La sociologia dei Processi Culturali e il passaggio dal corpo moderno alla

corporeità postmoderna
di Ivo Germano: Sociologia dei Processi Culturali e comunicativi

Lo studio socioculturale del corpo ci consente d’indagare numerose competenze
pratiche che quotidianamente mettiamo in opera, nel senso specifico di pratica
quotidiana e attività ordinaria.
La globalizzazion e i media, in particolare la televisione, hanno prodotto una
scissione fra rappresentazione moderna del corpo e razionalizzazione dell’esperienza
quotidiana del corpo: il corpo è sempre più “mediato” e dissolto nella pluralizzazione
degli stili di vita. Al tempo stesso, quando il corpo diventa una procedura di senso
comune possiamo definirlo come “dimensione della corporeità”, cioè come e
perché la società impone agli individui un determinato uso del corpo.
Per poter rispondere faremo riferimento a tre autori, Maurice Merleau-Pont (1945),
Fenomenologia della percezione, Bompiani, Milano, 2003; Marcel Mauss (1965), Le
tecniche del corpo, in Teoria generale della magia e altri scritti, Einaudi, Torino,
1965 e David Le Breton (2005), La pelle e la traccia, Meltemi, Roma.

Il corpo contribuisce alla descrizione diretta della nostra esperienza così com’è.

Prima di iniziare ad analizzare le implicazioni sociologiche sulla corporeità è
interessante correlare l’ordine sociale all’analisi di tipo fenomenologico del corpo,
come mezzo materiale mediante il quale le persone sperimentano il loro essere nel
mondo, ponendo fra parentesi, per comprenderli, gli atteggiamenti naturali,
osservandone le peculiarità valide in ogni contesto.
Spesso inconsapevolmente, “utilizziamo” del corpo proprio, facendo parte di una
comunità, allo stesso modo con cui impariamo ad andare in bicicletta.
L’orizzonte sociologico del corpo assicura l’identità, in senso prospettico, tuttavia,
non può essere oggetto di un’esplorazione completa Ancora il corpo non ha un

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Poiché è un potere d’espressione naturale. ma uno spazio preciso: si tratta di una presa di coscienza della postura nel mondo. o in direzione di un sentiero ininterrotto fortemente narcisistico. o. poiché spazio dell’espressione e mezzo generale per avere un mondo e strumento di un mondo culturale. quale uso possibile del mio corpo. Da un punto di vista progettuale. se non individualistico. il corpo diviene il pensiero o l’intenzione che esso ci significa. non come contesto oggettivo. dato che io comprendo l’altro tramite il mio corpo. da un lato. Ad esempio. il corpo converte in voce un movimento. quando prendere e toccare è diverso dal mostrare. si ha coscienza dello spazio corporeo. La sovraesposizione mediatica. dall’alto aprono la strada alla riflessione su messaggi. condivisioni e complicità che segnalano come si tratti di una falsa prospettiva. nel senso di spazialità di situazione: forma e scopo nel mondo. il corpo si definisce in mutamento relazionale e sociale. la tecnologizzazione del corpo. come retroazione ad un ambiente tecnologico che condiziona la percezione stessa del rapporto fra corpo e società. tale da investire ruoli e dinamiche dell’ immaginario collettivo. 2 . come tramite questo corpo percepisco delle “cose”. a parlare. per cui sarà il corpo a mostrare. in termini di socializzazione di una nuova antropologia della corporeità. poiché non tiene conto dei nuovi territori simbolici che emergono nelle molteplici comunità ed associazioni linguistiche che si avvicinano al corpo. ma “movimento astratto”: il corpo rappresenta un elemento nel sistema del soggetto e del suo mondo.luogo. non avremo spazio se non avessimo un corpo. nei disturbi di motilità. La coscienza sociale si proietta simbolicamente in un corpo e motoriamente accede al mondo. e compie i movimenti necessari a svolgere i suoi compiti. esperienze. prova ne è l’attività mediatica attorno al corpo. in caso contrario.

Il corpo come medium del consumo libera dalle responsabilità della scelte e getta in un mare di opzioni.Il peso della corporeità nella “società degli individui” Le nuove immagini socioculturali del corpo appaiono all’insegna dell’incertezza. simile a un fato incontrovertibile. condividere un destino di libertà. sino a che punto autentico non è dato sapere. al posto della durata di un corpo induce al pensiero che tutto sia intercambiabile. ma tramite il più banale degli interventi di chirurgia estetica. Il soggetto si trova. sotto forma di cangiante e rutilante consumo. Nulla resiste. gli antichi canoni del corpo stesso: la continuità e la coerenza. Spot. quasi d’incanto. fino alle più visionari sperimentazioni acquista un senso di libertà. ovviamente. a maggior ragione. Primariamente da mettere alla prova intersoggettivamente. quali territori di caccia e di preda sociale. infatti. in quanto forma di comunicazione fra individuo e corporeità in una sfera sempre più intima e 3 . sino ad avviso differente e con ciò. la rimozione del dolore. a fluttuare privo di qualsiasi legame fisico e. l’impalpabilità fashion di cose e oggetti sono gli archetipi di Jung. in quanto stabilito in un quadro incerto e sradicato. mentre la corporeità appare complice proprio a partire dalla dematerializzazione dei corpi. piomba pesante la libertà. in favore di una rappresentazione discontinua e incoerente. Il corpo non è più il mediatore fra individualità e socialità. sedimentati nelle logiche e politiche del marketing. eppure simmetrico e fuori di ogni schematismo. Fra essere un corpo e avere un corpo. Sul corpo. film. passa la stessa differenza fra l’identificazione stabile e la negoziazione di un eterno copione e di un canovaccio altresì sperimentale. Il meccanismo che porta il soggetto a scegliere una possibile corporeità. pronto ad ogni e qualsivoglia tragitto esperienziale. alla luce di una continua performance drammaturgica. disincantate e disincarnate nel corpo “spaesato” e sotto “scacco” degli impulsi frammisti a stati d’animo altalenanti. Le diete e i “regimi alimentari”. opere d’arte ci dicono che ogni individuo non ha più una specifica nicchia fisica. di conseguenza. diffusi attraverso i media. per così dire.

ma nel medesimo tempo la comunicazione pare divenuta incerta e contingente e riconosce. in parte conseguenza dal sconfinamento in uno spazio solipsistico e narcistico. protuberanze e ninnoli vari. a partire dal Rinascimento. laddove avviene la rappresentazione sociale della corporeità. una volta fatti confluire nella corporeità. come percezione di corporeità che. in parte dovuta alla rappresentazione mediale. secondariamente in piccoli riti marginali. bensì demarcazione fra legami momentanei. vale a dire ci separiamo da noi stessi. dagli altri e dall’ordine naturale delle cose. contesto o frame. per gradi. al cui interno. Non possiamo non comunicare. non solo per gli studenti. Si tratta della presa d’atto che microcosmo e macrocosmo non sarebbero stati più come prima. cioè cornice. Il panorama attuale presenta un contesto di forte disconnessione corporea. presi e lasciati “senza colpo ferire”. una volta individuato lo spazio soggettivo. la corporeità assume tratti e caratteri di spettacolarizzazione. siamo individui moderni. Parallelamente all’edificazione di “teatri anatomici” dove sezionare il cadavere. sino a diventare uno dei più appetiti effetti speciali. dal momento che la nostra identità è inscritta nel corpo. perciò stessi significativi. appendici. quest’ultimo venne descritto percettivamente.narcisistica. ancora e più per gradi. cioè “mondo della vita”. Il corpo si profila discontinuamente in un continuo carnevale di protesi. quale unico e valido interlocutore il corpo: io comunico con e tramite il mio corpo la mia identità di 4 . Identità e corpo in divenire. il corpo funse da delimitazione del campo fra il sé e l’ambiente. determina il mutamento di paradigma della cultura occidentale: infatti. la comunicazione non significa relazione. Cambiare vita cambiando il proprio corpo Lo sguardo moderno sul corpo è collegato al processo d’individualizzazione. La realtà sociale vi sopravvive come Lebenswelt. troncando ogni legame socialmente pensando a un corpo. Via maestra onde approdare al cambiamento della vita. Nel momento in cui abbiamo un corpo.

Identità in divenire. dal il processo di razionalizzazione descritto da Max Weber.abitante della società degli individui. successivamente. se pensiamo al fatto che. hanno circoscritto l’individuo al proprio corpo. I media. come avventura estrema. in quanto soggettiva. L’unico dispositivo di potere lasciato in mani umane resta la modificazione/mutazione del corpo. L’unica realtà 5 . in realtà. “sfilare” lungo un ‘outlet’ diventa uno dei rituali sociali collettivi. realmente. fanno da cassa di risonanza privilegiata di queste manifestazioni diffondendo ed esaltando la dimensione eroica/erotica in format. dal momento che la società degli individui ha individualizzato i riti. come veicolo di comunicazione e antidoto alla sofferenza e al dolore. modifichiamo il nostro abbigliamento. attribuendogli un’espressione e un significato di rinascita di una nuova identità. In qualche modo la forzata regolazione. Karl Mannheim. ha esaminato come l’attore sociale abbia inculcato in sé i valori del capitalismo: efficienza. Il brand. la trasmutazione culturale della corporeità equivale alla parola scritta. al cui interno la chirurgia plastica o la prova di resistenza fisica sono e non solo fanno parte del copione. per poter essere diversi. il Logo rappresentano i segnali comunicativi dell’abbandono di un’identità vecchia per una nuova. La sociologia dei processi culturali si occupa del corpo. trasparente. tale e non più lo stesso di prima. come biglietto da visita portatile. Rispetto all’insicurezza e al dolore. La moda in questo senso è paradigmatica e non drammatica. digitale ritualizzata e ritualizzabile in un senso di rinascita. dal momento che se il sistema sociale dispone tecnocraticamente della nostra esistenza. pur non potendone fare a meno. rimossi. in tal senso. Il principio di prestazione è l’unico parametro di riferimento della riuscita di una vita professionale e persino privata. efficienza e ancora efficienza. anche se resa indelebile da un tatuaggio o da un piercing. abbandonando il corpo vecchio con le sue sofferenze. al pari del graduale e irreversibile processo di disincanto del mondo. purtuttavia di superficie. non ci resta che modulare la realtà nel corpo. per avere esperienza e cognizione di un corpo nuovo.

frivola della morte e rinascita delle forme metropolitane (Simmel 1905. contribuendo a un continua istituzionalizzazione e deistituzionalizzazione. la devozione per l’allenamento fisico. dipingendo il corpo. Antropologia § 69). sono qui valutati separatamente. in rapporto con quanto Immanuel Kant sosteneva sul gusto “ (…) una specie di senso formale . fra differenziazione e identificazione.disponibile coincide con il corpo inscindibilmente legata all’identità: dolore e sofferenza che nella malattia coincidono. secondo il sociologo francese Jean Baudrillard ne il saggio “L’altro visto da sé”. poi. “Le immagini sono diventate il nostro vero oggetto sessuale. poiché. Vestendo. Il corpo è feticcio e totem dell’immaginario corporeo più che del mercato reale. p. poiché avventura effimera e identità furtiva nell’estetizzazione delle pratiche sociali 6 . Quindi il corpo diventa fattore imitativo (emulazione). le “rinunzie” per mantenersi in forma. segnalandosi con specifiche tecniche (Mauss 1965). nei confronti della marginalizzazione dell’esibizionismo. infatti. incidendo. I media. per quanto riguarda il dolore può essere percepito. Da fenomenologia circoscritta. come atto estremo a disposizione del proprio corpo. Il corpo non sarà più lo stesso e potrà comunicare la nuova identità dell’individuo che lo ha trasformato alla società e cultura di riferimento.porta alla compartecipazione con gli altri del proprio sentimento di piacere e di dolore e implica la capacità piacevole per il fatto stesso di quella compartecipazione di sentir soddisfazione in comune con gli altri" (Kant. Nei confronti della sofferenza. Il corpo si sta riappropriando di una centralità. ricercano il punto di coincidenza fra la messa in scena spettacolare del corpo e una finta cautela. ma anche differenziante (innovazione). come corporeità facendosi quasi carico della stesse individualità. analogamente alle grandi trasformazioni sociali che lo interessano. l’attore sociale rielabora il senso di sacrificio. il corpo diviene consapevolmente “fatto sociale totale”. l’oggetto del nostro desiderio” (1987. comunicando attraverso segni la propria identità culturale. tramite il canale mediatico più favorevole. Benjamin 1927).26). simbolo del “prestissimo” e dall’ “attimo” cantato nelle poesie di Baudelaire e ripreso dagli studi sulla natura estrema.

della cultura di moda. trasformato in sistema simbolico. a partire da un grande punto di vista. 7 . Il corpo deve intercettare tutto ciò.