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ISOLA DI CRETA

HERAKLION
Le mura: sono lunghe circa 5 Km e chiudono la citt lungo la terraferma. I principali punti delle mura che la
caratterizzano sono: la porta Ges, che ornata con rilievi raffiguranti armi e trofei; il bastione Martinengo,
che ospita la tomba di un famosissimo scrittore cretese e la porta del Pantocronate, ornato con rilievi di
Cristo benedicente con accanto lomonimo bastione. Istoriko Moussio: il museo storico dedicato alla storia
di Creta, il quale viene ospitato in un palazzo ottocentesco. Si espongono opere, affreschi, presi da luoghi
sacri ed icone prese da monasteri e chiese dellisola. Odos 25 Avgoustou: la Loggia veneziana che fu
eretta come centro della vita cittadina. Distrutta durante la seconda guerra mondiale fu interamente
ricostruita; ci che ne rimane delloriginaria loggia la fontana Sagrato e lArmeria veneziana, oggi sede del
Municipio. Altre destinazioni a Creta: tappa obbligatoria il Museo archeologico Arheologiko Moussio che
espone oggetti, collezioni e testimonianze della civilt minoica; vi sono collezioni di ceramica, glittica,
metallurgica e oreficeria nel primo piano, mentre nel secondo piano, troviamo numerosi affreschi, qui
parzialmente ricomposti, rinvenuti nei palazzi cretesi.
Creta un posto che ti sorprender gi all'arrivo, perch vi sembrer "deludente" per chi spera di trovare le
tipiche casette bianche che popola il nostro immaginario quando si sente parlare della Grecia, per niente di
pi sbagliato! Creta hala sua identit ed unicit ed un posto che appagher i viaggianti pi esigenti ed
avventurieri. Le sue spiagge sono uniche. Non lasciate scappare Elafonissi e Falassarna, le migliori, a mio
avviso, ma gi la spiaggia di Platanias bella per farsi il bagno e rilassarsi. Per i souvenir, lasciatevi stupire
della variet e dei colori del mercato di Chania, la citt pi grande della parte Sud dell'isola. Bel posto per
passare un pomeriggio, camminando per il porto ed a visitare il castello Veneziano e la vecchia moschea dei
Gianizzeri, oggi trasformata in galleria d'arte. Per ammirare il cuore di Creta, fatte una delle gite col trenino
che vi porter nei piccoli paesetti interni, poco visitati dai turisti. Passerete per piantagioni interminabili di
arance e olive. Sentirete il profumo della terra, e assaggerete dei vini prodotti nell'isola. Creta un'isola con
l'atmosfera magica. Buon cibo, bella gente, bei paesaggi, belle spiagge, tanto relax e tanta tranquillit! Cosa
volete di pi della vita?
Il centro storico di Chania molto carino e si caratterizza per le sue piccole abitazioni colorate ed abbellite
da fiori e piante rampicanti. Ogni giorno abbiamo visitatouna localit diversa, godendoci il bellissimo clima e
le differenti spiagge nei dintorni(in particolare, la stupenda spiaggia di Elafonissi, con la sua acqua cristallina
e la sabbia bianca/rosata!). Per quanto riguarda l'intrattenimento serale, ci sono un sacco di locali e di
ristorantini, questi ultimi spesso sono a cielo aperto, con musica dal vivo; i prezzi sono ottimi e l'acqua-
buonissima- gratis ovunque! Inoltre, il dessert di solito offerto dalla casa, accompagnato da del raki,
liquore locale.. Consiglio una vacanza a Creta a tutti, soprattutto a chi vuole vedere delle bellezze naturali
del Mediterraneo ancora "incontaminate", senza dover uscire dall'Europa.

Manos Studios Hotel: in breve

L'hotel Amoudara Manos Studios mette a disposizione 10 monolocali con cucine completamente
attrezzate, una reception e, ovviamente, una piscina in cui godere momenti di relax. L'edifico a 4 piani
dotato di un ascensore.Un grande vantaggio del nostro hotel che, sebbene si trovi a soli 200 metri
dalla spiaggia, costruito anche su Via Nymfon, una tranquilla strada stretta che offre riparo dal rumore
della zona della spiaggia con i suoi ristoranti, caff, bar, supermercati e negozi turistici. Vi un
parcheggio pubblico nei pressi dell'hotel, con centinaia di posti. Nelle vicinanze, vi anche un fermata
d'autobus (linea 6) che vi condurr ad Heraklion e nell'Aeroporto di Nikos Kazantzakis (HER).Gli alloggi
del Manos Studios si trovano ad Amoudara Heraklion, nota per la sua lunga spiaggia sabbiosa e
l'ampia variet di strutture turistiche. Amoudara si trova nei pressi di Heraklio, a circa 6 chilometri a
ovest della citt e a 10 chilometri dal Palazzo di Knossos. Le sistemazioni climatizzate presso i Manos
Studios offrono un luogo ideale in cui rilassarsi e godersi le proprie vacanze. E dopo aver trascorso una
giornata all'insegna dell'esplorazione, fate un tuffo rilassante nella piscina.Ognuno dei nostri rinnovati
monolocali possono facilmente accogliere fino a tre adulti. Offrono i servizi elencati nelle Informazioni
sulle camere , ed anche una cucina completamente attrezzata per preparare la prima colazione e i
pasti, l'acqua calda costante e un impianto musicale.
Creta: informazioni pratiche
Documenti necessari
Per la vostra vacanza a Creta basta la carta d'identit. Se volete andare con la vostra auto o noleggiarla sul
posto, portate la carta di circolazione e la patente italiana.
Sanit
Per ricevere cure e assistenza medica in Grecia, dovete avere la Tessera Europea di Assicurazione Malattia,
che sostituisce il modello E111. Se non l'avete, potete chiedere un "certificato sostitutivo provvisorio" alla
vostra ASL. A Creta, le farmacie sono aperte tutti i giorni dalle 8 alle 14.30, tranne sabato e domenica. Nelle
citt principali e nelle localit turistiche, alcune farmacie sono aperte anche di sera, e molti farmacisti parlano
italiano.
Ecco alcuni numeri utili:
Ambulanza 166
Guardia medica 1016
Ospedali 106
Consolato Italiano a Creta
Per ogni esigenza a Creta, potete fare riferimento al nostro vice-Consolato, che si trova a Iraklion, in Via
Charambolus 2. Tel. 081-285225 e 081-342561, oppure all'agenzia consolare d'Italia, che si trova a Chania,
in odos Tzanakaki 70. Tel. 082-127316, 082-127315

Corrente
La corrente 220V - 50Hz, come in Italia. Le prese sono le stesse; portate eventualmente un adattatore per
gli apparecchi a tre spine.
Banche e negozi
Nelle citt principali e nelle zone turistiche, le banche sono aperte dal luned al venerd dalle 8 alle 14. gli
uffici pubblici sono aperti di solito dalle 7.30 alle 13. Gli orari dei negozi variano in base alla zona: nelle citt
sono aperti dalle 9 alle 14 e dalle 17 alle 21, tranne il luned ed il sabato, in cui chiudono alle 14. Nelle zone
turistiche, i negozi sono aperti dalle 8 alle 22 e anche oltre, soprattutto in alta stagione. I supermercati sono
aperti dalle 8 alle 20 con orario continuato dal luned al venerd. Il sabato chiudono alle 18 e la domenica
sono chiusi.

Benzina
Anche a Creta c' la benzina senza piombo. Le stazioni di rifornimento chiudono alle 19, ma quelle in
autostrada restano aperte fino a tardi. A Creta non c' self-service: tenetelo a mente, perch oltre l'orario di
chiusura non potrete fare benzina! Di solito, comunque, in ogni citt c' un benzinaio di turno aperto di notte.
Alcune stazioni accettano le principali carte di credito.

Orientarsi a Creta
Creta divisa in quattro province, ciascuna con un proprio capoluogo, che da ovest verso est sono Chania,
Rethymnon, Iraklion e Lasithi (Agios Nikolaos).

Lisola attraversata da diverse strade e da unautostrada, e ci si sposta in auto o in autobus. A nord si


trovano le citt principali e i centri turistici, mentre il sud dellisola e la parte interna sono meno sviluppate: il
sud meta di un turismo davventura, in cerca di spiagge assolate.
Linterno, meno conosciuto, ricco di valli e montagne, e di conseguenza le strade sono tortuose e spesso
mancano indicazioni e cartelli. In tutta lisola, i nomi dei luoghi cambiano continuamente sulle indicazioni e
sulle cartine. Ecco qualche esempio: Iraklion: Heraklion, Irakleion, Iraklio; Rethymno: Rethimno; Chania:
Hania.

Come muoversi in auto strade e indicazioni


In Grecia si guida a destra, come in Italia, e per guidare a Creta basta la patente italiana. Le autostrade sono
modeste e in molto punti a due corsie, ma collegano le citt principali. Creta nord attraversata da
unautostrada che va da Agios Nikolaos a Castelli (Kissamos), passando per Heraklion.
La strada che va da Agios Nikolaos a Sitia pi stretta e tortuosa. Al sud, le strade sono strette e con curve
a gomito. Nella zona di Messala e nella parte meridionale della provincia di Heraklion (Festos, Matala,
Timpaki, Kokkinos Pirgos) e nella zona di Viannos ci sono strade recenti, ma i cartelli sono pochi, e non
avventuratevi in strade di montagna senza un fuoristrada o senza le istruzioni dettagliate di un abitante
locale. Non aspettatevi grandi cartelli: anche quelli per la capitale sono poco visibili, e certamente non sono
come quelli appesi in alto sulle nostre autostrade. In compenso, i cartelli stradali sono di solito in greco e in
inglese, e non stupitevi se troverete cartelli forati dalla pallottole; soprattutto in montagna, abbastanza
frequente: alcuni cretesi fanno pratica di tiro, e festeggiano matrimoni e feste con colpi di pistola
Nelle zone interne, molte strade sono sterrate e spesso pecore e capre attraversano le strade. Inoltre ci
sono poche indicazioni, per cui vi consigliamo di chiedere ai locali, che sono molto disponibili. Se andate a
Creta dinverno, fate attenzione alla pioggia e ai massi. Un mucchietto di sassi di fianco a una strada
significa che lasfalto ha ceduto: meglio non proseguire.
cosa e dove mangiare

Grappa e pomodori
Per i piatti tipici della Grecia, leggi anche cosa mangiare ad Atene.
Miele, formaggio, verdure e frutta di stagione e raki, la grappa di Creta: ecco gli ingredienti base della cucina
cretese. Salvia, timo e olio d'oliva di prima qualit accompagnano la carne, il pesce e le verdure fresche
dall'orto. Per questo la cucina cretese semplice e saporita, e la freschezza dei singoli ingredienti pi
importante di un piatto sofisticato ed esteticamente raffinato.

Piatti tipici
Nelle taverne sulla costa e nelle cittadine di mare si servono pesci, polipi e molluschi alla griglia, ovunque
annaffiati dal vino locale. Maiale, agnello e coniglio si cucinano allo spiedo e in pentola, mentre i formaggio
tipici di Creta sono il graviera, che assomiglia al gruvire svizzero, e il myzithra, un formaggio bianco e
cremoso che spesso sostituisce il feta nella versione cretese della tipica insalata greca: pomodori, cetrioli,
cipolle e peperoni. Tra le spezie, timo e salvia accompagnano i piatti e costituiscono il profumo di Creta
insieme a molte altre spezie, usate dai locali anche come erbe medicinali: camomilla e salvia, per esempio,
addolcite dal tipico miele di Creta, alleviano il mal di gola, e l'infuso di timo aiuta a respirare meglio. Il miele
di Creta, appunto, di qualit eccellente proprio grazie alla grande variet di spezie e piante presenti
sull'isola. Il pane di Creta si chiama Paximadi ed una focaccia di grano biscottato, che si ammorbidisce con
l'acqua al momento di mangiarla. Nelle zone di Heraklion, Rethymno e Chania si serve come antipasto,
irrorata con un filo di olio di oliva locale, origano, pomodoro e formaggio.

Gyros e souvlaki
Il gyros uno dei piatti nazionali: si tratta di carne di maiale allo spiedotagliata in strisce sottili, e spesso
accompagnata da patatine fritte, pane pita, verdure e salsa allo yogurt. Il souvlaki forse pi famoso del
gyros, e come questo si serve per strada nei souvlaki shop, nei ristoranti e nelle taverne. Sono spiedini
di maiale, ma anche di agnello, di pollo o di pesce, serviti di volta di volta con la pita o al piatto con patatine,
verdure, salse e spezie.

Creta a tavola
A Creta si pranza tra le 14 e le 15 e poi si fa un pisolino, soprattutto negli afosi pomeriggi estivi. La cena tra
le 21 e le 22, ma non raro trovare i locali affollati fino a mezzanotte. I locali tipici di Creta si stanno
adeguando alle abitudini dei turisti, ma nelle zone meno sviluppate resistono le affascinanti tradizioni locali.
Per esempio, il pranzo a Creta un evento sociale, un'occasione per stare insieme; per questo, le
ordinazioni non sono prese individualmente, ma in base al tavolo. Si ordina un po' di tutto e ciascuno si
serve dai piatti di portata. Antipasti, stuzzichini, agnello e capretto si mangiano con le mani, ed al momento di
pagare il conto, uno paga per tutti. Potr capitarvi di assistere a una discussione di rito su chi abbia o meno il
privilegio di offrire il pasto: a Creta l'ospitalit sacra, e quindi se mangerete in compagnia dei locali
difficilmente vi lasceranno pagare il conto. L'unico modo per farlo di nascosto, approfittando di un momento
di distrazione. In nessun caso chiedete di fare alla romana e non pagate soltanto la vostra parte: agli occhi
dei cretesi passerete per meschini e taccagni. Nei piccoli centri, e nelle zone non turistiche, si mangia nelle
taverne. Qui non c' il menu e la scelta limitata, ma tutto il cibo fresco e genuino, preparato al momento,
e i prezzi sono davvero bassi. Se non riuscite a farvi capire, andate direttamente in cucina e indicate le
pentole: questa la vera anima della cucina cretese.
Cosa bere: gassosa, vino e raki
La bevanda pi famosa di Creta il Raki. Prodotto tra ottobre e novembre, si distilla dalla buccia degli acini,
un po' come la nostra grappa, e per questo trasparente e fortissimo! In estate si serve ghiacciato e si beve
come aperitivo, dopopasto o drink di benvenuto. Sull'isola c' anche una produzione propria di gassosa,
portata avanti da piccole aziende sparse sull'isola: chiedetela ai bar dei villaggi. Il vino soprattutto sfuso,
raramente imbottigliato, rosso e corposo: si aggira sui 13 gradi ed abbastanza economico. L'acqua di
Creta potabile, anche se di recente la qualit diminuita. In ogni caso trovate acqua imbottigliata ovunque.
I succhi di frutta sono cari, sia freschi che confezionati, ma quelli freschi, in particolare il succo di arancia,
sono molto gustosi. Come nel resto della Grecia, la birra pi comune la Mythos, ma trovate molte birre
d'importazione (Amstel e Heineken), e il caff diverso da quello italiano assomiglia al caff turco e cambia
nome in base alla quantit di zucchero: si chiama sketo se amaro, metrio se dolce e glyko se
dolcissimo. Nei locali turistici trovate comunque espresso, cappuccino e caff americano.

Heraklion

Una capitale veneziana nell'Egeo


Heraklion la capitale della prefettura pi grande di Creta, e una delle principali destinazioni turistiche. La
citt ricca di storia, di monumenti e tesori: noi vi consigliamo di dedicarle almeno due o tre giorni.
Lantica Candia dei Veneziani la quinta citt della Grecia per grandezza.Come tutta lisola, Heraklion
risente delle numerose conquiste: abitata fin dal Neolitico, da sempre ha avuto un ruolo di spicco nella storia
dellisola. Celebre porto di Cnosso, fu capitale sotto la dominazione turca, che oggi ha lasciato una
roccaforte, e una citt importante per i veneziani, che qui costruirono il loro arsenale per costruire e riparare
le navi che solcavano lEgeo. Oggi, Heraklion offre quartieri moderni, piazze raccolte e palazzi antichi, strade
tortuose e ricordi storici.

Come muoversi: taxi e bus


Heraklion si visita comodamente in taxi e in bus. Le piazzole di sosta dei taxi si trovano in Piazza Eleftherias,
lungo Via 25 agosto e vicino alla fermata A degli autobus, di fronte al porto. Ecco i numeri del radiotaxi:
2810-210102, 210146, 210168, 210124. A Heraklion ci sono tre stazioni di bus. La stazione A per andare a
Rethymno, Hania, Sfakia, Kastelli. Da qui partono anche le corriere che raggiungono altre zone a ovest e
sudovest di Creta e la costa nord a est di Heraklion (Hersonissos, Archanes, Sitia, Agios Nikolaos, Lassithi
Plateau). La stazione si trova di fronte al porto. Poco lontano si trova c la stazione dei pullman che girano
in citt e quelli che vanno a Cnosso. La stazione B si trova a Hanioporta, verso le vecchie mura della citt,
allinizio di Martyrs Street. Da qui partono gli autobus per Anogia, Rogdia, Agia Gallini, Mires, Matala, Festo,
Gortyn, Zaros e tutte le localit in mezzo. La stazione dei bus urbani si trova si trova sul lungomare della
citt.

Shopping a Heraklion
Heraklion il centro e lanima commerciale di Creta, nonch unimportante destinazione delle crociere. La
citt merita una visita per le boutique di designer in Daedalou Street, e per i negozietti di souvenir nelle
strade laterali. Date unocchiata in 1866 Street e le vie laterali: qui ci sono prodotti tipici diversi dal solito. Di
sabato, poi, visitate Il mercato: un chilometro di bancarelle che straripano di frutta e verdura, miele e
formaggi di Creta, ma soprattutto abbigliamento a prezzi stracciati.

Una passeggiata in centro


Le mura veneziane del 1500 si possono ammirare ancora oggi: racchiudono la citt con una cinta difensiva
alta 18 metri e spessa 40. Le grandi mura terminano a sud con il bastione Martinengo, che ospita la tomba di
Nkos Kazantzakis, scrittore di Zorba il greco, mentre a nord ovest c la Porta del Pantocratore, che reca
decorazioni e medaglioni con leffigie di Cristo benedicente. Da non perdere anche la zona del porto,
dominata dal Castello a Mare eretto dai veneziani: sulla porta dingresso, due grandi leoni di San Marco
ricordano la potenza di Venezia nel Mediterraneo nel 1500. Larsenale, oggi in rovina, si trova di fronte al
Castello. Il punto nevralgico di Heraklion Plateia Eleftherias, piazza della Libert, che di sera si riempie di
gente, accalcata tra negozi e tavolini. Poco pi avanti, si apre Platea Venizelos, realizzata dal governatore
veneziano Francesco Morosini, restaurata da poco. Per chi in cerca di tranquillit, consigliamo una sosta al
Parco El Greco, dedicato al celebre pittore cretese. larteria principale della citt Via 25 agosto. Da qui si
raggiunge Dedalou Street e poi si arriva al mare: questa zona ospita la bellissima chiesa di Agios Titos, San
Tito, un edificio in origine bizantino, ricostruito dai Veneziani nel 1500, e convertito dai turchi in moschea
dopo il terremoto del 1856. dal 1925 una chiesa ortodossa. Oggi la chiesa ospita la testa del santo, primo
vescovo di Creta, e quindi per i cretesi un posto sacro. Tra Deadalou Street e la galleria commerciale, si
trova la piazzetta dei caff: bar e caffetterie dai decori elaborati, musica ad alto volume e affollati tavolini
allaperto. Da Deadalou Street si raggiunge la Piazza dei Leoni, o piazza Venizelos. Qui c la fontana
Morosini, decorata con figure mitologiche e leoni marini, e due bar specializzati in Bhougatsa, pasticcini con
formaggio o crema. Noi vi consigliamo di provarli perch sono deliziosi: di mattina presto, questi bar sono
una tappa obbligata per chi scende dal traghetto alle 5 o alle 6. La zona del lungomare, di fronte al porto,
pullula di bar e ristoranti turistici, ma anche il posto ideale per una veduta della citt.

Da vedere: musei e acquari


Il Museo Archeologico
Il museo archeologico si trova in una vecchia stazione di benzina, sulla linea di una ristrutturazione simile
alla National Gallery di Londra, e custodisce preziosi reperti degli scavi di Cnosso, Festo, Archanes, Zakros
e molto altri siti archeologici dellisola. La collezione del museo disposta in ordine cronologico e raccoglie
millenni di storia, dallepoca Neolitica passando per il periodo Minoico e quelli successivi. Gli oggetti pi belli
comprendono il Mosaico della Torre, che risale al 2000 a.C., e la spettacolare Sala degli Affreschi. Tra I
reperti c il Disco di Festo, sculture classiche elleniche e romane, affreschi, gioielli, affreschi e vasellame.
Oggi una delle principali attrazioni e la collezione immensa.
Come arrivare, biglietti e orari del museo
Ledificio si trova allangolo di Piazza Eleftherias ed aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17 in estate, mentre in
inverno apre mezzora dopo e il luned apre alle 12.
A dicembre e gennaio chiude alle 15. Tel. 2810-280370. Il biglietto costa 6 euro, ma c un biglietto
cumulativo che costa 10 e comprende anche il palazzo di Cnosso. Il museo ospita anche un negozio. Vi
consigliamo di visitarlo di mattina presto, soprattutto in estate.

La fortezza veneziana di Koules


Questo spettacolare edificio in pietra fu eretto sulle mura del porto di Heraklion a scopi difensivi, agli inizi del
1500. Interni ed esterni sono restaurati, e oggi dalla sommit e dalle torrette davvistamento si gode un
panorama ineguagliabile della citt e del porto. La fortezza aperta di solito dalle 9 alle 15, e il biglietto
dingresso costa 1,50 . Tel. 2810-246211
Il museo di storia naturale
Questo museo si trova a 15 minuti dal centro di Heraklion, sulla strada per Cnosso, e rappresenta
unoccasione unica per ammirare la flora e la fauna di Creta. Allinterno ospita un giardino botanico e
ortofrutticolo e un bar. Il museo si raggiunge da Heraklion con il bus della linea A che va a Cnosso. aperto
dal luned al venerd dalle 9 alle 15, e la domenica dalle 10 alle 18. Il sabato chiuso. Lingresso costa 3
per gli adulti e 1,50 per studenti e ragazzi fino a 18 anni. Tel: 2810-324711
Thalassocosmos, lacquario di Creta
Ecco un posto ideale per chi viaggia con i bambini: lacquario una struttura di 5000 mq, ospita un centro di
ricerca con listituto di biologia e genetica marina e listituto di oceanografia. L acquario formato da 332
vasche che riproducono il paesaggio e il mondo sottomarino di Creta: qui potete ammirare almeno 200
specie marine del mediterraneo, dagli squali, alle aragoste, alle meduse. Lacquario si trova 15 km a est di
Heraklion e si raggiunge in bus dal centro di Heraklion. aperto tutti i giorni: dal primo maggio al 15 ottobre
dalle 9 alle 21 e dal 16 ottobre al 30 aprile dalle 10 alle 17.30. lingresso costa 8 per gli adulti e 6 per gi
studenti e i ragazzi fino a 17 anni. Tel: 2810-337788, 2810-337888.

I musei e i siti archeologici di Creta


Sull'isola di Creta si trovano alcuni dei siti archeologici pi interessanti della Grecia e del mondo. Nei pressi
del capoluogo Iraklio si trova il Palazzo di Cnosso, scoperto all'inizio del secolo scorso dall'archeologo
britannico sir Arthur Evans. La sua scoperta diede maggior fondamento a molti episodi del passato che si
pensava appartenessero soltanto alla mitologia: il re Minosse, il labirinto del Minotauro e il celebre filo di
Arianna se sono racconti di fantasia, i luoghi in cui furono ambientati erano forse reali.

A circa 50 km a sud di Iraklio, lungo la strada verso Matala, distante 2 km, si trova l' antica citt di Gortina,
un'antica citt la cui epoca di fondazione ancora oggi ignota. Di sicuro, fior durante quando Creta fu
conquistata dai Romani che la elessero capitale della provincia romana di Creta e Cirenaica. Il sito molto
interessante perch al suo interno furono trovate le leggi di Gortina, la testimonianza pi antica di leggi
pervenute.

Il secondo palazzo minoico pi importante di Creta quello del sito archeologico di Festo, un'antica citt
minoica che, secondo gli storici, fu governata da Radamanto, fratello di Minosse. In questo sito archeologico,
a circa 10 km da Matala, fu portato alla luce il celebre disco di Festo, un oggetto misterioso oggi esposto nel
Museo Archeologico di Iraklio, un altro luogo che ogni amante della storia e della cultura non pu perdersi.

La cucina cretese
La gastronomia cretese ha le stesse caratteristiche della cucina greca, anche se la distanza dalla penisola
e ha determinato alcune tipicit locali. La cucina a Creta una vera e propria filosofia che rispecchia lo
stile di vita cretese semplice e genuino. La dieta cretese riprende tutte le qualit della cucina mediterraneo
con alcune influenze mediorientali. La cucina locale pu contare di piatti con ingredienti freschi di stagione,
prodotti quasi sempre sull'isola. L'olio d'oliva, di cui Creta rappresenta uno dei maggiori produttori mondiali,
protagonista in tavola.

L'agricoltura e la pastorizia sono risorse economiche di rilievo: in tavola, dunque, si vedono soltanto prodotti
di ottima qualit. Gli orti e le campagne dell'isola forniscono verdure e altri prodotti biologici di ottima qualit;
gli allevamenti di bestiame forniscono taglio carni controllate di ogni tipologia: in particolare, si consumano
agnello e maiale, cucinati sempre con tecniche semplici che donano quel sapore schietto e autentico.

Sebbene siano quanto di pi semplice si possa preparare in cucina, i dakos sono il piatto pi famoso di
Creta. Si possono trovare in tutta la Grecia ma nella terra natia il loro sapore raggiunge vette inarrivabili.
Merito forse dell'ottima qualit del paximadi, il pane pi diffuso a Creta. Questo pane biscottato a fette viene
ammorbidito con l'acqua e guarnito con pomodoro e formaggio (qui a Creta si usa spesso il mizithraal posto
della feta). Si aggiungono olio d'oliva, sale, pepe e origano. Un antipasto (meze []) cretese molto
prelibato sono le lumache (saligkaria []) che sull'isola vengono chiamate spesso hohli [] e
vengono preparate con il grano (hohli me chondro [ ]), con il riso (hohli me rizi) [
] oppure fritte in padella (hohli boumbouristi [ ]). Si dice che vengano consumate
pi lumache a Creta che in tutta la Francia, paese estimatore di questi invertebrati. Un dolce molto famoso a
Creta sono i kalitsounia [], piccoli calzoni di pasta sfoglia ripiena di formaggio mizithra o ricotta di
latte di pecora e cannella, e ricoperti di miele.

Come nel resto della Grecia, mangiare a Creta un momento allegro e familiare. Lasciarsi consigliare dai
proprietari la scelta migliore perch il loro fine di soddisfare i propri clienti: anche a Creta l'ospitalit una
virt innata. Di sera, le taverne cretesi si trasformano in luoghi divertenti e, tra canti e balli, si finisce per
andare a dormire molto tardi.

Cosa vedere a Creta


L'isola di Creta fu luogo di conquista di molte popolazioni e le tracce della loro presenza sono ancora ben
evidenti. Fu la terra dei Minoici, uno dei popoli pi evoluti dell'antichit che sopperirono ai Micenei soltanto
dopo la grande catastrofe dell'isola di Thira, l'odierna Santorini. I celebri palazzi minoici, centri
dell'amministrazione politica ed economica, erano talmente estesi da apparire come vere e proprie citt. I
luoghi pi interessanti da visitare Creta sono i siti archeologici di Cnosso e Festo, i due pi visitati tra i
tanti siti minoici disseminati su tutta l'isola.

Provincia di iraklio
Da visitare il Museo Archeologico di Iraklio, una delle pi belle istituzioni museali della Grecia. Inoltre,
basta passeggiare per le stradine di questa cittadina, capoluogo dell'isola, per ammirare i segni delle
passate dominazioni. Meritano una visita anche Chania e Rethymno: il loro centri storici sono pieni di
eleganti palazzi e fontane veneziane, musei e gallerie d'arte e tante altre attrazioni da non perdere.

La religiosit dei Cretesi ben evidente osservando il gran numero di chiese e monasteri disseminati
sull'isola. Soltanto nel capoluogo Iraklio si contano decine di chiese d'epoca diversa, rilevanti dal punto di
vista storico ed architettonico. Molti monasteri svolsero un ruolo fondamentale per la storia dell'isola. Furono
spesso gli ultimi baluardi di resistenza contro le continue dominazioni dei Turchi. Visitarli significa assaporare
non soltanto l'atmosfera mistica e rilassata che si vive al loro interno, ma attraverso la loro storia e la loro
architettura, si pu rivivere la storia di Creta che.

Creta offre molte opportunit agli amanti della natura. Il Sentiero Europeo E4 uno dei pi interessanti
itinerari della rete di percorsi escursionistici europei. Tra boschi, vallate, zone di campagna, montagne e
canyon, l'isola perfetta per sessioni di trekking o per rilassanti passeggiate nella natura.
la provincia cretese pi turistica e affollata perch qui si trovano i celebri siti archeologici di Creta. Inoltre
l'aeroporto di Iraklio, capoluogo dell'isola, il primo e principale aeroporto, collegato con tantissimi
compagnie aeree di linea e low cost con i pi importanti scali europei.
I palazzi minoici di Cnosso e Festo - Ogni parola per descrivere questi due siti superflua perch sono
conosciuti in tutto il mondo. Cnosso e Festo sono un patrimonio unico non solo di Creta, ma di tutta la
Grecia.
Il sito archeologico di Gortina - Capitale della provincia romana che comprendeva Creta, Gortyia (o
Gortys) un luogo storico dal fascino incredibile. Tra statue, edifici romani e basiliche cristiane, offre un
percorso molto interessante.
Iraklio - Il capoluogo di Creta una cittadina caotica, frenetica e, secondo molti, anche brutta. In realt una
passeggiata tra la zona del porto veneziano e le vie del centro vi far scoprire diversi interessanti
monumenti, oltre ad essere ideali per chi vuole fare shopping.
Il Museo Archeologico di Iraklio - Da solo vale la visita al capoluogo dell'isola. Ospita un gran numero di
reperti provenienti dai siti archeologici dell'isola. Tra questi capolavori come il disco di Festo e la dea dei
serpenti.
Matala - In questa graziosa localit balneare della costa meridionale troverete ancora un po' dell'atmosfera
hippy che la rese famosa in tutto il mondo alcuni decenni fa. Inoltre potrete ammirare uno dei tramonti pi
belli dell'isola.

Cosa visitare nella prefettura di Lasithi

la prefettura pi orientale di Creta e l'unica che non prende il nome dal suo capoluogo, Agios Nikolaos. In
questa regione il turismo si sviluppato molto, ma spostandosi dalle zone intorno al capoluogo e da quelle di
Elounda, si possono scoprire zone tranquille e selvagge molto appaganti, in particolare nella parte pi
orientale e sulla costa meridionale. .
Agios Nikolaos - Molti la considerano troppo turistica e affollata, ma la questa cittadina, in particolare dopo
il tramonto, diventa viva e piacevole, quando si affollano le taverne e i bar: e sue notti mondane sono tra le
pi belle di Creta.
Spinalonga - Questa piccola isola fortificata dai Veneziani e divenuta in seguito un lebbrosario conserva
ancora oggi il fascino della Serenissima. Ogni giorno numerose barche effettuano tour giornalieri da Plaka,
Elounda ed Agios Nikolaos.
Panagia Kera - Appena fuori il paesino di Kritsa si trova una questa piccola chiesa tra le pi interessanti di
Creta. Daspetto semplice e austero, nasconde al suoi interno alcuni meravigliosi affreschi bizantini, tra i pi
belli dell'isola.
L'altopiano di Lasithi - Sebbene i suoi 10.000 mulini, tanto pubblicizzati dalle agenzie turistiche, siano
quasi tutti ormai vecchi ruderi, questo altopiano rimane una zona rurale da visitare. Evitando le zone coperte
dai tour giornalieri possibile scoprire paesini dove si respira ancora un'atmosfera autentica.
Sitia - Questa cittadina tra le pi sottovalutate dai turisti in vacanza a Creta. Eppure ha un centro vivace
sia di giorno che di notte e ospita un interessante museo archeologico che conserva un autentico capolavoro
dell'arte minoica, il Kouros di Palaiokastro. Inoltre, un buon punto dove alloggiare per visitare le splendide
spiagge della costa orientale.
Il Monastero di Toplou - uno dei monasteri pi importanti di Creta per valore storico e significato
religioso. All'interno delle sue mura, possenti quanto quelle di un castello fortificato, si respira unaria
rilassata quanto mistica.
Il Palazzo di Kato Zakros - Questo palazzo minoico non dimportanza storica minore rispetto ai pi
celebri Cnosso e Festo. A differenza di questi ultimi, la sua struttura non stata alterata ed ancora in grado
di far comprendere questa tipologia di insediamenti minoici.
Visitare la prefettura di Chania: oltre il bel mare, la storia dell'isola

Da quando molte compagnie aeree low cost hanno collegato l'aeroporto di Chania molti Paesi europei, Italia
compresa, la prefettura di Chania ha assistito ad un aumento esponenziale del turismo. Per fortuna, non si
assistito alla nascita di mega-strutture alberghiere che spesso deturpano la natura.
Chania - Il capoluogo senza dubbio la citt pi bella di Creta ed una delle pi belle della Grecia. Il suo
centro storico che si distende intorno al porto veneziano mostra un impianto veneziano abbellito da elementi
architettonici mediorientali.
Le gole di Samaria - Il secondo canyon pi lungo d'Europa una delle escursioni pi interessanti da fare.
un itinerario nella natura che pu essere percorso anche dai non esperti: un'esperienza unica per trovarsi
a contatto con la natura e gli animali che popolano l'isola.
Loutro - Al mondo esistono pochi luoghi pi rilassanti e romantici di questo minuscolo borgo di mare,
raggiungibile soltanto con i taxi-boat oppure mediante un lungo sentiero tra le montagne. Non ci sono strade,
ma soltanto alcune taverne, alberghi, un paio di minimarket e un mare da sogno!
Frangokastello - Un castello in ottimo stato di conservazione attorno al quale circolano storie misteriose.
Anche la sua posizione strana: se le strutture fortificate sono di norma costruite in zone difficilmente
accessibili, Frangokastello si trova a poche decine di metri dal mare.
Il lago di Kourna - Questo lago idilliaco un luogo perfetto per trascorrere una giornata rilassante nuotando
o mangiando in una delle taverne a pochi metri dalla riva. Le papere che riposano a riva o che nuotano in fila
in acqua sono una graziosa e simpatica compagnia.

Scoprire i tesori della prefettura di Rethymno

Rethymno - Il capoluogo della prefettura una cittadina che trasuda storia e cultura. L'architettura
veneziana, rivisitata durante l'occupazione turca dell'isola, incantevole: una passeggiata vi permetter di
cogliere ogni suo splendido aspetto.
Il Monastero di Arkadi - il pi importante monastero di Creta, protagonista di una delle pagine pi
tragiche della storia dell'isola. Un luogo ricco d'atmosfera e simbolo della comunit cretese.
Il Monastero di Preveli - Al di l dell'alto valore religioso, questo monastero un segno tangibile di come i
monasteri di Creta furono protagonisti della resistenza contro l'invasore arabo.
Spili - Questo paesino dall'atmosfera tranquilla e rilassante ai piedi di alte montagne cretesi non offre molto
da vedere, ma basta trascorrere qualche ora passeggiando per le sue stradine o restando seduti al tavolo di
un bar o di una taverna per godersi attimi di puro relax.
Anogia - Sulle pendici del monte Psiloritis si trova uno dei pi tradizionali borghi di Creta. I suoi abitanti,
produttori di eccellenti tappeti e arazzi, parlano ancora oggi un dialetto che comprende anche alcuni termini
del greco antico.
Mangiare e bere

Il cibo un ingrediente decisamente importante nella vita e, per la maggior parte delle persone, il buon cibo
parte integrante di una buona vacanza. Non considererei la cucina greca o cretese alta gastronomia, ma
una loro caratteristica spesso vincente la freschezza dei prodotti e, ovviamente, lo scenario: mangiare una
semplice insalata su una terrazza ombreggiata con vista mare, molto probabilmente vi lascer un ricordo pi
intenso, che un pasto elaborato in un ristorante sofisticato.

La cucina greca e cretese


La cucina greca nel suo complesso stata fortemente influenzata da quelle turca e del Medio Oriente;
quindi, se le conoscete, saprete facilmente destreggiarvi con un men greco.
Quasi ad adattarsi alla sua reputazione di isola intensamente indipendente, Creta non solo autosufficiente,
per tutto il corso dell'anno, per quanto riguarda frutta, verdura e pesce; ma anche orgogliosa delle sue
tradizioni culinarie. Nonosante non sia sofisticato, il cibo cretese vigorosamente buono, garantendo forza
e energia, in vista della prossima rivoluzione, o vendetta familiare. Non c' nulla di delicato o impreziosito. Il
pesce viene cotto al forno o alla griglia, con niente pi di una salsina di olio e limone; la carne - di tradizione
pecora o capra - cotta alla griglia o stufata. Quanto alle spezie, il minimo indispensabile: forse un po' di
pepe e alcune erbe aromatiche del posto.
Quello che di primaria importanza non tanto la qualit della cucina (e certamente non la sua
elaboratezza!), ma la qualit e la freschezza di ogni singolo ingrediente: l'olio (sempre d'oliva) deve essere il
migliore; il pesce deve essere il quanto pi possibile fresco; la carne deve essere saporita e la verdura e gli
ortaggi preferibilmente appena raccolti. Con questi requisiti e soltanto con questi requisiti un pasto pu,
potenzialmente, diventare un buon pasto.
Non aspettatevi troppo in quanto a dessert. Di tradizione, i cretesi mangiano frutta di stagione.
Specialit cretesi sono i formaggi gravira (un tipo di groviera) e misthra, un formaggio bianco morbido,
spesso usato al posto della feta, nella comune insalata greca di pomodori, cetrioli, peperoni e cipolle.
Il pranzo inizia alle due-tre del pomeriggio ed seguito da un breve sonnellino, in particolare durante i caldi
mesi d'estate. La cena, di solito, alle nove-dieci.

Bevande locali
Acqua
Potete comprare acqua in bottiglia (solo in bottiglie di plastica: di vetro non se ne parla e, men che meno, del
vuoto a rendere); ma perch farlo quando l'acqua di rubinetto potabile ovunque? Le vostre bottiglie di
plastica vuote contribuirebbero solamente ad aumentare le montagne di rifiuri di plastica, per cui non c' un
adeguato sistema di riciclaggio. Detto questo, devo per aggiungere che la qualit dell'acqua peggiorata
negli ultimi anni. L'acqua di rubinetto, un tempo, aveva un ottimo sapore; ma oggigiorno, perlomeno dove
vivo io, ha iniziato ad avere il sapore dell'acqua di rubinetto di una qualsiasi citt. Comunque, va sottolineato
che non c' alcun pericolo per la salute.
Potete anche chiedere che vi venga portata acqua di rubinetto in brocca, quando mangiate fuori: non siete
obbligati a prendere acqua in bottiglia. Io faccio sempre cos; non per risparmiare (il prezzo dell'acqua
bassissimo), ma per evitare di aumentare il volume dei rifiuti.

Succhi di frutta
La spremuta non economica - cosa che sorprendente, quando si pensa a quante arance ci sono
(soprattutto in inverno) - ma ha un ottimo sapore. Potete comprare succhi di frutta nei contenitori di
tetrapack, ma anche questi non hanno un basso prezzo.

Caff greco
Che non vi sfugga di chiamare il caff greco caff turco, anche se la stessa cosa! Contrariamente a quanto
si crede, non necessariamente un caff dolce. Caff greco un nome generico. Quando se ne ordina uno,
si indica, con un nome specifico, quanto zuccherato lo si vuole: skto significa senza zucchero; mtrio
significa mediamente zuccherato e glik significa dolce (molto). ancora la bevanda preferita nel
tradizionale kafeno; ma, nei locali pi alla moda, stato soppiantato dall'espresso, dal cappuccino e dal
caff filtrato.

Birra
La birra non , decisamente, una bevanda cretese, ma diventata popolare. Ne potete trovare ovunque. Le
marche greche principali che conosco (o le birre prodotte in Grecia con licenza del marchio) sono la Amstel,
la Heineken, l'Alfa e la Mythos. Sono tutte buone e, chiaramente, una questione di gusti. Potete comprare
anche birre d'importazione, ma sono pi costose.

Vino
Il vino cretese non , di solito, industriale e, quindi, raramente imbottigliato. Tradizionalmente, non esiste
vino rosso o bianco: di un colore marrone dorato, con un contenuto in alcol piuttosto alto (13-14%), simile
cio al porto o allo cherry. Che vi piaccia o no, una qustione di gusti e, ovviamente, la qualit dipende
anche da dove lo bevete. Questo vino decisamente a buon prezzo, il che non significa cattivo.
Esistono anche vini prodotti e imbottigliati a Creta, con sempre pi produttori e cooperative che producono
vini di buona qualit.
Di ottima qualit, per, solitamente prodotto in altri posti, come Nussa, il cui vino paragonabile al
bordeaux.
Anche se lo potete trovare nella maggior parte dei ristoranti, il retsna (vino bianco secco resinato ndt) non
un vino tradizionale cretese e, quindi, non viene prodotto a Creta.

Alcolici
L'ouzo (si pronuncia uso ndt) NON una bevanda cretese, ma, naturalmente, lo potete trovare ovunque.
Anche se, in genere, lo si consuma diluito con acqua, si degusta anche liscio.
L'alcolico forte di Creta si chiama rak o tsikoudi (o tspuro sul continente), un distillato di vinacce,
raccolte solitamente dopo la torchiatura; in pratica la stessa cosa della grappa. un alcolico forte e pulito,
il che significa che vi ci potete ubriacare facilmente, ma vi sentirete pressoch umani il giorno dopo. Viene
servito ovunque, come bibita di benvenuto, o per pasteggiare.
Una sua rara tipologia si chiama murnorak ed un distillato di more di gelso. decisamente forte, ma
molto buono, anche se quasi impossibile trovarne da comprare.
Le spiagge e le localit costiere migliori

Le spiagge ad ovest di Chani


Una lunga spiaggia sabbiosa si estende ad ovest di Chani, per molti chilometri. Un tempo disabitato, questo
tratto di costa diventato quello che concentra pi turisti, nella parte ovest di Creta. Le comunit (non
possono in verit essere chiamati paesi) di Stals, Agha Marna e Platanis formano una lunga succesione
di hotel, appartamenti vacanza, bar, locali dove mangiare e negozi turistici. Le spiagge sono belle, ma
affollate.

Georgipolis
Georghipolis e laltra lunga (9 Km) spiaggia sabbiosa sulla costa nord, stanno seguendo lo stesso destino
delle spiagge ad ovest di Chani: un hotel dopo laltro, costruito tra la strada nazionale e la spiaggia. Alcuni
tratti di spiaggia, in particolare lestremit orientale, sono ancora particolarmente tranquilli.

Falassarna
Sulla costa ovest di Creta, Falassarna una bella spiaggia, con un bel mare (qualificatosi secondo in Grecia,
per la purezza delle sue acque, nel 1999). Sono spuntati anche qui ombrelloni e tutto ci che li accompagna.
Ancora realmente un bel posto, se potete evitare di andarci in giorni troppo ventosi.

Gramvssa
Gramvssa o, pi precisamente il tratto da Tigni a Blos - che lestremit della penisola pi ad ovest di
Creta - stato, per lungo tempo, un posto praticamente segreto, accessibile solo con unimbarcazione
privata o dopo un lungo cammino. Acque magiche, turchesi, lagune, spiagge di pura finissima sabbia
bianca.
La sua scoperta da un numero sempre maggiore di visitatori e la migliorata accessibilit (un servizio regolare
di traghetti e una strada sterrata in buone condizioni, che conduce vicino alla spiaggia) ha portato molti rifiuti
(e ratti). Inoltre, sulle rocce, facile trovare catrame (e non poco). ancora un posto stupendo in primavera,
prima che i rifiuti si accumulino.

Sghia
La spiaggia di Sghia, anche se di ciottoli, una delle spiagge migliori, per diversi motivi: lunga 1200 m; si
trova nei pressi di un piccolo paese; non mai affollata; non ci sono ombrelloni (anche se gli abitanti di
Sghia hanno premurosamente provveduto a fornire la spiaggia di alcune docce); il nudismo tollerato su
un grande tratto di spiaggia, che, come il mare, sono molto puliti; lambiente circostante bello; i ciottoli sono
piccoli a sufficienza, affinch non sia scomodo sdraiarcisi. Di pi su questo posto qui.

Palechora

Palechora diversa da molti villaggi della costa sud-occidentale, poich un paese esteso, dove i cretesi
vivono e lavorano tutto lanno.
diventata famosa anche per gli stranieri al tempo degli hippy, negli anni Settanta. Oggiogiorno, molti pi
visitatori vengono a passare le vacanze qui, ma, in generale, sono ancora turisti solitari, a cui non piace il
turismo di massa.
Il paese non bello, ma la sua lunga spiaggia sabbiosa magnifica (e spesso ventosa); c una vasta
offerta di hotel, camere in affitto, ristoranti e bar.
Elafonisi
Situato nellangolo sud-occidentale di Creta, Elafonsi stato per molto tempo un segreto ben protetto:
acque turchesi e cristalline, sabbia fine di color rosso corallo e di color rosa e... nessuno allorizzonte. Oggi,
imbarcazioni e pullman lo raggiungono ogni giorno; sulla spiaggia sono allineati gli ombrelloni e latmosfera
dincanto se n andata.

Plakis e dintorni
Negli ultimi due decenni, Plakis cresciuto enormemente, trasformandosi, da piccolo paese di pescatori, in
meta di vacanze tutto-compreso. Le vicine localit come Damnni - un tempo soffiate da addetti ai lavori -
hanno fatto o stanno facendo la stessa fine. A qualcuno ancora Plakis piace, probabilmente grazie
allambiente naturale circostante, da fotografia.

La guida completa alle Gole di Samari - 1a parte

Periodi di apertura delle Gole di Samari


Il Parco Nazionale di Samari ha tradizionalmente, sempre aperto al pubblico agli inizi di maggio. Negli ultimi
anni, per, stato spesso possibile visitarlo gi in aprile, entrandovi dalla parte bassa. L'apertura delle gole
dipende, naturalmente, dal tempo e dal lavoro necessario per renderne nuovamente agibile il sentiero, dopo
le piogge invernali. Di conseguenza, pu variare da poco prima del primo maggio, al primo maggio, o anche
leggermente pi tardi (se il tempo brutto, o i lavori di ripristino sono tardivi). La chiusura delle gole avviene
alla fine di ottobre.

Samari: miti da sfatare


La maggior parte di quello che stato scritto riguardo Samari proviene dalla stessa fonte bibliografica. Ci
significa che gli stessi errori sono stati ripetuti quasi ovunque, per molti anni.
Dunque, per prima cosa, mettiamo alcuni puntini sulle i:

Le gole di Samari non sono lunghe 18 Km: i 18 Km si riferiscono alla distanza tra l'abitato di Omals, sul
fianco nord dell'altopiano, ed il paese di Agha Rumli. Le gole sono lunghe 16 Km; iniziano ad un altitudine
di 1250 m slm e vi accompagnano fino sulla riva del Mar Libico, ad Agha Rumli. Il percorso attraverso il
Parco Nazionale di Samari di 13 Km, ma bisogna percorrerne altri 3 dall'uscita del Parco Nazionale fino
ad Agha Rumli, per un totale, quindi, di 16 Km.

Il passaggio molto stretto che si trova circa alla fine della gola, viene spesso denominato Le Porte di
Ferro. Nessuno degli abitanti che un tempo risiedevano a Samari (piccolo paese ora disabitato, all'interno
dell'omonimo parco nazionale ndt) sa perch il posto sia stato, ad un tratto, definito cos. La gente del posto,
infatti, lo ha sempre chiamato Prtes (che, come dice la parola lasciata dagli occupatori veneziani - ndt. -
significa, appunto, porte), ma del ferro nemmeno traccia!

stato detto che quelle di Samari sono le gole pi lunghe d'Europa. Non ne sono certo. Da quello che
so, le gole di Verdon, nel sud della Francia, sono lunghe poco pi di 20 Km. Di analoga lunghezza sono
anche quelle di Tripit, ad est delle gole di Samari, ma che, contrariamente ad esse, nessuno conosce.

Le gole di Samari si trovano all'interno dell'omonimo parco nazionale, sulle catena delle Montagne Bianche
(Lefk ri), nella parte ovest di Creta. Il parco gestito dal Dipartimento Risorse Forestali della provincia di
Chani. Le gole, solitamente, sono aperte solo dagli inizi di maggio, fino alla fine di ottobre. In inverno, la
quantit di acqua rende la gola pericolosa ed il sentiero non percorribile. La gola pu essere chiusa anche in
giorni di pioggia, nel caso venga ritenuta troppo pericolosa, per eventuale caduta massi.

Il biglietto per accedere al parco di 5,00 euro (gratis per i bambini ed i ragazzi fino ai 15 anni; a met
prezzo per gli studenti).

Perch i 5 euro di biglietto?


Sul sentiero, vengono effettuati lavori di manutenzione ed in condizioni decisamente migliori rispetto ai
normali sentieri di Creta.
Lungo la via, ci sono guardiaparco (in contatto radio tra loro), che vi possono aiutare in caso di infortunio o
di problemi in genere.
Un medico (in teoria) di stanza nel villaggio abbandonato di Samari.
Lungo il sentiero, ci sono sorgenti ben tenute e, cos, non necessario che portiate con voi molta acqua.
Ci sono toilette in pi punti e numerosi cestini porta-rifiuti. Troverete sorprendentemente poca spazzatura,
rispetto alla quantit di visitatori giornalieri.
Riceverete anche una serie di regole, per proteggere e rispettare il parco e per rendere l'esperienza di
ognuno sicura e gradevole.
Le gole sono aperte solo durante il giorno. Se desiderate iniziare la camminata nel pomeriggio, vi sar
permesso arrivare solo fino ad un certo punto. I guardiaparco si vogliono assicurare che chiunque sia
entrato, esca prima che faccia biuo. Questo il motivo per cui vi domandano di mostrare il biglietto all'uscita:
ci (apparentemente) permette loro di sapere se qualche visitatore si trova ancora nel parco, durante la
notte.
Qual il periodo migliore per percorrere le gole?

Il problema di Samari l'affollamento. Le gole sono diventate un must delle vacanze a Creta e si contano
pi di 2000 visitatori al giorno, nei giorni di grande affluenza (clicca qui: statistica dei visitatori).
Se avete la sfortuna di aver scelto uno di questi giorni, l'atmosfera non sar delle migliori. Partire, per,
all'alba (prima, cio, dell'arrivo dei pullman turistici), vi dar un po' di vantaggio. possibile trovare
una buona sistemazione (anche a buon mercato) a Omals.
Il primo pullman turistico arriva circa alle 7.30 am e, da quest'ora in poi, un flusso ininterrotto di pullman,
fino alle 11.00 am.
Potete iniziare a percorrere il sentiero alle 12.00, non ci saranno molte persone; ma, molto probabilmente,
dovrete poi trascorrere la notte ad Agha Rumli, poich l'ultimo traghetto sar gi partito, quando voi
arriverete.

Per quanto riguarda il miglior periodo dell'anno per visitare le gole, la primavera: la temperatura non
ancora salita e la vegetazione all'apice. Il periodo peggiore nel mezzo dell'estate, durante un'ondata di
calore: lasciate perdere e tornate in un momento migliore!

Come arrivarci

Se ci andate con la vostra auto, non una gran buona scelta, perch sarete obbligati a ritornare a prenderla
a Omals.

In alternativa, ci sono i pullman del servizio pubblico (autolinea KTEL), con corse da Chani a Omals, ogni
mattina (solo quando le gole sono aperte al pubblico). Arrivati ad Agha Rumli, ritornate con il ferry
boat a Chra Sfakon (o Sghia e Palechora se preferite, anche se l'autolinea non collega queste due
localit a Chani) e prendete la corsa serale della KTEL, per Chani.

Se non siete soli, perch non condividere un taxi per Omals? Il costo, da Chani, di 70 euro (prezzi del
2015) per un numero da uno, a quattro viaggiatori.

Il modo pi comune di fare la gola, quello di prenotare un'escursione organizzata. Lo si pu fare dalla
maggior parte delle localit turistiche della costa nord (alcuni vengono addirittura da ghios Niklaos, cosa
che non vi consiglio vista la distanza, che comporterebbe una gita di quasi 24 ore!). La gita organizzata offre
alcuni vantaggi: vi vengono a prendere e vi riportano al vostro albergo; i pullman hanno l'aria condizionata (il
che non sempre detto nel caso del servizio pubblico) ed avete una guida. Ci, ovviamente, non significa
che dovete camminare in gruppo: ognuno pu camminare con il suo passo e ci si ritrova ad una determinata
ora, in un determinato posto, ad Agha Rumli. Queste gite non sono molto costose.

Cosa portare con s


Una bottiglia d'acqua o una borraccia, che potete riempire nuovamente lungo il percorso;
crema solare e cappello, soprattutto per la parte finale del percorso, che offre poca ombra;
buone scarpe. Non devono necessariamente essere scarponcini da trekking o hiking; ma non contribuirete
molto al vostro divertimento, con scarpe da tennis o sandali;
qualcosa da mangiare: non ci sono posti dove potete comprarne, all'interno del parco nazionale;
un maglioncino per la mattina presto: pu essere freddo a 1200 m;
cerotti, (anche) in caso di vesciche ai piedi.
Il tipo di terreno
Sassi, sassi e ancora sassi! Il terreno , pricipalmente, pietroso; ma varia. All'inizio, il sentiero lastricato
(anche se le lastre non sono regolari); in altri tratti, pi come un sentiero terroso nel bosco. Arrivati nel letto
del fiume, camminate soprattutto su ciottoli (che stancano la pianta del piede). Inoltre, dovete attraversare il
fiume almeno una dozzina di volte, a volte su piccoli ponti di legno; ma, pi spesso, camminando su massi e
pietre. Questi ultimi sono stati posti a intervalli strategici, per facilitare la camminata; nonostante ci, bisogna
avere una certa sicurezza nei piedi. L'unico sentiero facile quello di quando si lascia il limite meridionale
del parco nazionale: piano e non ci sono sassi; non c', per, nemmeno ombra e quindi, gli ultimi 3 Km
possono essere veramente stancanti per il gran caldo, in estate.

Tempi di percorrenza e difficolt del percorso


Per un percorso di 16 Km su terreno piano, ci vogliono almeno 3 ore, camminando con passo veloce. In
teoria, ci dovrebbe essere piuttosto facile nelle gole di Samari, dal momento che la maggior parte
dell'escursione in discesa. Io le ho attraversate in due ore, in giorni in cui avevo decisamente fretta. Se non
conoscete la via e non siete abituati a camminare su sentieri di Creta (anche se questo uno decisamente
buono, per gli standard dell'isola), dovete calcolare che i tempi di percorrenza saranno molto pi lunghi. Una
previsione attendibile sono le 4 ore circa, anche se alcuni avranno bisogno di un po' pi di tempo, soprattutto
se ritardano a coprire i primi 2 Km, che sono molto ripidi e richiedono un po' di esperienza e ginocchia forti,
per andare di buon passo. Aggiungete a questo tempo il resto, per ammirare il panorama e scattare
fotografie e arriviamo a circa 6 o 7 ore, per tutta la camminata.
Il sentiero lungo e pu essere ripido, ma non difficile. Nonostante ci, tutti i giorni ci sono escursionisti
che incontrano problemi o finiscono per avere un'esperienza non piacevole. I fattori pi comuni che
contribuiscono a ci sono:

persone che non fanno mai alcun esercizio fisico e vogliono che il loro corpo all'improvviso non protesti,
percorrendo 16 Km di terreno irregolare;
scarpe non adatte, che causano dolore ai piedi o vesciche;
problemi con il caldo (in estate);
problemi alle ginocchia, che si presentano nel ripido tratto iniziale e non hanno il tempo di migliorare
nemmeno dopo che lo sforzo terminato.

Le gole di Samari - Descrizione del percorso a piedi

Il punto di partenza del percorso a piedi attraverso le gole di Samari a Xilskalo e coincide anche con
l'entrata al parco nazionale.
Il toponimo Xilskalo significa scala di legno ed dovuto al fatto che, in passato, gli abitanti della zona,
avevano costruito una sorta di scala di legno appunto (gradoni fatti con tronchi d'albero, scavando un
passaggio nella roccia), in modo da entrare ed uscire pi facilmente dalla gola. La sua entrata, infatti, cos
ripida che avrebbe dovuto essere scalata.
Al giorno d'oggi, un sentiero scosceso, di lastre di pietra scende per i primi 2 Km; protetto da un parapetto
in legno per evitare incidenti. Comunque, dovrete camminare con cautela, poich il grande numero di
visitatori ha reso queste lastre di pietra lisce e scivolose. In base alla mia esperienza, posso affermare che la
maggior parte degli incidenti avviene proprio lungo questi primi due chilometri. Da sottolineare, inoltre, che
questo tratto iniziale della camminata faticoso per le ginocchia.
Dal momento che l'altitudine a Xilskalo di 1250 m slm e la maggior parte del percorso all'ombra, il caldo
non un problema, perlomeno all'inizio. In realt, se arrivate presto la mattina, pu darsi che abbiate anche
un po' di freddo.

Dopo circa 1,7 Km (i 13 Km attraverso il parco nazionale sono segnalati da cippi chilometrici ogni
chilomentro), arriverete al primo luogo di sosta attrezzato, con la sorgente di Nertsiko, all'ombra di grandi
platani.
Da questo punto in poi, la discesa diventa meno ripida e raggiunge gradualmente il fondovalle. Continuando
a camminare all'ombra, attraverserete il letto del fiume (molto probabilmente non troverete affatto acqua) due
o tre volte, fino a raggiungere un affluente (con pochissima acqua). Dopo pochi minuti di cammino, arrivate
al luogo di sosta di ghios Niklaos, con servizi igienici e stazione guardiaparchi. Questa zona, intorno alla
chiesetta di San Nicola, degna di menzione per due motivi: i resti del tempio di Apollo e i folti cipressi, di
un'et di ben 2000 (!) anni - i pi antichi, ma anche i pi alti di Creta. Fino al luogo di sosta di ghios
Niklaos, avete camminato per 4 Km.

Da qui a Samari ci sono altri 3,5 Km, durante i quali attraverserete pi volte il letto del fiume e passerete da
due sorgenti, dove potrete riempire le vostre borracce. Questo un tratto di percorso facile, con sentiero in
piano, regolare e all'ombra. Dopo essere saliti di poco e aver camminato sopra il livello del fiume, scenderete
ancora nel suo letto e dopo qualche centinaia di metri di cammino, varcato il ponte in legno sulla vostra
sinistra, arriverete al villaggio di Samari. Qui dove sosta la maggior parte degli escursionisti; ci sono
panchine, ombra, una stazione guardiaparchi e il pronto soccorso (dove, solitamente, c' anche il medico).
Se avete qualsiasi problema, non esitate ad andarci: non ce ne sar un'altro e il servizio gratuito.
Fate un giro intorno al villaggio abbandonato. Se camminate senza fare troppo rumore, pu anche darsi che
intravediate qualche kri-kri (capra cretese: Capra aegagrus creticus ndt), in particolare quelli giovani, nella
parte alta del paese. Sono abituati alle persone e non sono molto timidi.
Il mio consiglio di non fermarsi per pi di mezz'ora - a meno che non siate degli escursionisti esperti;
diversamente, le gambe cominceranno ad irrigidirsi e troverete difficile ricominciare a camminare.

Il villaggio di Samari stato abitato fino al 1962, anno in cui fu creato il parco nazionale e gli abitanti furono
costretti ad andarsene. Fu abitato per migliaia di anni da taglialegna (ci sono resti di segherie nella gola) e
venne usato anche come rifugio dai ribelli cretesi che lottavano contro il dominio turco. Durante l'inverno non
si pu accedere ad Agha Rumli attraverso la gola, a causa della grande quantit di acqua nel fiume e, in
passato, c'era solo un difficile sentiero di montagna, che conduceva da Samari al mare. Quindi, quando
sarete seduti a riposarvi nel paese (probabilmente affollato) di Samari, ripensate a come doveva essere la
vita per queste persone.

Per continuare la camminata, dovete attraversare nuovamente il ponte e girare a sinistra. Meno di mezz'ora
dopo, rientrerete nel letto del fiume: questo l'inizio della gola vera e propria. Nel punto in cui scendete nel
letto del fiume, troverete un segnale attenzione: caduta massi. Il pericolo che cadano sassi pi o meno
grandi (da un'altezza di 500 m!) reale, soprattutto quando soffia vento forte o ha piovuto recentemente.
Ovviamente, c' ben poco che possiate fare (e i casi sono stati rari); ma potete prevenire l'incidente o
minimizzarne il pericolo, non fermandovi a riposare proprio sotto le pareti a strapiombo.

Per l'ora successiva (o due, dipende dal vostro passo), camminerete principalmente nel letto del fiume (pu
essere stancante per i piedi, soprattutto se le suole delle vostre scarpe sono sottili), attraversandolo pi
volte, su massi o ponti di ripiego. Le pareti verticali si ergono maestose: indiscutibilmente, questo il tratto
del percorso pi suggestivo.

All'undicesimo chilometro, arriverete alla radura di Christs, dove trovate l'ultima sorgente. Pochi minuti
dopo, arrivate alle Porte, la parte pi famosa della gola, dove le pareti sono verticali, alte e vicinissime tra
loro. Penso che sia uno dei posti pi fotografati di Creta! Personalmente, lo trovo meno suggestivo che il
tratto di gola tra l'ottavo ed il decimo chilomentro. Preparatevi: spesso c' da rallentare per passare questo
punto cos stretto - specialmente se arrivate intorno a mezzogiorno - perch ci sono visitatori che vengono a
vederlo anche da Agha Rumli.

Appena passate le Porte, la gola si allarga notevolmente e, dopo altri 2 Km, arriverete alla stazione
guardiaparchi (dove dovete restituire la matrice del biglietto), sarete fuori dal parco nazionale e incontrerete il
vecchio paese di Agha Rumli. Esso fu distrutto da un'alluvione negli anni Cinquanta e, adesso, restano
principalmente case in rovina - che, in questi ultimi anni, per, cominciano ad essere ricostruite.

Da qui in poi, il sentiero molto facile: piano e senza sassi - ma anche senza ombra. Se ci andate in estate
sul mezzogiorno, pu essere veramente molto caldo. Presto, per, vedrete il mare davanti a voi, arriverete al
nuovo paese di Agha Rumli e al mare ristoratore.

Chania

Si dice che Chani sia una delle pi antiche citt del mondo ancora abitate. Pu essere vero oppure no, ma
un dato di fatto che esiste da 5000 anni. Oggi, una citt grande e rumorosa, ma, appena sarete entrati
nel centro storico e avrete camminato per le sue strade strette ed i suoi vicoli, laltmosfera cambier e
diventer carica di storia.
I monumenti di maggiore rilievo sono gli edifici e le fortificazioni veneziane, ma anche il mercato coperto.

Vale decisamente la pena di visitare il museo archeologicoed il museo marittimo.

Chani offre anche buone opportunit per lo shopping, piacevoli caff e molti buoni ristoranti.

Rthimno

Rthimno una citt leggermente pi piccola di Chani; ma sta crescendo rapidamente, diventando,
purtroppo, un centro urbano brutto e tentacolare. Nonostante ci, il centro storico ed i vicoli che danno sul
lungomare la fanno competere con Chani, per il titolo della citt pi bella di Creta.

Rispetto a Chani, a Rthimno sono rimaste un maggior numero di case e minareti del periodo turco, anche
se la maggioranza delle abitazioni del centro storico appartengono al periodo veneziano. Rthimno offre
anche una lunga spiaggia sabbiosa, che inizia praticamente in centro e si estende verso est. Inutile dirlo,
lungo questa spiaggia sono allineati hotel, ristoranti, caff e tutto ci che di turistico li accompagna.

Creta inesplorata

Creta pi di un isola, un continente meraviglioso. La particolarit del suo territorio, la variet dei suoi
paesaggi, le straordinariet delle sue vicende storiche, loriginalit della sua cucina e il carattere fiero dei
suoi abitanti la rendono unesperienza unica rispetto a tutto il resto della Grecia. Creta pi di una terra
antica, quella che Enea chiamava la Gran Madre. La sua civilt era fiorente e raffinata gi 4600 anni fa,
quando calpesterete le pietre delle citt minoiche, sfigurate da guerre furiose e terremoti tremendi, pensate
anche che il Colosseo ha solo 2000 anni, la Muraglia Cinese 1800, Chichen Itza 1400, Angkor 1200 e Machu
Picchu 600. Creta non unisola facile da visitare e, in un certo senso, resta sempre un mistero, come il suo
famoso Labirinto. A dispetto del turismo di massa che la frequenta, conserva luoghi stupefacenti, magie
inaudite e una cultura autentica che possono ancora riservare emozioni da terra inesplorata: forse per
questo che desideriamo ancora tornarci. Questo racconto il frutto di pi viaggi a Creta, non vi troverete
le notizie che, agevolmente, potete leggere sulle numerose guide turistiche dedicate allisola e neppure
recensioni su hotel o studios che, facilmente, potete trovare nei siti specializzati. Questo racconto parler
dei luoghi e degli appuntamenti imperdibili con qualche dritta per viverli al meglio; questo racconto
parler di luoghi meno noti, di dettagli e sfumature che potranno dare unimpronta particolare al vostro
viaggio; parler delle persone, dei profumi e delle luci, che, pi di tanti libri ed opuscoli, ci hanno rivelato
lessenza di Creta. Questo racconto dedicato a chiunque voglia andare o tornare a Creta, sia ai viaggiatori
indipendenti e determinati a scoprirla, viverla ed apprezzarla fino in fondo con un viaggio itinerante, sia a
coloro che, non volendo rinunciare ad una comoda vacanza di mare, desiderano comunque fare qualche
piacevole escursione. Questo racconto un viaggio di 3 settimane per lintera isola, articolato in brevi
capitoli, in modo che possiate anche spezzarlo e ricomporlo, seguendo la vostra ispirazione, interesse e
curiosit, in viaggi pi brevi, 1 o 2 settimane, o semplicemente utilizzarlo per singole escursioni da dove
avrete scelto di soggiornare.

MA ORA IN VIAGGIO!
Prendete in mano una cartina di Creta ed osservatela: 300 km circa di lunghezza e una larghezza che varia
fra i 60 Km della zona centrale e i 15 km della valle che collega Ierapetra al golfo di Mirabello; tre altissime
catene montuose, i Monti Bianchi ad ovest, il massiccio del Monte Ida al centro e i Monti Dikti a est, tutti oltre
i 2.000 mt e a picco sulla costa meridionale; il nord dellisola, piuttosto pianeggiante, percorso da est ad
ovest da una sorta di autostrada che collega le citt principali, i porti e gli aeroporti; un fitto reticolo di
tortuose strade che scendono a pettine da nord a sud scavalcando intrepide i monti. Questa Creta. Risulta
evidente che pensare di visitarla tutta facendo base in un solo posto e spostarsi ogni giorno in auto una
vera follia, passereste la vacanza in macchina, su e gi per le valli, correndo in continuazione, arrivando alle
spiagge pi belle nei momenti peggiori e rinunciando alla magia che alcuni luoghi esprimono in modo
indescrivibile al tramonto, alle prime luci del mattino o sotto un mantello di stelle. Se acquistate un pacchetto
turistico con soggiorno in resort, quindi opportuno visitare e godere il pi possibile delle zone pi vicine e
lasciar perdere quelle pi lontane, se invece siete viaggiatori indipendenti, la cosa migliore da fare
spostarsi, cambiare spesso dimora accorciando il pi possibile il raggio di esplorazione e costruire il proprio
itinerario strada facendo, decidendo di giorno in giorno dove fermarsi di pi e dove di meno. Creta ha una
ampia offerta di alberghi, studios, rooms-to-let e campeggi, anche nel mese di agosto non vi sar difficile
trovare una sistemazione anche negli angoli pi remoti. In ogni caso, qualunque cosa decidiate di fare, sono
certa che troverete la vostra Creta inesplorata, perch quello che ciascuno di noi vede, non mai stato visto
da nessun altro, perch ogni viaggio a Creta unico e irripetibile. Ecco dunque il nostro viaggio, la nostra
Creta inesplorata che, tappa dopo tappa, continua a farci battere il cuore

LITINERARIO

Il nostro viaggio parte dalloccidente di Creta, zona che non pu lasciare indifferente anche il turista pi
incallito e merita da sola un viaggio. E la regione dei Monti Bianchi e della nobile Chani, delle caraibiche
spiagge Elafnissos e Ghramvousa, delle celebri Gole di Samari, di antichi monasteri e citt misteriose
abbandonate dalla notte dei tempi. Si passa poi allo stretto tratto di isola incastonato fra i Monti Bianchi e il
Monte Ida, una zona che riserva grande variet di paesaggi, luoghi mitici e molte sorprese. E la regione
delle spettacolari e vergini Gole di Aradena, di tre spiagge affascinanti e del tutto differenti fra loro, Preveli,
Triopetra e Agios Pavlos, di un romantico castello sulla sabbia, di antiche roccaforti monastiche e della
suggestiva Rethimno. Costeggiando le boscose pendici del Monte Ida si scende quindi verso gli antichi
palazzi minoici di Festo e Agia Triada, la citt di Gorthina e il magnifico tramonto di Matala. Si corre quindi
verso lestremo oriente di Creta, una zona dal fascino arcano ed africano, molto diversa da tutto il resto
dellisola. E la zona della foresta di palme di Vai, delle assolate e deserte spiagge di Xerocambos, della Valle
dei Morti di Zakos e della grande, magnifica icona di Moni Toplou. Da Sitia la strada corre poi veloce sulla
costa settentrionale con brevi soste lungo il Golfo di Mirabello e Eluonda. Il viaggio si chiude con Iraklion, il
suo Museo Archeologico e la visita alla citt dei miti, Knosso.
LA SOLITARIA SOUGIA
Arrivare direttamente nellOccidente di Creta pi facile di quanto si possa immaginare. Sui cataloghi di
alcuni tour operator potete trovare allettanti pacchetti in resort non lontani da Chani, ma se siete viaggiatori
indipendenti potete utilizzare due comode porte di ingresso, il porto e laeroporto di Chani, e scegliere di
visitare questa zona come preferite: con un vostro mezzo (auto o moto) via mare, o con una formula fly and
drive. Il porto si trova a 7 Km a est, nel sobborgo di Souda: ogni mattina allalba arriva la nave che parte dal
Pireo alle 21.00 ed ogni sera alle 20.00 una nave salpa per il Pireo. Laeroporto si trova invece a 14 Km a
est, al centro della penisola di Akrotri, e, oltre alle compagnie di bandiera greca, vi fanno scalo compagnie
low-cost come Ryanair. Il nostro viaggio inizia da qui, alle 5.30 sbarchiamo dalla nave al porto di Souda.
Come al solito siamo gli ultimi a scendere, il garage ormai vuoto, sleghiamo la moto e prendiamo il viale
alberato che porta a Chani. Buio pesto, profumo di pane, qualche kafenion gi aperto o non ancora chiuso.
Ancora un po addormentati ci sfugge la deviazione per Omals e cos finiamo dritti nelle strette vie a ridosso
delle mura dove gli ambulanti stanno montando i loro banchetti per il mercato. Con non poche difficolt ci
liberiamo dal confuso intrico di mezzi, uomini, animali e bancarelle, e riusciamo ad imboccare la strada
giusta. Attraversiamo i famosi aranceti poi la strada inizia a salire, non c in giro anima viva. Le cime dei
Monti Bianchi, innevate fino a giugno, sono ancora avvolte da nuvole, il sole schiarisce appena il cielo con
pennellate rosa e malva. Ci fermiamo al passo sotto il Monte Tourli, quota 1.000, che divide i due versanti
dellisola: solo noi ed un gregge di capre, fa un freddo boia. Finalmente il sole scavalca le vette e rompe le
nubi, uno spettacolo magnifico, il paesaggio erompe in tutta la sua bellezza e solennit. Discendiamo per i
30 Km che ci separano da Sougia, una delle localit balneari pi gradevoli di tutta lisola, che sar il nostro
primo campo base. Sougia un piccolo paese sulla costa sud, giusto una settantina di Km sotto Chani, ed
ha conservato intatta la sua tranquillit grazie al fatto di essere una zona di interesse archeologico con
severi limiti a costruire, e grazie alla sua posizione, proprio ai piedi dei Monti Bianchi, che la rende
raggiungibile per mezzo di una sola e tortuosa strada non agevole per i pullman turistici. Ci non toglie che vi
possiate trovare buone sistemazioni in piccoli alberghi, studios e rooms, taverne eccellenti, bar e un fornito
market. Se cercate in zona una localit pi vivace ed animata potreste scegliere la non
lontana Paleochora, una cittadina a tutti gli effetti, molto pi attrezzata, collegata e frequentata. Le sue case
sono letteralmente incastrate su una stretta penisola che si stende fra una spiaggia sabbiosa, attrezzata,
bordata di tamerici, molto spesso ventosa, ed una stretta spiaggia di ciottoli, bruttina, soffocata dalle case,
che termina con il porticciolo. Avrete i servizi ma non avrete i silenzi, la spiaggia e il mare di Sougia. Forse
per questo a noi Paleochora non era piaciuta e non ci siamo pi tornati. Ma eccoci invece nuovamente
a Sougia. Alle 8.00 del mattino la grande mezzaluna della spiaggia ci accoglie inondata di luce, il mare,
riparato dagli alti monti, una tavola argentea. Facciamo colazione in un locale che sta sistemando le sedie
sulla strada alberata di tamerici che costeggia la spiaggia: il caff ci scalda lo stomaco e il sole le ossa.
Prendiamo alloggio da Ririka Rooms, le camere sono piuttosto piccole ma non manca nulla, la nostra al
piano terra, sul giardinetto pieno di piante e fiori da cui si contempla il mare. La spiaggia di Sougia
immensa e il suo caldo ciottolino multicolore, dopo la notte in traghetto, il materasso pi comodo che
potessimo desiderare. Verso est, dove la spiaggia si allarga e confina con una zona alberata, c un piccolo
insediamento di camperisti e campeggiatori, alcuni occupano anche le grotte e le rientranze delle rocce,
davanti alle quali creano graziosi recinti di pietre e piccoli nuraghi. Quando la spiaggia sembra finire, c
invece un passaggio verso una seconda spiaggia, pi piccola e riparata, con ampie caverne che offrono
ombra ed un mare spettacolare. Nel tardo pomeriggio i fianchi dei Monti Bianchi, che si infilano dritti nel
mare, diventano quasi vermigli e dalle cime scende, puntuale ogni giorno, un fresco vento che accarezza la
spiaggia e corre poi veloce verso lorizzonte marino. Ririka una anziana signora dai capelli argentati e
pettinati con cura, come la maggior parte delle donne greche anziane scende al mare al tramonto, si
immerge lentamente nel suo mare, tutte le sere, quasi con rispetto, ma con visibile piacere. La prima notte di
Creta ci accoglie con un cielo stellato impressionante, la via Lattea sembra una lunga sciarpa bianca su cui
brillano gli enormi diamanti di Altair, Vega e Deneb. Ci perdiamo in tanta immensit, eppure abbiamo la
sensazione di esser tornati a casa. LE CIME DEI MONTI BIANCHI

La mattina ci godiamo ancora il mare nella spiaggetta pi orientale che, fino a mezzogiorno, deserta. Nel
pomeriggio saliamo ai Monti Bianchi, o Lefka Ori, come li chiamano qui. Rieccoci al passo del Monte
Tourli, poi prendiamo un bella strada che, tutta a quota 1.000 con ampi panorami sul Mar Libico, porta in 13
Km a Omals. Questo altipiano bellissimo, un vero paesaggio montano ma inondato dalla calda luce
mediterranea; i pascoli sono ampi e grandi greggi di pecore si muovono lenti sotto la sorveglianza dei cani e
dei pastori, tutto intorno, come una corona brillante, le alte cime dei Monti Bianchi che superano tutte i 2.500
mt. Saliamo fino al rifugio di Xiloskalo, quota 1.600, e fa proprio freddo, ma lo spettacolo della Gola di
Samaria sotto di noi sempre da mozzafiato. Creta ha molte gole spettacolari e suggestive dove si pu
assaporare latmosfera sospesa e solenne delle sue montagne, le Gole di Samaria sono quelle pi
conosciute e celebrate. Il pomeriggio Xiloscalo deserta, puoi sentire leco della tua voce rimandata dal
Monte Gingilos, i falchi roteano alti negli ultimi bagliori dorati prima che cali lombra nella valle e le cime si
tingano di rosa. Ci fermiamo al bar panoramico, ancora reduce della consueta invasione mattutina, il suono
di una lira cretese, lento e struggente, accompagna la nostra estatica contemplazione. Ridiscendiamo verso
Sougia e a 5 km prima del mare facciamo una breve deviazione, ancora in salita,
verso Koustogerako,patria di ribelli ad oltranza, n i turchi n i tedeschi riuscirono mai ad espugnare il loro
nido daquila. Un posto proprio fuori dal mondo dominato dal picco di 1.980 mt del Monte Psilafi. Il paese si
racconta in due parole: 2 kafenion molto spartani, con il fornello a gas e i bricchi di alluminio, 10 semplici
case raccolte intorno ad uno spiazzo erboso, tutto qui. Una donna chiama le sue pecore con un lamento
antico e loro accorrono a balzi belando allegre. Seduta fuori dalla sua casetta, una novantenne, vestita di
nero ed illuminata da uno spicchio di sole tiepido, ci saluta con un sorriso. Al nostro rispondere, mi fa segno
di sederle accanto e parte con una raffica di domande di cui ne comprendo ben poche, ma lei comunque
soddisfatta di quel poco che capisco e rispondo: l di turisti ne capitano ben pochi e non vuole proprio
rinunciare a questa conversazione. Mentre mi racconta che ci vede poco, che le duole la schiena e sente
sempre freddo alle gambe, Aldo ci punta addosso la macchina fotografica e lei, fulminea, si tira su dritta e
fiera, raccoglie i lembi del tipico fazzoletto, lo zeberi, che porta sulle testa e lo sistema in un attimo alla
maniera cretese: una vera guerrigliera sfakiota. La saluto con un bacio e mi riempio i polmoni del suo intenso
profumo di erba e sapone.

LINCANTO DI LISSOS
Lissos era una antica citt dellepoca classica, fiorente fino al X secolo d.C., aveva un porto vivace,
utilizzato dalla vicina Elyros, e un Santuario di Asclepio in cui si praticavano terapie termali grazia ad una
fonte minerale miracolosa. Dal X secolo al 1957 nessuno sapeva pi che esistesse, e ancora oggi pochi
sanno che esiste. Di buon ora ci incamminiamo, la strada la conosciamo bene, imbocchiamo sicuri il
canalone alle spalle del porticciolo di Sougia e percorriamo la boscosa gola, passiamo sotto lalta rupe che si
protende ad arco sopra di noi con la solita emozione: un passaggio sempre impressionante. Quindi
saliamo sul crinale sinistro per superare la collina. Finalmente eccoci, dallalto compare lincantata baia di
Lissos, con la mezzaluna bianca della sua spiaggia e le sue rovine. Dopo gli scavi del 1957, che hanno
portato alla luce diverse statue e il Santuario di Asclepio, il luogo stato del tutto abbandonato, c solo un
capanno con un guardiano di capre e di scavi. Dallalto non vi sar difficile individuare la vasta citt sulla
collina di fronte a voi e nella valle, fra i cespugli, la zona del Santuario, le fondamenta delle case, del teatro e
delle terme. Scendiamo veloci verso gli scavi e ci infiliamo fra le rovine. Gli splendidi mosaici del Santuario di
Asclepio sono l davanti a noi, n il sole n le sterpaglie hanno potuto annientarne la grazia e i colori. Pi a
valle, vicino al capanno del guardiano e sotto le frasche, gorgoglia ancora la miracolosa fonte dalle propriet
terapeutiche, fresca e dal sapore ferroso. Ci sediamo allombra e mangiamo qualche carruba che pende dal
un albero, andiamo a visitare le due chiesette e poi ci tuffiamo nellacqua turchese per un bagno
rinfrescante. Sulla scogliera che chiude la baia ad occidente sono visibilissime, come nel porticciolo di
Sougia, le linee scavate dal mare a vari livelli, che testimoniamo il lento sollevamento di questa parte di isola
nel corso dei secoli. Mentre ci godiamo la solitudine e lincanto di questa solitaria baia, arrivano alla
spicciolata alcuni escursionisti inglesi che si raggruppano sulla spiaggia, chiaramente in attesa di una barca.
Arriva un grande motoscafo, Captain George, il poliedrico gestore del mini-market, commerciante,
motociclista, motonauta, organizzatore di escursioni, affittacamere, affabulatore: un uomo molto aperto e
simpatico, una fonte inesauribile di informazioni per ogni vostra necessit. Vista la coincidenza, questa volta
evitiamo di fare anche il ritorno a piedi e gli chiediamo un passaggio per il ritorno, che, volentieri ci concede.I
TRAMONTI STRUGGENTI DI FALASARNA

La nostra seconda tappa alla base della penisola pi occidentale di Creta, Gramvousa. Da qui si pu
agevolmente andare a Chani o raggiungere tre luoghi fra i pi spettacolari dellisola: le chilometriche
spiagge di Falasarna, la laguna di Elafonissi e la selvaggia penisola di Gramvousa con la baia di Balos.
Come campo base per questa zona suggeriamo due alternative, entrambe valide. La prima soggiornare
a Kissamos, o Kastelli che dir si voglia, una cittadina rurale e vivace, affacciata sullampio golfo delimitato
dalle penisole di Rodopi e Gramvssa che, come due sentinelle, vigilano il suo porto e i traghetti che
arrivano da Gythio nel Peloponneso. A Kissamos sostano pochi turisti ma ha un buon sito web su cui
scegliere la sistemazione che pi aggrada. La sera, potrete respirare una atmosfera veramente autentica
cenando insieme ai locali nelle ottime taverne del paese o in quelle affacciate sulla spiaggia che propongono
ottimi piatti di pesce e saporite verdure appena colte. Sulla piazza principale, in un bel palazzo turco-
veneziano, merita una visita anche il piccolo Museo Archeologico. In fondo alla spiaggia, in localit Nopigia,
appena dopo lomonimo campeggio, c un teatro allaperto, rivolto al mare come quelli dellantica Grecia,
dove, nei giorni di Ferragosto, si tiene una importante manifestazione di musica e danze cretesi, bellissima e
per nulla turistica, in onore del Chaniotico Sirt che nato proprio qui. Una sera abbiamo anche avuto modo
di assistere ad un corteo nunziale. Nel pieno rispetto delle regole della tradizione secolare cretese, gli sposi
e la maggior parte degli invitati erano in abito tradizionale e a dorso di mulo: non dimenticheremo lincedere
fiero degli uomini con i vracha infilati negli stivaloni di cuoio nero, le nere reti con le frange annodate sul
capo, le camice nere e i coltelli dargento nei cinturoni, i fucili lustri, gli spari in aria in segno di festa. Se
invece vi affascina lidea di soggiornare in un isolato e tranquillo studios con una bella terrazza panoramica
da cui godere struggenti e magici tramonti, da Kissamos dovete prendere la strada per Platanose poi
scendere verso Falsarna. Arrivando, le numerose serre, costruite nella zona pianeggiante del primo tratto
di litorale, disturbano il colpo docchio che si pu avere dallalto, ma, una volta scesi, le serre svaniscono nel
nulla e resta una sorta di altopiano assolato qua e la punteggiato di case. In questa zona non esiste un
villaggio vero e proprio ma soltanto grandi case sparse che affittano studios e rooms; ci sono diverse taverne
vicino al mare, molto frequentate a pranzo dai turisti di passaggio, mentre la sera sono deserte e poco
fornite, se non chiuse; la sera, a Falsarna, c un silenzio assoluto, rotto solo dal soffiare dei gufi, nelle notti
senza luna buio pesto, le stelle le puoi toccare, non c illuminazione pubblica e se volete raggiungere a
piedi la taverna pi vicina dovete munirvi di torcia. La simpatica Anastasia, preavvisata telefonicamente il
giorno prima, ci ha riservato nei suoi Anastasia-Stathis Rooms una stanza al piano superiore, ampia e
luminosa, da ogni finestra si vede il mare, e il terrazzo enorme. Sotto di noi c una coppia di settantenni
bolognesi che ci stanno 3 mesi allanno. Molliamo tutto e scendiamo a piedi sulla spiaggia, una delle migliori
di Creta. Una lunghissima ed ampia distesa sabbiosa, divisa in mille calette da propaggini rocciose, una
sabbia finissima dalle sfumature rosate ed un mare tiepido striato di azzurro e turchese. Non avete che
limbarazzo della scelta, talmente vasta che potete sbizzarrirvi fra le zone attrezzate gestite dalle taverne e
le zone nature, ciascuno trover la sicuramente la sua spiaggia. Nellora pi calda ci rifugiamo sotto la
pergola di una taverna e ci perdiamo nel luccichio del mare che qui sembra immenso e benigno. Sul tardi
prendiamo la moto ed andiamo fino in fondo alla strada e continuiamo sullo sterrato che porta alle rovine
della antica citt di Falsarna. Il fascino di questo luogo inaudito, forse per il fatto che una volta si trovava
sul mare mentre oggi, per effetto dellinnalzamento della costa occidentale di Creta, tutto allasciutto e il
suo porticciolo sembra smarrito con i moli battuti dal vento e non dalle onde, con i fori per le gomene delle
barche che danno ricovero alle lucertole. Verso il tramonto, le sue imponenti mura di tufo giallo sembrano
cingere letere e il suo grande trono di pietra dominare lo spazio. Sotto una tettoia sono visibili gli scavi che
hanno portato alla luce una stanza da bagno, di qualche millennio fa, ben intonacata e attrezzata con quattro
magnifiche vasche di terracotta. Questo un posto ci sembra sempre magico, per tanti motivi, e ci restiamo
fino al tramonto. Per la cena risaliamo la strada verso Platanias e ci fermiamo dal nostro Zacharias che inizia
a chiacchierare e ad elencare tutte le leccornie che ha preparato oggi la sua mamma: fiori di zucchine
ripieni, melanzane al formaggio, capra al limone e un irrinunciabile galatoboureko. Alla fine ci offre anguria e
melone e beviamo insieme un buon bicchierino di rak.I MIRAGGI DI ELAFONISSI

Elafonissi troppo conosciuta, visitata, fotografata e facile da conquistare per avere segreti. Per
raggiungerla, chi arriva da Chani, poco prima di Kissamos, prende solitamente la deviazione per Toplia
che sicuramente la via pi rapida ma la meno attraente. Noi, da Platanos, prendiamo invece la bella
strada costiera che passa da Sfinari, molto panoramica, frequentata pi da capre che da automezzi. Le
innumerevoli curve, attraverso una serie di minuscoli paesi poco o nulla abitati, ci riportano sulla strada
principale appena prima del Monastero di Crisoskalitissa. Qui il paesaggio diviene improvvisamente piatto, le
montagne restano alle spalle e la strada continua verso sud correndo su un pianoro roccioso. Elafonissi la
vedrete da lontano, sfumata come un miraggio. Allestremit meridionale della costa occidentale, proprio
sullo spigolo dellisola, c questa lunga, ampia, immensa distesa di sabbia, separata dallisolotto di Elafonisi
da un breve tratto di mare con lacqua cos bassa che potete tranquillamente guadare senza che vi superi la
coscia. Questo isolotto coperto di dune e macchia mediterranea ed abbastanza lungo per rompersi in
tante belle calette. I colori di Elafonissi sono unici: la sabbia chiarissima e la battigia colorata di vivido
rosa da minuscoli frammenti corallini, il mare cangia continuamente e sembra dipinto a larghe pennellate nei
toni pi chiari che lazzurro possa offrire. Il riverbero della distesa sabbiosa, il leggero vapore che sale
dallacqua bassa, la polvere sollevata dal vento e la luce diafana vi daranno proprio limmagine di un
miraggio. Ma tanto incanto rotto da troppa gente, sempre ed ovunque. Essendo raggiungibile da una
comoda strada asfaltata che arriva fin sulla spiaggia, arrivandovi pullman turistici ed autobus di linea nonch
barche dalla vicina Paleochora, non la troverete mai deserta, tenete poi presente che anche facile preda
dei camperisti che colonizzano stabilmente i pochi alberi della spiaggia, organizzano festose tavolate,
scaricano dai loro mezzi lettini prendisole, canotti e canoe. Ma data la sua vastit, arrivando presto, potreste
conquistare una caletta sullisolotto, anche se vi sar difficile difendere a lungo il vostro angolo di paradiso.
Tutto questo non vi deve per far rinunciare ad Elafonissi e a passeggiare nelle sue basse acque multicolori.
Noi ci passiamo ancora una volta tutta la mattina, poi, appena incalza il caldo e la gente, ci ritiriamo sulla
collina, nella tranquilla e defilata taverna dove avevamo fatto sosta altre volte. Da questa posizione rialzata,
sotto lombra della pergola e con una fresca fetta di anguria in mano, contempliamo ancora una volta, rapiti,
il miraggio di Elafonissi: quass non arriva il vociare dei bagnanti, ma solo il suo respiro caldo, le figure
umane non si vedono, non sono che minuscoli ed ondeggianti puntini, annullati ed assorbiti dallimmensit
delle sfumature rosa-azzurre.

Prima di rientrare ci fermiamo al Monastero di Chrisoskalitissa, un edificio abbarbicato ad uno sperone


roccioso che si alza sul mare per 35 metri. La chiesa nel punto pi alto e domina un bel panorama, per
accedervi occorre salire una bianca e stretta scalinata. Il nome del monastero, molto bello e musicale,
legato proprio a questa scala. Se ci andate al tramonto, quando i raggi del sole entrano dritti dalla porta a
volta che chiude la scala, vi sembrer di salire verso il cielo, se non verso il Paradiso. La leggenda popolare
vuole che le anime pure possono vedere i suoi scalini doro: chriso skali, appunto. Il Monastero della scala
dorata, a dispetto del suo nome, non ha ricchezze da esibire, ancora abitato da qualche monaca che tiene
in ordine la chiesa, coltiva il magro orto, vende e confeziona souvenir per i turisti di passaggio nei mesi estivi.
Pensate anche a loro, tornando dalla spiaggia, acquistate qualcosa o accendete una candela lasciando una
piccola offerta.

GRAMVOSA SELVAGGIA
Gramvousa e la Baia di Balos: un tempo erano gioielli nascosti raggiunti da pochi, ora sono una meta
imperdibile e ben reclamizzata. Comunque sia, a nostro avviso, restano uno dei luoghi pi belli al mondo. La
prima volta che mi sono affacciata dalla alta rupe che domina il Golfo di Gramvousa e la Baia di Balos ne
sono rimasta folgorata, non riuscivo a credere a tanta bellezza, avrei voluto rimanere l per sempre, un
brivido persistente di emozione mi inchiodava su quelle rocce e mi legava per sempre a questo luogo. Allora
non cera lo spiazzo per il parcheggio con la cantinetta che vende le bibite e lo sterrato spariva allimprovviso
fra le sterpaglie, non cera il sentiero a gradoni per scendere e bisognava indovinare i passaggi prendendo
spunto dalle capre (e il problema era poi risalire...), gi non cera la taverna ma una baracca di guardiani di
capre e pescatori che improvvisavano qualcosa (se cerano) e da Kissamos non arrivava nessuna barca
carica di turisti. La magia di quel tempo resta solo nei ricordi, ma anche oggi c la possibilit di assaporare
ancora questo luogo in tutta la sua bellezza ed apprezzarne il fascino selvaggio. Per prima cosa non fatevi
spaventare dallo sterrato che si deve percorrere, in qualche punto davvero malconcio e potrebbe venirvi la
tentazione di tornare indietro, ma non desistete, piano piano lo si percorre anche con una normale
automobile, se non ha un assetto troppo ribassato. Il premio per laudacia e la pazienza saranno i bei
panorami che la stessa penisola di Gramvousa gi vi offrir lungo il percorso ma, alla fine. poter soprattutto
contemplare la baia di Balos dallalto, cosa che non sarebbe possibile arrivando in barca. Seconda cosa,
andateci al mattino prestissimo, prima che potete, troverete solo quelli che vi hanno passato la notte e
potrete godere, per tutta la mattina, di un vero paradiso: i primi turisti che arrivano con le barche partono
Kissamos verso le 10.30, fanno una tappa alla fortezza di Gramvousa e, anche con mare buono, non ce la
fanno ad arrivare prima di mezzogiorno. Terza cosa, se vi sentite un po wild, armatevi di tenda e sacco a
pelo e restateci la notte: non temete, non sarete i soli ed ora c anche la presenza rassicurante della
taverna, lunica accortezza che dovrete avere quella di non lasciar nulla in balia delle capre. Ma anche se
siete degli irriducibili pigroni e decidete di andarci in barca, andateci, non rinunciate a questo spettacolo della
natura. Ma torniamo a noi. Lasciato il mezzo sullo spiazzo adibito a parcheggio si individua subito il sentiero
da seguire ma, appena questo accenner a curvare verso sinistra, abbandonatelo e andate dritti verso nord,
finirete sulla rupe che domina tutta la Baia ed avrete la pi ampia e bella visuale: resterete senza parole,
credetemi. Lo sguardo spazier su un immenso scenario da film. Alla vostra destra come due navi pirata
pietrificate, vedrete galleggiare le isole Agria Gramvousa, selvaggio regno di capre, e Imeri Gramvousa,
con la sua fortezza inespugnabile scenario di lotte furibonde, identificata anche come la mitica residenza del
dio dei venti Eolo. Dritto davanti a voi il panettone roccioso di Balos, un isolotto collegato alla costa da una
stretta barriera di scogli appena affioranti che hanno permesso la formazione di una meravigliosa spiaggia
sabbiosa e una laguna turchese dallacqua cristallina e bassissima in cui potrete sdraiarvi. Alla vostra sinistra
e dietro di voi i picchi aguzzi del Monte Geroskinos, 700 mt di altezza, le cui ripide pendici, scivolando
veloci verso il mare, riescono comunque a trattenere, fra i radi ed ostinati cespugli, le fragili dune di sabbia
su cui scorrazzano mandrie di capre. Montiamo la nostra tendina azzurra e ci abbandoniamo al paradiso. A
proposito, sulla spiaggia di Balos non ci sono attrezzature e non c ombra di alcun tipo, dopo mezzogiorno
inizia a fare davvero caldo, anche lacqua del mare diventa caldissima, non fate neppure eccessivo conto
sulla taverna in fondo alla spiaggia: in alta stagione pu finire le scorte, in bassa stagione potreste trovarla
chiusa. Insomma, attrezzatevi secondo le vostre esigenze e passerete momenti magnifici.I GIOIELLI DI
CHANIA

Qualunque sar il vostro itinerario nelloccidente di Creta, Chani rester un passaggio obbligato e quindi
potrete decidere di visitarla a vostro piacimento, ma non tralasciate di visitarla: la citt pi bella dellisola.
Se non volete spostare il vostro campo base dalla zona Kissamos, potete andare a Chani in unoretta, ci
sono 40 Km di strada buona e veloce; se avete per deciso di tornare a casa partendo da Chani potreste
riservarle almeno lultimo giorno di vacanza, soggiornando magari in citt oppure nella zona di Souda-Kalami
se desiderate avere il mare a disposizione. In ogni caso, a met strada fra Kissamos e Chani, alla base
della Penisola di Rodopi, non dovete lasciarvi sfuggire una sosta a Moni Gonis, il Monastero dellAngolo,
che deve il suo nome proprio alla posizione. Questo Monastero una vera fortezza e le sue mura vi
racconteranno molto della storia di Creta e del ruolo determinante che hanno avuto i monasteri nella
resistenza allimpero ottomano. La palla di cannone rimasta infissa nei bastioni rivolti al mare non lascia
dubbi. Cercate di andarci la domenica o quando c una funzione, molto probabilmente sarete i soli turisti e
sar unesperienza emozionante, non solo per la suggestiva distribuzione rituale del pane al termine della
funzione, ma soprattutto per levidente devozione dei fedeli che saranno visibilmente felici di dividerlo con
voi. Da Moni Goni a Chani la strada un susseguirsi di brutture turistiche: Maleme, Gerani, Platanias,
Agia Marina. Una tonnara di posti anonimi per un turismo anonimo, negozi traboccanti di scemenze,
ristoranti con piatti standardizzati e schedati in tutte le lingue, pitte e souvlaki fotografati in versione fast-food,
persino un grande ristorante costruito ad immagine e somiglianza del palazzo di Knosso... Anche spiagge e
mare non sono granch. Arrivati a Chani, invece, si subito preda della sua vivacit e del suo caos
levantino: i negozi, di qualunque tipo, espongono le loro merci allesterno intralciando il passaggio, auto e
moto vanno dove e come gli pare infischiandosene di semafori e divieti, le indicazioni non sono il massimo
della chiarezza. Avvicinatevi il pi possibile alla citt vecchia, ben delimitata dalle mura, e cercate di
parcheggiare nella zona del Mercato Alimentare che il miglior punto di partenza per visitare la citt. Il
centro storico molto caratteristico e ricco di punti di interesse culturali, negozietti molto ricercati e glamour
fanno la felicit degli amanti dello shopping, i men delle eccellenti taverne stuzzicano lappetito: Chani
piacer a tutti e rappresenter una piacevole pausa alla routine balneare. Qualche suggerimento? Il Mercato
Alimentare coperto, a nostro avviso uno dei pi affascinanti del mediterraneo, ricorda un po il Mercato
Orientale di Genova, quello della zona turca di Nicosia o quello di Marsiglia, da cui stato proprio preso
spunto. Entrando nel grande edificio a croce greca, subito sarete colpiti dal piccante mix di profumi e aromi
che si sprigiona dai banchi di erbe aromatiche, poi sarete incuriositi dalle caratteristiche grida di richiamo dei
negozianti, quindi vi perderete nella variet delle merci. Qui ci sono pi di 70 negozi alimentari e troverete di
tutto, dalle olive ai saponi, dalle carni ai formaggi, dai vini alle erbe medicinali, dai cesti di frutta ai souvenir.
Ma la particolarit di questo mercato la presenza al suo interno di kafenion e rosticcerie molto frequentate
dai locali, incuranti del fatto che il loro mercato sia diventato anche una attrazione turistica. Nel quartiere
Ebreo di Evraiki trovate il Museo Archeologico, un vero gioiello irrinunciabile, meriterebbe una visita gi
solo la sua location, allinterno della imponente chiesa veneziana del convento di San Francesco trasformata
in moschea da Yussuf Pasci. La preziosa raccolta documenta la storia della regione di Chani dal neolitico
- minoico allet romana ed espone reperti veramente raffinati. Fra tutti, in una vetrinetta, vi segnaliamo un
piccolo sigillo che ci ha veramente emozionato: rappresenta un dio, un re o un demone, in piedi sulla torre
pi alta di una citt, si tratta praticamente una fotografia di secoli fa, una istantanea di una citt scomparsa!
Non meno emozionante un giocattolo di argilla dellottavo secolo a.C. Le Mura Veneziane, quelle occidentali
sono le meglio conservate, salite sui bastioni della Fortezza di Firkas che chiude il porto sul lato opposto al
fotografatissimo Faro Veneziano. Questo un angolo della citt molto bello, si respira il profumo intenso del
mare e della storia, nei giorni di mare mosso magnifico. Incastrato fra il porto e le mura trovate il quartiere
Mussulmano di Topanas:un dedalo di viuzze, belle case restaurate e cortili nascosti, giardini segreti e
portoni scolpiti, anche se colonizzato da negozi e ristoranti, anche se lo trovate affollato di gente, resta
bellissimo. Fra la Moschea dei Giannizzeri e il Grandi Arsenali si stende il nobilequartiere Veneziano di
Kasteli con i suoi principali monumenti e i suoi bei palazzi che costeggiano in prima fila tutta lansa del
porto. La stramba e bassa moschea conferisce un connotato esotico alla citt e ne rappresenta ormai un
simbolo. I grandi Arsenali testimoniano il grande passato commerciale de La Canea ma degli originari 23 ne
restano solo 9, alcuni ancora utilizzati come arsenali, altri, restaurati, come sedi di mostre. Il quartiere
popolare di Splatzia molto diverso dagli altri e meno frequentato dai turisti: le sue case e le vie selciate
sono state restaurate nel corso degli anni e creano bei passeggi pedonali, lontano dalla, folla, intorno ad un
minareto.LE PERLE DELLAKROTIRI

Se siete in zona ed avete ancora un po di tempo, una interessante escursione, decisamente fuori rotta, pu
essere lAkrotiri, la penisola tondeggiante e piatta su cui c laeroporto. Qui non ci sono bellezze naturali e
il paesaggio , anzi, piuttosto desolato; i paesi sono bruttini e le strade confuse; ci sono poche, piccole e
modeste spiagge, anche la mitica Stavrs, resa immortale dal sirtaki ballato da Antony Quinn nel celebre
film Zorba il Greco ed un tempo bellissima, non che lombra di se stessa. Perch allora venire allAkrotiri?
Tre monasteri bellissimi, fra i pi belli di Creta. Il Moni Agia Triada Zagarlon il primo che si incontra ed
forse il pi imponente di tutta lisola, un edificio monumentale e grandioso, lo si direbbe pi un palazzo
rinascimentale italiano che un monastero greco. Il complesso monastico ha anche tutta lattrezzatura di una
grande azienda agricola, frantoi e torchi per il vino, nonch un aranceto. Molto bello anche il paesaggio
circostante e il lungo viale di accesso bordato di altissimi cipressi. Da questo monastero, seguendo le
indicazioni ed attraversando un paesaggio aspro e roccioso, si arriva, dopo una stretta gola, al piccolo
altipiano su cui sorge il Moni Gouvernetou. Il suo aspetto massiccio di monastero fortezza, la sua austera
forma rettangolare, la squadrata torre angolare e le feritoie, ben si intonano al selvaggio paesaggio
circostante: quanto lontana sembra la frivolezza veneziana di Chani! Liscrizione sopra la porta di ingresso,
stretta la porta ed angusta la via che conduce alla vita, sembra scoraggiare; i monaci, al contrario, sono
molto ospitali e sono lieti di mostrarvi la loro grande chiesa, dedicata alla Signora degli Angeli, con una
facciata riccamente scolpita. Dal Gouvernetou parte poi un sentiero che porta in 10 minuti alla Grotta
dellOrso e alla sua piccola cappella dedicata alla Madonna dellOrso che ha sostituito con la sua icona la
venerata stalagmite dedicata al culto di Artemide. Continuando per altri 20 minuti, si arriva alle rovine
del Convento di San Giovanni, noto come il Moni Katolikou. Il percorso e il contesto naturale sono
suggestivi ed impressionanti, il monastero aggrappato a una scarpata, scavalcata da un ponte, nel cuore di
un paesaggio primordiale. Pare sia il convento pi antico di Creta e che San Giovanni Eremita stesso abbia
vissuto nella pi grande delle grotte che si aprono nella rupe, la chiesa stessa scavata nella roccia.
Qualche raro turista arriva anche qui, ma non molti.

GOLE DI SAMARI
Visto che le abbiamo nominate, interrompiamo un attimo il nostro viaggio e prima di lasciare la regione di
Chani apriamo questa doverosa parentesi nel caso voleste visitarle. La valle di Samaria si apre fra le ripide
pendici del Monte Volakis 2117 mt e del Monte Pchnes 2454 mt, proprio di fianco a Sougia. Il primo tratto
ampio, maestoso e solenne, la sua visione migliore la si ha dallalto, da Xiloskalo, soprattutto nel tardo
pomeriggio quando il sole colora di rosa le cime dei Monti Bianchi e lunico rumore il vento. Laltro punto
spettacolare alla fine delle Gole, le Porte di Ferro, dove alte pareti di roccia quasi si toccano, e il momento
migliore per vederle il primo mattino con i falchi Eleonora che volteggiano ancora indisturbati. Tutta larea,
dal 1962, dichiarata Parco Nazionale, pertanto si paga un ingresso, non si pu pernottarvi, tutto il percorso
attrezzato per un escursionismo in tutta sicurezza, considerato anche lelevato numero di visitatori che la
frequentano ogni stagione estiva. La forestale a tal proposito ha fatto diversi interventi istituendo postazioni
di pompieri e pronto soccorso, cestini per i rifiuti, wc, tavoli per pic-nic e pannelli informativi. Tutto ci toglie a
questo percorso il sapore selvaggio ma non la bellezza del luogo. Se soggiornate in hotel in zona Chani o
Rethymno e volete rompere la monotonia balneare con la visita alle Gole di Samari, il mezzo migliore per
farlo quello di affidarsi alle agenzie che offrono un pacchetto tutto compreso per i servizi di trasporto. Con
25 euro circa, verrete prelevati allalba nei pressi del vostro hotel e trasportati fino a Omalos, ripresi poi nel
pomeriggio ad Hora Sfakion e riportati a casa. A vostro carico rester il biglietto dingresso al parco, 6 euro, e
il biglietto del traghetto da Agia Roumeli ad Hora Sfanion, 10 euro. Chiaramente anche a Sougia o
Paleochora organizzano transfer per le Gole, non fate per conto sui dichiarati traghetti che collegherebbero
queste due localit ad Agia Roumeli: il percorso marino in questa direzione molto pi lungo, esposto ai
venti e pertanto pericoloso, spessissimo vengono sospesi o ci sono solo sulla carta. Affidarsi ad una agenzia
consente quindi di fare il percorso classico senza arrovellarsi il cervello con gli ipotetici orari dei bus pubblici
e loro inconvenienti. Va per detto che tale escursione, fatta in alta stagione, sconta un traffico da raccordo
anulare che pu rovinare lincanto di questo posto. Stando al clich di rito della Samaria Gorge Long Way, gli
escursionisti, e non immaginate quanti, partono tutti la mattina presto da Omals, pi o meno alla stessa ora,
si tuffano gi per il ripido sentiero di Xiloscalo, percorrono lampio fondovalle, attraversano le Porte di Ferro
ed arrivano al mare di Agia Roumeli, dopo circa 5 ore, nellora pi calda, pranzo, bagno e via sul battello per
Hora Sfakion dove li aspetta il pullman per tornare a casa. Questo non per lunico modo per visitare le
Gole. Volendo si pu fare anche il percorso al contrario, controcorrente, partendo dal mare nellora pi fresca
e salendo verso la montagna. C infine la possibilit della escursione cosiddetta Samaria Gorge Easy Way
che prevede, traghetto da Hora Sfakion a Agia Roumeli, percorso nellora pi fresca della giornata e con
poca fatica, solo 5 Km di cui i primi 2 pianeggianti, fino alle Porte di Ferro, si torna poi ad Agia Roumeli e si
prende il traghetto per Hora Sfakion. Comunque sia, fatte una volta, non avrete interesse a farle una
seconda. Se poi siete viaggiatori itineranti, allergici ai riti imposti dal turismo tam-tam e preferite riservare le
vostre energie per Gole pi selvagge e meno frequentate di cui parleremo poi, godrete meglio dei panorami
di Samaria in altro modo, con pi calma, e, forse, con maggior soddisfazione spezzandone i punti di vista
migliori durante il vostro viaggio. Una prima contemplazione la farete dallalto, recandovi a Xiloscalo nel
pomeriggio, come abbiamo sopra descritto. Una seconda contemplazione la farete dal basso, recandovi alle
Porte di Ferro di buon ora con il primo traghetto che parte da Hora Sfakion, per trasferirvi poi, ancora in
traghetto, a Luotro, trascorrere un incantevole pomeriggio di mare tornando a Hora Sfakion con lultima
corsa.RODAKINO E LA SPIAGGIA DEL CORVO

Riprendiamo il nostro viaggio: da Falasarna, via Chani, scendiamo per la strada che porta a sud attraverso i
bellissimi Farangi Imbrou, con le loro pareti di rocce colorate alte pi di 300 metri, fino a raggiungere Hora
Sfakion. Ricordate, farangi il termine che indica le gole, ogni volta che lo vedete scritto sulla cartina lo
spettacolo garantito. Il tratto di costa compreso fra Hora Sfakion e Agios Pavlos spesso molto ventoso:
alle sue spalle c una sorta di tavolato che va dai 1.500 ai 1.300 metri, incastrato fra la catena dei Monti
Bianchi a sinistra e il massiccio del Monte Ida a destra che superano entrambi i 2.500 metri, questo crea una
sorta di canale con effetto Venturi. La natura qui particolarmente bizzarra, ci sono strette gole incise
come rughe nella roccia, fiumi e ruscelli che scendono al mare nascosti da palmizi e impressionanti dune
marine. Proprio al centro di questo tratto di costa c il nostro nuovo campo base, Rodakino, un paesino da
nulla, proprio quattro case costruite nel punto in cui si incontrano tre strettissime gole che scendono ripide
dal Monte Krioneritis, il Monte delle Acque Fredde. Sotto il paese si apre la spiaggia di Koraka, il Corvo, una
bella distesa di sabbia grossa e ciotolini grigi, mare cristallino e profondo, qualche pensioncina, semplici
taverne e bar che mettono a disposizione lettini ed ombrelloni. Il posto molto tranquillo e frequentata solo
dai locali, qui trovate la taverna Arokaria e gli Apartments Kleanthi, con un orto amorevolmente coltivato e
verdi aiuole di profumata vlita. Kanakis una delle persone pi belle che abbiamo mai incontrato, schietto ed
intelligente, a volte tagliente, mai banale, asciutto come la sua terra, tenace e determinato come i suoi
antenati ribelli, un cuore sinceramente ospitale e naturalmente generoso. Nelle tranquille serate, passate con
lui a chiacchierare sotto le stelle, Creta ci entrata inesorabilmente nellanima. Ci accoglie subito con un
bicchierino di raki casalingo, fresco di frigo, fuoco ghiacciato nello stomaco vuoto; ci mostra il nostro
appartamento e ci lascia sistemare. Prima di pranzo, per festeggiare il nostro arrivo, brindiamo con un
secondo raki e, alla fine, alziamo ancora il bicchierino di raki, il terzo, con uno stin iassas in onore della
moglie, una cuoca eccezionale. Non proprio sobri, decidiamo di rinfrescarci le idee con un giretto fino
a Selli e un bagno alla sua bella spiaggia, Sudha, un riparato e nascosto angolo di sabbia contornato da
palme. Finiamo il pomeriggio con qualche acquisto a Plakis, la localit pi turistica della zona, molti alloggi,
ristoranti, bar e market, una lunga spiaggia, bella ma impraticabile nelle giornate di vento; preferiamo
decisamente la solitudine di Koraka, ma solo questione di gusti. Per la cena Kleanthi ha preparato un
ottimo stufato di capra e una baklava da antologia, ma il rosso Peza, vino corposo e profumato di ciliegia,
mette a ko gli ultimi neuroni lucidi: dormiremo benissimo.

LE AQUILE DI ARADENA
Hora Sfakion a 25 Km da Rodakino, una volta era la capitale dellorgogliosa regione diSfaki, oggi un
insieme disordinato di costruzioni al servizio del turismo di passaggio per le Gole di Samari. Da Hora
Sfakion ci sono diverse corse al giorno di barche dirette ad Agia Roumeli con sosta a Loutro, un
meraviglioso villaggio, raggiungibile solo via mare o a piedi dai monti retrostanti. Le sue case bianche sono
disposte a semicerchio intorno a una piccola spiaggia e il mare stupendo, da bagno memorabile. Ma oggi
ci lasciamo alle spalle il mare e il porticciolo di Hora Sfakion intasato dai pullman turistici e saliamo
velocemente verso Anopoli, Con 12 Km di tornanti si sale a quota 600 metri a picco sul mare e, curva dopo
curva, si conquista un paesaggio stupendo. Il versante meridionale dei Monti Bianchi, in questo punto
vicinissimi al mare, una sponda lucente, un grande specchio che riflette fasci di luce argentea sul buio Mar
Libico, qui si capisce perch questi Monti si chiamano Bianchi. Lungo tutto il percorso non troviamo un
mezzo motorizzato, nessun albero, solo nudi e chiari graniti, radi e bassi cespugli, in compenso capre
ovunque. Ci fermiamo nel punto pi alto a fotografare un simpatico gruppo di capre in bilico sulle rocce, mi
avvicino piano cercando di non spaventarle, arrivo quasi sul bordo del baratro e davanti a me, fulminea,
vicinissima, spiega le sue enormi ali unaquila, salendo dritta verso il cielo. Indimenticabile, una delle
esperienza pi intense della mia vita. Ormai le aquile sono una rarit anche a Creta, sempre meno sono i
luoghi solitari dove possono cacciare indisturbate. Anopoli ci accoglie con un buon profumo di pane, un paio
di anziani sfakioti, in abito tradizionale e stivaloni, ci osservano sornioni dal portico della semplice casa di
pietra. Il paesaggio in tutto e per tutto montano. La strada continua in quota fino ad Aradena, un paese
che stato collegato al resto del mondo solo nel 1986, quando venne costruito un ponte di ferro sopra il
baratro di 150 metri su cui si affacciano le case. Prima della costruzione del ponte, ad Aradena si arrivava
solo a piedi, scendendo un vecchio ciottolato lungo la sponda della gola e risalendo dallaltro lato. Il posto
da vedere. Il paese ormai praticamente abbandonato, ma ha una bellissima chiesa bizantina dedicata
allArcangelo Michele con una strana cupola e bei affreschi. La cosa che vi colpir maggiormente sar per
la bellezza della Gola di Aradena, una delle pi imponenti di Creta. Per quasi tutti i suoi 7 Km di lunghezza,
ha pareti lisce ed alte 100/150 metri, il percorso scende fino alla spiaggia di Finikas e, da questa, si arriva
brevemente con un sentiero a Loutro da cui torna a Hora Sfakion in traghetto. Qui non incontrerete guardie
forestali, aree per pic-nic e turisti, solo qualche temerario e una ruggente natura selvaggia. Attraversato, con
emozione, il ponte di ferro di Aradena, la strada continua ancora per 5 km fino ad Agios Ioannis, un piccolo
gruppo di case in mezzo ad un intenso profumo di pino. Torniamo a Rodakino
via Frangokastelo,constatando che la zona, rispetto ad un po di tempo fa, stata molto costruita ed
attrezzata turisticamente, venendo un po a mancare leffetto scenico ed onirico della solitaria fortezza fra
dune e canne piegate dal vento. Ma il sole, calando, crea ancora effetti magici fra le rovine del Castello e del
vicino convento abbandonato di S. Charalambos; la fantasia vola a sanguinose battaglie, pirati, armi
scintillanti, cannoni rombanti e stendardi polverosi. Stasera la taverna Arokaria tutta in agitazione, Kanakis
e Kleanthi corrono come dei pazzi dando ordini a destra e manca: domani gli stato commissionato un
pranzo importante per festeggiare un battesimo e gli ospiti saranno molti. Kanakis insieme ad altri uomini sta
sistemando tavoli e sedie, griglie e grossi pentoloni, Kleanthi sta preparando elaborati centrotavola con
ananas, uva, formaggio e polpettine di carne. La cucina pertanto chiusa.LOASI DI PREVELI

La mattina presto il profumo del nostro caff si mescola con quello che gi sale dai pentoloni che bollono nel
cortile. Mentre usciamo siamo subito invitati ad assaggiare il contenuto di una delle enormi pentole,
doverosamente accetto e sento che capra: col mio pezzo di carne in mano penso che il povero cane
incatenato ad una cuccia di latta sulla curva della strada oggi sar felice. Partiamo verso est e, dopo 27 Km,
arriviamo alla mitica spiaggia di Preveli, pi conosciuta come Palm Beach, una delle pi belle e fotografate
di Creta, e, conseguentemente, molto frequentata. Oltretutto non lontanissima da Rethimno, facilmente
raggiungibile in automobile, tramite un facile sterrato che termina ad un centinaio di metri dalla spiaggia, e
pure in barca da Plakias o Agia Galini da giugno a fine agosto. Il contesto paesaggistico innegabilmente
meraviglioso e vale la pena di arrivare la mattina presto per poterlo contemplare. Il fiume Megalopotamos
scende dai monti alle spalle della spiaggia, le gira pigramente attorno creando piscine naturali e una
verdissima oasi di palme ed oleandri, sfocia infine nel Mar Libico con unultima lenta curva; il litorale di
morbido ghiaietto, lacqua cristallina, intorno le rupi dei monasteri di Kato e Piso Preveli. Prima della
colonizzazione turistica doveva sicuramente dare limpressione del paradiso terrestre. Verso le due la
spiaggia piena di gente e il fiume brulica di pedal, ce ne andiamo alla taverna vicina al ponticello
veneziano di pietra che attraversa il fiume. Mentre tutti crogiolano al sole, saliamo ai monasteri. Kato Moni
Preveli quello pi in basso (kato), a strapiombo sulla valle, abbandonato, praticamente in rovina, le celle
hanno ancora i muti ma non i tetti. Allingresso, ad accogliere i visitatori, rimasta solo la fonte da cui sgorga
acqua fresca. Dopo 2 Km c Piso Moni Preveli, quello in alto (piso), grande ed ordinato, una vera cittadella
murata. Costruito intorno allanno 1000 e situato in un luogo idilliaco con splendida vista sul Mar Libico, fu
sede, come la maggior parte dei monasteri cretesi, della resistenza allimpero ottomano. Nel piccolo museo
del monastero potrete vedere, oltre a icone e oggetti preziosi, molte fotografie di monaci armati di tutto
punto, con stivaloni e fucili, pi simili a fieri guerriglieri che a pii eremiti. Ma al posto di questi monaci, duri e
combattivi, punto di riferimento per tutta la povera gente che, nei tempi difficili, cercava rifugio e conforto nei
monasteri, oggi ci sono monaci ben pasciuti ed inanellati, parlano un ottimo inglese e, fra uno sbadiglio e
laltro, osservano indifferenti lo sfilare di turisti e pellegrini. Tornando facciamo unultima sosta alla bella
spiaggia sabbiosa di Ammoudi, tranquilla e con molti alberi. Kanakis sfinito, nella taverna sembra sia
passato un ciclone, ma visibilmente soddisfatto della riuscita della festa. Si siede con noi e mentre
mangiamo ci racconta delle sue giornate fuori stagione, delle sue fughe in montagna, fra le forre selvagge, ci
parla dellintelligenza degli asini, che qui abbiamo visto girare liberi sia in paese che sulla spiaggia, ci parla
delle sue capre e delle propriet del dittamo, erba leggendaria e miracolosa. Quando gli diciamo che siamo
stati a Preveli si infiamma e ci racconta che, fino a 30 anni fa, il monastero viveva con la rendita delle sue
terre, faceva coltivare gli ulivi ed allevare bestiame, dava lavoro a molti uomini e le famiglie della zona
continuavano a vedere nel monastero il loro punto riferimento. Ora vive solo della rendita turistica, il biglietto
dingresso pagato dalle migliaia di turisti che lo visitano ogni anno assicura cospicue entrate, i monaci non
danno pi lavoro a nessuno, gli ulivi inselvatichiscono e muoiono, la terra e la gente si impoverita, molti se
ne sono andati.LA DUNA INFERNALE DI AGIOS PAVLOS

A Triopetra ed Agios Pavlos, qualsiasi cosa indichi la vostra cartina, lunico modo per arrivarci senza perdersi
sono le deviazioni dirette che scendono dal tratto di strada che collega Spili ad Agia Galini. Per Agios Pavlos
la deviazione pi comoda e diretta quella verso Saktouria che in 13 Km porta dritta, si fa per dire, al mare.
La spiaggia di Agios Pavlos forse la pi impressionante di Creta, le sue sabbie nere che partono dal mare
e finiscono sulla montagna sono una visione infernale che rimane impressa nella memoria. Insieme a
Gramvousa il luogo che ci ha lasciato le emozioni pi forti. La sua immensa e demoniaca duna un
enorme scivolo verso il Mar Libico e pare sia un miracolo della natura, si dice che continui, compatta, per
decine di metri verso le profondit marine. In effetti alla base della duna non si apre una vera e propria
spiaggia e la sabbia sembra proprio scivolare nellacqua senza interruzioni di sorta; il piccolo sentiero che
scende sulla duna piuttosto faticoso sia per il fatto che si sprofonda fin quasi al ginocchio, sia perch la
sabbia scura diventa rovente, soprattutto nel pomeriggio quando ora di risalire. La grande spiaggia
sabbiosa, che si apre oltre la duna, termina nel punto in cui ci sono tre grandi scogli nel mare, queste tre
grandi pietre segnano linizio della immensa spiaggia di Triopetra. Se non volete affrontare discesa e scalata
per la duna, potete dirigervi verso la spiaggia orientale di Agios Pavlos posizionata ad anfiteatro sotto le case
del minuscolo borgo, pi che altro costituito da piccole pensioni e taverne. La taverna storica della spiaggia
To Koutli (il cucchiaio), una volta era lunica e resta sempre un mito. Fra la strada principale e la spiaggia
di Triopetra c il Monte Sidrotas, un brullo monte di grigia roccia alto 1162 mt, quindi occorre fare i conti
con lui ed aggirarlo. Ci sono due possibilit: una deviare a Kissou Kambos e fare una strada un po
contorta, laltra, secondo noi migliore, da Akoumia che in 12 Km raggiunge il mare. In questa piccola zona
pianeggiante, che, volendo, si raggiunge anche dalla spiaggia di Preveli, ci sono anche altre spiagge, Agia
Fotini e Ligres, ma la pi bella resta Triopetra, molto, molto, molto difficile trovarla affollata anche in alta
stagione.

LATMOSFERA ESOTICA DI RETHYMNO


Oggi il vento forte, il mare sembra bollire e si alzano impressionanti mulinelli dacqua. Dalla spiaggia vola
via di tutto, ombrelloni, lettini, salviettoni, nulla resite, solo il grigio asinello Garibaldi che, come tutte mattine,
fa il suo giretto in spiaggia Nel canalone gli alberi gemono ma, non si sa come, resistono, le cicale tacciono
impaurite. Ci mettiamo in viaggio verso Rethymno per la strada che attraversa gli impressionanti Farangi
Kurtalitiko, gole davvero spettacolari in cui il vento ulula selvaggio. Vicino alla chiesetta di Agios Nikolaos
brillano le sorgenti del fiume Megalopotamos che scende al mare formando loasi di Preveli. Incredibilmente,
allo sbocco delle gole, il vento scompare e c la bonaccia pi totale. Tutte le strade dirette
a Rethymno convergono verso il suo centro, non si pu sbagliare; trovare poi una sistemazione a Rethymno
facilissimo, lofferta esuberante. Il centro storico molto raccolto, parcheggiate il vostro mezzo nella zona
del Giardino Comunale e Porta Guora, date unocchiata al vivace Mercato con le sue bancarelle di
formaggi, frutta, verdura e di corone di pane, poi proseguite a piedi, tutto a portata di mano. Rethymno
una citt molto affascinante, ha un porticciolo pittoresco con gli edifici che si specchiano nel mare, una
possente fortezza veneziana, un quartiere ottomano-veneziano quasi intatto, monumenti veneziani,
moschee e minareti. Il Porto Veneziano sicuramente lattrattiva principale, non cambiato molto dal 1300
ad oggi, la sera i tavolini dei ristoranti si illuminano di candele e lanterne creando mille riflessi sullacqua e
latmosfera molto suggestiva. Ma il meglio di s, il porticciolo, lo d la mattina presto, senza il fracasso dei
turisti, quando le barche dei pescatori scaricano il pesce, i negozianti sistemano le loro cose e le anatre
pinneggiano fra le barche in cerca di qualche pezzo di pane. Laltro posto da vedere sicuramente
la Fortezza, se volete essere soli lorario migliore dalla apertura alle 10. La colossale porta di ingresso
lunica apertura sulla citt. Le mura e i cammini di ronda sono in ottime condizioni, vale la pena di fare tutto il
percorso dietro i merli per godere di belle vedute sulla citt, il porto e la campagna circostante. La
costruzione pi interessante la moschea della fortezza, con linterno della cupola inusualmente ricoperto di
mosaico. Di fronte al portone della Fortezza, in un grande edificio di pietra che era la prigione turca, c il
piccolo Museo Archeologico. Raggiungendo Platia Petichaki si arriva al cuore della citt e del suo quartiere
Ottomano-Veneziano con le splendide case e i palazzi ornati da mille particolari architettonici che vi
affascineranno. La Fontana Raimondi, la Loggia Veneziana, le chiese e le moschee, i campanili e i
minareti, i negozietti artigianali di strumenti musicali e di coltelli, tutto qui raccolto. Qualsiasi strada
prendete come fare un viaggio nella storia, soprattutto la sera, quando la magica atmosfera di Rethymno vi
tiene in bilico fra oriente ed occidente. Le vie pedonali selciate si riempiono di tavolini molto curati, i colori si
accendono del riverbero rossastro di lumi e candele, laria profuma di gelsomino e di mare, i pensieri vagano
sospinti dalla musica insinuante della lira cretese, nata proprio in una delle botteghe di questo quartiere dove
ancora lavorano abili liutai. Ad una citt tanto bella non poteva certo mancare una spiaggia e la natura,
lavorando per migliaia di anni, ha regalato a Rethymno una meravigliosa spiaggia sabbiose, lunga 12 Km,
fra le pi belle dellisola. Purtroppo, luomo, in una trentina danni di frenetico lavoro, per la gioia dei turisti, ha
ornato tutta questa costa di alberghi, ristoranti, bar e discoteche, rooms to let e rent a car, e di qualsiasi
altra cosa vi venga in mente. Cos Rethymno si trovata congiunta con le vicine localit di Perivlia e
Platanis da un fitto e disordinato nastro di strutture turistiche di tutte le sorte e categorie. Eppure in mezzo
al bailamme dei ristoranti mediocri e kitsch di questa zona, facilmente riconoscibili dalle enormi liste in
plastica posizionate accanto agli ingressi, dai camerieri insistenti che ti invitano in dieci lingue diverse e dagli
improbabili arredi di gusto minoico o finto rustico, sopravvive ancora, quasi immutata, una delle pi
autentiche taverne cretesi fuori porta: da Zisi. Uscendo da Rethymno e percorrendo la vecchia provinciale
verso Platanis, in localit Missria, sulla destra dopo una grande chiesa e un vivaio, non noterete certo la
sua insegna greca Tou Zhsh nascosta dalle fronde degli alti eucalipti che costeggiano la strada, ma noterete
il suo ampio piazzale e lo schieramento di tavolini con tovaglie quadrettate, lo stuolo di camerieri, in camicia
bianca e pantaloni neri, affannati fra tavolate di rethymnesi in uscita serale con la famiglia. Sembra un posto
da due lire e vale un tesoro. Ce la consigli, 20 anni fa, un benzinaio e ricordiamo ancora quella sera: il
men ci viene recitato in greco alla velocit della luce, non capiamo nulla, entriamo in cucina. Su grandi
spedi stanno arrostendo enormi kokoretsi: frattaglie di agnello fasciate in intestini e arrostite allo spiedo,
viene servito a fette come un polpettone, il ripieno morbido e saporito e la fasciatura diventa come pasta
sfoglia. Non mancano i kontosuvli: pezzi di carne suina infilati sullo spiedo e arrostiti, la carne viene tagliata a
lama e servita in grossi pezzi dalla crosticina croccante. Insieme ai classici paidhakia, le costolette di
agnello, sfilano mille varianti di sutzukakia, polpette di carne e spezie, e keftedhakia, di sola carne.
Completano il men alcune specialit cretesi: Kleftiko, agnello cotto al forno con patate, formaggio di pecora
e verdure, Apakia, pezzettini di carne di maiale affumicata, conservati in salamoia con aceto e spezie, serviti
leggermente fritti, splinogardoumo, piccole salsicce ripiene di cervella. Il tutto accompagnato dai pi classici
tacos cretesi, ciambelle dorzo ammollate in acqua e condite con olio, aceto, sale, origano e pomodoro, che,
pare, aiutino la digestione (per fortuna!). A questo punto, sono gi passate quasi due settimane, se avete
esaurito il tempo a disposizione e dovete tornare verso casa, tenete presente che potreste imbarcarvi anche
a Rethymno il cui porto collegato al Pireo sia con traghetti tradizionali che veloci, oppure prendere laereo a
Chani 59 km o Iraklion 71 km. Il nostro viaggio continua.GLI EROI DI ARKADI E I BOSCHI DEL MONTE
IDA

La direzione sud est, attraverso una inusuale terra di mezzo, attraverso monti ed altipiani, molto lontano
dalla confusione della costa settentrionale. Il Monastero di Arkadi sulle pendici settentrionali del Monte
Ida, a una sola ventina di Km da Rethimno, e costituisce una delle classiche ed irrinunciabili escursioni per
chi soggiorna in questa zona. La strada pi veloce per arrivarci quella che parte da Platanis salendo
verso i paesini di Loutra Kyriana e Amnatos. Forse non il pi grande, il pi bello e il pi antico dei
monasteri di Creta ma, per i Cretesi, una sorta di santuario, un luogo sacro, lindiscusso simbolo della lotta
per la liberazione, per noi un luogo di indubbia suggestione. La battaglia feroce che vi si svolse e il
sacrificio di pi di 1000 persone fra ribelli, monaci, donne e bambini che arrivarono a farsi saltare in aria
dando fuoco alle munizioni, sono entrati nella storia e nella leggenda. Il piccolo museo pieno di cimeli e
ricordi di questo episodio di coraggio e determinatezza che ben fa luce sullindomito carattere cretese. Dopo
la totale distruzione da parte dei turchi stato fedelmente ricostruito e noi lo vediamo cos comera l8
novembre 1866 quando fu deciso che passasse alla storia. La bellezza del paesaggio circostante, la sua
architettura fortificata, la bella chiesa barocca che, entrando, vi appare stagliarsi luminosa contro il cielo, il
campaniletto con tre campane e la sua tragedia lo rendono il monastero pi visitato ed il primo della lista
delle escursioni organizzate: questo il suo unico difetto, sempre pieno di visitatori. Dal Monastero di Arkadi
prendiamo una bellissima scorciatoia, sterrata ma in buone condizioni e con poche asperit, che, puntando
dritta a sud, porta al paesino di Klisidi. Da qui si scende a Thronos che, ad onor del suo nome, se ne sta
seduto sulle pendici della montagna ad osservare le cime del Monte Ida e la bella valle di Amari, ricca di
chiese bizantine. In questo punto ci congiungiamo alla strada che da Rethymno conduce verso la vetta
del Monte Ida che con i suoi 2.450 metri il pi alto di Creta. Se non avete voglia di avventurarvi sullo
sterrato di Arkadi, partendo da Rethymno, la via pi veloce per arrivar sin qui andare a Spili, deviare poi
verso Gerakari e Amari, arrivare a Thronos e svoltare verso Kalogeros. Da qui inizia un affascinante
percorso, molto panoramico, intorno alle boscose pendici meridionali del Monte Ida che sar un vero
paradiso per i viaggiatori in cerca di posti autentici: un susseguirsi di paeselli tradizionali, conventi storici,
localit archeologiche sconosciute, bellissimi paesaggi montani e pochi, pochissimi turisti. Qui il paesaggio
cretese si esprime al meglio nella sua calma solennit e il suo autentico carattere tradizionale per nulla
turbato dalla tentazione del facile guadagno del turismo. Il percorso di 45 Km che va da Vistagi, un grande
villaggio di case imbiancate affacciate su un balcone naturale, fino a Zars, resta sempre in quota
abbastanza alta con splendide viste su ogni lato. Per gli appassionati di archeologia segnalo che 8 Km
dopo Platanos passerete per il villaggio di Kamares: nei suoi pressi c la famosa grotta della dea della
fertilit in cui furono rinvenuti gli splendidi vasi, con la particolare decorazione policroma su fondo nero che
da Kamares ha preso il nome, lasciati in dono dai signori di Festo nel 2000 a.C.. Prima di arrivare a Zaros si
incontrano poi le indicazioni per tre monasteri bizantini, Moni Valsamonero, un romantico rifugio di
pietra, Agiou Andoniou Vrondisiou, sede di una famosa scuola di pittura in epoca veneziana presso cui si
form Damaskins, il maestro di El Greco, e Agiou Nikolaou, che vanta bei affreschi, Zars invece
famosa per la le sue fonti e la sua acqua minerale, proprio quella che quotidianamente compare sulla vostra
tavola durante la vacanza. Vicino ad una di queste fonti c larea forestale di Votmos dove lacqua sorgiva
forma un laghetto in cui si specchiano le cime dei monti e dove possibile pranzare al fresco sui tavoli in
legno per pic-nic sistemati dalle guardie forestali. Lungo la strada che porta al laghetto ci sono anche diverse
taverne che reclamizzano le trote locali. Dopo la piacevole sosta montana a Zars si scende in 13 Km verso
la bionda e sonnolenta valle di Messara.

GLI SCAVI DI FESTO, AGIA TRIADA E GORTHINA


Gli antichi principi minoici, per costruire i loro palazzi e le loro ville non potevano che scegliere
limmensa piana di Messara, bagnata da due grandi fiumi e molti affluenti, ben protetta dai venti e baciata
dal sole tutto lanno, la pi fertile delle pianure di Creta. Questa valle gi un tempo generosa, ancora oggi
sfruttata fino allultima zolla, il suo clima eccezionale e le numerose, bruttissime, serre producono ortaggi 12
mesi allanno. I siti archeologici di Festo, Agia Triada e Ghortina sono piuttosto diversi fra loro, Festo un
grande palazzo minoico, Agia Traida una villa di svago minoica e Ghortina una grande e composita citt con
edifici molto stratificati. Le tre localit sono vicine fra loro e possono agevolmente essere visitate insieme, ma
se avete poco tempo e dovete sceglierne una, scegliete Festo. Festo sicuramente il sito pi affascinante e
suggestivo, soprattutto per la sua posizione rialzata di 100 mt sulla valle con il profilo del Monte Ida
sullorizzonte; se vi possibile, andateci nel tardo pomeriggio, quando il sole inizia la sua discesa verso il
Golfo di Messara tingendo doro il cielo e la piana. Gli scavi sono opera della scuola archeologica italiana e
sono stati condotti nel pi assoluto rispetto della tradizione conservativa e non ricostruttiva. Festo era gi
una citt nel 3000 a.C., il grande palazzo minoico del 1900 a.C. ben intuibile nel suo tracciato e la sua
Scala centrale, 12 lunghi gradini di pietra argento, sembra ascendere al cielo, insuperata in solennit e
regale magnificenza. Anche il sito di Agia Triada stato scavato dalla scuola italiana che vi individu una
principesca residenza estiva minoica del 1700 a.C. pi che un palazzo amministrativo o governativo. Forse
furono i suoi preziosi arredi, la sua posizione vicina al mare, le sue dimensioni pi contenute o la frivolezza
dei suoi affreschi a far credere ci, ed oggi, immersa nel verde come in un giardino, lo si crede
ancora. Ghortina una grande citt che fior sempre, mai conobbe distruzione in tutta lantichit; nel periodo
romano era ancora molto potente tanto che, per un certo periodo, fu persino capitale della provincia romana
della Cirenaica. La maggior parte degli edifici che restano visibili appartengono a questo periodo, fra tutti il
grazioso Odion in cui si ascoltava musica. Il motivo di tanta fama e potenza sta nel fatto che Zeus scelse
proprio Ghortina come rifugio segreto per la sua love story con Europa e Ghortina non mancava di ricordarlo
in ogni occasione, persino le sue monete riproducevano la scena del Toro-Zeus che rapisce Europa.LE
SUGGESTIONI DI MATALA

La giornata volge al termine e si conclude nel migliore dei modi sulla spiaggia di Matala. Questa nota
localit, per quanto si sia sviluppata turisticamente e sia durante il giorno meta di escursioni organizzate,
resta, dal punto di vista paesaggistico, un luogo molto bello. La bianca scogliera di arenaria con le caverne,
utilizzate come abitazione dagli uomini del neolitico fino agli hippies degli anni 60/70, occupa il lato
settentrionale della baia e ne il punto focale e pi caratteristico; il paese, un agglomerato di case stretto su
lato meridionale, non di quelli bruttissimi e si sforza di inserirsi nel contesto. Al centro della baia domina la
spiaggia, sabbiosa, bellissima e caldissima, mare cristallino, immoto e trasparente. Il tramonto con il sole che
cola a picco nel mare disegnando sullorizzonte il profilo bruno dellisoletta di Paximadia, ogni sera, ridona a
Matala tutto il suo fascino arcano e un aperitivo al Lion un momento cult.

DALLA PIANA DI MESSARA A IERAPETRA


Dalla piana di Messara la strada corre abbastanza dritta e veloce verso est, senza sorta di traffico, un
percorso poco battuto attraverso una serie di centri agricoli. Avendo pi tempo e un mezzo adatto a sterrati,
da Festo o Ghortina possibile fare una bella deviazione a sud, verso Lentas, lantica Levin e la
incantevole spiaggia di Loutro, per poi prendere lo sterrato che aggira i Monti Asterousia. Questo percorso
una vera avventura fra farangi selvaggi in un paesaggio primordiale con magnifiche vedute sul Mar Libico
e le coste meridionali di Creta. Nel punto pi alto del percorso dei Monti Asterousia (1200 mt), prima di
scendere al monastero che c sul mare, si vedono tutte insieme le cime dei Monti Bianche, del Monte Ida e
del Monte Ditte, insomma si abbraccia tutta Creta. Se il tempo per stringe e lobiettivo raggiungere
velocemente la parte pi orientale di Creta e farvi base per esplorare la zona, si va dritto verso est. Arrivati
a Martha ci immettiamo sulla ampia strada che scende da Iraklion, proprio nel punto in cui iniziano le pendici
del terzo massiccio montuoso cretese, il Monte Ditte, ma la strada buona e rimane tale fino a Ierapetra. Il
punto pi bello del viaggio da Vianos fino a Pefkos, costeggiando bellissimi boschi profumati di pino. A
questo punto la strada inizia a scendere verso Mirts dove c una spiaggia di ciottoli carina, parecchie
taverne e alberghetti, una localit tranquilla e discreta. Da qui a Ierapetra ci sono 20 Km di tragitto squallido
attraverso un paesaggio bistrattato dalla agricoltura intensiva: a sinistra serre, a destra serre, davanti serre e
dietro serre. Ierapetra una citt piuttosto grande e rivela poco o nulla dei suoi fasti passati e della sua
ricchezza presente, non tanto dovuta al turismo quanto ai cetrioli e i pomodori che crescono rigogliosi tutto
lanno nelle sue serre. Laspetto disordinato e sgraziato delle sue case e lincuria generale dei suoi quartieri
fanno apparire brutta anche la parte vecchia della citt, sopravvissuta vicino al porto contornato dai resti di
una fortezza veneziana. Seguendo sempre la costa, abbandoniamo Ierapetra: a destra una lunga e, a tratti,
larga spiaggia di ciottoli con diversi alberi, a sinistra continuano le serre a cui si aggiunge la valorizzazione
turistica sviluppata senza alcuna regola o criterio, fino a Makrigialos tutto cos, per 27 Km. Poco prima
di Analipsi si lascia la strada principale deviando a destra verso Kal Ner e il paesaggio inizia a farsi
interessante. La strada passa molto vicina alla costa rocciosa e a sinistra compaiono caratteristiche colline
pietrose traforate da grotte. Allimprovviso compare davanti a voi il Monastero Kapsabbarbicato su una
imponente rupe alluscita di una stretta gola: la sua storia molto curiosa, legata ad un pastore furfantello
che, ottenuta nel 1841 la propriet del monastero diroccato dove sistemava le sue pecore, spacciandosi
autore di miracoli, riusc a restaurare ed ingrandire il monastero con le offerte dei pellegrini creduloni e a
lasciarlo poi in eredit ai suoi parenti. Il furfantello benedetto ora riposa in pace nel suo monastero e potete
vederlo nella teca che i suoi eredi, riconoscenti, gli hanno costruito. Da qui la strada asfaltata continua lungo
costa fino a Goudouras, un paese nascosto dalla plastica delle serre, e poi piega verso linterno, sterrata,
verso Agia Triada e da qui, asfaltata, fino a Ziros. Se non si hanno buone carte stradali e senso di
orientamento fare questo percorso pu risultare complicato; sicuramente pi semplice, al bivio di Analipsi,
mantenere la strada principale che va verso Sitia e deviare alla prima indicazione che trovate per Ziros e la
sua base militare. Comunque a Ziros bisogna arrivarci! Perch?

LAFRICANA XEROCAMBOS
Perch da Ziros a Xerocambos e da qui a Kato Zakros c uno dei tratti pi belli della costa orientale. Uno
splendido percorso attraversa un paesaggio deserto e roccioso, coperto di radi arbusti e spinosi cisti,
immutato dallorigine dei tempi. Da Ziros la strada, asfaltata da poco, scende come un serpentone dalle
larghe spire verso il Mar Libico che, stendendo il suo drappo blu come sfondo, crea un bellissimo contrasto
cromatico con le colline. Non una casa, non una coltura, una strada nel nulla. Xerocambos un tranquillo e
modesto villaggio agricolo, il suo isolamento lha preservato dal turismo di massa, anche se, a poco a poco,
si attrezzato con qualche taverna, rooms to let e studios e un minimarket per accogliere i turisti che hanno
la volont e la pazienza di arrivarci. Ma tutto qui, niente edicole, niente negozi di souvenir, niente alberghi,
niente bancomat e distributore di benzina. Il paesaggio vagamente nordafricano, compaiono radi e snelli
ulivi, mandorli e fichi dindia, la luce accecante e lombra sembra non esistere, qualche ibisco e qualche
bouganville vicino alle case sono le uniche note di colore. Dietro aspri e desertici contrafforti, rocciosi e
selvaggi farangi, davanti candide spiagge e mare cristallino. Un luogo di contrasti e al tempo stesso
assoluto. Il paese, 30 abitanti in tutto, sorge su una specie di tavolato leggermente arretrato dalla linea di
costa, un piccolo promontorio sorvegliato da una manciata di minuscole isolette divide due ampie insenature
con splendide spiagge sabbiose, di cui una molto ampia e laltra frammentata in tante calette. Scegliete voi
se starci un giorno, una settimana, un mese un anno? Da Xerocambos con uno splendido sterrato,
facilmente percorribile da qualunque mezzo e che, forse, troverete a breve del tutto asfaltato, si percorrono 8
Km attraverso un paesaggio roccioso impressionante e si arriva alla strada asfaltata che porta a Zakros o
Kato Zakros. Percorriamo ancora 20 Km verso nord, in direzione Palkastro, sempre in mezzo ad un
paesaggio pieno di strane rocce brune punteggiate di cespugli di cisto e paeselli di pochi abitanti in mezzo
agli oliveti. Palkastro un villaggio abbastanza sviluppato e carino, ottimo punto base per visitare e godere
con calma lestremo oriente dellisola: 30 km dalle spiagge di Xerokambos, 25 km dal sito minoico di Kato
Zakros e la sua baia, 20 km dalla Valle dei Morti di Zakros, 2 Km dal sito di Roussolakos e le spiagge di
Hiona e Kouremenos, 6 Km dal palmeto di Vai e 9 Km da Itanos, 6 Km da Moni Toplo. Neppure ad un
kilometro fuori Palkastro, scendendo verso il mare, ci fermiamo al minuscolo paesino di Angathi: quattro
case di pietra e una taverna disposte a corona intorno a una micro piazzetta. Prendiamo alloggio in una
caratteristica casa di pietra, completamente ristrutturata, il proprietario un simpatico signore che, nato qui e
trasferitosi ad Atene per lavoro, non manca mai di tornare al suo paese e alla sua famiglia dorigine appena
pu. Per la cena ci sediamo ai tavolini dellunica taverna, Bassicos, dove, considerato il risicato numero di
forestieri, diventiamo subito oggetto di curiosit ed attenzione da parte dei locali. Si gi sparsa la voce che
siamo italiani e questo per gli abitanti di Angathi, scopriremo, un ottimo biglietto da visita. La serata passa
tranquilla in contemplazione delle luci sullorizzonte e la nostra posizione rialzata che domina, rivolta a nord,
la piana di Roussolakos e il mare, ci regala una fresca e gradevole brezza, una vera manna in questa serata
dAfrica cretese.

I MISTERI DI ZAKROS
La mattina siamo sulla piazzetta di Zakros, inondata dal sole, ci sediamo ai tavolini di un kafenion e, per
colazione, ordiniamo yogurt con miele e caff greco. Seduto accanto a noi c un nordico che, come me, sta
annotando su un taccuino i suoi appunti di viaggio, si guarda intorno visibilmente estasiato dalla luce
mediterranea ed osserva divertito i nostri due piatti di yogurt, abbondanti e fuori misura, letteralmente
ricoperti di miele, noci e nocciole: forse saremo finiti anche noi nel suo taccuino. Con questo pieno di energia
siamo pronti per scendere a piedi verso Kato Zakros attraverso i Farangi Ton Nekon, la Valle dei Morti.
Limbocco del percorso parte allestremit sud del paese ed ben segnalato, scende fino al mare per 6/7 Km
e, una volta discesi, si risale da Kato Zakros con i pullman di linea che, da giugno ad agosto, fanno servizio.
A dispetto del suo nome il sentiero facilmente percorribile e non impegnativo, in compenso lo scenario
impressionante: le pareti verticali della gola sono letteralmente traforate di grotte naturali in cui sono state
scoperte tantissime tombe minoiche utilizzate dal 2600 al 2000 a.C., da qui il suo nome di Valle dei Morti.
Allo sbocco della gola, la visione della baia di Kato Zakros un vero ritorno alla vita. Mare di cristallo,
splendida spiaggia ciottolata, qualche tranquilla taverna e pensioncina stagionale, grandi alberi e antiche
rovine. Cosa si pu chiedere di pi? Kato Zakros sicuramente uno dei luoghi pi affascinanti della costa
sudorientale e, come Sougia, deve la sua tranquillit alla presenza della vasta zona di interesse
archeologico che la circonda ed alle limitazioni che questa impone allo sviluppo edilizio. Se si riuscirete ad
interrompere il meritato e fatato ozio balneare in cui sarete piombati dopo il trekking, potrete affrontare la
visita del palazzo minoico, il quarto per dimensioni dopo Knosso, Festo e Mali. Per i non addetti ai lavori, il
fascino principale di queste rovine sta sicuramente nel paesaggio remoto ed incontaminato che le circonda,
per gli addetti ai lavori ha invece il fascino irresistibile del luogo misterioso, ancora tutto da scoprire. Gli scavi
nella piccola pianura dietro la spiaggia sono stati avviati nel 1901 da un assistente di Evans, lo scopritore di
Knosso, portando alla luce una decina di case del tardo minoico e molti oggetti preistorici, ma la campagna
di scavi sistematici partita solo nel 1961 ad opera dellarcheologo greco Platon che ha portato alla luce il
sistema palaziale, tuttora gli scavi sono in corso e il figlio di Platon, proprio nel 2011, ha presentato nuove e
sensazionali scoperte. Zakros, comunque, resiste al suo mistero.

IL PALMETO DI VAI E LANTICA ITANOS


La foresta di palme di Vai un tesoro, un paesaggio prezioso, unico, non solo a Creta ma anche in Grecia,
anzi, in tutta Europa. E insensato paragonarla, come taluni fanno per snobismo cercando di minimizzarne la
bellezza, alle grandi oasi marocchine o egiziane: questo lunico palmeto spontaneo presente in Europa e
queste palme, endemiche dellisola, sono una rarit botanica, crescono solo qui. Scendendo dalle colline
riarse verso la spiaggia di Vai, si ha sicuramente la netta impressione di un paesaggio da deserto africano,
ma la dolcezza della brezza marina che agita le grandi foglie e le sfumature azzurre e turchesi che fanno da
sfondo al verde intenso delle palme, sono uno spettacolo che non appartiene al deserto. E la spiaggia di Vai,
nel deserto, sarebbe solo un fantastico miraggio: grande e sabbiosa, contornata da rocce rosate, un mare
meraviglioso come solo il mediterraneo sa essere. Vai invece un posto reale, unico nel suo genere, e deve
la sua particolarit e bellezza proprio al felice connubio fra una spiaggia meravigliosa e un bosco di oltre
5000 palme, verdissime e rigogliose. Lunica cosa che Vai potrebbe invidiare al deserto solo il silenzio, la
pace. Nessuno rinuncia, giustamente, a vedere questo fantastico luogo e quindi solo nelle prime ore del
mattino se ne pu assaporare il fascino, poi una tragedia. Soprattutto nei mesi di luglio e agosto, la
spiaggia si riempie rapidamente man mano che arrivano i pullman granturismo e le auto a noleggio, inizia la
sarabanda degli sport acquatici, la fanfara della musica, delle suonerie dei cellulari e del vociare. Quindi si
trasloca. Un buon rifugio lo si trova gi a 1 km circa, prendendo la strada per Capo Sideros e dove ci sono
tre belle spiaggette. La migliore delle tre quella proprio a sud delle rovine di Itanos. La individuerete
facilmente grazie allimmensa palma solitaria che spicca nel mezzo della spiaggia, sabbiosa, molto
tranquilla e la presenza delle rovine sul mare la rende suggestiva. L'antica citt era proprio sulla riva del
mare, un insediamento fenicio attivo nel commercio della porpora, la sostanza colorante rossa estratta dai
molluschi pescati in queste acque, loro rosso dei tempi antichi. Oltre ai fiorenti laboratori per la porpora, i
romani vi impiantarono anche delle vetrerie, ed Itanos divenne ricca e potente, una vera citt industriale. Poi
le guerre, i terremoti, i saraceni e lincuria la ridussero a quellammasso disordinato di pietre che oggi si
vede. Ancora pi tranquilla, ma sassosa, la spiaggia di Chochlaki, sul lato opposto della penisola,
raggiungibile con una stradina da Ermoupoli. Lultimo possibile rifugio, la spiaggetta di Tenta o Tenda,
davanti allisola di Elasa, poco prima che la strada vi venga sbarrata dalla zona militare.UNA ALLEGRA
SERATA AD ANGATHIA

Prima di rientrare, dato che ancora presto, scendiamo fino alla spiaggia sotto Palkastro, Hiona, una
grande distesa sabbiosa, frequentata soprattutto dalle famiglie della zona, ma con tante insenature sabbiose
e tranquille nella sua estremit meridionale. Proprio dietro la spiaggia ci vedono le rovine di Roussolakos, la
citt minoica pi grande dopo Knosso, con unestensione stimata di 300.000 mq, sede del grande Tempio
di Zeus Dicteo. I lavori della scuola archeologica inglese sono tuttora in corso ma potete dare una sbirciata
alle fondamenta delle sue case, raggruppate in quartieri, separati da ampie strade ben lastricate. Ma eccoci
di ritorno ad Angathia, oramai siamo di casa e tutti ci salutano affabilmente: abbiamo scoperto che durante
la seconda guerra mondiale, nella zona pianeggiante dietro la spiaggia di Hiona era stanziata una
compagnia dellesercito italiano che, da quanto abbiamo capito, aveva ben familiarizzato con il nemico.
Andiamo a comprare le sigarette nel negozietto che vende un po di tutto, i coniugi ottantenni che lo
gestiscono mostrano orgogliosi le foto del figlio in divisa da vigile urbano ad Atene; appena il marito si
allontana la donna ci chiede subito, con grande emozione, se conosciamo il sig. Raggi. Nei suoi occhi brilla,
inconfondibile, la luce di un amore giovanile mai sepolto e la speranza di ritrovarne un brandello prima di
morire. Forse lei aveva 15 anni e il giovane Raggi, ne aveva 18 o 19, nessuno dei due capiva a cosa serviva
quella guerra, tutti e due ne avevano paura, ma forse hanno vissuto i momenti pi intensi della loro vita. Non
sappiamo che rispondere e, per fortuna, ci toglie dallimbarazzo il rientro del marito. Lei si asciuga subito gli
occhi con il lembo del grembiule e, dallo sguardo del marito, comprendiamo che lei non ha mai smesso di
chiedere del sig. Raggi agli italiani di passaggio. Dopo cena, come tutte le sere, il paese, 10/15 persone,
riunito sulla piazzetta, ciascuno con la sedia portata da casa: anziani e meno anziani, uomini e donne, c
anche il nostro ospite con il suo vecchio pap e non possiamo rifiutare linvito a rimanere con loro. Si
scatena subito un fuoco incrociato di domande, ognuno vuole parlare e dire qualcosa, tutti vogliono farci
sapere che sanno dov Milano o Roma, che dellItalia conoscono tante cose, la pastasciutta e le canzoni,
parte quel mazzolin di fiori e la bella gigugin, imparate dai soldati, azzurro imparata non so da chi. Il
pap del nostro ospite racconta che da ragazzo andava sempre a pescare con i soldati italiani, fish bomb
dice fish bomb, mimando la palese tecnica di pesca, many many fish passandosi soddisfatto la mano
sulla pancia, e tutti ridono divertiti. Una donna dice di saper fare gli gnocchi su insegnamento della madre
che aveva a sua volta imparato dal sergente italiano. Cominciano a nominare Giorgio, Luigi, Antonio, noi non
esistiamo pi, loro sono felici di ricordare e noi di ascoltare.

LA BIBBIA DI MONI TOPLOU


Nella parte orientale di Creta, lontano dalle vette impervie delle grandi montagne, il nascere del mattino un
momento meraviglioso: laurora dalle dita rosate, come diceva Omero, accarezza il cielo e, uno dopo laltro,
scosta i drappi freddi e grigi lasciati dalla notte, lalba stende senza esitazioni il suo velo doro lasciandolo
scivolare sul mare e sulla terra, il sole sale, sale, sale facendo scintillare ogni cosa: ora Creta oro puro.
Il Monastero di Toplou, solitario sulle colline che dominano il mare apre i battenti della sua fortezza. Il suo
nome turco di Toplu Monastir significa Monastero dei Cannoni e rivela inequivocabilmente la sua origine di
fortezza veneziana, il suo nome greco Moni Panaga Akrotirian significa Monastero della Madonna delle
Colline e richiama la sua collocazione. Detto questo facile immaginarlo. Dentro le mura alte 10 metri, la
minuscola chiesa originale del XIV secolo mostra lapidi scolpite e iscrizioni antiche del II sec. a.C., un piccolo
rosone ingentilisce la severit della facciata e un portone di legno intagliato vi porta ad affreschi mistici. Ma il
gioiello nascosto in questo monastero fortificato lo trovate nel suo piccolo museo: la grande icona Mgas i
Kyrie, Grande sei o Signore, un vero capolavoro del 1700 del pittore cretese Kornros. In sostanza si tratta
di sorta di Bibbia a fumetti: una grande tavola di 133x85 cm., colori smaglianti e precisione di tratto,
centinaia di personaggi, decine di scene dellantico e nuovo testamento che aiutavano i fedeli analfabeti a
comprendere le scritture e la grandezza di Dio. Abbiamo veramente faticato a staccare gli occhi da questa
meravigliosa opera! Dopo aver nutrito lo spirito, nutriamo il corpo fermandoci a fare colazione in una delle
famose pasticcerie di Sitia, una bianca citt srotolata sul declivio che scivola verso la sua riparata baia
sabbiosa. Data la sua posizione una citt abitata da sempre, stata persino un avamposto genovese,
segno inequivocabile delle sue potenzialit in termini di traffico commerciale. Le poche tracce del tempo
passato sono ben tenute e valorizzate, il suo mercato mattutino dietro il porto molto vivace. Per quanto
dotata di strutture turistiche, ha mantenuto un carattere autentico e genuino; la sua economia agricola e
commerciale, pi che turistica, ha fatto si che i locali continuano a vivere secondo le loro abitudini e i loro
ritmi.

DAL GOLFO DI MIRABELLO ALLA BAIA VIP DI ELOUNDA


Inizia quindi, con calma, il nostro viaggio sulla costa settentrionale. Da Sitia a Kavoussi la strada costeggia
alta le pendici settentrionali, aride e ripide, del Monte Orno, con molte curve ma di buona percorribilit. Si
attraversano molti paesi caratteristici fra cui Tourloti e Lastros. Dopo Lastros prendiamo la deviazione
verso il mare che in 4 Km ( la pi corta) porta a Mochlos, un caratteristico villaggio, diverso da tutti gli altri,
costruito su una propaggine rocciosa battuta dalle onde e sorvegliato da un tondo isolotto che non dista pi
di 200 metri dalla riva. Ritornati sulla strada principale, dopo 6,5 Km scendiamo ancora verso il mare
a Tholos, uno dei posti migliori per il bagno grazie alla sua bella spiaggia chiara di sabbia e ghiaietto, orlata
di alberi, incastonata allo sbocco dei Farangi Avgo con lisola di Psira sullorizzonte. Da Kavoussi la strada
scende e il percorso diventa poco interessante: da Pachia Ammos ad Ammoudara un susseguirsi di
piccole insenature sabbiose occupate da alberghi grandi e piccoli con la strada principale che gli passa
proprio a fianco, da Ammoudara a Agios Nikolaos 5 Km di villette, case di villeggiatura e ogni sorta di
esercizio turistico lungo una costa priva di spiagge. Le uniche soste in questo tragitto possono essere il sito
minoico di Gourni, anche se fra tutti il meno bello e suggestivo, oppure, a 1,5 Km, la brevissima
deviazione verso il Iera Moni Faneromenis da cui potete godere una bellissima vista sul Golfo di
Mirabello e capire perch lhanno chiamato cos. Arrivati a Agios Nikolaos la attraversiamo velocemente
costeggiando il mare, il porto e passando sopra il ponte da cui si vede il caratteristico lago interno
trasformato in porticciolo per le piccole imbarcazioni. Questo il punto pi grazioso della citt, cresciuta
proprio intorno al Vulismeni Limni, un buio lago profondo 65 metri, messo in comunicazione col mare solo
nel 1870 con il canale che scorre sotto il ponte. Per il resto lespansione edilizia improvvisa e sregolata ha
cancellato quasi del tutto il carattere tradizionale dellantica Agios Nikolaos. Prima di dirigerci verso Iraklion
saliamo dritti per 10 Km verso nord in direzione Elounda curiosi di vedere questa localit tanto rinomata
sede privilegiata di stellatissimi insediamenti turistici e lussuose ville. Non riusciamo proprio a capire la
ragione di tanto successo, se non nel fatto di essere una zona costosissima e quindi uno status symbol. La
zona aridissima, la costa rocciosa, laria caldissima, non c un villaggio vicino. Elounda non ha neppure
10 metri di spiaggia, per ci sono decine di piscine, campi da tennis e campi da golf. Prima di questa
colonizzazione a 10 stelle, il luogo traeva sicuramente fascino proprio dalla sua desolazione, dal suo aspetto
di laguna sonnolenta, dalle rovine sommerse di una citt morta e di una aspra fortezza. Lantico porto di
Oluos giace sotto il mare, con il mare calmo e una maschera si pu intravedere fra i ciuffi di posidonia
qualcosa. Per quanto ci riguarda, oggi, lunica attrattiva della zona una veloce escursione alla Fortezza di
Spinalonga e per farla il modo migliore, pi veloce ed economico andare a Plaka da cui partono diverse
barchette. Non pensate per di potervela godere da soli, perch vi arrivano numerose escursioni organizzate
da Elounda (ogni mezzora) e Agios Nikolaos. Riprendiamo la statale in direzione Iraklion, bella e non molto
trafficata. Attraversiamo velocemente un tratto pianeggiante fino a Neapolis, da cui parte la deviazione per il
pubblicizzatissimo altopiano di Lassithi, che potete tranquillamente evitare senza rimorsi. Continuiamo
dunque verso Iraklion salendo in una verde vallata con un paesaggio gradevole per ridiscendere a Mali. Da
Mali a Iraklion la statale costiera una spada, larga, ma molto trafficata in quanto serve la zona pi turistica
e meno attraente dellisola, sia in termini di spiagge che di paesaggio. Sisi, Agia Varvara, Malia,
Hersonissos, Analipsi, Gouves, Gournes, Kokkini Hani, Katsianos Kambos: una fila interinabile di hotel
e villaggi all inclusive da 1 a 10 stelle, di paesi animatissimi in alta stagione e citt fantasma per il resto
dellanno. Chi soggiorna qui, e non si muove da qui, non pu che tornare a casa con una immagine
deludente di Creta. Creta altrove.
IRAKLION E IL MUSEO ARCHEOLOGICO
Siamo allultimo capitolo del nostro viaggio, e sar brevissimo anche perch, dopo tanti kilometri siamo tutti
un po stanchi. Ma vale la pena di fare un ultimo sforzo, prendere alloggio in qualche piccolo hotel in
posizione strategica per il rientro, via mare o via aereo, e fare una visita al sito di Knosso e al Museo
Archeologico. Se siete rimasti delusi dallaspetto dei quartieri periferici di Iraklion e del suo aspetto di citt
moderna, non pensate per che sia una citt squallida e che non possa riservare angoli deliziosi. Il centro,
bench racchiuso da mura, , rispetto a tutte le altre citt, molto pi grande e limpianto urbanistico un po
pi confuso, ma non si pu sbagliare, il cuore della citt Plata Venizelou e tutti ve la sapranno indicare.
Se poi guardate una cartina la individuate subito senza bisogno di un navigatore: da Platia Venizelou partono
a raggiera tutte le strade principali. Il Porto Antico 500 metri a nord, il Museo Archeologico 400 metri a est,
Platia Kornarou 300 metri a sud, la stazione dei bus per Knosso a soli 50 metri, i bus per laeroporto a 400
metri. Intorno a Platia Venizelou si stendono le zone pedonali con le loro caratteristiche vie piene di negozi,
librerie, antiquari, locali e ristoranti carini; la splendida Fontana Morosini, la Loggia Veneziana, Agios
Markos e Agios Titos e tutti i principali monumenti della citt sono nei suoi pressi. Detto questo, in base al
tempo che avete a disposizione, potete girovagare per le vie del centro intorno alla piazza, andare
verso Platia Kornarou e visitare il Mercato permanente che si svolge lungo la via Odos 1866 fino alle
suggestive Fontana Bembo e Fontana Ottomana trasformata in caff, oppure andare per la Via dei
Martiri 25 Agosto fino allAntico Porto e visitare la Fortezza Veneziana. Sicuramente dovete trovare il
tempo per visitare il Museo Archeologico! Se state ancora leggendo questo racconto e se siete arrivati sin
qui significa che Creta ha forse fatto breccia dentro di voi, e non solo per le sue spiagge e il suo mare, forse
avete iniziato a percepirne lanima antica e profonda, quella che parla attraverso i paesaggi solenni e le
pietre dei suoi siti pi remoti, forse avete intuito la grazia e la regalit che i cretesi ancora esprimono nel loro
incedere sui monti, nelle loro danze, nella loro musica o nel loro modo di brindare, forse avete compreso
lunicit di questa terra. Il Museo Archeologico di Iraklion vi dar conferma di tutto questo. La raccolta
semplicemente straordinaria, un viaggio reale in un fantastico mondo di storia, un viaggio lungo 5500 anni, in
nessun museo al mondo potete vedere qualcosa di simile, perch nessun museo al mondo ha reperti minoici
in tale quantit, variet, pregio e valore. Il Museo per era diventato un po vecchiotto, costruito e impostato
secondo i criteri degli anni 30, le teche espositive non davano giusto risalto ed enfasi alla bellezza e unicit
di taluni reperti. Nel 2006 stata pertanto avviata una doverosa e radicale opera di ristrutturazione che
doveva concludersi nel 2009, ma non si ancora del tutto conclusa. I reperti principali sono comunque
sempre stati visibili anche se in minor quantit e concentrati in spazi pi limitati. Ma non scoraggiatevi, e se il
prossimo anno vi diranno che il Museo ancora in restauro, andateci comunque e concentratevi sulla qualit
e unicit dei reperti, non sulla quantit o il numero delle sale. Se fosse esposto anche il solo prezioso
Cratere di Festo con i fiori in rilievo, o il Vaso dei Mietitori e il Sarcofago di Agia Triada, o lAnfora in stile
marino di Zakos con polipi, stelle marine e conchiglie, o la preziosa Scacchiera e il Rhyton a testa di toro con
le corna auree di Knosso ne uscireste comunque affascinati. Un solo pezzo merita la visita!

KNOSSO, LA CITT DEL LABIRINTO


Chiudiamo quindi con Knosso, la grande citt dei miti. Chi di noi non ricorda la storia di Pasife e Minosse, di
Arianna e Teseo, di Dedalo e Icaro, ma soprattutto del Minotauro e il Labirinto? Proprio per il fatto che
Knosso un luogo in bilico fra realt e fantasia, fra conscio e subconscio, difficile visitarlo; ci andiamo
carichi di aspettative, con la testa piena di immagini catturate dai libri e costruite dai ricordi, ci andiamo gi
infarciti di luoghi comuni sulla opportunit o inopportunit delle ricostruzioni di Evans, ci andiamo con cartine,
piantine e ricostruzioni. Cerchiamo a tutti i costi riferimenti concreti ed intellegibili, non possiamo farne a
meno. Andare a Knosso dovrebbe essere, invece, una sorta di pellegrinaggio, un po come andare a Troia
o Itaca: solo cos, non vedendo nulla, si pu vedere tutto. Immemori della folla di turisti che vi circonderanno,
camminate fra le pietre di Knosso e perdetevi fra loro; non cercate ossessivamente i riferimenti descrittivi,
seguite fiduciosi lemozione del mito che sar il vostro filo dArianna; osservate con benevolenza le
imponenti colonne dipinte, gli affreschi e le sale ricostruite, pensando che siete nel palazzo della regina
Pasife e del re Minosse; percorrete la grande scalinata dellala est che, circondata dal lucernario, scende per
tre livelli e percepite la forza oscura del Labirinto; camminate sul lastricato della strada reale e pensate che
la pi antica strada dEuropa e del mondo, che state mettendo i piedi dove li ha messi Teseo; osservate i
piccoli dettagli che documentano lalto sviluppo tecnologico, la rete fognaria e la disposizione dei lucernari a
climatizzazione degli ambienti, non potrete fare a meno di pensare che solo un grande architetto come
Dedalo li possa aver progettati. Per tutto questo, Knosso, non pu essere paragonato a nessun altro sito al
mondo, resta uno dei pochi luoghi dove i nostri miti possono prendere corpo, dove possiamo comprendere
che il Labirinto oscuro esisteva davvero, e non era solo dentro di noi

Due raccomandazioni
1) Carta stradale: indispensabile, le strade sono il vero Labirinto di Creta, la migliore in assoluto quella
della Road Editions S.A. di Atene, infallibile, procuratevela per tempo prima di partire;

2) Guide turistiche: a tutti consiglio Creta Guida Oro del Turing Club Italiano; ai viaggiatori indipendenti,
Creta di LonelyPlanet; ai motociclisti, Creta di Road Editions.