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CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA 03 FEBBRAIO 2010, N. 2439

Fatto

Con sentenza del xx.x/xx.xx.2001 , la Corte di Cassazione respingeva il ricorso della società (ABC)
sas relativo ad una controversia sorta a seguito della notifica di un avviso di rettifica I.V.A.
concernente l’anno 1991, emesso dall’Ufficio provinciale I.V.A. di (......), con il quale erano state
irrogate anche sanzioni.
A seguito della definizione del giudizio l'Ufficio provvedeva all'iscrizione a ruolo a titolo definitivo
dell'imposta, emettendo la relativa cartella di pagamento per un importo totale di Euro x.xxx.xxx
con gli interessi e le sanzioni, senza provvedere per quest'ultime alla rideterminazione ai sensi
dell’art. 12 d.Lgs. n. 472/1997.
La società impugnava detto atto, sia per vizi propri e per errata liquidazione del tributo rispetto al
decisum, sia perché il tributo non era dovuto a seguito di sentenza penale assolutoria definitiva, n.
4927 del 19.5.2000, emessa dal Tribunale di (......) con la quale era stato accertato che i versamenti
e i prelevamenti bancari non erano afferenti all'attività imprenditoriale.
Si lamentava, inoltre, l'errata liquidazione delle sanzioni per inosservanza degli artt. 3 e 12 del
D.Lgs. n. 472 del 1997.
La C.T.P. di (......) accoglieva il ricorso annullando la cartella di pagamento per vizi propri del ruolo
per mancanza della sottoscrizione del legale rappresentante dell'Ufficio e per mancanza di
motivazione. In pendenza dei termini per l'impugnazione, la società, in data xx.x.2003, avanzava
istanza per la definizione agevolata della controversia, versando anche la prima rata. Malgrado ciò,
l'Ufficio proponeva gravame, eccependo che la cartella era completa di tutti i requisiti di legge.
Resisteva la società instando con appello incidentale ed impugnazione del diniego della definizione
agevolata.
La C.T.R. della Campania accoglieva l'appello dell'Ufficio in ordine alla lamentata carenza di
motivazione della cartella, mentre nel merito riteneva che le sanzioni erano state quantificate in
misura maggiore rispetto al minimo dovuto per cui il relativo ammontare andava ricondotto nei
limiti di quanto disposto in sentenza.
Considerava, peraltro, legittimo il diniego del condono.
Avverso detta decisione la società (ABC) sas propone ricorso per Cassazione sulla base di un unico
motivo. L'Agenzia delle entrate ha depositato solo atto diretto al fine di ricevere l'avviso di
fissazione dell'udienza di discussione della causa. (………….)

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20102c-N-2439.aspx

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