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Gerión ISSN: 0213-0181

2000, n.° 18: 343-359

La Satira IV di Giovenale ed il supplizio
di san Giovanni a Roma sotto Domiziano

ILARIA RAMELLI
Milano. Università Cattolica del S. Cuore

SUMMARY

Juvenal’s IV Satire is undoubtely a strong attack against Domitian, but scho-
lars do not agree about its interpretation. Recently it has been supposed that the
fish —it is the very subject of the satire and is captured and offered to the empe-
ror, who convokes the Senate in order to decide how to cook it— represents the
Vestalis Maxima Cornelia, who was put to death by Domitian because of her sup-
posed incestus. This interpretation has the merit of evidentiate the historical and
religious character of the fact to which Juvenal here intended to allude. The sati-
re presents several references to the Christians, who were in fact persecuted by
Domitian: e. g. Juvenal deplores the condemnation of Acilius Glabrio, who was
put to death by Domitian with the accusation of political opposition and Christia-
nity; he speaks of delatores, who played an important role in the anti-Christian
persecution, and of cerdones, perhaps —again— the Christians; the fish could be
a Christian symbol, and so on. I suppose that the satirist had here in mind the tor-
ment of St. John, who according to Tertullian and Hieronym was brought from
Ephesus to Rome and put into a dolium ferventis olei: he remained alive and was
then exiled to Patmos.

La IV satira di Giovenale è impostata come una durissima critica
contro Domiziano per un fatto apparentemente privo di importanza: la
convocazione del Senato finalizzata a decidere che fare di un enorme
pesce venuto da lontano e recato all’imperatore. Questa satira è stata
generalmente interpretata come una denuncia dell’oltraggioso tratta-
mento spesso riservato al Senato da parte di Domiziano e delle nume-
rose condanne a morte emesse dall’imperatore ai danni di illustri mem-
bri della nobiltà romana. Questa lettura appare sostanzialmente corretta
e pienamente legittimata dalle parole stesse di Giovenale. Si è però pro-
babilmente sottovalutato il valore specifico del curioso episodio del
pesce, che incontestabilmente costituisce il fulcro della satira. Ha avu-
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«Juvenal’s Fourth Satire».° 18: 343-359 . 1963. Luisi. «Cabinet Meeting. S. 12. cfr. Greece and Rome.. ibid. 1974. 1990: Roman Poetry and Drama. 162. Colton. di cui l’Autore mi ha fatto gentile omaggio. Bruxelles 1981. Sat. per le precedenti interpretazioni della satira come una ge- nerica denuncia dell’aberrazione del potere nelle mani di Domiziano e dei cattivi rapporti con il Senato. IV. Classical Bu- lletin. W. III. il quale con lucida precisione ha colto nella satira il riferimento ad un episodio storico realmente accaduto sotto Domiziano e segnatamente una condanna di una persona al sup- plizio per una colpa che rientra nella sfera religiosa. «Auctoritas e potestas di Domiziano Pontefice Massimo». VI. 121-137. in Grec et Latin en 1981: études et documents. Introduzione. Recentemente si pone sulla linea interpretativa tradizionale J. 1962. 11-12. G. Heilmann. 1967. Juvenal’s Fourth Satire. R. Giovenale. 1993-94. J. 1-4. J. «The Structure of Juvenal IV». Satire». 1973-74. Marache. C. American Journal of Philology. come indi- ca il prodigio di questa pesca straordinaria. by F. Invigilata Lucernis. 77-78. WJA 19. P. Leeds 1990. Juvenal’s Fourth Satire». Gerión 344 2000. A Reprise». Comedy. Oggi è uscita una fonda- mentale opera di Aldo Luisi.. Vorrei ricordare inoltre: W. in particolare lo studioso pensa alla condanna della Vestalis Maxima Cornelia da parte di Domiziano ad essere sepolta viva ed invoca fra l’altro la somiglian- za tra la profonda padella (testa alta. 1969. «Licet et considere. Quaderni di Invigilata Lucernis. N. Statius and the Flavian Establishment». O’Neil.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. Heath. E. 1956. White. 358-370. Griffiths. 4. Deroux. «Ec- ce iterum Crispinus». 68-73. Greek Epic. Viré. R. Helmbold . Paris 1965. to il merito di attirare l’attenzione su questo aspetto e di interpretarlo in senso religioso Deroux. Invigilata Lu- cernis. 131) destinata al pesce e la fos- sa che accolse Cornelia.. V. 34-35)». 2 A. T. 50. Luisi. Cairns . Sullo stesso episodio richiama l’attenzione il recente intervento di Luisi2. res vera agitur (Iuv. Flin- toff. éd.. «Juvenal. Iuvenal. E. 77. 40. il quale. American Journal of Philology. 115. 16. «Zur Frage der Parodie in Juvenals 4. Grammaire et commentaire: à propos du turbot de Domitien. Il Rombo e la Vestale. Tuttavia la padella per la cottura 1 C. 159-178. E. Classical Bulletin. n. Rheinisches Mu- seum. 11. 151-169. 134-150. Eiusd. Adamietz. J. «Zur Komposition der vierten Satire und des ersten Satirenbuches Juvenals». Par G. Kenney. v. 6. Satira IV. in Papers of the Leeds International Latin Seminar. 29-40. Proceedings of the Cambridge Philological Society. e nella quale egli riprende con maggiore ampiezza ed organicità le tesi svolte negli articoli precedenti: A. Clack. ed. che discute anche la satira IV ed afferma che il ma- teriale per la parodia è fornito dal perduto Bellum Germanicum di Stazio. 185-200. che ritiene la satira ri- volta contro il modo di detenere il potere da parte di Domiziano. secondo cui la cattura del rombo gigantesco sa- rebbe un segno divino finalizzato ad accusare il comportamento di Do- miziano. se non restituirà la pax deorum già rotta. traduzione e commento. «The Structure of Juvenal IV. 181-189. 337-382. 1990. 1993.M. Colpisce soprattutto il ruolo di Pontefice Mas- simo attribuito a Domiziano e non giustificato dalla semplice decisione sulla modalità di cottura di un pesce. Bari 1998. perirà tragicamente come un pesce preso in una rete1. 188.E.

Traité de la Pres- cription contre les Hérétiques. la più antica delle sue opere dottrinali e risalente agli anni verso il 2003. 785-790. venne esiliato a Patmo. ci offre una breve noti- zia apparentemente ignota alla tradizione precedente: Giovanni sarebbe stato a Roma e vi avrebbe subito un terribile supplizio. Roma 1955. Monarchianische Prologe zu den vier Evangelien.. cit. Les premiers grands exégètes latins.. in quanto la seconda leggenda è propria degli apocrifi Acta Johannis (c. Jean. alla presunta morte di Giovanni per martirio sotto Erode Agrippa nel 44 (Braun. Feuillet. B. che può ben derivare da un’altra fonte molto più fededegna. vv. Feuillet. quale ad es. D. L’apo- logista infatti nel De praescriptione haereticorum. che supponeva come fonte per il passo del De praescriptione un’ipotetica Historia ecclesiastica de Johanne Apostolo et evangelista pro- babilmente mai esistita –i passi addotti dal Corssen sembrano piuttosto provenire dagli apo- crifi Acta Johannis di Leucio Carino–. Braun. 23-64. Les Praescriptiones chez Tertullien. M. 379. Texte und Untersuchungen 15. del pesce non assomiglia troppo alla fossa terragna in cui fu calata Cor- nelia ed il tenui muro del v. Foi.. A. 345 Gerión 2000. coll. per altro senza portare argomenti a sfavore della sua storicità: argomenti validissimi sono opposti. Introduction à Tertullien. sì. La Rivelazione e le sue Fonti nel De praescriptione haereticorum di Tertulliano. contra Braun. riportano la tradizione: arrestato ad Efeso e recato prigioniero a Roma. Paris 1967. 89 sgg. II. ma è invenzione da tenere ben distinta dalla tradizione tertullianea. l’episodio riferito da Giovenale. in un passo in cui ri- corda la preminenza della Chiesa di Roma fra le chiese cristiane ed as- socia ad essa Pietro. Écritures et Tradition. Paris 1983. Paolo e Giovanni (36. VI. Tradizione e culto. Leipzig 1896. Gli ultimi due studiosi –e il Feuillet riferendosi al Braun– di- chiarano leggendario il supplizio di Giovanni a Roma. non inficiano minimamente l’eventuale storicità del passo di Tertulliano. Corssen. Vellico. La letteratura cristiana antica greca e latina. M. Le acute confutazioni del Braun contro l’ipotesi del Corssen (P. Giovanni fu gettato in un calderone d’olio bollente da cui si salvò: sospettato allora di ma- gia. Michaelides. 2-3).) fra la tradizione del supplizio romano in olio bollente e quella della coppa avvelenata. e 86-88.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. l’immersione 3 A. 55. 9. 341-342. come suppongo. 147-148. R. Paris 1957. M. sembra adat- tarsi molto più al dolium che non alla fossa. Jean le Théologien et son évangile dans l’É- glise ancienne. 4 F. Jean (Saint). Refoulé. cit.. 335-340. L’accostamento operato dal Braun (ibid. in Catholicisme. accostamento volto a negare la storicità di entrambi gli episodi. In- troduction à l’Histoire de l’Exégèse. non si comprende poi perché la Vestale avrebbe dovuto essere assimilata ad un pesce e so- prattutto non si adattano a Cornelia né il carattere di «straniera» attri- buito alla bestia («peregrina est belua». Jean. 46. Roma 1935. Paris 1969. n. 127) né la denuncia al fisco («res fisci est». F. Paris 1959. molto probabilmen- te inventata. C’è un passo di Tertulliano che in effetti sembra illuminare. 47-56). Laterano. in Bibliotheca Sanctorum. Milano 19882. v. Giovanni Evangelista. proprio perché sottile. 1.. appare privo di fondamento. Je- an. 79-80). Spadafora. coll. cit. Sources Chrétiennes. VI. v. Egesippo. de Margerie. ancor più del seppellimento della Vestale. I.° 18: 343-359 . 132. col. cfr. Simonetti. 341-342).

s. 1995. Se Giovanni si recò a Roma quando aveva già scritto il Vangelo. forse lo portò con sé e lo fece conoscere. nell’olio bollente4. Martyr. Bi- bliotheca Hagiographica Graeca. patron des imprimeurs. coll. ubi Paulus Iohannis exitu coronatur. Ma potrebbe anche essere avvenuto qualche tempo prima della relega- zione: la breve e riassuntiva notizia di Tertulliano. 11. II. «ad finem Domitiani imperii» (Adversus Hae- reses. Nouve- lle Revue Théologique. la quale ebbe luogo. Hieron. V 30.. 899-932. Biblica. Milano 1984. «L’emploi du verbe ‘demeurer’ dans la mystique johannique».Latine. Paris 1947.° 18: 343-359 . Turnholti 1954. 124-127. 848-49. ubi Petrus passioni dominicae adaequatur. de la Potterie. 712. R. interessato soltanto a mostrare le persecuzioni che dovettero subire gli apostoli dallo Stato. Rouen 1914. 5 Mi riferisco all’ed. Quinti Septimii Flo- rentii Tertulliani Opera pars I. 843-852. «Le témoin que demeure: le disciple que Jésus aimait». Dervois. E. La vie de saint Jean l’Évangeliste. Paris 1953. durante il quale egli com- pose il suo Vangelo. Saint Jean Porte . Opera Catholica.. Les plus beaux textes sur s. six mai. part. Ista quam felix ecclesia cui totam doctrinam apostoli cum sanguine suo profuderunt. Uppsala 1943. 67. 3. I. Analizzeremo poi le testimonianze successive e cercheremo di chiarire la probabile fonte di Tertulliano: per ora basti aggiungere la preziosa pre- cisazione di Gerolamo che il contenitore dell’olio bollente in cui Giovanni ed. del Corpus Christianorum. 1998. Rivista di Storia della Chiesa in Italia. nn. libraires et papetiers. I Cristiani e l’Impero romano. Paris 1942. habes Romam unde nobis quoque auctori- tas praesto est. 4316-4328. Comm. allora avvenne sotto la persecu- zione di Domiziano e dopo il primo soggiorno efesino di Giovanni. Constantinop. Series Latina.Uldry.. non vieta di pensarlo. I. 117. come sembrano suggerire alcune rispondenze contenutistiche e verbali presenti in una tragedia probabilmente databile all’età domizianea: lo (pseudo-?) senechiano Hercules Oetaeus. e che probabilmente venne revocata da Nerva. Villepelet. v. Sordi. Lipsius-Bonnet.La- tine. Je- an. Westberg. Synax. ubi apostolus Iohannes posteaquam in oleum igneum demersus nihil passus est. 25-34. Vie des Saints et des bienheureux selon l’ordre du calendrier. V. Moutard .Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. in insulam relegatur6. Saint Jean Porte . su cui cfr. n. 79-82. M. allorché Giovanni poté recarsi di nuovo ad Efeso e quivi concludere la propria vita: Sul senso della permanenza in vita di Giovanni nel suo Van- gelo e dell’interpretazione delle parole di Gesù in Gv 21 («se voglio che rimanga finché io ven- ga»): I. Gerión 346 2000. 638-640. 52. 714-722: Euse- bio attinge da Ireneo le notizie sull’esilio di Giovanni sotto la persecuzione di Domiziano e non da Tertulliano: si spiega pertanto il suo silenzio sull’episodio del supplizio. J. 343-359. 156-157). mentre la nostra notizia è attestata dalla tradizione patristica a partire da Tertulliano e da Gerolamo ed ha quindi una diversa autorevolezza. Eiusd. 1986. 1-21. patron des imprimeurs. Sulla tradizio- ne di Giovanni a Roma: Bibliotheca Hagiographica Latina. 3). Saint Jean devant la Porte Latine. 216-217. Poème religieux du XIIIe siècle. dopo di che sa- rebbe stato relegato in un’isola5: Si autem Italiae adiaces. Se il supplizio di Giovanni a Roma avvenne immediatamente prima della relegazione a Patmo. 50-61. 6 Sappiamo che la relegazione a Patmo avvenne negli anni della persecuzione domizia- nea. nn. G. 663 sgg. dal quale egli sarebbe uscito illeso. XII. Ho cercato di mettere in luce questi indizi ne «La Chiesa di Roma e la cultura pagana: echi cris- tiani nell’Hercules Oetaeus?». come ricorda Ireneo.

cit. 347 Gerión 2000. «Die Aberkiosinschrift als Grabepigramm». se Giovenale avesse voluto riecheggiare lo haerere della veste della sacerdotessa nella disce- sa. 1246-1252. Religion. poisson. 1. in Reallexikon für Antike und Christentum.° 18: 343-359 . Fischfang. per mare. un fatto banale che non ha bisogno di far supporre un riferimento a qualche altro avvenimento preciso.VV. ΙΧΘΥC. 8 Luisi. 2. W. v. in Diction- naire d’ Archéologie Chrétienne et de Liturgie. IV 39)8: è ben noto il valore cristoforo del pesce. Questo pesce viene da lontano. forestiero» (IV 127: «peregrina est be- lua»). D Dölger. AA. 1990-2086. testa alta. fu calato era una giara di terracotta (dolium. Paris 1939. aliment du repas funéraire chré- tien?. 2. J. 23. IV 11. 177 pone in luce come uno dei più significativi parallelismi verbali tra la satira IV di Giovenale e l’episodio della Vestalis Maxima Cornelia secondo Plinio l’impiego del verbo haerere in entrambi: Giovenale (IV 41) lo usa per indicare il pesce che si impiglia nella rete del pescatore. Du Châtiment dans la cité. avrebbe dovuto per lo meno far impigliare il pesce nella discesa nella padella e non ne- lla salita dal mare nella rete. Mélanges Marcel Simon. 22-47. Vogel. Leclercq. Wischmeyer. part. Supplices corporels et peine de mort dans le monde antique.. v. Judaisme. Cantarella. Jahrbuch für Anti- ke und Christentum. I supplizi capitali in Grecia e a Roma. 66-96. Mi- lano 1991. che ho consultato senza frutto. part. ed E. 23. Frühes Christentum im Orient (bis 451). Stuttgart 1969. C.. Ad- versus Iovinianum. 133. 40): questo particolare fa pen- 7 Cfr. P. Christianisme. In Matthaeum. v. 9 per il manto della Vestale che si impiglia durante la discesa nella fossa: la corrispondenza non sembra sussistere. soprattutto 72-74. 13-15. H. Le poisson. Ein Fisch für den römischen Kaiser. III 20. in Handbuch der Orientalistik.. Intanto la vittima nella satira è un pesce (nella fattispe- cie. 41. quando Giovenale era ancora in vita9. I 26). München 1998. probabilmente fin dal I secolo. mi permetto di rinviare anche al mio L’epitafio di Abercio: uno status quaestionis e alcune osservazioni. Del resto appare ovvio l’uso di haerere per un pesce che ri- mane imprigionato nella rete. v. coll. come lo era Giovanni e come non era la Vestalis Maxima Cornelia. in Dictionnaire d’ Archéologie Chrétienne et de Liturgie. 131) e l’immersione di Giovanni nell’enorme giara di terracotta (dolium) piena d’olio bollente. in corso di pubblica- zione su «Aevum» 2000. Fis- cher. ed approda in Italia presso Ancona (ibid. Eiusd. J. un rombo di straordinarie dimensioni: «spatium admirabile rhombi». è «straniero. VII. 9 F. ΙΧΘΥC. Engemann. Plin. VII. Una somiglianza stringente riguardo alla moda- lità del supplizio. Roma 1984. 102-1047 e 1087-1095. Leipoldt. Auctoritas. I-III. coll. C. v. I. 959- 1097. peraltro inusitato nel mondo romano7. part.. n. Ep. si può effettiva- mente riscontrare fra la cottura del pesce in un’enorme e profonda padella di terracotta (patina. Thiede. Münster 1922. J. Ma l’esame della satira consente di porre in luce anche altri elementi spia che fanno supporre la volontà di Giovenale di riferirsi proprio al sup- plizio di Giovanni. certamente in ogni caso dal II. Paris 1927.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. coll. XIV. VIII. Paris 1978. in virtù dell’acrostico che risulta dal suo nome greco. Leiden-Köln 1961. v.. in Paganisme. 1980. Fisch. 233-243.

si è indotti a pensare che la delazione riguardasse il fiscus Iudaicus. fu dovuta alla de- dicazione della chiesa in memoria del supplizio a Porta Latina. allora di recente ricostrui- Gerión 348 2000. apparsa nella Rivista di Storia del- la Chiesa in Italia. nascondendo la propria origine [dissimulata origine]. X 96. cercavano di non pagare il tributo imposto al loro popolo. 53-55. stava controllando se un anziano di novant’anni fosse circonciso». C. / quidquid conspicuum pulchrumque est aequore toto / res fisci est. 13 In Occidente il culto di Giovanni è vivo a Roma.. la stessa è tornata sul problema della persecuzio- ne domizianea nella recensione a Jossa.. Napoli 1991. La festa del 6 maggio. con moltissimi consiglieri. sul fiscus Iudaicus cfr. che furono così costretti a venire allo scoperto11 e che vennero accusati di «ateismo» e di «costumi giudaizzanti» (Dio Cas- sius. Sordi. Domiziano «inasprì estrema- mente [acerbissime actus est] il fiscus Iudaicus. cit.° 18: 343-359 . Leiden 1956. I Cristiani e l’Impero Romano da Tiberio a Marco Aurelio. ricordata per la prima volta verso il 780. The Jews under Roman Rule. anche G. I Cristiani. secondo i quali tutti i «pesci» dell’impero appartengono al fisco10: supponendo il valore cristoforo del pesce. ricostruito da papa Adriano I nel 772. 45. con ogni pro- babilità. Giovanni in Porta Latina e l’oratorio di S. 51-58. 95 ricorda che in quello stesso periodo alcuni Cristiani di Biti- nia cominciarono a defezionare dal Cristianesimo (Plinius. si credimus Armillato. 11 E. M. 91-92. sare ad una provenienza dall’Oriente. Importante in questa sezione appare l’insis- tenza sui delatori.. I Cristiani. viene recato dal pescatore da Ancona ad Alba (v. 377. Le denunce dei delatori al fisco dovevano es- sere effettivamente tante da provocare la reazione di Domiziano. 12) e che pretese di riscuotere an- che dagli «improfessi qui Iudaicam viverent vitam». dove sul luogo del supplizio fu eretto l’oratorio di san Giovanni in Oleo. 69). per l’inasprimento del fiscus Iudai- cus. ricava dagli Epigrammata di Marziale una data intorno al 90 d. 72-73) e là si decise la sorte del «pes- ce»: si osservi che la Porta Latina. LXVII 14)12. dove avvenne secondo la tradizione l’immersione di Giovanni in olio bollente e dove furono eretti la basilica di S. Degna di nota è ancora l’ubicazione del dibattito sul «pesce» ad Alba. già tempio di Diana. 12 Sulla persecuzione dei Cristiani come coloro che «inclinavano verso costumi giu- daici» cfr. I Cristiani. cui erano sottoposti sia coloro che impro- fessi Iudaicam viverent vitam sia coloro che. che Domiziano effettiva- mente inasprì (Suetonius. Jossa. cit. ovvero. A causa degli innumerevoli delatori (vv. dove risiedeva Domiziano in quel mo- mento: là fu convocato il Senato (vv. era que- 10 «Si quid Palfurio. 1991. il «pesce» non offre resistenza alla cattura e il pescatore potrà dire a Domiziano che addirittura «ipse capi vo- luit» (v. Secondo Svetonio (Domitianus. ubicumque natat»: vv. cit.. dai Cristiani. Historia Romana.. 61). Sordi. Giovanni in Oleo13. che secondo Svetonio (Domitianus. dove si trova Domiziano. Mi ricordo che da ra- gazzo fui presente mentre un procuratore. 12). 514-517. Domitianus. n. 47-48: «plena et li- tora multo delatore»). 9) «represse le false denunce per reati fiscali [fiscales calumnias] comminan- do una forte pena ai calunniatori [magna calumniantium poena]». 6). Epistulae. Smallwood.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma.

secondo cui Domiziano. 3. coll. Reallexikon für Altertum. P. egli fece venire anche san Giovanni il Teologo a Roma e lo interrogò 349 Gerión 2000. figuli tua castra sequantur»: la profonda padella di argilla destinata alla cottura del pesce presenta dun- que una straordinaria somiglianza con la giara dello stesso materiale (il do- lium) colma di olio bollente per Giovanni14. C. quos oderat ille») è messa in evidenza da una fonte tarda. Giovanni in Porta Latina. 763: Giovanni subì persecuzione ver- so il 95: cfr. Giovanni in Porta Latina. Propende per l’origine nel III secolo del sacello di San Giovanni in Oleo anche per la sua pianta ottagonale G. enorme e profonda: ai vv. / quae tenui muro spatiosum colligat orbem. 15 PG 97. 312-314: almeno alla seconda metà del VI secolo c’era a Roma una Chiesa di S. / De- betur magnus patinae subitusque Prometheus. che risale al V secolo. 397-400: «Sotto il suo regno [sc. Landucci. mancava una padella delle dimensioni giuste per cuocerlo: «sed derat pisci patinae mensura» (v. 392. 381-382. col. come testimonia Plinio il Vecchio (Naturalis Historia. il quale nota che difficilmente il sacello sarebbe stato costruito dopo l’erezione della basilica di S. poiché in tal caso sarebbe stato naturale localizzare la tradizione del supplizio di Giovanni nella basilica stessa.. Bologna 1989 rist. molto vicina: il sacello era dunque preesistente.. vv. Giovanni Evangelista. lla da cui entrava a Roma chi proveniva appunto da Alba. Questo. Iconographie. Il problema che il Senato dovette affrontare era che fare del «pesce». Vita. Cfr. 71). non si volle infliggere a Gio- vanni un supplizio con spargimento di sangue («absit ab illo / dedecus hoc». Le giare romane erano dunque di creta anch’esse. I. di costruire una pa- della apposita. 14 Il dolium era una giara: propriamente un vaso grande a forma di zucca fatto di cre- ta ed impiegato come contenitore per il vino. vv. Vaticano 1937. Roma 1956. su consiglio del Senato. tr. 130 viene infatti rivolta ad un senatore questa domanda: «Quidnam igitur censes? Conciditur?»: analogamente. 382. il contenitore dell’olio bollente per Giovanni dovette essere di dimensioni inusuali. in Bibliotheca Sanctorum. Lüb- ker. V 30. F. s. it.° 18: 343-359 . che una volta fermentato veniva posto in an- fore. n. Caesar.. I 26. coll. in Catholicisme. VI. X)15. VI. 130-131) e si decise. Jean (Saint). Corpus Basilicarum Romae. de Mahuet. nello stes- so tempo. l’ostilità del Senato nei confronti di Domiziano (ricordiamo che Giovenale dice. perché non si volle tagliare il pesce: al v. part. Argillam atque rotam citius properate. Adversus Iovinianus. Irenaeus. 72-73: «vocantur / ergo in concilio proceres. Hieronymus. v. Adversus Haereses. L’iconografia medioevale riguardante il supplizio giovanneo dell’olio bo- llente in presenza di Domiziano è abbastanza ricca: si veda anche J. III. anche R. solo dalla Gallia furono importati dolia di legno. San Giovanni a Porta Latina e l’oratorio di San Gio- vanni in Oleo. dolium. Giovanni Malala (Chronica. di Domiziano] avvenne una perse- cuzione dei Cristiani. Paris 1967. La parte che ebbe il Senato nella condanna di Giovanni e. dopo aver ascoltato ta. sed ex hoc / tempore iam. 131-135 esclama infatti Monta- no: «testa alta paretur. Matthiae. XIV 21): cfr. PL XXIII 259. analogamente.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. Krautheimer.

almeno nella sua maggioranza. ma fu «rimproverato». come Pontefice Massimo (pontifici summo. e meravigliatosi della sapienza dell’Apostolo [θαυµάσας του^ αυ’του^ α’ποστόλου τὴν σοφίαν]. Ha posto in rilievo la notizia di Malala A. 291-292. 414. Plinio il Giovane. qui infra alla n. passim per l’attestazione della presenza di Cristiani alla corte di Domiziano in Plinio il Giovane. spie- gata dal Luisi in riferimento alla condanna. presenti in seno alla sua stessa famiglia —si pensi a Flavio Cle- mente. part. 57. che ricorda l’opposizione del consolare Frontone alla de- cisione di Nerva di far cessare le accuse di ateismo e di costumi giudai- ci. 1999. L’Apostolo. cit. e del Barzanò. che sia stato il Senato ad indurre Domiziano a condannare i Cristiani è ipotesi di S. L’imperatore viene designato da Giovenale. Historia delle Stationi di Roma che si celebrano la Qua- dragesima. 387-402. fosse effettivamente in questo periodo ostile ai Cristiani. «Plinio il Giovane e i Cristiani alla corte di Domiziano».. fosse dettata dalla volontà dell’imperatore di imitatio Tiberii: è noto infatti che secondo Svetonio (Domitianus.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. Egli suppone infatti che l’iniziale tolleranza di Do- miziano verso i Cristiani. Barzanò. mi permetto inoltre di rinviare al mio «La concezione del divino in Stazio e la conver- sione del poeta secondo Dante». si ritrovano insieme con la citazione di Ter- tulliano e con diversi ampliamenti nel testo liturgico di una delle stazioni quaresimali ro- mane (XXXIX). è rivelato da Dione Cassio (Historia Romana. 307 sgg. v. della Ve- [ε’ξήτασεν]. avrebbe voluto lasciarlo andare là donde era venuto. a Flavia Domitilla e ai loro figli designati successori di Domiziano stesso. Che il Senato. 16 Queste notizie. le quali avevano colpito i Cristiani durante la persecuzione domizia- nea17. 1982. 17. ossia ad Efeso. I. part. ibid. F. 45).. Ma fu rimproverato [ε’λοιδορήθη] e lo confinò [ε’ξώρισε] a Patmo». dove Giovanni aveva già scritto il Van- gelo. Ruggiero. 414- 415. Sordi. cit.° 18: 343-359 . I Cristiani. e spinto ad esi- liare Giovanni a Patmo. 408-415. 50-61. Giovanni nel processo a suo carico. Questa caratterizza- zione di Domiziano come supremo custode della religione pagana. 36. 37. n. p. stava lasciandolo ritornare di nascosto ad Efeso [α’πέλυσεν αυ’τὸν λάθρα α’πελθει^ν ει’ς ’´Εφεσον]. Gerión. che il 6 maggio commemorava il supplizio di Giovanni a Porta Latina e che è riportata da Pompeo Ugonio. 17 Del resto. L’Impero Romano. Roma 1588. al suo primo apparire. Rivista di Storia della Chiesa in Italia. Su un aspetto della reazione pagana tra I e V secolo Milano 1992. Roma-Bari 19952. dicendogli: ‘Vai e sta’ in pace là donde venisti’. part. La follia dei Cristiani.. concordemente con quanto si legge in Tertullia- no e in Gerolamo. che Malala riferisce. LXVIII 1. Flavia Do- mitilla e la persecuzione di Domiziano v. cit. 88. Gerión 350 2000. 20) Domiziano leggeva con assiduità so- lo i commentarios et acta Tiberii. Mazzarino. Su Flavio Clemente. dove con tutta probabilità dovettero essere stati registra- ti i fatti concernenti il senatoconsulto anticristiano del 35. dove Giovanni comporrà l’Apocalisse16. 3). a papa Clemente che era un liberto dei Flavi— e a corte con il suo consenso secondo la testimo- nianza di Plinio il Giovane. evidentemente dal Senato. di ordine sacrale. come ricorda Ricciardi..

Nerone. osservando che Giovena- le dà solitamente all’inizio della satira il tema e la chiave interpretativa (cfr. Ta- citus. éd. 4-10) del processo e della condanna della Vestalis Maxima Cornelia. 19 Cfr... XV 44 e Clemens Romanus.121) all’avido secondo cui esistono nulla exempla beati pauperis: dunque. proprio come farà Tertulliano chiamando Domiziano di- midius Nero20. destinata oer questo ad esser sepolta viva. modelo de los empe- radores romanos. Quanto all’importanza del contesto per chiarire un riferimento. laddove sovente le riflessioni più profonde ed illuminanti sono proprio in chiusura. Per Tertulliano Domiziano fu un Nerone soltanto a metà perché avrebbe poi sospeso la persecuzione: ma questa no- tizia errata proviene a Tertulliano da Egesippo. n. C. IV 11. non solo Domiziano è aspramente criticato da Giovenale 18 Un possibile indizio di conoscenza del Cristianesimo da parte di Giovenale sem- brerebbe la critica (Saturae. cit. Bruxelles 1990. Non solo. Il rombo e la Vestale. l’accenno ai con- dannati a morte bruciati come torce umane e uccisi nell’arena ai tempi di Tigellino (Satu- rae. de Roux. quando a fianco di Nerone era appunto Tigellino (cfr. ed anche il contesto con l’esecrazione della condanna di Acilio Glabrione.). Inoltre. 5. 49. Giovenale designa Domiziano anche come «calvo Ne- rone» (v. e in Giovenale i versi finali di ogni satira hanno almeno altrettanta im- portanza rispetto a quelli iniziali ai fini di determinare la chiave interpretativa della satira stessa: e questo si può constatare chiaramente in ogni satira. 6). analogamente a quanto aveva fatto Nerone. Sat. Ma su questi indi- zi non vorrei soffermarmi in questa sede. 4 designava Domiziano come un «mez- zo Nerone». Sordi. essa appare pacifica.. A favore dell’interpretazione “cristiana” della satira depone però la fine del compo- nimento stesso. Actes du IV Colloque International de la SIEN. come vedremo. come vedremo: cfr. IV 37 . Annales. XIV 120 . cit. proprio in riferimento alla persecuzione da lui scatenata con- tro i Cristiani. Epistula ad Corinthios. 61 sgg. in Neronia IV: Alejandro Magno. 77 sgg. I 155-157) fa pensare ai supplizi spettacolari che furono inflitti ai Cristiani durante la persecuzione neroniana nel 64. che secondo Giovenale esistano esempi di pauperes beati offre un indubbio contatto con la beatitudine evangelica beati pauperes. colpevole di una colpa religiosa in quanto esponente di spicco di una su- perstitio illicita.. ascrive molta impor- tanza al fatto che già nelle prime battute della satira Giovenale presenti Crispino come se- duttore di una vestale.° 18: 343-359 . Coll. si adatta perfettamente anche alla condanna di Giovanni. I Cristiani. 32 sgg. 277-288. De la calvitie de Domitien à la chevelure d’Alexandre: proposi- tions sur Juvénal. stalis Maxima. M.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. Latomus 209. Luisi. 351 Gerión 2000. isti- tuendo un parallelo fra la Satira IV di Giovenale ed il resoconto pliniano (Epist. Croisille. 38: «et calvo serviret Roma Neroni»)19 ed in tal modo pone un collegamento fra Domiziano e l’altro precedente persecutore dei Cristia- ni. dimidius Nero. infatti.38... 20 Tertulliano infatti nell’Apologeticum. Ma l’argomento più forte a mio avviso in favore dell’ipotesi che Gio- venale abbia inteso alludere al supplizio di Giovanni è che tutto il con- testo della satira in cui è inserita la condanna del «pesce» sembra in ef- fetti ricco di riferimenti alla persecuzione domizianea contro i Cristiani18. par J.

D. sulla figura di Acilio cristiano e perseguitato da Do- miziano cfr. 94-102: «proximus eiusdem properabat Acilius aevi / cum iuvene indigno quam mors tam sa- eva maneret / et domini gladiis tam festinata / [. 89-91 rileva che Crispo non fu tanto eroico da «alzare le braccia contro corrente». L’ambiente storico-culturale greco-romano e la missione cristia- na nel I secolo. part. che nella satira è supposto in vita (su cui cfr. i ver- ba animi. A Commentary on the Satires of Juvenal.. oggi Eiusd. Dio Cassius.A. Quis enim iam non intellegat artes / patricias?»23. 202 data l’episodio al 93. 324 n. VII 10. 4. Courtney. 23 Appena prima di Acilio Glabrione. LXVIII 9.. anche Acilio Glabrio- Gerión 352 2000. LXVII 6. 22 Sordi. Groag . il quale era con ogni probabilità un Cristiano22. Barelli. 57 . Historia Romana. viene da pensare che uno di coloro che hanno saputo esprimere le loro più intime convinzioni. Sa- tire. Leggiamo infatti ai vv. si limita a ricordare che Cornelio Fusco morì in Dacia nell’87 d. Duff. l’ambientazione cronologica dell’episodio che essa descrive non sembra pos- teriore all’87 d. IV 112. 10 indica il 91. C. Berolini et Lipsiae 1936. anche se mantenuto a malincuore: Giovenale ai vv. 6. II. né da «verba animi proferre et vitam in- pendere vero» (v. nell’elenco dei senatori che parteciparono alla seduta è nominato il vecchio ed onesto Crispo. 91): poiché il personaggio successivo è invece l’eroico Acilio. che disgraziatamente non poté porre la sua saggezza al servizio di Domiziano e che poté sopravvivere solo a prezzo di un costante si- lenzio. anche se la satira fu scritta dopo la morte di Domiziano che l’autore mostra di conoscere. n. Ricerche Storico-Bibliche 10.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. Suet. l’accusa da parte del poeta all’imperatore è mo- tivata dalla condanna a morte di Acilio Glabrione. 227-228. J. per la sua empia pretesa di avere una dis aequa potestas (vv. inoltre.. 1. dis aequa pote- stas»)21: ma. cit. agli anni dell’inasprimento del fiscus Iudaicus da parte di Domiziano. 24 Il contesto che rinvia alla persecuzione domizianea non significa che l’episodio sia databile al 95-96. Breviarium. C. 1998. un altro passo importante che rivela come l’intero contesto della satira evochi in vari punti Domiziano anche come 21 Ci è noto da Dione Cassio (Historia Romana. E. XX- XIV Settimana Biblica Nazionale. D. l’anno della morte del senatore Cornelio Fusco (Scholia ad Iuvenalis Saturas. soprattutto. 6. 70-71: «nihil est quod credere de se / non possit. 164 n. un altro —supposto che in questa satira Giovenale intenda alludere al suo supplizio— è Giovanni. anzi alcuni indizi cronologici sembrano riportarci più indietro. 3. Historiae adversus paganos. excerpta. Accanto alla menzione di Acilio. 316 n. Milano 19894. di R. Fabris. Stein. VII 23. Prosopo- graphia Imperii Romani. Orosius. a c. E.. Giovenale. i Cristiani chiaramente erano ancor meno disposti degli Stoici a chiamare l’imperatore deus. London 1980. Eutropius.° 18: 343-359 .. LXVII 13) che molti Stoici venne- ro condannati a morte nel 95 per il loro rifiuto di adorare Domiziano e di onorarlo dell’e- piteto dominus et deus. I Cristiani..] Profuit ergo nihil mi- sero quod comminus ursos / figebat Numidas Albana nudus harena / ve- nator. E. 217-229. in Il confronto tra le diverse culture nella Bibbia da Esdra a Paolo. Cambridge 1970 rist. cum laudatur. In effetti. e che sono stati pronti a dare la loro vita per la verità sia proprio il cristiano Aci- lio Glabrione..58.° 1365). Domitianus. Iunii Iu- venalis Saturae XIV. 4). 36.

nondimeno si seppe —e certo lo seppe anche Giovenale— che un membro della familia del cristiano Clemente aveva partecipato all’assassinio del persecutore Domiziano. I Cristiani. soprattutto non Tertulliano. che è per noi la fonte più antica e la più preziosa. cit. LXVII 14). cit. 1) che egli volle vendi- care in tal modo l’uccisione di Clemente: anche se non risulta che Stefano fosse cristiano26.° 18: 343-359 . n. cit. data accettata da A. È noto in effetti che alla congiura di Sigerio e Partenio. Rieti 1981. di contro a quello del Senato. sia l’insistenza sul motivo dei dela- tori sia l’atteggiamento benevolo dell’imperatore che emerge da Malala. che era stato messo a morte da Domi- ziano proprio perché cristiano27. quando i Cristiani erano vessati solo per il fiscus Iudaicus. dietro a cui è stata intravvista un’allusione ai Cristia- ni25. VIII 25.. in Atti del Congresso Internazionale di Studi Vespasianei. soprattutto quella religiosa. 153. 15. di un imperatore che si era fatto pari agli dèi (la «dis ae- qua potestas» del v. la quale fu fatale a Domiziano. dunque.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. 353 Gerión 2000. ben si inscriverebbe in una satira che mira a denunciare la politica. 108) e che per alcuni moderni deve essere posta al massimo nell’89. 2107. Se Giovenale non ha commesso un anacronismo di qualche anno per Fusco. persecutore dei Cristiani24 è senz’altro l’osservazione conclusiva di Gio- venale.. una simile ambientazione cronolo- gica della satira appare troppo alta per l’uccisione della Vestale Massima Cornelia. 4) individuano in effetti nella condanna a morte di Clemente l’inizio di un convulso processo che in breve portò all’eli- minazione di Domiziano. che non è chiaro se Giovenale supponga già avvenuto. I Flavi e il Cristianesimo. M. part. con l’espresso in- tento di vendicare il suo padrone. a.. come ricorda lo stesso Luisi. L’ambiente storico-culturale. 1: «quo maxime facto [sc. né è stato ucciso: il combattimento con le belve. anzi. 59. poiché è a Roma. Fraschetti nel suo con- tributo sulla sepoltura delle Vestali in AA. Per il supplizio di Giovanni. nessuna fonte patri- stica lo pone sotto la persecuzione domizianea del 95 — 96. dice Filostrato (Vita Apollonii. 97-129.. Eiusd. 71) e nella quale il tema di Domiziano persecutore è giovane e non è ancora stato esiliato. 27 Svetonio (Domitianus. secondo Svetonio (Domitianus. sembra contrastare con una collocazione durante la persecuzione di Domiziano vera e propria (95-96) e sembra che l’episodio possa collocarsi negli anni precedenti la per- secuzione.VV. LXVII 14. l’uccisione di Clemente] ma- turavit sibi exitium») e Dione (Historia Romana. Stefano. Auctoritas. procuratore di Do- mitilla. L’interesse di Giovenale per il supplizio di Giovanni.. Abr. Historia Romana. cit. 35. che Ge- rolamo data al 90-91 (Chronicon. 165 n. data all’anno del con- solato di Acilio nel 91 insieme con Traiano (Dio Cassius. 25 Cfr. 17.. che nel momento in cui è ambientata la satira appartiene ancora al futuro. 26 Sordi. i cer- donibus del v. la quale ci aiuta a comprendere ancor meglio la chiave di lettura della satira stessa: Domiziano cadde solo quando spaventò la plebe. 1) prese parte an- che uno schiavo della famiglia di Clemente. 127.. 144 sgg.. Du Châtiment dans la cité. Sordi.

al tradimento dei propri ideali pur di aver salva la vita. v. sia circa il supplizio inflitto allo stesso Giovanni. in età neroniana e in età do- mizianea. che ha rispetto per Pomponia Grecina (Annales.. secondo la quale Giovenale si riferisce qui con questo strano episodio al supplizio in- flitto a Giovanni a Roma sotto Domiziano.. Se dunque si accetta l’ipotesi. l’atteggiamento di Gio- venale verso i Cristiani quale emerge dalla satira IV non è di indistinta simpatia: egli ammira certamente Acilio Glabrione e coloro che sanno opporsi al tiranno professando ad alta voce le loro convinzioni e dando la vita per la verità («verba animi proferre et vitam inpendere vero». / sum- mum crede nefas animam praeferre pudori / et propter vitam vivendi perdere causas. Vale dunque la pe- na di domandarsi quale sia la fonte di Tertulliano e che origine abbia ques- 28 Flavio Clemente era certamente la più illustre fra le clarae inlustresque animae che Giovenale accusa Domiziano di aver fatto perire. cit. 137 sgg. I Cristiani. L’ammirazione di Giove- nale per chi sa opporsi al tiranno e «vitam impendere vero» traluce anche dalla Satura VIII. che è impostata sull’impiego dell’istituto giuridico della praescriptio contro gli eretici: la praescriptio era una obiezione preliminare con cui l’avvocato difensore cer- Gerión 354 2000. perché in tal caso si per- derebbero le ragioni di vivere e. cit.. Gio- venale sembra nutrire stima per gli aristocratici cristiani che si erano op- posti al tiranno. 81-86: «Phalaris licet imperet ut sis / falsus et admoto dictet periuria tauro. Eiusd. I Flavi e il Cristianesi- mo. ma mostra sdegnoso distacco verso la massa dei Cristia- ni. non bisogna arrivare allo spergiuro. 29 Egli dunque conosceva bene le pene previste dal diritto romano e sarebbe stato in grado di rifiutare la notizia del supplizio di Giovanni se il carattere inusuale della pena gli fosse apparso sospetto. cenet licet ostrea centum / Gaurana et Cosmi toto mergatur aeno»). 50. Certo. che ho cercato di illustrare.. XV 44). n. si sarebbe in realtà morti nell’a- nima (vv. Della giurisprudenza Tertulliano si avvalse del resto proprio in questa opera. XII 32) e che mostra pietà verso i Cristiani condannati ingiustamente nel 64. 91)28. Sordi.) e uno come Giovenale. non era visto di buon occhio per la sua vita ritirata e la scarsa par- tecipazione alla vita pubblica (cf. se anche il tiranno minaccia la morte. / Dignus morte perit. fratello di Vespasiano.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. non doveva apprezzare molto questo ritiro. Tale interesse si situa in un contesto storico in cui il fatto cristiano. ma come già il padre Flavio Sabino. ma che li disprezza ricordandone i presunti flagitia (Annales. i cerdones.° 18: 343-359 . 153: come Tacito. che rimpiange la vecchia libertas della classe di- rigente romana e che lamenta la mancata partecipazione alla vita politica da parte del popolo ai suoi tempi. laddove egli sostiene che. se anche si rimanesse vivi. sia per quanto riguarda la venuta di Giovanni a Roma. ma rivela una sfumatura di disprezzo verso i cerdones del v. sembra aver destato l’attenzione degli intellettuali pagani più di quanto comunemente non si supponga. dei Cristiani sembra costituire un motivo portante. la notizia sopra ricordata di Ter- tulliano diviene attendibile.

]. quem et tres pueri [Dn 3. che era stato a Roma30. PL XXIII 259. quam intraverit. licet persecutus non fuerit sanguine»: è evidente che Gerolamo vuole asserire l’e- sistenza di un «martyrium» anche per Giovanni: cfr. CLXXVII. 30 Egli fu a Roma prima di rientrare in patria e di convertirsi: G. CCXVIII: nella traduzione di Girolamo: «Secundus post Neronem Domitia- nus Christianos persequitur et sub eo apostolus Iohannes in Pathmum insulam relegatus 355 Gerión 2000. Firenze 1989. in qua fuerat a Domitiano principe ob Do- mini martyrium relegatus. che sicuramente egli riprese da una tradizione precedente. 20] in camino ignis bi- berunt. Olymp. bensì un dolium. del lessico giuridico.. un fos- so.33 Nei due passi Gerolamo espone grosso modo la medesima notizia. che non era una piscina. 23)32 suona invece: Cum Iohannes autem propria morte vitam finierit [. 178 ll. inoltre. Commentarium in Mateum [sic] libri IV.° 18: 343-359 . 36. a Nerone]31 missus in ferventis olei dolium. ma è una evidente corruttela: cfr.. n. che egli esplicitamente dice Patmos.] Sed si lega- mus ecclesiasticas historias in quibus fertur quod et ipse propter marty- rium sit missus in ferventis olei doleum. dopo il supplizio romano. I 26: vidit enim in Pathmos insula. per questo qui infra.. l’intera causa veniva rigettata. Sancti Hieronymi Presbyteri Opera. 2. n. esperto di giurisprudenza29. n. Chro- nicon.. Pia- nezzola. Refert autem Tertullianus quod Romae [codd. Storia della letteratura latina. III. Girolamo precisa che Giovanni da Roma fu relegato statim nell’isola. 33 La frase di Gerolamo termina così: «videbimus martyrio animum non defuisse et bibisse Iohannem calicem confessionis. una vasca o altro. Tertulliano infatti. egli chiarisce il contenitore nel quale Giovanni fu immerso. La seconda (In Matthaeum. 32 Mi riferisco all’edizione del Corpus Christianorum. Apocalypsim [. 34 Girolamo esplicita diversi punti della stringata frase di Tertulliano: innanzitutto. cava di invalidare in via preventiva l’intera linea d’attacco del suo avversario: in caso di successo. e per questo è identico nei due autori e in Eusebius. purior et vegetior exiverit. III 20. 1073-1080. fu relegato in un’isola. ta tradizione. era senz’altro in grado di vagliare la notizia sul supplizio di Gio- vanni. 31 Tutti i mss. Conte — E. et inde ad suscipiendam coro- nam Christi athleta processerit statimque relegatus in Pathmos insulam sit. mentre Tertulliano si limitava a dire che Gio- vanni.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. 440.. Il verbo relegare è tecnico. in realtà riportano a Nerone.. Può essere illuminante a questo scopo prendere brevemente in esame le notizie di san Gerolamo: la prima si rifà espressamente a Tertulliano: Adversus Iovinianus. B. Turnholti 1969. Series Latina...

La relegatio in insulam. I Cristiani. il quale fu certamente fonte di Tertulliano e sembra alla radice dell’errore da lui commesso (Apologeti- cum. tr. IV 19-20): cfr. 1074. infatti. qui l’argumentum ex silentio non è probante. cit..Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. si poteva essere deportati oppure relegati su un’isola: la deportatio era più grave in quanto comportava l’annullamento del testamento anteriore e la confisca del pa- trimonio che di solito era connessa con le condanne capitali. 4) sulla revoca della persecuzione anticristiana da parte di Do- apocalypsin vidit quam Hireneus interpretatur». A proposito di Eusebio. 944-945. Rimane il sospetto che Girolamo abbia citato Tertu- lliano perché sapeva che questi accennava al fatto. part.. Secondo il diritto romano. La definizione geronimiana si adatta invece perfettamente ad un’ope- ra come gli Hypomnémata di Egesippo36. in Dictionnaire des antiquités grecques et romaines. cit. 5. pur essendo la più grave fra le varie specie di relegatio. Historia Ecclesiastica. sec. 178 l. non menzioni il supplizio di Giovanni nell’olio bollente. 35 Generalmente si è presupposto che Gerolamo si rifaccia senz’altro a Tertulliano: si veda l’apparato critico della citata edizione del Corpus Christianorum. sotto Nerva: «aiunt et apostolum Iohannem hoc tempore exsilio solutum Efesum se- cessisse. an- che perché Eusebio attinge la notizia dell’esilio di Giovanni a Patmo probabilmente da Ire- neo. 46-49. Giovanni. Sordi. 48-49. 1.. n. Dato che Eusebio seleziona le notizie di Egesippo. XIII. Eusebio ci informa anche della fine dell’e- silio. 37 sgg. Paris 1892. non comportava simili sanzioni: cfr. sopratut- to. 36 Sordi. Egesippo era anche alla radice dell’errore di Eusebio che attribuisce a Domiziano.° 18: 343-359 . Sor- di. I Cristiani. l’interrogatorio in Giudea di due membri della famiglia di Gesù (Eusebius. una giara colma di olio bollente: un’iniziale isto- riata del Messale domenicano della Biblioteca di Clermont. forse proprio quella da cui aveva riassunto Tertulliano stesso. 49.. cit. resta da domandarci come mai egli. ma che attingesse anche ad un’altra fon- te più ampia. che pure conosce Egesippo. 940-946. il De praescriptione haereticorum di Tertulliano non è certamente una storia ecclesiastica. 789-790. Girolamo chia- risce che la prova subita da Giovanni equivaleva a quella del martirio: egli era stato posto in un «doleum [=dolium] ferventis olei». Certo Eusebio conosce la relegazione a Patmo di Giovanni e sembra presupporre che Giovanni fosse a Roma quando fu relegato: significativo mi sembra Demonstratio Evange- Gerión 356 2000. 37 J. anziché a Tito o a Vespasiano. Exsilium... cit. invece. Spadafora. II. Cagnat. Moreau.. nel secondo35 egli stesso afferma di aver attinto alle ecclesiasticae his- toriae: anche a volere intendere l’espressione di Girolamo in senso lato. in qua urbe et hospitiolum et amicos amantissimos sui habebat»: si tratta proprio di relegatio e non di deportatio (nel testo greco il verbo è ε’ξορίζεται). si aggiungeva la perdita dei diritti civili e del connubium e la media capitis minutio. Brescia 1977. R. La persecuzione del Cristianesimo nell’Impero. Si osservi inoltre che Tertulliano nel suo brevissimo accen- no si limita a dire che Giovanni «nihil passus est» in questa occasione e non che uscì dalla giara in condizioni migliori di prima. presenta Giovanni in una botte a torso nudo: è evidentemente un fraintendimento del dolium di Girolamo. tuttavia in maniera un poco più ampia rispetto a Tertulliano34 e. I Cristiani. che successivamente diede origine alla errata interpretazione di un Giovanni patrono dei bottai: cfr. it. coll.

fonte degna di attenzione perché questo storico. 1976. 25. Forse si può comprendere meglio quanto scrive Eusebio se si presuppone che l’e- silio fu una specie di sostituzione del martirio «fallito». laddove Eusebio. Egesip- 357 Gerión 2000.. Lumpe. I. 2): a Roma egli infatti si dedicò (ibid. 207-209). co- me si è visto. assimilando l’esilio inflitto a Giovanni al martirio degli altri due: «e Pietro a Ro- ma [ε’πὶ ‘Ρώµη] viene crocifisso a testa in giù. anche se non del supplizio dell’olio bollente. F. Brescia 1995. 321-327. Ricciardi. 1960. Antilegomena. 3) alla verifica e alla stesura della tradizione apostolica ivi conservata. 116 (PG 22. Berlin-New York 1975. IV 8.° 18: 343-359 . risiedette a Roma dal pontifi- cato di Aniceto (155-166) a quello di Eleuterio (174-189) e compose cin- que libri di Hypomnémata volti a riferire «la tradizione senza errore de- lla predicazione apostolica» (Eusebius. Byzantinische Forschungen. Studi su Egesippo: J. Può apparire stra- no che egli assimili al martirio di tutti gli altri l’esilio di Giovanni. 254-255 con ulteriore bibl. Egesippo appare preoccupato dell’istanza di cattolicità della Chiesa e di ortodossia e la sua attenzione lica. 107-113. in insulam relegatur]». it. I. Historia Ecclesiastica.E. 30 Giorni». assimila al martirio di Pietro e di Paolo il supplizio di Giovanni e la sua suc- cessiva relegazione: tale stranezza sembra chiarirsi innanzitutto se si tiene presente che il senso primo di µαρτυρία è quello di «testimonianza resa»: per questo Policrate di Efeso verso la fine del II sec. V 24. 70-113. e Giovanni è relegato ‘ in un’isola [νησω παραδὲδοται. L. (ap. 2-6) poteva chiamare Giovanni «µάρτυς καὶ διδάσκαλος»: ringrazio di cuore Padre Ignace de la Potterie per avermi fatto notare il valore esatto della µαρτυρία di Giovanni nelle sue preziose postille all’articolo di G. 14. Eusebio sembra al corrente della venuta a Roma di‘Giovanni. ricorda tre supplizi subiti a Roma da Pietro. 282-283) pensano che l’opera di Egesippo consi- stesse piuttosto nella compilazione di un elenco di vescovi di Roma a partire da Pietro.. Storia della Letteratura cristiana antica greca e latina. n. 765-774. «Zum Hegesippsproblem». tr. in- dicativa è comunque la centralità che Roma assume nella prospettiva di Egesippo quale de- positaria dell’ortodossia. Hyldahl. Giessen 19052. H. C. Historia Ecclesiastica. N. Vigiliae Christianae.. Resta comunque un fatto che tale testimonianza fu resa da tutti gli altri ci- tati da Eusebio con il martirio nel senso corrente del termine. A. maggio 1998. «L’Apostolo prediletto a Roma». Zeitschrift für Kirchengeschichte. Die Reste der ausserka- nonischen Evangelien und urchristlichen Überlieferungen. ∆ιαδοχή und ’Ορθὸς Λόγος bei Hegesipp». di Giacomo fratello di Gio- vanni. Preuschen. e Paolo è decapitato. Eusebius. che ha messo ben in luce l’importanza della storia apostolica in Egesippo e l’attenzione da lui rivolta alla tradizione apostolica. mentre Tertulliano. Quasten. Abra- mowski. 53-59. Viel- hauer. Paolo e Giovanni. 87. Studia Theologiae. esponendo i martirii affrontati dai di- scepoli di Gesù Cristo. PH. Torino 1967. Appare dunque probabile che anche la notizia tertullianea su Giovanni risalga ad Egesippo. Edizione dei frammenti di Egesippo: E. 182-196. 3. part. Scorza Barcellona. Patrologia. di Giacomo «fratello» di Gesù. 55. Moreschini . 1971.. miziano37. 1968. una prospettiva che appare anche nel citato passo di Tertulliano. III 5. dopo aver ricordato i casi di Stefano. Norelli. Geschichte der urchristlichen Literatur. di origine probabilmente giudaica. «Hegesipps Hypomnemata». «Hegesipps römische Bischofsliste».Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. 38 Altri studiosi (cfr. Kemler. 165-167. IV 22. mentre Giovanni non morì martire. 5.

in Dizionario Patristico e di Antichità Cristiane. che nota fra l’altro un passo di Egesippo (ap. Beobachtungen zur Aberkios-Inschrift. E. 1109. 4-5) in cui è particolarmente evidente e formulata in modo metaforico la preoccu- pazione dello storico per la purezza della Chiesa e la sua attenzione alla più antica storia apostolica come fondamento della tradizione. Junod - Gerión 358 2000. Die Beurteilung theologischer Entwicklungen im späten 1. verso la tradizione apostolica in tal senso è vivissima38..L. 41 Anche la tradizione confluita negli apocrifi Acta Iohannis conosce la venuta a Ro- ma. Sugli Acta Iohannis segnalo l’edizione E. Mélanges of- ferts à Jean-Jacques von Allmen.-D. 718-749 per lo Ps. III 20. così Ambrogio alla fine del IV secolo nell’inno a lui dedicato lo chiama «vincitore del Nemico» per la prova affrontata: «Vinctus [. 750-834 per le Virtutes Iohannis e 835-886 per gli Atti di Giovanni a Roma. 1131-1350. col. il martirio e la relegazione a Patmo.. 73-85. sulla presenza a Roma di Giovanni al tempo di Domiziano e sul suo suppli- zio acquisterebbe autorevolezza e peso storico: e l’eccezionalità del supplizio di Giovanni non passò probabilmente inosservata dai con- po. poiché come di- cemmo riguarda la centralità della Chiesa di Roma e la tradizione apostolica romana. poi. di Giovanni a Roma: come Girolamo (In Matthaeum. Apocrifi del Nuovo Testamento. del V secolo. Casale Monferrato1983.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. Storia. in Unterwegs zur Einheit. Erfahrung der Kirche. Neuchâ- tel 1982. 23) diceva Giovanni «atleta di Cristo». Praefatio et textus. ] ab im- piis / calente olivo dicitur / tersisse mundi pulverem. risponde pienamente alle istanze di Egesippo. part. nelle Virtutes Iohannis (c. n.)-Freiburg i. Gli Apocrifi del Nuovo Testamento. Jahrhundert n. und 2. Torino 1971. men- tre gli Acta presentano il supplizio come avvenuto ad Efeso e poi seguito dalla relegazione nell’isola. cit.. part. oltre che dagli apocrifi41. Casale Monferrato 1966. Cfr. dunque. 29- 131. I. anche G. egli pone anche l’accento sull’importanza dei viaggi di Egesippo e sulla sua se- rietà nel documentarsi. Con l’attribuzione a Egesippo. II. 282-283. B. commentarius et indices. garante della cattolicità e dell’ortodossia de- lla Chiesa.. Del resto il passo di Tertulliano in questione è inserito proprio in un contesto con- sono agli interessi e alle tematiche care ad Egesippo. nel senso di «testimonianza». Textus alii. Moraldi. Université de Neuchâtel. l’opera stessa di Tertulliano poi. II. la tradizione raccolta da Tertulliano. Chr. IV 22. 573-587. Faculté de Théologie. Acta Iohannis.J. in Communio Sanctorum. non ha troppa rilevanza perché con ogni probabilità dipende da Giro- lamo. Hist. Turnhout 1983. Eccl. Frühkatholizismus. Junod . M. 40 E’importante infatti ricordare che ben presto anche la liturgia ricordò il «martirio». che ripete la notizia. Freiburg (Schw. 39 Il Sermo de sancto Iohanne Evangelista pseudo-agostiniano (PL LII 1263). Eiusd. essendo volta a preservare l’ortodossia e la catto- licità della Chiesa contro le eresie.° 18: 343-359 . Girolamo39 ed Ambrogio40. Erbetta. anche se solo nella versione dello Ps. Eus. II. I. Kaestly. /stetisse victor aemuli». 1980. Kretschmar.. il De praescrip- tione haereticorum. 75-79. Moreschini-Norelli.-Procoro.-Procoro. I) e dagli Atti di Giovanni a Roma del V secolo.

come parrebbe suggerire. Atti di Giovanni in Roma.-D. 4293-4362. 359 Gerión 2000. Kaestly. Schäferdiek. la IV Satira di Giovenale. Johanne-Ak- ten. J. 4321-4325 per le Virtutes Iohannis e 4326-4329 per gli Atti di Giovanni a Roma. 25.-Procoro e sui cd.-Procoro. 565-566: datazione al II-III sec. al prof. part. alla prof. coll. Ignace de la Potte- rie che mi ha incoraggiato e mi ha presentato importanti osservazioni. Aldo Luisi e al dott. p.° 18: 343-359 . Giovanni Ricciardi per la paziente attenzione ed i preziosi sug- gerimenti offertimi. 4316-4321 per lo Ps. col. Santiago Montero per il suo cortese interessa- mento. e al V secolo gli Acta dello Ps. Vorrei esprimere tutta la mia riconoscenza al prof. un vivo grazie anche al prof. ancor più di recente K. con am- pia ed aggiornata bibliografia alla quale rinvio senz’altro. in Aufstieg und Niedergang der Römischen Welt.. Stuttgart 1996. Marta Sordi che mi ha seguito nella ricerca.. Le dossier des ‘Actes de Jean’: état de la question et perspectives nouvelles. 4357-4362 per ampia bibliografia. ammettendo che l’ipotesi qui presentata possa cogliere nel segno.Ilaria Ramelli La Satira IV di Giovenale ed il supplizio di san Giovanni a Roma. II. in Reallexikon für Antike und Christentum. 564-595. n. 6. 18. temporanei.