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© 2017 EDITRICE CAMBIAMENTI

I EDIZIONE
ISBN 978889602932-9

La Leggenda della rosa di Natale

EDITRICE CAMBIAMENTI sas
www.cambiamenti.com
cambiamenti@cambiamenti.com

Editing Giuseppina Pistillo

Acquerelli di Elisabetta Navizzardi

E’ vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa
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La Leggenda della rosa di Natale

di Elisabetta Navizzardi

CambiaMenti

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Tanti anni fa, in una profonda grotta
fredda abitava una nano di nome
Gifrido. In un angolo buio sotto una
grande pietra aveva un nascondiglio nel
quale nascondeva delle pagliuzze dorate.
Ogni giorno spostava il grande sasso per
ammirare la lucentezza della paglia.
Gifrido viveva con grande gioia il mutare
delle stagioni. Spesso lo si vedeva in
autunno saltellare e giocare con le foglie
colorate ondeggianti dal vento. Egli amava
particolarmente questa stagione, perché
i fiori e gli alberi che avevano ornato la
superficie della terra brillavano dai colori
giocosi, per dare l’ultimo saluto al Sole,
che aveva collaborato alla loro crescita.
Ma gli piacevano anche i temporali, le
nuvole grigie che correvano nel cielo e la
pioggia scrosciante.

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Dopo che gli alberi avevano lasciato
cadere le ultime foglie, e che il freddo
aumentava di giorno in giorno, il piccolo
nano si ritirò nella sua grotta. In un
cantuccio quasi dimenticato vide un paio
di semi portati dal vento fino là. Non ci
fece caso, ma si diresse verso il suo sasso
per godersi lo splendore delle pagliuzze
dorate. Assorto nei suoi pensieri si sedette.
Rifletteva sulle stagioni, la primavera
lontana, l’allegrezza dell’estate, l’autunno
colorato nelle cui foglie aveva razzolato
or ora, e sull’inverno che era alle porte.

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A un tratto sentì arrivare una vocina dal
cantuccio lontano: “Ascoltami nanetto:
vorrei raccontarti una storia. D’estate
abitavo nel cuore di un bellissimo fiore.
Mi destavo ai primi raggi del Sole.
La rugiada era il mio cibo, più il Sole
sorgeva, più mi scaldava, e i petali si
aprivano. Era meraviglioso. Desideravo
che il tempo si fermasse. Ma il Sole
pian, piano tramontava. Calava la notte
rischiarata dalla Luna. Le forze della
natura trasformavano il fiore in un frutto.
Cadde al suolo, ed eccomi, avvolto nella
terra, ad aspettare che i caldi raggi del
Sole mi sveglino”.

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