19/7/2017 TRE PERSONAGGI IN UN MARE DI DOMANDE

Anno II ­ n.16 ­ 21/04/2001

TRE PERSONAGGI IN UN MARE DI DOMANDE
Il drammaturgo e regista argentino Carlos Maria Alsina presenta, alla Sala Gassman del
Teatro  dell'Orologio  di  Roma,  fino  al  29  aprile,  Il  Passaggio.  Un  dialogo  serrato  per
un'impossibile ricerca della verità

Roma ­ Su una zattera si trovano la Signora, l'Infermiera e il
Marinaio. Non si sa da dove vengono e bisognerà attendere
la fine de Il Passaggio (El Pasaje) per capire dove vanno e
perché. Scritto e diretto dal drammaturgo e regista argentino
Carlos  Maria  Alsina,  questo  spettacolo,  ispirato  al  mito  di
Caronte  (in  scena  alla  Sala  Gassman  del  Teatro
dell'Orologio,  fino  al  29  aprile),  è  costruito  su  un  dialogo
serrato, creando un contrasto tra la poeticità  della  parola  e
la forte azione fisica degli attori. Alsina, che nel suo Paese
ha  ottenuto  diversi  riconoscimenti  per  l'impegno  civile  dei
suoi  lavori  e,  tra  l'altro,  nel  1990  gli  è  stato  assegnato  il
Premio  "Uomo  di  teatro"  per  il  decennio  1980­1990,
attualmente  è  direttore  artistico  del  Teatro  Alberdi
dell'Università di Tucuman.
Simile  ad  un  giallo  per  tutte  le  "domande"  senza  risposta
che  vengono  rivolte  al  pubblico,  la  messinscena  creare
ripetuti  effetti  sorpresa  e  situazioni  di  alta  tensione,  mentre
continui spiazzamenti distruggono nello spettatore qualsiasi
ricerca  di  certezze  (gli  interpreti  sono  Patrizia  Schiavo,
Milena Carafa, Mario Palmieri). Chi sono questo Marinaio e
questa  Infermiera  che  accompagnano  la  Signora  con
grande  complicità?  Perché  eseguono  tutti  i  suoi  comandi?  E  chi  è  questa  Signora  piena  di
potere  e  di  mistero?  Dove  va  e  perché  ha  bisogno  di  dimenticare  il  passato?  Domande  che
generano aspettativa e suspance crescente fino a quando l'epilogo lascia trapelare che l'unica
certezza sta proprio nel "passaggio".
Il "passaggio" come metafora, che non si riferisce solo al transito tra la vita e la morte ma ad
ogni fase, processo, epoca che comprenda un inizio e una fine, offre diverse chiavi di lettura ­
spiega Alsina ­ così come i personaggi che, privi di nome proprio e di connotazione psicologica
come spesso accade nel teatro dell'assurdo, sono lontani dal realismo fotografico. Si muovono
su  una  zattera  (la  scenografia  è  di  Gerardo  Wuthier),  un  palcoscenico  sul  palcoscenico  che
svela un gioco di teatro nel teatro, attraverso quella linea sottile che separa verità e menzogna,
probabilità e certezza, realtà e immaginazione. In un territorio di ambiguità che eredita il clima
beckettiano e pinteriano, specialmente per l'imprevedibilità dei personaggi, nella frattura tra la
parola detta e il linguaggio delle azioni, nell'impossibile ricerca di verità, temi cari al teatro del
Novecento  e  di  grande  attualità,  soprattutto  in  questa  nostra  delicata  fase  di  "passaggio"
epocale.

http://www.tuttoteatro.com/numeri/a2/4/a2n16oro.html 1/1

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