L’INDUZIONE IPNOTICA.

MANUALE PRATICO

La costruzione delle frasi in ipnosi.

1. Uso di frasi brevi, con suggerimenti/commenti/direttive minimali, CHE VENGONO
COLLEGATE TRA LORO mediante semplici congiunzioni. La frase in questo modo
sembra non finire mai.

Es:
“…..e mentre sei comodamente seduto puoi cominciare a sentire il tuo corpo sempre più
rilassato…”
“…sei comodamente seduto e i tuoi occhi si chiudono, e il tuo respiro diventa sempre più
lento e regolare….”

2. Utilizzo di un linguaggio ambiguo: caratterizzato da frasi che hanno più di una
interpretazione (tutte in qualche misura valide). Tuttavia è il contesto in cui si sta
comunicando che rende una interpretazione più probabile di un’altra. In questo modo è il
paziente ad attribuire i suoi significati alla comunicazione del terapeuta.

Es:
“…..e ora può prendersi tutto il tempo che vuole, e lasciare che l’esperienza ipnotica prenda
corpo piano piano, in modo molto piacevole e comodo per lei, e lasciare lo spazio alle sue
risorse in modo da poter fare esperienza diretta…e conoscere effettivamente le sue capacità
per entrare in trance”

Uso delle diverse modalità sensoriali.

In fase di pre-induzione il compito dell’ipnotista è quello di valutare quale sia il canale sensoriale
privilegiato dal paziente per rappresentarsi il mondo esterno e l’esperienza di sé stesso. L’obiettivo
è
PRENDERE QUELLO CHE IL PAZIENTE SA FARE MEGLIO E DIREZIONARLO ED
ESPANDERLO IN MODO DA RENDERE Più VERITIERA ED EFFICACE L’ESPERIENZA
IPNOTICA MEDIANTE L’ACCESSO ALLE MODALITà SENSORIALI MENO USATE.

Una possibile domanda che l’ipnotista può fare per cercare di capire quale sia il registro più usato
dal paziente è: “ma quando lei immagina/ricorda questa situazione….:
- Se la vede proprio davanti come un film, o come se ci fosse calato dentro?
- Le tornano in mente dei rumori/voci particolari?
- Percepisce delle sensazioni particolari, ad esempio nel suo corpo?
- Le torna in mente un odore particolare?
-
REGISTRO VISIVO
“vede dottore”
“non vedo come sia possibile”
“voglio proprio vedere”
“mi sembra di vedere…che diventi tutto rosso…”
I movimenti oculari possono essere rilevanti, soprattutto mentre il paziente sta raccontando
qualcosa, come se lo vedesse.

REGISTRO CENESTESICO “quella persona mi fa afa” “quando sono sereno mi sento leggero come una piuma” “sono una persona con i piedi per terra” Sono solitamente pazienti che modificano spesso la postura. senza resistere e senza cercare di collaborare. e poi attraverso il suggerimento di assumere l’atteggiamento del “non fare e non sapere”: si invita il soggetto a lasciarsi andare a godere dell’esperienza.ecc. si sventolano. Non è indispensabile far tenere gli occhi chiusi ma questo aiuta. “nella consapevolezza che non puoi fare assolutamente niente per entrare in trance. si toccano i capelli. come chi guarda un bocciolo che si schiude e non può fare niente per facilitare o per contrastare lo sbocciare del fiore” . La polarizzazione dell’esperienza La polarizzazione dell’esperienza del paziente verso il mondo inconscio si ottiene prima di tutto favorendo lo stato dissociativo.Con questi pazienti la chiusura degli occhi è già di per sé un buon elemento di destabilizzazione. e le tecniche ipnotiche immaginative sono efficaci. REGISTRO UDITIVO “questa è musica per le mie orecchie” “sento quello che dici” “l’importante è ascoltare quello che ti dice il cuore” Con questi pazienti la chiusura degli occhi può essere utile (ma non indispensabile) REGISTRO OLFATTIVO “la situazione mi puzza” “sento odore di bruciato” Solitamente nel corso del colloquio sono pazienti che tendono a storcere il naso quando si parla di qualcosa che a loro non piace (oppure ispirano profondamente quando si parla di un odore piacevole).