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LINSE DI AME NTO RO MANO DI CHIUNS A NO G LI S C AVI DE L LUNIVE R S IT D I BO CH UM (1992-2000)

Larea dellinsediamento romano di Chiunsano, nel territorio


comunale di Gaiba (Rovigo), gi indagata da Alfonso
Alfonsi con alcune trincee nel 1904, stata oggetto di nove
campagne di scavo, condotte sistematicamente dal 1992 al
2000 dallUniversit di Bochum, sotto la direzione del prof.
Hermann Bsing. Il volume presenta lesito delle ricerche sul
campo, che hanno consentito di ricostruire la planimetria e le
principali vicende edilizie del complesso, testimonianza della
plurisecolare presenza della romanit nel territorio polesano,
unitamente ai risultati dellattivit di catalogazione e di studio
dei reperti, che ha coinvolto nellopera numerosi specialisti.
Alcuni rinvenimenti, tra i quali il corredo funerario della
cosiddettaDama di Chiunsano, straordinario per la ricchezza e la
provenienza eterogenea degli oggetti dornamento, databili tra
la seconda met del V e gli inizi del VI secolo d.C., testimoniano
una frequentazione del sito anche in epoca tardoantica.

LINSEDIAMENTO
ROMANO DI CHIUNSANO
GLI SC AVI DELLUNIVER SIT
DI BOC HUM (1992-2000)

a cura di
Gianni de Zuccato

25,00
ISSN 2284-0044
ISBN 978-88-7814-601-3
e-ISBN 978-88-7814-675-4

AV5
LINSEDIAMENTO
R OMANO DI CHIUNSANO
GLI SC AVI DELLUNIVERSIT
DI BOCHUM (1992-2000)

a cura di
Gianni de Zuccato
INDICE

7 Presentazioni
Fabiano Pigaiani, Simonetta Bonomi
9 Premessa
Vincenzo Tin
9 Archeologia a Ficarolo e Gaiba: storia degli studi e nuove ricerche
Carla Corti e Gianni de Zuccato

GLI SCAVI
13 Gli scavi di Ficarolo/Gaiba, localit Chiunsano (1992-2000)
Hermann Bsing
29 Die Ausgrabungen in Ficarolo/Gaiba, localit Chiunsano (1992 bis 2000)
Hermann Bsing

I MATERIALI
45 Ceramica a vernice nera
Isabella Borghero
50 Ceramica grigia
Federico Biondani
54 Ceramica a pareti sottili
Isabella Borghero
61 Ceramica a vernice rossa interna
Federico Biondani
64 Sarius-Schalen, Aco-Becher, Reliefkeramik, Glasurkeramik, Spte Sigillata, Incensieri
Andrea Bsing-Kolbe
72 Terra sigillata liscia (italica e nord-italica)
Silvia Cipriano
80 Terra sigillata orientale
Silvia Cipriano
82 Ceramica fine da mensa di media e tarda et imperiale
Federico Biondani
87 Terra sigillata e ceramica da cucina africana
Federico Biondani
91 Ceramica comune depurata
Federico Biondani
98 Ceramiche ad impasto grezzo
Carla Corti
105 Anfore, tappi di anfora e tappi di contenitori domestici
Alessandra Toniolo
115 Lampen
Andrea Bsing-Kolbe
118 Laterizi bollati
Mauro Calzolari
120 Pesi fittili
Mauro Calzolari
124 Vetri e paste vitree
Paolo Ceriani
129 Miscellanea
Andrea Bsing-Kolbe
137 Stein
Andrea Bsing-Kolbe
138 Die Fundmnzen von Chiunsano
Hermann Bsing
146 Funde aus der Vlkerwanderungszeit
Andrea Bsing-Kolbe

LE ANALISI ANTROPOLOGICHE
153 La Dama di Ficarolo: analisi antropologica
Nicoletta Onisto, Roberta Donati, Emanuela Gualdi Russo

155 TAVOLE A COLORI


98

CER AMICHE AD IMPA S TO GRE Z ZO


Carla Cor ti

Le ceramiche ad impasto grezzo rinvenute a Chiunsano com- In questo gruppo di ceramiche compare unolla che presenta la
prendono manufatti che compaiono lungo tutto lampio arco possibilit di una pi precisa caratterizzazione (fig. 1.9), trovando
cronologico della frequentazione dellinsediamento. Si tratta di puntuale confronto a S. Maria di Zevio (VN), in ambito ceno-
ceramiche realizzate con impasti caratterizzati dalla presenza di mane ormai romanizzato, in un contesto datato al LT D23.
inclusi, sia intenzionalmente aggiunti (in qualit di degrassanti), Fanno parte sempre dellorizzonte riconducibile al sostrato in-
che facenti parte integrante della materia prima naturale utilizza- digeno o comunque a un repertorio morfologico di tradizione
ta e presenti nel corpo ceramico in quantit e seriazione variabili. preromana pure altre olle inquadrabili tra la fine del II-met I
Negli studi ceramici di et romana esse sono trattate nellam- secolo a.C. e la prima et imperiale (fig. 1.12, 14-15), che spesso
bito delle ceramiche comuni. Pur comprendendo in prevalenza trovano confronti nella produzione in ceramica grigia4.
ceramiche da fuoco (il tipo di inclusi presenti nellimpasto ge- Presente in molte aree romanizzate dellItalia settentrionale e
neralmente conferisce al recipiente particolare resistenza agli prodotta anche con impasti e decorazioni tardo LT5, la pentola
urti e agli shock termici), sono realizzati con impasti pi o meno a tre piedi (tripus) invece attestata a Chiunsano da un esem-
ricchi di inclusi anche manufatti destinati ad altri usi (preparazio- plare databile tra let augustea e la prima met del I secolo
ne, mensa e dispensa). Per loro natura sono quindi ceramiche d.C. (fig. 1.16)6.
che costituiscono un insieme estremamente eterogeneo sia per Ben documentate sono poi le olle cd. ad impasto refrat-
cronologia, forma, funzione, tecnica di fabbricazione e tipo di tario (fig. 2.22-31), caratterizzate da unestrema uniformit
produzione, che per provenienza, circuiti di diffusione e spesso morfologica e tecnologica (impasto e tecnica di fabbricazione)
anche per ambito culturale e/o socio-economico di riferimento. e ampiamente diffuse a Milano e in tutto il comparto centro-
Nellimpossibilit di affrontare in questa sede una trattazio- orientale dellItalia settentrionale fino alle Marche tra la secon-
ne esaustiva, vista la quantit e variet dei materiali rinvenuti da met del I secolo a.C. e la met del I secolo d.C.7. Realizzata
durante le campagne di scavo, verr presentata una selezio- nel medesimo tipo di impasto pure unolletta a corpo globu-
ne mirata di ceramiche e produzioni che, attraverso lutilizzo, lare (fig. 2.21).
la circolazione e lambito culturale di appartenenza, possano I materiali riconducibili alla frequentazione di prima e piena
adeguatamente rappresentare la frequentazione dellinsedia- et imperiale sono ben testimoniati e comprendono tra laltro
mento durante il periodo romano, dalla romanizzazione alla anche olle destinate alla conservazione (fig. 2.17) e vari tegami
tarda antichit. (fig. 2.18-20) presenti sia con forme caratteristiche dellet augu-
Tra il materiale rinvenuto negli scavi del 1996 e 1997 compaio- stea-prima met del I secolo d.C. (fig. 2.20)8, che con esemplari
no numerose ceramiche che talvolta conservano un evidente, attestati ancora nel III secolo d.C. (fig. 2.18)9.
quanto spesso generico, rimando alla cultura lateniana (in ptc. Ampiamente documentato in ambito padano tra let augu-
al La Tne D, 120-30 a.C.). Questi manufatti risultano nella mag- stea e la media et imperiale un particolare gruppo di cera-
gior parte dei casi non torniti. Troviamo soprattutto olle (fig. 1.2, miche caratterizzate dal medesimo tipo di impasto10. Si tratta di
10-11), ma ben documentate sono pure le ciotole-coperchio, tra olle con orlo sagomato, spesso decorate ad impressione sulla
cui orli decorati a tacche databili nellambito del I secolo a.C.-et spalla (fig. 3.37-43), e, in misura minore, di scodelle e tegami-co-
augustea (fig. 1.7-8)1. Varie sono le pareti con decorazione a ditate perchio di medio-grandi e grandi dimensioni, alcuni dei quali
o unghiate disposte regolarmente su tutto il corpo, cd. ad alve- con probabilmente funzione di forno portatile (fig. 3.32-36). Le
are, presenti (fig. 1.3-5). Si tratta di una tecnica decorativa molto olle risultano diffuse in area padana prevalentemente tra il I e
ben documentata nella ceramica tardo lateniana della Transpa- il III secolo d.C., mentre per ora non disponiamo di elementi
dana2. Uno strato di colore rosso contraddistingue la rifinitura per datare le forme aperte. La caratterizzazione mineralogico-
esterna, ma forse anche interna, di uno di questi frammenti (tav. petrografica e chimica di questi recipienti indica genericamen-
VIII.1-2), che presenta inoltre evidenti tracce di vetrificazione del te nellarea alpina la provenienza della materia prima utilizzata,
corpo ceramico compatibili con una situazione di produzione,
anche se non si pu escludere un evento traumatico (incendio).
3. Zevio 1996, p. 75, tb. 115, n. 1.
Solo occasionalmente invece testimoniata la variante a tacche 4. Cfr. Saronio 1988, p. 138, tav. IV/15-16 (fine II-met I secolo a.C.) e Bonomi et alii
impresse (fig. 1.6) o la semplice fila di ditate, impostate solita- 1997, tb. 7/1, fig. 28 (prima met I secolo d.C.); inoltre, Voltolini 2011, tav. VIII, 5-6 (LT
mente sulla spalla (non si pu tuttavia escludere che anche il C2-LT D1), ma anche Zevio 1996, tb. 139, n. 3a (et augustea).
5. Guglielmetti, Lecca Bishop, Ragazzi 1991, p. 198, nota 178; Della Porta et alii 1998, p.
frammento n. 1 abbia avuto questo tipo di decorazione, fig. 1.1). 160.
6. Cfr. Guglielmetti, Lecca Bishop, Ragazzi 1991, tav. XCII, 3, pp. 198-199.
7. Della Porta et alii 1998, p. 147, olla n. 42, con bibliografia.
1. Cfr. Ongaro 1999, p. 47, tav. XIV, 14-15. 8. Guglielmetti, Lecca Bishop, Ragazzi 1991, p. 197, tav. XCI, 9, tegami-tipo 1.
2. Si rimanda a Ongaro 1999, pp. 48-49, con bibliografia; vedi inoltre Zevio 1996, tb. 9. Della Porta et alii 1998, pp. 161-162, tegame n. 1D.
90B, nn. 1b, 3b (La Tne C-D), tb. 112, n. 1 (I secolo a.C.). A sud del Po questo tipo di 10. Per la caratterizzazione di queste ceramiche, anche dal punto di vista archeome-
decorazione compare invece gi su ceramica di tipo celtico di met-fine IV-III secolo trico, si rimanda da ultimo a Corti, Tarpini 2012, pp. 136-139, figg. 5-6, ivi bibliografia di
a.C. (Ferrari, Mengoli 2005, pp. 40-46). approfondimento.
CERAMICHE AD IMPASTO GREZZO 99

fig. 1 Ceramiche ad impasto grezzo: 1-2, 9-12, 14-15. olle; 3-6. pareti decorate; 7-8. ciotole-coperchio; 16. pentola.

anche se finora non stato possibile circoscrivere larea o le La rete idrografica afferente al Po ha costituito in et romana un
aree di produzione. Il successo di queste ceramiche, dalla- importante veicolo di diffusione anche per le ceramiche di uso
spetto spesso molto grossolano, probabilmente dovuto alla domestico. questo certamente il caso dei recipienti in Eastern
scelta dellargilla, ricca di minerali di magnesio, che conferisce Coarse Ware, presenti nei territori disposti lungo il medio e basso
ai recipienti una particolare refrattariet. Per quanto riguarda corso del Po, lungo la costa adriatica e nel suo entroterra, men-
le olle sono documentate anche ceramiche con impasto pi tre risultano finora completamente assenti nelle zone pi in-
fine, ma inquadrabili allinterno dello stesso gruppo, e cerami- terne della pianura padana11. La ceramica comune prodotta nel
che morfologicamente affini ma realizzate con materia prima Mediterraneo orientale, con particolare riferimento ai recipienti
diversa, sia con impasto pi o meno ricco di inclusi (fig. 3.44-46), da cucina provenienti dallEgeo e pi specificatamente dallarea
che in ceramica depurata.
11. Crr. Corti, Loschi Ghittoni 2012.
100 C A R L A CORTI

fig. 2 Ceramiche ad impasto grezzo: 17, 21-31. olle; 18-20. tegami.

focese (Phocean cooking wares), documentata a Chiunsano da (fig. 4)13. Paiono invece rientrare in un orizzonte leggermente
numerosi tegami a listello (fig. 4.50-57) e da qualche pentola (fig. pi tardo i tegami a listello (fig. 4.50-57), prevalentemente in-
4.47-49). Sono altres attestate brocche a bocca trilobata (vedi quadrabili tra il II e la met del III secolo d.C.14.
infra Biondani, Ceramica comune depurata, fig. 2.32). Le pentole Strettamente legata alla circolazione lungo il corso del Po
n. 47 e n. 49 trovano affinit morfologica a Cnosso con esempla- anche la presenza nelle aree di bassa pianura di un altro par-
ri datati intorno alla met del II secolo d.C.12, mentre la pentola n. ticolare gruppo di olle (fig. 4.58-63), pure in questo caso ben
48 presenta caratteristiche avvicinabili a pentole rinvenute nel caratterizzate non solo dal punto di vista morfologico, ma an-
carico del relitto di Viganj (Croazia), naufragato nel II secolo d.C.

13. Jurii 2000, fig. 30, 5.


12. Hayes 1983, Casseroles-Type 2, fig. 7, n. 82. 14. Jurii 2000, figg. 26 e 33; Reynolds 2010, p. 92, fig. 1, o.
CERAMICHE AD IMPASTO GREZZO 101

fig. 3 Ceramiche ad impasto grezzo: 32-36. scodelle-coperchio; 37-46. olle.

che tecnologico (corpo ceramico e tecnica di fabbricazione)15. orizzontali, di cui rimangono spesso evidenti tracce (tav. VIII.3).
Per quanto riguarda la forma queste olle presentano orlo estro- Talvolta sono presenti simboli o, come nel nostro caso, un nu-
flesso, talvolta ingrossato, collo svasato e gradino pi o meno merale inciso a crudo (XII) sulle linee che decorano la spalla
evidente che sottolinea il passaggio alla spalla, decorata da del vaso (fig. 4.61). Questi manufatti, attestati in contesti che
linee incise. Peculiare il corpo ceramico, di colorazione piut- vanno dal I secolo d.C. alla tarda et romana, trovano puntua-
tosto chiara, quando non completamente annerito dalluso, e le confronto in area piemontese16. La maggior parte delle olle
ricco di inclusi sabbiosi, e il trattamento della parete esterna, di Chiunsano risulta inquadrabile nella prima e media et im-
generalmente lisciata con evidenti e ampie spatolature sub-

15. Cfr. quanto osservato in Corti, Tarpini 2012, pp. 139-141, fig. 7, ivi bibliografia e 16. Preacco Ancona 2000, pp. 113-119, fig. 112-117 e p. 112 per la descrizione degli
confronti. impasti.
102 C A R L A CORTI

fig. 4 Ceramiche ad impasto grezzo: 47-49. pentole; 50-57. tegami; 58-60, 62-63. olle; 61. parete decorata con iscrizione incisa.

periale (fig. 4.58-60, 62)17, ma sono documentate anche forme trasporto di merci deperibili, di cui non rimasta traccia19. Si
diffuse tra il III e la met V secolo d.C. (fig. 4.63)18. Appare quindi tratta comunque di ceramiche particolarmente adatte allespo-
testimoniata una certa continuit nella diffusione di questi re- sizione al calore (diretto o indiretto).
cipienti, anche se con flussi diversi non meglio circoscrivibili Ben documentata infine anche la frequentazione dellinse-
nel corso del tempo. In via del tutto ipotetica non si pu inoltre diamento tra la tarda et imperiale e il Tardoantico, per giun-
escludere che la circolazione di questi manufatti, vista la pre- gere fino alle soglie dellAltomedioevo. A Chiunsano sono testi-
senza talvolta di graffiti con simboli e numerali, possa essere moniate sia forme che risultano maggiormente caratteristiche
dovuta ad un loro utilizzo in qualit di contenitore adibito al delle zone poste a nord del Po (fig. 5.64-65), che ceramiche ben
attestate in Italia settentrionale e soprattutto nei contesti emi-
17. Preacco Ancona 2000, forma A1, p. 113 ss., ptc. A1 a (n. 58) e A1 b (nn. 59, 62).
18. Preacco Ancona 2000, forma A2b. 19. Cfr. quanto osservato in Corti, Tarpini 2012, p. 140.
CERAMICHE AD IMPASTO GREZZO 103

fig. 5 Ceramiche ad impasto grezzo: 64-74. olle; 75. ciotola; 76. coperchio; 77-81. recipienti ad orlo rientrante; 82. catino-coperchio con fondo aggettante decorato.

liano-romagnoli (fig. 5.66-74; ptc. fig. 5.82), ma anche recipienti con fondo aggettante decorato a ditate impresse21 (fig. 5.82), la
pi comunemente attestati nei depositi archeologici gi a par- cui presenza pare comunque non giungere al pieno VI secolo
tire dalla piena et imperiale (fig. 5.75-81). d.C.22, e lolla con orlo estroflesso e decorazione ad onda incisa
Tra le ceramiche ad impasto grezzo rinvenute durante gli sca- sulla spalla (fig. 5.74), riconducibile al cd. tipo Classe, attestato in
vi, ampiamente diffuse in Lombardia risultano il frammento contesti di VI-VII secolo d.C.23. Questo recipiente, in particolare,
n. 64, documentato in depositi di IV-V secolo d.C., mentre pi ci documenta sia la continuit di frequentazione del sito alle
tarda (fine V-VI secolo d.C.) risulta la datazione assegnabile al soglie dellalto Medioevo, che il proseguimento anche in que-
frammento n. 65 (fig. 5)20. Appaiono invece decisamente pi ca-
ratteristici dei contesti emiliano-romagnoli il catino-coperchio 21. Tipo di recipiente talvolta denominato anche tegame-coperchio in ragione del-
la profondit della vasca.
22. Corti, Giordani, Loschi Ghittoni 2004, p. 158.
20. Massa, Portulano 1999, p. 160, rispettivamente tav. XX, 2 e tav. XX, 5. 23. Gelichi 1998.
104 C A R L A CORTI

sto periodo del suo inserimento nei circuiti del traffico afferenti vali (Torino 2002), a cura di G. Pant, Documenti di archeologia 35, Mantova,
pp. 153-174.
alla rete idrografica del Po24. Corti C., Loschi Ghittoni A.G. 2007, Produzioni di ceramiche ad impasto grezzo nelle aree
Infine, ampiamente testimoniate sono le pi comuni olle con del medio e basso corso del Po tra tardoantico e altomedioevo: la bassa pianura
modenese e lantico delta padano, in LRCW 2. Late Roman Coarse Wares, Cooking
orlo estroflesso a sezione triangolare e i recipienti ad orlo rien- Wares and Amphorae in the Mediterranean. Archeology and Archeometry, Actes of
trante. Forma molto comune e diffusa gi a partire dalla piena the 2nd International Conference, ed. by M. Bonifay and J.-C. Trglia, BAR Interna-
et imperiale romana25, il recipiente ad orlo rientrante (fig. 5.75- tional Series 1662, Oxford, II, pp. 511-523.
Corti C., Loschi Ghittoni A.G. 2012, Tegami e pentole in ceramica ad impasto grezzo di
81) assolve spesso ad un uso polifunzionale (ciotola, tegame, et romana: importazioni o produzioni locali?, in A.I.Ar. 2012 Modena, Atti del VII
coperchio), non sempre facilmente individuabile in caso di Congresso Nazionale di Archeometria (Modena, 22-23 febbraio 2012), a cura di
G. Vezzalini e P. Zannini, Bologna, pp. 78-88.
frammenti. altres una forma molto longeva, documentata Corti C., Tarpini R. 2012, Ceramica ad impasto grezzo di et preromana e romana, in Lin-
ancora nei contesti tardo antichi di area emiliana, dove rap- sediamento romano della Tesa di Mirandola (MO). Ricognizioni e scavi 1930-2011, a
cura di M. Calzolari, F. Foroni, Quaderni di Archeologia dellEmilia Romagna 30,
presenta una delle forme pi comuni di ceramica ad impasto
Firenze, pp. 131-143.
grezzo26. Le olle, il cui orlo spesso risulta sagomato per ricavare Della Porta C., Olcese G., Sfredda N., Tassinari G. 1998, Ceramiche in Lombardia tra II seco-
un incavo interno per lappoggio del coperchio e che talvolta lo a.C. e VII secolo d.C. Raccolta dei dati editi, a cura di G. Olcese, Mantova.
Ferrari S., Mengoli D. 2005, I materiali di et celtica dalla struttura 2 di Casalecchio di
possono presentare una o due anse, hanno corpo biconico, Reno (BO), zona A, in Studi sulla media e tarda et del ferro nellItalia settentrionale,
fondo piatto e risultano invece contraddistinte da una certa a cura di D. Vitali, Bologna, pp. 15-148.
Gelichi S. 1998, Ceramiche tipo Classe, in Ceramica in Italia: VI-VII secolo, Atti del col-
frammentazione morfologica (fig. 5.66-69, 71-72), ovvero da loquio in onore di John W. Hayes (Roma 1995), a cura di L. Sagu, Firenze, pp.
un elevato numero di varianti attribuibile alla frammentazione 481-485.
produttiva, che si manifesta per allinterno di un patrimonio Guglielmetti A., Lecca Bishop L., Ragazzi L. 1991, Ceramica comune, in Scavi della MM3.
Ricerche di archeologia urbana a Milano durante la costruzione della linea 3 della
morfologico e tecnologico comune di tradizione romana27. Metropolitana 1982-1990, a cura di D. Caporusso, 3.1, Milano, pp. 129-257.
Esse risultano diffuse prevalentemente tra la fine IV secolo d.C. Hayes J.W. 1983, The Villa Dionysos excavations, Knossos: The Pottery, in BSA, 78, pp.
97-169.
e il VI, per scendere talvolta nel VII secolo28. Jurii M. 2000, Ancient Schipwrecks of the Adriatic. Maritime transport during the first
and second centuries AD, BAR, International Series 828, Oxford.
Massa S., Portulano B. 1999, La ceramica comune, in S. Giulia di Brescia. Gli scavi dal 1980
al 1992, a cura di G.P. Brogiolo, Firenze, pp. 143-173.
BIBLIOGRAFIA Ongaro G. 1999, Il materiale preromano, in S. Giulia di Brescia. Gli scavi dal 1980 al 1992,
a cura di G.P. Brogiolo, Firenze, pp. 25-54.
Bonomi S., Bellintani P., Tamassia K., Trentin N. 1997, Adria. Aggiornamento sui rinvenimenti Preacco Ancona M.C. 2000, Il vasellame ceramico: terra sigillata, pareti sottili, ceramiche
archeologici nellarea dellAzienda Ospedaliera, in Padusa, XXXI, pp. 41-104. comuni, in L. Brecciaroli Taborelli, Alle origini di Biella. La necropoli romana, Torino,
Corti C., Giordani N., Loschi Ghittoni A.G. 2004, Nuovi dati sulle produzioni ceramiche pp. 105-134.
ad impasto grezzo nellEmilia centro-occidentale tra tardoantico e altomedioevo, Reynolds P. 2010, Trade networks of the East, 3rd to 7th centuries: the view from Beirut
in Produzione e circolazione dei materiali ceramici in Italia settentrionale tra VI e X (Lebanon) and Butrint (Albania) (fine wares, amphorae and kitchen ware), in LRCW
secolo, Atti del II Incontro di studio sulle ceramiche tardo antiche e altomedie- 3. Late Roman Coarse Wares, Cooking Wares and Amphorae in the Mediterranean.
Archeology and Archeometry, Actes of the 3th International Conference, ed. by S.
Menchelli, S. Santoro, M. Pasquinucci, G. Guiducci, BAR International Series 2185,
24. Vedi quanto osservato in merito alla presenza di questi recipienti nel Delta in I, Oxford, pp. 89-114.
Corti, Loschi Ghittoni 2007, pp. 515-516. Saronio P. 1988, Il materiale dellet del Ferro dal territorio di Bondeno, in Bondeno e il
25. Della Porta et alii, pp. 163-164, tegame n. 5 (ptc. variante A e soprattutto C). suo territorio dalle origini al Rinascimento, a cura di F. Berti, S. Gelichi, G. Steff,
26. Corti, Giordani, Loschi Ghittoni 2004, p. 155, ivi bibliografia precedente e di con- Casalecchio di Reno (BO), pp. 137-155.
fronto. Voltolini D. 2011, La necropoli veneto-celtica di Megliadino San Fidenzio, in Padusa,
27. Corti, Loschi Ghittoni 2007, pp. 514-516. XLVII, pp. 51-95.
28. Della Porta et alii 1988, pp. 158-159, olla n. 80; Corti, Giordani, Loschi Ghittoni 2004, Zevio 1996, La necropoli gallica e romana di S. Maria di Zevio (Verona), a cura di L. Sal-
p. 155. zani, Documenti di Archeologia 9, Mantova.
TAVOLE A COLORI
TAVOLE A COLORI 157

tav. I Planimetria degli scavi (1992-2000).


158 T A V O L E A COLORI

tav. II Gli scavi dellUniversit di Bochum (1992-2000): 1. Vista da nord; 2. Ala ovest vista da sud; 3. Ala ovest: dettaglio.
TAVOLE A COLORI 159

tav. III Gli scavi dellUniversit di Bochum (1992-2000): 1. Parte meridionale vista da ovest; 2. Vista da sud.
160 T A V O L E A COLORI

tav. IV Il Diploma militare.


TAVOLE A COLORI 161

tav. V Terra sigillata nord-italica decorata.


162 T A V O L E A COLORI

1 2

3 4

5 6

7 8

tav. VI Terra sigillata liscia (italica e nord-italica).


TAVOLE A COLORI 163

1 2

3 4

tav. VII Ceramica fine da mensa di media e tarda et imperiale.


164 T A V O L E A COLORI

1 2

tav. VIII Ceramica grezza.


TAVOLE A COLORI 165

1 2

tav. IX Pesi fittili.


166 T A V O L E A COLORI

tav. X Corredo funebre della Dama di Ficarolo.


TAVOLE A COLORI 167

tav. XI Corredo funebre della Dama di Ficarolo.


168 T A V O L E A COLORI

1 2

3a

3b

tav. XII Statera, fibbia e manico in osso.


LINSE DI AME NTO RO MANO DI CHIUNS A NO G LI S C AVI DE L LUNIVE R S IT D I BO CH UM (1992-2000)
Larea dellinsediamento romano di Chiunsano, nel territorio
comunale di Gaiba (Rovigo), gi indagata da Alfonso
Alfonsi con alcune trincee nel 1904, stata oggetto di nove
campagne di scavo, condotte sistematicamente dal 1992 al
2000 dallUniversit di Bochum, sotto la direzione del prof.
Hermann Bsing. Il volume presenta lesito delle ricerche sul
campo, che hanno consentito di ricostruire la planimetria e le
principali vicende edilizie del complesso, testimonianza della
plurisecolare presenza della romanit nel territorio polesano,
unitamente ai risultati dellattivit di catalogazione e di studio
dei reperti, che ha coinvolto nellopera numerosi specialisti.
Alcuni rinvenimenti, tra i quali il corredo funerario della
cosiddettaDama di Chiunsano, straordinario per la ricchezza e la
provenienza eterogenea degli oggetti dornamento, databili tra
la seconda met del V e gli inizi del VI secolo d.C., testimoniano
una frequentazione del sito anche in epoca tardoantica.

LINSEDIAMENTO
ROMANO DI CHIUNSANO
GLI SC AVI DELLUNIVER SIT
DI BOC HUM (1992-2000)

a cura di
Gianni de Zuccato

25,00
ISSN 2284-0044
ISBN 978-88-7814-601-3
e-ISBN 978-88-7814-675-4

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