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Dott. A.

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MARIO G. LOSANO

UNEDIZIONE DELLE LETTERE DI JHERING


A WINDSCHEID

Nel 1988 Karl Kroeschell, ordinario di storia del diritto


tedesco allUniversita` di Friburgo di Brisgovia, ha pubblicato 32
lettere scritte da Jhering a Windscheid nellultimo ventennio della
sua vita (1). Queste lettere non sono incluse nella mia bibliografia
dei manoscritti jheringhiani (2) perche erano di proprieta` privata:
dalla figlia di Jhering Helene Ehrenberg che ne pubblico` 8
nelledizione da lei curata nel 1913 (3) passarono alla figlia di
Helene, Edwig, moglie del premio Nobel Max Born, che nel 1930
le dono` a Julius von Gierke. Max Born, come Gierke, era ordinario a
Gottingen, citta` che pero` Born dovette lasciare nel 1933: lincertezza
dei tempi e limminenza dellemigrazione possono forse spiegare
la donazione. Le lettere rimasero fino al 1974 nelle mani

(1) Jherings Briefe an Windscheid 1870-1891. Herausgegeben von Karl KROE-


SCHELL, Vandenhoeck & Ruprecht, Gottingen 1988, 75 pp. (Abhandlungen der Akade-
mie der Wissenschaften in Gottingen, Philologisch-Historische Klasse, Folge 3, Nr.
170).
A Karl KROESCHELL si devono anche Zwei unbekannte Briefe Jherings, in: Festschrift
fur Franz Wieacker zum 70. Geburtstag, 1978, pp. 273 ss.
(2) Bibliographie Rudolf von Jherings, in Mario G. LOSANO, Studien zu Jhering und
Gerber, Munchener Universitatsschriften. Juristische Fakultat. Abhandlungen zur
rechtswissenschaftlichen Grundlagenforschung, Band 55/2, Teil 2, Verlag Rolf Gremer,
Ebelsbach 1984, pp. 260-271.
Dora in poi citata come Bibliographie, seguito dal numero dellopera cui si fa
riferimento.
(3) Helene EHRENBERG (a cura di), Rudolf von Jhering in Briefen an seine Freunde,
Breitkopft & Hartel, Leipzig 1913, 480 pp.; va qui ricordata anche una precedente e piu`
limitata raccolta di lettere: Johannes BIERMANN (a cura di), Rudolf von Jhering. 1852-1858.
Briefe und Erinnerungen, Muller, Berlin 1907, 106 pp.

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della famiglia Gierke, che le affido` al professor Karl Kroeschell per


la pubblicazione, dopo la quale vennero affidate alla Staats- und
Universitatsbibliothek di Gottingen, dove ora si trovano.
La pubblicazione del 1913 rivela che tre originali sono andati
perduti (e per questo Kroeschell riproduce ledizione del 1913 delle
lettere 12, 16 e 31) e che inoltre la corrispondenza tra Jhering e
Windscheid dovette iniziare gia` nel 1853. Tuttavia le lettere messe a
disposizione per la pubblicazione si riferiscono soltanto al periodo
che inizia nel 1870, ne finora e` stato possibile accertare lesistenza di
altre lettere del periodo anteriore. Anche le 45 lettere di Windscheid
a Jhering conservate nella collezione Darmstaedter della Staatsbi-
bliothek Preuischer Kulturbesitz di Berlino sono nella grande
maggioranza anteriori al 1870. Solo cinque ricadono nel periodo
che ci interessa, cioe` tra il 1870 e il 1892; di queste, soltanto una
(Lipsia, 6 luglio l879) e` con sicurezza la risposta alla lettera di
Jhering pubblicata con il n. 18 (Kroeschell, nota 5, p. 8).
Le risposte di Windscheid esistettero di certo, poiche in
margine a 17 lettere di Jhering egli stesso annoto` di aver risposto:
tuttavia queste risposte sono irreperibili e non e` quindi stato
possibile presentare il carteggio tra i due giuristi.
Le lettere di Jhering si riferiscono al periodo in cui, sul piano
scientifico, le opere della fase costruttivistica sono superate da una
concezione sociologica del diritto, mentre, sul piano universitario,
Jhering sta per abbandonare Vienna per Gottingen, dove resta sino
alla morte nel 1892. In quegli stessi anni, Windscheid perservera
invece nella sua fede pandettististica e, chiamato a far parte della
commissione per la preparazione del codice civile, vi esercita un tale
influenza, che Otto von Gierke definira` il progetto del 1888 un
compendio delle Pandette strutturato in articoli di legge (cit. da
Kroeschell, p. 10).
I due giuristi militano dunque in campi scientifici ben diversi e
questa consapevolezza traspare in non pochi passi delle lettere.
Tuttavia il contrasto intellettuale non sembra aver indebolito que-
stamicizia, come invece avvenne per quella con Gerber.
In questo gruppo di lettere Jhering parla spesso del primogenito
Hermann: nel primo decennio con costante ammirazione, poiche
specie negli studi Hermann gli dava le soddisfazioni che gli altri
figli sembravano negargli; nel secondo decennio, invece, il matrimo-

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nio di Hermann incorre nella totale disapprovazione del padre e


provoca una profonda rottura fra i due. Proprio per questo Hermann
abbandono` la Germania e part` nel 1880 per il Brasile, dove divenne
uno stimato naturalista. Questi fatti vanno tenuti presente per com-
prendere gli accenni a questi problemi famigliari, spesso formulati da
Jhering in termini comprensibilmente reticenti (4).
Anziche tentare una sintesi dei vari temi delle 32 lettere, penso
di far cosa utile al lettore italiano fornendo un breve sommario di
ciascuna lettera e la traduzione dei passi che mi sembrano di
maggiore importanza. Lasterisco che segue gli estremi di una lettera
indica che, sulloriginale, Windscheid aveva annotato di avervi
risposto. Fra parentesi quadra segue invece il numero che la
medesima lettera aveva nelledizione del 1913 (cfr. nota 3).
Le singole opere di Jhering non vengono citate per esteso, ma
per esse si rinvia alla mia bibliografia, dove ogni opera e` individuata
da un numero progressivo (5).

1. Vienna, 26 marzo 1870 [Ed. 1913: n. 78].

Jhering lamenta le condizioni delledificio in cui deve tenere le


lezioni per i 340 studenti di Istituzioni. Le sue proteste sono state
riprese anche dai giornali. Poiche nel 1848 i rivoluzionari avevano
usato i locali della facolta` di giurisprudenza per tenervi le loro
riunioni, essa per punizione venne trasferita nei locali di un liceo. Gli
studenti sono molti e attenti. Il materiale umano e` buono, o per
lo meno attento e grato, naturalmente ad eccezione dei barbari, dei
conti e dei derelitti, che qui non mancano certo (p. 17). Gia` qui
risuonano accenni antiaustriaci sullo stato delle istituzioni, in cui le
persone vengono annullate grazie ai parroci e ai gesuiti (p. 18).
Poiche il figlio Hermann ha superato lesame di fisica con il
massimo dei voti, Jhering decide di compiere con lui un viaggio in
Italia.

(4) Per una biografia del figlio di JHERING si veda il mio saggio: Un precursore
dellecologia in Brasile: Hermann von Jhering (1850-1930), Sociologia del diritto ,
XVIII, 1991, n. 1, pp. 35-65.
(5) Come indicato alla nota 2, ogni opera e` individuata dallindicazione Biblio-
graphie, seguita dal numero dellopera cui si fa riferimento.

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Windscheid ha ricevuto e criticato il saggio jheringhiano sulle


Reflexwirkungen (Bibliographie, n. 52): Ma non e` la vanita` dellau-
tore gli risponde Jhering che mi spinge a oppormi alla tua
critica (p. 18) e difende la ricca casuistica del volume, spiegan-
done per esteso le ragioni.

2. Vienna, 30 Maggio 1870.

Dopo una prima descrizione di viaggi, Jhering vorrebbe incon-


trare Windscheid, affinche questi lo sottoponga ad una radicale
purgatio (non canonica, bens`) civilis (p. 19). Le divergenze di
opinioni non ostacolano dunque la collaborazione fra i due giuristi.
Windscheid ha incontrato il figlio maggiore di Jhering, Her-
mann, e deve averne scritto in termini positivi allamico. Questi
ricorda anche il viaggio in Italia con il figlio e lincontro a Bologna
con Serafini, professore in quelluniversita` e traduttore di Jhering (6).
Tra le conoscenze italiane di Jhering risulta anche Guido Padelletti
(1843-78), professore di diritto romano a Perugia, Bologna e Roma
(p. 20).
In occasione della malattia del romanista Burkhard Wilhelm
Leist, Jhering descrive il sentimento di competizione che li ha
reciprocamente opposti per tutta lesistenza.
Infine, informa Windscheid sui saggi che va scrivendo e gli
indica i nuovi casi inclusi nella nuova edizione dei Civilrechtsfalle
(Bibliographie, n. 50) che gli sembrano piu` divertenti e di cui
quindi consiglia a Windscheid la lettura.

3. Vienna, 31 gennaio 1871 * [Ed. 1913: n. 81].

Dopo varie notizie sulla salute non buona della moglie, descrive
in dettaglio la genesi del saggio sulle Passive Wirkungen der Rechte
(Bibliographie, n. 53): ieri sono riuscito finalmente a terminarlo
(p. 22), come sempre in gara con il tipografo e ultimo fra gli autori

(6) Sulla fortuna di Jhering in Italia, v. Bibliografia di Rudolf von Jhering, in: Mario
G. LOSANO, Ermanno BONAZZI, Bibliografie di Jhering e Gerber, Giuffre`, Milano 1978, pp.
1-63.

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del fascicolo dei suoi Jahrbucher . E` lanno della guerra franco-


tedesca e Jhering e` in ansia per la sorte del figlio Hermann
(arruolatosi nellesercito tedesco, invece che in quello austriaco: col
rischio di essere dichiarato disertore) e si rallieta per le prospettive
della nazione tedesca. La vittoria sui francesi lo riempie di una gioia
che egli finisce per trovare persino eccessiva: Come mi ha imbar-
barito questultima guerra, che poi io ho combattuto solo nella mia
stanza! Come mi sono beato per lo smacco inferto ai francesi e come
ho loro augurato ogni malanno! Non fa bene essere coinvolti troppo
spesso in guerre di questo tipo: spero che per me sia lultima (p.
23).
Passare dai grandi eventi europei al peculium castrense di
Fitting e agli altri lavori romanistici e` difficile. Jhering si limita ad un
elenco.
La lettera si chiude commentando il passaggio di Windscheid da
Monaco a Heidelberg.

4. Vienna, 2 luglio 1871.


Ieri sono partiti per Lipsia gli ultimi sedicesimi della seconda
edizione dellultimo volume del mio Geist: per la prima volta in vita
mia ho rispettato il termine che mi ero prefissato fine giugno (p.
24) (Bibliographie, n. 51). Sta anche lavorando a un saggio, ma nelle
vacanze di Pasqua e` di nuovo stato in Italia: La mia intenzione era
di rilassarmi, di stancarmi il meno possibile: e dove era possibile
meglio che a Napoli? (p. 25). Mentre la descrizione dei giorni
napoletani e` venata di allegria, lincontro a Bologna con Serafini e`
segnato da tristi vicende: la moglie in un ospedale psichiatrico, i figli
inviati altrove, e lui sedeva tutto solo nel suo grande alloggio. E a
questo si aggiungono i problemi economici (ivi). Serafini non vuole
fare lavvocato, lo stipendio e` basso, nel suo Archivio ci ha
rimesso finora di tasca sua (p. 26); insomma, Quelluomo mi ha
fatto limpressione di un martire della scienza (p. 26).
Seguono due lunghi paragrafi sui viaggi nel periodo delle
vacanze. Windscheid aveva chiesto a Jhering, uomo del Mare del
Nord, di consigliargli una localita` balneare in quella zona. Jhering gli
offre una precisa descrizione dei luoghi, ma lo mette in guardia sui
prezzi praticati da quegli onesti isolani : basta guardarli per
capire che discendono dai pirati (p. 26).

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Infine, Jhering chiede a Windscheid di inviargli le osservazioni


su un suo saggio: mi interessa molto vedere che cose` che suscita le
tue critiche (p. 27).

5. Vienna, 21 luglio 1871 *.

Le osservazioni di Windscheid sono giunte. La loro lettura mi


ha offerto una prova ulteriore dellidea che gia` da anni mi sono fatto,
cioe` che il nostro modo di pensare diverge piu` di quanto entrambi
avessimo supposto. E` un contrasto di principio che domina tutto il
nostro modo di pensare. Dunque, ognuno di noi continui a lavorare
a modo suo (alla scienza ne verra` solo giovamento); comunque, non
sara` possibile una conciliazione tra noi due sui punti influenzati da
questo contrasto. Grazie al Cielo il mondo non crollera` per questo,
ne verra` intaccato il nostro rapporto personale o il nostro reciproco
rispetto scientifico (p. 27).
Infatti sara` proprio Jhering a scrivere uno dei piu` elevati elogi di
Windscheid: cfr. la lettera 26 commentata infra, dove quel passo e`
citato per esteso.

6. Vienna, 18 dicembre 1871 *.

Con laccettazione della chiamata a Gottingen, Jhering volge le


spalle a Vienna, il cui ambiente sociale e accademico non sembra
mai averlo conquistato sino in fondo. Le ragioni economiche
spiegate in dettaglio, tanto da poter offrire un interessante spunto
per uno storico delleconomia non sono decisive.
Destera` certo parecchio stupore il fatto che io abbia voluto
mutare la mia splendida attivita` di qui con quella di Gottingen, che
e` dieci volte minore. Ma e` un sacrificio che devo fare per la mia
salute e per il mio spirito (Stimmung). Anzitutto non sopporto laria
di qui e, dopo il mio ritorno dalla Germania, mi sono sentito di
nuovo parecchio male. Ma anche latmosfera morale di qui non mi
si addice: per sopportarla bisogna essere nati in Austria. Daltra
parte, della grande citta` io sento piu` gli inconvenienti che i
vantaggi (p. 28 s. ).
Quanto al lavoro intellettuale, la terza edizione del Geist pro-

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cede a rilento, sotto la sfavorevole influenza del clima di qui (p.


29). E le letture vengono descritte come non particolarmente
esaltanti.
Infine, la chiamata a Strasburgo non lo convince, soprattutto
dopo una visita alla citta`.

7. Vienna 21 gennaio 1872 *.

Jhering ritorna sulle ragioni che lo inducono ad andare a


Gottingen: anche se Vienna e` pronta a dargli onori e danaro, la mia
salute e il mio lavoro sono piu` importanti (p. 30).
Che tranquillita` e che fiducia sono tornate nel mio spirito da
quando so di tornare in Germania, e per di piu` in una citta` piccola
ed in una zona amena! La` potro` di nuovo vivere comodamente, fare
le mie passeggiate e dedicarmi al mio lavoro: cose di cui qui non si
parla nemmeno (p. 31).

8. Vienna, 31 marzo 1872 * [Ed. 1913: n. 88].

Ormai la partenza e` decisa per lautunno, la casa di Gottingen


e` acquistata, quella di Vienna e` sul punto di essere venduta e
abbattuta. Jhering puo` quindi trarre un bilancio equilibrato del suo
quadriennio viennese: Come mi ha confidenzialmente comunicato
il ministro, su sua proposta lImperatore mi ha insignito della croce
di cavaliere dellordine leopoldino, che comporta anche il conferi-
mento della nobilta`: un atto di cortesia che non ci si sarebbe attesi
verso una persona che lascia il servizio austriaco. In generale, devo
riconoscere che la gente di qui invece di esprimermi il suo
risentimento o disappunto per il fatto che abbandono una capitale
imperiale per ununiversita` di provincia si sforza di lasciarmi una
buona impressione con la sua comprensione e con il suo compor-
tamento cordiale. Se dovessi tornare a prendere una decisione, non
esiterei un minuto nel prendere ancora una volta quella che mi
portera` da Vienna a Gottingen; tuttavia con altrettanta nettezza
devo dire: se dovessi ancora decidere su una chiamata a Vienna,
come quattro anni fa a Gieen, agirei esattamente come allora. A

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nessun costo vorrei che la mia vita fosse privata dellesperienza


viennese (p. 32).
La vita della capitale, i viaggi consentiti da unelevata retribu-
zione, soprattutto le lezioni tenute ad un uditorio di centinaia di
persone sono vantaggi cui Jhering rinuncia volentieri: Affronto con
energia e letizia questa nuova fase della mia vita e spero di ricuperare
come scrittore quanto perdo come insegnante. Come sono felice di
potermi chiudere nel bozzolo del mio Geist, come gia` facevo a
Gieen! (p. 28).

9. Gottingen, 13 gennaio 1873 *.

Linsediamento a Gottingen viene riassunto in una frase: Qui


mi sento straordinariamente bene (p. 33). I colleghi della facolta`
vengono descritti e valutati attentamente, come pure le vicende della
casa e della famiglia.
Solo la scrittura procede con la consueta fatica: un saggetto per
i Jahrbucher (Bibliographie, n. 58) e le piccole modifiche alla
terza edizione del vol. 1 del Geist.

10. Gottingen, 31 dicembre 1873 * [Ed. 1913: n. 93].

La vita privata a Gottingen e` quella che Jhering ha sempre


sognato e che descrive allamico: Qui sono pienamente soddisfatto
della mia posizione e del mio lavoro, della mia casa e dellatmosfera
che vi regna, con moglie, figli e tutto cio` che e` mio: che cosa si puo`
volere di piu`? Aggiungici pure il fatto che conservo intatta la vecchia
capacita` di godermi la vita, il piacere dun bicchiere di vino o di
quanto altro ha creato il buon Dio, la voglia di scherzare e di stare
allo scherzo, il gusto duna partita a whist o di un trio musicale, e
cos` via. E` soltanto calata un po la mia passione per il far musica da
solo, ma se si tratta dun trio mi lascio ancora travolgere dallentu-
siasmo di un tempo. Anche avantieri abbiamo suonato fino a notte,
tenendoci su con una Bowle. Se pero` mi chiedi di dirti in tutta
coscienza se qualcosa mi manca, devo rispoderti di s`: la mia capacita`
di lavoro non e` piu` quella duna volta (p. 36). E spiega come il

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Geist stia risentendo proprio del fatto che egli non regge piu` alla
fatica fisica, mentre in lui permane intatta la voglia di lavorare.

11. Gottingen, 18 marzo 1874 *.

I due amici si scambiano lamentele sulla preparazione delle


lezioni. Questinverno commenta Jhering ho veramente
dovuto gemere sotto il loro peso (p. 37).

12. Gottingen, 8 luglio 1874 [Ed. 1913: n. 95].

Nonostante le divergenze di metodo cui accennava nelle pre-


cedenti lettere, in poche righe Jhering esprime tutta la sua ammi-
razione per lamico, che e` stato nominato membro della Gesetz-
gebungskommission incaricata di preparare il codice civile
tedesco: A parer mio, tra noi romanisti nessuno era piu` adatto
di te (Wachter infatti e` troppo vecchio) a rappresentare in que-
stoccasione il diritto romano; nessuno piu` di te puo` mettere a
disposizione della Commissione, in modo certo e completo, la
somma di quanto la letteratura ha prodotto su di esso. Credo
proprio che questo riconoscimento debba essere uno dei compiti
piu` belli e piu` validi della tua vita (p. 38).

13. Gottingen, 9 luglio 1874.

Windscheid, chiamato a Lipsia nel 1874, doveva affrontare un


trasloco simile a quello di Jhering. A lui chiede quindi consiglio e
Jhering gli risponde con una lettera che e` tutta una lode del
taumaturgico imballatore Schirmer: un uomo in gamba com-
menta Kroeschell che evidentemente si era specializzato in
traslochi di professori e altri accademici (p. 12). Li si trova
elencati nella lettera di offerta del traslocatore, pubblicata con il
numero 13a.
Questa volta i problemi delle chiamate dei romanisti sono
relegati allultimo capoverso.

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14. Gottingen, 19 luglio 1874.

Continuano i consigli pratici di Jhering sul trasloco di Wind-


scheid.

15. Gottingen, 16 aprile 1875 *.

Ricevendo la quarta edizione del Lehrbuch des Pandektenre-


chts di Windscheid, Jhering esprime la sua ammirazione per
linfinita attenzione e coscienziosita` con cui hai elaborato la lette-
ratura piu` recente. Tu hai osservato e tenuto conto di ogni singola
idea che vi si manifesta, di ogni osservazione occasionale, tanto
che io dubito che gli stessi autori dei saggi avrebbero potuto
sfruttarli e utilizzarli per il tuo Lehrbuch in modo piu` esauriente
di quanto tu abbia fatto. Almeno per quanto riguarda i miei
scritti, devo ammettere che io stesso non lo avrei fatto cos` bene.
Con questa completezza assoluta hai conferito alla tua opera
unutilizzabilita` che la rende indispensabile ad ogni giurista che si
occupi del diritto comune (p. 41 s. ).
Non sarei quindi daccordo con Kroeschell (p. 11) nellinter-
pretare questo apprezzamento di Jhering come un segno dellinco-
municabilita` fra i due, che non avrebbero piu` nulla di significativo
da dirsi: non bisogna infatti dimenticare che il Lehrbuch era giunto
alla quarta edizione e che quindi Jhering non poteva avvertire
lesigenza di formulare un giudizio critico piu` dettagliato.
Lavoro allo Scopo nel diritto , comunica Jhering: il primo
volume di questopera vedra` la luce circa due anni dopo (Biblio-
graphie, n. 65).

16. Gottingen, 6 marzo 1877.

Invitato a casa di Windscheid, Jhering accetta il solo invito a


pranzo, e non lintera ospitalita` ( ritengo scrive che si tratti di
un bene divisibile , p. 43) ed anche per il pranzo prega lamico di
tener conto piu` della [sua] salute che del [suo] palato (p. 43): il
Jhering buongustaio incomincia a sentire il peso delleta`.

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17. Gottingen, 23 gennaio 1878.


Jhering ha ricevuto il volume sul diritto ereditario della quarta
edizione del Lehrbuch di Windscheid. Ripromettendosi di leggerlo
da cima a fondo per rinfrescare le sue nozioni di diritto ereditario,
commenta: Potresti ben dire che con la piega che negli ultimi
tempi hanno preso le mie indagini scientifiche le mie letture
seguono una traiettoria abbastanza lontana dalla giurisprudenza.
Solo di tanto in tanto riesco a prendere in mano un libro giuridico
[...], poi torno ai libri di filosofia o di politica sociale (p. 44).
Windscheid sta leggendo il primo volume dello Zweck e Jhering
risponde ad una sua osservazione: Al quesito sulleventuale diritto
dellindividuo di accaparrarsi quanto piu` gli e` possibile di beni
terreni, ho gia` risposto a p. 519 del mio libro. Forse ti e` sfuggito
(p. 45)
Infine, Jhering chiede il giudizio di Windscheid sul parere
relativo alla citta` di Berna (Bibliographie, n. 64): dimmi con due
parole soltanto se sei daccordo col mio risultato (p. 45).

18. Gottingen, 29 giugno 1879 *.


La mia casa si e` svuotata scrive Jhering Tutti i miei figli
se ne sono andati ed e` rimasta soltanto mia figlia , (p. 46), la quale
pero` attende soltanto che il futuro marito riceva la chiamata da
ordinario. Il lavoro scientifico non puo` sostituire questi vuoti, anche
perche Jhering sente che la [sua] vecchia capacita` lavorativa cala di
giorno in giorno (p. 46). Il mio Zweck im Recht procede
lentamente e non ce` neppur da pensare che il secondo volume esca
prima dellanno prossimo (p. 46): infatti quel volume verra`
pubblicato soltanto nel 1883 (Bibliographie, n. 91). A cio` si aggiun-
gono le ristampe del Geist, opera che ormai Jhering sente metodo-
logicamente lontana dai suoi interessi.

19. Gottingen, 30 dicembre 1879 *.

Windscheid ha pubblicato la quinta edizione del Lehrbuch, di


cui Jhering ammira ancora una volta laggiornamento. Tuttavia
latmosfera festiva gli impedisce di affrontare temi giuridici: per una

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volta la casa ormai vuota si riempie, poiche sono tornati non solo i
quattro figli, ma anche la figlia con il fidanzato, che mi e` divenuto
molto caro (p. 48): e` quel Viktor Ehrenberg che curera` le opere
postume di Jhering (Bibliographie, n. 119 e n. 121) e che, come
professore, sara` il fondatore del diritto assicurativo.
La lettera e` importante anche perche traccia un quadro preciso
della situazione della famiglia Jhering.
Se mi riuscira` di condurre a termine i progetti letterari che ho
in mente, non mi lamentero` poi dei sacrifici che ho dovuto compiere
per lo Zweck. Ma non so se ci riusciro`: continuamente mi rendo
conto della sproporzione tra le mie forze e le dimensioni del
compito. Inoltre la mia lentezza nello scrivere aumenta di anno in
anno (p. 48).

20. Gottingen, 10 giugno 1880 *.

E` la lettera dei dispiaceri in famiglia. Anzitutto, il matrimonio di


Hermann e la sua partenza per il Brasile: Ho attraversato uno dei
periodi piu` neri della mia vita, sono passato attraverso una delle mie
esperienze piu` amare. Proprio il mio figlio maggiore, nel quale avevo
riposto tante speranze, era destinato a ricambiare tutto lamore che
gli avevo dimostrato e tutti i sacrifici che avevo sostenuto per lui
infliggendomi la ferita piu` dolorosa della mia vita. Tu sai che si e`
sposato e che ha lasciato Lipsia per andare nel Brasile meridionale:
apparentemente per un viaggio scientifico, ma in realta` per
ununione che gli costera` la scienza, la patria e il padre. Risparmiami
il resoconto del resto: mi fa troppo male rimestare il coltello nella
piaga. Lasciami pero` riassumere quanto ho vissuto in una sola frase:
ho perduto mio figlio, lho perduto per sempre. Penso di poter
ritrovare la mia serenita` soltanto liberandomi completamente dal
suo ricordo: a casa mia non si potra` piu` parlare di lui; per me non
esiste piu`. Ho avuto lo stesso destino di Vangerow, che a suo tempo
compiansi tanto: allora non avrei mai pensato che mi attendeva la
stessa sorte (p. 49).
Anche il figlio piu` giovane gli da` non pochi grattacapi con la
scuola. E poi una caduta della retina: Con locchio destro non vedo
praticamente piu` (p. 49).

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21. Gottingen, 30 dicembre 1883 *.

E` una lettera particolarmente importante, perche contiene


unautovalutazione e cioe` una severa autocritica dello Zweck,
provocata dalla revisione del primo volume (in vista della ristampa)
e dallinfruttuoso lavoro sul secondo volume, ancora incompiuto:
Anni di lavoro al secondo volume del mio Zweck im Recht mi
hanno esaurito e avrei avuto bisogno di un lungo periodo di riposo
per potermi ristabilire. Invece, tornando dal mio viaggio dautunno,
mi attendeva un lavoro che mi ha affaticato ancor piu` del prece-
dente: la preparazione di una nuova edizione del mio Kampf ums
Recht e del primo volume dello Zweck im Recht. E` una dimostra-
zione della mia patologica condizione intellettuale il fatto che il
primo di questi due lavori mi abbia occupato in un modo che un
altro non crederebbe possibile. A ogni passo mi sorgevano dubbi; la
formulazione mi sembrava ora poco curata, ora poco chiara; mi
sembrava di dover apportare modifiche ovunque, ma non trovavo
soluzioni soddisfacenti. Correvo il rischio di peggiorare, invece di
migliorare. Eppure questo era un gioco da ragazzi rispetto allaltra
revisione. Pensavo di finirla nelle vacanze, e invece non lho ancora
terminata. Ho riscritto completamente alcune parti (non ti dico con
che fatica) e quasi ovunque ho apportato modifiche. Di tutti i lavori
della mia vita, questo e` stato forse il piu` logorante. Non tanto per la
fatica intellettuale, quanto per limpressione demoralizzante che ne
andavo ricavando. Cos`, sul valore del primo volume, sono giunto a
formulare un giudizio completamente diverso da quello che ne
avevo dato sinora. Non mi sono potuto nascondere la vergognosa
constatazione che, in esso, molto e` straordinariamente debole, che
alcune cose sono oggettivamente errate o esagerate, che altre sono
espresse in una forma veramente infelice: esageratamente ampollosa,
estesa, prolissa. Quante cose cho tirato dentro, che adesso lascerei
fuori! Come mi rincresce, ora, che i temi marginali mi abbiano
impedito di perseguire il mio scopo principale, che si allontana dai
miei occhi quanto piu` credo di avvicinarmici! Insomma, la mia
autocritica si e` trasformata in un vero flagello, sotto i cui colpi ho
perduto ogni serenita` e ogni coraggio. Ora mi sento come a pezzi,
intellettualmente e moralmente, ne vedo alcuna possibilita` di miglio-
ramento se non nello stimolo di un lavoro del tutto nuovo: sempre

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che ne abbia la forza intellettuale, ora completamente esaurita. Sono


ormai arrivato al punto che biasimo ogni locuzione che mi esce dalla
penna, che cancello le frasi faticosamente vergate sulla carta e, alla
fine, quello che sono riuscito a portare a compimento non mi piace
(pp. 50-51).
Windscheid aveva espresso un parere positivo sul secondo
volume dello Zweck, e Jhering commenta: Hai il merito di aver
definito esattamente il pregio che, anche a mio giudizio, gli si puo`
attribuire: si tratta di costruire un mondo concettuale che finora non
esisteva (p. 51).
Dopo varie notizie famigliari, gli raccomanda un giovane stu-
dioso, Dr. Goldschmidt: Il fatto che sia ebreo non gli sara`
dostacolo presso di te, cos` come non lo e` stato presso di me (p.
52).

22. Gottingen, 19 febbraio 1884.


Cartolina di tre righe con orari di viaggio.

23. Gottingen, 26 febbraio 1884 *.


Jhering stava tornando da un viaggio in Italia e il 12 marzo
avrebbe dovuto tenere una conferenza alla Juristische Gesellschaft
di Vienna. Si tratta di U ber die Entstehung des Rechtsgefuhls,
ristampata nel 1986 da Okko Behrends: cfr. p. 90 di questo
fascicolo, nonche` Bibliographie, n. 96.
La seconda parte della lettera si occupa di varie chiamate a
cattedra.

24. Gottingen, 26 febraio 1884.


Cartolina di tre righe con appuntamenti per il viaggio a Lipsia.

25. Gottingen, 21 dicembre 1884.


Due punti di questa lettera rivestono particolare importanza.
Anzitutto, e` stato pubblicato il secondo volume dello Zweck, che ha
suscitato non poche critiche. Ancora una volta si nota come il

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rapporto tra Jhering e Windscheid sia di antagonismo rispettoso e


quasi cooperativo: Ho letto con interesse il tuo discorso di
rettorato [Die Aufgaben der Rechtswissenchaft, 1884]: contiene
osservazioni esatte e mi ha fatto lonore di ricordare positivamente la
mia teoria della morale, cosa che dalla tua bocca e in quelloc-
casione riveste per me una grande importanza (p. 55).
Inoltre Jhering ritorna sulla benefica quiete di Gottingen: Non
lodero` mia abbastanza lozio di cui posso godere per la mia
produzione letteraria: non per niente sono venuto a Gottingen! (p.
55). Il peso delle lezioni gli e` stato infatti ridotto, poiche il ministero
ha chiamato Regelsberger a dividerne con lui il peso.
Infine, parlando della vita di famiglia, menziona il suo viaggio in
Italia e, in particolare, in Sicilia.

26. Gottingen, 18 marzo 1886 [Ed. 1913: n. 129].


Unimprovvisa malattia di Windscheid preoccupa molto Jhe-
ring, che evoca altre morti tra cui quella di Glaser, avvenuta il 26
dicembre 1885 ma che si risolleva quando un telegramma gli
comunica che il male e` superato. E` a questo punto che Jhering
improvvisa una laudatio dellamico in cui concilia cosa
difficile, dati i loro contrasti metodologici una rara schiettezza
scientifica e un profondo affetto personale.
Dunque, su col morale: non puoi permetterti di morire cos`
presto! Non solo per la tua famiglia e per i tuoi amici, ma anche per
la scienza. Se tu te ne andassi, non saprei chi potrebbe prendere il
tuo posto: ai giorni nostri non conosco nessuno che possa neppur
lontanamente pretendere di sostituirti. Tu rappresenti come nessun
altro la nostra scienza romanistica. Noialtri rappresentiamo una sua
parte o una certa sua tendenza, ma lintera la rappresenti solo tu.
Forse si vanno preparando dei giovani, ma per il momento non si
puo` ancora dire nulla. Al tuo lato si possono menzionare, al
massimo, Brinz e Dernburg, ma neppure in essi riesco a vedere i
rappresentanti del sapere romanistico del nostro tempo: alluno
manca questo, allaltro questaltro; soltanto tu riunisci in te tutto
quanto ne fa parte. Devi percio` vivere ancora molti anni: la tua
dipartita aprirebbe un vuoto incolmabile. Tu sai bene che abbiamo
idee diverse e che la nostra amicizia non mi impedisce di essere un

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tuo avversario; tuttavia sarebbero tempi duri per la nostra scienza se,
accanto a me, non si trovasse una persona come te. E se uno
studente mi chiedesse se deve frequentare soltanto le tue lezioni, o
soltanto le mie, gli risponderei di venire da te, perche io non sono in
grado di fornire la totalita` del sapere romanistico. Anzi, neppure
nelle parti che insegno fornisco un quadro completo della nostra
scienza: insegno soltanto me stesso, ed il mio io, nella scienza, si
muove entro stretti confini, che a te sono ignoti. Con questo non
intendo sminuirmi, perche sono convinto che uno studente, oltre
che da te, puo` apprendere qualcosa di utile anche da me: pero` non
soltanto da me (p. 57).
Ma la lettera e` interrotta dal lavoro per la seconda edizione del
secondo volume dello Zweck: Il tipografo, che in questo momento
pago a forfait, mi stava gia` alle calcagna (p. 58). E` il solito modo di
lavorare di Jhering. Questo lavoro e un Privatgutachten per il
Governo sugli esami universitari (che non sembra conservato) lo
fanno arrivare alla sera come un cavallo da tiro sfiancato (ein
abgehetzter Karrengaul, p. 58).
In aprile, quando a Vienna si sposera` il figlio Albrecht,
Jhering si propone di visitare Windscheid a Lipsia. Ma ancora lo
prega di non eccedere con gli impegni sociali: La mia passione
per il mangiare ed il bere e` molto diminuita negli ultimi anni.
Temo di giungere poco per volta al tuo livello: il mio interesse
per questo aspetto della vita sta infatti calando in modo preoccu-
pante (p. 58).

27. Gottingen, 24 marzo 1886 *.

Quattro righe su una cartolina per confermare il viaggio a


Lipsia.

28. Gottingen, 26 marzo 1886.

Una breve lettera fissa altri accordi per il soggiorno a Lipsia


presso Windscheid.

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29. Gottingen, 24 luglio 1886 *.


Presentando a Windscheid il Dr. Kipp, che vorrebbe abilitarsi a
Lipsia, Jhering descrive brevemente la situazione accademica della
sua materia a Gottingen.
La lettera parla poi di un terribile evento non spiegato
dallapparato critico del volume in esame. I fatti possono tuttavia
essere chiariti sulla base di notizie ricavate dal carteggio jheringhiano
che sto pubblicando, il cui titolo di lavoro e`, per ora, Der Briefwech-
sel zwischen Jhering, Glaser und Unger. Il terribile evento si
riferisce al quarto figlio di Jhering, Albrecht, che si era sposato
quellanno e che subito si era diviso dalla moglie (7).

30. Gottingen, 19 maggio 1887.

La morte di Stobbe offre a Jhering loccasione per ricordare


`
altre morti che hanno aperto molti vuoti nelle file dei suoi amici. E
giunto il momento di pensare anche al proprio ritorno allovile; la
mia voglia di vivere diminuisce costantemente (p. 60 s. ).

31. Gottingen, 5 agosto 1888 [Ed. 1913: n. 133].

E` una lettera importante perche Jhering spiega le ragioni che lo


hanno portato a scrivere Der Besitzwille (Bibliographie. n. 108) e, in
particolare, perche quel saggio abbia superato di tanto le dimensioni
originariamente previste.
Lo scritto, che nei miei piani doveva raggiungere i 15 sedice-
simi, ha gia` raggiunto i 24: e di certo se ne aggiungeranno ancora 5

(7) Queste informazioni si ricavano dalle lettere di Jhering a Glaser del 18


dicembre 1885, da quella di Jhering a Minna Glaser del 24 dicembre 1886 e da quella
di Jhering a Minna Glaser del 24 dicembre 1887 (tutte in corso di pubblicazione nel
carteggio tra Jhering Glaser e Unger con i numeri per ora provvisori 81, 85 e 86).
Lalbero genealogico della famiglia Jhering approntato nel 1901 che ho potuto
consultare a Sao Paulo grazie alla cortesia della signora Maria von Jhering de Azevedo
non menziona questo primo matrimonio di Albrecht, ma soltanto il secondo con
Emma Charlotte Catharina Hildebrand, che secondo le indicazioni fornite nella lettera
di Jhering a Minna Glaser del 24 dicembre 1891, n. 98, ebbe luogo nel primo
trimestre del 1891.

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o 6. Se esso avesse avuto soltanto la finalita` di illustrare la mia


opinione sulla volonta` nel possesso, avrebbe potuto essere notevol-
mente piu` breve. Ma esso e` anche un libro a tesi (Tendenzschrift) sul
metodo giuridico oggi dominante: quindi la volonta` nel possesso mi
offre soltanto un oggetto assai adatto non solo per dimostrare
lerroneita` del metodo dominante, ma anche per applicare il mio
metodo ogni volta che se presenta loccasione. Solo la prospettiva di
provocare un rivolgimento nel nostro metodo giuridico mi ha fatto
impugnare la penna: infatti nessun problema dogmatico, per quanto
importante, avrebbe potuto da solo sottrarmi al mio Zweck im Recht.
Ma la tesi (Tendenz) da me perseguita in questo scritto coincide con
quella dello Zweck e percio` ho ritenuto di potermi assumere la
responsabilita` di sottrarre un anno o un anno e mezzo della mia
esistenza allopera che considero effettivamente il compito della mia
vita. Il mio lavoro [sul possesso] suscitera` un grande scandalo. Uso
un linguaggio duro e metto spietatamente il luce tutti i danni e le
debolezze presenti nella teoria del possesso di Savigny e del metodo
giuridico dominante (p. 62).
Poi, di nuovo, fra le righe spunta il contrasto fra amicizia e
scienza:
In ottobre spero di terminare il resto dellopera e poi te la
sottoporro`, affinche tu possa decidere se accettarne la dedica, o no.
Se tu dovessi rifiutarla, avresti la mia comprensione: infatti la teoria
che io combatto anche se fondata da Savigny e quindi da me in
lui avversata annovera anche te fra i suoi sostenitori. Ad ogni
modo ti conosco troppo bene per non sapere che tu non me ne farai
un rimprovero, dal momento che per me e` un problema di passione
e di coscienza difendere le mie idee. Sono certo che il nostro
rapporto personale non soffrira` per questa divergenza scientifica,
cos` come non ha sofferto per quelle passate (p. 63).

32. Gottingen, 3 maggio 1891 * [Ed. 1913: n. 142].


E` un De senectute concentrato nelle dimensioni duna lettera.
Windscheid gli ha inviato la settima edizione del Lehrbuch, che non
e` piu` stata aggiornata. Nessuno se la prendera`, conclude Jhering, se
un settantenne lascia alla nuova generazione il lavoro di vagliare
lesatto e lerrato (p. 64). Per questo anche la quinta edizione del

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Geist (Bibliographie, n. 112) e` una semplice ristampa della quarta


e per questo non ne invio un esemplare ne a te, ne a coloro cui faccio
avere i miei libri (p. 64).
Segue un lungo capoverso sulla famiglia e, soprattutto, sui
problemi di salute che lhanno portato in Riviera. Ora che e`
ristabilito, Jhering pensa gia` a nuovi lavori: Se continuero` a
sentirmi cos`, lanno prossimo spero di poterti inviare una mia nuova
opera. Non unopera di dogmatica (con la dogmatica ho ormai
chiuso per sempre), ma di storia: me ne ha fatto venire lidea la storia
dellevoluzione del diritto romano che dovrei scrivere per Binding;
qui pero` risalgo dal diritto romano alla sua preistoria presso le
popolazioni ariane, passando attraverso le migrazioni degli Indoger-
mani (p. 65).
Jhering non giunse a pubblicare queste opere, perche mor` nel
1892. Esse videro la luce postume, curate dal genero Victor
Ehrenberg (Bibliographie, n. 119 e n. 121).

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