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Politecnico di Milano

Analisi
matematica 1
Appunti

25/01/2013
In questo documento sono riuniti tutti gli appunti delle lezioni di Analisi 1 tenute
dalla professoressa Florangela dal Fabbro per il corso di Ingegneria Informatica
(primo scaglione). Ritenendo utile raccogliere in modo ordinato questi appunti, ho
cercato di realizzare questa raccolta nel modo pi completo e corretto possibile,
ma non posso garantire che questo obiettivo sia stato pienamente raggiunto.

Questo documento, inoltre non comprende esempi, se non quelli davvero


significativi, n tantomeno esercizi. Lordine di presentazione degli argomenti , in
alcune parti, leggermente diverso da quanto esposto in classe.

Mi auguro, in ogni caso, di fare cosa gradita condividendo questo documento.

Paolo Antonini

1
[24.09.2012]

ULTIMA CUMAEI VENIT IAM CARMINIS AETAS.

(VIRGLIO, BUCOLICHE, IV, 5)

2
TOPOLOGIA DI

DEF. 0: INTORNO DI UN PUNTO

Sia dato un punto 0 ; si definisce intorno di 0 ogni intervallo aperto


0 = (; ) che lo contenga: < 0 < (il punto 0 interno allintervallo
0 ). Un intorno simmetrico quando 0 = (0 ; 0 + ), > 0.

OSS. 0

Un intervallo aperto intorno di ogni suo punto, e ogni suo punto un punto
interno.

DEF. 1: SOTTOINSIEME APERTO


E TOPOLOGIA DI

Un sottoinsieme si dice aperto se:

0 , 0

La topologia di cos definita:

= : 0 , 0

Sostanzialmente la topologia di la famiglia di tutti i suoi sottoinsiemi aperti; la


topologia dunque cos composta:

intervalli aperti: (; ) ;
semirette aperte: (; ), (; +) ;
insieme dei numeri reali: ;
insieme vuoto: a.

Inoltre la famiglia stabile rispetto allunione anche infinita, e allintersezione


finita:




=1
+

=1



=1

a Il nullatenente non paga le tasse, ma in regola, perch non deve pagarle.

3
DEF. 2: SOTTOINSIEME CHIUSO
E FAMIGLIA DEI CHIUSI

Un sottoinsieme si dice chiuso se il suo complementare aperto:

La famiglia dei chiusi cos composta:

intervalli chiusi: [; ] (infatti [; ] = (; ) (; +) );


semirette chiuse: (; ], [; +);
insieme finito di uno o pi elementi: {0 } , {1 , 2 , 3 } ;
insieme vuoto e insieme dei numeri reali (infatti = , e =
).

Inoltre la famiglia dei chiusi stabile rispetto allintersezione anche infinita e


allunione finita:




=1
+

=1



=1

ESEMPI

Lintersezione infinita di intervalli aperti genera un intervallo chiuso:


+
1 1 1 1
0 ; 0 + 0 ; 0 + = {0 }
=1,2,
=1

+
1 1 1 1
1 ; 1 + 1 ; 1 + = [1; 1]
=1,2,
=1

Lunione infinita di intervalli chiusi genera un intervallo aperto:


+
1 1 1 1
1 + ; 1 + 1 + ; 1 + = (1; 1)
=1,2,
=1

4
LIMITI
OSS. 0: SULLA SCRITTURA DI INTORNI SIMMETRICI

0 = (0 ; 0 + ) = { : 0 < < 0 + }
= { : (, 0 ) < } = { : | 0 | < }

DEFINIZIONI TOPOLOGICHE DI LIMITE

DEF. 1

Sia data una funzione definita in un intorno di 0 :

: , = 0 {0 }b

lim () =
0

, 0 0 {0 } ()
0 {0 }

> 0 = ( ; + )
> 0 0 = (0 ; 0 + )
0 < (, 0 ) < ((), ) <
cio:

0 < | 0 | < |() | <

DEF. 2

Sia data una funzione definita in un intorno di infinito ( ), dove la notazione


indica:

= (; ) (; +) = [; ]

= (; ) (; +) = {|| > }

Data dunque la funzione sopra indicata, :

, ()

) lim () =

) lim () =
+

bIl punto 0 escluso perch la se la funzione passasse anche per quel punto, il
concetto di limite perderebbe il suo senso.

5
) lim () =

DEF. 2A

> 0 = ( ; + )
> 0 ( = (; ) ( ; +) = {|| > })
|| > |() | <

DEF. 3

Sia data una funzione definita in un intorno di 0 . :

0 0 {0 } ()

()
lim () = + ()
0
()

DEF. 3A

> 0 ( = (; ) (; +) = {|| > })


> 0 0 = (0 ; 0 + )
0 < | 0 | < |()| >

DEF. 4

Sia data una funzione definita in un intorno di infinito. :

()

()
lim () = + ()

()

DEF. 4A

> 0 ( = (; ) (; +) = {|| > })


> 0 ( = (; ) ( ; +) = {|| > })
|| > |()| >

6
TEOREMI SUI LIMITI

TEO. 1: TEOREMA DI UNICIT DEL LIMITE

Sia data una funzione definita in un intervallo aperto (; ). Si pu dimostrare


che il valore cui tende una funzione per 0 unico:

: , = (; ) {0 }

lim () = 1
0
1 = 2
lim () = 2
0

Per assurdo sia 1 2 , 1 < 2 .

Applicando la definizione:

1 = (1 ; 1 + )
1 2 = c
2 = (2 ; 2 + )

si ha che:

0 0 {0 } 1
1
2 0 0 {0 } 2

Nellintorno 0 = 0 0 risulterebbe:

0 {0 } = ( 0 0 ) {0 } 1 2 =

il che assurdo.

TEO. 2: OPERAZIONI ALGEBRICHE TRA LIMITI


(C.S. PER LESISTENZA DEL LIMITE)

Siano date due funzioni 1 e 2 definite in un intorno di 0 , ed entrambe


ammettano limite per 0 :

1 : 1
1 , 2 0 {0 }
2 : 2

lim 1 () = 1
0

lim 2 () = 2
0

Si ha che (tesi eufonica):

lim 1 () 2 () = 1 2
0

c Gli intorni 1 e 2 sono disgiunti, secondo la propriet di separazione di Hausdorff


2 1
della topologia di ; dovr essere .
2

7
lim 1 () 2 () = 1 2
0

1 () 1
lim = , 2 0
0 2 () 2

TEO. 3: TEOREMA DEI PI MITI CONSIGLI


(C.S. PER LESISTENZA DEL LIMITE)

Siano date una funzione , infinitesima d in un intorno di 0 , e una funzione ,


limitata nello stesso intorno di 0 :

: 0 {0 }

{0 } [; ]

Si ha che:

lim () () = 0
0

Cio la funzione prodotto infinitesima per 0 :

() = () () 0
0

OSS. 1: FUNZIONI PATOLOGICHE

Una funzione limitata pu non ammettere limite, come dimostrano i due seguenti
esempi.

ESEMPIO 1

: {0} [1; 1]
1
= () = sin

La funzione, bench limitata, non ammette limite per 0.

Infatti (ragionamento per () = 1, uguale anche per () = 1):

1 1 2
sin = 1 = + 2 = (1 + 4) =
2 2 (1 + 4)

Esprimendo la in questo modo si rende evidente che essa tende a 0 solo nel
caso in cui 0, cio dopo infinite oscillazioni.

ESEMPIO 2

: {0} [1; 1]

d Una funzione si dice infinitesima per 0 quando 0.


0

8
1
= () = cos

La funzione, bench limitata, non ammette limite per 0. Infatti:

1 1 1
cos = 1 = 2 =
2
1 1 1
cos = 1 = (1 + 2) =
(1 + 2)

Esprimendo la nei due modi indicati, si rende subito evidente che essa tende a 0
solo nel caso in cui 0, cio dopo infinite oscillazioni.

ESEMPIO

: {0}
1
= () = cos

La funzione, prodotto di una funzione infinitesima ( = , per 0) per una
funzione patologica, dispari. Inoltre in { > 0} :

1 1
1 cos 1 cos lim cos = 0
0

TEO. 4: TEOREMA DEL CONFRONTO


(C.S. PER LESISTENZA DEL LIMITE)

Siano date tre funzioni 1, e 2, ciascuna minore dellaltra in un intorno di 0 :

1 : 1
2 : 2 , 1 , 2 {0 }
:

1 () () 2 () {0 }

Nellipotesi che:

lim 1 () = lim 2 () =
0 0

Si ha anche che:

lim () =
0

Infatti, fissato un > 0, si vuole dimostrare che esiste un positivo tale che:

0 < | 0 | < |() | <

Quindi:

9
|() | = () 1 () + (1 () ) e() 1 () + |1 () |
2 () 1 () + |1 () |

Ma :

lim 2 () 1 () = = 0 2 () 1 () <
0 2

lim 1 () = |1 () | <
0 2
E perci:

2 () 1 () + |1 () | < + =
2 2

TEO. 5: TEOREMA DI PERMANENZA


DEL SEGNO

FORMA 1

Sia data una funzione definita nellintervallo (; ), a meno di un punto 0


interno allintervallo:

: (; ) {0 }

Se il limite per 0 di quella funzione esiste, essa avr, in un intorno di 0 , lo


stesso segno del limite a cui tende:

lim () = 0 0 () 0 0 {0 }
0

FORMA 2

Sia data una funzione definita nellintervallo (; ):

: (; ) , 0 (; )

Se la funzione data continua in 0 , essa ha, in un intorno di 0 , lo stesso segno


che assume in 0 :

(0 ) 0 0 () 0 0

e Disuguaglianza triangolare per il modulo: , , | + | || + ||.

10
FUNZIONI INFINITESIME

DEF. 0

Una funzione si dice infinitesima per 0 se:

lim () = 0 0
0 0

DEF. 1: CONFRONTO TRA INFINITESIMI

Siano date le due funzioni infinitesime e , definite in un intorno di 0 :

, : 0 {0 }

() 0
0

() 0
0

() 0, 0 {0 }

Il limite per 0 del rapporto tra le due funzioni produrr i seguenti risultati:

{0} ()
() 0 ()
lim =
0 () ()
()

CASO (A)

Le funzioni e sono infinitesimi dello stesso ordine: le funzioni sono


asintotiche f.

() () 1 1
lim = lim = = 1 ()~ () 0
0 () 0 ()

CASO (B)

La funzione un infinitesimo di ordine superiore rispetto a ( vince su ):


o piccolo g di .

()
lim = 0 = () 0
0 ()

f Due funzioni sono asintotiche ( ) se:


()
lim =1
0 ()
g Una funzione o piccolo di unaltra ( = ()) se:
()
lim =0
0 ()

11
CASO (C)

La funzione un infinitesimo di ordine inferiore rispetto a ( le prende da ).

()
lim = = () 0
0 ()

CASO (D)

Le funzioni e sono infinitesimi non confrontabili, come ad esempio:

sin
() = 0
2
1
() = 0
2
1 sin 1
{0}, 1 sin 1 2
2 2

La funzione infinitesima per , poich compresa tra due termini
infinitesimi. Tuttavia:

()
lim = lim sin
()

DEF. 2: ORDINE DI UN INFINITESIMO


RISPETTO A UN CAMPIONE,
E PARTE PRINCIPALE DELLO STESSO

La funzione un infinitesimo di ordine > 0 rispetto allinfinitesimo campione


() se infinitesima dello stesso ordine rispetto a |()| :

() () 1
lim = {0} lim = 1 ()~ |()|
0 |()| 0 |()|

Lelemento |()| indica la parte principale della funzione per 0 .

OSS. 1: INFINITI CAMPIONE

() = , 0

() = 0 , 0
1
() = ,

12
FUNZIONI INFINITE

DEF. 0

Una funzione si dice infinita per 0 se:

lim () =
0 0

DEF. 1: CONFRONTO TRA INFINITI

Siano date le due funzioni infinite e definite in un intorno di 0 :

, : {0 }

()
0
()

Il limite per 0 del rapporto tra le due funzioni produrr i seguenti risultati:

{0} ()
() ()
lim =
0 () 0 ()
()

CASO (A)

Le funzioni e sono infiniti dello stesso ordine.

() () 1 1
lim = lim = = 1 ()~ () 0
0 () 0 ()

CASO (B)

La funzione un infinito di ordine superiore rispetto a ( vince su ).

()
lim = = () 0
0 ()

CASO (C)

La funzione un infinito di ordine inferiore rispetto a ( le prende da ).

()
lim = 0 = () 0
0 ()

CASO (D)

Le funzioni e sono infiniti non confrontabili, come ad esempio:

13
() = (2 + sin )

() =

1 sin 1 1 sin + 2 3 sin 3

Per la funzione infinita, perch compresa tra due funzioni infinite.


Tuttavia:

()
lim = lim (2 + sin )
()

DEF. 2: ORDINE DI UN INFINITO


RISPETTO A UN CAMPIONE,
E PARTE PRINCIPALE DELLO STESSO

La funzione un infinito per 0 di ordine > 0 rispetto allinfinitesimo


campione () se infinita dello stesso ordine rispetto a |()| :

() () 1
lim
= {0} lim
= 1 ()~
0 |()| 0 |()| |()|

Lelemento |()| indica la parte principale della funzione per 0 .

OSS. 1: INFINITI CAMPIONE

1
() = , 0

1
() = , 0
0

() = ,

GERARCHIA DI INFINITI
log
lim = 0+ , > 0 log = ( ), +, > 0
+


lim = 0+ , > 0 = ( ), +, > 0
+

14
FUNZIONI ASINTOTICHE

DEF. 0: FUNZIONI ASINTOTICHE

Siano date le due funzioni e definite in un intorno di 0 :

, : {0 }

() 0, {0 }

Si dice che le funzioni e sono asintotiche se:

()
~ 0 lim =1
0 ()

OSS. 1: SIGNIFICATO DEL SIMBOLO


DI EQUIVALENZA ASINTOTICA

Nellipotesi che sia ~ per 0 , si possono presentare diverse situazioni:

a. Le funzioni e sono infinitesimi dello stesso ordine;


b. Le funzioni e sono infiniti dello stesso ordine;
c. Le funzioni e ammettono lo stesso limite:

lim () = {0} lim () = {0}


0 0

Infatti:

()
lim () = lim () =
0 0 ()
()
= lim lim () = 1 lim () = lim ()
0 () 0 0 0

d. Le funzioni e non ammettono limite:

lim () lim ()
0 0

Infatti, se la ammettesse limite finito, secondo la propriet precedente anche la


dovrebbe ammettere lo stesso limite, eventualit esclusa dallipotesi.

ESEMPIO

Per la funzione () sotto indicata non esiste limite n per 0 (a causa


1
dellelemento cos ), n per (a causa di cos ):

1
() = cos cos

Tuttavia si ha che:

15
()
= cos 1 ~
1 0
cos

() 1
= cos 1 ~
cos

OSS. 2

Se una funzione ammette un limite finito , allora la funzione sar asintotica a :

lim () = {0} ()~ 0


0

Infatti:

() 1
lim = =1
0

OSS. 3: GIUSTIFICAZIONE DELLESPRESSIONE


RELAZIONE DI EQUIVALENZA ASINTOTICA

Propriet riflessiva:

~ 0

Propriet simmetrica:

~ 0 ~ 0

Infatti:

() () 1 1
lim = 1 lim = lim = =1
0 () 0 () 0 () 1
()

Propriet transitiva

~
0 ~ 0
~

Infatti:

() () ()
lim = lim lim =11 =1
0 () 0 () 0 ()

OSS. 4: RELAZIONE DI EQUIVALENZA ASINTOTICA


E OPERAZIONI ALGEBRICHE

Siano date le seguenti funzioni asintotiche:

1 ~1
0
2 ~2

16
PRODOTTO

1 2 ~1 2 0

Infatti:

1 2 1 2
lim = lim =11=1
0 1 2 0 1 2

RAPPORTO

1 2
~ 0
1 2

Infatti:

1
1 1 2
lim = lim =11 =1
0 2 0 2 1
2

ATTENZIONE

Questa regola non valida nel caso di somma o sottrazione. Infatti:

sin ~, 0
sin tan = 0
tan ~, 0

OSS. 5: PROPRIET GEOMETRICA DEL GRAFICO


RISPETTO AL GRAFICO

Date le funzioni e , asintotiche per 0 , sia:

()
~ 0 lim =1
0 ()
> 0 = (1 ; 1 + )
> 0 0 = (0 ; 0 + )
()
0 < | 0 | < 1 < <1+
()
(1 ) () < () < (1 + ) ()

SIGNIFICATO GEOMETRICO

SENO

sin ~ 0

17
Infatti:

0 < || < |sin | < || < |tan |
2
|sin | || |tan | 1
< < 1< h < 1< <1
|sin | |sin | |sin | sin cos sin
sin 1 1
lim = 1 lim = lim = = 1
0 sin 0 0 1
sin

TANGENTE

tan ~ 0

Infatti:

tan sin 1 sin 1


lim = lim = lim =1
0 0 cos 0 cos

COSENO

2
1 cos ~ 0
2
Infatti:

1 cos 1 cos 1 + cos


lim 2
= lim =
0 0 2 1 + cos
1 cos2 sin2 1 1 1
lim 2 = lim 2 = 12 =
0 (1 + cos ) 0 1 + cos 1+1 2

h I valori assoluti non servono perch per 0, anche sin 0.

18
RELAZIONE O PICCOLO

DEF. 0: O PICCOLO

Siano date due funzioni e definite in un intorno di 0 :

, : 0 {0 }

() 0, 0 {0 }

Si dice che piccola rispetto a , se:

()
= () 0 lim =0
0 ()

Questo significa che:



= () 0 = (1) = (1)

() = ()i () 0

OSS. 1: SIGNIFICATO DELLA DEFINIZIONE


DI O PICCOLO

Nellipotesi che sia = () per 0 , si possono presentare diverse


situazioni:

a. La funzione un infinitesimo di ordine superiore rispetto a ;


b. La funzione un infinito di ordine inferiore rispetto a ;
c. La funzione infinitesima per 0 :

()
= (1) lim = lim () = 0
0 1 0

OSS. 2

La relazione di o piccolo per 0 non implica lesistenza dei limiti per 0 :

lim ()
0
= () 0
lim ()
0

Infatti:

lim 2 sin 2 sin sin


+
lim = lim = 0 2 sin = ( 4 )
lim 4 + 4 + 2
+

i () = (1) 0
0

19
OSS. 3: LO PICCOLO NON
UNA RELAZIONE DI EQUIVALENZA

Propriet riflessiva (non rispettata):

= ()

Propriet simmetrica (non rispettata):

= () = ()

Propriet transitiva:

= ()
= ()
= ()

Infatti:

= = (1) (1) = (1) 0
0

OSS. 4: VALIDIT DELLE PROPRIET


TRANSITIVE MISTE

CASO (A)

~
= ()
= ()

Infatti:


= =10=0

CASO (B)

= ()
= ()
~

Infatti:


= =01=0

OSS. 5: RELAZIONE FONDAMENTALE


TRA ASINTOTICO E O PICCOLO
Le seguenti affermazioni sono equivalenti:

~ 0 = + () 0

20
OSS. 6: APPLICAZIONE DELLA RELAZIONE
FONDAMENTALE, E GIUSTIFICAZIONE DEL TERMINE
PARTE PRINCIPALE

CASO (A)

Nel caso di infinitesimi :

~ 0 = + () 0
= + () 0

Qui il termine () un infinitesimo di ordine superiore rispetto alla , quindi


trascurabile.

CASO (B)

Nel caso di infiniti, invece, :

~ 0 = + () 0
= + () 0

Qui il termine () un infinito al pi di ordine inferiore rispetto alla , quindi


trascurabile.

21
CONTINUIT

DEF. 0: CONTINUIT IN UN PUNTO


(DEF. TOPOLOGICA LOCALE)

Sia data una funzione e un punto 0 , interno al suo intervallo di definizione:

0 (0 )

Si dice che la funzione continua nel punto 0 se:

lim () = (0 )
0
> 0 (0 ) = ((0 ) ; (0 ) + )
0 = (0 ; 0 + )
| 0 | < |() (0 )| <

DEF. 1: CONTINUIT IN UN SOTTOINSIEME


(DEF. TOPOLOGICA PSEUDO-GLOBALE)

La funzione si dice continua in un sottoinsieme se continua in ogni


suo punto 0 .

OSS. 1: CONTINUIT E OPERAZIONI

Siano e due funzioni continue:


0 ()j
, 0 ()

Infatti :

lim () () = lim () lim () = (0 ) (0 )


0 0 0

lim () () = lim () lim () = (0 ) (0 )


0 0 0

lim () () = lim () lim ()


0 0 0

= lim () lim () = (0 ) (0 )
0 0

j Questa notazione indica che e sono continue.

22
DEF. 2: CONTINUIT ESPRESSA
MEDIANTE GLI SPAZI FUNZIONALI
La notazione di continuit mediante gli spazi funzionali la seguente:

0 (), 0 (+ ), 0 (; )

0 () = :

OSS. 2: GIUSTIFICAZIONE DEL TERMINE


SPAZIO FUNZIONALE

Lo spazio funzionale 0 (), essendo stabile rispetto alla combinazione lineare dei
suoi elementi, ha la struttura algebrica ordinata di spazio vettoriale (o lineare) sul
campo .

OSS. 3: COMPOSIZIONE DELLO


SPAZIO FUNZIONALE 0 ()

Funzione costante: () = 0 (). Infatti:

0 , () (0 ) = = 0

Retta: () = 0 (). Infatti:

0 , () (0 ) = 0 0
0

Parabola: () = 0 (). Infatti il prodotto di funzioni


continue;
Polinomio: () = () 0 (). Infatti una combinazione lineare di
potenze, cio di funzioni continue;
Funzioni goniometriche fondamentali: () = sin , () = cos
0 (). Infatti (sin ):

0 , () (0 ) = (0 + ) (0 ) = sin(0 + ) sin(0 )
= sin 0 cos + cos 0 sin sin 0
= sin 0 (cos 1) + cos 0 sin 0k
0

Tangente e cotangente:

() = tan 0 + ,
2
() = cot 0 ( {, })
Funzione esponenziale e funzioni iperboliche (combinazioni lineari di
funzioni esponenziali): () = , () = sinh , () = cosh
0 (). Infatti:

2
cos 1~ 0
k Infatti : 2 0
sin ~ 0
0

23
0 , () (0 ) = (0 + ) (0 ) = 0 + 0
= 0 0 = 0 1~ 0 0
0

Logaritmo: () = log 0 + l.Infatti:

0 > 0 , () (0 ) = (0 + ) (0 ) = log(0 + ) log 0


0 +
= log = log 1 + ~ 0
0 0 0 0

DEF. 3: CONTINUIT IN UN PUNTO


DA DESTRA E DA SINISTRA
(DEF. TOPOLOGICA LOCALE)

Sia una funzione e 0 un punto interno al suo intervallo di definizione.

Si dice che la funzione continua nel punto 0 da destra se:

(0+ ) = lim+ () = (0 )
0

Si dice che la funzione continua nel punto 0 da sinistra se:

(0 ) = lim () = (0 )
0

ESEMPIO: FUNZIONE DI HEAVISIDE


(STEP FUNCTION, CUT OFF FUNCTION)

1, 0
() = [0;+) () =
0, < 0

() 0 ( {0 })

La funzione indicata, nel punto = 0 continua da destra, essendo (0+ ) =


(0) = 1.

OSS. 4: RELAZIONE TRA CONTINUIT,


CONTINUIT DESTRA E CONTINUIT SINISTRA

La funzione continua nel punto 0 se e solo se essa continua


contemporaneamente da destra e da sinistra:

(0+ ) = (0 ) = (0 )

l + = (0; +)

24
DISCONTINUIT

DEF. 0: DISCONTINUIT IN UN PUNTO

Sia data una funzione :

Si dice che la funzione discontinua nel punto in uno dei seguenti due
casi:

,

{ },

SPECIE DI DISCONTINUIT

PRIMA SPECIE:
DISCONTINUIT A SALTO (JUMP DISCONTINUITY)

La funzione assume valori finiti, ma diversi, in un intorno destro e un intorno


sinistro di 0 :

(0+ ) (0 )

Si definisce salto la differenza tra i due valori:

(0+ ) (0 ) 0

ESEMPIO: FUNZIONE SEGNO


: {0} (1; 1)
1, > 0
() = =
|| 1, < 0

= 2

SECONDA SPECIE:
DISCONTINUIT GRAVE

Non esiste finito uno dei due limiti (da destra o da sinistra), cio almeno uno dei
due infinito oppure non esiste (come nel caso di funzioni patologiche).

ESEMPIO 1 (LIMITE ALLINFINITO)


: {0}

1
= () =

Nel punto = 0 c una discontinuit di seconda specie, corrispondente a un
asintoto verticale, dal momento che :

25
1
lim =
0

ESEMPIO 2 (NON ESISTE LIMITE)


:

1
sin , > 0
() =
2 , 0

Nel punto = 0 c una discontinuit di seconda specie, poich:

1
lim+ sin 0 ( {0})
0

TERZA SPECIE:
DISCONTINUIT ELIMINABILE (O APPARENTE)

0 (0 )
lim () = ,
0 0 , (0 )

Si pu dunque eseguire un prolungamento continuo della funzione :

(), {0 }
() = lim () , = 0 ()
0
0

ESEMPIO (GAUSSIANA ROVESCIATA)


: {0}
1
2
= () =

(0), lim () = 0
0

In = 0 c dunque una discontinuit eliminabile, e si pu costruire un


prolungamento continuo della funzione in quel punto:

:
1
2
= () = , {0}
0, = 0

26
I MAGNIFICI TRE TEOREMI
SULLA CONTINUIT
OSS. 0: INSIEMI COMPATTI, INTERVALLI COMPATTI

Un intervallo compatto un intervallo chiuso e limitato. Il seguente, invece, un


insieme compatto, ma non un intervallo compatto:

= [; ] [; ], < < <

TEO. 1: TEOREMA DI WEIERSTRASS

Sia data una funzione , continua in un insieme compatto :

0 (),

Si pu dire che:

= max = (1 )

1 , 2
= min = (2 )

TEO. 2: TEOREMA DEGLI ZERI

Sia data una funzione , continua nellintervallo compatto [; ], ai cui estremi


assuma valori opposti:

0 [; ]

() () < 0

Esiste almeno un punto [; ] tale che () = 0. Questo equivale a dire che


lequazione () = 0 ammette almeno una radice [; ].

OSS. 1

I teoremi 1 e 2 sono condizioni sufficienti: se le ipotesi sono soddisfatte, la tesi


sicuramente verificata, mentre viceversa, se anche una sola delle ipotesi non
soddisfatta, non si pu dire nulla di certo sulla tesi.

TEO. 3: TEOREMA DEI VALORI INTERMEDI

Sia data una funzione , continua nellintervallo compatto [; ]:

0 [; ]

Notando che, per il teorema di Weierstrass, la funzione limitata, chiaro che


tutti i valori compresi tra il minimo e il massimo saranno valori assunti:

27
() ;

([; ]) = ;
; , [; ] = ()

OSS. 2

In generale, il teorema non vale se si considera una funzione continua in un


insieme compatto.

28
DERIVATE

DEF. 1: DERIVATA IN UN PUNTO,


DERIVABILIT, RETTA TANGENTE
(DEF. ALGEBRICO-TOPOLOGICA m)

Sia data una funzione , definita in un intervallo (; ), e un punto 0


appartenente a tale intervallo:

: (; )

0 (; )

Si dir che:

la funzione derivabile nel punto 0 se:

0 () (0 + ) (0 )
lim = lim = (0 )n
0 0

nel punto 0 0 ; (0 ) il grafico della funzione avr come retta


tangente:

0 : = (0 ) + (0 ) ( 0 )

TEO. 1: RELAZIONE TRA CONTINUIT


E DERIVABILIT IN UN PUNTO

Sia data una funzione , definita nellintervallo (; ), e un punto 0 appartenente


ad esso. Nellipotesi che esista la derivata della funzione in 0 , allora la funzione
continua in quel punto. Si dice allora che:

condizione sufficiente affinch la funzione sia continua in 0 che essa


sia derivabile in quel punto;
condizione necessaria (e non sufficiente) affinch la funzione sia
derivabile in 0 che essa sia continua in quel punto.

DERIVATE DI FUNZIONI ELEMENTARI

Funzione costante:

() = () = 0

Retta:

m Dal momento che la derivata desunta dal rapporto incrementale, questa una
definizione algebrica, ma poich del rapporto incrementale si considera il limite per
0 , questa anche una definizione topologica.
n Altre notazioni sono: ( ), ( ),

0 0 (0 ).

29
() = () = 1

() = () =

Funzione esponenziale:

() = ( ) =

Infatti:

( + ) () = + =
= 1~ 0

Funzione logaritmica:

1
() = log (log ) =

Infatti:

( + ) () = log( + ) log
+
= log = log 1 + ~ 0

Seno:

() = sin (sin ) = cos

Infatti:

( + ) () = sin( + ) sin
= sin cos + cos sin sin
= cos sin + sin (cos 1)~ cos + () 0

Coseno:

() = cos (cos ) = sin

Infatti:

( + ) () = cos( + ) cos()
= cos cos sin sin cos
= sin sin + cos (cos 1)~( sin ) + () 0

REGOLE DI DERIVAZIONE

Siano date le due funzioni e definite e derivabili nellintervallo (; ):

, : (; )

Tesi:

( )() = () ()

30
( )() = () () + () ()o

() () () ()
() = p
[()]2

Dimostrazione della regola di Leibniz:

(; ) , 0 ( + ) (; )

( + ) = () + () + () 0
(), ()
( + ) = () + () + () 0

( + ) ( + ) () ()
= () + () + () () + () + () () ()
= () () + () () + () () + () () ()q
= () () + () () + ()

OSS. 2: GENERALIZZAZIONE
DELLA REGOLA DI LEIBNIZ

(1 2 3 )
= 1 2 3 + 1 2 3 + + 1 2 3

DERIVATA DELLA POTENZA

() = ,

( ) = ( ) = 1 + 1 + 1
= 1

OSS. 3: COROLLARI DELLA REGOLA DI LEIBNIZ

Derivata di una funzione moltiplicata per una costante:

() = ()

Derivata di una combinazione lineare di funzioni:

, , () () = () ()

Derivata dellinverso di una funzione:

1 ()
=
() [()]2

OSS. 4: DERIVAZIONE DELLE FUNZIONI


TANGENTE E COTANGENTE

o Nota anche come regola di Leibniz.


p Nellipotesi che sia () 0 (; ).
q Gli altri termini sono moltiplicati per (), il che li rende trascurabili.

31
Dallultimo corollario si deducono le seguenti derivate:

tangente:

1
() = tan (tan ) = = 1 + [tan ]2
[cos ]2

cotangente:

1 1
() = cot (cot ) = = = (1 + cot )
tan [sin ]2

DEF. 2: FUNZIONE COMPOSTA


Siano date le due seguenti funzioni:

: (; ) , = (; )
= ()

: (; ) , (; ) (; ) =
= ()

La funzione composta definita in = (; ) r:

= : (; )
= ( )()

TEO. 2: CONTINUIT DELLA FUNZIONE COMPOSTA

Una funzione ottenuta dalla composizione di due funzioni continue continua:

0 (; )
0 (; )
0 (; )

TEO. 3: DERIVAZIONE DELLA FUNZIONE COMPOSTA


(CHAIN RULE)

Sia data la funzione , ottenuta dalla composizione di e , definita in un


intervallo (; ), e un punto 0 appartenente a tale intervallo:

= : (; )
= () = ()

0 (; )

Nellipotesi che entrambe le funzioni e siano derivabili, la derivata di :

(0 ) = ( )(0 ) = (0 ) (0 )

r In generale : = () .

32
OSS. 5: CONSEGUENZE DEL TEOREMA PRECEDENTE

Derivata della funzione esponenziale e della gaussiana:

() = () ()
2 2
() = = (2)

Derivata del logaritmo:

1 ()
log() = () =
() ()

Derivata delle funzioni iperboliche:

+
(cosh ) = = = sinh
2 2

+
(sinh ) = = = cosh
2 2

1
(tanh ) = = 1 [tanh ]2
[cosh ]2
1
(coth ) = = 1 [coth ]2
[sinh ]2

Derivata della potenza a esponente reale ( ):

( ) = 1

Infatti:

( ) = log = log = log = = 1

DEF. 3: CONVESSIT, CONCAVIT, FLESSO


(DEF. LOCALI)

Sia data una funzione , definita in un intervallo (; ), e un punto 0


appartenente a tale intervallo, dove esista la derivata della funzione:

: (; )

0 (; )

(0 )

Ci significa che la retta tangente alla funzione nel punto 0 ha equazione:

0 : = (0 ) + (0 ) ( 0 ) = 1 ()

Si dice che:

33
la funzione volge la concavit verso lalto ( convessa) se:

() > 1 () 0 {0 }

la funzione volge la concavit verso il basso ( concava) se:

() < 1 () 0 {0 }

la funzione presenta un flesso ascendente in 0 se esiste un intorno di


0 tale che:

() < 1 (), < 0 , 0



() > 1 (), > 0 , 0

la funzione presenta un flesso discendente in 0 se esiste un intorno di


0 tale che:

() > 1 (), < 0 , 0



() < 1 (), > 0 , 0

DEF. 4: PUNTI DI MASSIMO


E MINIMO RELATIVI

Sia data una funzione , definita in un intervallo chiuso [; ], e un punto 0


interno a tale intervallo. Il punto 0 si dice punto di massimo relativo (o locale) se:

0 = (0 ; 0 + ) (0 ) (), 0

LEMMA DI FERMAT
(C.N. PER LESISTENZA DI UN ESTREMANTE)

Sia data una funzione , definita in un intervallo chiuso [; ]. Se esiste un punto


0 (; ), interno, di massimo o di minimo dove esista la derivata della , allora
la derivata in quel punto nulla. Ci significa che la retta 0 tangente al grafico
della funzione nel punto 0 0 ; (0 ) orizzontale:

0 : = (0 ) (0 ) = 0

Il lemma si pu anche leggere nei seguenti termini: condizione necessaria affinch


un punto 0 (; ) in cui esista la derivata della funzione considerata possa
essere di massimo o di minimo relativo che la derivata sia nulla (il punto 0 deve
essere stazionario).

OSS. 1

La condizione necessaria non sufficiente: infatti la funzione () = 3 ha come


derivata ( 3 ) = 3 2 (0) = 0, ma nellorigine non c un estremante.

34
DERIVABILIT ESPRESSA
MEDIANTE GLI SPAZI FUNZIONALI

() = : ; , , , , () 0 ()
+
() ()
= : ; (), , = ()
=0

Operazione di derivazione:

: 1 () 0 ()s
() =

COMPOSIZIONE DI ()

potenza ():

( ) = 1
2 ( ) = ( 1) 2
( ) = ( 1) ( 2) 3 2 0 = !
+1 ( ) = ( ) = 0, >

polinomio ()t ():

() = 0 1 + 1 ( 1) 2 1
() = 0 !

esponenziale ():

( ) =

funzioni iperboliche (con periodicit 2) cosh , sinh ():

2+1 (sinh ) = cosh


2 (sinh ) = sinh

funzioni goniometriche (con periodicit 4) cos , sin ():

(sin ) = cos
2 (sin ) = sin
3 (sin ) = cos
4 (sin ) = sin

s Pi in generale : () 1 (), ma : () () (perch diamonds are


forever).
t () = + 1 + +
0 1 1 + .

35
I MAGNIFICI TRE TEOREMI
DELLE DERIVATE

TEOREMA DI ROLLE
(C.S. PER LESISTENZA
DI UN PUNTO STAZIONARIO)

Sia una funzione continua nellintervallo chiuso [; ], e derivabile in tutto


lintervallo aperto corrispondente; la assuma lo stesso valore ai due estremi
dellintervallo:

0 [; ]

(), (; )

() = ()

Si pu allora dire che esiste almeno un punto che sia interno allintervallo (; )
e stazionario, dove cio la derivata della funzione sia nulla. Infatti, per il teorema
di Weierstass :

= min max =
[;] [;]

caso A:

= () = () = , [; ] () = 0

caso B:

<
(; ) () =
() = ()

E per il lemma di Fermat, in quel punto :

() = 0

INTERPRETAZIONE GEOMETRICA

Condizione sufficiente per il parallelismo della retta orizzontale , : = () =


() con la retta tangente al grafico in un conveniente punto ; ()
che sia:

: = () =

OSS. 1

Il teorema di Rolle solo condizione sufficiente (se anche una sola delle ipotesi
non verificata, la tesi pu non essere pi dimostrata).

36
TEOREMA DI CAUCHY

Siano e due funzioni continua nellintervallo chiuso [; ], e derivabili in tutto


lintervallo aperto corrispondente; la derivata della , inoltre, non sia mai nulla
nellintervallo considerato:

, 0 [; ]

(), (), (; )

() 0, (; )

Si pu allora dire che esiste almeno un punto che sia interno allintervallo (; )
e dove la derivata della funzione valga:

() () ()
=
() () ()

OSS. 2

Le tre ipotesi implicano, per il teorema di Rolle, che () (): infatti se per
assurdo fosse () = (), per il teorema di Rolle esisterebbe almeno un punto
(; ) tale che () = 0, cosa contraria allipotesi 3.

TEOREMA DI LAGRANGE,
O DEL VALOR MEDIO

Sia una funzione continua nellintervallo chiuso [; ], e derivabile in tutto


lintervallo aperto corrispondente:

0 [; ]

(), (; )

Si pu allora dire che esiste almeno un punto (punto di Lagrange) che sia
interno allintervallo (; ) e dove la derivata della funzione vale:

() ()
= ()

Infatti, scelta come funzione () la retta = 0 (), la sua derivata
() = 1, ; dunque, per il teorema di Cauchy, :

() () ()
=
1

INTERPRETAZIONE GEOMETRICA

Esiste un conveniente punto (; ) tale che la retta tangente al grafico


in un punto ; () sia parallela alla retta , :

37
: = ()( ) + ()

() ()
, : = , ( ) + (), , =

INTERPRETAZIONE CINEMATICA

In un conveniente istante [0 ; 1 ], la velocit nellistante uguale alla


velocit media dellintero percorso: = ( ), se valgono le seguenti due ipotesi:

[0 ; 1 ] ()

() 0 [0 ; 1 ]

(1 ) (0 )
(0 ; 1 ), = ( )
1 0

DEF. 1: FUNZIONE STRETTAMENTE


MONOTONA IN UN INTERVALLO
(DEF. GLOBALE)

Sia data una funzione , definita in un intervallo chiuso [; ]:

: [; ]

La funzione si dice strettamente crescente nellintervallo [; ] se:

[1 , 2 [; ], 1 2 ] (1 ) (2 )
(2 ) (1 )
[1 , 2 [; ], 1 2 ] >0
2 1

La funzione si dice strettamente decrescente nellintervallo [; ] se:

[1 , 2 [; ], 1 2 ] (1 ) (2 )
(2 ) (1 )
[1 , 2 [; ], 1 2 ] <0
2 1

CONDIZIONE DI STRETTA MONOTONIA


IN UN INTERVALLO COMPATTO

Sia data una funzione continua in un intervallo chiuso [; ], e nellintervallo


aperto corrispondente (; ) la sua derivata abbia segno costante. allora:

() > 0

() < 0

Infatti, per il teorema di Lagrange, dati due punti 1 , 2 , distinti e appartenenti


allintervallo [; ], si pu dire che:

(1 ; 2 ) 1,2

38
La retta tangente al grafico nel punto ; (), e ha come coefficiente
angolare (), che nellintervallo considerato sempre positivo o negativo a
seconda che la funzione sia crescente o decrescente:

(2 ) (1 )
= () = 1,2 0
2 1

OSS. 1

Il teorema fornisce solo una condizione sufficiente. Basti pensare a un punto di


flesso a tangente verticale o a un punto angoloso debitamente scelto (in entrambi i
casi la derivata non esiste), oppure a un flesso a tangente orizzontale (dove la
derivata vale 0): anche in questi casi, bench le ipotesi del teorema precedente non
siano tutte soddisfatte, la funzione in esame pu essere monotona.

OSS. 2: CONFRONTO TRA LE DUE ESPRESSIONI


DI INCREMENTO

Stima locale: asintoticamente ottimale per () 0, cio per 0 (ipotesi:


(0 )):

(0 + ) (0 ) = (0 ) + ()

Stima globale: valida indipendentemente dallampiezza dellintervallo, ma non d


informazioni sulla posizione di (ipotesi: (), (0 ; 0 + )):

(0 + ) (0 ) = ()

39
[09.11.2012]

ABBIAMO COMBATTUTO MET DELLA BATTAGLIA,


SIAMO ARRIVATI A MET DELLA CORSA.

40
IL SIGNOR TAYLOR
La formula di Taylor:

si rivolge a funzioni regolari ( [; ]u, o ancora meglio


[; ]);
fornisce unapprossimazione locale della funzione considerata mediante
polinomi;
facilita uno studio locale del grafico;
generalizza il teorema di Lagrange e la relazione fondamentale tra
asintotico e o piccolo;
permette uno studio arbitrariamente approfondito degli infinitesimi
celebri.

TEOREMA DI TAYLOR

Siano dati una funzione derivabile volte nellintervallo [; ] e un punto 0


interno a tale intervallo:

[; ]

0 [; ]

Esiste, ed unico, il polinomio (, 0 ; )v, approssimazione locale ottimale


della in un intorno di 0 :

! (, 0 ; ) () = (, 0 ; ) + (, 0 ; ), [; ]

Tale polinomio cos espresso:



() (0 )
(, 0 ; ) = ( 0 )
!
=0

POLINOMI PARTICOLARI

La retta tangente in 0 corrisponde al polinomio con = 1:

1 () = (0 ) + (0 ) ( 0 )

La parabola che meglio approssima la funzione in un intorno di 0 , detta parabola


osculatrice, corrisponde al polinomio con = 2:

u Notazione sulla derivata agli estremi: [; ] = : [; ] ; , , , ,


0 [; ]; inoltre:
( + ) ()
() = + () = lim+ , > 0 + [; ]
0
( + ) ()
() = () = lim , < 0 + [; ]
0
v Polinomio associato alla in , e dipendente dalla .
0

41
(0 )
2 () = (0 ) + (0 ) ( 0 ) + ( 0 )2
2!

FORME DEL RESTO

Il resto, che cos definito, pu essere scritto nelle due forme di Peano e
Lagrange:

() = () () = ( 0 )

SECONDO PEANO

A condizione che esista (+1) (0 ) e detto che () = (1) 0, :


0

(+1) (0 )
(, 0 ; ) = + () ( 0 )+1
( + 1)!

SECONDO LAGRANGE

Scelto un punto conveniente tale che < < 0 , se vale la seguente


condizione:

(+1) (), (; ) {0 }w

(+1) ()
(, 0 ; ) = ( 0 ) = ( 0 )+1
( + 1)!

POLINOMIO DI MACLAURIN

Nel caso in cui 0 = 0, il polinomio di Taylor si semplifica in quello di


MacLaurin:

() (0)
(, 0 ; ) =
!
=0


() (0)
() = (, 0 ; ) + (, 0 ; ) = + ( )
!
=0

APPLICAZIONI NOTEVOLI DEL POLINOMIO DI MACLAURIN

funzione esponenziale () = ():


2 3
= 1 + + + + + +
1! 2! 3! !

wNon sapendo dove si trova il punto , dobbiamo porre come condizione che la derivata
della funzione esista in tutto lintervallo considerato.

42
seno iperbolico () = sinh () (funzione dispari):

(2+1) () = cosh (2+1) (0) = 1



(2) () = sinh (2) (0) = 0

3 5 2+1
sinh = + + + + + 2+1
1! 3! 5! (2 + 1)!

Meglio, 2+2 .

coseno iperbolico () = cosh () (funzione pari):

(2+1) () = sinh (2+1) (0) = 0



(2) () = cosh (2) (0) = 1

2 4 2
cosh = 1 + + + + + 2
2! 4! (2)!

Meglio, 2+1 .

seno () = sin () (funzione dispari):

() = cos

() = sin (2) (0) = 0

() = cos (2+1) (0) = (1)
(4)
() = sin

3 5 2+1
sin = + + (1) + 2+1
1! 3! 5! (2 + 1)!

Meglio, 2+2 .

coseno () = cos () (funzione pari):

2 4 2
cos = 1 + + (1) + 2
2! 4! (2)!

Meglio, 2+1 .

logaritmo () = log(1 + ) { > 1}:

() = (1 + )1

() = (1 + )2

() = 2 (1 + )3 () (0) (1)1 ( 1)! (1)1
(4) = =
() = 6 (1 + )4 ! !
(1) 1 (
() () = 1)!
(1 + )

2 3 4
log(1 + ) = + + + (1)1 +
1 2 3 4

43
TEO. 1: C.S. PER GARANTIRE LESISTENZA
DI CONCAVIT E FLESSI

Sia data una funzione derivabile almeno una volta nellintervallo [; ], e tutte le
derivate, ad eccezione della prima e dellultima, siano pari a zero:

1 (; ), 2

(0 ) = (0 ) = = (1) (0 ) = 0

() (0 ) 0 () (0 ) 0

Si presenteranno le seguenti situazioni:

1. se = 2 ( pari) e (2) (0 ) > 0, la volge in 0 la concavit verso


lalto;
2. se = 2 ( pari) e (2) (0 ) < 0, la volge in 0 la concavit verso
il basso;
3. se = 2 + 1 ( dispari) e (2+1) (0 ) > 0, la presenta in 0 un
flesso ascendente;
4. se = 2 + 1 ( dispari) e (2+1) (0 ) < 0, la presenta in 0 un
flesso discendente.

Si consideri lapprossimazione della funzione mediante il teorema di Taylor:

(0 )
() = 1 () + 1 () = (0 ) + ( 0 ) + 1 ()
1!
= 1 () + 1 ()

Lelemento 1 () rappresenta la retta tangente al grafico, mentre (), in base al


suo segno, indica se la funzione si trova sopra o sotto la tangente.

Scrivendo il resto secondo Peano si ottiene:

() (0 )
() (0 )
1 () = + () ( 0 ) ( 0 )
()! 0 ()!

Il segno di () dipende dunque da () (0 ) e da ( 0 ) .

Quindi:

1. = 2 ( pari) e (2) (0 ) > 0:

essendo ( 0 )2 > 0, 0 , allora () 1 () = () > 0,


0 {0 }, e quindi la funzione presenta una concavit verso lalto.

2. = 2 ( pari) e (2) (0 ) < 0:

essendo ( 0 )2 > 0, 0 , allora () 1 () = () < 0,


0 {0 }, e quindi la funzione presenta una concavit verso il basso.

3. = 2 + 1 ( dispari) e (2+1) (0 ) > 0:

44
essendo ( 0 )2+1 0, 0 , allora () 1 () = () 0,
0 , e quindi la funzione presenta flesso ascendente in 0 .

4. = 2 + 1 ( dispari) e (2+1) (0 ) < 0:

essendo ( 0 )2+1 0, 0 , allora () 1 () = () 0,


0 , e quindi la funzione presenta flesso discendente in 0 .

COROLLARIO 1: C.S. AFFINCH 0 SIA PUNTO


DI MASSIMO O MINIMO RELATIVO

Sia data una funzione derivabile almeno due volte nellintervallo [; ], e tutte le
derivate, ad eccezione dellultima, siano pari a zero:

1 (; ), > 2

(0 ) = (0 ) = (0 ) = = (1) (0 ) = 0

() (0 ) 0 () (0 ) 0

Si presenteranno le seguenti situazioni:

1. se = 2 ( pari) e (2) (0 ) > 0, il punto 0 un punto di minimo


relativo;
2. se = 2 ( pari) e (2) (0 ) < 0, il punto 0 un punto di massimo
relativo.

COROLLARIO 2: C.N. PER LESISTENZA DEL FLESSO


NELLAMBITO 2 (; )

Sia data una funzione derivabile due volte ( 2 (; )): condizione necessaria
affinch la funzione presenti un flesso in 0 (; ) che la sua derivata
seconda sia nulla in quel punto.

OSS. 1

Nellambito 2 (; ) la condizione necessaria non sufficiente. Infatti:

() = 4 ()

() = 4 3
() = 12 2
() (0) = (0) = (0) = (0) = 0
= 24
(4) () = 36 = 4! > 0

Bench la derivata seconda in 0 = 0 sia nulla, la funzione non presenta in quel
punto un flesso, ma un minimo relativo e assoluto.

OSS. 2

45
Il corollario 2 non ha senso fuori dallambito 2 (; ): nellambito 1 , per trovare
un flesso, si pu fare riferimento solamente alla definizione di flesso.

Infatti:

2, 0
1 () () = || =
2 , 0

+ (0) = (0) = 0 0 : = 0

La retta 0 tangente al grafico della in = 0. Bench non esista la derivata


seconda della , in quanto la sua derivata prima presenta un punto angoloso in
= 0, si dimostra grazie alla definizione che, in = 0 la funzione presenta un
flesso ascendente.

46
CALCOLO INTEGRALE
Vi sono due problemi distinti allorigine del calcolo integrale.

Uno differenziale, e riguarda le ricerca delle primitive (o antiderivate) di una


funzione continua: si divide in due questioni, cio lesistenza delle primitive e il
loro numero (How many antiderivatives?).

Il secondo problema geometrico, e consiste nella definizione dellarea di


particolari figure piane, i trapezoidi, che sono cos definiti:


= (, ) 2 : , 0 [; ] () 0, [; ]
0 ()

DEF. 1: PRIMITIVA

Sia data una funzione continua nellintervallo [; ]; si dice primitiva della


funzione ogni funzione 1 [; ] tale che:

() = (), [; ]

INTERPRETAZIONE GEOMETRICA

Le primitive coincidono con tutte le linee : = () regolari (cio tali che


1 [; ]), che sono le linee integrali dellequazione differenziale lineare di
primo ordine:

0 [; ]
() = (), [; ],
1 [; ]

HOW MANY ANTIDERIVATIVES?

Le antiderivate sono 1 , che cos definito:

1 = {() = () + , } 1 [; ], = =

Questo determina ununicit sostanziale delle primitive, a meno di una costante


additiva .

NOTAZIONE

Lantiderivazione si chiama integrazione indefinita; loperatore di antiderivazione


si chiama integrale indefinito:

0 [; ] = {() = () + = , }
1 [; ]

TABELLA DELLE ANTIDERIVATE

47
() = (, ) = +

() = cosh (, ) = sinh +

() = sinh (, ) = cosh +
1
() = (, ) = tanh +
cosh2
1
() = (, ) = coth +
sinh2
() = cos (, ) = sin +

() = sin (, ) = cos +
1
() = (, ) = tan +
cos2
1
() = (, ) = cot +
sin2
1
() = (, ) = log|| +


2 2
() = (, ) = + x
0

INTEGRAZIONI IMMEDIATE (CHAIN RULE)

() () = () +

1
() = log|()| +
()

() () = () +

1
= log|log | +
log()
sin
tan = = log|cos | +
cos

METODI DI INTEGRAZIONE

DECOMPOSIZIONE IN SOMMA

Loperatore di antiderivazione un operatore lineare:

x Questa una funzione integrale, non elementare.

48
= ( 1 + 2 ) = 1 + 2

PER PARTI

Siano date due funzioni e , continue e derivabili in . :

() () = () () () ()

: y

:

Mediante la regola di Leibniz si dimostra facilmente che :

( ) = + = ( )

E poich loperatore di antiderivazione lineare, integrando tutto si ottiene:


() () = () () () ()

= () () () ()

INTEGRALE DEL LOGARITMO

log

() = log

() = 1 () =
1
log = log = (log 1) +

PER SOSTITUZIONE

Si chiami una funzione (), continua e derivabile, e sia data unaltra funzione
, continua:

[; ]
= () 1 [; ],
([; ]) [; ]

() 0 [; ] () 0 [; ]

Si ha che:

() () = () + ,
() 1 [; ] () 0 [; ], [; ]

y Si tratta dellelemento brutto e cattivo, che difficilmente antiderivabile.

49
Infatti risulta, grazie alla chain rule:

() = () () = () ()

O, in forma pi facilmente memorizzabile:

() () = ()
()=

() =

TRATTAZIONE VERTICALE
DELLARCOTANGENTE
La funzione tangente, che dispari, cos definita:

tan: +
2
= tan

-periodica, quindi non globalmente invertibile: questo significa che


larcotangente non linversa della tangente, ma solo della tangente ristretta, che
cos definita:

tanr : || <
2
= tanr

Considerando la tangente ristretta, c una corrispondenza biiettiva tra tutti i punti


del dominio e tutti i punti del codominio:

tanr ; =
: 2 2

z: 1 , 2 ; , 1 2 tanr 1 tanr 2
2 2
La relazione di iniettivit pu essere scritta anche in questo modo:

, ! ; = tanr
2 2
cos ben definita la funzione inversa della tangente ristretta, che larcotangente:

arctan: ;
2 2
= arctan

La funzione arcotangente limitata:



< arctan <
2 2

z Iniettiva, o biunivoca, o invertibile.

50

arctan ,
2
Lasintotico allorigine rimane la bisettrice del primo-terzo quadrante:

arctan , 0

Inoltre larcotangente continua in tutto il suo dominio:

arctan 0

Ricordando che = arctan = tan , la derivata dellarcotangente :

1 1 1
(arctan ) = = = > 0,
(tanr ) 1 + tan 1 + 2
2

1
(arctan ) =
1 + 2
Mentre il suo integrale :

1
= arctan +
1 + 2
()
= arctan() +
1 + [()]2

SOLUZIONE DEL PROBLEMA GEOMETRICO:


LINTEGRALE DEFINITO

DEF. 1: DEFINIZIONE DI () (() 0)

Dato il trapezoide definito in precedenza, si pu costruire lo scaloide


approssimante , e la somma integrale della funzione estesa nellintervallo
[; ], area dello scaloide. Siano cos definiti i parametri , e :

= 0 < 1 < 2 < < =

= 1

= max{1 , 2 , , }

Si prenda un punto [1 ; ] fissato arbitrariamente, e si valuti ( ). Si


possono cos definire lo scaloide approssimante e la sua area:

= = [1 ; ] [0; ( )]
aa

=1 =1

( ) = ( ) = ( ) = (; [; ])
=1 =1

aa : rettangolo.

51
Larea del trapezoide sar definita dal limite della somma integrale al tendere a
0 di :

() = lim+ ( ) = lim+ (; [; ]) = lim+ ( ) = bb
0 0 0
=1

DEF. 2: DEFINIZIONE DI INTEGRALE


DI UNA FUNZIONE DI SEGNO QUALUNQUE
(DEF. ALGEBRICO-TOPOLOGICA DI MNGOLI-CAUCHY)

Le considerazioni fatte fin qui sono fatte considerando la funzione sempre


positiva. Ora il discorso viene esteso a una funzione di segno qualunque.

= lim+ (; [; ]) = lim+ ( )
0 0
=1

In questo caso non si parla di area, in quanto lintegrale definito pu assumere


valori negativi.

PROPRIET DEGLI INTEGRALI DEFINITI

P. 1

Sia data una funzione costante in tutto lintervallo di integrazione considerato. Il


suo integrale varr:

= ( )

Infatti:

(; [; ]) = ( ) = = ( ) + ( )cc
0
=1 =1

P. 2: LINEARIT RISPETTO
ALLA FUNZIONE INTEGRANDA

Se le seguenti condizioni sono valide, anche lintegrale definito risulta essere un


operatore lineare:

,
( + ) = +
, 0 [; ]

La seconda ipotesi pu esser scritta anche nel modo seguente:


bb Si pu scrivere anche nella forma pi completa in questo modo: () .
cc Infatti non dipende da .

52

: 0 [; ]

Questa notazione indica che lintegrale definito un funzionale lineare sullo spazio
lineare 0 [; ] a valori reali, cio una super-funzione che opera tra funzioni,
associando a ciascuna di esse un numero reale.

P. 3: ADDITIVIT DELLINTERVALLO
DI INTEGRAZIONE

= + , < <

P. 4

=

P. 5

= = 0

P. 6

Se una funzione data positiva o nulla in tutto lintervallo [; ] di integrazione,


allora il segno dellintegrale definito dipende solamente dalla posizione reciproca
dei due estremi dellintervallo di integrazione:

0

TEOREMA DELLA MEDIA

Sia data una funzione continua nellintervallo [; ]. Esiste almeno un punto


[; ] tale che:

= () ( )

Il valore () rappresenta il valor medio della funzione nellintervallo [; ].

INTERPRETAZIONE GEOMETRICA

53
Nellipotesi che la funzione sia positiva in tutto lintervallo [; ], esister un
rettangolo tale che () = e cos definito:

= [; ] [0; ()]

INTERPRETAZIONE CINEMATICA

Nellipotesi che la velocit scalare sia cos definita:

() 0 [0 ; 1 ]

() 0, [0 ; 1 ]

Esiste un conveniente istante [0 ; 1 ] tale che la velocit istantanea


nellistante sia uguale alla velocit media nellintervallo [0 ; 1 ]:
1
() = ( ) (1 0 )
0

DIMOSTRAZIONE GEOMETRICA (() 0)

Nellipotesi che la funzione sia positiva in tutto lintervallo [; ], per il teorema


di Weierstrass risulta che:

= min = (1 )
[;]
() , [; ]
= max = (2 )
[;]

()


( ) ( )

Poich ( ) sicuramente positivo, allora si pu tranquillamente dividere tutto


per tale termine:

1

Ora, per il teorema dei valori intermedi la funzione assume tutti i valori compresi
tra il minimo e il massimo, e quindi esiste un punto tale che:

1
() =

DIMOSTRAZIONE GENERALE (() 0)

Presa una funzione di segno qualunque nellintervallo [; ], fissato un > 0 e


posto che ( ) , sar:

54

(; [; ]) = ( ) = ( )
=1 =1

(; [; ]) = ( ) = ( )
=1 =1

Risulta quindi:

( ) ( )

E da qui la dimostrazione prosegue come sopra.

COROLLARIO 1: PROPRIET DI MONOTONIA

Siano date due funzioni continue e , con la prima minore della seconda:

, 0 [; ]

() < (), [; ]

La stessa relazione che intercorre tra le due funzioni si estende anche ai loro
integrali definiti:


Infatti risulta, per il teorema della media:



= ( ) = () () ( ) 0

dal momento che :

() () 0

( ) > 0

COROLLARIO 2

Sia data una funzione continua nellintervallo [; ]:

0 [; ] || 0 [; ]

Si avr che il valore assoluto dellintegrale definito da a minore o uguale


allintegrale definito nello stesso intervallo del valore assoluto della funzione:

||

Infatti :

|| ||

55
Per la propriet di monotonia (corollario 1), anche:

|| ||

Assegnando dunque i seguenti nomi, risulta:



|| =


|| ||

=

TEOREMA FONDAMENTALE
DEL CALCOLO INTEGRALE

Sia data una funzione continua nellintervallo [; ], e una funzione , continua


e derivabile nello stesso intervallo. La derivata della funzione la , cio la
primitiva della :

1 [; ], ()dd

() = (), [; ]

Si deve cio dimostrare che, se valida la condizione sotto descritta, la derivata


della funzione integrale la funzione integranda :
0
[; ] 0 0 + [; ]

(0 + ) (0 )
(0 ) = lim = (0 )
0
Infatti:
0 + 0
(0 + ) (0 ) 1
= () + () () + ()

0 + 0 +
1 1
= () + () = ()
0 0
1
= ee (0 + 0 ) () = () ff (0 )
0

E poich la funzione continua nellintervallo [; ], con 0 [; ], allora


sar anche:

() = (), [; ]

dd Costante arbitraria (vedi formula (P)).


ee Per il teorema della media.
+ 0
ff Cio per: 0
0

56
COROLLARIO 1: LEGAME
TRA LINTEGRALE DEFINITO E LE PRIMITIVE

Dalla formula (P), posto = , si ha:



() = () () = [()]

OSS. 2: PRECISAZIONE SUL TEOREMA DELLA MEDIA

Il teorema di Lagrange applicato alla funzione integrale porta al teorema della


media. Infatti, scelto un punto [; ] conveniente, risulta:

() ()
= () () () = () ( )
( )

COROLLARIO 1

Se = (oppure = ), cio se il valor medio della coincide con un estremo


dellintervallo di integrazione considerato, allora esiste almeno un altro punto
0 (; ), tale che:

1
() = (0 ) =

FUNZIONE INTEGRALE DELLA GAUSSIANA

Sia data la finzione della gaussiana (funzione pari):


2
() = ( )

Le 1 soluzioni dellequazione differenziale lineare del primo ordine () =


2
, per la formula (P), sono:

() = (0) + ()
0

Come soluzione al problema di Cauchy (how many) scelgo quella 0 () che passa
dallorigine gg:
2
0 () =

0 (0) = 0hh

INTERPRETAZIONE GEOMETRICA

Poich valgono le seguenti condizioni, la funzione 0 () dispari:

gg Solo in questo caso una funzione continua pu essere dispari.


hh Initial condition in = 0.

57
0 () 0 0

0 () = 0 (),

Infatti (dimostrazione 1):


0
2 2
0 () = = = ( ) = ( ) = 0 ()
0

Oppure (dimostrazione 2):


2
0 () = > 0,
2
0 () = () = 2 0 0

58
IL CAMPO COMPLESSO
Il campo complesso lulteriore ampliamento degli insiemi numerici per
permettere la risoluzione di alcune equazioni algebriche (o polinomiali):

ii

ESEMPIO
2 () = 2 + 5 = 0

: 2 = 5

TEOREMA FONDAMENTALE DELLALGEBRA

Ogni equazione algebrica di grado a coefficienti complessi ammette


esattamente soluzioni complesse, pur di contare ciascuna con la sua molteplicit.

DEF. 0: NUMERO COMPLESSO


(SECONDO HAMILTON)

Ogni numero complesso definito dalla coppia ordinata di valori reali e :

= = 2 = { = (, ); , }

I numeri del campo complesso sono facilmente rappresentabili sul piano di Gauss:

= (, ) (; )

OSS. 1: GIUSTIFICAZIONE DEL TERMINE CAMPO

Linsieme dei numeri complessi un campo, dal momento che le operazioni di


somma e prodotto sono interne:

:

:

SOMMA

= (, )
( + ) = ( + , + )
= (, )

propriet associativa:
1 + (2 + 3 ) = (1 + 2 ) + 3
propriet commutativa:

ii Il simbolo indica una inclusione stretta.

59
+ = +

elemento neutro:

0 = (0,0) : + 0 = 0 + =

elemento opposto:

= (, ) , () = (, ) : + () = 0

SOTTRAZIONE
= (, )
= + () = ( , )
= (, )

PRODOTTO

= (, )
( ) = ( , + )
= (, )

propriet associativa:
1 (2 3 ) = (1 2 ) 3
propriet commutativa:

elemento neutro:

1 = (1,0) : 1 = 1 =

Infatti:

(, ) (1,0) = ( 1 0, 0 + 1) = (, )

elemento inverso, o reciproco:

0 , 1 = (, ) 1 = 1

1 = 1 (, ) (, ) = ( , + ) = (1,0)

= 2
= 1 + 2
1 = 2 , 2
+ = 0 + 2 + 2
= 2
+ 2

DIVISIONE
, 0
= 1

PROPRIET DISTRIBUTIVA

Inoltre valida la propriet distributiva, che lega somma e prodotto:

(1 + 2 ) = 1 + 2

60
OSS. 2: LINSIEME , SOTTOCAMPO DI

Linsieme dei numeri reali una sottostruttura, o sottocampo, del campo


complesso; infatti, identificando ciascun numero (, ) caratterizzato da una
nulla con il numero reale , si nota che tale caratteristica si mantiene sommando
o moltiplicando due numeri ugualmente caratterizzati (linsieme stabile
rispetto alla somma e rispetto al prodotto):

(, 0) + (, 0) = ( + , 0)

(, 0) (, 0) = ( , 0)

OSS. 3: NUMERI NUOVI

Sia dato il numero complesso cos rappresentato:

{(0, ); }

Si pu notare la stabilit rispetto alla somma tra due numeri complessi strutturati
come sopra:

(0, ) + (0, ) = (0, + )

Al contrario non vi stabilit rispetto al prodotto (e quindi, a maggior ragione, alla


potenza); in particolare elevando al quadrato un numero come quello sopra
rappresentato, si ottiene un numero reale negativo:

(0, )2 = (0, ) (0, ) = ( 2 , 0) = 2 < 0

Questo un numero immaginario. Lasse che raccoglie tutti i numeri immaginari


chiamato asse immaginario. Lunit immaginaria cos definita:

= (0,1): 2 = 1

SCRITTURA IN FORMA ALGEBRICA

= (, ) = jj(, 0) + (0, )kk = +

I valori e rappresentano, rispettivamente, la parte reale e il coefficiente dalla


parte immaginaria di :

= ()

= ()

MODULO

Il modulo di definito come la distanza di dallorigine sul piano di Gauss:

|| = (; 0)

jj Per la definizione di somma.


kk Per la definizione di prodotto : (0, ) = (0,1) (, 0).

61
| |: [0; +)

|| = (; ); (0; 0) = (; 0) = 2 + 2

Come diretta conseguenza della definizione di modulo, si ha che:

|| = 0 = 0

DISUGUAGLIANZA TRIANGOLARE DEL MODULO

| + | || + || | + |2 (|| + ||)2

Infatti:

| + |2 = ( + )
( + ) = ( + ) ( +
)
= +
+ + +
= ||2 + ||2 +

Ma:

+
) 2 |
= 2 Re( | = 2 || |
| = 2||||

E quindi:

||2 + ||2 +
+ ||2 + ||2 + 2|||| = (|| + ||)2

CONIUGAZIONE COMPLESSA

Il coniugato di cos definito:

= + =

() = () =
() = () =
|| = ||

Se ne deduce quindi che:

+ = 2 = 2 ()

= 2 = 2 ()

= 2 ()2 = 2 + 2 = ||2

= ll

Sono inoltre valide le seguenti propriet eufoniche:

ll Propriet involutiva.

62


=

SCRITTURA IN FORMA TRIGONOMETRICA


Un metodo alternativo per scrivere i numeri complessi mediante le coordinate
polari, indicando cio il modulo del numero e langolo che esso forma rispetto
allasse reale; per convenzione si assume un positivo quando la rotazione
antioraria, negativo altrimenti; inoltre si sceglie langolo minimo di rotazione, cio:

<

Appare quindi chiaro, per semplice trigonometria, che :

= cos

= cos = sin
2
Il numero complesso quindi cos rappresentabile:

= + = (cos + sin )

= || = 2 + 2

= arg() = 0 + 2

Il coniugato di , invece, :

|| = || =

arg() = arg() =

= (cos() + sin()) = (cos sin )

Quando il modulo di nullo, infine, pu assumere un valore qualunque:

= || = 0
|| = 0
= []

TEOREMI DI DE MOIVRE
I teoremi di De Moivre permettono di trovare il prodotto e il rapporto tra numeri
complessi.

Siano dati due numeri complessi e :

= (cos + sin )

= (cos + sin )

TEO. 1: PRODOTTO TRA NUMERI COMPLESSI

Il loro prodotto sar:

= (cos( + ) + sin( + ))

63
| | = || || =

arg( ) = arg() + arg() = +

Infatti:

= (cos + sin ) (cos + sin )


= cos cos sin sin + (sin cos + cos sin )
= (cos( + ) + sin( + ))

COROLLARIO: POTENZE POSITIVE

La potenza -esima di un numero complesso :

| | = ||
= (cos() + sin())
arg( ) = arg()

TEO. 2: QUOZIENTE TRA NUMERI COMPLESSI

Il loro rapporto mm sar:



= (cos( ) + sin( ))

||
= =
||

arg = arg() arg() =

Infatti:

(cos( ) + sin( ))
= = =
||2 2

= (cos( ) + sin( ))

OSS. 1

1 1 (cos sin ) 1
= = 2= = (cos sin )
|| 2
1 1
=
||
arg 1 = arg() = arg()

OSS. 2: PERIODICIT DELLE POTENZE DI

Le potenze di ammettono solo quattro distinti valori:



2 = 1 3 = 2 = 4 = 3 = +1

mm In questo caso deve essere {0}.

64
OSS. 3: INTERPRETAZIONE GEOMETRICA
DELLA MOLTIPLICAZIONE PER

Siano dati il numero complesso e lunit immaginaria :

= (cos + sin )

= 1 cos + sin
2 2
Il loro prodotto :

= cos + + sin +
2 2
| | = || || = ||

arg( ) = + arg()
2
Questo significa che moltiplicare un numero per lunit immaginaria equivale a

farlo ruotare di un angolo .
2

TEOREMA FONDAMENTALE DELLALGEBRA


(CASO PARTICOLARE)

Sia data lequazione di grado 2:

= (cos 0 + sin 0 ) :

= (cos + sin ) :

Per qualsiasi complesso diverso da 0, lequazione ammette soluzioni distinte;


queste soluzioni sono rappresentate dai vertici di un poligono regolare di lati
inscritto nella circonferenza di centro lorigine e raggio pari a:

= ||

Infatti:

= (cos() + sin()) = (cos 0 + sin 0 )


.1

= = = ||
0 2
= 0 + 2nn = +

Quando nulla si ha ununica soluzione:

=0=0=0=0

In tutti gli altri casi (cio {0}), esistono infinite soluzioni:



= = (cos + sin );

nn Con .

65
0 2 0 2
= = cos + + sin +

Tuttavia, di queste infinite soluzioni, solo sono distinte tra loro. Infatti:

0 0
= 0 0 : arg(0 ) = 0 = +0=

0 2 0 0
= : arg( ) = = + = + 2 =

DEF. 1: ESPONENZIALE COMPLESSO

Lesponenziale complesso esprimibile mediante il prolungamento da a


dellesponenziale reale:

= + = = +

= + = (cos + sin )

| | = > 0
oo
arg( ) = + 2pp
( ) = cos

( ) = sin

OSS. 1

Lesponenziale complesso, per la legge degli esponenti, pu essere visto come il


prodotto dellesponenziale reale e di quello immaginario puro , cos definiti:

1 = =

2 = = = cos + sin

= + = = (cos + sin )

OSS. 2: PERMANENZA DELLA LEGGE


DEGLI ESPONENTI NEL CAMPO COMPLESSO

Anche nel campo complesso vale la legge degli esponenti:

1 +2 = 1 2

Infatti:

1 = 1 + 1

2 = 2 + 2

oo Questo equivale a dire che: 0, .


pp Con .

66
1 +2 = 1 +2 +(1 +2 ) = 1 +2 (cos(1 + 2 ) + sin(1 + 2 ))

Per de Moivre, inoltre, :

1 +2 = 1 2 = | 1 | | 2 | = | 1 2 |

arg( 1 +2 ) = arg( 1 ) + arg( 2 ) = arg( 1 2 )

E quindi:

1 +2 = 1 2

OSS. 3: PERIODICIT DI

Lesponenziale complesso periodico di un periodo 2, cio:

+2 =

Infatti:

+2 = +(+2) = (cos( + 2) + sin( + 2))


= (cos + sin ) =

OSS. 4: FORMA ESPONENZIALE DI NUMERI COMPLESSI

Un numero complesso , scritto in forma trigonometrica, pu essere facilmente


riscritto in forma esponenziale:

= (cos 0 + sin 0 ) = 0

CASI NOTEVOLI

= 0 (cos + sin ) = 1 + 1 = 0

= 0 (cos() + sin()) = 1 + 1 = 0

2 = 0 cos + sin =
2 2

OSS. 5: SIGNIFICATO GEOMETRICO


DELLA MOLTIPLICAZIONE PER

Siano dati lesponenziale con esponente immaginario puro e il complesso :

= 0 = 1
= 0 (cos + sin )
arg = + 2

= (cos 0 + sin 0 ) = 0

67
Moltiplicandoli si deduce che il prodotto di un numero per comporta una
rotazione di un angolo del numero stesso.qq:

= 0 = (0 +)
= || = ||

arg = arg + = 0 +

CASI NOTEVOLI

= 2 =
2
= = 1

DEF. 2: FUNZIONI TRIGONOMETRICHE


COMPLESSE

Siano date le due seguenti formule, indicate rispettivamente con () e ( ) e


valide per ogni reale:

= cos + sin

= cos sin

La loro somma e la loro differenza danno rispettivamente:

+
() + ( ) cos =
2

() ( ) sin =
2
Mediante un prolungamento da a si ottengono anche le forme complesse di
seno e coseno:

+
cos =
2

sin =
2

OSS. 1: FORMULA DI EULERO

Sommando il coseno complesso e il seno moltiplicato per , si ottiene la


fondamentale formula di Eulero:

+
cos + sin = + = ,
2 2

qq Per questo il termine detto anche fattore di fase.

68
OSS. 2: PERMANENZA DELLE PROPRIET FORMALI
DI SENO E COSENO NEL CAMPO COMPLESSO

Permangono le propriet di simmetria:

cos() = cos

sin() = sin

Si mantengono anche quelle di periodicit:

cos( + 2) = cos

sin( + 2) = sin

Infine, resta valida la propriet trigonometrica fondamentale:

sin2 + cos 2 = 1

DEF. 3: FUNZIONI IPERBOLICHE COMPLESSE

Mediante un prolungamento da a si ottengono le forme complesse di seno e


coseno iperbolici:

+ +
cosh = cosh =
2 2

sinh = sinh =
2 2

OSS. 1: LEGAME TRA FUNZIONI IPERBOLICHE E


TRIGONOMETRICHE NEL CAMPO COMPLESSO

Risulta dunque evidente il legame che intercorre tra funzioni trigonometriche e


iperboliche:

cos = cosh()

sinh()
sin =

OSS. 2: PERMANENZA DELLE PROPRIET FORMALI DI


SENO E COSENO IPERBOLICI NEL CAMPO COMPLESSO

Permangono le propriet di simmetria:

cosh() = cosh

sinh() = sinh

introdotta la periodicit di periodo 2:

cosh( + 2) = cosh

sinh( + 2) = sinh

69
Infine, la propriet iperbolica fondamentale si presenta in duplice forma:

cosh2 sinh2 = 1

cosh2 sinh2 = (cosh + sinh ) (cosh sinh ) = = 1

cosh2 sinh2 = 1

sinh2
cosh2 sinh2 = cosh2 + = sin2 + cos2 = 1
2

OSS. 3: INDISTINGUIBILIT TRA FUNZIONI


IPERBOLICHE E GONIOMETRICHE NEL CAMPO

cosh cosh = cos cosh() = cosh cosh()
= cosh = cos

70
[25.01.2013]

ULTIMA CUMAEI VENIT IAM CARMINIS AETAS


MAGNUS AB INTEGRO SAECLORUM NASCITUR ORDO.
IAM REDIT ET VIRGO, REDEUNT SATURNIA REGNA,
IAM NOVA PROGENIES CAELO DEMITTITUR ALTO.
(VIRGLIO, BUCOLICHE, IV, 5)

BONUM CERTAMEN CERTAVI, CURSUM CONSUMMAVI,


DS SERVAVI.

(SECONDA LETTERA A TIMOTEO 4,7)

ADDIO, MONTI SORGENTI DALLACQUE, ED ELEVATI


AL CIELO; CIME INUGUALI, NOTE A CHI CRESCIUTO
TRA VOI, E IMPRESSE NELLA SUA MENTE, NON MENO
CHE LO SIA LASPETTO DE SUOI PI FAMILIARI;
TORRENTI, DE QUALI DISTINGUE LO SCROSCIO, COME
IL SUONO DELLE VOCI DOMESTICHE; VILLE SPARSE E
BIANCHEGGIANTI SUL PENDO, COME BRANCHI DI
PECORE PASCENTI; ADDIO! QUANTO TRISTO IL PASSO
DI CHI, CRESCIUTO TRA VOI, SE NE ALLONTANA!

(A. MANZONI, I PROMESSI SPOSI, VIII)

71