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V* A Gl A
MNATURALE „

DEL SIGNOR y
GIO BATTISTA f
DELLA PORTA NAPOLITANO
^ IH / t/r

L I B R I X X. ...

Tradotti da Latino involgare, e ttaWiftefo tintore accrefciuti, fotte nome di
CIO: 'DE ROSA V. I. P. con? aggiunta tV infiniti altri fecreti , t con
la dichiaratone di molti , che prima no» s'intendevano. i

'
In quella nuova Editione migliorata in molti luoghi, che nella prima il.i'ipa
eleggevano fcorrcttiflìmi, Accrcfciuta d’unTndicccopiolìflìino l
del Trattato della Chirofifonomia non ancora Rampato ,

Tradotto da un Aianofcritto Latine
DAL SIGNOR POMPEO S
Dottor ddl’tina , e l’ altra Legge
L’ ordine dc’Libri l’havrà il Lettore nella pagina ìegucnte.

Im Napoli, Appresso Abbuio BuLirof. CI 31 DCLXXVIl.

Con licenza de' Superiori , e Privilegio .
/

>

I Libri della Magia Naturale fono i fcguenti

' L Delle Cagioni delle cofc mirabili.
II. Di generar varij animali.
IH. Di produr nuove piante.
IV. Per accrefccrc le robbe di cala. /
V. Della trafmutationc de’mc talli.
• VI. Del falfificare le gioje.

* 41
4/ 9 * * VII. De’miracoli della calamita.
Vili. Delle (lupende medicine.
• +*
/ IX. De gli ornamenti delle donne.]
X. Di cavare le quint’cffcnie.
XI. Della Profumeria.
V*' XII. Dc’fuochi artificiali.
/
XIII. Di temperare i ferri.
XIV. De’mirabili conviti.
XV. Di pigliar le fiere con le mani.
' XVI. Delle cifre invifibili.
, V.V1! Delle iinaginide’fpccehi.
X> l.i. Del grave) e del leggiero
i
;• / X.X. Dc’fpiritali.
XX. De» Chao.

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I

ALL’ ILLVSTRISSIMO, ET ECCELLENTISSIMO SIC.

SIGNOR IL
D. FABIO CAPECE GALEOTA
DVCA DELLA REGINA;
Et utile Signore del Palio di Canne, Cavaliere dell*
habito di Calatrava , &c.

L mio Torchio, che ad altro non attende , che à ravvi-
vare le Opere de 'grandi ingegni , defiderate dalla Re-
publica Letteraria ; e particolarmente de gl’ingegni
Napolitani, ammirati dal Mondo de'Sapienti , ftabilì
di Rampare laMagia Naturale del gran Gio: Battifta *

della Porta Napolitano quale fu Laiportata dalla lingua latina nel-
,
la s

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e

la volgare Italiana E quello motivo l’hebbi dal vederla dclìderata
;

anco da’ più non perche eflendo ella nella latina folte naufea-
dotti,
ta, ma fo.o perche nella volgare fi vedeva abbondante di alcune ma-

terie curiofc , che mancavano nella prima, la quale, cosi com'era. Hi
/limata meritevole d’cfterc tradotta in JinguaSpagnuola, Franccfc,&
Arabica. Hor'io,che riverifco gl'ingegni Napolitani, come applauditi
dall’univerlbjcó ogniltudio.e diligenza hò procurato farla emendare
in quel miglior modo, che lì è*potii£o,d’alcuni errori, che muravano
anco il tenui, cagionati dalla flampa di quel tempo, e l’hò di più man-
dato alla luce con l’Aggiunta di quella parte della Fifonomia , clic fi
appartiene alla Mano , che terirta da lo Aelfo Autore, andava à pen-
na, datami dall’eruditìllinio Signor Lorenzo CralTo , nella di cui Li-
braria fi confervano molti manoferitti di divelli grand’huomini , e
portata dal latino nel volgare dal Signor Pompeo Sarnclli,che vi hà
di più aggiunto un'indicc copiofò di rutti i fecrcti , dcfidcrato nell’
altra editione , Intitolando il già detto Trattato Chirofifonoinia à
differenza delle Chiromantie de glTinpaftori , che non hanno altri
Principij, che mere vanità; quando qùeflji del noftro Autore è fon-
data fopra la cognitionc delle cofc Naturali. Reflava fole di dargli
Protettore , c di non fargli mancare frontifpitio gloriofo , che tale
appunto fono le Dedicatorie E quella Magia, che altro nonè,che
.

fiipienza,à chi meglio fi poteva raccomandare iuficme, e dedicare,
che à V. E. rampollo d’una Cafa di fapicnti. E qui tralalciando que-
gli Eroi , che fiorirono neH’arini , mentre che fi tratta di lettere, po-

rrei ben dimoftrare,chc non mentifeo , lolo col rammentare un FA-
BIO CAPECE GALEOTA fuo Avo Paterno Kegente del Supre-
mo Confcglio, che nelle materie Legali eccellcntilfimo,fa vedere ne’
Puoi pretiofi volumi la grandezza del proprio ingegno , il Signor &
Rcgehte Duca di S. Angelo GIACOMO CAPECE GALEOTA
fuó Zio , che al prefentc vive à beneficio e decoro della lua Patria,
,

facendoli conofcere un’Epitome non folo delle leggi , ma di tutte le
faenze, che ponno rendere un'huomo gloriofo. Potrei dire di quell'
altro Ilio Zio D, Franccfco , che tanto nella Filofofia , quanto nella
Teologia farebbe flato venerato per unico, fc la morte invidiofa non
l’hàvclte tolto dal mondo , interrompendo il corfo delle fuc glorio-
fe fatiche .Non parlo del Signor Duca della Regina fuo Padre,che
nelle cariche piu cofpicue fi relè non imitabile , ma fido ammirato,
per la giuflitia , c per la fua gran prudenza Tralafcio anco il ragio-
.

nare

,

nare dcTuoi Signori Cugini, che nell'età puerile facendoli conofce-
re nel faperc Canuti , il dire à mifura de’loro nitrir farebbe un dare
« fofpetto d'hipcrboli . Potrei anco rammentare la gloria de gli Avi
Tuoi Materni ; mentre che V. E. hebbe per Madre Diana Maria Ca-
facciola figlia di Gio: Batti/la Caracciolo,Cavalierc per ogni capo
. fm V gloriofo , come quello, che Teppe così facilmente accoppiare le let-
/ tere all’armi , la bizzarria alla prudenza, alla vivezza dello Ipirito la
magnanimità , & in tutte le lue attieni quella nobile bontà , che sà
formare un perfetto Cavaliere , e Patritio ; e per compendiarla, ba-
da dire l’eflèr difeefo da una famiglia, che sà contare tanti Eroi, qua-
ti difendenti ; Ma perche la Grettezza, alla quale fono condannato

da una lèmplicc lettera mi cofiringe ad elfer brieve , farò un Epilo-
go del tutto in V. E. che hà faputo adornare la fua gioventù di tut-
te quelle virtù, che ponilo rendere (ègnalato un Cavaliere , e parti-
colarmente di quella affabile liberalità , con la quale sà fare fuo il
cuore d'ognuno. A’ V. E. dunque prefento quello Libro, acciòchc
con la fua protertione pofTa, c vaglia à difenderlo , ad honorarlo &
con la fua lettura , per imitare anco i Regi precife quei della Per-
da , niuno de’quali fu folito edere aflònto al trono/c di quella faen-
za non folle ftato prima imbevuto, come quei tré notiflìmi Regi,che
per tale làpienza Magi furono denominati potendo fenza lunghi ,

pellegrinaggi fuperare i Pitagori, gli Empcdocli, c g i Apollonijcon
la fola lettura d'un libro . Oltre che deve farlo per non folo elfer
nato l'Autore in quella fua Patria , ma per elferne dato la gloria .
L’accettidunque con la fua folita magnanimità, mentre che io offe-
rendolo con tutto il mio cuore , con quello vengo à fare chiarifliina
tedimonianza al mondo tutto , che qual fui , farò Tempre

Di Vodra Eccellenza

jQffittionatìft.e divorifs. (ervitorr thlig wjì.
"
. Antonio Bulico».
f c *

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POMPEO SARNELLI
A* L E T T^O R I.

OLGENDO io fcmpre nell’animo
mio quel
nobile Avvilo di Platone dal Ro-
, riferito
mano Demoftene: Che l’Huomo non luna-
to folo à fc Hello; ma che del fuo nafei-
mcnto parte ne debba alla Patria, parte à
Genitori, parte àgli Amici; Et eflendo fla-
to da coftoro con molte iftanze richiefto à
dare alla luce la Chirofisonomia del gran-
de, e cclcbratilflmo Filofofo Gio. Battista
della Porta Napolitano , tradotta nella,,
noflra favella adorna di quel
Italiana, de
tanto la mia debolezza permetteva, de ag-
giungerla alla Magia Naturale, che lì riflampava; hò pollo ogni mio
Audio in far cola, che loro grata li forte; anzi perche il benefìcio folle
maggiore, propoli dare una occhiata alla Magia, la quale trovai tutta
dalla Stampa corrotta , cflcndoci luoghi che appena s’intendevano. E’
,

vero che non ljò potuto emendarla, come defiderava per non allonta-
,

narla da quella volgare rtampata nell’anno iòti, in Napoli, alla quale
folo è permeila la riflampa, hò rimediato sì con la Latina, Originale
dell’Autore, quegli errori , ch’crano più integrabili . Ma per quanto ha-
vcrti io fatto ini pareva pur nulla, fe in quello luogo non dava un per-
fetto ragguaglio della Vita dell’Autore, fecondo le vcrirtinic notizie,,
havute da Scritture, de huomini di gran fède. Nacque il gr.ln Filofofo
* Gio. Battista della Porta., decoro dell’età fu a , e lume de’ moderni,
nella Città di Napoli nella quale la fin» Famiglia era antica. Fin dal-
,

la fanciullezza anco ne’ primi Studij delle Immane lettere lì fece ceno-

lccie

(cere 'viraci filmo» mentre che arrivato à gli acquifti della Rettorie,!, e_.
della Poètica compofe varie Orationi nella Volgare , e Latina lingua ,
degne d’eficr lette > e che prefio di me lì confcrvano ; & anco molto
Comcdic c Tragedie, delle quali vanno in Illampa il Giorgio, la Pe-
,

nelope, i due Fratelli Rivali-, la Turca, la Fantesca, la CintiA,
la Furiosa, Gl’intrichi, la Sorella, che ne’ tempi fuoi, e ne’ cor-
renti fono (late, c fono per tutta l’Italia, non fenza gran plaufo, rapprc-
fentatc , & alcune altre in verfi , che imperfette fono in poter mio. Qua-
le ftudio delle amcneTcttcre fù co$ì à lui geniale che anco nc’ più fc-
,

rij fc nc moftrava amicifsimo ; e fi conofce dall’haver egli con il Mar-
chefe Gio: Battifta Manfo dato principio alla famofa Accademia de gli
Orioli, nella quale fiorirono i più bizzarri ingegni di quella Città, c_.
Regno. Ma non contento di quello, fi diede à tutto lludio à renderli il-
luftrc con le feienze più grandi, e più fodc. Eccolo nelle Scuole Filo-
fofichc. Eccolo non perdonare nc à l'pclc, nc à fatica per haver Mac-
ftri i più grandi, che fi riverirono nell’età fua, fotto i quali -lì diede à
fìlofofàrc, non alcrimente per arricchirli, ma bene impiegò i fuoi licrc-
dirarij beni, che non erano pochi, folo per far acqnifto della vera Filo-
lofia, e rendere illultrc la lua Patria. E qui c di bilogno, che io dica,
che merita il Cedro quello, ch’egli ferirti: con la propria fpccolatione lo-
pra le lcttioni de’ fuoi Macftri, le opinioni de’ quali folca chiamar vol-
gari; la maggior parte di quelli Scritti di pugno proprio dell’Autore.,
hò havuto fortuna d’havcrgli dalli Signori D. Domenico di Costanzo al
prcfentc Maellro di Campo per la MAESTà Cattolica, c D. Nicoiò di
Costanzo fuo Fratello, Nobili hcredi non folo delle facoltà, ma anco della genti-
lezza del nollro gran Gio. Battista. Finiti i lludij della Filofofia, volle attende-
re à compilare con una difpendiofa cfpericnza quanto egli haveva (India-
to. Haveva il nollro Gio. Battista un’altro fuo Fratello, chiamato Grò.
Vincenzo della Porta, avido fimilmente di Lettere; ma con genio dif-
ferente: perche quelli era fàcile ad inchiodarli in un tavolilo per fapc-
rc con lo lludio quello, che da gli Antichi era (lato detto nelle mate-
rie Filofofiche; quegli era d’un cervello Ipecolativo, che non molto giu-
rava nelle parole de’ Macftri , fc prima una efpcrimentata evidenza non
gliele dava A credere per vere. Fatta col fuo Fratello una giovevole.»
unità, perche cordialmente s’amavano, Gio: Vincenzo (Indiava , Gio.
Battista elTaminava lo ftudiato, & in quella maniera fi venne in co-
gnitione di quelle verità, che hoggi arricchifcono la Rcpublica lettera-
ria- Aggiungali à quello, che Gio. Battista non contento del fuo pro-
prio ingegno, fommétteva le fuc opinioni al giudkio de’ più Savij, de’
quali col titolo de’ Secreti haveva cretto nella Cafa propria un’Accade-
mia , c quelli A gara faticavano d’aggiungere nuove inventioni a’ fuoi ri-
trovati, che bene efiaminatc nell’Accademia, godevano pofeia di veder-
le llabilite. Nc mcn pago di quello fi diede A pellegrinare, c camino
(come egli medefimo riferifee) tutta l’Italia, la Francia, c la Spagna, vi-
b lìcundo

I

fttandó huóinìni dottifsimi » c fnmofd Biblioteche, ,per trovare cofe di
nuovo, e ritornato nella Patria, elfaminò tutte le opinioni nella fu a-.
Accademia, regiftrando folo quelle, che haveva provato per vere. Non
mancarono invidiofi al gran fapere d’un tant’huomo, così preflo de’ fìra-
meri, havendo un Lnglcle ufurparofi tutto il fuo libro delle maraviglie
della Calamita, c per. non dare à conofccre il furto, cercò d’improbare_,
alcune opinioni del vero Autore, dal quale in quella Magia volgare li
fù faviamente rifpoftoj.Si atìco nella propria Patria, dove i buoni Savij
di rado fono univcrfalmente accettati ; Ne potendo fupcrarlo nel fapere,
dillero, che quanto operava non poteva edere fenza afsiftetiza di Demo-
nij: perlochc denunciato al Tribunale della Santa Inquifirione, ivi fè
palefamente vedere, che folo con termini naturali facca conofccre quelle
verità, che da gl’ingannati, &
ignoranti fi Aimavano maraviglie fuori
della Natura. E feppc cosi bene difenderli, che anzi fù lodato, che ca-
iligaco, cfl'cndogli ftato folo ordinato, che fi aftenelVc da giudicij Agro-
nomici , mentre veniva chiamato l’Indovino dell’età l'uà. Non contenti
gli Emuli di quello cominciarono ad impugnare anch’cfsi i fuoi ferirti;
ma egli ò per la voce, che in lui era cfsile, ò perche fdeguava d’im-
piegarfi à difpute , faceva rifpondete da qualche fuo Scolare, da lui be-
ne illrutto , à gli oppofitori . Arrivò à tal grado di fiiperc, che la fama
nc portò il grido per tutta l’Europa, e fuori in modo, che gli Oltra-
montani venivano à riverirlo, icome un’Oracolo della Sapienza. E qui tra-
lafciando la ftretta amicitia» ch’egli hebbe con l’Emincntifsimo Cardina-
le d’Efte, d’irò folo, che l’ifteflb Impcradore Rodolfo Secondo gl’inviò
un fuo Cappellano con lettera honorevolifsima, commendando i di lui
meriti, c chiedendo alcuno dclli fuoi Familiari, che folle imbevuto del
fuo fapere per farli quegli honori , che meritava anco un Difccpolo
d’un tant’huomo. 11 tenore della lettera, che originalmente da me fi con-
ferva con il- Sugcllo Imperiale, è il feguente.

Toris.

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& Bobe- mici itidem vigefimo nono . qua polle s. fe pure non vi inclufe anco un altro luo giardino poco diltante dalla Città con un’altra bellifiima habitatione che an. Bavvitine. Era nelle convcrfationi ama- b 2 bile Digitized by Google . * / Percommodamen(fefilofofare. di vigefima . . co fi polfiedc da fuoigentiliflìmi heredi Nelle virtù morali poi mi vien riferito .* PORTA. quaque nobis grata fore exifttmabis . familtanbus tuis. qui dejìderium tibi noftrum ape- rial .e con gli amici. gran Filolofo dell’età fua. Intus vero RVDOLPHVS SECVKDVS Divina favente cle- mcntia dedus Romanorum Imper^tor . era imperturbabile inogni avverfità di Fortuna. fi- denter aperias . hoggi detta di To- ledo l’accennata Accademia. Canonico della Chicfa Arcivcfcovalc di Napoli. Docle . benigne cupimus Et fi quem forte in . qui artis uftim apud te acquificritfiabeas cum ve. chiamato Salvator Celano. fincerc nobis Diledo IOANNI BAPTIST. Cum fallili rerum Natura- ftianum Harmium ad te mitUmnt .* f fi. . . per feflcfTo egli havea una dilettola Villa detta». (Intere eh le eie . Hangar ici trigefimo fecundo . eflendo la Villa antichilìima nella fua famiglia. s i Foris Hoiiorabifi . atejuc Artificialium . Ilfuo nonerafuo. che lì devono amare le contrarietà perche . Ei ut fidem adhibeas-. H Onorabili* . hmus nobis ad tempus mittas . difcepolo e grande amico del noilroGio: Battista. Era paticntillìmo di tutto quello . lium . del qua! luogo egli fcrilTc.RVDOLPHVS. Dodo . . quando fitrattava di lovvenirc àgli amici. fono una cote. • Jttnij . fc la fua cafada quelle non prele ilNome . feientia ( quandi per ar- dua s Retpubhca curai licei ) dcleÙemur Sacellanum noftrum ebri. egli nella Città peri primi man tcnca nel fuo Palagio (ito nella gran flrada. che gli veniva oppollo folcndo egli dire. Regnorum noftro - rum Romani . femper Aiiguftus . nella quale s’aguzza l’intelletto. lo. inclinata benigna voluntatis in te afe cium gerente Datnm in Arce noftra Regia Praga . Cujus . atque explices . delle due quale credo che prefe il nome da quelli due gran Fratelli * Porte. dall’Eruditilfimo Signor Carlo Celano. Anno Domini millefimo foxcentefimo quarto . à relationcdelfuo Padre. rationtm habtturi fimus . qua deceat . ch’egli . . . ut i (fi prompti ftudij tui . e con feftcflb. . vigefimo nono .

Fù veniva di continuo frequentata dai primi Nobili Signori Immacolata Concettione della Re- in oltre Religiofittìmo . di quello Regno. e .'De occulti* litertrum No- piitc. il della fua Villa.* libri duo. epiù volte in mille forme. Tres De Chtropbjfioguom. i z. la Celcfte. quella delle Giardino Ziferi s. in modo che \eniva Dcìitic della noftra Città e veramente era tale.de De Aéris tranfmutationibus DcMunitione.la Fifonomia dcH’huomo. De ti t De Refrazione Optices. Scritte varij libri tutti à caratteri d’eternità . c molto divoto della honor della quale erette nella maggior Chicfa di San Lorenzo gina dc’Cicli. c confi- Era per dare altri fuoi trattati alla luce. Fùfepelhto con pompa tantefimo di San Lorenzo di grande nella detta fua Cappella della Chiefa Maggiore Napoli • PRE- Digitized by Googh . due prime Cappelle. in Franccfc. Spagnolo. danno in potermioj ma laMortc invidiofanon lo per- mortali. per confacrarlo all’immortalità ncll’annofct- mife. che datimi da fuoi Hcrcdi. più . che fono la Magia Naturale . poiché rubollo a’ della fua vita. ad cappcllettadi bianchi marmi . e ne’ piedi Halli delle due colonnette. Molti de’ quali fi leggono SpiritMus libri . ch’c una Porta Aperta. di Napoli una eleganti llima proprio nel Pilaftro. mentre laiua Caia chiamato le .una volta era ammetto ad afcolta- . allontanarfene. Varij trattati De'Dìfiillanoue. che fifeorge à man_. rci fuoi difeoni non mai latiopoteva più . . c del mondo redento nel idtj. Se Arabo j rittampari rimafero fcritti à penna. che follengonoU volta . che divide le dritta nell’entrata dalla l’orca maggiore. Della Villa lib. vi è l’imprcfa della fua famiglia.bile mottcggicVole j ma lenza livore Chi .

ò fé fapeflero cofe . in varie lingue Italiana. che non tentarti . Francia.ze . Da quel tempo dunque che fu la prima-. gli hòvifitati con lettere. e ricoidandomi fempre delle_» parole di Cicerone.di recondito. . Ccovi. abon. anni )le mai huomo hebbe gran- diflimo delìderio. per raccorlc. per haver co- pia di libri occulti . che con tutto l’animo. e furtero più mirabili. e di eccellentiflimi artefici . comcdicfperier. e con medi. « di giorno fono flato efperimcntando leeofclette. fe haveffi ritro- vato in quelli alcune cofe fccrete . Spagnuola. anni. eòi buono fi ritrovava nel mondo così di libri . modo da quelli auguri mi fono sforzato di donarvclo più abondcvole. e quelli huomini dotti . clic defluirai» 0 fcrivcreall’ huma- . etradotto .doni.imenti indufiria . e per le bocche di molti . Onde con non mai flanchcvol animo . c con tutto il mio ingegno hò rivolto i libri de’noilri antichi. ócudite quali furtero. quando l’hcbbi comporto. horquanto debbo hora fperar che fia più avidamente raccolto. diquindecianni appena ufeito dalla fanciullezza.fcambi. ò benigni Lettori . ch’cra_. che fcfù ricevuto con tanto allegro animo. porto veramente confettare che fon quell’io. PREFATIONE 'DELL’ A VT ORE. il Libro della Naturai Magia quali perfètto. Franccfe. che conviene à coloro. per impararle non la- nciando à dietro prieghi . & arti . c nuova . eche con lungo ufo . Equelle Città . Perciò che ha- vendo villo iole primitie del mio ingegno effere Hate ricevute con tanta volon- tà . Onde_.cnalcoftc.&utiliffimc.hò procurato di bavere . non lafciando cofa. e conmiglior animo di 50. che dice. c conap- plaufo di tutte lcnationi. in tutto quefto tempo quanto di bello . volta llampato( che già fon partati homai 5 5. che non hò potutoveder di prefenza. c fpeffiffimc volte flampato ne’medefirai luoghi (la andato va- gando per le mani .ò vere. & efpericnze havelfe cono- fciutoeflervere.& cfperimcntarle . e ne’miei viaggi dell’Italia. efnpcre. più arricchito. per fapet alcuna cofa curiolà . eSpagna fono fempre andato vifitando le librarie . c le cafe de’dortiflìmi huomini . & dcvoli . ch’io non fapeflì . con cflinnta efperienza di notte. che flirterò al Mondo manifefti gli occulti fecrcti della^ natura. c più nobilmente ornato. & Arabica.ncciò che quelle ricchezze dilla natura ufcificro fuori. ò fal- fe.fpefc.

cccno!'ciiui principij. lafcicnza matematica da aflìomi molto volgari . che noi non fìamo nati per noi foli. s’inalza à cofe molto alte t edif- . ò per ignoranza di chi non le fàpeva. e fenza bugie. le ricchezze . Io nell’ cimeli non hò rifparmiato ne à fatica alcuna »ncifpclé. ma di noi dobbiamo far- ne parte alla patria a’ parenti de à gli amici. Dil?e Platone à Dionifio.& arricchir quella mia opera. chcnon m’c partito honcAa cofa fc- grtendo i gran macAri errare. poiché in qucfto poco tempo di vita. e magnali della». £h hora fono (late nafcofle nel fono della gran noflra madre Natura . opera molto grato.c fpefe di chiarifiìmi Hcroi Puncipi . hanno conti ihuito alle fpefe per accrefccrc. e profani huomi- ni manif.c nc’ri- polligli di dotti Aimi huomini . iuttriiTimo.nè tantoaperte. à hnmana generazione cofe eccellenti . fe ben vi lóno alcune cofe vili l’hò pofic.& empi .ii. potrebbono offendere molti: Che dunque dovea far*io ? Horsiì mandili via quella invidia . mini . percfl'ervi cofe molto curiofc. onofeiate la diligenza . ignorante . non può giungere à cofe alte. c benigno ajuto. ò perinvi- dia di chi le Alpe va-. chelecofc altiflìmc .ftano cofe cosidegne.cvane parole. c Reverendi liimo Cardinal d’Efic. c degne di grandidìmi Principi. chea rozzi . ma non talmentcofcuratc. ccon ogni diligenza». e vinca la voglia di giovar alla pofierità : non fi de- vono in modo alcuno nafcondcrclc grandezze. perche dubitarci d’incor- rvre in una grande ingiuria.< fi rivcrifcalafomma potenza benignità . che venendo nelle mani dc’cnttivi huo- . fcrurar tutte le co fe. onde tutte quelle grandezze. Ma». dubitava farle ufcircin luce. le quali fcvcniircro in mano d’ignoranti . e di niuno preggio. che . nélcauroritàdialrri. lenza inganni. e veri principij s’arriva à cofegrandi. quefie cfpcricnze con tante fatiche. togliendone alcune. Fhabbinm velate con qualche leggiero artificio. . c mafiimc in quelle cofc. ch’ogni . che mi avanza Ilo racco- glicndolecon molta an lieta di animo. e degne di grandifiimi Principi . . fatiche diligenze . che appena n’è capace l’humana menre. nc hà mancato mai nella mia cafa Acade- mi.vcnghino in luce. c’1 gratiflimo animo mio .cfiipicnza di Dio. natura . dove non udiretb enimr. divcrrebbono vili .cconofciuti.o quelle cofe. Oltre ciò s’inchiudono qui anchoramoltc cofe noccvoli c da potcrapportar danno . perche lòno vere. Horìi mnnifcAar. enalcofie.fan diventar ridicola la Filofofia quelli.i la fronte. ch’un ingegnofbnonle pofia feoprire cfcrvirfcnc. no. nc tanto chiaramente. e prezzo comprate. Audio.icii curioh huomini. Qucfio folodirò . nè partecipi della facra Filofofìa . Si. Dice Cicerone per la_. . io voglio. . come tral’ponendo le parole. e Lutar di ciucile cofe le poche mie robbe con afi'ai larga mano l’hò confumatc. che potè- vano portar danno. c lai efpcricnza delle cofe inveVigatc mólto allegramente. & ingratitudine fe taccili .i quali tutti han porto alla mia». bocca di Platone. nè tenerle occulte. <5c utili flime.c nobilidìmi Cavalieri i c precife ( qual io nomino perfuohonore) l’U- . che gran tempo fono Aatc taciute. i quali pagando ciafcun la fua parte per invefiigar. che fpefioda vere . nc fon mancate cjucfio mio defio . . che . cfublimi. comunque clic fìano. che in nafeofio non vegga quel che promctr. c vii huomo le polla intendere: ma nc così occulte clic l’ingegno ingannino dcll’invefiigatore . acciò che li lodi . l’intelletto nofiro le non s’appoggia à ve- ri . fi ringratij. c maleficio al profilino.

cde’ moderni. e vere. c tanto grande. i quali poco valendo da loro deflì jcercanounavanifiìma. e delle dreghe . il quale hò io infegnato à dimoflrar le frodi del Demonio . deri cofe alte. glicrrori. le ferite rivolgendoli in loro deflì. : e villana gente à me cdiofifitma. iquali per lor cortefia venendo in Napoli. òiegni delle primeinven- tioni . qual nome hebbi in horrorc . giudicandolo nome di vanità rio non mi fonomai fmenticato d’clftrhnomo . dairituomo. onde farà mcgliofcriver cofe bade. . che tengono alco- done’cuori . che la piò vile . e Principi Franccfi . che giamai non viddero. che vengono per virtù naturali ci infcrilTero le fupcrftitioni . chefe nonhaveffi forfè fedelmente intefo gli antichi. poi fcrivcremo apprelfo-quando l’habbiamo elpcrimentatc. mi ammonilTe- ro amichevolmente ma il contrario mi c avvenuto . : da loro maggiori con la fmifurata . i quali mentre dimano con le lorolalfc lingue ferir altri . giongere alle cofe dette. ecre- feiute così in infinito . perche fi difperanodi poter giongere à penetrar quei fccrcti . & errato. il . . ferifeono lalorfama . fcrivono il contrario di quello . anni per haver infegnato i . difpcratidel tutto. . eie bugie fi fono cosi moltiplicate .i . & il tem- po. c giudica quedo dal mio libro nn- prefio primieramente quando eraappunto di 5. pcrchemolto dilorohanno fcritto cofe. òfpcrimcntaro né mai .midicon male . i quali mentre moftrano di fcrivcre à po- . che huomo falle co- ftui . e magnifiche falfe Lecofc vere quanrunque balle . rardi fi pentono. chea volerle iapcrc . l’unguento delle flrcghe . moltitudine c s’cftcndein infinito. il quale fccrcto hò io tra- fcrirtoda libri di Teologi lodatiflìmi del tJHalleus malejtcar$im . ò talfc . vili. mi rifpofero clfcre vn’Hcretico .apprclfo l’invcntioni noftre. Un certo Francefe in un certo libro di Negro- manna chiama mcMago . laonde i belli ingegni . edefiderofi di fapcre. mi vengono a vifìtarc. ignorante. nel H ual . » e difficiliflìme. (ìonc di giongereà cofe maggiori Delle cofe da faperfi cc n’c una copiofiilim. ò Negromante. gli altri poi fatti favij all’altrui fpefe. prima imparano ad odiarle . e popolar gloria . che appena fi veggonoormc . Di gra- tia in che hò io peccato? perche mi attribnifee quel nome di Mago? Ma io havendo dimandato molti Cavalieri Chriftiani. ch’io fia Mago. che gr. Noi habbiamo divifi i fccrcti nellefuc dadi . c promettono monti di oro. conobbero gl’ingredienti della compofitione ma credendo alle cofe ferine-. Finalmente-. e conofcono ha ver perdute lefpcfe . fe l’hab- biamo ritrovato vere. ògiuda. Se importuna voglia di fcrivcrc ò di ag- . il quale nella feda di San Bartolomeo. che non folonon pofiono efpcrimentarfi . c miracolofc.ma ne meno fi ponno leggerei» fenza rifo Lafciamo fiarmolti altri . òingitidache fia.acciòchcogn’uno habbi quel guftochc li piace. che in quelle cofe . dimando. calunnie oppoftemi da ignoranti vilillìmi huomini. havreilafciato di offendere le voflre orecchie. trattenuti da lunghiflìino fpatio di tempo. acciò veggano gli huomini dotti quanto la noftraetà avanza quclladegli antichi. Se odio da che nacqui . immodeftamente e barbaramente mi offendono. cole. Se errare per quedo hò pregato lèmpre dotriflìmi huomini. Noi fcrivendo porremo prima l’opinioni de’ noftri antichi . le non havellìrifpofto ad alcune-. porgono bene fpeiio orca- . che non bada imaginarfi . & invidio!! i quali afilli. e che facilmente habbi potuto ingannarmi .

& ignoranza. . chcnon fia contenuta den- tro i limiti naturali. . cqucl li- brolo fà llampar fenza nome. col qual vele porgo. vigilie.trà quali pone egli Hello . Cui Regens. fcacciando da voi la cecità. ò che egli non inten- de ò con forfàntcria mentifee . con- vertito. come egli condannava il mio libro. Mafcnoi ha verno lafciato di narrare alcune cole. la loro ignoranza i quelli come profanili donno fcacciarc da’limiti della noftra_. fi buttò peruna fineltra per non elfer uccifo e fcampò dal periglio: io intanto facendo quell’ufficio. tutto e mentita. AhntecervìnHS fanctllarius DELLA Digitized by Google 1 . non fia egli brufciato vivo.c Chriftiano pariniofi conviene. egli loda fe flcflb ? Et anchora un barbaro Inghfc. c che non habbia tolto dal mio mi . c fallacie farle parer falle * dimoftrando di fapcrc inoltrano non fapcr nulla. c fùord’ogni giuditio. nità. come fuflero le lue ne compo- ne un libro. Ricevete dunque ò (ludiofi lettori le mie lunghe fatiche-» non fenza fludio. con quel buon ani- mo. fpci'e. che dica ben di lui. che fogliono offufcargli occhi dell’intelletto. O’ DIO immortale. & ornare.. malignità. c falfamcnte.cffendoioil primo. e giudica- te le cole con occhio giuditiofo mentre farete cfperienza delle cofc. và offendendo di palio in patio. inforrunij. nc altrove nc’mici libri. va- . quantunque conofchi bene. indegnamente. e dirannoalcunc cofe non folo elfer falfe : ma imponibili.& un fuo amico. Magia . Maij vójd. all’ultimo dà in mattezze e cofc da ridere . & orna- ta. che ad . c mentre fi sforzeranno con vani argomenti. e non far conofcerc la verità. che habbiamanifcftato al mondo da centocin- quanta meraviglie. c travagli. . che non fi polla più polire. che fian falfe refpcricnze. perquefta ingiuria. Un’al- tro Francefe nel luo libro dicendo male di tutti i letterati del fuo. Lafciando mol- ti altri ignoranti di fimilfattionc. e farete migliori giudici dc’mici lludij. loda folo dui Medici. ferine con quell’ordine che fi dovea . e mio tempo. cola. egli traferivendo tutte lentie. perche coloro che non credono imiracoli della Natura. che forfantaria hà inventato quello ignorante per elfer lodato che non havendo huomò. •u.il quale del mio fettimo libro dcllacalamita. Die 19. che vi trovarcte gran verità.Nc cola tanto piena che non polfa riceve- re qualche augumento Rcimprimatur . edime conquclli. e melanconia . come i più dotti di quelli fecoli. ònon. &utilità. quelli fi sforzano di tor via la Filofofia.fudori. un gcntil’huomo. sò ben non elfer cola tanto polita. . quando non fi trattano ne qui. che ferivo. c dimoftrano . & invidia. c fc vi è alcuna cofa del fuo. e per nonfarconolccrc il furto. che tal’huomo rivolto alla Chiela Romana Cattolica . che non mancheranno moltiignorati. * qnal giorno fi dovevano uccider tutti gli Heretici. che mi (limano Mago. che havranno invidia di quelle cofc. preghe- rò l’altillìmo DIO.

non folo aldcfidcriodi fimilfcienza. ch’egli portò a’Grcci. i Greci ' A Filo- •' ‘ : V. dice : che qucflo no- me Magia hà tratto origine da Perfia . dalle quali G producono gli effetti maravigliofi T - J T. D E R O S A U. I. lafciava i forni. Scrive Plinio. e culto- re delle cerimonie divine ." . come_» Chiamano i Pitagorici.i che coj4 diritti il nome di Magi* C ap. il- che prima di lui quale venne con SerfcRc di Perfia nelle guerre. che fa in defenfione della Magia . perche i Scrittori più diligenti dicono. non c altro.ovcro Filofofò. t DELLA MAGIA NATVRALE GIO.c flupcnda. che Apollonio Tianeo fia flato Mago. eie maraviglie d’un* arte cosìmaravigliofa.Suida Greco dice. ritrovata da Zoroaflrc. Se à (liiporc.& una fpctic di Filo- fofi apprcfTo loro. Quello Libro inveftiga le cagioni naturali. come an- cor la fcientia. ne habbi fcritto Oliane .BATTISTA DELLA PORTA NAPOLITANO Libro Primo TRADOTTA DA LATINO IN VOLGARE PER GIO. . /. così chiamato dal volgo . Digitized by Googl . che fia ferma opinione fra gli autori. e Città del mondo dove pattava. c dottillìmi. Se Apulejo Filofon d’illuflre nomo nella (cola di Platone . E quelli chiamano Magi . che per tut- ti i luoghi. Cicerone nel li- bro della divinatone diccrchc il Mago in lingua Perfiana.chei Latinifavi . in quella oratione . c per una pcrfèttiflhna co- gnitionc delle cofc naturali. figlio di Oromafo. che’l nome Ma- gia venghi da’popoli Magufei. che un interprete . e che i popoli della Grecia indufle à rabbia. Dunque qucflo nome di Magia appretto-tutti i favi. Orfirio. la_« Magia haver havuto il fuo nafeimentoin Perfia. P.c prefoperl'apicntia. San Girolamo ferivendo à Pau- linodice. che innanzi àcoflui fia flato un’altro Zoroaflre Proconcfio Ma .

c Semidei . immondi.epiena di delufionenel- l’cffcr delle cofe naturali nonhàniuna fufliftcza. I. perche con le fòrze fue limili à quelle difopra.1 Platonici . come fi dicciTc Filofofi nudi. feguendo Mercurio. che pcllegrinationi.le quali ponno produrre colaftupenda . Oltre à que- appreffo Apulcjo fc ne raccontano molti. la quale infegna far ubbidire le cofe inferiori alle fu perfori. intalffié- tiaeffere fioriti grandiffimi interpreti della natura.cffcr le ricchez- ze.e comporta di cógiuri buggiardi. la diffiniffono così. e che quella fòrza era una forza d’amore. come fporca.che tut- te le grandezze delle lcientic . non ne rimane ombra. ritiene diverfinomi. Democrito . & abborrita da tutti i buoni. Se in Tomaia il nome di Magia appreffo diverfenationi . la quale c havuta in odio.e Ginnofofifti . come dottamente ce Io ma- niffila Jamblico nel libro dc’mifterij degli Egittij.la qual chiamano i Greci Goitia.cla riveriffe. c convenevole applicatone de’fem» plici naturali . & Che tofa Jìa Magia . cioè i Fiamcnghi dicono Druidi. ficomefùZoroailre figlio di Oromafo appreffo i Pcrfiani . e principaliflìma della Filofolìa. Tcfpionc ap- irefsoi Ginnofofifti . Come fcriffe Diogene* gl’indiani dicono Brachmanni. han letto. come Plotino nel libro del facrifìcio. da Caldea paefe dcH’Afia.elaloro(perdircosì)quinta cflcntia. nè vefligio alcuno. per iutver certa cognirionc della natura .ccomc imaginaria. Zamolfi appreffo i popoli di Tracia.come cofa che non può trovarli piò alta. anda- road impararla in diverlì paelì. e gli AfRri Chaldci. Erhabbiamo letto appreffo gli antichi fcrittori. i Della Magia naturale Filofofida quel primo Pitagora .nc alcuna ragione. e che produce S Tuoi maravigliofi effètti della ffambicvolc. L’altra è naturale. c Dardano dopo Zoroaftre.e ritornati nelle loro panie. Damigerontcffiif* lli mote. datuttiglihuominifavi.nc più fublime nella naturalità. c Buda appreffo i Babilonij. quello effer la Magia. Numa Pompilio apprclìoi Romani. lavio. Apollonio. gli Egittij S*ccr- dori.con nome Greco. come fù Pittagora.bcftémiata. E però gli Egittij chiama- rono la Natura una Maga.c ricercarla habbiamo letto i grandi della Filofolìa. Alcuni kan detto effer la parte attiva . & iniqua curioficà. e più affolli ffcreti. eie dclitic delle ffienticnaturali.ccon certi alletta- m enti. Abbari appreffo gli fperborci. I Filofofi più dotti nella Filofolìa più fecrcta. e che Gufa- la -quella violcntia. e fuggettefe le faceva.i Fran- cefi Celti. ò che fi pollano fingere . & accorto la riceve con grandillimoapplaufo. Empedocle. gli Babiloni. come Carinonda. Hcrmete appreffo gli Egitti >. e le terrene affé celcrti. Che ritrovò quello nome. l’una chiamano infame. e tolti piò torto cfilij. Per laperla. Cap. e quelli chiamornt Magici .&honorati. e della Magia.emaravi* gliofa.& havuta quella nc’loro piò degni. & LA Magia imbrattata di la dividono in due parti. accettata da veri letterati. dicono la Magia effere una feientia .l’honora. le tira- va à li. abbandonare le patrie loro. & nècofapiò cara.Cabalifti. di commerci di demonij. e certe arri tirino à fegrinfluflidi tuttoil Cielo. la qual ogni ipirto buono. Bardi. lòtto cattivi auguri fpiriti d’empia. Oliane . Plato- ne. e publicato al mondo la lua gràdczza. ò vero mtaginare. Profeti. cdeile opre da lei fatte.

III.dc andiamo annichilando il vo- flro nome. •. y Magici abbracciamenti. & antipatia delle cofe. e con vicendevole appli- catione accompagnare ifempliei. delle pian- te. che produce l’hcrbc. e delle loro trafmutationi. regger.. ma dalla nollra città. chefcgu*. unione delle cofe naturali.e fcacciamento. . vi fcacciamo non foto da* nollri limi tari. Ma qual otficio.6c ogni humano in- tendimento. eglino iraparafiero à . E però Antifonte Poeta dice- va .c delle morti fi vengono à fcopriregli occul- ti fccreti. le proprietà. Magia. E dice Ma reo Tullio nel libro delle divinationi . Voi dunque fuperlli- tiofi. . Di Giu Satti/la della Porta. E però havea gran forza nellTndia. che altro fiala Magia.. che infc- gna le qualità delle cofe naicoite. biade. c dal mondo infiememente. Perche confiderando i mori de’Cieli delle*» . altri femplicià quella appartenenti. perche dove conofco & mancar alcuna cofa all’accoppiamento. c fervo della natura. non crediate che altro fiala Magia. che prepara i campi. che il volgo chia- ma miracoli. Quella dun- que ripiena di grand ilfimo potere. vicendevole delle cole. dov’cra molta ab- & bondanza di herbe. che in ninna cofa noi habbiamo àfarinficme. della quale ti accioche fecondo Timaginc della mondana republica. vi facciamo patir lapena con la vita. Voi dunque.. c governare.checofa fiala Magia. pietre. cioè opcrationi. accioche bcncammacllrato di tutto quello. che avanzano ogni maraviglia. c dalla fimpatia. fuggite lontano di qua . che fi ricercarla ’ a chi vuol far trofiefilone della. eie vi habbiamo nelle mani. e delle conditioni . iniqui. I. chsà niunoPerfiano era lecito afccnderc alla maeflà re- gia.con l’arte fupcriamo quelle cofe . nella quale la natura ci avanza : e Plotino chiama il Mago miniltro. ò dottrina s’appartenga al nollro miniflro>lo dichia- ra remo nel capo. Pcrcio- .e de’loro nafcimenti. efemina. non artefice. chfe una contemplatione della natura. ella per via di vapore.e A i ragia. feompagnare.- H Or à fabifogno inllruircil nollro Mago. e minilira. degli Elementi. Lib. Quello volle intendere Placone nell’ Al- cibiade. Ma à noi non par veramente. c la cognitione di tutta la Natura. co*» me appreffo vedremo più chiaramente .. il quale non fulTe à pieno ammac(lrato. c nell’Etiopia. chel’iflcfTc opere della naturai l’arte è fua ferva.edotto nella fcicntia della Magiari perche come la naturagovcrnailmondocoaloabbracciamcnto. e lc_. così eglino devono reggere la loro republica. accioche faccia quelle opere. c culto. . polla mandare ad ciìmolc opere piene di maraviglia edi llupore. chcfapcr glibifo- gna. che tutta featurifee di divini mifteri.. di numeri applicati con tempi opportuni fi sforza di ajutarla: l’cfcra- piorhabbiamonclTAgricolcura.dc’minerali. C*p. J Della infititutione del M*?b . chchabbÌ4modi£ni(oU Magia oliere una parte attiva della naturai Filofofia-.chela natura è quella.così degli animali. •*:. e quello che debbia fapere.la nollra porta è chiufaà Voi . .l’arte c quella. che venite qui pcrfapcr. che tutta la nollra fcicntia viene à {coprirà dai volto della natura . Stelle. chela Magia di Zoroallre non gli parca altro .!! qual dille. e tener memoria. Se ainminiftrarelaloro republica. & profani huomini. che fcicntia* i figliuoli de’ Kc di Pcrfia erano ammacflra- delle cofc divine.

Quai fien de l'oro i forni . ^ Corti e con corfo rapido nel Gela ilimuovano le Stelle . che la terra Vuota fi fcuota in terremoti horrcndi. c femplicemcntc come fanno le volgari genti. e l'aria . e fe ne vanno tuttavia ritrovando di giorno in iorno. delle gioje .cioè non. Bifogna ancoraché fappia delle Matematiche. Che cofa il calcio facci . e di quei fuochi Che dal Gel cader veggonfi di notte Che cofa comparir fa le comete. Perche ci in- inlcgna ilmcfchiare. .ma gran invcftigatorc delle piante. E qual fa rimbombo la cagion di quel be' tuoni . di quei cerchi . c figlia. Oltre à ciò liimo. tre. ma ciònon rozza . Bifogna eller ancora molto intelligente della natura dc’fcmplici.cheognun debbia chiariftìmnmcntc fapcrc quanto giovi laper l’arte del diftillare. Che non Ha ancora ignorante della Medicina. imitatrice della cclcllc pioggia. e princi- palmente l’Aftrologia . Perche con i variati movimenti dc’Cieli. e qual cagione Facci celifar la Luna . ilrcmprarc . e fotto fpctic di Medicina cominciò à lubintrarc . cdiipcrfcper tut- to il corpo di quella mole. che G* Confutila ti filmo nella filofofia . e regga il mondo decorrenda ' Per le dodeci parti del fuo cerchio. . e loro afpetti. 4 ' bella. le quali Hanno nafcoltc. Ne mem* bifogna haver efatta cognitione di metalli di minerali . bifogna. Cioè come cavino' lcfemplici acque. Se haru quali parentela con quella.» fempliee hcrbolajo. c come pqffiamo tirar di là molta fòrza di oprare. e quai del ferro E qual la occulta. E quali alte cagion fan. e di patiremo . come s’inalzino le virtù di quelle. perche è molto limile. li o racque gommofe. e mirabil natura. quando di loro havemo bifogno havuto Nei cola più diftonvene- . per edere varij i nomi «ielle piante. che deve efler colmo di tanta mae&à. de’quali fi fervei anzi que- llo giudicamo tanto importante. cl’applica- rc. cci porge incora molto ajuto . habbiamo non po- co faticato . onde avenga quel rifluii Del mare . le fpiritofe. e la fecreta forila bell' ingegnofa . c molte co- fe utili alla lalute degli huomini. c gran dnoni. c perle deicrittioni non edòttamente depinte. perche da quel- la lon nati meraviglio!! inventioni. Magìa naturili ragionevolmente il Mago. e dotti filmo : per die ella inlegna. e che la terra Qhe r acqua . le gomme. che quali di qua dipendali tutto. ócaccrefcetlc di fòr- te. ritrovate da nobililfimi ingegni. c delle pie- . cfomigliantcmente il comporre . c ragioni. e come il Sole Coverai. volc ad un’artefice non conofccr bene gli illrumcnti .l’olij.le (felle donano à noi mol- ti. Se allcttare le menti degli huomini . perche n’infcgna. e quel color del celefit arce. ma con lo _ fue cagioni. eie quinte eflenze. fon primi elementi ‘Del gran mondo . .

un’artificiofo sc- za lettere. I. quando fi Teppe. ac- cender fuoco al Sol di lontano . ne rifpiarmi fatica. e come fi pollano veder chiaramente quelle cofe .» nafeono le meraviglie. Dice Efcfio. le vifte che fi fanno fotto acqua. che fian eletti da Dio. che il nollro Mago fia per fortuna ricco .e non che nafeano da v cri lfime. che il muro era fregato di folfb . over. togliono il credi- to all’opra . encTpccchi fatti in di- verfe forme. errando nò gli incrclca di tornar di nuovo à farlo. pcr- ckc noi non fermino ad ignoranti . quando fi fcuoprc . e poi filofofare. che l’arte non polla limar molto c le cofe che buono . c periti artefici. chcglì Dei venderanno à gli huomini tutte le coli à prezzo di fatica. conofci haver mancato in alcuna cofa. perche venédo que- lli mici fcritti in mano di alcuno ignorante. ma all’hora ccfsò di parer maravigliofa.& affannò molto gli animi dc’Platonici. come s’inganninogli occhi . ò principianti . E perciò l’invefligatione di quelle cole. da’quali dcpcnde una gran parte de’Secrcti del- la naturai Magia.cme- canico delle fuc mani. Sappia ancormolto della Profpcttiva. mentre ti màticnc fofpclo l’intelletto. perche era miracolo. Un certo huomoGnorzavala lucerna. le quali alle volte mandano le imaginifuora dc’fpecchi pédenti nell* aria. Se intanto ti pa- jono le cofe (hipcdc. che riufeiranno. c propor il tutto. à calo. perche un letterato fenza artificio. Bifogna ancora. che boni lfime non fi pollano correggere. (cosi fono quelle arti attaccate. ma incolpi la Tua ignoranza . che opri . ma nell’ efpcrimcntaf fia prodigo piò tollo. dice Galeno. ma à do tti . e donde. bifogna prima arricchire . Dice Arillotclc nelle mecanichc fuc degli Architettori. e congiontcinfieme ) perde l’opra eT tempo. fono non le polla far migliori. perche àgli ignoranti. e fan che quei. e cercare . perche malagevolmente polliamo oprare. fati» cò. e ncccflarij lfime cagioni . e quelle . Li Ciò: Bàttifui della Porta . così pronti.ementre!làcon molta diligentia ad effaminarc. e compagne . che le alle volte ignorantemente s’in- . jr Cavarne varie proprietà delle cofe. Lib. e farli migliori. come cofa piena di ffu« pore.c maravigliofe. ovcro ad una pietra. Si ritrovano alcuni cosi dotati da’Cicli . quando fabricano i loro sfinimenti . e chi noti faprà quelle . nafeondi lecaufc. come poteffimoà noi tirar i cele» ftiinflullì. non dia la colpa à noi . E fc alle volte non Corrifpondc l’effetto alla prometta . c non riufccndo . che Tappi le cagioni. c poi accollando- la al muro.Qucfte fono le feienrie. della quale nonfaila ca- gione. Quello hò voluto dire . Laonde diceva Epicarmo. Sia ancora l’artefice nollro per duono di natura molto indtiflriofo. Se le cofe. quando ci manca- no le facoltà. enonfilolofàrc per ar- xicchire. poi cominci. perche qu ella cofa parmaravigliofa. che con ingegno molto favio. che par. e facili à quelli clercitij .Nc dico ciò perche non Tappi . l’igno- rantia delle cagioni. ma dalla ignoranza dell’artefice . Non bifogna rifparmiarfpefa. nafeondono le cagioni di quelli . che il miracolo lafcia di effer miracolo. che fapendofi la cagione toglila caulà della maraviglia. vuoi che pajano piò meravigliofe. . che infegna. ne giongerà pur mai al defiato Tuo fine. chc’l ganna difetto noiu vien da cqlui. l’accendeva di nuovo.chc fi fan di lontano. Primieramente bifogna.& accom- modatoconfideri quello. e facci il tutto con ragione . che hà da fare. c veramente indegno del nome di Mago. & etiofi nonmanifcfta ifuoifecretila natura. chela Magia s’havc elette per fucadju- trici .

li chiama terra. male loroclalationi . c fccca . ci riduce-. corpi femplici : ma hor fono imba- lorditi . come l’aria vi- . quelli furo i primi.mafì riconciliano frà loro per havergratia dell’amico calore. come fu Hippafo di Metaponto . che non fi lafcia penetrare . el’huinido. & humida. gran volte del Ciclo .immobiIecircódatada tutti. così la terra è fredda. àcqua per l’humido. de Anafiimcnc l’aria. i prin- cipi) materialHbno di corpi naturali . che Colfituiro i primi fenfi della natura . c fccco. e fecco. fpargendofi intorno intorno pcrl’ampiczza del Cielo. cheeffendodue qualità in ciafcuno elemento. Ap- pretto à quello c l’aria. che bavette la limile . dalla turbolentia di tutti . A quelli fucccdc l’acqua . ncll’invcfligationi delle li «'affaticano. che palliamo più innanzi. che fc altrimentc fritte (lato . Ella Uà nel centro di tutto.c lottiliilimo tanto. e_. che Ita fenza terra. e primo degli Elementi . c_» «niunacofa vacua lenz’aria. perche ditte. .Il fuoco . quando fon giunti inficine dal (opra vincente di tutti. TalctcMilclìo l’acqua. con la limile amica fi accoflaffe all’altro . perche la fagace Natura ordinò il mondo con tanta induttria^. patta per tutte le cofe. che l’occhio non può affigurar- lo. intorno le cagioni de’ maravigliojS effetti . l’acqua in terra per Iq freddo. c Cri tia ditterò c (ter i pri ncipij delle cofe non gli clcmc- ti. s’inalzò in alto. l’ultimo poi di tutto. eli lalcia penetrare. così accefe gli I animi di quei cagioni. Mai Medici pofero quattro qualità. . humido. l’aria calda. che tutte Icj cofe erano fatte dal caldo. non làrebbono mai flati d’ac- cordo inficine Cosi il fuocoà pocoàpoco per il caldofifà aria. e compa- gnia della freddezza . il fccco. Cap. e però dàttero . cioè gli elementi . Ogni elemento abbraccia l’altro fuo vicino con amica qualità. fpeffo alla fua qualità. il fuoco è caldo. efalfi. Se cino al fuoco. & in un’altra.c meno l’uno mifchiato con l’altro. in una vi cnu* una certa amirìtia . foda. Diogene di Appollonia. lìcongiongonoinliemepetPamicitia . che quali riempiono tutto quello mondo lotto la Luna. . eli trafmutano. c la certa fi congionge col fuo» ^ W * . I primi ditterò. IV. c lì feioglie. c varie opinioni le quali non mi par Fuor di propofito raccontarle prima. e trafmutabili . L vedere le ftupende . de humida.c molti di loro diiTcra molte. che-. che non può toccarfi cofa foda.- trarijpcrlo fecco. c fudano affai . e l’acqua fredda . eli contratta con un’altra inimica. vicendevolmente alterabili fra loro in per- petuo. grotta. hor fi condenfa in nubbe. che luffe il fuoco. perche gli altri fc gli volgono intorno perpe- tuamente. fatto dalla feccia . la qual giace fotto à tutti. le quali fe ben fono con.hors’ingroffa in nebbia. quella divicn .comelcggicri(fimo. & Hcraclidc di Ponto . chcquelli FulTero i principi) delle cofc. librata dal fuo proprio pcfo. c linccrità .ecorrifpondenza. una contraria diferepantia . c quclliftanno cosi bene accomodati dentro quelle-. Parmenidediffelcqualirà. poco più grave del fuoco . e I’humido fonocontrarij . 6 Della Magi* naturale Opinione degli antichi .emaravigliofcopcrationi della natura. e più. e dal freddo.c s’hà prcloil luogo più fupcriore . Ma Hi ppone. che tutte le cofe venivano dagli ele- menti . che in quel- Filofofì ancichi.cfc ciingannorno ancora . e lo chiama ethera. cal- do fccco.

c delle maravjgliofeopcrationi . fifa la difuguaglianza delle parti. lo fà più fcmplice. e quelli cfpcrimcnti che hanno infognati . c il fudore e quelle fi chiamano da’Mcdici le qualità terze. I fegni fono anchora fra loro amore voli. il mcllruo . e quejìi infume amor congiunse Et il medefmo Podio li diparte. à cui fon poi inimici tutti rollanti pianeti .. E Palma (fiuvo . per Plnfonela terra. & in- dotte . fuor che Marte. confortar le reni.c più lottile. e Nefte con il pianto *Dclt Intorno . quelle parti. c fieno lemprc otiolè . che fan guerra fra loro perle contrarie qua- lità. come il fuoco. che dicono di tutti i midi. Giove celefle. Così il freddo conferva . per potervi introdur più agevolmente la_> fua opcrationc . dalla prima uafccvanolc colo > dall’altra fi corrompono . Quelli dunque fono i fondamenti. che amano tutti i pianeti.* & quali così fervono alle feconde. e freddo. dicono. c vicn l’eminenza. Intendendo perGiovc il fuoco. & inafpra . come le feconde alle prime. eqnefti alcuni le chiamano qualità quarte. humido . delle quali & due fono le caule agenti . che fon atte più toflo à fare. le . alcuna volta opra- no in alcuni membri particolari . quando vi è un’antica. co- ilringc . E fi dicono fecondane. 7 Coperto feceo. il freddo. Come narra in quelli verfi. che agevoline-* te l’un trapalTa nell’altro..alTottigliarc . corrompe. humido. le due altre fono dette patienti. per Giunone l’aria. come dal maturare.c cofe limili fi viene à generarli il latte. eia lite. Ma Empedocle di Girgcntoaggiunfcà gli clemen- ti. cfcacciare. I. l’urina. Dunque. collringcrc. c quelli che fono contrarij per le contrarie quali- tà. per nafeer pri- mieramente da gli elementi. il fecco infpelfa . e fecco : non che veramen- te patilcano . Cosìl’humidoaugu- mcnta. Come per . &alle volte per fc fa una cofa. perche deprimendo i vacui . eflempio il caldo oprando in una mclcolanza primo ne cava tutto l’impuro . che à patire. . concordia E così anchorancl ciclo efier Giove. malagevolmente fi trafmutanofrà loro. e fi dicono fecó- dariamentc oprare come rimollirc . c fi credettero.ecosì fitrafmutanofràloro gradatamente. e di loro fi fanno loro ifteffi. . ma perche fono dalle altre confervate . e fecco fi chiamano le prime qualità . Le . che di quelli fi compongono . e Venere. c l’ariaperla caldezza. come dar fortezza alla tcfla . & odigli » come dice Manilio. E cor! al Contrario poi al roverfeio fi mutano di nuovo . Se elevando le parti dure. c l’acqua. ondej nalcc l’afprczza della fua faccia . e per le amiche. . il caldo. c concorde qualità.c per accidente un’altra. c caldo . E quella concordia. come l’acqua. perche quali fervono alle prime. cioè il caldo. c_. l’indura. Ouattro fon delle cofe i primi femi.e r inferri al Plutone. c Saturno. c congela . elite primo trovarli negli elementi. perche mentre confuma l’humi- do nella fua fuperficie. mentre cerca ridurlo alla fna qualità.« per l’clTaltationi . Vi è un’altra inimicitia per l’oppofi- tioni delle cafc. come che non baftalfcrojl’amicitia. Di Ciò: Battifia della Pirla Lib. che non balla confumare. Venère è amica à Marte. e da quelle ne nafeono gli effetti fecondi. c per Nelli i fiumi dcll’huomo come la genitura . minutare .. nfolvcrc. che di quelle cagioni nafcelTero . c’1 fuoco.

mi par cofa convenevole dichiarare.& effetti del corpo . c fi fervono di . tutti vengono dalla. Pcrciochc fi vede da unomedefi- mo millo Icaturir più effetti. per veder che alcuna cola oprava effetti contro le fuc qualità. cprodur nuovi effetti. ria prima. c dell’altra) vi fi trova la» materia.non rifiutando però gli effètti della qua- lità. hor fra loro Confederati fono hor odiof . che tutti gli effetti chcveggiamoufcirda un mirto. te addotte da’più antichi.ches’haràà narrare. c gli altri Filofofi dell’età più novella che vedevano delle colè con quelle cagioni. diciamo più ordinata.perche fc tutte opraffèro egualmente.òconqualfivoglianome. che oltre àgli clementi. giudicorno. le quali quantunque tutte concorrono nella pro- du «ione di quello effètto. e foflanza de gli elemé- ti. e con certe ancor fan guerra f E con la vifta. accioche noa mutiamo l’ordincdi quello.c differenti fra loro. chc_* cominciamoda più alto principio . egli affetti della materia dalla confidenza . tutto quello avviene da loro fu periori. come leggendo nel libro. T Vtti i fendere gli non potendo di- Peripatetici. e Tappiamo fepararuna virtù dall’altra.# han veramente un divino principio.cioc della terra. il fodo. li quali Hanno daloroprincipij negli clementi.non è convcnevol di- rc. riticn quel comporto alcune qualità più eccellenti . che è comporto dell'ima. ac- ciochequantohabbiamoàdirc. non fi conofcerebbe la virtù loro Nc per quello la materia refta lènza forza. l’afpro. eia forma. la qual fpeculatio- ne non è per giovar poco nel ritrovar nuove maraviglie. Nella compofitioncd’ogni foflanza natura. e dell’acqua. .econ P orecchie ancbora Si perfcguano . fc nevedràno molti effempi. che fi vuole. c fapcrla differenza fra loro. 8 Della Magi* naturale Le ancor fra lor con certe leggi flette Convengono . procedendo da fe fola.chcli piacciono. Dunque hor. Cap. Ma nella forma fon tanto forze . forma principalmente.e di quelli che fono più patienti. & hor havendo à narrar donde procedano apertamente. e femplicc. duro. e loro qualità v’erano altre cagioni di più.ma di quella.ff. & altre che veramen te giacciono nel feno della materia. non parlq io della mate- . overo effètti. le quali Arino- tele fuolc chiamare qualità feconde . laonde fono tre dinumero. Che molte opcratìoni della natura vengono dalla forma. perche t’ufurpa- no le fòrze da gli altri. Iifcio. Ef ferifcon pieni di furore. ch’crano fia- effetti. e Pantano . che è nata dalla mole.& ecccÙentiflìma. le(pcrchc io chiamo foflanza. ma ò varij. e da cagione fupe- *iorc. Perche quando gli elementi vengono nella compofitionc . noi chiamamo forze» della materia. e più diffintamentc . come fono le virtù foftantiali nate infieme con le ferme.che nafeono da una fola cagione. le quali tutte vengono dalla materiato giudicato dunque» per parlar mcnoconfùfamentc.f*nza l’ajuto dcU’altre. come loro principij. è bifogno. donde nafeono quelli effètti. come il ra- ro.. che gli effetti della qualità vengono dal tempe- ramento.

dico- no. lo delle. ma più di tutte la forma è quella . LA forma dunque comccofala più eccellente di tutti . . delle piante. c con maggior agevolezza . come fù d’opinione Platone. ma per inftrumcnto. c l’altro paticntc. dove rifiedel’cffcmpio di tutte le forme. echi meno. c farebbono nulle perche nom. e dalle intelligenze. Senile lidie per gli clementi. Avicenna. Egli non cavandole dalle cofc ifteffe. e finalmente dall’irtdi'o Iddio. che vicendevolmente fi generava- no. mandando dal ciclo à tutte le fue formo pienedi cclcfte virtudi . pur non fi confondono tra loro. dunque dal cielo. quàdo vuol far una (tatua.''v ti. dunque per edere in ogni mirto tre caufe efficienti . come caduche.che alcune fieno pigre.c moftrare podi le fuc fòrze pii efpedi taincntc. : farebbono diffidenti à ricever dal cielo i fuoi doni. c he Han- no apprclloà loro. VI. come per fuo inftrumento . che non fono cosi prattichi nelle fpcculationi. nonimagìnarti . la quale Platone Principe dc’Filofofi la chiamò anima del mondo. acciochc quefte cofc non follerò della mcdefimaconditionc.cperajuto. natura uni vcrfalc. eia nobililfima cagione dclrutto. Da che luogo venga la forma . e corrompevano con proportionatiifimo ordinedcllafua onnipotenza. c de gli clementi fuffero ordinate per gradi. òdi unoftilc. c gli clementi principijdi tutte le colè. ordinò. ma da (c fteffo. come per inftrumcn- £ . ma che tutte fpontancamente s’aftàtieano. Pcrcio- che Iddio. acciochc far. ma dalla ideila forma. e fi ferve di unofcalpcllo. torta Lib. che con fatai legge le cofc in- feriori fodero foggette alle fopcriori . c fuo tcmperamentojma la for- mali ferve di quefte qualità. ria Dio. volle anchora. dille. della catena di Ho mero.nc con- fonderà iltutto.mancarcbbono tutte l’altre. * <) di quefte . percomplir l’imaginc più cfpedìtamcntc. Laonde quella forza che vien dalla proprietà. ò neghi trofie. ò temperamento come per infttnmcnto L’artcfìcf“_. che l’altregiontamcntcnon opraliero anchora. ò temperamento. e de gli anelli di piatone . primo le dà alle intelligenze. che ogni una producete il fuo fcme. datordcllc forme. Ariftotelcil grande. che operando. che i cieli. . Colui. che le forze de’ cicli.ondc coloro. è forza che venghi da^. e parimente origine delle occulte proprietà Zenone Cittico aggionfe alla mate- .chi più gagliarda- mente. c frali.& imprimerla i’ua forma alle cofc già prcparatcrtaonde venendo le torme dal Cielo. luogo ancor ccccllentiflìmo. e l’altre fpctic fenza anima . nc fono divcrfe. come di un agente. che neccf- fariamcntc full’ero e celcftijc divine. Di Ciò: Sattifta dell*.macosìftannoattaccateinfieme.c mancando clla. cdo- po de gli animali. che col luo ingegno (apra dittili— guerequerte cagioni l’una dall’altra intenderà il tutto chiariiiimamentc. che tutti qucfti effetti vengono dalla materia.nonft (crve di quello. e volle. aggiutal’al- trc. non vicn dalla ma- teria . onde l’origine della forma . I.dc’quali l’uno fece principio agente del tutto. havendo primieramente fattoi cicli. e fc ben ella fola non potreb- be efprimerc quelli effètti. Cap. Scaccicene non mancaffemaila continua generationo delle cofc. che l’una hà bifognodclPajuto dell’altra. che nella loro opcrationi.

c move illaonde ragionevolmente li potremo chiamar rellantc . con la qual merita di avanzar tutti i rollanti ani- mali. c’1 crefccre Ma gli alberi. mente. e fi m efichi a per P intiero corpo . quella è la pro- portione . Quello è dunque il congiongim. l’animal convicn con la pianta per la vegetatio- ne. . accio veggiatt Tutti quel ch'io me pojfa . . con quelli verfi. c finalmente dall’iftefio Dio. ne fingere più ft u pende. e ritengano virtù di oprare. (e però lì dicono cflcre ani- mate di menti celefti) hà da lui la forza del fentire e crefcerc. ne ragione. dall’intclligcnze . ò catene. Horsù facci am la pruova . non facci pur opre. & ammirabili. con li rellanti per l’intellet- to. che venendo querta forma da gli ele- menti. hanno nefenfo. 2. e fparfia La mente per le membra la gran mole Aiuov e. e dell’altro. i quali fono fonti. venirti' infin quà giù. Onde nafice delPhuom de gli animali .’huom dunque per ilar nel mezo dell’uno. che (ìa della medefima conditionedi quella celeftc natura. e quella ani- mando poi tutte le colè rollanti. . virtù fuperiorc fpargendo i fuoi raggi.chedi crefccre. caduche Virgilio havendo querta medefuna opinione l’anima del mondo la_» . ordinatamente procedano. come per una fune dirtela dal cielo infino alla terra» Con un vicendevole attaccamento continuandoli l’un con l’altro . Perche Iddio come dice Macrobio . . jt * i • Della Magli. ne và. i l’huomo. e quello. con la fecondità della fua maeftà creò la_. equefta fù l’anima (ma noi Chriftiani ftimiamo altrimente ) la quale ad altri dà la ragione. ^Attaccatevi tutti . acciochela_. e quanti Nudre di moflri . che ferve alla Divina previdenza .c l’ordine . & havendo anchor forza di fentire. talché dalla prima caufa. Piomero. e fine & origine . e «arene. chiama mente. il quale è prima cagione .l’animal conl’huomo per lo fenfo. ftclle. fiofpendete Dal cielo in terra la catena d'oro . efiendo minor di nobiltà del cielo. e di balene il mare Venendo dùnque la mente da Dio. e toccandoli uno eftrcmo . e Dee . come à quelle cofc . c fotco nuvolo di fingimenti cosilo coprire à larij Homcro. ma rellanti animali come inferiori al. non ritengono altro. e non ritenghi in fe parte di quella divina macftadelonde havendo con quella così ftretta parentela . c par che preftol’habbi voluto inferir Platone. delle quali non fi polTono imaginare . Quello medefimo cfprimc il Poeta poco dapoi. Chi faria dunque tanta ignorante. nto di tutte le cole. E de gli uccelli anchor la vita . anelli. per non haver altro bifogno. . come alle colè divine: ciclo. cciiu & loro anelli. che’I fentire. che crefcono fidamente. che noiu . e Dtj t Che Digitized b .che dilpongcno la materia l’informa con gliafpetri. così mal comporto dalla natura. Lo[fino dentro li da forila. dal Ciclo. e principal delle colè. non dichi. partecipe di ragione. e cosi per quella fol patte fi dicono vive- re. c dalla mente nafccndo l’anima. che tutte le cofedi quà gitili reggano primieramente da Dio. naturale tì. di que- Ao fol godono. & origine di tutte le divine inventioni.

che_. come polliamo conofcerc da_- quello. &havcndo fatto più volte efpcricnza di quella imaginatione . indi ven. Pcrcioche alcune cofe hanno una certa fratel- lanza inficine.che fi pone dentro la pignatta. Se attacca conli fuoi viticci. habbia l’inimico da predo: dcogni poco di vino. io ha. ) il quale Greci chia- mano Simpatia. c tutto quello. Cap. Laonde conofcendo queflccofc il Mago. . che hà cfpcrimentatoeiTcrvero. ne dimo(lrativa. nè confcrvar il Aio colore Laonde. che ilfuofucco polfa torre Fimbriachczza come fetide Tcofralto. : glia. la quale ogni cofa appi- . ne può cavar molti fecrcti rimedij à fua ncccifità . i ò convenienza. e di tutte le fpetienenafec un certo compatimento ( per dir così. & attacca le vitià gli olmi. t come per quelle. à quelle infirmirà . hà inventato rimedio contro il vino con la bradica .ne hà voluto cfler cola nel mondo fenza pari. B z ciò- . ò difeonvenienza. de infiammati dcU’amor delle difciplinc. facendo parentela con loro. over per parlarpiil apertamente: queflc cofe in- feriori alle fuperiori virtudi. «Se inimici tiel’huomo contemplando- le. D Alif. & gono poi quelle maraviglie.. occulte proprietà anchora degli animali . poterfene fcrvir per rimedio. c riverire la fua onnipotenza. fi sforzino di lo- dare. che non fi compatifcono.cdclle piante. Di Gio: Batti/} 4 della Porta . « Malachriiliana verità ci infogna altrimcnte. foto non tocca la-braflìca . PellifrrO èl’odio della vite.ne probabile. VII. edclcaulo. accioche tutti ardenti.& una crude! battaglia degna di edere mira ta Se ammirata la vite. come havclTero inficme alcu- na nafcoftahorribiltà. fogge dall’altra parte. & vertrovati . che potrebbe porger quello. ò vero forfè. che da quelle amicitie.. non balla cuocerli. hò villo molti degli antichi.neè cofa di huotno favio volerne aflegnar certe ragioni.checercanodiftruggerfi infieme . cosi egli unifee la terra al ciclo. quando fi vedrà. anchor che molto vi sferriate . noi più convenevolmente la chiamamo confcnfo. mi hà favorito molto il fuc- ceflo. che fono nafcoftenelfeno della natura . altre poi così inimiche. fé non che la Natura fi è dilettata di quello lpettacolo grà- dc. come fe qualch’unol’ammoniflc. Androcidc modo dia quello eflempio. òftrctto parentado accompagnate. & Antipatia delle cofe . doves’hà da cuocere . pcr- .cciò non fi puòreftrin- gereàragione. che una cofa haràgrandilfima inimicitia con un’altra. come PAgricoltore aggionge. l.che l’anlmenollre non fieno pro- dotte dalla mente . enarrato perlamemoria de’polleri. fi pofsono /coprirei &efperimentar le virtù loro .anzi s’odiano mirabilmente. Della Simpatia . che hanno feritto. e comefuo minidro le manifella in publico. imperochc fenten- dofcla da predò. Se ufo. & Antipatia. e tiratoinnanzi da quello metodo. ma primieramente vengono da Dio. che non habbia quivi qualche nafcolla virtù piena di ammira- tione.&influlfi. nc trovarli cofa nell’occulto fc- no della natura . Lib. tt de à trar non Enfierete in terra Giove Dal etri . Come per efl'cmpio.

» dove fi bolle la carne del toro.» felce.c l’inferma . ch’una donna. Mcravigliofa c ancor la difeordia della vite. ruta non fi taglia. e fc non laj copriraibcnc. data copiofàmentcà mà- giare . e però della lavanda della teffogine fi fà rimedio contro Timbriachezza^. volendo guarire. edi qua evenuto il rimedio. & L’huomo. . perche fi trova rauco. la qual poi fi guarifee con ficco di cicuta. e così fi maneggia. c principalmente offende la vitc. conciofia. dice Diofcoridc. anchor che lo dovette cavar morto . l’alito fccchi. il Della Magi/t nJt arale cìoche aneorfuggc l’odor dclcaulo. e l’altro fi vede fecco c però il ciclamino pollo in vinoaccrefce l’imbriachezza. come n’infcgnò Plinio. che quando perla fovcrchia Còlerà divien fiirio- fo . con mol- to rcfparmio delle legno. la qual toglie il caulo. come habbiamo detto. coni quali i Roma- ni miffero in foga l’e (lerci ro di Pirro Rè degli Epiroti . . taglierai con nuda mano. che i rami del fico fclvaggio nella pignatta. e fovra tutto fra le fave. e fuol’clla imbriacarfi affai volentieri. La cicutaria ruta l’un a all’altra ènemica. &: abbafla l’orgoglio. L’Elefante anchor teme l’ariete. all’ hor . e l’orobo. che fubbito veden- dolo s’empie d’horrorc. crinimicitiadelPuna ammazza l’altra. Il Lupo c nella favola^. Mae più ficuro onger la bocca della natura col fuo graf- fo. quali hà prcfoilnomcdi orobanchc. caccia fuori il parto . donde c nato il proverbio detto da Platone. che fendo prima villo dal Lupo perde voce . ócaviticchiandofi lcftrangola. ti indurrà maligne ulceri ma le non fapendo quella proprietà la . faccia ararii campo col vomere circondato di felce. e benché voglia gridar non puotc. che partorifle con diffi- coltà . Da quella intentionecnato. c Diofcoridc ordinai fichi fclvaggi primatici.echidefiderache Incanna mai più rinafea. c trenta. & incontrandoli con vna donna pregna . ti accadcrà uno prorito & un gonfiamento . il ferpente hanno odio fra loro horribililfimo . c la fe’lLupo s’accorge d’efier villo innanzi. divicn manfucto. ficoccrà prcflo. e vedrà. c della. cricrovandoliapprcflb. vi dolo fubbito diventa manfucto. efeoperto. Lo fguardo del Lupo c così nocevole all’huomo.c fi doma. perde la ferocità. la . che la ruta^ vai molto. c le forze. à coloro che havellcro tolto.che la cute del corpo humano imita il fuo cuojo. c così for vincitori di Una grandilfima vittoria . il tura. onde è bifogno . pcrciochc fi prende imbriaca di molto vi- no. corrione comcdicc Diofcoridc. fe non con la mano velata. E da quella contrarietà delle membra dell’Elefante fon ritrovati molti rimedij contralaElefàntinfi. da_. laonde ancor ella toglie l’imbriachczza. che non rinafeerà più giamai L’orobanche delia grandemente nafeerfrà legumi. la fà leccar il ciclamino piantandofelea canto. riongerà la mano di fuccodicicuta . Il toro feroce ligato ad un’arbore di fico. fatto un fuffomigio di fpogliadiferpe. che fcl’un refta verde. La Simia hàin odio la teftuggine. L’edera col fuo abbarbicarli là fcccar tutti gli alberi . con la pofea.fpeffevolte l’uno. c quella aggiorna a’icgnmi . la fa igrnvidarc. ò bevuto il fingile del toro. E quella herba. & àchi ha velie bevuta la cicuta.laqual infirmila c così detta. Con la quale lì fa la vite fcollarla vite. talchcù ve- leno del veleno. appretta la_. chclaradice della felce acciaccata cava fuori lcfpincdella canna conficcataglidcntro.hà forza di veleno . pregni di latte. la voce. Come quale defechi precetti degli antichi fcrifle della agricol- dille Zoroaftro.

c quando vuol com- batter contro lui. Si pianta eccellentemente la radice degli fporagi dove fono li can- . cherfidrc. cIodivora. gran difeordia. combattendo fra loro non gli noce il en- trano veleno. o vero il fanguc .o fparvicrc è nemico al camaleonte. La donnola— combatte pur con le ferpi . c da- ini Claudio Tolomeo. L’icncomonc fà continua battaglia con l’afpide. c morii de’ cani rabbiofi . Se altrcvelcnofcmutationidell’acquc. che è il Rè di tutti i lerpenti. e l’aglio è contro vele- no. Le cicogne divorano le ferpi lacerti. E di qua Columella hà prefo.epura.& c rimedio al fuo veleno. 11 cane è nemico al Lupo ( Se amici Rimo all’huomo . c ferpenti. che di loro ci polliamo fervire córro quei morii velcnoli. e’1 fuffomigio di ogni parte dell’ele- fante. l’ammazza . l’altre pelle. fiamo congiccturar effer vero. Di Gin Battift* dell* Fort* . onde qucll’huomo . da qua facciamo argomento . e ben veleno!! . La treglia divora il lepre marino. e .Ongenoiluochi. il qual fa fuo nido ne gli edificij. dice: Eunafpetiedi fparvierc. Se antipatie ddlcpiantcfi ponno raccogliere molti maraviglioli Ce- cidi medicinali . che farà morduto dal canc.dillcn- dcndole Covrala pelle del Lupo . fcaccialc ferpi. eie fiffurc con geffo . e però tutte le parti delle cicogne fono remedi à loro veleni . fubito fi chiude dentro la fua caverna. e debole. perche l’aglio ongendofi intorno la calamita (caccia. lo cava fuori .c con quello rimedio. efcorpLni fono inimici. Gli elefanti anchora co’l fiato tirano i ferpi dalle caverne. del quale il fpar- viere ne terne affai principalmente della fua voce. ovcro certe pie- tre. onde ciò l’annotò Plutarco. c non piò tira afe il ferro. ren* de la vocechiara. il cervo ac- collandoli alla caverna. chiamato da contadini pandajuolo.cperò cò- tto ilmorlodcl fcrpeli da il graffo del cervo. di ciò accorte le^colombe . ij il Lupo ha per nemico il Riccio laonde gargarizzato il (àngue : del Riccio. (.c che non fpirino chiufi ifpiragli. dove habbimordutoilfcorpionc. fa che le colombe non fi partono dalla colombaja A quello propofito fa quella . il medemo fà l’Ibi nell’ Egitto. che fi congelano ne gli occhi . l’attaccano incorno gli angoli della colombaja. efe ben daniunoè flato leritto.c mordendo il bafilifco . Cosila tclludinc* e l’aquila.Così anchora dalle fimparic . lo guarifee della paura dell’acqua.perfcacciarc fparvicri dalle colomba- je. I.chc prima era rauca.cenchri. e tirando afe fiato. e però putre- fatto ncll’oglio. Lo fpar- icreè nemico à tuttii colombi. & il brodo di quelle fi è per remedio del veleno loro. havendo quello per difenfore . da’quci paefi dove habitano. e combatte con le lcr- pi in favore delle galline. la calamita c di facoltà velenofa. s’imbratta tutto di loto e poi combatte con lui. e combattono con i dragoni. Il canto anchora del gallo fcaccia il bafilifco . cò- tto il fuo veleno giova lo (lerco dello fparvicrc prefo col vino.togliono i lor polli. che lòglionoalbcrgarne’prati . 1 ftcllioni. che c remedio l’aglio controle vipere. eda quelli fpettacoli potremo accoppiare molte virtù compa- gne à quelle . pcròilfer- pcntc havendo villo il cervo. e ne pongono uno per pignatta. che l’aglio vaglia contro la calamita. Cosìanchora quelli ani- mali contrarij fra loro. E una continua battaglia frali cervi. e ben coperte con li loro coperchi . c vale al fuo veleno. i quali difende il pandajuolo . chehà l’aglio con la calamita . e non lì partono mai da quel luoco dove habitiil pandajuolo. lo pof. Il porco divora la lalamandra lenza nuocergli . Lib.

cagion della ftcrilità. c tutte le cofc animate crcfcono. appli- . Se l’uccello Attagene ama i! ccrvona natura de l’uno. Onde Iamblko confidato nella dottrina degli Egitti) . . Òli Egittij. e fi corrompino.c cclefti. e loro afpetti producevano al mondo opremaravigliofc . ecoftiruiti tepidi afpetti coglievano l’hcrbc. Cip. c le piante. cagion di tutte le cofc qua giù balle . . 14 De II4 Mtgì a naturile seti. Platone dille che da alcuni cerchi cclcfti vien Iìl* . e l’altro clul- luriofa. e ma- ni felle oflcrvavano. che li polla impedire.polèro tutto il loro ftudio. che dal torto camino. che rutti gli edòtti venivano dal cielo. dille. efl'endo piantate infieme . e dice. de i fccreti de’Cicli. e l’una. e che fia .cpiù certi. edi là traheflc_» ogniuno il fuo dito. dillcro. Cosi il pefee Targo . ne monti hanno. Dal Cielo . c perche fèmpre le ftclle chiare. però membri de l’uno. d’un dolce con fortio. dice. c fi corrompono tutte le cole. e da alcuni altri più di raro. cato ài dolori del corpo. che ncceflariamcntc fù di bifogno. ne volendo torfàflidio neH’invcftigarc delle caufe naturali. che ilmorbo palla nel cane. chela il Sole nel cerchio obliquo dclZodiaco. li generano. perche fra loro fono molto amici. . e regola àgli in- . che quello non ha bilo- gno di lunga perfuafione Et egli medclìmamente dice che da raggi delle ftclle . e l’una. Vi è un i (cambio vole amore fra le perdici. nc volendo pallar più innanzi con quelle defèndono loro opinioni Que- .c l’afpctto dc’cicli. perche ne colli. che dal Sole s’infondeva qua giù tan-’ ta virtù.. e le capre.. acciochc la virtù fua fcftìij governata da quella fupcriore. e l’unc. ferivo Plinio. .e da alcune ftclle fi veggono gli cfpcrimcnti più fpclfi. determinate horc. ne Argui- rebbe la rovina del tutto. e falera giovano alla lufTuria. erettore de’ tempi. laonde lotto certe. c l’altra ci danno molti rimedij pcrcommoditi degli huom in i. llo Io conferma Tolomeo il quale ha voluto confi ituirc ordine.chc havevano ne larghi campi de’piani. che dal movimento de’ cicli veniva li.e l’altre vagì tono al medriìmo rimedio. LaJ vite. come ne fcrific Africano. che di nuovo leggiadramente diffe. Enso. cdiminuifcono. continuatoordine fi generino. e che ncU’hora del nafcimcnto da vicendevoli moti delle ftcl- le. eli caufino leftagionidc’rempi. e l’apparecchia- va no. fluire di là ha ve havtito ardire predir molte cofc. furo i primi.c della fecondità Il Sole governatore. mai la contemplatione.. c dell’altro là l’huomo valente nel coito. c la capra 11 cane è amici (limo all’huomo. e l’oliva fi godono fra loro. e dalle /te Ile n afe tre una gran forza > e che di là su vengono molti effetti . i qualipcrla commodità.che quello mò- do qua giù badò fu (le contiguo à quel mondo cclclle . che offervaro r mori. dove habitavano. 1 c’1 reggimento delia vita. e che fc per un ponto fi fcrmafl'e .cla lorcura nella cognitione degli influii?. e che tempre otiofi vivendo. da quella divina natura deftillià noi una certa virtù. Vili. £hc le cofe corruttibili con certo. che non chele cofc di qui giù baffo fervano alle fu- cofa dubbiofi» P pcriori. e non così manifcfti Ariftotelc come s’accorl'e . Sconobbe. c i nella perpetua fcrenità de’ cidi.

che più verdadierofegno trovar fi può. Platonefuoco divino. (Iella. all’horle radici delle piante fanno forte radici. c dalla.egiornale . » tc. che dal Sole. LaLunaanchoramentrecaminan- do per lo Zodiaco và per i fegni terreltri. hor gon- fiandoli ritorni in dietro. ci fiumi crcfcono. £ dicefi. i peponi . c padrona delle cofe humide. attribuito alla Luna . & il corfod’ognimefc della Luna : e quella». i canchri. dimolìra varij effetti. che contiene . e potcntia del Sole. elfcndo piena nodrifee l’oiìrichc . e mancano. che Ateneo dice. dò che di buono fi trova.1 Filofofi lo chia- mano cuor del ciclo.c quàdo fama. Talchegli accorti agricoltori giudicorno efier nccell.vcnghi à durar lun- go tempo.crefce di frutto.che dopò Dio il So- le. e limili.fecaminandofi faina peri fe- gni aerei. e la Luna erano cagioni della vita di tutte le cofe Quella vicini dima alla ter- . c che hanno con elfo lei tanta parentela. e legni. fentono i cocomeri. e Fon- de hor tolto fluttuano. Se amica Albumailar . quanto inanimate fentono i fuoi accrefciinenti. che molto fi può conofccrc. Con più abbondanza provoca gli animali. dalla cognitione della Luna . come fono travi. eglino crcfcono parimé.irio alle piante fapcrli la qualità dell’anno. perche la notte con tepido raggio gli ammorbidifee . e fi to- glida terra anchor elfcndo la Lunafotto terra. fcla Luna troverà forco terra. Diceva il dotti flìmoTlermete. tutto vicndalla virtù.il che ben conofcono gli agricolto- ri.» Luna vjene à noi ogni virrute.e tutti quelli frutti. efe poi- re qualche cofa habbiamo dagli alrri. Lib.Heraclio chia- ma ilSole fonte della luce celcfte. animai fempitcrno. ammorbidendoli. con andare. Dì Ciò: Battifta della Porta .onde polla ciò altrimenti avvenire. crefce il legno non il frutto. c mancamenti . l’arbore fa molti rami. è agitato da una perpetua e contili uamutatione. tornare. non vencndoà marcirpertarli.c per il molto humor. Sole. perche quando la Lu- na crelce incitando. ra più di tutte le (Ielle. Orfeo lumedclla vita. Le piante ancora non rifiutano lo(latodcfticlo. che . gli difecca. di modo.nè ciòdifpiace à Vittuvio. i quali continuamente ne fanno efpericnza nell’meltarc. di che havemo ragionato. Laonde comanda Dcmocrito. della. parte clfcre la più nccellària alla agricoltura . Anzi. I.chequàdo la Luna crclce. che fono acquofi. feemino.c quello tutti l’hanno . come fuoi fuddithpcrcioche come dice Lucilio. ò contraria i fuoi accrcfcimenti . accioche il legname tagliato per tempo. meno la Luna opra in noi cofe per la (ua virtù particolare come per quella del . Il mare. de apprendono molto le parti di lòtto tcrra. e Plotino riferilce. Anzi variando ella le fuc età. fà vermi. grandi(fima. ma clTendo mezza piena .ò piena di molto humorc. che il Sole fù adorato in luogo di Dio Nò .cioc ridotta in come. Tutte le cofe. i ricci . hor fi muovono adaggio 11 flulfodcl mare. che quando fi pianta l’aglio. elfcndo à noi più vicina . cheli tagliano. nè fi vede altrimcntc cngione. tanti anni tarderà à dar frutto. di (le . if dilTe. i fpondili .emarcifa. e fiondi. che non harà puzza. che nel melo granato? che quanti giorni feorferoda che fu piantata.dalui piglia la perfcttione. e . che tanto le cofe animate. che hor con ingorda voglia all'orba tutte l’acque. ecrefapiùdilòvra.e mancamenti. le zucche. ma poco di legno. animata.chedifotto . le cochi- glic. mentre la LunaèpicnadinuovoIi:me. c conciliatrice. quando (là incontro al Sole.che có ferma regola i legnami fi habbino à tagliar nel mancar della Luna. eia vuoti Quella iftefia . perche dal giorno. e quando manca.

turchine. e fi ravvi- va. di modo. dicefi.e quan- do e vuota diminuifeono I capelli tofhri. e ticn verfo lui Tempre fifio il Tuo guardo. e quello ficonofce.perciochc all hora germoglia. . Laonde fi vede.pcr infin chcapparirà cornuta. Una fpetic di titimalo chia- mato heliolcopio . farà calda. quali follcquio. chiudendo il fiore mollrando un certo dcfiderio. Dicono anchoracffcrciun’herba . chei pelei caminanopcr lafupcrficicdclPacqtic. e chi delia di quella cofa lame la pruova. animai piccioliffimo. eTafa ftar tanto fotterrata . Lofcarafaggioci manifcfta i tempi. epcr quella cagione i Sacerdoti di Egitto non la mangiano. quando la Luna manca . <Sc i minerali . ghi dinuovo la mattina acciochcdi nuovo fi levi . perche il gran lu- me llringe la pupilla. tienafeela putrcfattionc.cla notte chiuda ilfiorc. il qual di Aereo fa una palla ritonda. so anchora molte herbe lòlari. Le fibre de* forcicorrifpondonoài giorni della Luna. & hà cótraria virtù di crcicerc. e quafiunhorologionioffrafnnprel’horcà gli agricoltori. anchorcrelcono colino corfo. Le pupille degli occhi de’ gatti. c’I picciolo l’allarga. deaugmentando l’humorc. de humida . la notte s’affatica. e le foglie. e riuoltain tondo. e nelle piante conrinuamcntcrcfpcrijncntamo con l’occhio. mapiùfà humido. l’età delle flcllc. ella fi dimi- nuirne. e feemando la lafcia cadere. & humida . [otterrà ivi dentro per ventotto giorni.chchoraappajono piùgrandi. i Caldei Filofofi dico- no che e calda Se e il più nobile (lato del cielo. Luna nalcono più p/clto. come fi leg- ge in Plutarco nel quarto cómcnto fopra Hefiodo. & al contrario quando la Luna crefcc . perche apre le colè humidc. che hà con lui. che quando è piena crefcono. Maquandofarà piena. e la cicorea Il lupi. La for- mica .chcvé- . ceda dcll’opcrationc . giongc col Sole . ne mai torcie le Tue Toglie in al- tra parte per uno occulto innamoramento. e . ma anco nafcondeil gam- . benché fia nuvolo e dove ferma il gambo c’1 luogo dove caduto fia. cheall’apparir del Solca lui fi volge.e quandolaLuna è piena. Lacipolla(chcècofa affai piùtnaraviglio- fa ) folafrà l’herbe. i6 Dell a Màgi a » Attirale che fi cógiunge Col fole. ScrivcTcofrafto. laonde larifolvc in marcia £ quando di nuovo fi có- . egli inchinala cima. ma in quel lume fi conofcc una occulta tiepidezza.c rifcalda. lunare. e lafcrafi rcllringc . e ritorni alla congiontione.& innanzi piùtardi.comeilgirafòlc. e fminuirc. e dove ilSol poi fi cor- . no ancora guarda il Sol quando cantina. hora più picciolc. laqualconofce i giorni della Luna concio(iacofa. che mai volge il gambo in al- tra parte. che Tempre volta le foglie verfo il So- le.’fo- . «cll’Eufratc il fior del loto mmfolo s’apre. e partita per mezzo Im- metta . fente ilcorlò delle flcllc. ne nalce un fcarafaggio.che produce una foglia al giorno. che . e ferra . all’hor apre- do la balla. fitrà egualmente calda. perche tutte le cofc hu- ruidc crcfcono. poi fcavando la terra la . che fi mangiano conolcc le contrarie mutationi delle Itellc. Più fpclfo.ma harà più del caldo. cosi anclror la malva. Ma mancando infin che parrà di vii à permezo. li a ncll’illcfl'o lume. e ricevono virtù da quella humidità. la quale hà le foglie ronde latte à corri palio. clcfpandc. e più ampiamente ne veggiamò ne gli animali do- micilici . Ca.c l’unghic tagliate dopò il voto della . finche la Lu- na habbi circondato tutto ilZodiaco.e quando la Luna e vuota. e quello lofentono gli ar- bori . e che cominciarà ad apparir lenza lume. perche hà più luce.

perche all’hora arrabbiano. i luoghi {lagnanti fan movimento. operò lilucifero . piange che la Luna le fia Hata tolta. l’irio. c privo della fua radice . )altri la chiamano afrofclino.da elfcr l’anno grave.àfembiimza del Sole. siccioche le verdi herbe nonabrufei La cattivarubigine . Per il cane celejie . noi porgerne Sovra r alt are infacrijìcio un cane. & al manifeftarfì. i vini nelle cancvc inacctifcono. che non riluca la notte .c nel cielo lì feorgeua una Certa grallezza.n- volgendo le foglie. Lih. patifee . havca. e gli interini. cioè fpumadcllaLuna. & i ferpi s’infuriano. de in terrai? veggono effetti importantilfimi . cnoit. e $’ a t * . il Salcc. nè volgendo anche ella gli occhi altrove . nè mangia cofa alcuna . por* c ta in telfaun diadema regale . le vipere. acciochedalorolì pollano fapcrcil tempo della congiontionc del Sole. e' luce la notte. la grandini.eIomanifcfta fuori al nafcódcrfi del Sole alla mezza notte. & il pulegio già fecco . Ji placa _ Sacrificando à leid’/m picciol cane fanone . e da lei pigliavano có- 'iettura. non quando è piena. adora la Ifclla cane. L'Egitto chiama una fiera Oringc. il coriandro fifccca. 11 balilico al nafeer della canicola impallidi- re . del qual tempo egli molto fuole attriftarli .&à guifadelfolcvienfuori. eia femina anchora malinconica . e fermandoli drizza le mani al cielo. fc chiara. edenlezza . che li làcrificavano un cane. c pioggic. attaccati alli travi per fec- carfi .e dalle fue parti ge- nitali butta il fangue. coraenelafciòlcritto Oro ApolIincne’Gieroglifici. trafparcntc. cfottilc. la qual prefentifee il nafeimcnto di quella^ {fella. luce lanottc.òdidiminutionc» Si trova anchora un’altra pietra . Jl & Ovidio. eGalcnoanchoradimolfraccrtcopcrationi daollcrvarli ne’ dì decretorij. e «'affligge col mafchio. perche fc nafeeva ofeura. Columclla.c però infine a’noftri tempi i cinocefali fi nodrifeono ne’ luoghi làcri .efinafcondccircódando la pietra intorno II cinocefalo molto fi rallegra nel naicer della Luna. Hippocrate dice. <Sc hà tal convenienza conia Luna. e Di Ciò: Satti/ta dell* Tòrti .ilmafchio cinocefalo non torce gli occhi altrove . chehà una nuvoletta . e dice efier molto ncccflaric . edimoftra ogni giorno in che grado fiadi angméto. moftrano il dorfo biancheggiante di canuta lanugginc. li che in tal mo- do ne temevano gli antichi .altempo dell’equinottiofiorifcono: la pietra felenite(come fidiceflfe pietra lunare. ir bo. la tiglia. ò pcfli- fentiale. fc l’anno dovea eflerfano. c della Luna. Gli antichi diligcn- tilfimamcnte oflcrvavano il nafeimcnto della canicola. come ne lafciò ferirlo Tcofraflo. ma quando è ofeura. c col fuo bel colore illuflrailmondo. e dopò. come ne fcrivc Hcraclidc di Ponto. che nella con- giontione. contiene l’imaginc delta Luna.c’l pioppo bianco dimoftranoilfolftitio.l’olmo. e nel C pian- . e quali caliginofa. nelle mietiture. dimollrava il cielpuro. che le purgationi fono catti ve innanzi. I. Salendo l’arturo sù l’horizon te. imperochc guardando i raggi del Sole . 11 nafeer della canicola conofco- no molto bene i cani . ne la Vena lì decfanguina- re . ma col volto verfo la terra . Così l’oliva. trilla . nc meno anchorajiellc temenze. cpclfilcntc.

chenom* dica. E di qui a viene. horfoggiongeremo co- per una certa parentela di natura polliamo tirarci noi le virtù dc’crcli. il core. cmafcolino per ogniftia parte fi dimodra pcrl’ordinc de’ fegni. Dal concavo de l’orbe della Luna perla fomi- glianza delle nature infiemcilfuocoètiratoall’insù. Ma che polliamo invcfligare da quelle. e quando fi partono da’fegni . fcliia nel fuo corpo E di quà Orfeo chiamala natura del mondo malchia. La natura ègrande. la qual diffbndcdofi'pcr tutte le membra .& fe- . c’1 Sole tira à fc molti fiori.» Laonde fc con attento animo conlidercrai quelle cole. che have il mafehio alla femina . ore il foco.& i : ivllanti membri l’uno da l’altro tirai fc alcuno ajuto. fi prclì ano-fra loro la natura. Con le qua- li atrrattioni dicono i Filofofi dell’India il mondo fi collega.& in parte femina. IX. laonde non farà maravi- gli Digitized by Google . che precede il mafcolino. già l’habbiamoinfegnato nella nofira. e così le cole redanti. il foli Plotino.I Pla- in quello mondo tonici chiamano Magia. che il fuoco all -aria. e n acdofa in ogni luogo: cioè che allerta. eie leggiere al concavo della Luna. cSincfio diconocosi. il polmone. mina così mondo c avido. con l’humore le radici dcll’herbe. chi farà quello. chcdependono da’cieli qui bailo. Chcnelmondo fia quedomcfcolamcntodi ledo feminino.lafcio da parte. c fi me- . dalla concavità del fuoco l’aria c dal centro c tirata la terra alla parte più balfajel’acoua è tirata dal fuo . c da una communc parente- la ne nafee un commune amore . e’1 1 cgnto. c tira i fclc cofe gravi. deinefea con certi cibi le cole non altrimcntc. & unifee fc lìclTo. c l’altro fcdo. fegue approdò il feminino . acciochc patendo l’uno. cioè tutte le parti del mondo attaccate in- licme . Fitognomonica * Dell attr attiene delle “virtù celefti . i I ti. Le parti di quello mondo fono come le membra di uno animale.fiperdcuna grandiflima parte della fetenza delle fecrcteopcrationi. come habbiamo prima detto fi muove la fua gran mole. e la Luna tira i fic l’acqua. chele {belle fono cagioni delle cofe . . chehdm.. chequi giù fi veggono ? le quali non fapendofi .pcr fapcr leimpreflioni aquee. che tutte dcpcndono da uno autore. c col vi- cendevole amore delle fuc membra s’unifcc à le dello. & herbe. & ignee nell’ aria. ovcranima. c l’acqua alla rerra hà quella proportionc. c fcambicvolmcnte fi fàvo- rifeono fra loro. c per la congiontione di natura fi attacca- no tutte inficine Però come il cervello in noi . che la calamita tirai fc il ferro. col cal- do le fiondi. luoco. c defiofo del marrimonio vicendevole delle fuc par- . H me avemo già raccontato gli effetti . e dall’amore una communc atrrartioncihor que- llaéla vera magica attrattionc. così di quello grande animale le membra. Nè debbano edernafeodi gli afpetti de’grandi pianeti . tirar à feuna cofa da un’altra pcruna certa fomiglian- zadi natura .che il ccntrodella terra allctta. c della amicitia. j 2 Della Magia naturale piantarle gli alberi. ne ccmpatifchino tutti gli altri. eli regge. e quedoligamc- to delle membra l’havc in fc per la mente. con gli alberi . l’uno. c fono predate. dicendo il mondo cdcrun’animal in parte mafehio . l’ambra gialla lepag'ic. e gli animali fi trovano. e contrarietà delle cofe. Cap. c l’herbc.

che il perito agricoltore infcrifce un tenero. da quella po- tenza mirabile. con certi allettamenti unifee le virtù cclelli alle cole terrene. e che fi trovavano tutte le cofe intuite le cofe. ma fecondo la celcllc natura. Lib. à quelle cofe bafle. per alcune certe Ibmiglianzc. efenza lor manifcfti limi pur generano animali .elottopone al ciclo la terra. cioè le cofe tcrreftri nel ciclo . cioè giralune rivoltarli alla Luna ? Laonde fi può veder in terra il Sole. che habbiain detto delle cole fupcriori. Mer- curio è mafehiofemina. J’appropinquamo al fuoco. i quali fanno generar l’ovafenza porle lòt-* to la gallina . II fimile opra la_. noi lolemo chiamar Mago. e fomiglianza cól fuoco. c però ti ra ro à forz a a leu nc v i rt ù d v nc d i i i là sù. come il ferro alla calamita. Il che eflendoconfiderato nella agricoltura . e Iterile tronco . medicina nc’noftri corpi. c Magia. chia- mate girafole volgerli continuamente al moto del Sole ? E le fclinctropic. ancor che non la toc- chi . ritrovarno la Magia . le pietre. il calar del fuòco C z alla . però che non è cofa più ba- flcvolcad vnire due cofe inlìeme. oppone & il criftallo al Sole. e con- giontionedi loroflelTe.così per fovvenire alla noflra humana natura. Cosi quel Filo- l’ofò che conofce molta bene la natura delle delle . e nel ciclo le piante. inferiori. che lo tiri. eia Luna-. e che fon atte à ricevere influHo dal cielo . primo fi prepara la terra. Il Mago accommoda. le congrega inficine. le preparale iòttopone. vedevano le nature cclelli nelle cofe terrene. c nelle cofe qua giù inferiori le cole cclelli. e le cofe manifclleairoccultc forze. e giovane rampollo adur_ vecchio. e fòndivife fra loro. e parte fatte da l’arte. parte firmine. dallo bafilicolofcorpionc. an- zi le cofe inferiori alle fu pcriori. j p gliafcleme. con certe materie.mbradcl mondo dcfideranoil vicendevole abbracciamento. & una vicendevole colliganza. Dice Proclo in quel li- bro del facrificio. come per ricevere piò abondcvolmcntc idoni della univerfal natura. loco. chci Filofoà conlidcrando una certa parentela.. e gli animali. fotto certi tempi accom- modandole. ma fecondo la terrcflrc qualità . come l’api dal bue. fottopoferd certe cole terre flri à certe cofe cele il i. che hà l’uno all’altro. ò pietra fpcculare al volto. e l’accenderà . che la loro fomiglianza. /. in un certo modo terrcflri Pcrciochc donde noi ci imaginiamo quelle piante. al convenevole uiò» col iuo tempo. Di Gìo: Batttfta della Parta . cfpefl'oap- parecchiando certe matericacconciamcntefenzaovc. Se alcuno lcaldcrà una carta.neattrahcnola vita . Così ogni certa materia è cfpo- flaallc caule fii pcriori (come un vetro. e l’oVa pone fintola gallina per generar il pul- cino. parte cominciate dalla natura. la carta& col fuoco havea una certa parentela . eda quella vita prel'ente in ogni luogo. che hanno le cofe naturali. quella le riceve. Così il Magoquando conofce alcune materie. caufe. per ricevere i doni dal cielo.. c poi fi femina. e la fòttoponga proffima ad una acccla lucerna . Oltre à ciò come fono alcuni. . hor facciamo con quello ellcmpio com- para rione di quello .c pur da quella univerfal natura . cosi proportional- mcnte . e nelle cole cc- lelli le non propriamente ma fecondo le terrene. eregnando quello indulTo fe le attrahe dal cielo . parte fon mafchi. overo un mu- ro alla voce) fubito riceve dal cielo da quclpotentilltmo agente.&ad unccrtomodocelcile. che l’illumini. calerà giù la fiamma. Le quali cole conlidcrando gli antichi. cioè dall’ anima vniverfalc attraheno la vita. I pianeti dclciclo. c materia.

chela natura cor- rompe. Le colombe per {'cacciar via il fafcino. che debbia farli nclli metalli gemme. mangiato il fcrpentc. Un continuo in- vclligatore. fi medicano cól’hcr- ba Diqitized by . Architettura. chor lenza ragione con un certo lume di natura ammirabile. herbe. il falnngioc velcnofo ài cervi perche gli ammazza in un fubito. Quelle-. le pernici le foglie di canna. Cosi an- chora può iarda gli animali perche fc ben non hanno ragione. c quante cofc fono trovate infin adc/To nella-. corviramcrina. quando Tene fono fervile perla loro limiti . come ne fcrive Eliano. medicina. cioè del moto. D che AtLA contemplatione.chc avanzano di gran lunga quella delPhuomo. mangiando l’origano havendo àfiguarifee.eripofandofTa quelle-. Vai- i roni il cancro. mangia l’olivo fclvaggio. s’infèrma . fi medica al fuo veleno. Agricoltura. pofia imparare lafcicnZa dclli occulti Iccreti della natura. che vàia fiamma. la lodola la_. fi cconfiderationc di quella faccia del mondo. X. il tortovi pone il mirto.pcr la participatione che hanno inficme del fcmc divino. per nó morire. impari da far egli cori me dclìmamcnte.lè noru- . gran fenfo. che fi: alcune bavelle mangiato il cameleonte. il milvio viponeramufcelli diranno. l’arpe l’edera.onde con le loro a trio- ni hanno imparato la Medicina. e final- mente tutte Parti. Etilmc- òefimo gi udicamo. come per un cana- . . il circio la cicoria. e di qui è nata la medicina. pe accefo. Se gli orli mangiano le bacche della mandragora. epoi perguardia de’lorfigli li pongono nel nido. acccnduncnto della carta ePhuomo deificato.come vede. che vagliono contro veleno ancor ce l’han dimoftrato gli animali. nericcvcquantoriccverne può-. fi rimediano mangiando lcfbr- michc . figura. proportione.col quale fi medicano La teftudineperhaver . fi arma di quello cibo.che non lcnoccia cogliono i teneri arbufcclli del lauro.l’upupcilcapillo Venere. eie cofcmateriali ri- tc. mangiano l’hedcrafclvaggia. e tutte le feienze. il qual dà tantJU commodirà alle pregnanti. e fc ne guardano. e dovefono i palchi velenofi.dallc cofc nafcenti. ilquale eflendofi fatto del medefimo color. laondcdiccil greco proverbio Della torta gramigna intorno al letto Po» la lodola. 1 cigni ilvitice. Come dalla contemplatione del Cielo ne viene la cogiti- tiene delle eofe fccrete . & combatter contro lui. cioè apprestando alladivina luce. l’aquila il callitrice . conofcono gli occhi delle falci natrici. acciò quel veleno non gli ammazzi. per ovviare al fuo veleno. e contemplatore delle cofc naturali .e morienti giudichiamo. che nonabortifeano. c fa nafcerc tutte le cofc. e quello . togliendo fubi- to l’oliva. c ncll’altrc arti quali tutte da gli animali fono fiate inoltrate. lo torturi il gladiolo.11 camcleontc cfTcndo divoraro dalPclefàntc. Economia . 2o • Dilla Magia naturale alla carta.. e pietre Le beftie an- . che le firondi. hanno però così . Cap. fc l’hàinghiottito. il qnal i cacciatori polverizzato lo fpargono fopra le carni. over la pietra hemanite. gramigna. ccrcanolo ftcrcohumano. come fcrive Solino. ccveno l’illuniinationi c vengcnsùà guila. Le pantierè havendo divo- rato l’aconito.

che molto li giova Le capre lelvaggic dette Dorcadc non pati- .e però fra tutti gli animali folo hanno ilcoago- lo nel ventre. quando fi fentonogli occhi caliginofi . . e fubito fanno .Nell’infermità degli occhi „ gli clefant^ bevono latte. Il dolordel ventre. per purgar l’atrabilc.chc fanno il latte coa- golare il latte Le perdici mangiano il porro. da quà hanno imparato i pallori con l’herbe. perche guflandolo lalcia- nólafpoglia.c gli hanno moftratomedcfimamcntc gl’iftcfli animali c di quelli hor hora ci ferviamo Il leone quando hà la febre . I Cnndioti cacciatori pcritifiimi nelle cime dc’monti percuote - no le fiere mentre pafcono e quelle fubitoferitc-ccrcanorhcrba. Le capre di (prezzano il bafilico. & elleno l’hanno infognate à noi Gliafini mangiano l’herba afplcno. mangiano l’aro.così palombi. efenza pane : . quandofhuomo patilcc quella caligine di occhi. e merle con lo lauro. Di Ciò: Battifta della Porta . c così ancora le capre. graccoli. che fi dice del dolor di ventre c molto maravigliofo.da donde s’è prefopoi. che haranno mangiato di quelle in quel giorno non fono offefe dall’afpido. quartana. . con l’herba dittamo ficavano lc^ factte dal corpo. I cervi quando fono feriti. Li fparvieri mangiano il hieracio.c la carne dell’anitra data à mangiare à coloniche patìfconodolori di ventre» dice Marcello. come dice Ariftotilc Le colombe. ai ka cinnra.chc’l fanguc del- la fimia vai contro la febre. Gli elefanti feriti i nelle caccio . Quello . come ferine Crifippo. e conlavilla dell’anitra. come ne infogna Arinotele nel libro dc’Problcmi.e così più agevolmente fotfrifeono la pregnanza. quando da quelli infe- ttati fono. E per quello Nerone perfar buona voce. con le quali purgano nel corpo inocevoli humori . Lib. perche giova à far la voce fonora. acciò guarifca.anchora bevuto il fanguc del ca- ne fi libera della medefima infirmità. Gli orfi acciò s’allar- ghil ’inteftino. perche mangiano certe herbe. nell’anitra. bevendo il fangue dell’ochc. La medefima anitra villa da ca- valli con maggior efpcricnza fubito guarifee .e con quello vomito acquiltano la falute.che non fa- cendo così. corroborando il core.chcinfiemccon la flemma gli può darfaftidio. e degli irtteftini fi quie- ta. perche l’induce il letargo. rono d’occhi. cercano la lachriina dell’aloè. che legallinc. Le lepori mangiano herbe lattuofc. verrebbonoin rabbia. che polla un’ anitra foprail vcrrc.c quando hanno à combattere con le ferpi. . Da Vcgctio. Hanno anchor ritrovatele medicine.eroboranolavi(ladegliocchicolfuofucco. . pcrchcfubitomuo- rc. giando la gramigna vomita conia colera infieme tutto qucllo. han ritrovato peculiari rimedij.c fi muovono con quello argomento. che patifee.fi preparano eoa l’hclafobo- l'co.e da qua noi fappiamo. pcrchcriguardandola. fallar fuori dalle ferite ferri delle flette.Hannoanchoragli animali dimoftrntc quelle herbe. in certi giorni conili tui ti del mele ne mangiava con l’olio.da Columella Laonde Plinio. giando la parietaria fi guarifeono delle infermità di tutto l’anno Il cane man- . divora la fimia.éc havendo imparato da lor quello i Medici. La cimiceè fiato conofciuta valer contrailmorfo degli afpidi. fubito fi libera dal dolordel ventre. I ferpenti han fatto nobile il finocchio.come infcg nò Plinio. palla ilmorbo da colui. Le cerve innanzi ilparto fi purgano cól’hcr- bafefeli. che vaglio- no contro leferite. & ongenocon quelle le loro piaghe . fi fervono del- la medefima herbaalmedefimoufo. fentirne gran giovamento. /. ci galli man- . . Età particolari morbi.

Diofcoridc. 8c anchor delle ftcllc . Per la fomìglianza ritrovar(i nelle esfe molte vtrtu fecrcte Cap. e l’altra donnigenera. li quali ionoà due à due.c de gli altri favillimi Filofofì di quel tcpomedelìmo. . pone il ventre fra due arbori rtretri. Harpocratione Chirannide. clic hanno trovato l’ufo de’crifteri non da huomini ma da l’ibi uccello che havendo viftocomc . man- cano. . c giova guarire il morbo del polpo dovunque nnfea.l’altro c picciolo. & ivi ferita la bocca dalle pecchie.comc humam Afarillemc ftcrilcdicono giovar ilirurtó dcll’hcdcra bia- .cchc fcrilTcrodi molti maravigliofi lccreti. c l’un tcrticolo c grandc. c paHando per forza. frondi. i Il gulone pieno di loverchio cibo. Plinio. pietre. & allarga la puntura con quella.e llr. Non mancano altre herbe.ingue fgravano la loro gravezza. la mafchigencra hà duo re- fi icoli.epicna di molte bocche cavcrnofi. fiori. che quando fi (ente Focchio . Et altrove. della felicicu- la. ca. come élla herba chiamata teli icolo. e non offendendo in niuna colala pupilla.l’han trasferiti nc’loro libri. che molto leioccamentc. alcune altre giovano a generare il mafcli io. da’ quali poi Hippocrate. Digitized by Google . Dal quale anchora hanno im- parato la medicina.chc l’una rapprcfrnta la figura dello feorpione. come quel- la herba. eccetto quelli . Tcofraftoragionàdo dcll’herbe dello fcorpionc.nno come braccia di polpo. turali. cioedì ^Hermctc. l’accorta ad lina fpina di rovo. chccó acutoocchio cercheranno nc’liari dc’nortriantichi. ne cava fuori gli elcrcmcnti. molto limili fra loroi il frutto della donnigenera c limile al fior dell’oliva. il grande c molto efficace al coito. e fi fgrav. ofeuratoda una caligine. e come s’hà fputatol’occhio nc vien fuori la flem- ma.1 il capro con la fpina del rovo. ò la femina. e giova alle lue ferite . e mancando. perche lìano Hate invertivate dalle figure degli animali. ricupera la villa.c però vanno nc gli fida- mi delle pecchie. Laonde Medici hoggi ulano il cavar fangue ncll’ofcurczza della villa. c gli altri. per non dir invidiolamcnrc ò nrbbiolamcntc non l’hanno potuto tirare à caufe na- . col f. l’hanno imparato perla medicina. Gli Egittij dicono. e que- lla giova à far purgare di fotto . le quali reprefentano quelle infirmila.ift- durrclìcrilità. Gli occhi de gli orli ben fpello s’indurano di vifta. il picciolo lo diminuilcc. che atti ibuifeono alle piante. gemme .ch’cra- noveri. non gliinvcftigaroper alma via fc non per la lòmiglianzade’femi. Dunque mi pardi opra non volgare.dc’quali forono inventori. e di diverfi animali. e di qua gli huo- tnini hanno imparato quella forte di cura. c radici. le quali hanno certe forme particolari. come haver forza digcncrar gran fcmc. havendo conofciuto.dc’metalli .ne ca- vafanguc. Quelle virtù . 22 Della Magia naturale paneanchora Gli animali medefimamentc mortrorno molti inanimenti per la . raccontar in quello luogo alcuni far clTcmpi di lìmil materia. che fi chiama male Ingenera. e crcfcendo la Luna. l’altra d hirfuta. Q Uelli. c che non vede bene. X I. Nelle fuffùfioni degli occhila capra pungendoli con un gionco. come la radice chiamata feorpione. medicina.c polpo. le membra fiu- mane.augmcntanodi cibo. egli fe nc ferve. referendo le loro virtù alla limili tudine dice.dc’ frutti.

fcrive che_. che ne fcrive . prati . L’ofite rapprefenta le macchie del ferpe . Molti fcrifièro della crifia herba hi quale fa uno foara- . raccolta in panno di verte. c delle fafiifragic. che giovano mirabilmente à romper le pietre-. nè appar molto . c l’anchufa nc’fboi Temi moftrano una tefta di vipera. Così la firpentaria maggiore.cdice poi che giovamoltoal morfodi ferpe. di donde have acquiftato il fuo nome . giova a’ loro morii. che tutte le virtù. Cofa molto notabile è quello* . I’jrifaro. Lib. innumerabili effcmpidiqucttcfcne leggono in Plinio. L’amctifto rapprefenta il color del vino fcaccia .toglic fu- bito il dolor della tefta. che buttano Lingue.& afpcro. c l’una.che l’huomo Iterile per Tempre la fronda dell’hcrba hemionitide.e nelle vipere. fi ve- . Diofcoridc dice. le accrcfcc latte nelle mammelle. llcalcofono pietra.chc lalodolahà nella cima del capo un pennacchio. Noi ne ad- durremo qui alcuni de’ fuoi cfpcrimcnti. c rivoltato intorno cftingue la Le- te. tenuto inboccancllc febri ardenti . che và difcorrcndo di sii .fofchc. e così di molte altre. fonofecondc di frutti. quando arano . la polvere buttata nelle corna. c di colordi latte.chcnorL. e legata poi in capo con pezza di lino.Tuttc quelle.. & azure. Il medemo fi può dir del litolpcrmo. c produccndo il filo fonie. diche ne fonoilibri pieni. Laonde hanno Icambicvole virtù.equelle. chegiovanoallageneratione. hanno la feorza del gambo fparla di varie macchie nella fupcrficicdi fuori. che fi vede nella lappa . Il criftallo hà gran fomiglianza conj l’acqua . portato l’imbriachczza . le opre de’q itali fi ritrovavano à fuo tempo. Come Digitized by Google . per haverne trattato più diffùfà- mentc nc’mici libri della Pitognomonica. le toglie dalla fomiglianza Il Galartite . darano più copiofo lattea i fuoi figliuoli . Il cinabro hà il medemo colore. che fi vede nc’pefoi Galci.rofic. ma concependo dentro fede (To . Pallio forpentino. de. . la cui polvere fe fi fpargerà l'opra il dorfo delle capre. che_. L’echio. arbori. e virtute. la cui fomiglianza cfprimc la fu- maria cordiale. dicono. Di Gio: Battifta della Porta. le quali trasferì ncliuoli- bro da’libridegli a nri ehi.e di giù -dentro quella con un certo fuono . ò nelle fpallc de’ buoi. e fe della fua polvere daraii bere alle ba- lie. Ncll’achate fi veggono le biade . perche fa buona voce quando recitano le tragedie. che nafee in tefta di una ftatua. c vagliono à loro morii. e l’altra fono affai giovevoli à dolori colici Molti altri i . e minore.faapprcfl'o gli animali. Così l’aro. n’hanno giovano à far rhuomo Iterile Et altrove. fa che al fuo tempo produ- cano gran raccolto . e produce ilfout- to. gialle. L’herba Icorpioide moftra un’effigie di coda di icorpionc. che non vien fuori. ócà coloro. c giardini. che l’hanno fparfo negli occhi. quella dopoché hà generate l’ova dentroafo. E che fa frutto del cratco. non fia rimedio più predante alla voce Orfeo nel fuo libro delle pietre. I. Qucll’herba. c moftrano una grandiflìma fomiglianza di fpoglia di fi. Galeno forivc . battuto.e poi fi vede fuori. equclta fa dentro à fc il fiore. ' *3 M)Sc à far figli il il fuo frutto è come il miglio . & cfimilcà quello.rendc fuonodi rame : giova cfftr portalo da gli hìftrioni.rpc . faggio dentro il fuo gambo vacuo. La pietra he- matitc hà color di fangue giovai coloro. nella vellica. De’ re» ftantinonmi fono curato addurre più cfi'empi. la quale vale al morfo de’ feor- pioni. il fiore è hirfiiro.

c nella nurticc fi trovano i figli altri ve- Digitized by Google . G a'habbiamo dichiarato come la Natura hàdimoftrato la fomiglianza delle ì hor inlegnarcmo come quelle fi debbano comporre. per arre. c principio. fpetic delle cofe . de’denti. Ilcuojodell’avolcojo del deliro calcagno.e fc faran- . così medefimamente fc alcuna ftarà nella puzza diverrà puzzolente. di nuovo conccpc . Tutte lo . ò paurofo diverrà perimento timido. lo faranno con maggior agevolezza. dcaudacc. ò al- tra qualfivoglia cofa. audacia fterilità. 24 Della Magia naturale Come dalia fomiglianza fi debbano comporre . raffreddare. Come fc volendo render una donna feconda. ze. loquacità. ogni mc. che fono fccondiflimi. ò per natura. le alcuno animale farà l'olito converfar conl’huomo. Il cer- . del polmone Se il fegato del fegato. che fc alcunacofa ftarà molto nclfalc. come il cervello del cervel- lo . tricello della gallina prclo innanzi cena. ementre lattai figli. che so non oprarc- mo invano . la quale rifiede nel cuore. eia calvariafrcfcamefchiata nelle miueftrc giova alla epikpfia. Oltreàciò fchave molto di avertirc. de tutto (apra di Tale. cioè partcrifce. giova alfuofimile .ecomp!i- fceil partodi tempoin tempo. come per rifcaldarc. che oprar vogliamo. impari à raflomigliare. comcal- cunc parte del noftro corpo godono delle parti firn ili. Cap. mangiata accrefce forza nel coito à coloro che mancano lefor- fefarà . malinconia. . c finalmente qualfivogliamembro. dove germinino.ele qualità fecondo tutto il poter loro veggiamo. che più giovi nelle cofc. come fra gli altri la lepre.& humano. perche non edi mio pro- pofito raccontar qui quante nefono daglialtrifcrirte. chchavendo à raccoglietele virtù dove fia l’ccccflb di quella qualità. de applicare. no gagliarde nelle loro attioni. che fi sforza- no di inchinare. bifogna confederar quelli animali. da_. e’1 force . però bifogna. e le con l’audace. c moltc_. che tutti gli antichi habbino ufara. lcnifcci dolori delle giunture. che vi ponghi grande.e có- fidcrar poi fc quello ecceftb fia à calo. e tagliata . finalmen- te giova al noftro ventriccllo. e non cola communc. Il cuor della fimiaprohibifee il palpitardcl cuo- re. . il deliro al deliro. deaccrcfce l’audacia. anzi grandilfima diligenza.c riman pur pregna. La lepre foprapartorilcc. ò proprietà . altrencporcvi faperc leggendole ne’libri de’Medici. edi queftcmolto nedicono le regole de’Medici. come il fuocomuovcalfuoco. XII. che habbiamo adire. il polmone. & applicar le cofe . ma non tutti in una volta. Se allcttare à fe le colè eridurle al fuo fimile. c le bene c di dura digeftione. vello dcll’huomo . i denti. indurre amore. La verga del lupo arroftita. overo alcuna aifcttione.ò pcrturbatione. Dice Avicenna. fic il finiftro al finiftro. Ilvcn- . diverrà domcfiico. fc lo porrai fopra il piede di colui che paté di podagra. & fefa figli. over quello della gallina giova al nollro ingegno. perche pende la parte maggiore de’ no» Uri fecrcti che nel comporre de applicare. il coniglio. quale habbiam ritrovato fcrit- to.fircódità. c rcpullino l’opera rioni delle fecrete maraviglie. c fubitodopò partorito ritorna di nuovo al coi- to. & oprarcon quelle. ncv’éradicc . e tirare. de alla me- moria. nc virtù.cl’acquaairacqua. ma fra polli molti giorni in mezo.

che farebbono più tofto per apportar faftidio . che hanno in odio. & altre in diverfe parti . fetti. da’quali fc torni le lingue . G tìe . e poi fapcrli accomodare inficme. eie porrai fovra il petto. parleranno di notte. c varij afpetti del ciclo . e vc- gono meno E così fi trovnnmolti ch. e di oprar cole maravigliofe. e gli darà paura . Scddtdcri alcuno parlatore. de un’altro incominciato à formare Da poi bifognacó. per la fecondità . ma lor proprio. Seti verrà voglia di far un’huomo audace. cato moltiChirurghi. e lotto il capo del- le donne. per mover la conccttionc nelle donne. che l’un di loro toc- cando con un lato tutte le porte . ma mancano d’animo. che ne habbi dibiìogno. dal vario inHuflb. XIII. non hàno dalla loro fpe- overo dal fito del ciclo. dove rifieda . come fono i tefticoli . ch’crano fiate innanzi aperte. fi fo- D n® . echc dilà tiraflcrograndilfiini influiti. che cantino. Ma ritorniamo da dove ci lìamo par- titi. e ti diranno tutti i loro fccrcti . che utilità a’iettori per haver quelle cofc trattato . & altre in tutto il corpo . l’oche. Così fc d’un’huo- mo . lib. cfìorii'cono varij ef- . che mai fia (lato infermo. hannoqucfla potcllà dal ciclo di guarir quelle ulceri c quelli che hanno brac- . perche fono anco elleno loquaci. loro afpctto. c i chiaviltelli s’aprivano fubito. e fe vi fo- no altri animali . farai. abondantifCmamente nc’miei libri della Pitognomonica. óc .aravigliole nell’oprare ritengono gran virtù. '2 5 dettiti di peli. All’hor mi pare di haver compito à quanto da me li ricerca . che por- ti feco la pelle del leone . Alberto Magno rifcrilce ellcrli ritrovati due fratelli . altri nudi. che il Mago le riconofca . che nc’nollri libri fi polla dcliderarcofi alcuna. la natura. & il eoa- golo . Si trovano altri . di andar invclti- gando gli effètti. e però havendo à tordella. fidcrar di più. overo alrri animali c cosi abborrifcono il . Che in tutti gli individui ci Jìeno particolari doti . così i gatti . overo fenza vergogna. c fianohimofi di ciò fra gli altri animali. Torti . over gli occhi . nondella fpctie. Cap. che dormono. & inchinationi . e varie vie d’inve- ftigarc. le quali cofo» bifogna . E potria dir molte altre cole . c così cntrarà fra gli ini- mici invitto. e peculiare laonde in varij individui fi ritrovano.» lepre alcun membro . i topi. /. LI individui non mancanodi alcune virtù bupende. c che non han potuto guarirfi con alcuna medicina. fannno le fcrofolc. &à gli huomi- ni le parti de’mafchi. giova à tutte l’infermiti. come dille Alberto Ma- . òd’un altro animale . che inoltrando noi molte. ma gno. dcanimofo. fi daranno alle donne le parti delle donne con la natura . le anitre fcl vaggie . quando avverrà. Di Gio: Battìfta dell*. c foggiorni quella virtù. de altre infermità. quando harò aperto la via . e rr. cioè in che membro. 1. egli s’eleggala più commoda. che overo occulta proprietà . evirili. e quel- le bifogna darà chi hàbifogno di alcuna medicina. . c l’altro per contrario le chiudca tutte.acciochcnonfi polla dire. e fetopre gridano. eie ne ferva per fuoufo. così del gallo. ti da- ranno i lor membri le ranocchie aquatiche . c maggiore. che non pollono folfrirl’afpettoloro. .

che reftano dopo la morte . erare volte fcrvonoad alcuni . e di quelle . e’1 capo. Cap. de’pipillrellifuggonolcformicheralijcfimangianoilcorc . ma riten- gono anchora virtù. XIV. nonhanno più talvirtù. ma che badano à communicarle à gli al- tri . e limili palfioni. Alle sfacciati (Time meretrici . languifcono poi le lo- ro' patti . anzi fe havcmobilogno di alcune parti di quelle. ma dopò che faranno morti. e maflìinefcmuojono di morte natu- rale . anzi di ior la maggior parte. fi corrompono. ma quando lòti vive. L’ani- . c’1 baftlifco. laonde chi fi mirerà fpelìb in unofpccchio. torle quando fon vivi .ir negli alrri.dove elleno fi fieno fpccchiate. E Convenevole anchor di guardare con gran diligenza alcune nobili opera- rioni . 26 Bella Magia. far di modo. E però giudico.c molti lòno. la sfacciatezza ne’para- fiti .come il Dattilico opra con gli occhi. e dilufluria. Nè meno bifogna confiderà» quelle eofe_* che fi trovano in altri .Stimo an- chor quello degno di confiderauone. Di più fi trovano nelle cofc naturali moltecommu- nicanzc. e’I cato- blepa togliono in un trattola vita Il pefee remora ferma l’impeto delle navi. anzi che dopò tolte quelle parti. Ne folo il ferro tocco dalla calamita. overo in tutta la laro foflanza .ccome diremo a pprefi'o . ti- ra à molti anelli. che non fènza cagione fia ordinato ne* precetti della Magia.fuggono il cuor de l’upupa . bifogna^. overo in alcune parti loro La remora pefcicello marino ritie- . delle quali da molti fcrittori ne fono Ila- re lafciate ampie memorie. perche corrompendoli gli humori perle infermità . noguaritipoi col folo loro i'puto. ma non il capo. han forza di cofit. c ben confide- ' ' tare in tutte l’altre cofc. perche non fanno alcuna mnnifcfta virtù . mort inficmemcntc con loro quella virtù. perche morendo . efpira condii inficmcmcntela virtù loro. che dopo morte mancano. ma in tutto il (uo corpo di ciò fc nc leggono molti effempi . che ftia attaccato alla calamita. overo l’ale . che le che toccano . fi devo- no pigi are mentre fon vivi . che fedi cofa alcuna s’hà bifognode gli animali. la cofa và d’altro modo & hanno forze più . diverrà firn ile à loro. che fi generano ne gli dice Alberto animali » che morendo.chc opra- : no fecondo le loro parti . comeuna catena. abon- de- Digìtized by Googte . • Beile virtù delle cefi » che fi trovano ne gli animali folamtn- te in vita loro . le quali hanno gli animali lblamenre_» in lorvira.e di sfacciatezza . uno anello. Il medefimo fi può oflcrv. eli van perdendo. chcl’uno penderà da l’altro.chc re- i fiino vivi che morendo quelli. far al tri sfaedaro. è tirato da lei. ciò : flruzzo digerifee il ferro. ne una nave accollandoli à leiic quella virtù non (là in alcuna delle fue parti. ò corrompendoli . ma ( ) molto giova quelle cofc. non folo non manca la sfàccìatezra. Gli occhi del lupo toglionola voce mentre è vivo. ma egli tira gli altri . chenonfolo ritengono virtù. che alcune virtù fi trovano. come l’audacia nelle meretrici . naturale . ò che portano fovra. overo chi porterà le loro camicie . eia virtù fi fe trasfonde da l’uno in altro. c così il catoblepa. c quello medefimo. il timor nc’ladri.

fanno un diflonantc flrcpito. c tanto s’abborrifcono. e fi corrompono . ò gli occhi. H Avemo già detto prima dal cielo venir forza in querte parti inferiori. così accompagnate. Lib. come nc infognò Tcofrafto. le pelli del lupo quelle dell’agnello. così ama- no l’amico loro. ma reftano in loro anchor molte fòrze Tu dunque fa confidcratione in tutto. e l’egitho. ami vogliamo. laonde chi farà vna corazza di cuojo di hiena morra . per non tifar molte parole. che anchor dopò . e pre- purarfi . mai s’accordano. accioche non ti in- ganni nell’ opcrationi. così mirabilmente l’uccello fioro. accioche morendo non muojano con loro le virtù . Nc l’hcrbc. Le colom- be amano il tinnunculo. La pantera hà gran difeordia conl’hiena. non lafciano di operare. perche con la morte vi rellano mol- te virtù. & anchor vivi. e fe porrai tutte le penne degli uccelli con quelle dell’aquila tutte fc nc cadono . XV.I. delle budelle di qucfli animali lupo agnello . S’odiano . così le piante vanno variando. rctìcrtòinteftcfro . e cavallo . tutti peli della pelle i della pantera caderanno. anzi più valorofàmente I lupi fono tanto fpaventevoli alle pecore. fuggiranno tuttcle pantere. impcrochc facendo un tamburrodi pelle di lupo. fe ne faranno corde . le fpine della coda-. e dà rollanti che danno opera à : limili ftudij. ovcroi reftanti fempliei la- fciano di oprare . l’uno volgarmente. rimuovono. Di Gio: Btttifta della Porla . le quali noi non avertiamo fempre . non la terra . che fieno gagliardiifime nell’oprare. chceflendo morto ri- porto nelle colombajccaufarà grande amore nelle colombe col luogo.. c prin- cipalmente nelle pianre. un’altro in- .cciòbifogna ofTcrvare in tutte l’altrccofe. col fuo camino fa . fi devono buttar neU’acqua.& in tutto ci giova molto la qualità dell’anno. fé s’haranno à cavar fuori le lingue delle rane . varie rtagioni dell’anno. fa fubito tacere . fimettono in una lira. ò perche fccchcfiano. ma mentre fon vivi. morto l’abborrifcono. chel’annofà il frutto. La pelle del leone . efe . eciò in- tender fi deve in due modi. rode. <5c all’alimento molto vi giova il temperamento del cielo. S’oflerva ciò molto da Medici. . facendo Tuono . 2? debolmente. fc haidefìderio di far cofc maravigliofc .non può mefehiarfenon quello dell’altro. che anchor morte. ncharà ardire alcuno affa ltarlo. c fe attaccherai le pelli de’detti animali incontroà quelle. efiì non . della paftinaca. nc quello dobbiamo lafciarà dietro perche fi come il ciclo . edi tutto fa . accio- che vivano. anchor dopò la morte. e cominunemcnte. e però noi le dobbiamo preparare ne’tcmpi dovu- ti . non fi devono cavar da quelli. D z par- . acciochcvalorofamente oprino. T ulti i /empiici Ji devono operare ne' tempi dovuti. le pietre dalle tede degli animali . laonde aH’accrcfcimcn- to. Nè meno an- chora ne’morti corpi fi deve quello avvertire. Cap. per efTcrne tolte dalle radici. quando fon morti. over altro mem- bro . e . & ammutire gli agnelli e fonando tutte le cofc. che anchor morti il fanguedcll’uno. Laondcnon è cola- fuor di propofito quello proverbio. e confuma quelle di tutti gli altri animali . òleuto. Ilmedefimo fa à cavalli che il fuofuono li pone tutti in fuga. come habbiamo dinanzi detto .

c quelle pieghe nonviappajono. producono i fiori. fiori. Il tempo di raccorrei gambi farà quando i fiori cominciaro- é' no à divenir marcidi . gambi . quando eficndo maturi danno per cadere. Dicono all* fiora effere il tempo dovuto..ò che elleno fieno valorofo ncU’operare. all’hora rice- veranno neU’operare una virtù (ingoiare . quando le rughe. quando i fi cercano ifpcrimcntarc. la feraaltatdi. divengono arane. I fiori all’hora fi devono cogliere. fon lenza h umore. $ ' ftan- .che all’hora dal foverchio caldo. fono di grand tflima forzai. che viene dalla cccellentiiTìrna natura delle {fello . ò fi crepano. Così tutte le radici fi devono corre nell’Autun- no. ncTuoghi huraidila Luna >nc (uno cadenti da eli angoli. e re- ^ . All’hora c bene raccor k fiondi.ndo . Nel primo modo lo infogna Diofcoride. ncTuoghi caldi. e Marte nc’principali 7 luoghi de! ciclo . t (Tendo fcreno .qua. co- me quella. I fiori fi devono raccor nel teni- podella primevera perche ali’hora vengono fuori. c confortiate dal tempo Ma le l’hcrbe faran- . quando la Luna non appare. il cielo.ma perl’accrcfcimentodel fuccofparifconovia. quandodi virtù. &all’iiora ritengono gran. Cosi le radici. che quella folo baila à (ar. . e cominciano à vcftire il gambo: non fia di notte. mo alcuna cofa in univcrfale . c cadendole foglierà lor virtù fi nafeonde.ò che h . perche in altro tempo fono inutili all’ufo.manel primo apparirdel Sole. fA Dell* Magia naturale particolare . quando poco dopo s’aprono da’fnoi bottoni . fàrian troppo fccchc. &una nobiliflima forza dal ciclo. forza . ami fanno alcune fiffure c moftrano certe aperture. edihumore ri piene fono. c convenevole. pullulano più collo . e per rego- la di Medicina conffituito. e quali fie- no riputate vane . ma ne dire- . c’1 mede-fimo ne’ reftanti oiTervare fi deve De. c minaccia creparfi. Laonde i’pcffe volte fecrcti. e che fianoanchorrug- giadófi della notte. ò non varranno nientc. cfottilifia coftituito il Sole. Quelli faranno tempi più itè particolari. n è faranno alcuna opcratione Talché ogni herba raccor fi deve . Ma qual fia queftoconuenevol tempo non fi può dimoflrare. Le radici all’hora fi devono cavar fuori. c li riponghino. pcrchealPhorailSoleliàdifeccatagiàla ruggiada. c frutti più tardamente. diverfi luoghi (ònodiverfnmcntc illullratid. fiedifticco. Ma li deve avvertire. à guifa delle donne. e la midolla di mezo per mezo il gambo hà tirato Lotto l’humote. che alcuni femplici ritengono la virtù d’oprare per molto tempo.il Sole. e già co- minciano à fputare il frutto.iranno poca virtù. che fole taccoglieffc fui meriggio . fiondi. e lotto le coniìgurationiceleili. perche aU’horal humore è calato nelle radici cfono gon. che all’hora fon tutte ruggiadofe.ò perla loro imbecillità vane diverranno.e dalle loro qualità. e femi raccolti. & eicono fuori della terra e ne i luoghi illuftrati. con alcune cofc vecchie. no raccolte in tempi particolari . . eia fìffura interioreiì comin- cia ad aprir fuori. che fi trovano fcritti . Ifemi fi devo- no raccolte. riefeono fallì. Nelflìftatc toriefrondi. veli fapcre anchora . de alcune in breve fpirano. c come fo- no dal Sole lungo (patio rimoti. perche rifeccandoii . . prima che cadano marciti. c vengono i dolori. quali cofc fi ponno fervar per molti anni . perche in diverfi paefi del mondo . clic non effondo raccolte al fuo tempo . quando moftrano. come fi può vedere in tutte le cofc. fono per mandar fuori il parto. che a’ luoi tempi convcncvolifiraccogliano i femplici . c fono (limati buggiardi.percffernc cfpe- rimcntati .

SVI. Dopo Digitized by Google . Del fitto propri » veleno armate . « Si empienti i panieri de le poma . Ci fonoalcuni verfi di Columclla. dove na- ficono i /empiici. mori di fubitanea morte . che coloro errino. che il luogo c principio della gencrationccomc il padre. che & mangiano di quella uva. c buono à mangiare. come fcriffe Teofrallo. & il vino hà ilmcdefimo fapor degli altri. i cui frutti apportano morte fubitanea. d'altre. i cani. chefubito ammorbi coloro. eli mangia communcmcntc da tutte le béftic.c pur nclguflarla non hà di- verte faporedall’altrc uve. Di Gioì Battifu della Fort* % Lìb. dal quale havendo prefo So- crate . & i metalli. perche quelle fono più fec- che. Le medici- ne. Tcofralìo vuole. che nafeono in Ncroponto. così parimente può oprar gran divertiti nelle piante. Anzi alle volte fi cagiona nel- le piante tanta varietà d’intorno alle virtù loro. ma in ruttigli alrri luoghi è de bile. e coloro . non gli farà di poco giovamento il confiderarc lo flato del cielo.. che ne mangino . ne’ noflri paefi fi può prender fenza pericolo dì morte. come nelle piante. c di niuna virtù LaondeHippocratcvolendocur. 2f fiatiti.L’ellebcro negro fi deve co- gliere nel mòte Oeta. che non folamcnte s’ingannano i principianti in queftafeienza. dr i luoghi . i luoghi della terra di diverte virtù. c pclfime quelle di Teletrio. Scal- tri fempliei. per il medefimo effetto.pcrciochcThra- fia Mantincfe volca da quel luogo taccor fi doveffe . e piene . Laonde di quella fi fervi vano telo nc^publi- «i fupplici. ì. c forza. che prima gli viene alte mani fenza alcuna confidcratione . perche raccolti in così fotti tempi faranno di molto utile al fervido della Medicina. che nalcono in Egc . &c cccellentiflimoinParnafo. che la cicutafidcbba raccòrrò in Sufa. & il proprio luogo . che nel pigliar l’herbe. Come i pHolioa fama da quel tempo . Che fi debbano confederare le regioni . mcntionc Platone . Pcflo accade. overo fc fi trovaffero luoghi più freddi di quello . che non poco fono cffcrcitati nella Filofofia Di ciò nefà . & ifuoi frutti tetro giovevoli . ma prendono quello . Dotò la natura naturante. il cui fucco in Atene era veleno . zia. In Acajaapprcffo Cabina è una certa forte di vi- te. fecondo era convenevole allafua fpecie . (fhe la barbara Perfia mando un tempo . S cofc limili prezzano 1 il ilto del luogo . il vino della quale fa fperdcr le gra vide. che abortivano . c Teletrio c un luogo opaco. accioche in loro s’imprimeffcro diverte proprietà. Simile di quella clalcn- tenza di Porfirio . fpogliandofi affatto della malignità Perfiana. Se alcuno intieramente delia con- feguir l’effetto. Gap. il qual dice. fono affai più eccellenti di quelle. dopò chci Regi la tralporraro in Egitto. ma anco nel cercar le virtù lorofe v’avviluppa- no i Medici . nafee un’arbore mortiiero. c da tutti era odiato per darli per publica pena: dovendoli farmorirc alcuno. Se abondante di acque Eli dice.tr Democrito della paz- . impcroche come i luoghi hanno diverti temperamenti. che in Perfia . andò in quel monte àcorlo.

vi fono d’intorno bofehi. nodrilce la pianta . cfarinolti miracoli per gli diverfialpetti del Ciclo. c le bacche del peptj e lelachrime della mirra. mallimc dc’fcrpcnri. c fc ivi altronde ve nc furti: portata. ò quando viene. ma quadrata non ma» Nel territorio di qua dal Pò in quella^ . la quale pul- lulando fuor per la cima. Vicino Harpafa Cartello dcll’Afia. e de' fonti . Dalle qualità dc’fcmi fi raccogliono alcune proprietà.vicun fa fio horrcndo. non fidamente in Soria.ò più da preffo . del qual dice Crcfia . re. c generatrice delle bertic. parte. perche fpeffe volte veggiamo alcuno . degenerano. è nulla forza. che hanno grandifi- fimo fiamme di fuoco . e della fpccic del frutto. ò colline ò fc efpoftr à venti freddi . . e dcll’acque le_j quali bifogna che il Mago le fiippia bene. c perla forra-dei Sole. i quali morti da venti caminano intorno e fanno horfigura triangola- . cofeoprare folopcr ragion del fito.nc’ campi. c nelle poffeffoni di quel cartello non venenafee alcuno . Come in Sicilia il monte Etna che fpefl'o tutto s’infiam- .. Vi fono ancora alcune terre. li quali potino far giovamento alle noftre operaiioni . ne’ gronchi . produce ilfiiporc proprio del luogo. Conciofia cofa che fe una terra non fufl'c da l’altra^ differente. Nel lago Tarquincfe grande d’Italia. X VI I. le quali larcb- bono imponibili à farli altrimcnte. hor circolare . ò quando fi parte . fa refiftenzn. perche. luogo ritiene in fe molte opere maravigliofc delle terre. c quella terra portata altrove hàl’ifteffo effetto.vi c una fpecie di frumento detta Uligine. edivirtùpiù gagliarda jl’oppofito di quelle. il qual (fingendolo con un dito fi muove. ne fece hi . Cap. che il fuo fuoco s’ac- cende con l’acqua. che nafeono nelle paludi. Lnondefe veg- giamo. ma. do- venon vi fpiri vento. da dove viene à lor quello^ gagliardiflima forza Alcune proprietà di luoghi . e reftanti luoghi. herbe fi trovcrebbono gli odori. c luoghi acquofi. . Sceflendo l’Africa madre. fubito muore. e. fi devono raccor da quei luoghi. che percagion de’pacfi i femplici fono affai differenti fra loro di virtù. che fi chiama Monftcracc. E’ una Città in Africa chiamata Zara . & Arabia nelle canne. non pari alle prime. ne’cam- . & in Fafclidc il monte Chimera. e fono di poca.ombrofi. che importa pur aliai le luoghi i dove nafeonr» fieno monruofi . ma in tutte le parti del mondo fi trovcrebbono le cofe medefime.con la fua pro- prietà de’fiipori infufo nelle radici della terra .e nellc_. . • N E meno conferircela il diverfità dc’luoghi ne’diverfi effetti delle cofe. egli alberi dello inccnlo . P‘ Digitized by Google . quando è più lontano . c fi fpingc con la terra E nel campo di Megalopoli. E chiaro anco per l’autorità di Diofcoride . che fe- minato la terza vbka diventa grano. mafclo vuoifpingcrc con tutto ileorpo. luoghi. fenonche l’humor tcrrcflrc. venti miglia lontano da quella è un Cartello chiamato lfrnuc. }o Delia Magia naturale Dtp» dan frutti del fapor del miele 'Tojlo bevendo iu oblio di dar la morte. perche qui li fanno più virtuofi.

do . chenc bevono divengono nere. ehc non bada à beverfi . divengono vele- noie. dcinlìrmità fccrcte del c or- po . dicono cofenonminoridiqucflc. così del Penco diTefl. Sono anchora alcune vene acri. eTuava Cittadella Cappadocia un certo lago. e l’arena ardono dentro l’acque . folco. c direnanti ferpi giacere . Lib. talché fc alcuno con un battone farà un. di là dal fiume Mcan- . chcdivien pietra onde coloro . che in unghia di mulo.chefrillanoda un faffofrcddiffimodi quali fi chiamano acqua frigia. del quale non folo coloro. che fe ne lava- no. nel qual appajono offa di ferpe. L’acqua del Nilo c tanto "feconda. ma quella » che paffa perii falc c difaporlalfo. Nel campo Corcnto in Falil'co. che ne beveno. che le glebe bagnate di quelle. Nel paefe Nonacre in Arcadia vi fono certi humori. pietre . ma di rame.e rovina. paffano per le miniere dcU’alume . laonde gli antichi otturornoi fonti loro. 31 pi fottopoftiad Arcia. nel quale fe porrai una canna. ma quelli. ne fanno le mura intiere. e del l'olfo. che avanza fovra-.chc ignoratcmentc ne bevono: divengono pazzi. feà calo vi caderà un carbone accefo in terra.dcl bitume. DtGio: S attifta dell* Porta .In Sufa è un fonticelio. Sono anchora molte le fpccie dell’acqua .c quan- do le pecore bevono continuamente di quelle acque nel tempo della conccttio- ne. non muta altrimente fi Nella città di Hieropoli.à poco à poco fi muta in pietra c quello. in altri neri. che ne bevono . c Mc!a. impcroche mentre caminano per Icvifceredel- la terra.. laqualnon fi può ricevere con vafo di argento. Sicilia è il fiume Himcra . dal qual nafee un fonte. c per gli al- tri metalli. muojono. el’uccidono. imbriaca. In Paflaponia è una fon re. morivano. come in Linceflo. partorì (cono in altri luoghi di color fofeo.diflante un miglio da Teano.dclla quale coloro. Se infenfati come un fiffo .& in Teano d’Ita- lia vircna. E fra Maraca . della quale fa mcntione Amipatro. del quale chi ne bc vera. alcuna volta medicanoi virij. che la conducono per acque- . le pecore. nc han poche proprietà Nel\a_. ò legno . datile non balla toccarli. T. i diventano animate. trafcorrcndo per le lue parti. che por- tata in quella Provincia. ma venendo poi la meza notte cosi fi riscal- .chcfi chiama Ncttunno.drlucertolc. nè fi può contenere in altro vaio. s’accendono . del quale coloro.perche lorompe.le quali hannolc virtù di guarirla picrrarla quale havendola io curio- fi Almamente cercata. non prenderai cofà alcuna. In Boetia fono due fiumi Ccpfo.che và à Roma. dotti. vi è un’acqua. arderà tut- ta Così nella Licia i monti di Efefo tocchi con Li teda accefa . il quale circa al meriggio di vien così freddo . Et in Etiopia forge un fonte. la ritrovai predo la via publica. le negli color di corvo.chc fi djvidcinduc parti «perche quella che và incon- tro Etna. l’acqua. che vedrai i rivi di fuoco . comencl fonte di Tcrracina. . dove era Alefsàdro da Jolla foo figlioli quell’acqua ede- re flato avvelenato il Re. NellaTracia è il lago Cegros. . c ricerc indo alcun tempo dopo: nc trovai molte in quel luogo. le quali bevute nel corpo. della quale bevendone fenza vino. Ce nc fono molti anchora de’quali fa mctione Ovidio» V» . fi dice. perderà denti. che ti feguono E dcll’acque anchora fi . le quali fcorrcndo per un maligno fucco della terra. ben fono bianche. lo corrompo- no tutto. Sono anchora altre fpctie di acque mortifere. e d’Aftace in Ponto fiu- altri di mi.tglia. nella via di Campagna. vi è un lago. è d’infinita dolcezza. e le . encll’lfb- la di Coonna fontc. che {fendendo la mano per pigliarle.

nccioche con lo loro mcfcolamcnro la compofitionc opri con più gagliardezza . > Chiunque defi Clitorio fonte beve Ha in odio il vino. Timeo. e quando il Sol rifplende Si puon ber fenx. Cap. dice. V'e Sibari . che fia infogno in fegnare. o* non ha udito le gran meraviglie Dcltofcene di Salmact chiare onde ì Chi non ha intefo d'Etiopia i laghi ì Qhe i alcuno ne beve. come molti fempliei gli dobbiamo comporre infame .0 . à chi ne beve Le P impetra. come Havefie il vi» bevuto . e va cadendo. che i Sa- cerdoti antichi mcfcola vano molte cofc infieme . Che chi ne beve.x. e referitte poi daPUnio.Ariftidc.c l’hanno ferie te . mentre manca La Luna che di fuoco accende un legno . che ha diverfo effetto Ne Pacque /ite. . t ciò che tocca vi/cere In pietra cangile. c diligenza hanno invcfiigatelc loro proprietà . . /z Delta Magia naturale Un fiume v'e ne l'africa .i qua- fi con lungo ftudio . Proclo nel libro del facrifaiq.e Magia.Hcrodoto. c da altri hiitorici. Che molti fempiici me/ch iati infieme .a tema . e com- porre tnfieme . che fan bionda La chioma a chi di lor fi lava il capo. e Orati Mei Calabro paefe. c di’ fonti. che gli antichi Chiamar Tento. O pac. ma ne P Oriente Over ne [‘Occidente è temperato . t fenfa danno . "Un fuméhanno i Leeoni. e gode fol di bere L’acqua. Afa cofa è più di meraviglia piena Che non fol cangia i corpi. che chi di notte beve C li nuocen molto . HO giudicato. e’I fiume Linctfto à quefio « oppofio. e come fi debbano mcfichtare . XVII I. c da Solino. oprano con più ga- gltardezj^a. che i Tem- prici Digitized by Google] . . Altre vi fono anch ora proprietà di laogi. c Metrodoro. Afa faci ejfer fervente a mcva nette 'Un'acqua ha l' Aiamante . che al mcvt Cjiorno è gelate. leg- ga Teofrafto. A imbriac a . ma quel fino Liquor trafmuta anchor l’anima infieme. Poffidonio. le quali chi molla pere. ò refi a opprejfo di gran fonno . Un lago è nel? Arcadia . perciochc vedevano.Hegefia. alPhor diviene.

ediChirannidc.edifcuojata. fc vcggiamo. fica.che oprino con molta violenza. che alcuna volta oprano molto debolmcntc. acciechc conofciamo. e. e porto fopra la ferita. di molti fempliei nc facevano un folo. il quale vai mol- to più. bifogna inde- bolire. delle vipere. e coda. e con maggior preftezza. I. il qual vedo mol- to offervato da Medici. ovcroeffendo viva tagliato il capo. c così dobbiamo ul'ar La iniftura de’sepliei. accioche moftri- no gli effètti. Quando tu comincie- rai qualche opera.il fortifichiamo con molti aju* ti. e condi- E mcn- . che gli antichi fi fono ferviti molto della miftione dclli fempliei. quantità dctcìminataiPaltrc coli vis’aggiongono. (lati feriti dall’ifteffa. c. plici affollitinon ricevevano. del quale vi fi pone tanta quantità quanta dcbbccrtcrc Pattfone della forma mate- riale. Noi fpeffe volte dalle herbe.e calda.noi. 11 dragone marino ficcato per mezo. di molte cofe.comc coadjurrki . al qual drizzi quel limplicc .elo raflomiglia vano à quello uno. che habbinoladovuta». che alcune volte ci accompagnamo cofe con- trarie.così ilmino- xe anchora. che hà fiutola fua fpina della coda. accioche drittamente vadino à ferir quello. Seguitiamo dunque il principiato ragionamento. che fe alcuno fi fregherà le mani con le fiondi de l’uno. Perche fpeffo non habbiamobifogno di uno effetto. cioè che abbracciava immola forza». c maritimi. c fi proveda à quello. concolo maggiore hàilgambo macchiato di varie macchie di feipi. donde accade. dagli animali tcrrcrtri. c quello formiatno per baie ò . ò la vef. che folle ritrovato. e guidati dalla fomiglianza dc’fcrpcnri Il dra- .che voglia- ino offendere.E fpellì (lime volte anchoraccadc.Queftohò voluto dire .&àqucrto giudico. Componevano ftatuc mefehiate di molte materie. accioche la compofitione opraffe Con forze più maravigliofe. c pietre. così al contrario.cchela parte.c coti anco il metodo di cóporgli . fchiare i fempliei narrarcmo.Ma hor come fi debbano me. ò pcrcuotereun membro particolare.accioche opri- uocon più gagliardezza. folo infegnati.nèfingoIarmente al- l’invocationdiquel nume» laonde conlamcfcolanzadimolti fempliei inficnte tiravano àgl’influffi cclefti. la guarifee. fondamento della compofitione. . con fidererai prima quello . che fono. cpofto fopra il morl'o. il cuore. è bilògno. e de l’altro. volatili. ò tnangiarà la loro radice. e buttate via tintele vifcere. che tocca il capo anchotfia viva. accompagnamo alcune cofc. maravigliofamcncc guarifee. della pietra ofi te. clic defideriamo. e da quel folo fi chiama la compofitione. mangiata da coloro.& uccelli. Ovcro ac- cade molte volte. perche componendo molte cofe inficine. fomigliantemcntc ritroverai molti medicamenti comporti di animali terreni acquatici . perche per voler fare la dovuta anione. molta poteftada numi cclcfti. fi dice.e far languide le virtù loro. che non potrà In contoalcuno effer ferito da fcr- pi. come ne lafciò ferit co Eliano : la vipera tagliati ca- po. che hai nella inrcntionc. Di Gio: SxttiftA dclU Poru Lìb. cioè il capo. quale fecondo l’effcntiafua eracofa divina. c ne facevano un tale uno i! . gli apporta un gran rime- dio. che i molti. porta fopra . raccozzan- do anchora infieme con arte molti odori in uno.e cottaà guiia di anguilla. ovcro quella compofitione. herbe. metalli. c pietre nc havemo comporto una medicina per gua- rir tutte le forte de’vclcnidell’herbeferpcntaricjdcl pefee dragone. ma dì doppio. c triplicato. come potrai vedere ingcgnofillimamcntc ri- trovati ne’libri di Harpocrationc.

così anchorle parti dure e grolle s’aggiongo- . che li debba offervare in tutto ilreffante. ne balleranno più à volare. c con quelle poi invcfciùamogU uccelli. Se ar- monia. volte. c cosi con quelli altri aggiunti la miAura fata più gioita. che le fetide.chefi debba pigliar la proportìonata S do fa della mifura. Dunque voi . perche nonincorrompcndol’operatìone. ali’hor vi giunge» ma qualche malfa. no. e Tentare cole fono abhorritc da noftri l'piriti animali. altamente le miilure non produrrannoquclTeffetto. cosi fimefehia la coli odorifera. che fi trova nelle fu* pani . tal- ché con ogni noAra commodità li potremo torre foi conlcmani. Caf. ò colè limili s’imbevano . dà convencvol nu- tri mento al calore. e fe troverai effervi polla alcuna cofa più del dovere. il dolce con Tamaro. perche nel tutto fi ricerca quella proporttone. e che lenza loro non oprarcbbonocosì agevolmente. òdclTodorc. gravezza del cervello dorma profondamente . acciochepiù commodamcntc i legumi. diAolveremo nel fiele di buc. ne fcguirfcbbe più tofio danno. accioche aggravato da molta-. acci oche la materia non fi confuini innanzi tempo. eprovata poi col pcfo. chegipvaincnto. fecon- do Timaginatione di quello effètto. con le lottili. fe la m» Aura ve» niffedura. Come fi debba trovare il ftfo della mifu ra . XIX.e noi la volefiimo liquida. Ideve anchor grandemente confiderare. che tu cerchi di fere . co- gliene . riguardando in che propor- tene fiacon tutta la mifiione. guanto comporta la colà. quello polliamo far commodamcntc. di render ilupcfatto . pcrcagion del faporc. epefo. overo di cicuta. écimagina frate ffcffo quello medicamento di quelle cofe. e fin poi idonea alTopcrationc. Accade alle-.c pigliandolo.chc promettono. che il medicamento da dare Cadi tanta picciola quantità. perche la bontà dell’opc- rationedi tutcclecoienonconfificin altro. ò puzzolente ciaggiungcrcinomielc-»» cafcicKovcro farina.come vorreffimo . e delicate.perchc guOando quel cibo. con la fètida. ne così prcAomè con tardo.lì ributterebbe da coloro. fc il tutto non havrà compiutamente il fuo numero.pcrcioche fc la miAura di effe. c gli la daremo à manginrc. come dimoilratcmo nelle prcparationi .lia confumata dal calor del corpo.e ritrovar la debita mifura de’pefi. che nella dovuta proponione. la quale hà quella pro- prietà di far addormentare. Scacci oche non venghi amara. Se cuoche con più gagliardezza . per far il medicamento più dilettevole. non haverado- pratocofa . Onde quanto habbiamo trovato. che date opra à fintili efpcrimcnti» ritrovate prima il pefo della femplice medicina. che vi entrano.fe non prima eletta. che prima che il corpo la cominci à fcaldarc. eoa quella dunque bagnarono i legumi. ò fetida. dubito cadcranno addormentati in terra. .fucco di mandragora. ci aggiungeremo oppio . Se per ciumpio vogliamo prender con le mani gli uccelli.Ilmcdcfimo co- mando.1 facci le lue opcrationi. dunque quella noce metteremo per baie. c per fondamento dcllucompolitionc. ciùccia d i vino. ovcraniara .che habbinonarrato gli antichi nelle loro com polmoni.cconTcfpcrienza. a’qualt fi porgono. e cosi poi ferme havcrlcà noi la Telate .> 4 Della Magia naturale menti.con la noce tirctclla.

accioche produchino quello effetto. Et le .ittione. ma acciò che più agevolmente compifca refletto.acdochefiaRO piùatti. ma computati tutti i gradi. gli farà afifai più agevolcfarlo per le parti. quando la rufiamo in qualche humo- rc.ridurre in calcina.evcnghià macerarli.& anehora volendo alcuno accrefccre . c cosìconofciuto il pelo. tutti Ibdisf. fenza.&: à trovare il pefo. quanto fà di bifogno per cagion de gli altri . anchor che nella virtù fcmplicefùfJe. e virtù. quello fi debba invc- iligare dal giudirio di chi opera. ? r gliene il fovetchio. Cosi ancora uliamo rabrufciarc.che comporti la dofa. diflillarc. dilcccare. non debba effer maggior nella quantità. ci rcfla à dire di al- cune prcparationide’fecnplici. e tanto ftia folto il pefo di tutti gli altri . I molto artificio.acciochc poi fremendole.chc quella variatione fia Hata cagione. e diminuir le dofe fecondo il fuo bifogno. perche quella cofa non vi s’nggionge per crcfcer la dofa.enclle medicinc:ficome variano leregioni. 1.e nericeviamo quello hnmore. e inofni loro. tefo. All’hor buglimo quando da lui non polliamo cavarne fucco. Batti fu delta Porta . e refli la più terreftrc.& hò conofciuto. mancando. acciò tanto di dentro. che corrifponda alla fua debita^ cqu. Quelle cofc. ma nelle loro preparationi. & aggiungendo. e d’afl'ai maggior artificio di nircel’altrecofe.l’arroftjre. ne venghi hot la parte più lottile. il che non potrebbono far con la maccrationc. che cerchiamo» In quella mia ope- ra penfo c {Termi guidato con buona ragionenei dcfcrivcre che hò fatto dcll’ef-.chcl’operarioni non con- liftono folamcnte nc’femplici.che in un luogo più gagUardaméte. XX.jn un’altro più de- bolmente opraranno. perienzc. & accomodado fecondo la voftra prudenza.atione. che nella virtù. . lemplicidunque fi devono preparar eoru. lì coftituifca per fondamento della . milhira. perche ncU’oprare acquiftano diverfa virtù . & in cenere. le quali. Lib. ò con l’infufione quella nondimeno rifòlvei vapori fottili. G ià habbiamo imparato àcomponcrc. che così debba variare la proportionc dc’pcfi ncllc_. . Anehora fi de- ve diligentemente avvertire. e cosi facendo rui par di haverdatoà . quanto di fuori fibagni. fono il maturare .c molto varia la ragion de’pefi. Voi dunque con un pur- gato giuditio cófidcratetcfccondol’operationi dc’fcmplici così mutate la pro- portione de’peG. ócaltrccofe limili. Impcroche all’hora maceriamo alcuna cofa. e perche v’entrano più cofc nel medicamento . c da quello tanto fc ne toglia-.che v’entrano. che molti habbino errato nelPoprarc. ò poco. buglire. pcrpigliar totalmente. acciocho non prenda poi diverta qualità. mifturc. che piùdirutteraltrccivtngonoinufo principalmente. arroftire.ò niente opraranno.che non l’hò deferitte per peli $ ma per parte acciochc folTe meglio in - .cpiù accomodati all’ufo. c quello ifteffo mi fono accorto che habbi ufato Cornelio Celfo. e’1 calcinare.imo più volte detto.& i paefi. f Delle pref arati oni de' empiici .. Di Gir.percheapprc(Ibmolri paelì. come habbi. Gap. perche Togliendo necavamo lafoftanza dal centro alla circonferenza . le quali fono molto necefl’aric. Se à propofito dell’arte. Cosi della compolla miftura mai darle più di quello.. come hab* biam detto. ebe flava nel mezo di detto lèmplicc.

parti più fottili del medicamento .il che avviene quando Dubbiamo ridottofin Calce. che più .. più minutamente. polito i. Con l’altre cofc Così arroftiamo «quando la cofa nonfi può pillare. havendo fra tanto cura. c ridotta in carbone . e gagliardezza . arrollendo non fi venghi à brufeiare . fé alcuno defìderaj fapcrle_. legga i libri de’ Medici . che_. le quali anzi impedirono il noftro propofìto. accio* che più agevolmente fi rifolvano. perda le ricercate virtù da lei. Epcrche ricerchiamo le. ' D Fine del Prime Libre. Quelle cole hò giudica» to cficr molto utili. I 'j<S Dell* Magia n attirale le parti del Tuo humore. c che opri poi > c con più agevolezza. e neceffarie alla no- lira opera . I fcmplici lìdiflillano. commodamcntcla polliamo convertire in poi vere.efi mutino in liquore. . Ma da hora innanzi cominciamo à trat* tar di cofe di altro prò- . c fipoflonomefchiarc_. E quello fidebba anchora intendere delle al- tre preparationi. DELLA Digitized by Gooole *• . acciochenc riceva fottilczza. Si abbrufeia. • per cavarne acqua da loro di più gagliarda virtù . buttando via le più grolle .

tutte le cefi grandi. che habbtamo fio libro . le V* e ~ anchora dt quello . NSINO àqui babbiamo ragionato dette caotfe. & indufinofi artefice gtutrfititm de gli ammali^ e fofiida fi congetturar delle altre.BATTISTA G IDELLA PORTA napolitano Libro Secondo. ma acciochc noi pojfiamo ojfitrvare . alte. e piu conofciute da venevole.&iufiememen- tt vi agnongeromo le cagioni. e & alle altre opere della natura. acciochc non fi iV«i dividerne le fetente ho urdifie . * tradotta da latino in volgare PER. e fcelteaheji rrnchiuderemoin quello breve tfino nefitrìtìjfimi capi della filoftfia. che fi cominci dalle cofe piùfemplici . Primo cominciaramo dagli animali. e naturali . L P* Infegna à mcfchiar fra lor gli animali . . il che mi pardi haver conferito nel primo libro e mi far che mi fia iiftefo pii largamente.e più trovi cofa fuor del fitto promtfibyhabbiamorinchiufii fecretìin più elafi. nobili. perche manco fati afe. t ielle Ur» fit- timi . De- priveremo te cofegrandi. over finti donde featurifeono le cofe grandi. ferehgdm fino le Digitized . illufiri . e gli altri . dopo come pergradi verremo atti metalli. acckche non tratteniamo gl’ ingegni defi- derofijfim* di veder cofe mar av ighoftpin molestamente . citerà di convenevole : homai mi par tempo di cominciar Poperationi. alle pinate. havendo dunque à trattar di trat- tei . PROEMIO. ma eominciartmo dalle naturali. e lè ragioni . che deve Per. verremo alle indi matematiche . DE ROSA U. acciochc il favie . n DELLA MAGIA NATVRALE D I O. t le fi delitti delle naturali fetenze. e feguirtme nel defcriverli Perdine delle fetente • cosi mi par con- matematiche.le quali fpcfio babbi amo premefio . acciochc producano nuovi > & utili animali. G I O. haver noi dijfinito la Magìa effer le dovine.

e tutti gli elementi ritiratifi nc’loro luoghi. Diodoro. Della ftttrcfattiene . produflero ani- mali à loro limili . nel lor determinato tempo vennero à maturo parto .c le mezzane fra quelle . Avicenna in quel libro. nc’quali particolarmente fi concepevano alcune putrefattio- ni. e fe ben di quella ha- vemo ragiona tone’noflri libri della Fitognomonica. che G fa di lei . ma foto d j putrefatti cadaveri de gli animali ajutati da vna cele- flc . l'caldando continuamente ilSolc fopra la terra. quelli. che ruttigli animali tòno nati dalla putre- fattionc . quelli che più terra. ferpi . e della terra nafeevano animali e quanto Tacque . I. AnaffagoraClazomenico. Ma Teofrallo giudicò fendo il parer di Clcodcmo. il cielo.c dalla for- za del Sole arrivata in qtielle. che non fola dalla variata de'ftmplici. fenza opra alcuna di lime h umano . chcgià produrti haveacongiógcndofi fri loro. ma . che cominciammo à dii'corrcr l'opra quello. divennero uc- celli .. erano più torbide. che lctiffede’diluvij. e da_< quella mifttira . e della fua marrvigliofa forza di frodar nuovi animali . che dalle vifccrc della terra bagnate di acqua . e nclgior- no dalcaloredcl Sole rifcaldate.econluinon pochi filofofi di non poca autorità dicono.&effcndo quelle dalla ruggiadadella notte inhumiditc. Della Magia naturale ielle piante . che dall’acqua putrefatta. per non fidar gli animi de’ lettori da quelli libri per inviarli à quelli : mi piace qui dime alcuna cola . miftiene di vari] animati acci oche polia- i . che n afe t- : n» fpentanee . ò fipontanee narreremo primieramente quelle. X X par opra affai convenevole. dclli quali quelli. pcrcioche quando nel principio del mondo. ma quelli. che maggior calore hebbcroin forte. per offertila un principio. dalle mefc olande delle coft Ne mi hi vHi. ilmcdcCmo pe- sò Archelao Atcnefe. che vanferpendo perter- ra. non produfic altamente più ani- mali. gli animali . produceva lòpra la fua fuperficie al- cuni gonfiamenti .fi fogliono generar nuovi animali. * di- moftrar. chcdopò le copiofiffimeinondationi della terra . Dice Porfirio . perche non fi trova co/à nella natura. & Euripide fuo difeepoio. e conoficiute. e non mai più vifti a'fecali antep afa ti Comincieremo dal- . e gli altri animali . che da quella nonfolo imperfetti. prima che dimollriamo poteri! generar ntio- I IVA vianimali dalla putrefattionc. ma che perfetti animali G poffano ge- nerare. e rotte quelle pelli come utri. reflando la terra in molti luoghi lu:olà. che notavano nel marc. c più fredde. chcdi quella nafeevano. coperte di alcune pelli . par che fùffedi parere. Cap. Ma_. che gli antichi filofofi hanno difeorfo della purrcfatiione. era- no più privi della natura animale. la terra.emol- le.nc nacquero da quelle tutte le forti de gli animali. laputrefattione. dopo quelle.epercoffa da’raggifolari. tanto gli animali . chcritenncro dell’acqua (divennero pelei . mo predar nuovi animali . e della coftanza. che caminano con i piedi fopra la terra . ehi naturali. che naftono dall. propofto Inficiar alcune cofie quantunque vilijfima appaja . chefi potino mcfickiare per produr cefi nuove .ecommoffa.le quali contenevano dentro à loro quella materia- putrefatta . nella quale non riluca qualchegrandifilma maraviglia.

ipipidrelli . Efe quella opi- nione par che non babbi molto del verifimìle . e le paludi h umide acquofi gonfiar col caldo . dice che havea un’amico. II lato . rifialdaU in tutto . ò la natura della il ventre > donna . non imperfetti. e poi col tempo prtfir volto 0>e come il caldo . che generava feorpioni . e Phumido temprati A pieno fur f prodafir ejnefii due Tutte le cofe e riempi la terra Che fi ben Pacqua . la lor difiorde Concordia è atta à generar il tutto. leoni. e piena Dopo il diluvio la terra di luto y Dal Sol pere offa . ma anchora de’ ca- . poco il nome la chiamano Dimitcra . pelli delle donne (e ne generano ferpenti. Di Gio: Bit lift a della Porta. con un modo affai ma- ravigliofo . chela terra non folamcnte in ogni luogo produce to- pi li quali poi per il coito andavano crefccndo in infinito . e dalla putrefatta mate- ria. Averroc dille che per generarti .di diverfo Forme . t'I foco fin difitrdty ‘Poflbm Phnmido . . non fi generaffero gli altri. e che da quelli fé ne generavano degli altri. perche del Sol P ardente foca Ando l’h umida terra rifiatdando . Egli antichi nodri imaginandolì. II. Prodafi innumerabili animali . Dunque poiché refio bagnata . Che la terra tenea dentri il fimo fina Come nodriti in ventre de la madre Crebbero . eie talpe* ma non già huomini. animali imperfetti badavano folole delle. Et i Greci mutandole uiu. £ le cefi crear .&ireftanti animali . e commune. t fpavtntofi mtfiri r Digitized by Google . cheli ponno gcncrarmolti animali dal fieno della terra. Equedafua opinione confir- mava contali argomenti. che il bambino veniffe miglior formato. il quale anchora nel libro degli ani- mali. come i topi. la chiamano madre univcrfalc. che tutti gli animali fuflero prodotti dal- la tetra . #7 caldo unirfi infime . I recanti ammali pei produfi La terra da fi fiepa . I quali parte havean Pantiche forme » £parte nuovi . jf Ile influenza fiir generati gli huomini. Enoi veggiamo conlklpericnzadi ogni giorno. ediflt- mili da gli altri. & i vivaci fimi . Ovidio (otto la fabula di Pitoue deferiffe ckgainiflìmamentequeda gcncratione dalla putrefateione. c che poi da quelli . Lib. e per quello alla g«- nerationedell’h uomo non è neccflario ò la matrice.

c lefeminc. cominciati à formarli dall’ acqua genitrice. Ma Eliano dice così . c continuano i monti de mani- poli II medefimo avviene anchorain Ponto. i quali abondcvolmentc^aminandopcri larghi campi . fi trovano certi piccioli topi. pcrciochc nè morti fi ritrovano . antichi . Una moltitudine incredibile di felvaggi topi . parte la ultima è anchor terra. Noi prima ne raccontarcmo alcuni deferitti da gli . e congiungendofi fra loro . altri da gli altri animali. ha fcacciatoalctinipopoli d’Italia dalla lor patria. 11. perche al- tri nafeono dalla terra. Vicino Tcbaide in Egitto .altri dal lido. c terra. come gli animali infètti. havendo fiatuitoil giorno appretto mieterlo. apportano grà- difiima calamità alle biade. c gli w alrri nafeono c di Teme. e parte di loro vive. nè fia huo®o. come l’cruche . accioche confiderati ben quelli . e Varrone . e . che lodivorano tutto . lcfcacciano con molte preghie- re .cnc lcacciaro glihabitantì . Cap. fcrivc Diodoro. chel’une . come gli am- mali coverti di crulta. c’imedefimo avvenne itfzed by Gooole . altri da pianta putrefatta. altri dalla ruggiada . & Avicenna dicono. de Eliano. crai che di tutto il campo ne lafcino poco fermento. e con tanta prcttezza. pcrch? in pochigiorni non le ne vede poi alcuno.chc zap- pando! campil’invcrnol’habbino ritrovati . tedi dietro non anclior fatta. quando cella l’inondationc del Nilo. maqominqiata di luto . che in moltiluoghi de’ campi fogliono nafccrc con un modo mai più intefo. c nelle navi crefconoanchora mirabilmente dalla materia putrefatta.chcfannoà Dio Macrobjo. egli animali. Nèlalor morte avvienccon naturai ragione. Non potè faper mai Plinio come una tanta moltitudine potette così in un momento difpnr ire . chcdaCìiuo Ifolafuro (cacciati da loro glihabitantì.c fenzaforma. còme nclafciò fcritto Diodoro. lo ritrovino tutto mangiato. e da loro fteili naturalmente fenza Teme. perche le tagliano. E primieramente veggiamo i Tifi come fi generino dalla putrefattione.crcfcononiirabilratnte. che i topi nati dalla piog- . gia . Molti to- pigionfero infirma Troadc . Come nell’Egitto piovono alcune picciolo goccic. gcneranodcgli altri.gonfiandofi ii Nilo. Q Uesta cofa han communc fra lorde piante. nafeono cer- titopi. polliamo danoi inventarne de gli al- tri. venen- do il giorno coni mictitorial campo. Dicono Teofrafto. I topi dittrufi'cto Cola città di Tofcana. poi congiungendofi i mnfchi. Ariftotelc ne fcrivc un maravigliofo patimento d’una fpetie di copi felvaggi in grandittìma abondanza . Della Magia naturale Alcuni animali terrtftri prodotti dalla putrefattìonc. Dice Pli- nio. 6c altri dall’cfcrementi dello parti come fono pidocchi . eh? il Sole fcaldando la terra già bagnata prima da l’acqua in varij luo- .che retta sii le fiondi. che al- cuni mediocri agricoltori.

de’quali la parte dinanzi. II. E la terra Untofa in fe ritiene Seme da generarle verdi rane £ genera poi tronche di piedi le La gencrationc delle quali c tanto agevole. elucertolc. & altrove. Il rofpo fi dice. •» Di Ciò : ft<t dellfi Porti . che cafcano dalle mani dc’fchiavi quando adacquano i folari delle cafc . I rofpi partorifeo . per la ftradavidde molti ranocchi. c Plateario. che nafconodal imo . In Dartene pro- vincia del nuovo mondo vi c aria molto infetta. Con mnravigliofo anchor modo fi generano le rane. e le cafe. e da_» Euftachio Gli Antaridi gente di Trcfpoto. e limili animali. c momentanea. dove era la tetta cami- nava. e generate nel Cielo. eie donncSalcrnitancanticamcntenel principio della concettione. eie ne ritrovavano infinite cotte boglite nelle pignate. c Peonia haver piovu- to rane. tanto copiofamentc . Percioche bagnate di ruggiada. che andando da Napoli d’Italia à Pozzuoli. e dalla pioggia putrefatte. come paludolà . 41 avvenne ad Heraclia di Ponto . e ttrafeinava con due pie dinanzi la parte deretana. fcrittoda Diodoro. Ma con maggior meraviglia fono i Eg fpi. fe fepolta Sarò fitto la terra putrefatta . L’anitra putrefatta fottoil fimo genera i ro fpi. . perche le donne fovcntc nc generano in corpo con i figli. fi sforzano di ammazzare il F detto Digitized by Google .. e dell’ acque. che non era anchorjL» animata. anzi la iilcflà città è palude. c circondata intorno tutta di acque puzzolenti. Et Hcraclide Lembo appretto Dardania . che è (latofcritto c fi. in quel tempo. come ne fcrivc Pietro Martire. ranocchie. da loro ìleff . e dal fangue mellruo. che non Licevano nulla. ma poi accorgendoli .nc poterli fcrvir dell’acqua. 'Rane dalli polvere . Ovidio. abbandonato il paefe .bifognòchefuggiflero in altro luo- . che nafee dalla putrcfattionc. Forfè . c maflimcL. come ne fan teftimonianzai feguenti verfi. Ma dal fangue mcftruo delle donne putrefatto c cofa malagevole che nò nafeano tofpi . che ne rellar piene le ftradc. che piobbero rane ap- ® predo Ateneo. e corrottione . e parte ri nchiufi nelle calè Toftc- nevano la calamità. e C altra parte £ ro^va terra . ma era limo cretcfo di acqua. e la polvere delle_» ftradenafeono. ò pioggia di cftadc i lidi. Terne piovute rane. e terra. rofpi. parte occidendo. go. nè laperdovcponcrc il piede perlamoi- titudine di mucchi delle rane. che dalle goc- cio. Lib. e non perfette. Si vede fptffo del medefimo corpo Ch' una parte ite vive . Celio Aurelia- no. e l'altra fumo fgli Della pioggia .cfe neferive di molte altre. Tu- bilo nafeonoi rofpi . cacciati dalla moltitudine delle rane incominciate. Philarco dille. così li chiamano. che pio- vevano dal Cielo . fi che nc’pri- mi giorni ipoveri cittadini. &arroftite. che il parto comincia à vivificarli. Dice Eliano. e che tutti I vafine Tettavano pieni . che l'una .

i quali nodriti.dct- ta pregna fuor l’opinione di tutti in luogodi parto. Eliano dille. Et evvi atichor chi creda . Così dicono anchora. Se il bafilico pillo coprirai con la pietra ge- nerar un feorpione . che dalla carne humana nafoano ferpi. che non polla farli .ma quello avvenir dclli huomini cattivi dopò la loro morte. fi convertiva in ferpente . che da molti hà intefo. limile alle na- turale fi dice. c quello. nio . in molti corpi humani fieno nati ferpi. che fi pofla far di molti altri animali . Anzi fono al- cuni . affermando. ovcrodi fiume. che’l bafilifco maflicato. vicino ni fiume Theifa. inficine con dicci cancri di mare pelli. che la fpina De P hmomo putrefatta nel fepolcro Rinchiufa tu un ferpente fi rrafmuti. & cfpolìo al Sole generar vermi. Dal bafilico come ne nafea lo feorpione. movendoli fi fanno conofccre. ma non dirò . e lacertole. che vederanno moriranno. che dalla fpina dell’huomofe ne generi un ferpe . che facci i medefimi ferpi . 6c allctti à le da luoghi prollìmi tutti feorpioni. filegge cll'er accaduto in Vngheria. ma quello io (limo fallì lUmq. il medemo hò intefo ha ver fatto molti mici amici. Ci aggiunfe Plinio. e malticato. Plinio dice. Vna donna maritata di frefco. che dalle impurità delle donne. e dopo rifanò affai bene: i quali animali fono raccontali frale fpetie delle rane. che così fiano morti d’intorno à tre mila huomini Scrive Pii-. che generi tino feorpione. Che dal corpo humanonafeanoferpi. e da'capelli mefir itati t da peli delle code de' cavalli . il il quale tutti coloro. Scrive Avicenna . epolloal Sole. . che hebbe un’amico. che hà infognato de’ferpi. che fia di fucco aliai vitiofo. il che io non niego. che una mano piena di bafilico . che dieeflèro di lor falfc cofe . Galeno ne- ga quello . epiùhumidi. ma dice sì ben. 42 Bella Magia naturale detto animale col fucco d’apio. li quali fono di natura più lunghi . ferpi. Scrive Fiorentino Greco. chechiami. il quale haveaun fecrcto mirabile di produr feorpioni. cheda’capclli di una donna pollano nafccrc_. che pallino pochi giorni. da uno animale humidil- fimo comcl’huomojun crudelifiìmo. partorì fuori quattro ani- « mali amili alle rane . che una fantefea partorì un ferpe nel principio della guerra M3rlìca Avi-" . fiche di unofe nepoflonoge- ìicrar cento. la qual cofa fpinfc mol- ti . invafe di vetrofottoil letame. e principalmente dalla midolla del dorfo. edi porro. dice. che fono animati. Si tratta anchor da fcrittori. e pollo . Ovidioà quello propofito. che in pochi giorni generar feor- pio» . . che vi fi trovano. Tengono tutti per cofa indubi- tata. comehab- biamo detto. che putrefacendoli la medolla della fpina deH’huomomor- to . renna nel libro de’diluvij narra . che nafeerebbe una fera . che dicono . Cofa chiara è che pollano Nafcer ferpenti dalla midolla dilla jpina del ? buono . Dice Paraccllò che un ferpedivifo in più parti. perche prima. e dal fpermafangue nel medefimo modo polla nafeere un bafilifco. llmcdcmo veggiamo avvenir dc’peli delle giubbe de’cavalli efpolli alle acque correnti.& alle- vati ciafcuno di loro fifa grande quanto un ferpe . che genera molti vermi. cioè dal meftruo.

Si dice dal medefimo. c quelli firompono. nc firrovainlorfcmina. £ trafmutarfi in piccioli animali ? Va dunque. Di Battifta della Porta. Ma il corpo del cancro mirabilmente fi tramuta infeorpione Dice Plinio. ma cadendo il Sole nell’Occidente. fubito lafciano la vita effendo il fuoco lor nodrimcnto . che non generano animali. Ovidio. cade in- fermo Se effondo fotto il Sole . Hordefcrivcremouna degniffimagcnerationc. vivonodclla feccia del vino. quello mirabiltà. maggiori di un’acino. edi là.fc pedo. e fiero Che ti minaccia con P adunca coda. e che volino di qua.la fpetic de’bovi dà al mondo molte commodità. Nel medefimo modo le 'Pirigone naficer nel fuoco . chiamate da Greci pirigone. Ma quello è falfo . alcuno la rifcaldaffe al Sole ogni giorno . Secondo ne dice Eliano. nel fcgnodcl cancro. cioè di un giorno la chiamano.che tuttala loro età none altro che un giorno. daquellaparte Nafcerà un fiorpio n crudele . . la- . morto donar molte cofe eccellenti . Non vedi come dimorando un poco. e poi /otterrà i corpi De’ fi e Iti tori (e per efperitnx. che fi traf- murino infeorpioni. reliquie lène generino l’api. c fono animali volatili. ne uove. Scrìve Eliano . Da un fluido calor marcirfi i corpi . che và all’accto.C andar fagenio Da fiori il miele Fiorentino Greco ferivo di lor quelle cofe.a Cofa già nota) e vedrai ufcirPapi Dalle lor marcio mimbra. e fra l’al- che tre che dice. Cimmerio. . onde hemerobion. & in quelli altri animali. Salamandra . *? pioni . fubitomuojono Il fiume Hippano nel Bosforo . . quello da meraviglia. e fi nodrifeono. il qual non vive più di un giorno. fi come nel- le anguille. lepiù belle di tatti gli animali. De* quali Ovidio. Quando il Sol palla . Giuba Re di Libjainlcgnaà E cns * Jè z tar Digitized by Google . come VA pi nafeono dal bue. che producono à noi utililfimo frutto. che nafte dall acqua. e quelli animali fi dicono efemeri . nel loWitio porta fcco certi follicoli . che cavati fuori di quel fuoco. e ne vengono fuori certi uccelli. II. e uccidi . òmafchio. e principalmente fc_. Scivi vivono. Evvi ancho- ra la_. che dalle fue . Lib.! corpi dc’cancri morti podi in loco fccco li dice. e vola. Se terrai tu le bracci* al mar in cancro . piene di dignità .cioc nati dal fuoco.quando s’apre la botte. c fuaviflìmo. Le Salamandre non generano. Gitr. fiiffe porto in una pigruta di creta vacua . V efemero nafee nell aceto. egli muore . la qual lpetic di animali non vive fe non infin al mezogiorno. e fentono l’aria fredda . e nati che fono. Et il refiante corpo lo porrai Sotto terra a marcir . da Plinio.

. e fubito ferrino la porta.nó mi . le corna . . Cerca all ’ bora un vitel c' babbi la fronte Cornuta di due anni . adunatiinfiemcàmucchi. Democrito. che non imbrattino il bue del fuo fanguc. concentro fieno d quattro venti. di grandezza . e 1’aria pura. c che hà tirato afe vento aliai fufficientc. & burnii tetto Quattro intorno babbi a muri. per non fapere anchora volare . di bellezza. e Vairone affai meglio in una Cafa. e che intorno à lui fieno molti giovani.c vedrai l’api . rincrefccrà porle qui appretto. le narici. generano i Regi e dalle carni l’altrc api . carnofo. che anchor tremano. che non efebi Quantunque afai contrafi il fpirto fuori. fubito poi fi otturino tutti i bufidcl toro con pezzidi linopuro . troverai la carne già trasformata im. larga io. che cominciano à prf- derc il color proprio . lafciando fittamente chiu- aprir le fen dire.acciochc détronon vi pol- la entrar ne aria. c acciaccandolo con tutte l’olla inficine. che già cominciano à fnodarfi. che la natura. Bifogna in prima bavere un fretto luogo . ne vèto. che aprirai la camera.cubiti. che nalcono dal cervello. 44 Dell. i peli & Dicono che dal cervello fi . Cb' à quefo ufo fa commodo . con l’ali . l’hà prodotte ncceffarie à buttar fuori gli eferementi E dopò facendogli un let- . per il gran defidcrio. Il modo è qfto. Babbi una camera alta io. cubiti. non vi ri- trovando altro del bue che l’oll'a .unainciafcun muro. gi fono quelli. certi animali piccioli bianchi e limili fra loro . ma i migliori Re- . c quattro fcncrtre. che lo buttino molto bene e dopò molto ben battuto l’uc- .elutar dinuovolc fiffure. in quella ponerai un bue di trenta meli. E che ricevan dentro obliqua luce. . perche l’ape non fi genera dyl fuo (angue . ma habbino molta avverten- za . e che flrafccndcndo apprettò al loro Re c che cominciano . Dopò undici giorfliaprirari di nuovo. c la fpingono con impe- to . e per effcrc le loro membra debili . a cui le nari E la bocca s'otturi. ne porta altrimétefpirar.* Magia naturale rarl’api in una Carta di legno.. e di colore. non cominciano con gran furia. faccifiinclfa una porta. fono adunati d’intorno al vitello tutti immobili. fe nevanno allafcneftra . à volare . vedrai l’ali . bifogna ferrar dinuovo .c turino le firturc. e quelle parti anchora. da dove fpirall'e alcun vento gagliardo. ma non anchora perfetti . c molto graffo. cidano. come fono gli occhi. la bocca. Ma farà bene aprir le fencftrc un giorno sì. e che fovra Coverto fiaefun fretto.c poiefeano fuori la camera^. c’han di veder la luce. Cosidopò chcqucllaj* materia farà raffreddata. e che crefcono à poco à poco. Nella prima volta.c fieno i rettati lati proportionati. bifogna collocarvi foprailbuefupino. c l’altro nò Ma perchcda Virgiliofono clcgantiffuuc defcrittc. che . c le fcneftre. to di timo.c mentre li cominciai battere. Eoi col baiìon f batte infno à morte Finche Digitized by Google . dalla midolla il Re . c far che v’cntti iaquella parrc. Nella terza fettimana bifogna il lume. c ri- troverai quella camera tutta piena di api. & al tre fan tt Feneflre .edelicate impeciate.

Pria fenica piedi . Pli- nio toglicndoda Virgilio. che fi vegga» rofifeggiare i fiori Per i prati. e enfia . mano fuco perche gode e mangia le fatiche d’altri quafi dicelTe fago. che ilorabronefi dice da cabo. Ifidoro dice. Stridono mcfcolandofi. Ifidoro dice. ma locufte. 45 Finche Jia tolto dalla carne il cnojo Quefto fi lafci poi nel chi ufi loca E per le colle gli odorati rami Si trapongan per tutte . come il cavallo ne nafeono le vefpc anchoc vclociilìme. Quando il fuo cada vero c putrefatto. Finalmente dalle più viliffimc carni ne na- feono i più vildi tutti. Di Gto‘ Battìfta della Porta. e da un’animal velocifsimo . che nó hàcgli faticato Ma altri dicono. Lìb. D'al- ' Digitize . Dice Plinio. e crabroni.c la nfcalda. e verdeggianti . pcrciocheda lui è generato. e ciò fi facci » Quando Zefiro fpinge le prime onde. dalla lua corrotta midolla ne nafeono le vel'pc . L'api difutili nafeono da' muli E ciò per autorità d’Ifidoro che dille fuci generarfi dal mulo E lo chia- . . e timo E frefihi . e fiatterrato . nafice Il crairone . fi vedrà d'intorno intorno ''Jldiracolofamcnte volar Papi. c più ignobili. Pria . trafinutando la natura una cofii in un’altra . che fi mangia quello. muli non nafeano fuchi. . Ovidiole vefpc le chiama crabroni. che dalle carni di . fi . la qual va rivolgendo per lo fpatio di ventiotto giorni . che dc’veloci cani nafeono i fcarafaggi. dal morto corpo d’un cavallo fi generano vefpe. Dal cavai morto. Nclmedefimomodo. e più ignobili li .e però il mafehio pone ilfuofcmc inanella bal- lotta . e delPaura vitale Ma come dal tenero giovenco fi nobilmente allevato ne nafeono l’api CC« . chela fpccie difearafaggi non hanfemina. Per quello dice Eliano. che della corrottionc del corpo dell’afino nafeono ifearafaggr. che Lì veCpe fi generano dal cavallo . Eliano dice. per- . II. Nafeono anchorai crabroni dalle putrefatte carni del cavallo. che la loquace Rondine attacchi i nidi intorno i travi Intanto rifialdandofi P hit more Per Pofie . i . . cioè caballo. c cellcntilfime . godendo DclP aria nuova . e anchor pria. e poi [piegando Pali. do- pò partorifee il figlio. Scarafaggio nafice da P afino . ne nafeono api più vi^ così delle carni più vecchie .

come nate dimufeo.muojono. alzandoli al ciclo con l’ajuto delle ali vanno difeorrendo . edivengono anati.e quelli. li quali il mare col girinnanzi.chc parta per Lodino. fra le quali alcuni & . O Lao Magno nella defcrittione de’paefi Settentrionali dell’Europa .hanno certe penne perfette. che fono tirati dentro dalle vicendevoli onde. 46 Della Magia naturale D" alcuni uccelli . la^ qual vicn’aniraata dalla vita del mondo ‘De i Digitized by Google . nel baffo affai ventrute. e fi converte^ in vivo uccello. . Quando il legno comincia vede forgcrc un’infi- à putrefarli. li- feie. ma al . fiume Temefì. eguali alle feorze delle aulendole. e poi di- vengono limili alle papare di grandezza . fubitofi nita moltitudine di vermi. Gcfnerofcrive. c quando faranno pervenute à queffa^ grandezza. Mufterofcrive che fi trovano ccrt’alberi.brufciato. chcdatla purrefattione della Salvia ne nafee un’uccello limile alla mcrola. & attaccate nellecarenc delle navi vecchie.comcfc fufl'c una Fenice. dal cui frutto nc nafeono certi uccelli. di rotondità fatta à comparto. I vecchi Cofmografi. ch’io dico. c fi ridora. Marfilio Ficino togliendo da Alberto dice . che nafeono da frutti putrefatti degli alberi. e lochiamano uccello d’albero. (i trovano certe conche con duo coperchi. ritorna vivo. tornar in dietro. có un pcdicino un poco groffetto. alcuni hanno certe membra formate. & ali. tenere. Sono alcuni. cosi l’uccello rin- chiufo in picciol vafc.fi getti un legno nel mare. che quelli fono generati vermicelli. chcfanno il frutto rivolto fra lefron- . e coni piedi.comc col calor del- la chioccia quel bianco dell’ovo. III. prjncipal- mente Safione Grammatico feri ve di quello albero. c quelli. di. lucide. alcuna forma di uccelli perfetti. in fpatio dì tempo primo divengono vermi da quel legno cavo. picciole. di fuori bianche. le quali al dovuto tempo cadendo dentro Tacque .accioche alcuno moderno nó (limi fia qualche bugia Mai moderni dicono.efcono fuo- ri vivi dalle conche. e Hanno ficcate. per tutto . che non folo nella Scotia. de’quali alcuni fono incominciati à formarli. effondo buttati al lidoli tira.e pollo fotto il forno. altri dicono di alcuni ramicelli d’alberi.ovcro in un’uccello Umile à qucllo.I mc*> defimi anchora V cerili . al fin fi vedono di piume.Dicc Paracclfo. prima fi trasforma in quel- la demma muteofa. che rodano nel lido. altre tutte nudc. Cap. che dicono. che ncll’i fole Hebridi. e di limo putrefatto c come un pedicinodifonghi danno attaccati. e dopò dal medefimo calore fi muta in un’uccello animato.e quella flemma diventa pollo.»* che vicino Scotiavi c un’albero. i quali havendo prima fem- bianza diandri col capo. c . che nafeono dalla putrefattione de’ legni. par che da quello tirino à fc l’alimento. dice.

fi trovano. ma che nafcono dal limo.ncgiamai alcuna nefù prefa. le an- guille generate di nuovo.manel mare. che habbia dentro il feme gcnicale.dovefono Taighe. cnonhan bifo* gnodi cibo. DiceEliano.che filile la natura dapartorire. perche ne’giorni lecchi non vi fi generano . di che anchora acca- de da gli altri animali. ma dalla arcnofa terra. c vicino Temiftocleo in Maracone . dalla fpiuma. molti animali. V Anguille come fi generino . accioche liputrefaccino. Di Ciò : Batti/ta della Torta . edopònafeedi nuovo. divien mol- to nero.ò lfeniinino. e nodrite. IT. & occulta natura s’intiepidifce. minimamente per cau- fa della putrefiattione.nè per coito fi ge- nerano. Oppiano così ciò degan diurnamente deferiva J pe - Digitized by Google . E contral’innumcrabilionde . e corre con la fpiuma àguifia d' vermi- celli nel fiume. come le apue. poiché parlato primieramente habbiamo de gli animali terreftri . che quello pcfcicello nalca dalle pioggie Molte fono le loro fpecie de’pefci . dove fi potefie conofcere. e nafco- no nc’luoghi tiepidi. quando di nuovo vie piovuta Pacqua. laonde in ogni tempo dell’anno fi generano. nè alcuna feiflura fiotto. ovcroova. Alcuna voltai. Simile. Dice Ateneo. Lib.e ne’liumi vici- no le rive. dcombrofi.» à quello è Il nafeere de' pefcicelli della /piume. Cap. cheli rompono ne* fcogli. che nafcono dalie incedine della terra. che è facratoà Venere. e ne’laghi.come nc’laghi. in pochi giorni generava Tanguillc . e limofo. e di certe altre herbe di fiumi.c fi trafinutaim.chc più vi entri dentro le parti. nc partorilcono ova. e però detta Aphroditi. R Ella. che i bufi afeofti de’fcogh. toltone via tutta l’acqua.i quali nafcono dalla putrefa t- tionc. e de gli uccelli E . così in mare. ma in fpatio di altro tempo fi muo- re.come in-. ò pcfcicello aphija» cioè pefee di fpiuma . che portiamo l’eflcmpio d’alcuni pelei .iy. le quali inteftine. ferapre che il terreno le iutepidifee . Per quello io hòconofciutoun’amico . *7 De i pefci .c per mirabile. Ariftotele dice. perche quando crefce il luto nel mare. che in molti la- ghi lutofi. &in quei laghi dovefempre è l’acqua ivi dalle piog- gic fiempre fono generate.e lemina. la qual nè crefce mai.come ne’fiumi.comc nelalciò fieri tto Ariftotele.ilchefidimoftracon tale argomento. I Greci chiaman l’apua. Perche è fiato viftoda un cavallo morto buttato ia un lago poco dopò edere fiate ville innumcrabili anguille. alcuni^ volta è portato perla fommità dell’undc. il quale havendo ripieno i vali di acqua. e purgatone turco il limo. il calorfa. che quelle Apue non gene- rano. Athene apprelfo Salaminc . che nafcono dalla putrefattione . quello pcfcicello è nato dalla fpiuma . Si generano anchora delle cole putrefatte. nè genera altri pefcicelli . Nelle Anguille non fi trova ilfefibmafcolino.non hannoalrro per refrigerio. rrftrette poi dal pefo di alcune pietre fovrapofie al del feoperto . perche ella ancora è genera- ta dalla fpiuma. eri- pieni poi di alghe. overo quando è piovuta dal ciclo. c fenza gcneratione di mafchio. che nafcono .

c di fèmina. non palude. dileccati . E fenz. non può fallì fc non toccandoli. Sonoanchora in molti particolari laghi.a che la moglie col marito Si mefichi . 11 modellino fi può lUmardclli pefei- Cclli delle Mene. alfhor il mare Si vede biancheggiar di fipeffie J'piume . ò fiume fc non la pioggia ccleflc . Si generano parimente Tefici in terra dalla putrefattione.c fra gli altri di ciprini Ci fono anchora di quelli.anzi in molti laghi dell’ A- fia.c della femina. come nel lago Lcmaco.* /angue Picciola turba fieno. fi vedono certi pefcicelli della grandezza del- le inteftine dello Hefpcro. dove non fi fermano Tacque. hanno 1 pefcicelli delle triglie dalla putrefiatiione Nafce un’altra fpcciedi pefcicelli delle triglie. e carpioni. perche in molti vi nafeono pcfci.cfenza ilmafchio. pcrcioche c flato oflervato nc’Iaghi cir- condati da’monti.* patre nata Quando la mente del gran Giove attrahs Pioemie abbondanti dalle denfie nubi Subito un grave mormore nel mare S'ode .laondc ilpcfciccllo delli Cefali nafce dalla terra are- noia. Nafconoancheri’ Ofiracoderme da limo fipiumofio. della grandezza delle picciolc Mene. c quando le pioggic fono abbondevoli. che non nafee dal Coito del ma- fchio. nc’Iuoghi dove ci entra il mare. e fieno.vcggiamo che nafeono fenza lème. ò fregandoli commodamcnte. e vanno intorni Ateficolandofi infieme . Ma cflervi forza di alcuno nafeofto humorezoltra di quelle che fi trovano nc’ pozzi. quando dopò comincia ad inhumidirfi perle piog- e nell’arido gienafeono certi pefcicelli di fpecie di Cefali . fi gonfia n fonde . Percio- chccllendo tutte coperte intorno intorno didura. de altri. c la femina. & impietrita crufta .nc’qualiniun fonte vi entra dentro. &: arena. ttficir dal mar veggonfi i figli i 8 fiubito allevarfi . ma dal limo. Parchcanchornafca il Ciprino del limo putrefatto DclPacquc dolce nel medefimomodo. ovcro dal limo. come dice Arillotcle .ncfì ri- trova nelle parti di dentro legno alcuno di membro. Se confidcrercmo gli animali coperti di cruftc. pefei di particolar natura.chc ne’laghi. fi 8 Della Magi4 naturale 1 pefcicelli dalla fpuma nati esprimale imbecille . chenafcono . e dalla {puma Perche il lor nome fi fan di fpuma.comc in Gnido anticamente fi narra nafcevano.c da folle alte. .overo dalla forza dcll’humorc del marc. Dice Arinotele. chelerva allagcneratione. ne in quelli fi trovano fogni diova. limo.òdi feme . quando brufeia la canicola. clic così nc’Iuoghi paludofi. Dice Plinio. e fi maraviglia come ivi fi generino lènza coito.li veggono abbondan- tiflìme de’pcfci. c limili. chcin Paflagonia fi cavano Pcfci fottoterra di gratiffimo faporc. con legitimo ordine di natura dimafehio . in certi luoghi. che Digitized by Google . nel Benaco.

col tempo poi non vi fi ritro- vato fc non TiftelTe . IL 4$ che tutte l'Oftracodcrmc nafeono da per loro. Et in Lesbo alcuni po- poli de Chi] havendo porcate alcune Oftriche picciole da vicini mari . e di v fiele in alcuni luoghi limoli per farle ivi moltiplicare . da un certo limo fpumofo putrefatto.c mituli. .c tutti dalla materia putrefatta nc’liquidi laghi. vi fi veggono nate le teftaccc Vie anchora chiaro .cdilimo. che accadendo alle volte per pefear commodamentefar alcuna liepe di fafeine. però chiamano limnoftrichc. ove han le piante Lor najcimento . unghie^: i pettini fi generano nc’luoghiarenolì. Ortiche . de in_. gli holoturi nc’buchi . Et in altri luoghi. molti luoghi . ncrite. le telline. non ve ne fono più frati vifri. Come I oftrichefon.e trahonoii loro nafcimcnto dovee luto. e F imbecilli jtpue. cioè nate da- JUghi.1 -. c non lì partono da’lor luoghi. e quelli anchora Turbin . c fimi li. Le madriperlc nafeono attaccate à fcogli con una lana nc’luoghi arcnoli. Non è diftinta l'Oftrica da fefio Nè femina . c finalmente tutti i te-.c nc’bagni.ò ca- j verne nc’fcogli. unghie nafeono da loro ftejfe. con quello argomento. Lib. eTOftracoderme li fanno. inditio. e generano della materia putrefatta. Le buc- cine così mcdelimamcnte nafeono Le limnoftrec nafeono ne’ luoghi lutofi Le . . porpore .c pali dentro Tacque. ftacci nafeono da per loro nel limo.lc porpore . come le pianteidunque le porpore. che nafeer foglion nelFarena .dovc prima npn ve n’erano innanzi nate. ne nafeono Di matrimonio . nell’arenofole cóchiglic. e molti generi di conche E coverte di tejla. nafeono animali Senza i letti del padre.c limoli. conche. Oppiano. per vivere .ne’fìumi. e della madre . che ftanno attaccati àfcogli . ove han la ftrada L' onde del mar. pcrciochc come c poflìbile farli fra loro i congiongimen- ti. holoturi. Di Gio: Battifta dell* Porta . elevati quelli. c poi col tempo putrefatte . che fi veg- gono nafeer attaccate tutte alle navi. Così le patelle. vi ci fono trovati gran copia di mituii. pettini. ne gorghi. nafeono in mare.i balani. G Che Digitized by Google . E ne gli h umidi luoghi .chedaloro non fi vede buttar fuori feme genitale. nafeon da lor fteffi Come Oftriche dalFhumido terrene . . mefchiarun corpo con l’altro.c buccine nella ci- ma del marc. che facendoli illuogo lutofo per copia dclTacquc .fe non che erano crcfciute di grandezza L’oftriche dunque . ne mafehio hanno tai pefei . clono varij dalla varia loro differenza nel : lutofo nafeono l’oftrichc. Che infteme non fi giungono .

e molti ne Tono flati fpcrimenrati di nuovo.ò per forza. che generano gli altri. e così indurvi varie virtudi Noi . e quello in tutte le Tpecie de gli ani- mali. polfa da fe_. e vitlone iiu varij paefi. e moftri mai piùvifti. dal coito di varij animali nafeerneun terzo imperfetto.che dal congiungimento di varij animali. per veder folo. e ch’egli poi non potfa generar altri . e li generati da loro parimente generino altri che quella Tpccie fi confèrvi |>er tempre. come di ciò ne potranno i fàrfede i più dotti . che noi diciamo .Ie perfua- fioni di alcuni Filofofi. per vederfi a’ tempi noflri molti animali nati da divertì generi. che fpaven tallero gTingegnofi. fi ritrovavano Tem- pre infinite Tchiere di varij animali. come da’vicini. le quali fono fiate fcritte da Arifiotele. giamo. H Avemo già à pieno ragionato di quelli tionc.Ma prima che venghiamo à trattar dell’ efpe- rienze. negli altri animali per potertene poi di loro nelle caccie. apprelfo quel- le fperimentate di nuovo da’modcrni. tutti gli altri. c molti moftri. quali elfempi molto ponno giovare àgl’ingegnofi. che generino altri. e quelle poi veg- . e da gli altri. e tanto di afpetro. chenon fumo molto differenti fra loro di gran- dezza di corpo. che nafeono dalla putrefàt- pollano generare alcuni nuovi animali dalla varia congitìtione dell’uno con l’altro . animali di diverfe forme. che fono fiate fatte da gli antichi. così da lontani paefi. c molti trovati à ca- fo. Ne è convenevole ad utu tavio con l’efempio d’un folo. e ditfimile da’primi . e di corpo fon varie da’primi loro progenitori. che habbia à ftringerfi in-. i quali meTchiandofi fra loro. Cap. noi acquiiliamo varie proprietà di cibi nella medicina.Ncper niun’altra caufa. mi par cofa convenevole. ogni curiofo. V. hora racconteremo come fi animali. dove era alcun fiume per bere. che hò fatte io . e s’impregnino. poiché nelle noflre cale. nafeevano da quei matrimoni]. < o Della Magìa naturale Che dal mifchiamtnto di vari/ animali injìemt fofsano nafcere nuovi animali . far legge cosi rigorofa. nafea una fpe- cie. Da gli antichi molti ne To- no flati ferirti. perii vario loro congiungimento generano fpeflfc volte una Tpecie . nc’dometlici animali. in quei luoghi. accioche non mai venga meno l’occafione di generar nuovi animali . e nelle ville. c fi congiongano fcambicvolmcnte .chenon può generar altri:echc da due animali di diverfafpecie. overo corpo. che l’Africa Tempre apportava cofe nuove . fe non che per efler l’Africa po- vera di acque. e necelTaria narrar alcune regole degne da efler ricordate . Da quelli congiungimenti varij . Ne meno c vero totalmente. quanto fi vanno dilungando per numero!! congiungimenti da quei primi genitori . ò nulla differenza fia fra loro . e da quelli poi generargli altri di nuovo. prima raccótaremo tutte quelle. ma che poca.e poi quelle.& emendiamo molte volte vitij. Primieramente. agevolmente ritrovarnedell’altre. nonne può nafeer uno di varia forma dc’Tuoi genitori. che gli animali più agevolmente lì domellichino fra loro. perche fe molta ve ne .& ingegnofo. accioche quelle già ritrovate. e nell’ufo domeftico. cheil'mulo nongeneri. dille Arinotele nel libro degli ani- mali. Ma io non vorrei. che appena vi retli vefligio di quella prima faccia . ò per lo fcambicvole diletto.

e fra gli uccelli quella della gallina.chc negli animali novelli le prime cmiflìoni de’fcmi. perche quelli animali che cadi fono. e della Pantera .fardimodo. onde à ciafchcduna fpecie è condituita dalla natura l’età prolifica alla generatione. altri del frutto delle ortiche. Così al contrario. altri dimirra.e l’altra fpccie. riofi. che i pnflori delle pecore. Altri l’ungono col pepe. faremo con diverfi artifici j. ò troppo confumate Ma fe per calo gli animali non fulfero troppo luflu- . Bifogna anchora.delPafino. e così volentieri foUVifcono i mafehi . nè un cavallo dall’elefante. ’& un’altro per fei mc(ì. ò fono imbecilli. E i becchi li fanno divenir più pronti al coito. così quella del Leone.perche fe un’animal porterà un’auno nel ventre.che tale la natura prodotti l’have.cfpronati dall’ardore. prima che ri- volga l’animo.chc fi giungano inficine à tem- po idoneo à loro congiungimento : perche ogni animale hà certi tempi condi- timi. fe s’ongeranno le loro narici. ma à certo ordinato dalla natura nella fua età fi muove quella virtù femina!c. Scrive Ebano àfar. La grandezza del cane. Mol- ti fonoi rimedi) acccnfivi della luffuria fcrittidagli antichi. e pari. l’altro bifognarcbbcche filile imperfetto. che non per ogni tempo. non imbe- cilli . pedi! più luffuriofi fonoi cani. chefolo una volta l’anno al coito inchinati fono .non fimifchiaranno giamai fra loro. Però fia l’uno. . le_> quaglie. Bifognaanchorache porti nel ventre egualmente i’una.chc non lo butti fuora. e di altra fpccie Fra quadru. dunque non bifogna che fiano differenti l’un dall’altro nel portardcl ventre.che gli animali che accoppiarli debbano. che fà mafehi più ardéti al i coito. di paflcri .che fi raffrena molto dall’ardétiflìma voglia del coito. e quella del lupo é fimilc. accioche con più ar- dore fi muovino à defidcrare il mafehio. c Di Gìo: Battift a della Pitta Lib.à tempo che l’uno havrebbe il parto maturo. .e dice il Filofofo. c delle cavalle. e l’elefante alla ca- valla. G i per . il cavallo dodcci. e volcffe partorire. il falcone. i becchi . quafi tutte lcfpecie degli animali fi muovono al coi- to^ fi rifcaldano di libidine Bifogna anchora che nano di età convenevoli. alle galline. Perche aliai fconciamcntc accompagnarebbc alcuno il cavallo al cane.ni appiedo noi molti. ciechi dalla pafiionc_ dan dentro e in quelli animali. ma quel- li. cioè mezzo complito . fra gli uccelli le pernici. e l'altro giovane. II. paffa il tempo del coito. E per quello non può nafccreun’huomodn un cane. cfrcgàdola poi per la bocca. delle capre. Che gli animali con più ai dorè Raccomodino al coito. E le lafcmina non ritcncfiè il fuofcme.chegli animali attendano più al coito. fe manca à lui la donna della fua fpecic . f r fia.ò fono infeconde.c ches’inchini ad amar un’altra. le colombc.& i paflcri.c gli afini. che non può nafeer l’animale fe non nel fuo tempo giudo.Bilògna anchora. Il commune tempo à tutti del coito è quando paflata l’afprezza dell’inverno. fia- no luffuriofilfimi. c la barba di un- guento odorato. per- . de uf. che fono della fua. legando le code loro nel mczzo. fe ffegàdo la mancalla futura della cavalla. e della pernice.11 cane portanel ventre due meli. che lufforiofiffimifonoftimulati. che cominciano à lufluriare.e del cavallo. c nitro. e lo fparvierc. Dice Abfirto. al tempo del coito gli debbano fregar cóle mani onte di file e nitro le parti genitali delle femine. cominciandola tiepidezza della primavera. perche da quella frecaggione nella femina li commovc molto la lufl'urin .

e cani . c molti altri limili ritroverai fparfamcntc deferirti nc’libridi coloro. laondenon foloeffi. diviene un canc. c primieramente. murando habito. da quello mefehiamento con le tigri. libidine . e chcagevolilTìmamentc fimefchia con quelli del- . mailcanc difdcgnandoli di tale inimico. acciochcdoppo ileoironon ributtino ilfcme fuori . anzi da lui molto diflìmilc . c li chiamano indiani.fcgniv. e forza del coito. rollò ancora immobile..ma incontrarli con Leone hannofomma vaghezza. Elia no dal- . robnllo . S’ eleggono le cagne femine gencrofilfimc. dove giaceva . E cori in altro luogo nafccr. chcnafcc dal cane. e familiare C cpcrelTcr pari di grandezza. Arillotcle dice.. ma . e per le caccio . Un’ indiano di gran qualità mandò ad Alcfiandro Magno figlio di Filippo Re. per accrcfccrgli voglia. de emendandoin lui alcuni viti). per guardia . c fi muojono di fame le (tracciano in mille pezzi. come generarli polla il Cane indiano nato da' tigri fortifimo . come ancora. I quali rimedij . non fi degnano di cacciar cervi.dicc. ma fc per cafo fatij di cibo. f2 Dell* Magìa naturale perle narici del cavallo. e for- . così eccellenti d’invelfigar le fiere.difprezzandome- . all’ultimoci po- Digitized by Googl . c dalla Tigre. e que- lle liportanoin luoghi dove foglionohabitarc le tigri . c fecondi parti dicono. VI. fe à cafo fi trovano non haver fatto caccia di altri animali . c dopo portolo con un cignale. Plinio vuole. cia conun cervo. doppo . dc’quali fc quella fpcricnza Primieramente lo pofe à cac- . dandogli IpelTo à mangiare l’hcrba poligono. lufliiriofo tj fempre al coito apparecchiato. Come fi pofis ano generare cani fortifimi > e di altre Tiriti per lo macinamento con altre animali. che fa molto gagliardi i montoni alla ge- ncratione.dalcane. e di tempo nll’imprcgnatione . fi rattenne diazzuffarfi con lui. come havea fatto col cervo cdopo porto inficmc con vn’orfo. Quello come c chiamato da varij fcrittori. ma imbaflnrdendofi il feme. non fi moveva dal luogo . c però quando clor tempo del roito legano le cagne femine nelle fclvc. ominciare mo da’ cani per non haver noi animai piùdomcftico. ccondottcin quciluo- ghi le attaccano à gli alberi . fi giongono con loro nel coito . Cap. come gli altri. & infiammati di . & hirca- no. che hanno fcritto hiltoria degli animali.. & à varij ufi. nelle quali in con tran do fi le ti- . nonmcnche la la ruchetta all’ huomo Etall’afinc. c che da’primi . che vengono troppo fovcrchiamcntc feroci ma terzi gli allevano. fpargendo acqua frefea ne* loro genitali.ma lcrcftantifpcciedi pecore s’eceitano al coito Plinio dà à mangiar le cipolle alle - pecore. gri. che gli cani indiani fi generino dalle tigri. la fila fpccic con l’altrui. l’atto con buone ba donate il fanno correr per forza . non viene à nafccrcuna tigre.c quelli cani nati di tigre. con la làgacità dell’odorato . c piaceri atto rendendolo. guerriero. c la ir.e da una certa fiera fenza dire il nome. il figlio rifcrifce la forma della madre. alcuni di quelli cani. maltino . dclìmamentc lui . che fieno vclociffimcal corfo. Dice Didimo. e poi fi partono . i le fcritturc delle cofc indiane ne cava l’hilloria del can robufìo . ò cinghiali .

e che havevano combattuto con AlclIandro. nelafciò punto il Leone. Un certo cane Indiano (dice) il quale era il primo tra gli Indiani. che erano generati dal femc_. fi rallegrò Alcllan- dro di tanta grandezza . così comandò che lufi'e.eon animali dcbboli. Riguardà- do queAo l’Indiano . e doppo morto andava quel capo fpcnzolato Ma Alcfian- . che fulfe Aato il Sofire . le ftringeva la jola. con cinghiali . il qual vedutolo. cati nella gola del Leone . overo elefanti. con dirgli . gli donò quattro cani limili à quello.pernonrallcntarpunto ilmorfo non fc mocivoalcuno. per non rallentar punto i denti. delle tigri. e cene mandò un’altro. e Strabone.ma coil. drofcntcndo non poco dolore della morte del cane . e giocondo cuore ricevè dall'Indiano quel prcfcnte. dalla gola del Leone.ammazzato. all’hora volfc anchora ta- gliare il quarto. & egli con grato. non filevòmaida dovcgiaccva "Ma come compa rve ivi un Leone . il Redi Albania gli donòuncancd’una finifurata grandezza. II. e lo lbffbcava 5 all’hora quell’ Indiano. ma contuttcleiueforzeattendcvaà fornir di uccìdere il Leone. cftupcfatto della grandez- za. giudicandolo degno fuo competitore.& à colui che donato glil’ha- vca. dicono. fuma di tal fatto à quel Re donatore. Andò la_. appreso li fc tagliare il terzo. che haveadamoftrareaiRc. i quali grandi . egli non per queAo rallentò puntola bocca dal Leone.donò talprefente qual fi conveniva al grandi Almo animo di quel Re. che havea dato tal faggio di fc . facilmente foftenne i’cffcrgli tagliata la coda. e del vigor del fuo animo. & orli. che havea filli nella gola del Leone. ma non pcrquefto divenuto più debile.mimodi queleane. lle cofe racconta anchor Files. presogli tagliò il fecondo piede . fenza alcuna tardanza s’avvcntòaddofl'o à lui . che havea fat- to del primo.Io pofeà combatter con orli. ma non per quelli fi molfe. & Di Gioì Battift. non facendo conto alcuno di loro. chcmancardi quella grandezza.cC. Que- . con tanta codar- dia. Ncc molto divedo daqueftoil cane Indiano dclcrittoda Plutarco. e virtù di quello. dopò lifpczzò una gamba. ma egli come havea da principio cominciato à ftringerglila gola. Lib. cervi.qucllo Jpettacolo. . che mandato gli havea. ediccvano. r j pofcfo Leone . quel Re. Andando nell’India AldTandro Magno. dove prima gli havea attaccati. La medefima hiftoria fi legge approdò Polluce . Ma quel Re di tanto gcnerofo fpirito nonpuote fopportartanta grandezza . . che pendeva la tc(!a_. Ma Diodoro Siedo. cominciò à iparger l’arena coni piedi. fubito rifvcgliàndofi in un momento. e ne reftò non pocooffcfo .l’uno quello che havea uccidi C l’altro quello. come veramente luf- tin fe comparato in (leccato un combattente difdcgnofo . che havea più tollovoluto morire. e robuftiATimi. . eia fua coftanza prima li tagliò la coda ma egli. all’ultimo ta- gliatogli il capo fc ben’il corpo era {èparato dalla tefta . e cinghiali. ap- . i denti reftorno cosi fic- . così tutto s’acccfe d’ira. . e tenendolo Arretro gagliardi Almamente . che_» non volefle veder la prova del valor di quel cane . Non tardò molto Alcflacdro à vederne la .punro il cane da dove dormiva. ma egli fequcl conto del piede . come quel pie fuo (lato non fufie.t del(a Porta.cconccrvi. e chemolto bcnconofccvalarobuftezzadell’. e che ne donò centocinquanta di quei cani ad Alcflan- dro. fendo portato in un {leccato mentre gli furo portati innanzi. e che non havea più di due. * Leoni . e guerriero comparfo contro lui Plinio dice cosi.

IlToe conte c‘i eia chiara n e fama . Dice Polluce. Gratio ragionò anch’ egli di tal Cane . che combatte con Leoni.quantogli parca ncceflario cquando veniva aflalta.clupo. e che rompeno con li déti i tutte le cole . Solino lo chiama Lupo etiopico. crocuti. Nel numero de’canirobufti. Plinio dice. e con i i cani . movcndolcle una vertigine . . adii' bora il fero adultero diviene Afanfueto . efcuotehdofi in tutto à sì gran pelo.e fe di gionger con la tigre eSfrdifee il cane .& clfcr di varie fpctie. laonde cani gene. quello niedefimo i Francefi fanno coni lupi. fv rimbombar tutto quel luogo} velli. Il cane Leontomigo dal Leone. Quelle eofe medefime dice Celio . e cacciatori fono iLcontomigi detti. Ch'altro can non che di Ini fi trovai Jf. che come cani conccpono i delle tigri. e gagliardo. f -f " Della Maria naturale la prdva. e del Toc fera felvaggia. e fi chiamano leonromiges in Gre- co . I cani Arcadici fono contendati molto da Oppiano. da Tegea cartello di Arcadia. che il Tconc hà ogni membro di dentro Umile à quello del Lu- po jun’animalcrterc cosirobullo. e cane detto crocura. Qucfti il fuo fangue dal Toe fera trahe . Combatte al Leone . . Il cane del Lupo . tne. a lor tenere iflejsa inftgn* Come fra loro il matrimonio fogna . Plinio chiama cani generati da’cani . poiché nal'ccno di cane manfucto animale.cdopù divorate Icdigcrifcono tutte. l’. e poi co- mandò filile menato un’elefante à guerreggiar con lui. . ne mai d’altro fpettaco- lo hebbe egli una allegrezza maggiore pcrciochc (e gli indfizzorno per tutto il : corpo i con un horribillatratò. è poi & allattando la bell ii. Ne la lor ferità bajta alle genti Mire. dice che fon forti 6c atti alle caccic Gratiano li chiama laniferi» . di quà. e nelle caccie audaci. chiamandoli Tegeati..e di là. tibia maggior valor dentro al fuo petto Nelle battaglie . . che nafea in Africa. e di quel feme altiero Ne riffa al cane furerò fecondo. N carco le tigri volgari le chiama Toi. hor con le forti braccia. edi Leone . .Hcfichiofimi- le alLupo: Hcrodoto. lior con l'afutie . farti anchora una meza fera il Cane Tot forte .ipcrfc in mille pezzi. . e'I feme anchor dentro le felvc “ Portano . il gregge dc’quali ha per mac- Digitjzed by Google .c portolo. erìvolgcndo. toda lui l’andava ftrafuggendo quanto poteva finche tanto lo fc girare cheL» . e veloce Arinotele dice. i rati da Toi.! combatter con un Leone . con grandiflìmonrfificio di guerra l’andavh braccando. & erter vclociflìmo. e fpefo il vince .cafcò in terra tremando. 1cani Arcadici fono nati di cani . che fia di fpcciedi Lupo .

e ne vien’infiemcmentevclocc. e nelle volpi veramente accader fuole . Dalla volpe . e dal can concetta. che fieno conceputi da fere veloci. come fi generi.egagliardo. melchiando il feme dell’ uno. Afferma Galeno nel libro dell’ufo delle parti . c dal cane nafeono i ca- ni Laconici . E i cani da cacciali chiama Alopccidi E veramente fi trovano cer- . per emendar’ alcuni Digitized by Google . c pur darlo à luce. e forte. . Ma (è vogliamo generarli cani veloci. al fin divengono di forma limili alla-. come veltri. e l’odio della Ipctic per il gran defiderio di Venere Alberto feriffe dal lupo. Diodorodicc. e’1 cane ricevere il fuo feme. ritenerlo. e funo pari del tempo di portar nel ventre. che è il cannato da lupo. Lib. e dell* altro. quella miftura di fere. e i primi figli prodotti da l’una. Da_ Senofonte. fono alcuni che chiama- no cani chaonidi quei . ecrocuta chiamano quella fiera che è dallur po. come ne’ ca- ni .che fieno pari di grandezza. diverfine provengono. come fi legge ap- preffb Ariftotile . fe defiamoiapereun Lane veloce . c da lui Galeno . II. faccia- mo. Accioche Cani Laconici veloci f pofiane generare dal cane . Di Gio: Battifta della forti. che non fono molto diffami di natura . yy maeffro.' femina Polluce dice.i quali nalcono da padre. £ E da nn fratei di Cipro il can Licifca. c madre cani : ma di diverfe fpetic . | Ovidio. i cacciatori prima. la cui natura col proceffo di tempo vien confufii. detto martino. quando per for- te fi mefehino fra loro. “ . che fono nati dal chao. c per guida un cane . e chiamarli Alopecidi. e dalle volpi. come figlio d’unMoloflo. che gli Etiopi chiamano crocuta . lafciando la ferità. che quelli animali agevolmente fi giongono inficine. ti cani veloci . annoverato fra le fpccie dc’lupi. Virgilio. Sono mefehiad. il Il can Licifca dice Ifidoro. Qu elio modo di mefchiarci cani inficine. che hanno le teffe acute verfoilmufo.. c di due fpecie. vicn dalla natura del lupa . E la Nape da uh lupo concepala \ E fra cani di Atteone . e_» . dal lupo mafehio. e dall’altro fera «cornei nati da’lbpi. Hcfichio. I cani fi giongono con i lupi nel campo Cyrcncn- fe. fe ben fono di fpcciedivcrfa. fono na« teda’ cani. e da’leoni.i lui. & in Na- poli un cane generato da una lupa. dalle volpi. c col mulo ti i. e cane femina poterli concepire . rapprefentano una Volpe. & haven- dola gionta cominciò à lufluriare .dicc Ariflotele. c però cosi chiamali. Latrando molto can Licifca. .c l’altra fpetic: ma per proceffo di tempo da diverfi. Celio dice chiamarli chaonidi. In Roma io viddi un cane generato da un lupo. che i Cani Laconici primieramente nacquero da’cani. e limili animali.L’Alopecidej cioè le cagne volpine. cane. e dal cane gcnerarfi un gran . e del cane gionte inficine. c Varino le chiamano Alopeci Ma_. Quando Ago- ftinoNipho andava cacciando.c di un Laconico. vn can feguiva ardentemente una lupa. e dalla volpe Dice Ariftotele .cPoIIuccd.evien da un pa- dre cane. cornei veltri. c dal cane.

VII. cpcraggiongcrvi alcune virtù. Pereffer. Con gli Taglieri e gli Traci con i Cari .eperconvcrfartanto domefiica- P mentecon lui.. ò fargli pilla fiuti . s’eleggono piccioliffimi. E primiera- mente. . ap- preso. e cosi e flato vifto per cfpc- ricn2a Ovidio parlando dc’canid’Atreonc. a $<f • ' Delta Magia naturale viti j nc’ figli. * * % EReffcr il Cane tanto familiare all’huomo . come i padri . che s’eleggono à quello ufo. parchc_» . che Digitized Googlc . \ ‘ . e della madre ’ r Latro . come quelli. che na/cono . i quali così fono nella fpecie di cani. Come Jì produchino è Canti ohe fervono per piaceri. butti penfiero Che nellaprimavera lor ccngiongh'u . Et i Laconi con i Tirreni cani ‘ * £ giongi di Sarmatia un bello fpofo ’ 1 (o n la moglie Spagnuola. e diglaode • * • • -1 '- * Et Oppiano nel libro della caccia. conte prima fi poffa generare. hanno tutte le pnrcrdcl fito corpo riftrettcinficmc. dicendo Perche nella fpecie de gli . c clic dopo. Quelli. : £ congiengi fra lor fpecie ecbellenti Di gcnerof cani . ccacciarli innanzi à fiere maggiori. alcuni grandi di corpo ? della qual dimanda fi poffono affegnardue ragioni ..chia- . che à Sibariti erano in grandiflimo preggio i cani di Malta. i J cagnuolinì piccioli come Jì generino < Erano anticamente in prezzo c nelle dclitie delle donne icagnuoli. co- rnei cagnuolinidi Malta . l’infcgni Ariftorelcncilibrodc’problemi. Cap. ilche fon mefiti. come fono nani fra gli huomini. fita nel feno Adriatico non molto lontano da Ragufi. quello illeffo fa la natura. e poi come allevate. c s’allevano pompolàmcntc c non d’aicun’ ilio . perche ne avviene. e che giochi vo- lentieri. Scrive Ateneo. che hanno à nafccr tra loro. La primavera a V nere diletta. per fargli più gagliardi perle caccie. nell’Ifola di Malta. Ma d te fi piacerà eTbaver un cane • ' Di generofi padre . che lifanno dopo chefono na- ri. i Quelli s’hanno cari folo per piacere.ma quelle dell’animo anchora.dimoftrcrcmo comepoffafàrfi affai piccino. che comefail luogo. che «'tini/cano non fololc doti del corpo. ' £ del padre Cretefe . . matida Cullimncho Mei li tei Come fi pollano generar così piccini. che fe ben’alcuni fon piccini. che può venir* ò per il poco alimento.e la ragione. che gli allevano rinchiufi nelle gabbie. e più ingegno/! . ò perii picciolo luogo dove s’allevano. con gli Elei Mefitia quelli di Arcadia e quei di Candì . animali fi trovano alcuni piccioli .

viene à fàrfenel. & acciaccandoli li fanno lunghi. che imparerai far cofe aliai ridicolofe. li Ma * Digitized by Google .bi fogna. di gambe breviflìme. reftino i capi di quella forma . II. un canc. bambini maneggiando loro capi. acciò quan- i do fiano di età. che i coftumi fi apprendono con il latte . Battifta della Porta . di picciolo mulo.chc cadano i peli in fino alle braccia. che così verranno c robufti. e veloci Celo infegna Columella Quando vogliamo Conlcrvare ì gen ero fi coftumi in* . di collo lunghetto» e peiofo. e così dal Teme di quei natigli al* tri Umili. cmaggior 1 pirico. fallo convcrlàr con* le fimic.» fpccicdi loro. acciochc quelli che nafcono. Saranno anchora moltoacconcià far ciò quei cani.cgrandczza . quando fono nati di frelco. che icani. Di Gir. ò pecore. di piedi llrctti.eftar con loro continuamente. Oppiano vuole. non darai Quelli . E dice così.e domeftiche.ò virtudi. cioè trove. c pigri. la vada à rorrc. . Sìa di corpo quadratoci capo picciolo. co- me Alberto Magno ce lo infegna. di peli molto lunghi. Lib. e ehe_» morda lenza offendere. echegiamaifatolli fi veggano. ò lupe . e cheli ftcndalemani dinanzi ttando dritto . che fieno i tuoi Cani ben allevati. non fi diano à lattare à cani domcfiici. e le rettami parti come fodero ralè» bianco. che fugon fuor dalle mammelle Il latte delle pecore è di capre (/he di preggio ver un Verranno. e che fai ti di quà»e di là.dicoda lunga.fian» più piccioli Così dice Hippocratedc' popoli Settentrionali. il can che nafccri da quelli . 'gj chefonè già (atti grandi. cheda che fono . alle buffonerie.e buffoncfchc c fc avverrà che fi congionga con loro . modo emendarei vitijde*cani.eche but* tando alcuna colà. di nato Gracchia- to. Perfiat dunque i /ani robufti . FUI. Mafie tu vuoi che nafta un cane bufone che giuochi volentieri. chefpeffo habbiamo infegnato al- vi habiti. perche fempre il latte .c le la porti con la bocca . e lofpirito delie rnatri fuoleaccrcfcere. overo à capre fclvaggie. Ma [e tu havrai defio . cforza di corpo. Quelli dopo chiufi in gab* bùi gli darai poco cibo. c da buffoni.che hanno àlervir per la caccia. . e che leggiermente ladri.di orecchie lunghe. nè à capre. Come altrimente pofsiamo emendare i viti/ de * cani • Cap. ò dieta complica non avanzanola grandezza di unto* po. come- il fogliono i ciarmatori. ò Iconcfl'c manfuctc. dthavrai penficroche (t congiongano con gli altri anchora piccioli.& indueervi nuo* P Odiamo anchora con altro con gli alimenti. c veloci. che nafeono dalie volpi. à quelli per quello effetto le gli (pezza. che noi li diamo à lattare ad altri cani.che nel publico gli fan fare cofe da hifirioni. perche vengono c deboli . e pigri» ma à cervi. feini farà più atto di quanti cani iì trovano ài giuochi. e tutto di peli hirlùto.

Ma nc’libri dclGcntfi fi trova. e qucftol’habbiamo da Eliano. IX.! vergogna nonefler così veloci. che fono fcrociflìmi . poltroni: ma habbicura chcfucchinolatte di cerve. che popoli i Cinamolghi . mammelle di una cavalla ingannandola in qualche modo all’ofcuro . e alfhor robufti E leggieri verrà fittili a quelli . iquali porti à combattere con i buoi indiani. n *Da qttai [occhiato havranno il primo latte. e robufti. e fe continuerà per dicci giorni dargli del fuo latte. o Lupa. & à calò renden- dola gravida.ò diIupe. lo continuerà per fempre. che a’ cagnuoli fi debba dar in cibo illatre materno. Ma il Aiolo Digitized by Google .checosì havrai i cani. O di Leonefa manfoeta . così verrà l’afino. Apprettò i popoli Veneti città di Paflagonia dicono. lonodrirà come fe fu fife da lei nato .Se tu delij allevar bene? cagnuoli. perche verranno poi deboli e . c robufti.c più grande. mule non fono opra di naturatimi un’adulterio inventato dall’huomo. di pecore. . jt ' DclU Migii mt tirtle Afa [occhi il latte di veloce cerva. ò di can dome Ilici. e veloci. dopo fanguc di animali. che havran prefoi cani acciochc fi afluefaccino pian piano à viver di parto di ..c fattone la gencra- tionc. che fù primie- ramente inventata lamcfcolanza della cavalla. toglien- dole il figlio fuo . che così fi potrà all’ofcuro ingannar agevolmente. / Come Jìpofsano produrre dtvtrfc fpecie di Muli . che forfè non difpiaccrannoa’Ietrori. l’hanno ridot- to in ufanza. che lc_. Cap. guardati dargli latte di capre. terranno. O di felvaggie Capre . COfie i cani. quali le ben fono noti filine à molti ci aggiongeremo molte cole da noi . e dell’almo . come quelli.ccmcnoibcvijmo il latte delle pecore. Etcfio Gnindio. E Solino fcrive» che perciò i Cinamolghi di Etiopia hanno le bocche ufeite fuori. ne’libri che fcriflc delle cole dell’India dice . Dice Eliano da Democrito. che quando fi ricor- deranno che fono flati nudriti da limili animali. Polluce vuo- le.ò didamme. ócin tutte le cofc aliai mi- gliore dell’ordinario. vi tro- vò i muli. Quelle medefime cofe dice Eliano . allevano i cani con illattc dibue. e dc’cavalli. gli huomini poi fatti dilcepoli da quella violenza. . e dialtri animali. ò di Lconcflctnanfiucf. ò delle capre.farà tolto fotto la madre. efclobevono. che farà nato un’afino. e gli ammazzano E l’iftettì Cinamolghi premono il latte di cani. e gagliardi l’abbattono .utc.comc fi fcrive dal Scholiaftc di Homcro. da quai hanno fucchiato il latte. Q Uì trattarono delle mefcolanze degli afini.& il nafo acuto. che Annafuocera di Elafi. mentre pafcolava gli afini di fuo padre nel deferto. Havrcmo anchora colmedcfimo modo come fi polla Par un' siftno nobile Se fubito. & un fur- to. e che à cafo un’almo di Media facendoforza ad una cavalla . caccia. c farà fottopofto allc_.

fi trova in_. faranno per tutto fimili alla madre. bifogna che habbi una cavalla di gran corpo. chenafcerJ dall’afino fclvaggio.chci figli. non bada torgli la tardità. ma fono inedari di due fpecic.. c la modedia. II.ma l’orccchicfono di cavalli: di corpo minor del mulo. co- me dice Varroncclaondc chi vuolfarun mulo di gran corpo.c da una cavalla . e di bellezza. e gagliardo .efTer dato vido un cavallo alle falde del monte Spc- lungo in Rhctia. e non però indomito. dicolornero. di corpo magro. Hò int. cnon derili .egagliardo:manon veloce.cfe ben’il figlio di quedo fi aflomigliarà alquanto all’afino. che ne nafccranno poi riferiranno la forma del padre. e che fia di corpo non folo proportionataà fàrgenerationc. Fra lebedienófi trova migliore e dianimo. e dal? fino. che rapprefenta tutta la datura del padre Quefii fi genera dall’afino fclvaggio do- . e da una cavalla. I Muli non hanno fpecic fcparata da per loro. di animo generofo. Lib. e dell’afillo fclvaggio fi congiungc di nuovo con la ca- valla.! poco à pocodomedicandofi tanta felvaggiczza.diocchi di toro . H * 0 me • Digitized by Google . non flimano il freno. coni piedi molto duri:ma di corpo magro.fo pcreficre molto volgati in alcuni paci! della Francia . c di membra gagliarde. c fami- liare la fpecic di tSICuli fortijfimi dal Tauro . e la velocità. perchcquan? do il figlio della cavalla. emanfuefatto.ma in- domito .Madiqucdagcneratione fonomeglioinipoti. &ofla fodc. Gratianopoli. e la fortezza dell’ avo. come afini fclvaggi. eccellenti nella velocità. medicato. del qual fpcttacolo mi compiacqui oltramodo. ch’eran di forma di mulo. dirò al fervirc come le cofc felvaggie. e la coda. che dice Aridotele. Ma cerca 1’ Hinrt » dal Cavallone dall Afina Bifogna trovar un’afìna di gran corpo. nel corfo. fc benpaflan* do perla Francia non nehabbia alcun vido. . A Perche fe ne ritrova anchora la quarta fpccie. e nc’Iuoghi dalle corna vi erano duo monticeli!. e con nome Francefe fi chiama Giuinar. havrà la giuba. generato da un Toro. ma di buo- no intendimento: perche il figlio fé ben tirerà il nome dal padre.i figli. d’una ferocità indomabile. come ne infegnò Columclla. che fiano particolari della Soria. ma il capo di vitello. c da non draccarlì mai. limile all’afi- no. r 9 Mulo fi fa della Cavalla . di quella.nafcono da loro le mule veloci lfimc_. t dellSfitto. che fi chiamano hinni. Qucdi forfè fon quei muli. Noi ne havemo vidi al- cimi in Ferrara. Gcfncro feri ve havedin te- lo da h uomini degni di fcdc. Battifta della Porta. Ma più eccellenti di tutti fono i tritali veloci dalla cavalla e dall afino jelv aggio. . Di Ciò’. i quali hannofolo il nome communc degli altri per la fomiglianza della forma :ma han ricevuto il nome di Cittadini.Ma non è cosi uficata.la qual come dicono. e paticntifiima al- la fatica.

e per ogni leggiera cola muore il parto.efedonanoinprcfcnti. congiungcndofi inficmc. tanno il parto.cn C( nccpcr. li trafportò ne* ftioi campi.© la cavalca per forza. intendo che vi nafeano al- cune capre. della pecora. congiungcndofi inficmc. e riporvi alcune parti in lui più P nobili . perche L’hibride nafeer dal porco felvaggio. ritennero la mollezza della lana materna .ò mcfchiandoli con i fèri . enon trop- po lontani dalla fua fpccic. 11 medefimo Alberto dice. c del becco chiamali Ciniro. c dal montone.& una domeftica.dcme- dicandofi con le manfuete. pcrciochc il porco fclvaggio e infiammato di libidine. vicino all’Africa. ER. mefchtando dunque La Capra . * Caf. fodiifaremoànoiftclG. cquefli fatti cavalcar pecore di Taran- to. e dinanzi pecore. de il colore dc’loro avi. & i covi. onde dalla conccttione di quelli due. e le Fetore . e quello dura per tutte le gcncrationi . Ilmcdefimo Gabbiamo cfperimentato nel porco. . che ri tiene il colore del padre. e'I Montone generano il mnfm».che nafeono dalla capra. e dome Plico Vcggia mo. X. come feri ve Plinio. dicefi che r. fero i montoni poi di lana più delicata. edomefticarolili fece coprir le pecore.overo con limili. cdivicncdomeiliea Addurrò qui un’efTempio di Colu. ce- rne foche. nella Provincia di Cadde.ma del color del padre. c ne gli altri divicne_> molle . c più lufluriofi. mazza. efe alcuno de’porci fclvaggi fi domeflica. e i figli chiamarono umbri. C» Della Magi* naturale Come fi mefichin» fra loro le Ca^rt . over montoni.havcndonc comprati alcuni.Perchci montoni quando jnvccehiano. r. mclla. Ma al contrario il Cinire fi produce dalla pecora . machenoa- pollono vivere.e per i loro ncpoti. aecommodar alcuni vtrij ne! montone. irla veramente è flato ritrovato un lodevole adulterio far un Parto d'una capra Jelvaggia. ma Digitized by Google . che da dietro lon capre. Alberto Magno Mufmi.cn ccncrpcio. più propinquo al vello fimile dalle pecore.ema{TtmeinCorTicauna fpeciedi Mufìmoni. cda’montonifelvaggi. i quali nudriri da picrici fra noi . òncn potendo altrimcntc. e dal becco. la butta in terra dcam .che fin. come limili beflic Marco . cdclle pecoregli antichi fcone Mufmi. Dalle pecore. vi fono certi montoni fclvag- gi di colore affai maravigliofo.Stra- di quelli. che qualfivoglia fpccic di animale fe!vaggio. qucflcprimieramente-produf. Si trova in Ifpagna. che il figlio della pecora . fa Rhctia confederati con gli altri Svizzeri nelle alpe. e bm- feia dcll’ardor del coito. Scrivono gli Autori. c fcla f'emina cerca sfuggire quella fua ardtntiffima li- bidine.cfelvaggi. che col tempo viene à do- mcfticarfi quella fierezza . ma ne’nepoti. de alcune volte cavalcano le capre.c la lana ne’ primi figli hiriuta.Zio di Giulio Columclla. La più vicina fpecic alla ca- pra c la pecora. i cignali. te arde. non molto dif- con vello di capra.o. fero i figli hirfuti. Columclla.divengono più gagliardi. .

con ifeufa della caccia. cosila pantera fe concepirà dal Leone. c forma. ffx ma di tutti lolo il porco fclvaggio con lunghezza di tempo fi accoppia poi col domcftico. e generano Leoni . cioè meziferi II no- me per comporto da ibrin. àe Di Cìù\ Battifta dtlU Porta . come il mulo . come figli bartardi. perche i tìgli che partorirono lono di pelle mac- chiate. ma fc la Leoncffa con- cepilcedalPardo. e quando poi viene il tempo del partorire.conofcc ch'eia Leo» nella have adulterato . Ifidoro:quei Leoni che fanno i pardi. chela Leonella è ardentiflì- ma del coito . e con le macchie il padre Hiena. onde con tutta la fua forza s’erge al caftigo . chi riterrà più del padre. c delle Lconeffe . Digitized by Google . Dice Solino. e pcròquclli nodrifeono nelle dcnfiffime. . ne andremo cfpcrimcntando dell’altrc.crcmotiffìmc felve . Lib. affai conofciuti.c quelli. fìngendo allontanarli da’mariti . Dall’adulterio del pardo. X 1 D Adiverfi animali differenti di fpccie. narreremo horqui!cme(colan7e. none troppo amico del coito. che del padre principalmente quanto alla» grandezza del corpo. e'I parto m offra La madre il dorfo . . fibagna nel fiume. perche fe per calo fi accorgono I Leoni di quei figli l’uccidono . Cap. Dal leone. acciochc** conftituimo una fpecicdefidcrata.epai di quelli già generati . Dicefi. Dal mifchiamento di divtrfi animali . nati di due vari) forni. echi del» la madre. che nafeono da quelli fi chiamano ibridi. c per quello. fallì . Plinio. il fecondo genere delle pantere. ò caminando inficme fi dilunga da lui. eli (tracciano in milk parti. e Leone generare un Leopardo. fono fenza giub- ba. ne nafee il leopardo. che chiamano coloro per ingiuriargli. pereffer di temperamento fovcrchiamcnte caldo . e fàvn’al- tra fpccie da loro Terza . c dal pardo . perche tutti gli animali nati di due fpe- eie par che più piglian della madre.e del fuo corpo genera un limile afe.irti. conftderaremo. Claudiano. tfstrnt generati varp animali . Dal Pardo . Da Fìlortrato . l’uno dalla cavalla . lì. dove fogliono con verfar i pardi . l’altro dall’afina ^e dal cavallo. c della leoncffa nafee il Leopardo. ma di animo affli diffa- mile. cgcncrarà un parto macchiato. Nc’luoghi fclvaggi d’Hircania non fi ritrovano i Pardi . acciò poffkm produrre un’animale quale defidcriamo* Primieramente . Quando la Leonefìa ha il Pardo puffo Nel letto del marito .cdep. tal- ché due fono le fpetic del Leopardo . e Leo ruffa producono la eroe ut a. cche il Leone dall’odore del pardo . ne Tene deve parlar molto come padri bartardi di pardi. c dall* afino. Corrono i pardi a lavarji nrlP onde Del fumé.& il leone per il contrario. c perciò la Leonella introduce nel fuo letto il pardo . fuggcnc’monti . cioè bartardi. e Solino. che nafeono di adulterio. ma ignobili .

c diacciarla dal mondo ne racconteremo alcuni ellcmpi. dr i/iena naficere HPhoe. partorisce la crocuta . di forza . Ma da’Grcci è fetitto un’altro mira- bile adulterio.edi pelo affai denfo. “Dal Lupo. di forma di Lupo. come indiciodi virtù. c dal Camclo (emina . . che Lupi fi mefehia. c che fi vedeffero di tutti gli animali parti di meza fcra. E la forma del padre col fitto capo. La Pantera ancora c uu’ animale lulfuriofiffimo. £ chiamanomcritamentc Battriano. « non effer animai de la fua fpecic. la varietà della pelle dimofira la madre. . perche la primiera volta nacquero inBattro. éi Della Mania naturale Havemo detto la Lconeffa clfermolco (limolata dalla lufluria.la cosi brutta memoria di cotali .c fpcltc volte accade. il mulo porta più lem- . Oppiano dille. 1 giochi di Fompeo Magno. più che befliali. che dalla Pantera. c della Hicna. neun’anima! detto da’Grcci Thoc. e Camola . che l’huomo principe I fiali mele h iato con le fere. Dal Porco . che porta il color doppio Che con la pelle la fua madre mojbra . da’Franccfi detto rafio. con le macchie di Pardo. e dal Lupo nafccflc. ma date (ledo per la forza riforge. c Varino. c fomiglianza. Overo Zoe. Lo fcholiaftedi Ho- nal'cc mero dice fintile all’I Iicna. i noia beftemiare . * Varie miftioni dell' huomo . La pantera à tempo della lulTuria grida . e ‘Pantera fi genera il Licopantera . A: ufar coito con divcrfi animali Dice Plinio. nafice il Carne lo Battriano. primieramente mofiraro il chaos .il Zoe. mi vergogno dico di fcrivere. Se alle Tue corrono molti animali della fua fpecic. ne cade cosi agevolmente nel luto come il camclo.come IcrivcHe- fichio . Hicna. così il camclo nafee dal lime de’porci. . • Afefibianfì i Lupi fiptfie volte infierite Con le fiere pantere e di lor parto . ne gli congiungimenti venerei onde ne nafccilZoc. Plinio. X IL M vergogno veramente. i no con le pantere. e delle fere . e porta il doppio del pelo che portan gli altri.e Solino da elio.e di divcrfc. c parla molto .emczo huomd c quelli dir fi potsono più che ferini . inficine. la quale altri chiamano chaos. fcianzadel padre. c con l’afpetto il padre. Cap. JVe nafte il Zoe . nafcedal porco ma (colo. Scrive Didimo nelle Gcoponichc Greche. c che hà l'opra le fpaile duemon ticelli Ma fi come dalle cavalle e da gli afini. Da tyi’al traini fi ura anchora di animali del Lupo. Onde Dal Lupo . che licongiunge conanim ili divcrfi. nafccrc il Camclo Battriano in quei monti che fono nell’India il qual conccpc dal Porco quando vanno pafeendo . . chela Leonella di Etiopia aggiungendoli con la . Nicga Plutarco chele bcftic pollano innamorarli d’ani- Digitized by Google . . c tiene la fua for- ma. ccoiu.

& in ogni momento di tempo Tempre apparecchiato àlu(furtare. Eliano narra . Dall huomo . E quello clferc accaduto in Siban . e condu- cclfero il parto al filo giufio tempo Ma perche quelle cofe rare volte li con- .e perche s’accorda con moki animali. Di Gio : Sattifta della Torta. havendo quello mirato Zalcre haver detto à Pcriandro. che non fi vergognino giungerli con le cavalle . s’apre l’ingegno ad inveftigar l’alcre più mcravigliofe opre della natura . Di cu i il capo. E’I’huomolulfurioftlTìmofra tut- ti gli animali. corromperà il feme over all* . Scrive Plutarco nel convito de’ fapicnti in cala di Pcriandro efl'erc fato portato da un Pallore. e la capra r. il huomo le rellantiparti di cavalli. Lib. c forfè in .t. efe ben l’crivcma li cofeda non fcriverfi le Icrivcremo pure . per auto- rità di Agcfilao. c però configliarlo. trice riceverà lo fpcrma.afce un parto femlfero. & alla . Ariflcrte Aiillonimodi Efcfo figlio di Dimollrato . che odiando infinitamente le donne. Cr un' afttà generata una donzella. c femiferi parti. e fon huomini anchora dilunga verga-/ atta à potergiungcrc àgli interni luoghi dellamatrice e fono anchorfra lc_» . per farli la millione che polla portar figli à lueedi animali poco . il pian- collo le mani elTcrdi . Et il mede- lìmo Plutarco narra. la ma- .fe congiunfecon un’alìna. quel punto ajntati da qualche celcfle influenza quei femi concepiflero . Da un huomo . fi hora overononmoltodapojcquantunqucfattoil coiroapprcfo ilfcme. sì convcrfeadamar una cavalla . &à tempo chiamata Hippona . natura ifìeiT. faccffc il parto perfetto. havendo molto in odio il fef- fo delle donnc. Ma à me fe non mi par imponibile mi par difficile. che quella non gli parea cofa così prodigiose mandata da’dei così portentofa. ma cfl'cr cofa naturale. con le ca- pre^ altri limili animali ncfàndilfimamcnce. giongono infìcme c però rare volte quelli parti fi veggono. Digitized by Google . perbifognarvi più lungo inflrumcnto per giongervi in quelle parti c per cafo luffe più lungo del dovere . vn’ altra hifloiia. c quello dice havcrlo letto in Arinotele. e li . lc.nel terzo libro delle cof: d’Italia efl'erc flato un Fulvio Stella. dimollrà- do. ger d’huomo . che non tenga governato- ri di cavalle. cavalle.comcgiudica- va Dioclc. dalla quale ne nacque una donna affai bella. . differenti fra loro ne perche fi facci il coito dell’huomo con una cavalla . medelìma compleflione. IT. c moltelcditioni. un certo giovanetto pallore chiamaro Ca- chi is. nel bcllilfima . che da così infelice abbracciamenti . che non habbi no moglie.eche folol’huomo impnzzifcc per si nefandi piace- ri » che molti fieno. alcune così piccine che habbiano breve il collo della matrice. & huomo nato un bambino . . di che forti di mamgiare fi nudrirà quello parto. laqualalfuo tempo partorì una gio- vane chiamata Onofccli . llmedcfimo dille ne’paralelli.tjuali co- le ricercano à farinelli così fatti moftrifici . fj d’animal!diun’altrafpccie. libro delle cofe mirabili al fecondo Ma ciò par impoffibile à Galeno. col tempo dal portare in ventre.chc haveano da fufcitarli molte inimicitic. dcefferpoffibilc trovarli alcuni huomini fc fieno alquà- to limili alla complelfione di cavallo. non cflcre fiati gli huomini di una . Da uita cavalla.

le faceva predenti cioè di edera. e fc neaccadcrà in loro alcuni viti). forti. acciochcfimili à loro produchino ma. perche le l’uno. del covar dell’uovo. fi mefehiava con quella. evedcndolo ben dormire con le come le ruppe la teda e l’uccilc La capra al fuo tempo partorì . indi nafccrncmefchiati parti. più audaci del folito. e la bocca. e quando i mariti fc neaccorgono . e gionchi odorati . che ha vca le gambe folo di capra. Scri- ve il medefimo. e Mende*. E godere dclli abbracciamenti di Venere. accioche . che fieno pillarti alle noftrccom- modità..bifogna ritrovar i male hi gagliardi . maricodi quella capra . afi'altino le vergini . accioche la detta mcfcolanza fi faccci più age- volmente. i rchi . come loro adulteri le ammazzano.di chcaccorgcndofi il becco. edi color limili fra loro. Pdfeon greggi de' capri . il figlio nato di loro porterà fcco la paura.c’lbccco animale. ó l’. un bel bambino. accioche fpronati da quella . e le faceva il letto di herbe te- nere. Dicemmo di fopra fecondo il parer d’AriftotcIe^hc quelli animali che vogliamo accoppiare inficme fieno di grà. iqualianiiruli fono così Jibidinofi. che fanno fi o loro gli animali uccelli. le quali non portano nel- le Città. e Farnico. che fi giungono con le fiere. ricorderemo alcuni ricordi.chcilcuprare dormale. L' beiamo co» varie fere .&èCittà nella Provincia Scbcnitica. & Her- bopoli. che fono tanto lufiuriofe. Là dove /fende il Nil F ultimo corno . come la piu bell a <5 tutta it i il fuo gregge. Cap. che nclPIndie fono huomini . e fra tutti fieno di caldiffimaliifluria . Come Plinio feri ve. quale eSTcndoinnamoratiflìmo di una capra . dezza eguale. che cavalchino le Donne dicala. e la faccia di bucino.iltr^. EtEliano fcrive nell’India effervi alcune Scimicroffc. Si giunge anchora. e molli. & 6-y ' Della Magia naturale chris. .e l’altro nò. dove s’adoraPan.prefciltctnpo. Rima chcvenghiamo alle mescolanze. (e come Pindaro feri ve is luogo di Capre ) cavalcano le donne. ne’ luoghi mediterranei e l’Ifola Xois. accioche dormiflc piùfuavcmcnte. Cjiongonfi injìeme co' la/c ivi lecchi. e e dm i cinocefali. Le donne giunger/ con ì lecchi. pari nel tempo del portare. da poca forza Digitized by Googl . combattenti.c galli . X / / I. ove le Donne . fi giungano con le ipccic eli vede da loro. Se i cacciatori vogliono generare fpar- vicri. Strabono ferire fopra Sebcnico. loia fin gcncrofa. ne con minor diligenza debba ricercarle madri. e gliufino forza Scrive Hcro- doto nel fecondoLtbro.lo polliamo far lènza tanti fallidij. fu nel cofpctto de gli huomini.un becco havcrcavalcatouna donna in publico il che . ovcro altri vccclli. quando la bnciade gli odorale il fiuto. e fcmifcri- Dalle varie mefeolanve de gli uccelli poterfi generare nuove /pene . teneva quella in luogo d’unafua candì* ma innamorata . e robulìi. che infiammati di libidine.

I Galli fono luiioriolìflìmi. ammazzila prima che fole intromette. E mangiar dentro l’altra parte. evi fi introduca una nuova puttana . fachc ponga il collo in quella fene- ftrina. Delle varie mescolanze delle Galline > fon altri uccelli. e dall’altra il mafchioforafticro. che divida una parte dall’altra . Iafcian- dovi nel mezo una feneftrina tanto picciola . $ pi Gir. che non perdonerà àniuno. Facciati dunque una taffettà di dieci piedi lunga . C Ominciarcmo uccelli domeftichi molto folcnnc. nclme^ovi fia una crate. butta- . cheti può di piuma limile alla femina. bavera! eletto t enitori eccellenti prima che li gionghi infieme. c fatta gravida . XIV. Cap. più. Do- po che l’uova faranno animate . che lofpartacoBl’unghie. e fc le dia cibo più abbondevole E perche accade fpclfo. il che avverrà agevolmente con i’habitare inlieme. c matrimonio. lunga doineftichczza . i figli fò che fieno allevati feparata- nicntc da gli altri polcini Cosìlefeminechelaranno generate da quelli parti. alfucfarfi conia converfationedellamogliejclafciaràd’elTerlc faftidiofo. ma nel dar il cibo al mafehio fora (litro . vi poni dcll’altrc.cchepiù le par che le piaccia. e modo. c ne fònno com- . e ne- mico . ò po- co meno. non li difpcri dell’accoppiamento . e col farli mangiare in Geme. quanto folo batti à ftendervi il ca- po. quando l’introdurrai àlor padre. non temerà di farle ingiuria. che non faranno alicnidalpadre. acciocnc faccino copiofamcnte dciruova. ò com- pagnia . e guadagno da non deprezzarli. liavrai Lu. . che 1’ {la- verà cavalcata . c beva nelPappartamento della moglie ccon quell’arte. in quella ruttelc fèncftre mirino l’Auftro. Dunque nel principio della primavera. 5omeftica fua caia. c con la bocca. cnoafolo quando veggono le femine I . che tratti poi da moglie. e larga. c rallevarono in yaric torme. Quelli per alcuni giorni fà chehabbinocommuncia menlà. 6 forra dd padre più tetto che la gcnerofità della madre Come . le pafceraibenil- fimo. cominciarà ad -. procura il divortio. e dall’una parte diala feminn. fi ponga nel fuo appartamento . Ma doppo alcuni giorni. le generarono. & aperte. c sforzati haverilmafchio il più. acciochc colui. gtncratior. accicchc habbi à favore di mangiar con la moglie. che cosi non facendo .acciochc più pretto faccino fra tellà- 2 a. che cerca farlamillione. per cflerc dalle Galline. la qual vuoi. col primo. Così faranno itigli . ò fecondo parto almeno. come per la_. fòche s’accompagnino nella . che par chcfia fatta piùdomeftica.la moglie.cle farai covar da loro. ilqualc vogliamo dome- tticare. che come trovandoli carcerato. Batùfta dell* Tari*. egliene habbia alcun obligo . Ltb. e primieramente faccino fra loro qualche amicitia. la qual vo- gliamo far concepire. & albergo comune farà divenuto piu manfueto. fe noi.e giuttìflìma al padre. edi fopra non vi manchi molto lume. la cura delle quali c l’habbiamo fempre dinanzi gli occhi. ole da- rai à covar ad altre. II.chc . come conofccrà. farà così feroce al principio. quando rutti gli animali ardo- no drlufluriahabbi uccellidi efperimcntata fecondità. fepuò. quelle moglie. .

e crefcouo molto con quelle.il che non era anchora incognito alti antichi. laonde noi per torgli tanta lufiùriagli cuftriamo jlnflurianoinogni tempo. partorendo l’uova concepire dal Fagianomafchio.i quali lo fanno per cotnmodo. ci lonoinoltediqucl- lc domcftichc. che prima comincino à covare parrorifeano fedanta uova. perche quando è prclo di frefeo. pcrcioche appretto Atheneo Polemeo dice. nc comi. finodrifeono : con la polenta. ' fa6 Della Magia naturale buttano il . come elfi fono . Et 1 Galli fclvaggi fono aliai più luflurioG dc’domcftici. come habbiamo da Ariftotclc. efpeftola sbrana con la bocca. e fi giungono con le Galline. ma c ol tempoi poi da diverfi. ma le fonine non prima che fia fatto ben giorno. Non mancano chifa- cendogli cavalcare. al tempo del coito elle molto volentieri convcrlanocon le mo- glie . male Galline di villa. nel medelìmo modo falli ' Per mifihiar le Galline con Fafani. laonde da loro nenafeono i comuni figli . non fidamente non la perdona alle galline. {Fagiani non folo fi mandavano àtor da Media. e nodrire non faccino gran guadagno con i Fa- giani . come nella Corte del Duca di Ferrara habbiamo vifto. e li mefehia- no con altre di varie lpctic anchora lufioriofiffime . come dice Fiorentino.c così partorifeono.e lì domenicano. che più agevolmente fi domenicano.. Teme ma anchora quando odono le voci loro. un polcinomefchiato. . c partorifeono come anchor fanno le Galline. ‘Dalla gallina . Diremo primie- ramente.epcròdiloroci polfiamolervircon più comodi- tà per voler mefchiargli con le Pernici. Quelle chiamano Galline gcncrofe. Sia . & elTercitano Venere.. Come l’vova faranno aperte. e con quella diligenza. e più belle. e così n’havcrnil’uova «nicchiate dipti- ti neri ma più grandi. Primieramente bifogna haveruno Fagiano mafehio . che partorifeono tanto. rinchiudegli infieme accioche al tempo di primavera cavalchi le galline. che . che partorifeono due volte il giorno » e cc ne fono anchora di quelle. c nel far del giorno caval- cano le galline . di quelle molto fi diletta di mangiare. Perche i Fagiani fimilmcntecomcle Galline aprono l’uova al vigefìmoprimo giorno. nafeono diverfe. Si fa anchora. enafeere. malfimamentcfe Tiranno picciole. e di quella fpecic triangolar di fromento che volgarmente fi .cene davanogran quantità. Q>me fi mefehirto le Galline . cheli alfomiglianoalle Fagiane femine. che fi muojono partorendo.dove'in. e per loro piacere. impregnano. Come Icrifie Ateneo da Eliano. Le Pernici anchora godono di lufturiar molto. c polfi in- gannare i mafehifotto quella falfa fembianza .gir altri animali in tempi conftituiti . con le Pernici. chiama fagonitico mifchinro con frondi di appio tagliate minutamente . c fe però molti vi fono . E fe non agguagliano gli altri vccelli d’intem- perata lulfuria. e dal colombo .c Teofrafto.luogo feparato lì nodrivano una gran quantità di Fagiani. dopo cerca di quelle Galline di varij colori . c finalmente allótanandofi da’ primi pro- genitori s’aflbmigliano per io piti alla Emina. che già prima habbiamo narrata . ma col Pavone an- chota s’attacca à battaglia. bilògna domcfticar con le Galline. e di Galline infieme domcfticati.

. Il medefimo potrai far de gli altri Come fi pofsano generare i Sparvieri di varie proprietà Cat>. Gli Sparvieri fono infiammatilTimi di libidine. con glicfem- pidc’qitali viti j . emendaremo in loro v’indurremo nuovi habiti da varij loro genitori. fopra. per quello io ricalano mai . e dell’al- tro . c’1 corpo. e come il Colombo anchor dava voci. e fan- no l’ Aquile baltardc. IL ' 6. ovcro nel fieno delle donne . come d’inverno.cdall’altro.e fic in tutte le ipc- . era il Colombo di grandiilìrao corpo e lufl'oriofilfimo. come nana. il che mi era di non poco piacere. e della madre . e partorifeono. i piedi coperti di penne . adiletto : ne mai quali flava in terra . ma lemprc.& iifemel’avanzamolto. feben par Che habbi fia più del pavone. fchi le pur a’ mafchi gliene venìflc voglia ufiar di nuovo con loro il coito.tlP esfcjuila. lc_* Colombe d’ogni ftagion dell’anno ufanoil coito. Chiamo Gallopavone. La grandezza del corpo. e li mefehiano anchora con quel- li della fipecie divcrla . ò ' fopra un letto . laonde nella primavera avve- neche il Colombo cavalcò la Gallina .la qual alfuo tempo partorì l’uova. e dell’altro. che anche volentieri cc lo tenevano* Ma parmi. non_. . de il roftro era di Colombo. e date flclfio potrai invaginarne dcll’altrc. A XV.cicde gli animali le feminc non fempre nel coito fono obcdicnti al marito. Iohavcaincafa mia un Colombo fenza moglie. così d’cftatCj. il fa por della carne com- polli dell’uno. \ D alcuni E’Sparvicri addurremo akunehiftoriedclle loromcficolanze. e la varietà decolori. i . Pavone mafichio cofigiungcndofi infieme ne fono nati Pavoni i più bel- e’1 . i piedi di Gallina. . fono inutili al coito. li . have parimente comune col Pa- vone la voce. Corpo picciolo. eia Gallina di .la tetta} e quella di fiotto la barba. Lìb. Ha la grandezza del pavone. chiamato cosìda’Scrittorì perche . Sia la Colóba giovane. de una Gallina vedova. L’Aquile anchora fionolulTuriofilfimc. convcrfavano inficine. e di Pavone. di piuma bjanchi(Gma« ecrefpa . emifèil pollo mefehiato dell’uno.chequandoinvecchiano. che del gallo. havean le penne fplcndcnti di bclliifiuno colore i . . e dell’altra fipecie. che poteiTero imaginarfi . parche comporto dall’uno . cioè gallina d’india. li congiungono con P Aquile.e co- vate da leis’aprirono al fuo tempo. come dicc'Ariftotcle . E primieramen- te come può l’vcccllo generarli Teocrono dallo Sparviero . i parti poi quali tutti divennero di Pavone. perche in quella età hà fervente la voglia del lufluria- te. l’Aqu ile mai ricufimo pcrcioche feben trenta volte fieno Hate cavalcate da’ma- . il (piegar la coda . e però non e molto differente la mcfcolanza dell'ima. Eliano nella fipecie dcll’Aquilc chiama i Sparvieri ba- • Il llar- Digltized by Google . Di Giù : Rattifu. la villa del Gallo. le quali elficndo domefticatc inficine in cala la Gallina d’ In- dia. e della teila. che ha veva i membri del padre.quali di nuovo mcfichiandofi con i Pavoni . della Porta. che Jl Gallopavcne Jia compofio di Gallo . e ct. e natodaloro .

che accadono contro l’ordine di na- tura. c però dalli padri . óc acciochc non lene ac- corga l’Aquila (uo marito. che quanti ne può giungere tutti li divora .. cfacilmétc fi fpar- tonofra loro per larprcda. e con altre fpecie di vccelli rapaci commettono adulterio. c principalmente quelli. A Nefolamcntci Falconi fi mefehianofra loro. che nafeono di pa- . laon- de ne nafeono diverfiflìme fpecie di Sparvieri. più che gli ignobili. facilmente^ fodistarai à te ftcfi'o. Oltrcàciò dice Ariftotcle_. Ne dilfimi Unente Da varie ^Aquile nafeono gli Halite ! Offifragì Avoltori. eccetto. e le fcacciano poi . Sentendo la voce dell’Aquila fubito vola . ma con gli Afiori. * \ Della mefc tlanza de Pefci. e la Raj a generano il Squadrarla. fe ne vendica in ogni modo . & Plinio parlando de gli Halitci. li quali non degenerano. che nel tempo della primavera per il fovcrchiio coito. .da’ quali ne nafeono gli A vcltoi ininori . divien foggetto da burla à tutti gli uccelli . riofilfimo. gli Halitei nò hanno la loro fpecie. e le rcftanticofe.c quando fra lafpccic non fi trova- no le mogli . hanno la . Mefcolamva dello Sparviero . fi idegna di covarle. . cosila grandezza. . e per iraanchor*. cosi poi venendo l’eft. nel libro degli animali Ifcmidi d ve rfi pefci non fi mefehiano infieme. ma uafeono dal coito di diverfe Aquile c quello . Sparvieri . perciochc i peregrini da’ padri fubito fono cacciati fuori. Oppiano ncllillTeuticilo chiama uccello bafhrdo. E diverfefpecie di Pelei fimelcolino fra loro ò nò. che diverfe Ipecie di Pefci fi congiungano infieme. . che perduta ogni forza . agevolmente per arte divengono migliori. Oppi anodice. perche egli s’accorge che fia fiata adulterata. per vivere i Pefci forto Tacque. e dopò per pietà nodritida altre fpecie di animali. Della Magia naturale HardiTcocroni. loro generationc negli Oflifragi . n/F .c madri caccianfi da’ nidi. che tolfeda Ariftotelc nel libro delle i cofc mirabili. po nel ventre. che nafeono da loro. difficilmente fi potrebbe S conofccr dall’huomo. Oltreàciòcon Falconi peregri- ni.eda quelli grandi. Digitized by Google . che portino egualtem- cioè quelli che fono lulluriofi filmi . dalla madre Aquila E una fpecie di fparviero lufl'o- . Quelle poi nate di adulterio chiamano Aquile marine Si fa anchora. l’attionide’quali non fi ponno otlervare . fpecie d’ Aquile.c ricuperate le forze piglia vendet- ta di tutti quelli uccelli . che tutti lo mordono. loro e tutto ciò nel tempo della primavera Laondequclli . vola lontano da lui. che habbiamo detto di fopra . Falcone . . che la fpecie dell’ Aquile terrefiri è bfcfiarda. così deprezzandola terra abbracciano un cibo maritino. Cap.jtc. quella poi le uova che hà Conceputo di l'crac così ignobile. ilqualfiaj nato dal padre Sparviero. i mai c fiato oflcrvato . DaiP . efimefchiacon quella. Ma fc tu conlidcrerai quello.dice così. così debole di- viene. Nifi. flore. fubito fi rivoltano à quella fpecie la qual ritrovano più limile à . XVI. e Nifo. renti nobili . che Lo Squadro .

Gli animali quadrupedi piccioli p. cdell'altro Squadroraja . ma. òfe errando non và ne’ luoghi dovuti. Dal quale Plinto Diverlèj . c prodigioll parti. perche producendogli quali imperfetti. Ma Empedocle. abbracciando tutte le ragioni che fi ponno imagi- care. gli afini.horafcoltiamo le Cagioni che fenderò di ciò i noltri antichi. ò per diftribuirfi in più parti.c fi ritrova nel Mare noltro di Napoli. che partorifeono molti figliuoli .e di lui anchorfene riferva il ri* tratto. perche col mancarci alcuna cofa. accioche confidcratiben quelli. Strabono dice dall’aggiongerc. I Medici ne di cono. e che hanno i piedi più divifi. che proviene dalla matrice. <Sc animali con molte membra. da quali li generano i mollruofi . ogni ingegnofo polla da feitefc fo produrai mondo nuovi mollri. XF1I. fuorché loSquadro. dalla me- fchianza di molti femi. Squadroraja . ò per iniaginationc. Ma nel libro de’ Problemi . agevolmente può accadere . checonpiù frequenza ufano il coito. come fcrille Ariilotele . C cme fi fofistino frodar nuovi •> e frodigiofi furti .che fcrilTc anch’egli de’ pefci.e l. II. e le pe- e core fono più fecondi dei grandi . e>9 Dall’uno. i porcele capre. (pecie di Pefci non fi giongono inficine.comeun’huomocondue celie. che habbi tolto da lui Teodoro Gaza Rinobato interpreta^» . Democrito. che ciò accader fòglia più fpclTo à quelli animali.» l’huomo. fecondo I imodi già detti.ò permefcolanza de’femi. ma io l’hò villo quello pefee Rinobato perdiligentiadi Simonc Portio Napolitano Fi- lofofodottifittno. Della imaginatione ne ragionaremo più apprelTo. c l’altro è fatto il nome Greco Rinobatoj . dal qual calce poi un Pcfce. ò per troppo ab- bondanza di feme.e però ritiene il nomeapprelTo i Greci compollo dell’ uno. E però gli uccelli.ò coll’ baverne alcuna foverchia diventa modro.i Raja.irtorifcono mollri. cornei ca- valli.che ciò avviene. è quando nel ven- tre Digitize . chc_» fi convertano in madri. ovcro aborti fì"producono dagli animali. come fono i cani. Di Giti Bsttifit* dell* Parts.efuordi quello in niuna altra parte fi legge altra parola di quello pefee Squadroraja > ove- ro da altroautore. che fi chiamano ma- tcchcre . ò mancamento. più frequentemente producono quelli mollri. òdal trafponere.che nella parte dinanzi fi raffomiglia alla Raja . lo potrà andar à leggere. Parti prodigiofi. e però nafeono di membri difeordanti fraloro. ovcro tacendo allhora dalmafchio. Lib. c mifchiano fra loro. Allhora fogli tnogenerarfii mollri. i quali fonoquafimezi mollri . ovcro peral- tro cagioni. perche dilTc.ò mollri .e parto contro natura. dice così. Ariilotele vuole . all’hora generarli animali mollruofi. e fc alcuno non lo volcflc credere. quando mólti femi fi toccano inficine. e l’altro do- po. òdalmàcare. egli animali più grandi più raramente produr ne fogliono. Anzi i piccioli animali. Caf. quando l’uno c buttato nella matrice prima . odali* infoffiare ciò avvenire. ò per il principio del moto. par che habbia dettola verità. & in quelli per lo più accader (itole. perche i grandi non ne partorifeono più di uno per volta. che fpefie volte ripiena di fiato fi iovverta . c fi confondono.e li confondono.

coda. Di quelle {òrti di polli così moftruofi.diqucll’ovonenalconoduc polcini perfetti (fimi. E Colu- mella dice. le quali ova po- trai conofcerc dalla grandezza. quando lliano troppo vicini inficine. Scrive!! anchora efler flato villo un colombo à tre piedi. tanto che più agevolmente fi pofiono at- taccare inficine.c bitume. e crcfcendonon havendo largo s’unifcono. col capo nero.ov ero alla candela. & mi di lauro.nel mezzo giorno apparve una Grue con due colli . perche fono maggiori dell’altre . e fé ne haveflero di quelle à tr« rolli produrrebbono polli à lei ali. Non dubito.» covar da una buona biocca. Alcuna volta fi veggono. trofeo del combattimento di Hcrcolc.chcdillingua unroflodall’alrro.e fott» un’altro Re con quattro tellcclTer flato villo un* ' • Uccello. Eliano per autorità di Apionccosì ferivo.òcapi di chiodi. e Portio Greco voglionocon certe cerimonie purgarlccafc . e prodigio!! parti . e quattro piedi. ò rami di alloro porre nc’loronidi e ftimnno quelle cafcha- .& acuto.c fei piedi. Scrive Ariftotcle. tede. nero. 7/ Par che accaggiano.c non hanno quella pellici- na in mezzo. li quali bifogna ammazzare pria che fiano compiti di tutte le parti. Il che noi havemo da Ariftotcle. con largo ro(lro.e co- sì anchora gli altri amichi inventori delle favole.& i nidi dove habitano. dietro gialla.dinanzi nera. con l’ali ccoldorfo . e lìconolcono anchora. e da loro poi nafeonoi polli di varie i forme. Per far ciò cerca di quelli ovi che fanno le galline troppo feconde.-. così anchora di agli. farncnalccrcmcala mia. così perche fono più lulluriofi . e lamine di fer- ro. con un cerchio nero d’intorno al collo. i ra. ma perii più à due. che i Serpenti poflono nafccre con più tefte nel modo medef:- mó. csò che niuno dubitarà cotal . e piedi gialli.comc veggiamo farli ne’fruttidc- gli alberi. ma le quei rolli Hanno in(ìcme. Molti fonofra li llrami dc’loro letti vi pongonola gramigna. I Poeti cantano la Hidra Lcrnca. e più code. anzi l’iflefTe galline con folfb. che inuru» tempo portano molte ova in corpo . come anchora . Regnando Onco. che habbia quattro ali . con chiavi di ferro. ver fòrza. opponendole al Sole. con gli occhi di colar di cenere. che hibbi. che non nafehino da loro quelli molimeli. c fa- .unod rto delle galline.Hò villo una picciola anitra con quattro piedi. quali corrompono l’ova. rebbe cofa più mirabile àvederli. S’attaccano inficme. che fcpari l’uno dall’altro.equattropicdi. quando lì apriranno l’oya. ma con una teda. e con tre rofli anchora. che non lia generata nelmedcfimo modo. Gli uccelli più fecondi fogliono produrre l’ova con due rolli. per Ilare l’ova ftret- tiAlmamente accoppiate. le quali cofc (limano rime- di) contro i tuoni.ovcro dalla mefehianza di più femi-Così poi facendole. e quello avviene agevolmente .cdi due fenefà unoaccoppiato unito.{emprc procuro. 17. cqncfli li producono da trop- pa abbondanza di fcme. ne molto diftanti fra loro. per mio diletto. c !è avviene che l’ova habbino una certa pellicina. Impararono Come fi pojfa generar un pollo di gallina. habbi cura che fiano allevati con diligenza. ne nalcono da ciucili polcini njoftruofi. Così anchora fi veggono Serpi con piu tefie .ufciran no fuori polcini i à quattro ali. la qual fi conferva in Torgru». Di Gìe: Battifta della Berta Lib. però Columclla. Lcgalline fecondiflime perlopiù logliono partorir Po va con due rodi.

chehanno icapi più lunghi del giullo.è fiata villa in Napoli una viperai due tede. accom- i n. olliamo noi produri parti. de accommodandogli ben fpcllo. che fonò nati.poi facciamo che fi giongano con le femine di quella razza. c luoghi. vien fano.chehabitanoin Fafi.chc moveva l’uno. Come con altro modo fi fofisano frodar moftruofi farti . che dalle ovaaduc rolli. c di qutll’ufanza. Per proceder ilfiemcdcll’huomo da tutte le parti del corpo. che noi vpgliam©. & havea le lingue partite in tre parti. confidcrare falere colè. 71 Della Magia naturale - fingimento effernato da fimilimoftri. àqucl modo. potàbile imaginarfi. xrm. e l’altro capo.Et il modo Hippocrate lo dimoflra nel libro dell’acre. Subito ch’c nato il bambino il capo ancor tcncrello. c. .maal tempo nollro non nafeono con tefle così grandi.accom- - modano inali fchiacciari à i bambini natidi ffcfco. e Iolcgano con iftrumétià ciò accommodati.chc nc facciano la fpccic Così le commari alhflenti al parto . poco dopò. non pollono generarli pur huomini coni capi Iunghitàmi. dandofi adintcndere falfamcntc che fiano favorevole algiuoco . fè negencrano huomini calvi. che non c più bifogno ftringerli al pri- mo modo. per non trovarfi gente >che habbia limili capi. quello fù il principio. e flroppiato un torto genera e con la nredefima ragione poffiama . che guarilcano. acqua. Hò vi- llo nnchora molte lucertole à due. pcrcioche come potàamo produr i frutti di quella forma.lo flringono con le mani. hor la natura iftefla s’c accommod. farce perche fi ftìmaapprcllb lorocfl'crcofa moltògcnerola havcril capo lungo . pur quelli con occhi limili. Mentre io fcriveva quelle cofe. come vogliamo moftruofi. e có altra arte di quel- P la che havemo prima narrata .anzi lo flringono conligami. macrcfcanoin lungo. eli riducono à qucllaforma chc<vogIiono. li tagliano piedi.if. cocomeri in forma di Serpente.acciochc icapi non crcfcano rotondi.da infermi infermo. tempo la natura da fc tal gli hà prodotti. c da quelli che han gl’occhi bianchicci. come le cotogna informa ditcllad’huomo. facendogli crcfccrc in vali di quella forma. perche non potàamo confidcrarc che da loro che hanno . dagli huo- tnini fani. per haver quelle forti di tede. c li medicano poi con i diligenza . maneggiandogli. la_* qual ufanzac fiata di tanta forza. facendo i . comefannocoloro. c lo còltringonoà for- za à crefccrein liìgo. Oliando d’intorno i frutti le forme cave. e (e figli che nafeono non lìmo a due piedi tagliarli di nuovo . Della Digitized by Google . il limile può accadere nc i parti degli animali . come habhiamo villo alcuni faltainbanchi.ua con-.nec . poiché per trafeuraggine di quelli lianln/ciato l’ufanza di cosi accommodarglijcosi volendo noi gcncraro un cagnucloà due piedi. icapi lunghi. cosìda calvi.c mollc. e vi- va.e tre code le quali l’ignorante volgo cerca avi- damente. che li por- tano atrorno. Dal principio l’ufanzane fri ca- gione. che fi veggono ogni giorno ne’ Serpenti. tanto così . che reftafle cosi quella figura di capi poi col . c pcrlo più un torto. che pollino effer nate altrimente.

ha vendo grandilfimo defidcrio di alcuna cofa . dove col Re giaceva. quali fi veggono nel punto della loro concet- tionc. c quella ìmaginationc alteragli (piriti interiori in modo.. perche^ mentre erano pregne miravano con diligenza le lepri. Heliodoro finge la fu*^ belli dima hiftoria da quello principio. Letto habbiamo le donne purhavcf prodotto i figli con le coma. II. chein tutte le rellaiiti fpecie degli animali ..laonde nella tencrilfima materia del bambino fi dipinge l’imaginc della cofa.. e di mandorlo. quella muove ilfangue. quando giacevano con i mariti. Perche gli. per effer nella fua camera. eia pro- dezza dell’anima . Perche Centrar le pecore di vari}. la fà- vola depinta in un quadro di Andromade. chcvonno pro- durre un fimil effetto. c di molte forme. che così facclfero tutti quelli. perche quelle donne. per haver havuto dinanzi àgli occhi il quadro della fabula di Attcone con le corna in tefìa. Narra Damafceno una donna ha ver partorito un figlio tutto pclofo. e le pertiche di pioppo. Di Gii: tattìfta della torta. havcrcosì prodotti i loro figli .Quando le don- & ne fon gravide.e la forza della fida imagìnationc. Egli tolfe le verghe. & altre attionijc però l’huomo perche hà l’imaginarivacosì veloce. che havea fatti i figli aliai lontani dalla effigie de’fuoi genitori. . che flava ritratto nella fua camera . la quale clfendo ella bianca. come nel congiungimento col marito. quel continuo penderò. fece di modo. Lutakco in quel libro del confenfodc’Fiiofofi. fi depinge. e come fi pofisana generare varij parti . vede l’imagine di San Giovan Bat- tifta tutto hirfuto .fcrive che Empedocle difle_. che quella co- fa defidcrata.ma è maggiore quando l’ani- moi rapito neircccelTo. Grande è la forza dell’af- fètto dell’animo. come s’imaginava l’anima . K edi Digitized by Googte .altri animali hanno fcnipre un’animo fermo. Hippocrate volendo hono- rarla fama di una donna. feniprc parrorifeono i figli à loro fimili nella loro fpecie. le quali fi togliono di- letto. come ne fan fe- de à noi le lettere facrc. dille aiferne Ha to di ciò cagione la pitturala quale flava attaccata nella Tua cameretta Quintiliano difende un’altra donna con la medcfiina ragione. egiudicato da tutti figlio dclfuo fchiavo.à pena fi può capire con l’imaginationc. V eggiamo ogni giorno figliuoli con le labra aperte.coleri Volendo. e però fi trovano gli huominidi più forme differenti. c la varietà dell’ingegno fuol fegnar nel parto affai fegni .a dell Ìmaginationc . Quella forza del- l’anima nollra. in mirarle. cosi il par- to fi depinge in perpetuo delle macchie .c della Ìmaginationc molto ben conobbe Giacob. P che cali fi partorifeono i figli.XIX. chevorrei. chela moglie del Re di Etiopia partorì Charichia fua figlia bianca. checosì nafeono fegnati i parti. el’han prodotti cosi le madri . e principalmente nelle principali a tt ioni. Lik. 73 "Bella maravigliofa forx. che ipelTc volte mirano ftatue. nel buttar del fe- mc. Cap. e volendo ricercarne la cagione. havea partorito un nero Etiope. cde’varij legni j le non fi fodisfà di quel defidcrio t Laonde i fperimcntatori delle cofenon lenza cagione han ricercato.efilTa nella imaginativa.

che nafccranno. acciò chele moglie. di tapeti. di quel colore verranno! figli. qual cuoprc la giumenta di qualche colore .e feorzare . e volgendo gli occhi intorno. c quello olfervano tutti quelli hanno un tal pen- derò di condurre le cavalle al marito.te accommodò ne’canalidove andavano a bere. follerò così macchiati.acciochccongiun- gcndofi infieme.per- cfochc quel colore clic ti pongono innanzi gli occhi. 74 Dell4 hitgì» h Atur*le e di quelle. Già havemo parlato degli animali coperti di lana. Ma fe vorrai che ruttc le pecore. cofa molto giocon- da à vederli.dove albergavano le greggie delle pecorc. Chechìnfofia nel ventre della madre. fa- cclfero i figli anchora così macchiati. edi panni tutti divari) colori laonde ne nalcono da quelli .iffoin palio i bianchi velli della lana fullero intrameflì di nere macchie. non vedeflero altro.& alcuna volta icerchi. e per lo piò rutti riefeono di variati colori Oppiano ragiona della meddima cofa» nel quinto libro della caccia. dove fi cavalcano le giumente. Onde egli ardente della moglie tutta Dipinta entra nel . overo Cavalli nafiano di varij coleri Quello molto valcnc’Cavalli. e di nero. c di diverfi colori Abfirto l’infegna di un’altro modo. comelpoglie dilerpi. E fi può anchor nel venire della madre Cariar il poliedri di colori .c così farà vario il color delle fpalle. che facilmente fi potevano difcorzare. quale delia che Ga nc’ Tuoi figli . Et al cupido fpofo ella r sfrenata gli dipinge il paftoreil collo . che non fullero così macchia ti. che cavalcavano le mo« gli.lafciavano i macchiati nel cofpetto di quelli. letto divifato Con gridi allegri . edi tantidiverfi. Quando di ardente amore ellafi brufcia* . che fi pafeerà gli occhi in quel puntoci quel medefimo colore darà i Tuoi figli. Horquclh dopo nati. i cavalli pomati baij . perche cavalcando ilcavallo la fcmina. che cuoprono le dalle. Tanta è la fona deWhumano ingegno » Che quei color che vogliono nel corpo Variar del poliedro quando aviene .di quel colore. di quanti rei coito nc guardò. feparando tutti gli altri. che quelle verghe. e’/ tergo Di color variati* e la conduce Dinamo al Juo magnanimo marito. Il . havendo Tempre quelli macchiati dinanziàgliocchi. c dip. Se in alcune parti la- fciatclc fcorzc. e con fpumofe labbra* E gli /correli fervor per tutte l'o/fia abbraccia con defio la cara fpefiu Coti lo lafeian libero .& ricorre A goder de * venerei abbracciamenti» A Uh or la madre partori/ce i figli . accioche i figli che partorilièro. e cosi in vanjfcgni didime di bianco. c ne’prcl’epi. e nc* pafehi.

che dopa che vi fùr portatidc gli altri diva- ri) colori . cht bave a dinanzi il padre. ac- cioche non pollino partirli da mirar Tempre cofe bianche . le quali mirandole con piacere. de gli neeelti egli con arte In divtrjì color muta i colombi . 7S Di quei color.. e bei colori 5 Coti gli innamorati empiendo gli occhi ' Di quei color . tutte producevano i polli bianchi. ò fi cuo- prano tutte di bianche lenzuola . animandoli quelle ova. e covando l’ ova . . ò di altri velami. Quandoi porcari. quando di lor fi gode De' medefimi color genera i figli Come i cani naficono lanefi. tutti al fine divennero bianchi. c così gli altri da quella di- venne la fpccie de i giubbati. Il mede- fimo vogliamo che fi facci d i tu tti gli uccelli .. Che i Pavoni diventino bianchi. faranno i figli de’ medefimi colori Qnefle cefi fa bene . t le pecore bianche. quei cani fieno di pelle di pecora coverti# c cosìi letti. che i mariti baciano caramente le mogli. percioche mentre imafehi in quell’aria covavano l’ova. il qual bacata Del cacciar . e le gabbie do- ve danno rinchiufi. come una pecora. overoornatidi panni bianchi# cosi I porci . calo > che giacendo una cagnuolina continuamente Topra una pelle di pecora^# nel partorire fece i figli così lanofi. Se i pecorari facevano i letti. e maravigliofa.J Dinanzi a gli occhi lor pone le vejli » Ei tape ti di rojfi . elemandre alle greggio di que- di animali. babbi vedi di porpora. * le fa fpejfo V afiuto cacciatore . ncMetticciuoli dove giacciono# cfigodono. le quali havendo Tempre dinanzi àgli occhi. tutti erano biancheggianti. Lìh. Di Gir. Battifu della Berta. e i loro nidi fi biancheggiano di bianca tonica. ma dopo.everTano continuamente. nel tempo. partoriranno i figli biaachidunij ma fc^ vorrai Che nafehine i colombi dipinti % Ufa la regola imparatada Oppiano . hauevano Tempre dinanzi à gli occhi quei monti bianchi coper- ti di neve. Erano primieramente in Colonia rarrlimi i Pavoni bianchi . colui che hà penfiero dello Colombe. che dai mercadanti di Norvcg- già. c le pecore nati in quei luoghi bianchi divennero. Perche così ledonne defiano i loro cagnnolini . II. così compungendoli con i mafehi. ò fieno ridrettein gabbie. e fi accomnodanoàgliaflaltidi venere. producono i figli con le giubbe lunghe come i Leoni Ho inteTo quedo Tecreto edere dato trovato à . purché l’uccelliere . ve ne furono porta ti in copia. . K t Che Digiliz^d by Google . Frodar i porci . che tutti Come co- là rara la{limavano . edivarij colorite le accommodi dinanzi à gli occhi loro.

Ch' babbi la gioventù giamai prodotti . E di membra decori . Oppiano pur palladi quello editto. le quali haveano Tempre imaginate. e tjual Che in vece di ghirlanda haved il diadema De Palma vite circondati i crini . & il gutrrier giacinto* E quei giovani anchor . che fi do vertero tener bene à mente . che habbiamo dette di fopra >eìafcuno potrà qttefteeoft medesi- me ridurle nella gencrationchumana. e quello che importa il tutto. che havta le chiome Coronate d’alloro . e nella concettione . che nelle camere de’Principi. XX. le mo- gli haveffero dinanzi à gli occhi. Pare i Lacedemoni ufurpan femfre Quando veggo n le mogli che han defio . *2 * Digitized by Google . che imitava il marmore nella forma . % D Elie cofe. che quelli modi di produrlvà cafo fono fiati trovati. cetti . 7# • Della Magìa naturale Che le donne f artorìfcano bei figliuoli .accioche dandoli opera all’efercitio di Venere. e nell’animo quelle belliflime imagini. «dendole riufcico . la qual molto defiderava partorir bei figliuoli . & intagliato da un’ eccellente artefi- ce. diAdoni. ritencranno quelle imagini . c benifluno fatto . Caj.edi Ganimedi. cosi quei già conce- piti . (ubilo fi locò infila came- ra un bambino di marmore bianchifiimo .* poi cC- fendo gravide pur andaflero imaginandofi quelle pitture . e mentre lo portò in ventre . ne po- co importerà quello Ha ven do io molte volte detto ad una Signora quelli pre- . . . on- de vorrei . e così eden- donato poi. e così potremo produr bei figliuoli* anzi dicono i Scrittori . fù Bacco . perche delia va ha ver un figlio di quelle fattezze. me lo mofiro. Che mentre contemplando le pitturo Stan di Lacedemonia le donzello Fanno fimili à lor leggiadri i figli. * conobbe rìfervero quanto iogli didì. dinanzi a gli ocelli Pongo n pitture de* piu bei figliuoli . anzi vorrei che le gagliardiifimt imagina tioni fe le nfiaflcro ben nell’anima. overofifa- ceffèro di materia foIida. ' V? Penerei piacer . . gradetto. Narcijfo . comciolc diceva. ci de'più belli Qual fù Apollo Timbreo . ma coti pallido . Alcune altre fi Tono lodate dell’artificio.e de’ gran Signorie nelle maggiori profpetti ve della ca- fafidoveffero tenere imagini di Cupidini . e he fiau di volto . • Nereo . fimile al fimulacro di marmore . la quale havcndolo Tempre innenzi gli occhi . come nel colore.

concepirà mafehio» nel li niftro la fèmina . Ma fe tu defideri . Battifu dell* Torti. come ferirfe Pli- nio. Democrito le vicendevoli parti. Fin uì Leucippo. perche fono più dcnlì . e le fèmine al Settentrione. che non fa far fe non Temi- ne.&alMe- tiggicf le femine. lega Umilmente il dedro* come narrano Columella. non foffriranno. . che il gregge pafcoli contro ilvé- W. andar nella linidra. Africano. nella finidra le femine. do- po che havranno ricevuto il feme virile voltarli alla parte delira . e . cheli parte dalla ffniltra. Ma perche nelle greggi grandi. che qocllo che nafee fia mafehio. laonde fe il feme dopo buttato fi ritenerà nella parte delira.» tà. e deH’altro. come cole più debboli. i primi mafehi anticamente edere nati al Me** rìggio. fe ilmafchio il toro. che habbi partorito la fèmina . e qui- 3o è particolare. nongenerar altro chefeminc. parte delirai mafehi. e languido nafeeri mafehi e le femine. fanno molti figli. c di quà viene. Laonde gli Egittij. fc la» feierai. Hipponacc dice effer fecondo il Teme fe falle più unito infieme. da Plinio. che volti al de. che quella forza. vuol che fi ©Cer- vino i giorni lecchi. fi genera il mafchio. nafeer le femine. e più gagliardo. e quello li può per cfperienza vedere ne gli animali .ò la fèmina. La forza-. da certi fegnifi può conofce- re feharà generato ilmafchio. XXI.epiù fodi . el’altro. - tiro . Così quello.fe prevale- l’alimento la fèmina. del vento Aquilone è tanto grande. e le fa produr mafehi. 11. filarino cavalcare. troverai nella-.quandofi ca- valcano le fèminc . Bifognaguardarall’Aquilonc. Nel fpirardi Aquilone lì concepifcono i mafehi. che fi cavalchino la fera.al tempo che fi menano al coito le cavalle. Lcucippo perla ìmmu tation delle parti per le quali l’huomo ha la verga. overo sì liquido. che-. nel tempo del coito cÓ un ligame lega il fmiflro tedinolo . ufeiva dalla parte delira dell’huomo andar nella delira parte della matrice . Parmenide dice al contrario ’ i mafehi effer nati nel Settentrione . e per la frigidi.fc dalla parte finiilra la fèmina.Aridotele che feppc molto del- la natura delle cofe . «mirando 1 quclluogo. Anaxagora. volendo lignificar una donna. molto fàticofo il far quedo. ma havendolìà generar le fèmi* . che mirala parte linidra. però comandano alle donne. 11 toro dopoché harà cavalcatola giovenca. onde legando il deliro teli icolo del montone. la fèmina la vulva . 77 ’-'i ùmilmente fi pofsono getter *r m Afe hi 5 o femine Cap. tentiamo far il medefimo per altri mezi. perche le cade dalla delira parte è co- fa chiara che haràfeminato il mafchio. e Di Già'. de il fiato Settentrionale. che il Teme che . de- pingonouu toro. Se all’Oriente. fe vorrai fèmina. perchefe aprirai per mero una porca pregna . fi toccherà dall’uno. Lib. quelle che li cavalcanolamattina producono mafehi . la muta. ncll’audro le femine.DkeHip- pocraterfc veramente il Teme genitale prevaierà. che le quel buttar del ièmeandaffe al contrario di quel che s’è detto.e Parmenide. E Mpedoclediffeimafchijelefèmine generarli perla ealidìtà. generarli qual più li prevaglia dell’uno. e Didimo. Ma tutti i Medici differo il deliro lato effer* caldifftmo. e più aperte. cheti dice.

perche l’acquc fanno. c Didimo. e con un poco di fale fa pani. per la qual cofa i pallori tèm- pre fcacciano . c fa ciò per venti giorni. Eliano. e le qua- lità de’cavalli. Ma la cagione perche fpargendo la farina d’orzo nelle ci- catrici làcci coiai effetto. la qual efpcricnza Phave imparata il cafo. li. e dopò quello un’altro chiamato Ezaradio. togli due Icftarij d’orzo pi- llo. le Ne*libri degli abbellimenti de’cavalli fi tratta. XX 1 1. ji Hat arale Della May a nr. dicono che partorita maichio. che i peli non nafeano bianchi. Ma al contrario poi fe ti piacerà. di quello bevendone gli animali attempo «iella primavera. e ridotti in polue- rc. comes’habbi à far per far nalcef i peli bianchi ne* cavalli Perchcfoglionoquefti venditori dicavalli far mac- . dopo pilli. e conducono le pecore nell’ altra parte . come «iiflcfaufauùu * ncll’Acaica. Ma Oppiano fa il medefimo effetto con il fuoco.& Eliano.* Di 'varie efperien^t di animali . nemen piacevo. c fintine per virtù. poi foifeono la pelle . C lavamano alcuni erperiméti d’animali nó da deprezzarli . mafimilial co- lor Digitìzed by Googl . Tappi . Fan nella felle de’cavalli in tondo Le macchie. E primo Come fi faccino macchie bianche ne’ cavalli. così dell* acque. . e giongevi fpiuma di nitro. cioò nellafronte. perche quando per alcun cafo fidifcuoja la pelle al cavallo in alcun luogo fubito vi naicono in quel luogo i peli bianchi. tono ilato di pa- i rere portargli in quello luogo. Non molto lontano dalla Città Panenfia è un fiume chiamato Mitico. Far che nafeano i peli al cavallo del medefimo colore dove è fiat» difendiate. Plinio. Quando uopo il coito il maichio lì rivolterà al vento Africo. Si generano anchormafchi. che lì generino fonine . chie ne’cavalli . poi lo poni nel forno. melchiandovi oglio . che così alleeranno bian- chi. come dc’paltori. onde quei che vogliono che vi nafcanoquci«peli bianchirne radono prima i peli. enella mano delira per in- cannar coloro i quali s’imaginano da quelli fegni conofcer i collumi . e appa)on nella negra pelle Biancheggianti le macchie di Pantera. Tiberio 1* infogna à far nel medefimo modo. quali accioche non s’habbinoà cercarli in altro libro. accioche con la trici. che ricevino i medefima ragione adoprino le ma- fiati aulitali.nclpiè(ìniflro. Africano. Cosi fati c avallar quando egli cerca Far il medefimo va bruficìando i peli Con r infocato ferro nella pelle .cheharàconceputo fonine. emafehi. fin che diventi carbone. Il medefimo dille Columdla. Caf. và ongendo le cicatrici delle ulceri.

Afirodifeo dà ragione. Per fa pere i colori de’ muli. come dice Tco- frafto.il fiume Scamandro con Tacque fuc fa le pecore divenir bionde. Puf- Samo col bere Tingere le pelli delle pecore di vario colore. Le diverfe qualità dell’ ac- que che fi bevono. ma imitava quali rhuinancatiiom. ma inuna fcrvitù ed rema . la ragion che nc allegria è. ò diccfle in cafa. che non fole li volai a intorno tutto il giotm. L’impararerao da Ariftorele. thè fi vedranno lotto Li lingua de’ montoni . e legherai che il fiato non efea fuori. da nero. L’artificio tu mie. come fu latta grande Ulafciava andar libera dove sole- ?a. quando l’uovo farà rotondo.che nelPuovo rotondo ilcalot ltà più in fc raccolto. quantunque fia d’un rae- defimo colore tutto il corpo. che fia Io fa divenir bian- co. faranno di quei colori nelle pecore. e le vacche. Eliano dice .ma flava Tempre approdo di lui il giorno.chc non era colà . Columella dice .» dalla natura. e tutta quella materia vi- tiofa. e dell’ orecchie. di tantico- lori diverranno. ci giova molto mirar il color de’pcli delle palpebre. le vene ò bianche. lo farai grado. c gli darai da mangiare . che l’ulcera havea in fe raccolta perFinfénnità delle membra. che i figli che nafeeranno . perche forzo hà Forza di difentere. Mac. nafccràmafchìo. che il fiume Cratere manda un’acqua » che il color bianco induce.nina.'micitia.e compagnia. il qual havea ridotto una pica non foto irvtoaamicitia . di quei colori le lane. Se ad alcun Bue vecchio aperta la pelle fotto la cofcìa gonfierai con unacannru.ch’hebbeunapicaconun mioconofcente. Che l'uccello ['accompagni fimpre. Lib.c cantando li faceva t3namufica. I buovi in Euboja quali tutti fon bianchi . e di pur- gare. le quali mutationi avvengono così nel fiume Anfàndro. e contorna l’cfcremcnto della pituita. . fe lunghetto fe. ònere . chchavcrannodanafcerc.me portiamo Conoscere il pollo . Di Gio : Btttìft * dell* Porta. quanti colori vi fi vedranno. mocrito . e fe le vene faranno di più colori le lane faranno variate. che non poteva man- giare. Homarreremouna . annetta. ò tolto.x^t. che fi udifTe. il che avviene. laonde quando egli mangia vagella fubrto VoLtva fopra lamenfa . Quando elLi era ancor fenza piu- me. IT. Nc lafcicrò di dir.chenonfololc voci.ch’clla nonio riférifle. e di quel colore che faranno quelle vene. &al contrariodi bianco in nero fi muta. . e tutti i quadrupedi. da Arillotde» da De- .come nel Tracio In Troja. fe non la cibava con le fuc mani. Si che di bianco fi commutano in nero.che naficeranno. Pollìam’ ancor da’fcgni del corpo Sapere di che colore hanno da effer i figli . e dalla forza de’ fiumi in ogni tempo quando fi cavalcano infieme. e da Didimo. che ha da mafie e re fe firn mafichia > o fe min a daU? movo . 7g lor de gl’altri . eia notte . bevendo di quello.un’efperienza da beffe. Che I 3 no vi mo firmo Mita /alfa grajfcz. li tagliola parte inferiore del becco in fino alla gola. fanno diverfe mutationi nelle pecore. che le pecore.

19 Dell4 Magia naturale va. hor volava un poco innanzi» poi fopra un ramo l’afpcttava finche egli giungefle . hor quando egli pattava innanzi . ella fi ripofava.ella t'accompagnò per tutto il viaggio. calcò che l’amico bifognò partirli da cafa. poi con un volo giongeva. «Scivi lì ripofava. DELLA o x Digitized by Google . godendo della Tua compagnia. alcuna volta vo- lava fopra il cappello . ò le (palle.e con allegrez- za . c canti le l’accompa- gnava la not- . ma della trafmutaticmedi tutti gli ani- mali fia detto à ballanza. ò della cena ella Tene tornava à mangiare Ac- . tedormi- 1 uaneì Tuo letto. ma Tempre all hora del pranfo .& andar lungi per (patio di quindici giornate . Il Fine dii Seconda Libro.

. nelle piante tolta via ogni mal agevoler*z. e quando fard bifogno con ogni poca di diligenza infitto alP Indie .t fan- radi quante fine trovano ferrano» invecchia mai. |(u?A!fcf e daqnefiepruove il Mago potrà parer più maravigliofi . . e la più honefia. P. e per prò ftracc. e fila careflia delP acque era cagion fola di congregar tante fpecie di animali per congiungerfi infume i & apportar nuovi parti . . e P adulterio di tutti. in ogni albero fi può inferire ma UH filo . e con unaportentofa belle a. uè cosi agevolmentefi panno giungere gli unimali di lontani paefi. - Si DELLA MAGIA NATVRALE GIO BATTISTA : DELLA PORTA napolitano Libro Terzo. qua ri coito delle . e la da fi flefia produce . DE ROSA ILI.e fi trafitte trono in lontani paefi.t di partorire . fue cefi è fin pendale maravigltofa nel produr de' frutti ella vuol mofirarfipiù mirahit . è la più ricca. la terra fi- li tonda. le quali con una guadagnevole T giocondità. che Ji fa con Lt terra. ^rs.x. 1 v ' ~ PROEMIO.fi mandano gli ra- metti. di produr nuove piante freon diffima di partiperpetui e fi ben la natura in tutte le .che non filo ogni albero. e produr nuove piante — —— — -—‘. di tutti Nel Libro pafiaro negli animali era una fila fpecie di coito . albero riceve in fe il congiungimento. in ogni luogo dur foverchiamentt efinanifee fiflefia nefi vede mai fiatolla di rice ver nuovi fimi e . Quejle apportano più di guadagno.a tirano afe oli occhi . piante e quafi infinito. Digitiz© .a. Infegna i prec etti dell’ Agricoltura » e come rt portano mefehiare. qui in Italia dove e perpe- tuo tempe r amento dt IParia . bori rtftano quelle delle piante . perpetua Primavera. ìk havrmoà piene raccontato le variegemerAlieni delti ammali. tradotta dalatinoin volgare PER GIO. Le diverfi fpecie di anima- li. nèfi ' — J i ' . perche $ l’ afura. e 'B ^ gli animi di chi le contempla. non cast agevolmente fi mefehiano infume .il Cielfimpre benigno .

che dall’acqua putrefa- . cendoli. che gli hor ti Hcfperidi . giungeremo. che al principio la vite non era altro che uvafola.a. efi Iv aggi a . havendo detto P Er che fi potevano generar nuovi animali conia putrefimionc . vi frutti. perche i babbi agno fempre dinanzi a gli • occhi. che le pioggie fanno certe putrefattioni in terra . che dalla mefcolanza dell’acqua. Ndl’Ifoladi Candia in quqjunquo .. -fpofitamo con pii cornino dita contemplare i loro progrejfi. dimofiran- done ogni giorno a noi il cafo. de'ga rofatflCb e per opra della cultura fon fatti di più numero difiondi. «he fono familiari . con la benignità della fina natura fempre fi veggon vari}. Pinclinatione del Cielo . 5e crtìccnndo. di che n'efparfi tutta la ne- flra opera . . eia terra commorta. . Scrive Diodoro. hor da Bacco filo coltivata. e vedere l'cjperienze . Et il melocotogno in quan- le te avarietà hor c mutato ì Che da Avario fiano chiamate L mariane . che medefimo giudichiamo de' fichi vi fino LiVie . Come fi fiofs ano generar nuove herbe coti la finire- fati iene .e produr nuove piante. erto# niai vijh.aremo di gran lunga. chefi può dir madre dì notte le piante . e Ccfpcrieuz. c mclcolandofi in un certo modo con la terra. c certo mutationi. & i giardini di Napoli ne fono tutti pieni. come fcrive a4tkenro. I. di Semiramfio gli Penfìli hor ti dì Afcm(ì. Dolobclliane . e dello mandorlo per- non vifti da' nofiri antichi. Il Soie ribal- dando. luoga Digitized by Google . e pii: maravigliofe. Ceftiane . e chiare parole che pojfiamo.fbc a tempo di Teofraflo. Il . . che havemo cominciato da principio. e con la fina mai fatali* fecondità. Efi gli antichi nofiri hanno ritrovate alcune coje nuove . potevano produr piante. e della terra fi portano generar nuove piante. cofe nuoce. i quali hor con tanta maraviglia. Claudio . mutandola condition della terra. e pii ajjai. e più odorati. de voler raccontar le fue varietà giudico che fia opra di mente . cobi anchoro dimoftraremo.cfolite di quei luoghi. La natura et produffe un fol pe- ro. che da per loro iftclTc fi polfono generar nuove herbe. e che particolari luoghi poflonoge- acrare particolari herbe Diccmo per parer di Diogene . e Pompeo . la rat ur a. e fiori. noi» fatta. tbondevoli c nuo. verità fcrivere . . e degli avidi Plutarco. da AIun- ito le manliane . Claudiane . Pindufiria del cultore e va- ri ita in tante fpecie . che de'cedrp. e Dolobclla . ne ci apporta utilità alcuna in raccontarle . I nofiri an- tichi. e di Plinio. e fiupore . fcrvar l’ordine . Ai* co- minciamo l'hifioria con le più brevi. che furono di Dicumio . e degli altrifrutti. E Tcofrafto hà fcritro. delle quafi fi potevano nudrirc. alloggiamenti & amico . la cui varierà ha fatti eterni i loro nomi} che diremo delle cirrggie ritrovate a tempo di Tiinio .e gli avanz. da dppio . e nodrice di tutti. noi aggtonginda alle cofe ritrovate da loro ne ag. »e imaginati a i primi fecolt Oltre a t ic di quejìifìpu'o con pii . & al- tre . di si Li- neo. fogliono Icmpre produr quelle herbe. e"da Palladio poi furono mutare le fue midolle in dolceìChe diremo del noceperfico.cbe non fi mangiava per la fua gran Jijfima nerezza. di Livio. e gio- fido frutti conditàfi mangiano ? Che de'fiori. è Pompeiani. lenza alcun dubbio fono fiati di parere . e2 Della Plagia naturale conciare mollerai che allefarafliere pianteteli* da volentieri ricetto.non oli h avremo da invidiare . horfino tante nobilitate da' nomi de' loro cultori Decumiane . Cefiio oppiane . Caf.

Et inaltri luoghi. fono cagionc. fubito na- scervi un ciprc(To. così perfeoprire le maraviglie della natura. Et io hò efpcrimentato più volte la terra cavata dalle più cupe parti de’pozzi.t di fottìli gionchi.e gli altri hàno fcritto la corteccia del pioppo bianco. mento di acque. con le fion- di fuccole.cdi tartufi chehabbiamo prodotti? Di qua-» te erano le varietà delle colè fi putrefanno tante varie di loro l'pccic fi genera- vano. cnelle biade mezze putrefatte fe le zapperai fu- bito nafeervi il tribolo . particolarmente nafccrcin quei luoghi dove li trovi alcun ferro ruginolò.chcnalconoda terra tutte lccofc. Finalmente da radici. havendo raccolta I’hcrba da luoghi ombrofi. fcmprevivc. e da corteccic putre- fatte.arbulcclli . c con molti profondi intagli le fronde incavate . c da limi pilti fortcrrati. e molte altre co- fe. come fono i cotuledoni . riporta in vafì.<Sc cfpofti al Sole. c fcmbinnza_. veramente pcrmirabiltà della natura. e havevano il medefirto volto. dcacquofi. il driopte- rj.& adacquati. delicate. c di profondi fondamenti delle cale.&: tclcfij i Habbiamo anchora cfperimentato togliendo delle terre portate da lontane par- ti. e della vecchiezza. m’è vietato poterlo farc.cda_. fi L i bruggi.in vece di gambi. & intagliate le con più delicate intagliature. che le acque che piovono da Cielo. Ma fc piacerà à Dio.nafccvano herbe. & allaruggiada & irrigandole continuamente con leggiero fpargi-^ . Lib.hcrbc. E così anchora crternnto in Libia il la/creda una certa_. le quali iol’havrei qui dirr.dcllcIiri.ò arbori velcnofi. Se utilità un giorno le feri veremo . toglie pumicofe. tagliato n_. . c nero tagliato in picciolilfimi pezzi. la medefima ftatura. eie per calo nafcc vi- cino alcuna caverna di fcrpe.fcrivcndo quelle cofe così alla sfuggita.eliutici: quando vedrai che il Cielo flà per piovere .’ dc’quali naviganti fi erano ferviti per favorrc di navi haverno prodotte va- i .e crefcer molto. . che per hera non porto mandarlo ad effetto per i grandilfimi travagli dc’faftidi j domcrtici. m’accorfi che dalle terre più delicate. e giarta. haver generate varie forti d’hcrbc .e carnofi. III. cdc’loro decotti.Nel medefimomodo. farti che fca turi vano acque.cdure_>.lcquali habbiamo raccontate nella Filbgnomonica. per fpeculatione. che coftavnnodi foglie piccine. fe non vi pianti alcuna nuova pianta . Ì)ì Ct4‘ JSdttìftd dell* Porti . e fottili. lignote. à fodisfat- tione de’curiofi. rie herbe. come per pigliarmi piaceri di quel- le. così delle terre afprc .per diletto. che flirterò nate ma : nafeevano altre cole di quelle che io proponeva. erìpoftcle in vali. Che dirò dcllevarie fpcciedi fonghi. fubito nalce- rc ifonghi di pioppi. habbiamo quali pro- dottele medcfime. e fecchc. nafccrvi fubito l’hcrbc . Aggiunge anchora. come dille radici delle qucrcic il polipodio. hò ricercato da varij luoghi . le quali io haveva coft ituito . lle al Sole .che nal'cono vclenofi.. portulache. Se nella radice di un pioppo nero.oftrate. Ma veggiamo Come fi pefiano proèbtr forchi Diofcoride. i minute parti lo inafficrai con acqua dove fia difloluto ilfermcnto.fePhavcfle potute ridurrei regolasse- ro fulfero nate quelle Piante .la lonchiti. & cipo- varie forti di terre. haver generate herbe di color vcrdcgajo.chc vi furono da prima .clc piante ancora*.ò alcun panno fradiccio. Plinio dice. che appetta fi conofcevano.Ma Tnrcnti- no l’inlegna più particolarmente. Se un campo l'opra un monte pieno di molte canne . e feminato nc’folchi letamati. che producono fonghi tutto iltempo dell’anno. . «f t tyiogo alcun zapperà la terra . pioggia di pece.

facil- mente generarli una Gmilherba. e palf. produrranno gli afparagi. pilla fottilmente molti corni di montoni felvaggùcfemina quelli ne*folchi. tura. c fotterrate nafeano gli afparagi . e che agevolmente fi putrefanno haver apprefo. Della Magia naturale bniggi. le coltiverai. . lo fieli. che pafsino da una forma in uri altra . che dalle corna d’ariete pifte. però narreremo quelle regole. ó perncgligenza ufatafarch’una pianta venghi à mancar à poco à poco dalla fua natura . coft le quali fi portano far quelle cole. «Scivi ritrovando alcuna putrefattone . che in quel luogo vi fu (lato portato il feme dcll’Hedcra. Scrive Didimo. lo la fpruzzerai d’acqua afpcrgendo.che fia falfo. e pino. non mi Ha (uccello vedergli. e de’rami.ma per non h aver havuta la pioggia naturale faranno un po- co più cattivi. I cofa in un’altra . produr gli afparagi. Seguiremo ad intignare Come Jì generano gli afparagi. Si abbandonate di culto. pare à Diofcoridc.perciochei migliori. che nalcono di quella fpccic fono quei. che lì generano. Pli- nio dice. Cosi dalle pu- trefatte corteccie degli alberi vecchi. febeo parche voglia piovere. & imitando così la naturai pioggia «aiteran- no lubito i Ponghi .ma le perforerai. fa pore.ndfcernn n °nanmil m ente da molti fonghi. c rami Generar ì Hifear. che fia altro il che trasformar una-. E ciò havendo letto in Arillotelc agricoltore.& altri alberi. le quali nalcononell* abete.cdal Solcrilcaldata. e'I ‘Tolrpodio Varie fono l’hcrbe . corna di Cervi pcrdfcrcofa imponìbile imaginarlì. perche in quelli luoghi un certo humor flemmatico.da quell* tenerume. il qual dall’abbondanza vien fuori della lùperficic del tron- co. che non pofl’ono generarli varie herbe.u in un’altra fpecie e sforzarla^ . non pi- llc inminute parti.fcben_. grandezze. IL O non giudico . e Cattarrolbfi putrefa. Inverno nondimeno letto appreso Teofrafto nelle. la qualeattac- candolì in quelle parti molli . Cap. come veramente ellefono: da varie corna di animali. che Hi dentro il corno degli montoni fottcrrato.nc paranchora polfibilc haverfe il Cervo fregarolo corna in alcuna Hcdera. che non folo degeneri del colore. lèdcfidcri chcnafcano molti afparagi . come l’Hifcar. habbiamonondimeno intefo da molti amici . che par che iia contro il Polito della na- ò far alcuna cofa . &havcrnc prefo alquanto della radice.. Alcuni fcri- vono cofe molto fuor di rag ione. eie pianterai. il che avviene age» volmeute alle piante tralafciatc. fc benmaihòhavuto occafione poterne vedere l’cfpericnza. Come fi mutino le piante. Se tonai le intiere corna di montoni . Efebeiidanoilàttal’cfpcrienia molte volte. far cofe maravigliofe. Ma fe quelle cofe fon vere. Da’medclìmianchoram’è llato detto lì He dera n afe ere dalle corna de' £èrv>.E fè per difgratìa dopo «hi fc brufciati i virgulti non fcguitallè pioggia.Noi pof- fiamo far con una forte di colto. c forma. ò le col- Ùv»- Digitized by Google .e germinato . che lì nodrifeono di ruggiada . niuno negherà. e poi inacquali.

e molle nc n afee dura . come nc_» infegna Teofiafto. c bc di delicato . ò inferir le fel- vaggk . come nc bab- buino à pieno trattato nell’agricoltura così anchora . e per lo più agro.ma rutta fclvaggia. perche lappiamo per certo.con alcuna parte di lei. che nafee dentro il frutto. che dalla nera fico nc nalcc la bianca. vicn con duro.chc nafeerà lclvaggia.chc clfcndo femi nato Gemina. Nel medefimo modo La fico bianca diventi nera Percioche nulla fpccic di fico fi genera del grano.edicono anchora del cìprc(l'o.e da una vite nobile. nafee mafehio. ti tifate abbandonerai . che muterà la fua figura. ò col tronco. comeilmeddìmoTeofraftoriferifice elfer medefimamenre accaduto in An- tandro. che non pare in lei cofadome(lica. Se vorrai Che la vite bianca. perche altre nafeono di feme. Se il il Lauro di radice sbarbandoli dalla madrc. che fi piantana . che parerà un’altra . 1 pelle volte. Dì Gio: Boti i/t a della Porta . & il Rapo in Canio . e covi al contrario femin indo i femi della vite nera diverrà bianca. UT. . dicono che nafehi Rapa. Oltre à ciò tutte le fpccic degli alberi hanno fc fucregole_. che lolite fono piantarli diradicele pian- terai col femc. che la vite non fi (emina col femc_* ma con larudice «Spiantandola. che nafitevano neU’Epiro . anzi alcune meno pon. i e vile. c quella eia fua vera gcneratione . oliva felvag- gia. CI Aielcgranate dolci div fughino amori . ò col magliolo.c fi farà nafeere un’arbore. perche il Mirto non fi femin a di feme. c dalla bianca nera .no pervenire à produr frutto. ne nalcc lèmprc una vite vili (l'ima. nafeeranno veramente da loro altre cole. che nafeer dovevano. perche anchorelfi traligna- no. Così V Alloro. c per lo più di altro colordi quello. come quelle. che co- manda la ragione. » nera diventi nera. e di altri modi. che volendo molti fèminar quelle. laonde fediverfamente ti porterai da quello. ne nalcc l’ignobile. & agri Seminando grani del granato nobile. ma ogni cola fel- vaggia. e finalmente dal feme niun arbore domefticopuò nafeer*. nafeono neri. da quel feme folo il caprifico. delle quali cole ne fono pieni tutti i libri . ti verranno colè di verfe. Ne anchoreglinopolTonoritenerilverolorcolore . laonde vo- lendola generare . che fi {emina. il mandorlo an- chora traligna così di faporc . Nafee anebor dal nocciolo dell’oliva domcÓica . che parlano delle cofe di agricoltura. overo radicediipian- tate. Lìb. c la terra. laonde fc quelle piante. cioè il Ciclo. altre di tronco. e la fua fac- cia. e di quelli ne porteremo alcuni cflèmpi. che fi muti la loro natura. Sceb’endo di nocciolo molle. Cosi anchora mutando il fico. da coltivarli. òcol tronco giovine. e contrarie. La quercia anchor nafee peggiore. perche il feme vecchio del caule feminato. come anchoraThco- fraftoncinfegnò.oVero quelle di Teme piantar fi devono. e’l Mirro rojfi . ma di tronco. che Il Canio fi muta in Rapo . Semina il feme della vitedomcllica.c di frutto nero. le pianterai di cima . in niun conto nacquero.òtrafpianta le piante domelliche. e di un’altra fpccic. mt. cioè fico felvaggio. e così . Dice Var- ronne. e delicato. e da mangi are. e ciò G conobbe. o bianca. fi viene à mutar ogni cola. Il eSAiandorlo.ò di cima. Tanto è anchora li forza del (Ime vecchio in alcune piante.

e contrarie. non mefehiato có alcun feme. . divenne nepita di odore .io. le viole. accioche non traligni dice Tcofnfllo. Efccon la_. Hor di vacca. nell’orzo poco. per poterli certificare.bor fà Sori violacei. che i ramo fedii di cinnamomo li traimutavano in CafTìa. Galeno. e quello non fedamente im* quei fiori . marcili la fe-. e’/ rutto a dietro vada. Il fi Laonde bifogna trafpiantarh moire volte. E così tutti forni pcrnegligcntia . Virgilio. e così lo feminò e trovò che nel grano vi nacque molto gioglio . le rofe . e quello l’hò villo io con gli occhi miei .cla partedi fuori fattade- fcilc perde gran parte dell’odore. e quello non all’hora avviene.nafcc(lcro da loro llellc ovcroche i foni li trafmutaficro ir quelle ( peggiori . La f muta in grano e coir al contrario. fimbria fi muta in menta. usò gran diligenza. e fpelra . col quale fi raffomiglia alla menta . pcrchcdice Tco- Irado. Plinio feri ve. Con apparecchio a n oh ora ^alcu- ne diligenze. fe quelle pelli chciògliono nafeerinqueftevit- tovaglie. e non fedo traligna in lèrpillo. Effcndocfpolloà Solgrandiffìmo. coltura non li trattiene. ma anchora in (ìfembro Cosi fetide anchora . al fin co. Così per l’età. Ho vifio i fimi lungo tempo fedii £ fiparati con fatica grande Tur tralignare al fin . che nelle lenticchie vi nafeeva il duro. ove per La molta parentela . Il padre di Galeno fatto lludiofo alla fua vecchiezza dell’agricoltura. fece anchora ifpericnza ncll’altre^pccicdi frumento.c lòmiglianza fra loro ci e domeflieanza. e ben fciclto. & imbecil- le. tifa. ragionando della cagione di tal effetto.iltcrzo anno divengo- i no bianchi. IlchcriferifcczUbertOjfe la colà filile così vera. Come dille Mar- ciale. comcdiccTcolrallo. tua che una pianta li muti in un’altra. che le ràdici fìfpargano. d’orzo lineerò. gg Della Magli naturale così al contrario da quel del Rapo il Cuulo. Che il bafilico diventi ferpiUo. fi ma nel terzo anno . fi l'hucmo ogni anno Con diligenza con le man non feelga . .clc rofede fi difprezzaran. che quando alcuno non Io coltiva. ò che gli lia nemica i il Ciclo. che la Uligine dopo due anni li muta in grano. & nobbe. Ceti voti' ione i fati . celie fi parta in tuctod.fiordi vacca violaci fi murino in bianco. . e «me maravigliola. laonde tolfcil grano . che ogni cofit Cada al peggiore . marimafe la forma della menta. de Digitized by Google . evi refta un’odore affai debole. herba: per un certo tralignamene© pur nafeeva fra le lenticchie. hor bianchi. E quello avverrà le feminarà dopo pilla un poco.il fuogcncrc-Come direbbe fe La vite fi muti in quercia. Io hòfeminaro la menta col luo feme. Quello avviene. nè vi ufi diligenza. e la fccuridica_. hor vermi- i gli. come perla negligenza lì Ulcino così deprezzati. eia terra li mutano in cofc vitiol'c. . Cosi anchora / garofcli . e . crotondo araco.

alcuni volgari proverbij degli ignoranti malfari quando vedi l’effetto coiu. Virgilio. OT ifuoi non primi frutti.c lo lodaremo aliai più appreffo. e di faggi . e nel morone.4 Seco ne porti il rinafeente frutto . L:b. che preduce . III. che fi piantano li rametti di quercia . Ma putrefatti. e quercia. C Omf. Come fifacci un frutto conipofto di diverfi . & alcuna volta gli alberi dclle_. e parentela . E Palladio feri ve. Cot) le felve vefonfi di frondi Nobili . quei rameici di vcngiiino viti. giamento della fatica veder gli effetti. divengono della natura delle viti. cheto fico s’iadlancl platano. tere- binto. H nella terra Altcmnia dice . e producano nuovi frutti. fia Palleg- . trafinutate in arbore di mirica.x.e Si marita il ftlvaggio col domejìico . . Di Gio Battifta della Perla : . il cireggio nel terebinto. prima mefehiavamo inficmc molti animali varij. final. III. comefcrilfeColu- mella . £ con dolc amici ti a. quando vedremo. c non ncghiamoanchora. non fi polla far con altri modi. hab- . ò tamarici . c di qua nafeono frutti mai più villi. e i fucchi. le quali co('e_. cl’altro.c le le infitioni lono im- ponìbili. la caftagna fovrala noce. Ma noi ci aggiungeremo alcune regole.che . che dallo fcibicvolc abbracciame- lo ne facciamo un congionto indiflolubilc. c che il granato gioifee di varij adultcrij . c per non affaticar con lungo parlar lettori. Maà quello effetto lodiamo molto l’inellare. c pioppo bianco. comporremo molti frutti infieme. Si mara vigli* Farbor . che ce- liando neU’efier loro. cmcndanficon fovcrcliia diligenza . E folto l* fembianva delie noz. uìccio de l'uno. c gode milchiatofi con tutti. permezzo del coito» così noi qui faremo con le piante per mezzo delPincllo Che quello c il coi- to delle piante. e compolli dell’uno. • Cap. Nuovefraudi .Di qua vicncogni frutto mifchiato. cflct ft lui. chcè fiato fcritto degli antichi . & ilmorone nella caftagna . qucrcic vecchie tagliati cfll-r tralignati in vigne. e l' altro la btllez. & impolfibili. gli occhi tuoi ma rivolgiti nell’animo quello. c mefehiati poi con la natura della terra. e fi rallegran di vedere Di doppio frutto le lor cime altiere . i mente ogni lpecic di rampollo li può inferire in ogni pianta . edi qua l’uno s’adotta l’altro per tì- glio. e che quei poi fi trafinutano in viti. che ne tilultano. che portano buono vino . c da quel nafccrnc le mora bianche.cci diano occafionc grande di ma- ravigliarci E fealcuni ellimaranno l'iniuioni futicole. e quello non avvenir. le quali fono piante aliai ignobili. acciochc gli incili apprendino più age- volmente.z. 8y de dì ciò appreffo perche dice:lc fclvc tagliate di quercia . Fra lor mifchiarfi (rii fapori . Neri fa rimuover dal tuo pcnfic- ro .

che divenghi lento. MaTcccellcntirtìmodi feerie di radice d’olmo pelle.s’at- taccano. fiano di arbori fecondi. quel vacuo. per il beneficio di un talvifchio. li quali troverai trattati à pieno nella nortra Agricoltura. cioè gonfìj. . perche per una fu a particolar natura incolla .cfi unifeono più agevolmcnte. Non ccofapiu contraria.che come le carni humanc. applicandovi la colla. c che diano fpcràza. con maravigliofii fòrza fi ftringono . . echcnon s’attacchino bene infieme.equclle piante con le Icone tenere à quelle con le dure.&: apprefe germinaranno più agevolmente. quando le cole humidefono contrarie alle fecchc. & un’altra più tardi. che non fi Inficiano ineftare.qncllo dover far (ruttiicioc che fianodi due anni. Non lafciarcmodi trattar di unmifchio. thè fianodi nature diverfe. Ma quella colla quanto più (irà di natura vicinavamo con mag- gior agevolezza farà Tuffino fuo. che hà ritrovato un nuovo genere di adulterio. e del vilchio volgare. acciò unj non germo- gli^ fìorilca innanzi tempo. non ci- Tinello nella più bella. c lilcia parte della pianta. Efcpurfono alcuni arbori. che quando fon vecchi.comc gli animali. Si fa di quella pianta chiamata volgarmente di lan- . chiamato dagli antichi inoc- chia- Digil . Siano gli inerti pregni. poi li leva. & il rampollo tronco dalfuo ramo. Fac- eifi non fia ulcere.c di là fi porta noi. ongcndovi alcuni vifchi. che portino intrn medefimo tempo. dà male alloggiamento à rampolli giovanetti.che fiano d’urta fnedefima Icona» che fioril'cano. Quella farai per fin gii amento. il qual vai tanto. quelle delicate tuniche delle feor- ze.c da un ramo novello. c che l’habbiatc primo per gran tempo conofciuti. c noce pertico comporne un frutto La cui milliira. acciò damo sé- ta fofpctrioac alcuna. In Soria fi fàdi certe prugne. le gli inerti quando fi fpiccano dall* albero daluogo convenevole. bifogna che fia nella gioventù. Laprimauti- lità. nè villa dagli antichi nortri. farai da te molte colerne feri veremo alcune. Ma ritorniamo all* indiò. enudrifee.e (puntino le fiondi in un medefi. che s’ineftino albe- ri. chcguardinoTOricnte dall’cttn- dc. e taglia- te ungendovi quello mifchio s’attaccano più predo. Giova anchor molto. c fi difecca quella natia fiiliva. inoc- chandio la feorza con lafua gemma. che fi dico- no ir. quando accade. noi.no tempo. citala qucll’humido vitale. le fà fubito unire inlìcme. E le farai indurtriofo.c s’af- ferrano inficine. che ciònon avvengaci ongemo ilvifehio. acciocché tu impari ad artomigliarti alla natu- rale feorza l’acquifoglio. che apprenda agevolmente. c fi pilla in un niotr. & il legno viene l’aria ad entrar in_.c nuovo frutto non conofciuta. col quale Jl rampollo ineftato . cioè dalle (palle. & hanno la corteccia arida. ' Sf Della Magia naturile habbiamo medcfimamente detto negli anima!i.ì tano. quando fono ferite. fecca. Del perfico. dove catrice.ijo. e fatta una folla in un luogo acquolb. chcmoftrino fpuntarfuora.fotrcrralo.cosi le feorze delle piante ferite.cf<apoftofi farà che mai s’unifcanoquei rampolli.fe non è abbracciato da tutte le_* parti dalla madre. il che avverrà in dodici giorni. L’età d’ine- 11 a rgli alberi. E i Somiglianti precetti. perche la pianta fcorciata_> dal legno. la4- dcaccioche non accada quello. c diligente. Perche molto giova ad incollar ftrettamente . ellcndo marcio. non bruficiato.nccfa loro imaginatj mai. Oltre A ciò reftando vacuo fra la corteccia . ela- fcialo ivi putrefare. e dura . ixa.

ecommodamentc per lo fuderto . Come fi» velcffimo Prtdnr le roft mez. che la pioggia non la mandi via. ò neH’altro albero.Poi legherai bcncd’incorno .z. e con una gran deprezza di manodidac- eh crai la corteccia dal legno. che ti piacerà di Io- ro.cfarà il (Tutto. Quelle ambedue partirai permezzo con tagliente r coltello.i agri. cioè aprendoli per mezzo. checon la fuafembianza reprefentarà la fàccia-.z. e mefehiato di vari colori. che s’unifcano in- ficine .econgionte^>» che appena (ì vegga per dove fìano partite. che Il ferro non facci piaga nel legno . c Punirai infieme. quelle inocchierai ò nell’uno. Si produrranno.f! facci ne’rampolli. e (partendo per mezzo. 5 cl pertico. E qui fi vendono anchora publicamen ttb» Nell’ Uva. ì cedri mex. e così compodi infiemefeimpiadrano nell’arbore.e che ci diano gran fperanza di apprendere.e dal noceperfico due rami giovani frefchi. quella. c poi im piali ra ben la piaga di luto . perche farà un frutto. Si apriranno permezzo i rampolli. (è quello che habbiamo detto nclPinocchiare. c così produrrà i fichi del modo già detto.e bianche. e che componendole inlìeme. cioè tagliando gli occhi intorno.~o nero . lo poffiamo efpcrimentarc nc’fiori . ponendovi alcuna cofa di fopra. Se indiarsi inficme quede due fpecic . fottile. che mai tal (rutto gli alberi l’haru entrato . e circoncidi la feorza da fopra il legno della-. che babbi Pacino metjza bianco. Ma che di due mezze gemme le ne ve- da una (bla.che terrà la forma dell’uno . e mez.tp chìare. . . c digiuna. perche s’intdaranno agcvolidtmamente . Similmente & Le melar onde mefehiate di diverfeJpecie di limoni. fene veggono di quede fpccieafiài frequenti. < mevKe rojfe. canti rami . Potremo. c così accommodarai dentro la lua gemma che vadi giuda nel luogo dilcorzato. Lib.x. Si medhia anchora Il perfico del fangnigno. M Se Digitìzed by Googl . e del nocepcrfico. che habbiamo detto di fo- pra. Con quedo medefimo modo La fico mez. e fc infeudano quelli poi in una vite feconda . habbiamo de ttodc’frutti. Si vede con quedo artificio. III. e l’altro Tuo genitore. e mcT^zà dolci. cosi gcrminarà.a bianca r mez. E quello medefimo . Così Le mela granate da un lato dolce e dalP altro agro fi vedranno. dopo tonai tutti i re- . e fi leghino ben dretri. e del bianco. c nc’giardini di Napoli.acciochenon toglianoi vecchi rami il nodrimentoa’ novelli inedi» ma che tutto ilfucco fi (penda in fcrvitioloro .a nera produrre . Apri la feorza con dedrezza . in quella parte del ramo. che non l’odcndi . eli partirai per eficr la fua corteccia-.edcòdi. fc fi mefchicrannoinfieme nel modo. e di germogliare intorno alle gemme per .x.Torrai dal perfico. ovcro gli occhi. chc_. grandezza della medehma quantità della gemma. delicata.ma gli oc- chi lididorzerai con maggior didicultà . venghino bene aggiu(late. che non patifee il Indiarti maneggiare troppodaonde con più commodità lo farai coni rampolli. che è molto freda e novella. . Batti/t a delti Porti. fpadodiduediri tagliarai lecorteccic. e poi unendo inficine. j Di Gir.

come conviene all’uno.Perciochcogni cola viva col vivolubito s’attacca. overo pili. che ncj nafea il frutto vario. e colorile quello fi fà in quello modo . havrai li garofuli così accoppiati inlìeme. e (Ira da .i vermigli . che hanno pa- rentado. ne altro hanno fralorodi communc. e dall’ altra bianchcggiaranno .accon- ciamente. conferva la lpccie fila. un martellino. " Perche non hanno occhi. & il Mela in Eoetia. e tutti bianchi. le &<iecompagha. lo farai quello nelle radici. e poi come fono llrcttillimamcnte attaccate infieme fi piantano. emezzo dell’uno. al fuo tempo ti dara le rote. c l’altra metà dell’altro»' c tutù veramente colorati. che vi naicono apprclfo. edopo haven- doli comporti. go . I r. s’unifcono più agevolmente.come il Ccfifo.lc quali lpecic fono tuttcvolgariapprcflo noi . Il medefimo nel medclimo luogo infogna (fi una medefima vite porti uva nera.z. c circondarsi intorno gli occhi rametti della rofa bianca . perche da quella parte che vengono pelle un poco. eli pcftaroun poco danna parte.. Il che fanno anchora i fiumi. e met. Quello s’infegna da Teofrafto Si rimollifcono i rampolli di melagrana!? con.c - • • ’ que- Digitized by Google . ò cinque. che ognu- no conferva ladiia natura. & accommodati egualmente infieme .Columella l’inlègna in quello modo. e principalmente quello fi vede in quelle piante . e rampollo . Come fe volefitmo Produrle melagranate compoflc fra loro variamente. e quelli le accommodcrai beneinfiemc. dati infieme. Come altrimente i frutti fi pofsano comporre infieme . l’hanno piantati . . Della Magia Hat tir ale Se pigliarsi i . olliamo anchora in un’altro mòdo accoppiare infieme diverfi frutti» e cid P con altra fpecie d’inllrumento.Si pigliano quattro. e tutti rolli. & all’altro. e così di ducmaglioli ne fece un lolo. lo portarsi dentro la corteccia di una pianta di rota. Cap. legando firmamene?. e ciafcuna tira à fola fila parte dell’alimento dalla terra. aprendo due di quelli per mezzo. fi veggono. fc più né vorrai magliolidi vite. c le accommodcrai. dcamicitia fra loro. Tollero molti magli ili di vite . che s’unifchino inlìcmc . e lódigerifce. cheli ritrovano in quelle acini di varie fpe- cie . E una lpecié d’incrtamcnto.quando infieme fi uniicono. ne folo pro- ducono i fiori partiti di due varij colori ma nel medclimo rametto . & alcuni bianchi. Ma (Svorrai efperimentar quello nc’fiori dc’garofbli. che acciaccati s’unilcono in una natura» e ciafcuno tirala parte fuadcH’alimcnto lenza confonderli fra loro.• Far i gare/olì bianchi . e bianca.laonde avviene. e certi ginocchietti . che cialcu- na di loro.chefa tali uve. de tifando dili- genza che s’attacchino mficmc. e rolla con acuta punta cpoi partirai quelli occhi permezzo > & accommo- di coltello . Allhora da quelle verghe cosi infieme comporto. e nel medefimo rafpo vipia- no alcuni acini neri.fe non quello ab- bracciamento^ quella unione. ne nafee un’arbore. come . che da una parte rof- leggiaranno .

. occhi inlìeme bene attaccati. taglia con utu» ferro.ti piacerà. poi letama. & annetta la piaga. e lctamata. c con verità poi. c l’ongerai intorno di una terra delicata . fono molto difficili à fare. e compolli bcn’inlìemc. e di diverfi colori aggiùngergli inficine . che infin’à qui habbiamo Scritto degli antichi. che i cola polla faffi. Che la fica da una parte Jìa bianca daW altra roffa. Seti piace. perche ì mo. Lib. e (interrati con terra. Dimoiti non folo di due ne polliamo far un frutto. Così palliato alcun tempo .e l’alrra nera. j Dì Gio ' Battift a della Porta. e vi bilogna molto tempo per vederne l’cfpcrienza. e cosìaggiongerla metàdclPuna con la metà dell’altra & incollarle inficine dimezz’occhio dell’uno fi aggiuili . di due così liaggiongerai inlìeme. nc potrai far un genere da non mancarmai . acciochc s’unilcano in un tronco.Ma noi toglicmodue fi rmenti del- le vicine viti. pr quelli infime le ficcherai in un tubo un corno molto ftrctt. ecosì dopo ogni tre giorni. e nelmczzo dove fono più unite. e bianchi. che almeno lo cuopra tre diti alto da terra. e poni vi intorno terra fottile. . òcinqucinatfiare infin’à tanto. acciochc ere- .Quà- do le gemme faranno beocunite inlìeme. rompi quel tubo. Leontiol’infegna con quello modo. quando lt potanoi Sarmenti.lc le vi te fono vicine. che pajanounl'olo. così di quelle nc narreranno l’uve. e così ogni tregiorni innffiarlo. allhora poi llringeraiccn un papiro. c che hanno fatto buona unione. togliendo uniarmcnto di qucfti . & il mio modo è limile à quello di Palladio. òcon tetra. che loro gli occhi le partimo . Tatti i frutti vari . Da quelli dun- que potremo . M x feen- . congionto. così quando cominriaranno ad ufeiri germogli da quella cor- teccia. chcnon nc rimanga intiero dell’occhio. cdopo coprirla fif- fura conia cipolla fquilla .feco$ì. Le medefime cofe Plinio ne infegna da Columclla^ . che la Silura parta per mezzo fi gli occhi. con la metà dell’altro. e dall’altra parte avanzino fuori .e lo ìtringeremo molto bene con ligami . bifogna purgarne due. poi gli aggiorneremo inlìeme . e quelle pani. laonde bifogna che l’un magliolo fia bciu. piglia diverfi maglioli. ò tre anni. dopo due. graffia.& indiando l’altre. e chcs’accoftino inficmc aliai bene. Che un racemo di uva polla produrgli acini neri . III. . Quando havranno fatto il germoglio. fe non la terza parte. quali habbiamo propoflo. che comincia pullulare.e te:npo. & inaffia. chcfiano di una me* defunaetà. Ma Didimo in quello modo. di nuovo coftringi dnc_.ovcro in mente. e quelli devono aprir per mezzo con avvertenza. e così poi pian- tarla. • di.i- di creta .andAteli inaffiando fpcll'o. chedidueocchi fe ne facciunfolo. c dove l’habbiamo ad unire infieme. ponili in una folTa . che avan- zano fuori aprite e ponete acconciamente in una folla . che incolli bene inficmc. chel’unafia biandi. per meato. quanto fia poilibile. finche produchino le gemmc. & havraii fichi di due colori. e chenon perda nulla della midolla. rrafpiantali.5c attaccati. infin che comincino à germinarle nuove fiondi. Greci dicono. egli altri lafcia.& aftretto con l’altro involgendolo con papiro. che hò voluto vederne l’cfpericnza . c così dopo ducj anni. fiche dall’una. . Si devono pigliardue maglioli di diverfe fpccie .come mi caccafcato molte volte. chcl’un’occhiodi un (ar- mento l’accommodicen l’altro dell’altro Sarmento . e molle.

non folo difficile. che la ferita luffe fatta in quei luogo .0 agro.0 dolce. ne ufcì un germoglio. Noi havemo latto un’uva . dove era indiato . ne dilUccarc. e non odorati . non per quello voglio torl’occafioneà gli altri di non efpe- rimcntarc.Era un’ arbore di melorancio» che havea due rami. . come èia coftume farli dagli agricoltori. erano ornati di varij colori. e tagliandoli le cime. e produccndo i germogli al fuo tempo. che havea acini odorati. . che lafioraci babbino rafa . ma compofio .z. Qucflo l'armento.non mi terrò di non infcgnargli. che non fi pollino feparare. * Caf.emczi dolci . eruttigli aci- ni. . onde da qua l’arte hà infegnato produr- re limili frutti à chi haveffe voglia di produrgli Cerne altrimtntt ìfrutti fipofisanp acc off tare ittfieme . e poilì feminino perche tutti quelli germinando inficine. V. e l’altra Teoria dell’agri . apportò il cafo. emefehiarfi fra loro pur infegnato dagli antichi t fe bea pare àmc_» . E la natura di talfrutto gode Far un melangolo . E lefùngono inferno . fe ben quando ne hò fatta l’efpericnia^ non mi fono riufei ti. che produffe i pomi meri agri. dail’una. Il cafo ne hà infegnatofar quello mefehiamento .com. e cosi l’un occhio lorgerà incontro l’altro. acciocheufccndo hi ori faccino nn folo germoglio. & un’altro rotondodi uva àditi. de’qualiunramofacea pomi agri. emet.fe l’altro anno l’accoppiarcmo con un’altro di diverfa fpccie. e dolci. che produrrà uva con molta varietà di acini. quando lì piantano fintili arbori vecchi. e così ua fol arbore produrr» divecfi frutti. l’altro dolci. Ma perche fono frati infegnati da Autori gra- vitimi. li congiungano inficine. Se accaden- do di trafpian tarli quell’arbore . T Nfegnaremo ancora un*altro artificio. filtri fon che droerfi rami inferno (fongtongon. il medefimoanno & faccino l’uva con gli acini di due colori. e colligati inficine. dimoiti cauli. Per trofeo e gloria dell agricoltura » . &VB I Digitized by . che farà nato di que- lìi. ma impo (libile.e rotonda. fi i 1 fieme.c poi l’altroan- nocon un’altro. faremo al fineunrafpo. §2 Della Magia naturale fccndo i(armenti non venghino à romperlo. che produrranno (fretti. Col quale {rodano comporre frutti in. il modo è quello.chefa mez. Ma Pontano infegna con molta eleganza di Tcrli Come i cedri faccino diverji frutti.x. efan che inferno • Si congiongano . . Uno in forma di corno. che ripiglino molti femi di divedi alberi »efnitti s’attacchino inficine con pez- ze di lino. Che fa congionta infeme con grand'arte » JVon ne nafce un fri frutto . da quelli Congionti rami e da quella ferita . forfè la fortuna farà favorevole alla loro diligenza. e crefcano .

11 che fe_.ma tutte inchinate. Meravigliati . come poflìamo indiar col leme. il lauro nel cireggio. . E circondati fa* d'atta corteccia Ma acciò che il verno nonne/velli alcuno Di quei germogli . tutte inlìemc ne nafee un fol germoglio. Pone molti grani di fichi varij.t quelli poi gli nafeondono i» una picchi urna E quando ujtiran fuor delfretto collo I brevi gambi. fu (Te vero . mcfchiato col fecondo fimo (ho e cadendo nelle molli degli alberi corteccie. li giongerai infieme. co* gagliarda mano Ha btfogno che fian ligati. ai certo crefcendo fc ne facci un tronco . Di Gl ex Battifi a (itila Perù. h»ver dato cagione anchora del medclimo effètto. Dicono la mcrola nafeondendo i Temi ne’te- fori delle caverne. è con un vifchh . UT. Lib. Con quello medefìmomodo fi fa. c nobili in una pezza di lino. Quando femini la palma. pp & un frutto (ara mefchiato di molti E quello forfè l’hanrio tolto da Tcofralìo . nere. & elTcndo quattro meglio s’at- taccano infieme Perche le radici di quelle abbracciandofi vicendevolmente di .ncnafcercbbono da quello fecreco innumerabili cfpericnze. / Toglion diverfifimi . e fermi » e poifot li maggiori > ^Piantatitafoffa. Di quà habbia- mo villo il circggio incitato nel falice. Ma fc vogliamo Che ilproduca diverfipomi.» uno . cdi fbpra altrettante . Se corrai molte bacche bianche. & unifea infime tutti » Che fono una cor tecciafiotto tutti Uniti . efirmi. rode. che quello modo è flato ritrovato da gli uccellhdicendo.La naturaanchora hà d imo lira to.noi per bellezza ha verno qui portato i fuoi verfi. il platano nel lauro. il quale elTcndo divorato dalla fame degli uccelli.dal vento traiportati. Leontio fà quello congiungimento in tal modo. Dunque pcrf. cttro Il noltro Pontano l’inlègna ne* fuoi horti cfperididegan tilfimnmemtc .e n afeeran no le bacche da quello di più colori. fcmina due ofTainficmc tongiontc. che Jlfico babbi il frutto da una forte biancone dal! altra rojfo.c tiepido ufccndo dal ventre. e ligati inlìemc. s’attaccheranno in. e s’unifcono inlìemc al primo. il qual fcriife. c mefehiate inlieme pianterai. egli aprafio bifogne Incollargli con cera. che d'intornofa Di fimopingue produrrai fieoi pernii . Che gli attacchi . fè quei varij gambi.tr Che le bacche venghinodi firn coleri . fono & anchora humido. perche non cacciano fuori il germoglio dalla parte fupina. e di divtrfifapori. ò cavagna dalla parte di fopra. e nati che fononi trafpian- ta. Plinio dice. che gennogliaranno fuori. eie bacche indente di molti colori. li pianta.cht in ueifoi vedrai Jfi- Digitized by Google .

in. c veden- do. e così havemo villo. molto belli à vedere à gli occhi .cfipargj letame.lcletanaarcmotadac- quandole frequentcmetitc.s’acco- llsJicjC s’unifle pili col vivoiedopo con fafee diverghe di olmo feorzate. e Icrv irgli. acciochc volendoli lèparar l’ima dall’altra^tielloligamelitoglicflela libertà di poter farlo. con conijdi legno. .? pieghevoli. c tre i in Time anchora . . òfimili legami delicati. ' . così produccndo quello il fuo lafciaremoquclli. e come havran- no fattoli gambo. «Piglia una ballast ina di fi creo di pecora^. ' . qual habbiamo proroeflo .c non due arbori. ivi fi fono congiunti . perla Iufiuria dclPcducatione. che alcuna parte di loro non fi toccalk Uretra inficine. - eie bcn’é picciola. perche eflèndò piantati in quelli vafi.accHJche con quelle carezze crcfcano più felicemente. ma non tanto gagliarda- mcn teche fi venghino à llrangplarc. dove fono così congiontc inficine .. Se vogliamo. c ne’ luoghi dove fi li aveva no à toccare. ma in terra ben zappata il . 9* Bell» Màgi* naturale I faporì . »v . che l’hai infieme-feminate. co- flringcndoà forza. cosi altri. ufavi piùdiligenza che mai. e delicate* c piantate da preflo. cosi bavrai la lattuca attaccata. ne habbiamo prima rafo la corteccia. e quelle cofeche hanno icritto fono non folo fallii ma impof- fibili.i frutximcfchiati dclPunorePaitro.bal:lico. che pajoho imo. e del Ke’noflri libri dell’Agricoltura « havemo abondcvolmente dichiarato erme. To- / .havcmoaddottc leragioni d.fi fpno uniti di modo.& inaffiato. portai inquella c feme di lattuca. Poflìamocon i vafidi creta far il medefimo molto gerii mente. Cosi poi paflati alcuni anni . pianta foladi taglia.dove fi fono tocchi.v . po- nici d’intorno letame.d'. e etiopi oon tbrra lottile. Et altre herbe della medefima qualità. gli alberi delle melangok vecchie. . che per dar in tmcnogcalIb.Napoli. polliamo inailiare. & hum idi . e di larà tale . come fanno coloro . leggiermente l’havcmoftrettc .poi balzandole radici.eJcllringcrai. Il medefimo hò villo clfer accaduto nc’rnoroni. li porrai ivi dcntró. . conqucll’herbe. Che la lattttc a habbia con fid'apio. .ctagliaremogli frutto . c và l’cmpre di paflo in pafloinaf- i fiandola. c Uà mi- rando s’alcuni di quelli fia nato nel commi luogo dei toccamcnto dell’ una* e del- l’altra. Se caverai una ballotrina di Aereo caprino. Habbiamovifldncgli honi regali. l’habbiamo ftrettamentc attaccate.sbufciala deiurqjC rendila vacua.Altri lo fanno in quello modo. Phavemo avvolte l’una con l’altra.rucchetta. qua- e ò li ti piaceranno. che tutti inficine havrauno.&. tCcndo alcune piante di pru- n tenere. che torceno le funi. efottcrrala un piede lotto.nadurzo. ravano fi flcnderàfotto per radice di tuttiJa lattuca nel mezzo. ballotrina di letame la fotterrcrai in una breve folla.c riterrà ciafcuno il fuo lapure . bja à noi ha piaciuto largii in quello modo.c dopo che faranno nati quei. con una trivella.. & ha ver prodotti i frutti di più colori.e governare à noftro mo- le do. . duefeminon fi pofiono aitaccareinfictnc. e d’intorno al taglio nafccran no moiri germogli .’una parte-e dall’altra.. dovei rami fi fono toccati-. che pare una. acciochc il vivo. Che i frutti del fu finn melangolo fi etngi Maghino infieme . molto f'apore al gufto.nc’luoghi opachi. pur inaffia.e di ra vano poi rivolgendo quella^ . poi ifòpradctti lenii. la ruchetta *V bifidiet. eie teda n ti herbe infieme con Ici.&: havcndoli da preflo fetnpre. Palladio l’infegna più diligcn teme- te.

de altri ve ne fono cosi di molte. E dice haver villo quell’arbore nc’giardini di Mario Maltinto. « V mo anchora un’altro modo di comporre infreme i frutti. . i Ma veggiamo prima i nollri an- tichi come Phabbino infognata. che pajono fiocchi pilota. ótre frutti di varq. e dalla terra il folitofuo alimento. Ma le tu deirderi fapere 1 fiori come nafeam di divtrjì colori. e faporito gitilo di loro. Se alcuno indierà l’Oliva nell’uva.come(ì doveva inierirc_.che ilniirto riceve la vitenell’iilellamenr©. accioche in un tempo dalla vite tiri à fe la dolcezza. Cosi il frutto Hà forrltoilnomedal vicendevole congiungimento de’fuoi padri . nitori. e chiamala col nome comune della pa- tria loro ufcrolimi Ma bifogna fortificarla intornocon pali. '«•/ * • . c pungendo ctjn un flilc in ogni grado . Lib. quelle cioè che danno apprefioalla radice. che pollino loflen- . nc nafccranno fiori d i divertì colori .cioè Oltvuva. .t mc- delìina lpecie . cosi dicono che fieno generate tanto fpeciedi bcllidi. da’quclla unio- ne di Icmi .e lovra l’arbofe del mirto indiando farmene» della vite produccnoriiva. * . e di nuovo piantano la lami- ca. da’Grèci’detto Eteoftafilo. eccetto delio rafano. Gap. poi l’involgono di fimo. e l’attaccherà in una pezza di lino. overechenalcjlhojn unmeddìmo ramo due. e noi finmo primi che l’infcgrtamo. così non togliendo germogli dell* vite dal l'uo arbore fervarà l'eco il fapore dc’luoi ge- i . roileggiante d’intorno . e di molti colori di lo- glio. Come fi facci tOliva meta. Di Gio: Hat lift a delU Porta.Ma Fiotétinoncll’undeciirvolib. vi pongono un lèmedcgli ante- detti. ITT. 1 • . dioc ch’una pàrte (ìadi uno. e l’Oglio della bacca dell’Oliva . & haver gridato ivi il frutto. eia pianterà.rolfi. non folo produrrà racemi d’uva. . Dunque fi bufa la vitevicinola terra. enei modo recita- I c to di l'opra. Pira ct)c ScriveTarentino. tare il pefd^e’rami che indiandola di altro modo che quello non havrebbebifo- gno fi rmo che colmcdefìmo artificio fi poilafare 1* de’pali . Se alcuno terrà Temi di divertì colori di fiori d’un. e per quel bufo fi palfaun ramodi Oliva. ma che l’uno fia contenuto dentro dall’altro. e dice anchora-. Dalla medefima regola . E così hà dentro Tarino dd mirro. . ' ’ • . le uve pro- Digilized by Google .le quali nel fondo dcll’aci- i no fono le bacche del mirto Ma nonfcriffe ilmodo. le le fanneuta della vite indiate fupra il tronco dclmirto apprenderanno. Epnmo. Diofane mollra. che l'vno ftia dentro /* altro. che veramente fi può dir doppio . & ilfapor dell’acino dell’uva . FI. crd'cendojiótvien circondata dà tutte quelle herbe. . lequali lì veggono fioritedi fogliette di color d’oro.c_» diverti.della fua Georgicacosì l’ha- ve infegnato. pe gliono aldine fiondi d’intornoalla lattica. • Come fi faccino i frutti doppi . ma anchora Olive. e giudicato che gullava infiemc_». che quefte piante nafeono nella Libia. c l’altra di un’altro nel medefi- frutto-. e per naver più giocondo.chc la vite incitata nell’oliva produca il frutto chiama toEleofla- philo.

Han. e forfè ncdtu pi tri là poto. ni di greca vanirà. perche iiau nate indiate nel melo. c del perlìco un figlio ncnalce non villo dagli antichi fccoli. c l’effigieQuello pomo di fuori inoflrx- .che tirando da quel- lo un làpor più afpro. chiamali dall’uno. ma da dentro moflra il mandorlo dolce .che babbi dentro il mandorlo dolce. Con quello medclìmo modo produrremo un melo molto prodt- giofo. ne lolo falli. Plinio dice le pruna meline. ò togliendo l’uno. già nell’ultimo della vecchiezza. hà tratto il nome dal fuo padre. che hanno la faccia del padre. che hanno dentro il mandorlo amaro. le noci indiate una particolarsf. e per dili- genza d’indlamcnto . ma nel modo da loro icritto imponìbili à farli. Quelle piante per molti anni hò tenute verdi nelle nollre ville.Ma noi mollraremo il modo. Se arbore peculiare dcllaSoria. por l’occhio di quello doppio fopra un’altr’occhio di pianta diverfa .c l’un folo. non porreraufrurto à quel moda Inferir l’Oliva nella vite c imponìbile. e difapore. Imparai! medclìmo. Il frullo delle mix r. che con la fua maraviglia riempia gli occhi. c da lor fatti. Come l’al- treprune. e dall’ altro nociprune. malagevolmente apprenderanno tanno lì . come polliamo produrre il Mandorlo perjìco .dcntroèdimandorlodolcc. c s’indiavano nel iorbo. Quello pomo chia- mato màdorio pertico da moderni. cigiardini. l’indlorno nelforbo. c’I fàpor dell’ adotcionc . cioè Cba Diqitized by Gooole . e madre. «Se il mandorlo. e però il mandorlo non era cattivo. / frutti del pruno del color della noce. Quelli modi che hibbiamo dinanzi narrati de gli antichi tutti fono falli. non produrrebbe uva. 6c anchor che riufeiife al modo lor dato. come narra Plinio. e pie- . che di fuori è ptrjìco .» Magia naturale prodotte («cannoni modo ulaco. e madri. L’arbore c di natura mezzana fra’l perlìco. ne giamai fu raddoppiato pomo più ingegnofamente. gf Dell. E fé vo- gliamo farlo triplicato. e per una nuova fpecie di adulterio ritrovata dal man- dorlo. come fi facci. neutro alle prugne eie il mandorlo dolce. che ha dentro il mandorlo dolce - Le mixe fonofpecie di pruno. U pruno con la carne di melo. ma non infegna come. il làpor del frutto di fuori è di perfico. Chiamate dalli antichi nociprune. Come fi facci il pruno . à eempodi Plìniocrano familiari all’Italia. Cosìs’im- para-. l'opra l’altro. e mandorline. poi- ché il fuo frutto hàracfcliiata la natura dell’uno .icciatczza. c di faccia .c dell’Egitto. ftringdlcro il corpo . Dalmcdclìmo Plinio. Noi ditnoftreremo al mondo come far li debba. Di frefeo in Betica fono cominciate à chia- «narlì lepruna melane.equcllolì6à fopraponé- do l’occhio dell’uno. ma t'e nel modo predccco .c dalla noce . che ritiene : in le la qualità dc’fuoj padri. e dell’altra inli ime . il che habbiamo ritrovato noi. Pjrchc fc tu indiaci il mirto nella vite. c gli animi di llu- porc. e dentro ritiene il mandorla dolce . c l’altro dalla madre. le fembianze del perlìco..chc non haranno dentro le bacche del mirto. come habbiamo d imollrato nell’agricol- tura . overo perche faceva lubrico il corpo.

hà & N la . E fra noi una fpccicdi perficochiamatonoccpcr- fico. cioè dalla noce. Che dobbiam fare le vogliamo. laonde fe alcuno ine- ftaflè la calabricc in fc lidia più volte. Di Gio: Battift a dell* Pertu . Da quello dfempìo Aiutar i frutti dell oxiacanta inaiatole. Che la caft agna diventi eccellentijfima. nel campo Napolitano indiò calcagna nel fuo tronco col fuo la meddimo rampollo.è ne’nofiri tempi ritrovato Jl noceptrjìco comporre dal perJìco. overo Calabricc Ila altra pian- ta . più dolci. e fono attaccati ad unomedcfimopcdicino. c folle nome da lui. e tanta èia grandezza dcll’incftamcnto . Sopraponendo rocchio del cedro à quel del limone. V 1 1. che s’indiano con rampollo d’altri alberi. chchebbe nome frale lodate. & il fapore. che incitando l’arbore eon un filo meddimo ramo .già fin’adclTu fa i frutti maggiori. che nel luogo della mcdolla have un’altro cirro. In Calabria e Sorrento è . ma quella gli fàcca migliori. e migliori . e fe non faremo prevenuti dalla morte . Poi un fuo fchiavo fatto franco fuo herede. con quello modo. Dalla noce hà il colore di herba. . e l’altra.nè mai darà buo- . eli mefehiano inficine la forza. mal’hòpcr ccrtilfimo . c dal pcrlico. no. III.non conofciuro dagli antichi. e tre volte del liio meddimo rampol- lo. finche produ- ca azzarolc. efe nc ritrovano di piùfpecie. Impararono. fc non farà indiato in un’altra pianta . non folollimo.e dalla noce. indiò di nuovo quella caftagna Corelliana . nè liimo chel’olliacanta. " 97 Che un diro babbi lenirò un limoncello. Ltb. . giudico che li mutarebbein azzardo. Noi nella nollra villa l'habbiamo inferito due. l’india remo tante volte. al quale l’clTcr fiata prodotta dalla diligenza^ degli inalatori. quel ramo produrrà frutti migliori di loro illdlì Cosi anchora il cireggiogodcmolto dcll’dfer indiato . e da noi. Qudlc_. che ifpichidi dentro fian dupli- cati con tanta bella fattura che non ti fatij mai di mirargli. Come Jì pofsano generar frutti m ai più vifìi » e fargli migliori . e pcggiorijraccontaremol’efperienzc fattcdagli antichi. Cap. riricn il nome dall’uno . cofc fono degli antichi. Ci fiamo sforzati di fare.CorellioCavalicr Romano naroinAteftc . Nondovcmo lafciar di dire la rarità di un’cflempio. come nc lafciò fcritto Panfilo. cola volgare.che l’azzarolo tralignato nelle fclve in fclvaggio . e così fece lacaflagnacosìecccellente. ò fuave frutto. lior parleremo di quel- c le. c l’altro padre. e peggiori . generar nuovi frutti. thc_* quella faceva frutti più abondevolmente . e quella differenza c fral’una. Del medefimo mo- do è dato fatto un cJ^felangalo doppio La quale fpccieè anchora ufi tata apprelTo noi.

che Cole fi mangiano crude di quedafpecic. fi chiama citromclo Anatolio. Polliamo an- chora indiando i Frutti in arbore migliori fargli migliori. mentre feguita quella.ch’cllaconuna nafcoftamacdà. 9t imitatrice della natura. il come quello ch’è inedato fòvra il domcdico Se inederai il perfico nel prugno . Il melo s’intda Bel pruno.& amareggia leggiermente. porrà lotto mentiti tempi. E conofoendo eh e dal perpetuo mo- to del celede colore. e que- } lla mutarlo in edade . dentro di carne dura. fecero la fpccie delle mela milviane . fi farà di fapore più afpro. Dice M. perche Ce làrà inedato il melo nel Cotogno : dal Cotogno fe ne fa un melo eccellcntidìmo. non farà così giocondo il frutto. fèn tirai alquanto della Cua amaritudine. come una feconda Narura vcftitofì . horfa-* che ritorni addietro. E cominciammo dal pero. Varronefc inederaiil pero domedìco nel fel- Ta gg‘°» eflend» primo pero inedato buono . fe accioche fiaco ricevute più gli piacerà ritardarle. e du- ro. e dalli diri. e finalmente la sfoi za à fare à Tuo modo. e Strutto. e tutte le cofi-nafcenti i nel mondo. e non dura co* me la noce. l’habito di quella .di giocondo fapore. il Cucco afpro. quella parte ch’i tocca dal Sole diviene roda. che non fi può imaginare. come il perfico. gS Della Magia Hat ir ale la fcorza lifcia fenza niuna lanugine. overo affrettarle. l’odore c gentiliffimo. ma parlò del frutto.fotto dubbiose forme. Cap. T 'Arte emula. de il Capore. e fot- to ofeuri velami và coprcndoFoperc lue. Compofi. e reiterò Cpeffc volte l’infitione . ma traligna in melo più picciolo. overo nel modo già detto . onde il Mago. c dagioni. quel tratto.chiam3to dagli A theniefi melimelo. 1 e. c tre. Cosìinedandola caftagnsu.chc dalla rino- vata infitione del perfico Coprala noce. 4r frutti. Perche inedò il melo nel citro . fi corroppe. Veg- liamo Digitize . e di peggior fapore. c con le congictture dell’animo *à invedigandoquello. c Ce ben fi maturerà più tardi. c come fi mefehino la forma. nel Calice. Come pofsiamo produr i frutti . hà dentro l’oflTofcabro. c Diofane Il Melimelo dal melo. Ne dà anchora non picciolo giovamento Finedare . . e dopo nato . e quello che havea con lungo tempo. fi producono fra noi i fiori. fèmprefa cofc A-' più fublimi.e più degne.come con l’inedare fi farà Che i frutti diventino peggiori.chc fia prodotto altrimente. F1 /.Le cotogne inedate ne i meli drutij.con il fenfo degli occhi. Ma Plinio Le Milvia»re dal Cotogno. e dal Cotogno. ma la forma ha del pcrfico. Già havem» detto come con l’incdare i frutti fi faccino migliori .ro infieme. Hor impedifee l’op rc fuc . ma finifee più predo aliai. Diolàncfeccle Citromele dal melo . . fà che predo parto* ri fica. della primavera farne inverno . InCegnòà comporre infieme . tralignerà di grandezza. cardi fi ma tura. ma dopoché apprcCc bene. & i fiorii innanzi tempo . c Ce Finedcrà nel mandorlo amaro quando mangierai . Hor modraremo.

e caldo . ò validi creta. il qual modo Didimo l’infegna. e tagliar poi quel tronconi cireggio quanto avanza l’opra l’indio con latcrca.rmcnto verrà cre- fecndo. & il Ciclofaràpiù benigno. inaffiandoloallo fpcdb quando farà di bifogno. clic tutto il iuccofucchiar lo debba Ll* ' vite. Ma poi quando nella primavera faranno ccfTacii freddi. & ncquo- fo fi piantino con viccndcvol ordine una ferola. Se caverai una gemma di rofa .quei fnrmcto trapalato in quel buco s’unirà col tronco. fiche labri del vafe fìano eguali allelabra della terra. Che l a rofa moftri insanii tempo ifuoi fori. 111. così l’incdato cocomero produrrà i fuoi fruttianchora ne’ freddi tempi Ma hora bifogna im- • parare come portiamo mentirci tempi.perche produrrà l’uva in quel tempo.c delle. quando comincia la primavera. polliamo fare. s’uniranno con quelle dc’rovi. con quedo artificio. enei cader poi del Sole. che lo ticnenel corpo attaccato.econunodilodi legno far un buco nelle midolle del rovo. &i giacci. nel cireggio . c quan- do farà bel Sole. c’lf. Ma accioche l’inferir ncll’herbc non ci apportarti alcuna tardanza.il qual comanda.» ferole. nella primavcra. fiorirà parimente la rofa dalla fua corteccia.con quedo modo ne havrcmograncopiaicomc n’infc- gna Tarcntino . & ifemi di cocomeri . in t intola vite non darà otiofa.ò vafì in terra ben zappata. e clemente. N i vere .allhora cacciano i cofini allo fcopcrto. e l’inocchierai nella corteccia del mandorlo . che così lì nodriranno non della fua. ne rirtretta . Di Gfo Exttifi a : delti Parts . ne rcltarà punto ofFefa da quello bufo. & un rovo in un’horto.li quali facendo le lororadici. e mefehiandovi molto fimo la fanno liquida. • 99 giamo dunquefc per l’artificio dcll’incdamcnto polliamo Frodar Cava nella primavera. ecolti- vata. I Quintili) l’infegnano così . Bufa il tronco del cireggio con la trivella Franec- fc. non tagliandolo però dalla fua madre. e dal tronco del cireggio. e quedo farli agevolmente. & anticipan- do il tempo dovuto. che il circggio produce i fuoi frutti nella primavera e noi defìde- . anchora havrai l’uva-. e primo che 1 cocomeri producanocifrutto innanzi ì! tempo . Faremo. haver fatto Dolo Mendcfio appresogli Egittij. Poi nello fpatio di due anni. Con la forza anchora dcll’incltarc. e dopo pattato l’Autunno bifogna tagliargli unpocofopra terra. che li diaapprcflo piantata. le ripongono dentro al coperto . Se tu ineftarai la nera vite. ma c produrrà frutto. ma quello incitamento non fi può far le non col bufare . cosi viverà il lannento. e della ferola. nel quale il cireggio era per produrre il fuo frutto . Pigliano i cofini .c nudrito dalla fua madre. c la pioggia moderata . Qic il cocomero produca prillo i fuii frutti. che in luogo letamato. vi piantano i Temi .c nel bufo fatto liccaun larmentodi vite genero) a. ma dall’altrui radice .&apprd’o. pianteremo quei cofini . ò difficoltà nclprodur predo i fiori. Lìb. c porvi ivi letame. Cosi anchora fi fa delle zucche Tcofiarto infegna come fi pofTa ha- . e quedo cosi fallì continuamente . Se reggiamo. c fc ne havrà penfiero i d i coltivarli. onde bifogna tagliarlo poi dalla fua radice . dice Columella haver letto. e fi riempono di terra ben crivellata. iru quel tempo che fiorirà ilmandorlo. riamo l’uva in quei tcmpi.

Che il eirtggio produca innanzi tempo. Da T arentino. mo La rofa ufeirà innanzi tempo fe prima che produrrà i bottoni . tentiamo di accelerare il maturamente. ove- ro fc fpcdb inaffierai le radici con acqua calda. fc infieme con le piante vi porrai vinaccia dolce. come nella Mcfiajma ciò avvicn per arte. c ce ne porrai in abondan- za. agevolmente. c nani. aggiungendo alle fue radici calce. e ta ongerai gli occhi Puoi abohdcvolmentc. nèvolea che paffafle giorno. che non ne_> haveffe. e fc vi fi trovano alcuni acerbi d’inverno. e più felicemente crefce. ma ciò prima che produchino i fiori. Si sforza. Se vorrai.Didimonelmcdcfimomodo infegna Comefi pojfvio prò dar le rofe p affiato f inverno. ò acque calde. quando poi nel Cicl più tiepido fc gli le- & va il fimo. Dice Plinio.c quando fogliono venire i fior à & maturano. e corromperli. e da Fiorentino . che farà piantato nella fcilla.e mifch iato con acqua alla fpedezza del miele. c però à quedo effetto l’havca piantati negli horti portatili con le ruote» ogni giorno dimodrandogli al Sole. clic_* habbiamo narrato ne’cocomeri. c nell’inverno le ritiravano dentro le camere con lcfincdrc. Il cocomero fù ol- tre modograto àTibcrio Imperadore.e quando verrà il vero tem- po difcminarlijfottcrri cancftri dove danno piantati. ccosì ifuoi frutti faran- i no prima degli altri.Che le piante germoglino prefle Come n’ammonilccTebfrafto. de cipolle alla lucc. ò nitro .farà . altro col quale videro. fe ben dopo Peccherà Dice Didi. Che la vite germogli prefio. che fono piantate dentro lafcilla.c godendo del nuovo Sole. le quando fi piantano le pianteci aggiungerai le già dette vinaccie . tao Della Alalia naturale vcrci cocomeri innari tempo. elle che nc’luoghi freddiflìmi. germogliarà . c palpato l’autunno lo cuoprono di fimo. Nel mcdelimo modo l’infcgna Columella. Se nc’vafi di creta. non per natura. Mafaraiaflfai meglio. folla di un piede d’intorno la radiceli butterai acqua calda. Farai an- chora l’uvc innanzi tempo. il che non fa per altro fenoli per lofuo ca- ler interno. anchor gli altri. eflendo dell'anno pafiato. Scaldino fcminarài cocomeri d’inverno.crcfcerà più prefto In Ibmma tutto quello . come fuffero natedi nuovo . c Pefponga al Sole. fono innanzi tempo. cominciando à pro- durre i bottoni.Ma nell’ herbe.e l’accodi al fico. e lo sforzerai à matu- rarli.e nelle zucche. e piante già per innanzi piantate! per noncffcrc in potedànodra coprir il Cielo. ciod non anchora cominciata à perverterfi . Infegna Democrito. le le uferà la medefima diligenza . Il dopo che farà pota- nitro pido. Perche han- no gli alberi de’Hchi affai baffi. . Che Digitized by Googl . e l’inaffi con acqua tepida. & aprirlo nel mezzo de’larghi campi) noi dando alle radici . c ne’cofini piantate .fra ottogiorni germogliata. ò cofc limili . £ fe ti piace. Oltre à ciò tutte quelle . ò calce . farai che’l cireggio produchi innanzi tempo. eie la fiso farà piantata appreffo la fcilla. facendo una . Plinio prohibendo il freddo di Prodieri fichi innanzi tempo delP anno pajfato. avide lo ricevono. fonoin alcune provincie » fichi d’inverno. con affai diverfo artificiodc’padati.

Podìamo far Che Capto germogli prefto . c dicono valere alla-. che ardifee non folamcnte predo. trafpiantali . Se in quella terra feminarai i meloni . e quando dà per venir l’edade . de in quello modo noi veramente l’habbiamo prodotti più innanzi degli altri Con quello modo anchora con an-. Lib. perche duole dominato fpuntar fuori al cinquantefimo. . . tot Che ifichi faccino i frutti innanzi tempo. poi demina. re. che le demini con dercodi bue. Ilcuinafcerfra tutte le code che fi deminano c il più tardo. & olio. polliamo 7r«- . quando quei fiori comincia- no à rofleggiare. Sene’ monti di letame in un luogo porraiun poco di terra dottile d’inverno.ò almeno quarantèiimo giorno.cuopri con un panno. con olio mifchiato con pepe. e bagna con acqua vi- ta. Siano i demidi quell’anno. come io defiderava. Quà bidogna grandiifima diligenza di mano. Che la hrajfica innanzi tempo germogli.Sono alcuni.non denzagradifiìma maraviglia de’riguar- danti. Così per far Che le lentecchie n afe ano prefto Medchia ben il feme prima. ò cinque giorni. la radice invol- gono d’alga con nitro pillo . che come l’andrai dpargendo per dovrà una leggiera ruggiada di acqua vite. Appreflo noi quando li fichi cominciano à maturarli . difendili dal freddo della notte. III. che trasferendola bralfica. ebenigrfo. Palladio fucco di cipolla lunga. Fiorenti- no ongeva i acciochei fichi li maturino prello. di montoni.come ne deride Teofrado. quanto fi piglia con tre diti. 'bufano Con un’aco di legno. e ladcialiinquel fimo per quattro. . Perche dimano. leva il panno. ticipai il tempo del feminare. . ma Pelocijfimamente produr l'apio. non riufeirà l’effetto. bagnato d’olio le picciole bocche de’fichi. Ma tanto la mente humana con l’edpericnza và penetrando nel più lecreto deno della natura.accioche per alcu- ni giorni s’acceleri la maturatione Altrtfotterrano d’intorno gl’alberilc corna . medchiandovi cenere di gambi di fave. dommergerlo nell’aceto Ladciatclo dar per alquanto in luogo tiepido» dopo quei demi deminati in terra minuta.& i redanti. Coraeinfegna Plinio . e più difficile à riudet- . liongc con fichi di olio. 1 aceto . che il calore non dcampi via. per la caldezza di quel fimo nafccranno bem. pepe.fcliciflimamente. che n’hanno fatto l’efi- pcrienza. overo fedopoche farà deminato fi bagnerà di acqua calda. che per lo caldo del fimo non moriranno. Se à molti miei amici. nadcerl'ubito. Di Ciò: Battifta della Porta. Noi lo chiamiamo petrofilIo.hor qua bidogna che di in cervello. Inqueftomodo.elpe0b.che vi ponga intorno letame di colombi. predo. preda maturatione.cheil gambo comincinrà àdalirsù. ponendovi alcuna coda didopra. quando poi il Ciclo cominciarà ad elTcr più fercrto . Così anchor farai Che i meloni producano prefto il fuo frutto. e dalla neve. che facédo ogni piccio- j lo errore. c dciolta. ch’io de ben l’hò provaro non riudei l’elfctto. che piantato dubito butti fuora:fe nel principio lì Ipargcrà d’ac- qua calda Da Plinio Dice Palladio fe farà pardo di un leggiero inaffiamento di . chclo lafciaroà noi dcritto. cosi fra pocoté- po cominciarannoà dpuntar fuor della terra.

perche uden- do quello humore. il feguente anno dalle medefime radici produrràno di nuovo il frutto. Come infegna Fiorentino . che venghi preflo fuori. accelerano la loro concottionc. perche nell’anno lègucntc nafeeranno più pretto . La Rapa nafeera preflifftmo.fc nel tati in vali. & iOj Della Magia naturale Frodar » cedriteli iu nativi tempo. c con un repidiffimocalorcli faremo produrrei forzai frutti.c tanto tempo avanzaranno gli altri. che p. quando farà il tempo dell’orzo. radici. cfar le radici nuove. i c i Fichi che maturino prejlo i fuoi frutti. Come vuol Teofrafto. i! & Ccct .accioche n’cfca il latte. nello. Hor qui addurremo varij ar- tir. feda gli hortolani farà piantatone’ cumuli di terra. Teofrafto ne infegna un’altro fccrcto . mcnochefi putrefaccia. \ Se li troncheremo germogli fupcrchi . fe quando farà Pedate tu l’ina filerai due volte il giorno. Come ne infegna Teofrafto. eie biade. li collocheremo in quclfito. c Demo- crito Haver le refe di Geitna\o Promette. fe non che havendo tanti fuochi lotto ter- ra . Haver più prejlo tutti i frutti Porremo luogo rivolto à mezo giorno pianteremo le piante. con i quali potremo addurrei frutti più velocemente. perquanto fi trova- no piantati innanzi à gli altri. Se alcuno pianterai femi. Coftringercà forza I cocomeri . affai innanzi tempo .che prima fiano flati à molle nell’acqua.cij di cultura. qncllochcrcfta fi digerifee più agevolmente. La ciucca . fe con tutte le guaine pofto à molle nell’acquc lo femine- rai. Se alcuno taglierà fopra la radice à fommo della terra dopò che haranno fatto il frutto e buttandovi terra fo pra le . ò facrificando il fuo tronco. tiepida e fe vogliamochcpiù rollo fàccinofrutco. c di- remo in che modo Le Cotogne fi producano preflo Ce l’infegna Palladio. nini. . e iè li mjniftri largamente l’alimento . cioè fe tu l’inacquerai continuamente. che s’hanno da feminare. Il ceco afe irà prejlo.xrtorifca preflo. & ben fi te- mi nera con gli altri. fcaldando tiepidamente con quelli le loro radici . porremofotto i vali un for- . Graffignando . fe Io feminerai. overo bagnandolo continuamente. Neper al- tra cagioncin Pozzuoli. òfe fono pi3- . perche le radici de’ cedruoli ponno vivere piùd’un’annoulandovi alcuna diligenza. che nafehino preflo. c fe vi aggiunge inacquargli di acqua-. Come Digitized by Gc . c ncll’ifola d’Ifchia producono i loro frutti innanzi té- po di tutta terra di Lavoro. Teofrafto di- ce macerando il feme innanzi che lo fe.

Ut. Ma fc vuoi che con uno perpe- tuo frutto I citri fempre fieno carichi di frutti. ò dopò il tempo. bilògna tagliar quelli di prima .eprar 11 mede fimo effèt- to Mafe vogliamo . Quando farannogià fatti grandi. ma ftieno quali Tempre trefehi. perche fé dalla forza del Sole nonlaran difeccati gli alimenti . e fiori. che avviene a’cedruoli . / «caligherai la Tua troppa fecon dirà. che in ogni tempo E polliamo haverfrutti . li lal'cino pen- de re dentro pozzo. E tutto l’anno fticnolovra l’albero. Havcr i cocomeri tutto Canno. e taglierai col coltello i rami. come Ariftotcle n’infegna ne’problemi. _ E divenir vedrai carichi i rami Si che a vicenda i rami veder ai Carichi hor quefto . come porta farG. alcuni ne torrai dalla pianta. Di quà. j ej Come poliamo havtr ftmprt frutti . e poi da quella pareet i Che de' pomi già tolti vedo a reila Vederai ufeir fiori e nuovi frutti . & invitargli à nuova figliolanza . e fiori. nc reftituirà tanto ella con i frutti . Ma fc cerchiamo 7/4- Digitized by Google . IX. che prevengano al tempo . Come anchora avviene à gli alberi . ne torrai parte con le mani .fc alcuno l’afconderà eden do piccioli. Indiandoli melo «elcitro» fcjnpre harraì frutto. e ferverai quell’ordine. Cap. ne da’fiati dc’venti. Di Gìo : Battìfta della Porta. & innazi tempo.& anchora ufato in molti altri luoghi.cheha- faj ragliati i rami. Fontano dimortra quello iflcfTo ne’ fuoi verfi. da quella parte. e fargli anchor tardi. & al vento danno. liccio che in tutto Panno non Ji manchi . E ne riempirai colmi i canefiri . e quel vapor dell’acqua chevicnsù faràchc non lentino alcuna lic- eità. e picciole. Quando vie- ne il tempo di corli . perche nc i tempi ordinari à noi non ce ne mancano Ma come portiamo . E quei che refleran fa che in grandezza Crefcano pomi . e nel cre- fcimcnto . c fi cuopre di fopra . e parte ne lafcierai. perche ribaldandogli il Sole non può il difeccargli. perle quali cagio- ni la loro grandezza non può crefeere . \ I Frutti . come una catena ne avviene. dcalle zucche nella mollezza. . che oe’luoghi cl'polli al Sole. Haver i meli in ogni tempo. Da cui Tcofrafto. Potremo anchora con l’ajuto » che nc porgerà l’infitiane. che feguano dopò il tempo . hor quel del bel m trailo. e che fiano vicini ad un pozzo . O innanzi tempo. A’medcfimi anchora ap- particne quello. che fi oflerva pecu- liarmente in tutta l’Afliria. e come quelli faranno gra- di . Lib. Didimo l’infegna ne’fuoi Georgici .

falciano quelli . Sene’luoghi ferrati . perche all’hora havrannola pianta perfetta. non lafciando la folita col- tura. Che mai fi manchino le rofe. e fe v’ag- giungerai la cultura. c li defènderemo da gli loverchi foli. X. finche non valghi il tempo di Iafciargli . edcll’acqua. e fover«hi freddi Solamen- te mollrandogli al Solc. Se altri dodcci diti in altezza. Et in altro luogo. in vali di creta. e così fa- rai per tre anni. Le viole potranno fempre produr fiori . così in diverfi giorni havrai gigli. i . con- Digitized by Google . efenzamancarmaiperogni tempo havrai delle rofe . non lafcicrà di fiorirmai. il che imparerai à fare dalle contrarie cagioni. ne havrai affai più in abbondanza. Laonde fe alcuno le pianterà di Novembre. Mafchavrai à grado Ha ver ali afparagi ogni giorno. ilmcdcfimo bifogna_. per ogni mefe corrà de i frutti. Ma fe vorrai. Da Anatolio. Il medefimo convicn fare negli altri fiori. Haver fempre le viole fiorite. InfegnaTeofrallo. hor avanza narrar quelli artificij. fe faranno coltivate in un certo modo.ivtr i Carciofi perpetui. che dove innanzi bifognava fcaldare. e che vicendevolmente in ogni tempo fiorifeano. farai Mna folla intorno alle . Se Aprile. chc fi come gli animali. Se aprichi faranno piantate. nc’cardivi Cosi anchora piantando tardamente riceveremo i frutti tardi. Nclmcdcfimo modohavcmol’ Enante fempre fiorita Scrive Teofraflo. Con quella forte di coltura anchora . altri otto folamentc. quà bifogna raffredda- re. che non ponno nafccrc in altri luoghi Cioè fe le piantarono . altri quattordici fi for- tcrrino. che diiferifeano la loro maturità mimo all’inverno. c per i quello modo fi poffono haver tutto l’anno. clic dice. E che Tempre fieno buoni à mangiarc. Pcr- . L’impararemo da Callìano. fe farai la medefima cultura allenante chehavcmo poco anzi detta alle viole . Febrajo. e Dcccfnbre. Piantale d’ogni mefe. e poi portano il frutto à Giugno. per autorità di Varronc. e prcflifitmi. e fereno.cne’mcdcfimi tempi produrranno carciofi!. c con quello modo di coltura. ne mai . & Agoflo. Come Jt producano i frutti tardi . onde polliamo fargli nafoerc cosi tardi.c fanno i figli al Marzo. i «4 Ddl/i Magi a n Attirali H. eioè del fimo. che i bulbi . Cap. ne riefeono molti . Haver fempre » gigli Potrai. Il tempo ufato di piantargli è di No- vembre . piantili di modo. e Marzo.écà Cielo placido. e fe prima negli alberi tardivi incitavi frutti prelli quà incltarcmoi prclti. le radici ci daran fue radici Tempre nuovi gambi. Gen- najo. perche in quelli luoghi.Dopòchenehavraifpezzato il gambo. Ócalletamale. ò di Settembre. che nafeono tardamente di tardo pelo fi velie. che fein ogni tò- po fi pianteranno iCarcioffi. G IÀ’ havemo innanzi detto come fi gcncralTèroi frutti prcllo.

I. fc bene non fono tali per fua natura. ò quattro volte.o tardi. Columella t’in- fegna il modo. i . e così porterà il frutto più tardi di tutti Ma bifogna chc’lfaliccfia pianta- . e finalmente tutti i frutti con limili incitamenti di- vengono più tardi L’altro modo farà . E bifogna indiarlo nelliul- timi giorni della luna mancante: c ben tra’l legno.e refe . Quando i primi fichi fono piccioli.cfehora perefier troppo amare le rifiutamojlmcnticatcdc’fucchi di prima. e di bellezza fi lafcia da . fc all’hora tu incllafiila vite nel circggio. fare. Togliendo i fuoi primi germogli mentre i primi botton moli rano voler a jarirfi. . Da cui Plinio. bifogna levargli via. to in luogo. tardi nasceranno. e nc’ vali di creta nelle fcncltrcl’habbiamo che fioriscono tutto l’inverno. c tardamente. Lib. Dì Giù: Rdttìfta delta Porta. & allevandoli in quel tempo. con un certo agretto fa porc faranno più gioconde. E così Far un pero più tardi di tutti Potremo. per fcrvirci di quello artificio d’incllarc. . Cominciando dunque daU’incftare . produrranno i Tuoi frutti .& ecccllcntif'imamcntc . i quali fi matureranno poi al tardi. E nel medefimo modo inlcgna Tarcntino Far /’ uve d' Autunno. tardi . hor bifogna inocchiar la rola nella corteccia del melo. che fi matureranno più . che nafccrannogli altri . che dopò nafee- rannogli altri i quali tarderanno à maturarfi infino all’inverno. fecoYido primi germogli perche mc- . perche crcfccdo in l’altrui pianta. inciterai unrampollodi quelle in quelle circg- gie. mamcntc maturerà ifuoi frutti. ^rardifll- . di che nc damo ferviti di fopra.infcgnarcmo co- me poHiamo Far la Ciregeia tardi Principalmente nelle vendemie. edi nuovo produrrà i race- mi. c Li corteccia. che di humido Ila fempre abondcvole. c di nuovo nafccranno degli alrri. che s'aprir. che dicemmo di fo- pra . le quando primi fiori dclli fichi Tiranno della gran- i dezza di una fava fi levano via . c fc quello fa- rai tre. che la pianta folca dar il fuo frutto. perche con ferva ti nelle ville. Li fichi faranno tardivi. . tre non genera gli altri . zof tonfidefar nelle piante. nelle centifolic. i c quello fucccdc meglio all’dpcricnza di tutte lcfpcciedcllc rolc. Ma fc al- cuno vorrà Iluver le rofe tardi. E con quefto modo polliamo Far i fichi tardi Se vogliamo far i fichi tardi. III. (pun- terà larofa con una maravigliofa giocondità di odore. perche fc tardi pianti. che dall’ingrato. toglili via. nelle mofeher- tc. & amaro fapore noi chiamamo atnarenole. Se vuoi Fai che i » arofoli fiorificatto tardi. . fi perde il tempo e giovando à qucfto il Ciclo. fc l’incltaremoinun perche habbiamo già detto di fopra poterli Silice. . fc ciò più tardi accaderà di quello. Potremo. c contemplare..haurai frutti pili tardi. Cosiaachora. > I primi racemi che nafeano . tutti vedere. Hà il modo infegnato da Fiorentino.c dipoi bifogna haver molta cura della pianta.

e . gliendonc dal tronco molcc. dcigiacci.n va c. con tutte le fiondi le porremo lefotterramo. far vero rutti tnagg . Perchefappiamo. e guardandogli fc vogliamo Fare i Cedranti tardivi . perche generando altri gambi.e primo privilegio dell 1 overo - portano frutto maggiore ovcro indiandogli fopra quelli alberi . «puntatala pianta. là dove effendo confermatala luo fiore. e cosi c trattene ramiò la bocca della canna con letame graffo. XI. . e di frondi I noftri hortolani le cuoprono . la lai tue a . Col medefimo artificio. radice. tara piutar or pianteremo in altro luogo. e cosi militeranno all’hora maturi i fuoi frutti li circondiamo intorno di . cnonfarannoammazzati da lui. Ma (c havemo d’cftate Ltfraohe . che infognarmi le regole come pollano farfi . e frutti d inverno. . E fe vorrai che Sjole . ò ciochc Rofa ftorifea di Primavera. Che i maggiori 1 tu t '’ Egue. inlinchc er\ono. fcavvien che l’albero fu mollo aggravato o. tri fi contentano cuoprono f®lo di terra. dimoltraleal remo infino all’inverno.cheabborrifcono mirabilmente le pioggie.& in cafa per tutto l’inverno havemo feono. La . ma piantandoli tarda- dal freddo. e così acquiflera bianc uzza. havemo i fiori. . altri e cuoprono di minor fpefr. nc a nc ìor c Dcfidcriamo. & toni infino all’inverno. dolo indiare. che . Cap. Havemo detto che ^avre- molto al freddo. Spezza con i diti quei bottoni lunghi . accio fc ligano nella cima con un fottilligame. .overo di Primavera. . feminandoh nelle ferole. frutti divenghino maggiori del /olito . Cosìanchorali fervano le fcarole per l’inverno . altri bot. Connon diverfoartificioda quello polliamo Servar per Pinfalate <P inverno. rofeto . c re continuamente poffa fuggere il fuo nerezza.c la radice fi alimento. calandoli in un pozzo . le di arena. . che non fccchino. un cere io. S avanzino la comune grandezza . . tutto l’inverno. Quando frutto biancheggia. e roffegginoàqucltcmpo. accioche freddi grandi. tal- i garofoh. letame. Quando havrà mandate fuora le fue foglie intorno intorno caracin pone in>t . c eoa.ma bifogna fargli continuamente. perche c folo. d^o Digilized by Google . non fpezzandoi gambi. Ia_^ L’ havremo fc havendo cominciato i bottoni nel . & i . come {tanno per (puntar fuori il carezze col inalbargli & elponiglial caldiinmo foldcll’eftate. . feminaremo i . divengono teneri e U lcrvano quello artificio coverti s’imbianchifcono . fot Bella Magia naturale garofolo. e quello fi là in molti indiare roodi. fctac- mo Tempre frefehi. o di terra . & infino alla primavera havemo ritardati 1 fuoi fiori. Ma mente. haverle d'inverno & ' .chc Tempre fion- ché Se alla villa. . femi Peliate e quando viene l’inverno . ff tacci. otru Tuo fiorito color porporeggia . il ne e canne .

dini Napolitani. e fc reiterare- mol’indlamento. dette mofehette. Se in Surrento folamcntc cotal frutto. come vedremo . Potremo anchora Far maggiori i frutti del mirto. ePuno godedel commercio dell* altro. Se anchora con altri artificij . Fanno!! anchora i pomi maggiori con l’indiare . noi l’indlaremo fo- pra quelle fpecic di pruno. O 2 Che Digitized by Google . . Di Già Bittifi a : della Porta . perche il coto- gno produce i frutti maggiori di tutte le piante . fc l’incfta- remofopra gli alberi . tralignano. che da loro portano frutti grandi. come fcrive Didimo nelle fue Georgiche Finalmente fe tu indierai il mir- . Coftringercrao fe l’inell aremo fopra l’ifteffb cotogno . in. ò l’uno nell’altro. e affai fi meraviglia. fai grandi. e noi habbiamo fatto efpeiienza di tutti i frutti . fe gli dia più abbondcvolmente. to fopra il granato.eloveggiamofpcrimentato da altri. & ilmirto s’amano grandemente . E cominciarcmo dall’ india- ‘ te» acciò Che i frutti nafeano maggiori. Il granato. havendo indiata la caftagnadclfuomedefìmo ramo. Cosianchora Che le mefpile faccino il frutto maggiore. c non l’hóviflo altrove. Ma io dirci. più tuffo che ineffando ilgranato fopra il mirto. c villo che tutti col indiare. che inferendole nell’altra fpctie di pruna. che dalla fua viltà chiamamo coglio pecora. Come fe per aventu- ra voldlìmo Far le fera maggiori. e col coltivare lifanno più grandi. e che faccino i frutti maggiori Scvogliamo. che p enfiamo. il qualc_. e fovralui le chiome *J\turar fa tutte. Potrà ciafcuno Far le mora più grandi Se inefferà il moro fopra la fico. più nobile. che fono indiati nella noftra villa. c prin- cipalmente i citri. e divengono affai piccioli perche difficilmente apprende in altri alberi nalce folo nc’giar. . il che noi habbiamo fpcf^ lì Hirne volte cfpcrimentato . L’dTempio l’havemo primo portato di Cordàio. fecondo la_* proportionc del fuo corpo . farà frutto molto grande. . j oj aecióche il Cucco di quei che reftano.così hauremo le pera mofehet- te maggiori dell’altre. perciò- che con la grandezza e con la forma imitai tellicoli della pecora. E principalmétc quelle pera. L’arbore indiata del fuo medefuno ramo darà il frutto maggior di quella . è maggiore dd primo .la coltri nfe àprodur il frut- to. Nefàntc* (limonio di quelle quelli. e che mai faranno prodotte da Umili alberi. perche fc l’inc- ftaremo fopra il cotogno. c fono frutti eccellenti (li mi. Lib. produrrà i fuoi pomi molto maggiori. eie faremo anchora maggiori. che non fù indiata . che fono picciole . che folo il mirto indiato fopra il granato farà le bacche grandi. e quella infìtionecffata fcritta da Pallodiodot- ti Almamente Jl fico al moro fa murar folore 'Brutto fangnigno . e fa pomi af. perchefralefpecie di perfidie fonde minori. . Sono anchora picciole V alhergie .

e così divengono maggiori. che fc farai così per gli due anni. e le Che l'heredi del fucco fi faranno Del latte del fratello . che faranno di maraviglia. che molti frutti lo gravano trop- po. E di lacco più pìngue i e più giocondo. Perche una madre latterà meglio un fuo folo figlio. . >oS Della Magia naturala Che vergili fratto fuo farfi pii grande il . c di poco momento E con un’altra coltura diverranno le_. Quàdo vedrai nel cirro . e Far i cotogni maggiori del folito. e grandi . che vi refiino fien poche . Ma fc tu h avrai defir predar gran frutti. Novembre fi difcuoprcao parte delle radici. che fono comuni di tutti. che verranno appref- fo. Male piùmaggior di tuttef belle . bifogna fgravarlodi molte . ò zappandole . c lo fervaremo in luogo fecoo per un’anno à putrefarli. à cui giungeremo cgual parte di fterco porcino . Che Digitized by C . e lafciandovene poche. ò col darle il troppo graffo. fc le pianterai in luoghi acquofi . Se mentre fiorifeono vi butterai tre fcftari di latte da Palladio. pigliandoletamc grado. poma grandi. e più belli. che perefferne tante. e lo ridurremo in forma di unguento Poi nel mele di Ottobre ò .elafcianrene pochi . Palladio vuole . Ma noi / granati di gran corpo Far fogliamo. che fi lappino continuamente . Infegna . acciocché il fucco. E ti è gratoriempir le larghe mani Scuoti dal ramo le foverchie poma . che refta badia quelli che ro- dano. e 1* inaierai continuamente. venivano ad efTcr ruttc vili . Eprimo Come fi faccino i cedri maggiori. & al fuo tempo daranno le poma maggiori . ntl quale poi ci aggion- giamo aceto. . Polliamo anchora con vn’altro artificio for le poma maggiori delfolito. L’infegnaPalladio. diverranno maggiori Pontino. EFiorentino Far i perfichi grandijfimi. . inacquandole fpeflo. va to- gliendo le peggiori. . che due. & all’ultimo coprimo di terra. Il medefimo pur l’infogna. e fi minidrià quelli più degni . che il Perfico produca pomi grandi. Se i frutti (iranno tanti . forai i granati tanto grandi. Laonde fc vogliamo. nc tocca più parte. cfccciedi vino. mefchiandolo una volta il mefe. che l’hab bino mai prodotte. cci avolgemo la miftura d’intorno. Far ì cirri più grandi Fiorentino dice così. Che le mele divenghina maggiori. e vitiofe. cioè cogliendo molti pomi da l’arbore . ' Che quelle . perche il fucco dell* arbore partito à pochi . che quali eguagliano le zucche rotonde di grandezza. . che incurveranno t rami. e belli. overo inaiandole . cosile refi iati nodrite di più abondevolc fucco . ediftupore. con forfora dì orzo. de altre colture.

Sono alcuni. e che vi fia. fi fà dal foverchio cibo. fenza guadarlo infino alle radici. La cui cagione. che fanno ra- dici più ampie . Alcuni (limo che oprino vanamen- te. c così le pianterai. li pa£> l’arte à farli . e fe tufcoprirailc fue celle . come polliamo iarc_. S’impara da Teofrafto. e l’inaffierai dittiate . Ma thè le cepotle diventino pili grafie. ma la corteccia di fuori fi fà più grafia . ne! qualefi fe- minano venghi quella grandezza. Ma fe vor- rai. il qual pianta la lenticchia facendo ilbuCo in tetta Con un legno . il che però avviene. che fi li porge. che diverrà grande. Così dice Palladio. eMartiale. Di Ciò: Batti/t a della Porta . e dimoflrarelTcmpio. il fucco fra tanto fi di- gerifee. J<>fi Che la fava facci guata* fimi furare.. Col medefimo unguento và ongcndo le fave quando lì piantano.lo porrai à mol- . & a cquofo . come la rapa. la fottcrano. E cosi Far il cece maggiore. e folo la corteccia del frutto riceve in fe tutto il cibo. che dalla forza del tempo. ccon abbondanza. che non vi fia alcuna humidità. che volendo far il cece maggiore. il che inlegna Teofrafto. Conte i porri . Infcgna Sorione. c così havrai un frutto più tenero. buttato vecchio letame . Che il diro diventi più erande . Se vorrai Che i cardoni faccino i carciofi più grandi Ce l’infegna Varrone Se faranno piantate in terra ben zappata. Potcmoanchoracon un certoartificio più in- grandirle . e cosi diverranno molto maggiori . Teofrafto fa grande i porri. è tale. che fà ingiuria à tutti. come fi fa a’cauli . £àno per il fondo d’unapignata bufata. e fi fà naturale alla pianta. III. perche la pignatadifènde quei frutto dal caldo. e dalla terra col fuo vapore fe gli porge molto humoro. c fi dilata meglio. e piegando quel ramo. Ltb. Digitized by Google . e nafeerà più grande. c più grolfo. e la- fciala fcccare di modo. & i rafani fi faccino maggiori. le nell’acqua tiepida . L’infegna Fiorentino fe un giorno prima cheli vorrai fèminare. chedicono.& hawrai fìnifii- tate fave nelle fmifurate guaine. però ilfapordel granato farà più infipido. Che i granati faccino il fratto maggiore del folito Quanto balli maggiori Quando faranno fonnati i fuo fiori. de i rafani con tralpiantargli fpefTo. pur fi faranno più grandi del debito. Palla. che di gran rotondezza Diventi. venti giorni prima che le vuoi trafpiantare zappala terra. perche l’accrefcimento della grandezza . come qucllo»che digcrifccil cibo manco di tutti. & in quel modo crefcono in una fmifurata gran- dezza.e così le pianterai. Perche l’arbore porge l’alimento à poco à poco c però gli acini non fi fanno più . lo fcminacon le lue guaine pollo prima à molle aggiungendo all’acqua un poco di nitro. fe alcuno la femineràfubitoche ilfemefarà tolto dall’aja. Che la lenticchia diventi grande. grandi dell’altro. che La rapa. .

fe quando lo trafporrai . e quando il cibo vien molto. le forterrcrai . Se voi farle bietole piò grandi. ma bifo- gna lafciar nel vafe un bufo. e dal crefcerefc quando fi ran- . perche fe li porge maggior crcicimcnto. cócoccre. zappandolo d’intorno la radice. e coperte di fterco di bue . che quando il frutto comincia ad apparire. perche crefccndo fi farà quanto quel vafe. e riempirai il bufo perfei diridi longhezza di paglia. ito Utili Mogi» ma turale Palladio vuole. e dopò io euoprono di terra. che nella Germania eguaglia la grandezza di un bambino. Con un modo molto divario da quello artificio infogna Fiorentino Far le lattuche grandi. finche appajano le ra- dici . crefccrà alla grandezza delbufofàtto. ponen- dovi intorno il cachrilio. & apri il germoglio. no picciole fi nafcoadcranno. Col mede fimo modoTeofrafto Far che i cedriteli . farai in terra un bufo col palo tanto grande.econ l’ajuto del fuo Laido loia. overoun- pezzo di un vafe. che eguaglino l’altezza di un palmo. Se farai un bufo prima con un palo. & è quello artificio limile à quello. La cagione è . poi porrai il feme. perlo qual l’aria polla ipirar fuori. accioche s’apra in larghezza . che fi riferravano . ecèe lo ritenga. che riempirà il vuoto del buco. ne difeccata dal vento. e ponivi fopra un pezzo di vafo di cre- ta non vetriato. che ne fcguiflc maggior crcicimcnto.ele iucche diventilo maggiori del foli te. Dicefi anchora l’apio divenir maggiore. che fparten- doli farebbe ncceflario. Se dopò trafpiantatc che fono s’inacquino. Si sforzamolto e quello avviene dalla mollezza. perche tanto gode del freddo . 11 cachrilio è co- fa calda . quanto vorrefli che venilfc l’apio. cheilfuo crefccrà à . Cosi Ter far la bietola più grande Infogna Sotione. fi chiud* in un vale di creta. £ con una cagione poco differente da quella Far Papié pii grande Dimoftraremo dai medefime fimo Tcofrallo. tanto. enei tubo di creta. & è digefto. le aprirai d’intorno. taglia le cime con ferro acutillìmo.. Il che l’hà tolto da Ariflotelc. co- me avviene anco negli alberale quali efpoflea’luoghi ventofi . perle quali cagioni le grandezze dc’pomi non crclcono. c foda. Per far un gran porre. ecuoprirai con fimo. e poni vi una pietra larga. ne lidifecca. con la fua forza della denfità giova à far tirar à fe l’alimento dal- la pianta. come dice Plinio. e come faranno crc- feiure. ne mandano parte à i germogli . nesù lo trafinctta.e Spianterai. e l’inacquerai . Etil Rafano. immergi le radici della bie- tola nel fimo di bue. è bilògno che nc fegua grancrcfcimento. non in lunghczzza. che habbiamo raccontato nella ferola. così non efiendo diiiccata niuna parte dal Sole. e terrà la fua forma.& al gran Solc_* fono . che crejca Si vede ne’ luoghi freddi nel medefimomódo. perciochc niuna parte tifala. che le ra- dici fiafiorb ono tutto l’alimento. e come faranno fatte tanto grandi. e digerire. e con terra . Al- cuni l’hanno infegnato cosi. Quando Digitized by Google .

poi buttarle per terra: Mahora infognammo con altro artificio far grandi l’hcr- bc.torrail’cllremità file. accioche la pianta . farà i germogli . le quali non mi piacciono molto come me dicemmo. Che le 7{ape diventino maggiori Spiantata la Rapa . che à tutte fc le togliano le frondi . Oltre à ciò i fo- rni tolti da certi luoghi particolari fanno. più vagliono le cofe_* quanropiù fono inficine. durano infino all’eftate. lighcrai molti femi in pezza di lino. fatto dagli hortolanidelfuotcmpo. cioè come fi facci grande Jl porro L’artificio è dato infirgnato da Columella. Che r aro Jì facci grande Quello medefimo vuol Teofrafto. co- sì à quelli poni d’intorno leradici. Nell’inverno lo fpoglianodelle fue frondi quando fono nel più bel del vigore. evi calcherai fopra. accioche miniflri la fu a for- za alle radici . bifogna cor tutte le frondi. c Irradici maggiori. le quali fogliono nafcerc molto grandi predo la. che i capi delle ccpollc diventino gran- di. e così diventeranno grandi . chc_. piegano quelle frondi e le lbttcrrano d’intorno à lui . così di tutti quelli fe ne fa una natura. e_. e poi la pianterai ne’folchi zappaticon gran diligenza. e cosi fi cuoprono di terra . fi come ponevi in teftaà i porri le pietre . l’apio . attendano à far feme. . di tutti quelli ne nafeerà un porro grande. e così nafccranno grandi. 111. c così fotterrerai.Qua- do egli abbonda de frondi. che femincrà molti femi attaccati in una pezza di lino. & i pezzi di vafìdi creta. 1 j Quando trapianti porro . non crefca in germogli . Gli agli prima. acciochcl’aro diventi grandc. Con unnonmolto diverfoda quello ar- tificio Teofrafto Far un rafano maggiore Infogna. per la qual cofa il porro. e così il l'ucco andrà alle parti di fotro Similmente Qhc i capi dettagli fi faccino fmifurati. fc non le toglierai prima di fopra la terra accumulata Et il . overo un pezzo di i! vaie di creta. Quando havrai à piantarelecepolle. e crcfconofempre. tagliale il gambo alla groflezza di mezzodito. e non inacquarlo Col medefimo artifìcio Anatolio. ne crelcendo in alto. Il crcfcere del porro. Ma tutti quelli han tolto da Teofrafto.» terra.& altre cofè cosìlono folitedi fare. fè tu fcmincrai molti femi attaccati in uno . Palladio. acciochedi- venti maggiore. ponivi {opra una pietra grande. che fi facci. A far i bolli maggiori Infegna. medefimo avviene alla rapa . eie codi . Lib.. colui. che faccino i gambi. ne buttano foglie. come infegna Palladio. Quando vorremo . Che Digitized by Google . Palladio. . eie coprirai poi di terra. fpogliata di tutte le frondi . perche non germogliano di nuovo. lontana l’una dall’altra per otto diti. bifogna torcere tutte le fiiperfìcic verdi. Che la cepolla diventi più gonfia Vuol Teofrafto. . Sotione. ma l’alimento Io confinili d’intorno alfuocapo. che nafeonoi frutti maggiori. 1 Di Gir Battista della Porta. eie radici con le regole de gli antichi .

a ofso . che fono neli’cllremirà tralignano. e principalmente da coloro. unccrto lpirto perla midolla del tronco. e con le corteccic lignofe di •fuora.e maflìmameme virale. chc^ hanno lafci. e neccrTariamentc e bifogno che muoja . che nafeerà da qllo un frutto seza ofTo.ò con un purga orecchie. e fenza femi dentro. e quelli.à cui fia tolta una minima particella della midolla vive. ina fe la torrai tutta. perche dicono. XII. E quello dimollra la materia fenza midolla. non folo non produrrà frutti lenza odo. quelli che fono nell’dlremità fono imbecilli. t ria Della Magia naturale Che zucca erefia in fmifnrata grandezza. ma fi priva della vita. A fa fi vorrai . infino » tanto. che li trovano in mezzo la fpica fono più perfettidi tutti gli altri . che e minifirato dalla terra tralcorrepcr tutto. e fi riduce in un cer- chio. ma in entri i frutti E degno di confidcratione. la Se terrai femi. e come più perfetti producono le piante^ più perfètte . che fononcl ventre fono più perfetti. chealtrimcnte intendiamole contra gli antichi. dcanchor che vivano fenza midolla più danno i frutti con gli olii dentro . e li pianterai con la cima ("otto Columella nel fuo horto. infino à tanto .acciochcciafcnno habbia libera potcflà di potere cìperi mcntnrc-j» folli efiendo più diligenti di noi . come pcrun canale tira à fc l’alimento. perche^ quello alimento. da un gran frutto . Perche la zucca. e però fc ne vede efempiopiù manifeflo.havrauno miglior fuccdlo.ò fenza feorze lignofe di fuori. che giongaà tutte le parti Perche naturalmente ogni cola vivente. che s’incurva. e tutti quelli che hanno trattatodi Agri- coltura . efpcricnze. che ogni arbore . no . come per . che Hanno nel mezzo della zucca . e orefiera fuor di mijnra. pcrciochcla midolla e quella che cproduci- trice . Maacciochc non paja. e vi porrai dentro le fuc radici così diverran- . ovcrofe porrai fotto loro un vafe pieno di acqua . che fi piantano con le loro vivi radici torrai la midolla^ Con un coltello d’olTo. & imperfetti I grani . e contra l’i Hello Tcofraflo. Ma gli Arcadi fono contrarij à quella opinione. Cap. e più dolci » e più grandi. £ quello non folo in ciò.. I femi . che habbia lafciatoàdictroalcuna cofa porremo le loro . I Quintilij promet- tono havcrc granccdruoli.' E Cofadetta dal tempo anticoda’ Filofofi. Il firn . che fia in tutto rileccato dclchc i nollri antichi n’hebbcro paura mirabilmente. dalle piante .pcrcf?crqucllahumidilIìma. comcnchabbiamopiù lungamente trattato ne’noflri libri d’Agricoltura. Cerne nafea il frutto fcnz. Ma noi e ncceflario. che nafia di gran ventre La zucca tu terrai da mezzo il ventre . corroborati da_> qucIlaragionc. e generano fpichc imperfette. fc pianterai i fuoi femi col capo giù. Dunque faremo nafeer Digitized by Google . perche gli arberi polfono viuere fenza midolla.e madre di quella foftanza lignofa.itoà noi i feelti precetti dell’agricoltura feà i rametti da inc- : itarli.

chefc voi .ma veramente portò l’olio men duro . porranno i frutti fenza gtìo dentro . Il bufo bifogna otturare con luto. fodo. come ne infegna Democrito L'uva fenua acini.clcavata. fe quanto havrai cavato di quelfarmcnto lo porrai den- tro una fcilla. il mirto. che andrà {'otterrà. rodendo in quella parte folo. incurvandolo come un’arco. c con una pietra lo terrai aperto.» femi dentro Infegna Avicenna. che havevano durilfima midolla dentro . hanno havuto ardire di dire. come la cima del pefeo coprir polla.. Col mcdclimo efperimcnto Far il cifro firn. Se i falici eccitargli con continue-» inacquationi. Ma ciòdTetfalfo no hà dimollrato l’cfperienza . d’al- tra la midolla . e cavala quan- to puoi. Quando propagini leviti. e con altri artificij . per ritrovarvi!! quelle regole generali per lo più fpefio fal- lillimc. all’horafot- tcrrando in terra l’uno. della midolla . la qual cola fc ben havea qualche ombra di verità. e limili. Ma quello bifogna elperimcntare in luoghi humidi . apri per mezzo. • 9 . Lìb. che cosi l’arco delfalice. che Pollo fc nodriva_. producevano i frutti con odi durillìmi den- tro. Di (7 iti. tt j nafccr gli alberi ncH’incftarc togliendo la midolla . il Tambuco. mo ad un palo. L’uva fcnza_> P acini \ Digitized by Google .e llringcndolo bene con li- gami dopò paO'ato un’anno. e gli altri alberi . c fottcrrala . l’oliva .accioche la natura del falicelia vigorofa. bifogna tagliar il pcrlìco da fotto. quel {armento che và fono terra . quando la pianta del pefeo farà così unita. c con uno Itilo d’olfo corrai dall’ima parte.laquallìa piantata da prefo (oà quello. c col caldo le farà carezze. Pcrvcdercchcgli alberi. con buttare d’intorno gli al- beri letami gradi .con l’inacquare . e dopò attaccala . il quale fifa col tuor della midolla-. lafciatovi l'oloil capo. che non fididorci. ò la cima.echel’havcacfperimentato inun perfico>comandò prima di- vellere un ramo di falicc della groflczza di un braccio. e grada terra .cosìdinuovofiunirà inficmc come folle mu l'armento. cchiufa . hanno le midolla molli. ma quella c la ragione. Cominciamo dali’inc- ftareallanoftra ulama cinfegnarcmo . c fongole .c l’avanzo ddi'uccopol- fa donare alle piante indiate. òforbo. eaccomulargli la terra d’intorno. il pruno. c ligaio poi fer- . Come nafehino i perfehi fcnx.e trafpiatar- lo. Ma horpalfiamo all’altro modo.it offe Scrive Palladio. non per quello dovevanodirdi tutte. il qual dice. come la fico . Tcofralto. 111. felàrà indiato il nefpololopra il melo. Battifi a della Porta. Se acquoli.e lungo due cubiti nel mezzo. conmofcodialbero. perche gliantichi habbinodetto quello . e meglio farà. e dar il frutto ta- tr le. giongcndolajnficmc con ftretco ligame con gran di- ligenza poi fa una folla in humida. tolto via tutti irami. e di quànafcernepoilc pelea fenza olfe. Alberto Magno Far le nefpola fetida offe Promette. chdmparò quello artifìcio da uncerto Spagmiolo có una nuova forte d’inlitione. c col fuo humido rinhumiduà. e limili. chedi due corpi (ìa fatto un folo. d’altro capo del falicc. perche quella come una colla rincollerà inficmc. chc_. c pafiar per quel buco una pianta dipcfco. come il corniale. che fi può indiare nel cotogno.

che già bave germogliato. che farebbe bene di papiro . Se inaffia . c poi piantarlo in terra humida Ma con più . per eflerdi- nanzi à gliocchi di tutto il mondo nelle ville. Altri per iar più predo. ti darà l’uva fenza-. un bulbo della falla. Palladio pigliandoda lui deferive il medefimo.E una bella fpccicdiuva. l’altra. tanto apri permezzo . c poi fot- terrala in terra ingranata . faranno fenza offa . c_» togliendo tutta la midolla. e’/ circggio fenica cjfe. quando cominciarà à far i germogli. Ma quelligamcdi* cono. to il qual devi fottcrrare . per eficr il femedi quella pianta in quell’acino alla perpetuità della fpo cie . chcavanza. c così il granato produrrà il frutto fenza-» acini. c nelle felve viver mille arbori fenza midolla dentro. c li fucchia tutto il racemo. . che un farmcnto fenza midolla pofi'a far l’uva fenza gli acini dentro. cava fpeflc volte ben lòtto . fi che fi perdoni alle gemme in ogni modo . Plinio. : quali fi maravigliano. e acini dentro. togli via tutta la midolla. e con un ferro caverai la ra- dice dall’una partc. che i frutti che Batteranno. E fi fa fecondo di- cono gli autori Greci in quello modo. col cui beneficio dicono. inederai l’altre piante. così togliendo i rampolli da qucd’arborc. laqualnon hà acini dentro. e congiungi infieme le parti fue divifc.e dall’altra e fubito con un ligame dringerai l’una parte. di modo che guadi legemme . che non habbino anchor prodotto frutto . e fi zappa intorno ben fpcfTo. Così farai anchora dal medefimo Democrito Il granato . non partivano pet mezzo . che tutte le cofe piantate appigli- ilo felicemente. e tenera dui pie- . e con molta giocondi tali forbifee. diligenza dirai fe quanto hai cavato di quelfarmcnto . e radendone la midolla fi compongono di nuovo infieme . e così l’uve che nafccranno . Se nel medefimo modo torrai la midolla à i fuoi virgulti .di modo che travagli legemme. così le parti di fopra. c_# . c cavatala con ogni diligenza. & è colà imponìbile un’arbore portar frutto fenza acini dentro. e la ongerai col fimo. apri permez- zola midolla. nonhauranno gli acini dentro. Ma Africano. fuccedcndo la natura all’arte Il farmen. che quando la vite farà crcfciuta . c l’attaccherai . Columclla . che fenza impedimento. cdringcndola con unligame. e poi riu- nendola la comporrai. che polfa vivere un’arbore fenza midolla. neral’acino.fottcrraIa.e ligato lo porrai dentri» . quanto hà da dar fottoterra. e quel legno così aperto fottcrrerai . come habbiamo detto nell’uva. di fopra terra .accioche l’uva nafea fenza acini dentro. come Columclla promette: per eflcr cofa affai maravigliofa. come le fidine de’lati . Come il cireggio produca il frutto feti*? cjfe Dimodra più minutamente Martiale Taglia l’arbore novella. e conferma.quei germogli. c vedono poi. e quando cominciarà à farci germogli fitagliano.epaflato il debito tempo tagliaquella parte della pianta. In un’altra fpecie con nuova invenzione s’apre per mez- 20 il magliuolo. Palladio. dopò l’anno la fidura fi folidarà. e di qua avviene. e quella poi fi fparti infino alla radice. . Se tu torni. che le pian- te pollano vivere lènza midolla e nafcerc poi Ma io mi maraviglio di quedi i . comcfuflc tutto il corpo di un’acino. t i4 Bella Migli naturale acini dentro togliendo la midolla da dentro il farmcnto > dalla quale fi ge- fi fa. all’horil magliuolo fi fot- terra mefcolato col fimo. una granpartedi midolla.

fc faràinacquato con acqua calda. quella togliendo da alto . che il terreno ben zappato . e cavandone fuor la midolla. P 2 Come N • Digitized by Google . fc butterai d’intorno alle fuc radici Io ftcrco di porco. c più tenero Ma . c di poca carne Potremo dun. quanto è poffibil farfi . ad un palo. edere lafpccic di fimilfruttoin Atene. gli alberi già fatti. c cofa di fclvaggio. cotto infino alla fpella dellaSapa che noi diciamo vin cotto. e poi ponendovìdentroYuceodi Infere difToluto nell’acqua. c così cominciò ad . . che produceva frutti fenza Temi de- tto c così togliendo i rami di quefla l’andavano piantando. & ilfarmento dritto loligano . Lih. vi ficcherai dentro un legnetto di falce. e bulàti i oi ficcavano dentro un legnetto. q uc con le carezze . E togliOno la midolla con un purga orecchie . ce l’infegna Tcofraflo . ma affai più migliore. che le fporchezze delle pelli. fi ritrovò. rifoluto primo nell’acqua della graffezza della fapa. òfpczzi. fin A tanto chela vite produca nuovi germogli. cioè fucco ci- renaico . ritornando alla vite.. & accumulandole. e dolce. quando comincia à germogliare . e quanto più fi può da alto togliere la midolla. acqua tiepida i! mirto crcarà le bacche fue fenza inocviuoli di dentro Tcofrafto . Buferai la parte di baffo del tronco. che bagnando fpcffocoiv. inacquato. DlC io: Battifta della Porta . non togliendola dall’iftcffa vite .. far ogni otto giorni . ma Iafciandolo così in- tiero. dice. non fpar- tendo ilfarmento per mezzo. più duro. duro. più grande. c per otto giorni bifogna tempre infondervi nuovo fucco. molle. efero al cittadino. che farà il frutto di forte. E cofacittadincfca produrre il Frutto con l’offo piCciolo . perche fi nodrifee di cibo più Pecco. cl’urinc buttandole fpeffo d’intorno al mirto. come dicono alcuni.a il noccìuolo di dentro. che fuol far l’agricoltura far l’oflò minore . Didimo dice. così miniflrato dalla terra. Se vogliamo. Sonoalcunl fcrittori . Per far la vite ftn\<* acini dentro Nel tempo che fi pota la vite. E generala cali i " ' ì' fuoi frutti . finche cacci fuora il germoglio fi può anchorac- conciatamcnrc Far il mirto ftnx. Ma Colu- mella dice cosi. accioche il fucco non poffa verfarfi. togliete un l'armento. e di cornale. all’ hora s’infonde in quella parte fcavata opon cirenaicon. ma tronchi per le midolle. detto da’Greci. e piace- vole. E cofa già coflitnita nell’agricoltura .. dentro. che facci frutto della vite_. / r t mezzo gl\ilberi novelli . come prima Inverno detto. che trovandoli à cafo una pianta di mirto difprezzata accodo ad un bagno . % come fé-dentro non vi fufTe acino E le granare nafeeranno fenza quell’acino di . Altri tagliano le viti già fruttifere. III. che nò fi torca. c quello bifogna_. c quello fècrcto c flato trovato à cafo . acciochc impedirti il paiTaggio delia midolla— Per far anchora Che nafta fenica ojft il perjico Come l’infegna Africano.e graffo alimentato riduce ogni albore fclvaggio. potata.& attaccandolo ad un palo. i quali per certezza di agricoltura fanno Pollo più picciolo nel frutto. che non folodivicn fenza nocciuolo dentro . e fcavando. produrre l’ofio più duro.

Sc vuoi. e quello lo moftra Damagcronte La cauli naturale è quella. che portano feorza di fuori fa- ranno il medefimo.e più tenere Se vogliamo rimollirc. Palladio alla radice bufata vi pone impalo di bufio. Noi nel noflro giardino ne habbiamo una di quelle noci.a. . cci ficcherai un Iegnetto della medefima grandezza di olmo dentro. i quali fono coperti di euojo . la pianta divien migliore. che fi trovano. Fiorentina far Digilized by Goog . c quello havremooffervato con un’altro effempio. Come La noce nafea ferina fcorz. fe butterai continuamente intorno al tronco della cenere. diverranno più tenere. bagna la radice della noce di lilfivo tre volte il mefe per un’anno. pro- durremo la feorza. Q ùaficoni medefimirimedij. Il che impara Damagcronte. & il euojo più molle. che appena toccandolo. così tagliando. aavero di ferro. .&affai meglio. e le castagne nafeano con lefcorz. il frutro di den-& tro maggiori Perche la copia dell’alimento le fa humide. ferina il euojo . e nodofa bifogna intorno in- . & il zapparle fpeffo farà. ne Della Mdgid naturale Come fi pofsano generare ì frutti .e la feorza della pian- tala corteccia dclfrutto. e di membrana. accioche di là fudi quello noccvole humore che pro. di euojo tanto molle. . & i! . nafeano fenza i loro copri» menti. che nafea quella Icorza^. vorrai farla noce tarentina. cl’havrai. e di corteccie . ecosìgli alberi di» verranno più vigorofi. Se tu buferai un’arbore. che togliendo la midolla di dentro. chcattrahino à fc l’alimento piùinabódanza. e piccando la feorza intorno . che impedirà che . o le cortcccie de fuori. havendo- lc prima difcovertc. duce quella feorza. per- che nel periico. . creto ferviti negli altri. la midolla fa l’offo. perche edentro nafccranno l’ofic minori «Se à quelle che porteranno frutti coverti di cuoj o . e di . XIII. fa la feorza amara che . . dalla qual lì (lima . ccosì verrà n no à portar frutti migli ori. e primo cominciaremo dal tor la midolla da dentro. e mutare un frutto. i'corza. Ma Tcofiralto impara. ufaremo. ci ferviremo dello fterco di porco. & artifici). come con le carezze della culturali faccia» Che i mandorli. la midolla non potrà più falirfopra. de’ quali ci fiamo ferviti per fari frutti fenzaoffo dentro. & augmcntalc polpe del frutto. Cap. farà quel Iegnetto. che produce inoc- ciuoli didentro più delicati. che c indiato lopra il mandorlo-amaro .per- che quello llcrco è uno de’più gagliardi. cfomiglianti frutti.c così promctteche le noci nafeeranno affai tcnerc. Ma Palladio inama le radici del mandorlo per alcuni giorni. Che la noce di ttonghi tarentina Damagcronte impara quello medefimo La noce acquifterà la feorza lottile . cioè tagliando le ci- me delle loro radici Overo offendo la noce dura. non può mangiarli fe prima noAfi fa mondo di quella j dunque di quello fc- . c la callagna. Anzi nelle rcflanti fpccie di frutti. fc ne cade. e ri- mane nuda. fc uferai con loro la medefima cultura Dice Palladio Se tu . Altri fono. overo un chiododi cupro. torno tagliarne la-fcorza . che caltiganogl’alberi.comc il mandorlo. frutto più degnojcome il mandorlo. pcrfarche le noci.

mai à pieno lodari. c poi cuopri. H OR rrattatemo come polliamo colorire i frutti . ei citri nafceranno rolli.a Così. c Palladio. Ma come I citri nafeano di color fanguigno L’infegna Fiorentino. germoglio della zucca che farà. fe nel medefimo albero del platano ineftaremole perfidie . Cip. L’infcgna Avicenna . c farai quello innanzi le calcnde di Marzo. chenonfottcrrarai cosà i frutti chenafcerannoda quella. fe ineftaremo li citri nel melo granato. ò zucche. overo frà le none. Indierai i citri nclmorone. fe per tre giorni prima i femi. chefailfuccodi quel colore. 117 Tur il mandorlo fcniji fcort. 111. Cerne fipofstno far i frutti di diverfi colori . che folo ne appajalacimadifoori. conferva il frutto didentroillefo. Rompendo il gufeio della noce. . Come ne infegnano i Quintilij La zucca non farà femi . Lìb. Dì Gii\ 2 attift a della Torta. ò con foglie ffefchcdi vitc. che lènafceranno altri germogli d’intorno. in quella ponivi la terra minuta alta mezzo piede. In quella fofla. e diverranno le mela rofle.ò di platano. e nella fua midolla ponvi una noce lènza feorzo. ma bifogna avvertire . e così fora le poma. Palladio . come perefTempio: fc voglia- . acciocheponcn- dolo così nudo. che . levargli via. e gl’idi di Marzo.e locir- conda intorno di lana. egli altri artefici j Cominciaremodall’incflarc. che già havemo detto. l’ineflercinofopra quella pian- ta. nafeerannofenza i femi dentro Nafceranno anchora fenza feme.c- Digitized by Googl . le farai Ilare à mollo nell’olio refaminOjche così nafceranno j frutti privi del feme di dentro. Didi- mo.afemi dentro. il che è ir. come fono l’ineflamenti. havraida feminare. non fia rofo dalle formiche. fc il primo farmento . Nel medefimomodo Frodar le perjìca rojfe Potremo. che le perfidie diverranno rode . XIV. fc faranno indiate foprail platano Se cerchi Far le cetra roffe. lofottcrrarai al modo che fi fanno le viti. c quivi pianta ilfcmcdi ferula. mo produrun frutto ornato di qualche bel colore. come ne mo- flra Africano j perche da quello ne nafceranno le perfidie roffe E da lui ferivo. e come quello farà allungato fi propagina di nuovo.come dice Diofane. e quàdo la ferula farinata . & à farqueflo effetto ci fo-' no molte firade. Come fc voleflìmo Far le mela rofe Ineflanfilemela nel platano. come farà dilungato . ò .gl’inaffiamen- ti. Con un altro artifìcio anchora fifa Che la mea faccia ilfruttofenz. dove hai determinato piantarla noce. che il cedro fi può indiar nel melo granato. aprila per mezzo. Columella con un’altro artifìcio Far la noce avellani tarenrina Infegna così dicendo. oliano cocomeri. elafcierai folo il terzo farmento.

e gli attacca. il qualfà divenir tutti li frutti incitati fovra effo rolli : fc vorrai. rifletta- no r Digitized by Google . Noi da quello habbiamo villo • • Zina vite bianca . Se vorrai. che divenghi rojfo. conte i frutti coloriti. e’inero. e da quello inefio nafcer poi il frutto di color bianco « come di* inoltra in quei luoi vedi. c poi vicino i à loro pongono vali pieni di acqua con quello avvertimento . da Diofanc. lefaràlplcndcrcdi color più debole. ò principij di colori il bianco. c più dimcllo. Ma Didimo. everdeggiaranno di porpora più colorita cosi il difprczzo. e poi piega quei rami dovc_> . Che i pomi nafeano rojfi. Il qual colore verrà dall’ineftarle mela (opra il morone. cioè buttando alle radici cofegrak fc.e nelle viti dette da noi Greche . e colorate. .chc non fi rompano à pali.o più rojfi. farai con le carezze dell’agricoltura. Ellaniche dette da noi fanno il vino più colorite. Bcritoufa quello artificio Ficca pali in terra . e e cosi faranno cosi i fiori. Se l’inelìarai nella mede lima pianta. perche produrrà i frutti bianchi . Così . fanno il vino più colorato di tutti. che percuoteranno nell’acqua. Che i granati divenghir. le. come infegna Avicenna. rene ino. Inaffiala pianta con acqua mclchiataccnlillìvo dc’bagni Ma con altro artifi- . incili quelle nclmcdcfimo morone perche per teflimonio di Ta« . c la negligenza le cole nere. c Diofane fcrilTero il morone. quel color nero fanguigno. Beritio dun- que con Innaffiar d’urina. le quali quando lono ftart indiate come la vite_. e quello hà villo anchora nelle vitcmofchette. Ma Palladio noiu l’incfta nel pioppo bianco: per far Che il morone facci il frutto bianco Ma foprail fico.tantopiù tingerà il colore. Et impara a mortai di mutare Il fico . i fono i frutti con dcllrezza.e calde. Nel montedi Sommale viti gtel. cioè buttando Tempre letame alle radici . che indiate fovra l’dlanichc. rif ' Della Magìa naturale emeddìmamente fcritto da Diofanc . e di Diofanc le pere nafeeranno rofle . overo più bianco. Indiali nel pioppo bianco. Far le pera rofie Chi li piacerà. che fa vino rojfo Se indiarsi la vite bianca in una nera perche dall’arbore fottopolla imparerà à tome alquanto del fuo colore. che quando il Sole venghi nel mezzo giorno i raggi del Sole. overo rollo: la cultura fa il frutto colorito . Perche i frutti fempre fogliono colorirli da quella parte che fono tocchi del So- . e quanto più ritroverai l’india* rncntofovrale ncrc. Due fono gli clementi. Che i frutti del morone diventino bianchi . Ma Betitio . cio farai Le mela di colore rofo.chcle poma fi faccino rofle. con Pineilamento Nafcer le mela di color fargnigno. più odorati. E Il fico bianco .

o quàdo cominciaràà fpuntarquel tenero gamboncello.ovcr’altri che non fieno nocevolialle piante. hor Facendo di modo. Da Democrito. vi fi ufaran carezze. L’infegna Fiorentino . fe prima atterrerai l’offodcl pertico . ò di fucco di moroni. e poi piantati. che balli à riccvercilfuccodellcrofe roffe. ci inchiuderemo un mandorlo di pertico. ccosì porrai 11 cinabro dentro qucll’offo. IH. ' tri no in quei che così quel caldo vi conciliari più colore.che (licnoben congiontiinficme le fotrcrrcrai. piantando le rolVfotto la pianta. quel vapore caldo. vi ufarai cura. Ma perche tutte l’hcrbc che nafeono ne gli horti. tre. che quei meloni fanguigni dentro. e per tre anni lemprc porrai quella forte di terra intorno le radici. che produrrà il perlico roffo. nafeeranno così coloriti. L’effempio. come comincieranno ad aprirli. col quale fi può Far nafeere le pefche ferine.pcrchein tanto (patio l’offc s’aprono da loro ifteffe. verrà affai più bello. che dalco- lordifangue chiamamo carote . che i perjìchi n afe ano fangnigni Se cavando dentro una radice dipallinaca già piantata . ò quattro giorni. diligènza in allevarlo. c dopò fette giorni. Apprcffo noi c iama. e ligatolo. ne caverò il mandorlo. I femi del melone prima che li piantino porrai à molle in altro fucco roffo per . fe tudciidcrarai havef le httuchc belle :duc giorni pri- ma. Con un’altro artificio. faranno i frutti coloriti di quei colori. che ingrandii» . ilpcfconafccrà fcritto. che nafeono apprcffo noi. frutti. avverrà facilmente ovcrofe tu aprirai un poco quel cuojo : del teme. piantando. infine» à tanto. che voglio con il cinabro. tocche dal Sole. che fian mcn toc- che dalSolc. e dopò ripo- rto nel fuo offo. fe vi aggiongerà al geffola quarto - parte di terra. E da qua vicn quel modo. c feminnndolerolcfotto lafùa pianta. come habbiamo innanzi detto. aperte l’offa.ò digarofali. e con que- llo modo conciliano color più roffo. Far i perfichi più coloriti Può il cinabro. Ecosìfacciamonoicon- .fefotterrerai l’offa Tue. e quello poi fotterrandolodi nuovo. Può farli anchora facendo berci i Temi i colori faccndoveli (lare molto tempo à molle. vengono più co- lorite . Democrito quarto alle mele: ma ‘Ter far i perfetti rojft Promette. gicttura .che allindatali frutto fanguigno. e vigorofa. E forfè così facendo de gli altri colori . divarranno bianchilfime Fa lattnca come diventi bianca. Se varrai anchora nel medefimo modo Che nafeano i grani bianchi nel granato. perautorità di Martiale. ò forfè con virtù più occulta Ftir le mela rojfe Si sforza Beritio. Digitized by Google . e poi 10 fotterrcrai. Palladio l’infegna. lo ben c affai conforme alia verità A far . cfopra quello fcriverò quello. . Se alcun delia Far i meloni di color fanguigno. Come neaccertano tutti iGrcci. fieno fatti à quello modo. e dopo otto giorni. Lib. e C Di Gioì Bit lift a della Porta.

e diverranno bian- chiiìiine.x. Piperò porremo le regole . e come anchora h. che non c cola che più grata polla parer àgli occhi noflri Ccsìm’han det- . I garofoli bian- v Digitized by Google . ' . come fogliamo far ncll’infitionc . Ma Far le Jcarole bianche T’impara Columella Quando hanno fparfe le frondi. che non bada giongcrc all’eccellenza del fatto e ne refta di fiotto. . o vero del fior bianco e_j .ligherai le Tue chiome. dezza dello fluporcjconoficc veramente. . che fplendcrà di un color celeri- . e bianchi diventino forchini. e belle. che non può trafmutationc. c con la mcfcolanza de’ colori ci apportino maravigliofo diletto. . Noi fcccharcmo l'opra la radice una pianta di cicoria. hor quel di color cà- dido di latte. de accioche I garofali pavonaje. chel’haVfaìà {frappar da terra . Et apprelfo noi / cardani divenghino bianchi. com’è detto. le legherai con un leggie- . e poi lo partiremo per mezzo.abbiamo detto del por- co apri per mezzo il gambo . Nel medefimo modo.uo dalla radice. N Ella mcfcolanza. c ponivi (opra una pietra larga. perche viene di color pavonazzo. che apre il tronco per mezzo. come polliamo trafinutarc .XV. Cap. fi muta in azuro. e fallidio» gli nolfri hortolani le cuo- proaodi arena. cheJ così diverranno aliai bianche. li porrai in una Canna bufata. e ponendovi fopra un vafo di creta. Efc vorrai Far le bietole bianche Cuopri le radici Tue con ftcrco di bue. che prdentarfi à gli occhi noìlri fpctracolo poi dilettevole. nella contcmplatione de’quali il no- li ro intelletto maravigliofamcntc vi fi compiace dentro c lòmmerfo dalla gran. e con la loro vicendevole dilettano con la varietà dc’loro divedi colori. Altri la fanno con minore fpela. temeremo così far anco ne’ fiori E primieramente tcntaremo ciò far con l’incftamcnto. c in quella fiflura vi porremo un ga- bo di gurofolo. ma il meglio di tutti c la cicoria felvaggia. fpiant. no. . I Conte poflino trafmutarfi i colorì de' fiori. fi fottcrrano. che prima fiammeggiava cl’un color porpora. E come habbiamo fatto nc’frutti. c quando vorrai ufargli li (coprirai.i. buglofia. da Sotione. Quando dal principiocominciaranno à pullular da terra. nò Della Magìa naturale ma. ò un pezzo di vale di creta . to molti amici ma io havendone molte volte fatto cfpcrienza . On- .chc fia vecchio. ì colori anchora nc’fiori. cioè le cime. cl’attcr- ramo con letame marcio e così farà un fiore . grotto qfian- to il dito groilo della mano. c divengono bianchi oltra modo. hor quello. c pavonazzo. poi ftringeremo con un lìgame. mai hò villo co- : fa corrifpondente al mio delidcrio. ro legame. Se alcuno vorrà Far gli afparigi bianchi. tanto (ì fa ci diun fiore con un’altro. L’imbianchifcc anchora molto l’arena fo- prapoftalc. {vanifica in un giallo verde.

Scie deprezzerai. come prima l’infegnòFiorentino-Sc s’apriranno con grandittìm» diligenza i bulbi. e compagnia fra_ loro. e fugarono il tronco da fopra l’incftamento . e fenoi defitte- riamo imitar quel colore col giimino. Di Ch\ Tattifta delti Pòrta. Portiamo anchora con altro colore infon- dendo nelle radici fue colorari fiori. Noi prima pianteremo la rotta. . i fiori se- pie di vengono più colorici finche divenghino neri. noi Ptttcguircmo perii bufare. così la rofa gialleggierà nó fenza grandi (lima dilettationc della villa. quando dunque verrà il tempo di piantargli. ratto la pelle d’intorno intorno. che fon benfatij di haver tirato à le quel colore della porpora. la rotta. e farà molto buttato da quel colore.la tagliarono dalla fua. efe vo- lano farlo per inocchiarlo.» . buttando alle radici di ciafcuna fcccic di vino in abondanza. li porrai à mol- lo riflette radicene nella fecce di vin nero .. metta à mollo per otto giorni Con la coltura faremo le meddìme cofe.Qiic- tìc piante verdeggiano appretto noidicosì falfo. onde fpefio habbiamo fatto . fomiglianti a’bulbi. le ficcheremo nella radice della anchufa cosi muterai il color purpureo nel pav«- . ci ineftaremo . e piantale in quetto modo. r le viole biancheggino. i2 t bianchi poi coverta di terra al tempo delle ficcati in una patti naca rotta cavata. togliclc di là. . ne inatti . e cosimcdettmamcntc il gifinino. gianti con fintile raodokà qucfto infegna Anatolio : Far i gigli di color di porpora Quando fiorifeono tomai dieci . perche buttàdovi del gratto letame appretto. . e legatoli infic- . ovcro altro colore. lo faremo permetto. e vindcmic. che gialleggia tra’fiori. e la rofa gialli.. poi come farà abbracciata. che non fe- rifea i bulbi . nazzo. che . ne zappando. fìando in cervello. e bel colore. il garofolo . mc appendi fopra il fumo . Se ne piacerà fare Che i gigli diventino raffi. Se vuoi Far il gifmino . finchevedrai. I e così bufiamo la pianta e come havremo ben purgata la pianta. come di ciò ne è autore Tcofratto. poi ottureremo col luto.fe infonderemo nelle fue radici terra bian- ca.indole. e ligamo. e nonfipuò pcrladifcordc natura. Libelli. e poi coprirai in terra gratta . fimo più volentieri apprendono nella terra dove fon nati che nella fòrafticra_. dove fono nari. daranno i fiori porporeggiami Cattiano Umilmente.nó fola Digitized by Google . Perche il fior della gcnifta è il più bello . così i gigli. Gabbiamo detto nc’f'rutti. ne trafpiantandolc. radice. che La rofa . e denteo quelli vi fi butterà il cinabro con abbondanza. L’impareremo. ò dodcci di quei bulbetti fuoi. ò’igcfinino appretto la genifta trasferendo quelli nella terra. in quetto modo finenticata nelle fulve.c conlarofa. li sforza^ 'Tradurre l'hedera bianca L’hcdcra produrrai corimbi bianchi . chequaficottrin- gano la villa de gli occhiàmirarlc. perche aflnif- . e letamata così haurai gigli rofleg. Porrai fiori bianchi fargli pavonazzi fcncl medefimo modo detto. perche da’ gambi tetteranno certe picciolc radicene. che nafccrannodi loro. . & uhitafeco dal tronco crefccnrc. ne letamà- io. Ma al contrario poi farai . i garofali neri .

Con uno anchora affai diverto artcficio faremo. (armenti delle vite. quando fi piantano i . dove imagino effer venuto dall’infito fopra le me- la cotogne di quel melo. e far quelle mela belli Ifime. Poco lontano da quello artificio polliamo Far la vite mufebiata Cosi inlegna Paliamo Se vorrà rendere odorato una vite . I limoni comefifaccino più odorati. che noi chiamiamo melo appio. òlo poniamo à mollo per alquanto tempo inacqua dìtofc. come habbiamo in- nanzi detto. detta volgarmcntelimonccllo picciolo. Così di Far le pera . e giocondiilìmo odore . Noi con più leggiero artificio incitando il rampollo. ò piantarli. fe faranno incitate nelle cotogne. Cosi anchora Far i limoni odorati di cannella. perche fpireranno d’un grato . riempile di mufehio. così diletterà con l’o- : dore non meno. che dalmaravigliofo odore di mu- fchio è chiamata molcata ma fempre iterando l’infitioni .. & ìfrutti pofsano divenir più odorati.l’ine- ftaretno nel citro. e quante.Età quello modo imagino. Così habbiamo noi fatta La rofa centìfolia odorofa fare Se tu la vorrai limile.ccon l’infinito numero delle rolc. e fubito diverranno bianchi Da Didi. . Hab- r" Digilized by Googl . Come ijìori . chenon faranno difprczzati per la fragranza di odore. hor come faremo. & altri Epcrcagiondicffcmpio infegnamo artifici].ncl quale iisu dilfoluto acqua di mufehio. dei fiori con il medicato colore ci han S dato diletto. che biancheggino lerofe. e così incitarli. inaffiamanto . 122 Della Magia naturale folofimili fiori: ma qu. che diletta hor conta bellezza della rolà. torni dal fortopofto tronco un grandittmo odore. le fuffùmigherai col folforc . l’ongcmo di mu- fehio . Cap. tanto più foavemente fpirarà il ftio odore . cfafubitogran crefcimento. Ma farà più utile bagnarci fermenti con mufehio. aprendole un poco. mo. il che è da noi fiato continuamente provato ne’ noftri horti Napoli- tani. che odorino più fuavemente Ha verno potcftà il cotogno incitandole (opra . Se quella minima fpecic di limoni. E habbiamo fitto di modo. Ma Diofane Far le mela più odorate Promette. cheiiu Athene fi chiamano melimele.ifttutriimbianchifcono. òli garofoli. volte più rciterarcmol’inefto fopra il medefimo. Inocchiandola apprende ottimamente. fe quando cominciano ad aprirli. che i frutti. de à quello modo haver- lo trovato Appio Claudio . che fiano fiate fatte l’altre. nè iti mo poterli far altri mente. incitala inquclla rofa. il che etteguiremo con varij artifici] con Tinello. XVI. La rofa bianca fe la fregherai fopra la ruggiada dc’ccci di terra rolla. che havemo appretti noi rotte . & altre di color di ruggina di ferro del medefimo odore.

aprendo . nafeeranno del medefimo faporc. ò di Opobal- famo.I Temi loro filano à mollo nel Tocco dirofe. perche vera- mente nafconofelvaggi per tutto : ma piccioli. e così havemogli frutti odorati. ò nell’acqua diflillata.ino Seti pianterai. 12 3 Habbiamofàtto. Palladio da lui. di cui havranno prima bevuto l’odore.e gli hortolani . òbagnato nell* olio. di poche fiondi. la qual fpecieè ufitata apprefib noi .« così femin. e fenzaodore. e piantandole an- chora mcfcholate con quelle Noi l’havemo fatte di odor di muichio . e bufatolo. Così anchora habbiam fatto Co e la lattuca mafia (dorata Il feme della lattuca poflo nel Teme di cetro . Anchora Te iloro Temi bagnerai per tre giorni nell’olio del Lauro. c così poi l’havemo piantate. Et anchora un’altro arti- ficio di feminarifemi prima flati à mollo nell’ acque odorate. DaSotionc. & aromatici. ò di lauro.ódi maftiec. Faremo li carcioflì anchordi odor di lauro .e poi come fonfecchi. fc apprcfioloro vi pianterai li agli. non havranno cosi brutta puzza .e con que- llo artificio. Fiorentino fa di queflomodo / meloni . epoil’havrmo poflo à mollo in acqua di rofe diflillata. dove havemo prima difiolutomufchio. Nel medefimo modo Far tt a/cere il fardi odor dì garefall Imparerai. Di Gio: Batti/ta della Porta. Ponendo infieme i femi loro con le {rondi fecchedelle rofe . vulgato dell’odor de’garofoli indiani .ecosìlo pianterai .ò fucco di rofc. Tei Temi loro porrai nella polvere dc’garofoli.c così piantate.chiamamogarofolo . che fia fatto quel fiore. òdieflen- tia fua . ITI.li pianterai. ò di alcuno altro fucco per tre giorni. quella parte del Teme di dove hà da pullulare il germoglio. 1 Come Q* Digitized by Google . e {pianterai . . togliendo ilfrutto dei lauro. Da Teoftafto. quando la Luna farà fotto terra . haver ricevuto quell’odore. E Le rofi più odorate Far potrai. e carezze io {limo. che havemo Tempre nello mani.ongendo i rampolli da ineflarfi òdi olio di cannella. ò pallate permczzole radici con ilgarofòlo. che fpirano odor di refi. echiamati appreffo noilimonccllo incannellato. Aggiungeremo à qucftiil modo Che Fagli non pux*z. e così poi piantati.ò nell’olio. aiutandoli con grandimma diligenza.no . poni inquclburoilfcmedclcarcioiFo. Lìb.per due giorni. òdi Nardo. Come fe vogliamo Far i carciofi odorati Come dice Caffiano da Varrone.overo poflo il Teme à mollo ncll’acquadi garofoli . e così i fiori riceveranno odor di garofoli. òdi gigli . e poi feminarlo .

1’infcgna Arillotelc. tagliate alcune parti. cfubito muojono. cioè bufandosi tronco.ma l’aprir per mezzo Stronco . XV II. conunj certo amaretto molto gra rido.nc perla molta dolcezza da alcun ftflidio. che con l’incflo polliamo emendare alcuni vr» tij delle piante. prima con l’inefto. ohe il mandorlo portifrutto più dolce. indiandolo fopra un’albero alquanto amarct- to. come è il granato. perche vivendodi feorza delicata. Se incflarai lemela nel cotogno. che un frutto fiati- fiutato per la fua troppa dolcezza. c di là poi purgano quel nocevolc humorc(come accade fpefle volte vedere negli animali ) c’ircffante digerirono più agevolmente. come con l’ajuto dell’agricoltura i frutti pollano farli più dolci . e’1 melo nc’ quali molto cc nc ferviamo . la pianta. perche tirano àlor tanto cibo. dopo aperte.c che avanza tutte lc_ iettanti. che non per quello fconcia il fuo fapo- re. quanto ballano à digerire. che aprendogli il tronco. mo più dolce i frutti. en- trando per quelli l’aria. e HI Della Magia naturale Come pofsinmo conciliare dolcezza-. chiamate apprcC- fo gli Atcnicfi meIimelc. c fuavità a] frutti . laonde producono poi frut- ti più bclli. e eoa quello artificio gli t . c s’incollano inficine Noi fare. Se Far . V orrai .edilucco più foave. con l’incflo Far le cireggia laureate Poffiamo. De l'uno . migliore. ò tagliandone alcuna parte. Havcmo detto prima . Cap. de aggiongervi alcune doti. c ' con altri modi ridurremo il frutto più dolce. Ficcandoun chiodo nel mandorlo. L’dl'em- pio farà . di fucco fànguigno. per il quale fudando quel noccvolehumore. agevolmente fi flringono.clafciarfi trivellar per mezzo. S Ono alcuni alberi. Di verginal vergogna il volto tinge. che il circg- igio fi poteva indiar fopra II lauro. e’1 caldo foraftiero s’infermano . e calando quella^ Corrottione infino alle radici marcifcano. . dolcezza vi fi feorge un poco di amaretto. c così dal portar poco frutto. di grandezze riguardevole. da Diophane. alberi Digitized by Google . che ferite portano frutto . acdoche da quel- lo difilli la gomma. & in una grandiilìma™. per molto tempo divisa domenica. Palladio. poi bufindo.da quella mefcolanza ne viene un frutto più faporito. nc portano poi molto. come dicono gli agricol- tori. Plinio dille.quafidifiipordi miele. contrahono un fi por di mele. m Il circggio nel laure pur s' inefi a . c di quell’ incito poi nafccrnc le circggisu lauree. Fannofi anchora Le mele dolci ineftandole nel cotogno . overo aprendo.Sono poi alcuni. il mandorlo. perche fe avvicn. c più foave. Hor infegnaremo. che fofi'rifcononon folo lepiaghe. Scaltri caftighi. vengono àfarfi dolci. A noflri tempi in Napoli fon cominciate comparir le cireggia lauree. fpccie molto gentili(fima. c fendendolo intorno intorno. e l'altro [angue il parto mijlo.

la purgheremo di quella flemma. da amara che fia diverrà dolce. 1 Di Già: Battifi a della Porti . come ilniedelimo ufèrifee. laonde Palladio fù quel- lo. le cui parole fon quefte. perche ilmà- dorlo bufato lì cailiga. IH. Si dice lemidol- laagri mutarli in dolci. ^ "Butta di biondo mel nel cavo bufo £ del ntttarTimbreo riempi il tutto . cpiùfoavijpcrchc l’humor. le l'calzando il tronco. Ma fono alcuni. che làrà meglio. L’cflempio farà fc vogliamo . accioche non Aia così vacua. Scuopri poi la bocca con un fiafio. fc farà un buco nel tronco. . intanto togli Le gemme che da rami efeonfrondofi .che refi» fi può digerir più agevolmente Africano afferma . & otiofa. .di modo che non efea fuori da l'altra parte . per loquale porta purgare quello nocevolchumore. perche come farà liberata di quello hu. Lib. che (corre. all’hora riempiono il bufo di loto. ne alla memoria degli avi di . Ateneo. che inqucl bufo pongono. overo nel latte di pecora.. Se alcuno fcalzando intorno l’albero con la zappa . che mutò le midolla fuc agri. fin tanto che i frutti faranno maturi . imaginandofi.& babbi i labri intorno > Ji dito grojfo E di liquido miei riempi il bufo . in dolci. \ e inaffia le radici dell /tumore . che da amare portano divenir . more. palla la fuafcrtilità in frutti migliori. diverrà il frutto più dolce. acciò da bere a lor non manchi.Teofrallodicc. così quella midolla dimezzo dicono. che fcorrc. Iafci (correre la lagrima da tutte le parti. il che viene ~ à «alligarli.- tsfccò no’ Ifccchi il Sol: ma poiché il tronco Secco s'havrafucchioto il chiufo humore. ncà tempo di l'Un io. *• "" \ ~ fbg Digitized by Google . Altri nel me- le di Fcbrajo bufano il tronco dell’arbore l'otto vicino alle radici con bufoobli- quo. Lo mandorle da amare divengono dolci. ‘ Che fparge P human corpo. . Plinio.chej fuochi perla midolla infino che difeorrono frutti come per un canale. faranno porti à mollo nell’acqua melata. feifuoi femi. dolci .fe l'calzando intorno l’albero quattro diti lontano dalla radice.e farai quello per due. E cht defia di ber con nuova fitte. Se portovi un legnetto purgherai l’h umor. dice Pontano rtc’fuoi horti degli Hcfpcridi t dove Parte non aggiunge ? il tronco Forato fia nella più baffo. bufando dalla parte di fotto.efovdrcbiohvimore.miele.chc haveranno da paftinaifi. perche quella. . amarezza vicn dalla molta abondanza del cibo. c da quello bufo lafciano (corre- re l’humore. Far li citri dolci Quello frutto non (i mangiava all’età di Tcofrarto. . ótre anni. cioè mancare con quel bufare. e della parte di l'otto perforando il tronco per quattro diti. parte Sfidi forame hu palmo e non avanti . £ della melata acqua empi di nuovo » JLt labra. che diventi dolce Quello medefitno . 12 j alberi felvaggi fifanno domcftichi. .

. buttando alle radici acque calde. Se ci terviremo di alcuni llcrchi. ò nel miele. Come te volendo Far dolce il mandorlo amaro. n6 Hella Magia naturale Che il Mandorla amaro dive Ughi dolce. rodiverrà tenero. ònelfucco dcll’uvc Polliamo anchora. Da* quelli Plinio. ovcro nel vino i dolce. ò inalbandole di acqua fredda diverran- no i granati più dolci. e giocondo. Nelmcte di Marzo fi pone alle radici de* mandorli lo Aercodi porcp. ilcrco. Che i cocomeri divenghino dolci. e palle. c più migliori. e Pi Lafcierannobere finche fiano fa- tij. Palladio bufa il tronco per mezzo. concarczzc della cultura far d’altro modo. Teofrafto.Tcofrallo. I Puoi Perni per tre giorni li porranno à mollo nel latte.c limili.per tre giorni faranno dolci. overo te faranno amari. Buttando Aereo di porco alle radici . Noibuttaremo alle radici cote agri . Se alcuno irrigherà la fera con vino melato. Se porrai i Temi à mollo in liquori dolci. Che U rafano diventi dolce Porrai à mollo un dì. però farà convenevole ularla cultura per ta- to tempo. te pria che Io f mini. che i frutti divenghino dolci. i quali lo pongono nell’acqua melata. Columella. tireranno à te la dolcezza Come dice Caihano da Varroac*. Africano. il che l’have imparato Ateneo da Aditoli eno Ci- reneo. quando fe le beveranno portaranno dol- ci frutti TcofraAo infegna à far i cocomeri dolente il teme. e poi che faranno Pec- chi . e poi piantati. infegna AriAotclcnencl libro delle piar* te.morchicdiolio. I Quintilijda Ari Ao tele. che pria fiano frati à mollo ne! latte. I rafani faranno dolci. Così Ilfinocchio diverrà dolce Sei Puoi Perni faranno piantati. e di qua divengono più foavt Che le l attaché dive righino dolci. lì feminano . evi pone dentro un Conio bagnato di micie.ò fc porrai ilfcmenclli fichi lecchi. Nel medefimo modo fi poAònofar Che li granati agri portino frutto dolce.! mandorli di amari diverranno dolci. ò Aercodi porcodiver- rà più dolce. acciochc diventi più dolce.c portino frutto più dolce. E Palladio butta* d’intorno lcradici Aereo di porco. Da Palladio^ da Fiorentino.So- no molti. Che di agri. ma il mandorlo fi muterà dopo tre anni. pria che farà temina- . e di più gagliardi. Infegna Palladio . overo nell’acqua melata. come di quel del porco. & amari divenghino dolci. lo porrai à mollo ncllattc. perche di amare diverranno dolci.Buttafi urina nelleradici ddli gra- ‘Digitized by Google . temi de’quali faran- i no Ilari à mollo nel vino melato. e nell’acqua* mclata. c Palladio Che i carciofi dive righino dolci Se i temi de’cardi le porrai à mollo nel latte . acciochc perlaloro caldezza megliodigeri- fcano. à nell* acqua melata. e come fono Pecchi piantarli.Sc fi butterà alludici fcalzatc urina. Il cocome- .<Sc una notte Perni da piantarli nel miele. to fia pollo à mollo nei latte. Mcdclìmamcnte Far i meloni pii dolci.

overo fi debbano piantare in luoghi falfi. e però gli Egitti) inaffianoil caulodi acqua melchiata col nitro . perche le loro radici dettano eflcremor- iicate. Lib. Acciòdunque A bajìlita nafia pii fiave Gli fecanoil gambo. Teofrafto dice. inaffiar con urina di huomo. quefia medicina peri primi anni farà produrre il frutto vino- fo'. come habbiamo detto dc’mandor- li . e però è da inaflùrfi conti- nuamenredi quella.! fecondi. tagliando i cauli. & ameno. c molto cccellcn- tiftìma.chedopofecatii primi germogliò gambi. Il medefimo per Far che la bietola divenghi dolce. Finalmente La ruchetta divieti piifi ave Se farà inaffiita con ncque falle. addolcile il fucco*di più l’abbondanza. diverrà migliore. c poi buttandovi la terra. e Di Gio: Battifta della Porta . e butta fuori foglie più buone à mangiare. come pocodigcftfi&i fecondifono al gufto piùfeavi . Se il melo di primavera^ fi tra inaffiato di acqua calda. e di huomo. e la medefima acqua buttata allo herbe. Il medefimo nello Cam lo . c . Con la mede Aorta ragione Il porro divien pii dolce. che intorno intorno fi fcaizino le radici . perche quell fiche primi germogliano . che divenghi dolce Avviene. fono infipidi. III. diverranno più dolci. L’inaffia pur con acqua falfa. Molte cofe. Teofrafto.c Plinio riferifee da lui le cofe medefime. e poco dolce.dopo dolce. e faran frutto più dolce. e buttano alle radici fèccie di vino vecchio. La cagione èuna_» mollezza peculiare. Come per efiempio. Che le cicorie divenghir. farannoepiùfoavi.e (lima che divenghi migliore . eia freddezza dell’acqua induce qual- che mutamento Paliamo comanda .Pcr la medefima cagione Che la latruca rigermini pii prave Teofrafto comanda.e ciò per lungo tempo. Ula- no anchora altre carezze di cultura* promovono i camangiari più foavial gufio. perche il melo gode molto dell’nrina . la qual fi butta alle radici. che inaffiatc di acque falfclafcinola fua amarezza. over» quello chcè così gagliardo come quello. Che il melo diventi dolce Da Anatolio .o dolci. buttato loprale radici de’ meli granati. Dice il medeiim©) come il porro dopo Arcato. che na- rreranno. mentre fon teneri. Perche lo Aereo di porco. che rinarreranno.Pcrche purga l’innata agrezza. la cui cagìo- Digitized by Googte . percheleradicide’meli granati durano più lungo tempo. Alcuni vipofero Aereo di capra. e pieni di latte. c buttavi fterco di porco. & acquifiino dol- cezza. accioche le cicorie lafcino tanta amarezza. perla qual cagione piantata neTuoghi fàlfi. Se le mela granate produrranno frutto agro.ogni terzo anno. 127 granati. che s’inafr- fino di acque falfc. che-* di venti più dolce. comanda. e di nuovo fccato germinerà. faranno più foavi. ò fccciedi pcllirma non molto . Plinio diccdaluilccofcmedcfimc. più dolci* Teofrafto ne adduce la caufa evidentiffima. perchcigermogli. Columella. e la falfezza del caulo. vi fi butti Aereo di porco. con quefio modo fi emendcrà:inaffia le radici con urina vecchia humana.

Onde i verli. l’aprirai per mezzo con una punta di coltello . apporta Tempre ài fecondi maggiorfoavità. E come molti non fanno le cagioni.& il frutto comincia largamente ad ingroflarc. i e che perduto ogni verdezza. Che à miferi mortai moftra nove arti E nuove ejpericuz4 delle caffi. accioche crefcendo il frut- to non s’apra. che vuoi. crefcendo valorofamentc. Perche la prima gcrmtnatione c molto de- bile. quando poi faran crc- Digilized by Google . cambio.Se quella male Itera farà di legno. e la fatica il vero majìro .Ma di qua fimanifeftadi •' Africano il Modo.c ne cavarai fuori il mcdollo. imitino il capo humano .e li veggiamo poi crefccrc . perii qual fi pó- ga il pedicino. che le togliono gran parte della agrezza. poi legherai con un ligame gagliardo. jìS Della Magìa naturale cagione affiegnn nel libro delle caule. quando fuflero piantati i fpicchi acciacchati. C ac. che par che accadano contro l’ufo della natura. caccommodatià luoghi dovuti. x . con le guanciro(Ieggianti. come naturali Laonde fpcrt'o fi veggono capo di huonti- .e come farà fecca . molle della grandezza del frutto. impreffioni. Horcon varij artefici fàremp più dolci i camangiari. con varie imagini.overo quando fi pian- tano vi fi mcfchialTcro feccic di olive. le le noci fi mc- fchiano con le cipolle . liacaVa dentro. ricmpicranno quelle forme. come il citro prenda forma di una tefta human. s’accoinmodano all’ufo. che hà da erte re. dipinge- ranno i frutti di colori. elea quei luoghi vi fi ritrovaranno colori porti. fcdicrcta. e l’ul’erai àcrcfccrcivi aétro.quandorhnvraicotta. Con altro aliai diverfo artificio Che le cipolle divenghino piùfi. ni nelle crifomolccon denti bianchi. apportano noirpoca maraviglia à chi le có- lidcrn. che Crefcendo I s’incontrano con tanti bufi c con alcune fcolture . c fattone molte volte l’cfpcrienza. X V III . Lcafo alle volte dimoftra affiti (come accade fpeflo nc’citri . gambi.c chefidiftruggono.con occhi neri. O di cavallo ovcro di alcun altro animale. E l'ufo . Da Palladio. fi fervano più lungo tempo alle quali rendono quello .&: ini- micitic di nature. odi goffo . Che i frutti ì che crefeono ricevine tutte leforme ?• e /’ imprefiioni . che fra le piante fono alcune vicendevoli amicitic. da chetano piccioli. e che fi ajutanofra loro. Che gli agli divenghiao di fapor pia dolce E più foave.ivi Faremo. fc confideranno.e fugclli)lc quali confiderai poidahuomini in- gegnofi fonoaccrefciuti connon poca fatica. eli polfano poi commodamente congiungerfi . Farai una forma di creta. rinchiudilo nelle forme di creta: malafcia però aperto nel luogo. perche fcà pomi checrc- feono tuttavia vi accomoderai intorno alcuni vali . Crcjdde Sorionc. &il limile dice avvenircncgli altri camangiari Perche il troncar i primi . eli veleranno di quelle forme.

Crelcono i cedruoli in qualfivoglia forma . cperlo più in forma di un torto dragone. over di legno 0 di creta un model cavo.. e vedrai al fine Aiutato il corpo nell oppofiaforma Che il granato. crefcendo riempirà tutta la lunghezza della canna.illctamala bcnc. Infomma dicali quello . crefciuti. E le porrai la zucca ro- tonda in mezzo duo dtfchi hen ftrecti. nelle quali fora coftretta.crcfccrà in un orbe piano. c circondatolo di luto. perche crefcendo riempiranno forme . Laondcaprcndo le una cannapcrlungo. Pontano col medefimo artificio. j 29 grandezza.quando fono pic- eie legharai intorno cini .e diligenza ufarai . chetuttii pomi degli alberi riceveranno tutte le forme degli animali. che vcnghiftrctta. e' l corpo. Tu poni intorno alfruito. e pervenuti alla loro debita cheti piacque d’imprimervi II medefimo habbiatno prima infegnato da Fioren- tino. ti darà quelle figure . che all bor erefeti E del melo mutar P effìgi e. clic tu vorrai. & aperto che l’havrai . te ne potrai fervire in veccdiorciuolo.e come faran fotte. overo involti in una pezza di lino. fe alcuno li chiuderà in quelle forme fcolpitc. Lìb.c come darà i frutti. c dopo rompiamo Polfo leggier- mente. ivi dentro Si formerà n le m embra. Plinio conobbe ciò. Ma fc ti piacerà forfè d' indurvi Nuove forme nel cifro . fc farai. li darà ferirti intorno. poni à mollo per due. poi fi chiudano in una carta. e quando andrai in viaggio.ovcro informadi peroacuta. e quei caratteri. che gli farà intorno circondata .ò tregiorni il fuo offio. Costanchora 1 cotogni prenderanno forma di animali.ò zucca lunga. e finalmente pre- derà tutte quelle figure. ricevano ogni forma. c lo coltringcrai.!. Fingerai le zucche àmodo di langcne. i frutti .Di quàanchora diremo come poffia farli. c li farà crefcere ivi dentro. pero. Se forai le forine di creta . Da Democrito. &in quello fcrivcrai ciò che ti pia- cerà non moltoà dentro. & accomodatala intorno al frutto del cc- druolo. chchabbiamodi fopra narrato dal medefimo autore. den- Digitized by Google . checrefcano dentro i modelli di quelle forme. e prenderà ogni figura. dove dcfidcri. fc pur nella via havrai fotc.. Nel medefimo modo Nafceranno le perfiche /erètte Da Democrito. torrat da dentro quel nocciuolo. con più leggiero artificio 7 rasfigurar i cedruoli in qualfivoglia forma che vuoi Potrai. Iefcccherai. fe leganti con un vinchio in quella parte. fe la medefi- macura. Ma vera- mente. accioche il nocciùolo non redi officio.ò tre giorni. Che un mandorlo nafea firitto . Dì Gio Battìftet della Porta : . dopo che farà sfiorita. Porrai à mollo il mandorlo pcrduo. cfcriveraiciò che ti piace non molto R. & effigie.e cavatala bene . Faremo.ovcrmandorlo .c la zucca in ogni modolì allungar.poi aprilo leggiermente. melo. dopo cheti havrai mangiato il frutto del pcrfico. 111.e le forai vacue. nelle guaine pieghevoli.

che il mir- to anchor nafeerà fenza quel nocciuolo di dentro E quello e llato conofciuto à - cafo. c più pieni. e quando vennero alla dovuta grandezza anchora viap- parevano lcveftigia dc’carattcri.ò di donna. c poi fatto liquido con l’acqua. tutto ritroverai fcrittofopra il pomo.cortccciedclgianatoaI- cunc lettere cónno flile. Cap. . & ad herbe. Per far che gli alberi fiano piti fecondi e più gagliardi. imitino! peli. diverranno migliori. bifogna tor tutte lecimc de’gcrmogli . accioche faccinomolto . e di là in ciafchnno di i Digitized by Googl . e porrai in quei buchi. e da falta in banchi fi vende». & al- legra.fe bufato il tronco di qua. maggio- più teneri. eia teda.Quando i fichi cominciaranno à produr le fion- di . Seme. v mature porteranno feco quei lineamenti. Chei fichi germinino più felicemente L’inlegna Columclla. bifogna ragliar le fommitàdc’rami con un colccllo. alle donnicciuolc. Ma fe ti pince . narraremo molti modi di coltivare». la quale da ciormatori .accioche cac- i ciando leloro radicette. perche quel rimedio fà produr i frutti più abondcvolmcnte. aggiungendovi il fedo. equa- do l’havrai finita. e di miglior frutto. Habbiuna radice di brionia.c poi bi- fogna fpargere alle radici rubrica mufehiata conl’ainorchia . cdopo involtolo in una carta piantalo. inalmente pernon lafciarcolaà dietro. cheL. ij o Della Magia naturale dentro. la fot- tcrraraiper tanto tempo. che delia nel primo occhio del fico. luoghi dove fono peli. F ri. E primo Che il melo . Noi col geflo cotto. e grolfo frutto. fregandole un poco fovra. e cavando interra un picciol follo. ritrovandoli appretto ad un bagno fmcnticata.lafciandofolo qucllo. Ma Jì fico nafeerà ferino Se alcuno Icriverà l’imagine di quello. & il mirto divenghino migliori. e di più allegra forma . e più faporiti:ma rifplcndano di bellezza più maravigliofa. apparvero più fplcn- denti. belli. e mi- gliori. Quando cominciarannoà dar fuori le fiondi. XIX. habbiamo fcrittofopra il melo cotogno. Horpar che m’avanzi Fìnger una mandragora. . e con llerco fiuma- no. nel principio che cominciaràà ger- minare. Dico quella fatta con arte. Palladio Far ilmcrone piùfecondo . molti havcrlo ingegnato . có uno llile acuto andrai pungendo il pettenecchio.òfimil femc.c d’intorno a’ frutti. che habbi fatto una corteccia intorno come vite.fe farà inaffiata con acqua calda.faccndo così lèmprc finche farà perfettamente fronduta. che nonfolo divenghino più dolci. che havrai IcrxttA fovra quel mandorlo.ò. Accioche tutti ifrutti pano più teneri . e but- tate quelle radicette.miglio.chc lUncl mezzo dell’albero. c Palladio. «cosi tutto. e con una punta di coltello acu- to intaglierai ivi una effigie di huomo. Scrive Teofrafto. come fu lieto peli. Da cui Plinio.

Se le cime de’ forni de’ carciofi fregandoli fopra una pietra li farai gli angoli più grolfi. un pezzo di vafo di creta perche caricata da tal pefo fi diffonda in larghezza^ t . Fiorentino. . c diverrà molto eccellente come nediccTeofrado. Se vorrai. e cumulata di terra intorno s’inaffi. frenilo D’altro modo . ovcrodi nuovo farà piantata. come fcfcdclTc:cche diventi più larga. Quando la lattuca havrà qualche crcfcimento fe li ponga fopra la cima. Promette Didimo Che le falene . III. e poi coprcdocon terra. Col medefimo artificio Quando hanno fatto qualche crcfcimento .ccosìdivicn più tenera. : rj r di quei forami ci ficchiamo un legnetto. Far il porrofocato.diquà di terebinto. quando farà crcfciura nell’altezza di quattro diti. chefotto ilfuo arbore. mentre perderà di crcfcimento. Che diventi larga. Quando dopo feminato. che fifrminino.. Cosi La ruta pii tenera . Di Gio Battifta della Porta. c di là di lentifro. dal quale Plutarco nc’convivij. e quando ufeirà fuori il germo- glio. dopo duemcfilofecherai. c Infoiarlo co- si.c dia ne’fuoi luoghi: ma bifogna aju- tarlocon acqua. Da Columclla. e fcalzandolc. La radice della pianta traslata. & il mirto dando in compagnia con la rofa diverrà di più abbondevole frutto. riempirle. fe diffonde in largo. e ne bagnerai le radici . Accioche Le cicorie diventino pii tenere e pii larghe . fc gli aggiungerai hu rofa per compagna . che fopraprefa dalpcfo.. che fà . Che il cauto diventi pii tenero Inaffiarfi con Tacque (alfe. L’havrai da Didimo . Se vuoi Che i carciofi non habbtno [pine .fe faràfvcltada terra. Plinio: Giova molto piantarle radici bagnare nel fimo. facci tenera jfc farà del tempo. al fine fe le ponga fopra un pezzo di vafo non vitreato. I forni prima. Gli Egittijl’inaffiano di nitro liquefat- tonclTacqua. pra il gambo una pietra. e i frani erefi ano pii alti Colerai la-feccia vecchia del vino. c poi quando c ben crefriuto . Ari- notele ne’ problemi dimanda la cagione Finalmente è tanta l’amicicia . l’infrgna Colu- mclla. Da Varronc Che la lattuca diventi tenera . pongafi fo- . Lib.c Plinio. c letame. fi ponga intornoletamc frefeo. con la fico. darà gagliardo . che mai verrà più allegra. e che Jìeda Palladio inlegna come fi divenuta dura per viriodcl luogo. . indian- dola nella fua corteccia. Da Palladio-Hor venghiamo àgli moftruofinafrimcn- K z ti Digitized by Googte . (calzata intorno. la qual nafea folto l’arbore di fico. e pii allegra germoglia Se l’incflcrai nel fico. (ultroneo col taglio del coltello. Et accioche Il cedruolo divenga pii tenero . c vi giova anchora^ fpargendovi del Tale.li pongono à mollo nel latte. e partorirà più abbondevole frutto . Da Tcoftafto. bifogna feminarlodcr. che lunga. ò del Teme . Quella fola ruta lodaDiofcoride. Se vuoi Che il mirro verdeggi di pii lieta chioma-.fiimentc come fcrìflero gli antichi.

perchcdice. E fc non fi troverà acqua nel mortajo. Se alcuno bruggiando tre conciligli. perche calcato lotto terra. e pello con pillello di falce. Perche bilogna biallemarlo . Colmedcfimomododi feminare Come figenerino le cipolle aficalogne Infcgnano. òfei diti. e lo lafciaremo fra i fuoi rami. Da CalGanu. ò fpar- gerà di ruggiada di alumc. e più copiofo. che viene più allegro. . o vero nclra- fano. il fuo feme pollo prima». II dragoncello berla come fi generi E cola molto di Volgata fra gli hortolani. dopo chclàrà nato. che dal feme di lino ficcato nelle cipolle» ovcro nelle cipolle fcillc nc’lididi mare. Spclic vol- te noi Far il lafilico capii! mio Habbiam villo. & il medefimo dicc_. che fia da loro Hata fatta .il fuo crcfcercfarà ritardato da una colonna di mar- mo. li feminano come li voglia. . Hor veggiamo Come mafiea C apio crefpa Thcofrallo promette. involto & in pezza di tela. e s’incontrano. cosi l’invoìgetutto conunadenfa chioma. vi feminerà il feme di orobanchc. rivoltatagli fopra . nella quale hai da pia tare il cedruolo. deliarfi cofa più bella. rji Della Magia naturale ti E primo dcll’herba dragone. fc porrai fotto loro un mortajo. con famofa per l’infalata.fe farà feminato con maled ittioni Schavrai à diletto . che non polla». . E fc da molti fi van- ta . fi fottcrri. ò altro vafe ripieno di ac- qua. benché ridicola acciò Che il cimino ve aghi ptn lieto. i mogli del bafilicojcrivolgendofcgli intorno l’intriga tutto. sì nel luogo dove hai fatto la folfa. non cavate dal fuo luogo. Così pof- . e poi le piantarà. eie porrà nelle cipolle bufate. e non inaffiare Di tutte quelle cofe. che l’apio nafccri crefpo. fpargerà fopra i corimbi. Edcll’ocimo.fe alcuno tornì ifpicchi d’aglio. da lui Plinio.fc dopo feminato Teli volga fopra tina Colonna di marmo. e non acquifi. e poi coprendola di terra. perche ritroverai l’altro giorno. che tanto lunghi ftfonodiflcfi. che habbiamo detto infin’hora.pianta il feme. e maledirlo quando fi femina.chc fi trafinutano nelle cipolle afcalognc. e Plinio. ritornano indietro.Si puòfaranchora lenza tanta fatica. e pelli. overo podagra di lino chcdopo che farà germinato da fc Hello avolgcndofi intorno per ger- . farà il mede- limoinpochi giorni. nel mortajo. fiamo accommodarc un jilbcro Digitized by Google .nc riempi- rai lametà di offa di paglia. molte volte fatta da noi l’clpcrienza non v’c mai ruilcita . e della cipolla Arcata. non hà come poterli allargare. lontano da lui cinque. Columclla Se vorranno far l’apio con lcfrondi crcfpc. Il medefimo da lui dice Palladio . così godono della humidità. ò farmcnti. e fpogliato delle lue cortcccie. Li farai in quello modo. Tcofraflo narra una cofa parti- colare . ovcro fenatoaltro- vc ne torremo un pezzo di germoglio.nafcer l’hcrba detta dragone. Farai gli cedriteli non acquofi. Fari cedriteli lunghi . Sifa anchora LI lederà ornata di bei corimbi. dopo feminato.cioc.

XX. che facca uva fenza acini dentro. Et in Trafò fi fi un vino. che mancando l’uno veniva l’altro. ne qucflo è flato imaginato fenza propofito. dolci. che contenga i frutti di molti. e s’arrivano con la coniertura. & hor inoltrava un volto humano hor d’alcuno anima. ramo hor generava un pcrfico . ' / Come fipofsono far vari/ frutti . e lauree.emaravigliofià dirli. che bevendone fa divenirgli huomini pazzi.& un limile nel territorio Trecenfe. che . cosi il ciclo la favoriva. e_* duravano anchora più lungo tempo. e di noceperfico. Se inacquato. &il un noccperfico E fe per calo il pomo havea l’orto dentro. che bevuto fà l’huomo più vigilante. ned imo cola faftidiofa à coloro . & il mandorlo dolce. In uno era incitata la vite. che induce Tonno. òdi Agri- coltura. ne mai màcava il generar nuovi. le. e lini medicinali. pianta in un_. Cap. in terreno letamato. i rami s’incurvavano lotto il pelo de’frutti. come perla fecondità del terreno. L’altro ramo dava circggicfcn- za orto agre. . La qual habbiamo virto. oltre il fuo tempo dovuto. e la corteccia della pianta havea rofe. Ella era di altezza. che non mi ricordo haverne villa giamai altra più maravigliofa. non molto malagevoli à fipcrfe . fiorivano di primavera . e grettezza polla dar convenevole nudrimcntoairincili. Ap- preso Heraclia di Arcadia nafee un vino. Nel fecondo ramo era il pcrfico comporto di pcrfico. come per gradi. e di groflezza non difpiacevole. e fa fterili le donne . e di frutti medicinali. fi comproba da_» Ateneo. dava frutti continuamente ogni giorno. Et infegnarcino primo La vite theriaca come fi facci JI Digitized by Google . più odorati. Scoprano quelli effetti.chehavcrtc virtù di medicina per poterfènc ièrviredi quello al bifogno. di vari) colori. vafeaflai conimodo. e virtù de’fcmplici. de un’altro Tene fa con-* certa arte. facilirtìmi à farfi. liquali ritroverai apprerto i diligenti fcrittori di Medicina. e fecondo. US àlbero. e che ritcncvan il frutto. chcnon può dirli più. e giudico cofii utilillìma_* porgerli co tali vini. accioche così perii vigor della pianta. e diligenza fi lono sforza- ti. come poteflcro fare ilvino. checominciano ad ‘odiarli. come il vero mandorlo. & altri haveano difopra diverlì lineamenti. . "Di dio: Battifta della Porla. chc_> conofcono le forze. e le temono . i frutti gli fucccdcvano.chc maggior parte de- gli antichi fcrittori ne hanno ferino con tanta curiofità. che aborrifeono le medicine. diftintofta loro coru* eguali intervalli . della qua- le uva Liceva venir Tonno mangiandola^ l’altra folveva il ventre. & altri fiori. e finalmente.Sc hora_* fenza orto dentro. Q Vei primi vecchi Icrittori con ogni loro rtudio. à quelli. e frutti tutti avanzavano la naturale loro grandezza più dolci. per tutto l’anno. ondc_> con quello inganno prima giocondamente lcbcvcranno. e diverlì condimc- ti di vino . chcvcngono dalla proprietà del luogo. per non crt'er cola più commoda . de’quali molti ne fcrive Tcofrafto . e per fchcrzo fpelTo l’havcmo chiamaro arbore del pa- radilo tcrreftrc. Lib. jlo dimoftra. & altri varij. III. Fradi tre rami. . de vfuale.

òcon una Pcorza molto bene. evi Parai unftgno • p. col ti tintalo pcfto. overo roPato. che fa [gravi dar e. Ma la Pcamonca. all’hora Pianterai quei fermenti in ogni luogo che ti piace. lafcia cosi ftare. che accomodi il ventre. dopòriPolvcrai la terra à modo di li ili v io . e ftretto diligentemente.c come i frutti fa- ranno maturi. moveranno il ventre. toltone la mi- dolli. Ma Fiorentino dice così per far il fico teriaca. Patiandolelue radici. e farà fatto.òilccdruolofelvaggio. & il ventre Bufa il ramo. Pcalzerai le radici inrorno v c Peccherai i rametti di elleboro nclli germogli. òdiopio . incitandoli nel bulbo d’una Pcilla . overo l’ellebo- ro negro s’incita nella vite con una trivella bufa la vite . Si fanno. Che lavile faccia n» buon ventre Quando vorrai far un vino . Così l’elleboro. nel modo che fi piantano l’altrc viti. c Pempre Ppargcndovi intorno della medicina ccon una continua : inacquatione. Falli il vino del fcatnmonio. che muovano il ventre. che l’occhio del fermento (punti fuori la nuova fronda. che muovono il fanno . Ma Pe tu defidcri mover fonno. de il fonno. ò’I ventre. per una maravigliola natura del vi- no di tirar à fc tutti gli alieni la pori .e di qucftaacquainafficrailc radici de’cedruoli per cinque giorni. c quello farai per cinque volte. nel tempo quando le viti fi fcalzino. come fcrive Catone. comedi conditodi abfintio. overo ccrincftc- rai. Sella Magia naturale 11 firmentache s’hà d# plantare ne comanda Fiorentino nel primo. con vn li- game. perche cagiona gli aborti . e chia- mano vino phtorio. oosle . elovuota.di quanto vino havrai bifogno. Così Far le vacche . che mangiati muovano il corpo. over tutta la pianta.da Quintilij. fi cuo- predi terra. ponendo il frutto del fico nell’antidoto della teriaca-. che naPccinTaPo. efedondo i libro della fua Georgica. che tu vorrai . come v’inPegna Palladio porrai di quei .. E così i Fichi . che Polveranno il corpo.r Digitìzed by G. Plinio fifa delle viti piantareapprefl'o l’elleboro. in Può luogo vi Pi inJcriPcc l’elleboro. E nel medefimo modo. fe nelle radici butterai dell’elleboro. Et infogna Catone. & havraii frutti già detti. farai così Le pr una. fermenti in un vaPe mezzo pieno di quelle bevende.ò violato . così darà l’uve al Può tempo. Ma Pc vorrai che naPca medicamcntoPa .ò tre giorni .. Potremo peftando le radici del ccdruolo fclvaggio. aperto quattro diti della parte di Poeto .e ponendole à mollo in acqua da bere perduc. che mangiandole rimolliPce il vé- tte. e ri- voltolo di carta. ò la Pcamonca. OvetoPe vorrai che lacci l’effetto con più efficacia. infino à tan- to. tante viti Pcalzerai. fi pianta. e così tira à fe le miflurc di diverfe cole. Far i ce drudi .fedopo. chc'farannogerminati . acciò così prcflononPuaniPca quella virtù. così il fico ti darà i Puoi pomi. c coprendoli di terra: lafcerai così AaiC-. imedefimi farmentiben fatolluci dall’antidoto. fc porrai à mollo il fame pernovc giorni nella fca- monca. overo quelli Puoi rami. c dopò riempi di Pcamonca . Anchora faranno commodi al ventre . Infogna anchor Plinio Far il vino . che purghino Nel medefimo modo potrai.

Faflìanchora Il mcdejimo in altro mode Da noi . che fi femina fin divorato da gli uccelli. .edilà intorno per tutta la circonferen- za della pianta. fimaufura. Di quel vino bevine poi un bicchiero. e non mifchiarlo con l’altro vino. ne raccogliamo cento. ponivi poi l’unguentfrovero-dentro lafcorza. al parto. c me- fchia con acqua . come da mezzo moggio. la terra. Come tofsìamo dalle biade raccoglier gran frutto . che all’hora l’arbore e tutto gonfia.e dalle vigne molto vino. che nc produca sì poco. di un moggio fe ne fuole raccogliere cento cinquanta. chedclla maggior parte del frumento. che un grano fa quattrocento gambi . le lidie. Bufa la pianta infino alla midolla con la trivella francefe . alcuno s’imagini che appunto fi raccoglia cento per nno. e l’infetta della fua qualità. non_.c poi irradiano. &afcendendol’humorfuo porterà il medica- • mento al frutto. c guardano con grandiligenza far tutte le cofe .Lafcio Ilare il terreno di Bizàzio in Africa. & in quelle butta letame vecchio. c quelle così pelle poni d’intorno la vite. poiché di un’acino di grano fcminato. ne raccogliamo ducento rnoggia . perchè elfendo centra il Cielo.Se vuoi ferbarlo finche invecchi. mente quando le gemme fono gonfie fatto quello . e quello nel tempo dcll’inocchiarc. ma ficfulfero di buono giudirio dovcria veramente parergran paradolfo. poi cuopridi terra le radici di quelle viti. ma^ effendo quelli favorevoli.cvi pongono intorno fuccodi medica- menti purganti . e nettale bene. procura tor di là ma ndùà Nerone 540.chementre fpira il vento Aqui- lone non rellalTcro Icradici feoverte fopra terra. Di Gio: Battifu della Porta . dalle talpe. Sono alcuni dis- dicono. e bevi innanzi cena. P ER far un fine al mio libro aflai ricco. Ma quella nollra promclfa parrà ad alcuni un paradello .li cui racemi hanno forza di purgare il corpo. e molta vino dalle vigne. buttano terra fopra le raaici* . veggiamo che la radice produce molti gambi poco più. Lib. così nafeerà l’uva. nèp. la raccolta farà minore-. XXT. 5: un. e grandillì- ma utilità. c da altri fottcrranei animali. ò metro di quin- dici . colmi nati di un folo grano -Ma andiamo invelligando la cagione. .c con- cepirlo. da vermicelli. alla morte. comelé- minando i frumenti. così giova anchora alla pelle. Cap.. equandofarà lavendemia poni da partequclle vite . e defiderato. poi pi- ifta in un mortajo le radici di elleboro. III.rcheiohò detto cento per uno. e legumi raccogliamo poi la raccolta con una grandifi. ma non tantominore. c featurifee del fuo focco . alla- purgatione. Ma quello fi co-' nofee.. onde avvenga. perche ti muoverà il corpo fenza periglio I moderni mondano le radici delle viti . Digitized by Googte . & in ogni fpica contenerli almcn feflanta grani . c cenere vecchia.. così facendo per alquanti giorni e principal- . cofa veramente di maravigliofa. cheda un moggio di feme. fcrbalo permuovere il cor- po. perche dileccarebbc le medicine. & alla vita- J . e taglia le radicette d’intorno. v’infegnaremo .diquà. chealmenononfia cinque voltepiù delPuniverfalc. j jf petriconofccrledairaltrc. come dice Plinio. l’anno. & aggiungerai due parti di terra.

eben fatolle di latte di capra vecchia.chc non nafeono tutti i grani della lpica. Ci fononcllc fpiche di quei grani. Ma qucfloeflcranchor fallo dimoftrarcfpcricnza. perche la fpofa.che cfalfo. .chei Cicli ci lono iavorevoliflimi affatto. che fervono perla propagatione della lorofpecie . noi fiipremo rimediare à tutti quelli inconvenienti . che s’hàda menare à Bacco. che nafeono nelle guaine. Interprete Qh\ ? Autore ufa una cifra perche cosi imporrante . e non generano. c ripieni di ardori. efepurefeono tralignano in altra hcrba.nè havria onde havefleà man- cardi colpa. c con Bacco. che fono aborti. Sia menata dunque la fpofa al fuo marito. fua amarezza .nc tutti quelli. perche il fommo Fattore Iddio di quelli grani altri ne hà creato pcrefftrc cibo degli animali.. Oltre àciò niunoli lèmina al tempo dovuto. Luna col fuo lume fecondo. fiere to non vuol che i' intenda da tutti DELLA Digitized by Google . cs’accoftano.\ deU’hcrbe . Ma accioche non andiamo troppo allargan- doc».che diunmoggio di lupini feminato.e non in grano. in tutte le lue». tra dc’mezzani. e circonda- ta poilccimcdi più granfpichc. la moglie. non ba/lardi .ò de’ freddi . Così quei femi animati da quel veleno. Perche le radici andranferpeggiandoperfotto la terra. ma toglianfifoloi certi . efepa- rati nel bagno. ne vi fi fa quella debita coltura. accom- pagnale con Vulcano. .. poco più. farà di (prezzata dal marito . che negli anni .chc fi fendono tutti perla l’etc. fenza capelli vi rcfla . chequcfto attri'buifcano al Cielo.horcrefce tanto Pabondan- t. perche farebbe troppo dcbbolc. che fi deve} laonde fe_. e fi ftringono con più dolci abbracciamenti. Quello refta di avvertir- vi. che percagion di quel valor vivifico s’unifcono in una amica natura. c pur non rendono trenta per cento. &ultimi nati. che così meno ornata piacerà più al fuo marito.diciamo la cagioneeflcrc. non «felli primi. e fono nella lpica quelli più perfetti. c fecondi . & altri à&rvar per il leme . òmcnofencJ raccoglionodi quindici. hordi molta macrezza s’indebolifca. pcrciicr il lupino fchivatoda tutti gli animali perla».òmcno di cento granirono altri.hor tanto andi. all’ingiurie del fovcrchio ardore del Solc. ci fucccdcrà il rutto fecondo ilnoftro dcfidcrio.e giace nel terreno fenza cflèr tocco da alcuno. non fia fenza capelli. òalle pioggicfovcrchic. & guaine fc ne raccogliono per pianta poco più. che lpeflo vegliamo i tcrritorij tutti coperti di gclo. enei cubile molle. e s’im- plicheranno quelle con quelle. eben apparecchiato/! ri- fcaìdi.ma leghimi figli produrranno Siavi propitia la_» . e faranno grandi in più gran numero. "Della Magia naturale nofcc. // fine del Terreo Libro . perche un fecondo fa l’altro.

G IO. apprejfo porremo quello. perche fer- .& al fin morire. DE ROSA U. e renderle intatte .tal fia nel E quel padre di famiglia . Dice Marco Varrone. fe non per ca- varli quando bifogna. & havuto le confavi PROEMIO. ber per poca diligenza. è per venderli.fe bora non infegnajfmo a confervare. e curiofita lo Inficiamo cor- t rompere .tr che per lungo tempofi pojfano mantenere . & invitte Contro Fingi urie delfervente . e diligente . aceto. che co» tanta fatica. e fpefa . ber par che babbi. . accioche a loro cogitai ti tempi pof- fiamo fornircene. e curiofio. e le biade con tanto grande apparecchio . e le cofe trovate han fedelmente narrare alla pofieritk. e la cura non fu poca.imo in vanofeminato. ma di accurata diligenza. / Infegna lEconomia > che con poca fpefa habbia le cofe domeftiche . no» anchor vi- fi varij . e fpefa habbiamo generato. e frutti havtmo infognato a fare . ti refparmiara parte di quello. DELLA MAGIA NATVRALE GIO BATTISTA : DELLA PORTA napolitano Libro Quarto TRADOTTA DA LATINO IN VOLCARE PER. che conferva i frut- confiervarle. quelli gli animali . mefehiandofra quelle le nofire inventioni . o per fiervirfiene. e d? quali ne habbiamo fatta efpcrienx. e di varij modi hau trovato molte cofe. che noi hab- biamo ritrovato di vero. vino. de’ quali la diligenza .niu»ferba ifrutti. EifiognadunqHe. llor prima narreremo Finventione de’noftri antichi. e fatto nafeer i frutti . ò per mangiarli. &aggiacciate cielo . Cofa di empio. le quali mi hanno parure più degne di ejfere ferine . L P. fi quel. . <7 olio. Ci aggiungeremo alcune cofe di pane. & altre cofe di non poco mo- . che ha da fpendere per % cibi dell’inverno. al gli animali i e dalli piante fiamo gionti infine aW Economia in . per accomodargli a gli ufi nojìri . e cF infingardo buomo farebbe.a più fifefio.ef. vono in luogo di minefire. è pigra.chequalfieiJlatonelprodurle.

c quelli poi ligaho à i rami maggiori accioche ftiano più fermi .c la fottcrrerai d’intorno al ra- mo. . anchor che niuno fcuota l’arbore. che gli ponno fare il Sole. involgono ogni melo con fronde. ciafcun pojfa trovar delle altre . quelli fi confervano come ì fior!. i vi . accioche non fiano beccati frutti da cor. e tutte queftecofe fi devono faro quando ilCiclo è fereno. e quella porrai fotterra. Come fi fiofsano conferv. ove- ro nc’rami .t famiglia Scaponendovi fcmprc le caufe naturali . altri con fieno. Caj>. cuoprono l’arbore con rami di fparto. ma di molto utile . accioche non vanghino ad aprirfi in fidine.M. e corrotti . Come dice Columcila. Macominciamo adimoftrare ifecrtti .non fi Vcniflcro à romperei così più belli. fermano» accioche ò movendoli la pianta. Laonde fe vo- gliamo - Che i granati filano molto nt II' albero Alcuni fono che torceno i pedicciuoli di frutti . Palladio • > Corno Digitized by Geogle . e fi putrefaccino . fecche. fe le porrai in una pignata fi nza fondo. Infegna anchora-. che vi dùrano più lungo tempo. fchuno per Teli pongono invali di creta. . che ftiano attaccati all’albero. Gli antichi nofiri quando voleva- no. accioche dalla tempefta non fòdero fcolfi . cornici ò da altri uccelli Alcuni accomodano vali di creta fopra . li. come habbiamo detto prima. e poi le flringono con alcuni legami . le trovarctc ivi non lòlo intiere ma_ . ò nello fuo proprio arbore. che da noi c fiato ritrovato. prima ligavano quelli nel tronco. Di più gli to- glievano ilfucco. & i freddi. diremo prima come fi pofiano confervar nell’arbore proprio. perche fonocerti frutti Acquan- do fonomaturi non reftanofopra l’albero. che da gli antichi. & altre herbe infalciano cialchuno. ò incontrandoli l’un con l’altro. e poi gli ligano a’rami maggiori. che i frutti fodero duratinell’albero. che ftiano attaccati all’ albero fuo. .. con quali ftanno attaccati all* i albero. ’ 1 ' > P ER cominciar dunque da’ frutti . Ma Bcritio in quello fuo iniegna . e fonò di quelli. e marci- feono .c le lutano poi con luto di paglia. e così avvolte Iclafciano ben fortificate Altri cia. Anchora per li- berar quelli da danni. acci oche con poche fptfe poJ?a man- tenere la fu. ijS Bella Mafia naturale mento ad un padre di famiglia . e con luto fatto inficine con paglia fanno . Le mela granare acerbe. non s’aprino. ò colti da quello. accioche . li cuoprono con alcu- ni coprimcnti .Varrone. & cfperimentato. e narraremo prima quello . che mai da quello albero fiano generate. ma cadono in terra. & efperimen tarlo . flutti i mentre perdono. così che di fuori non vi fpiti il vento. maggiori anchora . e ben confervati fi podono havcre. accioche co no fc iute quelle afai bene . che le apportava maturità./. e ferrari poi con diligenza. accioche quando piove. c poi quello.overo anchora che non fi guafii da gii uccelli . quando anchora ftanno attaccate nel fuo rametto. nó fiano còmodi da venti.tr i frutti ne' proprij alberi .eche non v’èruggiada. (Scaperei fi corrompano. e dopo .

che nafeono. c tutto ciò con gtandiilima diligenza.e cuopri con diligen- za dalla parte di fopra. e l’attaccheremo à i travi del lolaro del- la camera con ligumi di geneftra. e Giugno. Bifogna an- chora (lare avvertito.c rivoltai dopo ben attac- cati à quei lcgncctì cuoprili . e li legherai bene. di far vafi di creta . c quelli habbino quattro maniche.chc le feneftrcfi S 2 pof- . che pendono dentro i vafi dalla madre. e la vecchia.madi modo. e ci danno non molta incommodi- tà. Ma fe vogliamo. Bifogna haver le viti. che fiano da deprezzarli . Ma quelle uve. che non fiano bagnati dalle pioggie. che non fiano mofli dal vento. pranol’uve E quefti vafi da fuori . che di nuovo rina- feeranno gli altri in luogo di quelli. che fiano apprelfo la cafa_. e fotto ponivi arena. . Appretto la vite in luogo molto ombrofo apri una folla alta due cubiti. D’intorno quel- la vite . Che Pavé fiiano infino alla primavera verdi /òpra la viti. c dopo bifogna haver molta cura della pian- ta.eda dentro bifogna . le parti dell’una parte e l’altra fi congiunghino affai bene. ò l’uva nelle vite. e che fi vegga nel medtfimo /ar- mento la nuova. diligenza. e quefti vafi legherai bene alla vi te.Non è cola più certa . la quale è piena di frutto in luogo ombrofo farai una folla alta tre piedi. Cosi vuole Beritio . che vi ftia dentro à largo. Digitized by C. e fopra vi lega ifarmcnti piegati con ifuoi racemi. devono ftar così bene àccommodatc. che ogn’uno habbia il fuo racemo. che da niuna parte tocchino il vafe : Tarentino il fa à quello modo. cpoi coprirai. che non fiano acciaccati gli acini. e quivi ficcherai alcune verghe. ò danneg- giati. Anchora fecondo c’imparano Greci. che fiano aperti pcrmezzo. perche ve la ritrovai fcolorita.c putrefatta Columella . bifogna lutarlo intorno molto bene con luto con paglia dentro.ccomc difutil giudico. Lib. che ftiano immobili. .le chiuderai in validi creta. IT. faranno tardivi. c quelli racemi dunque poni in vafi di creta perforati di fotto. ejquandoc paffuto il tempo delle vendcmie. ò germogli pie- ghevoli perla fcncftra dentro al coverto. che ftiano ben legati alle viti pendenti . larga due. c portovi arena nel fondo . E così quaiilc potrai confervar per tutto Tarinole li chiuderai in alcuni vali. e con diligenza folpendcrai al fommodel tuo tetto: Se vorrai Servar P uva infin che venghi la nuova . tutte fonoftateinven- tioni delli antichi. fc vorrai i ferrare le poma nclli alberi. ne’quali avvolge- rai i farmenti fpeffo pieni di frutto. e dopo ligaro il vafe . c la nova. che quei racemi non tocchi no il terreno. che quando i vafi fofpelì cialchuno hà il fuo racemo. che havemo raccontate infino aderto . che le pioggie non vi portino penetrare. Per fervar l’uva infino al principio di primavera. ponici fopra alcuni bartoncclli . non mi riufcì affai bene. che fia- no bufati da fotto. bifogna torgli via. Di Gio: B/tttifta dell* Porta. Il chchavendoio cfperimcntato più volte. i quali fiuti chcfaranno maturi . che nel medefimo l'armen- to era la uva vecchia.O .Palladio. i quali ci ferviranno in luogo di legami. che fara di nuovo i racemi. che fiano vitreati coir. ijp fame fi conservino i cedri nelP alberofino. e che non tocchino il fuolodi fotto. le quali fono difficili à fare. I primi racemi.ritiramo i farmenti. anchora che i loro coperchi fiano così ben formati . così intiera.Noi có quello artificio l’hab- biamo fervute infino à Maggio. i qualitorci. e cuo- . Quelle efperienze.

e fcrcnoCiclo.ac- ciochc'pofl'a fpirare. al tie- pido.cioè ne’cellari.e l’altra. poncndovela per una fittùra.) apriremo leggiermente l’intcrmcdij delle canne. ritirali in luoghi caldi. e la vecchia . che nooj s’apra.epoiavolgcndoia con una carta leggiermente . & il fuo vigore. Come poi la vite cominciarà àfpuntarfuori inuovi germogli. fc Iechiudcrai inuna canna verde nelle fucradici. per cflcre fodanza. 1 1. MaàNoi c piaciuto Far il medelìm » d’altro modo Parche venendoci àfailidio farfempreuna colà al incdcfimo modo. Lerofc ficonfcrvano podii fuoi bottoni dentro una canna verde piantata . riempi di bona terra. tuoprilc^ finedre con reti . Soli dell’edade . Cap. l’habbiamo podi nella canna. Digitized by Google . c poi 1. Da Didimo.. Ma Palladio dice coti.vi accomodami fopra un vafc. c quando regnano i freddi. legando leggiermente la fittura. taglia i farmenti fotto il vafe.» chiuderai. e nuove frondi. c cosile riferverai inttno ad Agodo. all’hora ferra le finedre. equeftouferaiinfino alla primavera.ma gonfi. I bottoni di rofe. che ha vrà anchora il fuo colore. che ancho- ra non nprinolabuccia. e migliore. po- nendolo dentro perunbufo. che dicchi.eficuro dalle tempcdc.& i venti.lafcialc al Cie- lo aperto .&i fiori più imbecilli. & r4o Dell* Màgi* naturile pollano ferrare. che habbi bufato il fondo . c l’altro. c falli goderei tiepidi Soli . che già cominciarà à pullular la nuova . pcrquantopuòfarlì. e quando poi vorrai ha ver la rofa verde all’hora taglierai la canna.cquando avanzaranno un foprai labri del vale. acciochc gli uccelli non le becchino d’inverno quando fono i giorni tiepidi. che ridonino certa fpcranzadi bavere à partorire al Ino tempo raolte'ive.modrali fempre al Sole. E fc defideri. ma à confcrvarfidi più dura arreficij . aperto un bufo da latoivcla poacrap. quando fono quelli gran. e fcrcni.c vi havemo ritrovato qualche parte diverfa. c palla quelli per uit> vafo di creta. Dopo pattatile vendemie.cdi venti. e por- tali nel coperto in luogo fecco. Con imedefimì E ti nella fua pianta. che la fittiira s’unifca bene . Venendo il tempo del- la puta.e tu l’apri. Come ft pofsarto confermare i fiorì nell* pianta medefìma .c cosi nel medefimolàrmentohavraii’una. ò tre occhi pcruno. i gcli. (ma bifogna che le rofe fiano piantate vicine.ne però bifogna fcgarlo dalla fua madre. Se aprire. ferrale cime dell’uno. eleggi due farmenti nelle vite.fc benpiù agevolmente. come i ferbare frutti. Tu fervami le rofe non^ anchora aperte.c guardandola anchora da gli uccelli.chcper una linguetta di lana. talché in uno medefimo germoglio ha vrai l’uva nuova . laiciando due. fi poflono non così lungo tempo. c più predo. e dilli l’acqua del vafe pieno à poco à poco. l’habbiamo fatto con nuova invenzione più mirabile. Noi habbiamo fatto cfpcrienzadi qucdo. e dcll’cftade.che ciò fucceda più certo. Dunque acciochc i i fiori frut- La rofa JìpoJfa confcrvarc nella Jna pianta. che non fi becchino l’uvcj quà- do vedrai inafprirfi l’inverno di freddi. fcanzando diquedo modo la tirannia dell’inverno .

li. Dicono i Filolofi. corrono alla fine. c da Ponete. frutti.chc hà il fuo cal- do con quello del pomo. eMcz- zo giorno. Ma quelle cofe fon proprie de’Inoghi. prima fi trova. fi feccaà pocoà poco Ma l’ingegno dcl- . ne i fenfifon cosi cicchi. & accorti Agricoltori . che fon buo- ni alla confervationc. Come debbia tfser la c anitra . IV. che fi accprga che Ila dato abbàdonato dal fuo ca- lore.ma nnivcrfalmcntc i luoghi da tòfervaii frutti pergiuditi© de’ pii} favi). efec- Chi.&all’nurc. ce Thabbiamo ficcati dentro.eóo. per il parcntato. Di Gio: Battifta della. c gagliardi con- tro gli aflaltidcl freddo. W Che i gigli durino lungo tempo nella fu a pianta. acciò Lib. Ci finmo ferviti di quello artificio. c quello con varij modi. che Iwbbino le fine- .. chiamato Pctra. dovcdliannoà confermar quelli fratti. quando fono tolti dalla fua pian- Perche noi dcfidcriamo liberar i frutti dalla putrefattionej noinon po- ta.I’habbiamo lungo tempo ferbata verde. che i frutti refiino forti. fe non pria conofciamo le cagioni della putrefar- tione. alcuni chiamarcmo peculiari luoghi del mondo. Io allctta à le. bifogna che liano freddi. che fon buoni per cibi. ne i quali il calormeno fi prevale .chc tata è la forza del calor delle flellc. cl’altra del nodo anchora intiera Ilmcdcfi- .e di Iùvcnghi il principio della pucrcfattione. cho ibn cagione della cófcrvationc delle cole: laonde in un certo luogo della Cappa- docia. & altri luoghi eccelli le colè cófcrvatc poter dura» lungo tépo. Acciò dunque prepariamo i luoghi dove habbiamoà confermare ì . s’apra.che tutte le cofc_» che chiude in fe. tremo mai confcguirqncfto. ne cedano dal camino. c poi chiufoconccradall’una parte. che fono alcuni luoghi peculiari. che vegono da Levate. i quali habbiatno à far durar lungo tempo. che entra per tutto. DilTc Tcofralto. Habbiamo aperti 1 ’interno della canna. e fubito li fono aperti. III. E dicono in Media. efpofloà tutti i vcnti. pcrci òche l’aria. altri particolari. c del caldo . dopo diremo il modo di corli dall’ al- bero. c I’habbiamo fatto durar più lungo tempo. e del caldo.anni i grani fecódi. aflafiinato dalla fua freddezza. che non ftppi far. aCciochcnon venghi à ricever danno di corrottione dal toccamento . E quando ne havemo bifogno. fono univerfà- .c buoni per feme- tare .chc molte cofe frappino intatte dalla fua violenza. Quello luogo fra l’altre cofe flà in luogo alto. l’huomo nonccosìottufo. e cosi mancando quel fuo calore.chc conferva perqo. & abbraccia il mondo fottoluoarc.acciochc polliamo cacciar viai fuoi contrarij I luoghi altri. talché il poverello pomo. buttate via quelle guaine. E primieramente ordinaremo come fi habbianoad ordinarci luoghi. c finalmente infegnaremo ànnfcon- dergli in varij luoghi . Cap.acCÌochc polliamo liberargli dalle ingiurie dell’humido. dove fi devono eonfervarc i frutti . dopo eleggeremo i tempi. mo ha verno anchor fatto ne’ garofoli. con i quali gli liberarcmodall’ingkiiric del caldo. Porta. ci gi- gli quando anchora erano chiufì nel fuo bottone.c 70. H Ojt narreremocome pofiano confermarli. riabbiamo moti rati al Sole per un po co.

morc. proprio refta art ediato dentro. e tecchiilimo . in un luogo tavolato freddiilìmo .chcfiano tempre aperte.a. Digitized by Google . c Pec- che l’appende in luoghi Pecchi .epoi circondate intorno di creta. c ’1 grano cosi riporto dura per anni cinquanta.x. e fi (ofFoca.indi fi ritealda. An- chora promette Che le prugnafiforvino pii lungo tempo. Se vogliamo medefimamen te Papere l)o ve le mele fipofiono confervare. Palladio dice in luoghi ofeuri. Dice M.iIqual fi trova in molti.c Palladio togliendo di lui. Calumella in un tavolato freddo. Plinio vuole. e Zefiro.cTracia. 1 42 Dells Màgi 4 naturale fincftre al Settentrione.Sia venteggiato mode- ratamente da Borea. quel vcntoccagione. le pone in luogo freddo Ilmcdcfimo. che biPogna riporgli ingranai alti . Columclla l’impara. nè odor brutto. come dentro le fpclon- i che. c ne natee più calore. Palladio nel (ec- co. perche ilcalor . Veggiamo dunque /cotogni inche luogo fidebban» porre.perchc_. e limili venti. he gingia! e benripofie. che fiano foffiati dal vento orientale. Tcofrafto II grano polverolo riporto. & il miglio più di cento. dalqualfia cfclufo il vento. le mela granate prima fi pongono in acqua di mare rifcaldata . Dice che fianoappefe in luogo Pecco. non vi venghi fumo. GliAuftrifi devono guardar chiudendo le fineltre . vento dentro poiTa egualmente toccar tutte . c freddo. Palladio Che le cafiagne fi ferbino alla vecchiez. Varronc .comc s’u(a in Cappadocia. .pcrche dove non ar- riva vento. E Che i fichi d/irino pii lungo tempo L’habbiamo per dottrina di Columclla. Et in Barletta havemo villo * / mandorli fervarfi lungo tempo .leripone nel grana jo fecchiilimo. Columclla l’infcgna per autorità di Magone Cartaginefe. Varrone dice. non vi fi generano gorgoglioni. ma ripoftein luogo Pecco . à quefti Palamenti vi pongono la paglia Porto c danno avvertiti. Artcrifcclottcrratc ne’luoghi Pecchi. le quali bifogna. & alla primavera. Ma Che il grano fifervi lungo tempo . nel qualc_. che alcuno hu- . fi pu- . Per tre anni. c putrefa. Alcuni fanno granai fotro terra. le quali dopo che tecchc fono .chc ricevano il lume dall’Oricnrc . denfi. che iiano accomodate fra loro rare acciochc venendovi il . te non quando fi cava per ufàrlo. ò aere non lo tocchi. Guardili Ita tutti l’Auftro. Fiorentino togliendo da Vairone Il frumento eccellentemente fi ripone . e tecco le ripone. Nel Sole ripoftefopra i cranici ne’luoghi più Pecchi. Habbia_* . in luoghi fopra terra . e quattro con le fuc lcorte. c dalle parti del Settentrionale. Ma I franati come debbano reporfi. dove non (ia vento. dove niuna aura h umida vi porta per- venire da luoghi vicini. trefa la cui cagione c il calor eftraneo. che ipomi rutti s’arrughino. à i giorni fereni. che cotogni fi poflono ottimamente coniavate in luogo ari- i do^ freddo. e promette che cosi fi conPcrvano più lungo tempo. altri comeinSpagna di qua ne’ pozzi.

nel quale fi denno fi il tem- deveoflervare inquefto ncgotio. nel qual quei pianeti. Cap. . Cosianchora Il lupino fi conferva lungamente In un tavolato dove civenghi ilfutno . Noi havemo vifto in luoghi frcddilfimi eflerfi confervata la carne. che elegger il tempo. che portano quefte qualità. mi. che è più difficile di tutti. e lcCche. perche quando la Luna abonda di humore. ecaftagne felvaggie. fuole fpuntarfuori. e ficcità.e Taranto immarccfcibile. che po. E nelle quando ricogliono la neve. donde il germoglio . là dove mai vi perviene il vento Aulirò. c vi polli-. e malltmamcntc fè continuamente vi farà fumo . TV. e_. perche quelli induce il calore. Del tempo . e belle. che fi hanno a ' riponere alla vecchiezza . da ColumclIa. i quali lì mangiano quelle bucchine . c freddezza del luogo. è fredda. ove fi fanno le neviere. per li quali polla refpirar il caldo vapore. LA prima cofa ch’io giudico. Plinio dice.c la putrefuteione. che la fava durò illefa dall’età di Pirro Re infìno alla guer- ra de’ pirati di Pompeo Magno in una fpclonca diAmbratia.i j denfi .è chcs’hanno à confervar nella-. ciocca. c di calore. entrar il vento perrinlìrcfcarlo. Palladio. ne’ granai fi cuftodifcc per lungo tempo lontano dalle humidità. da humorc fa vermi . c l’eftade confumatala neve-. Confervar la carne . fieno in quel tempo fredde . che la ficcità. In fomma none cola più giovevole alla confervationc delle cofe. e frequenti canali . tutte le cofc vi rodano fcnza_. che fiocca. pera. che così vi rimanedentro manco humore.perche fi trova bagnato .. dove fia una perpetua freddezza. Quando dunque manca la Luna. onde li vogliamo deluderlo. poi vifitrovano quefte pomecosì frcfche. Di Gio: Battifta ddU Torti. vanno mifchiate con lei . fenzaarte alcuna. cogliere quei frutti vecchiezza. più dura all’eternità. el’huinorc. Nel Monafterio di Monrcvcrginc vicino Napoli havemo villo molti cadaveri eServiconfcrvati intieri per molti anni il qual monte è quali per. delle. Si conferva in Apollonia . Lib. come dice Teofrafto. mela. c tu iti. e foffiati da venti.e così più non rinafee .ò almeno fieno di qualità manco contrarie à quefte. . come nella Mediala fava dura più lungamen- te. che corrompe! noftri po- .forbc. &: il pefee quali per un mele fenza putrefarfi. putrefarfi. Se farà bruggiata mediocremente. & il pefee . Mainlegnimo quello. e freddiifimi . pronte. Digitized by Google . com e fc all’li ora fu fie- ro colte dall’albero. non c rimedio più eccellente. petuamente coperto di neve cime de monti. il mcdeaino Teofrafto Il cece fiferita lungo tempo Nc’luoghi alti . La fava fi ripone ottimamente. r. folo per la freddezza del luogo. IV. de induce la corrottione .che fi trovano ivià cafo. ne’ luoghi foiterranci . che fi devono cogiterò le poma .

perla venuta del Sole caldi . & humorc a’frutti. i matutini dal partirli della notte freddi.. oltre à ciò il giorno. che fi cogliano. Io non hò cfpcrimcntato cofa migliore. Di Digitized by Googl . in ciclo fcreno . Et in legna Palladio. ' conlefrondi. £ guardale da venti tempeflofi . nè innanzi la prima hora.a lor color f ferbi.. i44. 11 Pontano narra qucllocon molta eleganza. 11 giorno alla prefenza del Sole e caldo. c_* danno liceità. i crcpufculi della fera quando fi parte il Sole. il Il tempo confiituiro di corre i cotogni. che fia il miglior di tutti al coglier de’frutti. che Co- glier le cotogna mature. Se vorrai cogliere i ci- rri per fcrvarli la nottequando non appare la Luna. e la notte. Plinio vuole. e fec- ce. e paflati quelli dopò duc_. nè perdonando ad eflcr lungo. Quando fi debbano coglier le pera per riporle. Ma cominciamo gli dera- pi. . farà per la poca dimora del Sole fccco per la vicinanza della nottefreddo . Se aidoppio più di quello. e la Luna • Sotto terra habbia il fonnacchiofo cavo E anchora efendo o/curo con it torto Uncino appendi ma con man benigna. c calore agevolmente fi putrefanno ne (limo che fia huomodi mente Tana. farai quefio. Noi per non aggiungere difficoltà alle cofc non vogliamo mcfchiarci precetti di allrologia. cflendo che tutti gli animali crcfcono al crcfccr della. O fa che fiian nella diftefa paglia O ne' colmi già fecchi e cosi fa . le coglierai con i rami. e la notte nella fua a (Tenta e fredda. e che la Luna fia_. ne dinanzi la Luna. . vogliono che fi colga- no i frutti mancando la Luna. . addurremo Pefperienze. Dice Le mela dolcillimcal mefedi Agolto. Che' n la vecchieix. lenza vitio. e quando viene la notte . Rompi il frondofo ramo con la mano Con le pome da l'albore . Palladio parlando dclriponcrc de’cibi. intiere. altrchorc digiorno. Quando di notte fian tenebre ofcurc. in che fico nel ciclo fi den- no trovar! pianeti. mancante . nè più certa . effondo all’ h ora gon fi. e belli . Il medefimo ammonendoci Il tempo nel qual fi debbano cor le mete . Deila Magia naturale queltempocoglierai i frutti. che i colti citri Da /rondo fi horti durino gran tempo E jiano verdi . e la fera. quintadecima. che il ciclo fia più fccco. Luna. che : non fiippia quello . diccColumelIa . e più freddo. l’alba. e però tutti i fcrittori di agricoltura. dice quelle cofe . c pregni di quello humore. eJWa fe tu bavrai defio. che quando manca. (ono caldi. d’au- torità à confermar quello. per riporle.o . pcròlafciarcmo quelli più ditti precetti . de humida.chcmcdiocrcmcntc mature fieno. Se vorrai fapcrc II tempo quando fi domo corre » cirri. e che i frutti durino più lungo tempo. fon humidi. dopò l’Equinottio autunnale. il qual tempo dicono.

O Ltrcà ciò vergendo inoltri antichi. Infcgna Columclla La fava à che tempo fi coglie e fi ripone. E confclta haverlocfpcrimcntato. 14 c Di giorno piacevole. il frutto cf. che le pera fieno alquanto dure. .fpiantalada terra innanzi. bifogna_ì fi coglierle dopò la Luna piena.per fcacciorne i principi/ della pktrefattione. Dicendo. era cofa convenevole.. Chi vuol che (ia nel ciclo fereno. fendo freddo fi porti nel granato . ovcro una notte. IV. perche bifogna quando fi cogliono. Cap. Plinio vuole che fi lecchino al Sole. òfcctima. e Dì G io: Battifu do Ila Porta. . fi dcvelalciare prima 1. che durino affai. . accioche durino infino all’inverno. ò decima . che fia giorno. che di là trahcil dbo. con il calor del Sole convenevolmente vigorofo. ' Diconogli autori. portala nel granajo. dalle vcntiduc infino all’ottavo. Infcgna Palladio. che notu fieno tocche dalla ruggiada . ò il grano che fia. Lib. L’uve che ripongano. Quando la Luna non Iucc. Cogliclein giorno fereno.giorni. Et Il pifello fi ripone alP ufo dì tutto Panno. Eligc Didimo Il tempo ai ripor l'uve. che fieno colti con le mani. prima ch'eia Lu- na comincia crclcere cavala dalle guaine. Il tempo convenevole alle nefpole . e di riporlo.ovcda quella parte dove jl pcdicciuolo fi gió- go col frutto. ne che habbiano già perduto ogni vigore. che da dove veniva il principio della vita-. e raffreddata. fubito. .» cole da lui. cavato fuor delle fuc guaine fi riponga . innanzi ch’cfca ilSole fi denno cogliere. ne troppoacerbe. che l’aria fia ferena.dal- la feconda hofa del giorno infino alla quinta. ò l’orzo. d’intorno la quarta hora del giorno . perche quello molto importa à farlo durarc_. eglino tentati molti ' T • mo- / Dig . Se dopò che il Sole havrà dife ccato tutto l’humido . che hab- bino qualche vigore.c nel mezo dì . e torlo poi innanzi al nafeer del Sole che anchora . afeiugata già la ruggiada . in che tempo fi dtnno ce- glierc_j Secondo comanda Panfilo agricoltore. c dopò che farà fcccata nell’aja . V. non anchora mature: dichiara ancho- ra Columclla Il tempo di ripor le granate. il principio della putrcfattionc ne* pomi venir da’pcdicciuoli. che così colta non farà danneggiata da corcoglioni. Del modo di cogliere i frutti . chela Lunamanchi. e verdi. e di medicare t pidtcctoli. ò z. Ma quelle che fubito fi maturano. che così più lungamente fi difenderà dalla putrcfattionc. Tempo di mietere il grano . Cireggie * che durino per alcun giorno . riporle.vcnilfc anco il principio della morte. Palladio dice le medclìmc. .

che llia nel fuo buonilfimo fiato .c fenza vermicelli.il vino non dura poi lungo tempo. chenonfono cadute in terra. mali denno co- gliere quando fonoacerbifiìmi. come proprio fono natc^nell’ajbero. e le predette poma così fra loro fi debbano comporre. Columclla Le pera come fi dentro cogliere che durino . però à quello effetto li denno cogliere intiere. che fi debbano cogliere acerbe . 1 4$ Dclld Magia naturate ' modi. c che non fieno vecchie. che i pedicciuoli vadino di fotto . confcrvino quelle pera . che le mela fi debbano coglier con \ igore. che fieno mediocremente mature. che quello principio del danno nonveniflc da quei piedicelli. . clcclcge da quelle. Oltreàciòi fruttili dcnnocorrecó molta diligenza . Cioè. Da M. accioche voglia. dure Se alquanto verdi.nè le toccar mai fin che non hai bilo— . quando le loro cime faranno fregate con l’hcrba del fatinone verde. comefi denno cogliere. come anchora di fopra havemo rnoitr. ne fi acciacchino l’uno con l’altro. e che i l’uno non tocchi l’altro.il qual vuole. Varrone . cheficdano fopra i pe- dicciuoli. e colte con i fuoi pediccioli. nè che_» in tutto fieno acerbi ne che fieno venuti ad una giufta maturità. Come Palladio comanda. che fono didolcilfimofaporc li debbano cogliere mediocremente mature. e molte vie. che i fiori mirino sù. e per quella cagione. s’appendino. Et impararono Le [orbe da appendere . Perche i' frutti .cbe nonli pu- trefaranno. Plinio vuolcchc nel collocarle mele. Columclla vuole. Se pediccioli giù. che bagnati i pedicciuoli nella pece. che non tocchino fra loro da niuna parte. c con tanta confideratione. Ma fc vuoi confcrvare molto tempo I cirri fi denno cogliere con i fìui rami. Democrito vuol che fi . come durarebbe fc fullc di una fola fpecic di viti. Pri- mieramente Le mela come fi de uno cogliere e come medicare i toro pedicciuoli. E promette anchora . li accommodinofopra tavolati. e riporle nelle loro particolari cadette. e fenzavitio. . Oltre à ciò fi deve molto oflcrvare. quando le vi- gne non fono d’qna medefima fpecic di vino. che fi hannoà riporre da guardarli bene con ogni diligenza. e che fi cogliano da gli alberi fenza danneggiarle^ poi immergendo i loro pedicciuoli nella pece calda. che non fi acciacchino. che le mela fi denno cogliere con ogni diligenza. Apulejo Greco vuole. quali lì hanno da riporre» i che non fi urtino. le quali vogliamo ferbarc. Mai pomi non denno eflermaturi . perche^ quando faranno chiulc inficmc molte fpecic di mcle. Ma cominciamo à dimoftrare gli cflempi. che fieno intieri. con le mani. fi vengono agevolmente à corrompere . gnodi fervirtene. c vuol che fieno intere. perche da quella contufionc vien il principio della putref'attionc.» . Conviene che le mela fi ponghino di i modo.no per autorità di Pontano Infcgna anchor . Dice Palladio. Palladio le coglie con le mani. che colte con le mani fenza percolici compolle di modo. c leparatamente l’uno dall’altro accomodargli. cioè prima che fieno maturi del tutto . più / Digitized by Google .difcordandofralorodi qua- lità. Bifognacheilfruttoquandoficoglic. chele mela. . ogni fpecic di melo coglierli leparatamente.

il quale vuol. attaccati alla pianta . 2 L'uve Digitized by Googte . frutti dc’fichi colti corr tutti i rami. che prcfto le cavi fuora. Columella vuolchcficogli- no con le mani. involti nelle loro frondi. che le cogli al- quanto acerbertc. c non fono come gli altri frutti che reftano . e fenza alcun mancamento. che agevolmente riceve pe. Da Bcritio. il medefimo Nefpole coltemele acerbe per ferbarle E con i fuoi pedicciuoli appefi. s’attaccano à j travi. che i granati fi ponno fcrvar lungo tem- po fe dopò impeciati i fuoi pedicini fi denno appendere ordinatamente. Catone. T.Ognipomochc s’hà da riporre g ferbarfi più lungo tempo. che fi coglianocon-mano leggiera. e cosìlcripone fuoi pedicelli Catoncdice. Plinio coglie le mela coni fuoi rametti. Palladio dice. per- . ma anchora acerbette. Anzi fi lèrbcranno aliai meglio fe fiano colti con tutto il ramo. che il fambuco hà la midolla così aperta . micciuolo Si confervano anchora . vuole che fieno acerbe ma non crude intiere. Comanda. Ma- bifogna coglierli che fieno 'intieri. fe ne cadono dall’arbore. c belici. perche quando le vuoi riporre. Neime- defimo modo / fichi riporre co n i fuoi rametti. bifogna. che ben fi ftrbino . Lib. perchequella cofa molto gio- va alconfcrvarfi molto. fi deve cogli ere coni fuoi pedicciuoli. //* / 47 più tempo à maturaci.Il medefimo dice daMagone. e che Amichino di maturarli à cala. che vuoi fcrvare. Palladio le vuol ffefche.Ma fenza danno dell’arbore fi può fare. Da Palladio . Si denno per dottrina di Africano.c principalmente quelle. òver- : .» parte con la quale Hanno attaccati al ramo. che fonogià mature. Così anchora con i fuoi pcdicciuoli. fe coprirai il fuo bellico con una goccia di pece calda. E rivolte nelle I ue fronde . perche colte così có iloro pcdicciuo- ìi. de inferifee quelli nel fambuco. fe fi cogliono con i fuoi rami. Le jtiugiule . anchora con i fuoi rametti. che fi denno fervare I . e rilallata. Palladio colte un pòco durette coni fuoi pcdicciuoli le appende in luoghi opachi. de- vonfi feiegliere dalle cattive. accioche fi confervino. e quelli nafeofti nella midolla di fambuco. i dicciuoli dc’meli. Servar i frutti del mirto con le fut bacche Infegna. perche dopò che fo- no mature. li conferva. Ma che le loro bacche fieno un poco acerbet- te Infegnarcmo da Didimo . appefea’travi. Palladio 1 perfichi . ò fentano la ferita. Columella. perche quelle danno occafioneall’altre di putrefar- fe Columella le coglie con i fuoi pcdicciuoli. Noi Le prua a con i fuoi pcdicciuoli appefi Serbamo. e quelli. e riporre. Ma Come i granati fi de tino corre . Di Gio: Èattift » dell» Voti» . accioche toccando- le un poco gagliardamente non venghinoà corromperli. che purpuree fono Palladio . Plinio vuol che riappendano con i Tuoi rami. ccosìTcofrallo dice per confervarìi di maturarli infino all’inverno. durano lungo tempo. la fico fi vuol corre ne troppo vecchia nctroppo acerba. cioè quella. e manco mature» intiere più colte con i .

Palladio. lecco. VI. con la quale fi porta tagliare agevolmente. imparare da che qualità di terreno. li . quali fi cogliono da terra humida. e rivolti verfo mezo giorno. Bifogna anchora tagliarle ef- fondo nel loro vigore che fieno ne troppo acerbe. Non picciol principio hanno i frutti di putrefarli.laon- de fe vi aggiongi altri artifici. Ma nelle cofe fcl- Yaggie avviene altramente. Hefiodononfamentioncdel letame nclfuoli- bro di agricoltura. &humile. li quali fi cogliono per fcrbarfìèbifogno. che fieno nati in luoghi arenofi. I4-S Della Magia naturale Vttve carne f debbono corre . che da_* loco pieno di grafie letame. da dove fi tagliano i racemi: ma dal- la parte inferiore. perche quelli. legano i racemi nc’rravi della cala. che giovano alla confcrvatjone .& acerbi. che hab- . che hà- no il grano penetrabile per la luce. & altre infermità. e fenza calore. biano partalo il vigorloro. come quei della Scria cava.e calore. concava. e lecchi . accioche più fieno dal ve- to refrigerati. fccchi. òvitiofe bifogna tagliartene ci curiamo. Alcuni attaccano non dalla parte fuperiorc. dopA taglia- no con le forbici i putrefatti. e non con violenza. che giudico cofa molto necertaria . quelli. Ma quei pomi che nafeono nc’luoghi fcl- *aggi. e perù bilogna haverc una falce acutiffima . fono per durar iungotempo. che nafeono pieni di molto humorc. che hà fatto il coltello a’farmcnti . fìto. ne meno. fenza artifìcio veruno da loro fìefli fi cófcrvano. ne tanto mature. bifogna corlc lènza ior danno .partando per quei acini fatti rari. ne che cadine per la troppo maturità: ma quelle. che tutti gli acini fieno intieri) cioè che i frutti fieno parti- colarmente intieri . medicano con la pece liquida^. quali hanno da durar molto . bifogna bruggiarlcconla pece calda. che non dichi. perche dice I frutti della palma in che luogo deano ejfer nati per -durar lungo tempo Quei frutti della palma. fe alcune ve ne fono putrefatte. fenza ertermai coltivate. Se humore. di frurtofodo. e cielo corre fi debbano. & il tatto callofo d’una dolce giocondità. ne ficno'trop* poagrc per l’acerbità. che perl’incfpugnabili acerbità. N Onlafciarò. portano foco dentro il principio della putrefattione. quei frut- ti. le quali nafeono nelle cime dc’monti . fe pur ve ne flirterò alcuni : dopò ogni piaga. e poi appenderle. Cap. li quali fi generano in trefoli luo- giù iy Gooole . in luoghi ari- di. Che da terra fi devono cogliere i frutti . che vi fie- no. cventaggiati. che nafeono nel territorio letamato furtcro fottopofti : alla putrefattione. per le carezze del caldo delimitate fono più torto indurite: hor tagliati ipcdicciuolidclTuvc. L’uve che vogliamo confervare al tardi. pietroiìjC ventilati. Ma veggiamofe inoliti antichihantto fatto mentione di quelli modi : Se afcoltiamoTeofrarto. nò che fi furti: feordato di una tanto necertaria parte della cul- tura ma accioche i frutti. che fi cogliono per ferbarli. Alcuni tagliano i farmenti con i racemi. che durino lungo tempo £ bifogna avvertire.

Lib. Si che la fava pcrniun modo balla à corrompcrfi. IV. che fi confcrvano ne gli utri gonfi. Se. AnchoraTeofrafto parlando delle fave. E primie- ramente . che ftà rin- chiufodalTutri. non ponno durare: ma fubbito putrefarli. de inu : Cipro. So- lamente dice fon buoni à riporli quei frutti di tutti quei. lente meno dcll’al- trole vicendevoli Icambiamenti. un ciclo da un’altro cielo per la conlcr- vationc. accioche pofc fiamo ferbar più lungamente i frutti . * » Di Gir. gli altri poi che fi nc’reftanti luoghi. che ne moftraiio. homido. come fe diceffe. Ma veggramo i madlri dell’Agricoltura. che nafeono in luoghi tàlli. c poi incolla incorno col grifo. i cogliono quali fi poffon riponere . hot veggi amo gli altri. Como Jc'rtri rinchinf fi ferbino fema putrefar]!. il quale per cacciar via l’aria di fuori . de humido rinchiufo. Da cui Pli- nio Solamente quelli fi confcrvano. e corrottionc de’fcmi che apprclì'o Apollonia nclmar Ionio dicono» . cheli produce la valle delle palme ma quelli che nafeono Bell’Egitto. Perche durano incorrotte quelle cofc. 4 » Come Jl debbano rinchiudere i frutti ->ftr cacciar vìa taria. ò ne’ vali ben coperti. Soria. Cipro. e con ordine li parte in luogo ordinato. E poco dopò. e ben’òtturati da ogni parte.chiuft incorrotte Ecominciaremoda Ariftotcle . che piene fono.c però più dura. e Scleu- : ciadi Alfiria. perche non può farli che una cofa fi muova .ltanno immobili. farà vietato. &alterationi. dimoifraremo prima. carni. Cap. Rinchiude un cirro inunvafe particolare. Confettar le mela. . j 49 ghi arcnofi . Battift* dell* Porta. operò fi riferba per riporli. accioche per ifpatiodi un’anno fi poffano ferbare intieri fenza vitio de infermità. che fihavrebbono potuto confcrvar i frutti negli utri pieni divento in queftomodo ne’fuoi problemi. eh e fi muovono: ma quelle cofc. poi veniremo alle noltrc inventioni. come fono fiotti d’alberi. me nella Giudea. An- chora d’intorno à Cirico può lungo tempo durare. & in altri luoghi tutti fi mangiano quando fon ficichi colti. Palladio così difèndei cirri dall’aria. dice Le fave da che luogo nate fin buone a ftrvarfi. e non ftia fia’luoghi dove fia vacuo ma quelle cofc. Una villa è differente dall’altra v illa. che nafoono nella Soria. H Abbiamo detto prima doverli cacciar vìa il caldo. dunquecon ogni ragione fi pofi» fono ferva r incorrotte. Ovcto feleme- la poteffero trafpirare il caldo. Se arcnofi. L’acre così rinchiufo. le quali qualità più di tutte fi ritro- vano nell’aria. diffe . che : ftauno così rinchiufc fon piene da tutte le parti. Dunque con che sforzi fi fiano affaticati inoltri antichi A cacciar- & lo via. Le tritanti Mela Digilized b . co- . VI I. Socione impara il frutto delcitro incantarli intorno con ogni diligenza di loto ben aro- malfa co. & altre cofc Amili povero perche quelle cofe fi corrompono. e nell 1 Africa Circnea ma non in Egitto. e confervarc.

Plinio. riverfo fopra uh fico leggiermente. dopò toglie luto di creta. feciafcuna perfe fi chiude dentro la zucca verde. Et in- fogna Africano ' La fio ritte h fafa come f conftrvi . Le . le lafcia- nocoM. le quali come faranno fcccate 'àl Sole le ripongono. Così anchora Tutte k cofe ben rinchiufe ft confervano bene. e pero. c dopò alle faldelle li pongano i coperchi. che l’aria non vi polla entrare. toglitle ogni modo di poter rc- - fpirarc. Columclla . l’incmlla di luto. chi afe durino lungo tempo In quello modo l’infegna. Da cui Palladio recita le cofe medcfimc. Le mela gcncroft (lime s’in« crollano di grifo. e dinuovoilbarile fi cuoprc. ò limatura d’alce. che la ferratura di elee fi polla calcar fra loro.ò circondati d’intorno di creta.< Che le Cotogna ri/. dove non fpiri fuoco . óc in una». fi coprinole caffè con i coperchi . che fieno copcrtcd’ogni intorno. e di nuovo vi accomodale melcfincheil vafo fia pieno .e_* le fatto il primo tavolato. ccon dili- genza v’incrulfano intorno luto graffo. Ovcros’ordinano così dentro ilbarilc. c lì riponghino.ogni fpcciedi frutto ripone nelle proprie eaflc-.-Da Palladio. Altri ad ogni melo. con La quale pendeva da gli al- beri Altri pigliano un bicchicro di vetro. ò creta di valari l’impalla. cchenon fi tocchino. che l’una non tocchi l’altra. & incerano le mela. In quello modo. fanno di nuovo un letto di quella ferratura. Columell. Quando havrairinchiufe le cotogna. poi le fecca al Sole. Ma Plinio l’infcgna bfcviflìma- mente. Ma come.òe impectati. Overo in- tuì nuovo vi pongono lotto frondi di pioppo. che non fi tocchino fra loro. nelle pignatedi creta dentro incerate . perche come fi pongono in un luogo molte melai chcfono di fpccie diverft_. rompono la Icorza col crefcere. & co.& ammalia con pe- li.i. Alcuni le ligano in fronde di fico. troveranno le cotogna di quel modo ch’era no. cioè con quella particella. e rivoltano . Plinio li rinchiude tutti in vafi vitreati. Se inchiufe le mela. Democrito leciiopre di frondi . quando vi furono polle. rotta quella crufla di creta. ri coperchi fiano incollati d’intorno di lutocd paglia. Magone cuoprc tutte le cofe di creta di vafari . le rinchiude d’ogni parte col luto. cquà- do faranno dibifogno .nc fumò: ma coni fuoi pedicelli . Si confcrvano anchora in fcudclic di creta involte nell’alga. danno un particolar vafe di creta. fcudellanova lèparatamcntelcfottcrra nel geflo lecco. li Icrrano in un Apulejolemcla cullodifcc_» barile. Pal- ladio le pone dentro due tegole . dopò fe la cre- ta là alcuna fi 11 tira . i perchi iihpeciati d’intorno. dopò impellano la creta di Vafaricon la morchia . òdi cera. appefe in luogo ombrofo la zucca. che ciafcunaJ habbiail fuo luogo. ò altro vafo trafparcn te . is o Del/a Magìa naturale Affla come pofano ferbarjt rinchiufe. e coperto le fiftu re d’intorno di cera. vipongonoil coperchio. le quali fe non ii maturano. efea vaio dentro.» fubito vengono à corromperli :ma<omc le mela faranno ripofte con diligenza. & anchora circondate d’intorno rinchiu- fefecche. e dopò fccche le cuftodifcc. c quelle medefime poli e_> in faldelle novelcfottcrranonel gefiofecco . vaio di creta ccosì poi difponc di modo. e cosìrcllanoimputrcfauc. Si fono sforzati.

T>i Gio Battifte delLi Porta. Lib. IV.
:
isI
Lt forb a fi confervano rinchiufe ne' burnii
In{cgnnmo,c lì cófervano per lungo tépo.Sc fu buo dopò la vindemia sé za offe fa,
e lènza toccamenti le porrai nel barile, & otturerai con ogni diligenza la bocca.,
del barrile, e lo incrufteraidi gclfo . Somigliantemente ìommcrgendole nel luto
di creta de’vafari ben ammaliato, c dimenato ,chc fia nella cr.rllczzadi miele , e
così appefe, fiferbaranno intiere infìn’a tempo , dopo fi lavano ,acciochc fé no
toglia quel luto che le ftà incru Rato intorno. Co$i anchora
Le ginginle rinchtufe ne'vafifi confervano
Di creta come Palladio ne inlegna , le quando fono mature fi colgono conio ma-
ni, c fi rinchiudono in vali lunghi di creta c poi incollati di l’opra ,e ri polle, lt
,

mcdelìmo cosi ancora
Le nefpola e P ,tx. carole chi afe ne'vafi cenfetvarfi
,

Promette, le ncfpole fofpefc ne’ vali impeciaci, le Jazz arolc ne’ vali impeciati , 6c
incrutìati. Ma Didimo infegna .

Le bacche del mirto confervarfi bene , '
\
Se colte affai verdi , e porte in vale non vcrriato, e con diligenza incoperchiato -
Altri li vogliono riponcre coni fuoi pedicciuoli. Palladio
Le noci rinchitefe nelle caffè confervarfì -

~
Diffc: ma fatte del fuo legno, e ben cbiufc. Il mcdelìmo
Le cafl agite confervarfì nelle cefle di verghe lutare
Dimoftra. Ma irecettacoli fatti di verghe dì faggio, c poi lutate chenonappa-
jono i fpiragli. Anchora
Le rofe chinfi fi confermano . 1 ,

Se effondo biade anchora verdi dell’orzo , fveltc con le Aie radici li pongono
le

in un barile non impeciato, e cuoprono le rofè non anchx>raaperre,c te colcrva-
no . Così
* / gigli chinfifi confervano tutto Panno.
Se faranno fpiccati con Tuoi rametti, che non fiano anchora aperti, ma anchot
i

chiufi,c (I pongono non vÌtrcati,edopocopcrtiivali,firipon-
in vali dlcrcta
gono, lèrvandolidurano tutto Danno. Se fraquelto tempo di mezo te
e cosi no
vorrai lervirc, cfponigH al Sole, che rifcaldatidalui s’aprono. Infcgnaremo
L'uve chi afe come fi p tifano confermare
,

Da Didimo Alcuni li póngono nelle cartonine impeciare , con limatura (ècco
.

della picca, ò dell’abiete, ò del pioppo nero , ò con la farina di miglio , le ferve-
rai per aliai lungo tempo, fcfubito dopo la vindemia i racemi non danneggiati,
ne fconqualfati li porrai in un barile e otturerai con granditlìma diligenza la_>
,

bocca del barile, cl’incrufterai poi di geRo. Similmente immergendole nel luto
da valariben dimenato, e liquido, e poilbfpcfb lì confavano r epoi quando vo-
gliamo fervirci di quelle, lì la vano di quel luto. Coluinclla le vite mammelle di
vacca, le duracine, le pergolclì, quando l’hà legare dalla vite, l’ongc ped icciuoli i

conia pece dura, dopo toglie un vale di creta nuovo Io riempie di lecchi ffimt.,
paglie, che lìano commoffe, e lènza polvere, ccosì appendi poi Puve,c poi copri
con un’altro vafo, c lutalo di luto di paglia, c così bencompoftyicl tavolato feo.
chif-

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Tic Ila Magia naturale
cliirtìmOiCucpri i vafi di pngliaben fccca Come
.

Jifrumento ripoiio fi corfervi incorrotto
Dentro le fpclcr.clie, ò nc’pozzi come dicemmo da Vairone Quei di Cappado- .

cia,cdi Tracia ripongcno i frumenti nelle fpclonchc. Gli Spagnuoli nc’ pozzi,
& hanno fedo pcnficrodifàr chcnehumore.ne aere lo polfi toccare, fé non quan--
do fervono per ulò.pcrchc dove non giunge l’aria, ivi non fi può generar gorgo-
glioni, e così ripollo dura cinquanta anni . M. Varrone
l.t fave, &
legumi ripofti nt'vttfi molto tempo fi ponno fervare incorrotti
i

Dille: ma dentro vali dell’olio, de incollati di cenere. Plinio da lui Le fave, &i
i .

legumi ne’cadi d’olio, incollati di cenere, fi confcrvano pcrlungo tempo, capo-
tto nelle fpclonchc haverà durare cento venti anni. Nel medefimo modo
La le ntcccbiii chiufi ut' vafi moltefi conferva.
Come infogna Columclla ,cioc ne’vafi dell’olio, e delle acque falfc, le quali poi
ripieni, e iubito ingolfati ,
quando la cavaremo fuori in ognitempo , la ritrova-

rono Tempre intiera.

Geme i vafifileni-, e ben chittft li ponevano agalla ne' barili
pieni . C a Vili. fi.

E Se ben cacciavano l’aria da i vafi chiufi, comeorigine, dcautorc della pu-
trcfattionc ,non per quello lo fcacciavano da i luoghi, dove erano ripolli i
vafi , perche alterando da fuorci vafi, cioè hot humcttandogli , hordifoccando-
dogii,horriicaUUndogfi,ò raffreddandogli, l’aere, che dentro era rinchiufo s’al-
terava, e con effo le mela, laonde per fuggir quelle varia rioni di tempi,! vafi ben’
ingollati le fommergevano in vari liquori, ne quello fenza gran cagione, & efpc-
j

rienza, pcrciochc noi havendo pollo cura à quelle variationi, ci ìiamo accorti , *

che le l’aere fu Uè Tempre di una qualità i frutti, che fulfcro chiufi in vafi di vetro,
flarcbbcno Tempre incorrotti, e cotti fiori: ma quello fi altera, all’hor vedi alte-
rar il Tiro, e così comincia la putrcfutionc,e però fommergendo i vafi nelle ci-
llcrne, pozzi ,òluoghi fottcrranci,acciochcmancol'cnrano le variationi dell’a-
ria. E per accollarci alle cfpericnzc, infognammo
/ cotogni come rinchiufi, e fommerfi, fi confervano lungo tempo ,
Da Democ;ito . Poni le mela cotogne ne’ vafi di creta nuovi, e ponivi il coper-
chio, eccmcl’havrai impeciato, chiudilo inuna botte di vino, di modo chcvadi
notando, e cosili confcrvaran no frclchi , c’ivino, nclquaIcnuotano,atrrahc-
rà da loro un buono odore. Nel medefimo-modo •

JLe mela chiufi, cpoflc nelle cifierne durano lungo tempo.
Palladio, quando havrai chiufc le mcla,nc’va(i di creta, e quelli con diligenza im-
peciatavi fi pongono !cmela,cquclli vafi di creta fi fommergono nelle cifierne, ò
nc’pozzi. Plinio pone le mela nelle faldelle di creta, eie pone à nuotare, col qual
modo il vino viene à pigliarne buon’odore Apulcjo dice, che le mela polle iru
.

pignatta di creta nuova, e la pignatta immcrlancl vino, talché vi nuoti, eia.,
botte

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, .

1>/ Gto: Sdttifta della Porta . Lib. IV. rtj
botte fi ingeflì,le mela farano Tempre verdi, &
il vino odorato In quello mode .

I fichi rinchtu/i, epifita nuoto fi confervano
Africano promette. Si pongono» fichi non ben maturi in vali di creta nuovi,
colti con i Tuoi pedicelli , e fcparati fra loro fi chiudono, c le pongono poi à nuo-
tare nelle botti piene di vino . Noi anchora,che
Le perfidie chiàfe in legni fommerfe nelle cifierne fi confervano.
Habbiamoefpcrimentato, e molte fpecie di pomi, cioè rinchidfc in un barile, e
di filori ben impeciato il vale, e poi fommcrfoqucl vafein una ciftcrna ,c gravato
con un pelo, che non polla follevarfi , Phabbiamo havuti incorrotti per molti
tnefi. Con modo poco diverfo da quello. Palladio

Le granate in un va/i mex,o pieno di acqua eonfervarfi
Ci ammonifcc,ncl quale filano fofpcfc le mela, che non tocchi n l’humore c chiu- ,

dali poi ben il vale, che non vi fpiri il vento, fon molti, che non lolo vi fommer-
gono nell’acquci vali, e promettono che le mela mai fi putrcfaccino, ma polle-.
,

lottcrra,c coperte fi fono imaginati ,che habbino potuto fchivare l’altcrationi
dell’aria, onde Columella
Le forbe rinchiufe , efotterrate poter vivere lungo tempo
Dimofira. Nelle vcndcmic le forbe colte curiolàmcnte con le mani, ponile nc’vafi
impeciati, c ponivi fopra i coperchi impeciati, & ingolfati intorno, c fatte le folle
profonde due piedi nc’ luoghi fccchi dentro la cala colloca vali in tal modo, : i

che insellatele loro bocche, rivoltale fotto, c dopo ponivi la terra adotto ,c_»
calda di fopra mediocremente Sarà meglio per più lolle ponervi pochi vali di-
.

ttanti fra loro, perche quando nc caverai alcuno, non verrai à commovcrc delle-,
altre, e le Torba liibito pigliano di vitio Plinio da Catone le forbe fi confcrvano
. :

ne’vafi impeciati di cera, dentro le folle con i coperchi ingollati, ponendovi fopra
la terra alta due piedi, nel luogo aprico, coni vali riverii Palladio da loro, colte .

un pocodurettc, clafciate Ilare quando cominciano à maturare, fe n’empiono
,

i vali di creta al colmo, e fi cuoprono lopra con geflo c finta una folla di duc_»
,

piedi in luogo fccco,ul Sole, fi lochino con la bocca giù, edi fopra vi ributtala-,
terra alquanto bene. 11 modellino
Le pera pofic in vafi, e fotterrate fi confervano molto.
Ditte, cioè quelle che fono di dura carne, c cuojo, e polle à monti, quando comin-
ciano à rimollirfi,fi pongono iu vaio di crcra impeciato, c ben incopcrc.hiati s’in-
gcfl'ano,quclvafe fi fottcrra in breve folla in quel luogo, dove ogni giorno fia
rocco dal Sole Altri fubito che fono colte con i Tuoi pedicciuoli le ripofero im.
.

vafi di creta impeciati, & allcbocchc dc’vafi pofero getto, c pece, c quelli fottcr-
rati allolcoperto,lccoprirno,ovcro raccolte intiere, cquafi dure,& alquanto ver-
di, fi chiudonoin vafe impeciato, che fi chiude col Tuo coperchio, c fi pone con la
bocca forto , c fi atterra in breve folla in luogo dove feorra un’ acqua perpetua
,

Così anc bora
Le mela chiufe , efotterrate durano.
Come Plinio ci ammonilcc. In nna fotta di dijc piedi di altezza, ponendovi arena
lotto, c con covcrchio di crcra, e coperto di terra. Altri quello medcfiuio non lc_

V feo-

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.

/ Della Magia naturale
Icodcllc di creta, altri in una folla col fondo di arena > e così li Coprono Con ter*
ra fccca, fimilc à quello artifìcio c, come
1 granati dentro i vafifommerfi nell’arena, e poi fot terra ti-, durano
Lunghi (Timo tempo, fc il vafo farà fotterrato allo fcopcrro,chefia pieno di arena
inlino alla mcrà,clcmela coltecon i Tuoi pedicciuoli,& impeciati, fi póghi ogni
uno in una crnna, ò difàmbuco, ecosìfeparatamente fiano polle
nelle verghe
nell’arena, equelle fianoquattroditi elevati da terra. Queltofipuò fardentro la
cafa, in una folta di due piedi Altrimente può farli . Riempiali infino al mezo
.

un vafo d’acqua >e fopra fi attacchino le mela di modo che non tocchino l’ac-
,

qua: poi fi chiuda il vafo, che il vento non ci entri. Catone
Servar le nocciuele in vafe di terra /otto terra.
Comanda, c chiama noci prcaeftine,
frcfchc,le quali c frefchc, poi fi pongono in
vafo. Nel medefimo modo Palladio.
La c a/lagna fi può ferbare
Nc’vafi di creta nuovi,rinchiufi,c fotterrati in luogo lecco. Il medefimo

Le refe rinchiufe e fot ferrate durar lungo tempo.
,

Inquefiomodo. Chiufi in una rozza pignata, c ben fortificata, la fot terra allo
l'copcrto, c quella riferva all’ufo. Ma noi infegnaremo
'Tutti rinehiufi come po/fono coufervarfi per anni intieri
I frutti, come habbiamo detto dclli validi vetro, che noi diciamo carafè,c dopo
chiufi alla fornace di vetrari, overoinuntubo chiufi alla lucerna, le polliamo fi-
curamente lòmmergere nelle cifterne ,e le ferbiamo incorrotti per anni intieri.
Nel medefimo modo chiudi fiori in un vafo lungo, e poichiulo il collo, cioè ,
come dicono gli alchimilli per (ugello di Hermete ,c poi lommcrfi fotto Tacque
per molto tempo, anzi per anni gli habbiamo conferva» frclchi. Anchora il mo-
llo ripollo invaio di creta vitrcato,e con pefo pollo fott’acqua in una cifterna,
& ivi dimorato per un’anno ve l’habbiamo trovato , come l’havevamo ripofto.
,

Polliamo con artificio non difiìmile da quello
Lecofe rinchiufe perfecali re/lar incorrotte
Seinvolgemo quelle in qualche millura, accioche per niuna parte l’aria non pok
fa pattar dentro, efe principalmente la millura fia incorruttibile. Noi l’havcmo

provato col fuccino , che bavcndomelo fattomolle , ne havemo incrullato quel-
lo , che volevamo far incorrotto, e pereflertrafparentc, fi vede quello che viltà
dentro , e fi dimoflra dentro le colè incorrotte. Noi cosi havemo rinchiufe Tapi,
e le lucertole ,& havemo dato ad intendere à molti ,chc naturalmente vi fiano
trovate dentro. Martialcdice haver vide ivi dcntrol’api eie luccrtulc . Noi ,

v’habbiam villo pclid’animali, fiondi, c frutti involti in fintili liquori, & haver-
le farti eterni. Martiale parlando dell’ape.
F.jia nafeofta, e luce nella goccia
DelParbordi Fetonte , onde fi vede
IJ ape nel nettar fu o rinchiufitftarfì ,
Onde ella ha tolto il premio delle tante
Fatiche ufiite fut , anzi fi vede ,

Ch’ella

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Di Gio: B.ittìftd della Porta. Lib. TI'. r f /
Ch'ella cosi morir h abbia voluto.
Ilmedelimo fcrivealtri verlid’unavipcra, così rinchiufa in quel fuccino.
Mentre del Sol le figlie egre, e dogliofe
Piàngo», per i lor rami , va ferpendo

Vipera , involta vie n dalle cadenti
Lagrime, e'n tanto ella fi meraviglia ,
Che da liquida gemma è ritenuta
Da repentino giel rigida refia
Non bifogna vantarfi , o Cleopatra
Del reai tuo fepolchro , fie
del tuo
l'iù nobil t'ha la vipera , e più degno.
Ma come il fuccino pofla divenir molle,* fcbcn’in molti modi ,
per hora ti po-
traicontentare di quello, buttandolo nella cera liquefatta fpiumata, perche di-
vicncosì molle, che agevolmente lo potrai maneggiar con li diti, c fcrvirtcnca'
tutti ufi. Ricordati folo, che bifogna fiafrefeo.

Come le mele nel miele Jt ptfsint conservare alla vecchiezza.
Cap. IX.

rEdcndoanchoragli antichi, chele cofechiufe ne’vafi, 8c anchora i vali só-
V merli nell’acqua poteanocontraherccorrottione: immcrferolc cofe inva-
rij liquori, invaginandoli nclmiele , nel vino, aceto, muria, &
altri liquori, le_»
cofe fommerfe che potclTero durar più lungo tempo, perhaver tutti quelli li-
,

quori virtù difcacciar laputrefattionc; perche il miele non folo hà potcflà dì
poter confervar i frutti : ma anchora i corpi de gli animali fi confervano fenza»
mai putrefarli , & in altri luoghi, hayetno detto efierfi conlcrvati nel miele il ca-
podi AlclTandrOjcl’Hippoccntauro, nonfi fono ferviti mai dell’acqua fempli-
cc: perche elìendo ella h umida, parca che agevolmente pottlTe indurre putreiat-
tione: ma fra tutte le cofe hanno lodato il miele, c col miele han giudicato, che
ogni cofa fi porta difèndete dalla corrottione. Colnmclla
Le cotogna fiervarfi nel miele fen'ga putrefarai
Dille, che non haveatrovaro cofa miglior, ne più certa percfpericnza, che acco-
modarle cotogna in una lancetta nuova che havefle una bocca larga, cOngran
,

diligenza c larghe fra loro, che non vcnificroad urtarli, c dopò, che farà ripie-
,

na inlino alla gola, fiftringanocon verghe trafvcrfatc alla bocca che coftringa- ,

no lotto leggiermente le cotogna, accioche quando vefi mette il liquore non le
faccino venir sù à galla , dopò fi riempe il vafo di liquido, Se eccellenti filmo mie-
le in fino alla bocca, chele poma vi llieno ben fommerfe 11 qual modo non folo
.

fa durar lenza putrefarfi le dette cotogna: madàfapore dimeloà dettomicle,
che fenza danno fi può dar per medicamento Ma bifogna avvertire, che quelle
.

poma che vorrai confervare, fieno acerbe, perche
, fe faranno colte troppo verdi,
covi divengono dure, che non fono più buone ad ufo. Quella ragione c così ccr-
V z ta,

Digit

.

i i<S Della Magià naturale
ta,chcanchora fc vi fi trovade nc’pomi alcun vermicciuolo, non perqueflové-
gonolc mela à. corromperli, quando faranno polle nel predetto liquore, perche
il mielcè di tal natura, chccoftringc i vitij, neli fìi padar più innanzi, c per tal
cagione conferva anchora il corpo humano morto per molti anni incorrotto .
Palladio. Si eleggono le cotogna aliai mature, e così intiere li pongono nel mie-
le, e cosili confcruano per lungo tempo. Plinio ongendole prima di cera, pòi le

fommergcncl micie. Apirio pone le cotogna in un vafo con tutti ifuoiramofccl-
li , e le t rondi, che non habbino alcun vitio , e poi vi butta miele, edefTUto,cle

cotogna accoucie in quello modo, ft chiamano melimele, quali accócic col mie-
le . Laonde Martialc.
Se innanzi ti fura» pojli i cotogni

Che del cecropio mtl fatolli fieno:
Dirai , le melimele
che proprie fica .

melo conftrvarfi nel miele ;
Il

Poterli dice Coltimclla, c cosìanchora l’alcre fpcciedl mele, come le rotonde, fe-
lliane,mcliinele,e matiane; ma perche così acconcie nel micie, che divengono
più dolci, nc conlcrvar il proprio faporc, però s’èfcrvito d’un’ altro artitìcio.
Palladio.
Le pira pottrfi fcrvar nel miele.
Dice, ma che noa li tocchino fra loro. Poffonfi per dottrina di Africano
frefehi i

Fichi poteifi molto nel miele eonfervare.
Si accommodaranno cosili fichi nel mielei chcne fra loro, nè fi tocchino col
vale, c dopò pollovi il covcrchio ile falciano così Ilare. Da cui Palladio Li fi- .

chiverdi :ì pofiono eonfervare , ovcrò così ordinare nel miele, che non fi tocchi-
no fra loro. Infegna
A# cìreggìe confervarfi nel mele .

Fiorentino fefi porranno in un vafo, nel cui fondo fin un Ietto di fantoreggia, e
vi fi aggiunga alquanto di miei agro, che fia alquanto dolce. E
Che le ntfpole durino nel miele intiere
Molto tempo, come n^iniegna Palladio. Ma bifogna r chc fieno colte non besL»
mature. Martialedimollra
Le noci fervarfi nel miele verdi per un'anno.
E dice havcrlo efperimentato Le noci verdi fenza le fcorzeloro , fommergerle
.

nei micie, dcilmicle divenir così medicamcntofo, che bevendolo, guaùfcal’ar-
tcrie , c la gola. Palladio
Le perficht duracine confervate nel miele non putrefarfi
Dille, fe to 1 te Polla fia no ri polle, & edere di fapore giocondo. Il medefimoau-
torc di de confervarfi ncll’olfimele. E finalmente Columella comanda, non efler
alcuna fpecie di pomo,che non fi polla confcrvarc nel mielc.Ma quello comandò
fra tutti, che tutti fcparatamente l’uno da l’altro, fi riponedero, perche mifebia-
4ole>l’una fpecie vicn corrotta dall’altta. Cosìanchora
L'uva intiera fi conferva nel miele.
Se-

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.

Di Ciò B utlift a
: della Porta. Lib. IV. / i 7
Secondo Didimo, e dura molto. Ma noi dichiararcmo.
Qjeai frutti fi conferva»» nel miele.
Mentre noi accendevamo à far cfpcrienza di quelli fecreti, e come fi potcflerocó-
fervar i (rutti da una fubica putrefattionc , io rinchiuft tutti frutti in vafo di ve- i

tro ,acciochc potefle veder quelli che intieri ,c quelli, che fi putrefaceflero, così
ci accorgemmo che altri predo, & alcuni molto durare. Glifrutti humidi far
corrompere il micie, che è incorrottibile, e come egli è corrotto, non può più di-
fender i frutti dalla putrefattionc . L’uve, i fichi , e le perfidie , fubito fi corrom-
pono, mai cotogni, pere, mele durano incorrotte più lungo tempo, ma le noci
durano un’anno non folo incorrotte, ma verdi

Come >tel vino , fapa-, defruto , aceto , e feerie di vino i frutti
fommerfì , fi confervano. Cap. X.

inalmente vedendo , che il vino conferva va tutte le cofe.c gli acini dcll’uve,
F che cadevano nel vino, quando fi pone nelle botti , durano incorrotti per
tutto un’anno nelle botti , s’imaginorno che fé fuflcro fommerfi nel vino tutti 1
frutti , che (àrebbonoivi Tempre confervati fenza marcirli. Ne (blo contenti del
vino, ma nel defruto, firpa, aceto, e fcccic di vino fi fono fervati, petchetutri
quedi liquori fono fodanza del vino. Ma noi vedendo, che dalla fodanza del
vino Tene cava un liquore, overoeflenza fottiliflima, la quale c incorruttibile,
( perche il vino pur alle volte fi corrompe ) col fuo ajuto portano confervarele co-
fè per fecoli intieri. Ma pervenir aU’elpcricnza. Inlegoa Palladio.
Le cotogne ripofte nel vino , fervarfi incorrotte.
Perche fc (arano rip'oftenc’vafi pieni di ottimo vino, ov ero del vino, c del defrnto
mefehiato in un corpo egualmente, fervaremo le cotogne molto tempo Altri lt .

mettono nelle botti di modo , e poi ferrano, c di qua ne viene il vinoanchorsu
odorato. Democritofommergc nelle botti di mortole cotogna feelte, e poi le
ferba, il chefail vino piùodorato, llmcdcfimo
. Le mele ferbarfi nel vino
Infegna, alcune mele fi pongono nelle faldelle di creta, che nuotino nel vino,
conle quali mele il vino ne viene ad acquirtarc odore. Aptilcjo. Le pomafifom-
mergono nelle botti di modo, ecosìchiufe dentro duranoaffai , e dalla feccia^
conlervatadd vino oltre modo ne acquidafuavità; ma riporte in una pignata
nuova imroerfa nella botte di vino, fin che vi notino , e poi fi otturi bene la bot-
te, c le mele fi confcrvarannoircfche, de il vino diverrà odorato. Si poflono
- 1 fichi fommerfinel vino affai tempo confervare ,
Come ne mortra Africano. Quando le botti coverchiano, pongono fichi in
fi fi i

di creta non rotondo , ma forfè per volontà quadrato, con un buon fon-
un vafe
do, ci fichi fianofrefehi
,
poco maturi, confuoi pedicciuoli , e bellici, fparti te
£ra loro , che vi fia fpatio tra l’uno, c l’altro, pongono in una bot-
ecosìchiufe fi

te pieoa di vino , beo chiufa , eoo diligenza vi li lafcinoouotarc, efe il vino non
di-'

/ f f Dellx Màgi* naturile
diventa aceto vedrai, che in talmodo le troverai , quali inerte ve l’havrai Pai*
,
.

ladiodalui. Altri vogliono li fichi frefehi, non molto maturi feelti, c li pongo-
no in un vale nuovo, e con tutti i fuoi pedicini,e fcparad fra loro, c quelli pon-
gono in una botte piena di vino, e lalciano notare il vafo. Infegna Bcritio
1 celjì
fi feritine fotnmerfi
nel vino
Suo, purché fommerfi,c con diligenza coverti. Panfilo
Le prima ferbirfi nel vino
Dille, cioè lcDamafccne nelvino dolce, over nuovo , che nuotano, c coperto il
vaio con diligenza. E
Le giugiule fi confervanonel vino fommerfe fienai rughe.
Per dottrina di Palladio perche fcelte, frefchc, e bagnate di goccio di vino vec-
:

chio, avviene, che non diventeranno brutte per le rughe, che indi con tratteran-
no .Inlegnaremo da Didimo
V
uve come reftino fenz.a putrefattione nelvino
E cofa aliai commoda appender l’uve in una botte di vino, pur che non tocchi-
no il vino, nc l’uva tocchi l’altra ,
perche rolleranno così intiere, li come fallerò
all’hora liberati dalla vite. Alcuni le ferbano nelvino inacquato. Erano in_
tifo appretto gli antichi ferbar l’uvcncl vino. Ateneo da Eubolo ncll’Ag-
glutinato
E dagli deir olive
Spejie , e delTuve forbite nel vino.
E Ferecrate
cSWandorgli, meli
esfpio ,
bacche di mirto : uve dal vino.
Ma Catone
nella fapa durar molto
Le pera ferbate
Dirtc, e malTìmc le tarentine, muftee, c cucurbitinc.bcche M.Varrone le andane,
le lèmcntinc dirtc, che fi fcrvavano nella fapa. Plinio dirtele tarcndnc, e Pan-
nane (erbari! nel paflo. Palladio nella fapa, nel parto, enei vin dolce le cuftodi-
Icc fommerfe, a’vafi pieni , il chel’havca ferino da Democrito. Malalapa co-
mc lì facci dal morto, Io deferi ve Columella. Ma Palladio
Le perfiche dnracineripofle nella fapa confervarfi
Dicc,fc l’umbcllico del pomo riempirai di pece calda, c così lì coftringanoà no-
tar nella fapa , nel vafochiufo. Columella.
Le forbe confervarfi nel defruto
Riferì, aggiontovi l’infpert'arvi di finocchiofecco, che così fi deprimano le fora
bc, che quel brodo avanzi fopra, nientedimeno i coverchi ben’ingcrtati intorno,
chenon vi poflacntrar’aria. DiccPlinio, Catone comanda , chele forbe fi ri-
ponghino nella fapa. Palladio dirte anchora , poterli lungo tempo ferbar nella.»
lipa Infogna Columella
.

IL uve ferbarfi incorrotte nel defruto
In una botte bcn’impeciata ponivi una anfora di defruto, c dopò có verghe fra-
verfate coftringile ,chc rtianolperte di n;odo, che non tocchino il defruto, do*

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Dì G io; Batti fta dell* Porta. Lib. IV. j e$
pò (ottoponi nuovi vafi di creta te in querti accomoda così l’una non tocchi l’al-
,

tra » poi copri ivafi con i coperchi, & incolla ,poi fa fopra un’altro tavolato,
over’ordine, e un’altro (opra quello, ecosì il terzo, fin tanto, che Zìa pieno fe-
condo la grandezza della botte, c conia medefi ma ragione componi l’uve,c do-
pò bene impeciato il coperchio della botte, incolla a bondcvolmen te col defru-
to, c portovi la cenere, ottura bene. Alcuni dopò porto il defruto, gli è piaciu-
to ftringerle con le pertiche traverfate, c à quelle appender l’uve di modo, chc_»
non tocchino il defruto, e dopò porto il defruto, incolla, llmcdcfìmo an-
chora_,
Le pruna poterfi lungo tempo fervar nel defruto
Infcgna. Al tempo del mietere, lì denno cogliere le pruna onichine , eie fel-
vaggic fidamente, ne (t denno coglierematuriffimc, ma ne tampoco crude, c nel
terzo giorno, fi denno fcrvar all’ombra , cpoi con eguali parti di aceto, di fa-
pa, e defruto fi mefehiano, c s’infondono." Ma fi fcrbcranno più commodamc-
te,fe due parti di fapa fi mclchino con una parte di aceto. OveroIcpTuna pur-
puree in un vafè di creta vctriatos’accommodanol enei defruto, ò nel palTo, fi
che tutto il ponto fia fòmmerfo»fI riempie il va£ò,c portovi il coverchio s’ingefla.
Portiamo anchora i
Cocomeri fcrvar nella feccia del vino.
Secondo piace à Quintilij. Porrai i ccdruoli nella fcccic di vin bianco, dolce, e
non cattivo, ò rivoltato, c riempirai il vafc,ccosì daranno Tempre frefehi. Scri-
ve Didimo
Serbar P olive intiere nelle vinaccie ,
Porrai le vinaccie frcfchc prima, che fiano premute inficine l’ olive, porte fcam-
bicvolmcntc, c ne riempirai il vale, c lo irscollcraiintorno . Con querto mo-
do Co lumella.
I cornali fer burli nella feccia.
Comanda , delle 'quali fi ferve per Folivc- Ovidio nell’ottavo delle Me-
tamorfofi
£ li rìpofti cornali nella feccia
Liquida nelPaumr.no ,
L'uva nella feccia di vino rtftar verde
Columella dimortra. S»cogliona,chc fieno un poco mature , c dopò fiaccom-
modano ne’cratici di modo,che l’una non tocchi l’altra al firveome faranno por-
,

tate à cafa, bilbgna con le forbici troncar via tutti gli acini Pecchi, e vitiofi.e co-
me fonoun poco ri nfrefeati fot tal’ ombra, fi pongono ncllcpignate, atte, atre,

over quattro, à quattro , fecondo fa loro capacità, c poi fi ferrano bene i coper-
chi , acciochc non tralmettano fuori Hiumorc, poi il piede de’vinncciuoli bcn_
efprcrto col torchio fi bagna, e- con ibaftoni poco feparati fra loro, fi firn letto nel
fondo della botte dc’follicoli ben riloluti, c porti, e le pignatc fi compongono
inficme, c con le bocche rivolte in giù, tanto dirtanti fra loro, che le vinaccie fi
portano tramettcrc fra loro, le quali come faranno ben calcate, e fatto il primo
tavolato , ovet’ ordine , fi pongono fopra l’altrc pignatecoimedefìmo ordine có-
.
pofte,

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e

/ 5o Della Mafia naturile
polle, c fecondo t.1 volato , e cosi finche tutta la botte fia finita di tabulati»
fi fa il

di pignatc,cche le vinaccie liano ben calcate inficine, e fi riempie di vinaccia.»
infìnoallc labra, e portovi l'opra il coperchio, s’incolla diccnere intorno . Ma_.
bifogna, che quandolc pignate fi cavano fuori perù farle» levarne tutto un ta-
volato alla volta , perche quelle vinaccie cosi bene fpiflfatc inficmc, come lì
fi muovono una volta, fubito inacetirono, cl’uve fi corrompono

(onjcrv.tr i cedruoli frefehi rutilicelo
E nel vigor fuo , fc tu li fofpcndcrai in un vale , che babbi un poco di aceto , ma^
chenon tocchino l’acero, & incollerai il vale, che non trafpiri , c con quello
l’havrai frefehi d’inverno. DaQuintilij. Tutte le cofe fipolTonolèrvarin ace-
to , ma perche l’aceto corrompe ilfiiporc, però lo lafciarcmo. Ma da quelle co-
fe noi polfiamo
Conferì) ar tutte le cofe per fecnli nel vino dijìillato.
Perche fi può putrefare pcrmolte cagioni ,ma diftillatopiù volte, òla fuaeficn-
za cftratta è lontana dalla putrcfattionc, laonde tutte quelle cofe, che fono in-
ficmc in quell’acqua, &
in vale ben chiufo, fi ponno colèrvare lènza putrefarli
per molti fccoli. Havcmo villo in Roma, un pefee dentro l’acqua vite immerfo,
c llarfrcfco come all’hora vi fulfe fiato pollo, e fulTe vivo,& erano già venticinque
anni, che ci era fiato pollo; & in Fiorenza uno, chchavca quarantanni. Il vale
era di vetro chiufo col figillo d’hcrmctc,c così (limo, che tutte quelle cole , che
fuircroimmcrfcin queftolìqudrc , durarebbono imputrefattibili per tutti i fcco-
li. Ma quante cole noi habbiamo conl'crvato con quello modo, farebbe cofa_.

molto lunga adire.

Conte i frutti fi confcr vino ottimamente nell' acque ftlfe .
C ip. X I.

D Oppo il vino erano T’acqqp filile quelle,
che erano Halite à conlèrvar frutti,
perche immcrlì in quelle davano immarccfcibili , perche vedevano, che tut-
te le cofe, che /lavano coperte di l'ale, llarfcnza corromperli ,laondci frutti im-
i

merfi ncH’acquc filile dicevano, che
potevano guardare dalla putrcfattionc.
fi

Homcro chiamava il conno la putrcfiitrionc, c con-
faledivino, per valcrccsi
fervava corpi .ìH’ctcrnità. Plafone lo chiamava amico di Dio, perche mai li la-
i

cca fiacrificiofenza la mola filila. Plutarco dille, che gli antichi anchora chia-
mavano il fulmine divino, che corpi tocchi da quello, come di divinità inl'pi-
i

rata giamai fi putrefacevano. Pcrchcil(aIefiringc,di(ècca,lcga,&icorpi cosili
difènde dalla purr, f.ittione, cheli
là durar per fccoli, ilchccóprovanogl’inftitu-
tide gli Egitti), quali havevano incoflumcimbalfiimaricorpiconil l'ale, co-
i

me Icrivc Heracl io. Ma venendo ali’cfpcricnzc , narra Beri ti o.
Le granate ferbarfi nellacque fife ,
Onde fa rifcaldar l’acqua di mare, ovcrola nutria, Se in quella pone le granate,
dopo refrigerate al Sole, c lècche lcappcndc,c quando poi le ne vogliono fcrvi-
^ re,

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Di G io\ Bottifio dello Porto. Lib. IV. rfr
re, due giorni prima le parer di Ma-
pongono à molle nell’acqua. Columella per
gone. Comanda veramente Magone far buglir molto l’acqua dimarc,&:incffa_
pongono le mela granate per un poco lega te al lino,overo fparto, tinche fi colo-
rifcono.c levatele poifcccatealSole per tre giorni, c poi appendali, c quando fa-
ranno di bifogno, una notte,& il giorno appreflo, infinoàqucirhora , eliccene
vogliamo fervire, fargli ftar à molle nell’acqua dolce. Plinio da lui. Le granate
nell’acqua marina buglien te s’indurano , dopofeccatcal Sole per tre giorni , di
modo, che non fian tocche dalia ruggiada notturna, e poi appenderle, c come le
ne vogliono fervile, annettarlc con l’acqua dolce Palladio daini il medelìmo,
.

il quale anchora
Le prona confervarfi meli acquefalfe
DifTc ncll’acquemarine, ò nella muriabuglicntc, colte di frefeo le primeve le
,

fommcrjjono dentro, c dopo tolte, ò lcrifcaldano nel forno tiepido , c le difirc-
cano al Sole. Columella le immerge nel dcfrnto,fapa,& acero, ma ricorda, che vi
fi debba aggiongere un poco di fale , acciochc non vi nafta qualche vermicello,

overo animale. Palladio
Le pera durar molto tempo nell acque falfe
Narrò, quando comincia àbuglirc lì fpiuma, eroica è fatta fredda, ci immergo-
,

no le pera, che fi vogliono confcrvarc, cdopo tolte fra poco tempo fi rinchiudo-
,

no in vafe di creta , & otturata bene la bocca, lì confervano. Overo lcfanno
ftar per un giorno, & una notte, nell’acqua fredda falfa ,edopolc pongono per
due giorni à molle nell’acqua pura dopo le ripongono nella fapa palla overo
, , ,

iminerfc nel vino dolce Altri in vafe di creta nuovo le fommergono nel vino, ò
.

nel muffo, chehabbiaunpoco di fale, & incovcrchiatobcn’il vafe, lo ripongo-
no. Nel medelìmo modo
Lenejpole pofte a molle nell acqua falfa, fi confervano
Colte con i fuoi pcdicciuolifemimature, e porte à molle per cinque giorni nell*
acqua falfa, c poi buttate nella lapa, che vi nuotino dentro .Didimo tic perfuade
L'uve nellacque falfe durar più lungo tempo.
Se immergerai nell’acqua di mare buglientc, overo fe non havrai di quella ^el-
la muriacon vino mifchiato,cdifponcndoIcpoi nella paglia di orzo. Alcuni fan-
no boglirla cenere di fico, òdi vite nell’acqua, ciracemlbagnati in quella, e^oi
raffreddati, le ripongono nelle paglie già dette Per tutto l’anno duri l’uva fc
. ,

mentre c un poco acerba , c colta la inaierai con acqua calda, che habbia mc-
fchiaco con lei alumc, c fubito ne la trarrai. Anticamente
Il vino colfale durar alla vecchiet,i.a

Era incortinile, come s’hà da Columella. Cuocer il mollo , che ne redi la terza
parte, equerto chiamano dcfruto,c quello lo mutavano ne’vafi, acciochc dopo
l’anno cene polliamo fervire, c fi aggiunge unfcffario di queldcfruto due corvè,

di multo, cdopo partalo due giorni, quando il mudo col definito havrà finirò di
buglirc, fi purga & in due urne fi aggiunge una meza oncia di fale ben trito Si
, .

legge in Tcofrafto, &
in Plinio
Le palme nate in luoghifalft ferbarfi
X Cioè

J.

'
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i62 Del/4 Magia naturale
Cioè i che nafeono in luoghi falli,
frutti , &
arenofi,comc nella Giudea , Cire-
naica, &
Africa, perche la palma fi nutrica di falc, e col Tuo falficondifcc ,epcr-
chenc’luoghi falfinata ,c più falfa,e pcròèmcglio à poterli ferrare . Senza al-
tra cura
I ceci fi cut;fervano nelfalc fuc-,
La natura de ccci c generarli con il falfo , e corrompendoli li legumi tutti ge-
i ,

nerano loro proprij animali, toltone il cece, per quello folo non può generar al-
i

cuno animale, per l’amarezza, & agrezza dclfuo fucco. Da Tcofrafto. Della meda-
lima natura
Lafava ì nafta ta di acqua ftifa dura
Da Didimo, però che nell’acqua marina durano molto intiere, enon danneggiate.
Infogna anchor Plinio
IJ agli fi confervano nelle acque falfe
Perche fc vi piace fcrbargli agli ,elc cipolle alla vecchiezza intingerai i capi di
acqua falla, e cosi dureranno più lungo tempo, cfaran meglio à mangiate. Cosi
anchora
Jcedruoli fi ripongono nella muria
.Secondo piace à Quintilij, e comporti in quella dureranno molto, il quale difle
pur il medelìmo delle zucche. Diremo
Le mda,& i fruiti del mirto, confervarfi nell'alga ;
Apulcjo involge le mela nello fucco, cioè nel mufeo marino fcparatamcntc che ,

fiano coperte da tutte le parti, c tramezzandovi del medefimo, che non fi tocchi-
no da niuna parte, le non fi può haver di quel fucco, fi ferbino nelle carte. Arino-
tele difle confervarfi nell’alga, non i frutti del mirto, ma le fiondi, che non cadef-
fcro, perche i frutti non cadono mai ,Iè non dopo maturi : ma il vapor dell’alga
prohibifccjchcl’humor del frutto non fi muti ,pcrchcl’alghc hanno virtù di di-
seccare come di fale. Infcgnarcmo anchora
Votive nella muriafi ar frefche per un'anno
M.Catonedicc,l’oliveorchirc porte nella muria le conferva verdi, ò col lentifco
pefto. Columclla vi pone la paufa, e l’orchite, e’i radiolo acciaccati nella muria , c
colti dalla muria l’efprimc, eie melchia in un vafe con feme di lentifco, e finoc-
chio infieme pelli, e dopo ciaggionge due parti di muffo frcl'co, & una di dura
muria, c le ripone, ò le pone intiere in una anfora, che giongano infino al fommo
labro, e quando fanno di bi(bgno,fi cavano dall’anfora. Le nere Catone così le ri-
pone. L’orchite quando fon divenute nere , e fccchc , fi fregano nel falc per duc_<
giorni , dopo fi fenote quel falp, e le pongono al Sole, per due giorni Le medefi- .

mc cole dtee da lui M. Varrone. Ma Columclla. Quando I’olivc nereggiano, e fo-
no anchora acerbe , coire con le mani al ciclo fcreno , bifogna che le vitiofe filano
feparate dalle buone ,c poi pcrogni moggio di olive , bifogna giungervi trehe-
mine difille ponerlc ne’vafide’ vimini, e lafciarlc cosìl'udarc per trenta
intiere,
e
gi orni, e rtillar quella amurca, poi ponile in un vafe, e con una fpongia nettali
dal falc, c buttali nell’anfora, c riempila di fapa,ò di defruto. Didimo così infe-
gna farle Culimbadc. L’olivcqunfi mature, colte con i fuoi pedicciuoli,c lavate
• con

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,

Dì Gio: Battìp a della Porta. Lib. IV. r 6g

con acqua fredda, difcccale nelle ciflc di vimini per un giorno pelandole leg-
giermente, e buttale nel fondo del vafe con fai mifchiaro, e quattro congij di mu-
ria, e tre heminedi aceto, echenici venti Come il vafe è pieno, muovilo , che il
.

brodo avanzi l'opra Altri pongono l’oli ve nell’acqua marina, e dopo fette gior-
.

ni, l’cfprimono,e le ripongono in un vafe con la muria Cpsì dice Columella^ ,.

Palladio, e gli altri.

Come apsai bene nelPolio , e nella amare a le cofejì popono
compra; are . Cap. X 1 1.

L ’Olio conferva benidìmo le cole, e principalmente la morchia , che non lolo
difende dail’ingi urie dell’aria, ma de gli animali anchora. Maacciochcnon
ci ferviamo molto delle lunghe parole: Catone infegna le grandillìme doti dcl-
l’amorchia La morchia difende l’arce dovcli pedano le biade, che le formiche
.

non le faccino danno Anchora.

Che ilgrano duri ne’ granai
Iloro pavimenti, e i pareti in erutta re te di luto impalato conlaamurca .Così
j4ccioche le vefii nonJiano réfe dalle tignuole ,

Contro le tignuole, animai noccvoli fparge la morchia, e cosi anchora fparfa
ik i

Che i femi mentrefanno nei Pai a nonpano roft dagli animali.
Efiano ficuridaloro,i feorriati, icuoij,lcfcarpc, egli afli delle ruote, tutte le co-
fedi rame, che non faccino ruggine, e che faccino più bel colore, e tutte lcmaflc-
ritiedicafadi legno , de i vali di creta, ongendo di morchia fi manterranno . Il
medeiimo Catone
Le verghe di mirto con le fue bacche fi confervano nella morchia.
Infegna, overo ogni altra cofa ligara,c fatta in fafcicoli, quelli poni ncllamor-
chia , e fa che avanzi di fopraà quelli: ma quelle cofc, che v’hai da porre dentro
fa che fiano un poco acerbe. II vafo , nel quale le porrai , fa che fia ben lutato
intorno. E
Le rofefervar nella morchia
Impara Didimo, frefchc, enei fuovigore,fc quelle porrai ncllamorchia , fiche il
brodo ne fu pcrna ti Se vorrai
.

I rami di fico con i fuei frutti fervar nella morchia
Legale con le fue frondi, e penili nella morchia, come hnbbiamo detto de’ mirti.
Ma fc vorrai che le fiche fecchc non fi corrompano* ponile in vafe di creta, & on-
gilopoi di morchia cotta. Pofiono
L' olive fervarfi nelPolio
Perche le perfidie quando fcolorifcono, fi cogliono conifuoi pcdicciuoli.cfir-
bano ncll’olio^iccipchc dopo l’anno rapprclentinoqnclfapor verde, e poi fpar-
fc di fai pcfto fi pongono à tavola per frefchc.

X z Come

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jC+ Della Magia naturale

Come fi confermino le poma nelle fofse inferno con foglie > e con
l.t paglia . Cap. X 1 1 [.
Maginorno ancbor.i gli antichi varie limature di legni di alberi, «clic quali
I poma, che con la loro liceità li confervi in lungo tempo, ovcro
fotterrate le
perche gli alberi fiano incorruttibili come il cedro, c’I ciprcflò. Oltre à ciò con le
fuefrondi, e paglie, perche ogni cola lì conferva più tofto in quelle cole, dove hà
qualchcfomiglianza,ò parentela, che nelle cole contrarie della fua natura, come
habbiamo detto delle more nel foo vino, cdclPolivc nell’olio ,edell’uvcnel vi-
no, gli clfempi de’auali faranno quefli. Se volano
St rvar'i cedri nella limai /tra di cedri
Come ne infogna Palladio, come riferifee cilcrc flato fatto da molti. E nel medefi-
tr.o modo
Serbar t cotogni nella limatura molto tempo
Promette Democrito, c cuftodirfi ottimamente, pcrcioche fono difcli dalla Ce-
cità della limatura, ò nc’tioccùi, òlanc monde, difpofte ,& accomodate nelle ce-
rte. Coltimi:! la
Lemelaftrbarfi molto nella limatura di abete.
Ci inoltrò, oveto rrapoitovi quella di pioppo. Palladio, molti fpargono lalima-
turadi pioppo,òdi abete fra le mela. Apulcjo componelemela,chchannoàcon-
iervar nelle candire, ò nelle certe , fatte di vimini , e poi le fottcrrano nella lamu
monda. Cosi
Le granate durano nellaferratura di quercia fienna putrefar]!.
In quello modo, da Columclla, bagnata prima la ferratura di aceto, e poi ben com-
pofle le cuoprono Magone comanda inun vafe nuovo di creta, ci fa un letto di
.

ferratura di quercia, c fattolo primo tavolato,
vi fanno un’altro letto di ferratu-
ra^ Umilmente vi accomodano mela, finche il vafolì riempia, il qual come fa-
le

pone il
rà ripieno, lì covcrchio, e con diligenza s’incolla con luto graflo. Beritio
anchora le conferva nella fegatura di quercia, fparfovi prima l’aceto.
L’uvaferbarfi nella fegatura
Infogna Columclla. Alcuni con la medelìma ragione ripongono l'uve verdi nella
legatura di pioppo, c di abcte.Didimo. Le pongono nelle calìe impeciate, nella
legatura fccca della picea, ò del pioppo nero, ò di farina di miglio I medefimi .

per far durare i frutti lì fono ferviti delle paglie, le quali per la innata loro frigi-
dità confervano il rigor della neve fenza liquefarli. E primieramente
1 diri fi confiervino
nelle paglie
Coverti, comcdice Palladio, overo nelle Ararne minute. Et il mcdclimo
I cotogni confiervarfi in minute paglie
Dice, fcparatc l’uno datl’alcro ,
c coverti tutti. Democrito, ncaltrimen-
te avviene nclli Arami minuti > ò compoflc dentro le paglie coperte .

Plinio
Le

$

Dì Gie: Battifta dtll* Porta. Lib. IV. ié
ferbarfi negletti di paglia
Le me!a
Stuore, c ftfami riferì. Palladio ne’tabulati fa letti di paglia, c covertoli difopr»
di Ararne. Palladio
Le pera [atterrate nella paglia confervarfi
Haver forza dice. Il medefimo con modo non molto divctfo
Le nefp ole fervarfi nella paglia
Separate fra loro, c fottcrratc,ma (inno colte in giorno ameno, e di mezzogiorno»
dil'poftc in modo, che non fi tocchino fra loro. Palladio
Le granate ferbarfi nella paglia
Diffe, fc faranno fottcrrate nella paglia, che non fi tocchino. Bcritio-
L’uve ferbarfi [opra i letti di paglia
Scrive. Bifogna prima ftcndcrc i rafpi di uva feparati l’uno da l’altro fopra il pa-
vimento che non venghino à
, toccarfi fra loro, lopra i letti di paglia, e fc fia pof-
Gi>ile dilupiniperche quelle fono piùlccche,epiùdure, e pofidno fcacciarc i
,

Torci. Ma fe le pagliefaranno di lupini, nel fecondo luogo fiano di feve, e di
orobo, e de’reftanti ligumi , ma di tutte le paglie di frumento, quelle di orzo fo-
no le migliori, e non havendofi alcune di quelle, vi farete letto di fieno taglia-
to in minutillìme parti. Ma
Le noci fi [atterrano nella paoli a , per confervarfi
Come narra Palladio, e fei mandorli difficilmente fi fpogliano della corteccia».,
fottcrrate nella paglia, fubìto fene fpogliano. Sorione promette
Le cipolle nonpntrefarfi [erbate nella paglia di’ orx.o

Buttate nell’acqua calda, e difcccattcnclSolc, c leccate nella paglia, che non fi
tocchino fra loro. Palladio
Lecafiagne [ervarfi nella paglia
Di orzo minutilfima, e fottcrrate ne impara , ò di ulva di palude, chini* nelle
fporte intelìute di vimini. Si poflono anehora difendere dalla putrcfattionc ri-
polle nelle lue frondi , come ci hanno lafeiato ferino gli antichi. Si come
Le cotogna confervarfi nelle [rondi di fico
Columella promette ligate , &
incaltrate intorno, con creta mefehiata con mor-
chia. Democritolc cuopre con frondi , eie linifee con luto. Palladio. Quei po-
mi che fono grandi le guarda involti nelle frondi di fico. Palladio
I ci tri confervarfi nelle fihe [rondi
Promette, fefi pongono feparati ne’ loro luoghi. Palladio
Fa letto di [rondi di noti , alle mele per confervarfi
Et Apulcjo dice, le mela Curvarli lenza corrottionc fopra il letto diffondi di no-
ci, col qual letto divengono, cdiodorc, edi colore affai migliori E farà di mi- .

glior riufeita fe ogn’una di loro farà involta nelle frondi di noce, ma nò di quel-
le» che cadano da perloro»erellano cosifcmpre confrrvatc, come quando vi fu-
ro polle. Così anehora
Le pera fi confervano nelle [rendi di noci
Secche involte come ne promette Democrito, e dopò un’anno
, cfllr ancHor
verdi. Plinio
Li

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i Ó6 Dell* Magi* naturale
Li fichi fi conferva*» nelle /rondi di tafio barbalo
Fcmina involte, è che mai fi putrefanno. Palladio le ripone cavate calde dal for-
no, e polle nelle loro frondi in un validi creta. Catone le ripone nella morchia
con le fue frondi. Columella. Comefaran fccchc, fi pongano nelle fporte impe-
ciateci mezzo giorno, e caldi, havcndolc prima fatto un letto (otto, di finocchio
fecco e comefaran pieni i vali, porvi di nuovo fopra il finocchio, l’oflìamo
,

anchora-.
Conferì' ar le e ir regi e nelle frondi di fant treggia , e delle canne
Se faran porte in un vale , fattovi prima un letto fotto di fantorcggia,dopò fi pó-
gono fotto i circggi , c così di nuovo di fopra vicendevolmente làntoreggia , fi
confcrvano anchora frapoflclcfiondi di canna, e nel medefimo modo fcambie-
volmcnte pofte in un cato Così anchora .

Le (ringoiale confirvarfi invaile nelle fue frondi
Promette Palladio, overo tagliate con luci rami , e dopò appefe. Nel medefi-
mo modo
71 mirro fi conferva con i /noi fratti
Molto tempo, ò in un vafe chiufo, overo nella morchia , come habbiamo detto.
Comanda Magone
Le granate confervarfi con le fue frondi
E con gran diligenza v’incrultano fopra la creta, c poi l’appendono. Co-
si fi poflono
(fonferverle noci con le fue frondi
Secche da Palladio. Ma hor infegnaremo da varij efpcrimcnti de gli au-
tori, come
Il grano fi confervi
con P herbe
DclPaflintio , come dice Tarcntino overo con i rametti
fecchi di abrotano tra-
,

pofli,c di ccn le fiondi della femprc viva fccchc. Ci fa anchora grande uti-
pili

le la fronda di granato ficca ,c con arena diveltata preparata , c quando fi ripo-
ncilfrumcnto per ogni mediamo fpargerviuna chcnicedi frondi. lltiliflìma-,
cola c pur porvi la conizza meza raffreddata, fattone un letto (otto al folaro , e
dopò portovi fepra dicci medimni poi l’altra herba conizza, e di nuovo por fo-
pra l’altro frumento. Pcrchcquello ,chcfarà così accommodato, perfivcrarà nó
iblo per molti anni fin za corromperli già mai,marifcrberà anchora il medefimo
pelò, quando fi ncfhrà pane. Polliamo
Serbar Porzio ferina corromperfi nelle frondi di lauro
Secche, ma fertile.
Cosi anchora conferva l’orzo l’hcrba del fimprevivo ficco,
ir.fìcmccon la ncpita,& in freme il geflo mefihiato con l’orzo. E le farine ancho-
ra fi confirvanoper molro tempo con le tede grafie pirte, ebuttate fra quclIe.Al-
tri pillando cgnal parti di cumino, c di fide, c di quelli facendone mafie fccchc,
le pongono ncllcfarinc. Da Fiorentino

Come

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Dì Ciò : Battifta della Porla .ovcro degli altri teneri. che fobico fi putre- fanno. Apulcjo dice. c cosi M. Ma Didimo V uve ferbarf appefe nt' granai Comanda. che s’inalza da quello. M. li fanno fubito putrefare. in un monte di grano riporte. così i cotogni fotterrati dentro il’uoimonti. che ogni fpccic nelle proprie calle feparatamente s’hà da ri- porre. fi portano conlervar per molto tempo. verdi. che come il miglio da per fe fterto lenza altro dura_. come farà il puro aminco. Ma fi dice vna_. Tarcntino Che Digitized by Google . fopra i citri . & attaccandofi all’uvc. che fi poflbno contavate fenza mutarli. c principalmente. Varronc nelle botte di arena. Palladio Le pera coufervate ne ’ frumenti ferbarf molto tempo promette . fottcrrate nc’monti di orzo. non farà così durabile. Nclmcdefimo eJXCtglio confervarf le mele S’imagina Plinio fottcrrarc. Cap. c s’imagina. fe il frumento fi moverà fpcrtc volte. primo / cifri no» f putrefanno nell orco Promette Sotione. evigorolè. per molti anni incorrotto. Quello sì bene fi hà da oltavarc . Quei di Somma. come habbiamo detto dcll’alcre . pò che faranno fatte le Catone.ciie ponendo il pan caldo. Lib. E però tutte quelle vigne.. li belle.. do- feorze in rughe. Ma Palladio I cotogni durar nel miglio Ciammonifcc. che fanno il vino di diverfe fpcciedi vite. M A accioche non tiriamo più innanzi il ragionamento» comincinrcmo ad addurre l’efpericnze degli antichi. per confervarfi dalla loro liceità. fe faranno fottcrrate nc’monti dell’orlo. XIV.e durar così molto tempo lènza marcirli.overo ilfccino riporti. e noi ferbiamo nelle arene di fiume fotterratc. Democrito le fottcrra nell’orzo. ò pu- ro apiano . infin che fi colgono l’altrc. molto confetil'cc à far le durar molto tempo. e freddezza fi portano conlèrvarc. 11 medefimo li agamie ferbarf nel miglio fottcrrate c’inlcgna. Plinio Le granate confervarf fenica marcirli ne’monti di frumento Promettere prima calate nell’acqua buglicntc. imaginà- dofi che dalla fua fecchezza. li polliamo conferva! lungo tempo £ . 167 Comi mifchiando diverfe coft con i frutti > fi confermino molto tempo . come i forrunergendo i frutti in varie cofc . ir. perche i cotogni col fuo faporc acutirtimo. perche quando diverfe fpecic (ònorinchiule inficmcdifcordando fra loro li corrompono con più predezza. che i cotogni non fi debbano ripporredove fono altri frur- ti fugaci. perche la polve. ò temporarij. con quali portiamo imparare . corti maravigliofa . Ma quello mi c parato di ricordarvi. ma Puf c dandole vicino le fanno mar- cire. molto tempo.

perche quello con- ferva che non fi putrcfaccino.ò magrezza del corpo. e ti potrai fcrvir della mcdefima cofa per altro tempo. ò quarantaan- n't durar incorrotto . e così pcrmolci gior- ni. Così La carne fi conferva con unchiodo di rame ficcato DaPlutarco. e meza. e più Sodo. che hanno à torno. hc’vafi. e meza. che fi poflano guardar dalla putrcfattionc. Cj di poco momento pur firn cofc vere. e fa il frumento più duro. per la qualità Sua coftrcttiva. Cap. e quando vorrai fervirtene. legatura di ciprcflò meza libra. Vi giova molto ammaliar la calce di arena con la morchia . lenza ventilarlo.. . finalmente poi fi fa quella millura cinquclibre dì calce viva. una. dopò diScccato fi Sparge di calce viva. e durerano gran tempo Senza putrefarli. legno aloe meza libra. eie ben fono cofcvili. di zafferano fccco me- za oncia. Dice. e tempi varie cofe habbiamo confcrvatc con lui. di alumc. R Acconteremo in quello capo quelle cofe. Digitized by Google . e porgono occafione di andar investigando . verderame brufeiato . fi cavino fuor l’inteftinc . e mirra una libra. ò quattr’horc. fc tu traporrai quel che hò detto tra’frumcnti. clalcia poi Seccare. di antimonio polverizzato. cipreHo. e Segata per mezzo lacalvaria. e di acqua vi- te.o cinque. Si poffono (enjervar vivo tutte le cofe nell’argento Come fono frutti. e dilcccativa . molti cfpcrimcnti . Come l' altre cofe pofsino confervarfì fenza pntrefattione . di : aloè. ò farvi altro artificio . due. / legumi poffana durar molto tempo.c dopò il corpo fia appello peri piedi per tre. perche quella^ amazza tutte lebcftiuolc. due difalc buono. ogliodi Spicanardomcza oncia. come Il cadavere duri molto tempo Aperto prima illato. Perche Spelli: volte habbiamo accommodatci frutti e limili . thcriaca fina quattro. portovi l’argento vivo. lauro. Djl. A tutti giova.e fia ciò fiuto in luogo Secco. E lecito vedere trenta. di Seme di eoloqiiintidatrc. molto traporvi terra di creta raffreddata. di cenere di fiori di rolìnarino cinque . Se aperto. di alumc brufeiata una. fe pararlo col crivello. rofma- rino. fecondo la groflqzza. dopò filava con Spongiedi aceto dirtillato. ne habbiamo imparato uno. fela lenticchia aspergerai di lafcrc mefehiato con l’aceto. cenere di fèccia di vir. Pcrartifi- cio di Fiorentino. XV. altri lo Aereo arida d! bue.che vagliono à confervarl’ altrtj cofe. come mirto. e meza. i tcfticoli. altre cofc . e iiS Della Magi/t naturile Che il frumento fi confirvi molto La cenere de’ rami di quercia Sparge dentro il frumento. e vitriuolo due. purché non le Sollevi in alto. nclli granai.c la midolla fpinalc. perdui giorni fi lafcia appcfoal fumo di herbe odorate. e di Sale. e meza mufehio meza dramma . Se ne cava fuori il cervello togliendo le mammelle. ambnu . (e un chiododi rame farà ficcato nelle torcami.

quanto quella del papavero.e com<' fono putrefatti i coprimenti. H Abbiamo già finito di ragionare de’frutti Se in che cofe fi confervavano. de’quali parleremo à fuo luogo.. . Quello voglio am- monire. quel che nafee nel capo. ne’corpi che fono molto graffi.e habbiamo detto con poca fatica fe ne pof- nelle folitudini. e per quei luoghi do- ve fenc trova. Coloro. dello natiche. » Come pofsiamo far varie fpecie di pane . Lana. che finoacquiftare . efi fervono di quel frutto. IV. non altrtmente.Eillotometra. i paefani nelle careiliedi quello ne fanno pane. Nafee neTuoghi piani. di guilodi cailagna . la grandezza del Capo .» tura del flutto è fienile alla fava. Cosìanchora fonfervar le cofe nel balfamo Ma perche non habbiamoilvero.e de’mufcoli delle gambe. che nato ne’fiumì. e per tre giorni con le mani bifogna ben fregare . ove le campagne s’inondano. che nafee nclPacque. il cui feme è fi- Y Olile Digitized by Google . aceto. Dì Gioì Bitùftà dell* Fort*. c molto gagliardamente . e lo feccano. che vanno fuori. hor l’altro. lavando nelfiumc. Plinio.c pillandolo poi ne fan pane. fe ne levi il graffodel ventre. & oglio . fa un certo feme della grandezza delle caflagnc. hor reila dopò chei’habbiamo confervati. vai più caro. della barba.ne’monti. r So due.&i paefani fenc fervono nei cibi. hor tutte quefte cofe pitie con grandini ma diligenza . e più delicata. come cofe no» tiffimc.àmodo della fava è molto. XVI. nafee nell’Eufrate. &i Calabrcfi quelli arrogiti fotto la_ cenere. ma minore.chefe fuilc cailagna. che habitano nel monte Stiamone. col quale vivono anchora ne* luoghi. fene fervono peri frutti dopò cena. Con non molta differenza Far pane di loto InfegnaTeofraflo. delle colete.ma cdminciamo dal pane.de’quali fene fianoferviti.en’efcchorl’uno. e di legumifamiliariffimi di quei tempi. imparar come ne poffiamofervi- re. fe traovafi . e ben mefcbiatc iene fparga il corpo . eforge fopral’acqua. con tre punte acute. e dcnfb. Caden- do il Sole fi reilringe. panico. Lib.dimoflrare- mo molti modi di far pane. e fecchiffimo. tifa. Lafciandoquciupani fatti di fpelta. Gli Egittij putrefanno le tede lorone’monti. fèfamo. Cap. ne fanno di loro corone da dir pater noiler. e veggiamo gli antichi noilri nelle_. e di tutte le cofe. 1 popoli della Tracia. membrano- fo. che il volgo la chiama aquatica. di quello tribulo verde ne pa- feono i cavalli. Ma primo Far fané del tribale Dice Diofcoridc una fpccie di tribulo. e del medefimo feme ne fanno pan e. Fra le cofe chefono molto necefiarie all’humano quotidiano ufo.*' (partono il frutto. diott- ra. nafeendo s’apre . e molti fatti artefi- cialòiente fe ne fanno à quello ufo.laqualfifadeUorofcminaro. ripieno di una midolla bianca. dove nafeono appreflb noi . vino. in luogo feoverto aventi. neceffità. come da Ferrarci! fi 6 di cailagna. che non folo il padre di fami- glia con poca fpefa polla fodisfare alla fuafamiglia : ma nelle careilie.

che vogliono far il pane.fènefà pane in Egitto da’pattori. quando farà finito di bollir il motto nelle botti quella fipiuma che uficirà di fuori. c la buttano nell’acqua. 7. chedi pelle. e per frumento.'E primo clic à Come fifa il pane della radice dell’aro Si trova una radiccdeiraro. c rve’luoghi ivi convi'cirtiè aliai poca la quantità. Alcuni ci giongono nitro. perche ivi non ferve per medicine. che fono ftate trovate à noftri tempi noi non poca utilità porger potranno nelle carcttic. chiamato ficomoro. la prima acqua ponila fiubito nell’acqua calda di nuovo. di miglio. nc di tenafmo . che coloro.. fipuò dir. & in certi paefi cagriflìmal. con più malagevolezza fi digcrilcc. Niegano. & ipopoli nella carefliafc ne fervono per pane. che vivono di quel pane. Vane [orti di fané fatte dì radici . il pane è amico del ventre: ma dà poco alimento. e di frutti . e l'eia vuoi far migliore. le riporrai dopò in luogo humido e dopò toltone una {ufficiente quantità . che fi fa del frumento. in Rodo la fico d’Egitto. no l’uva. mefchiatala con farina-. but- tando. tanta cPabbòdanza di ogni anno di quefto frutto.ePcfprimono . comeanchora la carne Altri il giorno prima . te ne . Dioficoride ditte. N eli’ i fletta Ethiopia quella-. H Or veniamo ad altre fipccie di pane. toglionoquclle. fcrvitai per fermento. Quando nc vorrai far il pane falla buglire in acqua. lo- no fiottili . Scc an- chora defiara ne’cibi. non fono infe- (ìatinedi dillcnreria . Era anchora ufanza fra gli antichi Far fané delle palme \ Il che havemo da Plinio. . la qual per noneffer tanto agrafimangia. Le palme in tutto fecchc diThebaidc. . chefiano più toflo coperti di erutta. eperio più di acqua mefchia- ta con latte.XVIl. c peftacon diligenza fanne alcuni bocconi. & è pochiffimo agro. e nel giorno fiegucn tè. che fi mangiava corra.. dcabrufciatcdal continuo vapore. che vonnofar il pane. nedialtra infermità diventre : laonde fi tiene per rimedio fra loro. c ac fan panegiocondittì- mo. lequaji leccate al Sole. che fi polla trovar pane più fialutiftro. è grande la quantità. . che le ne proviene. c di Arabia. e fi fa più pó- dcrofo . prendo- .7 9 Della Mavì* naturale mileu!iniglio.. Si ticn per fermo.chcnotanodi-fopra. Ma in Cirene l’aro è al contrario del noflro paefe. e la copia. il che noi portiamo farilmcdcfimo delle noftre_» Si legge anchora appretto ficrittori di Agricoltura i Come pojftamo far pane fenica il fermento ' Da Didimo. Digitized by Google . & . fi fiminuzza ( tanta c la fiua ficcità ) & à modo di farina s’ ammalia in panc_ Pane del fcomoro In Caria . Caf.ò più leggiero mi- tre c caldojma quando c freddo. percttcr così man- co agra Galeno ditte mangiarli in luogo di rapa. e di corpo delicato. Se tu voi hnvcreil fermento per tutto l’anno. perche il nitro fa il pane più friabile.

come già nchabbiamo fatto. cara. finche fi fecchino. per levargli di fpcranza di haverfi à render per fame E . così anchcradice Galeno. proprio per il cibo dcU’huomo. giontovi olio .c purgari di tutte le fporcbezzc. c perche quanto faranno più lottili. t?t agro.ti inficine.chc appellai porci fcttcrr. èomediremo un poco più appreflo E per non cfl'c. overo per terze. e fàporitiflìmo. òi fa pane dtlT Asfodelo. ma havcndocimefchiata farina di pia- no per metà. Nelle careftie anchora gliamichi fi fono fervi» fìa ti utilmente ne’cibi di quella radice Celare fcrivc nel libro delle guerre civili E . balla àfatiareifoldati. tate volte che l’acqua non fia più agra. dopobu- glicrcmo nelle caldajc buglicnti. certo che tc ne rallegrami molto dell’evento Coiu# . come pare ad Hefiodo.che e impoflìbilc . MadimoftriamoiI modo come di quella l’e ne porta far un pane eccel- lente. che comincia ad indolcire. nehabbbiadi più numero alle volte di ottanta bolbi congior. ne ponno mangiare. . mifchinta nehabbianio fatto pane molto falutifcro. fiata ritrovata unafpeciedi radicc. grandiflìmo piacere anchora .la qual perle fola .chenon lène trova altra radice .c principalmente nc’ corpi confumati. Et appretto Diolco- ridc ne’nomi non legitimi de’femplici dice clic l’aron anticamente fi chiamava . &i lidi nc producono tanti. Y 2 re Digitized by Google . la qualmefchiata conlatte. c tifici.Il quale per levarla fame farà giovevole. lingua. Si pigliano le ra- fi mondano della feorza. Plinio. de agrc.edaquei che fono con Valerio. poi Tene facci farina con le mole.fe nc può far pane molto eccellente. . che fiano grandi.enc ufeirà una farina bianchiffima. Olt:e_» .chc_. che fi chiama cara. Anchora Di rape .ebugliri. fin tanto che l’acqua diventi dolce .c pcflo con fichi con i e grandiflìmo guflo. non folo non nc ponr. e lattone pane. & aggiontavi la terza parte di farina di frumen- to. cerere. c fi fpande nelle lenzuola diflcfc pen- denti. come habbismo prima detto dell’aro.ce ne buttavano in faccia . à ciò monti. c vedrai la radice.cfc lo indovinerai . che pativano i nollri.o mangiar gli buoni ini golofi di cibi nelle careftie Fù cibo frugale della antiquità. c li tagliano in fette fottilillìmc dici. L’efcrcito fi ritrovava aliai bene di limita .thc polla fcrvir’airhuomopercibo. rfìferi fifu pane Daqtiefti cotti. ma queflo strofino nella cenere. e quella fua agrezza fi fomite. più agevolmente diverranno dolci . falche più vile delle rape. c quando fóldati i Pompcjani rinfacciavano nc’loro ragionamenti la fame. e’1 bulbo. L’asfodclofi mangia il finte arroftito.aflài più belle delpane ordinario.claradiccmafiicata non fema- nulla di agrezza. 1 bolbi fono Amili allcpicciolc rape. c di nuo- vofi buglic. all’hora fi leva dall’acqua. Lib TV. e le mi fia lecito di dire. Di quello fc ne trovava gran copia. Et apprc/To noi c cosi abbondante di boibi. Ma appreflo noi fono di si ingrato fàporc.Ma bugliendofi la~. come anticamente crafolito iàrfircl linionc fa ampia teftimoninnza Noi con la farina di frumento . Di Gir BUtìfti delli Porli . fc pane bianchiflìmo .in- doli col niufo. Si fa anchora di altri modi c più ne fa . prcflo .che appena fi può toccar con la_. Maapprcffonoi è di qualità molto agra . Ina forza divicn più dcboIeafTai. che par l’hakbia la natura fattanafee- i rc. .toltaLa prima acqua fi pone l’altra. poco dopo fegue. e lene faà fomiglianza^ del pane.

e fanno un pane affli faporito.cdi quello ce ne polliamo fcrvire non folo nelle careftie: ma lene può mangiar per gullo. de à mitigar la fere nelle febri ardenti . Noi havemo infegnato fervirfene à quelli .Noi facciamo in terra di lavoro pan di miglio per delitic. Cip. & una certa parte di Francia di panico. de una particolar qualità di nodrirc.puòfarbuon pane da mangiare di tutte Carote. bulbi nel medefimomodo.c vicn acquili andò tuttavia miglior odore.comcl’Aquitania. XVIII. Comcfaràri- dotto in forma di unguento. Gli Etiopi non vivono di altro frumento. c faporito. Ma quella parte d’Italia. Li popoli di Ponto noiu prcfèriicononiun frumento al panico. che flà d’intor- no al Pò. Io faremo paffar per una flamegna di una fera da fc- tacciar farina premendola con le mani. che han- fio con noi qualche parentela. potendo ciafcuno leggerle nc’fcritti loro. ne. perche fa corpo al pane . hor tu effondo favio . . mefehiato con farina di grano.. della farina cruda con latte di cavalla. à //> Dell* Màgi* tut *r *le più lunghi. e la midolla di dentro col coltello. • Digitized by Google . che il pane. overo alcune arille legnofe perii flefli bufi della tela. de jncruftate ce ne ferviamo per le dclitie della gola. e legumi. A Nticamentefi faceva pane di varij frumenti. c leggiero Del miglio ne fa pa- . ne in farli lì può far errore . e fe ne vendono in ogni luogo Il modo di farlo è quello. de accorto impara à fer- vutene. che non paf- lurà per effer poco cotta. e dclli legumi. ma mangiato moderatamente have- moconofciutohavermolto giovato. c dura affai non meno. c più grato Taporc. e molto difficile à digerirli.efenc fanno molti pezzetti. quello che farà paffuto fuori aggiongeremo la terza parte di farina . per effer il maggior frutto. che già fonomaturc. Yurij modi di fur pine dclli frumentàcei . quelle zucche rotonde gonfie. lì pigliano di . perche condite con zuccaro. che di miglio. c fapo- rc faflidiofo. & al mangiate fono come colle. fe non fi mangiano fubito che fon cotte. overo anchor calde. in volerle raccontare. vecchio è manco buono. talché con poca quantità di farina fi ponbnofatiar molti huomini. il qual l’ervirà molto perii vitto quotidiano. c quel brutto odore. orzo. ci aggiunge la fava fenza la qual non fa nulla. &à me par foverchio Jm. le ne butta via la corteccia dura. dee un pane molto dolce I popoli di Sarmatia quafi tutti vivono di quello frumento c . Apprcffo noi l’ufodclla farina del panico c deprezzato: perche c di alimento molto fecco. c certi pani cotti fotto la cenere. perche con quel molto cuocere fi fpogliadi quel color verde di herba. di grandezza di tutti i frutti . Quando è frefeo. e rammaffa- remo in pane. e Ibtnmcrfclc in una caldaja di acqua bugliente le farete buglirc. e di fangue tolto dalle vene delle gambe.c fecca di fuori. Si fa anchora 'Buon pan delle iucche Perche delle zucche fc ne può haverc in abbondanzae:di poco prezzo . c non offenderà mangiato infino ad effer fàtollo. cbuoniflimo. ma grave.. fi radici. il qual ci piacerà.cfevi avanzerà alcuna parte.

e l’acqua diventino dolci. Lib. movendo fempre connn cucchiarodi legno. ripofi. perche Didimo inlegna Como polli farli dolce con acqua di fiume. &anchorconofciuto dagli antichi . e la farina più prcllo fi lecchi nella fupcrficic della tela Intanto fi cuocono due libre di rifo. pòi fi cola l’acqua con diligenza.c fave. ùcci terzo della farina di grano aggiun- tarne avverrà un pane. e con cento libre di farina di frumento . Era appreflo gli antichi un pan detto ornidc. Far pane dell herbe Se alcuno torrà l’herba lapparla minuzzerà minutaméte.e non piacevole.tantofomiglian- tealfcfamojchcnon fi potea conofcerel’un dall’altro. efe nefacci - pane. cominciando àdivcnirdolce fi fecca. Ma tutta la diligenza fi deve por nel fare del pane. buono per alimentar : mafenzafucco. eia farina vadi fotto. panegravo(b.ceci. do . c così farai la terza volta. l’altra parte col fermento fi conferei per il giorno feguente. che tc nc potrai fervire nc’bifogni. mcfchianocó quelle. onde nella fàrina. così chiamato dalfemeethiopico. c principalmente delle ghiande. chemefchiata con farina di frumento farà buon pane.Comc quello farà fatto. il pane non verrà buono.. ca.etcrreftre.do!ichc.e fi macinala cui farina mifchiata con quel- la di. quali cinquanta libre polle in un cado di legno . Marron è anchor «vile il . li .e cotte che fono. altrìmente fono di una palla cruda. ilche avverrà in un giorno. IV. fe ne fa . J Cerne Digitized by Google . Primieramente fi macinano i lupini con le mole. apprefìo quello è il pan detto di forgo. che l’acqua coli peri bufi della tela .in tre giorni pollo à molle in loro. delle quali una parte mefehiaremo col fermento .iprà punto di farina. divideremo quella malia iu due parti. e le l’acqua farà mutata molte voIte.cfe ne fanno farina. Si la ancora Pane di lupini Buonilfimo. e con l’acqua fi può mitigar il faporc. perche quanto di più cattive biade. orzo. ò legumi fa raffi . poi G.e fua preparatione confi fi erutta l’importan- za . fi pone la farina in un lenzuolo diilefo . fecco. finche l’acqua diventi chiara. alcuni luoghi mangiarli da poveri lenza officia della finità. che non l. e Di Gio: Bàttifta della Porta. tanto con maggior in- dullria fideve preparare Con quello modo ne potremo far pane deIl’orobo. e lì muova come prima. che non facendovi buona farina. Sifaan- choradc’pifclli. e di nuovo figienga acqua. e buttatovi fopra acqua chiara. lentecchic. e con un cucchiaro di legno lì và fpandendo. ò di mare. e ponderofa Del mix d’india . era buona à far pane Ma noi la facciamo in quello mo- . dchavemointel'oiiL.c fo- . delle.c con la mefcolanza della farina. vicino al miglio. e pcrunmefe havet pafeiuti egregiamente certi arfediati da nemici. e conaltrctanto. c di frumento .e con la mola la ridurrà in polvere fottiliflìmn. chenon fiperda alquanto della'farina. rjj Calde.finchelafarina.» cheavanzifopra quattro diti.

il qual col caldo dell’anima fua. Cap. Della Magia naturale Come fi pofsa giongere pefo al pane . Ervi l’ultimo modo . perche elTendo egli fecco. XIX. Nel pri- . aggiongi il formcnroalla co fa congelata. ma il più nobile fi faceva . eia grandilfima detta afrema. de à conglutinarlo con la fua follanza di frumento mentre ti parrà. r_» fenza nervo. (cola mirabile adirli ) le ci mefehia una creta.cntano Piftelfa folla n za de pane altre fono di lecca . difeontinuo. e Fiorenza. perloqualcs’avanzal’unal’nltragià in Aleffondria fi preferifeono poi. Se pilla il fuo grano in un mortajo di legno. finche fc_. Colmcdcfimo cllempio s! agiungere il pefo al pane di miglio Polliamo aliai agevolmente . contini creta . in un monticello detto Leucogco. all’Jior accompagna- .e gió- go colore. che con il continuo rivoltare ritiene Io fpirito volante. ma giovevole al padre di famiglia. la feconda. Evi è di Augullo un decreto. dovuto. la minima. non foloperfollcvarlatame nella ca- r etti a. vive vcgeta. i i H OR infegnaremo come fi polla giongere il pelò al pane. col mortajo da quelli che erano flati condennati per pena. e lo vedrai cflerc afccfo al pefo . dalla fcmola . c poi có medefimi iflru. potrà fatolla- rc molti. che balli. la cocitura del pane ne toglie del pefo del pane una deci- ma. e lo refrangeno in follanza di pane. c ben cernito col crivello . friabile. cofa veramente mi- rabile. tanto nella molitura . neparta la feorza. ò la bóràfua* ciò collrcnge nella proportione ottupla. che nqi chiamia- mo femente.nèla bontà del pane. c tenerezza. L’alica fi fa difpelta. Cosi fi fanno tre fpccie di alica. .e crclce E quanto manca perii tor che fifa . fa qual polla nella foflanza. Ma btfogna. Oltre à ciò. 174 . laonde vedrai la congclationc . che aggiontt al grano augir. Quella fi trova tra Pozzuolo. E ciò in tre modi. come l’habbiamo villoulàrin Roma. Plinio infegna in queftomodo. c pedo col pittane di legno. conia fua digiuna aridità ne riterremo moltodi quel volante Ipirito.. accioche non rdlingua la forza della congclationc. inCapua. co- me habbianvo potuto far bianco l’alica. e Napoli . chedalfuo fifco (ìano pagati ventimila ducati a'Napolitani pcrquclla : portò una Colonia-. c nel rellante artificiol’ncqua afpcrla vi ag- giongerà .anzi auméta il faporc.e s’accolti à legar il fervo fùgitivo. pane e bianche al Habbiano potuto dare. i mcnti fi rompe la nuda midolla. cavatone prima le feorze. Non have anchora riceuuta lafua bian- chezza. che fi raffreddi. horveggiamocomei noftri antichi con una certa terra ovcro Creta pefo . perclic con poca farina. per il qual comanda. perche con la durezza della pietra verrebbe à farli troppo minuta. mo fi facca có un vafedi ferro. perche fono cole. e glurinofa natura le quali con- 1 . cmeza parte. come è manifeflo . Il rijo aggionfe pefo al pane nè corrompe il fapoic. <3c ucilci c molto prolìttcvolc. fpilfano l’acqua. c aflegnò La caulà del portamento per haver negata i Campani poterfi far l’aiica fcnia metallo.

figlia de’fuochi celcfti. over Peloncino «frangendo nella fu a malfa. à quelli il manifcftiamo. &fc ne voli in vento.che la fàrinadi grano fi contratti di modo. Se acctcfcendo. il giorno appreso lo porrai nella marna c vi . c diftillando di là. & occorrendo alla fua mafia. Di Gio Battifta della Porta.chcinalzatadal fuocalorc. IV.c quali infin ite cofc ha vriamo potuto confcguirl’dletto con aggiontiona diogni minima cofa. ma fi vada confervando. overo quattro volte. Creilo c ftato non conofciuto da gli antichi. di vedere . io non ho trovato niuna parola mai ne’fcritri lo- ro.che havemoconofciutodfercnccellarieà qucft’arte. aggiontc andiora à quelle co(è. Lib. il quale elevato alle (Ielle . perche aggiunge pefo. moltc. e piena di Durabilità* come polla farfi Che il grano crefca da fe fiejfo Ma nonsò come l’animo mio riculà di manifcftarlo . Il latte dar pefo al pane Di utilità tanta da non deprezzarli . Ma per certo è pur colà mirabi- le col modellino Gran » aggi anger peft al grano Senza niun aggiongimento. E tutto ciù fi facci in una {loia. che arrivi alla fommitàdclle labra dei vaio. quali ritornando di nuovo fi refirange nel fuoelemento.così ti rallegrerai molto del portcntofoacquifto: ma bi fogna una diligente operarionedimano^ Ti priego’perla tua negligenza nondiftrug- ger tanto fccreto. Come Digitized by Google . fe ne cava un certo {lomento . aggiongerai farina di nuovo. rende la fuamalTa cosi gonfia. ne più faporita. aumenterai!!. maaccioche non defraudiamogli ingegnofidel lor premio.chedi qua il tutto >dipeade_. à quelli il neghia- mo. èfrefeo nonhògullatocofancpiù tenera. e per certe lue doti particolari vi ha piacciucoaggiongcrlo qui.econ cfperienza di migliorar meltor. lenza tornulia al pane delibo colore faporc. ir- ruggiadi lamafTa. la qual mcdcfimamcntc elevata dalfuo calore. che non vada diminuendo quel prolifico calore. che il fuo nativo {pirico fìa accarezzato.c fi converte nella foftanza di chi fe lo magna. alimentandola fu a lollanza. Quello farai tre. Mi !» paruto anchora di ammo- nire . Ricordandovi quello. . perche non acquiftarcfli l’intento tuo. accionche perla ferita non cfpiraflci {'piriti ge- nerativi. per fua natura è di tanta lbttilezza. ne vi man- chi quetruggiadofb vapore . . anzi (limerai.La cofa cófifte inqucfto. c_> vedendo à movere. con. e bontà. e di làin foftanza di farina. aggionto Ne farà cofa manco gioconda. bianchezza c friabilità aggionto in luogo delPacqua^quando . per- che di limil modo di far pane . e così potrai propagarla cofa infinito. poiché fono fiate in ventioni quelle de ili u(l ri filmi ingegni. : 17 $ to Col frumento» fi refrangcl’aria. Se aggionto al mede- » lìmo . il qual fcparato repurgato . acciochenon venghino à vilipendio > eflfendo feovcrti alla vilitfima plebe j & alli ignoranti homicciuoli. Ma hor narreremo una illuftre opera della natura. Ma in quello efpcrimcnto dalla vera foftanza del grano.. perche volendo noi aggiorrgervi cole eflra rtee. che véghi à fpirar l’ardor della fua anima. che vene fu. che non feriamo la mafia.

che il latte di ca vallo nodrifee grandemente. e la fete Dcll’hcrba chiamata tabacco . e prohibiva la fete .c quel fecco chia- mano hippace. I Sciti fcvotono il latte di cavallo in va(i di legno cavi.'siamo per lungo tempo {offrir la fame . L’altra utiliffima à quelle cofe. nafeer circa la Boccia^. eia fete Era un certo medicamento . Ma (limo. e dcfeccata. I Nomadi di Scoda mangiano l’hippace. cheintrava indetta compofi tio- ne. di rioni delie guerre. che hà fatto errore. ne fete. per undici . che chiamano fpafmata. perche Hippace dinota il cafo di cavallo. Da Diofcoridc . & è eguale in proportioncà quello del bue. E dico- no con due herbe i Soldati di Scoda per dodeci giorni durano la fame.e^a- liata in piccioliflime parti . ne franchezza. eia glicirizza. Cap.fra l’altrc cofe eflingue anchorla fcte. Ilmcdefimo effètto fa la hippace detta : perche fi il meddìmo effetto ne’cavalli. ne la fete. che affediavano lecittà. e le difcccano all’ombra. efi faceva in queftomodo. e quello mentre fi turba. Et altrove. per la qual cofa così quella. e molti fonò. Corca la fcilla. e quello fucco fucchiatol’inghiottonoin tutto qilo fpatio di gior- ni. nonfentono lafame. Et altrove. come ilbutiro. Ida jnfegnaremo un’altra compofitione. che butiro chiamano. che quello. La Scitica c dolce. le. c conservano le forze. e tutte quelle cofe mitigherai nel mie. e la feto. La Scitia trovò la prima.lafciatacidi Nerone. Rano appreffo gli E (ite. e fi chiamava la Compofi tiene epimenidea a tolerar la fame. c la quelle fete: le quali cofe trasferì dal primo libro di Teofra fio.l’hippace. parciochc dal fucCo di quella. che è grave cala giù dopòfeparato. Laonde appare Plinio haver tolto quello da Tcofrailo. Teodoro l’ inter- preta equeilre . e dopò fatto quello vi giongevano la fella parto f ifcfamo. Certe cofe con un poco di gu Ilo acquetano come nell’cfpe- U fame. lafpiuma graffa. ò la lete. che dolce la chiamano. che havendola in bocca. La cagiondi ciò è. è chiamata com- pofitionc epimenidea. e nc’viaggi di tre. che fi chiama Scitica. XX. DicePlinio. efucchiano con- tinuamente.fe farà tenuta in bocca. che molto nodriva. quello è il calo di cavallo. Per- ehedice Hippocrate . eia quintadecima di papavero. e di gratin affai dolce. e la icte. come cofa eccellente à far corposi tutto lì parte in pezzi. efra’denti .Gli Indiani di occi- dente ufano un’altra còmpofirione A ttlcrar la fame. dalla fcilla epimenidea. Nafce appreffo la Mcotidc. eia fete. lode. 17 $ Della Magia naturale Come pof. come la fei ci- ca di cavalli chiamata. e la quali erano molto ncccfiarie cosìà tepo di carcftia. e di cenere di chioc- cole nc fanno certe ballottine . qua/i fuffe limile alla glicirizzaà (cacciar la fune.enonèherba. e levata l’acqua. che (cacciavano la fame.ò quat- tro giornate l’una nc pongono fra illabro di fono. e così non vengono à (enrirene fame . le antichi certe compofitioni . e ne mangia- vano così coloro. comegli affediati. Ha fopra la (b per- fide.lofeccano. come una gratìdifi (ima . ò dodcci giorni foffrifeono la fame .

adduce fa turiti. ma habbiamo vifta in Filone . . i quelli e quali infinite fpecic fecondo la differenza de’luoghi.e di Libiade popoli fieno in gran prezzo nelle medefime valli La lor principal do. e partendole in pic- ciolc parti. 177 . infondivi tre congi di acqua . c le differenze dc’vini i che fi fanno da quelle. moven- . nel quinto libro delle cofc di guerra . c toglie via la fetc.e pomicili una pignata. c fi muovono bcnc. dove ferivo molte cofc limili à quelle. ad un’ altro è (lato negato. e di là con uncucchiaro di legno.L* Vino deifichi Z Sotionc Digitized by Google . c bene dividerla in piccioli boccó- celli. delle quali le migliori fono quelle. c malfimamente in Hicricq. c ponila foprai carboni. c fenon ti piaccffc_> così dolce . chiamate chidcc in & un vafo bufato di fotto.come di miclc.& una chenice di mandorli mon- didolci G lecca il fefamo. havrà un baftcvole nutrimen- to. quantunque quelle di Achclaide. Di Gìt: Éaittfta della Verta .e le frondi. parte mefchiabenc. XXI.de’quali fon pieni tutti libri dc’medici. canole fcille d’ogni intorno. Vi e un’altra compofitione deimedefimo. c fono di duelòrti.c poiicorti- : . li mandorli fi pedano. Primieramen- te far il Vino delle palme Plinio dice. c con quaranta fedarij. intanto ogni cola fia bcn’inficmc mefehiata. di Fafelidc. donde il frutto nc trahcilnomc :lc più lodate in Giu- dea . copiolc di fucco. ballavi cinque congi. Ltb IV. Quella medicina c molto giovevole à uno cfcrciro perche clTcndo dolce. della meza parte di miele runa cotiledi oglio. perche alcu- ni fervevano a’rimcdij. checi estradi fefamo di Atene un raezo fellatio. togli quel vino graffo. Da quali frutti fi può far vino. do di qua. chiufc con canna impeciata. che c donato ad un luogo. Cap. e quando quella mafia cralfodata. e di quelle Icillc così pelle le gli aggionge di miele c di oglio cgual .e fono i principali vinidiOrié- tc: mafàltidiofial capo. togliendole radici. te. che fi chiamano cariote. è dibifognopeftarlc. mangiandone abbondante- mente. perchcquel- lo . la canna quel panno di lino. polle in mortajo. il buio fia otturato con* lino. c dolce. ma depriviamo gli antichi. che pur c affai Dopò dicci giorni tolronc dal- . con un certo gullo di vino dolcilfimo. (Ima oliva. cdellc genti. c pigliandone una la matina. che fono di fu eco graffo lattuofo. c riponilo £1 fr anchor. Poni le palmette mature. e racconta cinque fpecic di palme. da’quali prima. c nella fame non fi veniva à patire niun male. Quello fecretohabbiamo tolto da una feo- lia fcritta à penna fopra il libro di Nerone. come fa il frutto anchora. Diofcoridc l’infcgna così. & una di queftefe ne prende la feconda hora. H Or raccontaremoi frutti. nella libraria Vaticana e la medefi.* . .el’altra fe ne mangia- va l’hora decima . che fono (lati fatti da fi può far vino. infin àtàntochcficnobcnifiì- mo pelle. che in Oriente di guelfi fi facci il vino. e l’altra la (era. altria’ variatili.II vino imbriaca.

ma perognifeffajo ci pon- gono una libra di mele. affai buono. l’efpcrienza pigliano col gu- ito.ediquello anchora fentfa vmofimitealPacqua melata. e commodo . ilcui otturato il fuo bufo conuna pezza di lino. laonde fi fa à poco.e ri porte in un lacco di rara tenitura fi cóprima col tor- chio . il & creta.eda’Iatini pirato. àpoco. Queftovino fibevc^ guro. per quella cagione. e giocondo.fè ben non molto. & il catorchi te.e cornale frutto frefeo. Dopò dic- ci giorni fi piglia. e fi premono con il torchio. celrdonij. Si a onoà molle ifichi carici. ciò ripongono ncVafil già detti. lo riportai in vali impeciatale ingolfati. e cornali Da Soriane ilqunldel mirto. diacqua bifogna aggiongeretre.ricmpicndo 1 j meli parte del vafo e finifeono di riempir la reftante parte : giongendov i ac- . ma non dura piùdi dicci giorni. che le pere non fiano molto mature. neo da Polibio . Si fa Vino delT arbore tota Vi è uri* fpecic di loto . no. pirtc. . togliendo via quei che (tan- no nel mezzo dc’grani.farà raffreddato. Palladio l’infe- gna in quello mòdo.overofenictìin un vafedi a fia bufato.c così anchora la terza volta il medefimo moggio di acqua. c dura per fin verno.. qua pura. e poi cuocerai a fuoco leggiero.Stia anchora Vino del mirto . Nel medefimo modo fi fa il Vi* di granata Sotionc fa il vino delle mele granate puro premute. I grani maturi. Chedcl greco nome del pero Gchiam»apijte. e GmilmentC-. e lo cufiodifcono.. ccosì vicendevolmente . per l’ufo dibrevt giorni. Si £à anchora di fichi fccchi infegnato da Diofcoridc. Alcuni fanno vino di fichi verdi. Alcuni aggiongonoà lèi an- fore di quello dicci fefiari dianfore di late. e di fa- por grato.cfcnza acqua. e con diligenza netti fi pongo- no in unafifcclla di palme. Alctmtnon cuocenoit fucco. Palladio. e poi otturibufo con una canna impeciata. Del lotofi fa pur vino porto à mollo ncll’acqua^: pcfto . e dico- no che non dura piùdi dieci giorni. e quando. infino checali la metà.e fc il vino nonpiaccffe così dolce. fi piglia. vi fi infonde. Si fa anchora Vitto di fera . per lo fpatiodcl quarto. ò quinto giorno. Comanda Dpfcoride. àquaranrafèftari. e di momento in momento alleggiando. I?S "Dell* Màgi* naturale - Sotionel’infegna di quello modo. c vi pongonofopra i fichi fccchi. edipoi t’ufano. che non venghì agevolmente à corromperfi. finche il vafo ri- pieno fia. e pedo. Alcuni vifannofottounlettodi finocchio. e comedioffo. ma divicn aceto al principio delimita- te. e premuto ne favi- .& apparendo quel fapordi vino >lo colano. come d’ima buona acqua melata. nella quale ci fiano fiate bagnate dentro vinaccie . overo con pefi. Il medefimo dice Nipote da Plinio tc Ate. baftarà giongervenecinqucfcftari. c divi- no. Si fa anchora acero da quello. Hot narra remo come potremo Far vino delle biade Dalle Digitized by Googk .chc non ha il nocciuolo dcntro»perchc nell’altra fpccie. o vero fiche chiamato.

Ccrvifa. lafcia ben far refi- denza. Hecateodice.& Efchilo nel Licurgo. e di rifi fiuta.bocconi. tr 'Dalle biade fi fa bevanda. cheperbere.fupino. tanto imiteranno il fapor del vino.efi pógono in una botte.folo quei che bevono del pi non. ma de’ fatti ad arte delrifo. Zito in Egitto. che. parlando del vino fatto di orzo . e fi chiama zito. e bevendo di quello fpefl'o in- luogo di viso. fanità. cola à poco... acciò fi polla annottare di tu tre le bruttezze.il qual chiamano curmi .cuoprilo.c boglia nel- l’acqua. Dice Eli^no. Ari ftotele nel libro dcll’imbriachezza . c poi po- Z z ncn- . Do- po tolto il vaiò dal foco.Si la anchor vino del tifo. Si fa di orzo.e declinano alPindietro . e di grano pollo à molle nella decottione. Celia. per ammorzar tanta dolcez- fi za dell’uva paflà. . c nella buona.c dopo alcuni giorni colalo per una feta di cilicia. e nella cattiva^.ma vi fimefehiano fiori di lupuli. che à gli Elefan- ti.di peli di cavallo. fi fa il vino detto bicra. da Ateneo. de in calda}* di rame fla- . i anchora vino dell’orzo . fallo in più volte. gli imbriachi cadono in ogni parte. non potendoli far fenza quel- li. Diraollrarcmo anchora un’altro modo di far Vitto de’ Jtttjfi In una caldaja di ramefi pongono fette barrili di acqua. In quella parte di Spagna. a’quali t’aggiungono due libre di uva pafia. Ma quelle forti di vino furono trovate da gli antichi piùtoilo per medicine . che faranno cllimate veramente vino. chemira l’occidente^ la Brettagna. Sofocle nel Trittolemo. e 9 altre libre di tartaro pillate in polvere fottiliflìma .c laticvolc dolcezza del mìcie . il vino fatto d’orzo chiamano brito. fa cader gli imbriachi di quello alPindietro. buglino tantojfinchc diffolvano in acqua. movendo tempre con cucchiari dì {gno. Ma Hcllanico nelle ville dice.dopo raffreddato. che combattono nelle guerre fe li dà vino non fido fatro delle viti. Hor a ppreffoi popoli Settentrionali delle medefime biade.e fervitene. che imbriacano. odi alcune reliquiedclic cofe polle. to. In nove barili di acquali pógono diciotto libre di miele. overo flamcgna. e grano macerati nell’ acqua farli fa por di vino . poi vi fi aggiungano duo barili di vino eccellente. Poi fi pigliano z . c vi aggiongauna mifura di aceto rollo.e da quei di Tracia di biade.che vengono in bugliendo. dopo colatoponi nella botte. Noi habbiamo viftodi orzo . Umili forti di bere (i fanno anchora del grano . Dell* orzoDiofcoridel’infegna. e di qua ne tifciràun liquore affai acconcio àril'parmiare il vino. Da quali dice PliniaDallc biade fi favino .e l’arabia del miglio. à poco. che gli Egitti] fanno farina dell’orzo per far vino. e fi me** fchino bene. poi fi coli.levando Tempre lcfpiume.e più fpeciein Fran- eia .libre di tartaro di botte di vino roffo. Polo cadono Al- pini . Et i Peoni bevono brito latto di orzo. che il brito fi fa de’radici. Noi ne infegnaremo alcune. à fini tÌTo. c fpc- derpoco per la famigliarci quale ti potrai fervirc.eCeria in Ifpagna. ma l’altrefpecie di vino .acciochf non fi lènta quella faftidìofa . finche Piano diffoluterà cui s’aggionga Portava parte di un barile di ace-.nate dentro fi pógono à buglire fortemente. E pri- mo far Vino di miele. 6c altre Provincie . Lìb. divenghi co- fi me melata . anzi di quella haveie poi cavato una eccellente acqua vita.e lè la caldaja non fi troverà di tanta capacità. à deliro. che chiamano pinon . IT. 9 Hi GÌO: Betti/ìe dell» forte.

c fi dcl'piumino.Poloma. In quanti modi fipojsafdr aceto . . Overouna libradi miele . nella cftade ftia al Sole per quaranta giorni.e ferbalo per un’anno.& una quarta della predetta miftura. e rugofi. e tanto di tartaro trito lafcia buglirc in_. di gcngevo.buglianoinfie- ane. Caf>. ponila in un vafo bep otturato.m un vafo di creta vitreato. che bu- gile come vedrai cheèfatta già chiara. e vàinefehiando tempre. Sono anchora molti pacfi.irificmemcnte con unlicinio fi appenda evi fi immerga^». una pignata vitreata à poco à poco. dre di famiglia j ma l’aceto è ncccfl'arijflìmoà molte arti. infin chepigli fapordi vino. le quali raffreddatile porti nella. Vino chiamato med* Bevcnda ufata in Unghcria. diremo Come Jtfacci Pacete de'fichi. & altro tanto di tartarodi vin rodo meza libra di uva parta.&. 6c aggiongcvida_» cinquanta cotogni fclvaggi. e s’inco- vcrchi . e farà buona da bere. Si fa di veti libre di buon micle. H Abbiamo ragionato del vino è colà convenevole fi parli dell’aceto c pri- .c digarofoli. Onde da tutte quertccofe una anfora di aceto.di acqua cento venti. e ve ne potrete iervire dopo una fcttimana . danneà bere. e per ogni barile di acqua. botte. overo perfarlo . . porte in un barile quattro parti di acqua. Per cominciar dunque. cioè quelli fatti à fette. e però ancora gran careftia di aceto.ne’qualic gran careftia di vino.aggiongivi una anfora di vino. li 0 Dell* Magi* naturale ncndovi (oprala quarta parte di vino eccellenti (Timo (i riempirà il vale.In ogni careftia ti potrai fcrvir di quello venendo l’occafione. e di che cofe . dopo come da noftri mo- derni . e fi lafciano nel cellajo per un’inverno. e come fono al- quanto bollite. c fatti in pezzetti à modo di rape. cu oca n fi à fuoco leggiero. csfecciare.efalutifèra più di alcuni no pochi vini. ma che non tocchi il fondo. . XXII. mieramente come fia flato fatto dq’noftri antichi. ma ie vi aggiongerai la terza parte di vino farà più gratiofo. che diventi acutirtìmo . levatidalfuocolemelafipcrtino con piftellodi le- gno^ fpremanfi col torchio. c quelfucco cavato dalle mela.di pepe. N’infegnaremo anchora un* altro Vi no di cotogni. Un barile di mudo fi pone in una calda ja di rame {lagnata. overo quanto badi à farlo bugi ire.& ottura. evifiponganopoi dentro due dramme di cannella. riponilo col mufto. laon- de in queipadfi non han poco faticato quei belli ingegni in trovar varie inven- tioni di farlo. aggion- gcvi à quelle colè vino.. ti potrai di quella lcrvirc. una libra di miele . c di fiordi Tambuco quanto fi può pigliar con una mano. ne fol quello giova al pa- .clafci l’ingrato fa- por di miele. vi fi aggionganofei onde di fermento di pane..&: Anglia. toltone via I Temi. di grana paradifi. fi raffreddino. finche reftino ottanta libre. e partati i venti giorni.foave. e due anfore di aceto buglianoinuna pignata . due di mu- lto.

c fcchi lì pógono irr un’anfora. e coperto il vafèfilafcia per trenta giorni . iff .e dopo colateli bene. ò di pioggia. e come ogni cofa farà liquefatta. cqueftofa. ò in in Tacchi fatti di fparto. Si fa dc’fichi bagnati negli a)peri.ò marcirà. e delicati poni in un barite. cl’orzoarrollitopollo nelle mi- dolla de’citri fi pone nel mezo del barile. ponivi la radica del caulo -Così an- chora Far il mxdtfmv Potrc- Digitized by Google . c ci pone {opra orzoaTroftltOjC lafcìo così putrefare per un. Sono molti. c lervenon mcn dell’aceto. che vi na- fcano. ò di quella fpccicafpriflìm*. ò barile. E così fanno la terza.c f» ripone in vafì impeciati ben odorati. monte per tre giorni dopofrmettono in vafe accioche fimefehi con acqua di . dopo lo pongono infportedi gion- chi. cioche vi è di aceto fi cola diligcntcmemc.c tempelle fiano cadute à terrari quai colti da terra .quin taffettà volt a» il che altìa pur diviene aceto del medefimo. e fre- quenza. fc non farà pollo in luogo humido. Battifta della Pirla. Ma fc lovezrai icftiruir cornerà prima. Si fa anchora Aceto delle palme ' Al vino di palme già detto prima alcuni ci aggiongono acqua «fi nuovo. .Calfianofa in quello modo.Del fico macerato il liquore. overo altri animali . lcnc_. c dopo quanto ve ne ferviretc per ufo. & ogni fporchczza . Dì Gir. all’hora ci aggiongono alquanto di fai brufeiato. over vitto dell aceto Cafiìanol’infegna.di aceto. e ìfaviyc quella poi cotta di» tien un falutiferoaccto. che mefchiano acqua coni fichi. iene ferve. che defiano la quantità. ancherchc p le pioggie. e lalciano. onde dopoché Cario divenuti agri. PofiLamo da Catta- no tare. per non farla venir meno. e dopo tre horc farà ace- to. IV. c moverai congrandiligcnza . fonte. ne mai contraherà palugine. Lìb. e dopo colato lo lifcaldano finche fia tolta ogni fpuma . Palladio infogna ilmodo di fate Aceto delle pere Le pera fclvaggie. e fi cola. e che cominciano à putrefarli. cpoì vi ag- giungano fichi frcfchi ma turillimi.e vi mefehiarai acqua di fiume . che prohibifea i vermicelli. c lafciato un’acqua. e putrefattala colerai.e poi buttati nell’acqua.Si denno coglierei fichi frefc hi affai maturi. Come Io dtceColum. Vacete fetida vétte Se cuocerai il gcflb con l’acqua marina . Vuole che lì lavinodi acquai vali del micie. infin che diventi di fapor molto acre. quarra. e Tuferai -Apir- lcjo. Infogna à tare v Aceto del miele Plinio. Calli a no là . e dopo colatijteneicrvirai^Ma fé vuoi Far del vitto aceto . tanto vi giongercte di acqua . & ivi f» lafcino finche di ventino fermerò. fervono.giorao. I fichi vecchi. lì converte in_* agrezza. Quelle fano un’aceto fortHfimo della prima bontà. li ne fa aceto. ' Aceto de'prrjìcht L pertichi molli. fenda un_. che in quel Tuo liquore fi putrefac- cino. quandofonomaturc .poneri radice dulia bietola nel vino. Diofcoride.

e ci aggiungendo unaquantità di acqua. c pruna. Infogna Apulcjo Per doppiar Cacete Piglia una buona mifura di aceto. e giocondo vino. ag- gioagevi l’uva. Ma noi coti lo fogl amo fare i L'aceto di racemi premuti Dopo lavendemia ponemoin un vafe dilegnoicaceim già premati col torchio. e predo. «Raggiungerai al medefimo. c cosi tanto farai. come fi dicclfeuna metreta. acciochc i vini non fi Nofiri antichi guadaficro . e cosilo lafcia per otto giorni. havrai un agre. forti filmo aceto tralmutato fia. Efcdcllimedefimirafpi ne vorrai fare un’altroiiòvra i medefimi rafpi buttaci alquanto di aceto forti{fimo.e fi convertono in accio . no Digitized by Google . ghiande arrodite. e poi toltone quello fopra poni del vino pervertì».e vi aggiungono una metretadi quel liquore. Oltre à ciò i caprioli tagliati dalla vite. Conquedo modo anchora Il vino mutato convertirlo in aceto 1 grafpi già premuti col torchiodifponili in una rina di legno. che fiano rari fra loro. elo porrai al Sole per otto giorni. e farai nel medefimo modo detto* all’ultimo porrai irafpià fpremere col torchio. retro^ diverrà agre. ò prima parte diverràaceto farai buglir’al foco. Le cadici della gramegna antiche. Se à quella giongi una metreta di acqua di mare. poi le colerai in un’al- tra rina. che la prima volta vi ponedi. e fra una fettimana diviene acero. forai .e farai acero agre. bollica infino alla confuraatione della metà . e buttale nel mudo. me- le liiainficmc^ dubito fi convertirà in aceto Se vorrai far quello più predo .e lafcia cosi finche diventi forti filmo. Alcuni pongono à molle l’orzo. i ti Tiell* Mdgii naturali Potremo in altro modo.ìalcia così pcrun giorno naturale . ritrovorno molti rimedi] } I ne nu-noci hà faticato l’età più frefea in ritrovarne degli altri . ovcro un pezzo di acciajo infocato più volte: appa- recchia anchora nefpolc acerbe. e radici di rovo. e pepe . e fero di latte.c dopo altre tante horcletrafporraiin un’altra. Come fi pofsano accomodare alcuni difetti del vino . Ma s’impara da Sotione Far aceto forte eli mufto Secca al Sole vinaccie di uva. carboni info- cati.fiuto ciò cuopri il vaio col covcrchio. ogni una di quede cofe buttate nell’aceto Io fanno agre. uve pafie. acciochc il vi. XXII l. . aggiontovi poche uve agrefte. che iiu. del quale tiferviraidopo il fettimo giorno overo ponivi del pi- . e fa che fi rifcaldino per quattro giorni. c dopo buttavi fopra del vino grado* quanto badi à coprirli . e mefehiata riponi ne’vafi . e poi Jocolano. e fermento agre .e muovo- no inficme. mergevi dentroun mattone. Cap. more.edifalcabbrufciacoanchor caldo buttaci fopraunafudìcientc quan- tità .Di piùfc la quarta. poni fale nel vino. e bianco. cornali. dccottionc di ceci.crude infocate. eri- capcrarai la quantità del vino. e pedi fi pongono con l’acqua . e lo mefchiano.e frondi di pe- ra felvaggie pede.

il vino fubito diventaaceto.La miluraè di due libre per le botte grandi. Quando itiaporeèdrvino. iquai fegni dimoftrano cheti vino và aBa corrottione Altri pigliano il vino da mezo il va- . perche l’aceto èilcadaverodel vino . lo guftano. all* hora porrai argento vivoinunacarafà. onci caldodella~ canicola. e dal faporc fanno congettura del vino.chc tutte Te cofenon rtputrcfàccilèro. e di tuoni .* cos>ì. e di là conofceremoi fogni della fua qualità. Tre bianchi di ovo pili in una faldella larga. impara Il vino debile come s'emendi. che il (àie prohibiva. erporremo di fopra olio. Al’hora potremofùbito rimediare. Si fàanchora Che il vino non fi pmrefiicciu Dicemmo. ma quanti barili conterà Ia_ botte. dunque.e giongivi file bianco. quando torbidi fono . fo. di). pcrchcPolio farà. aggiongendovi acquavite..comc dicemmo. gran diligenza la feccia. altri dallo odore delturaccio. Cièua* altro rimedio Che il vino non fi rifinìdi .lo fcaldano.<SciFbianco dell’uovo.cflendoquello tifila io. ò fi genera certi pulci.I tempi difar quelli faggi faranno in quei. pigliando- neefpericnza per l’odorato. per ogni barile pilla un’oncia di alumc . ma per far Che fi rifihiarino i vini Così n’infegna di far Frontone. fi viene à putrefarli. Dì Ciò: Bnttift 4 delln Porta * Ltb.chcdivcnti chiara in quattro giorni. perche il falc. ccol vino buttalo dentro la botte. c poi ottureremo. TV. e fi perverte.òdi- vien’aceto.Pienochcfiirà il barile. tanti bianchi di. molle da pervcrtirfi. che iLfuofpirironon polla fpirar fuori. cprcndcfle tante divcrfe qualità Dice .ova vi porrai. quando cominciata ad afpirare quella fòrza del calore. auftero è di Scurezza. poi sbattuti. con tari sconcia difalc. farà tic onere per basile. T Paliamo. dopo un poco di tempo trafmuralo in un’altro vaie. ilchc vedoufar da tutti in tutti i liquori. guardando con. ma la mirtina fi deve mover demroconunlcgno. che diventi bianchilfima. e fpirata quell’anima.. ò fi trafmuta in vappa A tutte queltecofe vi trovaremoolcuni rime- . Ma venia- mo a’rimedij. Il vino debile è quello. Ne’Solftitij eftiviper li fmifurati caldi. quando fi vuotatile noncfialino. e nel fomipo eccello del freddo.ò che Iranno à durare. che fono cosida tcnerfi.èbnoniiTimo le- gno . che ripieno il vafe di vino fi ripone in quello.e dopo raffreddato. Noi primadefcrivercmo alami pronoftichi di Afri canoa conofcere i vini.Alcuna vol- ta i vini fogliono intorbidarli. . che s’hanno à gtiartarc. il vino d’intorno il folftirio. La nufuta. il vino pervcrte-Noi acciò fi Che il vino non efinti Cifcrviremo diquerto rimedio. ncTmifurati caldi del cielo il calor dell’aria allettai tira àfe quello di dentro. mezo la bocteattaccaca pendenteda fopra . e l occafo delle Pftfjade. tut- ti i liquori fpkndcnti rende. il vino fi fuol riicaTdaic.di tempcftc. e coprendola molto bene la porrai im. jSt no non fi pervertile così agevolmente.di venti . per- che / Digitized by Google . che faccino fpumn.lacui frigidità farà chcil vino non fi perverta . Quando ha vrai riporto il vino nel- la botte. perche quel- la fola può ridurre una nuova anima. acquoio è pcfsimo.

edi quelli. emeza dell’altro. c Copra le erari tanto ftiano al Sole. non manchi occnfione cavarne da infiniti frutti. che da me fono fiati trovati. c poi la» Icialc (larcàmolle pcrunanotte. Infcgna Palladio in chc_» modo fi faccia 1’ Olio di lentifct I grani . che fi cava c perla metà del pefo del Teme. chclo cuoprc. clic và fopranatando. fitte. non farai opra cattiva.efifa in quello modo. che lo cuoprc intorno.volgari. Plinio dice. de in tuttala riviera di Sorrento. fi và ricogliendo con unnconchctta l’olio. ma i migliori faranno de’modcrni . delta citino • : Da Diofcoridc. colto il vafo dal fuoco. ponila al Solc.chcà freddo non lì deve cavare . c polla inmr. quando i . chic. Ma nelPfigitco dove è lar- ghiflimo ufo di quello. le quali Come fi cava eli» da divtrfe cofe . . fi là d’altromodo perche purgato i ricini delle feorze. c firoco fparfo di fiale: à mangiarlo c cattiviamo. che ne vico fuori. ma buono perle lucerne Ma noi l’habbiaino colto di . i$4 Ti eliA Magii naturale che probibirà che non fi putrefaccia Ilmcdcfimo làrà le vi aggiungeremo un* . ma buttarvi tèmpre dell’acqua calda.c come haveranno cacciato fuori tutto quello humorc di dentro. XXIV. dove n’c gran quantità. Armicofa convenevoliffima porre varij modi difar olio. ma due volte fi pilla. Quella quantità di ricini.chc s’apra.& un giorno.òbacclumaturcdclIcntifcobifogna coglierne gran quantità . c poi riempiendone una fporta la 1 porrai Copra qualfivoglia vale. Ricordandoti . venti non fpirano da alt .ovcro di (ale.3ggiungendovi alquanto di nromaii>fi: così ti parrà. di aggiunger falc.overo meza dell’uno.Si piglia la carne. al vino. De’quali alcuni fono degli antichi.cpoi premerai all’hora di quello humorc. lènza acqua. che fi coce in acqua. poi s’hà da cuocere infino alla terza partc. c quella tunica. Il lolloreprohibi- fcclaputrefattione: laonde le ottooncie di alumc. Settembre. vi aggi ungerai quattrodifolfo. perche nll’hor.c due volte fi pone fiotto il torchio. che và notando di fo- pra. Dunque cominciando diremo Far olio del ricino.rrnjo diligentemente fi pilla . Nclmcdcfimo modofi fa L’olio Digitized by Google . ne torrai quell’ olio di Icntifcc.ovcro acqua di mare. Ma nell’Egitto. c buttandovi Copta acqua calda . c che il mar fia quieti llìmo . con una caldaja calda agevolmente fi menda. il pelo dell’olio. c^c ti piace quan- do fono maturi. & aperta quella corteccia. l’acqua fi hà da tot dal mare. e fi raccoglie l’olio.c fi ripone. Caj>. Ci fono mol- noi lafciamo.chc nuota di Copra. ponendovi fiotto il fuoco. calcherai coni picdi. che fi voleva confermar fin’ alla vecchiezza Columcilacosi l’infegna.l c il vero tempo di corlo. onciadi (alcommune. perche da le lène cade quel covcrchio fipinofio . e femi. ic coll. c molto ben pilli li pongono in una fporta fiotto il tor-. c fi cola. in quello modo l’hò villo far iti cala mia. me- ne cada rotta. le : pongono l'otto le mole. chebuglia. poi fi pone in una caldaja di rame llagnata con acqua.accioche fc mai P acndclTe careftiadi olive. Eracoftumeà gliantichi per prohibir quello.

boria Lombardia l’ufa al mangiare.c di fapor grave. Palladio dice ilmedcfimo.Simile àquedo fafli L'olio del lauro Si cuoccno le bacche del lauro in acqua. lo ricoglierai con le penne. sbattendola conlemani l’acqua fc nc fepara . Dì Gio\ E ai ti/t a dilla Torta. cqnello che refta attac- cato sili diri fi piglia con una conca . delle guade fanno olio per le lucerne . e poiché di nuovo fe l’han bevuta . che GfaCci .chc hà detto Diofcoride. Se alle noci così fpremute di nuovo fe gli aggiunge un’altra hemina di acqua. che cavino.fi piftanopiù ga- gliardamente che prima. e peri lumi. Olio di fifumo • Si dice. percioche ritrovandoli per avven- tura alcun di quei fpichi putrefatti . Si fa . & anticamente ficon gran diligenza. che fiano ben mature. elcfcorzc lafciarnnno certa graflezza.IV: i S. che facendone clpcrienza dimoile i no venne pochidimo Ilmcdcfimo . .f L'olio del terebinto Come infegna Damagcronte. Oli* del pittano Dice Plinio. L'olio dulie ghiande di roveto Didc. come fifa l’oliva. edà buono olio. Lib. fannoil Hiedcfimo. e chcfene fcrvivanoper i lumi delle lucerne. come noi hab- biamo efpcrimentato Plinio dille.e ne vie fuori rolia. facca Si pedano con pidon legno mezo moggio di noci amare. Nel mefe di Gcnajo farai bol- lire nell’acqua molta quantità di bacche di lauro. ma poco.c quell’olio fi raccoglie col corno. Qucdi fono gli oleiche usò l’antichità korcominciaremoà trattar le nodrc in- : Tcationi. Detto carinoci quale è fpeflo.Le Digitized by Google . il chea me par colà d iKcilifiìma. efe nc fanno padelli. Se in gran quantità . c vi fi butta fopra un feda jo diacqua buglien- tc. c nel l'ale. chAuotafovra l’acqua. Gli Indiani . Olio di cafiagne Faccino. La caredia codringcl’huomo perhaver lumi faranchor olio dalle»* bacche di piata no. tlcoglicrai l’olio.fbcchiatoquell’acqua. Segue L'olio di mandorli Dclli dolcifc nccavaqucllo. dcli’atnari perle medicine. che elleno havranno buttato.ogni heminanc fa un moggio A noi volgarmente nel modo detto. Separano le guade dalle buone . e poi fi efprime. c gonfie. Segue Olio di nocciole Aa . Diofcoride infegna il modo di farlo. di quede à mangiarcidi quelle à far olio. c lo porrai ne’vafi. e come permeza horahavrannoben. Usò anchor l’antichità fare Olio delle noci . noi ben pochidimo nc habbiamo cavato.c badano per nodrire il fuoco. I frutti del terebinto pedano fi folto la mola. c come havran ben bollito. che gl’indiani .chc cavava la Lombardia. fi fa come di fopra habbiamo detto-.checbuonoà mangiare. che ne fa in quella volta. macerate prima nell’acqua. e (ecchc di leggiermente. clic rollano fono buo- ni per cibo dc’porci. c delle buone fe nc fervono dopo mangiare alle cene. fa puzzar tutta quella quantità.i nocciuoli. ben nette. dopo fi fpicmc con le tavolette.

e nelle loro deeottioni. mandano olio.cquantola ghianda e più antica. cfol buono per leluceme. Ma Olio de' fagi Sì cava il piè meglio. fc nc feminarai un moggio del predetto feme. Molto in Egitto ' Olio dal feme di rafano Si cava. . Si cavaanchora Olio dall’ acmi delFuve 1 quali fon chiamati gigarti da Greci La Lombardia da quelli pcfti. fa lume affai chiarori fapor è dclli mandorli dolci.c l'pefii . lafciarcli così feccare perniami giorni fi pedano. l’habbiamo colti del mele di Febrajo e . Olio de'frutti della pigna Si cava. e putrefatti . accioche nel mefe di Maggio faccino feme. villo fare à Ravenna . migliano alle pere . fi peflano. iS<S Del/a Mafia naturale Le quali nc danno molto copiofo. poi fi piantano nelmefedi Marzo. da tanto più olio copiolo e . il che non hà conofciuto l’età più antica. perche fe le fvcllo- no per il freddo dell’inverno fi gelano Ma ci e un’altra fpecic di rapa » che fi fc- . e dalle rape fe lo cava Le rape fi cavano da terra del . e nc vicn fuori olio per la fettima parte.Si raccogliono da terra con poco faftidio. per- che fa un lume chiariilimo. e cavr. e per ufo di cibi. E s’cfprimc anchora 1* Olio del ftlfo feomoro Che chiamano. fe ne cava un’olio di color Verde. le fèccie_.& una libra delle monde dalle Icorzc. ne dà otto onde di olio . ma poco. e quali tuttala ghianda fi rifolvc in olio.nofuori olio per la quarta parte del feme.erifcaldati. al Maggio fa il feme. anchora Olio eli pi fiacche Cosi per mangiare. fanno unlumeaffai chiaro ufato nelle lucerne. e per ufo dc’lumi. l’habbiamo pelli. e fi biigliononcH’acqua in. e per rimedile Tene cava molto L’habbiaino . dopo efprcffo l’olio fono cccellcntiifimc per cibo de’buoi. Se cftrahc_. Ma la Ló- bardia dal feme del rafano . e fi penano. mefe di Novembre.cvien poi fuori alla primavera. Si eleggono prima i catti vi. mina ilGiugno. odorato jcbuoniflimo .e porci. degli intieri per cibi . perche l’ingraf- fa maravigliofamcntc.fi monda- no. e fi pongonbfotto il torchio.» lina caldaja per un’hota. ò fette parti i nocciuoli di dentro fi raffo- . del quale leggiadra* mente cc ne polliamo fervirc per ufo di cibo. come per rimedi.de’quali fc nc fervono per olio delle lucerne. . che fiì il feme. e premuti sù’l torchio fa olio per fuo ufo. il quale ufano per condimento de’cibi. l’olio fi rompe in fei.fifarchia. Si cava Olh del fanguine Che ferve per le lucerne . e piùcopiofodi tutti.c rifcaldati in una conca e corretti col torchio. nc ritoglie- rai Digitized by Google . da una quarta parte di moggio fc nccavano diciotto libre di olio buono per ilumif e per 1 cibi della plebe.c l’inverno fi veggono! rami Così lènza fiondi tutti coperti di detto feme . Di quell’olio fi fervo- flo coloro che habitano sù i monti. e fifottcrrano fotto l’arena con le fue fiondi . perche è copiofifiìmodi feme . Nella metà di Settembrefi cogliono gli acini da corim- bi.

perche non poco ìmportanoal padre di famiglia . pili atto alli lccimij delle lucerne. La terra li ara. Come l'Economo pofsa haver molte [fede dì filo'. Di Ciò Battifta della. lefue verghe fi fommergonO nell’acqua .e degli altri. & alla midolla. e rifo. L'arte di pettinarlo .. Il mcdcfimo avviene del lime di unica. H Or infegnaremo à farmolte fpccie di filo . lino. all’ho- ra fvclto da terra. Anchora * Olio del feme di miagro Si cava. quettocil tempo che è Si fa. IV. La canape fi fvellc dopo la vindemia . come la ruchetta S fclvaggia. ch’c il peggior lino . al terzo. cheli chiama mefa. e da ogniuno di quelle ducento libre di olio. Quello cheftà vicino alla feorza fi chiama (lop- pa . XXV. e dopo l'ecchc fi battono fopra una_. di quello medefimo modo face- vano „ . fi pone à Peccare al Sole pendente con le radici rivolte al Cielo per un giorno. e di nuovo ridotto in fatti torna in cafa_. sbattuto fpeffo con l’acqua fo- pra la fclicc. quan- to più fe li fa ingiuria . òdivicn di color biondo. fi fprczza quel- . che è vicino alla feorza. edi Giugno. fotco l’acque. per ufarfi continuamente negli ufi della cala. Lib. ma pur ella fi tira con gli hami di fèrro. Filo del lino E febennon fiabifognodi cflempio perciTer colà ufitatiffima. e di digerirlo Il giufto è di ogni cinquanta libre de’fatti.Ma i Cifalpini da un Teme fimile alla dradella chiamato . lo.fifutellcda terra dagli idi di maturo. poi pcr cinque altri con le cime de’fàfci rivolte l’uno verfo l’altro. quando ilfeme gonfia. Porta . eia not- te alle veglie fcorzando fi purga Si trovano tre fuc fpccie . Cap. e la feminano tra li legumi. tiepida dal Sole. divenendo tanto più meglio. felice con un martello di legno . : j rai cinque Tome di fomenti.hà la fronde intorno intagliata. ma non eflendodi Aa l qucl- Digitized by Google . vano quindici . l’infegnaremo pcc rinvcntionc dellefcguenti. che fia fatta_. Di più di nuovo fi pulifee nel filo . Do- po la mietitura del grano. Plinio.c dopo iellato fi pitta con chiodi. di color d’oro. depredi: forto con alcun pefoà macerarli . I noftti antichi fi fono ferviti del Uno . Si fà anchora Filo del canape Ilcanapcc utilifiimopcrlcfùni. fi leccano alSoIe. fvclto infatti per due giorni animato nel monte. ò fecondo gior- no rifoluto.fe ne carmi- .&iqfafeiatoinfafcida prender con una mano. finche tutta quella membrana fia fcoTzata . copiofo fanno olio perloroufo. corno prima. acciochc il feme cada nel mezo. c eccellenti (lima. ciTcndo di mare. e farchiafi . e poi di nuovo poftc_. e dello canape . Con due cfpcrienzc ficonofcc_» quando il lino e maturo. lodatiifimoc quello dimezo. e fi fccca. Un’altro anchora Filo dello fparto Maggio. Poifimaccra nell'acqua. fi fparge al Sole . fc* nape.

S’è ritrovato anchora una fpecie di lino. per dir che fin colà che fi trova di rado . nafee ne’ deferti .cfi ferbano. Quando è trovato è eguale al prezzo dcll’cccel- lentifiìmc perle. bianco.Quello fi batte. óc anco così fi pettinano . leccata nel Sole di nuovo fi bagna. e perfettiflimo. che con brevità fi facci . divenir più fplcndcnri. che non fi confu ma al fuo- co. che guarda l’Arabia.noi come l’habbiamo intefo da loro.(>. una donna di Cipro. fra crudeli lerpi.ncrvoft inmododi corde di lira.fc ben non fi sàda moderni. ò del melangolo Secreto grandilfi.c poi in Napoli» ncrni ricordo haver villo cofa pili bella. e biaachìflimo. che divenga utile. difficile à poterfi tcfferc per la brevità. finche. cofa rara à trovarli . Si fàanchora Filo de IP aloe americx Duro. Perche l’cftremità fono armate difpinc . La parte fu- pcriore dell’Egitto. fi fcpara con quella tunica le ceneri regali dalle ceneri communi . Noi fa* perno il FU delPnrtica Cheli fa appreflb i Settentrionali fottililfimo. acciochc non ne impedivano. c poi di f rutti.efcdcfideri molto.pcrragion dellafua natura. c difficile à tcHcrli perla brevità» . Conte Digitized by Googl . & una di Valentia me lo fero vedere nell’alloggiamento del cartello. lì tirano dove fono aggiunti! balloni . ma traverfati nel mezo. il terzodccimo annodopo che fon piantate lefró- di fi fanno lunghe. e con la delira manollringcndoda un capo le fafeie. & il lino fpogliato della carne rimanga. fi bagna di acqua calda nell’olio. e piò nette. e così ogni parie hà il fuo filo di varie herbe. e fccco (landò in piedi ci dimoftra-. ve l’hò infegnato gratis» fe ben fia degno comprarli à grandillìmo prezzo. l’hò villo in Ronia.belIilììmo. fa il (uolinodibombace. fafiibiro. poi fila- vano. che con l’acqua. e le fiondi le fpartiamo in lunghe fafeie acciò più accomodamente . Sichiama da Greci asbeftino. mo.» li vedano bianchi.ncl mare invitto.« chor fommerfo fi nudrifee. le leviamo via . così l’infcgna* remo. ma lo (parto ar. fi polla levar via la carne di mezo. bagnano per die- ci giorni il frutice. il chiamano vivo. finalmente infegnarcmoil Lino di asbejlo Dice Plinio . che habbino forma di croce. dove mai piove. poi fi ficcano interra due legni . puri.c luoghi bruggiati dal Sole nell’India. Sinu qui Plinio. habbiamefirifto ne’fuochi dc’conviti le tovaglie della ta- vola buttate nel fuoco. ò di chitarra.? • Della Magia naturale quella di mare. perche fi pettina . venti piedi. purché làppia il modo come lì fili. Nel (ècco fon preferitile fune di canape. s’alza il gambo da mezo di quaranta piedi lungo» per la cima fiorifee di lieti fiori. . chela Carne redi fra quei legni. l’habbiamo villo in Vincggia. quelle fi (tringono llrettamenteconla fi- nillra mano. efrutici. hot ferve ne’ funerali de’ Re.&utililfimo. principalmente neli’- acquc.rAfìalo fa di gineftafa il lino principalmente per le reti per pefear durabili. e fi feccano. fia di dolce. efi fila da ogni donnicciuola . /. che diano ferme più fermamente. Dalle quali parole ficomprende nonhaverconofeiuto la pietra abe- tina. ò s’allucfà viver brufeiando. quali ricumpenfando la fece dove nacque.

che dclijno polli in quei tempi . Approdo gli Egittij c gran copia di polli di galline. Come pop ano nafcer i polli dall nove pnza il covar della gallina . tenendolo fra le mammelle. ò dc’medelìmi animali» ò di diverfi generi. dove pongono uova di galline di oche. oltre quei modi che t’usano approdo altre nationi di generare . H Or infcgnaromo come fenza covar della gallina poflanoufcir Può va. come quei. iqualinom» ic vendono à numero . 6 il . e nel feno. vi hanno intorno delfuoco. e de’quadrupedi . overooche. ver fchiufo l’oro. tutti quelli par- torifeono in terra . perche approdo quei popoli le galline non covano l’uovc. coi covar fi {chiudono l’uovà. e pavoni efier covate dalle galline. Hanno una mifiura come un moggio fenza fondo. c poi vi fanno fuoco intorno intorno . ò del fuoco perche habbiam villo uova di anitre. * . dice. frri . da Plinio. covò un’uovo nel fiuo fieno. Et altrove. così d’ella te vano ammalati. Ma Arinotele dice fi covano l’uo- va degli uccelli. non fi & ingegno nodrifeono i un certo bevitore polle Puova fiotto una figli. brevità nafeono indente gran quantità di polli . c ficoncociono l’ova conia tiepidezza della terra. Lib. defilan- do far un mafehio . ma à mifiura. & aprirli Ma veggtamo gli antichi no- . ma quelle fi rifcaldano in un for- no. . c fe fiaràbifiogno. ò vipere. che habbino fatto l’uova. Livia Agulla nella fua prima gioventù gravida da Nerone di Tiberio Cefare . Alcune cofic fono (late ritrovate per Audio. e fi nodrifeono .In Siracufa Auora.»» e dalle colombe. che nudrificono uccelli . tanto beveva finche l’uova fchiudcficro i polli Nell’Egitto circa il Cairo fifichiudonol’ovacon arte. lofianno più rollo pcrcullodire l’uova. Di Ciò: Battifta della Porta. EtinMaltsu. pè (blamente così l’uova fi (chiudono . accioche fe pur fi tro- così degli altri uccelli. facendole tèmpre dar calde tiepidamente . co- me fcrive Diodoro Siculo degli Egitti j. mafpon- taneamente in terra. come nell’Egitto fottcrratc nel fimo fanno ipoili. e di diverfi animali. il quale ha vcndolo pieno di polli lo togliono via. ma eglino con arte. Ifola di Sicilia fanno un fornello . che fie ncfaccinoun numero mi- rabile di uccelli. ovcro humani . di oche . che con mirabil’artc . c l’uccello carruca quelle di tutti Habbiam vitto le fèmine ha» . quelle delle galline. IV. forno di fimo caldo. nc’quali pongono diverte fpecie di uova di galline . e quando era nccedario polirlo lo riponeva nel fieno della fua balia . ò vipere frequenti . perche l’uova covano da gli uccelli. usò quello aaguriodi donzella. polfiano edere (odala tti de’lora defiderij. Paolo Jovio nell’ hiftoricfue_. come habbino fatto quello Inficgna Democrito . e fotto l’afcelle. acciocho nonvenideà mancar quel calore. E’ ordine di natura. l’uova dcgruccdli fi pollano (chiuder col caldo.ò del Sole. Cap. oche. Fanno un forno con molti bufi . & in. covandole le madri . come d’inverno . e quivi Puova con quella tiepidità vengono à maturarli. perche^ fcfudèro alcune quadrupedi. cosi i’uove fecondo il fiuo tempo tutte fi maturano. e di altri uccelli poi cuoprouo il . XX V 1.

Sia il primo alto un piede. c fecondo folaro fia fatto di tavolette rotti- li . la quale habbia cura di allevargli. e dopo ponivi Co- pra del fimo. con le fuc porte . che con poca fatica. . ovcro d’imbottatojo . che non fi tocchino . e fia. ricevono il calore egualmente clic vicn dal cana- DiQitized by Google . il terzo fia di rame fatto à volta . ricevere il caldo. ò tre giorni . c rivoltar Fuova di dentro . il luogo fi a favorito del calore tiepido. in quel medcfùr. rotondo . Ma quello fatto da me eoa.» per la quale fi polla ponerc den- - . e villo far dagli altri . c dopo ponilo in un vale ventruto. per lo quale palfi un canale di rame . troverai quelle .o togli Aereo di galline. de accomodavi poi intorno penne di gallina. quello avanzi fopra il fecondo folaro per mezo piede.Fuovc toccarle . c mezo . quando cominciano ad aprirli quelle uova . . c Ila di al- tezza di quattro piedi Quello divideremo di dentro con tre folari in_. Poi ac- comodavi Fuova dritte. come pojjìamo haver moiri pelli Quel giorno . che fi pongono . e fenza la chioc- cia ciafcuno V nova colforno fip»ffano aprire Facci!! un vale di legno limile ad un barrile . F ultimo folo di legno 11 primo . il fecondo poco più di un piede . non riufei bene . Nel fe- condo folaso il canale vcrl'o la cima lia bufato . acciochc accomodatamente poflau. c Fuova dalla parte di fopra fi riteniamo . che vi fi porrà. tro il braccio . buco di diametro di tre diti . Trovagli una gal- lina . nc mi pollo imaginare . così.al vigcltmo giorno terrai la feorza . come pofla-. poi per ogni giorno ri- voltale con diligenza . il terzo di un piede . ac- cioche da tutte le parti egualmente venghino riCcaldatc . c cosi ancora dalla parte inferiore: ma fotto fia di bocca un poco larga à mo- do di piramide. che la parte acuta Aia fovra. che di là cffalando il calore. acciochc Fuova che flan- no accomodate fopra quella. e fecondo lolaro habbino nel centro un . c quello pilla . nudandogli delicatiflimamcnte . to» ’ Dellti Magia n Attirale Se la gallina non vuol covare. Il primo. che tu porrai l’uova fotto la gallina . rotte intorno . che vi fi hà da por dentro accioche polla accommodare . dopo venti giorni . il quarto fia più baffo di tutti . che ponclli Cotto la gallina . c fctaccia poi. la qual mi pare affai acconcia Fopra . Se aprire. riufeire . quattro parti. che fi pollano commodamcntc chiu- dere. molta diligenza . Ma quello t che habbiamo fatto noi . dì cui il dia- metro fia tanto lungo . finche tutte intorno coperte Ciano. che ponclli in quel vafe . che vili pofcro. 20 dove paffa il canale la più baila di tutti . e dopo che havrai fin- to» Aar due. ovcro di vimini . c per quella cagione fi nota quel giorno . come fogliono far le galline l'opra quelli folari fi : ponga legatura di legno. acciochc fi Cippi il giorno. c nel me- . Habbi ogni cameretta la fua porteli.- la legatura alli lati del vafo un poco alta nel mezo baffa . nc fi urtino fra loro . e poni i polli in un cofino . Tinfcgnarcmo minutiffimamentc. quanto il braccio . c la fiamma di una lucerna. c di ferro (lagnato .

11 luogo dove ftarà quello vafe fin folitario . le porrai fra l’occhio. cavale dalla cameretta . Torremo uno uovo di quelli . la lucerna llia alquanto più alta dal lolaro. Le feconde bifogna che ogni giorno li rivoltino al lume lottofopra . che movendoli fi corrompono. farà fecondo . fopra ogni lolaro li porranno accomodare cento uova . fe appena lo Tentiamo . ò vigefimo ottavo torrai l’uovo in mano . ma nel principio dell’inverno con tre. la parte_* grolla di fotto. e rifcaldi egualmente le camerette. mancando. che balla gli Dopo il quarto giorno . in luogo del & cattivo . & i polli ufeiti fuori della Icorza pollino caminar fopra quella . la cima di iopra-le mura del barilotto. Il che così conofccrcmo . e ponile incontro al Sole . lo butterai via . overo della candela mirando fe l’uovo haurà apprclo . come infecondo . avertendovi due. ò troppo gagliardo. ò venti . fin la legatura vicino ù i lati balìa. che efeono fuori della feorza fono ancora bagnati . fe poco. to l’imbottarojo . E ficomchabbiarao inlègnato. e foverchio . e lo poncremo fovra l’occhio ne faremo l’clperienza^ > perche offendo tanto caldo . ò vigefi- moquinto fe farà d’inverno . non vi bifogna por uova altrimente . vi porrai uno buono . ma vicino al canale alta* (opra la fegatura vi ponerno una. ufeirà fuori . perche s’è troppo caldo le cuoce. ò pur fia vano. e\tre volte il giorno fe il calore non fia ò trop- po debole. liano fo- derate di pelle di pecora . e fconciar l’uova . lì\ r gt canale. e ncllsu» fine con quattro. e fenza andarle molto movendo. Io porrai nella cameretta di fotto . e fi bruttano . fe faranno molle commodamcnte . ' Di Ììio: Battifta della Porta. ove finifee il canale. e per quello caverai fuo- ri la tetta del polcino poi riponi al luo luogo . nel fine con tre. fi pongano inj quella cameretta. accioche con la lua morbidezza pofia ritene- re quel caldo Nella parte di fotto li accomodi una lucerna accefa fot- . nel principio con duo licigni . & alcune fibrette. accioche con quel tiepido caldo del luogo fi afeiughi- no. perche fe vi vedrai dentro come fanguinofo. ò meno . & ufeito tutto fuori . che havrai polle l’uova . daremo quel caldo. ma fe farà come chiaro . ferifeano quello con i bec- chi . ivi rompi la erutta . che avanza fo- pra l’uova dentro le camerette. che da fe fletto fe ne . e dove vedrai rivoltato il becco del potei- no . e perche vengono . e ciò nel tempo delimitate . e vi farai un buco . e tiepido . e lo fplcndorc del Sole.no . ma quando i polli fubi- to . Lib. tela di lino fottilc* accioche quando lìa macchiato li polfa lavare.» • . ò più . appena ne perderai dieci . che i pul- cini allettati dallo fplcndorc della lucerna . la e però aggiungendo caldo Con la lucerna . Nè è da dubi- tare. tojo accioche il calor fallica sù . che non lo polliamo foffrirc . e le parti di lopra del lolaro . ò vigefimo giorno . oprarai con diligenza dì trecento uova . . fe farà di citate . come fuol far la gallina . e debole . Doppo il decimonono . perche non have caldo ballante à farle aprire. Come dicemmo.. nel terzo fol. overo cinque Ferifea il lume nel mezo dell’ imbotta- . Nella parte di focto dove ftà la lucerna accela .

riempilo di argento vivo. e fprcmilo poi con un panno L c fe vi refterà qualche parte. co- me fi fuolc . e ponivi dentro argento vivocon cgualpelo diarfenico cri- flallino. fe ti piacerà mefcolarlo col rame. chiaro . e di fuori fi lutino le com- mi ìfii re eh. e ponilo di nuovo à congelare. e quello fprzmuro di nuovo fi congeli . levalo. V. Di Gir. giù più lar- go. e buttalo in canale. & egli vàin fuo luogo. il che Io potremo conofccre di fopra mirando per il cappello di verro. che non refpiri. lafciando fplofotto un piede vacuo di fodezza un dito. c la coprirai di carboni perfei horc_»t . e le giunture fi lutino con un luto fermo.c tartaro ben mefcolati infiqmc . finche farà finito. Se il vafecongelafTc tardamente quando ve- drai . Nella. c levato ponilo in uncuojo. lafcialo allo /coverto per tre giorni . e crivellati. che il fiioco cada da baffo. poi lo ponete in un piatto di creta netto con acqua di fongi. La craticola che foltieneil fuoco fia fatta con qucflo artificio. che non fia congelato. & apri. e poi vi fi attacchi fopra una pezza di fino. che rimar- ranno. In quello modo. efenza argento havraiun bcllilfimo bianco dolce.' che non refpirino . chemancaràdi forza. . poi all’ultimo il fondo fi facci di fuoco. cprofondo un piede. poi leva. Hor infegnaremo cofa . di quella creta che fi fanno i crucinoli.che forfè potrà alcuna volta fervire Q>me fi cava Pacqua dall’argento vivo Faccifiun vale di creta duro al fuoco.. che l’argen- fi to vivo tira à f. Sraccen- dafi il fuoco à poco à poco. non refpirino . refina di pino. Hor accommodi fi fopra il fuoco il vafe vacuo.fi luti con luto làpicntif. poi fa fcccarc . Cc ti Digitized by Google . nello concavo del vafo battendo da fuori le balle con dn martello. che babbi di fuori ua canaletto. l’argento dalla balla. che ca- pifea il fondo del vafe. Ci è un’altra Congelatione dell' argento vivo eoa le balle dì rame. al fomno fia diranta capacità. da dentro vitriato tutto . fa di nuo- vo. cycggendolo tutto rovente porquelbufo có quella orecchici-. diarfenico rodo. e troverai che tutto c conge- lato. chebifognandodaunlato fi pofl'a tirare. che col covcrchio polla ben coprirfi che non refpiri. fi facci un vafoin forma di becchiero. come bianco di ovo. echcltà à marnilo. e sì darà un belli (fimo color d’argento. all’ultimodiventi tutta difuoco. fommità di (opra vili accommodi un cappello di vetro col fuo canale. Ma certo c cofa bella. anzi fi conofccrà con difficoltà dal buono. e. Appretto bifogna far un fornello à polla. poi fi appenda in mezzo una pignata piena di olio di lino. che fi ferrano bene infieme. largo. vicino al collo habbi un bufo della capacità di un dito. riponcclo di ottone. Fallì d’altro modo Di argento. c I. per lo quale attamente porta dentro por vifi l’argento vivo. Batti fu della Porta. e come lo vedrai tutto bene infocato .ilìia cosi buglirc per mezzo giorno. di arfenico .c di argento . Lib. . fervitene. caderà : giù. mefcola nello medefimo piatto & impatta . Faccioni! due mezze sfere di ramj. e diverrà duro come un mat- tone. buttandovi le fporchczze. . per- che dal pcfonon può conofccre. mefcola_> con tre parti dirame . liquefallo. ma fia lungo fei piedi. nella fommità (fretto. e di ottone. mentre l’havrai lavato . diunpiededi diametro. 20 r ri.

Io . F. diverrà affai migliore. sbattendola fortemente. della quantità di una oncia leva il vafe dal fuoco» leva l’argento vivo dal vafe. c poi come fi porta convertir in oro vero. Se inun’altro vaferipont quell’acqua chiariffima.roglielepoi. accioche fi ridu- ca in laminette più acconciaramentc. c ponilo dentro quella falla . e che feorra per quei Tiretti bufi in quel piatto di fotto netto . Quello artifìcio è flato trovato per annettar. che dentro vi aliano commodamentequcllelamine. c purgar l’argento vivo. che Tempre ne ufeirà una oncia di acqua te ne porrai fcrvire per l’oprc di alchimia.chenonpotràocchio veder cofa pili bella. e fa di nuovo come hai fatto. Poi caverai due mattoni. primo Tinger £ argento in oro Brufcia il ramo. e fe lo mcfcolcrai con l’oro.c con l’acqua l’cftinguajall’horafiudia per il canale del cappello Hit- Lare t’acqua dell’argentovivonelreciplcntc. nella quale farà l’argento. zoz Della ' Magia naturale a buttavi dentro dicci. alPhordcflillerai l’acqua di fonte tre. e buttalo fa pra- lina pietra marmorea. dore porta imitar l’oro. poi lafcia ripofarc un po- co. da niuno ch’io fappia fin qui ferino. & è la miglior corti che babbi vi- lla. c l’acqua regia. accioche diventi affai gagliardo. llmcdcmoavvien con l’oro. e come faranno ben lecchi ponilo nella fornace de* . & infondi acqua calda . c Falcialo raffreddare nella iua (uperficie . e darà un perfettirtìmo color d’oro. e te ne fcrvirai.Primo apparccchiarai un ranno forte. Hor non lafciaremo di dire un’altro artifìcio non mcn maravigliofo . chcflienoin unacarrafa di ve- tro chiaro. in forma dì capelli . e così ìnfieme liquefatti aggiongevi altretanto di antimonio .chefibrugginobcnbene. e fubito ottura Coitì approdo la graticolale tutto il fuoco cadi nella parte di lotto del cri:ta. Fondi l’oroinun cruciuolocon parti eguali di antimonio.* fotto redi come una falla. e come fuflc comporta di foctilillimearcflc. ò quattro volte. chiudi con l’altro» e lega con fèrri . c lafcialo per una fcCtimana.c levifì fornello . che con un chiaro fplé- P . In Digitized by Googlej . il cui fondo fia bufato fpeffimcnte . che gio- conda à vedere Che £ argento vivo crefca in arbore Solvafi l'argento in acqua forte. &in fpatio di un gior- no pullulerà un’arbore belliflìma . Cap. vetrari. Tinger l'argento in oro Così può farfi.Ponila calce In una pignata. in quella acqua porrai una libra di argento vivo. ponila polvere. e così farai alcune volte. V J. l'opra vi porrai. ò lino. Arlcremo dell’argento come portiamo tìnger quello. e Iuta bene . brufeiato con l’antimonio. Dell' argenta . e foluto fi ponghi al fooco perfolverfi in aria. over una tegola poi . ne hò fatto efpericnzaalli belletti delledonnc. e lo fa- rai in quello modo. Il rame cosi lo brufeiamo. ò quindici libre di argento vivo. così l’argehto vivo tirerà afe quello argento . <Sc havendole porte.criempiràtuttoilvafe. cliquefàtto con lametà dell’argen- to.

. dopo vi porrai borace. lo mefcplarai con cgual parte di oro. c cuoci al fuoco tanto lcntaméte. finche fifeioglia. V. poi luta. la limatura di ferro fiottile tanto tempo Aia infocata in un crucciuo- lo. vo. della quale fi fervono gli orefici .! àrifcaldarfi « l’acqua cominciati à parer fanguigna. tanto tì Così poi tenraremo di animar l’argento.c virtù. ponendo* vi aceto forti filmo. con tre volte tanto di argento. ricoglilo. c di quanto più Icggier fuoco ti fcrvirai .c lo porrai in una pignata. e polvere di mattoni . ò più. finche rompendone un pezzetto divenghi livido come piombo. Digitized by Google . Potremo . facendo tanto quefta^ opcrationc. de arfenico rodo. ponilo nell’acqua forte da partire. poi dificcca . Così devefàrfi. Sarà forfè cofia di guada- gno Tifiate il eia airi» A chipiacerà. de adunai quello. buttandolo à poco à poco. ritroverai l’argento colorito di color d’oro. 2 In quella porrai antimonio pitto coti fottilmcnte. c nella polvere . che rifacendo lafpcfa. Ne tanto poco. fanimato. c cttopridi carboni . ovc- roponi al Sole. Rotto il cinabrio in pezzetti della grandezza^ didadi. ag- giungendovi vitriolo. e di argento fa laminctte . clafcia fioccare. che refia di- riufeirà l’opera più felice . le quali in um» cmcciuolo farai Arato fovra. poi copcllato col doppio di piombo. cosi ripurgato del tutto. La fottìi limatura di ferro Aia un giorno à molle in acqua di mare . Se quella congclation di argento vivo. la quale havemo infegnata con la celata. poni invafedi vetro della-capncità delle polveri. cioè di fai communc. limato facendone Arato fovra Arato.poi cuoprilo di cenere. e farà cccellcntiflìmo oro. poi copcllate benifiuno. Far il medef/Ko in altro modo. che cac- ciatone iifeno. e la polvere che rimane imbevi con olio di tartaro. finche l’acqua non ufeirà più roffa.fa la moderna operationc.non avanzi qualche cofa.chc lecchi più toAo.c le fue bruttezze. e vedrai l’oro cader nella parte di fiotto.Arato . butta ndovi cgual parte di argento fi affini efquifìtamentc in copella. de in un crucciuolo tanto tempo Aia infuocata.bulliremo ilfolimato in aceto diftillato. cfa buglir perfei horc. e non ritrovandolo così. e dopo fparfio . ponila nel- l’acquafòrte da partir oro. che refia ponivi ranno di nuovo. finche tutta l’acqua. che voli pcraria. mentre cosi lo vedrai. o vero farai così. Potremo Cavar Poro dalP argento. che non perderai l’olio. c poi buttandovi cgual parte di argento fino. che come cominciar. poi fa bollir lungamente à foco lento . Quello è il mo- do di farlo. c faflidiofa. Lib.ecosifarà più colorita. Bàttifia detU Ports. non rifparmiar fatica. de opra bene.nc di molti hò trovato cofa più veralucrofa. c così copeilato porto à tutti gli ertami.c cosi havrai l'oro purgato. mentrevedrai l’argcntocon grnndirtiina prerogativa cfTcrfi all’oro alTomigliaro . c farifcaldarc al fuoco tante volte . e’1 tempo . c difccca^ poi. finche fi liquefàccia. la mcfcolarai con la terza parte d’argento . fi rifolva in vapore. qncfto lo por- rai neU’cilrcmo effitme dell’oro.c poi vi mcfcoicrai argento vi- Cc 2 .ali’hora la Pillerai per feltro. quello ranno cosi colorito poni à sfumar alfuoco. e dilToluto con «guai parte di oro.e la metà di rame butta in canale. refterà ofiinata- mentc di maggior pefio. che cade nel fondo . Di Gir.

perche cosivi butterai più commodamente le polveri . rilavano polle qui. f Dell’ operationi n tee sarte all'arte . Si pone in una pignata la limatura dello (lagno có egualpefodi fai nitro. fatto almodo ioli to . e quattro volte di falnitro. e nell’ultimo crefci tanto. c purgalo dalle feerie coiu la coperta. crivolgcli poi in tre vol- te tanto di limatura di argento. timonio. c dagli fuoco per tre giorni.! un vafe rivolto col canale aperto. e potrai otturare. par convenevole di porre alcune operationi. che tutta fi facci rovente k in erta vi butterai l’ap- . alzapoj il coperchio.e porto in una Aorta. e’irecipiente. Così ancora Dall' antimonio Lo porremo eftrahcrc. levalo.dcl doppio di tartaro. £ primo Cavar lo fpirito allo Jlagno . chefianoben fortificati . c fcrba.Se le pignatc faranno di terra farai uno bufo da un lato. c velo buttaretcàpocoà poco. con la mede- lima opcratione. poi accomodali in un fondodivafo acconcio circondato intorno di creta. come habbiam detto. il doppio di tartaro . Cap. VII. . c come farà infuocato quello di folto udirai il nimore.lo fpirito volerà in fumo. che fi liqucfacci quali. bagnale nel chiaro d’ovo sbattuto.non facilmente ri riulciràno quelli nortre operationi. overodi altra forte. poi porremo una pignata nuova al fuoco. e lo porterai fottilmente. e con cgualpartedi cenere di quercia. e tolto dall’olio quei pezzetti di cinabrio. .ogni cofa trito forni- mento. e poi fallo bollir con olio. che non fcappi via. Et oprando bene vedrai che poco ne perderai del pelò. \ j . e lafcialocosìperun giorno. Torrai l’antimonio. tosi lo vedrai crcfciuto come una felva di capelli dritti. M I fècreti. e riducilo in puro argento. che fono aliai neccflaric alle nonfapute. e quando alza il fumo per volar fuori chiu- di col coperchio. poi dà fuoco. e ponilo in una pignata egualmente dittante da’fuoi lati. c butta l’altro fin tan- toché tutto lo antimonio farà finito poi fa ftarcal fuoco per qualche tempo . poi chiudi i fpi- iaglt con luto. l’opra fi accomodar. Altri lo fanno col regolo dell’antimonio. Altamente tu lo farai con maggior preftezza . poi vi porrai dentro ranno fortiifimo di alume. .e . l’argento ancor fpiritofo. e che non habbi ancora efpcrimentato il piombo. e gua- dagno. L’accomoderai nel mcdelimo vale dandoli folo fuoco da fofto lentamente e . le quali noi acciocché non s’habbino à cercar altrove . e le porrai in un Tacchet- to lungo. Romperai ilcinabrioà pezzi quanto un dado. e ribaldato bene fa che parti l’argento rivo ne! rccìplc- tc. che farà più bella à vedere. deunanotte.c nelle volte delle pignatejenel fondo del vafe di vetro fi troverà intonicato. con quattro volte piùdi calce viva. Saràanchora bclliliimo à vedere Dal cinabri» fiffo cavarfuori una barbadi argento. à cui di {opravi accomoderai fette. ovcro molte pignatc bufate di folto. levalo. 2 j4 Della Magia naturalt vo. fa bollir per un giorno.

poi bogli di nuovo come pria.& accioche il me- tallo non yenghià fonderli. le- valo via. e te « raHcgraraijfcnon. lo accommodano à fuoco lento.ilchcfi conofec dal fumo.e nel quello. e fc purtiraf- fe alla fuperficie qualche cola. fai commune . elafcianoabbrufciare. Lib. ma quello à me non piace. con un folo picciolofpi- raglio. aceto . del metallo Tirar in pelle. finche il veleno del folforefiafparìto. tira l’argento vi vo. poi farai buglirc pcrtrehore confolfo. e mirano. nicrojC fale eguali parti. c poi coniate.t della Porta. che hà fembianza di piombo. ma farquello con artificio di polvere è cofa totalmente impo [libile Quelle cofe_» . che ftia attaccatone! mezzo.ma fon molto lontani dalla^ verità. finche. non far vento col mantice. c così diverrà bianco. 2 0s toltololafcia raffreddare. che fi cojiiafl'ero. nè farà conofeiuto per fallò. . che gli alchimifii chiamano regolo. credano le più dure. e fe ne portino via tutte le fporchezze. Poi s’infoca-* il metallo. che vanno fondo ritroverai di fovra. c le pongono col metallo in alcun vafe. c poi intonicato fuori il metallo lo circondano con fafeiedi tela. finche divenghi come falfa . per l’oro folo fc ci pone verderame. quando le polveri fono brufciarc. tifervirà per tua rovina. finche veramente non vi lì . faldate. che Hanno difperle per tutta la mafia con alcune polveri poterle tirare alla faccia^. e tolto lo but- & tano ncll’urina e pur hannobuglire nel fale . alume.nonti rinefefea oprar di nuovo la medefima operationc. V. alume.» verrà perfetta. over l’accomodano con l’ace- to . veggono più macchie. gnatina con falc. lo pongono in un pignatino àbuglir nell’aceto. e fregherai con l’arena. per- che le cole ch’cntranoà far l’effètto fon tutte corrofive. 2n Digitized by Google . aprono il coperchio. ci troverai utilità. perche fi {limano chele parti del metallo. Quando fi vuol farl’opc- ratione. poi martellate. Comedìcono gl’idioti Alchimifti. c Dì Gi$: Sstttift .. vitriolo. parte di quelli fi riducono in polvere. e farà bian- co di fuoco.& imbianchirono. che efpolifconofono quelle. lutato incomodi luto fapicntix. e fono dati ingannati. perche le polveri. le oprarai bene. che da dentro fono falfificate col rame. e fono dal principio prima. & infocato s’immerge in quelle polveri. che rodono fopra la fuperficie della mafia il metallo più debole. tartaro. c come tutta la fuperhcic è divenuta bianchifiima lafcia dar così un poco.c fc l’opra non ver- rà bianchi(fima. quali polilcono. lafcia nella fuperficie le parti più denfc àlafciarfi rodere. dalle medaglie anti- che. ovcro procederai cosi ordinatamente Lafcia buglire in una pi- . c falc ammoniaco. che fi difenderà dal fuoco. ne tocchi ilati del vafe. e di fuori loco di perfetto argento.e tartaro con acqua. fai . e che dentro nel centro fi ritirino le parti più vili . e poi ben coperto. follo vivo. e facil- mente fi traimuta in piombo Hor infegnqrcmo come polliamola piùnobil parte . e leva le fece».

de ogni metallo avanzi il fuo debito pelo.& ornamento di vali chccrelcal’oro. e di calce vi va. Gap. dannò della ficoltura .ò (conciargli Horchehabbiam tolto imfzrefa far con agevolezza». Dopo tritili la terza parte del fiale in polvere fottiliflimo . ma il vitriolo così lo rubifichcrai. de altretanto di mattone. e quelli. che l’argento crefca a pelo dell’oro . e lega con fil di ferro de increta bene intorno le cò- . mentre ti accorgerai.doponppnrecchiarai un ranno aliai gagliardo di folto. lenza». là cosi Togli quat. e bagna il vale . ci e quello rimcdio. bolmente. Ce O và invelligando come fi polli tare. eccovi qui il modo di tarlo.econ le mani. Cuocnfi in un vafo co- perto di carboni. e vedrai l’oro farcodicolordi argento. e poi fa lira to l'opra Arato con la tua opera .che bagnato ncU’urina lo laficiarai raffreddare ìil.c cosi ricuperati il colore Se rifiplcndern troppo . e vuoi che fiplcnda più de- . Vili.Potremo ancora con limatura di rame Far F effètto in altro modo. Stropicciarail’argcnto vivo lopra l’orb con le dit^. tre di fai ammoniaco. e toltolo fommcrgilo nell’uri- na. ò dalla calce. e l’havrai. laficia leccare. finche fi muti in un color afiai rubicondo. apri. toglilo. quelle mcfcolacon l’acqua. fputo. la quarta parte di alume. e poni fopra con le forbici di ferro i carboni.el’argcnto^ che marchi ancora fenza fonderei va(ì. òla lamina bagnalo con acqua . qui qucllo. ò con_. ' E fcrviràin vece di argento. . e riscaldando di fotto conlcggicr fuoco.. una lamina infuocata. fi lava poi la calce con l’acqua. a ad Della Magia naturati Jm che mtdo un metallo fi pofiufar più grave . O Pe(To appreffo gli Alchimìlli. Per far che ricuperi il color di prima. e con fpefe. che fi dilettano di quelle fottigliczzc. che haverà ricevuto il ve- ro colore coglilo dal fuoco.de in quello cava un luogo quanto farà il vale. ma non. e l'erbaio ne . Cosi nchavrai Vd altro eccellente. enei fondo appiana alume di piuma .chc gli altri fanno con fatiche. e laficialo per fici hore in forno di riverbero.ovcro altrimentc liquefaceli! il doppio Digitized by .che nella fupcrficicdi fuori s’attacchila ricercata quantità . poi copri con un’altro mattone. ne porrai nelle ellrcmità. meza di fàlnitro. e riceverà molto pclb. de in quclloclhngui il tuo oro. mi (Ture. . altretanto di mat- toni. per tome il tale.ò con acqua forte.attaccandofi alla fuperfi- cic. fin tanto che fc imbeva. e di maggior pelo . e quello fi può far fenza offèfa della fcul- nira. fe forfè il pefo non par che corrifpon- da alla grandezza . perche facilmente fregandolo alia pietra del paragone. finche havrai ripieno quel vacuo . ches’infochi. fi fcuopre la fallita. overo cava l’olio da zolfi d’ovo. Che il pepa d' un vafe d’oro crefca Senza impedimento della Tua manifattura. Fatai l’argento in polvcrc. fa bullir tanto lenza mancar mai.c poni- lo in vafe di larga boccacci vafe d’oro. e come fiarà raf- freddato. fervutene in ufo cattivo . di vitriolorubificatoduc parrijpoi togli un mattone. tro parti di verderame.crillora il pcforìcercato. de ilvafo d’oro. edal litar- girio d’oro con grantuoco.

e (premali benillìmo con le* mani. pongaG fovra al fuoco.fi pilli» no fottiImcntc. finche li Jiquefàcci.poi dà col martello dalla parte contraria^ cade- va la fuperficie di quella quantità. e ruvida. e poi vi fiaccomodi l’oro da accreficcr(i. e fa fem- prc il medefimo. Di Gir. che dopo il tempo rederà l’oro fenza pefo. all’ul- timo Iuta bene la bocca. de havrai il tuo oro. facendo poco conto di quello . eie nc facci una* mafia . c poi Poto (c ne fcava con una fcoppcttina fatta deridi di ferro. fi pone al fiacco & infuocato lì finorza nell’ac- . e Santimonia redi nel luogo di l'opra. Fallì c d* Altre modo Conl’argento vivo. toltolo pongali nel piatto. e torma dclvafio tstancar l'argento .lodclìdcraro Giàhabbiamo parlato dell* .efcnza offeft della (coltura. ma ficonofice. Infondali l’argento vivo in un vale di creta di larga bocca» e fi rifcaldi al fuoco tantoché ridirò ponendolo badi à foffirir quel caldo» porrai in quello il vale di argento indorato. e comcfiarà ben rilcaldato fi batte con un ferro.c dopo fa (Irato Copra (Irato in un crucciuolo una lamina.Togliali fate ammoniaco.c quell» parte indorata del va fieli ongadiolio » poi (pargi pol- vere di folfo fovra quello. e> poi dà fuoco con una candela intorno intorno. V. 207 doppio di rame eoo Inargento. qua fredda. ò la (coltura dei vaio. all’Ultimo poni fotto la candela. c monticelli. dopo fi riduca in lamine fiottili. che l’oro rimanga nel fondo. che Popra re (la (cabra . che cadde. cioè di quella fatta di (à!nìtro. nel quale da l’oro freddo con l’argento vivo. e ponilo inun carbóne cavo. Bagna quel va(c di acqua fredda. Per \ Digitized by Google . che à poco à poco fi coufiumerà. c l’oro fiata nel cena brio» cupella. là metà di folfo. Faremo ancora di un'altro modo . cnon fapendo come pofian torre quell’oro da quel vafe con poca faticalo liquefanno . che gli orefici didolvanoi vafi già fattiteli guadano > e di quelli per farne gli altri di nuovo. e lo cuocerai in un vale di creta con un poco di antimonio » c quello poi pori in un’altro vale. . così facendo il medefimo. e ponilo al fuoco lento per mezzo giorno. * Alcuni lo fanno con acqua forte. leva. Ltb. e picciolc. e togliendo quel vale con una fòrbice di ferro.c riempirai poi il vafie al contrario ordine.chc ti piacerà» fecondo ulcrai il folfo. c quando l’argento vivo farà accodato all* oro. e l'oro . Poi pon- gali quell’oro caduto nclpìattoin una tela di lino. accreficere dclpcfio che non riceva oifiefia la forma . Bxttifts della Porta. e l’oro rimarrà nelljL» tei . poi dà fuoco. ma così farai > (pargi l’opra di polvere di folfo. mentre non apparirà più oro nel vafie.e di vi- triolo. hor avanza come poifiamo. finche giongerà al p. Per (epurar quello udiremo quella artihcio. che cadde in un’altro vafe . polvere. Ma le vuoi Separar Poro da un vafedi rame indorato. poi ap- parecchia polvere di fcccicdi acqua forte. Hor infegnaremo r Dx d'argentocome fepari Poro vafi fi SpclTo accade. e ricevali l’argento vivo.» con alcuni fofietti.e refterà ilvafe fenza oflefa.incoglilo. e caderà la polve- re dell’oro nel vafedi fiotto.poni pezzi di cinabrio fra gli validi oro.

c fè non farà ben partita. che non haurai nulla perduto dipefo . c le fèccic che reftano . ma con alcune fàci- li flune fcparationi con poco tempo. pifta. e ponilo tu Piglia tre oncic di folfo. ecuocafi l’antimo- nio .edi nuovo colerai il ranno. non ti rincrefca cominciar di nuovo. e con alcrctanto pefo di antimonio in quello modo come la predetta mafia polla in vafe al fuoco farà liquefatta. crederà nel fondo la parte dell’oro. la qual cuocafi in vafe di cenere. tempo . fi aggiongano. ovcroin vate vitreare. perfclrro lo colcraiin un vetro. e fpefa. de il fblfbrcandarà lòt- to. farai in quello mo- do. finche il ranno tifcirà torbido. buttavi il reflante antimonio . ma con minor parte dell’antimonio. c (empre rertetà nel fondo un pezzetto d’oro. con falrar il rame.e mcfcola con i tegame di creta vitriatafopraal fuoco. e poni à buglir ilfolfo in aceto forte. Purghifi l’oro. e la mafia reitera ne! fondo. mi pare dimoilrar un modo come fi porta Spa- rar dall’argento l’oro. quanto alcun elicerti: un Pater nofter. leva dal fuoco. sbattcn- . e lafcia raffreddare . e rame. e di fb- pra quella dell’argento. c primo dimo- il raremo Separar Poro dall' argento Pongali in vafe di creta forte al fuoco la mafia dell’oro mefcolato con l’argento. e vedrai. poi togli il va- le con le forbici . Farti ilmedcfimo d’altro modo una dioliocommune. dololeggiermcnte. poi buttalo in aceto forte. primolento. Adueìibredi antimonio. e parrà che avanzi fopra il vafe. al quale di nuovo aggiongi folfo . o vero di color nero fa che il : ranno Digitized by Googlq .efra poco fi volgerà fubito intorno. e cnocafi inficine in un vale dicrota.chefcpararl*argento. Se tu vuoi perder meno di argento. butta l’aceto. e buttalo in un’altro vafe di Ferro fatto A guifa di piramide cal- do il volgo lo chiama cruciuolo. cop- pella nel medemo modo . c di nuovo bugli. chela parte più grave diU’orofcparata vada vcrfoil fondo. c la coppella tircràà te l’ar- gento. habbiamo detto . c così vedrai l’aceto co- lorirli. nella quale confinimi dalla violenza del fuoco le cofc reftami. male ne perde al- quanto di quello argento. raffreddato che farà il vali. e feparar l’argento dal rame. quella parte di argento andarà via. all’ultimo pezzetti di piombo. c così havrai l’argento. poi và crcfcendo .e fi cop- pola. e perla violéza del fuoco girerà incorno. folol’argé- to fopravanzerà. finche fi fonde.ncl vafe.e l’oro dall’acque forti per il Tale non fi fa fenzau P fatica. ma fc non cuocerai l’antimonio con le feccic del vino . Ialina cuoccc la mirtina in tanto tempo. c cuopri il vafe col coperchio . IX. facendo Tempre il medefimo . ci fi aggiongono due libre di fcccicdivi- no . così l’olio verrà fopra la fuperfkie. che comeThavraji vi (lo. ARE. aggioga- vi!* alquaco diantimonio. S 2 0 Della Magia naturale Ter /partir i metalli fenz ’ acqua forte • Cap. e che nel fondo vi fiafèvodi caftrato. fi batte. come. perche l’uno.c mezza. e l’altro fono corpi perfetti.

d’intorno Squa- linonfilo verfa la maggior parie tic' mortali.e quella metqmorftfi. come fpejfo vegliamo avvenite alle cefi più de- gne. P- Tratta della trafrnutatione de’metalli > ovcro dell'Alchimia PROEMIO. I. quello. . ch’era . ma da ricercarla e dejìderarfi molto. DE ROSA U. perche mentre fi sforzano di preparar e] nefio oro fefiftico .e perfero quello. onde gonfiamente per ordine di'Diocietta no fu comandato chefojfcro tutti abLrugiati e rivolti in cenere Onde quello . là mi vedo avvicinato à quegli cfpcrimentì. onde dall’dilatamento del guadagno j e dall’efca del piacere fi danno à qttefto ef fcrcitio httomini ro ^ pi . Bb 'e pria- . DELLA MAGIA NATVRALE GIO BATTISTA DELLA PORTA - NAPOLITANO . . vanno in rovina .onde veniamo sforma- ti à narrarvi di quelli perche non per vana fpcranza di guadagno. h avendo fpefi tutte le robbe loro. A Libro Quinto. e refi ano inganna ri dalla vana fp tran za del far oro . tati . {mentre figuitiame Ver- | dine cominciato ) che il volgo chiama d’alchimia. -- . Et il defìderio del guadagno . & ignoranti: che non fetida gran vergogna del nofiro fecolefi maneggiano dafimilcgcnte onde chi fi diletta di quefia. che havean di cer{c. e bugie s’ ingegnano ingannar altri. ma per Speculare gli altifimi fiere a de Ila natura ce nefama dilet- . . che dovrai no trovare eion trovorno. cerne che non fanno i principi} di quefia arte. ma della fina inefiìngui- bil file P intiero mondo ne sfavilla di deftderio'.fino ediofi.o veder ne’mctallifi efptrìmentarono in loroftejft. credo. Siche ben diffi Demetrio Faltreo. all’ bora f poiché non hanno altra fpcranz a)ccr. E veramente lo Jhtdia non è da di/prczzarfi. perfi buono l’hati rivoltato in cat rivo. che par non altri vaditto àtomo . p farli compagni nella faro mi feri a . e de IP arre cosi hanno accrcfciuto il nume- rode libri. inganni. tradotta da latino in volgare •• PER G I O.che fpcravar. . : & abboniti'.

ogni cofa e fot topofla alla morte . t come pofsiamo farlo pafsare tn un metallo più nobile . & effetti.chc la Tua biàchczza imbianchilcc gli altri cor- pi.la fordi tn. modo. Ridurre lo ftagno in polvere Noi infegnaremo. & invefigate non fifouo vergognati molti Filofofidi gri- dijftma autorità . n'c forfè quella famofa pie- tra de Filo [off.coti vantata per molti fecoli. • i g4. fubico divicn liquidoiquefle infermità le danno.efatto con le nofire mani prego Lettori f forvino à buonfine ne incolpi- . Liquefàccifi lo (lagno nel fuoco.e forfè ritrovata da alcuno. no noi della loro par-tei a. di che vogliamo trattare farà foto che bab- . già l’habbiamo ìnlègnato Ma come paftt inargento lo diremo. Dell* Magi» naturale e principalmente da coloro. morta}o. e che fono ne ccffari]ffìme aWhumano ufo. e la mollezza Reducilo in calce.poiché aprono te porte à cofe più alte. che ricevano l’ignitionc. t vanno inveftigando i fecreti della natura . e non fanogiuditio Ma quello.poi lo riduci in corpo.iliflunojfetaccia con uil. c non fono nella luaintrin- feca natura. hi quella proprietà dalla natura. che fi liquefacci . perche non prima s’infoca. Delloftagno . cosi potremo in- durare tutti i corpi molli. li quali haverli vifio fono di non poco contento. /. c redarà congelato in polvere Ibtt. mentre fi veggono molte trafmutationi. perche in quello mondo alterabile. che fi liquefa. la lividez- za^ la mollezza. eccetto il piombo. che non è ben polverizzato . . Cap. Noi qui non promettiamo i monti d’oro . perche fi ritrovano molte cofe degne di maraviglia . llingucrà fette volte in urina di figliuolo. Hot cisforzaremo Mutar Digitized by Google . Dunque fecondo le forze noftrc ci sforzere- mo con quello imitar l’argento . E prima in quello . Popratione la terza volta fin tanto che non (Iriderà più. ietaccio fottilidimo . ritorna à fonderei poni in mortajo. il che avverrà agevolmente fc le torremo alcuni mancamenti^ l’cftirparcmo intrinficamente. che è vicino a congelarli . c le ciò non awicru alla prima. le quali haverle trattate.nè lo polliamo fpogliare E primo infc- • gnarema Torre allo ftagno lo Uri dorè. & ignoranza. e prometter quelle cofe farebbe di’ un teme- rario. come infegnaremo.' ne quell oro po- tabile. che attendono a' fin dij di Filofofia . rivolgi intorno predo predo col pidonc di legno. e cor- ruttibile . Il modo di cavar il detto olio. c fa frangibili. e fa l’opra dinuovo. «Se altrctantc in olio di nocciole . ò feconda . onde come cole ellranec . t. LO ftagno è emulo dell’argento. che prefervagli huomini dalla morte. ma accodandoli al fio- co. c fono affai fimilidi colore. e quello che avanza . ma li rompe. e quando vedrai. Se in quello Io conofccrai che perde lo llridore..ma più manifellamcntc nello ftagno. e più noti- li. che s’infbchcrà prima. e chi le sà melcclarc inficine con alcun’artificio non sà badò lecreto. che negli altri metalli Potremo ancor torli lo ftridorefe liquefino s’e- . c liquefatto buttalo in vtu.'cioè lo ftridore. i . c di parentado. bi am viflo. fa e poi diverrà così duro.

Se cuocerai il regolo dell’antimonio. Così ancora Ridurre. onde agevolmente— ' non porta quelloftridore. rpj . e fa così tanto. riman nel piombo. cola l’aceto. Trafmutare il piombo inftagno. lo ftagno in piombo. tinche tutto s’infochi. finche fi colorifca l’aceto.poi lafcia sfiatar l’aceto. Poi lo porrai nella fornace de’vctrari. la calce andrà fovra al piombo notando.efi trafmuta in ftagno daGebro. ò fai nitro.e l’abbnigiarai. che fi chiama la cupclla. Di Ciò: Rat tifia della Porta . e la polve che reità-» ponila in vafe di cenere. e quello tante volte. e divenghi più corpo- lento. ma fc per violenza di fuoco fi riducete in corpo parte . perche perderà lofiridore. che avanzi tre dita di fopra. tinche per fcihoreltia al foco infocato fenza li- quefarli. perche quanto più perfèttamente farà ridotto in calce» havrai meglio operato Poi lo porrai in un vafecon aceto difiillato. perche lavandoli fpcflb. che chiamano gli Alchimifti»fpcf?e volte . B b z L’in- Digitized by Google . quel ridotto in corpo. Ponilo in un tegamedi creta. ponivi ballottine— di faponc. ondcfpcf- fo fi mutano fra loro Dunque agevolmente potremo . e non fi liquefaceli chele avverrà. Lìb.cancorpoflìbile 7 rafmutar Pantimonio in piombo. Ma colà aliai fa ticofa. chiamano lo ftagno pi ombo bianco. che quanto farà rice- vuto dal bagno.ò quattro giorni llij alla vtolenzadcl fuoco infocato Tempre . lo rrafmutcrai in piombosi che l’habbiam vifto anchora ferino da Diofcoride. che trattano de’mctalli. e buglia tanto. limili mctallifraloro>echehan parentela. ò nel forno di riverbero .e non fccciolà. che fia ricevuto dal piombo. t^tutar loftagno inargento. fa di nuovo la medema operatione. Potrà agevolmente cialcuno. ftagnonero. Il che avviene con un femplice bagno. e ponendovi il piombo.e come havrà fatto refidenza. dicendo fe Qi cuocerai l’antimonio un poco più . Del piombo .efifolva nell’aceto. e per tre .liquefallodinuovo. che fi riduca in calce più pcrfcttamente. e parte ne reftafiè in polvere. perche quell’argento vivo . e principalmente fcnel ridurlo li darà fuoco convenevole . Ma Far ilf iombo più grave.efa di nuovo l’opra delmc- defimovafe.divicn piombo. G LI Antichi.fe lo ridurrà fpefio in calce. tutto pafiarà in argento.finche tutto palli con l’aceto. laicia ripofare. folfore. Si trafmuta in flagno. de agevolmente li ridurrà in piombo.e calce. c poni fopra le ceneri. e ponivi del nuo- vo. ma bifognu poi con una cucchiaia di ferro rivoltarlo perpetuamente- fenza mancar mai. che fi riduce- va in quella pura fofianza. ò altra cofa più grafia. 1 1. ei piombo. chea poco à poco rifcaldandoii s’infochi. che per mancamento di rivoltare fi veniiTcà ridurre in corpo. ritornalo al fuoco di riverbero . Cap. V. tinche divega bianchiamo come neve. e non po- tendo pallar in aceto .che vada via quel- la parte terrcftrc. che re fida al fuoco.

Maqueda c cagione adeflb. ne corre così volentieri come l’altro.lo loricuoprono.c mcfcola inficine per un poco. lo ve- drai cader nel recipiente: per ogni libra ne habbiamo quali cavato un’oncia. e da dcfidcrarfi. che non lìano pieni di quedi. t q<j • "Della Magia naturale L’in legna Galeno . £ di vederlo. che tutto l’argento vivo . che (alti fuora. che con l’cfperienzacon facile artificio fi può vedere Cavar P argento vive dal piombo.c per qnattrohorc diafcli fuoco di mantici. viglia •• • Convenire il piombo in argentovivo . comedi pefo . hè che pochi fono quei libri. à guifa di criilallo Qncdo metallo hà molto . ma caldo fatto in un’altro vafe. frefea. cheli c vi- llo pender dalle pietre le gocciole . fubito pigli- nola muffi». unadorta. . & in due libre di quello polvcrizato ag- giungali un’oncia di fai di tartaro . le quali fe ben fono di poca impor- la. che colorifconoi metalli .dc i veri metalli. fi facci di fuo- co poi. tanza pur le porremo.c per- foffrifeono gli cflamini. ma lutata di fuori con luto fapientix . ma lentamente. c molti ne vadano ferini à mano à torno. III. perche quanto più darà. nalcondendolì nelle cafc fotterra- nee. nè fàlfificano. ò poco più . e ri ponilo. che fono accrefciutij.c non fi congelerà più. che il piombo era partecfpedifodanza aerea.non pcrfcmpre.chc fi vende per botteghe fia /allineato.ma cheli fcuopronoàpoco'à poco. acciochc ogn’uno lafci quel che non vuole. adduce quello cfperimcnto.. .fpelfo s’è vido.e fetacciate. che li piace . evi fi ponga fotto un gran recipiente . quando habbiamo ulato più diligenza Non ci è dato di poca mara- . fovra à quedo giongi due volte tanto di argento vivo. c vedrai l’argentovivo cader nel recipiente fcacciato dalla fòrza del fuoco . ponilo in vafodi vetro. che ponendolo così freddo è pe- ricolo. fi pongano in_. e pclle. pieno infino al mezo di acqua. cosìlegami delle datuedi piombo. clic fiqno facili à fare. Del rame > e delle fue trafmutatìoni l y Caj>. che volendo provare. fiche tutte quelle cole. e Sano belli à vc- ‘ i dcre. Di tutte le cofc che habbiam conofciuto. così facilmente corre con quello. & otturate le giunture fi dà fuoco pian piano .nè da difprezzarfi. taccili limatura fottililfima del piombo . Quedo hà di ma- le. e quelli che fi legano ancorai i picdi. A Ddurremo qui alcune clperienze del rame.Qui infognarono quei fccrcri. noi ne fcrivcrcmo alcuni.c poi fubito lo bu^ta nell’ac- qua fredda . dandole alcune feoffe pian piano con la mano al collo . che ivi fi pongono. che dà livido di fopra. & altretanto del lai comune . dell’argento vivo. folo il piombo crclcccosì di corpo. in due horc.c redando alle volte fublimato al- le iponde dclvafo. de un poco di antimonio Pedini! tutte quede cofc inficine. c molte efi'erc così gonfie . il vaio poi fi ponga in torno di riverbero. Liquefaccifi una- le libra di piombo in un crocciuolo . Digitized by Goo . più fi farà corrente. c fi lafcia un poco la coda dietro. dove fia aria torbida. perche correrà tutto inficine. c corra à quello.

perche la vio- lenza del fiioco.' acciochcdal tuo ingegno impetri diritto vaine migliori. ponila in una pignara di creta facendo drato fovra Arato con le pol- .ò liquefatto cftin- to dentro ò ridotto in fottili foglie fin pollo nel crucciolo flrato forra Arato . bianco. làlcommunc. liquefa l’argento con lo rame. come dicono. ii folinlato. hor dunque tratricnlo nel fuoco. e buttalo à poco à poco fovrailrame liquefatta.) Le cofeche principalmente imbianchilconoi! Mme. òcuna. ma col tempo divien nero. fevene ponerai unpoco più Ma fe lo vuoi in più belcoloredi argento.da noi ipuma d’argento. ii) Far il rame ftmilt al?argento. . e però quello. perche dove entra arfenico femprcfcolorifcelafàccia. fe non chcfaran nulla.fono l’arfcnico. vi Ila edincoil rame infocato nel fuoco. il colore và via. che parrà un vero argento . Di Gio: tatti fu della Torta. ma à poco à poco.‘Tu impara.e facendone fottili la- minctte . finche havrai piena la pignata. due di falnitro. Arabi Cilalchali. buttalo. f'. fai e ammoniaco. c le parti brulciate volino in fumo Fà che fi ripofi fin tanto che tutti i . rizzato. Habbi fei oncicdi tartaro. & ottimimanuali. e radi quell’olio aggiacciato nella fu-. tartaro. diminolì dun- que come fi voglino . che dandone troppo nel fuoco che fia di bifogno. veri. pedini! tutte le cole. cchc_. c poi levalo . cloro bellezza poSano feci Wnririrtghhmr6‘t maelln dell’arte. . Poi' infuocali la pignaia con carboni vivi . noi qtiìponcmo alcuni tiTcmpi. il che tra que- lli è degno di molta avvertenza. che vi Aia quel mancodi tempoal filoco cheli può.Ma nel principio la pigliata ftij nel ccn- .poni il covcrchio. otto di arfcnicocri- dallino. e la violenza del fuocolo fa fparirc. chea pena badino conofcerc fefianovcri. prima che tocchi il metallo Pabbruggia. diventi bianchilTimo. almeno fi confultino con^ quelli tali. liwrgirio detto da Greci. ótalunic. . la marchcfira. f Xib . chel’hanno a fare. iliano per alquanto di ccmpoà cimentarli nel fuoco. chiamata volgarmente banda milanefe. ebuttivifi dentro il piom- bo. ò fallì. . Ma infegnaremo un’altromodo Moftrar con il rame un falli argento Quedo laràunfecrero migliore . fianodell’artc. una pignata di fuoco circondata di carboni ardenti.' che habbiamo deferitto con parole . tro.equando lo vedrai liquefatto buttavi dentro la terza parte di argento polve- . & un fatfo argento. ò quando il metallo è fufo.e lega ft rettamente. carboni fiano fmorzati^poi rompi il vafe. eia fa nera. acciochefibrufci . finche fi fondino.è feorra in vece di olio per la fuafu- pcrficic . eluta con luto fapientiitj attacca intorno con filo difcrro. c fi polverizzino fottiliffimamcnrc poi piglia tre li- bre di rame ciprio.e ritorna ilramecomcera pri- ma. : . ncimporta_. Perche con la prattica l’intelletto intende più facilmente la teorica.che altamente và via. e chi non farà tale. Argento vivo. pcrfìcie del piombo.òdi lutei infic- ine diffoluti in liquore. derryecolfplentìoirdetTnetalio. vi fi butti dentro in pezzetti ( ma non in polvere. come polli a aio > ' > 1 . . e lo confuma) nc riceve' ferri p re un maravigliofo imbianchimento. che vi ritroverai in colore di cenere.matre volte tanto.c mera oncia di argento vivo folimato. e’Ual chiamato dagli. Mabifogna che coloro. quanto meno potrai così haverai ilramc_. c diverrà bianco. pedalo. c di nuovo Iuta di fovra. cmezadi vitriolo.fc in alcUnodi quedi. dimoilriamolo con l’opcratione Infuochili .

c fanne verghe.c vili aggiunga più olio. ponete con loro cinque oncic di argento vivo à diffolvcrc. li sforzarono nettarle.ovcro but- tili in fondo di cruccinolo con molti bufetti. nella quale lia liquefatto tartaro.c le fue feccie. cl’havrai. & havrai metallo frangibile . Come finorzando il rame infocato nell’aceto. c falnitro à pocoà poco. fpargendovi fopra à goccia olio di tartaro. lauati. rpf . e così Aia- . Ma per far che laTupcrficic di fuori fia bianca. c malleabile. ali’hora liquefarsi due libre di rame. che la purga (li un po- co prima.chc ne fon prive del tptto.. poi cosi coverta di carboni lafcialoeilingucre finche farà raffreddata.chc lafci fopra le fporchczzc. «Scotto oncic di tartaro>& oncic otto di tutia. fia l’orpimento ccccllcntilfimo. il giaccio. infocala al Aio- co.farà più purgato.c lai communc. cpoi s’accolli pernierò piede . che fi togliano le parti fporchc. c così tanto faranno più eccellenti. che fplcndcdi color d’oro. purgandolo del me- defimo modo. c quello che caderà fotto. eper mera ho- ra liij liquefatto. lem prc giongcndovi della medema polvere. e così i bi- anchi diventeranno migliori. Quello non bifogna tacere. fallo fcal- darc. infin tan- toché fia eguale ql pefo dell’argento così ponilo in Vafc di vetro . aggiongi già del fattomctal- lo una libra. volte. cheli apre in fquamc. poi togliete fei oncic dicriflallo. • Vn altro Togliete due oncicdi banda Milancfc. ccircrallì infili . poi fredda rompali la pignata . «Così seco- li. buttandogli in faccia. «du- cendolo in calce col falc .chepaffcràpcruna ffrcttilfima trafila. poni . .acciochc fi difccchi. finche fi liquefacele liquefatto lì coaguli.de frange. quanto manco havranno feccie. all’ultimo aggiungetevi la metà di argento di copclla. Della Magia naturale tro. c butta iit- canalc. così farà bianco. tartaro. c lafcia bu- ggere un poco. Cosi dopo purgato. c darpcfoconlui. c tanto fi difecchi . eli ritroveranno dentro le lamine fraditei con lì diti facilmente le porrai convertire in polvere. Così te ne da- remo . c butta in acqua. altro tanto di rame. quando è fufo vetro pedo. come uil. Ne havrai anchoracosì Z>l»* altra • Con l’orpimento. poni incrucciolo. che è princpaliUimo in colorari metalli.» di fai ammoniaco. finche conofccrai . c tartaro mcfcolato. molto tempo caccia alcune mac- efficace ncll’oprarc . fpargendovi femprefopra le modelline polveri . poi bntta in canale.e l’argento s’unifca con lui più profondamentc. epurgati di tutte le feccie. fottoil fiato* .. c fapaffarper quelli ilmctalloli- quefatto.c lontana dalfuoco pcrun piede. c vedrai biancheggiato con affai guadagno. c (ale ammo- niaco. c fc col chie in faccia.c poi Icaldando il vafe fa che sfumi. c così farai lette. poi quando il Sole c caldi (fimo . indoli à poco pocoinfpatiod’un’ hora Ca tutta coperta di fuoco. mcfcola in !icmc. che fieno prima ben purgati. dallo calar giù tre.c fopra un porAdo tritura. ma farà bene.i perlci bore. finche tutta fia fu- fa. c buttili qnedo fopra otto.» . follo. c di quello bifogna fcmptcricordarvcnc. ò dicoi par- ti di rame. c duri Tempre col Aio fplcndorc.Ufcifi mangiar l’argento dal- l’acqua forte fenza ficgma. c non vi redi niuna fpiuma. acciocho * la non butti in faccia. c quattro volte con limatura di rame. late mangiare daV l’acqua forte.

V. poi ritorna ad impattare. difccca à foco lento. poi ne farai ballottine. lo. contervarcte quelle cote così inargentate. così i vate diramefubito prenderanno fplcndorc di ar- gento il modo di farlo è quello. à ba- gnata con faliva . io conofcerai ponendolo fopra una lancina di rame infocato . ò altro confinile.che_» firifcaldtno. laonde fc vogliamo Mutare il ferro in rame Tanto. che non tocchino cofcagrc_. Solverai in acqua forte un poco di argento. qucfto fi farà agevolmente con vitrio- . poi fublima il detto artenico ben pedo col doppiò pelo di limatura di rame. G lA’ l’ordine vi ammonifee. poni a! foco . Del ferro. poni della nuova. come aceto.& alcali. c lafciarà bianco. làlnitro. Mefcólinofi inficme falc armoniaco . unguento. & i figliuoli. che fi riferiva in quale difccca à fuoco lento. Lib. che per il molto folfore fitto chcriticnefìa di difficile fufione. che avanza fopra quattro dita. flropicciando con quefta polvere . Ne havrai an- cora un’altro eccellente. lalnitro di egualpcfo. tempre rinovando la limatura . qucfto è il modo. edue di rame. c fi conofeono che fon fallì. che tortà co- lor d’argento.. una di que- lle conaltrctanto di argento.ma fe il rame farà calcinato. non facci fumo . le quali calci lavarai prima con acqua fa- 1’ifteflc calci lata. cosi farai tre volte . òfoiocon tediti il rame prenderà color di argento. fucco di limoni ccofc limili. perche dicono che ritiene in se molte cote di buono . comefogliono fare i folta in banco. IV. che tea fitto. e ponendovi faliva. che non ritenga niuna cofa di ferro. & altro tanto di tartaro di file ammoniaco. ma frangibile. poi impatta l’artenico lòllimato con olio di tartaro . così farà una metal- lina» butta Copra onde cinque di rame . farà di dicci leghe. che agevolmente patta in un metallo più nobile. fi sfregherà con li diti il ra- me. ma da alcuni è ributtato. alumc.fubitovcdcrctcilramc. per le molte patti tet' rcftri . Dì Gio : Battifi a della Porta . che così agevolmente prende- . ccome nonfumarà più . Fa bugterel’arfcnicocriftallino rotto in pezzetti in uri- na di putti. diquefta una«» parte fopra quattro di rame purificato con aceto. e così farai tate volte finche habbi bevuto de l’olio alfuo pefo. c poi torna à d ite- acqua. poi ponete in un marmare in loco humido. c_. e disfatti glialumi fi pone la medicina . chef! tratti del ferro . c te riduce poi il rame calcinato in corpo con fapone liquido. accioche_» venghino ad ettcre unite.e dà foco circolare per vcntiquattr’hore. farà reffecto. farà affai meglio. Cap. /p g in Cruciolo!aTÌto. e farà bello . Etilmcdcmo verràconl’argentovivo. ranno il colore . la fa re tante volte. urina. come inutile è rifiutato. ò con aceto quando la calcinationc futtefatta con alumc Ma fc cerchi Ri- . poifàbuglire almeno due volte in acetodiftillato finche diventi fccco. e fà così quattro volte.c poni un poco di limatura d’argento. e (ì disfa come cera. Digitized by Google . durre il rame in argento flropicciando con le mani . di quello ne feto gran cè- i favi Indiani to . e .&imbianchifce mirabil- mente. Efc vor- rai farlo più chiaro. mentre fi faccino fpeflb à modo di . e poni à leccare.

e dell’argen- to.chcnon fifol- va. ò di porco. e Di Gto'. e ripieno il vafe. ò lima. che non falti. così all’hor l’oro andrà nel fondo. falnitro. col doppio di arfenico crudo. e quello non fi lervi in luogo humido. toglilo. poi mcfcolainfiemc. finche il ranno sfumi. che hai ferbato. le farà buttato fopra l’argento mcfcolato con l’oro . e mezza di polvere. che fi fanno di piombo polverizzato» con la metà di folfo vivo. poi fi difecchi. c pollo fopra gli carboni ardenti non fi li- flati.c nel verai il folfo qua fi bianco . :ioo ranno per una notte facci pofa. All’horlo butta fopra la mafia dell’oro. e’1 lollorc_» fiflo preparato Ma con tal modo potremo . tutte le cofc fiano pelle feparatamenre. ai l'otto flrctto . al quale mefcolaretc una libradi piombolimato. di fevo di caftrato. di nuovo fi ponga in aceto diilillato. Baiti/i* della Pori*. c lenza fumo. chcfi)ftcnga un ovodi fopra. facendo la medefima operatione. fi liqucfacci lenza fiamma. (parte l’oro dall* argento Cicunaingegnofa. finche fi fonda .fin tanto che ponendone un poco di quello fopra una lamina di ferro infocata. tf di nuovo lo fondo del vafe ritro- colerai .emirabilc . e ponilo àbu- glir di nuovo con tre volte del fuo aceto diftillato . Separar l’oro . e l’argento andrà purilfimo alla parte di fopra . e fa firato fopra firato in ura cruciuolo. ponilo à fuoco gagliardo.e difcccato che farà. el’argcnto da gli al- guadagnar# poco. e tutto imbrattato. tutte le cofe pelle ' fìcuocanoinranno fatto di una parte di cenere.edi quella polvere di una-» mezza oncia. aggiongi quello à quel. di ciafcunodi quelli una libra. quattro volte tanto di cenere di faggio. eli fpargano fopra una libra di rame fcalfata dentro il cruciuolo à poco à poco. e caldo come hab- biamo detto. Li migliori fon quei. Ilranno per il folfore fia cosìgagliardo. e nella fuperficic avanzerà il rame» fparti l’un dall’altro con fcalpello di ferro. o cotto. N Oi infegnaremo in trimctalli. Lìb. X. e fia quef acci . guardandoti chenon s’abbrufci. e lafcia raffred- dare. e l’argento da gli altri metalli c$n l’acqua forte» ma brevemente .poi cuo- pri il vale. e mezze» di fai nitro. finche l’aceto fi difiolva-» in aria. e con una cucchiara di ferro fiano maneggiate con vehemenzatraf- freddato il vafe. e fi cuoca . Separati ette deW argento dal rame Conserte polveri . buttalo dentro un’altro vafe largo di fopra. Cap. mezza libradi fale ammoniaco . Il fai fia ancora decrepitato . che facendoli 4 Arato fopra Arato con le polveri. e luta bene. folfovivo . erotto. ma bifogna chel’argentofiadivilo infottili laminettc. c di fai comune .aIume. altretantodi calce viva.cioè di vitriolo. che vuol operarlo £)d m’in- Digitized by Google . colili. liqucfaccifi al fuoco . ne di quello fi un fubitofcparar l’oro dall’argento. perche nel fondo ritroverai l’argento. lo polla toccar quello da tutte le parti. dilccca ilfolfore. finche più non fumi .V. fc colui. Separar l’oro dal rame Facci ilfale delle cofc feguenti . ò feti piace potrai coppellar l’argento. li ritroverà la parte dell’oro neifondo .Piglia la ciiflura di metalli con una parte. Il rollante farai come hai intefo.

e re (ieri nel fondo il filo rame.& aumentando il fuoco. di dieci. e ponivi fotta lamine di rame.chcparràun miracolo . c ferra lo fpira- clio. che conqueflaartifìcio s’hanno ac- quetato non poche ricchezze. ò vedrai uncolor gialliccio. e quella Aatua così fatta la ponete in un vafo di acqua fòrte difeparar Poro dall’argento. graffo come ti piacerà. ne lia piti buona à rodermctallùqueÀ’acqua ponila in un vaie grande di bocca aper- ta. 0 DELLA Digitized by Google .che farà fatte come la pri- tna voltai Per buttar unaftatua a rei* fettilijpma . riceverai l’acqua forte come era piima. cnon toc- cherà l’oro . che tingerà la boccia. e’I cappello » c l’odor di Tale ti ferirà il nafo . Il Jùu del Quinta Libre . Perefl'ctnpio Ha (a miftura di rame. che vi pone- fti. dentro acqua di fónte . prirdi fogli d’oro. e colarla che venghi vacua den- S tro. come farà già dilToluta buttavi . tanto lottile. De l’acqua ti potrai fervic più Yolte. poilafciateuR bufo (òpra la tetta lènta porvi dell’oro. leva il recipiente. quando vedrai che già (ia vfeita la mifura dell’acqua di fontana. perche per queLbufo mangiari il rame. e queftala porremo àdilFol vere nell’acqua forte. che parrà vna- ò gpfa nirabile. aio Della Magìa naturale m’intenderà bene. e poni vi un’altro vacuo. così come havtà mangiato tutto il rame di fotto . ò venti coperte. X. E vogliamo farunaffatua di oro fóttilidìma. e dalli . . alai . perche ritireranno à icPargento in forma d’una nubbe il rame rimasi nell’acqua . e così verrà fuori l’acqua di fónte. da fotto fuoco aliai leggiero. Cap. perhaver vifto i. & argento. farete in qucAo modo. l’acqua la porrai in una Aorta. fare una Aatuctta di ra- dk della grandezza e forma di quella. che vi ponefti. che volete far d’oro E quatta Atte co- . acciò la gagliardezza dell’acqua forte s’indebolifca . reitera l’oro di fo- pra intattodail’acqua.

che fono della medefima ragione . & han parentela-. o per doppiette . e poni e quella nelle caldajc dì rame. poi di nuovo la pilla più fotrilincnte. figaudo le gioje per mez-z-o . fatta in cenere. è fingendola pafta del criftallo dà molte cofe. che fono molte neceOarieà far lo D gioje. ò tingendo il criftallo fenica lique- farlo. Pilla quella loda con le mo- li. degnali fecreti va molto altiera Pera antica . MO trattato di falfificare i metalli. I. L’hcrba Kali. Di alcuni fati 3 ch'entrane nelle eempe/ttieni delle gteje. A'B'B I A PROEMIO. che Phanno inventate i far di modo. ari DELLA MAGIA NÀTVRALE D I GIO BATTISTA! DELLA PORTA NAPOLITANO I Libro Serto* TRADOTTA DA LATINO IN VOLGARE PER GIO. che fpefiijfime Volle ingannino i mae- firi .IR Infegna à far le gioje falfc. Cap. T3 Ifognadifegnar prima alcune operationi .e poi fcraccia col fctaccio fonile. Ne fraude nella vita > dice Plinio . che l’acqua con quella fi cuoca > e farà lamifura per Dd 2 ceni i ' Digitized by Google . AlP ultimo tratteremo tome fi faccino i fmalti. con tanta grandezza di colere > che fajano ver* gioje . il volgo la chiama foda. bordi far Piflefth atte gioje. e ferve P una. &i cenfiri di quelle. e Vana . che facci più tefio arricchir è il defiderio del guadagno bave acce di quefta. e P altra arte fono jimili .o veramente ttntatemo torrt.& aggiongerti veri coleri atte pietre. DEROSA U. e P altra del? fi artificio del fuoco . accioche non ci bifogni di replicarle benefpeiTo^ primo famefifacci tifai della fida. S' adulterano con molti modi . e coti fi P arder del- Panima’. e poi coloriti. & incollati. .

che nella volta di fepra riverberino le fiamme che al ritornare . vedrai il falc tettar nel fondo.c farai il reflàte dell’opra. e falla ripofareper fpatio di dodici horc. cquaG al fin dcll’accqua sfumata .i. «quello di dentro refla crudo. e fi pone al fuoco.etuttc quelle fanno il me- defimo effetto. Si pongono al- la fornace quelle pietre di fiumi in quel luogo della fornace al sómo dove ri ver- . lo vedrai biancheggiare. indietro fanno un grandiffimo'caldo* lafcialobrofciare inquelfuogo.levili dal fuoco* come c raffreddata. c che l’acqua fia ridotta alla terza parte. boglia per quattro hortj. l’acqua fia purachiarifliéia. il reftante divieti più fpefTa. L Amateria della quale fi fanno le gioje. 11 modo di farlo c quello. e movendo finche difcccato homai l’acqua. • 2/1 * y Dell* Magia naturalt • .bianchi . perche quello efegnodi «fl'er ben calcinato. detta pietra focaja. dunque fubito che havrà colordi calce . aggiungendo legna . acciò la parte di fòpra. che habbiamo infegnaro di fopra fin tantoché l’acqua fe havrà incorporato tutto ilfàle. pigliane un pezzo con le tenaglie di ferro. ciò fatto fcrbaloin luogo fecco. porga il fuodorfoal- la fiamma. edi queftcGfannolegioje.cponcndolelingue dj feltro falla dtftillarc nclvMo di lottò ampiojfi pone dipoi di nuovo acqua nelle caldaje. che folo fia calcinata la fuperficie. e poi fi denfa in fate.flandofopra l’opra fin tanto.trafparcnti della grandezza di un’ovo. c ponila in un vafe di grà bocca per fei horecó l’acqua* come l’acqua farà rifchiarata. pittala. perche accade molte volte. del modo.che ne prendano il faggio con là lingua fe non faprà più di falc. Poi tutte l’acque riferbate ponile in un vafe di vetro* ponile fottoi carboni acccfi. Da quefto modo s’impara ancora Il fai di tartaro come fi facci.di(iillalo perfbltro in un’altro vafe* poni di nuovo acqua f’opra le fcccie. Bifogna eleggere la feccia del vino vecchio .fenccava una di falc. come dicemmo* toltone ogni fjporchczz.ilche avviene alla terza.c ritornata chiara fi di- filla di nuovo* così facendo il medefimo la tcrzaVolta. e quarta volta. ingan- nandoli perche G veda così fplcndente. farà ò di criftallo. ò le pietre rotonde de’ fiumi dette gicroni. cmirafehà quello il color bianco per tutto. chiamali volgarmente quella feccia di vino tartaro* quello fi poneinun forno.chcnoafi converta in olio. Finalmente colata l’ac- qua fe n’empie una pignata. . il qual lène cava fuori con lacucchiara di ferro* da ogni libra di foda. e rompilo. : ogni libra di foda vi fi battano unalangcna di acqua.che le fc(ck calino giù* toltone tutto quello che cala giù. dalla quale fi cava il fuoco. rivolgilo con le forbici di ferro. che è fiata brufeiata dalla fiamm»*divcnnta bianca rivoltata di fotto.havendo penfiero. poi levala dal fuoco. che l’acqua fia tutta sfumata dal calor del foco. moki fono chedicono. ò di felice. Come il fumo farà celiato. II.di nuovo fi cuoca* do- po raffreddata. c diligentemente feccarfi. Cerne fi(refari la felice yò il criftallo per farne i p afte Ili Cap. che fono al fiume Tamefi .le migliori fono quelle . fabricato con tale artificio.chc il criftallo fia miglior di tutti.

e Ta volta di fiotto fia grafia di e mezzo. e la polvere delmortajo. ò nel morta jo. lecca la polvere.e dadi due qtialcèaflai filmile alla fornace dc'vetfnrì. VI. Ta più picciola.augmcntando il foco à poco à poco che al fin fi faccino di fo- . e riponila nel bilògno. che ftà nclfiuo fiuolo. Togli cinque partidi fai di tartaro.e pcròoficura lo fplendor delle pietre.e feccale . l'uno. e di nuovo muovi la polvere. H Or è da fabricarfi la fornace.chefifccchitK>benilfirno. fi butta dunque in un vale aperto. e buttale nell’acqua . e (partirli. fubito che fi vede la- Iirsù. c fianoi \ bufi Digitized by Google .e nc formcraipezzi d’un pugno. che così facendola parte fot- jtiliffiroa andrà di fopra. e pcròfibufino temuta di quella volta . lafciatc raffreddare. à Di Gioì Battifia della Porta. all’ultimo cola l’acqua. e poi buttatovi acqua loprà . e come le vedrai infuocate. aL- tretantodi fai di fioda. Dilla fornace . Ma mentre fi macinano le pietre. che quali non han tatto. rie** glile. e poi le pifferai in un morta jo di bronzo. all’acquc che hai colate la farà far refidenza. e farai così tanto. c poi ftretto con le manipolino fiodezza. • Cap. e diverranno cosi dure. Sia un palmo. cheà pena fi romperanno col martello di ferro.fhria bene cavar l’acqua di l'opra in un’altra conca. ù della mola per cifier più leggiera vien l'opra . che (parte i’hà dafare: mentre non vedrà più venir* galla quella polvere nera. la poi vere del mortaio . Lib .c’l doppio di quella polvere delle dette pietre.manon fi liqucfi»ccino. ò di diametro. in quella volta di fopra. e di là con le mani . quella voi rahabbi dalla parte di fiotto vicino terra una porta picciola. perche dunque alta otto picdi. e delle ruote »à con quello della pietra focaja .ponialSok. queffa poni in un’altro vafo. cotte che fa- ranno. perla quale fi pollano porre le legna al fuoco. e di acquagli gioiellieri lcchiamano padelli.e nel vaio poni acqua di nuovo. volte. Finito quello c convenevole in&gnarc /ili Come fi choc ano i pajìelli .poi-fi pongano nel forno di river- bero per lei hore. e tocchinola feconda volta . e l’altro fi macinano .c vallo movendo di qua. chela parte trofia aggravata dal pelo calerà giù. fin tanto «he volino in leggiera polvere . .e (erbate'. òcon le mole. farà bene torlc via . srj berala fiamma. ricoglì le polveri così fiottili.e la grolla di fiotto. quelle ponile in un vafo di larga bocca pieno di acqua. etrovarai nel fondo una parte limola. toglile via. c quella ope- rationc tante volte colui. per la quale le fiam- me pollano penetrare nella feconda volta. laonde le fiamme riverberando dalla volta faccino un grandiffimo caldo . e delle pietre fbcaje. nella cima del- la volta (là unbufio diun piede di larghezza . cifiano molti uficiuoli. c della polvere. eli meficoli- noinunvafcfpargcndovifcrapre per inhumidirloacquadi fonte.ma non habbiamobifogno di fare mafie così grandi. Perche quelle malie mcfcolatcdcl fiale.e commoflacon le mani. eia polveredella pietra focaja pcrclfier più ponderofia giù cade. ò di due^c fi dicono 5 paftcUi. ò hello ruote. e de' vajt necefsarij affi opra .c però non vibifoj»na fuoco di mantici . co-. Ili.

finche fi cuoca un petfettiflimo vetro. lene prende un poco. c trafparentc. e così facendo flmedefimo.e vedendochegià ctrafparcntifTmajepigliatatnateriadi vetro. accioche per quei bufi portano entrare. perche non facendoli quella diligenza le giojc fatte di <jucftamiftura. ò che non ve cada «qualche pezzetto in quei catini. alcuni per far il vetro più chiaro.nè fc ne può djllaccarc. lequalicominciandoà liquefarli figonfiarannoiiu vcffiche. efe ne vede Fefpcricnza. perche difficilmétefè ne leva. e lè il vetronon havrà alcuna veffich«ta.chefi porta da Valentia.fia la loro craflczzadi andito. accioche lafci fuori alcuna i'porchczza. acciochcnon firompino perla violenza del fuocoihoi^cflcndo apparecchiata la fomacejs’a ccendono le legna di fotte.e non cadinofiiora per li labri delti pignatinì . fi buttano nell’ac- «qua chiariflìma. . che fi cuoca ben la materia.con zrepétina occafionc fputano fuori vede il vctroolFufcatocoinc di piccio- il fale. chedurami- rabilmenteal fuoco. e poi ponendo un fèrro torto dentro.Quando la miltura del vetro farà fiata per due giorni liquefatta . li quali fi t'annodi una creta. finche le pignatinefiano pieneinfino al Labro di fopra* eosìfà fuoco per turco il giorno. perche vi fi attacca il vetro come vifchìo. percfferc il vetro lòttopoftoà quello vitio aggiungono dentro i catini altre- tanto di biacca. li qualifcannoda fiat (coverti fovra il fuolodella feconda volta. verde r azuro. che non tocchi le mura della fornace. Ma in quello bifogna molta avvertenza quando fi leva ilvetroda’catinì. fubitodivicn rofia.c per quei bufi fi pongono con le mollette di ferro ne’catini un pezzo penino. & infuocato. e calino giù. fiche in fei horcfia tutta di fuoco l’operante non Infogna partirli mai. à poco. così la mafiadellc giojc farà affai perfetta Hor palliamo ad inlègnare i colori .chc havevano in fc. e la fornace fi comincia riscaldare à poco. éc tilcire i catini . che ufeendo fuori l’axia. ma il fuolo fia più malficcio di quella parte di fopra .Raffteddato che farà il vetro fi pone di nuovo in quei catini. e diven- ta tralparcnte . ma aflìduamcntcattcndcreall’opc- ratione. cavandone im ( poco fuori. corno . e fc ne faccino pezzetti quanto una noce l’uno. l’altezza un mero piede. l'eia materia hà ricevuto già la perfetta Iucidczza. A • Come fi fingono i colori . Cap.poi fi liquefa col vetro. polliamo colorir vetro giallo. che per due giorni Aia liquefatto.enon vi venghino perdenrro per le giojc alcune vfflìchet- tc. alFhora fi rompano li padelli . e la lucidezza delveuro.farà il vetro perfetto. lènza venirfene parte della creta della fornace.all’hora poi li pongono degli altri pezzi.c lì le nubi. con i fpiedi acuti lì devono pungere. 2 14 Dell* Mogia naturale bufi incavatiti un meao piede larghi . e le pugnatine . e gonfiandoli molto. le vcfiìchcfi fgófino. I V.c tan- fo Tale. lì leva da detti catini con ferri latti à qucfi*ulò. e polla farcii fuo ufficio. AU’hora fi fà l’cfpcricnza con un ferro macinato .e rottala ben tutta. la qual porta.

la qual fia tanto grande quanto baffi ad entrare. fioc- chi. filavano ben iflimo. accioche pi fi perfettamente fi calcini ponendo diligenza . che toccandola non par che tocchi corpo poi fi ferba. poi Io togli. Di Gio Bàttìft* deIU Fort*. : 2i( CosìinAgnamo. e qualche legnetto. tutto quell’ace- to. finche l’aceto havrà mangiato tutto il fèrro. ò quattro Animane. overo forno picciolo.e lavata. Ha vrai in quello modo Ilrame come fi brughi. Togli il rame limato con altrettanto di fale pongali in un tegame di creta al fuo- co.e fi romperà in pezzetti. e poi Accalafot- tiliflùna polvere l’havrai fatta.ò quattro libre di h'matnra di ferro. e butta nuova acqua nella polvere. conturba co» le mani. fi ponenel medemovaA vitreato di dentro.fi ponga fovra un mattone* e ponga dentro la cantero » poi fiferrila porta che tutta s’infoochi di fuoco. rivolgendola^ maneggiandola ilgiorno fette. Scotto vol- te con un cucchiaro di ferro. Se ufeir la mano dell’artefice. larghezza.» netta. ponila di nuovo-ai fuoco pcrun giorno artificiale. c cosi far il me- de fimo tante volte. e difcccata quella ruggine di nuovo la pongono al fuoco» che s*infochi. fia queflacellctta di un piede di lunghezza. Infoialo così tutto infuocato per un giorno naturale. e’1 piflone » buttando acqua nella polvere. che rimane fono che fu gramamente pe- do. fi pone al fuoco . lottile col mortajo. l’eltinguono in aceto fortiflìmo» poi colato quell’aceto. VI. Se altezza -Poi fi pigli la zafara de’cretari. poi lafcia ri po fa re. ò quattro volte. overo altra fpecie di bruttezza (là sù à galli t così havendo la limatura ben. ecosì fanno tre. Come ( . e quattro volto» poi fànnocfpirac l’aceto in una pignata. e quello A tre. .Hor rc- ila ad insegnare Come fi calcina la z. cioè entro il forno apparecchiato. e vi fi but- tino dentro tre. e quella. mentre brfogna apparacchiare alcune co fo all’opera. unito con quella.e fi pilla. Altri radono chiodi di ferro rubiginofo.cquel!o poi infocato. fi Acca bene. poi datoli tempochc fi ripofi.bifogna colar quell’a- ceto in un’altro vafe . e fi pone aceto di nuovo in quella limatura . fidifecca . Lib. Si pigliano tre. c non fi liquefacele come farà brugginca fi Ara nera. c partilo in due partnuna ne Acca . accioche venghi brogiato da tutte le parti dalfooco. edopo fei horefi cava fuori efi . cola in un’altro vafe l’acqua. s’attaccarà dentro la fiamma.e quelle ponendole in un tegame di creta con l’acqua. chcda quello per un bufo fi entra nella fornace» quella canterina habbi la fua porticclla . e che reila nel fondo una refidenzalimofa r così perfcvetandoil fuoco. e quelle fi la- vano bcnillimo . pefiatodi nuovo.c l’altra poni col Ale. perche il fèrro per il fuopefo cala fubitogifi.edinuovola fpargonodi aceto. cferacciata tanto. eciò fi tante volte finche quello. che rimane nella pignata » quello farà il croco del terrò.e fòprsr quella fi fa una ceUetta.afara Dal Iato della fornace fi cavatina fineflrina. poi fiponein una pignata. overo due» con un ferro unci- nato lo andrai rivoltando. chcs’infochi bene al fuoco. c fc non baderà farla cosi . lafciabruggiarc quella gramezza .ò quattro caraffe di aceto fòrti flìmojafciala così macerare per tre. e poifetacciato di nuovo palli per l’acqua. e per tre hore. efi fabuglire finche l’acetO'fi dif- feriva in vapore.. butta neH”acqua. polvere . c quel che ceda folto fi ricoglie.

fi pongo- no due dramme di za fara. e come farà ottimamencemefcolato. Si pedain polvere fottilifiìmai! rame brugìato. A Pparecchiate chelaranno tutte lecofe. fi pone un pochiflìmo di zafara. ch< appena fi tocchi col tatto.c poi con un fèrro torto bifogna rivoltar Tempre fenza Inficiar mai dal fondo alla cima. tanto rifplendetà di più rifplendente colore. c vi fi giu* geunpochettodi minio. togli un poco di vetro dall’altra pignatma. e così verrà il co- . quando fi mefehia col verro per ogni poco di tempo doporoclcolata calagiùalfondo. ecominciarcmo dal Zaffiro come fi tinga . che fia la metà della rame. c dopo il croco Ma fe . Quando havrai tinta l’acquamarina. poi fi ncfchiacol vetrosa quantità non fi bada infiegnare.-fe troppo colorito. fc non farà lubito tolto dal fùoco. cioè fe_» prima Digitized by Google . Far il color del crifilito Come havrai fatto il Topatio. V. fàcilmentela convcrtiraiinuno Smeraldo. fie troppo bianchiccio giungi zafara. ti piacerà . perche fe ne fanno e più co- lorite. Cosi foiemo Fingere Smeraldo lo Quedo fial 'ultimo. e mea colorite. 2i<f \ Della Magi* naturale Come Jì colorirono le gio)e . * Perche gli artefici cominciano da quello. Così dunque farai . giongivì un poco più di rame. bifiognafare il faggio.& infcgnardi colorirle.c poni in quella.fc non che riiplcnde più chiaramente. non rimane altro à fare • che finiamo di tarlo giojc. perche fubito chelàrà tinto. to- glietelo dal fuoco. fe hà da effer picchi- la poco. fie farà la gemma grande. cioè per ogni libra una dramma batteria. e quan- to più dura nel fuoco. C*p. In un catino picn di vetro. e fie lo vetro vi parrà ben tinto. Così anchora ci sforzaremo Far il color del ropatio Per ogni libra di vetro fi mefcola una quarta di oncia di croco di vetro.fvapora ilcolorc. pigliandone un poehcrrodal catino.cqutdoacciocheverdcggi un poco . eia gioja Tempre biancheggiarà.cioc ad una libra di vetro. dategli poco colore. che facendo altrimentcla gioja verrà affai rozza. perche di quella fi fervono per gioje di anelli. cfà cuocere per fei horo* Così potrai * Far l’acqua marina Chec pur fipccic di zaffiro.e vorrai farii Crilblito. perche bifogna dar poco al fuoco. c per ogni libra ci ag- giungeremo tre oncie di minio. aggiun- gendovi il croco del ferro.edivien Tempre più bianchiccio. accioche porporeggi più meglio. ma prima fi pone il minio . lordiametido. perche il crifolitononcin altro diffe- rente dal topatio. perche effendo la ramo gravofa .Reda ad info- gnate Come fi facci fame tifio A ciafcuna libra di vetro Si pone una dramma di manganefe. ma il croco bifogna. c per altri ufi .

& altretanto di rame.» del croco. 2 17 prima noi aggiongevamo la quarta parte di ramc. e ponilo nella fornace dc’cretari nel mezzo. Efe quelle cheli trovano à Pozzuolo tra quelle pietre dirupate de gli antichi. cheli cuocanoper fei horc. . c fi ponga in cruciuolo ad infocarli al foco . perche con fpefa poca. e perche da’noftri non ballino à poterli folfificare. cficcca. Ricordati dopò haver buttato il colore. Lib. noi ci sforzaremo col noftro modo non folo farle limili. V I. & derame. pietra focaja nella vetriera per Z4. poi lorcndcrai fottilillimo fovra un por- fido. c l’havrai nel rondo iiflo. ma farle affai migliori.e per ognioncia diqucfla. pigliano quattr’oncic di quella pietra. fe benda loro fi tiene occulto: ma horane infegnaremo un’altro modo. e poni di nuovo in cruciuolo . c con pochiflima fatica fanno le fpoje più fplcndenti. e verrà bclliifimo. fi torna à cuocere. poiferba . nc caverai le giojc falfificacc. t Haver lo fmeraldo Tre partidi minio. & hav- rai la materia del criitallo. Fingere il Chrifolito Tre minio ócuna di criflallo. che_» per havervi buttato il colore li havea annebbiata. un’oncia di ver. VI. e nonlafci caderedenrro il vafo alcuna lor- dura . ò della cenere che vola. e pajono vere. e farà lo fineraldo. come farà difecco. Fare il giacinto £« Tre Digitized by Google . de annu- bilarà il color della gioja. mi- llura poni quattro grani di verderame . ’1 modo ufitato. acciochcla materia della gioja fi ri fc hi a ri di quello. togli . che i mezzano tra il verde. il chrifolito. che fi romperà in mille parti.cnell’arcnedcl mare fatte prima da gli antichi. de una libra di minio. à gli altri vali e cotta la forna.hore poi fi polverizza fottilifflmamentc.chb polla evaporare .ecopridilbpra. & il giallo. Piglili del cri- llaìlo di rocca . e finalmente. c come farà rovente fmorzalo nell’acqua frema. eia terza parte diminio in un crocchio- lo gagliardo. che anchora rifplendono. lo quale havea deliberato apprdlomc tenerlo fcmprcfccrcto. &cosìfi fogliono ufarap- I preffo tutti . all’hor fi cavino i catini della fornace.hor ci aggiùngeremo parte. che non vi cadine dentro carboni . Il fuoco un poco dopò manchi. Se una di polvere di criftallo. ò fun- gine. . e fi . poi lo coprirai l'opra con un coperchio di creta cotta mafofpcfo : dalcrucciuolo. edue grani di verderame per oncia fora parti di . Apri dunque l’orccchie. finche la fornace fi raffreddi . edifieij . che in lunghillimo tempo tifai non verrà in faccia.poi habbi minio. Lmodo che habbiamo infognato. fi . erottili. Come le gio]e fi pofsano far d’altro modo. Cap. colorate. ovcro fi calcina la_.Hor infegnaremo i colori Per fare il Topati Se porraiuna parte delle polvere detta. che calandone dentro il vafo contaminarcbbe il candor della gioja. allegre. che voli in aria . ce farà fatto il colore rompi il crucciuolo. e poni la terza parte .c nafcondileconfedcl petto. 0 c & Dì Ciò: Battifta della Porta.

di color rubino . VII. c volano in pezzi. e per ogni quattro oncic di quella pietra vi (iaggiongono una libradi minio . e forfè migliori. non triviali. e farà un colore aliai bello. fi (caldi a pocoà poco all’ultimo s’infochi perduchoretma Terza . ma Capu- & clperimentateda me.ro di color celefi e diventi diamante Que- Digitized by Google . ò calcinare il detto criftallo di rocca. fi pongano dentro una pignatin * . ovcro coperti fra le polve- ri ovcro attaccati al coperchio pendenti. le toltone un pezzo con le tcnaglinc di ferro. vedila medefima ifpcrienza. perche fi fpezzano . tingere il criflallo di rocca . eper ogni oncia di quella mifturaponi lei grani della pietra bematite . c fi pongano i pezzetti di criftallo grandi . Di varie tinture di criftallo . in pezzi Il fegno che farà beniffimo colo- rato farà. vedrai che farà tinto di ruHicon lo. egiocondifiimo à riguardare . Cap. c verrà con un colore bcliifii- mo . pilla ogni cofafcparatamente. confi di ferro. M vengono I fono però accorto effer molto faticofo il polverizzare . potrai folo porrd'orpimc- to polverato. una di criftallo . 1 rcflanti colori potrai da te compor- le fecondo il modo lòvra narrato. Ma quello è diver- tirli con molta acuratczza . fiato di man- tici .anchor di molta fpefr. remo de gli altri modi di tingere il criftallo . e communi. e dopo alquanto di tempo.efetaccia bene.altrctanto difolfore.» di orpimento. per coftar il criftallo dirocca. che non vada . Altro modo di tingere le pietre . cioè . hor tratta- e molto nobili. Vili. & il calcinar il cri- . efapute con gran fatica. Il giacinto volendolo fingere. ovcro fi liqtiefacci. fc ti piace di color di gia- cinto toglilo prcfto dal fuoco. H Abbiamo detto te delle tinture de’criftalli da pochi. Piglia fei parti di antimo- nio. lafcialo di- . così poi fanno Il giacinto Alla predetta miilura delminio . morar più nel fuoco . fiorsiamo che il vaf. che . &anchorconofciu- te da pochi non dico da (òli. fc vuoi d’infocato color di rubino. & infic- ine con loro per colorirla una oncia di verderame. ponilo di nuovo al fuo- co. e prima r Di fare lo Smeraldo Si piglia la pietra focaja. e pietra focaja calcinata giongono una oncia. così fi pone al foco. due di tutia. tre di arfinicocriftallino. 2i S Della Magia naturale Tre parti di minio . Cap. quattro di orpimento. e fi calcina per tfe hore nella fornace de'crctari . è dì giacinto lenza rompere. che quando fi levano dal fuoco. e fc none ben colorito. e tulgidillìmo colore. e finalmente ftallo Tilldle. non fi levino fubito» e fi raffreddino .

perche fe repentinamente fentifle il freddo . e poi polla al fuoco di varij modi come habbiamo detto perde il colore . c nel mezzo le- pelliamo il zafiro . e così al rafffeddarc. e dall’altra rubino. • accade Ipeife volte . e così di varij colori : il che avverrà di quello modo :fc per efempio vogliamo. c poi fcaldando à poco à poco il vafe . & accomodarlo.e dando pili fuoco fin tanto. perche^ la violenza del fuoco fa perdere il colore. che trovandolo così. e lo pongono in mezzo del forno di reverbero . e imbianchifce. e tutte le altre. come ftimamo che habbi perfoil fuo colore. fi aggiaccia. che parrà unopalo. tingere il vetro di varij colori Nonlafcerò di dire una cofa degna di confideratione. e dall’altra turjhina. ne viene un’altra fpecie di falfificare gioja.c cosila facciamo poi fcccare . miracolo di natura. cavandolo dalla calce confideramo . ò fi aggiaccia .ma bifogna fpeffolevarlo dal fuoco. chea gli ignoranti diquefto fecrcto li par grart. altre più tofto. che per forza del fuoco vada via tutto il colore. fecondo la lo- rodurezza . bi fogna con molta diligenza. Per- che alcuni fondono l’oro. e l’infocano . c fi deveufar leggicr fuoco in c(To. Habbiam viftemoltegioje di valore finte di quello modo . Di Gio: Battifta della Porta . le quali poi legate per mezzo. 219 Quella gioja. altre più tardi. e ricevuto quel del diamante. VI. che lòlfiandofifpczza in molte parti dopò alquante hore. l’alrra fi colora variamente. fi fa eh’ una gioja dì una partcjìa bianca e dalPaltraroJ?a. fc non anchora l’hà perfo.Lo llagno calcinato toglie la pcrfpicuità al vetro criftallino polito alla rota. Lil>. farai così .el’hò ville da princi- pi havute molto care. cioè una pietra di due. c lo colora varia- mente . Sa- pendo queflo efpcrimento ne vien’u n’ altro. che un zaffiro. e dall’altra diamante. ò molto accedane: ma pct con lafciar colà da dire intorno à quella materia.. perche da una par- tc è zaffiro. . Si hà da avvertire con fomma diligenza . che ponendoli al fuoco. che ilfuocodafes’cllingua.chc dandogli troppo gagliardo. ócefpollo al fuoco ardente. crefcendo fempre il fuoco. òdi più colori. la quale mi accadde men- tre (lava cfperimentando quelle cofe. ò da una parte bianca. c fi calcina. cioè \ Ec i finge- . fi fcalda à poco à poco. altri lo pongono l'opra una lamina infocata . Tuttclcaltrcgio- je come il zaffiro perdono il colore .Quel- la parte che vogliamo rofla.ò azzurra. Ci ferviamo di queflo ar- tificio quando vogliamo trafmutar le altre giojein diamante.ò azurrala circondamo di creta bcnilfimo. che da una parte fin diamante^. c li fa ofeuri: perche una parte s’impetra. come. Calcinar Io llagno à quello effetto già l'habbiamo infegnato di fovra j aggiongeremo alcune cofc non già occulte. dcaccefi che fono bifognamoleftareil fuoco con ventodi manreci. e lo la/ciano raffreddare nel fuoco.lafciano Ilare. e poi pongono il zafiro nel mezzo. c poi coloritedifotto . Noilofacciamo più ficu- ramentedi tutti.chc fi lafci morire il fuoco da fe. cofa che fifa con tanto leggiero artificio Potremo . (ì cuopre di nuovo nella calce. Molcilofanno di molti modi. all’ultimo lo coprimo di carboni. fe bave ancor perduro il colore. finche fa- rai fodisfatto. Noi riempiemo un crucciuolo di calce viva . il che avviene fra cinque over fei hore. ò fi rompe in molti pezzi.1’amctifto facilmente lo perde. altri Io fepcllifcono nella limatura di ferro .c_. porte al fuoco perdono ilfuo colore.

guardandoli che non s’accolli à i lati del vafo. & irraggia fuori un bclroffcggiante colore. A quello le li dà corpo. e d’intorno le volte del collo. fa mangiar l’argento dall’acqua for- te. e fi ponga nella fornace de’ vetrari. come dicemmo. Coldoppio divetro. ne molto diliimilcda! vero. In una pignata di creta pongali piom. Anticamente di quefle fi facevano mufaico. e perlina notte poni à foco lento. Ma-» che h abbi à farli per fare lo fmalto eli color di latte Piglifi dueonciedi cenere di piombo. Come fi faccino gli fmalti . e la parte più leggiera.e fa certe ampolle come acqua. e frangibili. poi buttando le lamine di rame fiotto. fi accoderà à quelle. co. c re nefervirai. e farà fatto. Rompafi il vafic.e lene facci corpo . D è. Se havrà colore di un verde prato. Opù haver fatto che nelle gioje vien le il gioje . Quali colme- demo modo fingere lo fmeraldo Potrai. Se imirarà il color giacintino. ma . che non f» può Yeder gìoja di color più giocondo. perche fono molto fran- gibili madibeilifliino colore. che il piombo fi ril'olva in vetro. ecrefccndocol tempo l’abbondanza>g>ù cade. c fi fanno delltj fola differenza vi non rifplende. IX. pilla. . e dtfeccato» fi pone in un tigametto di creta dura. e lafciata ivj per alcuni giorni . e coprirai la bocca lentamente così accefi fiotto i car- : boni il fumo andrà fuori.à noi ballerà di ha- ver aperto la via. faremo de’fmalti. Cap. opera medeme mifture. c con una acuta punta di coltello Imovi dal vetroquellc ampollette di color belliflìmodigiojc. Co« al contrario fc vuoi tingere Digitized by Google . aumenta il foco. e come farà liquefatto. quattrodi (lagno. Cosi degli altri metalli lafcio il penderò ad altri d’ifperimentare. ponile fovraun pezzo di carrafa di vetro rotta. cliquefà àlcggier fuoco. fi pone alla forna- ce de’vetrari. perfervirfi di loroperalcuni ornamenti. 22 9 ' Della Magìa naturale fingere il giacinto Aliai bello. .» raccolto. c la vedrai accollarli circa i muri della carrafa . piglia corpo evenendo più parti più va crc. & il fondocuopridi Iuto. quella i vetro trafparcnte . fono piccioli. bo. Potremo anchora fingere i carbonchi Di orpimento. di moire di quelle picciolc . .cfi tingono con medemi colori. e fimile. in qucflo c corporeo. e gli orefici fc ne fervono per in- il cruflar . e più fiottile della materia alccn- dc in luogo più alto . cibdezza con loltagno. fccndo.. perche non con molto fpatio di giorno fi rivolta in fmeraldo.cmcfcolando con un ballon di fer- ro. c poni in unacarrafa di vetro. crifplcndono d’un fplcndcntiflìmo color di coc- . Se di quelle picciole nc vorrefli far una grande. Piglia quattro onciediorpimc- to.& adornarl’oro . à poco à poco. nc farai pilole . e detto cofic vere. alcuni fèncfermanoalcollo il colore à tutti òdi ardcntifiìmo rubino. rivoltando.fapientiar con- tro la violenza del fuoco .

così diverrà di color di Leone . ò color pallido. mefcolando fpefio con un baftoncino di ferro. che parche fotta una mafia di pidocchi gionti infiemc: ma molto giocondo à vedere Quando lo . piglia fpefio il faggio . Giongendo rame brufeiato . e poco carico. all’ultimo piombo. Se far lo [malto rojfo Vuoi. ftagno. giongìpiù corpo. in luogo del giallolino. VI. e havrai quanto defi- dcri. per ogni catino giongi due padelli di faldifoda. ma pedo fottilifiìmo. Ma defiderandouno [malto . Sarà anchora uno [malto di color cPamctifio Il qua\ fi fafolamente di manganefe. cioècalce di dagno . giongi limatura di rame. c la millura diverrà nera-. cioè ftagno calcinato. cioè pcrmità . c l’haviai Se vuoi . Così tingere lo [malto di color azzurre Potrai.cfc verrà di colortroppo Carico. c fubito fpargerà fovra- quello croco.. del quale fi fervono i crctari. quando mar» Celiano il rame infocato. così haurai una piocciola mafia una parte trafparcntc. gìongevi il giallctto. e di più tre oncie di giallolino. giongcndo per ogni libra di cridallo un poco di croco di ferro. fe verrà bianchiccio .Potrai fimulare lo [malto verde In quello modo. gai . buttalo fovra il marmore . Ma- far lo fmalto giallo carico di celare Potrai. KMode Digitized by Google . (malto è fatto già denlo fpargilo fovra unmarmorc . ò di color di viola . giongcndovi un poco di corpo .. epoi filiquefacci à fuoco diriver- bero in vafe atto al fuoco per una notte .& un’altra lucida-. che danna parte fi. tingere la [malto nero Ad una libra di cridallo giongerai una dramma di manganefe. haver uno [malto di due colori mefcolato. che cade da’martelli de’ labri . e di arena.a denfo . poi'vi giongerai un’altra di zafaro . con lo zafaro . perche è comporto dimoiti ponti mefcolatiinficme. la compofuionc farà più negra-. della quale fi fa il vetro . Ltb. Ma fc cerchi far uno [malto più nobile > Del quale fi fervono gli orefici. eda un’altra rifplcnda Parai i padelli di terra *c del doppio di vetro. e farà aliai più perfetto. perche. giongevi ruggine di ferro. e poi poni- vi fmalto fopra di un’altro colore. che volgarmente fi dice ramincl- la . Di Gio : Battifu della Porta . Male farlo [malto giallo pili chi aro Vorrai. le fata di porpora ofeura. come habbiam detto poco anzi. e piombo. e così verrà più carico di colore. Da quelli farlo [malto di color pidoccbiofo Potremo. aggiungendo corpo. à goccia à goccia. e nnifei inficine premendo con una palatina- di fèrro.

argentoin fogli librauna.ponivide'- tró una libra di minio eccellente . che paragonate alle vere . eie vero S pajono falfificate. poi piglia fei oncie di feti* 0 infùo- ' Digitizod by Cooghf . giungendo più vetro lo rifehiariremo.di palla- re più innanzi. hore. c le falfificate vere. ripofiire per tre mcfcolandofenza pofir mai.c fc (tara vate. porgendo occafionc à chi piùsà. di verri più perfetto. Poni dicci libre di crittallo in una pignata.ncl reverbcro delle fiamme per poi tre. dcanelli: main quello modo potrai Fare il verro dello Maona Poni in un cruccinolo una libra di (lagno .e troverai nella fuperficic il vetro di color giallo torbido. die ne habbiamocfpcriment itormabifogn* porvifi molto ben pitto la polvere. e raffreddato. del che ti potrai fervire per finaltar l’oro. la metà per volcamcfcolato con una vergaci ferro prcftiifunamcntc cala giù al tondo come farà ben mefcolato. Siano nove parti di (lagno brufeiato. quello che habbiam fatto noi. X. Come fifaccino i vaji et agata . c così haverai uno fplendcntiflìmo color di rofa nel vetro. fmako dicolof evi faticano mol- « un bellitfimo colore Noi raccontaremo . diccmo quel che tappiamo. poi fi liquefarci e lafcia nella fornace de’vctrari. e vitto far à gli ami ci. leva. che volgarmente chiamano rofacchiero fi sforzano di colorir lo molto artificiofamente c di to.cbe non folamcnrc col mortajo. il fecrcto è bello. Piglia acqua-» forteuna libra. come havrai ciò fatto. 222 Dell* Magi* naturale Modo di far lo [malto rofacchiero . con ferri acconci à quetlo effetto. e così non ti i rincrcfca far fin alla terza volta.e come tara benliqucfatto. chcgli notlri antichi l’han fatto .pietra hematite una. poi giungi cinque onze di rubiconditfimocina- brio fopra il rame calcinato. X I. M A i vetrari moderni pili prattichi dirofa chiara. mefcola in- ficine tanto. giungi treoncie di vetro di (lagno. per haver vitto. & havcndolo molto ben mefcolato inficine lafciij . Cap. con lemoloi ma col porfido bifogna trita lo. ribaldare . due dicinabrio.e tartaro meza parte. b calcedonio . I fanno Pagate così belle. Se verrà roiTodi foverchio. e così naturali. ò quattro giorni . Cai. Qudto farà il - csll^do di far il rofacchiero. fette di piombo . pignata . che l’acqua forte rifol va i due argenti.ferrcrrodiSpigna. e raro . levalo dcllij . roffodi pittori una quarta: fa come iài.argentovivo oncie quattro. ne mi è accaduto di veder molto nel «ofa meglio in queftogencre di molti. e buttalo nell’acqua . rompi il vafe. Ci è anchora un Altro modo di farlo Rifervato a gli amici.

che nota i di- fetti del Cardano.c certe ritìelTionidi co- lori. XII. dalla porcellana nodra. e l’altro. Sono anchora lodate per l’odore Que. VI. co- me per un patìaggiodi colori. lla opinione cófìrmata dallo fcolpatore de’fuoi peccati ScaJigero. pedo in mortajo.0 zo.c lefotterrano . che fia humore condcnfato Lotto terra dal calore di grandezza in niun luogo palla gli Abachi . come terra Vicentina. Ma egli. nel Regno di Napoli al monte diMajclla.libre à giudi tio>& habbi zo.cfcrivonoi tempi quandole tanno. Il rie macchie. cap. c ridotto in polvere fottiliflima. fogli d’oro. quali raccoglierai col recipiente . Scaligero diceedcr folito da’ftioi maggiori farli della porcellana. che lodano grandiHimamentel’cdremità. dicecosì. dc’nodri tempi. 2. il qual nel lib.Ma io fon di è contrario parere . dopo porta- terra di fpetialidiqucfto colore. Si pigliano le tibie dc’buoi. c nella candidezza. come nel modo come lì facci. chefiveggono nell’arco celede. Giudicano. òumbilici» chiamate volgarmente porcellane! onde egli vuole. Lib. nella porpora. è una creta compedadi piùmaterie. Come fifa la porcellana . che pigli il nome di porcel- lana) c quede lì fanno in lottilillìma polvere . circondandolo intorno va- . eli calcinano al fuoco beniflìmo. ne quelli molto principali. anchora certifali.el’altralbno aliai differen- ti. Agionaremo della porcellana. e nel mczzodcll’uno. Ma vediamo prima fc fia data conofciuta_» R dagli antichi Cardano dice che la Murrina di rliqiofia la Porcellana. e però fapct- la ben tare. & ammaffata— con l’acqua fc ne fanno vafi. Sono molti. poi . digrafl'ezza— quanto bada ad un vafe da bcre. e biancheggiante nellat- te.c fagli aggiungere di criftallo bollito 1 5. e non le cavano fuori fe non dopo cento anni à vcndcrle. dicono dinchi . la porpora rolTeggiante.emonticelli alle volte come nel corpo.econditioni dell’una.mcfco!a con oncic_. : tendo anchora à Ponza Ifola cflere cccellentillima . 'VÌtio l’eflcrtralparentCjò pallide.c riufei- rannoi vali bclliilimi lavorati. acquafòrte. e fa Arato fopra flato con la miftura. e alla fornace de’bicchieri.hanno un fplcrdor lènza forza. e Icone di cochiglie marine . 27. la quale mcfcolata .ir due ò tre volte due libre di . & Dì Gio : Ti ittift a della Torta . .fopra le quali polveri fa paff. .èlor non eminenti. Ma veniamo à fcrivcre come fi fac- ci. fc ne ritrova in molti luoghi. così cinque parti di ce- nere Digitiz . e fon terfipiùto- 11 o.. cioè mifchia.c quella è colà naturale. cherifiedono. che faranno. è difettofo così nel nome. togli una terra chiara belladamolti luoghi d’Italia . per faper quando le hanno da cavare.ò jo. c nella Caramania. In quedi lìdefidcranolcmacchiegrallc. c principalmé- te nel Regno de Parti.chene fanno ogni anno.c le fcttctrano. poi piglia pietra hematite un’oncia. finche divenghinobianchilfimi e fi tritano minutamente. tre di rame brufciato. come ne parleremo più largamente altrove.edue oncie diazurrooltra- marino ordinario. 72 j infuocato. pedala in polvere . L’oriente manda à noi la- murrina. l’hab- biam noi cosi fatti. eie note. Si prendono feorze di ova . . Cap. perche non perdcla fua virtù. apprclTo Viterbo è molto leggiera in. che rifplcndenti ptezzo è la varietà de’colori .

Cap. epofla lavorarli alla ruota fi de* crctari. che non refpiri. e fcrbala ben ferrata. e troverai Targe- te» vivofiolutoin acqua. X 1 1 1. le pallaretecon un fil di argento fiot- tile. Potinoli anchorfal- lificar le perle in jdiiro modo Si piglia la lagrima chiaiiflìmn del niaftice. & impatta con dueparti fierbate dall’argento. e he fa la midura più refilta al fuoco.fin tantoché nc allumerà fopra. e che fia il doppio di quello. 224 Della Magia naturale nere di olio di bue.c ricogli mcdefimnmentc la gramezza.ed’acquaforte. c poni purfotto il fimo per venti giorni.poni pur di fiotto ilfimoperquindcci giorni .» fublimi l’argento vivo. torna l’acqua nel medefimo fimo. l’acqua rimalta fa evaporar à fuoco lento. che quantomeno li porrà della terra Vicentina. Modo di coutrafar le perle Piglia d’acqua vite finiflìmaonze tre. lafciandolc finche fi rallodino nelle formiche farà fra un’hora. ebo non s’imbratti. quale fi chiama il grado delle perle. quella palla ponete nelle forme di argento della gran- dezza delle perle. nè aggiunge peraltro.c format ole. ponendo in detta miltura la cinquantefima parto fi di fmalro bia/tco per la porcellana bianca ponendo bcrace in luogo di fiale No- . chele perle rcltaranno calcinate nel fondo del vafe bian- che: togli quella. una di quella. io di quanti ne hò provati. cluraro il va- li. di quelle fé ne fa vale. troverai fopra l’acqua natante una bella pelli- cini di argento.alTuItiino dà fuoco forte. e quelli poni in una eueyrbitula di vetro. l’acqua una certa ontuofità. & delle perle dell’ontuofio. giorno:c lecchi* poi ungerctccol liquor delle perle parte una.. poi la reflantc acqua cola per pezza di lino in una bocciettadi vetro. ricogli come-. tando. finche fecchi. ponetevi dentro un’oncia di perle minute.pur quello è il men cattivo degli altri. . c confervala. quando defideri il forame.dialumedtroeen. ferra. e fi cuoce alla fornace de’ vafari al modo folito . Poi felc dà l'opra lo fmalto della majolica: ma quanto può più fonile. e con quello fi mefeofa una parte di ala- medi piuma. col fino coperchio ben lutato. riporrai lacucurbitola fiotto il medefimofimo pcrdieci altri gior- ni.poni fiotto il fi- mo dieci giorni. con l’argento con un pennello.cfattone quantità lì accomoda sùlo le Digitjzed by Google . clic per far che li fiollcnti . ricoglila conun cucchiarodi argento. più verranno trafiparcnti. Come fifalfificbino le perle . cponileàllccardcntrouna carafina all’ombra pefum.efalnitro parti eguali onza una. eli muteranno in acqua. lebenniu- noà mio modo. apri. clic volete fare . cavandolo fuori. e fatele poi leccare all’ombra. poflcvac fàilmcdefimo. fin tanto che nc verrà di fopra. <fcuna di quella terra. cosi per cin- que volte dentro una carrafina . c dopo li medefimi giorni. ponivi dentro argento puro in foglio. e vi porrai dentro tre oncie di ar- gento vivo puro. toglile poi. c poni al Sole per lei giorni. finche. e fopra-. N On farà fìior di propofito aggiungere à quelle il modo di falfificnrle perlcj» pcrchemolti vi s’alFannano intorno. prima.

òdi folo rame. e digiocondiflìmi colori. rifarcifcono. che con difficoltà fi conolcono dalle vere. di perle. & oro. battendo hor una parte . ò di rame . ribaldando. accioche terminino la lortrafparenza. le quali fecarcmo in più parti dì erediti l’una. come fanno gli orefici i quali riducono l’oro in fottililfime laminate per indo- rare.e dimoftrano il fon- do dcir. 22 t le ponte di due ltecchi di legno. Le foglie fi fanno. polita. che f pongo»» fotto le gioie .chementrcruna fi cuoce al fuoco. accioche con più agevolezza fi faccino più fiottili.il modo di farle con gli occhi delle feppic_. che le trovaretehaverrafo uni.Ma accioche fi cu oca no più facilmente. ò di ferro. cruda. Cap. che fcaltrimentc farai. e fi vada Tempre avolgcndosù ic punte dc’legnetti. e dura- no nel bel Tuo colore per alcunmefe. fiche due libre di lamine fi dividano in cento trenta particelle. ci fcrviicmo di quella inventione. perche non dura quel colore più di un mefe. oltre à ciò rivendendole gioje d’una non terminata trafparcnza. e tenendola molle al lume di una candela. accioche fi poflano martellar più agevolment<Vunque tqrremo quaranta di quelle.horraltra. fc più cariche.& in quel- l’aceto ponete le perle per un’hora.uicllo. e così il martello. nonio pongo qua. e fi rompa. Noi havendoci dilettato aliai di quelle. che per edere trafparen- fanno che rifplendanoò più cariche di colore. perche è troppo volgare. che fi fanno di fempliee ra- me Si comprano da’ramierì lamine di rame. onde dimìnuifeono il prezzo della loro bontà. accioche nelle battiture non légni il rame. perche fe tu vuoi chcrifplcndano più chiare. le quali fubitofcpnrarai dalTaltro. poidiftil!ate. XIV. . Di Gio: Sditi/ti della Flirt*. e dura per un giorno. ma ponendola dentro la neve fi fa più accefa di colore. nc trat- taremoparticolariflìmamentc. Ma per Ttjfchierar le perle vecchie Ponete in aceto fiori di papaverifelvaggherofc bianche. ò più chiare. VI. che fcmpre fi andrà trafinutando in un belliflìmocolore_.c gli emendino. Lib. Vi pon- gono le foglie lotto di più chiaro colore. diremo prima di quelle. di color più ofeuri. c come fon raffreddate lì tornano al fuoco. c le batteremo col martclu lo. fi macchino dal fumo. Quella è fiata in- ventione de’modcmi. perche Te rotte fanno romper Paltrc . e fon calde fi battino. Sia rinculine piana. S Otto le gioje fi pongono certe fogliette di metallo . che habbi mangiato rame.chc fi fanno certe fogliette colorati fiìme. Habbianfi ff due . come pia- ti.e duedi larghezza. ma clic non. Se imbianchita» togliendo quella ruggine della vecchiaja « Non laflare- mo di narrare il A fedo difar U terchi"« pii colorita Quando fi vuol vedere. e divenuta verde. che pareranno naturali. &argento mefcolatc.& acconcino i co- lori.fplcndentiflìme. co- me cominciano ad afiotugliarlì . fi pone dentro l’acqua forte. dì groflczza della più grolla carta. e toglietele .. quelle divideremo in due parti . cerà al guflo di chi le porta. anderanno in pezzi. Dillefogliate .

che fc faranno fintili ftieno meno al fioco. All’ultimo 6 refeghino con le forbici. efaran buone per Topera.e s’infochino. li foglionoannegrire. con cgual parte di Ta- le. terfi. c con la pomice. accìoche con più commodità fi polfono polire. pcròbi- fbgna haver’ un pignatino apparecchiato pieno d’acqua. e lafcLindo di far que- lla manifattura .accioche l’altre non Irrompano martellando . l &aftóttigliatc Te tavolette. Cap.e di nuovo fi riducono fotto il martello . come oro.poi lì afeiughino con un tovagliolo di lino. e mentre martelli quelle. lafcia raffreddare. e quattro volte almeno biancheggiando.e queftoridotto àfcttevoltc foraimcntrc l’havrai ridotto in fottiliftyne foglie . perche forannorofe dal fole. e fi faccino fbttiliffime foglie. che fieno apparecchiati gli iftromenti. movendole continua- mente. perderai il tempo. che fpelTo ingannano il veditore. quando fi (pianano. poni vi dentro le fogliette. poi fi fregano con una piaftra di piombo . perche replicandoli la prima. laonde fc alcune faranno alquanto folidct- tc. dopò faremo un legno al Digitized by Google . ponile al fuoco. che non loto non pollino fcapparc:ma fa che nè la cenere. c quelle l’altre. Qiiando haurai chiufecosi Ielaminedi rame.finche fieno lavate. poi leva il fuoco . che le Hanno vicine . e larghe di grofTem diana far» ta . e più lucidi di uno fpccchio. ò altre fporchezze l’imbrattino. c’1 martello bilogna che fieno piani. eie rinchiudano da tutte le parti. per ror la ruvidezza della rota. de imbrattarli. l’incudine. c ridotte alla perfetta fotrilezza . X G A’ perfèttamente fotte. che fi alTottiglino. fe faranno intie- re . e di nuovo le martella . K j 226 Della Magia naturale duelaminettc di ferro Hi quattro diti lunghe. e fottigliarfi . cioè ponendo fette volte. ò col martello in forma di un fcmiciljndro. falle di fuoco .ecccllctiflimanié- te. Trimo fi arrotarannoalla». e polvere di Imeriglio. perche (libito fi liquefan- no. Piglili una lamina di rame ciprio della lunghezza òiim piede. e tartaro.c ftieno ancor poco nel pignatino. »* Carne fi polifcanotc fogliette. Quello sì bene fi deve oflcrvarcon diliger za.feltra nelle Tue piegature. Ma prima bifogna. perche rom- peno quelle .rmen- tc che veramente imitila lifciezzadi uno fpccchio quella s’incurvi con le mani à poco à poco. eli fanno con tale artificio . fi pollbno di nuòvo battere. che liano più commodc all’ opere. In due giorni fora fatta l’opera. c pigliale con le forbici di ftrro. che tenghino nel ventrelc altre. cocendo. e pohfcali efquifitilfim. e fe li da la forma. c la fatica. All’ultimo fi ricerchino tutte. e li taccino quadrate. over otto al fuoco le laminctte. onde non faràfe non bene rive- der fpelTalelamine. Ma perche mentre fi battono. poi liadc- guano con arena fottilc. come prima. ritenga . di larghezza della palma della mano.poifilcvanodal fuoco. finche faranno aflotrigliate in fottililDme fogliette. dove fi arrotano! coltelli. l’altre ferrate nelle piegature di ferro s’infochino . poiché bugliendodivcntanobianchiflìmc.c fcuotcndo ben la cenere. rota. e fi lavano in un piatto pieno di acqua chiara. ebuglia al fuoco. noi le poliremo. & aecefi i carbo- ni.

ponendovi polvere di fmerigliò. do- pò habbi apparecchiato la pietra hematitc. dopò pollo la tela accomodata alla bocca dal vafo. chele parti lottili dime della creta efenno fuori. flandobene incervello. ff l ÒclU t Digitized by Google . come un fpec- chio . le no- ftre fogliette di rame. e poi l’annetteremo . e pur sbatti dentro Tacque tinche palli tutta per quel lino . mentre farà da tutte le parti egualata . Le fogliette gii prima affottigliate cosi le poliremo. poi lafcerai far relìdenza all’acqua. Il fegno dell’eccellente politura farà. la prendemoncl!cmani. acqua.e l’andaremo con quella polendo bene. G Di ié: S ittiftt dell* Tori*. e di li. poi togliemo l’acqua. dito della. e co- lala^ la muterai tante volte. e coliamo . la ponemo fopra il rame . che hà da ricevere quell* . Così toltola dallegno. .imponemo dunque (òpra quella lamina di rame cìprio. e quando non ileffe fermai.mnodilinobianchilfimo.fe non appariranno fovra quella i fe- gni della politura della pietra . e fplendidiflìma. e li ripongono nelle caffette . che folo l’acqua fparfavi l’incolli fopra la lamina. Horvenghiamoà porvi lefoglictte. epoi con quat- tro chiodetti ficcati ne’quattro angoli fi fermi che ftia immobile . Habbi apparecchiato creta fottiliflima in quell» modo: pillata che havretela creta . che rifplenda àguifa d’oro. quello legno fia fermato l'opra un fgabello attaccato fopra due colonnette di lunghezza di un piede ne’fuoi capi. e vi porremo fopra della creta. polli fpiegano fopra uru. e colerai. e le parti grolle rellino nella tela. 227 altornodella forma che farà quello. dopò lavaremo coru. che non vi rimanga parte alcuna graffet- ta.efi feccqno. lo ponete in un vafe pieno di acqua. e ve le dillenderemo fopra bene con il pollice. e così riceverà una cfquilita Iifciezza. e di l'otto giaccia un vafe di bocca larga. fenon quel fonili (limo . e buttandovi acqua di fopra lavare- mo. Lib. la porrete in un panno di lino raro . & andate sbattendo dentro l’acqua di qua. finche tutte fieno finite di pulire . che niente v’ è paifato dentro. e fregharc- mo con unballonedi pioppo . poi vi poni di nuovo creta . accioche lìamo più certi. e che da ogni parte riceva quello legno nelfuo concavo. p. e la riponiamo. buttandovi fopra acqua. che gli quadri fopra egualmente.Vt. Quella creta dunque fatta à quello modo .» man finiftra. che la politura Aia nella parte di dentro. All* hora la pietra firmata con quel legno. c s’appiani con lui. e tanto farai così buttando acqua. alla quale polirai eccellctcmente fo- pra una lamina di piombo. e liga- rete dentro la creta. la butterai in una faldel- la piena di acqua. li fermarà. acqua attacca largamente. che quella foglietta non pigli al- cuna piega . accioche non veniffero à pigliar poi vere. ò qualche lordura: ma li attacchino con un filo piegate come una mezza colonna . che riceva l’acqua che cade. che fe ciò avveniffe è perduta la fatica . e polendo Tempre .

da fopra fi cuopra con una laminetta rotonda. e quelle tingerà del color dell’aria . e ponivi fopra le penne. & accomodata fopra la bocca del forno . alla e tengh ino Uretre le foglictte. overo innanzi il forno fi riempia infino al mezo di carboni benaccefi. perche di ponto in ponto và pigliando altri colori . perche toltala foglietta con le forbici di fèrro. che riceva quel fumo. che Ranno nel petto. Cubito fi mutano . che vien fuori della bocca . che vien fuori da quelle penne .Si farà dunque il fornello di lamine di ferro di conve» ncvol fpeffezza . prefi con le tenagUuolc di finto. che fieno ben acccfi . fotto quella volta di fuori penne di oche di quelle. evi fi facci fopra un’altro fornello della medefima ca- pacità di larghezza . e fobico andrai riponedo fo- pra quella cucchiaretta di fèrro. che quel del carbone^ iòlo. All’hora accenderai car- boni in un’altro vafe. ctiferbala. nel mezzo della cimafia un. poi buttavi dentro lamine di rame . Con. Figlia un pochette diargento. che defi- dm. che ftieno ferme . perche il forno. e follo difToIverenell’a qua for- te. ranno prendi un’altra infocata. col qua» pollano colorire.ondc quando vedrai . la metti difoprala fornace. fenza altro fumo. butterai fu li carboni dalla parte di fotto . modo non difiimile da quello tinger la foglietta di coler di zaffiro Potremo. il qual come vedrai. Se altezza del bufo . che non venifiero à far fumo. Alforno di fot» to vicino la terra fogli facci una porticella. ma deformarne prima il forno. «poi buttavi dentro acqua di fonte . che quei colori . ufeendo peri camini del fornello. che > Tubi. In quello modo. che l'hà ben prefo. che lafoglietta ha quel color. k 1 12S Delta Magia naturale Delti fattura del forno ftr colorir le fogliate. poco larga di quattro diti. Cap. Quello veramente è degno di molta meraviglia . e fi but- tino in quel forno apparecchiato. e fi coafolidi nel mede- fimo modo detto con quel forno grande . e fi faldino le gionturf . che riceve quella foglietta di rame. Si piglino quelle foglictte attaccate col filocome dicemmo. Quelle che vuoi tingere di color di zaffiro bilogna indurre coler d'argento alle foglietto . & altrctanto il diametro della lunghez- za. e fi attacchi . di altezza di un piede . e fpingcndo l’anello delle forbi- ce fin cima delle prefe. levala dal fumo. Hor fatto quello apparecchio fi cominciaranno à colori. volgendola fopra intorno i ntorno . infinche à poco à poco vedete^ che ha ricevuto quel colore gialliccio . percuoterà le fo- quando quelle cucchiare fi raffrdde- glictte . le laminate. Digitized by Google . inalzato per forza dal fuoco. accioche fi (caldi bene quella volta di fuori. E prima colorir le foglietto di coler giallo Infognarono. di quattro diti. X VI. eie porremo fopra la bocca più alta del forno. con una volta di fuo- ri di mezo piede come un’altro fornello innanzi quello . H OR’infegnaremocome le fi fi colorano. ene i accomodarono una fopra leforbicctte di foro.

polvere . accioche come farà raffreddato la fu perfide di foori. to. Lib. poiché hauranno ricevuto una perfetta verdezza. & accomodando le fogliette fopra 11 buco. le frondi di alloro. fi melchia altre tanto di fai comune. fi toglie dalvafe. atte. e come farà raffreddato da fe.: ina agevolmente perdono il colore: ma qnellefi fanno con più difficoltà. Se efpiani la fuperficie di fopea perche fe vi appariffe qualche fiflora. mahan- tto color più durabile . roffi. ÌAttifta dell* Porta. c buttatala fopra il rame fi frega .dopo fi cfpone al forno . dranno fplendcnti del celefte colore . e giontovi una oncia di tartaro. buttala nell’acqua. fopra-. dopò piglierai quelle. accioche fi egua- gli . Dì Gìo'. perche il forno che là lira per quello buco. colorerà le fogliette predette. che non hanno ben prefoilfopradetto colore. e che di quello fi ponghino fopra il buco del detto forno. le foglietto all’hor fi difendono fopra quella uel legno . Le colè che habbiamo dette fi fanno con poca fatica-. poi che ogni cofa fiabén mefehiata . e perche vifi butta fopra. il forno ufeirà fuori per il buco di fopra. comchabbiamo detto . JVII. gialli. fia eguale.de il fopra- detto rame polifcafi con la pietra hcmatite. e piana . prima chcgionga il color del faftiro. Indi fi pigli un’altra meza li- bra di rame. perche con quella efpcrienza conosceremo fe dentro.efi lima. il qual tingerà le fo- 'licttc. Cpme fifaccino le medefme fogliette della miftura di rame.Pri- mieramen te le fogliette fi vedranno fplendcre di colordi aria. e con due diti pollici fi và fi J eganao. c fi fonda in un cruccinolo.$’ impedirebbe l'opera. le quali fono molto più difficili.. c fotto la volta del portello fopra le lamine infocate ponetevi le foglie di boflo. «Stiriforma di bombace di argento s’accofterà al rame* buttati l’acqua. e fi tocchi al fole :ecomeèfccco fi pone fopra-. c fc ve. VI. c quando farà ben liquefatto. c poi fi raffreddi. e di molte appena unafivede venir bonilfima. Togli mezn libra di rame. e fi mele hi con l’ottava parte di un oncia di argento. accioche fi tingano di còlor d’argento . ma riterranno 1 colori più tenacemente. Quando tingemoilfaffiro. e fi lavi l’argento. emefehiato batta- T» dentro tartaro. c di nuovo fi trita.ì . Ma prima che fi tingano di color verde bifogna che pigli poi molti co- {ori. così apparecchiata la-. j ?# fubltO l’acqua fi turbar. reponila. e (arai iodisfatto. c fi vedrà fplendcre di color d’argen- lamina di ramo ciprio. un porfido . H OR’infcgnaremo un’altro modo dal quale le fogliette della miftura de’rae- talli fe poffano tingere. trovili butti un mezo ducato. Cap. bagni d’acqua. ò bu- . cioè di rame.pa& fcrà per l’amctiiUno. PVCI Digitized by Google . e fi liquefacci del medefimo modo. Così polliamo tingere le fagliene di color di rubini buttando cimatura di (cariato fopra i carboni. ma non vi devono tardar molto. all’hor toglilo dal forame . Seti piace tingerei* foglie tt a di color di rame Est malagevolmente fi tinge. Così colorar le fogliette di coler d'amerijfo Si sforzano. dé*. che faranno Crepito come.

e fiapercofia col martello fovra l’incudine leggiermente. e tartaro . «come djcc- tre. c rame : ma il colordifaffiro di penne di oche. c quando farà raffred- dato . edi oro.lofmeral- do di frondi di buffo. le fogliette di colordi rubino Fatte già le fogliette. Quelle fonqnelk cofe . E per non efler troppo lunghi. acciochc più cfquifi- xamcntc fi pollino co no feere. edi fmernldo Potremo. percuoti col martello. DELLA Digitized by Google . fe inegual- mente . e poi fi . mo prima con fale. All’hora tingeremo . habbiateuna pignata. oda dentro. fermandole un poco più fopra il fuoco. e fi cuoca.& acqua fà il bianchimento. e come ò quattro volte farà infocata nel fuoco . nel modell- ino modo tingere le fogliette di color di ftffro. e farà bel tinnito. batti conunfcrro. e le tingerai di cimatura di fcarlata: ma le fogliet- te fiano di miftura di rame. accioche_» non fi fpezzi in qualche parte . comehabbia- mo detto prima. Ma fe vi fufic qualche fitfura . fe vorrai tinger quelle in color di rubino nel medefìmo modo . che habbiamo detto. di argento. finche fia ridotto in fonili fogliette. che habbiamo cfperimcntato delle gemme infinoi quello tempo.fefoneràcgualmente. Sia la vergai di un dito. 2jo Bella Magia naturale over fuori ci foflc qualche Silura Pongati in equilibrio fopra un fèrro . con la lima la torrete via. ò da fuori vi farà qualche mancamento. e intiero. pongati al fuoco .

e più fonili d’inge- jgno. piena dì grandiflint e meraviglie . non filo no» mi vergognerò confi(farlo marne ne glorio. mi jì fotte Jcoverti altri. talché delle fue meraviglie ne h abbiamo ritrovate in- torno a ducente. DE ROSA U. .& inclita Fenetiana Republica:ma dell’ Italia tutta. e ue andiamo [covrendo di gaffe in puffo. hor che debita [eccedere a più doni. talché non mi fon mai pentito della fa tifa. per non ba- : tter conofanto in mia vita. P. venendo alle cefi più alte. ne il più ingegnofo . II qual conferva./yOJ \ & 1 PROEMIO. ^ Allegiojefiamò arrivati alle pietre. & io tanto più volentierimi preparo à quefl a imprefii. mentre fono ito vedendoti & mondo. natofilo ù di vararfi tutte le fat nxe.fipleudore. & in ella rifp tende grandif- fintamente la divina natura . che et ho fptfe all'invefiigatieni di quelle . Da qttefie fi può invtfiigar la lun ghex- Digitized by Google . < latione Reverendo ‘Padre Maejìro Fra Paula Ifalenano dell’Ordine de’Servi. Noi incominciartme atrattar di quelle. al- il thara Provinciale. che non fon’ io. che gli antichi. delle quali la regina eia cala* mira. PORTA. In pochi giorni . e confegna à tempo le maravi^jp^r^ 7 gliofe operaticni della calamita . ne il piu dotto. ò nulla.per no n dire in poche hort'. è poco han no conofciuto de'furi fiupori . NAPOLITANO : Libro Settimo TRADOTTA DA LATINO IN VOLGARE PER G I O. & bora in Roma Atgnifilmo Procuratore. -- *** DELIA MAGIA NATVRALE 5 - GIO BATTISTA : DELLA. I. . Ro. altri inNapoli hanviftato me.nt>n fdo honore.€T ornamento di quella fublime. dal quale cPhaverne tm - parate molte cefi. che audafftro anch’eglino invtfiigando le fue grandexxe-. che fino più note. giudichi- nolo tutti Ritrovandomi in Vaneggia m'accerfi he attendeva alla meàtfma Jpecu- . così è la gran maejìa d'iddio maravigli offa nelle fue opere . per haver veduto. di quanti fia andare vifitando.mentrt andava invefitgando certi miei pèfieri con lei.che non cercava.

che per la loro impoflìbilità fo- no fiate rejcttc da gli antichi. & airAuftro. Platone. lo va tacciando di paffo in pallio -Giura- l’autore lenza havcrlo villo. la calamita lalcia. toglie 1 ’aniina à molte calamite . col dir mal d’altri. vanità . Galeno. nella qual cofa s' affatici» molti ingegni . e d‘un'horologio. fi reftituii'ce nel- i’effctto:anziconun fuo artificio. due amici lontani poflono raguagliarfifra loro dc’loro nego- tij. e quel poco. perche dunque dubita dir. c di odor di folfo. e le vi- gilie loro. non che vogliamo biafmare le fatiche . e barbara creanza. il che non Juhitopoterfijfare con due l>u/[olc da navigare con un' alfabetofcrttto tP intorno £>. che moven- doli l’una .c ritoglie la virtù del tirare? Diccanchor rautornoflro .chcPautorhà lafciato porli per vergogna. afa ài non poco moment o a* naviganti . & altri huomini de’ pacati. non vi cadinoin qualche errore. fi toglie Peffctco.(fi ad uno amico. che fia qualche melanconico atrabil ario.e ripolìo. e de’ nofiri fccoli.comc fa con la calamita. che del fuo ingegno vi aggiunge.z. O non pollo fopportare. Afa comìnci aremo a dir dal nome. Hor mentre l’autor s’apparec- chia rifpondergli nella feconda editione con l’aggiunta di moiri mirabili fecreti. chehà deferitto intorno .che mi par di tacere Se vi fono cofc narrate Ja gli antichi pur vele tra- . N „ V ì NT £ R P RETE. che dentro vi fi chiuda un vapor folforeo. per moltiplicar la virtù fua . ch’egli non intende. tuo. e gli errori poi vadino fempre accrefcendofiin infinito . Ragionando l’aucor della caufa perche tiri la calamita. porremo. ò ferrigno.i qua pendono i principi) del moto perpe- .il quale havendo copiato tutto il fcctimo libro>che parla della calamita in un fuo libro.rclla la calami tanna fcmplicepietra. che polla la pietra nclfuoco. non pollo contener di rifpoudcrc ad alcuni. che quel vaporfia la cagione del tirare fc tol- to. fon tremo avvifar delle co/i . e[copriremo le bugie di alcuni. ò foncofe dipocaconfiderationc.chc fregando l’ago nel Diamante.che non tira più chiamando quella caufa d*un’cffctco. mi ri- fpofe .chc inlcgna il Tritcmio nella fua Stcganografia . c ricornandola .a del mando. e l’al* tre fon capricci.chc non perendo alrrimcnte. Fc melio. che P Autor mio fia à corto lacerato da un certo Gu- I glielmo Gibbetto Cloachenfc Medico Inglcfc. che nella libraria Vaticana vi havea letto un libro fermo à penna in per- ganic- litized by Google . Ma quelle non fon cofeda- pari fuoi. cofc. Aedo. dice. e confuma- ta. il Cardano. infilzandovi fpeflo Hippocrate.ma accioche alcuno fermandofifoprai loro principij. fi volge al Set- tentrione. Fracaftoro. e l’unifcc in- una fola.che da fe flefiofi muove al moto del primo mobile. e chiedendogli quello io. c moderni ingegni.chepaffano . Ariftotek-. che con un’alfabeto. vogliono moftrarfi : grandi.chc togliendola. 2J2 Delti Magii naturale ghez. con difeortefe.fa muover l’altramoltc miglie dittante. anchor chinfoin carcere . (fi altre cofipin maravigliofe. di data- mente ma di bafTa dottrina . chefi effe motto lontano.fogni d’infcrmiie fole di Romanzi: al fin và dal parlar della calamita. che la terra fia mobile. per non far conofcerc il flirto. & infocan- doli fi vede nella cima una fiamma acccfa di colore. donde cerca far quelle bufiole. fpropofui.

non lènza grandi fil- mo gufto di quel Principe. Di G io: Battift a della Porta.Nicandro.chcogniunodiccva eficr falò à Caper trovarla longitudine del mondo. Ma io (limo che quella voce Magnete venghi da Magno. altri (limano da Ercole. di chemaravigliandofil’Autorcs’imaginò. e ritrovandoli in Vincgia coi clariflìmo Giacomo Có- tarinheó un fuo diamante grande più di un’ungia del pollice di valuta di i z. Cap. che tutte (lavano paralcllc al Settentrione. & huomini . evedrai Perfetto. e feopréndofi fra loro. e capitando incamera fua un’Inglcfc. àquei che caminano vcrfoPIndie declina all’Occidente che proportionalmente efiendo cofa noci (lima à coloro. c domò tutte le fiere.il qual vince.all’altrccofc non micurorifpondcre. VII. il nome della cal. pcrchcmipajon di poca importanza. conobbero ch’era_.cdalui Plinio pendino che il nome l’habbi dal fuo inventore Magnete guardiano di armenti. cosi quella pietra vince. ù baftar- di. che quella pietra fu chiamata da Empedocle Manti- S chin Lucretio dice dallo paefe Magnefio . come dovea go- vernarli navigando verfo il polo con alcune tavole. come indignarono appreÌTo. mita nell’Ilolcazorc batte l’ago l’opra la meridiana linea trovar almododi To- lomeo col Sole. l’ago alchrifolico fi volgeva» levante. era la contraria dal Settentrione . dove fi leggevano molte che fregato curiofità. /. fi volgeva al Settentrione. che quel fecrcto non fervivafenon navigando fottol’equinottialc. giojeadaltre parti c che ragionando di ciò con l’I 11 u (Iridi moda Elle. che navigano. perche co- me egli vinlc . 11 medefimo Platone anchora. cioè hcrculca. cperi ferirti di molti Dottiflimi fcrittori. rallegrandofi l’uno. Piftcfibfccreto. che vuol Gg die . zjj gamcno vccchifiimo. l’ago ad un fuo diamante di gran valore. vili.c della punta del fuobaftonc s’attaccavano à quella pietra Egli fupallorncl. Lib. e l’altro haverun fìmil compagno nel pare- re. perche nata Jìa in quella patria. &altre_. c doma il ferro. per lo pericolo di romperli. edere fiata chiamata Hcraclia . e che ritro- volla mentre guardava gli fuoi armenti . e’imcdefimo fecero altri aghi.chefu compagno del Draghncl- lanavigationc. e tTal’altfe. per- che fu ritrovata appreflb la città d’Heraclia. c che nelle parti noftre Oriétali declina in Napoli circa 9 gradi . c doma tutte lecofir. La qual i Greci con lor patrio nome chiama Magnete . ma provalo con Umili. fregando .ulc fut fpecie > e ì luoghi dove nafte. e per veder quella prova volea fcaftrar la det- ta pietra. enei diamante al fettcntrionc . le non gli fufie (lato contclo da gli alianti. Cofa tanto importante alla navigatione feoprì quel inirabil fecrcto . li inoltrò. Invclligando anchor l’Autore come polla trovarli la longitudine del mondo. Mal’Inglelc come più pratticoncl navigar di lui.tmit.nontif»ràriufeito.ch' . che vedeva chci chiodi delle fue fcar* pe. Crive Platone nell’Ione.contendevanoinfiemc. monte Ida. che la cala- . mi- la ducati Si volgeva all’ Aulirò. e forfè tu havendo fatta l’cfpericnza con alcuni diamanti piccioli. guai fio.

paefe arenofo. acciochc quando padano p« qucifcogli di calamita. che hanno ferino intieri libri della ragione. col colore che vi all’azurro. nella quale lì cava la calamita: ma di po- ca virtù di tirare. fc ne ritrova nella Sardegna boniflìma . Ma Hcfichiofà differenza tra lo Siderite. che noi habbiamo propofto di effere. come vedeino. il quarto di Aleffandria di Troja . Hcraclio. ci è lina Ifola chiamara Elba. però non mi c paruto addurle qui . che c bianco. è affai diverfo da quello. E flato conofciuto che tanto più fono buoni. la chiama pietra animata. Se haver alcune forze particolari. Cip . Il Piftorcfc nc fa fpccie. il quale fcaccia. che nafcc- va tra i Tragloditi . L’Etiopico. diremo la no- flra opinione. Con altro nome la chia- mano fulcri tc dal ferro chiamato da’tireci Sidcros. che c di mafehio» e femina. c fa tirar à dietro ogni ferro.c- te per eflere appoggiare fe non in parole. che l’un’è di color d’argento. Booti). c l’altro di ferro. Macedoni j fono rolli. Marbodeo diffe . c no la feiaremo l’opi- nione di Anaflagora addotta da Ariftotclcnellibrodell’anima. il quinto di Magnc- fia in Alia. che navigano dilà appretto.dicc. e gli Indiani . 2 j4 Della Magia naturale dir grande. toltone alcune lettere. e Siderite. che tirai fe con molta agevolezza il fèrro. che han tanta forza di tirar il ferro. & è limile alla pomice. quello che li trova inTroadc è nero. pri ncipaltr. che cinque fono le fuc fpecie. i chiodi nò fieno ftrappati à forza da’lcgni. e fcaccia il ferro affai fcioc- camente parlando. che dall’anima fieno operate. alla delira parte di coloro. Quella è buona calamita. e l’Herculco. accioche non fiamopiù lunghi di quello.FralaCorfica. l’altro in colore. e femina . la maggior lode fi da à quello d’Etiopia . un’altroche tira. che neri . Olao Magno dicccffcrnct fcttcntrione al- cuni monti. denfo affai . Diofcoridc cosilo deferive. Epicuro par. & ingannevoli lillogilini. l’altro la carne . che par veramente. Magnefiacoda Magno- lia terra vicina alla Macedonia. e non degne da cfler riceuure da’Filofofi. I J* Erchc non mancano huomini. e fcaccia da fe il ferro. Cj poi la medefima pietra tira . che le navi. c però fenza forza . e neri. il peggio c quello di Magnolia in Alia. e fi com- prai pelo di argento Si trova quello in damiti di Eciopia. per- che dice. volendo qui addurre i loro pareri. e poftevenc alcune. l’cfpcrienza di conofcere l’Etiopico è che tira à fc l’altra calamita. P perche la calamita tiri il ferro. lècondo re- Digitized by Google .. nella bifeaglia di Spa- gna. e per quello tira il ferro. perche quelli che li trovano in Magnolia. quàtopiù s’accoftano al colore ceruleo. c non molto grave. uno che tira il ferro . così fi chiama quel . perche quello che tira la carne. La prima differenza. (Scia Boemia. > c l’Italia. il quale per una certa fomiglianza. Plinio per autorità di Sotaco . Se ne trova un’alrra calamita in Etiopia non molto lontano in un monte chia- mato Teamede. che non tira il ferro. Scia molti altri luoghi. che vanno al lacoE»- beida. che vogliarcndcr cagione dcili fuoi effetti . fono inchiodate con chiedi di legno. i fon più rodi.Da’Latini c chiamato magnes. la quale è appoggiata sù alcune elpcrienze . il terzo di Boctia. La ragion naturale } perche tiri la calamita .

e quello ad un’altro. ne il ferro. acciò che quello che nò può folo. de angarizzato dalla pietra. o difiolverfi in quelleelìnanitionr. laonde un picciol pezzo di calamita tocca molti pez- zi di ferro. c per fervirfi di quella amica parentela. che pende . acquilla maggior virtù. cfon cagione. ancorché fi attaccano . che le miniere di calamita fi trovano dove fonovenedi ferro. che hà la compien- : done di attraher la fua virtù.ela pietra il fer- ro. e . c per non perder la fua perfèttionc. altra in cui più ferro che pietra In Germania fi cava calamita. quelli dunque quando avviene. In quella mafia vi è più di pietra che di ferro. Ma_. Lib. ve ne accolli un’altro. E fcgli atomi lì diffondono per il dritto del ferro. c difprczzato. c quelli anchora altri. che habb! dentro ma che habbi perfua complclfionc. c riducono al mezzo. che Aia in lei. e deve riempire tutti quelli altri corpicciuoli. come hami. c però acciochc il ferro non venghi fuppeditato . ne viene quel tirar del ferro . che ferro. non vorrei che t’ imaginafli che la pietra fùrte tanto convcrfa in ferro. che s’accollano à i lati della pietra . che non può credere. perche . perche ci cartai marmo in quella fua mafia. tira afe il ferro per forzale mafpontancamentc al ferro feconfcrifce La calamita non tira i marmi. c della divina virtù . s >s ferifce Lucretio. percioche quella forza fi diffonde per tutte le parti . clic pollino tirare così grave foftanza . e cosi tutti infieme tirano il ferro . chchabbiconla natura del fèrro. come la pietra . de efpcrienzc. e quarto . ritornano in dietro. e Galeno. che mandi fuori certi corpi curvi. eda’metallici . Pcrchedicono . che cfcono dalla pietra. Tutte le cofc create difendono l’eficrloro. nella qual fi trova più pietra. & abbracciar poi gli altri per haver egli villo cinque Itili di ferro l’un’attaccato all’altro . & abban- donato. Quelle cofc fono fcrit- te da Galeno. la calamita mentre ftà fra la limatura di ferro. Oltre à ciò . che non di- fendi l’cffentiafua. anzi mentre ilfèrro ccrcafupcrarlapietra. Mailmio parere è. cnafconotra’confinidellapictramarmo. dalla quale fi cava buon ferro. ò per i corpi vacui. d'altro s’incontrano. che quei corpicciuoli. fe ad un ferro . eferro. non la tira per la pietra ma perche vi hà dentro rinchiu- : do il ferro. ne perde parte . & amicitia. (è una ca- lamita tira la calamita. Galeno argomenta contro coftoro. Ciò che diciamo {lafondato in quelli argomenti. chela virtù di tirare il ferro. VII. che habbi perdutala fua natura. cioè del ferro. c dice. porta con l’ajuto d’altri. Avicenna vuole. fia della fua proprietà. e della pietra . comefidiceffe una pietra di fèrro. che entrano nel ferro peri meati vacui ritornino a’ primi. laonde agevolmente fi abbracciano infieme. Laonde.Gli atomi che cfcono dal ferro fono limili alla figura con quelli della calamita. perche quelli .c fi trovano calamite. e quegli atomi che vengono fuori dalla pietra . e quelli altri. ò freddezza.edelfcr- & ro. & un ferro dipictra. &at- taccanfi infieme con gli altri limili corpicciuoli del ferro. defià congiungimento. che il ferro perda. e così il terzo. & abbracciati infieme. c non dalla caldezza. quando s’incon- trano col ferro. veramente dovrebbe efinanirfi quello picciolo pezzo di pietra . Habbiamo villo molte volte non fcnza«« Gg i gran- . Di Ciò : Battifta della Porta . che la calamita fia una miftura dipietra. effer tanto immerfo nella pietra . abbraccianfi . ne è polli- bile che quegli atomi . che quello anchora s’accolla. non hà bifogno di marmi. ò per la fomiglianza . che fra l’uno. fi convertono l’uno nell’altro. ò dall’anima.

c querti chiamamo poli della pietra. e la barca fi ponga dentro l’acque. e del fci. così ad ogni gran pezzo. . overo di alcun altro legno leg- giero. quando vedrai che quella navicella^ da fcftefla firn fermata. che rivolgerà la navicella fua più prcffamentc. tornerà al medefimo luogo di prima. cornea ad ogni picciola parte di calamita. o vero quello. della pietra. che badi foloàfoftenere il pefo della calamita. cioè fe lafciando la pietra libera pendente. e dcll’auftralc fuo oppoflo. c più rintuzzata Ne portiamo . noi cominciarcmodalla P diilintione degli effetti tuoi. farà di virtù maggiore. e più lpcditamcnte al fuo ponto. e tome fipofisino conefcere . la puzza del Imo. ancoraeflcr più certi . e co- sì roderai fatto certo del vero ponto boreale . Con altrimodi anchora ti potrai render certo del ponto medefimo. che da lo fteftufenza impedimento alcuno porta muoverli dove vuolc. ferro tocco dalla calamita. Come la calamita bà due poti oppoftt . Gli effetti della calamita fono overo foiodclla calamita . fi vere da fcftcfta.fi volgerà al ponto. overo di ferola. acciochc i .e verrà ilmcdefimo effetto. c fimili. c fpefto rivolgendo s’andrà fermando. c con maggior pi- grezza tornerà al luogo fuo. 11 modo di fàrve l’cfpcricnza c que- llo. che acquifli la medclima forza. c comporti. Cap. il boreale . e l’auftrale . e l’auftrale alPAuftrooppofito. accomodandola in bilancia come nella buftbla di navigare perche quando libera potrà muo- . come coloro che rendono il ferro in calce. e ajf Dell* Magia naturale grandirtìmopiabcredcll’animamia. della calamita. buttar fuori una fiamma azurra (biforca.ire . partita anchora quella fua virtù di tirare.cflcrfi folto. Gli effetti séplici della calamita fono tirar la pietra. Diremo prima nella pietra eiler due ponti. overo mefehiati dell’uno .cosìlafciata libera^ giamai la barca fi fermerà .fono i mefehiati. di modo che ilpefofuo facci impedimento à ferteffo. perche quello. c cosi hò giudicato che l’anima di l'olvcrc del fèrro nelle tuia pietra aggiunta ad un’altra . dc’qtiah l’uno va al Borea l’altro all’Auftro. e la parte contraria all’Auftro.e dell’altro. pcrcioche quella che al predetto ponto cercherà di acco- rtaci Digitized by Goog . Onde da quà potremo agevolmente conofcere Come una calamita è più perfetta dell’altra «he dal veder la medefimacofa ciafcuno la potrà fapcre qual calamita farà di vir- tù poca . la rivolgerai intorno col dito due. porto l’uno all’incontro dell’altro. Oichc l’attioni della calamita fono varie e diverfe. cosi di nuovo fermandofi da quella violenza.c quella che più debolmente. che rode nel dif- opera tioni di alchimia. c qual maggiore.unpczzo di calamita circondato dicarboni ardenti. e ritrovatolo fi fermerà. poi che il ponto fcttcntrionale non fia dritto al Set- tentrione . moti rar i poli del mondo. . c manifefla prova che è di forza più languida. cfaccifi in forma di barca. òtrevolte.. Piglili uri pezzetto di fovaro. ovcrodcl c di utilità . e terrea la qual fin ira di abru- . lettori n’habbino più di dottrina-. che di fua volontà fi volta al Settentrione. fi farà actaccataad un fottìi filo. III. e più valorofà. vi darà chia- ra. in qucfto vafe pongafi la calamita.

.c fc alcuno fpczzerà la pietra per quella linea . perche quelli due ponti quando la pietra . era intiera haveano virtù tutte due_» di muoverli al polo. dc’quali habbiamo ragionato. Sia per eflempio il monte di calamita ABCD. Lih. eftremità di quella linea. ò lentamente. non fenza grandidima meraviglia-. che de gii altri. ’ Che la virtù della calamita fi diffonde dal Settentrione all Attftro per la ftia lunghezza. lì ritrovano nell’eftremi- una linea.ò maggior quantità .VÌJ. fuo ufficio muoverà maggiorbarca . che due ponti GH quanto i era. e difeorderanno fra loro di occulte difeordie . 2 37 darli . edi proprietà.farannodue pezzi A CD. Ma qncllo avanzerà ognimaraviglia. farà l’A il fettentrione . una fola pietra come havendo fra loro un ftretto parentado . lùghezza C F. e quello che fi vede in un gran pezzo di ca- lamita. ogni pezzetto havràlafua linea. qucll’ifteflb fi vedrà in un piccoli llìmo. c B l’aullro. M A quei due tà di ponti. I V. non e per far il fermandoli. Se E F B.lalinea ABdcila calamita di- moftrerà la linea polare dal fettentrione al meriggio E le noi romperemo la pie- . c fcrberannoquel fito.. fubito divcrrannodi contrarie virtù. fccaveremodalmontelapietr. tra periato. poi fubito rotta la pietra un ponto fi drizzerà al Settentrio- . nel lor monte . ella la linea da Settentrione ad AuflroAB. per bora farai contento di quello. ne.i ponti che diranno nella-. l’altro aU’Auftro. Rompali la pietra A B perlafua_. ma fubito diviiè ogni fua pane feparatamczwe hà lc_ Digitizéd by Google . Cab. ma efpcditamentc quello più vivace . Di Giù: Batti/ta della Porta.vAB. che lì diftendono perinczzola pietra dall’ Anftro al Scttc- trione. ne raggionaremo altrove. Yeano le medelime forze.efcbcn fono più modi à faper quello. e di maggior virtù farà degno di edere ftimato. tutte inficmc ha* . dico perla linea C D haurà ogni pezzo ifuoi poli del mondo Nella pietra A CD. ilqualc podedevano quando era- no nella loro minerà .

M A quello c anchora un maraviglia. Se G. che non ve- da Digitized by Googl . & B almcriggio. l’altra B CFfe fi partiranno l’una dall’altra. perche. Cap. (la A C. c però non vorrei che ad ogni huomo folto palcfc. nella quale rifiede la Tua vir- tù. el’Hal fcttentrionc. tiratolo da una fola. e fer- mo. Quella linea polare. de ajurarlecon le Tue forze. d’una parte A E D'.chc muove fe (leda nella pietra inanimata . che Tempre (i prende il Tuo luogo nel mezzo della pietra. che da un’altra. nccomodcraiciafcunoncllafuabarca A & Hfi volgeranno alPorfc. AECF. rà all’Auftro. c cola notabile. chedifcorre per ilmezzo. che la calamita tira_ dove ha laforzapiù lottile. evà indivctfcparti.la cuilunghezza.fe di vili i pezzi. fra tutte le piena di (lupore. che la natura hà creato. Il medefìmo avverrà fe A CSc H Brompcrai in pili pczzi. quella vicendevol difeordia (i unirà di nuovo. la qual difeorre dal polo Artico alPAntawico. perche da- do nelcentro nel mczodella circonferenza può foccorrcrcà tutte l’cftreme fuc* parti. che c fcritto dal Cardano. farà GH. e 2j& Dell* Magia naturale fuc forze diftintemolto contrarie. epiù da una parte.e li* Sia la pietra la medefima come habbiamo detta la linea polare. non è (labile Tempre in un medefimo luogo . nella pietra A E D. perche il G fempre fi volge- . ma partirà per mezzo di ciafcuna pietra Tene và. cftabil parte . Ma ciò farà più chiaro con l’efempio. ma quella ha fempre per (labile. e varie tra loro. il che fenza gran maraviglia non fi può fare. Imita l’attioni di un Principe . Hor chi farà colui . dico che Tela pietra fi feca per A C. Falfo è dunque quello. . C per fermo. chefcmprcfcrmala Tua fortezza . y. che prodigio della Natura nonfenza grandilfima fimil cole. linea.& ogni pezzetto havrà i fuoi poli. chcdctta habbiamo. che la Tua forza non darà più nella linea A D .c il Tuo palazzo nel mezo . overo B C nel margine diremo . clfer una forza ani- mata .cioè come prima (lavano nella minerà.c fclc parti loro unirai come (lavano prima. e difenderle . La linea polari non tfser fiabile nella calamita: ma va caminando. ma (ìmuta.e nella BCF (àrà I L.

che credere la pofTa. M A che cofa farà più maravigliofadi quefta ’chefc ben la virtù fi riceve nel mezzo .c le riporremo dove (lavano prima ag- giultnndolc nc’fuoi confinile forze di tutte fi uniranno in una. c quelle parti minime divideremo ogniuna di quelle . Chela forza di tirar all' Auftro •> ha e Settentrione il fuo vigore nell’ eftt entità della pietra. e nella eftrcmità fta lempre della. c quello fi oiTerverà infin che la partirai in minutif- fimc arene . le ri troveremo à congiongcre.cheletuttelc parti chchabbia- mo divife. in ciafcuna_ di quelle fe ne và nel mezo à rifedere . Di Gio: Battift a della Porta. Lib. laonde ficomc giaceva nella minerà. Sìa la calamita AB. così quella forza moltiplicandoli in tutte quelle parti celle. R l’Auftro. cosi (partendo la pietra in mil- le parti. Laonde fc la parte A E D divideremo in-. quali troppo cu- i riofamentc vanno inveftigando gli effetti di quella pietra. Cap.Ma quello.ua dal fuo confine. eia inoltra in aperto: perche le alcuno Ipczzcrà la pietra. Ila il Settentrione. c virtù. e nel mezzo Digitized by Goog . che è più meravigliolb. e vigoro- fa. lem pre quella vivace virtù fi difenderà pcrlalonghez- za.VT. nella quale il ponto A. dico che nello A. 2 jp da quella efperienza. Noi apporremo un’elcmpioà coloro. & hà ivi il fuo albergo la fua forza nò l’hà nel mezo: ma ncH’cftre- . e nello B cilrcmità della pietra dimoltra la lùa forza. e li difendeva la linea delSettcntrionc all’ Aulirò. VII. con la villa vedrà la cola più efartamcntc. altre parti. e dorme. e poirederà la medefima. mità. enei mezzo fi ripolà. e fc ne vanno al- le parti di mezzo. che farà feom- pagn.

fi riv. l’altro il mezzo giorno. & all’ altre cofe. vi lafcia certi peli. non farà mai .e inoltrerà ilfuo vigore. dove veramente non fi vede. perche fono fondamenti delle cofe che habbiamo da dire.. accollate l’una con l’altra in forma di peli. perche fe una calamita fiapicciola quanto fi voglia. fregata con alcuna di più gagliarda virtù.cquanto ti vai più allontanando. eli preda favore. che accollati al ferro. e Anidra CD incognita: ma quanto più vicino fi accoderà all’ au- 6calSectcntrionc. parlando Tempre delle medefime pietre. virtù quanto fi voglia. . & io con un’altra pietra di maggior forza fregherò la parte boreale di quella con quel- la. che la virtù . fua navicella. più lirò. che fi fon rotte con quel fregare. finalmen- te non mi par molto alieno dalla ragione Diremo alla pietra più grande vi .non però fono necciTaric.. c Inficiato libero nella. VII. e quando una calamita fi frega con un’altra. òdcll’illclla pie- tra . che una maggior virtù fia vinta da . e l’un ponto inoltrerà il fettentrionc. lendo che mi molici il polo boreale . no le loro virtù. la quale è Hata fre- di tirare altresì gata fia maggiordiquei peli. i quali non fon’ altro.. c l’evento delle cofe ne dimollrano il contra- rio. Una minore. e fregandole inficme. Che Dìgitized by Googlcj .ol^c nella par- te contraria. fi communicano l’iftclTa forza di ri vol- gerli al polo. alla grandezza della pietra. Che col foce amento di altre caiamite quei ponti mn muta~ .cquclli lon quelli. Ma le quella pietra. languida rimane Rompali la pietra in C&G. e fc di ciò non polliamo trovarla naturale cagione. rotta la pietra. Cap. l’efperienza . I i delira parte. 24 o Della Magia naturale mezzo della linea L N più làguidamente intuzzarli.tantepiùcrcfcc. fel’ajuta. che la calamita non polficdc Tempre egualmente^ ma che l’una havrà virtù più gagliarda dell’altra nell’ operare. e fiadi poca. che parte minime di quella pietra. & ella facclTc il fuo ufficio lentamente.ovcrorcftcrà con la virtù fila? Dove noi non Tappiamo la caggione. le fue virtù : altra ne havrà più languida à noi nafte un principio di dubitare fc toccando- le con altre caiamite. E & Perche habbiamo detto . le viene adacquiltar più forze. o non fi conofce quella virtù latente. overofeal ponto boreale di quella. E fe ben quelle pajono fovcrchie. ci fregherò la parte aullrale di quella . perche quei peli alla fua^ proportionc non han quali uiuna grandezza c come quei peli fono infcnfibill . pur che liano le calamite dell’ ideile fpccie. ma Ila ferma } e collante. c fi viene à mutare ò veramente rollano (labili nelle fue fedi ? Se una calamita vo- . fe quella parte boreale fi fpoglierà della fua virtù. verrà fuori la virtù.fe non ne hà alcuna nella. Tempre da fcllclTa fi rivolge al fuo polo abhorrcndo la contra- ria fua parte. così c imponibile. fono più forze. e . e fi ve- flirà di quefta aullralc. mai man- cherà della fua proprietà.

fc la Boreale A opporrai alla parte AuftralcH.cosiPuna abbordicela faccia dell’avvcrfaria. e fugge la boreale dell’altra:ma fugge l’au- ftrale. & abborrifeela boreale l’altra. cosi al contrario.IaquaI’havrà dì tirare. che mirabil fpcrtacolo rapprefentaà gli oc- chi. parte Auftrale G. ma quella parte che abborrifee eoo- & una naturai repugnanza.c preftezza cerca. la tira. nè qualfivoglia par- te. l’accarezza per fruir di si dcfidcrata amicala. inoltrerai alla boreale A quali tutte dup prefeda un medefimo piacere.e comecofa aliena. e fcaccia l’altra . e dopo ef- fendi) fiate fepatatcl’una dalTaltrajséprcdcfidcrano inficine diriunirfi per con- ti h fcr- . la parte Boreale H l’Auftralc B . e fugge da lei . parte Boreale A. e didifcordcvol naturatosi fono contrarie inficine.chc fubito la rivolga in altra parte. T Rattaremo dell’altra fua operatione. La cagion di tal’cffetto parmi conolccrc. Il medefimo anchora avverrà le liu. 24r Che la calamita tira la calamita. e la parte auftrale dell’una. de alla mente. non tira indifferentemente qual- fi voglia parte dell’altra. che rivolgendo l’una contro l’altra quei pon- ti contrarij. che la partcdcll’una con cantafollccitudinc. G l’Auftro. della calamita CAD accoderai alla parte auftrale della pie- tra EFB. e diletto non vicn sforzata ad ab- bracciarla . cl’una parte così odia. Cap. nella pietra E FB. Lib. inimica la fugge. Di G io Baitifu : della Porta .. e fcaccia. ma una diftinta. che fel’accofta. fubito la fcaccia. la parte dell’altra. Vili. e dilcaeciare_. non fcaccia. e la fcaccia . VII. nella prima pietra il ponto À Boreale. Quella non men giocondo. overofe l’ Auftrale B. perche quando ftavano at- taccate inficine nella pietra la parte Auftrale G flava con Boreale H . Con un’efTcaipio mi farò intender piò chiaramente. (caccia da fe con violenza. e ripofarfi l’una nel feno dell’altra.c determinata parte. La parte borea- le dell’una tira à fel’auffrale dell’altra.- i. cioè che la parte borcal d’una pietra. dico che fc Lu. Siano due pietre calamite A C D. opponerai alla parte Boreale G. E B F .

eie parti fìmilì. e l'Auflrale fcacciano.cfarfi una corti ifleffa.c rà alla calamitale cosi farai. e di tutti i Tuoi fcguaci. bifogna farcosì. perche fi abborrilcono f ra loro perche nella minerà .chefieonofchiiio. avverrà il medefimo effetto. che fi vedranno gli acini minuti (fimi d’arena. la quale hanno tutte le caiamite.cfàr divortiadagtf altrhma per minuzzarla calamita. che (iran- no prefèntià cotale effetto e non fapendo le cagioni. perche hà il ferro in fe occultamente.l’ùnofepararfi .montcj perche accodandovi la calami ta. ie attaccati ad un filo . c perle dilli* mili contrarietà hannainimicitia fra loro. dicendo. loro non erano cosi inficmc nate. overo d’un’al- . L’efpericnza può farli agevolmente. e l’altra troppo grande. e ridurla in picciolc parti.àcosì nuda. e difcacciareinficme . non all’una . quando accollerai la calamita alleatene. c di nuovo quellache è rima (la. chcquando vogliamo far efpericnza diqucftc cofe. panno dilinofaccioche gli alianti non s’accorgano. comediconoi Filofofi. eie ne faccino tm.e l’Auftrale la Boreale. la piacevolezza farà quella Fertili la calamita. per dare («disfa «ione à : quelli.ò polli fogra due navicelle. cioè ilponto Boreale cerca la parto Au(lralc. I X. & Auflrale. Piacevolezze con la calamita . in altra pattcla porrai. facendoli à mododi capelli. N On lafciarcmo di raccontare molte volte habbiamo dato piacere à gli amici una cofa di burla della calamita . Ma fé il pon- to G auftrale accoderai al ponto B aullrale dell’altra pietra. che folamcntc la pietra etiopica havcflc_» quella virtù di fcacciarc. e s’attacca tenacemente alla calamita. per la forni glianza delle loro follante . Ma qucflomi pardi ammonire. binograndilfimamaraviglia. e l’altro piccioli. non è poffi bile. tra fòrte. che nò hab- . Baierò fu picciotilfimo. come in un breve momento due monticeli! d’atcna melchiati inliemc di di verfe fpecie fi portano l’uno fèparar dall’altro. fugge fubito il B. 2 42 Dell* Magìa naturale ferva re in Geme tatto il loro intiero corpo. che hanno di riunirli infiemc. Cap. cosi il Boreale. Daqnànon fi può tacere un’error di Plinio. chora falfaméte afferma la calamita non tirar l’altra calamita. che prima bevuto l’haveva..c fuggono la parte Boreale. corre- l’accofterai. purché fianosdifferenti coloti. che-fia la calamita) (li- bito BarcnadicalamitarCome congionta fcco per parcatato. corre. overo fe la parte Settentrionale A mortrerai alla boreale H. che coloro. qualfcuotcndo (òpra una la carta. Cardano an- . ne facci minutilCma arena &c à quella vi giongete arena bianca . porrai la calamita in un mor- tajo by Googltj .In fommai ponti difli- mili della calamita . òcoilocati fopra l’equili- brio. ma tirarla. efe .acciochs4rol«ndo>fi portino abbracciare. Nè farà cofa di poca maraviglia . il modo di co* nofccrela calamita Etiopica che tira à fe l’altro tutto intiero . che s’imaginorno. e li parte da quello . mentre tutta intiera lafpattirai. c peri pari defìderij. overo l’uno. i quali troppo fcropulofamen te attendono neli’invclligatrom delle caufe con la qnale «Jiciafcuna colà. che perefferno impediti dal foverchio pefo non ponnodimollrarci loroeffetti : ma fe l’uno è grande. overo avvolta in un.fimefchino inficine.

E Ce alcuno non crederà àquedo.fc ne toglie una parte di vigore . perche toltone una parte . Cubito fifepararà dall’altre. e Ce voi aggiunge- re te la parte tolta. & allctta. c perde tanta forza. perche varie fpecie di pietre. fi muove. pezzo di calamita di un’oncia di pefo. Di Gio: Battifta della Porta. c lo ma corpo di quella la mede- infpira nel terrà apprefo . e fi conforma nella Cua virtù . Napoli. c fi la più ga- gliarda^ ritornano alle forze di prima. che per attaccarli con l’altra calamita gli venga incontro di lontano.chc la virtù è da non fila fi che un pezzo di calamita.e s’accoderà alla ca- lamita. e di vicino s’abbraccino inficine. come Caper fi poffa la virtù della calami- ta.ò altra cofa di panni mol- il le. che ritiene.HòvidoinRoma. . cherapprcfcnta il colore . l’olio. il quale è più gran- fi» perii. che tutte Cono di varie virtù . Cap. elofconcierà . X. c con maggior vio- eltcnda più di lontano. le forze ritornano . e lo fplcndore del ferro perche accollandovi la calamita. ogni colà .0 di calamita più grande vi rejìcde più gran- virtù . che fi veda la for^a della una catena di calamite attaccate inficme. chea più gran pietra .fubito tira. che appena tirava un_. abbrac- ci li z eia Digitized by Google . che dando fopra_ una cofa dura la pietra bufarà il fondo del mortajo. e fenza forza. & inferma.e rapifee la calamita afe oppolla : e quello nella medefim* fpccic di calamita. Come calamita p afisa in un'altra . che Pè data tolta. piglili una calamita à far ì’elpcricn- za. Ma accioche polliamo dar fodisfattione à giovani curiofi. Quella medefima cfpericnza fi fa con una arena. XI.1ibrc di virtù così languida. villo all’ incontro di Ce l’al- tra caIamita.chc tirava due onciedi fèrro. Y mente Ien anchora lodatala calamita da noi di un’altra virtù. edclpiltello. porta te da diverte parti del mondo habbianu villo. Ne ho vidi poi altre di 40. vi è forza maggiore nella medefima fpecie di pietre. i nel Ceguentc capo infegnaremo il modo. Lib. e bilanciarla Cua forza. LaquaFefpcricnza ne conferma. l’arena. Cubito li farà in pezzi . perde la forza. c come fpiraflc quella virtù. tutto. dà fenza vi- gore. e lenza tira à Ce. ctirato lo te- neva fermo così tenacemente. perche quella cedendo à i duri colpi. E da qua CorCcè venuta quella opinione de gli antichi. & Ad un pezz. N E veramente dc. fecondo la proportionc della parte. Cap.c quello come fi vede arricchito di altre forze. non fola- Gma virtù. 243 tajo di bronzo. noi poi tagliandola per mezzo. che à noi fi porta da Cro- cida da una miniera di (erro . che communica. e fi là l’altra incontro à quella chela tira . ferro di mez’ oncia. VIJ. che la calamita ti- ra à Ce il ferro. Cioè Ce calamita farà di una libra. che ci bilognava violenza à didaccarnclo . perche quando havrà tirata à Ce lo terrà abbracciato tenacemente: un pezzo di calamita. & morta jo porrai fopraun matarazzo. alletta . e molti luoghi un-.

.che i pezzi s’attacchino. efe più lungamente percuoterai l’una pietra con l’altra. volta quella la faccia amica. e contraria.c trafpira pur virtù.comc contrarie. che rati. e divengono languide. c dinumero.c minima. . Cap. 2 44 <. come fé havefie le mani . X 1 1.&c tenuta. £c a vverfarij. che fiadi maggior quantità . i xiofi cfpcrimcntatori quello. e tanto più in maggiori pezzi. che fe alcuno accollerà à loro alcuna altra calamita. e di- l'cordanti fra loromancanodi virtù. fc non firifnccfièro in forma di capelli. perche facendo altrimente .cadono in tetra. con l’Aurtralc di un’altra. c non coirle contrarie. Che cofa fiano quei peli 3 che naficono dalla calatili t* . li raffrenano. e quello terzo infettato di quella virtù. che di lovra habbiamo nar- I J* -z i quali così tenacemente Hanno attaccati alla pietra . e quella ritira un’altra. chele pietre di che s’havcàfarl’cfpeiicnza. che l’una porta accoHarfi all’altra . nè così agevolmente fidillacchino. s’accolla-. e non potendo quali abban- . farà tanta quantità di arena. come ambedue fuffero impedite.non potrebbe commodamcnte abbrac- ciai alla Ara compagna . ccomedinanziàloro nemici. . Bella Magia naturale eia un’altro pezzo di calamita. Di qua viene la cagione di quei peli così hirluti.così la terza più picciola. come fulTero in una catena^. fi vedrà all’hora fubito ri voltarli. onde elevando quel primo pezzo in alto. cosi Hanno pendenti in aria. và bene come habbiamo detto ma non al contrario : perche la parte Aulitale all’Aullralc. di quanta maggior virtù farà la calamito- Maqueftonon vogliolafciar diricordare. che guardarnon fi può fenza grandiflima maraviglia. la fa- conda più picciola. le minutillìme parti. acciochcnon t’inganni in farl’ci'pe- ricnza. non per la gravezza del pefovengonoà cadere in terra . e le virtù loro padano come facttc per i corpi loro. ma occorrendogli incontra una parte-. come quella forza invi libile centrale parta dal* l’una nell’ altra per un vicendevole toccamcnto. nè d’altro modo potrebbono abbracciai infieme. che fi vedrà tutto horridodi peli. cioè. à fc inimica. à lepararfi & dalla pietra . così con vicendevole rralpiramentoogn’una ticnc. che la maggior Ila la prima. c cedano da i loro oflicij Come pereflempio fc il ponto fcttcntrionale di uno.comc habbiamo detto. che appena fi pollono diltaccarc. overo armato intorno d’acuti fi ili . e da quello ogni altro pezzo. à cui fpunta la barba. rimangono fenza virtù Ne meno lafciarcmodi dircà cu- . ma fono ri- tenuti dalla forza della pietra. tira à da lontano. ne quello è fenza maraviglia. acciochc più tenacemen- te s’accollino inlicmc. donate dalle loro forze. La Digitized by Coogkj . e ri volger l’amiche Faccie alla pietra. perche nelle parti oppolle l’una non communica lcfue virrudi con l’altra. ò con un leggier col- po di martello fi batte. eia Boreale alla Borcale. corno un giovane. c virtù. perche quando l’una lì frega con l’altra. & alpirare al fuo abbracciamento. che vengono à rompere. e communica. cheli fulfe vici- le no. c di quantità li diffonde. e s’accollino inlicmc da quelle parti amiche fra lo- ro. appena ba- cano à diflaccarli . che fe- condo la grandezza l’una fucccda all’altra.

eie non farà af- fi fli propinqua. che accodate infiemc.comc deve elTcrcitarc ilfuo otficio.e l’altra virtù: ma fedirà di virtù più gagliarda. VII. nè cacciano.Ma fc l’una farà più ga- gliarda dell’altra. X I V.comcla Boreale. ò quarto pezzo di calamita accoderai la parte inimica . Male tu terrai via quei contrario inimico. Se alcuno nc vorrà far efpericnza. e cadrà in terra . e violenza di quella. così al cótrario. allaquale fcal terzo. & bolita fi muove. che non può.» . Cap. laonde conofccrà pcrefpcrknza.fi ajutanoall’horaacquifterannophi gagliarda virtù.: redanoabba- donate dalle virtù loro. perche nc tirano. polliamo pattare alte cofc maggiori. Q p Uellc parti. diverrà languida . c già n’havrà una pendente nell’aria. tirerà più di lontano. la pietra accodata cominciarà prepararli al movere . Cap. il Aio officio con più caldezza. fe faranno C5~ ^giontc fra loro amichevolmente. cosi al contrario fc volgerai le parti contrarie. t>i Gèo : Battifta della Torta. chefcaccia.c irentado. 24S La parte che tira della calamita è di maggior violenta di quella . che caccia . l’una. & inferma-. lafcieràl’abbraccramcato. e maraviglia fi vedrà una. niuna pietra fi moverà. cioè ò fi unirà con la. c quell» Digitized by Google . efe appa- recchia ovcroall* accodarli. prin- cipalmente. Polfiamo c con un’altra efperienza farci più certi del fatto iftetto. l’uno farà impedimento alFakro. Come le havrai una pietra in mano. fc le virtù dell’uno c l’altra faranno eguali. chc_. U N’altra colile pur d’avvertirfi. cioè quella della parte contraria della pietra. fc faràno còtraric così cfcrcitcràno fra loro i fcàbicvoli odipebat- tagliejc di occulte difeordie ardóri.da quell’inimico affró- to. Se tu tirerai una calamita con la calamita. sì nel luogo dove fianoartaccate. e con maggior vigo- re. che tira. e l’Audralroccorrcndovt un’altra pietra..comefe vi futte un’inimico preséte. inde. cedano dalle lue operarioni. vedrà la p ronjczza del tirar afe.c quali digiuna.nccioche buttati i fondamenti delle co finche habbiamo à dire.» catena di multi pezzi di calamita pendenti in aria. la quale havrà le parti oppode unite inlicme. Che le parti contrarie della calamita fono vicendevol- mente contrarie .cfopra le barchette. fi tompe qucll’incatcaamcnto. pietra amica. Anzi non lenza grandilfimo piacere.fc5bicvolmente. cioè l’Audrale alle meridiano^ le Boreali all’ Aquilonari. ò s’apparterà dalla inimica. Quella parte della ca- lamita.& una infingarda mollezza. la loro innata virtù languifcc. la virtù attediata. ò tirato non fa refidenza ò fuggirà non per forza.perchc fe la parte Aullrale della pie- tra s’accoderà à quella Settentrionale. ovcro al fuggire. e come haveflero fatto tricgua fra loro. quali niuna opcrationc farà. eia debolezza nello fcacciare.ò col filo fofpefopofia in equilibrio . da quedo inimico incontro. XIII. opponcrai fa faccia inimica di un’altra calamita. le quali noi habbiamo raccontate della calamita. Lib. e niuna havrà hon ore.

c però per quelle cofe. e tirato con violenza fc ne dillacca. e quanto più s’accolla vicino. con uno fcambievole incatcnamcn- tos’accoftano. Dico che quel ponto. e di- vicn nulla. da dove 1 featurifee fuori quella virtù . Inquello modo quella fòrza li diffonde da un ponto. Ricordandovi. c lì perde. òmeno di un acinodimiglio. XV C ON nelle calamite modo . sforzata farà1* Auftrale. Infomma quel ponto che con più violenza. e cade la catena difgionta: ma l’altre. e velocemente lo ti rara afe. có mag- gior violenza fene dillacca. c di cui la parte boreale non s’accofte- là. e fubito villo di lontano. infino à tantoché non accollerai la faccia inimica. eperò chiamare- mo orbe della lua virtù la lunghezza delle forze. echi defi- dcrarà moftrar quel ponto più prccifamente .e da fegnarft . quel- tirarà lo farà il vero ponto dcll’attrattione. tanto luce più fplendidamcnte. pezzetto di calamita poco più. e quan- to più di lontano. e più certo ponti dclli poli . e quello.in quello modo.equelchcfcacciaràla parte antartica . «quando per forza. cioè quanto lungi tira à fc. . clic habbiamo già prima detto . &à quello più tenacemente acco- fteraffi. così potrai girar intorno à quel ponto quel grano ò facendo ifpcrienza da dove più llrettamcnte . quel che fi volge alla Borea. più debolmente. uferà quello artcfìcio TorràuiL. e quanto più s’allontana da lui. dove più lentamente farà tirato. che i aU’Auftro. anzi fc li dilungherà troppo fvanifee.. e tirato. Come fi conofcono nella calamita i ponti polari .e Io opponeràalla calamita. Il medefimo anchora fi può conofcere dal cacciame- lo. Cap. che s’hanno da dire. èbifogno conofcerli molto bene quclponto dilfufivodclla fuavirtù. e rifiuta la parte contraria boreale oppolta da fe_» farà laartica. \ 2*6 Della Magia naturale <quclla parte cnderà dall’abbracciamento. quell’ifleffo ponto farà il Boreale. c prccifamente fimoftrerà quel ponto . conolceremo altro.» alle quali nòe arrivata quella virtù anchora. ò pcrfpontanca volontà lì partirà da quel luogo. Quel ponto.tantomcn fa luce. tirerà con più forza. comehabbiamoconofeiuto. e poco poi più in là fi annulla. Come Digitized by Google . che fcaccia. è dimollratione. farà l’antartico. dalla qual vien fuori quella^ virtù di tirarc. & illumina la camera. c fegli s’apprclfa più vicino. che il ponto dell' at trattiene fparge intorno la virtù ftea. che quel fiail vero ponto. e cornee fparfo il lume intorno dalla candela. come dal centro alla circófcrenza. che tirerà có maggior vio- lentala parte Auftralc di un’altra calamita.

XVI. di . e ferman- doti quella . PafTava la calamita in polvere alcuna più minuta . pietra di metallo . over di fèrro. e la fa muovere al moto di quella di fotto . VII. e gran$ftffiine merli . che quella forza di tirare. s*inchir. quella fi muoverà. le pic- che r 6c i (quadroni di cavalli . l’arme s’inaharono in fcimadi peli Si el’cvsr. fi fermerà quella. *47 Come quella virtù di tirare. il campo dell’efferciro era nel mezzo. . Ayf Aqueftoavazaognimaraviglia. e muovendo quella innanzi il come finifTrojcdell’altra » f cftra partecon un’altro pezzetto. Dalla par- te delira . e quanto la calamita era di maggior pctfètrione . la calamita fotto la rauoIa. XV IV N Emen giocódo. tanto più ipeli r’inalzauano più in aho » e quanto più lentamente fi moveva la mano.altra più grofleita &al. cofii impedirfi.. a’qualifovra una tavola piana hò fatto veder un’efcrcito divifo con Iefue come di arena combattere-infiemc. e finiftra cranio corna. e inchinando poih calamita . tan- to più réffcrcito tcrrcflrc caminava più à pafl'o. accomodandola che dia in aria fofpefa la calamita . Lib.non opponendo .. e beru. e difcacciare T non bafta con ninna. e quando erano da prcilo. vcramcntCj . Cap. come havcderoalPhoca à combattere minacciavanouccifoni.chenófipuò l’huomo tanto maravigliare* IVI che badi. ò tramettcndocofapuò raffrenarli» che invifi- bilmentenon penetri. e quando quella li moverà. Cap. non mi è accaduto vedere altro di maggior Ihipore. Come fi pub vedere un efercito di arena che combatte. • tra più minuta^ccioche più comodamele bavelle imitato f fantidi piedi. maquedo folo avviene dentro l’orbe della fua vitù Pcrciochcle fopra una tavola di legno. s’impedifce la fua virtù. e che non muova i ferri . e di tanti maravigliofi cprodigiofi miracoli della naturi. e così poi Digitized by . e difc acciari non fi baft/r raffrenare con alcuno impedimento . che vien dal fuo corpo come cofa fpirituale . e farà nulla. e poi moverai. e l’oppofte pietre.e di quà v e di là ordinava un’efTcrcito. Ma le la tavola fuflc di calamita.chemirabil fpcttacolohò fitto vedere a’miei amici per paf- fatempo. s’imaginavano ccrtiflìmo. le ragioni noi l’addurremo a’ l'uoi luoghi. che fulTe per opra de’demo- nij. overo po- lla in equilibrio.t fi mefeelauana infitmc.- 1 accodando più la calamita fotto. accompa- nato dalb cavalleria. penetrando per il fodo . Dì Gio : Battift a della Porta. muove la calamita fopra quella. uni pietra có L’altra . come fe fra loro vi fùlfe niuno intermedio. tauro più «'accodavano i comi attenti . denfo corpo della tavola . e non fapendomai la cagione per qual ficea quello effetto. moveva il detto..Pinfluenza della vir- tù . ai- vano le picche.£t accollando pei. che non di- moierà le fuc virtù. dofià poco à poco intravanole picche.

ft può moftrar pendente in aria . cmaravigliofo ma ponendovi alcune ballotte di fio- . citarà quello medierò farà ingegnofo. onde fi deve in quelle noftre clpcrienze molto ftar at- tento al fito. Pongali un pezzo di calamita in una bilancia . quando fi potclfe di tutte le pietre conofcere à mifura. perche . 7 li Belli Migii naturile " poilecomas’aCCoftavano & ifquadroni . potrà far quelle. c di far reftarcil ferro pendente nell’aria. fra i! (ito facci dimoltrare lacontrariij quante colè habbiam detto di lòpra di maraviglia perche la pie- tra farà una operarione tenendola di fiopra. che par una batraglia di antipodi che difendendo una carta in alto. e movendo la calamica fiotto. maaccoftan- dovila pietra di fono. N E fiaràfenza maraviglia. eli porrai la pietra di fovra .XIX. òdi fiotto la calamita. quali fi può chiaramente conofcere . faràcontraria opcratione. taglia. la tira.<Sc auftralc. eia ficaccia. La me- defima apparenza può inoltrarli in un bacii pieno d’acqua. * ' .ciocdcl moto perpetuo. c clic habbi le navet- te di fovcro Ieggicrillimc con gli aghi infilzati . fifà cosi. Come con la bilancia fi pofisa mifurar la forza di tirare della calamita. Cip. perche quella parte che tira- va di fopra. che non àmen bello. Il fito fa variar te contrarie virtù della pietra. c maggiormente entravano nel cerchio dalla loro attività. movendo k .c me- no s’accodavano le caiamite. come di l'opra habbiam detto. N Oi polliamo quella virtù allcttatricc. clic quella apparenza . che (cacciava quando era di fovra. ò tavoletta lottile.hor cedevano àdictro. ncll’altrapongali alcun pefo pari di quailivogliaal- \ t» ^ . e da lòtto da’ . la carta .il vaio.chcdimoltravano apparenza di baf- . come fovra una barchetta. e varia fcam- bievolmcnte le lue forze.ovcroallcbilancic.ilchenon farà dipoco momento à conofce- rcapprcflòraItrcfucmaravigliofevirtù. che fi mo- Ara sù una tavola piana . volgendo le parti della pietra di fiotto la ta- vola contrarie j fi volgono le ballotte fio trof òpra. che il fito fa contrarij effetti .horafipingcvano innàzi. di l'etto (caccia. XV III. horl’inchinàfrano comepiù. e maggior colè. & à pelò le loro virtù dal ccntroalla circonferenza . Se /ioi di eflcr vinti. c (tracciatrice della virtù mifurarla al- la lfatcra. Scaltra tenendola di lòtto . Ma quella è di maggiormaraviglia. moftreranno di lotto quello ifteflo c le colui che cflcr- .hor moftra vano vincere. hordrizzavanolc picche. fi mollridi fovra. e ragione. c tirerà àfc quella parte . che fa vn maravigliofo vedere. vero infilzate per mezzo con aghi chelticno perpcdicolari all’acqua tocchi dal- la patte Settentrionale . Cap. calamite fovra . cioè fie accomoderai la pietra à perpendicolo di fovra. Digitized by Googlè . lè tu accomoderai la pietra in bilancia. che forza.

c della ca- lamita. che cola più mirabildi que- lla . il qual nel fe- llo libro delle lue cft’ercitationi. inalza la tefta . che fra’l ferro.ua . c leggicrczza l’un corre all’occorfo dell’altra . dice che un ferro. nel qual ragiona- rcmodella viccndcvolcattrattionc. viene àlapcrfi il pefo della forza. c di là diilrahendolo non fi lafcia sforzare che lo laici. giaccia fovra una tavola. che cofa più dura. quali effetti fono cosi manifcfti . cere in terra. e fc acci amento del ferro . nell’altra bilancia por- rai arena à pocoà poco. Cap. Lucrctio cercando la cagion di quello effetto. negrave. ò poni l’uno. Plinio ragionando di quello effetto. poi bifognn accomodar un ferro. c l’abbraccia . ò dove fi può trovar maggior maraviglia della natura che cofa più tarda à : moverli della pietra per la gravezza fua ? ecco che li dà la natura fenfo. t vicendevole aurati ione . X X. prellezza . l’amicitia. inchinan- I i do L Digitized by Google . VII. ma con gram» . c lcacciamento del ferro. non gli aggiongc altamente pelo.c ripugnante del ferro? ma egli cede.) tra Cofa . anzi il ferro ha tanto defidcrio di ma- ritarli con lei. nec minorl’amore della calamita al ferro. e che perfettiflìmamente ftieno attaccati inficine. Dell. L’opcrationi fon quelle. che vanno communalmcnte per le boc- i che degli huomini . ne leggiero perche il pelo della calamita^ . c come fc gli è apprdf. Lio. ma con che giungimento di natura fi facci . ó ponili nella buliola di naviga- re: c lo vedrai. fi ferma. cor- re non so à che cofa vana . c le ma- ni .che con : molti movimenti di qua. chc_. perche è tirato dalla pietra calamita. Orfeo nc’fuoi veri! dice. lubito egli comincia àmoverfi. e della calamita . fi abbracciai non lì lafcia diftaccarc. eia calamita ci è una concordia naturale. e con tal ardente defiierio corre alla pietra. e porla calamita àgia. che ftieno giufte incquilibrio . D i qua fi fcuoprcun grandiflìmo crror del Cufano. clic s’accolli alla bilancia fecondo le loro amicabili parti . e valor della calamita Si . H OR fìamo gionti all’altra parte di quello noftro trattato. potrà anchora accomodarfermo unfcrro nella bilancia. c per poter tu conofccc quella verità con quella cfpericnza lo conofcerai. Di Gio: Battifta della Porta. che una pietra pojfa da lungi a fe tirare il ferro. nella Unterà . come fullcro le fuc mani. che ftàaccoftato alla calami- ta non gli aggiunge pefo. ilconcorfo. eh’ cf- fendp impedito dali'uopcfo . che non troverai huomo che non li (appi. efolfre il valor fuo. e quella maceria che doma tutte le colè. eia loro con-» cordia perche niuno di loro fchiva l’abbracciamento dell’altro. chcacco- ftandoil ferro alla calamita. che cosi corre il terrò ad abbracciar la calamita come la Ipola àgli abbracciamenti del fuo marito. che come per una antica amicitia fulTcro congionti inficine. e l’altra in una navicella. c l’altra eoa un filo. poipc- fando quell’arena. fin tantoché il ferro fidiftacchi dalla bilancia. ò fofpcndi l’uno . & inchinarli all’ab- bracciamento di quella e quello abbracciato lo ritiene così ftrettamente. ò lìmpatia così grande. 2+ .

piglia un granchio . che fra la calamita . che dice nel cap. che fenon ponno accollarli inficmc. chc’l ferro fubito tirarà l’altro ferro. 2fo Della Magia naturale donila pietra . Qui barbaro Inglcfc. fuoi abbracciamenti. e di ferri che fieno di un medefimo pefo. non fi ripofi . e poi accodatele un fèrroalla calamita . c da fc dcfTo fi parte . L’interprete. cquedo fi è da padarfi con . ecosì l’uno da innamorato dell’altra. le fà voltar la faccia. Che Digitized by Goog . la calamita di tirare il fèrro.redano pendenti nell’aria. elo terrà fbfpcfo fin ranto. N ON ferro mita. fubito la calamita abbandonerà l’altra ca- lamita^ s’abbracciarà col fuo ferro. il ferro fubirp comincia a moverfi. e la calamita . del fuo primo li- il bro . Onde aliai ignorantemente narra Albcrtoà Tcdcrico Imperadore che un fuo compagno havea una calamita .XXI. chehàla calamita più efficace. che non folo ma fa con la fua & prefenza fola un ferro tiri accodandovi nn’altro fer- ro . che voi terrete vicino la calamiraà quel medofimo faranno con gli anelli . che vo- lete che tiri accollateci la calamita. che hà la calamita con l’idelTa cala- col vra una tavola pezzetti piccioli di calamita. il farai l’altro c quedo un’altro fecondo l’attività della calamita. che accodando ad un’anello vicino. che come la. ma alla coda del ferro . XXII.ma che il ferro tirava la calamita. ch’à pena l’arenc fue •al fuo afpctto. aliai filentio il grandiflìmo amore può dimodrare con facilismo efperimcnto.pcrchc ponendo fo- . anzi toccandolo non lo moverà altrimente . JF. e quàdohaurà nc’fuoi abbracciamenti il fer- ro non lo lafciarà per qualunque avvicinamento. ma ancora con la prefcn&a della calamtta un ferro tira un altro ferro. . ri- fèrro. E Tanto l’amore. e la calamita. e l’ardore che hi col fuo contatto tira à un’altro fèrro fc il ferro Ponghifi un ferro giacente in terra. e con la fua celata di ferro . vicinità . . e corre à gli abbracciamenti della calamita . che non tirava : •ài ferro .nonfapendo. c poi accodando à lorda calamita. c con molta piacevolezza dimoftra elferc impedito dalla fua gra- vezza ne parche giamai (la fodisfatto del fiio dcfidcrio. Che non foto col tatto -. che non farannoi pezzi della calamita. e gagliardo. che tira la calamitala miniera del ferro.» forza del fèrro perverrà alla calamita. quando ei verrà al proprio dell’ orbe dell’attività . che è falfo. un pezzetto di calamita. Cap.chc Tempre il più leggie- ro corre all’abbracciamento del fuo più grave.ò.fstr maggior l'amore fra il ferro . finche accoftatofi à lei . c toccamento di calamita da’ . Di- modraremoquedocon una maggior cfpcrienza Tengala calamita abbracciato . che non lo tocchi. . Cap.

c dall' altra /cacci . Cubito acqui (la quella virtù. Dì Gio: B -ittifu della Porta .cpcrla viccndcvol difeordia delle colè. c determinato ponto. N On veramente daimaginarfi . e con un’altra c tac- ciato via. quello dubio corremo con- refperienza. Et altrove.&ab- borrito Quelle differenze di aurattionileconofcerai più chiaramente per l’cl- .& abborrifea. ovcro fopra uil. 2 . e l’altra che fcacci. overo fia dentro per un poco fpatio della (ua attività . mada un folo. Cap. MaPlinio non havendo Caputo chefuflò l’iilefTa hà bruttamente errato. e debolmente moveraflì. à tremare. li i . come manifeilaremo con molte fperienze. chc’l ferro cominciarà à muoverli. acciòpofla fubitomuoverfi. li qualefeacciadafcj&abborrifccil ferro. dentro quel ponto co- me nella fua reggia. Che e la medejìma calamita . bifogna ricordarli di quefto . tanto più languidamente. c he cttèndo tirato da una parte. r Che la calamita non tira da ogni parte: ma da un determinato ponto . dall’altra è fcacciato. XXIV. che haveiTer» . che il fèrro. e fi ricovera nella contraria parte in_# quel ponto contrario che (là al primo oppotlo per linea dritta nel mezzo. . Cap. VII. pcriciizc. ovcro antipatia la fcac- ci. come dal fuo centro alla cir- conferenza i raggi della fua virtù. E di quello ti potrai fodisfarc con quella efpcricnza. e dalla contraria oppotta parte perlai dittomiglianza. che il ferro è tirato dalla calamita. Cubito il ferro fiiggc. Un monte apprettò l’Etiopia genera la pietra Tcamidc . c iuo tronorified c>c firipofala fua virtù. chcè (lato prima tirato dall’altra parte della calamita. quan- do rivolgerai l’altra. Ma_. (limando chc_* una pietra fia quella che tira.AU l’hora rivolgerai intorno intorno la calamita per ogni partc.c da quel ponto fi lpargc.c correre al fuo confortio. che fia (lato tirato da una parte di calamita. onde è da inveftigarfi con ogni accuratezza In quello modo fo- . c quello c il ponto dcll’attrattionc. e correre al fuo abbracciamento.che feguono. disfarai à te fieno Overo attaccherai il ferro ad un filo fofpefo. e Empatia tiri àfe il fèrro liberalmente . Lib.Dice Plinio. onde quanto più il ferro s’allontanarà da quel ponto. chela calamita tiri il ferro da tutte le fuc* c parti. XXIII. braccio della bilancia. (limando che ditterò due pietre . Perche po- nendo un ferro in equilibrio.c come vedrai. che da una parte t ira . M A acciò alcun non s’inganni non effendo avvertito prima. quelle due virtù contrarie per clfer l’iftcflb che da una parte perlafimilitudine» . Qomt Digitized by Google .

X X t'. 2 SJ Della Magia naturale Come un ferro (alti fovra nua tavola. parte ad un’altro ferro . & andrà fcguirandoil moto della mano di colui . io non poche volte hòal- XJ Ingrato gli amici miei con un giocondo fpcttacolo. la porrai lotto l’ago.. e l’altra Boreale. . òche ordinatamente falti- tio .c flupordi cialcheduno.e l’altra nclmcdcfimo tempo.& in un’al- fi và angmentando . pcrchebuttatoun ferro l'opra la tavola. Q tro. non folamé- tc reda nclmedcfimoferro. vol- gendola giù. cho jpara vigliofo à riguardanti amici. ftgnirà l’ago. perche fie ponerctc due parti di aco lovra una tavola .ctrc.T'\ A quedn corrifpondcnzn.dc horcaminarà con la punta giù. chela.fubito rivolgendo la contraria par- te della calamita. come vi piacerà. e fcladralcinaràapprcflo.caminarà. Spezzili un ago permezo. non fenza maraviglia de’ riguardanti . de hor da quella parte. faranno un fpettacolo non meno bello.c quedo infin’àtanto che Vi giongerà i raggi della fua attività . che prima era in alto.Come havrà così cantinato un poco. perche fe tu tirerai un’ago di fèrro con la calamita . chel’una camini con la bafe. ò carta. &accommodaremo le pietre-. e Uclla medefima virtù. corno non baftevoie à regger tanto pefo . e l’una. non movendo alcuna pietra viabilmente. Polliamo.e quattro volte fi rivolgerà l’ago fiottofiopra . che la bafe delia punta lia ben fregata alla contraria parte della calamita. darà dritta in alto.e contrarietà di pietra. talché fi vedrà pendente in aria un lungo or- dine Digitized by Google . e dall’altra parte del tirato ferro toccherai un’altra ago .a veder chi muove Cap.. eia tirerà fofpcfa in aria fi . poi porrai la ma- no l'otto la tavola. e l’altra con la cima. e fe toccherai quella-. li vedrà rivolgerli in le delio. Quedo medefimo farai con l’altrc. horconla baie. dc’quali l’una_> babbi toccatola parte Audrale. checosì lafciarà cader la rapita. Chela virtù della calamita (ì trasfonda per i pecetta del ferro. ma fi trafmettcinuno.horam- feeduc infieme. . muove . e abbraccia. e fi muovano à fiuon di flauto.e vi fi ferma. ma prima bilogna .& hor da quella parte dove caminava. e con non minor maraviglia modrarà gli amici la medefima appesi- la.xxvi.& horfì rivoltil’una. il che non li può mirar lenza gran maraviglia . ca- mbiala per Intavola . di cui la metà li butti lovra una tavola . Cap. e faltar per le dello . ancor tirerà la terza. Quella apparenza faralTi in quello modo. e la terrà parimente fo- fpcfa nell’ aria . hor rivolgendo girila punta do- vunque farà tirato dalla pietra. quella parte tirerà un’- altra parte. che dalla calamita e impreffa nel ferro. fenx. perche fubito l’ago inalzerà dritta. e fubito(cofa mirabile à vederli) fi rivolge l’ago. e fe prima caminava con la baie per fiotto. & in quel luogo dove giace la baie dell’ago accolta la calami- ta.

così egli ne tirava un’altro nel tnedefimomodo s’accodò ad un terzo. la qualchiamanp calamita^. freghi quelli à quelli bu- fetti della calamita.. Si mer avi> li an gli huomini di cjuejla Pietrai perche talvolta incatenati Terra inariafofpefimolti anelli Da lor fleffi me definii .» fpclTc volte fi vede una catena di ferro. che è dato toccato. la qual forza di tutti viene da quella della pietra Lucietio conob-. anclli. toccarà un’altro . Di Gio Batti della Parta . e pefo .lo ritiene. Sant’Agodino havefle vido le maraviglie della calamita de’ nodri tempi. e di più fc quello. e s’attac- cavano inficine con invifibili ligami . e quanto la calamita era di più gagliarda.. e chi vorrà tirarne più. non da dentro. - che quel ferro. che toccarà. be quella forza. chr>_. Chi farà quello. VIT. che non redi dupito di que- lla vehemenza? che non folo egli tirava. 2 fj dine di aghi incatenate. ma paflava per quelli attaccati. havrebbe detto ? che delle buone ciafchuna alza più ferro del fuo corpo. perche feri ve nell’Ione-. abbracciando un’altro ferro. & una pietra di un’oncia terrebbe attaccati mille aghi . talché.. £ cjuefto da quell' altro. La qual pietra non tiraà le ma infonde lalua virtù a gli altri un’anello di ferro. e fpejfc volte Veder come attaccati da forti hami Come l’uno dipendefatto l’altro . onde pendeva come una catena di anelli. e vai della fua propria fori * Plinio ragionando della mede (ima virtù dice così: Sola quella materia piglia for- za dall’altra pietra. perche vedeva un’anello di ferro tocco da quella pictra. e così il terzoni fecondo . e così per ordine dal tocco ciafchuno tirerà dalla bafe . e fattala-. laonde lì vedrà fovcntc pendere nell’aria una lunga catena di ferri di anelli. die l’ignorante volgo lo chiama ferro vi- vo. Comi Digitized by Google . ma s’accodavano di fuori. Si vede nella pietra heraclia. l’alza- va fofpefo. come noi habbiamo fatto.che pollino farilmcdelìmo effetto. e lungo tempo la ritiene. e la forerà che dipende Dall’altro . l’uno dava attaccato con l’altro. Noi con una pietra di una libra havemo tenuti fofpefi dicci aghi. che. ogn’un conofce La catena . perche ilmcdefimo anello toccando un’altro..havcrcomunicata la fua virtù. fenza adoperarvi!! alcuno vincolo. : fu Lìb. .ecosìqucllo (lava attaccato al primo. comune col fuo compagno. & al quarto nel medelìmo modo. finalmente fi ritroverà attaccato come quello. Galeno parla così.Havcmo villo la pietra calamita ladra del ferro. Agodino nel libro della Città di Dio ra- gionando di quella maraviglia dilfe. Queda forza conobbe Platone.& anelli attaccati teneva. e pietre calamite ogn’uno come follerò potrà tirar l’altro . che laprima volta chela viddi m’empì di horrorc.cfofpclb'. e fe_. virtù tanti più aghi .

e che da de- tro nel capo. machina d’inganni. e di Tolomeo. efe. fenzaattaccamento della calamita. XXPII* N On foto la calamita comunicala elice di fna virtù col toccare al ferro maggior maraviglia. che egli habbi di- moflrato il modo come fi facci. Viflotalcofa. che in AlcfTandria nel tempio di Scrapide havevanofatta una certa-. dentro raggii . I aria. e non ham. Qricflo si è vero.ò difh- ciliflìmo appaja. Come la calamita [offenda il ferro nell'aria .havcvan fatto una flatua di rame.chc ftà fabricato in terra. Ma quando Hanno così incatenati. Cap. e che fia fàbola quello cncncfcrivono gli antichi. de al fine affaticato dagli cfpcrimcntr mi quietai. che non fuffe tirato sù dalla calami ta. Gap. e forfanreric. clic da alto non fi vedeva pender vincolo alcuno. quello che fu incominciato . *3* Della Magia naturale Come la calamita ancor fen^a toccare diffonde la fua virtù dentro l'orbe della fua attività . che Democratc Architetto cominciò à farle volte del tempio di Arfinoedi calamita. Ma che l’arca di Machometto penda anco ella in aria alle volte dal Tempio e fai fi llìmo.ne diremo la ragion più A ballo. dccimoquinto libro dellafuahifloria. della calamita con fingolar artificio nel mezo della volta maravigliandoli tutti'i riguardanti come noncadcva rfcrittomcdcfinumcnte da Niccforo Califlonel . filmando elfercofa imponibile.noru 'pervenne à perfettione Scrivono Greci.. . e poi accollerai quel ferro adjUn’altro firà rapito da quello. che nelle volte del Tempio diSerapi- . che in quello fi vedeflc penderein aria un fimula- chro di ferro-ma accadendo la morte di lui. ilquale comandava fi faccfle quella fabrica in honore della forvila . Pietro Pellegrino dice.defidcran- do Digitinoci by Google . ancor può infondere la fua virtù. vi havea pollo un ferro. Dice Plinio. e nella volta del tempio all’incontro della-. e che la flatua reflava fòfpcfit dalla forza-. ma flava fofpefo. donde . chiaramente fi vede. O hò faticato molto tempo come havefic potuto fare ftar fofpcfo un ferro in_. perche infiniti fon quelli che l’hanno vifitato. ancor farà tapiro. efe quello tocca- to toccherà un’altro. i dein AlcfTandria flava fabricata la caiamira . con la fola prc- fenza concilia la l'uà virtù al ferrodi poter tirar un’altro ferro: perche fc avvici- nerai allacalamita il ferro. che fenza toccare. ovcro di aghi. fc un poco allontanerai la calamita cadrà l’ultimo anello. caderà l’ultimo finche tutti caderanno l’un dopo l’altro . perche l’habbi rinchiufo dentro l’orbe della fuavir- ' tù. Ma come qucfloà me imponibile . clic hò fatto io. che fòflencva una flatua di ferro pendente. talché anchor lontano dalla calamita . XXV III. Snida dice. .un’altro poco.ma da fiotto fc bene flava attaccato con un filo. /latita havevano fabricato la calamira. (ì vedrà pendere in aria una catena di anelli. in un’altra fua opcrajma quell’opera mai fi viddf. ma quello della fua virtù.

rendo hor innanzi. andrà à quelle lettere. move r e remi. Conobbe qucfla cfpcricnza Sant’Agoftino nel libro della Città di Dio. drizzerà la barchetta dove vuole. nell’intorno dclbacile babbi un* alfabeto fcritto . laonde fi vede ftar fofpcfo nell’aria . e feriva intorno fi la carrafa un’alfabeto. X X X. F. e quella del fer- ro.la fua virtù. che non facci la fua opcrationc . XXIX. e così aggiungendo le lettcreinfieme. el’habbiamo dato à gli amici in mano. perche colui che_. cofe da piacere . Quando dunque una donna vi domandarà cofe dubic.VlT. N poco inganni fuccedono da quella efpcricnza. fingendo quelli ingannatori cf- i fercuna fpecied’Hidromantia. & in quello fi pone una navicella di ccra. havendo voi à rifponder cofe vere. che fc alcuno tenera la calamita fotto un piatto di argento. come era moflà la mano di colui. Come un’buomo di legno muova una barchetta . e tre- mando. Ma noinó habbiamo dato poca maraviglia à gli amici . chel’ap- frofinnaiìero al muro. la barca. L’inganno così falli S’empie un bacild’acqua. e porrà un fcrro.chc fi volga intorno intorno nell’ago. hà la calamita i