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MARIO IANNARELLI

LA MISSIONE OCCULTA
DELLANIMA DI POPOLO ITALIANA
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3

Riguardo alla situazione attuale del


popolo italiano, da tempo vengono proposte delle
anamnesi, diagnosi e anche delle possibili
terapie. Tutto frutto di molta dedizione e
ingegno, ma la vera terapia-soluzione potr
venire solo dal vero esoterismo, cio dallunica
vera realt: quella dello Spirito. Tale realt, nella
sua pi attuale pienezza, la possiamo trovare
nellopera senza paragoni donataci da Rudolf
Steiner.

Egli ci diede solo delle brevi affermazioni


sullAnima di popolo italiana, ma tali da poter
essere enormemente ampliate per mezzo dei nessi
conoscitivi forniti dallAntroposofia:

Se ora vogliamo considerare lelemento


specifico dei popoli della penisola italiana e
iberica, dobbiamo aver chiaro che questi
sviluppano in modo pi particolare, pi concreto,
ci che vive come impulsi nel sangue, nei nervi,
nel corpo eterico e astrale per accogliere in
4

modo cosciente la nuova epoca, ma fanno questo


con le forze del passato. Prendono a piene
mani tutto quello che lanima senziente pu
prendere dal tempo antico. Ora, la prima parte
della cultura della quinta epoca post-atlantica
doveva ripetere, partendo dallanima, ci che si
trovava in questa cultura dellanima senziente.
Nella cultura dei popoli meridionali dovrebbe
esservi qualcosa che ci presentasse una cultura
animizzata, unastrologia egizio-babilonese
restituita a noi, ma spiritualizzata, pervasa
danima. Non nullaltro che ci che Dante ha
scritto nella Divina Commedia. Dante lo spirito
che ha animizzato, spiritualizzato e ridestato
lelemento egizio-caldeo. Ho appena indicato
(stava descrivendo il Capitello del sole nel primo
Goetheanum) lelemento solare in un impulso
importante della cultura latino-italiana, in
Dante. Occorre soltanto aggiungere come lItalia
sia il paese dorigine di tutto ci che formale,
solare, che deve avvicinarsi agli uomini
attraverso lanima senziente. (O.O. 287 conf.
5

18/10/1914 e O.O. 157 conf. 31/10/1914)

Ci sono stati dati tre elementi su cui porre la


nostra attenzione:

1. la nostra Anima di popolo ci fa sviluppare in


modo pi particolare, pi concreto, gli impulsi
nel sangue e nei nervi, ovvero nel corpo
eterico, che governa tutte le correnti dei liquidi
nel corpo fisico, in particolare il sangue; e nel
corpo astrale, che ha come supporto fisico tutto
il sistema nervoso. Ricordiamo ora alcuni nessi
che ci vengono dallantroposofia: il corpo
eterico ci fu conferito sullantico sole e ha,
quindi, un carattere solare; il corpo astrale ci fu
conferito sullantica luna e ha, di conseguenza,
un carattere lunare. Sole e luna sono i due
luminari fra cui posta la terra e la vita degli
uomini. Ma la luce, sulla terra, vive e irradia
nellaria che, come elemento gassoso, si
formata anchessa sullantico sole. A ci
correliamo laltra fondamentale affermazione
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di Rudolf Steiner, con la quale ci dice che ogni


Anima di popolo si esprime in uno dei quattro
elementi, in particolare quella italiana agisce
nellaria, per mezzo dellaria e della luce
intessente in essa; (O.O. 157 conf.
28/11/1914);
2. quanto considerato finora, deve avvicinarsi agli
io che si incarnano in Italia, attraverso lanima
senziente che, per effetto dellAnima di popolo,
assume caratteristiche peculiari rispetto a
quelle di io incarnantisi in altri popoli;
3. lItalia, e la sua cultura. sono portatrici di un
impulso solare di cui Dante stato il pi
potente rappresentante. Tale impulso si
presenta come una forma animizzata,
spiritualizzata, ridestata dellantica civilt
egizio-caldaica, del terzo periodo storico.
Questo particolarmente evidente nella Divina
Commedia che Dante ha scritto. Ma possiamo
sostenere che, nello scriverla, egli ha forgiato
una nuova lingua. Una nuova lingua che,
rispetto al latino pi consonantico, pi aspro,
7

specie nei finali di parola, molto pi ricca di


vocali, perci pi dolce, musicale, cantabile.

Questa lingua, attraverso laria modulata dalle


laringi, inizi a penetrare in orecchi, corpi eterici,
corpi senzienti e anime senzienti, che ne furono
in qualche modo plasmate: questo va
considerato! Stefano Pederiva, in una conferenza
intitolata Solarit dellanima italiana (Riv.
Antroposofia - anno 2000 n. 5/6), propose altri
due elementi che contribuirono al formarsi della
nuova lingua italiana:

1. al sud ci fu linfluenza della cultura


introdotta da Federico II durante la sua
reggenza, e veniva suggerito il nesso con la
presenza attiva dellimpulso micheliano,
irradiante dal suo santuario sul Gargano.
Tutto questo dovrebbe essere visto anche in
chiave di missione atta a contrastare le forze
antisolari di Klingsor, agenti, appunto, nel
Sud dItalia. Io mi permetto di aggiungere, a
8

quanto in quella conferenza considerato in


proposito, che Federico II, proprio nel
tentativo di fondare una nuova cultura
rispetto a quella del papato romano, fond
lUniversit di Napoli dove, poco dopo,
Tommaso dAquino pot portare avanti i suoi
studi in un clima culturale del tutto diverso,
alternativo a quello imperante in tutte le altre
universit, in quel tempo dominate dalle
dottrine e dai dogmi imposti dalla curia
romana. Qui ci fu la culla per la nascita della
Scolastica, la corrente degli aristotelici,
votata da sempre a Michele;
2. al centro dItalia ag San Francesco che, con il
suo Cantico delle creature, o Cantico del Sole,
diede vita a un altro aspetto sorgivo della nostra
lingua. Se al sud tutto accadde immerso
nellimpulso micheliano, ora con San
Francesco tutto parla dellimpulso del Buddha,
visti i profondissimi legami che, ancor oggi,
legano Buddha Gothama al suo discepolo pi
vicino (O.O. 155 Cristo e lanima umana
9

conf. 29/05/ 1912, etc.). Qui si avverte lazione


della corrente mediana: del sentire, della
compassione e del ritmo gi presenti negli
antichi discorsi del Buddha e cristizzatisi in
Francesco; questa corrente continu ad agire in
modo particolare nella creazione del bello
artistico. Questo sentimento del bello, delle
belle forme, nei secoli passati ha reso lItalia il
Paese che ha donato i canoni fondamentali
della creativit artistica a tutto il mondo civile
(oggi, purtroppo, tutto ci si esprime
nellessere, come italiani, creativi quasi solo
per fini utilitaristici ed edonistici);
per quanto riguarda Dante, sappiamo che egli
ha trasfuso, in tutta la sua opera, molto di
quanto egli aveva ricevuto dal suo amato
maestro Brunetto Latini, e Rudolf Steiner ci ha
anche detto quanto occorreva per comprendere
che, su entrambi, agirono i raggi della saggezza
irradianti da Chartres. Questo chiuderebbe un
immaginario cerchio, perch a Chartres agirono
sulla terra le ultime, grandissime voci dei
10

Platonici, irriducibili anime, capaci ancora di


sentire che nel creato, nella Natura, vive la
Divinit. Quella dea raffigurata nella Madonna
nera l presente: Mater Materiae, la Madre di
tutte seguenti queste le sostanze che, come
luce-saggezza condensata in nera materia, in
sacrificio per il nostro divenire. In Essa, nella
Madre Natura, agiscono gli esseri elementari
aiutatori degli uomini. Questa considerazione
sulla dea Madre-natura, motiva a presentare
altre tre affermazioni di Steiner:

Quando lantico iniziato giaceva in un sonno


letargico per tre giorni e mezzo, egli si era
unito con la madre e aveva ucciso il padre in
s. Era divenuto senza padre. Cos doveva
essere infatti, perch egli doveva abbandonare
la propria individualit, doveva vivere in un
mondo spirituale superiore. Egli diventava
tuttuno con il suo popolo. Ma ci che viveva
nel suo popolo proveniva appunto
dallelemento materno. Egli diventava tuttuno
11

con lintero. Ma ci che viveva nel suo


popolo proveniva appunto dallelemento
materno. (O.O. 112 conf. 04/07/1909)
LAnima di popolo viene compenetrata dai
pensieri e sentimenti dei singoli individui, se
contempliamo il corpo eterico e astrale
delluomo, e poi contempliamo il corpo astrale
del suo popolo, vediamo che questo riceve il
suo colorito e le sue intonazioni dai singoli
individui. Ci sapeva lantico iniziato egiziano.
Ma sapeva anche di pi. Egli, quando
contemplava questa sostanza del popolo, si
chiedeva: <<Che cosa vive veramente
nellanima del popolo? Che cosa vedeva in
essa?>> La reincarnazione di Iside! Vedeva
come, un tempo, Iside avesse peregrinato in
mezzo agli uomini e agito nellanima del
popolo. (O.O. 106 conf. 14/09/1908)
Iside non era soltanto una divinit molto
misteriosa. Ella rappresentava anche, in
qualche modo, linsieme di tutti i pensieri
profondi che gli egiziani potevano farsi sulle
12

forze primordiali allopera nella natura


(O.O. 180 conf. 06/01/1918).

Da tutto ci possiamo desumere: nella scienza


dello Spirito ci viene detto che, oltre al padre e
alla madre naturali, in noi agisce un elemento
spirituale definito paterno e un altro elemento
spirituale definito materno.
Quello paterno rappresentato dal collegamento
che avviene, con lincarnazione, tra lio e il corpo
fisico, e si manifesta, con il tempo, in ci che
differenzia ogni essere umano dallaltro, anche se
appartiene alla stessa famiglia, popolo, razza: il
fondamento della propria individualizzazione e
dellegoismo. Lelemento materno
rappresentato dal collegamento che avviene, con
lincarnazione, tra il corpo astrale e il corpo
eterico, e si manifesta in quanto, attraverso il
legame del sangue, tende a mantenere sempre la
stessa forma e le stesse capacit attraverso le
generazioni.
Nelle iniziazioni antiche, in particolare nel
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periodo egizio-babilonese, era necessario che


liniziando lasciasse, per cos dire, dietro di s il
proprio io e affrontasse il viaggio nel mondo
astrale e spirituale provvisto solo del suo corpo
astrale e di quello eterico. Cos si evitava di
affrontare i problemi dellegoismo incipiente
dellio, che non era pi debole come in passato,
ma non poteva godere ancora di una piena e desta
autocoscienza come gli io attuali; linizio di
questa possibilit fu quello che conosciamo come
sacrificio del Golgotha. Questa realt ben
rappresentata dal mito di Edipo e, ancor pi, dalla
leggenda cristiana di Giuda da Kyriot (cio
nativo dellisola di Kyriot: iscariota). Questa
verit rappresentata dallantico, precristiano
detto dei misteri: Ha ucciso il padre e si unito
alla madre. Vediamo quindi, per quanto abbiamo
letto da Steiner, che nellAnima di popolo, nel
suo corpo astrale, fluisce quanto vive e tesse nei
corpi eterici e astrali degli uomini che ne fanno
parte, cio, il loro elemento spirituale-materno-
individuale partecipa e forma lelemento
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spirituale-materno-macrocosmico dellAnima di
popolo. Ma, nella sua Anima di popolo lantico
egizio si sentiva unito con tutte le forze e gli
esseri agenti nella natura terrena e cosmica, e in
essa vedeva vivere Iside stessa, lelemento
materno della saggezza spirituale. Steiner ci
precisa che, insieme allelemento materno-lunare
che legiziano trovava nellAnima di popolo-
natura-Iside, liniziando dei misteri, che lasciava
dietro il suo io, per mezzo di lei trovava Osiride
che, invece, gli portava incontro la saggezza
solare-paterna, la saggezza portata dallelemento
maschile-paterno dello spirito universale. In altre
parole i segreti della Musica delle Sfere e della
Parola cosmica, che gli svelavano i segreti pi
profondi sulla natura del suo vero essere, del suo
io.
Abbiamo ritrovato, in questo rapido escursus,
tutti gli elementi che, dal periodo storico egizio-
babilonese, sono fluiti, attraverso lAnima di
popolo italiana, nellanima di ogni appartenente a
questo popolo: gli impulsi del corpo eterico e
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astrale nel sangue e nei nervi, che sono


espressione delle forze solari e lunari antiche e
nuove, la natura che attraverso gli esseri
elementari, pu agire in forma particolare
nellatmosfera aereo-luminosa della nostra terra.
La luce del sole, attraverso laria in cui vive e
opera Natura-Iside-Anima di popolo italiana, pu
operare in forme differenti che altrove, e noi
abbiamo sentito dire da Steiner: Dante lo
spirito che ha animizzato, spiritualizzato e
ridestato lelemento egizio-caldeo. Ho appena
indicato lelemento solare in un impulso
importante della cultura latino-italiana, in
Dante.
Brunetto Latini ebbe un incontro soprasensibile
con la Dea Natura, e lo descrisse con vivezza nel
suo libro il Tesoretto; Dante port tutto ci
molto pi in alto, sino al sole e alle stelle (parola
con cui terminano le sue tre cantiche della Divina
Commedia), molto pi in alto, perch us la
nuova, solare parola della lingua italiana. Ora
possiamo comprendere perch egli disse che il
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suo maestro Brunetto Latini pecc contro


Natura: questo non significa ci che la nostra
sconcia cultura dice in proposito, giacch
Brunetto scrisse la sua opera diniziazione, il
Tesoretto, in francese. Egli, per Dante, trad un
sacro compito che, per nascita, doveva alla sua
Anima di popolo e, attraverso essa, alla Natura-
Iside che, ormai, dopo il Golgotha, era divenuta
Sophia-Maria-Beatrice, ovvero matrice di
beatitudine. Solo Lei ha il potere di portare Dante
sino al cospetto della fonte della Parola Cosmica,
dei tre Logoi, che Dante descrive con i tre dischi
luminosi: come lUno nei Tre, come i Tre
nellUno.Egli, come servitore della Parola
italiana, contempl la Parola divina.
S, Dante, come portatore di un impulso solare,
ha animizzato, spiritualizzato, e ridestato
lelemento egizio-caldeo oramai completamente
mummificato. Certo, nella Divina Commedia,
nella sua architettura artistico-compositiva, c
molto della conoscenza astronomica-astrologica
dei caldei-egizi, ma soprattutto c un ridestare,
17

uno spiritualizzare la Parola, al servizio del


Verbo. C una volont di ridare alle parole, ai
suoni vocalici e consonantici, la possibilit di
poter esprimere, anche attraverso il ritmo del
verso, in chi le pronuncia e le ascolta, lessenza
spirituale che vive in quei suoni.
<<Luomo dar un nome a tutte le cose>> dice
Dio nella Bibbia, e nel pronunciarli, in futuro,
essi rivivranno una nuova vita, non pi quella che
il Padre diede loro per un tempo definito, ma
quella vita che pot ridar loro il Cristo sul
Golgotha. L, la Parola universale rinacque per
sempre sulla terra, e rester con essa e con gli
uomini che impareranno a pronunciarLa per tutti
i tempi avvenire.
Ora, dovrebbe sorgere la domanda se sia proprio
vero che il popolo italiano sia chiamato a
svolgere un compito, attraverso la sua Anima di
popolo, legato alla lingua, alla parola, e se questo
consista nel far rivivere, spiritualizzandolo,
qualcosa che sperimentammo nel periodo di
sviluppo dellanima senziente. Dove troviamo i
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nessi adeguati? Eccone due assolutamente


indicativi, donatici da Steiner:

1. Ci fu un tempo in cui avvenne la


differenziazione della lingua unica, parlata da
tutti gli uomini, in molte lingue.
Limmaginazione della torre di Babele, o
Babilonia, ci testimonia di questa realt
avvenuta, in particolare, presso il popolo
babilonese che [dice Steiner nel ciclo Storia
occulta ebbe, fra gli altri] proprio questo
compito.
2. Limpossibilit, da un certo tempo in avanti,
per gli iniziandi egizi, di sentirsi avviati da
Iside verso Osiride che, solo, dava lesperienza
dei misteri dellio legati alla Parola Cosmica.
Dopo che Osiride fu ucciso e smembrato in
quattordici parti da Tifone-Seth, Iside fu la
vedova di Osiride, ovvero della Parola. Questo
avvenne quando Mos usc con il suo popolo
dallEgitto, portando con s i segreti dei
Misteri egizi legati alla Parola Cosmica.
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Questa, ora, doveva continuare ad agire


particolarmente nel popolo ebraico, in vista
della Sua incarnazione in Ges di Nazareth.
Mos pot far questo perch era il portatore
del corpo eterico di Zarathustra, mentre nel
popolo egizio, attraverso il suo fondatore
spirituale Ermete Trismegisto, fluivano le forze
del corpo astrale di Zarathustra.

Questi sono esempi di come la Parola abbia


sempre agito, con i suoi impulsi spirituali, sulla
terra e sugli uomini, prima dal macrocosmo, poi
avvicinandosi sempre pi alla terra, fino a
incarnarvisi attraverso il Mistero del Golgotha, e
quindi penetrando nelle anime umane.
Si dovrebbe fare ora una storia della parola, ma
non possibile in questo contesto. Mi limiter ad
alcuni punti essenziali per poter comprendere
meglio la parte finale di quanto dovr dire.
Levangelista Giovanni inizia cos: In principio
era la Parola, e la Parola era presso Dio, e la
Parola era Dio, e tutte le cose sono state fatte per
20

mezzo di Lei e nessuna cosa stata fatta senza di


Lei, e continua: In Lei era la vita e la vita
era la luce degli uomini e la luce risplende tra le
tenebre, ma le tenebre non lhanno ricevuta.
Queste parole ci portano al mistero del sole trino
che Giuliano lapostata voleva far rivivere, in
ritardo rispetto al giusto tempo passato e in
anticipo per il giusto tempo futuro: cio nel sesto
periodo, nel quale il Buddha Maitreya, come vero
Giovanni, testimonier la Parola cristizzata per
mezzo di una laringe plasmata dalle pure forze
dellamore, fondando impulsi morali negli
uomini che, liberamente, si saranno preparati a
ci. Quel mistero rivelava che dal sole
scaturivano luce, vita, amore. Questo irradia dal
sole verso la terra, ma vi fu un tempo in cui
quelle forze vivevano nella terra, in quanto sole,
terra e luna erano un solo corpo celeste. Sentiamo
cosa ci rivela Steiner:

Rivolgiamo la nostra attenzione al settimo


periodo dellepoca Lemurica che si svolto circa
21

25920 anni prima del nostro (). Per quanto


sorprendente possa essere, c una certa
analogia tra questo settimo periodo e il nostro.
Una analogia pi recente esiste tra il nostro
quinto periodo e il periodo della civilt egizio-
babilonese, ma ora stiamo parlando di una
civilt ancora pi antica: anche esteriormente,
cosmicamente, c una somiglianza. Sapete che
la nostra civilt, che iniziata nel quindicesimo
secolo, connessa con il cosmo, perch da quel
periodo il sole ha il suo punto vernale in pesci,
nella costellazione dei pesci. Prima, per 2160
anni, lequinozio si era presentato nella
costellazione dellariete [anche il nostro attuale
quinto periodo stato preceduto dal quarto,
durante il quale il sole sorgeva con il punto
vernale nella costellazione dellariete. n.d.a) ().
Durante il settimo periodo Lemurico, cio alla
fine della Lemuria, le condizioni cosmiche erano
analoghe a quelle che si verificano attualmente
() Luomo lemurico era costituito in modo
piuttosto diverso rispetto alluomo attuale. Tutto
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quello che, provenendo dalluniverso poteva


penetrare in lui, veniva accolto. In questo modo
luomo lemurico riceveva, praticamente, la stessa
saggezza che luomo di oggi ottiene grazie alla
sua testa, ma essa fluiva in lui dalluniverso ()
Dal cosmo essa penetrava nella sua testa, mentre
oggi non pu pi entrarvi. (O.O. 180 conf.
13/01/1918)

Adesso riferiamoci a unaltra rivelazione di


Rudolf Steiner che dice:

Ora, per poter veramente penetrare con lo


sguardo nellanima dellantico egiziano (),
dobbiamo tornare a guardare pi da vicino ci
che avvenne della nostra terra quando sole e
luna se ne separarono (). Quando [la terra]
conteneva ancora in s il sole e la luna, essa era
solo una specie di grande nube eterica () Da
quella massa di nebbia eterica originaria si
form, a poco a poco, una sfera di vapore
luminoso () finch, un certo momento, tutta
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quella massa di nebbia prese lapparenza di un


gran sole, risplendente nello spazio cosmico.
Questa luce rese possibile, che non solo luomo
potesse vivere con la terra nella forma
primordiale di allora, ma che nella massa di luce
vivessero anche tutti gli esseri superiori che non
assumevano un corpo fisico () La terra era
dunque un corpo cosmico popolato da tutte le
gerarchie; e la luce di cui quel corpo cosmico
era compenetrato, e che irradiava fuori nello
spazio, non era soltanto luce, ma forza damore;
quellamore che pi tardi doveva diventare la
missione della terra. Lamore formava la parte
sostanziale di quella luce. Non dobbiamo dunque
figurarci che ne irradiasse solo la luce, luce
fisica, ma questa era animizzata e spiritualizzata
dalla forza dellamore (). La coscienza
chiaroveggente constata che il corpo delluomo
di allora era fatto di una evanescente forma di
vapore, dun corpo daria o di gas, tutto pervaso
e compenetrato di luce. (O.O. 106 conf.
07/09/1908)
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In queste parole abbiamo sentito svelarcisi i


misteri del sole trino, i misteri di Luce, Vita,
Amore, che tanto appassionarono Giuliano
lapostata, un io centralmente legato ai misteri
del sole-Cristo: egli si reincarn in Herzelaide, la
vedova di Gamuret, madre di Parsifal-Manes,
quel Manes che nel terzo secolo d. C., grazie al
mistero del Golgotha, rifond i misteri solari
rinnovanti quelli dellantico Zarathustra, misteri
che dovranno giungere alla piena maturazione nel
sesto periodo storico. In quello stesso periodo ci
saranno svelati i segreti rapporti di Iside-Sophia-
Maria con il Cristo, e il Bodhisattva Maitreya
diverr il Buddha-Maitreya, acquistando la
capacit di pronunciare la Parola del Cristo in un
corpo tutto umano, in cui sincarner per la prima
e ultima volta. Manes si defin Figlio della
vedova, e Parsifal fu veramente, in tutti i sensi,
il pi grande Figlio della vedova; ma egli fu
capace di far rivivere in s Osiride. Il portatore
della Parola nella sfera solare rivisse in lui
25

mentre Manes era ancora in vita fra gli uomini


sulla terra, e non nella vita dopo la morte, dove
appunto agisce da quando Tifone lo uccise
smembrandolo. Parsifal-Manes riconquist, per
s e per lumanit, i misteri della Parola, quale
fonte del nostro io trino, della parola che si
manifestava dalle forze del sole trino: luce-vita-
amore. Parsifal riun in s il principio spirituale
materno, Iside-Sophia-Maria e il principio
spirituale paterno, il Cristo: trasfer tutta la
saggezza cosmico-stellare del suo corpo astrale
nel proprio corpo eterico, ove pot unirsi con la
saggezza del Cristo, ovvero con la piena
autocoscienza cristificata dellio, conquistata a
contatto col corpo fisico. Con ci realmente Iside
non fu pi vedova e si riun allo Sposo-Figlio,
come Steiner ci invita a considerare il Cristo. A
confermare tutto ci, si citano le seguenti parole
di Rudolf Steiner:

Le antiche leggende ci mostrano chiaramente,


con le storie di Edipo e di Giuda che vi era una
26

volta una saggezza primordiale divina, ma che


essa si inaridiva, una nuova saggezza doveva
venire. La nuova saggezza condurr gli uomini
alla meta a cui lantica saggezza non avrebbe
mai pi potuto condurli. Che cosa sarebbe
avvenuto, senza levento del Cristo, ce lo dice la
leggenda di Edipo. Quale fosse lopposizione al
Cristo, il rigido attenersi allantica saggezza, ce
lo dice la leggenda di Giuda. Edipo dovette
perdere la luce dei suoi occhi; il Cristo diede la
luce degli occhi al cieco nato, ma mor per mezzo
di chi aveva il carattere di Edipo [ovvero per
mezzo di Giuda n.d.a.], e nel quale ci viene
mostrato come lantica saggezza inaridisca a
poco a poco nellumanit (). Per questo fu
necessario limpulso del Cristo con levento del
Golgotha! () Per questo occorreva inoltre che
avvenisse anche qualcosa daltro, qualcosa che
lo scrittore del Vangelo di Giovanni descrive
cos. Ai piedi della croce vi era la madre, vi era il
discepolo <<che il Signore amava>>: Lazzaro-
Giovanni; quello che egli stesso aveva iniziato e
27

per mezzo del quale la saggezza del cristianesimo


doveva giungere ai posteri; quello che doveva
influenzare il corpo astrale degli uomini, in modo
che il principio del Cristo potesse vivere in loro.
Nel corpo astrale umano doveva vivere il
principio del Cristo, e Giovanni doveva farvi
fluire quel principio. Per questo era necessario
che il principio del Cristo si riunisse dallalto
della Croce con il principio eterico, con la
madre. Perci il Cristo disse dallalto della
Croce le parole: <<Donna, ecco il tuo
figliolo>>. E poi disse al discepolo: <<Ecco la
madre tua>> (Giov. XIX - 26,27) . Ci significa
che il Cristo unisce la sua saggezza con il
principio materno. (O.O. 112 conf.
04/07/1909)

Queste parole, tra laltro, ci rivelano chiaramente


gli impulsi di Lazzaro e Giovanni: ovvero
Christian Rosenkreutz e Giovanni-Raffaello-
Novalis, operanti rispettivamente nei nostri corpi
eterici e astrali, nel sangue e nel sistema nervoso,
28

quegli impulsi per mezzo dei quali Dante, San


Francesco e altri, poterono rinnovare quelli
antichi del terzo periodo egizio-babilonese, al
servizio dellAnima di popolo italiana. Ma
soprattutto dovremmo considerare Elia-Giovanni-
Raffaello-Novalis che, quali portatori delle forze
del Bodhisattva Maitreya, come io lo considero
con sempre maggior convincimento (cfr. di Mario
Iannarelli: Nessi esoterici del testamento
spirituale di Rudolf Steiner), viene cos descritto
da Steiner:

Ma non si pu parlare allumanit col vero


linguaggio solare, se prima lumanit non muove
incontro alla Parola con buona volont.
Lumanit aspetter dunque invano larrivo di un
successore dellantico bodhisattva; che un
bodhisattva vi sia o non vi sia, dipende dal fatto
che lumanit sappia muovergli incontro con
comprensione (), il problema non [] oggi che
gli uomini abbiano da aspettare il bodhisattva,
ma che questi debba aspettare che lumanit gli
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muova incontro con comprensione, prima di


poterle parlare col suo linguaggio. (O.O. 227
conf. 29/08/1923)

Molti nessi ci si sono potuti svelare, non ultimi


quelli collegati al sole-corpo eterico e alla luna-
corpo astrale che, specie a Pasqua, con il
rinnovarsi del cosiddetto Mistero del venerd
santo e del Golgotha, permisero a Parsifal di
iscrivere, grazie alla sua vittoria spirituale, il suo
nome nella luce astrale della Luna, come nuovo
Re del Graal. In merito a questa luce, c un
mistero cristico che Rudolf Steiner ha immesso,
attraverso vari germi, nella sua sterminata opera.
Vediamo insieme di coglierne qualcuno da
quanto abbiamo letto finora:

1. La perdita della luce per gli occhi di Edipo, che


si acceca da solo per i delitti commessi contro
lelemento paterno e materno;
2. Cristo rid la luce al cieco nato;
3. Giuda si oppone alla nuova luce-saggezza con
30

quella antica, destinata a disseccarsi;


4. Lindividualit di Lazzaro accoglie nel corpo
astrale la nuova luce-saggezza nata dalla
riunione della saggezza universale materna con
quella universale paterna. Questa tutta nuova
saggezza cristico-sofianica fluir, poi, nel
corpo eterico, eternandosi nella sua memoria
perenne, facendolo divenire custode e
trasmettitore di tale saggezza per i tempi e le
generazioni future.

Ho riunito i concetti di luce e saggezza perch


Steiner ce li addita in tutta la sua opera, ma in
particolare, per mezzo di una meditazione che,
fino a quando non ci don quella della Pietra di
Fondazione a Natale del 1923, egli indic fra le
pi potenti e importanti. In quanto ora legger
troveremo lo strettissimo nesso con la Parola, nel
suo significato pi vasto:

Nellattuale epoca dellumanit viene preparato


per tutti i corpi umani un organo anatomico
31

delicato, non rilevabile, vicino al centro della


parola [terza circonvoluzione cerebrale sinistra.
n.d.a.]. Tale organo non dipende dal karma
individuale. Esso sar lo strumento fisico per
ricordare le incarnazioni precedenti. (O.O. 152
conf. 01/05/1913)

Steiner prosegue spiegando che oggi, anche se


questorgano non ancora pronto, si pu ottenere
lo stesso effetto sviluppando tre forze dellanima
grazie a tre mantra da meditare; essi sono:

1. LA SAGGEZZA VIVE NELLA LUCE. Con


questa meditazione noi tratteniamo il pensare
dal collegarsi al cervello, con ci si pu
conoscere il proprio io e si pu guardare
indietro la propria vita fino a un punto che si
trova prima dellultima incarnazione. Qui c
la via per una conoscenza dellio umano che
possediamo unito al tutto fuori di noi;
2. LA SAGGEZZA IRRADIA NELLA LUCE. La
forza che impieghiamo nellanima come forza
32

del sentire quella che usiamo nel parlare: i


pensieri della vita interiore, compenetrati dal
sentire, diventano attivi nel cervello e creano
cos lorgano che lo strumento fisico della
parola. Allora noi tratteniamo nella nostra
anima la forza che quotidianamente
adoperiamo nel parlare. La parola
lincarnazione della forza intima dellanima.
Se invece di farla venir fuori nella parola,
sviluppiamo questa meditazione con pensieri
compenetrati di sentimento, diverremo capaci,
anche senza gi lorgano fisico adatto, di
guardare alle vite precedenti, alla vita tra
morte e rinascita;
3. LA SAGGEZZA DEL MONDO IRRADIA
NELLA LUCE. Possiamo sentire il nostro
essere collegato con la forza irradiante nella
luce e possiamo far irradiare e vibrare questa
luce attraverso il mondo. Dobbiamo sentire
limpulso del volere collegato con questa
meditazione. Se lo facciamo tratteniamo come
una forza che, altrimenti, passerebbe nel
33

sangue.

Abbiamo letto che nella luce c una forza


speciale, capace di collegare il nostro io al cosmo
per mezzo di un pensare che si svincoli dal
cervello fisico; una forza capace di incarnarsi
nella nostra anima, se usiamo la parola con la
coscienza e il sentimento profondo che essa
qualcosa di sacro. Infine, questa forza capace di
liberare la vera forza del volere che, altrimenti,
fluirebbe come istinti, brame e desideri naturali
nel sangue e nelle sue pulsazioni. Invece essa,
dopo aver servito il nostro volere, vorrei dire la
nostra Buona volont, deve essere lasciata
libera di reirradiare e vibrare, come luce,
attraverso il mondo.
Quello che desidero far risaltare, tralasciando
moltissime altre notizie inerenti questa triplice
meditazione, come questa particolare luce sia la
via pi necessaria e pi diretta per levoluzione
del nostro io, tramite il pensare, sentire, volere da
essa potenziati. Ma, soprattutto, preme ribadire
34

che questa luce cos speciale pu unirsi con il


pensare puro, e poi incarnarsi nella nostra anima
per mezzo della nostra parola. Dopo, essa potr
agire sul nostro sangue purificandolo, quale
supporto dellio nel corpo fisico, rendendogli
possibile un libero uso della propria volont. A
riprova di ci, Rudolf Steiner, in un altro ciclo di
conferenze, afferma:

Quella che, sola, oggi viene generata dalla


laringe per tramite dellaria, la parola, quella,
nellavvenire dellumanit, diventer creativa
() La parola diventer creatrice nei confronti
della formazione del sangue (). Esso potr
produrre ormai solo sentimenti puri, privi di
egoismo. Il genere umano diventer creativo
mediante la parola. (O.O. 96 conf.
01/04/1907)

Il terzo mantra dice: LA SAGGEZZA DEL


MONDO IRRADIA NELLA LUCE, e per quanto
abbiamo appreso, luomo stesso creer, in lui e
35

fuori di lui, reirradiando questa luce con la sua


parola.
La domanda che si impone ora : di quale luce
qui si parla? Per poter capire sar necessario
leggere alcuni versi dellimmaginazione di
Michele:

Voi, luminosi esseri dei mondi eterici,


Portate la Parola del Cristo verso gli uomini.
Cos appare lannunciatore del Cristo
Alle anime anelanti, assetate di Luce.
A esse irradi la vostra Parola di Luce
Nel tempo cosmico delluomo spirito...

In questi versi Luce e Parola sono assolutamente


collegate, e viene detto anche che questa Parola
di Luce irradia, e tutto avviene per volont di
Michele al servizio del Cristo, del Verbo, della
Parola. Ma non basta, rileggiamo insieme
lultima parte della Meditazione della Pietra di
fondazione:
36

Alla svolta dei tempi


La Luce universale dello spirito
Entr nella corrente terrena dellessere;
Oscurit notturna aveva dominato,
Chiara Luce diurna
Irradi nelle anime umane,
Luce, che riscalda
I poveri cuori dei pastori,
Luce, che illumina
Le sagge menti dei re.
Luce divina
Cristo-Sole,
Riscalda i nostri cuori,
Illumina le nostre menti,
affinch diventi buono
quel che noi fondiamo col cuore,
Quel che con le menti
Vogliamo portare alla meta.

In questi versi, la Luce, continuamente invocata,


collegata totalmente al Cristo, allelemento
solare, al cuore-sangue-corpo eterico e alle
37

menti-nervi-corpo astrale. Tutto ci ricollega ai


temi iniziali delle affermazioni di Steiner
sullazione dellAnima di popolo italiana, legata
allaria-sole-luce e alla parola della nostra lingua.
Per mezzo di questa, soprattutto, dovremmo
animizzare, spiritualizzare, ridestare ci che visse
e mor nel periodo egizio-babilonese: il potersi
collegare alla Parola cosmica. Tale compito
potrebbe essere realizzabile, dalle anime italiane,
per mezzo di Michele-Cristo e lAnima di popolo
che le collega alla Dea Natura e alla Sophia-
Maria stessa. Nella luce tessente nellaria di
questo territorio, posto al centro tra est, ovest,
nord e sud, c qualcosa che unisce tali anime
alla comunione col Cristo, come uno strumento
privilegiato. In esse pu rivivere, come compito
solare, la Parola perduta, che rese vedova Iside e
che ci stata potenzialmente ridonata dal Cristo
sulla terra come Luce-Saggezza, come impulso
Cristo riunito alla Saggezza. Lazzaro-Giovanni
ne stato il primo portatore, per ridarlo, poi,
allintera umanit, ma noi sappiamo che
38

Giovanni-Raffaello ha voluto incarnarsi e agire


proprio fra noi italiani, e le sue spoglie giacciono
nel Pantheon di Roma. al centro di questo
territorio. Ma, quella saggezza-luce giace
dormiente e invisibile dietro la statua del Gruppo
ligneo del rappresentante dellumanit. Cos
Steiner la descrive in una conferenza (O.O. 180
conf. 08/01/1918), in cui ci don la leggenda
della Nuova Iside, da lui immaginata per noi.
Essa invisibile ai pi, ma reale, e porta,
evidentissima, la scritta: Io sono luomo. Io sono
il passato, il presente, e lavvenire. Ogni mortale
dovr sollevare il mio velo. Perch ogni uomo
dovr diventare immortale nella sua anima, se lo
vorr liberamente. E Steiner, mentre narra e
descrive il mito della Nuova Iside, dormiente
dietro la statua del rappresentante dellumanit, ci
dice che, nella figura scolpita dellEssere
dellumorismo, posta in alto a sinistra, dovremmo
riconoscere, tra laltro, uno stranissimo
personaggio: un tale Till Eulenspiegel, vissuto nel
nord Europa nel 14 secolo. Personaggio
39

burlesco e canzonatore, che esegue alla lettera le


parole degli ordini ricevuti dai suoi padroni,
generando sempre dei disastri, mostrando, cos, la
mancata aderenza tra le parole dette e il senso dei
pensieri di cui erano solo veste astratta.
E Steiner continua:

Egli [cio Till Eulenspiegel] si attiene alle


parole, e in questo veramente il rappresentante
dellepoca attuale. E in effetti ci che lo
caratterizza veramente: le parole sono oggi
molto lontane dal loro senso originale ().
Allinizio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e
il Verbo era Dio. Ma il Verbo diventato pura
fraseologia ed stato separato dalla sua origine.
La parola risuona, ma non si cerca pi il suo
legame con la realt (). Abbiamo segnalato
che, nei tempi antichi, gli uomini che arrivavano
alla pubert, non attraversavano come oggi una
trasformazione della loro voce o di unaltra parte
del corpo, ma anche una metamorfosi della loro
anima. Abbiamo indicato come lantico mito di
40

Osiride-Iside era legato alla sparizione di questa


metamorfosi nelle anime degli uomini. Lessenza
di queste forze trasformanti lanima, che
penetravano negli uomini nel momento della
maturazione sessuale, doveva ritornare sotto una
nuova forma, nella misura in cui essi ritrovavano
la sostanza della parola (). Un nuovo elemento
deve introdursi nella coscienza umana.

Sappiamo dallantroposofia che la coscienza un


attributo del corpo astrale, questultimo
compenetra lanima senziente, larto dellanima
che collega, in particolare, noi italiani con la
nostra Anima di popolo. Sappiamo che essa ci d
un impulso solare per rinnovare quanto ci viene
incontro dal periodo egizio-babilonese, in cui
tutta lumanit svilupp proprio lanima
senziente. Per ottenere tale ringiovanimento delle
forze del terzo periodo, gli uomini sono chiamati
a sviluppare un principio del tutto nuovo, ma
strettamente legato alla necessit di ritrovare la
sostanza reale delle parole, del linguaggio. In
41

questo, le anime italiane godono di un certo


vantaggio. Tale principio del tutto nuovo Steiner
lo annuncia cos:

Il principio importante che deve penetrare nella


nostra civilt [] il principio del ringiovanimento
del corpo eterico collegato allinvecchiamento
del corpo fisico.

Abbiamo letto due importanti notizie, che


indicano stretti nessi tra un processo di
ringiovanimento nel corpo eterico, e un altro
nella coscienza-anima senziente-corpo astrale,
ma entrambi sono legati alla necessit che gli
uomini ritrovino il rapporto con lessenza della
Parola. Ci tanto pi necessario in Italia, dove
tutto stato predisposto affinch tale missione-
compito si realizzi. La stessa Marie Von Sievers,
legata per destino al rinnovamento dellarte della
parola, venne e lavor molto in Italia, sino a
scoprire i nessi nascosti tra il linguaggio fatto di
luce-colore dei quadri di Raffaello, e la potenza
42

linguistica insita nelle parole delle opere di


Novalis. Basta gi solo pensare alla sua opera I
discepoli di Sais, per comprendere come tutto
sia collegato.
Domandiamoci ora: come, e perch, questo
elemento del tutto nuovo, deve penetrare nel
nostro corpo astrale per poter, poi, ringiovanire il
corpo eterico fluendo in esso, e di che si tratta?
Sentiamo ancora cosa ci dice Steiner in
proposito:

La testa lapparato della nostra saggezza,


essa lo strumento dal cui sviluppo dipende la
prima forma della nostra saggezza. Ora lo studio
anatomico e fisiologico mostra che la testa ha
tuttaltro sviluppo che il resto dellorganismo
stesso. La testa si sviluppa rapidamente, il resto
dellorganismo lentamente (). Nella nostra
epoca, la nostra testa, il nostro sviluppo
cerebrale, si compie nel corso dei nostri 27, 28
anni circa, il resto dellorganismo ha bisogno di
tutta la vita fino alla morte; ci necessaria tutta
43

la vita per realizzare ci di cui la testa si


appropria in un tempo relativamente corto, e ci
si associa a dei segreti (). Si pu acquistare
rapidamente il pensare intellettuale (), ma
questo insieme di conoscenza non trasformato
in sapere del cuore, rimasto dappertutto
cerebrale, perch gli uomini non tengono pi
conto di ci che interviene nella vita dopo il 27
anno, perch essi non comprendono ci che si
prende dallet, potrei dirlo cos: restare giovani
diventando vecchi. Perch gli uomini non hanno
mantenuto la loro vitalit interiore: il calore del
cuore non sale verso la testa, il loro cuore si
raffreddato (). Trasformando a poco a poco il
sapere della testa nel sapere del cuore, si
produrr allora un vero miracolo! () Il vero
miracolo si compir quando luomo potr
risentire il ringiovanimento del suo corpo
eterico. () luomo per la sua testa una
riproduzione delluniverso, per il resto del suo
organismo separato da questo universo, in
questo organismo egli riceve come una sorta di
44

pioggia per lanima (). Egli sapr di ricevere


incessantemente dalluniverso i segreti delle
stelle, penetranti nella sua testa, che dovr,
durante la sua vita, elaborare questi segreti nel
resto dellorganismo, per conservarli sulla terra,
e attraverso la morte, nei rapporti con luniverso
spirituale. (O.O. 180 conf. 12/01/1908)

Eccoci giunti al punto in cui Rudolf Steiner ci


comunica qual il principio che, mentre penetra
nel corpo astrale, deve essere portato a coscienza
per poter ringiovanire il corpo eterico,
ricollegando i pensieri della testa al cuore,
avendo al centro la laringe, che dovr rivestirli
con parole aderenti alla loro essenza, redente di
fronte a Till Eulenspiegel. Questo principio cade
come una pioggia nella nostra anima, una pioggia
di luce spirituale che sintesse ritmicamente
nellatmosfera della terra, nel corpo eterico della
terra, dove si insediato il Cristo con Michele,
che indica alle sue schiere di portare la parola di
Luce-Cristo verso gli uomini, come detto nella
45

Meditazione di Michele. Poich intorno a noi -


da questo corpo eterico che circonda la terra e
che determina anche i ritmi delle stagioni
nellatmosfera, nella Tunica del Cristo, che non
fu divisa sul Golgotha - poich, intorno a noi, la
volont del Cristo domina nei ritmi universali,
donando grazie agli uomini. Ma la grazia del
Cristo Parola, e questa Parola gi udita anche
dagli esseri eterici della Natura, gli esseri
elementari che aiutano gli uomini perch possano
udirla anche loro. E questi esseri della Natura-
Iside-Sophia con cui collegata la nostra Anima
di popolo, che vogliono far vivere in noi
lelemento materno, sono anche quelli che, al
servizio degli Angeli, vogliono farci unire con il
principio maschile universale. Questa Parola-
Luce, questo Sole-Cristo deve riscaldare i nostri
cuori, illuminare le nostre menti, poich la
tenebra notturna terminata, e chiara luce diurna
irradia nelle anime umane; cos dice la
Meditazione della Pietra di Fondazione. Tale
Luce irradia ritmicamente cos come lo descrive
46

Steiner:

Tra luniverso spirituale - poich luniverso


permeato di esseri spirituali - e la terra sulla
quale abitiamo, non vi un mezzo intermedio
inerte. Una fine sostanza che non pu essere
prodotta in laboratorio chimico, poich non un
elemento chimico, fluisce continuamente sulla
terra provenendo dal vasto universo () da tutti i
lati fluisce verso di lei una materia cosmica, una
fine sostanza cosmica che penetra un poco anche
sotto la superficie terrestre. Cos, dallo spazio
cosmico una sostanza che non fisica, che non
chimica, si dirige verso la terra: qualcosa di
spirituale, una sostanza aurica che penetra fin
dentro il corpo della terra. Da essa traiamo le
forze che utilizziamo quando dal mondo
spirituale ritorniamo sulla terra per incarnarci.
importante sottolineare che questa sostanza,
che fluisce nella terra e, successivamente,
defluisce nel cosmo, viene utilizzata dalluomo
quando muore. Lessere umano trova in questa
47

sostanza, quando essa defluisce, le forze che gli


permettono di penetrare nel mondo spirituale.
Questa sostanza () penetra nella terra fino a
una certa profondit, e poi ne esce nuovamente.
Cos che si pu certamente percepire una sorta di
inspirazione di etere, o di sostanza aurica della
terra, e successivamente una espirazione (),
allora si sa come essa pu essere posta in
rapporto con tutto ci che ci attornia, e
soprattutto con la vita umana (); queste
sostanze penetrano sotto terra, e vi restano per
un certo tempo. La sostanza che fluisce
allinterno di un certo anno, fuoriesce solo dopo
alcuni anni () penetra velocemente, ed esce
lentamente. Quando si osserva attentamente
lessere umano, si nota che quando discende
dalluniverso per nascere, egli utilizza le forze
della sostanza entrante.

[Qui dovrebbero essere presentate notizie relative


ai misteri di fecondazione, nascita e morte. Mi
limiter a citare quelli di due fecondazioni molto
48

particolari: la prima, fisica, quella che, negli


antichi popoli del nord Europa, avveniva
pressoch nel periodo in cui oggi cade la Pasqua,
decretando spiritualmente speciale il primo
bambino maschio che sarebbe nato dopo la
mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre successivo,
chiaramente legata allAnima Natanica, all<<Ex
Deo nascimur>> e alla Luce spirituale delle 13
Notti sante; la seconda fecondazione, spirituale,
che avviene durante la 15^ settimana del
Calendario dellanima, determinata da un
Dono che, nella 17^, viene inequivocabilmente
attribuito alla Parola universale, ed
chiaramente collegabile al motto <<Per Spiritum
Sanctum reviviscimus>>. Tale fecondazione pu
avviare a una nascita del proprio s superiore
nella 38^ settimana, quella di Natale, e ad una
spirituale morte sacrificale, ricercata e voluta
nella Pasqua successiva. Lio umano dovr
imparare a vivere coscientemente con quel
Dono durante lanno, e rinnovando questo rito
ogni anno successivo, e tutto ci si lega all<<In
49

Christo morimur>>].
E Steiner continua: Poi, con il passare degli
anni, perde il legame con questa sostanza. Da
quanto detto comprenderemo che la testa quella
parte del corpo umano particolarmente in
rapporto con la sostanza entrante (), essa
perde relativamente presto, non durante
linfanzia, ma relativamente presto, il rapporto
con queste forze centripete. Per questo la sua
formazione e il suo sviluppo si arrestano presto
(). Mentre luomo vive sulla terra il resto del
suo organismo, tranne la testa, si impadronisce
delle sostanze e delle forze che defluiscono [dalla
terra], tutto lorganismo, tranne la testa, se ne
imbeve, e sono queste forze che possono
ringiovanire lorganismo (). Esse sono le forze
ringiovanenti che agiscono sul corpo eterico e
che, mentre diveniamo fisicamente pi vecchi, lo
rendono sempre pi paffuto (). Nellepoca
Lemurica era lo stesso cosmo che rivelava
alluomo quello che poteva conoscere del proprio
io, ovvero della forza pi interiore della propria
50

anima (). Ma perch luomo potesse trovare


sulla terra ci che un tempo aveva ricevuto dal
cielo, gli fu inviato il loro messaggero pi
grande, il Cristo. Il mistero del Golgotha quindi
un fatto cosmico, in quanto luomo aveva perduto
ci che gli era stato svelato dal cielo, dal cosmo,
dai tempi della Lemuria. Quindi apparve
limpulso che gli si pot svelare dalla terra
stessa, solo che luomo deve gradualmente
sviluppare quello che gli stato rivelato dalla
terra nellimpulso del Cristo, e svilupparlo
proprio con quel processo di ringiovanimento del
quale abbiamo parlato (), si pu dire che, tutto
quello che stato esposto sullassenza di
armonia tra uomo-testa e uomo-cuore, sia oggi
una situazione storica mondiale (). Non solo
ogni uomo in particolare, ma lumanit ha in
certa misura disimparato a collegarsi alle forze
di ringiovanimento. Lumanit non uscir
facilmente da questa situazione (). [Lumanit
e luomo] dovrebbero attualmente e nel prossimo
avvenire porre tutta la propria attenzione su
51

questo fatto(). Eccoci condotti a cose molto


importanti e molto profonde (). Esse ci sono
altrettanto necessarie del pane quotidiano.
Altrimenti levoluzione dellumanit fallir, o si
fermer, se non verr scoperto il cammino che
conduce al ringiovanimento. (O.O. 180 conf.
13/01/1918)

Queste cose ci sono altrettanto necessarie del


pane quotidiano. Queste parole furono
pronunciate da Steiner nel 1918, alla fine di una
conferenza tenuta nel primo Goetheanum, ovvero
nella Casa della Parola, come egli stesso lo
defin, parlando da dietro un pulpito scolpito nel
legno in forma di laringe. Circa quattro anni
prima, sempre nel Goetheanum ancora in
costruzione, egli tenne il ciclo LEdificio di
Dornach come simbolo del divenire storico,
durante il quale parl dellAnima di popolo
italiana e del suo impulso solare realizzatosi in
Dante. Ebbene, se quanto si cercato di indicare
nella linea della verit, voglio dire dellEssere
52

della Verit, allora potranno comprendersi pi


profondamente le parole con cui Steiner termin
quel ciclo:

Sappiamo che il Cristo vivo e che possiamo


sapere la cosa giusta se lasciamo che Egli sia per
noi il Grande Maestro, la guida della nostra
saggezza spirituale. Egli si tuttavia espresso
con parole che significano: << Voi potrete essere
miei seguaci, nel pi profondo, solamente se non
riconoscerete in senso puramente esteriore le
parole e gli ideali che non periranno con la
terra>>. Di queste parole ha detto Egli stesso:
<<Moriranno il cielo e la terra, ma le mie parole
non moriranno.>> (O.O. 287 conf.
25/10/1914)

Abbiamo bisogno di queste cose come il pane


quotidiano, perch solo con esse, e per esse,
potremo andare incontro al perire del cielo e della
terra, perch le Parole del Cristo non periranno.
Le ultime parole possono essere queste: portiamo
53

nelle nostre anime italiane almeno il sentimento,


e se possibile lideale, del compito che ci lega
strettamente alla nostra Anima di popolo, quel
compito che pu risuonare da queste parole di
Steiner:

SE IO PARLO DEL CRISTO,


ALLORA NE PARLO SAPENDO
CHE UNENTIT AGENTE IN MODO VIVO
EGLI CI AIUTA,
SENTIAMOLO TRA NOI ED EGLI CI AIUTER.
MA, NOI DOBBIAMO IMPARARE
A PARLARE LE SUE PAROLE
E OGGI LE SUE PAROLE
SONO LA SCIENZA DELLO SPIRITO.
COS PER IL PRESENTE.
E DOBBIAMO, PER QUANTO STA A NOI,
AVERE IL CORAGGIO DI TESTIMONIARE,
IL PIU AMPIAMENTE POSSIBILE,
QUESTA SCIENZA DELLO SPIRITO,
DAVANTI A NOI STESSI
E DAVANTI AGLI ALTRI.
54

La nostra lingua, forgiata dallanima per lanima,


pu parlare del Dio solare con una capacit unica
di far sentire il Cristo in noi. La Parola si fatta
carne: con i suoni della nostra lingua, ove fosse
redenta, potremmo collaborare, insieme agli altri
popoli, affinch si rifaccia Spirito.
55
56

BIBLIOGRAFIA

RUDOLF STEINER

O.O. 180 I MITI ANTICHI E IL LORO SIGNIFICATO - Tutto

O.O. 106 MITI E MISTERI DELLEGITTO - Tutto

O.O. 287 LEDIFICIO DI DORNACH COME SIMBOLO DEL


DIVENIRE STORICO..
Conf. 18/10 e 25/10/1914

O.O. 112 IL VANGELO DI GIOVANNI IN RELAZIONE CON


GLI ALTRI TRE
Conf. 04, 05, 06/07/1909

O.O. 148 IL QUINTO VANGELO. RICERCA DALLA


CRONACA DELLAKASHA
Conf. 05/10/1913

O.O. 233 LA STORIA ALLA LUCE DELLANTROPOSOFIA


Conf. 27/12/1923
57

O.O. 157 DESTINI UMANI E DESTINI DEI POPOLI


Conf. 28/11/1914

O.O. 93 NATURA E SCOPI DELLA MASSONERIA

O.O. 144 PARSIFAL E AMFORTAS - I MISTERI


DELLORIENTE E DEL CRISTIANESIMO
Conf. 5, 7/2/1913

O.O. 122 GENESI. I MISTERI DELLA VERSIONE BIBLICA


DELLA CREAZIONE
Conf. 17, 18, 19/8/1910

O.O. 121 LA MISSIONE DI SINGOLE ANIME DI POPOLO

ALTRI AUTORI

- Conferenza di Stefano Pederiva


SOLARITA DELLANIMA ITALIANA
Su numeri 5 e 6 anno 2000 Rivista Antroposofia

- Conferenza di Stefano Pederiva


LANIMA SENZIENTE FRA PASSATO E FUTURO
Su numero 5 anno 2004 Rivista Antroposofia

- Guenther Wachsmuth
58

ARCANGELI IN CONCILIO

- Mario Iannarelli
NESSI ESOTERICI DEL TESTAMENTO SPIRITUALE DI
RUDOLF STEINER

- Mario Iannarelli
SULLA VIA DAL MISTERO ALLA SAGGEZZA DEL GRAAL

- Mario Iannarelli
LA MISSIONE OCCULTA DELLANIMA DI POPOLO
ITALIANA

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