Stazione di Bologna (Bologna. In effetti era una strategia tipica negli ambienti terroristici. 1980). nome tutelare di questo movimento politico. l’inutilità di quegli omicidi.

da sempre fiero della sua nazionalità. come nel caso del romanziere E... anzi. una sorta di iper-etnocentrismo pari a quello tedesco. e poco aperto ad eventuali legami con al- tre etnie (e questo rapportato a nemmeno cin- quant’anni fa!).56 OLTRE IL VARCO origini ebraiche. perché da lì riprese vigore un’antica usanza che nemmeno l’Illuminismo di Voltaire era riuscito a mettere a tace- re. qualche attentato alla sua dimora e forse la vita stessa (oggi si pensa che tra le cause della sua morte ci possa essere la mano di qual- che gruppo politico antisemita). lo “J’accuse”. e anche da grandi prosa- tori della letteratura come L.). Particolarmente in Francia l’antisemitismo ebbe grande seguito probabilmente per lo spirito naziona- lista emergente nel popolo. sia de “Bagatelle per un massacro” (personalità difficile da compren- dere e da salvare. in una sola persona albergano sia un eccezionale autore sia il peggiore nazista scientifi- co. il più illustre tra gli scrittori e filosofi illuministi.M. Fu un momento storico per la Francia dell’epoca. Il mondo ebraico fu perseguitato in continuazione da parte del mondo intellettuale più alto. come si può vedere negli scritti di Voltaire. Pochi furono i casi di ferrea opposizione squi- sitamente positivista. . con la celeberrima lettera aperta rivolta al Presidente della Repubblica. lo stesso F. che gli costò poco dopo gli arresti. e dal suo imprigionamento.F. Arouet ne divenne quasi un sostenitore al pari degli altri suoi odi religiosi e raz- ziali: l'antisemitismo. autore sia de “Il viaggio al termine della notte”. Zolà. Celine. che però fu veicolo delle idee nazi- ste sulla razza e sulla purezza etnica.

si diffuse in tutta l'Europa. Anche nella cinematografia di genere storico si può notare come un senso di dispregio da parte delle file conservatrici sul mondo ebraico fosse ancora vivente (un esempio è nel film “An Education”. più sommersa che salvata). Col tempo l'antisemitismo trovò sempre più moti- vi di esistenza: se prima era più legato al senso stretto della razza come nelle propagande naziste di Goeb- bels o dei scrittori negazionisti neo-nazisti (contro i quali lo scrittore P. creando terreno sempre più fertile per la nascita di movimenti nazionalisti antisemiti. Nonostante le orribili atrocità commesse dall’Olocausto e la promessa da parte del mondo oc- cidentale di non ricadere più della follia antisemita. differente dalla prima: se la prima è im- pegnata alla negazione quasi assoluta dei fatti.CAPITOLO SECONDO 57 L'antisemitismo. della quale ne fu vittima. l’altra punta ad un approccio meno convenzionale e una- nime della lettura dei fatti. con il saggio “I sommersi e i salvati”. . Hitler. Questa nuova forma di antise- mitismo raggiunse l'apice un decennio dopo con la reinassance della storiografia negazionista (e non re- visionistica. incentrato sull’olocausto e sul perché di quest’atrocità. ambientato negli anni Sessanta) . Levi intraprese una critica aspra. come poi accadde con la salita al potere del partito Nazional- socialista di A. tra cui le motivazioni e gli effetti). pareva che l’antisemitismo non fosse finito del tutto. ora si era implementato nell'idea irreale del predominio ebreo nell’economia e nelle azioni finanziarie e ban- carie. che mise in crisi molti critici dell’antisemitismo e dell’Olocausto. dalla Francia.

quindi ebrei. In America frasi del genere hanno un certo richiamo nelle popolazioni della par- te meridionale. dalla commedia “Il Mercante di Venezia”.. Da qui si fece popolare la leggendaria figura stereotipata dell’ebreo usuraio e malevolo. Oggi l’antisemitismo nella generazione attuale ha dei connotati a volte farseschi. ma che non si sbilancia dal suo fuo- co: è quasi un ritorno di fiamma. delle grandi agenzie finanziarie che comandano i governi. nel passare del tempo. senza patria”. ossessiona- to dalla richiesta di “una libbra di carne” pur di ria- vere il prestito concesso al protagonista).58 OLTRE IL VARCO La radice di questo movente di odio proverrebbe dal Medioevo.).. dovevano essere lasciati a persone “senza Dio. divenuta poi una vali- da scusa per eventuali persecuzioni nei loro confronti (si veda il personaggio shakespeariano di Shylock. dove perfino diverse congregazioni religiose muovono la piaga antisemita nelle loro pro- pagande al pari dei vari Ku Kux Klan. in prosecuzione di “subdolo piano del controllo sionistico del mondo” (le frasi più ricorrenti. considerata “merce del Demonio”. quasi di provocazione e di facile ironia. quando i compiti prettamente finan- ziari ed economici venivano lasciati per la maggior parte a persone non-cristiane. in cui si associa la figura delle banche. a quella degli ebrei. gestite con prestiti e concessioni a prezzi oggi considerati da usura. ammi- nistratori di queste banche e quindi possessori delle sorti di paesi quali gli Stati Uniti. che. in cui viene dipinto come un essere spregevole. dato che la Chiesa proibiva ai credenti il possesso di ingenti quantità di denaro. divennero depositari di grandi fortune. .

Arendt. magari un potenziale Hitler. per omaggiare la grande pensatrice H. per il beneficio generale. L'unica speranza verrebbe solo dalla riconsiderazione della politica. quando raggiunge picchi di assurdità e di irrealtà. della conoscenza e della realtà d'insieme. Come per la pa- ranoia. diventa una delle più micidiali armi di distruzione. tutte le forze del mondo non potranno mai elimi- nare un qualcosa che può vivere anche in un unico essere. l'ossessione e l'illusione. capace di ro- vinare stati secolari (o millenari) in pochi anni. anche “banale”. ma come elementi o sistemi da far valere (e non sfruttare) secondo delle necessità. col so- lo ausilio di un uomo qualsiasi. nulla la ucci- de. un'ideologia.CAPITOLO SECONDO 59 L'antisemitismo purtroppo insegna una dura real- tà dei fatti: quando un’ideologia nasce. non più come enti da guidare secondo un unico prin- cipio. . delle verità che si cerca.

.

CAPITOLO TERZO Dalla depressione all'euforia .

si ar- rivò alla calma nevrotica degli Anni Ottanta. forse la più . La disperazione violenta Oramai era l'inizio della fine per la Guerra Fred- da. Prima di questo decennio questo ultimo periodo storico fu in continua agitazione. Dal 1978 fino ad oggi accaddero diversi altri con- fitti nel piccolo continente. dai massacri e dalle guerre perseverate nell'arco di un decennio. a trucidare sempre più persone. i cosiddetti “anni di piombo”. un’ennesima Cuba. non si fermò. poco dopo la fine del Vietnam). andando sempre di più a de- generare. le mobilitazioni politiche e terroristiche de- gli anni Settanta. Pol Pot. Dopo la contestazione studentesca di fine anni Sessanta. altro emulo dei grandi esempi di democrazia rivoluzionaria. an- zi. come la primissima Primavera Araba e la nascita della “Re- pubblica” Iraniana. e molti eventi legati alla ricerca di indipendenza e di rivoluzione. nel peggio- re di modi possibili (si vedano le macabre persecu- zioni del dittatore dei Khamer Rossi. finita invece in una teocrazia de- lirante e soppressiva. quasi un surrogato di essa. non si placò dalla violenza. peggiore.

Mattei. costituirono il più importante con- sorzio petrolifero europeo e americano.CAPITOLO TERZO 63 oppressiva e assassina della storia dell’ultimo Cin- quantennio. Il perché della rivoluzione islamica pro- venne. da una fine. quel- la dell’Impero Turco-Ottomanno. a cui nessuno riusciva ad imporre le proprie scelte di amministra- zione e di diffusione. e per sostenerli con un margine di profitto dalle estrazioni petrolifere più congruo di quello rilasciato dal consorzio. del genocidio armeno dei primi anni Dieci del Nove- cento). finendo per compiere molteplici conflitti e massacri. diven- tata una discreta repubblica democratica (si differen- zia da tutti gli altri regimi locali per diverse libertà concesse alla popolazione quali la possibilità alle donne di non mettersi il velo). la quale viene esortata da anni dall’Unione Europea all’annessione (si tratta però di un tentativo invano: per l’entrata nell’UE la Turchia dovrà riconoscere l’esistenza. che nei casi di omologazione e di unità territoriale non riuscivano ad approdare all’accordo e alla reciproca tolleranza. all'epoca presidente dell’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) era riuscito a distaccarsi dalle loro manovre imperialiste. come lui del resto. ancora negata. . s'era interessato a cercare un modo per garantire a questi paesi l’opportunità di collaborare e di avere voce in capitolo. come tutti i fatti della storia. Nemmeno E. nel quale si disper- sero le varie comunità mussulmane. “Le sette sorelle”. e di conseguenza sotto il controllo delle nazioni dominatrici della poli- tica economica dell’Occidente. Gli altri erano sotto lo Scià. i cui rappresentanti. Il suo progetto alla fi- ne precipitò. Caso raro in questo panorama era la Turchia.

e di esistere solo per lei. non potendo assicurare il consumo nazionale con le sole proprie risorse dovette per la prima volta “li- mitarsi”. non solo per le macchine. dopo decenni di studi e di finanziamenti. dopo la conclusione della guerra in Vietnam e della parità au- rea. di sganciare il controllo monopolistico delle potenze straniere dalle sue terre. con politiche di austerità. successiva a “L’età dell’oro”: un momento cruciale per l’Occidente che in quel periodo capì di non poter essere capitana assoluta della sua sorte. indipendente da tutti gli altri. agli inizi degli Anni Settanta. Il modello occidentale in poche parole ora aveva di fronte la scoperta della sua fragilità. dato che all’epoca il costo di un pieno di benzina era irrisorio se paragonato agli aumenti contemporanei.64 OLTRE IL VARCO Agli inizi del decennio la Lega Araba decise. nel giro di pochi anni la spesa divenne quasi astronomica. come ritorsione contro Israele e gli stati suoi sostenitori. ma anche per i riscalda- menti e per il sostentamento. ciò comportò all’Occidente ad affrontare la prima crisi economica del secondo dopoguerra. la Francia e la Germania Ovest au- mentarono il numero di centrali nucleari e allo stesso tempo avviarono manovre economiche per la ricerca di nuove fonti alternative. Hobsbawn nella sua opera “Il secolo breve” in- titolò questo ultimo trentennio come “La frana”. attraverso un vasto embargo nelle esportazioni. a cui non . Negli Stati Uniti. dei suoi difetti. Da qui iniziò anche il movimento per l’energia pu- lita e per lo sviluppo di energie rinnovabili e indi- pendenti da materiali fossili: la Danimarca ad esem- pio gode oggi di una quasi totale copertura energeti- ca grazie all’energia eolica. E.

Fu una vera e propria crisi energetica. “La rabbia e l’orgoglio”. come venne sostenuto all'in- domani dell'attacco terroristico alle Torri Gemelle. nello scritto della giornalista e scrittrice fiorentina O. Fallaci.CAPITOLO TERZO 65 poteva sottrarsi. tutti sostenuti a Parigi dal Comitato Rivoluzionario dell’esule ayatollah Khomeini. delle minacce di Al-Qaeda sui civili occidentali e delle rivendicazioni terroristiche brutali e macabre come quella già citata. in cui si mostrò molto severa nei confron- ti della crescente repressione mussulmana sull’Occidente. quando l’Iran si ribel- lò allo Scià: a Teheran da tempo si erano formate di- verse manifestazioni di protesta e altrettanti scioperi. l'11 settembre del 2001. in futuro da ipotesi ideologiche di stampo conservatore. non risparmiando però critiche anche verso la decadenza dei valori oc- cidentali. prima difesa alla barbarie del terrorismo islamico. danneggiando ulteriormente la macchina sovietica già in crisi. poi ideologica. che produsse malcontento e soprat- tutto mise in nuce le prime discriminazioni nei con- fronti del mondo arabo. e infine vuota. i quali erano del tutto imprepara- ti anche economicamente a questo effetto inaspettato sulle loro industrie. a rischio della predominanza di una cultura sulle altre (la polemica della moschea a Firenze ebbe come portavoce anti-mussulmana l’autrice stessa). prima politica e economica. Si era arrivati a queste forme di paranoia molto proba- bilmente dopo i fatti del 1979. non si poteva dire altrettanto per l'URSS e i suoi paesi satelliti. . Ma se l’Occidente era riuscito a passare la crisi senza gravi ritorsioni. al momento motivate dal soggetto economico. Le manifestazioni degli anni Settanta furono una prova di questa crisi.

66 OLTRE IL VARCO Per chi ci aveva creduto era stata una grande pro- messa di modernizzazione. mode e cibi) era mal visto. un ritorno alle pratiche staliniane del sociali- smo reale. l'unica cosa in cui erano simili le due era il suo inevi- tabile oscurantismo persecutorio. come il non portare il velo. una serie di leggi mussulmana in cui venivano legittimate pra- tiche oggi perfette per il Medioevo. essendo un imam. ma la religione. semmai. ma obbligata dall'alto. purtroppo quella rivoluzione non ha mai creato qual- cosa di giusto o di relativamente vicino alle premesse iniziali. conte di Cavour. . vestiti. un capo religioso. anche il solo portare oggetti di derivazione americana oppure europea (CD. idealizzava una forma di governo in cui religione e politica fossero sullo stesso piano.B. solo che non c’era il comunismo a muove- re i cuori. se non denunciabile. delle ingiustizie non ri- scattabili e della tortura in caso di atti ribelli sacrile- ghi. ma nell’ottica di equiparare a legge civile concetti religiosi opprimenti come la sharià. sostenitore dello Scià esi- liato. citando C. di libertà e di sviluppo. Con l’inasprimento dei legami con l’Occidente. non nell’intenzione laica occidentale. Col passare degli anni gli effetti di questo dualismo si fecero sentire: le donne in particolare credevano nella liberazione dall’oppressione del regime precedente. Lo stesso Khomeini. quali la servitù assoluta della donna nei confronti dell'uomo e la sua lapidazione in caso di ribellione. e invece si ritrovarono a dover essere considerate cittadine di se- rie B. Sembrerebbe un deja vù. per altro non ricercata con un grande consenso. riassumibile in “Li- bera Chiesa in libero Stato”. alla mercé dei soldati.

Questo tipo di manovra si era già visto con le dittature africane. soste- nuti appunto dagli Stati Uniti per frenare l’avanzata sovietica. per le donne. Il suo successore.CAPITOLO TERZO 67 Un episodio analogo accadde in Afghanistan. Amin. ebbe la disapprovazione dell’URSS. baluardi bestiali e cruenti. quali la laicizzazione forzata del- la società afgana. Dopo che l’Armata Rossa arrivò a Kabul e prima del 1980 mise al potere Kar- mal. con a capo M. iniziò un’altra guerra. con la cacciata dei Russi. il diritto all’istruzione e al voto per le donne e la cessazione di pratiche religiose quali. Da’ud Khan. il cui unico motivo di esistenza era il blocco ad ogni inva- sione o espansione sovietica. La fine della guerra . cin- que anni dopo venne rovesciato dal movimento mar- xista PDPA (partito democratico popolare dell'Af- ghanistan). il quale fu fautore di politiche di stampo socialista. da parte delle tribù e delle fazioni religiose. il quale intervenne con l'invasione del paese. Nel 1973 venne proclamata la prima Repubblica Afgana. Gorbacev e dagli ultimi esiti a Berlino Est. Tale guerra finì nel 1989. ma al suo omicidio. Tali scelte laiciste portarono stavolta non alla destituzione. “in- dossare il burqa” ed essere “oggetto” per matrimoni combinati. accreditato come poten- ziale pedina della CIA. con la proclamazione della Repubblica Democratica di Taraki. per i maschi. che era stato il palcoscenico contemporaneo di una guer- ra senza fine. nel tempo indeboliti dalla politica del segretario del PCUS M. “portare la barba” e. In quel preciso istante gli USA scelsero di adottare una strategia militare che in futuro gli si ri- torse contro totalmente. con i mujaheddin.

68 OLTRE IL VARCO

afghana però fece scoccare una seconda guerra, in-
terna.
Nel 1992 nacque la Repubblica Islamica;
all’interno delle file dei mujaheddin si avviò una divi-
sione tra Alleanza del Nord e Talebani questi erano
studenti di testi islamici, estremamente rigorosi ed
ortodossi alle pratiche islamiche e molto radicali sulla
questione religione-stato, che tra il 1996 e il 2001
sbaragliarono i pochi mujaheddin rimasti e presero
comando della maggior parte del territorio (il Nord
era ancora sotto il controllo dei mujaheddin di Mas-
soud). Considerati tra i peggiori inquisitori dell'epo-
ca, adottarono la sharìa fino all’esasperazione e alla
violenza più macabra, come accadde con la cattura
dell’ex presidente Najibullah, la cui morte potrebbe
ricordare quelle di un classico film horror splat-
ter/gore, o con la distruzione del Buddha di Bamiyan
nel 2001.
Il terrorismo, al pari dell'antisemitismo, è una pia-
ga silente, capace di adottate tecniche di colpo e di
danneggiamento efficaci e al tempo stesso subdoli:
essendo asimmetrico di sua natura, non conosce limi-
ti territoriali, né morali, usando fino all'estremo lo
strumento della paura per dominare sulle popolazio-
ni avversarie, e a sua volta adottare richiami all'atten-
zione molto precisi, quali bombe, stragi, sparatorie,
omicidi politici e attentati.
Un terrorista potrebbe venire da noi in qualsiasi
momento, non avendo difficoltà a mischiarsi tra la
massa, tra le persone anche conosciute; potrebbe an-
che entrare in un qualsiasi mezzo a sua disposizione
(un aereo passeggeri, una metropolitana urbana, un
treno regionale) e arrivare a destinazione, e compiere

CAPITOLO TERZO 69

la sua missione. In pochi anni, dopo il crollo delle
Torri, l’Europa subì sempre più attacchi terroristici,
come quello a Londra, nella Tube, nel 2004, o a Ma-
drid, nel 2005, tutti rivendicati sempre dalle cellule di
Al-Qaeda, il cui capo O. Bin Laden terrorizzava
l’Occidente nascosto da qualche parte in Afghani-
stan. Una premessa del genere non può non produrre
paranoie infinite e sospetti devastanti; e infatti così
fu. Con questo motivo venne iniziata una guerra an-
cora oggi non conclusa, tra militari europei e ameri-
cani e terroristi locali, senza apparente fine laddove
non manchino esseri capaci di votarsi alla morte, fa-
cendosi saltare in aria anche durante delle elezioni
amministrative, anche davanti ai propri connazionali.
È interessante notare come si sia vissuto qualche an-
no prima un senso di paranoia e di angoscia simile a
quello dei primi anni della Guerra Fredda, con il ter-
rore dell’invasione e del lavaggio del cervello e dello
spionaggio industriale (quest'ultima forse l'unica pa-
ranoia vera...).
Comunque, nella decade in cui il mondo arabo
stava portando all'avvio una forma di antagonismo
nei confronti del mondo americano e dei suoi valori,
un altro mondo stava conducendo un viaggio verso
l'annichilimento della sua ragione d'esistere, quello
del “socialismo reale”. Questi erano gli anni Ottanta:
la decade in cui muore un filo-staliniano, Breznev nel
1982, e ne nasce uno filo-socialista, M. Gorbacev, ex
KGB, chiamato dagli oppositori “il distruttore del
sogno di Stalin”.

Un equilibrio instabile

La caduta vertiginosa delle ideologie, e più in ge-
nerale del più bel sogno color sangue del Novecento,
era ambientata tra la fine degli anni Settanta e gli ini-
zi degli anni Novanta, quando in Italia nel primo
tempo si stava affrontando la più grande crisi sociale
ed ideologica del dopoguerra e, nel secondo tempo,
la più grande crisi politica ed “ideologica” della Re-
pubblica. Da questi ultimi eventi furono dipesi le sor-
ti dei partiti centrali, non solo di sinistra ma anche di
destra, i quali si ritrovarono successivamente ad esse-
re non più oppositori del mondo sovietico, da lì a
poco un ricordo, e nulla più.
Alla fine degli anni Settanta gli USA e l’URSS de-
tenevano rapporti alquanto freddi, in particolare ver-
so un'apertura ideologica e politica per i rispettivi
fronti. Dopo la defenestrazione nel 1964 del modera-
to N. Krusciov salì al potere uno dei più radicali se-
gretari del PCUS e della storia della Guerra Fredda,
L. Breznev, il quale governò per un primo biennio
assieme al premier Kosygin, favorendo una maggiore
coesione all’interno degli organi di partito, danneg-

Durante il suo governo l’economia sovietica au- mentò progressivamente: sebbene i piani quinquen- nali di Stalin avessero portato ad una larga industria- lizzazione dell’URSS. salì al potere J. Con il primo piano quinquennale del GOSPLAN. senza alcuna partecipazione ed affetto da parte dell’elettorato: Carter poteva vantare il fatto di aver egregiamente portato alla firma di importanti tregue come quella a Camp David tra Israele ed Egitto da buon democratico quale era. Nixon nel frattempo si era dimesso da Presi- dente. Ford. di grande rinnovo economico e urbanistico. in America.CAPITOLO TERZO 71 giati dal tentativo di Krusciov di destalinizzare l’apparato. ma a causa del compito ingrato di richiedere al paese di accettare delle rifor- . sotto la tutela dello stesso Brezven. Carter. dopo l’insuccesso di G. l’economia non era ancora per- fettamente incanalata nella nuova realtà industriale. dopo il colossale scandalo delle intercettazioni telefoniche registrate dell’hotel Watergate. do- po i precedenti tragici di sfruttamento stacanovista. si fece sentire la grave crisi dell’embargo petrolifero voluto dalle nazioni della Lega Araba contro la decisione dell’ONU di confer- mare ad interim l’esistenza e la dignità di stato ad Israele. sena- tore democratico e industriale del settore ortofrutti- colo (era un produttore di arachidi). Entrambi furono dei presidenti del tutto mancati. Si era prospettato un periodo di benessere per l'URSS. Infatti. la condizione di vita e di lavoro in Russia migliorò notevolmente. di sicuro fu una notizia felice sapere dello sfacelo economico che di lì a poco si sarebbe abbattuto alla sua nemica storica.

seppur per cause diverse. data la sottoproduzione degli elettro- domestici e dei servizi utili alla popolazione (si ricor- da in precedenza come le politiche di riutilizzo di materiali bellici per fini civili negli USA avesse avuto grande successo tanto da essere stato imitato con grande seguito in Europa. come Ford. creando sempre più pianifi- cazioni al limite del mantenimento occupazionale. addirittura ebbe sfottò irriverenti sulla sua mancanza di carisma (lo stesso L. . azienda di prodotti stagionali). E dopo l'Ame- rica anche l'URSS rimase colpita dalla crisi economi- ca.72 OLTRE IL VARCO me di austerità predisposte per affrontare e combat- tere la terribile crisi . In poche parole. meno che dal blocco orientale. mentre si vedevano sempre più manager aumentare le entrate dei propri stipendi per il raggiungimento di “grandi” obiettivi (talvolta sot- tostimati per speculazione). Ford. la pianificazione diventa- va sempre più rigida. Johnson lo screditò pesantemente quan- do cadde dalla scaletta dell’Air Force One). Ma que- sto accadrà nel 1981. l'economia finì in stagnazione e si preferì continuare a sviluppare non le tecnologie o la produttività nazionale ma il carrierismo e gli or- gani burocratici statali. repubblicano. ebbe poca popola- rità tra i suoi elettori. un anno prima della morte di Breznev e della fine del suo governo. Si dovette aspettare Reagan perché l’America ri- cominciasse a credere in un presidente vero. in arretrato). fino all’obbligo per aziende ed industrie del mantenimento di una forza lavoro che non poteva essere adoperata integralmente (un simile esempio potrebbe essere in Italia la Motta. Non stava passando un periodo facile.

nessuna riforma fosse più la benvenuta. nella realtà decisamente inferiore a questi (si parla di un rapporto di cento a uno!). dato che doveva affrontare “la scala mobile” degli stipendi (la proporzione delle busta paghe nel corso del tempo) e il tentativo di mantenere i prezzi bassi. uscito negli anni Ottanta. “L’insostenibile leggerezza dell’essere”: la storia d’amore di due cop- pie cecoslovacche. Fu un grande best- seller. sembrò come se in Russia. da poco lanciato alla ribalta dei giornali per l’esistenza dei Gulag. con l’innalzamento di barriere burocratiche come blocco comunicativo tra le impre- se e lo Stato. La stessa dirigenza fu subdola nel voler ritardare le applicazioni di queste riforme decisamen- te deleterie per loro. Kundera visse quel periodo. Fin dal defenestrato Krusciov ci furono dei timidi tentativi di far valere qualche modernità al mostruoso essere sovietico. Lo stesso Kosygin voleva far varare delle riforme aperte al mondo con- temporaneo. quasi posseduta dallo spirito del dittatore. e non retrograde come fino a quel mo- mento venivano adottate grazie al “Pugno d’acciaio” di Stalin. in cui venivano ri- chiamate gli eventi di oltre un decennio prima: la .CAPITOLO TERZO 73 Uno degli effetti più esemplari di questo fenome- no di stagnazione fu il progressivo aumento inflazio- nistico del rublo. immerse nella Storia. nella propaganda al pari del dollaro americano. Per non parlare della Primavera di Praga del 1968. tanto da usarlo come ambientazione nel suo capolavoro. Lo stesso scrittore e drammaturgo boemo M. Si richiedeva- no delle riforme sufficienti per fermare la deriva im- minente. nella Filoso- fia e nella Politica del tempo.

Craxi. Il partito Conservatore (Thories) per la prima volta nella sua secolare storia si fece rappresentare alle elezioni bri- tanniche da una donna: M. Una prova fallita: ini- ziata a Gennaio del 1968. In Inghilterra invece si decideva la maniera su co- me affrontare la crisi dei sindacati (Trade Unions) e della classe media. E in Francia venne deciso il fu- turo delle riforme statali da un socialista. rapine. palazzi occupati e vandalizzati. portandolo alla inesorabile divisione e alla fine della Primavera. det- ta “la Lady di Ferro”. bombe. Roberts in Thatcher. Intanto in Italia la situazione stava andando verso il caos totale. omicidi politici e gambizzazioni di giornalisti e magistrati. punta di diamante del PSI. rapito e giustiziato dalle Brigate Rosse tra Marzo e Maggio 1978. appesantita dalla crisi mondiale e dall’aumento dell’inflazione della sterlina. manifestazioni cruente per le strade. Come a sua volta in Italia. Moro. Per la penisola fu un intero decennio dedicato a stragi. 5 e la nascita del- le Regioni e la bara dell’ex presidente del Consiglio nonché membro di Democrazia Cristiana A.74 OLTRE IL VARCO Primavera fu per gli abitanti un tentativo di liberare poco a poco un paese dall’oppressione di un Partito onnipresente e di garantire ai cittadini più diritti di espressione e di libertà civile. F. con B. in cui oltre sette governi si susseguirono portando a casa il referendum abrogativo sul divorzio e l’aborto. la mo- difica in sede costituzionale dell’art. Una vera guerra civile. attacchi. sabotaggi. Mitte- rand. verso Agosto le truppe so- vietiche e dei paesi membri del Patto di Varsavia (il corrispettivo della NATO americana) invasero il pae- se. .

come l’Inghilterra Thacheriana. sarebbe scattato con la vittoria alle Olimpiadi Invernali della squadra americana di hockey contro gli avversari sovietici. figura imponente nel palcoscenico politico sia degli anni Ottanta sia degli anni Novanta. Craxi. Fu una doccia fredda però di breve dura- ta. che portarono all’aumento della spesa pubblica e del deficit. per lo meno in Ame- rica. paradossalmente non da un conservatore. adottò una riduzione delle im- poste e dei tassi d’interesse. B. Reagan. ex-attore di serie B e deputato ex-democratico. nel resto dell’Europa. i quali si fecero sentire nella successiva crisi del biennio 1981-1982. una vittoria che diede coraggio agli americani ad uscire dalla tormentata crisi eco- nomica. con la privatizzazione delle imprese sta- tali e la radicalizzazione dei rapporti con i sindacati sulle questioni cruciali dei minatori e degli operai si sviluppò un picco di benessere e di ricchezza econo- mica. Salito al potere nel 1981. Mitterand invece adottò politiche molto vicine alla sua matrice politica socialista. il se- natore repubblicano R. Anche in Italia venne adottata una politica del ge- nere. per riscattare l’economia americana non passò a politiche di austerità come il predecessore Carter. prima con la rivoluzionaria abolizione della pena di morte (all'epoca la Francia era l'ultimo paese nel mondo occidentale ad averla ancora in uso) poi con l'incre- . nel 1983 l’economia ripartì in maniera vertiginosa. F. un clima che favorì l’elezione di uno dei più carismatici presidenti del secondo dopoguerra. Secondo alcuni cri- tici lo spirito degli anni Ottanta. A sua volta. bensì dal segretario del PSI.CAPITOLO TERZO 75 Questi erano gli anni Ottanta.

con il decennio dei conservatori. forse tutto questo poteva essere letto come un presa- gio per gli anni a venire. La sua fu una politica controcorrente. ma nessuno chiaramente po- teva prevedere un simile crollo. Quando l'URSS si ri- prendeva l’Occidente crollava. ora in fiore. mentre in Russia la situazione era di pa- ri passo alla salute di Breznev. guardando le rovine della propria terra. A differenza degli altri presidenti coetanei era risoluto nel non dare troppa libertà ai settori pri- vati. se si guarda ad un'altra politica eco- nomica in tono col periodo. adesso era l’opposto. non fecero altro che mi- rare quella altrui: una terra di ricchezza dove tutti po- tevano essere yuppies e dominare nelle montagne di denaro che traboccavano da Wall Street. un nuovo periodo aureo. ora era certo che la situazione sarebbe stata molto positiva. Inutile era farli credere ancora nel “socialismo reale”. come la defiscalizzazione proposta dall’amministrazione Reagan. come si è visto negli anni Settanta. con vari mi- glioramenti nell'apparato statale e negli incentivi in- dustriali. Dopo una grande crisi economica non sembrava. Ormai il sogno era finito. I sovietici. e già molti se ne erano risvegliati. . con l’alleggerimento dei controlli finanziari nelle azioni borsistiche e generalmente economiche. la banderuola del vento della sorte s'era girata in direzione dell’Ovest.76 OLTRE IL VARCO mento dei salari minimi e delle pensioni. nel trionfo del proletariato sul capitalismo. rimanendo inflessibile sull’importanza dello Sta- to nella produzione nazionale. Si stava aprendo davanti all’Europa.

fu la riduzione della spesa per la corsa agli armamenti. Gorbacev. Una delle prime manovre che affrontò. dopo due mandati falliti di Andropov e Cernenko. oramai dive- nuta troppo onerosa davanti alle prospettive econo- . anche gra- zie all’apertura di R. La gioia florida Era la prima metà dell’ottavo decennio del Nove- cento. con la vittoria alle isole Fal- kand. colui che successivamente venne considerato come “l’assassino dell’Unione Sovietica”. Il PCUS. con queste diede fine alla Guerra Fredda e al socialismo reale. il secondo per aver placato gli animi dei la- voratori. sempre più a disagio per le riforme fiscali e i tagli alla spesa pubblica. ex possedimento britannico allora sotto l’occupazione del governo argentino. de facto. quando le politiche di Reagan e Thatcher ave- vano permesso a questi ultimi di poter essere rieletti con grande clamore dai rispettivi popoli: il primo eb- be la riconferma per aver ridato la speranza e la po- tenza economica ad un paese devastato dalla crisi pe- trolifera. Come la uccise? Con due armi: la Glasnost (traspa- renza) e Perestrojka (ricostruzione). ebbe come nuovo paladino del Comunismo l’ex agente KGB M. Reagan.

dei programmi quali Windows. curiosamente.78 OLTRE IL VARCO miche del futuro. Nel 1987 venne definitivamente sancito col tratta- to INF l’eliminazione delle armi nucleari in Europa. Una scelta non facile. artefice con il segretario del PCUS della decisione di concludere definitiva- mente la dottrina Breznev. e dei computer do- mestici della Apple. otte- nendo da entrambe le parti grandi ovazioni: per esempio in Ungheria venne celebrata la fine dell’imposizione del Partito con la costruzione di una statua raffigurante Reagan. Gli anni ottanta furono anche il rilancio dell’informatica. deterrente inconveniente per tutti i paesi limitrofi. data l’opposizione radicale del Partito. ma utile in fatto di costi. dato che al tempo gli Stati Uniti stavano rilanciando l’utopia del- lo “scudo spaziale”. oggi equiparabile ad un cellulare per la sua tecnologia ridotta. anche se ancora molto costosi (il Macintosh. all’epoca arrivava a costare ol- tre tremila dollari!). malgrado la fondazione della Strate- gic Defence Initiative. essendo da sempre i stati satelli- ti una nota dolente nella spesa pubblica sovietica. né portata in fase di sviluppo per gli ovvi costi magistrali. specie dopo la crisi dei missili a lunga gittata. . e di lasciare ai popoli sa- telliti la libertà del regime democratico. con la nascita di Internet . e soprattutto obsoleta. Fu un momento decisivo l’incontro tra Reagan e Gorbacev: per la prima volta nella storia due presi- denti di due blocchi antagonisti si ritrovarono su questioni per entrambi necessarie e disponibili. ovvero una protezione globale informatica di grande efficienza che non poté mai es- sere avviata. i quali vennero predisposti lungo i confini in risposta alla medesima mossa americana.

Fu un colpo basso per il suo esecutivo. . con l'aumento dell’inflazione e la continua svaluta- zione della lira.CAPITOLO TERZO 79 quest’ultima ebbe maggiori contestazioni. Nel mentre la stessa IRA. Anche B. del deficit PIL-spesa pubblica. aveva sventrato Londra con i suoi attacchi dinamitardi. con tanto di “pro- tettori” e “simboli”. In Italia infatti venne dato grande rilievo. da parte dei media. di ispirazione angloamericana. ad oltre il 100%). un imprenditore. e arrivò a colpire l’hotel in cui si trovava il premier durante una conferenza (rea per i terroristi di aver fatto morire di fame alcuni attivisti dell’organizzazione durante un loro sciopero della fame). dove chiunque poteva diventare un VIP. Craxi non passava un ottimo momento. Thatcher stava affrontando una crisi di governo dovuta all’iniziativa di adottare una tassa di soggiorno universale e non proporzionale: una tassa che chiunque avrebbe dovuto pagare. Intanto M. senza distinzioni di ceto o di reddito. portò alla ribalta un'intera generazione di Yuppies. alla stessa cifra. dell’altra. il debito arrivò a raggiunge- re vette intoccate (da un’iniziale 70%. allo sviluppo di piccole manifatture familiari o generalmente di medio livello. a differenza della contro- parte britannica. portando buona parte della popolazione a preferire il settore terziario dell’imprenditoria piuttosto che quello se- condario della produzione operaia. dovuta alla politica di sperperi e di investimenti a fondo perduto dello Stato nell’impresa e nelle opere pubbliche. Irish Repubblican Army. Tale fenomeno. Negli anni Ottanta l’Italia affrontava la febbre dell’imprenditoria sfrenata e speculatrice.

molti ex- rappresentanti di multinazionali orafe si misero in società. con la sua Mediaset. In piena pace sociale non vige- .80 OLTRE IL VARCO un magnate della finanza. non più lasciata al suo destino maoista di eterna terra di agricoltori e di soviet. il quale rilanciò il proprio paese aprendo l’economia alle derive capi- talistiche. pur mantenendo un governo dittatoriale comunista. Era in grande vantaggio col resto delle al- tre economie: dopo decenni di schiavismo e di sfrut- tamento prossimi alla miseria ci si ritrovava con deci- ne di milioni di lavoratori dalla bassa manodopera e dall’alta produttività. Nella sola Arezzo si contavano oltre un migliaio di attività orafe a conduzione familiare all'e- poca. come l’Ingegnere G. o il proprietario della più grande casa automobilistica del paese. come quella cinese. Altra sorpresa in questi ultimi anni della Guerra era nella rinascita di economie insperate. Berlusconi. come era in progetto durante l’amministrazione di Den Siao Ping. dopo però la crisi dei primi anni Duemila ven- nero quasi tutte spazzate via. ma di ricchezza e di affari. Si vedeva infatti una repentina crescita del benes- sere. all’acme. Negli anni Ottanta Arezzo ebbe un importante boom della produzione orafa. dell’occupazione e del commercio. Sarebbe do- veroso fare un esempio personale. anche sette od otto miliardi all’anno!). già por- tata avanti dagli anni Sessanta in poi. oppure il proprietario di un azienda televisiva ed editoriale come il Cavaliere del Lavoro S. Agnelli. con l’aumento del valo- re dell’oro e la riduzione dello stipendio medio. creando piccole aziende orafe dal grande profitto (il fatturato di una media impresa poteva raggiungere. legato alla mia ter- ra di provenienza.

Il sistema funzionò in Cina. con l’aggiunta della riforma del “figlio unico maschio”. o . D’altronde. obbligando le madri o all’aborto o all’abbandono negli orfanotro- fi dello Stato. come invece accadde nei paesi satelliti. inarrestabile. la Cina ebbe al tempo la premura di non portare alle orecchie della popolazione la condi- zione “migliore” dell’uomo occidentale. e oggi è uno dei motivi fondamentali per cui in soli cinque anni s’è vi- sta raddoppiare il proprio prodotto interno lordo. con la conseguenza del licenziamento di massa della precedente forza la- voro. e il divario sociale si estendeva sempre di più con un ceto proletario alla fame e un apparato burocratico ricolmo di privilegi. né tanto meno controlli igienico-sanitari o di produzione. Una volta non ci riuscì: nel 1989 un gruppo di studenti manifestò il proprio dissenso al governo vi- gente sul continuo sfruttamento della popolazione e le sempre più pressanti manovre di controllo sulla cultura. con una crescita. fino a poco tempo fa. abusi di ufficio e corruzione per le nascenti realtà criminali. dalla Romania e da altri paesi completamente riversati su sé stessi per la totale dispersione dei governi locali alle novità della Pere- strojka: la polizia segreta era diventata ancora più fe- roce con i fuggiaschi. quando nella fine del de- cennio si registrarono una serie senza fine di emigra- zioni di massa dall’Albania. diventando figli di nessuno. in questo decennio iniziò il fenomeno della delocalizzazione. ovvero lo smembramento della parte produttiva di un’azienda locale e il suo trasferimento immediato in un paese dalla manodopera a basso prezzo. sull’istruzione e sulle nascite.CAPITOLO TERZO 81 vano diritti sindacali o civili. per lo più frutto anche di peculati.

il muro stava crollando. in quasi tutte le televisioni dell'Occidente vennero mostrati gli orrori della Cina. alla fine forse della stessa Guerra Fredda. la scelta più gettonata nelle classi po- vere. Fino al giorno del crollo solo cin- quemila cittadini della Berlino Est riuscirono a scap- pare nell’Ovest. dopo anni di persecuzioni e di regime dittatoriale sui .82 OLTRE IL VARCO all’infanticidio. Era il 9 novembre del 1989. Sempre nel 1989 stava per accadere il miracolo atteso da qua- si trent’anni dai berlinesi: il crollo del Muro. La Russia non si oppose. anche se nei primi tempi era più fattibile dato il minore controllo e la facilità con cui si poteva raggiungere l’altra sponda della città. e solo in caso di necessità. portando all'attenzione per la prima volta gli effetti della ditta- tura cinese. Bravo e Charlie. ma non a livello inter- nazionale. La fuga era impossibile. Est ed Ovest. E alcune decine nell'Est. presiedu- to perfettamente. Alpha. Solo di recente la Cina si sta aprendo al sindacato e all’istruzione pubblica e libera. anche con l’abolizione della riforma natale. divise la città in due parti. Gli scontri di Piazza Tienanmen furono comple- tamente censurati localmente. Eretto in una notte del 12 agosto del 1961. dagli anni Settanta in poi divenne un campo militare. tutte le televisioni del mondo stavano assistendo alla fine di una divisione. il governo della DDR si stava annichilendo. controllato giorno e notte. nel tentativo di ricon- giungersi con le famiglie. a dir poco protratta fino al grottesco (studi recenti hanno evidenziato una natalità del 170% di maschi sulle femmine). impedendo ad en- trambi gli abitanti di accedervi se non dai tre famosi check-point.

Berlino era di nuovo unita. Nello stesso anno le truppe sovietiche lasciarono l’Afghanistan. secondo l’ordine del nuovo Presidente dell’Unione Sovietica. allo stesso tempo. Qualche anno dopo. l'unione di un paese simbolo della Guerra. e la Germania intera salutò la fine di un’era di divisione con la sua unione. in piena proliferazione dei moti indipendentisti. i quali erano del tutto in- consapevoli della successiva guerra che devastò le lo- ro terre per un quinquennio intero. del Caucaso. il so- gno di Stalin. sedata vergognosamente con l’uso della forza militare. M. picconi e altri strumenti. la Bielorussia e la Russia stessa. era ormai decaduto. Così finì la Guerra più silenziosa e. Gorbacev rassegnò le due dimis- sioni. fragorosa della storia dell’umanità. Ora si do- . Elstin. purtroppo.CAPITOLO TERZO 83 propri cittadini. Il Muro era crollato. nell’agosto del 1991 i conservatori decisero di tentare un colpo di Stato per abbattere colui che stava distruggendo il socialismo reale. e dei paesi Baltici. L’URSS morì e dalle sue ceneri vennero fuori l’Ucraina. Erano passate diverse mentre milioni di berlinesi s'erano appostati davanti al Muro. e nel Natale 1991. Gorbacev era appena uscito dalla crisi. Poi tutto il resto si seguì. Non aveva alcun interesse a fermarli. Pochi istanti e il primo pezzo crollò. M. pur di farlo crollare. il Parti- to decadde. grazie alla spinta liberista di D. Gorbacev. Concluso il golpe con la disfatta degli insorti. e continuamente lo colpivano con martelli. con vittime e vindici. La Germania un anno dopo si riunì. e lo stava ripiegando in una forma di democrazia liberale fuori dagli schemi tradizionali.

. tutto ciò portò ad un amaro risveglio. Il grande sogno era finito. e. della grande sbronza ideologica ora nessuno sapeva cosa avesse fatto né sapeva cosa avrebbe fatto in futuro. come una notte di ebrezza.84 OLTRE IL VARCO vevano constatare gli effetti secondari di questa grande esperienza collettiva.

CONCLUSIONE Oltre il Varco .

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sorridendo. diceva al padre di voler diventare presi- dente degli Stati Uniti. il socialismo. che non concedeva grandi libertà di pensiero né cambi di gioco che non fossero “soliti” al . battaglie. ed essere chiunque (celebre nelle famiglie dell'epoca la favoletta del bambino che. a continuare la strada ormai segnata dal destino dell’umanità. il capitalismo. crisi e rivoluzioni storiche non c’era più questa scelta: il sogno dell’Oriente era sva- nito del tutto e la realtà dell'Occidente non era delle migliori. e quel- la dell’Oriente. Dal 1946 al 1992 qualsiasi abitante del mondo era obbligato a vivere scegliendo una delle due idee principi: quella dell’Occidente. manife- stazioni. Chi aveva combattuto nella seconda guerra mon- diale sentiva che il mondo avesse bisogno di ricomin- ciare a credere. in cui tutti po- tevano diventare tutto. e poi lo diventava). ora il mondo sarebbe stato governato dal ca- pitalismo. Tutto si decideva a seconda di chi era il vincitore in futuro. Alla fine di questi qua- rantasei anni di congiure interne. quindi da una società ricca. Si doveva andare avanti. spionaggio. e contare su tutti. Il prezzo da pagare era però quello di dover essere dentro un meccanismo che se premiava uno castigava l’altro.

dopo aver lasciato il paese in condizioni difficili a causa del fallimento di diverse aziende storiche e con la nascente crisi finan- ziaria delle speculazioni borsistiche. tutt'ora colpevole della recente crisi dei mutui sub- prime. Stone. ottenendo. Dopo Reagan infatti l’amministrazione Bush tentò di riordinare la crisi incombente e di risollevare lo spirito americano grazie al trionfo della prima guerra del Golfo. Film simbolo di questo sfacelo è “Wall Street” di O. tutto ciò denota come facilmente un sistema possa arrivare a speculare addirittura sugli investi- menti immobiliari e sulle proprietà altrui. che occupò nel 1990 con la successiva annessione dello stato pe- trolifero. anche se questo poteva comportare a volte a brevi momenti di criminalità. Si è potuto vedere negli anni Ottanta come il rampinismo speculativo stava diventando icona dei giovani.88 OLTRE IL VARCO sistema. fino a creare una bolgia di avidità. contro S. come ebbe la Thatcher con le Fal- kland. grandi ovazioni e popolarità. la quale non si volle fermare davanti alla crisi degli anni No- vanta e continuò. riuscì nell'impre- sa. per poi pentirsene. tutti dovevano arric- chirsi. temuto e odiato da tutti gli affaristi. L’America di Reagan ebbe questa spinta. Hussein. nel Kuwait. Reagan finì il suo secondo mandato. un potentissimo finanziere e broker. Tutti potevano arricchirsi. . ove un giovane broker segue lo stile infido e doppiogiochista del suo mentore. R. Con un’operazione lampo di grande succes- so (fondamentale fu l’intervento mediatico della CNN sulle immagini e i video-reportage in diretta. primo caso nella storia dei media).

Solo durante la presidenza Clinton que- sta crisi venne assorbita quasi del tutto. Finita la Guer- ra Fredda in Italia i due partiti centrali. e a sua volta tutti i partiti coalizzati. non avendo più alcuno scopo meramente ideologico. L'inizio della lo- ro fine si avviò quando B. Al centro di questo maxi-scandalo ci fu la scoperta di un mondo industriale ed imprendi- . Tale politica però servì a pareggiare il bilancio. Dopo la sua amministrazione il paese era profondamente cambiato: i sindacati avevano perso influenza sulle decisioni governative. e col senno di poi. la DC e il PCI. molti premier videro nelle sue azioni un necessario contri- buto al benessere del paese. di Pietro.CONCLUSIONE 89 Non venne però rieletto. se non peggiorato. e pron- tamente arrestato. All’epoca un pubblico ministero. dato che aveva tralascia- to. esponente del PSI. Craxi venne a scoprire che uno dei suoi dirigenti. In Inghilterra la Thatcher si dimise dopo aver perso tutto il soste- gno del suo partito a causa della sempre più mancan- te spinta e collaborazione dei suoi colleghi. mettendo in crisi tutto il suo partito. fece nomi diversi al processo. M. era stato colto in flagrante nell’accettare maz- zette per un appalto sulla pulizia dell’edificio. la popolazione si era vista au- mentare il tasso di disoccupazione a causa dei tagli gravosi sulle attività minori quali l’estrazione minera- ria. di difesa e di propaganda delle proprie ideologie. In Italia invece c’era Tangentopoli. venne visto come un eroe per i cittadini italiani. agli inizi in profondo rosso. A. si dirigevano verso la loro fine. per le sue indagini e i suoi tentativi di portare alla gogna i cor- rotti del paese. la ben più importante crisi economica. Chiesa. a capo del Pio Albergo Tri- burzio.

clientelismo e peculato. Scalfaro. La situazione rimase instabile anche dopo l’elezione di S. Amato. venne promulgato il primo governo tecnico della Repubblica. Mentre finiva il “socialismo reale” il presidente della Repubblica F. di- sprezzato da tutti i suoi ex-colleghi e dall’opinione pubblica. il cui mandato durò a ma- lapena due anni. al pari della defunta URSS. nell’occasione chiamata dai giornalisti “Seconda Repubblica”. O. era prossimo all’arresto: si auto-esiliò in Tunisia. subentratovi L. finito il mandato elettivo. Ma anche nell’ex blocco orientale la situazione non era delle migliori. Mitterand era in visita nelle regioni della guerra balcanica. incapace di portare avanti un esecutivo in cui le coalizioni si erano disperse totalmente dalla fine delle ideologie e per l’immane scandalo giudiziario. economista del FMO. sventrate dai bombardamenti e dai feroci massacri in cui venivano colpiti persino gli infanti. Di- messosi Cossiga. Durante il caos governativo si tentò di depe- nalizzare il finanziamento illecito dei partiti. Cossiga rassegnava le sue dimis- sioni. non la firmò. Il governo cadde poco dopo. La fine del suo mandato non comportò gravi disagi alla sua nazione. con la legge Conso. con a capo G. la quale avrebbe compromesso l’indagine giudiziaria. . Questo accadde nel mondo occidentale. L. or- mai latitante. Berlusconi.90 OLTRE IL VARCO toriale gonfio di tangenti corruzione. ancora in crisi e instabile nei propri problemi. Dini. a causa del dissen- so popolare creatosi dal fatto. allora presiden- te della Repubblica. mentre Craxi. morendovi qualche anno dopo.

S. Elstin tentò la via delle privatizza- zioni e delle liberalizzazioni. M. Berlusconi. Tutt’ora non ha mai ricevuto sanzioni gravi. Putin. Fin dal suo primo mandato impedì diversi proce- dimenti giudiziari contro di lui. andando contro i diritti internazionali sull’indipendenza di una nazione. arrivando anche a bombardare il Parlamento che lo aveva deposto. Lo spirito della grande Russia vive in questo premier. non più sotto la presidenza del suo amico. arrestato per evasione fiscale e recen- temente rilasciato (secondo la maggior parte dei me- dia.CONCLUSIONE 91 Nella nuova Russia si stava scatenando un terre- moto burocratico. Do- po la rielezione miracolosa del 1996 decise di lasciare il governo al suo allievo e sostenitore. V. da sem- pre ancorato alla tradizione sovietica e stalinista dell’uomo forte delle Russie. tutt’oggi al governo. tra questi la corru- zione interna che avrebbe favorito e l’abuso di potere sulla figura dell’ex-presidente della Yukos. B. Obama. lui era malvisto da Putin per via delle sue ingenti ricchezze e per il monopolio delle materie prime del paese). soprattutto per la scelta di an- nettere la penisola di Donestk alla Russia. anche perché a sua volta avrebbe minacciato l’embargo di materie combustibili a tutta l’Europa. un ex-agente del KGB. e dovette usare l’esercito per sedare le rivolte e i disordini. Dopo la crisi governativa in Ucraina la sua quarta presidenza era stata criticata pesantemente dall’Unione Europea e dall'attuale presidente degli Stati Uniti B. Chodorkovsky. tra cui la sua ex-partner Italia. In poche parole il mondo si è . con la fine dei partiti e delle istitu- zioni dipendenti.

in particolare in quel tempo. nel programmare scioperi e ini- ziative attiviste credendo che le proprie idee potesse- ro cambiare il mondo. con davanti la cruda realtà: una pubblicità. perché nulla si può prevedere in questo mondo. o peggio come ricordo nostalgico di un passato vanaglorioso (molti politici attuali provengono dalle file dei partiti del secondo dopoguerra). alla radio. fuori casa sua. alla fine gli è sembrato come una doccia fredda. le morti e le crisi che si credeva di governare e di contrastare sono state invece condotte e portate al peggior ter- mine. sul giornale. Tutto questo si poteva evitare? Nulla si può evitare. le disillusioni. al- la televisione. . Chi invece ha visto sopperire le proprie emozioni. Questo era il varco. e tutto quanto. come se si sia svegliato brusca- mente. dove l’economia e il potere vanno a braccetto mentre le ideologie vengono porta- te come medaglie al merito. brillantemente oltrepassato. nell’occupare scuole. tutte le stragi. la ragione non ci poteva essere nel tempo delle illusioni.92 OLTRE IL VARCO svegliato in uno nuovo. probabilmente di qualche sottomarca che aspetta possa essere comprata da lui o da qualche suo fami- liare o amico o vicino o conoscente. le proprie passioni giovanili nel manifestare.

POSTFAZIONE .

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film. per motivi legati alla tesi breve su Storia Contempo- ranea. in cui po- tevo sbizzarrirmi e mostrare la mia cultura storico- letteraria (per la stesura ho adoperato in particolare l'antologia di Letteratura Italiana di G. scelsi la Guerra Fredda. incentrata su al- cuni temi selezionabili secondo un elenco prefissato. o ai lettori. Per il corso universitario che stavo seguendo era stato posto. a cui si può ri- cercare una sua concausa. la pa- ranoia o la guerra in sé. di appena ottanta pagine. Volevo farlo su un argomento molto vasto. L'enorme espressività e trattazione di vari autori. un limite massimo di venti cartelle nella stesura della tesi. o per lo meno gli effetti consequenziali suoi. per eventuali sviste o indiscrezioni o leggerezze sulla trat- tazione di importanti temi quali il terrorismo. cioè il tentativo di comprendere i meccanismi dell'ideologia. . Ammetto di aver scritto un grande pandemonio saggistico. per l'esame finale. Chiedo venia al lettore. è stata una scelta voluta più per un mio desiderio conoscitivo. sfortunatamente l'ho dovuta com- primere in un saggio breve. libri. eventi. Ferroni).

La citazione dal libro di Pynchon. quasi un mese prima degli eventi di Charlie Hebdo. però su alcuni punti non ho visto male. praticamente tutta la sua trama si basa su questi tre concetti: i razzi V1 e V2 di Von Ghreim lanciati sui palazzi londinesi. anche perché avrei preferito sbagliarmi total- mente.96 OLTRE IL VARCO Era perfetta. Forse complice della grande nebulosa di dettagli e partico- lari era l'idea iniziale di introdurlo con un racconto breve. non an- cora letto realmente. come probabilmente sarà già stata riscon- trata dai lettori effettivi dell'opera dello scrittore di Glen Cove. e sono poco attinenti al- la realtà contestuale. non esiste. Entrambe hanno un fondo co- mune: la menzogna. qualche giorno dopo si erano regi- strate le prime paranoie sul terrorismo e il fondamen- talismo islamico presso il Fiorentino. Si legava con diversi aneddoti auto- biografici. non dico di es- ser stato profetico nel parlare di terrorismo e di pa- ranoia. ma. l'ideologia . Tra tutti i romanzi che potevo scegliere devo am- mettere che quello de “L'arcobaleno della Gravità” è stato il più azzeccato per parlare di bombe e di illu- sioni e di ideologia. le illusioni dell'impero millenario nazista e dell'efficienza della scienza pavloviana ed einsteiniana. con alcuni miei pensieri legati all'analisi dell'animo umano. Uno di questi era la paranoia del terrorismo islamico: diedi l'esame il 18 dicembre 2014. o peggio ancora quello di adottare un'epigrafe come quella scelta. e ad alcuni accorgimenti di carat- tere storico e contemporaneo. per dare un'attinenza con il saggio l'ho creata seguendo lo stile adoperato dall'autore in quel particolarissimo romanzo. Sia il racconto sia l'epigrafe sono stati inventati di sana pianta.

dall'odore di “incenso” e birra Mo- . Era il classico studente di Lettere Mo- derne. è una frase breve e concisa. ma sempre semplicistica. da centocinquanta pagine. laddove si andava a delineare con le bombe il principio squisitamente pynchoniano dell'e- stinzione dell'umanità. per non prendere malanni teneva i capelli lunghi. senza pensare a dove andare e senza fare altro se non guardare. Sul racconto. Ho sempre trovato molto affascinante la maniera con cui quasi tutta l'umanità abbia perso il tempo dietro a dei veri e propri fantasmi. della Paranoia e della Nebbia.POSTFAZIONE 97 dell'umanismo. si era distaccato dalla lezione per motivi per- sonali (ovvero il disinteresse e il disturbo dell’opposta ideologia del docente): era talmente classico da essere vestito come tutti quelli simili a lui. stava girando per le vie della sua città con una bicicletta sgangherata. e meccanico a tempo pieno. con l'aggiunta di una barba lunga an- ch'essa. che spero possa rispecchiare una certa vi- sione generale. osservare tutto quello che c’era at- torno a lui e alla sua bicicletta. Io invece. e lurida. a proposito. nato all'in- circa pochi anni dopo la conclusione della seconda guerra mondiale. con falsa modestia. comprata con qualche migliaio di lire da un amico ricettatore. A quest’ora. o oltre). ho voluto trattare delle bombe illusorie delle ideologie dominanti (tan- to per non dover finire per scrivere un saggio vero. non serve che ne parli più di tanto. un ragazzo della mia età. con eskimo e pantaloni stropicciati e pieni di macchie di caffè e di sugo. senza arte né parte. Basta solo leggerlo per capire cosa si abbia di fronte. della Guerra delle Spie. della marca Gra- ziella.

un suo amico grondante di san- gue in tutta la testa. accompagnate dalle immagini provenienti dalle televisioni di un re- portage della Fallaci sugli eventi più recenti della guerra in Vietnam. procuratasi da una manganellata degli agenti anti-sommossa. come la caduta dell’ennesimo governo democristiano. facendo schizzare in . e non si rendeva conto di quanto la cit- tà sembrasse una vera discarica di lamiera e di smog. Nella strada ogni tre isolati c’era una pattuglia dei ca- rabinieri. armati con il mitra.98 OLTRE IL VARCO retti. La sua città era quella che da qualche anno non faceva che rimanere della stessa facciata: piena di manifesti di Lotta Continua e dell’MSI. Nel frattempo le radio trasmettevano le notizie ri- guardanti gli ultimi eventi politici. un cellulare del reparto anti-sommossa era apparso e tutti gli agenti erano pronti a fare la medesima ferita a tutti quanti. oppure mandato diret- tamente alla leva militare. dopo aver scovato qualche giorno prima. a cui lui non voleva partecipa- re. Ebbe ragione ad evitare di addentrarsi nella mani- festazione: un deus ex machina apparve all’estremo della strada. Poteva anche rischiare peggio. mentre un dottore gli stava cu- cendo i punti nella ferita alla fronte. di solito di vedetta a qualche ufficio amministrativo caro a qualche sabota- tore armato di spranghe o di liquidi infiammabili. nell’ospedale locale. come l’essere arrestato e in- carcerato per qualche giorno. Il groviglio di macchine era im- pressionante. Oggi era appostata per il controllo di alcune manife- stazioni studentesche. e di circoli extraparlamentari di sinistra e destra chi con le vetri- ne rotte dai mattoni e chi dalle fessure delle porte abbattute o carbonizzate dalle molotov notturne.

missini e marxisti) e distrusse le autovetture vicine. creando anche una reazione a catena. senza distinzione tra amanti del Che o di Benito. Una vera battaglia in stile film western. o un mio zio. ca- rabinieri. vuota di passeggeri ma carica di plastico. disintegrandosi del tutto e provocando un urlo di fuoco che fece cadere tutti a terra (agenti. lo scrissi di get- to. forse un mio parente. o un suo fratello. Ebbe torto a fermarsi a pochi metri dalla striscia del parcheggio interna alla zona di battaglia. e riportò solo alcuni graffi alle mani e alla testa. e nulla più. tutto questo venne smorzato dalle musiche di Dylan e Guccini che uscivano dalle stanze dei palazzi limitrofi. Al fuoco si passò ai fumi. senza nemmeno approfondire. colpiti a loro volta dai manifestanti più violen- ti e irascibili. una mu- raglia di domino che saltava in aria. perché in quell’istante una macchina. senza pensarci più di tanto agli errori e alle sgrammaticalizzazioni che al tempo avevo lasciato vi- vere in pace. anch'esse squarciate dalla deflagrazione. fino al ragazzo. come mio padre. scivolato nel marciapiede a causa dell’urto dirompen- te dell’esplosione. solo le grida dei civili e poi nulla. Ma avrebbe voluto. laggiù solo i più fortunati era- no svenuti.POSTFAZIONE 99 aria denti e sangue mischiato anche a quello degli agenti. una vecchia Alfa Ro- meo del ‘57. frammentata. esplose. Come ventenne mi è praticamente im- possibile aver potuto vivere quel periodo. possono aver vissuto quell'epoca. Non era svenuto per fortuna. in fatto di costumi o di . Non è un granché come racconto. la mia è stata una ricostruzione parziale.

per quanto sia distruttiva un'ideologia. Ma forse può ancora accadere. Questa da so- la è già un'utopia. e chi addirittura c'è pure morto. col botto poi. ma questa è forse la prova che qualcosa pote- va accadere ma non è accaduto. e crea- re una civiltà migliore di quella attuale. Ma ne ho già parlato abbastanza. Quello su cui ho voluto puntare era l'effetto finale: “tutti giù per ter- ra”. E il punto è che per quanto se ne parli difficilmente se ne sarà immuni dei suoi effetti tossici nel futuro. in genere da parte di persone di buona volontà e di grande onestà intellettuale. al di là di pessimismi e di cinismo. aiutare. forse allora c'è speranza anche per le idee umanitarie. anche se va in controtendenza con il resto del saggio. Le ideologie ne fan- no di danni quando si arriva a farsi immergere total- mente la propria mente nella loro meccanica di vita e di pensiero. in fondo qualcosa di buono porta sempre.100 OLTRE IL VARCO eventi o di modi di vivere effettivi. ma se le ideologie sono figlie dell'utopia e in soli cinquant'anni hanno raggiunto una produzione realistica così impressionante. Solo ora vorrei far tra- pelare la bellezza del voler credere in qualcosa. per parafrasare il finale di una filastrocca dell'in- fanzia. e infatti tutti finirono per terra. e non di certo da qualche psicolabile avido di soldi e di potere. far sentire meno la gravità del mondo e della vita. no? . L'importante è credere solo in ciò che davvero possa fare la differenza: possa contribuire.

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Indice Introduzione 5 Capitolo Primo 13 Le nuove decisioni 14 Il neonato europeo 20 Scontro tra idee 27 Capitolo Secondo 35 I compiti e i giochi 36 La ribellione e il controllo 43 L'amore e l'odio 51 Capitolo Terzo 61 La disperazione violenta 62 Un equilibrio instabile 70 La gioia florida 77 Conclusione 85 Postfazione 93 .