You are on page 1of 4

In occasione della

mostra in sala Thun


Torre Mirana, via Belenzani, 3 - Trento

Claudio Menegazzi
dal 3 al 14 agosto 2010

Claudio Menegazzi l’acquerello, Pagina 1


Alcune considerazioni per inquadrare
Mentre a Roma Buonarroti nella sua pittura metteva al centro l’uomo, a
colloquio direttamente con Dio, in Germania Altdorfer lo estrometteva
del tutto dai suoi quadri, dedicati totalmente alla natura. La
rappresentazione della natura come soggetto principale, e talvolta
unico, ha dato origine alla pittura di paesaggio, che è stata interessante
soprattutto nei Paesi nordici. Nel ‘600 Poussin continuava il percorso,
anche se i soggetti ufficialmente erano scene classiche. E Claude Gelée
(le Lorrain) in seguito, continuando con scene di carattere classico,
dettò dei canoni per la pittura di paesaggio. La ormai assodata
tradizione venne fatta propria da una folta schiera di paesaggisti

inglesi, e tra essi un primo nucleo di pittori acquerellisti. Essi si


dedicarono dapprima al paesaggio dell’Inghilterra e del Galles e poi,

Claudio Menegazzi l’acquerello, Pagina 2


guerre napoleoniche permettendo, della Svizzera e dell’Italia. La
tradizione seguì anche il percorso francese, che ha trovato nelle
personalità di Corot e degli impressionisti i più noti e ammirati
interpreti. La tecnica dell’acquerello proseguì un po’ in secondo piano
con la Royal Watercolour Society e in Italia con la scuola di Posillipo e
qualche interprete isolato come Ettore Roesler Franz. L’acquerello
soprattutto è servito come veloce strumento di documentazione ed è
stato usato da molti autori più famosi per la loro pittura ad olio. La
pittura di paesaggio, e soprattutto quella resa con la severa tecnica
dell’acquerello, nell’arte contemporanea è piuttosto periferica.
La mia pittura, esposta nella mostra a Palazzo Thun, si situa proprio in

questo canale ormai disperso e poco frequentato in una laguna lontana


dal clamore: ma è qui che in silenzio desidero innalzare ancora la
tradizione della pittura di paesaggio, continuando con la antica tecnica
dell’acquerello, e dando prova di disegno rigoroso.
La buona tecnica credo sia ancora un nobile obiettivo, se non
addirittura una rivoluzione.

Claudio Menegazzi l’acquerello, Pagina 3


Claudio Menegazzi l’acquerello, Pagina 4