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I RAPPORTI DELL’ALLENATORE CON LA DIRIGENZA

Siamo ai nastri di partenza. Ormai a questo punto della stagione ogni
allenatore che ha trovato occupazione le parole più ricorrenti nelle
discussioni degli addetti ai lavori sono programmazione, mercato e
rapporti con la società.
Le nostre azioni sulla panchina della nostra squadra devono rispondere
alla fiducia accordataci dalla società, dal presidente e dal direttore
sportivo.
Nelle società dilettantistiche molte volte la società è composta da poche
persone che fanno capo ad una sola figura che si impegna e lavora sotto
tutti gli aspetti: il presidente.
Il presidente, in queste realtà, è colui che prende le decisioni molte volte
da solo; è colui che segue in panchina la squadra come accompagnatore,
è colui che a volte lava anche le magliette! Per ognuna di queste ragioni
merita tutto il nostro rispetto e la nostra considerazione. Come giusto che
sia, essendo molte volte solo, pretende rapporti periodici e aggiornamenti
giornalieri riguardo la squadra,ed il nostro compito è quello di compilare
tali rapporti nel modo più dettagliato possibile.
Ogni società ha comunque una schiera di persone le quali, chi con più
frequenza chi con minor presenza, danno il loro contributo alla società, e
noi dobbiamo rispondere del nostro operato con queste stesse persone.
Già dall’inizio dell’anno dovremo pianificare tutta la stagione, le
attrezzature occorrenti, gli spazi disponibili, gli obbiettivi, con tutti i
membri della società.
Sarebbe buona norma pianificare riunioni periodiche con tutta la
dirigenza per metterli accorrente di qualsiasi cosa succeda all’interno
della squadra, dell’andamento della squadra, i problemi che si stanno
trovando, ecc.
La cosa migliore sarebbe parlare fin dall’inizio con queste persone con la
massima chiarezza. Questo ci potrebbe permettere di parlare liberamente
di tutto quanto concerne la squadra senza aver paura di dire o fare
qualcosa che non va, avere quasi un rapporto amichevole. Probabilmente,
anzi sicuramente, queste persone saranno le prime a giudicare il nostro
operato, ma con gli obbiettivi chiariti dall’inizio tutto sarà più semplice.
Questo rapporto di chiarezza deve essere però bilaterale. Come noi
dovremmo essere chiari con la società anche loro devono esserlo con noi.
Pertanto dovremo cercare di capire bene le idee e gli obbiettivi della
società al più presto possibile. Dobbiamo capire se tutti i membri della
società sono corretti nei nostri confronti: se così non fosse vuol dire che
quello non è il posto per noi.
Ogni allenatore ha le sue idee e i suoi credi, ma tutti vogliono far bene
con la propria squadra. Molte volte l’allenatore non ha il tempo materiale
di osservare o notare qualche giovane da poter portare in prima squadra,
pertanto dovemmo avere un rapporto affine con qualche dirigente che ci
aiuti sotto questo aspetto. Noi altrettanto dovremo prendere in
considerazione i consigli di tale persona e verificare nei minimi dettagli
cosa ci è stato proposto. Sarebbe molto soddisfacente riuscire ad avere
risultato grazie a tale collaborazione e magari far esordire in prima
squadra o ,se si tratta di categorie giovanili, in una categoria superiore
qualche giovane calciatore.
Gli aspetti che non devono mai mancare nella filosofia di un allenatore
sono, chiarezza,confronto e dedizione, grazie a queste tre semplici parole
potremo crescere professionalmente e umanamente.

Angelo Iervolino
Allenatore di base UEFA-B
Istruttore scuola calcio CONI-FIGC