Mafia, camorra , 'ndrangheta sono le organizzazioni criminali che più si sono sviluppate in Italia

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dapprima nel Mezzogiorno e successivamente allargando i loro interessi nel resto del territorio
nazionale oltre che in altri paesi europei ed extra. Il modo d'agire si differenzia nella misura in cui questo
più si addice alla tutela delle diverse attività criminali intraprese, pertanto alternando la coercizione
violenta di stampo terroristico, alla corruzione e al riciclaggio in attività formalmente legali. La capacità
di affermarsi di queste organizzazioni è opinione abbastanza diffusa sia da farsi risalire alla debolezza del
neonato Regno d'Italia che non riuscì ad imporre un controllo diretto governativo sulla società
meridionale, pertanto rassegnandosi a cooptare una classe politica locale che trovava interesse ad
utilizzare quelle associazioni illegali, spesso infiltrata da veri elementi criminali, che già da secoli erano il
braccio armato dei latifondisti terrieri o comunque dei notabili dei singoli paesi. E' incontrovertibile che
queste organizzazioni criminali trovavano alimento dalla debolezza delle istituzioni statali e da una
classe politica e amministrativa eticamente al di sotto delle necessità dell'epoca. La miglior arma per la
criminalità si rivelò essere la sistematica svalutazione e corruzione della reputazione dello Stato e delle
sue istituzioni. La guerra armata a queste ultime fu combattuta solo quando le stesse, siano esse
appartenenti alla Magistratura o alle forze dell'ordine ovvero singole personalità politiche, apparivano
come degne e meritevoli di consenso tra la popolazione. In questo contesto coltivare la memoria delle
vittime della criminalità organizzata è diventato uno strumento di lotta alla criminalità stessa. Libera.
Associazioni, nomi e numeri contro le mafie nacque a tale scopo su iniziativa di Don Luigi Ciotti.
Ricordare le vittime non doveva essere più un pretesto soltanto a cerimonie ufficiali, spesso limitate al
ricordo di personalità istituzionali più in evidenza, ma essere la commemorazione di tutte le donne e gli
uomini caduti perchè per dovere o volontariamente avevano deciso di combattere per la legalità ovvero
erano caduti innocenti sotto il fuoco della criminalità organizzata. Dal 1996 il 21 marzo, primo giorno di
primavera, su iniziativa di Libera, si celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le
vittime innocenti di tutte le mafie, nel corso della quale si da corso alla lettura dei circa 900 nomi
corrispondenti alle vittime delle mafie conosciute fino ad oggi. Con LEGGE 8 marzo 2017, n. 20, entrata
in vigore il 25 marzo 2017, finalmente anche la Repubblica Italiana riconosce il giorno 21 marzo
quale «Giornatanazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime dellemafie».