Fondato nel 1948

Sped. in abb. postale
comma 20, lett. C
Art. 2 - Legge 662/96
Taxe perçue - Tariffa riscossa
To C. P. M.

Periodico della Famiglia Cottolenghina Anno 69° n. 3 luglio 2017

Caritas
Christi
urget nos!
Fondato nel 1948
Sped. in abb. postale
comma 20, lett. C
Art. 2 - Legge 662/96
Taxe perçue - Tariffa riscossa
To C. P. M. sommario
3
Periodico della Famiglia Cottolenghina Anno 69° n. 3 luglio 2017

Il punto
don Roberto Provera

Caritas

4
Christi
urget nos! La virtù della giustizia
don Emanuele Lampugnani
Fondata nel 1948
Anno 69 - n. 3 - Luglio 2017

8 Un medico per tutte le stagioni
a cura della Redazione
Periodico della Famiglia Cottolenghina
Periodico quadrimestrale
Sped. in abb. postale
Passeggiando
20
Comma 20 lett. C art. 2 Legge 662/96
Reg. Trib. Torino n. 2202 del 19/11/71 al mercato delle erbe
Indirizzo: Via Cottolengo 14 Scuola Cottolengo
10152 Torino - Tel. 011 52. 25. 111
C. C. post. N. 19331107 Il perdono
Direzione Incontri Cottolengo Torino
redazione.incontri@cottolengo.org
a cura di Salvatore Acquas 7
Direttore responsabile: A ognuno i propri sogni
11
l
Don Roberto Provera Tonino Pometto
l Redazione:
Il dolore spettacolarizzato
Caporedattore: Salvatore Acquas
Redattori: Mario Carissoni don Carmine Arice 12
Gemma La Terra
Ospedale Cottolengo, corsia veloce disabili
l Collaboratori:
Don Emanuele Lampugnani
Marina Lomunno 14
Fr. Beppe Gaido - Paola Bettella Costruttori di pace
l Progetto grafico: don Carlo Carlevaris 16
Salvatore Acquas
Dove sei?
l Impaginazione:
Giovanni Grossi
fr. Beppe 18
Stampa: Tipografia Gravinese Fatima: il miracolo del sole
24
l
Via Lombardore 276/F - Leinì a cura della Redazione
Tel. 011 99. 80. 654
Ricordiamo un amico
La Redazione ringrazia gli autori di articoli e
foto, particolarmente quelli che non è riuscita a
a cura della Redazione 27
contattare. La grazia non ha confini
Incontri è consultabile su:
www. cottolengo.org
Mario Carissoni 28
www.avc-onlus.org Suor Anna, una benedizione per Chaaria
entrate a cuore aperto fr. Beppe 30
http://chaariahospital.blogspot.com/
Le beatitudini dell’anziano
32
Questa rivista è ad uso interno della Piccola
Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo) Aldo Aluffi
il punto
don Roberto Provera

DISPERARE O SPERARE?

B
ombardamenti senza fine in luglio 1524 nella dedica di un suo essere più detestabile di questa?”.
Siria, migranti e migranti in Sermone sull’immensa misericordia Un mondo non così dissimile del
fuga annegati in mare, decine di Dio. nostro, oggi.
e decine di morti bruciati nella Ascoltiamo dalle sue labbra come “E NONDIMENO – prosegue con
Grenfell Tower, attentati a Bruxelles, si presentava il mondo al suo audacia Erasmo -, SE QUALCOSA
a Parigi, a Londra, gioco d’azzardo, tempo. “Coloro che sono schiavi PUÓ ESSERE PEGGIO DI
droga, bullismo, figli che accoltellano della gola, amano il ventre al QUELLO CHE È PESSIMO, LA
la propria madre... e avanti, avanti la posto di Dio; così coloro che, con DISPERAZIONE È PEGGIO DI
lista può allungarsi all’infinito. tutti i mezzi possibili, si sforzano OGNI MARE DI PECCATI...
Signore, dove sei? Questo mondo di accumulare ricchezze senza CERTAMENTE VI È MINOR
non è forse uscito dalle tue mani? fine; coloro che aspirano agli onori PECCATO NELL’UOMO CHE
Posando su di esso il tuo divino attraverso omicidi, tradimenti, NON CREDE ESSERVI DIO,
sguardo, non ti sei forse compiaciuto veleni o arti magiche; coloro che CHE IN CHI LO CREDE
del tuo capolavoro? “Dio vide opprimono i poveri con tirannia; CRUDELE E VOLUBILE:
quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa coloro che per obbedire al loro COSÌ SONO MENO EMPI
molto buona” (Gn 1,31). appetito mettono sottosopra il COLORO CHE NEGANO
È vero. L’uomo con la sua sconfinata mondo con le fiamme delle guerre, APERTAMENTE L’ESISTENZA
presunzione di autosufficienza ha e nel perseverare in tanti mali non DI DIO, PIUTTOSTO CHE CHI
respinto il tuo piano, l’ha sconvolto. si vergognano né rinsaviscono, LO CREDE INESORABILE,
Ha soffocato la luce, si è immerso ma, assunto un contegno da SPOGLIANDOLO DI QUELLA
nelle tenebre. Ha trasformato la prostituta, si gloriano anche MISERICORDIA SENZA LA
fonte cristallina in un mare di rifiuti nelle cose peggiori e irridono QUALE I RE NON SONO PIÚ
inquinati e inquinanti. intanto la vita dei giusti; tutti RE, MA TIRANNI. E COLUI
Ma allora, Signore, dov’è la tua costoro non dicono forse con le CHE, ABBANDONATA LA
sapienza? Dov’è la tua potenza? proprie azioni: ‘Non c’è Dio, vane SPERANZA DEL PERDONO, SI
Dov’è il tuo amore? Ti sei forse sono le promesse di Dio, inutili GETTA NEL BARATRO DELLA
allontanato da questo mondo, che è le sue minacce, bugiardo è il DISPERAZIONE, COSTUI
tua creatura? L’hai rinnegato, l’hai discorso evangelico che promette NON SOLO NON CREDE CHE
respinto per sempre? la beatitudine dei cieli a chi in DIO SIA ONNIPOTENTE,
NO. questo mondo piange, a coloro che PENSANDO CHE VI SIA
“Nulla vi era di meglio, in tanto hanno fame e sete di giustizia, ai QUALCHE PECCATO CHE EGLI
diluvio di miserie, che esortare tutti miti, a chi per causa di giustizia NON POSSA PERDONARE,
al rifugio della misericordia divina”, patisce persecuzioni e subisce MA LO CONSIDERA ANCHE
scriveva Erasmo da Rotterdam il 29 offese’? Quale bestemmia può BUGIARDO...”. n

Incontri n° 3/2017 3
don Emanuele Lampugnani spiritualità

La virtu’ della
giustizia

S
econdo sant’Ambrogio “la giustizia si riferisce immette al significato dei termini “giusto”,
alle società e comunità del genere umano”, “giustizia”, qualcosa di più positivo, di più
essa è qualcosa che regola i rapporti tra le creativo: Dio infatti non solo rispetta i nostri
persone. Noi tutti ci accorgiamo dell’importanza diritti, ma salva. Egli infatti, a differenza di una
di questa virtù, per la quale si può addirittura giustizia solo terrena, perdona e riabilita per
morire: basti pensare a magistrati come Falcone e amore, ricostruisce cioè nella pienezza della
Borsellino, per avvertire tutta la drammaticità del dignità anche chi avesse offeso i diritti divini.
tema della giustizia. L’amore divino fa giustizia al di là del dovuto e
La definizione classica tramandata dall’antichità lo fa con misericordia.
greca e latina afferma che la giustizia è dare a Il Nuovo Testamento insiste molto su questa
ciascuno ciò che è dovuto. Essa è allora quel valore giustizia più grande:
sociale per cui si riconoscono i diritti di ogni “Se la vostra giustizia non sarà più grande di quella
persona, così come si vuole che siano riconosciuti e degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei
rispettati i propri. In certo modo, la giustizia ha a cieli” (Mt 5, 20).
che fare con i diritti di ciascuno. È una giustizia che si esprime nell’amore: “Chi ama
Si tratta allora di capire perché qualcuno ha un il suo simile ha adempiuto la legge” (Rm 13, 8).
diritto. Parliamo dei diritti personali, inalienabili, È una giustizia che si esprime nel perdono:
che non possono mai essere calpestati, per “Amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi
nessun motivo, per nessun guadagno, per nessun perseguitano” (Mt 5, 44).
interesse. Ogni uomo e ogni donna, fin dal primo Questa è la mirabile costruzione umano-divina
istante della loro esistenza, hanno dei diritti nativi, della giustizia, che cogliamo dalle parole di Gesù.
perché ciascuno - di qualunque razza, colore, È importante a questo punto distinguere due tipi
cultura, educazione, censo, età - è stato creato da di giustizia: quella nei confronti di Dio e quella
Dio (è questo il principio fondamentale). verso il prossimo.
Il fondamento della giustizia umana è quindi
la creazione divina; dal momento che Dio ci
ha amati, voluti, creati come soggetti di diritto
inalienabile, chi offende tale diritto offende Dio
stesso.
Nei secoli scorsi si è tentato di definire la giustizia
“ L’amore divino fa
giustizia al di là del
prescindendo da Dio, fondandola magari su
un contratto umano; tuttavia, se non si ricorre
dovuto e lo fa con
al fondamento divino, non si riesce a definire misericordia”
chiaramente l’inalienabilità dei diritti.
È importante allora chiedersi che cosa la Bibbia
aggiunga al concetto umano di giustizia; essa

Incontri n° 3/2017 5
spiritualità don Emanuele Lampugnani

a) Il prossimo sono i genitori ai quali devo
onore, riverenza, rispetto, obbedienza; sono
i familiari ai quali devo fraternità, affetto,
amore; sono coloro con i quali ho rapporti di
incontro, di conversazione, di amicizia.
b) Nella vita sociale, il prossimo sono tutti
coloro con cui ho rapporti di scambio:
di contratto, di lavoro, di commercio,
di associazione, di compravendita, di
prestazioni reciproche.
c) Un cerchio ancora più grande è quello della
giustizia nella vita politica. Tale giustizia
riguarda quanti hanno una responsabilità
amministrativa, sociale, politica:
amministratori, funzionari di enti privati
e pubblici, responsabili di qualche realtà
sociale, tutti i politici.
d) C’è infine un quarto cerchio, dove il
prossimo sono coloro verso cui abbiamo
una responsabilità più remota, perché
sono lontani: i paesi del Terzo mondo, per
esempio, rispetto ai quali i paesi del Nord
del mondo devono fare giustizia.
1. Giustizia nei confronti di Dio: nel Vangelo
secondo Luca, Gesù afferma: “Rendete a Cesare La virtù della giustizia fu praticata con coraggio
ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio” (20, dal santo Cottolengo: basti pensare al suo amore
25). La giustizia verso Dio è chiamata “virtù ed al suo desiderio di aiutare i poveri, di difendere
di religione”, proprio per indicare che c’è una i loro diritti, di dare a loro il necessario per vivere
giustizia da esercitare verso Dio. Non però nel una vita dignitosa. A riguardo di questa virtù
senso che possiamo davvero rendere a Dio in riporto una testimonianza che attesta il criterio
proporzione del nostro debito; infatti, essendo con cui il santo Cottolengo sceglieva le persone
noi creature, tutto è suo, tutto dobbiamo da accogliere nella Piccola Casa, un criterio che
a lui. La religione è una giustizia che sa di indica il suo senso di giustizia verso i bisognosi:
dover rendere a Dio adorazione, lode, amore, “Nell’accettare gli infermi, senza avere alcun
fiducia, culto. La religione è un atto di giustizia riguardo alle raccomandazioni, il servo di Dio
che, non potendo colmare il suo debito, si preferiva sempre il maggior bisognoso ed accettava
esprime in atteggiamenti profondi, veri, come coloro che, per il genere della loro malattia, non
appunto la preghiera, la partecipazione alla potevano essere accettati negli altri ospedali, o che
Messa, la lode, il silenzio del cuore, l’ascolto, il non avessero alcun mezzo di farsi curare nelle loro
ringraziamento. case, o che fossero più abbandonati, o, se si trattava
2. La giustizia verso il prossimo: chi è il dei ricoverandi sani, dava la preferenza a quelli
prossimo, di cui sono tenuto a rispettare i che erano in maggior pericolo, o che per le loro
diritti? A chi debbo giustizia? deformità erano di ludibrio nella società, e questi li
Evidenziamo quattro cerchi concentrici, chiamava le perle della Piccola Casa”. (P.O.: Don
cominciando dal più ristretto. Costamagna V, 243). n

6 Incontri n° 3/2017
a cura di Salvatore Acquas spiritualità

Il perdono
U
n fedele buono, ma
piuttosto debole, si
confessava di solito
dal parroco. Le sue confessioni
sembravano però un disco rotto:
confessava sempre le stesse
mancanze, soprattutto lo stesso
grosso peccato.
“Basta!” gli disse un giorno, in
tono severo, il sacerdote. “Non
devi prendere in giro il Signore.
È l’ultima volta che ti assolvo per
questo peccato. Ricordatelo!”.
Ma quindici giorni dopo,
il fedele era di nuovo lì a
confessare il solito peccato.
Il parroco stavolta perse davvero
la pazienza: “Ti avevo avvertito,
non ti do l’assoluzione. Così
impari”. Avvilito e colmo di
vergogna, il pover’uomo si alzò.
Proprio sopra il confessionale,
appeso al muro, troneggiava
un grande crocifisso di gesso.
L’uomo lo guardò.
In quell’istante, il Gesù di gesso
del crocifisso si animò, staccò il
braccio destro dalla sua secolare
posizione e tracciò il segno
dell’assoluzione: “Io ti assolvo
dai tuoi peccati...” n

“tuoi
Io ti assolvo dai
peccati... ”

Incontri n° 3/2017 7
Un medico
per tutte le stagioni
Professor Castelli
cento anni il 21 marzo 2017
testimonianza

G
rande animazione all’ Addolorata
dell’Ospedale Cottolengo. Medici, laici,
suore, infermiere di tante età hanno
affollato la cappella, tutti accomunati dalla gioia
di festeggiare i 100 anni del Professor Danilo
Castelli, che ha da sempre eletto questo luogo
ad angolo privilegiato di sosta e preghiera. Ogni
aspetto è stato curato in modo particolare, dagli
addobbi dell’altare ai canti eseguiti da suore e
infermiere allieve della scuola. Il breve saluto
iniziale di Suor Maurizia, direttrice dell’Ospedale,
sottolinea l’affetto dei presenti per una figura di
grande spicco nel panorama del Cottolengo. Don
Lino Piano, Padre della Piccola Casa, evidenzierà,
nel breve commento alla pagina evangelica, che
non sono tante le figure centenarie qui transitate
sulle proprie gambe o in piena salute. Al termine
l’affetto trattenuto si può finalmente esprimere in
abbracci e strette di mano intensi ricambiati dal
sorriso speciale che ha sempre contraddistinto il
Professore.
Non è semplice tracciare il profilo di un medico
che ha segnato una notevole parte della storia di
questo ospedale. Il tutto si potrebbe riassumere in
poche parole: portatore di carità e professionalità
perfettamente coniugate e la cui caratteristica
peculiare è stata quella di aver saputo fare il bene,
averlo fatto bene e sempre. Ne è testimonianza la
numerosa presenza di quanti oggi hanno voluto
fare festa insieme.
Nato a Trino Vercellese, da una famiglia di forte
impronta cattolica dedita ad attività artigianali,
compie gli studi di Medicina-Chirurgia a

“Unsolo
uomo è vecchio
quando i
rimpianti in lui
superano i sogni”

Incontri n° 3/2017 9
testimonianza a cura della Redazione

Torino. Già dopo il primo anno di frequenza,
viene chiamato, con pochi altri, a frequentare,
come studente interno, l’Istituto di Anatomia.
Entrato come allievo, diventa poi capo e medico
interno della Clinica Medica Universitaria, con
laurea nel luglio 1942 e successiva abilitazione
alla libera professione presso l’Università di
Parma. Percorsi di studio e sacrifici, questi,
carichi di difficoltà e di limitazioni imposte
dalla guerra prima e dagli sconvolgimenti
politici poi. Nel 1954 a Roma conseguirà il
titolo di Professore e nel 1960, vinto il concorso,
per 21 anni sarà Primario di Laboratorio
dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Torino. Più
tardi, nel 1981, approderà al Cottolengo come
Direttore Sanitario, rimanendovi in carica sino
al 1994. Non si interrompe però la sua presenza
e continuerà a donare la sua esperienza come
volontario, confermando il suo modus pensandi:
“L’aiuto al prossimo è una delle cose che contano
molto nella vita. Spero di concludere la mia vita
con un biglietto di uscita (o di entrata?) non
negativo”! n

10 Incontri n° 3/2017
Tonino Pometto personaggio cottolenghino

A ognuno
i propri sogni
M
e la sono trovata fra le mani, frugando Sulla riva del fiume se ne sta lì accovacciato, vicino
nei cassetti di un vecchio mobile, all’uomo che lavora. Pare guardare lontano, lo
dimenticato da chissà quanto nel sguardo perso nel nulla, o forse più semplicemente
deposito sotterraneo della Piccola Casa. Una pensa ai giorni belli trascorsi in città, dove poteva
cartolina gualcita con un’immagine bella e correre nel verde e aveva pasti abbondanti due volte
originale, che ha sollecitata la mia attenzione. Ho al giorno. Chissà, forse ricorda anche carezze di mani
tentato di farla tornare al suo splendore originale delicate di una bella signora, o magari la Volpina,
e, girandola tra le mani e osservandola bene, ho quella della casa di fronte. Taro è serio, quasi triste,
provato a leggervi la storia che raccontava. ma è vicino al suo padrone e non chiede nulla.
Un vecchio cercatore d’oro; eccolo lì con setaccio, Mi viene da abbracciarli entrambi, un tenero gesto
pala e stanchezza dipinta sul volto, mani gonfie e donato a creature d’altri tempi. n
ferite, occhi sempre socchiusi, una piccola fessura
per meglio scoprire pagliuzze dorate, sognate!
Tutt’intorno il silenzio che lo accompagna da
sempre, dalla baracca al fiume, dal fiume alla
baracca nel ritorno serale. Una bisaccia con poche
cose, pane raffermo, carne secca salata e due patate
bollite, e sempre lo stesso fiume, che ormai sembra
non volergli più donare le fortune che in passato
giacevano nascoste sotto le pietre. Anche le sue
tasche, se non avranno oro per la Banca di New
Creek, saranno presto vuote. Suo figlio lo aveva
ben avvertito che ormai non era più come una
volta. Il fiume, quasi ribellandosi agli scavi dei
cercatori d’oro, non aveva più altro da offrire che
sabbia. Ma il vecchio, duro e ostinato più di un
mulo, continuava a tornare per farsi cullare dal
ritmo delle cascatelle del fiume. Aveva lasciata una
casa accogliente, calda e comoda, acqua corrente
e luce elettrica, sempre fragranti pagnotte sulla
tavola, ma non gliene importava granché.
Il fiume, la pala, il setaccio, la speranza della
scoperta di pagliuzze scintillanti, la baracca, la
branda e Taro, il cane suo grande amico, erano
tutto ciò che desiderava.
Taro era la sua ombra ormai da dieci anni - non lo
aveva mai lasciato un momento -, era l’amico col
quale parlare, quello che la sera, in baracca davanti il
fuoco, l’ascoltava sempre, attentissimo ai suoi discorsi.

Incontri n° 3/2017 11
Il dolore
spettacolarizzato
C
ari lettori, Quando poi c’è anche il tentativo di violare il
devo farvi una confidenza: sono stufo di sacro dolore dei familiari di coloro che sono stati
aprire il giornale e leggere solo notizie di vittime di violenza e di tragedie, con domande
cronaca nera, di ascoltare la televisione e dover che rasentano la stupidità, alla nausea si aggiunge
prendere un amaro per digerire quello che si sente la rabbia. Ma che cosa vi pare possa rispondere
sia nei talk shows sia nei telegiornali... Sì, sono una mamma alla quale è stato ucciso un figlio
stufo e soprattutto indignato perché questa non se le si chiede: «Signora come si sente»? oppure
è tutta la verità e non ci fa per niente bene dover «Le manca suo figlio»? Ma lasciatela in pace! Ho
subire un accanimento mediatico, con cronisti l’impressione che la deontologia professionale,
occupati a cercare il primato nella comunicazione per non dire il buon senso, andrebbe alquanto
di particolari inediti su dolorose vicende umane! riscoperta e tenuta in considerazione. Il dovere
Se poi di mezzo c’è qualche scandalo a sfondo di informare e il diritto di essere informati non
sessuale il gusto di raccontare l’indicibile raggiunge può mai autorizzare né a mandare qualcuno alla
il vertice. Vi confesso che sono nauseato da gogna mediatica prima del tempo, né a turbare
un’informazione che per giorni e giorni cerca di fare le coscienze e nemmeno a fare delle disgrazie la
delle disgrazie della gente una ghiotta occasione per trama di spettacoli inopportuni ripetuti per giorni
aumentare l’audience, le vendite dei giornali cartacei e giorni.
o on line che siano. Qualche volta sono spinto a Forse farete fatica a credere, dopo quello che vi
guardare i cartoni animati e a leggere “Topolino”, ho detto, che ho una particolare stima e simpatia
quel giornalino che ha fatto sognare la mia infanzia per i giornalisti perché penso che il loro lavoro
e la mia adolescenza e che continua ad avere un possa essere molto utile alla salute sociale, che il
fascino anche nella mia maturità. loro mestiere sia una straordinaria opportunità

12 Incontri n° 3/2017
don Carmine Arice specchio dei tempi
di educare le coscienze. Ben salva, la luce fa vivere e se anche
vengano, e ce ne sono, addetti occorre conoscere il male per
all’informazione che fanno con combatterlo e possibilmente
grande senso di responsabilità il eliminarlo, non facciamolo
loro lavoro. Essi infatti «restano diventare più importante del
una colonna portante, un bene. Per favore, raccontiamoci
elemento fondamentale per la anche le cose belle! n
vitalità di una società libera e
pluralista» come ha detto Papa
Francesco, ma «solo se sono
onesti con se stessi e con gli
altri», ha continuato il Pontefice.
Senza voler fare la predica a
nessuno, condivido con voi, cari
lettori, la mia sete di bello, di
positivo, di luce e questo non
per nascondermi ciò che non
va, ma per provare a guarire il
male col bene. Questa è una
legge di natura che nel periodo
quaresimale la Chiesa ci ha
fatto meditare sovente: l’amore

“ilProvare a guarire
male col bene: è
una legge di natura
che la Chiesa ci fa
meditare sovente”

Incontri n° 3/2017 13
Ospedale Cottolengo
corsia veloce
disabili
Decolla un nuovo sistema di accoglienza alle fasce
deboli, sgravate dal rischio di lunghe code.
Potenziato anche l’ambulatorio gratuito per i
pazienti che non possono pagare il ticket.

D
al 2 maggio presso l’Ospedale Cottolengo Corsia Verde sarà dedicata ai disabili una mattina
di Torino è possibile accedere alla «Corsia alla settimana: i primari dei reparti saranno
Verde per la disabilità», un servizio che allertati che in quel giorno avranno precedenza
va incontro alle organizzazioni che si occupano questi pazienti che verranno accolti in un
di persone affette da handicap e alle singole ambulatorio dedicato, assistiti da nostri volontari».
famiglie. «La Casa della Divina Provvidenza è L’accoglienza e l’accompagnamento saranno
stata fondata per prestare particolare attenzione garantiti tenendo conto della disabilità intellettiva
alle persone con disabilità fisiche e mentali», spiega o fisica e, quindi, anche delle esigenze di
fratel Marco Rizzonato, religioso cottolenghino, spostamento e di deambulazione del paziente.
recentemente insignito dal Presidente Mattarella Oltre alla Corsia Verde, grazie alla campagna
dell’onorificenza di Ufficiale della Repubblica pubblica 2016 di raccolta fondi con sms solidale
Italiana per la sua opera di inclusione di chi è più a sostegno del progetto «Sos Ticket», viene
fragile. «Per questo abbiamo deciso di fare uno potenziato il servizio di Ambulatorio gratuito,
sforzo in più verso famiglie e associazioni spesso intitolato a Lorenzo Granetti, tra i primi
in difficoltà per via delle lunghe liste d’attesa. La collaboratori del Cottolengo, chirurgo della Real

14 Incontri n° 3/2017
Marina Lomunno notizie cottolenghine
Casa e medico del Re Carlo Alberto di Savoia. Nel
1829 organizzò l’infermeria della parrocchia del
Corpus Domini, in Torino, voluta dal santo che
nel 1832 gli affidò la direzione della Piccola Casa.
«Ogni mese, l’Ambulatorio accoglie più di 100
pazienti e dona 360 prestazioni sanitarie gratuite,
in collaborazione con Sermig, Croce Rossa,
Camminare Insieme» prosegue fratel Marco. «Per
l’esperienza positiva e grazie ai 100 mila euro raccolti,
abbiamo pensato di offrire un altro servizio collegato
all’Ambulatorio Granetti per chi, pur avendo
un reddito superiore al minimo che garantisce
l’esenzione, non ha la disponibilità economica per
pagare il ticket e pertanto rinuncerebbe a visite
di controllo e prestazioni mediche preventive. La
Piccola Casa, attraverso l’Ospedale Cottolengo, sede
del progetto, si farà carico del pagamento delle spese
sanitarie, garantendo alle persone bisognose cure
mediche gratuite».
Saranno valutate le difficoltà economiche dei singoli
nuclei familiari per verificare l’effettiva necessità.
Su segnalazione dell’assistente sociale del Centro
di Ascolto della Piccola Casa, ci si potrà rivolgere
direttamente al Presidio Ospedaliero Cottolengo
con l’esenzione dal pagamento del ticket per
prestazioni sanitarie, che potranno oscillare da un
costo minimo di 30 a un massimo di 200 euro.
Per accedere a «Sos Ticket» occorre inviare una
mail al Centro di Ascolto con nome, cognome e
numero di telefono per essere raggiunti e valutare la
richiesta; oppure passare direttamente per ricevere
informazioni. Necessario portare con sé la richiesta
di esami, un documento e il modulo Isee. n

Corsia verde Ambulatorio gratuito
Per prenotare prestazioni sanitarie singole o Via Cottolengo 13
raggruppabili in una sola giornata dal lunedì al venerdì ore 8-12 e 16-18
(come analisi di laboratorio, diagnostica per la domenica ore 8,30-11 e 17-18
immagini o visite specialistiche) Centro di ascolto
inviare una mail a: centroascolto@cottolengo.org
granetti@ospedalecottolengo.it Via Andreis 18/5
o telefonare al numero 342.9923565 Lunedì o venerdì ore 9-11

Incontri n° 3/2017 15
COSTRUTTORI
DI PACE

Datemi il denaro che è stato speso nelle guerre e vestirò ogni uomo, donna, e
bambino con un abbigliamento dei quali re e regine saranno orgogliosi.
Costruirò una scuola in ogni valle sull’intera terra. Incoronerò ogni pendio
con un posto di adorazione consacrato alla pace.

H
o tra le mani il giornale e la nostra vita di credenti in Perdono. È la ricomposizione
di oggi che riferisce la Cristo Gesù. dell’armonia nel rapporto tra
tragedia di Parigi e mi Compassione. Patire con... diversi. È il ristabilimento della
vengono in mente le distruzioni e le insieme. Con chi è sofferente. giustizia con la presa di coscienza
morti delle recenti guerre che, sotto Compatire. Stare con chi di tutte le circostanze. È anche
il pretesto di portare pacificazione soffre, chi non ha, chi è debole. la forza di rinunciare a far valere
e giustizia, hanno seminato morti Scegliere la loro compagnia. il proprio diritto di fronte al più
e odio, alimentando motivi di In realtà mi domando: “Chi debole. Il ristabilimento della
vendetta e di morte. sono i miei amici? Quali case giustizia con una più lucida e
Mi sono tornate con insistenza frequento?” comprensiva coscienza.
in mente quattro parole che Misericordia. Disponibilità a Solidarietà. Sul piano personale.
attraversano le pagine del capire le difficoltà dell’altro. Fare del bene anche a chi non
Vangelo e che mi sembrano il Piegare il cuore. “Quale lo merita, a chi ti ha fatto
terreno irriguo in cui siamo attenzione all’altro? Quale del male. Cancellare le offese
invitati a riporre il nostro cuore giudizio formulo su chi sbaglia?” riconoscendo i propri e altrui

16 Incontri n° 3/2017
don Carlo Carlevaris specchio dei tempi
errori e debolezze. Anch’io ho sbagliato. Anch’io È dovere del cristiano, segno del suo amore
ho avuto bisogno. Vedere il male anche dentro di per l’uomo, la lotta per la giustizia nello spirito
noi: Riconoscersi peccatori. evangelico della compassione, della misericordia,
Solidarietà. Sul piano sociale. La comunità cristiana del perdono e della solidarietà individuale e
è chiamata a dare speranza e non c’è speranza sociale. È questa la strada che costruisce la pace. n
senza memoria e perdono. È necessaria la custodia
della memoria sociale per non commettere più
quegli errori, per sanare le conseguenze degli errori
passati; per risanare le rotture.
Il passato, la storia come maestra di vita. È
necessario il perdono sociale. Cioè il superamento
della stretta giustizia. La ricerca di strumenti e
strutture che facilitano la vita comune, sociale.
È necessaria la testimonianza dei credenti in
Cristo nell’esercizio dell’amore, della carità.
È più facile perdonare, accogliere, condividere
quando si ama.
Liberarsi dal rancore, dalla ricerca della vendetta,
della ritorsione. Assumere un atteggiamento di
accettazione dell’altro, anche del diverso. Vincere
la paura, il pregiudizio.
Le Chiese, la Chiesa Cattolica, sono chiamate a
dare ragione del perdono con l’accoglienza, con la
misericordia, con la solidarietà.
Ma anche con il sostegno a coloro che si
impegnano per una maggiore giustizia. È
l’ingiustizia che spesso genera il rancore, la
vendetta, l’odio, la violenza, la contrapposizione.

Incontri n° 3/2017 17
testimonianza fr. Beppe

DOVE
SEI?
Q
uando sei arrivata a Chaaria, dopo ore
ed ore di travaglio in una struttura molto
lontana da qui, ti abbiamo accolta e portata
subito in sala per il cesareo: il battito cardiaco fetale
era pessimo e non si poteva aspettare!
Il trasporto in ambulanza aveva di certo peggiorato
la situazione. Il bambino era, infatti, in pessime
condizioni alla nascita, ma si è pian piano ripreso.
Tu invece, inaspettatamente, hai smesso di
respirare durante un’operazione che facciamo
migliaia di volte, di giorno e di notte. Ci siamo
attivati subito per la rianimazione: intubazione,
ossigeno, pallone autoespandibile. Anche il tuo
cuore si è fermato, ma ci siamo fiondati su di te,
abbiamo massaggiato e poi defibrillato. Il cuore
è ripartito e così pure la respirazione spontanea.
Però non ti sei più svegliata.
Sono passati ormai tre giorni: dapprima il tuo
respiro era tremendo, come se fossi in èdema
polmonare. Non potevi stare senza ossigeno.
Poi, pian piano il respiro si è regolarizzato e ti
sei acquietata: la tua calma era una iniezione di

18 Incontri n° 3/2017
fr. Beppe testimonianza
speranza in tutti noi. C’è stata anche una risposta Mi sento in colpa ed insieme impotente e
agli stimoli dolorosi e ci hai fatto sognare che vigliacco: cerco di evitare tuo marito a cui
stessi per svegliarti. Ora però sembra che tu non non so cosa dire. Spesso ti vengo a visitare
avverta più neppure il dolore. (sbirciando prima che egli non ci sia) e ti do dei
Se ti sollevo le palpebre le pupille sono deviate da un pizzicotti, nella vana speranza di un urlo o di un
lato. Il tuo seno è turgido di latte e ci attacchiamo il movimento della mano per ribellarti al dolore...
bambino, ma tu non te ne accorgi affatto. invece niente. Immobile continui a dormire. Il
Ti nutriamo attraverso un sondino nasogastrico viso sembra addirittura sereno in questo sonno
e, per prevenire le piaghe da decubito, ti giriamo imperscrutabile.
continuamente nel letto. Non so dove tu sia ora e non so cosa fare per
Ogni giorno viene tuo marito ed oggi l’ho visto richiamarti indietro. Ovviamente non c’erano
molto meno coraggioso di ieri. Con le mani nei alternative al cesareo; ma che sensi di colpa mi
capelli, mi sembrava disperato... proprio come me, porto dentro!
che non so più quali farmaci somministrarti per Quanti “se” e quanti “ma”, che poi servono a
richiamarti dal tuo limbo. niente. Ogni sera, quando vado a letto, tu popoli i
miei incubi.
Non so mai se ti rivedrò l’indomani: quando poi
al mattino passo in maternità prima della S. Messa


e ti vedo ancora nel letto, nutro un barlume di
Ogni giorno speranza, che però si spegne al primo pizzicotto.
un barlume di Per favore, torna se puoi.
Torna per tuo marito e per tuo figlio. n
speranza”

Incontri n° 3/2017 19
C
hissà quante realtà
guardava il nostro Santo
quando passeggiava dalla
sacrestia del Corpus Domini
verso la Piazza del Mercato delle
il chicco
Erbe. E chissà quante azioni e
idee la normalità e la saggezza cotto
del popolo e i discorsi delle
signore gli avranno ispirato per
aiutare i più bisognosi, come
sempre i più silenti!
Alla Piccola Casa di Torino, e
non solo, si vedono girare alcuni
loghi con il termine “Cotto”...
il meccani
cosa vorrà mai dire? Un avviso
sui pasti? Un’esclamazione
cotto
di stanchezza? (Sono proprio
cotto!!) No! È l’inizio di quel
nome che ha dato avvio a tutto,
come sempre! il nostro Cotto!!
Cottolengo!
Ispirati da questo personaggio Created
from theby
Noun
AlexProject
Muravev

che 200 e più anni fa aveva
imbian
già smesso di parlare ma aveva
messo in pratica il significato di cotto
integrazione e sostenibilità, ci
siamo voltati indietro!
Ormai da qualche anno,
abbiamo riprovato a partire

cotto
dal “buono di tutti”, dalle
capacità di coloro che con
noi condividono tratti
di vita, dalla dignità che
anche i piccoli hanno,
Passeggiando al
Mercato
delle Erbe
notizie cottolenghine Scuola Cottolengo

trasformandoli in potenzialità. Nasce così
la “Chicco Cotto”, la cooperativa che molti
alla Piccola Casa conoscono e che si occupa
di vending (distribuzione automatica di caffè,
bibite, merendine...). Tutto è iniziato da una
macchinetta presso la scuola del Cottolengo che
si è moltiplicata in più di trenta postazioni sparse
per Torino; ora ci si prepara ad aprire ad Arezzo,
a Roma - in un importante museo - e, ancora,
nella nostra Casa di Anzio. Un’esperienza che
vede la sua ispirazione nella peculiarità di tanti
nostri ragazzi, in particolare quelli con autismo, provare a imbiancare qui e là. L’esperimento
di mettere in ordine, catalogare, svolgere azioni procede e a settembre tenteremo una grande
ripetitive - ma non per questo meno importanti sorpresa... chi ci segue... resterà stupito!
- che si sposa perfettamente con le attività di una Ma al Mercato delle Erbe non c’erano solo due
azienda di vending. bancarelle. Saranno sicuramente saltate all’occhio
Mentre la Chicco Cotto si espandeva, ci si al nostro Santo anche altre particolarità dei poveri
guardava intorno. Ora nasce l’ImbianCotto - in che chiedevano aiuto...
via di sperimentazione - che tuttavia ha visto già Ecco allora che quel sogno che negli anni ottanta
un buon successo. Anche qui le caratteristiche aveva il nome di Mariolino, di Cesareo o di
dei nostri ragazzi e ragazze ci hanno portati ad Giuanìn, i quali alla Piccola Casa di Torino
affiancarli agli amici del carcere di Torino per spaccavano muri, facevano consegne, ecc., si posa

22 Incontri n° 3/2017
Scuola Cottolengo notizie cottolenghine
sulle ormai arrugginite porte dell’officina. Perché
la Casa dei Poveri non può avere nuovamente
una officina gestita dai suoi Padroni? Nasce
così la MeccaniCotto, che, col sostegno della
più importante industria automobilistica
italiana(FCA), proprio in questi giorni inizia la
ricostruzione degli ambienti per permettere ai
nostri ragazzi e agli amici del carcere di ridare
vita e re-impossessarsi di ciò che era già loro:
un ambiente di lavoro che, per quanto piccolo e
gestito da piccoli, renderà loro dignità!
Il mercato però è ancora lungo. Qua e là qualche
bancarella fa fatica ad andare avanti, ma, come in
ogni famiglia, ci sosteniamo a vicenda. Qualche
mese fa, coniugando necessità ad accoglienza
e capacità nasce l’idea del “Beach&Cotto” (il
nostro Giuseppe è sempre ben presente), per
continuare a dare anche il giusto spazio di relax
e riposo ai nostri ospiti e agli operatori religiosi
della Piccola Casa. La casa di Anzio non poteva
assolutamente restare chiusa! Con famiglie amiche
e la buona volontà di tanti anche questa estate
sarà possibile accogliere i nostri Padroni e qualche
gruppo di religiosi. Da settembre partirà inoltre
un progetto che vedrà, insieme alla gestione da
parte dei nostri Padroni, l’accoglienza nell’arco
dell’anno anche di chi desidera essere ospitato in
modo corretto e degno, dando così una risposta
alternativa a quei tanti (troppi) articoli che sui
giornali ci raccontano di ragazzi che non vanno
in gita coi compagni causa il loro handicap
o di persone allontanate dagli alberghi per le
malformazioni non gradite alla clientela.
Ancora una volta il nostro Santo che, passando
dalla Piazza delle Erbe, andava a parlare con il Re,
pretendendo le cure termali anche per i suoi Figli,
aveva visto lungo.
Insomma un cappello immenso, il suo, che
abbraccia tutti e che noi abbiamo deciso di porre
sopra ogni cosa: il logo della scuola, l’officina,
le macchine del caffè ed i pennelli. Un Cotto
infinito che ci ricorda di confidare nella Divina
Provvidenza che non mancherà fino a che
ricorderemo chi sono i Padroni di questa Opera! n

Incontri n° 3/2017 23
spiritualità a cura della Redazione

Fatima:
Il miracolo
del sole

I
l 13 ottobre 1917 Cova d’Irìa traboccava di Madonna non era ancora apparsa; poco dopo i
gente: uomini giunti da tutto il Portogallo presenti videro una nube circondare i pastorelli
si erano recati lì per assistere al miracolo e l’elce. Lucia racconta che la Madonna le aveva
annunciato. Vi erano anche parecchi giornalisti chiesto di far costruire in quel luogo una cappella
anticlericali, decisi a dimostrare come le apparizioni in suo onore, dedicandola alla “Vergine del
fossero soltanto una commedia escogitata dal Rosario”, raccomandando inoltre di pregare molto
parroco di Fatima. Era una giornata molto perché la guerra era in procinto di concludersi. Poi
piovosa e i fedeli si riparavano con gli ombrelli. era salita al cielo, che si era aperto al suo passaggio.
A mezzogiorno un sacerdote si avvicinò a Lucia, A quel punto si verificò il miracolo promesso: il sole
accusandola di essere una millantatrice poiché la cominciò a volteggiare, visibile a occhio nudo, dopo

24 Incontri n° 3/2017
a cura della Redazione spiritualità

“ Il sole sembrava
un disco d’argento,
non bruciava
gli occhi, né li
accecava”

di che parve cadere sulla folla atterrita, fermandosi avevano il coraggio sufficiente per attraversare
poi di colpo per risalire in cielo. il terreno reso fangoso dalla pioggia, vedemmo
Il fenomeno fu osservato anche da numerosi l’ immensa folla girarsi verso il sole che apparve
spettatori increduli, tra i quali Avelino de al suo zenit, chiaro tra le nuvole. Sembrava un
Almeida, direttore del giornale O Seculo, al tempo disco d’argento, ed era possibile guardarlo senza
il più diffuso e autorevole quotidiano liberale problemi. Non bruciava gli occhi, non li accecava.
e anticlericale di Lisbona. Nel suo articolo, Come se vi fosse stata un’eclissi. Poi si udì un urlo
pubblicato il 15 ottobre 1917, de Almeida scrisse: fragoroso, e la gente più vicina cominciò a gridare
Dalla strada, dove i carri erano tutti raggruppati – Miracolo, miracolo! Meraviglia, meraviglia! -
e dove stavano centinaia di persone che non Davanti agli occhi estasiati delle persone, il cui

Incontri n° 3/2017 25
spiritualità a cura della Redazione

comportamento ci riportava ai tempi della Bibbia
e le quali ora contemplavano il cielo limpido,
sbalordite e a testa scoperta, il sole tremò, compì
degli strani e bruschi movimenti, al di fuori di
qualsiasi logica scientifica, – «danzò» - secondo la
tipica espressione dei contadini.
Testimonianza simile fu riportata dal dottor
Almeida Garrett:
Improvvisamente udii il clamore di centinaia di
voci e vidi che la folla si sparpagliava ...voltava
la schiena al luogo dove, fino a quel momento,
si era concentrata la sua attesa e guardava verso i suoi rapidi movimenti rotatori, sembrò essere
il sole dall’altro lato. Anche io mi sono rivoltato libero di muoversi nel firmamento, e di spingersi,
verso il punto che richiamava lo sguardo di tutti rosso sangue, verso la terra, minacciando di
e potei vedere il sole apparire come un disco distruggerci con la sua enorme massa. Furono dei
chiarissimo, con i contorni nitidi, che splendeva secondi davvero terribili.
senza offendere la vista. Non poteva essere confuso Parecchie furono anche le testimonianze dei fedeli
con il sole visto attraverso una nebbia (che non presenti:
c’era in quel momento) perché non era né velato Il sole vibrò e tremò, sembrava una ruota
né attenuato. A Fatima esso manteneva la sua infuocata (Maria da Capelinha).
luce e il suo calore e si stagliava nel cielo con i suoi Il sole cominciò a danzare e, a un certo punto,
nitidi contorni, come un largo tavolo da gioco. sembrò staccarsi dal firmamento e correre verso di
La cosa più stupefacente era il poter contemplare noi, come una ruota di fuoco (Alfredo da Silva
il disco solare, per lungo tempo, brillante di luce Santos).
e calore, senza ferirsi gli occhi o danneggiare la Udii urla di gioia e di amore verso la Madonna
retina. Udimmo un clamore, il grido angosciato di Fatima, da parte di quelle migliaia di bocche.
della folla intera. Il sole, infatti, mantenendo E allora credetti. Ebbi la certezza di non essere
stato vittima di una suggestione. Avevo visto il
Copia fotostatica sole come non l’avrei mai visto di nuovo (Mario
di una pagina della Godinho, ingegnere).
rivista Ilustração Nel momento in cui uno meno se lo
Portuguesa del sarebbe aspettato, i nostri vestiti risultarono
29 ottobre 1917 completamente asciutti (Maria do Carmo).
ritraente la folla che I tre pastorelli riferirono di aver visto dapprima la
osserva il ‘miracolo Madonna, san Giuseppe e Gesù bambino mentre
del sole’. benedicevano il mondo tracciando un ampio
segno di croce, successivamente la Vergine nelle
vesti di Addolorata, seguita da Gesù con la croce e
la corona di spine, infine la sola Vergine nelle vesti
della Madonna del Carmelo.
Le persone radunate alla Cova dichiararono che
alla fine dell’”apparizione” i vestiti, prima inzuppati
dalla pioggia, erano completamente asciutti.
Tale evento fu visto anche da molte persone a
diversi chilometri di distanza da Cova d’Irìa. n

26 Incontri n° 3/2017
nella casa
del padre

Ricordiamo
un Amico

Giovedì 25 maggio, alle ore 17,15
nella Piccola Casa della Divina Provvidenza
di TORINO, presso il reparto “San Pietro”
dell’OSPRDALE COTTOLENGO è deceduto
Don GIUSEPPE GHIDINELLI
di anni 66

D
on Giuseppe è nato a Lodrino in Dal 15 marzo 2017 la sia salute diventa precaria
provincia di Brescia l’11 agosto 1950. e viene ricoverato nel Reparto “San Pietro”
Dopo il servizio militare (all’epoca dell’Ospedale Cottolengo e poi trasferito
obbligatorio) entrò nel Seminario di Brescia. all’Ospedale Mauriziano in Torino per terapie
Ordinato Sacerdote il 10 giugno 1978 inizia il più appropriate. Rientrato nel Reparto San Pietro
Servizio sacerdotale come Viceparroco a Darfo dell’Ospedale Cottolengo vi è deceduto il 25
(BS) sino al 1985. Di seguito nominato Parroco di maggio 2017.
Sellero (BS), vi svolse il suo Ministero Sacerdotale Don Giuseppe ci lascia in eredità la sua gioia
fino al 2000, quando entra nella Piccola Casa di vivere ed amare il Signore, i suoi Poveri e la
della Divina Provvidenza di Torino. Piccola Casa. In questi ultimi mesi segnati da
Accolto con Promessa Perpetua nella Società dei grande sofferenza, coloro che hanno avuta la
Sacerdoti Cottolenghini il 13 marzo 2005, svolse grazia di avvicinarlo, sono rimasti edificati per
il suo servizio dapprima a Biella, anni 2002 – la sua serenità, frutto certo di una vita di grande
2003, fu quindi Rettore per sei anni della Famiglia intimità con il Signore.
Sant’Antonio della Piccola Casa di Torino. La Santa Messa di suffragio è stata celebrata nella
Nel 2009 inviato dall’obbedienza a Biella, vi svolse Chiesa Grande della Piccola Casa. L’indomani
il suo ministero non soltanto nella Casa Cottolengo, la Salma è stata portata nella Chiesa della Casa
ma rendendosi disponibile per predicazione di corsi Cottolengo di Biella per la celebrazione della
di Esercizi e Ritiri spirituali, alla Congregazione Santa Messa. Poi è partita per il suo paese natale
delle Suore e dei Fratelli cottolenghini, ai Laici e ai Lodrino (BS) dove, nella Chiesa Parrocchiale si
Volontari, alle richieste della Diocesi di Biella e di sono celebrati solenni funerali. La salma riposa ora
altre Congregazioni Religiose. nel Cimitero di Lodrino. n

GESÙ, MARIA, GIUSEPPE!

Incontri n° 3/2017 27
volontariato Mario Carissoni

la grazia
non ha confini!
Quest’anno ricorrono
20 anni dalla fondazione

L
a Piccola Casa della Divina Provvidenza offerte che sono sempre più regolate da rigide
nell’esercizio della sua Mission, ha costose normative.
sempre avuta una popolazione molto Nello stesso tempo è cambiata anche la
variegata, composta prevalentemente di religiosi popolazione residente; scomparse e mai sostituite
cottolenghini, sacerdoti, fratelli, suore e, in misura alcune figure storiche, ne sono apparse altre portate
più ridotta, personale laico volontario o dipendente. dall’esterno, di provenienza e cultura diversa, della
I servizi dell’Ospedale, nelle diverse Famiglie di cui storia e religiosità poco conosciamo e sovente
Casa Madre e filiali sparse in Italia ed Estero, anche piuttosto cagionevoli. Un bell’insieme di
regolati dalla vocazione religiosa trovavano spazio problemi, affrontati e comunque accortamente
negli insegnamenti di San Giuseppe Cottolengo, gestiti, mantenendo sempre inalterato e ben saldo lo
Fondatore dell’opera: “Mi sta a cuore sollevare spirito del Carisma Cottolenghino.
i poveri nelle miserie corporali, ma molto più Pur calate le loro presenze, i religiosi sempre
liberarli dalle miserie dell’anima. (FP. 101) Nella presenti, svolgono ora mansioni primariamente
persona dell’ infermo assistito è rappresentato il gestionali e direttive, mentre gli spazi operativi
Divin Redentore, ed impiegandoci per Gesù Cristo sino ad ora da loro coperti, vengono occupati da
medesimo, da lui saremo largamente rimunerati di personale laico dipendente, che gradualmente
tutti i disagi e fastidi.” (FP. 181). va sostituendo quello religioso. La Pastorale,
Il personale religioso copriva abitualmente tutti i diversamente organizzata, continua attiva ed
fabbisogni d’assistenza e gestione e garantiva una efficace testimone della Mission cottolenghina.
presenza testimoniale di Azione Pastorale costante Cambiamenti si avvertono naturalmente anche tra
e preziosa. Il personale laico, abitualmente le maestranze laiche e tanto evidenzia l’importanza
era impiegato in quasi tutte le attività e fatte di oculata attenzione nell’inserimento di nuove
salve alcune eccezioni operava in obbedienza a figure di collaboratori con relativa programmazione
istruzioni impartite dal personale religioso. di incontri di conoscenza e adeguata applicazione
Nella lunga storia della Piccola Casa, queste del Carisma Cottolenghino.
condizioni si sono mantenute stabili ed equilibrate In parallelo questo vale anche per il personale
almeno sino all’alba degli anni 2000, quando a volontario e fa sì che anche in questa importante
motivo di una società laica ormai molto cambiata fascia di collaboratori, per accompagnare al meglio
cominciano a sentirsi gli effetti di un certo calo il processo di secolarizzazione i cambiamenti siano
di vocazioni. Un dato di fatto difficilmente regolati e accortamente gestiti.
modificabile (presente anche in altre congregazioni Nasce l’Associazione Onlus del Volontariato a
religiose), che dà origine a nuove condizioni e norma di Legge, con Statuto, Norme e Regole
porta a mutate configurazioni gestionali, con che definiscono i doveri del Volontario e che tutti
cambiamenti non demandabili; ospiti e bisogni gli iscritti accolti dopo essere transitati attraverso
sociali continuano, in crescita e con prestazioni selezione e corsi formativi, conoscono, accettano e

28 Incontri n° 3/2017
volontariato
applicano. Abbiamo un Presidente e un Direttivo Avvolti in una rete di relazioni sarà poi per loro
eletto dopo specifiche votazioni; un ufficio naturale diffondere empatia e doni a tutte le
dedicato con personale apposito. Nei reparti e figure che beneficiano e condividono i loro tempi.
nelle diverse famiglie è attiva una rete di delegati Presenze in comunione, esempi che testimoniano
referenti organizzata in modo tale che in ogni e diffondono un bene operoso che si traduce in
posizione occupata da volontari ci sia sempre una un’azione pastorale efficace e durevole.
presenza attenta di sicuro riferimento. Laici che nel respiro della Piccola Casa formano e
Gli associati raggiungono attualmente numeri diventano una famiglia cottolenghina dal sapore
importanti, ma anche qui, purtroppo ormai tanto amato dal Cottolengo: “uniti nel senso della
scomparse figure storiche che garantivano carità” (FP 71) e scoprono che fare del bene fa bene,
abitualmente intere giornate di sevizio, abbiamo e quando si crede di dare, si riceve e molto di più! n
ora prestazioni di poche ore, raramente di intere
giornate. Presenze di figure di un buon livello
Torino, 31 Maggio 2017
culturale e sicuramente più elevato rispetto al
passato, che si avvicinano alla Piccola Casa spinte
COMUNICATO
dal desiderio di un impegno nel sociale o nel
Elezione del Presidente
religioso. Molte e variegate motivazioni, ma in
tutte è percepibile il grande richiamo esercitato dell’Associazione Volontariato
dalla fama del Cottolengo. Cottolenghino Onlus e
La Piccola Casa nel tempo avrà il compito di del Presidente
trasformare le loro presenze in tranci operosi del Collegio dei Revisori dei Conti
della carità e beneficiare di una risorsa preziosa,
che adeguatamente motivata e responsabile Il Comitato Esecutivo ha eletto:
affiancherà il personale cooperativo nei servizi dei il sig.Antonio POMETTO
diversi reparti, in simbiosi con tutte le altre figure a Presidente dell’Associazione Volontariato
presenti. Accomunate in uno spirito di servizio che Cottolenghino Onlus.
le farà crescere poco a poco sino a sperimentare
la bellezza di un impegno gratificante e nobile,
concretizzato in conformità con l’invito del nostro il dr. Riccardo PETRIGNANI
Santo: “Esercitate la carità, ma esercitatela con a Presidente del Collegio stesso.
entusiasmo” (FP 116).
Buon lavoro!
Il Comitato Esecutivo

Incontri n° 3/2017 29
testimonianza fr. Beppe

30 Incontri n° 3/2017
fr. Beppe testimonianza

Suor Anna
una benedizione
per Chaaria
T
ra i tanti doni della Divina Provvidenza
nel 2015, dobbiamo senza dubbio citare
Suor Anna Simionato.
Missionaria di lungo corso, è stata dapprima a
Tuuru come responsabile della maternità; poi,
per dieci anni, ad Esmeraldas in Ecuador, ed ora
nuovamente in Kenya, a Chaaria dove è riuscita
a rendere l’ospedale più bello, più accogliente e
servizievole.
Sr Anna è infermiera professionale e ostetrica e da
noi si dedica primariamente al reparto degli adulti,
sempre presente dove il bisogno è maggiore.
L’atteggiamento dolce ed affabile, la gioia frizzante
e l’ottimismo inscalfibile di Sr Anna fanno sì che
tutti la apprezzino e le vogliano bene. I malati,
poi, sono entusiasti di lei e la amano al punto di
sentire nostalgia ogni qualvolta deve assentarsi,
fosse anche solo un giorno.
Con una spiccata predilezione per i malati
allettati, quelli piagati, o che non possono nutrirsi
da soli, per gli incontinenti bisognosi di essere
ripuliti, rigirati nel letto, messi in carrozzina È arrivata al momento giusto a coprire una
e portati ai servizi, Sr Anna si presta ai servizi carenza che a Chaaria era sotto gli occhi di tutti;
più umili e meno appariscenti, spendendosi impersona cioè la professione infermieristica nella
soprattutto per le persone più gravi e quelle più sua accezione più pura: prendersi cura dei malati,
abbandonate. curarne l’igiene, il benessere fisico, i bisogni
fisiologici. Mette semplicemente al centro la
persona, ancor prima di occuparsi delle terapie.
“ mette
semplicemente al
Anche per i volontari Sr Anna è una presenza
importante, soprattutto per gli infermieri, sa
lavorare con loro e tirarseli dietro con pazienza,
centro la persona, soprattutto i primi tempi, quando sono molto
disorientati.
prima delle Un grazie di cuore a Sr Anna per il servizio
terapie” instancabile, la dedizione e la testimonianza che
ogni giorno offre ad ognuno di noi. n

Incontri n° 3/2017 31
Aldo Aluffi

Le beatitudini dell’anziano
Beati quelli che sanno farmi rivivere, Beato chi mi festeggia con i fiori,
ascoltando i ricordi del mio passato, pensando che non sono così ”vecchio” da
senza dirmi lo sappiamo già. cercare solo le spine.
Beati coloro che non si affannano a Beato chi mi aiuta a pensare, a sperare, e
correggere subito quello che faccio, quasi si ferma volentieri a pregare con me.
per dirmi che non so più fare nulla.
Beato chi, durante la Messa, si rivolge
Beati coloro che sanno consacrarmi prima a me che sono vecchio per darmi
un po’ del loro tempo prezioso e la pace.
incontrandomi, si fermano a salutarmi.
Beato chi rispetta il mio passo stanco
Beati coloro che mi comunicano le loro e non mi va sempre innanzi per
gioie, perche ancora credono che io possa obbligarmi ad andare più in fretta.
capirli e ispirarli.
Beato chi non mi rimprovera dicendomi
Beati quelli che mi chiedono se ho che sto diventando più sordo, ma che per
bisogno di qualcosa, mentre io non ho primo, alza la voce e mai l’abbassa in mia
bisogno di cose, ma di loro. presenza, perché non senta.
Beato chi mi guarda con serenità e E infine, Beato sarò io se in questo
dolcezza, incontrandosi anche a lungo “vuoto” di vita, mi affiderò a te, Signore,
nel linguaggio dei miei occhi, senza il pienezza di vita eterna.
disgusto della mia faccia raggrinzita.