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I mustazzoli sono dolci tipici del Salento (Puglia meridionale) e della Sicilia, a base di farina,

zucchero, mandorle, limone, cannella, miele ed altri aromi. A volte sono ricoperti da una leggera
glassa a base di cioccolato. tra i prodotti agroalimentari tradizionali siciliani riconosciuti dal
ministero delle Risorse agricole.
Il termine deriva dalla lingua latina. Non dal latino mustum (il mosto) come si era pensato in
principio, bens da mustace, cio alloro. In origine si preparava il mustaceum, una focaccia per le
nozze, un dolce avvolto in foglie di mustace (alloro) che dava aroma durante la cottura. Da qui il
proverbio loreolam in mustace quaerere, ovvero: cercare inutilmente nella focaccia le foglie di
alloro che si erano bruciate nel forno.
I mustazzoli sono noti anche come: mustaccioli, zozzi (a causa della glassa al cioccolato sulla
superficie), mostaccioli, mustazzueli, bisquetti, pisquetti, mustazzli nnasparati, scaglizzi,
sciezzuli, castagnette.[1]

L'impasto dei mustazzoli costituito da vino cotto, ovvero sciroppo di fichi secchi che non ha
nulla in comune con il prodotto che porta lo stesso nome ma ottenuto dal mosto d'uva cotto,
buccia d'agrumi, mandorle, miele, cannella, talvolta cotognata, granella di nocciole, cioccolata,
frutta candita. Gli ingredienti devono riposare per qualche ora prima di essere lavorati a forma di
piccoli biscotti alti e irregolari e poi cotti in forno, il prodotto viene poi ricoperto di glassa di
zucchero e cacao. I mustazzoli hanno la caratteristica di essere molto croccanti, solo con
l'aggiunta del burro, della margarina o dello strutto nell'impasto, si ottiene un prodotto molto pi
morbido e friabile ma che si discosta dalla ricetta tradizionale.I mustazzoli hanno origini arabe e
infatti come nell'usanza di questa civilt anche questi biscotti, come il pane arabo, non sono
lievitati. Era una tipica abitudine, ancora oggi in vita, cuocere e consumare questi dolci durante le
ricorrenze e le feste sacre. Secondo la tradizione questi particolari biscotti potevano essere
modellati in varie forme: per la tradizione cristiana forme di pesce e di uccello; per quella pagana
forme di donna, serpente o lettere. In Sicilia dal settecento e fino a qualche decennio fa era una
produzione tipica delle suore dei conventi di clausura.
Molte regioni rivendicano la paternit di questo biscotto, usato tantissimo infatti in Puglia, in
Sardegna, in Calabria, in Sicilia, nel Lazio, in Campania e in Lombardia.