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L'agricoltura basata sulla rotazione triennale e sul maggese rimase predominante

fino al XVII secolo. Il progressivo sviluppo dei commerci, tuttavia, stimol�
gradualmente l'adozione di nuove tecniche produttive.

In particolare, nelle Fiandre e nel Brabante il terreno era poco fertile, ma il
notevole sviluppo del commercio marittimo fece aumentare notevolmente la domanda di
prodotti quali il lino per le tele, i coloranti per il panno, l'orzo e il luppolo
per la birra, la canapa per le funi, il tabacco ecc. La densit� della popolazione,
inoltre, favoriva lo sviluppo dell'orticoltura e della frutticoltura. Si adottarono
quindi nuove tecniche basate sulla rotazione pluriennale e sulla sostituzione del
maggese con pascoli per il bestiame anche per ottenerne concime naturale.

Tali innovazioni vennero studiate da esperti europei ed americani. L'inglese
Richard Weston visit� le province fiamminghe intorno al 1650 e descrisse in una sua
famosa opera, A discourse of husbandrie used in Brabant and Flanders, il loro
metodo basato sulla rotazione delle colture (lino, rapa, avena, trifoglio). I nuovi
metodi dettero origine al cosiddetto sistema di Norfolk, generalmente considerato
il prototipo di una nuova agricoltura che, grazie alla rotazione e ad altri aspetti
(recinzioni, grandi aziende, lunghe affittanze, aratro in metallo tirato da cavalli
ecc.), consent� all'Inghilterra di esportare grandi quantit� di grano e farine nel
periodo 1700-1770. Secondo Paul Bairoch, il notevole sviluppo dell'agricoltura
stimol� la successiva rivoluzione industriale grazie alla domanda di aratri e altri
attrezzi in metallo.

Altri paesi seguirono l'esempio dell'Inghilterra. Ad esempio, in Francia, in cui le
tecniche agricole medioevali dominarono fino al 1750, la scuola fisiocratica di
Fran�ois Quesnay propose espressamente fin dal 1756 (data dell'articolo Fittavoli
che Quesnay scrisse per l'Encyclop�die) l'adozione del modello inglese.

Giovane contadina italiana, fine Ottocento
La seconda rivoluzione agricola[modifica | modifica wikitesto]
La rivoluzione industriale chiam� a s� dalle campagne numerosi braccianti che si
riversarono verso altri continenti e/o nelle grandi citt�. In Italia la migrazione
fu dal sud verso il triangolo Piemonte/Veneto/Emilia e per contrastarla furono
previsti dei piani governativi ossia piani di bonifica delle terre governative che
venivano destinate all'agricoltura.

Nel corso del XIX secolo migliori strumenti aratori e sistemi di semina,
acquisizione sul mercato di nuove sementi e di nuove piante con elevata
produttivit� (mais), la comparsa delle macchine agricole e dei concimi chimici,
attuarono una profonda ristrutturazione rurale che stimol� ancora la costruzione di
nuove attrezzature e macchine per tutte le esigenze lavorative agrarie. L'attivit�
agricola divenne ben presto di tipo industriale nei Paesi economicamente
avvantaggiati, mentre nell'Europa dell'Est, Sud America, Asia e Africa rimasero
grandi terreni non coltivati, anche se coltivabili.