PERIODICO DI CULTURA NEO-ILLUMINISTA

NUMERO 26 LUGLIO 2017 (ANNO XI N.1)

dalla migrazione all’
integrazione
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gratuita
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Marco Vulcano
Un’evoluzione planetaria,
contro lo scontro di civiltà
Forse per civismo, per passione verso in cui crescono solo l’odio e i fatturati
la libertà o semplicemente per l’amor dell’industria bellica (come dimostrano
di polemica che da sempre accompagna i floridi rapporti commerciali tra paesi
ogni eresia, abbiamo scelto di dedicare occidentali e petromonarchie, tra cui il
questo numero al tema della migrazio- recente accordo per la vendita di armi
ne. tra Usa ed Emirati Arabi o le eccellen-
Una questione spinosa, molto delicata, ti relazioni del Qatar con l’Italia), lega-
al centro del dibattito politico e cultu- ta a una duplice e grave dimenticanza.
rale. Dunque senza dubbio interessante La prima è che i cristiani, rappresentati
e sulla quale vale la pena di spendere come “i buoni” che non fanno guerre
PROPRIETARIO ED EDITORE qualche parola, approfondire, provare di religione, hanno seminato terrore e
Associazione Culturale Civiltà Laica, a ragionare. Proprio a partire da quella morte in lungo e largo per l’intero orbe
Via Carrara, 6 - 05100 Terni che è la nostra bussola: la laicità. terracqueo nei secoli, subendo un ridi-
e-mail: redazione@civiltalaica.it L’ingigantimento della percezione del mensionamento delle proprie pretese
“problema” immigrazione (vedremo in- assolutistiche solo grazie a una cosa che
fatti all’interno di questo numero come si chiama Illuminismo – e la strada per
DIRETTORE RESPONSABILE arrivare a una società che non sia ostag-
Marco Vulcano realtà percepita e realtà fattuale su que-
sto tema siano in realtà ben distanti), gio della Chiesa di Roma è, ahinoi, an-
COMITATO DI REDAZIONE la crescita di consenso verso politiche cora incredibilmente lunga. La seconda
Stefania Paolucci, Alessandro Gentiletti, marcatamente xenofobe e, contestual- è che gli orribili attentati di cui le no-
Alessandro Petrucci, Silvia Castellini, mente, l’irruzione sulla scena europea stre cronache sono piene hanno molto
Federico Piccirillo, Francesco Saverio Paoletti,​ dell’attentato terroristico legato a mo- raramente a che fare con le migrazioni.
Marcello Ricci, Massimiliano Agostini, tivazioni religiose di matrice islamica A macchiarsi di questi crimini orrendi
Alessandro Chiometti, Valentina della Bella​, come un fattore caratteristico di quella sono infatti perlopiù cittadini europei
Massimilano Brasile che, oggi più che mai, potremmo defi- in gloria del (loro) Dio, come purtrop-
nire un’autentica guerra globale per- po nella storia è spesso accaduto (avete
Stampato per l’Ass. Cult. Civiltà Laica manente, alimentano ogni giorno una presente la cristianissima dottrina do-
dalla Tipografia Visconti - Terni visione del mondo manichea, basata menicana che teorizzava lo sterminio
sulla tesi dello scontro di civiltà. Da una – poi realizzato – dei popoli latinoame-
Autorizzazione del Tribunale di Terni parte i buoni, l’Occidente (cristiano, ça ricani in quanto non cristiani e, dunque,
n. 03/07 dell/8 Marzo 2007 sotto uomini?).
va sans dire), dall’altra i cattivi, gli stra-
nieri, meglio ancora se musulmani. Una Intendiamoci, chi scrive è d’accordo
riproposizione delle Crociate a parti con Paolo Flores D’arcais nel dire che,
GRAFICA invertite. Sud verso Nord. La rivincita proprio per la mancata secolarizzazio-
Katapulta Design di Agnieszka Goclowska dell’Islam. ne, l’islam oggi si presenta come una
http://katapultadesign.eu Si tratta però di una narrazione perico- religione più minacciosa di altre per la
losamente distorta della realtà, che ali- democrazia e la laicità. Tuttavia è bene
menta una guerra fratricida tra poveri essere chiari fino in fondo, perché la
sfolgorante asce-
sa di movimenti
politici clerico-fa-
Alessandro Chiometti scisti, ben rappre-
IMMAGINE IN COPERTINA
Katapulta Design
Immigrazione: sentate dalle piaz-
ze contro lo Ius
Soli, mostra come
percezione del fenomeno e dati reali la toppa rischia
di essere peggiore
Quando si parla del fenomeno delle migrazioni dei popoli del buco.
è evidente a chiunque abbia un occhio critico e libero da Nella retorica dello
pregiudizi che c’è un enorme discrepanza nel nostro paese scontro di civiltà
fra la percezione del fenomeno e i dati reali di questo. scompare infatti
un dato fondamen-
È opinione abbastanza comune e diffusa fra gli italiani che tale che proprio
nessun altro paese ospiti così tanti “immigrati” (con tutte le l’evouzionismo di
eccezioni e specificazioni che bisognerebbe fare ogni qual matrice darwinia-
volta si usa questa parola) come noi. na, da sempre invi-
so a ogni religione,
Affermazione tutt’altro che veritiera, fomentata da politici ha sottolineato con
senza scrupoli e un’informazione sempre più carente. forza: Homo Sapiens
è una specie plane-
Qui riportiamo invece i numeri reali e non le chiacchiere dei taria. Di più: è l’u-
salotti televisivi. nica.

2 Civiltà Laica Numero 26
Migranti, noi umani, lo siamo sempre Massimo Fioravanti

Quale
stati e la nostra è la sola specie anima-
le diffusa nell’intero pianeta, che ab-

uguaglianza?
biamo colonizzato totalmente parten-
do dall’Africa. Proprio da dove, oggi,
arrivano i barconi pieni di disperati
che qualcuno vorrebbe affondare

be essere ovvio, anche se di fatto
Immigrati in Italia e in Europa poi per alcuni o molti non lo è.
Come infatti esplicita il protagoni-
Stando ai dati Istat ed Eurostat, “al 1 gennaio 2016 gli stranieri residenti in Italia sta dell’intervista è nostro dovere.
sono 5.026.153, pari all’8,3% della popolazione. Scomponiamo meglio questo E forse, senza azzardare, Varoufa-
dato per capirci di più: 1.517.023 sono gli stranieri di altri paesi dell’Unione Eu- kis si riferisce al nostro profondo
ropea, mentre i cosiddetti extra-comunitari sono 3.508.429 (5,8% della popola- dovere, quello appunto di essere
zione).”[1] Un numero peraltro in calo negli ultimissimi anni, dato che nel 2015 gli esseri umani. Ci sono degli esseri
stranieri extracomunitari residenti in Italia sono diminuiti di 13396 unità rispetto umani che cercano l’aiuto di altri
al 2014. esseri umani, per non morire. Poi…
Tralasciando l’analisi delle singole comunità presenti (i romeni di gran lunga i
troveremo un modo per integrar-
più presenti, poi albanesi e marocchini) e dando uno sguardo alle cifre degli altri
li. È come dire che è fondamentale
dapprima riconoscere l’altro che
paesi d’Europa possiamo tranquillamente dedurre che in questi numeri non c’è
viene da noi come essere umano
niente di strano.
uguale a noi, chiunque esso sia e
In termini di percentuale sulla popolazione totale ad esempio l’Austria è al 14,3%, da qualunque parte provenga, poi
l’Irlanda al 12,4% la Germania al 10,5%, la Spagna al 9,5%, tanto per fare degli distingueremo e, se necessario, ri-
esempi. E anche la percentuale minore di un paese come la Francia (6,6%) è fiuteremo.
comprensibile se pensiamo che in quel paese vige lo ius soli, per cui gli stranieri È necessario quindi comprende-
nati lì non sono considerati tali, a differenza di quel che avviene in Italia. re nella sua essenza il concetto di
Anche in termini di numeri assoluti i nostri cinque milioni di immigrati residenti uguaglianza tra gli esseri umani e
sono ben distanti dagli otto milioni della Germania, quindi è bene ribadire l’evi- ciò determina la riconsiderazione
denza: non c’è nessuna anomalia italiana, ne’ tanto meno nessuna invasione di e la riformulazione stessa del suo
immigrati nel nostro paese. costrutto rispetto a quei fenomeni
storico-sociali che, fin qui, negli

«Quando
ultimi due o tre secoli, vedi la Di-
o respingere (dove, non si sa). qualcu- chiarazione di Indipendenza Ame-
Ma c’è di più: la genetica contempora- no bus- ricana o la Rivoluzione Francese,
nea è netta nell’affermare che siamo sa alla vostra porta, nel bel mezzo ne hanno definito il senso. E non
una specie talmente giovane da non della notte, qualcuno a cui hanno che i presupposti cardine dell’u-
aver permesso la separazione genetica sparato, che è bagnato, stanco, ha guaglianza, della libertà e della
necessaria a scavare il solco biologi- fame, ha dei bambini, non è pos- fratellanza non fossero validi nelle
co che può esistere tra razze diverse. sibile fare il calcolo dei costi-be-
Come ebbe a dire il grande biologo e loro intenzioni.
nefici se aprire o no quella porta.
genetista statunitense R. Lewontin, «È Per la dichiarazione di indipen-
Quella porta si apre e basta! È il no-
molto più probabile che vi sia un’ete- denza americana «tutti gli uomini
stro dovere. Poi ci preoccuperemo
rogeneità genetica maggiore tra due sono creati uguali; essi sono dal
individui di uno stesso condominio di come fare. Ma prima li faccia-
creatore dotati di certi inaliena-
che non fra due individui appartenen- mo entrare, gli diamo da vestire,
bili diritti […] la vita, la libertà, e
ti a diversi continenti». da mangiare, ci assicuriamo che
il perseguimento della felicità»
In buona sostanza, le razze umane non non muoiano, che non anneghino
(salvo poi stabilire quale è il giusto
esistono, ma esiste una sola umanità e poi troveremo un modo per in-
creatore tra il Dio cristiano, quel-
che viaggia e migra da sempre, co- tegrarli». Queste affermazioni di
lo della Torah o quello del Corano.
lonizzando spazi e nicchie evolutive Yanis Varoufakis, rilasciate al set-
sempre nuovi. Comunque per questo si è sempre
timanale Left in un’intervista del
La migrazione, proprio in quanto fat- pronti alla guerra!).
febbraio 2016, mi colpirono molto,
tore determinante nella costruzione Per la Rivoluzione Francese «gli
poiché le trovai di una semplicità
della nostra umanità, non è né può uomini nascono e rimangono libe-
disarmante nel rendere evidente
essere un problema. La questione da ri e uguali nei diritti».
affrontare, davvero seria, è invece la ciò che dovrebbe caratterizzare in
primis il sentire di ogni individuo: Un’osservazione: entrambe par-
pulsione distruttiva che si alimenta di lano di uo-
fondamentalismi religiosi di ogni ri- il proprio appartenere alla comu-

 p.4
nità degli esseri umani. mini, e le
sma, da cui l’umanità rischia, non per
donne? Che
la prima volta, di essere annichilita. E Esse descrivono attraverso una se-
l’antidoto per tutto questo non cam- loro non si-
rie di azioni comuni ciò che dovreb-
bia: democrazia, libertà, laicità.  ano uguali?! Articolo continua

Civiltà Laica Numero 26 3
Che siano sottoprodotto crea- legge. Sono proprio tali sovrastrut-
to dalla costola di Adamo?! E ture, religiose e razionali, innesca-
poi perché si nasce “creati” o te dopo la nascita, che deteriorano
“uguali nei diritti”? la vera realtà di ogni essere umano
È chiaro che le conquiste fat- e non lo fanno più riconoscere agli
te dalla Rivoluzione Francese altri. Io non uccido per rispettare il
hanno rappresentato un salto comandamento di Dio o altrimenti
notevolissimo verso il ricono- perché arrivano i carabinieri che mi
scimento dello status di citta- portano in galera. Non uccido perché
dini a fasce sociali che fino ad sento che non fa parte del mio esse-
allora erano emarginate da re umano. Questo senso di sé stessi e
chi deteneva il “nobile” pote- della vita comune forse si è perso, o
re, ma ciò non è bastato a tro- forse non è stato ancora compreso.
vare la strada per dare a quei L’uguaglianza è insita nella nascita
nuovi cittadini il riconosci- stessa di ogni individuo, e per qual-
mento di una nuova identità siasi essere umano avviene attraver-
umana. Ne sono dimostrazio- so un processo biologico uguale per
ne la deriva del terrore che tutti, non dato da un dio né dalle leg-
proseguì la rivoluzione e la gi degli uomini.
Restaurazione postna- È necessario quindi risolvere il pro-
poleonica, che avvenne blema della disuguaglianza propina-
trent’anni dopo con il ta da chi vuole dividere il mondo in
Congresso di Vienna. categorie: i giusti e coloro che se lo
Sono passati ormai meritano per sangue o grazia divina
quasi due secoli e mez- da una parte, gli emarginati e poveri,
zo dalla presa della che in qualche modo va sempre a fini-
Bastiglia e nonostante re che “se la sono cercata”, dall’altra.
molti diritti con mol- E a proposito, per finire, rubo le pa-
ta fatica siano stati role della psichiatra Hanna Hom-
conquistati, di nuovo berg a proposito della disuguaglian-
stiamo assistendo alla za: «Per contrapporci a ciò sarebbe
prevaricazione di forze intelligente se tutti noi, politici com-
reazionarie che cercano presi, prendessimo in considerazio-
di dettare leggi di merca- ne e studiassimo meglio la teoria
to attraverso la finanza, e fagioliana della nascita, secondo cui
leggi di pensiero attraverso le nel momento in cui nasce il corpo
religioni che in tal modo vanno, si realizza anche la nascita dell’Io.
in modo delinquenziale, costruen- In virtù di processi biologici che ri-
do una cultura violentissima di guardano tutte le gravidanze e tutti
sopraffazione e di ingiustizie pro- gli organismi fetali del mondo, e in
fonde, di ideologie che manipola- virtù di un assetto pulsionale speci-
no le relazioni umane tendendo a ficamente umano, ogni essere uma-
metterci gli uni contro gli altri. no che viene alla luce realizza un
Qui si innesca il problema dell’im- primo Io, un primo pensiero, una
migrazione e dell’integrazione e, prima speranza di rapporto interu-
per affrontarlo, è necessario e ur- mano che Fagioli definisce capacità
gente quindi riconoscere a monte di immaginare, propria e comune a
un nuovo modello umanistico, che tutti gli esseri umani, dovunque essi
ci veda dapprima uguali per nascita. siano nati, in Namibia, in Australia,
La nostra nascita libera e uguale in Cina».
non è dono di un alcun Dio crea- Tale è il fondamento di una nuova
tore e neppure un diritto acqui- idea di uguaglianza che inoltre si
sito attraverso le leggi: essa è un esplica durante tutto il primo anno
fatto naturale. Ogni neonato na- di vita in cui non c’è nel neonato il
sce ateo, cioè linguaggio articolato bensì quel baby
senza dio, e talk rappresentato meravigliosa-
con una pelle mente nel documentario “Babies”,
sensibile allo di Thomas Balmès (che ho visto e
stesso modo invito tutti a vedere): un linguaggio
per tutti, al di universale comune a tutti gli esseri
là del colore umani alla nascita. 
e oltre ogni

4 Civiltà Laica Numero 26
Federico Piccirillo

OLTRE
LE FRONTIERE!!
Il problema dell’immigrazione sconfina inevitabil-
mente in quello della frontiera. Vorrei precisare, da
subito, che il termine frontiera non va inteso soltanto
nella sua accezione meramente geografica o geopoli-
tica, ma anche nel suo significato culturale e, perché
no, psicologico e mentale. Sarebbe appropriato parla-
re di “cultura della frontiera” che si risolve poi in una
“cultura della separazione”.
Non intendo prendere in considerazione posizioni po-
litiche che invocano l’intervento di ruspe o che danno
del gorilla o dell’orango a persone di colore diverso
dal proprio per il semplice fatto che il concetto di po-
litica, nella sua accezione più nobile, trova la sua nota
peculiare nell’obiettivo di organizzare al meglio la ci-
viltà, e in affermazioni del genere di civiltà ne vedo
poca.
Vorrei invece soffermarmi su posizioni che si sono
rivelate fallimentari nelle soluzioni prospettate al
problema dell’immigrazione, a mio modesto avviso,
perché ancorate ad una visione essenzialmente “dif-
ferenzialista”, in termini etnici e culturali. Penso, ad
esempio, al multiculturalismo anglosassone, espe-
rienza che già dieci anni fa l’allora premier britannico
Blair dichiarava fallita. Il multiculturalismo inglese,
pur essendo meno deleterio rispetto all’approccio xe-
nofobo e razzistico tipico delle nuove destre europee
e della lega salviniana in Italia, non ha prodotto però
ciò che, a mio parere, costituisce la vera soluzione del
problema: l’integrazione.
Il multiculturalismo finisce infatti
per tradursi in una forma di ghet-
tizzazione e di classificazione set-
toriale, in termini sociali, di una
L’emigrazione nel mondo
vastità di culture, visioni del mon-
do, modi di vedere e sentire la vita, Quali sono i paesi con più emigrati nel mondo? Ovvero: quali sono i pa-
tradizioni e costumi che rimango- esi che sono più abbandonati dai loro abitanti e che quindi, seguendo
no separati nella loro differenza. i ragionamenti di alcuni spregiudicati politici, invadono gli altri stati?
Qualche volta si può venire a cre- Non ci sono dubbi, il paese più invadente del globo si chiama Usa con
are un clima di timida tolleranza 46,6 milioni di migranti. Ben distaccate la Germania con 12,2 milioni
e di cauto rispetto reciproco, ma di migranti al secondo posto, e la Russia con 11,6 milioni di migranti
manca l’elemento che spinge uni- al terzo.
versi apparentemente irriducibili a Vi aspettavate dati diversi? Consolatevi... al quarto posto c’è l’Arabia
penetrarsi e a interagire in un cli- Saudita con 10,1 milioni di migranti, mentre noi Italiani siamo solo un-
ma di muto scambio e di muto ar- dicesimi con 5,8 milioni di emigranti.
ricchimento.
Sì, 5,8 milioni di emigrati contro 5,0 milioni di immigrati ospitati.
Soltanto se ognuno di noi riuscisse
[2]
a far proprio questo modo di vedere Sì, abbiamo invaso più di quanto siamo stati invasi.
le cose riuscirebbe a vedere l’altro
Civiltà Laica Numero 26 5
 (il nero, il non-cattolico, il non-civiliz-
zato, il sottosviluppato, il nomade, lo
dalla pagina 5 zingaro, ecc.) come un’occasione e non

alizzazione.
come un impedimento alla propria re-
to dei diritti umani, razionalmente intuibili e validi
a prescindere da ogni contesto storico-culturale, ma
credo anche che nel semplice mettere in discussione la
validità assoluta della propria identità culturale e nel
riconoscere che essa non è autosufficiente, ma che ha
La frontiera è ciò che divide, è un baluardo che im- bisogno anche di venire a contatto con altri orizzon-
pedisce a noi, appartenenti alla specie Homo Sapiens, ti per completarsi e migliorarsi, gran parte dei diritti
di storicizzare e relativizzare la nostra visione euro- umani vengano già più che rispettati. Lo straniero ces-
centrica con la consapevolezza che essa non è l’unica serà di essere un problema solo quando non verrà più
lente possibile con cui vedere le cose. concepito come tale, ma come qualcuno che, come noi,
Si tenga presente che i migranti disperati che lascia- appartiene ad un’unica specie: la specie umana.
no la propria terra natia, il più delle volte, fuggono da Sul finire degli anni ottanta Ernesto Balducci parlava
guerre e da condizioni di miseria conseguenti alla “de- di “nuova etica planetaria”, ponendo l’accento sulla
mocratica” esportazione di modelli socio-economici necessità di realizzare una cosmopoli, ovvero una so-
di sviluppo insostenibili, frutto della mentalità e del cietà dove ogni individuo non è più soltanto cittadino
pensiero eurocentrico e occidentalista. di uno stato in quanto, pur appartenendo al proprio
In altri termini, accogliere lo straniero significa acco- Paese, appartiene primariamente al pianeta intero.
gliere anche il suo mondo, la sua storia, il suo vedere Balducci si poneva in netta continuità con la tradizio-
e il suo sentire. ne cosmopolita illuminista, di cui una delle più alte
Accogliere in terra nostrana il migrante è il primo pas- espressioni è rappresentata dall’opera del 1795 di Im-
so, ma bisogna andare oltre. C’è chi dice di chiudere le manuel Kant Per la pace perpetua, in cui il filosofo indi-
frontiere, chi di tenerle aperte, ma non è forse venuto vidua la salvezza della specie umana nella fondazione
il tempo di superare il concetto di frontiera/barriera? di una comunità mondiale in grado di trascendere la
Non è forse il momento di guarire dal morbo della xe- realtà della patria e della nazione.
nofobia e anche di passare da un paradigma multicul- Certo, in un periodo in cui i fondamentalismi e l’intol-
turale a un paradigma interculturale, dove ogni cultu- leranza sembrano imperare, in cui alcuni movimenti
ra entra nell’altra arricchendo sé stessa? politici tornano a parlare di stato-nazione e il presi-
Con tutto ciò non auspico un relativismo culturale tout dente di uno degli stati più potenti del mondo pensa
court. È ovvio che tutto ciò deve avvenire nel rispet- bene di fare pulizia in casa di neri, arabi ed ispanici,
e di andare a distruggere a colpi
di oleodotto gli ultimi barlumi
di una grande civiltà il cui nome
Rifugiati e richiedenti asilo ormai è indissolubilmente legato
a quello delle riserve, il tutto in
Il rapporto 2015 dell’UNHCR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati nome dello sviluppo industriale e
(www.unhcr.org), organizzazione due volte premio Nobel per la pace, fornisce i dati della ricchezza nazionale, certi di-
che danno immediatamente la percezione dello “sforzo” che un paese sta facendo scorsi sembrano davvero utopie.
per accogliere i rifugiati. Vorrei concludere citando le paro-
È senz’altro la percentuale dei rifugiati ospitati rispetto al numero di abitanti il dato le di uno storico greco vissuto nel
più significativo. Bene, i dati non lasciano ombra di dubbio. In Europa è la Svezia a V secolo a. C, ma che già aveva ca-
produrre lo sforzo maggiore di accoglienza rispetto alla sua popolazione totale con pito molto più di tanti nostri con-
1,74% rifugiati ospitati rispetto alla popolazione totale. Si avete letto bene, basta temporanei: «Se uno proponesse
una percentuale dell’1,74% (17,4 ogni mille abitanti o 174 ogni diecimila) per essere a tutti gli uomini di scegliere, tra
primi in Europa nello sforzo di accoglienza dei rifugiati. Al secondo posto c’è Malta tutti i costumi esistenti, i migliori,
con l’1,65%, al terzo la Norvegia con lo 0,98%. ciascuno, dopo averci ben pensa-
L’Italia si “sforza” per una percentuale di appena lo 0,19%. Peggio di noi fanno solo to, sceglierebbe i propri». Erodoto
Grecia e Spagna. aveva ben capito che il migliore è
migliore solo per chi lo considera
Certo, qualcuno potrebbe obiettare che questi ultimi tre stati scontino il fatto di
tale. Questa affermazione sottin-
essere le porte d’ingresso dell’Europa e quindi hanno il loro bel da fare a gestire
tende la consapevolezza dell’ine-
il flusso della migrazione. Tuttavia, anche guardando la realtà della piccolissima
sistenza di una cultura giusta in
Malta, siamo ben lontani dai limiti di “sforzo” sostenibile.
assoluto, tale da poter dire che le
Tanto per avere un idea “reale” del fenomeno rifugiati nel mondo, la Germania (pri- altre sono sbagliate e inferiori.
ma in Europa), con i suoi 316.115 rifugiati ospitati, non è nemmeno nella top ten Alla luce di tutto ciò, mi sembra
dei paesi ospitanti nel mondo, che vede al primo posto la Turchia con 2,5 milioni il momento di poter iniziare a
di rifugiati, al secondo il Pakistan con 1,5 milioni e al terzo il Libano con oltre un spostare i nostri discorsi oltre le
milione. frontiere! 

6 Civiltà Laica Numero 26
Catalina Pintilie

L’Unione Europea
è un patto, non un tabù
Non è mai facile ricordarsi le date,
bisogna sempre associarle a qual- Gli zingari
che cifra a noi molto nota oppure
a qualche evento importante. Ve- Con questo termine ormai usato solo in termine dispregiativo, mentre una volta
diamo se posso esservi di aiuto: è richiamava mirabolanti avventurieri ricchi di fascino, vengono genericamente indi-
passato più di mezzo secolo - 60 cate le etnie nomadi di Rom e Sinti.
anni per la precisione - ed era ap- Al di là di alcune spiacevoli situazioni che si sono venute a creare, come quelle ve-
pena qualche giorno dopo l’arrivo rificatesi qualche tempo fa nell’area metropolitana di Roma, intorno alle carovane
ufficiale della primavera. Era il 25 degli zingari sono nate leggende urbane che, dal contorno giallo-noir iniziale, sono
marzo del 1957 quando è stato fir- sfociate in un horror vero e proprio.
mato l’accordo che costituì il CEE,
Senza addentrarci in questo fenomeno e sulla questione annosa di “chi ha rubato
la comunità economica europea.
i figli a chi”, ci limitiamo anche in questo caso a sottolineare la differenza fra la
L’integrazione economica, politica
percezione del fenomeno e il dato reale, perché anche in questo caso molti italiani
e commerciale dei paesi interes-
sono convinti che il fenomeno degli zingari sia una nostra peculiarità. Niente di più
sati e che insieme, rappresentano
falso e fuorviante.
geograficamente il continente Eu-
ropa. Il numero totale di Rom ospitati in Italia si aggira sulle 180.000 persone. In Spagna,
Ma cosa significa integrare? In sen- per avere un idea, ce ne sono 650.000; in Francia 500.000, in Grecia 200.000. Se
so generico, il fatto di integrare, di poi parliamo di percentuali per numero di abitanti, l’Italia è ancora più in fondo alla
rendere intero, pieno, perfetto ciò che classifica con il suo misero 0,3%, inferiore anche a quello della Serbia, della Slovac-
è incompleto o insufficiente a un de- chia e della Macedonia.
terminato scopo, aggiungendo quanto Tirando le somme, l’unico paese d’Europa con una presenza di nomadi inferiore
è necessario o supplendo al difetto con rispetto all’Italia è l’Inghilterra. [3]
1
mezzi opportuni.
Nel Dizionario Enciclopedico l’in-
Non è la prima volta che condivido il perché del mio
tegrazione economica internazionale è una caratteri-
“Si” all’integrazione e quindi all’Unione Europea. (UE).
stica essenziale dell’evoluzione dell’economia mondia-
Sono certa che non pochi sono gli articoli di economi-
le nel periodo del dopo guerra e funziona perché questa
sti, giornalisti oppure analisti politici che cercano di
cooperazione è radicata e permanente, concordata e
far chiarezza sui pro e i contro UE. Io sono a favore
programmata tra paesi generalmente confinanti, sulla
dell’integrazione e quindi all’unione degli stati membri
base di accordi e trattati intergovernamnentali, trami-
dell’Europa continente che oggi si ferma a contare 27
te i quali si vogliono creare delle organizzazioni inter-
paesi liberi ed indipendenti.
nazionali con carattere integrativo (ovvero uno spazio
Dal mio punto di vista, ho vissuto fino al 2009 vivevo
economico unificato).
in Romania - entrata a far parte della UE il 2007 - dico
Lo scopo? Privileggiare lo sviluppo delle relazioni com-
che l’Unione Europea e l’accordo di Schengen, sono un
merciali e finanziarie tra un numero relativamente
enorme passo avanti verso accordi internazionali an-
ristretto di partener eliminando tutte le forme di di-
cor più importanti; questi accordi però dovrebbero mi-
scriminazione che caratterizza la crescita economica in
rare a far della parola “guerra” e tutti i suoi significati,
questi paesi. Come?
soltanto un triste ricordo.
• Creando una zona di libero scambio, ovvero nien- Non credo che questo sia utopia. Credo che, anche se
te più imposte doganali ne restrizioni quantita- ancora all’inizio, sta nascendo davvero una generazio-
tive; ne con una consapevolezza diversa, in cerca di cono-
• Attuando l’unione doganale, unica tariffa doga- scenza e non di conquiste e acquisti.
nale e una politica commerciale comune rispetto Ora, integrazione e globalizzazione sono due parole
paesi terzi; diverse. Hanno a che fare con l’UE ma non scambiate
• Mercato comune, frettolosamente l’integrazione per la globalizzazione.
• Unione economica L’integrazione significa, accettare - prima di tutto - che
• Unione economica e monetaria oppure Integra- persone di un’altra città o nazione si stabiliscano nella
zione economica totale. nostra città o paese. Che riescano ad ambientarsi, sco-
Di sicuro c’è ancora molto da fare, se necessario anche prire e imparare a convivere con noi.
rivedere accordi e condizioni ma l’importante è fare le Il processo di integrazione è però difficile. E comunque
cose con l’intenzione di costruire e non di distruggere. a doppio senso. Loro devono accettare noi del posto,

Civiltà Laica Numero 26 7
noi dobbiamo accettare loro che sono gli ultimi arriva- vista diversi, luoghi, verità e culture diverse da quelle
ti. E’ davvero difficile, lo so. Non tutte le persone che che conoscono. Loro non sono turisti accompagnati da
arrivano in una nuova nazione sono desiderose di am- una guida, ma persone curiose con il piacere di viaggia-
bientarsi. Magari hanno bisogno di più tempo, magari re. Se non esistessero loro il piacere di scoprire nuove
per cultura e abitudini diverse rimangono chiusi e lega- terre e civiltà sarebbe morto ancor prima di Cristo.
no amicizie solo nella propria comunità. Ma la maggior Perciò anche se ipocrita, a me lo slogan del Expo 2020
parte delle persone disposte a spostarsi dalla propria “Connecting mind, creating the future” mi piace un sac-
terra sono di solito persone più aperte allo scambio cul- co. Ipocrita perché l’expo del 2020 si farà nell’Arabia
turale e di idee. Saudita dove solo nel 2015 le donne hanno ottenuto il
La globalizzazione invece è lo sdoganamento dell’eco- diritto di voto.
nomia e questo, che ci piaccia o meno, è una necessi- Tante sono le differenze culturali tra i vari popoli del
tà dell’economia stessa che non dipende dalla UE ma mondo ma accettare le altre identità costruite dalla
dallo sviluppo e quindi è pressoché inarrestabile. Le storia e dal tempo, è il primo grande passo verso l’in-
prime parole della mia professoressa universitaria alla tegrazione. 
lezione di economia furono: “l’economia ha un andamento
sinusoidale e, che vogliate crederci o meno tutt’oggi alcun 1Enciclopedia Treccani
economista è in grado di fornire
una risposta seria e documenta-
ta sul perché degli alti e i bassi di
questa. Perché è da sempre che co-
Conclusioni
nosciamo periodi di depressione o
boom economico ma non si riesce Al rischio di sembrare buonisti, non si può non rimarcare che è evidente l’infonda-
a collegare questi periodi per po- tezza dell’allarme che alcuni politici lanciano quotidianamente e a reti unificate in Tv.
ter sviluppare una teoria. Studiosi Di fronte a questi numeri sembra ridicolo anche ricordare cosa abbiamo fatto noi
di micro e macroeconomia hanno a Italiani come migranti fino a metà del secolo scorso e che i nostri ragazzi neolau-
lungo cercato un collegamento e in- reati e neodiplomati, per trovare lavori decenti, continuano a migrare.
vece niente. Perciò si limitano a non Forse ridondante, ma è comunque opportuno ricordare che appare altrettanto ri-
perdere d’occhio il grafico cercando dicolo vedere quegli stessi politici che vaneggiano di ruspe e affondamento di bar-
di tirare vantaggio da ogni singolo coni tuonare contro la Svizzera quando questa chiude le porte ai frontalieri italiani.
momento basandosi sulle loro co-
Non vogliamo poi in questa sede “girare il coltello nella piaga” e analizzare quali
noscenze.” Più passa il tempo più
lavori gli immigrati “rubano” agli italiani, perché si andrebbe nel patetico.
credo a quello che lei diceva.
Le persone che amano viaggiare Concludiamo con una citazione che riteniamo condivisibile pur non dovendo essere
hanno un sacco di cose da inse- per forza marxisti o comunisti: “Quando il compagno Marx, si portava ancora non
gnarci su quanto è importante male / Il nemico del popolo era il padrone ed il capitale / Ma adesso che non va più
abbattere i muri, ovvero la più e lo stato sociale è finito / Il nemico del povero è il più povero e così all’infinito.” [4]
espressiva illusione che abbia- _________________________
mo ereditato per sentirsi più al
sicuro, perché sono le persone [1] Fabio Colombo: “Quanti sono gli immigrati in Italia e in Europa” www.lenius.it Febbraio 2017
più aperte a scoprire punti di [2] “Il mondo in cifre 2017” Ed. Internazionale/The economist
[3] vari censimenti ripresi dalla pagina wiki: https://it.wikipedia.org/wiki/Rom_(popolo)
[4] 99 Posse “Comuntwist” dall’album “La vida que vendrà” 2000 Ed. Musica Posse

Era
bagnato fradicio e
coperto di fango e
aveva fame freddo ed Il nemico, l’unica altra razza intelligen- patria, a combattere su un mondo stra-
era lontano 50mila anni-luce da casa. te della galassia... crudeli, schifosi, ripu- niero e a chiedersi se ce l’avrebbe mai
Un sole straniero dava una gelida luce gnanti mostri. fatta a riportare a casa la pelle.
azzurra e la gravità doppia di quella Il primo contatto era avvenuto vicino E allora vide uno di loro strisciare verso
cui era abituato, faceva d’ogni movi- al centro della galassia, dopo la lenta di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico
mento un’agonia di fatica. Ma dopo e difficile colonizzazione di qualche emise quel verso strano, agghiaccian-
decine di migliaia d’anni, quest’an- migliaio di pianeti; ed era stata subi- te, che tutti loro facevano, poi non si
golo di guerra non era cambiato. Era to guerra; quelli avevano comincia- mosse più.
comodo per quelli dell’aviazione, con to a sparare senza nemmeno tentare Il verso, la vista del cadavere lo fece-
le loro astronavi tirate a lucido e le un accordo, una soluzione pacifica. E ro rabbrividire. Molti, col passare del
loro superarmi; ma quando si arriva adesso, pianeta per pianeta, bisognava tempo, s’erano abituati, non ci faceva-
al dunque, tocca ancora al soldato di combattere, coi denti e con le unghie. no più caso; ma lui no. Erano creature
terra, alla fanteria, prendere la posi- Era bagnato fradicio e coperto di fango troppo schifose, con solo due braccia
zione e tenerla, col sangue, palmo a e aveva fame, freddo e il giorno era livi- e due gambe, quella pelle d’un bianco
palmo. Come questo fottuto pianeta di do e spazzato da un vento violento che nauseante e senza squame... 
una stella mai sentita nominare finché gli faceva male agli occhi. Ma i nemici
non ce lo avevano mandato. tentavano di infiltrarsi e ogni avam-
(Fredrick Brown,“Avamposto sul pianeta X”
E adesso era suolo sacro perché c’era posto era vitale. Stava all’erta, il fucile Prima pubblicazione italiana num. 75 della collana
arrivato anche il nemico. pronto. Lontano 50mila anni-luce dalla Urania 1955, ripubblicato in seguito come “Sentinella”)

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